10
METE
Una canzone per te…
Il vincitore prende tutto
I don't wanna talk
about the things we've gone through
though it's hurting me
now it's history
I've played all my cards
and that's what you've done too
nothing more to say
no more ace to play
Non voglio parlare
di quello che abbiamo passato
sebbene mi ferisca
adesso è storia
Ho giocato tutte le mie carte
ed è quello che hai fatto anche tu
non c'è più niente da dire
non c'è più alcun asso da giocare
The winner takes it all
the loser standing small
beside the victory
that's her destiny
Chi vince prende tutto
chi perde si sente piccolo
accanto alla vittoria
questo è il suo destino
I was in your arms
thinking I belonged there
I figured it made sense
building me a fence
building me a home
thinking I'd be strong there
but I was a fool
playing by the rules
Ero tra le tue braccia
pensando di appartenerti
sapevo avesse un senso
costruirmi un recinto
costruirmi una casa
pensando di essere al sicuro
ma sono stato uno stupido
a giocare rispettando le regole
The gods may throw a dice
their minds as cold as ice
and someone way down here
loses someone dear
the winner takes it all
the loser has to fall
it's simple and it's plain
why should I complain
Gli Dei tirano i dadi
le loro menti sono fredde
come il ghiaccio
e c'è qualcuno qui che
perde qualcuno a lui molto caro
chi vince prende tutto
chi perde deve cadere
è semplice e chiaro
perché dovrei lamentarmi?
The judges will decide
the likes of me abide
spectators of the show
always staying low
the game is on again
a lover or a friend
a big thing or a small
the winner takes it all
Marzo 2012
Anno X - Speciale AIDA
The winner takes it all - ABBA
The winner takes it all
But tell me does she kiss
like I used to kiss you
does it feel the same
when she calls your name
somewhere deep inside
you must know I miss you
but what can I say
rules must be obeyed
- Speciale AIDA
Ma dimmi, lei ti bacia
come ero solito fare io?
si sente la stessa cosa
quando lei ti chiama per nome?
da qualche parte nel profondo
dovrai pur sapere che mi manchi
ma cosa posso dire
le regole vanno rispettate
I giudici decideranno
quelli come me sopportano
gli spettatori dello spettacolo
restano in platea a guardare
il gioco continua
un amante o un amico
una cosa grande o piccola
chi vince prende tutto
I don't wanna talk
if it makes you feel sad
and I understand
you've come to shake my hand
I apologize
if it makes you feel bad
seeing me so tense
no self-confidence
Non voglio parlarne
se questo ti rende triste
e capisco che tu
sia venuto a stringermi la mano
ti chiedo scusa
se ti rende triste
vedermi così teso e sfiduciato
But you see
the winner takes it all.
ma vedi,
il vincitore prende tutto.
Grazie dal tuo Free
Cara Aida,
la tua scomparsa è una
ferita aperta.
Direttore Responsabile
Prof.ssa Aida Graziano
Caporedattore
Maria Sarlo V A Iter
Vice caporedattore
Lucia Larocca V A Geom.
Redazione
Ilenia Laragione IV A Geom.
Pasquale Castronuovo V A Geom.
Gabriele Lopatriello III A Igea
Eleonora Di Vincenzo V A Iter
Benny Ancora III A Igea
Maria Teresa Viviano III A Igea
Web Designer
Rocco Pontevolpe
Hanno collaborato:
D.S. prof. Angelo Castronuovo
V A Iter
Maria Sarlo V A Iter
Antonella Palmieri V A Iter
I A Iter
Prof.ssa Ida Capobianco
Prof.ssa Rosa Maria Fusco
Prof.ssa Maria Anna Cassavia
Eleonora Divincenzo V A Iter
III A Igea
Prof. Antonio Romano
Gabriele Lopatriello III A Igea
Un grazie a Giuseppe Zito per l’immagine di
copertina.
Se ci sono situazioni nella vita in cui ti senti bloccato o non riesci ad esprimere quello che realmente provi, questo è
uno di quei momenti.
Un grande vuoto, un
senso di incredulità e di
scoramento ha fatto seguito alla notizia che
nessuno avrebbe mai
voluto ricevere, una verità dolorosa alla quale
nessuno avrebbe voluto
credere.
sa attività; una specie di
incoraggiamento a guardare le cose come avresti
fatto Tu, cercando sempre
il lato positivo, anche nei
Ti ricorderemo sempre momenti più difficili.
come intrepida, instanca- Ci mancherà tanto la tua
bile e appassionata pro- presenza, la tua vitalità e la
fessoressa, attenta ed tua voglia di vivere che diinteressata ai problemi ventava contagiosa e ci
dei giovani, dei più svan- coinvolgeva in tutte le attivitaggiati ed a tutte le pro- tà alle quali partecipavi. Nel
blematiche che coinvol- mio editoriale scritto qualgono la società e la con- che mese fa per celebrare il
decennale di “METE”, il
dizione femminile.
Pensare che la morte Tuo giornalino, scrissi:
non riesca a cancellare “ anch‟io ho un sogno: coinquanto è stato realizzato volgere nell‟ultimo numero
in vita ci dà la spinta per di quest‟anno scolastico
apprezzare la tua prezio- tutti i docenti e gli studenti
più interessati che hanno
collaborato in questo breve
decennio…”; l‟hai fatto tu
con la tua dipartita imprevista ed imprevedibile, sei
riuscita in un‟impresa impossibile.
Cercheremo di non disperdere la preziosa eredità ed
il patrimonio che tu ci hai
lasciato: gli studenti,
il
giornalino “Mete”, le numerose attività intraprese e le
Hai radunato tutti coloro collaborazioni con gli Enti
che negli ultimi venticinque e le associazioni di volonanni hanno avuto un qual- tariato.
siasi contatto con il nostro
istituto; tutti hanno sentito il Grazie per quello che hai
dovere
di
tributarti fatto per noi.
l‟estremo saluto e di manifestarti l‟affetto e la riconoscenza riservati ad una Angelo CASTRONUOVO
persona speciale.
L’amico di sempre.
Tu eri una persona speciale, coraggiosa e straordinariamente attaccata alla vita
ed ai problemi della gente.
METE - Speciale AIDA
METE
2
Marzo 2012
- Speciale AIDA
Vento di marzo
di
Rosa Maria Fusco
Siamo andati oltre i tabù, abbiamo toccato temi di solidarietà; perché era impegnata su tutti i fronti: promotrice ad
hoc dell‟amore per il prossimo, l‟amore per la vita,
l‟amore per le cose belle. Toccavi con ironia la morte e i
funerali. Nessuno di noi dimenticherà la sua ultima lezione dove lei, disinvolta, parlava senza problemi del suo
famoso funeral-party e noi che le ripetevamo di smetterla, essendo una cosa lontana ed impossibile. E invece lei
DA DONNA IMPREVEDIBILE SE NE è ANDATA NEL
MODO Più IMPREVEDIBILE, come solo lei poteva fare.
Grazie dal tuo Free
Cosa le abbiamo fatto passare! Ne abbiamo combinate
di tutti i colori, abbiamo festeggiato insieme tutti i 18 anni
e ci ha visto oltrepassare la soglia tra giovinezza e maturità. Ci ripeteva costantemente che il nostro sarebbe
stato un ESAMACCIO, e cosi sarà! Per non parlare del
così travagliato METE, ci supplicava di scrivere un articolo e al nostro rifiuto ci rispondeva che ce l‟avrebbe fatta
pagare, ma poi tornava permissiva e buona. Cosa daremmo ora per scriverle un articolo e renderla felice, con
le sue correzioni e le sue tipiche frasi che noi non dimenticheremo mai.
Progettavamo insieme il viaggio della maturità e ipotizzavamo alcune mete, Barcellona, giusto prof? Senza dimenticare le sue lunghe lotte per difenderci e allo stesso
tempo quei rimproveri che solo una madre avrebbe fatto,
quei rimproveri costruttivi che ci hanno portato ad essere
quelle che siamo. Ricordiamo i suoi occhi come brillavano quando parlava dei suoi tre figli, fiera ed orgogliosa
sia del “grande” che del “secondo” e del “piccolino” come
diceva lei.
Cara Prof ,
non ci saremmo mai aspettati di scriverle una lettera
in questa circostanza. E‟inutile dirle l‟enorme vuoto
che ci ha provocato con la sua scomparsa imprevedibile ed inaspettata.
Tuttavia, vogliamo fare a modo suo, come avrebbe
voluto lei: ricordare solo le cose belle che ci hanno
reso le sue piccole “donne”. Lei è viva, è qui tra noi,
presente nei nostri cuori e nei giorni che verranno.
Con il suo carisma ci ha trascinato, al suo arrivo in
classe si respirava un‟aria frizzante, di rivoluzione
perché è sempre stata un uragano che, al suo passaggio, metteva in subbuglio tutto.
Quanti momenti abbiamo trascorso insieme, lei con il
suo modo stravagante di insegnare, riempiva le nostre giornate con lezioni concrete, lezioni di vita, cose
che nessun altro avrebbe osato fare e dire.
All‟arrivo di Kinder aveva scoperto il suo amore per gli
animali, e insieme ci sbellicavamo dalle risate.
E continueremo ancora a farlo! Sicuramente adesso starà pensando agli errori di sintassi e di costruzione della
frase, a che figuraccia le stiamo facendo fare, ma abbiamo ancora bisogno di lei, delle sue correzioni e sappiamo benissimo che le continuerà a fare da lassù, seguendoci e vegliando non solo su di noi studenti ma anche su
tutti coloro che oggi sono qui a porgerle l‟ultimo saluto.
Né il nostro, vuole essere un addio, il nostro è un arrivederci prof, perché ci incontreremo nuovamente e rideremo di tutto ciò che abbiamo fatto insieme.
Ciao Prof, ti vogliamo bene
VA ITER
Eri nata di giugno (il 2, festa della Repubblica) ma avevi nel gesto e negli occhi il vento di marzo: un lampo di luce
precoce e un brivido di freddo tardivo.
Quel brivido mi corre la schiena mentre scorro le bozze degli scritti dei tuoi allievi.
Quando ti “passai” Mete, mai avrei pensato (dopo esserti stata amica, collega, astrologa, cartomante, “grillo parlante”) di chiudere questo numero in mezzo ai tuoi ragazzi, spostando qualche virgola, suggerendo qualche sinonimo
(come avresti fatto tu) e, umilmente, adottandoli per qualche ora… per qualche giorno.
Ho notato che quasi tutti hanno iniziato il testo con il “lei” o con il “voi” e che tutti l’hanno chiuso dandoti del
tu: in quel “tu” finale, credo, esploda tutto l’affetto che ti portano, per questo non ho suggerito loro di correggere la formale “discordanza”.
Del nostro rapporto ci sarebbe materia per un libro non per un saluto.
Tu sai quanto fossi incapace di dirti no, ogni volta che, senza preavviso, mi coinvolgevi nel pubblico e nel privato.
Tu sai quanto io detesti le frasi di circostanza e ricordi perfettamente quante volte abbiamo riso insieme sugli elenchi delle “postume” virtù.
Tu eri, anche da docente, semplicemente, naturalmente, profondamente donna: le tue competenze ti facevano
apprezzare, le tue fragilità ti facevano amare, la tua risata dissolveva ogni malinteso…
Ti abbraccio forte come mi abbracciavi forte tu quando emergeva (tra le molte convergenze) qualche divergenza.
Allora mi “portavi il muso” lo spazio di un mattino, nel pomeriggio tagliavi un girasole, venivi a casa e con l’affetto e il
vezzo di una sorella minore, mi abbracciavi dicendo: «Sono fatta così… tu lo sai come sono fatta…».
E tutto tornava limpido, prima di riprendere il turbinio di idee, iniziative e, reciproche, amabili follie… C’era forse
in quel turbinio, il presagio inconscio che il tempo con te sarebbe stato avaro?
Forse.
Ti abbraccio e, mentre ti abbraccio, sfuma la funebre funzione e ti rivedo alla curva della scuola, dove ci incrociavamo e facevamo, talvolta, un pezzo insieme, con le tue scarpe rosse, il tuo sorriso, il tuo «raccontami una cosa ma che
non sia la solita».
Parevi una bimba che chiede una fiaba e te la raccontavo.
Ora, vieni a raccontarmela tu.
Ciao
Rosa Maria
Marzo 2012
METE - Speciale AIDA
...........in ricordo di te.
di
Maria Anna Cassavia
Giro e rigiro la penna tra le mani mentre guardo, senza vederlo, il foglio ancora bianco.
Ripercorro con la memoria i tanti momenti condivisi. Ci conosciamo da una vita e siamo colleghe praticamente da
sempre. I ricordi sono tanti. Devo scegliere quelli cui “dare voce” ma non so decidermi. Risento il nostro vociare allegro e chiassoso di bimbe alle prese con i giochi tipici della nostra fanciullezza e privi dell‟assillo di PC, iPad, iPod e
social network. Ricordo le corse, le risate, gli improbabili e alquanto fantastici personaggi che sceglievamo di interpretare nei nostri giochi di ruolo con Cristina e Maddalena, le golose merende…. Poi la vita vera è arrivata con prepotenza. Le avventure immaginate hanno ceduto il passo alla realtà che riserva sì tante belle sorprese ma che, purtroppo, non lesina quelle amare e dolorose…….. e con te non si può certo dire che la vita sia stata avara delle une o
delle altre. I tuoi tre splendidi figli sono l‟esempio concreto dei tuoi momenti di gioia, ma altrettanto forti e difficili emotivamente, sono state le prove a cui la vita ti ha sottoposta.
L‟Aida che voglio qui ricordare è, però, quella col sorriso raggiante.
Voglio ricordare la collega sempre pronta a dismettere i panni della prof. per tuffarsi nella mischia con gli alunni e
divertirsi con loro. Voglio ricordarti mentre giri per le classi sollecitando i ragazzi a completare gli articoli per Mete o,
quando, in gita scolastica in Sicilia, durante la minicrociera alle Eolie, hai voluto a tutti i costi che, insieme alle altre
colleghe, ci congratulassimo col Comandante per la sua maestria nella conduzione della nave.
Riuscisti a convincerlo a farci provare l‟emozione di stare al timone per alcuni minuti – ovviamente dopo aver inserito
il pilota automatico – giusto il tempo per una foto e qualche ripresa. Quando venne il tuo turno e salisti al posto di
comando, la fanciullina che albergava in te prese il sopravvento contagiando tutti, Comandante compreso, con la
sua allegria.
Ricordo, infine, con che entusiasmo, al ritorno con le classi dalla visione del film Passannante (appena il 22 febbraio
scorso), informasti me e Ada della rappresentazione teatrale che volevi proporre ai ragazzi e che, ironia della sorte,
avevi calendarizzato per il 16 Marzo……. ma il destino aveva rimescolato le sue carte e programmato altro per quel
giorno……
Tra tutti i modi possibili, questa prima parte del tuo viaggio è finito nel modo più improbabile e impensato nella sua
assurdità, lasciandoci tutti attoniti e con una grande amarezza nel cuore.
Ora che le Porte del Mistero si sono per te dischiuse e che hai cominciato a percorrere altre strade, mi piace immaginarti mentre dall‟alto ci guardi e “sorridi delle nostre lacrime”.
Per finire, dedico a te questi versi di Emily Dickinson:
“Quella breve, potente sensazione
che ognuno crea una volta sola,
l’attenzione solenne
che quasi conferisce un’importanza,
è il lustro della morte.
O ignota risonanza
che nessun mendicante accetterebbe,
se potesse evitarla!”
e ancora :
“Alcuni giorni restano isolati
dagli altri, in un sommesso spicco:
il giorno in cui per noi giunse un compagno
o fu costretto a morire”
METE
- Speciale AIDA
3
Scrivo perché…
mi ha insegnato a farlo
Sbirciando tra i ricordi, alla ricerca di qualcosa che
mi rievocasse la sua presenza, ho ritrovato il primo numero dell‟anno VIII del nostro Mete. La sua
premessa, ovviamente, è stata quella di spronare i
ragazzi a dar voce ai propri pensieri, di dire la
“propria” riguardo un argomento sentito, parlarne
e condividerlo con l‟intera comunità studentesca.
Ci invogliava a scrivere con il cuore <<[…] non
fatelo per i crediti, per la gloria verso i professori o
per farvi belli di fronte agli amici: fatelo perché
scrivere è bello>>!
E proprio in quell‟anno le ho chiesto di entrare a
far parte della redazione del nostro mensile, e lei
felicissima (non essendo stata lei a chiedermelo
ma io stessa, di mia spontanea volontà) ha annunciato nell‟editoriale la mia presenza quale new
entry „della quota rosa nella rappresentanza di
Istituto Maria Sarlo.
Un sorriso beffardo e malinconico mi ha accompagnato nella lettura del suo articolo, ripercorrendo
attraverso i flash-back i momenti più esilaranti,
piacevoli e comici dei nostri incontri. L‟anno successivo, invece, è entrata lei a far parte della nostra classe.
Si definì logorroica, paragonandosi alla versione
femminile di Paolo Bonolis, parsimoniosa e forte
sostenitrice del volontariato. La classe sbigottita,
si lanciava sguardi fuggiaschi, come è solito fare
nei confronti dei nuovi arrivati, ma, dopo aver preso la giusta dimestichezza, abbiamo intrapreso
uno dei percorsi più belli ed emozionanti della nostra vita scolastica.
Siamo andati in Sicilia insieme, mi ha consigliato
negli acquisti degli accessori (per i quali avevamo
un debole entrambe) e abbiamo ballato in discoteca per tutta la notte.
Abbiamo sceneggiato delle clip sul nostro istituto
destinate allo schermo televisivo Rai, mi impegnava nel „reggi-canovaccio‟ e, guardandomi, rideva per le mie buffe posizioni. Anche a Lagopesole
abbiamo dato il meglio di noi e lei se lo ricorderà
sicuramente.
Quest‟anno a mia insaputa mi ha nominato caporedattore di Mete, non ero convintissima
dell‟incarico da ricoprire essendo consapevole dei
lunghi giri che avrei dovuto fare per raccogliere gli
abituali articoli ritardatari.
È capitata anche una discussione dove voleva
revocarmi il suddetto incarico, ma dopo siamo tornate ad essere quelle che SIAMO.
A gennaio, una bella ed inaspettata e-mail, ci ha informato di
una notizia grandiosa per il nostro mensile. Il 2 marzo saremmo
dovuti partire alla volta di Modena per il ritiro del premio della
„Piccola e Media Editoria‟. Euforiche, abbiamo progettato il viaggio e diceva che il mio sarebbe stato un compleanno diverso.
In effetti lo è stato!
Ho ritirato lo stesso il nostro premio, un attestato che conferisce
al nostro giornale il riconoscimento per la sua alta periodicità,
ponendoci tra i primi venti a livello nazionale. Avrei desiderato
tanto darle questa bellissima notizia a dimostrazione che i nostri
sforzi e sacrifici sono serviti a qualcosa ma purtroppo le tragiche
fatalità non me l‟hanno permesso.
Adesso sono qui, a scriverle tra una lacrimuccia e tanti sorrisi,
tra due rancori e mille ricordi emozionanti, a contare come mi
incitava lei le famose 2500 battute ed incapace le riconfermo la
mia perfetta incompetenza nel farlo.
Maria Sarlo VA ITER
Rino Gaetano diceva sempre:
...chi vivrà vedrà.
Sono tante le cose da dire e non riesco a trovare le parole. Riascolto continuamente la canzone Aida di “Rino Gaetano” perché mi ricorda lei Prof, mi vengono in mente tutte le giornate
passate insieme, i suoi sorrisi, i suoi modi di fare, la sua originalità. In classe manca qualcosa, c‟è un angolo vuoto, buio è come se mancasse un pezzo, una colonna portante senza la quale tutto sembra crollare. Ricordo gli ultimi momenti passati insieme, le ultime lezioni, sembra tutto così irreale, sento la sua presenza tra di noi, lei così vicina ma tanto lontana. Lei che mi supplicava continuamente di scriverle articoli per il giornalino scolastico, ed io ripetutamente non accettavo, Come vorrei che fosse
qui, farei di tutto per scriverle un articolo, ma ora è troppo tardi,
ed è vero che nella vita bisogna cogliere l‟attimo, non bisogna
mai rimandare. Spero, in futuro, di imparare da lei, di trascorrere
ogni attimo della mia vita qualunque esso sia con il sorriso, di
riuscire a comunicare al prossimo tutto ciò che provo anche solo
con un gesto, proprio come faceva lei prof. Lei sarà sempre nel
mio cuore e nei miei pensieri, nei giorni bui penserò al suo sorriso meraviglioso, rappresenterà la carica che mi spingerà ad
affrontare nel miglior modo l‟esame, quel tanto atteso esame del
quale discutevamo insieme ogni giorno. Studierò pensandola
prof. Sono sicura che la luce del suo sorriso illuminerà ancora di
più il paradiso, sarà sempre nei miei pensieri, la ricorderò così:
una donna piena di gioia di vivere, sempre pronta ad aiutare il
prossimo. Spero che il viaggio che, da qualche giorno hai intrapreso, sia ancora più bello, di quello trascorso in mezzo a noi.
Ti voglio Bene.
Antonella Palmieri V A ITER
METE
- Speciale AIDA
4
METE
- Speciale AIDA
7
Con te per sempre
Laddove il cielo è sempre più blù
Cara prof,
La sua immagine sarà con noi per sempre,
vi scriviamo queste poche righe per salutarvi
un‟ultima volta, ricordando alcuni tra i momenti più
belli vissuti insieme.
il ricordo del suo sorriso è impresso nella nostra mente.
Ricorderemo
sempre
il
vostro
senso
dell‟umorismo, la vostra semplicità, il vostro sorriso e la vostra voglia di scherzare in ogni situazione, anche nei momenti più noiosi.
Le vogliamo bene anche se a scuola non siamo molto bravi
ci piaceva quando ci sgridavi
Non dimenticheremo mai l‟affetto mostrato nei
nostri confronti, la vostra dedizione, il senso del
dovere e tutto il tempo dedicato a noi alunni e alla
scuola.
Una cosa non gliela abbiamo detta
anche se non eri perfetta
era bello vederti venire a scuola con la bicicletta
Vogliamo oggi chiedervi scusa per tutte quelle
volte che ci siamo comportati in maniera scorretta,
rassicurandovi di aver recepito il messaggio.
era più forte di noi e poi..
era bello vederla scappare per i corridoi
Nella certezza che nessuno mai potrà sostituirvi e
nel vostro permanete ricordo, desideriamo abbracciarvi e stringerci intorno a voi come avremmo
voluto fare!
a cominciare dalle prime luci del mattino
Per te, Aida.
ci facevi spegnere il telefonino
I piccini della I A ITER
per non parlare dell‟articolo del giornalino
Un caffè con Aida
di
Ida Capobianco
Purtroppo qualcuno ci ha diviso
e l‟ha portata in paradiso
Sono felice di non averti vista nel tuo letto di emergenza finale.
Voglio ricordarti con il sorriso aperto a prendere la vita. Protesa con allegria sempre verso il meglio.
Quando si dice che la vita è legata ad un filo!
La tua, presa in una rete intensa di fili di mille interessi professionali e sociali, è stata tradita dal filo spezzato della
corda per stendere i panni.
Finita per un incidente domestico di primo mattino. Quasi a rivendicare, urlando, però, troppo forte e troppo dolorosamente, che eri per prima una grande e vera mamma.
Ci siamo aggrappati alle notizie promettenti che ci giungevano e ci passavamo trepidanti.
Abbiamo implorato e sperato tutti che tu ti rialzassi e riprendessi il volo dal fondo di quel tuo giardino. Siamo rimasti affranti e increduli.
E‟ in quel giardino che si sofferma ora il mio ricordo di te.
In un pomeriggio di Luglio del 2010. Ricavato, dopo vari rinvii, tra i tanti impegni degli Esami di Stato.
Attorno a quel tuo tavolinetto di ferro battuto, acquistato da poco, contenta, e atteso con ansia, sul quale, a me e
Marinella, avevi voluto offrirci un caffè. Come sapevi fare tu, felice e contagiosa come una bambina, e perfetta padrona di casa.
Un caffè e un gelato a forma di cuoricino. Serena e rilassata per quattro chiacchiere con due amiche.
I lavori fatti nella tua casa. E tanti progetti futuri da condividere con entusiasmo. Con le amiche, i colleghi, gli alunni
e tutta la tanta gente che conoscevi nei tuoi percorsi generosi.
Senza ascoltarci, come più di una volta hai fatto, hai deciso di riprenderlo il volo alzandoti da quel tuo giardino,
fatato e fatale, per la meta più alta.
Non per andartene, ma per rimanere ed essere contemporaneamente in tutti i posti che amavi e che ami.
La tua casa, le tue aule, le tue associazioni, i tuoi luoghi di culto. Dai tuoi figli. Da tua madre. E in tutti i cuori e le
menti di quelli che ti amano.
Con il viso ancora sempre aperto verso il meglio. Per sempre.
Quel pomeriggio assolato di luglio, insieme a te, fu molto gradevole il caffè e graziosissimo il gelato.
Ida
per mostrare agli angeli il suo sorriso.
Laddove il cielo è sempre più blù
rallegra i cuori di noi rimasti quaggiù
perché nel nostro cuore ci sarai sempre tu.
III A IGEA
Festa dell’albero 2012
Facebook, finestra sul mondo
da Tursi dilaga impietoso
un dolore profondo.
Come macigno sulla testa
che ottenebra la vista
"Aida non c'è più".
Non voglio nasconderlo
ho pianto per te
non era debolezza, era umanità.
Mi hanno presto travolto
i ricordi più belli
davanti a me il tuo franco sorriso
l'autoironia
la voglia di fare
il sereno parlare
di scuola e famiglia, d'alunni, di figli
di amor solidale.
Ora accettato il divino decreto
sia pur a fatica si fa strada il sereno.
E a te il mio abbraccio fraterno
a te l'ultimo saluto e il mio grazie.
Sarai nella mia mente
riscalderai il mio cuore.
Mi sorriderai, ci sorrideremo.
Sempre.
Antonio Romano
METE
- Speciale AIDA
6
METE
- Speciale AIDA
5
Un grande spazio di vita
Un ricordo…
una vita
A presto...
" Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e che
come allora sorridi .. "
L‟ultimo avvenimento che ha sconvolto tutti gli studenti, è
stato la scomparsa della prof. Graziano. Un articolo non
basta per esprimere la grandezza di questa donna, tutto
quello che ha fatto per noi e per gli altri, tutto ciò che le
dobbiamo, tutto ciò che non siamo riusciti a darle.
Sulle note del grande cantautore Guccini un pensiero è rivolto a te che non ci sei più .. Il destino ha
deciso al posto tuo, ti ha portata via proprio ora
che avevi ancora tanto da insegnarci. Ricordo ancora il giorno della presentazione: noi ansiosi ma il
tuo sorriso ci ha conquistato subito.
Da allora iniziò il nostro cammino scolastico, progettavamo numerose cose assieme: attività extra
scolastiche, viaggi e incontri con diverse associazioni del volontariato.
Oltre ad essere stata una valida insegnante di storia ed italiano, sei stata un modello di vita: sempre
interessata più agli altri che a te. Con il tuo carattere ben determinato riuscivi a portare avanti numerose iniziative, come il giornale scolastico
“Mete” che dirigevi con tanto impegno ed entusiasmo.
Oggi come oggi posso solo dire che sono fiera di
aver conosciuto una DONNA comprensiva, dolce,
simpatica e soprattutto forte di fronte ad ogni difficoltà, e spero tanto di poter prendere esempio dal
tuo modo di vivere la vita in maniera semplice, ma
allo stesso tempo ricca di esperienze. I ricordi uniscono ciò che la morte separa.
Ti ricorderò così tra una lacrima e un sorriso!
Buon viaggio Prof!
Eleonora Divincenzo
VA ITER
L‟armonia del sorriso
forte ed intenso
largo ed immenso
Un giorno d‟Estate
calda verità dal sapore salino
acqua chiara e trasparente
Una notte d‟Autunno
due mani dolci, piene di affetto
un viso tiepido e sorridente
La notizia mi ha scioccato, quel maledetto giovedì non ci
volevo credere; era una donna forte e piena d‟animo che
si stava rimettendo pian piano, una complicazione però ha
reso vano tutti gli sforzi da lei compiuti e tutte le speranze
che avevamo.
Il tepore di una sera d‟Inverno…
sotto la pioggia cadente
con il battito forte di un cuore caldo
Mi sembra ieri, quando l‟ultima volta che la vidi mi dettava
l‟articolo per il giornalino, sempre solare e con il sorriso
che destava sicurezza, anche se qualche volta si arrabbiava e ci rimproverava.
E poi…
la Primavera era alle porte
e tu... sei volata via…
in un attimo.
Mi mancherà il rumore delle sue scarpe che battevano per
terra, la sua attiva presenza a scuola e i suoi discorsi che
usava per esemplificare gli insegnamenti che ci dava.
Mi mancheranno i momenti in cui ci riunivamo per scegliere gli argomenti degli articoli e anche per scherzare.
Avrei desiderato più tempo per conoscere la sua grandezza e il suo impegno, ma sono sicuro che quegli insegnamenti che ha dato saprò utilizzarli nel miglior modo possibile e voglio che sia fiera di noi, e che ci veda crescere
con la speranza che un giorno parleremo della prof. Graziano e diremo di lei della sua simpatia e della sua tenacia.
So che un giorno ci rincontreremo e parleremo degli articoli da fare.
Questo non è un addio prof…
Non lo è mai stato…
Arrivederci!!!!
Gabriele Lopatriello
III A Igea
From here to eternity
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Una canzone per te… The winner takes it all