Forme di Governo
Cosa si intende per
forme di governo?
• La forma di organizzazione
dei poteri riconosciuti e i
rapporti che si instaurano
tra gli organi costituzionali
dello Stato
Osservare le forme di
governo
• 1) significa osservare il modo
in cui il potere legittimo si
articola
• 2) individuare storicamente il
modo di distribuirsi dei poteri
a partire dallo Stato liberale
• 3) definire la assolutezza o
democraticità dei poteri
sovrani
Ancora…….
• Quando parliamo di forma di
governo, innanzitutto ci riferiamo a
uno Stato in cui il potere sovrano
viene esercitato da più organi, c'è
insomma una separazione. Poiché
esistono più organi si deve decidere:
• - quale parte del potere ha ciascuno
di essi;
• - quali rapporti hanno fra di loro gli
organi.
Avvertenza
• Un'ampia gamma di forme di governo sono state
teorizzate e/o applicate in pratica. Le forme di
governo classiche sono: parlamentare,
presidenziale, semipresidenziale e direttoriale.
La seguente è una lista non esaustiva. È da
notare che è possibile combinare tra di loro più
forme di governo. Un giurista italiano ebbe a
definire le forme di governo come forme idealtipiche e figurine vuote. Quindi studiare le
forme di governo significa in definitiva se
analizzate in fondo il modo di governare dei
paesi più rappresentativi!
La tipologia delle forme di governo
all’interno della classica ripartizione di
Monarchia e repubblica
• 1 Repubblica
• 1.1 Repubblica parlamentare
– 1.2 Repubblica semi-presidenziale
– 1.3 Repubblica presidenziale
– 1.4 Repubblica socialista
– 1.5 Repubblica popolare
– 1.6 Repubblica federale
– 1.7 Repubblica islamica
– 1.8 Repubblica federale islamica
– 1.9 Repubblica democratica federale
• 2 Monarchia
– 2.1 Federazione di Emirati
– 2.2 Monarchia costituzionale
– 2.3 Monarchia federale costituzionale
– 2.4 Federazione di monarchie costituzionali
– 2.5 Monarchia costituzionale con governatorato
generale
I colori delle forme di
governo
• Le variabili formi di governo
nei diversi Stati
Monarchia costituzionale
• La monarchia costituzionale è la forma di governo che
si afferma nel passaggio dallo Stato assoluto allo
Stato liberale, una forma "attenuata" di monarchia
nella quale il sovrano è controllato, più o meno
efficacemente, da altri organi dello Stato in base ad
una costituzione o leggi e usanze equivalenti (come in
U.K.). Di solito ciò implica che esista un parlamento
che legifera e un governo-Re. La monarchia
costituzionale si caratterizza per la netta separazione
dei poteri tra il Re ed il Parlamento, titolari
rispettivamente del potere esecutivo e del potere
legislativo.
• In Italia la monarchia sabauda divenne costituzionale
con Carlo Alberto (1848, la Costituzione del Regno di
Sardegna prese il nome di Statuto Albertino). Lo
stesso "Statuto" fu poi costituzione del Regno d’Italia
dal 1861 fino al 1946, anno nel quale l'Italia divenne
una Repubblica.
Monarchia parlamentare: il rapporto di
fiducia tra Governo e Parlamento
•
La monarchia parlamentare rappresenta la naturale evoluzione storica della
monarchia costituzionale. Se nel secondo caso il re, seppur privato del potere
legislativo e di quello giudiziario, è ancora titolare del potere esecutivo e dunque
della guida politica dello Stato, nel sistema parlamentare il re viene ridotto ad
essere una figura puramente cerimoniale, il rappresentante dell'unità nazionale.
Il passaggio tra le due forme di governo è sottolineato dall'istituto del voto di
fiducia del parlamento verso il governo, che sottrae progressivamente al monarca
ogni discrezionalità nella scelta del Primo ministro.
Se l'accoglimento di tale forma di governo nei vari sistemi istituzionali fu il
portato della transizione dallo Stato liberale alla democrazia, la sua prima
manifestazione storica, quella della Gran Bretagna ottocentesca, si sviluppò
quando ancora il parlamento era eletto da un corpo elettorale molto ristretto in una
condizione di oligarchia.
La durata vitalizia della carica del Capo dello Stato è sostanzialmente l'unico
elemento di rilievo che differenzia questo sistema dalla repubblica parlamentare.
Anzi, se la legittimazione popolare, seppure mediata dalle Assemblee parlamentari,
del Capo dello Stato negli ordinamenti repubblicani gli consente di ergersi alla
funzione di arbitro del sistema politico, nelle ordinamenti monarchici il Sovrano si
configura come un notaio incaricato della verifica della pura regolarità formale
della formazione degli Atti dello Stato.
Origine storica della centralità del ruolo del
Parlamento: dall’accusa penale alla fiducia
• Il Paese che per primo ha sperimentato il sistema parlamentare è stato
L’Inghilterra. Lo strumento su cui il Parlamento ha patuto fare imporre
il rapporto di fiducia è la responsabilità penale dei ministri ( la messa
in stato d’accusa - impeachment , su cui decide il Parlamento.
Minacciando tale strumento il parlamento chiede l’allontanamento dei
Ministri sgraditi, si affermò gradualmente nel 700 la responsabilità
politica dei ministri per gli atti del Re che essi controfirmavano. A poco
a poco il re prese a nominare ministri graditi al Parlamento si da
affermare un ruolo centrale dello stesso. Si ebbe poi, sotto la dinastia
degli Hannover (1714), poiché Giorgio I non sapeva l’inglese, una
sostituzione del Re con un organo terzo legato da un rapporto di
Fiducia con entrambi.
In Breve
• Monarchia costituzionale
Parlamento eletto rappresentante interessi
• Capo dello Stato- Re ( ereditario) Assenza rapporto Fiduciario
• Potere esecutivo e nomina giurisdizionale
• La Monarchia costituzionale si fondava perciò su
due centri di potere ciascuno con proprie prerogative
e legittimazioni politiche distinte: da una parte il
principio monarchico-ereditario, dall’altro il
principio elettivo sia pure circoscritto ai cittadini
abbienti e istruiti.
La progressiva evoluzione della monarchia
costituzionale e la natura flessibile della costituzione
• Governo parlamentare o Monarchia parlamentare
• Re- Capo dello Stato
•
Nomina
Parlamento
Governo
rapporto di fiducia
• Il Governo seppur nominato dal Re, deve ottenere il voto
favorevole del parlamento sul bilancio annuale, sulle leggi
tributarie e sul programma di indirizzo politico. È inevitabile
pertanto che Il Governo non possa reggersi sulla sola nomina del
re ma deve avere una fiducia piena del Parlamento: la forma di
governo parlamentare, detta in tal modo perché l’elemento
monarchico è sempre più ininfluente (modello Westmister), è
caratterizzato dal rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento, il
quale può costringerlo alle dimissioni votando la sfiducia.
Se il Parlamento inizia ad
assumere un valore……….
• 1) distinguere tra Parlamentarismo dualista
e monista
• 2) Il Parlamentarismo nella democrazia
pluralista e il legame con il sistema dei
partiti
• 3) Il Parlamentarismo e le sue variabili e
meccanismi razionalizzaione del potere
• 4) Parlamentarismo maggioritario e
compromissorio
Parlamentarismo dualista e
monista
• La forma di Governo parlamentare si è affermata con l’evoluzione
dello Stato liberale. Possiamo tuttavia distinguere due momenti: Il
parlamentarismo dualista che si distingue:
• Potere esecutivo ripartito tra Capo dello Stato e Governo ( Esecutivo
bicefalo)
• Governo doveva ottenere doppia fiducia, del Re e del Parlamento
• Capo dello Stato aveva potere di scioglimento anticipato del
parlamento che fungeva da contrappeso alla responsabilità politica
del Governo
• Questo sistema affermatosi in Inghilterra nel XVIII secolo poi si è
sviluppato negli altri stati. Ciò è avvenuto in Italia con lo Statuto
Albertino. Il dualismo riflette l’equilibrio sociale tra monarchia e
Parlamento borghese.
Parlamentarismo monista
• Sistema in cui il Governo ha un rapporto di fiducia
esclusivamente con il Parlamento ed il capo dello Stato è
relegato in un ruolo di garanzia, estraneo al circuito di
decisione politica. Il principale strumento attraverso cui si
esprime tale trasformazione del ruolo del capo dello Stato è
la Controfirma . Essa ha assunto una funzione di trasferire
al Governo, controfirmante, la responsabilità politica per
gli atti del capo dello Stato; ed ha comportato il sostanziale
spostamento al Governo di funzioni importanti. Il
parlamento è diventato così monista perché la direzione
politica si è concentrata nel sistema Parlamento- Governo,
intimamente legati grazie al rapporto di fiducia!
L’ambigua
parlamentarizzazione dello
Statuto Albertino
• Lo Statuto Albertino (1848) prevedeva una forma di
governo apparentemente di tipo monarchico
costituzionale. Il Re era titolare del potere esecutivo, i
ministri suoi collaboratori, non esisteva un organo
collegiale di Consiglio dei ministri. Un ruolo importante
gioca l’esperienza di Cavour (1852-1861) che riuscì
nell’intento di creare una maggioranza parlamentare
autonoma. Ma la costruzione di tale maggioranza non era
dettata dalla forma di governo, ma piuttosto dalla
debolezza alterna del Re o del capo del Governo e la sua
maggioranza parlamentare. Per questi motivi si può dire
che la parlamentarizzazione dello Statuto sia a fasi alterne
ed ambigua.
Le forme di governo nella
democrazia pluralista
• Nella democrazia pluralista il funzionamento della
forma di governo è influenzata dalla presenza di
una pluralità di partiti e gruppi organizzati. Più
esattamente il funzionamento ed il rendimento
non possono essere considerati solo dalle regole
costituzionali (costituzione formale) ma dal
concreto attuarsi ed operare delle istituzioni (
Costituzione materiale) che risulta condizionato
dalle caratteristiche del sistema politico.
• Si usa dire che le norme costituzionali sulla forma
di governo sono a fattispecie aperta.
Sistema dei partiti e forme di
governo
• Sistema dei partiti ( complesso dei partiti e loro relazione).
• Quanto più le ali estreme sono radicali tanto più un sistema di
governo difficilmente si regge ( partiti anti sistema) Pertanto
il sistema funziona basandosi su una molteplicità di poli
politici (sistema multipolare).
• Quanto un sistema si permea su due grossi poli complessivi di
partiti (sistema bipolare) la competizione elettorale è vissuta
come competizione tra poli alternativi. Quindi emerge dopo le
elezioni una maggioranza che esprimerà il Governo. Perciò il
sistema bipolare può avere modalità di funzionamento simile
a quelle di un sistema bipartitico, in cui esistono due soli
partiti (Whigs and Tories) che si alternano nella gestione. Tra
forma di governo e sistema dei partiti esiste un rapporto di
condizionamento reciproco.
Le principali forme di
governo nel sistema di
democrazia pluralista.
• Il sistema Parlamentare ( con le sue
varianti) diffuso soprattutto in Europa.
• Il sistema Presidenziale, prevalentemente
gli Stati Uniti
• Il sistema semipresidenziale, in specie la
Francia.
Il sistema parlamentare e le
sue varianti
• La forma di governo parlamentare si
caratterizza per l’esistenza di un rapporto di
fiducia tra Governo e Parlamento, il primo
costituisce emanazione permanente del
secondo, il quale può costringerlo alle
dimissioni votandogli la sfiducia. Se il
parlamento è Bicamerale (modello Italia) il
voto deve essere dato dalle due camere, se la
fiducia o no viene data solo da una Camera, la
camera politica , il sistema è monocamerale per
ciò che riguarda la fiducia.
La razionalizzazione del
Parlamento
• Dopo la parentesi totalitaria gran parte degli stati si dotarono
progressivamente di modelli razionalizzati e scritti di disposizioni
costituzionali per ciò che riguarda il funzionamento del parlamento.
(Italia 1948, Francia 1946, Repubblica federale tedesca 1949, Svezia
1975, Belgio 1994, Grecia 1975, Spagna 1978). Scopo è la stabilità
del Governo con la sua capacità di realizzare l’indirizzo politico
generale. Occorre però dire che la nostra costituzione prevede una
scarsa forma di governo parlamentare razionalizzata (il problema
delle riserve di legge). Mentre quella tedesca risulta essere
razionalizzata e prevede una specie di parlamento che attribuisce
particolare risalto al capo del Governo, chiamato Cancelliere
federale. In particolare il cancellierato prevede che il cancelliere sia
eletto senza dibattito dalla camera politica (il Bundestag) su proposta
del Presidente federale, a maggioranza dei suoi membri. Se il
candidato non viene eletto la camera può indicarne un altro ed
eleggerlo nei 14 giorni successivi. Due obiettivi: consentire
formazione Governo forte legittimato dal parlamento.
La sfiducia costruttiva: serve
davvero?
• Lo strumento più interessante nel sistema del
cancellierato è la sfiducia costruttiva, in base
alla quale la camera politica può votare la
sfiducia al cancelliere solamente se
contestualmente elegge, a maggioranza
assoluta, un successore. In questo modo si
evita la crisi al buoi, crisi di Governo che si
aprono senza sbocchi politici. Tuttavia tale
istituto è stato usato raramente e con scarsi
effetti (1972-82), anche perché il sistema
tedesco seppur proporzionale è
effettivamente bipolare.
Parlamentarismo maggioritario e parlamentarismo
compromissorio
• Il funzionamento delle forme di governo va inoltre associato al
sistema complessivo dei partiti politici.
• E necessario pertanto distinguere tra un parlamentarismo
maggioritario ed un parlamentarismo compromissorio.
• Quello maggioritario si caratterizza per la prevalenza del governo e un
sistema bipolare o bipartitico. Lo stretto legame tra il capo di Governo
(presidente del Consiglio o cancelliere) e la sua maggioranza definisce una
stabilità della legislatura (Governo di legislatura). L’elettore formalmente
vota per il rappresentante di collegio ma indirettamente in quel
rappresentante si riconosce un partito o una coalizione che ha già indicato
chi assumerà la carica di Primo ministro. Il Governo dispone di una
maggioranza per farsi approvare i suoi disegni di legge sicché si dice
costituisca il comitato direttivo del parlamento. Ruolo non marginale è
svolto dall’opposizione che controllo l’operato del Governo. La funzione
della opposizione trova fondamento normativo in pratiche
consuetudinarie o regolamenti parlamentari. In U.K. addirittura
l’opposizione da vita ad un Governo alternativo detto Shadow Cabinet ,
un vero e proprio governo ombra contrapposto a quello esistente.
Un parlamentarismo
maggioritario: Il Sistema
Westminster
• Il modello (di) Westminster o
sistema (di) Westminster è un
sistema di governo democratico
sviluppatosi nel Regno Unito e
utilizzato da molti fra i paesi che
appartengono (o hanno
appartenuto) al Commonwealth
(per esempio Australia, India,
Irlanda, Malesia, Nuova Zelanda e
Singapore). Viene generalmente
citato come il prototipo più
significativo del sistema politico
maggioritario.
Origini
• Il modello Westminster non è il
risultato di una costituzione scritta,
bensì di una plurisecolare
evoluzione storica che ha portato al
concetto del responsible party
government. Tale evoluzione ha
anche fortemente condizionato la
costituzione del sistema partitico: i
partiti politici nel Regno Unito,
infatti, "hanno dovuto adattarsi al
sistema di governo parlamentare e
di gabinetto" (Jean Blondel).
Il ruolo del
parlamento
• Ruolo centrale nel modello Westminster ha certamente l'istituzione
parlamentare. Dalla Gloriosa Rivoluzione del 1688, che con la Carta dei
Diritti consacra il parlamento come luogo della sovranità - secondo il
motto "King in Parliament" - l'istituzione parlamentare rappresenta
l'arena centrale del paese all'interno di una società sostanzialmente
omogenea (si vedano a questo proposito il pensiero e le opere del
politologo Stein Rokkan). Sia che venga inteso come "la grande inchiesta
della nazione" (Somerset, 1734), come "congresso di opinioni" (Stuart
Mill 1861), o come uno "specchio non solo degli interessi materiali ma
anche dello spirito dell'Inghilterra", il parlamento gioca sempre un ruolo
fondamentale negli sviluppi sociali e culturali del paese.
• Una prima qualificazione del governo parlamentare classico è quella di
essere un "governo rappresentativo e responsabile" (Anthony Birch). Vi
ha poi un ruolo importante l'idea whig di rappresentanza che attribuisce
al parlamento un ruolo nel processo del decision-making: in altre parole,
la Camera dei Comuni è non solo un corpo rappresentativo ma anche un
corpo deliberativo, e quindi non è solo rappresentanza degli interessi e
delle critiche del paese. Ciò implica che i deputati devono rappresentare
non solo i vari interessi sezionali, e perciò frammentati, ma l'interesse
generale, "il pubblico bene in generale" . Il parlamento non è un
congresso di ambasciatori o delegati, ma un'assemblea deliberativa di
fiduciari (trustees), chiamati a perseguire l'interesse della nazione.
Un felice sistema: Il ruolo del
governo
• Conseguenza di tale concezione è che il governo sia considerato
responsabile verso il parlamento. La responsabilità collettiva del
governo verso il parlamento implica anche la responsabiltà
individuale anche dei singoli ministri. Quest'idea si fonda a sua
volta su tre presupposti (che corrispondono al concetto politico di
accountability):
• l'unità del Gabinetto (Cabinet);
• l'effettivo controllo del Gabinetto da parte del Primo
ministro;
• le dimissioni del primo ministro oppure lo scioglimento del
parlamento se il governo viene sconfitto in parlamento.
• Un'altra responsabilità del governo è la responsiveness, il dovere di
rispondere al paese e al popolo. Quest'idea non è escusivamente
effetto della democratizzazione, dell'allargamento del suffragio o
dell'avvento del concetto di partito di massa (vedi le teorie politiche
di Giovanni Sartori); esso è anche il risultato sia del primato del
parlamento che del cosiddetto governo aristocratico. Si incontrano
in tale modello la concezione tory del parlamento come espressione
degli interessi della nazione e la concezione whig del parlamento
come deliberativo.
Ancora il governo e
Parlamento Inglese
• È questa la responsabilità indipendente e funzionale di cui parla Sartori,
la quale richiede indipendenza di giudizio e di decisione; si differenzia
dalla concezione di responsabilità dipendente o personale, caratterizzata
invece dal rapporto verso un altro soggetto di volontà. Fra le due
concezioni regna il conflitto e la tensione politica: il responsive
government porta in sé la dottrina del governo della responsible
leadership, della responsabilità morale come prerogativa personale. Non a
caso Bagehot (1963) vedeva uno dei principi del parlamento
nell'obbedienza a leaders efficienti ed autorevoli. Altra conseguenza della
responsabilità trova luogo nel fatto che i membri del parlamento
dovrebbero essere indipendenti dalle loro constituencies, dovrebbero agire
in accordo con il proprio giudizio e non comportarsi come delegati delle
loro sopradette constituencies. "Nella teoria politica britannica, i
rappresentanti non sono delegati e non devono seguire istruzioni". La
centralità del parlamento, la sua supremazia o sovranità, implica
l'indipendenza della rappresentanza parlamentare nel suo complesso e
l'indipendenza dei suoi singoli membri: parlamento quale luogo di
sovranità effettiva, caratterizzato da una grande continuità storica, da
un'egemonia politico-culturale, da una legittimità mai sfidata, da una
forte capacità integratrice.
La dialettica dei partiti
•
Fondamentale la stretta correlazione tra sistema
parlamentare e sistema bipartitico, favorita
dall'assenza di fratture sociali o politico-istituzionali
per tutto il XVIII secolo, che avrebbero contrariamente
dato impulso allo sviluppo del multipartitismo. Il
conflitto politico fu perciò confinato all'arena politica
parlamentare, ove comincia a concretizzarsi il twoparty system". La condizione normale del sistema
parlamentare è una divisione tra due partiti, ciascuno
dei quali è pronto ad assumere l'ufficio quando l'altro
perde la sua maggioranza. Una divisione tra due
partiti è la condizione essenziale per il successo del
sistema parlamentare"(Lowell). La divisione attorno al
governo favorì l'emergere di un contesto bipartitico, di
una dualità tra governo ed opposizione che sarebbe
sfociata nella formazione di partiti ideologicamente
distinti. Dualità partitica come contesto permanente
della dialettica e dei conflitti politici.
Il party government
• Uno sviluppo importante del governo
parlamentare è la sua trasformazione in
party government: il partito è sentito come
unità essenziale,è necessario assicurarsi
stabili maggioranze, si avvia la crescita
dell'organizzazione partitica. L'assenza di
una salda maggioranza parlamentare e la
disorganizzazione dei partiti avevano
infatti prodotto uno stato di caos e di
inefficienza dei lavori parlamentari. "Senza
coerenti divisioni partitiche, la Camera dei
Comuni non era altro che una caotica e
disorganizzata massa"(Massari). Il rimedio
poteva essere individuato soltanto in uno
strong party government (Salisbury).
Premierato
• Premierato (dall'inglese premier: presidente
del consiglio dei ministri - primo ministro) è il
termine con il quale è usualmente chiamata, in
Italia, quella particolare versione del sistema
parlamentare che prevede un ruolo forte ed
autonomo, sia rispetto al consiglio dei ministri
sia alla stessa maggioranza parlamentare, del
capo della compagine governativa (in Italia:
presidente del Consiglio dei ministri) ed una
sua, diretta o "semidiretta", investitura
popolare.
Il parlamentarismo compromissorio:
Prevalenza del Parlamento
• Caratterizzato da un modello multipolare e multipartitico. Non
esistono indicazioni chiare dei partiti che durante le elezioni si
sfidano, né tantomeno dalle elezioni escono chiare maggioranze
o minoranze . È Il Parlamento il nucleo di accordi partitici, che
sono sostenuti anche da un sistema di regolamenti parlamentari
che implementano tali accordi. Lo stesso governo non è indicato
indirettamente dal popolo, ma è frutto di una concertazione
anche oscura tra i partiti. Il Capo del governo e i suoi ministri
hanno la fiducia a tempo nel senso che sono legati dal vincolo
compromissorio dei partiti che possono appoggiare il governo
direttamente o indirettamente. Paesi europei dove vige il
sistema di Parlamentarismo compromissorio sono L’Olanda,
Danimarca, Belgio e per certi versi lo è stata anche l’Italia
(pentapartito e governi balneari). Il parlamentarismo
compromissorio si fonda pertanto su una garanzia del
pluripartitismo e da una debolezza del Governo.
Sistema Presidenziale
• Nel sistema di governo chiamato repubblica presidenziale, il potere esecutivo
si concentra nella figura del Presidente che è sia il capo dello Stato sia il capo del
governo. Eletto direttamente dai cittadini, egli forma il suo governo, che non ha
bisogno di voto di fiducia parlamentare in quanto, avendo già la fiducia esplicita
dei cittadini tramite il loro voto, non ha bisogno della fiducia dei loro
rappresentanti. La legittimazione attraverso il voto conferisce al presidente una
chiara superiorità rispetto ai suoi ministri.
• Il Parlamento, eletto indipendentemente dal Presidente, è il solo titolare del
potere legislativo. Per controbilanciare il grande potere politico affidato al
Presidente, infatti, ai deputati viene affidata l'esclusiva potestà di iniziativa
legislativa. Il Presidente non può assolutamente modificare le leggi se non
affidandosi a deputati a lui vicini che agiscano secondo i desideri del Capo dello
Stato. La potestà legislativa non può essere delegata in alcun modo al governo
neanche per motivi d'urgenza. Questa netta divisione funzionale fra Parlamento
e Presidente si riflette nell'insindacabilità politica reciproca fra i due organi: il
Parlamento non può licenziare il Presidente il quale a sua volta non può
sciogliere le Camere. È il principio cardine della Divisione dei Poteri che
garantisce la democraticità di questa forma di governo.
• A corollario del sistema, secondo i principi di Montesquieu, vi è l'indipendenza
del potere giudiziario il quale, diretto da una Corte Suprema nominata dal
Presidente, ne è comunque totalmente autonoma in quanto non revocabile e
vitalizia.
Un esempio di repubblica
presidenziale: gli Stati Uniti
d'America
• La legittimazione popolare diretta pone il Presidente
dell'Unione nella condizione, almeno per quanto riguarda gli
Stati Uniti, di poter sostituire, o comunque costringere alle
dimissioni, i ministri. Tale prerogativa è una garanzia per
quella che viene definita "accountability", cioè il rendere
conto all'elettorato di quello che si è fatto mentre si era al
governo: infatti l'unico responsabile della scelta dei ministri è
il Presidente dell' Unione, e dunque è lui l'unico responsabile
di eventuali scelte "infelici". Anche se comunque
principalmente per ogni problema legato ad un singolo Stato
agisce una sorta di presidente regionale e poi successivamete
se diventa un caso nazionale (quindi federale) viene chiamato
in causa il presidente.
• La durata dei mandati sia del presidente, quadriennale, che
del parlamento, biennale, è fissa: il governo non può
sciogliere il parlamento, ma questo a sua volta non può
sfiduciare il presidente, in quanto entrambi gli organi
costituzionali traggono la loro legittimità da due diversi voti
popolari. L'assemblea può comunque mettere in stato
d'accusa il presidente per attentato alla Costituzione - quello
che si usa chiamare "impeachment", il quale tuttavia, si badi
bene, non è un'azione politica , ma un'azione giudiziaria.
• Il potere legislativo è affidato al Congresso: il presidente non
può introdurre disegni di legge, se non appoggiandosi in sua
vece a deputati del suo partito. Il parlamento può approvare
disegni di legge che però possono essere bloccati dal
presidente, grazie al suo potere di veto, per superare il quale
l'assemblea ha bisogno di una maggioranza qualificata di due
terzi. Le nomine dei funzionari federali, ministri compresi,
sono operate dal presidente dietro approvazione del Senato.
Un Governo Gabinetto: i segretari di
Stato
• Il presidente degli Stati Uniti gode della forte legittimazione politica e
popolare ( sistema dei grandi elettori) ha alle sue dipendenze
l’amministrazione federale e nomina i suoi collaboratori ( segretari di
Stato) che insieme riuniti formano il Gabinetto. Il Parlamento prende il
nome di Congresso ed ha struttura bicamerale . Le due camere sono Il
Senato formato da due rappresentanti per ogni Stato membro, rinnovati
parzialmente ogni due anni; la Camera dei rappresentanti formata su base
nazionale, in modo proporzionale alla popolazione degli Stati, da deputati
dalla durata biennale. Il Congresso è titolare del potere legislativo;
approva il bilancio annuale, mette sotto stato di accusa il Presidente.
Presidente e Congresso sono indipendenti. Pertanto il Presidente è seprato
dal sostegno Parlamentare e viceversa (bilanciamento dei poteri) Il
Presidente non può sciogliere il Parlamento. Formato così un Dualismo
monistico. Tale dualismo ha di solito riflessi anche elettorali raramente
Parlamento e Presidente sono stati di uguale colore. Tale
contrapposizione funziona per il ruolo effettivamente marginale, non
ideologico e privatistico dei partiti e dei deputati che sono visti come
comitati elettorali e possono essere contrattati dalla stesso Presidente
(Political Bargaining).
Presidenzialismi a rischio
democratico
• Sotto l'esempio statunitense, il modello presidenzialista si
espanse di regola nell'Ottocento nelle repubbliche dell'
America Latina man mano che raggiungevano
l'indipendenza; nella seconda metà del Novecento, questa
forma di governo fu ripresa anche in Stati appena
emancipatisi dalle potenze coloniali in Africa e Asia.
Tuttavia tutte queste copiature del governo dell'Unione
nordamericana mancavano, e mancano tuttora, di
quell'elemento fondamentale di garanzia democratica che
è la Divisione dei Poteri.
• Ciò ha dato storicamente luogo a periodici episodi di abusi
di potere presidenziali e ricorrentissimi colpi di Stato con
cui i Presidenti si sono trasformati in Dittatori.
Esempi di Repubbliche
presidenziali
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Argentina
Brasile
Colombia
Messico
Dittature presidenziali
Tunisia
La Repubblica parlamentare
• Nel sistema politico detto repubblica parlamentare il
Parlamento è l'unica istituzione a detenere la rappresentanza
della volontà popolare, in quanto tale elegge in modalità
differenti sia il governo che il presidente.
• Il presidente ha una funzione di garanzia verso le parti politiche
e di rappresentanza dell'unità nazionale, per ciò usualmente
non ha forti poteri di influenza politica sulle istituzioni.
• Il parlamento si rapporta con il governo tramite il voto di
fiducia, in questo modo esso ha perennemente il controllo
sull'agire dell'esecutivo con la possibilità di revocarlo e
nominarne un altro.
• Il giudizio sull'operato di una certa maggioranza parlamentare
e del suo governo viene quindi espresso dai cittadini solo
tramite il rinnovo dell'assemblea legislativa, diversamente da
quanto avviene nelle repubbliche presidenziali.
• Tale forma di governo è quella attualmente dominante in
Europa.
Un esempio di repubblica
parlamentare: l'Italia
• L'Italia è un esempio di repubblica parlamentare. Il parlamento
italiano è diviso in Camera dei deputati e Senato della
Repubblica e viene eletto ogni cinque anni dai cittadini. Esso
detiene il potere di nomina del presidente della repubblica e di
concessione o revoca della fiducia al governo.
• Il presidente della repubblica viene eletto ogni sette anni dal
parlamento in seduta comune tramite voto segreto e con la
maggioranza qualificata (o con la maggioranza assoluta dalla
quarta votazione in poi). Egli ha il potere di sciogliere le camere
e di nominare il governo ma non può essere sfiduciato dal
parlamento, anche se in seguito a gravi violazioni della
costituzione può essere messo sotto accusa dalle camere per alto
tradimento. La sua eventuale destituzione verrà decisa dalla
corte costituzionale.
…………….ancora
• Il governo è composto dal presidente del
consiglio e dai vari ministri; una volta
nominato dal presidente della repubblica esso
deve presentarsi alle camere per ottenere la
fiducia. Una mozione di sfiducia può essere
presentata in qualsiasi momento da un
decimo dei componenti di una camera, e nel
caso il governo sia sfiduciato il presidente
della repubblica può nominarne un altro o
decidere di sciogliere le camere qualora non
fosse possibile trovare un'altra valida
maggioranza parlamentare.
Repubbliche parlamentari
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Austria
Germania
Polonia
Grecia
India
Israele
Italia
San Marino
Semipresidenzialismo
• Nel sistema di governo detto Repubblica Semipresidenziale o
Semipresidenzialismo, il Governo si trova a dipendere dalla
fiducia di due organi designati da due differenti consultazioni
elettorali, il Presidente della Repubblica e il Parlamento. Il Primo
Ministro viene perciò nominato dal Presidente, ma necessita,
insieme al resto del suo esecutivo, della fiducia parlamentare. La
struttura è pertanto diarchica o bicefala del potere di governo: Il
Presidente della Repubblica e il primo Ministro. L’uno però è
legato ad una investitura popolare senza alcuna rapporto di
fiducia con il parlamento mentre l’altro nominato dal Presidente
ma deve avere la fiducia anche dal parlamento. Pertanto a
seconda della forza delle due teste avremo: forma di governo
semipresidenziale con presidente forte( V rep. Francese) ; forme
di governo semipresidenziale con prevalenza del Governo ( caso
Austria e Irlanda).
Questa forma di governo è
caratterizzata dai seguenti punti:
• l'elezione del Presidente della Repubblica avviene con voto
popolare distinto ed autonomo rispetto a quello del parlamento.
• il potere esecutivo è condiviso con il primo ministro che però
può scegliere e revocare.
• l'elezione popolare fa sì che il Presidente della Repubblica non
sia sfiduciabile dal parlamento. Il primo ministro ed il governo
possono essere sfiduciati dal parlamento e revocati dal
presidente.
• lo scioglimento del parlamento da parte del Presidente della
Repubblica avviene nei limiti costituzionali.
• Gli obiettivi di questa forma di governo sono di diminuire la
rigidità del sistema presidenziale senza avere i problemi legati
alla partitocrazia quando non esiste una maggioranza forte.
Questo sistema fa sì che il presidente abbia la possibilità di
indirizzare politicamente il governo e non essere solo un
garante al di sopra delle parti.
Un esempio di repubblica
semipresidenziale: la Francia
• Il modello semipresidenzila fu introdotto in Francia dal
generale De Gaulle nel 1958, e perfezionato con una successiva
modifica che introduceva l'elezione a suffragio universale del
Presidente.
• Sebbene il Presidente sia eletto direttamente dai cittadini e non
sfiduciabile, egli non è titolare esclusivo del potere esecutivo,
dovendolo dividere con il Primo ministro. Il Premier, nominato
dal Presidente della repubblica, deve avere per il suo governo
la fiducia, o almeno la non sfiducia, da parte del parlamento. Il
presidente può sciogliere l'Assemblea Nazionale, mentre il
parlamento non può sostituire il presidente anche se può
metterlo in stato d'accusa per motivi giudiziari.
Il ruolo forte del presidente
• Nomina il primo ministro; sottopone a referendum
ogni progetto di legge concernente l’organizzazione
dei pubblici poteri; scioglie L’assemblea nazionale;
deferisce al Consiglio costituzionale una legge prima
della sua promulgazione, affinché si veda la
legittimità costituzionale. Nomina tre membri del
Consiglio costituzionale; presiede le riunioni del
Consiglio dei ministri, può adottare misure necessarie
e d’urgenza in casi particolari. Tale idea in realtà
presuppone che quasi sempre assemblea e presidente
abbiamo uguale posizione politica e allora Il
Presidente è il più legittimato a formare l’indirizzo
politico di un Paese.
La coabitazione: due conviventi litigiosi !
• Qualora il Presidente perda le elezioni
parlamentari, evento verificatosi nel 1986 e
1993 sotto la presidenza Mitterrand, e nel
1997 con Chirac, si instaura una forzata
coabitazione fra Presidente e un Premier a
lui ostile.
• Potrebbe accadere se In Francia vincesse la
Royal.
Semipresidenzialismo e partitocrazia
• Se l'attuale modello di governo semipresidenziale è quello francese, i
primi casi storici di tale ordinamento possono essere considerati le
contemporanee Costituzioni della Repubblica di Weimar in Germania
e della neo-indipendente Finlandia. In tal senso era congegnata anche
la Costituzione della Repubblica d' Austria. Tuttavia, col passare degli
anni, la pressione dei partiti politici presenti in Parlamento, unita alla
debolezza di taluni presidenti e ad una concezione imperante che
vedeva in forti poteri presidenziali una minaccia alla democrazia,
portò ad un indebolimento de facto delle possibilità d'intervento e dei
poteri esercitabili dal Presidente in molti paesi. Se a presidenti eletti
con la forza del mandato popolare viene comunque garantita voce in
capitolo in politica estera, oggigiorno molti sistemi semipresidenziali
vedono la privazione del Presidente di ogni potere in politica interna,
tanto che numerosi autori tendono a declassare diversi Stati, quali ad
esempio la Finlandia e il Portogallo, e ad unanime consenso l'Austria,
a repubbliche parlamentari, nonostante la loro diversa origine storica.
Falsi semipresidenzialismi
• Formalmente, il sistema semipresidenziale fu adottato anche in
numerosi Stati del Terzo Mondo. Tuttavia la stragrande
maggioranza di queste nazioni è totalmente o in gran parte priva
di ogni crisma di democraticità, essendo assenti elezioni
multipartitiche o svolgendosi consultazioni popolari
assolutamente non libere, con minacce ed incarcerazioni di
esponenti dell'opposizione e monopolio dell'informazione da
parte del Governo. In tali casi il partito del Presidente è o unico o
schiacciantemente maggioritario, e dunque ogni controllo
parlamentare sull'operato del Capo dello Stato è puramente
formale. Il Presidente, che di norma tende a mantenere la carica a
vita, non è nient'altro che un Dittatore più discreto, attuando
quella che in spagnolo viene chiamata una dictablanda. Tali
sistemi, estranei alle forme di Stato democratiche, sono dunque da
considerarsi vere e proprie dittature.
Esempi………….
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Esempi di Repubbliche semipresidenziali
Francia
Romania
Moldavia
Ucraina
Russia
Taiwan
Semipresidenzialismi a tendenza parlamentaristica
Finlandia
Portogallo
Polonia
Libano
Mongolia
Regimi personali falsamente semipresidenziali
Egitto (Hosni Mubarak)
Pakistan (Pervez Musharraf)
In sintesi …
• Tutte le forme di governo parlamentare nella
democrazia pluralista hanno i seguenti caratteri:
• 1) Rapporto di fiducia Governo – Parlamento
• 2) Elezione popolare diretta del Primo Ministro
• 3)L’elezione contestuale di Primo Ministro e
parlamento
• 4) Un Governo di legislatura
Governo direttoriale
• Forma di governo direttoriale, in tale sistema istituzionale
un collegio composto da più persone funge da Capo dello
Stato e del Governo. Tale forma di governo - il cui primo
esempio è rappresentato dal Direttorio francese del 1795 - è
attualmente adottata soltanto dalla Svizzera e da tutti i
Cantoni membri della Confederazione, a livello cantonale
però – differenza non da poco – l’esecutivo è eletto
direttamente dal popolo. Nel passato, tale sistema
costituzionale fu copiato soltanto in Uruguay e oltretutto,
seppure a due riprese nel 1917 e nel 1951, in ambo i casi per
un breve lasso di tempo.
Storia del sistema
direttoriale
• L’idea di un esecutivo direttoriale risale alla fine del XVIII secolo.
Coloro che avevano posto fine al governo di Robespierre si posero
infatti un ben preciso obbiettivo: evitare in qualsiasi modo che il
potere potesse nuovamente concentrarsi nelle mani di un'unica
persona con gli esiti sanguinosi dell’anno di governo di
Robespierre.
• La cosiddetta costituzione dell’anno terzo - promulgata nel
settembre del 1795 - fu quindi redatta sulla base di una rigida
applicazione del principio della separazione dei poteri, cercando
oltretutto di tenere l’Esecutivo per quanto possibile sotto scacco. Il
Governo fu pertanto affidato ad un direttorio di cinque membri, alle
cui dipendenze vi erano altri sei ministri. In questa forma il governo
direttoriale tradisce maggiormente la propria somiglianza con il
sistema presidenziale, nella quale appunto il Presidente, si avvale
della collaborazione di ministri da lui nominati.
Ancora un po’ di storia
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Grazie al Bonaparte il governo direttoriale venne esportato al di fuori dei confini francesi nelle
altre Repubbliche satelliti, fra le quali la Repubblica Elvetica e la Repubblica Cisalpina.
Scomparsa a livello nazionale svizzero dopo l' Atto di Mediazione del 1803, la forma di governo
direttoriale rimase tuttavia viva a livello cantonale, anche dopo la Restaurazione nel 1815.
Tale tipo di governo - per sua natura poco adatto alla concentrazione di eccessivo potere - si
confaceva particolarmente all’instaurarsi nei vari Cantoni, a partire dal 1830, di governi di tipo
liberale.
Fu così che, quando una commissione fu chiamata nel 1848 a dare agli Svizzeri la prima
costituzione federale (dopo la guerra civile del Sonderbund che aveva diviso i Cantoni cattolici
conservatori favorevoli al mantenimento di lievi legami confederali e i Cantoni liberali che
auspicavano un vincolo più forte), essa ebbe davanti agli occhi un modello di organo esecutivo
che si prestava a non ingenerare eccessive ansie sia nei liberali per i motivi più volte delineati,
ma anche in coloro che volevano preservare la massima sovranità dei Cantoni e avversano
quindi un governo centrale troppo forte. All’epoca, i governi cantonali erano eletti
dall’assemblea legislativa e non, come ora, direttamente dal popolo. Fu quindi altrettanto
naturale prevedere che il Consiglio federale andasse eletto dall’ Assemblea federale in riunione
congiunta.
Nel caso svizzero la forma di governo direttoriale ha potuto esplicare al meglio le proprie
potenzialità grazie ad altre caratteristiche politiche in parte uniche del Paese. Da un lato la
dimensione ridotta della Svizzera congiunta a una peculiare complessità culturale, dall’altro
l’ampio uso degli strumenti (referendum e iniziativa) della democrazia diretta nonché la
conservazione di quest’ultima addirittura nella sua forma integrale nei Cantoni a
Landsgemeinde, nei quali l’intera popolazione esercita direttamente la funzione legislativa
senza demandarla ad un’assemblea rappresentativa.
Governo direttorio svizzero
• Assemblea federale: rappresenta i cantoni con le loro
diversità
• Consiglio federale ( Direttorio- formato da sette membri,
eletto ma non revocabile dal primo): svolge
contemporaneamente funzioni di Governo e di capo dello
Stato.
• Un Governo confederale che impone che Governo e Capo
dello Stato abbiano una struttura unica e collegiale proprio
per comprendere una pluralità di comunità etniche,
linguistiche e religiose.
Un governo assembleare?
• Non si può sostenere che esista un vero e
proprio governo assembleare dove sia il
governo sia improvvise maggioranze
mutano in seno ai cambiamenti
parlamentari. Come assemblee di
condomino! Ma piuttosto sia una forma di
degenerazione delle forme classiche di
governo sinora illustrate e dove il sistema
della rappresentanza, i poteri dello Stato e
i meccanismi sono inceppati.
Manuali di riferimento
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Forme di governo (Lettura)