10 METE Una canzone per te… Il vincitore prende tutto I don't wanna talk about the things we've gone through though it's hurting me now it's history I've played all my cards and that's what you've done too nothing more to say no more ace to play Non voglio parlare di quello che abbiamo passato sebbene mi ferisca adesso è storia Ho giocato tutte le mie carte ed è quello che hai fatto anche tu non c'è più niente da dire non c'è più alcun asso da giocare The winner takes it all the loser standing small beside the victory that's her destiny Chi vince prende tutto chi perde si sente piccolo accanto alla vittoria questo è il suo destino I was in your arms thinking I belonged there I figured it made sense building me a fence building me a home thinking I'd be strong there but I was a fool playing by the rules Ero tra le tue braccia pensando di appartenerti sapevo avesse un senso costruirmi un recinto costruirmi una casa pensando di essere al sicuro ma sono stato uno stupido a giocare rispettando le regole The gods may throw a dice their minds as cold as ice and someone way down here loses someone dear the winner takes it all the loser has to fall it's simple and it's plain why should I complain Gli Dei tirano i dadi le loro menti sono fredde come il ghiaccio e c'è qualcuno qui che perde qualcuno a lui molto caro chi vince prende tutto chi perde deve cadere è semplice e chiaro perché dovrei lamentarmi? The judges will decide the likes of me abide spectators of the show always staying low the game is on again a lover or a friend a big thing or a small the winner takes it all Marzo 2012 Anno X - Speciale AIDA The winner takes it all - ABBA The winner takes it all But tell me does she kiss like I used to kiss you does it feel the same when she calls your name somewhere deep inside you must know I miss you but what can I say rules must be obeyed - Speciale AIDA Ma dimmi, lei ti bacia come ero solito fare io? si sente la stessa cosa quando lei ti chiama per nome? da qualche parte nel profondo dovrai pur sapere che mi manchi ma cosa posso dire le regole vanno rispettate I giudici decideranno quelli come me sopportano gli spettatori dello spettacolo restano in platea a guardare il gioco continua un amante o un amico una cosa grande o piccola chi vince prende tutto I don't wanna talk if it makes you feel sad and I understand you've come to shake my hand I apologize if it makes you feel bad seeing me so tense no self-confidence Non voglio parlarne se questo ti rende triste e capisco che tu sia venuto a stringermi la mano ti chiedo scusa se ti rende triste vedermi così teso e sfiduciato But you see the winner takes it all. ma vedi, il vincitore prende tutto. Grazie dal tuo Free Cara Aida, la tua scomparsa è una ferita aperta. Direttore Responsabile Prof.ssa Aida Graziano Caporedattore Maria Sarlo V A Iter Vice caporedattore Lucia Larocca V A Geom. Redazione Ilenia Laragione IV A Geom. Pasquale Castronuovo V A Geom. Gabriele Lopatriello III A Igea Eleonora Di Vincenzo V A Iter Benny Ancora III A Igea Maria Teresa Viviano III A Igea Web Designer Rocco Pontevolpe Hanno collaborato: D.S. prof. Angelo Castronuovo V A Iter Maria Sarlo V A Iter Antonella Palmieri V A Iter I A Iter Prof.ssa Ida Capobianco Prof.ssa Rosa Maria Fusco Prof.ssa Maria Anna Cassavia Eleonora Divincenzo V A Iter III A Igea Prof. Antonio Romano Gabriele Lopatriello III A Igea Un grazie a Giuseppe Zito per l’immagine di copertina. Se ci sono situazioni nella vita in cui ti senti bloccato o non riesci ad esprimere quello che realmente provi, questo è uno di quei momenti. Un grande vuoto, un senso di incredulità e di scoramento ha fatto seguito alla notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere, una verità dolorosa alla quale nessuno avrebbe voluto credere. sa attività; una specie di incoraggiamento a guardare le cose come avresti fatto Tu, cercando sempre il lato positivo, anche nei Ti ricorderemo sempre momenti più difficili. come intrepida, instanca- Ci mancherà tanto la tua bile e appassionata pro- presenza, la tua vitalità e la fessoressa, attenta ed tua voglia di vivere che diinteressata ai problemi ventava contagiosa e ci dei giovani, dei più svan- coinvolgeva in tutte le attivitaggiati ed a tutte le pro- tà alle quali partecipavi. Nel blematiche che coinvol- mio editoriale scritto qualgono la società e la con- che mese fa per celebrare il decennale di “METE”, il dizione femminile. Pensare che la morte Tuo giornalino, scrissi: non riesca a cancellare “ anch‟io ho un sogno: coinquanto è stato realizzato volgere nell‟ultimo numero in vita ci dà la spinta per di quest‟anno scolastico apprezzare la tua prezio- tutti i docenti e gli studenti più interessati che hanno collaborato in questo breve decennio…”; l‟hai fatto tu con la tua dipartita imprevista ed imprevedibile, sei riuscita in un‟impresa impossibile. Cercheremo di non disperdere la preziosa eredità ed il patrimonio che tu ci hai lasciato: gli studenti, il giornalino “Mete”, le numerose attività intraprese e le Hai radunato tutti coloro collaborazioni con gli Enti che negli ultimi venticinque e le associazioni di volonanni hanno avuto un qual- tariato. siasi contatto con il nostro istituto; tutti hanno sentito il Grazie per quello che hai dovere di tributarti fatto per noi. l‟estremo saluto e di manifestarti l‟affetto e la riconoscenza riservati ad una Angelo CASTRONUOVO persona speciale. L’amico di sempre. Tu eri una persona speciale, coraggiosa e straordinariamente attaccata alla vita ed ai problemi della gente. METE - Speciale AIDA METE 2 Marzo 2012 - Speciale AIDA Vento di marzo di Rosa Maria Fusco Siamo andati oltre i tabù, abbiamo toccato temi di solidarietà; perché era impegnata su tutti i fronti: promotrice ad hoc dell‟amore per il prossimo, l‟amore per la vita, l‟amore per le cose belle. Toccavi con ironia la morte e i funerali. Nessuno di noi dimenticherà la sua ultima lezione dove lei, disinvolta, parlava senza problemi del suo famoso funeral-party e noi che le ripetevamo di smetterla, essendo una cosa lontana ed impossibile. E invece lei DA DONNA IMPREVEDIBILE SE NE è ANDATA NEL MODO Più IMPREVEDIBILE, come solo lei poteva fare. Grazie dal tuo Free Cosa le abbiamo fatto passare! Ne abbiamo combinate di tutti i colori, abbiamo festeggiato insieme tutti i 18 anni e ci ha visto oltrepassare la soglia tra giovinezza e maturità. Ci ripeteva costantemente che il nostro sarebbe stato un ESAMACCIO, e cosi sarà! Per non parlare del così travagliato METE, ci supplicava di scrivere un articolo e al nostro rifiuto ci rispondeva che ce l‟avrebbe fatta pagare, ma poi tornava permissiva e buona. Cosa daremmo ora per scriverle un articolo e renderla felice, con le sue correzioni e le sue tipiche frasi che noi non dimenticheremo mai. Progettavamo insieme il viaggio della maturità e ipotizzavamo alcune mete, Barcellona, giusto prof? Senza dimenticare le sue lunghe lotte per difenderci e allo stesso tempo quei rimproveri che solo una madre avrebbe fatto, quei rimproveri costruttivi che ci hanno portato ad essere quelle che siamo. Ricordiamo i suoi occhi come brillavano quando parlava dei suoi tre figli, fiera ed orgogliosa sia del “grande” che del “secondo” e del “piccolino” come diceva lei. Cara Prof , non ci saremmo mai aspettati di scriverle una lettera in questa circostanza. E‟inutile dirle l‟enorme vuoto che ci ha provocato con la sua scomparsa imprevedibile ed inaspettata. Tuttavia, vogliamo fare a modo suo, come avrebbe voluto lei: ricordare solo le cose belle che ci hanno reso le sue piccole “donne”. Lei è viva, è qui tra noi, presente nei nostri cuori e nei giorni che verranno. Con il suo carisma ci ha trascinato, al suo arrivo in classe si respirava un‟aria frizzante, di rivoluzione perché è sempre stata un uragano che, al suo passaggio, metteva in subbuglio tutto. Quanti momenti abbiamo trascorso insieme, lei con il suo modo stravagante di insegnare, riempiva le nostre giornate con lezioni concrete, lezioni di vita, cose che nessun altro avrebbe osato fare e dire. All‟arrivo di Kinder aveva scoperto il suo amore per gli animali, e insieme ci sbellicavamo dalle risate. E continueremo ancora a farlo! Sicuramente adesso starà pensando agli errori di sintassi e di costruzione della frase, a che figuraccia le stiamo facendo fare, ma abbiamo ancora bisogno di lei, delle sue correzioni e sappiamo benissimo che le continuerà a fare da lassù, seguendoci e vegliando non solo su di noi studenti ma anche su tutti coloro che oggi sono qui a porgerle l‟ultimo saluto. Né il nostro, vuole essere un addio, il nostro è un arrivederci prof, perché ci incontreremo nuovamente e rideremo di tutto ciò che abbiamo fatto insieme. Ciao Prof, ti vogliamo bene VA ITER Eri nata di giugno (il 2, festa della Repubblica) ma avevi nel gesto e negli occhi il vento di marzo: un lampo di luce precoce e un brivido di freddo tardivo. Quel brivido mi corre la schiena mentre scorro le bozze degli scritti dei tuoi allievi. Quando ti “passai” Mete, mai avrei pensato (dopo esserti stata amica, collega, astrologa, cartomante, “grillo parlante”) di chiudere questo numero in mezzo ai tuoi ragazzi, spostando qualche virgola, suggerendo qualche sinonimo (come avresti fatto tu) e, umilmente, adottandoli per qualche ora… per qualche giorno. Ho notato che quasi tutti hanno iniziato il testo con il “lei” o con il “voi” e che tutti l’hanno chiuso dandoti del tu: in quel “tu” finale, credo, esploda tutto l’affetto che ti portano, per questo non ho suggerito loro di correggere la formale “discordanza”. Del nostro rapporto ci sarebbe materia per un libro non per un saluto. Tu sai quanto fossi incapace di dirti no, ogni volta che, senza preavviso, mi coinvolgevi nel pubblico e nel privato. Tu sai quanto io detesti le frasi di circostanza e ricordi perfettamente quante volte abbiamo riso insieme sugli elenchi delle “postume” virtù. Tu eri, anche da docente, semplicemente, naturalmente, profondamente donna: le tue competenze ti facevano apprezzare, le tue fragilità ti facevano amare, la tua risata dissolveva ogni malinteso… Ti abbraccio forte come mi abbracciavi forte tu quando emergeva (tra le molte convergenze) qualche divergenza. Allora mi “portavi il muso” lo spazio di un mattino, nel pomeriggio tagliavi un girasole, venivi a casa e con l’affetto e il vezzo di una sorella minore, mi abbracciavi dicendo: «Sono fatta così… tu lo sai come sono fatta…». E tutto tornava limpido, prima di riprendere il turbinio di idee, iniziative e, reciproche, amabili follie… C’era forse in quel turbinio, il presagio inconscio che il tempo con te sarebbe stato avaro? Forse. Ti abbraccio e, mentre ti abbraccio, sfuma la funebre funzione e ti rivedo alla curva della scuola, dove ci incrociavamo e facevamo, talvolta, un pezzo insieme, con le tue scarpe rosse, il tuo sorriso, il tuo «raccontami una cosa ma che non sia la solita». Parevi una bimba che chiede una fiaba e te la raccontavo. Ora, vieni a raccontarmela tu. Ciao Rosa Maria Marzo 2012 METE - Speciale AIDA ...........in ricordo di te. di Maria Anna Cassavia Giro e rigiro la penna tra le mani mentre guardo, senza vederlo, il foglio ancora bianco. Ripercorro con la memoria i tanti momenti condivisi. Ci conosciamo da una vita e siamo colleghe praticamente da sempre. I ricordi sono tanti. Devo scegliere quelli cui “dare voce” ma non so decidermi. Risento il nostro vociare allegro e chiassoso di bimbe alle prese con i giochi tipici della nostra fanciullezza e privi dell‟assillo di PC, iPad, iPod e social network. Ricordo le corse, le risate, gli improbabili e alquanto fantastici personaggi che sceglievamo di interpretare nei nostri giochi di ruolo con Cristina e Maddalena, le golose merende…. Poi la vita vera è arrivata con prepotenza. Le avventure immaginate hanno ceduto il passo alla realtà che riserva sì tante belle sorprese ma che, purtroppo, non lesina quelle amare e dolorose…….. e con te non si può certo dire che la vita sia stata avara delle une o delle altre. I tuoi tre splendidi figli sono l‟esempio concreto dei tuoi momenti di gioia, ma altrettanto forti e difficili emotivamente, sono state le prove a cui la vita ti ha sottoposta. L‟Aida che voglio qui ricordare è, però, quella col sorriso raggiante. Voglio ricordare la collega sempre pronta a dismettere i panni della prof. per tuffarsi nella mischia con gli alunni e divertirsi con loro. Voglio ricordarti mentre giri per le classi sollecitando i ragazzi a completare gli articoli per Mete o, quando, in gita scolastica in Sicilia, durante la minicrociera alle Eolie, hai voluto a tutti i costi che, insieme alle altre colleghe, ci congratulassimo col Comandante per la sua maestria nella conduzione della nave. Riuscisti a convincerlo a farci provare l‟emozione di stare al timone per alcuni minuti – ovviamente dopo aver inserito il pilota automatico – giusto il tempo per una foto e qualche ripresa. Quando venne il tuo turno e salisti al posto di comando, la fanciullina che albergava in te prese il sopravvento contagiando tutti, Comandante compreso, con la sua allegria. Ricordo, infine, con che entusiasmo, al ritorno con le classi dalla visione del film Passannante (appena il 22 febbraio scorso), informasti me e Ada della rappresentazione teatrale che volevi proporre ai ragazzi e che, ironia della sorte, avevi calendarizzato per il 16 Marzo……. ma il destino aveva rimescolato le sue carte e programmato altro per quel giorno…… Tra tutti i modi possibili, questa prima parte del tuo viaggio è finito nel modo più improbabile e impensato nella sua assurdità, lasciandoci tutti attoniti e con una grande amarezza nel cuore. Ora che le Porte del Mistero si sono per te dischiuse e che hai cominciato a percorrere altre strade, mi piace immaginarti mentre dall‟alto ci guardi e “sorridi delle nostre lacrime”. Per finire, dedico a te questi versi di Emily Dickinson: “Quella breve, potente sensazione che ognuno crea una volta sola, l’attenzione solenne che quasi conferisce un’importanza, è il lustro della morte. O ignota risonanza che nessun mendicante accetterebbe, se potesse evitarla!” e ancora : “Alcuni giorni restano isolati dagli altri, in un sommesso spicco: il giorno in cui per noi giunse un compagno o fu costretto a morire” METE - Speciale AIDA 3 Scrivo perché… mi ha insegnato a farlo Sbirciando tra i ricordi, alla ricerca di qualcosa che mi rievocasse la sua presenza, ho ritrovato il primo numero dell‟anno VIII del nostro Mete. La sua premessa, ovviamente, è stata quella di spronare i ragazzi a dar voce ai propri pensieri, di dire la “propria” riguardo un argomento sentito, parlarne e condividerlo con l‟intera comunità studentesca. Ci invogliava a scrivere con il cuore <<[…] non fatelo per i crediti, per la gloria verso i professori o per farvi belli di fronte agli amici: fatelo perché scrivere è bello>>! E proprio in quell‟anno le ho chiesto di entrare a far parte della redazione del nostro mensile, e lei felicissima (non essendo stata lei a chiedermelo ma io stessa, di mia spontanea volontà) ha annunciato nell‟editoriale la mia presenza quale new entry „della quota rosa nella rappresentanza di Istituto Maria Sarlo. Un sorriso beffardo e malinconico mi ha accompagnato nella lettura del suo articolo, ripercorrendo attraverso i flash-back i momenti più esilaranti, piacevoli e comici dei nostri incontri. L‟anno successivo, invece, è entrata lei a far parte della nostra classe. Si definì logorroica, paragonandosi alla versione femminile di Paolo Bonolis, parsimoniosa e forte sostenitrice del volontariato. La classe sbigottita, si lanciava sguardi fuggiaschi, come è solito fare nei confronti dei nuovi arrivati, ma, dopo aver preso la giusta dimestichezza, abbiamo intrapreso uno dei percorsi più belli ed emozionanti della nostra vita scolastica. Siamo andati in Sicilia insieme, mi ha consigliato negli acquisti degli accessori (per i quali avevamo un debole entrambe) e abbiamo ballato in discoteca per tutta la notte. Abbiamo sceneggiato delle clip sul nostro istituto destinate allo schermo televisivo Rai, mi impegnava nel „reggi-canovaccio‟ e, guardandomi, rideva per le mie buffe posizioni. Anche a Lagopesole abbiamo dato il meglio di noi e lei se lo ricorderà sicuramente. Quest‟anno a mia insaputa mi ha nominato caporedattore di Mete, non ero convintissima dell‟incarico da ricoprire essendo consapevole dei lunghi giri che avrei dovuto fare per raccogliere gli abituali articoli ritardatari. È capitata anche una discussione dove voleva revocarmi il suddetto incarico, ma dopo siamo tornate ad essere quelle che SIAMO. A gennaio, una bella ed inaspettata e-mail, ci ha informato di una notizia grandiosa per il nostro mensile. Il 2 marzo saremmo dovuti partire alla volta di Modena per il ritiro del premio della „Piccola e Media Editoria‟. Euforiche, abbiamo progettato il viaggio e diceva che il mio sarebbe stato un compleanno diverso. In effetti lo è stato! Ho ritirato lo stesso il nostro premio, un attestato che conferisce al nostro giornale il riconoscimento per la sua alta periodicità, ponendoci tra i primi venti a livello nazionale. Avrei desiderato tanto darle questa bellissima notizia a dimostrazione che i nostri sforzi e sacrifici sono serviti a qualcosa ma purtroppo le tragiche fatalità non me l‟hanno permesso. Adesso sono qui, a scriverle tra una lacrimuccia e tanti sorrisi, tra due rancori e mille ricordi emozionanti, a contare come mi incitava lei le famose 2500 battute ed incapace le riconfermo la mia perfetta incompetenza nel farlo. Maria Sarlo VA ITER Rino Gaetano diceva sempre: ...chi vivrà vedrà. Sono tante le cose da dire e non riesco a trovare le parole. Riascolto continuamente la canzone Aida di “Rino Gaetano” perché mi ricorda lei Prof, mi vengono in mente tutte le giornate passate insieme, i suoi sorrisi, i suoi modi di fare, la sua originalità. In classe manca qualcosa, c‟è un angolo vuoto, buio è come se mancasse un pezzo, una colonna portante senza la quale tutto sembra crollare. Ricordo gli ultimi momenti passati insieme, le ultime lezioni, sembra tutto così irreale, sento la sua presenza tra di noi, lei così vicina ma tanto lontana. Lei che mi supplicava continuamente di scriverle articoli per il giornalino scolastico, ed io ripetutamente non accettavo, Come vorrei che fosse qui, farei di tutto per scriverle un articolo, ma ora è troppo tardi, ed è vero che nella vita bisogna cogliere l‟attimo, non bisogna mai rimandare. Spero, in futuro, di imparare da lei, di trascorrere ogni attimo della mia vita qualunque esso sia con il sorriso, di riuscire a comunicare al prossimo tutto ciò che provo anche solo con un gesto, proprio come faceva lei prof. Lei sarà sempre nel mio cuore e nei miei pensieri, nei giorni bui penserò al suo sorriso meraviglioso, rappresenterà la carica che mi spingerà ad affrontare nel miglior modo l‟esame, quel tanto atteso esame del quale discutevamo insieme ogni giorno. Studierò pensandola prof. Sono sicura che la luce del suo sorriso illuminerà ancora di più il paradiso, sarà sempre nei miei pensieri, la ricorderò così: una donna piena di gioia di vivere, sempre pronta ad aiutare il prossimo. Spero che il viaggio che, da qualche giorno hai intrapreso, sia ancora più bello, di quello trascorso in mezzo a noi. Ti voglio Bene. Antonella Palmieri V A ITER METE - Speciale AIDA 4 METE - Speciale AIDA 7 Con te per sempre Laddove il cielo è sempre più blù Cara prof, La sua immagine sarà con noi per sempre, vi scriviamo queste poche righe per salutarvi un‟ultima volta, ricordando alcuni tra i momenti più belli vissuti insieme. il ricordo del suo sorriso è impresso nella nostra mente. Ricorderemo sempre il vostro senso dell‟umorismo, la vostra semplicità, il vostro sorriso e la vostra voglia di scherzare in ogni situazione, anche nei momenti più noiosi. Le vogliamo bene anche se a scuola non siamo molto bravi ci piaceva quando ci sgridavi Non dimenticheremo mai l‟affetto mostrato nei nostri confronti, la vostra dedizione, il senso del dovere e tutto il tempo dedicato a noi alunni e alla scuola. Una cosa non gliela abbiamo detta anche se non eri perfetta era bello vederti venire a scuola con la bicicletta Vogliamo oggi chiedervi scusa per tutte quelle volte che ci siamo comportati in maniera scorretta, rassicurandovi di aver recepito il messaggio. era più forte di noi e poi.. era bello vederla scappare per i corridoi Nella certezza che nessuno mai potrà sostituirvi e nel vostro permanete ricordo, desideriamo abbracciarvi e stringerci intorno a voi come avremmo voluto fare! a cominciare dalle prime luci del mattino Per te, Aida. ci facevi spegnere il telefonino I piccini della I A ITER per non parlare dell‟articolo del giornalino Un caffè con Aida di Ida Capobianco Purtroppo qualcuno ci ha diviso e l‟ha portata in paradiso Sono felice di non averti vista nel tuo letto di emergenza finale. Voglio ricordarti con il sorriso aperto a prendere la vita. Protesa con allegria sempre verso il meglio. Quando si dice che la vita è legata ad un filo! La tua, presa in una rete intensa di fili di mille interessi professionali e sociali, è stata tradita dal filo spezzato della corda per stendere i panni. Finita per un incidente domestico di primo mattino. Quasi a rivendicare, urlando, però, troppo forte e troppo dolorosamente, che eri per prima una grande e vera mamma. Ci siamo aggrappati alle notizie promettenti che ci giungevano e ci passavamo trepidanti. Abbiamo implorato e sperato tutti che tu ti rialzassi e riprendessi il volo dal fondo di quel tuo giardino. Siamo rimasti affranti e increduli. E‟ in quel giardino che si sofferma ora il mio ricordo di te. In un pomeriggio di Luglio del 2010. Ricavato, dopo vari rinvii, tra i tanti impegni degli Esami di Stato. Attorno a quel tuo tavolinetto di ferro battuto, acquistato da poco, contenta, e atteso con ansia, sul quale, a me e Marinella, avevi voluto offrirci un caffè. Come sapevi fare tu, felice e contagiosa come una bambina, e perfetta padrona di casa. Un caffè e un gelato a forma di cuoricino. Serena e rilassata per quattro chiacchiere con due amiche. I lavori fatti nella tua casa. E tanti progetti futuri da condividere con entusiasmo. Con le amiche, i colleghi, gli alunni e tutta la tanta gente che conoscevi nei tuoi percorsi generosi. Senza ascoltarci, come più di una volta hai fatto, hai deciso di riprenderlo il volo alzandoti da quel tuo giardino, fatato e fatale, per la meta più alta. Non per andartene, ma per rimanere ed essere contemporaneamente in tutti i posti che amavi e che ami. La tua casa, le tue aule, le tue associazioni, i tuoi luoghi di culto. Dai tuoi figli. Da tua madre. E in tutti i cuori e le menti di quelli che ti amano. Con il viso ancora sempre aperto verso il meglio. Per sempre. Quel pomeriggio assolato di luglio, insieme a te, fu molto gradevole il caffè e graziosissimo il gelato. Ida per mostrare agli angeli il suo sorriso. Laddove il cielo è sempre più blù rallegra i cuori di noi rimasti quaggiù perché nel nostro cuore ci sarai sempre tu. III A IGEA Festa dell’albero 2012 Facebook, finestra sul mondo da Tursi dilaga impietoso un dolore profondo. Come macigno sulla testa che ottenebra la vista "Aida non c'è più". Non voglio nasconderlo ho pianto per te non era debolezza, era umanità. Mi hanno presto travolto i ricordi più belli davanti a me il tuo franco sorriso l'autoironia la voglia di fare il sereno parlare di scuola e famiglia, d'alunni, di figli di amor solidale. Ora accettato il divino decreto sia pur a fatica si fa strada il sereno. E a te il mio abbraccio fraterno a te l'ultimo saluto e il mio grazie. Sarai nella mia mente riscalderai il mio cuore. Mi sorriderai, ci sorrideremo. Sempre. Antonio Romano METE - Speciale AIDA 6 METE - Speciale AIDA 5 Un grande spazio di vita Un ricordo… una vita A presto... " Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi .. " L‟ultimo avvenimento che ha sconvolto tutti gli studenti, è stato la scomparsa della prof. Graziano. Un articolo non basta per esprimere la grandezza di questa donna, tutto quello che ha fatto per noi e per gli altri, tutto ciò che le dobbiamo, tutto ciò che non siamo riusciti a darle. Sulle note del grande cantautore Guccini un pensiero è rivolto a te che non ci sei più .. Il destino ha deciso al posto tuo, ti ha portata via proprio ora che avevi ancora tanto da insegnarci. Ricordo ancora il giorno della presentazione: noi ansiosi ma il tuo sorriso ci ha conquistato subito. Da allora iniziò il nostro cammino scolastico, progettavamo numerose cose assieme: attività extra scolastiche, viaggi e incontri con diverse associazioni del volontariato. Oltre ad essere stata una valida insegnante di storia ed italiano, sei stata un modello di vita: sempre interessata più agli altri che a te. Con il tuo carattere ben determinato riuscivi a portare avanti numerose iniziative, come il giornale scolastico “Mete” che dirigevi con tanto impegno ed entusiasmo. Oggi come oggi posso solo dire che sono fiera di aver conosciuto una DONNA comprensiva, dolce, simpatica e soprattutto forte di fronte ad ogni difficoltà, e spero tanto di poter prendere esempio dal tuo modo di vivere la vita in maniera semplice, ma allo stesso tempo ricca di esperienze. I ricordi uniscono ciò che la morte separa. Ti ricorderò così tra una lacrima e un sorriso! Buon viaggio Prof! Eleonora Divincenzo VA ITER L‟armonia del sorriso forte ed intenso largo ed immenso Un giorno d‟Estate calda verità dal sapore salino acqua chiara e trasparente Una notte d‟Autunno due mani dolci, piene di affetto un viso tiepido e sorridente La notizia mi ha scioccato, quel maledetto giovedì non ci volevo credere; era una donna forte e piena d‟animo che si stava rimettendo pian piano, una complicazione però ha reso vano tutti gli sforzi da lei compiuti e tutte le speranze che avevamo. Il tepore di una sera d‟Inverno… sotto la pioggia cadente con il battito forte di un cuore caldo Mi sembra ieri, quando l‟ultima volta che la vidi mi dettava l‟articolo per il giornalino, sempre solare e con il sorriso che destava sicurezza, anche se qualche volta si arrabbiava e ci rimproverava. E poi… la Primavera era alle porte e tu... sei volata via… in un attimo. Mi mancherà il rumore delle sue scarpe che battevano per terra, la sua attiva presenza a scuola e i suoi discorsi che usava per esemplificare gli insegnamenti che ci dava. Mi mancheranno i momenti in cui ci riunivamo per scegliere gli argomenti degli articoli e anche per scherzare. Avrei desiderato più tempo per conoscere la sua grandezza e il suo impegno, ma sono sicuro che quegli insegnamenti che ha dato saprò utilizzarli nel miglior modo possibile e voglio che sia fiera di noi, e che ci veda crescere con la speranza che un giorno parleremo della prof. Graziano e diremo di lei della sua simpatia e della sua tenacia. So che un giorno ci rincontreremo e parleremo degli articoli da fare. Questo non è un addio prof… Non lo è mai stato… Arrivederci!!!! Gabriele Lopatriello III A Igea From here to eternity