Direttore
Massimo Tomasi
Direzione e Redazione
Michele Zacchi
Trento - Via Maccani, 199
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In Redazione:
Ivonne Chistè, Gabriele Dalprà,
Francesca Eccher, Stefano Gasperi,
Sabrina Grillo, Nicola Guella,
Francesca Tonetti, Gianluca Turrina,
Nadia Paronetto, Martina Tarasco
Iscrizione n. 150 del Tribunale di Trento
30 ottobre 1970
A cura di
AGRIVERDE CIA SRL - Trento - Via Maccani 199
5HDOL]]D]LRQHJUDÀFDHVWDPSD
Studio Bi Quattro - Trento
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SOMMARIO
5
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30
“Tutti per uno”, questo è il bene comune
Un modello interessante
Gli agricoltori trentini sono già sulla buona strada
6XG7LURORQXRYHUHJROHSHUO·LPSLHJRGLSURGRWWLÀWRVDQLWDUL
Alleanza cooperativa, sempre più vicina
Fairtrade, 20 anni di commercio equo
Notizie dal Caf
Parte il Consorzio Bambù Italia
Notizie dal CAA
Master in Apertura e Gestione di Start Up Agricole
Donne In Campo: I prodotti locali sono una risorsa
per la nostra economia
L’ olivicoltura
,WLQHUDULRHWQRJUDÀFRGHO7UHQWLQR
40 righe di storia
Notizie dalla Fondazione Edmund Mach
Vendo&Compro
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AVVISO CHIUSURA PERMANENZA
SEDE PERIFERICA DI MALÈ
Abbiamo deciso, dopo attento monitoraggio e valutazione delle presenze, che dal
01 luglio 2014 la permanenza settimanale
di Malè, presso il Municipio, verrà chiusa.
Per mantenere un livello qualitativo elevato
così come è nostro obiettivo, concentreUHPR O·DWWLYLWj QHOO·XIÀFLR GL &OHV DSHUWR
durante tutta la settimana:
dal lunedì al giovedì 8:00/12:15 14:00/18:00 e venerdì 8:00/12:15.
SANT’ORSOLA TERME
Il 1° e il 3° martedì del mese dalle 8.00 alle
10.00 presso il Municipio
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CIA
“TUTTI PER UNO”,
QUESTO È IL BENE
COMUNE
L’agricoltura trentina si confronta
con un mercato planetario, ma si permette ancora
il lusso di avere organizzazioni agricole che si
confrontano poco tra loro. È ora di voltare pagina.
Ne parliamo nel corso di un convegno che si terrà
il 24 novembre a Trento
Paolo Calovi,
presidente della CIA del Trentino
di Paolo Calovi
T
utti i nostri soci e i
nostri lettori sanno
bene che il tema
dell’unità del mondo
agricolo è centrale nella proposta
politica della Cia del Trentino.
E non pensiamo ad una unità di
facciata, al falso unanimismo che
serve per far contenti e lasciare
tutto come prima. Il nostro settore
sperimenta le difficoltà dei mercati, i nuovi comportamenti dei
consumatori (ne abbiamo parlato
un paio di numeri fa e i segnali
sembrano premiare il prodotto di
qualità), i contraccolpi della politica estera (pensiamo alle sanzioni
verso la Russia), ma quando esamina i problemi del Trentino sembra perdere lucidità.
Nel caso di grossi guai (e la vicenda della Lavis ne è un esempio)
scatta una specie di automatismo
perché si chiede ad altri (la Provincia, la Cooperazione nel suo
insieme) di intervenire con robusti
finanziamenti.
Manca il coinvolgimento delle
organizzazioni professionali agricole che sono soggetti condensatori delle varie posizioni degli
imprenditori, soci di cooperative,
anche di quelle che sono al cen-
tro di possibili azioni. Ed è una
strada non più praticabile.
Prima di tutto perché le risorse
sono scarse, in qualche caso
molto scarse, e in secondo luogo perché è sbagliato il modo di
guardare i problemi.
Non ci possiamo più permettere
di sperare che, con la bacchetta
magica della provincia, si possa
rimettere tutto in sesto.
No, anzi questa apparente medicina può peggiorare la malattia e
ci impedisce di valutare le possibili soluzioni.
Le vie d’uscita ci sono ma richiedono due condizioni di partenza:
un dialogo serrato fra i soggetti
interessati e la consapevolezza
che il passato, anche recente,
non può più essere riproposto.
Mancano le condizioni e gli scenari che potevano permettere,
tanti anni fa, certe operazioni.
Purtroppo, invece di trovare soluzioni si preferisce “giocare” alle
belle statuine: tutti fermi in attesa
di qualcosa. Siamo convinti che
questo atteggiamento passivo sia
quanto mai sbagliato: gli errori
fatti si aggravano se non vengono
corretti e per dare una svolta al
nostro mondo occorre guardare
alle questioni in sospeso con altri
occhi. Bisogna governare le difficoltà per mutarle in opportunità.
Se a livello nazionale il progetto
dell’Alleanza delle Cooperative
Italiane va avanti, cosa può mai
ostacolare una decisa svolta anche da parte delle organizzazioni
agricole ?
Dobbiamo mettere da parte orgogli che non hanno ragion d’essere
e la presunzione di avere la verità
in tasca. E allora troviamo un luogo adatto per cominciare questo
lavoro.
A nostro avviso la “nuova” Camera di Commercio ha tutte le
caratteristiche per essere il soggetto che fa incontrare e discute il
mondo agricolo.
Perché si tratta di far fare un grande passo avanti ad un comparto
che, a vario titolo, rappresenta
una quota importante della nostra economia, dall’agroalimentare al turismo. Per questo abbiamo
organizzato un convegno (che si
terrà il 24 novembre a Trento) su
questi temi, convinti che, come
dice il titolo che abbiamo scelto, le questioni sul tappeto siano
davvero un “bene comune” per
l’intera provincia.
Beratungsring
UN MODELLO
INTERESSANTE
Una delegazione della Cia ha visitato il Beratungsring
(centro di assistenza tecnico altoatesino) a Lana.
di Massimo Tomasi
D
opo l’intervista al coordinatore del Beratungsring di Lana, una
delegazione della Cia
del Trentino (il presidente Paolo
Calovi, il direttore Massimo Tomasi, il vicepresidente Francesco Cattani) ha incontrato, nella
sala riunioni nel loro centro di
assistenza, il responsabile Robert
Wiedmer per approfondire questo
interessante argomento. Viene
brevemente accennata la storia
della struttura che nasce nel secondo dopoguerra. Il Beratungsring è una struttura non profit
e cerca di operare nel modo migliore al servizio degli agricoltori
che vi si associano. Una realtà
molto solida ed autorevole che fin
dall’inizio l’autorevolezza del centro si basava sulla sua “neutralità” rispetto ai soggetti pubblici e
privati. Partiti dal coraggio di 17
aziende coadiuvate da un tecnico
lungimirante, oggi i numeri sono
molto diversi in quanto i soci sono
oltre 6100 per una superficie di
21.600 ha. I soci sono di due tipi:
ordinario e corrispondente. Possono essere soci ordinari solo
quelli che hanno superficie agricola in Alto Adige, tutti gli altri
sono corrispondenti in quanto il
Beratungsring gli assiste solo con
le circolari, notizie ed informazioni, ma non con azioni sul territorio.
La loro operatività è quindi concentrata entro i confini della provincia di Bolzano, ma ha saputo
organizzarsi in maniera da tenersi
in contatto con importanti realtà
internazionali. La superficie agri-
cola altotesina è divisa in sette distretti, ognuno con il proprio consiglio eletto tra i soci dello stesso
secondo una divisione “comunale”. I presidenti distrettuali compongono il consiglio provinciale
che nomina il presidente dell’associazione. Questa strutturazione
permette di mantenere il controllo
sulla gestione dell’operato, della
sua efficacia e fornisce continui
stimoli ai bisogni che le aziende
segnalano. Il budget è per oltre il
70 % prodotto dai contributi delle aziende associate. Il costo del
servizio si ispira al principio di un
costo minimo indipendentemente
dalla superficie più un canone decrescente a seconda della superficie interessata. Ad oggi la quota
minima prevista è più o meno di
120 Euro per chi ha appezzamenti molto piccoli (sotto i 3.000 mq)
e 159 Euro per gli altri. A titolo
esemplificativo un’azienda di 10
ettari paga 160 euro per il primo
ettaro, circa 85 euro per dal secondo al decimo e 20 euro oltre il
decimo. Questi sono i costi per i
soci ordinari, mentre per gli altri si
paga un abbonamento annuale. Il
consiglio provinciale si coordina
con il gruppo dei tecnici che operano nei quattro grandi settori del
SudTirolo (vite, mele, albicocco
e ciliegio) e che si muovono con
rapidità e decisione per intervenire quando e dove è necessario.
Per il settore frutticolo ci sono 20
tecnici, 3 per il biologico e 5 per
il viticolo. Normalmente la difesa
fitosanitaria è quella integrata, ma
viene dato sia spazio che suppor-
6
to anche a quella biologica, con
tecnici dedicati e specializzati.
Le decisioni vengono comunque
assunte in concerto per permettere una costante “contaminazione” tra le diverse tecniche e
soprattutto perchè tutti siano a
conoscenza di come è impostata
la difesa sia con un metodo che
con l’altro. In questo modo si possono supportare i diversi bisogni
delle aziende che si incontrano
sul territorio. Qualunque tecnico
può quindi supportare qualunque
azienda nell’immediato, se poi
ci sono problemi specifici interverrà quello più adatto.Non c’è
solo questo centro di assistenza
in provincia di Bolzano. Esistono
i tecnici che fanno riferimento alla
Cooperazione, in costante collegamento con il Beratungsring, c’è
una struttura olandese e da poco
è nato, con le caratteristiche del
Beratungs anche un servizio per
i piccoli frutti. In Provincia di Bolzano l’assistenza è totalmente privata e sostenuta dagli interessati,
tant’è che anche parte dell’attività
di vigilanza fitosanitaria è demandata a loro ed è per questo che
una parte dei costi viene coperta
da contributi pubblici. I tecnici
si incontrano tutti lunedì dove si
confrontano e decidono le strategie da adottare nella difesa fitosanitaria nei vari territori. Sono
presenti soprattutto nei momenti
più delicati, e va aggiunto che il
coordinamento scientifico, anche
con Laimburg, è molto stretto.
Ogni anno è previsto un periodo
di aggiornamento dei tecnici ed è
attiva da tempo una collaborazione anche con FEM.
I nostri vicini altoatesini hanno
dunque preso strade diverse rispetto a quelle scelte dal Trentino, ma ora un confronto diventa
doveroso. La nostra assistenza
tecnica sarà probabilmente oggetto di verifiche e valutazioni anche alla luce delle sempre minori
disponibilità economiche pubbliche e quindi è importante guardarsi attorno per capire come altre realtà si sono attivate.
Fitosanitari
GLI AGRICOLTORI TRENTINI
SONO GIÀ SULLA
BUONA STRADA
(·SDUWLWDODSUHSDUD]LRQHGHOQXRYR3DQSHULÀWRVDQLWDUL
di Michele Zacchi
D
LÀWRVDQLWDULVLWRUQDDSDUlare in tutto il paese perché in questi mesi viene
elaborato il nuovo piano
nazionale. Ci vorranno, probabilmente, ancora un paio d’anni per metteUH OD SDUROD ÀQH D TXHVWR ODYRUR PD
sappiamo anche che, in questi casi,
il tempo corre in fretta. Presentiamo ai
nostri lettori due “documenti”. Il primo
è costituito da un’intervista a Renato
0DUWLQHOOLFKHULDVVXPHLOODYRURÀQTXL
IDWWRDOLYHOORQD]LRQDOHHDSUHXQDÀQHstra sui temi provinciali. Il secondo è il
regolamento predisposto dalla Provincia di Bolzano nel luglio di quest’anno
e che riassume il lavoro fatto con l’organizzazione contadina e il Beratungsring e i tecnici della provincia.
Quali caratteristiche ha il Piano
d’azione nazionale per l’uso soVWHQLELOH GHL SURGRWWL ÀWRVDQLWDUL
(PAN)?
“E’ entrata ormai nel vivo la realizzazione del Piano nazionale per l’uso
VRVWHQLELOH GHL SURGRWWL ÀWRVDQLWDUL
predisposto ai sensi della Direttiva
2009/128/CE, anche se per la sua
completa attivazione occorreranno
un paio d’anni.
,O 3LDQR VL SUHÀJJH GL JXLGDUH JDrantire e monitorare un processo di
cambiamento delle pratiche di utiliz]R GHL SURGRWWL ÀWRVDQLWDUL YHUVR IRUme caratterizzate da maggiore compatibilità e sostenibilità ambientale e
sanitaria; prevede anche soluzioni
migliorative per ridurre l’impatto dei
SURGRWWLÀWRVDQLWDULLQDUHHH[WUDDJULcole frequentate dalla popolazione.
Si articola in sette azioni che trattano
in seguenti argomenti:
ODIRUPD]LRQHÀQDOL]]DWDDOULODVFLR
delle abilitazioni per l’acquisto,
l’utilizzo e la vendita dei prodotti
ÀWRVDQLWDUL H SHU O·HIIHWWXD]LRQH
dell’attività di consulenza tecnica;
- l’informazione e la sensibilizzazione con particolare riferimento
all’informazione preventiva, da
parte degli utilizzatori, nei confronti della popolazione interessata e potenzialmente esposta
DLSURGRWWLÀWRVDQLWDUL
- il controllo delle attrezzature per l’apSOLFD]LRQHGHLSURGRWWLÀWRVDQLWDUL
- l’irrorazione aerea;
- e misure per la tutela dell’ambiente
acquatico e dell’acqua potabile
e per la riduzione dell’uso di proGRWWLÀWRVDQLWDULLQDUHHVSHFLÀFKH
(rete ferroviaria e stradale, aree
frequentate dalla popolazione,
aree naturali protette);
- la manipolazione e lo stoccaggio
GHL SURGRWWL ÀWRVDQLWDUL HG LO WUDWtamento dei relativi imballaggi e
delle rimanenze;
OD GLIHVD ÀWRVDQLWDULD D EDVVR DSSRUWRGLSURGRWWLÀWRVDQLWDUL
L’agricoltura trentina può tuttavia
guardare senza eccessiva preoccupazione verso queste nuove disposizioni: l’attenzione che negli ultimi
decenni ha posto nei confronti di
queste tematiche fa sì che varie soluzioni ora indicate nel PAN siano già
state adottate in forma volontaria dal
mondo della produzione organizzata (corsi di formazione, adozione
disciplinari di produzione integrata,
controllo delle attrezzature). Altre diVSRVL]LRQL VRQR JLj FRGLÀFDWH DOO·LQ-
terno dei regolamenti comunali che
si ispirano alle Linee guida in materia
GLXWLOL]]RGLSURGRWWLÀWRVDQLWDULSUHdisposte dall’Amministrazione provinciale nel 2010.
L’attenzione va comunque posta
all’introduzione di un divieto di utiliz]RGLXQJUXSSRGLÀWRIDUPDFLTXHOOL
FODVVLÀFDWLPROWRWRVVLFLWRVVLFLHULportanti in etichetta le frasi di rischio
R40, R42, R43, R60, R61, R62, R63,
R68) in vicinanza di un gruppo di siti
sensibili individuati in parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree
ricreative, cortili e aree verdi all’interno di plessi scolastici, parchi gioco
SHU EDPELQL VXSHUÀFL LQ SURVVLPLWj
di strutture sanitarie; è prevista una
fascia di rispetto di 30 metri, ridotta a
10 metri nel caso vengano adottate
misure di contenimento della deriva.
Assistenza
notarile
Informiamo i gentili lettori che la
Confederazione Italiana Agricoltori
mette gratuitamente a disposizione
dei propri associati (in regola con il
pagamento della tessera associativa)
un consulente notarile per atti immobiliari, successioni, testamenti,
ecc.
TRENTO - Via Maccani 199
su appuntamento
Dott. Arcadio Vangelisti
Fitosanitari
Quali sono gli ambiti sui quali
la Provincia di Trento conserva
margini di intervento autonomo?
“Il PAN chiama in causa Regioni e
Province autonome principalmente per:
- istituire il nuovo sistema di forma]LRQHÀQDOL]]DWRDOULODVFLRULQQRYR
delle abilitazioni per l’acquisto,
l’utilizzo e la vendita dei prodotti
ÀWRVDQLWDUL H SHU O·HIIHWWXD]LRQH
dell’attività di consulenza tecnica;
- istituire il sistema per il controllo funzionale delle macchine irroratrici;
GHÀQLUH OH PRGDOLWj FRQ FXL O·DJULcoltore dovrà informare dell’esecuzione del trattamento con proGRWWL ÀWRVDQLWDUL LQ SURVVLPLWj GHL
siti sensibili;
- stabilire le dotazioni tecniche per
la riduzione della deriva che
permettono di ridurre la fascia
non trattata con i prodotti più
pericolosi da 30 a 10 metri; in
FRUVRGLGHÀQL]LRQH
- favorire l’adozione di metodi di dife-
sa delle colture a basso apporto
GL SURGRWWL ÀWRVDQLWDUL GLIHVD LQtegrata e agricoltura biologica); i
due metodi coprono la quasi totalità della produzione ortofrutticola
e viticola trentina.
GHÀQLUH SURWRFROOL WHFQLFL FKH UHgolamentano i trattamenti nelle
aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili
DPELWRH[WUDDJULFROR
- predisporre misure a tutela dei corpi
idrici e delle aree naturali protette
GRSRFKHVDUDQQRGHÀQLWHDSSRsite linee guida a livello nazionale.
L’Amministrazione provinciale si è
DWWLYDWD GD WHPSR SHU GHÀQLUH JOL
aspetti di propria competenza: il
controllo funzionale delle irroraWULFL q JLj DWWLYR GDO DO ÀQH GL
consentire agli agricoltori di sottoporre le proprie attrezzature alla
YHULÀFD HQWUR L WHPSL LPSRVWL GDOOD
Direttiva comunitaria (26 novembre 2016). Il nuovo sistema per il
rilascio/rinnovo delle abilitazioni
per l’acquisto, l’utilizzo e la vendita
GHLSURGRWWLÀWRVDQLWDULHSHUO·HIIHWtuazione dell’attività di consulenza
tecnica verrà approvato a breve e
sarà operativo dalla prossima primavera. Seguiranno poi tutte le
altre disposizioni per le quali si sta
avviando una fase di confronto con
gli altri attori coinvolti (Amministrazioni locali e produttori agricoli).”
Come si potrà creare una vera
autonomia di intervento per non
penalizzare le aree (come il Trentino) che hanno già politiche seYHUHVXOO·XVRGHLÀWRVDQLWDUL
“Il Piano nazionale pone alcuni vincoli precisi ed inderogabili per l’uWLOL]]R GHL SURGRWWL ÀWRVDQLWDUL D FXL
anche gli agricoltori del Trentino devono attenersi.
Ma la presenza sul nostro territorio
di un’agricoltura intensiva caratterizzata dalla stretta vicinanza dei
campi coltivati con le aree abitate,
l’attenzione per la popolazione e la
necessità di salvaguardare e valorizzare un ambiente meta di molti turisti
richiedono un’attenzione da parte di
tutti gli operatori agricoli che va oltre
il semplice rispetto delle disposizioni
8
introdotte dal Piano nazionale. L’adozione dei protocolli di autodisciplina
a partire dagli anni 80 è una chiara
dimostrazione di come l’agricoltura
si sia posta il problema ed abbia cercato di individuare soluzioni in grado
di coniugare necessità produttive
con il rispetto della salute della popolazione e dell’ambiente. Con il
passare degli anni le sensibilità sono
cambiate, occorre quindi aggiungere nuovo impegno per individuare
ed applicare soluzioni tecniche adeguate per ridurre al minimo gli effetti
indesiderati derivanti dall’utilizzo dei
SURGRWWL ÀWRVDQLWDUL *OL DJULFROWRUL
trentini stanno dimostrando di volerlo fare, indipendentemente che sia il
PAN a richiederlo.”
OCCHIO ALLA PEC!
Gli agricoltori sono inoltre chiamati
ad informare preventivamente quando dovranno effettuare un trattamenWR ÀWRVDQLWDULR LQ SURVVLPLWj GL VHQWLHULQDWXUDSHUFRUVLVDOXWHÀWQHVVH
attrezzature sportive all’aperto, piste
ciclabili, aree di sosta.
Altre possibili limitazioni potrebbero
derivare a seguito dell’emanazione
GL VSHFLÀFKH GLVSRVL]LRQL SHU OD WXtela dell’ambiente acquatico e delle
aree protette anche se riguardo al
primo tema è stato recentemente
predisposto il nuovo Piano di tutela
delle acque (anche questo perché
lo chiede una Direttiva comunitaria) che contiene già alcune misure
SHU ULGXUUH O·LPSDWWR GHL ÀWRIDUPDFL
sui corsi d’acqua, mentre nelle aree
naturali protette del Trentino (Siti
Natura2000 e parchi naturali) l’agricoltura intensiva è quasi del tutto
assente. Il Piano nazionale rimanda,
per alcuni temi ad ulteriori disposizioni che dovranno essere emanate a livello ministeriale ed in alcuni
casi a livello regionale (o di Province
autonome nel nostro caso), permettendo una certa autonomia decisionale di quest’ultime.”
OCCHIO ALLA PEC!
Ci preme ricordare ai nostri associati che la Posta
Elettronica Certificata è
sempre più frequentemente adottata dalla pubblica
amministrazione per comunicare con le imprese.
Ricordiamo di tenere controllata costantemente la
propria casella PEC o di rivolgersi agli uffici CIA per
la richiesta di attivazione
del servizio.
La direzione e tutti i collaboratori
della Confederazione Italiana
Agricoltori del Trentino
sono vicini al presidente Paolo Calovi e ai
suoi famigliari per la perdita di
MARTINO CALOVI
Sud Tirolo
Sud Tirolo
SUD TIROLO: NUOVE REGOLE
PER L’IMPIEGO DI PRODOTTI
FITOSANITARI
I
l 1° luglio 2014, la Giunta
provinciale di Bolzano ha
deliberato le “Prescrizioni in
materia di utilizzo di prodotti
ÀWRVDQLWDULµ
Queste norme hanno lo scopo di
regolamentare la distribuzione di
ÀWRVDQLWDUL VLD VX FROWXUH DUERUHH
che anche su colture erbacee.
LIMITAZIONI NELL’UTILIZZO DI
PRODOTTI FITOSANITARI
La delibera della Giunta provinciale regolamenta l’utilizzo di prodotWL ÀWRVDQLWDUL QHJOL DSSH]]DPHQWL
FKHFRQÀQDQRFRQ
‡HGLÀFLSXEEOLFLHSULYDWL
‡ SDUFKL JLDUGLQL FDPSL VSRUWLYL
ed aree ricreative,
‡ SOHVVL VFRODVWLFL VFXROH GHOO·LQfanzia, asili nido e parchi-gioco
per bambini,
‡VWUXWWXUHVDQLWDULHHGLVWLWXWLGLFXUD
‡ VWUDGH H VWUDGH SHGRQDOL QHL
FHQWULHGLÀFDWLQRQFKp
‡SLVWHFLFODELOLHLWLQHUDULFLFORSHdonali (purché inseriti nel piano
urbanistico comunale).
,Q TXHVWH FRQGL]LRQL L ÀWRVDQLWDUL
devono essere distribuiti, fondamentalmente, con un atomizzatore
regolato e tarato secondo le necessità oggettive.
Il volume, la direzione e la velocità del getto d’aria devono essere
adeguati alla coltura da trattare.
/·DSSOLFD]LRQH GL ÀWRVDQLWDUL GHYH
avvenire solo in condizioni di vento che non comportino una deriva
YLVLELOH VXOOH VXSHUÀFL DGLDFHQWL
,QROWUH O·XWLOL]]DWRUH GL SURGRWWL Àtosanitari deve assicurarsi che
durante il trattamento nessuno sia
presente nelle immediate vicinanze. Altrimenti la distribuzione di
ÀWRVDQLWDUL GHYH LPPHGLDWDPHQWH
essere sospesa. In pieno campo è
YLHWDWDO·DSSOLFD]LRQHGLÀWRVDQLWDUL
con irroratrici a cannone.
Entro una distanza di 10 m dalle
VXSHUÀFL VRSUD ULFRUGDWH q DPmesso trattare colture arboree
solo in direzione del proprio appezzamento.Se si adotta una delle
misure antideriva di seguito descritte, questa distanza di sicurezza si riduce a 5 m.
Gli erbicidi devono essere distribuiti utilizzando ugelli antideriva o
una campana antideriva entro una
distanza di sicurezza di 3 m dalle
VXSHUÀFLVRSUDLQGLFDWH
MISURE ANTIDERIVA
Per le colture arboree le seguenti
misure o dotazioni tecniche vengono riconosciute come “misure
di contenimento della deriva”:
‡XQDVLHSHRXQDEDUULHUDYHJHWDOHFRQIRJOLDPHÀWWRDOWDDOPHno 3 m o una barriera meccanica antideriva equivalente,
‡ XWLOL]]R GL LUURUDWULFL FRQ FRQYRgliatori d’aria a torretta e ugelli
antideriva ad iniezione d’aria
sistemati almeno sulle tre posizioni più alte della corona,
‡XWLOL]]RGLXQDODQFLDDPDQR
‡ XWLOL]]R GL LUURUDWULFL D YHQWROD
spenta.
‡ 6ROR QHL YLJQHWL XWLOL]]R GL LUURratrici con convogliatori d’aria
muniti di ugelli antideriva ad
iniezione d’aria sistemati almeno sulle tre posizioni più in alto
della corona.
9
Europa
Sud Tirolo
schio R40, R42, R43, R60, R61,
R62, R63 o R68 solo rispettando
XQDGLVWDQ]DGLPGDOFRQÀQH
dell’appezzamento interessato.
Se si adotta una delle misure antideriva sopra descritte, è possibile ridurre tale distanza a 10 m.
ULTERIORI LIMITAZIONI
TEMPORALI
/DGLVWULEX]LRQHGLSURGRWWLÀWRVDQLWDUL QHJOL DSSH]]DPHQWL FKH FRQÀnano con:
‡SOHVVLVFRODVWLFL
‡VFXROHGHOO·LQIDQ]LDDVLOLQLGR
centri diurni per bambini,
ACCORDO QUADRO PER UNA COESISTENZA TRA
FRUTTICOLTURA BIOLOGICA ED INTEGRATA
Il 1° luglio 2014 è stato sottoscritto, da VOG, VI.P, FOS, Fruttunion,
AGRIOS, cooperativa Bio-Südtirol, Bio-Val Venosta, cooperativa Osiris,
Bioland, Südtiroler Bauernbund e Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura dell’Alto Adige, un accordo che intende contribuire ad evitare la
GHULYDUHFLSURFDHDIDFLOLWDUHTXLQGLODFRHVLVWHQ]DSDFLÀFDWUDIUXWWLFROWRUL
biologici ed integrati. Questo dovrebbe essere facilitato, per quanto riguarGDO·DSSOLFD]LRQHGLSURGRWWLÀWRVDQLWDULDWWUDYHUVROLQHHJXLGDHUHJROHGL
FRPSRUWDPHQWRHSHUTXDQWRULJXDUGDHYHQWXDOLFRQÁLWWLDWWUDYHUVRXQD
SURFHGXUDVWDQGDUG$FFRUGLJLjLQHVVHUHYHUEDOLRVFULWWLWUDFRQÀQDQWL
QRQYHQJRQRPRGLÀFDWLGDOOHSUHVHQWLSUHVFUL]LRQL
‡/LQHHJXLGDSHUODGLVWULEX]LRQHGLÀWRVDQLWDUL
)RQGDPHQWDOPHQWHODGLVWULEX]LRQHGLÀWRVDQLWDULGHYHDYYHQLUHVRORLQ
condizioni di ventosità che non provochino deriva sugli appezzamenti
adiacenti.
‡Atomizzatore senza convogliatori d’aria
6HVLXWLOL]]DXQDWRPL]]DWRUHVHQ]DFRQYRJOLDWRULG·DULDLSURGRWWLÀWRVDQLWDULGHYRQRHVVHUHDSSOLFDWLHQWURLSULPLPPLVXUDWLGDOFRQÀQH
dell’appezzamento), in direzione dell’interno del proprio campo. A parWLUHGDOO·LQL]LRGHOODVWDJLRQHGLGLIHVDLQTXHVWLFDVLLÀWRVDQLWDUL SRWUDQQR HVVHUH GLVWULEXLWL HQWUR L SULPL P PLVXUDWL GDO FRQÀQH
dell’appezzamento), solo con l’ausilio di una lancia a mano.
‡Atomizzatori con convogliatori d’aria e ugelli antideriva ad iniezione
Se si utilizza un atomizzatore dotato di convogliatori d’aria e di ugelli ad
LQLH]LRQHG·DULDVXOOHSRVWD]LRQLSLLQDOWRGHOODFRURQDLÀWRVDQLWDUL
GHYRQRHVVHUHDSSOLFDWLHQWURLSULPLPPLVXUDWLGDOFRQÀQHGHOO·DSpezzamento) in direzione dell’interno del proprio frutteto.
‡'HÀQLWDOD´]RQDDULVFKLRµ
Si è trovato un accordo sul fatto che entro uno spazio di 4 m da entramELLODWLGHOFRQÀQHQRQqSRVVLELOHHVFOXGHUHFRQDVVROXWDFHUWH]]DOD
presenza di residui o la comparsa di danni sui frutti a seguito di trattamenti necessari effettuati dal vicino, nonostante il rispetto delle regole
comportamentali sopra descritte.
‡&RQÁLWWLHGRUJDQRGLFRQFLOLD]LRQH
,OSULPRUHIHUHQWHLQFDVRGLFRQÁLWWLqO·RUJDQL]]D]LRQHFRPPHUFLDOH
cui si conferisce. Se nell’ambito di un incontro con le parti non viene
raggiunta alcuna intesa, il caso verrà demandato alla Camera arbitrale
della CCIAA di Bolzano.
10
‡SDUFKLJLRFRSHUEDPELQL
‡VWUXWWXUHVDQLWDULHHLVWLWXWLGLFXUD
è consentita esclusivamente al di
fuori dell’orario di apertura ed in
ogni caso solo tra le ore 19.00 e
le ore 07.00 del mattino.
CONTROLLI
Il controllo del rispetto di queste
prescrizioni è deputata ai funzionari
competenti a livello statale, provinciale e comunale.
Le corrispondenti sanzioni amminiVWUDWLYHYHQJRQRLQÁLWWHGDOVLQGDFR
competente e spettano all’amministrazione comunale.
CONTRIBUTO PER I GIOVANI COLTIVATORI DIRETTI
ACCORDO QUADRO PER UNA COESISTENZA TRA FRUTTICOLTURA BIOLOGICA ED INTEGRATA
ULTERIORI LIMITAZIONI PER
I PRODOTTI FITOSANITARI,
NELL’AMBITO DEL PAN
Secondo il PAN è ammesso distribuire nelle immediate vicinanze di:
‡SDUFKLSXEEOLFLHJLDUGLQL
‡FDPSLVSRUWLYLHGDUHHULFUHDWLYH
‡ SOHVVL VFRODVWLFL VFXROH GHOO·LQfanzia, asili nido, centri diurni per
bambini e parchi-gioco per bambini,
‡VWUXWWXUHVDQLWDULHHGLVWLWXWLGLFXUD
HVRVSHGDOLSURGRWWLÀWRVDQLWDUL
FODVVLÀFDWL FRPH ´PROWR WRVVLFLµ
(T+) o “tossici” (T) o riportanti
in etichetta le seguenti frasi di ri-
CONTRIBUTO PER I
GIOVANI COLTIVATORI
DIRETTI TRENTINI
La Provincia autonoma di Trento,
grazie al sostegno della Regione, ha attivato un contributo per
supportare la previdenza complementare dei coltivatori diretti,
mezzadri e coloni che si trovino
ad operare in condizioni particolarmente svantaggiate. Il contributo è pari ad euro 500 all’anno
e spetta per un massimo di dieci
anni e comunque non oltre l’anno solare in cui avviene il compimento del quarantesimo anno di
età. Riguarda i coltivatori diretti
e loro coadiuvanti iscritti ad un
fondo pensione complementare,
operanti in aziende zootecniche
ubicate in zone svantaggiate, che
abbiano un quantitativo minimo
di bestiame pari a 2,5 UBA. “Attraverso questo contributo – afferma l’Assessora regionale alla
Previdenza – la Regione Trentino
Altro-Adige/Südtirol vuole contribuire, in modo fattivo, a sensibilizzare i giovani al tema della
previdenza
complementare,
strumento importante per incidere, in modo consapevole, sul
proprio futuro”. Le domande per
accedere a tali contributi vanno
presentate presso i patronati
entro il 30 novembre 2014.
Per informazioni è possibile
contattare l’APAPI – Agenzia
provinciale per l’assistenza e la
previdenza integrativa al numero
di telefono 0461-493222.
Cooperazione
ALLEANZA
COOPERATIVA,
SEMPRE PIÙ VICINA
Imola. Per il presidente nazionale dell’Alleanza delle
Cooperative Italiane, Mauro Lusetti, l’obbiettivo
strategico dell’unità è ormai condiviso.
Comincia la parte organizzativa.
Mauro Lusetti,
presidente nazionale dell’Alleanza
delle Cooperative Italiane
di Michele Zacchi
A
bbiamo
incontrato
Mauro Lusetti, il presidente
nazionale
dell’Alleanza
delle
Cooperative durante un incontro a
Imola nell’ambito delle manifestazioni di “Tempo di cooperazione.”
Abbiamo cominciato la nostra intervista con la domanda più attuale:
a che punto siamo con l’unità coRSHUDWLYD
´&RQ OD ÀQH GHO PHVH GL VHWWHPEUH ÀQLUHPR SHU XVDUH XQ WHUPLQH
calcistico, il primo tempo. L’idea
dell’unità cooperativa è cresciuta
dal punto di vista strategico, ora
cominciamo a realizzarla.
Siamo andati dal notaio dove abbiamo costituito formalmente l’Associazione dei Cooperatori Italiani. Da ottobre cominceranno a lavorare i gruppi
di lavoro per il progetto organizzativo e
quindi è iniziato il secondo tempo che
ci porterà all’Alleanza.”
C’è la crisi, e spesso anche i cooperatori sono, per così dire, dominati da
situazioni davvero drammatiche. In
questi momenti il tema dell’Alleanza
pare lontano dalle preoccupazioni
contingenti. Eppure senza l’unità cooperativa anche le singole vicende
GLYHQWDQRSLIUDJLOLHGLIÀFLOLGDJHVWLUH
“E’ vero. Il movimento cooperativo
deve avere un orizzonte strategico.
Sappiamo bene che bisogna lavorare
ogni giorno, che ci sono problemi da
affrontare e possibilmente risolvere.
Però anche l’attività quotidiana ha bisogno di un indirizzo strategico e per
noi la risposta è l’Alleanza dei cooperatori italiani.”
Lei non pensa che sia a rischio
ODXQLWjGHOQRVWURSDHVH·
Se dividiamo a fette l’Italia, ci
accorgiamo che gli effetti della
crisi hanno caratteristiche ben
diverse al nord al centro e al
sud dove la situazione sembra
HVVHUHDOOLYHOORGLJXDUGLD
“Non credo che il paese in quanto tale sia messo in discussione. È
vero che il sud soffre di più, ma noi
come cooperatori abbiamo grandi
opportunità di sviluppo perché c’è
una voglia, nel meridione, di fare impresa e di fare impresa cooperativa.
Questo paese, se vuole avere un
possibile sviluppo deve valorizzare
i propri giacimenti, che si chiamano
agricoltura, paesaggio, turismo.”
A proposito di agricoltura:
come va l’esperienza di Agrinsieme quali segnali arrivano del
mondo della Coldiretti che perVHJXHXQRVWLQDWRLVRODPHQWR
“Credo che qualsiasi politica, in
questo comparto, non possa prescindere dall’unità di quel mondo.
E quindi dobbiamo affrontare la
questione della Coldiretti, perché
anche i soci di quell’organizzazione risentono della crisi e mi auguro
11
che si cominci a lavorare sui temi
agricoli non più in maniera settoriale o corporativa.”
Ci sono segnali?
“Da quel mondo arrivano segnali
interessanti, una voglia di dialogo.
Ed è giusto sottolinearlo, ma alla
HYHQWXDOH GRPDQGD ´q VXIÀFLHQWHµ
questo passo, io dico di no.”
Assistenza legale
Ricordiamo ai gentili lettori che la
Confederazione Italiana Agricoltori
mette gratuitamente a disposizione
dei propri associati (in regola con il
pagamento delle tessera associativa)
un consulente legale secondo i seguenti orari e previo appuntamento:
TRENTO - Via Maccani, 199
tutti i giovedì dalle 16.30 alle 18.00
Avv. Andrea Callegari
CLES9LD'DOODÀRU
il primo lunedì del mese dalle 14.00
alle 15.30 - Avv. Piergiorgio Sandri
il secondo giovedì del mese dalle 14.00
alle 15.30 - Avv. Lorenzo Widmann
Consumatori
FAIRTRADE, 20 ANNI
DI COMMERCIO
EQUO
Nonostante la crisi il fatturato di questi prodotti
continua a crescere di doppia cifra:
76 milioni di euro nel 2013.
Dario Guidi,
direttore del mensile Consumatori
di Dario Guidi
S
i chiama commercio
equo e solidale ed
è quella cosa che
consente di garantire ai contadini ed ai produttori di
paesi lontani e spesso lasciati ai
margini dai processi commerciali
globalizzati, di vedersi riconosciuto un prezzo giusto per il loro
lavoro, di sostenere le comunità
locali, promuovendo insieme ad
un lavoro dignitoso, diritti, istruzione e rispetto dell’ambiente.
In Italia, proprio in questo mese di
ottobre, il commercio equo certificato, compie 20 anni di vita, raccontati dal marchio e dall’attività
di Fairtrade.
Parliamo di una di quelle attività
che, nonostante la crisi economi-
ca che ormai da diversi anni colpisce le famiglie italiane, continua
a crescere come volumi e fatturato. In Italia, nel 2013, Faitrade ha
registrato vendite per 76,3 milioni di euro, con un più 16,7% sul
2012.
Dal 2007 ad oggi il fatturato è sostanzialmente raddoppiato. I prodotti che Fairtrade certifica per il
mercato italiano sono più di 600:
la parte del leone la fanno banane (24 milioni di euro), i prodotti a
base di cacao (quasi 10 milioni di
euro), il caffè (7 milioni) ma con il
contorno di tante altre cose, dal
tè (4 milioni di euro) ai fiori (3,9
milioni), dalla frutta secca al miele, dallo zucchero al riso ad altri
tipi di frutta.
14
Quello di Fairtrade è un successo
importante che conferma come,
anche in questi anni difficili, siano
in atto mutamenti nella consapevolezza dei consumatori italiani,
che comunque decidono di acquistare prodotti che propongono
un contenuto etico importante.
E si tratta di una realtà che (come
spieghiamo nell’apposita scheda) i soci e clienti Coop conoscono molto bene, dato che Coop
ha, da diversi anni, una sua linea
di prodotti Solidal tutta certificata
Fairtrade.
“Arriviamo a tagliare il traguardo
dei 20 anni di attività – spiega il
direttore di Fairtrade Italia, Paolo Pastore – con risultati davvero
positivi che confermano come
crescano i cittadini attenti a ciò
che consumano e che, nei prodotti col nostro marchio, vedono
XQ JLXVWR PL[ WUD TXDOLWj YDORUL
etici, rispetto dei diritti e prezzo.
Dunque è una pluralità di fattori
che ci consente di avere i risultati
di cui stiamo parlando, partendo
dal fatto che la qualità e la bontà sono fondamentali. In più va
ricordato che il 53% di ciò che
vendiamo viene da coltivazioni
biologiche, cosa che costituisce
un altro punto di forza sempre più
apprezzato”.
Certo il prodotto che viene dal
commercio equo costa un po’ di
più di quello delle filiere tradizionali (mediamente un 10-15%), ma
Consumatori
i suoi contenuti valgono ampiamente questa differenza.
“Quando si compra un prodotto
col nostro marchio si compra anche una storia. È la storia di persone e comunità che hanno lavorato e coltivato la terra, che hanno
realizzato così una possibilità di
emancipazione e di riconoscimento dei propri diritti.
Questo grazie anche a chi questi
prodotti li acquista. E far conoscere queste storie è una parte
sempre più importante del lavoro
legato al commercio equo”.
Del resto anche chi segue questa
rivista ne dovrebbe sapere qualcosa, visto che più volte ci è capitato di parlare della vita di chi
coltiva quello che poi diventa il Tè
Solidal Coop o il cotone che finisce nella borsa riutilizzabile per
fare la spesa o ancora le banane,
i succhi di frutta e il caffè. Storie
che spaziano tra Asia, Sud America, Africa e addirittura Oceania
(sono 31 in tutto i paesi con cui
opera Fairtrade).
Storie lontane migliaia di chilometri, ma anche simili nei problemi,
nella fatica.
Ma anche e soprattutto simili nei
risultati positivi che questi anni ci
hanno consegnato, a certificare
il senso di questa attività che ha
consentito a centinaia di migliaia
di persone di migliorare le proprie
condizioni di vita.
Come già accennato la parte del
leone nel commercio Fairtrade la
IDQQRLSURGRWWLFRVLGGHWWLH[FRloniali, come caffè, tè, banane e
ananas, cacao, zucchero, frutta
secca, cotone e spezie, proprio
perché tipici di quello che era il
commercio tra le colonie e i paesi
europei. Ma nel corso degli anni,
si è cercato di allargare la gamma
come dimostra l’arrivo dei palloni da calcio a marchio etico (che
hanno consentito di combattere una delle più odiose forme di
sfruttamento verso i bambini in
diversi paesi asiatici) o le rose
che vengono coltivate in Kenia.
I prodotti Fairtrade finiscono in
5.000 punti vendita italiani (di cui
più di 1.000 sono Coop).
Se negli ultimi anni la crescita di
Fairtrade è stata forte e costante,
cosa aspettarsi per il prossimo
futuro? “Le chiavi del nostro lavoro sono tre – spiega ancora Paolo
Pastore -. La prima resta quella di
un’ulteriore crescita della consapevolezza tra i consumatori, che li
porti a privilegiare il contenuto etico e qualitativo dei nostri prodotti. Poi c’è un secondo aspetto che
è legato alla rete commerciale.
Oggi la nostra presenza è concentrata nel centro nord dell’Italia, dove il pubblico è bene o male
già abituato a trovarci. Invece nel
sud siamo ancora poco presenti e dunque dobbiamo lavorare,
e siamo già impegnati in questo
senso, per costruire intese con gli
operatori commerciali di questi
territori e far arrivare ai consumatori i nostri prodotti. Il terzo tassello per aumentare i volumi del
commercio equo è invece legato
al considerare ciò che importiamo non solo come prodotto finito,
ma anche come possibile base o
ingrediente per fare altri prodotti.
Faccio alcuni esempi.
Un produttore di biscotti o di cereali, come già successo in altri
paesi europei, può decidere che
tutto il cacao o lo zucchero utilizzato nelle sue linee di produzione sia Fairtrade. Un approccio
15
di questo tipo ci consentirebbe
di aumentare notevolmente le
quantità e quindi di sviluppare le
possibilità di lavoro nei paesi d’origine. Spero che anche in Italia,
a cominciare da Coop, possano
nascere a breve progetti in questo senso”.
Un ulteriore fronte di evoluzione
nell’attività di Fairtrade è legata alla certificazione anche su
prodotti italiani, proprio perché,
come le cronache raccontano
spesso, specie in alcuni settori
come l’agricoltura, lo sfruttamento e il non rispetto dei diritti sono
pratiche tutt’altro che isolate che
incidono su prodotti che finiscono sulle nostre tavole.
“Stiamo facendo uno studio approfondito su questo tema, per
CONSUMATORI
è la rivista rivolta ai soci Coop di 7 diverse cooperative (Coop Adriatica, Coop Estense,
Coop Consumatori Nordest, Coop
Reno, Coop Liguria, Coop Lombardia
e Nova Coop) presenti in 10 diverse
regioni italiane, dal Piemonte alla Puglia, passando per Liguria, Lombardia,
Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Basilicata).
Consumatori ha una tiratura media
superiore a 2 milioni e 200 mila copie
ed è disponibile anche on line sul sito
www.consumatori.e-coop
Consumatori
definire possibili protocolli e regole, con anche alcune sperimentazioni – aggiunge Pastore -.
Se tutto va bene nel 2015 potremmo approdare ai primi prodotti
certificati nati sul nostro suolo”.
Dunque le cose da fare non mancano. E i consumatori italiani, proprio in queste settimane d’ottobre
avranno modo di incontrare e
conoscere le attività di Fairtrade,
che accompagnerà la celebrazione dei suoi vent’anni di attività,
oltre che con attività promozionali
nei negozi (a cominciare da quelli
Coop), anche con una campagna
di comunicazione (slogan scelto
“The power of you”) che si svilupperà sia sul Web e sui social che
nelle stazioni e in altri punti delle
principali città italiane.
Una campagna il cui obiettivo è
proprio quello di ricordare che,
comunque, la scelta di ognuno di noi, mentre fa la spesa, è
sempre decisiva per combattere
diseguaglianze e provare a favorire un modello di sviluppo più
equo e sostenibile. E noi
italiani, anche se sia-
mo migliorati negli ultimi anni, di
strada da fare ne abbiamo ancora
tanta. I 76 milioni di fatturato 2013
per prodotti Fairtrade, sono infatti
ben poca cosa confronto ai 311
milioni della piccola Svizzera (che
con 40 euro annui ha il consumo
procapite di prodotti del commercio equo più alto di tutti), ai 345
milioni della Francia, ai 533 milioni della Germania.
Per non parlare dei 1904 milioni
di euro della Gran Bretagna. Tutto
un altro mondo…
LA STORIA DI FAIRTRADE NEL
MONDO
L’avventura di Fairtrade nel mondo comincia nel 1988 in Olanda
TXDQGR FRQ LO PDUFKLR 0D[ +Dvelaar, l’agenzia di Sviluppo “Solidaridad” comincia a commerciare prodotti sulla base di regole
nuove, che partono proprio dal
riconoscimento dei diritti di chi
questi prodotti coltiva.
Nel corso degli anni l’esperienza si allarga da altri paesi (Lussemburgo nel 1992, Austria nel
1993, Danimarca nel 1994, Stati
Uniti e Canada nel 1996). ùIn Italia si parte appunto nel 1994, con
quella che allora è la Fondazione
Transfair Italia.
Col 2002 arriva in tutto il mondo il
PDUFKLR FL FHUWLÀFD]LRQH )DLUWUDGH
lo stesso che ancor oggi troviamo su
tutti i prodotti.
In Italia parte dal 2004 l’esperienza
di “Io faccio la spesa giusta” che ancor oggi, nel mese di ottobre, vede
iniziative e promozioni dedicate al
commercio equo.
Il fatturato dell’attività di Fairtrade
Italia passa dai 20 milioni di euro del
2003 ai 76,3 milioni del 2013. A livello mondiale l’attività di Fairtrade, che
è il marchio etico più riconosciuto
al mondo, riguarda 30 mila prodotti
FHUWLÀFDWLFRQXQIDWWXUDWRGLPLliardi di euro. Gli agricoltori coinvolti
sono 1 milione e 400 mila in 74 paesi, mentre le vendite avvengono in
125 nazioni diverse. Nel 2013 le
vendite hanno registrato
un più 15%.
Caf-Agriverde
NOTIZIE DAL CAF
a cura di Nadia Paronetto (responsabile CAF-CIA Agriverde)
RISTRUTTURAZIONI:
DETRAZIONI PIU’ ALTE
ANCORA PER TUTTO IL 2015.
La nuova Legge di Stabilità ha previsto di mantenere anche nel 2015,
le stesse detrazioni del 2014 per
quanto riguarda le ristrutturazioni.
Le detrazioni rimarranno più alte di
TXDQWR SUHYLVWR GDOOD QRUPD ÀQR
DOOD ÀQH GHO *OL interventi di
recupero edilizio godranno quindi
ÀQRDOODÀQHGHOO·DQQRGLXQDGHWUDzione pari al 50%, che non subirà la
ULGX]LRQHHUDVWDWDSUHYLVWDGDOODÀnanziaria 2014. Dal 1 gennaio 2016,
si tornerà all’aliquota del 36%.
Anche le agevolazioni sulla riquaOLÀFD]LRQH HQHUJHWLFD GHJOL HGLÀFL
restano al 65% per tutto il 2015, an-
ziché scendere al 50% come previsto nella legislazione vigente. Anche
questo tipo di interventi, a partire dal
2016 godranno di un’aliquota del
36% e non più del 50.
La proroga si estende anche agli
interventi su parti comuni condominiali o che interessano tutte le
unità immobiliari di cui si compone
il condominio.
Acquisto mobili.ËSURURJDWDÀQRDO
31/12/2015 anche la detrazione Irpef del 50%, riconosciuta ai soggetti che usufruiscono della detrazione
per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per le spese sosteQXWH SHU O·DFTXLVWR GL PRELOL ÀQDOL]zati all’arredo dell’immobile oggetto
di ristrutturazione nonché di grandi
elettrodomestici rientranti nella categoria A+ (A per i forni).
L’agevolazione è calcolata su un
importo non superiore a € 10.000,
ed è indipendente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di
ristrutturazione che fruiscono delle
detrazioni.
Come sempre è importante informarsi sugli adempimenti da effettuare prima di iniziare a sostenere le
spese. Una raccomandazione partiFRODUHYDIDWWDSHULERQLÀFLFKHGHvono riportare una serie di dati ben
precisi, senza i quali si perde il diritto all’agevolazione. Banche / Poste
sono infatti tenute ad operare una
ritenuta (per la quale è stato previsto l’aumento dal 4% all’8%) all’atto
GHOO·DFFUHGLWDPHQWR GHL ERQLÀFL UHlativi a spese per le quali l’ordinanWH LQWHQGH EHQHÀFLDUH GHOOD GHWUDzione per gli interventi di recupero
del patrimonio edilizio / risparmio
energetico. E’ quindi fondamentaOH VSHFLÀFDUH LO PRWLYR GHO ERQLÀFR
all’impiegato della banca.
I.P.
PARTE IL CONSORZIO
BAMBÙ ITALIA
PERCHÉ È PARTITA QUESTA
IMPRESA?
L’impresa nasce dalla meravigliosa
intuizione del presidente, Dott. Fabrizio Pecci, che vede nell’agricoltura il
settore trainante per la ripresa ecoQRPLFDVHVLDIÀDQFDDOOHFROWLYD]LRni consolidate una “NOVITA’” come il
bambù gigante; novità in senso lato,
in quanto la piantagione è iper sperimentata in tutto il mondo e sono note
le numerose opportunità di impiego
della materia prima che ne deriva.
Quindi la “miccia” scatenante è stata l’unione del mondo agricolo, del
bisogno di innovazione, agevolando
l’ingresso in un mercato consolidato
in tutto il mondo.
CI PUÒ DARE UNA DESCRIZIONE
DELLA VOSTRA SOCIETÀ?
Il CONSORZIO BAMBU’ ITALIA SRL
è una società che si occupa della
realizzazione e della distribuzione di
piante madri per la generazione di
EDPEXVHWL HIÀFDFL H JDUDQWLWL 2OWUH
a questo realizza attività didattica a
favore degli agricoltori fornendo loro
tutte le informazioni necessarie per
piantare e gestire il proprio bambuseto al meglio. Il CONSORZIO BAMBU’ ITALIA SRL provvede anche al
ritiro della materia prima a tempo illimitato, garantendo il miglior prezzo
di mercato.
CHE TIPO DI MERCATO PENSATE DI
AVERE?
I prodotti derivanti dal Bambù sono
in linea con le esigenze della moder-
17
na società, in continua ricerca di una
sana alimentazione come quella del
germoglio di bambù e di una materia
prima eccellente e pregiata derivante
da foreste rinnovabili.
IL MAGGIOR PREGIO DEL
926752%$0%ÖË
Il nostro bambù è una graminacea
estremamente rustica in grado di svilupparsi bene in tutti i tipi di terreno,
in grado di resistere a temperature di
-25°C, raggiungendo altezze da 14 a
25m, con diametri dagli 8 ai 15 cm.
Le rese per ettaro sono estremamente interessanti, che possono superare i 50.000€ per ogni ettaro.
Per informazioni:
www.consorziobambùitalia.it,
0541 830001.
CAA
NOTIZIE DAL CAA
a cura di Stefano Gasperi (Responsabile CAA-CIA)
IL COMODATO DI MEZZI
AGRICOLI VA ANNOTATO
SULLA CARTA DI CIRCOLAZIONE
La concessione in comodato del veicolo per più di 30 giorni a un soggetto
diverso dal proprietario, dovrà essere
sempre annotato sulla carta di circolazione: lo ha chiarito la circolare n.
23743 del Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti, ricordando che l’obbliJRVFDWWDSHUJOLDIÀGDPHQWLFKHLQL]LHranno il prossimo 3 novembre.
Al riguardo si ricorda che:
a. si è in presenza di un comodato nei
casi in cui l’utilizzo è esclusivo, personale e a titolo gratuito;
b. l’obbligo non sussiste per gli utilizzi
effettuati in ambito familiare, a titolo
GLIULQJHEHQHÀWQRQFKqSHULYHLFROL
di servizio; c’è invece tenuto all’adempimento in esame l’imprenditore individuale in relazione al veicolo iscritto quale bene strumentale
dell’impresa.
(Il Sole 24 Ore del 28 ottobre 2014, pag. 37,
wdi Maurizio Caprino)
QUOTE LATTE,
ADDIO CON MULTE?
I produttori italiani di latte rischiano,
ancora una volta, di dover pagare una
multa salata all’Unione Europea per
aver superato la quota disponibile a
livello nazionale. Nella campagna in
corso, infatti, l’ultima di applicazione
del regime delle quote latte, le consegne hanno fatto un balzo in avanti
HVLSURÀODLOULVFKLRGHOVXSHUDPHQWR
del limite consentito, con la conseguente imputazione delle sanzioni
a carico dei produttori responsabili
delle eccedenze. Da aprile ad agosto
le consegne ai primi acquirenti sono
state di 4,67 milioni di tonnellate, con
un aumento del 3,8% rispetto allo
stesso periodo della campagna precedente.L’incremento su base mensile
(agosto 2014 rispetto allo stesso mese
GHO VXSHUD LO &Lz VLJQLÀFD
FKH D ÀQH FDPSDJQD LO SUHOLHYR GD
versare all’Unione Europea potrebbe
attestarsi attorno a 80 milioni di euro e
la sanzione complessiva a carico dei
produttori con eccedenze possa anche superare i 100 milioni di euro, per
effetto delle particolari norme sul conteggio del prelievo previste dalla legge
n. 33/2009.
PAGAMENTI DIRETTI PAC 20152020: PER L’ITALIA VALGONO 23
MILIARDI DI EURO
Sul sito internet del Ministero delle Politiche Agricole è stato pubblicato un
vademecum per gli agricoltori in cui
sono illustrate tutte le novità relative
ai Pagamenti diretti, che valgono per
l’Italia circa 23 miliardi di euro nel periodo 2015-2020.
/HSULQFLSDOLQRYLWjULJXDUGDQR
‡Agricoltore in attività
Non riceveranno più pagamenti
diretti PAC: aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi e aree ricreative
permanenti, soggetti che svolgono
LQWHUPHGLD]LRQHEDQFDULDÀQDQ]LDria e/o commerciale, società, cooperative e mutue assicurazioni che
svolgono attività di assicurazione
e/o di riassicurazione, P.A., eccetto
enti che svolgono attività formative
e/o sperimentazione in campo agricolo e quelli che hanno la gestione
degli usi civici.
‡Degressività pagamenti
L’importo del pagamento di base
da concedere ad un agricoltore è
ridotto annualmente del 50% per
la parte eccedente i 150.000 euro
e del 100% qualora l’importo così
ridotto superi i 500.000 euro, per la
parte eccedente i 500.000 euro.
‡Convergenza interna
Applicazione del Modello irlandese
che garantisce la differenziazione
del valore dei diritti anche nel 2019;
l’avvicinamento progressivo al valore medio nazionale in cinque anni, il
valore minimo dei diritti al 2019 pari
al 60% della media nazionale e la
perdita massima (per diritti superiori alla media nazionale) pari al -30%
del valore iniziale.
18
‡Greening
Gli agricoltori che hanno diritto al
regime di pagamento di base dovranno rispettare le pratiche agricole “greening” che prevedono
GLYHUVLÀFD]LRQHGHOOHFROWXUHPDQtenimento prati permanenti e aree
di interesse ecologico
‡Giovani agricoltori
Stanziati 80 milioni di euro all’anno
per l’incremento del 25% degli aiuti
diretti per aziende agricole condotte da under 40
‡Piccoli agricoltori
5HJLPH VHPSOLÀFDWR FRQ LPSRUWR
forfettario che non supera i 1.250
euro l’anno e esenzione dagli impegni previsti per il greening.
DECRETO “TERREVIVE”:
5.500 ETTARI DEMANIAL
SBLOCCATI PER GIOVANI
IMPRENDITORI AGRICOLI
/R 6WDWR YHQGHUD· R DIÀWWHUD· L SURSUL
terreni ai giovani che vogliono diventare imprenditori agricoli. Il ministro
delle Politiche agricole Maurizio MarWLQD KD ÀUPDWR LO GHFUHWR ¶7HUUHYLYH·
che consente la messa in vendita o
in locazione di 5.500 ettari di terreni
agricoli pubblici, con prelazione agli
under 40. Il provvedimento, individua
i terreni coinvolti che appartengono al
Demanio (per 2480 ettari), al Corpo forestale dello Stato (2148), al Cra - Consiglio per la ricerca e sperimentazione
in agricoltura (882). Ai terreni alienati o
locati non potra’ essere attribuita una
destinazione urbanistica diversa da
quella agricola prima di 20 anni dalla
trascrizione dei contratti nei pubblici
registri immobiliari.
“E’ la prima volta in assoluto - ha dichiarato il ministro Martina - che terreni
pubblici statali vengono coinvolti in un
progetto di questa portata per incentivare il ricambio generazionale e l’imprenditorialita’ giovanile in campo agricolo. Nei prossimi mesi proseguiremo
questo lavoro anche con le Regioni e
i Comuni, che potranno dare nuova
vita al loro patrimonio di terre agricole incolte. Vogliamo rendere di nuovo
CAA
produttive tante terre, troppo spesso
frazionate, che potranno contribuire al
rilancio del settore”. E ha aggiunto: “Il
GHFUHWR¶WHUUHYLYH·VLLQVHULVFHQHOSLDno che questo Governo sta portando
avanti nell’agroalimentare e si coordiQDFRQOHD]LRQLGL¶&DPSROLEHUR·DSprovato la scorsa settimana al Senato,
come i mutui a tasso zero per i giovani
e soprattutto la detrazione del 19% per
DIÀWWR GL WHUUHQL GD SDUWH GHJOL XQGHU
35”. Le terre saranno concesse in afÀWWRRFHGXWHGDVHWWHPEUHFRQSUHlazione per i giovani e con procedure
trasparenti. Per la vendita di terreni che
hanno un valore superiore ai 100mila
euro si procedera’ tramite asta pubblica. Al di sotto dei 100.000 euro, come
previsto dalla legge emanata dal Governo Monti, si fara’ ricorso a procedure negoziate, con pubblicazione dell’elenco dei terreni sulla stampa e sul sito
dell’Agenzia del Demanio e aggiudicazione alla migliore offerta rispetto
alla base di partenza.Alla locazione e’
destinata una quota minima del 20%
del totale delle aree individuate piu’
i lotti che rimarranno eventualmente
invenduti, con una prelazione sempre
per i giovani. Sia in caso di locazione
che in caso di vendita sarà riconosciu-
ta una prelazione per gli eventuali attuali conduttori dei terreni.
LIBERALIZZAZIONI,
ALIENAZIONE TERRENI
AGRICOLI DEMANIALI: “SI
ALL’AFFITTO, NO ALLA
VENDITA!”
AIAB, ALPA, ARI, Campagna popolare per l’agricoltura contadina, Crocevia, Legambiente, Libera, Slow Food,
Terra Nuova, Coop Agricola Nuova,
Coop Carlo Pisacane, FederTrek,
Associazione Michele Manciano ed
Equorete contestano la vendita dei
terreni demaniali prevista dall’art. 66
del decreto Liberalizzazioni e dal Ddl
di conversione del decreto, attualmente in discussione alla 10a commissione del Senato. Ma propongono anche una soluzione alternativa,
SLJLXVWDHTXDHGHIÀFDFHODFRQFHVVLRQH LQ DIÀWWR GHOOH WHUUH SXEEOLFKH 'DUH L WHUUHQL LQ DIÀWWR DYUHEEH
il duplice vantaggio di promuovere
l’accesso alla terra e lo sviluppo di
nuove imprese agricole, dando così
una risposta alla drammatica crisi occupazionale, e di garantire allo Stato
una rendita costante nel tempo. Al
contrario, vendere le terre pubbliche
in un paese come l’Italia - che negli
ultimi 10 anni ha perso 300mila ettari
GLVXSHUÀFLHDJULFRODHXQWHU]RGHOle aziende del settore - porterebbe a
una concentrazione della terra nelle
mani di poche grandi realtà, senza innescare quindi un processo virtuoso
di sviluppo economico, e rischierebbe di favorire anche il riciclaggio da
parte della criminalità organizzata,
che avrebbe un’occasione unica di
usara le proprie disponibilità di liquidità per accaparrarsi i nostri terreni.
Visto il contenuto investimento di
inizio attività, concedere i terreni demaniali in locazione permetterebbe,
invece, di promuovere l’imprenditoria
giovanile e l’ingresso di nuovi operatori nel settore, così come di garantire
la sopravvivenza delle piccole realtà
già esistenti nel settore.
Mirando a questi obiettivi le associazioni chiedono di bloccare l’inutile
alienazione dei terreni agricoli demaniali che devono essere concessi
WUDPLWHFRQWUDWWLGLDIÀWWRDGHTXRFDnone riservati a coltivatori diretti, con
priorità a giovani singoli o associati ed
ad iniziative di rilevanza sociale (agriFROWXUD VRFLDOH GL WXWWH OH VXSHUÀFL
agricole oggi di proprietà pubblica.
CALENDARIO SMALTIMENTO RIFIUTI PRODOTTI IN AGRICOLTURA
AUTUNNO 2014
3URJ
Cooperativa
/XRJR
Data
N.
Durata
Orario
Fornitore
1
COBA
Denno, via case Sparse
03/11/2014
100
giornata
2
COBA
06/11/2014
100
giornata
Ecoopera
3
COL
04/11/2014
100
giornata
Arcopegaso
4
SFC
05/11/2014
100
giornata
Arcopegaso
5
6
7
7
8
9
10
11
11
12
SABAC
COFSAC
TERZA SPONDA
TERZA SPONDA
SARC
UNIFRUTTA
UF RALLO
FAT
FAT
COCEA
07/11/2014
06/11/2014
10/11/2014
20/11/2014
07/11/2014
24/11/2014
25/11/2014
11/11/2014
27/11/2014
14/11/2014
100
100
100
90
100
100
100
100
80
100
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
Ecoopera
Arcopegaso
Ecoopera
Ecoopera
Arcopegaso
Arcopegaso
Arcopegaso
Ecoopera
Arcopegaso
Ecoopera
13
COCEA
14
15
15
16
17
17
18
19
20
UF COREDO
AVN
AVN
SCAF
CFC
CFC
CONTÀ
SFT
SFT
CONSORZIO
5 COMUNI
VALLI DEL SARCA
VALLI DEL SARCA
COFAV
COPAG
Ton, via Rinassico
Sporminore,
SAS via Lovernatico
Sporminore,
SAS via Lovernatico
Arsio di Brez
Caldes, via del Tonale
Revò, via Jori 3
Revò, via Jori 3
Tassullo, SARC Servizi via Glavasi 12
Nanno, via Bergamo 2
Rallo, via de S. Zoan
Tuenno, SOCAT via Pasotti
Tuenno, SOCAT via Pasotti
Taio
Segno,
SACAS via della Cooperazione
Coredo, SAPRI via Don Guetti 13
Casez, Consorzio Vasche Sanzeno
Casez, Consorzio Vasche Sanzeno
Livo, Civico 70
Cles, via Ruatti 63
Cles, via Ruatti 63
Cunevo, SOSAC via Calcara
Volano
Romagnano
Mezzolombardo
26/11/2014
100
giornata
Ecoopera
Pietramurata
Dro
Caldonazzo
Dasindo
18/11/2014
19/11/2014
25/11/2014
19/11/2014
100
50
50
50
giornata
mezza giornata
mezza giornata
mezza giornata
Arcopegaso
Arcopegaso
Ecoopera
Arcopegaso
21
21
22
23
24
Arcopegaso
12/11/2014
100
giornata
Arcopegaso
13/11/2014
17/11/2014
21/11/2014
13/11/2014
14/11/2014
20/11/2014
18/11/2014
17/11/2014
21/11/2014
100
100
90
100
100
90
100
100
100
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
giornata
Ecoopera
Ecoopera
Ecoopera
Arcopegaso
Arcopegaso
Arcopegaso
Ecoopera
Arcopegaso
Arcopegaso
19
pomeriggio
mattina
pomeriggio
&!#
'$(
))*+,!
-.
/-01#(/2#(/23/
#(40
/2/23//01
5#&+*+
0 67
!"!#$"
!!
#$""% Master AèV
MASTER IN APERTURA
E GESTIONE DI
START UP AGRICOLE
Agricoltura è Vita Associazione ha il piacere di annunciare il lancio del Master in
Apertura e Gestione di Start Up Agricole
di “AGRO-BUSINNES START ACADEMY”
L’
MASTER IN APERTURA E GESTIONE DI START UP AGRICOLE
idea di realizzare il Master, a mercato, è in risposta a nuovi bisogni
che la società esprime
e che sono stati colti dal Censis
nell’indagine “L’agricoltura, asset
strategico per tornare a crescere”,
presentata in Cia lo scorso 16 maggio 2014.
In particolare, è emerso chiaramente un dato: conoscenza e innova-
zione aumentano la capacità delle
start up di affrontare il mercato e
crescere, in termini di fatturato,
H[SRUWHVRSUDWWXWWRRFFXSD]LRQH
Per rispondere a queste esigenze
di formazione e innovazione, Agricoltura è Vita Associazione, ente di
Formazione e Ricerca promosso
dalla CIA - Confederazione Italiana
Agricoltori, propone, insieme a CIA
ed AGIA - Associazione Giovani Im-
Il Master si terrà a Roma, presso la sede della Cia Nazionale.
Saranno ammessi da un minimo di 14 ad un massimo di 20 partecipanti.
Tutti i candidati saranno sottoposti a selezione basata su: conoscenza
del settore, motivazione, capacità progettuale e reale interesse, accertati
tramite colloquio. L’ordine di arrivo delle domande costituirà un ulteriore
elemento di selezione.
Requisiti minimi per partecipare alla selezione:
1. Essere cittadino italiano;
2. Aver compiuto 18 anni;
3. Essere in possesso di un diploma di scuola superiore;
4. Aver versato la cauzione di € 100,00.
I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del bando; la
mancanza anche di un solo requisito comporterà l’esclusione automatica.
Requisiti accessori
Sarà data preferenza a coloro che, oltre ad essere in possesso dei requisiti
minimi, documentino di avere:
‡PHQRGLDQQL
‡XQEXVLQHVVSODQGLXQ·LPSUHVDDQFKHLSRWHWLFD
La domanda di ammissione alla selezione dovrà pervenire ad Agricoltura
è Vita Associazione - Via Mariano Fortuny, 20 - 00196 - ROMA, entro il
1° dicembre 2014 con le modalità indicate nella domanda di ammissione.
Per eventuali informazioni e chiarimenti, gli interessati potranno rivolgersi
ad Agricoltura è Vita Associazione tel. 06 3612392. Il bando completo e il
facsimile della domanda possono essere scaricati dal sito web
www.agricolturavita.it o dal sito www.cia.tn.it.
21
prenditori Agricoli, il Master in Apertura e Gestione di Start up Agricole
che ha una durata di 240 ore, di cui
120 in Aula, presso la sede nazionale di Cia, e 120 di pratica, sotto forma di stage da svolgere in una delle
aziende agricole selezionate da Cia
e che sarà scelta dal partecipante
durante il percorso formativo.
Ai partecipanti sarà inoltre fornito
tutto il supporto necessario per
l’elaborazione del proprio Piano
d’impresa e sarà successivamente assicurato anche l’accompagnamento nell’individuazione di
un’impresa europea presso la quale poter svolgere, opzionalmente, un ulteriore stage, attraverso il
programma europeo Erasmus for
Young Entrepreneurs.
Oltre ai docenti “accademici”, tutti
saldamente ancorati alla realtà lavorativa, saranno presenti in aula
anche imprenditori, giovani e non,
di Cia-Agia, che racconteranno in
modo coinvolgente le proprie esperienze e le strategie che li hanno
portati al successo.
Contatti e informazioni:
[email protected]
Per scaricare il bando e la scheda
di iscrizione: www.agricolturavita.it
Per interagire con noi via Facebook:
segui Agro-Business Start Academy
Donne in Campo
I PRODOTTI LOCALI
SONO UNA RISORSA
PER LA NOSTRA
ECONOMIA
Intervista alla Presidente Donne in Campo Trentino
di Francesca Eccher
L
o scorso 28 ottobre le presidenti di
Donne in Campo
Trentino, di BauerinnenOrganization del Sud-Tirolo e
del Tirolo hanno incontrato i consiglieri dell’Euregio in occasione
della Seduta Congiunta delle tre
Assemblee legislative a Schwaz,
vicino a Innsbruck. Di ritorno dalla giornata abbiamo rivolto a Mara
Baldo alcune domande.
Per la prima volta le Donne in
&DPSR KDQQR YDUFDWR L FRQÀQL
delle Alpi, ci racconta di questa
esperienza?
Di recente abbiamo conosciuto
l’associazione di donne coltiva-
trici dell’Alto Adige con la quale
condividiamo importanti obiettivi
in tema di agricoltura al femminile
e quindi abbiamo accettato con
grande piacere l’invito delle Bauerinnen a partecipare alla Seduta
congiunta di Schwaz. Era occasione per offrire ai politici invitati
un presente che vuole essere simbolo di un grande messaggio che
vogliamo comunicare.
Di cosa si tratta?
Durante la Seduta le tre Presidenti delle associazioni di donne
agricoltrici di Trentino, Alto Adige
e Tirolo hanno omaggiato gli invitati con un sacchetto contenente
i prodotti tipici dei nostri territori:
22
pane, mele, yogurt, succo di piccoli frutti, ecc. Nel sacchetto abbiamo inserito anche i depliant
delle nostre Associazioni e una
spiegazione del “senso” di questo
gesto.
Il messaggio che abbiamo voluto
dare è duplice: per prima cosa la
scelta di un unico sacchetto contenente i prodotti dei nostri territori, che hanno caratteristiche simili
PD VSHFLÀFLWj UHJLRQDOL GLYHUVH
Per secondo la scelta della tipicità:
i prodotti scelti sono rappresentativi delle nostre regioni e non solo,
anche del lavoro di noi donne.
Che prodotto avete scelto per
rappresentarvi?
Emblematica è la scelta della nostra associazione: la bottiglietta
di succo di mirtillo, oltre ad essere complementare con gli altri
prodotti (è l’unica bevanda presente), rappresenta molto bene
il lavoro delle donne della nostra
associazione. E’ nella trasformazione innovativa del prodotto
DJULFROR OD FDUDWWHULVWLFD ¶XQLFD·
delle donne dell’agricoltura: nei
secoli le donne si occupavano,
oltre che della terra, anche di cucinare, preparare pane, formaggi,
conserve per la famiglia e hanno
generato molti dei prodotti di eccellenza di cui il nostro territorio
oggi va fiero e che tutto il mondo
ci riconosce e ci invidia.
Donne in Campo
è dato dell’esperienza delle “Scampagnate in fattoria” o delle feste
come “San Martino a Piedicastello”
il prossimo 9 novembre. Si tratta di
occasioni importanti per valorizzare
l’imprenditoria femminile e per sottolineare la valenza di un ruolo che si
DIIHUPDLQWXWWDODÀOLHUDHVSULPHQGR
creatività, tradizione, innovazione e
competenza.
INAIL: CONTRIBUTI PER ADEGUAMENTO TRATTORI
In merito a questo aspetto cosa
chiedete ai politici?
Chiediamo di considerare maggiormente gli aspetti regionali anche in
politica: specialmente negli appalti
INAL: CONTRIBUTI PER
ADEGUAMENTO TRATTORI
Finanziementi alle imprese
Avviso pubblico 2014
VENDITA DIRETTA
Appare anche evidente la volontà di promuovere prodotti di
SURVVLPLWj
Sì, le nostre associazioni hanno tra
gli obiettivi principali l’incentivazioQH GL IRUPH GL ÀOLHUD FRUWD 6SHVVR
L SURGRWWL DJULFROL VRQR LQVHULWL LQ Àliere lunghe il cui valore aggiunto
accumulato negli spostamenti viene
sottratto all’agricoltore: è necessario
operare per recuperare lo spazio dei
prodotti agricoli nel mercato. Siamo
attive nei progetti di sviluppo della
vendita diretta, sia in azienda che
presso i mercatini o altre forme innoYDWLYHGLÀOLHUDFRUWD8QHVHPSLRFL
SEI UN ASSOCIATO CIA E VUOI ESSERE SEMPRE
INFORMATO SULLA POSSIBILITÀ DI PARTECIPARE
A MERCATI E FIERE?
l Bando INAIL sostiene le aziende agricole e forestali per l’adeguamento dei
WUDWWRULDOÀQHGLPLJOLRUDUHOHFRQGL]LRQLGLVDOXWHHVLFXUH]]DVXOODYRURLQ
attuazione dell’articolo 11, comma 5, d.lgs. 81/2008 e s.m.i.).
3HUODSURYLQFLDGL7UHQWRVRQRSUHYLVWLFRPSOHVVLYLĄSHUÀQDQ]LDPHQWLDOVHWWRUHDJULFROR*OLLQWHUYHQWLGLDGHJXDPHQWRDPPLVVLELOLDÀQDQ]LDPHQWRFKHFRQVLVWHLQFRQWULEXWLLQFRQWRFDSLWDOHÀQRDOGHLFRVWL
al netto dell’IVA, sono: Struttura di protezione in caso di capovolgimento;
Sedile del conducente predisposto con punti di ancoraggio per la cintura di
sicurezza; Avviamento del motore; Protezioni di elementi mobili; Sedile del
passeggero predisposto con punti di ancoraggio per la cintura di sicurezza;
Accesso al posto di guida; Sistema di ritenzione del passeggero: cintura di sicurezza; Protezioni di parti calde; Zavorre; Segnalatore acustico; Silenziatore;
Dispositivi di illuminazione o segnalazione luminosa e dispositivo retrovisore.
,EHQHÀFLDULGHYRQRHVVHUHLVFULWWLDOOD&DPHUDGL&RPPHUFLR,QGXVWULD$UWLgianato ed Agricoltura.
Dal 3 novembre 2014 al 3 dicembre 2014 sarà possibile accedere alla procedura informatica che permetterà la compilazione della domanda di partecipazione al bando da inviare mediante PEC.
Sul sito www.cia.tn.it è presente il testo completo del bando, gli allegati e il
fac-simile di domanda suddivisi per regione e provincia.
6HPSUHSLVSHVVR&,$qLQYLWDWDDSDUWHFLSDUHDPHUFDWLÀHUHHDOWUHLQL]LDWLYH
$OÀQHGLGLIIRQGHUHJOLLQYLWLHOHFRPXQLFD]LRQLLQPRGRHIÀFDFHVWLDPRUDFcogliendo gli indirizzi e-mail degli interessati alle iniziative di vendita diretta,
con l’obiettivo di creare una mailing list dedicata.
Invitiamo quindi tutti gli associati che desiderano essere coinvolti e informati
su questo tipo di eventi a contattare i nostri uffici, mandando una mail a
[email protected] o chiamando il numero di telefono 0461/1730452.
23
pubblici si dovrebbe dare maggior peso alle offerte che includono
prodotti locali. Un eventuale prezzo maggiore è legato alla migliore
qualità e alla produzione di prodotti
artigianali. Ciò non può essere uno
svantaggio. Anche negli appalti per
servizi si dovrebbe incentivare chi
lavora con ditte locali e chi assume
personale del posto. È una falsa
conclusione pensare che l’offerta
che costa meno sia anche quella più
remunerativa per l’economia locale.
I piccoli circuiti economici devono
essere agevolati e promossi. La politica deve dare il buon esempio.
Terre coltivate
L’ OLIVICOLTURA
A cura della Fondazione Museo storico del Trentino
L
a coltivazione dell’olivo
assume un valore di grandissimo rilievo per il Trentino in quanto rappresenta
la penetrazione più settentrionale di
tale pianta in ambito europeo (oltre
46° di latitudine Nord). Essa costituisce quasi un unicum nei paesaggi
agrari dell’arco alpino. Tutta la fascia
insubrica delle Prealpi, soprattutto la
zona dei grandi laghi (Lario, Sebino,
Bénaco), è particolarmente vocata a
questo tipo di coltivazione. Ma, nel
territorio trentino, essa si spinge ben
oltre la riviera gardesana risalendo
la Valle del Sarca (Arco e Dro) e la
9DOOH GHL /DJKL ÀQR D 7REOLQR 6DQta Massenza, Vezzano. Un tempo
era più diffusa che non adesso e si
VSLQJHYDQHOOD9DOOHGHOO·$GLJHÀQRD
Trento e a Mezzolombardo. L’eliminazione degli oliveti a nord di Trento
è stata voluta per favorire la viticoltura. Nell’area gardesana, l’olivo non
è pianta originaria, ma di presenza
molto antica. I recenti dati di scavo
archeologico attesterebbero che
essa comparve solo nell’età romana.
Assente nel paesaggio neolitico, il ritrovamento di grandi quantità di noccioli di olivo all’interno della necropoli
di viale Dante, a Riva del Garda (pri-
mo secolo d.C.), conferma invece
che la coltivazione di questa pianta
proveniente dalle aree meridionali d’Italia aveva trovato qui un clima
particolarmente adatto (anche se in
areali molto settentrionali) e una sua
diffusione considerevole rispetto ad
altri siti dell’arco alpino. Essa così si
insediò soprattutto sul versante occidentale del Monte Brione, andando
a sostituire il bosco naturale di lecci e
formando l’inconfondibile paesaggio
attuale. I dati d’archivio dei Comuni trentini descrivono dal XII secolo
l’importanza economica dell’olio per
le comunità altogardesane. Sono infatti numerose negli statuti di Riva e
di Arco le disposizioni contro i furti di
olive o i danni ai rami e alle piante.
Di particolare interesse economico,
l’olio era prodotto a uso alimentare
per le classi più abbienti, ma era anche molto ricercato come medicamento e soprattutto per uso liturgico.
Di facile conservazione e trasporto,
nell’alto Medioevo l’olio del Garda è
oggetto di attenzione diretta da parte
dei grandi proprietari dei fondi, i monasteri della pianura padana, che ne
curano la coltivazione, la raccolta, il
WUDVSRUWR ÀQR DOO·HVWUD]LRQH GHOO·ROLR
Successivamente, l’imporsi di un’e24
conomia di mercato e la crescente
importanza rivendicata dalle città
GHOOD SLDQXUD SDGDQD PRGLÀFDno le regole del commercio e gli
itinerari delle vie commerciali: sia
IDFHQGRDIÁXLUHGLUHWWDPHQWHD9Hrona o a Brescia il prodotto, evitando così che l’olio gardesano
venisse confuso con altre qualità,
VLD PRGLÀFDQGR OH GHVWLQD]LRQL Ànali. Numerosi, inoltre, erano i torchi presenti nelle città. A Riva, per
esempio, erano censiti negli estimi
del 1448 nove torchi ed otto nell’estimo del 1482, collocati soprattutto nella ricca Quadra Lacus.
Caratteristica del paesaggio dell’olivicoltura è anche un’estesa rete
di muretti a secco, che attraverso
un ampio sistema di terrazzamenti,
permette la riduzione del declivio, il
drenaggio delle acque in eccesso e
O·DXPHQWRGHOODVXSHUÀFLHGLFROWXUD
I muretti, realizzati dagli agricoltori senza malte ma con perizia nella
GLVSRVL]LRQHHQHOODVWUDWLÀFD]LRQHLQ
orizzontale e in verticale del pietrame, si presentano con una doppia
caratteristica: a sviluppo orizzontale
(ospitano diverse piante), o a forma
circolare (dove la pendenza è maggiore, costruiti intorno alle singole
piante di olivo). Durante il mese di ottobre gli olivicoltori avvolgono il piede delle piante con ampi teli di garza
bianca o colorata e procedono alla
raccolta a mano delle drupe, i frutti, raggiungendo i rami più alti con
i caratteristici scalini, lunghe perti-
Terre coltivate
che. Questi semplici attrezzi, oggi in
acciaio, erano frutto di una ricerca
scrupolosa per la loro preparazione:
ÀQRDJOLDQQL·HUDQRUHDOL]]DWLLQOHgno di abete, provvisti di un piede in
ROLYRRURYHUHFKHYHQLYDFRQÀWWRQHO
terreno e pioli in corniolo o bagolaro.
Il sistema della raccolta è descritWR HIÀFDFHPHQWH DQFH GD $JRVWLQR
Gallo nel 1589; a lui pareva bello vedere quegli uomini, come “tanti scoiattoli (schiratti) che continuamente
ruotano, con i grembiuli in pelle, che
di ramo in ramo raccoglievano le olive”. Era in uso anche la battitura con
le pertiche, ma era evidente il danno
ai rami e alle olive.
Nel distretto gardensano trentino
sono attualmente in produzione circa 100.000 piante di olivo. A monte
di Riva, gli oliveti sono disposti lungo i terrazzamenti che risalgono,
con i loro muretti a secco, lungo
erti pendii in direzione di Tenno
avvolgendo i paesi di Cologna,
Gavazzo, Càlvola, Pranzo e dando
origine a paesaggi con impronta riYLHUDVFDGLWLSROLJXUH/DVXSHUÀFLH
coltivata è di circa 420 ettari (380
nel 2000) e la produzione media
si è stabilizzata intorno ai 15.000
quintali annui (8.500 nel 2000). La
UHVD PHGLD LQ ROLR H[WUDYHUJLQH ULcavato dalla spremitura delle olive
è pari al 18-20% con 2.500 quintali
annui di olio (poco più di 1.400 nel
2000). Le varietà dominanti sono la
“casaliva” e “frantoio”, oltre ad altre
piccole varietà secondarie.
“TERRE COLTIVATE”. IL LIBRO
E LA MOSTRA ITINERANTE.
A corredo della mostra sulla storia
dei paesaggi del Trentino è stato
da poco pubblicato il volume “Terre
coltivate”, a cura della Fondazione
Museo storico del Trentino. Inoltre,
dopo la chiusura del percorso espositivo, rimasto aperto alle Gallerie di
3LHGLFDVWHOOR GD RWWREUH ÀQR
a giugno 2014, il Museo storico del
Trentino ha realizzato una mostra
itinerante con venti grandi pannelli
che ripropongono i temi principali
della mostra. Il libro – 228 pagine,
15 euro – rappresenta un contributo
allo studio del paesaggio agrario del
Trentino e propone una miscellanea
di saggi sul tema del paesaggio.
L’antropologo ed esperto di territori
DOSLQL $QQLEDOH 6DOVD ÀUPD XQ FRQtributo sulle unità paesaggistiche
del Trentino. Lo studioso di storia
economica Andrea Leonardi si occupa della rilevanza dell’agricoltura
nell’economia del nostro territorio. Il
paesaggista Bruno Zanon si sofferma sulla costruzione del paesaggio
agrario e sullo strumento dei piani urbanistici provinciali. L’economista e
studioso di politiche agrarie Geremia
Gios tratta il tema dei territori di montagna e delle attività agrosilvopastorali. Il direttore della Fondazione Edmund Mach Mauro Fezzi fa il punto
sui 140 anni dell’Istituto agrario di
San Michele all’Adige. L’agronomo
e giornalista Sergio Ferrari racconta
25
L FHQWR DQQL GL GLIHVD ÀWRVDQLWDULD LQ
Trentino. Monica Ronchini, studiosa
di paesaggi, si occupa delle testimonianze dei viaggiatori. Alessandro de
Bertolini, Fondazione Museo storico
del Trentino, spiega quali fonti e strumenti della storia sono stati utilizzati
per la ricostruzione dei paesaggi
agrari del Trentino alla mostra delle
Gallerie di Piedicastello. La prefazione del volume è a cura di Giuseppe
Ferrandi, direttore della Fondazione
Museo storico del Trentino. La mostra itinerante raccoglie la descrizione di tutte le unità paesaggistiche
presenti in mostra (la gelsicoltura, la
tabacchicoltura, la coltivazione del
grano saraceno, la viticoltura, la melicoltura, la castanicoltura, la nocicoltura, la cerealicoltura, l’alpicoltura, la
selvicoltura, l’olivicoltura, l’orticoltura
e le unità paesaggistiche residuali)
insieme al racconto della trasformazione dei paesaggi agrari del Trentino negli ultimi due secoli. Come
è stato possibile il cambiamento?
Come si è passati da un modello di
agricoltura di autoconsumo e di sussistenza ai moderni comparti agricoli
e industriali di oggi? I venti pannelli
(autoportanti, delle dimensione di 1
metro di larghezza per 2 metri di altezza) cercano di rispondere a queste domande.
Per conoscere il calendario e le sedi
itineranti della mostra, o se interessati ad ospitarla, contattare la Fondazione Museo storico del Trentino
allo 0461.230482.
Donne in Campo
Itinerari
N
Palazzo delle Miniere
(Fiera di Primiero)
el Palazzo, severa costruzione del Quattrocento in stile tardo-gotico, già
sede del «giudice minerario» ai tempi di Sigismondo, duca d’Austria e conte del TiroORqDOOHVWLWRXQSLFFRORPXVHRHWQRJUDÀFRRUJDQL]]DWRVXWUHSLDQL$OSLDQRULDO]DWR
dove inizia la sezione attività artigianali, vi è la sala dedicata al fabbro con attrezzatuUDSURYHQLHQWHGDXQDIXFLQDGHOOD]RQDDWWLYDÀQRDJOLDQQLVHWWDQWD$OSULPRSLDQR
vi sono gli strumenti del falegname, del sellaio, del seggiolaio ambulante, quindi le
VH]LRQLÀODWXUDHWHVVLWXUDRJJHWWLGLXVRGRPHVWLFRÀHQDJLRQHHFROWLYD]LRQHLQÀQH
attività casearia. Il secondo piano è dedicato alle miniere, con l’esposizione di struPHQWLPLQHUDOLGRFXPHQWD]LRQHIRWRJUDÀFDHDOODÀJXUDGL/XLJL1HJUHOOLQDWLYRGL
Primiero, il famoso ideatore del canale di Suez, di cui sono sono ricordate anche le
numerose opere in campo stradale, ferroviario, idrico e architettonico.
Per informazioni:
Biblioteca intercomunale di Primiero
0439 / 762344
ITINERARIO
ETNOGRAFICO
DEL TRENTINO
MUSEO DEGLI USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA
www.museosanmichele.it
a cura di Antonella Mott
U
Museo degli usi e costumi d’Anaunia
(Ronzone)
no sguardo sul passato ancor prossimo, ma ormai del tutto svanito,
della vita contadina di questo lembo lontano della valle di Non, che è detta
anche Anaunia. Il Museo presenta le attività del lavoro nel bosco e gli strumenti
dell’agricoltura, l’attrezzatura del falegname, quella della stalla e per il tiro degli
DQLPDOLJOLVWUXPHQWLGHOODÀHQDJLRQHHTXHOOLGHOODWUHEELDWXUDHGHOODYDJOLDWXUD
dei cereali. Al piano superiore troviamo le vestigia della vecchia scuola elementare, oltre ad alcuni ambienti domestici: la camera da letto e la cucina, con la
cassa della legna, la cucina economica, il tavolo, la credenza dove sono riposti
macinini, caffettiere, cuccume...
Per informazioni:
Luciana Recla
0463 / 835207 - 347 / 4278769
27
40 righe di Storia
LA COOPERAZIONE TRENTINA:
DAL 1914 AD OGGI
D
urante la prima Guerra
mondiale gran parte dei
sodalizi cooperativi si troYDURQRLQJUDQGHGLIÀFROWj
e per buona parte furono sostituiti con
Enti Comunali di Approvvigionamento
(ECA); diverse Casse Rurali dovettero
chiudere; il SAIT fu occupato dall’auWRULWjPLOLWDUHHWUDVIRUPDWRLQÀOLDOHGHO
magazzino provinciale di rifornimento;
la Federazione dei consorzi cooperativi si dovette limitare ad una attività
ridotta: tutto fu sconvolto e paralizzato.
Il primo dopoguerra fu caratterizzato
dallo sforzo della ricostruzione e per
questo nell’ambito cooperativo nac-
quero molte cooperative
edilizie e di lavoro. L’avvento
del fascismo comportò la
cancellazione di tutta una
serie di autonomie locali e
libertà comunali. Tutto fu
accentrato nel Consiglio
provinciale d’economia
alle dipendenze dirette
del prefetto di nomina
governativa. Nel 1926 le
squadre fasciste assaltarono la sede centrale
e i magazzini periferici
del SAIT, esautorando i
vertici eletti e instaurando come Commissario
lo stesso segretario del
partito fascista.
Nel caso della Federazione dei consorzi
cooperativi, del SAIT e della Federazione provinciale trentina delle leghe
dei contadini viene nominato commissario con pieni poteri il segretario del
partito fascista di Trento dr. Giuseppe
Stefenelli (1900-1984) esautorando
mons. Giacomo Regensburger (18641948), Giuseppe Margoni (1876-1947)
e Luigi Carbonari (1880-1971). Tutto il
movimento cooperativo veniva inquadrato in quello nazional-fascista.
/D FULVL LQWHUQD]LRQDOH DOOD ÀQH GHJOL
anni Venti e i primi anni Trenta si fece
sentire pesantemente su tutto il comparto cooperativo con una notevole
contrazione delle vendite delle Famiglie cooperative. Ma il settore più fortemente colpito fu quello delle casse
rurali: diverse decine di queste furono
28
28
infatti poste in liquidazione con conseguenze disastrose per i numerosi soci,
dato che erano società a garanzia illimitata. La seconda guerra mondiale
sconvolse ancora una volta e portò
come tutte le guerre sciagure e lutti. La
resistenza, la liberazione e i primi anni
della ricostruzione videro delle grandi
manifestazioni di massa che chiedevano quelle autonomie locali, quelle
libertà comunali e quelle forme di autogoverno a livello di paese che erano
state soffocate dal fascismo. In pochi
DQQLGRSRLOULQDFTXHURSLÁRULde e numerose quasi tutte le piccole
cooperative e i vari consorzi, oltre a
tutta una vasta gamma di associazioni
e sodalizi repressi dal regime. La Federazione dei consorzi cooperativi nel
1945 ebbe un nuovo presidente nella
persona del senatore Luigi Carbonari;
vicepresidenti ritornarono dei sacerdoti: dal 1949 al 1955 mons. Giovanni
Pizzini, per un anno mons. Salvatore
Scalvini e dal 1956 al 1965 don Mario
Martinelli, decano di Pergine.
Attualmente (dati aggiornati al
31/12/2013) il sistema cooperativo
trentino è costituito da:
- 43 Casse rurali con 125.153 soci;
- 78 Cooperative di consumo con
108.817 soci;
- 88 Cooperative agricole con
19.820 soci;
- 293 Cooperative di Lavoro, Servizio, Sociali e Abitazione con
24.525 soci;
In totale la Cooperazione Trentina
comprende 533 cooperative con
279.206 soci.
Edmund Mach
NOTIZIE FEM
PRIMI 4 VITIGNI TOLLERANTI A
BOTRITE, INCONTRO CON I PRODUTTORI
Il mondo viticolo trentino, ma anche
produttori provenienti da Toscana,
Lombardia e Veneto hanno partecipato recentemente, a San Michele
all’Adige, all’incontro promosso dal
CIVIT, Consorzio Innovazione Vite,
per illustrare le opportunità produttive
delle quattro varietà di vite tolleranti a
botrite selezionate dalla Fondazione
Edmund Mach. Più di 50 operatori del
settore hanno preso parte all’iniziativa,
che ha previsto anche un momento di
degustazione dei vini prodotti con le
AVIT, associazione che raggruppa 16
vivaisti con produzione annua di circa
10 milioni di innesti talea, operante sul
territorio nazionale e internazionale,
che metterà a disposizione degli operatori il materiale vivaistico selezionato da FEM. Mario Chemolli, direttore
dell’Ufficio tutela delle produzioni
agricole, ha spiegato che la Provincia
autonoma di Trento collabora con la
Fondazione su due fronti: l’introduzione di nuove varietà e il recupero di vitigni coltivati un tempo in Trentino. “Entro fine anno –ha detto- si aggiornerà
il catalogo delle varietà coltivabili in
provincia di Trento, inserendo anche
queste nuove selezioni”.
NOTIZIE
DALLA FONDAZIONE
EDMUND MACH
DI SAN MICHELE ALL’ADIGE
DFXUDGL6LOYLD&HVFKLQL8IÀFLR6WDPSD)RQGD]LRQH(GPXQG0DFK
nuove proposte varietali. In apertura
il direttore generale Mauro Fezzi, ha
espresso l’orgoglio della Fondazione per questo primo, l’importante,
risultato ottenuto con l’attività di miglioramento genetico e ha ricordato
che la sfida dell’ente è accompagnare l’agricoltura verso una modalità di
coltivazione più sostenibile e meno
condizionata dai prodotti chimici. Il
Presidente del Consorzio Innovazione Vite, Enrico Giovannini, ha presentato il consorzio fondato da FEM e
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SCUOLA MACH, ENTRO IL 16
DICEMBRE LE ISCRIZIONI AL
TEST DI INGRESSO
E’ indirizzata a tutte le scuole medie
inferiori del Trentino la comunicazione
della Fondazione Edmund Mach che
invita gli alunni, interessati a frequentare nel prossimo anno scolastico l’Istituto Tecnico Agrario o il Centro di Formazione Professionale di San Michele, a
registrarsi sul sito dell’ente al link http://
www.fmach.it/CIF entro e non oltre il
16 dicembre. Da quest’anno, infatti, è
attivo il numero programmato e per
accedere ai corsi è necessario superare un test di ingresso. Venerdì 28 novembre e venerdì 5 dicembre, alle ore
14, in aula magna, sono previsti due
momenti di orientamento per alunni e
genitori. Per l’Istituto Tecnico Agrario il
test di entrata sarà valutativo, verterà
sulle materie di italiano e matematica e
sarà effettuato su supporto informatico (computer); inoltre nella valutazione
sarà tenuto conto della media dei voti
della pagella di seconda media.
Per la formazione professionale, invece, il test sarà attitudinale, anche in
questo caso su supporto informatico
(computer). Per entrambi i percorsi,
agli studenti con bisogni educativi
speciali, sarà concesso un tempo
maggiore di esecuzione, mentre gli
studenti con certificato Legge 104,
pur dovendosi registrare, non sono
tenuti a sostenere il test. Sono tenuti a
registrarsi, ma non devono sostenere
il test, gli studenti che si iscrivono al
percorso professionale indirizzo agricoltura e ambiente, il cui genitore o
un parente entro il 3° grado (fratello/
sorella oppure nonno/a oppure zio/a)
o affine 2° grado (cognato/a) dichiari
in fase di registrazione di essere iscritti
alla prima sezione dell’Archivio delle
imprese agricole della Provincia Autonoma di Trento o di essere proprietario o avere la disponibilità mediante
altro titolo giuridico di azienda, il cui
monte ore di tempo lavoro sia di almeno 1040 ore annue secondo la
tabella provinciale di conversione dei
Valori medi unitari vigente alla data di
iscrizione alla Scuola per imprenditori
agricoli approvata dal Dirigente del Dipartimento Agricoltura, alimentazione,
foreste e montagna ai sensi dell’art. 22
della LP 11/2000.
Per ulteriori informazioni: 0461/615408
o [email protected]
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n°11, novembre 2014