STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
COMUNE DI FORLÌ
E N AV S . p . A .
E N AV A C A D E M Y
SCUOLA DI FORMAZIONE DI FORLI'
P O L O T E C N O L O G I C O I N T E G R ATO
PROGETTO DEFINITIVO
IMPIANTI TERMOFLUIDICI
RELAZIONE TECNICA GENERALE
ENAV ACADEMY – Scuola di Formazione di Forlì – Polo tecnologico integrato. - Impianti termofluidici –
Relazione Tecnica
I
STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
INDICE
1.
DATI BASE DELLA PROGETTAZIONE
Pag. 1
1.1.
Obiettivi e requisiti del progetto
“
1
1.2.
Percorsi orizzontali e verticali
“
2
1.3.
Note generali opere da realizzare
“
3
1.4.
Opere da realizzare
“
3
1.5.
Limiti di fornitura
“
4
1.6.
Opere speciali comprese
“
4
2.
DATI TECNICI DI RIFERIMENTO
“
5
2.1.
Normativa
“
5
2.2.
Criteri generali di progetto
“
8
3.
DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI
“
9
3.1.
Impianti di climatizzazione
“
9
3.2.
Impianti idricosanitari
“
18
3.3.
Impianti antincendio
“
20
3.4.
Impianti elettrici per impianti termofluidici
“
21
3.5.
Sistema di regolazione automatica – supervisione e controllo
“
25
3.6.
Sistema di regolazione ambiente
“
26
4.
OPERE ESTERNE, PROVVISIONALI E SMANTELLAMENTI
4.1.
Allacciamento idrico
“
28
4.2.
Reti gas
“
28
4.3.
Sistema di scarico acque nere
“
28
4.4.
Sistema di scarico acque meteoriche
“
28
5.
ELENCO ELABORATI GRAFICI
“
29
6.
ELENCO ELABORATI DATTILOSCRITTI
“
31
28
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Relazione Tecnica
II
STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
1.
DATI A BASE DELLA PROGETTAZIONE
1.1
Obiettivi e requisiti del progetto
L’edificio in oggetto dovrà ospitare la nuova sede per accogliere le sale per simulatori di volo, per
la didattica formativa dell’ENAV ( ente nazionale assistenza volo ), in sinergia e innovazione con
la Facoltà di Ingegneria Aerospaziale.
Le attività che dovrà ospitare sono quelle di docenza-pratica (con corsi intensivi per gruppi con un
massimo di contemporaneità di circa 100 persone).
Pertanto è prevista la realizzazione di due distinti corpi di fabbrica; il principale da adibire a
didattica-pratica ed attività collegate ( 1° lotto oggetto della presente relazione), un secondario con
servizio di ristorazione, mensa bar, con la zona cucina per la mensa e con i servizi tecnici ( 2° lotto
non oggetto).
1.1.1
Localizzazione
L’intervento si colloca nel “Polo Aeronautico Forlivese” in prossimità delle seguenti attività:
- Aeroporto civile “ Ridolfi”
- Istituto Tecnico Aeronautico
- Corsi di Diploma Universitario in Ingegneria Aerospaziale e Meccanica
Il progetto di ampliamento della Scuola di formazione ENAV, si colloca un’area compresa tra
l’attuale complesso ENAV, un edificio di civile abitazione, una strada di piano, che costituisce il
limite dell’area destinata alla Facoltà di Ingegneria Aerospaziale ed al suo futuro sviluppo.
Sostanzialmente un “vuoto” in cui progettare l’edificio di ampliamento della scuola destinato ad
ospitare le sale di simulazione del volo e delle torri di controllo oltre ad una sala in cui riunire e
simulare tutte le attività previste nell’area aeroportuale, una sorta di ricostruzione virtuale finalizzata sia alla formazione dei futuri operatori che alla messa a punto di procedure sempre più efficienti e sicure.
Un complesso tecnologico che consentirà di mettere in atto le sinergie già convenute tra la Facoltà
di Ingegneria Aerospaziale e ENAV Accademy.
1.1.2
Destinazione d’uso
Il Polo ricerche e innovazione dell’ENAV prevede le seguenti funzioni:
1.1.3
-
Piano terra: tre sale simulatori di twr e sale auditing, una sala pseudo-pilot, due sale part task
twr, tre simulatori di volo, due simulatori Motion.
-
Piano primo: sei sale simulatori di torre e sale auditing, una sala pseudo pilot twr, una sala
simulatori radar.
-
Piano secondo: laboratori in uso alla facoltà di Ingegneria aerospaziale, uffici ENAV Accademy, sala simulazione integrata (simulazione tra i diversi soggetti operanti all’interno
dell’area aerospaziale).
-
Piano terzo. Locali tecnologici
Caratteristiche strutturali ed architettonico
Uno dei principali obiettivi dell’intervento è rappresentato dalla scelta dei “contenitori” di tecnologie all’interno di una piazza, oggetti definiti in uno spazio indefinito, uno spazio intorno alla
tecnologia e non un edificio che la contenesse.
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Relazione Tecnica
1
STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
Sin dai primi schizzi, che hanno preso spunto dagli studi sul deltaplano di Leonardo da Vinci, il
progetto ha “spaccato” lo spazio con una diagonale che individua da un lato un’area verde,
dall’altro una sorta di grande piazza, coperta da un’ala di metallo, i cui confini materiali sfuggono
ai canoni del costruire, frammentati nelle forme architettoniche che galleggiano nella trasparenza
delle pareti vetrate.
Sin dal primo approccio progettuale risultava evidente la necessità, dal punto di vista urbanistico e
architettonico, che tale spazio dovesse essere completato con la progettazione di un parco, di una
piazza, uno spazio che riuscisse a perseguire il giusto equilibrio tra spazi costruiti e spazi aperti, tra
pieni e vuoti di questo nuovo pezzo di città, uno spazio di relazione tra le due strutture dedicate
alla formazione dei giovani, che dovrà rappresentare il “centro” fisico ed operativo dell’offerta
formativa, un campus in cui le diverse esperienze potranno confrontarsi.
La copertura costituita dall’ala di un aereo sospesa nel vuoto, colto nell’attimo in cui si stacca da
terra per realizzare il sogno di Icaro, lateralmente è appoggiata su un volume rivestito in alluminio
che ricorda la sezione di una moderna ala di aereo, mentre, nella punta inferiore poggia su setti
rivestiti in pietra.
Uno sbalzo dell’ala protegge la piazza d’accesso, parte integrale del progetto urbanistico
dell’intervento, che rappresenta il collegamento verso la nuova Facoltà di Ingegneria su cui si
attesta l’edificio che ospiterà la nuova mensa ENAV a servizio anche dei futuri studenti di Ingegneria.
Dal lato opposto, nel punto che delimita il confine con il viale di accesso alla Scuola di formazione
ENAV Accademy, si sviluppa in un collegamento vetrato tra il nuovo complesso e l’edificio
preesistente.
La scelta dei materiali risponde agli obiettivi progettuali già espressi: l’alluminio satinato della
copertura e della grande parete di ingresso principale, i pannelli tipo rame preossidato dei volumi
cilindrici, la pietra delle sale auditing e del setto che sostiene un lato di copertura.
La struttura in pilastri e travi è prevista in acciaio con solaio costituito da lamiera recata autoportante e pannelli coibentati, coerenti con lo spirito altamente tecnologico dell’intervento.
L’interno è caratterizzato da pavimento galleggiante rivestito con gomma ad alta resistenza,
mentre le pareti di tamponamento esterno sono in laterizio e quelle interne in cartongesso rivestito
con pannelli di legno e resina.
Nei prospetti principali del complesso edilizio nel alto esterno, verso le sale di simulazione volo, si
individuano tre elementi cilindrici, rivestiti in pannelli con finitura tipo rame preossidato, che
ospitano le sale di simulazione TWR e tre cubi, rivestiti in pietra, che ospitano le sale auditing, nel
lato interno verso la piazza verde si affaccia la grande vetrata destinata ai “Motion” ed un cilindro
di grandi dimensioni, rivestito, con tutti i volumi cilindrici del progetto, in pannelli tipo rame
preossidato, che ospita la sede di simulazione volo e la grande sala integrata.
1.1.4
Locali e volumi tecnici
Sono previsti i seguenti locali e volumi tecnici a servizio degli impianti elettrici e speciali:
Esternamente al laboratorio: di progetto cabina prefabbricata per consegna e misure energia
elettrica in media tensione (già prevista)
1.2
Percorsi orizzontali e verticali
La distribuzione principale dalle centrali ai locali e zone servite si sviluppa:
Interrata all’esterno dalla cabina di ricezione alla cabina utente e nel collegamento tra i padi-glioni
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2
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In cunicolo al livello interrato del fabbricato laboratorio
Verticalmente entro i cavedi a servizio degli impianti
A soffitto all’interno dei controsoffitti
A pavimento all’interno del pavimento galleggiante
Predisposizione tubi usati per la allacciamento mensa
Ogni qualvolta gli impianti (tubazioni o canalizzazioni) attraversano pareti a tenuta di fuoco o
mettono in comunicazione ambienti appartenenti a compartimentazioni diverse, vanno previsti tutti
quegli accorgimenti atti ad interrompere il fuoco (pannelli o schiume a tenuta di fuoco).
1.3
Note generali opere da realizzare
Gli impianti descritti nella presente sezione di progetto sono raggruppabili nei sistemi indicati di
seguito e devono essere forniti ed installati completi in ogni loro parte e pronti al funzionamento,
entro i limiti indicati per ciascuno di essi e con le esclusioni evidenziate più avanti.
Nel caso di utenze finali fornite da altri, il limite di fornitura è costituito dai morsetti delle utenze,
questi esclusi.
I collegamenti terminali dei cavi a tali morsetti sono sempre a carico del fornitore
dell’apparecchiatura o utenza finale.
Per alcuni impianti od apparecchiature è richiesta la fornitura di predisposizioni con canalizzazioni
od altro, secondo quanto indicato nei capitoli che seguono e/o sui disegni di progetto.
Tutte le informazioni per la realizzazione degli impianti sono contenute nella presente relazione,
negli altri elaborati e sui disegni di progetto.
Nei successivi capitoli, in cui sono indicati più dettagliatamente i limiti di fornitura, vengono
trattati individualmente i singoli sistemi e prescritte le tipologie impiantistiche.
Per la definizione delle caratteristiche tecniche specifiche di apparecchiature e impianti si rimanda
all’esame degli altri elaborati e dei disegni di progetto.
1.4
Opere da realizzare
Sono oggetto della presente descrizione i seguenti impianti:
y
impianti di climatizzazione
y
impianto idrico sanitario
y
impianto raccolta acque meteoriche
y
impianti di spegnimento incendi
y
impianti elettrici per impianti di climatizzazione
y
sistema di regolazione automatica e regolazione ambiente
y
impianti di filtrazione vasche ed irroramento
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STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
1.5
Limiti di fornitura
1.5.1
Impianti di climatizzazione
Dalla centrale termofrigorifera (esclusa) fino alle valvole di intercettazione (comprese) a valle
delle quali saranno in futuro prolungati i circuiti di alimentazione degli impianti a servizio del
nuovo fabbricato.
1.5.2
Impianto idrico sanitario
y
Acqua potabile:
dall’allaccio alla rete comunale alle utenze
y
Acqua impianto antincendio
dall'allaccio alla rete comunale
y
Scarico acque nere:
dalle utenze fino al sifone tipo Firenze (compreso) per il collegamento alla rete fognaria comunale
y
Scarico acque meteoriche:
a partire dai pozzetti alla base delle colonne di scarico fino al sifone tipo Firenze (compreso)
per il collegamento alla rete fognaria comunale (sono quindi compresi i soli collettori orizzontali).
1.5.3
Impianti elettrici per impianti di climatizzazione
Le alimentazioni FM per tutte le utenze degli impianti di climatizzazione sono previste a partire da
quadri elettrici a tale scopo predisposti.
È compreso tutto quanto a valle di detti quadri (questi compresi) con esclusione delle linee principali di alimentazione ai quadri stessi che sono incluse nella sezione elettrica.
1.5.4
Sistema di regolazione automatica e centralizzazione impianti
Gli impianti di regolazione automatica e di regolazione ambiente sono completamente nuovi e
sono forniti completi. maggiori dettagli sono precisati oltre, nel presente documento.
1.6
Opere speciali comprese
Sono esclusi dalla presente sezione d'appalto, ma compresi in altra sezione:
y
parte dell'impianto raccolta acque meteoriche (pozzetti e caditoie per la raccolta delle acque
meteoriche all'esterno dell'edificio
y
tagli e forature nei controsoffitti per l'inserimento di diffusori dell'aria
y
cunicoli per impianti
y
scavi e reinterri (compresa depressione per invarianza idraulica)
y
basamenti
y
fori su coperture e solette
y
ripristino impermeabilizzazione
y
ripristino compartimentazioni orizzontali in corrispondenza di cavedi e del tunnel di collegamento con la struttura esistente e simili (sono invece comprese le serrande tagliafuoco ed i
manicotti tagliafuoco).
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2.
DATI TECNICI DI RIFERIMENTO
2.1
Normativa
2.1.1
Note generali
Gli impianti devono essere realizzati in ogni loro parte e nel loro insieme in conformità alle leggi,
norme, prescrizioni, regolamentazioni e raccomandazioni emanate dagli enti, agenti in campo
nazionale e locale, preposti dalla legge al controllo ed alla sorveglianza della regolarità della loro
esecuzione.
Segue un elenco di riferimenti legislativi e normativi (a carattere esemplificativo e non esaustivo).
2.1.2
Leggi e decreti D.M. 1° Dicembre 1975
DPR 27 aprile 1955 n.547. Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Legge 13 luglio 1966 n. 615. Provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico.
Legge 01 marzo 1968 n. 186. Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature,
macchinari, installazione e impianti elettrici ed elettronici
D.M. 1 dicembre 1975: Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione
e successivi aggiornamenti.
D.M. 18 dicembre 1975: Norme tecniche aggiornate relative alla edilizia scolastica, ivi compresi
gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di
edilizia scolastica
Legge 10 maggio 1976 n.319. Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento
LR 27 maggio 1985 n.62 (Lombardia). Disciplina degli scarichi degli insediamenti civili e delle
pubbliche fognature. Tutela delle acque sotterranee dall’inquinamento
DM 28 febbraio 1986. Approvazione tabelle UNI-CIG, di cui alla Legge 6 dicembre 1971, n.
1083, sulla sicurezza di impiego del gas combustibile (8° gruppo).
DPR 24 maggio 1988 n.236. Attuazione della direttiva CEE n. 80/778 concernente la qualità delle
acque destinate al consumo umano, ai sensi dell’art. 15 della Legge 16 aprile 1987, n. 183
Legge 5 marzo 1990 n.46: Norme per la sicurezza degli impianti.
Decreto 21 dicembre 1990 n.443: regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili.
Legge 09 gennaio 1991 n.9. Norme per l’attuazione del nuovo Piano energetico nazionale: aspetti
istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodotti, idrocarburi e geotermia, autoproduzione e
disposizioni fiscali
Legge 09 gennaio 1991 n.10. Norme per l’attuazione del nuovo Piano energetico nazionale in
materia di uso razionale dell’energia. di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili
di energia
DPCM 01 marzo 1991. Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e
nell’ambiente esterno
DPR 06 dicembre 1991 n.447. Regolamento di attuazione della Legge 5 marzo 1990, n.46 in
materia di sicurezza degli impianti.
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STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
DPR 26 agosto 1993 n. 412. Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione,
l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del mantenimento dei
consumi di energia, in attuazione dall’art. 4, comma 4, della Legge 09 gennaio 1991, n.10
Legge 23 dicembre 1993 n. 549. Misure a tutele dell’ozono stratosferico e dell’ambiente.
Decreto 19 settembre 1994 n. 626. Attuazione delle direttive 89/391 CEE, 89/654 CEE,89/656
CEE, 90/269 CEE, 90/270 CEE, 90/394 CEE,90/679 CEE riguardanti il miglioramento della
sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro
DM 12 aprile 1996. Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione,
la costruzione e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi.
DL 14 agosto 1996 n. 494. Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni
minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili
DMIC Art. 2 aprile 1998: Modalità di certificazione delle caratteristiche e delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti ad essi connessi.
2.1.3
Norme UNI
CTI n.6514 del settembre 1969: Corpi scaldanti alimentati ad acqua calda o a vapore a bassa
pressione: prova termica.
CTI n.7357 74 del dicembre 1974: Calcolo del fabbisogno termico per il riscaldamento degli
edifici.
CTI settembre 1976 n. 5364. Impianti di riscaldamento ad acqua calda. Regole per la presentazione dell’offerta e per il collaudo.
N.7940 del settembre 1979: Ventilconvettori - Condizioni di prova e caratteristiche - Ventilconvettori - Metodi di prova.
N.8011 del dicembre 1979: Impianti frigoriferi - Prescrizioni di sicurezza.
N.8062 del luglio 1980: Gruppi di termoventilazione - Caratteristiche e metodi di prova.
ACUSTICA CTI N.8199 del marzo 1981: Misura in opera e valutazione del rumore prodotto negli
ambienti dagli impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione.
EDILIZIA n.9182 dell'aprile 1987: Edilizia. Impianti di alimentazione e distribuzione d'acqua
fredda e calda. Criteri di progettazione, collaudo e gestione
EDILIZIA n.9183 dell'aprile 1987: Edilizia. Sistemi di scarico delle acque usate. Criteri di progettazione, collaudo e gestione
EDILIZIA n.9184 dell'aprile 1987: Edilizia. Sistemi di scarico acque meteoriche. Criteri di progettazione, collaudo e gestione
UNI CIG n. 9165 del novembre 1987. Reti di distribuzione del gas con pressioni massime di
esercizio minori o uguali a 5 bar. Progettazione, costruzione e collaudo
EDILIZIA n. 9157 del febbraio 1988. Impianti idrici. Disconnettori a tre vie. Caratteristiche e
prove
CTI n. 8065 del giugno 1989. Trattamento dell’acqua negli impianti termici ad uso civile
CTI n. 9615 del dicembre 1990. Calcolo delle dimensioni interne dei camini. Definizioni, procedimenti di calcolo fondamentali.
UNI CIG n. 7129 del gennaio 1992 e succ. F.A. 1 maggio 1995. Impianti a gas per uso domestico
alimentati da rete di distribuzione. Progettazione, installazione e manutenzione.
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STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
CTI n. 10339 del giugno 1995. Impianti aeraulici ai fini del benessere. Generalità, classificazione e
requisiti. Regole per la richiesta d’offerta. l’offerta, l’ordine e la fornitura.
UNI EN 671-1. Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Naspi
antincendio con tubazioni semirigide.
UNI EN 671-2. Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Idranti a
muro con tubazioni flessibili.
2.1.4
Norme CEI
Norma 11 1 "Norme generali per impianti elettrici".
Norme CEI 11-17: Linee in cavo per impianti di produzione, trasporto e distribuzione dell'energia
elettrica.
Norma 11 8 "Norme per gli impianti di messa a terra".
Norme 17 13/1 "Apparecchiature costruite in fabbrica (quadri elettrici)".
Norma 64 8 "Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente
alternata e a 1500 V in corrente continua".
Norma 23 6 "Norma per i tubi protettivi".
Norma 20 22/35/36/37/38 "Norme per i cavi di energia elettrica".
Norma 17-5 e varianti "Interruttori automatici per corrente alternata a tensione nominale non
superiore a 1000 V".
Norma 64-2 "Norme per impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione".
2.1.5
Norme Europee
EN 29001 del dicembre 1987. Sistemi qualità. Criteri per l'assicurazione (o garanzia) della qualità
nella progettazione, sviluppo, fabbricazione, installazione ed assistenza.
2.1.6
Marchi e marcature
Tutte le apparecchiature ed i materiali devono essere dotati di marcatura CE secondo le corrispondenti direttive europee.
Tutte le apparecchiature elettriche ed i relativi materiali impiegati devono essere dotati, dove
applicabile, di marchio IMQ.
Si evidenzia che dal 01/01/96 la marcatura è obbligatoria per le macchine e per le apparecchiature
che possano creare o essere influenzate da perturbazioni elettromagnetiche (direttiva comunitaria
EMC 89/336, recepita in Italia con D.Lgs. 4 dicembre 1992 n.476) e dal 01/01/97 lo è per tutto il
materiale elettrico (direttiva comunitaria DBT 73/23 integrata dalla 93/68, recepita in Italia con
legge 791/77).
Devono inoltre essere dotate di marcatura CE le apparecchiature, anche non elettriche, che rientrino nel campo di applicazione della Direttiva Macchine, recepita in Italia con DPR 24/07/96 n.459.
2.1.7
Dichiarazione di conformità
L'appaltatore dovrà fornire, una volta terminati i lavori, la dichiarazione di conformità, secondo
quanto stabilito dalla Legge n.46 del 5 marzo 1990.
Alla dichiarazione vanno anche allegate le dichiarazioni di conformità delle diverse apparecchiature, rilasciate dai relativi costruttori.
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STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
2.2
Criteri generali di progetto
I principali obiettivi della progettazione sono:
y
soddisfacimento delle richieste d'utenza
y
elevato livello di affidabilità e di sicurezza di esercizio
y
flessibilità di impiego con ampia gamma di lavoro degli impianti
y
economicità di gestione derivante dalle tipologie impiantistiche scelte e dall'adozione di
sistemi di recupero di calore
y
semplicità impiantistica, nel rispetto dei vincoli architettonici.
Per tali ragioni gli impianti sono dotati di gestione centralizzata, consistente essenzialmente in:
y
rilievo e controllo di grandezze fisiche (temperatura, pressioni, ecc.) per mezzo di sonde
installate nelle centrali tecniche
y
rilievo e gestione di stati di funzionamento, allarmi, ecc.
y
comandi di accensioni e spegnimenti
y
ritarature dei regolatori nelle centrali
y
gestione della manutenzione.
In particolare i quadri elettrici propri a ciascuna componente impiantistica sono dotati di contatti
puliti per il prelievo di segnali e di commutatori per selezionare il funzionamento "locale-remoto".
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3.
DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI
3.1
Impianti di climatizzazione
3.1.1
Dati tecnici di riferimento
3.1.1.1
Condizioni termoigrometriche esterne
3.1.1.2
y
Inverno
-5°C; 60% U.R.
y
Estate
32°C; 50% U.R.
Condizioni termoigrometriche interne
N.B.:
y
y
3.1.1.3
n.c. = non controllata
Inverno
-
uffici, studi
20°C; 35% U.R.
-
aule didattiche
20°C; 45% U.R.
-
aule informatiche
20°C; 45% U.R.
-
corridoi
-
servizi igienici
20°C; n.c.
-
archivi e depositi
20°C; n.c.
20°C; U.R. n.c.
Estate
-
uffici, studi
27°C; 50% U.R.
-
aule didattiche
27°C; 55% U.R.
-
aule informatiche
27°C; 55% U.R.
-
corridoi
-
servizi igienici
temp. n.c.; U.R. n.c.
-
archivi e depositi
temp. n.c.; U.R. n.c.
27°C; U.R. n.c.
Portate di aria esterna
N.B.: Sono derivate dalla UNI 10339 e dal D.M. 18/12/1975. Con Vn si intende il volume ambiente netto, al di sotto di eventuali controsoffitti
y
Uffici, studi
y
Aule informatiche
il valore minore tra 7 l/s per persona e 5 Vn/h
y
Aule didattiche
il valore minore tra 7 l/s per persona e 5 Vn/h
y
Sale riunione
il valore minore tra 11 l/s per persona e 1,5 Vn/h
7 l/s per persona
Le quantità sopra indicate si intendono come valori minimi.
3.1.1.4
Estrazioni d'aria
Si definisce neutro un ambiente per il quale la quantità di aria espulsa è pari a quella immessa.
Si definisce in sovrappressione un ambiente per il quale la quantità di aria espulsa è inferiore a
quella immessa; viceversa vale per gli ambienti in depressione.
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3.1.1.5
y
servizi igienici
y
rimanenti locali
depressione min. 15 volumi netti/h
sono mantenuti in leggera sovrappressione
rispetto all’ambiente esterno
Tolleranze
y
Temperature in genere
±2°C
y
Portata d'aria
±5%
y
Umidità relativa
±5%
Per i corridoi ed ingressi il limite di tolleranza sulla temperatura sopra indicato può essere superato
in particolari momenti o situazioni transitorie ( per aperture di porte, affollamenti, ecc.).
Nel periodo medio stagionale è tollerato un incremento fino a 4°C della temperatura prevista nelle
condizioni invernali.
3.1.1.6
Livello sonoro max con impianti funzionanti
Per la terminologia e le modalità di collaudo si fa riferimento alla UNI 8199 del novembre 1998.
Nella valutazione della rumorosità dovuta agli impianti, all'interno degli ambienti oggetto del
presente progetto sono assunti i sottoelencati livelli di riferimento, desunti per quanto possibile dal
DM 18/12/75 ed integrati dalla UNI 8199.
Tali livelli si intendono derivati sia dalle apparecchiature installate all'interno, sia da quelle,
sempre inerenti gli impianti, installate all'esterno degli ambienti ove vengono fatte le misure.
Il livello di pressione sonora negli ambienti ad impianti funzionanti deve risultare non superiore ai
seguenti valori:
3.1.1.7
y
Uffici, studi, sale riunione
NR 30
y
Aule didattiche
NR 30
y
Aule informatiche (centri di calcolo)
NR 35
Velocità dell’aria ambiente
Si fa riferimento al volume convenzionalmente occupato, così come definito dalla UNI 10339-95
(porzione del locale delimitata dal pavimento, da una superficie orizzontale posta ad un’altezza di
1,80 , al di sopra del pavimento e dalle superfici verticali poste a distanza di 0,60 m da ciascuna
delle pareti del locale o delle apparecchiature per la climatizzazione ambientale).
Entro tale volume le velocità massime dell’aria sono:
3.1.1.8
y
in fase di riscaldamento
0,15 m/s
y
in fase di raffreddamento
0,20 m/s
Fluidi di alimentazione
Le temperature sono quelle ipotizzate per il dimensionamento delle batterie delle UTA
y
Acqua calda circuito primario
+75°C
y
Acqua calda riscaldamento invernale UTA
+75°C
y
Acqua calda postriscaldamento estivo UTA
+50°C
y
Acqua calda radiatori
+75°C
y
Acqua calda ventilconvettori con commutazione stagionale
+45°C
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10
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3.1.1.9
y
Acqua refrigerata UTA
y
Acqua refrigerata ventilconvettori con commutazione stagionale
y
Acqua refrigerata ventilconvettori per solo raffrescamento
+7°C
+10°C
+7°C
Affollamenti
Il numero di persone presenti in ogni locale deriva da indicazioni del progetto architettonico.
3.1.1.10 Carichi interni dovuti all’illuminazione e alla forza motrice
Vengono precisati solo per le zone condizionate.
y
Uffici
y
Sale riunione
15 W/m² illuminazione
y
Aule didattiche
15 W/m² illuminazione
y
Aule informatiche
y
Corridoi
15 W/m² illuminazione; 250 W/posto di lavoro
15 W/m² illuminazione; 200 W/posto di lavoro
15 W/m²
3.1.1.11 Trasmittanze unitarie
Di seguito si elencano le principali trasmittanze unitarie adottate.
y
copertura pedonabile
K = 0.78 W/m²°C
y
pavimento interpiano
K = 1.22 W/m²°C
y
soffitto verso sottotetto
K = 0.73 W/m²°C
y
muratura perimetrale
K = 1.53 W/m²°C
y
muratura perimetrale
K = 1.38 W/m²°C
y
pavimento interrato
K = 0.56 W/m²°C
y
muro contro terra
K = 0.91 W/m²°C
y
finestre (K medio vetro più telaio)
K = 3.15 W/m²°C
3.1.1.12 Coefficienti di schermatura solare
Agli effetti del calcolo delle rientrate dovute alle radiazioni solari attraverso le superfici vetrate,
sono adottati i seguenti coefficienti moltiplicativi:
y
tutte le vetrate
0,7
3.1.2
Fabbisogni termici invernali ed estivi
3.1.2.1
Fabbisogno termico invernale nelle condizioni di progetto
Condizioni considerate:
y
condizioni esterne di progetto invernale
y
i sistemi di recupero calore sull’aria espulsa non vengono considerati
Fabbisogno termico:
Alle condizioni di progetto invernali per il calcolo del fabbisogno energetico dell’edificio,
in fase di gara di appalto, dovranno essere redatti e presentati il progetto esecutivo e la relazione
tecnica, come disposto dall’articolo 28 della legge 9/01/91, n°10, attestante la rispondenza alle
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prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico degli edifici, in applicazione del
D.L. 19-08-05 n° 192 (G.U. serie generale n. 222 del 23-09-05) modificato ed integrato dal D.L.
29-12-06, n. 311 (G.U. serie generale n. 26 del 01-02-07)
3.1.2.2
Fabbisogno frigorifero estivo nelle condizioni di progetto
Condizioni considerate:
y
condizioni esterne di progetto estivo
y
viene trascurato il recupero di calore sull'aria espulsa.
Fabbisogno frigorifero:
Alle condizioni di progetto estive per il calcolo delle rientrate (o carichi) estive,
in fase di gara di appalto, dovranno essere redatti e presentati il progetto esecutivo e la relazione
tecnica, come disposto dall’articolo 28 della legge 9/01/91, n°10, attestante la rispondenza alle
prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico degli edifici, in applicazione del
D.L. 19-08-05 n° 192 (G.U. serie generale n. 222 del 23-09-05) modificato ed integrato dal D.L.
29-12-06, n. 311 (G.U. serie generale n. 26 del 01-02-07), che dovrà essere verificato con e senza i
frangisole.
3.1.3
Tipologie impiantistiche
3.1.3.1
Sottocentrale termofrigorifera
Al piano terra in adiacenza al magazzino di nuova costituzione in prolungamento ai servizi tecnici
esistenti è situata la sottocentrale termofrigorifera, il punto di consegna dei fluidi primari provenienti ora dalla nuova centrale termofrigorifera combinata, in futuro dalla centrale generale di
teleriscaldamento.
Da questa sottocentrale, tramite spillamenti diretti dai collettori primari, vengono alimentati, con
gruppi di pompaggio secondari dedicati, tutti i circuiti dei nuovi impianti di climatizzazione ed il
nuovo circuito riscaldamento magazzino che rialimenta le colonne montanti dell’impianto di
nuova costituzione.
A monte dei collettori primari sia di acqua calda che refrigerata si staccano inoltre le linee che
alimenteranno in futuro gli impianti di climatizzazione del padiglione, linee che attualmente
rimangono chiuse con valvola e flangia cieca per l’eventuale ampliamento mensa.
Sono previsti i seguenti circuiti secondari:
y
dal collettore primario acqua calda:
-
y
circuito batterie di riscaldamento invernale e postriscaldamento estivo unità di trattamento
aria (UTAC)
-
circuiti ventilconvettori senza commutazione stagionale (VC1) (circuito a 4 tubi)
-
circuito radiatori (RAD)
dal collettore primario acqua refrigerata:
-
circuito batterie di raffreddamento unità di trattamento aria (UTAF)
-
circuito ventilconvettori senza commutazione stagionale (VC1) (circuito a 4 tubi)
-
circuito ventilconvettori per il solo raffrescamento – riscaldamento per magazzini (VC2)
Nella stagione estiva il circuito di postriscaldamento delle batterie delle UTA viene alimentato dal
circuito di recupero calore di condensazione del refrigeratore d’acqua.
Le temperature di mandata dei vari circuiti sono così regolate:
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3.1.3.2
y
circuito acqua calda ventilconvettori con commutazione stagionale: 45°C in condizioni di
progetto, con regolazione a punto fisso
y
circuito acqua calda radiatori: 75°C in condizioni di progetto, con regolazione compensata con
l'esterno
y
circuito acqua calda batterie di riscaldamento invernale unità di trattamento aria: 75°C, con
regolazione a punto fisso
y
circuito batterie di postriscaldamento estivo unità di trattamento aria: 50°C, con regolazione a
punto fisso
y
circuito acqua refrigerata unità di trattamento aria: 7°C, con regolazione a punto fisso
y
circuito acqua refrigerata ventilconvettori: 14°C, con regolazione a punto fisso
y
circuito acqua refrigerata ventilconvettori per il solo raffrescamento: 7°C, con regolazione a
punto fisso.
Impianto di climatizzazione
È previsto un impianto di climatizzazione per il riscaldamento invernale e per il raffrescamento
estivo del tipo con ventilconvettori a quattro tubi ed aria primaria.
Negli ambienti viene immessa tutta aria esterna, cui viene affidato il compito della ventilazione ai
fini igienici nonché il controllo dell’umidità interna, opportunamente filtrata, riscaldata ed umidificata in inverno, raffreddata e deumidificata in estate.
L’aria viene distribuita a bassa velocità e bassa pressione tramite canalizzazioni in lamiera zincata
isolate esternamente.
Per ognuno dei padiglioni sono previste due reti distinte per la ripresa dell’aria, una per
l’espulsione dai servizi igienici ed una per l’estrazione dalle aule e dagli uffici; sull’aria estratta
viene effettuato un recupero di calore tramite circuito scambiatore a doppia batteria, in modo da
evitare qualsiasi contatto tra l’aria pulita da immettere e quella da espellere.
Le unità di trattamento aria sono attualmente una per padiglione: posizionata nel cavedio tecnico
del padiglione stesso, quella a servizio nell’atrio principale è posizionata anch’essa nel cavedio
Oltre l’impianto ventilconvettori a quattro tubi è previsto, nelle aule informatiche ed in quelle
didattiche, un impianto ventilconvettori alimentati unicamente da acqua refrigerata, sia nella
stagione estiva che in quella invernale.
Tale impianto ha la funzione di fare fronte al carico interno particolarmente elevato presente in
questi locali, carico che nelle mezze stagioni potrebbe portare ad un eccessivo surriscaldamento
degli ambienti.
Tutti i ventilconvettori sono del tipo “a cassonetto” per i primi due piani fuori terra, per il secondo
piano sono installati a pavimento, alcuni in vista altri in carter di protezione.
La regolazione degli stessi avviene tramite sonda di temperatura in ambiente o sull’aria di ripresa
(termostato) che, mediante agisce direttamente sul ventilatore. Per ogni unità è previsto 1 termostato ambiente per ogni tipologia di ventilconvettori (solo freddo e reversibili). E’ prevista la possibilità di ritaratura locale solo per gli uffici e per i corridoi: ciò consente agli utilizzatori di modificare
localmente il set-point di temperatura.
Tramite orologi posti nei quadri elettrici di piano è possibile gestire l’accensione e lo spegnimento
dei fancoil degli uffici, delle aule, dei corridoi.
Nei servizi igienici è previsto un impianto a radiatori per il solo riscaldamento invernale, con
estrazione meccanica dell’aria.
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I locali server sono climatizzati da unità autonome di tipo split; il locale UPS è climatizzato da
una unità monoblocco canalizzata ad espansione diretta.
3.1.4
Logiche di funzionamento impianti
3.1.4.1
Note generali
La regolazione automatica degli impianti termofluidici è realizzata con filosofia in controllo
digitale diretto (DDC) ed è costituita da unità programmabili in grado di operare autonomamente
come dettagliatamente specificato nell'apposito capitolo.
3.1.4.2
Regolazione della temperatura dell'acqua refrigerata e calda ventilconvettori
Una sonda di temperatura ad immersione posiziona la valvola modulante miscelatrice a 4 vie.
3.1.4.3
Regolazione della temperatura dell'acqua calda circuito radiatori
La regolazione avviene mediante valvola modulante miscelatrice, con regolazione della temperatura compensata con l'esterno.
3.1.4.4
3.1.4.5
Regolazione ventilconvettori
y
Ventilconvettori a 4 tubi: una sonda di temperatura ambiente (termostato) comanda l’apertura
e la chiusura contrapposta delle valvole a due vie installate all’esterno dei cassonetti. Per i soli ventilconvettori delle aule è previsto il comando in parallelo alla ventola della valvola con
servocomando elettrotermico in modo che a ventilatore spento non ci siano fenomeni di convenzione.
y
Ventilconvettori solo freddo: una sonda di temperatura ambiente (termostato) comanda
l’accensione/spegnimento della ventola.
Regolazione delle unità di trattamento aria
y
Nel funzionamento invernale la temperatura di mandata (con limite di minima e di massima)
è regolata ad un valore in relazione alla temperatura di ripresa: all’aumentare della richiesta di
potenza termica dapprima si avvia la pompa del recuperatore di calore, poi si apre la valvola
della batteria di preriscaldamento
y
Il produttore di vapore è regolato mediante sonda di umidità sulla ripresa
y
Nel funzionamento estivo la batteria di raffreddamento è regolata tramite sonda di temperatura
di saturazione e valvola a tre vie, per ottenere una regolazione a punto fisso della temperatura
in uscita dalla batteria; la temperatura di mandata (con limite di minima e di massima) è regolata ad un valore in relazione alla temperatura di ripresa agendo sulla batteria di postriscaldamento
y
In funzione del confronto tra le condizioni esterne e l’aria ripresa dagli ambienti un regolatore
entalpico dà o meno il consenso all’avviamento della pompa del recuperatore di calore
y
Sulla mandata sono presenti una sonda limite di temperatura ed una sonda limite di umidità
y
Il termostato antigelo svolte funzione di sicurezza contro anomali abbassamenti di temperatura arrestando i ventilatori
y
Le serrande vanno in chiusura a macchine ferme
3.1.5
Reti di distribuzione
3.1.5.1
Tubazioni
Per la distribuzione dei fluidi è previsto l'impiego delle seguenti tubazioni:
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y
reti di acqua calda e refrigerata:
tubazioni in acciaio preisolate
tubazioni in acciaio nero senza saldatura UNI 8863 SM serie media per diametri fino a DN 50
compreso ed UNI 7287/74 per diametri superiori
y
reti di scarico condensa:
tubazioni in PVC rigido UNI 7443/75 tipo 301.
Per tutte le tubazioni in acciaio nero e per tutti gli staffaggi è prevista la verniciatura antiruggine.
Per tutte le tubazioni posate in vista non isolate è prevista la verniciatura con smalto, colore a
scelta della Direzione Lavori.
3.1.5.2
Percorsi tubazioni
Le tubazioni primarie che vanno dalla centrale termofrigorifera alla sottocentrale al livello interrato sono interrate nel tratto esterno e sono del tipo preisolato.
Nel percorso tra l’ingresso nell’edificio e la sottocentrale le tubazioni primarie sono posizionate in
cunicolo a pavimento.
A partire dalla sottocentrale, i circuiti ventilconvettori fino al cavedio principale dell’edificio
hanno un percorso in parte in cunicolo a pavimento. Dal cavedio passano poi al controsoffitto del
livello 1° e 2° da cui si distribuiscono fino ai terminali di tutti e tre i livelli con percorsi in controsoffitto, sotto pavimento e nel pavimento galleggiante al livello 3°.
Il circuito radiatori alimenta con rete a pavimento i terminali dei servizi igienici, poi, attraverso il
cavedio a fianco dell’ingresso principale del padiglione, passa nel cavedio e da li alimenta le
colonne montanti dell’impianto al 1°-2°-3° livelli.
I circuiti acqua calda di riscaldamento ed acqua refrigerata attraverso il cavedio a fianco
dell’ingresso principale del padiglione, passano nel sottotetto dove alimentano le UTA, entrano nel
cavedio dell’edificio e li vengono tappate in attesa di essere prolungate per alimentare la futura
UTA per la mensa.
Le tubazioni convoglianti acqua refrigerata all’esterno sono protette contro il gelo da cavetto
scaldante, mentre quelle convoglianti acqua calda sono protette mediante un sistema che avvia le
pompe di circolazione nel caso in cui la temperatura esterna scenda al di sotto di un valore prefissato.
3.1.5.3
Canali
Per la distribuzione dell’aria (mandata ed espulsione) è previsto l’impiego di canali in lamiera di
acciaio zincato a sezione rettangolare, tipo per bassa pressione e bassa velocità.
Per tutti gli staffaggi è prevista la verniciatura antiruggine.
3.1.5.4
Percorsi canali
I canali del padiglione vanno dal cavedio al controsoffitto, dal quale alimentano i terminali di
diffusione e ripresa dell’aria primaria.
I canali dell’atrio generale partono dalla UTA del corpo di collegamento e, tramite il cavedio
principale del padiglione, arrivano fino ai controsoffitti del livello 3°, dove si distribuiscono ed
alimentano i terminali di diffusione con anemostati ad alta induzione e a lunga gittata e ripresa
dell’aria primaria dal basso.
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3.1.6
Isolamenti tubazioni e canali
3.1.6.1
Note generali
E' previsto l'isolamento di tubazioni e canalizzazioni in tutti i tratti ove ciò comporti un risparmio
energetico o eviti fenomeni di condensazione.
Le tipologie d'isolamento sono diversificate in funzione del fluido trasportato e del luogo di posa.
Di seguito si fornisce una concisa descrizione delle varie tipologie. Scopo di tale descrizione è solo
quello della relativa individuazione, rimandando agli altri elaborati di progetto per la descrizione
dettagliata dei materiali costituenti e delle relative modalità di posa.
Vengono indicati anche gli spessori, riferiti al solo materiale isolante.
3.1.6.2
Isolamento tubazioni
Tubazioni percorse da acqua refrigerata, gli colata
Luogo di posa
Tipologia di isolamento e finitura
Diametro
zioni
In vista all'esterno
Coppelle di fibra di vetro, fasciatura
impermeabilizzante con carta di alluminio retinata, lamierino di alluminio
Per tutti i diametri
30
Nei controsoffitti e nei
contropavimenti
Guaine a cellule chiuse adatte per acqua
refrigerata, nessuna finitura superficiale
Fino a DN25
da DN32 a DN40
oltre
9
13
19
In vista nelle centrali, nei Guaine a celle chiuse adatte per acqua
cunicoli a pavimento , nel refrigerata, finitura superficiale con
sottotetto e nei cavedi
foglio di PVC
all’interno dell’edificio
Per tutti i diametri
19
In traccia a parete o sotto
pavimento
Per tutti i diametri
9
Guaine a cellule chiuse adatte per acqua
refrigerata, nessuna finitura superficiale
tuba- Spessore in mm
Tubazioni percorse da acqua calda
Luogo di posa
Tipologia di isolamento e finitura
Diametro
zioni
tuba- Spessore in mm
In vista all'esterno
Coppelle di fibra di vetro, fasciatura Fino a DN 25
impermeabilizzante con carta di allumi- Da DN 32 a DN 65
Oltre
nio retinata, lamierino di alluminio
30
40
50
Nei controsoffitti e nei Guaine a cellule chiuse adatte per acqua Fino a DN 25
Da DN 32 a DN 40
contropavimenti
calda, nessuna finitura superficiale
Oltre
In vista nelle centrali, nei guaine a cellule chiuse adatte per acqua Fino a DN 25
cunicoli a pavimento, nel calda, finitura superficiale con foglio di Oltre
sottotetto e nei cavedi
PVC
9
13
19
19
32
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all’interno dell’edificio
In traccia a parete o sotto
pavimento
guaina a cellule chiuse adatta per acqua Per tutti i diametri
calda, nessuna finitura superficiale
9
Valvolame, coclee elettropompe su acqua refrigerata e su circuito acqua glicolata per recupero
calore
3.1.6.3
Luogo di posa
Tipologia di isolamento e finitura
Diametro
zioni
tuba- Spessore in mm
In centrale
Lastra a celle chiuse adatte per acqua
refrigerata, finitura superficiale con foglio di
PVC
Per tutti i diametri
19
All’esterno
Materassino in fibra di vetro, finitura n Per tutti i diametri
lamierino di alluminio
30
Isolamento canali
Canali di mandata
Luogo di posa
Tipologia di isolamento e finitura
Spessore in mm
All'esterno
materassino in fibre di vetro, fasciatura impermeabilizzante con carta di alluminio retinata, finitura in
lamierino di alluminio
50
Nei cavedi interni all’edificio, nei materassino in fibre di vetro, foglio di alluminio
controsoffitti e nel sottotetto
retinato
30
Canali di presa aria esterna
Luogo di posa
Tipologia di isolamento e finitura
Spessore in mm
All'esterno
materassino in fibre di vetro, fasciatura impermeabilizzante con carta di alluminio retinata, finitura in
lamierino di alluminio
50
Nei locali tecnici
materassino in fibre di vetro, fasciatura impermeabilizzante con carta di alluminio retinata
50
Canali di espulsione aria
Luogo di posa
Tipologia di isolamento e finitura
Spessore in mm
All’esterno, nei tratti a monte dei materassino in fibre di vetro, fasciatura impermeabisistemi di recupero calore
lizzante con carta di alluminio retinata, finitura in
lamierino di alluminio
50
Nei cavedi interni all’edificio, nei nessuna finitura superficiale
controsoffitti e nei locali tecnici
-
Canali di presa aria esterna ed espulsione condensatore
Luogo di posa
Tipologia di isolamento e finitura
Spessore in mm
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17
STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
Nella centrale elettrica
3.2
Impianti idricosanitari
3.2.1
Suddivisione e tipi di impianto:
materassino in fibre di vetro, fasciatura impermeabilizzante con carta di alluminio retinata,
50
Nel presente capitolo sono esaminati gli impianti:
3.2.2
y
di approvvigionamento, di distribuzione acqua fredda potabile per usi sanitari, per riempimento impianti di climatizzazione
y
di convogliamento delle acque nere a partire dalle singole utenze sino ai pozzetti di ispezione
posti all’esterno del perimetro degli edifici
y
di ventilazione primaria della rete di scarico delle acque nere
y
di produzione di acqua calda per uso sanitario con produttori (boiler) autonomi di tipo elettrico, collocati nei servizi igienici
y
di distribuzione dell'acqua calda ad uso sanitario alle singole utenze.
Produzione acqua calda sanitaria
L'acqua calda di consumo ad uso sanitario per i servizi igienici è prodotta in sottocentrale.
Il loro impiego e dimensionamento è determinato in base alla destinazione d'uso dei servizi igienici.
3.2.3
Rete idrica di adduzione
3.2.3.1
Note generali
La rete idrica si sviluppa essenzialmente nel cunicolo al piano terra e nel controsoffitto del piano
rialzato – 1° - 2°.
Sulle derivazioni di rete sono installate valvole di sezionamento e scarico.
All’ingresso di ogni singolo gruppo di servizi sanitari è prevista una chiave d'arresto generale.
Alla sommità delle colonne idriche di acqua fredda sono installati barilotti anticolpo di ariete.
Tutte le tubazioni sia di acqua fredda, sia di acqua calda sanitaria sono rivestite con idoneo isolamento termico.
3.2.3.2
Tubazioni
Sono costituite da:
y
acciaio zincato UNI 8863 serie media.
Gli isolamenti termici vanno posati con opportuni accorgimenti tecnologici di cui alle Specifiche
Tecniche. Tali isolamenti tengono in considerazione il luogo di posa delle tubazioni, ed in particolare:
a)
circuiti convoglianti acqua fredda posati all'interno dei cunicoli o in controsoffitto: isolamento
termico eseguito con guaine a cellule chiuse, spessore 19 mm, finitura con guaina in PVC
b) circuiti convoglianti acqua fredda posati nel sottofondo dei pavimenti: isolamento termico
eseguito con guaina a cellule chiuse, spessore 9 mm
c)
circuiti convoglianti acqua calda posati nel sottofondo del pavimento: isolamento termico
eseguito con guaina a cellule chiuse, spessore 13 mm.
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18
STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
3.2.4
Rete di scarico
3.2.4.1
Note generali
In questo capitolo si considera la rete di scarico acque nere. Si tratta delle acque di scarico dei
servizi igienici e di quelle dei locali tecnici.
3.2.4.2
Acque nere
Si tratta delle acque di scarico dei servizi igienici.e di quelle dei locali tecnici
Le tubazioni principali di scarico acque nere (colonne verticali e collettori suborizzontali) di
provenienza dai servizi igienici, sono in polietilene A.D. secondo UNI 8451. È prevista l'installazione di materassini fonoassorbenti per l'attenuazione del rumore nei punti più critici della rete di
scarico: tratti nei controsoffitti, curve, piedi di colonna, ecc..
Ogni colonna di scarico è prolungata sino allo sbocco in atmosfera utilizzando cavedi o asole, ed è
completa di cappello di ventilazione.
Ove necessita sono previsti impianti di sollevamento.
I collettori di scarico confluiscono nella rete fognaria esterna acque nere.
3.2.4.3
Apparecchi sanitari e rubinetteria
Gli apparecchi sanitari sono in vetrochina o fire-clay di colore bianco e la rubinetteria di tipo
pesante fortemente cromata di primaria marca e di tipo monocomando con miscelatore.
I vasi sono dotati di cassetta di scarico ad incasso.
Ogni apparecchio è completo sull'alimentazione di acqua fredda e calda di rubinetto di sezionamento e taratura cromato con filtro incorporato.
È compresa la fornitura di accessori d'uso quali: portarotoli, dosificatori di sapone, asciugamani
elettrici.
In fase di progetto si è fatto riferimento alla serie Acqualyn di Ideal Standard per i lavabi, Circe di
Ideal Standard per i pilozzi, Gemma sospesa di Ideal Standard per i vasi sospesi, Prestomix di
Presto per i miscelatori temporizzati da lavabo, Cera L 100 di Ideal Standard per i miscelatori dei
pilozzi.
Gli apparecchi sanitari e la rubinetteria per disabili cui si è fatto riferimento in fase di progetto è di
produzione Bocchi.
L’Appaltatore, in sede di approvazione delle apparecchiature e dei materiali da parte della D.L.,
potrà sottoporne di altri similari.
3.2.4.4
3.2.4.5
Portata minima ai rubinetti di erogazione e diametri minimi di allacciamento
y
lavabo (DN ½")
0,10 kg/s
y
vaso all'inglese con cassetta (DN ½")
0,10 kg/s
y
idrantino di lavaggio (DN ½")
0,25 kg/s
Calcolo delle portate di acqua contemporanee
Al fine del calcolo delle portate di acqua contemporanea, per gli usi sanitari, ci si attiene al metodo
delle unità di carico previsto nella norma UNI 9182.
Dalla tabella F.3.1 di detta norma sono ricavate le unità di carico relative agli apparecchi sanitari
previsti.
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19
STUDIO TECNICO RIVIZZIGNO
Con il calcolo delle unità di carico totali si è ottenuta la portata massima contemporanea per le
utenze. In pratica si è ottenuto che la portata totale contemporanea risulta pari a 5,35 kg/s.
3.2.4.6
Reti di scarico acque nere e grasse
Il dimensionamento della rete di scarico acque nere è effettuato in base alla portata di scarico che
compete ad ogni apparecchio sanitario, in conformità con il metodo delle unità di scarico (norma
UNI 9183) attribuite ad ogni utenza. Per il calcolo delle portate massime istantanee di scarico delle
acque nere ci si è avvalsi della norma DIN 1986 (metodo delle unità di deflusso). La norma DIN
citata assegna i seguenti valori alle unità di deflusso:
3.2.5
y
lavabo
0,5 kg/s
y
vaso con cassetta
2,5 kg/s
Diametro minimo tubazioni di scarico
Nel dimensionamento delle diramazioni di scarico dai sifoni dei singoli apparecchi sanitari alle
colonne ed ai collettori di convogliamento non devono essere adottati diametri di tubazioni inferiori ai seguenti:
y
lavabo
Dest.
40 mm
y
vaso all'inglese
Dest.
110 mm
y
piletta a pavimento
Dest
50-63 mm
y
chiusino in ghisa
Dest.
110 mm
3.3
Impianti antincendio
3.3.1
Note generali
Sono previsti due distinti tipi di impianti:
3.3.2
y
impianto tradizionale ad acqua, a servizio di cassette idranti UNI 45 EN 671/2
y
estintori.
Impianto di spegnimento incendi con idranti UNI 45 EN 671/2
I due edifici sono protetti interamente con un impianto del tipo tradizionale ad acqua, comprendente idranti UNI 45 EN 671/2.
L'alimentazione prevista attualmente è da acquedotto.
Il dimensionamento è effettuato secondo il D.M. 26/08/92 (Edifici scolastici).
Si considerano operativi contemporaneamente n. 6 idranti UNI 45.
La portata totale richiesta risulta quindi di 6 x 2 = 12 kg/s; la pressione utile ai bocchelli è pari a 2
Bar.
Non è prevista protezione esterna dell’edificio.
Gli idranti interni al fabbricato sono installati in corrispondenza delle scale, degli atri, degli ingressi e nei vari ambienti per garantire la copertura di tutta l'area.
La lunghezza della tubazioni a corredo degli idranti è di 20 m.
È inoltre previsto ai piani rialzato di entrambi gli edifici, gruppi completi, con attacco UNI 70,
predisposti per la connessione ai mezzi motopompa dei VV.F., di pressurizzazione e di alimentazione di emergenza della rete antincendio.
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3.3.3
Estintori
Ad integrazione degli impianti antincendio è prevista l'installazione di estintori portatili a polvere
di tipo omologato per fuochi A, B, C con capacità di estinzione minima 21A/113B/C.
In linea di massima si prevede l'installazione di tali estintori negli uffici in numero di almeno un
estintore ogni 200 m².
Nelle aree tecnologiche vengono installati estintori a CO2 per fuochi B, C con capacità di estinzione 89 B/C.
3.4
Impianti elettrici per impianti termofluidici
3.4.1
Note generali
Gli impianti elettrici relativi agli impianti di climatizzazione sono interfacciati in modo coordinato
con le apparecchiature e i sistemi previsti per gli impianti elettrici generali dell'intero complesso,
essendo però da questi derivati e alimentati.
Tutte le apparecchiature, comprese nel presente appalto, richiedenti alimentazione elettrica possono essere alimentate da quadri forniti dall'installatore degli impianti di climatizzazione e quindi
compresi nel presente appalto (quadri sigla QT) o da quadri forniti dall'impiantista elettrico generale.
Per le linee elettriche di qualsiasi tipo e genere vengono adottate le seguenti due definizioni:
3.4.2
y
linee elettriche di potenza per le alimentazioni a 400/230 V e a bassa tensione 24 V e simili
y
linee elettriche ausiliarie per regolazioni, comandi, controlli, segnalazioni, ecc.
Limiti di fornitura
Quadri impianti di climatizzazione inclusi nel presente appalto:
y
quadro QTE.S01
Quadro centrale
y
quadro QTE.101
Quadro UTA 1 e UTB 3 livello
y
quadro QT3
Quadro UTA 3 Corpo basso
Altre opere incluse nel presente appalto:
y
i quadri elettrici bordo macchina per impianti o apparecchiature particolari (più avanti elencati)
y
connessioni di tutte le linee elettriche, di potenza ed ausiliarie attestate alle apparecchiature
fornite, siano esse alimentate da quadri QT o da quadri forniti dall’impiantista elettrico generale
y
linee elettriche di potenza ed ausiliarie a valle dei quadri QT, per tutte le utenze ubicate nelle
centrali e sottocentrali, comprese le connessioni su entrambi i lati
y
linee elettriche di potenza ed ausiliarie dalla unità periferia agli elementi in campo
y
linee elettriche di potenza ed ausiliarie, per le utenze fuori centrale alimentate dai quadri QT
y
linee elettriche di potenza ed ausiliarie tra apparecchiature diverse (QT, quadri bordo macchina, elementi in campo, ecc.) compresa la connessione
y
interruttori antinfortunistici in prossimità delle apparecchiature fornite, comprese le linee
elettriche e le connessioni tra gli interruttori e le apparecchiature stesse
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y
collegamenti equipotenziali nell'ambito di ogni centrale e sottocentrale, di tutte le masse
presenti
y
predisposizioni per i collegamenti equipotenziali, relativamente alla propria impiantistica, nei
tratti all'interno dell'edificio delle reti idrauliche, dei canali d'aria, ecc.
y
tutte le passerelle per la posa delle linee elettriche di potenza ed ausiliarie delle linee di alimentazione dai quadri BT alle UTA
Gli impianti elettrici delle centrali e sottocentrali meccaniche sono in esecuzione minima IP44;
all’esterno sono IP44.
Negli schemi di progetto allegati sono riportate le utenze alimentate dai quadri elettrici QT con i
vari limiti di fornitura.
3.4.3
Opere escluse
Sono escluse dal presente appalto, in quanto a carico dell'impiantista elettrico generale le seguenti
forniture e pose:
y
linee elettriche di alimentazione ai quadri QT
y
linee elettriche di potenza, ed ausiliarie per le utenze di fornitura dell'installatore degli impianti di climatizzazione, ma non alimentate dai quadri QT (serrande tagliafuoco, ecc.)
y
collegamenti equipotenziali lungo le reti acqua ed aria
y
tutte le passerelle per la posa delle linee elettriche di potenza ed ausiliarie degli impianti di
climatizzazione poste all'esterno delle centrali.
Negli schemi di progetto sono eventualmente indicate le linee elettriche a carico di altro impiantista.
3.4.4
Quadri elettrici QT
I quadri elettrici sono realizzati secondo gli schemi di progetto.
Su detti schemi sono elencate le utenze, quadro per quadro, le tipologie costruttive e le caratteristiche elettriche.
È previsto in tutti i quadri lo scomparto per le apparecchiature di regolazione automatica. I quadri
devono comprendere una colonna o uno scomparto dedicati al montaggio dei regolatori, segregati
meccanicamente ed elettricamente dagli altri scomparti di potenza.
Le dimensioni di tale colonna o scomparto devono essere concordati con il fornitore delle apparecchiature di regolazione; in ogni caso se colonna essa deve essere di almeno 60 cm di larghezza; se
scomparto esso deve essere di almeno 60x60 cm.
Nel cablaggio dei quadri elettrici devono essere rispettati tutti gli interblocchi e gli asservimenti
previsti per garantire la sicurezza dell'impianto ed il funzionamento corretto delle varie apparecchiature.
Nella stesura degli schemi costruttivi dei quadri, l'Appaltatore deve includere lo schema funzionale
completo dei circuiti ausiliari e degli interblocchi.
Il sistema di comando e di segnalazione delle partenze motore deve essere realizzato con apparecchiature a schede elettroniche, dotate di selettore MANUALE - 0 - AUTOMATICO per consentirne la gestione dal sistema centralizzato di supervisione.
Per le prove di funzionamento in bianco, deve essere prevista la possibilità di avviamento in
manuale a prescindere dagli interblocchi ed asservimenti di cui sopra, includendo però la sicurezza.
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L’accensione e lo spegnimento delle apparecchiature può avvenire:
y
in automatico, tramite unità periferiche
y
in manuale, agendo sulle varie unità periferiche tra loro collegate
y
in manuale, operando direttamente sui singoli quadri elettrici.
Le apparecchiature ed i conduttori dei quadri devono avere caratteristiche tecniche adeguate ai
livelli di corto circuito ed alle caratteristiche delle utenze indicate sugli schemi e/o nella presente
“Descrizione impianti”.
I dati tecnici indicati negli schemi di progetto sono stimati.
In fase di acquisizione del materiale e di sviluppo del progetto, l’Appaltatore deve aggiornare gli
schemi introducendo i valori effettivi delle apparecchiature da esso fornite e dei relativi dispositivi
di protezione elettrica sui quadri. Deve rendere edotto per iscritto l’impiantista elettrico generale
delle variazioni apportate fornendo i dati e le caratteristiche definitive delle apparecchiature
installate e la logica di funzionamento delle stesse con schemi costruttivi di potenza ed ausiliari.
Eventuali differenze tra i dati di progetto e quelli effettivi dell'Appaltatore non costituiscono in
alcun modo modifica del prezzo di contratto.
Si rimanda agli schemi di progetto per ogni informazione di dettaglio.
3.4.4.1
Quadri bordo macchina
I quadri bordo macchina non sono mai computati singolarmente, ma vengono inclusi nelle apparecchiature che vanno ad alimentare e controllare.
Alcuni sono alimentati da quadri QT, altri direttamente da quadri dell’impiantista elettrico generale.
I quadri bordo macchina previsti sono:
y
Quadro pompe di sollevamento
Di questi quadri non vengono forniti gli schemi; essi però devono rispettare le caratteristiche
costruttive e funzionali richieste nel presente capitolo.
3.4.4.2
Linee elettriche
Per le linee elettriche degli impianti termofluidici si tenga presente quanto segue:
y
passerelle e tubazioni sono in acciaio zincato
y
tutti i collegamenti tra le dorsali e le singole utenze sono realizzate con tubo in PVC pesante
IP55 e guaina con spirale di rinforzo e raccordi in PVC.
Sugli schemi dei quadri elettrici sono indicate le utenze elettriche di climatizzazione che devono
essere dotate di sezionatore di sicurezza in cassetta IP55 atto ad interrompere la linea di potenza.
Tale sezionatore deve essere installato in prossimità dell'utenza e deve essere completo, se necessario, di eventuale supporto metallico a piedistallo, a parete o soffitto.
3.4.5
Altre utenze alimentate dai quadri QT o dall'installatore degli impianti di climatizzazione
3.4.5.1
Illuminazione interna UTA
Per le UTA è previsto l’impianto di illuminazione interna a 24Vche comprende l’illuminazione
delle sezioni ventilanti, delle sezioni di umidificazione e di filtrazione.
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I relativi comandi sono all'esterno delle unità e sono costituiti da interruttori in cassette di materiale termoplastico.
Sono previsti corpi illuminanti IP 65 tipo "Tartaruga" con lampade fluorescenti PL o ad incandescenza da 60 W.
Tutto l'impianto è in esecuzione IP 55.
Sono comprese nel presente appalto tutte le linee elettriche a partire dall'interruttore di protezione
sul quadro QT di competenza.
3.4.5.2
Elementi in campo
Si intendono tutte le apparecchiature di regolazione, controllo, ecc., in particolare anche quelle
all'esterno delle centrali; per esempio le sonde di temperatura, ecc..
Sono a carico dell'installatore dell'impianto di climatizzazione le linee ausiliarie (connessioni varie
comprese) dalle unità periferiche sino alle apparecchiature stesse (valvole di regolazione, sonde,
ecc.).
Le linee ausiliarie sono posate in passerelle metalliche.
Le unità periferiche sono tutte installati nei QT.
3.4.6
Utenze alimentate da quadri diversi da quelli di climatizzazione
3.4.6.1
Note generali
Sono le apparecchiature fornite dall'installatore degli impianti di climatizzazione ed alimentate da
quadri non QT.
Comprendendo anche quelle già elencate nel capitolo “Quadri bordo macchina”, sono:
y
pompe di sollevamento
Le caratteristiche elettriche di massima delle varie apparecchiature sono (potenza assorbita):
y
pompe di sollevamento
1,1 kW; 400 V
I dati tecnici relativi devono essere aggiornati in conformità a quanto effettivamente installato e
tempestivamente trasmessi alla ditta installatrice degli impianti elettrici generali.
Analoga comunicazione deve essere fatta a seguito di eventuali modifiche (qualitative o quantitative) relative alle linee elettriche.
3.4.6.2
Sistema antincendio (esistente)
È completamente a carico dell'impiantista elettrico generale sia l'alimentazione che l'attestazione
lato partenza e lato arrivo della linea di alimentazione al sistema stesso.
È onere dell’installatore degli impianti di climatizzazione dare tutta l’assistenza necessaria
all’impiantista elettrico generale in fase di installazione elettrica e durante le verifiche e prove.
3.4.6.3
Pompe di sollevamento
y
sono a carico dell’impiantista termofluidico tutti i cavi energia ed ausiliari posti a valle del
quadro
y
sono a carico dell’impiantista elettrico generale i cavi di alimentazione.
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3.4.7
Logiche particolari d’intervento
3.4.7.1
Note generali
Di seguito vengono precisate alcune funzioni particolari per le quali l’Appaltatore deve inserire nei
quadri QT quanto necessario per la loro attuazione:
3.4.7.2
UTA e ventilatori di espulsione
y
sezionamento dell’alimentazione del ventilatore, in caso di apertura del portello di ispezione
della sezione ventilante delle unità di trattamento dell’aria, tramite microinterruttore di controllo
y
blocco dei ventilatori delle UTA per intervento di apparecchiature di sicurezza come termostato antigelo e simili inseriti nella macchina. Automaticamente devono andare in chiusura le serrande motorizzate ed essere inviato un segnale di allarme
y
blocco dei ventilatori delle UTA per intervento dei rivelatori di fumo inseriti nella macchina, a
carico dell’impiantista elettrico generale.
y
blocco del sistema di umidificazione, quanto i ventilatori delle rispettive unità non sono in
funzione
y
blocco del sistema di umidificazione nel funzionamento con trasformatore di distribuzione
generale di riserva.
3.5
Sistema di regolazione automatica – supervisione e controllo
3.5.1
Opere da realizzare
La realizzazione del sistema di centralizzazione e di supervisione e controllo degli impianti comprende:
y
elementi in campo in genere, dedicati al controllo e alla regolazione degli impianti termofluidici
y
sistema di supervisione e controllo così come specificato in progetto
y
unità periferiche
y
linee elettriche e canalizzazioni o tubazioni di contenimento tra:
-
unità periferica e morsettiere sui quadri elettrici in campo o a bordo macchina;
-
unità periferica ed elementi in campo;
3.5.2
elementi in campo a servizio della regolazione degli impianti termofluidici (sonde, valvole servocomandate, ecc.).
Impostazione generale
La configurazione hardware e software del sistema di supervisione e controllo degli impianti
prevede una unità periferica DDC ubicata nello scomparto regolazione sul quadro elettrico QTE. È
prevista la fornitura di una unità portatile che consente il monitoraggio degli impianti attraverso
l’unità periferica.
Il sistema deve essere configurato come una rete di intelligenza distribuita, con elevata velocità di
trasferimento dei dati.
L'impostazione generale deve essere tale che ogni componente intelligente dotato di microprocessore riporti il lavoro ad uno di livello superiore ma sia in grado di operare autonomamente in caso
di fuori servizio del processore a livello più alto.
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Tutto il sistema periferico deve poi essere gestito e controllato dalle rispettive unità periferiche e
che comunicano tra di loro e con la periferia su linee ad alta velocità, in modo da ottenere le
seguenti funzioni:
y
gestire l'interrogazione di tutti i canali di trasmissione alle varie unità periferiche
y
avere un sistema periferico intelligente in grado di svolgere localmente le richieste funzioni di
gestione e regolazione automatica in modo autonomo, cioè indipendente dall'unità centrale
y
realizzare una gestione completa della regolazione automatica, che sarà del tipo a controllo
digitale diretto (DDC).
L’unità periferica deve risultare modulare, tanto nel software che nell'hardware, in modo da
consentire l'aggiunta di nuovi punti, di nuove funzioni e di eventuali nuove innovazioni tecnologiche sull'hardware.
La posizione e le utenze controllate dalla unità periferica dovranno essere descritte nell’elaborato
di progetto “Elenco Punti Controllati”.
3.6
Sistema di regolazione ambiente
3.6.1
Opere da realizzare
La realizzazione del sistema di regolazione ambiente comprende:
y
termostati ambiente, in esecuzione cieca (per le aule didattiche)
y
termostati ambiente, con ritaratura locale (per gli uffici/corridoi)
y
valvole e servocomandi elettrotermici per i fan coil a 4 tubi
y
punti di alimentazione per i termostati
y
punti di alimentazione per i ventilconvettori
y
linea di dorsale per l’alimentazione dei ventilconvettori, derivata dal quadro elettrico di zona
y
linea di dorsale per la commutazione centralizzata estate/inverno, derivata dal quadro QTE.
y
regolatore analogico da quadro per la gestione della batteria della UT del corpo di collegamento, posizionato sul quadro
Le canalizzazioni / tubazioni di contenimento per la linea di alimentazione di dorsale ai fan coil e
per la commutazione centralizzata sono incluse in altra sezione di progetto.
3.6.2
Impostazione generale
Le modalità di funzionamento e la gestione dei ventilconvettori è richiamata in altra sezione del
presente elaborato.
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4.
OPERE ESTERNE, PROVVISIONALI E SMANTELLAMENTI
4.1
Allacciamento idrico
La rete di distribuzione dell’acqua ad uso igienico sanitario all’interno del complesso esistente è
nota in modo completo, sarà costituito nuovo allacciamento con linra indipendente e/o con contatore elettrico divisionale.
In prossimità dell’ingresso, in pozzetto interrato, è installato un contatore dell’acqua potabile per
l’alimentazione d’emergenza dell’acqua: si deve verificare e mettere in salvaguardia tale alimentazione.
In prossimità di tale pozzetto verranno installati l’allacciamento di cantiere e l’allacciamento
definitivo a servizio dei padiglioni in oggetto.
È necessario predisporre preventivamente l’alimentazione idrica provvisoria per i servizi dei livelli
secondo e terzo, allacciata alla tubazione già predisposta all’inizio del cunicolo di collegamento tra
il padiglione esistente.
Tale alimentazione è effettuata tramite una tubazione in polietilene che, parallelamente alle nuove
tubazioni provvisorie di riscaldamento prima ed al collegamento con i vasi d espansione poi, arriva
fino al sottotetto e da li viene collegata con i rubinetti di arresto dei servizi igienici.
4.2
Reti gas
Nel progetto sono presenti due reti distinte reti gas che sono:
y
Alimentazione nuova C.T.
y
Alimentazione futura cucine
I contatori divisionali indipendenti sia per utenza che per rete dovranno essere installati nella
nicchia contatori già esistente ove installati già n. 2 contatori gas per C.T. e cucina ENAV Academy.
4.3
Sistema di scarico acque nere
Gli scarichi dei tre livelli del padiglione possono essere costituiti secondo lo schema di progetto
nel cavedio tecnico precostituito.
Si deve costituire a soffitto dei livelli un collettore orizzontale definitivo che colleghi gli scarichi
suddetti alla colonna di scarico del nuovo servizio.
Prima di tali opere si realizza la rete di scarico esterna ai fabbricati collegata alla fognatura comunale.
4.4
Sistema di scarico acque meteoriche
Il sistema di scarico delle acque meteoriche è da suddividersi in due parti:
4.4.1
Sistema di raccolta e rilancio delle acque di drenaggio.
Il sistema di raccolta e rilancio è costituito da una rete esterna interrata in PVC realizzata su tutto il
perimetro dei fabbricati e distinta dalla rete acque nere. Le acque raccolte dalle caditoie e convogliate dalle colonne pluviali vengono portate a stazioni di rilancio dove, tramite pompe di sollevamento, vengono fatte confluire nella rete cittadina.
Nella fase di cantiere, finché la rete di raccolta non è operante, i pluviali sul lato via della torre
scaricano provvisoriamente a terra e/o convogliate alla rete esistente.
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5.
ELENCO ELABORATI GRAFICI
01 - CENTRALI TECNOLOGICHE ESTERNE ED ALLACIAMENTI ESTERNI
M_00
Planimetria generale allacciamenti impianti ed indicazione locali tecnologici
(Gruppo frigorifero, Centrale termica, Magazzino ecc.. )
M_01
Particolare apparecchiature di climatizzazione e produzione energia termofrigorifera
M_02
Planimetria generale - Fognatura acque bianche, nere e saponose
M_03
Planimetria generale - Fognatura acque bianche, nere e saponose
02 - LAY-OUT ED IDENTIFICAZIONE LOCALI
M_10
Piano Terra – Lay out controsoffitti, pavimenti ed identificazione locali
M_11
Piano Primo – Lay out controsoffitti, pavimenti ed identificazione locali
M_12
Piano Secondo – Lay out controsoffitti, pavimenti ed identificazione locali
M_13
Piano Terzo – Lay out controsoffitti, pavimenti ed identificazione locali
03 - TERMOFLUIDICO, ANTINCENDIO, IDRICO, SCARICHI
M_20
Piano Terra – Distribuzioni termofluidiche, idrosanitarie, antincendio e scarichi
M_21
Piano Primo – Distribuzioni termofluidiche, idrosanitarie, antincendio e scarichi
M_22
Piano Secondo – Distribuzioni termofluidiche, idrosanitarie, antincendio e
scarichi
M_23
Schema altimetrico distribuzione termofluidica
M_24
Schema altimetrico distribuzione idrica e scarichi
M_25
Planimetria irroramento esterno ed impianto di depurazione acqua vasche e
pluviali con invarianza idraulica
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04 - DISTRIBUZIONE AERAULICA
M_30
Piano Terra – Distribuzione aeraulica di mandata
M_31
Piano Terra – Distribuzione aeraulica di ripresa
M_32
Piano Primo – Distribuzione aeraulica di mandata
M_33
Piano Primo – Distribuzione aeraulica di ripresa
M_34
Piano Secondo – Distribuzione aeraulica di mandata
M_35
Piano Secondo – Distribuzione aeraulica di ripresa
M_36
Particolari costruttivi macchinari distribuzione aria (UTA, fan-coil, griglie, canali
)
M_37
Schema funzionale distribuzione aeraulica
05 - SCHEMI FUNZIONALI
M_40
Schema Funzionale centrale termica
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6.
ELENCO ELABORATI DATTILOSCRITTI
M_EE
Elenco Elaborati – Impianti meccanici
M_RT
Relazione Tecnica di Progetto – Impianti meccanici
M_CSA
Capitolato Speciale D’Appalto – Impianti meccanici
M_CME_IDS
Computo Metrico Estimativo – Impianto idrico sanitario e scarichi
M_EPU_IDS
Elenco Prezzi Unitari – Impianto idrico sanitario e scarichi
M_EDVL_IDS Elenco Descrittivo Voci di Lavoro – Impianto idrico sanitario e scarichi
M_LC_IDS
Lista delle Categorie – Impianto idrico sanitario e scarichi
M_AP_IDS
Analisi Prezzi – Impianto idrico sanitario e scarichi
M_CME_CDZ
Computo Metrico Estimativo – Impianto di climatizzazione
M_EPU_CDZ
Elenco Prezzi Unitari – Impianto di climatizzazione
M_EDVL_CDZ Elenco Descrittivo Voci di Lavoro – Impianto di climatizzazione
M_LC_CDZ
Lista delle Categorie – Impianto di climatizzazione
M_AP_CDZ
Analisi Prezzi – Impianto meccanico di climatizzazione
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