UNIVERSITÀ PONTIFICIA SALESIANA Facolta di Scienze dell'Educazione Tirocinio di Ricerca e Progettazione di Reti Educative Daniss Peter Schema 1. QUADRO GENERALE 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE 3. PROGETTO DI RETE 4. ORGANIZZAZIONE DELLA RETE EDUCATIVA I.Tempo: OTTOBRE II.Tempo: NOVEMBRE-DICEMBRE III.Tempo: GENNAIO-FEBBRAIO Introduzione nell'oratorio di Terni sono presenti ragazzi, giovani ed adulti, tra cui un grande numero di immigrati. Poiché anche io sono straniero, ho sperimentato che cosa significa confrontarsi con le difficoltà derivanti da questa situazione. Introduzione So che la loro integrazione, socializzazione non dipende solo da me, ma dalla responsabilità di tutti. E questa responsabilità dobbiamo sentirla particolarmente noi cristiani, in quanto tutti figli dello stesso Padre. Introduzione Dobbiamo accogliere la persona nella sua totalità, non solo nel suo bisogno o limite, ma come vera risorsa. Vedo che il mio e nostro servizio sarà fruttuoso se posso aiutare le persone nei momenti concreti, migliorando le condizioni e le relazioni tra le persone. 1. QUADRO GENERALE Il problema in fondo, sia per gli immigrati sia per i locali, è il passaggio dalla costruzione dell'accettazione dello stato di fatto, all'apertura e alla consapevolezza del nuovo, attraverso un processo graduale che consenta un vero apprendimento interculturale. 1. QUADRO GENERALE E' importante tenere presente che un vero apprendimento interculturale ha sempre come protagonisti tutti, non solo gli immigrati: i ternani hanno accettato molto bene gli immigrati… … fare qualcosa insieme, contribuendo ciascuno con la propria cultura e con le capacità e . sensibilità individuali 1. QUADRO GENERALE …negli anni '90… non ci si poteva accontentare dell'accettazione e del rispetto per il diverso, ma si è puntato nella ricerca di dialogo, di comprensione e di collaborazione, in una prospettiva di reciproco arricchimento 1. QUADRO GENERALE La situazione ha portato a prendere coscienza della necessità non solo del rispetto, ma anche della comunicazione e del dialogo tra i vari gruppi e persone. Risulta così fondamentale proprio la prospettiva della reciprocità, che apre verso l'altro. 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE Nella struttura salesiana di Terni … i giovani si sentono … accolti. Nella creazione di questo clima di accoglienza, di apertura e solidarietà, è di valido aiuto la presenza del Direttore dell'opera e dell'oratorio (Don Carlo Zucchetti), che ha al suo attivo tanti anni di esperienza missionaria in Brasile. I giovani si sentono coinvolti, … 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE A. UBICAZIONE E PROVENIENZA DELL’UTENZA GIOVANILE I ragazzi provengono da famiglie diverse: di operai, benestanti, immigrati, extracomunitari. Una statistica un po' triste: è alto il numero di famiglie separati e divorziati. 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE B. BISOGNI: mancanza di un punto di riferimento… … difficoltà all'integrazione con il "diverso", lo straniero; impegno per continuare ad "evangelizzare“… necessità di guide che seguano e sappiano dare opportuni consigli… 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE C. PROPOSTE DELL'ORATORIO Savio Club, Gruppo dei Ministranti, Gruppo dei Animatori, Sport (Basket, Calcio, Arti Orientali), Catechesi da 8 anni a 17anni, Animazione Missionaria, Sostegno Scolastico Corso per Extracomunitari, 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE C. PROPOSTE DELL'ORATORIO Cooperatori, Gruppo Famiglia di don Bosco, Gruppo di Mamma Margherita, Ex-Allievi. 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE D. COLLABORAZIONE/COINVOLGI MENTO DEGLI ADULTI Sentiamo un forte coinvolgimento delle famiglie italiane e straniere, nel creare durante l'anno riunioni, tavole rotonde con esperti e con persone competenti 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE E. OBIETTIVI DELL'ORATORIO portare i ragazzi ad inserirsi nei gruppi di formazione, di sport e cultura, in cui possono esercitare i loro valori umani e riscoprire i loro talenti personali, in modo acquistare sempre più la necessaria autostima. 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE Figura del responsabile dell'oratorio Compito dei salesiani, … assicurare l'assistenza … particolarmente nel cortile colloqui personali e dialogo … In questo clima di "presenza pedagogica" l'educatore non è considerato un "superiore" ma un "padre, fratello e amico". 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE F. LO SPORT … "palestra di vita"… per verificare, armonizzare e scoprire la propria identità. Giocare e lavorare con la testa, con il corpo e con gli altri è la base e la strada per poter crescere in modo armonico e completo. 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE F. LO SPORT luogo dell'espressione di sé, libera e incondizionata; luogo della scoperta di sé, come individuo in formazione dotato di un corpo e un'anima in cerca di senso; luogo dell'esercizio della propria progettualità, dove far esplodere la fantasia; 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE F. LO SPORT luogo della scoperta dell'altro e del sistema di relazioni che mi legano a lui; luogo della conoscenza della realtà come sistema definito e strutturato da regole e da valori, dove imparare ad inserirmi e ad operare. 2. ORATORIO-LAVOROCOLLEGAMENTO TERRITORIALE G. CRITERI PRINCIPALI, ISPIRATORI DELL’ORATORIO Sistema preventivo Casa/Scuola/cortile/Chiesa Continuità pastorale Per / Con / In-sieme 3. PROGETTO DI RETE una rete che coinvolge i ragazzi italiani insieme con i ragazzi stranieri. La realizzazione di una rete educativa territoriale si colloca sul crocevia fra la riflessione teorica ed una progettazione pedagogica di largo respiro. 3. PROGETTO DI RETE Questa esperienza dovrebbe offrire: un contesto operativo reale che comporti chiarezza e assunzione di responsabilità da parte sia dei ragazzi sia degli adulti la diretta sperimentazione delle funzioni che il ruolo di educatore comporta; una accresciuta competenza nel campo educativo 3. PROGETTO DI RETE A. TEMPI DI REALIZZAZIONE Fase 1: Monitoraggio. Fase 2: Analisi. Fase 3: Osservazione. Fase 4: Sperimentazione. 3. PROGETTO DI RETE B. QUESTIONARIO La simulazione di una concreta esperienza di partecipazione ad una rete educativa territoriale può servire ad individuare i punti di forza e di debolezza propri di un soggetto nell’azione educativa. Ho preparato un questionario, con 10 domande… 3. B. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. PROGETTO DI RETE QUESTIONARIO Disponibilità Iniziale Opportunità Ambientali Risorse Strutturali e Umane Vincoli Strutturali e Umani Forme di Partecipazione Capacità Progettuale Competenze Operative Rapporto con il Territorio Relazione con altri Soggetti Educativi Forme di Monitoraggio e Valutazione 4. ORGANIZZAZIONE DELLA RETE EDUCATIVA I. TEMPO: Ottobre Date: (21-22, 28-29) Obiettivi: Analisi dell’organizzazione della Casa-Parrocchia-Oratorio Osservazione della vita degli stranieri nella città di Terni Colloqui con i responsabili: direttore, parroco, dirigenti di varie associazioni, sportello per immigrati. Attivitá: Valutazione: 4. ORGANIZZAZIONE DELLA RETE EDUCATIVA II. TEMPO: Novembre-Dicembre Date: (4-5,11-12,18-19,25-26, novembre 2-3 dicembre) Obiettivi: Identificazione della realtà, … Aiutare il responsabile dell’Oratorio e collaborare con lui perché appaia e sia la figura principale, cui facciano riferimento i ragazzi e i loro genitori. Esercitazioni nella rete, con graduale assunzione di responsabilità. Attivitá: 4. ORGANIZZAZIONE DELLA RETE EDUCATIVA III. TEMPO: Gennaio-Febbraio Date: (5-6, 13-14, 20-21, 27-28.) Obiettivi: Valutazione ed elaborazione conclusiva del tirocinio: costruzione della rete-oratorio e ragazzi stranieri sportivi Colloquio conclusivo con il superiore e supervisore del seminario Attivitá: Valutazione: Grazie dell’Attenzione Progettazione di Reti Educative