L’ULTIMA DERIVA DEL PROTESTANTESIMO:
I TESTIMONI DI GEOVA,
OVVERO IL NUOVO VOLTO DELL’ ANTICRISTO
(Di Padre Francesco Carlino e del Diacono Baldassare La Fata – ex anziano dei
Testimoni di Geova ritornato alla Chiesa Cattolica)
Li vediamo spesso arrivare in coppia, con una borsa in mano e degli opuscoli, muniti
di un’assurda sicurezza di conquistatori, portatori di una strategia tutta americana
tendente a creare prima un approccio generico con domande del tipo: “come vedete
la realtà presente o l’attuale sistema ?”, oppure: “come vi spiegate il male che c’è
nel mondo ?”, o anche: “siete sicuri che la vostra religione sia quella vera ?”, per
poi, là dove trovano un minimo di ascolto, passare all’attacco con una schermaglia di
passi biblici citati a memoria tendenti a suscitare il dubbio e progressivamente
distruggere la fede degli ascoltatori e allontanarli dalla Chiesa Cattolica con la
menzogna che i preti insegnano il falso e che per essere salvati bisogna diventare
TdG ed uscire dalla Chiesa che loro chiamano: “Babilonia”. Evidentemente citano
solo quei passi che sembrerebbero appoggiare le loro tesi. Dico sembrerebbero
poiché in realtà sono dei versetti scollegati da tutto il contesto biblico e
maliziosamente e ingannevolmente tradotti dallo loro Bibbia, che è la versione del
Nuovo mondo, piena di falsità e menzogne. Se ne può rendere conto un qualsiasi
lettore che conosce anche minimamente il greco. Questo opuscolo, che metto in mano
a tutta la parrocchia vuole aiutarvi a conoscerli e a meglio capire la loro falsa dottrina
che, ricordiamolo, si macchia del più grave peccato condannato dal Nuovo
Testamento: la negazione della Divinità di Gesù Cristo e la sua assurda
identificazione con l’Arcangelo Michele, trasformando Gesù come il maresciallo o il
giustiziere di Geova. Con la loro falsa religione non sono da considerarsi cristiani ma
anticristiani tanto che non sono stati ammessi a far parte della federazione mondiale
delle Chiese che raggruppa tutte le confessioni cristiane che, tutte, professano i due
pilastri fondamentali del cristianesimo: L’unità e la Trinità di Dio e, quindi, la
Divinità di Gesù Cristo e L’Incarnazione, passione, morte e risurrezione di
Cristo. Personalmente li ho incontrati diverse volte e con i testi originali della Bibbia
in mano ho dimostrato loro la falsità della loro dottrina e ogni incontro si concludeva
con la loro incapacità di rispondere e la promessa, mai mantenuta, di inviare degli
“anziani più preparati”. La loro aggressività verso la Chiesa Cattolica attinge e trova
forza in un terrorismo psicologico astutamente instillato negli adepti dalla paura della
fine del mondo, da loro, tra l’altro, più volte preannunciata con date sempre smentite
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dai fatti e ulteriormente procrastinate. Grazie a Dio stanno registrando tante uscite di
persone aderenti alla loro setta che man mano prendono coscienza degli errori
dottrinali e delle strategie settarie che animano i TdG. Uno di di essi lo abbiamo
conosciuto lo scorso mese di Ottobre, il diacono Baldassare La Fata, che era un
anziano responsabile di un esteso territorio della Sicilia, che il Signore ha ricondotto
nell’unica vera Chiesa di Cristo: la Chiesa Cattolica. I diversi capitoli che vi
proporremo di volta in volta sono estratti dalla sua tesi sulla falsa cristologia dei TdG.
Perciò la prima difesa e più sicura è quella di rifiutare, cortesemente ma con
fermezza, ogni discussione, ogni offerta di libri o riviste, ogni invito a partecipare alle
loro riunioni. Cerchiamo allora di capire chi sono e quali siano i loro aberranti errori
dottrinali. E’ sconvolgente la testimonianza del noto esorcista Padre Gabriele Amorth
che ha dichiarato che durante un esorcismo Satana ha detto, con la voce stessa di un
indemoniato, che i Testimoni di Geova sono i suoi migliori collaboratori.
Le origini dei Testimoni di Geova.
L’origine della setta dei TdG risale a più di un secolo fa. I TdG negando 1800 anni di
storia della Chiesa, dicono appunto che Dio ha dovuto aspettare ben quasi due
millenni per trovare l’uomo adatto per salvare l’umanità e quest’uomo è niente poco
di meno che C.T. RUSSEL. Vediamo chi è questo nuovo “salvatore”. La setta dei
TdG è stata infatti fondata dal ricco commerciante americano Charles Taze
RUSSEL, nato a Pittsburg (Pennsylvania) nel 1852. Verso i 15 anni si dichiarava
scettico in quanto alla fede, ma si cimentò ugualmente nello studio della Bibbia
inventandosi una metodologia astrusa e personale, ignorando completamente
l’ebraico e il greco, le lingue originali nelle quali sono stati scritti l’Antico e il Nuovo
Testamento. Appartenente dapprima alle chiesa protestante “Presbiteriana”, aderì poi
alla setta degli Avventisti, una setta che da più di un secolo afferma che è imminente
la seconda venuta di Gesù Cristo sulla terra sposando l’odio efferato di questa setta
verso il Papa e la Chiesa Cattolica. Si staccò anche dagli avventisti, fondando
‘l’araldo del mattino’, con il quale cominciò a diffondere le sue idee.Nel 1870
organizzò un gruppo di studio a Pittsburg e sei anni dopo ne venne nominato pastore,
pur non essendo mai stato riconosciuto come tale dagli anziani. Nel 1878 costituì il
primo nucleo della setta con il nome di “Studiosi seri della Bibbia”, ribattezzati
subito con il nome di “Russelliti”. Nel 1879 con l’eredità lasciatagli dal padre, fondò,
finanziandola, la “Zion’s Watch Tower” (Torre di Guardia di Sion), il periodico che
spesso i TdG vi propongono con l’altra loro rivista ‘Svegliatevi”. Russel scrisse poi la
sua opera maggiore in sei volumi, col titolo: “Studies in the Scriptures” = Studi sulle
Scritture ed ebbe l’ardire di affermare che: “sarebbe stato meglio non leggere le
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Scritture e leggere i suoi libri, anzicchè leggere le Scritture e trascurare i suoi
libri” (cfr Martin-Klann, Il Geova della Torre di Guardia, p. 32). Ma oggi gli stessi
TdG, non permettono più di consultare tali studi, evidentemente per evitare di esporre
al ridicolo il loro sedicente fondatore. “Russel volle anche fare il profeta. Affermò
che Gesù Cristo era già tornato sulla terra ‘in incognito’ nell’ottobre del 1874; che
nella primavera del 1878 erano risorti gli Apostoli; che nel 1914 Gesù Cristo sarebbe
di nuovo venuto in terra per giudicare tutti gli uomini, sterminare i reprobi (in
particolare la Chiesa Cattolica), e iniziare un regno millenario di pace e di felicità per
i fedeli seguaci di Geova. Ma come sappiamo il 1914 invece del ritorno di Gesù il
mondo vide la terribile Prima Guerra mondiale. Russel allora affermò che ‘Geova”
aveva spostato la data al 1918. Ma egli morì il 16 Ottobre 1916, prima di poter
constatare l’ennesimo fallimento delle sue false profezie. Ma la sua vita morale non è
neanche di quelle entusiasmanti. Buona parte della sua vita è racchiusa nei dossiers
dei Tribunali americani. Scoperto dalla moglie Maria Francesca Acleq, che aveva
sposato nel 1879, di avere una relazione extraconiugale e dopo aver truffato a livello
amministrativo la Torre di Guardia, la moglie si separò da lui nel 1887, dopo averlo
accusato in tribunale di maltrattamenti e infedeltà, ottenendo il divorzio definitivo
nel 1906. Davanti al giudice Russel fu talmente spudorato da affermare che un uomo
come lui ha bisogno di 12 donne. Russel fu condannato dal tribunale di Pittsburg a
pagare 3 milioni di alimenti alla moglie, ma furbescamente si sottrasse al compito
mediante un falso trasferimento degli ingenti fondi e proventi della Torre di Guardia.
Il processo di separazione che durò per ben sei anni si chiuse con questa sentenza dei
giudici: “Il suo ostinato egoismo, le continue lodi di se stesso e la sua prepotenza
erano tali da rendere intollerabile la vita per qualsiasi donna”. Ma non finirono qui
i guai di questo “esemplare fondatore”. Subendo un processo dietro l’altro fu sempre
condannato e riconosciuto colpevole e alla fine smascherato come impostore,
spergiuro, falso ministro del culto. Nel primo decennio del ventesimo secolo, Russel
mise in vendita, al costo di un dollaro la libbra, del “grano miracoloso”, promettendo
dei raccolti superiori cinque volte di più rispetto ad altro grano. Un giornale
americano: “Brooklyn Daily Eagle”, denunciò la truffa in un suo articolo al quale
reagì con una controdenuncia, ma alla fine fu condannato per truffa aggravata.
Avendo poi il nostro millantatore affermato di conoscere e saper leggere il greco,
davanti a un tribunale canadese, Russel fu costretto ad ammettere di non conoscere la
lingua greca, che aveva dichiarato, in precedenza e sotto giuramento, di conoscere.
Un quarto processo lo subì perché accusato di aver spacciato ‘medicinali prodigiosi’
che chiaramente non davano la guarigione a nessuno. Divorziato, coinvolto in truffe
di natura finanziaria e in processi poco onorevoli, Russel fu un individuo di nessuna
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credibilità morale e religiosa, oggi ignorato dagli stessi testimoni di Geova. E in
effetti qualcuno di loro dice che i TdG li ha fondati Geova, è il modo più ridicolo per
smentire il loro falso profeta fondatore. Tuttavia li smentisce lo stesso sito Web dei
TdG che confessa Russel come loro fondatore. Tra loro stessi si vergognano di avere
avuto un tale “luminare” come fondatore, per cui chi lo rinnega e chi se ne vergogna.
Alcuni TdG mi hanno detto, che se Russel fosse oggi un membro di loro sarebbe
stato espulso dalla loro congregazione. Che bella auto confessione circa la falsità di
questa setta. Ma dopo la sua morte le cose andarono peggio. Diversi suoi discepoli
pretesero la successione, dividendosi in diverse sette.L’avvocato che lo difese in
tribunale varie volte e originario del Missouri, Joseph Franklin RUTHEFORD
(1869-1942), capendo che aveva tra le mani uno strumento assai vantaggioso e un
vero bussness religioso, riuscì ad avere la meglioe si impossessò della setta dandole,
nel 1931 appunto, il nome definitivo, con il quale li conosciamo oggi, di Testimoni
di Geova (da questo momento in poi lo scriveremo con TdG). “Cominciò con
l’imporre che potessero partecipare alle elezioni solo coloro che erano in possesso
di titoli azionari della società fondata da Russel e siccome egli deteneva la
maggioranza delle azioni, riuscì a farsi eleggere presidente. Nel 1919 riuscì a
sbarazzarsi del suo ultimo concorrente, Freytag”. (A.M. ALESSI, I Falsari di Dio,
collana ‘Scintille di luce’, Ed ‘I Fratelli Dimenticati’, p.9) e impose ai seguaci di
Russel di chiamarsi TdG e non più russelliti, imponendo loro di non vestirsi come lui,
cioè con barba e cappello, come pure un odio spietato contro la Chiesa cattolica e il
Papa fino a scendere ad ingiurie infamanti e volgari. Nel suo libro “Nemici” arriva ad
affermare che la “gerarchia cattolica è la più spudorata impostura…che è il
principale nemico di Dio e pertanto il peggior nemico pubblico”. Smantellato così la
credibilità della Chiesa, si autoproclama “unto e santo”, con poteri immensamente
superiori a qualsiasi papa o capo religioso. Si proclama, quindi, capo assoluto della
setta, abolisce ogni elezione con la scusa che lui è l’unico diretto rappresentante di
Dio. Disse che il primo TdG fu Abele – evidentemente per svincolare gli adepti della
setta dal poco onorevole fondatore Russel eliminando dalla sede centrale ogni sua
immagine e innalzando se stesso al suo posto- , proibì il crocifisso a due bracci e
tutte le feste religiose, compreso Natale e Pasqua, come pure i compleanni, gli
onomastici e lo stesso saluto alla bandiera nazionale. Anche lui fece delle profezie…
chiaramente tutte smentite dalla storia, tra le quali la fine del mondo per il 1945.
Disse che nel 1925 sarebbero tornati in terra Abramo, Isacco e Giacobbe e alcuni
antichi profeti e, - va da se -, ha fatto costruire una super villa per accoglierli e che
tenne chiaramente per se stesso. Asserì anche che milioni di persone viventi in
quell’anno non sarebbero più morte e che avrebbero visto l’inizio del regno di Geova.
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Ora come ci dice il Libro del Deuteronomio al cap. 18 “quando un falso profeta
annuncia cose false che non si verificheranno, allora capirete che quel profeta non
l’ho suscitato Io e quindi deve morire”. Anche Rutheford morì nel 1942 senza poter a
sua volta constatare la falsità della sua predizione che voleva la fine del mondo per il
1945. Alla sua morte gli succedette Nathan Homer KNORR (1905-1977) che
annunciò, anche lui, la fine del mondo per il 1975. Smentito anche lui dai fatti non
azzardò più una previsione e da allora in poi sia Knorr che i suoi successori si
limitano solo a dire che la fine è imminente. Fu Knorr a proibire le trasfusioni di
sangue e ad istituire il Corpo Direttivo, che per ogni TdG rappresenta la “Voce di
Geova ed è soltanto ad esso che spetta il compito di dare all’intero corpo dei TdG “le
verità divine” e a nessun altro. E’ un organismo collegiale, composto esclusivamente
da maschi di razza bianca, che detta le regole sulla vita pubblica e privata dei TdG, e
quindi sull’abbigliamento, sulle abitudini sessuali nel matrimonio (ad es. un ex TdG
testimonia che il pastore della Sala del Regno così esclamava pubblicamente: “La
donna deve essere sottomessa e soddisfare sempre i desideri e le esigenze sessuali
del marito, e questo, a sua volta, la deve amare”), sul numero di ore che ogni TdG
deve obbligatoriamente dare al proselitismo, sulla scelta dello svago e su ciò che si
può o non si può leggere. Chi non si sottomette al CD viene dissociato, scomunicato,
e quindi ogni TdG non deve neanche salutarlo, mettendo così in atto una vera
persecuzione psicologica che all’interno di alcun e famiglie ha indotto alcuni ex TdG
al suicidio. A Knorr successe nel 1977 Frederick W. FRANZ che predicò soprattutto
la fine imminente. Nel 1986 si verificò il primo grande tonfo dentro lo stesso CD dei
TdG, poiché il nipote di Franz, Raymond V. Franz, e membro del Corpo Direttivo,
lascio la setta e rinnegò la loro dottrina. Chiaramente fu subito “dissociato”. Resta di
lui un libro importante da leggere dove descrive gli imbrogli e le manipolazioni di
questa setta diabolica: “Crisi di Coscienza”.Il Corpo Direttivo odierno composto da
solo 13 membri è situato in uno splendido Grattacielo di New York, e precisamente a
Brooklyn, acquistato per l’arrivo futuro dei patriarchi e di Davide, ma ad oggi
lussuosamente abitato dal Corpo Direttivo che sono “la stessa voce di Geova” e
dispongono di notevoli mezzi economici, visto che gli adepti sono costretti a dare i
loro risparmi alla società “Torre di Guardia” . Una grande beffa del corpo dirigente
dei TdG nei confronti dei loro adepti è, come tutti sanno il divieto assoluto di fumare.
Mentre, come lo dimostra un documento autentico, il corpo direttivo è azionario della
Philip Morris, che come tutti sanno è la più grande multinazionale americana che
produce sigarette. Sarebbe proprio il caso di dire a tutti gli adepti: Testimoni di
Geova Svegliatevi!!!. La Costituzione Dogmatica "Dei Verbum" attribuisce la
massima importanza alla Sacra Scrittura che "la Chiesa ha sempre venerato come ha
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fatto per il corpo stesso di Cristo, non mancando mai di nutrirsi del pane della vita
dalla mensa della Parola di Dio".( Dei Verbum 21). Allo stesso tempo la Chiesa crede
fermamente che "le, verità divinamente rivelate, che nei libri della Sacra Scrittura
sono contenute ed espresse, furono iscritte per ispirazione dello Spirito Santo".( Dei
Verbum 21) Ogni religione o movimento che si definisce "cristiana", non può non
fare riferimento, alle Sacre Scritture, ed è con esse che deve confrontarsi. Ogni
tentativo di manipolazione o alterazione del testo sacro costituisce una palese
violazione delle norme divine, offesa gravissima a Dio che, per mezzo dello Spirito
Santo, ne ha ispirato la redazione.(Cfr. 2 Tím. 3,16 ) . Per quanto riguarda la sacralità
delle Sacre Scritture, nessuna organizzazione religiosa si era mai permessa di
manipolare, alterare, cambiare, con aggiunte od omissioni artatamente studiate,
falsificare il testo sacro, facendo di ciò che loro chiamano "Traduzione del Nuovo
Mondo della sacra scrittura"un tradimento delle scritture. Inoltre, le condizioni
indispensabili per essere definiti cristiani sono: essere battezzati come ha stabilito il
divino Maestro, cioè "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo",(Mt.
28,19) e credere nella divinità di Gesù. Questi due ultimi requisiti mancano ai
Testimoni di Geova per i quali il battesimo è una semplice formalità che sancisce
l'ingresso ufficiale nelle fila del geovismo. In altre parole il battesimo è una semplice
dichiarazione pubblica e simbolo di dedicazione del neofita, dedicazione che avviene
dopo aver urlato un doppio "SI" alla richiesta di assoluta fedeltà alla "Torre di
Guardia ".( Società Torre di Guardia = termine usato per indicare l'intera struttura
legale e finanziaria dei Testimoni.). Si legge nel catechismo geovista: "il battesimo in
acqua è una pubblica dimostrazione che la persona ha dedicato la sua vita a Geova".
(cf Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca edito dalla Watch Tower Bibie
and Tract Society of Pennsylvania, 1982, pag. 252.). Inoltre i Testimoni di Geova
credono che Gesù era semplicemente un uomo, e rigettano con disprezzo
l'insegnamento circa la sua divinità. Con l'arroganza che caratterizza i sistemi
totalitari, forti della certezza che i loro associati si guardano bene dal contestarli pena
l'espulsione, la Società Torre di Guardia scrive : "Il modo in cui è stato tradotto Col.
2,9 ( in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della qualità divina ) nella
Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (Traduzione deI Nuovo Mondo
delle Sacre Scritture edito dalla WATCH TOWER....... 1987) ha dato origine
all'accusa che il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo si sia lasciato
influenzare dalle sue credenze religiose. Tale accusa è fondata, ma questo non è
stato fatto erroneamente o indebitamente".(cf La Torre di Guardia del 15/6/1964,
pag. 383), (sottolineature mie). E ancora: "Tutto l'intendimento delle Sacre Scritture
era diretto in tal senso (la fine del mondo per il 1914) o modificato secondo tale
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idea".(Vicina la salvezza dell'uomo dall'afflizione mondiale ed. Watch Tower .....
1978, P. 135). Quindi per loro stessa ammissione i capi del geovismo hanno
dichiarato che hanno adattato la loro "Bibbia" al credo ufficiale precostituito dei
Testimoni di Geova. Dell'organizzazione geovista, i vescovi italiani hanno scritto:
"Ci sentiamo in dovere di dichiarare con franchezza che i Testimoni di Geova non
appartengono alla comunità cristiana e non solo a quella cattolica. Rifiutano infatti
esplicitamente verità fondamentali della nostra fede, innanzitutto quella del Dio Uno
e Trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e quindi della divinità dei Signore Gesù Cristo;
interpretano in modo letterale e fondamentalista, e persino falsificante, la Sacra
Scrittura!”. Il problema viene definito "allarmante, per cui urge informare, mettere in
guardia".(Rapporto della Conferenza Episcopale Nazionale sulle Sètte, "Osservatore
Romano" del 7/5/1986). Il papa Giovanni Paolo II: "Urge fermare questo contagio".
(G. GENNARINI, Avvenire dei 12/9/1986). Ai Cattolici ingannati ed irretiti dalle
Sette, lo Spirito Santo, per mezzo di San Paolo grida: "Mi meraviglio che così in
fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo.
In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono
sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche, noi stessi o un angelo dal cielo vi
predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia
anatema!" (Gal. 1,6-8). In questi 2000 anni tutti i Padri della Chiesa, Dottori, i
sacerdoti zelanti hanno sempre parlato e spesso "tuonato" per smascherare con forza
le falsità, onde arrestare il contagio che rovina le anime e per difendere Cristo Dio e
la sua Chiesa. Costoro hanno messo in pratica il consiglio di Sant'Agostino: "Amate
gli erranti, ammazzate gli errori"(Cfr. C. LANZI, Con Maria verso Gesù,
Litocartotecnica, San Martino di strada, Forlì 1990, pag. 157). E' dello stesso tono
San Francesco di Sales: " I nemici di Dio e della Chiesa devono essere attaccati e
condannati con tutta la forza possibile. La carità ci obbliga a gridare "al lupo" quando
il lupo s'infiltra nel gregge in qualsiasi luogo lo si incontra".( Cfr. C. LANZI, Con
Maria verso Gesù, Litocartotecnica, San Martino di strada, Forlì 1990, pag. 162). Il
tacere è la più grave mancanza di carità, e significa tradire Gesù e il suo Vangelo. Un
esempio tra tutti che testimonia la manipolazione della Bibbia da parte dei TdG è
L’Eucaristia, nella quale è realmente presente il corpo di Gesù. Questa verità,
combattuta dalla diabolica setta dei testimoni di Geova, trova il suo fondamento nelle
parole di Gesù, che non ha detto: “questo significa il mio corpo”, come falsamente
dicono i testimoni di Geova (basta infatti conoscere un poco il greco per vedere come
nei testi originali si legge “éstin” = “ è”, cioè la terza persona del verbo essere, e
non la parola “significa”, falsamente introdotta dalla setta geovista) ma: QUESTO E’
IL MIO CORPO !. E lo stesso San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi afferma:
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“Anch’io vi ho trasmesso quello che anch’io ho ricevuto che Gesù la notte in cui fu
tradito prese il pane,lo spezzò lo diede ai suoi discepoli e disse: ‘Questo è il mio
corpo. Ugualmente prese il Calice e disse: ‘Questo è il mio Sangue’… Chi infatti
non riconosce in questo pane e in questo vino, il vero corpo di Cristo e il suo vero
sangue è colpevole nei confronti del corpo di Cristo”(1Cor 11). Un’altra cosa da cui i
Testimoni di Geova dicono di astenersi è la politica; loro fanno presente che come
Testimoni di Geova non possono fare compromessi con i governi satanici di questo
mondo perché non sono di questo mondo. E a tale riguardo fanno presente che la
chiesa cattolica romana e molte chiese protestanti invece questi compromessi li hanno
fatti con i governi di questo mondo. Intanto però anche loro hanno chiesto ed ottenuto
dallo Stato italiano il riconoscimento giuridico, e si sa che per ottenere questo
riconoscimento dallo Stato occorre scendere a qualche compromesso perché lo Stato
pone delle condizioni ben precise che per essere soddisfatte portano a dover
calpestare la Parola di Dio su diversi punti. Ma questa è una cosa conosciuta; una
cosa molto meno conosciuta invece è il tentativo di compromesso che i dirigenti della
Torre di Guardia cercarono di fare a suo tempo con il regime di Hitler. Ora, non è
difficile imbattersi sui libri e sulle riviste della Torre di Guardia in discorsi che
raccontano come molti Testimoni di Geova, durante il nazismo, persero la vita a
motivo della loro netta e ferma posizione contro i princìpi del terzo Reich di Hitler. In
Sia Dio riconosciuto verace si legge per esempio: ‘Vittime dell’aggressione NaziFascista-Vaticana, i testimoni di Geova dovettero subire delle torture indescrivibili
durante i dodici lunghi anni del dominio nazista. Molti suggellarono la loro
testimonianza col proprio sangue’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 248-249).
Questi discorsi hanno lo scopo di dimostrare come i Testimoni di Geova, a differenza
della chiesa cattolica che fece il concordato con Hitler per scampare alla persecuzione
nazista, non fecero nessun compromesso con Hitler. Ma il fatto è che - come già detto
- molti non sanno che in realtà la Società della Torre di Guardia fece il tentativo di
accattivarsi il favore del regime dittatoriale di Hitler, tentativo però che risultò vano
perché le autorità naziste rifiutarono di prestare attenzione alle richieste della Società,
per cui la persecuzione contro di loro fu inevitabile. Rutherford e i suoi stretti
collaboratori cercarono di salvaguardare la filiale tedesca dalla persecuzione nazista
attaccando gli Ebrei (tenete presente che i Testimoni di Geova prima sotto Russell e
poi sotto Rutherford - sotto costui solo fino al 1932 perché in quell’anno Rutherford
rinnegò la sua posizione a favore degli Ebrei tenuta sin dall’inizio della sua
presidenza - avevano sostenuto la causa sionista), la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e
la Lega delle Nazioni. Le seguenti parole tratte da due documenti ufficiali della
Torre di Guardia indirizzati ai funzionari del governo nazista e ad Hitler
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medesimo lo fanno comprendere bene. “Questa compagnia del popolo tedesco,
costituita da cittadini pacifici e osservanti delle leggi in rappresentanza di molti altri
di ogni parte della Germania, che si sforzano lealmente di operare per il suo
benessere, si è radunata a Berlino in questo 25° giorno del mese di giugno del 1933,
per dichiarare gioiosamente la sua completa devozione a Geova, l’Iddio
Onnipotente, ed al suo regno retto da Cristo Gesù, che versò il suo sangue per
ricomprare la razza umana. (...) Siamo stati accusati falsamente dai nostri nemici di
avere ricevuto aiuti finanziari per la nostra opera dagli Ebrei. Niente è più lontano
dalla verità. Fino ad ora gli Ebrei non hanno contribuito alla nostra opera nemmeno
con un centesimo. Noi siamo fedeli seguaci di Cristo Gesù e crediamo in lui quale
Salvatore del mondo, mentre gli Ebrei lo rigettano totalmente e negano con vigore
che egli sia il Salvatore del mondo mandato da Dio per il bene dell’uomo. Ciò, di per
sé, dovrebbe costituire prova sufficiente a smentire ogni accusa che noi riceviamo
sostegno dagli Ebrei e quindi che le accuse contro di noi sono malignamente false e
provengono certamente da Satana, il nostro grande nemico. L’impero più grande e
oppressivo della terra è quello anglo-americano. Vale a dire l’impero britannico, del
quale gli Stati Uniti d’America fanno parte. Sono stati gli affaristi ebrei dell’impero
britannico americano che hanno costituito l’Alta Finanza allo scopo di sfruttare e
opprimere i popoli di molte nazioni. Questo è vero in modo particolare per le città di
Londra e di New York, le fortezze dell’Alta Finanza. Questo fatto è così noto in
America che vi è un proverbio riguardante la città di New York che dice: ‘Gli Ebrei
la posseggono, i Cattolici irlandesi la governano, e gli Americani pagano i conti’.
(...) L’attuale governo della Germania si è schierato apertamente contro gli
oppressori dell’Alta Finanza e contro la perniciosa influenza religiosa che viene
esercitata nelle vicende politiche della nazione. Questa è esattamente la nostra
posizione; la nostra letteratura inoltre spiega la ragione per cui esiste l’oppressiva
Alta Finanza e la perniciosa influenza religiosa, in quanto le Sacre Scritture
mostrano chiaramente che questi strumenti oppressivi procedono dal Diavolo, ed il
completo sollievo da essi sarà possibile soltanto quando giungerà il Regno di Dio
retto da Cristo. E’ perciò impossibile che la nostra letteratura o la nostra opera
possano in qualche modo costituire un pericolo o una minaccia per la pace e la
sicurezza dello stato. (...) Un attento esame dei nostri libri e della nostra letteratura
mostrerà chiaramente che gli stessi alti ideali condivisi e promulgati dall’attuale
governo nazionale vengono ribaditi e messi in grande risalto nelle nostre
pubblicazioni, e mostrerà che Geova Dio farà in modo che al tempo opportuno tali
alti ideali si realizzino a beneficio di tutte le persone che amano la giustizia e che
obbediscono all’Altissimo. Non è vero, quindi, che la nostra letteratura e la nostra
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opera costituiscano una minaccia per i princìpi dell’attuale governo; viceversa noi
siamo i più accesi sostenitori dei suoi nobili ideali. (...) E’ stato in America che la
nostra organizzazione sotto la guida evidente del suo presidente ha sottolineato con
grande enfasi che la Lega delle Nazioni non è un’istituzione voluta da Geova Dio,
perché è oppressiva ed ingiusta. Fu tale situazione, esistente a quel tempo, che ci ha
spinti ad usare il modo di esprimerci che appare nei nostri libri quando in essi si
parla della Lega delle Nazioni e viene richiamata l’attenzione sul fatto che tale Lega
delle Nazioni non potrà mai portare pace e benedizioni agli uomini (...) Noi facciamo
perciò appello all’elevato senso di giustizia del governo e della nazione e chiediamo
con il massimo rispetto che venga revocato l’ordine di proibizione nei confronti della
nostra opera, e che ci sia data l’opportunità di essere ascoltati con imparzialità
prima di essere giudicati (...) Prendiamo pertanto la Risoluzione che copie di questa
Dichiarazione siano rispettosamente consegnate agli alti funzionari del governo
(...)”. (citato da Achille Aveta - Sergio Pollina, I Testimoni di Geova: martiri o
opportunisti?, Napoli 1990, pag. 67,70,71,73,74,78). Ad Hitler fu scritto dai TdG:
“Onorevolissimo Signor Cancelliere del Reich, Il 25 giugno del 1933 si è tenuta
presso la Sporthalle Wilmersdorf di Berlino un’assemblea degli Studenti Biblici
tedeschi (i testimoni di Geova), alla quale hanno preso parte 5.000 delegati in
rappresentanza di parecchi milioni di tedeschi che da molti anni sono non solo amici
ma anche seguaci di questo movimento. Lo scopo della riunione era quello di far sì
che in qualche modo si potesse far conoscere a Lei, Signor Cancelliere, ed agli altri
preminenti membri del Governo del Reich tedesco, oltre che ai governi dei Lànder
(stati), quanto segue: (...) è stato detto nel corso dell’assemblea, come si evince dalla
Dichiarazione, che gli Studenti Biblici si stanno battendo per gli stessi elevati
princìpi ed ideali etici per i quali lotta il governo nazionale della Germania (...). E’
stato anche detto nel corso del congresso che non vi è assolutamente nessun
contrasto fra gli Studenti Biblici tedeschi ed il governo nazionale del Reich tedesco,
ma che, al contrario, per quanto riguarda gli obbiettivi squisitamente religiosi e le
mète apolitiche degli Studenti Biblici, può affermarsi categoricamente che essi siano
in piena armonia con gli stessi obbiettivi del Governo del Reich tedesco. Alcuni dei
nostri libri sono stati messi al bando perché si è detto che contenevano espressioni
eccessivamente critiche. I delegati al convegno hanno precisato al riguardo che (....)
ciò che nei nostri libri può sembrare aggressivo, quindi, nei confronti della finanza,
della politica o del cattolicesimo romano (ultramontano), si riferisce esclusivamente
agli oppressori del popolo e dello stato tedesco, e non ai tedeschi che si battono
contro tali ingiustizie. (…)”’ (op. cit., pag. 79,82-83).
IL NOME DI DIO
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Con sicumera e ignoranza, quando bussano alle vostre case, spesso vi lanciano una
domanda che sembra sconvolgervi: Conoscete voi il nome di Dio ? E così cercano di
destabilizzarvi dicendovi che la Chiesa Cattolica vi ha nascosto il nome di Dio, che
secondo loro è Geova, e che la Chiesa è colpevole di questa “truffa”. Ma stanno così
le cose ? Diciamo anzitutto che nel Nuovo Testamento, né nei Vangeli, né negli Atti
degli Apostoli, né nelle lettere Paoline che in quelle dette cattoliche, compare mai il
tetragramma YHWH. Anzi in Romani 8,15 San Paolo, là dove Parla dello Spirito
dice “E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma
avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà,
Padre” ”. Quindi lo Spirito Santo ci fa invocare Dio con questo nome di Padre e non
di Yahwè, perché questa è la pronuncia più esatta. Lo stesso Gesù nei quattro vangeli
non usa mai questo nome. Né tantomeno Paolo o gli altri autori del Nuovo
Testamento usano il termine “O ‘On” con il quale la bibbia dei LXX traduce il
tetragramma ebraico in greco, bensì quando parlano del Padre usano il termine
“Theòs” cioè Dio. Ora se andate a vedere la traduzione del nuovo mondo dei TdG
essi invece sostituiscono sempre “Theòs” con Geova, e questa è una chiara
manipolazione del testo. In effetti gli stessi TdG, sanno che la pronuncia “Geova” è
sbagliata. La grammatica di ebraico biblico, scritta dal Carrozzini, a pag 20 , così
infatti spiega il perché non si possa leggere ‘Geova’. “Il nome di Dio Yahwè, non
veniva proferito, per riverenza, ma sostituito dall’appellativo “ ’Adhonay”, Signore.
Al tetragramma sacro YHWH, lasciato nel testo, i massoreti, dei grammatici che
inventarono dei punti convenzionali per le vocali in un periodo dove si stava
perdendo nella diaspora la pronuncia, apposero le vocali di Adonai, sostituendo lo
shewà( che si legge come la vocale a) semplice al composto voluto dall’alef, che è la
prima lettera di Adonay. Soltanto nel XV sec. si cominciò a pronunciarlo
erroneamente Yehowa. Che tale pronuncia sia falsa si rileva da vari indizi. I prefissi
non hanno mai ireq, ma sempre patah ( cioè la vocale a). Quando il tetragramma e
preceduto da adonai, per non ripeterlo due volte, i massoreti mettono sotto il
tetragramma non più le vocali di adonai ma quelle di Eloim, per far leggere non
“Adonai, Adonai”, ma Adonai-eloim. Ma un elemento decisivo per tutti è che se si
dovesse leggere Geova, la Vav , cioè la terza lettera del tetragramma, lettera
corrispondente alla nostra V, con un puntino dentro si legge U. Con un puntino sopra
si legge “O” e senza puntino resta V. Ora nel caso si leggesse Geova, questa lettera
dovrebbe fungere, nello stesso tempo, da vocale e da consonante, e questo è
grammaticalmente impossibile. Il fatto è ancora più evidente quando il tetragramma
appare non con le vocali di Adonai ma con quelle di Eloim dove alla Wav in testa c’è
un olem = o e ai piedi un ireq,= i. Una testimonianza a favore di Yahwè, e quella di
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Teodoreto che nella sua opera “Questiones XV in Ex. : PG 80, 244” dice che i
Samaritani pronunciano il tetragramma IABE’. Vediamo ora dettagliatamente gli
errori esegetici dei TdG.
LA DIVINITA’ DI GESU’ CRISTO.
Come abbiamo già detto i TdG negano, bestemmiando contro lo Spirito Santo, che
Gesù è Dio e contro ogni verità storica, affermano che fu l’imperatore Costantino,
che impose, nel Concilio di Nicea, la divinità di Gesù Cristo. Questa affermazione è
priva di qualsiasi fondamento storico e scritturale. Primo perché i testi del Nuovo
Testamento che, come lo dimostrano sia le fonti storiche che l’esegesi storico-critica
e l’analisi linguistica, non vanno oltre la fine del I sec. d.C., affermano a chiare
lettere la divinità di Cristo. Ecco cosa scrivono i TdG di Gesù sul loro sito interenet:
“E Gesù era chiaramente un uomo ma era diverso da tutti gli altri, dato che in
precedenza era stato una persona spirituale, conosciuta in cielo come la Parola. In
seguito Dio trasferì miracolosamente la sua vita nel grembo di Maria. “La Parola è
divenuta carne”, attestò l’apostolo Giovanni, “e ha risieduto fra noi. esempio il
Prologo del Vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo, e il verbo era Dio e il
Verbo era presso Dio” (Gv 1,1-2). In Marco 16 il soldato Romano dirà: “Davvero
costui era il Figlio di Dio”…. Se esercitiamo fede in Gesù, egli diventerà sia il nostro
“Padre per sempre” che il nostro “Salvatore”. Eserciterà il suo dominio principesco
in modo meraviglioso, servendo in qualità di Governante del Regno di suo Padre”
E’ assurdo come possano dire che è un uomo, una persona spirituale, che poi
diventerà l’Arcangelo Michele, e infine non Dio. Ma come leggono i testi ? Come
possono essere così ciechi, se citano i versetti di Gv 1 dove si dice che la Parola è Dio
? NON DIMENTICHIAMO, che già nell’Antico Testamento, i testi messianici di Isaia,
che annunciano la venuta del Messia, preannunciano la sua identità divina. “Ecco la
Vergine concepirà e partorirà un Figlio, che chiamerà Emmanuele, che significa
‘Dio con noi’ ” ( Isaia 7,14// Mt 1,20-23)). E in Isaia 9, l’annuncio profetico è ancora
più esplicito: “Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue
spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio
onnipotente, Padre per sempre, Principe della pace” (Isai 9,5). Ora se andate a
vedere questo testo nella versione del nuovo mondo dei TdG, noterete che quel
“Dio potente”, essi lo sostituiscono con “…e diventerà sempre più potente”. Lo si
può verificare guardando a come lo riportano, manipolando il testo, nel loro sito
web, nell’articolo intitolato: “Perché Gesù è così importante” (lo riprendiamo texto
dal sito): “Di sicuro questo è ciò di cui l’umanità ha bisogno: un giusto governante
mondiale che amministri gli affari della terra in modo amorevole. Infatti, molto
prima della nascita di Gesù, la Bibbia predisse: “È nato un bambino per noi! Ci è
stato dato un figlio! Gli è stato messo sulle spalle il segno del potere regale. Sarà
chiamato: . . . ‘Padre per sempre, Principe della pace’. Diventerà sempre più
12
potente, e assicurerà una pace continua”. — Isaia 9:5, 6, Parola del Signore (PS)
[9:6, 7, NM]. Ma per smascherare questa loro impostura, basta andare al testo
ebraico per capire l’imbroglio e la malafede dei TdG, e lì troviamo il termine: “EL
Ghibòr”, Dio potente, per l’appunto. E nello stesso articolo quando citano, Isaia 7, si
fermano al fatto che “la vergine, concepirà un figlio” e omettono il seguito: “che
chiamerà Emmanuele”, cioè Dio con noi. Se parlate con loro vi diranno, se li
costringete a considerare tutti i testi dove si dice che Gesù è Dio, che si è un essere
divino, “Un Dio” ma non Dio Onnipotente. Voi direte che differenza c’è ? Un
abisso!!! Perché dire che è un essere divino, vuol dire per loro, un essere creato da
Dio, e quindi divino, “UN DIO”, ma non DIO stesso. Ora noi gli chiediamo, ma in
quanti Dei credete ? In Isaia 43,8-13 leggiamo: “Prima di me non fu formato alcun
dio, né dopo ci sarà. Io, Io sono il Signore, fuori di me non c’è Salvatore…e io sono
Dio, sempre il medesimo dall’eternità”. E in Isaia 44,6-8: “Così dice il Re d’Israele, il
suo redentore, il Signore degli eserciti ‘Io Sono il primo e l’ultimo, fuori di me non
vi sono dei”…voi siete miei testimoni, c’è forse un dio fuori di me ?”.Ora è chiaro
da questi detti che si deve escludere una pluralità di dei e che se in NT dice che Gesù
è Dio, lo all’interno dell’essere unico di Yahwè, mentre le loro affermazioni, che
dicono che Gesù è “UN DIO”, ma non Dio, è una bestemmia e in chiara
contraddizione con l’Antico Testamento che nega una pluralità di dei. Ricordiamoci
poi che in Apocalisse 1 Gesù stesso si definirà proprio come Yahwè si definisce in
questo testo di Isaia 44: “Io Sono il primo e l’ultimo, il vivente”. C’è poi un testo in
Genesi 18 molto importante: Il testo dice che Yahwè appare ad Abramo alle querce
di Mamre. E allora ci chiediamo, visto che è Dio che appare cosa vede Abramo? E il
testo dice che Abramo alzati gli occhi vide “tre uomini”. E parlando a loro si rivolge
ad essi come se fossero una sola persona usando il singolare,e prostrandosi davanti
a loro per adorarli li chiama: “MIO SIGNORE”.E quindi li invita a restare con lui. A un
certo punto due di loro vanno a Sodoma e Gomorra per incontrare Lot, il nipote di
Abramo, e per punire quelle città pervertite, mentre uno resta con Abramo e il testo
dice che egli è Yahwè. I TdG vi diranno che quindi solo Yahwè resta con Abramo e
che gli altri due sono angeli e non Yahwè. Ma se andate a vedere il capitolo 19 in
Ebraico vi accorgerete che Lot accogliendo e rivolgendosi ai due che vanno da lui li
chiama pure Yahwè. Yahwè Colui che parla con Abramo, Yahwè i due che vanno da
Lot, e allora come la mettiamo ? Questo testo è un primo annunzio della Trinità. E
quindi, cari TdG, riflettete sui vostri errori. E Poi in Genesi 1 quando Dio crea l’uomo
e la donna, come mai usa il plurale e dice “Facciamo l’uomo a nostra immagine e
somiglianza”? Come mai facciamo e non faccio ? Con astuzia, poi, i TdG dicono che
Gesù è si il “Figlio di Dio”, ma per negare che è anch’egli Dio, lo intendono come
creatura creata da Dio, allo stesso titolo di Adamo, però uomo perfetto. Ora se noi
andiamo al Vangelo di Giovanni vediamo che in Gv 1,18, Giovanni usa un termine
chiaro parlando di Gesù: “monoghenés Thèos, o ‘on”= l’Unigenito figlio di Dio che è
13
l’esistente, cioè l’unico da Dio stesso generato, e che è “O ‘On”,termine con il quale
la bibbia greca traduce il tetragramma ebraico YAHWE’, e che in Ebrei 1, è detto
anche “irradiazione della sua gloria, impronta della sua sostanza e sostiene tutto
con la sua Parola” (Eb 1,3), cioè consustanziale al Padre, e quindi della stessa
natura, come lo ricorda anche Filippesi 2,5-11: “Cristo Gesù, pur essendo per natura
Dio, non considerò un tesoro da ritenere gelosamente, l’essere uguale a Dio”. Non
Figlio generico e adottivo, ma della stessa sostanza, come dice il credo: “Dio da Dio,
luce da luce, Dio vero da Dio vero”. Ripercorriamo allora il testo del NT, per
verificare quanto fin qui da noi affermato. Nello stesso vangelo di Giovanni al cap. 8
Gesù afferma: “prima che Abramo fosse IO SONO”, ricordandoci che “IO SONO” è il
nome che Dio rivela di sé a Mose in Esodo 3 e che in ebraico si legge YAVHE’ e che
nella versione greca dei LXX è tradotto con “Ego eimì O ‘ON” = Io Sono l’esistente..
C’è da tollineare a questo punto una cosa scandalosa. Se leggete la bibbia dei Tdg
vedrete che essi scrivono le parole di Gesù con “Prima che Abramo fosse IO ERO”.
Ora se andiamo al testo greco originale troviamo questo: in GV8:58 pri.n VAbraa.m
gene,sqai evgw. eivmi,. Ora Ego Eimì, e questo nessuno lo può negare, è la prima
persona del verbo essere che si traduce con IO SONO. La bibbia dei Settanta,
tradotta nel terzo secolo AC per gli Ebrei della diaspora di Alessandria d’Egitto, dove
si parlava il greco, ha tradotto il tratragramma di Esodo3:15 hw"ùhy> con il
greco evgw. eivmi,, IO SONO, per l’appunto. E anche in Gv 8,24-25, leggiamo“se
non crederete che IO SONO,( evgw. Eivmi,,, ), morirete nei vostri peccati. Gli
dissero : Tu chi sei ? Proprio ciò che vi dico = cioè IO SONO = DIO/ YAVHE”. I Tdg
falsamente nella loro Bibbia traducono th.n avrch.n o[ ti kai. lalw/ u`mi/n con “e
perché mai vi parlo?”. Ora la traduzione è falsa primo perché non c’è nessun
interrogativo ma è un’affermazione e poi Gesù risponde agli Ebrei che gli chiedono
“Tu chi sei ?” : “ proprio ciò che = // o[ ti kai // dal principio = // th.n avrch.n // sto
dicendo a voi = // lalw/ u`mi/n .. I Tdg sono bravi davvero a manipolare le Scritture.
Un’altra prova l’abbiamo circa le parole pronunciate da Gesù all’ultima cena. La
bibbia dei Tdg traducono le parole di Gesù con “Questo significa il mio corpo”. Ora
se andate a vedere il testo in Matteo 26:26 e nei sinottici paralleli di Marco e Luca
troviamo: la,bete fa,gete( tou/to, evstin to. sw/ma, mouÅ Ora, a meno che i TdG
non vogliano essere oltre che ignoranti stupidi, anche i più scalcinati in greco sanno
che evstin in greco è la terza persona del verbo essere che si traduce con “è” e non
con “significa”, come falsificano i TdG per far dire alla Bibbia quello che vogliono
loro. D’altronde lo sanno bene anche i capi dei TdG. E come direbbe Gesù agli Ebrei,
cari Testimoni di Geova, di raggiri simili nelle Sacre Scritture ne fate tanti.
Continuando, poi, gli ebrei capirono che Gesù parlava di se come Dio. Ne abbiamo la
prova in Gv 10,32-39 allorchè i giudei vogliono lapidare Gesù dopo aver detto di
esistere già prima di Abramo e di chiamarsi Yahwé, Gesù chiede: “per quale opera
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buona mi volete lapidare?” ed essi rispondono: “Non ti lapidiamo per un’opera
buona ma perché tu che sei uomo ti fai Dio”. E a chiudere la bocca ai TdG
basterebbe l’affermazione finale di Tommaso dopo la Resurrezione che prostrandosi
dinanzi a Gesù, dopo la sua iniziale incredulità verso la Risurrezione, esclama: “Mio
Signore e Mio DIO”. (Gv 20,28). Lo stesso Paolo nella lettera ai Romani al Cap 9
parlando di Gesù dice: “…Dagli Israeliti proviene Cristo, Egli che è sopra ogni cosa,
è Dio, benedetto nei secoli” (Rm 9,5). In Filippesi 2,6 lo stesso Paolo afferma:
“Cristo Gesù pur essendo per natura Dio, non considerò un tesoro geloso l’essere
uguale a Dio” come pure in Colossesi 1, 15 scrive: “Gesù è l’immagine – visibile –
del Dio invisibile”. Anche lo stesso autore della prima lettera di Giovanni chiude la
sua lettera in 1Gv 5,20 dicendo: “…Gesù è il vero Dio e la Vita eterna”. Nella lettera
a Tito in 2,13 Paolo dice: “Aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria
del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo”. Nella seconda lettera di Pietro nel
capitolo 1,1 leggiamo: “Simon Pietro, servitore ed Apostolo di Gesù Cristo, a quelli
che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio
e Salvatore Gesù Cristo”. Come dimenticare poi che la lettera agli Ebrei, proprio per
combattere un’idea eretica, quella degli Ebioniti, che serpeggiava alla fine del I sec. e
che voleva imporre l’idea che Gesù fosse un Angelo, afferma che Dio Padre stesso ha
detto che gli Angeli lo devono adorare (Eb 1,6) e in 1,8 si afferma che Dio Padre
“dice del Figlio: il tuo trono, O DIO, è nei secoli dei secoli”, affermando così che
YAHVE’ stesso chiama il Figlio suo, che è “impronta della sua Gloria e irradiazione
della sua sostanza” (Eb 1,3), Dio. Cade anche la stupida affermazione dei TdG che
afferma che Gesù non poteva essere Dio in quanto Egli chiama Dio il Padre e lo
prega. Ora se anche il Padre si rivolge al Figlio chiamandolo Dio, è evidente che c’è
una reciproca riconoscenza della divinità di entrambi e la preghiera di Gesù è ricerca
di intimità con il Padre con il quale afferma di essere una sola cosa. Infatti in Gv 14
dice “se mi chiederete qualcosa nel mio nome Io ve la darò” (Gv14,14): un
riconoscimento e un’affermazione chiara del suo potere divino. Da sottolineare che i
Testimoni di Geova, astutamente cancellano quel “mi” per affermare che,
bestemmiando, non si deve pregare Gesù. Ma basta andare al testo greco per
rendersi conto che c’è un bel “aitesete mé” che si traduce con “mi chiederete”=
chiederete a me. Non solo, ma se leggiamo la prima lettera ai Corinzi, Paolo nel
saluto iniziale dice: “Paolo… Alla Chiesa che è in Corinto… insieme a tutti quelli che
in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo” (1Cor 1,1-2). Ora
quell’invocare in greco è “epìkaloumenos”, participio del verbo greco “epìkaleo”
che il Rocci traduce con: “chiamare in aiuto, invocare”, esattamente il termine che
la LXX usa per invocare Iahwè. In Efesini 5,18-19, Paolo invita la comunità riunita per
l’Eucaristia, a cantare al Signore Gesù, salmi, inni e cantici spirituali, nello Spirito
Santo così come lo devono fare i cristiani di Colossi nei confronti di Dio Padre (cfr Col
3,16) manifestando così il culto unico della prima comunità cristiana che celebra il
15
Padre e il Cristo come Dio. Nella seconda lettera ai Tessalonicesi, al cap 2, versetto
16, Paolo prega e dice: “Gesù Cristo nostro Signore e Dio nostro Padre…conforti i
vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene”, non usando il plurale, ma
mettendo sullo stesso piano Gesù e il Padre. In Atti 1,2, allorchè gli Apostroli devono
scegliere un sostituto di Giuda, leggiamo “ Allora essi pregarono ( e qui c’è il verbo
proseuxomai che nel dizionario Rocci così è tradotto: “Pregare, supplicare, chiedere
supplicando”) dicendo: Tu Signore (Kurios, indirizzandosi qui a Gesù) che conosci il
cuore di tutti, mostraci…”. E il giorno di Pentecoste Pietro, afferma (Atti 2,32-33)
che Gesù effonde lo Spirito Santo, che non dimentichiamolo è lo Spirito di Dio
stesso. Come potrebbe effonderlo se lui fosse una creatura, essendo lo Spirito parte
di Dio ? In Atti 7, 59 dove si parla del martirio di Stefano , mentre viene ucciso
leggiamo che: “Stefano pregava (sempre il verbo epìkaleo, il verbo della preghiera e
dell’invocazione) Gesù dicendo: Signore Gesù, accogli il mio spirito”.
Un’affermazione che smentisce i TdG in due loro false affermazioni: che cioè Gesù
non deve essere pregato e che dopo la morte l’anima non continua a vivere.
Riflettete Testimoni di Geova ! Ancora in Romani 10,13 Paolo afferma chiaramente:
“…Dato che lui stesso è il Signore di tutti (sta parlando di Gesù), ricco verso tutti
quelli che l’invocano. Infatti chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvato.
Chiunque invocherà il nome del Signore”. Ancora una volta invocare è espresso col
verbo del culto a Dio: epìkaleo.E’ Infatti in Gv 14,22, allorché Filippo gli dice:
“Mostraci il Padre e ci basta”, Gesù risponde: “Come puoi dire mostraci il Padre ?
Credetemi: Io sono nel Padre e il Padre in Me” (Gv 14,6-14).Nello stesso capitolo
Gesù afferma: “Se qualcuno mi ama il Padre mio lo amerà ed Io e il Padre verremo
prenderemo dimora dentro di Lui”. Ora in questo capitolo, dove Gesù parla anche
del ruolo dello Spirito Santo, se Gesù non fosse Dio come avrebbe potuto prendere
dimora spiritualmente nel cuore di chi crede in Lui, con il Padre, se fosse una
semplice creatura? Se fosse una semplice creatura e non Dio, sarebbe una pretesa
ed una bestemmia affermare che una creatura possa entrare dentro l’uomo con Dio,
che è puro spirito. Infatti scrivendo a Timoteo, lo stesso Paolo gli dice: “Che il
Signore Gesù sia con il tuo spirito” (Tm 4,22) e a Tito scrive: “Grazia e pace a te da
Dio Padre e da gesù Crristo nostro Salvatore”(Tt 14), mettendo sullo stesso piano la
grazia e la pace chieste al Padre e a Gesù. Non possiamo dimenticare neanche la
lettera di San Paolo ai Colossesi 2,9 dove Paolo sottolinea che: “Nel Cristo abita
corporalmente tutta la pienezza - Pleroma – di Dio” e raccomanderà ai cristiani di
Efeso: “Adorate Cristo Gesù nei vostri cuori per mezzo della fede…per conoscere
l’amore di Cristo che trascende ogni conoscenza, e così vi riempiate della totale
Pienezza di Dio” (Ef 3,17-19). Come chiedere di Adorare Cristo se non fosse stato
ritenuto Dio fin dagli inizi ? Il testo del Nuovo Mondo dei TdG, traducono adorare
con “omaggiare” quando si tratta di Gesù. Ma se noi andiamo alla versione greca dei
settanta dell’Antico Testamento, testo delle Sacre Scritture tradotto nel 3° secolo
16
A.C. ad Alessandria d’Egitto dagli ebrei della diaspora, troviamo chiaramente che il
verbo “adorare” Dio, è lo stesso che si usa nel Nuovo testamento quando si parla
dell’Adorazione al Figlio, cioè il verbo “proskunéo”. Il famoso vocabolario greco, il
Rocci, così dice quando parla del significato del verbo nel Nuovo Testamento:
“Venerare, Adorare, supplicare, prostrarsi davanti”. Ora i primi termini sono usati
dalla letteratura greca per gli uomini, mentre nel NT, come in altre opere greche che
il dizionario cita, hanno chiaramente sempre il valore di adorare e prostrarsi davanti
alla divinità. Ma basterebbe anche il semplice appellativo di Kurios = Signore, che la
versione greca dei LXX usa solo per Dio Padre, anzi traduce in greco con Kurios lo
stesso tetragramma ebraico di Yahwé. Il libro della sapienza, oltre ad asserire la
sopravvivenza dell’anima oltre la morte, cosa che invece i TdG negano, dice: “Le
anime dei giusti sono nelle mani di Dio…agli occhi degli stolti parve che morissero,
ma essi sono nella pace…il giusto defunto condanna i malvagi che sono in
vita” (Sap3,1-12; 4,7-18) e parlando della sapienza,, che è una prefigurazione del
Verbo di Dio Gesù, afferma: “Tutto ciò che è nascosto è ciò che è palese io lo so,
poiché mi ha istruito la sapienza, artefice di tutte le cose. In essa c’è uno spirito
intelligente, santo, unico, molteplice, terso….onnipotente, onniveggente e che
pervade tutti gli spiriti…E’ un’emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino
della gloria dell’Onnipotente..è un riflesso della luce perenne, uno specchio senza
macchia dell’attività di Dio e un’immagine della sua bontà” (Sap7,21-30). Ora se la
Sapienza, che è un effluvio e un’emanazione di Dio stesso,(queste parole ci
rimandano alla lettera agli Ebrei 1 dove si dice che Gesù è irradiazione della gloria di
Dio e immagine perfetta di ciò che Dio è) fosse stata creata, ciò significherebbe che
Dio per un tempo sarebbe stato senza sapienza e questa è un assurdità, poiché la
sapienza, che è Cristo, è stata generata dall’eternità da Dio, e non creata, e non può
essere una creatura se, essendo artefice di tutte le cose, cioè creatrice, fosse a sua
volta creatura creata. In Siracide 4,14 più esplicitamente leggiamo: “Coloro che
adorano la Sapienza rendono un culto al Santo (cioè a Dio stesso) e il Signore ama
coloro che la amano”. Gesù nel Vangelo di Giovanni afferma: “Abbiate fede in Dio e
abbiate fede anche in me”. La fede, “Pistis” in greco, che è dovuta solo a Dio
nell’AT, Gesù la chiede per se stesso, e avere fede significa riconoscere la divinità di
Dio e aspettare tutto da lui ed entrare nell’eternità: “Coloro che avranno fede in lui
comprenderanno la verità, coloro che gli saranno fedeli vivranno presso il Signore
nell’amore” (Sap. 3,9). Gli apostoli infatti nelle lettere chiedono la stessa fede in
Gesù come nel Padre, e quindi avere fede in Gesù, cosa che i TdG ciecamente non
capiscono, è un solenne riconoscimento della potenza di Dio. Cosa dire poi
dell’inaudita bestemmia dei TdG che dicono che Gesù è l’Arcangelo Michele ? Basta
leggere la lettera di Giuda per vedere chiaramente che egli lo distingue chiaramente
da Gesù,e in Apocalisse 12, l’Arcangelo Michele combatte il dragone, che vuole
divorare il bambino, che è chiaramente Gesù, che la Donna genera, cioè Maria e la
17
Chiesa. Per giustificare questa loro falsità, spesso i TdG si rifanno a Malchia 3,1, dove
leggiamo: “Ecco io manderò un mio messaggero (Gesù in Mt 11,10 lo identifica con il
Battista) a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore,
che voi cercate, l’angelo della pace che voi sospirate”. Ora è una chiara designazione
del Signore Messia che è identificato con l’Angelo di Esodo 2, nome con il quale è
designato lo stesso Yahwè. Infatti nell’apparizione di Dio a Mosè, il testo dice chiaro
che è Dio che gli parla, e lo chiama pure Angelo, poiché nell’Antico testamento,
“L’angelo di Dio”, spesso sta per Dio stesso, come appunto si può verificare in Esodo
2 e in Genesi 16,7-16, dove l’angelo del Signore appare ad Agar, ed agar alla fine
riconosce in lui lo stesso Dio che le è apparso in visione. La fede nella Trinità chiude
il Vangelo di Matteo con luminosissima evidenza ed è affermata dalle ultime parole
di Gesù prima della sua ascensione al Cielo: “Andate dunque e ammaestrate tutti
popoli, Battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando
loro ad osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Ecco: Io sono con voi tutti i
giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,16-20). Parlando poi della trasformazione
ontologica dei battezzati, Paolo nella lettera ai Galati afferma addirittura: “Tutti voi
che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo…Cristo sia formato in
voi” (Gal.3,27; 4,19). Abitazione di Cristo nei cuori dei credenti per mezzo dello
Spirito (Gal.4,4-7), Adorare Cristo che abita nei Cuori, (Ef 3,17-19), Cristo “Immagine
visibile dell’invisibile Dio” (Col 1,15), Cristo che deve essere Adorato dagli Angeli (Eb
1,6), Cristo “che è il vero Dio e la Vita Eterna” (Gv 5,20), Cristo “che è Dio benedetto
nei secoli” (Rm 9,5) Cristo, “che lo stesso Dio Padre mandandolo nel mondo chiama
Dio” (Eb1,8), Cristo, che invia Paolo a predicare il suo nome ed è riconosciuto come
Dio: “Sono stato incaricato della predicazione da Gesù nostro salvatore e nostro Dio”
(lettera di Paolo a Tito 1,1-4) Cristo che quale Verbo di Dio – Parola fatta carne- “Era
Dio e abitava presso Dio , per mezzo del quale tutto è stato fatto e che è l’Unigenito
= cioè l’Unico da Dio stesso generato – Figlio di Dio” ( Gv 1,1-18), insomma dopo
tutte queste attestazioni neotestamentarie – e sono solo alcune- con quale mente
perversa i TdG hanno potuto dire che Cristo non è stato Adorato come Dio agli inizi e
che la sua divinità è solo un’invenzione di Costantino ? Capite da soli la perversità
degli intenti di questi falsari della Bibbia, ignoranti non solo delle scritture ma anche
della Patrologia e delle fonti extrabibliche, come di seguito vedremo!!! Certo Gesù è
stato anche e perfettamente uomo, ma quell’uomo Gesù di Nazareth, è pienamente
Dio, l’Emmanuele, Dio con noi, fatto carne. Siccome poi i TdG, dicono che Gesù è il
maresciallo di Geova e che il popolo da Cristo acquistato deve dare solo gloria a
Geova, come mai leggiamo in Tito 2: “… Nell’attesa della beata speranza e della
manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo, il quale
ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo che
gli appartenga”, un popolo che gli appartenga quindi e non un semplice
feldtmarescial di Geova. Che poi i cristiani adorassero Cristo come Dio, anche i
18
pagani lo sapevano perfettamente. Lo storico Tacito, negli Annales al cap. 67, parla
di Nerone che fece uccidere i cristiani in quanto li accusò di essere colpevoli
dell’incendio di Roma e dice che essi: “adorano un certo Cristo, che il governatore
Ponzio Pilato condannò a morte e che essi dicono di essere ancora vivo”. Plinio il
Giovane che nel 113 d.C. scrive a Traiano parlando dei cristiani per avere istruzioni
su loro e descrive le assemblee liturgiche cristiane dicendo: “Carmenque Cristo quasi
Deo dicere, ibidem” = “Cantano a Cristo un inno come a un Dio”. (Epistualae X,
96-97). Altre due notizie che ci vengono da fonti pagane sono ugualmente
importanti. La prima è la proposta, fatta in Senato nel 35 d.C, secondo Tertulliano (
Apologeticum V, 2), dall’Imperatore Tiberio sulla base della relazione di Pilato (che
gli aveva annunciato dalla Palestina di Siria i fatti che là avevano rivelato la veridicità
della divinità di Costui = Gesù “ adnuntiatum sibi ex Syria Palaestina, quod illic
veritatem istius divinitatis”) di riconoscere la liceità del culto di Cristo come un Dio (il
cui rifiuto da parte del Senato, fornì poi a Nerone la base giuridica per la
persecuzione e il massacro dei primi cristiani). La seconda è la rimodellazione
nell’Ercole Eteo (tragedia di un autore senechiano del I sec.) di Ercole su Cristo, con
la ripresa di espressioni evangeliche, con la risurrezione dell’eroe e con l’assunzione
di esso fra gli dei (nei versi 1981-2 si legge: “novumque templis additum numen = un
nuovo nume da aggiungere nei templi” secondo la formula pagana scelta da Tiberio
per il riconoscimento del culto cristiano, formula ripresa poi, senza successo, da
Severo Alessandro). Del fatto poi che la sede di Roma fosse ben avanti Costantino
considerata la sede primaziale nella cristianità abbiamo pure diverse testimonianze.
Tra le più importanti sono da ricordare la “Lettera ai Corinzi del papa Clemente I”
che fu papa tra il 92 e il 113 dove non solo in essa è chiaramente affermata la fede
nella Santissima Trinità e nella divinità di Gesù Cristo ma, come ben ha detto un
noto storico della chiesa francese, “questa lettera la è una magnifica epifania –
manifestazione- del Primato della Chiesa di Roma”. In quanto cosciente del suo
ruolo, Clemente interviene con la sua autorità di Vescovo di Roma a dirimere alcune
questioni che avevano creato divisioni in quella comunità fondata da San Paolo. E
siamo quindi ben lontani da Costantino. Lo stesso Policarpo, vescovo di Smirne, che
muore martire nel 120 d.C. e che fu discepolo dell’evangelista Giovanni, scrive ad
Ignazio di Antiochia e lo esorta a restare fermo nella fede dell’indivisibile Trinità. Tra
parentesi gli ignoranti – o i diabolico ? – TdG non sanno che non fu Costantino a
proclamare il cristianesimo religione ufficiale dell’impero, bensì Teodosio nel 380
d.C. in quanto Costantino nel 313 d.C. (oggi c’è chi pensa forse verso il 330)
riconobbe ai cristiani solo la libertà di culto. Altro testimone importante del
cristianesimo dei primi secoli fu Sant’Ignazio di Antiochia, martirizzato verso il 117
d.C. e che fu successore di San Pietro come vescovo di quella sede che nelle sue
sette lettere alle chiese dell’Asia minore non solo afferma la fede nella Trinità, in
Cristo come Dio, ma scrivendo alla chiesa di Roma, afferma: “scrivo alla chiesa che
19
presiede nella Carità”, confermando già il suo atteggiamento di obbedienza e di
rispetto verso la chiesa madre di tutte le chiese. Ignazio parlando di Gesù, e siamo
all’inizio del II sec., lo chiama più volte: “Mio Dio – Vostro Dio”.Questo smentisce la
falsità dei TdG, che dicono che fu il Concilio di Nicea a proclamare la divinità di Gesù
Cristo. Lo stesso Ignazio mette in guardia i cristiani nelle sue lettere e li invita a stare
lontani dalle sette gnostiche: “Cristo è veramente nato da una Vergine, è veramente
morto e Risorto per la nostra salvezza, è veramente asceso al cielo, è veramente Dio
è veramente Figlio di Dio” (Lettera ai cristiani di Tralle).E in un altro testo lo stesso
Ignazio afferma la fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia: “l’Eucaristia è
la Carne del Salvatore nostro Gesù Cristo, carne che sofferse per i
nostri peccati e che il Padre, nella sua bontà, risuscitò”(Lettera ai fedeli di
Smirne, VII, 1) e nella lettera ai Romani scrive: “non mi compiaccio di un
nutrimento di corruzione né dei piaceri di questa vita. Voglio pane di Dio,
che è Carne di Gesù Cristo, del seme di David; e come bevanda voglio il
suo Sangue, che è amore incorruttibile”. (Lettera ai fedeli di Roma, VII, 3).
Ma anche San Giustino morto martire verso il 150 d.C. scrive: ““Questo
alimento noi lo chiamiamo Eucaristia. […] Noi non lo prendiamo come un
pane comune e una comune bevanda, ma come Gesù Cristo Salvator
nostro, incarnatosi in virtù del Verbo di Dio, prese carne e sangue per la
nostra salvezza, così il nutrimento, consacrato con la preghiera di
ringraziamento formata dalle parole di Cristo e di cui si nutrono per
assimilazione il sangue e le carni nostre, è, secondo la nostra dottrina, carne
e sangue di Cristo incarnato.” (Apologia I, 66). E prosegue Giustino: “Gli
Apostoli, infatti, nelle loro Memorie dette Evangeli, tramandarono che Gesù
Cristo lasciò loro questo comando: preso un pane e rese grazie Egli disse
loro: fate ciò in memoria di me; questo è il mio Corpo; e preso similmente
il calice e rese grazie, disse: Questo è il mio sangue”. (Prima apologia,
cap. 66). Altro che invenzione della chiesa costantiniana, cari TdG! Possiamo
aggiungere alle “Due Apologie” , il “Dialogo con Trifone” sempre di San Giustino
martire, il quale ci tramanda la narrazione dettagliata di come si celebrava
l’Eucaristia a Roma, la fede nella presenza reale di Gesù nel pane eucaristico e la
fede nella Trinità e divinità di Cristo. Tertulliano, morto a Cartagine nel 220, afferma
con altrettanta chiarezza la divinità di Cristo e la fede nella Trinità, che chiamerà
“Tripersonalità”. Basta leggere la sue famose opere: “Adversus Praxeos al cap. 5 e il
De Pudicitate al cap 21 ”. Novaziano, prete di Roma, nel 240 scrive il “De Trinitate”,
dove egli tratta (cap. 1-8) di Dio, Padre e creatore del mondo, come dell’unico Dio,
fa poi risaltare chiaramente che il Figlio è Figlio del Dio creatore (contro l’eresia di
Marcione), che è vero uomo (contro i Doceti cap.10), che è vero Dio (contro gli
adozionisti, cap. 11-25), ma che in quanto distinto dal Padre bisogna pensarlo come
una sostanza (= persona) a sé (contro i monarchiani, cap. 26-28). Infine egli raccoglie
20
tutte le fonti della Scrittura sopra lo Spirito Santo (cap. 29) dove egli parla della
“divina eternità dello Spirito Santo” e dello “Spirito che è da Dio”. Nei due ultimi
capitoli (30 e 31) “sulla unità di Dio” egli dice espressamente: “Noi dobbiamo
esporre la dottrina che Cristo è anche Dio”. Insomma ne potremmo aggiungere
tanti altri per infine capire la malafede dei TdG quando affermano falsamente che i
primi cristiani non riconoscevano Gesù come Dio e che la Chiesa Cattolica e la
Divinità di Cristo sono un frutto nato dall’Imperatore Costantino.Tutti gli autori che
abbiamo citato sono vissuti ben avanti di Costantino !!! Quanta ignoranza, quanta
perversa macchinazione satanica nei loro libri concepiti dal Falsario. Ciò che ha detto
il demonio all’esorcista padre Amorth dei Testimoni di Geova: “essi sono i miei
migliori collaboratori”, lo si può affermare con certezza di questi falsari della Bibbia.
GESU' MESSO AL PALO ?
Un elemento caratteristico della dottrina geovista è senza dubbio il sostenere che
Gesù non è morto su una croce, come da duemila anni si è creduto, ma bensì su un
palo. Si, proprio così, nonostante quello che miliardi di cristiani hanno sempre
creduto, nonostante la Scrittura e in barba alle fonti archeologiche e storiche, il Corpo
Direttivo dei Testimoni di Geova ha "finalmente" scoperto che lo strumento di morte
al quale è stato "appeso" Gesù di Nazareth è un palo di tortura. Quindi, presso i
Testimoni di Geova non si parla più di un "Gesù crocifisso", ma di "Gesù messo al
palo". Ecco infatti alcuni passi della bibbia geovista (Traduzione del Nuovo Mondo
delle Sacre Scritture - TNM) a questo proposito:"Presso il palo di tortura di Gesù
stavano comunque sua madre e la sorella di sua madre..." (TNM - Gv. 19,25).
"Poichè decisi di non sapere nulla fra voi eccetto Gesù Cristo, e lui al palo " (TNM 1 Cor. 2,2) ."Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuol venire dietro a
me, rinneghi se stesso, prenda il suo palo di tortura e mi segua di continuo " (TNM Mt 16,24). Per giustificare la propria teoria, il Consiglio Direttivo dei TdG spiega, in
molte sue pubblicazioni e in particolare nell'Appendice 5c della TNM a pag. 1579
(ed. 1987) che i termini greci per indicare la classica croce, ovvero stauròs e xylòn
significano rispettivamente palo e legno e quindi è errato parlare di croce per quanto
riguarda lo strumento di morte sul quale morì Gesù.Sempre a pag. 1579 della bibbia
geovista TNM(ed. 1987), viene citato uno scrittore, Giusto Lipsio, un umanista
cattolico vissuto nel '500, e che ha scritto un libro per spiegare quale fu il vero
strumento di morte sul quale morì Cristo. A leggere la citazione fatta dalla TNM,
come vediamo, se ne deduce che questo scrittore concorda con loro. Infatti scrivono:
"Un simile strumento di tortura è illustrato da Giusto Lipsio (1547-1606) nel suo
libro De cruce libri tres, Anversa, 1629, p. 19. La fotografia della crux simplex in
quesa pagina è stata prodotta dal suo libro. ", e pubblicano la seguente fotografia
tratta dal libro di Lipsio:
21
Ciò che invece la bibbia geovista tace e che in reltà l'autore cinquecentesco dice
espressamente che Gesù è morto su una croce (De cruce, pag. 1168,3° vol.). A pag.
661 (2° volume) dell'opera di Giusto Lipsio, c'è anche il disegno di Gesù messo in
croce:
22
Dunque, come si vede, la bibbia geovista ha inteso far dire a Giusto Lipsio l'esatto
contrario di ciò che invece egli sosteneva. Si potrebbe dire, a difesa della bibbia
geovista: ma i TdG hanno solo riprodotto il disegno di un uomo messo al palo tratto
dal libro di questo autore del 1500. E allora ci si chiede: perché hanno proprio citato
un autore di 500 anni fa, per lo più sconosciuto alla maggior parte dei lettori della
bibbia geovista? Non potevano riprodurre un disegno fatto da loro senza citare questa
arcana fonte? L'obiettivo non è allora quello di far risultare Giusto Lipsio sostenitore
della loro tesi in merito al palo di tortura? Magari, considerando che: Lipsio è un
autore cattolico (quindi, facendo supporre falsamente che anche qualche cattolico
erudito, come Lipsio, lo ha ammesso già 500 anni or sono, ma la Chiesa non lo ha
ascoltato); essendo un autore così antico e poco conosciuto sarebbe stato difficile
procurarsi il testo originale e controllare. Si, infatti, come detto sopra, non si allude
alla verità del libro; che, cioè, secondo Giusto Lispio Gesù è morto su una croce.
Xylòn
Ma andiamo avanti con altre manipolazioni fatte dai TdG, ad esempio, su un
vocabolario di greco. Per avvalorare con "prove certe" il palo di tortura al quale fu
appeso Cristo, il Consiglio Direttivo, nel loro libretto Ragioniamo facendo uso delle
Scritture (Roma, 1985), cita il famoso Dizionario illustrato Greco Italiano di
Liddell-Scott (Ed. Le Monnier, Firenze 1975), che è senz'altro il più autorevole
dizionario di greco e il più diffuso al mondo. Ecco cosa si dice nella pubblicazione
geovista, e riportiamo lettera per lettera il brano, senza omettere una virgola:
"Che dire dello strumento usato per metter a morte il Figlio di Dio? E' interessante
che la Bibbia usa anche il termine xylon per identificare lo strumento usato. Il
Dizionario illustrato greco-italiano di Liddell e Scott ne dà questa definizione:
"Legno tagliato e pronto per l'uso, sia legna da ardere, sia legname da costruzione, ...
pezzo di legno, tronco, trave, palo, ...bastone, clava, randello, ...trave a cui erano
legati i malfattori. (Le Monnier, 1975)" (Ragioniamo..., pag. 85). Ecco qui di seguito
la foto di pag. 85 di Ragioniamo ed. 1985
23
Quindi, il famoso dizionario di greco di Liddell e Scott sembra che dia ragione ai
Testimoni di Geova, con buona pace delle traduzioni cattoliche e di tutte le bibbie che
traducono xylon con croce e di tutta la cristianità che per millenni avrebbe adorato
una falsa croce! Ma le cose stanno veramente così? Certamente i fedeli Testimoni di
Geova che leggono il libretto Ragioniamo non hanno dubbi su questo, poichè si
fidano così ciecamente del Corpo Direttivo che prendono per buono tutto quello che
gli "anziani eletti" del CD scrivono. A chi verrebbe in mente di mettere in dubbio la
parola del CD, come ad esempio andare a verificare se il Dizionario è stato citato
correttamente? Il dizionario, come si legge in Ragioniamo da ragione ai TdG, e poi il
CD è il rappresentante di Geova Dio in terra, e Dio dona l'esatta interpretazione delle
Sacre Scritture proprio al CD che si definisce schiavo fedele di Geova. La Torre di
Guardia del 1.11.1982 pag. 17, a proposito del Consiglio Direttivo, infatti afferma:
‘ Un rimanente di questo 'schiavo fedele' è ancora in vita oggi sulla terra. I loro
compiti includono il ricevere e il trasmettere a tutti i servitori terreni di Geova cibo
spirituale a suo tempo. Essi occupano una posizione simile a quella di Paolo e dei
suoi collaboratori; con riferimento alle meravigliose verità che Dio dà al suo
popolo, egli disse: 'A noi Dio le ha rivelate per mezzo del suo spirito'. Cosa dire,
dunque, del CD geovista? Per testare questa sua lealtà , fedeltà e autorità
permettiamoci di verificare se il dizionario in causa è stato citato correttamente.
Cerchiamo la parola greca xylon. La troviamo a pag. 875 e, come sempre, la
riportiamo integralmente:
« xylon: legno tagliato e pronto per l'uso, sia legna
da ardere, sia legname da costruzione, (Omero);
legname per navi, (Esiodo); (Tucidide) 1. al sing.
pezzo di legno, tronco, trave, palo
(Omero)/Bastoneche serve da posatoio per gli
uccelli (Aristofane)(lezione incerta)/bastone, clava,
randello, (Erodoto, Aristofane). 2.Collare di legno
messo al collo del prigioniero, Cogna (Aristofane);
anche ceppi, per i piedi, (Erodoto, Aristofane); 3.
Asse o Trave a cui venivano legati i malfattori, la
Croce (Nuovo Testamento) 4. Tavolo o banco da
cambiavalute (Demostene)». (LIDDELL-SCOTT,
Dizionaro illustrato..., p. 875).
E documentiamo anche qui con la foto del
dizionario a questa voce.
24
Come vediamo, nella parte del dizionario che abbiamo sottolineato , è proprio
scritto «La Croce (Nuovo Testamento)», che il CD ha astutamente eclissato dietro a
tre puntini di sospensione nella citazione fatta in Ragioniamo pag. 85, come abbiamo
riportato sopra. Ecco come il CD riceve e trasmette la fedele parola di Dio! Il
Dizionario invece attesta come il significato di xylon nel Nuovo Testamento è proprio
quello di croce, nonostante quello che il CD vuole far dire al Dizionario di
LIDDELL & SCOTT. Si, perchè in realta' si tratta di una vera manipolazione del
testo del dizionario, omettendo proprio quel significato che il termine assume nel
contesto neotestamentario.
Vediamo allora come ha reagito la Le Monnier a questa astuta manipolazione del
suo dizionario. Riportiamo la lettera inviata da questa casa editrice alla
Congregazione dei Testimoni di Geova in data 23 settembre 1988, cioe' tre anni dopo
la pubblicazione del libretto geovista Ragioniamo.
Casa Editrice - FELICE LE MONNIER
Casella Postale 202 - 50100 FIRENZE
Spett.le
Congregazione Cristiana
dei Tesimoni di Geova
Via della Bufalotta, 1281
25
00138 ROMA
23 settembre 1988
Egregi signori,
con vivo disappunto rileviamo, a pag. 85 della
Vostra pubblicazone "Ragioniamo facendo uso
delle Scritture", una citazione tratta dal nostro
dizionario greco Liddell-Scott.
Tale citazione appare artatamente tagliata,
sopprimendo il termine "la Croce", riportato fra
le accezioni possibili, al fine di sostenere, con
l'autorevolezza del nostro nome e del nostro,
assai apprezzato, dizionario, una Vostra tesi
teologica.
Ora, mentre riteniamo tutte le tesi in materia
religiosa degne di rispetto, giudichiamo assai
scorretto, oltre che gravemente lesivo della
nostra reputazione scientifica, il Vostro modo di
agire. Infatti, di fronte ad una pluralità di
accezioni, diffuse e considerate accettabili, il
nostro dizionario le riporta, correttamente,
tutte, lasciando ai filologi di discutere la
pertinenza di ciascuna rispetto ai diversi
contesti storici e testuali.
La Vostra citazione amputata ci fa, da un
lato, apparire come sostenitori di una tesi
teologica che, francamente, ci vede del tutto
estranei e disinteressati, dato che lo scopo
scientifico e didattico di un dizionario è
tutt'altro. E, d'altra parte, la medesima
amputazione ci fa falsamente apparire sul
piano lessicografico, che a noi interessa e che
ci riguarda, come incompleti e carenti.
Siamo certi che vorrete con la massima
tempestività ovviare al danno provocato alla
nostra immagine e al nostro buon nome,
pubblicando sulla Vostra stampa, con la dovuta
evidenza tipografica, una non equivoca
dichiarazione riparatoria.
Restiamo in attesa di una, cortesemente
sollecita, comunicazione al riguardo da parte
26
vostra.
Con distinti saluti.
Naturalmente, vistosi scoperta, la Congregazione dei Testimoni di Geova, anche
per non incorrere in ulteriori conseguenze, si vede costretta a rispondere alla Casa
Editrice LE MONNIER. con la seguente lettera che riportiamo:
CONGREGAZIONE DEI TESTIMONI DI
GEOVA
via della Bufalotta, 1281 - 00138 ROMA ITALIA
19 ottobre 1988
Spett.le
Casa Editrice FELICE LE MONNIER
Casella Postale 202
50100 FIRENZE
Ci riferiamo alla Vostra del 23 settembre
1988 con la quale deplorate presunte nostre
incompletezze e scorrettezze nella citazione
tratta dalla voce «xylon» del Vostro Dizionario
greco Liddell-Scott.
In proposito teniamo a sottolineare quanto
segue.
Qualsiasi autore faccia riferimento alle
definizioni di un dizionario segue la costante e
corretta prassi di citare una o più accezioni che
si uniformano all'argomento trattato, senza
avere l'obbligo di citarle tutte, anche quelle
estranee al concetto esposto, solo per non
essere tacciato di scorrettezza.
La Vostra asserzione che la nostra non
completa citazione Vi fa apparire «sostenitori di
una tesi teologica» a Voi del tutto estranea o
carenti sul piano lessicografico è del tutto priva
di argomenti di rilievo, considerato che la
27
nostra citazione stessa contiene, per tre volte, i
punti di sospensione che, secondo la comune
prassi, evidenziano chiaramente per il lettore
che il testo è citato soltanto in alcune parti.
Sotto il profilo giuridico la nostra
pubblicazione «Ragioniamo facendo uso delle
Scritture» contiene tutti i dati richiesti dagli artt.
65 e 70 della legge 22.4.1941 n. 663 per
identificare il vostro dizionario. Nè la nostra
citazione, ai sensi dell'art. 8 della legge
8.2.1948 n. 47, così come sostituito dall'art. 42
della legge 5.8.1981 n. 416, è contraria a verità
in quanto riporta con precisione le parti citate
dal Dizionario.
«Ragioniamo Facendo uso delle Scritture»
non cita diverse parti delle numerose accezioni
della voce «xylon» (I, II, II/2 per intero, II/3, II/4
per intero, III per intero). Peraltro l'omissione
da Voi lamentata riguarda soltanto l'accezione
II/3 che omette il brano «la Croce, NT», il cui
contenuto, di natura evidentemente
interpretativa, non può contrastare i vari
significati lessicografici da noi citati. A parte
le suddette considerazioni, non siamo contrari
alla pubblicazione del testo completo della
voce «xylon» in un prossimo numero di un
nostro periodico.
Inoltre, nel caso di una ristampa del nostro
libro, che peraltro non è destinato alla pubblica
diffusione, ma riservato per lo più ai nostri
associati, non abbiamo nessuna difficoltà a
eliminare la citazione del Vostro Dizionario e a
sostituirla con brani tratti da altre fonti
autorevoli perlomeno quanto la Vostra
pubblicazione. Se desiderate tale sostituzione,
potete comunicarcelo.
E' stata per noi una spiacevole sorpresa
constatare che la mancanza di obiettivita' della
Vostra cominicazione non corrisponde
all'opinione che avevamo della Vostra Casa.
Evidentemente non vi e' interessato che
centinaia di Vostri Dizionari siano stati
28
acquistati dalle oltre 2.500 nostre Comunita',
ognuna delle quali dispone di una biblioteca.
A volte cedere alle pressioni esterne
danneggia i propri interessi.
Con i piu' distinti saluti.
Il Presidente- Valter Farneti
Di questa lettera, scritta dal presidente italiano dei TdG, facciamo notare quanto
segue:
1.
2.
3.
La frase: «la nostra citazione, ai sensi dell'art... riporta con precisione le
parti citate dal Dizionario», si commenta da sola in quanto abbiamo verificato
che invece il CD non cita affatto con precisione tutta la spiegazione del
termine greco.
Ancora: « l'accezione II/3 che omette il brano «la Croce, NT», il cui
contenuto, di natura evidentemente interpretativa» : vorremmo sapere come
fa il CD a dire che questo significato e' di natura interpretativa, quando la
lettera della Le Monnier dice che l'omettere il termine Croce e' «assai
scorretto, oltre che gravemente lesivo della nostra reputazione scientifica».
Quindi non si tratta di un'interpretazione, bensi' del risultato di un lavoro
semantico-scientifico fatto dagli autori del dizionario, ma che evidentemente
non interessa ai TdG, che invece si preoccupano di affermare ad ogni costo le
loro ipotesi .
Inoltre notate: «Evidentemente non vi e' interessato che centinaia di Vostri
Dizionari siano stati acquistati dalle oltre 2.500 nostre Comunita', ognuna
delle quali dispone di una biblioteca.»
Commentiamo noi: meno male che c'e' ancora chi crede che la verita' non ha
prezzo!
E riportiamo la lettera dell'ulteriore risposta che Le Monnier invia ai sig. Valter
Farneti, presidente dei TdG:
Casa Editrice - FELICE LE MONNIER
Casella Postale 202 - 50100 FIRENZE
29
Spett.le
Congregazione Cristiana
dei Tesimoni di Geova
Via della Bufalotta, 1281
00138 ROMA
26 ottobre 1988
Egregio Signor Farneti,
chiunque minimamente conosca la nostra
attivita' sa che nutriamo il massimo rispetto per
tutte le concezioni religiose, cristiane e non
cristiane. Inoltre, in quanto istituzione culturale,
oltre che impresa, crediamo fermamente alla
tolleranza reciproca, al confronto delle
posizioni, al dialogo cosi' come alla civile
espressione del dissenso
Una felice situazione economica (che Dio la
conservi!) ci rende, inoltre poco sensibili alle
questioni di interesse se contrastanti con le
ragioni della nostra liberta' intellettuale. In altre
parole, non siamo in vendita contro un acquisto
di copie. Ne consegue che la Vostra cortese
preferenza, sinora dimostrata, per l'acquisto
del Liddell-Scott non e' atta a mutare un modo
di pensare che tutti gli studiosi, degni di questo
nome, considerano corretto. Secondo tale
impostazione, e' lecito citare il pensiero altrui
con tutte quelle omissioni che non ne alterano
la sostanza, che non portano a significati
diversi o, peggio, contrari. La frase «Caio non
e' un criminale» non si puo' citare nella forma:
«Caio (...) e' un criminale». Ora, grosso modo,
questo e' stato fatto dalla Vostra pubblicazione,
che svolgeva il seguente ragionamento: Cristo
fu appeso ad una trave e non a una croce,
infatti «xylon» significa trave e non croce,
come conferma anche il Liddell-Scott. (Segue
la citazione incompleta, da cui e' stata tolta
proprio l'accezione «la Croce, NT»).
Ora,
ne' questa Casa Editrice ne' Liddell, Scott e
collaboratori avevano la minima intenzione di
30
prendere posizione su una questione che,
oltretutto non e' lessicografica ma teologica;
tanto e' vero che hanno riportato parecchie
accezioni (trave e croce, ma anche legno,
bastone, gogna, tavolo o banco ecc.) ognuna
con la propria fonte. Sopprimere una di tali
acezioni per poi dire che non esiste, ci pare un
modo piuttosto malizionso di sostenere la
Vostra tesi, per altri versi rispettabilissima.
La invitiamo pertanto a ripristinare l'integrita'
della citazione, anche perche', contrariamente
a cio' che Lei afferma, il riportare per intero e
non amputato un passo non ci pare proprio
nocivo per l'obiettivita' ne segno di soggezioni
a pressioni esterne.
Con distinti saluti. Restiamo in attesa di una,
cortesemente sollecita, comunicazione al
riguardo da parte vostra.
Con distinti saluti.
(Copie originali di tali lettere si possono trovare in: L. MINUTI, I testimoni di
Geova non hanno la Bibbia, Coletti a San Pietro, Roma 1997,
185-189). Nell'edizione di Ragioniamo del 1990, pag. 85, dopo la tiratina di orecchie
fatta dalla LE MONNIER, il Corpo Direttivo dei TdG ripara alla propria scorrettezza
e riporta la citazione completa di xylon, senza però fare un commento di Errata
Corrige come di solito fanno tutti i normali libri in questi casi, ne' tantomeno
scusandosi con i lettori e soprattutto non si tiene conto di cio' che la Casa Editrice LE
MONNIER, aveva richiesto, cioe' una non equivoca dichiarazione riparatoria.
E gli altri vocabolari di greco? cosa dicono a proposito della voce xylon? Vediamo
un altro autorevole dizionario, cioe' L. ROCCI, Vocabolario Greco-Italiano, Societa'
ed. Dante Alighieri, Roma 1981. A pag. 1299 troviamo la voce «xylon», e dopo tanti
significati tratti da autori greci, cosi' come per il Liddell-Scott visto prima, troviamo
al punto 2b: «croce, NT.; Ec»; cioe' il termine greco nel Nuovo Testamento prende il
significato di croce.
Guardate adesso queste foto:
31
...curioso a dirsi, ma provengono da pubblicazioni geoviste! Proprio così, la prima
foto riproduce il simbolo dei TdG dal 1891 fino al 1931 che veniva stampato sulle
loro riviste ufficiali, e si vede chiaramente la croce dentro una corona. Questo
stemma inoltre si trova ancora sulla tomba del loro fondatore, il falso e
32
spregiudicato Russel. La seconda è una foto tratta dal libro L'arpa di Dio scritto nel
1921 dal 2° presidente dei TdG, J.F. Rutherford.Per il primo presidente dei TdG,
ovvero il fondatore C.T. Russell, la croce era il centro della fede geovista (ma i suoi
successori lo hanno dimenticato!). Vediamo qualche sua frase:
"Io possa dare vita ad un nuovo giornale nel quale il segno della croce possa
essere tenuto alto" (Torre di Guardia, 7.15.1906, reprints p. 3823). Fu il secondo
presidente, Rutherford, a cambiare le carte in tavola, ma anch'egli, all'inizio del suo
governo, dichiarava apertamente che Gesù fu crocifisso. Ecco, infatti, una sua famosa
affermazione: "Il prezzo del riscatto fu provveduto alla croce. La croce di Cristo è la
grande verità centrale del piano divino, dal quale s'irradiano le speranze degli
uomini... Allora tutti canteranno veramente: Io mi glorio della croce di Cristo".
(L'arpa di Dio, 1921, p. 143 - Libro scritto da Rutherford). Inoltre, fino al 1936,
furono pubblicate molte riviste geoviste con riferimenti alla croce e illustrazioni di
Gesù crocifisso:
"..egli si umiliò e si mantenne così fino alla morte, alla morte di
croce. (Creazione, 1927, p. 158)
Gesù fu messo a morte sulla croce e deposto dalla croce. (Governo, 1928, p. 103).
Figura di Cristo sulla Croce: Creation, pag. 158 e pag 336; Riconciliazione, pag. 136;
Vita, pag. 198. Poi Rutherford cambio' piano piano questa verità, cominciando ad
affermare: "Che quella dove fu appeso Gesù fosse una vera croce di legno od un
semplice tronco d'albero, non ha importanza..." (Ricchezza, p. 25; 1936). E qualche
pagina più avanti, sempre nello stesso libro, affermerà: Gesù fu crocifisso non su una
croce... ma inchiodato a un albero". (Ricchezza, p. 27). Ma il presidente geovista
doveva pur dare una spiegazione di questo cambiamento improvviso, e allora dirà in
Nemici, a pag. 199, edizione del 1937: "La croce e le reliquie erano in uso nella
pratica delle religioni pagane molto tempo prima della nascita... di Gesù". Ecco
allora spiegato il motivo iniziale di questo rifiuto della croce: la croce è un simbolo
pagano! Ma ci chiediamo noi: il palo, non era un simbolo in uso presso i pagani?
Altro che! Lo dicono gli stessi Testimoni di Geova nella Torre di Guardia del
1.5.1978 e del 15.1.1975: Re Manasse mostra pentimento facendo abbattere gli
idolatrici pali sacri.
Stauròs e testimonianze storiche sulla crocifissione
L'altro termine greco che nel Nuovo Testamento indica lo strumento di morte sul
quale mori' Gesu' e' stauros. Vediamo cosa dice la bibbia geovista riguardo a questo
termine nell'appendice sopra citata. A pag. 11579 della Traduzione del Nuovo Mondo
leggiamo:
Nel greco classico la parola "stauros" significava semplicemente un palo
verticale, come quelli usati per le fondamenta. Il verbo "stauroo" significava
recintare con pali o fare una palizzata. Gli ispirati scrittori delle Scritture Greche
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Cristiane scrissero nel greco comune ("koine") e usarono la parola "stauros" con lo
stesso significato del greco classico, quello cioe' di palo semplice, senza alcuna
specie di braccio trasversale incrociato in alcun modo. Non c'è nessuna prova del
contrario.
Il difetto di questa affermazione e' che non tiene conto dell'evoluzione che il
termine stauros ha avuto dall'epoca del greco classico all'epoca contemporanea alla
scrittura del Nuovo Testamento. Infatti, sia vocabolario di Liddell-Scott, sia quello di
Rocci (vedi sopra), danno, oltre ai significati di palo, palizzata, tronco, trave (usato
da scrittori greci antichi come Omero - vissuto 600 anni prima di Cristo), anche
quello di croce per il Nuovo Testamento. Quindi e' indubbio che questo termine
nell'epoca neotestamentaria, indicando lo strumento di supplizio, volesse significare
proprio la croce, e che quindi aveva subito un'evoluzione dal significato originario.
Da sottolineare anche il fatto importantissimo che la condanna a morte di Cristo
era stata eseguita dai romani, e presso di loro era in uso crocifiggere i malfattori che
si erano macchiati di colpe gravissime. Quando facciamo questa obiezione ai TdG,
essi dicono che non e' un motivo valido il fatto che erano stati i romani a crocifiggere
Gesu', perche' ci si trovava in Palestina e non a Roma, e i romani erano solo la
potenza occupante di questo territorio e quindi non potevano usare le croci. Questo
ragionamento che fanno i TdG e' molto approssimativo, debole e, comunque,
dimostrano poca preparazione storica. Quando, infatti, la Palestina era occupata dai
Seleucidi, dei quali era re il crudele Antioco IV Epifane (II sec. a.C), nelle Antichita'
giudaiche scritte da Giuseppe Flavio (storico giudeo del II sec. d. C.), si legge quanto
segue a proposito dei giudei che si opponevano ad Antioco Epifane:
[Alcuni giudei] erano percossi con flagelli, mutilati i loro corpi, mentre ancora
erano arsi vivi e respiravano, venivano crocifissi mentre, le loro mogli... (Libro XII,
cap. V, 4)
Ecco dunque una testimonianza storica che la crocifissione era in uso in Palestina
gia' 167 anni prima della crocifissione di Cristo. Ma sempre Giuseppe Flavio ci dice
che anche ottanta anni prima di Cristo, in Palestina era stata eseguita un'altra
esecuzione di massa ad opera di Alessandro Ianneo (103-76 a.C.)
...ordinò che fossero crocifissi circa 800 Giudei . (Libro XIII, cap. XIV, 2)
Da precisare, inoltre, che Alessandro Ianneo non era un re pagano, ma era un re
giudeo, discendente della gloriosa famiglia dei Maccabei.
Nell'appendice 5c della bibbia geovista, e' da rilevare che essa, cita Giuseppe
Flavio per quanto riguarda le esecuzioni di massa che avvenivano presso i Giudei, ma
non cita Giuseppe Flavio quando parla di crocifissioni di massa dei Giudei, come
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invece noi abbiamo documentato.
Tornando a "stauros" e sul modo di crocifiggere i condannati in epoca
neotestamentaria, in realta' la croce veniva indicata con "stauros" non perche' veniva
messo su un palo, ma perche' il condannato doveva portare sulle sue spalle un palo
fino al luogo della crocifissione, e questo costituiva il palo orizzontale che veniva
innestato sul palo verticale che era gia' fissato sul luogo della crocifissione. Vediamo
cosa dice in proposito J. McKenzie, un autore molto caro agli stessi TdG
(Ragioniamo, pag. 404), ma ovviamente non lo citano in questo caso:
La croce sulla quale fu crocifisso Gesu' era o la crux commissa, a forma di T o la
crux immissa o capitata, a forma di daga o pugnale. Il fatto che il titolo della
condanna fu posto al di sopra della testa (mt. 27,37) fa pensare alla seconda forma
di croce. Dato che l'esecuzione di Gesu' era stata affidata ai soldati romani è
probabile che si seguisse la maniera di esecuzione romana. La croce portata da
Gesu' fino al luogo di esecuzione non doveva essere, secondo la procedura comune,
l'intera croce, ma soltanto il palo trasversale. Di regola il palo verticale veniva
lasciato sul luogo dell'esecuzione, mentre quello trasversale veniva attaccato di volta
in volta. Le braccia del condannato venivano prima attaccate al palo trasversale
mentre egli era disteso al suolo; poi il condannato veniva innalzato, insieme con il
palo trasversale su quello verticale, al quale venivano legati i suoi piedi. Lo si
attaccava o con corde o con chiodi, che eventualmente erano quattro. Il criminale
veniva sempre legato con corde intorno alle braccia, alle gambe, alla vita: i soli
chiodi non avrebbero potuto reggere tutto il peso del corpo e le corde impedivano al
condannato di scivolare giu' ("croce", in J. MCKENZIE, Dizionario Biblico, a cura
di B. Maggioni, Cittadella Editrice, Assisi 1981).
Alcune testimonianze archeologiche
1)
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Quest'immagine raffigura il graffito del Palatino a Roma, risalente al II sec. d.C. E'
una testimonianza molto preziosa sul fatto che i primi cristiani non solo sapevano che
Gesu' era stato crocifisso su una croce, ma lo adoravano come Dio. E' infatti un
graffito fatto dagli schernitori dei primi cristiani che li criticavano e li accusavano di
adorare un crocifisso come Dio. La scritta, in greco, dice: "Alessameno adora Dio" .
2)
Questa foto invece riproduce una croce scoperta a Ercolano nel 1937 e risalente al
79 d.C.; il direttore degli scavi, prof. Maiuri e altri archeologi affermarono che si
tratta di una croce cristiana. Si vede inoltre un inginocciatoio, segno che gli abitanti
di questa casa pregavano dinanzi la croce. Questa testimonianza archeologica e'
interessante perche' conferma che gia' dopo 10 anni dalla morte e resurrezione di
Cristo, il cristianesimo era arrivato qui per la predicazione di S. Paolo nella vicina
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Pozzuoli (Atti 28,13-14).Trent'anni dopo si sa come queste citta' vennero distrutte da
una grande eruzione del Vesuvio.
3)
Un'altra interessante scoperta archeologica e' stata fatta da archeologi israeliani nel
1968 a Gerusalemme, nella zona di Giv'at ha-Mitvar: in una delle tombe scoperte, fu
ritrovato lo scheletro di un giovane tra i 24 e i 28, crocifisso a Gerusalemme tra la
fine del I sec. a.C e l'inizio del I sec. d.C, quindi contemporaneo di Gesu'!, e dalle
scritte sulle ceramiche risulto' che il giovane era un certo Johanan figlio di Hagakol.
Gli studi su questo ritrovamento dimostrano come il giovane sia stato crocifisso con
due chiodi conficcati negli avambracci e gli archeologi (non cristiani, da precisare)
sono concordi nell'affermare che il giovane sia stato crocifisso. Dunque, oltre al testo
dei Vangeli, esiste una testimonianza certa e inoppugnabile che dimostra come la
crocifissione era in uso proprio a Gerusalemme ai tempi di Gesu'.
Testimoniaza indiretta del Vangelo
Ennesima prova, indiretta ma forse la più significativa perchè è tratta dalla Sacra
Scrittura, la troviamo nel Vangelo di Giovanni, a proposito della frase di Tommaso,
incredulo della risurrezione di Gesù:
Gv. 20,25 : Ma egli [Tommaso] disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei
chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi... non crederò".
Se dunque Gesù fosse stato messo al palo, come viene
rappresentato qui a destra nelle pubblicazioni geoviste,
le sue mani o i suoi polsi sarebbero stati trafitti da un
solo chiodo, e questo contrasta palesemente con il
plurale che Giovanni usa a proposito dei "chiodi" che
rimanda invece alla posizione della morte sulla croce,
con le braccia distese orizzontalmente, e due chiodi
conficcati nelle rispettive mani.
***
In conclusione, abbiamo dimostrato come la tesi dei
TdG che Cristo fu condannato su un palo, è sostenuta
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contro chiarissime prove storiche, archeologiche e semantiche e bibliche che
testimoniano invece come Gesu' e' morto su una croce.
LA DIVINITA’ DELLO SPIRITO SANTO
Vogliamo ora parlare della divinità dello Spirito Santo, la Terza persona della
santissima Trinità, che non da meno subisce attacchi e negazioni, una tra tutte quella
dei testimoni di geova che vorrebbero farlo passare come una forza impersonale e
attiva di Dio, ma non come una Persona divina. Come la volta scorsa la nostra
indagine partirà dalla Sacra Scrittura, dai Padri Apostolici e dalla Tradizione.
Innanzitutto va detto che lo Spirito Santo è una persona, infatti il Nuovo testamento
parlando di Lui usa sempre pronomi personali e lo mostra mentre parla
personalmente secondo quanto leggiamo nel Vangelo di Giovanni in 16,13; “Ma
quando verrà Lui, lo Spirito della Verità, Egli vi guiderà in tutta la Verità. Perché
non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che Egli avrà udito e vi annunzierà le cose
che accadranno”. Basta quindi leggere i testi del Nuovo Testamento in greco per
rendersi conto come ogni qualvolta si parli dello Spirito Santo si usa un pronome
personale e non generici articoli indeterminativi. Nella Lettera agli Ebrei 3,7-8
leggiamo: “Perciò come dice lo Spirito Santo, oggi se udite la sua voce non indurite
i vostri cuori”. Non solo parla, ma da ordini precisi agli Apostoli: “ E lo Spirito disse
a Filippo: Accostati, e raggiungi codesto carro” (Atti degli Apostoli 8,29), o in Atti
10,19-20: “E come Pietro stava pensando alla visione, lo Spirito gli disse: Ecco tre
uomini che ti cercano. Alzati dunque, scendi, e và con loro, senza fartene scrupolo,
perché sono io che li ho mandati”. In Atti 13 è lo Spirito Santo che sceglie Paolo e
Barnaba per una missione speciale: “ E mentre celebravano il culto del signore e
digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera
alla quale li ho chiamati”. Lo Spirito Santo può vietare di fare qualcosa, come fece
verso gli Apostoli, secondo quanto leggiamo in Atti 16,6: “Poi gli Apostoli
attraversarono la Frigia e il paese della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato
loro di annunziare la Parola in Asia” (Vorrei che notaste che il Verbo vietare è
menzionato anche in queste Scritture che si riferiscono alla persona di Gesù: “Allora
vietò ai suoi discepoli di dire ad alcuno ch’Egli era il Cristo” (Mt 16,20). Ma "Chi è
realmente lo Spirito Santo?". La risposta è una sola: "E' l'Amore di Dio fatto
Persona!". Ed è ben detto perché Egli è realmente Persona. Dire Persona significa
affermare che lo Spirito Santo non è solo una "forza divina", come affermano i
Testimoni di Geova, ma è "Qualcuno", un "Io" divino, distinto, anche se uguale al
Padre e al Figlio e tutto nel Padre e nel Figlio; è una individualità completa e perfetta.
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Quello che stiamo dicendo è solo un povero balbettare. Per riuscire a comprendere
questa sublime realtà facciamo appello alla Parola di Dio. Nel Vangelo vi è una frase
che riassume tutta la Sacra Scrittura: "Dio è Amore!". E' quanto di più sorprendente
sia stato mai scritto. Lo Spirito Santo è identificato con l'amore: è l'Amore che
procede dal Padre e dal Figlio. Gesù venendo in mezzo a noi ci ha fatto conoscere
l'Amore totale del Padre per il Figlio e il proprio Amore incondizionato per il Padre e
per ciascuno di noi. Alcuni pittori raffigurano lo Spirito Santo come una scia di fuoco
che intercorre tra il Padre e il Figlio. II simbolo è molto eloquente. Lo Spirito Santo,
infatti, è l'Amore col quale il Padre glorifica il Figlio; è l'Amore per mezzo del quale
il Figlio offre se stesso al Padre come vittima per i nostri peccati; è l'Amore, infine,
con cui il Padre e il Figlio amano le creature, in modo particolare l'uomo, elevato nel
battesimo alla dignità di Figlio di Dio. Di solito, nell’Antico Testamento, si trova
adombrato nel termine "ruah" che significa "soffio" o, meglio, "soffio di vento".
Questo termine viene usato per ben 378 volte e assume significati diversi: appare
come "vento" impetuoso che scuote la steppa, come "soffio" creatore che si libra sulle
acque, come "alito" che trasforma il fango della terra nella creatura libera e
intelligente. La rivelazione dello Spirito Santo è avvenuta per gradi. Questo è
accaduto per un motivo evidente: il popolo ebreo viveva in mezzo a nazioni idolatre
e, pur essendo monoteista, era portato spontaneamente all'idolatria. I profeti
promisero e annunciarono a più riprese la sua venuta. Ascoltiamo il profeta Gioele:
"Effonderò il mio Spirito su ogni uomo e diventeranno profeti i vostri figli e le vostre
figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra
gli schiavi e le schiave, in quei giorni, effonderò il mio Spirito” (G1 3,1-4). II profeta
Ezechiele dice: "Diffonderò il mio Spirito sulla casa di Israele. Vi darò un cuore
nuovo e porrò in voi uno Spirito nuovo... Porrò in voi il mio Spirito e farò che viviate
secondo i miei comandamenti" (Ez 36,26-28). Un annuncio particolarmente
significativo è quello del profeta Isaia: "Un germoglio spunterà dal tronco di lesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo Spirito del Signore:
spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di
conoscenza e di timore del Signore" (Is 11,1-2). Spettava a Gesù, che fu il grande
rivelatore del Padre, rivelare anche lo Spirito Santo. Lo rivelò a Gerusalemme,
nell'ultimo giorno della festa dei Tabernacoli, in un momento di grande commozione.
Si legge nel Vangelo che Gesù si alzò in piedi in mezzo alla folla ed esclamò a gran
voce: "Chi ha sete venga a me e beva. A chi crede in me, come dice la Scrittura,
sgorgheranno dal suo intimo torrenti di acqua viva" (Gv 7,37-38). “Questo egli disse
- aggiunge testualmente l'evangelista Giovanni - dello Spirito Santo che dovevano
ricevere i credenti in Lui" (Gv 7,39). E la sera dell'addio, nell'intimità dell'ultima
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cena, Gesù dirà ai suoi apostoli: “Io me ne vado, ma il Padre vi darà un altro
Consolatore, lo Spirito di verità che il mondo non conosce, ma voi lo conoscete
perchè Egli abita in voi e sarà con voi” (Gv 14,16-17). Vedendoli poi addolorati per
la sua partenza, li rincuorò dicendo: "E' bene per voi che me ne vada, perchè se non
me ne andrò non verrà a voi il Consolatore" (Gv 16,7). Dopo la sua risurrezione,
Gesù ordinò ai suoi apostoli di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che
si adempisse la promessa del Padre, "Quella - disse - che voi avete udita da me:
Giovanni ha battezzato con acqua, voi sarete battezzati in Spirito Santo tra non molti
giorni" (At 1,4-5). Cfr. anche Mt 3,11; Mc 1,8; Lc 3,16; Gv 1,33. Ci fu chi chiese a
Gesù: “E' questo il tempo in cui ristabilirai il regno di Israele?”. Egli rispose: "Non
spetta a voi conoscere i tempi e i momenti, ma avrete forza dallo Spirito Santo, che
scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme e in tutta la Giudea e la
Samaria, fino agli estremi confini della terra" (At 1,6-8). Lascio ora la parola al
Diacono Baldassare la Fata e alla sua accuratissima esposizione. Chi meglio di lui
che ha vissuto per quasi 20 anni nei TdG, come anziano responsabile di una grande
zona, può dirci le manipolazioni e le falsificazioni che lui stesso ha scoperto dentro
questa terribile e diabolica setta ? Ascoltiamo questa sua esposizione. La trovate nel
sito sotto il titolo: La Cristologia dei testimoni di Geova
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L`ULTIMA DERIVA DEL PROTESTANTESIMO