(Perspektiven no. 4/2004, pag. 38)
LA STORIA
perspektiven no. 4/2004
Non è vero che la storia sia una disciplina per topi di biblioteca con gli occhi volti al
passato. E’, invece, uno studio impegnativo per persone appassionate e interessate a
conoscere i processi storici nel loro divenire, fino alle loro manifestazioni nel presente.
Petra Huser ha scoperto la sua passione per la
storia al liceo, grazie a un professore pieno d’entusiasmo. Nei primi semestri d’università, accanto alle lezioni introduttive, ha dovuto recuperare
il latino, che non aveva studiato al liceo.
Ora ha raggiunto i semestri superiori e può quindi scegliere i corsi che le interessano. L’offerta a
Basilea è ricca, perciò ha solo l’imbarazzo della
scelta. Per lei, tutto quel che riguarda il sedicesimo
e il diciassettesimo secolo è particolarmente affascinante.
Le prime settimane all’università, però, per lei
come per tutti, sono state un incubo caotico. Il
passaggio dal liceo, ben organizzato e dal programma prestabilito, a un curricolo molto libero
ha suscitato molte incertezze. Quali lezioni bisognava frequentare? Gli studenti più grandi le hanno dato una mano a capire il funzionamento dell’
università. A poco a poco, si è inserita nella vita
universitaria. Le sue esperienze spiacevoli l’hanno spinta a impegnarsi in favore delle matricole e
a preparare un programma d’accoglienza per allievi del primo semestre.
Quella particolarità degli studi universitari che,
all’inizio, la irritava ora ha rivelato aspetti positivi,
perché agli studenti è lasciata grande libertà d’azione. Il buon impiego di questa grande apertura
esige la capacità di autogovernarsi e di approfondire i temi che, di semestre in semestre, sono
trattati nei seminari. Si esercita l’autonomia nel
lavoro e nello studio. In fondo, lo studio della
storia non equivale a una formazione professionale. Per questo motivo, e per migliorare le sue
prospettive occupazionali, aggiungerà alle sue due
materie secondarie, l’etnologia e la storia antica,
anche la germanistica. Così potrà insegnare due
materie.
Per il resto, i suoi progetti professionali sono ancora vaghi. Nella storia, bisogna procedere a piccoli passi e non è possibile fare piani a lungo termine, perché non si può sapere in anticipo in
quale campo si troverà lavoro: nell’insegnamento, in un archivio, in una biblioteca, nel servizio
diplomatico, nel giornalismo, presso un’assicurazione o un museo?
Tobias Provitelli, di padre siciliano e di madre
svizzera, cresciuto a Bienne, dove passa il confine
linguistico, paragona il lavoro di uno storico a
quello di un investigatore. Leggere, compiere ricerche, analizzare fonti sono attività quotidiane.
Le conoscenze linguistiche facilitano le ricerche
in campi lontani dal nostro mondo. Per esempio,
la padronanza del russo acquisita al liceo e all’università, dove ha scelto la slavistica come disciplina secondaria, lo ha avvicinato alla storia
dell’Europa orientale.
Anche per lui, i primi tempi all’università sono
stati difficili. Nei proseminari e nelle esercitazioni
si imparava a capire e sintetizzare i testi, analizzare le fonti, porsi le domande giuste per capire un
problema, compiere ricerche su Internet, utilizzare dati statistici ed elettronici. Durante i primi
quattro semestri, la scelta di un indirizzo tematico,
temporale o spaziale è ancora irrilevante. Superato l’esame intermedio del secondo anno, Tobias
ha scelto la storia del diciannovesimo e ventesimo secolo.
La sua materia secondaria lo ha portato spesso
alla scelta di argomenti che hanno a che fare con
i paesi dell’est. Già durante gli studi ha cominciato a insegnare il russo e la storia al liceo. Poi ha
partecipato a un progetto di ricerca, con un incarico a tempo parziale. I programmi di scambio
studenteschi gli hanno offerto l’occasione di trascorrere un semestre all’università di Chabarovsk,
nella Russia orientale. Per il suo lavoro di licenza
sulla sovietizzazione della Lituania si è recato a
Vilnius, dove ha imparato il lituano abbastanza
bene da poterlo leggere. Ha terminato gli studi
in tredici semestri. In teoria, si potrebbe conseguire la licenza in otto o dieci semestri, ma solo
pochi ce la fanno. Non che Tobias se la sia presa
comoda, tutt’altro. In questi anni ha anche dovuto lavorare, per finanziare gli studi suoi e di sua
moglie, conosciuta in Russia, che sta studiando
diritto. In questo periodo Tobias Provitelli ha un
incarico di assistente a metà tempo all’istituto di
storia moderna dell’università. Corregge i lavori
scritti di proseminario, prepara esercitazioni e
corsi, consiglia gli studenti dei semestri inferiori e
compie le ricerche per il suo dottorato, che riguarda la politica estera sovietica precedente il
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che il secondo polo tematico dei suoi studi: la
cristianizzazione dell’impero romano. Le ricerche
su questo tema lo hanno portato due volte a
Cipro, dove ha partecipato a scavi archeologici,
che gli sono piaciuti moltissimo.
Sebbene, per gli storici, la situazione occupazionale sia difficile, prima o dopo tutti trovano un
lavoro, pur se con molte attività intermedie, con
periodi d’attesa e con la disponibilità a lavorare
in tutt’altro settore.
Stefan Wiederkehr, che, con la sua maturità con
il latino e il greco, era intenzionato, in un primo
momento, a studiare diritto, vuole restare a tutti
i costi nel settore della storia.
La passione per la storia lo aveva colto già durante la sua prima piccola ricerca universitaria, in cui
si è messo sulle tracce degli spostamenti geografici dei suoi antenati, in generale poveri braccianti
della campagna lucernese.
Ha cercato i documenti che parlavano di loro
negli archivi di villaggi che non aveva mai sentito
nominare: Zell, Grossdietwil, Ufhusen. Le vicende antiche della sua famiglia lo hanno avvicinato
alla storia. Con questo lavoro ha capito uno dei
principi fondamentali che reggono il lavoro dello
storico: non contano solo gli eventi importanti, la
storia ufficiale, la panoramica generale degli avvenimenti, ma anche i piccoli fatti quotidiani, che
possono illuminare di una luce diversa la grande
storia.
Tutto ciò che costituisce la memoria culturale di
una società non va dimenticato, se vogliamo comprendere il presente. Solo lo sguardo storico è in
grado di relativizzare le vicende dei giorni nostri.
Secondo Leopold von Ranke, uno storico dell’Ottocento, la storia avrebbe dovuto mostrare
quel che è capitato veramente nel passato. Come
ideale è uno scopo ancora proponibile, ma, in
pratica, è irraggiungibile.
Gli studenti di storia si accorgeranno sin dalle loro
prime ricerche di proseminario che è molto difficile ricostruire in maniera completa avvenimenti
e situazioni passate. Su molti argomenti si trovano già numerose opere, dalle tesi spesso contrastanti. Chi lavora con le fonti originali a volte deve
scorrere montagne di documenti prima di trovare qualche indizio. A volte non si trova più alcuna
traccia di un fatto e bisogna aguzzare l’ingegno
per scoprire un archivio dove si potrebbero rinvenire dati o indizi. In tali condizioni, dare una
spiegazione plausibile degli avvenimenti passati è
problematico.
Compiere ricerche, leggere, analizzare dati: queste sono le attività principali degli studenti di sto-
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patto tra Hitler e Stalin. Accanto a queste attività, insegna russo per diciassette ore settimanali ai
licei di Burgdorf e Bienne. Sommando tutti i suoi
impegni, raggiunge un orario lavorativo del 150%.
Non ha più tempo per le attività della sua prima
giovinezza: la recitazione in una compagnia teatrale di anglisti e il canto corale. Nonostante il
sacrificio del suo tempo libero, Tobias si reputa
un privilegiato, perché riesce a fare quello che gli
interessa. Tra poco partirà nuovamente per la
Russia, per continuare le sue ricerche. Da solo,
perché sua moglie si trova bene in Svizzera e
non intende seguirlo.
Tobias insegna volentieri al liceo e all’università,
ma, per lui, la carriera accademica è solo una delle
possibili opzioni: il servizio diplomatico o la collaborazione con un ente culturale lo attirano ancora di più.
Stefan Wiederkehr, trentacinquenne, è riuscito a
trovare un lavoro all’istituto di storia tedesca di
Varsavia, dove dirige una biblioteca e compie ricerche sulla storia polacca. Un impiego così interessante nella ricerca, remunerato, è un colpo di
fortuna. Gli anni che trascorrerà in Polonia gli
saranno utili per la carriera futura, se possibile di
professore universitario. Altrimenti, gli anni trascorsi all’estero, assieme alle capacità dirigenziali
acquisite, saranno comunque un’esperienza preziosa. Cambiare settore sarà ancora possibile, ma
Stefan ha già investito tanti anni e tante energie
nella ricerca storica, che preferirebbe continuare
quest’attività, pur consapevole delle difficili condizioni occupazionali. Già solo per il dottorato ha
impiegato otto anni.
Nel frattempo, ha esercitato tutte le professioni
possibili: ha insegnato al liceo, è stato assistente
universitario, bibliotecario, collaboratore di varie
riviste scientifiche. La preparazione del dottorato
è un lungo periodo di sacrificio, anche perché gli
studenti spesso non sono seguiti a sufficienza dai
docenti. Almeno otto volte ha dovuto andare a
compiere ricerche negli archivi di Pietroburgo e
di Mosca, per trovare informazioni più precise e
conferme alle sue ipotesi su quegli estremisti di
destra che erano fuggiti all’estero prima dello
scoppio della rivoluzione d’ottobre. Con la
perestrojka questo movimento è riapparso sulla
scena russa.
Anche Stefan Wiederkehr ha scelto la slavistica
come secondaria, spinto dall’entusiasmo trasmessogli da un professore di storia dell’Europa orientale. Il filo conduttore del suo studio è costituito
dall’argomento relativo alla legittimazione del
potere. Ha considerato sotto quest’aspetto an-
ria e di molti storici. Le matricole sono introdotte gradualmente alla storia: dapprima imparano a
conoscere i manuali e l’uso delle fonti, poi formulano i risultati sotto la guida degli assistenti.
Compiono ricerche in archivi e biblioteche, leggono la documentazione reperita, sviluppano lo
schema della loro relazione scritta, imparano
come citare un autore o un documento, a porre
le note necessarie a piè di pagina, a formulare
l’elenco bibliografico.
Spesso si deve ricorrere a testi in francese, tedesco, inglese, eventualmente latino o altre lingue.
La comprensione di un’epoca è favorita dall’apertura intellettuale a discipline come la storia dell’arte e della letteratura, la teoria delle scienze e
la storia economica e sociale. Molti fatti si spiegano adeguatamente solo con la ricerca
interdisciplinare. La ricerca storica dà piacere alle
persone interessate non solo al passato, ma anche a temi culturali, politici, sociali, economici.
Il mercato del lavoro
Le molteplici capacità di storiche e storici permettono loro l’accesso a diversi campi di lavoro,
anche non direttamente collegati alla loro materia di studio. Durante gli studi, infatti, imparano a
capire e farsi un’opinione su argomenti complessi, a compiere ricerche senza appoggiarsi ad un’autorità o a una guida, a descrivere adeguatamente
i fatti. Non ci si faccia illusioni, però. Come tutti i
giovani con una licenza in lettere, anche gli storici
devono darsi da fare intensamente per essere
assunti, perché i posti di lavoro sono scarsi e
ambiti. Un’oculata scelta delle discipline secondarie può aumentare le possibilità di lavoro. Chi
vuol diventare docente, deve aver studiato una
seconda materia d’insegnamento.
Conoscenze linguistiche o economiche potranno essere di vantaggio al momento della ricerca
di un impiego.
Molti storici insegnano alle scuole medie, superiori e, pochi, all’università. Altri operano per archivi, musei, biblioteche, enti culturali, case editrici, per accedere ai quali devono superare la concorrenza di universitari d’altre specializzazioni.
Anche i media, la pubblicità, le associazioni, le
amministrazioni pubbliche e la democrazia offrono qualche posto di lavoro adatto.
Lo studio
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Si compiono studi in storia alle università di Basilea, Berna, Friburgo, Ginevra, Losanna, Lucerna,
Neuchâtel e Zurigo. Di solito, sono obbligatorie conoscenze di latino, per la storia antica anche di
greco.
Si trovano informazioni più precise nel sito:
http://www.sav-aspc-asfc.ch/latinum o nei siti delle università.
La storia può essere strutturata secondo criteri temporali (per esempio, la storia dell’antichità, del
medioevo, dell’età moderna e contemporanea), secondo criteri regionali (per esempio, la storia
svizzera, europea, dell’Europa orientale, degli Stati Uniti), o criteri tematici (la storia economica e
sociale, la storia coloniale, la storia della cultura). Si trattano settori storici diversi secondo l’università.
Università di Basilea
Lo studio della storia abbraccia i periodi antecedenti e seguenti il 1500, e comprendono, in ogni
caso, anche la storia svizzera e le discipline ausiliari della storia.
Può essere studiata come materia principale, con
un taglio generale, però può anche essere suddivisa in varie discipline principali o secondarie: la
storia antica, la storia generale del medioevo e
dell’età moderna, la storia svizzera, la storia dei
paesi dell’Europa orientale. Le esigenze in fatto
di latino e greco dipendono dalla combinazione
di materie.
http://www.histsem.unibas.ch.
Università di Berna
Bisogna scegliere due indirizzi, in un settore della
storia prima dell’Ottocento e in un altro dopo
l’Ottocento. Durante il primo biennio gli studenti frequentano corsi di entrambi i periodi.
Nella seconda parte degli studi scelgono due indirizzi tra: storia antica, storia medievale, storia
moderna e svizzera fino all’Ottocento, storia
moderna e contemporanea, storia svizzera dall’Ottocento.
Si possono scegliere come indirizzi anche la storia fino all’Ottocento e la storia dopo l’Ottocento.
http://www.hist.unibe.ch.
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Università di Ginevra
In questo periodo si stanno modificando i piani
di studio, per adeguarli al modello di Bologna.
Rimarranno i curricoli di storia antica, storia generale (con storia antica, medievale, moderna,
contemporanea, storia nazionale e regionale),
storia economica e storia e civilizzazione del
medioevo (che integra argomenti di storia, filosofia, teologia, storia dell’arte, lingue e letterature
medievali).
Per conoscere il nuovo piano di studi, si prenda
contatto direttamente con la facoltà di lettere.
http://www.unige.ch
Università di Lucerna
Il nuovo studio di bachelor e master permette di
scegliere la storia come principale o secondaria.
Si effettua la scelta tra due materie: storia generale e svizzera del medioevo e del rinascimento
oppure storia generale e svizzera dell’età moderna.
http://www.unilu.ch
Università di Losanna
Il sistema di Bologna entrerà in vigore entro l’autunno del 2005. Informazioni aggiornate si trovano al sito: http://www.unil.ch/bologne
La storia antica è disciplina a sé. La storia comprende gli indirizzi: storia medievale, storia moderna e contemporanea.
http://www.unil.ch
Università di Zurigo
Le seguenti discipline possono essere materia
principale e secondaria: storia generale, storia
svizzera e storia della costituzione federale, storia generale con storia dell’Europa dell’est, storia
economica con economia sociale, storia antica,
storia dell’Europa dell’est.
http://www.hist.unizh.ch
Università di Neuchâtel
La storia può essere disciplina principale o secondaria di un bachelor, comprendente due o tre
discipline, poi di un master, con una o due discipline.
http://www.unine.ch
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perspektiven no. 4/2004
Università di Friburgo
Il nuovo studio di bachelor e master permette di
scegliere la storia come principale o secondaria.
Questa sede offre la storia antica, la storia medievale, la storia generale e svizzera dell’età moderna, la storia contemporanea e svizzera. Gli
studenti che hanno scelto la storia come principale nel primo biennio frequentano corsi su tutte le epoche.
La specializzazione su un’epoca avviene solo al
terzo anno. Si possono seguire lezioni in francese, in tedesco o nell’una e nell’altra lingua.
http://www.unifr.ch/hist
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