AREA DIRIGENZIALE EDILIZIA INFRASTRUTTURE
PARCO AREA DELLE SCIENZE 31/A – 43124 Parma – Italia
MASTERCAMPUS SCIENZE E TECNOLOGIE: LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE
ILLUMINAZIONE URBANA NELL’AMBITO DEL PROGETTO C.A.M.P.U.S.E
CIG : 65210669E4
CUP: D94H14001050005
RELAZIONE TECNICA
CUP: D91E13000290005
Il Responsabile Unico del Procedimento
Ing. Livio Mingardi
Tel. 0521.905968
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CIG: 65210669E4
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INDICE GENERALE
1
PREMESSA .................................................................................................................... 2
2
DESCRIZIONE DELLE OPERE DA REALIZZARE ........................................................ 2
3
DESCRIZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO DEI SINGOLI PUNTI LUCE .............. 3
GENERALITA’ ............................................................................................................................ 3
MONITORAGGI E COMANDI UTILIZZABILI NEL SISTEMA ...................................................... 4
FUNZIONI E PECULIARITA’ DEL SISTEMA .............................................................................. 7
4
RIFERIMENTI NORMATIVI E LEGISLATIVI ................................................................ 16
5
ALLEGATO 1 – SCHEDE TECNICHE APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE E REPORT DEI
CALCOLI ILLUMINOTECNICI ...................................................................................... 18
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PREMESSA
La presente relazione tecnica è relativa all’adeguamento dell’illuminazione esterna, nelle zone
di circolazione automezzi e di alcune zone pedonali, nell’area “CAMPUS UNIVERSITARIO” in
Parma.
Tipo di impianto:
Destinazione d’uso:
Tipo d’intervento:
2
Elettrico
illuminazione pubblica stradale
ADEGUAMENTO PER RISPARMIO ENERGETICO
DESCRIZIONE DELLE OPERE DA REALIZZARE
In riferimento alle richieste, l’impianto di illuminazione esterna in oggetto, riguarda la viabilità
interna veicolare e pedonale, complessiva per quanto riguarda le strade di circolazione principali
e parziale per le secondarie, per i parcheggi e per la viabilità pedonale.
Le planimetrie di zona hanno lo scopo di indicare lo stato di fatto, mentre la planimetria generale
indica lo stato di progetto.
Ai fini della determinazione dei calcoli illuminotecnici, le strade sono state classificate secondo le
seguenti Norme e considerazioni:
- UNI EN 13201
- UNI EN 11248
- UNI EN12464-2
- UNI 10819
- CEI 64-8 Sez 714
Le strade e i percorsi sono poi classificati secondo le seguenti considerazioni:
- urbane interne circonvallazione, velocità autoveicoli limitata a 50 km/h: ME4b
- urbane interne, velocità autoveicoli limitata a 30 km/h:ME4b
- percorsi pedonali: CE2
- parcheggi: CE2
I calcoli illuminotecnici effettuati sono rispondenti alle classificazioni sopra indicate, e le
condizioni soddisfano le luminanze o il livello d’illuminamento secondo le indicazioni della
classificazione.
La tipologia di apparecchi utilizzata è in ogni caso con sistema a led, molto performanti dal punto
di vista risparmio energetico.
L’obiettivo principale è quello di sostituire gli apparecchi illuminanti e i relativi sostegni utilizzando
le stesse linee di alimentazione tutt’ora esistenti e in funzione.
La potenza finale risultante sarà notevolmente inferiore a quella attuale. Infatti in linea di
massima la nuova conformazione delle caratteristiche dei nuovi apparecchi illuminanti sarà la
seguente:
- alle lampade J.M. esistenti da 250W (armature stradali) verranno sostituite lampade con
sorgente led con assorbimento reale 74-82,5W.
- alle lampade da 150W J.M. o 125 W Hg (paline h=4÷5m f.t.) verranno sostituite lampade con
sorgente led assorbimento reale 29,7-54,6W.
- molti proiettori radenti verranno smantellati e nemmeno più rimpiazzati.
Gli apparecchi illuminanti esistenti verranno smantellati e portati a magazzino. Non saranno più
utilizzati se non come pezzi di ricambio per gli apparecchi che per il momento verranno lasciati in
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essere.
I nuovi apparecchi saranno conformi alla Legge regionale contro l’inquinamento luminoso, (legge
Regionale Emilia Romagna n°19 del 2003).
Alcune zone perimetrali ai fabbricati verranno realizzate ex novo con l’installazione di nuovi
apparecchi, anch’essi con sistema led, su palo.
Le tipologie dei punti luce sono desumibile dalla planimetria generale di progetto.
Il posizionamento e il tracciamento degli scavi e polifora per i tratti di nuova realizzazione, pur
essendo indicati sulla tavola di progetto, dovranno essere definiti in fase esecutiva.
Nei calcoli illuminotecnici sono indicate le curve isolux e il grado di illuminamento o di luminanza
sui percorsi da illuminare.
Il fattore di potenza dei singoli apparecchi nuovi che sono dotati di alimentatore elettronico è
corrispondente a 1.
Dal punto di vista impiantistico si prevede lo sfilaggio delle linee esistenti e l’infilaggio di nuove
linee in cavo per derivare tutti i punti luce di nuova installazione. Le derivazioni dalle linee
principali verranno eseguite con tubazione in pvc a doppia camera installate in scavo predisposto
e riempito con sabbia e ghiaia.
Le linee montanti in partenza dal quadro generale illuminazione esterna esistente in cabina mt/bt,
saranno realizzate in cavo FG7(O)R 3x50+1x25 mm² fino ai sottoquadri di zona.
In partenza dai sottoquadri di zona, i cavi utilizzati dovranno essere del tipo FG7R , sezione
minima 4-1x6mm² fino a 4-1x16mm², al fine di garantire il contenimento della caduta di tensione
totale (minore del 4%). Le derivazione dalle linee dorsali alle morsettiere dei pali verranno
eseguite con cavo FG7R 2-1x4mm², mentre le derivazione dalle morsettiere dei pali ai singoli
corpi illuminanti verranno eseguite con cavo FG7OR 3G1,5mm².
L’intero impianto di illuminazione in oggetto dovrà essere in Classe II.
Per il calcolo illuminotecnico è stato utilizzato il software Dialux con il metodo punto per punto
secondo le disposizioni delle norme sopra citate.
3
DESCRIZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO DEI SINGOLI PUNTI
LUCE
GENERALITA’
Il sistema “punto-punto” previsto è un insieme di apparecchiature elettroniche, installate
nell’impianto telecontrollato, per il monitoraggio, la programmazione ed il comando delle singole
lampade.
Il sistema si basa sulla tecnologia ad onde convogliate, che permette la comunicazione
bidirezionale di informazioni digitali tra il modulo installato in prossimità del punto luce ed il
modulo di gestione, ubicato all’interno del quadro di comando o del regolatore. I dati digitali sono
modulati sulla tensione di rete e quindi non sono necessari bus o conduttori aggiuntivi
nell’impianto.
Con il sistema punto-punto, pertanto, le operazioni attuabili normalmente a livello di quadro
vengono estese anche a livello di lampada. E’ possibile, ad esempio, monitorare e registrare i
parametri elettrici della lampada ed in base a questi generare eventuali anomalie ed allarmi,
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spegnere, accendere o regolare l’intensità luminosa della lampada, tramite comandi manuali o
pianificati affidati alle apparecchiature in campo (cicli e scenografie).
I vantaggi del sistema punto-punto sono valorizzati al massimo quando applicati alla tecnologia a
LED: solitamente non controllabili da regolatore di flusso centralizzato, le armature a LED sono
così singolarmente monitorate nella loro funzionalità e ottimamente pilotate in termini di flusso
luminoso e di potenza assorbita.
I dispositivi del sistema punto-punto vengono solitamente installati in aggiunta a quelli per la
telegestione del quadro o regolatore.
Di seguito si descrivono, in linea di massima, le metodologie utilizzate per la comunicazione con
il sistema punto-punto, nonché il flusso delle informazioni che viene scambiato tra PC ed LPM e
tra LPM e moduli punto-punto.
La comunicazione tra centro di controllo (PC) e sistema punto-punto avviene sempre tramite il
quadro, con i canali di comunicazione classici; questo significa che i comandi rivolti direttamente
alle lampade, in realtà vengono rivolti dapprima al modulo di gestione all’interno del quadro
(LPM) che li smista verso i moduli punto-punto relativi tramite le onde convogliate; così pure le
risposte da parte dei moduli, che vengono tradotte ed inoltrate al PC del centro di controllo.
Inoltre, come illustrato più oltre, per alcuni comandi diretti in tempo reale, rivolti direttamente alle
lampade, è necessario che l’impianto sia acceso: la comunicazione ad onde convogliate, infatti,
non può avvenire in assenza di tensione di rete. Nel sistema che viene illustrato, comunque,
sono disponibili metodi efficaci che consentono la programmazione ed il monitoraggio dei moduli
punto-punto anche in assenza di tensione di rete.
La comunicazione tra il centro di controllo ed il campo avviene sempre tramite il Maestro e il
modulo gestore LPM. Anche i messaggi rivolti ai moduli punto-punto passano sempre attraverso
il modulo LPM, che gestisce la comunicazione ad onde convogliate.
In questo caso, ovvero quando i comandi da parte del Maestro sono rivolti direttamente ai moduli
punto-punto (che devono necessariamente essere alimentati ed accesi), se i comandi inviati sono
di programmazione (ad esempio: modifica parametri) la procedura è doppia: dapprima il Maestro
si rivolge al modulo punto-punto dopodichè, se il comando è andato a buon fine, deve scrivere gli
stessi parametri anche nel modulo LPM di pertinenza, al fine di garantire l’allineamento dei dati.
Il modulo gestore LPM viene indirizzato sempre tramite CODICE UTENTE e CODICE
IMPIANTO, allo stesso modo dei moduli di gestione quadro (LIT, DAC, DPS, ecc.). Il numero di
telefono da chiamare, o comunque in generale gli estremi per la connessione, sono quelli del
modulo MASTER, indicati nella scheda anagrafica del quadro di appartenenza.
La comunicazione verso il singolo modulo punto-punto avviene tramite il suo codice: il messaggio
viene indirizzato al codice (o “indirizzo”) dell’LPM di appartenenza (prime quattro cifre del codice
del modulo punto-punto), specificando poi il numero del modulo punto-punto o del gruppo di
moduli.
Il modulo gestore LPM, in quanto modulo slave, può generare allarmi in modo autonomo; il
modulo master esegue continuamente polling di verifica della presenza di allarmi nei moduli
slave: quando presente, è il modulo master a comunicare al PC del centro di controllo i dati
dell’allarme. Non è, pertanto, necessario impostare il numero di telefono o i parametri dell’host da
chiamare anche sui moduli slave (in questo caso, gli LPM).
MONITORAGGI E COMANDI UTILIZZABILI NEL SISTEMA
Per meglio comprendere le potenzialità del sistema, di seguito sono descritti i tipi di
monitoraggio e di comando fruibili nel sistema punto-punto, con i vantaggi che offrono ed i
relativi costi, in termini di risorse impegnate; le funzioni sono utilizzabili anche in combinazione tra
loro, a seconda delle necessità dell’utente.
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Monitoraggio funzionamento e guasti lampade
Il modulo LPM esegue due interrogazioni giornaliere ai moduli punto-punto, leggendo i parametri
elettrici della lampada, durante il periodo di accensione dell’impianto. Nella prima vengono
scaricate anche le misure eseguite autonomamente dal modulo punto-punto dopo alcuni minuti
dall’accensione.
Nel modulo LPM vengono così memorizzati, per ogni lampada e per ogni giorno, tre record di
misure elettriche, che vi rimangono fino a quando la memoria non è piena (gestione FIFO dei
record, quelli più vecchi vengono sostituiti da quelli più recenti). Gli orari del polling vengono
decisi dall’utente; se presente il regolatore, è opportuno che il primo polling cada in un orario in
cui vi sia la luce piena, mentre il secondo è opportuno che cada in un momento in cui sia
applicata una percentuale di riduzione.
Le misure memorizzate vengono poi lette (scaricate) dal Maestro, generalmente in modo
automatico e pianificato (ad esempio, ogni due-tre giorni). Le misure registrate dal sistema sono
memorizzate in apposita tabella e consultabili da software.
Al momento della lettura da parte del Maestro, ogni record di misura viene analizzato e
confrontato con le soglie impostate per il modulo punto-punto cui appartengono (anagrafica
punto-punto, scheda “Settaggio Anomalie”): se esistono le condizioni per la generazione di una o
più anomalie, secondo algoritmi di calcolo predefiniti, queste vengono registrate in apposita
tabella, consultabile nel Maestro.
Le anomalie sono una sorta di “preallarmi”, che non comportano nessun tipo di segnalazione
all’utente. La generazione degli allarmi (eventi) veri e propri, avviene qualora esistano più
anomalie consecutive per lo stesso modulo punto-punto. Dall’analisi che il Maestro esegue
automaticamente sulle anomalie, infatti, possono essere generati gli allarmi veri e propri,
consultabili nella tabella eventi e gestiti con le medesime modalità degli eventi che provengono
dai quadri. La soglia per la generazione degli eventi (ovvero: il numero delle anomalie
consecutive che devono esserci per la generazione dell’evento di allarme) è personalizzabile
dall’utente, a livello di modulo LPM e di codice di allarme (nelle impostazioni quadro, scheda
PUNTO-PUNTO).
In questo modo, senza che l’utente debba fare nulla (tutte le operazioni sono automatiche e
pianificabili), nella tabella eventi è possibile consultare i guasti che si verificano a livello di
lampada e relativi componenti, con tutte le informazioni relative (tipo di guasto, data ed ora,
codice lampada guasta, ecc.). I dati che emergono possono essere utilizzati, pertanto, ai fini della
manutenzione, delle riparazioni e degli interventi sugli impianti.
Oltre a ciò, questo tipo di monitoraggio offre una grande varietà di dati, che possono essere
utilizzati dall’utente per analisi di vari tipi: funzionamento delle linee e delle lampade, qualità del
servizio offerto, possibilità di pianificazione degli interventi e miglioramento dell’organizzazione,
ecc. Il costo, tuttavia, è quello della chiamata periodica da parte del Maestro verso i moduli
gestori LPM, per lo scarico delle misure registrate.
In applicazioni a LED, inoltre, attraverso l’impostazione della soglia di corrente assorbita, è
possibile conoscere se la piastra di un’apparecchio illuminante ha alcuni gruppi di LED guasti.
Monitoraggio lampade spente
In alternativa, oppure in combinazione, al monitoraggio del funzionamento e dei guasti delle
lampade, che mette a disposizione molte informazioni, come il tipo di guasto, le anomalie, le
misure, ecc., è possibile utilizzare il sistema punto-punto per avere informazioni sulle lampade
che si spengono.
Per fare questo, è possibile utilizzare la funzione del “Polling continuo”: il modulo LPM esegue
l’interrogazione continua di tutti i moduli punto-punto gestiti, rilevando esclusivamente, da questi,
l’informazione sullo stato della lampada (accesa / spenta). L’interrogazione avviene durante tutto
l’arco di funzionamento dell’impianto, dall’accensione allo spegnimento.
Se per un certo numero di volte consecutive (impostabile solo in fase di messa in servizio
dell’impianto) la lampada risulta essere SPENTA, l’LPM invia autonomamente al Maestro un
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allarme di lampada spenta. L’invio dell’evento avviene in modo istantaneo, non appena viene
superato il limite di letture consecutive impostato.
Durante l’esecuzione del polling, inoltre, se uno o più moduli non rispondono o la comunicazione
è scarsa, le mancate risposte vengono memorizzate e conteggiate allo stesso modo delle
informazioni di lampada spenta. Superato il numero di mancate risposte prefissato, viene inviato
un allarme di mancata comunicazione con il modulo punto-punto, verso il PC del centro di
controllo.
In questo modo il monitoraggio è limitato all’informazione sullo stato delle lampade e sul
funzionamento dei moduli punto-punto, ma non richiede lo scarico periodico dei dati dell’LPM da
parte del Maestro, in quanto gli eventi di allarme vengono inviati direttamente dal quadro al
centro di controllo.
Ovviamente, se utilizzato in modo esclusivo questo tipo di monitoraggio, i dati a disposizione nel
Maestro sono limitati agli eventi di lampada spenta: non si può disporre delle misure dei
parametri delle lampade, delle anomalie, dei contatori, ecc.
Monitoraggio manuale della singola lampada
Quando richiesto, ad esempio a causa di un guasto ripetitivo su una lampada che richieda una
analisi accurata, oppure per un monitoraggio del comportamento di un particolare modello di
lampada, è possibile collegarsi direttamente alla lampada per leggere, in tempo reale, le misure
elettriche ed i contatori, nonché eseguire comandi come: regolazioni di intensità luminosa (dove
possibile), spegnimento ed accensione, applicazione della funzione di minimo consumo, ecc.
Per fare questo è a disposizione il “Sinottico lampada” che, allo stesso modo di quello per il
quadro, permette di monitorare e controllare, attraverso uno schema elettrico interattivo, la
singola lampada.
Ovviamente, per l’utilizzo di questa funzione, è necessario che l’impianto sia acceso.
Comandi broadcast manuali
A completamento del sinottico lampada, che permette il monitoraggio in tempo reale di una
singola lampada da parte dell’operatore, è a disposizione la funzione dei comandi “Broadcast”,
intesi come comandi rivolti a più di una lampada. Tramite questa funzione è possibile inviare, a
tutte le lampade o gruppi di lampade (gruppi scenografici) svariati comandi, quali: lettura o
trasferimento dei cicli dei moduli punto-punto (per l’allineamento con il database del Maestro),
lettura o trasferimento delle impostazioni dei dimmer dei moduli punto-punto (D/LPC), scrittura
dei gruppi di appartenenza, esecuzione delle misure in tempo reale (visualizzabili su apposita
finestra di log) come pure degli stati delle lampade e dei valori attuali di minimo consumo (in caso
di abbinamento con moduli D/LPC).
Inoltre è possibile eseguire le stesse operazioni disponibili sul sinottico lampada, ma rivolte a
gruppi di lampade (o a tutte le lampade dell’impianto), quali: accensioni e spegnimenti,
regolazione dell’intensità luminosa ad una certa percentuale (in caso di abbinamento con moduli
D/LPC), regolazione al valore di minimo consumo.
Ovviamente, per l’utilizzo di questa funzione, è necessario che l’impianto sia acceso.
Cicli di riduzione per singola lampada
E’ possibile, in assenza di regolatore di flusso centralizzato, applicare, direttamente sulle singole
lampade, cicli di regolazione del flusso luminoso tramite i moduli punto-punto.
Sono disponibili due diversi cicli utilizzabili nell’arco dell’anno: uno per il periodo dell’ora legale,
uno per il periodo dell’ora solare. Ciascuno di questi cicli dispone fino a cinque step
personalizzabili con un orario ed un’azione, la quale può essere: una percentuale di riduzione,
l’accensione, lo spegnimento, il minimo consumo.
I due cicli sono conservati all’interno dell’LPM, che mantiene quindi in memoria i cicli di ciascun
modulo punto-punto gestito, ma replicati anche all’interno del singolo modulo punto-punto (su
questo viene, in realtà, conservato solo quello da applicare nel periodo attuale, sostituito
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automaticamente al momento opportuno, dal modulo LPM). Questo significa che è il singolo
modulo installato in prossimità della lampada che, autonomamente, gestisce il controllo del ciclo.
I cicli sono, ovviamente, leggibili e modificabili dal Maestro, che può anche determinare la nuova
data di applicazione.
In questo modo è possibile regolare l’intensità luminosa delle lampade gestite con il sistema
punto-punto, secondo orari ed azioni, personalizzabili per singola lampada.
Scenografie
In alternativa, oppure in combinazione, ai cicli dei moduli punto-punto, è possibile utilizzare le
scenografie, completamente coordinate dal modulo LPM. Queste, se utilizzate in concomitanza
ai cicli dei moduli punto-punto, hanno la priorità sui cicli.
Le scenografie permettono di controllare spegnimenti, accensioni e regolazione di flusso di
GRUPPI di lampade (gruppi scenografici).
E’ possibile determinare la circostanza che deve scatenare la scenografia, che può essere un
evento logico (cambio di stato di due ingressi digitali) oppure un orario. A questa circostanza
sono abbinati una serie di gruppi, per ciascuno dei quali viene abbinata una azione (una
percentuale di riduzione, l’accensione, lo spegnimento, il minimo consumo), con la possibilità,
appunto, di specificare una azione diversa per ciascun gruppo interessato. Oltre a questo, per
ogni step scenografico è possibile decidere lo stato delle sei uscite digitali, per interfacciarsi con
eventuali automatismi esterni.
Per le scenografie ad orario sono disponibili fino a dieci step, mentre per quelle ad evento,
essendo controllate da due ingressi, sono disponibili tre step (uno per ogni combinazione binaria
possibile degli ingressi, escludendo lo zero).
Con le scenografie è possibile, dunque, creare effetti di luce gestiti in modo automatico
direttamente dal quadro.
FUNZIONI E PECULIARITA’ DEL SISTEMA
Per meglio comprendere le funzioni disponibili nel Maestro e riguardanti il sistema punto-punto, si
riportano in modo sommario le caratteristiche e le funzioni che il sistema punto-punto, a livello di
apparecchiature in campo, può offrire all’utente.
Monitoraggio dei parametri lampada e generazione anomalie
La funzione principale del sistema punto-punto è quella di monitorare il singolo punto luce per
verificarne l’efficienza e rilevare eventuali anomalie attraverso l’analisi dei parametri elettrici.
A questo scopo, ciascun modulo punto-punto è in grado di trasmettere, al modulo LPM di
appartenenza, le seguenti grandezze:
• Stato della lampada (accesa/spenta)
• Tensione di rete
• Corrente assorbita
• Fattore di potenza
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• Tempo totale di lampada accesa
• Tempo totale di lampada alimentata
Le misure di potenza (attiva, reattiva, apparente) vengono calcolate dal Maestro sulla base dei
valori rilevati.
E’ da sottolineare che il modulo punto-punto, di propria iniziativa, non trasmette mai eventi di
allarme o dati su possibili anomalie: è il software del centro di controllo che genera le anomalie
sulla base delle misure rilevate. Questo consente l’eventuale personalizzazione dei criteri sui
quali è basata la generazione delle anomalie, direttamente sul Maestro e senza necessità di
trasmettere i dati verso il campo.
L’informazione sullo stato della lampada, trasmessa insieme alle misure, può essere considerata
come un’indicazione di anomalia: all’interno del Maestro è possibile decidere se utilizzare questa
informazione oppure scartarla e rilevare lo stato della lampada sulla base delle misure eseguite.
Questa scelta offre all’utente maggiore flessibilità, adattando le informazioni che provengono dal
campo alla propria politica gestionale.
La richiesta di esecuzione delle misure avviene sempre da parte del modulo LPM, fatta
eccezione per la lettura dopo la fase di accensione; questa, infatti, avviene in modo autonomo da
parte del modulo punto-punto e da questo registrata nella propria memoria interna. Alla prima
richiesta di esecuzione misure, il modulo punto-punto trasmette la lettura eseguita dopo
l’accensione e quella in tempo reale richiesta dall’LPM.
I dati letti dai moduli punto-punto vengono, dopo ogni interrogazione a polling, memorizzati
all’interno del modulo gestore LPM. Su richiesta del Maestro, i dati vengono da questo scaricati
nel proprio database ed utilizzati per la generazione delle anomalie.
All’interno del Maestro, poi, le anomalie che si ripetono in modo consecutivo danno luogo a veri e
propri eventi, secondo i criteri illustrati più avanti.
La lettura dei parametri della lampada può avvenire in modo automatico (polling gestiti ad orario
dal modulo LPM) oppure in modo manuale, su richiesta del Maestro, ad esempio nell’utilizzo del
sinottico interattivo: in questo caso tutte le richieste del software vengono passate all’LPM e
tradotte in messaggi ad onde convogliate verso i moduli punto-punto; la loro risposta viene
tradotta dal modulo LPM e trasmessa al Maestro.
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Rilievo dello stato della lampada (accesa / spenta)
Oltre alle informazioni sui parametri elettrici della lampada, che contengono comunque anche lo
STATO della lampada, è possibile limitare la richiesta verso i moduli punto-punto alla sola
informazione sullo stato (accesa / spenta).
In questo caso, il modulo LPM esegue solo una richiesta di “lettura stato”, che registra nella
propria memoria.
Dopo un certo numero di letture di stato con esito “lampada spenta” consecutive, l’LPM trasmette
al centro di controllo un allarme di lampada spenta, indicando il codice del modulo punto-punto
interessato.
Con questa funzionalità, eventuali mancate risposte o messaggi incomprensibili, vengono
registrati e contati: dopo un certo numero di errori di comunicazione viene trasmesso un allarme
al centro di controllo.
In questo caso, l’informazione sullo stato della lampada è basata esclusivamente sul dato
trasmesso dal modulo punto-punto: non è possibilità di rilevarla dalle misure, in quanto queste
non vengono eseguite.
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Gestione dei gruppi di lampade
Ciascun modulo punto-punto può appartenere a più gruppi, fino ad un massimo di 16 gruppi. I
gruppi possono essere utilizzati in alternativa ai singoli moduli per alcuni comandi definiti
“broadcast” o “comandi a gruppo”.
Questi comandi, che non presuppongono risposta da parte del modulo punto-punto, in quanto
rivolti a più moduli, possono riguardare:
• Comandi di ACCENSIONE
• Comandi di SPEGNIMENTO
• Comandi di REGOLAZIONE del flusso
• Comandi di MINIMO CONSUMO
I comandi broadcast sono utilizzati, oltre che da alcune funzioni di controllo manuale presenti nel
Maestro, anche in automatico dal modulo LPM, tramite il sistema di SCENOGRAFIA, ad orario e
ad evento. Le scenografie, infatti, non si rivolgono direttamente ad un modulo punto-punto, ma
esclusivamente a GRUPPI di moduli.
Affinchè i comandi suddetti possano funzionare, è necessario che nella memoria dei moduli
punto-punto vengano scritti i codici dei gruppi di lampade di appartenenza. Questa funzione di
programmazione viene eseguita dall’LPM, in quanto questi dati sono replicati nella memoria del
modulo LPM, su richiesta del Maestro.
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Utilizzo dei cicli (di riduzione, accensione o spegnimento) per singola lampada
(solo per moduli LPC, con o senza modulo dimmer D/LPC)
Ciascun modulo punto-punto mantiene, nella propria memoria, alcune informazioni riguardanti il
CICLO da utilizzare per la lampada. Il ciclo della singola lampada viene applicato ogni giorno, ad
orari prefissati, fino a cinque step in cui è possibile definire: orario di applicazione, azione da
eseguire.
Nel caso di modulo di tipo LPC, come azione applicabile, sarà possibile solo accendere o
spegnere la lampada. Nel caso di utilizzo di LPC abbinato ad un sistema di dimmerazione
(D/LPC per le armature tradizionali, alimentatore elettronico dimmerabile oppure LPL +
alimentatore dimmerabile per LED) sarà possibile, oltre alle accensioni e spegnimenti, ridurre il
flusso ad una determinata percentuale oppure portare la lampada al valore di minimo consumo
(vedi oltre).
Il modulo punto-punto, quindi, è autonomo nella gestione del ciclo della propria lampada, anche
se dovesse venire a mancare la comunicazione con il modulo gestore.
Nell’arco dell’anno sono disponibili due cicli: uno per il periodo dell’ora legale, l’altro per il periodo
dell’ora solare. Entrambe i cicli sono memorizzati, per ciascun modulo punto-punto, all’interno
della memoria del modulo LPM, ma solo quello da applicare viene memorizzato nel modulo
punto-punto. Allo scadere del periodo, oppure su richiesta del Maestro da parte dell’utente, il
modulo gestore LPM provvedere a trasferire il nuovo ciclo da applicare nella memoria del modulo
punto-punto.
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Utilizzo delle scenografie centralizzate
Le “Scenografie” sono gestite direttamente dal modulo gestore LPM: nessun dato relativo alle
scenografie viene memorizzato nei moduli punto-punto. Il modulo LPM invia ordini di accensione,
spegnimento, dimmerazione a GRUPPI di moduli punto-punto, che diventano puri esecutori dei
comandi ricevuti.
Le scenografie possono avere inizio al raggiungimento di un orario prefissato oppure, in
alternativa, al verificarsi di un evento (cambio di stato logico di due ingressi digitali presenti
sull’LPM).
Per ogni evento o orario, è possibile definire fino a 16 gruppi, a cui attribuire una azione diversa
per ciascuno. Le azioni selezionabili sono: spegnimento, accensione, data percentuale di
riduzione, valore di minimo consumo.
Al verificarsi dell’evento o al raggiungimento dell’orario, il modulo LPM invia, ai gruppi prescelti, i
comandi definiti; ad esempio, alcuni gruppi di lampade si spegneranno, alcuni gruppi ridurranno
la propria luminosità, altri si accenderanno, ecc.
Oltre alle azioni, per ogni evento od orario è possibile definire anche lo stato delle 6 uscite digitali
presenti nel modulo LPM, che possono essere utilizzate per comandare eventuali automatismi
esterni (PLC, teleruttori, segnalazioni, ecc.).
Nel caso di applicazione di una scenografia, eventuali cicli di lampada in corso vengono sospesi
e ripresi al termine della scenografia.
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Funzione di diseccitazione relè su lampada spenta
(solo per moduli LPC, non utilizzato in caso di apparecchiature a LED)
A livello di modulo punto-punto è disponibile una funzione, abilitabile a piacere, che permette di
mantenere disalimentato il circuito di lampada qualora questa, a causa di un guasto o di una
disfunzione, si spenga.
Questa funzionalità permette di evitare al sistema accenditore, nel periodo di tempo in cui la
lampada deve raffreddarsi per la successiva accensione, di provare ugualmente ad accenderla,
consentendo maggiore durata dei componenti del circuito e riducendo le possibilità di guasto.
Funzione di minimo consumo
(solo quando presente il modulo dimmer D/LPC, non utilizzato in caso di apparecchiature a LED)
Nel caso di utilizzo di modulo punto-punto abbinato al modulo dimmer (D/LPC), è possibile
sfruttare, come azioni per le scenografie e per i cicli gestiti dai moduli punto-punto:
• Funzione di spegnimento
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• Funzione di accensione
• Percentuale “x” di dimmerazione (ove 100% significa minima luce e 0% piena luce)
• Valore di minimo consumo (“FMC”)
La FMC è una funzione abilitabile o disabilitabile a livello di singolo modulo punto-punto, che
permette di memorizzare il valore di angolo di dimmerazione in cui la lampada si spegne.
Durante una fase di riduzione, se la lampada si spegne, il modulo punto-punto memorizza il
valore di angolo in cui la lampada si è spenta; aggiunge, quindi, un delta a questo angolo, ripete
la fase di accensione della lampada e verifica se la lampada rimane accesa. Se questa rimane
accesa, viene convalidato il valore di FMC utilizzato (ovvero: angolo di spegnimento + delta). Se
si spegne nuovamente, viene ripetuta la funzione aggiungendo un ulteriore delta al valore di
FMC.
Il valore di FMC, pertanto, segue la lampada nella sua vita, adattandosi alle sue variazioni.
Utilizzando il valore di FMC anziché percentuali fisse di dimmerazione, si ottiene il massimo
risparmio dalla lampada, garantendo l’efficienza del servizio.
I valori di minimo consumo raggiunti dai moduli punto-punto sono leggibili, tramite apposita
funzione ed eventualmente in modo pianificabile, dal modulo gestore LPM e quindi scaricabili dal
software Maestro.
L’uso della funzione di minimo consumo deve essere adottata con criterio e nel rispetto delle
normative vigenti in materia di illuminazione.
Controllo di reattori elettronici dimmerabili
(solo per moduli LPC con il controllo a bordo, non utilizzato in caso di apparecchiature a LED)
In alternativa al modulo dimmer (D/LPC), qualora nell’impianto siano presenti reattori elettronici
dimmerabili, è possibile controllare il flusso luminoso della singola lampada con gli stessi metodi
illustrati per il modulo dimmer.
In questo caso, sul modulo di tipo LPC predisposto a questo controllo, sono disponibili due
cavetti che, collegati all’ingresso del reattore elettronico dimmerabile, ne permettono la gestione
da parte del modulo punto-punto e quindi del software di telegestione Maestro.
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Le funzioni a disposizione sono le stesse che si possono avere in caso di utilizzo di modulo
punto-punto e dimmer, fatta eccezione per la funzione di MINIMO CONSUMO, che è propria
del modulo D/LPC.
La gestione dei cicli e delle scenografie, come pure quella dei comandi manuali ed a gruppo,
avviene secondo i metodi illustrati in precedenza.
Il controllo hardware del reattore elettronico avviene con segnale analogico di tipo 0-10V,
configurabile a piacere per adattarlo al tipo di reattore dimmerabile.
3.9 Controllo di reattori biregime
(solo per moduli LPC con il controllo a bordo, non utilizzato in caso di apparecchiature a LED)
E’ possibile richiedere moduli di tipo LPC aventi un secondo relè di controllo, che può essere
utilizzato per il controllo dei reattori biregime.
In questo caso, sul modulo di tipo LPC predisposto a questo controllo, sono disponibili due
cavetti che, collegati all’ingresso del reattore biregime, ne permettono la gestione da parte del
modulo punto-punto e quindi del software di telegestione Maestro.
Il contatto si chiude qualora sia richiesta la riduzione della luminosità dell’impianto, sebbene non
sia possibile gestirne la percentuale di dimmerazione.
Le funzioni a disposizione sono le stesse che si possono avere in caso di utilizzo di modulo
punto-punto e dimmer, ma con le seguenti limitazioni:
• La funzione di minimo consumo, per ovvi motivi, non può essere disponibile
• La gestione dei cicli dei moduli punto-punto, non offre la possibilità di utilizzo di percentuali di
dimmerazione intermedie e del valore FMC (ogni percentuale di dimmerazione impostata dal
software verrà interpretata come semplice “dimmerazione”, che corrisponde alla chiusura del
relè)
• La gestione delle scenografie centralizzate, anche in questo caso, non offre la possibilità di
utilizzo di percentuali di dimmerazione intermedie e del valore FMC (ogni percentuale di
dimmerazione impostata dal software verrà interpretata come semplice “dimmerazione”, che
corrisponde alla chiusura del relè)
Controllo di apparecchi illuminanti a LED
(solo per moduli LPL)
Nella configurazione con utilizzo di moduli LPL per il monitoraggio ed il controllo di
apparecchiature a LED, il sistema punto-punto offre tutte le funzionalità disponibili per le
apparecchiature classiche, con vantaggi maggiori legati ad una più ampia regolazione e rapidità.
L’interfacciamento all’interno del corpo illuminante avviene tramite un segnale di controllo che
parte dal modulo LPL ed arriva all’alimentatore elettronico della piastra a LED.
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RIFERIMENTI NORMATIVI E LEGISLATIVI
In osservanza a quanto previsto dalla Legge 1 Marzo 1968 - N° 186, pubblicata sulla G.U. N° 77
del 23 Marzo 1968, che dice:
"Art. 1
Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettronici
devono essere realizzati e costruiti a regola d'arte";
"Art. 2
I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed
elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano si
considerano costruiti a regola d'arte",
tutti gli impianti elettrici, dovranno essere realizzati in perfetto accordo con la Legge sopraccitata.
In particolare gli impianti, a secondo del tipo d'uso e destinazione, dovranno essere conformi, se
applicabili, alle seguenti norme con relative appendici ed errata corrige:
CEI 17-70
CEI 20-40 e 20-67
CEI 64-8/1
CEI 64-8/2
CEI 64-8/3
CEI 64-8/4
CEI 64-8/5
CEI 64-8/6
CEI 64-8/7
Guida all’applicazione delle norme dei quadri di bassa tensione.
Guida per l’uso dei cavi in bassa tensione.
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V
in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Parte1: Oggetto,
scopo e principi fondamentali.
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V
in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Parte2:
Definizioni.
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a
1000V in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Parte 3:
Caratteristiche generali.
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a
1000V in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Parte 4:
Prescrizioni per la sicurezza.
Impianti elettrici utilizzatori tensione nominale non superiore a 1000V
in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Parte 5: Scelta ed
installazione dei componenti elettrici.
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V
in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Parte 6: Verifica.
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V
in corrente alternata e a 1500V in corrente continua. Parte 7: Ambienti
ed applicazioni particolari.
Oltre ad essere rispondenti alle norme CEI, gli impianti elettrici, dovranno essere eseguiti
secondo quanto previsto dalle seguenti leggi, decreti e circolari ministeriali:







D.Lgs. n°81 del 9 Aprile 2008 Sicurezza sui luoghi di lavoro
Legge del 18 ottobre 1977 n. 791 (garanzia di sicurezza che deve avere il materiale elettrico
per tensioni di utilizzo al di sotto di 1000V);
Legge del 1978 n. 833 (coordinamento generale per la sicurezza sul lavoro);
Legge del 28 marzo 1991 n.109 (nuove disposizioni in materia di allacciamenti e collaudi
degli impianti telefonici interni);
DM del 23 maggio 1992 n.314 (regolamento recante disposizioni di attuazione della legge 28
marzo 1991 n.109);
Legge 37/08 del Marzo 2008 (ex Legge 46/90 norme per la sicurezza degli impianti);
D. Lgs. del 25 novembre 1996, n. 626 (direttiva bassa tensione);
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ALLEGATO 1 – SCHEDE TECNICHE APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE
E REPORT DEI CALCOLI ILLUMINOTECNICI
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