UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA
SSIS - SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER
L’INSEGNAMENTO SECONDARIO DELL'EMILIA ROMAGNA
SEDE DI FERRARA
ANNO ACCADEMICO 2006-2007
DOCUMENTO SUL TIROCINIO
DIDATTICO PRESSO LA S.S.I.S. :
FINALITÀ, OBIETTIVI E MODALITÀ DI SVOLGIMENTO
Documento elaborato dai Docenti Supervisori di Tirocinio
in servizio nella Sede di Ferrara della S.S.I.S. Emilia Romagna
Ottobre 2006
Università di Ferrara - S.S.I.S. - Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario
Il tirocinio didattico nella SSIS: finalità, obiettivi, modalità di
svolgimento
Competenze dell’insegnante e finalità del tirocinio didattico
Il tirocinio è una parte essenziale della formazione iniziale dell’insegnante, compito istituzionale
della Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario.
“Alle attività di tirocinio, ivi comprese le fasi di progettazione e di verifica, è destinato non
meno del 25% dei crediti della Scuola di Specializzazione.” (Bando di ammissione al VII
Ciclo della SSIS Emilia Romagna, 2005-2006).
Il corso biennale di specializzazione prevede che un quarto delle ore complessive, ed un quarto dei
crediti complessivi (30 crediti, su un totale di 120 crediti complessivi), sia dedicato al tirocinio.
Il tirocinio, in particolare, ha l’obiettivo di far conseguire alcune competenze fondamentali nella
formazione iniziale del futuro insegnante.
Tali competenze possono essere collocate nei seguenti quattro ambiti:
Competenze disciplinari e didattiche;
Competenze relazionali;
Competenze organizzative;
Competenze istituzionali.
Il tirocinio dovrà consentire allo specializzando di integrare le conoscenze teoriche, ricavate dai
corsi e dai laboratori della Scuola di Specializzazione all’Insegnamento, con le esperienze in classe,
al fine di contribuire alla costruzione iniziale della sua professionalità di docente.
La conclusione della S.S.I.S., con il conseguimento del diploma di specializzazione, non sarà un
punto di arrivo, ma una tappa importante per un percorso di riflessione sulla propria pratica di
insegnamento in una prospettiva di formazione continua dell’insegnante.
Finalità e obiettivi del tirocinio
Il tirocinio didattico persegue alcune finalità principali:
Rendere espliciti, analizzare e rielaborare criticamente i modelli di insegnamento che lo
specializzando ha incontrato nel suo curricolo di studi;
Rendere consapevoli della molteplicità dei fattori che influenzano la situazione di
insegnamento-apprendimento nella classe (contesto scolastico, ambiente, dinamiche
interpersonali, contenuti disciplinari,…);
Riflettere sulla singolarità del processo di apprendimento individuale (fascia di età, interessi e
motivazioni, risorse individuali, …);
Introdurre lo specializzando nella vita e nell’attività delle scuole secondarie per favorire
l’acquisizione delle competenze proprie della professione docente nei seguenti ambiti:
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o Della pratica didattica riguardante gli insegnamenti propri della/e classe/i di abilitazione
(strategie di intervento educativo, costruzione di unità didattiche, analisi di libri di testo,
scelta di strumenti e procedure di controllo dell'
apprendimento…);
o Degli aspetti relazionali, collegiali, di programmazione e di gestione della scuola;
o Delle competenze istituzionali (saper svolgere le proprie azioni didattiche, relazionali,
organizzative nell’osservanza dei diritti-doveri sanciti dalla Costituzione italiana, dallo stato
giuridico degli insegnanti, da ogni altra normativa vigente,…).
Soggetti coinvolti nel tirocinio didattico
Tirocinante (o specializzando)
È l’insegnante in formazione che concorda i contenuti e le modalità di attuazione del modulo di
tirocinio con il docente supervisore del tirocinio (SVT) presso la Scuola di Specializzazione e con il
docente “tutor” delle scuole; il tirocinante analizza l’esperienza con il docente “tutor” e con il SVT.
Compila il “diario del tirocinio”, eventuali schede strutturate (o semistrutturate) di osservazione e
scrive una traccia delle lezioni svolte nella fase del tirocinio attivo.
Questi materiali serviranno come base di documentazione per la preparazione della "Relazione
finale " che sarà svolta dallo specializzando al termine delle sua esperienza di tirocinio.
Per alcune indicazioni sull’uso di questi strumenti e la stesura concreta della relazione finale, si
rinvia alla documentazione allegata.
Tutor (o docente “accogliente”)
È l’insegnante che, all’interno delle Istituzioni scolastiche che hanno aderito alla Convenzione sul
tirocinio didattico con l'
Università di Ferrara, accoglie nelle proprie classi il tirocinante. Collabora
ad organizzare la struttura del modulo di tirocinio con il supervisore (SVT in servizio nella SSIS)
per definire contenuti, tempi e metodi; presenta i contenuti specifici e ne concorda l’attuazione con
il tirocinante. Al termine del tirocinio traccia con lo specializzando un bilancio dell’esperienza; su
tale esperienza invia una relazione finale, di cui si allega un modello, al supervisore del tirocinio.
Supervisore del tirocinio (SVT)
È l’insegnante in servizio alla S.S.I.S. responsabile di seguire il tirocinio; definisce i metodi e le
finalità generali del tirocinio con gli specializzandi e ne segue il lavoro “in itinere”. Il SVT nella
prima fase della sua attività approfondisce con gli specializzandi (tirocinio “indiretto”) gli aspetti
organizzativi dell'
istituzione scolastica (articolazione amministrativa di tipo dirigenziale, organi
collegiali, autonomia scolastica, Piano dell’Offerta Formativa, curricoli nazionali, programmi
disciplinari, documenti dell'
insegnante,…) e quelli direttamente legati alla didattica (progetti,
percorsi pluridisciplinari, cicli di lezioni, moduli, unità didattiche, valutazione, strumenti didattici,
libri di testo, uso di computer e di strumenti multimediali,…).
Successivamente il SVT propone agli specializzandi di predisporre lo schema di percorsi didattici
dei quali controlla la validità, guida il confronto tra i tirocinanti del proprio gruppo, con cui discute
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e valuta le esperienze di tirocinio diretto, segue la stesura della relazione dello specializzando
sull'
attività del tirocinio e dei laboratori didattici (tale relazione costituirà parte integrante
dell'
esame finale). Collabora con i docenti universitari titolari dei laboratori didattici al fine di
armonizzare la programmazione tra i laboratori ed il tirocinio. Programma e organizza con i docenti
tutor e gli specializzandi il programma dei moduli di tirocinio.
Struttura e organizzazione del tirocinio
La struttura del tirocinio si articola secondo le seguenti fasi:
iniziale osservazione dei diversi aspetti della realtà scolastica (didattico-disciplinari, relazionali
ed organizzativi,…)
e successivamente:
programmazione del tirocinio attraverso la costruzione di lezioni, unità didattiche, moduli;
azione nella realtà scolastica;
verifica dell’intervento svolto e dell’intera attività di tirocinio.
Per l’attività di tirocinio diretto, si consigliano non meno di 60 ore complessive, comprensive
di:
•
conoscenza dell'organizzazione dell'Istituto, del Piano dell’Offerta Formativa, della
programmazione del dipartimento disciplinare, della programmazione didattica del
docente Tutor (o dei Tutor),…;
•
eventuale partecipazione a riunioni collegiali;
•
effettiva presenza in classe per il tirocinio osservativo e per quello attivo,
•
incontri preparatori e di monitoraggio del tirocinio con il Tutor e i SVT;
•
momenti di discussione e confronto supervisori – specializzandi;
•
….
Come parte fondamentale del monte ore complessivo (non meno di 60 ore), per svolgere in
modo soddisfacente l’attività di tirocinio, sono necessarie almeno 30 ore di presenza effettiva
in classe comprensive sia del Tirocinio osservativo sia del Tirocinio attivo, curando
un'equilibrata distribuzione di tempi tra le discipline che eventualmente compongono la classe
di abilitazione cui si fa riferimento (ad esempio, Matematica e Fisica nel caso della classe di
abilitazione A049).
Accanto a queste ore ci sarà una serie di attività preparatorie alle attività di tirocinio “in situazione”
(analisi, progettazione e simulazione di percorsi didattici, laboratori didattici,…).
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L'osservazione dell’attività didattica; linee guida per il tirocinio “osservativo”
La prima parte del tirocinio, di tipo osservativo, si articola nei seguenti momenti:
1. preparazione del tirocinio didattico con i docenti supervisori della SSIS e con il docente tutor;
2. osservazione in classe;
3. riflessione, confronto e rielaborazione con il tutor ed il supervisore di tirocinio.
Nel primo momento di presenza nella scuola, gli specializzandi vengono a conoscenza:
della tipologia generale della scuola (indirizzi, sperimentazioni, programmi,…);
della realtà dell’Istituto (piano dell’offerta formativa, normative interne, risorse, qualità e grado
di utilizzazione delle attrezzature, attività, organi collegiali,…);
della programmazione disciplinare a livello di dipartimento e di classe;
della situazione della/e classe/i dove si svolgerà il tirocinio (inizialmente osservativo e
successivamente attivo).
Il tirocinio deve far risaltare una stretta integrazione tra le competenze didattico - disciplinari,
relazionali, organizzative e istituzionali dell’insegnante in formazione.
L’acquisizione di tali competenze non è raggiungibile compiutamente con la sola formazione
teorica, ma necessita di un lavoro a contatto con le classi sotto la guida del docente tutor e dei
docenti SVT.
Risulta quindi fondamentale la funzione del tutor che, accogliendo il tirocinante nelle proprie classi,
può guidarlo nell’individuazione degli elementi costitutivi di tali competenze e aiutarlo a farle
proprie.
Il tutor che accetta questo ruolo, perché in possesso di una professionalità utilizzabile nel processo
di formazione dei docenti, si pone quindi in un’ottica di ricerca-azione essendo consapevole che la
presenza nelle sue classi del tirocinante può essere una risorsa per riflettere in modo più sistematico
sulla propria attività.
Si ritiene importante, nel rispetto delle scelte didattiche di ogni tutor, che il tirocinante faccia
esperienza di varie attività, di diversi tipi di interazione didattica e di uso delle risorse (ad esempio,
oltre la lezione frontale, anche attività di laboratorio, utilizzo delle nuove tecnologie, esercitazioni,
momenti di verifica e di valutazione, attività di recupero e di approfondimento,…).
Si forniscono alcune indicazioni che dovrebbero guidare lo specializzando durante il tirocinio di
tipo osservativo:
E’ importante, prima di tutto, stabilire un rapporto di fiducia reciproca tra specializzando e
insegnante-tutor per una relazione autentica e proficua. A tal fine sono auspicabili brevi incontri
tra tutor e specializzando prima e dopo la lezione.
La modalità più corretta per riportare i dati dell’osservazione è descrivere ciò che si è visto. Ciò
non esclude momenti di interpretazione personale, che però vanno distinti dalla descrizione
“oggettiva”.
E’ opportuno che lo specializzando conosca preventivamente gli aspetti della lezione su cui
focalizzerà la propria attenzione, con quale obiettivo e per quanto tempo.
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Lo specializzando, in questa fase, dovrebbe interferire il meno possibile con l’attività di
insegnamento che sta osservando.
In questa fase del tirocinio è utile dotarsi degli strumenti di osservazione (schede di
osservazione strutturate, griglie di osservazione dell’attività didattica,…) che facilitino la
raccolta dei dati che poi serviranno per la stesura della relazione finale sul tirocinio (per una
proposta su questi strumenti, vedi gli allegati a questo documento).
Le indicazioni sopra elencate costituiscono una guida modificabile alla luce di ogni specifica
situazione osservata.
Tirocinio attivo: linee guida per l’attuazione in classe
Il tirocinio è definito “attivo” per sintetizzarne la caratteristica essenziale. E’ infatti lo
specializzando che attiva, cioè pone in atto, le competenze acquisite, organizzandole per svolgere
attività effettive di insegnamento. Il tirocinio è attivo anche nel senso che realizza un collegamento
tra scuola secondaria ed università.
È indispensabile che l’esperienza di tirocinio attivo, durante tutte le sue fasi (programmazione,
pianificazione; azione e riflessione,…), si svolga con una stretta collaborazione tra specializzandi,
docenti tutor e docenti supervisori del tirocinio.
Obiettivi, contenuti, metodi e tempi degli interventi del tirocinio sono concordati con il docente
tutor di riferimento, applicando la flessibilità necessaria per poterli adattare al contesto in cui si
opera.
L’attività di tirocinio attivo non è una sostituzione del docente titolare con il tirocinante, ma è un
momento di compresenza in classe in cui il docente tutor svolge il delicato ruolo di mediazione,
partecipa all’azione didattica del tirocinante e la integra in modo che l’attività risulti utile sia alla
classe, sia al processo di formazione dello specializzando.
Il docente tutor ha una funzione di guida, di sostegno e di osservazione e, pur tenendo conto delle
esigenze relative della propria programmazione, può promuovere la crescita dell’autonomia del
tirocinante, fornendogli occasioni per sperimentare modalità di lavoro anche diverse, elaborate
grazie all’esperienza precedente del tirocinio osservativo.
Fasi del tirocinio attivo
Gli specializzandi, previo accordo con i supervisori e i tutor, potranno riferirsi ai modelli presentati
nei corsi della SSIS.
L’attività di tirocinio potrà essere condotta secondo due modalità:
Come inserimento nella programmazione del docente tutor, all’interno del percorso che sta
conducendo, secondo i metodi e i contenuti da esso suggeriti;
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Come attività sperimentale, che può essere innovativa per metodi e contenuti, ma sempre
coerente con il percorso stabilito dalla programmazione annuale del tutor, da questi guidata e
concordata con i docenti supervisori del tirocinio. Tale modalità potrebbe essere occasione di
ricerca didattica e aggiornamento per gli insegnanti coinvolti in tale sperimentazione.
Il tirocinio attivo sarà articolato nelle seguenti fasi:
I fase:
Osservazione della classe sede del tirocinio;
Collaborazione con il tutor ed il docente supervisore ai fini della progettazione dell'
intervento
didattico;
Discussione con i docenti della SSIS e confronto con gli specializzandi;
Collegamento tra laboratori e tirocinio per favorire una progettazione didattica funzionale
all’insegnamento/apprendimento;
Messa a punto dell’intervento didattico.
II fase
Svolgimento dell’intervento didattico;
Confronto con il tutor e con il supervisore del tirocinio sull’andamento dell’intervento didattico;
Preparazione di strumenti di valutazione per gli allievi e conseguente immagine “in itinere” del
processo di insegnamento/apprendimento ;
Analisi dei risultati delle prove di verifica intermedia e modifiche da apportare all’intervento
didattico.
III fase
Confronto finale con il docente tutor;
Discussione conclusiva con il docente supervisore del tirocinio;
Confronto con altri specializzandi;
Riflessione, analisi e relazione conclusiva.
Tirocinio attivo: realizzazione dell’intervento didattico
Lo svolgimento dell’intervento didattico concordato dovrà essere completo in tutte le sue fasi:
esplicitazione degli obiettivi, presentazione delle attività programmate, richiamo ai prerequisiti,
sviluppo dell’argomento, verifica.
La programmazione deve tenere conto di:
Tipologia e caratteristiche della scuola;
Piano dell’offerta formativa della scuola;
Situazione della classe;
Programmazione del tutor e del consiglio di classe
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Esame del libro di testo in adozione
Ricognizione degli strumenti didattici a disposizione
Scelta dei modelli teorici di riferimento
Individuazione di:
Obiettivi;
Contenuti e tempi di attuazione;
Prerequisiti;
Eventuali collegamenti pluridisciplinari;
Metodi;
Attività;
Modalità di organizzazione della classe (gruppi, coppie,…);
Strumenti;
Verifiche (diagnostiche, formative, sommative e relative griglie di valutazione)
Preparazione di materiali didattici
Predisposizione di materiale per la raccolta del “feedback” su cui basare la riflessione finale.
Nell’attuazione dell’intervento didattico lo specializzando deve tener conto dei seguenti elementi:
Utilizzo di materiali didattici;
gestione della classe (relazione, comportamento,…);
comunicazione non verbale;
uso di un linguaggio adeguato al livello della classe;
esplicitazione di obiettivi e fasi dell’intervento;
flessibilità rispetto alla propria programmazione sulla base della risposta degli studenti;
rispetto del tempo riservato agli studenti;
disponibilità di ascolto nei confronti degli studenti;
raccolta dei dati che consenta una valutazione il più possibile completa dell’intervento didattico
di tirocinio.
La rielaborazione conclusiva sull’intervento didattico dovrà basarsi sui seguenti elementi:
confronto con i vari soggetti coinvolti nella realizzazione dell’intervento didattico;
confronto con i modelli teorici di riferimento.
Si consiglia, nell’ambito del tirocinio attivo, di seguire un intero modulo (oppure un’unità didattica)
in modo completo, seguendone tutte le fasi, in modo da avere adeguati elementi per la stesura della
Relazione finale sul tirocinio e sui laboratori didattici.
Documenti da redigere durante il tirocinio didattico (osservativo e attivo)
Si presentano, vedi la sezione “Allegati”, alcuni documenti che saranno utili per una corretta
descrizione e certificazione dell’attività di tirocinio. Oltre al Libretto del Tirocinio - che sarà
compilato in un momento successivo sotto la guida dei docenti supervisori di tirocinio - gli
specializzandi dovranno compilare un Diario di Tirocinio, seguendo il modello proposto in
allegato.
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Il Diario di Tirocinio deve essere compilato per le attività di tirocinio osservativo e attivo. Per
quello attivo, inoltre, viene richiesta la presentazione di una dettagliata documentazione
dell’intervento didattico (secondo lo schema precedentemente richiamato).
Viene inoltre presentato uno schema di massima per la compilazione della "Relazione finale del
Docente tutor".
In tale relazione il Docente tutor presenta un resoconto finale sull’attività svolta dal tirocinante nella
scuola.
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Schema della Relazione Finale sul tirocinio e sui laboratori didattici
Infine, sempre nella sezione “Allegati”, viene proposto uno schema per la stesura della Relazione
Finale sul tirocinio e i laboratori didattici. Come è noto, la Relazione Finale viene valutata, con un
punteggio massimo di 20, in sede di colloquio dell’esame finale della SSIS. Tale colloquio, che si
svolge nel giorno successivo a quello in cui il candidato ha sostenuto la prova scritta, ha inizio con
la presentazione e la discussione di una relazione nella quale il candidato riesamina criticamente le
attività di tirocinio e di laboratorio didattico svolte nel biennio di formazione.
Alcuni riferimenti bibliografici
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G. Luzzatto, Insegnare ad insegnare. I nuovi corsi universitari per la formazione dei docenti,
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P. Meazzini, L’insegnante di qualità, Giunti, Firenze 2000.
U. Margiotta (a cura di), L’insegnante di qualità. Valutazione e performance, Armando, Roma,
1999.
R. Simone, La terza fase. Forme di sapere che stiamo perdendo, Laterza, Bari 2000.
L. Russo, Segmenti e bastoncini, Feltrinelli, Milano 1998.
A. Cavalli (a cura di), Gi insegnanti nella scuola che cambia, Il Mulino, Bologna 2000.
A. La Penna, Sulla scuola, Laterza, Roma-Bari 1999.
R. Laporta, C. Fiorentini, F. Cambi, G. Tassinari, C. Testi, Aggiornamento e formazione degli
insegnanti, La Nuova Italia, Firenze 2000.
M. Bontempelli, L'
agonia della scuola italiana, C.R.T. Pistoia 2000.
A. Cenerini, R. Drago, Professionalità e codice deontologico degli insegnanti, Erickson, Trento
2000.
M. Pellerey, Progettazione didattica. Metodi di programmazione educativa scolastica, 2ª ediz.,
SEI, Torino 1994.
R.M. Gagné, L.J. Briggs, Fondamenti di progettazione didattica, SEI, Torino 1990.
G. Cannarozzo, L. Lucchini, Noi e loro. Gli insegnanti e la classe, La Scuola, Brescia 1999.
B. Vertecchi, Manuale della valutazione. Analisi degli apprendimenti e dei contesti, Franco
Angeli, Milano 2003.
G. Domenici, Manuale della valutazione scolastica, Laterza, Bari 1993.
G. Domenici, Manuale dell’orientamento e della didattica modulare, Laterza, Bari 1998.
F. Clerc, Insegnare per moduli, La Nuova Italia, Firenze 2000.
P. Romei, Autonomia e progettualità. La scuola come laboratorio di gestione della complessità
sociale, La Nuova Italia, Firenze 1995.
A.Pajno, G. Chiosso, G. Bertagna, L’autonomia delle scuole. Motivazioni, problemi,
prospettive, La Scuola, Brescia 2000.
A. Valentino, Il Piano dell’Offerta Formativa, La Nuova Italia, Firenze 1999.
G. Bertagna, S. Govi, M. Pavone, POF: Autonomia delle scuole e offerta formativa, La Scuola,
Brescia 2001.
1
L.Corradini, G. Macchia, A. Milletti, S. Cicatelli, Professione docente e autonomia delle scuole,
La Scuola, Brescia 2000.
G. Cerini (a cura di), Conoscere e sperimentare l’autonomia, Tecnodid, Napoli 1999.
G. Rembado, F. Rossi, Autonomia organizzativa, La Scuola, Brescia 2001.
E. Morin, La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, R. Cortina,
Milano 2000.
S. Tagliagambe, La didattica e la rete, Pitagora, Bologna 2000.
B. Bellanova, Metodologie, tecnologie, strategie organizzative e didattiche della scuola
dell’autonomia, CPE, S.Prospero sul Savena, 2000.
A. Nigi, Programmazione didattica e valutazione nelle secondarie superiori, CPE, S.Prospero
sul Savena, 1995.
Documenti sul tirocinio della S.S.I.S. Piemonte (scaricabili in rete, vedi successiva sitografia).
Documenti sul tirocinio della S.S.I.S. Veneto ( scaricabili in rete, vedi successiva sitografia).
Siti Internet sulle SSIS
Sito della SSIS di Ferrara:
http://www.unife.it/ssis/
Sito informativo del Coordinamento Nazionale Supervisori
http://www.CoNSVT.eu
Sito della SSIS del Piemonte:
http://www.arpnet.it/~vittor/sis/index.htm
SSIS Veneto:
http://helios.unive.it/~corc_sis/default.htm
Sito del CONCURED - Conferenza Nazionale dei Centri Universitari
di Ricerca Educativa e Didattica:
http://www.concured.it/scuolespec.htm
Una pagina sulle SSIS in Italia:
http://www.unisi.it/did/sssis/1italia.htm
1
Allegati
Elenco degli allegati
Diario di tirocinio - classe A049
Relazione finale del Docente Tutor
Schema di Relazione finale dello Specializzando sul tirocinio e
sui laboratori didattici
Elenco di indirizzi utili
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DIARIO DI TIROCINIO - CLASSE A049 – MATEMATICA E FISICA
Cognome e Nome dello Specializzando:______________________________________
Il modello proposto va compilato per ogni attività di tirocinio osservativo o attivo; per quello attivo,
inoltre, viene richiesta la presentazione di una dettagliata documentazione dell’intervento didattico
(obiettivi, metodi, contenuti, verifiche,…).
1. Indicazioni generali
Istituto ___________________________
Data ________________
Ore __________________
Materia _________________________
Classe _________________________
Numero di allievi per classe _________________________
Nome e cognome del docente tutor ___________________________
Argomento della lezione _______________________________________________________
Inserimento dell'
attività nella programmazione disciplinare ___________________________
2. Tipo di attività svolta dal docente tutor:
Lezione frontale
Lezione dialogica
Laboratorio
Lavoro di gruppo
Verifiche orali
Verifiche scritte
Altro (specificare) _____________________________________________
Descrizione dell’attività svolta dal tutor e osservazioni:
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3. Uso degli strumenti nell'insegnamento
Libri di testo (indicare in modo esatto: autori, titolo, casa editrice, anno di edizione)
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Appunti, fotocopie
Lavagna luminosa
Personal computer e videoproiettore, software
Altri mezzi multimediali
cd-rom
videoregistratore
altro (specificare)________________________
Descrizione dei materiali e strumenti usati durante la lezione:
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Analisi della trattazione dell’argomento presente nel libro di testo, compresa la parte di esercizi;
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6. Svolgimento delle singole lezioni, individuazione e descrizione delle fasi della lezione;
presenza di eventuali indicazioni fornite dal docente tutor, all’inizio della lezione, sulle finalità e
gli obiettivi che si propone nella lezione stessa;
presenza di eventuali collegamenti e richiami a quanto svolto in precedenza o ad altre discipline;
osservazione delle modalità di gestione di eventuali situazioni impreviste di carattere cognitivo,
organizzativo e ambientale;
descrizione dell’attività svolta dal docente durante la lezione (spiegazione di un nuovo
argomento, ripasso di un argomento già svolto, ripresa e approfondimento di un argomento già
svolto, esercitazione di laboratorio, ripasso, recupero, svolgimento di esercizi, …)
attività svolte dagli allievi durante la lezione (prendono appunti, svolgono esercizi, sviluppano
schemi, seguono senza fare attività particolari; seguono il libro di testo, si distraggono,
interagiscono con l’insegnante, pongono domande: n° di domande poste,…);
modalità in cui il docente sintetizza ed evidenzia gli elementi essenziali dell’argomento trattato;
strategie di verifica dell’apprendimento nel corso od al termine della lezione
elaborazione dei contenuti da parte degli allievi (modalità e tempi);
uso di strumenti e tecniche per mantenere l’attenzione;
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7.
La relazione docente-allievo
Numero di allievi in classe;
La comunicazione è unidirezionale/bidirezionale
Strategie per mantenere viva l’attenzione (gestualità, vocalità, uso di strumenti audiovisivi, …)
Forme di comunicazione usate (orale, scritta, grafica,…)
Numero e tipi di interventi degli allievi;
stile di insegnamento usato (formale, colloquiale, dialogico,…)
modalità e tempi con cui gli studenti possono intervenire con domande ed osservazioni;
tipologia dei chiarimenti richiesti dagli studenti all’insegnante
modalità in cui l’insegnante risponde alle richieste degli allievi;
modalità di intervento del docente verso gli studenti che hanno maggiori difficoltà a seguire.
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8. Il momento della verifica e valutazione
Forma della verifica (orale, scritta, formale, informale) e durata;
Verifica orale: “intervista”, relazione, esposizione di un argomento assegnato, ecc. (tipologia
delle domande e reazioni dello studente);
Verifica scritta: domande aperte, saggio breve, prove strutturate, studio di casi o problemi, ecc.
Comunicazioni preliminari, durante e dopo la prova;
Modalità, tempi e criteri di correzione (come e quando viene effettuata), fonti della correzione
(insegnante, compagni, autocorrezione)
Scala di valutazione utilizzata
Modalità di comunicazione e motivazione dell’esito della prova;
Modalità di eventuali interventi di rinforzo e di recupero.
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9. Attività preparatorie del tutor con il tirocinante
Programmazione del tirocinio, n° di ore__________
Incontro supervisori - tirocinante - tutor, n° di ore____________
Attività preparatorie dei tirocinanti con i supervisori del tirocinio, n° di ore:…………
Annotazioni del tirocinante:
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Data,…………………..
Firma del tirocinante
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RELAZIONE FINALE DEL DOCENTE TUTOR DEL TIROCINIO
Cognome e Nome del Docente Tutor:_____________________________________________
Istituto: _____________________________________________________________________
Cognome e Nome dello Specializzando:___________________________________________
Classe di Abilitazione: _________________________________________________________
Indirizzo di studi della SSIS: ___________________________________________________
La relazione finale del docente “tutor” prevede un bilancio ed una sintesi (sulla base di un modello
di relazione strutturato) del lavoro fatto con il tirocinante .
La relazione finale, eventualmente integrata con osservazioni del docente "tutor", deve certificare in
modo oggettivo l'
attività svolta.
E’ riportata di seguito una esemplificazione dei vari punti da sviluppare nella relazione.
Attività di programmazione/progettazione del tirocinio:
incontro tutor- supervisore n° di ore………
incontro tutor - tirocinante - supervisori, n° di ore……..
Attività di accoglienza del tirocinante
Presentazione documenti, classe, strutture… , n° ore……..
Attività di bilancio:
Incontro con il tirocinante sull’andamento dell’unità didattica n° di ore:…………
Incontro conclusivo con il tirocinante n° di ore:…………
Tirocinio osservativo, n° di ore:…………
Tirocinio attivo, n° di ore:…………
Relazione finale del docente tutor, n° di ore:…………
Relazione sulle attività di tirocinio:
Attività svolte dal docente tutor durante il tirocinio osservativo:
Tipo di attività………………………………………………………………………………...
……………………………………………………………………………….……………………
……………………………………………………………………………….……………………
Obiettivi ……………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………….……………………
……………………………………………………………………………….……………………
Contenuti ………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………….……………………
……………………………………………………………………………….……………………
……………………………………………………………………………….……………………
Metodi …………………………………………………………………………………..….…
1
……………………………………………………………………………….……………………
……………………………………………………………………………….……………………
Strumenti ………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………….……………………
……………………………………………………………………………….……………………
Verifica………………………………………………………………………………………
….
……………………………………………………………………………….……………………
……………………………………………………………………………….……………………
Eventuali attività di recupero/consolidamento/potenziamento in relazione ai risultati della
verifica…………………………………………………………………………………………...
……………………………………………………………………………….……………………
……………………………………………………………………………….……………………
Attività svolte dal tirocinante durante il tirocinio attivo:
Tipo di attività………………………………………………………………………………...
……………………………………………………………………………….……………………
……………………………………………………………………………….……………………
Obiettivi ……………………………………………………………………………………….
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Contenuti ………………………………………………………………………………………
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Metodi …………………………………………………………………………………..….…
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Strumenti ………………………………………………………………………………………
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Verifica………………………………………………………………………………………
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Eventuali attività di recupero/consolidamento/potenziamento in relazione ai risultati della
verifica…………………………………………………………………………………………...
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Data……………………..
Il docente “tutor
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Relazione finale dello specializzando sul tirocinio e sui laboratori didattici
Su questa relazione si vedano le indicazioni presenti nell’ordinamento degli studi della SSIS.
“L’esame finale per il conseguimento del diploma di Specializzazione, che comprende la discussione di una
relazione scritta relativa ad attività svolte nel tirocinio e nel laboratorio, ha valore di Esame di Stato ed abilita
all’insegnamento per le classi corrispondenti alle aree disciplinari cui si riferiscono i diplomi di laurea di cui
sono titolari gli specializzandi.” (Bando SSIS Emilia Romagna 2000-2001)
Indicazioni generali sulla Relazione finale dello specializzando:
Partendo dall’analisi e dalla descrizione delle attività svolte durante il tirocinio ed i laboratori
didattici, lo specializzando dovrà valutare criticamente i risultati ottenuti nei loro vari aspetti
(disciplinari, didattici, metodologici, relazionali, organizzativi).
Il tirocinante dovrà sottolineare in modo specifico la valenza professionalizzante del percorso
didattico seguito durante il tirocinio.
Alla Relazione sul Tirocinio dovranno essere allegati:
Il "Diario del tirocinante" (sintesi, in relazione ai diversi indicatori delle attività di tirocinio
osservativo e attivo);
La stesura, in tutte le sue fasi, dell'
unità didattica (o del modulo-percorso didattico) svolta
durante il tirocinio attivo.
La relazione finale dovrà inoltre contenere le seguenti indicazioni:
Programmazione del tirocinio, no di ore …………..
Incontri Tirocinante - Tutor , no di ore …………..
Incontri Tirocinante - Tutor - Supervisore, no di ore …………..
Attività preparatorie al tirocinio attivo, anche in collaborazione con i supervisori del tirocinio, no
di ore …………..
Attività in classe di tirocinio osservativo, no di ore …………..
Attività in classe di tirocinio attivo, no di ore …………..
Confronto finale con Tutor, supervisori, altri specializzandi, no di ore …………..
Relazione finale, no di ore …………..
Per un totale di ore non inferiore a 60 (di cui circa la metà effettivamente svolte in classe).
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SSIS - Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario Ferrara
Schema semplificato di Relazione Finale sul Tirocinio e sui Laboratori Didattici
La Relazione Finale sul tirocinio e sui laboratori didattici rappresenta la conclusione del percorso
formativo di tirocinio e di laboratorio. Essa dovrà rendere conto delle esperienze realmente messe in
opera nel corso della specializzazione e dovrà essere valutata relativamente al consolidamento delle
competenze professionali in tal modo acquisite. Dovrà, in particolare, prevedere:
1. Abilità di riflessione sulle attività oggetto dell’intervento
2. Capacità di osservazione dell’intervento in classe sia sul piano didattico che su quello
metodologico-organizzativo
3. Utilizzo delle conoscenze apprese in ambito SSIS.
4. Capacità di organizzare le osservazioni in un quadro organico.
5. Utilizzo del complesso delle conoscenze e competenze acquisite ai fini della costruzione
della propria identità professionale.
SCHEMA DI RIFERIMENTO PROPOSTO
INTRODUZIONE
o L’esperienza del tirocinio; tipo di intervento; riflessione critica
o L’esperienza dei laboratori didattici svolti nel corso SSIS; riflessione critica.
CAPITOLO 1
o La realtà scolastica in cui si è operato:
La scuola, informazioni su: tipologia, POF, Organi Collegiali, ecc.
La classe, informazioni su: composizione, programmazione e Consiglio di classe
Il tutor: scelte didattiche, la programmazione disciplinare
o Riflessione critica.
CAPITOLO 2
o Esperienze didattiche riferite al tirocinio osservativo
Sequenza e tipologia delle esperienze didattiche
L’attività nella/e classe/i
o Riflessione critica
CAPITOLO 3
o Esperienze didattiche riferite al tirocinio attivo
Collocazione dell’esperienza all’interno del curricolo
Strutturazione: obiettivi, metodi, contenuti, temporizzazione; ecc.
Attività di: docente, specializzando e alunni
Materiali prodotti
Eventuali implicazioni interdisciplinari
Criteri di valutazione e verifica
o Riflessione critica.
CONCLUSIONI
o Questioni aperte e valutazioni generali
o Problemi evidenziati e giudizi maturati; valutazioni generali sull’esperienza svolta .
ALLEGATI (diario di tirocinio; schemi di lezione; lucidi; prove di verifica; documentazione
del lavoro svolto che si riterrà opportuna, ecc.).
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Informazioni sulla SSIS di Ferrara
Indirizzo Fisico-Informatico-Matematico
Sede della S.S.I.S. di Ferrara (operativa dal gennaio 2007): Vicolo del Gregorio, 13
41100 - Ferrara.
Segreteria della S.S.I.S. di Ferrara: Ufficio Post-Laurea, via Savonarola, 9 41100 - Ferrara.
e-mail: [email protected]
Manager didattico
Sara Fortini, e-mail: [email protected]
Referente organizzativo-didattico
Elena Gambarini, e-mail: [email protected]
Sito Web:
www.unife.it/ssis
Coordinatore della sede S.S.I.S. di Ferrara
Prof. Luciana Bellatalla, e-mail: [email protected]
Responsabile della Commissione per il Tirocinio S.S.I.S.:
Prof. Andrea Marchi, e-mail: [email protected]
Coordinatori di indirizzo FIM-Fisico-Informatico-Matematico
Prof. Maria Teresa Borgato; e-mail: [email protected]
Coordinatore Classe A049 - Matematica e Fisica
Prof.ssa Alessandra Fiocca; e-mail: [email protected]
Docenti Supervisori di Tirocinio in servizio presso l’indirizzo FIM della S.S.I.S. di
Ferrara
Indirizzo Fisico-Informatico-Matematico (sede presso il Dipartimento di Matematica
dell’Università, Via Machiavelli, 35 tel. 0532 207477 fax 0532 247292):
Classe A049-Matematica e Fisica
Prof. Fabiano Minni, L.C. “Ariosto”, Ferrara; e-mail: [email protected]
Prof. Luigi Tomasi, L.S. “Galilei”, Adria (Ro); e-mail: [email protected]
Classe A042-Informatica
Prof.ssa Rita Maranini ITC “V.Monti”, Ferrara ; e-mail: [email protected]
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documento sul tirocinio didattico presso la ssis