PLS 2013-2014
Tratto da
www.sociol.unimi.it/.../Elezioni%20e%20sistemi%20elettorali(2)(1).ppt
Caratteri fondamentali delle elezioni democratiche
 Competizione: offerta politica plurale e genuina
concorrenza tra i candidati
 Libertà: la scelta degli elettori è al riparo da minacce
e caratterizzata da sufficiente informazione
 Rilevanza: i risultati delle elezioni hanno un peso
significativo sui processi decisionali di governo
Definizione di sistema maggioritario e di
sistema proporzionale di Sartori (1996)
 Un sistema elettorale è maggioritario se il voto si esprime
in collegi uninominali o plurinominali nei quali il vincitore è
“chi primo taglia il traguardo” (first past the post system) .
Tutti i seggi a disposizione sono conquistati dal vincitore .
 Un sistema elettorale è proporzionale se il voto si esprime
in collegi plurinominali e produce eletti sulla base del più
alto numero di voti
Formule elettorali secondo Lijphart (1999)
Formule
maggioritarie
Formule
semiproporzionali
Rappresentanza
proporzionale
Maggioritari
o semplice
India,
Regno
Unito, Stati
Uniti
Voto limitato
Giappon
e (1996)
Proporzion
ale di lista
Austria, Belgio,
Danimarca,
Grecia,Israele,
Italia (19461992), Olanda
etc.
Maggioranz
a assoluta (
a doppio
turno)
Francia
Voto singolo
non
trasferibile
Giappon
e (19471993)
Formula
mista
Germania*,
Italia (dal 94 al
2006), Nuova
Zelanda (dal
96), Venezuela
(93-)
Voto
alternativo
Australia
Sistema
parallelo
pluralityproporzionale
Giappon
e (1946)
Voto
singolo
trasferibile
Irlanda, Malta
Famiglie di
Sistemi Elettorali
Maggioritari
Uninominale a maggioranza semplice
Voto alternativo
Sistema a doppio turno
(Voto supplementare
Voto in blocco
Voto di partito in blocco
Voto singolo non trasferibile
Conteggio di Borda)
Proporzionali
Misti
Proporzionale con lista
Voto singolo trasferibile
Dipendenti
Indipendenti
Sistemi maggioritari uninominali a turno unico
 Un sistema maggioritario uninominale a turno unico
(single-member district plurality) è uno in cui gli individui
esprimono un solo voto per un candidato in un collegio
uninominale. Il candidato con più voti vince.
 Esempi: Regno Unito, India, Canada, Nigeria, Zambia
Sistemi Uninominali a Maggioranza Semplice
Voto Alternativo
 Il voto alternativo è un sistema di voto maggioritario
“ordinale” utilizzato in collegi uninominali: gli elettori
classificano sulle schede elettorali, uno o più candidati o
partiti in un ordine di preferenza.
 Un candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti
(50%+1 di prime preferenze) è eletto.
 Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta,
allora il candidato con il minor numero di voti viene
eliminato e i suoi voti sono riassegnati fino a quando un
candidato ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi
rimanenti.
 Esempio: Le elezioni legislative in Australia e Fiji.
Procedimento elettorale con voto alternativo (Australia)
Candidati
Adams Brown
Prime preferenze
Jones
White
Tot.
15.000 20.000 7.000
10.000
8.000
60.000
Redistr. schede Grey
1.000
4.000
2.000
Nuovo totale (1)
16.000 20.000
14.000
10.000
1.500
3.000
5.500
23.000
19.500
Redistr. schede
Adams
6.000
11.500
Situazione finale
29.000
31.000
Redistr. schede White
Nuovo totale (2)
-
Grey
17.500
Sistemi maggioritari a doppio Turno
 Un sistema a doppio turno (SDT) prevede la possibilità
di due turni elettorali.
 I candidati o i partiti sono automaticamente eletti al
primo turno se superano una determinata soglia di
voti, di solito la maggioranza assoluta.
 Se nessun candidato o partito supera questa soglia di
voti, allora si svolge un secondo turno di elezioni.
 Quei candidati o partiti che ottengono il maggior
numero di voti al secondo turno sono eletti.
 Ci sono due tipi di sistemi a doppio turno
Sistemi maggioritari a doppio turno con ballottaggio
2. Sistemi maggioritari a doppio turno con soglia
1.
SDT con Ballottaggio
 I SDT con ballottaggio sono sistemi incentrati su
candidati in collegi uninominali in cui gli elettori hanno
un solo voto.
 Il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei
voti al primo turno è automaticamente eletto.
 Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta
dei voti, allora i due candidati che hanno ottenuto il
maggior numero di voti competono in un ballottaggio.
 Chi vince il maggior numero di voti (una maggioranza),
nel secondo turno viene eletto.
 Esempio: elezioni presidenziali francesi.
SDT con Soglia
 I SDT con soglia sono sistemi incentrati su candidati in
collegi uninominali in cui gli elettori hanno un solo voto.
 Il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei
voti al primo turno è automaticamente eletto.
 Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta
dei voti, allora tutti i candidati che hanno superano una
soglia prestabilita di voti può competere al secondo
turno.
 Chi vince il maggior numero di voti al secondo turno
viene eletto.
 Esempio: elezioni legislative francesi.
Sistemi Elettorali Proporzionali
 Un sistema elettorale proporzionale, o a
rappresentanza proporzionale, è un sistema elettorale
basato su una quota o un divisore utilizzato in collegi
plurinominali.
 La logica alla base dei sistemi proporzionali è quello
di garantire una conversione proporzionale di voti in
seggi.
 I sistemi elettorali proporzionali possono essere divisi
in quelli che utilizzano liste di partito e quelli che non
lo fanno.
Proporzionale con Lista
 In un sistema proporzionale con lista, ogni partito presenta una
lista di candidati in un collegio plurinominale.
 I partiti ottengono seggi in proporzione alla loro quota
complessiva di voti.
 Tali seggi vengono poi distribuiti tra i candidati della lista
secondo differenti criteri.
 I sistemi proporzionali con lista differiscono in aspetti
importanti:
1.
2.
3.
4.
La formula specifica utilizzata per assegnare seggi ai partiti
La magnitudine del collegio
L'utilizzo di soglie elettorali
Il tipo di lista di partito utilizzata.
Formule Elettorali: Quote e Divisori
 Tutti i sistemi proporzionali utilizzano quote o divisori per
determinare il numero di seggi da assegnare a ciascun
partito.
 In sistemi con quota, il quoziente indica il numero di voti
che garantisce un seggio ad un partito in un particolare
collegio elettorale.
 Un sistema con divisore, o a media più alta, divide il
numero totale di voti ottenuti da ciascun partito in un
collegio per una serie di numeri (divisori) al fine di ottenere
dei quozienti. I seggi del collegio vengono poi assegnati ai
partiti che hanno i quozienti più elevati.
Formule Elettorali: Quote
 Quoziente di Hare
Voti Validi/Seggi.
Esempi: Benin, Liechtenstein, Colombia, Brasile, Perù, Italia
(Camera dei deputati e Senato dal 2006)
 Quoziente di Droop
Voti Validi/(Seggi+1).
Esempi: Slovakia, Lussemburgo
 Ci sono altri quozienti come il quoziente di Imperiali (Voti Validi/ (seggi
+2), esempio Italia Camera Deputati (1948-1992) e il quoziente
rinforzato di Imperiali.
 Vi sono diverse modalità d'attribuzione dei seggi non attribuiti
Il metodo del resto più alto (Costa Rica, Colombia, Honduras,
Italia)
Il metodo della media più alta (Brasile)
Il metodo della media modificata più alta (Lussemburgo)
Formule Elettorali: Divisori
 D’Hondt
1, 2, 3, 4 …
Esempi: Finlandia, Spagna, Bulgaria, Capo Verde, Paesi Bassi,
Italia Senato pre94, Italia Camera proporzionale 1994-2001)
 Sainte-Lague
1, 3, 5, 7 …
Esempi: Lettonia
 Sainte-Lague Modificato
1.4, 3, 5, 7 …
Esempi: Norvegia 1953-88, Svezia 1952-69
Ripartizione seggi secondo la formula Hare
(quoziente e più alti resti) (Germania, Italia Camera e Senato dal 2006)
N. seggi = 8 Quoziente: 423.000/8 =52.875
Partiti
Voti
Quoziente Seggi
pieni
Resti
Seggi
A
171.000 3,23
3
12.365
3
B
132.000 2,49
2
26.250
2
C
84.000
1,58
1
31.125
2
D
36.000
0,68
0
36.000
1
Ripartizione seggi secondo la formula d’Hondt
(Austria, Belgio, Finlandia, Italia pre94 Senato, Italia Camera 1994-2001, Spagna)
N.seggi = 8
Divisori
Partiti
Voti
1
2
3
4
Seggi
A
171.000
171.000
(1)
85.000
(3)
57.000
(6)
42.750
(8)
4
B
132.000
132.000
(2)
66.000
(5)
44.000
(7)
33.000
3
C
84.000
84.000
(4)
42.000
D
36.000
36.000
1
0
Magnitudine del Collegio
 La variabile chiave per determinare la proporzionalità di un
sistema elettorale è la magnitudine del collegio.
 La magnitudine del collegio si riferisce al numero di
rappresentanti eletti in un collegio.
 Tanto maggiore è la magnitudine del collegio, quanto maggiore
è il grado di proporzionalità.
 Sebbene tutti i sistemi proporzionali utilizzino collegi
plurinominali, la dimensione media di questi colleghi può variare
molto.
Nei Paesi Bassi e in Slovacchia, la magnitudine media di un
collegio è 150.
In Cile, la magnitudine media di un collegio è 2.
Soglie di rappresentanza
 Tutti i sistemi proporzionali hanno una soglia elettorale di




rappresentanza che stabilisce la percentuale minima di voti che un
partito deve ottenere per essere rappresentato.
Questa soglia è stabilita dalla legge (soglia formale esplicita) oppure
esiste in quanto è una proprietà matematica del sistema elettorale
(soglia naturale implicita) che dipende dal numero di rappresentanti
da eleggere e dalla magnitudine delle circoscrizioni.
Quando la soglia elettorale di rappresentanza è alta, la
proporzionalità del sistema elettorale è bassa.
Esempio Soglia Naturale: Poiché vi è un solo collegio nei Paesi Bassi,
la soglia naturale è il 0,67% dei voti, vale a dire 100 diviso per 150
seggi.
Esempio di Soglia Formale o Legale
La Germania ha stabilito che i partiti debbano vincere almeno il 5% dei voti a
livello nazionale o 3 seggi a livello di circoscrizione per aver diritto
all’assegnazione di seggi nel legislativo nazionale.
La Turchia ha una soglia del 10%, mentre la Polonia ha una soglia del 5% per i
partiti, ma una soglia dell'8% per le coalizioni.
Tipi di Lista di Partito
 In una lista chiusa di partito, l'ordine dei candidati eletti
è determinato dal partito stesso e gli elettori non
possono esprimere una preferenza per un particolare
candidato.
 In una lista aperta di partito, gli elettori possono
indicare non solo il loro partito preferito, ma anche i
loro candidati favoriti all'interno di quel partito.
Effetti dei tipi di lista
 Paesi con sistemi a lista chiusa mostrano alti livelli di
disciplina di partito.
 Paesi con sistemi a lista aperta mostrano livelli di
disciplina di partito relativamente bassi.
Voto Singolo Trasferibile
 L'unico sistema proporzionale che non utilizza una lista di
partito è il voto singolo trasferibile (VST).
 Il voto singolo trasferibile è un sistema proporzionale incentrato
sull’ordinamento di preferenza dei candidati (voto ordinale),
utilizzato in collegi plurinominali.
 I candidati che superano una determinata quota di voti di prima
preferenza sono immediatamente eletti.
 Nei conteggi successivi, i voti dei candidati eliminati ed i voti
avanzati dei candidati eletti sono riassegnati ai candidati
rimanenti fino a quando tutti i seggi sono assegnati.
 Esempi: Irlanda e Malta.
Voto singolo TRASFERIBILE (q= 8.096) ; 5 seggi (Irlanda)
Cand.
1
2
3
4
5
6
7
Mo
9545*EL
-1449
Do
6105
38
6143
51
6194
30
6224
2181
8405*EL
Hi
5718
129
5847
715
6562
214
6776
554
7330
2970
10300*EL
-2204
Fa
6019
352
6371
99
6470
294
6764
97
6861
379
7240
431
7671*EL
Ge
4139
475
4614
47
4661
1716
6377
87
6464
221
6685
196
6881*EL
Ki
5624
198
5822
35
5857
242
6099
29
6128
212
6340
145
6485
McC
3952
24
3976
38
4014
41
4055
1014
5069**
ELIMINATO
Coo
3746
47
3793
145
3938
105
4043**
ELIMINATO
O’Co
2513
171
2684
33
2717**
ELIMINATO
Bri
1211
15
1226**
ELIMINATO
Sistemi Elettorali Misti
 Un sistema elettorale misto è quello in cui gli elettori
eleggono i loro rappresentanti attraverso due sistemi
diversi, uno maggioritario e uno proporzionale.
 Un livello elettorale è l’ambito nel quale i voti sono
tradotti in seggi.
Il livello elettorale più basso è quello del collegio. Livelli più
elevati sono costituiti da raggruppamenti delle unità di livello
inferiore, sono in genere il livello regionale o nazionale.
 Molti sistemi elettorali misti hanno più livelli elettorali,
con formule maggioritarie utilizzate ad un livello
inferiore e formule proporzionali utilizzate ad un livello
superiore.
Sistema Elettorale Misto Italiano
(dipendente) 1994-2001
Collegi
uninominali
Circoscrizioni
per la parte
proporzionale
Il sistema elettorale per
la Camera dal 1994 al
2001
• 475 collegi
uninominali; formula
maggioritaria
uninominale a turno
unico
• 155 seggi con
candidature presentate
in 26 circoscrizioni
plurinominali;
assegnazione dei seggi
sulla base del totale dei
voti ricevuti al livello
nazionale; soglia legale
di sbarramento pari
al 4%
Sistemi Elettorali Misti
 Ci sono due tipi di sistemi elettorali misti.
 Un sistema misto indipendente è quello in cui l'applicazione di
una formula elettorale non dipende dai risultati ottenuti dall’altra.
Esempio: la Russia elegge 225 legislatori utilizzando un sistema
a maggioranza semplice con collegi uninominali e 225
legislatori utilizzando un collegio unico a livello nazionale.
 Un sistema misto dipendente è quello in cui l'applicazione di
una formula elettorale dipende dalla distribuzione di seggi o voti
prodotta dalla formula maggioritaria.
 In questi sistemi, la componente proporzionale del sistema
elettorale è utilizzata per compensare l'eventuale
sproporzionalità derivante dalla formula maggioritaria applicata
a livello di collegio.
Gli effetti dei sistemi elettorali
 Gli effetti possono essere:
 1) sui partiti 2) sul personale selezionato 3)Sullo
stile delle campagne elettorali.
 Con riguardo agli effetti sui partiti si può
ulteriormente distinguere in :
 A) Effetti diretti B)Effetti indiretti
 C) Effetti locali D) Effetti nazionali
Effetti diretti (meccanici)
 Effetti diretti a livello circoscrizionale:
a) Il maggioritario uninominale ha un forte effetto
riduttivo
b) Il maggioritario a doppio turno mantiene e
accresce l’effetto riduttivo a seconda della
soglia di accesso al 2° turno.
c) Il sistema proporzionale in linea di principio
non ha effetti diretti anche se in concreto ha
effetti variabili a seconda delle sue
caratteristiche
Effetti diretti (meccanici)

a)
Effetti diretti a livello nazionale:
Nei sistemi maggioritari i partiti minoritari a
livello nazionale sono penalizzati quando sono
distribuiti in maniera omogenea sul territorio, e
sono invece relativamente avvantaggiati
quando sono concentrati territorialmente
b) La medesima regola vale anche per i sistemi
proporzionali ma su scala minore sia per il loro
minor impatto diretto a livello circoscrizionale,
sia sovente per l’esistenza di meccanismi
specifici operanti a livello nazionale o regionali
(ripartizione di seggi, soglie etc.)
Effetti indiretti (psicologici)
 Effetti indiretti sull’elettore
a) Nei sistemi maggioritari a turno unico
l’elettore deve scegliere fra un voto
strategico ed uno espressivo. Saranno
pertanto penalizzati i candidati e i partiti che
occupano posizioni estreme
b) Nei sistemi maggioritari a doppio turno
l’elettore può esprimere un voto espressivo
al primo turno e strategico al secondo
c) Nei sistemi proporzionali voto strategico e
voto espressivo tendono a coincidere.
Effetti indiretti (psicologici)

a)
b)
c)
Effetti indiretti su candidati e partiti
Nei sistemi maggioritari a turno unico crescendo
per i partiti i rischi di insuccesso totale, si rafforzano
gli incentivi a coalizzarsi al variare anche della
lealtà dei propri elettori, della distanza ideologica
degli alleati e della probabilità della sconfitta.
Nei sistemi maggioritari a doppio turno rispetto ai
precedenti si dovrebbe attenuare il potere di ricatto
dei piccoli partiti rispetto ai maggiori
Nei sistemi proporzionali (molto proporzionali)
L’unica strategia per un partito è quella di
massimizzare i propri voti. Le coalizioni elettorali
presentano rischi cospicui e pochi vantaggi.
Fattori esplicativi del comportamento elettorale
[Miller e Shanks 1996]
 Caratteri sociali ed economici durevoli
 Identificazioni partitiche di lungo periodo
 Preferenze relative a temi di politiche correnti
 Percezioni delle condizioni attuali del paese
 Valutazioni retrospettive del governo in carica e dei
suoi risultati
 Valutazione delle qualità personali dei candidati
 Valutazioni prospettive della potenziale efficacia
futura di candidati e partiti
Tipologia di elettori (Pasquino, Parisi 1977)
 Voto di appartenenza: stabile, legato ai
cleavages e alle subculture
 Voto di opinione: determinato da orientamenti più
variabili, legato ai programmi proposti dai partiti
in campagna elettorale
 Voto di scambio: strettamente ancorato a
benefici particolaristici calcolabili dagli elettori
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Primo incontro - Sistemi elettorali