Novità TEST PEUGEOT BIPPER Muoversi senza sprechi TRA LE NOVITÀ PIÙ INTERESSANTI DEL COMMERCIALE FRANCESE C’È IL SISTEMA STOP & START CHE SPEGNE AUTOMATICAMENTE IL MOTORE DURANTE LE SOSTE. BUONI SONO IL RICCO PORTAFOGLIO DI OPTIONAL E IL VOLUME DI CARICO CHE, GRAZIE A UN SEDILE RIPIEGABILE, RAGGIUNGE I 2,8 METRI CUBI Testo e foto di Antonio de Felice S ono in rapida crescita sul mercato le autovetture dotate di dispositivi automatici in grado di spegnere il motore ogni volta che ci si ferma per una coda o al semaforo e di riaccenderlo in tempi brevissimi al momento di ripartire. La tecnologia e l’elettronica, in questo senso, hanno veramente fatto passi da gigante e le rudimentali strumentazioni che erano apparse nei primi anni ‘80 sembrano appartenere a un altro mondo. Oltre alla riduzione delle emissioni nocive nell’atmosfera, soprattutto per quanto riguarda l’ambito urbano, le soluzioni più recenti offrono non pochi vantaggi sul fronte dei consumi, che diventano ancora più significativi se ci si deve spostare molto spesso per lavoro nelle strette e tortuose stradine di un centro storico. Per questo, dallo scorso autunno la Peugeot ha offerto nella sua gamma di veicoli commerciali leggeri anche il Bipper furgone con motore 1.300 turbodiesel da 75 CV e sistema Stop & Start, abbinabile a richie- sta a un cambio robotizzato a cinque marce. Cugino stretto del Fiat Fiorino e del Citroën Nemo, con i quali condivide buona parte della meccanica (grazie a un accordo del 1978 tra il Gruppo PSA e Fiat Auto nel settore dei veicoli commerciali leggeri, prorogato fino al 2017), il Bipper è stato lanciato alla fine del 2007 per offrire alla clientela professionale un veicolo particolarmente compatto e agile. Il mezzo è lungo 3,86 metri, largo 1,71 e ha un’altezza di 1,78 metri, quindi può entrare tranquillamente nei parcheggi sotterranei senza alcun problema. In materia di carico, il Bipper offre un vano lungo 1,50 metri, alto 1,18 e con una larghezza fra i passaruota di 1,18 metri; il volume massimo utile è di 2,5 metri cubi, che però possono salire fino a 2,8 grazie al sistema Plan Facile. Si tratta del particolare sedile del passeggero che può essere facilmente ripiegato verso il basso, grazie a un efficace meccanismo a pantografo, per aumentare di un altro metro la lunghezza massima del pianale: con tutto que- Fascione paraurti anteriore alto e spigoli protetti. Così si presenta il muso del nostro Bipper. 42 hp GIUGNO 2011 sto spazio disponibile il Bipper raggiunge i 535 kg di portata utile e con le barre portatutto (120 euro Iva esclusa) si possono posizionare 100 kg anche sul tetto. Tutta la zona di carico, la cui soglia ha un’altezza da terra di 527 mm, è accessibile posteriormente dalle due portiere asimmetriche a battente (che possono essere aperte fino a 180 gradi, grazie a un meccanismo di sgancio rapido delle cerniere) o anche dalla portiera laterale destra scorrevole, disponibile a richiesta (costa 260 euro, ma volendo si possono avere porte scorrevoli su entrambi i lati al prezzo di 520 euro). Il sedile Plan Facile, tra l’altro, è offerto come optional nel Pack Astuce (180 euro), che prevede anche la griglia di separazione modulabile in due parti per poter sfruttare il vano di carico fino alla plancia e può diventare Pack Modularità (370 euro) se si include anche la porta laterale scorrevole lamierata. Come per altri commerciali leggeri, anche il Bipper ha un abitacolo dall’impostazione tipicamente automobilistica. A cominciare dalla strumentazione, di chiara provenienza Fiat come il 4 cilindri con Stop & Start che si trova sotto al cofano, fino alla posizione dei satelliti intorno allo sterzo o dei comandi a pulsante, sia alla sinistra della plancia sia sulla console centrale. Il Le porte posteriori asimmetriche a battente sono previste di serie. La plancia ha un look automobilistico, e sul display centrale c’è l’indicatore dello Stop & Start. GIUGNO 2011 hp 43 Novità Bipper in prova, purtroppo, non aveva il volante regolabile in altezza e in profondità e neppure il sedile registrabile in elevazione e con il controllo della zona lombare; questi dispositivi sono comunque disponibili nel Pack Confort (190 euro), insieme al cassetto portaoggetti con sportello, al bracciolo e al tavolinetto (questi ultimi due accessori, però, non vengono forniti se si sceglie il sedile del passeggero ripiegabile). A richiesta, anche gli alzacristalli e gli specchietti retrovisori a regolazione elettrica: fanno parte del Pack Plus (330 euro), che prevede tra l’altro la chiusura centralizzata, il telecomando con bloccaggio separato delle portiere della cabina e di quelle del vano di carico, oltre alla chiusura automatica subito dopo aver avviato la marcia. Ridotti i danni dovuti a piccoli e involontari urti contro ostacoli o altri veicoli (eventi peraltro probabili, quando bisogna spostarsi spesso nei centri urbani): il fascione anteriore e quello posteriore sono entrambi in plastica non verniciata e quindi risentono meno di eventuali graffi. TEST PEUGEOT BIPPER tenere basso il livello di rumorosità interna che, comunque, non è mai diventato un vero e proprio disturbo. Passiamo al motore. Il 1.300 Fiat (Multijet) da 75 CV è una vecchia conoscenza, soprattutto in campo automobilistico, ed è stato progressivamente migliorato nel corso degli anni, soprattutto per eliminare, o comunque ridurre, quel fastidioso “scalino” nel- l’erogazione della potenza poco sotto quota 2.000 giri. E in questo senso i risultati si sono visti, perché ora la performance è più fluida e regolare, a tutto vantaggio degli eventuali spostamenti del carico se non è stato ben fissato ai robusti anelli sul pianale. Non deve, tra l’altro, preoccupare l’eventuale coricamento laterale se si affrontano le curve con una certa decisione, perché Un po’ ovunque sono disseminati vani per piccoli oggetti. Sul tunnel centrale c’è anche una presa da 12 Volt per caricare, per esempio, un telefono cellulare. LA PROVA SU STRADA Ma ora parliamo della nostra prova, che ha previsto sia un percorso cittadino che extraurbano, anche a pieno carico. Purtroppo, l’assenza di una vera separazione tra abitacolo e vano di carico non ha certo contribuito a 44 hp GIUGNO 2011 la taratura delle sospensioni risulta efficace ed è stata ottimizzata per garantire un discreto livello di comfort. Anche a pieno carico, lo sterzo con servoassistenza idraulica si dimostra ben demoltiplicato per le manovre, ma non perde troppa sensibilità neppure nelle rapide correzioni a velocità sostenuta; del resto, stiamo sempre parlando di un veicolo commerciale leggero e non di una coupé sportiva… In frenata, anche a pieno carico, l’impianto misto del Bipper non tradisce le aspettative, rivelandosi pronto in ogni condizione e garantendo una buona modularità del pedale, anche se qualche metro in meno nello spazio di arresto proprio non guasterebbe. E al momento di fermarsi entra in funzione automaticamente lo Stop & Start: si arriva al semaforo, si preme a fondo la frizione, si mette il cambio in folle e il motore ammutolisce (a parte il contagiri che scende a zero, una spia nel display al centro della strumentazione indica che il sistema è entrato in funzione). Quando si sta per ripartire, basta premere a fondo il pedale della frizione e, mentre si inserisce la prima, il motore si avvia all’istante; il sistema, tra l’altro, prevede anche alcuni dispositivi di sicurezza che impediscono, per esempio, il funzionamento quando il motore è ancora troppo freddo (o quando l’olio non è ancora abbastanza fluido). Inoltre, se si rimane fermi per troppo tempo in coda o al semaforo il turbodiesel viene automaticamente riavviato per evitare di far scendere troppo la tensione della batteria, nel caso siano accese le luci di posizione o i fari. Certo, lo Start & Stop richiede un minimo di pratica per abituarsi al suo funzionamento, perché a qualcuno potrebbe dare fastidio, se così possiamo dire, che il motore si spenga anche quando si effettuano soste particolarmente brevi (si pensi a una coda che si muove a tratti frequenti); il disagio, è inutile negarlo, potrebbe nascere dal fatto che tutta la procedura di riavviamento richiede A sinistra, gli ampi gruppi ottici. Qui a lato, il separatore apribile a griglia per aumentare il vano di carico. Sotto, il tasto che disinserisce il sistema Stop & Start. una sequenza, sia pur breve, di azioni (premere a fondo la frizione con il cambio in folle, inserire la marcia, rilasciare la frizione, ecc) che devono diventare “automatiche” durante la guida. Per evitare… malumori, non è un caso che sulla console centrale ci sia anche un bel pulsante che ne consente in qualsiasi momento la disattivazione, ma i risparmi nel consumo di carburante, soprattutto se si devono fare frequenti soste nel traffico cittadino, sul lungo periodo si fanno sentire eccome. Vale la pena quindi imparare a usarlo correttamente. Il Peugeot Bipper in allestimento furgone lamierato e con il 1.300 turbodiesel da 75 CV costa 11.540 euro, Iva e messa su strada escluse, e solo per questa motorizzazione è disponibile il cambio robotizzato a 5 marce con un sovrapprezzo di 910 euro. In gamma, comunque, è disponibile anche il 1.400 a benzina da 75 CV, solo con cambio manuale, che è commercializza- to a 9.582 euro. La dotazione di base prevede ABS, airbag guidatore e passeggero (quest’ultimo disattivabile), fendinebbia, presa a 12 Volt sul tunnel centrale, il servosterzo e i vetri azzurrati. Tra gli optional più interessanti disponibili a richiesta ci sono gli airbag laterali (680 euro), i sensori di parcheggio posteriori (250 euro), il rivestimento del piano di carico in Pvc (50 euro), il controllo elettronico di stabilità (580 euro che salgono a 1.080 euro nella versione più completa che include il controllo di trazione), il Pack connettività Bluetooth (1.020 euro) che comprende anche l’autoradio con lettore cd Mp3, oltre al Pack Confort e al Pack Plus di cui abbiamo già indicato le specifiche. Infine, tra gli altri accessori in optional segnaliamo il regolatore automatico di velocità (497 euro) e la separazione del vano di carico in lamiera (70 euro) o misto lamiera/griglia (50 euro). A destra, il vano di carico. Da sinistra in senso orario, i cerchi da 15”, il 1.300 Fiat, il tappo del serbatoio con serratura e i tasti di sgancio delle ante posteriori. GIUGNO 2011 hp 45 Novità PRODOTTI E TECNICA MERCEDES ATEGO HYBRID Due cuori e una capanna COPPIA DI MOTORI SU UN SOLO CAMION. L’ATEGO SI PROPONE ANCHE NELLA VERSIONE IBRIDA, CHE ADOTTA UN DIESEL EURO 6 PER LA MARCIA NORMALE E UN’UNITÀ ELETTRICA PER LO SPUNTO IN PARTENZA E LA RIPRESA. COSÌ SI CONFERMA CAMPIONE IN ECOLOGIA ED ECONOMIA, SENZA PERDERE EFFICIENZA E AFFIDABILITÀ Testo di Maurizio Gussoni 46 hp Q ualche tragitto su strade extraurbane, lunghe percorrenza nel traffico cittadino e frequenti soste porta a porta, anche nel centro storico. Ecco, in sostanza, che cosa deve fare un veicolo commerciale inserito nella filiera della distribuzione e per fare questo – si potrebbe obiettare – basta anche un furgone. Il problema, però, si complica quando, per esempio, i colli da consegnare hanno dimensioni generose, e per questo conviene allora decisamente optare per un autocarro. Da tempo, tra i best seller di segmento si trova il Mercedes Atego, neoeletto Truck of the Year 2011, che oggi si propone anche in versione ibrida con due precisi obiettivi: il primo è quello di dare agli autotrasportatori una valida mano su un terreno da sempre ostico come l’economia di esercizio. Il secondo, che fra l’altro fa parte di una tradizione consolidata della casa di Stoccarda, riguarda l’ecologia. Atego Hybrid, infatti, è già a norma Euro 6, standard che entrerà in vigore nel 2014, e questo contribuirà ad aumentare la coscienza “verde” dei clienti Mercedes. Una coscienza che, chiacchiere a parte, da parte dei costruttori può essere dimostrata solo investendo in veicoli moderni e realmente a basso impatto ambientale. D’altra parte, il mondo trasporti concorre per il 13% alla produzione mondiale di CO2 e quindi l’abbattimento di questo componente, come del particolato e degli ossidi di azoto, costituisce da anni un problema per i progettisti di motori. I risultati, comunque, si sono visti, dal momento che dal 1993 al 2014 le emissioni di CO2 sono state abbattute del 97%. La riduzione dei livelli di inquinamento si ottiene anche diminuendo i consumi di carburante, ed è per questo motivo che sull’Atego Hybrid si è scelto di intervenire su alcuni punti cardine: introduzione del sistema Stop & Start, che spegne il motore durante le fermate e lo riaccende solo quando riprende la marcia, GIUGNO 2011 La prova su strada Sopra, il display che mostra lo schema di funzionamento. recupero dell’energia durante la frenata o le decelerazioni del veicolo e introduzione di un sistema ibrido che coniuga il classico andamento del motore diesel alla capacità di fornire spinta immediata e in gran quantità del motore elettrico. Tutto questo, poi, aiuta anche a far calare l’inquinamento acustico che il veicolo muovendosi produce. Ma perché, visto che le percorrenze di un mezzo da distribuzione non sono mai tanto elevate, non si è ricorso a un veicolo solo elettrico? La risposta è semplice. Un autocarro movimentato solo dal motore elettrico e che disponga di una autonomia di almeno 300 km necessita di un pacco batterie dal peso di circa 5,2 ton. Improponibile! Per questo Mercedes ha scelto il sistema di trasmissione ibrido parallelo che prevede l’impiego di due diversi motori, uno termico e l’altro elettrico, che lavorano assieme e, gestiti da un software, mettono in luce in ogni momento le loro migliori caratteristiche. In questo modo, viene unito lo spunto immediato dell’elettrico per le partenze con l’erogazione di grandi potenze del termico che permette di raggiungere la velocità necessaria al veicolo anche quando è a pieno carico. Atego Hybrid si ricarica sia con il funzionamento al minimo del motore termico che mediante il recupero di energia in frenata o comunque in decelerazione (in pratica, il motore elettrico si trasforma in un alternatore che provvede alla ricarica). Tutto questo, poi, è integrato da un cambio automatizzato, anch’esso gestito elettronicamente, che provvede a muovere il veicolo sempre con il rapporto più adatto al massimo sfruttamento di entrambi i propulsori. Il motore termico è un 4 cilindri di 4,8 litri EEV che sviluppa 218 CV a 2.200 giri ed eroga una coppia massima di 810 Nm già a soli 1.200 giri. Il propulsore elettrico, invece, è un “trifase” a magneti permanenti raffreddato ad acqua che ha una potenza di 44 kW (60 CV), una coppia massima di 420 Nm e viene alimentato da una batteria a 340 Volt. La logica di funzionamento, oltre alle già citate fasi di ricarica quando il diesel gira al minimo in folle, prevede l’aiuto del motore elettrico durante le partenze da fermo, le forti accelerazioni, le salite e le riprese. Ma Mercedes ha anche pensato all’utilizzatore finale, garantendo che il livello di affidabilità dell’intero sistema e gli intervalli di manutenzione siano assimilabili a quelli dell’Atego normale. Dal punto di vista pratico, però, occorre tener presente che il peso che Atego ibrido porta in più è di circa 320 kg e che la durata prevista della vita della batteria è di cinque anni. Un punto dolente, invece, sarà la maggior spesa di listino, prevista in circa 45 mila euro rispetto al modello solo termico, che vuol dire una maggiorazione intorno al 40%. In ogni caso, Mercedes ha messo a punto un particolare piano di Full Leasing per consentire anche al padroncino di prendere in considerazione un acquisto di questo genere che, fra l’altro, lo metterebbe al riparo dai tanti interventi delle pubbliche amministrazioni sulle limitazioni del traffico. Un giro nella città di Stoccarda, sede della Mercedes, nell’ora di punta e quindi con un discreto traffico ci ha permesso di saggiare le qualità dell’Atego Hybrid. Com’era prevedibile, la presenza della trasmissione ibrida, in realtà, non produce alcun effetto sul normale stile di guida: l’autista si comporta esattamente come farebbe con un autocarro dotato solo di motore endotermico. Ma un display, ottimo per la grafica, lo mette comunque al corrente di ciò che avviene: quando interviene il motore diesel, quando la batteria ha bisogno di essere ricaricata e quando la decelerazione, la frenata o il motore termico al minimo stanno provvedendo a rigenerare la batteria. Un valido aiuto che, oltretutto, consente di mantenere una guida molto più attenta ai consumi e, in un certo senso, in perfetta linea con la tecnologia che si ha a disposizione. Per questo, quando ci si trova in colonna, il più scaltro degli autisti si muoverà a piccoli passi senza bisogno di accelerare troppo e così otterrà una trazione totalmente elettrica. Se il conducente furbo, poi, diventerà furbissimo, anche nel corso delle accelerazioni non premerà troppo sul pedale. In questo modo l’ausilio del motore elettrico sarà efficace e fornirà una bella dose di coppia al motore termico, consentendo così di consumare meno. Quando poi ci si ferma, interviene lo Stop & Start che arresta immediatamente il motore termico. Tutto ammutolisce e il display fa capire che non si consuma e non si inquina in alcun modo. Ma basterà un piccolo tocco al pedale e il motore ripartirà, mettendo l’Atego Hybrid in grado di continuare a macinare ancora tanti chilometri. A sinistra: sopra, il motore elettrico da 44 kW che precede il cambio. Sotto, il pacco batterie da 340 Volt. A destra, la linea di montaggio nello stabilimento tedesco di Mannheim. GIUGNO 2011 hp 47 Novità NATO PER COPRIRE LUNGHE DISTANZE SENZA RINUNCIARE AL COMFORT, IL PESANTE OLANDESE SI PROPONE IN VERSIONE AUTOCARRO 6X2 E BIGA A DOPPIO ASSE. IL MOTORE DA 510 CV HA STUPITO PER L’ELASTICITÀ. MA ANCHE L’AGILITÀ NON È DA MENO, CONSIDERATI GLI OLTRE 18 METRI DI LUNGHEZZA TEST DAF XF105.510 Fate spazio Testo e foto di Antonio de Felice E letto Truck of the Year 2007 da una giuria internazionale di giornalisti di settore, il DAF XF105 ha saputo ritagliarsi negli anni un suo spazio nel segmento, sempre più difficile e combattuto, dei pesanti. Che sia stato progettato per soddisfare soprattutto le esigenze sulla lunga percorrenza lo dimostrano in particolare le ampie cabine Space Cab e Super Space Cab, caratterizzate da una generosa disponibilità di vani portaoggetti. Sorprende la cura dei particolari, a cominciare dai rivestimenti sulle portiere e dai pannelli all’interno della cabina fino ad arrivare alla plancia, sobria nelle sue forme e con tutti i comandi facilmente raggiungibili e ben individuabili anche di notte. Tanto per dare un’idea dello spazio, l’altezza interna dal tunnel motore fino al tetto è di ben 175 cm per la Space Cab e di ben 210 per la Super Space Cab, e questo grazie al fatto che il rigonfiamento sotto al quale si trova il motore è di soli 15 cm rispetto al pavimento. Il volante a quattro razze ha un’impugnatura ergonomica ed è stato studiato per non ostacolare la visuale degli strumenti; di serie è disponibile con la possibilità di regolarne l’inclinazione mentre a richiesta ci sono l’airbag e i tasti illuminati del cruise control, del regolatore di velocità in discesa e del vivavoce. Con l’obiettivo di distrarre il meno possibile il conducente, la strumentazione analogica classica è stata ridotta al minimo, mentre al centro si trova un ampio display che fornisce solo le informazioni principali del veicolo, quando è necessario per un allarme o su richiesta. Sono a disposizione ben 32 lingue attraverso le quali si possono avere tutte le informazioni sulla durata del viaggio, sul consumo di carburante, sulla velocità media mantenuta ma anche sulle ore di esercizio della presa di forza. Sul cruscotto trovano posto tre alloggiamenti DIN per l’installazione di diverse periferiche, come il navigatore satellitare, lo schermo della videocamera posteriore o il computer di bordo. L’XF105, come detto all’inizio, sia in versione trattore 48 hp che autocarro, è stato studiato soprattutto per le lunghe percorrenze ed è quindi inevitabile che la zona abitativa sia stata ottimizzata per ridurre i disagi nei viaggi. Se poi si sceglie il cambio automatico AS-Tronic a 12 rapporti sparisce anche il fastidio della leva per raggiungere dal posto guida la zona letto. La cuccetta inferiore è lunga 210 cm, larga 81 e il materasso ha uno spessore di 15 cm ed è stato scelto da un gruppo di conducenti dopo un test di ergonomia. Può anche essere utilizzata come divano e completata da un tavoli- no estraibile dal cruscotto. L’accesso alla seconda cuccetta più piccola avviene con una scaletta ripiegabile e tutta la struttura è agganciabile verticalmente per aumentare lo spazio inferiore. Sotto la cabina si trova il sei cilindri in linea Paccar MX di 12,9 litri, disponibile nelle versioni da 410, 460 e 510 CV che sviluppa picchi di coppia rispettivamente di 2.000, 2.300 e 2.500 Nm in un arco di regime compreso fra 1.000 e 1.410 giri. Questa unità progettata e prodotta da DAF, Euro 5 o EEV, è dotata dell’impianGIUGNO 2011 Sopra, la comoda cuccetta con materasso da 15 cm che nasconde il frigorifero da 42 litri (a lato). Qui sotto, il posto guida, che brilla per la sua ergonomia. Qui sopra, il cronotachigrafo digitale. Sotto, il 6 cilindri progettato da DAF; più in basso il serbatoio dell’AdBlue. GIUGNO 2011 to intelligente di iniezione Smart oltre che del sistema DAF SCR che vanifica l’uso del filtro antiparticolato e consente il montaggio di serbatoi di carburante più capienti; il freno motore integrato fornisce 200 kW di potenza già a soli 1.500 giri che salgono a 325 kW intorno ai 2.100 giri. Monoblocco e testata sono realizzati in Compact Graphite Iron, un acciaio dalle qualità elevate che offre maggiore affidabilità, ma anche altre soluzioni sono state sviluppate con questo scopo, come l’integrazione del collettore di aspirazione nella testata. Restando a livello meccanico, il filtro dell’olio, il termostato e il radiatore del lubrificante sono integrati in un singolo modulo, una soluzione unica nel settore che ha permesso di aumentare l’affidabilità riducendo le parti di ricambio. Le tecnologie utilizzate hanno consentito ai tecnici DAF di allungare gli intervalli di manutenzione a partire dai 90 mila km e utilizzando un filtro centrifugo con olio sintetico si possono effettuare i controlli ogni 150 mila km. Motori così potenti e performanti richiedono una trasmissione adeguata e così DAF ha messo a punto una nuova catena cinematica che si caratterizza per l’inedito intarder idraulico e per rapporti al ponte più veloci, come il nuovo 2,69:1. A livello di cambi, invece, la casa prevede un 16 marce manuale con servoassistenza oppure un AS-Tronic (ZF) da 12 o 16 marce, disponibile anche con un software per percorrenze gravose o per l’uso in fuoristrada. L’XF105 offre un telaio compatto che permette, per esempio, di raggruppare in un solo modulo il silenziatore, il supporto batteria, il serbatoio dell’AdBlue da 100 litri e il dispositivo di dosaggio. Inoltre, spostando i serbatoi dell’aria compressa all’interno del telaio si può lasciare più spazio al carburante. Per sfruttare al meglio la capacità di carico utile, sono disponibili autotelai 6x2 con doppio assale sterzante e sollevabile o anche con l’assale singolo folle, sollevabile o sterzante, a tutto vantaggio di una migliore manovrabilità nelle strade strette. L’autotelaio è offerto anche in versione 4x2 con diversi passi per rispondere alle richieste di una clientela sempre più esigente. Tante qualità positive, almeno sulla carta. E così la DAF ha offerto la possibilità di fare un giro su questo bisonte della strada in una configurazione poco diffusa in Italia. Il mezzo in questione, con cabina Super Space Cab, che ci aspettava sulla A4 in direzione Torino all’area di servizio di Novara Nord, era un autocarro 6x2 XF105.510 da 26 ton di massa complessiva, dotato del motore MX più potente da 510 CV Euro5/EEV e cambio AS-Tronic a 12 marce con rapporto al ponte 2.69:1. Al traino è stato utilizzato un rimorchio a biga (Renders Rmac 9.9) con doppio asse da 18 ton di massa complessiva e questo ha permesso di effettuare il test a 40 ton. Un primo aspetto da tenere in considerazione, apprezzabile già dopo aver percorso i primi km, è la notevole silenziosità in cabina, anche dopo aver raggiunto la velocità di crociera, e poco si avvertono anche le eventuali sollecitazioni del manto stradale, visto l’efficace lavoro delle sospensioni della cabina. Il 6 cilindri raggiunge e mantiene con estrema facilità il punto di massimo rendimento, poco sopra i 1.000 giri, e si trova perfettamente a suo agio con il cambio automatico AS-Tronic a 12 marce. Raggiungiamo lo svincolo dell’incrocio con la A26 per raggiungere Genova e già su quelle rampe si è potuta apprezzare la manovrabilità di questo autocarro che, tra l’altro, ha fatto vedere tutta la sua agilità anche sulle rampe di raccordo. L’azione combinata tra retarder e cambio ha permesso di rallentare nel modo migliore le 44 tonnellate in movimento e di riprendere la velocità normale di viaggio senza alcun problema. Ci si avvicina al tratto collinare, tra Ovada e Masone, l’XF comincia a lavorare sul cambio senza perdere in velocità e anche in alcune fasi di sorpasso riesce a mantenere fluida e continua l’andatura. Le discese più ripide poco prima di arrivare a Genova obbligano a far lavorare il freno motore con frequenza e l’intarder ZF nelle fasi più acute. L’azione combinata si rivela efficace e particolarmente progressiva a tutto vantaggio di un miglior controllo del trasferimento di carico. Una volta usciti a Genova, l’XF105 ha affrontato un paio di rotonde strette prima di rimettersi sulla strada del ritorno, e la presenza del terzo asse sterzante, insieme al rimorchio a biga, ha dimostrato come sia possibile effettuare una curva in un raggio di poco superiore ai 9 metri, un valore significativo per il tipo di mezzo complesso preso in esame. In definitiva, questo XF105 ha confermato le qualità annunciate sulla carta confermandosi uno dei mezzi più interessanti del settore. hp 49 Novità Sorvegliare il carico con l’aiuto del satellite Se avete un veicolo commerciale da tenere sotto controllo, o anche un singolo collo trasportato al suo interno, Garmin ha realizzato qualcosa che potrebbe fare al caso vostro. Si chiama GTU 10 ed è un innovativo localizzatore satellitare dalle dimensioni ridotte (7,6x3,2,2 cm) e del peso contenuto (50 g) che può essere attaccato all’oggetto o al veicolo da monitorare. Per attivarlo basta collegarsi al portale my.garmin.com e impostare il servizio di monitoraggio, gratuito per il primo anno, che consente anche di gestirne le funzioni su pc o smartphone. Non solo. Si può anche impostare una sorta di recinto elettronico all’interno del quale si può muovere il localizzatore: se vengono varcati questi confini, contrassegnati tramite la rete dei satelliti Gps, viene inviata una mail o un sms all’utente registrato sul sito e in questo modo è subito possibile rintracciare il veicolo o il collo in esso trasportato. Il Garmin GTU 10 è già disponibile sul mercato a 199 euro, Iva inclusa. News Sotto, il localizzatore Gps GTU 10 della Garmin. A destra, una delle prime immagini pubblicitarie dell’Unimog. Unimog compie sessant’anni: grande festa a Gaggenau Un Kangoo a zero emissioni per Sodexo Ecco le fabbriche per Vivaro e Trafic Per il weekend del 3-4 giugno è stato organizzato un megaraduno di Unimog presso lo stabilimento tedesco di Gaggenau in Germania. La Mercedes, infatti, si è attivata per festeggiare i sessant’anni di questo versatile mezzo che trae il suo nome dal tedesco “Universalmotorgerät”, che vuol dire veicolo porta-attrezzi universale. È stata prevista la visita allo stabilimento, con la possibilità di girare su uno specifico percorso anche con gli Unimog di proprietà e alla parata ci saranno anche 60 esemplari d’epoca che affronteranno il percorso tra l’ex stabilimento di produzione di Gaggenau e la fabbrica di Wörth, attuale sito di produzione. Prosegue la fase di ampliamento di EMoving, il progetto di Renault e di A2A (leader nazionale nella produzione e distribuzione di energia) per lo sviluppo della mobilità elettrica a emissioni zero. Nei giorni scorsi, infatti, la casa francese ha consegnato un Kangoo Z.E. alla Sodexo, azienda di spicco nelle soluzioni di servizi per la qualità della vita quotidiana nella collettività, che così avrà modo di sperimentare la mobilità elettrica al 100% nelle attività di tutti i giorni. Sodexo utilizzerà la furgonetta per la consegna di pasti alla scuola primaria di via Milano a Pioltello e al nuovo asilo nido di Milano San Felice a Segrate (entrambi i Nel settembre dello scorso anno, Opel e Renault avevano annunciato la volontà di proseguire il rapporto di collaborazione nel segmento dei veicoli commerciali. Oggi i due brand hanno ufficializzato i siti produttivi che si occuperanno, a cominciare dal 2013 secondo le previsioni, di produrre la nuova generazione di Vivaro e Trafic. Per quanto riguarda Opel, la futura generazione del suo commerciale di punta nascerà nello stabilimento britannico di Luton, che continuerà quindi a giocare un ruolo chiave nel sistema produttivo della casa di Rüsselsheim. Renault, invece, ha deciso che il nuovo Trafic prenderà vita nella fabbrica di Sandouville che, tra l’altro, assemblerà anche la versione H2 dell’Opel Vivaro. Andrea Baracco, di Renault, consegna le chiavi della vettura elettrica. 50 hp luoghi si trovano a est del capoluogo lombardo). Il Kangoo Z.E. è dotato di motore elettrico da 44 kW che eroga una coppia di 226 Nm ed è munito di batterie al litio che assicurano un’autonomia di 160 km. Con la consegna del veicolo, è stata anche installata una colonnina di ricarica presso la direzione regionale Lombardia Scuole di Sodexo a Pioltello, ma grazie a una smart card di riconoscimento si potrà effettuare la ricarica in una qualsiasi delle altre infrastrutture di ricarica della stessa A2A. In Russia nuovo stabilimento della Stella Mercedes Benz Trucks Vostok, joint venture della Daimler AG con il costruttore russo di autocarri Kamaz, ha da poco inaugurato ufficialmente il nuovo stabilimento di Naberezhnye Chelny. I processi di assemblaggio, però, erano già stati avviati lo scorso ottobre e stanno procedendo con successo; nello stesso sito dove nascono i mezzi della casa russa vengono ora costruiti anche gli Actros, gli Axor e gli Atego. Nell’esercizio 2010, le vendite di veicoli industriali hanno toccato le 1.600 unità, come nel 2008, ma anche la Fuso Kamaz Trucks Rus ha avviato il montaggio in loco del Canter da 7,5 ton di massa complessiva a partire dall’aprile 2010, e le vendite registrate dal giugno scorso sono pari a 790 unità. GIUGNO 2011 Continental fidelizza i suoi clienti camionisti Parte il programma di fidelizzazione della Continental destinato ai professionisti del trasporto e della movimentazione che si chiama ContiWorld. Come prima iniziativa, è nato il sistema di premiazione Drive the World che, montando pneumatici per autocarro di seconda generazione, compreso il rivoluzionario HD-Hybrid, consente di accumulare punti per un controvalore spendibile entro due anni. Il cliente potrà così scegliere il suo premio in un catalogo che comprende varie famiglie: dagli apparecchi tecnologici alle attrezzature per il tempo libero, dagli oggetti di lusso alle vacanze da sogno. Vito e Viano al debutto della Monster 1100 Evo Sempre più stretta la collaborazione fra Mercedes e Ducati, visto che AMG, il reparto sportivo della casa tedesca, è sponsor del team ufficiale che corre nella Moto GP con Valentino Rossi. E così, in occasione del lancio stampa della nuova sportiva Monster 1100 Evo, sono stati utilizzati il Vito e il Viano che hanno subito di recente un efficace restyling. Il Vito è stato utilizzato per il trasporto delle persone dello staff e per lo spostamento delle moto nei giorni della presentazione, mentre il Viano, più elegante e confortevole, ha potuto scorrazzare i giornalisti e i fotografi in occasione delle prove su strada. Il metano dà sempre più una mano alla Bayer Dal 2007 la Bayer ha avviato Ecofleet, il programma per ridurre l’impatto ambientale della sua flotta di veicoli che proprio in questo periodo ha ricevuto un ulteriore impulso. Presso il Chempark, un sito proGIUGNO 2011 460T e il Magnum 480T, in compagnia degli istruttori di Renault Trucks Training che hanno svolto lezioni teoriche e pratiche sulla guida economica lungo percorsi che variavano fra 15 e 20 km. I presenti, fra l’altro, hanno potuto vedere da vicino il Premium Optifuel, una particolare versione del trattore della casa francese ottimizzato per la riduzione dei consumi grazie al cambio Optifuel+, agli pneumatici a bassa resistenza al rotolamento e al pacchetto Optiroll che consente di disaccoppiare la ruota di trazione della trasmissione senza compromettere la sicurezza, sfruttando l’inerzia del veicolo. Un francese nato... per il risparmio. duttivo dove hanno sede molte industrie farmaceutiche e chimiche tedesche, a pochi km da Leverkusen, è stato installato un distributore di metano per fare il pieno ai suoi veicoli, ma il progetto di Ecofleet prevede anche formule di incentivazione per il personale a utilizzare questo carburante “verde” sulle proprie vetture. L’attenzione che la Germania sta riservando al metano è considerevole, se si pensa che proprio a Berlino, dal 7 al 9 giugno prossimi, si terrò “NGV2011 Berlin”, un’esposizione internazionale e sede di convegni dedicati allo sviluppo di veicoli alimentati con questo gas naturale. Mercedes Actros Euro 6 in arrivo a fine anno Sono attesi per la fine dell’anno i primi esemplari del nuovo autocarro Mercedes Actros Euro 6, i cui prototipi stanno ultimando in questo periodo le prove di affaticamento su strada. Tra le novità più interessanti ci sono le nuove cabine di guida, che assicurano più spazio agli occuA sinistra, un Vito utilizzato alla presentazione della Ducati Monster 1100 Evo. A destra, si tolgono le camuffature alla cabina del nuovo Mercedes Actros Euro 6, che arriverà a fine anno. panti, maggiori capacità di raffreddamento per i motori e gli interventi aerodinamici per abbassare ulteriormente i consumi. Un’altra novità di spicco riguarda la nuova famiglia di propulsori con quattro livelli di potenze, da 310 a 375 kW, e coppie massime da 2.100 a 2.500 Nm; grazie all’esclusivo sistema di iniezione X-Pulse, fra l’altro, del ricorcolo dei gas di scarico, del post trattamento delle emissioni con la tecnologia BlueTec e con il filtro antiparticolato, queste unità sono le prime in Europa a soddisfare i limiti che entreranno in vigore nel 2014. Weekend in “motorhome” Iveco per Valentino Rossi Renault Trucks Optifuel Tour: ancora successi in Italia È stato un successo la tappa italiana dell’Optifuel Tour, organizzata da Renault Trucks per illustrare tutti i vantaggi delle soluzioni Optifuel. Oltre 120 aziende, infatti, hanno partecipato agli eventi che si sono tenuti alla Fiera di Bergamo, a Caprino Veronese e a Udine; i presenti, infatti, hanno potuto utilizzare il Premium In occasione della tappa del Motomondiale presso l’autodromo portoghese dell’Estoril, Marco Monacelli, brand communication & advertisinig director di Iveco, ha consegnato a Valentino Rossi un motorhome Stralis nel quale potrà soggiornare durante tutti i weekend di gara di questa stagione. Il mezzo è un AS440S50T/P Euro 5 di colore nero dotato di un motore Cursor 13 da 500 CV e cambio automatizzato EuroTronic a 12 marce. Il veicolo consegnato al nove volte campione del mondo va ad aggiungersi alla flotta di 15 Stralis e 4 EcoDaily messi a disposizione della Dorna Sports, la società spagnola che organizza e gestisce il motomondiale, e ai sette Stralis e due EcoDaily del team Yamaha con il quale corrono il campione in carica Jorge Lorenzo e Ben Spies, miglior esordiente nella passata stagione. hp 51