“ Dimensionamento di Elementi in Vetro
per Applicazioni Strutturali
ai sensi delle più Recenti Norme Tecniche”
“Introduzione sui principi generali
della nuova UNI 7697:2015
Principi generali e conseguenze
sulla progettazione”
Ing. Michel Palumbo
Iscr.Ord.Ing.BS: 2989
www.glassafetyservice.it
1
NTC 2008
CPR 305/11
UNI 7697:2015 – CNR DT 210/2013
UNI EN 12150
UNI EN
12517
CE
UNI EN
14449
UNI EN
1279
UNI 7697:2015 – CNR DT 210/2013
UNI 7697:2015 – CNR DT 210/2013
“Quadro:
tela
+
cornice”
UNI 7697:2015 – CNR DT 210/2013
[email protected]
2
I prodotti da costruzione immessi sul mercato per
applicazioni strutturali devono essere sicuri* ovvero
devono garantire almeno i due requisiti essenziali**:
ER1: Resistenza meccanica e stabilità
strutturale
ER4: Sicurezza e accessibilità nell’uso
“Sicurezza
e
stabilità
strutturale”
* un prodotto si dice sicuro non solo quando garantisce la
statica secondo normativa, ma quando assolve
correttamente alle funzioni d’uso per cui e’ stato concepito
**secondo l’All. A del Regolamento Europeo CPR 305/11
[email protected]
3
Per il calcolo del vetro, dopo 40 anni di inerzia,
si passa dalla UNI 7143:1972 obsoleta e inefficiente, oramai
ritirata,
• ai dettami delle NTC 2008,
• alle regole di calcolo del CNR DT 210/2013 e
a quelle del D.T. UNI/TR 11463:2012 (solo tamponamenti)
• alle prescrizioni della UNI7697:2015
“Il mercato
cresce
se
riconosce il
valore della
sicurezza”
• e alle prossime prEN 16612 e prEN 16613
[email protected]
4
“ER1 ed ER4”
ER1: requisito essenziale n°1 “Resistenza meccanica e stabilità”
Progettazione e verifica
Statica
NTC 2008
CNR DT 210:2013
Dinamica
Sismica + impatto
“Requisiti
per il
sicuro”
ER4: requisito essenziale n°4 “Sicurezza e accessibilità nell'uso”
Sicurezza
UNI 7697:2015
UNI EN 12600:2004
UNI EN 13049 (w) / UNI EN 14019 (f)
UNI TR 11463 (CC0 solo per tamponamenti)
UNI EN 12150-2 / UNI EN 1863-2 / UNI EN 14179
UNI EN 1279-5/6 / UNI EN 14449
…
Accessibilità in sicurezza
DM 236 14/06/1989 (B.C.R.A.) Rep. CEC. 6/81
[email protected]
5
UNI 7697 ?
[email protected]
6
UNI 7697?
[email protected]
7
UNI 7697 ?
Secondo la cronaca de La Tribuna di Treviso a causare l’incidente sarebbe stato
un gioco tra bambini. Durante l’intervallo un alunno di quarta elementare avrebbe
lanciato una scarpa contro la porta a vetri mandando il vetro in minuti frammenti,
ovvero come li definisce il giornale in”coriandoli”. Una scheggia avrebbe quindi
ferito alla mano la piccola.
[7/2/2013]
[email protected]
8
Inoltre (…), a integrazione delle presenti norme (NTC2008
ndr) e per quanto con esse non in contrasto, possono essere
utilizzati i documenti di seguito indicati che costituiscono
riferimenti di comprovata validità:
(…)
- Istruzioni e documenti tecnici del Consiglio
Nazionale delle Ricerche (C.N.R.).
“CNR
DT210:
il calcolo”
Possono essere utilizzati anche altri codici internazionali,
purché sia dimostrato che garantiscano livelli di sicurezza non
inferiori a quelli delle presenti Norme tecniche.
[email protected]
9
UNI 7697:2015
La norma fornisce i criteri di scelta dei
vetri da impiegare per fornire i requisiti
minimi di sicurezza degli utilizzatori.
Si applica anche ai vetri curvi (per la tipologia,
non necessariamente per la classificazione
prestazionale), in edilizia e non solo.
“ UNI
7697:2015
le novità”
E’ prescrittiva
(soprattutto con riferimento ai prospetti 1 e 2)
[email protected]
10
UNI 7697:2015
1)I vetri armati NON sono più vetri di sicurezza,
ma …
2)Il Prospetto 1 ed il Prospetto 2 sono vincolanti
nella scelta del vetro
3)Vetrate inclinate oltre i 4m dal piano di calpestio
devono avere la lastra inferiore realizzata con
uno stratificato di sicurezza
4)I vetri temprati che possono generare
frammenti tali da creare pericolo in caso di rottura
e comunque quando posti a più di 4m devono
subire il trattamento HST (eccetto intelaiati su 4L)
5)I vetri soggetti a fissaggio puntuale devono
subire il trattamento HST
[email protected]
“ UNI
7697:2015
le novità
1/5”
11
UNI 7697:2015
6)E’ presente un Prospetto 3, non vincolante, ma
significativo: i vetri anti effrazione P2A e P3A e
quelli antiproiettile “BR1, BR2 e BR3” sono
“snobbati”: più sicurezza più mercato
7)I vetri 1B1 devono prevedere un intercalare
polimerico di almeno 0,76mm.
8)Nella definizione delle composizioni delle
vetrate isolanti, in fase di progetto, anche se è
richiesto un solo vetro di sicurezza … devono
essere valutate le conseguenze della rottura di
entrambi i lati
[email protected]
“ UNI
7697:2015
le novità
2/5”
12
UNI 7697:2015
9)Esistono specifiche applicazioni per le quali è
richiesto garantire un comportamento PR:
ovvero: “…è necessario limitare il rischio di
collasso immediato post rottura. …”
Come?
Opportuna
scelta
delle
combinazioni vetro/vetro e vetro/plastico di
stratifica, coerentemente ai sistemi di vincolo
adottati. Attenzione: non esistono scorciatoie …
“ UNI
7697:2015
le novità
3/5”
10)Quando è necessario garantire la caratteristica
antisdrucciolo di uno stratificato, il testo che fa
riferimento è esclusivamente il DM236/89
(prescrittivo) e non altre normative.
[email protected]
13
UNI 7697:2015
11)Tutti gli ambiti in cui il vetro è normato da altre
norme (per quanto concerne la sicurezza) ne è
riportato il riferimento pertinente;
12)In ambienti suscettibili di affollamento quali
ospedali, supermercati, ambienti residenziali
comuni, scuole, etc. … per la realizzazione di
serramenti (interni o esterni) o pareti divisorie
NON è consentito l’utilizzo di vetro temprato di
sicurezza monolitico né in lastra né in vetrate
isolanti (lastre interne). In lastra esterna è
ammesso solo in serramenti esterni eccezion fatta
per scuole asili e luoghi in cui è richiesta una
prestazione anti effrazione o anti proiettile.
[email protected]
“ UNI
7697:2015
le novità
4/5”
14
UNI 7697:2015 - cap. IX
“ UNI
13)Per la progettazione devono essere noti:
-) luogo e posizione della posa;
-) le destinazioni d’uso;
-) le dimensioni delle vetrate ed il tipo di montaggio;
-) le sollecitazioni che si prevede agiranno sulle vetrate.
7697:2015
14)Nel calcolo e nella scelta della composizione le novità
delle lastre da impiegare si devono considerare:
-) dimensioni;
-) metodo di ancoraggio e di vincolo;
-) resistenza residua (Post Rottura);
-) deformazioni indotte dalle azioni esterne (compatibilità con i
5/5”
vincoli).
[email protected]
15
4 VETRATE
4.1 Secondo le applicazioni, le vetrate possono essere distinte in:
a) esterne, quando sono posizionate all’esterno o quando separano un ambiente
esterno da un ambiente interno;
b) interne, quando sono posizionate all’interno o quando separano due ambienti
interni.
4.2 Secondo il montaggio, le vetrate possono essere distinte in:
a) verticali, se l'angolo di montaggio rispetto alla verticale dell’edificio è minore o
uguale a ±15°;
b) inclinate, se l'angolo di montaggio rispetto alla verticale dell’edificio è maggiore
di ±15° e minore o uguale a ±30°;
c) orizzontali, se l'angolo di montaggio rispetto alla verticale dell’edificio è maggiore
di ±30°.
4.3 Le vetrate possono inoltre essere:
a) accessibili, quando le persone possono venirne a contatto nelle condizioni di
impiego previsto;
b) non accessibili, quando le persone non possono venirne a contatto nelle
condizioni di impiego previsto;
c) protette, quando si sono adottati accorgimenti che eliminano in modo certo il
rischio connesso alla eventuale rottura delle lastre;
d) non protette, quando non si sono adottati gli accorgimenti di cui sopra.
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6 AZIONI E SOLLECITAZIONI
Ai fini della presente norma devono essere considerate le azioni/sollecitazioni
seguenti:
6.1 Carichi dinamici: climatici (interni ed esterni), da vento, folla, traffico
pedonale, onde di pressione e depressione, ecc.
6.2 Carichi statici: peso proprio, carichi imposti, neve, pressione idrostatica in
acquari e piscine, ecc.
6.3 Urti dovuti a fenomeni atmosferici, quali, per esempio, grandine.
6.4 Vibrazioni.
6.5 Carichi ed urti accidentali non diversamente contemplati.
6.6 Esplosioni (vedere UNI EN 13541).
6.7 Urti dovuti all'impatto di una persona (secondo UNI EN 12600).
6.8 Urti di corpi rigidi (biglia), colpi di mazza e/o d’ascia, dovuti ad atti vandalici o
tentativi di effrazione (vedere UNI EN 356).
6.9 Urti di proiettile (vedere UNI EN 1063).
6.10 Incendi (vedere UNI EN 357).
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7 DANNI O RISCHI CONSEGUENTI ALLA ROTTURA DELLE VETRATE
Ai fini della sicurezza, devono essere considerati i rischi seguenti:
7.1 Danni, quando a causa della rottura, anche in conseguenza della caduta di
frammenti, il vetro possa causare ferite a persone, animali o danni a cose.
7.2 Caduta nel vuoto, quando, in conseguenza della rottura della vetrata, si
possa cadere nel vuoto da un’altezza maggiore o uguale a 1 m.
7.3 Danni sociali, quando la rottura della vetrata possa causare danni alla
collettività, come: danni ad opere d'arte, accesso ad esplosivi od oggetti
pericolosi, evasione da carceri, ecc.
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UNI 7697:2015 e UNI EN 12600:2004
La prova consiste nel colpire 4 provini, le cui dimensioni sono indicate nella norma,
intelaiati sui quattro lati, a partire dall’altezza minima di caduta determinata in
funzione della classe a cui è destinato il materiale.
Livello
3
2
1
Altezza di caduta
190 mm
450 mm
1.200 mm
A fronte di una determinata tipologia
di vetro (β) su cui è eseguito il test:
-) il primo numero (α) individua la
classe nella quale il campione può
ritenersi sicuro anche in caso di
rottura, vale a dire non pericoloso;
-) il secondo numero (γ) individua la
classe nella quale il campione, oltre
a non essere pericoloso, garantisce
anche una capacità di contenimento
eliminando di fatto il rischio di
caduta nel vuoto dell’utente.
Classificazione 2 (B) 2 – Caso vetro stratificato
a 190 mm 3 provini non si sono rotti e 1 provino si è rotto in modo conforme a quanto indicato nella terza colonna della tabella precedente;
a 450 mm tutti i 4 provini si sono rotti in modo conforme a quanto indicato nella terza colonna della tabella precedente ;
a 1200 mm tutti i 4 provini si sono rotti in modo non conforme a quanto indicato nella terza colonna della tabella precedente.
Classificazione 1 (C) 3 – Caso vetro temprato
a 190 mm tutti i 4 provini non si sono rotti;
a 450 mm tutti i 4 provini si sono rotti in modo conforme a quanto indicato nella prima colonna della tabella 1;
a 1200 mm: tutti i 4 provini si sono rotti in modo conforme a quanto indicato nella prima colonna della tabella precedente.
[email protected]
19
“
mgh
=
1/2mv2
”
Se non c’è un percorso libero da ostacoli la velocità di un individuo può
stimarsi in: 2,5 - 3 m/s; altrimenti può arrivare fino a 5 m/s.
[email protected]
20
UNI 7697:2015
PR?
“ La sicurezza oltre la rottura ”
[email protected]
21
UNI 7697:2015
PR?
[email protected]
22
UNI 7697:2015
PR?
“ e la 7697? … ”
[email protected]
23
UNI 7697:2015
HST?
“ le leggi della
fisica non sono
negoziabili ”
[email protected]
24
DM 236/’89
Art. 4. (Criteri di progettazione per l'accessibilità)
4.1. Unità ambientali e loro componenti.
4.1.2. Pavimenti.
(…) I pavimenti devono essere di norma orizzontali e complanari tra loro
e, nelle parti comuni e di uso pubblico, non sdrucciolevoli. (v. Par. 8.2.2)
4.1.10. Scale.
(…) I gradini delle scale devono avere una pedata antisdrucciolevole (v.
Par. 8.2.2) a pianta preferibilmente rettangolare e con un profilo
preferibilmente continuo a spigoli arrotondati. (…)
4.2. Spazi esterni.
4.2.2. Pavimentazione.
(…) La pavimentazione del percorso pedonale deve essere
antisdrucciolevole. (…)
Art. 5(Criteri di progettazione per la visitabilità)
(…) Per consentire la visitabilità nelle sale e nei luoghi per riunioni,
spettacoli e ristorazione, si devono rispettare quelle prescrizioni di cui ai
punti 4.1, 4.2 e 4.3, che sono atte a garantire il soddisfacimento dei
suddetti
requisiti specifici.
[email protected]
( ... )
G) Per accessibilità si intende la
possibilità, anche per persone con
ridotta o impedita capacità motoria
o sensoriale, di raggiungere
l'edificio e le sue singole unità
immobiliari e ambientali, di entrarvi
agevolmente e di fruirne spazi e
attrezzature in condizioni di
adeguata sicurezza e autonomia.
H) Per visitabilità si intende la
possibilità, anche da parte di
persone con ridotta o impedita
capacità motoria o sensoriale, di
accedere agli spazi di relazione e
ad almeno un servizio igienico di
ogni unità immobiliare.
Sono spazi di relazione gli spazi di
soggiorno o pranzo dell'alloggio e
quelli dei luoghi di lavoro, servizio
ed incontro, nei quali il cittadino
entra in rapporto con la funzione ivi
svolta.
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Non sempre dire DIN vuol dire in regola
Le norme DIN 51130 - DIN 510097
sono norme tedesche per la
misurazione in laboratorio del potere
antisdrucciolo delle superfici.
Sono norme di buona costruzione utilizzate dai produttori di materiali per pavimentazioni, ma non sono
rispondenti a quanto previsto dal DM 236/89 che prescrive un valore minimo del coefficiente di attrito
secondo il (B.C.R.A.) Rep. CEC. 6/81 effettuando misurazioni nelle reali condizioni d'uso delle
pavimentazioni.
- 0.40 per elemento scivolante cuoio su pavimentazione asciutta;
- 0.40 per elemento scivolante gomma dura standard su pavimentazione bagnata.
[email protected]
26
UNI 7697:2015 on demand
[email protected]
27
UNI 7697:2015 on demand
[email protected]
28
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UNI 7697:2015