Glossario
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Glossario
Acclivi Si dice di terreni erti, fortemente inclinati.
Acidofile Piante che prediligono terreni acidi (con pH<6,5).
Acrocefali Genere di uccelli passeriformi dai colori poco appariscenti che
vive nella vegetazione palustre o ripariale (es. canneti). Deriva da
acros=a punta e cephalus= testa.
Additivo Sostanza di varia natura che si aggiunge ai mangimi per migliorarne il valore nutritivo, l’appetibilità e la conservabilità.
Agronomiche intensive Le pratiche agronomiche sono intensive quando fanno largo impiego di mezzi tecnici per massimizzare le produzioni.
Alofile Piante in grado di sopravvivere in ambienti con elevata concentrazione salina.
Ammoniaca Gas che, originato dall’azoto organico delle deiezioni animali e dei
residui vegetali, passa dal suolo all’atmosfera e può provocare effetti ambientali negativi (es. piogge acide).
Anatidi Famiglia di uccelli acquatici migratori, con zampe corte e piedi
palmati.
Ardeidi Famiglia di uccelli a cui appartengono, ad esempio, gli aironi. Vivono per lo più in zone con presenza di acque poco profonde,
hanno un aspetto slanciato, con gambe e collo lungo, coda corta
e becco robusto. Nidificano per lo più in colonie (“garzaie”) sugli
alberi.
Asciutte Fase in cui i canali di irrigazione sono prosciugati (in genere due
volte all’anno) per eseguire la pulizia degli alvei e gli interventi
di manutenzione ordinaria e straordinaria di sponde e argini per
mantenere l´efficienza irrigua dei canali stessi.
Barbigli Organi tattili di alcuni pesci, snelli e simili nella forma alla barba
umana, posti in genere vicino alla bocca.
Bioindicatore Organismo o sistema biologico usato per valutare una modificazione - generalmente degenerativa - della qualità dell’ambiente.
Bosco caducifoglio Bosco costituito da alberi che nella stagione sfavorevole perdono
le foglie. È una caratteristica diffusa soprattutto fra le latifoglie,
rara tra le conifere (Larice).
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Bracconaggio Ogni forma di uccisione o cattura di animali selvatici al di fuori
delle possibilità previste dalla legge.
Bulbosa Pianta in cui la cui produzione di fiori avviene tramite i bulbi, specie di cipollotti che vengono interrati e che danno vita a una nuova pianta.
Campi terrazzati Campi realizzati sui pendii di colline e montagne, erigendo muri
a secco per il contenimento della terra (es. i vigneti in Valtellina).
Hanno plasmato il territorio contribuendo alla bellezza del paesaggio e limitando il rischio di frane, erosioni, smottamenti.
Carico azotato del reflui Contenuto in azoto delle deiezioni animali.
Cavità ipogee Grotte sotterranee.
Chirottero Volgarmente chiamati pipistrelli, i chirotteri sono mammiferi che
volano, grazie alla speciale conformazioni delle mani (in greco:
cheir) che assomigliano ad ali (pteron). Volando emettono ultrasuoni che consentono loro di individuare ostacoli e prede.
Concime Elemento fertilizzante (naturale o chimico) impiegato in agricoltura per conferire al terreno uno o più elementi nutritivi utilizzabili dalle piante.
Corridoio ecologico
Elemento di connessione, naturale o favorito dall’uomo, tra due
habitat per collegarne le relative popolazioni biologiche, vegetali
e animali.
Cotico erboso
L’insieme delle specie erbacee che formano un tappeto continuo,
alimento base per animali al pascolo.
Cruscame Sottoprodotto della molitura dei cereali; ad es. la crusca di frumento, costituita dalla parte più esterna dei tegumenti del seme,
ricca di fibra ma anche di proteine e di fosforo.
Dehesas
Termine spagnolo con cui vengono chiamati i pascoli alberati. Deriva dal participio passato del verbo latino defendĕre= difendere,
proteggere, tutelare.
Deiezioni
Costituite da feci e urine, rappresentano i “rifiuti” del metabolismo animale, ciò che resta dell’alimento che non viene digerito
o metabolizzato. Possono comportare problemi ambientali se
troppo concentrate in acqua e suolo, ma sono una risorsa per la
fertilità del suolo, se ben gestite.
Deperienti
Alberi malati o molto vecchi, in procinto di morire. Il loro legno
può costituire un habitat ideale per animali xilofagi, che cioè si
nutrono del legno.
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Dimorfismo sessuale
Accentuata diversità morfologica tra i due generi (maschile e
femminile) della stessa specie.
Elitre
Ali esterne di alcuni ordini di insetti (coleotteri, emitteri), molto
indurite che non vengono utilizzate per il volo, ma hanno la funzione di proteggere il corpo: chiudendosi formano un astuccio
che ricopre il secondo paio di ali membranose atte al volo.
Endemico
Esclusivo di determinati territori.
Erpicatura
Lavorazione del terreno eseguita (dopo l’aratura e prima della
rullatura) come lavoro di rifinitura e preparazione del terreno prima della semina. Viene fatta con l’uso dell’erpice (da cui il nome)
che rompe le zolle di terra e dissoda il terreno.
Eutrofizzazione
Sviluppo eccessivo delle alghe e delle piante acquatiche in generale, dovuto a un eccesso di elementi nutritivi quali azoto e fosforo; comporta un impoverimento in ossigeno delle acque e la
conseguente moria di pesci e animali in genere.
Fascia ecotonale
Fascia di contatto tra due habitat adiacenti caratterizzati da condizioni diverse; sono aree in cui convivono non solo gli organismi
tipici della fascia ecotonale, ma anche quelli appartenenti agli
habitat confinanti, con un aumento nel numero di specie e nella
densità delle popolazioni.
Fascia tampone
Sistema vegetale (fasce inerbite, siepi, filari, boschetti, zone umide naturali e artificiali), interposto tra l’ambiente terrestre e acquatico, che intercetta e riduce l’apporto di sostanze inquinanti
di origine antropica (es. agricola) nelle acque superficiali e sotterranee.
Filari
Alberi disposti in fila, a volte per lunghezze consistenti: costituiscono un “corridoio” ecologico che favorisce lo spostamento, la
protezione e la riproduzione di molte specie animali, oltre ad abbellire e arricchire il paesaggio.
Foglie basali
Le prime foglie che spuntano dalla piantina germinata, quelle poste più “alla base” della pianta stessa, vicino al terreno.
Foraggio
Alimento di cui si cibano gli animali erbivori, costituito da piante
erbacee intere consumate fresche (per es. al pascolo) o conservate (come fieno o come insilato).
Galliformi
Ordine della classe degli Uccelli che comprende molte famiglie,
tra cui quella dei Tetraonidi, legati agli ambienti di montagna, con
quattro specie nelle Alpi: gallo cedrone, gallo forcello, francolino
di monte e pernice bianca.
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Gariga mediterranea
Formazione arbustiva degli ambienti mediterranei costituita da
arbusti in genere di piccola taglia, spinosi.
Gasteropodi
Classe di molluschi caratterizzati da un unico organo di movimento costituito da un piede molto sviluppato, testa con occhi peduncolati e conchiglia; comprende numerose specie terrestri, marine
e di acqua dolce, tra cui le chiocciole e le lumache.
Globosi
Di forma sferica più o meno regolare.
Humus
Componente chimico del terreno, di colore bruno, derivante dalla
degradazione e rielaborazione della sostanza organica (di origine
vegetale e animale).
Insilato
Prodotto vegetale, per lo più foraggio, conservato per acidificazione spontanea, tramite chiusura in un ambiente (silo) a tenuta
d’aria e quindi senza ossigeno.
Interfila
Zona del terreno compresa tra due file di piante (erbacee o arboree) coltivate.
Labello
Parte del fiore delle orchidee il cui aspetto funge da richiamo per
gli insetti impollinatori, con forma, dimensioni e colore che differiscono molto nelle varie specie.
Lanceolate
Forma di foglie a punta di lancia, lunga e stretta.
Lanceolata-ellittica
Forma di foglie a metà tra quella lanceolata e quella che assomiglia a una ellisse.
Limicoli
Uccelli, appartenenti all’ordine dei Caradriformi, che si alimentano in zone umide (lagune, paludi, ecc.) cercando invertebrati
ed altri piccoli animali nell’acqua bassa o nel fango. A seconda
della lunghezza delle zampe e del becco frequentano zone diverse dell’area di alimentazione, riuscendo così ad utilizzare al
meglio le risorse trofiche del territorio.
Macchia alta Strato superiore della macchia mediterranea, con vegetazione prevalentemente composta da specie a portamento quasi arboreo
(leccio, corbezzolo, ginepro, lentisco…), con chiome che raggiungono i 4 metri.
Macchia mediterranea
Uno dei principali ecosistemi mediterranei. È una formazione vegetale arbustiva costituita tipicamente da specie sclerofille, cioè
con foglie persistenti poco ampie, coriacee e lucide, alte dai 50
cm ai 4 metri. La macchia mediterranea è diffusa nelle zone caldoaride, con inverni miti e umidi ed estati calde ed aride. In seguito
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a tali condizioni, è diffuso il fenomeno della estivazione totale o
parziale, con le piante che concentrano la fase di maggiore vegetazione in inverno o in primavera, mentre sono in parziale o totale
stasi vegetativa in estate. La macchia mediterranea costituisce un
esempio di microambiente, fornendo nutrimento e riparo a molte
specie di insetti, anfibi, rettili, mammiferi e uccelli.
Minima lavorazione del Tecnica agronomica che riduce al minimo i trattamenti del terreno
terreno
prima della semina, per mantenerne il più possibile la fertilità e
limitarne i fenomeni erosivi, di costipamento e di degradazione
aerobica (mineralizzazione) della sostanza organica.
Molinia Genere di piante erbacee perenni, della famiglia delle Poacee. La
Molinia coerulea forma dei cespi folti e vigorosi, molto competitivi
nei confronti delle altre piante erbacee.
Monocoltura
Coltivazione ripetuta nel tempo (pluriennale) di una sola specie
vegetale. Particolarmente praticata, e impattante sull’ambiente,
quella del mais (granoturco).
Mustelidi Famiglia di mammiferi appartenenti all’ordine dei Carnivori. Di dimensioni medio-piccole, con struttura fisica allungata e agile, hanno abitudini notturne, ma è possibile incontrarli anche di giorno.
Fanno parte di questa famiglia la donnola, l’ermellino, la faina, la
martora, la puzzola, la lontra e il tasso.
Muta
Rinnovamento periodico delle piume negli uccelli, dei peli nei
mammiferi, della pelle nei rettili e dell’intero esoscheletro negli
artropodi.
Nardeto Consociazione di piante nei pascoli alpini, caratteristica di quelli
molto sfruttati a pascolo e di suoli umidi acidificati. È composto
in prevalenza da Nardus stricta, detta comunemente cervino, associata ad altre erbe e muschi. Una corretta gestione del pascolo
crea un ambiente favorevole alla biodiversità vegetale del nardeto, ma un sovrappascolo la penalizza.
Nitrati
Forme azotate (NO3) che derivano dall’acido nitrico, solubili in acqua e fondamentali per la nutrizione delle piante e quindi per tutti
gli ecosistemi. Si formano dai residui vegetali e animali (deiezioni)
nel suolo. Una carenza di nitrati nuoce alle piante e al suolo, un eccesso causa un inquinamento della falda freatica superficiale e profonda. Oggi il livello di azoto distribuibile nel suolo è regolamentato
(direttiva Nitrati) in funzione della vulnerabilità dei suoli stessi.
Ovicaprino
Si dice di pascolo composto da ovini (pecore) e caprini (capre).
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Pascolo turnato
Forma di pascolo in cui il bestiame non insiste sempre sulla stessa
area, ma viene spostato a turni da una zona all’altra e confinato
nelle diverse porzioni di pascolo mediante recinzioni mobili (es.
fili debolmente elettrificati) per consentire la ricrescita dell’erba
dopo che è stata brucata. Il pascolo turnato è una pratica rispettosa dell’ambiente e a favore della biodiversità oltre che del bestiame stesso.
Posatoi
Elementi naturali (rami di alberi e di arbusti) o artificiali (cavi elettrici, piloni ecc.) dove si posano gli uccelli per riposare e/o per visionare il territorio in cerca di prede.
Prati irrigui
Prato naturale che produce erba da falciare almeno una volta all’anno e che beneficia di irrigazione (non importa se con acqua propria o
derivata).
Prati e pascoli magri
Prati naturali, non concimati, particolarmente ricchi di essenze vegetali diverse e di pregio naturalistico e ambientale.
Prato permanente
Prato naturale, spontaneo o artificiale, costituito da sole specie
erbacee tagliate almeno una volta per stagione vegetativa, asportate dalla superficie di produzione e somministrate al bestiame
come foraggio verde o conservato (fieno o insilato).
Prato polifita
Prato costituito da specie erbacee diverse, graminacee e leguminose, più ricco di biodiversità di un prato monofita (costituito da
un’unica specie erbacea) o oligofita (costituito da poche specie).
Pruina Sostanza di consistenza cerosa che viene prodotta dalle cellule
superficiali dell’epidermide di frutti e foglie. Ha funzioni protettive dai raggi ultravioletti e impedisce inoltre l’eccessiva disidratazione.
Rallidi
Famiglia di uccelli comprendente molte specie. In Italia le più diffuse sono la folaga e la gallinella. Hanno ali corte e arrotondata e
vivono per lo più in ambienti umidi. Ottimi nuotatori e corridori, si
nascondono bene nei canneti.
Razze autoctone
Razze tipiche di un certo ambiente, evolutesi in sua funzione,
quindi con caratteristiche morfologiche e funzionali particolarmente adatte ad esso.
Refluo
Nell’azienda zootecnica per reflui ci si riferisce in genere all’insieme delle deiezioni animali, liquide e solide, mescolate tra loro e
con aggiunta di acqua di lavaggio della stalla o porcilaia.
Risorgive
Sorgenti di acqua dolce di origine naturale tipica dei terreni di piana alluvionale, come la Pianura Padana. Si parla di risorgiva quan8
do l’affioramento è spontaneo, di fontanile quando l’affioramento è di origine antropica.
Rizoma
Modificazione del fusto di alcune piante con principale funzione
di riserva; è ingrossato, sotterraneo con decorso generalmente
orizzontale. Caratteristico di piante erbacee diffuse in climi molto
variabili, il rizoma permette il superamento delle condizioni climatiche sfavorevoli rigenerando nuove piante.
Rogge
Canali di portata moderata, provenienti generalmente da corsi
d’acqua più ampi, sono utilizzati per lo più per l’irrigazione.
Rotazione colturale
Avvicendamenti sulla stessa parcella di terreno, di diverse colture
vegetali, in successione l’una all’altra nella stessa annata agraria e
in più anni.
Ruscellamento
Fenomeno per cui le acque piovane scorrono sul terreno anziché
penetrare nel suolo, perché troppo compattato. Tale fenomeno è
negativo in quanto comporta l’erosione del suolo e il suo impoverimento di nutrienti.
Rullatura
Lavorazione del terreno precedente e spesso anche successiva
alla semina, per rendere la parte superficiale del suolo omogenea,
disgregandone le piccole zolle e far poi aderire meglio le particelle
terrose al seme, favorendo la germinazione.
Sepali
Foglie modificate che, assieme ai petali, fanno parte del calice dei fiori. I petali sono in genere colorati, per attrarre gli insetti impollinatori.
I sepali, per lo più verdi, hanno invece una funzione protettiva.
Sfagni
Genere di muschio, molto leggero e permeabile, che forma colonie che agiscono come una spugna, assorbendo e trattenendo l’umidità. Con l’invecchiamento, le parti inferiori dei loro piccoli fusti
muoiono e marciscono ed i rami giovani si moltiplicano vegetativamente, dando origine a nuovi individui e, nel tempo, a colonie
sempre più vaste.
Sorgo
Pianta cerealicola che presenta diverse cultivar e ibridi, alcuni
adatti alla produzione di granella, altri, più alti e sottili, coltivati
per la produzione di foraggio per il bestiame. Rispetto al mais o
granoturco, il sorgo è meno produttivo ma più resistente alla siccità e adatto ai terreni più poveri di nutrienti.
Sostanza organica
L’insieme delle proteine, dei grassi e dei carboidrati, fibrosi e
non. In pratica corrisponde alla sostanza secca esclusi i minerali,
quindi comprende tutto ciò che include il carbonio e di conseguenza l’energia che deriva dalla rottura dei legami carbonioidrogeno (C-H).
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Sottocoda
Il complesso delle penne copritrici degli uccelli che rivestono inferiormente parte della coda. In molte specie il sottocoda ha colorazioni particolari, a carattere distintivo.
Sovescio
Antica tecnica colturale che prevede l’interramento della massa
vegetale ivi prodotta, per arricchire di sostanza organica il suolo,
migliorandone la struttura e accrescendone la fertilità.
Specie ecotonale
Specie vegetale o animale che vive negli ecotoni, zone di transizione tra due ecosistemi.
Stami
Organi sessuali maschili del fiore delle Angiosperme: sono costituiti in genere da un filamento che sorregge le antere, dove maturano i granuli del polline.
Status di conservazione Lo stato di conservazione di una specie è un indicatore della probabilità che quella specie continui a sopravvivere.
Stocchi
I fusti di alcune graminacee come il mais e il sorgo. Nel mais destinato alla produzione di foraggio l’intera pianta, stocco compreso, viene raccolta, trinciata e insilata (silomais), mentre nel
mais destinato alla produzione della sola granella lo stocco e le
foglie su di esso inserite vengono raccolti separatamente per
farne materiale di lettiera o interrati per arricchire il suolo di sostanza organica.
Telerilevamento
Tecnica che permette di ricavare, tramite foto o dati numerici rilevati da aerei o satelliti, informazioni quanti/qualitative sull’ambiente.
Tepali
Foglie modificate del fiore delle Angiosperme a funzione protettiva, non distinguibili in sepali e petali. Se colorati, servono anche a
richiamare gli insetti impollinatori.
Torbiere
Ambienti caratterizzati da grande abbondanza di acqua (palude o acquitrino) primariamente ferma o in movimento lento e
a bassa temperatura, dove si sviluppa una vegetazione prevalentemente erbacea tipica di luoghi umidi e ricca di briofite (muschi). In esse si sviluppa la torba (vedi sotto, alla voce Torbosi).
Torbiere alcaline
Torbiere legate a suoli permanentemente inondati da acque calcaree, ricche di basi, con falda superficiale. Tendenzialmente più
rare e meno diffuse delle torbiere acide, ospitano specie caratteristiche quali per esempio il giunco nero (Schoenus nigricans), il
pennacchio a foglie larghe (Eriophorum latifolium) e diverse specie di muschi (Campylium stellatum, Cratoneuron commutatum,
Drepanocladus revolvens ecc.).
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Torbosi
Aggettivo che identifica i suoli ricchi di torba. La torba è un deposito composto da resti vegetali sprofondati e impregnati d’acqua
che, a causa dell’acidità dell’ambiente, non possono decomporsi
interamente. Può includere molti altri tipi di materiale organico,
come cadaveri di insetti e altri animali; si accumula in suoli più o
meno saturi d’acqua e in assenza di ossigeno e rappresenta lo
stadio iniziale della formazione del carbone.
Trachemys scripta
È la tartaruga palustre dalle orecchie gialle o dalle orecchie rosse,
di origine nord-americana, molto invasiva e che tende a prevalere
sulle altre specie autoctone, come la testuggine palustre europea (Emys orbicularis).
Trasemina
Semina di una o più specie vegetali in appezzamenti già ricoperti
da colture, per accrescerne la variabilità floristica e migliorarne
l’utilizzazione, come avviene per esempio nei pascoli.
Trebbie di birra
Sottoprodotto della birreria ottenuto per essiccamento dei residui di cereali, costituite da ciò che resta dell’estrazione a caldo
dell’orzo germinato: gli involucri esterni della granella e altre sostanze nutritive non solubilizzate nel processo di germinazione.
Sono ricche di fibra e di proteine.
Ungulati
Dal latino ungulatum, ossia “provvisto di unghie” (intese come
zoccoli). Gruppo di mammiferi che appoggiano il proprio peso
corporeo sulla punta delle dita, che hanno perciò sviluppato le
unghie a guisa di zoccoli per proteggersi dall’usura. Normalmente con questo termine ci si riferisce ad animali selvatici quali il
cervo, il daino, il capriolo, lo stambecco e il camoscio.
Urea
Frazione non proteica dell’organismo animale espulsa con le urine; rappresenta il prodotto finale del catabolismo proteico animale. Nell’ambiente può venire in parte convertita in ammoniaca, poi dispersa in atmosfera, in parte mineralizzata in nitrati nel
suolo, a loro volta in parte assorbiti dalle radici delle piante e in
parte trascinati dall’acqua in falda.
Vertice
Parte superiore del capo che in alcune specie di uccelli (es. picchio, regolo, capinera ecc.) può assumere colorazioni particolari
a carattere distintivo/attrattivo.
Vomere
Uno degli organi lavoranti dell’aratro (assieme al coltro e al versoio), effettua un taglio orizzontale del suolo alla profondità di
lavorazione.
Zona ecotonale
Vedi alla voce “Fascia ecotonale”.
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