IL TIROCINIO CLASSE L. 18
Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e
della Formazione
A.A. 20122012-13
TUTOR: PROF.SSA PESARE FRANCA
INCONTRI PROPEDEUTICI ALLE
ATTIVITA’ DI TIROCINIO
INDICE
•Perché del tirocinio
•Finalità del tirocinio
•Che cosa è il tirocinio
•Obiettivi del tirocinio
•Formatore e il suo profilo professionale
•Educatore e il suo profilo professionale
•Fasi del tirocinio
PERCHÉ DEL TIROCINIO
LEGITTIMAZIONE DEL TIROCINIO
Per educare in modo corretto e produttivo
non basta possedere conoscenze teoriche
disciplinari, didattiche e socio-psicopedagogiche.
Occorre fare i conti con una serie di variabili
molto significative che risulta impossibile
anticipare a tavolino(ad esempio, reazioni dei
soggetti agli stimoli offerti dal tutor etc.)
... La pratica professionale
presenta dei contenuti propri che
vanno esplicitati e sui quali
occorre riflettere...
... Nel rapporto con la pratica professionale il
tirocinante può maturare la consapevolezza
della delicatezza e complessità del compito e
quindi della facilità con cui si può incorrere in
errore.
Questa consapevolezza costituisce uno dei
tratti che maggiormente qualificano la
professionalità educativa e formativa.
Collocare il tirocinio all’interno del percorso
curriculare significa voler mettere lo studente
in grado di affrontare tale percorso in modo
critico e consapevole offrendogli la possibilità
di ricadute tra teorie ed esperienze, fra
cultura universitaria e cultura del mondo del
lavoro
FINALITA’ DEL TIROCINIO
Acquisizione di
strettamente connesse con la pratica
professionale
Acquisizione di competenze teorico-pratiche di
natura, relazionale, comunicativa, gruppale,
deontologica
Il
tirocinio è volto allo sviluppo di
sostanzianti l’operatività professionale e/o
(ad es. competenze di
di tipo
analisi, osservazione, di progettazione,
negoziazione, verifica) fondanti la capacità
di inscrivere l’azione professionale entro i
contesti di esercizio e di orientarla allo
scopo.
CHE COSA E’ IL TIROCINIO
Il tirocinio è una attività didattica
interna al processo formativo,
come tale va progettato,
organizzato, praticato e verificato
Il tirocinio è la proiezione
in cui la professione vede
riflessa la propria progettualità
tra risorse e problemi
Il tirocinio è costituito da una serie di
occasioni e di opportunità attraverso
le quali l’aspirante professionista
prende diretto contatto con la realtà
lavorativa nella quale dovrà inserirsi
in futuro.
un’occasione formativa durante la quale le
problematiche teoriche e metodologiche della
educazione vanno misurate con la realtà educativa
esistente e questa, viceversa, ricondotta ai quadri
generali di riferimento
un’area formativa che si incerniera con tutto il
curricolo universitario.
dove si esprime e si elabora l’interazione tra
professionalità e conoscenze specifiche disciplinari;
si integrano la teoria e la pratica, facendo emergere
le problematiche e/o le risorse dove si può riflette e
valutare sul grado della professionalità in
costruzione .
complessa che evidenzia
una serie di variabili educativamente significative
che risultano difficilmente manipolabili e non
sempre anticipabili
alla necessità di dare soluzione ad un
problema chiave delle scienze formative e cioè al
rapporto teoria e pratica;
ai futuri educatori e formatori di vivere
(osservare,partecipare,
essere
presente,..)
direttamente le situazioni con i soggetti che
operano nei luoghi e negli ambienti lavorativi in
una successione di attività che favoriscono
l’esperienza professionale;
permette una verifica della validità della propria
scelta professionale;
offre spunti di riflessione sull’attività educativa
così da poter operare una analisi critica in
grado di aiutarlo nel presente e nel futuro;
determina negli studenti una riflessione critica
sulle situazioni educative ;
forma al cambiamento.
OBIETTIVI DEL TIROCINIO
L’obiettivo non è certo quello di appiattire
la
formazione
universitaria
sulla
acquisizione di pratiche professionali, in
una sorta di apprendistato, ma quella di
apprendere dall’esperienza all’interno di
un curriculo formativo in grado di
sollecitare
riflessioni, ripensamenti,
metacognizioni.
Primo obiettivo
OSSERVAZIONE
L’osservazione è :
un’operazione di prelievo e di
strutturazione dei dati in modo che dalla
complessità della situazione appaia la
rete di significati in essa presenti.
Osservare è:
prestare attenzione a tutto quello che
l’interlocutore trasmette, inconsciamente o
meno, al di là delle parole, attraverso la
cosiddetta comunicazione non verbale: dal
tono della voce alla mimica, dalla postura
alla gestualità.
il contesto, i colleghi, gli utenti;
: le risorse, le possibilità, le
aspettative(operatori, utenti, strutture)
: il ruolo che egli ricopre
all’interno della struttura ed i limiti del
proprio agire professionale
ad apprendere, modalità di
lavoro, effettuazioni di scelte e decisioni,
processi di
trasformazione
mentalità, se stessi, le proprie convinzioni.
PERCHE’ L’OSSERVAZIONE
Le situazioni educative e di apprendimento
sono molto diverse tra di loro
Osservare è
rilevazioni.
fare
il
punto
attraverso
L’osservazione è il mezzo attraverso cui si
può seguire,fondare e dirigere l’esperienza.
COME OSSERVARE
- Proprio profilo professionale con ruoli,
compiti e funzioni;
- le tecniche di osservazione;
- gli strumenti d’osservazione;
- le fasi e le procedure della progettazione
Riesaminare valutativamente le esperienze
Secondo obiettivo
parte A
CONOSCERE IL PROFILO PROFESSIONALE DEL
FORMATORE
Il Formatore
opera professionalmente negli ambiti:
- della formazione professionale,
- della formazione manageriale,
- della formazione aziendale in generale, all’interno
di organizzazioni pubbliche e private operando per
lo sviluppo personale e professionale delle persone
adulte e dei giovani adulti inoccupati lungo tutto
l’arco della loro vita;
si occupa di:
- progettazione,
- gestione e valutazione dei processi formativi.
Bozza D. M.
Il Formatore
Art. 1. Formatore
Il Formatore svolge le precedenti funzioni nelle seguenti
attività:
a)Organizza e gestisce processi di formazione professionale
iniziale e di aggiornamento di lavoratori. Sviluppa percorsi
formativi sia in presenza che a distanza
b)Progetta e pianifica curricula formativi professionalizzanti
e riqualificanti per persone occupate o in cerca di
occupazione
c)Eroga le attività formative in presenza o a distanza,
d)Valuta il percorso formativo in termini di apprendimento
e)Valuta il percorso di apprendimento in termini di customer
satisfaction
f) Pianifica i percorsi di formazione erogati
attraverso i finanziamenti pubblici
(formazione finanziata, bandi regionali o
provinciali, Fondi UE ecc.) o privati,
promuove, svolge attività formative e valuta
l’intero percorso.
g) Progetta e realizza materiali didattici a
supporto dell’apprendimento anche
multimediali
Le attività del Formatore possono essere svolte da privati in regime
professionale, anche all’interno delle seguenti organizzazioni
organizzazioni::
a) Enti pubblici
b) Agenzie per il lavoro
c) Centri territoriali permanenti
d) Consorzi di Formazione (organizzazioni, pubbliche, private o miste
che riuniscono un numero di imprese interessate a realizzare servizi di
formazione)
e) Enti di Formazione
f) Aziende (medie e grandi, pubbliche o private dotate di un servizio
di formazione aziendale e manageriale o di un’unità organizzativa di
gestione delle risorse umane, cui compete anche la gestione delle
azioni di formazione)
g) Società di Consulenza
h) Agenzie formative accreditate dalle Regioni per la gestione del
Fondo Sociale Europeo e altri finanziamenti pubblici destinati ad azioni
ed interventi formativi sul territorio
FASI DEL TIROCINIO
Secondo obiettivo
parte B
CONOSCERE IL PROFILO PROFESSIONALE
DELL’EDUCATORE
Bozza D. M.
Educatore
Art. 1. Educatore
è la figura professionale che viene prima del pedagogista,
opera direttamente nel campo dell’educazione non formale
della popolazione, giovane e adulta.
Opera professionalmente nei contesti scolastici, sociali,
culturali, ambientali, lavorativi, giudiziari e dello sviluppo
umano e della pace.
La sua azione educativa è rivolta alla persona ed ai gruppi
nelle diverse stagioni della vita.
L’educatore opera nei processi educativi attraverso le seguenti attività di tutela,
prevenzione del disagio e promozione del benessere per gli adolescenti
Attività educative di socializzazione, apprendimento e sviluppo culturale nella vita
adulta
Attività educative a sostegno dell’apprendimento scolastico per soggetti svantaggiati
Attività educative per l’inclusione scolastica nei contesti sociosocio-territoriali svantaggiati
Attività di educazione corporea per la promozione del benessere
Attività educative di socializzazione di gruppi, comunità sociali, culturali e territoriali
Attività di educazione per la promozione dell’apprendimento nei processi comunicativi
multimediali
Attività educative di accompagnamento all’apprendimento in ingresso, durante ed in
uscita dall’attività lavorativa
Attività di rieducazione e risocializzazione volte al recupero e al reinserimento dei
soggetti detenuti nella vita sociale
Attività di educazione espressive, ludiche e di socializzazione nell’età evolutiva
Attività educative nelle priorità e nelle emergenze della cooperazione internazionale e
di accompagnamento all’apprendimento degli educatori
Le attività dell’educatore possono essere svolte da privati in regime
professionale, anche all’interno di specifici servizi educativi:
educativi:
a) Servizi educativi rivolti allo sviluppo della persona
b) Servizi educativi all’infanzia
c) Servizi educativi per la tutela, la prevenzione del disagio e la promozione
del benessere per gli adolescenti
d )Servizi di educazione formale e non formale per gli adulti
e) Servizi educativi scolastici
f) Servizi educativi extrascolastici
g) Servizi educativi, espressivi, motori e del tempo libero
h) Servizi educativi rivolti ai gruppi per l’inclusione sociale
i) Servizi di educazione ambientale
j) Servizi educativi ai beni culturali
k) Servizi educativi per le tecnologie informative e comunicative
l) Servizi educativi nei contesti lavorativi
m) Servizi di rieducazione e di risocializzazione per i soggetti detenuti
n) Servizi educativi allo sviluppo umano locale nelle comunità territoriali
o) Servizi educativi nella cooperazione internazionale
p) Servizi educativi di apprendimento e formazione degli educatori
I FASE
CONOSCENZA DELL’AREA ISTITUZIONALE
CONTENUTI: storia delle istituzioni, struttura delle
istituzioni, localizzazione (fondi, scopi, reclutamento,
conoscenza collaboratori, conoscenza utenza)
METODI: osservazione non partecipe, colloqui con
i responsabili
STRUMENTI: conoscenza statuto, diario di bordo
TEMPI
II FASE:
CONOSCENZA DEL FORMATORE
CONTENUTI: titolo di studio, ruolo, compiti e funzioni,
rapporti ente-operatori, operatore-operatore
METODI: osservazione partecipe, indiretta,
colloqui con operatori
STRUMENTI: diario di bordo
TEMPI
III FASE:
CONOSCENZA DELL’UTENZA
CONTENUTI: conoscenza dei destinatari del servizio;
analisi delle loro storie, bisogni, aspettative e risorse,
rapporti tra utenti rapporti tra operatori e utenza
METODI: osservazione partecipe, colloqui con
utenti
STRUMENTI: diario di bordo
TEMPI
Prof.ssa Calaprice Silvana
IV FASE:
CONOSCENZA DELL’AREA RELAZIONALE
CONTENUTI: rapporti ente–mondo esterno, enteistituzioni, ente-operatori, ente-utenza, spazi e tempi
dedicati alla formazione
METODI: osservazione partecipe, indiretta,
colloqui con operatori, colloqui con i responsabili e
colloqui con l’utenza
STRUMENTI: diario di bordo
TEMPI
Schema per la stesura di
una relazione
RELAZIONE FINALE DI TIROCINIO
1. Descrizione analitica:
- area Istituzionale
- figura del formatore e dell’educatore
- utenza
- area relazionale
2. Presentazione eventuale di attività personale
svolta all’interno di un progetto
3. Valutazione dell’attività svolta
ADESSO VEDIAMO COSA FAREMO DA
DOMANI PER POTER SVOLGERE LA
NOSTRA ATTIVITA’ DI TIROCINIO
1. DOMANDA
DOVE LO VOGLIAMO SVOLGERE?
in Enti convenzionati
in Enti NON ANCORA convenzionati
Come riconoscimento attività lavorative, di
volontariato e servizio civile pertinente
Se in enti convenzionati
devo:
1. Prendere visione on-line dell’elenco degli Enti convenzionati
2. Scaricare on-line il modulo per la scelta dell’Ente che la
Segreteria Didattica assegnerà e consegnarlo sempre in
Segreteria nelle giornate di ricevimento
3. Ritirare presso la Segreteria Didattica, il Progetto formativo da
far compilare all’Ente e da riconsegnare in Segreteria prima
dell’inizio del tirocinio
4. Cominciare il Tirocinio dopo 15 gg. (tempo minimo per
l’attivazione della copertura assicurativa) dalla riconsegna del
Progetto Formativo, dopo aver ritirato il diario delle presenze
firmato dal Preside di Facoltà ed il modulo riepilogativo dei
documenti necessari ai fini della verbalizzazione.
FINE TIROCINIO
1. Consegnare al termine del tirocinio (100 ore pari a 4
cfu)
cfu) al docente responsabile della verbalizzazione
(coordinatore del Tirocinio, prof.ssa Pesare) nelle
giornate che saranno comunicate per la valutazione dei
documenti di tirocinio:
- la relazione finale di tirocinio,
- la valutazione del tutor dell’ente
- il diario delle presenze firmato.
2. A questo punto il coordinatore del tirocinio, nelle
date di verbalizzazione, dopo aver somministrato un
questionario, verbalizza il tirocinio e trascrive sul
libretto.
Se intendo svolgere il tirocinio presso enti non ancora
convenzionati
devo:
1. Ritirare dalla Segreteria Didattica la lettera di
presentazione con acclusa la scheda per la Proposta di
Convenzione
2. Portarla all’Ente individuato e farla compilare dal
responsabile dello stesso
3. Riconsegnarla in Segreteria Didattica con allegati copia
dello Statuto o Regolamento dell’Ente, informativa circa le
attività
dell’Ente
negli
ultimi
tre
anni
ed
un’autocertificazione con l’indicazione del possesso del
requisito del numero dei dipendenti a tempo indeterminato
come da art. 1 del D.M. 142/98, allegato alla scheda di
Proposta di Convenzione.
4. Previa valutazione positiva sull’Ente da parte
della Commissione Tirocinio del Corso di Laurea
e approvazione del Consiglio di Dipartimento, si
stipula la convenzione che dovrà essere
controfirmata dalle parti. Successivamente i
tirocinanti potranno prendere contatti con la
Segreteria Didattica per compilare il modulo per
la scelta dell’Ente
5. A questo punto la procedura si unifica con il
punto 4) delle procedure ente convenzionato.
Se il tirocinio intendo farmelo riconoscere
per attività lavorative, di volontariato e
servizio civile svolte, pertinenti
devo:
1. Visionare on-line la “Guida per il riconoscimento del credito
sostitutivo” del Corso di Laurea e scaricare il modulo A o B (a
seconda che si tratti di attività lavorativa o servizio civile o
volontariato) relativo alla richiesta di convalida
2. Compilarlo secondo le indicazioni e predisporre tutta la
documentazione
3. Consegnarlo in Segreteria Didattica nelle scadenze indicate al
link “Guida al riconoscimento del credito sostitutivo di tirocinio”
(febbraio – maggio – ottobre) nel nostro sito di Facoltà:
www.fasf.uniba.it/tirocinididattici
SECONDA DOMANDA
Quando?
In caso di Enti convenzionati, dopo la verbalizzazione del tirocinio
interno bisogna partecipare all’incontro propedeutico al tirocinio
esterno e poi scegliere l’Ente secondo le modalità definite dalla
Segreteria Didattica;
In caso di richieste di riconoscimento del credito sostitutivo del
tirocinio, nelle date fissate per il riconoscimento di attività
lavorative, di volontariato e di servizio civile pertinenti (febbraio,
maggio e ottobre in Segreteria Didattica procedura onon-line).
BUONE
COMPETENZE
A TUTTI!!!
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slide tirocinio - Dipartimento di Scienze della Formazione