14 Cronaca di Piacenza LIBERTÀ Giovedì 16 aprile 2015 EMERGENZA LIBIA - In Emilia-Romagna attese 700 persone (300 su Bologna) da dividere nelle varie province Profughi,altri 15 da ieri a Piacenza Potrebbero essere i primi di un più nutrito gruppo ■ I profughi figli di una nuo- va emergenza sono già fra noi. Ieri mattina Piacenza ne ha accolti quindici. Non si sa se siano i primi di un più nutrito contingente. Il nuovo esodo ha richiesto una risposta immediata delle comunità provinciali dopo gli ultimi, drammatici sbarchi in Sicilia di gente in fuga dalle coste libiche, si parla di migliaia di persone in movimento. Anche il Piacentino era già allertato per le nuove ospitalità dopo la circolare del Viminale di due giorni fa alle prefetture italiane, inclusa la nostra, dove si chiedeva di reperire su tutto lo Stivale 6.500 posti. Piacenza ha risposto, e i profughi sono stati sistemati al Petit Hotel, non lontano dall’area della Stazione e alla Corte Bossina in zona Montale, dove ne erano stati già alloggiati in precedenza. Il dato ci è stato fornito ieri dalla Prefettura piacentina che segue e gestisce questa delicata partita umanitaria. Attualmente nella Provincia di Piacenza, informa la Prefettura, sono accolti 216 profughi distribuiti in vari centri del territorio (e facenti parte dei programmi di emergenza). ■ Dopo la Lega, scende in La polemica campo Fratelli d’Italia sulla questione-profughi. «Il governo Renzi-Alfano, non essendo stato eletto da nessuno ritiene di non dovere rispondere a nessuno e, quindi, si sente autorizzato ad inviare in Emilia-Romagna altri 1700 profughi, quasi che questa Regione sia l’approdo naturale delle carrette del mare. Ma cosi non è e non deve essere» lo afferma Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. «Di altri 1700 profughi (ma i dati ufficiali parlano di 700, ndr) non sappiamo proprio che farcene, non sono né richiesti, né graditi - continua l’esponente del partito di Giorgia Meloni - e, dunque, se Bonaccini e soci, novelli Don Abbondio, li vogliono ospitare lo facciano mettendo a disposizione, oltre alle loro case, le sedi del Partito Democratico». «Per quanto ci riguarda - conclude Foti - riteniamo che sia meglio pensare ai nostri terremotati anziché agli stranieri. Da domani saremo ben più di 1700 nelle varie piazze della Regione a manifestare contro il loro sgradito arrivo». Foti (FdI):«Il Pd metta a disposizione le sedi di partito» Tornando ad oggi. Alla regione Emilia Romagna, secondo dati ufficiali di queste ultime ore, sono stati assegnati 700 nuovi profughi e l’altro ieri a Bologna è arrivato il primo contingente di 106 persone a cui se ne aggiungeranno altre 200 assegnate al capoluogo di Regione, che ha messo a disposizione anche una caserma. Piacenza ha già risposto a sua volta con questo primo piccolo contingente di quindici persone, non si sa ancora quanti fra di loro siano uomini, donne o bambini. Quasi sicuramente provengono dal Nord La presentazione (foto Lunini) Architetti,Freyrie sabato a Piacenza Alcune profughe in arrivo dal Nord Africa Africa e dall’area Sub-Sahariana. Un movimento di persone che ha già lacerato il mondo politico, con la minaccia leghista di occupare “alberghi, ostelli, scuole o caserme destinate ai presunti profughi” come ha detto il capogruppo della Lega in Regione, Alan Fabbri, chiedendo all’assemblea legislativa di opporsi alle richieste del Governo. Nei giorni scorsi, una classifica pubblicata su alcuni media nazionali, di fonte del Ministero dell’Interno, Dipartimento libertà civili e immigrazione, segnalava i posti disponibili in ogni Comune italiano capoluogo di provincia e i costi stanziati dallo Stato, o meglio dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), queste cifre - da prendere con beneficio di inventario, l’emergenza travolge un po’ tutto - indicano 21 posti a Piacenza, con uno stanziamento di 252 mila e 355 euro per il 2014, altrettanti per il 2015 e idem per il 2016. Raggiunto telefonicamente, l’assessore Stefano Cugini, impegnato in Germania per il Viaggio della Memoria, ha pure lui, per più volte mi ha chiesto dove io abitavo. Voleva il mio indirizzo, tradiva un estremo bisogno di casa, di famiglia». Suor Lina e suor Hélena, presenti tra i migranti per carisma missionario, hanno un approccio diverso da quello istituzionale, si presentano a loro col cuore, con la fede: «Tante volte abbiamo affidato al Beato Scalabrini i loro pensieri, dicendo loro che in cielo hanno un Padre che non li avrebbe lasciati soli». Una prima frase di speranza dopo la tempesta. Maria Vittoria Gazzola Nicoletta Novara Patrizia Soffientini patrizia. soffientini@liberta. it La missionaria scalabriniana opera al porto di Reggio Calabria. Da domenica a ieri arrivati più di mille ■ Quattrocento disperati so- Suor Lina davanti alla nave in attesa dei profughi;con una volontaria e due immigrate,in alto donne e bambini nello stadio grati “Beato Giovanni Battista Scalabrini” con il coordinamento ecclesiale “Emergenza sbarchi” della diocesi di Reggio Calabria». Quando arriva in porto la nave della Marina militare italiana carica di profughi soccorsi in mare, i primi a salire sono i poliziotti: «che vanno alla ricerca tra i migranti degli scafisti, poi vediamo scendere i profughi, stanchi, a testa bassa, infreddoliti, assetati e disidratati, a noti tocca il compito di soccorrerli con the e biscotti, con vestiario, interveniamo per la traduzione da francese, inglese o portoghese». Una parte dopo essere stati rifo- cillati partono verso il Nord Italia a bordo di pulman, altri sono accolti in alcuni centri locali, altri inviati provvisoriamente allo stadio di Reggio Calabria. Suor Lina non è nuova a quelle scene, è ritornata all’aprile del 1999, quando in Albania accoglieva i kosovari in fuga dallo loro terra mentre le milizie serbe mettevano a ferro e fuoco le loro case e sterminavano coloro che osavano rimanere. Moltitudini diverse per colore della pelle ma uguali nella tragedia, in quelle moltitudini lei vede sempre la Sacra Famiglia in fuga dalla Palestina verso l’Egitto. Ma la fuga di que- sti profughi potrà essere di una nuova vita. Migliore? «Lo scenario umano è uguale, malvestiti, infreddoliti, affamati, assetati; nei loro volti c’è la paura, tutti con alle spalle l’esperienza di mesi, e anche anni, lontani dalle loro famiglie, schiavizzati, impediti a tornare a casa - racconta suor Lina -. Nei loro volti si legge il grande desiderio di un futuro di speranza. Li vedo scendere, passare davanti a noi e mi suggeriscono tante domande; un ragazzino mi e’ passato davanti con gli occhi gonfi di lacrime, ma non ha parlato, piangeva e basta. Un altro, minore ■ Partirà da Piacenza la ri- voluzione culturale dei mestieri intellettuali grazie al grande evento #autonomamente che si terrà sabato 18 dalle ore 10 alle 12 nella Cappella Ducale di palazzo Farnese. L’incontro sarà aperto a tutti ed in particolare a tutti i liberi professionisti, i lavoratori della conoscenza, insomma le cosiddette partite Iva. Con #autonomamente i lavoratori intendono riacquistare la loro valenza perché, così recita il volantino, “le politiche economiche e sociali nazionali degli ultimi decenni ci hanno via via emarginato, relegandoci al ruolo di partite Iva, quasi fossimo solo un soggetto (evasore) fiscale, riducendo la complessità dell’economia globale al binomio imprenditore/lavoratore dipendente”. L’evento nazionale è stato promosso dal Cnappc (consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori), dall’Ordine degli architetti Ppc di Piacenza, dalla Federazione degli Ordini degli architetti Ppc dell’Emilia Romagna e dalla Fondazione architetti Parma e Piacenza sull’impulso dato da Leopoldo Freyrie, presidente del Cnappc. Alla discussione moderata da Maria Clara De Cesari del Sole 24 Ore, parteciperanno appunto Freyrie, Paola De Micheli sottosegretario al Ministero dell’economia e della finanza, Anna Soru presidente Acta, Pierluigi Mantini del consiglio presidenza giustizia amministrativa, Gaetano Stella presidente Confprofessioni, l’economista Tiziano Treu e il sociologo Gian Paolo Prandstaller. «Freyrie ha scelto la città di Piacenza perché ha trovato in De Micheli un interlocutore attento con cui dialogareha spiegato Baracchi- l’intento di #autonomamente è quello di invitare il Governo ad avviare politiche che valorizzino le caratteristiche originali dei produttori di idee e conoscenze, includano questi lavoratori in tutte le politiche sulle Pmi e adeguino le normative sul lavoro all’esistenza di figure terze rispetto al duopolio impresa/lavoratori». Ma il Cnappc non si ferma qui perché assieme al Consiglio nazionale dei geometri e al Consiglio nazionale degli ingegneri ha organizzato, a Piacenza, il primo Campionato italiano di mezza maratona delle professioni tecniche che si svolgerà domenica 3 maggio nel contesto della Placentia Half Marathon. «Le iscrizioni- come ha ricordato Baracchi- sono ancora aperte e ci aspettiamo di raggiungere un buon numero di partecipanti. Dobbiamo sicuramente ringraziare il geometra Davide Donato che si è occupato della parte organizzativa». «Avremo due categorie, una femminile e una maschile - ha aggiunto Carlo Fortunati, presidente del Collegio geometri di Piacenza- questa non è la prima volta che geometri, architetti e ingegneri collaborano per raggiungere importanti risultati». commentato sui nuovi arrivi: «Vale sempre la logica delle leggi nazionali che prevedono distribuzioni di persone, tutto il territorio piacentino dovrà attrezzarsi». L’assessore ai Servizi Sociali auspica che in questo nuovo frangente emergenziale: «ci sia più buon senso e non chiusure aprioristiche, Piacenza ha dato, sta dando e darà». Ma ci deve essere buona volontà e disponibilità da parte di tutti, aggiunge. Nel territorio provinciale sono stati accolti nelle penultime “ondate” duecento profughi, la metà dei quali nella nostra città. «Però da qualche mese abbiamo ridotto di 70-80 unità i nostri profughi, che via-via se ne sono andati - spiega Cugini - un’altra decina se ne andranno proprio questa settimana, il contingente cittadino si è molto ridotto». I 21 posti assegnati a Piacenza dalle classifiche nazionali? Come si spiegano le discrepanze con gli effettivi arrivi? «Sono probabilmente i posti Sprar risponde - ma poi con l’operazione Mare Nostrum e gli sbarchi cambiano le cifre». Suor Lina:400 migranti sono morti nella traversata no morti in mare sulle solite carrette durante i tre giorni di traversata dalla Libia. E’ il dato agghiacciante he ci rivela suor Lina Guzzo, missionaria scalabriniana per decenni nella casa madre di Piacenza (fino allo scorso gennaio) che insieme a suor Maria Hélena, sta accogliendo i profughi al porto di Reggio Calabria. «Ce lo hanno detto coloro che erano sulla stessa barca e che si sono salvati», circa 150 fra i quali è stato rinvenuto un cadavere, probabilmente una persona morta di stenti. La religiosa elenca il triste conto degli arrivi: «Domenica pomeriggio ne sono arrivati 600, tutti uomini tra i quali un’ottantina di minori, con vari con problema di salute, in particolare la scabbia». «Abbiamo lavorato fin verso la mezzanotte per accoglierli e assisterli continua la religiosa -; martedì altri due barconi con oltre 650 persone, ma su uno ce n’erano solo 150, gli altri erano caduti in mare, donne uomini e bambini provenienti dall’area sud-sahariana, dall’est all’ovest dell’Africa, alcuni di chiara provenienza del Nord Africa sono stati rispediti ai loro Paesi». La lunga onda dei disperati è continuata ieri, le scene sempre uguali, gli stessi sguardi, sgomenti, gli occhi sbarrati dalla paura di morire, i volti affaticati dalle notti insonni, i corpi stremati dall’ammasso umano sui barconi, tre giorni così sono una infinità. «Abbiamo raccolto il pianto inarrestabile di chi aveva perso i familiari, due ragazze del Ghana hanno visto annegare i loro genitori, fratelli e sorelle». Le religiose della congregazione piacentina operano in una task force costituita da personale di: polizia di stato, protezione Civile, medici, volontari, «e noi del centro d’ascolto per immi- ▼IL CONVEGNO maria vittoria. gazzola@liberta. it