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Cronaca di Piacenza
LIBERTÀ
Giovedì 16 aprile 2015
EMERGENZA LIBIA - In Emilia-Romagna attese 700 persone (300 su Bologna) da dividere nelle varie province
Profughi,altri 15
da ieri a Piacenza
Potrebbero essere i primi di un più nutrito gruppo
■ I profughi figli di una nuo-
va emergenza sono già fra noi.
Ieri mattina Piacenza ne ha accolti quindici. Non si sa se siano i primi di un più nutrito
contingente. Il nuovo esodo ha
richiesto una risposta immediata delle comunità provinciali dopo gli ultimi, drammatici sbarchi in Sicilia di gente in
fuga dalle coste libiche, si parla di migliaia di persone in movimento.
Anche il Piacentino era già
allertato per le nuove ospitalità
dopo la circolare del Viminale
di due giorni fa alle prefetture
italiane, inclusa la nostra, dove si chiedeva di reperire su
tutto lo Stivale 6.500 posti.
Piacenza ha risposto, e i profughi sono stati sistemati al Petit Hotel, non lontano dall’area
della Stazione e alla Corte Bossina in zona Montale, dove ne
erano stati già alloggiati in precedenza. Il dato ci è stato fornito ieri dalla Prefettura piacentina che segue e gestisce questa
delicata partita umanitaria. Attualmente nella Provincia di
Piacenza, informa la Prefettura, sono accolti 216 profughi
distribuiti in vari centri del territorio (e facenti parte dei programmi di emergenza).
■ Dopo la Lega, scende in
La polemica
campo Fratelli d’Italia sulla
questione-profughi. «Il governo Renzi-Alfano, non essendo stato eletto da nessuno ritiene di non dovere rispondere a nessuno e, quindi, si sente autorizzato ad inviare in Emilia-Romagna altri 1700 profughi, quasi che questa Regione sia l’approdo
naturale delle carrette del mare. Ma cosi non è e non deve essere» lo afferma Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
«Di altri 1700 profughi (ma i dati ufficiali parlano di 700,
ndr) non sappiamo proprio che farcene, non sono né richiesti, né graditi - continua l’esponente del partito di
Giorgia Meloni - e, dunque, se Bonaccini e soci, novelli
Don Abbondio, li vogliono ospitare lo facciano mettendo
a disposizione, oltre alle loro case, le sedi del Partito Democratico». «Per quanto ci riguarda - conclude Foti - riteniamo che sia meglio pensare ai nostri terremotati anziché agli stranieri. Da domani saremo ben più di 1700 nelle varie piazze della Regione a manifestare contro il loro
sgradito arrivo».
Foti (FdI):«Il Pd
metta a disposizione
le sedi di partito»
Tornando ad oggi. Alla regione Emilia Romagna, secondo
dati ufficiali di queste ultime ore, sono stati assegnati 700
nuovi profughi e l’altro ieri a
Bologna è arrivato il primo
contingente di 106 persone a
cui se ne aggiungeranno altre
200 assegnate al capoluogo di
Regione, che ha messo a disposizione anche una caserma.
Piacenza ha già risposto a
sua volta con questo primo
piccolo contingente di quindici persone, non si sa ancora
quanti fra di loro siano uomini,
donne o bambini. Quasi sicuramente provengono dal Nord
La presentazione (foto Lunini)
Architetti,Freyrie
sabato a Piacenza
Alcune profughe in arrivo dal Nord Africa
Africa e dall’area Sub-Sahariana.
Un movimento di persone
che ha già lacerato il mondo
politico, con la minaccia leghista di occupare “alberghi, ostelli, scuole o caserme destinate ai presunti profughi” come ha detto il capogruppo della Lega in Regione, Alan Fabbri,
chiedendo all’assemblea legislativa di opporsi alle richieste
del Governo.
Nei giorni scorsi, una classifica pubblicata su alcuni media
nazionali, di fonte del Ministero dell’Interno, Dipartimento
libertà civili e immigrazione,
segnalava i posti disponibili in
ogni Comune italiano capoluogo di provincia e i costi
stanziati dallo Stato, o meglio
dal Sistema di protezione per
richiedenti asilo e rifugiati
(Sprar), queste cifre - da prendere con beneficio di inventario, l’emergenza travolge un
po’ tutto - indicano 21 posti a
Piacenza, con uno stanziamento di 252 mila e 355 euro
per il 2014, altrettanti per il
2015 e idem per il 2016.
Raggiunto telefonicamente,
l’assessore Stefano Cugini, impegnato in Germania per il
Viaggio della Memoria, ha
pure lui, per più volte mi ha
chiesto dove io abitavo. Voleva il
mio indirizzo, tradiva un estremo bisogno di casa, di famiglia».
Suor Lina e suor Hélena, presenti tra i migranti per carisma
missionario, hanno un approccio diverso da quello istituzionale, si presentano a loro col cuore,
con la fede: «Tante volte abbiamo affidato al Beato Scalabrini i
loro pensieri, dicendo loro che
in cielo hanno un Padre che non
li avrebbe lasciati soli». Una prima frase di speranza dopo la
tempesta.
Maria Vittoria Gazzola
Nicoletta Novara
Patrizia Soffientini
patrizia. soffientini@liberta. it
La missionaria scalabriniana opera al porto di Reggio Calabria. Da domenica a ieri arrivati più di mille
■ Quattrocento disperati so-
Suor Lina davanti alla nave in attesa dei profughi;con una volontaria e due immigrate,in alto donne e bambini nello stadio
grati “Beato Giovanni Battista
Scalabrini” con il coordinamento ecclesiale “Emergenza sbarchi” della diocesi di Reggio Calabria». Quando arriva in porto la
nave della Marina militare italiana carica di profughi soccorsi in
mare, i primi a salire sono i poliziotti: «che vanno alla ricerca tra
i migranti degli scafisti, poi vediamo scendere i profughi, stanchi, a testa bassa, infreddoliti,
assetati e disidratati, a noti tocca il compito di soccorrerli con
the e biscotti, con vestiario, interveniamo per la traduzione da
francese, inglese o portoghese».
Una parte dopo essere stati rifo-
cillati partono verso il Nord Italia a bordo di pulman, altri sono
accolti in alcuni centri locali, altri inviati provvisoriamente allo
stadio di Reggio Calabria. Suor
Lina non è nuova a quelle scene,
è ritornata all’aprile del 1999,
quando in Albania accoglieva i
kosovari in fuga dallo loro terra
mentre le milizie serbe mettevano a ferro e fuoco le loro case e
sterminavano coloro che osavano rimanere. Moltitudini diverse
per colore della pelle ma uguali
nella tragedia, in quelle moltitudini lei vede sempre la Sacra Famiglia in fuga dalla Palestina
verso l’Egitto. Ma la fuga di que-
sti profughi potrà essere di una
nuova vita. Migliore?
«Lo scenario umano è uguale,
malvestiti, infreddoliti, affamati, assetati; nei loro volti c’è la
paura, tutti con alle spalle l’esperienza di mesi, e anche anni,
lontani dalle loro famiglie, schiavizzati, impediti a tornare a casa
- racconta suor Lina -. Nei loro
volti si legge il grande desiderio
di un futuro di speranza. Li vedo
scendere, passare davanti a noi e
mi suggeriscono tante domande; un ragazzino mi e’ passato
davanti con gli occhi gonfi di lacrime, ma non ha parlato, piangeva e basta. Un altro, minore
■ Partirà da Piacenza la ri-
voluzione culturale dei mestieri intellettuali grazie al
grande evento #autonomamente che si terrà sabato 18
dalle ore 10 alle 12 nella Cappella Ducale di palazzo Farnese. L’incontro sarà aperto
a tutti ed in particolare a tutti i liberi professionisti, i lavoratori della conoscenza,
insomma le cosiddette partite Iva. Con #autonomamente i lavoratori intendono riacquistare la loro valenza perché, così recita il volantino,
“le politiche economiche e
sociali nazionali degli ultimi
decenni ci hanno via via emarginato, relegandoci al
ruolo di partite Iva, quasi fossimo solo un soggetto (evasore) fiscale, riducendo la
complessità dell’economia
globale al binomio imprenditore/lavoratore dipendente”.
L’evento nazionale è stato
promosso dal Cnappc (consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori), dall’Ordine degli architetti Ppc di Piacenza, dalla Federazione degli Ordini degli architetti Ppc
dell’Emilia Romagna e dalla
Fondazione architetti Parma
e Piacenza sull’impulso dato
da Leopoldo Freyrie, presidente del Cnappc.
Alla discussione moderata
da Maria Clara De Cesari del
Sole 24 Ore, parteciperanno
appunto Freyrie, Paola De
Micheli sottosegretario al
Ministero dell’economia e
della finanza, Anna Soru presidente Acta, Pierluigi Mantini del consiglio presidenza
giustizia amministrativa,
Gaetano Stella presidente
Confprofessioni, l’economista Tiziano Treu e il sociologo
Gian Paolo Prandstaller.
«Freyrie ha scelto la città di
Piacenza perché ha trovato
in De Micheli un interlocutore attento con cui dialogareha spiegato Baracchi- l’intento di #autonomamente è
quello di invitare il Governo
ad avviare politiche che valorizzino le caratteristiche originali dei produttori di idee e
conoscenze, includano questi lavoratori in tutte le politiche sulle Pmi e adeguino le
normative sul lavoro all’esistenza di figure terze rispetto
al duopolio impresa/lavoratori».
Ma il Cnappc non si ferma
qui perché assieme al Consiglio nazionale dei geometri e
al Consiglio nazionale degli
ingegneri ha organizzato, a
Piacenza, il primo Campionato italiano di mezza maratona delle professioni tecniche che si svolgerà domenica
3 maggio nel contesto della
Placentia Half Marathon. «Le
iscrizioni- come ha ricordato Baracchi- sono ancora aperte e ci aspettiamo di raggiungere un buon numero di
partecipanti. Dobbiamo sicuramente ringraziare il geometra Davide Donato che si è
occupato della parte organizzativa». «Avremo due categorie, una femminile e una
maschile - ha aggiunto Carlo
Fortunati, presidente del
Collegio geometri di Piacenza- questa non è la prima
volta che geometri, architetti e ingegneri collaborano per
raggiungere importanti risultati».
commentato sui nuovi arrivi:
«Vale sempre la logica delle
leggi nazionali che prevedono
distribuzioni di persone, tutto
il territorio piacentino dovrà
attrezzarsi». L’assessore ai Servizi Sociali auspica che in questo nuovo frangente emergenziale: «ci sia più buon senso e
non chiusure aprioristiche,
Piacenza ha dato, sta dando e
darà». Ma ci deve essere buona
volontà e disponibilità da parte di tutti, aggiunge. Nel territorio provinciale sono stati accolti nelle penultime “ondate”
duecento profughi, la metà dei
quali nella nostra città.
«Però da qualche mese abbiamo ridotto di 70-80 unità i
nostri profughi, che via-via se
ne sono andati - spiega Cugini
- un’altra decina se ne andranno proprio questa settimana, il
contingente cittadino si è molto ridotto».
I 21 posti assegnati a Piacenza dalle classifiche nazionali?
Come si spiegano le discrepanze con gli effettivi arrivi? «Sono
probabilmente i posti Sprar risponde - ma poi con l’operazione Mare Nostrum e gli sbarchi cambiano le cifre».
Suor Lina:400 migranti sono morti nella traversata
no morti in mare sulle solite carrette durante i tre giorni di traversata dalla Libia. E’ il dato agghiacciante he ci rivela suor Lina
Guzzo, missionaria scalabriniana per decenni nella casa madre
di Piacenza (fino allo scorso
gennaio) che insieme a suor Maria Hélena, sta accogliendo i
profughi al porto di Reggio Calabria.
«Ce lo hanno detto coloro che
erano sulla stessa barca e che si
sono salvati», circa 150 fra i quali è stato rinvenuto un cadavere,
probabilmente una persona
morta di stenti. La religiosa elenca il triste conto degli arrivi:
«Domenica pomeriggio ne sono
arrivati 600, tutti uomini tra i
quali un’ottantina di minori, con
vari con problema di salute, in
particolare la scabbia». «Abbiamo lavorato fin verso la mezzanotte per accoglierli e assisterli continua la religiosa -; martedì
altri due barconi con oltre 650
persone, ma su uno ce n’erano
solo 150, gli altri erano caduti in
mare, donne uomini e bambini
provenienti dall’area sud-sahariana, dall’est all’ovest dell’Africa, alcuni di chiara provenienza
del Nord Africa sono stati rispediti ai loro Paesi».
La lunga onda dei disperati è
continuata ieri, le scene sempre
uguali, gli stessi sguardi, sgomenti, gli occhi sbarrati dalla
paura di morire, i volti affaticati
dalle notti insonni, i corpi stremati dall’ammasso umano sui
barconi, tre giorni così sono una
infinità. «Abbiamo raccolto il
pianto inarrestabile di chi aveva
perso i familiari, due ragazze del
Ghana hanno visto annegare i
loro genitori, fratelli e sorelle».
Le religiose della congregazione piacentina operano in una
task force costituita da personale di: polizia di stato, protezione
Civile, medici, volontari, «e noi
del centro d’ascolto per immi-
▼IL CONVEGNO
maria vittoria. gazzola@liberta. it
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suor lina