DA QUALI FATTORI DIPENDE LA TENSIONE
SVILUPPATA DAL MUSCOLO?
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Contrazione isometrica (a lunghezza costante)
Contrazione isotonica (a carico costante)
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Relazione lunghezza-tensione
Durante una contrazione isometrica, la tensione sviluppata dal
muscolo dipende dalla lunghezza iniziale del muscolo prima
della contrazione
- per diversi gradi di allungamento del muscolo varia la tensione sviluppata
- alla lunghezza ottimale, C-B, il muscolo sviluppa la massima tensione
- per valori minori o maggiori di C-B, la tensione è minore
- la relazione lunghezza-tensione è una prova sperimentale della teoria del
dello scorrimento dei filamenti durante la contrazione
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Relazione carico velocità
La tensione e la velocità di contrazione del
muscolo dipendono dal carico applicato
 La velocità di accorciamento di un muscolo dipende dal carico
applicato
 E’ massima quando il carico è nullo; è nulla quando il carico è
uguale o maggiore della tensione massima esercitata dal muscolo
 La velocità di accorciamento di un muscolo dipende anche dalla
velocità dei cicli dei ponti trasversali e dell’attività ATP-asica della
miosina
 Esistono diversi tipi di miosina con diversa velocità di idrolisi
dell’ATP: miosina lenta, veloce o rapida
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Scossa muscolare semplice
 La risposta meccanica di una fibra muscolare ad un singolo potenziale
d’azione è denominata scossa muscolare
 Insorge con un ritardo di alcuni ms (periodo di latenza). e si protrae
nel tempo per 100 ms
 Si ripete con regolarità se l’intervallo delle stimolazioni è
sufficientemente lungo tra uno stimolo e l’altro
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Sommazione delle scosse
 Poiché la latenza tra l’arrivo del potenziale d’azione e l’inizio della scossa è
di alcuni ms, e la scossa dura 100 ms: cosa succede quando un secondo
potenziale d’azione viene generato prima che la scossa sia terminata?
La tensione sviluppata dipende dalla frequenza di stimolazione,
ovvero da quanto Ca2+ permane nel sarcoplasma durante la contrazione
 La fibra risponde generando una seconda scossa che si sovrappone
parzialmente alla prima dando origine a una tensione maggiore
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 Si ha sommazione temporale di scosse che danno origine a forme
diverse all’aumentare della frequenza di stimolazione
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Tetano muscolare
 Uno stato di contrazione prolungata, causato da ripetute stimolazioni
ravvicinate nel tempo è detto contrazione tetanica, o tetano
 Se la frequenza di stimolazione non è eccessiva, la tensione può
oscillare e la fibra muscolare rilassarsi parzialmente tra 2 stimoli,
causando un tetano incompleto
 Nel tetano completo, prodotto da stimolazioni a frequenza massimale,
la fibra non si rilassa tra stimoli successivi (il Ca2+ intracellulare rimane
costantemente elevato e permette una contrazione sostenuta della fibra)
 La massima tensione tetanica è pari a 3-5 volte quella sviluppata dalla
scossa singola
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METABOLISMO ENERGETICO
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Produzione e consumo di ATP
Creatina chinasi
1.
Creatinfosfato + ADP
Creatina + ATP
2.
Glicolisi (glucosio, citoplasma)
3.
Fosforilazione ossidativa (glucosio, amino acidi, grassi,
O2 e mitocondri)
 La 1 è una reazione rapida, limitata dalla concentrazione di creatinfosfato
iniziale, fornisce energia negli istanti iniziali della contrazione.
Riserva di ATP di pochi secondi
 Per attività muscolare moderata, l’ ATP si forma dalla fosforilazione
ossidativa; è condizionata dalla presenza di O2 (36 moli di ATP; lenta).
Riserva di ATP di ore .
 Per richieste energetiche ancora maggiori, l’ATP viene prodotto con la
glicolisi (in assenza di O2). Le scorte di glucosio derivano dal sangue o
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dal glicogeno prodotto nel muscolo
(2 moli di ATP; veloce).
Riserva di ATP di minuti.
Fatica muscolare
 La fatica muscolare
sopraggiunge durante una
stimolazione tetanica
prolungata e si manifesta con
un declino della massima
tensione sviluppata.
 La rapidità con cui insorge la
fatica dipende dal tipo di fibra
muscolare. Una fibra recupera
dalla fatica dopo un sufficiente
periodo di riposo variabile a
seconda della lunghezza ed
entità della stimolazione
precedente e del tipo di fibra.
La fatica è associata a:
 diminuzione di ATP che causa
un più lento rilasciamento dei
ponti trasversali. Anticipa il rigor
mortis (esaurimento di ATP)
 produzione di acido lattico,
deplezione di glicogeno muscolare
 In un m. affaticato la scossa
semplice insorge più lentamente,
sviluppa minor tensione e si
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rilascia più lentamente
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Tipi di fibre muscolari scheletriche
La tensione sviluppata dal muscolo dipende dal
tipo di fibre reclutate durante la contrazione
Fotografia di una sezione
trasversale di muscolo:
 Attraverso la colorazione
dei mitocondri si possono
evidenziare le piccole fibre
ossidative (scure) che
contengono tanti mitocondri
 Le fibre glicolitiche
appaiono grandi e chiare
I vari tipi di fibre scheletriche si distinguono secondo caratteristiche
metaboliche e meccaniche:
- produzione di ATP (fibre ossidative, glicolitiche)
- velocità di accorciamento (fibre lente, veloci, rapide)
Lente ossidative: piccole, molti capillari, tanta mioglobina,
rosse, ricche di mitocondri, specializzate nella fosforilazione
ossidativa, affaticamento lento, sviluppano meno forza.
Ne esistono due tipi: a contrazione lenta e veloce
Veloci glicolitiche: grandi, pochi capillari, alta capacità
glicolitica, bianche, scorta di glicogeno, poca mioglobina,
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affaticamento rapido, sviluppano
forza maggiore.
Esiste un tipo solo: a contrazione rapida
Affaticamento delle diverse fibre
Fibre glicolitiche rapide
Si affaticano
velocemente
Fibre ossidative veloci
Si affaticano
meno
velocemente
Fibre ossidative lente
Si affaticano
molto
lentamente
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L’unità motrice
 L’unità motrice è formata dal motoneurone e da tutte le
cellule muscolari che esso innerva. Le f. muscolari di una
unità motoria sono relativamente omogenee. Il motoneurone
innerva una sola volta le fibre muscolari
 Un fascio muscolare è formato da centinaia di unità motrici
le quali controllano a loro volta decine-centinaia di
fibrocellule.
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Reclutamento delle unità motrici
La tensione sviluppata dal muscolo dipende dal numero di fibre in
contrazione, quindi dal tipo e dal numero di unità motrici attivate
Ossidative lente:
unità formate da poche fibre
piccole a lenta contrazione
Ossidative veloci:
unità formate da parecchie
fibre di medie dimensioni a
veloce contrazione
Glicolitiche rapide:
unità formate da tante fibre
di grosse dimensioni a
rapida contrazione
 Il reclutamento delle fibre segue il principio della dimensione
 Prima vengono reclutate le fibre ossidative lente, poi le ossidative
veloci e infine le glicolitiche
 Aumentando la frequenza di stimolazione, il numero e il tipo di
unità motrici in attività si possono
ottenere variazioni considerevoli
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di forza e di velocità di contrazione che caratterizzano le funzioni del
m. scheletrico
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IIIa lezione