Attualità
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Anno XXXVI - n. 12 - DICEMBRE 2014 - distribuzione gratuita
www.ilbassoadige.it - e-mail: [email protected] - 37045 Legnago (Verona)
di A. Panziera
IL DISAGIO VENETO
di A. Costantini
Ormai appare scontato che anche il 2014 sarà un anno di noncrescita, con un PIL che prevedibilmente registrerà un calo dello
0,2-0,3%, risultato che provocherà un effetto traino negativo anche
per i primi mesi del 2015. Le aspettative di inizio anno erano invero
assai diverse ma, complice il cattivo andamento della congiuntura
europea, ci si ritrova in una situazione a cavallo fra la recessione e la
quasi deflazione, con prospettive di un debole recupero nei prossimi
due semestri che difficilmente sarà superiore allo 0,5%. In queste
condizioni il Natale degli Italiani si annuncia non molto diverso da
quelli degli ultimi anni, che sinteticamente erano definibili dimessi
e avari di aspettative positive. I dati sui consumi in realtà potrebbero
far intravedere in extremis qualche riscontro migliore delle attese, ma
questo al momento non pare sufficiente a modificare una tendenza
che permane negativa. Oltretutto, i recenti fatti di malaffare, che
piegano la cronaca politica quotidiana sempre più verso la cronaca
nera, non sono proprio il massimo per ricreare quel clima di fiducia
e speranza di cui il Paese avrebbe un gran bisogno. Sotto l’albero
troviamo la versione riveduta e corretta de “Le Mani sulla Città” ,
con la sensazione che siano molte di più le amministrazioni locali,
comunali o regionali, in cui la corruzione è prassi abituale rispetto
a quelle integerrime e al servizio dei cittadini. Sessanta anni fa un’
inchiesta dell’Espresso curata da Manlio Cancogni titolava “Capitale
corrotta, Nazione infetta”; oggi si fa fatica a capire se quello che sta
emergendo sia la scaturigine dei mali che affliggono l’Italia ovvero
se puntare tutti i fari su Roma ladrona costituisca un utile diversivo
per qualche vociante politico con lo scopo di distogliere l’attenzione
su comportamenti uguali se non peggiori di quelli dei suoi colleghi
capitolini. (continua a pag. 3)
Ho visto il trailer del film “Il Leone di vetro” di Salvatore Chiosi, regista
napoletano che ha raccontato come il Veneto divenne italiano, nel 1866, e
l’ha fatto in modo molto diverso, a quanto ho capito, dallo spirito patriottico che aveva ispirato Luchino Visconti nel celeberrimo “Senso”, del 1954.
C’è anche nell’aria un referendum votato dalla Regione Veneto in cui si
chiede al nostro popolo di pronunciarsi per ottenere – o riottenere - la
sua sovranità. Se teniamo presente anche la recente inchiesta sui presunti
“terroristi” veneti, direi che di carne al fuoco ce n’è parecchia. Cerchiamo
allora di analizzare il problema in modo razionale, senza lasciarci fuorviare
dall’emotività o dagli slogan, come se stessimo parlando di qualcosa che
non ci riguarda, che sta capitando in un altro Paese e non del nostro, tipo
Scozia, Catalogna, Fiandre. Non sarà facile, ma proviamo. Parto allora da
una domanda un po’ provocatoria: chi sa come si costruisce una bomba?
Beh, nonostante un anno di militare da geniere guastatore, devo confessare
la mia totale incompetenza in proposito; tuttavia, nei film polizieschi americani, il cattivo di turno (o anche il buono, come in Terminator), la assembla in cucina mescolando ingredienti innocui o magari da maneggiare con
normale cautela, ma non esplosivi in sé, tipo fertilizzanti, prodotti per la
casa o che so io. Bene. Adesso trasportiamo l’esempio dall’ambito militarpoliziesco a quello socio-politico. Una popolazione che vive in una regione
ben determinata, che parla una sua lingua, che ha elaborato usi, costumi
e mentalità propri, un’arte, una cucina peculiare, possiede una capitale
riconosciuta, ha alle spalle una lunga tradizione di indipendenza politica,
ebbene, un simile gruppo etnico sviluppa necessariamente quello che possiamo chiamare “senso identitario”, un sentimento che, in sé, è abbastanza
neutrale, e in situazioni normali produce qualche buon libro di filologia,
qualche timida istanza di un riconoscimento della propria lingua, la richiesta di una maggiore autonomia amministrativa e simili. (continua a pag. 3)
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Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
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Sotto l’albero a casa Italia
(segue da pag. 1)
Dopo il Mose, l’Expo, i bilanci quantomeno allegri degli Enti locali
e i rimborsi-spese a piè di lista di governatori, sindaci e assessori vari
qualche dubbio in proposito appare fondato. Sotto l’albero, tra i regali di
cui avremmo fatto volentieri a meno, l’agenzia di rating americana S&P
ci consegna una pagella non proprio da primi della classe; il giudizio sul
nostro debito è appena sopra il livello “junk” (con un eufemismo diremo
che tale termine significa “non affidabile”, anche se la traduzione
letterale è molto più cruda) e in questa poco invidiabile classifica
siamo in compagnia di Romania e Bulgaria. Quello che spaventa è la
sua sostenibilità futura e soprattutto l’incapacità di attuare una sua pur
parziale riduzione. L’unica nota positiva segnalata da S&P, un po’ come
il 7 in educazione fisica per gli studenti non proprio brillanti, sono le
riforme messe in cantiere e in piccola parte già attuate (leggasi Jobs
Act), guarda caso proprio i provvedimenti più osteggiati da una parte
non marginale del Parlamento. Sotto l’albero occupano uno spazio
che non meritano, per quantità debordante e pochezza qualitativa, le
chiacchiere sulla nostra presunta accondiscendenza ai diktat provenienti
da Bruxelles e dintorni: in qualsiasi Comunità di Stati un membro che
a motivo di una situazione quantomeno problematica delle sue Finanze
rischia di provocare effetti dirompenti sui sistemi economici di tutti gli
altri viene guardato con sospetto e legittimamente gli vengono chieste
misure che contengano questi rischi. Chi rifiuta questa logica, chi propone
di uscire dal consesso comunitario, chi vuole ripudiare la moneta unica
in quanto ipotetica causa di quasi tutti i nostri guai, consapevolmente
o no, sta servendo a tutti gli Italiani la perfetta mela di Biancaneve,
ma all’orizzonte non si intravedono Principi azzurri, ma avventuristi
pericolosi e procacciatori di sventure. Per fortuna sotto l’albero non
troviamo solo rivoluzionari da operetta, venditori di chiacchiere un tanto
al chilo, corrotti in servizio permanente effettivo, somari assurti al rango
di maitre a penser; si scorgono i volti di moltissime persone oneste, la
stragrande maggioranza degli Italiani, che a dispetto delle difficoltà non
si rassegnano, promuovono nuove iniziative, competono con successo,
producono, lavorano e, strano ma vero, riescono ancora a risparmiare.
L’ultimo rapporto CENSIS segnala che quest’anno sono cresciuti i
depositi bancari e postali, gli acquisti di titoli, le sottoscrizioni di fondi
e polizze. Ci confermiamo un popolo di operose formichine, anche a
livelli di reddito non eccelsi, e forse proprio per questo dato il nostro
Debito Pubblico continua ad essere ben comprato a dispetto di qualche
pagella un po’ troppo severa. Il risparmio, la capacità di mobilitarlo e
indirizzarlo verso obiettivi di crescita condivisi, può essere il punto da
cui ripartire, a condizione di riuscire a ricreare un minimo di fiducia
nelle Istituzioni, di evocare prospettive credibili, di delineare aspettative
meno tormentate. Buone Feste a tutti.
IL DISAGIO VENETO
(segue da pag. 1)
Lo vediamo verificarsi in tutte la parti del
mondo, di pari passo con l’avanzare a rullo
compressore della globalizzazione, quindi non
saranno necessari esempi in proposito. Diciamo allora che i veneti presentano queste
caratteristiche, pur essendo inequivocabilmente legati all’Italia per la comune appartenenza
geografica, storica e culturale. Dunque, il
primo ingrediente è da considerarsi assolutamente innocuo. Se a questo però si aggiunge la
seconda componente, ossia l’inefficienza cronica, dichiarata, conclamata, si direbbe quasi
esibita, dello Stato di cui quell’entità fa parte,
ecco che il sentimento identitario si rafforza,
e nasce un desiderio diffuso di liberarsi da un
sistema politico, amministrativo e burocratico
incapace di soddisfare le necessità della gente.
Era uno degli argomenti - vedi a volte come
è paradossale la storia - che nel Risorgimento alimentavano il malcontento degli italiani
verso l’Austria, la quale tassava i suoi sudditi
lombardi e veneti molto di più di quelli di
altre parti dell’Impero anche se, a onor del
vero, è abbastanza normale che le regioni più
ricche diano al fisco un gettito maggiore di
quelle povere, e comunque l’amministrazione di due regioni moderne come Lombardia
e Veneto richiedeva spese maggiori rispetto
alla Transilvania o alla Bocovina. Tornando a
noi, è già antipatico pagare le tasse, e peggio
ancora pagare più degli altri, ma pagare per
avere poco o nulla in cambio e persino dover
tribolare per capire come si deve fare, ammettiamolo, dà un po’ fastidio. Se si percepisce lo
Stato non come un benefattore o almeno un
estraneo indifferente, ma addirittura come un
nemico, capace solo di tassare senza riuscire
a svolgere i compiti per cui ogni stato esiste,
ossia tutelare le persone per bene e perseguire
i criminali, fornire servizi decenti, esercitare
una giustizia rapida ed equilibrata, emanare
leggi chiare e sensate, allora la domanda sale
spontanea: cosa ci sta a fare lo Stato qui e cosa
ci stiamo a fare noi in quello Stato? Ecco che
i due componenti si stanno mescolando, ma
non abbastanza da generare un’esplosione.
Non ancora, almeno. In questa fase, nascono
movimenti politici che richiedono con decisione un’autonomia forte, ma ancora compatibile con l’appartenenza politica allo Stato. Ma
ecco che il nostro chimico folle sta versando
il terzo ingrediente, quello che completerà la
bomba; il suo nome è “crisi dura e prolungata”: capannoni abbandonati, negozi che chiudono e licenziano, aziende che delocalizzano,
disperazione di genitori con figli disoccupati.
Cosa manca ancora al nostro ordigno? L’innesco, naturalmente. Un composto così instabile
non ne ha bisogno: basta un piccolo scossone,
un maldestro sobbalzo, e l’ordigno esplode.
Naturalmente, si parla per parlare, l’abbiamo
detto; anzi, facciamo finta che stiamo creando
la trama di un romanzo di fantapolitica. Tuttavia… mi permetto di lanciare la mia timida
provocazione. Un Paese di nuova indipendenza, soprattutto se non ha alle spalle un lungo
periodo di vera autonomia, si trova di fronte a
problemi immani: crearsi una politica estera,
delle forze armate, un apparato amministrativo, un sistema giudiziario, una lingua nazionale ragionevolmente unitaria e ben codificata
da insegnare nelle scuole e Dio sa cos’altro.
Proprio per questo, l’Italia dice che non siamo
maturi per auto-governarci; la maggior parte
dei veneti (53%), da parte loro, sono convinti
di potersi arrangiare anche da ora. Chi ha
ragione? Proviamo, dico io, a trovare un punto
di incontro: per i prossimi quindici, vent’anni,
il Veneto resta parte dell’Italia, con il tricolore,
la Nazionale, i sacri confini e tutto il resto. Ma
con il diritto di darsi leggi adeguate alle sue
necessità, creare una sua burocrazia più snella
e, se ci riesce, efficiente, usare i propri soldi
come meglio crede, ovviamente, mantenendo
un contributo di solidarietà alle istituzioni
nazionali ed europee. Un Alto Adige in grande, insomma; in fondo, la stessa Costituzione
all’Art. 5, dopo aver affermato che la Repubblica, è una e indivisibile, aggiunge subito che
“attua nei servizi che dipendono dallo Stato il
più ampio decentramento amministrativo” e
se l’italiano non è un’opinione, “il più ampio”
vorrà pur dire qualcosa, no? Poi vediamo quello che succede: magari non cambia niente, o le
cose vanno addirittura peggio; magari invece
la cosa funziona, e si può decidere di separarsi da persone civili oppure di fare ancora
un tratto di strada insieme: in entrambi i casi,
si sarà formata una classe politica in grado
di gestire la sovranità, che sia sotto forma di
autonomia o di eventuale indipendenza. Certo
che quasi qualunque cosa è meglio di questa
frustrante situazione di paralisi. Dico “quasi”,
perché esistono delle alternative anche peggiori dell’autonomia e persino della secessione, su
cui faremmo bene tutti a riflettere.
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FONDATO NEL 1979
Direttore responsabile:ROBERTO TIRAPELLE
Direttore editoriale:
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Foto di Paolo Pravadelli.
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“Il Basso Adige” è portavoce dell’Associazione
Culturale “Il Basso Adige”, fondata con atto
notarile 6812 del 18.09.1984, reg. a Legnago il
20.09.1984 il cui Consiglio Direttivo è così composto:
Presidente:
Presidente Onorario:
Vice Presidente:
Segretario:
Consiglieri:
Gianni Galetto
Alessandro Belluzzo
Francesco Occhi
Giuseppe Mutti
Armandino Bocchi
Renzo Peloso
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
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Dott.ssa Caterina Girardello
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NEGLI INFUSI UNO STILE DI VITA CHE CONQUISTA
I più antichi alleati del benessere vivono oggi
una nuova, trionfante stagione.
Sono sempre di più,e sempre più giovani, gli italiani che sorseggiano infusi.
Non è solo un trend del gusto, è anche la scelta
di un modo diverso di
vivere: attento al benessere del proprio
corpo, premuroso verso l’ambiente,curioso
verso le infinite risorse che la natura ci
offre, desideroso di
un equilibrio tra organismo,mente e cuore,che
diventi anche equilibrio tra noi stessi e il mondo.
Qualcosa di cui abbiamo bisogno e che gli infusi
possono darci, il loro scopo è favorire uno stile
di vita naturale e armonico nel quale il consumo
di tè e tisane diventi un momento piacevole e
atteso di ogni giornata, un rito delizioso capace
di riscaldare il corpo e l’anima.
Dai corposi tè neri ai profumati infusi di
frutta,dalle benefiche tisane ai freschi tè verdi:un
ventaglio di sapori,aromi e proprietà attive,per
ogni momento della giornata. In più l’assenza
del processo ossidativo mantiene inalterate le
proprietà naturali dei tè e infusi.
Tesori di salute ma anche di piacere e gioia
di vivere.
Benessere,energia e serenità: che cosa si può
regalare di meglio? Certo non basta solo una
tisana per assicurare tutto questo , regalare un
infuso significa comunque un’attenzione speciale un omaggio originale ed elegante ma soprattutto partecipe e beneaugurante.
Una promessa e un invito al benessere:
non è forse un regalo che tutti vorremo ricevere?
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PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO
PER IL NOSTRO VICE PRESIDENTE
FRANCESCO OCCHI
Un prestigioso riconoscimento è stato assegnato
al nostro vicepresidente
che sabato 6 dicembre si è
recato a ritirare a San Giorgio a Cremano, un comune
alle porte di Napoli. Infatti
con il suo libro “Ladri,
Briganti o Banditi il fenomeno del brigantaggio tra
Castagnaro, Terrazzo e
Villa Bartolomea in una
storia da raccontare (1797-1868)”, si è aggiudicato il premio “La Biglia
Verde” per le opere di Narrativa Edita, alla VIII edizione del Concorso
Nazionale di Poesia città di San Giorgio a Cremano alle porte di Napoli,
un concorso di valenza nazionale al quale hanno partecipato centinaia
di opere e che si avvale del patrocinio della Regione Campania, del
Comune di Napoli, dell’Osservatorio per lo sviluppo della legalità e
che ha il riconoscimento del Presidente della Repubblica, del Presidente
del Senato e della Camera dei Deputati e di molte altre associazioni.
Ad organizzare l’evento Vincenzo Russo presidente dell’associazione
artistico-culturale “Talenti Vesuviani” che ha voluto per questa edizione,
avere come sottotitolo “Io sono contro le Mafie” per ricordare Falcone
e Borsellino.
Tra le opere premiate nelle varie sezioni, ad essere chiamato sul palco
anche il nostro Francesco che, con il suo libro sui briganti si è aggiudicato questo importante premio. Un attestato di grande valore e di qualità
che fa della nostra storia, un momento da ricordare e da recuperare.
G. G.
Amministrazione Comunale di Castagnaro - Assessorato alla Cultura
Banda Filarmonica di Castagnaro
N
organizzano
Banda Filarmonica
di Castagnaro
di
CO
Comune di
Castagnaro
CERTO
ATALE
IL PROGRAMMA comprende musiche di:
Strauss, Verdi, Vivaldi, Greenberg, Berling, Radetzky
CASTAGNARO
DOMENICA 21 DICEMBRE 2014, ORE 16
CENTRO SERVIZI
BANDA FILARMONICA Direttore prof. Massimiliano Negri
CORO GIOVANILE S. ANNA - MENÀ Direttrice Katy Segala
MENÀ
VENERDÌ 26 DICEMBRE 2014, ORE 21
SALA POLIFUNZIONALE
BANDA FILARMONICA Direttore prof. Massimiliano Negri
CORO GIOVANILE S. ANNA - MENÀ Direttrice Katy Segala
AVIS - MENÀ offrirà a tutti cioccolata calda e vin brulé
LA CITTADINANZA È INVITATA
periodico indipendente
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
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AIUTARE GLI ALTRI RENDE FELICI
In un’epoca in cui
tutto sembra andare male c’è solo un
modo per sentirsi
meglio: aiutare gli
altri. Adoperarsi per
sostenere il prossimo
è il miglior modo per
cambiare il mondo,
sentirsi utili e avere
una visione ottimista della vita.
Se è vero che l’ottimismo è il sale della vita,
aiutare gli altri fa bene al cervello. Lo conferma uno studio dell’Università della California,
secondo il quale prendersi cura di familiari,
amici, persone che soffrono riduce visibilmente
l’attività dell’amigdala, l’area del cervello che
gestisce le emozioni, e diminuisce il livello di
stress del nostro corpo. Ma non solo: le persone
che offrono il loro aiuto agli altri ricevono gratificazioni attraverso l’attivazione di programmi
endocrini specifici che riducono l’ansia. Fino a
poco tempo fa si riteneva che l’unico modo per
eliminare lo stress fosse rimuoverne la causa.
Ora invece la scienza ci dice che bisogna spostare l’attenzione da noi stessi agli altri. Provare
per credere.
Esiste un legame indissolubile tra ottimismo
e solidarietà.Tra la disposizione psicologica a
considerare solo i lati migliori della realtà e la
volontà di aiutare gli altri condividendo con
loro impegni e responsabilità. Un legame che
negli ultimi tempi, grazie anche a Internet e in
parte alla crisi economica, ha trovato sempre
più conferma nella società civile dando vita a
iniziative uniche, a volte bizzarre, quasi sempre
utili e capaci di diffondere speranza per gli anni
a venire.
Un primo importante segnale è lo strepitoso
successo del romanzo “L’atelier dei miracoli” di
Valerie Tong Cuong, vincitore del Prix de l’op-
timisme e riconosciuto in Francia come l’opera
rivelazione del 2013. Il libro racconta la storia
di Jean, un personaggio bizzarro che sistema
la vita delle persone senza chiedere nulla in
cambio. Un punto di vista rivoluzionario, al
giorno d’oggi, che ha conquistato l’interesse
di tantissimi lettori e che, fatto ancora più sorprendente, ha risvegliato l’attenzione dei più
su comportamenti solidali attivi sottotraccia
da molto tempo. Un esempio su tutti l’usanza
napoletana del “caffè sospeso” (diffusa anche in
alcuni bar a Verona): quando uno è contento per
qualche motivo, invece di pagare un solo caffè,
quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per
sè e uno per il cliente che viene dopo. E’ come
offrire un caffè al resto del mondo. Una sorta di
gentilezza alla cieca nata nel secondo dopoguerra per favorire chi se la passava peggio e tornata
recentemente in auge anche in altre parti del
mondo. A Parigi, per esempio, in una boulangerie è possibile vedere il numero esatto di caffè
sospesi (o di baguette sospese) in attesa di essere
consumati, rappresentati da calamite a forma di
cuore. Lo stesso accade a Londra e Dublino con
i suspended coffe, mentre in alcune città belghe
il meccanismo si ripete con le patatine fritte, in
Messico, invece, con i tacos.
Il merito di questa diffusione planetaria va
riconosciuto ad Internet, che attraverso siti, blog
e soprattutto social network ha collegato gli ottimisti ed i solidali di tutto il mondo in una catena
globale di perenne trasformazione. Lo stesso
Papa Francesco ha definito il web “un dono di
Dio” perchè offre maggiori possibilità di incontro e solidarietà tra tutti, e aiuta a comunicare e
a conoscersi meglio facendoci sentire più uniti.
“La cultura dell’incontro”, ha spiegato infatti
il Pontefice, “ richiede che siamo disposti non
soltanto a dare ma anche a ricevere dagli altri”.
Esempi virtuali in questo senso ce ne sono
tantissimi. Oltre alla stessa rete del caffè sospeso
(retedelcaffèsospeso.com), che coordina festival, rassegne e associazioni culturali di mutuo
soccorso e alle tante dimostrazioni di solidarietà
nate a seguito di eventi catastrofici (come le
recenti alluvioni), Internet regala pillole di grande spessore morale. Da qualche anno, infatti,
spopolano i siti di crowdfunding (dall’inglese
crowd, folla, e funding, finanziamento), portali
dove si raccolgono fondi per determinati progetti grazie al processo collaborativo tra utenti
e alla loro generosità. Grande successo anche
per le iniziative sul Web dedicate al “franchising dell’usato”, vere e proprie reti del riciclo
di oggetti quali giochi, abiti o elettrodomestici
finalizzati a donare il superfluo a chi ne ha
bisogno.
Ottimismo è la parola chiave di altre due
realtà “internettiane” molto seguite. Il social network Happier, fondato lo scorso anno a Boston
da Nataly Cogan, donna di origine ebrea fuggita
negli Usa con la famiglia a soli tredici anni, si
pone come obiettivo la diffusione quotidiana di
felicità. Ogni iscritto è chiamato a diffondere
messaggi positivi che gli altri utenti possono
premiare e condividere con uno “smile”. Sulla
stessa lunghezza d’onda Buonenotizie.it, portale
nato nel 2001, con l’intenzione di dare spazio
anche ai fattori positivi che accadono ogni giorno nel mondo: un altro modo per contrastare i
malumori di questi tempi.
La lista sarebbe lunga ma, più che di esempi,
l’ottimismo e l’amore per il prossimo vivono di
emozioni e idee che nessuna parola scritta sarà
in grado di svelare.
Vi auguro che ottimismo e solidarietà caratterizzino l’imminente Natale.
Buone Feste a tutti.
Mariapia De Carli
Se volete esprimere il vostro parere su questo
o altri argomenti trattati in precedenza mandatemi una mail a: [email protected]
BIBLIO FILIA - ALLA SCOPERTA DEI LIBRI
di Sergio Bissoli - Parte 43
I GRANDI SCRITTORI ITALIANI DIMENTICATI
PROSPERI CAROLA (Torino 1883 - 1981).
Maestrina torinese, ha scritto una cinquantina di
libri (romanzi, racconti) ricchi profonda psicologia
e poesia.
LA FELICITà IN GABBIA raccolta di
racconti Editore Mondadori 1922
Tratto da: TUTTO PER L’AVVENIRE.
Io domando semplicemente questo: il dovere
di un uomo che prende moglie è sì o no quello
di lavorare e di provvedere all’avvenire della sua
famiglia? E se io non ho mai pensato ad altro, come
si può dire che ero un cattivo marito? Il matrimonio
è molto bello, ma non si campa soltanto di carezze,
nè di canzoni, nè di rose.
Salutai allora la casa di Livetta che aveva le tendine rosse alle finestre, il giardino pieno di rose,
le scale bianche che conducevano alle stanze delle
ragazze. Qualcuna rideva lassù, forse era Livetta
stessa che credeva di essere tornata fanciulla.
Dopo di ciò mi ritrovai nella mia casa grigia.
Casa grigia, cielo grigio, uomo grigio. Di tutto questo a Livetta era rimasta l’impressione di un eserci-
to di ragni. E va bene. Ma, e io?
Mi guardai allo specchio: povero ometto, logoro, polveroso, consumato, con tutti i solchi della
fatica e del risparmio incisi sul
mio volto. Che sarà ora di me?
Avevo creduto di edificare qualcosa di solido, di
ben costruito, di resistente, con fondamenta sicure:
la famiglia mia. Nulla di tutto ciò: i figli non erano
venuti; la moglie la avevo perduta. Come l’amore,
la famiglia è dunque basata sul nulla? Non è una
costruzione solida, ma un disegno sulla sabbia.
L’alta marea è salita e con un colpo solo ha cancellato ogni cosa . Eppure io domando ancora: non
ho compiuto il mio dovere? Non deve pensare al
domani chi ha incominciato a fabbricare il nido? È
dunque solamente l’Oggi che conta, meglio dell’avvenire? E mentre io mi domando questo, sento negli
orecchi l’eco del disastro, il rombo della rovina.
Con tutto ciò, pian piano, come uno che cerca di
riannodare il filo a cui era stretto e che si è spezzato,
ho ripreso il lavoro... Da solo, si capisce...
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Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
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PRESENTAZIONE della MOSTRA “LA GRANDE GUERRA”
La Grande Guerra ha travolto con le sue violenze, i suoi gesti eroici, le sue crudeltà ogni
famiglia dei nostri paesi, e sebbene in molte
ci sia ancora il ritratto di un bisnonno o di un
vecchio parente, che hanno raccontato quanto
direttamente vissuto, ed il ricordo riemerga
ogni volta che percorriamo un sentiero, una
strada militare, o incontriamo un rudere, oggi
c’è bisogno di pensare, di fermarci a meditare,
di porre ordine nei valori delle nostre coscienze.
La Grande Guerra: infinità di accadimenti
grandi e piccoli, ciascuno dei quali percepito
e vissuto in maniera diversa dai protagonisti,
un groviglio inestricabile di fatti e di sensa-
un’Europa caratterizzata dal colonialismo e dal
nazionalismo, che aveva portato alla spartizione dell’Africa, un’Europa che stava vivendo in
un certo qual modo in un clima di leggerezza,
audacia,voglia di grandezza, convinta negli
effetti della modernità che avanzava sotto la
spinta della Belle Epoque e del capitale che si
sviluppava . Alla guerra furono spinti idealistici romantici intrisi di miti risorgimentali, anche
se la maggioranza degli Italiani era contro; in
verità gli Italiani furono chiamati perché la
Patria doveva essere ridisegnata nei suoi confini, ma per la maggior parte di loro essa era la
casa, gli affetti , la terra.
I mass-media, allora sostanzialmente sinte-
stati “l’appoggio del re, le grandi manifestazioni di piazza promosse dagli interventisti ..., la
campagna di stampa capeggiata dal Corriere
della Sera ..., e ... la passività nelle forze neutraliste.
La guerra fu evocatrice di mondi diversi e
successivi , distrusse però milioni di giovani
vite. I nostri furono protagonisti sul Carso
e sul Podgora, nelle valli dell’Isonzo e del
Piave, nelle trincee degli altipiani del Veneto
settentrionale, del Friuli e della Venezia Giulia,
nella Val d’Adige, in montagna e nei cieli e sui
mari. Battaglie epiche, sconfitte drammatiche,
vittorie esaltanti, storie d’amore e di morte, di
La Grande Guerra sui fronti
Principali fasi della grande guerra nel triveneto
24 maggio 1915 - entrata in guerra dell'Italia e 'guerra dei forti' nell'altopiano di Asiago e negli
altipiani trentini
giugno 1915 / agosto 1917 - dodici battaglie del Carso
maggio/giugno 1916 - spedizione austro-ungarica 'offensiva di primavera' (detta Strafexpedition,
spedizione punitiva), sull'altopiano di Asiago, Valdastico-Pasubio
giugno 1916 - arresto dell'offensiva di primavera sul Novegno e sul versante sud dell'altopiano di
Asiago
luglio 1916 - arretramento austro-ungarico nell'altopiano sulla linea Ortigara-Zebio-Assa
1916/1917 - arroccamento nei fronti dolomitici (Dolomiti Ampezzane, Col di Lana, Marmolada,
Lagorai) e prealpini (Pasubio/Altipiani)
1916/1917 - guerra di posizione nelle Dolomiti e Lagorai, 'guerra delle mine' nelle Dolomiti e sul
Pasubio
giugno 1917 - offensiva italiana e grande battaglia dell'Ortigara
24 ottobre 1917 - disfatta di Caporetto
novembre 1917 - ritiro da tutto il fronte Dolomitico e dal Lagorai
novembre 1917 - arroccamento sul Grappa e sulla Piave
fine novembre 1917 - battaglia d'arresto sul Grappa
novembre/dicembre 1917 - offensiva austro-ungarica sull'altopiano di Asiago e battaglie dei Tre
Monti
giugno 1918 - offensiva austro-ungarica principalmente sul Grappa nota come Battaglia del Solstizio
ottobre 1918 - battaglia della Vittoria italiana, attraversamento del Piave nella zona del Montello
3 novembre 1918 - armistizio di Villa Giusti a Padova
zioni, processi mentali, sentimenti , gesti ,
Una Storia di tante storie, e, rispetto a questo
enorme ammasso di vicende individuali e
collettive, possiamo solo tentare di proporre
delle interpretazioni necessariamente parziali e
semplificatrici.
I libri ci dicono che la Prima Guerra Mondiale fu veramente una guerra grande, sotto tanti
punti di vista, innanzitutto per la mobilitazione
di massa; fu una guerra nuova per le novità
in fatto di armamenti e tecnologie, anche
se spesso combattuta con tecniche e ferocia
degne di tutt’altre epoche. Per il nostro Paese
fu la quarta e ultima guerra per l’Indipendenza,
combattuta per determinare confini considerati
legittimi, quindi per l’unità nazionale pagata
con un costosissimo tributo di vite umane
(650.000 italiani morti)
Sappiamo che la Grande Guerra scoppia in
tizzati nella stampa, furono una componente
essenziale della progressione dell’evento bellico, dall’origine alla fine, dentro e fuori gli
stati. Quando scoppiò la guerra, la mobilitazione militare in Italia fu accompagnata da un
altrettanto grandiosa mobilitazione politica e
mediatica per lo sviluppo del mito della “guerra giusta”, portato avanti con forza dai giornali
della destra tradizionale e dei gruppi industriali
e finanziari, e sostenuta anche da una parte del
giornalismo di sinistra.
La stampa fu a pieno titolo una delle forze
interventiste che rese possibile la Grande Guerra (e soprattutto la sua durata e la sua mole).
In Italia all’inizio della prima guerra mondiale, scoppiata nel 1915, la stragrande maggioranza del Paese era contraria o indifferente
alla causa bellica. Gli elementi che permisero
il superamento di questa opposizione sarebbero
crudeltà e di altruismo, nei ricordi poi dei pochi
superstiti è stata anche deportazione e morte
per fame, sfollamento di civili a seconda dello
spostamento dei confini, Va ricordata pure la
difficile condizione di vita dei contadini (che
spinse molti di loro ad emigrare, ben 600.000
nel ’14): dalle sue “Cronache”, don Sante
Gagliardoni di Minerbe dice:
“Non rimasero a casa per la coltivazione dei
campi che donne, pochi vecchi e fanciulli.
La produzione andò di anno in anno diminuendo in guisa che fu ridotta ad una metà
- molti campi rimasero anche incolti – fu seminata la polenta, le bietole e poi .........
I prezzi di ogni genere crebbero in una
maniera spaventosa ( …)
Immagini......... quanta economia e quanta
ristrettezza di vivere: tanto più che d’ogni cosa
sempre si trova difetto, dovendo tutto acquista-
periodico indipendente
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
7
E “la grande guerra sui fronti” AL FIORONI LA MOSTRA
re con la tessera dal consorzio per mezzo dello
sgravio comunale –
Questo caro-viveri è sentito specialmente
da quelle classi che non hanno avuto nessun
aumento di rendita, né compenso di sorta: tali
sono specialmente i .........Poiché tanto gli impiegati governativi come
i comunali hanno avuto l’aumento per il caro
viveri _
Così i contadini e gli operai hanno accresciuto di molto la loro mercede = Lire 6 – 810- 12 al giorno .........
della stagione dei lavori - Per il clero tutto
stazionario, ma questo è il meno – basterebbe
che ora finalmente cessasse l ‘orribile flagello
della guerra !”–
Va anche sottolineata la partecipazione
delle donne all’evento tragico (che ricorderemo nell’incontro organizzato per il 6 marzo a
Minerbe), ma soprattutto vanno evidenziate
le condizioni infernali della vita di trincea, le
quali quando non portarono alla morte o all’invalidità fisica, condussero alla follia.
Per comprende davvero cos’è stata e quali
fossero le condizioni di vita, bisogna conoscere e ricordare. Per tutto questo, anche attraverso un mostra, si cerca di far emergere la nostra
“memoria” che è cultura storica sgombra
dalla volontà di manipolare politicamente le
coscienze per condizionare i comportamenti
collettivi, come è successo dagli anni 20 con
il fascismo, magari in vista di nuovi conflitti.
Ora i testimoni di quella pagina di storia se
ne sono tutti andati, ma il ricordo anche solo
dei loro nomi e lo sventolare della bandiera
tricolore ci fanno comprendere l’essenza di
un’Italia unita nella pace e nella solidarietà.
I nostri sono stato soldati spesso ignari dei
grandi disegni politici e del perché del loro
sacrificio, legati però al loro senso di dovere
e di ubbidienza.
Cerchiamo di capire con la dovuta pietas
e proteggiamo il passato dalle eccessive pretese del presente. CON
Cerchiamo
di far
IL SOSTEGNO
DI emergere
il dolore della guerra. Di qui il senso della
mostra che andremo ad inaugurare e di ciò
che in essa è presente; una mostra che vuole,
seppur con modesti mezzi, far rivivere la testimonianza. e in cui vengono presentate pagine originali della stampa di allora(concesse
ProGrAmmA
dal prof. Giuseppe Battaglia), brevi sintesi,
LuNedì 25 AGosTo 2014
fotografie molto belle di Frattini forniteci
ore 11.00
dal dott.
Occhi,
fotodidi
propri
cariRossa.
ed oggetti
Palazzo
della
Provincia
Verona
- Sala
gelosamente ufficiale
custoditidell’evento
(per es quelle
dei sig.
Presentazione
“Cent’anni
dalla
Grande Guerra”
e del concorso
per le
scuoMuzzolon
, Parladore,
Maistrello,
Vicentini),
leuna
“Cent’Anni
Grande Guerra,
Racconta
e/o e
divisa dalla
del soldato
Biondani
o materiali
dipingi una storia tratta dalla Grande Guerra”.
residui bellici interessanti che i signori Vangelista ci hanno
dato.
domeNICA
7 seTTemBre
2014
Nella
mostraneisono
presenti
anche
molte
Visita
in pullman
luoghi
della Prima
Guerrapagine
mondiale
in terra
veronese.
alla Piedi CENTER
racconti
di
vita deiVisita
Cavalieri
di VitDI LEGNAGO
Via matteotti, 71/A
ve
di Cavalo,
alle
trincee
di Passo
Rocca ,Pia
di
torio
veneto
della
nostra
provincia
raccolte
Phone
0442 28253
mobile 342 0438011
Sant’Anna
d’Alfaedo,
pranzo
Agriturismo
“La
30 anni fa e gentilmente concesse dal prof.
Costa”, visita esterna a forte monte e alla Pieve
Battaglia,
ultimi
reduci
diGiuseppe
San floriano
(partenzain
orecui
7.30gli
Viale
dei Tigli,
ricordano
e in ore
cui20.00).
essi sembrano dire questo
Legnago,
rientro
ero io, e lo ricordo proprio a te, sperando che
sABATo
11 oTToBre
2014memoria, e che porti
tu sia custode
della mia
ore
con10.45
te il mio messaggio. Perché “anche quelli
Aula magna Liceo “G.Cotta” Porto di Legnago.
che sono tornati indietro hanno portato dentro
Incontro con lo scrittore di fama internazionale
Fondazione Fioroni
Musei e BiBlioteca PuBBlica
Liceo Statale “Giovanni Cotta”
Legnago (Vr)
etto didattico di attività archeologiche
a San Pietro di Bardolino” è stato realizzato
ico del Liceo “Giovanni Cotta” di Legnago (Verona),
con la collaborazione di:
PFB GROUP s.r.l. s.
Di Pasqualini
uno, Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto
Manicardi, SAP (Società Archeologica Padana),
Comune
di mATERNA
Bardolino.
SCuOLA
Via Roma , 3
37040 TERRAZZO -VR-
“GESù BAmBINO”
3
26/05/2013 17:35:10
marco Buticchi (vincitore premio Salgari e finalista premio Bancarella), presenterà il suo romanzo “L’Anello dei Re”. Ore 17.30 marco Buticchi
presenterà i suoi libri presso la libreria ferrarin
mondadori di Legnago.
la morte che hanno conosciuto.
Vengono presentate infine le foto dei monumenti del territorio del consorzio delle Pro
Loco, fatte dai Signori Braggio, con alcuni documenti d’inaugurazione forniteci dal
commendatore Mario Crocco, e tutto ciò per
capire la nostra realtà e per individuare il
loro significato. I primi monumenti ai caduti
infatti sorgono già durante la guerra, magari
su iniziativa degli stessi compagni dei morti,
ma è soprattutto nei primi anni Venti che
viene promossa l’azione monumentalistica, e,
almeno nella prima fase, la funzione principale di questi monumenti è quella di aiutare
i sopravvissuti a riprendersi, a superare il
trauma, a cercare di dare un senso al sacrificio
compiuto e a elaborare il lutto. In essi è del
tutto prevalente la condanna e il rifiuto della
guerra o perlomeno è presente cui è del tutto
prevalente la condanna e il rifiuto della guerra
o perlomeno un dolore ripiegato su se stesso,
privo di qualsiasi implicazione patriottica o di
riflessi politici.
Dalla metà anni Venti e per oltre un decennio, quando ormai le ferite più dolorose si
sono rimarginate, il regime fascista decide di
approntare un colossale piano di “monumentazione” Mussolini ebbe a dire che non gli
piacevano “i monumenti piagnoni e pietosi
o peggio desolati e incomprensibili” e quindi inadeguati — si potrebbe aggiungere « ai
destini imperiali che si auspicavano per l’Italia. i nuovi grandi complessi sorti nel corso
degli anni Trenta erano ispirati scientemente
alla retorica della bellezza della morte per la
patria e “ben corrispondevano all`intento di
rendere immortali.
Sono passati cent’anni dall’inizio di quel
conflitto, ma proprio gli eventi più recenti
fanno capire il valore della pace, della vita e la
responsabilità di ognuno nel preservarle.
Ornella Princivalle
CONSORZIO PRO LOCO
BASSO VERONESE
LETTORI ABC
LEGNAGO
100
sABATo 8 NoVemBre 2014
ore 11.00
Sala Convegni, via Stazione a Castagnaro
Incontro con i ragazzi delle scuole medie ed il
professor Riccardo Celeghin e proiezione video
sul tema “A scuola con la Grande Guerra”.
SULLA GRANDE GUERRA
Si è svolta sabato 29 novembre, nella sala orientale del Museo Fioroni, l’inaugurazione della mostra
dedicata alla Grande Guerra, realizzata dal Consorzio Pro loco del Basso Veronese in collaborazione
con il gruppo Lettori ABC, l’associazione Il Basso
Adige e il circolo culturale Terra Nostra. Un evento per ricordare, uno dei tredici appuntamenti del
ciclo “100 anni dalla Grande Guerra”. Alla cerimonia, condotta da Francesco Occhi, sono intervenuti
Mirella Zanon, presidente della Fondazione Fioroni,
il sindaco di Legnago Clara Scapin e alcune autorità
militari. Le letture proposte da Chiara Quaglia e
Renata Nalin del gruppo Lettori ABC e gli interventi
musicali di Laura Occhi e di Filippo Turetta hanno
scandito l’emozionante fluire della manifestazione.
La mostra, allestita al secondo piano di palazzo
Fioroni, è costituita da materiale vario per tipologia
e provenienza. Ci sono fotografie di Augusto Frattini, articoli originali di giornali d’epoca forniti dallo
studioso Giuseppe Battaglia, una divisa del tempo di
proprietà di Cristina Biondani di Roverchiara, una
bandiera con stemma sabaudo, reperti bellici prestati
dal museo di Rivoli e altri recuperati nei luoghi delle
trincee e forniti dalla Pro loco. Sono presenti anche
le pagine che il quotidiano L’Arena ha pubblicato
in occasione dei cinquant’anni dallo scoppio del
conflitto. La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio
negli orari di apertura delle sale museali. Un’occasione per rivivere eventi che hanno coinvolto il
mondo raggiungendo anche il nostro microcosmo, le
nostre famiglie. Tutti abbiamo un nonno, un bisnonno o un trisavolo, a seconda dell’età, che ha vissuto
la Grande Guerra e che ha contribuito a scrivere la
storia. Non esistono eroi anonimi: tutti hanno un
nome, un volto, una famiglia.
“Historia magistra vitae” dicevano i latini, ma
l’umanità deve essere una brava discepola per recepire, assimilare e interiorizzare gli apprendimenti.
Per questo tutte le iniziative volte a educare sono
da apprezzare e valorizzare. “La guerra – afferma
Giuseppe Ungaretti che nel conflitto è stato in prima
linea – non libera mai dalla guerra”. La mostra e i
numerosi eventi promossi dalle quattro associazioni
possono e intendono contribuire a rammentare che
“la guerra è un’inutile strage”.
R. N.
SINCRONIA PERFETTA
TECNOLOGIA INNOVAZIONE ESPERIENZA
Pia Gavaglia (ex ministro ed ex presidente Croce
Rossa Italiana) e altre presenze femminili. Coordina l’incontro la professoressa margherita ferrari.
dICemBre 2014
1914-1915
| 2014-2015
fondazione
fioroni di Legnago.
Inaugurazione Eventi
mostraper
fotografica,
ricordare di documenti ed oggetti della Prima Guerra mondiale con
materiale fornito dagli storici francesco Occhi e
Giuseppe Battaglia.
sABATo 18 APrILe 2015
Presso gli Istituti delle scuole vincitrici, Cerimonia di premiazione degli elaborati inviati dagli Istituti Scolastici di elementari e medie, del
Concorso “Cent’Anni dalla Grande Guerra, Racconta e/o dipingi una storia tratta dalla Grande
Guerra”. Primo premio “una giornata al museo”,
visita guidata in pullman al museo dei Grandi
fiumi di Rovigo.
domeNICA 18 GeNNAIo 2015
ore 15.30
Sala Consigliare del comune di Cerea (Palazzo
della Biblioteca). Proiezione di cortometraggi sulla Prima Guerra mondiale con declamazione di
alcune lettere dal fronte tratte dal libro “Adorata
Luigia, mio diletto Antonio” di L. menini Beltrame.
sABATo 23 mAGGIo 2015
ore 21.00
Teatro Sociale di Villa Bartolomea.
Serata di cori alpini dedicati ai canti del Primo
Conflitto. Partecipano il Coro “La Parete” di
Santa Lucia Extra di Verona e il “Coro ANA Valli
www.grafichestella.it
Grandi” di Legnago.
feBBrAIo 2015
Scuola materna “Gesù Bambino” di San Pietro di
Legnago Laboratorio manuale per Bambini “Giocavano così, come ci si divertiva a Carnevale du-
sABATo 20 GIuGNo 2015
ore 21.00
Antica Pieve di San Salvaro di San Pietro di Legnago. Serata di poesia e di musica con il Grup-
ANNI DALLA GRANDE GUERRA
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
8
periodico indipendente
CONVEGNO SUL TEMA: “Verona 1884-2014: CentotreNtanni
del servizio di trasporto pubblico a Verona”
Di mezzi di trasporto, ogni centro abitato ha bisogno. Ne ebbe bisogno
Verona già a fine anni 1800. Fu allora, infatti, che iniziò a circolare, nella
città scaligera,
la prima carrozza a cavalli, che si muoveva su rotaie, talché il sottoscritto
non dimentecherà mai un’antica cartolina, che presentava tale carrozza, in
Piazza Bra, diretta verso i Portoni... AMT ha voluto celebrare, dunque i
centotret’anni dell’avvio dell’importante servizio pubblico, che ha contribuito
incisivamente, attraverso i tempi, all’evoluzione sociale e produttiva di
Verona. Oggi, AMT trasporta quotidianamente 180.000 persone, toccando
numerosi punti cittadini e della provincia. Tutto
questo è stato posto in luce alla Gran Guardia, nel
convegno, tenutosi il 1° dicembre 2014, presentato
dal presidente AMT-Azienda Mobilità Trasporti
Verona, Germano Zanella; dall’assessore comunale
Enrico Corsi; dal presidente HCC-Historic Cars
Club - associazione di collezionisti d’autoveicoli
storici ed organizzatori di mostre del settore, con
sede nella Zona industriale, Verona - Francesco
Bozza; dal presidente ASTaV-Associazione Scienza
e Tecnica a Verona, Maurizio D’Alessandro; dal
presidente onorario ASTaV, Alessandro Zambonini;
dal presidente ATV, Massimo Bettarello, e dal direttore generale AMT, Carlo
A. Voi. Costituendo iI grande incontro del 1° dicembre scorso solo la prima
delle iniziative di ricordo delle tappe del servizio pubblco a Verona, esso
richiedeva (e richiederà, in seguito) il contributo dei citati esperti, storici,
managers, pubblici aministratori (e di altri competenti) del settore, per
dettagliatamente ripercorrere i momenti della nascita e dei cambiamenti,
che hanno accompagnato il cammino del trasporto a Verona, dalla carrozza
a cavalli – ha sottolineato il presidente Zanella – fino all’ormai prossima,
importante realizzazione del nuovo e modernissimo sistema filoviario
cittadino.
Momento centrale del convegno, che, per questo, merita d’essere definito
storico, è stata la proiezione, guidata, di un corposo complesso di fotografie –
tratte da cartoline storiche o da riproduzioni del tempo – eseguita da Maurizio
D’Alessandro, che, data la sua vocazione ed il suo impegno di ricercatore
e di studioso di temi veronesi, ha presentato un quadro ampio, e completo,
dell’evoluzione del trasporto pubblico nella città scaligera. Il primo servizio
pubblico di Verona fu inaugurato l’11 maggio 1884, con carrozze cavallo su
rotaia, sia in versione estiva, che invernale, e dotato, nel complesso, di ben
40 cavalli (la foto, che riproduciamo, fa parte dell’importante repertorio di
Maurizio D’Alessandro) – vi fu, persino, un servizio, non su rotaia, per Bosco
Chiesanuova e, dal 1893, anche per Casaleone, nel Basso Veronese. Nel
1908, si passò al tram elettrico, denominato, dai cittadini, tranvai, dall’inglese
tramway, con un prolugamento, realizzato nel novembre 1914 e partendo da
Cesiolo, per Avesa. Dall’11 maggio 1937, si ebbero le prime filovie, con veicoli
Breda (4 carrozze e 4 linee), rimaste in attività (nel
1942, la rete filoviaria copriva 34 km cittadini),
anche se parzialmente, sino al giugno 1975, in
quanto già dal 1960, apparvero in città i primi
autobus, alcuni dei quali, negli 1961-1962, a due
piani. Quanto all’amministrazione e all’esercizio
del servizio, all’inizio della sua elettrificazione, nel
1908, essi furono lasciati dal Comune a una società
belga, dal 1919, pilotò il tutto il Comune di Verona
in proprio, dal 1935, la guida passò nelle mani della
società SAER e, dal 1956, sindaco Giovanni Uberti
(1888-1964), tutto l’esercizio del trasporto pubblico
fu municipalizzato, dando origione all’attuale AMT, che, con i suoi veicoli,
percorre oggi una media giornaliera di ben sette milioni dichilometri.
Dall’assessore comunale Enrico Corsi e dall’ing. Carlo Alberto Voi, si
è saputo, circa il nuovo filobus – risultato di un progetto risalente al 1995,
ma che prevedeva una troppo costosa tramvia – che la prima pietra, per il
deposito-mezzi in zona Genovesa, sarà posta a fine del corrente dicembre,
mentre i lavori in generale avranno inizio nella prossima primavera.
Percorreranno i tragitti cittadini, coprendo tutta l’urbe, 37 mezzi bimodali
(in città, con motore elettrogeno euro 6, fuori mura, con aste di captazione),
ciascuno di 18 metri di lunghezza, capaci di 150 persone e in grado di
muoversi rapidamente, senza troppe fermate, previsto essendo per gli stessi
un percorso moderno e assolutamente facilitato. Il costo di tale operaziona
ammonterà a 130 milioni, dei quali il 60%, coperti con contributo statale e il
40%, con esborso comunale.
Pierantonio Braggio


2014/2015
Sabato 10 Gennaio 2015 - ore 20,45
Compagnia “LA BURLA ” di Povegliano (Vr)
“DONE E DOTORI, ROGNE E DOLORI”
Sabato 24 Gennaio 2015 - ore 20,45
Compagnia “L’ALLEGRA BARAONDA” di Bagnolo di Po (Ro)
“MA SA GHE CIAPO …. ”

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LEGNAGO - Via Matteotti, 94 - Tel. e Fax 0442 601749
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
periodico indipendente
Prosa
che festa a teatro!
Domenica 28 dicembre 2014, ore 18.00 - fuori abbonamento
9
Musica
che festa a teatro!
Danza
teatro brillante
Mercoledì 31 dicembre 2014, ore 21.45 - fuori abbonamento
Sabato 10 gennaio 2015, ore 20.45
Personaggi ed Interpreti:
giovedì 30 ottobre 2014 ore 20,45 - in Viaggio con Salieri
domenica 9 novembre 2014 ore 20,45 - Anteprima Nazionale
sabato 22 novembre 2014 ore 20,45 - Esclusiva Nazionale
Ore 20.00, al Ridotto del Teatro:
I Solisti sullo
Veneti
Teatro
Carcano
Gala
Bruno
Contedi Milano
Conversazioni
spettacolo con storie, aneddoti e curiosità.
Bon Bon
Silvia Felisetti
diretti da Claudio Scimone
Aspettando Godot
Vito Mazzeo & Solisti Het
Nationale Ballet
La Gaffe
Alessandro Brachetti
regiaAspettiamo
di Maurizio Scaparro
Teatro Musica Novecento
Nela
Elena Rapita
cantando le più belle canzoni d’Italia
mercoledì 12 novembre 2014 ore 20,45
giovedì
18 dicembre 2014 Antonio
ore 20,45
Balletto in un prologo e due atti ispirato alla fiaba di Charles Perrault
Capitano Hans
Colamorea
ˇnovembre 2014 ore 20,45 - Anteprima Nazionale
Musicadomenica
di Pëtr Il’icˇ9Cajkovskij
giovedì
30ore
ottobre
ore 20,45
- inSalieri
Viaggio con Salieri Aldo Ciccolinisabato 22 novembre 2014 ore 20,45 - Esclusiva Nazionale
martedì 16
2014
20,452014
in Viaggio
con
Mitico Tango
Pomerania
Graziella Barbacini
Condicembre
Massimo
Barbieri,
pianoforte
e-tastiere
Solisti
Sergio Borgo,
chitarreVeneti
Teatro Carcano di Milano
Gala
Tom Adrian Aragon - EricaSalvatore
Teatro Stabile
diIGenova
- Compagnia Gank
BoaglioLoritto
Coreografia Lev Ivanov e Marius Petipa
Operetta
in due atti2014
di Virgilio
Ranzato
e CarloHet
Lombardo
venerdì
5 dicembre
oreMazzeo
20,45
Nico Crosara,
bassoda Claudio Scimone
Tarquinio
Francesco Mei
diretti
Aspettando Godot
Vito
& Solisti
Nationale Ballet
Amadeus
adattamento Anatoly Emelyanov
Park Stickney Trio
Attanasio7 gennaio 2015 oreFulvio
Massa
regia di Maurizio Scaparro
con TullioAlessandro
SolenghiZucchi, batteria
sabato
20,45
regia
di
Alessandro
Brachetti
Libretto Marius Petipa - Ivan Vsevolozhsky
Ettore Martin, sax tenore, Francesco Todeschini, sax baritono
Basilio
Marco Falsetti
mercoledì 12 novembre 2014 ore 20,45
giovedì
18
dicembre
2014
ore
20,45
Giselle
scene e costumi di Artemio Cabassi realizzati da ArteScenica Reggio Emilia
adattamento Anatoly Emelyanov
Sergio Gonzo, tromba, Luca Moresco, trombone
sabato 24 gennaio 2015Mitico
ore 20,45
Aldo
Ciccolini
martedì
16Samodurov
dicembre 2014 ore 20,45 - in Viaggio con Salieri
Tango
martedì 3 febbraio
2015
ore
20,45
Junior Balletto di Toscana JBdT
Valentina
Cogo,
Silvia
Facci, Chiara Turra, voci
Scene e costumi
Jurij
Corpo
di Networks
Ballo Novecento
Bach
Le cronache milanesi del 1923 ricordano che, pochi giorni dopo la
Teatro Stabile di Genova - Compagnia Gank
Teatro Stabile del Veneto - Teatro Stabile dell’Umbria
Adrian
Aragon - Erica Boaglio
coreografie
di
Salvatore
Loritto
Messa in scena di quest’operetta, mezza Milano fischiettava i suoi
Consueto appuntamento
di
San
Silvestro
al
Salieri.
Questa
volta
con
il
ritorno
I giorni di Festa, al Salieri, hanno nuovamente i colori e le atmosfere incantaMario Brunello, Uri Caine
venerdì 5 dicembre 2014 ore 20,45
Amadeus
L’ispettore
Generale
sabato
14indovinati,
marzo 2015
ore 20,45 di lune romantiche e di fiori che
motivi più
che raccontano
di Bruno Conte, apprezzato interprete della Canzone d’Autore italiana, e le
te del Royal Ballet of Moscow, già molto applaudito lo scorso anno con “Lo
Orchestra “Cantieri d’Arte” diretta da Stefano Giaroli
parlano
al cuore,
con toni a volte brillanti, a volte lirici.
sabato 7 gennaio 2015 ore 20,45
regiacanzoni
di Damiano
Michieletto
che sonoPark
un
po’Stickney
la colonnaTrio
sonora della vita di ciascuno di noi. Con la
Schiaccianoci”.con Tullio Solenghi
Serata
Ravel
sabato
28
febbraio
2015
ore
20,45
in
Viaggio
con
Salieri
Emblema di una leggerezza senza tempo, Il Paese dei Campanelli
sua voce e la sua energia, con la sua band e il suo entusiasmo, Conte alternerà
Questa volta, la giovane compagnia russa propone uno dei classici dell’OtOrganizzazione: Fantasia inGiselle
RE
RIOULT
Danceolandese
New York
Intorno a Salieri
che sorge
in un’isola
da favola, continua a riscuotere consabato
24ore
gennaio
ore 20,45
la romanza
e la2015
canzone
napoletana,
lo swing
degli anni Trenta e Quaranta
tocento che,
in un clima
di astrazione
mette in risalto la danza pura giovedì 12
febbraio
20,45 2015
martedì
3 febbraio
2015teatrale,
ore 20,45
Coordinamento artistico: Claudia
JuniorCatellani
Balletto di Toscana JBdT
sensi e ad essere circondato di simpatia e ammirazione.
con le canzoni della
radioNetworks
e del primo dopoguerra, passando da Gorni Kramer
rispetto alle vicende della favola senza tempo di Perrault. Le coreografie del
Aternum
Ensemble
Bach
TeatroCetra,
diretta
da Marco
Balsamo
Coordinamento musicale: Carlotta Arata
Teatro
Stabilemusiche
del Veneto
- Teatro
Stabilescenogradell’Umbria Nuovo
Il nuovo 28
allestimento
dà ampio
respiro ai numerosi pezzi d’assieme
al Quartetto
ad autori
ormai classici
quali Modugno, Bindi, De Gregori,
sabato
marzo 2015
ore 20,45
leggendario Petipa,
le stupende
di Cajkovskij,
le favolose
Mario
Brunello,
UriFirenze
Caine
Capo squadra
tecnica:
Gabriele
Sassi
e ai quadri 2014
musicali,
individuando
storia unNazionale
percorso a volte
Fondazione
Teatro
della
Pergola
di
Dalla
e Battisti,
fino
ai cantautori
e aigiovedì
grandi
interpreti
Morandi2014
e Ranie-ore 20,45
fie e gli scintillanti
costumi 9
cheGenerale
evocano i più grandi
Russia
imL’ispettore
sabato
14Salieri
marzo 2015 ore 20,45
30 come
ottobre
- inmarzo
Viaggio
con20,45
domenica
novembre
2014balletti
ore delle
20,45
- Anteprima
Nazionale
sabato 22 novembre
ore
20,45 - nella
Esclusiva
Futura
sabato
21
2015
ore
nuovo, capace di assicurare alla pièce un ritmo ancora più fresco
ri.
Un
lungo
viaggio
attraverso
le
più
belle
canzoni
italiane
senza
dimenticare
Maestro
alle
luci:
Luciano
Pellicelli
periale, prendono
vita
grazie
ai
ballerini
provenienti
dai
migliori
teatri
russi.
Il
Decamerone
regia di Damiano Michieletto
Ballando
con Luciodove
Dallala sfavillante messa in scena e la
e sfarzoso.
In un’edizione
I
Solisti
Teatro
Milano
Gala
Adriano Celentano,
Mina
Renato Zero...
cominciare
“l’annocon
cheSalieri I Virtuosi Italiani Serata Ravel
sabato 28
febbraio
2015Perore
20,45 -insieme
inVeneti
Viaggio
Perché le Feste, a Teatro,
sonoCarcano
così belle dadi
sembrare
addirittura magiche.
con verrà”
Stefano
Accorsi
gustosità comica della vicenda fanno a gara con la bellezza dello
RIOULT
Dance
New
York Salieri 2014”
a Teatro,
con
le più belle
canzoni d’Italia.
“Premio
Antonio
Lorenzo Ricchelli, sax
solista
Intorno
a Salieri
diretti
Claudio
Scimone
Vito Mazzeo
& Solisti Het Nationale Ballet
giovedì Aspettando
12 febbraio 2015Godot
ore 20,45
spartito.
A mezzanotte, irrinunciabile festa in teatro per
brindareda
insieme
ai propositi
e
Aternum
Ensemble
speranze
di un
nuovo
anno
che comincia.
giovedì 5alle
marzo
2015
ore
20,45
Nuovo
Teatro
diretta da Marco
Balsamo
regia
di Maurizio
Scaparro
sabato 28 marzo 2015 ore 20,45
Khora Teatro e TSA Teatro Stabile
d’Abruzzo
Fondazione Teatro della Pergola di Firenze
mercoledì
giovedì Spettacoli
18 dicembre
ore 20,45
Futura
sabato 21 marzo 2015
ore 20,45 12 novembre 2014 ore 20,45
per2014
le famiglie
Don Giovanni
Il Decamerone
Ballando
con Lucio Dalla
I Virtuosi Italiani Aldo Ciccolini
venerdì 28 novembre 2014
ore 20,45
martedì
16
dicembre
2014
ore
20,45
in
Viaggio
con
Salieri
Mitico
Tango
con
Alessandro
Preziosi
con Stefano Accorsi
Lorenzo Ricchelli, sax solista “Premio Antonio Salieri 2014”
Il Rossetti - Teatro Stabile del Friuli V.G
domenica-16
novembre
2014 ore 16,00
Teatro Stabile di Genova - Compagnia Gank
Adrian Aragon
Erica
Boaglio
Compagnia Enfi Teatro
Cuccioli on the road
venerdì 5 dicembre 2014 ore 20,45
lunedì 16 marzo 2015 ore 20,45
giovedì Amadeus
5 marzo 2015 ore 20,45
La
Scena
Gli
Alcuni
Michela Signori - Jolefilm
Khora Teatro e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo
Park Stickney Trio
con Tullio Solenghi
sabato 7 gennaio 2015 ore 20,45
Hanno detto i carillons
con Angela
Finocchiaro,
Maria
Amelia Monti
Spettacoli
per
le famiglie
Ballata di Uomini e Cani
Don Giovanni
oneste non ci son!
venerdì
28
novembre
2014
ore 20,45
Giselle domenica 30 novembre 2014 ore 16,00Mogli
con Marco Paolini
con Alessandro Preziosi
la quiete, e la virtù
Fuggì
sabato
20,4510 gennaio 2015
ore 20,45
Nuova Barberia Carloni
Il Rossetti - Teatro
Stabile24
delgennaio
Friuli V.G 2015 ore sabato
domenica
16 novembre 2014 ore 16,00
martedì 3 febbraio 2015 ore 20,45
Qui oramai nessun conosce più!
Junior
Balletto
di
Toscana
JBdT
Teatro Musica Novecento
Teatro Necessario
Cuccioli on the road
lunedì 16
marzo Stabile
2015 ore del
20,45Veneto - Teatro Stabile dell’Umbria Compagnia Enfi TeatroBach Networks
La colpa è grave
Teatro
La Scena
Gli Alcuni
Ma vedrem chi vincerà:
Michela Signori - Jolefilm
Mario Brunello, Uri Caine Il Paese dei Campanelli
domenica
14
dicembre
2014
ore
16,00
L’ispettore
Generale
Operetta
in
due
atti
di
Virgilio
Ranzato
e
Carlo
Lombardo
sabato 14 marzo 2015 ore 20,45
con Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti
La colpa oppure l’onestà!
Ballata di Uomini e Cani
Mozart: il piccolo stregone
domenica 30 novembre 2014 ore 16,00
Damiano Michieletto
conregia
MarcodiPaolini
Serata Ravel
“Il paese dei campanelli”
sabato
28 febbraio 2015 orevenerdì
20,45 27
- infebbraio
Viaggio
2015con
oreSalieri
20,45
Fondazione Aida
sabato 10 gennaio 2015
ore 20,45
Nuova
Barberia
Carloni
sabato 15 novembre 2014 ore 20,45
RIOULT Dance New York
Compagnia CorradoTeatro
Abbati
Teatro Musica Novecento
Necessario
Intorno
a
Salieri
Un abbraccio unico Tour
giovedì 12 febbraio 2015 ore 20,45
Cantando Sotto la Pioggia
domenica 25 gennaio 2015 ore 16,00
Il Paese dei Campanelli
Aternum Ensemble
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo Ron
domenica 14 dicembre 2014 ore 16,00 sabato 28 marzo Il2015
giro del
Operetta in due atti di Virgilio Ranzato e Carlo Lombardo
oremondo
20,45in 80 giorni
Mozart:
il
piccolo
stregone
Fondaz. TRG Onlus Torino
Fondazione Teatro della Pergola di Firenze
sabato 13 dicembre 2014 ore 20,45
Futura
marzo 2015 ore 20,45
venerdì 27 febbraio sabato
2015 ore 21
20,45
Fondazione
Aida
Il Testamento
del Capitano
novembre 2014 ore 20,45
Esec_Salieri_2014-2015.indd 67sabato Il
Esec_Salieri_2014-2015.indd
23/09/14 12:13
68
23/09/14 12:13 27
23/09/14 12:12
Esec_Salieri_2014-2015.indd
Dedicato a Esec_Salieri_2014-2015.indd
canzoni d’Italia 15Decamerone
musica
Compagnia Corrado Abbati
Ballandodomenica
con 28Lucio
Dalla 2015 ore 16,00
I Virtuosi
Italiani
22 febbraio
domenica 28 dicembre 2014 ore 18,00
Massimo Bubola
Associazione
Uncon
abbraccio
unico
Tour
Stefano
Accorsi
Sabato 17 gennaio
2015,
ore 20.45
Sabato 24 gennaiodomenica
2015, ore 20.45
Cantando Sotto la Pioggia
PICCOLA FRATERNITÀ
25
gennaio
2015
ore
16,00
Il mago di Oz
“Premio
Antonio
Salieri
2014”
Lorenzo
Ricchelli,
sax
solista
fuori
abbonamento
Ron
di
Porto
Legnago
ONLUS
Ore 20.00, al Ridotto del Teatro:
Ore 20.00, al Ridotto del Teatro:
Il giro del mondo in 80 giorni
Danzavenezia
sabato 17 gennaio 2015 ore 20,45
Conversazioni sullo spettacolo con storie, aneddoti e curiosità.
Conversazioni
spettacolo con storie, aneddoti e curiosità.
La Bellasullo
Addormentata
Fondaz. TRG Onlus Torino
giovedì
5 marzo2014
2015
20,45
Nel Nome del Padre
sabato
13 dicembre
oreore
20,45
Royal Ballet of Moscow - The Crown of Russia
domenica 8 marzo 2015 ore 16,00 - fuori abbonamento
Marco Morandi
Khora
Teatro
e TSA Teatro Stabile d’Abruzzo
Il Testamento
del Capitano
Una vita sotto i riflettori fin da bambino, quella di Marco Morandi.
Marco Morandi
in
domenica 22 febbraio 2015 ore 16,00
Il Re Leone - il musical
Spettacoli per le famiglie
dicembre
2014 ore
Massimo
Bubola
Che ora domenica
la racconta 28
in musica,
partendo
dalla18,00
sua infanzia privileDon Giovanni
con 31 dicembre 2014 ore 21,45
e
mercoledì
Il mago di Oz
mercoledìgiata,
25 febbraio
2015
ore 20,45
Compagnia del Villaggio
passando
per l’elaborazione
del proprio
cognome e 2014
della ore 20,45
venerdì
28 novembre
fuori abbonamento
fuori
abbonamento
con
Alessandro
Preziosi
condizione
di
figlio
d’arte,
arrivando
ai
suoi
primi
quasi
40
anni
Programma
Danzavenezia
Memorie di Adriano
sabato 17 gennaio 2015 ore 20,45
Bella Addormentata
Il Rossetti
- Teatro
del
Friuli V.Gl’Anno
2014 ore
16,00
con tre figli edLa
esperienza
artistica alle
spalle. Stabile J.S.
Bach
Suite che
n. 3 per
violoncello solo, BWV 1009 domenica 16 novembre
Un originale progetto
per due
fuoriclasse, il Bach Network che Uri
Aspettiamo
verrà
Peppe
Servillo una molteplice
(Storia di un
Nelfiglio
Nomedi...)
del Padre
Descritto attraverso
aneddoti,
e -canzoni
dal vivo
spetCaine
eserali
Mario
stannosaranno
proponendo
nelle più prestigiose
(1685 - 1750)
Royal Ballet
of incontri
Moscow
The Crown
of lo
Russia
Gli spettacoli
in Brunello
abbonamento
preceduti,
Compagnia
Enfi
Teatro
Cuccioli
ondathe
road
cantando
le
più
belle
canzoni
d’Italia
Bruno- Conte
domenica
marzo
2015 con
oreBWV
16,00
fuori abbonamento
lunedì
16Toni
marzo
oreMorandi
20,45
Marco
Morandi
tacolo avrà come colonna sonora alcuni brani musicali italiani che
concerto
italiane. Il pianista
americano
che sidel
nutre
sia di
di Augusto
Fornari,
Fornari2015
e Marco
Sonata n. 18 in
Sol maggiore,
1027
alle oresale
20:00,
da una conversazione
introduttiva
al Ridotto
Teatro.
hanno fatto la storia della musica,Lascritti
da cantautori coScena
Il Reper
Leone
musical
Gli Alcunijazz sia di musica classica e il violoncellista veneto celebrato nel
(originale
viola -dailgamba
e clavicembalo)
Michela Signori - Jolefilm
mercoledì
31
dicembre
2014
ore
21,45
nosciuti personalmente da un Marco bambino e diventati nel
mondo, alternano il rigore dell’esecuzione di capolavori bachiani a
mercoledì 25 febbraio 2015 ore 20,45
Compagnia
del
Villaggio
con Angela
Finocchiaro,
Amelia
Monti
tempo veri
propri riferimenti artistici
per lui come
Giorgio Maria
libere
improvvisazioni.
che la musica barocca contempla
Ballata
di Uomini e Cani
Urivenerdì
Caine
Improvvisazione
per pianoforte
fuorieabbonamento
Biglietteria: Rinnovo Abbonamenti Diamante
mercoledì 1 e giovedì 2 ottobre - Prosa, Danza, Musica, Teatro Brillante e Canzoni d’Italia
3, sabato 4 e martedì
7 ottobre. Nuovi Abbonamenti
Diamante da venerdì 10 ottobre Prosa, Danza, Musica, Teatro
Brillante
e Canzoni d’ItaliaEdaricordano
martedì 14 ottobre.
Marco Morandi,
voce e chitarra
Memorie
di Adriano
Gaber,
Gaetano,
Lucio
Dalla.da giovedì
Con un’attenzione
particolare
Formula Libero da venerdì
17 ottobreRino
- Biglietti
Singoli per tutta
la Stagione
23 ottobre
l’improvvisazione,
realizzata
proprio in modo molto simile a quanto
domenica 30 novembre
2014
ore 16,00
(1956)
Orari: Il primo giorno di ad
apertura
dellestorici
vendite
dei
nuovidel
abbonamenti,
formule
libero
e biglietti
acquistare solo di persona, alla biglietteria del Teatro, dalle
15.30 alle 18.00.
Aspettiamo
l’Anno
che
verrà
con Servillo
Marco
Giorgio Amendolara,
tastiere Paolini
____________
Peppe
alcuni
pezzi
celebre
padre
che,
a suosingoli,
modo,è possibile
prenderà
riproposto
dalla
musica
jazz
due
secoli
più tardi.
Dal martedì al venerdì la mattina solo al telefono, con carta di credito dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 15.30 alle 18.00. Il sabato, di persona, dalle 10.30 alle 12.30.Gli spettacoli serali in abbonamento saranno preceduti,
10 gennaio
2015
oredi credito
20,45
Nuova Barberia
Carloni
allo spettacolo…
Il programma,
le tre
Sonate
per
viola
da gamba e cembalo
e la terza
I nuovi abbonamenti e iparte
singoli biglietti
anche
online su www.teatrosalieri.it
Nei giorni did’Italia
spettacolo alcon
telefono
con cartaConte
dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 17.00 fino ad inizio della rappresentazione, esclusivamente per la vendita e il ritiro dei biglietti
per la serata. Tel. 0442
25477
- Fax 0442
625584
- www.teatrosalieri.it
- [email protected]
cantando
le piùsabato
belle -canzoni
Bruno
Menotti Minervini, basso
alle oreSonata
20:00, n.
da2una
conversazione
introduttiva
al Ridotto del Teatro.
Sarà anche l’occasione per ascoltare alcuni brani tratti dal suo ultiJ.S.
Bach
in
Re
maggiore,
BWV
1028
delle
sei
Suites
per
violoncello
solo:
composte
nello stesso anno
Teatro Musica
Novecento
Teatro Necessario
Daniele Formica, batteria
mo cd “Non basta essere te”, tra i quali la romantica Soci
ballata
“Scac(originale per viola da gamba e clavicembalo) Soci Partecipanti
(1720), le prime concludono idealmente il ciclo storico della viola
L’attività del Teatro Salieri è organizzata da Fondazione Culturale Antonio Salieri
Costituenti e Fondatori
Royal Ballet of Moscow - The Crown of Russia
LaProsa
Bella Addormentata
Musica
l’Anno che verrà
Danza
Il Paese dei Campanelli
Prosa
Musica
Danza
Che occhi grandi che hai!
Teatro Brillante
Che occhi grandi che hai!
Teatro Brillante
Canzoni d’Italia
Canzoni d’Italia
Che Festa a Teatro!
Che occhi grandi che hai!
Bach Networks
Mario Brunello Uri Caine
Che Festa a Teatro!
Teatro Brillante
Nel Nome del Padre
ciare le nuvole nere”, dedicata alla moglie
e ai figli.
Il Paese
dei Campanelli
da gamba, caduta in disuso proprio a favore del violoncello, mentre
Biglietteria: Rinnovo Abbonamenti Diamante mercoledì 1 e giovedì 2 ottobre - Prosa, Danza, Musica,
Teatro
venerdìdi3, sabato 4 e martedì 7 ottobre. Nuovi Abbonamenti Diamante da venerdì 10 ottobre
Prosa,
Danza, Musica, Teatro
Brillante e Canzoni
d’Italia da martedì
14 ottobre.
in collaborazione
con Brillante e Canzoni d’Italia
e la partecipazione
Uri
Caine
3 invenzioni
per pianoforte
e violoncello
Canzoni d’Italia
23/09/14 12:12
le Suites costituiscono
base della letteratura dedicata al violondomenica 14 dicembre
2014 orela 16,00
Mozart: il piccolo stregone
invenzioni ispirate a Bach.
Fondazione Aida
(originale per viola da gamba e clavicembalo)
Operetta in due atti di Virgilio Ranzato e Carlo Lombardo
Formula
da venerdì 17 ottobre - Biglietti Singoli per tutta la Stagione da giovedì 23 ottobre
regia
ToniLibero
Fornari
Allegro, Largo, Vivace
cello. E’ lungo, quindi, quasi tre secoli, il suggestivo ponte tra le
Orari: Il primo giorno di apertura delle vendite dei nuovi abbonamenti, formule libero e biglietti singoli, è possibile acquistare solo di persona, alla biglietteria del Teatro, dalle 15.30 alle 18.00.
Comuni di Angiari, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Castagnaro, Cerea, Gazzo Veronese, Roverchiara, Terrazzo, Villa Bartolomea
Dal martedì al venerdì la mattina solo al telefono, con carta di credito dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 15.30 alle 18.00. Il sabato, di persona, dalle 10.30 alle 12.30.
interpretazioni bachiane dei due musicisti e le loro improvvisazioni e
I nuovi abbonamenti e i singoli biglietti anche online su www.teatrosalieri.it - Nei giorni di spettacolo al telefono con carta di credito dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 17.00 fino ad inizio della rappresentazione, esclusivamenteJ.S.
per la vendita
per la serata.
- Fax 0442
625584
- www.teatrosalieri.it - [email protected]
Bache il ritiro dei biglietti
Sonata
n. 3Tel.in0442
sol25477
minore,
BWV
1029
sabato 15 novembre 2014 ore 20,45
Un abbraccio unico Tour
Ron
L’attività del Teatro Salieri è organizzata da Fondazione Culturale Antonio Salieri
venerdì 27 febbraio 2015 ore 20,45
Compagnia Corrado Abbati
Cantando Sotto la Pioggia
Soci Costituenti e Fondatori
Soci Partecipanti
manifesto_generale_2014-15.indd 1
in collaborazione con
manifesto_generale_2014-15.indd 1
e la partecipazione di
Comuni di Angiari, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Castagnaro, Cerea, Gazzo Veronese, Roverchiara, Terrazzo, Villa Bartolomea
Che Festa a Teatro!
sabato 13 dicembre 2014 ore 20,45
Il Testamento del Capitano
Massimo Bubola
29/09/14 12:22
domenica 22 febbraio 2015 ore 16,00
Il mago di Oz
Danzavenezia
domenica 28 dicembre 2014 ore 18,00
fuori abbonamento
La Bella Addormentata
Ma che distanza c’è tra le parole
Royalche
Ballet
Moscow - The Crown of Russia
non saof
ascoltare?
e qualcuno
sabato 17 gennaio 2015 ore 20,45
Nel Nome del Padre
Marco Morandi
domenica 8 marzoNon
2015
ore
16,00
- fuori
abbonamento
ho mai
voluto
rimanere
imbrigliato
o in uno stile.
in-unilgenere
Il Re LeoneCredo
musical
che la musica sia un continuum senza barriere
Compagnia del
Villaggio
dalla sperimentazione e dall’improvvisazione.
guidata
Marco Morandi - “Giorno di Pioggia”
mercoledì 31 dicembre 2014 ore 21,45
fuori abbonamento
Aspettiamo l’Anno che verrà
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Gli spettacoli serali in abbonamento saranno preceduti,
alle ore 20:00, da una conversazione introduttiva al Ridotto del Teatro.
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Biglietteria: Rinnovo Abbonamenti Diamante mercoledì 1 e giovedì 2 ottobre - Prosa, Danza, Musica, Teatro Brillante e Canzoni d’Italia venerdì 3, sabato 4 e martedì 7 ottobre. Nuovi Abbonamenti Diamante da venerdì 10 ottobre Prosa, Danza, Musica, Teatro Brillante e Canzoni d’Italia da martedì 14 ottobre.
Formula Libero da venerdì 17 ottobre - Biglietti Singoli per tutta la Stagione da giovedì 23 ottobre
Orari: Il primo giorno di apertura delle vendite dei nuovi abbonamenti, formule libero e biglietti singoli, è possibile acquistare solo di persona, alla biglietteria del Teatro, dalle 15.30 alle 18.00.
Dal martedì al venerdì la mattina solo al telefono, con carta di credito dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 15.30 alle 18.00. Il sabato, di persona, dalle 10.30 alle 12.30.
I nuovi abbonamenti e i singoli biglietti anche online su www.teatrosalieri.it - Nei giorni di spettacolo al telefono con carta di credito dalle 10.30 alle 12.30 e di persona dalle 17.00 fino ad inizio della rappresentazione, esclusivamente per la vendita e il ritiro dei biglietti per la serata. Tel. 0442 25477 - Fax 0442 625584 - www.teatrosalieri.it - [email protected]
L’attività del Teatro Salieri è organizzata da Fondazione Culturale Antonio Salieri
in collaborazione con
Soci Costituenti e Fondatori
Soci Partecipanti
e la partecipazione di
Comuni di Angiari, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Castagnaro, Cerea, Gazzo Veronese, Roverchiara, Terrazzo, Villa Bartolomea
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Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
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periodico indipendente
La presenza e la scomparsa di Giulio Questi
Ha partecipato al recentissimo 32TFF con le ambiguità e i misteri.
un omaggio che gli hanno dedicato. Gli inizi
A Torino si è visto Se sei vivo spara, di cui
della carriera sono quasi uguali a quelli di abbiamo parlato, con Tomas Milian, amato
molti altri registi italiani di quel tempo, cioè da Dante e Tarantino, in aiuto-regia Gianni
tra i Cinquanta e i Settanta, periodo d’oro del Amelio; La morte ha fatto l’uovo (copia
integrale ripescata in dogana) con
nostro cinema. Comincia con un po’
di giornalismo, poi si cimenta nel
J.L. Trintignant, Gina Lollobrigida,
documentario e quindi aiuto regista
Ewa Aulin. Eravamo tra i gialli alla
di autori già famosi, continua con i
Lenzi e prima di Argento. Musiche
progetti collettivi. Ma ecco Il vero
di Maderna. Arcana, forse il suo
esordio: è con un western “Se sei
capolavoro, con Lucia Bosé e Tina
vivo spara” (1967) in un decennio
Aumont, fra Edipo, riti arcaici e
dove il genere “all’italiana” vive
violenza.
il suo culmine di successo. La sua
Infine alcuni corti e mediopoetica passata e futura sarà già tutta
metraggi come Il Passo, straorAl centro con il microfono
in quel film: lo stile surrealistico, Giulio Questi con Emanuela
dinaria immersione nel gotico;
una invasione energicamente socio- Martini, direttore del TFF
Doctor Schizo e Mister Phrenic,
logica, l’iperrealismo violento che spiazza le Tatatatango, Vacanza con Alice e Visitors,
mode, il fantastico, le correnti dell’industria una serie con la camera digitale ambientati a
ma folgorate. Insomma un “autore”. Giulio casa sua tra libri, musiche e quadri.
Questi prende il “genere” (western, thriller,
Giulio Questi nel corso di quest’anno ha
dramma, fantastico, comico), lo strapazza e poi esordito anche con un libro “Uomini e comanlo valorizza nel suo linguaggio, raccontandone danti”, racconti editi da Einaudi e il premio
LE DONNE DEL POLLAIOLO
Per la prima volta il dipinto su tavola Ritratto di giovane
donna di Piero del Pollaiolo –
capolavoro del 1470 e custodito
negli spazi del Museo medesimo – si affianca ad altri tre profili muliebri – appartenenti alla
bottega di Antonio e Piero e in
prestito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, dal Gemaeldegalerie di Berlino e dal Metropolitan
Museum of Art di New York – con
un corredo di disegni, ricami, gioielli e sculture a prezioso vademecum per approfondire la visuale
iconografica propria della bottega dei fratelli Pollaiolo nell’ambito culturale della Firenze di Lorenzo
il Magnifico.
I quattro ritratti femminili – diversi per età e di
ignota identità – pongono in risalto la cura sontuosa
e al tempo stesso leggiadra dei particolari. Con la
perizia incisoria che Antonio trasmise a Piero, i due
fratelli danno vita alle ricche trame delle vesti, ai
gioielli, alle bionde acconciature finemente intrecciate rivelando l’animo di quelle dame vaghe e
sognanti – secondo il sentire dell’epoca – ma le cui
pieghe delle labbra lasciano intendere una languida
consapevolezza.
Maestro dell’ars pictorica il minore – Piero –,
abilissimo nella scultura e nella composizione il
maggiore – Antonio -, figli di Jacopo di Antonio
Benci di mestiere pollivendolo, i due fratelli Pollaiolo sono stati a lungo confusi già ne Le Vite di
Giorgio Vasari che attribuì molte opere al maggiore. Mentre Antonio si formò probabilmente nella
bottega del figlio di Lorenzo Ghiberti, approfondendo le tecniche dell’incisione e dell’oreficeria
– grazie anche a Maso Finiguerra -, Piero apprese
verosimilmente l’arte della pittura da Andrea del
Castagno.
Secondo il professor Aldo Galli “grazie a una
rilettura di documenti e fonti più antiche siamo
oggi in grado di distinguere un artista più geniale
ma che dipinse pochissimo, fu
soprattutto un grande orafo e incisore, uno scultore, che è Antonio
del Pollaiolo, e un secondo artista,
suo fratello Piero, che era esclusivamente un pittore” e a cui,
secondo Annalisa Zanni, direttore
del Museo Poldi Pezzoli, sarebbero da attribuire i preziosi ritratti
che incarnano il Rinascimento fiorentino.
È proprio al periodo più illustre
della cultura italiana che vuole
guardare l’esposizione milanese
che, in questi mesi, prevede un
ricco corollario di attività collaterali – shooting
fotografici con professionisti, aperitivi al museo,
approfondimenti con esperti, spettacoli teatrali,
concerti, conferenze – anticipando alcune tematiche – inclusa quella femminile – di Expo 2015.
Una mostra quindi che si pone come momento di
riflessione internazionale sia per l’unicità del progetto che per il suo contributo scientifico all’interno del dibattito circa l’attribuzione dei dipinti – in
collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure e
Laboratori di Restauro di Firenze – tanto che tutte
le indagini svolte, gli studi e la ricerca, anche sui
disegni preparatori, offrono consultazione su rete.
I profili del Pollaiolo – eleganti, enigmatici,
aristocratici – divengono così icone dello spirito
quattrocentesco di umanesimo, di perfezione, di
virtù – secondo i principi neoplatonici di Marsilio
Ficino – e del risveglio culturale che investì Firenze e l’Italia, la stessa che, dalla mostra di Milano,
dovrebbe trarre insegnamento per ritrovare quella
creatività e quella bellezza che, un tempo, le permisero di essere ammirata con stupore nella sua altera
armonia, proprio come quelle dame fiorentine cantate dal Poliziano.
Federica Tirapelle
Milano. Museo Poldi Pezzoli. Le dame del Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento.
Fino al 16 Febbraio 2015.
Chiara. Poi, come dicevamo, era a Torino, l’ho
conosciuto al Cinema Massimo, ha presentato
i suoi film. Dopo qualche giorno è scomparso,
cioè è morto, per dirla come lui. Gli incroci del
cinema con la vita. Coincidenze del gotico. A
mio parere, Giulio, se sei vivo spara!
Roberto Tirapelle
Filmografia: Le italiane e l’amore (ep. La
prima notte, coregia Marco Ferreri, Gian Vittorio Baldi, cm, 1961), Universo di notte (non
accr. doc., 1962), Nudi per vivere (coregia
Elio Petri, Giuliano Montaldo [Elio Montesti],
1963), Amori pericolosi (ep. Il passo, coregia
Carlo Lizzani, Alfredo Giannetti, mm, 1964),
Se sei vivo spara (conosciuto anche come Oro
Hondo o Django Kill, 1967), La morte ha fatto
l’uovo (1968), Arcana (1972), L’uomo della
sabbia (tv, 1975), Vampirismus (tv, 1982),
Quando arriva il giudice (tv, 1985), Il segno
del comando (tv, 1989), Non aprire all’uomo
nero (tv, 1994), Il commissario Sarti (tv, 1994),
By Giulio Questi (serie di cortometraggi 20032007).
MADONINA
DE PIASSA ERBE
Incastonada drento a muri veci
che vanta secoli de antica storia
sul fondo dela Piassa Erbe
ghe un cantonsìn sconto
pièn de gloria.
Na Madonina col Gesù in brasso
e nei oci piturà
l’azuro limpido del cèl
un quadreto de fede viva
penelado coi colori del sòl.
La fiama dei lumini
la se sbava nel vento
el diadema dei coresini
i la vestisse de argento.
El turista passando
el se inchina riverente
pedalando el ciclista
un pensièr gira ne la so mente.
La màn de un butin
la ghe dona un fìòr
se spampana el profumo
da quel bianco candòr.
Na mama crussià
ghe verse èl so cor
na suplica la invoca
parchè el torna quèl fiòl.
In meso a quel trambusto
de afari e de tranvai;
me fermo davanti
a quela visiòn benedeta.
A man impingolòn; e uda nel còr.
Vorria anca mi pregar!
E ciaparghe le so màn
par strensarledrento le mie.
Germana Lugoboni
periodico indipendente
Gli appuntamenti magici di fine anno al Castello Bevilacqua
Anche quest’anno siamo in prossimità delle festività natalizie e pronti a fare programmi per trascorrere dei momenti sereni con tutta la famiglia o delle serate spensierate e originali.
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
11 con voi,
Un suggerimento? Un Castello del Trecento è pronto ad accogliervi al meglio e a condividere
i vostri amici e familiari indimenticabili momenti di festa e spensieratezza.
Trascorrere il Natale o la Festa di Capodanno al Relais Castello Bevilacqua è come navigare sospesi
tra passato e presente assaporando la suggestione che le eleganti ed antiche sale sanno sprigionare.
Il tradizionale pranzo di Natale accoglierà l’aiutante di Babbo Natale, il folletto Peter, che intratterrà
con allegria bambini e adulti, alla riscoperta di antiche leggende. A completare questa già magica
giornata un menù pensato per le famiglie che soddisferà grandi e piccini.
PRANZO DI NATALE
Antipasto
Insalata di lingua di bue e sedano bianco con salsa all’arancia
Primi piattI
Risotto ai funghi porcini, guanciale di cinta senese e nocciole tostate
Tortello di zucca mantovana su passatina di castagne lenticchie
Secondo piatto
Guancialino morbido di vitello servito su pagnotta di pane integrale
con polenta abbrustolita, patata sbattuta e radicchio di campo
Dessert
Tortino al cacao con cuore di vaniglia ricoperto al cioccolato extra fondente
Caffé
Acqua gasata e naturale
Vino in bottiglia
Costo a persona euro 49,00
Bambini: da 4 a 6 anni euro 20,00 - da 0 a 3 anni gratuiti con posto a sedere
Compresi acqua e vino
(su prenotazione)
Per finire in bellezza un anno che si augura sia passato in serenità e gioia il Gran Capodanno Medievale
al Castello Bevilacqua è tutto dedicato ai miti, alla fantasia e alle leggende. Potrete gustare un’indimenticabile cenone in compagnia di musici e trampolieri, con giochi e sollazzi medievali. Dopo il brindisi
di mezzanotte, la magia dello spettacolo del fuoco e poi musica e ballo fino alle prime luci dell’alba.
GRAN CAPODANNO MEDIEVALE
Mercoledì 31 dicembre 2014, ore 20.30
Antipasto
Cestino di parmigiano con veli di manzo affumicato cotto al punto rosa
con spadellata di funghi nostrani e confettura ai frutti di bosco
Primi piattI
Riso Carnaroli con straccetti di faraona e lamelle di tartufo nero della Lessinia
mantecato con formaggi di montagna stagionati
Lasagnetta croccante con castagne, filetti di zucca mantovana e
gocce di maialino da latte gratinate su vellutata di cremoso al topinambur
Secondo piatto
Millefoglie di vitello nazionale con cuori di radicchio trevigiano all’agrodolce
servito con piccolo spiedo di verdure e trilogia di patate al rosmarino
Dessert
Millefoglie con crema chantilly in vetro con frutta secca caramellata
Acqua gasata e naturale
Vino in bottiglia
Vino da dessert
Costo a persona euro 119,00
Bambini: da 7 a 10 anni euro 90,00 – da 4 a 6 anni euro 50,00
- da 0 a 3 anni gratuiti con posto a sedere
Compresi acqua e vino
(su prenotazione)
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Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
12
periodico indipendente
Frida Kahlo & Diego Rivera
E’ la storia di una coppia, di due mondi
diversi, ma non antitetici.: Diego Rivera aveva
42 anni quando nel 1929 sposò Frida Kahlo,
appena 21enne, artista autodidatta e figlia di un
famoso fotografo di origine tedesca, Wilhelm.
All’epoca la celebrità era Diego, con una mostra
personale al MoMa di New York già due
anni dopo il matrimonio. Frida ebbe la sua
prima personale newyorkese solo 9 anni più tardi.
I murales di Diego sugli
edifici pubblici del Messico
narravano la storia di un
popolo unito nella lotta per
un futuro comune. I dipinti di Frida, invece, rappresentavano “soltanto” la sua
battaglia personale contro
la malattia e un costante
senso di solitudine. La sua
rivoluzione consisteva nel
rendere pubblico il privato. Rivera era una celebrità
nazionale perché appartenne totalmente al contesto
storico, dando un volto a urgenze sociali, scioperi, manifestazioni, rivoluzioni tecnologiche.
Ma oggi la celebrità che si impone è Frida,
perché solitudine e vulnerabilità sono temi
universali e armoniosamente conciliati. La
pittura, che fu la sua terapia, salva almeno
una speranza: la fantasia riuscirà comunque
a trionfare. Un tragico incidente a 19 anni,
circa 30 interventi chirurgici, mesi di ingessature, ma anche decine di amanti, hanno
reso la biografia ‘gossip’ di Frida irresistibile
per romanzi e produzioni hollywoodiane. A
che mi servono i piedi, se ho ali per volare...
Il corpus delle opere dei due artisti non potrebbe
essere più dissimile: appena 140 dipinti per lei,
per lo più di piccolo formato; per lui uno sterminato catalogo di oltre mille tele a olio e migliaia
di metri quadrati di murales. La mostra, accolta
in ben dodici sale, con differenziati percorsi
tematici, illustra i contrasti, ma anche i punti di
giunzione nell’iter artistico di una coppia al di
fuori degli schemi.
Per esigenze di spazio, un cenno d’approfondimento a due diverse tematiche.
Sala 2 - DIEGO RIVERA IN EUROPA E
IL SUO TACCUINO ITALIANO
Nel 1907, il 21enne Diego Rivera, talentuoso
diplomato presso l’Accademia di Belle Arti
del Messico, visitò l’Europa con una borsa di
studio per approfondire l’arte europea classica e moderna. Soggiornò prima a Madrid,
dove ammirò le opere di El Greco esposte al
Prado e trasse ispirazione da numerosi stili.
Fu accolto nell’avanguardia spagnola riunita
intorno a Gómez de la Serna, poi nel 1909 si
spostò a Parigi. Nel 1910, scaduta la borsa di
studio e all’inizio della Rivoluzione messicana, Rivera rientrò per alcuni mesi in Messico,
dove il vecchio regime organizzò una mostra
delle sue opere in occasione del centenario
dell’indipendenza. Tornato a Parigi, per i successivi dieci anni Rivera fece stabilmente parte
degli artisti di Montparnasse: amico di Picasso,
Modigliani, Juan Gris, Henri Matisse, Fer-
nand Léger e Carlo Carrà, integrò nei suoi
dipinti, alcuni dei quali qui esposti, i principi
del cubismo. Nel 1914 Parigi ospita la sua
prima mostra personale con 25 opere cubiste.
Poco tempo dopo, Diego riprese un nuovo
figurativismo e divenne grande amico dello
storico dell’arte Elie Faure, che lo incoraggiò
a visitare l’Italia: dal febbraio 1920 al marzo
1921, Rivera viaggiò quindi
da Ravenna fino all’estremo
sud e poi, risalendo lungo
la costa orientale, fino a
Venezia e Milano. Sono di
questo periodo numerosi
schizzi di paesaggi, persone
e architetture italiane, nonché di opere d’arte etrusche,
bizantine e del Rinascimento. In questa sala sono
esposti due dei taccuini utilizzati durante il viaggio.
Gli studi di Rivera sull’arte
italiana costituirono la base
del Rinascimento Murale
Messicano, il movimento
celebre per le pitture murali a tema politico realizzate su numerosi edifici pubblici che nacque
dopo il suo rientro in Messico nel 1921 e del
quale egli divenne ben presto l’acclamato punto
di riferimento.
SALA 5 - IL RINASCIMENTO MURALE,
L’ARTE E LA POLITICA
Cessata la rivoluzione armata (1910-1917),
il ministro dell’educazione José Vasconcelos
avviò un piano educativo del popolo messicano, in gran parte analfabeta, con scuole nei
villaggi, edizioni popolari dei classici e magnifici murales sugli edifici pubblici. Tra i tanti
artisti coinvolti, anche in collettivi e sindacati,
Diego Rivera ebbe un ruolo di primo piano:
immortalando nei suoi murales l’arte popolare
e la storia del Messico, ridefinì l’arte stessa
e il sentimento nazionale, raggiungendo una
fama internazionale. Nel 1922 entrò nel Partito
Comunista, ma il suo indomabile individualismo gli comportò diverse espulsioni e cambi
di schieramento. Divenuto trotskista, invitò
Lev Trotsky e la moglie Natalia a trascorrere il
loro esilio nella Casa Azul di Frida. Nel 1938
le riflessioni di André Breton, Lev Trotsky e
Diego Rivera a Pátzcuaro confluirono nel Manifesto por un arte revolucionario independiente.
Nello stesso anno Rivera fu espulso anche dalla
IV Internazionale. Sostenne l’estrema destra di
Almazán, poi con la II guerra mondiale divenne
stalinista. Frida Kahlo entrò nel PC nel 1927 tramite l’amica Tina Modotti, fotografa e comunista italiana, ma ne uscì dopo l’espulsione di
Rivera. Al di là delle trincee e delle contingenze
storiche, entrambi aspiravano a mettere la loro
arte al servizio del popolo. I murales di Rivera,
rappresentando pubblicamente la storia nazionale e i conflitti del suo tempo, onorarono tale
intento imprimendosi nella coscienza collettiva.
Frida, invece, si rammaricava di avere contribuito relativamente poco al movimento rivoluzionario. Ma la sua rivoluzione fu interiore: nella
sua arte il privato divenne politico e ciò la rese
un’anticipatrice del movimento femminista.
E, in contemporanea:
NICKOLAS MURAY E FRIDA KAHLO
Nickolas Muray amò tante donne nella
sua vita, ma non riuscì mai a dimenticarne
una – come si scoprì solo molti anni dopo la
sua morte. La donna che amò in modo più
profondo, appassionato e riservato di tutte le
altre, era Frida Kahlo. Nick aveva conosciuto
Frida nel maggio del 1931 durante un viaggio a Città del Messico, dove si era recato
per incontrare l’amico Miguel Covarrubias
e Rosa Rolando, sua futura compagna. La
passione di Miguel per quello straordinario
Paese aveva affascinato Nick, il quale probabilmente aveva atteso con ansia il momento
in cui avrebbe visitato il Messico insieme
all’amico, guardando quella terra attraverso
i suoi occhi. Mai avrebbe immaginato di trovare Frida Kahlo, a quel tempo non ancora
al pieno del suo fulgore Il primo incontro
tra Nick e Frida avvenne per caso, quando
anziché rimanere con Diego a San Francisco,
com’era previsto, era partita anticipatamente
per il Messico. Al rientro di Diego, Nick era
già ripartito per New York con una lettera di
Frida: “Nick, ti amo come amerei un angelo.
Sei un fiore della valle, amore mio. Non ti
dimenticherò mai, mai, mai. Sei tutta la mia
vita. Spero non lo dimenticherai, Frida”. È
l’inizio di una storia d’amore che durerà dieci
anni. Quel suo Autoritratto con collana
di spine divenne la presenza dominante nel
salotto della casa di Nick. Era una presenza
inquietante, ineludibile. Nick lo aveva acquistato – fresco di cavalletto – da Frida stessa
nel 1940, l’anno in cui la pittrice divorziò
dal marito dopo dieci anni di matrimonio.
Nell’estate del 1941, Nick chiuse il cerchio
immortalando il loro ultimo momento di intimità in uno splendido autoritratto a due nello
studio dell’artista, circondati dall’universo di
lei. In questa immagine Nick raffigura tutta
la loro storia come una contrapposizione di
oggetti. Frida è seduta accanto al cavalletto
nell’autoritratto Io e i miei pappagalli; quegli
occhi dall’espressione triste non sono rivolti
al compagno, ma all’obiettivo. Presagio della
fine di un amore.
Caterina Berardi
Genova. Palazzo Ducale. Frida Kahlo Diego
Rivera - Nickolas Muray e Frida Kahlo
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Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
13
MONS. GIUSEPPE ZENTI INVITA A “TORNARE ALLA TERRA”
“Tornare alla terra” è il caldo invito di S.E.
mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona.
Incontro dell’Associazione dei Dottori in
Agraria e Forestali della Provincia di Verona.
“La terra è vita”: è il messaggio-base base
del Vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti.
Il quale, d’origine contadina – egli ama, con
orgoglio, sottolineare –, non solo è legato
all’agricoltura, ma, nei momenti liberi, trova
nel verde della stessa riposo, soddisfazione e
cultura, ricordando anche il suo orto familiare
d’un tempo... Bisogna, per il nostro Vescovo,
fare in modo d’evitare l’abbandono della
terra, di contenere cemetificazione e speculazione, mai dimenticando che il suolo è habitat
amico, nostra vita, al quale “tornare”, anche
per i doni, che attraverso la sua coltivazione,
esso ci offre. Terra e natura, per Zenti, vanno
“venerate come un figlio venera la madre”...
In merito, il Vescovo ha recitato pure alcuni
suoi versi in dialetto veronese, che lodando
il massimo complesso terra-natura, pongono
in luce la sua grande passione per gli stessi...
Versi, che hanno persino commosso... Essendo, poi, il complesso citato frutto di creazione
divina per l’uomo, opera, quindi del genio
di Dio, non siamo padroni di terra e natura, afferma il Prelato, ma dobbiamo sentirci
semplici e doverosamente attenti amministratori delle stesse, e, come tali, concreatori,
nell’interesse dell’umanità. Quella di mons.
Zenti è stata un’autorevole lectio magistralis,
concludendo la quale, il Vescovo di Verona ha
ricordato le straordinarie parole di papa Francesco: la natura è una madre che ci abbraccia
teneramente...!
Con riferimento a terra e natura – tema
del convegno – ha trattato il tema “La salute
si difende a tavola” il col. Isidoro Furlan,
comandante provinciale del Corpo forestale
dello Stato di Verona. Egli, sottolineando l’importantza della qualità e della genuinità degli
alimenti, ha posto in luce come queste due
ultime caratteristiche siano diretta derivazione
della difesa dell’ambiente e del territorio. Del
tutto, quindi, si occupa a fondo e costantemen-
te il Corpo Forrestale dello Stato, che, mentre
monitora il territorio stesso, tenendolo sotto
attenta osservazione, combatte efficacemente
contraffazioni, sofistificazioni e adulterazioni
dei prodotti agroalimentari, con controlli incisivi, importanti anche a garantire esportazioni
corrette, e resi possibili dalla presenza, sul
territorio, di milleduecento stazioni del Corpo.
Sempre in fatto di suolo, Paolo Campostrini, creatore, assieme a due giovani colleghi,
di BIOSOL Expert, ha esposto il risultato
d’importanti ricerche, eseguite dal gruppo,
in ordine al rassodameno dei terreni – monte,
collina, rive di torrenti o di fiumi – contro possibili danni idrogeolocici. I tre attivi giovani
dispongono, oggi, di soluzioni radicali, già
poste in atto positivamente in alcune zone del
territiorio, basate su erbacce ad ampio apparato radicale, che si evolve in soli due mesi,
con l’impiego di particolari microorganismi:
soluzioni già positivamente sperimentate, per
esempio, anche a Verona, nella zona collinare
di Alto San Nazzaro. Un’ottima esperienza,
che dimostra come i giovani siano capaci di
straordinarie e costruttive iniziative, questa
volta, a tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Paolo Ugo Braggio, presidente dell’Associazione provinciale Dottori in Agraria e
Forestali, organizzatrice del convegno, ha
sottolineato come sia importante il costatente
intervento dell’agricoltore, sia in pianura che
in montagna, sia per il monitoraggio del territorio, sia per la sua costante manutenzione,
quale attenta ‘sentinella’ dello stesso. In merito, Braggio ha lanciato un appello ai sindaci
dei 98 comuni veronesi, onde venga applicato
il dettato dell’europea Dichiarazione di Corck,
1996, che invita, appunto, i comuni europei
ad incaricare l’agricoltore della manutenzione
di siepi, di strade, di torrenti, di piccoli canali
e, per quanto possibile, della monitorazione
dell’ambiente, con successive segnalazioni,
ove necessario, all’autorità competente, per
prevenire ogni possibile negativo evento idrogeologico. Braggio, che vede nell’agricoltore
anche un fattivo paesaggista, si è soffermato
pure sulla straordinarietà della natura, nei suoi
molteplici aspetti, quale grande elemento da
sottoporre all’attenzione di piccoli, giovani
ed adulti, offrendo esso un’amplissima rosa
di spunti, per la creazione d’alta cultura e del
grande concetto del rispetto dell’ambiente.
Non meno importante è stata l’attenzione
rivolta da Renato Poggiali all’esigenza di
dotare la città di “orti per anziani”, in luoghi
salubri, orti atti a meglio utilizzare aree pubbliche abbandonate e a offrire agli interessati
momenti d’impegno, a diretto contatto della
natura.
Il ricercatore, studioso e scrittore
Alfio Fiorini, esperto, fra l’altro, in arte casearia, ha presentato un importante estratto dalla
sua collezione filatelica “Agri-Cultura”, denominato “Doni naturali della terra - Il Mondo
verde”, basato sui versi dell’Ecclesiale, 38/
VI, che recitano: La virtù delle piante è fatta,
per essere conosciuta dagli uomini. Dio ha
dato ad essi la scienza, perché la onorino
nelle sue meraviglie. Citando scrittori come
Catone il Vecchio, Marco Terenzio Marrone, Columella, Leonardo da Vinci, Marcello
Malpighi, Andrea Cisalpino, Galileo Galilei,
Fiorini ha evidenziato come lo studio delle
piante sia stato uno dei maggiori interessi
scientifici dell’uomo, interesse che ha portato alla nascita della biologia moderna. La
quale, a sua volta, ha condotto alla scoperta
del DNA, base essensiale per comprendere la
differenza fra specie e specie e che, si auspica,
possa essere utilmente manipolato, per curare
malattie genetiche o tumorali, che tanto affliggono l’umanità.
Un convegno importante, sotto tutti i punti
di vista, quindi, quello tenutosi nelle nuove
sale del Ristorante Scaligero, Verona, il 28
novembre scorso. Convegno, forse, anche
eccezionale, per la concentrazione d’attenzioni sui temi “natura”, “terra” ed “ambiente”
globali, che, ben difficilmente, purtroppo, nel
breve termine, non godranno di quel rispetto
che meritano e che, durante il convegno, è
stato fortemente caldeggiato e richiesto dai
relatori.
Pierantonio Braggio
MARTINA, EXPO 2015, SETTORE VITIVINICOLO SI PRESENTI UNITO
PER RACCONTARE LA SUA STORIA
«L’Expo esige che il settore del vino si
presenti unito per raccontare le sue eccellenze. Si tratta di una grande sfida
per la filiera vitivinicola e anche per Vinitaly che dovrà mantenere alto il livello
di attenzione per 6 mesi». Così il ministro
delle Politiche agricole Maurizio Martina, intervenendo alla sessione conclusiva
del primo giorno di wine2wine, il primo
forum sul business del vino organizzato
da Veronafiere e Vinitaly. L’esposizione
universale di Milano sarà una grande sfida per il made in italy e il vino italiano
sarà un driver importante di riflessione
e di rilancio anche in chiave economica.
Per Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, «Expo 2015 dovrà
essere l’occasione per l’Italia di raccontare e imprimere la sua bella storia fatta di imprese, territori e prodotti capaci
di lasciare il segno, così come avvenne
nell’edizione di Parigi del 1855 con l’introduzione della prima classificazione dei
Cru». Tra i punti di forza del padiglione
del vino quello della sua comunicabilità,
soprattutto verso i 3 milioni di visitatori
stranieri attesi a Milano, di cui 1,5 milioni
arriveranno dalla Cina.
«Ad oggi sono già stati venduti 300mila
biglietti e sono stati concessi oltre 600mila
visti per l’Italia». È questo lo stato dell’arte della Cina sull’Expo di Milano secondo
Richard Wei, dirigente del Segretariato
generale del Shanghai Post-Expo. «In occasione di Expo – ha proseguito il delegato cinese impegnato nel team di lavoro del
governo di Shanghai per la partecipazione a Expo 2015 – abbiamo intenzione di
istituire il ‘China-Italia fashion and industry development fund’, un fondo da circa
125 milioni di euro per promuovere una
piattaforma di scambi sui settori del made
in Italy, tra cui il vino, l’olio e la moda».
Servizio Stampa Veronafiere
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
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periodico indipendente
VERONAFIERE: CHIUSURA POSITIVA DEL 2014.
PIANO INDUSTRIALE DI GRANDE SVILUPPO PER IL TRIENNIO 2015-2017
Il 2014 si chiude in positivo per Veronafiere. Presentando il bilancio preconsuntivo
per l’esercizio che volge al termine, i vertici
dell’Ente di Viale del Lavoro hanno anche
illustrato le linee guida del piano industriale
2015-2017, sviluppato su tre principali cardini: crescita e consolidamento del portfolio
prodotti in Italia e all’estero anche attraverso nuove manifestazioni; incremento della
produttività e costante ottimizzazione dei
costi; importanti investimenti per il potenziamento delle infrastrutture e del quartiere.
Veronafiere ha presentato il bilancio preconsuntivo per la chiusura dell’esercizio 2014.
Risultati positivi e in crescita, che vedono la
Capogruppo registrare ricavi per 75,2 milioni
di euro, in aumento dell’8,5% rispetto ai 69,3
milioni del 2013. L’EBITDA si attesta a 9,6
milioni di euro, con una significativa incidenza del 12,8% sui ricavi, e un utile ante imposte
pari a 1,9 milioni di euro.
Contestualmente, sono state presentate le
linee guida del piano industriale 2015-2017,
approvato dall’ultima Assemblea dei Soci, che
prevedono: consolidamento e crescita del portafoglio prodotti, sia attraverso nuove manifestazioni che tramite lo sviluppo delle esistenti
sul mercato italiano ed estero, incremento della
produttività e costante ottimizzazione dei costi,
oltre che un importante piano di investimenti
per 46 milioni di euro nel triennio.
«Siamo soddisfatti dei risultati che, nonostante il contesto economico e il perdurare della crisi, registrano un costante incremento del
fatturato della Capogruppo rispetto allo scorso
esercizio – ha commentato il Presidente Ettore Riello, nel corso della conferenza stampa di
fine anno –. Progettualità, capacità di innovare
e di organizzare direttamente i nostri eventi si
confermano punti di forza di Veronafiere che,
oltre ad aver determinato i risultati raggiunti,
ci permettono di guardare al futuro con ottimismo. Abbiamo deliberato un piano industriale
che prevede 46 milioni di investimenti nei prossimi tre anni, per la maggior parte autofinanziati, con l’obiettivo di offrire alle imprese un
quartiere più efficiente e sempre più occasioni
di business».
I 46 milioni di euro di investimenti previsti sono destinati alla realizzazione del nuovo
parcheggio pluripiano, vicino all’entrata Re
Teodorico-Viale dell’Industria, alla creazione
di nuovi accessi al quartiere e al collegamento
con la stazione ferroviaria, al restyling dell’ingresso San Zeno, al sostegno di nuove partnership e acquisizioni di eventi in Italia e all’estero
e ad interventi di manutenzione e di miglioramento delle infrastrutture interne al quartiere.
Veronafiere conferma anche l’intenzione di acquistare le Gallerie Ex Mercatali per il loro valore storico e per la funzionalità che rivestono a
servizio dell’attività fieristica.
«Il 2014 ci ha visto impegnati in 47 eventi fieristici in Italia e 20 all’estero in 12 nazioni, con
un incremento del fatturato di tale attività del
10% per un totale di 5,4 milioni, mentre in Italia
abbiamo registrato la nascita di nuovi format
fieristici come wine2wine e il consolidamento di
start up quali Smart Energy Expo ed il Summit
ad essa collegato – ha sottolineato il Direttore Generale, Giovanni Mantovani –. Tutte le
rassegne storiche, ad iniziare da Fieracavalli e
Fieragricola, hanno registrato risultati positivi
in termini di soddisfazione dei clienti e qualità
delle presenze, con un incremento complessivo
del 10% dei buyer provenienti dall’estero, pari
a un totale di 250 mila su 1,3 milioni di presenze, con le punte di eccellenza di Vinitaly e
Marmomacc, stabilmente sopra alla media con
il 36 e 54% degli esteri sul totale dei visitatori.
L’anno che si sta concludendo per Veronafiere è
stato molto impegnativo anche sul fronte Expo,
con l’incarico ricevuto dal Mipaaf di guidare
la progettazione ed esecuzione del Padiglione del Vino-A Taste of Italy. Questa sarà una
delle sfide del 2015 insieme a Vinitaly, alla 50ª
edizione di Marmomacc, al ritorno all’organizzazione diretta di Eurocarne e alle novità di
Fruit Gourmet Expo, CosmoBike Expo, Verona
Legend Cars e Greenbuild Europe & The Mediterranean e ai crescenti impegni esteri in Brasile, Cina, Russia, Hong Kong, USA, Nord Africa,
Penisola Arabica e Nord Europa».
Servizio Stampa Veronafiere
Una grande azienda italiana, una grande produzione di oli vegetali
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periodico indipendente
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
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Quattordici milioni in infrastrutture tra città e provincia
Acque Veronesi illustra alla stampa i principali interventi del 2014
Mariotti: «Realizzate opere attese da decenni». E nel 2015 lavori per 17 milioni di euro
«È stato un anno all’insegna del fare. Nonostante le inevitabili a vantaggio dei cittadini veronesi». In città gli sforzi maggiori
difficoltà di natura economica abbiamo mantenuto le promesse (circa un milione e mezzo) saranno concentrati a Verona Sud, per
fatte ai sindaci e ai cittadini». Massimo Mariotti, presidente di il potenziamento del sistema acquedottistico e fognario. Verrà
Acque Veronesi, ha commentato un anno di attività della società inoltre ampliata la rete delle acque reflue in diverse strade, tra
consortile. I lavori sono stati illustrati nel corso della conferenza cui via Carducci, stradone Santa Lucia, via Fenilon, via Sommastampa che si è svolta al Liston 12, in piazza Brà, alla presenza campagna e in località Poiano. E in via Faccio proseguirà il risadei vertici aziendali e del vicesindaco di Verona, Stefano Casali. namento del collettore fognario. Per risolvere l’annoso problema
Nel 2014 sono stati investiti 14 milioni di euro. Tra gli inter- della presenza di pfass (sostanze perfluoro-alchiliche) nelle
venti principali va ricoracque potabili prelevate
dato il primo stralcio del
dalla centrale vicentina
nuovo collettore fognadi Almisano (la questiorio di San Bonifacio. È
ne riguarda una dozzina
costato 2 milioni 685 mila
di comuni della Bassa e
euro e consentirà in futudell’Est Veronese), verro una gestione unificata
ranno spesi 2 milioni di
dei reflui dell’intera Val
euro. Entro il 2015 verrand’Alpone. Sempre nella
no portati a termine i lavozona Est della provincia,
ri di manutenzione straa Monteforte l’azienda ha
ordinaria del depuratore
ultimato i lavori di rifacidi San Giovanni Lupatoto
mento sia dell’acquedot(quasi 400 mila euro), verto che della fognatura in
ranno estese le reti fognapiazza Venturi. A Belfiore,
rie a Lavagno (270 mila
Da sinistra, il vicepresidente Marco Olivati, il presidente Massimo Mariotti
a tutela della qualità della
euro), Fumane (220 mila
ed il vicesindaco di Verona, Stefano Casali
falda, sono stati spesi 2
euro) e Sant’Anna d’Almilioni e mezzo. A Cologna Veneta sono in fase di ultimazione faedo (124 mila euro). Tra i molteplici interventi in calendario
i lavori di estensione fognaria nelle frazioni Spessa e San Seba- per il prossimo anno, è previsto inoltre l’avvio del 1° stralcio del
stiano, dove sono stati spesi 4 milioni. Nella pianura veronese, cantiere per l’ampliamento degli impianti di Colognola ai Colli
invece, è terminato il primo stralcio dell’ammodernamento della (215 mila euro).
rete fognaria di Angiari. A Zevio è durato appena due mesi l’adeUfficio Stampa di Acque Veronesi
guamento del pozzo di Campagnola. I comuni che beneficeranno
dell’opera sono Bovolone, Casaleone, Cerea, Concamarise, Isola
Rizza, Oppeano, Ronco all’Adige, Roverchiara, Salizzole, San
Pietro di Morubio e Sanguinetto. Sempre a Zevio sono stati
ultimati i lavori di adeguamento del depuratore in località tre
Corone. Nei mesi scorsi è stato portato a termine anche il colle
gamento idrico Legnago-Villa Bartolomea. «Da qualche mese,
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con l’ingresso di Illasi, Acque Veronesi opera in ben 75 comuni
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della provincia. È importante quindi prestare attenzione a tutto
il territorio, in particolare a quelle zone dove le infrastrutture o
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sono particolarmente vecchie o addirittura mancano completa
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mente» ha sottolineato Mariotti. «Per quanto riguarda la città
invece, abbiamo investito circa 2 milioni. Tra gli interventi più
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impegnativi, via Lazzaretto, via Campo Marzo, via Carducci e in
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Valpantena, dove sono stati aperti cantieri per il potenziamento
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del collettore fognario». Sempre nel 2014, anche a Ronco all’A’
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ria: il costo complessivo sarà di 720 mila euro. Quasi 2 milioni
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e mezzo sono stati investiti per il nuovo impianto di depurazione
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pubblico di Nogarole Rocca. Nell’anno che si sta concludendo
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è proseguita pure l’attività di progettazione per il potenziamento della rete fognaria di Villafranca (i lavori partiranno nel
2015, per un importo di 850 mila euro). Spostandoci nella zona
Ovest, particolare attenzione a Bussolengo (200 mila euro per

l’adeguamento del sistema fognario), Pescantina (rete idrica e
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fognaria, 460 mila euro), Fumane (280 mila) e Sona (550 mila).
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Il vicepresidente Marco Olivati ha poi menzionato i principali
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interventi in programma nel 2015. «Tra opere già avviate e nuovi
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cantieri investiremo quasi 17 milioni di euro, di cui 4 solamente
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nel capoluogo. Nelle prossime settimane, ad esempio, terminerà
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la prima fase della costruzione del nuovo acquedotto di Palù. Il
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comune era uno degli ultimi, sul territorio, ad esserne sprovvi ­­€­­†‡‰
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sto». Il vicesindaco di Verona, Stefano Casali, ha portato i saluti
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dell’amministrazione: «Acque Veronesi sta svolgendo interventi
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importanti e attesi da anni nel nostro Comune. E’ importante
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creare sinergia tra gli enti, la collaborazione con la società presieduta dal presidente Mariotti ha dato ottimi risultati che andranno
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Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
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periodico indipendente
Un sogno per la Pianura Veronese?
Si è concluso il 10 dicembre 2014 il percorso di formazione per operatori turistici ‘La Pianura scopre il turismo, il turismo scopre la Pianura’,
finanziato con fondi GAL e promosso dal Comune di Legnago, dalla Fondazione Fioroni e dai Comuni di Villa Bartolomea, Castagnaro, Cerea,
Casaleone, Nogara, Terrazzo, Oppeano.
I dieci appuntamenti previsti, divisi in
otto giornate di Workshop e due di Seminari, hanno visto la partecipazione di una
trentina di persone, appartenenti alle categorie più diverse: titolari di strutture ricettive, ristoranti e bar, ma anche presidenti
e soci di varie associazioni (Basso Adige,
Pro Loco, CTG, Valle Brusà, ecc.).
I Workshop sono stati seguiti da docenti esperti nel settore turistico, Claudio De
Monte Nuto e Mariapaola La Caria della
ditta Starting4 di Padova mentre i Seminari (‘lezioni di territorio’) sono stati tenuti
direttamente dalla Fondazione Fioroni e dai suoi collaboratori.
L’obiettivo principale del progetto era quello di creare una certa sensibilità, tra gli operatori, rispetto ai cambiamenti attuali del mondo turistico,
che vedono sempre più la partecipazione dei privati in sfere fino a poco
tempo addietro di pertinenza delle amministrazioni pubbliche. Il ‘motto’
delle lezioni teoriche era infatti ‘FARE PER OTTENERE. I progetti che
cambiano il futuro’.
I corsisti sono stati coinvolti ad individuare dei percorsi di sviluppo
turistico per mettere a valore il patrimonio e i saperi generando ricaduta
economica, e soprattutto a verificare se si può creare una ‘squadra’ di
imprese interessate a farlo. Il tutto attraverso una serie di step progressivi: l’analisi dei flussi turistici e dei trend di mercato, l’identificazione
delle risorse eccellenti e delle narrazioni da utilizzare per la costruzione del sistema d’offerta della
Pianura Veronese, la pianificazione della strategia
di promozione e vendita dell’offerta turistica, l’identificazione del modello organizzativo da adottare.
La presenza costante dei partecipanti ha garantito un buon livello di lavoro e ha permesso la
conoscenza reciproca di realtà che prima di oggi
non avevano mai avuto la possibilità di dialogare
assieme per la costruzione di un pacchetto integrato di proposte. Gli incontri itineranti hanno inoltre
favorito la conoscenza del territorio: ogni appuntamento infatti si è svolto in un diverso Comune,
all’interno di strutture individuate per l’eccellenza del servizio.
Si tratta di un primo passo verso un futuro turistico per la Pianura Veronese, che ancora dovrà lavorare molto per essere riconosciuta come destinazione turistica. Un passo però necessario per individuare un possibile
team di lavoro che abbia la volontà di proseguire insieme verso la costruzione di una rete di imprese che si occupi attivamente di accoglienza
turistica (e non solo!).
Laura Tognetti
ARRIVA IL NATALE A CEREA
Le manifestazioni natalizie, organizzate
dall’Amministrazione, l’Ufficio Cultura, la Biblioteca Comunale, Cerea in Vetrina, La Fabbrica srl
e da alcuni cittadini: il protagonista di quest’anno
sarà il grande abete in piazza Matteotti.
Santa Lucia, la santa amata dai bambini, arriverà a Cerea, nell’ex campo sportivo Sommariva, il
12 dicembre con l’accensione del Falò alle 17.30,
cioccolata e vin brulè per tutti.
Sabato 13 dicembre, con la santa messa della
18.30 nella chiesa parrocchiale, ci sarà il tradizionale “Natale dello sportivo”, l’evento rivolto
a tutte le associazioni e società sportive ceretane
che si concluderà con una cioccolata calda.
Anche l’associazione Unitalsi di Legnago
festeggerà Santa Lucia: l’appuntamento è all’Area
Exp il 14 dicembre.
Il 19 dicembre, alle 16.45, la Biblioteca comunale proporrà l’evento “Natale in fondo al mare”
con letture e laboratorio per i bambini dai 3 ai
7 anni; mentre il 20 dicembre nella chiesa parrocchiale, si terrà il concerto della Banda Ugo
Pallaro.
All’Area Exp, il 21 dicembre, l’appuntamento
è con il mercatino dell’antiquariato e di Natale,
organizzato da La Fabbrica.
Uno dei momenti clou del Natale ceretano
sarà la sera della Vigilia di Natale. Dalle 18 sulla
facciata della chiesa parrocchiale sarà proiettato il
video sulla Natività fino alla mezzanotte. Seguirà
il suggestivo concerto con il trio arpa-violinovioloncello e l’esibizione di musiche natalizie,
accompagnate da una copiosa nevicata. Sempre
alle 24 ci sarà l’inaugurazione del Presepio vivente che verrà poi ripresentato nei giorni 25, 26 e 28
dicembre e 4, 6 gennaio dalle 16 alle 19. Attesa
una conclusione in grande stile in programma per
il 6 gennaio.
Per l’ultimo dell’anno, il 31 dicembre, torna
nel padiglione ristorante dell’Area Exp, a partire
dalle 20.30, il richiestissimo “Capodanno insieme
2015”, rivolto agli over 60 residenti a Cerea. La
serata, accompagnata dalla musica dell’orchestra
spettacolo “I valentinos”, è su prenotazione fino
ad esaurimento posti. Le iscrizioni saranno aperte
dal 9 al 19 dicembre all’Ufficio Cultura (tel. 0442
30411) con il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30.
Chiuderà il programma degli eventi natalizi il
tradizionale Concerto dell’Epifania nella chiesa parrocchiale alle 16, organizzato dall’Ufficio
Cultura del Comune. Il concerto sarà a cura degli
“Interpreti Veneziani”, punto di riferimento nel
panorama musicale internazionale. Giunti alla
XXIV Stagione Concertistica a Venezia che conta
più di 60.000 spettatori all’anno provenienti da
tutto il mondo, interpretano il repertorio Barocco,
Classico e Moderno con virtuosismo, emozionalità coinvolgente e varietà interpretativa, chiavi di
volta al successo di pubblico e di critica ottenuti
in ogni loro concerto. Fra le importanti affermazioni sono da citare la partecipazione al Festival
di Melbourne, al Festival di Bayreuth, i concerti
al Palazzo Reale di Stoccolma, la partecipazione alla telemaratona in mondovisione al Teatro
Kirov per la rinascita del nome della città di San
Pietroburgo, il concerto alla Symphony Hall di
Osaka in diretta radiofonica per la radio giapponese, i concerti alla Suntory Hall e Kjoi Hall di
Tokyo. Quest’anno sono stati protagonisti di un
tour in America del Sud che ha toccato i teatri
principali in Perù, Ecuador, Panama, Costarica,
Cile e Argentina, di una tournée in Brasile e una
in USA. Il prossimo anno torneranno in Giappone,
Australia e in Canada.
Il programma può subire variazioni. Per informazioni si può visitare il sito www.cerea.net.
Ufficio Stampa Cerea
PREMIATE LE POSTE
DI VILLAFRANCA,
VILLABARTOLOMEA E
SAN BONIFACIO
Lo staff dell’ufficio postale di Villabartolomea
Poste Italiane ha premiato gli uffici postali che
hanno raggiunto risultati di eccellenza nel Nord
Est. La manifestazione si è tenuta in occasione
del Meeting di Poste Italiane e Cassa Depositi
e Prestiti sul tema del risparmio postale e la
qualità dei servizi mirati alla soddisfazione dei
cittadini che ogni giorno si recano negli uffici
postali. Tra gli uffici postali del legnaghese è
stato premiato, tra gli altri, l’ufficio postale di
Villabartolomea, per i risultati conseguiti nel
settore dei finanziamenti. Nella sua categoria
l’ufficio, diretto da Gianni Conestini, è risultato
al primo posto assoluto. Un premio anche alle
Poste Centrali di Villafranca, dirette da Giuseppe
Giglia, per l’ottimo lavoro svolto nel settore
previdenziale PosteVita. Terzo riconoscimento,
infine, all’ufficio postale di San Bonifacio, che
siè distinto nel settore assicurativo. L’ufficio è
diretto da Valentino Milani.
Presenti alla premiazione, tra gli altri, il
responsabile Nord Est Cosimo Andriolo,
quattordici direttori di Filiale, collaboratori
selezionati tra le strutture di staff e commerciali,
oltre ai direttori degli uffici postali più
rappresentativi dell’intera Area, che conta
complessivamente circa 1700 ufficio postali.
F.O.
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
periodico indipendente
17
Sant’Antonio Abate sarà festeggiato,
per la quarta volta, a Concamarise
Organizza il grande evento la Confraternita quindi, alle ore 18,30, sarà celebrata, a Condel Tabàr per i gioni 17 e 18 gennaio 2015.
camarise, una santa Messa in onore del Santo
Sino ai primi anni Sessanta del 1900, nella e, quindi, non mancherà l’apertura di stands,
provincia di Verona, era
per la degustazione di prodotti
ancora molto usato, d’inverlocalissimi, fra i quali, lardo e
no, dagli uomini, “el tabàr”,
polenta, crén e radicchio rosso
ossia, il mantello. In lana e di
veronese. Sarà aperta pure una
colore nero, veniva appoggiamostra, dedicata ai giochi dei
Confraternita
del Tabar
to alle spalle, avvolgeva tutto
nonni, ma prevista anche per
il corpo, sino oltre le ginoci piccoli, mentre incanterà i
chia, quale riparo dal freddo
presenti il cantastorie Uber
e creatore di calore. Era una
Bampa Trevisani. Onorerà la
copertura modesta, ma valida.
manifestazione la presenza del
Trasformatasi da necessità in
noto imprenditore veronese,
tradizione, con il progresso,
Giovanni Rana, che, per avere
è stata sostituita da giacconi
acquisito, nella sua attività,
diversi. La ricorderà egregiaalti meriti per l’impiego di
mente, la Confraternita del
prodotti naturali e, quindi,
Tabàr di Concamarise, nei
della terra, nella preparazione
CONFRATERNITA DEI NOSTALGICI
giorni 17 e 18 gennaio prossidei suoi prodotti, sarà preDEL TABAR DI SAN ANTONIO ABATE
mi, accanto ad altri momenti
miato con il riconoscimento
CONCAMARISE VERONA
della vita d’un tempo, in occaConfraternita del Tabàr 2015.
sione della Festa dell’eremita, Sant’Antonio
Domenica 18 gennaio, Messa, celebrata da
Abate, morto, appunto, il 17 gennaio dell’anno padre Flavio Roberto Carraro, vescovo eme357. Nella tradizione, il Santo è protettore degli rito di Verona, animata dalla Confraternita
animali domestici e da cortile, che, per con- del Tabàr. Alle ore 12, saranno benedetti gli
suetudine, vengono benedetti nel giorno a Lui animali presenti. Seguirà uno studiatissimo
dedicato dal calendario. Il giorno 17 gennaio, pranzo, 25€ a persona, predisposto dal risto-
rante Reysol, basato su alimenti antico-locali
– necessaria la prenotazione ai numeri di
Sganzerla: 0442 83 893 o 348 533 68 33,
Mantovanelli: 0442 37 4120 e Pietraboni : 349
553 1998. Se, nel quadro della manifestazione,
faranno bella mostra vestiti d’epoca, quelli,
cioè, dei tempi che furono, sempre graditi
all’occhio, molto bene appariranno la Verza
moréta, presentata dagli attivi agricoltori di
Veronella – una verza straordinaria, bella esteriormente e saporitissima, ‘n téia, e la pecora
della razza lessinica Brògna, che, in via d’estinzione, è oggi nuovamente allevata nel suo
territorio autoctono: fatti questi di massima
importanza, in quanto destinati a valorizzare,
nei fatti, le nostre terre ed il relativo paesaggio.
Cómplimenti àla Confratèrnita del Tabàr de
Concamarìse, per tali iniziative, destinate a fare
rivivere momenti storici di vita vissuta e a fare
conoscere ai cittadini d’oggi, come un tempo si
vivesse e come, fra l’altro, del poco ci si accontentasse. Non vino, ma graspìa, non prosciutto
finissimo, ma lardo, non burro, ma strùto,
non pane fresco, ma polènta, non un costoso
ed elegante giaccone di marca, ma ‘n tabàr!
Questo ed altro – tutto interessante – presenterà
Concamarise nei giorni 17 e 18 gennaio 2015!
Pierantonio Braggio
iacere
di servirvi
Ristorante - Pizzeria
Vi aspettiamo nella
nuova sala
del ristorante
Cena della Vigilia di Natale
Pranzo di Natale
Cenone di Capodanno
Antipasto
Polenta al cucchiaio con saltarei fritti
Calamaro ripieno
Insalata di mare
Cozza gratinata
Gamberetti alla salsa rosa
Antipasto
Rotolino di vitello ripieno su polenta
Speck d’anatra con pan brioche e mostarda di pere
Sfogliatine mediterranee
Insalatina di radicchio con sfilacci di cavallo e scaglie di
Monte Veronese
Antipasto
Insalata di polipo con patate
Speck d’anatra con pan brioche e mostarda di pere
Gamberetti in salsa rosa
Cozza gratinata
Insalatina di radicchio con sfilacci di cavallo
e scaglie di Monte Veronese
Primo
Fettuccine bicolore ai frutti di mare
Secondo
Grigliata di pesce
Contorni
patatine al forno
Insalata mista
Sorbetto al limone
Dolci
Trilogia di dolci
Vino, acqua caffè e spumante
Euro 40,00
Primi
Maccheroncini con ragù d’agnello e funghi
Risotto alla veneta
Secondi
Rotolo di faraona al forno
Straccetti di vitello su crema di porcini e scaglie di grana
Contorni
Patate duchessa e zucchine fritte
Dolci
Crepes con ananas e zabaione
Dessert natalizio
Vino, acqua caffè e spumante.
Euro 35,00
Per tutti gli eventi è gradita la prenotazione
Via Rovigo, 50 - Vigo di Legnago - www.zonaroristorante.it
Per prenotazioni telefonare ai numeri 0442 601299 o 392 9402052
Primi
Fettuccine mare e monti
Risotto alla veneta
Secondi
Tagliata di manzo con verdurine all’agrodolce
Scaglie di formaggio borsaiolo
Cotechino con lenticchie
Contorni
Zucchine fritte
Patate duchessa
Crespella con frutti rossi e salsa allo zabaione
Dolci
Dessert di capodanno
Alle ore 2.00
Pasta e fagioli
Cioccolato e brioche
Acqua, vino, caffè e spumante
Euro 55,00
Allieterà la serata il duo Paolo e Mery
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periodico indipendente
Esonerato Rossi,
torna Orecchia
Costruita nel XVI secolo, Villa Bevilacqua fu una delle tenute della
famiglia Bevilacqua di Santa Anastasia. La sua funzione era quella
di casa di villeggiatura. Villa Bevilacqua apre le porte ai suoi ospiti
per banchetti, ricevimenti e cerimonie. Ampi spazi, sale luminose
ed un parco che circonda tutta la struttura la rendono una piccola
oasi di tranquillità ed armonia nel centro della cittadina omonima.
Per tutti i futuri sposi che scelgono questa speciale location, possono beneficiare ti tanti sconti: scegliete quello che fa per voi!
Orecchia è tornato sulla panchina del Legnago martedì 9 dicembre 25
mesi e mezzo dopo il suo esonero. I numeri negativi ( in 15 gare, compresa la Coppa Italia, 9 sconfitte, 2 pareggi e 4 vittorie, 20 reti realizzate, 30 subite) non in sintonia con le previsioni di una salvezza tranquilla
e la zona play out hanno indotto il direttivo all’esonero di Leonardo
Rossi dopo la sconfitta con il Padova. Orecchia è rimasto affezionato
al Legnago e alla città con capatine a Legnago a trovare amici. “ Sono
supermotivato – ha detto- allenare in serie D a Legnago è un onore per
la tradizione e l’organizzazione della società. Mi sento più motivato
ed entusiasta della prima volta e pronto a trasmettere ai giocatori la
mia voglia. I giocatori devono adattarsi al cambiamento, trasformarsi e
remare tutti insieme per il bene del Legnago.”
A.N.
Nelle foto Navarro: Leonardo Rossi intervistato a Padova e Andrea
Orecchia con il d.g. del Legnago Mario Preto
FORTUNA E LICINA
Eccoci giunti all’ultima puntata della rubrica di AstroMitologia del Basso Adige del
2014. Oggi continueremo a descrivere le divinità minori dell’antica Roma soffermandoci
su quelle femminili come Fortuna e Lucina.
Fortuna, che per i greci corrispondeva alla dea
Tiche, era la dea della fortuna, protettrice degli
Stati. Era una delle Oceanine, figlie dei titani
Oceano e Teti, anche se in altre versioni era la
figlia di Cupido e Venere. Aveva un carattere
doppio, ma sempre positivo: uno intraprendente, aiutava la produttività delle imprese,
e uno erotico, per il quale è rimasto il detto
essere baciati dalla fortuna. Fortuna era una
divinità antica, forse precedente alla fondazione di Roma anche se i romani ne attribuivano
l’introduzione del culto al re Servio Tullio. In
Grecia, invece, la sua importanza crebbe così
tanto che nell’età ellenistica ogni città aveva
una sua specifica versione iconica della dea.
Nella splendida atmosfera di Villa Bevilacqua gli sposi hanno
la possibilità di coronare il loro sogno d’amore, non dimenticandosi che ci sono numerosi sconti pensati appositamente
per loro.
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matrimoni che vengono celebrati durante la settimana ci sarà
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Anche nell’età medioevale e rinascimentale la
dea venne spesso raffigurata. Nell’arte medioevale era ritratta con la ruota della fortuna invece, durante il Rinascimento, Fortuna veniva
rappresentata come una fanciulla nuda in piedi sopra una sfera, mentre veniva sospinta da
una vela. Poteva essere raffigurata anche mentre si muoveva
sulle acque reggendo una vela o
anche come una fanciulla bendata che distribuisce ricchezze lasciandole cadere da una grande
cornucopia.
Lucina, che nella mitologia
greca corrispondeva a Ilizia, era
la dea del parto e salvaguardava
le donne nel lavoro. Probabilmente era una divinità pre-olimpica e il suo nome significa
“colei che porta i bambini verso
la luce”. Era figlia di Giove e Giunone e secondo altri miti potrebbe essere la
madre di Cupido o addirittura essere una divinità più anziana di Saturno. Inizialmente le
Ilizie (nel plurale utilizzato da Omero) erano
coloro che provocavano i dolori del parto; solo
in seguito, a Creta, l’Ilizia fu venerata come
dea della fertilità e col passare del tempo il
culto si diffuse in molte città della Grecia, in
Etruria, in Egitto e a Roma, e la sua funzione
diventò quella di aiutare le partorienti. Nella
letteratura mitologica è presente alla nascita di numerosi dei, tra i quali Apollo, Diana
e Hercules. Secondo la mitologia, Giunone,
invidiosa della relazione di suo marito Giove
con la ninfa Leto, per impedire la nascita di
Apollo, catturò Lucina mentre stava tornando
dal nord dagli Iperborei (una terra leggendaria
greca) ostacolando così le doglie di Leto
(madre di Apollo e Diana). A questo punto le
altre dee mandarono Iris, la dea
dell’arcobaleno, a prendere Lucina; non appena la dea del parto
mise piede sull’isola, iniziarono
le doglie di Leto. Nel corso del
tempo Lucina è stata prevalentemente raffigurata con in mano
delle torce per portare i bimbi
verso la luce, fuori dall’oscurità.
Nella letteratura mitologica è
spesso presente nelle rappresentazioni che raccontano la nascita
di Minerva e Bacco. A Lucina
furono consacrate delle caverne
(probabilmente simboleggianti
l’utero), che si ritiene fossero il suo luogo di
nascita e di culto. Inoltre, sono state rinvenute
nei santuari greci piccole figure di terracotta che ritraggono una bambinaia immortale
mentre si prende cura di bimbi divini; si pensa
che questa figura possa essere collegata alla
dea del parto. Nel primo numero della rubrica
del 2015 continueremo a parlare delle divinità
minori dell’antichità greco-romana. Auguro a
tutti i lettori un sereno Natale e un felice Anno
Nuovo. Arrivederci al prossimo mitologico
numero!
Gianluigi Viviani
Anno XXXVI - n. 12 - Dicembre 2014
periodico indipendente
S.GIOVANNI IL.
MONTECCHIA DI C.
MONTEFORTE
19
MINERBE
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