LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE FASCIA TORRENTE SAN BERNARDINO AI
FINI RICREATIVI E DI RECUPERO AMBIENTALE.
PROGETTO DEFINITIVO-ESECUTIVO _ D.P.R. 207/2010
Allegato_a
_ Relazione Generale _
INDICE
1
2
3
4
5
6
7
PREMESSE ......................................................................................................... 3
IL TERRITORIO E L’INSERIMENTO DELL’INTERVENTO ............................................... 6
2.1
Morfologia .............................................................................................................................. 7
2.2
Geologia e Litologia ................................................................................................................. 9
2.3
Idrologia e Idrogeologia ........................................................................................................ 10
2.4
Sismicità ............................................................................................................................... 12
2.5
Terra di scavo ....................................................................................................................... 13
2.6
Cave e discariche .................................................................................................................. 13
2.7
Archeologia........................................................................................................................... 14
2.8
Inquadramento Urbanistico.................................................................................................... 14
2.9
Paesaggio ed ambiente ......................................................................................................... 19
2.10
Idoneità reti esterne dei servizi .............................................................................................. 19
2.11
Verifica delle interferenze con le reti aeree e sotterranee......................................................... 21
2.12
Lo stato dei luoghi................................................................................................................. 25
CRITERI DI PROGETTAZIONE_URBANISTICA, ARCHITETTURA, IMPIANTI ................... 27
3.1
Il progetto urbanistico, architettonico e funzionale, le opere edili e di finitura, la sistemazione a
verde, l’arredo urbano ....................................................................................................................... 27
3.1.1 Le opere edili e di finitura .................................................................................................. 29
3.1.2 La sistemazione a verde .................................................................................................... 33
3.1.3 Gli elementi di arredo urbano............................................................................................. 35
3.2
Gli impianti tecnici_Generalità, sicurezza, funzionalità, ............................................................. 37
economia di gestione ........................................................................................................................ 37
3.2.1 Impianti Elettrici................................................................................................................ 37
3.2.2 Impianto di Scarico acque meteoriche ................................................................................ 39
IL SUPERAMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE .......................................... 41
CARATTERISTICHE PRESTAZIONALI E DESCRITTIVE DEI MATERIALI UTILIZZATI ........ 42
5.1
Opere in c.a.......................................................................................................................... 42
5.1.1 Massetti e pavimentazioni.................................................................................................. 43
5.1.2 Parapetti metallici ............................................................................................................. 45
5.1.3 Verde pubblico.................................................................................................................. 46
5.1.4 Arredo urbano .................................................................................................................. 47
5.1.5 Pubblica illuminazione ....................................................................................................... 48
5.1.6 Predisposizione fibre ottiche............................................................................................... 51
5.1.7 Smaltimento acque meteoriche .......................................................................................... 51
CRONOPROGRAMMA DELLE FASI ATTUATIVE ......................................................... 53
STIMA DEI COSTI .............................................................................................. 54
Raggruppamento Temporaneo “STONES
RIVER”
Progettazione integrale e coordinata, architettura, paesaggio, strutture, impianti, arredi
s.b.arch. –studio bargone architetti associati _arch. FEDERICO BARGONE - capogruppo R.T.
c/o Bargone Associati
15, via del Colle di Mezzo
00143 R O M A
06 51981103
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1
PREMESSE
Variazioni alle indicazioni contenute nel progetto preliminare
La presente Relazione generale costituisce l’allegato “a” al progetto definitivo-esecutivo redatto per la
progettazione dei lavori di Riqualificazione della fascia del torrente San Bernardino ai fini ricreativi e di
recupero ambientale.
A seguito dell’approvazione del Progetto Preliminare resa esecutiva, senza alcuna osservazione e/o
prescrizione, con Delibrazione di Giunta Comunale n°. 40 del 04-02-2013, il R.U.P. ing. Noemi Comola con
nota prot. 0006516 del 06-02-2013 ha richiesto allo scrivente Raggruppamento di “procedere con la
successiva fase di progettazione del lotto finanziato, accorpando la fase definitiva con l’esecutiva (“progetto
definitivo-esecutivo”)”, in un unico livello di approffondimento progettuale.
Il progetto definitivo-esecutivo recepisce, sviluppa e definisce tutte le indicazioni e le scelte progettuali
operate in sede di progettazione preliminare, approfondendo tutte le relative tematiche, generali e
specialistiche, nel rispetto delle leggi, norme e regolamenti vigenti sia a livello nazionale, sia a livello locale.
Il progetto definitivo-esecutivo è sviluppato esclusivamente per le opere di I° stralcio del Progetto
Preliminare localizzate lungo via Brigata Valgrande, ricomprese nel tratto tra corso Goffredo Mameli ed il
“terzo ponte”. Il progetto definitivo-esecutivo mantiene inalterate tutte le principali caratteristiche della
progettazione Preliminare, analizza gli aspetti specialistici di dettaglio, precisa le caratteristiche prestazionali
dei materiali e dei sub-componenti ed ottimizza alcune scelte progettuali soprattutto al fine di un efficace
perseguimento degli obiettivi posti e di una migliore economicità globale dell’intervento.
Rispetto al progetto preliminare approvato le più importanti ottimizzazioni operate riguardano i seguenti
principali elementi:
1. Impianti di scarico acque meteoriche: al fine non alterare l’assetto dell’attuale smaltimento
delle acque meteoriche relative all’asse stradale di Via Brigata Valgrande, si è preferito sostituire
la raccolta e l’intubamento delle acque meteoriche in unico condotto fognario, adottata nel
progetto Preliminare, a vantaggio di un sistema di smaltimento puntiforme e diffuso, realizzato
sfruttando le attuali tubazioni di scarico, già inserite nei getti in c.a. delle strutture d’argine. E
ciò anche al fine di evitare alterazioni di natura strutturale che nuove e più grandi forature
avrebbero determinato sul comportamento statico globale del muro d’argine;
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arch. Salvador Perez Arroyo_ Proges Engineering s.a.s. _ arch. Luca Frigerio _ geol. Mario Cerqueglini_
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Raggruppamento Temporaneo “STONES
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Progettazione integrale e coordinata, architettura, paesaggio, strutture, impianti, arredi
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2. interventi nell’alveo del torrente San Bernardino: al fine di una globale ottimizzazione dei
costi globali di intervento, sono stati eliminati tutti gli interventi di I° stralcio previsti dal
progetto Preliminare
3. soletta in c.a.: è stato incrementato lo spessore della soletta in c.a. a complessivi 15 cm., e
definita la relativa armatura da adottare, così come risultante dall’Allegato f1_calcoli Strutture. E
ciò soprattutto al fine di garantire una più idonea durabilità e manutenibilità delle opere, il tutto
calcolato per resistere al carico di fuoriuscita delle automobili che dovessero accidentalmente
sormontare sulla superficie dei percorsi ciclo-pedonali.
4. Pavimentazioni: l’approfondimento delle caratteristiche prestazionali dei materiali di finitura
da utilizzare, ha delineato l’opportunità di sostituire:
•
Smolleri in pietra di luserna: utilizzati nel Progetto Preliminare per pavimentare parte
dei percorsi pedonali;
•
Pavimentazione colorata in collante polibutandienico: utilizzata nel Progetto
Preliminare quale tappeto di usura per il percorso ciclabile.
•
gli smolleri di pietra di Luserna sono sostituiti con la fornitura e posa in opera di
pavimento, sempre in pietra di luserna, in croste fiammate, lati segati, colore misto,
spessore 4/6 cm., montati a correre con larghezza 30/50 cm.; la pavimentazione in
croste fiammate garantisce infatti una maggiore complanarità e regolarità della
superficie calpestabile, assicurando, al contempo, idonee caratteristiche di antiscivolo
e resistenza sia agli agenti atmosferici, sia ai sali comunemente utilizzati per il disgelo
dei pubblici percorsi;
•
la pavimentazione colorata in collante polibutandienico, è sostituita con la fornitura e
posa in opera del sistema tipo Mapei “Mapecoat TNS URBAN” o equivalente,
consistente nella applicazione di idonei strati di sottofondo e preparazione e nella
successiva posa in opera di specifico rivestimento acrilico per piste ciclo-pedonali. Tale
sistema realizza un tappeto di usura con ottime caratteristiche antiscivolo e di
resistenza sia all’eventuale contatto con oli o carburanti, sia all’aggressione dello smog
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e dei raggi solari, garantendo, al contempo, un’ottima resistenza alla abrasione anche
su superfici soggette ad intenso e frequente uso.
Il disegno complessivo delle pavimentazioni e la loro articolazione geometrica è poi sviluppata
secondo le prescrizioni riportate nei grafici PDE-OP_2.7, PDE-OP_2.8, PDE-OP_2.9.
5. Parapetti percorsi ciclo-pedonali: il parapetto posto sullo sviluppo perimetrale del muro
d’argine è stato articolato in due diverse tipologie, di cui quella denominata “tipo 1” è la
prevalente ed è dotata di corrimano, mentre quella denominata “tipo 2” ne è priva; per la
tipologia di “tipo 1” il corrimano φ 30 cm. di progetto preliminare è stato ottimizzato utilizzando
un tubo in acciaio inox spazzolato di diametro esterno φ 20,4 cm. È stato inoltre razionalizzato
sia il sistema di ancoraggio dei montanti alle strutture esistenti in c.a., sia il sistema di fissaggio
dei tondini verticali ai montanti.
Sul lato torrente delle rampe di raccordo tra il piano stradale ed i percorsi ciclo-pedonali, il
Progetto definitivo-esecutivo prevede la fornitura e posa in opera di corrimani realizzati in tubi
gas 2’’.
6. Impianto di illuminazione percorsi ciclo-pedonali: ad integrazione degli apparecchi
illuminanti a palo h=3.50 m., il Progetto definitivo-esecutivo prevede, in corrispondenza delle
rampe di raccordo tra il piano stradale ed i nuovi percorsi ciclo-pedonali, la fornitura e posa in
opera di apparecchi ad incasso pavimento tipo Castaldi mod. tellux/R1-LW LED o equivalenti, al
fine di garantire una più idonea e riconoscibile segnalazione di tali rampe.
7. Marciapiede Via Brigata Valgrande lato via quarto/P.zza F.lli Bandiera: il progetto
preliminare prevedeva l’ integrazione del marciapiede esistente, al fine di delineare un nastro
continuo sull’intera banchina stradale lato via Quarto/P.zza F.lli Bandiera. La necessità di
contenere i costi entro i limiti di copertura stanziata, determina la necessità di eliminare tale
intervento che non risulta dunque inserito tra le lavorazioni oggetto di appalto previste dal
progetto definitivo-esecutivo.
Per quanto riguarda l’inserimento urbanistico e territoriale sono state confermate tutte le scelte di
Progetto preliminare, ridefinendo, secondo una nuova direttrice, la posa in opera delle pavimentazioni in
croste di pietra di luserna, il disegno degli spazi verdi e la disposizione degli elementi di pubblico arredo.
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Si segnala che nei grafici di progetto definitivo-esecutivo allegati, le indicazioni su via Brigata
Valgrande relative sia alla segnaletica stradale orizzontale (parcheggi compresi), sia ai sensi di marcia, hanno
carattere esclusivamente indicativo. La Giunta Comunale, così come comunicatoci con mail R.U.P. ing. Noemi
Comola datata 26-04-2013, ha infatti disposto al locale Comando di Polizia Municipale di verificare “la
fattibilità della realizzabilità del senso unico in entrambi i sensi”, riservandosi quindi, nel merito, la definitiva
determinazione; pertanto restano escluse dall’appalto dei lavori di cui trattasi, le opere ed ogni altro onere
relativo al tracciamento della nuova segnaletica stradale sopra rappresentata.
2
IL TERRITORIO E L’INSERIMENTO DELL’INTERVENTO
Per quanto attiene i caratteri morfologici, geologici, idrologici, idrogeologici sismici, ci si riferisce ai
contenuti di:
•
“Relazione geologica, geologico-tecnica e idrologica” allegata al Progetto Preliminare per la
realizzazione del “nuovo teatro cittadino, recupero dell'Edificio Ex Camera del Lavoro,
riqualificazione piazza mercato”;
•
“Relazione geologica, geologico-tecnica e idrologica” allegata al Progetto Preliminare in
adeguamento per la realizzazione del “nuovo teatro cittadino in zona Arena” di Verbania;
•
“Studio geologico, geomorfologico ed idrogeologico” allegato al progetto del “terzo ponte”
sul Torrente San Bernardino”
Le prime due relazioni sono state redatte dalla dott. geol. Angelica Sassi.
Lo studio geologico per il “terzo ponte” è stato redatto nel dicembre del 2001, dal dott. geol. Italo
Isoli e dalla dott. geol. Angelica Sassi. Le indagini e le informazioni riportate in tali documenti costituiscono
un quadro conoscitivo completo ed esaustivo agli effetti della caratterizzazione del contesto di riferimento e
dell’intervento oggetto della presente trattazione.
Per un ulteriore approfondimento dei caratteri morfologici, geologici, idrologici, idrogeologici e
sismici, si rimanda anche alla lettura della Relazione geologica, idrologica, idraulica, geotecnica, posta come
allegato b1 al presente Progetto Definitivo-Esecutivo.
Si segnala, inoltre, che la caratterizzazione geotecnica dell’area non è oggetto di specifica Relazione,
in quanto le opere di Progetto Definivo-Esecutivo non interferiscono con tali caratteri.
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2.1
Morfologia
Il territorio del Comune di Verbania appare caratterizzato da due tipologie morfologiche, collinare e
di fondovalle con pianure alluvionali attuali, recenti e terrazzate; al primo tipo di morfologia si possono
attribuire le aree collinari del Monte Rosso, della Castagnola, di Pian di Les sopra Unchio e della zona di
Zoverallo-Antoliva.
Nel secondo tipo di morfologia sono comprese tutte le aree pianeggianti o subpianeggianti, costituite
da un lato dalla complessa zona formata dai conoidi coalescenti dei torrenti San Bernardino e San Giovanni,
sulla quale sono costituiti gran parte dei maggiori nuclei abitati, e dall'altro dalla piana formata dal Fiume
Toce in ambiente deltizio, all'estremità occidentale del territorio comunale.
L’area oggetto di intervento si sviluppa sulla sinistra idraulica del torrente San Bernardino, il quale
costituisce senza dubbio, in tale ambito, l’elemento naturale principale che contraddistingue il carattere
morfologico dell’area più vasta. Il Bacino idrografico, di discrete dimensioni, comprende l’intera Valgrande e
Val Pogallo, con quota massima di 2299 m.s.l. in corrispondenza del M. Togano; si tratta di territori montani
(quasi tutti facenti parte del Parco Nazionale della Valgrande), nella quasi totalità boscatri, con rari
insediamenti antropici […]. […] il reticolato idrografico del T. San Bernardino […] mostra una netta
distinzione tra gli affluenti in destra e in sinistra idrografica; significativo è il fatto che in destra idrografica
l’asta principale si sviluppa parallelamente al crinale che separa questo bacino da quello del F. Toce, mentre
in sinistra l’orografia è più articolata, con ampie zone comune con il bacino del T. San Giovanni. Questa
situazione ha determinato la ridotta lunghezza degli affluenti in destra idrografica, i quali hanno andamento
pressoché rettilineo, direzione concordante alla linea di massima pendenza dei versanti e confluenze
generalmente anomale. Gli affluenti in sinistra idrografica presentano invece percorsi più articolati a causa
della maggior ampiezza del bacino.
Il tratto terminale del Torrente San Bernardino, a partire dalla forra di in roccia in corrispondenza del
Ponte di Santino fino allo sbocco nel lago maggiore, “scorre al margine meridionale dell’abitato di Intra con
uno sviluppo tutto compreso entro la conoide coalescente costituente la piana alluvionale formata da T.San
Bernardino e T.San Giovanni.
Tale conoide è stata realizzata dai torrenti nel loro sbocco a lago, con avanzamenti progressivi legati
ad altrettanto progressivi abbassamenti del livello medio lacustre.
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Vi sono state quindi grandi deposizioni di materiali alluvionali, terrazzati su più livelli, con alternanza
di episodi di erosione e di deposizione; si tratta comunque sempre di alternanze di ghiaie e sabbie, con
elementi arrotondati e con una discreta selezione in base alle dimensioni; i materiali più grossolani sono
posti owiamente nelle zone corrispondenti o più vicine all'alveo, sia di materiali più fini nelle aree più distali o
di lanca.
ll frequente sfondamento degli argini naturali per piene eccezionali (avvenute fino alla fine dell'800),
con conseguenti variazioni di percorso, ha generato forme originariamente ondulate, con canali di incisione
poi successivamente parzialmente riempiti; queste metodologie di erosione e deposizione hanno prodotto in
uno stesso punto la possibilità di frequenti alternanze (con spessori dei singoli strati anche piuttosto limitate)
di bancate di materiali anche molto grossolani con livelli di materiali fini sabbiosi.
La struttura è in genere formata da lenti o livelli con deposizione su strati orizzontali; però in alcuni
punti è stato possibile riconoscere anche livelli in strati inclinati, tipici di una deposizione subacquea di delta,
con passaggi alla base a granulometrie più fini tipiche di ambiente lacustre.
Gli spessori di tali depositi sono limitati (qualche metro) nelle zone più prossime allo sbocco della
forra rocciosa, ma crescono rapidamente fino a raggiungere parecchie decine di metri e addirittura nella
zona di Via G.Rossa - Via Olanda sono superiori a 210 m; questa profondità, raggiunta dai pozzi industriali
della Soc.Acetati (ex-Soc. Montefibre) definisce uno spessore di alluvioni almeno fino ad una quota di poco
inferiore allattuale livello del mare.
Al di sotto dei depositi alluvionali sono quasi ovunque presenti depositi limosi grigi di tipo lacustre
periglaciale. Alla base dei sedimenti è poi presente il substrato roccioso (micascisti e paragneiss)
appartenente all'unità denominata Scisti dei Laghi […].
Su tutto questo paesaggio naturale si è poi impostata l’azione antropica, prima con parziale
spianamento dei terreni per usi agricoli, e poi, in modo molto più incisivo:
•
in sponda sinistra con la realizzazione, negli anni fra il 1869 e il 1879, di un imponente
argine maestro in pietrame a protezione degli insediamenti a tergo (zona Sassonia);
•
in sponda destra con lo scavo di canali e rogge di derivazione per la produzione di energia
peri mulini e le manifatture dell'8OO e del primo '900.
Infine a partire dal 1950 tutto l'areale in sponda destra è stato interessato da importanti
insediamenti industriali e, più recentemente, residenziali, con formazione di nuovi tracciati stradali di
collegamento e cancellazione con interramento del sistema originario di rogge.”
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È proprio sull’imponente argine in sinistra idraulica sopra menzionato, lungo Via Brigata Valgrande nel
tratto compreso tra Via Veneto ed il “terzo ponte”, che sono realizzate le opere di riqualificazione urbana del
progetto definito-esecutivo di cui trattasi.
2.2
Geologia e Litologia
ll bacino del T. San Bernardino presenta al suo interno una notevole varietà di rocce metamorfiche,
appartenenti a varie importanti unità strutturali dell’edificio alpino e subalpino; litologicamente si tratta di
granuliti, kinzigiti, anfibolitì, ortogneiss, paragneiss e micascisti, rocce da massicce a scistose a seconda della
composizione e della foliazione presente.
Gli affioramenti rocciosi interessano la gran parte del bacino, essendo presenti depositi superficiali
solo sul fondovalle nella tratta terminale e nelle zone di versante a minore pendenza; si tratta di depositi
glaciali, detritici e alluvionali.
Osservando la morfologia è possibile riconoscere una fase precedente alle glaciazioni quaternarle
(morfologia pre-glaciale), una corrispondente ad esse (morfologia glaciale) ed una successiva (morfologia
post-glaciale),
La morfologia pre-glaciale è riconoscibile soprattutto nelle profonde forre che caratterizzano gran
parte del corso del T. San Bernardino e dei suoi affluenti e che continuano verosimilmente al di sotto dei
sedimenti che attualmente sono presenti nel tratto terminale.
ll glacialismo quaternario ha lasciato tracce quasi esclusivamente nelle parti a più modesta altitudine
dell'intera valle del T. San Bernardino; solo la porzione meridionale del bacino era infatti interessata dal
ghiacciaio dell'Ossola, che colmava la valle fino all'altitudine di circa 1000 m s.l.m..
La deglaciazione della valle si attuò molto presto, mentre il livello dei due ghiacciai principali (Ossola
e Ticino) era ancora alto; di conseguenza essa fu riempita da depositi alluvionali; più tardi questi depositi
furono incisi, quando il livello del ghiaccio cominciò a diminuire.
La ritirata dei ghiacciai avvenne con pulsazioni; ad ogni stasi prolungata corrispondono zone
subpianeggianti formate da depositi alluvionali, situate su uno o su entrambi i versanti vallivi, generate dai
corsi d'acqua che si trovavano il percorso sbarrato dalla massa glaciale; in questa fase si formavano laghi di
sbarramento e intramorenici, con deposizioni di sedimenti caratteristici, sabbioso-limosi con irregolare
presenza di ciottoli e massi.
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Ad ogni ritiro ed abbassamento dei ghiacciai, i torrenti riprendevano forza erosiva e incidevano il
proprio alveo nei sedimenti da essi stessi deposti in precedenza.
All'ultima fase morfogenetica post-glaciale sono da attribuire i depositi alluvionali, anch'essi
terrazzati, situati nella parte inferiore del bacino del T. San Bernardino, costituenti l'ampia conoide che si
sviluppa da Trobaso al Lago Maggiore, in comune con il T. San Giovanni. e i depositi lacustri intercalati ad
essi.
Anche in questa fase ad ogni stasi abbastanza prolungata del livello lacustre ad una determinata
quota corrispondeva una deposizione di limi nelle zone sommerse dalle acque: al di sopra dei limi
sedimentavano sabbie e ghiaie deposte dai torrenti nelle zone di foce, che andavano avanzando entro il
lago.
Anche nelle fasi di abbassamento del livello lacustre si determinava l'aumento della capacità erosiva
dei torrenti, con escavazione dei loro stessi depositi, o addirittura, come si può osservare nella parte alta
della conoide dei torrenti San Bernardino e San Giovanni, della parte superiore dei limi lacustri.
Nel merito si rimanda anche alla lettura dell’allegatob1_Relazione Geologia, Idrologia, Idraulica,
geotecnica.
2.3
Idrologia e Idrogeologia
La piana di Trobaso-Intra-Pallanza costituisce un'area di piana alluvionale con depositi alluvionali che
occupano un'area molto ampia, a partire da Unchio e Possaccio fino al litorale lacustre di Intra e Pallanza,
interrotti unicamente dal promontorio roccioso della Castagnola e, presumibilmente, da una dorsale
sotterranea che collega quest'ultima al Monte Rosso.
La generale elevata permeabilità dei sedimenti e l'assenza di veri e propri livelli impermeabili con
sufficienti spessori e continuità orizzontali ha prodotto la formazione di un'unica falda freatica, con
inclinazione verso il lago e in diretta comunicazione con esso.
Una modellizzazione della falda nell’areale risulta complicata da:
•
una oscillazione elevata dei livelli del Lago Maggiore (che costituisce il livello di base della
falda), anche superiore a 5 metri fra livelli massimi e livelli minimi a non elevatissimo tempo
di ritorno;
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•
la presenza del T. San Bernardino, che costituisce per perdite di subalveo una direttrice di
alimentazione della falda, soprattutto in periodi di elevate portate, con conseguente
incremento della superficie piezometrica in corrispondenza di esso e delle zone
immediatamente limitrofe;
•
la presenza di emungimenti sia in sponda sinistra (pozzi comunali) che soprattutto in
sponda destra (pozzi industriali ad elevate portate).
Pur con tutti questi presupposti, i dati e le conoscenze dirette in possesso […] permettono, ai fini di
caratterizzare geotecnicamente i terreni presenti anche nei riguardi del possibile contenuto in acqua, le
seguenti precisazioni:
- gli spessori verificati dei depositi alluvionali variano da alcune decine di metri nelle aree più
marginali fino ad almeno 210 m. nella zona fra V. Olanda e V. Guido Rossa (pozzi n.8-9-10 della
Soc.Acetati), in corrispondenza dell’asse del "canyon" scavato dal torrenti per raggiungere l'antico Ticino che
scorreva a un livello inferiore dell'attuale fondo del Lago Maggiore;
- i depositi ghiaioso-sabbiosi presentano permeabilità medio-alta (k=10 -2-10-4 m/s), sia in direzione
verticale che orizzontale;
- il livello piezometrico della falda si raccorda sempre con il livello lacustre, ma è in ogni situazione
superiore ad esso, e quindi si deve dedurre che la direzione del flusso e diretta sempre verso il lago;
- la presenza dei coni di influenza dei pozzi di emungimento costituisce la maggior distorsione da
questo percorso, con probabile temporanea inversione locale del flusso in occasione di emungimenti
industriali elevati su lunghi periodi;
- sono state riconosciute forti variazioni del livello piezometrico in relazione sia alle variazioni di
portata dei corsi d'acqua torrentizi sia alle oscillazioni del livello lacustre, che costituisce il livello di base dei
torrenti e della falda; tale relazione è tanto meno diretta quanto più ci si allontana da tale livello di base.
Per meglio definire il livello della superficie piezometrica all’altezza dell'opera prevista sono stati
esaminati i dati disponibili. costituiti da:
- una campagna di misure realizzata dall'ENEL nel periodo 1984-1986 attraverso tre idrometrografi
posti in corrispondenza dei pozzi n.5-6-9 della ex-Soc. Montefibre (ora rilevati dalla Soc. Acetati) e con la
contemporanea registrazione dei livelli lacustri e delle altezze idrometriche del T. San Bernardino;
- alcune campagne di misure eseguite a cura degli scriventi sui pozzi comunali nel periodo 19841999;
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- un analisi statistica dei livelli del Lago Maggiore sulla base dei dati raccolti dal C.N.R. - Istituto
italiano di ldrobiologia allidrometrografo di Pallanza.
ln particolare i dati hanno permesso di tracciare una sezione interpretativa dei livelli piezometrici in
contemporanea a vari livelli lacustri.
La falda freatica in corrispondenza delle magre del lago presenta una pendenza debolissima della
superficie piezometrica (J=0.00216) e quindi una bassa velocità di filtrazione (65 ›< 106 m/s).
Nel caso di piene lacustri concomitanti a periodi piovosi e piene torrentizie la pendenza della
superficie piezometrica aumenta; i valori massimi registrati sono dell'ordine di J = 0.011, a fronte di una
pendenza J=0.008 in corrispondenza del livello medio lacustre; valori di piena lacustre più alti, ad elevato
tempo di ritorno, non dovrebbero però aumentare di molto tale valore.
ln corrispondenza di elevati livelli lacustri inoltre si assiste ad una progressiva ingressione del lago
all’interno dell'alveo del T. San Bernardino; il recente evento dell'ottobre 2000, con livello massimo del Lago
Maggiore a 197.94 m s.l.m. (piena valutabile, secondo la tabella riportata con un tempo di ritorno di circa
60-70 anni) ha portato le acque del lago a risalire il T. San Bernardino fino all'altezza del pozzo n.1
dell'acquedotto, […].
LIVELLI MASSIMI LAGO MAGGIORE
Tempo Ritorno
(anni)
Livelli massimi
(m. s. l. m.)
2.33
10
20
50
100
200
300
400
500
195.55 196.67 197.15 197.78 198.25 198.71 198.99 199.18 199.30
Nel merito si rimanda anche alla lettura dell’allegatob1_Relazione Geologia, Idrologia, Idraulica,
geotecnica.
2.4
Sismicità
Con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 4-3084 del 12.12.2011 pubblicata sul Bollettino
Ufficiale n. 50 del 15.12.2011 è stato approvato l’aggiornamento e l’adeguamento delle procedure di
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controllo e gestione delle attività urbanistico - edilizie ai fini della prevenzione del rischio sismico, ed è stata
recepita la classificazione sismica di cui alla D.G.R. n. 11-13058 del 19.01.2010.
Ai sensi della D.G.R. n. 4-3084 del 12.12.2011, in vigore dal 01-01-2012, il territorio del comune di
Verbania è classificato in zona simica 4 e quindi come area con pericolosità sisimica molto bassa.
2.5
Terra di scavo
In riferimento al D. Lgs 152/2006 e ss. mm. e ii. e al D.M. 10 agosto 2012 n. 161 “Regolamento
recante la disciplina dell'utilizzazione delle rocce e terre da scavo”, si precisa che la relativa trattazione è
contenuta all’interno del documento Allegato b5_Relazione Gestione delle Materie, compiegato agli atti di
progetto Definitivo-Esecutivo. Nel merito si rappresenta che, in ogni caso, tutte le terre risultanti dalle
operazioni di scavo, sono da conferire integralmente presso discariche autorizzate, senza alcun riutilizzo,
nemmeno parziale, di tali materiali.
2.6
Cave e discariche
Di seguito viene riportata una planimetria di inquadramento dell'area con individuazione di due
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possibili cave per l'approvvigionamento di materiali inerti, di misti granulari di sottofondo e di discariche per
lo smaltimento dei materiali di risulta.
In particolare sono conferiti in discarica i seguenti materiali:
•
arredo urbano, barriere stradali e segnaletica verticale esistente;
•
materiali vegetali, ceppi ed apparati radicali;
•
asfalto derivante da scarifica;
•
inerte frammisto proveniente dalle demolizioni;
•
Terreno di scavo;
•
Parte dei cordoli stradali.
Nel merito di quest’ ultimi, infatti, la rimanente parte degli attuali cordoli esistenti in pietra locale
devono essere riposati in opera in corrispondenza delle due testate opposte del nuovo percorso ciclopedonale.
2.7
Archeologia
Gli accertamenti condotti nella cartografica di P.R.G. vigente sull’area oggetto di intervento non
hanno evidenziato l’esistenza di vincoli di natura storica, artistica ed archeologica.
Inoltre in base all'art. 95 del D.Lgs. 163/2006 e dell'art. 2-ter del Legge n. 109/2005 la trasmissione
della documentazione relativa alla verifica preventiva dell'interesse archeologico, non è richiesta per gli
interventi, come quello oggetto del presente intervento, che non comportino nuova edificazione o scavi a
quote diverse da quelle già impegnate dai manufatti esistenti.
2.8
Inquadramento Urbanistico
Le indagini di approfondimento condotte per l’intervento di riqualificazione dell’area oggetto di
intervento hanno evidenziato il quadro di seguito riportato, trattato sinteticamente per punti corrispondenti
ai diversi livelli gerarchici di pianificazione territoriale ed urbanistica:
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1. Regione Piemonte_ Piano Territoriale Regionale_approvato con deliberazione n. 388-9126 del
19 giugno 1997, con valenza anche di strumento per la tutela del paesaggio ai fini e per gli effetti
dell'art. 1bis della Legge 8 agosto 1985 n.431, allora operante. Contiene una specifica ed esauriente
considerazione dei valori paesaggistici ed ambientali. Tale strumento, di indirizzo generale, non pone
specifiche regolamentazioni di carattere operativo per l’area oggetto di studio;
2. Regione Piemonte_ Piano Paesaggistico Regionale_ adottato con D.G.R. n.53-11975 del 0408-2009; è in attesa della predisposizione degli elaborati definitivi da sottoporre al Consiglio
Regionale per l’approvazione_ disciplina la pianificazione del Paesaggio e definisce gli indirizzi
strategici per uno sviluppo sostenibile del territorio. A far data dall’adozione, non sono consentiti
interventi in contrasto con l’art. 14 del norme di attuazione (tutela del sistema idrografico), i cui
indirizzi sono:
•
la limitazione degli interventi trasformativi che possano danneggiare gli eventuali fattori
caratterizzanti i corso d’acqua quali cascate, salti di valore scenico, interferenze con le
dinamiche evolutive del corso d’acqua e dei connessi assetti vegetazionali;
•
assicurare la riqualificazione della vegetazione arborea ed arbustiva, anche con
riprofilatura delle sponde;
•
favorire il mantenimento degli ecosistemi più naturali, con la rimozione o la mitigazione
dei fattori di frammentazione o di isolamento o la realizzazione o il potenziamento dei
corridoi di connessione ecologica;
•
migliorare la accessibilità e la percorribilità pedonale ciclabile a cavallo nonchè la fruibilità
degli spazi ricreativi con attrezzature ed impianti a basso impatto ambientale.
All’interno delle fasce fluviali interne, per quanto più attinente all’intervento proposto, vale la
seguente prescrizione:
•
deve essere conservata la vegetazione arbustiva ed arborea di tipo idrofilo ed i lembi di
bosco planiziale;
3. Provincia del Verbano Cusio Ossola_ Piano Territoriale Provinciale_adottato con
deliberazione del 02-03-2009 del Consiglio Provinciale_ Fino alla definitiva approvazione del Piano si
applicano le misure transitorie di salvaguardia di cui all’art. 2.3.8 punto 2), relative alle aste dei corsi
d’acqua (corridoi ecologici fluviali primari e secondari) esterni a parchi e riserve regionali, con
l’applicazione delle relative fasce di rispetto previste dall’art. 142 del d. Lgs. 42/2004;
4. Comune di Verbania_Piano Regolatore Generale_
•
Dall'analisi dell'elaborato di P.R.G. PR2_CARTA degli VINCOLI_Foglio2, l'area allargata,
immediatamente adiacente a quella oggetto di intervento, è soggetta al vincolo di cui al
D.Lgs. 42/2004, secondo le specifiche di seguito riportate:
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−
Tutta la fascia costiera lungo lago, fino alla barriera di Via Vittorio Veneto compresa, è
soggetta al vincolo di cui al D.Lgs. 42/2004 art.2 co. 3 ed art. 136 e segg., a seguito
di Dichiarazione di notevole interesse pubblico posta dal Ministero della Pubblica
Istruzione con D.M. 25-06-1959; tale vincolo non interessa l’area oggetto di
intervento;
La sponda in destra idraulica del torrente San Bernardino, compresa una ulteriore
fascia posta a nord di Via Vittorio Veneto, è soggetta al vincolo di cui al D.Lgs.
42/2004 art.2 co. 3 ed art. 142; la stessa fascia spondale è inoltre interessata dalle
fasce di rispetto poste a salvaguardia delle opere di captazione ubicate in
corrispondenza della opposta sponda; tali regimi di vincolo e di rispetto non
interessano l’area oggetto di intervento;
Tali vincoli non insistono nell’area oggetto di intervento.
•
per quanto attiene il vincolo di salvaguardia delle opere di captazione ad uso potabile,
riscontriamo che, lungo la fascia spondale in sinistra idraulica del torrente San Bernardino,
sono presenti tre diversi punti di captazione: seguendo da est ad ovest il tracciato del
Torrente, il primo è ubicato lungo via Volturno, il secondo lungo via Brigata Valgrande
Martire, il terzo è posto in corrispondenza dell'intersezione tra via Brigata Valgrande
Martire e via Tommaso Perassi. Ad ognuna delle opere di captazione sopra segnalate
sono attribuite tre diverse aree di salvaguardia:
− “di tutela assoluta”;
−
“di rispetto ristretta”;
− “di rispetto allargata”;
Secondo la normativa vigente, puntualizzata inoltre dal recente Regolamento regionale
n.15/R “Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano”
(D.P.G.R. n.15/R dell’11/12/06), le opere di captazione ad uso idropotabile devono, infatti,
necessariamente essere dotate di aree di salvaguardia e protezione a cui è legata una
vincolistica specifica sulle attività antropiche. Come previsto all'art. 50 delle N.T.A.
adottate con D.C.C. N°86 del 27-07-2012_Variante n°21, nella zona di rispetto sono
vietate le dispersioni nel sottosuolo di acque meteoriche provenienti da piazzali e strade e
la realizzazione pozzi perdenti.
Le uniche aree “di tutela assoluta” e di “di rispetto ristretta” ricadenti nell’areale oggetto di
intervento sono quelle relative al punto di captazione di via Volturno; l’area “di rispetto
allargata”, relativa alle tre opere di captazione, interessa un’area molto più vasta che si
estende anche su via Brigata Valgrande, sull’area urbana ad essa adiacente, sull’alveo del
torrente San Bernardino, nel tratto compreso tra il “terzo ponte” e P.zza F.lli Bandiera.
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Secondo il regolamento regionale citato, le previsioni progettuali devono
obbligatoriamente tener conto degli aspetti legati alla protezione del sottostante acquifero
vulnerabile e alla necessità di impedire inquinamenti dello stesso. Nel merito si evidenzia
che le opere di progetto non alterano alcune delle condizioni di stato attuale e non
determinano alcuna interazione con le opere di captazione prima richiamate.
Le misure di salvaguardia appena descritte costituiscono di fatto gli unici vincoli operanti
nell’area oggetto di intervento.
•
Dalla PR3_CARTA degli USI del SUOLO_Foglio2, le fasce spondali del torrente San
Bernardino sono prevalentemente classificate come “area edificata ad uso
prevalentemente residenziale” (art.18 N.T.A. adottate con D.C.C. N°86 del 27-072012_Variante n°21);
Le fasce costituenti gli argini delle due sponde del torrente S. Bernardino sono classificate
come aree per spazi pubblici a parco, per il gioco e lo sport;
Sono individuati i seguenti percorsi ciclabili in sede propria sistemati su:
•
Via Brigata Valgrande;
•
Via Guido Rossa;
•
Via Olanda;
•
Parco Villa Maioni ed area “Arena”;
È inoltre tracciato un percorso ciclabile in sede propria su nuova passerella di
attraversamento del Torrente, nell’area immediatamente a valle dell’attuale ponte su via
Vittorio Veneto;
Dalle analisi condotte sui documenti del P.R.G.C. e dei piani territoriali e paesaggistici è possibile
concludere che l’intervento di riqualificazione della fascia del torrente S. Bernardino ai fini ricreativi e di
recupero ambientale, come di seguito illustrato, risulta compatibile con tutto l’apparato normativo-legislativo
dettato dagli strumenti urbanistici comunali e sovra-ordinati. Gli unici vincoli operanti nell’area oggetto di
intervento sono esclusivamente quelli relativi alle opere di captazione.
Peculiari e specifiche attenzioni sono state poste, in particolare, per gli effetti delle specifiche
regolamentazioni dovute alla presenza del vincolo di cui al D.Lgs. 42/2004, operante sia nell’area posta in
destra idraulica del torrente S. Bernardino, sia nell’area immediatamente a valle dell’attuale ponte di via
Vittorio Veneto.
Si segnala, in ogni caso, che l’area oggetto dell’intervento di cui trattasi e posta in sinistra idraulica
del torrente San Bernardino non è soggetta a tale vincolo.
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Per quanto attiene le problematiche relative alla esondabilità delle aree ed al rischio idraulico, gli
interventi previsti dal progetto Definitivo-Esecutivo non determinano, in generale, modifiche allo stato dei
luoghi tali da comportare condizioni non regolamentari, o condizioni di maggior rischio.
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2.9
Paesaggio ed ambiente
Da un punto di vista morfologico, l'area da riqualificare ed il suo intorno si colloca in una zona
pianeggiante urbanizzata di bordo fluviale e lacustre collocata sulle ultime propaggini del sistema orografico
del Parco Naturale della Val Grande che definisce, a nord-ovest la valle del Torrente San
Bernardino/Valgrande/Pogallo, ed a nord-est quella del Torrente S.Giovanni.
L'intervento persegue e determina una nuova ed incisiva interazione con il corridoio ecologico del
torrente, consentendone una nuova e suggestiva esplorazione percettiva degli elementi naturali che lo
compongono, rafforzandone la connotazione ambientale-paesaggistica e la generale riqualificazione a parco
lineare.
Il rafforzamento delle qualità naturalistiche dell’area è effettuato anche attraverso la messa a dimora
di nuove alberature di Populus Alba Cercis siliquastrum lungo l’asse del nuovo percorso ciclo-pedonale, il
tutto combinato con un generale incremento delle aiuole verdi trattate a prato, e con l’utilizzo di materiali di
finitura che contemplano l’utilizzo di pietra di Luserna per la pavimentazione di parte della passeggiata.
Inoltre l’alleggerimento del traffico veicolare e l’istituzione di un unico senso di marcia su parte di Via
Brigata Valgrande, previa definitiva determinazione da parte dell’Amm/ne, contribuisce a migliorare la qualità
dell’aria riducendo, nel tatto oggetto di intervento, le emissioni di CO2 e delle altre sostanze inquinanti
determinate dal traffico veicolare.
Nel merito del presente argomento, si rimanda anche alla lettura dell’allegato b7_Studio di fattibilità
ambientale.
2.10
Idoneità reti esterne dei servizi
Il progetto definitivo-esecutivo prevede la riqualificazione dell’impianto di scarico delle acque
meteoriche, la realizzazione dell’impianto di pubblica illuminazione, concepito al servizio del solo percorso
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ciclo-pedonale, oltre l’intervento di esclusiva predisposizione per l’eventuale futuro passaggio delle rete
urbana di fibre ottiche.
Riqualificazione impianto di scarico acque meteoriche
L’esistente impianto di scarico delle acque meteoriche di Via Brigata Valgrande è costituito da un
sistema puntiforme di scarichi che, nel tratto compreso tra P.zza F.lli Bandiera ed il “terzo ponte”, è
composto da pozzetti di raccolta in cemento ubicati a ridosso dei cordoli degli esistenti marciapiedi. Da tali
pozzetti, attraverso le corrispondenti tubazioni in materiale plastico parzialmente annegate nel c.a. delle
strutture d’argine, l’acqua raccolta viene direttamente convogliata nell’alveo del torrente san Bernardino.
Nel rimanente tratto, da P.zza F.lli Bandiera fino al Corso Goffredo Mameli, l’impianto è costituito
esclusivamente da tubazioni in materiale plastico annegate nel c.a. del muro d’argine del Torrente San
Bernardino, le quali, posizionate poco al di sopra del filo stradale di via Brigata Valgrande, assicurano lo
scarico delle acque stradali direttamente nell’alveo del torrente.
Nel merito di tale impianto, si ritiene idoneo conservarne l’esistente tipologia di tipo “puntiforme”
sfruttando le esistenti tubazioni di scarico, già inserite nei getti in c.a. delle strutture d’argine, senza produrre
quindi alcuna alterazione alle attuali condizioni strutturali del muro d’argine ed al relativo comportamento
statico globale.
Pertanto l’intervento di riqualificazione dell’impianto di scarico esistente consiste nella sua esclusiva
integrazione realizzata attraverso la fornitura e posa in opera di nuove tubazioni in PVC φ 80 mm. che,
posizionate sul prolungamento di quelle esistenti, si estendono fino ad attestarsi in corrispondenza delle
nuove caditoie sistemate sulla banchina lato Torrente di Via Brigata Valgrande. In tali caditoie vengono così
convogliate parte delle acque meteoriche raccolte sul nuovo percorso ciclo-pedonale, oltre a quelle raccolte
lungo lo sviluppo di Via Brigata Valgrande, sfruttando l’esistente pendenza trasversale del manto stradale.
Per quanto attiene i tratti da conservare delle esistenti tubazioni di scarico, qualora, in sede di
esecuzione dei lavori, se ne dovesse riscontrare l’inefficacia e/o il non idoneo stato di conservazione,
l’Appaltatore dovrà provvedere all’integrale loro sostituzione con tubazioni in PVC φ 80 mm. di nuova
fornitura.
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Impianto di pubblica illuminazione
L’esistente impianto di pubblica illuminazione a servizio dell’asse stradale di Via Brigata Valgrande
viene mantenuto inalterato rispetto allo stato attuale. Vengono pertanto conservati tutti gli attuali pali di
illuminazione, compresi quelli installati lato torrente, ritenendo tale impianto idoneo alle attuali esigenze.
Il nuovo impianto di pubblica illuminazione di cui agli atti del presente progetto definitivo-esecutivo è
pertanto progettato ad esclusivo servizio del nuovo percorso ciclo-pedonale. L’allaccio alla rete urbana
esistente è effettuato in corrispondenza della cabina elettrica di P.zza F.lli Bandiera, previa installazione di
Q.E. e contatore, così come concordato con specifico sopralluogo effettuato con i Responsabili dell’Ente
gestore.
2.11
Verifica delle interferenze con le reti aeree e sotterranee
Dallo studio dell’area di intervento e dalle informazioni raccolte anche da specifici sopralluoghi
organizzati con in Responsabili degli Enti Gestori nell’area oggetto di intervento, è emerso, pur nel carattere
indicativo delle informazioni collazionate, la presenza di diversi sottoservizi, alcuni dei quali in pressione e
con importanti sezioni delle relative condotte, ubicati al di sotto del tracciato di Via Brigata Valgrande.
Lungo tale asse viario, nel tratto compreso tra corso Goffredo Mameli ed il “terzo ponte”, il quadro
complessivo delle interferenze è così sintetizzabile:
•
tubazione Gas: il presumibile tracciato, riportato nei grafici di progetto denominati con
sigla PDE-OP, insiste, per tutto il tratto compreso tra P.zza F.lli Bandiera e corso Goffredo
Mameli, al di sotto del nuovo percorso ciclo-pedonale; la presumibile profondità di posa è
di circa 90 cm. dall’attuale quota stradale; non è noto il diametro della tubazione;
Nell’ipotesi in cui tale tracciato dovesse essere corrispondente alle reali condizioni, le più
probabili e significative interferenze con le opere di progetto definitivo-esecutivo sono
circoscrivibili alle lavorazioni necessarie per la realizzazione del nuovo impianto di pubblica
illuminazione, specialmente per quanto attiene le opere di scavo per la fornitura e posa in
opera dei relativi plinti di fondazione.
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Per tale condizione, l’ingombro planimetrico dei plinti di fondazione è studiato per
assicurare una distanza dal presumibile tracciato pari o superiore a circa 50 cm.. In questo
caso, le possibili interferenze con le opere di progetto sono evidenziate nel grafico PDE-IE
4.2.. Tali interferenze, qualora la relativa distanza tra nuove reti ed il tracciato esistente
dovesse essere minore di 50 cm., dovranno essere risolte in sede di esecuzione in
conformità a quanto prescritto nella norma UNI 9165/2004 al punto 6.7.3. Dovranno
essere in ogni caso rispettate le norme di cui alla UNI 10576.
•
tubazione acquedotto: sezione tubazione: φ 200; il presumibile tracciato, riportato nel
grafico PDE-SA_1.5, insiste, nel tratto compreso tra P.zza F.lli Bandiera e corso Goffredo
Mameli, all’esterno della superficie calpestabile del nuovo percorso ciclo-pedonale;
soltanto una limitata sua porzione (lato Corso Goffredo Mameli), di lunghezza complessiva
pari a circa 10 m., corre al di sotto del nuovo percorso.
Nell’ipotesi in cui tale tracciato dovesse essere corrispondente alle reali condizioni, non
dovrebbero determinarsi interferenze con le opere di progetto;
•
due condotte fognarie in ghisa φ 500 in pressione; i relativi tracciati, riportati nei grafici
PDE-SA_1.5, PDE-OP_2.4, PDE-OP_2.5, PDE-OP_2.6, hanno carattere indicativo e, per
esse, l’Ente Gestore non ha messo a disposizione dello scrivente Raggruppamento
materiale informativo sufficiente né per una migliore definizione del relativo tracciato, né
per una sua ubicazione altimetrica. I presunti tracciati riportati nei grafici sopra richiamati
corrono, per la maggior parte, per tutto il tratto compreso tra P.zza F.lli Bandiera e corso
Goffredo Mameli, all’esterno delle nuove superfici calpestabili del percorso-ciclopedonale,
intersecandosi con quest’ ultimo nelle seguenti posizioni:
-
lato corso Goffredo Mameli, per un tratto di circa 25 m.;
-
all’altezza di P.zza F.lli Bandiera, per un tratto di circa 40 m.;
-
ad Ovest di P.zza F.lli Bandiera e fino al “terzo ponte”, tali condotte
dovrebbero correre al di sotto del nuovo percorso ciclo-pedonale.
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Nell’ipotesi in cui tale tracciato dovesse essere corrispondente alle reali condizioni e la
relativa quota estradossale di posa di tali tubazioni dovesse essere circa pari ad 1,20 m.
dall’attuale sede stradale di Via Brigata Valgrande, assecondandone la sua attuale
pendenza longitudinale, non risulterebbero interferenze significative con le opere di
progetto.
Nell’ipotesi in cui tale tracciato dovesse essere corrispondente alle reali condizioni e la
relativa quota estradossale di posa di tali condotte fognarie dovesse essere ≤ 1,00 m.
dall’attuale sede stradale, si possono individuare le seguenti interferenze con le opere di
progetto:
-
allaccio elettrico alla esistente cabina ENEL: le nuovi reti elettriche di allaccio
intersecano le condotte fognarie in corrispondenza del nuovo cordolo
spartitraffico del percorso ciclo-pedonale. Per tale condizione sarà possibile
posare il nuovo cavidotto di allaccio fino ad una profondità min. di circa 60
cm., minore a quella di 90 cm. indicata nell’Allegato b4_Relazione Impianti
Elettrici.
-
Nuova linea di illuminazione su palo, nel tratto compreso tra i pali n. 24 e
27: in tale tratto la rete delle condotte fognarie e quella dei cavidotti a
servizio dei nuovi pali di illuminazioni si intersecano. Tale intersezione,
tuttavia, fino ad un ipotetica quota estradossale di circa 90 cm. delle
condotte fognarie non dà luogo a criticità: in tale condizione, infatti, tra il filo
inferiore del plinto di fondazione dei nuovi pali e la testa delle condotte
fognarie ci sarebbe una distanza di 30 cm. e quindi ancora sufficiente per
confermare i plinti di fondazione dei pali nelle posizioni di cui ai grafici
denominati PDE-OP E PDE-IE di progetto definitivo-esecutivo.
Condizioni di posa ancora più superficiali da parte delle condotte fognarie
sono verosimilmente poco credibili.
Nell’ipotesi in cui il tracciato effettivo non dovesse corrispondere a quello di cui ai grafici e
variare da questo sensibilmente, la risoluzione delle eventuali relative interferenze dovrà
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essere stabilita e formalizzata in sede esecutiva con sopralluogo congiunto tra i
Responsabili dell’Ufficio D.L., il R.U.P. ed i Responsabili degli Enti gestori.
•
due linee ENEL (15.000 volt): il presumibile tracciato è riportato nei grafici di progetto
denominati con sigla PDE-OP; la presumibile profondità di posa dal manto stradale è di
circa 60 cm.; entrambe fanno presumibilmente capo alla cabina elettrica di P.zza F.lli
Bandiera. Corrono per la massima parte all’esterno delle nuove superfici calpestabili del
percorso ciclo-pedonale, ed interferiscono con tale percorso solo nel tratto terminale lato
corso Goffredo Mameli.
Nell’ipotesi in cui l’effettivo tracciato delle linee esistenti dovesse corrispondere a quello di
cui ai grafici di progetto definitivo-esecutivo, confermandone anche la relativa profondità
di posa di circa 60 cm dal manto stradale, le interferenze con le opere di progetto
riguardano:
-
allaccio elettrico alla esistente cabina ENEL: le nuovi reti elettriche di
allaccio, sistemate in cavidotto interrato in cls (VEDI grafico PDE-IS_4.1),
intersecano la linea esistente in corrispondenza dell’attuale mezzeria
stradale. In tale intersezione le nuove linee di allaccio dovranno essere
disposte al di sopra di quelle esistenti, osservando le prescrizioni di cui al
“Manuale per la posa razionale delle reti tecnologiche nel sottosuolo
urbano”_Regione Lombardia_B.U.R. n. 45_Edizione speciale_09-11-2007_
punto 3.3.4 e quindi:
-
i cavidotti in cls delle nuove reti di allaccio possono essere
posizionate alla distanza min. di 30 cm. dalla rete esistente,
inguainando la linea di progetto con una idonea schermatura
resistente al fuoco ed elettricamente non conduttrice;
-
rete di predisposizione fibre ottiche: la nuova rete di predisposizione
interseca la rete ENEL esistente in corrispondenza del lato Corso Goffredo
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Mameli; in tale intersezione, la tubazione di predisposizione in polietilene a
doppia parete f 110 dovrebbe sovrapassare la linea ENEL esistente ad una
distanza di circa 60 cm., senza determinare, quindi, alcuna criticità. Qualora
tale diatnza dovesse risultare minore di 50 cm., dovranno essere addottate
le misure di cui al precedente punto, in osservanza alle prescrizioni di cui al
“Manuale per la posa razionale delle reti tecnologiche nel sottosuolo
urbano”_Regione Lombardia_B.U.R. n. 45_Edizione speciale_09-11-2007_;
Nell’area di progetto interessata dai lavori di realizzazione del nuovo percorso ciclo-pedonale non
sono riscontrabili linee aeree di reti di pubblica distribuzione.
A fronte di quanto appena rappresentato e stante il carattere indicativo delle informazioni raccolte,
non è possibile dunque la formulazione di un più preciso quadro di risoluzione delle interferenze. Nel merito
si rimanda anche alla lettura dell’Allegato b6_Relazione Interferenze.
Per tale motivazione tutte le opere di scavo previste dal progetto definitivo-esecutivo soprattutto per
la posa in opera delle nuove reti di impianti dovranno essere eseguite con la massima cautela, procedendo,
laddove necessario, con assaggi a mano e rilievi strumentali atti alla esatta individuazione dei sottoservizi
esistenti.
Si richiama nel merito, quanto prescritto sia all’interno dei grafici allegati, sia nel Capitolato Speciale
d’Appalto.
2.12
Lo stato dei luoghi
Il progetto definitivo-esecutivo, come già ricordato nelle Premesse, è sviluppato esclusivamente per le
opere di I° stralcio di Progetto Preliminare localizzate lungo via Brigata Valgrande e ricomprese nel tratto tra
corso Goffredo Mameli ed il “terzo ponte”. L’area oggetto di intervento si sviluppa, per la maggior parte,
sulla banchina stradale lato torrente, la quale, allo stato attuale, risulta impegnata da parcheggi sia lineari,
sia a pettine ed è priva, per la maggior parte, di regolamentare marciapiede. L’estremità lato torrente di tale
banchina è delimitata dallo spessore del muro d’argine, emergente rispetto all’attuale filo stradale. Sulla
testa del muro risulta ancorato un nastro ininterrotto di barriere stradali in metallo. Lo sviluppo longitudinale
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del muro d’argine è interrotto esclusivamente in corrispondenza di due scale in c.a. poste a collegamento tra
il piano stradale e l’alveo del torrente San Bernardino: una è posta all’altezza di P.zza F.li Bandiera, mentre
l’altra è ubicata a circa 60m. dalla rotonda di corso Goffredo Mameli.
Ad ovest di P.zza F.lli Bandiera un filare di alberature esistenti, messo a dimora su una stretta aiuola
posta a ridosso del muro d’argine, si estende ininterrottamente fino al “terzo ponte”. La banchina opposta di
Via Brigata Valgrande è occupata da un nastro di marciapiede che si sviluppa da Corso Goffredo Mameli fino
all’altezza di P.zza F.lli Bandiera. Tale marciapiede è realizzato in affiancamento al muro di terrapieno che
separa l’asse viario di via Brigata Valgrande da quello, altimetricamente più in basso, di Via Quarto. In
adiacenza a tale marciapiede è sistemata una fascia di parcheggi lineari che si sviluppa, ininterrotta, fino a
P.zza F.lli Bandiera. Ad ovest di tale piazza la banchina stradale, di larghezza pari a circa 1.50 m., risulta
priva di marciapiede e parcheggi.
L’asse viario di via Brigata Valgrande, ai sensi dell’Elaborato PR3 di P.R.G.vigente ed ai sensi dell’art.
31 delle N.T.A. dello stesso P.R.G. è classificato tra i “percorsi primari di collegamento dei settori urbani”,
corrispondente, sempre ai sensi dell’art. 31 delle N.T.A., alla tipologia classificata quale “E) strada urbana di
quartiere”, così come definita dal D.Lgs. n. 285/92 e s.m e i. (Codice della Strada).
Il traffico veicolare che ivi insiste è organizzato in due sensi di marcia.
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3
CRITERI DI PROGETTAZIONE_URBANISTICA, ARCHITETTURA, IMPIANTI
3.1
Il progetto urbanistico, architettonico e funzionale, le opere edili e di finitura, la
sistemazione a verde, l’arredo urbano
Il progetto definitivo-esecutivo conferma tutte le principali indicazioni urbanistiche ed architettoniche
operate dal Progetto Preliminare approvato e ne sviluppa coerentemente tutti gli aspetti in ordine alla
sicurezza, alla funzionalità, alla manutenibilità delle opere, il tutto nel rispetto delle leggi e norme vigenti in
materia, sia al livello nazionale, sia a livello locale
I lavori definiti dal progetto definitivo esecutivo trattano esclusivamente le opere di I° stralcio del
Progetto Preliminare, localizzate lungo via Brigata Valgrande e ricomprese nel tratto tra corso Goffredo
Mameli ed il “terzo ponte”. Nel merito si richiama quanto già precisato nelle precedenti Premesse.
Più in particolare i lavori interessano l’intero sviluppo della banchina stradale lato torrente e sono
finalizzati alla realizzazione di un nuovo percorso ciclo-pedonale concepito, a fini ricreativi e di recupero
ambientale, come nuova passeggiata urbana posta in affiancamento al corridoio ambientale del torrente San
Bernardino. A partire dunque dall’attuale muro d’argine, per la maggior parte emergente rispetto all’attuale
filo stradale, sono riorganizzati gli spazi destinati alla fruizione pedonale, vengono messe a dimora nuove
alberature, e sistemata la nuova pista ciclabile su sede riservata. Questa, ricavata su parte della superficie
calpestabile del nuovo marciapiede, è posta, per la maggior parte, in diretto affiancamento alla sede
carrabile di via Brigata Valgrande, e risulta da questa separata attraverso un nastro continuo di cordoli
spartitraffico in cls vibrato, di larghezza pari a 50 cm.. Sul lato opposto, la pista ciclabile è in perfetta
complanarità altimetrica con la restante porzione del marciapiede, ed è opportunamente segnalata e
delimitata attraverso una fascia segnaletica continua pitturata sulla superficie calpestabile.
Il traffico veicolare che insiste su via Brigata Valgrande, attualmente a doppio senso di marcia, può
essere riorganizzato, nel tratto compreso tra corso Goffredo Mameli e P.zza F.lli Bandiera, ad unico senso di
marcia. Nei grafici di progetto definitivo-esecutivo allegati, è indicato, quale senso di marcia, quello da corso
Goffredo Mameli in direzione “terzo ponte”. L’Amm/ne comunale, così come già rappresentato nelle
Premesse, si riserva la definitiva verifica di tale soluzione, per cui l’indicazione, sia del senso di marcia, sia
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dell’organizzazione della fascia di sosta laterale, di cui ai grafici allegati, è da considerarsi indicativa e potrà
variare in funzione delle definitive scelte e disposizioni della stessa Amm/ne.
Nel rimanente tratto di via Brigata Valgrande, quello compreso tra P.zza F.lli Bandiera ed il “terzo
ponte”, rimane invariato l’attuale assetto a doppio senso di marcia.
Le caratteristiche geometriche del nuovo percorso ciclo-pedonale sono dimensionate in modo da
rispettare, sia per la quota parte relativa al passeggio pedonale, sia per la quota parte relativa al transito
ciclabile, le prescrizioni delle leggi e dei regolamenti locali vigenti. In particolare, la pista ciclabile,
monodirezionale su sede riservata, rispetta tutte le leggi e norme vigenti ed è dimensionata in conformità a
quanto disciplinato dalla L.R. n. 33/90 e dalle “Norme tecniche per la progettazione, realizzazione e
segnalazione di piste e percorsi ciclabili in sede urbana ed extraurbana”, approvate con D.G.R. N. 85-19500
del 26-05-1997.
Si riassumono qui di seguito le principali caratteristiche geometriche del nuovo percorso ciclopedonale, con l’indicazione delle relative leggi e norme rispettate nella progettazione definitiva-esecutiva:
•
•
•
•
•
•
la larghezza del marciapiede pedonale non è mai inferiore a m. 1.50 prescritti
dall’art. 31 delle N.T.A. del P.RG. vigente e dall’art. 46 del Regolamento Edilizio vigente;
la larghezza della pista ciclabile, comprese le strisce di margine ed escluso il cordolo
in cls vibrato, è dimensionata sul minimo di m. 1.50 prescritto dall’art. 7 del D.M. n.
557 del 30-11-1999; nel rispetto del co. 2 dell’art. 7 del D.M. sopraccitato, una limitata
estensione del percorso ciclabile, quella terminale lato corso Goffredo Mameli, è di poco
inferiore a tale dimensionamento minimo (1.46-1.49 cm.); e ciò al fine di rispettare la
larghezza min. prescritta per il marciapiede pedonale;
il dislivello complessivo tra il calpestio del percorso ciclo-pedonale ed il piano
stradale è contenuto entro il limite di 15 cm., così come prescritto dall’art. 46 del
Regolamento Edilizio vigentee dal D.P.R. 503 del 24/07/1996;
la pendenza trasversale del marciapiede pedonale è fissata all’1%, nel rispetto del
Regolamento Edilizio vigente e del il D.P.R. 503 del 24/07/1996;
la pendenza trasversale della pista ciclabile è fissata all’2%;
le rampe, ubicate in corrispondenza dei passi carrabili lungo via Brigata Valgrande a
raccordo tra il piano stradale ed il percorso ciclo-pedondale, hanno tutte una pendenza
inferiore a quella massima del 12%, richiamata all’art. 46 del Regolamento Edilizio
vigente.
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Le caratteristiche geometriche dell’asse viario di Via Brigata Valgrande, sono tali da consentire una
variegata ipotesi di diverse soluzioni agli effetti dell’organizzazione sia del traffico veicolare, sia della fascia di
sosta laterale: sono infatti possibili parcheggi in linea, a spina, inclinata a 30° e 45°, in funzione delle
definitive scelte della stessa Amm/ne.
Per effetto della classificazione dell’asse viario di via Brigata Valgrande come “strada urbana di
quartiere_E”, ai sensi D.Lgs. n. 285/92 e s.m e i. (Codice della Strada), non è necessario inoltre il ripristino
delle esistenti barriere stradali di sicurezza, per le quali il progetto definitivo-esecutivo prevede la rimozione
ed il relativo conferimento a discarica.
Infatti ai sensi del D.M. 18 febbraio 1992, n. 223. Regolamento recante istruzioni tecniche per la
progettazione l'omologazione e l'impiego delle barriere stradali di sicurezza, viene prevista l’obbligatorietà di
installazione soltanto nel caso di strade pubbliche extraurbane ed urbane con velocità di progetto maggiore
o uguale a 70 Km/h che rappresentano una fattispecie diversa da quella di cui trattasi. Ai sensi dell’art. 46
del vigente Regolamento Edilizio resta inteso che “qualora, per situazioni ambientali o dipendenti dal traffico
veicolare, possano risultare situazioni di pericolo, l'Amministrazione Comunale dispone che i marciapiedi ed i
passaggi pedonali siano protetti con barriere metalliche idonee allo scopo.”
3.1.1
Le opere edili e di finitura
Per quanto riguarda le opere edili e di finitura necessarie per la realizzazione del nuovo percorso ciclopedonale, la scelta di base operata è quella di realizzare una soletta in c.a. s= 15 cm.. Tale soletta dovrà
essere realizzata previa:
•
•
scarifica dell’asfalto esistente;
successiva posa in opera di uno strato in misto granulare con spessore max pari a 30 cm.
con soprastante doppio telo in nylon della grammatura minima di 200 gr/mq..;
La soletta in c.a è calcolata per resistere al carico di fuoriuscita delle automobili che dovessero
accidentalmente sormontare sulla superficie dei percorsi ciclo-pedonali, è dotata di idonei giunti di
dilatazione termica con interasse pari a circa 24 m., e realizzata, attraverso due successivi getti, con finitura
ad “elicottero” e spolvero di quarzo grigio naturale premiscelato antiritiro in ragione di circa 4 kg/mq..
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La superficie estradossale della soletta così realizzata, previa scartavetratura superficiale a macchina,
costituisce il supporto per l’applicazione di idonei strati di sottofondo e preparazione e per la successiva posa
in opera di specifico rivestimento acrilico. Tale sistema, tipo Mapei “Mapecoat TNS URBAN” o equivalente,
realizza un tappeto di usura con ottime caratteristiche antiscivolo e di resistenza, utilizzato per l’intera
estensione della pista ciclabile e per buona parte della superficie pedonale del percorso. La delimitazione
perimetrale del percorso ciclabile lato torrente è realizzata con una striscia di larghezza cm. 12 in vernice
spartitraffico rifrangente (composto di resina alchidica e clorocaucciu).
I getti in c.a. della soletta sono contenuti, in corrispondenza del lato fiume, fino alla battuta con
l’esistente muro d’argine, mentre in corrispondenza del bordo perimetrale lato Via Brigata Valgrande, da
cordoli spartitraffico di due diverse tipologie:
•
•
prefabbricati in cls vibrato, base 50 cm ed altezza 20 cm, , prodotti in conformità alle
norme UNI EN 1340 ed UNI EN ISO 9001, lungo la pista ciclabile;
cordoli di pietra locale risultanti dallo smontaggio e rimontaggio di quelli esistenti, in
corrispondenza delle due testate del nuovo percorso.
A completamento dei lavori inerenti la superficie estradossale della soletta, sono eseguiti dei tagli
superficiali aventi la funzione di autentici giunti di contrazione, profondità finita circa 4 mm.,
successivamente trattati con idonei primer di tipo epossiisocianico e rifiniti con sigillante poliuretanico a
basso modulo elastico.
La modalità di esecuzione della soletta in c.a. attraverso due successivi getti è motivata dalla selezione
operata per le altre pavimentazioni, in risposta ai diversi loro spessori ed alla necessità di generare una
superficie calpestabile necessariamente complanare.
Le altre pavimentazioni sono infatti costituite dai seguenti materiali:
•
pietra di Luserna, in croste fiammate, colore misto, lati segati, costituita da elementi aventi le seguenti
dimensioni: larghezza cm 30-50, lunghezza a correre, spessore 4/6 cm., posata in opera su sottofondo di
allettamento in calcestruzzo cementizio RcK 150 Kg/cmq;
•
cubetti scelti di porfido delle cave dell'alto Adige o del trentino, a facce piane e normali fra di loro, delle
quali due opposte corrispondenti ai piani di cava delle dimensioni di cm 4-6, posati in opera su letto di sabbia
e successiva stesura di malta di sabbia e cemento 425 RcK 250 in biacca a saturazione dei giunti;
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Le lastre in pietra di Luserna sono montate a correre, in file di larghezza alternata 30-50 cm., secondo
una direttrice inclinata rispetto all’andamento longitudinale del percorso, a partire dal bordo in affaccio al
torrente San Bernardino, con continue e variegate penetrazioni verso la porzione centrale del percorso
caratterizzata da una prevalente finitura cementizia.
Tale modalità di posa caratterizza l’aspetto architettonico dell’intero percorso, determina la geometria
triangolare/trapezoidale delle aiuole a verde, rende dinamica e variegata l’esperienza del “percorrere” la
nuova passeggiata.
I cubetti di porfido costituiscono la superficie quantitativamente meno importante e sono utilizzati per
locali punteggiature della pavimentazione al fine di garantire una diversificata enfatizzazione soprattutto di
alcuni elementi di arredo urbano.
L’immagine architettonica del nuovo percorso ciclo-pedonale è completata dai nuovi parapetti di
protezione, da fornire e posare in opera principalmente in sostituzione delle esistenti barriere stradali di
sicurezza, le quali, come prima ricordato, dovranno essere conferiti in discarica.
La tipologia di parapetto prevalente è quella denominata “tipo 1” (rif.to grafico PDE-OP_2.11), da
posare in opera nell’intero tratto oggetto di intervento, con la sola esclusione del tratto terminale posto in
adiacenza alla rotonda di corso Goffredo Mameli. Tale parapetto è costituito da:
•
montanti in piatti di acciaio s= 12 mm. rinforzati da due tronchi UPN 65x42 mm., posti ad un interasse di
1,5 m., ancorati al muro d’argine tramite idonei piatti sagomati a “L” ;
•
canotti di collegamento fissati con giunto bullonato sulla sommità dei montanti, necessari alla successiva
posa in opera del corrimano;
•
Corrimano costituito da tubo in acciaio inox spazzolato φ 204 mm. s= 2 mm. dotato, al lembo inferiore, di
idonei piatti sagomati s= 2 mm. ad esso fissati mezzo saldatura;
•
Pannello centrale costituito da due profilati in acciaio a “L” 50x4 mm. per il fissaggio superiore ed inferiore, ai
quali sono fissati mezzo saldatura dei tondi in acciaio φ 16 mm. posti ad un interasse di 10 cm;
Il principale effetto architettonico di tale balaustra è determinato senza dubbio dal parapetto in
tubolare di acciaio inox spazzolato, il cui velato effetto superficiale riflettente è pensato per generare
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suggestive specchiature del contesto ambientale circostante, senza originare fastidiosi effetti di
abbagliamento. Inoltre le generose dimensioni del tubo stesso assicurano un comodo e solido appoggio per
l’osservazione del corridoio naturale del torrente San Bernardino, mentre al contempo, l’orizzontalità
predominante del corrimano è posta in dialettico contrasto alla fitta e minuta trama verticale dei tondi del
pannello centrale.
Il parapetto a protezione dell’affaccio sul torrente san Bernardino è completato, per il tratto terminale
posto in adiacenza alla rotonda di corso Goffredo Mameli, dalla tipologia denominata “tipo 2” (rif.to grafico
PDE-OP_2.11). Tale tipologia, di estensione pari a circa 22 m., è del tutto similare a quella appena descritta
e si differenzia da quest’ ultima soprattutto per non essere propriamente un parapetto: viene fornita e posta
in opera, infatti, sulla testa del muro d’argine esistente, in un tratto in cui questo risulta emergente rispetto
al piano di calpestio del nuovo percorso; inoltre, tale tipologia è sprovvista del tubo in acciaio inox spazzolato
e l’elemento sommitale è costituito da un profilato in acciaio a “L” 60x10 mm..
L’ultimo elemento di parapetto, costituito da montanti e corrimano in tubo Gas 2”_UNI 3824, è quello
da fornire in prossimità delle rampe di raccordo tra il percorso ciclo-pedonale e la sede carrabile di Via
brigata Valgrande, e da posare in opera sul ciglio lato torrente San Bernardino, laddove indicato nei grafici
PDE-OP_2.4, 2.5, 2.6 di progetto definitivo-esecutivo.
Tutti gli elementi del parapetto posto sull’affaccio dell’alveo del torrente sono rifiniti, ad esclusione
delle parti in acciaio inox, con verniciatura a polvere (fondo epossidico + finitura poliestere) in modo da
garantire ottime prestazioni di resistenza e durabilità
I parapetti delle rampe di raccordo sono invece trattati con verniciatura con smalto per superfici
metalliche a due riprese, previo trattamento anti-ruggine.
I rimanenti lavori di completamento previsti dal progetto definitivo-esecutivo, prevedono il ripristino
del manto stradale oggetto degli interventi di demolizione e strappo e necessari alla realizzazione delle opere
appena descritte e delle relative reti di impianto elettrico e di scarico di seguito illustrate.
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Progettazione integrale e coordinata, architettura, paesaggio, strutture, impianti, arredi
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Tali ripristini sono realizzati attraverso la provvista di calcestruzzo bituminoso per strato di
collegamento (binder) s= circa 6 cm., steso in opera con vibrofinitrice, con soprastante applicazione di
emulsione bituminosa al 55% di bitume in ragione di Kg 0,700/m² e successiva realizzazione di tappeto di
calcestruzzo bituminoso per strato di usura s= circa 4 cm., anch’ esso applicato con vibrofinitrice.
Infine laddove indicato nei grafici PDE-OP_2.4, PDE-OP_2.5, è prevista, previa scarificazione
dell’asfalto esistente, la realizzazione di nuovo manto bituminoso da eseguire secondo gli stessi interventi
sopra descritti, al fine di uniformare a complessivi 15 cm. il dislivello tra piano stradale e nuovo percorso
ciclo-pedonale. In questo caso lo spessore medio dello strato di collegamento (binder) è pari a circa 4cm.
3.1.2
La sistemazione a verde
Le opere di sistemazione a verde lungo lo sviluppo del nuovo percorso ciclo-pedonale, riguardano la
realizzazione delle aiuole da sistemare attorno alle alberature esistenti ed a quelle di nuova messa a dimora,
nel rispetto di quanto prescritto nei grafici di progetto definitivo-esecutivo. Il loro disegno perimetrale
triangolare-trapezoidale, scaturisce, come prima ricordato, dalla direttrice di posa delle pavimentazioni e da
quella ad essa perpendicolare: al momento dei getti in c.a. della soletta prima descritta, dovranno dunque
essere preventivamente predisposte tutte le asole necessarie per le aiuole, da realizzare attraverso la posa in
opera di anelli chiusi a sagoma triangolare-trapezoidale, costituiti da piatti in acciaio 150x5 mm., avente la
funzione di elementi di contenimento e sagomatura del getto in c.a., al quale risultano ancorati attraverso
idonee zancature. Gli anelli a sagoma triangolare-trapezoidale sono trattati con verniciatura con smalto per
superfici metalliche a due riprese, previo trattamento anti-ruggine.
Il disegno delle aiuole e dei relativi anelli perimetrali in acciaio è dimensionato in modo da garantire un
sufficiente spazio libero dedicato al naturale accrescimento del tronco delle alberature, mentre la
cadenzatura ritmata conferita alle aree verdi lungo l’intero sviluppo del nuovo percorso ciclo-pedonale,
genera un ininterrotto filare alberato che vuole rafforzare le componenti naturalistiche del corridoio
ambientale del torrente San Bernardino.
I lavori relativi alla formazione delle aiuole riguardano anche la messa a dimora delle seguenti nuove
alberature nelle posizioni indicate nei grafici PDE-OP_2.4, PDE-OP_2.5, PDE-OP_2.6:
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•
Populus alba:
c=circonferenza del misurata a metri 1.00 da terra= cm. 10-12;
h=altezza complessiva della pianta dal colletto= 2.00 m.
•
Cercis siliquastrum:
c=circonferenza del misurata a metri 1.00 da terra= cm. 10-12;
h=altezza complessiva della pianta dal colletto= 2.00 m.
La messa a dimora e lo scavo della relativa buca deve essere realizzata con la provvista di terra
vegetale, il piantamento e la collocazione di tre pali tutori in legno di conifera trattato in autoclave del
diametro di cm 8, lunghezza di m 2 e altezza fuori terra di m 1.50 collegati con le relative smezzole, tre
legature al fusto con apposita fettuccia o legaccio in canapa, kg 50 di letame bovino maturo, kg. 0.200 di
concime a lenta cessione, la formazione del tornello e sei bagnamenti di cui il primo al momento del
piantamento.
I lavori di sistemazioni a verde delle aiuole, da eseguire anche attorno alle alberature esistenti,
dovranno infine essere completati con la formazione del relativo prato di finitura, compresa la
regolarizzazione del piano di semina con livellamento sminuzzamento e rastrellatura della terra agraria,
provvista delle sementi e semina.
I Populus Alba, dimensionalmente più importanti e caratterizzati da una veloce crescita vegetativa,
sono ubicati in corrispondenza degli allargamenti trasversali della passeggiata pedonale, laddove il relativo
apparato radicale, comunque di tipo profondo, può più liberamente accrescersi. Tali alberature, anche se
numericamente meno importanti, tendono a rafforzare il carattere naturalistico dell’asta fluviale
riproponendo una specie già ampliamente presente lungo l’alveo.
I Cercis siliquastrum sono messi a dimora nelle restanti parti del nuovo percorso, in genere più a
ridosso del muro d’argine, in quanto sono caratterizzati da un apparato radicale più ristretto ma capace di
svilupparsi più in profondo. Tali alberature, inoltre, sono caratterizzate da una abbondante fioritura e da una
forte resistenza all’inquinamento urbano.
Le alberature esistenti lungo via Brigata Valgrande vengono conservate nelle posizioni originarie.
Idonee potature delle ramificazioni, garantiranno, nelle fasi di crescita successive alla messa a dimora,
le eventuali interferenze con i traffici veicolari e con la dedicata rete di pubblica illuminazione.
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3.1.3
Gli elementi di arredo urbano
A completamento dei lavori di finitura del nuovo percorso ciclo-pedonale sono forniti e posati in opera,
secondo le posizioni indicate nei grafici PDE-OP_2.2, PDE-OP_2.7, PDE-OP_2.8 di progetto definitivo
esecutivo, i seguenti elementi di arredo urbano:
Panche e Sedute
•
sgabello tipo "MMCITE" mod. "Radium LR115r" o equivalente, delle dimensioni di cm 45,
costituito da lamiera di acciaio con seduta in legno di robinia; da ancorare a terra con i
dedicati dispositivi di fissaggio;
•
panca tipo "Metalco" mod. "Big Harris" o equivalente, delle dimensioni di L=2076 mm,
realizzata in legno esotico verniciato; struttura autoportante da ancorare a terra con
fissaggio tassellato;
•
panca tipo "Metalco" mod. "Harris" o equivalente, delle dimensioni di L=2076 mm, dotata
di una schiena e realizzata in legno esotico verniciato; struttura autoportante da ancorare
a terra con fissaggio tassellato;
•
panchina tipo "Lab23" mod. "Linea S Range Line" o equivalente, delle dimensioni di
1630x400x400 mm, peso 130 kg, realizzata tramite lo stampaggio di un composto di
resina poliestere e quarzo naturale (granito) di prima scelta, di colorazione bianca. Tale
panchina è rinforzata internamente con due tipologie di tessuto di fibra di vetro, maglia
04 e 018. All'interno, per dare maggiore robustezza, viene applicata anche una struttura
metallica a sezione rettangolare, 30x20x2mm in acciaio zincato, anch'esso annegato nel
composto di resina poliestere e quarzo naturale. Alle base sono presenti dei piatti di
acciaio di spessore 8 mm, utili al fissaggio al suolo tramite appositi tasselli o per
cementazione di appositi tiranti;
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•
panchina monoblocco tipo "Publioggetto" mod. "GS Stone" o equivalente, delle dimensioni
di 200x50x50 cm, peso 400 kg circa, realizzata con cemento grigio del tipo 42.5 R a
resistenza rapida, armato, vibrato ad alta frequenza; con angoli smussati e carteggiati e
seduta levigata senza fori. Finitura grigio sabbiato. E' compreso il trattamento
idrorepellente antidegrado per esterno, trasparente, effetto naturale; da ancorare a terra
con i dedicati dispositivi di fissaggio;
Cestini portarifiuti
•
cestino portarifiuti quadrato tipo "MMCITE" mod. "Nanuk NNK265" o equivalente, con
rivestimento esterno in lamiera di acciaio traforata. Dotato di coperchio e struttura in
acciaio in lamiera traforata, collegata mediante giunti a vite in acciaio inox. Volume
contenitore interno 50 l.; da ancorare a terra con i dedicati dispositivi di fissaggio;
Porta biciclette
•
porta biciclette tipo "Modo" mod. "Wheelpower" o equivalente, costituito da due laterali a
forma di ruota Ø600 mm in tubolare Ø40 mm, raggi in tondino Ø 5 mm e luce interna di
80 mm. Il portabiciclette è completo di due mezzelune che permettono il fermo della
ruota. Il tutto in acciaio inox AISI 304, con finitura tramite processo di sabbiatura ed
elettrolucidatura; da ancorare a terra con i dedicati dispositivi di fissaggio;
•
porta biciclette tipo "Modo" mod. "Eros" o equivalente, avente struttura in lamiera di
acciaio Fe 360 B da mm 5 tagliata al laser e pressopiegata. Trattamento di finitura tramite
zincatura a caldo e rivestimento a polveri termoindurenti per esterni di colore RAL a
discrezione della D.L. Fissaggio a terra per mezzo di tasselli.
La variegata serie di tipologie e forme selezionate soprattutto per le sedute e le panche risponde alla
esigenza di configurare spazi e scorci differenziati in modo da rendere sempre dinamica e vivace l’esperienza
del nuovo percorso ed il suo rapporto visuale con il corridoio ambientale del torrente San Bernardino.
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3.2
Gli impianti tecnici_Generalità, sicurezza, funzionalità,
economia di gestione
Tutti gli impianti tecnici a servizio del nuovo percorso ciclo-pedonale sono progettati nel rispetto delle
norme vigenti in materia ed in modo da garantire eleverai livelli di sicurezza, funzionalità ed economie di
gestione e manutenzione.
3.2.1
Impianti Elettrici
La fornitura dell’energia elettrica avviene in bassa tensione (380 V) a partire dalla cabina esistente di
P.zza F.lli Bandiera, dove vengono sistemati un nuovo quadro elettrico generale, dotato di crepuscolare e di
orologio di spegnimento, ed un nuovo contatore. Dal quadro elettrico generale partono le tre linee principali
che, sistemate in cavidotto interrato in cls, attraversano parte di P.zza F.lli Bandiera, risalgono l’attuale
scarpa verde di raccordo, attraversano Via Brigata Valgrande, per poi attestarsi su idoneo pozzetto sistemato
all’interno del nuovo percorso ciclo-pedonale. Da tale pozzetto in cemento armato prefabbricato dim. Int.
50x50x50, ubicato in posizione baricentrica rispetto all’estensione complessiva del percorso, le linee si
diramano fino all’allaccio a ciascuno degli apparecchi illuminanti a palo ed incasso pavimento previsti.
L’organizzazione del sistema di illuminazione articolato in tre linee consente, ad un orario determinato,
lo spegnimento della sola linea L1 con il mantenimento in servizio delle restanti linee L2 e L3; queste
garantiscono così il funzionamento sia dei pali a numerazione dispari, sia degli apparecchi illuminanti ad
incasso pavimento sistemati in corrispondenza delle rampe di raccordo. E ciò al fine di assicurare una
attenuazione notturna di circa il 50%, così come previsto dalla norma UNI 11248, capace dunque di ridurre i
consumi energetici e di garantire il rispetto della L.R. Piemonte n. 31 del 24 marzo 2000, in termini di
inquinamento luminoso. Per una analisi di quanto descritto si rimanda anche alla lettura del grafico
PDE_IE_4.1, PDE_IE_4.2.
Gli apparecchi illuminanti del nuovo percorso ciclo-pedonale sono stati selezionati in modo da garantire
un valore di illuminamento superiore al minimo richiesto pari a 5 lux, così come previsto dalle leggi vigenti e
dalle “Norme tecniche per la progettazione, realizzazione e segnalazione di piste e percorsi ciclabili in sede
urbana ed extraurbana”, approvate con D.G.R. N. 85-19500 DEL 26-05-1997.
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Tali apparecchi, inoltre, sono tutti in doppio isolamento, grado di protezione IP 65 o superiore, e
dotate di lampade a risparmio energetico.
Per l’illuminazione di base del nuovo percorso ciclo-pedonale si è selezionato un apparecchio su palo
h= 3.5 m. tipo “SIMES_mod. stelo” o equivalente, con le seguenti principali caratteristiche:
-
Struttura in alluminio estruso EN AW-6060 a basso tenore di rame.
-
Testa palo e base in alluminio pressofuso EN AB-44100 ad elevata resistenza all’ossidazione.
-
Diffusore in policarbonato antivandalismo.
-
Viti a brugola in acciaio INOX A4.
-
Porta e scatola di cablaggio con fusibili di protezione.
-
Guarnizioni in silicone.
-
Doppia verniciatura extra resistente eseguita in 3 fasi per ottenere elevata resistenza ai raggi ultravioletti
ed alla corrosione.
-
IP65 CLASSE II IK 10
Le lampade sono del tipo agli alogenuri metallici, della potenza di 70W. L’interasse medio è di circa 14
m. e l’installazione degli elementi viene risolta attraverso la posa in opera di idonei plinti di fondazione, dotati
di pozzetto di ispezione, fori laterali per innesto cavidotti, foro disperdente alla base, oltre che di foro per
innesto di idonea flangia di fissaggio, in dotazione con la fornitura dell’apparecchio illuminante.
L’illuminazione dedicata ad assicurare una maggiore percezione e visibilità delle rampe di raccordo del
percorso ciclo-pedonale alla sede viaria di Brigata Valgrande è stata risolta con la puntuale fornitura e posa
in opera di apparecchi illuminanti ad incasso pavimento tipo “CASTALDI_mod. Tellux” o equivalenti, con le
seguenti principali caratteristiche:
-
telaio in acciaio inox AISI 316, resistente alla corrosione (modello P1).
-
corpo in alluminio pressofuso, resistente alla corrosione.
-
verniciatura a polveri poliesteri, previo pluritrattamenti contro la corrosione.
-
cassaforma in tecnopolimero composito ad alta resistenza.
-
diffusore in policarbonato infrangibile anti UV.
-
viteria inox AISI 304, guarnizioni in gomma ai siliconi.
-
isolamento in Classe II.
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-
Temperatura massima del vetro (con Ta=25 °C):
40 °C
Le lampade sono del tipo LED a luce bianca 5000K o similare.
Entrambe le tipologie di apparecchi illuminanti adottati rispondono alle leggi vigenti in materia di
inquinamento acustico, risultano conformi alla L.R. Piemonte n. 31 del 24 marzo 2000 e non producono
fenomeni di abbagliamento luminoso.
I conduttori utilizzati per l’alimentazione e l’allaccio di tutti gli apparecchi illuminanti sono unipolari a
doppio isolamento e pertanto, a fronte del doppio isolamento di ogni elemento e dispositivo costituente
l’impianto medesimo, non vi è la necessità di provvedere alla realizzazione dell’impianto di messa a terra.
Dietro specifica richiesta da parte dell’Amm/ne, avanzata già in fase di Progetto Preliminare, sono stati
confermati i lavori di predisposizione dell’eventuale futura rete urbana per il passaggio delle fibre ottiche. Il
progetto definitivo-esecutivo conferma pertanto la fornitura e posa in opera sia di dedicati pozzetti il cls dim.
Int. 40x40x40 cm., sia di dedicati cavidotti interrati, costituiti da tubazioni in polietilene a doppia parete φ
110. È escluso dall’appalto ogni altra componentistica relativa all’impianto delle fibre ottiche.
Per una analisi più dettagliata di tali opere si rimanda ai grafici PDE-IE_4.1, PDE-IE_4.2 ED ed alla
lettura dei degli Allegati b4_Relazione Impianti elettrici e Allegato e f2_Calcoli Impianti elettrici.
3.2.2
Impianto di Scarico acque meteoriche
Il progetto definitivo-esecutivo conferma, come già ricordato, l’assetto dell’esistente impianto di
scarico acque meteoriche di seguito sinteticamente descritto. Le acque meteoriche che gravano sull’asse
viario di Via Brigata Valgrande sono convogliate, attraverso l’attuale pendenza trasversale della sede
carrabile, sulla banchina lato torrente San Bernardino. A partire da tale banchina:
•
tra P.zza F.lli Bandiera ed il “terzo ponte”, le acque sono convogliate in dedicati pozzetti,
posizionati a ridosso dei cordoli delle aiuole verdi, incanalate in tubazioni di materiale
plastico annegate nei getti in c.a. del muro d’argine, e scaricate direttamente nell’alveo
del torrente San Bernardino;
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•
nel tratto tra P.zza F.lli Bandiera e Corso Goffredo Mameli, le acque meteoriche sono
direttamente scaricate nell’alveo del torrente San Bernardino attraverso tubazioni di
materiale plastico, sempre annegate nei getti in c.a. del muro d’argine.
L’intervento di riqualificazione di cui al Progetto definitivo-esecutivo consiste nella integrazione
dell’impianto esistente appena descritto, attuata attraverso la fornitura e posa in opera di nuove tubazioni in
PVC rigido De=φ 80 mm., sul prolungamento di quelle esistenti, fino all’innesto nelle caditoie di nuova
fornitura, le quali dovranno essere posate in opera sulla banchina lato Torrente di Via Brigata Valgrande, in
affiancamento ai nuovi cordoli spartitraffico del nuovo percorso ciclo-pedonale.
Per una analisi più dettagliata delle opere si rimanda anche al grafico PDE-IS_3.1. .
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4
IL SUPERAMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE
Tutti gli spazi di progetto del nuovo percorso sono conformi alle norme ed alle leggi vigenti in materia
di superamento delle barriere architettoniche e rispettano, in particolare, la L.13/89, il D.M. 236 del
14/06/1989, il D.P.R. 503 del 24/07/1996.
Le sistemazioni e lo sviluppo delle superfici pedonali prevedono la ininterrotta continuità delle superfici
calpestabili, caratterizzati da un susseguirsi di piani inclinati con pendenze nei limiti di quanto stabilito dalle
norme: max. 5% in direzione longitudinale; max. 1% in direzione trasversale. Le rampe di accesso dalla
sede stradale al percorso risultano accessibili ed è garantito, lungo lo sviluppo del percorso stesso, la libera
fruibilità e circolazione anche da persone con ridotta o impedita capacità motoria.
La futura segnaletica stradale orizzontale relativa al tracciamento delle fasce a parcheggio, non
oggetto del presente appalto e subordinata alle definitive future determinazioni da parte dell’Amm/ne
comunale, dovrà soddisfare la misura minima di un parcheggio handicap ogni 50 o frazione di 50, con
larghezza superiore a 3,20 m..
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5
CARATTERISTICHE PRESTAZIONALI E DESCRITTIVE DEI MATERIALI UTILIZZATI
Si riportano di seguito le caratteristiche prestazionali e descrittive delle principali opere oggetto di
appalto:
•
5.1
Opere in c.a.
Formazione di casseforme per getti in calcestruzzo semplice od armato per un'altezza fino
a 3.00 m dal piano di appoggio delle armature di sostegno. nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per la fornitura al piano, le opere di banchinaggio, le
armature di sostegno e controventamento, i distanziatori metallici completi di staffaggio, il
taglio, lo sfrido, il materiale accessorio, le chiodature, il disarmo e la pulizia,
l'abbassamento, lo sgombero e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola
d'arte. la misurazione verrà effettuata sulla superficie effettivamente a contatto con il
conglomerato cementizio. Realizzate in metallo.
•
Calcestruzzo a prestazione garantita, in accordo alla UNI EN 206-1, per pavimentazioni
armate con rete elettrosaldata poggianti su terreno o "non collaboranti" su solaio, che
operano all'interno di edifici, in Classe di esposizione ambientale X0 (UNI 11104), Dmax
aggregati 32 mm, Cl 0,4; fornitura a piè d'opera, escluso ogni altro onere: Classe di
consistenza S4 (stesa manuale) o classe di spandimento F4. Classe di resistenza a
compressione minima C25/30.
•
Getto in opera di calcestruzzo cementizio preconfezionato eseguito con pompa compreso
il nolo della stessa.
•
Rete metallica elettrosaldata in acciaio B450A e B450C per armature di calcestruzzo
cementizio, lavorata e tagliata a misura, posta in opera In tondino da 4 a 12 mm di
diametro.
•
Realizzazione di pavimentazione industriale corrazzata elicotterata tipo "Pimar srl" o
equivalente, eseguita con spolvero di quarzo grigio naturale premiscelato antiritiro in
ragione di circa 4 kg/mq con finitura elicotterata, compresa la fornitura e posa del quarzo,
la finitura elicotterata, il trasporto dei materiali franco cantiere e tutto quanto altro
necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Acciaio per calcestruzzo armato ordinario, laminato a caldo, classe tecnica B450C,
saldabile ad alta duttilità, in accordo alla UNI EN 10080 e conforme al D.M. 14/01/2008,
disposto in opera secondo gli schemi di esecuzione del progettista strutturista. compreso
gli oneri per la sagomatura, la legatura e le eventuali saldature per giunzioni e lo sfrido; In
barre ad aderenza migliorata ottenute nei diametri da 6 mm a 50 mm.
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•
5.1.1
Massetti e pavimentazioni
Rialzo di pozzetti in cls monolitici esistenti, compresa la rimozione del chiusino in ghisa e
relativo controtelaio, la fornitura in opera degli elementi di prolunga in cls prefabbricati fino
alla quota richiesta, il riposizionamento del controtelaio precedentemente rimosso e
relativo chiusino, gli eventuali tagli delle prolunghe in cls, il trasporto dei materiali franco
cantiere e tutto quanto altro necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Fornitura e posa di telo in nylon della grammatura minima di 200 gr/mq, posato sia
verticale che orizzontale con giunti incollati, sigillati con nastro o con sovrapposizione di
almeno 20 cm., compreso tutti gli oneri per dare il lavoro finito a perfetta regola d'arte.
•
Fornitura di pavimentazione in pietra di Luserna, in croste fiammate, colore misto, lati
segati, costituita da elementi aventi le seguenti dimensioni: larghezza cm 30-50, lunghezza
a correre, spessore 4/6 cm. E' compreso il trasporto franco cantiere e tutto quanto altro
necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Pavimenti in lastre di pietra o marmo, esclusa la sola provvista delle lastre, compresa ogni
lavorazione complementare ed accessoria per dare il pavimento perfettamente finito, con o
senza fascia o disegno. Esclusa la lucidatura a piombo.
•
Sottofondo per pavimenti formato con calcestruzzo cementizio avente resistenza
caratteristica di kg/cm² di 150, per spessore medio di cm 5.
•
Cubetti scelti di porfido delle cave dell'alto Adige o del trentino, a facce piane e normali fra
di loro, delle quali due opposte corrispondenti ai piani di cava Delle dimensioni di cm 4-6.
•
Posa cubetti porfido con sigillature a cemento. Posa di cubetti in porfido, sienite, diorite,
per la formazione di pavimentazione, provvisti in prossimità del luogo di posa e disposti
secondo il piano di cava ad archi contrastanti e paralleli, anche nelle zone dei binari
tranviari sul letto di posa di sabbia del Po o della Stura, secondo le prescrizioni, compresa
la provvista della sabbia, miscelatura della stessa, le battiture a regola d'arte, ulteriore
stesura di malta di sabbia e cemento 425 RcK 250 in boiacca, la scopatura, il ricarico e il
trasporto di tutti i detriti alle discariche e la manutenzione.
•
Pavimentazione per percorso ciclo-pedonale tipo "Mapei Mapecoat TNS Urban" o
equivalente, realizzata mediante le seguenti operazioni: - Scartavetratura a macchina della
superfice in cls per migliorare l'adesione della successiva stesura del primer - Applicazione
di una mano di primer epossidico bicomponente in dispersione acquosa tipo "Mapecoat l
600 W" o equivalente, con un consumo di circa 0,300 kg/mq - Ad essicazione avvenuta,
applicazione di 1 mano di resina acrilica semi-elastica in dispersione acquosa e cariche
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Progettazione integrale e coordinata, architettura, paesaggio, strutture, impianti, arredi
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selezionate tipo "Mapecoat Tns White base coat" o equivalente, con un consumo di ca. 0,7
kg/mq - Applicazione infine di 2 mani di resina acrilica in dispersione acquosa e cariche
selezionate tipo "Mapecoat Tns Urban" o equivalente, per un consumo di ca. 1,4 kg/mq. E'
compresa la fornitura dei materiali, la posa in opera, il trasporto dei materiali franco
cantiere e tutto quanto altro necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Realizzazione di giunto di dilatazione per la saturazione di fessure da 10 x 10 mm,
eseguito mediante le seguenti operazioni: - Fornitura e posa in opera di carta gommata sui
2 lati dei giunti per tutta la lunghezza degli stessi, - Stesura a pennello di primer
monocomponente di tipo epossiisocianico trasparente tipo "Mapei Primer As" o
equivalente, - Fornitura e posa in opera di cordoncino in schiuma polietilenica estrusa a
cellule chiuse con densità di 40 kg/m³ tipo "Mapefoam 15 mm" o equivalente, - Fornitura e
posa in opera di sigillante poliuretanico a basso modulo elastico tipo "Mapeflex PU 40" o
equivalente e lisciatura con spatola, - Asporto della carta gommata precedentemente
fissata e trasporto a discarica. E' compresa la fornitura dei materiali, la posa in opera, il
trasporto dei materiali franco cantiere e tutto quanto altro necessario a completare l'opera
a perfetta regola d'arte.
•
Realizzazione di giunto di contrazione per la saturazione di fessure da 4 mm, eseguito
mediante le seguenti operazioni: - Stesura a pennello di primer monocomponente di tipo
epossiisocianico trasparente tipo "Mapei Primer As" o equivalente, - Fornitura e posa in
opera di sigillante poliuretanico a basso modulo elastico tipo "Mapeflex PU 40" o
equivalente e lisciatura con spatola. E' compresa la fornitura dei materiali, la posa in
opera, il trasporto dei materiali franco cantiere e tutto quanto altro necessario a completare
l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Posa di guide rette o curve dello spessore di cm 9-12 di gneiss, graniti, sieniti, dioriti
esimili, altezza da cm 25 a cm 30, in pezzi di lunghezza di almeno m 0,90 su strato di
calcestruzzo dello spessore di cm 15 e della larghezza di cm 22 (cemento mg 15, sabbia
m³ 0,400,ghiaietta m³ 0,800) compreso: - l'eventuale scavo o la demolizione del letto di
posa preesistente; - il carico ed il trasporto del materiale eccedente alle localita' indicate od
alla discarica; - la perfetta sigillatura dei giunti con colata di pastina di cemento -ogni opera
di scalpellino. Con scavo eseguito a macchina.
•
Fornitura di cordoli spartitraffico prefabbricati in cls vibrato tipo "Manfredini sas" o
equivalenti, prodotti in stabilimento in conformità alle norme UNI EN 1340 ed UNI EN ISO
9001, base 50 cm ed altezza 20 cm. E' compreso il trasporto franco cantiere e tutto quanto
altro necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Posa di cordonatura della larghezza di cm 50-65,per la formazione di marciapiedi rialzati o
di banchine, su strato di calcestruzzo dello spessore di cm 15 e della larghezza di cm 6075 (cemento mg 15, sabbia m³ 0,400, ghiaietta m³ 0,800) compreso: - l'eventuale scavo il
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carico ed il trasporto del materiale eccedente;- la rifilatura dei giunti; - i ripassamenti
durante e dopo la posa; - la sigillatura dei giunti. Con scavo eseguito a macchina.
•
Piccoli profilati aventi altezza sino a mm 80 In ferro, forniti con una ripresa di antiruggine e
posti in opera.
•
Verniciatura con smalto per superfici metalliche di manufatti esterni, a due riprese.
•
Segnaletica in vernice spartitraffico rifrangente (composto di resina alchidica e
clorocaucciu) Strisce di mezzeria, corsia ecc. per ogni metro di striscia effettivamente
verniciata di larghezza cm 12.
•
5.1.2
Parapetti metallici
Fornitura e posa in opera di parapetto metallico tipo "1", dotato di corrimano in acciaio
inox, costituito dagli elementi che seguono. MONTANTI verticali posti ad interasse di 1500
mm e costituiti da: larghi piatti di acciaio 160x12 mm (UNI EU 91:1982), altezza 1330 mm,
rastremati fino alla larghezza superiore di 60 mm come da Atti di Progetto DefinitivoEsecutivo; piastre di ancoraggio in larghi piatti di acciaio 250x10 mm (UNI EU 91:1982)
sagomati al "L", di lunghezza 500+330 mm; n° 2 prof ilati UPN 65x42 mm (UNI EU
54:1981) di lunghezza 430 mm, accoppiati al montante verticale. PANNELLO CENTRALE,
fissato ai montanti verticali ed al corrimano, costituito da: n° 1 angolare longitudinale
superiore a lati uguali 50x4 mm in acciaio (UNI EN 10056:2000), di lunghezza 1420 mm;
n° 1 angolare longitudinale inferiore a lati uguali 50x4 mm in acciaio (UNI EN 10056:2000),
di lunghezza 1445 mm n° 14 tondi verticali in accia io (UNI EN 10060:2004) diam. 16 mm,
altezza 792 mm, posti ad interasse 100 mm e saldati agli angolari superiore ed inferiore.
CORRIMANO in tubo in acciaio inox spazzolato, diam. esterno 204 mm, spessore 2 mm,
lunghezza 1460 mm, dotato di n° 2 lamiere in acciai o inox spessore 2 mm lunghezza 1460
mm, atte al collegamento del corrimano al pannello centrale mediante bullonatura. Il
collegamento montanti/corrimano è assicurato da una unione del tipo "maschio-femmina"
per mezzo di tubi in acciaio diam. esterno 193,7 mm, spessore 3 mm, lunghezza 200 mm;
solo per i moduli inziali/finali, i tubi sono dotati alle due estremità di tappi terminali di
chiusura saldati ai tubi stessi. Tali tubi, bullonati ai montanti, sono inseriti all'interno del
tubo inox del corrimano e sono dotati di n° 2 spess ori di compensazione in lamiera di
acciaio spessore 5 mm e n° 2 piatti in acciaio 60x1 0 mm (UNI EN 10058:2004) saldati ai
tubi stessi. Sono compresi tutti i fori, i collegamenti saldati e/o bullonati e gli ancoraggi alla
struttura esistente, il tutto come da Atti di progetto Definitivo-Esecutivo. E' inoltre compresa
la verniciatura degli elementi in acciaio con polveri epossidiche di colore RAL a discrezione
della D.L. (fondo epossidico + finitura poliestere), il trasporto franco cantiere e tutto quanto
altro necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
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•
Fornitura e posa in opera di parapetto metallico tipo "2", costituito dagli elementi che
seguono. MONTANTI verticali posti ad interasse di 1500 mm e costituiti da larghi piatti di
acciaio 160x12 mm (UNI EU 91:1982), altezza 990 mm, rastremati fino alla larghezza
superiore di 60 mm come da Atti di Progetto Definitivo-Esecutivo; piastre di ancoraggio in
larghi piatti di acciaio 250x10 mm (UNI EU 91:1982) sagomati al "L", di lunghezza 300+210
mm; n° 2 profilati UPN 65x42 mm (UNI EU 54:1981) d i lunghezza 100 mm, accoppiati al
montante verticale. PANNELLO CENTRALE, fissato ai montanti verticali, costituito da: n° 1
angolare longitudinale inferiore a lati uguali 50x4 mm in acciaio (UNI EN 10056:2000) di
lunghezza 1445 mm; n° 1 angolare longitudinale supe riore a lati uguali 60x10 mm in
acciaio (UNI EN 10056:2000) di lunghezza 1472 mm; n° 14 tondi verticali in acciaio (UNI
EN 10060:2004) diam. 16 mm, altezza 936 mm, posti ad interasse 100 mm e saldati agli
angolari superiore ed inferiore; n° 2 piatti in acc iaio 60x8 mm (UNI EN 10058:2004) atti al
collegamento del pannello centrale ai montanti verticali mediante bullonatura. Sono
compresi tutti i fori, i collegamenti saldati e/o bullonati e gli ancoraggi alla struttura
esistente, il tutto come da Atti di progetto Definitivo-Esecutivo. E' inoltre compresa la
verniciatura degli elementi in acciaio con polveri epossidiche di colore RAL a discrezione
della D.L. (fondo epossidico + finitura poliestere), il trasporto franco cantiere e tutto quanto
altro necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Piccoli profilati aventi altezza sino a mm 80 In ferro, forniti con una ripresa di antiruggine e
posti in opera.
•
Verniciatura con smalto per superfici metalliche di manufatti esterni, a due riprese.
•
5.1.3
Verde pubblico
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo del piantamento delle sottoelencate
specie arboree. c=circonferenza del tronco in centimetri misurata a metri 1.00 da terra
h=altezza complessiva della pianta dal colletto v=pianta fornita in vaso z=pianta fornita in
zolla ha=altezza da terra del palco di rami inferiore. Populus alba cfr=10-12 ha=2.20 z.
•
Fornitura compreso il trasporto e lo scarico sul luogo del piantamento delle sottoelencate
specie arboree. c=circonferenza del tronco in centimetri misurata a metri 1.00 da terra
h=altezza complessiva della pianta dal colletto v=pianta fornita in vaso z=pianta fornita in
zolla ha=altezza da terra del palco di rami inferiore. Cercis siliquastrum cfr=10-12 ha=2.00
z.
•
Messa a dimora di alberi con circonferenza del fusto compresa fra cm 10 e cm 12,
comprendente lo scavo della buca, il carico e trasporto in discarica del materiale di risulta,
la provvista di terra vegetale, il carico e trasporto delle piante dal vivaio, il piantamento, la
collocazione di tre pali tutori in legno di conifera trattato in autoclave del diametro di cm 8,
lunghezza di m 2 e altezza fuori terra di m 1.50collegati con le relative smezzole, tre
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legature al fusto con apposita fettuccia o legaccio in canapa, kg 50 di letame bovino
maturo, kg. 0.200 di concime a lenta cessione, la formazione del tornello e sei bagnamenti
di cui il primo al momento del piantamento Buca di m 1.00x1.00x0.70.
•
•
Formazione di prato, compresa la regolarizzazione del piano di semina con livellamento
sminuzzamento e rastrellatura della terra, provvista delle sementi e semina, carico e
trasporto in discarica degli eventuali materiali di risulta Compreso lo scavo del cassonetto
di cm 15 e la fornitura e stesa di terra agraria.
5.1.4
Arredo urbano
Fornitura e posa in opera di sgabello tipo "MMCITE" mod. "Radium LR115r" o equivalente,
delle dimensioni di cm 45, costituito da lamiera di acciaio con seduta in legno di robinia. E'
compreso l'ancoraggio a terra, il trasporto franco cantiere e tutto quanto altro necessario a
completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Fornitura e posa in opera di panca tipo "Metalco" mod. "Big Harris" o equivalente, delle
dimensioni di L=2076 mm, realizzata in legno esotico verniciato. E' compreso l'ancoraggio
a terra, il trasporto franco cantiere e tutto quanto altro necessario a completare l'opera a
perfetta regola d'arte.
•
Fornitura e posa in opera di panca tipo "Metalco" mod. "Harris" o equivalente, delle
dimensioni di L=2076 mm, dotata di una schiena e realizzata in legno esotico verniciato. E'
compreso l'ancoraggio a terra, il trasporto franco cantiere e tutto quanto altro necessario a
completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Fornitura e posa in opera di panchina tipo "Lab23" mod. "Linea S Range Line" o
equivalente, delle dimensioni di 1630x400x400 mm, peso 130 kg, realizzata tramite lo
stampaggio di un composto di resina poliestere e quarzo naturale (granito) di prima scelta,
di colorazione bianca. Tale panchina è rinforzata internamente con due tipologie di tessuto
di fibra di vetro, maglia 04 e 018. All'interno, per dare maggiore robustezza, viene applicata
anche una struttura metallica a sezione rettangolare, 30x20x2mm in acciaio zincato,
anch'esso annegato nel composto di resina poliestere e quarzo naturale. Alle base sono
presenti dei piatti di acciaio di spessore 8 mm, utili al fissaggio al suolo tramite appositi
tasselli o per cementazione di appositi tiranti. E' compreso l'ancoraggio a terra, il trasporto
franco cantiere e tutto quanto altro necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Fornitura e posa in opera di panchina monoblocco tipo "Publioggetto" mod. "GS Stone" o
equivalente, delle dimensioni di 200x50x50 cm, peso 400 kg circa, realizzata con cemento
grigio del tipo 42.5 R a resistenza rapida, armato, vibrato ad alta frequenza; con angoli
smussati e carteggiati e seduta levigata senza fori. Finitura grigio sabbiato. E' compreso il
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trattamento idrorepellente antidegrado per esterno, trasparente, effetto naturale. E' inoltre
compreso l'ancoraggio a terra, il trasporto franco cantiere e tutto quanto altro necessario a
completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Fornitura e posa in opera di cestino portarifiuti quadrato tipo "MMCITE" mod. "Nanuk
NNK265" o equivalente, con rivestimento esterno in lamiera di acciaio traforata. Dotato di
coperchio e struttura in acciaio in lamiera traforata, collegata mediante giunti a vite in
acciaio inox. Volume contenitore interno 50 l. E' compreso l'ancoraggio a terra, il trasporto
franco cantiere e tutto quanto altro necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Fornitura e posa in opera di portabiciclette tipo "Modo" mod. "Wheelpower" o equivalente,
costituito da due laterali a forma di ruota Ø600 mm in tubolare Ø40 mm, raggi in tondino Ø
5 mm e luce interna di 80 mm. Il portabiciclette è completo di due mezzelune che
permettono il fermo della ruota. Il tutto in acciaio inox AISI 304, con finitura tramite
processo di sabbiatura ed elettrolucidatura. Per la corretta posa in opera, procedere come
segue: fissare le 4 barre filettate M10x200mm e le 4 barre filettate M10x125mm,
avvitandole in corrispondenza dei fori rispettivamente presenti sulle due ruote e
mezzelune; praticare otto fori Ø12mm con profondità diverse in corrispondenza delle barre
filettate, seguendo le quote indicative; dopo aver riempito i fori con cemento a presa rapida
o con ancorante chimico, inserire le barre filettate. E' compreso l'ancoraggio a terra, il
trasporto franco cantiere e tutto quanto altro necessario a completare l'opera a perfetta
regola d'arte.
•
Fornitura e posa in opera di portabiciclette tipo "Modo" mod. "Eros" o equivalente, avente
struttura in lamiera di acciaio Fe 360 B da mm 5 tagliata al laser e pressopiegata.
Trattamento di finitura tramite zincatura a caldo e rivestimento a polveri termoindurenti per
esterni di colore RAL a discrezione della D.L. Fissaggio a terra per mezzo di tasselli. E'
compreso l'ancoraggio a terra, il trasporto franco cantiere e tutto quanto altro necessario a
completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
•
5.1.5
Pubblica illuminazione
Fornitura e posa in opera di quanto occorrente per la formazione di cavidotto in terreno
senza pavimentazione, profondità 70 cm, manufatto in calcestruzzo RBK 15N/mmq, con 1
tubo in PEAD diametro 110 mm, reinterro con ghiaia vagliata e terreno vegetale per lo
strato superficiale di cm 20.
Fornitura e posa in opera di quanto occorrente per la formazione di cavidotto in
pavimentazione stradale, profondità 90 cm, manufatto in calcestruzzo RBK 15N/mmq, con
1 tubo in PVC diametro 100 mm, reiterro con misto cementizio -dosaggio 50 Kg/mc.
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•
Fornitura e posa in opera di quanto occorrente per la formazione di pozzetto ispezionabile
delle dimensioni interne di 50x50x70 cm, realizzato con pozzetto prefabbricato in cls a
sezione quadrata ad alta resistenza e chiusino in ghisa a grafite sferoidale munito di
guarnizioni elastiche in polietilene a profilo speciale antibasculamento e antirumore,
costruito secondo Norme ISO 1083 e EN 1563 e classificato "D400" secondo Norme UNI
EN 124, compreso l'eventuale taglio della pavimentazione.
•
Pozzetti in cemento armato prefabbricato completo di fori spessore cm 4; dimensioni
interne cm 50x50x50 diam. 40.
•
Chiusini in cls dimensioni 60x60.
•
Posa in opera di pozzetto prefabbricato in cls armato, di dimensioni 50x50x50 cm,
composto da base, anello e calotta; escluso lo scavo; compreso il sottofondo, il trasporto,
la posa del chiusino in ghisa, la malta cementizia ed ogni altro onere.
•
Fornitura e posa in opera di plinto prefabbricato tipo "Giorni Prefabbricati" mod. "PP080" o
equivalente, realizzato in conglomerato cementizio vibrato Rck 400, dalle dimensioni
esterne assimilabili a 80x117x90 cm, per pali di diametro massimo Ø24 con o senza
sbraccio di altezza massima fuori terra fino a 1025 cm. Provvisto di pozzetto ispezionabile
di dimensioni nominali pari a cm 39x39 cm con n° 3 fori laterali per l'innesto dei cavidotti di
diametro Ø 13 cm, di foro disperdente alla base e di foro passacavi. Utilizzabile con
chiusini di dimensioni 50x50 cm in cls ovvero in ghisa. L'inghisaggio del palo
d'illuminazione è uniforme alle lavorazioni standard unificate ed è pari a cm 85. E'
compresa la posa in opera del chiusino, il trasporto franco cantiere e tutto quanto altro
necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
Chiusini in cls dimensioni 40x40.
•
Quadro in poliestere, rinforzato con fibre di vetro, grado di protezione IP 65, con portella
trasparente o ad oblò e guide DIN.Escluso piastra di fondo. quadro in poliestere IP65 con
portella ad oblò 400x500x200.
•
Zoccoli per quadri o armati. zoccolo H=200 L=800.
•
Piastre di fondo in materiale isolante o in acciaio con trattamento anticorrosivo per
montaggio apparecchi non modulari. piaste di fondo 400x500.
•
Strumenti di misura ed accessori per corrente continua o alternata e per qualsiasi tensione
di funzionamento, classe 1,5 contatore elettronico di energia 3P+N inser.indir.reset, riporto.
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•
Interruttore non automatico (sezionatore sotto carico) tipo scatolato fisso, tensione
nominale 380-400 V. Sezionatore fisso 3P - da 250 A.
•
F.O. Fornitura in opera entro quadro o contenitore predisposto di interruttore automatico
magnetotermico (MT), tipo modulare, curva C potere d'interruzione di 6 kA secondo norme
CEI EN 60898. compreso ogni accessorio per la posa ed i collegamenti elettrici. F.O. di MT
6 kA curva C - 2P - da 10 a 32 A.
•
Interruttore crepuscolare con fotocellula separata, luminosità regolabile 1 o 2 contatti in
scambio, portata fino a 16 A a 230 V, circuito di alimentazione in corrente continua o
alternata e per qualsiasi tensione di funzionamento. interr.crepuscolare 2-2000 Lux 1
contatto con fotocellula.
•
Interruttore crepuscolare con fotocellula separata, luminosità regolabile 1 o 2 contatti in
scambio, portata fino a 16 A a 230 V, circuito di alimentazione in corrente continua o
alternata e per qualsiasi tensione di funzionamento. Fotocellula.
•
F.O. Fornitura in opera di Interruttore multifunzione (orologio, temporizzzatore, contatore di
impulsi), programmazione giornaliera, settimanale, annuale, programmazione per funzioni
ad impulsi o mantenuta, con 4 contatti in scambio, portata fino a 16 A a 230 V.compreso
ogni accessorio per la posa ed i collegamenti elettrici. F.O. di interr.orario multifunzione.
•
Contattori modulari con contatti NA oppure NC, ciruito di comando a qualsiasi tensione di
funzionamento (da 24 a 240-V), con possibilità di comado manuale sul fronte del
contattore. contattore modulare 2P 16 A (categoria AC7a).
•
Apparecchiatura modulare per comando e segnalazione luminosa ed acustica, per correnti
fino a 16 A, per qualsiasi valore di tensione continua o alternata. indicatore presenza
tensione 3 led.
•
Fornitura e posa in opera di 4 cavi tipo FG7R 0,6/1Kv sez.1X6mmq su tesata già
predisposta, compresa la fornitura delle fascette in poliammide nera posate ad una
interdistanza di 25 cm e lo sfrido del cavo.
•
Fornitura e posa in opera di cavo tipo FG7R 0,6/1Kv, sezione di 1x6 mmq in cavidotto
sotterraneo, tubo o palo già predisposti.
•
Fornitura e posa in opera di 1 cavo tipo FG7OR 0,6/1Kv sez.2X2,5mmq, su tesata già
predisposta, compresa la fornitura delle fascette in poliammide nera posate ad una
interdistanza di 25 cm e lo sfrido del cavo.
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•
Fornitura e posa in opera di appareccho illuminante installato su palo, tipo "Simes" mod.
"Stelo" o equivalente, altezza 350 cm, classe di isolamento II, comprensivo del palo, della
flangia per fissaggio a terra, della lampada 70W, del trasporto franco cantiere e di tutto
quanto necessario per completare l'opera funzionante a perfetta regola d'arte.
•
Fornitura e posa in opera di appareccho illuminante da incasso a terra tipo "Castaldi" mod.
"Tellux/R1-Lw led" o equivalente, emissione 360° ra diale, IP67 classe di isolamento II, con
led luce bianca 2W, comprensivo di apparecchio illuminante, lampada, trasformatore
interno, connettore alla linea di alimentazione, cassaforma, trasporto franco cantiere e tutto
quanto altro necessario a completare l'opera a perfetta regola d'arte.
•
5.1.6
Predisposizione fibre ottiche
F.O. Fornitura in opera di tubazione in polietilene a doppia parete per cavidotto interrato,
resistenza alla compressione =>350N, completa di raccordi ed ogni accessorio per la posa
in opera, escluso la formazione e il ripristino degli scavi. F.O. di tubo corrugato doppia
parete per cavidotto D.110.
•
Pozzetti in cemento armato prefabbricato completo di fori spessore cm 4; dimensioni
interne cm 40x40x40 diam. 30.
•
Chiusini in cls dimensioni 50x50.
•
Posa in opera di pozzetto prefabbricato in cls armato, di dimensioni 50x50x50 cm,
composto da base, anello e calotta; escluso lo scavo; compreso il sottofondo, il trasporto,
la posa del chiusino in ghisa, la malta cementizia ed ogni altro onere.
•
5.1.7
Smaltimento acque meteoriche
Tubi in PVC rigido tipo 302, conformi alle norme UNI 7443/85, diametro esterno mm 80,
posati in opera nelle trincee o nei manufatti compreso l'eventuale carico e trasporto da
deposito di cantiere, lo sfilamento, la sistemazione a livelletta, con giunzioni a bicchiere
incollati o tenuti a pressione con anello di gomma; compreso il collaudo, prova idraulica ed
ogni altro onere.
•
Pozzetti in cemento armato prefabbricato completo di fori spessore cm 4; dimensioni
interne cm 40x40x40 diam. 30.
•
Posa in opera di pozzetto prefabbricato in cls armato, di dimensioni 50x50x50 cm,
composto da base, anello e calotta; escluso lo scavo; compreso il sottofondo, il trasporto,
la posa del chiusino in ghisa, la malta cementizia ed ogni altro onere.
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arch. Salvador Perez Arroyo_ Proges Engineering s.a.s. _ arch. Luca Frigerio _ geol. Mario Cerqueglini_
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Raggruppamento Temporaneo “STONES
RIVER”
Progettazione integrale e coordinata, architettura, paesaggio, strutture, impianti, arredi
s.b.arch. –studio bargone architetti associati _arch. FEDERICO BARGONE - capogruppo R.T.
c/o Bargone Associati
15, via del Colle di Mezzo
00143 R O M A
06 51981103
[email protected]
•
Fornitura in opera di griglie in ghisa sferoidale a norma uni en 124 Fornitura in opera di
griglie in ghisa sferoidale, piane con telaio quadro autobloccante sifonato, classe c 250 dim 500 x 500 mm, peso 27 kg circa.
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Progettazione integrale e coordinata, architettura, paesaggio, strutture, impianti, arredi
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6
CRONOPROGRAMMA DELLE FASI ATTUATIVE
Di seguito si riporta il cronoprogramma pregresso e delle principali fasi attuative, con l’indicazione dei
tempi di svolgimento delle varie attività di progettazione, approvazione, affidamento, esecuzione e collaudo:
Ottobre 2012
Dicembre 2012
Febbraio 2012
Incarico progettazione, coordinamento sicurezza, D.L., contabilità
Consegna progetto preliminare
Approvazione progetto preliminare
Maggio 2013
Consegna progetto definitivo-esecutivo
Agosto 2013
Approvazione progetto definitivo-esecutivo
Settembre 2013
Procedura gara d'appalto
Gennaio 2014
Aggiudicazione gara d'appalto
Febbraio 2014
Inizio Lavori
Dicembre 2014
Fine Lavori/Collaudo
Per un ulteriore approfondimento, si rimanda anche alla lettura del Cronoprogramma, posto come
allegato g al presente Progetto Definitivo-Esecutivo.
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7
STIMA DEI COSTI
Ai fini della stima dei costi dell’intervento proposto e del conseguente investimento necessario, si
prende come riferimento il Listino OO.PP. della Regione Piemonte 2012 e, laddove necessario, le analisi di
nuovi prezzi elaborate per le specifiche lavorazioni, così come indicato nel Computo Metrico Estimativo, nell'
Elenco dei Prezzi Unitari e nelle Analisi Nuovi Prezzi allegati al progetto definitivo-esecutivo.
Il costo dell'intervento del Progetto definitivo-esecutivo, comprensivo di lavori, costi della sicurezza
D.Lgs. 81/2008 e s.m.e.ii. e somme a disposizione della Stazione Appaltante, ammonta a € 900.000,00, di
cui € 712.905,18 per lavori e costi della sicurezza, ed € 187.094,82 per somme a disposizione
della Stazione Appaltante.
Nel quadro economico sono riportati il costo dell'intervento proposto, comprensivo di lavori, costi della
sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e s.m.e.ii. e somme a disposizione della Stazione Appaltante. Per una
analitica considerazione dei costi di intervento si rimanda alla lettura dell’ Allegato n_Computo metrico
estimativo e dell' Allegato o_Quadro Economico.
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Relazione generale lungofiume