gnone, mandando me al pignone . •istone e di conse ~essione di eserci rido. La caratteri r tutto il campo di CAPITOLO 17 Valvole 17.1 . Valvole Le valvole nei circuiti oleodinamici assolvono la funzione di direzionare il flus del liquido idraulico nelle varie diramazioni, di regolarne la pressione e la portata o di interromperne il flusso. Possiamo sinteticamente suddividerle in base alloro impiego nel seguente modo (Vedi schema 1). 50 VALVOLE 5) paletta rotante, paletta solidale ipostamento del angolo fisso. Si lori rendimenti, oppie. I BLOCCAGGIO I REGOLAZIONE di PORTATA DISTRIBUTORI REGOLAZIONE di PRESSIONE 17.2 . Valvole di bloccaggio Queste valvole hanno la funzione di bloccare, nei diversi rami di un sistema idraulico, il flusso di liquido in una direzione e di permetterne il passaggio in 3eIL:::O inverso; vengono chiamate valvole di non ritorno. 17.2.1 Valvola di non ritorno semplice Accenniamo bn L'elemento di tenuta puo' essere una sfera o un cono. Nella figura 17.1 è rappresentato uno schema di val SIMBOLO vola in linea con elemento di tenuta a cono. Quando il liquido si presenta sul lato sinistro B della valvola, la molla, a causa della pressione, si comprime e fa spostare il cono dalla sua sede permettendo al liquido di defluire; nel senso inverso CB) il liquido e la molla premono sul cono contro la sede e il flusso si blocca. La pressione che determina l'apertura della valvola dipende dalla superficie del cono, dal tipo di molla e dal precarico della molla stessa. La pressione di apertura varia da 0.5 a 3 bar. Valvole con pressione minore possono essere impiegate come by-pas di un punto di strozzamento. 17.2.2 Valvole 2 3 Senza attac Queste valvole direzione di blc Vengono impie, Bloccaggio d Contro movi Per sicurezz Fig. 17.1 - Valvola di non ritorno I) corpo, 2) cono mobile 3) molla. Possono essere to. Osservando namento: da A ostruito da un ne del liquido. taggio ausiliar attacco di trafi Fig. 17.2 - Valvola di non ritorno (Mannesmann Rexroth). Fig. 17.3 - Schei mento: I) cono j A2, A3, A4 supe; -+Iò- SIMBOLO Accenniamo brevemente ad altri tipi di valvole di non ritorno: 17.2.2 Valvole di non ritorno a sblocco idraulico B B mo dalla sua sede liquido e la molla e dalla superficie La pressione di 'e possono essere y l. x Senza attacco di trafilamento x Con attacco di trafilamento Queste valvole, a differenza delle precedenti, possono anche essere aperte nella direzione di bloccaggio. Vengono impiegate per: Bloccaggio di circuiti di lavoro sotto pressione; Contro movimenti striscianti di utenze bloccate in modo idraulico; Per sicurezza contro caduta di carico causa rottura di tubazioni. u I molla. 't). Possono essere senza attacco di trafilamento oppure con attacco di trafilamen to. Osservando il simbolo possiamo, in modo sintetico, descrivere il loro funzio namento: da A verso B il flusso passa liberamente, da B ad A il passaggio è ostruito da un cono principale, spinto contro la sede dalla molla e dalla pressio ne del liquido. Qualora si sollecitasse l'attacco X, si sposterebbe un cono di pilo taggio ausiliario. In figura 17.3 è rappresentato uno schema di valvola senza attacco di trafilamento. Fig. 17.3 Schema di valvola di non ritorno a sblocco idraulico senza attacco di trafila mento: 1) cono principale, 2) cono di pilotaggio, 3) molla, 4) pistone di pilotaggio, Al, A2, A3, A4 superfici su cui agisce il fluido (Mannesmann Rexroth). 17.2. L'ele Nelll vola liqui moll perrr prerr La I del ( aper impi 17.2.3 Valvole di riempimento Sono delle valvole di non ritorno a sblocco idraulico di notevoli dimensioni; ven gono usate per preriempimento di grandi camere di cilindri e per bloccare il circuito di lavoro principale in pressione (presse). Nella figura 17.4 è rappresentato uno schema descrittivo del loro impiego. L'attacco A viene collegato ad un serbatoio posto sopra il cilindro. Sul Serbatoio cono (o sfera) di chiusura agisce una t->'----; ~ colonna di liquido in quiete. Se il pistone del cilindro si muove verso il basso (a causa del proprio peso dopo lo scarico della superficie A2 o Valvola a causa di un cilindro di corsa rapi da), si crea una depressione sulla superficie Al. A1 Tale depressione agisce come valore di riferimento della valvola sull'at tacco B (lato chiusura). Il cilindro A2 aspira liquido dal serbatoio. Prima Cilindro della fine della corsa a vuoto, il cilindro viene frenato e si porta alla velocità voluta. La pompa manderà fluido nella camera del cilindro. La pressione che si genera agisce sulla Fig. 17.4. mandata B e la valvola si blocca, sezionando il circuito di lavoro dal serbatoio; finita la corsa di lavoro il cilindro dovrà rientrare. Il rientro avviene azionando un elemento di pilotaggio che, attraverso la mandata X, va a sollecitare a pressione la superficie A2 e il pisto ne di pilotaggio della valvola, facendo spostare il cono di tenuta e rimandando il fluido nel serbatoio. x 17.3 . Valvole di Controllo della Portata Il loro compito è quello di agire sulla portata (strozzandone in modo opportuno il flusso di liquido) e di conseguenza di regolare la velocità delle utenze. Possiamo suddividerle in Valvole di strozzamento e Regolatori di flusso com pensati. Nelle prime, mantenendo una sezione di passaggio del fluido invaria ta, la portata dipende dalla differenza di pressione presente ai capi della stroz zatura. Nelle seconde, a sezione di passaggio invariata, la portata rimane costante e risulta estranea alla differenza di pressione presente agli estremi del regolatore. F~. 17.5 ::c.:.,ola. :1 17.3.1 Valvole di strozzamento Si impiegano quando l'utenza presenta una resistenza costante. Funziona SE'zione ( li dimensioni; ven i e per bloccare il Possono essere : • Bidirezionali: lo strozzamento avviene in entrambe le direzioni; loro impiego. ~serbatoio . Valvola SIMBOLO • Unidirezionali: lo strozzamento avviene in una sola direzione, quindi necessi tano anche di valvole di non ritorno. 1------------------- 1 2 ,L ___________________ J' SIMBOLO Nella figura 17.5 e 17.6 sono riportati gli schemi di tali valvole. lavoro ìl cilindro pilotaggio che, icie A2 e il pisto ta e rimandando ~ modo opportuno utenze. i. di flusso com ~l fluido invaria capi della stroz portata rimane lte agli estremi ~ Fig. 17.5 - Schema di valvola di strozzamento bidirezionale: 1) canali laterali, 2) corpo valvola, 3) sezione di strozzamento, 4) manicotto regolabile. Funzionamento: attraverso i canali (1) il flusso giunge al corpo valvola e alla sezione di strozzamento (3) inserito tra il manicotto regolabile e il corpo. FunzionameT. e. attraverso La pressione do "iene acrE la ,3; è spint. conseguente 4 portata risult Ruotando la vite del manicotto, tramite un diafranmma, si regola a piacere lo strozzamento. Queste valvo] essere precar: gior caduta d ottenendo un ' Fig. 17.6 - Schema (Mannesmann-Rexroth) di valvola di strozza mento unidirezionale. Funzionamento: la corrente fluida arriva sul lato posteriore (1) del cono di chiusura (2), il quale viene premuto contro la sede, mentre l'effetto di strozza mento avviene come nella valvola precedente. Quando il fluido arriva in senso contrario, il cono della valvola si sposta dalla sede di chiusura e lascia passare liberamente il flusso. 17.3.2 Regolatori di Flusso Vengono utilizzati quando si vuole ottenere una velocità costante, anche se l'u tenza presenta un carico variabile. v ~I Fig. 17.8 SIMBOLI Semplice 17.4 - Distri Con valvola di non ritorno Nella figura seguente si riporta uno schema di funzionamento di tali valvole. Fig. 17.7 Schema di valvola regolatrice di flusso a 2 vie: 1) corpo valvola, 2) molla, 3) bussola con diaframma, 4) passaggi laterali, 5) canale anulare (Mannesmann Rexroth). Le valvole distr re o inserire il tlu...,~ nei r ia" direzione di r I distributori v aegli attacchi (, può essere di j Possono essere tbpende dalla g: ~-ulta del tutto vari P = Attac( T A.B = Scatie = Attac( regola a piacere lo Funzionamento: il fluido passa dal lato della valvola munito di diaframma (A) e, attraverso i canali laterali e quello anulare, va verso l'attacco di uscita. La pressione al passaggio dipende dal diaframma usato. Al passaggio delliqui do viene a crearsi una depressione sul diaframma; conseguentemente la busso la (3) è spinta contro la molla. Qualora la portata tendesse ad aumentare con conseguente caduta di pressione, si ridurrebbero le sezioni dei canali (4) e la portata risulterebbe pressoché costante. Queste valvole possono anche essere regolabili, inserendo una molla che può essere precaricata. Aumentando tale precarico della molla si ottiene un mag gior caduta di pressione necessaria per spostare la bussola con diaframma e ottenendo un aumento di portata. ~to unidirezionale. re (1) del cono di effetto di strozza lo arriva in senso a e lascia passare mte, anche se l'u ? a di non ritorno di tali valvole. ~lvola, 2) molla, 3) smann Rexroth). Fig. 17.8 - Regolatori di flusso con azionamento a leva rullo e a manopola (Mannesmann Rexroth). 17.4 - Distributori Le valvole distributrici (Distributori) 19l.!l!!2J.!lJ!:l.n.~ione di i~terr~!P-1!~re, devia re o inserire il flusso di liquido idraulico, cioè di controllare e direzionare il 'fi;ss~ nei vari rami del circuito e quindi di determinare le posizioni di arresto o la direzione di movimento dei cilindri e dei moton. ~~ I distributori vengono individuati (come in pneumatica), tramite il numero degli attacchi (vie) e delle posizioni che possono assumere. Il loro azionamento può essere di tipo manuale, elettrico, idraulico, pneumatico o meccanico. Possono essere azionati in modo diretto o indiretto (pilotati), la loro scelta dipende dalla grandezza dello sforzo di azionamento. La loro rappresentazione risulta del tutto simile alla rappresentazione pneumatica. P T A, B = Attacco pressione (attacco alla pompa) Scarico (serbatoio) = Attacco utenze 17.4..2 ) Esempio: A B Fig. 17.9. lì ilolZI p T m A B - Ele.a - P T Essi, dipendentemente dalla tipologia di costruzione, possono essere così sud divisi: Distributori a sede - Distributori a cassetto o cursore n tipo J pl"eSenL sa~ cassetto scorrevole cassetto rotante C(k,Lr - Picco] - Bassi - Possil Sono cm r.ù.ola i Sella fig mento m 17.4.1 Distributori a sede La caratteristica dei distributori a sede è la buona tenuta, poiché sono caratte rizzati da bloccaggi senza trafilamenti. Questo li differenzia in modo sostanzia le dai distributori a cassetto, che a causa dei giochi fra i vari accoppiamenti (pistone-corpo) non possono realizzare tali blocchi. Nella figura seguente si riporta lo schema di un distributore a sede con aziona mento elettrico. A Fig. 17.10 - Distributore a sede 3\2 con azionamento diretto: 1) otturatore a sfera, 2) molla, 3) sede, 4) adattatore, 5) leva, 6) asta di comando (Mannesmann Rexroth). Funzionamento: nella posizione di riposo il collegamento tra P e A è aperto, mentre T risulta chiuso. La valvola commuta attraverso una forza magnetica o manuale. Tale forza, tramite la leva (5), spinge la sfera b (contrastata dalla molla) verso destra chiudendo la sede. In questo modo la bocca P risulta blocca ta e si mettono in comunicazione la T e la A Tali valvole possono funzionare sino ad una pressione di 630 bar. Fig. 17.11 'Mannesrru Funzionai sti attom< I canali se effettua tI 17.4.2 Distributori a cassetto (cursore) A B ID] P T lono essere così sud- Il tipo più usato è quello a Cassetto Scorrevole, grazie ai notevoli vantaggi che presenta. Eccone alcuni. Elevata potenza di inserzione rispetto a quelli a cassetto rotante Costruzione abbastanza semplice Piccole perdite di carico Bassi sforzi di azionamento Possibilità di assumere diversi schemi di inserzione Sono costituiti da un albero (pistone) a comparti, il quale si muove nel corpo valvola in modo longitudinale e mette in collegamento le diverse vie. Nella figura seguente si riporta lo schema di una valvola a cassetto ad aziona mento manuale. poiché sono caratte l in modo sostanzia vari accoppiamenti e a sede con aziona- A ~XI~~11r p A B T SIMBOLO Itturatore a sfera, 2) inn Rexroth). ra P e A è aperto, forza magnetica o (contrastata dalla :a P risulta blocca :>ar. Fig. 17.11 - Schema funzionale di valvola a distributore 4/3 azionamento manuale (Mannesmann RexrothJ. Funzionamento: nel corpo valvola (1) sono praticati dei canali anulari (2) dispo sti attorno ad un foro longitudinale; tale foro risulta interrotto dai canali. I canali sono collegati alle utenze. Il collegamento e la separazione dei canali si effettua tramite il pistone. Nella posizione a riposo, i collegamenti (A, P, T, B) risultano separati l'uno dagli altri. Se si sposta il pistone verso destra si formano i collegamenti fra P verso B e A verso T. La tenuta tra i canali è realizzata tramite semplice gioco di accoppiamento fra cursore e corpo valvola, quindi è evidente che la tenuta non sarà ermetica come nelle valvole a sede. Per ottenere i diversi schemi di inserzione, di solito, si sagoma il cursore in modo opportuno, mentre il corpo valvola è normalmente sempre lo stesso. Queste valvole, a causa dei trafilamenti, non sono adatte per impiego di acqua, mentre con olio minerale si ottiene una sufficiente tenuta. no del quale ricavate dell Un foro tras' collegando c( I distributor per quelli a c 17.4.3 Tipi di configurazione (posizione di inserzione) L'intercambiabilità del cassetto (cursore) permette di ottenere più schemi di inserzione. Nella figura 17.12 sono riportati alcuni tipi di collegamenti idrauli ci; le posizioni con le frecce incrociate o con disposizione in parallelo definiscono le direzioni del flusso, cioè le posizioni di lavoro. Nei distributori aventi 3 posizioni, la posizione del quadratino centrale viene chiamata posizione a riposo. Nella scelta della posizione a riposo occorre tener conto delle caratteristiche dell'impianto che si vuole costruire. Nella figura, ad esempio, possiamo osservare che A è a centri chiusi, B a centri aperti, C a centri in tandem. IxrPJt 11 IXI: llt II CD J [XI: :lei B.... A IfUHIXI IXISrt II IXI::lfll IXIBlfl1 Fig. 17.13 . Sche c B lì ilnlXI It llSIXI IxrSlt 11 IXIRIf II ""lette in comunÌC; !<.'e. mentre l'attcu -",'':ifa e mette in CI 17.4.5 Azionan Fig. 17.12 - Posizioni di inserzione delle valvole a cursore. 17.4.4 A cassetto rotante Accenniamo brevemente a questo tipo di distributori, poiché meno usati rispet to a quelli a cursore. Essi sono composti (vedi fig 17.13) da un corpo valvola cavo cilindrico, all'inter In questo caso e:5.."€re di tipo m • Azionament( L"azionamento rappresentato l, mo separati l'uno !ollegamenti fra P :lccoppiamento fra rrà ermetica come no del quale è posto un corpo rotante (otturatore), sulla cui circonferenza sono ricavate delle scanalature (camere) poste a 90° tra loro. Un foro trasversale mette in comunicazione le camere diametralmente opposte, collegando così le diverse vie di flusso. I distributori rotativi possono realizzare tutte le posizioni di inserzioni viste per quelli a cassetto scorrevole. :oma il cursore in Ire lo stesso. impiego di acqua, ere più schemi di legamenti idrauli rallelo definiscono no centrale viene CD o L-'---J lle caratteristiche chiusi, B a centri ,Fl ~T [X[]] A B p A .'T p IXIHlfl1 B IXIHlfl1 :ore. Fig. 17.13 - Schema funzionale di distributore rotativo 4\2: nello schema 1 il rotore mette in comunicazione l'attacco di pressione P con l'attacco utenza A, il pistone fuorie sce, mentre l'attacco B è collegato con lo scarico T al serbatoio. Nello schema 2 il rotore ruota e mette in comunicazione P con B; quando il pistone rientra, A comunicherà con T. 17.4.5 Azionamento diretto dei distributori a cassetto In questo caso il distributore è azionato direttamente da un segnale che può essere di tipo meccanico, idraulico, pneumatico o elettrico. [leno usati rispet • Azionamento meccanico. lindrico, all'inter L'azionamento avviene tramite forza meccanica. Nella figura seguente viene rappresentato lo schema di funzionamento di un distributore a leva. Fig. 17.14 - Schema di funzionamento di distributore a cassetto a leva manuale (1) leva> (2) meccanismo di azionamento, (3) molla (Mannesmann Rexroth). Funzionamento: azionando la leva (1), collegata al meccanismo (2) sì commuta la valvola; venendo a mancare la forza di azionamento, la molla (3) riposiziona il cursore. • Azionamento pneumatico e idraulico. L'azionamento si ottiene sollecitando idraulicamente o pneumaticamente iI cursore. 1) Idraulico centraggio a molle 2) Pneumatico centraggio a molle 1) n ••• --:1 ~ 2) 1M _ __L._ _ _ } __ ~n--. ~ --n.--t1 Nella seguente figura si riporta uno schema di tali valvole. Fig. 17.15 . Disegno in sezione di distributore a 2 posizioni, azionato idraulicamente Jfannesmann RexrothJ. Funzionamento: sollecitando idraulicamente il pistoncino di azionamento sini :ruo si sposta il cursore nella posizione di destra. La posizione viene fissata da una tacca (3). Nei distributori a due posizioni senza ritorno a molla o con tacca e nel tipo a 3 posizioni si usano 2 pistoncini di azionamento. ~'a manuale (1) lel:a, • Azionamento elettrico. mo (2) si commuta olla (3) riposiziona Questo particolare tipo di distributore, grazie al grande numero di posizioni me può assumere, è il più usato. I componenti elettromeccanici impiegati nel rutema di comando sono analoghi a quelli studiati nel capitolo dell'elettro pneumatica. Tali dispositivi tramutano in segnali oleodinamici i vari segnali di tipo elettrico che provengono dalle unità di governo. eumaticamente il Possono essere suddivisi nel seguente modo: -Amagneti a corrente continua a secco -A magneti in corrente continua a bagno d'olio -.-\magneti in corrente alternata a secco - A magneti in corrente alternata a bagno di olio Caratteristiche: I magneti in corrente continua realizzano posizionamenti gra dDali, elevata frequenza di azionamento e grande affidabilità. Risultano insen lIibili a piccole variazioni di tensione (sovratensioni, sottotensioni). Quelli a corrente alternata presentano brevi tempi di commutazione. L'uso in bagno di olio è consigliabile se si lavora in ambienti umidi, quelli a seceo sono di più facile realizzazione. Sella figura seguente si riporta lo schema di un distributore a due posizioni. Sulla destra è rappresentato un magnete a secco in corrente continua e, a sini iCra. in corrente alternata. Pilotaggio e. separato. Si e portata esi Fig. 17.16 Schema di valvola ad azionamento elettrico, tipo ad impulsi 2 posizioni: 1) magnete a secco corrente alternata, 2) magnete a secco corrente continua, 3) bussola con guarnizioni, 7) comando manuale di emergenza (Mannesmann Rexroth). Funzionamento: quando si eccita la bobina, si sposta il pistone di comando. In questo caso si è eccitata la bobina (1) e si è spostato il cursore a destra. Nello schema, essendo una valvola ad impulsi, si può notare che il pistone non è con trastato da molle, ma occorre eccitare un'altra bobina per il riposizionamento. • Azionamento indiretto (Pilotato) dei distributori a cassetto. Questo tipo di azionamento si usa quando i distributori sono sottoposti a grosse potenze idrauliche, che necessitano di grandi forze per muovere il cursore. Le valvole distributrici pilotate sono composte da una valvola principale e da una valvola di pilotaggio; quest'ultima è solitamente ad azionamento elettrico. Quando si eccita la servovalvola, il segnale di comando si amplifica in modo idraulico e si sposta il pistone. Quando si superano portate di 7000 l \min anche le valvole pilota devono a loro volta essere pilotate, a causa del volume di olio di pilotaggio. 17Ji - Valvo] Queste valvole idraulico o in UI A questo tipo di 1 \-alvole di m Z \-alvole ridu 3 \-alvole di se Tutte queste val 17..5.1 Valvole c Valvola a 3 posizioni pilotata Hanno la funzio IEÒ1ato valore d !IÌOIrezza. Passano essere ~ .amento pilotat' p T Possono essere a: Pilotaggio interno: il fluido di pilotaggio viene prelevato direttamente dal canale di presa pressione P e mandato alla valvola pilota mediante tubazioni. Valvole ad azi( Xella figura SE -=bema costrutt - Pilotaggio esterno: il fluido di pilotaggio viene assunto da un circuito pilota separato. Si ottiene così un migliore adattamento alle condizioni di pressione e portata esistenti. ) d impulsi 2 posizioni: 1 continua, 3) bussola con "lexroth). istone di comando. In rrsore a destra. Nello e il pistone non è con il riposizionamento. l cassetto. no sottoposti a grosse overe il cursore. ùvola principale e da ionamento elettrico. si amplifica in modo e pilota devono a loro io. 3 posizioni pilotata .to direttamente dal mediante tubazioni Fig. 17.17 Valvole pilotate (Mannesmann Rexroth). 17.5 - Valvole di controllo della pressione Queste valvole assolvono al compito di regolare la pressione in un circuito illraulico o in una determinata parte di quest'ultimo. A questo tipo di valvole appartengono: l Yalvole di massima pressione, o sicurezza 2 Yalvole riduttrici di pressione (regolazione di pressione) 3 Yalvole di sequenza, valvole di esclusione 'lune queste valvole possono essere o ad azione diretta o pilotate. :l'l...ii.l Valvole di massima pressione Ibnno la funzione di mantenere la pressione del circuito al disotto di un deter ..mato valore di taratura o riferimento, in modo che si lavori in condizioni di :lllÌl::m'ezza. p WIIs5ono essere ad azionamento diretto o ad azio r ~nto pilotato. L figura seguente si riporta un semplice di tali valvole. ~~ costruttivo SIMBOLO Un otturatore mobile (2) viene spinto contro la sede della valvola (1) da una molla (3) avente un carico prestabilito. Il vano contenente la molla e la parte superiore dell'otturatore è in collegamen to con il serbatoio. La pressione esistente nel circuito, applicata sulla superficie inferiore dà origi ne ad una forza idraulica. Quando tale forza supera il valore di taratura della molla, l'otturatore si solleva dalla sede e mette in comunicazione il fluido ecce dente con il serbatoio, dove si scarica. Nel caso in cui non ci sia prelievo di flui do, l'intera portata passa attraverso la valvola; questa rimarrà aperta sino a quando non si verificano delle condizioni di bilanciamento fra la forza di preca rico molla e la forza idraulica. L'apertura varia in modo continuo dipendente mente dalla portata di fluido che passa nella valvola. In ogni caso il valore di precarico della molla non viene mai superato. T Quando il fluido passa nella valvola si ha una produzione di calore (l'energia idraulica si trasforma in calore) e tale quantità è pari a: W IIp' Q. T 2 1 p --- --- - ---= A rzzz????????????????Z?ZZ?ZZZZ ~ Fig. 17.18 . Schema di funzionamento di valvola di sicurezza (Massima pressione) ad azionamento diretto: T scarico, P mandata, A utilizzo, 1) sede valvola, 2) elemento mobi· le (otturatore), 3) molla. ,,"'III! è collE è~l In questo esempio si è solo tenuto conto della statica della valvola (forze); biso gna invece considerare che l'aspetto dinamico del sistema Molla-Massa crea delle vibrazioni che si ripercuotono in modo dannoso sulla pressione. fanaCOIl ...... 1';. _ . . direno la valvola (1) da una Occorre, quindi, provvedere a smorzare tali vibrazioni. Nella figura seguente si riporta uno dei metodi usati per attenuare eventuali vibrazioni. ltore è in collegamen de inferiore dà origi [ore di taratura della c:azione il fluido ecce ci sia prelievo di flui marrà aperta sino a fra la forza di preca ~ontinuo dipendente )gni caso il valore di ------ ::::::--------~~;; T e di calore (l'energia '= àp' Q. p ·3 1 ... 2 -1 A :z:z.:a --= A - -= ?zzz ssima pressione) ad la, 2) elemento mobi llvola (forze); biso Molla-Massa crea ~ssione. Fig 17.19 Schema di principio costruttivo di valvola di massima pressione con smorza mento vibrazioni: 1) Pistone di smorzamento con sfaccettatura. Il pistone è collegato rigidamente all'otturatore. Durante la corsa del pistone il fluido è obbligato a passare attraverso la luce di smorzamento, dando origine ad una forza contraria (di smorzamento) alla direzione di moto. Nella figura 17.20 è rappresentato uno schema costruttivo di valvola ad azio namento diretto. / 1 T p Fig 17.20 Valvola di massima pressione ad azionamento diretto (Mannesmann Rexroth). 1) Blocco comando; 2) Bussola; 3) Molla; 4) Regolazione; 5) Cono con pistoncino di smorzamento; 6) Sede. A Valvole di massima pressione Pilotate. SIMBOLO r I Questo tipo di valvola viene utilizzata quando le portate da scaricare sono rilevanti, poiché in questo caso la forza di taratura (precompres sione) aumenterebbe considerevolmente, con un aumento delle dimensioni. L B Nello schema seguente si riporta un esempio di principio costruttivo di tali val~~ - Fig. È costituit La valvola principale così pure I della valve In condizi( Poiché le ! pressione. di riposo. ] la molla (4 Allorché la do si SCari, st'ultimo E superfici d Quando la del pistonE stra e il flt ~ella figu pilotata. 2 D D -- ) 1 ) T lannesmann Rexroth . A 3 SIMBOLO X I 3truttivo di tali .aI 1 p! 1T Fig. 17.21 - Principio costruttivo di valvola di massima pressione pilotata. t eo:,-tituita da una valvola pilota (1) e da una valvola principale (2), La ,-alvola pilota è del tipo ad azionamento diretto, Sul lato destro del pistone pi.ncipale, attraverso l'attacco P, agisce la pressione esistente nel circuito e CDSÌ pure sul lato sinistro dell'otturatore, passando per l'ugello (5), e sul cono èlla valvola pilota. ·In condizione di riposo, sui due lati dell'otturatore agisce una pressione uguale. Poiché le superfici sono uguali, sull'otturatore si ottiene un bilanciamento di Jll'eSsione. La molla (3) ha il compito di mantenere l'otturatore nella condizione _ riposo. La pressione di risposta della valvola pilotata viene tarata mediante la molla (4) della valvola pilota, Allorché la pressione raggiunge il valore di taratura della valvola pilota, il flui tIo si scarica nel serbatoio passando per il cono di pilotaggio e l'ugello; su que st'ultimo si genera una caduta di pressione che va ad agire anche sulle due mpernci dell'otturatore. Quando la forza data dalla caduta di pressione moltiplicata per la superficie del pistone supera la forza data dalla molla, l'otturatore si muove verso sini stra e il fluido in eccesso si scarica nel serbatoio. Sella figura 17.22 si riporta uno schema di valvola di massima pressione pilotata. ......."" "'e-Mr . . ula ad " . . cmp . _.......:u Fig. 17.22 . Schema di valvola di massima pressione pilotata: 1) valvola pilota, 3.1), 3.2),3.3) Ugelli, 4) Molla, 5) Molla, 6) Filtro di protezione dell'ugello 3.2) (Mannesmann Rexroth). "aawa . •- ha dù _J.o d( __ da ca • 17.5.2 Valvole riduttrici di pressione Il loro compito è quello di limitare la pressione secondaria del circuito, cioè la pressione in uscita. Tale pressione viene mantenuta ad un valore costante, in modo indipendente da quella primaria (in entrata), non appena questa rag giunge un valore superiore a quello di taratura. Quindi queste valvole hanno lo scopo di mantenere in un ramo del circuito un valore di pressione più basso rispetto a quello esistente nel circuito principale. Le valvole riduttrici di pressione possono essere: - Semplici: esse riducono la pressione ad un valore costante in modo indipen dente dalle variazioni che subisce la linea. - Differenziali: riducono di un valore costante la pressione nei confronti di quella principale. Proporzionali: riducendo, mantengono costante il rapporto fra le due diffe renti pressioni. Esse, inoltre, possono essere ad azionamento diretto o pilotato. Si riportano di seguito i relativi simboli di valvola ad azionamento diretto e pilotata. • lIIOl'I ntor @ 1) valvola pilota, 3.1 . ello 3.2) (Mannesmann. . del circuito, cioè la l valore costante. in appena questa rag ste valvole hanno lo pressione più ba.<:.so Azionamento pilotato: Simbolo B .acendo riferimento alla figura 17.23, descriviamo il funzionamento di una ......ola ad azionamento diretto. '. . un corpo valvola (2) è alloggiato il pistone (elemento di comando) (1), il quale è mantenuto nella posizione di riposo da una molla (3). Si fa notare che, contrariamente alle valvole di sicurezza (massima pressione) e a quelle di sequenza (che vederemo più avanti), in posizione di riposo si consi ~ a valvola aperta. Il flusso viaggia da P verso la bocca A. I.a pressione secondaria si manifesta all'attacco A e va ad agire sulla superficie IlliDi.5tra del pistone, tramite la tubazione di pilotaggio (4). Allorché la pressione presente in A uguaglia il valore di tarature impostato -.Ile molle, il pistone si sposta e fa sì che la portata si riduca passando da P ad A In questo modo la portata che arriva all'uscita è solamente quella richiesta ,.tana utenza all'attacco A (in qualunque caso, non si supererà mai il valore di i l:aratura). Se non si ha richiesta di fluido, come in posizione finale, la valvola I rirulta chiusa. 'quando dovesse verificarsi un aumento di pressione a valle della valvola, cau ata da carichi esterni che agiscono sull'utenza, il pistone subirà un ulteriore I IIp05tamento contrastato dalla forza della molla. Quindi la bocca di attacco A ~ collegata, attraverso il pistone, al serbatoio, con conseguente passaggio .. fluido in modo che non si superi il valore di pressione prestabilito. te in modo indipen ne nei confronti di 1:0 fra le due diffe to. mamento diretto e T;.g 17.23 . Schema costruttivo funzionale di valvola di sequenza ad azionamento diret ID." 1, Corpo, 2) Pistone di pilotaggio, 3) Molla, 4) Dispositivo di regolazione, 5) Valvola é:i '!on ritorno (Mannesmann Rexroth). 17.5.3 Valvole di sequenza, valvole di esclusione sini di e: senza che 'ft!I'S() parte Dal punto di vista costruttivo queste valvole sono simili a quelle di massima pressione. La differenza consiste nel fatto che le valvole di sequenza vengono montate sulle tubazioni che trasportano il flusso principale e consentono il bloccaggio o l'apertura di una luce quando si raggiunge il valore di pressione tarato. Il loro scopo è quindi quello di consentire l'azionamento di più attuatori secon do una sequenza prestabilita. Anche questo tipo di valvole possono essere ad azionamento diretto o pilotate. Le valvole di sequenza svolgono il compito affidato ai finecorsa pneumatici. Per il comando di n attuatori necessitano n-l valvole. Nelle figure seguenti vengono riportati il simbolo e lo schema costruttivo di una valvola di sequenza ad azionamento diretto. A SIMBOLO y B A Fig 17.24 - Schema costruttivo funzionale di valvola riduttrice di pressione ad aziona mento diretto: 1) Pistone, 2) Corpo, 3) Molla, 4) Tubazione di pilotaggio, 5) Sfera P, A, T connessioni (Mannesmann Rexroth). Descrizione funzionamento: nella posizione di riposo la valvola è bloccata, men tre il pistone (2) è premuto dalla molla (3) contro la sede. La pressione presente all'attacco A viene mandata, tramite dei fori e ugelli, praticati nel pistone, sul lato della superficie opposta della molla. Quando il valore della pressione raggiunge quello tarato, il pistone si muove Dipenden1 esclusione 1I!I"nO. Le ...ah-oiE dotati di : poo:tpa. ne. raggiunge i a quelle di massima di sequenza ven~ :ipale e consentono :il il valore di pressioor li più attuatori seco& to diretto o pilotate_ wrsa pneumatici. Per :chema costrutti\o 6 A SBIBOLO . y 8 .'" xv 'i pressione ad ~ ~aggio, 51 Sfi!TTl P. A r pressione prel'1I'!li1:_ _ cati nel pk--uJoe. . . l il pÌstDne si li. = sinistra e mette in collegamento gli attacchi A e B. In questo modo la di circuito collegato alla bocca B si trova sollecitata dal fluido idraulico che sull'attacco A si abbia una diminuzione di pressione. ~lC!J.Ullt::), te dal tipo di impiego di tale valvola (valvola di sequenza o di il drenaggio si effettua esternamente attraverso y oppure all'in- Yalvole di esclusione possono anche essere impiegate nei sistemi idraulici di accumulatori. Il loro compito è quello di mandare la portata della piBPCi nel circuito dell'accumulatore sino a quando questo viene caricato e si llilll:giunge la pressione necessaria.