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La Gmg su Radiolodi
LODI
Domenica,
20 Luglio
2008
Pagina a cura della Diocesi di Lodi
Via Cavour, 31 – 26900 LODI
tel. 0371.423838
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nche la nostra radio diocesana ha
seguito l’avventura dei 45 lodigiani
A
presenti a Sydney per la Gmg. Ogni
giorno, alle ore 16.18, e in replica alle
21.18, ha mandato in onda una
telefonata, registrata nella mattinata,
con i giovani a Sydney. La trasmissione
continuerà anche nei prossimi giorni,
fino al ritorno della delegazione
lodigiana.
A Codogno il Capitolo delle Cabriniane
In settimana l’elezione della madre generale
«La missione?
Ogni povertà
ha priorità»
DI
MARCO SOZZI
«F
acciamo fatica, noi missionarie, a
fare scelte specifiche di missione,
perché il cuore di Gesù è così
grande che abbraccia qualunque povertà».
Così suor Lina Colombini, per dodici
anni madre generale delle Missionarie del
Sacro Cuore di Gesù, al termine del suo
duplice mandato, giustifica il fatto che la
congregazione delle Suore Cabriniane,
pur nella relativa esiguità dei numeri sono circa 400 le suore sparse in tutto il
mondo - sia impegnata in campi di
servizio tanto vari. «L’azione missionaria
per la madre Cabrini traeva origine da
una profonda esperienza mistica di
unione con Cristo, che lei stessa racconta
nei suoi scritti». Dal 4 luglio è in corso
nella casa di Codogno, dove santa
Francesca Cabrini fondò la congregazione
il 14 novembre 1880, il Capitolo che
porterà nella prossima settimana
all’elezione del nuovo consiglio e della
nuova madre generale. Le suore riunite a
Codogno sono quaranta e rappresentano
le consorelle presenti in 16 Paesi dei 5
continenti. «Siamo un istituto piccolo, ma
questa diffusione in tanti Paesi ci fa vivere
le problematiche delle grandi
congregazioni».
L’"avventura" missionaria delle suore
Cabriniane vanta una lunga storia,
«iniziata già nel 1889 – ricorda suor Lina
– quando il Papa Leone XIII indirizzò la
madre Cabrini non in Cina, dove avrebbe
voluto recarsi, ma negli Stati Uniti; questo
perché il Papa conosceva bene la realtà
dell’immigrazione soprattutto italiana
oltre Oceano».
Una storia che continua e di cui il Capitolo cerca di fare il punto della situazione. Su cosa vi siete confrontate, suor Lina, in questi giorni?
Il tema del Capitolo è "La missione
cabriniana oggi" prendendo spunto dalle
parole del Vangelo: «Non temete! Vi ho
scelti perché andiate e portiate frutto».
Abbiamo innanzitutto preso coscienza del
cammino fatto in questi ultimi sei anni,
verificando gli obiettivi che ci eravamo
date nello scorso Capitolo. Poi abbiamo
avuto un’illuminante riflessione sulla
missione oggi a cura del teologo
brasiliano padre Marcio Fabris, che ha
aiutato noi e i laici nostri collaboratori,
con i quali abbiamo condiviso una
settimana del Capitolo, a prendere
coscienza dei cambi socio-culturali che il
mondo sta vivendo con una rapidità che è
difficile da inseguire. E poi abbiamo dato
uno sguardo alla nostra realtà concreta:
l’intervento
Merisi: grande il legame
tra noi e santa Cabrini
4 luglio il vescovo di Lodi GiuIsa lseppe
Merisi ha celebrato la Mesdi apertura del Capitolo generale delle suore Cabriniane. Nell’omelia ha ricordato «il profondo legame tra la figura e l’opera della
santa Cabrini e la Chiesa di Lodi in
cui ella è nata, in cui si è formata,
in cui ha dato inizio al suo Istituto
e a quell’opera missionaria che l’ha
portata in terre lontane. Proprio
qui, a Codogno, madre Francesca,
sostenuta dal parroco monsignor
Serrati e con l’approvazione del vescovo di Lodi monsignor Gelmini,
poté finalmente dare inizio a un sogno che il Signore le aveva posto in
cuore sin da bambina». Monsignor
Merisi ha poi incoraggiato le suore
a proseguire nella via tracciata dalla fondatrice in particolare «nella
realtà del movimento dei popoli,
dell’immigrazione» che «anche se
in forme diverse rispetto al passato, continua a essere una delle povertà più grandi dei nostri giorni,
che non può lasciarci insensibili».
ogni provincia ha presentato la propria
realtà, il cammino fatto, una lettura
teologica della propria situazione e gli
sviluppi futuri.
Quali sono state le priorità di questi anni?
Abbiamo visto che si è molto intensificato
il lavoro con gli emigranti: negli Stati
Uniti, a Londra dove il vescovo ci ha
chiesto di prenderci cura sia degli
emigranti di lingua ispanica che di quelli
di lingua brasiliana, in Spagna e a Roma,
dove fino all’anno scorso abbiamo fatto
un lavoro per gli immigrati ispanici.
Avrete parlato anche di vocazioni...
Naturalmente. Per noi questo è un aspetto
importante: siamo diminuite molto di
numero e la diminuzione maggiore è nel
mondo Occidentale e in Italia in
particolare. Tuttavia in questi giorni
abbiamo riaffermato l’importanza di
impegnarci a essere comunità missionaria
e di conseguenza a discernere vocazioni
con questa caratteristica specifica. Questo
ci ha portato a riaffermare la necessità di
impegnarci ancora più fortemente nella
pastorale vocazionale.
Per finire: quali sono le "sfide" che immaginate di dover affrontare nei prossimi anni?
Abbiamo analizzato alcune novità di
questi ultimi anni che ci stanno molto
interpellando: gli orfani soprattutto in
Africa del Sud dove la popolazione è
decimata dall’Aids e il numero degli
orfani è in costante aumento; la
prevenzione e la cura di questa malattia;
l’attenzione al fenomeno dello
sfruttamento delle donne e al traffico dei
bambini.
Estate Ac: ecco due proposte
sulla spiritualità dei laici
Ai campi
dell’Acr
160 ragazzi
della fascia
6-11 anni
"Vivi la Parola, passa la
vita" è il tema dei
campi scuola che l’Ac
diocesana ha in
programma per l’estate
2008. Su questo tema si sono confrontati
anche i 160 ragazzi di 12 parrocchie della
diocesi che hanno partecipato ai due turni del
Campo 6/11 anni alla Motta di Campodolcino,
dal 7 al 19 luglio. Un’esperienza intensa, resa
possibile dalla disponibilità di circa 30
educatori che per due mesi si sono incontrati
Le suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù riunite a Codogno per il Capitolo
intensa estate dell’Ac diocesana continuerà nelle prossime
settimane con il Campo per i
Giovanissimi e i due campi intergenerazionali: da quest’anno infatti la
proposta per le famiglie si sdoppia,
per cercare di rispondere alle diversificate esigenze di famiglie con figli in
età differenti. Ma non si tratta della
sola novità per quest’estate: il 6 settembre infatti, durante lo svolgimento del Campo educativo, che si
terrà al Passo della Presolana dal 5 al
7 settembre, vivremo una mattinata
di studio sul tema della spiritualità
laicale. "Per una spiritualità sostenibile" è il tema suggerito per questo inedito appuntamento rivolto non solo ai membri dell’Ac, ma anche ai sacerdoti e agli operatori pastorali in
genere. Vuole essere l’occasione per
riflettere sulle caratteristiche della spiritualità dei laici di Ac al fine di coglierne la valenza universale, la caratteristica di proposta qualificante
l’esperienza associativa che può es-
L’
periodicamente per predisporre attività ed
iniziative per i ragazzi. Anche i Vescovo ha
fatto visita ai ragazzi del secondo turno lunedì
14 luglio ed ha celebrato con loro l’Eucarestia,
esprimendo l’auspicio che l’esperienza dell’Acr
possa essere sempre più diffusa in tutte le
parrocchie della diocesi.
sere anche il contributo più significativo che l’Ac offre all’intera comunità. L’incontro nasce dall’esigenza
di far cogliere a chi magari non conosce dal di dentro l’esperienza di Ac
il significato e il senso di una proposta, il cui valore per la Chiesa italiana è stato ribadito anche dal Benedetto XVI nel recente incontro del 4
maggio in piazza San Pietro in occasione della festa per i 140 anni dell’associazione. Egli ha esortato l’Ac a
inserirsi nella dinamica missionaria
della Chiesa facendo tesoro della storia di santità e della sensibilità educativa che le sono proprie. Questo il
senso della proposta del Campo educativo, rivolto soprattutto agli educatori dell’Acr e agli animatori dei
Giovanissimi, e della mattinata di
studio del 6 settembre.
Per informazioni ed iscrizioni è possibile inviare un fax allo 0371.51002 oppure una mail all’indirizzo
[email protected]
m.s.
«Il dono di essere educatrici»
DI
MARINA GIFFANTI E ANTONIA SICHEL *
Q
Il campo-scuola a Valgrisenche
uando in pieno inverno è arrivata la
proposta del nostro coadiutore di fare le educatrici al campo-scuola, abbiamo da subito capito che non potevamo dire «no». Forse il ricordo dei campiscuola vissuti da adolescenti e la voglia di rivivere certe emozioni con i nostri figli e i loro amici hanno fatto sì che il 21 giugno superati alcuni ostacoli organizzativi ci trovassimo sul pullman diretto a Valgrisenche.
Quando arrivi ti ritrovi subito proiettato in
un’organizzazione efficiente e consolidata,
frutto di un lavoro che è iniziato a Lodi e che
lì prosegue: niente si improvvisa! A quel punto l’ingranaggio è in funzione e niente e nessuno si ferma più. Tutti hanno un compito da
svolgere, ogni ruolo è fondamentale per il
buon svolgimento del campo-scuola e nei
momenti liberi si parla, si scherza, si fa amicizia. L’armonia e la serenità hanno permea-
to questo campo-scuola insieme all’impegno
e alla serietà dei momenti di preghiera al mattino e alla sera, le attività nei gruppi e la Messa ogni giorno. I ragazzi hanno partecipato a
tutte le attività proposte con interesse ed entusiasmo pur con le difficoltà che la vita in comune presenta: stare gomito a gomito con
settanta persone ogni giorno non è facile! Così i giorni sono volati e sotto il sole di Valgrisenche ci siamo conosciuti meglio, ci siamo
aiutati, abbiamo condiviso momenti, spazi e
cose, abbiamo trovato nuovi amici, abbiamo
giocato, abbiamo trascorso le giornate innanzitutto nell’incontro con Dio e con Lui, il
giorno prima del ritorno a Lodi, ci siamo tutti riconciliati. E poi si torna a casa… e scopri
che sei partito per andare a dare un contributo
e invece torni e il tuo zaino è colmo di tutto
ciò che gli altri ti hanno donato: la loro presenza, un sorriso, una parola, un esempio, una nuova amicizia, un pregiudizio superato.
* Mamme - animatrici di S. Cabrini, Lodi
pastorale giovanile
Incontro col vescovo
sulla lettera pastorale
Ufficio diocesano di paL
’
storale giovanile promuove per il 30 settembre, alle 21, presso la Casa della Gioventù di Lodi un incontro rivolto a sacerdoti, soprattutto
quelli impegnati nella pastorale giovanile e degli oratori, educatori e animatori di adolescenti e preadolescenti, allenatori delle società sportive,
per presentare e riflettere sulla nuova lettera pastorale "Gli
adolescenti, dono e avventura
della Chiesa". All’incontro parteciperà il vescovo Giuseppe
Merisi e sarà l’occasione per
raccogliere suggerimenti ed esperienze per attuare concretamente le direttive per l’anno
pastorale 2008-2009.
Donne migranti,
Istituti in festa
Lodi, tra il 25 e il 26 luglio, due case
di accoglienza femminili saranno in
festa: la Casa San Giacomo (25
luglio) e la Casa d’accoglienza Gattorno,
ubicata presso le suore di Sant’Anna (26
luglio). Entrambe sono rifugio per donne
migranti, provenienti da ogni angolo del
pianeta, portatrici di enormi bagagli di
tristezza abbinati spesso a saggezza e
capacità di affrontare la vita. Non partono
alla ricerca della fortuna e di facili
guadagni; al contrario, si mettono in
viaggio spinte dai più profondi stati di
bisogno, da esigenze familiari che non
riescono a soddisfare, dal desiderio di dare
un senso alle ambizioni dei propri cari, da
drammi a cui trovare soluzione. Così,
mentre Anna in Romania ha visto la sua
casa e tutti i suoi beni bruciare e andare
perduti, Karin è sfuggita da una vecchiaia di
stenti, senza assistenza né sostegno sociale
nella sua Eritrea; mentre Estelle ce l’ha fatta
a uscire dalla tratta che l’ha portata qui dal
cuore dell’Africa, Paula sta facendo il
possibile per aprire un piccolo negozio di
alimentari in Bolivia e garantire uno
stipendio a sé e alla sua famiglia. Sono
donne coraggiose, che hanno salutato tutto
e tutti - marito, figli, affetti, amicizie - e si
sono buttate in avventure importanti con
una sola certezza: «Siamo le uniche, in
famiglia, che possono dare una svolta,
costruire una speranza». Nel 1997 si
avvertiva l’esigenza sul territorio
dell’apertura di una
casa di prima
accoglienza per
donne immigrate; le
Figlie di Sant’Anna
hanno accolto
immediatamente la
proposta mettendo
a disposizione
alcuni locali del
loro Istituto di via
Paolo Gorini. Le
suore, in
collaborazione con
la Caritas lodigiana, hanno approntato in
brevissimo tempo uno spazio di
accoglienza e integrazione per quelle
donne venute da altri orizzonti in cerca di
lavoro e di futuro. Da allora le esigenze
sono cresciute e la Casa è diventata un
porto, un rifugio per chi approda in un
Paese sconosciuto in cerca di lavoro e
dignità. La Casa é dedicata a Rosa
Gattorno, fondatrice delle Suore Figlie di
Sant’Anna, madre di tre figli, beatificata nel
2000 dal Papa Giovanni Paolo II. «Serve
dei poveri e ministre di misericordia»
chiamava le sue figlie, e le esortava ad
«accogliere come segno di predilezione del
Signore il servizio ai fratelli, compiendolo
con amore e umiltà».
Tre anni più tardi - era il Giubileo del 2000
- in risposta al crescente fenomeno
migratorio femminile nasce, su iniziativa
della diocesi, la Casa di prima accoglienza
"S. Giacomo". Diventa, accanto alla casa
Rosa Gattorno, occasione di convivialità tra
etnie diverse; luogo di scambio tra culture;
momento di dialogo fraterno e incessante
tra religioni e culture differenti. Tra le
principali attività svolte da entrambe le
case, vi sono la prima e seconda
accoglienza, il servizio di mensa, nel caso
della Rosa Gattorno aperto anche a ospiti
esterni, corsi di lingua italiana,
accompagnamento nella ricerca di una casa
e di un lavoro, informazione giuridica,
assistenza nei contatti con la questura,
sostegno e assistenza spirituale... «Ero
immigrata e mi avete accolta...». Due
celebrazioni permetteranno di ricordare
insieme a San Giacomo e Sant’Anna, le
moltissime persone che hanno sostato e
hanno trovato accoglienza e fraternità a
Lodi: venerdì 25 luglio alle 20 nella chiesa
di San Giacomo, via omonima al civico 11;
sabato 26 luglio alle 18 nel cortile delle
suore di S. Anna, in via Paolo Gorini 38.
A
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