Politicaa
Territtorrio
Diamo una mano
al metano
di Maurizio Paolini
a pagg. 3
Il Fattoo
Terriitoorio
“I buoni
maestri”
di Alessandro Petti
Un mare d’illegalità
lungo le coste laziali
di Marco Omizzolo
La rivincita degli imbecilli
Si fa ma non si dice
di E. Dantes e Roderigo
pag. 7
a paag. 5
Curioosità
Lo sapevate che...
di Franco D’Andrassi
a pag. 8-9
pag. 12
CENTRO
O STORICO
SAN FELICE CIRCEO
ASSOCIAZIONE CULTURALE “IL CENTRO STORICO”
di ALESSANDRO CRESTI
Virtus et summa
potestas non coeunt
Virtù e potere
non vanno d’accordo
S
Editoriaale
an Felice Circeo, inizio estate 2008,
inaugurazione con grande risonanza di stampa del “Bar dell’Amministrazione” al Porto, così detto perché
assiduamente frequentato da “quelli
che contano”.
San Felice Circeo, fine estate 2008, gigantesca rissa con pesanti danni e coinvolgimento di molte persone al “Bar dell’Amministrazione” al Porto.
Questi due episodi mi sembra che diano l’esatta fotografia della situazione in cui versa
il nostro Paese: da una parte Amministratori impegnati a dare un’immagine di attivismo
iniziative crescita e sviluppo, tutte operazioni di facciata per fare propaganda e spargere fumo, che confonde e annulla la percezione dei problemi.
Dall’altra, l’episodio di fine estate rappresenta fedelmente quale sia, ormai da anni, il
tipo di frequentazione a San Felice nel mese di agosto e la qualità delle così dette vacanze o ferie che vi si trascorrono.
Penso che tutti coloro che appartengono alla mia generazione siano quantomeno
sconcertati per la visione di una massa di
gente insensibile alle regole del vivere comune, insofferente alle esigenze degli altri,
ridotta a un mucchio di sabbia esposta al
vento di correnti emotive. Questa trasformazione sociale ci sorprende e ci lascia attoniti, è avvenuta troppo in fretta negli ultimi decenni e noi non abbiamo fatto in tempo a vedere, a rendercene conto. Ci domandiamo, senza molta speranza e convinzione, se le cose potranno cambiare, e, in
realtà, spesso ci ritroviamo a essere spettatori di intollerabili visioni o eventi, che annullano la nostra speranza di mutamento,
anche se ci rimane per fortuna ancora la libertà di giudizio e di critica.
L’Amministrazione continua ad operare con
i soliti meccanismi superficiali potentemente radicati e immodificabili, ma il nostro senso di responsabilità non ci consente di tacere, perciò in ogni modo vogliamo ricordare fatti del nostro Paese che continuano a
mettere in evidenza individualismo, affarismo
e arrivismo dei soliti “furbetti del quartiere”,
nella speranza di qualche miracolo o quanto meno di qualche ravvedimento.
La crescita immobiliare è devastante e veloce e ha cambiato profondamente e significontinua a pag. 6
BIMESTRALE GRATUITO - ANNO 6 N. 32 - SETTEMBRE-OTTOBRE 2008
STOORIEE DI MARE
Ricchezza e morte al Circeo
Colpa della “Liberty”
L
uci nel mare al largo di Torre Olevola: E’
il mercantile americano alla deriva. All’alba del 6 gennaio 1945 Amedeo Pagliaroli, classe 1913 (scomparso due anni fa), il primo pescatore professionista sanfeliciano, con i
colleghi Luigi Nesti e Vincenzo Capponi, mette
in mare la sua S, Felice, poco più di una scorcia de concola, un “guscio di vongola”, per andare incontro alla lancia dei naufraghi che, al largo dell’odierno Hotel Maga Circe, è bloccata da
correnti contrarie. Il mare la spinge a terra e il
vento di tramontana al largo. Sulla destra, due
miglia da Torre fico, c’è un’altra scialuppa e sulla sinistra, a un migliaio di metri da terra, la nave “Liberty” coricata su un fianco, alla deriva per
uno squarcio in una stiva di prora, provocato da
una mina il giorno precedente nelle acque di
Ponza. Una terza scialuppa è approdata a Ventotene. Tutti salvi i marinai americani imbarcati
su quel mercantile.
Ce ne sono 36 su quel battello di ferro che la
S. Felice deve abbordare a distanza di sicurezza. Amedeo riesce a salire a bordo, ma
nessuno parlava. Intorpiditi o più probabilmente preoccupati da un cappottone dell’esercito tedesco che Amedeo indossava per
proteggersi dal freddo. Finché, il pescatore
sanfeliciano proruppe in un’irripetibile impre-
Mercantile “Liberty”
cazione di chiarissima provenienza geografica. Uno di loro alzò la testa: Ei paisà accà ‘ndo
stamme? Amedeo a lui: Pozza passà nu guaio,
te pozzene accite, me stai a fa suffrì…e stacca st’elica…fermete! E l’altro: Ma stamme a
Gaeta? E’ un napoletano immigrato in America e arruolato come interprete militare. Macché Gaeta, questo è capo Circeo. L’interprete presenta il comandante che indica il relitto
della Liberty e sentenzia: “Questa è la vostra fortuna. Prendete quello che volete”.
Duecento quintali di carne di mucca, centinaia
di quintali di zucchero e farina, cinque quintali
di sigarette, stoviglie, vettovagliamenti, biancheria, persino monete d’oro. “C’era ogni ben
di Dio su quel mercantile di duecento metri –
continua a pag. 2
GOLFFO SERENNO
GROTTAA GUATTAARI
Ci sarà ancora
la nostra bella spiaggia?
Nando e l’Uomo di Neanderthal
continua a pag. 11
continua a pag. 4
Ed tore: Associazione culturale “Il centro storico” di San Felice Circeo (LT). Corso Vittorio Emanuele, 23. Tel. 333 1904459, fax 06 51985217. E-mail: [email protected] www.sanfelicecirceo.info - Reg. Trib. di Latina n. 796 del
12/09/2003 - Direttore responsabile: Gloria Gabrielli - Direttore editoriale: Alessandro Cresti. Redazione Francesca Faccini, Stefano Pagliaroli, Tommaso Di Prospero, Maurizio Paolini, Alessia Bravo - Stampato da CSR, via di Pietralata, Roma
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
PAG .
2
Personaggi
dii Fraancescaa Facciinii
Storie di mare
Ricchezza e morte al Circeo
Colpa della “Liberty”
Nel gennaio 1945 il mercantile americano affondò a largo di Torre Olevola
racconta Luigi Nesti - e nelle tasche dei pantaloni degli ufficiali poteva capitare di trovare migliaia di dollari, cifre esorbitanti per quei tempi”.
C’era anche la penicillina. Solo una persona
molto accorta (fuori del giro dei pescatori pionieri sanfeliciani) ne capì il valore, disse “Io prendo solo questa” e si può intuire che quella valigetta gli cambiò la vita.
“
sul mercantile americano Liberty
c’era ogni ben di Dio e c’era anche la penicellina
“
Quel tesoro venuto dal mare al Circeo, dove allora si scambiava pesce con pane, dava uno
scossone alla miseria di quei tempi. Nell’arrembaggio ci fu anche qualche scazzottata. Il mare avvicina, ma qualche volta allontana. Intanto, oltre ai gusci di Amedeo –ricorda Nesti – “ac-
va, distante 500 metri, mentre lui rimane aggrappato in attesa dei soccorsi. E’ ottimo nuotatore, ma è indebolito, ha da poco subito un’operazione. Il freddo lo vince. l suo corpo e quello
di Lucci vengono restituiti dal mare a Rio Torto.
Alle 3 di notte Amedeo riceve la notizia della morte di Luigi e sviene. Si riprende poi risentendo
dentro di sé la frase con cui il Pozzolano lo aveva presentato al principe Odescalchi nella tenuta di Ladispoli: Sua altezza, aggia portato qua ‘sto
guaglione. No ha no padre, no madre, è nu bravo guaglione, sape notà, sape pescà…
Luigi Chiocca
A remi o con l’ausilio di una piccola vela, arrivavano da Pozzuoli a Palo e Ladispoli, per pee assoldava pescatori sperlongani e formiani,
scare e vendere il pesce là dove era possibile
esperti nel riparare le reti di makò egiziano, lapiazzarlo al meglio, sia per lo sviluppo del turivorando in collaborazione con gli equipaggi di
smo sia per la presenza del mercato di CivitaLuigi Chiocca il “Pozzolano”.
vecchia. Era questo il tragitto dei pescatori
Luigi aveva iniziato all’arte della pesca Amedeo,
“pozzolani”, storicamente sempre molto mobiquel ragazzino orfano di lestraioli, tanto amanli su e giù per il centro Italia, nei primi decenni
te del mare che era riuscito a farsi comprare dai
del secolo. Alcuni di loro, come Luigi Chiocca,
genitori un ferro per le telline per sessanta lire a
si fermavano da qualche parte dove si formarespiro (ossia a rate). Poi vennero gli altri allievi,
vano una famiglia. Uomo generoso e affatto geNesti (sanfeliciano doc, diversamente da Ameloso del mestiere, il
deo che era di origini
nelle operazioni di recupero del “Pozzolano” fu dunque
ciociare) e Felicetto
carico un’onda improvvisa rove- il primo pescatore proCoccia (classe 1920,
scomparso da meno di scia il gozzo e annegarono Vittorio fessionista proprietario
di una barca a S. Felice.
un anno), che a nove Lucci e Luigi Chiocca il Pozzolano
E al Circeo insegnò i
anni scappò da scuola
segreti delle tecniche proprie del napoletano coattraverso una finestra e volò sulle scalelle, per
me la pesca con le “nasse” e quella notturna
raggiungere quegli scoglietti davanti alla Maga
con la fiocina a Amedeo Pagliaroli, uno di quei
Circe dove prendeva i polpi.
ragazzini che negli anni Venti aspettavano sulla
A distanza di una settimana dal naufragio, la pospiaggia del Lido i pescatori terracinesi offrenlizia militare inglese blocca quel saccheggio audogli le loro braccia per tirare lo sciabbichello.
torizzato, che ha comunque iniziato molti alGià diversi anni prima della sua morte, le mel’improvvisa ricchezza. Amedeo e gli altri marimorie di Amedeo sono state raccolte in un opunai vengono chiamati alla villa del Tittoni e inscolo dal Circeo Fishing Club.
gaggiati da un ufficiale inglese per recuperare
sul Liberty, a bordo delle “formiane”, tutto quel
(Foto concesse dal Circeo Fishing Club)
che resta del carico. Il tempo è cambiato, il mare girando a levante è diventato bianco e spumeggiante. Rimangono in attesa Amedeo, Luigi il Pozzolano, Luigi Coccia (fratello di Felicetto), Fiorino Petrucci e a loro si aggiunge Vittorio Lucci, che ha bisogno di corde per la sua attività di pastorizia. Vittò tu non sai notà… e poi
occupi spazio e ci dai puù peso…aspettaci qui
che te la portiamo noi qualche corda.
Lucci non sente ragioni e si piazza sulla barca, i
cinque fanno equipaggio con due della polizia militare inglese e il loro tenente. Il mare di Garigliano sembra essersi un po’ calmato. La formina arriva a destinazione e inverte la rotta con il suo carico: mitragliatrici e cinque quintali di sigarette. Ma
un’onda improvvisa rovescia il gozzo che comincia a galleggiare a chiglia in su. Vittorio Lucci è sbalzato lontano, annaspa, finisce sott’acqua. Luigi Chiocca, dopo aver aiutato l’ufficiale
inglese a sistemare il salvagente che gli si era sfiLuigi Nesti e Felicetto Coccia
lato, sale sulla chiglia. Gli altri guadagnano la ri-
“
Amedeo Pagliaroli con una verdesca
corsero le paranze di Terracina che fecero man
bassa”. Ma tra poco qualcuno ristabilirà l’ordine ed entrerà in scena una delle barche “formiane”, gozzi più lunghi e più sicuri, dell’ingegner Antonio Tittoni, che durante l’occupazione tedesca erano state disarmate e nascoste all’interno della villa sul Lungomare.
Figlio del senatore Tommaso Tittoni (ministro
degli esteri del governo Giolitti e sindaco di Roma dal 1884 al 1890) il dottor Tittoni era naturalista e malacologo (a quanto pare la sua collezione di conchiglie, unica in Italia, non trovò
collocazione sul suolo patrio e negli anni Sessanta fu smembrata tra vari musei all’estero).
Aveva impiantato al Circeo un’azienda di pesca
“
segue da pag. 1
IL CENNTRRO STORICCO DI SAN FELICE CIRRCEOO
PAG .
3
Territorio
di Maurizio Paolini
Un servizio vitale per lo sviluppo del territorio
Diamo una mano al metano
Ci sono buone speranze per il completamento della rete di distribuzione
Q
“
dentemente dall’area di residenza, versavano una
somma pari a Euro 40,68, come proposto dalla
stessa società Italgas S.p.A.. Il costo reale sarebbe stato molto più elevato, ma con la “legge
Bersani” la realizzazione dell’opera era stata inserita nel programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno. Il Ministero del Tesoro aveva stanziato circa 3.000.000 di Euro, permettendo un significativo risparmio per tutte le famiglie
rientrate nel progetto.
Gli scavi e la posa delle tubazioni sono iniziati nel
marzo 2002, per terminare due anni dopo, con il
collaudo e l’erogazione del gas nelle abitazioni.
In quella circostanza Giuseppe Schiboni, all’epoca sindaco, ha dichiarato: “le ricadute in termini ambientali sul territorio sono fortemente positive. Le proprietà ecologiche del metano sono
riconosciute in ambito internazionale e anche San
Felice Circeo ha inteso allinearsi al resto d’Europa proprio per l’alto valore paesistico riconosciuto da sempre al nostro territorio”. Peccato,
però, che Schiboni riscopra la propria anima ambientalista solo nei confronti del metano e soffra
di amnesie quando si tratta di raddoppiare porti, costruire darsene o spianare strade all’interno
del Parco Nazionale.
Tuttavia, come annunciato, non è finita qui: i lavori sono terminati, il collaudo dell’impianto eseguito, ma al centro storico nulla. I lavori si sono
La vecchia fontana a P.zza V. Veneto
fermati intorno alle mura, nonostante il piano di
metanizzazione originario prevedesse la copertura dell’intero territorio comunale. Di motivazioni ne sono state fornite molte, alcune delle quali molto fantasiose: inizialmente era colpa del suolo, inadatto a sostenere il peso delle tubazioni; poi
si trattava di un semplice ritardo nella conclusione dei lavori; successivamente è stato scomodato anche l’architetto Portoghesi, responsabile
del piano del colore, il quale riteneva che la metanizzazione non fosse compatibile con il decoro del centro storico. Insomma, tante scuse e
nessuna risposta credibile, soprattutto alla luce
di quanto illustrato dall’Italgas S.p.A., che sosteneva di aver costruito, a proprie spese, più metri di impianto di quanti ne fossero stati concordati e, più di ogni altra cosa, si riteneva interessata a evadere le oltre 150 domande di allaccio
nel borgo medievale.
“
“
“
il contratto di concessione per la
costruzione di un impianto e la
distribuzione del metano fu stipulato nel 1988
“
Giuseppe Bianchi, eletto consigliere nella lista “Un Comune per
Amico”, con tenace impegno ha ottenuto l’approvazione di una delibera per un atto aggiuntivo al contratto di concessione
i lavori per la metanizzazione sono
iniziati nel 2002 e finiti due anni dopo ma non al Centro storico
Della questione si sono occupati in molti. Maria
Grazia Colambrosi, nella passata amministrazione consigliere d’opposizione, ha presentato interrogazioni in merito a tale questione, oltre che
sulla qualità dei lavori eseguiti. In modo analogo,
la Federconsumatori provinciale, rappresentata
da Piero Cannavò, ha svolto un importante ruolo di mediazione tra i cittadini, l’Ente comunale e
la società fornitrice del servizio. Anche Alessandro Cresti, presidente dell’Associazione “Il Centro Storico”, ha preso a cuore questa intricata faccenda, organizzando una petizione popolare e intraprendendo proficui rapporti di collaborazione
con i dirigenti di zona dell’Italgas. Tra gli altri, particolarmente operoso è stato Giuseppe Bianchi,
non ancora in veste istituzionale, uno dei più attivi promotori di un comitato spontaneo pro-metanizzazione. Una volta eletto consigliere comunale nella lista civica “Un Comune per Amico”,
Bianchi, dopo pochi mesi dall’insediamento, ha
ricevuto, pur stando all’opposizione, l’incarico relativo alle problematiche della mancata erogazione del servizio. Sono bastati pochi mesi di tenace e serio impegno per giungere a un impor-
“
uella del metano è una lunga storia, al momento non definitivamente conclusa. Ci
sono voluti quasi 20 anni perché il metano arrivasse nelle case dei sanfeliciani, senza che
tutte le zone del paese siano ancora coperte da
questo servizio.
Nel 1988, l’Amministrazione comunale, con sindaco Nicola Bianchi, stipulò con la società Italgas sud S.p.A., attualmente denominata Italgas
S.p.A., un contratto di concessione per la costruzione di un impianto e la distribuzione del metano. Da allora, per molti anni non si è saputo più
nulla, salvo utilizzare il metano come strumento
di propaganda nelle campagne elettorali. In occasione delle elezioni provinciali del 1990, la DC
fece affiggere sulle mura di tutto il paese dei manifesti, in cui si invitavano i cittadini a rimanere
nelle proprie abitazioni e permettere ai tecnici incaricati di effettuare sopralluoghi. L’attesa fu vana, nessun tecnico si è mai presentato, contrariamente ai tanti galoppini sguinzagliati dai candidati a caccia di voti. A dicembre del 1999, l’amministrazione comunale ha approvato il contratto stipulato circa 10 anni prima e finalmente sono state avviate le procedure per dare inizio ai lavori. Intanto, gli interessati all’allaccio, indipen-
tante risultato. Alla fine dello scorso luglio, è stata approvata con voto unanime, in consiglio comunale, una delibera avente per oggetto un atto
aggiuntivo al contratto di concessione. Tale provvedimento prevede l’allaccio delle abitazioni di
Piazza Vittorio Veneto, parte della vicina piazza
Dante e una zona di circa 1000 metri di Campo
La Mola. Per il centro storico, ciò sarà possibile
grazie a degli accorgimenti tecnici, dei riduttori di
pressione, che permetteranno di diminuire le dimensioni delle cassette dei contatori e quindi di
preservare maggiormente le strutture architettoniche esistenti. “Rimangono pochissimi tratti da
ultimare, ma l’impegno – dichiara Bianchi – è in
futuro quello di trovare forme, modi e soprattutto fondi per garantire il completamento dell’opera e la fruizione del servizio di metanizzazione da
parte di tutti gli abitanti di San Felice”. SOMMARIO
Editoriale
Virtus et summa...
Personaggi
Ricchezza e morte
al Circeo
Diamo una mano
al metano
Nando e l’uomo
di Neanderthal
1
Curiosità
2
3
4
“I buoni maestri”
5
Lettere al Direttore
6
Un mare d’illegalità...
7
La rivincita degli imbecilli 8
Si fa ma non si dice
9
Eccomi
10
Ci sarà ancora
la nostra bella spiaggia? 11
Lo sapevate che...
12
Personaggi /
Oroscopo
I fichi
d’India
Sport
Calcio
Tempo libero
Cucina – Cinema –
Ora legale – Libri
Territorio
Cultura
Politica
Lettere
Territorio
Il fatto
Libri
Territorio
13
14
15
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
PAG .
4
Cultura
di Aldo Jonata
Visita guidata a Grotta Guattari
Nando e l’uomo di Neanderthal
Una iniziativa culturare di grande interesse
Q
“
Il titolo Intervista impossibile rimanda a Italo
Calvino, a cui va riconosciuto il primo tributo
per questa operazione. Nel 1974 la Rai commissionò ad alcuni autori altrettante interviste,
impossibili perché rivolte a personaggi del
passato. Rileggere quella scritta da Calvino è
stato il primo passo per avvicinare Nando, il
nostro uomo di Neanderthal: quello che avendo vissuto in questi luoghi, aveva sicuramente da dire qualcosa di interessante per noi, che
a vario titolo calpestiamo questo suolo, battiamo queste spiagge, nuotiamo in queste acque. Ma parlare di adattamento di un testo
preesistente sarebbe limitativo. Diciamo che
Nando aveva voglia di dire delle cose, circa alcune presunzioni di cui soffre l’Homo Sapiens,
e alcune altre cosucce che sono alla base dell’esistenza umana, e ha trovato il modo e l’occasione per dirle.
Come spesso accade, Nando si è servito di
qualcun altro per parlare. Tutti ci serviamo continuamente di qualcuno che è vissuto prima di
noi, che ha fatto qualcosa prima di noi. Appoggiarsi sulle spalle dei giganti. Ma anche dei
nani, perché alla fin fine la storia la fanno tutti:
“
Nando per parlare si è servito di
Damiano Bevilacqua, l’elettricista
di Roccagorga che tra i primi entrò
nella grotta
Cranio dell’uomo di Neanderthal
grandi e piccoli, buoni e cattivi, stupidi e geni.
E a pensarci bene, questo continuo servirsi di
qualcuno funziona anche nell’altra direzione
temporale. In questo caso, Nando si è servito,
oltre che di Italo Calvino, anche di Damiano Bevilacqua, l’elettricista di Roccagorga che tra i
primi entrò nella grotta, e sicuramente per primo comprese l’importanza del cranio umano
che vi giaceva da circa 50mila anni.
A Bevilacqua quindi va il secondo riconoscimento. Se non ci fosse stato lui, chi scrive avrebbe passato tre serate a settimana di questa estate in modo diverso, sicuramente meno divertente; così sarebbe stato per la guida autorizzata dalla Provincia, Cinzia Vastarella, che avrebbe dovuto continuare a riservare la sua preparazione
soprattutto alle terze elementari. E tutte quelle
persone che hanno deciso di presentarsi all’appuntamento avrebbero forse mangiato più gelati. Ma neanche l’hotel Neanderthal si sarebbe
chiamato così, né si conoscerebbe una grotta
Guattari. E il barone Alberto Carlo Blanc si sarebbe dovuto accontentare di altri ritrovamenti, in
luoghi lontani da qui.
“
www.neandanando.it: il luogo del
vero gemellaggio tra Nando, uomo di Neanderthal del Circeo, e il
suo cugino tedesco
“
“
le visite guidate a grotta Guattari con intervista impossibile all’uomo di Neanderthal sono state
l’appuntamento culturale più frequentato della scorsa estate
come si sa: il merito del ritrovamento andò al professor Blanc e la grotta fu intitolata a Guattari.
Amareggiato da tutto questo, Damiano non volle più parlare della scoperta. Oggi di lui sembra
restare solo una targhetta di alluminio sulla porta della casa dove abitò con la famiglia.
Oggi, a distanza di sessantanove anni dalla scoperta della grotta è difficile ricostruire con certezza
i fatti, anche perché i protagonisti principali sono
morti. Restano i racconti dei figli, oltre alla relazione tenuta da Blanc alla Reale Accademia dei
Lincei a Roma, ai primi di marzo del 1939. In questo resoconto non viene fatto alcun nome degli
operai presenti al momento della fortuita riapertura della cavità, ma si sa che tra essi c’era Bevilacqua, incaricato dal proprietario di Villa Guattari di svolgere alcuni lavori. È molto probabile che
il fatto di possedere una torcia elettrica abbia favorito il suo ingresso nella grotta tra i primi, se non
proprio per primo. I figli di Damiano raccontarono a Sabino Vona1 che fu lui a prendere per primo in mano il cranio. Le cose sono poi andate
“
uest’estate erano in pochi a saper dire
perché l’hotel Neanderthal, chiuso ormai da due anni, si chiami così. Turisti
o sanfeliciani, non sono in molti a mettere in relazione la parola con la grotta esistente nell’area di questo albergo, chiamato in passato Villa Guattari, dove vennero rinvenuti nel 1939 resti umani appartenenti appunto alla specie
Neanderthal (dal luogo del primo ritrovamento, avvenuto in Germania nel 1856). Eppure la
grotta esiste: in primavera intere scolaresche
vengono da varie parti per visitarla, accompagnate dalle guide della Fondazione Zei. Domanda: ma la preistoria è solo materia per le
terze elementari, o ci riguarda tutti? E soprattutto: è meglio aspettare che qualcuno chieda
di visitare grotta Guattari, o è meglio offrire
qualcosa che esiste sul territorio e che rischia
di restare sepolto in mezzo alle case? Per accendere la curiosità di molti è bastato far sapere che al Circeo c’è un luogo a cui sono legate delle vicende uniche, e che c’erano due
persone disposte a spiegare, a raccontare e a
far rivivere queste vicende attraverso scienza
e teatro, conoscenza e fantasia. È così che sono partite le Visite guidate a grotta Guattari, con
intervista impossibile all’Uomo di Neanderthal.
Alla fine è stato l’appuntamento culturale più
frequentato dell’estate sanfeliciana.
Nella seconda metà dello scorso agosto c’è
stato un accenno di polemica, partito dalle colonne de Il Nuovo Territorio,2 a proposito del
merito che andava tributato a Sabino Vona per
aver dato voce ai figli dell’elettricista, che col
loro racconto hanno contribuito a chiarire come erano andate veramente le cose nel 1939
(in realtà andrebbe detto che già prima Marcello Zei aveva raccolto la sua testimonianza).
La precisione e l’onestà sono importanti, ma
come in tutte le cose occorre non esagerare,
altrimenti toccherà riconoscere a qualcuno il
merito di essere il ri-scopritore del primo scopritore del vero scopritore del cranio del Circeo... Roba da far girare la testa. Il buio della
notte di cui si parla nell’articolo, e di cui tutti
soffriamo, non si rischiara con le gerarchie, intellettuali o di altro tipo, ma con la lotta all’ignoranza e con la libera e possibilmente gratuita circolazione delle conoscenze. Il tutto con
alla base un concreto rispetto per gli altri.
Pensiamo che il silenzio in cui Damiano Bevilacqua si chiuse esprimesse tutta la dignità di
una persona onesta, che a suo tempo non cercò di trarre alcun profitto dalla scoperta, né in
seguito risulta abbia mai pensato di riaprire la
questione in modo polemico o rivendicativo.
Occorre fare in modo che vengano finalmente riconosciuti i suoi meriti. Forse, il vero motivo per cui ancora oggi si fa fatica ad accettare come siano andate veramente le cose è
che, per qualche luogo comune, un elettricista non può aver fatto una scoperta più importante di un grande scienziato. E questo
equivoco sembra proprio frutto di una visione
gerarchica della vita e dei rapporti umani.
Nel 2009 cadrà il 70° anniversario della scoperta di grotta Guattari. C’è un sogno, collettivo e libero: che sotto la targa già esistente,
che riporta i nomi di Blanc e di Sergi, ne venga aggiunta un’altra, con il nome di Damiano
Bevilacqua. [email protected]
1 Sabino Vona, Da Artena a Formia, Formia
2004, pp. 132-4
2 Lidano Grassucci, Neanderthal, Sabino e i mostri sacri, 20 agosto 2008.
IL CENNTRRO STORICCO DI SAN FELICE CIRRCEOO
PAG .
5
Politica
di Alessaanddro Petti
L’Italia è un “Paese alle vongole”?
“I buoni maestri”
Non si può aver rispetto e senso di responsabilità verso uno Stato senza qualità
S
Se la televisione è uno degli specchi di un
Paese, questa corsa al ribasso e all’appiattimento non trova fine: il trash attraversa i nostri programmi televisivi, spettacolarizzando le
tragedie (v. Cogne) o portando a valore soprattutto i comportamenti dei Vip (very important person).
“
c’è un Paese che lavora e che
produce, rispetta le regole e le
fa osservare e c’è un Paese che vive di rendita
vi. Laddove lo Stato e le stesse amministrazioni locali sono considerate dai cittadini per
lo più come distributori di risorse e privilegi.
Uno Stato e amministrazioni locali “senza qualità” significano strutture prive, oltre che di sentimento di identificazione e di rispetto da parte dei
cittadini, anche di quadri direttivi con attitudini e
competenze tali da assicurare il buon governo.
“
all’estero considerano l’Italia un
Paese sempre uguale
a se stesso
“
Stiamo tornando ad essere quell’“Italia alle
vongole” che osservava inorridito Pannunzio?
Se chi ci governa non fa nulla per evitarlo –
basti pensare all’evasione fiscale, una beffa
per gli onesti – questo rischio esiste concretamente. Da una parte c’è un Paese che lavora e che produce, rispetta le regole e le fa
osservare; dall’altra c’è un Paese che vive di
rendita, pretendendo gli stessi diritti di coloro
che producono e per di più non osservando
alcun dovere. Ma ciò cui stiamo assistendo
negli ultimi tempi è che anche il Paese del lavoro e delle competenze si sta stancando.
Perchè le competenze, slegate dai valori, non
fanno ancora un Paese.
Le responsabilità vanno distribuite equamente tra classe politica, attori economici e sociali
e nella mancanza di un progetto-Italia che, riconoscendo le più che legittime diversità,
convinzioni, finalità dei suoi rappresentanti,
non sa trovare poi percorsi comuni che coniughino gli interessi specifici con quelli più
generali: il caso Alitalia è l’ultimo esempio lampante di questa situazione.
“
empre più, negli ultimi tempi, si registrano dall’estero, nei confronti dell’Italia,
giudizi severi sui nostri comportamenti
morali e sociali. Soprattutto, i maggiori giornali stranieri ci descrivono come un Paese
sempre uguale a se stesso: complicato, burocratico, regno dell’incertezza delle regole e
dell’impunità.
D’accordo, “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ma ciò non può esentarci dal senso di responsabilità che dobbiamo avere verso la cosa pubblica, lo Stato e l’interesse generale. Se il nostro Stato – qualcuno obietta –
è uno “Stato senza qualità”, come si può avere senso di responsabilità verso questo Stato
senza qualità?
Un’ “Italia alle vongole”
la definiva Mario Pannunzio sulla sua rivista “Il
Mondo” negli anni 50.
Un’Italia che forse non è
del tutto cambiata: condoni fiscali a raffica, corruzione, leggi salva proMario Pannunzio
cessi, atteggiamenti provocatori, soprattutto nei confronti dell’Europa
(basti pensare ai provvedimenti sulle impronte digitali, di sapore razzista). Insomma, l’Italia delle piccole e medie imprese che creano
ricchezza e lavoro, dei tanti e tanti territori caratterizzati dalla voglia di intraprendere, di un
artigianato tra i più straordinari, di un “made
in Italy” che ci distingue nel mondo, rischia di
ripiombare ancora nel clichet del Paese della
mafia, del mandolino e dei maccheroni.
I principali sondaggi che misurano la cultura
civica dicono che gli italiani collocano tra gli
aspetti più rilevanti della vita la famiglia, il lavoro, gli amici e la salute. La solidarietà arriva
solo all’ultimo posto, praticata individualmente e senza rapportarsi con gli altri, tanto che
il livello del nostro associazionismo, con rare
eccezioni, è tra i più bassi del mondo.
I motivi che fanno del nostro Paese una comunità con un debole senso civico vanno ricercati nel fatto che gli italiani si sono riconosciuti per lunghissimi anni più che in un insieme di valori effettivamente condivisi, in alcune ideologie, ciascuna delle quali materializzata in un partito. Cosicché il sistema dei partiti ha fatto le veci dello Stato, prima con l’occupazione delle istituzioni da parte delle forze politiche della maggioranza, poi con il consociativismo fra i partiti di governo e l’opposizione di sinistra, fino al punto di trasformarsi in un “regime dei partiti” stesso. E’ soprattutto qui l’anomalia italiana. In una visione dello Stato, al centro e in periferia, fino alle amministrazioni locali (sto pensando anche alla
nostra) che non ha nulla a che fare con il bene pubblico e il buon governo, bensì con determinati interessi particolaristici e corporati-
E se i mezzi di comunicazione sono troppo impegnati a distrarre l’opinione pubblica dai fatti,
sia raccontando una realtà che non c’è, sia promuovendo valori effimeri, c’è il rischio di specchiarsi nel nulla. In fine accettando di guardarla
comunque questa pessima televisione. Molti notissimi commentatori stanno, ad esempio, facendo a gara – in vista del rinnovo dei vertici della Rai - a mostrare piaggeria nei confronti del potere. Anziché incalzarlo, il potere viene assecondato. Anziché chiedergli conto delle scelte
fatte e dei comportamenti perseguiti, così che
l’opinione pubblica possa capirne il significato,
si lascia che una nebbiolina diffusa cali sulle cose come stanno, con ciò venendo meno a uno
dei principi fondamentali del giornalismo, che è
- insieme al diritto e dovere di cronaca - quello
di non guardare in faccia a nessuno, raccontando i fatti e distinguendoli dalle proprie opinioni,
proprio al fine di dissipare le nebbie anziché
crearle. Un esempio per tutti è stato il grande,
caro, indimenticabile Enzo Biagi.
Mancano dei buoni maestri, di cui cresce
sempre di più la voglia, soprattutto per i nostri giovani: la voglia non di leader autoreferenziali e “imbellettati”, ma di individui in grado di suscitare con le loro azioni e con il proprio carisma processi che facciano emergere
il meglio delle nostre qualità. L’effetto prodotto da questi uomini non è mai l’invidia, bensì
la capacità di suscitare quel sentimento positivo che si chiama emulazione. PAOLA
Parrrucchhiera
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IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
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6
Lettere
segue dalla prima
Editoriale
Virtù e potere non vanno d’accordo
di ALESSANDRO CRESTI
cativamente anche lo stile e l’organizzazione
della vita delle persone. Complici in questo
perverso meccanismo sono con pari responsabilità i proprietari di immobili, i costruttori e
i preposti alla tutela del territorio.
Costruire allargare sopraelevare “bombare i
tetti” senza limiti e soprattutto senza vincoli
e controlli, ha danneggiato l’ambiente e il territorio, ma ha anche appesantito la vita sociale, rendendo complicate e difficili le consuete relazioni e frequentazioni. Molti incontri, scambi di visite o altro, lo dico anche per
esperienza personale, sono evitati perché
complicati da problemi di spostamenti, di parcheggi e di fastidiosi rumori di ogni genere,
soprattutto al Centro storico, in ogni ora del
giorno e della notte.
San Felice Circeo è un piccolo Paese, che,
nel periodo estivo, è troppo abitato.
L’Amministrazione dovrebbe provvedere senza ulteriori indugi ad avviare una politica di riqualificazione del territorio con l’obiettivo di
ottenere un turismo di qualità e quindi selezionato e meno rumoroso. Non c’è altra soluzione, ma questo appello, lanciato anche da
DISAGI A LA CONA
Egregio Direttore,
Le invio questa mia, anche se sono sicuro
non verrà mai pubblicata per le cose che sto
per esporle. Siete sempre sensibili alle barriere architettoniche ma Lei da quando non fa
una passeggiata nel centro di La Cona? Provi sul marciapiede di sinistra accompagnando un portatore di handicap se riesce a passare in quel gallinaio posto sul marciapiede,
credo che neanche nel comune di Roccacannuccia permettevano una cosa simile. Ma
forse un motivo c’è, è il bar frequentato dai
suoi editorialisti radical-chic presunti sinistroidi della politica paesana. Perchè i suoi
amici non un minimo di esposto? Perchè la
corrispondente locale di Latina Oggi, sempre
attenta ai Vs. esposti non si è accorta che un
passeggino di una sig.ra deve scendere in
strada per passare e poi ritornare sul marciapiede? Ci sarebbero tante altre cose, per
il momento mi limito a questa, comunque dia
spazio ad altri di idee politiche diverse. I soliti esponenti di sinistra che Lei gentilmente
ospita come editorialisti dicono sempre le
stesse cose, anzi dicono sempre ipocritamente “NO” a tutto. Grazie
(lettera non firmata)
Forse il lettore non lo avrà notato, ma la situazione di cui parla è di gran lunga peggiore: sulla stessa strada esiste uno scivolo per
portatori di handicap solo su un lato della strada, quando si è attraversato, si trova uno scalino. Questo la dice lunga sulle capacità amministrative di giunte forse politicamente “vi-
Baart
Una lezione di cultura dell’Assessore
fonti autorevoli, non è stato mai ascoltato!
Sorge quindi indifferibile l’esigenza di cambiare
i soggetti al potere da troppo tempo, che mostrano con evidente arroganza il loro persistente affarismo egoistico del tutto indifferente al bene comune. Vogliamo facce nuove a prescindere dal loro credo politico, persone che abbiano
coraggio passione preparazione e idee per rinnovare, migliorare e crescere.
Non dimentichiamoci che il coltivare interessi privati da parte degli Amministratori costa
ai cittadini molto, sia in denaro che nella qualità della vita. Si continua sempre a parlare del
cine” al lettore. In ogni caso, questa situazione è stata più volte segnalata, da ultimo nella
scorsa primavera, al responsabile del servizio
tecnologico Claudio Petrucci, sul posto per altri lavori. Sulle “allegre” occupazioni di suolo
pubblico, avremmo anche noi da raccontare
un sacco di fatterelli, ma nel nostro paese c’è
sicuramente di peggio. Provi, il lettore, a chiedere qualcosa alle persone per cui ha votato.
Restiamo in fervida attesa delle “tante altre
cose” di cui vorrà informarci: anche in quel caso, se vere, provvederemo a farci carico della loro segnalazione e denuncia.
p.s. Invito l’anonimo lettore a prendere atto
che nelle pagine del nostro “piccolo” giornale viene dato spazio a sostenitori sia di destra
che di sinistra, gli uni e gli altri noti a tutti. Perciò è necessario leggerci con più attenzione
per capire anche che non è il credo politico
a sostenerci, ma i principi di legalità e difesa del territorio, che sono alla base di ogni
nostro operato.
Attenzione, dunque, a non abbracciare semplicisticamente l’idea che il nostro sia un giornale di “sinistra”, perché è proprio questo che
si vuol far credere ai sanfeliciani e non facendo leva sulle loro note tendenze e sulla loro superficialità e incapacità di critica oggettiva (l’autore della lettera ne è un classico esempio!).
OPERA D’ARTE
Caro Direttore,
vorrei dividere con te l’emozione che ho provato alla vista di quella originalissima scultura esposta in Piazza Lanzuisi. Mi riferisco al
bidone che dal balcone della sala del Sindaco rovescia liquami sopra i Carabinieri. Nel
vederla sono immediatamente affiorati i ri-
raddoppio del porto, operazione alla quale si
aggiunge, come aggravante, anche la realizzazione di alaggi (darsene) che deturperanno
e danneggeranno le coste con inevitabili ripercussioni su quelle vicine e tutto per l’evidente vantaggio di pochi (i soliti noti) e di contro il grave disagio di molti.
Serve ormai una tenace volontà di tutti per recuperare il Paese, per evitare il diffuso “si salvi
chi può” con fughe sempre più frequenti verso
altri lidi più qualificati e meglio organizzati. Che sôno a fa? – diceva una Campana –
Da un po’ de tempo in qua, c’è tanta gente
che invece d’entrà drento s’allontana.
Anticamente, appena davo un tocco
la Chiesa era già piena;
ma adesso ho voja a fa’ la canoffiena (altalena)
pe’ chiamà li cristiani cór patocco!
Se l’omo che me sente nun me crede
che diavolo dirà Dommineddio?
Dirà ch’er sôno mio
nun è più bono a risvejà la fede.
no, la raggione te la spiego io:
- je disse un Angeletto
che stava in pizzo ar tetto –
nun dipenne da te che nun sei bona,
ma dipenne dall’anima cristiana
che nun se fida più de la Campana
perché conosce quello che la sona.
(Trilussa)
cordi
della
fanciullezza e
di quando si
veniva in villeggiatura al
Circeo. Abitavamo fuori del
Centro Storico, alle spalle
del Castello. Il
Palazzo Baronale era ancora di proprietà
Aguet e i cancelli
erano
chiusi ad eccezione della Domenica. Don
Bernardo aveva ottenuto da Luigi Aguet il
permesso di installare uno schermo cinematografico nella piazzetta e, la Domenica appunto, potevamo assistere in piedi ma gratuitamente alla proiezione di film dell’epoca
dei “Telefoni Bianchi” con Gino Bechi, Wanda Osiris, Aroldo Tieri, Guglielmo Barnabò e
tanti altri. Durante gli altri giorni della settimana i cancelli restavano chiusi e per andare in Piazza si doveva passare all’esterno. Però la mattina dalle 8,30 alle 10 non era consigliabile il transito in quanto, in quel lasso di
tempo, si svolgeva il rito dello svuotamento
dei vasi da notte fuori dalle finestre e naturalmente questo avveniva con lancio dall’interno senza preoccupazione di controllare se
ci fosse qualche passante. Un sentito ringraziamento all’artista e all’Amministrazione comunale per aver risvegliato ricordi della mia
giovinezza.
Un dubbio per non dormire: A quando e dove la prossima magnificenza?
(lettera firmata)
IL CENNTRRO STORICCO DI SAN FELICE CIRRCEOO
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7
Territorio
di Marco Omizzolo
Pubblicato il rapporto “Mare mostrum” 2008 di Legambiente
Un mare d’illegalità lungo le coste laziali
È necessario arrestare definitivamente i progetti di sfruttamento del litorale
“
Per sottolineare la gravità di questa situazione e sollecitare pronti interventi da parte degli organi competenti, anche quest’anno Legambiente ha assegnato quattro bandiere nere: all’Amministrazione Comunale dell’Isola di
Ponza per il continuo dilagare del cemento illegale, per il 100% degli scarichi civili non allacciati ai sistemi di depurazione, ma anche
per la raccolta differenziata dei rifiuti inesistente e le politiche energetiche antiquate; all’Assobalneari di Roma per lo scellerato progetto delle cinque isole artificiali al largo di
Ostia nel Comune di Roma, mostri di un ettaro ciascuno, che dovrebbero ospitare addirittura un casinò (un’assurdità non lontana dai
progetti pensati da Sindaci e assessori comunali nostrani, vedi raddoppio del porto di
San Felice Circeo), una discoteca, una
beauty-farm, un parco marino e una ludoteca;
all’Immobiliare Vertulasia srl per la realizzazione di un complesso residenziale abusivo su
un terreno fronte mare di circa 15 ettari, lungo la Via Flacca nel Parco Riviera di Ulisse; al
Campeggio Holiday Village di Fondi, sorto negli anni ‘70 come semplice camping e diventato una vera e propria lottizzazione abusiva
su terreno demaniale. Questa drammatica si-
tuazione denuncia l’urgenza di una maggiore
attenzione e sorveglianza per le nostre coste
e il nostro mare.
È necessario arrestare definitivamente i progetti di sfruttamento del litorale, come per
esempio il paventato raddoppio del porto di
San Felice Circeo, la realizzazione del nuovo
porto di Latina a FoceVerde, che secondo le
stime dello stesso progettista, comporterà
problemi di erosione sulle coste del Parco,
tanto da prevedere interventi di ripascimento
per circa 15.000 mq annuali, e bloccare il dilagare degli abusi edilizi attraverso un’azione
di contrasto reale e ben organizzata, con mezzi e uomini preparati e in numero sufficiente.
È necessario spronare le amministrazioni locali, le imprese, le forze dell’ordine e la classe politica a ogni livello, perché si apra una fase nuova che punti con decisione sulla qualità degli interventi, piuttosto che su piccole e
grandi speculazioni.
Sul fronte regionale le cose non vanno meglio.
Mancano politiche complessive per le coste e
si rischia anche di perdere l’importante appuntamento del Piano Territoriale Paesistico,
con decine e decine di osservazioni mangia-
“
il premio “Amico del Mare” è
andato al dott. Giuseppe Miliano, Sostituto Procuratore del Tribunale di Latina
“
“
quest’anno nel Lazio Legambiente ha assegnato quattro
bandiere nere
“
è urgente e necessaria una
maggiore attenzione e sorveglianza sulle nostre coste e
sul nostro mare
“
L’
assalto del cemento con progetti scellerati o dell’abusivismo edilizio alle nostre coste sembra non avere fine. Un
mare di illeciti, violazioni e infrazioni continua
a colpire il patrimonio ambientale e in particolare il Parco nazionale del Circeo. Sono, infatti, 648 le infrazioni accertate per pesca di frodo, violazione del codice della navigazione e
della normativa da diporto, depuratori e scarichi fognari nella Regione Lazio. Si tratta,
complessivamente, di 1,8 illeciti per ciascun
chilometro di costa, con 166 sequestri effettuati, 684 persone arrestate o denunciate, in
media 2 al giorno. Questa è la sconcertante
fotografia del mare illegale scattata dal rapporto “Mare nostrum” 2008 di Legambiente.
La situazione complessiva del Lazio è dunque
assai preoccupante. È sulle nostre coste che
si concentra il maggior numero di sequestri da
parte delle forze dell’ordine (63 su 303 totali),
nella colpevole indifferenza di molti amministratori locali e regionali. Nello specifico, sono 251 le infrazioni accertate per pesca di frodo, con 36 sequestri e 254 persone arrestate
o denunciate; 169 le infrazioni accertate per illegalità legate al codice della navigazione, con
38 sequestri e 166 persone arrestate o denunciate; 80, infine, le infrazioni per inquinamento marino, con 29 sequestri e 96 persone
arrestate o denunciate.
coste da parte delle amministrazioni locali. Oltre alle poco ambite bandiere nere, Legambiente assegna anche il premio Amico del Mare, già attribuito al valente Ispettore del Corpo Forestale dello Stato Ignaz Reichegger, oggi purtroppo messo a “stazionare” in ufficio, e
quest’anno riconosciuto al dott. Giuseppe Miliano, Sostituto Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Latina, che da anni conduce importanti inchieste nella nostra provincia per la repressione dell’abusivismo edilizio
e in favore della legalità. Una tra tutte quella
che ha portato alla riapertura dell’inchiesta
che, dopo 40 anni, ha condotto all’abbattimento dell’Ecomostro dell’Isola dei Ciurli, nel
Comune di Fondi. Non dimentichiamo neanche le indagini su alcuni dei maggiori scandali urbanistici avvenuti a Sabaudia, come il caso del Villaggio del Parco o il residence di Via
Biancamano.
È indubbio che il mare e il litorale del Parco nazionale del Circeo, rappresentano una grande
ricchezza e per questa ragione è urgente un
maggiore e continuo monitoraggio delle sue
coste, una sorveglianza meglio organizzata,
una programmazione turistica sostenibile e
moderna; in sostanza, impostare un nuovo
percorso che preveda linee chiare e condivise che abbiamo come obiettivo lo sviluppo sostenibile.
Non si può continuare a procedere promuovendo un indiscriminato sviluppo edilizio e
portuale, come quello previsto dalle linee guida del piano della mobilità della Regione Lazio, o tollerando scempi abusivi che non sono in alcun modo condonabili perché interni
ad aree protette, come quelli presenti nel Parco del Circeo (si pensi agli scheletri di Quarto
Caldo). Bisogna puntare su un turismo di qualità, su uno sviluppo che si basi sulle realtà locali, attraverso il rafforzamento delle Aree Marine Protette, sulla valorizzazione degli innumerevoli siti di interesse storico come l’Isola
di S. Stefano, sull’enograstronomia e i prodotti
tipici. Si tratta dell’unica strada che abbiamo
per rilanciare lo sviluppo in una provincia depressa da una politica povera di idee e contenuti. IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
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8
Il fatto
di E. Dantes
La grotta di Polifemo al Circeo
La rivincita degli imbecilli
Grazie Assessore per la notizia!
N
on c’è niente da fare: la vita è carogna.
Uno sta lì a studiare per anni, a rompersi il capo su quel viaggio estenuante che Ulisse compie per tornare alla sua “petrosa Itaca”, a imparare a memoria le tappe di
quel tour de force chiamato Odissea e poi, all’improvviso, in un’afosa e opprimente sera
d’estate, qualcuno ti dice che le cose non
stanno per niente come tu pensavi che stessero. Scusate cari amici, ma questo non si fa!
A chi, come l’autore di queste righe, è stato
sottoposto non a interrogazioni ma a veri e
propri interrogatori su Aiace (sia quello Oileo
che quello Telamonio) e Laocoonte, su Elena
e Clitennestra, su Alcinoo e Neottolemo, su Elpenore e Laerte, una notizia del genere bisogna comunicarla con attenzione, con garbo; e
non così come è successo, d’improvviso, per
televisione.
Vedete, alcuni professori stolti e ignoranti ci
avevano insegnato che Ulisse, una volta partito da Troia, era capitato a Ismaro, nella Tracia (a cavallo tra la Grecia,
la Bulgaria e la Turchia) dove aveva preso una
solenne batosta dai
Ciconi;
e r a
fuggito
per ritrovarsi nella
terra
dei
Mangiatori di
Loto, nella Libia orientale, e
da lì era giunto in
Sicilia dove abitavano i Ciclopi.
Dopo aver accecato
Polifemo, ed essere
sfuggiti alla sua ira terribile, Ulisse e i suoi, dopo un lungo peregrinare,
sarebbero giunti alle isole
Eolie, regno di Eolo.
Qui, il Signore del luogo gli fece omaggio di un
otre nel quale aveva rinchiuso tutti quei venti
che avrebbero potuto dare fastidio alla navigazione; ma i compagni di Ulisse, pensando
che in quell’otre ci fossero delle monete d’oro, lo aprirono e fecero scatenare una di quelle bufere al cui confronto gli uragani di New
Orleans sono delle piacevoli brezze marine.
Ulisse fu scaraventato nuovamente sulle Eolie da dove, però, venne cacciato in malo mo-
Il 1° Settembre, è andata in onda l’ultima
puntata dell’instant
movie “Vacanze d’Italia” con un ampio servizio su San Felice Circeo. Nella puntata,
l’assessore alla Cultura, Stefano Capponi,
ha rilasciato una intervista durante la quale
ha fatto importanti e rivoluzionarie rivelazioni
circa il sito dove la leggenda vuole che si sia
verificato l’incontro,
narrato da Omero, tra
Ulisse e Polifemo.
do dal Re dei Venti; ripreso il mare, sarebbe
approdato nella terra dei Lestrigoni (localizzabile nel basso Lazio, nei pressi di Formia).
Ma gli dei, evidentemente, non lo proteggevano perché i Lestrigoni erano mangiatori di uomini e il loro re, Antifate, tanto per non smentire la fama del suo popolo, mangiò immediatamente uno
dei marinai di Itaca. Come se non
bastasse, tutte le navi di Ulisse
vennero sottoposte ad un bombardamento di massi e se ne
salvò una sola con la quale il
nostro eroe sarebbe giunto
sulla splendida isola Eea
dove avrebbe avuto luogo
la nota avventura con la
maga Circe.
Avrete notato l’uso ripetuto del condizionale; ma a questo
punto, dopo la clamorosa smentita
giunta a sbugiardare
tutti gli insegnamenti di
quegli insulsi docenti del Liceo e
dell’Università, il condizionale è d’obbligo. Forse qualcuno dei nostri lettori è titubante e si domanda se colui che ha portato
tanto scompiglio nel mondo degli studiosi di
Omero, sia una fonte attendibile. Ma, signori
miei, volete scherzare? A gettare – finalmente! – una pietra nello stagno di insulse tradizioni millenarie, è stato nientedimeno che l’assessore Stefano Capponi, delegato alla Cultura, alla Pubblica Istruzione, allo Sport e allo
Spettacolo di San Felice Circeo. Secondo
l’Assessore, in uno degli antri della nostra costa rocciosa, va localizzata la grotta di Polifemo, “che sembra piccola dall’esterno ma che
all’interno è alta più di sessanta metri”. E siccome stiamo parlando dell’Assessore di una
cittadina dove si sono svolti quei fatti antichi,
non possiamo mettere in dubbio la sua affermazione che sicuramente nasce da uno studio approfondito sull’argomento, studio che lo
ha reso particolarmente edotto nel tema di cui
ha disquisito, con grande sicurezza, davanti
alle telecamere della RAI. Ma, a prescindere
dalla esaltante novità culturale che ha portato
la nostra cittadina nel firmamento della Cultura, un altro grande merito va al nostro Assessore: quello di aver ridimensionato l’astuzia del
figlio di Laerte, considerato da sempre il più
furbo tra tutti gli uomini. Infatti, pensate di quale stupidità si rese protagonista il nostro Ulisse che aveva la Maga Circe a pochi minuti dalla grotta di Polifemo e che, invece, per raggiungere colei che trasformava gli uomini in
porci, fece il giro di mezzo Mediterraneo, perdendo uomini e navi e subendo ogni tipo di
doloroso oltraggio. Tié, Ulisse, tié! Alla fine,
qualcuno ti ha gettato nel ridicolo e, scusate
il termine, ti ha sputtanato! Così, tutti noi, che
di fronte a te ci siamo sempre sentiti degli idioti, abbiamo avuto finalmente la nostra rivincita. Grazie, Assessore, grazie davvero, a nome
di tutti gli imbecilli redenti d’Italia… Oggi le immagini televisive riescono a viaggiare in
maniera straordinaria e quelle della rivelazioni di
Stefano Capponi sono giunte nell’Ade, nell’oltretomba dove si trovano anche gli eroi greci. Qui
qualcuno le ha fatte vedere a Telemaco, il figlio di
Ulisse, il quale non le ha commentate, ma si è allontanato scuotendo il capo e ripetendo, sconsolato: “ E mo’, chi ce la porta ‘sta nutizzia a Tata?”
IL CENNTRRO STORICCO DI SAN FELICE CIRRCEOO
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9
Il fatto
di Roderigo
“Niente vidi, niente sacciu e i fatti miei mi facciu”
Si fa ma non si dice
Come tre scimmiette si fecero impallinare
E
ravamo poco più che bambini e all’epoca, con gli amichetti, frequentavamo
la spiaggia di fronte a Torre Vittoria. Non
esisteva ancora “La Bussola” e la fascia sabbiosa era larghissima, tanto da bruciare i piedi prima di arrivare alle onde (questo basta per
rivelare la nostra vetusta età). Ci capitò un
giorno un’avventura di quelle che sembra possano accadere solo quando si è ragazzi: catturammo uno squaletto.
Nulla di eroico, la povera bestiola era lunga si
e no trenta centimetri ed era bastato
semplicemente lanciarla a riva,
ma ci sentimmo novelli protagonisti dei fumetti d’avventura che
ci capitava di leggere.
Trionfanti, riportammo a
casa il pesciolino (che finì
miseramente nel secchio della
spazzatura appena cominciò a puzzare) e facemmo il giro di parenti e conoscenti per dare l’annuncio dell’impresa compiuta.
I genitori di uno di noi gestivano un negozio
di generi alimentari: lo trovammo pieno di gente e, confortati dal vasto uditorio, a gran voce annunciammo: “Abbiamo preso un pescecane!” (omettendo ovviamente le dimensioni).
Il padre del nostro amico, da dietro il banco
dove stava affettando mortadella, ci lanciò
un’occhiata da incenerire. Ammutolimmo senza capire la ragione. Lui ci portò fuori con aria
di dover parlare in gran segreto e severamente ci ingiunse di non diffondere assolutamente la notizia: “I turisti non devono saperlo, potrebbero spaventarsi e andare via!”.
Questo fatterello ci è tornato alla mente nel
sentire i commenti dei sanfeliciani all’articolo
uscito poche settimane fa sul settimanale L’Espresso, che ha rivelato a tutta l’Italia le penetrazioni della camorra nel nostro territorio.
Il titolo non lascia spazio a interpretazioni:
“Circeo connection”. Vi si racconta dell’indagine condotta dalla Magistratura (non quella di
Latina, per carità) su alcuni clan che si stanno insediando proprio dalle nostre parti. “Sotto inchiesta – dice il giornale- c’è una rete mafiosa certamente operante a Fondi, Terracina,
San Felice Circeo, Formia e Gaeta”, passando poi a dare notizia delle vicende di un “imprenditore” di origine araba che proprio al Circeo è proprietario di un notissimo locale not-
turno. Sono tre pagine dense di fatti e nomi,
che includono malavita, politica, assegni e cocaina, raccontando le vicende anche degli altri comuni coinvolti.
Dalle nostre parti il settimanale (nonostante sia
uno dei maggiori italiani) è stato letto da pochi, in qualche edicola è addirittura andato
esaurito in poche ore, ma copie in giro non se
ne sono viste tante. Però, se n’è parlato. Quali reazioni ha destato nel nostro paese, abitato da ferrei sostenitori della regola “legge e ordine” (escluso quando sono loro a violare, ad
esempio, le leggi urbanistiche)? Nessuno stupore, tanti hanno detto “E allora, dov’è la novità?” (ma finora sono stati rigorosi custodi di un
omertoso silenzio),
molti, moltissimi si sono invece scandalizzati.
Ma non per la scoperta dell’avvicinarsi della
piovra camorrista, no: il fastidio nasceva dal
fatto che qualcuno avesse osato raccontare
questa faccenda:
“Non è una buona
pubblicità!”, ha tuonato qualche commerciante.
“E’ tutta una montatura!”, hanno sibilato
i
politici,
forse
preoccupati che venisse coinvolto qualche loro collega e
protettore di partito.
Ma non sarebbe una
migliore pubblicità
poter dire che, prove
alla mano, questo
paese non vive all’ombra della malavita? Non sarebbe
stato più edificante
se i politici avessero
immediatamente
chiesto alle forze
dell’ordine di indagare su questa pista
e forse di impegnarsi maggiormente nel controllo del territorio, o alla Magistratura di farci
sapere come stanno le cose? Niente di tutto
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Manutenzzioni
questo: il problema non è il fatto in sè, il problema è che venga rivelato, reso noto il verminaio, il malaffare, la collusione tra politica e
criminalità (una lunga parte è dedicata a “Fazzonia”, sinonimo del comune di Fondi, regno
incontrastato del senatore Fazzone).
Questo modo di ragionare è la premessa migliore per l’instaurazione della “pax mafiosa”:
“niente vidi, niente sacciu e i fatti miei mi facciu”, era il ritornello usato per sfottere i siciliani, ma la frase più frequente era l’accusa ai
soliti legalitari rompiscatole: ”Chi dice che in
Sicilia c’è la mafia, non vuole bene a quest’isola”.
Sostituite “Sicilia” con “San Felice” e “isola”
con “promontorio” e avrete l’espressione ricorrente dell’aspirante omertoso nostrano.
Non siamo certo noi a pretendere eroici atti di
denuncia da parte dei nostri concittadini, ma
almeno ci sembra legittimo richiedere un minimo di etica e dignità.
Il coraggio non è obbligatorio, e chi non ce l’ha non può darselo (diceva Manzoni), ma subire passivamente, o addirittura strizzare un
complice occhio ai
malavitosi, magari
perché hanno soldi,
auto e abiti griffati è
una vergogna per
qualsiasi
essere
umano e per qualunque comunità.
“Ci sono atti che
non richiedono coraggio per compierli, ma fanno di te un
vigliacco se te ne
astieni”
(Michael
Herr, Dispacci). A
costo di apparire
banali, non possiamo non ricordare le
famose tre scimmiette, magari adattandone un po’ la
storia: la prima fece
finta di non vedere il
cacciatore, la seconda ignorò volutamente il rumore dei suoi passi, la terza preferì “farsi i fatti suoi” e non parlò. Finirono tutte e tre impallinate. Bor go Montener o
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10
Cultura
di Andrea
Voglia di libri
Eccomi
Letture consigliate in giornate piovose
ome avete trascorso le vostre vacanze?
Sempre ammesso che le abbiate fatte!
Io non le ho ancora fatte, o meglio, me
ne venivo da voi ogni sera fino agli inizi di Settembre per riposare quei pochi e malandati
neuroni che mi sono rimasti.
Lo sapete, il centro commerciale lo sopporto
poco e come posso cerco di evadere, incontrare gente e se si può, vendere qualche libro
tra amici!
Così tra un cenacolo culturale e l’altro questa estate ho trovato il tempo anche per leggere qualche riga, come sempre un po’ di
questo e un po’ di quello senza badare solo
alla forma ma cercando anche e soprattutto
sostanza.
Vi potrei annoiare a morte parlandovi di Erodoto, ma queste sarebbero le Storie del mio
tatuaggio scita e a pochi penso importi qualcosa, piuttosto iniziamo …
Forse non sapete che persone eccezionali
vengono a passare l’estate a San Felice, lo dico perché verso il primo libro di cui vi voglio
parlare, mi ci ha spinto un professore di filosofia che lo consigliava ad un nipote, io l’ho
ordinato, ma non è arrivato in tempo e l’ho letto io.
C
Il libro è: ”La vita davanti a se” di Romain Gary (ed. Neri
Pozza € 11,50) e vi
assicuro che è un capolavoro. Ci troviamo davanti un romanzo di formazione
toccato dalla grazia e dalla delicatezza di saper esprimere tenerezza e profondità con una
naturalezza spiazzante. Lo sapete che io fuggo da quei libri dove i buoni sentimenti sono
dispensati a palate e troppo spesso dietro
quei sentimenti non si nasconde nient’altro
che ipocrisia a fine di lucro, qui no, qui non si
scherza, qui siamo nella periferia di Parigi e il
nostro eroe è Momo, un ragazzino di origine
araba, figlio di nessuno, affidato a Madame
Rosa, una vecchia prostituta ebrea che lo accudisce come e meglio di una madre. E’ un romanzo che ci restituisce la vita con le sue tragedie e le sue gioie viste con gli occhi innocenti e disincantati di un ragazzino che cresce
in un condominio multietnico della periferia
francese dove si impara presto come va il
mondo e dove si possono ancora trovare persone speciali capaci di farti tornare nella tua
“forma olimpica”.
Affilate le spade perché
ora parliamo di un bel
romanzo storico in forma di giallo, ambientato in Giappone nel
1600, “Vendetta al palazzo di giada” di Dale
Furutani (ed. Marcos y
Marcos € 14,50).
Siamo sulla strada che congiunge la nuova
capitale, Tokyo con la vecchia, Kyoto, sotto un
cielo che minaccia pioggia imminente un
gruppo di banditi tende un agguato. Hishigawa, un mercante che trasporta oro, invoca
soccorso, mentre gli uomini della sua scorta
vengono trucidati. Matsuyama Kaze, un samurai ronin decide di intervenire salvando il
malcapitato e accoglie la sua richiesta di accompagnarlo fino al suo palazzo. La dimora è
sontuosa, degna dell’imperatore, ma tutto al
suo interno mette in allarme Kaze soprattutto
il fatto che Yuchan, la splendida moglie di Hishigawa, abbia deciso di vivere rinchiusa in un
padiglione del palazzo come in clausura. Niente è come sembra e Kaze lo scoprirà presto
aiutato dalla sua spada e dalla sua personale
filosofia zen che lo aiuterà a risolvere i molti
misteri che sono racchiusi tra le mura che il
mercante d’oro ha interposto tra lui e il mondo. Pieno di umorismo e colpi di scena il libro
prende dalle prime battute, belle le ricostruzioni storiche fenomenali gli sprazzi di saggezza orientale, si arriva alla fine appagati e
soddisfatti per come sono state dosate azione e riflessione nella trama, con rapide azioni
di combattimento ed esaurienti spiegazioni
sulla storia e le tradizioni del Giappone dell’epoca Tokugawa.
Vi ricordate quel film famoso su quel tizio che
giocava a biliardo da
“dio” che aveva gli occhi azzurri e l’espressione di quelli che sanno il fatto loro? Se la
vostra risposta è: “Lo
Spaccone” complimenti, avete indovinato.
Eddie Felson, meglio conosciuto come “Fast
Eddie” ha un modo di giocare a biliardo tutto
particolare, prima si perde, per indurre l’avversario ad aumentare la posta nella partita
successiva, poi deve essere capace di vincere, con quel pizzico di goffaggine da far sembrare la vittoria fortuita, perché l’avversario
non si accorga del trucco. E’ così che lo spaccone si guadagna da vivere nelle sale da biliardo della provincia, sorretto da una speranza che è al tempo stesso un’ossessione: riuscire a battere il mitico campione Minnesota Fats a Chicago per dimostrare a tutti di essere lui il migliore. Perché il biliardo è un gioco per vincitori: chi perde non conta niente.
Ma anche chi vince deve sapersi controllare,
questa è la lezione che Eddie, eroe nevrotico
e maledetto, è costretto ad imparare a duro
prezzo, il prezzo che sempre talento e tecnica devono pagare quando hanno il sopravvento sulla ragione.
“Lo Spaccone” ci trasporta in un mondo ambiguo e affascinante, in ambienti fumosi e
opachi dove regna il demone dell’azzardo e la
tensione della gara, e dove improvvisamente
il gioco e la scommessa possono avere per
posta la dignità di un individuo, il suo amor
proprio, la sua stessa esistenza. (ed. Minimum
Fax € 11,00)
Adesso salpiamo verso
la Scozia insieme al capitano Mongard, le sue
navi, Falco e Colomba,
e la sua sgangheratissima ciurma. Il suo acerrimo nemico la “Muerte
Dorada” sembra sconfitto e i pirati fanno ritorno alla loro isola dei Caraibi, quando il principe Omar al Tarik li avverte che i loro compagni Mangos e Panajotis sono stati rapiti dai
famigerati Templari Neri e portati in Scozia.
Capitan Mongard decide di partire per cercare di liberarli e recuperare il favoloso tesoro dei templari. Sembra inoltre che in un antico castello sia nascosto niente meno che il sacro Graal. Tra imboscate, duelli all’ultimo sangue e assalti a sinistri manieri si arriva fino a
Loch Ness dove in un lago si nasconde un misterioso e tremendo mostro.
Tra piume variopinte, abiti sgargianti e scoppi di risate improvvise personaggi sempre originali tengono viva l’attenzione fino al colpo di
scena finale.
Consigliato a ragazzi che amano l’avventura e
i pirati in particolare e a chi ogni tanto sente il
bisogno di una boccata di Salgari. IL CENTRO STOORICCO DI SAN FELICE CIRCEOO
PAAG .
11
Territorio
di Guiido Ceesaariini
Golfo Sereno
Ci sarà ancora la nostra bella spiaggia?
Potrebbe essere realizzata una darsena per 400 posti barca
L
e belle favole cominciano con “c’era
una volta” e si concludono con un rassicurante “e vissero tutti felici e contenti”. Ma la vita, in realtà, è molto spesso più
dura; ragion per cui, nel proporci di raccontare quella che ha tutta l’aria di essere una brutta storia, ci atterremo ai fatti nudi e crudi per
porre, poi, a tutti gli ospiti e ai cittadini di San
Felice una semplice domanda: “Ci sarà ancora la nostra bella spiaggia?” Parliamo, ovviamente, della spiaggia del Circeo, terra cantata da Omero, amata in passato dall’imperatore Domiziano, e oggi da tantissimi villeggianti, ma che dovrebbe essere cara soprattutto ai
cittadini del posto.
Il nostro promontorio è caratterizzato, in buona parte, da una costa rocciosa, per cui l’unica spiaggia esistente è quella che va dal porto sino a Golfo Sereno, al confine con il Comune di Terracina.
Il nostro arenile, quindi, si estende per soli
4.000 metri; originariamente esso era caratterizzato da un’ampia duna sabbiosa ma, forse
per la costruzione del porto o, forse, per altre
cause, alla fine degli anni ’60, si ridusse al
punto che il mare era venuto a lambire il lungomare, minacciando le case che si trovavano a ridosso della strada.
Grazie all’intervento della Regione Lazio negli
anni ‘70 vennero collocati all’interno dello
specchio acqueo antistante i circa 4.000 metri di cui sopra, dei “pennelli frangi-flutto” che,
nel corso di circa 40 anni, hanno restituito l’arenile a San Felice Circeo ricreando lo spazio
appena sufficiente per una rinomata località di
mare qual è il Circeo che, confessiamocelo, vive di turismo.
Ebbene, ora, nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale e di un imprenditore privato esiste
il progetto di realizzare una maxi-darsena in un
tratto di mare antistante la spiaggia sanfeliciana
che dovrebbe andare a occupare uno specchio
acqueo di 21.000 metri per fornire l’approdo a un
numero imprecisato di imbarcazioni ma che – secondo calcoli attendibili – dovrebbero essere più
di 400 (si tenga conto che il Porto Turistico di San
Felice Circeo occupa uno specchio acqueo di
poco più di 33.000 metri quadrati!). La darsena
in questione verrebbe realizzata davanti ai comprensori “Golfo Verde”, “Baia delle Vele” e “Golfo Sereno”, creando non solo seri disagi ai villeggianti dei tre consorzi sopra menzionati, ma
anche a tutti i bagnanti dell’intero lungomare sanfeliciano. Ciò non solo perché per uno spazio notevole del nostro arenile vi sarà, presumibilmente, l’obbligo del divieto di balneazione, ma anche
perché le correnti marine risponderanno alla modifica dello stato dei luoghi, alterando di sicuro lo
stato attuale.
E, cosa ancora più grave, tutta l’area marina
adiacente soffrirà di grave inquinamento, con
indubbie conseguenze negative per tutti co-
Golfo Sereno
loro che, sino ad oggi, hanno usufruito di un
arenile che, oltre tutto, è particolarmente adatto ai bambini. Bambini che, domani, per le alterazioni susseguenti alla realizzazione della
darsena, non potranno più godere di questo
nostro piccolo paradiso pubblico che, di sicuro, soffrirà anche dei futuri, periodici dragaggi necessari per la manutenzione della
darsena e che provocheranno ulteriori inquinamenti.
Lecito è, pertanto, domandarsi innanzitutto:
“E’ stata operata, da parte degli Organi competenti una valutazione dell’impatto ambientale? E’ stato tenuto conto che il progetto di
cui trattasi verrebbe a incidere su una spiaggia (arenile e specchio acqueo) che risulta essere una delle ultime rimaste al libero uso pubblico di San Felice Circeo? E’ stato, quindi,
considerato l’interesse dell’intera collettività?
Quesiti che, indubbiamente, meritano risposte
precise da parte di chi – Sindaco in testa – deve
tutelare il territorio e la salute della comunità.
Sicuramente, comunque, se la darsena dovesse essere realizzata, ahinoi, la risposta alla domanda cui si è accennato all’inizio sarà:
“No, purtroppo non ci sarà più” e dovremo poi
leggere alla fine di questa triste storia “… e
vissero tutti scappando dal Circeo ove il mare blu non esisteva più”.
Domenica 20 Agosto 2008 sono state raccolte circa 400 firme in calce a una petizione contro il progetto della darsena. N.d.R.
La storia del tentativo di realizzare una maxi darsena nella zona antistante la località “Golfo Sereno” è
una di quelle da illustrare nelle aule universitarie dove si insegnano i rudimenti delle discipline urbanistiche, perché essa rappresenta lo schema classico
del tentativo di aggiramento di un Piano Regolatore Generale.
Infatti, il P.R.G. del comune di San Felice Circeo
non prevede, in quel luogo, né darsene, né approdi turistici, né punti di ormeggio. Il concetto
di darsena venne introdotto con l’approvazione
del P.U.A. (Piano di Utilizzazione degli Arenili che,
comunque, non può, in nessun caso, modificare
il P.R.G) nell’ambito del quale veniva individuata
anche un’area non idonea alla balneazione situata nella zona di Golfo Sereno. Non si capisce per
quale motivo il tratto di mare interessato venne
giudicato non idoneo alla balneazione (sic!) e non
lo si capisce, a maggior ragione, oggi visto che
in quella zona si è venuta a formare una spiaggia
molto estesa e bellissima. Ma tant’è, e quella ci-
tata è la motivazione utilizzata per giustificare l’ipotesi di approdo per natanti. Però, la realizzazione della darsena (della quale il PUA non stabilisce l’entità ma che la logica e il buon senso
devono far considerare molto limitata e non delle dimensioni ciclopiche previste dal progetto poi
presentato) veniva comunque regolamentato dall’articolo 5 delle Norme Tecniche Attuative dello
stesso PUA,: “...La darsena di intera realizzazione della zona di Golfo Sereno (zona “M”
piccola) dovrà essere realizzata previa richiesta di concessione diretta agli organi preposti e comunque potrà essere autorizzata soltanto dopo l’avvenuta realizzazione della strada pubblica di accesso da Via Terracina al mare e di idonea area di parcheggio”. Ebbene, la
strada pubblica di accesso e l’area di parcheggio sopra citate, sono inserite in un Piano di Lottizzazione (per attività ricettive) retrostante la zona ove il PUA prevede la realizzazione della darsena; un Piano di Lottizzazione che è stato solamente adottato dal Comune nel 1998 ma che non
è stato mai approvato dalla Regione né dal Comune e, quindi, mai convenzionato. Pertanto, a
rigor di logica e di procedure urbanistiche, i passaggi da seguire avrebbero dovuto essere i seguenti: 1) approvazione da parte della Regione e
convenzionamento del Piano di Lottizzazione previsto dal PRG; 2) realizzazione da parte del proprietario della Lottizzazione della strada e dell’area di parcheggio; 3) cessione al Comune delle
suddette opere che, in tal modo, devono diventare pubbliche; 4) bando di gara per l’aggiudicazione dell’area demaniale dove si sarebbe dovuta realizzare la darsena. Invece si sono verificati
fatti completamente diversi, vale a dire che un bel
giorno, una società ha fatto richiesta al Comune
di una concessione demaniale per realizzare la
darsena in questione e l’amministrazione comunale, senza rispettare neppure le prescrizioni da
lei stessa imposte, non ha esitato a concedere
quanto richiesto. Ma come, si dirà, il Comune è
competente a rilasciare una concessione demaniale così ampia e per un intervento di tale rilevanza? Certo che no, ma per i nostri amministratori, uno specchio acqueo di 21.000 metri
quadrati da destinare a darsena equivale a un
“punto d’ormeggio” e allora…vai con la concessione! E la cosa sarebbe già stata realizzata se
non ci fosse stata l’opposizione in sede di TAR
degli abitanti della zona attigua i quali hanno ottenuto la sospensione del provvedimento ed ora
aspettano l’esito del giudizio di merito. E’ una storia che ha dell’incredibile al punto che ci viene da
chiederci: ma non è che tutto questo è successo perché nell’ambito della Società che vuole
realizzare l’opera figura uno dei consiglieri di
maggioranza dell’amministrazione comunale?
Una cosa è certa ed è legata al fatto che una darsena è già stata realizzata nella zona del Lido e che
per la stessa è stata rilasciata una concessione che
fa riferimento a strutture di facile rimozione. Ebbene, chiunque può verificare che le opere di “facile rimozione” sono massi calcarei inamovibili e che la
realizzazione di quella struttura ha causato problemi
seri al litorale circostante; e stiamo parlando di una
darsena che, ad occhio e croce ha una estensione
di circa mille metri quadrati. Se tanto ci dà tanto, davvero non c’è di che stare allegri…
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
PAG .
12
Curiosità
di Fraanco D’AAndrassi
Curiosità di vario genere
Lo sapevate che...
Essere superstiziosi è da ignoranti ma non esserlo porta male. (Eduardo De Filippo)
Il 17 - E’ senza dubbio un numero scomodo, sopratutto quando i calcoli si facevano a mano, ma
ha anche un significato nefasto e la spiegazione
è talmente semplice che sfugge ai più. Seguitemi bene: scrivendo 17 a numeri romani avremo
XVII che anagrammato diventa VIXI che tradotti
in italiano significa Vissi cioè Sono morto. Semplice no?
Il gatto nero - Negli Stati Uniti, non ricordo in
quale stato, è tuttora in vigore un’ordinanza che
vieta a cani e gatti neri di circolare dopo le 20,00.
Detta ordinanza trae origine dal fatto che un sindaco, rientrando a casa a notte tarda e piuttosto
brillo, non vide e inciampò in un cane nero finendo malamente a terra. Il mattino successivo
emanò detta ordinanza. Perciò è vero che se un
gatto nero ti attraversa la strada porta male, veramente tanto male.
Porta fortuna toccare legno o toccare ferro?
- Alcuni protendono per l’uno escludendo l’altro
e viceversa. In realtà nel Medioevo quando si era
inseguiti e in pericolo di vita ci si poteva salvare
chiedendo asilo alla Chiesa ma non era necessario entrare fisicamente nella chiesa, era suffi-
ciente toccare il portale che poteva essere di legno oppure di ferro. Io, nel dubbio, mi tocco la
testa.
Passare sotto una scala porta male - In realtà
la scala con la parete e il pavimento forma un
triangolo e il triangolo è uno dei simboli della divinità. Perciò passando sotto una scala si interrompe il triangolo ed è una mancanza di rispetto verso la divinità che, se in quel momento ha
le buggere, è possibile che ti faccia cadere qualche cosa sulla testa. E questo porta male, tanto
male.
Il salice porta male - Tempo fa nel mio giardinetto volevo impiantare un salice piangente e il
giardiniere, che saltuariamente veniva a sistemarlo, si impuntò: porta male. Anche i vicini erano dello stesso parere così ho dovuto rinunciarvi. Un fondamento di vero c’è. Nel Medioevo
quando si veniva colpiti da febbri si ricorreva al
salice la cui corteccia, pestata, lasciava uscire un
liquido che, bevuto, allontanava la febbre. La corteccia del salice è ricca di acido acetilsalicilico
(aspirina). Con il passar del tempo abbiamo dimenticato il tutto ma continuiamo ad accomu-
Delibere di Giunta Comunale
N.
Data
134 11/06/08
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”
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155 02/07/08
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Oggetto
Nuova nomina componenti commissione esaminatrice procedure selettive per titoli ed esami per il passaggio di dipendenti alla categoria immediatamente superiore dell’ordinamento professionale - Cat. D.
Patrocinio al Memorial Old Car Emidio Di Prosepero da svolgersi il 22.06.2008.
Presa d’atto verbale di adozione graduatoria 2° semestre 2007 - Assegnazione
alloggi E.R.P.
Attribuzione emolumento unico staff del sindaco - Art. 90 co. 2 del D.LGS
267/2000. Compenso aggiuntivo lordo (Petrucci Claudio 1.200 € / D’Auria Stefano 300 €)
Iniziativa del Festival del Mare del Lazio della Litorale S.P.A e dell’Ente Parco Nazionale del Circeo - Adesione e autorizzazione ai lavori.
Individuazione temporanea di area da destinare allo svolgimento di attività di spettacoli viaggianti e dei parchi divertimento.
Richiesta di contributo alla Regione Lazio ai sensi della Legge n.42/97 per la Biblioteca comunale Marcello Insogna per l’anno 2009.
Servizio Bus Navette gratuito per il periodo estivo dal 28 giugno 2008 al 31 agosto 2008. (30.000 €)
Attivazione Progetto diurno per minori 6/12 - Anno scolastico 2008-2009.
Diritto allo studio – richiesta contributi ai sensi della Legge regionale n. 29/1992.
Patrocinio alla manifestazione scolastica di fine anno scolastico all’Istituto comprensivo “Leonardo da Vinci”.
Approvazione progettazione definitiva ed esecutiva relativa all’intervento di realizzazione di un parcheggio pubblico in località Colonia Elena oggetto di finanziamento regionale. Richiesta alla Regione Lazio proroga dei tempi per il completamento del procedimento.
Legge regionale n. 18/2003 - Richiesta finanziamenti regionali cinema sito in p.zza
Luigi Lanzuisi.
Legge regionale n.51/1982 - Richiesta finanziamenti regionali.
Legge regionale n. 9/2005 - Richiesta finanziamento.
Legge regionale n. 72/1980 - Richiesta finanziamenti regionali realizzazione di n.
3 rotatorie stradali.
Legge regionale n. 12/1981 - Edilizia scolastica richiesta finanziamento messa in
sicurezza edifici scolastici.
Legge regionale n. 74/1989 - Richiesta finanziamento.
Legge regionale n. 11/2004 - Richiesta finanziamento.
Legge regionale n. 13/1990 - Richiesta finanziamento.
Concessione gratuita loculo cimiteriale.
Attivazione di n.2 postazioni fisse su arenili liberi per l’espletamento del servizio
di salvamento e di primo soccorso finalizzato al miglioramento degli standard di
sicurezza della fascia costiera.
Presentazione di anteprima nazionale della Porsche 911 Facelift - Concessione
patrocinio suolo pubblico.
Installazione isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti su arenili liberi. (10.000 €)
Integrazione servizio estivo gratuito di trasporto pubblico locale. (10.000 €)
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nare il male con il salice. In conclusione: l’aspirina fa venire la febbre.
13 a tavola - Ci fu una cena, l’ultima cena, in
cui erano in 13 a tavola e finì come tutti sappiamo a causa di un traditore. Perciò è sufficiente aggiungere un posto a tavola e il traditore non c’è più.
Il terzo muore - Ma c’è chi dice che muore il più
giovane. Questa superstizione è nata durante la
guerra del 15 – 18. Stante la penuria di fiammiferi i soldati accendevano più sigarette con un solo fiammifero dando la precedenza al più anziano in grado e via via sino al più giovane. Durante le ore serali e di notte i cecchini nemici al bagliore del fiammifero, mentre accendeva il primo,
imbracciavano il fucile, mentre accendeva il secondo prendevano la mira ed al terzo sparavano. Da qui l’abitudine di spegnere il fiammifero
dopo la seconda accensione. In realtà il pericolo è un altro. E’ tuttora in vigore una disposizione per cui con un fiammifero si può accendere
una sola sigaretta perché, in caso contrario, si
commette il reato di evasione sull’Imposta di
Fabbricazione dei Fiammiferi. Patrocinio e contributo a favore dell’oratorio di Borgo Montenero. (200 €)
Rinnovo contratto Agenzia interinale obbiettivo Lavoro S.P.A. per fornitura prestazione di lavoro a tempo determinato di istruttore specialista in attività socio
assistenziali.
Calendario delle manifestazioni turistiche 2008.
Nomina giuria XX edizione Premio internazionale di letteratura “La Cultura del mare”.
Approvazione Protocollo di intesa per l’attuazione di un sistema di vigilanza integrata
della fascia costiera ricadente nel territorio comunale di San Felice Circeo.
Patrocinio morale alla manifestazione di Motoraduno del 1-2-3 agosto 2008.
Prelievo dal fondo di riserva trascodifica server e configurazione Ina-saia servizi
demografici.
Approvazione avviso pubblico per contratto ex art 110 D.Lgs 267/00 - Ist. Direttivo specialista in attività contabili - Capo settore Tecnico contabile.
Approvazione bando progressione verticale cat “C”.
Approvazione indennità “ad personam” art.8 Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.
Contributo a favore della scuola di musica “L.Ceccarelli” anno 2008. (3.100 €)
Iniziative organizzate bar della Piazza di Borgo Montenero - Concessione patrocinio.
Costituzione in giudizio preposizione del giudizio in grado di appello avverso la
decisione del giudice del Tribunale di Latina emessa con sentenza n.806/2008
Comune di San Felice Circeo C/Avvocato Michele Perrino D.I. n.11/06 Nomina
legale. (Avv. Corrado De Angelis 6.102,01 €)
Istituzione Ztl in via Grotta delle Capre e via delle Batterie - Periodo dal 18 luglio
al 31 agosto 2008.
Autorizzazione stipula contratto di locazione locali “Cinema Arena Vittoria” per
iniziative a favore della comunità. (136.800 €)
Manifestazione “Esta musica” concessione patrocinio e strutture comunali.
Iniziative organizzate dall’associazione Pro Loco concessione patrocinio.
Patrocinio gratuito e autorizzazione a derogare i limiti di cui al D.P.C.M. 14 Novembre 2007 alla società Giulia Srl.
Iniziative organizzate dal bar Gotha di piazzale Kennedy - Concessione patrocinio e strutture comunali.
Iniziative organizzate Staff Vodafone Emmeci “II Tappa NLY beach volley - Concessione patrocinio.
Costituzione in giudizio ricorso avanti al T.A.R - sezione di Latina promosso da
Gallone Sebastiano e Domenichelli Franco Rappresentante del movimento politico “Un Comune per amico” c/o Comune di San Felice Circeo + 1. Nomina legale. (Avv. Corrado De Angelis 3.638,26 €)
Istituzione servizio aggiuntivo al trasporto pubblico urbano limitatamente il giorno 24 luglio 2008. (550 €)
Patrocinio e contributo a favore dell’associazione “Italcaccia”. (1.000 €)
Servizio di stenotipia sedute consiliari autorizzazioni al prelievo dal fondo di riserva ordinario.
Validazione studio preliminare di fattibilità per l’individuazione e il dimensionamento di una nuova zona di piano da destinare da destinare ad attività per la nautica da diporto: indirizzi.
continua a pag. 16
IL CENTRO STOORICCO DI SAN FELICE CIRCEOO
PAAG .
13
Personaggi tipici - Oroscopo
di Andreaa De Siisti
Scherzi a Eugenio
I fichi d’India
“... manovrando magistralmente la pertica, spiccò una ad una tutte le pale dei fichi”
iamo nell’autunno del 1942. Eugenio, in una vigna della madre,
raccoglie dei fichi d’India, o meglio sceglie le pale, sei-sette, più
belle, più appariscenti e più cariche di frutti e con lo spago e i
chiodi le appicca, l’una accanto all’altra, nella parte esterna prospiciente il balcone. La “mostra” era attraente anche esteticamente.
L’idea del dispettuccio partì da Terzilio, allora “caporione” della comitiva. Previa intesa con tutto il gruppo, destinò Eugenio, assieme ad altri due compagni, a bussare alle porte in contrada San Rocco.
Una volta allontanatosi Eugenio, Terzilio con il fischio convocò tutta la
rimanente combriccola, circa una diecina, acquattata nei dintorni.
Tra questi c’era Giacomo che, con la mano destra impugnava una pertica lunga circa tre metri e con la sinistra reggeva una coffa (grossa cesta di vimini). Alla punta della pertica aveva infilzato un chiodo, che fungeva da uncino.
Mentre i componenti della comitiva si appartarono a “Jù Muntone” (P.za
A. Aleardi), poco frequentata a quell’ora, Terzilio e Giacomo si accostarono, pian piano, sotto il balcone di Eugenio, che abitava in un appartamento al primo piano, situato nel Piazzale della “Chiezzia Nova”,
a pochi metri dall’ingresso principale della chiesa parrocchiale.
II portone della chiesa era chiuso. D’intorno silenzio assoluto. Terzilio,
manovrando cautamente e magistralmente la pertica, spiccò a una a
una tutte le pale dei fichi, porgendole a Giacomo, che le depose nella
coffa. Poi, via di filato verso “Jù Muntone”.
S
Sulla scalinata esterna
di un negozio, ovviamente chiuso a
quell’ora, operando con forchetta e cortello,
fecero fuori i fichi
d’India.
A operazione terminata, le pale con
le bucce dei fichi, raccolte nella cesta, furono depositate sul primo gradino dell’ingresso del portoncino di Eugenio.
Eugenio, di ritorno dalla “missione” di San Rocco, per entrare in casa
dovette faticare, con i piedi e con le mani, per rimuovere dallo scalino
le pale e le bucce dei fichi. Si rese subito conto di essere stato vittima
dei suoi amici e pensò: “Perciò mi hanno mandato in contrada San
Rocco, fuori del paese, per poter agire più liberamente”. Ma si astenne dal prospettare ai genitori i suoi fondati sospetti, cosicché in famiglia prevalse la tesi del furtarello di ladruncoli affamati.
da O’KEA’MUS
di Andrea De sisti
Oroscopo di Ottobre 2008
di Aldebaran
Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
dal 21/3 al 20/4
dal 21/4 al 20/5
dal 21/5 al 21/6
dal 22/6 al 22/7
Mercurio vi rende polemici e non
vi consente di appianare i rapporti difficili anche nel lavoro.
Cercate di non giungere in fretta
alle conclusioni, ma analizzate attentamente ogni situazione.
Venere e Marte dissonanti vi fanno saltare i nervi. Cercate di controllarvi nelle reazioni con la persona amata per facilitare il dialogo. La salute risente delle forti
tensioni.
Se vi impegnate subito potreste
avere risultati apprezzabili nelle
collaborazioni e negli affari. Le
stelle complicano i rapporti sentimentali: incomprensioni, bugie e
gelosie. Non aggiungete altre
tensioni.
Abbiate fiducia nella forza dell’amore e del vostro fascino esaltato da Venere benevola per affrontare e risolvere i problemi in
famiglia. Vi attendono possibili
cambiamenti sorprendenti.
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
dal 23/7 al 23/8
dal 24/8 al 22/9
dal 23/9 al 22/10
dal 23/10 al 22/11
Siete un po’ agitati. Non vi sentite sicuri e mostrate il lato difficile
del vostro carattere con la gelosia e la testardaggine. Rimediate
e chiedete consiglio; del resto
siete amati e stimati da tutti.
Mercurio e Marte alimentano i vostri contatti utili nel settore lavoro-studio e mettono in moto nuovi progetti che vi stanno a cuore.
Momenti meravigliosi in amore e
in compagnia di amici.
C’è una persona che vi piace e
vorreste farglielo capire? La stagione dell’amore è ancora ben
sostenuta dalle stelle, quindi cercate di saperne di più. Avete grinta e iniziativa …
Lasciatevi andare!
Gli astri vi regaleranno una travolgente “love story” soprattutto
a chi è ancora solo. Mercurio vi
dà la possibilità di impostare dialoghi costruttivi con amici e collaboratori e favoriscono nuove
opportunità.
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
dal 23/11 al 21/12
dal 22/12 al 20/1
dal 21/1 al 19/2
dal 20/2 al 20/3
In questo periodo il rapporto a
due non è dei più facili, Saturno
vi suggerisce di riflettere e analizzare con calma e disponibilità.
Attenti ai dolori alle ossa, cervicale e ginocchia.
Cercate di risolvere alcuni problemi creati dalla vostra attuale
confusione. I risultati saranno ottimi grazie a Giove e Saturno che
vi agevolano da lungo tempo.
Cautela nell’alimentazione e fate
movimento.
Siate anticonformisti nelle vostre
scelte e unite l’utile al dilettevole.
Viaggi di lavoro e nuovi progetti
nella vostra attività. Forse però
l’amore sarà un po’ in secondo
piano in questo momento.
Nel rapporto di coppia è indispensabile che circoli l’aria della
libertà nel rispetto reciproco e
tutto funzionerà meglio. Di fronte
a un ostacolo non agitatevi; fermatevi e riflettete … troverete il
modo di superarlo.
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
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Sport
di Tommaso Di Prospero
Appuntamento al prossimo 5 ottobre
La Circe favorita per la vittoria del campionato
Il reparto offensivo sarà la punta di diamante della squadra
l campionato che comincerà il prossimo 5 ottobre, vede la Nuova
Circe come grande favorita per il salto in Promozione. Le amichevoli del precampionato sono spesso ingannevoli e non danno un’idea veritiera sulle potenzialità di una squadra. I risultati sono condizionati dai carichi di lavoro a cui sono sottoposti i giocatori in allenamento, ma dobbiamo riconoscere che la Circe è partita subito molto
forte. La preparazione è iniziata il 18 agosto, con la prima settimana
nella quale sono stati effettuati due allenamenti al giorno alfine di raggiungere rapidamente una condizione ottimale in vista della Coppa Lazio, dalla quale, però, la formazione sanfeliciana, un po’ a sorpresa, è
stata esclusa a favore dell’Atletico Bainsizza.
Molte le amichevoli nelle quali, in questa fase iniziale della stagione, la
Circe si è misurata con formazioni di categoria superiore. In particolare ricordiamo il pareggio per 1-1 con il Pontinia con rete di Tammaro,
il rocambolesco 3-3 contro la Sa.Ma.Gor con una doppietta di La Penna, il roboante 5-2 rifilato al Vallecorsa con reti di Silvaggi, Benetti, La Penna, Tammaro e Di Girolamo, il 5-0 in casa
del Cori (formazione che milita in
Seconda Categoria) e il 3-0 rifilato ai “cugini” del Montenero con
reti di Bovolenta, Capponi Roberto e il solito La Penna. In
occasione della partita con il
Terracina persa per 4-2 contro una delle migliori formazioni del girone B d’Eccellenza regionale, la Circe ha
palesato la solita verve offensiva con una doppietta di
La Penna, sciorinando un
buon calcio e delle belle trame
offensive.
Finora, quello che ha impressionato maggiormente della squadra di mister Tesseri è la facilità con cui gli attaccanti rossoblu riescono a trovare la via della rete. Un reparto offensivo, quello della Circe, che ha visto in Tammaro e La Penna non solo
degli ottimi cecchini ma due autentici funamboli in grado di saltare gli
avversari, creando la superiorità e la possibilità d’inserimento sotto rete per i propri compagni.
La sensazione è che la squadra messa a disposizione di mister Tesseri, possa ricalcare le gesta del Bassiano e della Nuova Itri, che, nelle
ultime stagioni, hanno dettato legge nel campionato di Prima Categoria. Per gli addetti ai lavori, solamente l’Atletico Sabotino dei vari Viscido, Tarricone e dei fratelli Di Emma sembra possa impensierire la formazione rossoblu, anche se, a mio avviso, non bisogna trascurare le
ambizioni del Monte San Biagio e della neopromossa Pro Calcio Fondi. La prima di campionato vedrà la Circe impegnata al Ballarin contro
il Sermoneta.
Ricordiamo infine, l’arrivo in seno alla Nuova Circe del tecnico Gianni
Marzella che andrà a collaborare con la scuola calcio sanfeliciana. Il
tecnico sanfeliciano, considerato uno dei migliori allenatori delle categorie giovanili nella nostra regione, rappresenta “l’arma in più” per una
scuola calcio come quella della Circe in continua crescita. I
Pasta all’uovo
di Federico Fedeli
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Come si prepara
una maratona
Alcuni consigli per
una seria programmazione
I
n questa occasione, ci soffermeremo ad analizzare quelli che sono i mezzi d’allenamento utilizzati per la preparazione della maratona e la programmazione metodologica. I lavori che non devono mancare alfine di raggiungere il miglior risultato possibile sui 42
chilometri, sono il lunghissimo, le ripetute per il miglioramento della potenza aerobica e il ritmo maratona. Il lunghissimo è un allenamento il cui fine è quello di abituare le articolazioni a “digerire”
un numero cospicuo di chilometri (un allenamento di questo tipo
prevede sedute comprese tra i 25 e i 35 chilometri) e anche quello di mettere l’organismo in condizione di utilizzare acidi grassi, poiché le riserve di carboidrati non sono in grado di soddisfare l’intera distanza della maratona.
Le ripetute per il miglioramento della potenza aerobica, che possono variare su distanze comprese tra i 1000 metri e i 3000 metri
da effettuare in più serie e sempre con recupero attivo ( il recupero si effettua correndo a un ritmo più blando), hanno lo scopo di
migliorare la soglia anaerobica che può essere considerata come
il limite oltre il quale si produce molto acido lattico. Ricordiamo che
un maratoneta non deve produrre alti quantitativi di “lattato”, altrimenti corre il serio rischio di vedere compromessa la sua prestazione. In pratica, il lavoro sulle ripetute serve a innalzare al massimo il potenziale che un’atleta può esprimere attraverso il sistema
di produzione energetico aerobico.
Il ritmo maratona è quello che un corridore pensa di mantenere in
gara, di solito si avvicina molto al fondo medio e prevede ritmi di
percorrenza compresi tra l’85-90% della propria soglia anaerobica. Un altro lavoro, utile in fase di costruzione e nella fase iniziale
della preparazione, è quello delle ripetute brevi su salite con pendenze molto marcate. Questo lavoro è finalizzato al miglioramento della gittata cardiaca, in modo tale che ad ogni pulsazione il cuore riesce a espellere un maggior quantitativo di sangue ricco d’ossigeno verso le zone più periferiche dell’organismo. Il lavoro sulle
salite brevi, serve ad ottimizzare al meglio l’allenamento per le ripetute e in genere viene effettuato il giorno seguente. In sintesi, le
ripetute brevi in salita(massimo 100 metri) precedono le ripetute per
il miglioramento della potenza aerobica; il lunghissimo, con gli ultimi 15 chilometri a ritmo maratona, deve essere distante come
orizzonte temporale dai primi due lavori. IL CENTRO STOORICCO DI SAN FELICE CIRCEOO
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Tempo libero
di ALESSIA BRAVO
Fagioli
alla pignatta
IL PAPÀ DI GIOVANNA
di Pupi Avati
upi Avati torna a guardare al
passato e alla Bologna che
tanto ama raccontare, perché
luogo della sua gioventù.
1938, Michele Casali (Silvio Orlando) è a
Bologna un professore di disegno e ha una
figlia diciassettenne, Giovanna, che frequenta lo stesso istituto. La ragazza è oggettivamente bruttina e il padre fa di tutto
per convincerla del contrario. Disillusa dalle aspettative, Giovanna uccide per gelosia
la sua migliore amica, venendo poi condannata al ricovero in clinica psichiatrica.
Questa volta lo sguardo è puntato su una situazione d’infelicità
che, in qualche misura, oggi è ancor più devastante, sentirsi non
adeguate fisicamente ai modelli imperanti da parte di adolescenti
in formazione. Giovanna soffre di qualche scompenso psichico
ma suo padre ha speso tutta la sua vita nell’operazione che la
bella e invidiata madre (Francesca Neri) bolla come illusoria.
Avati è come sempre abile nel ricostruire atmosfere d’epoca e a
offrire ritratti psicologici di perdenti o, comunque, di ‘umili’ nel
senso più profondo e umano del termine. Questa volta però perde a un certo punto di vista il nucleo centrale del rapporto padre-figlia per offrirci una sorta di ‘Bignami’ della storia d’Italia con
tanto di entrata in guerra, repubblica di Salò, liberazione ecc. In
questo modo il film finisce con il perdere di vista il proprio nucleo centrale cedendo alla tentazione di voler spiegare tutto contestualizzando storicamente le vicende di un piccolo uomo che
rinuncia a vivere la propria vita per dedicarsi amorevolmente a
un’unica persona, soffocandone la crescita. Notazione a margine: Ezio Greggio (che siamo abituati a vedere in altri ruoli) nei panni di un poliziotto fascista. Il fillm più visto
P
Ingredienti:
mezzo chilo di fagioli borlotti
2 spicchi d’aglio
una costa di sedano
un mazzetto di finocchietto selvatico
un piede di maiale
sale
Ponete tutti gli ingredienti in una “pignatta” (pentola di coccio a forma di anfora con coperchio, tradizionalmente adibita alla cottura
dei legumi), coprite d’acqua e mettetela accanto al fuoco di un camino per 3 ore circa aggiungendo acqua bollente man mano che si
asciuga. Servite i fagioli caldi aggiungendo un filo di olio crudo.
da “LA VISCOTTA”
Ricette di San Felice Circeo
di Angela Bassani
ANGOLOO DELLAA POESSIAA
ORA LEGALE
Avv. Massimiliano Mastracci
di SILVIO ZIARELLI
Il contratto tra paziente e medico
Aprile 2008
o struttura ospedaliera
ra il paziente bisognoso di cure mediche e il medico professionista, o la struttura ospedaliera, viene stipulato un contratto che genera a carico del sanitario una serie di obblighi correlati alle varie fasi dell’attività medico terapeutica. Tra le varie attività è compresa anche l’informazione preventiva relativa al trattamento prospettato, possibili alternative, eventuali rischi, conseguenze e la loro incidenza sulla qualità della vita, in modo tale che
il paziente possa prestare un consenso consapevole. Sotto il profilo civilistico- risarcitorito il
consenso del paziente è stato inquadrato come elemento essenziale del contratto d’opera
professionale destinato a regolare i rapporti tra paziente e medico.
La giurisprudenza dominante propugna la tesi della responsabilità per omessa informazione,
infatti la violazione dell’obbligo di corretta informazione determinerebbe un vizio del consenso (errore, dolo), conseguendone l’annullabilità del contratto, ex art. 1427 c.c. e, venuto meno l’accordo con effetto retroattivo, la risarcibilità degli eventuali danni per responsabilità extracontrattuale.
T
Una passeggiata lungo la spiaggia del Circeo
mattinata rara di splendida primavera.
La purezza dell’aria fresca come una sorgente
di energia vitale, mi faceva sentire
leggero camminare come se la mia vita
fosse tornata negli anni della giovinezza
ma ora quasi novantacinque.
Nel campo visivo notavo con immenso piacere,
il cheto azzurro mare, le micro onde
si seguivano con garbata lentezza verso la riva,
Asssociaziione Culturale
“IIl Centro Storico””
con bramosia la sabbia carezzavano.
L’arco del cielo da uniforme splendore celeste,
per riflesso si alletta sulle quasi dormienti
invitanti azzurre acque del mare, il sole
Coloro che fossero interessati alle nostre iniziative e vogliono iscriversi alla nostra
Associazione, possono telefonare al
328.66110379, inviare un fax al n. 06.55198 52177
o inviare una e-mail a: [email protected]
n.
con il suo tepore espandeva con fervore.
I suoi brillanti raggi sui festosi colori dell’infinito
coordinata forza armoniosa del creato
sostenitrice della vita,
sublime cullante piacere
IL CENNTROO STOORIICOO DI SAN FELLICCE CIRCEOO
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Annunci
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NNUNCI GRATUUITI ANNUNCI GRATTUITI AN
NNUNCI GRATUUITI ANNUNCI GRATTUITI •
Nascita
Un caldo benvenuto alla piccola Aurora Badanai. Con tantissimo affetto
dalla famiglia Marangoni.
Anniversari
12 ottobre. Auguri a Gioacchino e Imelde Capponi per il loro anniversario di matrimonio dalle figlie.
13 ottobre. A Maurizio D’Alessandro e Antonella Ceglia tanti affettuosi auguri dai figli per il loro anniversario di matrimonio.
14 novembre. Auguri dall’amica Sandra a Luigi e Paola Di Palma che
festeggiano il loro anniversario di matrimonio.
Compleanni
1 ottobre. Tanti auguri dalle zie Di Borgo Montenero a Emiliano Di Maggio.
6 ottobre. Buon compleanno ad Aldo Del Circeo dalla cognata Domenica.
8 ottobre. A Sara D’Alessandro tanti cari auguri di buon compleanno
da tutta la famiglia.
8 ottobre. Aspettiamo questa data con ansia per festeggiare il compleanno di Floriana Caddeo. Le cuginette G.G.R.
11 ottobre. Auguri di buon compleanno a Renzo Marin da coloro che
ormai vivono solo di ricordi!
18 ottobre. Buon compleanno a Ceglia Alberto da tutta la famiglia.
18 ottobre. Il giorno del tuo compleanno è la festa di una stella che brilla nel nostro cielo e nel nostro cuore. Auguri a Giulia Rapetti da papà,
mamma, nonno, zia Silvia, zia Vale, Red, Guga, Miccy, Pedro e Cico.
18 ottobre. Alla mamma più bella e simpatica del mondo, Maria Marini. Auguroni dalla figlia Graziella e famiglia.
20 ottobre. Auguri di buon compleanno a Katia Menegatti dalla Contrada del Delfino che l’aspetta ai prossimi giochi.
segue da pag. 12
184 28/07/08
185 31/07/08
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188
”
189 05/08/08
Manifestazione gastronomica Castro dei Volsci.
Indirizzi per l’attuazione di interventi di sicurezza sociale e per la prevenzione di
incendi anno 2008.
Avvio delle iniziative per la presentazione del libro “Cocaina connection” di Orfeo Notaristefano.
Torneo di Burraco del 12 agosto 2008 - Concessione patrocinio e strutture comunali.
Presentazione del libro “Lo sposalizio di Arale” - Concessione patrocinio e strutture comunali.
Rettifica stalli di sosta di pagamento via Castelli.
Delibere del Consiglio Comunale
N.
Data
20 18/04/08
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23 05/05/08
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26 30/05/08
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Oggetto
Verifica quantità e qualità aree e fabbricati da destinarsi alle residenze, alle attività produttive e terziarie - Legge 167/62 e Legge 865/71 e s.m.i - Punto ritirato.
Convenzione per la realizzazione e la gestione di un impianto fotovoltaico.
Adeguamento della normativa comunale ai principi di liberalizzazione delle attività produttive e semplificazione amministrativa alla luce del D.L. 223/2006 del
D.L. 7/2007 e della normativa regionale in materia.
Concessione alla Pro Loco di San Felice Circeo del Cinema - Teatro di piazza Lanzuisi.
Intitolazione grotta geom. Andrea D’Andrassi.
Istituzione servizio parcheggio a pagamento senza custodia.
Piano particolareggiato esecutivo della sottozona D5 del vigente P.R.G. - Approvazione relazione geologica vegetazionale e analisi del territorio - Presa d’atto assenza di osservazioni pervenute.
Verifica quantità e qualità di aree e fabbricati da destinarsi alle residenze, alle attività
produttive e terziarie - L. n.167/62 e L. 865/71 e successive modifiche e integrazioni.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire della sig.ra Marzella Sabrina
per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B5” di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig. Ludovisi Alessandro
per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B4” di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig. Ferraguti Giuseppe
e Navara Iolanda per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea
“B3” di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire della soc. Tre Olivi per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B1” di completamento
di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire della soc. Virom 84 per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B3” di completamento
di Piano Regolatore Generale.
21 ottobre. A Luigi D’Alessandro tantissimi auguri di buon compleanno da mamma, papà e Sara.
21 ottobre. Buon compleanno a Repele Prosperina dal marito e figli.
23 ottobre. Tantissimi auguri di buon compleanno a Vincenzo Lamberti
da tutta la famiglia.
25 ottobre. Un Abbraccio ad Adriano Avagliano per il suo compleanno dalla famiglia.
27 ottobre. Rossana Mestrinaro compie 12 anni. Tanti Auguri da tutti.
29 ottobre. A Sara Avagliano, l’angioletto più bello che ci potesse arrivare. Affettuosi auguri per il suo 1° compleanno da nonni e zii.
30 ottobre. Francesca Ceci compie 23 anni. Auguri da mamma, papà,
Fabio, Luca e Giorgia.
31 ottobre. Un grande abbraccio da mamma e papà a Debora Cerasoli per il suo compleanno.
5 novembre. Infiniti auguri di buon compleanno a Francesca Capponi dalla suocera, il suocero e famiglia.
10 novembre. Al piccolo Giacomo D’Alessandro infiniti auguri per il suo
1° Compleanno da zia Antonella, zio Maurizio, Luigi e Sara.
14 novembre. Auguri a Fabio Ceci per i tuoi 27 anni da papà, mamma,
Francesca, Luca e dalla nipotina Giorgia.
16 novembre Auguroni al pacioccone di casa, Ennio Martufi, che compie 1 anno dai nonni Primo e Assunta, gli zii, e i cuginetti Francy e Gianmy.
19 novembre. Tanti auguri di buon compleanno a Claudio Martufi dalla famiglia Avagliano.
20 novembre. 99 sono passati e i ricordi sono ancora lucidi e le gambe prestanti. Alla nonna più nonna di Borgo Montenero Adriana Demin, auguri da tutto il Borgo.
25 novembre. Alla futura campionessa di nuoto Lara Coppi, tanti auguri di buon compleanno da parte di tutta la numerosa famiglia.
27 novembre. A Silvia Avagliano infiniti auguri di buon compleanno da
mamma, papà, Sandra, Vale, i tuoi nipotini e il piccolo Ennio.
29 novembre. Tanti auguri di buon compleanno a Serena Capponi da
tutti i nipoti.
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Determinazione sull’istanza di permesso a costruire della sig.ra Brusca Franca
per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B3” di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire della sig. Mezzoni Domenico per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B4” di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire della sig.ra Di Prospero Samantha per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B1” di
completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig. Belisario Vittorio per
edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B2” di completamento
di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig.ra D’Urso Maria e Bonato Amalia per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B4”
di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig. Maiola Giulio per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B4” di completamento
di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig. Cavaricci Giuseppe
per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B4” di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig. Picascia Antero e
Aniello per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B1-B5”
di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig.ra D’Ovidio Sandra
per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B5” di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire della soc. Spes immobiliare
di Cilento Raffaele per edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B3” di completamento di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig. Ponzano Stefano per
edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B4” di completamento
di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig. Bognetti Mario per
edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B3” di completamento
di Piano Regolatore Generale.
Determinazione sull’istanza di permesso a costruire del sig. Baio Vincenzo per
edificazione in lotto di terreno ricadente in zona omogenea “B3” di completamento
di Piano Regolatore Generale.
Approvazione schema elenco annuale del Piano triennale delle Opere pubbliche
2008-2009-2010.
Determinazione aliquote imposte comunali sugli immobili - Relative detrazioni e
agevolazioni – Anno 2008.
Approvazione Bilancio annuale di Previsione esercizio 2008 Relazione previsionale e programmatica triennio 2008-2010 e allegati al Bilancio
Scarica

CENTRO STTORICO - San Felice Circeo