XIV
DossIer sIcurezza
Vetri con i LED
Vetri stratificati con Light Emitting Diodes (sorgente luminosa a basso consumo e ad alto rendimento) monocromatici o
RGB (Red-Green-Blue) incorporati, che combinati generano qualsiasi colore. I LED vengono alimentati attraverso un rivestimento invisibile ad elevata conducibilità elettrica, le cui piste vengono tracciate con il laser.
I vetri con i LED possono essere gestiti con programmi automatizzati (DALI - DMX).
Vetrate triple
Costituite da tre lastre di vetro che possono essere monolitiche, stratificate di sicurezza o stratificate di sicurezza acustiche
e da due intercapedini. Per ottenere le migliori prestazioni termiche si utilizzano due lastre con coating magnetronico bassoemissivo - solitamente in pos. 2 e in pos. 5 - e si riempiono le due intercapedini con gas Argon o Krypton al 90%. È possibile raggiungere valori di isolamento termico molto ridotti. Non porta invece alcun contributo l’aggiunta di un terzo coating bassoemissivo in faccia 3 o 4 (lastra intermedia).
SOMMARIO
pag.
Vetri extrachiari
Sono vetri float la cui composizione si distingue per il basso contenuto di ossidi di ferro. Vetri dall’impareggiabile trasmissione
luminosa (>91% nello spessore 4 mm). L’eccellente indice di resa colore garantisce un eccezionale aspetto estetico. In qualunque spessore questo tipo di vetro rimane perfettamente neutro a conferma della sua assoluta purezza.
Vetro per applicazioni solari
La gamma di prodotti solari comprende tre applicazioni principali: i pannelli fotovoltaici (generazione di energia elettrica), i
pannelli solari termici (produzione di acqua calda) e l’energia Solare a Concentrazione (generazione di energia elettrica per il
settore industriale).
Aggiornamento e subito revisione. Il complesso percorso della UNI 7697:2014
(UNICMI e ANFIT) .........................................................................................................................................................
IV
Norma UNI 7697:2014 e criteri di sicurezza. Le linea guida per l’applicazione
(ASSOVETRO) ................................................................................................................................................................
V
La sicurezza dei prodotti vetrari in edilizia. Le indicazioni per la progettazione
(ASSOVETRO E ANCITEL) ..........................................................................................................................................
VIII
Appendice: tecniche e norme sulla sicurezza dei vetri in condominio
(ASSOVETRO) ................................................................................................................................................................
XII
Pannelli solari cristallini
Si tratta sicuramente della tecnologia fotovoltaica più conosciuta, una gamma di celle solari stratificate fra una lastra di vetro
frontale e una lastra di polimeri sul retro. Per la parte frontale viene utilizzato un vetro temprato extra chiaro (solitamente
stampato). La composizione e la superficie di questi tipi di vetro sono specificamente progettati per ottimizzare la trasmissione
di energia e garantire una laminazione ottimale. Questi tipi di vetro possono inoltre essere forniti con un rivestimento antiriflesso, che consente quindi di aumentare notevolmente la trasmissione di energia e pertanto la produzione energetica del pannello fotovoltaico.
Pannelli fotovoltaici con film sottile
In questo caso la cella solare è costituita da uno strato sottile depositato direttamente sul vetro coperto con un rivestimento conduttore che funge da elettrodo anteriore (film sottile di silicio e film sottile CdTe) o da elettrodo posteriore (film sottile
CIGS). Poichè è fondamentale avere una planarità del vetro per garantire prestazioni ottimali dal processo di deposito della
cella, questi requisiti possono essere soddifatti unicamente con il vetro piano (chiaro ed extra chiaro).
Nel film di silicio (amorfo e micromorfo), viene solitamente depositato uno strato sottile di assorbitore sul vetro con un
ossido trasparente conduttore (Transparent Conductive Oxide - TCO) che funge da elettrodo anteriore.
Nel film CIGS (Copper Indium Gallium Selenium - rame, indio, gallio, selenio), viene depositato uno strato sottile di assorbitore sul vetro (o altri materiali) rivestito con uno strato consuttore (molibdeno) avente la funzione di elettrodo posteriore.
Nell’energia solare a concentrazione (CSP) gli specchi catturano e concentrano i raggi solari su un ricevitore centrale che
trasforma il calore in energia elettrica su larga scala nelle zone isolate. L’obiettivo principale è quello di aumentare il potere di
riflessione degli specchi e garantire la durata a lungo termine in ambienti talora molto ostili.
I collettori termici vengono utilizzati per produrre acqua calda per applicazioni domestiche ed industriali. L’energia proveniente dal sole viene utilizzata per riscaldare l’acqua che scorre attraverso le tubature utilizzate per lo scambio del calore. Nei
collettori piani vengono utilizzati vetri chiari ed extra chiari (piani o stampati, con o senza rivestimento antiriflesso) per sigillare
ermeticamente l’impianto ed ottimizzare nel contempo l’energia in entrata.
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Stampa: I.T.S. - Cavaglià (BI)
XIII
AGGIORNAMENTO E SUBITO REVISIONE
IL COMPLESSO PERCORSO DELLA UNI 7697:2014
A cura di:UNICMI e ANFIT
L
a norma UNI 7697:2014, in vigore dal 22 maggio 2014, è stata subito revisionata in data 14 luglio 2014 da parte del Gruppo
di Lavoro UNI “Vetro Piano” che la ha elaborata. La revisione ha previsto prevede l’introduzione di un periodo transitorio
di 6 mesi rispetto alla data di pubblicazione, di alcune modifiche editoriali e di una precisazione tecnica. Nei esimesi transitori,
e dunque fino allo scorso 22 novembre 2014, potevano essere immessi sul mercato prodotti conformi alla precedente edizione UNI 7697:2007 se riferiti a contratti stipulati in epoca antecedente il 22 maggio 2014. Per immissione sul mercato si
intende la consegna fisica al cliente con cui si è stipulato il contratto di fornitura.
La UNI 7697:2014 impone di utilizzare vetri temprati termicamente sottoposti a trattamento Heat Soak Test (HST), in
conformità alla UNI EN 14179, che riduce drasticamente il rischio di rotture spontanee in tutti i casi in cui la rottura del vetro
temprato possa produrre frammenti capaci di generare pericolo per la loro massa, l’altezza di caduta o l’ubicazione.
Sia la norma, sia la sua repentina revisione, hanno suscitato qualche polemica, soprattutto da parte di Anfit (Associazione
nazionale per la tutela della Finestra made in Italy), che a fine luglio affidava le proprie rimostranze ad una nota ufficiale, di cui
riportiamo un estratto.
DossIer sIcurezza
L’attacco manuale e gli atti vandalici si esprimono spesso con il lancio di oggetti scagliati in modo più o meno violento. I corpi
utilizzati e i livelli di energia d’urto associati, descritti dalla norma EN 356 (“Vetro per l’edilizia - Vetro di sicurezza - Collaudo
e classificazione della resistenza all’attacco manuale”), definiscono le prestazioni dei vetri esposti a tale rischio. I vetri stratificati
propongono diversi livelli graduati di risposta alle aggressioni.
◆ Resistenza contro l’attacco manuale - Prestazioni anti-crimine (categorie di resistenza da P6B a P8B - prova dell’ascia). Per questo campo di impiego la norma UNI EN 356 prevede test di resistenza a ripetuti colpi di ascia e di martello.
Vetri antiproiettile - UNI EN 1063
◆ Resistenza ai proiettili di pistole e fucili. La norma ha definito 7 classi per poter coprire le esigenze di protezione rispetto ai proiettili sparati da questa armi (classi da BR1 a BR7).
◆ Resistenza ai proiettili di fucili da caccia (SG). La classificazione è trattata in modo specifico nella norma che contempla due classi
di resistenza (SG1 e SG2).
Si distinguono vetri che sotto l’effetto del proiettile producono schegge (S) e quelli che non ne rilasciano (NS). I campi di
impiego fanno riferimento alle norme europee o nazionali corrispondenti quali, ad esempio:
Protezione dal rischio di ferite in caso di urti accidentali
Di norma, i vetri adatti allo scopo sono quelli la cui definizione normativa è completata dal termine “sicurezza”. Si tratta
in particolare delle vetrate di sicurezza temprate o stratificate che rispondono rispettivamente alla norma EN 12150
“Vetro per l’edilizia - Vetro di sicurezza sottoposto a tempra termica” e alla norma EN 12543-2 , Parte 2: “Vetro stratificato di sicurezza”.
Protezione dal rischio di caduta di oggetti su coperture vetrate
I vetri stratificati evitano il passaggio attraverso la parete vetrata di un oggetto in caduta accidentale e garantiscono una stabilità residua del vetro dopo l’urto per la protezione delle zone di attività e di passaggio sottoposte. Anche i vetri temprati possono rispondere alle normative nazionali in materia.
LA NOTA DELL’ANFIT
In data 14 luglio 2014, a quasi due mesi dall’introduzione della Revisione della Norma UNI 7697 sulla sicurezza vetraria, la
Commissione Vetro si è riunita nuovamente, grazie anche alle forti pressioni che la nostra associazione, coadiuvata anche da
altre, ha fatto nei confronti di UNI.
L’introduzione della Revisione Normativa ha infatti avuto un’importante ricaduta sul settore del PVC ma anche del legno,
comportando un preoccupante aumento del prezzo del prodotto finito, quantificabile con un aggravio dell’8-12% del valore
totale delle commesse.
Fra l’altro, trattandosi di una norma nazionale e non europea (la marcatura CE non ne richiede il rispetto) e mancando adeguati controlli, ci saranno moltissime aziende, soprattutto estere, che non si adegueranno affatto, e questo contribuirà ad
aumentare ulteriormente la forchetta del prezzo tra il prodotto nazionale realizzato dalle aziende rispettose della norma e
quello di importazione.
Se Anfit fosse stata presente nel corso della Revisione della Norma le cose non sarebbero andate troppo diversamente, ma
sicuramente avremmo fatto di tutto per cercare di rendere meno impattante quanto è stato approvato. Non avendo potuto
partecipare, abbiamo inviato ad UNI una lettera di richiesta di spiegazioni circa alcune parti tecniche della norma, ma soprattutto per cercare di ottenere un cuscinetto temporale per i contratti che sono stati stipulati prima del 22 maggio, perché in
caso contrario le aziende associate sarebbero rimaste esposte ad una grave situazione di impasse, sia dal punto di vista commerciale, per l’aggravio dei costi che non avrebbero potuto recuperare, sia per la loro responsabilità in caso di eventuali danni
a persone per le aziende che non l’avessero applicata.
In seguito, siamo stati invitati a partecipare alla riunione del 14 luglio della Commissione Vetro che, durante la quale sono
stati raggiunti i seguenti obbiettivi:
◆ Non esiste alcun obbligo di utilizzare lastre di sicurezza all’esterno sopra il metro nei serramenti verticali ma solo l’indicazione a verificare l’eventuale presunzione di rischio di caduta dei frammenti di vetro qualora si utilizzi un vetro temprato;
◆ Grazie al lavoro di UNICMI, coadiuvata anche dal nostro supporto, abbiamo ottenuto il risultato di eliminare l’obbligo dell’uso del vetro temprato HST in tutte le vetrazioni sopra i 4 metri dal piano campagna, che in un primo momento molti avevano interpretato come obbligo indistinto per tutte le vetrazioni, per cui anche per i serramenti. L’obbligo è rimasto solo per
le facciate continue, per le facciate strutturali ecc., dove la vetrazione non è intelaiata né parzialmente intelaiata.
Protezione dal rischio di caduta delle persone
I vetri stratificati rispondono alle esigenze anche in questo campo di impiego. Secondo le normative nazionali, potranno
essere vetri temprati, purché stratificati.
Vetri di sicurezza acustici
Vetri costituiti da due o più lastre di vetro con uno o più intercalari di PVB, di cui almeno un PVB acustico. Prestazioni acustiche di alto livello che migliorano il comfort abitativo. Prestazioni meccaniche equivalenti a quelle del PVB tradizionale (non
acustico). I vetri stratificati di sicurezza acustici possono essere inseriti in vetrata isolante/tripla vetrata arrivando ad un indice
acustico massimo di Rw = 51 dB. Variando i supporti in vetro - che compongono il vetro stratificato - è possibile ottenere funzioni supplementati (isolamento termico, controllo solare, funzioni decorative).
Vetri antiscivolo
Vetri impiegati nel settore edile. Ideali per pavimentazioni e scale sia per interni che per esterni. Uno speciale processo di
satinatura conferisce ai vetri una resistenza allo scivolamento che può essere valutata in base a:
◆ Decreto Ministeriale Lavori Pubblici del 14 Giugno 1989 che fa riferimento al Metodo BCR indicando il minimo valore
accettabile in µ > 0,40.
I valori di riferimento BCR (Rep Cec. 6/81) sono:
1) µ ≤ 0,19 scivolosità pericolosa;
2) 0,20≤µ≤0,39 scivolosità eccessiva;
3) 0,40≤µ≤0,74 attrito soddisfacente;
4) µ≥0,75 attrito eccellente.
◆ norma tedesca DIN 51130 che suddivide in classi “R” la resistenza allo scivolamento.
APPENDICE: TECNICHE E NORME
SULLA SICUREZZA DEI VETRI IN CONDOMINIO
NORMA UNI 7697:2014 E CRITERI DI SICUREZZA
LE LINEA GUIDA PER L’APPLICAZIONE
Fonte: ASSOVETRO (per approfondimenti: www.assovetro.it)
A cura di: ASSOVETRO
Norma italiana UNI 7697 - Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie
La norma fornisce i criteri di scelta dei vetri da usarsi, sia in esterni che in interni, in modo che sia assicurata la rispondenza
fra prestazioni dei vetri e requisiti necessari per garantire la sicurezza all’utenza. La norma 7697 deve essere considerata uno
strumento di lavoro quotidiano da tutti gli operatori del settore (progettisti, imprese di costruzione, serramentisti, vetrai e
rivenditori).
Vetri antincendio o resistenti al fuoco
Nelle misure di prevenzione degli incendi, è fondamentale scegliere oculatamente i materiali da utilizzare nella costruzione,
in funzione della loro resistenza al fuoco. Si devono usare materiali testati e classificati documentati dalle attestazioni di prova
emesse da laboratori certificati, che determinano le caratteristiche dei campioni in prova su apparecchi omologati ed in condizioni standard. Per la resistenza al fuoco le classi sono quelle dei materiali incombustibili, non infiammabili o difficilmente
infiammabili. Il vetro e le lastre di vetro prodotte hanno le migliori classificazioni e in particolare incombustibili, per tutti i vetri
monolitici e non infiammabili, per la maggior parte degli stratificati.
Vetri temprati di sicurezza
Frutto di una intensa ricerca di laboratorio, la tecnica della tempra risale al 1959 quale adeguata risposta alla domanda dell’industria automobilistica. Questo procedimento consiste in un raffreddamento assai rapido del vetro mediante un soffio
d’aria - in pochi secondi il vetro passa da 600° a 300° - che aumenta la resistenza del vetro. È utilizzato per la fabbricazione dei
vetri per le automobili, per l’edilizia e per quelle applicazioni speciali in cui è richiesto un particolare grado di sicurezza. Sotto
un colpo violento il vetro temprato, se si rompe, si frantuma in una moltitudine di piccoli frammenti di vetro non taglienti.
Vetri stratificati di sicurezza - UNI EN ISO 12543
Insieme composto da due o più strati di vetro uniti con uno o più intercalari plastici (generalmente PVB - polivinilbutirrale).
In caso di rottura, l’intercalare serve a trattenere i frammenti di vetro, limita le dimensioni dell’apertura, offre resistenza residua e riduce il rischio di ferite da taglio e perforazione. Il numero di lastre di vetro e di intercalari determina il livello di sicurezza
in termini di protezione delle persone o dei beni.
(Assovetro è un’associazione imprenditoriale di categoria aderente alla Confindustria, costituita ai sensi dell’articolo 36 del c.c.
nel gennaio del 1947. È un’associazione senza scopo di lucro tra le imprese industriali italiane che fabbricano e trasformano il vetro).
PREFAZIONE (Daniele Predari - Assovetro, pres. sez. trasformatori vetro piano)
La necessità di garantire applicazioni vetrarie adeguate nei casi in cui siano richieste elevate condizioni di sicurezza e la volontà di ridurre la possibilità di ferimento o di lesioni per le persone, hanno sollecitato il processo di revisione e di aggiornamento
della Norma UNI 7697:2007 - Criteri di sicurezza per le applicazioni vetrarie. Tale attività di revisione si è conclusa con un
nuovo testo normativo, in vigore dal 22 maggio 2014, che affronta con maggiore puntualità la definizione dei casi e delle destinazioni d’uso finali, fornendo indicazioni chiare ed univoche anche per alcune situazioni non trattate esplicitamente nella precedente versione della norma.
La Norma UNI 7697:2014 è dunque uno strumento fondamentale poiché riconosce al “materiale vetro” l’importante prerogativa di garantire la sicurezza dell’utenza e perché affronta con rigorosa attenzione le problematiche di sicurezza relative
anche a specifici luoghi, attraverso un’elencazione precisa e puntuale delle tipologie vetrarie più adeguate. Essa fornisce infatti
al progettista tutti gli elementi utili per decidere la tipologia di vetro più idonea in base alle numerose condizioni e situazioni in
cui l’elemento vetrario è previsto.
Assovetro, nell’ambito dell’ormai decennale percorso di informazione a favore dei soggetti interessati al settore, attraverso
questa nota di commento arricchisce l’offerta di strumenti informativi a supporto della categoria.
INTRODUZIONE
La norma UNI 7697:2014 fornisce i criteri di scelta dei vetri da impiegare, sia in esterni che in interni, in modo che, nella
destinazione di impiego prevista, sia assicurata la rispondenza fra prestazioni dei vetri e requisiti minimi necessari per la sicurezza degli utilizzatori costituendo un riferimento nei rapporti tra i vari soggetti ed operatori coinvolti. La norma rappresenta
quindi un punto di riferimento univoco nei rapporti tra i vari soggetti economici e può pertanto rappresentare anche il riferimento nei casi di disamina di contenziosi.
DEFINIZIONI
La prova simula l’impatto di un corpo umano contro una lastra di vetro. Il vetro viene classificato in funzione dell’energia
necessaria a determinarne la rottura e le modalità di rottura (B = tipica del vetro stratificato). Quando, per la rottura del vetro,
si possa cadere nel vuoto da un’altezza ≥ 1 m, solo i vetri stratificati con classe prestazionale minima rispondono a questa esigenza.
◆ Si applicano le definizioni di cui alle UNI EN 1279-1 (vetrate isolanti), UNI EN 12543-1 (vetro stratificato) e UNI EN 121501 (vetro temprato termicamente).
◆ Sono introdotte, inoltre, ulteriori definizioni:
1) lastra: elemento vetrato monolitico o stratificato;
2) vetrata isolante (IGU);
3) vetrata (o vetrazione): termine generico per vetrate di varia natura e composizione;
4) vetro di sicurezza: in conformità all’Appendice C della UNI EN 12600.
◆ Il vetro temprato è inteso di sicurezza quando è conforme alla UNI EN 12150-1 e la sua compressione superficiale non è
inferiore a 90 Mpa.
Vetri antieffrazione e antivandalismo - UNI EN 356
CLASSIFICAZIONE DELLE VETRATE
◆ Resistenza contro l’attacco manuale - Prestazioni antivandalismo (categorie di resistenza da P1A a P5A - prova della sfera d’acciaio).
◆ Sono confermate le classificazioni già adottate nella precedente versione della norma:
Vetri antinfortunio - UNI EN 12600 - prova del pendolo
VI
DossIer sIcurezza
a) secondo le applicazioni, esistono vetrate interne o esterne;
b) secondo il montaggio, sono confermate vetrate verticali (α ≤ ± 15°) e orizzontali (α > ±30°);
c) accessibili o non accessibili;
d) protette o non protette;
◆ Sono state introdotte:
1. vetrate inclinate, con angolo di montaggio rispetto la verticale α > ± 15° e α ≤ ± 30°.
AZIONI E SOLLECITAZIONI
◆ Le azioni, con la nuova norma, sono riproposte in maniera più chiara, con alcune integrazioni e modifiche, e cioè:
1) scompare il riferimento a:
- torsioni da azionamento di parti apribili;
- sollecitazioni sismiche;
- fatica
2) viene introdotta la seguente azione: carichi ed urti accidentali non diversamente contemplati.
PRESTAZIONI MINIME DELLE LASTRE
◆La norma fornisce due differenti prospetti per l’individuazione delle prestazioni minime della vetrata:
1) il Prospetto 1 in relazione alla tipologia di applicazione;
2) il Prospetto 2 contiene prestazioni minime aggiuntive in relazione alla destinazione d’uso dell’ambiente di installazione
◆ Relativamente ai Prospetti:
a) nel caso di dubbi interpretativi, si consiglia di privilegiare la prescrizione relativa all’applicazione specifica;
b) a seconda dell’applicazione sono indicati i tipi di prodotti, da intendere in alternativa o in associazione.
CRITERI DI SCELTA
◆ In relazione alle vetrate isolanti (IGU):
1) se asimmetriche, il verso di montaggio è condizionato dal tipo di vetro e dalla classe prestazionale minima richiesta; sono
definite con ambedue le classificazioni dei singoli vetri;
2) qualora l’impatto possa verificarsi da entrambi i lati, le lastre esterne della vetrata isolante devono essere di sicurezza;
3) per le IGU multiple:
- se con il lato inferiore ad altezza minore di 1 m, qualora sia presente almeno un vetro temprato sul lato da cui può provenire
l’impatto;
- per le applicazioni nelle aree suscettibili di affollamento le lastre intermedie devono essere di sicurezza.
◆ In relazione alle vetrate inclinate:
1) se posizionate con il lato inferiore ad una altezza maggiore di 4m, la lastra inferiore deve essere stratificata;
2) la stessa indicazione vale anche per vetrate inclinate quando aperte, rilevando la quota del lato inferiore a vetrata chiusa;
◆ Per parapetti e balaustre, la composizione minima con classe prestazionale 1B1 deve prevedere uno spessore di intercalari
non minore di 0.76 mm;
◆ Devono essere sottoposte ad HST le lastre in vetro temprato, la cui rottura possa proiettare frammenti:
- che possano generare pericolo per la loro massa/ubicazione;
- con altezza di caduta superiore a 4 m.
LA PROGETTAZIONE
◆ Si adotta un approccio prestazionale: si possono adottare criteri diversi purché conducano a condizioni di sicurezza equivalenti;
◆ Per la progettazione devono essere noti:
1) luogo e posizione della posa;
2) la destinazione d’impiego (tipo di applicazione vetraria);
3) la dimensione delle vetrate ed il tipo di montaggio;
4) le sollecitazioni che si prevede agiranno sulle vetrate.
◆ La norma non tratta altre esigenze, quali:
a) trasmissione e riflessione luminosa, fattore solare;
b) trasmittanza termica e isolamento acustico;
XI
DossIer sIcurezza
◆ la prescrizione di vetri di sicurezza per la lastra interna della vetrata isolante, anche se posta ad un’altezza superiore ad 1
m dal piano di calpestio;
◆ la prescrizione di vetri di sicurezza per la portafinestra, indipendentemente dall’altezza dal piano di calpestio.
L’adozione dei tipi di lastra da impiegare, prescritti nei prospetti 1 e 2 della norma, è vincolante, a meno che il rischio di
danno connesso a quella particolare applicazione sia stato eliminato con provvedimenti o protezioni adeguati.
Per una corretta progettazione delle vetrate, si devono considerare le condizioni di posa, la tipologia di applicazione e la
destinazione d’uso, le caratteristiche geometriche, il tipo di fissaggio e i carichi agenti. È bene inoltre ricordare che la scelta
del vetro di sicurezza e la relativa applicazione non esimono il progettista del kit o del vetro dall’eseguirne il dimensionamento.
Il calcolo dello spessore della vetrata, la cui tipologia di vetro è stabilita in accordo con le indicazioni fornite dalla norma
UNI 7697, infatti, rappresenta parte integrante della valutazione e va eseguito secondo quanto prescritto dalle norme di
riferimento vigenti (UNI/TR 11463 e prEN 16612:2013). Non si esclude anche il ricorso a verifica sperimentale; in questo
caso la norma raccomanda di rivolgersi a laboratori notificati ai sensi del Regolamento (UE) N. 305/2011 (come ad esempio la Stazione Sperimentale del Vetro, www.spevetro.it), in grado di garantire che le prove riproducano con sufficiente
approssimazione le azioni che si vogliono simulare e per le quali si intende dimensionare il vetro.
Quanto al riconoscimento del vetro di sicurezza, esso deve essere fornito corredato di marcatura CE e deve essere
resa disponibile la Dichiarazione di Prestazione che ne specifica le caratteristiche prestazionali.
X
DossIer sIcurezza
e costituendo un riferimento nei rapporti tra i vari soggetti ed operatori coinvolti.
La norma UNI 7697 deve essere considerata uno strumento di lavoro quotidiano da tutti gli operatori del settore (progettisti dell’opera, dei kit e dei relativi componenti, costruttori, serramentisti, vetrai e rivenditori).
In essa sono infatti contenuti tutti i riferimenti agli standard prestazionali in vigore relativamente alle applicazioni vetrarie
considerate; inoltre, nella prima parte, contiene una lista di definizioni relative a tutti quei tipi di vetro che, in appropriati
spessori e dimensioni, possono offrire garanzie di sicurezza sufficienti nelle situazioni d’uso previste.
Fermo restando il rimando al testo della norma, che dovrà essere esaminata nella sua interezza considerata l’articolazione delle disposizioni in essa contenute, di seguito ecco alcune indicazioni utili alla consultazione delle presenti Linee Guida.
Scopo e campo di applicazione
DossIer sIcurezza
VII
c) aspetto estetico e costo.
◆ Effettuata la scelta del tipo di vetro, è necessario procedere al dimensionamento dello spessore, considerando:
1) le dimensioni;
2) il metodo di ancoraggio e di vincolo;
3) la resistenza residua;
4) le deformazioni della lastra in relazione al sistema di vincolo.
◆ Per le eventuali verifiche in via sperimentale:
a) è necessario che le prove riproducano con sufficiente approssimazione le azioni da simulare;
b) si raccomanda di rivolgersi a laboratori notificati ai sensi del Regolamento (UE) N. 305/2011.
VETRATE A FISSAGGIO PUNTUALE
La norma non si applica alle vetrate coperte da norme specifiche, come ad esempio i vetri montati su mobili o quelli
installati su mezzi di trasporto terrestri e navali. La norma esamina le vetrate in funzione del contesto in cui sono collocate,
della funzione, del posizionamento, del tipo di montaggio e della possibilità di contatto con le persone; in funzione di tutto
questo, prescrive il tipo ed il livello prestazionale delle lastre utilizzabili.
Al fine di orientare verso la scelta del vetro di sicurezza più idoneo, la norma considera diversi tipi di azioni/sollecitazioni
che si presume possano agire sulla vetrata installata. Tra queste, particolare attenzione verrà rivolta agli urti dovuti all’impatto di una persona (UNI EN 12600) e agli urti di pietre, colpi di mazza e/o di ascia, dovuti ad atti vandalici o tentativi di
effrazione (UNI EN 356).
La prescrizione normativa è fatta tenendo conto delle sollecitazioni prevedibili e dei rischi che eventuali rotture possono
provocare alla comunità, a persone e a cose.
◆ Questa applicazione non era considerata nella precedente versione della norma;
◆ Obbligo di rispetto dei Prospetti 1 e 2;
◆ Obbligo di impiegare prodotti temprati termicamente sottoposti ad HST, in conformità alla UNI EN 14179;
◆ In funzione della tipologia di fissaggio, si raccomanda l’utilizzo di uno stratificato composto da almeno uno tra i seguenti elementi:
a) lastra temprata;
b) lastra indurita;
c) intercalare rigido alle temperature di impiego della vetrata.
◆ Per alcune vetrate isolanti, in funzione della tipologia di fissaggio, è necessario utilizzare sigillanti strutturali, in conformità alla
norma UNI 13022 (parti 1 e 2).
Criteri di scelta delle lastre
CONSIDERAZIONI GENERALI
La norma individua i casi in cui si presentano potenziali pericoli, per i quali prescrive l’uso di specifiche tipologie di vetri di
sicurezza indicandone la classe prestazionale minima. In tutti i casi che presentano un potenziale pericolo si dovranno
installare sempre vetri di sicurezza, sulla base delle indicazioni riportate.
Nel caso in cui l’urto sulla vetrata isolante sia prevedibile solo da un lato, il vetro di sicurezza deve essere installato sul
lato del possibile impatto durante l’impiego; in fase progettuale, comunque, dovranno essere tenute in considerazione le
conseguenze della rottura di entrambe le lastre e su questa base decidere quale vetro utilizzare per ogni lato.
Va anche evitato il problema della caduta di frammenti che si verifica in caso di rottura del vetro temprato termicamente;
la norma, in funzione del tipo di montaggio e della posizione delle lastre, indica quando un prodotto temprato debba essere
sottoposto al trattamento HST.
Qualora si utilizzino vetrate di composizione asimmetrica, per spessore o tipologia di lastra, al fine di assicurare la prestazione dichiarata occorre rispettare il verso a cui la vetrata è stata sottoposta a prova, indicato dal produttore.
I prospetti 1 e 2 della norma UNI 7697
La norma si avvale di due prospetti per indicare quali tipologie di vetro siano ammissibili nelle diverse applicazioni elencate. Nei prospetti è indicato quando la funzione delle lastre debba essere assicurata anche in caso di rottura del vetro; in
questi casi viene prescritta una particolare composizione del vetro stratificato di sicurezza. Per i casi di particolare criticità
è consigliata la verifica in condizioni reali.
Per le coperture e per le superfici calpestabili, è necessario prestare attenzione ai valori di scivolamento, nel rispetto del
punto 8.2.2 del D.M. n. 236 del 14-06-1989, fornendo vetri con caratteristica antisdrucciolo (valori maggiori di 0.40, sia in
condizioni asciutte che bagnate).
Per i prodotti ad elevato assorbimento energetico, con la finalità di ridurre il rischio di rottura per differenziale termico
a causa delle condizioni ambientali o di montaggio, si suggerisce di verificare se sia opportuno utilizzare vetri di sicurezza
temprati o stratificati temprati.
Come è facilmente riscontrabile dalla lettura della norma, essa pone un’elevata attenzione su alcune applicazioni vetrarie
per specifiche destinazioni d’uso, in modo particolare i luoghi pubblici o di pubblica utilità, come ad esempio scuole, asili e
ospedali ecc., per i quali prescrive l’uso di vetri di sicurezza, e per entrambe le lastre all’interno della vetrata isolante, anche
per vetrazioni il cui bordo inferiore sia installato a oltre 1 m di altezza dal calpestio.
Tra le principali novità introdotte dall’edizione 2014 della norma, rimandando alla lettura del testo integrale per completezza d’informazione, si ritiene opportuno segnalare quanto segue:
◆ la specifica trattazione delle caratteristiche di sicurezza di ogni singola lastra costituente la vetrata isolante;
◆ La norma UNI 7697 non determina un aumento:
a) di peso: lo spessore delle lastre deriva dalle procedure di calcolo indicate nelle norme pertinenti e dai carichi in accordo con
le NTC, l’aumento di peso per l’inserimento di uno stratificato in una IGU è trascurabile o ridotto;
b) di dimensioni del telaio: la vetrata standard è già rappresentata da una vetrata isolante, poiché è l’unica in grado di soddisfare
i requisiti termici imposti a livello nazionale. L’impiego di un vetro stratificato di sicurezza non ne altera apprezzabilmente lo
spessore.
◆ costo: i luoghi e le indicazioni dove sono richiesti dalla norma vetri di sicurezza superano ogni riserva riferita ai costi. Tra l’altro, lo stratificato si rende necessario per garantire un buon comportamento acustico.
N.B. La correttezza e la completezza delle informazioni sono garantite soltanto
dal testo originale della norma UNI 7697:2014.
IX
DossIer sIcurezza
L’IMPIEGO DI VETRI DI SICUREZZA
LA SICUREZZA DEI PRODOTTI VETRARI IN EDILIZIA
LE INDICAZIONI PER LA PROGETTAZIONE
A cura di: ASSOVETRO E ANCITEL
(I contenuti che seguono rappresentano un estratto della Linea Guida realizzata con il contributo tecnico delle Aziende del settore
della produzione Vetro Piano (Saint Gobain Glass, Pilkington Italia e Sangalli Vetro Manfredonia) e dei tecnici dei Comuni di Genova,
Montevarchi e Poggio Mirteto, nonché con il supporto della Stazione Sperimentale del Vetro,
i quali hanno messo a disposizione le proprie competenze ed esperienze).
Si definiscono vetri di sicurezza le tipologie di vetro le cui caratteristiche di rottura sono state modificate tramite lavorazioni di trasformazione, conferendo loro le “modalità di rottura sicura”. Secondo le normative vigenti, la modalità di rottura può essere considerata sicura se la lastra di vetro si rompe in modo tale da ridurre al minimo il rischio di danni a persone o cose, cioè da non poter provocare lesioni significative.
Sulla base del comportamento alla rottura sono considerati vetri di sicurezza i vetri stratificati di sicurezza e i vetri temprati di sicurezza che corrispondono ai requisiti delle rispettive norme di prodotto.
Non possono essere considerati vetri di sicurezza:
◆ il vetro ricotto, cioè il vetro ordinario;
◆ il vetro indurito, termicamente o chimicamente, la cui rottura avviene in pezzi grossolani e in grado di provocare ferite.
Il vetro armato pur non rispondendo pienamente alle “modalità di rottura sicura”, può essere utilizzato in limitate applicazioni in edifici storici, nel caso di sostituzioni di copertura, per la sua capacità di offrire una resistenza residua post-rottura, oltre ad una certa capacità di ritenzione dei frammenti. I prodotti vetrari immessi sul mercato devono essere corredati
di marcatura CE e le loro caratteristiche prestazionali e di durabilità sono garantite dal produttore, che se ne assume la
responsabilità della conformità alla Dichiarazione di Prestazione. Se poi sono marchiati anche CSICERT UNI, ciò significa
che sono stati sottoposti ad un controllo più efficace e severo perché in tale procedura interviene anche un ente esterno
sulla base di Regolamenti CSI specifici di prodotto.
Vetro stratificato di sicurezza
PREMESSE
È stata presentata il 2 ottobre 2014, in occasione di uno Seminario Tecnico tenutosi a Lucca all’interno della Manifestazione di Anci Toscana “Dire e fare”, la nuova edizione (aggiornata a settembre 2014) della Linea Guida “Indicazioni per la
progettazione ed elementi per il capitolato dei prodotti vetrari in edilizia”, frutto della collaborazione e del lavoro del tavolo tecnico misto tra Assovetro e Ancitel Energia e Ambiente.
Scopo della monografia è quello di fornire ai progettisti, ai tecnici delle pubbliche amministrazioni, ai direttori dei lavori
e a tutti gli operatori interessati le principali indicazioni per l’individuazione della tipologia di vetro da impiegare nelle più
frequenti applicazioni.
All’interno della Linea Guida - di cui a seguire riportiamo un estratto inerente la specifica tematica della sicurezza - vengono trattate le varie esigenze prestazionali che i prodotti vetrari sono in grado di soddisfare e le loro applicazioni in riferimento alle indicazioni fornite dalla nuova versione della La premessa è che, nella fase di progettazione dell’edificio, e dell’involucro edile in particolare, il progettista è chiamato a rispondere alle aspettative ed alle esigenze dell’utente e del committente,
adottando e privilegiando anche scelte funzionali, dimensionali ed estetiche pienamente soddisfacenti. Le principali questioni
che il progettista e il costruttore dovranno tener ben presenti, sono inerenti, innanzitutto, alla sicurezza.
SICUREZZA NEGLI EDIFICI E NORMATIVA DI RIFERIMENTO
In tema di sicurezza, le norme di riferimento cui tutti gli edifici devono essere conformi sono:
◆ il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., che costituisce il Testo Unico della sicurezza sul lavoro;
◆ il Decreto del Ministero dell’Interno 26 agosto 1992, riguardante le norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica;
◆ il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 22 gennaio 2008, n. 37, recante disposizioni in materia di attività
di installazione degli impianti all’interno degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso.
La sicurezza può essere definita come la “consapevolezza che l’evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati”.
In termini più semplici, significa sapere che le nostre azioni e le conseguenze di determinati incidenti non provocheranno
danni né a persone né a cose.
Attualmente il termine sicurezza e il concetto di incidente non sempre vengono posti in relazione. Dovrebbe essere
invece ben chiaro che una delle cause principali che portano al verificarsi di un incidente dannoso è il mancato rispetto delle
norme di sicurezza e che questo può (e deve) essere previsto e prevenuto adottando soluzioni costruttive adeguate.
La sicurezza - in generale - si ha in assenza di pericoli: un concetto difficilmente traducibile nella vita reale; il rispetto delle
norme di sicurezza, però, rende più difficile il verificarsi sia di eventi dannosi che di incidenti e si traduce, sempre, in una
migliore qualità della vita.
Il concetto di sicurezza deve essere quindi inteso nell’accezione più ampia del termine, includendo sia la sicurezza antinfortunio (volta a ridurre il rischio di lesioni) che la sicurezza intesa come protezione da atti vandalici e/o tentativi di effrazione.
Si definisce vetro stratificato (UNI EN 12543-1) il vetro composto da almeno due lastre, tenute solidali da uno o più fogli
di intercalare1 (materiale plastico), generalmente PVB (polivinilbutirrale). Variando il numero delle lastre e degli strati di
materiale plastico, si ottengono prodotti diversi in grado di coprire una vasta gamma di livelli di sicurezza e protezione. Nel
vetro stratificato di sicurezza (UNI EN 12543-2), in caso di rottura, l’intercalare serve a trattenere i frammenti di vetro e
offrire resistenza residua, limitando le dimensioni dell’apertura e riducendo il rischio di ferite da taglio e perforazione, e, in
particolari applicazioni, anche quello di caduta nel vuoto.
Vetro stratificato acustico di sicurezza
Il vetro stratificato di sicurezza composto con intercalari plastici specifici risponde in modo ottimale anche alle prestazioni richieste in materia di isolamento acustico.
Vetro stratificato di sicurezza resistente al fuoco
Talune composizioni di vetri stratificati di sicurezza hanno anche caratteristiche di resistenza al fuoco.
Vetro temprato di sicurezza
Si definisce vetro temprato di sicurezza la lastra sottoposta ad uno specifico trattamento termico che ne aumenta le
caratteristiche di resistenza, meccanica e termica, e ne caratterizza la modalità di rottura. Il vetro temprato di sicurezza, le
cui caratteristiche di frammentazione sono definite dalla norma UNI EN 12150-1, si rompe in numerosi frammenti con
bordi generalmente arrotondati e di ridotte dimensioni e deve essere marcato in modo permanente, recando il numero
di questa norma.
La eventuale presenza di tracce di solfuro di nichel, che non sono individuabili a occhio nudo, può generare la rottura
delle lastre temprate termicamente. Tale rischio viene drasticamente ridotto sottoponendo i vetri temprati di sicurezza al
trattamento HST (Heat Soak Test - UNI EN 14179-1 e -2). In caso di vetro sottoposto ad HST, la Dichiarazione di Prestazione dovrà recare il numero di questa norma, numero che dovrà essere riportato in modo permanente anche sul
vetro stesso.
Al paragrafo seguente sono esposti i casi in cui l’utilizzo di un prodotto temprato di sicurezza sottoposto a HST è obbligatorio.
PRESCRIZIONI DELLA NORMA UNI 7697:2014
La norma UNI 7697:2014 - Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie, la cui ultima versione, a seguito di un puntuale
processo di revisione e aggiornamento, è in vigore dal maggio 2014, stabilisce i criteri di scelta dei vetri in funzione della
destinazione d’uso, al fine di garantire i requisiti minimi di sicurezza, indicando le tipologie ammesse nelle varie applicazioni
IX
DossIer sIcurezza
L’IMPIEGO DI VETRI DI SICUREZZA
LA SICUREZZA DEI PRODOTTI VETRARI IN EDILIZIA
LE INDICAZIONI PER LA PROGETTAZIONE
A cura di: ASSOVETRO E ANCITEL
(I contenuti che seguono rappresentano un estratto della Linea Guida realizzata con il contributo tecnico delle Aziende del settore
della produzione Vetro Piano (Saint Gobain Glass, Pilkington Italia e Sangalli Vetro Manfredonia) e dei tecnici dei Comuni di Genova,
Montevarchi e Poggio Mirteto, nonché con il supporto della Stazione Sperimentale del Vetro,
i quali hanno messo a disposizione le proprie competenze ed esperienze).
Si definiscono vetri di sicurezza le tipologie di vetro le cui caratteristiche di rottura sono state modificate tramite lavorazioni di trasformazione, conferendo loro le “modalità di rottura sicura”. Secondo le normative vigenti, la modalità di rottura può essere considerata sicura se la lastra di vetro si rompe in modo tale da ridurre al minimo il rischio di danni a persone o cose, cioè da non poter provocare lesioni significative.
Sulla base del comportamento alla rottura sono considerati vetri di sicurezza i vetri stratificati di sicurezza e i vetri temprati di sicurezza che corrispondono ai requisiti delle rispettive norme di prodotto.
Non possono essere considerati vetri di sicurezza:
◆ il vetro ricotto, cioè il vetro ordinario;
◆ il vetro indurito, termicamente o chimicamente, la cui rottura avviene in pezzi grossolani e in grado di provocare ferite.
Il vetro armato pur non rispondendo pienamente alle “modalità di rottura sicura”, può essere utilizzato in limitate applicazioni in edifici storici, nel caso di sostituzioni di copertura, per la sua capacità di offrire una resistenza residua post-rottura, oltre ad una certa capacità di ritenzione dei frammenti. I prodotti vetrari immessi sul mercato devono essere corredati
di marcatura CE e le loro caratteristiche prestazionali e di durabilità sono garantite dal produttore, che se ne assume la
responsabilità della conformità alla Dichiarazione di Prestazione. Se poi sono marchiati anche CSICERT UNI, ciò significa
che sono stati sottoposti ad un controllo più efficace e severo perché in tale procedura interviene anche un ente esterno
sulla base di Regolamenti CSI specifici di prodotto.
Vetro stratificato di sicurezza
PREMESSE
È stata presentata il 2 ottobre 2014, in occasione di uno Seminario Tecnico tenutosi a Lucca all’interno della Manifestazione di Anci Toscana “Dire e fare”, la nuova edizione (aggiornata a settembre 2014) della Linea Guida “Indicazioni per la
progettazione ed elementi per il capitolato dei prodotti vetrari in edilizia”, frutto della collaborazione e del lavoro del tavolo tecnico misto tra Assovetro e Ancitel Energia e Ambiente.
Scopo della monografia è quello di fornire ai progettisti, ai tecnici delle pubbliche amministrazioni, ai direttori dei lavori
e a tutti gli operatori interessati le principali indicazioni per l’individuazione della tipologia di vetro da impiegare nelle più
frequenti applicazioni.
All’interno della Linea Guida - di cui a seguire riportiamo un estratto inerente la specifica tematica della sicurezza - vengono trattate le varie esigenze prestazionali che i prodotti vetrari sono in grado di soddisfare e le loro applicazioni in riferimento alle indicazioni fornite dalla nuova versione della La premessa è che, nella fase di progettazione dell’edificio, e dell’involucro edile in particolare, il progettista è chiamato a rispondere alle aspettative ed alle esigenze dell’utente e del committente,
adottando e privilegiando anche scelte funzionali, dimensionali ed estetiche pienamente soddisfacenti. Le principali questioni
che il progettista e il costruttore dovranno tener ben presenti, sono inerenti, innanzitutto, alla sicurezza.
SICUREZZA NEGLI EDIFICI E NORMATIVA DI RIFERIMENTO
In tema di sicurezza, le norme di riferimento cui tutti gli edifici devono essere conformi sono:
◆ il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., che costituisce il Testo Unico della sicurezza sul lavoro;
◆ il Decreto del Ministero dell’Interno 26 agosto 1992, riguardante le norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica;
◆ il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 22 gennaio 2008, n. 37, recante disposizioni in materia di attività
di installazione degli impianti all’interno degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso.
La sicurezza può essere definita come la “consapevolezza che l’evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati”.
In termini più semplici, significa sapere che le nostre azioni e le conseguenze di determinati incidenti non provocheranno
danni né a persone né a cose.
Attualmente il termine sicurezza e il concetto di incidente non sempre vengono posti in relazione. Dovrebbe essere
invece ben chiaro che una delle cause principali che portano al verificarsi di un incidente dannoso è il mancato rispetto delle
norme di sicurezza e che questo può (e deve) essere previsto e prevenuto adottando soluzioni costruttive adeguate.
La sicurezza - in generale - si ha in assenza di pericoli: un concetto difficilmente traducibile nella vita reale; il rispetto delle
norme di sicurezza, però, rende più difficile il verificarsi sia di eventi dannosi che di incidenti e si traduce, sempre, in una
migliore qualità della vita.
Il concetto di sicurezza deve essere quindi inteso nell’accezione più ampia del termine, includendo sia la sicurezza antinfortunio (volta a ridurre il rischio di lesioni) che la sicurezza intesa come protezione da atti vandalici e/o tentativi di effrazione.
Si definisce vetro stratificato (UNI EN 12543-1) il vetro composto da almeno due lastre, tenute solidali da uno o più fogli
di intercalare1 (materiale plastico), generalmente PVB (polivinilbutirrale). Variando il numero delle lastre e degli strati di
materiale plastico, si ottengono prodotti diversi in grado di coprire una vasta gamma di livelli di sicurezza e protezione. Nel
vetro stratificato di sicurezza (UNI EN 12543-2), in caso di rottura, l’intercalare serve a trattenere i frammenti di vetro e
offrire resistenza residua, limitando le dimensioni dell’apertura e riducendo il rischio di ferite da taglio e perforazione, e, in
particolari applicazioni, anche quello di caduta nel vuoto.
Vetro stratificato acustico di sicurezza
Il vetro stratificato di sicurezza composto con intercalari plastici specifici risponde in modo ottimale anche alle prestazioni richieste in materia di isolamento acustico.
Vetro stratificato di sicurezza resistente al fuoco
Talune composizioni di vetri stratificati di sicurezza hanno anche caratteristiche di resistenza al fuoco.
Vetro temprato di sicurezza
Si definisce vetro temprato di sicurezza la lastra sottoposta ad uno specifico trattamento termico che ne aumenta le
caratteristiche di resistenza, meccanica e termica, e ne caratterizza la modalità di rottura. Il vetro temprato di sicurezza, le
cui caratteristiche di frammentazione sono definite dalla norma UNI EN 12150-1, si rompe in numerosi frammenti con
bordi generalmente arrotondati e di ridotte dimensioni e deve essere marcato in modo permanente, recando il numero
di questa norma.
La eventuale presenza di tracce di solfuro di nichel, che non sono individuabili a occhio nudo, può generare la rottura
delle lastre temprate termicamente. Tale rischio viene drasticamente ridotto sottoponendo i vetri temprati di sicurezza al
trattamento HST (Heat Soak Test - UNI EN 14179-1 e -2). In caso di vetro sottoposto ad HST, la Dichiarazione di Prestazione dovrà recare il numero di questa norma, numero che dovrà essere riportato in modo permanente anche sul
vetro stesso.
Al paragrafo seguente sono esposti i casi in cui l’utilizzo di un prodotto temprato di sicurezza sottoposto a HST è obbligatorio.
PRESCRIZIONI DELLA NORMA UNI 7697:2014
La norma UNI 7697:2014 - Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie, la cui ultima versione, a seguito di un puntuale
processo di revisione e aggiornamento, è in vigore dal maggio 2014, stabilisce i criteri di scelta dei vetri in funzione della
destinazione d’uso, al fine di garantire i requisiti minimi di sicurezza, indicando le tipologie ammesse nelle varie applicazioni
X
DossIer sIcurezza
e costituendo un riferimento nei rapporti tra i vari soggetti ed operatori coinvolti.
La norma UNI 7697 deve essere considerata uno strumento di lavoro quotidiano da tutti gli operatori del settore (progettisti dell’opera, dei kit e dei relativi componenti, costruttori, serramentisti, vetrai e rivenditori).
In essa sono infatti contenuti tutti i riferimenti agli standard prestazionali in vigore relativamente alle applicazioni vetrarie
considerate; inoltre, nella prima parte, contiene una lista di definizioni relative a tutti quei tipi di vetro che, in appropriati
spessori e dimensioni, possono offrire garanzie di sicurezza sufficienti nelle situazioni d’uso previste.
Fermo restando il rimando al testo della norma, che dovrà essere esaminata nella sua interezza considerata l’articolazione delle disposizioni in essa contenute, di seguito ecco alcune indicazioni utili alla consultazione delle presenti Linee Guida.
Scopo e campo di applicazione
DossIer sIcurezza
VII
c) aspetto estetico e costo.
◆ Effettuata la scelta del tipo di vetro, è necessario procedere al dimensionamento dello spessore, considerando:
1) le dimensioni;
2) il metodo di ancoraggio e di vincolo;
3) la resistenza residua;
4) le deformazioni della lastra in relazione al sistema di vincolo.
◆ Per le eventuali verifiche in via sperimentale:
a) è necessario che le prove riproducano con sufficiente approssimazione le azioni da simulare;
b) si raccomanda di rivolgersi a laboratori notificati ai sensi del Regolamento (UE) N. 305/2011.
VETRATE A FISSAGGIO PUNTUALE
La norma non si applica alle vetrate coperte da norme specifiche, come ad esempio i vetri montati su mobili o quelli
installati su mezzi di trasporto terrestri e navali. La norma esamina le vetrate in funzione del contesto in cui sono collocate,
della funzione, del posizionamento, del tipo di montaggio e della possibilità di contatto con le persone; in funzione di tutto
questo, prescrive il tipo ed il livello prestazionale delle lastre utilizzabili.
Al fine di orientare verso la scelta del vetro di sicurezza più idoneo, la norma considera diversi tipi di azioni/sollecitazioni
che si presume possano agire sulla vetrata installata. Tra queste, particolare attenzione verrà rivolta agli urti dovuti all’impatto di una persona (UNI EN 12600) e agli urti di pietre, colpi di mazza e/o di ascia, dovuti ad atti vandalici o tentativi di
effrazione (UNI EN 356).
La prescrizione normativa è fatta tenendo conto delle sollecitazioni prevedibili e dei rischi che eventuali rotture possono
provocare alla comunità, a persone e a cose.
◆ Questa applicazione non era considerata nella precedente versione della norma;
◆ Obbligo di rispetto dei Prospetti 1 e 2;
◆ Obbligo di impiegare prodotti temprati termicamente sottoposti ad HST, in conformità alla UNI EN 14179;
◆ In funzione della tipologia di fissaggio, si raccomanda l’utilizzo di uno stratificato composto da almeno uno tra i seguenti elementi:
a) lastra temprata;
b) lastra indurita;
c) intercalare rigido alle temperature di impiego della vetrata.
◆ Per alcune vetrate isolanti, in funzione della tipologia di fissaggio, è necessario utilizzare sigillanti strutturali, in conformità alla
norma UNI 13022 (parti 1 e 2).
Criteri di scelta delle lastre
CONSIDERAZIONI GENERALI
La norma individua i casi in cui si presentano potenziali pericoli, per i quali prescrive l’uso di specifiche tipologie di vetri di
sicurezza indicandone la classe prestazionale minima. In tutti i casi che presentano un potenziale pericolo si dovranno
installare sempre vetri di sicurezza, sulla base delle indicazioni riportate.
Nel caso in cui l’urto sulla vetrata isolante sia prevedibile solo da un lato, il vetro di sicurezza deve essere installato sul
lato del possibile impatto durante l’impiego; in fase progettuale, comunque, dovranno essere tenute in considerazione le
conseguenze della rottura di entrambe le lastre e su questa base decidere quale vetro utilizzare per ogni lato.
Va anche evitato il problema della caduta di frammenti che si verifica in caso di rottura del vetro temprato termicamente;
la norma, in funzione del tipo di montaggio e della posizione delle lastre, indica quando un prodotto temprato debba essere
sottoposto al trattamento HST.
Qualora si utilizzino vetrate di composizione asimmetrica, per spessore o tipologia di lastra, al fine di assicurare la prestazione dichiarata occorre rispettare il verso a cui la vetrata è stata sottoposta a prova, indicato dal produttore.
I prospetti 1 e 2 della norma UNI 7697
La norma si avvale di due prospetti per indicare quali tipologie di vetro siano ammissibili nelle diverse applicazioni elencate. Nei prospetti è indicato quando la funzione delle lastre debba essere assicurata anche in caso di rottura del vetro; in
questi casi viene prescritta una particolare composizione del vetro stratificato di sicurezza. Per i casi di particolare criticità
è consigliata la verifica in condizioni reali.
Per le coperture e per le superfici calpestabili, è necessario prestare attenzione ai valori di scivolamento, nel rispetto del
punto 8.2.2 del D.M. n. 236 del 14-06-1989, fornendo vetri con caratteristica antisdrucciolo (valori maggiori di 0.40, sia in
condizioni asciutte che bagnate).
Per i prodotti ad elevato assorbimento energetico, con la finalità di ridurre il rischio di rottura per differenziale termico
a causa delle condizioni ambientali o di montaggio, si suggerisce di verificare se sia opportuno utilizzare vetri di sicurezza
temprati o stratificati temprati.
Come è facilmente riscontrabile dalla lettura della norma, essa pone un’elevata attenzione su alcune applicazioni vetrarie
per specifiche destinazioni d’uso, in modo particolare i luoghi pubblici o di pubblica utilità, come ad esempio scuole, asili e
ospedali ecc., per i quali prescrive l’uso di vetri di sicurezza, e per entrambe le lastre all’interno della vetrata isolante, anche
per vetrazioni il cui bordo inferiore sia installato a oltre 1 m di altezza dal calpestio.
Tra le principali novità introdotte dall’edizione 2014 della norma, rimandando alla lettura del testo integrale per completezza d’informazione, si ritiene opportuno segnalare quanto segue:
◆ la specifica trattazione delle caratteristiche di sicurezza di ogni singola lastra costituente la vetrata isolante;
◆ La norma UNI 7697 non determina un aumento:
a) di peso: lo spessore delle lastre deriva dalle procedure di calcolo indicate nelle norme pertinenti e dai carichi in accordo con
le NTC, l’aumento di peso per l’inserimento di uno stratificato in una IGU è trascurabile o ridotto;
b) di dimensioni del telaio: la vetrata standard è già rappresentata da una vetrata isolante, poiché è l’unica in grado di soddisfare
i requisiti termici imposti a livello nazionale. L’impiego di un vetro stratificato di sicurezza non ne altera apprezzabilmente lo
spessore.
◆ costo: i luoghi e le indicazioni dove sono richiesti dalla norma vetri di sicurezza superano ogni riserva riferita ai costi. Tra l’altro, lo stratificato si rende necessario per garantire un buon comportamento acustico.
N.B. La correttezza e la completezza delle informazioni sono garantite soltanto
dal testo originale della norma UNI 7697:2014.
VI
DossIer sIcurezza
a) secondo le applicazioni, esistono vetrate interne o esterne;
b) secondo il montaggio, sono confermate vetrate verticali (α ≤ ± 15°) e orizzontali (α > ±30°);
c) accessibili o non accessibili;
d) protette o non protette;
◆ Sono state introdotte:
1. vetrate inclinate, con angolo di montaggio rispetto la verticale α > ± 15° e α ≤ ± 30°.
AZIONI E SOLLECITAZIONI
◆ Le azioni, con la nuova norma, sono riproposte in maniera più chiara, con alcune integrazioni e modifiche, e cioè:
1) scompare il riferimento a:
- torsioni da azionamento di parti apribili;
- sollecitazioni sismiche;
- fatica
2) viene introdotta la seguente azione: carichi ed urti accidentali non diversamente contemplati.
PRESTAZIONI MINIME DELLE LASTRE
◆La norma fornisce due differenti prospetti per l’individuazione delle prestazioni minime della vetrata:
1) il Prospetto 1 in relazione alla tipologia di applicazione;
2) il Prospetto 2 contiene prestazioni minime aggiuntive in relazione alla destinazione d’uso dell’ambiente di installazione
◆ Relativamente ai Prospetti:
a) nel caso di dubbi interpretativi, si consiglia di privilegiare la prescrizione relativa all’applicazione specifica;
b) a seconda dell’applicazione sono indicati i tipi di prodotti, da intendere in alternativa o in associazione.
CRITERI DI SCELTA
◆ In relazione alle vetrate isolanti (IGU):
1) se asimmetriche, il verso di montaggio è condizionato dal tipo di vetro e dalla classe prestazionale minima richiesta; sono
definite con ambedue le classificazioni dei singoli vetri;
2) qualora l’impatto possa verificarsi da entrambi i lati, le lastre esterne della vetrata isolante devono essere di sicurezza;
3) per le IGU multiple:
- se con il lato inferiore ad altezza minore di 1 m, qualora sia presente almeno un vetro temprato sul lato da cui può provenire
l’impatto;
- per le applicazioni nelle aree suscettibili di affollamento le lastre intermedie devono essere di sicurezza.
◆ In relazione alle vetrate inclinate:
1) se posizionate con il lato inferiore ad una altezza maggiore di 4m, la lastra inferiore deve essere stratificata;
2) la stessa indicazione vale anche per vetrate inclinate quando aperte, rilevando la quota del lato inferiore a vetrata chiusa;
◆ Per parapetti e balaustre, la composizione minima con classe prestazionale 1B1 deve prevedere uno spessore di intercalari
non minore di 0.76 mm;
◆ Devono essere sottoposte ad HST le lastre in vetro temprato, la cui rottura possa proiettare frammenti:
- che possano generare pericolo per la loro massa/ubicazione;
- con altezza di caduta superiore a 4 m.
LA PROGETTAZIONE
◆ Si adotta un approccio prestazionale: si possono adottare criteri diversi purché conducano a condizioni di sicurezza equivalenti;
◆ Per la progettazione devono essere noti:
1) luogo e posizione della posa;
2) la destinazione d’impiego (tipo di applicazione vetraria);
3) la dimensione delle vetrate ed il tipo di montaggio;
4) le sollecitazioni che si prevede agiranno sulle vetrate.
◆ La norma non tratta altre esigenze, quali:
a) trasmissione e riflessione luminosa, fattore solare;
b) trasmittanza termica e isolamento acustico;
XI
DossIer sIcurezza
◆ la prescrizione di vetri di sicurezza per la lastra interna della vetrata isolante, anche se posta ad un’altezza superiore ad 1
m dal piano di calpestio;
◆ la prescrizione di vetri di sicurezza per la portafinestra, indipendentemente dall’altezza dal piano di calpestio.
L’adozione dei tipi di lastra da impiegare, prescritti nei prospetti 1 e 2 della norma, è vincolante, a meno che il rischio di
danno connesso a quella particolare applicazione sia stato eliminato con provvedimenti o protezioni adeguati.
Per una corretta progettazione delle vetrate, si devono considerare le condizioni di posa, la tipologia di applicazione e la
destinazione d’uso, le caratteristiche geometriche, il tipo di fissaggio e i carichi agenti. È bene inoltre ricordare che la scelta
del vetro di sicurezza e la relativa applicazione non esimono il progettista del kit o del vetro dall’eseguirne il dimensionamento.
Il calcolo dello spessore della vetrata, la cui tipologia di vetro è stabilita in accordo con le indicazioni fornite dalla norma
UNI 7697, infatti, rappresenta parte integrante della valutazione e va eseguito secondo quanto prescritto dalle norme di
riferimento vigenti (UNI/TR 11463 e prEN 16612:2013). Non si esclude anche il ricorso a verifica sperimentale; in questo
caso la norma raccomanda di rivolgersi a laboratori notificati ai sensi del Regolamento (UE) N. 305/2011 (come ad esempio la Stazione Sperimentale del Vetro, www.spevetro.it), in grado di garantire che le prove riproducano con sufficiente
approssimazione le azioni che si vogliono simulare e per le quali si intende dimensionare il vetro.
Quanto al riconoscimento del vetro di sicurezza, esso deve essere fornito corredato di marcatura CE e deve essere
resa disponibile la Dichiarazione di Prestazione che ne specifica le caratteristiche prestazionali.
APPENDICE: TECNICHE E NORME
SULLA SICUREZZA DEI VETRI IN CONDOMINIO
NORMA UNI 7697:2014 E CRITERI DI SICUREZZA
LE LINEA GUIDA PER L’APPLICAZIONE
Fonte: ASSOVETRO (per approfondimenti: www.assovetro.it)
A cura di: ASSOVETRO
Norma italiana UNI 7697 - Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie
La norma fornisce i criteri di scelta dei vetri da usarsi, sia in esterni che in interni, in modo che sia assicurata la rispondenza
fra prestazioni dei vetri e requisiti necessari per garantire la sicurezza all’utenza. La norma 7697 deve essere considerata uno
strumento di lavoro quotidiano da tutti gli operatori del settore (progettisti, imprese di costruzione, serramentisti, vetrai e
rivenditori).
Vetri antincendio o resistenti al fuoco
Nelle misure di prevenzione degli incendi, è fondamentale scegliere oculatamente i materiali da utilizzare nella costruzione,
in funzione della loro resistenza al fuoco. Si devono usare materiali testati e classificati documentati dalle attestazioni di prova
emesse da laboratori certificati, che determinano le caratteristiche dei campioni in prova su apparecchi omologati ed in condizioni standard. Per la resistenza al fuoco le classi sono quelle dei materiali incombustibili, non infiammabili o difficilmente
infiammabili. Il vetro e le lastre di vetro prodotte hanno le migliori classificazioni e in particolare incombustibili, per tutti i vetri
monolitici e non infiammabili, per la maggior parte degli stratificati.
Vetri temprati di sicurezza
Frutto di una intensa ricerca di laboratorio, la tecnica della tempra risale al 1959 quale adeguata risposta alla domanda dell’industria automobilistica. Questo procedimento consiste in un raffreddamento assai rapido del vetro mediante un soffio
d’aria - in pochi secondi il vetro passa da 600° a 300° - che aumenta la resistenza del vetro. È utilizzato per la fabbricazione dei
vetri per le automobili, per l’edilizia e per quelle applicazioni speciali in cui è richiesto un particolare grado di sicurezza. Sotto
un colpo violento il vetro temprato, se si rompe, si frantuma in una moltitudine di piccoli frammenti di vetro non taglienti.
Vetri stratificati di sicurezza - UNI EN ISO 12543
Insieme composto da due o più strati di vetro uniti con uno o più intercalari plastici (generalmente PVB - polivinilbutirrale).
In caso di rottura, l’intercalare serve a trattenere i frammenti di vetro, limita le dimensioni dell’apertura, offre resistenza residua e riduce il rischio di ferite da taglio e perforazione. Il numero di lastre di vetro e di intercalari determina il livello di sicurezza
in termini di protezione delle persone o dei beni.
(Assovetro è un’associazione imprenditoriale di categoria aderente alla Confindustria, costituita ai sensi dell’articolo 36 del c.c.
nel gennaio del 1947. È un’associazione senza scopo di lucro tra le imprese industriali italiane che fabbricano e trasformano il vetro).
PREFAZIONE (Daniele Predari - Assovetro, pres. sez. trasformatori vetro piano)
La necessità di garantire applicazioni vetrarie adeguate nei casi in cui siano richieste elevate condizioni di sicurezza e la volontà di ridurre la possibilità di ferimento o di lesioni per le persone, hanno sollecitato il processo di revisione e di aggiornamento
della Norma UNI 7697:2007 - Criteri di sicurezza per le applicazioni vetrarie. Tale attività di revisione si è conclusa con un
nuovo testo normativo, in vigore dal 22 maggio 2014, che affronta con maggiore puntualità la definizione dei casi e delle destinazioni d’uso finali, fornendo indicazioni chiare ed univoche anche per alcune situazioni non trattate esplicitamente nella precedente versione della norma.
La Norma UNI 7697:2014 è dunque uno strumento fondamentale poiché riconosce al “materiale vetro” l’importante prerogativa di garantire la sicurezza dell’utenza e perché affronta con rigorosa attenzione le problematiche di sicurezza relative
anche a specifici luoghi, attraverso un’elencazione precisa e puntuale delle tipologie vetrarie più adeguate. Essa fornisce infatti
al progettista tutti gli elementi utili per decidere la tipologia di vetro più idonea in base alle numerose condizioni e situazioni in
cui l’elemento vetrario è previsto.
Assovetro, nell’ambito dell’ormai decennale percorso di informazione a favore dei soggetti interessati al settore, attraverso
questa nota di commento arricchisce l’offerta di strumenti informativi a supporto della categoria.
INTRODUZIONE
La norma UNI 7697:2014 fornisce i criteri di scelta dei vetri da impiegare, sia in esterni che in interni, in modo che, nella
destinazione di impiego prevista, sia assicurata la rispondenza fra prestazioni dei vetri e requisiti minimi necessari per la sicurezza degli utilizzatori costituendo un riferimento nei rapporti tra i vari soggetti ed operatori coinvolti. La norma rappresenta
quindi un punto di riferimento univoco nei rapporti tra i vari soggetti economici e può pertanto rappresentare anche il riferimento nei casi di disamina di contenziosi.
DEFINIZIONI
La prova simula l’impatto di un corpo umano contro una lastra di vetro. Il vetro viene classificato in funzione dell’energia
necessaria a determinarne la rottura e le modalità di rottura (B = tipica del vetro stratificato). Quando, per la rottura del vetro,
si possa cadere nel vuoto da un’altezza ≥ 1 m, solo i vetri stratificati con classe prestazionale minima rispondono a questa esigenza.
◆ Si applicano le definizioni di cui alle UNI EN 1279-1 (vetrate isolanti), UNI EN 12543-1 (vetro stratificato) e UNI EN 121501 (vetro temprato termicamente).
◆ Sono introdotte, inoltre, ulteriori definizioni:
1) lastra: elemento vetrato monolitico o stratificato;
2) vetrata isolante (IGU);
3) vetrata (o vetrazione): termine generico per vetrate di varia natura e composizione;
4) vetro di sicurezza: in conformità all’Appendice C della UNI EN 12600.
◆ Il vetro temprato è inteso di sicurezza quando è conforme alla UNI EN 12150-1 e la sua compressione superficiale non è
inferiore a 90 Mpa.
Vetri antieffrazione e antivandalismo - UNI EN 356
CLASSIFICAZIONE DELLE VETRATE
◆ Resistenza contro l’attacco manuale - Prestazioni antivandalismo (categorie di resistenza da P1A a P5A - prova della sfera d’acciaio).
◆ Sono confermate le classificazioni già adottate nella precedente versione della norma:
Vetri antinfortunio - UNI EN 12600 - prova del pendolo
XIII
AGGIORNAMENTO E SUBITO REVISIONE
IL COMPLESSO PERCORSO DELLA UNI 7697:2014
A cura di:UNICMI e ANFIT
L
a norma UNI 7697:2014, in vigore dal 22 maggio 2014, è stata subito revisionata in data 14 luglio 2014 da parte del Gruppo
di Lavoro UNI “Vetro Piano” che la ha elaborata. La revisione ha previsto prevede l’introduzione di un periodo transitorio
di 6 mesi rispetto alla data di pubblicazione, di alcune modifiche editoriali e di una precisazione tecnica. Nei esimesi transitori,
e dunque fino allo scorso 22 novembre 2014, potevano essere immessi sul mercato prodotti conformi alla precedente edizione UNI 7697:2007 se riferiti a contratti stipulati in epoca antecedente il 22 maggio 2014. Per immissione sul mercato si
intende la consegna fisica al cliente con cui si è stipulato il contratto di fornitura.
La UNI 7697:2014 impone di utilizzare vetri temprati termicamente sottoposti a trattamento Heat Soak Test (HST), in
conformità alla UNI EN 14179, che riduce drasticamente il rischio di rotture spontanee in tutti i casi in cui la rottura del vetro
temprato possa produrre frammenti capaci di generare pericolo per la loro massa, l’altezza di caduta o l’ubicazione.
Sia la norma, sia la sua repentina revisione, hanno suscitato qualche polemica, soprattutto da parte di Anfit (Associazione
nazionale per la tutela della Finestra made in Italy), che a fine luglio affidava le proprie rimostranze ad una nota ufficiale, di cui
riportiamo un estratto.
DossIer sIcurezza
L’attacco manuale e gli atti vandalici si esprimono spesso con il lancio di oggetti scagliati in modo più o meno violento. I corpi
utilizzati e i livelli di energia d’urto associati, descritti dalla norma EN 356 (“Vetro per l’edilizia - Vetro di sicurezza - Collaudo
e classificazione della resistenza all’attacco manuale”), definiscono le prestazioni dei vetri esposti a tale rischio. I vetri stratificati
propongono diversi livelli graduati di risposta alle aggressioni.
◆ Resistenza contro l’attacco manuale - Prestazioni anti-crimine (categorie di resistenza da P6B a P8B - prova dell’ascia). Per questo campo di impiego la norma UNI EN 356 prevede test di resistenza a ripetuti colpi di ascia e di martello.
Vetri antiproiettile - UNI EN 1063
◆ Resistenza ai proiettili di pistole e fucili. La norma ha definito 7 classi per poter coprire le esigenze di protezione rispetto ai proiettili sparati da questa armi (classi da BR1 a BR7).
◆ Resistenza ai proiettili di fucili da caccia (SG). La classificazione è trattata in modo specifico nella norma che contempla due classi
di resistenza (SG1 e SG2).
Si distinguono vetri che sotto l’effetto del proiettile producono schegge (S) e quelli che non ne rilasciano (NS). I campi di
impiego fanno riferimento alle norme europee o nazionali corrispondenti quali, ad esempio:
Protezione dal rischio di ferite in caso di urti accidentali
Di norma, i vetri adatti allo scopo sono quelli la cui definizione normativa è completata dal termine “sicurezza”. Si tratta
in particolare delle vetrate di sicurezza temprate o stratificate che rispondono rispettivamente alla norma EN 12150
“Vetro per l’edilizia - Vetro di sicurezza sottoposto a tempra termica” e alla norma EN 12543-2 , Parte 2: “Vetro stratificato di sicurezza”.
Protezione dal rischio di caduta di oggetti su coperture vetrate
I vetri stratificati evitano il passaggio attraverso la parete vetrata di un oggetto in caduta accidentale e garantiscono una stabilità residua del vetro dopo l’urto per la protezione delle zone di attività e di passaggio sottoposte. Anche i vetri temprati possono rispondere alle normative nazionali in materia.
LA NOTA DELL’ANFIT
In data 14 luglio 2014, a quasi due mesi dall’introduzione della Revisione della Norma UNI 7697 sulla sicurezza vetraria, la
Commissione Vetro si è riunita nuovamente, grazie anche alle forti pressioni che la nostra associazione, coadiuvata anche da
altre, ha fatto nei confronti di UNI.
L’introduzione della Revisione Normativa ha infatti avuto un’importante ricaduta sul settore del PVC ma anche del legno,
comportando un preoccupante aumento del prezzo del prodotto finito, quantificabile con un aggravio dell’8-12% del valore
totale delle commesse.
Fra l’altro, trattandosi di una norma nazionale e non europea (la marcatura CE non ne richiede il rispetto) e mancando adeguati controlli, ci saranno moltissime aziende, soprattutto estere, che non si adegueranno affatto, e questo contribuirà ad
aumentare ulteriormente la forchetta del prezzo tra il prodotto nazionale realizzato dalle aziende rispettose della norma e
quello di importazione.
Se Anfit fosse stata presente nel corso della Revisione della Norma le cose non sarebbero andate troppo diversamente, ma
sicuramente avremmo fatto di tutto per cercare di rendere meno impattante quanto è stato approvato. Non avendo potuto
partecipare, abbiamo inviato ad UNI una lettera di richiesta di spiegazioni circa alcune parti tecniche della norma, ma soprattutto per cercare di ottenere un cuscinetto temporale per i contratti che sono stati stipulati prima del 22 maggio, perché in
caso contrario le aziende associate sarebbero rimaste esposte ad una grave situazione di impasse, sia dal punto di vista commerciale, per l’aggravio dei costi che non avrebbero potuto recuperare, sia per la loro responsabilità in caso di eventuali danni
a persone per le aziende che non l’avessero applicata.
In seguito, siamo stati invitati a partecipare alla riunione del 14 luglio della Commissione Vetro che, durante la quale sono
stati raggiunti i seguenti obbiettivi:
◆ Non esiste alcun obbligo di utilizzare lastre di sicurezza all’esterno sopra il metro nei serramenti verticali ma solo l’indicazione a verificare l’eventuale presunzione di rischio di caduta dei frammenti di vetro qualora si utilizzi un vetro temprato;
◆ Grazie al lavoro di UNICMI, coadiuvata anche dal nostro supporto, abbiamo ottenuto il risultato di eliminare l’obbligo dell’uso del vetro temprato HST in tutte le vetrazioni sopra i 4 metri dal piano campagna, che in un primo momento molti avevano interpretato come obbligo indistinto per tutte le vetrazioni, per cui anche per i serramenti. L’obbligo è rimasto solo per
le facciate continue, per le facciate strutturali ecc., dove la vetrazione non è intelaiata né parzialmente intelaiata.
Protezione dal rischio di caduta delle persone
I vetri stratificati rispondono alle esigenze anche in questo campo di impiego. Secondo le normative nazionali, potranno
essere vetri temprati, purché stratificati.
Vetri di sicurezza acustici
Vetri costituiti da due o più lastre di vetro con uno o più intercalari di PVB, di cui almeno un PVB acustico. Prestazioni acustiche di alto livello che migliorano il comfort abitativo. Prestazioni meccaniche equivalenti a quelle del PVB tradizionale (non
acustico). I vetri stratificati di sicurezza acustici possono essere inseriti in vetrata isolante/tripla vetrata arrivando ad un indice
acustico massimo di Rw = 51 dB. Variando i supporti in vetro - che compongono il vetro stratificato - è possibile ottenere funzioni supplementati (isolamento termico, controllo solare, funzioni decorative).
Vetri antiscivolo
Vetri impiegati nel settore edile. Ideali per pavimentazioni e scale sia per interni che per esterni. Uno speciale processo di
satinatura conferisce ai vetri una resistenza allo scivolamento che può essere valutata in base a:
◆ Decreto Ministeriale Lavori Pubblici del 14 Giugno 1989 che fa riferimento al Metodo BCR indicando il minimo valore
accettabile in µ > 0,40.
I valori di riferimento BCR (Rep Cec. 6/81) sono:
1) µ ≤ 0,19 scivolosità pericolosa;
2) 0,20≤µ≤0,39 scivolosità eccessiva;
3) 0,40≤µ≤0,74 attrito soddisfacente;
4) µ≥0,75 attrito eccellente.
◆ norma tedesca DIN 51130 che suddivide in classi “R” la resistenza allo scivolamento.
XIV
DossIer sIcurezza
Vetri con i LED
Vetri stratificati con Light Emitting Diodes (sorgente luminosa a basso consumo e ad alto rendimento) monocromatici o
RGB (Red-Green-Blue) incorporati, che combinati generano qualsiasi colore. I LED vengono alimentati attraverso un rivestimento invisibile ad elevata conducibilità elettrica, le cui piste vengono tracciate con il laser.
I vetri con i LED possono essere gestiti con programmi automatizzati (DALI - DMX).
Vetrate triple
Costituite da tre lastre di vetro che possono essere monolitiche, stratificate di sicurezza o stratificate di sicurezza acustiche
e da due intercapedini. Per ottenere le migliori prestazioni termiche si utilizzano due lastre con coating magnetronico bassoemissivo - solitamente in pos. 2 e in pos. 5 - e si riempiono le due intercapedini con gas Argon o Krypton al 90%. È possibile raggiungere valori di isolamento termico molto ridotti. Non porta invece alcun contributo l’aggiunta di un terzo coating bassoemissivo in faccia 3 o 4 (lastra intermedia).
SOMMARI O
pag.
Vetri extrachiari
Sono vetri float la cui composizione si distingue per il basso contenuto di ossidi di ferro. Vetri dall’impareggiabile trasmissione
luminosa (>91% nello spessore 4 mm). L’eccellente indice di resa colore garantisce un eccezionale aspetto estetico. In qualunque spessore questo tipo di vetro rimane perfettamente neutro a conferma della sua assoluta purezza.
Vetro per applicazioni solari
La gamma di prodotti solari comprende tre applicazioni principali: i pannelli fotovoltaici (generazione di energia elettrica), i
pannelli solari termici (produzione di acqua calda) e l’energia Solare a Concentrazione (generazione di energia elettrica per il
settore industriale).
Aggiornamento e subito revisione. Il complesso percorso della UNI 7697:2014
(UNICMI e ANFIT) .........................................................................................................................................................
IV
Norma UNI 7697:2014 e criteri di sicurezza. Le linea guida per l’applicazione
(ASSOVETRO) ................................................................................................................................................................
V
La sicurezza dei prodotti vetrari in edilizia. Le indicazioni per la progettazione
(ASSOVETRO E ANCITEL) ..........................................................................................................................................
VIII
Appendice: tecniche e norme sulla sicurezza dei vetri in condominio
(ASSOVETRO ) ...............................................................................................................................................................
XII
Pannelli solari cristallini
Si tratta sicuramente della tecnologia fotovoltaica più conosciuta, una gamma di celle solari stratificate fra una lastra di vetro
frontale e una lastra di polimeri sul retro. Per la parte frontale viene utilizzato un vetro temprato extra chiaro (solitamente
stampato). La composizione e la superficie di questi tipi di vetro sono specificamente progettati per ottimizzare la trasmissione
di energia e garantire una laminazione ottimale. Questi tipi di vetro possono inoltre essere forniti con un rivestimento antiriflesso, che consente quindi di aumentare notevolmente la trasmissione di energia e pertanto la produzione energetica del pannello fotovoltaico.
Pannelli fotovoltaici con film sottile
In questo caso la cella solare è costituita da uno strato sottile depositato direttamente sul vetro coperto con un rivestimento conduttore che funge da elettrodo anteriore (film sottile di silicio e film sottile CdTe) o da elettrodo posteriore (film sottile
CIGS). Poichè è fondamentale avere una planarità del vetro per garantire prestazioni ottimali dal processo di deposito della
cella, questi requisiti possono essere soddifatti unicamente con il vetro piano (chiaro ed extra chiaro).
Nel film di silicio (amorfo e micromorfo), viene solitamente depositato uno strato sottile di assorbitore sul vetro con un
ossido trasparente conduttore (Transparent Conductive Oxide - TCO) che funge da elettrodo anteriore.
Nel film CIGS (Copper Indium Gallium Selenium - rame, indio, gallio, selenio), viene depositato uno strato sottile di assorbitore sul vetro (o altri materiali) rivestito con uno strato consuttore (molibdeno) avente la funzione di elettrodo posteriore.
Nell’energia solare a concentrazione (CSP) gli specchi catturano e concentrano i raggi solari su un ricevitore centrale che
trasforma il calore in energia elettrica su larga scala nelle zone isolate. L’obiettivo principale è quello di aumentare il potere di
riflessione degli specchi e garantire la durata a lungo termine in ambienti talora molto ostili.
I collettori termici vengono utilizzati per produrre acqua calda per applicazioni domestiche ed industriali. L’energia proveniente dal sole viene utilizzata per riscaldare l’acqua che scorre attraverso le tubature utilizzate per lo scambio del calore. Nei
collettori piani vengono utilizzati vetri chiari ed extra chiari (piani o stampati, con o senza rivestimento antiriflesso) per sigillare
ermeticamente l’impianto ed ottimizzare nel contempo l’energia in entrata.
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Stampa: I.T.S. - Cavaglià (BI)
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1a febbraio 2015 - Condominio Italia