EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Emozioni Olimpiche
Londra 2012 - Il diario dei sogni e delle leggende
Ideazione e coordinamento editoriale: Stef ano Tamburini
Copertina e progetto grafico: Federico Deidda
Realizzazione tecnica: Fabio Di Donna
Con il contributo di: Nicola B aldo, Valentino B eccari, Carlo B ellotto,
Paolo Carletti, Cristina Chinello, Fiammetta Cupellaro, Andrea G abbi,
Maurizio Di G iangiacomo, Vittorio Emiliani, Antonio Frigo, Claudio
Malvicini, Marco Marangoni, Antonella Mattioli, Pietro Oleotto,
Alessandro Taraschi, Maria Rosa Tomasello
Foto: Archivio Corbis e La Presse
Finegil Editoriale Spa
Direttore Editoriale: Luigi Vicinanza
© Gruppo Editoriale L’ Espresso, via Cristoforo Colombo, 98 - 00147 Roma
Tutti i diritti di Copyright sono riservati. Ogni violazione sarà perseguita a
termini di legge
Finito di realizzare il 10 luglio 2013
dello stesso autore
la collana Romanzo Azzurro
la nazionale di calcio e gli ultimi dieci anni di sfide europee e mondiali
2004 - IL GRANDE BISCOTTO
2006 - IL CIELO È AZZURRO SOP RA BERLINO
2008 - IL RIGORE MALEDETTO
2010 - LA COREA AFRICANA
2012 – LA STORIA SIAMO NOI
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LONDRA 2012
Il diario dei sogni
e delle leggende
a cura di
S tefano Tamburini
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INTRODUZIONE
Goccia dopo goccia
un oceano di emozioni
È
una sorta di magia, veder ogni volta quella fiaccola
che accende un fuoco speciale, che non arde solo
dentro lo stadio ma anche nell’animo e nei cuori di
chi osserva il tumulto di emozioni, di occhi, di sguardi che
parlano più di mille parole. L’Olimpiade è un romanzo che
quasi si scrive da solo, è un libro di pagine bianche che si
riempiono mentre assisti a gioie e dolori, un diario dei sogni
e delle leggende.
L’Olimpiade di Londra del 2012 è stato tutto questo è anche
molto altro; ha visto nascere e morire sentimenti di stupore,
di incredulità, ha avuto una lunga coda del “dopo” che – a
distanza di un anno, mentre scriviamo questo eBook – ha
cambiato alcuni fra gli scenari più solidi. A partire dalle
inchieste sul doping e dal terreno bruciato intorno ai grandi
velocisti con i dubbi che inevitabilmente – sia pur senza
riscontri di qualsiasi genere – arrivano fino al principe dello
show, Usain Bolt. E c’è poi la magica storia di Oscar
Pistorius, il ragazzo che corre senza le gambe; una storia che
neanche nelle favole sarebbero riusciti a concepire così bella,
romantica, appassionante più di mille amori che ti avvolgono
quando meno te lo aspetti. Lui che riesce a vincere la
battaglia di sentirsi normale, di correre con tutti gli altri,
nelle gare che regalano le vere medaglie. E pazienza se viene
eliminato in semifinale, tutti gli spettatori sono in piedi e lo
applaudono; lui si commuove ed esce con il cuore gonfio di
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gioia. Neanche un anno più tardi quel cuore sarà gonfio di
sentimenti opposti, dopo i colpi di pistola contro la
fidanzata e una sfida ben più ardua da vincere. Per Oscar
abbiamo dovuto fare un’eccezione ed estendere il racconto
anche al post-Olimpiadi: la sua storia non può esaurirsi ai
giri di pista e, comunque vada a finire il processo che lo
vede accusato di omicidio, quella battaglia per far correre
insieme chi ha le gambe e chi no non potrà mai essere
cancellata. Così come le emozioni vissute dentro lo stadio e
davanti ai televisori.
Questo e molto altro, goccia dopo goccia, è un oceano di
emozioni che proviamo a raccontarvi di nuovo
ripercorrendolo attraverso le parole di allora, utilizzando gli
scritti di chi ha vissuto le emozioni in diretta; scritti ancora
intrisi di quelle emozioni e legati con un filo sottile di una
voce narrante che ricuce tutto insieme e vi guida in mezzo
al bello e al brutto di questa immensa foresta dagli effluvi di
leggenda ma – proprio come ogni savana – anche con
qualche trappola, con qualche amarezza.
Ognuno di noi avrà dentro di sé una classifica di emozioni e
delusioni. Le seconde sono ben rappresentate dal clamoroso
caso di doping del marciatore altoatesino Alex Schwazer,
preso con le mani nella marmellata alla vigilia di una gara che
ci avrebbe potuto regalare una medaglia truccata. M eglio
così, meglio saperlo prima e imprecare contro questo
ragazzo che sembrava volare passeggiando, lieve e sicuro e
che invece stava uccidendo i nostri sogni.
C’è anche la bella favola di Josefa Idem, che resta tale anche
se il dopo (da ministro si è dovuta dimettere per un piccolo
peccatuccio fiscale) non è stato così bello. Lei che a 48 anni
sfila pagaiando sull’acqua della sua ottava Olimpiade
consecutiva, a caccia di un’altra medaglia che non arriva per
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soli tre decimi. Sulla gradinata davanti alla linea del traguardo
sono tutti in piedi per lei che non ha vinto ma è come se lo
avesse fatto. Le tre atlete sul podio la guardano come se
fosse una marziana quando va a salutarle prima della
cerimonia. E sembrano più felici per quell’abbraccio che per
le medaglie che stanno per ricevere.
Vi abbiamo preparato un diario di questi sogni, giorno dopo
giorno, partendo con un pizzico di anticipo per raccontarvi
anche il “prima”, il sapore dell’avvicinamento a quei
momenti magici che anche chi non è sportivo può e sa
apprezzare. Ci sono tante storie di atleti che praticano
discipline che vanno in letargo o quasi per tre anni, undici
mesi e dieci giorni e che poi diventano magicamente di tutti.
L’Italia raccoglie molte medaglie grazie a questi visionari
cresciuti a pane, sudore e fatiche solitarie, talvolta anche
sacrifici extra come quello del canoista Daniele M olmenti
che per andare ad allenarsi in fiumi lontani da casa ha
dovuto vendere la sua moto da corsa. E vederlo mentre
piange di gioia per la medaglia più bella giunta nel giorno del
compleanno è una cosa che fa veramente bene, che aiuta, dà
fiducia. Così come le lacrime faticosamente ricacciate
indietro da Tania Cagnotto, tuffatrice derubata della medaglia
da una giuria non troppo limpida. Lei, davanti al microfono,
che fa una fatica tremenda per non piangere e che tenta di
fare coraggio a tutti quelli che le dicono che è un’ingiustizia.
Vien da piangere per lei e infatti molti lo fanno. Come
quando i pallavolisti azzurri vanno sul podio a ricevere la
medaglia di bronzo e portano anche la maglia di un loro ex
compagno morto sul campo per un malore mentre si
apprestava a battere. Un modo per estendere la gioia e non
dimenticare chi c’è stato e adesso è come se ci fosse ancora.
Sono storie stupende, di quelle che non si riescono a
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scrivere neanche inventandole. È un romanzo in diretta, che
poi svanisce fino a che non ne viene scritto un altro, quattro
anni dopo. In attesa del prossimo vogliamo aiutarvi a
rivivere quei batticuori, quelle emozioni genuine che solo
quando lo sport è a cinque cerchi sanno essere così forti da
restare dentro ognuno di noi. (s.t.)
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PRIM A PARTE
La lunga strada
verso Londra
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VENERDÌ 20 LUGLIO
La magia
dei Giochi
A una settimana dalla cerimonia inaugurale, di fatto a
Londra è già Olimpiade, con la sua magia, i primi
arrivi, le polemiche sulla sicurezza, le manifestazioni
di protesta, l’aria intrisa di pronostici e aspettative. È
la giornata migliore per fotografare, con le parole di
quei giorni, le aspettative generali e quelle più
specifiche degli azzurri. Alcuni passaggi, riletti oggi,
suonano un po’ beffardi, con qualche certezza che si è
rivelata fragile e anche con l’insidia di esserci
aggrappati a un campione dopato. C’è poi la storia di
Oscar Pistorius, allora favola vera, a distanza di un
anno turbata da un’appendice tragica: l'omicidio
della fidanzata. Una brutta storia che non cancella
però il significato della lotta che l’atleta sudafricano
aveva condotto per essere lì: una battaglia vinta non
solo per se stesso ma anche per tutti quelli nelle sue
condizioni e che, grazie allo sport, alle Olimpiadi,
hanno potuto sentirsi di nuovo come gli altri. Prova
ne sarà, qualche settimana più avanti, l’enorme
successo di pubblico (agli stadi ma anche davanti alle
tv) delle Paralimpiadi, con lo stesso Pistorius
vincitore nei 400 ma sconfitto nelle gare più brevi. La
normalità che si palesa attraverso una semplicissima,
banalissima sconfitta.
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L’ACCENSIONE DELLA FIACCOLA OLIMPICA AD ATENE
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Il libro delle emozioni infinite
e i sogni da vivere in diretta
di Stefano Tamburini
È un grande libro dalle pagine immacolate che si animano di
racconti proprio nel momento in cui si sfogliano. Una storia
infinita, fatta dei sogni visti con gli occhi di un campione
conosciuto o venuto da chissà dove. Ogni quattro anni la
magia si ripete. Ci sono imprese attese e personaggi annunciati
ma anche ragazze e ragazzi che sembriamo noi ai loro tempi,
con i colori più amati ma anche con quelli meno conosciuti.
È bello sapere che non è raro che i vessilli non siano essenziali:
quei ragazzi li vediamo scendere dal televisore e venirci
incontro, fra abbracci, lacrime di gioia e racconti di una vita di
sacrifici. Non c’è mai niente di scontato e di predestinato. Per
tanti fra noi è anche un modo di specchiarsi con le aspirazioni
dei tempi andati o con quelle che ancora covano dentro una vita
di sacrifici per rincorrere il sogno di un ingresso trionfale allo
stadio o di una pagaiata per abbracciare forte la gloria.
Quella che sta per aprirsi a Londra è la trentesima
Olimpiade dell’era moderna, la 26esima effettivamente
disputata in 116 anni di una storia che si intreccia e si spezza
con le grandi guerre e che alle guerre in qualche modo ha fatto
eco e talvolta, purtroppo, cassa di risonanza o surrogato. Non
senza amarezze e lutti (su tutti quello della strage di Monaco
del 1972) ma che non ha altro che possa esser pagato con la
stessa moneta. Oggi ancor più di ieri.
Ci sono le gioie legate a una bandiera, gli ori appoggiati a una maglia
azzurra con l’inno di Mameli che ci fa sembrare di esserci anche
noi lì a provar qualcosa di unico e di grande. E ci sono le immagini
che non hanno bandiera. Nel 1904 a Saint Louis, accanto alle gare
normali, c’erano le “giornate antropologiche”, dove si facevano
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esibire indiani d’America, filippini, pigmei e altre minoranze
ritenute selvagge sia per dimostrare la loro inferiorità sia per
regalare uno show da circo. Eravamo negli Stati Uniti ma
potevamo essere in qualunque altro luogo in un mondo dove il
diritto di voto alle donne era un’eccezione e che in molti suoi angoli
faceva della schiavitù un orgoglio.
E quante pagine amare sono state scritte prima di arrivare al
mondo di oggi, che non è certo perfetto ma almeno talune
brutture è riuscito a superarle. Le donne hanno cominciato a
essere ammesse alle Olimpiadi solo nella seconda edizione e per
vedere un’italiana con la medaglia al collo (l’ostacolista Ondina
Valla) abbiamo dovuto aspettare il 1936, le nazi-olimpiadi di
Berlino, quelle con il dittatore Adolf Hitler costretto a fuggire
dalla tribuna per non dover omaggiare l’americano di colore
Jessie Owens, vincitore di 100, 200, staffetta 4 per 100 e salto
in lungo, uno che con quelle medaglie riuscì a far più breccia di un
miliardo di parole contro la «superiorità della razza ariana». E
poi la guerra fredda, con i boicottaggi incrociati fra i blocchi
americano e sovietico (1980e 1984) e prima i regolamenti di
conti fra atleti del blocco dell’Est (una piscina dall’acqua dal
color del sangue per una partita di pallanuoto fra Russia e
Ungheria nel 1956 a M elbourne). E ancora, i primi casi di
doping nell’edizione romana del 1960, l’esclusione del
Sudafrica per via di discriminazioni razziali palesi e rese legali
dallo Stato.
M a anche quelle più striscianti e non per questo meno feroci dei
“civilissimi” Stati Uniti d’America. Il pugno avvolto in un
guanto nero sul podio dei 200 metri e alzato provocatoriamente
al cielo all’Olimpiade di Città del M essico nel 1968, con il
vincitore Tommie S mith e il bronzo John Carlos fischiati da
un pubblico sorpreso e impreparato ma che proprio grazie a
quel gesto cominciò a capire con una velocità altrimenti
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impensabile.
E lo stesso fece grazie a Cassius Clay, il pugile americano
vincitore fra i mediomassimi a Roma nel 1960 che, una volta
tornato nella sua Louisville, gettò quella medaglia nel fiume
Ohio. La sentiva inutile perché non aveva cambiato per niente
non tanto la sua esistenza ma quella di tutti quelli come lui.
Cassius Clay volle diventare MuhammadAlì e grazie alla boxe
continuò a condurre una battaglia ancor più importante di quella
del ring. E che dopo si è trasformata in un calvario, stavolta
contro una malattia implacabile come il Parkinson. Alì ha
riavuto quella medaglia alcollo nel 1996 alle Olimpiadi del
centenario di Atlanta durante una cerimonia toccante come
nessun’altra: l’America – proprio come un padre che ha molto
più di qualcosa da farsi perdonare da un figlio – gliel’ha
riconsegnata dopo avergli offerto l’onore di essere l’ultimo
tedoforo, tremante ma determinato come ai tempi in cui
incuteva terrore coni guantoni.
Ultimo flash di questa storia infinita, l’ostacolista aborigena
Cathy Freeman nel 2000 a Sydney che stravince i 400 metri
eapre gli occhi al mondo su un secolo di soprusi.
Ecco, possiamo dire che senza le Olimpiadi il mondo
avrebbecorso più lentamente la suasfida al progresso. Non
sappiamo dove ci porterà l’edizione londinese, quali record e
quali emozioni potrà offrirci. Non sappiamo quanti sogni
dovranno spezzarsi di fronte ai venditori di illusioni avvolti
nell’imbroglio del doping e dell’aria fetida che l’accompagna.
Lo sport ha perso gran parte della sua purezza, il business ha
preso il sopravvento ma difficilmente riuscirà a vincere
controil richiamo del cuore e delle emozioni.
Non ci potrà mai essere un’alba che ucciderà i sogni: sono lì e
il librone dalle pagine bianche tutte da scrivere sta per aprirsi
di nuovo.
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Bolt, Phelps, Federer
tre nomi da leggenda
di Valentino Beccari
Passione, amore, azione, dramma e lieto fine. L’Olimpiade è
un romanzo che da oltre un secolo narra storie che vanno oltre
l’ordine d’arrivo o il tempo fissato sul tabellone luminoso. La
vita raccontata attraverso il giro di pista, la corsia d’acqua,il
trampolino.
Ogni quattro anni un nuovo capitolo e anche Londra che
ospita per la terza volta la rassegna olimpica si appresta a
mettere nero su bianco le nuove vicende a cinque cerchi.
Vicende che passano attraverso nomi e volti, quasi sempre
attesi. Italiani a parte – di cui parliamo a parte – i personaggi
sono in gran parte attesi.
E le prime pagine sono ovviamente dedicate all’atletica
leggera, regina degli sport per acclamazione che all’Olimpiade
vive i suoi dieci giorni di passione, diventa liturgia, religione e
le otto corsie si trasformano in luogo di culto. E i discepoli del
nuovo verbosono due giamaicani, figli di un’isola dove si è
sviluppato il gene della velocità, coltivato dai tempi della
schiavitù con le proteine dei fagioli e della carne bianca e i
tempi della musica reggae.
Usain Bolt è l’uomo più veloce della storia, longilineo,
naturale capace di prendersi tutto quattro anni fa a Pechino,
imbattuto per 13 gare nei 100 metri e per 15 nei 200.
Praticamente imbattibile, ma proprio nel suo stesso cortile
ecco spuntar Yohan Blake , più basso e tarchiato, meno
dotato da madre natura ma molto sassone nella disciplina. Ha
già battuto il suo compagno di giochi e vuole farlo anche a
Londra nei 100 metri, la madre di tutte le gare.
Ne percorrerà 400 di metri Oscar Pistorius che disputerà la
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gara individuale e la staffetta. Il sudafricano è il primo atleta
paralimpico ammesso ai Giochi dopo una lunga battaglia
scientifico-legale che ha visto pronunciarsi scienziati e
tribunali sulle sue protesi, sdoganate proprio alla vigilia di
Londra.
Nell’atletica riflettori anche su Yelena Isinbayeva , una che
ha occhi e fisico per sfilare per Dolce & Gabbana ma che sulla
passerella londinese punta solo a indossare il terzo oro nel
salto con l’asta.
Se l’atletica è sul trono, la prima repubblica dello sport si
riunisce in piscina. L’acqua è da sempre miniera inesauribile di
record e preziosi. C’è un pesciolino di Baltimora che a 27 anni
si appresta a celebrare la sua ultima Olimpiade. Michael
Phelps quattro anni fa a Pechino con otto ori ha battuto il
primato del connazionale Mark S pitz che risaliva a M onaco
1972. A Londra si accontenterebbe di vincerne quattro per
battere il record di medaglie in tutti gli sport detenuto dalla
ginnasta russa Larisa Latynina. M a anche Phelps come Bolt
dovrà farei conti con un compagno di classe, Ryan Lochte, un
tipo da spiaggia che vuole la copertina per impressionare
mamma, papà ma soprattutto le ragazze della sua Florida.
Vuole rottamare il vecchio Phelps e proporsi come il “nuovo
che avanza” i dei misti anche se in realtà ha gli stessi anni del
connazionale.
E che dire della ragazzina terribile Missy Franklin che ha
17anni mette paura a Federica Pellegrini nel regno del
nuoto.
M a Londra può essere terra fertile anche per i padroni di casa.
Un oro prenotato e quelle che si assegnerà nel ciclismo sulle
strade della City: lo ha prenotato Mark Cavendish che
conosce ogni centimetro del tracciato olimpico.
Gioca quasi in casa anche il tennista Andy Murray che solo
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qualche settimana fa stava portando un britannico sul trono di
Wimbledon dopo quasi un secolo di latitanza. Si troverà
ancora l’erba di Wimbledonma anche quel Roger Federer più
grande di tutti i tempi e altri attori protagonisti, a partire da
Novak Djokovic (in extremis il forfait di Rafa Nadal).
Grandi firme anche negli sport di squadra: nel calcio il Brasile
fa le prove generali e porta in Inghilterra la migliore gioventù:
Neymar, Patoe il “neo-parigino” Thiago S ilva, ma c’è anche
la Spagna che dopo M ondiali ed Europei vuole anche l’oro
olimpico. Quella stessa Spagna che intende provarci anche con
il pallone a spicchi grazie a una macchina perfetta rodata in
Nba grazie a Pau e Marc Gasol e che non teme il Dream
Team Usa di Kobe Bryant e Lebron James.
Nel volley regna la massima incertezza e il Brasile
creativodeve fare i conti con la vecchia scuola russa e polacca.
Insomma, tanti personaggi in cerca d’autore, anche in
discipline che destano l’attenzione del grande pubblico solo
ogni quattro anni. Personaggi che non sanno ancora di esserlo,
pronti a regalarci emozioni ebatticuori. Ogni quattro anni la
magia olimpica passa anche da volti sconosciuti che diventano
improvvisamente familiari.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Oscar Pistorius,
l’uomo che corre
senza le gambe
«Com’è con le protesi?
Come per voi stare sulle punte»
di Claudio Malvicini
«Com’è correre con le protesi? Come per voi stare sempre in
punta di piedi»: parola di Oscar Pistorius, ballerino della
velocità. È lui uno fra i protagonisti più attesi dei Giochi,
unico atleta che un record l’ha battuto già, senza nemmeno
scendere in pista. Due secondi più lentodel record mondiale
dei 400, il 25enne sudafricano vuole abbattere il muro
(personale) dei 45” sul giro di pista, ma ha già abbattuto il
muro che separa i disabili dai normo datati perché corre senza
le gambe. Non le ha più dall’età di 11 mesi, amputate sotto il
ginocchio per una malformazione.
Pistorius però non si è arreso e da ragazzo ha infilato le
protesi, denominate cheetah (circa 6.000 dollari a coppia):
«Credo nel destino – ha detto un giorno – e il mio è semplice:
una famiglia che mi ama, la sensibilità per apprezzarlo e le
qualità per correre». Buttare via un destino sarebbe stato un
peccato, ma c’è voluto tempo per farlo fiorire: tempo e
caparbietà.
Detentore senza tanta fatica dei record paralimpici di velocità
(categoria T44) nei 100, 200 e 400, già nel 2008 Pistorius
sognava di andare alle Olimpiadi, ma allora la Iaaf si mise di
traverso perché giudicava quelle protesiunvantaggio,come una
forma di doping tecnologico, o, se preferite, come fosse la tuta
di Batman. «Dicono che con le protesi si produce meno acido
lattico e quindi si sente meno la fatica – spiegò nel 2008 – ma
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
la partenza è più lenta e ti tolgono stabilità con il vento e la
pioggia ». Con queste motivazioni, Pistorius fece ricorso al
tribunale arbitrale dello sport di Losanna e il giudice gli diede
ragione sostenendo che «non esistono elementi scientifici
sufficienti per dimostrare che tragga vantaggio dalle protesi».
Non bastava però l’ok del Tas, per andare ai Giochi Pistorius
doveva correre il cosiddetto “giro della morte” in non più di
45”55, cioè quasi un secondo più veloce del suo record di
allora (46”34). Nel 2008 non ci riuscì, ma i suoi tempi si sono
ridotti anno dopo anno, perché Pistorius è stato capace di non
farsi travolgere dalla fama che l’ha portato a girare il mondo
per promuovere la battaglia dei disabili, e pure a fare un video
con i Negramaro (“Via le mani dagli occhi”).
Su quei trampoli con lo zoccolo piatto e chiodato che lo fanno
sembrare un albatros finché non si mette in moto, Pistorius è
passato dai 46”02 del 2010 ai 45”07 dell’anno successivo,
scendendo dal 123esimo al 22esimo posto del ranking
mondiale. L’anno scorso ha vinto la prima medaglia con i
normodotati, cioè l’argento nella 4x400 ai mondiali di Deagu
(correndo solo in batteria) ed è stato eliminato in semifinale
nella gara individuale. Ormai però il sogno era alla portata,
come un maratoneta in vista del traguardo.
Il 4 luglio ha ottenuto l’ok della Iaaf (la Federatletica
mondiale) per Londra, dove farà due gare: nei 400 punta a
entrare in semifinale, mentre nellastaffetta potrebbe anche
salire sul podio. «M i chiedono spesso cosa significa per me
essere un disabile – dice –ma se ci pensate, quasi tutte le
persone hanno una qualche disabilità, qualcosa che non
riescono a fare al meglio. E poi io nella vita di tutti i giorni
riesco a fare moltissime cose». Compreso finire in cella per
una notte perché accusato di aggressione dalla fidanzata di un
amico che non voleva andarsene da casa Pistorius e Oscar le
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
aveva chiuso la porta alle spalle ferendola a una gamba (ironia
della sorte).
Nei giorni scorsi Pistorius si è allenato a Gemona del Friuli e
mercoledì ha corso i 400 in 46”56 al meeting di Lignano
Sabbiadoro, un tempo non rassicurante che però non
proccupa Pistorius: «Sto bene – dice – le Olimpiadimi faranno
correre di più». In punta di piedi, ma non in silenzio perché
ogni spettatore tiferà per lui.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Alex, Federica
e gli altri
Così l’Italia cerca la gloria
di Maurizio Di Giangiacomo
Attaccati ai soliti noti che, tra alti e bassi, una medaglia la
portano a casa sempre, o quasi. È il destino dell’italiano medio
che si appresta a piazzarsi davanti al televisore per seguire i
Giochi di Londra. Tifiamo Federica Pellegrini e Alex
Schwazer, Valentina Vezzali e Alessandra S ensini, per la
zia Josefa Idem, gli “usati sicuri” che ci hanno fatto spellare le
mani a Pechino (e forse solo per questo ce li ricordiamo),
detto che il grosso delle medaglie a cinque cerchi, di solito,
arrivano da stelle che brillano il tempo di queste benedette due
settimane e poi se ne tornano nel dimenticatoio di un Paese
dominato dalla monocultura calcistica.
Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha fissato l’asticella
a 25 medaglie. Da Pechino ne portammo a casa 28, che poi
diventarono 27 per la squalifica del “positivo” Davide
Rebellin, d’argento nella prova di ciclismo su strada. «Sono
realista – ha detto nei giorni scorsi il numero uno dello sport
italiano – le proiezioni ce nedanno di più, addirittura oltre 30.
In quanto ad atleti qualificati, siamo tra le prime dieci nazioni
al mondo, negli sport di squadra siamo messi meglio di Russia
e Germania».
La casa di scommesse sportive Iziplay, in effetti, sostiene che
ne conquisteremo di più: la quota più bassa del bookmaker,
3,25, è per un numero di medaglie azzurre compreso tra le 26
e le 31. M a lo sport italiano gode davvero della forma
olimpica di cui parla Petrucci? Partiamo dalla regina delle
Olimpiadi, l’atletica leggera. La defezione della saltatrice in
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
alt o Antonietta Di Martino brucia ancora: quella della
campionessa di Cava de’ Tirreni sembrava una fra le poche
medaglie “sicure” che potevamo conquistare tra piste e
pedane, insieme con quella di Alex S chwazer, campione
olimpico della 50 km di marcia nel 2008. Il carabiniere di
Vipiteno, fidanzato della campionissima del pattinaggio
art ist ico Carolina Kostner, non lascia, anzi raddoppia:
disputerà sia la 20 sia la 50 km. Anche se l’oro di Pechino non
gli ha portato proprio fortuna.
Dopo il trionfo a cinque cerchi del 2008, la gara più lunga è
stata un po’ il suo cruccio e l’ostinazione con la quale ha
perseverato nel voler prendere parte a entrambe le gare non ha
pagato né agli Europei di Barcellona 2010, dove si è dovuto
“accontentare” dell’argento della 20, né ai M ondiali di Daegu
2011, quando chiuse solo al nono posto la stessa 20 km e
addirittura rinunciò in extremis alla gara più lunga. M a Alex
arriva a Londra forte di due importantissimi riferimenti nella
stagione in corso: la vittoria nella 20 km di Lugano (record
italiano e sesta prestazione mondiale di tutti i tempi) e, una
settimana dopo, quella nella 50 km di Dudince (Slovacchia)
con un 3h41’ che è suonato come un campanello d’allarme per
tutta la concorrenza.
Al “double” – e magari anche alla tripletta – punta anche
labella Federica Pellegrini: argento nei 200sl ad Atene, oro
sempre nei 200 a Pechino, sarebbe venuta ora di
“raddoppiare” anche per lei. Lo ha fatto ai M ondiali di
Shanghai e – tenendo conto della staffetta – anche ai recenti
Europei di Debrecen, dove però all’oro dei 200 ha fatto da
triste contraltare la mancata qualificazione per la finale dei
400. E in questo caso il campanello d’allarme è suonato per la
veneziana, atleta di una classe cristallina che però in più di
un’occasione ha mostrato la corda proprio quando si trattava
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
di sopportare la pressione deldoppio impegno.
E, a proposito di “usato sicuro”, l'esultanza più grande
vorremmo poterla riservare a Josefa Idem, 47 anni, giunta
allasua quinta Olimpiade: a Pechino fu argento, provaci
ancora, tedescona d’Italia.
M a per ripetere gli 8 ori, i 9 argenti e i 10 bronzi di Pechino
dovremo necessariamente affidarci anche e soprattutto alla
scherma dei senatori Valentina Vezzali e Aldo Montano –
ma attenti all’emergente Elisa Di Francisca – da sempre
cassaforte di medaglie azzurre, e ai “soliti ignoti” delle
discipline chiamate minori, quelle delle quale professiamo la
fede in occasione dei Giochi e poi chi i è visto si è visto. E
allora vale la pena ricordare che la squadra azzurra di tiro con
l’arco dell’eterna Valentina Valeeva e di Pia Lionettie
JessicaTomasi l'anno scorso ha trionfato ai M ondiali. A
proposito di sport di squadra: grave l’assenza del basket («fa
male», ha detto lo stesso Petrucci, che dal basket viene e al
basket vorrebbe tornare per il dopo-M eneghin), mentre nel
volley la nazionale maschile di Mauro Berruto potrebbe
sfatare il tabù che vuole gli azzurri mai sul gradino più alto del
podio (uno schiacciatore come Ivan Zaytsev, Balotelli bianco
della pallavolo, non ce l’ha nessuno) e anche quella femminile
di Massimo Barbolini nutre più di qualche speranza.
E allora, mettiamoci davanti alla tv a tifare per i “soliti noti”
(fra i quali è doveroso inserire anche il pugile Roberto
Cammarelle, la judoka Giulia Quintavalle e la ciclista
Giorgia Bronzini), fiduciosi che il grosso delle medaglie le
porteranno gli altri.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Baldini e il fascino olimpico
«In Europa si sente di più»
Il vincitore della maratona di Atene 2004
«Scordiamoci i risultati di Pechino»
di Valentino Beccari
C’è un uomo solo al comando, ha il fisico asciutto, i
capellibiondi e gli occhi vispi. Sullo sfondo non ci sono i
tornanti dello Stelvio ma se vogliamo lo scenario è ancora più
suggestivo: lo stadio Panathinaiko di Atene che nel 1896
ospitò i primi Giochi olimpici dell’era moderna. Vincere la
maratona, la madre di tutte le gare, nella culla della civiltà
sportiva, ti consegna direttamente alle leggenda senza passare
per la storia.
L’eroe in quell’estate di otto anni fa è Stefano Baldini, capace
di conquistare l’oro olimpico in quella specialità che è
diventata una sorta di altopiano africano. Sono passati otto
anni da quell’impresa e dopo quattro edizioni dei Giochi
vissute in campo, il maratoneta di Castelnovo di Sotto (Reggio
Emilia) si posiziona sui blocchi di partenza per debuttare
come opinionista. Sarà infatti il commentatore tecnico per le
gare di atletica per Sky, un appuntamento per il quale si è
preparato con la meticolosità che lo contraddistingueva
quando correva. M a stavolta ripetute, scatti e “lunghi” li ha
provati al microfono. «Sono più emozionato adesso di quando
gareggiavo – esordisce Baldini – ma credo di essermi preparato
bene, informandomi su tutte le discipline, in modo particolare
su lanci e salti e inoltre ho frequentato il corso di allenatore.
Cercherò di esprimermi nel modo più diretto possibile perché
il rischio per un ex atleta è quello di utilizzare un linguaggio
troppo tecnico».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Che Olimpiadi saranno quelle di Londra?
«Saranno bellissime, perché lo scenario è incantevole, la città
stupenda e poi quando i Giochi si svolgono in Europa il
ritorno di immagine e di popolarità è unico. E ve lo dice uno
che ha partecipato a quattro Giochi olimpici in quattro
continenti diversi».
I social network cambianoanchelo spirito olimpico?
«Non credo. Alla fine facebook o twitter restano marginali
rispetto a uno spirito olimpico che è unico».
Per l’Italia sarà davvero impossibile ripetere Atene o
Pechino?
«È una legge naturale, i paesi emergenti sono cresciuti anche
perché il Comitato olimpico internazionale ha investito
tantissimo e ora ovviamente c’è molta più concorrenza. M i
allineo sulla posizione di molti addetti ai lavori e credo che per
gli azzurri sarà impossibile ripetere Pechino anche perché
rispetto ad allora il nostro contingente è sceso sotto i trecento
atleti mentre in Cina eravamo ben oltre i trecento. Però
qualche soddisfazione credo proprio che ce la toglieremo».
È stato giusto lasciare a casa Andrew Howe?
«In staffetta l’avrei portato perché ci manca un elemento di
forte personalità come Howe, però per la gara individuale c’è
un commissario tecnico e ci sono delle valutazioni che noi
dall’esterno non possiamo fare perché non conosciamo bene la
situazione».
S arà comunque una spedizione azzurra multietnica...
«Era ora. Arriviamo anche troppo tardi rispetto a nazioni
come Gran Bretagna, Francia e la stessa Spagna. Da noi le
leggi in tema di riconoscimento della cittadinanza sono più
restrittive ma adesso c’è la nuova generazione che è un po’ lo
specchio del Paese».
Piccoli Baldini crescono?
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
«Ad Atene ho disputato la gara perfetta ma quella generazione
di atleti adesso ha finito il suo ciclo e i giovani piano piano
devono crescere. In campo maschile abbiamo un solo atleta e
per giunta di 38 anni mentre nella maratona femminile ci sono
ben tre atlete che possono giocarsela nei chilometri finali».
Una gara da non perdere?
«Ce ne sono parecchie. Ovviamente lo share maggiore lo
avranno i 100 metri perché c’è il fenomeno Usain Bolt che per
la prima volta vacilla e c’è Yohan Blake che ne sta insidiando
la leadership. E poi la maratona».
Un conflitto di interessi del cuore...
«No, no, ne sono convinto. Il comitato organizzatore ha
puntato molto sulla maratona come spot per la città, visto che
il percorso di otto miglia si sviluppa tutto nella City e
prevede l’arrivo a Buckingham Palace». È quasi un peccato
non esserci.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Sicurezza e scioperi,
vigilia tesa a Londra
S&P declassa i vigilantes,
i controllori incrociano le braccia
di Maurizio Di Giangiacomo
Domani la fiaccola olimpica comincerà a sfilare per le strade di
Londra, la bandiera a cinque cerchi sventola da oggi su
Downing Street. In Inghilterra è ormai conto alla rovescia per i
Giochi, ma le polemiche sulla sicurezza non accennano a
spegnersi. M erito della solita agenzia di rating, enti sempre
più invasivi, a tutti i livelli. È di oggi la notizia che Standard &
Poor’s ha minacciato il downgrading di G4S, la maggiore
società mondiale di sicurezza, in piena bufera da quando, nei
giorni scorsi, ha ammesso di non essere in grado di garantire le
13.700 persone necessarie per “vegliare” sul regolare
svolgimento dei Giochi. Quella di S&P è solo una minaccia (il
provvedimento potrebbe scattare al termine delle Olimpiadi),
ma l’effetto, oggi, è stato quello di avvelenare ulteriormente
una vigilia già abbastanza agitata, complici nonultime le
previsioni meteo (pioggia, pioggia e ancora pioggia sulla City
in occasione dei Giochi) e dalle restrizioni imposte agli
spettatori da un regolamento rigidissimo.
Un esempio: chi assisterà alle gare londinesi dovrà rinunciare a
utilizzare il proprio smartphone, in nome della sicurezza e
degli sponsor. Niente foto e video da postare sui social
network, ed è una regola che riguarda anche gli atleti, che sul
web non potranno fare riferimento a quello che mangeranno e
berranno, a meno che non si tratti di un prodotto degli
sponsor. Come i preservativi: una nota marca ne ha fornito
loro ben 150.000!
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
S ponsor invadenti. E l’impressione che più che la sicurezza
si lavori per tutelare il “business olimpico” è confermata dal
fatto che gli spettatori non potranno portare con sé merendine
troppo sostanziose né bottiglie d’acqua di capacità superiore
al mezzo litro. Sponsor invadenti, tanto che negli Stati Uniti
Adam M cNelson (due volte argento nel peso) invita le stelle
americane a farsi fotografare senza scarpe in segno di protesta.
Il flop dei contractor. M a più che dagli spettatori carichi di
hot dog, patatine, macchine fotografiche e iPhone, gli
organizzatori si devono guardare dal contractor privato ai
quali avevano assegnato la gestione della sicurezza durante i
Giochi, la G4S, pagata 300 milioni di sterline: nei giorni scorsi
i vertici della società hanno annunciato infatti di non essere
riusciti a ingaggiare le 13.700 guardie promesse al comitato
organizzatore.
Detto fatto, il governo ha richiamato 3.500 soldati in più a
vigilare sui Giochi, portando a 17 mila il numero complessivo
di militari che saranno impegnati, senza però spegnere le
polemiche già accesissime sulla preparazione dei vigilantes
privati e sulla sicurezza dello scalo di Heathrow. «La
sicurezza non è stata compromessa», ha assicurato il ministro
dell’Interno, Theresa M ay.
Se ne è avuta prova oggi, a Gravesend, nei pressi della
capitale, quando un 17enne ha cercato di strappare la torcia
olimpica alla tedofora che la stava portando: il giovane ha
spintonato la donna, ma è stato fermato appunto dagli uomini
della sicurezza. Evidentemente gli organizzatori hanno fatto
tesoro di quanto successe quattro anni fa in Cina, quando le
proteste per la violazione dei diritti civili nel grande Paese
asiatico avevano reso particolarmente accidentata la marcia di
avvicinamento a Pechino del simbolo dell’olimpismo.
Lo sciopero. M a a complicare le cose ci penseranno 5.500
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
ufficiali delle frontiere, impegnati nel controllo dei passaporti,
che hanno programmato uno sciopero proprio per giovedì
prossimo, giusto un giorno prima della cerimonia di
aperturadei Giochi, quando a Londra è previsto l’arrivo di
130.000 passeggeri: indisponibili a effettuare straordinari
durante le Olimpiadi, protestano per i tagli ai posti di lavoro e
ai salari.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Italvolley senza
la Cardullo
Pellielo mira all’oro
Pugilato: Falcinelli vuole almeno due medaglie.
Tuffi: le speranze della Dallapè
di Maurizio Di Giangiacomo
Una brutta notizia ha guastato, oggi, il clima della lunga vigilia
azzurra. L’Italvolley femminile di Massimo Barbolini ha
perso infatti una fra le sue giocatrici più esperte e
rappresentative, il libero Paola Cardullo. La giocatrice
piemontese, in forza la scorsa stagione al Cannes in Francia,
non è riuscita a recuperare da un infortunio alla caviglia destra.
Ci ha provato in tutte le maniere, lavorando assieme al gruppo
azzurro riunito in questi giorni in collegiale a Roma, ma oggi
ha dovuto alzare bandiera bianca. Al suo posto è stata
convocat a Monica De Gennaro, 25 anni, che vanta
comunque 57 presenze in azzurro.
A Londra oggi è arrivata invece la squadra azzurra di trap, che
ha completato il team olimpico di tiro a volo, l’unico ad aver
conquistato tutti i pass a disposizione. Riflettori su Chiara
Cainero, oro a Pechino 2008, e Giovanni Pellielo, argento
ad Atene nel 2004 e in Cina nel 2008 e bronzo a Sydney nel
2000. «Dopo due argenti e un bronzo – ha detto il 42enne
delle Fiamme Azzurre – si può tranquillamente arrivare ultimi,
ma anche vincere. Da noi un bersaglio fa veramente la
differenza: si va in finale e si vince oppure si sta fuori e si
arriva ventesimi». A preoccupare Pellielo è la temutissima
pioggia londinese: «Le condizioni atmosferiche – ha detto
prima della partenza per Londra – incidono tantissimo».
Preparata l’avventura olimpica con la consueta meticolosità,
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
spera nella buona sorte anche la tuffatrice trentina Francesca
Dallapè: «Le sensazioni finora sono buone, ovviamente
bisogna alzarsi con il piede giusto e, oltre all’allenamento e al
lavoro, ci vuole un pizzico di fortuna. E quel giorno dobbiamo
averla». Dallapè sarà in gara domenica 29 nel sincro assieme a
Tania Cagnotto, mentre la gara individuale dal trampolino tre
metri la vedrà impegnata il 3, 4 e 5 agosto.
Confida in almeno due medaglie, invece, il presidente della
Federazione pugilistica italiana, Franco Falcinelli. Da
Pechino portò a casa l’oro di Cammarelle, l’argento di Russo e
il bronzo di Picardi, a Londra spera in almeno due medaglie:
«Non abbiamo mai avuto una squadra così esperta», dice il
presidente.
Grandi aspettative anchedalla squadra azzurra di canottaggio,
sette equipaggi (20 titolari e due riserve) presentati oggi a
Varese. Aspettative corroborate anche dalla medaglia di
bronzo conquistata poco più diunmesefa, in Germania, dal
quattro di coppia di Raineri, S tefanini, Frattini e Fossi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
SABATO 21 LUGLIO
Il timore di trucchi
con il sangue marcio
A sei giorni dal via i primi casi di doping fanno
scattare allarme e dubbi sui soliti trucchi a suon di
sangue marcio. Spuntano nuove sostanze, addirittura
il Viagra, fra quelle usate impropriamente per
migliorare le prestazioni e una triste consapevolezza:
quella che i ladri hanno mezzi più potenti delle
guardie. Intanto fervono i preparativi per la
cerimonia inaugurale: la fiaccola olimpica sta
girando per Londra e spuntano tedofori d’eccezione,
primo fra tutti il segretario generale delle Nazioni
Unite, Ban Ki-moon.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
UN TECNICO AL LAVORO IN UN LABORATORIO ANTIDOPING
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Doping, sfida
(quasi) persa
in partenza
di Stefano Tamburini
La fabbrica dei sogni taroccati non chiude per ferie, anzi di
questi tempi fa gli straordinari. Ci sono in ballo gloria e affari
per miliardi: così medici praticoni, scienziati maledetti e case
farmaceutiche senza scrupoli si preparano a raccogliere quanto
seminato. Come ogni industria criminale che si rispetti,
l’alleanza del male ha messo in conto i “danni collaterali”, cioè
i pesci piccoli catturati a ridosso del grande avvenimento. Fino
a ora è toccato a due carneadi dell’atletica e ai soliti ciclisti.
Difficile sapere se il più grande spettacolo a ridosso del Big
Ben finirà per esser disturbato con scene devastanti come le
monetine tirate in aeroporto a Ben Johnson, vincitore dal
sangue marcio dei 100 metri a Seul nel 1988. Quel che è certo
è che purtroppo le guardie sono costrette a rincorrere a piedi
ladri che scappano in Ferrari: la percentuale di risorse
destinate alla guerra ai trafficanti di imbrogli è da prefisso
telefonico. E per l’industria criminale è bene che sia così: il
doping procura affari come e quanto le droghe. In più, molte
fra le sostanze dopanti non sononate per imbrogliare, ma
servono per guarire soggetti malati, non per ventenni in gran
forma. Basterebbe incrociare i dati e tracciare ogni spedizione,
ma far questo costa. E dunque non si fa.
E poi, chi vende siringhe col trucco sa già cosa fare:
somministrare altri medicinali che nascondono i primi. Chi
fabbrica doping sa che potrebbe andargli male – al netto di
clamorosi errori – solo con i controlli a sorpresa. M a per
evitarli basta programmare allenamenti in terre lontane per
sapere in anticipo dell’arrivo degli ispettori o scoraggiare la
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
“visita” per ragioni economiche. Qualcosa in più rispetto al
passato è stato fatto ma un’Olimpiade del tutto pulita
purtroppo è ancora utopia. Qualche medaglia pesante è stata
restituita e almeno qui nessuno va in giro scrivendo sulle
maglie “oro vinto sul campo”. Anche a distanza di anni è
giusto premiare il primo che risulta senza macchia, a costo di
dare la medaglia a chi è arrivato ultimo. Ed è anche vero che ci
sono meno personaggi che fanno storcere la bocca solo a
guardarli, come ai tempi del doping di Stato della Germania
dell’Est o, appunto, di Ben Johnson. La magia dei giochi per
fortuna è ancora più forte del tarlo dei dubbi ma qualche
certezza in più non guasterebbe.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Anche Ban Ki-moon
porterà la fiaccola
di Maurizio di Giangiacomo
La fiamma olimpica ha cominciato oggi la sua marcia lungo le
strade di Londra. Il cammino, fino alla cerimonia inaugurale di
venerdì prossimo, è ancora lungo, ma la sfilata del simbolo
dell’olimpismo sta rendendo magico ogni istante di questo
conto alla rovescia. Anche perché a portarla, oggi, sono state
autentiche star del mondo dello sport e dello spettacolo,
dall’ex campione del mondo del salto triplo Philip Idowu
all’ex ginnasta rumena Nadia Comaneci, vincitrice di cinque
medaglie d’oro olimpiche tra il 1976 e il 1980, fino al
calciatore del Bolton Fabrice Muamba, inserito tra i tedofori
dopo aver rischiato la morte in campo a causa di un arresto
cardiaco.
M a la vera superstar entrerà in azione solo nei prossimi
giorni: a portare la fiaccola, infatti, sarà anche il segretario
generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.
Oggi la fiamma ha iniziato il suo cammino attraverso le 33
circoscrizioni che compongono l’area metropolitana di Londra
alle 7.20 del mattino (le 8.20 in Italia), partendo dal Royal
Greenwich Observatory, percorrendo 36 miglia attraverso la
zona est della capitale (Greenwich, Newham, Tower Hamlets,
Hackney e Waltham Forest).
Sembrano nel frattempo raffreddarsi le polemiche sulla
sicurezza, ma non i guai per la società G4S, che nei giorni
scorsi aveva annunciato di non essere riuscita a ingaggiare tutti
i sorveglianti prenotati dal Comitato organizzatore per
garantire il regolare svolgimento dei Giochi, costringendo così
il governo a destinare alle operazioni di controllo altri 3.500
militari. Tre polizie metropolitane britanniche stanno infatti
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
meditando di scaricare G4S: i capi dei corpi di Bedfordshire,
Cambridgeshire e Herfordshire potrebbero ripensare il
progetto in base al quale sarebbero stati delegati ai vigilantes
della G4S servizi di gestione del personale, tecnologie,
comunicazioni e finanze, con un risparmio di 73 milioni di
sterline per le casse pubbliche.
Passando alla spedizione italiana, domani a Londra è atteso
l’arrivo del presidente Gianni Petrucci, del segretario
generale nonché capo missione Raffaele Pagnozzi e del
cappellano
della squadra azzurra, don Mario Lusek. Assieme
prenderanno parte alla messa che sarà officiata nella chiesa
italiana di San Pietro. Al villaggio olimpico sono invece
previsti gli arrivi degli azzurri del tiro con l’arco, delle squadre
di ginnastica nonché, in serata, quelli di due autentiche stelle
della nostra spedizione, le tenniste Flavia Pennetta e
Francesca S chiavone.
I Giochi cadono durante il ramadan: per venire incontro alle
esigenze degli atleti musulmani, i ristoranti saranno in
funzione anche prima dell’alba. Un’Olimpiade è anche questo.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Con il “cocktail” al Viagra
si eludono tutti i controlli
Ma il presidente Rogge rassicura:
quelli di Londra saranno i Giochi più puliti
di Maurizio di Giangiacomo
Riecco il doping. La sospensione da parte delle rispettive
federazioni del francese Ghezzar e dello spagnolo Mullera,
che avrebbero dovuto prendere parte ai 3.000 siepi, riaccende
i riflettori dell’opinione pubblica internazionale su un cancro
che lo sport non sembra in grado di debellare.
I due casi sono il segno che il sistema dei controlli funziona,
dirà il presidente del Coni, Jacques Rogge, che non ha perso
occasione per magnificare l’impegno profuso con
l’allestimento del distaccamento olimpico del Drug control
center, con sede al King’s College di Londra: 180 tecnici
coordinati da David Cowane dall’italiano Francesco Botrè:
«Grazie al laboratorio – ha detto Rogge – saranno Giochi
puliti, se serve ci rivolgeremo alle autorità di polizia, come
abbiamo fatto a Torino 2006». E il suo vice ThomasBach ha
rincarato la dose: «Questa è la rete antidoping più stretta che
abbiamo mai gettato a un’Olimpiade».
Il Viagra, nuova frontiera. M a, assieme alle rassicurazioni
dei vertici del Comitato olimpico internazionale, in queste ore
è risuonato anche l’allarme Viagra, nuova frontiera del doping.
E i numeri sulla fornitura di preservativi agli atleti olimpici (a
Londra ne sono arrivati addirittura 150 mila!) purtroppo non
c’entrano nulla. In qualità di vasodilatatore, la pillola blu
sarebbe gettonatissima da chi pratica sport di resistenza.
Come il Cialis, non è specificamente inserito nella lista dei
prodotti vietati,ma rientra comunque nelle espressioni
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
generiche che si riferiscono a farmaci che sono in grado di
aumentare il trasporto di ossigeno da parte del sangue. E
quindi il rischio di essere beccati “positivi” al Viagra esiste.
M a pare che gli atleti ne facciano uso con un dosaggio molto
basso in un cocktail di farmaci che garantisce poi un effetto
combinato decisamente dopante.
Dosaggi col bilancino. Un esempio della mistura
irrintracciabile? Eccolo: una micro-quantità di Eritropoietina
(Epo), che stimola la produzione di globuli rossi; Viagra o
Cialis, sempre in piccolissima dose, che agisce appunto come
vasodilatatore; un farmaco che stimoli la produzione di
testosterone; e infine due o tre stimolanti diversi, ad esempio
un pochino di efedrina, una piccola dose di anfetamine e
caffeina a volontà, ché tanto è stata liberalizzata. Nessuna di
queste sostanze, proprio per il loro micro-dosaggio, sarà
rilevata dagli esami, ma l’effetto combinato delle stesse avrà
sicuro effetto sulle prestazioni dell’atleta.
Controlli poco efficaci? Al di là degli aspetti pratici, il
timoresempre più diffuso è che i pochi casi di positività
rilevati (a Pechino furono complessivamente 25, tra i quali
anche il nostro Davide Rebellin medaglia d’argento nel
ciclismo, a fronte di 4.700 controlli) non stiano a significare
già una presa di coscienza da parte degli atleti, maggiormente
rispettosi del regolamento antidoping e soprattutto della loro
salute, bensì l’inefficacia dell’apparato preposto al doping,
per motivi economici (e non solo) un passo indietro rispetto a
chi, e ci riferiamo a medici e “stregoni” sempre più spesso
incastrati assieme agli atleti, studia tutti i giorni nuovi metodi
per favorire le prestazioni dei propri assistiti e permettere
loro di aggirare i controlli. A Londra i controlli saranno 5.000,
il 10-15% in più che a Pechino. M a da questo a sostenere che
da Seul 1988, teatro del più clamoroso caso di doping a cinque
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
cerchi con la squalifica della medaglia d’oro dei 100 metri Ben
Johnson, siano stati fatti veri passi avanti per debellare il
vero cancro dello sport ce ne passa.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
«Pochi e inutili i test
Sono lo specchio
dello sport corrotto»
Il consulente dell’agenzia mondiale antidoping
Donati: «Troppi non vogliono guastare il
business»
di Maurizio Di Giangiacomo
I controlli sono pochi e inefficaci, la lotta al doping –
almenonello sport professionistico – è persa in partenza.
Anzi, nonviene combattuta nemmeno. Non usa giri di parole
Sandro Donati, già tecnico degli sprinter azzurri, dirigente del
Coni e consulente della Wada (World antidoping agency,
l’agenzia mondiale antidoping). Sono anni, decenni che
denuncia l’incapacità – se non addirittura la scarsa volontà –
del sistema di correggere i propri vizi. E non lo consolano né i
due casi delle ultime ore né le rassicurazioni che giungono dal
Cio sulla “pulizia” dei Giochi.
Donati, due casi di positività alla vigilia delle Olimpiadi:
segno che i controlli funzionano o che gli atleti
continuano a doparsi come sempre?
«Gli atleti non recedono da un’abitudine radicata ormai da
trent’anni. La farmacopea si è sviluppata, i medici sono
sempre più capaci. I controlli, invece, sono inadeguati, non
rintracciano le nuove sostanze né quelle vecchie: l’ormone
della crescita, ad esempio, è pressoché irrintracciabile. I
controlli antidoping sono uno specchietto per le allodole, per i
media e per il pubblico. I pochi casi che emergono sono
casuali, non rappresentano la realtà, sono dovuti a errori degli
atleti, che hanno ecceduto o hanno creduto di non poter essere
controllati. In questo senso, sono fondamentali i controlli a
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
sorpresa, almeno per le sostanze rintracciabili».
L’allarme per il consumo di Viagra da parte degli atleti è
giustificato? È effettivamente una sostanza dopante?
«La gamma dei farmaci assunti a scopo di doping è molto
ampia, ce ne sono alcuni il cui effetto dopante viene scoperto
dagli atleti per caso. Il Viagra è un vasodilatatore, che
favorisce il trasporto di ossigeno da parte del sangue, può
essere assunto da chi pratica sport di resistenza assieme ad
altri farmaci».
Perché non è inserito nella lista delle sostanze vietate?
«Nella lista ci sono espressioni generiche che si riferiscono a
farmaci in grado di aumentare il trasporto di ossigeno, ma non
vi è specificato il Viagra».
S i parla sempre genericamente di danni alla salute
derivanti dal doping. Può farci degli esempi?
«Io sono stato consulente delle procure che indagano sui casi
di doping. Leggendo le intercettazioni, scopri l’ospedale che
c’è dietro a queste pratiche. Quando i riflettori si spengono,
gli atleti si trovano a fare i conti con problemi a fegato, reni,
sistema endocrino e nervoso. Dietro di loro ci sonomedici che
vivono di queste cose, che certe volte riescono a risolvere
questi problemi e altre no. M a gli atleti non parlano, non
capiscono che sono gli strumenti di questo sistema, non i
protagonisti».
Dai tempi di Ben Johnson non è cambiato nulla?
«Denunciai queste cose in una serie di interviste rilasciate a
L’Espresso alla fine degli anni ’80 e non è cambiato nulla.
Anzi, allora gli scandali emergevano, perché federazioni e
società si adoperavano per “aiutare” gli atleti, oggi il doping è
diventato un fiume carsico: ora gli sportivi fanno da soli. E i
controlli sono un fenomeno di apparenza, al pubblico quello
che succede veramente non interessa e nemmeno ai media
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
sportivi, che sono diventati celebratori di vittorie, per non
parlare di giornalismo d’inchiesta...».
E Londra segnerà una svolta, come dicono sui giornali
Rogge e Botrè?
«Quelli sono difensori del sistema che dovrebbero
spiegareperché i loro costosissimi laboratori scoprono solo
percentuali bassissime di positività. E se togliamo i casi di
cannabis, ne restano ancora meno. Quelli sugli sport amatoriali
ne portano a galla molti di più!».
Lei ha sostenuto in passato che il doping non viene
combattuto veramente perché non si vuole guastare il
business che c’è dietro lo sport professionistico. È così?
«Certo, pensate agli introiti del Cio legati a diritti televisivi e
sponsor. M a c’è un’altra motivazione, la volontà di rimanere
in carica dei dirigenti sportivi. Un carrierismo vecchio,
consunto, un gerontocomio che nello sport praticato dai
giovani fa ancora più effetto: vecchi caparbi, egoisti, attaccati
alla poltrona, che non mollano mai. Lo sport è un sistema
corrotto, autoreferenziale e privatistico».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
DOM ENICA 22 LUGLIO
Fra sponsor e sesso
regole e trasgressioni
La marcia di avvicinamento alla cerimonia
inaugurale fa registrare la sempre più tenace
invadenza degli sponsor, che sono arrivati a imporre
diktat spesso assurdi ad atleti e spettatori. Al tempo
stesso, in mancanza di meglio, escono news e
retroscena sul sesso al Villaggio Olimpico. A
scatenare il caso la punizione inflitta a una
pallavolista brasiliana per aver dormito con il
fidanzato, anche lui atleta. Così, fra una polemica e
l’altra, spuntano storie che dimostrano come niente o
quasi possa fermare questa particolare libertà di
espressione.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
SPONSOR SEMPRE PIÙ INVADENTI
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Gli sponsor fanno a gara
per il divieto più assurdo
Il presidente del Cio Rogge: «Serve
il buon senso ma chi paga va protetto»
di Paolo Carletti
Un reticolato di divieti intorno a Londra e al villaggio olimpico
con clausole talmente soffocanti da sollevare la questione sulla
loro compatibilità con le libertà individuali. Gli sponsor
spadroneggiano e comandano. Dettano legge sugli indumenti
griffati degli atleti, hanno imposto che all’interno del parco
olimpico qualsiasi oggetto che rechi un logo diverso dagli
sponsor ufficiali (Coca Cola, M cDonald’s, Adidas) sia
vietato, permettono di usare bancomat o carte in una vasta
area solo se muniti di Visa. E se gli sponsor non bastassero il
resto ce lo hanno messo le autorità britanniche con una
sequela di limitazioni che non ha precedenti.
Di fronte a proteste e malumori globali, oggi il presidente del
Cio Jacques Rogge ha cercato di smussare qualche angolo.
Poco prima persino il sindaco di Londra, Boris Johnson,
aveva chiesto l’alleggerimento di certi criteri. «Va usato il
buon senso – ha detto Rogge – ma anche essere chiari: gli
sponsor vanno protetti, perché altrimenti non ci sarebbero le
Olimpiadi». Intanto però c’è il rischio che qualche medagliato
si presenti scalzo per protesta sul podio, se non usa
abitualmente scarpe della marca alla quale si è legata la sua
federazione.
Stesso discorso per le magliette, la cartellonistica, tutto
quanto fa pubblicità insomma. E su questo fronte la Coca
Cola, partner ufficiale delle Olimpiadi, anche per evitare
qualche scherzetto verificatosi in passato, ha imposto che di
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Pepsi nella Londra dei Giochi non si veda neanche l’ombra.
Gli atleti non potranno usare i social network per parlare di
marchi sportivi o alimentari diversi da quelli “ufficiali”. Del
resto, proprio nel Parco Olimpico, svetta il M cDonald’s più
grande del mondo: duemila metri quadrati e 1.500 posti a
sedere, un monumento al grasso nel tempio dello sport... E
che dire dei sette milioni di sterline accettati dalla Dow
Chemical per fasciare lo stadio Olimpico, anche se
responsabile del massacro (25mila morti) di Bhopal in India?
Nella lunga lista degli off-limits c’è anche qualsiasi maglietta
che rechi messaggi politici o bandiere di Stati non presenti ai
Giochi, restrizioni massime sui liquidi agli aeroporti, e vietate
nell’Olympic Park anche eccessive quantità di cibo, al bando
poi racchette, frisbee o oggetti rumorosi da tifoso.
E poi c’è la sfera privata degli sportivi che viene investita dal
divieto: vietato sposarsi o intrecciare una relazione
sentimentale con una residente, ma anche frequentare un
programma di studi. Questo per evitare che atleti
extracomunitari possano richiedere un permesso di soggiorno
e stabilirsi a Londra. Agli atleti stranieri viene chiesto di
dimostrare che non si fermeranno per più di sei mesi e che non
accetteranno nessun tipo di lavoro.
E chiudiamo con l’invito del Comitato olimpico britannico ai
propri sportivi di non stringere la mano ai colleghi esteri per
evitare di contrarre malattie. M a almeno su questo la ragione
ha prevalso, e Londra ha fatto marcia indietro.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il Dio denaro
e gli inchini
a tutti i costi
di Stefano Tamburini
Se vedrete un atleta salire sul podio a piedi nudi, non pensate
a chissà quale protesta. Non ci troveremo di fronte alla
riedizione dei pugni guantati di nero di Tommie S mith e
John Carlos a Città delM essico nel 1968. Solo al rifiuto di
qualche vincitore di medaglia di indossare le scarpe dello
sponsor federale, perché diverse da quelle usate in gara.
Eh sì, perché fra gli obblighi ci sarebbe anche questo: i soldi
hanno ormai minato ogni diga della dignità. M a non solo, la
lista delle cose che si possono fare e, soprattutto, non fare ai
Giochi è infinita e al limite dell’incredibile, copiata dal
manuale della sciocca protervia o da quello di chi ha perso il
controllo dell’arroganza. Divieti che coinvolgono anche il
pubblico: la bevanda ufficiale non ne ammette altre anche se
hanno lo stesso colore, se volete tirar fuori soldi dai bancomat
dovete esser certi di avere solo “quella” carta di credito,
perché le altre lì sono solo plastica. E per il cibo? Se portate
un sandwich passi, se andate oltre rischierete il sequestro e se
vi piacciono le patatine potrete comprarle solo nel ristorante
di una nota catena di fast food, un tempio del fritto e del
bisunto che certo non si lega troppo con l’attenzione alla
salute.
Gli atleti, poi – storiaccia delle scarpe a parte – avranno
restrizioni pesanti anche per l’uso dei social network. Non
potranno mostrare foto di quel che mangiano o bevono a meno
che non sia ciò che passa lo sponsor. E poi, di fatto, non dire
e scrivere nient’altro che «ciao mamma, guarda quanto mi
diverto».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
È vero che le entrate dei Giochi in dieci anni, grazie agli
sponsor, sono raddoppiate, ma la contropartita appare
sproporzionata. Lo stesso presidente del Cio, Jacques
Rogge, oggi è intervenuto più per mitigare le proteste che gli
effetti di questi diktat, dando l’impressione che niente o quasi
cambierà. Neanche il divieto di mostrare bandiere diverse da
quelle dei Paesi ammessi ai Giochi. In teoria non si potrebbe
mostrare neanche quella della Città del Vaticano. Poi però i
soldi di un’azienda legata a quella responsabile del massacro
indiano di Bhopal, quelli sì che van bene per fasciare lo stadio
Olimpico: sette milioni per non pensare alle 25mila persone
uccise da una perdita di veleni chimici e per giunta senza
clausole legate ai concorrenti. Non servono, tanto di marcio ce
n’è già abbastanza.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Sesso al villaggio
L’unico divieto
che pochi rispettano
Una calciatrice americana rivela:
«C’è chi lo fa nei prati»
di Paolo Carletti
L’esclusione di Iziane Castro Marques, stella della
nazionale di basket brasiliana, “colpevole” di aver ospitato nel
suo letto del Villaggio Olimpico il fidanzato, ha aperto
ufficialmente il dibattito sempre sommerso e molto
stuzzicante, anche per gli stessi atleti, del sesso durante i
Giochi.
Lei ha spiegato in lacrime di aver infranto una delle regole
imposte dal Comitato olimpico brasiliano, ma nel Villaggio dei
Giochi londinesi c’è anche chi racconta di incontri proibiti
persino nei giardinetti ben curati all’esterno degli alloggi. È
Hope S olo, portiere della nazionale femminile americana, che
a un magazine ha dettagliato le piccanti serate del Villaggio
Olimpico (si riferiva a Pechino nel 2008), spiegandole così:
«Si fa molto sesso. Si vive l’esperienza di una vita e tutti
vogliono creare ricordi indelebili, che siano relativi al sesso,
alle feste e al campo. Ho visto persone far sesso all’aperto.
Sull’erba, tra gli edifici, la gente ci va giù di brutto».
Del resto, per restare in casa nostra, anche la nuotatrice
Federica Pellegrini ha risposto così al fidanzato Filippo
Magnini: «Niente sesso prima delle gare? M a siete matti? Lui
stava scherzando...».
Insomma, non c’è divieto che tenga di fronte alla voglia di
mettere la ciliegina sulla torta di un’esperienza sportiva così
eccezionale. Russel Mark, 48enne tiratore di double trap
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
australiano, che ad Atlanta 1996 vinse l’oro, proprio per il
sesso è andato ai ferri corti con i suoi dirigenti. Si dà il caso
che a gareggiare a Londra ci sia anche la moglie, la bella
Lauryn Ogilvie, che ha 16 anni meno di lui, campionessa nel
tiro a volo. Una coppia che potrebbe portare medaglie nel
carniere australiano, ma che in questi giorni è al centro delle
polemiche. Ai due coniugi infatti il Comitato olimpico
australiano ha proibito di dormire nella stessa stanza. M a loro
protestano: «È un trattamento ingiusto, anche perché ci sono
invece molti atleti gay che invece possono». M a il Comitato
di fronte alle proteste dei due coniugi non ha sentito ragioni:
«Andate in albergo a spese vostre se volete». La risposta di
Russell M ark non si è fatta attendere: «La parte più insensata
di tutta questa vicenda, le tonnellate di coppie gay nel team
olimpico che condivideranno le stanze: noi siamo discriminati
perché eterosessuali».
M a a parte il caso della coppia di sportivi italiani, sesso nel
Villaggio se ne fa in abbondanza. Sempre la Solo, americana,
racconta che ai giochi di Pechino nel 2008, dopo una vittoria,
la squadra di calcio femminile americana organizzò un gran
festino di sesso e alcol, con diverse celebrità tra cui Vince
Vaughn e S teve Byrne. «Quando finimmo di festeggiare, alle
7 di mattina, senza andare a dormire, ci togliemmo i vestiti da
sera, indossammo di nuovo gli abiti sportivi e ci presentammo
in conferenza stampa ubriache. Avevamo un pessimo
aspetto». Giustificabile, dopo una “maratona” di quel genere.
La “marachella” della cestista brasiliana appare insomma un
dettaglio. Gli sportivi, molti sportivi, tra una gara e l’altra
hanno il loro “daffare”, e in questi casi divietie paletti
possono fare ben poco. M olti atleti raccontano di una
“doppia vita” fatta di durissimi allenamenti, iper-concentrati.
«Sono estremisti, quando escono per un drink poi ne bevono
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
venti. Il villaggio olimpico è il luogo in cui i migliori atletidel
mondo abbandonano le restrizioni mentali e si concedono
feste sfrenate». Come il lanciatore di giavellotto Breaux
Greer che ha raccontato di aver fatto sesso con tre donne
diverse algiorno durante le Olimpiadi del 2000: performance
quasi da medaglia.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LUNEDÌ 23 LUGLIO
Azzurri multietnici
e senza Twitter
L’avvicinamento all’accensione del Tripode procede
con un ritmo frenetico, quasi come se le gare fossero
già in corso. La giornata regala il primo caso di
doping eccellente (la marocchina Selsouli, tra le
favorite dei 1.500 dell’atletica leggera), la riscoperta
– come se tutti quanti ne fossero espertissimi da
sempre – di quegli sport che per tre anni, undici mesi
e dieci giorni vengono sistematicamente ignorati e che
per questi venti giorni diventeranno familiari e
preziosi per tutti. Infine, quasi solo per noi italiani, la
scoperta di una nazionale multietnica, con tanti Mario
Balotelli a farci sognare. Non italiani per caso ma
italiani a tutti gli effetti. E c’è poi un’altra storia tutta
italiana, quella del divieto di utilizzare i social
network (formalmente non è così ma di fatto lo è) che
il Coni ha imposto a tutti gli atleti azzurri.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
COSÌ FEDERICA PELLEGRINI ANNUNCIA IL “SILENZIO OLIMPICO”
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il letargo
dei momenti
di gloria
di Stefano Tamburini
è un letargo che dura quattro anni e si chiude ogni volta in
queste sere di mezza estate e di gran gloria per gli sport
dimenticati, o giù di lì. È il loro momento, tutti cominciano a
riprender confidenza con canottaggio, canoa, tiro al volo e con
l’arco, judo e chissà cos’altro ancora. Addirittura con il
taekwondo, e in questo caso è meglio spiegare: pochi sanno
che è un’arte marziale coreana fatta di calci e pugni. E per
rendere ancor meglio l’idea, la mamma del vincitore della
medaglia d’argento di Pechino, il napoletano Mauro
S armiento, alle vicine di casa che le chiedevano cosa facesse
suo figlio non trovò di meglio che rispondere: «Dà gli schiaffi
con i piedi».
Ecco, l’Olimpiade passa anche da storie così. E meno male che
almeno questi venti giorni di gloria spesso ai protagonisti
risolvono problemi non da poco, come un posto di lavoro, una
palestra vicino a casa o un premio in denaro che vale tanto
ossigeno in vista del prossimo letargo.
Sì, perché difficilmente queste discipline offrono di che
campare. E se non ci fossero le società militari sarebbe dura
anche per gli alfieri di nuoto, atletica e scherma a meno che
uno non possa contare sulle laute sponsorizzazioni di
Valentina Vezzali, Federica Pellegrini o Alex S chwazer.
Tutto questo dà la misura delle ingiustizie di un meccanismo
che non compensa – neanche parzialmente – queste piccole
fabbriche artigianali di gloria abasso costo. Su 522 medaglie
conquistate dall’Italia ai Giochi estivi, i grandi sport di
squadra (calcio, basket e pallavolo) ne hanno offerte appena
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
nove e solo una d’oro, quella della nazionale di Vittorio
Pozzo che vinse il titolo ai Giochi di Berlino nel lontano 1936
nel bel mezzo dei due trionfi M ondiali. Solo due in più di
quante, da sola, ce ne abbia regalate la pallanuoto. Il granaio
dei trionfi è diviso frascherma (114), atletica (59),ciclismo
(57) e pugilato (44).
Da sole, queste quattro discipline, hanno portato in Italia più
di cinque medaglie su dieci. Dopo vengono canottaggio (35),
tiro (30), equitazione (23), lotta (20), nuoto (17) e canoa (15).
Sappiamo bene che il letargo di questi sport e dei loro
momenti di gloria non si cancella in un colpo solo. Cominciare
a smettere di far finta di niente però sarebbe già un primo
passo importante.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Niente Twitter,
siamo italiani
Giro di vite del Coni:
azzurri in “silenzio olimpico”
di Maurizio Di Giangiacomo
Niente Twitter, siamo italiani. Eh sì, perché il “silenzio
olimpico” sui social media non è frutto solamente delle
circolari del Comitato olimpico internazionale, bensì
un’eccellenza del Made inItaly. Campioni di altri Paesi
appassionati “cinguettatori” – come ad esempio lo “squalo
bianco ”Michael Phelps– continuano ad affidare a Twitter le
loro impressioni su questa fase di avvicinamento ai Giochi di
Londra. I nostri eroi, invece, hanno annunciato già qualche
giornofa la fine delle trasmissioni, che riprenderanno solo
dopo la rassegna olimpica.
Un
esempio? Federica Pellegrini, personaggio per
eccellenza dello sport italiano ma ormai anche icona dello star
system, ha twittato testuale: «Silenzio olimpico! Ciao ragazzi
mi mancherete:–) Grazie x il supporto! Darò del mio meglio.
#London 2012» e ora si limita a rispondere ai tweet
d’incitamento dei fan: «Belli belli siete!! E mi date la forza».
Dal nuoto al tennis, cambia lo sport ma la musica è la
stessap er Flavia Pennetta: «Da domani inizia il silenzio
olimpico!! Non potrò più scrivere, almeno questo è quello che
mi hanno detto... se dovessi sparire per un po’». Un silenzio
che non è effetto diretto delle severe norme del Cio o del
governo britannico di cui abbiamo già trattato – e che
comunque hanno “blindato” questa edizione dei Giochi come
non era successo nemmeno alle Olimpiadi “comuniste” di
Pechino – ma dell’interpretazione restrittiva che il Coni ha
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
dato alle stesse. Per averne la certezza, siamo andati a
spulciare le disposizioni emanate in materia dal Comitato
olimpico internazionale (Ioc Social media, blogging and
internet guidelines for partecipants and other accredited
persons ad the London 2012 Olympic Games) e vi
assicuriamo che in quelle quattro paginette di tutto si parla,
tranne che di “silenzio olimpico”. Anzi: al punto uno il Cio
incoraggia addirittura gli atleti e le altre persone accreditate a
usare i social media e a postare, bloggare e twittare le loro
esperienze. E se è vero che a questo principio generale fa
seguito una lunga serie di divieti e che la violazione degli stessi
può portare anche all’allontanamento del responsabile, è
altrettanto vero che in nessuna maniera viene fatto obbligo di
rinunciare a utilizzare i social media.
Dopo esserci documentati, siamo tornati “sul campo” per
capire da cosa sia nata, quindi, l’esigenza degli atleti di
annunciare il cosiddetto “silenzio olimpico”. Il “segreto di
Pulcinella” l’ha svelato il presidente dell’Unione italiana tiro a
segno, Ernfried Obrist, che ha ammesso senza tanti giri di
parole di aver firmato, come i tecnici e gli atleti della
delegazione del suo sport, un documento sottoposto loro dal
Coni che li impegna appunto a non pubblicare notizie e foto
relative alla loro esperienza olimpica: «Sono norme molto
severe, molto più severe che in passato – spiega lo stesso
Obrist – Nei loro post i ragazzi devono stare sul generico, non
possono fare commenti, non devono parlare di ciò che
mangiano».
Un orientamento che è agli antipodi, ad esempio, di quello
assunto dal corrispettivo tedesco del Coni, il Dosb, che si è
premurato di diramare ai membri della spedizione germanica
un documento nel quale gli atleti olimpici vengono
espressamente invitati a fare uso del social network al centro
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
del caso: «Twitter è la fonte d’informazione più veloce ed
efficace dei nostri giorni – si legge nella lettera –. Sfrutta
questa possibilità di condividere con i tuoi tifosi le notizie che
ti riguardano: anche se non si tratta di una cosa clamorosa, gli
appassionati la leggeranno con curiosità».
Insomma, una presa di posizione che dà l’idea di
un’istituzione al passo con i tempi, mentre quella del Coni
rischia di portare lo sport italiano indietro di qualche secolo.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Gli altri Balotelli
Ecco i nuovi italiani
Nazionale multietnica
con 27 azzurri di altre origini
di Paolo Carletti
All’inizio fu Josefa Idem, tedesca di Ravenna, a Barcellona
1992, per essere seguita (Atlanta1996) da Fiona May, inglese
della Toscana. E le discussioni non mancarono, così come nel
calcio quando l’ex ct Marcello Lippi convocò i primi oriundi,
solco sul quale ha lavorato poi con ancora maggiore attenzione
il suo successore Cesare Prandelli. E il mese scorso è
scoppiata la Balotelli-mania, tutti pazzi per i suoi gol
all’Europeo, lui che è ghanese, siciliano di nascita e adottato
da una coppia bresciana. È bello e diverso il mondo che
cambia e trascina anche i più riottosi nel tifo e nella vicinanza
con atleti nati fuori dai confini, ma diventati poi italiani in
tutto, a parte forse qualche accento sbagliato.
M a se il calcio è stato Balotelli (c’erano però anche Ogbonna
nato a Cassino da nigeriani e Thiago Motta, oriundo
brasiliano), la squadra olimpica è molto di più. Su 276 atleti
27 sono i “nuovi italiani”, un vero e proprio record che
arricchisce il nostro sport e sicuramente anche la nostra
cultura dell’accoglienza, oltre a colmare il gap con altre nazioni
che da decenni sono multietniche anche nello sport. E ora
sono là, molti di loro nelle squadre di volley e nel settebello
azzurro, e poi sparsi un po’ in tutte le discipline. Con una
buona presenza di ragazze arrivate dall’Est Europa nelle varie
discipline della ginnastica.
Josefa Idem a Londra tenterà di vincere un’altra medaglia a 47
anni. Ed è molto bella la storia della squadra di pallanuoto che
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
fa convivere dentro la sua tradizione vincente italiana talenti di
ogni angolo del mondo. C’è il cubano Amaurys Perez,
all’esordio azzurro, e con lui Pietro Figlioli, nato in Brasile
con il padre ex pallavolista nazionale brasiliano. E poi Tamas
Marcz, ungherese fino al 2004, Daniel Premus croato come
Deni Fiorentini, e Alex Giorgetti, nato in Ungheria e madre
ungherese. Tanto est Europa, ma tutti col cuore italiano e
pronti a cantare l’inno e a esultare per la maglia azzurra. il
volley non è da meno. C’è il fuoriclasse Ivan Zaytsev, russo
ma nato a Spoleto perché suo padre ha giocato nel nostro
campionato negli anni ’80. Stessa storia alle spalle di
DraganTravica, nato a Zagabria, e Michal Lasko, nato a
Wroklaw in Polonia. Tutti tornati nei loro paesi da bambini,
ma che nel destino avevano l’Italia. Senza dimenticare Jiri
Kovak, al debutto e che ha ottenuto la cittadinanza solo nel
2010, ma da molti anni era in Italia dopo un fortunato camp
con la Sisley Treviso.
Una fra le ultime atlete a qualificarsi è stata una “sorella” di
Balotelli, la ghanese Gloria Hooper, velocissima sui 200, nata
a Villafranca di Verona da genitori africani. Da molto più di 10
anni (quelli necessari per diventare italiani oltre che per diritto
di sangue o per matrimonio) risiede in Italia, come la splendida
spadista
tedesco-brasiliana Nathalie Moellhausen, o
Edwige Gwend, camerunense e judoka arrivata a Parma a soli
9 mesi. Ora ha 22 anni. Ne ha 24 invece la tuffatrice di origini
ungheresi Noemi Batki. La sua storia è intrecciata con quella
della madre, sua allenatrice da sempre, che prese per mano
Noemi quando aveva tre anni e si imbarcarono per l’avventura
in terra italiana.
Ogni atleta porta con sé una storia, certe volte bella, spesso
invece dura, faticosa, umiliante. M a la loro presenza nella
squadra olimpica azzurra è sicuramente un messaggio forte ai
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
tanti connazionali che vivono e lottano nel nostro Paese. È
diventata italiana per nozze – e questa è una storia bella –
Nadia Ejjafini, marocchina, maratoneta, così come la cubana
Libania Grenot, una quattrocentista che prima di ottenere la
cittadinanza ha interrotto la sua promettentissima carriera. E
sempre per nozze il nostro ping-pong può avvalersi delle
prestazioni di Weling Tan , cinese. Nutrita la pattuglia delle
ragazze dell’Est nella ginnastica. Si va da Anzhelika
S avrajuk, nata in Ucraina, ritmica, a Julieta Cantaluppi,
ritmica, madre Bulgara, fino ad Andreaa S tefanescu, anche
lei ginnastica ritmica, natali in Romania.
Dalla M oldavia alla maglia azzurra è arrivata Natalia
Valeeva, tiro con l’arco, mentre Claudia Wurzel, ha chiare
origini tedesche e ci rappresenta nel canottaggio. Sempre nel
canottaggio Max Benassi, nato in Germania da padre italiano,
come S ebastiano Ranfagni, nuotatore. Gianfranco S ibello,
velista, origini austriache (la mamma), e infine nel beach volley
cercherà gloria Daniele Lupo, madre kazaka.
Dietro questo risultato ci sono anni di sacrifici, e la voglia di
vincere con la maglia azzurra. M a per molti di loro di certo,
essere a Londra, è già un traguardo e un premio per i tanti
ostacoli e le medaglie già vinte.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Aziende italiane
già sul podio:
120 milioni di appalti
di Maurizio Di Giangiacomo
Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, punta ad almeno 25
medaglie. In attesa delle gare, di italiani sul podio, a Londra, ce
ne sono già parecchi. Si tratta delle aziende e dei professionisti
che sono riusciti a imporre – in occasione dei Giochi diLondra
– le loro eccellenze. Un giro d’affari di 120 milioni di euro.
L’esempio più “olimpico” è quella della Tecnogym, l’azienda
di Cesena leader in Italia e nel mondo per la produzione e la
progettazione di attrezzature per fitness e wellness, che si è
aggiudicata l’appalto per l’allestimento della palestra
principale del centro olimpico (2.500 metri quadrati con 300
attrezzature) nonché quello di 19 centri per la preparazione
delle più svariate discipline: dallo stadio olimpico all’Acquatic
Center, nonché gli impianti di vela e canottaggio.
In totale, l’azienda di Nerio Alessandri fornirà a Londra2012
la bellezza di 750 attrezzature. Altrettanto hanno fatto la
Metra di Brescia, che ha fornito tribune smontabili in
alluminio e kit per la realizzazione dei vagoni per alcune linee
della metropolitana, la Mondo di Cuneo, che ha realizzato la
pista di atletica e il campo da basket, la Clivet di Belluno, che
ha allestito il sistema di climatizzazione del villaggio olimpico,
l a Piscine Castiglione di M antova, che ha fornito sette
piscine temporanee dell’Acquatic Center, e la S eda Group di
Napoli, suoi saranno i bicchieri e le cannucce usa e ricicla (in
mater-bi) nei fast food di Londra 2012.Tanto per fare alcuni
esempi. In campo di made in Italy, non potevamo tralasciare
quello che sappiamo fare meglio, e cioè il cibo. M erita di
essere sottolineato il prestigioso traguardo di Nicola Batavia,
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
chef del ristorante “I Birichin” di Torino e gestore de “La
Kava” di Bergeggi, nel Savonese, che sarà lo chef della Nike
Vip House , dove saranno serviti 500 pasti al giorno, sempre
esolo all’insegna dei sapori mediterranei.
A Londra partirà invece l’avventura di “True Italian Food &
Wine”, vale a dire l’apertura e la gestione diretta – e
successivamente lo sviluppo in franchising – di una rete di
ristoranti, caffetterie e punti vendita impegnati a veicolare e
promuovere il patrimonio eno-gastronomico e la cultura
alimentare dell’Italia nel mondo. Il primo “mattone” sarà
appunto il “True Italian Ristorante”, pronto a servire 12 mila
pasti a Casa Italia, realizzata all’interno del centro conferenze
Queen Elizabeth II a Westminster.
Londra costituirà per le nostre aziende un’importantissima
vetrina. E nei giorni scorsi, proprio per le eccellenze italiane,
l’Istituto per il commercio estero ha organizzato una serata
alla quale hanno preso parte i rappresentanti diplomatici dei
Paesi che nei prossimi anni ospiteranno i Giochi: dalla Russia
(che nel 2014 avrà le Olimpiadi invernali a Sochi e nel 2018 i
M ondiali) al Brasile (che dopo la Coppa del M ondo del 2014
raccoglierà il testimone dall’Inghilterra per il Giochi del 2016),
fino al Qatar (Coppa del mondo del 2022). Il made in Italy
può guardare avanti.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Doping, nella rete
i primi nomi illustri
A casa la marocchina Selsouli,
tra le favorite sui 1.500
di Paolo Carletti
Tra le favorite in una fra le classiche del mezzofondo, i 1.500
metri, la marocchina M ariem Alaouli S elsouli è la prima
atleta “eccellente” a cadere nella rete dei controlli antidoping.
La Selsouli è stata trovata positiva a un controllo ed
estromessa dai Giochi. La 28enne era stata testata il 6 luglio
scorso al meeting di Parigi, dove aveva stabilito tra l’altro il
miglior tempo mondiale stagionale sulla distanza con 3’
56’’15.
M a dai controlli è venuto alla luce che la giovane
mezzofondista, data tra le sicure “medagliate” ai Giochi di
Londra, aveva assunto sostanze dopanti. Ora la rischia grosso
perché recidiva. La Selsouli era infatti già stata sospesa dalla
federazione internazionale di atletica leggera nell’agosto del
2009 sempre per doping. Superati quei guai, quest’anno
sembrava essere quello più promettente in base alle
prestazioni offerte: vice-campione del mondo indoor nel
marzo scorso a Istanbul, e dopo era arrivata la prova
“mondiale” sui 3.000 metri (distanza non olimpica).
Su di lei, almeno per ora, cala il sipario. Sul doping, con
l’avvicinarsi delle gare, si entra nel vivo, i controlli si fanno
più stringenti, ed emergono i primi casi. Come quello degli
sp agnoli Angel Mullera e di Nordine Ghezzar, entrambi
specialisti dei 3.000 siepi, esclusi dalla Federazione spagnola
perché trovati positivi all’Eritropoietina (Epo). Per Ghezzar
si tratta è laterza volta che accade e rischia la squalifica a vita.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
M eno pesanti le accuse per M ullera. Secondo quanto
riportato dal giornale “As”, la Federazione aveva ricevuto a
inizio anno una soffiata anonima su uno scambio di mail tra
l’atleta e un medico sportivo, dalle quali si capiva che l’atleta
si sarebbe dopato. È bastato il sospetto per escluderlo dai i
giochi.
Linea dura quindi, anche se le Federazioni dei vari Paesi hanno
cercato nei mesi scorsi, durante i test di avvicinamento e le
qualificazioni, di fare un po’ di pulizia in casa propria. Come
è accaduto per la quattrocentista americana Debbie Dunn, ex
campionessa mondiale indoor nella specialità e che a Londra
avrebbe dovuto partecipare alla staffetta 4 per 400. M a da un
controllo è emerso un livello di testosterone/epitestosterone di
livello troppo elevato. Quindi è stato deciso di lasciarla a casa.
Stessa sorte per il lanciatore di giavellotto greco Gervasios
Filippidis, risultato dopato ed escluso.
Infine oggi anche gli azzurri sono entrati nell’orbita dei blitz
antidoping a Londra. Il primo controllo a sorpresa è toccato
agli azzurri del tiro a segno, Niccolò Campriani e Marco De
Nicolò. Alle 7,30 i medici designati hanno bussato alle loro
porte negli alloggi del villaggio olimpico.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
M ARTEDÌ 24 LUGLIO
Il Coni anti-Twitter
e la “legge del multone”
Siamo a tre giorni dall’inizio ufficiale dei Giochi
olimpici londinesi ma il livello di attenzione è già
molto alto, specie in casa italiana. Spuntano
clamorosi retroscena sul divieto di utilizzare i social
netwtork che il Coni ha di fatto imposto a tutti i
componenti della delegazione. Un divieto che viene
tenuto in piedi con un diktat: se ti scopro ti multo per
100mila euro subito, poi si farà il processo e i soldi,
se mai sarai riconosciuto innocente, solo a quel punto
ti saranno restituiti. In casa britannica invece il
segreto meglio custodito è quello sull’ultimo tedoforo
della cerimonia inaugurale. I principali candidati si
scannano fra di loro a suon di male parole ed è
probabile che spunti un terzo incomodo.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
IL PRESIDENTE DEL CONI, GIANNI PETRUCCI
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Le emozioni
dell’ultimo
tedoforo
di Stefano Tamburini
Non c’è bisogno di correr forte: è l’unica sfida – ammesso che
si possa definir tale – che si vince dopo che tutti gli altri sono
già arrivati e sono lì a guardarti. Non ha eguali l’onore di esser
l’ultimo frazionista della grande staffetta che porta la fiaccola
di Olimpia, quella che accenderà l’enorme braciere che veglierà
sulle gare.
Di solito è il segreto più ben custodito della vigilia. In Gran
Bretagna da giorni si stanno contendendo l’onore – almeno a
sentir loro – due big come Daley Thompson, il più grande
decatleta di tutti i tempi, e la gloria del canottaggio
S teveRedgrave. Il primo ha messo in dubbio la capacità dello
sport dei remi di reggere il confronto con l’atletica e poi si è in
qualche modo autoeliminato con una battutaccia sugli
irlandesi; l’altro ha risposto: «Un decatleta? Bravo in tutto ma
superlativo in niente». Così corrono il rischio che sia un terzo
a godere, forse il calciatore David Beckham (lui e lo spirito
olimpico chissà quando mai si sono incontrati) o la
p rincip essa Anna, figlia della regina Elisabetta e abile
amazzone, nazionale a M ontreal 1976.
È una scelta delicata, servirebbe un simbolo vero. L’ultimo, a
Pechino, è stato Li Ning, ginnasta che nel 1984 regalò tre ori
ai primi Giochi “con” la Cina, un eroe per i primi Giochi “in”
Cina. M a quello che più di ogni altro ha saputo innalzare la
vetta delle emozioni è stato il pugile Muhammad Alì ad
Atlanta nel 1996. Lui, che a Roma nel 1960 aveva vinto un
oro quando era ancora Cassius Clay, era lì tremante e fiero
della battaglia silenziosa contro il Parkinson.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Non poteva correre ma era il suo percorso nella storia che
entrava nelle case di tutti. A Londra Alì sarà fra gli ospiti
d’onore, e fra gli ultimi tedofori ci sarà il segretario generale
dell’Onu, Ban-Ki-moon. Per lui 300 metri in centro a Londra,
dopodomani. Un gesto simbolico di gran peso. Ce n’è bisogno
e non bisognerebbe fermarsi qui: 40 anni fa, a M onaco, i
Giochi conobbero la pagina più nera dopo il blitz di un
commando palestinese: 17 morti (11 atleti israeliani, cinque
terroristi e un poliziotto tedesco). Il presidente del Cio,
Jacques Rogge, si ostina a volerla commemorare dietro le
quinte. Invece ci vorrebbe un colpo di teatro: affidare l’ultima
frazione a un ex sportivo legato a quella pagina amara o farlo
affiancare o precedere da un israeliano di quella spedizione
olimpica. Certo, ci sarebbe bisogno di tanto coraggio. Forse fin
troppo.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
La dura legge del Coni:
multa prima del processo
Previsti 100.000 euro di penale
anche per violazioni ancora non accertate
di Maurizio Di Giangiacomo
Il “silenzio olimpico” proclamato su Twitter dai nostri atleti è
presto spiegato. Sulla loro testa pende infatti una supermulta
di 100 mila euro che il Coni minaccia di erogare senza
nemmeno un regolare processo.Una forzatura, così è se vi
pare e se non vi pare rimanete pure a casa. È tutto scritto,
nero su bianco, sull’Accordo per la partecipazione ai Giochi
della XXX Olimpiade di Londra 2012 che il Coni ha fatto
sottoscrivere a tutti gli accreditati, e quindi non solo agli atleti,
bensì anche a tecnici, allenatori e dirigenti.
La “legge del multone” è stata introdotta dal Coni con
particolare riferimento a violazioni della normativa antidoping,
delle regole relative alle scommesse sportive («attraverso la
partecipazione diretta e indiretta, nell’ambito dei Giochi
Olimpici, a tali scommesse») e del divieto di fornire
«informazioni su qualunque competizione, concorrente o
atleta partecipante ai Giochi Olimpici, a operatori nel campo
delle scommesse». Ed è proprio quest’ultima fattispecie
quella che deve aver convinto i nostri atleti a “chiudere il
becco” e non twittare più. Nello stesso documento, infatti,
non si fa riferimento solo a vere e proprie “soffiate” agli
scommettitori (sport tristemente diffuso in Italia, come ben
sappiamo, soprattutto nel calcio) ma anche a circostanze
molto più generiche: quando si dice che “il partecipante o
accreditato ai Giochi Olimpici, la sua famiglia, il suo entourage
non dovranno aiutare un operatore nel campo delle
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
scommesse
fornendo
informazioni
su
qualunque
competizione, concorrente o atleta partecipante”, non si
rischia appunto di tappare la bocca ad atleti, tecnici, allenatori
e dirigenti che – preoccupati dalla prospettiva di vedersi
rifilare una multa di 100 mila euro – potrebbero decidere non
solo di non “twittare”, ma addirittura non rilasciare interviste
e dichiarazioni di alcun genere ai media?
M a al di là di questi aspetti, che rimangono comunque
opinabili, quello che è difficilmente accettabile è il meccanismo
della “sanzione preliminare” di 100 mila euro, prevista
appunto dal Coni, per una delle violazioni già elencate, a titolo
di penale. «Tale somma – si legge sempre nel documento che è
stato sottoposto ad atleti, tecnici, allenatori e dirigenti – verrà
incamerata per il solo fatto che sia stata accertata, da qualsiasi
autorità giurisdizionale o sportiva con provvedimento anche
non definitivo, la responsabilità», fatti salvi i diritti risarcitori
«che il Coni potrà azionare successivamente all’accertamento
della responsabilità», «ogni diritto e azione per il risarcimento
del maggior danno nonché la possibilità di esperire diversi e/o
ulteriori procedimenti disciplinari previsti dagli Ordinamenti
sportivi nazionale e internazionale ».
I 100.000 euro saranno invece restituiti all’atleta, tecnico,
allenatore o dirigente «qualora, al termine di ogni grado di
giudizio esperibile, venga dichiarata la non colpevolezza».
Insomma, una giustizia al contrario.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Cerimonia da favola
L’unico segreto
è l’ultimo tedoforo
di Maurizio Di Giangiacomo
L’unico vero segreto rimasto è quello sul nome dell’ultimo
tedoforo: tra risse verbali e indiscrezioni, oggi è saltato fuori
anche il nome della principessa Anna d’Inghilterra. Per il
resto, sulla cerimonia inaugurale c’è ben poco da scoprire. È
bastata la prima prova generale di lunedì sera per far cadere i
veli sugli ultimi dettagli. Il regista Danny Boyle, quello
dell’indimenticabile Trainspotting e de Il milionario, al quale è
stata affidata la direzione dello spettacolo che venerdì darà il
via alla trentesima edizione dei Giochi olimpici, aveva pregato
tutti, le star e i volontari, di mantenere il segreto, ma
evidentemente non c’è stato verso.
Volontari, parenti di atleti e invitati hanno già affidato ai
social le loro foto e le loro impressioni su ogni dettaglio della
sfarzosa cerimonia, costata 34 milioni di euro. Confermata la
presenza dei personaggi della letteratura inglese per bambini,
d a Mary Poppins al cattivo di Harry Potter, da Capitan
Uncino ad Alice nel Paese delle Meraviglie.
Continua, invece, il toto-ultimo tedoforo, nel quale è entrato
oggi anche un nome “reale”: è quello della principessa Anna,
secondogenita della regina Elisabetta e abile amazzone,
improvvisamente balzata in testa alla classifica dei papabili
per l’accensione del tripode. Gli organizzatori pretendono
infatti che l’ultimo tedoforo abbia preso parte alle Olimpiadi.
E Anna – o, come la chiamano gli inglesi, la princess Royal –
ha gareggiato con la squadra di equitazione del Regno Unito ai
Giochi di M ontreal 1976. Ufficialmente nessuna decisione
sarebbe ancora stata presa, ma l’idea degli organizzatori
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
sarebbe quella di affidarle comunque «un ruolo importante»,
come ha detto una fonte al Daily Mirror . Potrebbe essere il
modo migliore per chiudere la “rissa” scoppiata tra gli
olimp ionici S teve Redgrave e Daley Thompson, che si
erano autoproclamati “il più degno” di ricoprire il ruolo, salvo
poi lasciarsi andare ai peggiori colpi bassi.
Non ci sarà la presidentessa argentina Cristina Kirchner – la
storiaccia delle Falkland brucia ancora – ma accanto alla
Regina Elisabetta sarà comunque palco di primo piano: sono
stati svelati, infatti, anche i nomi delle 50 personalità che
prenderanno posto nella massima tribuna d’onore durante la
cerimonia: oltre al presidente del Cio, Jacques Rogge, al
primo ministro David Cameron, al sindaco di Londra, Boris
Johnson, ai premier di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, al
presidente del Comitato organizzatore S ebastian Coe, ci
saranno anche personaggi controversi quali i presidenti di
Azerbaigian e Ruanda e il principe del Bahrrain. E ancora
Michelle Obama e Dilma Roussef, primo ministro
brasiliano.
Tornando allo spettacolo, gli organizzatori hanno chiesto a
Mohammed Ali di guidare una parata di grandi stelle dello
sport, tra le quali ci sarebbe anche David Beckham, ma non
si sa se le condizioni di salute permetteranno al vecchio
Cassius Clay di partecipare. 70 anni, M ohammed Ali è malato
di Parkinson: medaglia d’oro a Roma 1960, fu l’ultimo
tedoforo dei Giochi di Atlanta. Alì ha fatto sapere che sarebbe
felice di poter partecipare. Intanto, domani sera sarà l’ospite
d’onore di un party che si svolgerà al Victoria and Albert
M useum.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
M ERCOLEDÌ 25 LUGLIO
Il massacro di Monaco
e la memoria svilita
La giornata regala altri sei casi di doping
“preventivo” ma l’avvicinarsi del via si fa sentire.
Oltre agli echi dei divieti “militari” agli atleti azzurri
di usare i social network, si fa largo il calcio – che
qui per una volta è sport di contorno – e arrivano le
prime delegazioni ufficiali per partecipare a quella
che comunque è annunciata come una festa. L’Italia è
rappresentata ai massimi livelli con il presidente
Giorgio Napolitano. A tenere banco è comunque
l’uscita delle vedove della strage alle Olimpiadi di
Monaco: ricorre il 40ennale del sanguinoso attacco
di terroristi dell’organizzazione palestinese
“Settembre nero”. Un commando fece irruzione negli
alloggi israeliani al villaggio olimpico uccidendo
subito due atleti e prendendo in ostaggio altri nove
membri della delegazione israeliana. Alla fine un
tentativo di liberazione portò alla morte di tutti gli
israeliani, di cinque terroristi e di un poliziotto
tedesco. Le vedove vorrebbero una commemorazione
formale ma si sono dovute accontentare di un minuto
di silenzio durante un appuntamento minore. Adesso,
con l’approssimarsi della cerimonia inaugurale,
stanno cercando di far sentire con forza la loro voce.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
ILANA ROMANO, UNA DELLE VEDOVE DEL MASSACRO DI
MONACO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
I collezionisti
di poltrone
e i loro divieti
di Stefano Tamburini
M ono sillabi, qualche grazie per rispondere ai tweet dei fan,
magari con l’aggiunta di un bacio e l’emoticon del sorriso.
Federica Pellegrini è fra i pochi azzurri che sfida, con molta
prudenza, il divieto-capestro di comunicare con il mondo
imposto dal Coni, con minaccia di multa preventiva: 100 mila
euro da pagare in attesa del “processo”, subito dopo la
contestazione.
E se il caso è controverso? Intanto si paga, poi si vedrà. Ve lo
abbiamo raccontato nel dettaglio, proprio mentre su Twitter
uscivano foto e dettagli della cerimonia di dopodomani, frutto
di “spionaggio” di massa di quelli che hanno preso parte alle
prove. E mentre gli atleti di tutto il mondo continuano a
mandar messaggi su quel che fanno. Mark Cavendish, fra i
favoriti nella corsa ciclistica in linea, appena l’altro ieri ha
postato: «Allenamento leggero con @millarmind (David
M illar) e @chrisfroome (ChrisFroome). Tazza di tè da
medaglia d’oro nella pausa». E che dire di George Pinner
(nazionale britannico di hockey): «Definizione di tortura: un
negozio di prodotti alimentari locali con torte, stuzzichini... e
non poter mangiare niente».
È vero che il Comitato olimpico internazionale aveva
distribuito linee guida per evitare la diffusione indiscriminata
dimessaggi e immagini che possano creare problemi ad altri
atleti o avvantaggiare i manipolatori di scommesse. Tanto, se
uno fa qualcosa che non dovrebbe – come l’atleta greca
allontanata dai Giochi per un tweet razzista – si fa presto a
scoprirlo.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
M a al Coni, di fronte alla necessità di dover gestire qualcosa di
sconosciuto in quei palazzi, hanno pensato che vietando tutto
si potesse risolvere il problema. E non hanno messo in conto
la brutta figura. Difficile rimediare in corsa, ora che tutti i
dirigenti sono in gara per capire chi fra Raffaele Pagnozzi e
Giovanni Malagò prenderà il posto del non più eleggibile
Gianni Petrucci, giunto al quarto mandato e pronto a
riciclarsi alla Federbasket, dove peraltro era già stato fra un
trapianto di poltrone e l’altro. Specialità dove il più bravo è
ancora ilpresidente del calcio, Giancarlo Abete , uno che di
sedili imbottiti ne occupa almeno uno per volta fin dal 1979.
Gli altri mica ce li hanno personaggi così e certo non ce li
invidiano: magari uno di questi giorni ce lo faranno sapere su
Twitter.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Le vedove di Monaco
chiedono il silenzio
«Se non lo avremo,
il pubblico si alzi in piedi per protestare»
di Maurizio Di Giangiacomo
A Londra rientra uno sciopero (quello annunciato per domani
dagli addetti alle frontiere) e ne viene annunciato subito un
altro: è quello del personale della metropolitana, che da
dopodomani potrebbe attenersi strettamente ai regolamenti,
mandando così in tilt la celeberrima “Tube”. I contrattempi
sul fronte trasporti – il più caldo anche secondo il Comitato
olimpico internazionale, che però ha ricevuto le rassicurazioni
del Comitato organizzatore – continuano: oggi si è bloccata la
teleferica che collega l’Arena 02 di Greenwich con il centro
Excel e decine di persone sono rimaste per lunghi minuti
sospese sul Tamigi. Sul fronte sicurezza, oltre ai 1.200 militari
in più messi in campo dal governo, sono entrati in azione
anche i cani anti-esplosivo.
M a la grana che rischia di esplodere tra le mani del Locoge del
Comitato olimpico internazionale non è legata né al traffico né
alla sicurezza. Ad agitare i sogni di S ebastian Coe
(presidente del comitato organizzatore dei Giochi) e Jacques
Rogge (presidente del Cio) sono invece le vedove delle
vittime della strage di M onaco 1972: assolutamente
insoddisfatte del minuto di silenzio osservato nei giorni scorsi
dal presidente del Cio all’interno del villaggio olimpico.
Incassato il “no” di Rogge alla loro richiesta di un minuto di
silenzio nel corso della cerimonia inaugurale, ora invitano il
pubblico ad alzarsi in piedi in segno di protesta nel corso del
discorso del presidente. «Non chiediamo alcuna iniziativa
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
dimostrativa da parte degli atleti israeliani durante la sfilata,
perché sappiamo che questo non è permesso», ha detto, nel
corso di una conferenza stampa organizzata nei pressi dello
stadio olimpico Ankie S pitzer: suo marito Andri, allenatore
della squadra di scherma, perse la vita assieme ad altri dieci
atleti e tecnici israeliani sotto i colpi del commando di
Settembre Nero.
«Signor Rogge, lei ha lasciato vincere il terrorismo», ha
rincarato la dose Ilana Romano, vedova del pesista Josef.
Una brutta gatta da pelare per l’ex velista belga (che, come
atleta, prese parte ai Giochi di M onaco) oggi alla guida del
Comitato olimpico. Accogliere la richiesta delle vedove
israeliane sarebbe facile, ma il rischio è quello di scatenare le
proteste dei Paesi arabi. Da bravo politico, ha provato a
“mediare” con la piccola cerimonia dei giorni scorsi, ma ad
Ankie e Ilana non basta. E dopo l’annunciata,
“rumorosissima” assenza della presidentessa argentina
Cristina Kirchner– le Falkland bruciano ancora – per il
Foreign Office ieri è scoppiata un’altra mini-grana: il
vicepresidente della Duma nonché presidente del comitato
olimpico russo, Aleksandr Zukov, ha denunciato con un
tweet che il comitato organizzatore ha negato l’accredito al
presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. «È nella lista
delle persone al bando dai Paesi dell’Ue», ha replicato
l’ambasciata britannica di M insk, ma il clima non è certo
quello da “cerimonia inaugurale più partecipata della storia”
sventolato fino a qualche ora fa dal governo inglese.
Un problema, però, il Comitato organizzatore e Danny Boyle
– regista della cerimonia inaugurale di domani – l’hanno
risolto: sono riusciti a trovare un ruolo per David Beckham.
Voi riderete, ma prima sappiate che a difesa dello “Spice
Boy” è sceso in campo addirittura Paul McCartney.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
«Beckham è un eroe nazionale – ha detto l’ex Beatles –. M i
sarei immaginato che sarebbe stato la prima scelta per la
squadra di calcio, per tutto quello che ha fatto per portarci le
Olimpiadi. M a qualche idiota ha deciso altrimenti». Il ct
britannico S tuart Pearce non si è scomposto. «Non importa
se M cCartney, la regina e ogni star di Hollywood dicono la
loro. La squadra è stata scelta e quella è», ha detto un
portavoce del tecnico. Sarà proprio M cCartney a chiudere la
cerimonia inaugurale, i cui dettagli sono già stati svelati su
Twitter dai volontari presenti alle prove: sarà un musical
ovviamente full brit, con la colonna sonora di Queen, Sex
Pistols e David Bowie e citazioni shakespeariane, animato da
pecore e cavalli, Alice nel Paese delle M eraviglie e James
Bond. L’unico mistero è, ancora, il nome dell’ultimo tedoforo:
dopo la principessa Anna, riprendono quota le azioni dei due
litiganti Redgrave e Thompson.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il ricordo di Novella:
«Vidi dalla finestra
i fedayin in azione»
La Calligaris rivive il trauma
della notte di violenza al villaggio olimpico
di Cristina Chinello
«Sono convinta che questa sarà la più bella olimpiade di
sempre». Novella Calligaris, 58anni, oggi è una giornalista di
Rai News, ma nessuno scorda che è stata la prima atleta
italiana ad aver vinto una medaglia olimpica nel nuoto e ad
avere stabilito un primato mondiale.
Quattordici in tutto le edizioni dei Giochi a cui ha partecipato:
due come atleta, dodici come giornalista. Tre le medaglie
olimpiche vinte in carriera, tre mondiali, tre europee, 82
tricolori.
Qual è l’edizione che ricordacon più affetto e quella più
controversa?
«Emozioni positive e contrastanti coincidono, per me, nelle
Olimpiadi di M onaco del 1972. Sono stati i miei primi Giochi,
quelli in cui ho sdoganato la categoria dei nuotatori, salendo
tre volte sul podio. Nello stesso tempo è la più controversa
perché il massacro degli atleti israeliani mi ha lasciato un
enorme disagio».
Ricorda in particolare qualche episodio?
«Avevo finito le gare, ma in virtù dei miei risultati potevo
rimanere al villaggio per seguire l’atletica. Ho visto tutta la
scena dalla finestra, perché la zona riservata all’Italia era
accanto a quella di Israele. I fedayn sembravano uomini
mascherati, quasi un gioco. Io avevo 17 anni, non avrei mai
potuto immaginare cosa stesse accadendo, lo seppi solo al mio
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
rientro in Italia. Avevo un grande rapporto adolescenziale con
M ark Spitz e avevamo un appuntamento. Invece lui mi
mandò a dire che doveva ripartire immediatamente. Poi capii
perché: era uno degli obiettivi».
Restando in tema di sicurezza: come le sembra la
situazione a Londra?
«Siamo alle solite: non ci sono ancora i risultati, per cui
bisogna montare un po’ di cose. La Gran Bretagna è una
nazione avvezza al problema sicurezza, credo (e spero) che
siano polemiche della vigilia. C’è sempre qualcuno che deve
dire la sua, in fondo l’Olimpiade è un grande palcoscenico che
illumina tutti, vincitori e contestatori».
Che edizione sarà?
«Confido moltissimo in Sebastian Coe, presidente del
comitato organizzatore, personaggio stratosferico, un uomo
che viene dallo sport, lo ama e ha pensato all’eredità dei
Giochi: ogni impianto è stato realizzato a misura dei cittadini
che lo useranno dopo i Giochi. Ha stilato un programma
internazionale di coinvolgimento delle popolazioni nello
sport: sono convinta che saranno le più belle Olimpiadi di
sempre».
L’Italia punta moltissimo sul nuoto, anche in questa
edizione. S peranze realistiche?
«Il nuoto ha le sue fasi, come tutti gli sport: prima c’è stata la
grande rivoluzione maschile con Rosolino e Fioravanti a
Sydney. Poi sono arrivati i talenti come Federica Pellegrini,
che scrivono la storia. Ora ci sono dei bei giovani: Luca Dotto,
in cui confido molto perché ha una grandissima personalità, e
Fabio Scozzoli».
Ha dimenticato Filippo Magnini.
«È stato molto bravo, ha fatto bene in due M ondiali
consecutivi. Qui, nella sua specialità, se parliamo di medaglie,
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
la vedo più complicata. M i auguro di essere smentita perché è
un ragazzo straordinario, generoso, con tantissime qualità».
Federica Pellegrini: è ancora lei l’atleta da battere?
«Chiederselo è normale: da una parte ti portano alle stelle,
dall’altra se vinci troppo non fai più notizia e quindi sperano
che tu perda. Lei è la più grande atleta italiana in termini di
risultati: nessuno ha mai fatto undici record del mondo.
Certamente per lei questa sarà un’Olimpiade difficile, perché
c’è una banda di ragazzine affamate che si giocheranno il tutto
per tutto. Federica ha la responsabilità di essere la donna da
battere. Confido nella sua voglia di lottare, certamente venderà
cara la pelle».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Arriva Napolitano
e il villaggio olimpico
si colora di azzurro
di Paolo Carletti
Una forte spruzzata di azzurro nel villaggio olimpico dove
oggi è stata alzata la bandiera tricolore e cantato l’inno
nazionale. Era la cerimonia di benvenuto organizzata dal
Comitato olimpico, che l’Italia ha condiviso con Kazakhistan,
Slovacchia e Azerbaigian. E per la prima volta gli atleti sono
stati salutati con uno show di canti e balli allestito dal
National youth theatre. Non numerosissima la presenza di
atleti azzurri perché molti devono ancora arrivare, ma c’erano
comunque le due squadre di pallavolo, il pugile Domenico
Valentino e la canoista Clara Giai Pron, insieme con il capo
delegazione azzurro Raffaele Pagnozzi, l’ambasciatore
italiano a Londra Alain Giorgio Maria Ecomides, e il
presidente del Coni, Gianni Petrucci.
L’entusiasmo anche tra gli azzurri dunque sta crescendo, e
domani sarà la giornata del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, che arriverà nel tardo pomeriggio e in
serata cenerà al villaggio con la squadra italiana. Dopodomani
mattina raggiungerà Casa Italia ospitata presso The Queen
Elisabeth II Conference Center dopo l’invito ricevuto dal
Coni. Il presidente, come gli altri capi di Stato presenti, sarà
ricevuto a Buckingham Palace dalla regina, e quindi
rappresenterà l’Italia alla cerimonia inaugurale.
M olto soddisfatti i dirigenti azzurri per l’arrivo di
Napolitano, e si dice «commosso » Petrucci, alla scadenza del
suo quarto mandato al comando del Coni, ma per il quale è già
pronta la poltrona di presidente della Federbasket. La
spedizione azzurra è ancora poco numerosa ma si sta
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
rapidamente componendo in vista della cerimonia inaugurale
di dopodomani.
Oggi da Fiumicino sono partite con grandi ambizioni le
giocatrici della pallanuoto, campionesse d’Europa. «Non
vediamo l’ora di scendere in acqua – ha detto l’allenatore
Fabio Conti – l’Olimpiade è sempre qualcosa che provoca
emozioni forti, vogliamo vivercele dal primo all’ultimo
minuto». Nel villaggio olimpico anche Greta Cicolari e
Marta Menegatti, la coppia azzurra del Beach Volley: «Che
emozione giocare davanti a Buckingham Palace, ci sarà una
folla immensa e anche il principe Harry», hanno commentato
emozionate mentre passeggiavano nel villaggio olimpico. E poi
è sbarcata a Londra la coppia d’oro del nuoto: Federica
Pellegrini e Filippo Magnini sono arrivati allo scalo di
Gatwick precedendo gli altri compagni della squadra di nuoto.
«Sono già chiusa nella mia bolla – ha detto dopo lo sbarco
Federica – guarderò la cerimonia dal villaggio e farò il tifo per
la Vezzali». La campionessa è apparsa tranquilla e ha parlato
anche dell’allarme sicurezza: «Ho chiesto ai miei di non andare
assolutamente in metro: qui devono prendere solo taxi, non
voglio preoccupazioni». M agnini ha invece messo «le mani
avanti»: «Ho fatto tutto quello che dovevo, me la gioco ma
non prometto nulla», ha detto.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Brasile e Spagna,
le stelle in campo
Calcio: domani le prime sfide
con due favorite su tutte
di Paolo Carletti
Il calcio mantiene il profilo basso, cosciente di non essere una
primadonna nei Giochi olimpici, ma sotto sotto le nazionali
maggiori ci tengono, eccome. Le Federazioni, nel rispetto dello
spirito olimpionico, hanno lasciato a casa i top-player come
vengono chiamati adesso, dando spazio a giocatori di seconda
fascia. Del resto il regolamento prevede squadre di under 23
(sono 16 quelle arrivate alla fase finale) con l’eccezione di tre
“fuoriquota”. M a qua e là spuntano nomi eccellenti,
soprattutto nelle formazioni di Gran Bretagna, Spagna, e
soprattutto Brasile. Le squadre che – per motivi diversi –
scendono da domani in campo per puntare direttamente
all’oro.
Non senza difficoltà per i padroni di casa: il Cio infatti
riconosce un solo interlocutore, il Comitato olimpico
britannico e non le quattro federazioni. Quindi una sola maglia
per quattro nazioni: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del
Nord. Il ct S tuart Pearce ha dovuto fare i salti mortali per i
boicottaggi delle federazioni, soprattutto quella scozzese che
fin dall’inizio si è detta contraria a far giocare i propri atleti
con la maglia britannica. E infatti la Scozia non è
rappresentata da alcun giocatore. Nella squadra capitanata
dalla bandiera del M anchester United Ryan Giggs , 38enne
gallese, ci sono altri quattro suoi connazionali e 17 inglesi. Un
altro gallese, Gareth Bale del Tottenham, sogno proibito
delle italiane, ha rischiato di incorrere in una sospensione. Ha
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
rifiutatola convocazione perché infortunato, ma l’altro ieri ha
disputato un’amichevole con il suo club, segnando pure una
rete. «Se la Federazione dovesse protestare allora Bale
potrebbe ricevere una squalifica per tutto il periodo delle
Olimpiadi» ha detto il numero uno della Fifa S epp Blatter. È
stato proprio il ct Pearce a rinunciare alla richiesta e a salvare
il giocatore. L’altro giocatore di spicco della Gran Bretagna è
Craig Bellamy, anch’egli gallese. Domani avranno di fronte il
Senegal nell’ultima gara in programma.
È il Brasile il favorito numero uno. I verdeoro da mesi
ripetono di non essere mai riusciti a vincere una Olimpiade.
Così, insieme con tanti giovani di grandi prospettive come
Lucas e Ganso, ci sono i difensori Thiago S ilva (Psg) e
Marcelo (Real M adrid). E un attacco super con Pato (M ilan),
Hulk (Porto) e il gioiellino Neymar. M a attenzione alla
Spagna, che vuol continuare il suo dominio globale. Con il
gioiello Iker Muniain dell’Atletico Bilbao, ha un’ossatura
della cantera del Barcellona: Thiago Alcantara, Tello, Jordi
Alba. C’è poi il fantasista Juan Mata (Chelsea). Squadra
giovane ma già con esperienza da vendere. Come outsider i
bookmakers accreditano l’Uruguay di Edinson Cavani
(Napoli) e S uarez (Liverpool).
Un attacco esplosivo, cui si aggiungono Hernandez
(Palermo) e Ramirez, fantasista del Bologna. Inutile andare
alla ricerca dell’Italia: la nazionale azzurra (le qualificazioni
erano giocate dall’Under 21) non ce l’ha fatta.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
GIOVEDÌ 26 LUGLIO
Grande vigilia
con tante speranze
Siamo arrivati alla vigilia del grande giorno. Tutto è
pronto a Londra per la cerimonia inaugurale e il
segreto sull’ultimo tedoforo resiste. C’è chi fa i conti
sulle possibili medaglie e sulla soglia del successo e
dell’insuccesso e comunque vada una certezza c’è: il
premio medaglia stabilito dal Coni per gli azzurri che
saliranno sul podio è fra i più alti. Insomma, se in
economia stiamo passando uno fra i momenti
peggiori, almeno lo spread della gratitudine è a
nostro favore.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
L’ARRIVO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO AL VILLAGGIO
OLIMPICO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Non basta
contare
le medaglie
di Stefano Tamburini
Per riuscire a prenderci la scena – e qualche volta farne anche
un po’ – siam bravi. E come se siam bravi: ad Atene e
Pechino, ci siamo portati a casa l’ultimo oro del programma,
quello che fa più colpo perché la premiazione precede di poco
la festa di chiusura e sembra che siano tutti quanti lì per noi.
Nel 2004 con il maratoneta S tefano Baldini, quattro anni fa
con il pugile Roberto Cammarelle.
E in ogni caso al Coni sono stati bravi a mettersi ogni volta in
testa la corona degli ottimisti. A Pechino raccogliemmo otto
ori, due in meno di Atene, cinque in meno di Sydney e
Atlanta. Eppure riuscirono a veicolare il messaggio che era
stato un trionfo. Per carità, neanche una disfatta ma le
medaglie – dopo averle contate – si dovrebbero anche
“pesare”. E così si sarebbe potuto scoprire che – a parte la
semp it erna Valentina Vezzali , la talentuosa Federica
Pellegrini e i pugili da podio – gli ori erano arrivati da ragazzi
della porta accanto come il lottatore Andrea Minguzzi, la
judoka Giulia Quintavalle, la tiratrice Chiara Cainero, lo
schermidore Andrea Tagliariol e il marciatore Alex
S chwazer. Grandi nel loro splendore olimpico ma quasi
sempre emersi grazie a qualità individuali e senza legami con
scuole federali che – lodevoli eccezioni a parte – proprio non
esistono. L’atletica ha poco da offrire, il ciclismo è
un’incognita, canoa e canottaggio restano aggrappati a Josefa
Idem. Certo, se salisse sul podio a 48 anni e all’ottava
Olimpiade ci regalerebbe la più bella favola mai tramutata in
realtà, rivoli di commozione e tanto orgoglio. Però dopo cosa
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
resterebbe?
E il nuoto? La Pellegrini non è più favoritissima (e magari ci
stupirà ancora), ci sono altri giovani che premono e questa è
l’unica disciplina che ancora si regge su fondamenta gettate
anni addietro. Il resto della situazione non è molto diversa da
quella del calcio. Il ct Cesare Prandelli, alla vigilia della
semifinale dell’Europeo contro la Germania, disse che loro
erano diventati il modello: 17 centri tecnici federali contro il
solo Coverciano.
In tutti questi anni, il Coni si è aggrappato a numeri che sono
comunque di prima fascia, sbirciando nelle prime file e
snobbando il resto. Sperando di essere smentiti da una valanga
di medaglie “pesanti”, temiamo sia troppo poco.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Tutto pronto
per la serata
dello show
Sarà seguita
da un miliardo di telespettatori
di Maurizio Di Giangiacomo
È stata una vigilia di gaffe e intoppi, per fortuna questa sera si
comincia. I contrattempi, aggravati dalla flemma britannica, si
sono moltiplicati anche nella giornata di oggi. Parte dei soldati
dislocati in fretta e in furia a Londra per garantire il regolare
svolgimento dei Giochi – dopo il flop del contractor privato
che non era riuscito a reclutare un numero sufficiente di
vigilantes – sono spariti dal parco olimpico, provocando
lunghe code al varco stampa. Dalla sicurezza alla viabilità,
altro tallone d’Achille dei Giochi londinesi individuato nei
giorni scorsi dallo stesso Comitato olimpico internazionale: il
traffico, nella cittadella olimpica, è sempre più congestionato,
anche a causa del limite delle 20 miglia orarie (poco più di 30
chilometri all’ora), rispettato rigorosissimamente dagli autisti.
E nel resto della città l’apertura delle “corsie olimpiche” –
riservate ad atleti e media – ha provocato altri ingorghi. Per
non parlare delle metropolitane, che funzionano a singhiozzo
tra rallentamenti e sospensioni del servizio.
E la gaffe sembra essere la parola d’ordine non solo fuori, ma
anche “in campo”. L’altro ieri c’è stato lo scambio di bandiere
che ha generato l’incidente diplomatico che per poco non
provocava il ritiro della squadra nordcoreana di calcio: il
torneo di calcio è cominciato in anticipo rispetto al via
ufficiale e al posto della bandiera del Nord è apparsa quella del
Sud. Oggi c’è stato il bis, con gli atleti ucraini che – a fidarsi
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
del sito ufficiale dei Giochi – sono tutti nati in... Russia, errore
che era già stato fatto con i georgiani.
Quelle di Filippo d’Edimburgo sono proverbiali, ma le gaffe
non sono un’esclusiva britannica. Lo ha dimostrato oggi il
candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Mitt
Romney, che è sbarcato a Londra facendo riferimento a
«storie sconcertanti» sulla sicurezza e l’organizzazione dei
Giochi, salvo poi fare un precipitoso dietrofront dopo il faccia
a faccia con il premier inglese David Cameron, che aveva già
replicato stizzito alle sue parole. «A Romney dico di guardare
a quello che siamo riuscirti a realizzare anche in questi tempi
di crisi economica», aveva detto Cameron, prima di ricevere il
politico americano a Downing Street.
Insomma, meno male che domani serea si comincia. Per lo
show delle 20.12 (le 21.12 in Italia) ci sono ancora biglietti,
ma sono carissimi (dalle 1.600 alle 2.000 sterline). In tribuna i
potenti del mondo, da Angela Merkel al primo ministro
giapponese Hoshihiko Noda, fino alla First Lady americana
Michelle Obama. Altri, banditi dalla regina, brilleranno per
la loro assenza, dal siriano Assad al bielorusso Lukashenko,
fino allo zimbabwano Mugabe.
La cerimonia sarà seguita da un miliardo di telespettatori. Il
nome dell’ultimo tedoforo è ancora top secret, ma oggi è
spuntato
sir Roger Bannister, mezzofondista del
dopoguerra. Sempre oggi la fiaccola ha proseguito nella sua
marcia di avvicinamento, approdando a Downing Street e,
successivamente, a Buckingham Palace, dove è stata accolta
dai giovani reali, William, Harry e Kate. A portarla, tra gli
altri, anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Kimoon, circondato da una folta scorta.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Applausi azzurri
per Napolitano
Il capo dello Stato:
«Lo sport tonificante per il Paese»
di Paolo Carletti
È una vigilia di grandi emozioni per gli atleti e i dirigenti
azzurri, appena raggiunti a Londra dal presidente della
Rep ubblica Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato è
sbarcato all’aeroporto di Stansted poco prima delle 20 (ora
italiana), e un’ora dopo è stato accolto al villaggio olimpico dal
presidente del Coni Gianni Petrucci e dal capodelegazione
Raffaele Pagnozzi.
A bordo di una macchina scoperta il presidente è arrivato alla
palazzina dell’Italia accolto dall’applauso degli atleti azzurri.
«La nostra capacità di affermazione sarà coronata da risultati
sportivi tonificanti. L’Olimpiade deve essere una prova per il
nostro Paese della capacità di affermare quei valori e quelle
virtù che costituiscono la parte più importante del patrimonio
dell’Italia» ha detto Napolitano. Si è poi soffermato sulla
scomparsa del consigliere giuridico del Quirinale, Loris
D’Ambrosio: «È un impegno gravoso essere qui, ma sentivo
di doverlo mantenere per quello che rappresenta il nostro
impegno sportivo qui a Londra per le Olimpiadi».
In precedenza era stato Petrucci a rappresentare il dolore dello
sport per la morte di D’Ambrosio (morto d’infarto qualche
settimana dopo l’uscita di una serie di polemiche relative
all’uscita di intercettazioni fra lo stesso D’Ambrosio e l’ex
ministro Nicola Mancino in merito a un’ipotetica trattativa
Stato-mafia. Va detto che l’operato di D’Ambrosio non è stato
mai messo in discussione dalla magistratura e lo stesso
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Napolitano ha parlato di «campagna violenta e irresponsabile
di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di
recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua
storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha
fatto onore all'amministrazione della giustizia del nostro
Paese».
C’è stato anche il tempo di una battuta: «Se potessi fare uno
scambio, lo farei» ha esclamato Napolitano replicando a
quanto detto qualche ora prima da Petrucci che proponeva
uno scambio tra spread (la differenza fra il rendimento dei
Bund tedeschi e i titoli di Stato italiani) e medaglie degli azzurri
ai Giochi. Poi il cambio di programma: «Non resto a cena al
villaggio, non voglio che il mio stato d’animo pesi sulla vostra
allegria», ha detto con tristezza. Napolitano domani mattina
visiterà Casa azzurri, quindi sarà ricevuto dalla Regina
Elisabetta, prima di assistere all’apertura dei Giochi.
S i comincia. Una giornata finalmente “piena” per la
spedizione e già domani i primi azzurri saranno in gara.
Petrucci non sta più nella pelle, sente che il Big Ben sta per
suonare l’inizio della competizione, e volge uno sguardo
all’Italia: «Sarebbe retorico dire che le medaglie fanno
dimenticare il momento critico dell’Italia – dice – sentiamo la
responsabilità, e noi ce la metteremo tutta». Poi fa un
parallelo con l’azione del governo, cogliendo l’occasione
dell’arrivo del presidente: «Idealmente corriamo per l’Europa
– prosegue – abbiamo anche messo la bandiera fuori e nelle
nostre dichiarazioni veicoleremo questo messaggio, sapendo
che facciamo squadra con l’Italia e con questo governo,
augurandoci di regalare qualche sorriso in più».
Le medaglie. Tanti podi, meno spread, dice Petrucci. M a
quante medaglie potrà conquistare l’Italia? «Ieri dicevo 25,
oggi 24, ogni giorno scendo – risponde – Speriamo di fare una
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
bella figura, l’immagine positiva è quello che conta». In verità,
come riportato da Repubblica.it, da uno studio del Coni ne
escono 32 di medaglie. Realista il capodelegazione azzurro
Lello Pagnozzi: «Cercheremo di restare nella top ten dello
sport sapendo di dover affrontare un tappone di montagna
con la bufera».
I costi della spedizione. Si fanno anche due conti delle spese
per la spedizione azzurra. È di 3.255.000 euro la cifra tonda,
fatta dai 350mila euro dei viaggi e 1.498.000 per l’affitto di
Casa Italia nel maestoso Queen Elisabeth Center. Una spesa
messa in preventivo quando ancora lo sport italiano nutriva
ambizioni di ospitare le Olimpiadi del 2020. Candidatura
bocciata dal presidente del consiglio Mario Monti. Gli
sponsor per il biennio 2011-2012 hanno comunque garantito
ricavi per 12,1 milioni che hanno coperto le spese della
monumentale hospitality house e i costi della trasferta.
Intanto si vanno definendo i dettagli per la cerimonia di
domani sera. L’Italia sfilerà per 93esima, dopo Israele. La
divisa (Armani) sarà con giacca e pantaloni blu in cotone e
cravatta e foulard di seta stile regimental.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
L’oro vale 40mila euro
gli italiani tra i più pagati
di Paolo Carletti
Parte la corsa all’oro, che se non è quella che infiammò schiere
di avventurieri negli Stati Uniti del 1800, può comunque
fruttare una discreta cifra per i nostri atleti. Gli azzurri che
riusciranno a salire sul gradino più alto del podio incasseranno
un premio di 140mila euro, per l’argento 75mila, e 50mila per
il bronzo.
Niente male, visti i tempi, per atleti che in alcune discipline
sono abituati a gareggiare spesso per divertimento. M a queste
sono le Olimpiadi, ci sono alle spalle quattro anni di sacrifici,
e il premio è là che aspetta di essere preso. I premi azzurri
sono rimasti dello stesso importo rispetto a Pechino, ma va
detto che l’Italia è al terzo posto dopo Armenia e Azerbaigian
(che di speranze auree ne hanno poche), ben davanti a tutte le
altre nazioni occidentali. La Francia stanzia 50mila euro per
ogni oro, la Germania 18, gli Stati Uniti 20,6. Tutte nazioni
che, sulla carta, alla fine dei Giochi dovrebbero avere un
carniere più pesante del nostro.
Ci sono poi curiosità che riguardano altre nazioni, come la
Corea del Sud dove una medaglia vale l’esenzione dal servizio
militare. Oppure la Bielorussia, che oltre al premio (100mila
euro per l’oro) assicura una fornitura di salsicce per il
quadriennio olimpico. M a non è solo il premio a fare la
provvista dell’atleta, che grazie all’impatto mediatico di una
vittoria o comunque un podio alle Olimpiadi, può pescare in
un indotto (sponsor, pubblicità, diritti di immagine) a volte
molto consistente.
All’estero ne sa qualcosa la freccia Usain Bolt che dopo
Pechino ha tirato su 20,3 milioni di dollari. Oppure paperone
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Phelps, la freccia del nuoto. L’australiano ha raddoppiato gli
introiti dai cinque milioni di dollari di Pechino. A due milioniè
salita la nostra FedericaPellegrini, a 700mila euro
Valentina Vezzali , 300mila per il marciatore Alex
S chwazer.
Gloria e successo, ma anche soldi quindi, anche se la storia
come si può notare, cambia da sport a sport per la forza degli
sponsor. E ieri proprio Valentina Vezzali, nostra
portabandiera, ha detto che l’oro se lo vuole riprendere subito:
«Alla cerimonia sfilando con il tricolore, sarà una serata
splendida che rimarrà uno dei ricordi più cari. Poi sabato
mattina salirò in pedana per riprendere il mio titolo olimpico».
La Vezzali si è imbarcata questa mattina da Fiumicino con gli
sciabolatori Aldo Montano e Luigi S amele, e le fiorettiste
Elisa Di Francisca e Ilaria S alvatori. M ontano, pur reduce
da un brutto infortunio, si è mostrato fiducioso: «Le mie
condizioni sono buone anche se non eccezionali, ho fatto
l’impossibile per esserci, anche se poi in pedana saremo
tantissimi e tutti agguerriti».
Già da domani la squadra di tiro con l’arco affronterà le prime
eliminatorie. «Siamo forti – dice Marco Galiazzo, uno dei
favoriti – se tutto va per il verso giusto possiamo vincere. Per
M e sarà l’Olimpiade della consapevolezza, dovrò cercare
dipensare il meno possibile e tirare come so fare».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
SECONDA PARTE
L’avvio pieno
di speranza
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
VENERDÌ 27 LUGLIO
Show immenso
Spazio ai sogni di gloria
La cerimonia inaugurale è stupenda, vi partecipa
direttamente (in una gag con 007) la regina Elisabetta
e in tv la vedono e la apprezzano un miliardo di
spettatori. Londra dà il meglio ed esce alla grande da
questo debutto. In casa azzurra c’è grande
concentrazione per affrontare al meglio il vero
debutto, quello delle prime gare di domani.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LA CERIMONIA INAUGURALE
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Londra, così parte
la corsa all’oro
Cerimonia inaugurale allo stadio di Stratford
un miliardo di telespettatori. Israele col lutto
di Paolo Carletti
La fiamma olimpica arde nello stadio Olimpico a est di Londra
davanti agli ottantamila fortunati presenti a Stratford, e a un
miliardo, forse più, di telespettatori in ogni angolo del mondo.
Un’inaugurazione di coreografie spettacolari affidate al premio
Oscar Danny Boyle (il regista di M illionaire e Trainspotting),
che in due ore di spettacolo ha voluto ripercorrere la storia
dell’Isola delle meraviglie, così come è stata intitolata la
cerimonia di apertura costata circa 35 milioni di euro. E
iniziata da Bradley Wiggins, primo ciclista britannico a
vincere il Tour de France, che ha fatto risuonare la campana
olimpica.
Lo stadio ha preso poi la forma di una campagna inglese dove
hanno sfilato i 10.500 atleti, 15mila figuranti tra cui molti
bambini. M a anche 70 pecore, 12 cavalli, dieci polli, tre
mucche, due capre, e infine cani e oche.
E poi effetti speciali a gogo, elicotteri, auto, la musica degli
anni sessanta, i Beatles, la London Simphony Orchestra. E i
video a raccontare alcune delle tappe più importanti della
storia che hanno fatto l’Inghilterra di oggi.
È uno scenario bucolico made in England, con un palco di
quindicimila metri quadrati su cui domina il verde. Una
fattoria, poi anche un campo da cricket, centinaia di contadini
che fanno loro la scena. E dallo scenario green si passa al blu,
il mare dell’isola, e al grigio, quello della rivoluzione
industriale con le ciminiere che escono dal palco.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Cinque grandi cerchi illuminati nel cielo dello stadio e un
tripudio di fuochi e luci. Il geniale Boyle ha ritagliato un
simpatico ruolo da bond-girl per la regina Elisabetta scortata
nell’impianto, con un trucco cinematografico, da Daniel
Craig nei panni di 007. In un filmato l’agente segreto da
Buckingham Palace scorta la regina – che si presta in prima
persona alle riprese – su un elicottero, fino al lancio col
paracadute di una controfigura. Al video si è sovrapposta la
realtà, e la regina con lo stesso vestito del video è uscita in
tribuna autorità accompagnata dal marito Filippo di
Edimburgo e dal boato del pubblico.
Poi tanto spazio alla musica. D’altronde gli inglesi ne hanno in
abbondanza da mostrare. Sottomarini gialli, Beatles, musiche
di Mike Oldfield, Rolling Stones, Sex Pistols, Duran Duran,
Queen. Un grande miscuglio di emozioni, suoni, luci. Con
l’aspetto sociale tanto caro al regista: l’omaggio al servizio
sanitario nazionale con centinaia di infermiere che si prendono
cura di una folla di bambini, e gli operai che protestano per
rappresentare la Grande Depressione. Uno sketch del comico
Mr. Bean e i protagonisti. Le rappresentative nazionali che
sfilano sulla pista di atletica davanti al pubblico entusiasta,
migliaia di flash fotografici, i saluti, le bandiere dei Paesi del
mondo. Comincia la Grecia, poi Argentina, Usa. Israele con un
triangolino nero sulla divisa in segno di lutto per le vittime di
M onaco ’72. E l’Italia, con il tricolore tra le mani di
Valentina Vezzali , seguita dagli altri 141 atleti azzurri e 34
tra dirigenti etecnici guidati dal capomissione azzurro
Raffaele Pagnozzi.
E si svela il mistero dell’ultimo tedoforo: la torcia arriva allo
stadio su un fantastico motoscafo guidato dal calciatore
simbolo dell’Inghilterra, David Beckham, che poi passerà la
torcia a un gruppo di giovanissime speranze dello sport
110
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
britannico: una cosa mai vista prima, una sorpresa che
nessuno aveva neanche ipotizzato. «È l’orgoglio britannico,
all’insegna della modestia e senza divagazioni politiche» ha
commentato il regista Danny Boyle. «Il senso della cerimonia
è rappresentare la storia britannica ma con senso di modestia,
perché dobbiamo capire il nostro posto nel mondo, insieme
agli altri. Solo valori genuini».
Tutto questo davanti al mondo, e a una platea di personalità
mondiali accorsi a Stratford. In tribuna il presidente della
Rep ubblica Giorgio Napolitano, così come la regina
Elisabetta II e il premier David Cameron. 120 i capi di Stato
e di governo.
Una festa cominciata fin dal mattino. Il conto alla rovescia
verso la cerimonia inaugurale della trentesima edizione
deiGiochi è stato dato dai rintocchi del Big Ben alle 8,12 locali
(9,12 in Italia), unendosi al coro di tutti i campanili del Regno
Unito che hanno risuonato per 40 volte esattamente nello
stesso momento. Le 8,12, cioè esattamente 12 ore prima
dell’orario simbolico, le 20,12, del sorvolo sulla capitale e lo
stadio Olimpico della pattuglia acrobatica della Raf. E nelle
ore successive la regina Elisabetta e il duca di Edimburgo
hanno dato un ricevimento a Buckingam Palace al quale sono
stati invitati tutti i capi di Stato. Brindisi con un Blanc de
Blancs Gusbourne Estate del Kent, e poi uova di quaglia,
salmone e anatra affumicati. La regina ha tenuto un breve
discorso, sottolineando «lo spirito di fratellanza che è
l’aspetto più importante dell’ideale olimpico», invitando i
presenti «a essere orgogliosi delle nostre squadre».
Poi il suo compito più importante: dichiarare aperti i Giochi.
Da domani parte la corsa all’oro.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Napolitano scherza
«Gli azzurri?
Li ho visti gagliardi»
di Maria Rosa Tomasello
Per non dare più scuse agli atleti vittime di amnesia da inno,
Giorgio Armani ha fatto stampare il testo di “Fratelli
d’Italia” sulla giacca della divisa ufficiale riservata alle
premiazioni. Prima del podio, ripasso. Il presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, osserva l’inno impresso in
oro e sorride: «Stringiamoci a coorte... Bello, è il testo giusto.
Lo hanno imparato, ne abbiamo parlato tantissimo durante le
celebrazioni dei 150 anni dell’Unità» commenta soddisfatto il
presidente mentre visita Casa Italia, quartier generale della
spedizione azzurra ai Giochi di Londra, assieme al ministro
Piero Gnudi.
Lo sport ai tempi dello spread genera speranze e metafore. «Il
Paese non è tutto in crisi, fortunatamente c’è una parte in
piedi e con un sacco di energie» dice il capo dello Stato. È il
suo viatico per gli atleti italiani che si preparano a scendere in
gara: Napolitano li ha incontrati giovedì nel Villaggio olimpico
per fare loro gli auguri prima della sfilata d’apertura davanti
agli ottantamila dello stadio olimpico: «Li ho trovati rilassati,
distesi e allo stesso tempo sufficientemente gagliardi»
racconta divertito. Ancora una volta, com’era già accaduto
durante i campionati europei di calcio, il presidente usa lo
sport per richiamare all’unità e al coraggio il Paese che vacilla
sotto i colpi della recessione: «L’Italia ha straordinarie risorse
e grandi tradizioni. Naturalmente ha tanti problemie punti
deboli, ma è capacedi esprimere energia e determinazione. Lo
sport – ricorda – non è l’ultimo dei terreni in cui si può dare
prova di disporre di energie e volontà di coesione, lì c’è
112
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
veramente spirito nazionale, c’è il senso dell’Italia, non ci
sono distinzioni di alcun genere». Attenzione però a non
mettere sullo stesso piano lo svolgimento delle Olimpiadi e
quello che accade sui mercati finanziari: «Sono cose un po’
diverse» sottolinea, anche se «le Olimpiadi valgono per il
mondo e ci sarà un valore aggiunto per l’Europa nella misura
in cui ci saranno anche risultati».
Agli azzurri, il giorno precedente, ha affidato una missione: «È
importante che il vostro successo contribuisca a dare
consapevolezza che siamo un grande Paese che saassolvere al
suo ruolo nel mondo oggi come in altre epoche». Per questo il
presidente si aspetta una grande prestazione: «Spero e sono
certo che arriveranno medaglie, ma soprattutto sono certo che
c’è l’impegno di tutti a partecipare alle gare motivati e uniti».
Dura un’ora la visita del presidente della Repubblica a Casa
Italia, centro delle eccellenze italiane allestito all’interno del
Queen Elisabeth II conference centre: sei piani per un totale di
seimila metri quadrati vicina agli edifici-simbolo della City: il
Big Ben, l’Abbazia di Westminster. Napolitano si ferma allo
spazio Fiat, dove il presidente del gruppo John Elkann lo
aspetta assieme alla moglie e ai due figli. «Tu che sport fai?»
chiede al piccolo Oceano intimidito.
Dopo un caffè veloce, c’è il tempo di salutare gli chef stellatia
cui è affidato il ristorante “True Italian” – Massimo Bottura,
Marta Pulini, Massimo S pigaroli, Pier Luigi Di Diego e
Giovanna Guidetti. «Tutti dall’Emilia? Bene, bene, so che
venite tutti da lì. M a ci vuole più pluralismo» scherza con il
gruppo, proveniente da un territorio «duramente provato dal
terremoto». Prima di proseguire in direzione dell’ambasciata
italiana e quindi di Buckingam Palace, dove la regina Elisabetta
ha invitato per il tea time tutti i capi di Stato presenti alla
cerimonia inaugurale, per Napolitano l’ultima tappa, sotto la
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
guida del presidente del Coni Gianni Petrucci e del segretario
generale Raffaele Pagnozzi, è la mostra fotografica «L’Italia
e gli italiani», organizzata da Intesa San Paolo in
collaborazione con l’agenzia fotografica M agnum. «Qui c’è
l’Italia che seguita a produrre e a dare il meglio di sé in un
momento di difficoltà – lo saluta Petrucci – per questo ci
rende felici che il presidente sia ancora una volta vicino al
mondo dello sport».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
E per un po’
possiam scordare
lo spread
di Vittorio Emiliani
Non era mai accaduto, credo, che il segretario generale delle
Nazioni Unite corresse una sua frazione per portare acceso il
fuoco di Olimpia a destinazione. Stavolta abbiamo visto Ban
Ki-moon vestito di bianco con la torcia in mano, per le strade
che portano a Londra. Penso che dobbiamo conservare questa
immagine come un segnale importante, come un ritorno
all’antico spirito di pace delle Olimpiadi elleniche.
Vogliamo illuderci? Certamente sì. Gli uomini schierati per la
sicurezza saranno 42.000 e il budget riservato a essa supera di
un bel po’ il miliardo di euro. Però vogliamo illuderci,
vogliamo sperare, vogliamo vivere queste Olimpiadi al tempo
della crisi e della recessione globale come un momento di
ottimismo, di vitalismo, di bellezza rallegrante e gratificante.
All’inaugurazione erano vicini il cancelliere tedesco Angela
Merkel e il presidente francese François Hollande, spesso
antagonisti nelle complesse, allarmanti vicende dell’Euro, e qui
invece fianco a fianco, più uniti in fondo dopo le incisive
dichiarazioni del presidente della Banca centrale europea,
Mario Draghi, che ha messo a nudo il vero “falco” della
situazione, la Bundesbank, la banca centrale tedesca. Nei
sedici giorni di gara cerchiamo insomma di dare più
importanza al grande spettacolo dei Giochi che allo spread o
agli indicatori di Borsa, di scrollarci di dossoil cilicio dei
sacrifici, visto che ne abbiamo già fatti parecchi. Nel mondo
antico le Olimpiadi partirono con una sola gara, lo stadion, la
corsa sulla breve distanza, e poi divennero sempre più ricche.
Finché il religiosissimo imperatore Teodosio, nel 393 dopo
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Cristo, non le abolì, giudicandole spettacolo pagano di
edonismo e di corruzione. Ci vollero tredici secoli per
recuperarle in chiave moderna, ad Atene, nel 1896, grazie al
barone Pierre Frédy de Coubertin, anche se alle donne le
gare si aprirono soltanto nell’edizione parigina del 1900. Un
fatto scandaloso per bigotti e passatisti.
A Londra, nel 1948, vigeva ancora il dilettantismo. La piccola
Italia da poco uscita da una guerra devastante dominò nel
lancio del disco con due grandi atleti: lo statuario Adolfo
Consolini, nato nella campagna veronese, e il gigantesco
Beppone Tosi , novarese di Borgo Ticino. Il primo era stato
assunto come magazziniere alla Pirelli e il secondo militava fra
i corazzieri. Era ancora abbastanza vero il motto
decoubertiniano che l’importante fosse partecipare, battersi
bene, e non vincere. M a le ipocrisie non mancavano di certo.
In queste Olimpiadigli inglesi hanno investito oltre 11 miliardi
di euro. Appena un terzo del budget olimpico dei cinesi per
Pechino: 26,5 miliardi. M a quale sarà il bilancio economico
finale di questi terzi Giochi Olimpici londinesi dopo quelli del
1908 e del 1948? Finora il maggior successo l’hanno ottenuto
gli organizzatori dei Giochi di Los Angeles (1984) con un utile
di ben 250 milioni di dollari, avendo però solo due impianti da
costruire ed essendo riusciti a coinvolgere in toto i privati.
Altra congiuntura economica all’epoca. Ad Atlanta (1996) i
conti si chiusero in pareggio con una ricaduta però positiva
sulla città. Com’era successo nel 1992 a Barcellona col suo
sostanziale restyling e un deciso lancio nell’orbita del turismo
internazionale. Decisamente meno bene sono andate le cose
nel 1976 a M ontreal dove organizzazione e bilanci fecero
acqua. Ad Atene, nel 2004, andarono bene i Giochi e
malissimo i conti, e il Paese finì in ginocchio. Londra non
aveva bisogno di lanci turistici di sorta. Le società di
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
consulenza hanno previsto risultati prudentemente positivi. Il
Regno Unito non è più imperiale e però il mito britannico non
accetta di essere appannato, incrinato.
Lo verificheremo in questi sedici giorni di gare.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Così viviamo
un sogno
che s’avvera
di Stefano Tamburini
Ogni sera può esser quella dei miracoli e ogni attimo può
essere quello da riporre nel cassetto delle emozioni o da
ritrovare un giorno sui libri di storia. L’Olimpiade è anche
questo, non solo il mondo che si raccoglie in una città o una
sfida fra i popoli per una supremazia che per fortuna non è
più quella delle guerre. Certo, anche qui si sono giocate sfide
sporche, come quelle dei doping di Stato e altre se ne giocano
ancora truccando il sangue di atleti alla ricerca di scorciatoie
maleodoranti. M a lo show è quasi tutto genuino e fatto di
sogni che si avverano. Per pochi ma si avverano.
L’Olimpiade non è solo uno show, è una condivisione di
imprese che vanno oltre lo stantio nazionalismo, che esiste ma
non impedisce di applaudire l’avversario più bravo o balzare
in piedi per un record o un’impresa bella e impossibile.
Ci saranno gli eroi attesi – come l’uomo-jet Usain Bolt e il
collezionista di ori Michael Phelps – e quelli che sembrano
usciti dalle favole. Pensate a Josefa Idem, 48 anni e una
passione infinita per la canoa. La prima all’Olimpiade fu nel
1984 – otto volte fa – con la maglia tedesca, quella dell’Ovest
preriunificazione. Poi per amore è diventata italiana come il
marito-allenatore. L’ultima volta, a Pechino, è arrivata seconda
per un centimetro e otto millimetri di distacco dopo 500 di
pagaiate. Se salisse di nuovo sul podio potrebbe smettere di
fermare il tempo, scendere dal sogno e abbracciare la leggenda.
E pensate a Oscar Pistorius, l’uomo che sogna di correre una
finale dei 400 metri contro quelli che non hanno bisogno come
lui di indossare un paio di gambe per correre o camminare. E ci
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
sono – soprattutto – quelli che quasi nessuno conosce e che
alla fine ce la fanno: una passione per lo sport, allenamenti su
allenamenti, le prime vittorie, poi altre ancora, l’Olimpiade
che già sembrava chissà cosa e la medaglia al collo che vale gli
sforzi di una vita. Le loro gioie fanno bene al cuore e regalano
qualche ora di serenità e spensieratezza. Quelle ragazze e quei
ragazzi che un po’ piangono ridendo e un po’non sanno cosa
dire ci fanno tenerezza anche perché ci sembrano come noi. E
ci fan sembrare di essere lì con loro a cantare e ballare per una
medaglia che non si compra, si conquista. Una sfida senza
eguali ed è bello viverla con gli occhi di chi ce l’ha fatta.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
La portabandiera
Vezzali già in gara
per la medaglia
di Maurizio Di Giangiacomo
Nemmeno il tempo di riporre la bandiera, per Valentina
Vezzali. Domani all’ora di pranzo (le 13.20 locali, le 14.20 in
Italia) la pluridecorata fiorettista azzurra ha il primo
appuntamento con la medaglia: il suo cammino, alla ex Cel
Arena, comincerà con la vincente dell’incontro tra S hiho
Nishioka (Giappone) e Po Heung Lin (Singapore).
M a le vere avversarie Valentina le ha in casa. Fortemente
indiziate per il podio, infatti, ci sono anche Elisa Di
Francisca (numero 2 del ranking mondiale), che esordirà
contro la vincente dell’incontro tra Mona S haito (Libano) e
S haimaa El Gammal (Egitto), e Arianna Errigo (numero 4
del mondo), che se la vedrà con Eman El Gammalo con la
venezuelana Johana Beatriz Choles.
L’esperienza è indubbiamente il grande vantaggio di Valentina,
ma la concorrenza è grande, soprattutto sul fronte interno: la
sua vittoria è infatti “data” dai bookmakers a 1,90, a 3,50
quella della Di Francisca, medaglia d’argento ai M ondiali
2011, mentre è quotata a 10,00 quella della terza azzurra in
gara, Arianna Errigo. La 38enne iesina, numero uno del
mondo, prima schermitrice ad aggiudicarsi tre titoli olimpici
consecutivi, è alla sua quinta esperienza a cinque cerchi.
«Eppure – assicura – nonostante questo, ogni volta è
un’emozione unica e molto particolare. Il mio obiettivo è
sempre stata la gara olimpica e ho lavorato in questi anni per
arrivare su queste pedane e riprendermi il titolo olimpico.
Adesso ci siamo e siamo chiamate non solo a dimostrare il
nostro valore ma anche a mettere a frutto i sacrifici, sperando
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
di rappresentare l’Italia sempre al meglio».
Per la Di Francisca, 29 anni, oro ai M ondiali di Parigi 2010,
argento iridato l’anno scorso a Catania, è invece la prima
Olimpiade. «L’emozione c’è – dice senza troppi giri di parole
– arrivata al villaggio olimpico mi è sembrato di essere
catapultata in una realtà fantastica. M a non c’è tempo per
distrarsi, la gara è già arrivata. Un po’ di tensione c’è, ma sono
tranquilla perché ho fatto tutto quelloche era necessario per
presentarmi a questo appuntamento nel migliore dei modi».
Stessa emozione per Arianna Errigo. «Sono all’esordio
olimpico e quindi è normale – spiega – L’unica cosa che mi
auguro è di divertirmi come ho sempre fatto nella mia carriera,
spero succeda anche qui».
Il presidente della Federscherma, Giorgio S carso, sogna un
podio tricolore (è possibile perché, se tutto andasse come da
copione, la Vezzali incontrerebbe la Errigo solo in semifinale,
mentre la Di Francisca è dall’altra parte del tabellone), ma non
accetta che si parli di un risultato scontato. «Forse si dà il
meglioquando non si parte favoriti – dice – ma i nostri atleti
sono abituati a gareggiare a questo livello. L’emozione c’è, poi
però devono arrivare i risultati. Vezzali, Di Francisca e Errigo
hanno tutte la possibilità di salire sul podio. Valentina ha dalla
sua la grande esperienza, Elisa è stata iridata a Parigi, Arianna
lotta sempre per le medaglie». Insomma, c’è tutto per far
bene.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Nel ciclismo l’Italia
lancia Nibali
contro Cavendish
di Antonio Frigo
Il ciclismo assegna il primo oro.«Se bastasse una bella giornata
dei nostri...», direbbe il musica Eros Ramazzotti. M a siamo a
Londra, il campione del mondo Mark Cavendish conosce la
strada come quella che porta a casa sua e su questo traguardo
è sfrecciato primo un anno fa, in una corsa che percorreva il
circuito a cinque cerchi. E allora Nibali e soci faranno bene a
inventarsi una soluzione diversa da quella dello sprint a ranghi
compatti, quella che ha visto Cannonball primo in tre tappe
dell’ultimo Tour.
Domani mattina alle 11 il ciclismo, che oggi ha snobbato la
cerimonia di apertura per fare la gamba sul percorso olimpico
e nel bosco che cela la salita da scollinare nove volte, muove le
prime pedalate verso un podio comunque incerto. L’Italia
punta su una soluzione diversa da quella allo sprint a ranghi
compatti, nella quale il migliore è Cavendish, seguito
dall’aussie Goss, ma potrebbe dire la sua anche Viviani, che
pure gareggia anche su pista per inseguire una possibile
medaglia nell’Omnium. Per una soluzione a ranghi ridotti
Modolo sorriderebbe di più, ma il favoritissimo sarebbe
comunque lo slovacco S agan, che di italiano ha solo il club di
appartenenza e una biennale residenza a Treviso. Nibali, se
confermasse la forma con cui è uscito dalla Grande Boucle
(dove è giunto terzo alle spalle di Wiggins, che mercoledì è
pronto a giocarsela con Cancellara e Martin a cronometro)
potrebbe tirare la zampata con una fuga o un allungo feroce in
salita.
Intanto – non bastassero le rogne che già abbiamo – Pippo
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Pozzato lamenta di essere stato escluso (ma perché andava da
un medico dopatore come Ferrari: ingenuone?) e dice che
andrà a correre con il Kenya. M agari non “con il” ma
“in”Kenya... E occhio ai leoni. C’è un precedente: Rebellin
voleva fare il mondiale con l’Argentina e abbiamo visto com’è
andata: due anni di squalifica e medaglia restituita a Pechino.
Torniamo a bomba, cioè a domani. Agli ordini di Bettini
(campione olimpico ad Atene), schieriamo Nibali, Paolini,
Modolo, Pinotti e Viviani (Trentin sarà solo riserva). A dir
la verità il coach Paolo Bettini ha sciolto le riserve solo oggi e
ha deciso di buttarci anche Viviani, che in origine doveva
essere risparmiato per inseguire il sogno su pista. In squadra,
l’ottimo ct ha un uomo di assoluta fiducia, una specie di vice
pedalante, ovvero Paolini, che a suo tempo aiutò proprio lui a
portare a casa un paio di M ondiali e un oro a cinque cerchi.
Ha poi l’ingegner Pinotti, uno affidabilissimo e che avrà
l’ordine di francobollare tutti quando la velocità si alzerà.
La seconda punta (la gerarchia vale: uno che arriva terzo al
Tour come Nibali non può essere un outsider) sarà Elia
Viviani, che non viene da una bella stagione a causa di un
infortunio patito in pista, ma che ha rispettato tutte le tabelle
di allenamento messegli in mano dal coach.
Viviani, sia chiaro, può diventare un... Cavendish nel giro di
un paio d’anni, ma non ha ancora l’autorità del ragazzo
dell’isola di M an, né la sua rabbiosa fame di successo e di
rivincita su una vita non facile. A Londra farà esperienza e, se
capita la volata finale, ci proverà anche.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Carlotta, da Mtv
al sogno medaglia
La 17enne Ferlito è una protagonista
del docu-reality sulla ginnastica
ed è seguita da migliaia di fan
di Paolo Carletti
L’emozione è tanta, ma la personalità e la disinvoltura nel
compiere esercizi davanti al pubblico non le mancano di certo.
Sì perché Carlotta Ferlito, 17 anni all’esordio olimpico dopo
aver vinto tre medaglie ai Giochi giovanili, è già un
personaggio pubblico amato e seguitissimo. Tra le
protagoniste del reality di M tv “Ginnaste-Vite Parallele”,
Carlotta è abituata ormai a esibirsi davanti alle telecamereche
la seguono 24 ore su 24. E al di là della sua indiscutibile
bravura nella ginnastica artistica (la trave è la sua specialità),
malgrado la giovanissima età è una delle atlete azzurre
maggiormente attese dal pubblico. 35mila “mi piace” su
Facebook, oltre 41.100 “follower” su Twitter, Carlotta dal
2011 è una piccola star televisiva oltre che una ginnasta di
valore mondiale.
Profilo basso. Lei cerca di tenere il profilo basso, si rende
conto che incontrerà avversarie di grande spessore, ma cerca di
vivere questa avventura con la giusta serenità. Del resto la sua
non è stata una strada in discesa. A soli 12 anni ha lasciato la
sua città, Catania, e la sua famiglia, per inseguire il sogno. Si è
trasferita a Lissone, in Brianzae poi al Centro federale di
M ilano. M a il talento è cristallino, eha bruciato le tappe. A 13
anni indossava già la divisa della nazionale, e ora è a Londra,
con alle spalle 30 ore settimanali di allenamenti per tanti e
tanti anni.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
S a come si vince. Nelle formazioni giovanili ha vinto, ha
gioito, dal 2011 è entrata nel gruppo di ginnaste del reality di
M tv e nel cuore del grande pubblico. Che ora la aspetta sulla
trave di Londra. Non è tra le favorite, ma potrebbe stupire.
Senza imbarazzo. «Quando sono sulla trave mi concentro solo
sull’esercizio perché in gara, se voglio vincere, non posso
concedermi distrazioni. La precisione è tutto» dice Carlotta.
Trascorrele sue giornate ad allenarsi e a studiare, ma prima di
andare aletto non si dimentica di lasciare un tweet ai suoi fan.
Il rapporto con la tv. Del docu-reality parla così: «All’inizio
è stato difficile convivere con le videocamere. Però ha
trasmesso messaggi positivi: volontà, determinazione e spirito
di sacrificio».
La trasmissione seguirà la ginnasta anche a Londra. «Sì lo
scopo della trasmissione – spiega – è proprio quello di fare
vedere al pubblico il lavoro, gli allenamenti, e i sacrifici che
quotidianamente noi atleti affrontiamo per arrivare preparati e
in forma alle Olimpiadi». E non mostra timidezze di fronte al
grande successo personale: «Sono molto grata ai miei fan,
sono veramente tantissimi e riescono a darmi la forza nei
momenti in cui mi sento un po’giù. Certe volte basta un loro
messaggio su Twitter per farmi tornare il buonumore».
Brava cantante. Il suo sogno per il domani è quello di una
carriera in tv (tra l’altro canta molto bene) o nella moda, ma
intanto si gode questa grande esperienza, lanciando tweet e
aspettando di domare la trave londinese.
Con un pensiero alla sua città che ha dovuto abbandonare
troppo presto: «Certo, Catania mi manca – ha detto in una
recente intervista – all’inizio è stata dura trasferirmi ma ho
dovuto prendere questa decisione perché nella struttura dove
mi allenavo io non c’erano gli attrezzi adeguati». Un coraggio
che ha pagato, e un amore verso Catania che non potrà mai
125
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
sfumare: «Sono contenta di rappresentare l’Italia e
soprattutto la mia città in una gara così importante». Niente di
scontato, Carlotta ha idee chiare da sempre. E anche Londra, è
l’augurio dei suoi fan, imparerà ad amarla.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
SABATO 28 LUGLIO
Subito Grand’Italia
con cinque medaglie
Miglior inizio non avrebbe potuto esserci: l’Italia
conquista due medaglie d’oro, due d’argento e una di
bronzo nella giornata inaugurale e si piazza al
secondo posto del medagliere. Davanti c’è solo la
Cina ed è chiaro che il piazzamento non potrà
reggere ma l’ottimo avvio finisce per dar la carica a
tutto l’ambiente. I due ori sono della schermitrice
Elisa Di Francisca nel fioretto con un podio tutto
italiano (seconda Arianna Errigo, terza Valentina
Vezzali) e della squadra degli arcieri (Frangilli,
Galiazzo e Nespoli). L’altro argento è del tiratore
(pistola 10 metri) Luca Tesconi. Esce la notizia della
rinuncia del marciatore Alex Schwazer, campione
olimpico in carica della 50 chilometri, alla gara più
breve, sui 20 chilometri. Un impegno dimezzato,
ufficialmente per un raffreddore ma vedremo più
avanti che purtroppo sotto c’era dell’altro, molto
altro. Purtroppo.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
FIORETTO: PODIO AZZURRO CON ERRIGO, DI FRANCISCA E
VEZZALI
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
L’America
per un giorno
siamo noi
di Stefano Tamburini
Che bello è poter dire che l’America siamo noi. C’è scritto
Italia in cima al medagliere, subito dopo la Cina, e per una
notte l’Olimpiade è tutta nostra, dolce e da abbracciare come
una favola. Difficile che ce ne possano essere altre, di notti
come queste, ma è già stupendo poterne andar fieri. Fa
gonfiare il petto vedere che tutti cercano di sapere chi sono
Marco Galiazzo, Michele Frangilli, Mauro Nespoli e
Luca Tesconi , quelli che fan partire frecce e proiettili senza
sbagliare i colpi che contano. E che ovunque applaudono la
nostra portabandiera Valentina Vezzali, una che di medaglie
d’oro ne ha vinte tre di seguito e ieri ha lasciato il passo alle
compagne Elisa Di Francisca e Arianna Errigo.
Due ori e due argenti in un sol giorno, uniti al bronzo della
campionessa immensa al passo d’addio, non li ha vinti
nessuno se non la Cina e gli americani ci guardano dal basso.
Va tutto alla rovescia, o quasi, grazie alla tradizionale fine del
letargo degli sport dimenticati degli anni olimpici. E ci regala
ancor più gioie del solito, grazie a storie che a scriverle
apposta non si riuscirebbe a farle così belle. C’è soprattutto
quella del tiratore Luca Tesconi, uno che fino a febbraio
considerava l’Olimpiade il traguardo massimo: era stato
l’ultimo a qualificarsi e si è presentato da numero 27 della
classifica mondiale. Ha pasticciato all’inizio e a un certo
puntone aveva 13 davanti. Poi, senza quasi rendersene conto,
non ha più sbagliato e s’è trovato sul podio a 30 anni senza
averci mai pensato sul serio.
Dopo dieci anni di tennis si è lasciato convincere a provare
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
con la pistola nel poligono vicino a casa. A fargli venire la
passione è stato il padre, tiratore anche lui, e chissà come si
sentirà adesso quest’uomo che ha visto realizzare i suoi sogni
con gli occhi del figlio.
Storie di gioie in fondo a un interminabile tunnel di sacrifici, gli
stessi degli arcieri, secondi quattro anni fa, perfetti ieri. Ce ne
sono parecchie di vicende così, fra le medaglie azzurre di
sempre. Abbiamo tanti talenti nascosti, non li andiamo
neanche a cercare con cura e non li coltiviamo bene ma siamo
bravi a fare con quel poco che abbiamo.
Arriveranno giornate molto meno felici e ci sarà tempo di
capire perché. Intanto godiamoci questi momenti in cui essere
italiani vuol dire essere in alto, molto in alto. Conta poco ma
aiuta e come se aiuta.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Italia, miniera d’oro
Podio tutto azzurro
nel fioretto femminile
Cinque medaglie nella prima giornata
e secondo posto nel medagliere
di Maurizio Di Giangiacomo
In una prima giornata trionfale per gli azzurri, capaci di
conquistare subito una medaglia d’oro nel tiro con l’arco
maschile a squadre con Frangilli, Galiazzo e Nespoli e un
ancor più sorprendente argento nella pistola 10 metri con
Tesconi, la copertina spetta ancora una volta alla scherma.
Le ragazze del fioretto femminile hanno rispettato il
pronostico che da sempre vede le nostre portacolori
favoritissime nella corsa alle medaglie, tanto ai M ondiali che
alle Olimpiadi. M a la gara di Londra ha sconvolto le gerarchie
interne della fortissima squadra azzurra, lasciando sul terzo
gradino del podio la campionissima Valentina Vezzali e
proiettando sui primi due la nouvelle vague. In una finale
tutta azzurra, la medaglia d’oro è andata a Elisa Di
Francisca, che ha battuto la compagna di squadra Arianna
Errigo.
M a al termine di una giornata come quella di oggi, anche se la
rivalità tra le ragazze della scherma azzurra è nota, non è
proprio il caso di parlare di sconfitte, bensì dell’ennesima
grande prova di una scuola, quella italiana, che si conferma
padrona di questa disciplina. Il tabellone del fioretto
femminile proponeva “incroci azzurri” solo in zona medaglia e
il sogno del presidente della Federscherma, Giorgio S carso,
di un podio tutto tricolore si è avverato.
Le tre azzurre sono arrivate in semifinale: la numero 1 Vezzali
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
piegando nell’ordine la giapponese Nishioka (14-8), la cinese
Jinyan (15-6) e – soffrendo – la tunisina Boubakri (8-7); la
numero 3 Di Francisca sconfiggendo la libanese S haito (152), la tedesca Golubytskyi (15-9) e la giapponese S ugawara
(15-9); la numero 4 Errigo piegando la venezuelana
Fuenmayor Choles (15-4), la russa Gafurzianova (15-7) e
l’americana Kiefer (15-10).
L’incrocio azzurro è arrivato in semifinale e ha regalato la
sorpresa di giornata, con l’allieva che ha superato la maestra:
la 24enne brianzola Errigo ha infatti messo sotto 37enne jesina
Vezzali, che era partitabene ma poi (10-6 e 12-9) ha subito la
verve della più giovane compagna, che ha resistito al ritorno
della tre volte campionessa olimpica e ha chiuso sul 15-12,
approdando alla finale con la Di Francisca, che nel frattempo
aveva battuto 11-10 all’extra-time la sudcoreana Nam HyunHee.
Nella finalina la Vezzali ha sofferto a lungo l’asiatica ma poi
ha ritrovato il proverbiale carattere, pareggiando all’ultimo
assalto e affermandosi nel supplementare 13-12. Adesso un
altro figlio, ma il sogno è arrivare fino a Rio 2016.
Ultimo atto tutto azzurro e ancora emozioni supplementari,
con Arianna ed Elisa a duellare punto a punto, la brianzola
avanti 8-11 nel finale e la jesina capace di rimontare, chiudere
il terzo assalto sull’11-11 e imporsi all’extratime12-11. Il
fioretto femminile è da sempre un affare italiano, ma il podio
tutto azzurro è comunque un evento eccezionale: è la prima
volta, alle Olimpiadi, che le nostre portacolori riescono a
occupare primo, secondo e terzo gradino.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Allarme Schwazer:
niente 20 km
per un raffreddore
Alex S chwazer dimezza il proprio impegno olimpico. L’oro
della 50 km. di marcia di Pechino ha scelto di non prendere
parte alla prova sui 20 km del 4 agosto, per concentrarsi sulla
distanza più lunga, l’11 agosto.
La decisione di Schwazer è maturata anche per un raffreddore,
con stop nella preparazione di tre giorni. I 20 km di marcia
non sono la gara preferita di Alex Schwazer, che predilige la
distanza più lunga, ma il carabiniere altoatesino arrivava a
Londra da capolista mondiale stagionale, in forza del
clamoroso 1h17’30”, record italiano, realizzato il 18 marzo
scorso a Lugano. Sempre nei 20 km Schwazer aveva
conquistato la medaglia d’argento agli Europei di Barcellona
2010. Ora la decisione di rinunciare alla prova delle Olimpiadi
londinesi.
Nella 20 km di sabato prossimo, 4 agosto, la squadra italiana
potrà comunque contare sulla buona vena del romano Giorgio
Rubino.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Così l’ultima freccia
ci ha regalato l’oro
Impresa di Frangilli, Galiazzo
e Nespoli contro gli Usa
di Paolo Carletti
La prima grande emozione per gli sportivi italiani arriva
dall’arco di Michele Frangilli. Un ultimo tiro, perfetto, che
centra il cerchio, centra il 10, fa esplodere di gioia squadra e
tecnico, i numerosi italiani sulle tribune: è la prima medaglia
d’oro dell’Italia. E arriva dal tiro con l’arco con Frangilli,
Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, campioni in una
disciplina affascinante quanto antica, anche se tutt’altro che
diffusa.
Gli Stati Uniti, favoriti soprattutto dopo aver fatto fuori la
Corea, si sono dovuti arrendere anche con una certa sorpresa,
dopo che nella seconda parte di gara sembravano in grado di
recuperare il vantaggio accumulato dagli azzurri. Invece no.
Una cavalcata trionfale per la squadra che già a Pechino aveva
vinto l’argento. Tapei negli ottavi (216-206), la Cina nei quarti
(220-216), il M essico in una dura semifinale (217-215), le
avversarie che hanno dovuto lasciare il passo al trio azzurro.
E infine il 219 a 218 con cui è stata piegata la corazzata
statunitense. Ed è stata di M ichele Frangilli la freccia della vita
sul risultato di 218 a 209 per gli Usa. Frangilli per vincere
deve fare solo un ultimo centro, un 10. M a incombe il rischio
di non centrare i primi due cerchi, di fermarsi a otto, e perdere
una gara condotta in testa quasi dall’inizio. M ichele Frangilli
però compie il suo capolavoro: tiro secco, 10 pieno.
L’Italia vince il suo secondo oro nella storia del tiro con l’arco
(il primo ad Atene con M arco Galiazzo). E pensare che
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
l’inizio di queste Olimpiadi era stato tutt’altro che positivo
per lo squadrone azzurro. Nelle eliminatorie a squadre, valide
per comporre il ranking del tabellone, gli arcieri avevano
chiuso solo sesti e proprio Frangilli era stato il meno positivo,
nervoso e impreciso, come lui stesso aveva ammesso. M a
quando il gioco si è fatto duro, con messicani e statunitensi,
non ha praticamente sbagliato un colpo, colmando anche
qualche piccola imprecisione di Galiazzo, mentre il più
giovane M auro Nespoli (di Voghera) ha avuto una regolarità
impressionante con i suoi nove che hanno martellato il
bersaglio. Gli stessi statunitensi hanno applaudito gli eroi
azzurri, così come un emozionato Gianni Petrucci,
presidente Coni, in tribuna, non ha nascosto la sua gioia: «La
prima medaglia d’oro è sempre la più bella, si rompe il
ghiaccio in una giornata per noi importante. Gli arcieri – ha
concluso – se lo meritavano, è una federazione che ha lavorato
bene».
Sul podio M ichele Frangilli non ha trattenuto la commozione,
sussurrando l’inno di M ameli nazionale a occhi chiusi e con le
lacrime che gli solcavano il volto. Lui, il Robin Hood lombardo
(di M ilano) che eppure di medaglie ne aveva già conquistate.
Era già stato – sempre nella prova a squadre – argento a
Sydney nel 2000 e bronzo ad Atlanta nel 1996.
E ieri a Ponte San Nicolò (Padova) è scoppiata la festa per
l’oro del concittadino M arco Galiazzo. Sul M unicipio della
cittadina alle porte di Padova pochi minuti dopo la vittoria,
era stato appeso un enorme striscione con scritto «Grande
M arco» con a fianco il tricolore. Tra i primi a complimentarsi
con gli azzurri è stato S tefano Domenicali, direttore
sportivo Ferrari. Il team di M aranello, infatti, ha collaborato
fattivamente a un progetto di ricerche per selezionare la
qualità delle frecce.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Tesconi, che sorpresa
Un super recupero
e medaglia d’argento
«Un’emozione incredibile,
il più bel giorno della mia vita»
di Paolo Carletti
Si era qualificato come ultimo tra i sette tiratori azzurri, ma
Luca Tesconi , che è abituato a gestire i suoi alti e bassi, ha
poi sorpreso tutti, salendo sul podio con la medaglia d’argento
al petto nella finale della pistola ad aria compressa dei
diecimetri. Toscano di Pietrasanta (Lucca), Tesconi ha
guadagnato nel pomeriggio la prima medaglia per l’Italia,
arrivando a insidiare il sudcoreano Jongom Jin, favoritissimo
e già argento ai Giochi di Pechino. Talento incostante si è
detto, numero 27 del ranking mondiale, il carabiniere versiliese
ha compiuto un autentico capolavoro in finale, risalendo dalla
quinta posizione delle qualificazioni fino a sfiorare l’oro.
Dopo i primi quattro colpi a corrente alternata, Tesconi ha
centrato un filotto in crescendo che gli ha garantito di
sopravanzare anche il fortissimo serbo Andrija Zlatic,
medaglia di bronzo. «È il più bel giorno della mia vita – ha
commentato emozionatissimo subito dopo la gara – si tratta
del risultato più importante della mia carriera. All’inizio ero
nervoso, ma poi ho ritrovato la concentrazione che sentivo in
allenamento. Però solo dopo l’ultimo colpo, e soprattutto sul
podio, ho realizzato che avevo vinto la medaglia d’argento».
Uno sprint che lui spiega così: «Ho provato le giuste
sensazioni – spiega – perché riuscivo a seguire quanto provato
in allenamento quando ricreiamo le varie situazioni. In gara
sono sempre stato una montagna russa – così si definisce – ma
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
oggi la testa, che nel tiro è fondamentale, mi ha aiutato
parecchio».
Non è un caso d’altronde chela nazionale azzurra di questa
disciplina, oltre ad avere tecnici molto preparati, si avvale
anche della collaborazione di uno psicologo, Claudio
Robazza.
«Dedico questo risultato a tutti gli amici con cui ho lavorato
per arrivare fin qui e che hanno sempre creduto in me. Il mio è
uno sport individuale e serve tanta autostima. Nel mio caso mi
ha fatto molto bene perché mi ha aiutato a crescere e maturare
come persona».
Una carriera strana quella di Tesco, come viene chiamato,
figlio unico, nato tennista (ha giocato con la racchetta per
bendieci anni), e che quando ha deciso di smettere è stato
portato dal padre M auro, tiratore amatoriale, per la prima
volta al poligono di tiro. «In questo momento vorrei chiamarlo
– dice – ma per l’emozione non ricordo il suo numero». Poco
male, perché mamma Marzia e papà Mauro erano a Londra,
ma non a vedere la gara perché Luca non ha mai voluto che
assistessero alle sue performance. Quindi sono rimasti a
passeggiare fuori dal “Royal Artillery Barracks”. «E pensare
che il mio obiettivo era di entrare nei primi otto – aggiunge – e
invece sto vivendo un sogno». M a i suoi successi non
finiranno qua, parola del suo allenatore Marco Masetti e del
ct Valentina Turisini.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
DOM ENICA 29 LUGLIO
Altre due medaglie
la Pellegrini delude
Dopo una prima giornata da favola era impossibile
sperare in un bis ma è comunque positivo il bilancio
azzurro. Arrivano infatti due medaglie – una,
d’argento, con lo schermidore Diego Occhiuzzi
(sciabola) e l’altra, di bronzo, con la judoka Rosalba
Forciniti – ma a tenere banco è la controprestazione
della favoritissima nuotatrice Federica Pellegrini,
solo quinta nei 400 stile libero con annuncio shock in
coda: «Devo fermarmi un anno». Nel medagliere
l’Italia resta comunque al terzo posto dopo Cina e
Usa con due ori, tre argenti e due bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
SCIABOLA: DIEGO OCCHIUZZI BACIA LA MEDAGLIA DI BRONZO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Sogni e visioni
il motore
che fa vincere
di Stefano Tamburini
Muhammad Alì di loro direbbe che i campioni non nascono
in palestra ma per ciò che di profondo hanno dentro: un
desiderio, un sogno, una visione. Sono ragazze e ragazzi
dell’Italia migliore, conosciuti da pochi e che adesso ci
sembrano così familiari. Sì, perché le loro storie sono quelle di
tanti altri e ora vincono perché si sono misurati giorno dopo
giorno prima di tutto con la loro voglia di fare. Prendete la
ju d o k a Rosalba Forciniti, uno scricciolo che ha fatto
piangere di gioia mamma e papà – e non solo loro – con quella
medaglia di bronzo. Il padre ha raccontato di quando lei gli
disse che voleva andare alle Olimpiadi: «Io la guardavo, era
una bambina». Una bambina che ha avuto quelche voleva e ora
spiega candidamente: «Volevo salire sul tatami ed essere
felice».
Ecco, essere felice: questa è la visione, il desiderio che muove
tutto. Poi si può farcela o no e anche arrivarci vicino, come le
tuffatrici Francesca Dallapè e Tania Cagnotto, quarte per
un errore sul più bello. Sono lì che piangono ma un giorno
saranno orgogliose. Brucia, il quarto posto: è il peggior
piazzamento possibile ma da qui si può solo ripartire. Josefa
Idem, seconda a Pechino, per poco più di un centimetro dopo
500 metri di pagaiate con la sua canoa, scendendo dal podio
abbracciò i figli e disse: «Le sconfitte? Un’ottima opportunità
per far meglio la volta dopo».
Proprio così, far meglio: difficile pensarlo oggi, dopo il sabato
trionfale. M a è stato comunque bello veder piovere altre due
medaglie. Dolci ed emozionanti, come quelle di Rosalba e di
141
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Diego Occhiuzzi nella sciabola: ha prima eliminato il più
quotato Aldo Montano e si è arrampicato fino all’ultimo atto.
Ha preso l’argento ed è ancora lì che se lo coccola, e noi con
lui. Anche per non pensare alle delusioni serali del nuoto.
Fabio S cozzoli e Federica Pellegrini non ce l’hanno fatta.
Ed è l’altra faccia della giornata, la testimonianza che non è
così facile e scontato salire sul podio. Federica uscendo dalla
vasca ha detto che ha bisogno di fermarsi un anno. M ancano
desideri, sogni, visioni e può capitare: ha dato tanto e non
prendiamocela con lei se l’America è tornata l’America.
Sapevamo che un giorno così come quello del debutto non
sarebbe tornato mai più.
142
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
La prima volta
di Occhiuzzi
Sciabola d’argento
di Maurizio Di Giangiacomo
La scherma si è già confermata forziere delle medaglie azzurre.
Ieri fioretto femminile d’oro, argento e bronzo con Elisa Di
Francisca, Arianna Errigo e ValentinaVezzali, oggi la
sciabola di Diego Occhiuzzi è salita sul secondo gradino del
podio. Il 31enne napoletano è stato sconfitto in finale
dall’ungherese Aron S zilagyi, un 15-8 che non ammette
repliche. M a la medaglia d’argento dello schermidore
dell’Aeronautica ha comunque riflessi d’oro, perché si
trattadella sua prima grande affermazione individuale.
Occhiuzzi, giunto in finale di slancio dopo il successo sul
ru men o Dumitrescu, ci aveva fatto sognare l’oro, ma
l’ungherese Szilagyi non gli ha lasciato spazio. «Un po’ di
amaro in bocca c’è – ha detto al termine della finale – Forse
potevo fare meglio all’inizio. M aquesto argento è la mia prima
medaglia e me la godo tutta».
Alla soddisfazione di Occhiuzzi, fanno da contraltare la
delusione di Aldo Montano e la rabbia di Luigi Tarantino.
L’avventura del campione olimpico di Atene 2004 è finita agli
ottavi, nel derby che lo opponeva proprio a Occhiuzzi. E il
napoletano lo aveva eliminato anche agli Italiani, quando il
34enne livornese rimediò lo strappo che lo tenne in forse per
Londra fino alla vigilia. L’infortunio non completamente
smaltito spiega forse l’insicurezza mostrata oggi fin dal primo
incontro, quello con il bielorusso Pryemka, cominciato
malissimo ma chiuso in rimonta, con un parziale di 9-1. M a
contro il compagno Occhiuzzi il carattere non è bastato. «Il
rammarico c’è, inutile negarlo – ammette Aldo – Prima ho
143
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
avuto paura di attaccare, ero molto preoccupato degli affondi
di Diego e avevo una difesa troppo debole per un torneo del
genere. Purtroppo ho sbagliato a lasciare andare Occhiuzzi
all’inizio, con una difesa insufficiente e senza attaccare in
maniera incisiva. Quando mi sono messo a lavorare a centro
pedana e cominciato ad attaccare ho recuperato, ma ho avuto
una partenza ad handicap». Qualche ora per ricaricare le
batterie, poi sarà il momento di pensare alla gara a squadre e in
quell’ottica, a preoccupare, sono ancora le condizioni fisiche
del livornese. «In certi frangenti è come se sentissi una
puntura di spillo che poi se ne va immediatamente – ha
spiegato M ontano – E poi con la gara e l’adrenalina si supera
facilmente. Dire che sto bene magari è un parolone. Sugli
attacchi sento un muscolo che tira, però tutto sta all’abituarsi
che non è niente».
Schiuma di rabbia, invece, Luigi Tarantino, uscito sconfitto
a causa di un cartellino rosso dal 16esimo di finale che lo
vedeva opposto al tedesco Hartung: l’arbitro ha ritenuto che
il napoletano – all’assalto decisivo, sul 14-14 – si sia mosso in
anticipo. «L’arbitro dava il tempo falsato – ha detto il 39enne
schermidore azzurro – e gliel’ho detto dalla prima stoccata.
Ha fatto il rigido, Hartung non ha fatto nessuna finta. Ci sono
rimasto male, mai visto nulla del genere in un assalto di
sciabola». Va detto che Tarantino, che ha manifestato
l’intenzione di lasciare l’agonismo, rientrava da una squalifica
di tre mesi rimediata per un cartellino nero...
144
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Annuncio shock
Pellegrini solo quinta:
«Mi fermo un anno»
di Paolo Carletti
Federica Pellegrini non ce l’ha fatta a conquistare una
medaglia nei 400 stile libero. Solo quinta la campionessa
azzurra, che già dalle qualificazioni del mattino non era parsa
particolarmente in forma. Federica aveva acciuffato quasi in
extremis la qualificazione facendo segnare il settimo tempo.
«La mattina le sensazioni sono strane. Qui tendono tutte a
fare gara tirata già dalla prima mattina», aveva detto. M a in
verità le sue avversarie stavano meglio, e si vedeva. Dopo la
finale vinta dalla francese Camille Muffat, Federica si
presenta ai microfoni con un sorriso tirato e la delusione negli
occhi: «Ho dato tutto quello che avevo, di certo vedere vincere
l’oro con questo tempo non mi piace, pensavo di fare meglio.
C’est la vie...». Prima di lei hanno “toccato” la statunitense
Allison S chmitt, seconda, e la britannica Rebecca
Adlington che ha conquistato il bronzo. E del resto è proprio
Federica la primatista mondiale della specialità, ma oggi la
storia è diversa. La nuotatrice cerca di ragionare sul perché
della prestazione non proprio soddisfacente: «Credo che
questa volta non sono riuscita a fare qualcosa di importante
ma non perché non c’era convinzione. Il futuro? A questo
punto ho bisogno di un anno di stacco, poi vedrò se avrò
voglia di continuare a nuotare».
Frase forse dettata dall’amarezza, o magari da altri progetti
che riguardano la sua vita privata che divide con Filippo
Magnini. Intanto però l’atleta azzurra deve pensare ai 200
stile libero di domani (qualificazioni, dopodomani la finale),
dove sicuramente cercherà di dare tutta se stessa perscacciare i
145
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
fantasmi dei deludenti 400. Anche a Pechino del resto
Federica chiuse al quinto posto i quattrocento, per poi vincere
l’oro nei 200. «Reagire? Certo, ma la testa non può fare
tutto». Insomma, non una grande fiducia, ed è comprensibile,
ma magari la notte avrà portato qualche «sensazione
positiva». Così come nella vita, Federica Pellegrini e Filippo
M agnini si sono divisi da protagonisti la giornata del nuoto
prima di arrivare al grande sprint serale con le finali. Entrambi
qualificati, Federica nei 400 stile, M agnini nella 4 per 100 stile
libero.
Ed è stato proprio l’atleta pesarese a trascinare il quartetto
azzurro alla finale, conclusa con un settimo posto di fronte a
dei veri e propri mostri sacri della specialità. «Non eravamo
brillantissimi – ha commentato M agnini – abbiamo faticato
tutti. Peccato perché a parte i francesi che hanno fatto una
gara da paura il podio si poteva agguantare. La verità è che
non siamo proprio in forma. Federica? Anche quattro anni fa
era arrivata quinta nei 400 e poi sappiamo come è finita...».
Nella semifinale dopo una partenza da incubo di Dotto (che
ha rischiato anche di far squalificare la staffetta) e tempi
piuttosto deludenti anche da parte di Rollo e S antucci, era
stato proprio M agnini a recuperare posizioni e permettere ai
nuotatori azzurri di arrivare alla finale.
E quando è arrivato ai blocchi, pur stremato, ha urlato la sua
rabbia verso i suoi compagni, da vero leader: «La staffetta si fa
in quattro – ha detto – non da soli, partire da ottavi non ha
senso». M agnini glielo ha urlato ai suoi compagni quando era
ancora in acqua.
146
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Judo, Forciniti
prende il bronzo
«È la prima e ultima Olimpiade»
di Paolo Carletti
La medaglia che non ti aspetti ce la regala Rosalba Forciniti
nello judo, bionda calabrese di Cosenza, nella categoria sotto i
52 chilogrammi. È bronzo per la piccola, forte e tenace atleta
azzurra, che non figurava tra le favorite, ma è riuscita ad
arrivare alla finale per il terzo posto e a battere la
lussemburghese MarieMuller. Il duello era finito in parità, e
allora sono stati i giudici a decidere e hanno assegnato senza
indugi la vittoria a Rosalba, che ha potuto saltare sul tatami e
lanciare baci in tribuna ai genitori, urlando un «I love you
papi», al genitore che maggiormente l’ha incoraggiata e seguita
in questi anni di carriera fatta di tanti successi.
M a prima d’ora Rosalba Forciniti, 26 anni, carabiniere e un
passato anche nella ginnastica artistica (sport amato dalla
madre), le Olimpiadi le aveva viste solo in tv. Oggi ha voluto
far sua la scena, protagonista anche dopo i combattimenti,
quando ha potuto esprimere tutta la sua gioia mostrando
anche una maglietta alle telecamere con su scritto «le buone
ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze vanno... a
Londra».
Determinata quanto estroversa ed effervescente, scherza e
saluta anche durante la premiazione, e poi sorprende tutti
quando dice che «queste saranno le mie prime e ultime
Olimpiadi. Nella vita voglio fare anche altro, ma poi forse alla
fine cambio idea». E butta lì una possibile carriera nell’Arma,
oppure la tv (il sogno di molti atleti) quando le chiedono se
parteciperebbe a un programma televisivo: «M a sì, perché no,
147
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
ma poi magari alla fine cambio idea. Per ora studio scienze
politiche e vado in vacanza in America. Poi vedremo, ne
riparleremo a settembre». Sì, ne riparleremo, anche perché ora
è il momento di festeggiare e Rosalba è un fiume in piena:
«Non ci credo ancora, l’ho sempre sognato. M a si dice volere
è potere no?
Volevo salire sul tatami ed essere felice. Ho iniziato a fare
judo da bambina ma mia madre non voleva perché già ero un
maschiaccio e diceva che così peggioravo la situazione. Poi ho
insistito con mio padre, e ora eccomi qui».
Rosalba già a 15 anni si è trasferita da Longobucco, piccolo
centro in provincia di Cosenza, a Roma per frequentare il
Centro federale. «Dedico questo bronzo a mio padre
Domenico, lui sa il perché. Ed è a lui che la regalerò». Poi
vuole precisare: «Sul tatami è vero, sono un maschiaccio, ma
fuori sono una donna che ama lo shopping e cucinare, e ora
fatemi andare via che mi aspetta la famiglia, con mamma,
papà, zii, sorelle e il mio fidanzato».
Il ct Felice Mariani non commenta i propositi futuri della
sua atleta, e la descrive così: «Rosalba è sempre stato un
grande talento, doveva solo conquistare più fiducia in se
stessa, è una forte, ma davvero!». «Determinata e un po’ folle,
una campionessa» la definisce scherzosamente un
rappresentante dello staff azzurro. M ariani ha invece ancora
sul collo le vene gonfie per la tensione e la voce roca:
«Abbiamo dimostrato che ormai siamo tra le nazioni leader nel
judo a livello internazionale. Dopo il Giappone tecnicamente
veniamo noi».
E intanto si gode questo successo, aspettando la prova
dell’altra judoka, molto attesa, Giulia Quintavalle.
148
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LUNEDÌ 30 LUGLIO
Carabina d’argento
Federica in finale
Arriva un’altra medaglia d’argento per gli azzurri
grazie alla carabina di Niccolò Campriani in una
giornata in cui torna un pizzico di speranza per
Federica Pellegrini, che si è qualificata per la finale
dei 200 stile libero (in programma domani) ma
l’ambiente del nuoto comincia già a essere
attraversato dalle prime polemiche, avvisaglia della
tempesta che sta per scaricarsi addosso ai principali
protagonisti a causa di una raffica di insuccessi in
gran parte inattesi. Arriveranno poi anche le frasi
infelici di alcuni nuotatori; nel frattempo quel che è
certo che molte accuse a Federica Pellegrini sono
cominciate a piovere addosso mentre doveva
disputare la seconda gara con, sulla carta, ancora
possibilità di medaglia. Fra le buone notizie di
giornata anche la qualificazione per la finale della
squadra femminile di ginnastica artistica. Fra le
curiosità una storia al limite dell’inverosimile: lo
smarrimento delle chiavi dello stadio di Wembley,
dove si giocano gli incontri di calcio. Nel medagliere,
Italia al quinto posto con due ori, quattro argenti e
due bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
NICCOLÒ CAMPRIANI, ARGENTO NELLA CARABINA
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Federica
e le critiche
ingenerose
di Stefano Tamburini
Prima che arrivasse lei il deserto. Di medaglie e di attenzioni.
Era il 2004, eravamo ad Atene ed era da 32 anni che non
vedevamo salire una bandiera italiana sul pennone di una
premiazione olimpica femminile. Ogni volta che si parlava di
nuoto bisognava ricordare l’impresa (un argento e due bronzi)
di Novella Calligaris, 32 anni prima a M onaco. E solo nel
2000 un altro azzurro – Domenico Fioravanti – aveva rotto
il ghiaccio a Sydney con un doppio oro.
Prima di Federica Pellegrini – e di quelli che l’hanno
accompagnata dal 2004 in poi – il nuoto italiano era poco più
che all’anno zero. E tutto questo va ricordato per valutare con
serenità la sconfitta dei 400 stile libero, chiusi al quinto posto
come peraltro era accaduto quattro anni fa a Pechino, due
giorni prima del trionfo nei 200.
Domani sapremo se andrà di nuovo così ma non è da una
medaglia in più o in meno che si può giudicare un nuotatore e
comunque un atleta di questo livello. Si sono dette e scritte
molte cose – alcune buone, molte altre meno, spesso al limite
della cattiveria – su questa ragazza, sui cambi di fidanzati e di
allenatori, si è fatta dell’ironia sciocca sugli spot in tv e sugli
errori che avrebbe fatto nella preparazione, come se
all’improvviso oltreché un popolo di commissari tecnici del
calcio ci fossimo trasformati anche in tanti tecnici della
piscina. Sì, è vero, l’esistenza di un campione a un certo
punto non è più fatta solo di allenamenti, gare e vita privata
serena. Ci sono gli sponsor, il gossip, la vita blindata e si può
arrivare a smarrire il sogno, la visione, il desiderio che stanno
151
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
alle fondamenta di ogni cammino sportivo. Non sappiamo se è
realmente accaduto ma, nel caso, potremmo farne una colpa a
Federica o ad altri che si dovessero trovare in questa
situazione? La Pellegrini il 5 agosto compirà 24 anni e ne
aveva 16 la prima volta che è stata vista aggirarsi dalle parti di
un podio olimpico. Nel frattempo ci ha fatto gioire con un oro
e un argento a cinque cerchi, quattro ori, un argento e un
bronzo mondiali, altri quattro ori europei e tanto altro ancora.
Se anche avesse sbagliato tutto o si fosse stufata che
dovremmo dirle? Le scelte personali non sempre possono
ispirare simpatia diffusa ma devono restare tali. Per tutto il
resto ci può essere una sola parola: grazie. Comunque vada
domani sera.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Niccolò carabina d’argento
Ha colpito al cuore Petra
Campriani battuto solo dal rumeno
Moldoveanu
La sua ragazza è la tiratrice azzurra Zublasing
di Maurizio Di Giangiacomo
La fortuna è cieca, ma l’Italia ha una mira (quasi) infallibile.
Dopo l’oro del tiro con l’arco maschile a squadre di Frangilli,
Galiazzo e Nespoli, oggi è arrivato infatti anche un argento
nel tiro a segno. M erito della carabina del fiorentino Niccolò
Campriani. Dopo una qualificazione da record olimpico (599
su 600), la dea bendata gli ha voltato le spalle sul più bello:
nella finale con il rumeno Alin Moldeveanu, l’oro gli è
sfuggito per un “9,4”, per intenderci qualcosa come due
millimetri. M a questa medaglia va comunque accolta con
soddisfazione, anche perché è la conferma del teorema che
enunciamo dalla vigilia di questi Giochi: l’Italia arriva alle
Olimpiadi strombazzando i nomi dei “soliti noti” e poi –
eccezion fatta per il “forziere” scherma – le medaglie le
portano a casa i campioni degli sport sommersi, quelli che
spuntano come i funghi ogni quattro anni, si godono qualche
settimana di gloria e poi se ne tornano nel nostro colpevole
dimenticatoio, in attesa di una prossima edizione dei Giochi
che magari neanche arriva.
In ossequio a questa strana pratica tutta italiana, il portacolori
delle Fiamme Gialle è arrivato a Londra quasi in sordina. M a
sulle spalle aveva il peso del titolo mondiale 2012 e della
leadership nel ranking continentale. «Proprio per questo è
stata una medaglia sofferta», ha detto Niccolò, che poi ha
dedicato la medaglia alla sua famiglia e alla fidanzata Petra
153
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Zublasing, a sua volta olimpionica del tiro a segno (eliminata
nella carabina 10 metri), che nel frattempo stava cercando di
raggiungerlo superando i rigidi vincoli imposti dalle misure di
sicurezza negli impianti olimpici.
Pane, amore e tiro a segno: Niccolò e Petra, 23enne altoatesina
di Appiano, si sono conosciuti ovviamente in poligono, ma
non è stato amore a prima vista. «Niccolò mi sembrava un po’
una prima donna – ha detto Petra –, lui pensava che io fossi
arrogante: insomma, non ci stavamo molto simpatici».
Poi però, tra una gara e l’altra, nel 2009 l’amore è sbocciato,
tanto che i due tiratori si sono trasferiti assieme negli Stati
Uniti per allenarsi e studiare all’università della West Virginia
di M organtown con la borsa di studio della federazione. Petra
deve ancora completare il suo percorso di studi in ingegneria
civile, Niccolò invece si è già laureato in ingegneria manageriale
e prossimamente si trasferirà proprio in Inghilterra, a
Sheffield, per fare il master in ingegneria sportiva. «Poi spero
di trovare lavoro in Italia», ha detto. Prima però c’è ancora un
bel pezzo di Olimpiade. Petra sarà in gara sabato nella
carabina 50 metri tre posizioni assieme alla Nardelli. Niccolò
non è sazio e sogna addirittura il tris di medaglie: anche lui
sarà in gara nei 50 metri tre posizioni (lunedì 6), ma prima
(venerdì 3) ci proverà nella carabina a terra 50 metri. Prove
alle quali si presenta senza il peso della leadership mondiale:
chissà che questa volta la dea bendata non lo baci in fronte.
Petra permettendo, ovviamente.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Hanno perso
le chiavi di Wembley
di Andrea Gabbi
Polemica sul braciere olimpico evidenziati prima del via,
l’Olimpiade made in England continua a mostrare falle sotto
l’aspetto organizzativo. Falle che per certi versi fanno anche
sorridere: sono andate perdute le chiavi dello stadio di
Wembley. Si tratta di chiavi laser di ultima generazione
(costano intorno alle 40mila sterline) che permettono
l’ingresso all’impianto. Una perdita non da poco:
l’organizzazione infatti oltre a recuperare le nuove chiavi sarà
costretta a cambiare tutte le serrature. La caccia al colpevole è
partita e addirittura Scotland Yard si è mossa per fare
chiarezza sull’accaduto che avrebbe anche un seguito visto che
anche sui campi da tennis di Wimbledon sembrano essere
sparite delle chiavi per l’accesso. Parallelamente alla
scomparsa delle chiavi gli organizzatori sono alle prese con la
pioggia di critiche piovute dopo il momentaneo spegnimento
del braciere olimpico. Uno “stop and go” indispensabile per
spostare il fuoco dal centro del campo al lato dello stadio. Una
location che non permetterà ai visitatori della city di vedere la
fiamma simbolo dei giochi se non acquistando il biglietto per
una delle gare di atletica. L’organizzazione ha anche chiesto di
evitare sms e tweet durante le gare perché potrebbero
interferire con la copertura tv provocando un black out. In
questo marasma una buona notizia c’è: Paul M cCartney e le
altre star che hanno partecipato alla cerimonia d’apertura sono
state ricompensate con la cifra simbolica di una sterlina.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Federica ci riprova
Orgoglio Pellegrini
«Adesso voglio l’oro»
Domani la finale: è l’occasione
per spazzare le critiche
di Andrea Gabbi
Serviva un segnale forte, da mandare alle rivali ma soprattutto
all’opinione pubblica. Il segnale è arrivato, magari non forte
come si sperava, ma comunque è arrivato: Federica
Pellegrini si è qualificata per la finale dei 200 stile libero.
Nella seconda semifinale, la campionessa in carica si è imposta
con 1’56”67, facendo registrare il quarto tempo complessivo.
Una mezza liberazione per la veneziana che dopo la battuta
d’arresto nei 400 sembrava aver perso tutte le certezze
costruite in anni di nuoto. Nella sua gara preferita è tornata
competitiva, con un tempo non sensazionale ma comunque in
linea con le dirette concorrenti in corsa per una medaglia. Le
polemiche, quelle legate al suo calo di rendimento rispetto al
recente passato, per qualche ora saranno alle spalle.
Almeno fino a domani sera, quando intorno alle 20.40 italiane
Federica scenderà in vasca per difendere quella medaglia
ottenuta a Pechino quattro anni fa. «Le critiche? Non mi
interessano. Sicuramente domani sarà tutta un’altra gara».
Parole e musica della Pellegrini che sembra aver riacquistato
quel pizzico di determinazione in più che negli ultimi giorni
sembrava sparito: «Se metto la firma per il terzo posto?
No, voglio giocarmi alla fine tutto quanto», prosegue la
campionessa veneta che confessa di non esser rimasta stupita
dalle altre avversarie. «Se gli italiani possono tornare a sognare
con me? Spero intanto di tornare a sognare io. Adesso
156
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
andiamo in “all in”, poi vediamo come si mettono le cose». La
metafora presa dal poker ci sta tutta: bisogna puntare tutto
sui 200. C’è però da mettere in conto una condizione non
eccellente e una concorrenza agguerrita. Il tutto farcito dalle
critiche piovute da alcuni addetti ai lavori e da numerosi tifosi.
C’è chi l’ha accusata di scarso impegno in gara in favore della
“vita privata” con Filippo Magnini. C’è chi le ha tirato le
orecchie sottolineando le difficoltà derivate dai continui cambi
tecnici. La verità probabilmente è nel mezzo: Federica ha
bisogno di staccare la spina per ricalibrare gli obiettivi. Prima
però serve l’ultimo sforzo. A seguirla davanti al televisore ci
sarà anche Giorgio Napolitano, definito dal numero uno del
Coni Gianni Petrucci come «il presidente più vicino allo
sport di tutti i tempi». Tornando alle polemiche nel calderone
c’è finito pure il suo compagno Filippo M agnini.
M agnini aveva strigliato i compagni della 4per100, rei a suo
avviso di scarso impegno. L’ex capitano della nazionale
Emiliano Brembilla non ha digerito l’uscita del pesarese:
«Le sfuriate non servono a nulla. Si tratta di un gesto fuori
luogo. Lui non deve insegnare niente a nessuno».
Oggi intanto il panorama del nuoto si è fermato per celebrare
lo statunitense Matthew Grevers, oro nei 100 dorso
maschile, realizzando anche il nuovo record olimpico con
52”16. Missy Franklin invece ha vinto la finale dei 100
dorso femminili davanti all’australiana Emily S eebohm. Nei
200 stile trionfo del francese Yannick Agnel (fuori dal podio
Ryan Lochte, quarto). Sorride anche la Lituania grazie a Ruta
Meilutyte, medaglia d’oro nei 100 rana donne. Bene infine
Michael Phelps che ha ottenuto la finale nei 200 farfalla.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Italia, storica finale
Vanessa Ferrari
può portarci in alto
di Marco Marangoni
Finale col thrilling nel concorso a squadre maschile di
ginnastica artistica. Con la Cina con l’oro virtualmente al
collo, ben tre nazioni rimangono per qualche minuto col fiato
sospeso.
Clamoroso ciò che è accaduto a rotazioni finite. In un primo
momento la classifica finale recitava Cina prima, Gran
Bretagna seconda, Ucraina terza e Giappone quarto. La
squadra nipponica però ha presentato ricorso per il punteggio
assegnato a Kohei Uchimura e la giuria, dopo aver rivisto i
replay, ha ritenuto corretto il ricorso nipponico, riscrivendo la
classifica con oro alla Cina (275,997 punti), argento al
Giappone (271,952) e bronzo ai padroni di casa (271,711)
con gli ucraini relegati al quarto posto e senza medaglia
(271,526).
Intanto, cresce l’attesa per la storica finale conquistata, col
settimo punteggio, dall’Italia trascinata da una favolosa
Vanessa Ferrari. Domani pomeriggio (ore 17,30 italiane) alla
North Greenwich Arena le azzurre proveranno a sfidare le
superpotenze Cina, Russia, Stati Uniti e Romania. A
rappresentare i colori azzurri saranno, oltre alla Ferrari (terza
al corpo libero), anche Carlotta Ferlito, Elisabetta
Preziosa, Erika Fasana e Giorgia Campana.
La sorpresa più grande del concorso generale è l’esclusione
della campionessa iridata, la statunitense Jordyn Wieber,
tagliata fuori dalle due connazionali, malgrado i suoi 60.032
punti. «Diciamo che ho messo una bella pietra sopra Pechino
– ha affermato la Ferrari –. Nel 2008 non stavo bene e sono
158
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
felice di essere riuscita a dimostrarlo, quattro anni dopo. Se
devo essere sincera, la notte prima della gara ho dormito
pochissimo, avevo molta ansia. Poi mi sono imposta di
pensare che fosse una gara come le altre e mi sono
tranquillizzata. Alle parallele avevo le mani gelate, non sentivo
lo staggio. Anche le mie compagne erano agitate, forse più di
me. Si saranno sentite come noi in Cina. Però hanno reagito,
sono state brave. M i dispiace che Erika non sia entrata nella
finale all-around, l’avrebbe meritato, ma d’altra parte una di
noi tre doveva star fuori (l’altra generalista è Carlotta Ferlito,
ndr)».
«La vita certe volte è buffa – ha concluso la 21enne atleta di
Orzinuovi – ai M ondiali di Tokyo eravamo state perfette e
restammo escluse dalla finale a squadre. Qui a Londra,
malgrado qualche errore, siamo dentro. Quando si dice chiusa
una porta si apre un portone. Chissà che non mi accada la
stessa cosa al corpo libero, cui dovetti rinunciare in Cina per
una leggera distorsione nelle fasi di riscaldamento».
Il team italiano è felice per il prepotente ritorno del
“Cannibale di Orzinuovi”. «Il 14.900 di punteggio del corpo
libero all’interno di una seconda suddivisione è un
riconoscimento del valore dell’esercizio – ha detto il tecnico di
Vanessa, Enrico Casella che con la Ferrari e la Fasana, può
vantare altre tre atlete olimpiche, Francesca M orotti, Irene
Castelli e M onica Bergamelli –. Lascia un po’ perplessi che
agli Assoluti di Catania, con lo stesso programma, non sia
riuscita ad ottenere altrettanto. All’inizio le ragazze avevano
versato qualche lacrima di tensione ed è anche comprensibile
che ci sia stata qualche errore. Per nostra fortuna Vanessa ha
preso per mano la squadra».
159
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Baldini e Cassarà,
fioretti-coltelli
In pedana dopo il pasticcio-doping di Pechino
Il volley cerca riscatto dopo il ko con la Polonia
di Maurizio Di Giangiacomo
Aspromonte, Baldini e... Cassarà. Domani è il giorno del
fioretto individuale maschile, il giorno dei nostri fratellicoltelli. Quattro anni dopo il pasticciaccio brutto di Pechino, a
Londra ci sono tutti e due: Andrea Baldini, che saltò i Giochi
del 2008 per la positività a un diuretico per la quale urlò a un
complotto ai suoi danni; e Andrea Cassarà, che di quel
complotto – inevitabilmente – fu il primo indiziato, perché
sostituì Baldini ai Giochi cinesi. Poi il livornese almeno
ufficialmente ritrattò e – dopo la riabilitazione da parte della
federazione internazionale, che lo squalificò sei mesi solo per
negligenza – lui e il compagno di squadra bresciano tornarono
a gareggiare e a vincere assieme, non senza qualche momento
d’imbarazzo.
Insomma, da bravi professionisti sono tornati a mettere la loro
arte a disposizione dei colori azzurri, ma di abbracci calorosi
non se ne sono più scambiati. Chi li frequenta da vicino parla
di un rapporto che è migliorato, freddo ma in ogni caso molto
civile.
Una mano al ct S tefano Cerioni l’ha data il tabellone, che
domani potrebbe mettere di fronte i due fiorettisti azzurri solo
in finale, mentre l’incrocio tra Baldini e l’altro azzurro in gara,
Valerio Aspromonte, sarà possibile già in semifinale.
Domani alle 15.45, contro l’Argentina, tornano in campo gli
azzurri del volley, nettamente sconfitti all’esordio contro la
Polonia. Una falsa partenza sorprendente per una squadra
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
accreditata come una delle migliori quattro del torneo
olimpico, che alla vigilia sognava di sfatare il tabù della
medaglia d’oro. «Possiamo fare molto meglio rispetto a
quanto dimostrato contro la Polonia – ha detto il ct Mauro
Berruto –, ci crediamo. La Polonia è un avversario difficile,
che ha vinto meritatamente, ma siamo ai Giochi olimpici e
quindi le partite sono tutte difficili. Comunque il lavoro che
andava fatto è stato fatto, ora dobbiamo recuperare energie
nervose e la nostra voglia di dimostrare che siamo una squadra
che è in grado di esprimere un gioco superiore ».
Un’altra delusione ce l’ha riservata Chiara Cainero nel tiro a
volo. Domani cercheranno di vendicarla, sempre nello skeep,
Ennio Falco (oro ad Atlanta ’96) e Luigi Lodde, che ieri
hanno concluso le qualificazioni a ridosso della prime sei
posizioni utili per accedere alla finale.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
M ARTEDÌ 31 LUGLIO
Il nuoto perde
le medaglie e la faccia
È la prima giornata senza medaglie per gli azzurri e
c’è tanta amarezza per le occasioni mancate, quella
dello schermidore Andrea Baldini (fioretto) ma
soprattutto quella di Federica Pellegrini, alla vigilia
accreditata alla peggio di un semplice podio e invece
solo quinta nei 200 stile libero. Ma far male è
soprattutto la bufera che sta avvolgendo l’ambiente
del nuoto, dove il peggiore in campo (non solo per i
risultati) è il velocista Filippo Magnini, fidanzato di
Federica Pellegrini. Parole di fuoco e ingenerose
contro il suo allenatore, una brutta figura che
provoca censure dall’esterno e tensioni interne. E che
ammanta di amarezza supplementare anche la
giornata non certo brillante di Federica Pellegrini.
Sempre dal nuoto arriva la polemica più aspra
intorno alle prestazioni di una nuotatrice cinese con
qualche sospetto di troppo di doping destinato a
restare tale. Soddisfatte invece le azzurre della
ginnastica artistica, il loro settimo posto vale un
mezzo podio. Nel medagliere l’Italia scivola al
settimo posto con due ori, quattro argenti e due
bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LA DELUSIONE DI FEDERICA PELLEGRINI DOPO I 200 STILE
LIBERO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
“Zero tituli”
ma a far male
sono le parole
di Stefano Tamburini
E venne il giorno degli “zero tituli”, col medagliere fermo e le
parole che non avremmo mai voluto sentire, quelle di Filippo
Magnini, fresco di sconfitta e brutta figura, pronto a quel che
sembra un regolamento di conti con l’allenatore Claudio
Rossetto apparentemente amato fino al giorno prima. Quasi
un presagio, un mettere le mani avanti ancor prima di sapere
che sul far della sera anche l’amata Federica Pellegrini
sarebbe rimasta fuori dal podio. Non sono le sconfitte a far
male, in questa prima giornata amara. Sapevamo che prima o
poi sarebbe capitato e non è uno scandalo se con il quinto
posto di Federica può considerarsi chiuso anche un ciclo
magico come quello del nuoto azzurro, inaugurato dai due ori
di Domenico Fioravanti a Sydney nel 2000.
A far male sono le parole del nuotatore di Pesaro che, proprio
come ha avuto modo di dire l’ex azzurra del volley Maurizia
Cacciatori, «non si vorrebbero mai sentire da un atleta
appena sconfitto, che prima di tutto dovrebbe farsi un
bell’esame di coscienza».
Insomma, è giusto dover dire grazie a chi ci ha regalato trionfi
in serie ma chi sta a casa merita bendi più di questi show da
“Isola dei famosi”. E sarà anche vero che quando si vince
diventa tutto più facile, ma – guardando altrove – come non
esser fieri di un argento che non finirà mai nel medagliere
azzurro ma vale più di un oro. È quello del carpentiere danese
Anders Golding, secondo ieri nel tiro a volo. Anders si allena
a Taranto, nel poligono all’interno delle acciaierie Ilva.
Conosce il sacrificio di allenamenti durissimi e sa anche – lo
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
vede ogni volta che varca la soglia di quel poligono – cosa vuol
dire trovarsi in una situazione di precarietà come quella degli
operai della fabbrica. E il primo pensiero è per loro: «Sono
anche io un lavoratore, al mattino faccio il carpentiere e al
pomeriggio mi alleno, prendo le ferie per venire in Italia dal
mio ct. Comprendo la sofferenza di quei lavoratori».
Anders spende ogni anno diecimila euro per potersi allenare e
viaggiare fino a Taranto, dove abita il ct Pietro Genga. E se
avesse perso avrebbe ringraziato lo stesso, perché uno così ha
ciò che Muhammad Alì chiama visione, desiderio, sogno e
che forma i campioni prima che comincino a esserlo. Partendo
dalla regola numero uno: per essere vincenti bisogna prima
saper perdere.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Federica affonda,
nuoto nel caos
Mai in corsa per il podio e, grazie alle accuse
del fidanzato Magnini, siamo al tutti contro tutti
di Andrea Gabbi
Peggio di così non poteva andare. Federica Pellegrini alza
bandiera bianca anche nei “suoi” 200 metri chiudendo la finale al
quinto posto. Una sconfitta netta, che non ammette repliche.
Trionfa la statunitense Allison S chmitt che mette in riga la
francese Camille Muffat e l’australiana Bronte Barratt.
M a stavolta più che i successi di chi è il podio se l’è guadagnato,
fa notizia la debacle dell’azzurra, che nel 2008 aveva vinto l’oro
e nel 2004 l’argento. M odesto il tempo finale (1’56”73),
pessima la gestione della gara. Federica ci aveva abituato ai primi
due passaggi a ritmi non elevati, seguiti a ruota da una seconda
parte di gara da urlo. Stavolta il meccanismo si è inceppato:
avvio soft (come da previsioni), finale disastroso. Evidente la
difficoltà dell’azzurra che al momento di inserire il turbo ha
cominciato ad arrancare. Di benzina nel serbatoio di Federica
proprio non ce n’era. Stare al passo delle prime forse era
impossibile (la Schmitt ha fatto un tempo astronomico), ma
sognare una medaglia era più che lecito.
Tutti a casa senza nulla in tasca, come non accadeva da una
vita. Amaro il commento della veneziana: «Bisogna sempre
crederci, ma come ho detto non siamo brillanti, non c’è
proprio la forma. Non ne avevo proprio. Ci sta. Io ho dato
tutto quel che posso ma è così». Eppure il tecnico Claudio
Rossetto aveva detto che una delle medaglie era alla portata
dell’atleta: «Non potevo andare a medaglia, altrimenti l’avrei
fatto». Dopo l’oro di Pechino 2008 e l’argento di Atene 2004,
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
la delusione di un quinto posto che fa pendant con quello
ottenuto nei 400. Una delusione: «Non rimpiango niente,
rifarei tutto quanto. Ora riparto da zero e pensiamo alla
staffetta». Sarà quella infatti l’ultima possibilità di rialzare la
testa per una nazionale alle prese con un cambio generazionale
difficile da digerire dopo i trionfi degli ultimi anni.
Nell’ambiente azzurro è evidente che qualcosa non funziona:
Fabio S cozzoli fuori dai giochi per le medaglie nella rana,
Federica Pellegrini che lascia campo alle avversarie, Luca
Dotto e Filippo Magnini che non si qualificano nemmeno per
la semifinale nei 100 stile. Le parole al vetriolo di Filippo sono
di quelle che lasciano il segno: «C’è da rifondare tutto perché
non possiamo permetterci di buttare via così quattro anni di
lavoro». Il problema, almeno a sentire M agnini, è legato alla
preparazione: «Durante l’anno sono sicuro di essermi
impegnato al 100%, ma di non aver reso in allenamento come
l’anno scorso. Nella velocità abbiamo fallito». Una bordata
indirizzata al tecnico Claudio Rossetto? Sembra di sì, anche se
poi è lo stesso M agnini ad aggiustare il tiro dopo il ko della sua
fidanzata nella finale dei 200: «Il gruppo è e resta unito, si
prosegue insieme anche il prossimo anno. Claudio lo ringrazierò
sempre e con lui proseguirò la mia carriera, dobbiamo solo
parlarci ed evitare di fare gli stessi errori il prossimo anno».
Intanto l’Italia mastica amaro. Per Federica ora ci sarà l’ultima
fatica in staffetta, poi via all’anno di tranquillità per ricaricare
le pile: «Un’altra Olimpiade? Spero di sì. Per fortuna non è il
prossimo anno». Un anno che sarà fondamentale per capire le
reali intenzioni di una delle atlete che ha fatto la storia dello
sport italiano, ma che ora rischia di chiudere in affanno una
carriera incredibile.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il nuoto nella bufera
Magnini contro tutti:
«Allenamenti errati»
Velocisti eliminati, Filippo accusa
e poi tenta il dietrofront
di Andrea Gabbi
Colpiti e affondati. È l’anno zero per il nuoto italiano, senza
presenze nel medagliere e con prospettive pessime per i
prossimi giorni. Una spedizione complicata, figlia naturale dei
problemi visti dentro e fuori dalla vasca di Shanghai al
M ondiale 2011. In quell’occasione fu sempre Federica
Pellegrini a dare peso al forziere azzurro, insieme con gli
argenti di Luca Dotto e Fabio S cozzoli. Il tutto però fu
farcito dalle prime polemiche con la federazione italiana e dai
rumors legati alla vita privata delle star del nuoto.
Si ferma così una striscia positiva che proseguiva da Sydney,
la prima Olimpiade nella quale l’Italia si elevò all’altezze delle
nazioni leader della disciplina. Allora furono Domenico
Fioravanti, Davide Rummolo e Massimiliano Rosolino a
fare la voce grossa, seguiti a ruota dalla Pellegrini che ad Atene
2004 cominciò a gettare le basi per il dominio nei 200 metri
stile dimostrato a Pechino (unito all’ottimo argento di Alessia
Filippi negli 800). Londra invece si è rivelata una tappa amara
nel processo di evoluzione del nuoto azzurro. Una tappa che
passerà alla storia anche per le frizioni tra atleti, tecnici e
dirigenti.
Ieri il flop della staffetta 4 per 200: Luca Maglia, Alex Di
Giorgio, Riccardo Maestri e Marco Belotti, hanno chiuso la
loro batteria con il sesto tempo (undicesimo complessivo). In
precedenza il disastro dei due portacolori italiani nei 100
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
metri. Fuori sia Filippo Magnini sia Luca Dotto: «Abbiamo
completamente cannato la preparazione, non si arriva così a
un’Olimpiade – sottolinea Re Magno –, non stiamo facendo
dei Giochi impressionanti e quando torneremo ci sarà una resa
dei conti. La velocità ha sbagliato tutto: io mi sono impegnato
al cento per cento, ho dato il massimo, ma in gara non ho mai
reso come in allenamento. Ho sbagliato anch’io a non calcare
di più la mano sentendo che non andavamo. E qui siamo
arrivati non in condizione. È un peccato perché si buttano via
quattro anni così. Dobbiamo cambiare tutto e dobbiamo farlo
tutti».
Parole pesanti, destinate ad alzare un bel polverone nei
confronti soprattutto del tecnico Claudio Rossetto: «Ogni
tanto parla un po’ troppo a caldo. Lo conoscete: tutti quando
è felice lo urla ai quattro venti, quando è incazzato è
incazzato». Lo stesso M agnini in serata ha poi addolcito
l’uscita, ma la realtà resta. C’è chi accusa Filippo di essersi
concentrato più sulla sua storia d’amore con Federica
Pellegrini, unita alle comparsate televisive, rispetto che al
lavoro in acqua.
Emblematico poi quanto successo in vasca durante le batterie
della 4 per 100 uomini. Filippo Magnini non le ha mandate a
dire ai compagni Luca Dotto, Andrea Rolla e Michele
S antucci. Il pesarese li ha richiamati in diretta tv a bordo
vasca. Troppo lontane le prime posizioni. Una sfuriata frutto
del nervosismo che ha accompagnato questa spedizione.
Emiliano Brembilla, storico capitano, è subito sceso in
campo in difesa della truppa e contro Filippo: «In azzurro
tutti gli atleti si fanno in quattro. Lui non deve insegnare
niente a nessuno». È una nazionale con tanti punti
interrogativi: bisogna ripartire dalla base per rimettersi in
moto. Al più presto.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Un giubbino galeotto
rovina la rivincita
dell’azzurro Baldini
Fioretto: si è visto sfilare il bronzo
anche per un guasto tecnico
di Maurizio Di Giangiacomo
Un altro torto per Andrea Baldini. A un solo passo da una
medaglia di bronzo che avrebbe costituito il riscatto perfetto
dopo la sospettissima esclusione per doping arrivata alla
vigilia di Pechino 2008, nella finalina il livornese
dell’Aeronautica si è trovato di fronte il coreano Choi che
indossava un giubbino elettrico difettoso.
L’azzurro ha subito segnalato alla giuria di avere l’impressione
che qualcosa non funzionasse, ma questa ha atteso quasi metà
incontro prima di intimare all’asiatico di sostituire il giubbino
difettoso. A quel punto Baldini aveva già perso tre, quattro
stoccate buone e Choi era ampiamente in vantaggio. Andrea ha
lottato ed è riuscito ad arrivare fino al 14-14, ma il coreano lo
ha freddato all’ultimo assalto.
Si è conclusa così senza medaglie per l’Italia una delle gare alle
quali più puntavamo fin dalla vigilia dei Giochi. Al terzetto
schierato dal ct azzurro è andato tutto liscio (o quasi) fino ai
quarti di finale. In realtà le certezze di Valerio Aspromonte e
soprattutto quelle di Andrea Cassarà – arrivato ai Giochi
come campione del mondo in carica e numero 1 del ranking –
avevano già cominciato a scricchiolare. Il 25enne romano
aveva infatti sofferto fin da subito, anche nel match dei
32esimi di finale che lo aveva visto opposto al romeno
Daraban: sotto 0-5, era riuscito a spuntarla 15-11. Poi però
era arrivata la vittoria, abbastanza netta, sul tedesco
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Bachmann (15-10) che faceva ben sperare per il quarto di
finale con S heng Lei. Che – invece – è risultato facile
appannaggio del cinese. Altrettanto accidentato il cammino del
campione del mondo Cassarà: dopo il facile esordio con il
tunisino S amandi (15-7), il tabellone lo opponeva a un osso
duro quale il giapponese Ota, assieme agli azzurri tra i favoriti
per una medaglia.
L’azzurro, infatti, l’ha spuntata 15-14 solo all’extratime. M a
forse è stata proprio quella fatica supplementare a costargli
cara, con la successiva eliminazione per mano dell’egiziano
Abouelkassem, altro bruttissimo cliente: 15-10 per il
nordafricano, con il nostro a recriminare per i 10 minuti di
riposo che la giuria gli avrebbe negato tra ottavo e quarto di
finale.
Liscia come l’olio, invece, la marcia di Baldini fino alla
semifinale: netto il 15-6 ai danni del giapponese Miyake ai
32esimi, così come il 15-9 sull’americano Imboden agli ottavi
e il 15-5 sul russo Cheremisinov al quarti. Cassarà e
Aspromonte – numero 1 e numero 2 del ranking mondiale –
fuori, Baldini in semifinale. Roba che ti viene quasi da pensare
che il ct Cerioni, che ha preferito il livornese – numero 14 –
all’altro fiorettista azzurro Giorgio Avola – numero 3, farà
solo la gara a squadre – sia un genio. La faccenda, però, s’è
complicata in semifinale, quando Baldini ha capito quanto è
affilato il fioretto di Lei, già carnefice di Aspromonte: due
manche di grande sofferenza, con il cinese padrone della
pedana e il nostro, generosissimo ma in soggezione, in grado di
azzeccare solo qualche parata e risposta: 15-11 e speranze di
medaglie ridotte al bronzo. Poi la finalina con il coreano Choi e
l’amaro epilogo. L’oro è andato al cinese Lei, storico argento
per l’egiziano Abouelkassem.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Usa e Cina ai ferri corti
«Ye, doping genetico»
di Andrea Gabbi
Potrebbe diventare la polemica dei giochi. Il caso della giovane
nuotatrice cinese Ye S hiwen, dopo la sua prestazione record
negli ultimi 100 metri stile libero nei 400 misti individuali ai
Giochi di Londra è sulla bocca di tutti. La Ye ha stupito il
mondo, conquistando oro e primato del mondo con un’ultima
frazione stratosferica (58”68, addirittura meglio di Michael
Phelps e di Ryan Lochte).
Una prestazione che non può definirsi isolata, visto che
l’asiatica si è ripetuta su livelli mai visti anche nei 200 misti
dove ha strappato il miglior crono dell’anno e il secondo oro.
John Leonard, direttore della World Swimming coach
association e della Usa swimming coach association, non ci è
girato troppo intorno, definendo «sospetto» il primato:
«Dobbiamo esser prudenti quando parliamo di doping. Nella
storia del nostro sport quando vediamo qualcosa di incredibile
la storia ci mostra che c’entra il doping».
Pronta la risposta del capo della British olympic association:
«È pulita. Ha passato i test della Wada (World anti-doping
agency) e merita invece riconoscimento per la sua bravura», ha
detto Lord Colin Moynihan. I sospetti però sono molti. I
controlli, capillari, non guardano in faccia a nessuno, ma
potrebbero non essere minuziosi nella ricerca. C’è infatti chi
sospetta che la cinese abbia dalla sua una sostanza che
passerebbe sotto traccia nelle analisi.
C’è poi sempre l’incubo del doping genetico. Sempre Leonard,
che evidentemente non ha nessun timore nei confronti
richiesto un’inchiesta sul caso della cinesina volante. «È un
risultato che chiede spiegazioni. La manipolazione genetica ha
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
dato agli animali più forza e ossigeno. Chi dice che non si può
fare con gli esseri umani?». In poche parole si tratterebbe di
una mutazione finalizzata ad alterare i geni umani, migliorando
quelle qualità che per natura sarebbero meno performanti.
Per il momento siamo alle congetture, ma è chiaro che il futuro
in questo senso fa paura. Intanto la querelle tra Usa e Cina
sembra essere solo all’inizio visto che gli asiatici sono passati
subito al contrattacco. Chen Zhanghao, ex medico olimpico
a Pechino, ha detto di aver sempre sospettato dei risultati
(otto ori) di Michael Phelps nel 2008: «Sospettavo e
sospetto di lui, ma senza prove. Gli americani hanno fatto
molte prestazioni straordinarie, ma senza prove siamo rimasti
in silenzio». Jiang Zhixue della Amministrazione sportiva
cinese ha giudicato «ingiusto» l’attacco scatenato dagli
statunitensi nei confronti della Ye Shiwen: «Non abbiamo mai
messo in dubbio Phelps quando ha incamerato otto ori a
Pechino». La bagarre è solo all’inizio.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Ginnaste azzurre
settime e felici
L’oro va agli Usa
Prova di grande orgoglio davanti al Giappone
Vanessa Ferrari ora sogna la medaglia
di Marco Marangoni
Dagli schermi di M tv alla North Greenwich Arena di Londra,
l’essere protagoniste è sempre garantito. Le ragazzine terribili
della ginnastica artistica italiana, che rispondono ai nomi di
Vanessa (Ferrari), Carlotta (Ferlito), Elisabetta
(Preziosa), Erika (Fasana) e Giorgia (Campana) hanno
ottenuto un piazzamento storico per il movimento che va per
travi, parallele asimmetriche, volteggi ed esercizi di corpo
libero.
Un settimo posto, davanti al Giappone, nella gara a squadre
alle spalle di nazioni che di questa disciplina sportiva hanno
una secolare tradizione. Si sapeva che nella sfida per le
medaglie le azzurre non potevano rispondere “presenti”, ma il
gusto, la soddisfazione, la gioia di essere protagoniste era
davvero enorme.
Alla fine delle quattro rotazioni hanno vinto gli Stati Uniti che
sono così tornati sul tetto dell’Olimpo a distanza di ben 16
anni. Ad Atlanta le statunitensi vinsero davanti a Russia e
Romania. Oggi sulle rive del Tamigi quel podio si è ripetuto
nello stesso ordine. Le americane (Gabrielle Douglas, Kayla
McMaroney, Alexandra Raisman, Kyla Ross e Jordyn
Wieder: 183.536 punti) hanno mostrato la loro classe, la loro
forza unita alla graziosità dominando la scena battendo come
allora russe (178.530) e romene (176.414). Trionfale la
conclusione di gara dell’americana Alexandra Raisman, prima
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
al corpo libero con un parziale di 15.300.
L’Italia ha aperto la sua finale con l’esercizio al corpo libero
concluso al quinto posto con la migliore, Erika Fasana, che ha
portato a casa un bel dodicesimo posto. La Ferrari, causa una
caduta sull’atterraggio dell’ultimo salto, è finita ventesima.
Non bene le azzurre al volteggio chiuso all’ottavo posto dove
la Ferrari è stata la più brava ma si è classificata solo
diciannovesima con Ferlito e Fasana rispettivamente 21esima
e 24esima. Settima posizione alle barre asimmetriche. Anche
in questa prova la ‘farfalla di Orzinuovi’ è stata la migliore,
sedicesima. Più lontane Campana e Fasana, 20esimae 24esima.
Nella quarta e ultima rotazione alla trave, il piazzamento di
squadra è stato un buon quinto posto. Vanessa ha chiuso nona
con 14.800 punti, dodicesima Carlotta Ferlito (14.366) e solo
23esima Elisabetta Preziosa che ha gareggiato solo in
quest’attrezzo. La Ferrari, pronta alla finale dell' all round di
dopodomani e a lottare per una medaglia nel corpo libero
martedì 7, si conferma competitiva alla trave, al volteggio e
alle parallele asimmetriche. C’è però una vena polemica nei
confronti dei tifosi di casa: «Le americane sono antipatiche.
Danno tutto nel volteggio solo per prendere distacco. Poi negli
altri attrezzi non te la giochi. Quando c’erano Usa e Gran
Bretagna il pubblico ti deconcentrava. Va bene essere tifosi,
ma la tensione è tanta. Per la finale dovrebbe esserci anche il
mio moroso: spero solo di riuscire a trovargli un biglietto per
assistere».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
M ERCOLEDÌ 1° AGOSTO
Molmenti, l’oro
dell’orgoglio
Arriva una fra le medaglie più belle, quella d’oro del
friulano Daniele Molmenti; arriva a suon di pagaiate
con il kajak. L’oro della fatica e dell’orgoglio di un
giovane che per allenarsi e vincere ha dovuto
sostenere sacrifici enormi, lontano da casa. Per
trovare campi di regata, con quelle acque che non
stanno mai ferme, è costretto ad andare lontano, a
spendere di tasca propria. Ha dovuto anche vendere
la sua moto per trovare i soldi per andare avanti e
inseguire questo sogno che per un giorno diventa
quello di tutti. Ci voleva proprio, perché il resto della
giornata offre solo amarezze, sia nella scherma sia
nel nuoto, con risultati pessimi e con le parole fuori
dalla piscina che non fanno altro che peggiorare la
situazione. Nel medagliere l’Italia conserva la settima
posizione, con tre ori, quattro argenti e due bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LA GIOIA DI DANIELE MOLMENTI ALLA FINE DELLA GARA
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
La bell’Italia
che sa farci
entusiasmare
di Stefano Tamburini
Lo vedi, con quegli occhi che quasi escono dalle orbite, che
non sta nella pelle e sa di aver fatto qualcosa di unico e di
grande. Non aspetta altro che salire sul podio, abbracciare
forte la medaglia d’oro e morderla per sentire il sapore del
trionfo. M a è dentro che è un tumulto di emozioni, canta
l’inno per non lasciarsi vincere dalla commozione e lo fa con
quel poco di voce che gli è rimasta.
È una bella immagine, quella di Daniele Molmenti, uno che
ha già vinto tanto e perso quasi altrettanto, che con
l’avversario più temibile – lo sloveno Peter Kauzer – si è già
scambiato più volte trionfi e allori. Sono anni che i due si
incrociano in mezzo a quelle acque che non stanno mai ferme.
Si sfidano e si rispettano, lui, il rivale al di là del confine e tutti
gli altri. L’abbraccio del tedesco Hannes Aigner, da kayak a
kayak a gara appena finita è un’immagine che fa bene al cuore.
Piange Daniele sulla spalla dell’amico-avversario, come si può
solo piangere per una giornata come questa.
L’Italia ne ha vinte tante di medaglie così, con sport che
stanno in letargo per quattro anni e che poi ci offrono
l’immagine di un Paese migliore di quel che appare preso tutto
insieme. E sono sempre i più umili, i meno celebrati a farci
gioire. È il compleanno di Daniele, oggi. E vent’anni fa il suo
allenatore Pierpaolo Ferrazzi aveva vinto l’oro nella stessa
gara a Barcellona. Non poteva esserci giorno migliore per
scrivere una favola per uno che gli amici chiamano Calimero
perché è un po’ scuro e ha quel casco bianco che ricorda la
storia del pulcino piccolo e nero di antiche pubblicità.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
M olmenti e la sua barca da indossare – è quasi una cosa sola
con chi la conduce – ha sempre avuto nel cuore proprio il
sogno che ora sta toccando con mano. È vero che non basta e
che non tutti ce la fanno ma bisogna prima di tutto crederci,
perché puoi anche esser bravo ma non basta se non passi ore e
ore in palestra e ancor più tempo a pagaiare e ad affinar la
tecnica su ogni tipo di percorso.
Già, i percorsi. Di per sé non è una vita facile, ma si scopre
che un campo di gara come quello olimpico in Italia non c’è.
Daniele è dovuto emigrare in Australia e in Cina, a
testimonianza della precarietà di questi sport ed è anche per
storie così che ci vien voglia di dire che abbiamo vinto tutti. Ci
voleva proprio, dopo i regolamenti di conti in piscina.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
D’oro il kayak di Molmenti
«Non sono più Calimero»
di Maurizio Di Giangiacomo
Tanti auguri, Daniele. L’Italia rialza la testa e lo fa con un
altro figlio di uno sport minore, il forestale Daniele
Molmenti da Pordenone, che proprio oggi festeggia i 28 anni.
Il suo kayak è stato il più veloce nello slalom di Lee Valley e il
friulano ha ripetuto l’impresa del suo maestro Pierpaolo
Ferrazzi, medaglia d’oro a Barcellona ’92 e di bronzo a
Sydney 2000. Lo chiamavano il Tomba dei fiumi, ma
Albertone un vero erede non l’ha ancora trovato, Ferrazzi
invece ha contribuito alla crescita di un nuovo grande
campione e l’ha visto sbocciare proprio al momento giusto.
Decimo a Pechino, M olmenti ha conquistato – sempre nello
slalom – il titolo mondiale a Tacen, in Slovenia, nel 2010 e
quello europeo ad Augusburg, in Germania, nell’anno in corso.
Giunto a Londra con i favori del pronostico, il 28enne di
Pordenone non ha tradito le attese.
Qualificatosi con il terzo tempo, M olmenti ha disputato una
finale perfetta. Nessuna penalità, ingressi netti, nemmeno una
palina toccata. La sua canoa rossa si è trasformata in una
Ducati: M olmenti l’ha costruita da solo e il colore è proprio
un omaggio all’altra sua grande passione, le moto della Casa di
Borgo Panigale. Quella vera l’ha venduta per pagarsi gli
allenamenti: per anni ha guidato solo quella d’acqua
“Calimero” M olmenti, piccolo e nero ma dotato di muscoli e
nervi d’acciaio, quelli che gli hanno permesso di concludere la
sua prova in finale piazzando lì un 93”43 che nessuno è
riuscito a insidiare. La medaglia d’argento è andata al ceco
Vavrinec Hradilek (94”78), quella di bronzo al tedesco
Hannes Aigner (94”92).
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Ancora una volta è una disciplina povera a fare ricca l’Italia.
Sport difficile perché limitato a poche enclave, anche per
motivi orografici: tanto per citarne alcune la Valle del Brenta
di Ferrazzi, che è di Valstagna (Vicenza); M erano e la val di
Sole, in Trentino Alto Adige, più volte teatro di prove di
Coppa del M ondo; e, soprattutto da oggi, le acque del
Noncello, a Pordenone, “palestra” naturale del nuovo eroe del
kayak slalom azzurro.
«M eglio di così non si poteva fare, ho corretto anche i piccoli
errori. Sono contento – ha detto M olmenti, che vorrebbe
festeggiare con Flavia Pennetta e oggi, da bravo milanista, ha
ricevuto i complimenti di Barbara Berlusconi – È pazzesco
vincere nel giorno del mio compleanno e alla vigilia del
ventennale della medaglia d’oro del mio allenatore Ferrazzi.
M i chiamano Calimero perché sono scuro di carnagione e per
il casco, adesso spero che non lo facciano più». Qualcuno gli
ha chiesto perché il suo kayak fosse dipinto di rosso: «Avevo
venduto la moto per andare in Australia ad allenarmi – ha
spiegato Daniele – Sono stati anni difficili in cui ho investito
su me stesso, ma sono stati investimenti ben ripagati».
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è
complimentato con il numero 1 del Coni, Gianni Petrucci e
poi ha chiamato direttamente Daniele: «La sua medaglia d’oro
doveva arrivare, è importantissima».
La risposta: «Grazie presidente, mi ha portato fortuna. M i
avevano detto che se le avessi stretto la mano al villaggio
sarebbe andata bene. Così è stato».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il disastro del nuoto
Pellegrini non basta
Staffetta penultima
di Andrea Gabbi
Naufragio azzurro. Si potrebbe intitolare così il libro sul
disastro del nuoto italiano a Londra. Una debacle senza
precedenti, probabilmente la fine di un’epoca. Anche la 4 per
200 ha confermato lo stato di difficoltà dell’Italia. Prima
frazione negativa per Alice Mizzau che nella seconda parte di
gara è andata in difficoltà. Un pochino meglio la seconda
staffettista Alice Nesti che comunque non ha risalito nessuna
posizione. Poi il tentativo di recupero da parte di Diletta
Carli e l’ultimo sforzo di Federica Pellegrini che ha almeno
evitato la delusione dell’ultimo posto. Niente da fare
comunque: settime e tutti a casa, anche dopo il balletto
all’ingresso: «Il nostro obiettivo era divertirci – sottolinea
Federica – cercare di creare una staffetta forte, come non lo è
mai stata, e infatti abbiamo vinto un titolo europeo a
Debrecen e abbiamo raggiunto la finale».
Gli azzurri in acqua rischiano di chiudere l’esperienza inglese
con zero medaglie all’attivo. L’ultima volta accadde a Los
Angeles 1984. I tempi della miracolosa esperienza di Sidney
2000 (tre ori, un argento e due bronzi) sembrano
maledettamente lontani. Il dibattito è aperto. I metodi di
allenamento di Claudio Rossetto sono sotto accusa, ma
anche la gestione della vita privata di Federica e di molti
componenti della squadra è da rivedere.
In tutto questo la Federazione può e deve giocare un ruolo
fondamentale. Di mediazione e di giudizio. Quando la
Pellegrini decise di non seguire Philippe Lucas per allenarsi a
Parigi, virando su Roma per la vicinanza al suo M agnini, la
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Fin non fece una piega. Lo stesso Lucas ha espresso
preoccupazione per la decisione della veneziana di fermarsi
per un anno:
«È sempre difficile confermarsi e per questo dico che una
sconfitta può capitare. Riprendere dopo un periodo di stop è
molto complicato». Lucas ha già vissuto l’esperienza della
“pausa di riflessione”. Se la prese Laure Manadou dopo una
serie infinita di trionfi. Al suo ritorno, il flop.
Intanto nel mirino delle accuse ci è finito Claudio Rossetto,
tecnico sia della Pellegrini sia di M agnini: «Federica è arrivata
allenata ma stanca all’appuntamento. La certezza è che il
rapporto non si è rotto con nessuno dei due, poi se la vita mi
porterà a essere allenatore di Federica per il prossimo
quadriennio o meno è troppo complicato da prevedere, perché
lei cambierà alcune cose della sua vita». Qualcosa non ha
funzionato: «M i sono fatto carico di una situazione molto
complicata ma dalla quale non potevo tirarmi indietro, ma non
me ne pento. Se i ragazzi hanno sbagliato ho sbagliato anche io
e se ho sbagliato io hanno sbagliato anche i ragazzi».
Il presidente del Coni Gianni Petrucci dal canto suo non
getta la croce sulla squadra: «Non posso rimproverare niente
al nuoto e alla scherma. La Pellegrini una grande atleta e le due
Federazioni sono sempre attente alla preparazione». In
mattinata tre delusioni, una in fila all’altra. S ebastiano
Ranfagni è stato eliminato nelle batterie dei 200 metri dorso.
Stessa sorte per Federico Turrini, fuori nelle batterie dei 200
misti (ventesimo tempo). Niente da fare anche per Chiara
Boggiatto. Eliminazione netta per la piemontese nei 200 rana.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Fede ritwitta tutto
Filippo prima offende
poi dice «addio»
di Maurizio Di Giangiacomo
Alla faccia dei divieti del Coni, Twitter rimane la “piazza
virtuale” dove una parte degli azzurri continua a misurare la
propria popolarità. Soprattutto i due campioni più
chiacchierati di queste Olimpiadi londinesi. Federica
Pellegrini, che prima e dopo i due flop dei giorni scorsi ha
inondato il social media “ritwittando” centinaia e centinaia di
messaggi d’incoraggiamento dei suoi fan. E Filippo Magnini,
che oggi ha messo in scena un altro “regolamento di conti”:
dopo quello un po’ maldestro – con altrettanto malriuscita
retromarcia – abbozzato in diretta tv con i quadri tecnici della
Federnuoto, il bel nuotatore pesarese ha annunciato in pratica
l’addio a Twitter, con il chiaro intento di chiudere la bocca a
chi in questi giorni ha criticato lui e la sua fidanzata.
Anche le critiche, infatti, viaggiano su Twitter: cinguettii
spesso malevoli, battutacce («cosa fa Federica quando si
allena?») e anche peggio, con tanto di riferimento alla vita
mondana dei due campioni, alle loro sponsorizzazioni, al loro
rapporto sentimentale. L’invidia, del resto, gioca brutti
scherzi e – soprattutto in Italia – controprestazioni come
quelle in cui sono incappati Federica e Filippo bastano e
avanzano per scatenare la vis polemica di detrattori in agguato
da anni. La campionessa veneta a metà luglio aveva annunciato
il “silenzio olimpico” su Twitter, in ossequio al documento
fatto firmare dal Coni a tutti i membri della spedizione
azzurra. Da quel momento, “Fede” si è limitata a brevi
risposte ai “cinguettii” d’incoraggiamento.
Poi, però, quando l’aria ha iniziato a farsi pesante, la
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
veneziana – o chi per lei – ha cominciato a ritwittare decine e
decine messaggini, senza troppo badare, peraltro, al profilo
dal quale provenivano (così da rendere pubblici a migliaia di
follower anche i messaggi di personaggi decisamente
improbabili quali ad esempio tale Uccello Rovente...).
Insomma, la Pellegrini ha cercato di mettere fiori nei cannoni
dei suoi detrattori. Decisamente più forte, invece, la reazione
del suo compagno Filippo M agnini. Il pesarese aveva già
imbracciato... lo smartphone martedì pomeriggio, per
correggere il tiro sulle dichiarazioni rilasciate dopo la
disgraziata batteria dei 100 stile, nelle quali aveva
sostanzialmente gettato la croce delle controprestazioni sue e
del resto degli azzurri sullo staff tecnico. Ieri Filippo è tornato
a twittare, ancora più forte, senza troppi giri di parole, ancora
una volta dando l’impressione di avere qualche conto da
regolare. E comunque annunciando di voler chiudere con
Twitter. «Il mondo dei social network è pieno di gente
cattiva... – ha scritto M agnini – Ragazzi non rispondete a tutti
quelli che sono felici se l’Italia sportiva va male,
probabilmente nella loro vita non sanno fare altro che stare
seduti e criticare. Che brutte persone. A tutti voi che criticate
auguro di avere figli che si realizzeranno nella vita...». «Ora
abbandono il mondo di Twitter – ha aggiunto il nuotatore – è
pieno di gente cattiva. Ciao a tutti i grandi fans, anche a quelli
che ci criticano in maniera costruttiva ed educata. Quelli sì, gli
imbecilli non li saluto».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
La scherma
“tradisce”
di nuovo
A bocca asciutta anche Pizzo (spada),
Vecchi e Marzocca (sciabola)
di Maurizio Di Giangiacomo
La scherma tradisce ancora una volta: oggi sono stati il
campione del mondo di spada Paolo Pizzo e le sciabolatrici
Irene Vecchi e Gioia Marzocca a riservarci grosse delusioni.
Pizzo è stato sconfitto ai quarti dal venezuelano Ruben
Gascon. Anche la Vecchi si è fermata ai quarti (battuta
dall’ucraina Kharlan), la M arzocca agli ottavi (battuta dalla
coreana Kim).
Giù dal podio gli azzurri nelle prove a cronometro del
ciclismo: in campo femminile (oro all’americana Armstrong)
21esima la Guderzo e 22esima la Cantele; tra i maschi
trionfa il britannico Wiggins, buon quinto il nostro Pinotti.
Nel canottaggio ha centrato la finale il due senza di Niccolò
Mornati e Lorenzo Carboncini, secondo ieri dietro la sola
Australia. Finale B, invece, per il 4 di coppia di Stefanini,
Fossi, Frattini e Raineri. Rimaniamo in acqua con la vela:
Alessandra S ensini sempre 11esima nell’RS:X, Angilella e
S ibello sono 15esimi tra i 49ers dopo la quarta giornata di
gare, mentre ha esordito con un buon nono posto Francesca
Clapcich tra i Laser Radial.
Nella pallanuoto, seconda sconfitta in altrettante partite per il
S etterosa, battuto 7-4 dalla Russia. L’Italvolley femminile
ha invece travolto la Gran Bretagna (3-0), cogliendo il terzo
successo in altrettante gare.
Nel tiro con l’arco, dopo Frangilli e Galiazzo, ieri sono stati
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
eliminati anche l’ultimo componente della squadra maschile
medaglia d’oro, Mauro Nespoli (6-2 da Chen di Taipei), e
anche due componenti della squadra femminile, Natalia
Valeeva (6-2 dalla russa Perova) e Jessica Tomasi (6-5 dalla
coreana Choi).
Nel tennis una giornata nerissima per Flavia Pennetta, che è
stata eliminata agli ottavi del singolare dalla ceca Kvitova (6-3 60) e anche in doppio assieme a Francesca S chiavone, battute
dalle taiwanesi Chuang-Hsieh 6-7 7-5 6-4. Fuori anche il
doppio misto Errani - S eppi, piegato 7-5 6-3 dagli americani
Raymond-Bryan.
Boxe: negli ottavi dei +91 kg Cammarelle ha battuto
Castillo (Ecuador) 18-10; Russo (91 kg) ha vinto per rinuncia
d i S i l va (Angola). Eliminato Parinello (56 kg), sconfitto
dall’inglese Campbell.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
GIOVEDÌ 2 AGOSTO
Fioretto da applausi
Canottaggio, che storia!
È una bella giornata per i colori azzurri, anche se poi
si scopre che dietro a una delle medaglie di giornata
non tutto potrebbe farci sentire così fieri. È il
meritatissimo argento dei canottieri Alessio Sartori e
Romano Battisti a renderci orgogliosi e al tempo
stesso farci vergognare per il trattamento che la
federazione ha riservato a questi due atleti: prima
ripudiati senza motivo e poi portati comunque alle
Olimpiadi perché, a suon di risultati, si erano
dimostrati così forti da non poterli ignorare. Insieme
con questo argento agrodolce, torna protagonista la
scherma con la medaglia d’oro nel fioretto a squadre
femminile (Elisa Di Francisca, Arianna Errigo,
Valentina Vezzali e Ilaria Salvadori). Tutto questo
mentre nel nuoto lo scontro è sempre più totale. Al
termine dalla giornata, il medagliere vede l’Italia
ancora al settimo posto con quattro ori, cinque
argenti e due bronzi. Tutto questo mentre si avvicina
il debutto dell’atletica leggera.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LE AZZURRE DEL FIORETTO FESTEGGIANO LA MEDAGLIA D’ORO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Le medaglie
e i lanciatori
di stracci
di Stefano Tamburini
Godiamoceli, questi sorrisi da podio, queste facce genuine
piene di lacrime di gioia che coccolano medaglie sognate da
sempre. Sono i volti dell’Italia che fatica, si sacrifica e porta a
casa gloria per tutti. Quasi ogni giorno, per fortuna, la cronaca
sforna favole da mettere in primo piano, davanti al peggio che
cova dietro le quinte. E che – come nel caso del nuoto – finisce
per farci arrossire.
Noi italiani, anche nello sport, con quel poco che abbiamo
siamo sempre stati bravi ad arrangiarci. O meglio, quasi
sempre sono i singoli che si arrangiano e si sacrificano fin
quasi all’impensabile, come il canoista Daniele Molmenti
che per allenarsi vende la sua Ducati e viaggia fino in Cina o in
Australia, perché da noi gli impianti non ci sono. O come i
canottieri d’argento Alessio S artori e Romano Battisti, che
vincono con la maglia di una nazionale che non li voleva con
sé, che li aveva ripudiati.
Trattenevano le lacrime, sul podio, ma non c’era solo gioia,
c’era anche tanta rabbia per il trattamento subito. Alle
Olimpiadi non volevano portarceli ma sono stati costretti
perché andavano troppo forte per essere lasciati a casa.
Teniamoceli stretti italiani come questi, atleti che per tornare a
inseguire il loro sogno prima sono dovuti uscire da un incubo.
In un altro Paese dirigenti come quelli che permettono tutto
questo sarebbero a casa da tempo. Da noi invece occupano le
prime file della delegazione azzurra alla sfilata inaugurale,
coprendo con chiacchiere in libertà e distintivo sul petto i
volti dei veri protagonisti. Bravi a vendere sé stessi, meno a
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
far quel che dovrebbero: ad esempio impedire sceneggiate
tristi come quelle che stanno andando in onda a bordo piscina,
con il capitano della nazionale Filippo Magnini di fatto
sfiduciato dai compagni depressi per i risultati e per il clima
irrespirabile dentro una nazionale di figli e figliastri. Cose da
basso impero, e non è detto che il peggio si sia già visto.
Del resto non è da oggi che l’Italia, anche nello sport, va
avanti grazie al genio dei singoli e a un’organizzazione che
preferisce l’autopropaganda e non si preoccupa di valorizzare
il meglio che ha. Tanto uno che vende la moto o la casa per
inseguire un sogno lo si è sempre trovato e lo si troverà
ancora. Siamo un popolo dai problemi irrisolti e con un cuore
grande così: insomma, l’Italia.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il fioretto
è una favola
azzurra
Uno show: Vezzali, Errigo, Di Francisca
e Salvatori dominano la Russia
di Maurizio Di Giangiacomo
Non contente di avere monopolizzato il podio della prova
individuale, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Valentina
Vezzali si sono prese anche il gradino più alto di quello della
gara a squadre. E ci hanno portato – e a giusto titolo – anche
Ilaria S alvatori. Sono le nostre ragazze d’oro, quelle che non
falliscono mai, ma che a Londra hanno voluto esagerare,
prendendosi appunto oro, argento e bronzo alla prima uscita e
spazzando via Gran Bretagna, Francia e Russia e migliorando il
terzo posto a squadre di Pechino.
La scherma si conferma così autentico forziere delle medaglie
azzurre: dopo appena un paio di giorni di “magra” è arrivata
un’altra abbuffata, un poker d’oro servito al termine di una
giornata trionfale. La superiorità delle nostre fiorettiste è stata
assoluta e quasi imbarazzante ai quarti, in semifinale e per
buona parte dello scontro finale con la Russia. Al punto che
su wikipedia l’oro olimpico è stato assegnato con largo
anticipo rispetto alla chiusura della finale. Alla Gran Bretagna
le azzurre hanno concesso solamente un assalto (42-14), alla
Francia in semifinale nemmeno quello (45-22).
In finale hanno trovato la Russia, che aveva eliminato la Corea
(poi bronzo). In favore delle nostre tutti i pronostici e
addirittura il 98,5% delle giocate! E in effetti anche questo
incontro ha rischiato di risolversi in una marcia trionfale. M a alla
terza serie di assalti, con le azzurre avanti 30-12, il ct Cerioni ha
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
deciso di dare respiro alla Errigo e di schierare la riserva Ilaria
Salvatori, che se l’è dovuta vedere con la S hanaeva: la più forte
delle russe si è aggiudicata l’assalto, accorciando le distanze sul
35-21 con un pesantissimo parziale di 9-5.
M a poi ci hanno pensato la fresca campionessa olimpica Di
Francisca e l’eterna Valentina Vezzali a tenere a distanza le
avversarie negli ultimi due assalti e ad assicurare all’Italia la
quarta medaglia d’oro dei Giochi. La Korobeynikova ha
gettato il cuore sulla pedana londinese, facendo soffrire fino
all’ultimo istante la nostra veterana, ma Valentina è stata
comunque in grado di mettere a segno quell’ultima, benedetta
stoccata che ha chiuso il match sul 45-31 e ha fatto
“esplodere” ancora una volta la festa della scherma azzurra.
E in particolare quella della stessa Vezzali, che con la medaglia
conquistata oggi ha raggiunto i nove podi olimpici, superando la
collega Giovanni Trillini e diventando l’azzurra più medagliata
della storia dei Giochi italiani. Fra Olimpiadi e M ondiali i suoi ori
sono19, come quelli del grande Edoardo Mangiarotti. «È
bellissimo sognare e a volte i sogni si realizzano – ha detto
Valentina – In novembre, a Norcia, in un incidente stradale ho
rischiato la vita, invece sono ancora qui. Oggi non abbiamo lasciato
niente a nessuno.Adesso però mi prendo un po’di pausa per stare
con la mia famiglia, ho passato un quadriennio difficilissimo,
Pietro ha bisogno della sua mamma, ma a Rio voglio esserci », ha
promesso poi la Vezzali, che ha ringraziato il suo maestro di
scherma Giulio Tomassini, prossimo a trasferirsi in Francia.
«Siamo state davvero molto unite – ha detto invece Elisa Di
Francisca – questa medaglia non era assolutamente scontata, è
stata dura ma quando c’è la passione per la scherma che abbiamo
noi si supera tutto». «Tutti ci davano per favorite, ma questa
medaglia ce la siamo sudata – assicura Arianna Errigo – Dopo
l’argento, finalmente l’oro, anche per Ilaria».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Medaglia al veleno
Sartori-Battisti,
argento e rivincita
Il ct non credeva in loro, si solo allenati da soli
di Maurizio Di Giangiacomo
E adesso vai tu a capire perché la Federazione italiana
canottaggio non credesse in Alessio S artori e Romano
Battisti. Per fortuna ci ha creduto la Guardia di finanza, che
ha tenuto vivo il loro sogno olimpico. M a soprattutto ci
hanno creduto loro, i due canottieri pontini: 35enne di
Terracina Alessio, 26enne di Priverno Romano, il loro due di
coppia ha conquistato una medaglia d’argento ricca di riflessi
dorati.
Perché ai 500 metri il successo sembrava ancora decisamente
alla loro portata e la Nuova Zelanda di Cohen e S ullivan è
riuscita a superarli solo a poche decine di metri dal traguardo
(il bronzo è andato agli sloveni Cop e S pik). M a soprattutto
per l’incredibile percorso a ostacoli che Sartori e Battisti
hanno dovuto affrontare prima di ottenere la qualificazione
olimpica. Non a caso, è la prima cosa alla quale hanno
pensato, davanti ai microfoni e ai taccuini dei cronisti italiani,
accorsi per raccontare al mondo la loro incredibile storia.
«Siamo un equipaggio societario – ha spiegato Battisti – e
purtroppo non eravamo atleti ritenuti adatti dalla federazione,
ma è venuto fuori un grosso equipaggio. Siamo soddisfatti del
nostro percorso». «Il nostro percorso – ha aggiunto Sartori – è
stato molto difficile. Abbiamo dimostrato di avere le capacità
di potere competere a livello internazionale». Che in pratica
significa che Alessio e Romano non erano tra i quattordici
atleti selezionati dal ct azzurro Giuseppe Di Capua in vista
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
dei Giochi. Sartori, medaglia d’oro con il quattro di coppia a
Sydney nel 2000 e di bronzo con il due di coppia ad Atene nel
2004, sembrava deciso a mollare tutto. È stato il colonnello
Gaetano Bellantuono, scomparso il 22 giugno scorso a
causa di un incidente domestico, a spingerli a non mollare (in
sua memoria Alessio e Romano ieri hanno gareggiato con la
canottiera listata a lutto e a lui hanno subito dedicato la
medaglia d’argento). La Guardia di finanza ha messo a loro
disposizione un tecnico, Franco Cattaneo, la Fic e il Coni – e
questo bisogna riconoscerlo – non hanno messo loro i bastoni
fra le ruote, fornendo risorse e strutture a nel centro di
Piediluco (Terni) e predisponendo un “percorso di
qualificazione” che Alessio e Romano hanno superato
brillantemente. «Sartori e Battisti non volevano polemizzare
con nessuno – dice il comandante del Gruppo sportivo
Fiamme gialle, il colonnello Vincenzo Parrinello – M a era
quasi inevitabile che, dopo la conquista della medaglia, il loro
pensiero andasse a quello che hanno dovuto fare per
qualificarsi alle Olimpiadi e al colonnello Bellantuono».
Per la Guardia di finanza, però, la soddisfazione è doppia,
«anche perché – spiega ancora Parrinello – Sartori lo abbiamo
scoperto a scuola, quando aveva solo undici anni. E questa è la
migliore dimostrazione della nostra capacità di scovare talenti,
in questo e in tutti gli altri sport».
Per Sartori, che ne ha vinte altre, questa è la medaglia più
bella. «Affettivamente l’ho vissuta in maniera diversa. M i
davano come un atleta finito, oggi mi sono tolto qualche
sassolino dalle scarpe». Eh sì, quella di Alessio e Romano è
stata proprio una bella rivincita.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Volano gli stracci
fra i nuotatori
«Clima irrespirabile»
di Andrea Gabbi
Una guerra tra bande. Il nuoto azzurro non solo rischia di
chiudere senza medaglie, ma sta anche mostrando il suo lato
peggiore. Un tutti contro tutti senza esclusione di colpi,
combattuto con parole che in questi giorni somigliano alle
stoccate delle atlete del fioretto. Se in un primo momento il
fronte azzurro sembrava compatto nello scagliarsi contro
tecnici e vertici federali, ora cominciano a venire a galla gli
screzi tra nuotatori. Marco Orsi, primatista nei 50 stile
libero, ha affondato il colpo dopo l’eliminazione nelle batterie:
«Il clima è irrespirabile, e io sono furioso: qui c’è chi si fa i
cavoli propri, fanno audience con queste stupidate. Non c’era
tranquillità – continua Orsi –, io sono in camera con loro
(M agnini e Dotto, ndr), ma come si fa... Filippo ha sbagliato,
non doveva fare così: doveva comportarsi da campione e
capitano. È troppo impulsivo e gliel’ho detto in faccia. Qui
c’è chi si fa i c... suoi e non pensa agli altri».
Parole di fuoco: è chiaro che chi è costretto a sgobbare in
piscina lontano dalle luci della ribalta ora vuole alzare la voce.
C’è anche chi ha cercato di non dare troppo nell’occhio
come Alessia Filippi, eliminata nelle batterie dei 200 dorso.
La Filippi, al rientro dopo un anno di stop, lascia trapelare
l’amarezza per una squadra che non c’è più: «M i sono isolata
e ho fatto bene anche perché se parli succede il putiferio. I
risultati mancano e bisognerà parlarne: onestamente se guardo
avanti non vedo un gran futuro per questa Italia».
M agnini dal canto suo ha provato a frenare l’escalation di
esternazioni: «La nazionale è unita e si rimetterà in moto».
197
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Parole di facciata. Il nuoto di velocità non è mai stato così in
difficoltà e gli screzi tra atleti sono ormai all’ordine del giorno.
La situazione è diventata complicata dai M ondiali 2009 di
Shanghai: scene da far west in albergo tra Luca Marin e
M agnini, con la Pellegrini come oggetto della contesa. Un
M arin che in quell’occasione preferì evitare le polemiche,
sottolineando però che alla Nazionale mancava Emiliano
Brembilla «il vero capitano azzurro».
Ora la “fascia” è sul braccio di Filippo, ma intorno a lui non c’è
unione. Anzi. Il primo a finire dietro il banco degli imputati a
Londra è stato il tecnico Claudio Rossetto. Sia Federica sia
Filippo lo hanno additato come uno dei responsabili del flop a
Londra. Rossetto non è al riparo dalle critiche e qualche errore lo
ha sicuramente commesso, ma c’è anche chi lo difende a spada
tratta: «Ho cercato di isolarmi – dice Luca Dotto –, la tensione
c’è, ed è deleteria per le gare. Infatti mi rifugiavo in camera di
Rossella (Fiamingo, la fidanzata schermitrice, ndr). E comunque
le polemiche sono campate in aria, non mi piace chi ha voluto
lanciare accuse e puntare il dito su Rossetto. Lui è un tecnico di
caratura internazionale e Filippo lo sa, visto che con lui ha vinto
due mondiali. Da questa Olimpiade il nuoto italiano esce ferito,
e questi Giochi verranno ricordati come la Caporetto
dell’Italnuoto. Io ho già fatto il programma: starò al passo con i
big».
In serata la federazione ha provato a mettere un freno al
polverone tramite il coordinatore Marco Bonifazzi:
«Analizzeremo tutto, anche le preparazioni, per ripartire al
meglio. Non voglio dare eccessivo peso alle parole a caldo di
M agnini». Dichiarazioni seguite a ruota da quelle di M arin: «Il
clima è sereno». La verità però sembra essere diversa. Intanto
continuano le delusioni: anche Matteo Rivolta è stato
eliminato nelle batterie dei 100 farfalla.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Da domani
l’atletica,
il clou con i 100
di Maurizio Di Giangiacomo
Da domani scende in campo l’atletica, la regina dei Giochi. E
anche per gli azzurri del ct Francesco Uguagliati, oggi, è stata
una vigilia di polemiche. Sotto la cenere di aspettative più che
modeste (una o due medaglie, come ha ammesso lo stesso
presidente della Fidal, Franco Arese) arde ancora quella sulla
mancata convocazione di Andrew Howe. M a c’è chi ha pensato
bene di farne scoppiare un’altra sulla decisione del campione
olimpico di marcia di Pechino 2008, Alex S chwazer, di non
prendere parte alla 20 km di dopodomani. È stato il compagno
di squadra Giorgio Rubino, chiamato a questo punto a
difendere da solo i colori azzurri. «Non mi ha detto che non
avrebbe fatto la 20 km, da un compagno che conosco da dieci
anni non me l’aspettavo – ha detto il romano – Sono sei mesi che
non si fa sentire, vive in un mondo tutto suo. Rispetto a lui non
sono nessuno, ma poteva almeno avvisarmi».
Insomma, il nuoto fa scuola. Arese e Uguagliati hanno provato
a gettare acqua almeno sul fuoco del fronte-Howe, sempre
caldissimo. «Gli ho chiesto se fosse disponibile per la 4 per
100 – ha detto il ct – M i ha detto no». «Non voleva nemmeno
allenarsi per la staffetta», ha tagliato corto il presidente, che
spera di ripetere Pechino in termini numerici, punta sulla 50
km di Schwazer, spera in S imona La Mantia nel triplo e in
una bella sorpresa da parte di Anna Incerti e Valeria
S traneo nella maratona, ma non si nasconde che a Londra per
tanti atleti azzurri già andare in finale sarebbe un successo,
«per qualcuno anche la semifinale».
Arese e Uguagliati hanno poi rassicurato sulle condizioni del
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
triplista Fabrizio Donato, che nei giorni scorsi avevano destato
qualche preoccupazione, e hanno annunciato che Libania
Grenot correrà solo i 400. Finite le chiacchiere, da domani le
gare. Si assegnano le medaglie del peso uomini (pronostici per
l’americano Hoffa) e dei 10.000 femminili, che vedranno in lizza
anche Nadia Ejjafini, marocchina naturalizzata italiana che –
oltre che con il suo paese d’origine – ha già gareggiato anche per
il Bahrein. In pista saranno i Giochi del primo atleta
p aralimp ico, Oscar Pistorius, in gara venerdì 10 con la
4per400 del Sudafrica che potrebbe anche salire sul podio.
M a la gara più attesa è sicuramente quella dei 100 maschili, in
programma domenica alle 22.50 ora italiana: sfida GiamaicaStati Uniti, ma anche lotta tutta interna al dream team
caraibico tra Usain Bolt, Yohan Blake e Asafa Powell; con
gli americani torna in pista anche Justin Gatlin, che rientra
da quattro anni di squalifica per doping ed è tornato... a
volare. Lo spettacolo è assicurato, il record del mondo no,
sebbene in pista ci siano i quattro uomini più veloci di tutti i
tempi (assieme ai tre giamaicani il quarto è lo statunitense
Tyson Gay): il 9”58 di Bolt potrebbe resistere, grazie alle
temperature non proprio caldissime e all’umidità delle notti
londinesi. A giocarsi il titolo, in ogni caso, dovrebbero essere i
due uomini più attesi, i giamaicani Usain Bolt e Yohan Blake:
la loro vittoria, alla Snai, ha le quote più basse,
rispettivamente 1,65 e 2,70. Caraibici favoritissimi anche per
la staffetta 4per100 di sabato 11 agosto: la loro affermazione è
data 1,33, contro il 4,00 di quella degli americani.
E basta dare un’occhiata alle quotazioni dei nostri, per capire
quello che ci dobbiamo aspettare in pista ed in pedana a
cominciare da oggi: nei 10.000, il vicecampione europeo
Daniele Meucci è dato a 66... Che il presidente Arese sia stato
largo?
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
VENERDÌ 3 AGOSTO
Sciabola, bronzo
da batticuore
Una sola medaglia per l’Italia: è di bronzo ma, per
come è arrivata, ha il sapore di un trionfo assoluto. È
quella della squadra azzurra della sciabola, arrivata
con un livello di sofferenza estremo, da batticuore. e
dopo momenti in cui sembrava tutto perduto. Il resto
della giornata non offre molti spunti, mentre le sfide
del nuoto si avviano tristemente (per noi) alla
conclusione e quelle dell’atletica leggera non sono
ancora entrate nel vivo. Nel medagliere l’Italia
mantiene comunque il settimo posto con quattro ori,
cinque argenti e tre bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LA GIOIA DI ALDO MONTANO DOPO L’ASSALTO DA MEDAGLIA
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Se il nuoto
prende i vizi
del calcio
di Stefano Tamburini
C’è del bello anche nella gioia di chi – come l’azzurro
dell’atletica Yuri Floriani – esulta sul traguardo per un
secondo posto nella batteria dei 3000 siepi. Quelle braccia al
cielo esprimono la felicità di chi ha sofferto per esser lì dopo
aver perso un’Olimpiade per un incidente stradale. E sa che
sta volando verso una finale inattesa, verso un sogno ancor
più bello. Chi ama lo sport sa alzarsi in piedi e applaudire
anche di fronte a tutto questo perché non ci sono solo quelli
con la medaglia al collo ma anche ragazze e ragazzi che hanno
emozioni da trasmetterci e nelle quali immedesimarsi.
Detto questo, figuriamoci se si può non esser grati a chi ha
dato tanto e, dopo tanti successi, trova altri che sanno far
meglio.
Tanto di cappello ai nuovi campioni e un abbraccio a chi resta
a guardare gli altri che saltano e ballano di gioia. Nel caso dei
nuotatori azzurri, erano comunque pronti i grandi onori dopo
un immenso ciclo di trionfi. I mancati applausi e anche i fischi
– compresi quelli sulle piazze virtuali dei social network –non
erano certo riservati a una mancata qualificazione ma agli
atteggiamenti da piccoli bulli di periferia, alla sindrome da
marchese del Grillo (ricordate la scena con Alberto S ordi che
dice «Io so’ io e voi nun siete un c... »?) e agli scontri
all’interno della squadra avvenuti in diretta tv. Ieri il velocista
Luca Dotto si è augurato di «non leggere più articoli di
polemiche sul nuoto, sembra di essere diventati come i
calciatori...». Ecco, questo è il punto: essere come i calciatori.
Anche quella è una scelta: cominciare ad accusare gli altri delle
203
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
sconfitte (Filippo Magnini), dare dell’imbecille a chi critica
(ancora M agnini), proseguire replicando che c’è un brutto
clima e che tutti pensano agli affari loro (i compagni di
M agnini) è un atteggiamento mutuato dal peggio del calcio.
Così come cercare di togliersi ogni rogna dandola colpa a chi
semplicemente queste cose le racconta.
Muhammad Alì – uno che ha vinto tanto e ha saputo perdere
non smarrendo la via della saggezza – tutto questo lo
spiegherebbe così: «Chi non è abbastanza coraggioso da
assumersi le proprie responsabilità non farà mai niente nella
vita». Insomma, c’è molto di peggio che perdere una gara: è
perdere il senso della realtà.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Le “facce di bronzo”
e la sciabola
che sa di leggenda
Drammatica “finalina” con la Russia:
all’ultimo assalto Montano soffre ma la spunta
di Maurizio Di Giangiacomo
La scherma azzurra è una certezza. Un giorno sì e un giorno
no dispensa emozioni a piene mani. Le ragazze d’oro del
fioretto Di Francisca, Errigo, Vezzali e S alvatori hanno
commosso l’Italia sulle note dell’inno di M ameli; le “facce di
bronzo” della sciabola Aldo Montano, Diego Occhiuzzi,
Luigi Tarantino e Luigi S amele ci hanno fatto trepidare,
tifare come non succede nemmeno nella curva di uno stadio,
esultare per una medaglia – la dodicesima degli azzurri – che
non è d’oro né d’argento, ma che per noi vale altrettanto.
Perché la sciabola, appunto, non è il fioretto e la finale per il
bronzo con la Russia – per quanto corretta – è stata una vera
battaglia, tra sciabole spezzate, cartellini gialli e rossi agli
azzurri e alla nostra panchina e assalti a ginocchiate dei nostri
avversari. La sciabola azzurra ha vinto perché può contare sul
morso velenoso di “vecchi serpenti” quali Luigi Tarantino e
Aldo M ontano – sempre frenato da un fastidioso stiramento,
ha salvato la sua squadra quando sembrava spacciata (sotto
40-36 e poi 44-41) già nel quarto di finale con la
Bielorussia poi finito 45-44 – su un cobra mortale come
Diego Occhiuzzi – che aveva dimostrato tutta la sua
pericolosità
conquistando
la
medaglia
d’argento
nell’individuale – ma anche su una giovane, letale “vipera”, la
riserva non più riserva Luigi Samele, 25enne foggiano. Dopo la
sconfitta in semifinale con la Corea del S ud poi medaglia
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
d’oro (argento alla Romania), il ct Mauro S irovich ha avuto
il coraggio di cambiare, lasciando fuori Tarantino e lanciando
sulla pedana di Londra il pugliese delle Fiamme Gialle. E lui ha
risposto “presente”, e alla grande, confermando la bontà della
scuola italiana: con la Russia già avanti 10 a 7 dopo gli assalti
di M ontano con Kovalev (3-5) e di Occhiuzzi con
Kovalenko (4-5), ci ha pensato proprio Samele a raddrizzare
la barca, infliggendo al temibile Reshetnikov un pesantissimo
8-4, per il 15-14. Lui e Occhiuzzi hanno tenuto l’Italia in
vantaggio anche nella seconda e terza serie di assalti, mentre
andava via via facendosi più lenta e prevedibile l’azione di
M ontano. Fino all’ultimo, decisivo assalto, con il livornese
che – sul 40-36 in favore degli azzurri, in un’autentica bolgia –
ha ritrovato i lampi di classe cristallina che gli hanno permesso
di superare Yakimenko e chiudere l’incontro sul 45-40. «M e
la sono vista brutta, all’inizio ho sbagliato due giri – ha
ammesso M ontano – ma all’ultimo sono riuscito a chiuderlo
bene. Bravissimi gli altri ragazzi che hanno portato avanti gran
parte del match».
M a la copertina spetta a Luigi Samele: «Ho avuto la mia
occasione e, senza falsa modestia, devo dire che l’ho sfruttata
al massimo delle mie possibilità. Entrare a freddo non è stato
un problema, sapevo che c’era la possibilità di gareggiare,
quindi mi sono tenuto caldo. Tra il dire e il fare, però, c’è di
mezzo il mare e quando sono salito in pedana devo ammettere
che le gambe mi facevano “Giacomo Giacomo”, sono molto
soddisfatto».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Sorpresa azzurra
Il siepista Floriani
conquista la finale
Ok anche Vizzoni con Bencosme e la Grenot
di Maurizio Di Giangiacomo
Per ora si tratta solo di qualificazioni in finale o addirittura in
semifinale. M a – eccezion fatta per Alex S chwazer – è quello
che il presidente della Fidal Franco Arese si aspettava dai
suoi ragazzi, alla vigilia dei Giochi. Coni chiari di luna di
questi ultimi anni, vanno accolti con grande soddisfazione i
risultati colti oggi dall’eterno Nicola Vizzoni (in finale nel
lancio del martello), dai new italians Libania Grenot (domani
alle 21.05 in semifinale nei 400 piani) e José Reynaldo
Bencosme de Leon (sempre domani, ma alle 20, in semifinale
nei 400 ostacoli) ma soprattutto dal trentino Yuri Floriani,
in finale nei 3.000 siepi, non succedeva da Atlanta ’96, con
Lambruschini di bronzo e Carosi nono.
È arrivata, purtroppo, anche la prima delusione, vale a dire la
mancata qualificazione nel triplo di S imona La Mantia –
dalla quale lo stesso Arese si aspettava decisamente qualcosa
di più del 13,92 di oggi – mentre fa meno rumore quella
dell’altro martellista Lorenzo Povegliano (71,55). Bastava
guardare come esultava al traguardo il 31enne Floriani,
secondo (8’29”01) nella tattica e lenta batteria vinta dal
keniano Kipruto (8’28”62), per capire che dietro il suo gesto
c’è una vita di sacrifici e una storia da raccontare: «M i sono
messo davanti perché non volevo disputare una gara anonima
– dice a fine gara il trentino “trapiantato” per amore ad
Altofonte, il paese di S alvatore Antibo – Gli africani sono
stati tranquilli e io ho potuto coronare il sogno di una vita».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Già, perché Yuri insegue i cinque cerchi da anni. «Avrei
dovuto prendere parte già ai Giochi di Atene, ero probabile
olimpico e avevo il minimo B, ma nel gennaio di quell’anno fui
investito da un’auto che viaggiava a 90 all’ora nei pressi dello
stadio della Favorita: uscii vivo dall’incidente, ma le
conseguenze le ho pagate per anni». Yuri si è qualificato per i
Giochi di Londra con l’8’22”62 dell’ultimo Golden Gala, che è
anche il suo miglior crono. Il trentino sa benissimo che in
finale – dopodomani sera alle 22.25 – il ritmo sarà molto più
alto: «Ovviamente farò una gara diversa ma se gli africani
dovessero impostare una corsa tattica riproverei sicuramente a
mettermi davanti», ha detto Floriani, che dopo il traguardo
rivolto le mani e lo sguardo al cielo in memoria del compagno
di squadra Cosimo Caliandro prematuramente scomparso
l’anno scorso.
Gli 80 mila dello stadio olimpico di Londra hanno
galvanizzato anche un altro finanziere, il cuneese di origine
dominicana José Reynaldo Bencosme, terzo nella sua batteria
dei 400 ostacoli (49”35). Non ha convinto più di tanto la
Grenot nei 400 piani: il suo 52”13 è il 21esimo tempo
complessivo. Capitan Vizzoni ha colto la sua terza finale
olimpica – argento a Sydney 2000, decimo ad Atene 2004 –
con il primo lancio (un modestissimo 74,79) ma ha potuto
esultare solo dopo i lanci del secondo gruppo, ritardati per la
pioggia. «Non era la mia giornata – dice il finanziere toscano –
Peccato, perché sicuramente non valgo 74,79». M a la finale
c’è, ed è quello che conta. In serata, Nadia Ejjafini ha chiuso
al 18esimo posto i 10.000 vinti dalla etiope Dibaba, argento
alla
keniana Kipyego, bronzo alla sua connazionale
Cheruiyot.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il nuoto ora prova
ad aggrapparsi
a Greg Paltrinieri
1500: il carpigiano spera nella medaglia
di Andrea Gabbi
L’unico modo per ottenere risultati nel nuoto in questo 2012 da
dimenticare sembra essere quello dell’isolamento. Da tutto:
dalle polemiche, dai botta e risposta, dalle accuse, dalle frasi di
circostanza. Una strada difficile da prendere visto che non porta
visibilità, ma anche la sola per portare a casa qualcosa di buono.
Questa la via presa da Gregorio Paltrinieri, 17enne di Carpi
che oggi ha staccato il pass per la finale nei 1.500 metri stile
libero. Una fra le gare più dure, una di quelle sfide che si possono
vincere solo con la serenità e la determinazione. Il campione
europeo in carica è alla sua prima esperienza olimpica, ma parla
già da veterano. Ha insomma quell’umiltà e quella franchezza
che è patrimonio imprescindibile nel bagaglio di un campione:
«Alla medaglia non ci penso ma se capiterà l’occasione ci
proverò. Obiettivi? M i piacerebbe scendere sotto i 14’45”,
qualche secondo credo di poterlo ancora limare». Tanta voglia di
stupire, senza però fare troppo rumore. L’atleta allenato da
S tefano Morini (insieme con il compagno Gabriele Detti,
eliminato in batteria) si è tenuto alla larga da ogni genere di
polemica: «Siamo arrivati qua alcuni giorni dopo gli altri e siamo
in una camera con allenatori, tecnici e massaggiatori. Gli altri li
avrò visti sì e no10 minuti. Noi ci siamo divertiti e abbiamo dato
il massimo».
L’Italia del nuoto è tutta nelle sue mani: ci si aspetta un
miracolo da Paltrinieri, l’unico ancora in grado di giocarsi una
medaglia. Oggi infatti la 4 per100 mista donne è uscita
209
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
mestamente in batteria. Il quartetto azzurro composto da
Arianna Barbieri, Michela Guzzetti, Ilaria Bianchi e
Federica Pellegrini ha chiuso all’undicesimo posto. E
l’occasione è stata buona per Federica Pellegrini che è tornata
di fronte ai microfoni e ai taccuini della stampa per continuare
la querelle e per difendere a spada tratta il fidanzato Filippo
Magnini: «Non smetterò di nuotare, ma cercherò di
divertirmi, magari provando anche altri stili. Parlerò con il mio
tecnico, di certo, voglio stare più tempo a casa, senza nessuno
che mi giudichi a ogni vasca. È un peccato non essere riusciti
ad arrivare in forma a Londra. Il nuoto è uno sport individuale
e quello che ci circonda non ci scombussola. Questi casini non
li abbiamo vissuti, i ragazzi sono stati fraintesi ma si sono
chiariti fra di loro, per noi non è successo niente. Come l’ha
presa Filippo? È chiaro che non fa piacere leggere quello che è
stato scritto, gli è stato affibbiato il ruolo del “cattivo” ma
l’importante è che sia stato chiarito tutto, era una polemica
campata in aria».
Le parole di fuoco lanciate da Luca Dotto e Marco Orsi non
si possono però ignorare: «Io questo grande clima di tensione
non l’ho visto. Abbiamo fatto una riunione per chiarirci e
abbiamo capito che sia Luca sia M arco non hanno detto
quanto riportato e, perlomeno, sono stati fraintesi. Si sono
chiariti con Filippo e tutto è tornato alla normalità». Sarà,
però le immagini e le dichiarazioni sono tutte su nastro. Di
inventato sembra esserci ben poco.
Oggi intanto alcuni giovani della squadra hanno fatto capolino
nelle gare che contano: Erika Ferraioli è stata eliminata nelle
batterie dei 50 metri stile libero. Fuori anche il quartetto della
4x100 mista. Mirco Di Tora, Fabio S cozzoli, Matteo
Rivolta e Luca Dotto hanno chiuso al settimo posto al
14esimo posto.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Ora il Dream-Team
del fioretto rischia
di perdere gli allenatori
di Marco Marangoni
A questo punto speriamo resti almeno S tefano Cerioni, il
commissario tecnico del “Dream Team” della scherma
mondiale, ovvero quello della nazionale femminile italiana di
fioretto. Con due ori, quello di Elisa Di Francisca
nell’individuale e quello dell’intera squadra, l’argento di
Arianna Errigo e il bronzo dell’immensa Valentina
Vezzali, la scherma, e in particolare l’arma del fioretto,
perderà due degli artefici di questi trionfi. Il maestro Giulio
Tomassini, assieme al quale la Vezzali ha lavorato per ben 23
anni, a breve se ne andrà in Francia, ad Avignone per far
crescere la nazionale transalpina di fioretto che giovedì era
stata sconfitta al primo turno proprio dalle azzurre.
La partenza di Tomassini è un brutto colpo per la
campionessa marchigiana che spera ancora di poter lavorare
assieme a lui. Non si esclude, dopo una seconda maternità di
Valentina, una spola tra Jesi e la località della Provenza. Vale
ha già detto che vuole superare il maestro Edoardo
Mangiarotti e a Rio 2016 vuole esserci. Se il trasferimento in
Francia di Tomassini è sicuro, non così certo è quello del
maestro Giovanni Bortolaso, allenatore della Errigo. «Lo
convincerò a rimanere. L’Italia non può perdere un maestro
come lui», ha detto Arianna che ha riportato allo sport
comasco un oro olimpico vent’anni dopo il trionfo nel
ciclismo su strada dell’indimenticato Fabio Casartelli
(Barcellona ’92). Previsti diversi cambiamenti anche negli staff
delle altre armi, sciabola e spada. In attesa di conoscere il
bilancio dello sport azzurro alle Olimpiadi di Londra, non è la
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
prima volta che, quando una squadra o un gruppo di atleti
raccoglie risultati, in Italia bisogna cambiare il suo condottiero.
Ci sono molto casi di vera e propria “fuga di cervelli” sia negli
sport estivi sia invernali.
Altro caso è quello di S andro Damilano. Il “guru”
piemontese della marcia, che per qualche veduta diversa (e
anche economica) con la federazione italiana di atletica leggera,
da qualche anno sta allenando, e con successo, gran parte della
nazionale cinese maschile e femminile.
Nella maggioranza dei casi, alla base delle decisioni di
“scappare” dall’Italia, c’è il motivo economico. Nel calcio due
gli esempi più azzeccati, quello di Luciano S palletti e di
Fabio Capello. Per il primo doveva essere un’avventura
toccata e fuga in Russia, invece, col suo Zenit di San
Pietroburgo sta raccogliendo parecchie soddisfazioni, il
secondo ha da pochi giorni firmato per allenare la nazionale
russa.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Cagnotto-Dallapè:
l’Italia spera
Sono in semifinale nel trampolino da tre metri
di Andrea Gabbi
Se da una parte la piscina olimpica regala solo delusioni, quella
dei tuffi fa sperare. Sia Tania Cagnotto sia Francesca
Dallapè si sono qualificate per la semifinale del trampolino
tre metri. La delusione per il quarto posto nel sincro sembra
ormai alle spalle. La bolzanina ha concluso con il terzo
punteggio (349.80) dietro alle cinesi Wu Minxia (387.95) e
He Zi (363.85). La Dallapè si qualifica dopo essersi piazzata
al tredicesimo posto con 311.25.Oggi alle 15.30 la semifinale.
Grande colpo nel beach volley: Daniele Lupo e Paolo
Nicolai battono gli Usa e volano ai quarti.
Continua a masticare amaro la squadra tricolore del canottaggio.
Quarto posto per la coppia formata da Niccolò Mornati e
Lorenzo Carboncini nel due senza. La medaglia era alla
portata, ma gli azzurri sono stati preceduti da Nuova Zelanda,
Francia e Gran Bretagna. Dopo l’argento di Alessio S artori
e Romano Battisti, il nulla. Prima delusione dal ring della boxe.
Si chiude agli ottavi l’esperienza londinese del peso
mosca Vincenzo Picardi. Il bronzo di Pechino è stato sconfitto
ai punti dal mongolo Tugstsogt Nyambayar (17-16).
Nella ginnastica Flavio Cannone non si è qualificato per la
finale del trampolino elastico. Undicesima posizione assoluta
per l’atleta (alla fase successiva solo i primi otto). Ad
aggiudicarsi l’oro il cinese Dong Dong, il russo Dmitry
Ushakov ha conquistato l’argento mentre il bronzo è andato a
un altro cinese, Chunlong Lu. Non concede il bis Niccolò
Campriani che ha chiuso all’ottavo posto la finale del tiro a
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
segno.
Nella carabina a terra dai 50 metri ha chiuso con 697,6 punti. La
medaglia d’oro è stata vinta dal bielorusso S ergei Martynov,
con 705.5. Argento il belga Lionel Cox, bronzo allo sloveno
Rajmond Debevec. C’è però da sottolineare che Campriani
non è abituato alla distanza e quindi il solo accesso in finale
rappresenta un ottimo risultato. Roberta Vinci e Daniele
Bracciali sono stati eliminati dal torneo di doppio misto di
tennis nei quarti. Gli azzurri si sono arresi contro i tedeschi
S abine Lisicki
e Christopher Kas. Nell’equitazione
l’azzurra Valentina Truppa è al nono posto: sarà al via del
Grand Prix Special di dressage. Bene il Setterosa di pallanuoto:
battuta la Gran Bretagna 10-5.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
TERZA PARTE
L’atletica, le gioie
e le amarezze
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
SABATO 4 AGOSTO
Oscar, gioia leggendaria
Rossi, oro con dedica
È una fra le giornate più cariche di emozioni.
L’atletica regala il debutto, un po’ sottotono nelle
batterie dei 100, di Usain Bolt, la star più attesa
dell’intera Olimpiade. Ma anche il primo assaggio
con la pista di Oscar Pistorius, il quattrocentista
sudafricano che corre con due protesi al posto delle
gambe e che ha fatto della battaglia per poter essere
ammesso alle gare con i normodotati una ragione di
vita. L’accoglienza del pubblico è da far accapponar
la pelle, da leggenda: Pistorius si qualifica per la
semifinale ed esce visibilmente commosso. È il
traguardo più importante, quello di essere finalmente
un atleta come tutti gli altri, quello che lui si è sempre
sentito ancor prima di diventarlo. In casa azzurra
arriva una bella medaglia d’oro, quella dell’emiliana
Jessica Rossi nel tiro al piattello: 99 centri su 100,
record mondiale con dedica ai terremotati delle sue
terre. Sfuma invece l’ultima speranza del nuoto,
anche Paltrinieri finisce fuori dal podio. Nel
medagliere, l’Italia mantiene il settimo posto con
cinque ori, cinque argenti e tre bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
OSCAR PISTORIUS FRA GIOIA E COMMOZIONE DOPO IL
DEBUTTO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Così Oscar
da oggi è uno
come tutti
di Stefano Tamburini
Ha indossato un paio di gambe e ha scritto una pagina di
storia, superando il muro dell’impossibile. Sapeva che sarebbe
stato il suo giorno ma ancora non ci credeva quando è entrato
in pista e ha sentito un boato, tutto per lui. Oscar Leonard
Carl Pistorius ha quasi 26 anni ed è da 25 che non ha le
gambe ma ha sempre fatto come se ci fossero. E finalmente da
oggi anche gli altri possono pensarla così: «On your marks»
(ai vostri posti), il richiamo dello starter e lo sparo verso la
gioia. Arriva secondo, Oscar, e vola in semifinale, c’è un altro
boato e lui quasi si mette a piangere di gioia. Il vincitore, il
dominicano Luguelin S antos, prima del via gli fa gli auguri e
poi esulta perché lo ha battuto. Da quel momento non è più
quello che per otto anni ha cercato con tutte le forze di farsi
ammettere alle gare “normali”. Non conta che abbia corso in
45”44 e che sia il suo primato stagionale. Adesso Pistorius
pensa alla semifinale di domani e all’obiettivo successivo:
l’ultimo atto con i migliori otto, come farebbe chiunque altro
al suo posto. Pistorius da oggi è uno come tutti.
Ed è per quello che se potesse abbraccerebbe il mondo. Lui si
è sempre sentito così, sono gli altri che ci hanno messo 26
anni ad ammetterlo. Hanno persino detto che con quelle
protesi era avvantaggiato e una prima volta gli hanno risposto
che no, lui non poteva correre alle vere Olimpiadi. Si è allenato
duro per arrivare fin dove è arrivato.
Chi lo guarda ancora male dovrebbe smettere di aver paura di
quel che si vede e pensar di più a tutto ciò che è nascosto, a
tutte le schifezze chimiche che alterano le prestazioni. Se
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
fosse un imbroglio, Oscar potrebbe anche fare il record del
mondo e invece fatica a migliorarsi come tutti gli altri e lo
sanno bene quelli che lo hanno seguito negli ultimi mesi a
Gemona, in Friuli, dove di fatto lo hanno adottato, grazie a
una bella pista e a un calore umano che solo in certi angoli
d’Italia sanno regalare.
È felice, gli sta andando tutto bene: si è appena fidanzato con
una bella modella russa. Gli si legge negli occhi, anche quando
dice di se stesso: «Sono un ragazzo fortunato. M i sono
convinto che la fortuna te la devi creare. La devi prendere al
volo per riuscire a fare nella vita quello che davvero vuoi». Sia
che al mattino tu debba metterti un paio di scarpe o un paio di
gambe.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Boato per Pistorius
Oscar si qualifica
ed entra nella storia
Il sudafricano secondo nelle batterie dei 400
di Maurizio Di Giangiacomo
Nemmeno Bolt, non proprio brillantissimo nella sua prima
uscita all’Olympic Stadium di Londra, è riuscito a togliere il
palcoscenico al vero protagonista della mattinata. Tutti in
piedi e giù il cappello: in pista c’è il primo atleta paralimpico
della storia delle Olimpiadi, il bi-amputato Oscar Pistorius
che – oltre al minimo, centrato senza troppi problemi – per
partecipare ai Giochi ha dovuto superare la diffidenza dei
“parrucconi” del Comitato olimpico internazionale. Il boato
che gli hanno tributato gli 80 mila di Londra la dice lunga non
solo sulla sua popolarità, ma anche sull’importanza del suo
esempio.
Il quattrocentista sudafricano ha scritto una pagina
importantissima nella storia dei Giochi, correndo il giro di
pista in 45”44, chiudendo al secondo posto la sua batteria e
quindi qualificandosi per la semifinale di domani sera. M a,
assieme a lui, l’hanno scritta anche gli avversari, in particolare
il dominicano S antos che ha vinto e ha esultato, facendo di
Pistorius un avversario vero, da temere e rispettare. O il
campione del mondo Kirani James, che a Oscar ha dedicato
parole davvero importanti: «Giù il cappello davanti a lui – ha
detto il grenadiano – Prima delle batterie l’ho avvicinato e gli
ho augurato buona fortuna. Ci vuole un sacco di coraggio e di
fiducia in se stessi e nella vita per fare ciò che ha fatto lui, avrà
sempre il mio rispetto».
M a il fenomeno Pistorius ha dato vita anche a un partito degli
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
scettici, coloro che sostengono che non dovrebbe gareggiare
con i normodotati perché le sue protesi di carbonio gli
darebbero dei vantaggi. «Non posso che ripetere quello che ho
già detto – ha replicato ieri il sudafricano – Ho superato16
prove in tre settimane e mi hanno fatto ogni tipo di analisi: se
ho davvero tutti questi vantaggi, perché non ho ancora battuto
il record del mondo? C’è sempre qualcuno che vuole dire la
sua, ormai non ci faccio più caso».
Polemiche che non hanno certo rovinato il momento magico
del 25enne di Johannesburg, medaglia d’argento con la
staffetta sudafricana ai M ondiali di Daegu e campione
paralimpico sui 100, 200 e 400 metri. «Essere sceso in pista
oggi per me è stato qualcosa di molto speciale – ha detto
Pistorius – Ho realizzato un sogno inseguito per anni e sono
felice anche per il tempo che ho fatto. Gli avversari sono
molto forti, adesso vado a riposare perché domani voglio
qualificarmi per la finale: sarebbe meraviglioso». La giamaicana
S helly Ann Fraser ha confermato il titolo olimpico dei 100
metri (10”75). M edaglia d’argento alla statunitense
Carmelita Jeter, bronzo all’altra giamaicana Veronica
Campbell Brown. La britannica Jessica Ennis ha vinto l’oro
nell’eptathlon con 6.955 punti. Argento alla tedesca Lilli
S chwarzkopf, bronzo alla russa Tatyana Chernova. Al
britannico Greg Rutherford il titolo del salto in lungo con la
misura di 8.31, davanti all’australiano Mitchell Watt (8.16) e
all’americano Will Claye (8.12). M edaglia d’oro del disco
femminile alla croata S andra Perkovic, argento alla russa
Darya Pishchalnikova, bronzo per la cinese Li Yanfeng.
222
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Usain si nasconde
Bayley più veloce
Notte con la moglie: Collins punito non parte
di Maurizio Di Giangiacomo
A guardare i tempi, più Ryan Bayley che Usain Bolt,
verrebbe da dire. E nei 100 metri il tempo è tutto. Secondi,
macché secondi, decimi, centesimi... M a, dopo Pechino, il
giamaicano vuole combinarla grossa anche a Londra. Le idee
camminano sulle gambe degli uomini e quelle di Usain, oggi
“funzionano male”. Quando è apparso sulla pista
dell’Olympic Stadium il tempo si è fermato per la seconda
volta in una sola mattina – pochi minuti prima era successo
per merito di Oscar Pistorius – ma il primo spettacolo, tra
una gag e l’altra, non è stato all’altezza delle sue migliori
recite.
Sì, l’uomo più veloce della storia non si è limitato a partire
così così come sempre, è addirittura inciampato, come ha
spiegato lui stesso. Poi s’è rialzato e, nel lanciato, ha messo
dietro la modesta concorrenza con un “normalissimo” 10”08,
poi corretto in 10”09. Ryan Bailey invece non è inciampato
proprio per niente: il 23enne statunitense di Portland ha
uguagliato il suo personal best (9”88, realizzato peraltro a
Rieti nel 2010) risultando il più veloce delle batterie. E forse
non è un caso che il più determinato sia stato il più giovane e
forse meno quotato dei “re” della velocità.
Tra i due estremi che non si toccano ma si guardano dritti negli
occhi – 195 centimetri Bolt, 193 Bailey, gli altri sono tutti più
bassi – c’è in mezzo tutta la concorrenza. E il più minaccioso
è apparso l’americano Justin Gatlin. Anche lui è inciampato.
Sei anni fa: campione olimpico di Atene, nel 2006 è incappato
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
in una positività al testosterone da recidivo e ha rimediato una
maxi squalifica. M a certe volte ritornano e corrono più veloci
di prima: quest’anno a Eugene ha ritoccato il suo personale
(9”80) e oggi – 9”97 – ha impressionato per la potenza e la
pulizia (speriamo bene...) della sua azione.
M a Bolt dovrà fare i conti anche con la concorrenza interna,
soprattutto con quel Yohan Blake (oggi 10”00) che negli
ultimi mesi l’ha già messo in croce. M a anche con il solito
Asafa Powell, a sua volta più veloce di lui ieri (10”04). Senza
dimenticare “nonno” Dwayne Chambers (10”02 per il
padrone di casa) e l’altro americano Tyson Gay (10”08). «In
partenza ho fatto un passo falso e sono un po’ inciampato –
ha detto Bolt dopo la sua batteria – ma penso di aver corso
bene, sono contento della mia prestazione e del mio stato di
forma. Non vedo l’ora che arrivino le semifinali di domani».
Domani la seconda recita di Bolt (alle 20.45 le semifinali, alle
22.50 la finale). Usain fermerà il tempo altre due volte,
scherzerà davanti alle telecamere, giocherà e riderà. M a poi –
checché ne dica Maurice Greene, che tifa per Blake – non
inciamperà. P.S. Gli assenti hanno sempre torto. O quasi. È il
caso di Kim Collins, campione del mondo a Parigi 2003,
escluso dalle batterie dopo una lite con i dirigenti del comitato
olimpico di St. Kitts and Nevis: al centro della discussione ci
sarebbero tre giorni trascorsi dal velocista in albergo con la
moglie. «Perfino i detenuti ricevono visite della propria
consorte», ha detto Collins, che ha annunciato su Twitter di
essere intenzionato a lasciare l’atletica.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Oro da record
per i terremotati
Jessica Rossi: 99 centri su 100
«Il primato è per la mia Emilia»
di Andrea Gabbi
È la medaglia dell’Emilia, «La mia grandissima Emilia» come la
chiama lei. Jessica Rossi ha sorpreso il mondo vincendo in
scioltezza l’oro nel tiro a volo (fossa olimpica). Lei, emiliana
di Crevalcore ma nativa di Cento (Ferrara), non ci ha pensato
un attimo e ha subito dedicato il trionfo alla sua terra. Una
terra messa in ginocchio dal terremoto e che ora sta cercando
di rialzarsi. Jessica è stata praticamente perfetta: con il suo
fucile a canna liscia è entrata in finale con un punteggio record
e ha messo in riga le avversarie colpo dopo colpo. Bastano
pochi dati per definire il successo della 20enne che fa parte
della polizia (gruppo sportivo Fiamme Oro): 99 colpi a
bersaglio su 100, record olimpico e record del mondo, prima
italiana d'oro nella categoria. Un cecchino.
Per la Rossi è un oro frutto di una terra che «non molla mai»
in uno sport che «non è minore, noi portiamo le medaglie e
siamo grandi». Sorriso innocente e tanta spensieratezza per
l’atleta classe 1992. È andata vicinissima all’en plein: 100 per
cento mancato solo per un piattello. I due precedenti record
erano dell’ucraina Chuyko (74/75) stabilito agli Europei del
1998 e della ceca S tefecekova (96/100) risalente all’aprile del
2006: «M i è venuto da ridere – ammette candidamente – per
questo l’ho mancato. Sono felicissima perché so che a casa si
sono riuniti addirittura in 70 per seguire la gara. Tutte le notti
mi addormentavo con l’idea dell’oro in testa. La cosa
incredibile è che ho 20 anni e ho già vinto tutto». Nel suo
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
palmares infatti spiccano il mondiale conquistato nel 2009,
poi quello europeo nello stesso anno e la Coppa del M ondo
l’anno scorso. Non male per la tiratrice che si allena al
poligono padovano di Ponso insieme con il fidanzato Mauro
De Filippis: «Io ero tranquillo – rivela – perché via sms mi
aveva detto che avrebbe vinto l’oro e realizzato il record del
mondo».
Venerdì la famiglia Rossi è rientrata a casa dopo le terribili
scosse che hanno ferito l’Emilia. Non poteva esserci modo
migliore per festeggiare il ritorno alla normalità: «M ia figlia è
stata strepitosa – dichiara il padre di Jessica, Ivan – ci ha
abituati fin da bambina a fare queste cose. Abbiamo sistemato
casa dopo il terremoto il più rapidamente possibile perché
volevo che Jessica entrasse in pedana sapendo che noi
eravamo a posto». E anche le istituzioni hanno applaudito a
questo oro davvero leggendario: il presidente della regione
Emilia-Romagna Vasco Errani è euforico: «Sono molto felice
per questo risultato.
Con i cittadini di Crevalcore siamo tutti orgogliosi per questo
straordinario successo della giovanissima Jessica, che ha
dedicato la medaglia alla sua Crevalcore e agli emiliani colpiti
dal terremoto, con un gesto di generosità e sensibilità che
commuove e va riconosciuto e apprezzato da tutti gli italiani.
Grazie Jessica, insieme ce la faremo».
E alla festa ha rischiato di partecipare anche San M arino.
Alessandra Perilli si è piazzata al quarto posto. Per lei una
medaglia di legno che brucia dopo aver perso lo spareggio a tre
per le altre medaglie. L’argento è andato alla ceca Zuzana
S tefecekova, il bronzo alla francese Delphine Reau.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Fiasco azzurro
Anche Paltrinieri
fuori dal podio
Quinto posto per il carpigiano nei 1.500 stile
di Andrea Gabbi
Tutti a casa. Anche l’ultima speranza, quella legata a
Gregorio Paltrinieri, è affondata nella piscina dell’Aquatic
Center di Londra. Il carpigiano ci ha provato ma non è riuscito
a stare al passo con i big, forse anche a causa di un
risentimento muscolare accusato in mattinata. Per lui quinto
posto nella finale dominata dal cinese S un Yang (con record
del mondo). «La partenza così forte mi ha spiazzato –
sottolinea Paltrinieri – ho visto gli altri andarmi via subito.
Non riesco ancora a tenerli questi avvii. Sinceramente pensavo
di aver fatto un tempo migliore. M a quinto va bene. La spalla?
In gara non ho sentito dolore e per questo ringrazio lo staff
medico. Forse ho accusato un po’ di stanchezza». Per il resto,
oro a Ranomi Kromowidjojo (Olanda) nei 50 stile, doppietta
Usa nella 4per100 mista donne (con record del mondo) e
uomini (22esima medaglia olimpica di Michael Phelps).
Tornando in casa Italia resta da sciogliere il nodo legato al
futuro di Federica Pellegrini. Lei per ora dribbla le domande
sui suoi progetti meglio del Ronaldo dei tempi d’oro: «Voglio
continuare ad allenarmi, pormi degli obiettivi che non sono più
i 400, l’oro nei 200,ma questo non significa non allenarsi e
divertirsi. Cerco un altro stimolo. Compio 24 anni ma non li
sento. Qualcosa che mi ha dato fastidio? Il segno di non
gratitudine di una compagna di staffetta fino a qualche anno fa
(Alice Carpanese, ndr), una cosa su facebook che sta
crescendo». Il presidente del Coni Gianni Petrucci però è
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
contrario allo stop: «Ci si deve abituare anche a perdere, ma
non sono convinto che le convenga fermarsi».
Oggi è tornato a parlare anche Filippo Magnini. Prima la
sfuriata, poi il polverone, in seguito la difesa della fidanzata.
Ora la frenata, o come la chiama lui, la: «critica costruttiva».
«M i sono permesso di fare un’analisi da capitano». Non
succedeva da Los Angeles 1984 che il nuoto azzurro non
andava in bianco, ma per il capitano M agnini minimizza: «Se
si fa un’analisi complessiva non siamo andati così male». Se lo
dice lui...
Anche Marco Orsi ha cercato di gettare acqua sul fuoco. Lui
che aveva risposto in modo energico alle provocazioni del
capitano, ora prova ad aggiustare il tiro: «Filippo ha fatto una
dichiarazione che non è stata presa nei modi giusti – afferma –
le sue parole sono state anche gonfiate e questo ha creato
tensione». Tra i due, almeno all’apparenza, sembra essere
tornato il sereno. M agnini si è assunto le sue responsabilità:
«A 30 anni sbaglio a lasciarmi prendere la mano. Posso capire
che M arco era arrabbiatissimo, da capitano ho cercato di
spronare i miei compagni e l’ho fatto a modo mio, un po’
come fa Gigi Buffon quando tira le orecchie ai suoi compagni
se non li vede concentrati». Già, ma al capitano chi tira le
orecchie? Forse lo farà Madonna: la pop star statunitense
sembra infatti intenzionata a coinvolgere sia M agnini sia la
Pellegrini nel suo prossimo video musicale.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
DOM ENICA 5 AGOSTO
Lo show di Usain
e l’oro del fioretto
Una giornata da batticuore, dall’inizio alla fine. Ci
sono emozioni di ogni genere, la più intensa con il
trionfo di Usain Bolt nei 100 metri con il record
olimpico. E c’è tanta commozione nel giro di pista di
Oscar Pistorius, il ragazzo sudafricano che corre con
le protesi. Nella semifinale dei 400 viene eliminato ma
è lui, al pari di Bolt, l’eroe del giorno. In casa
azzurra, due emozioni opposte: la gioia per il trionfo
della squadra azzurra del fioretto e l’amarezza per il
quarto posto di Tania Cagnotto nei tuffi dal
trampolino. Una medaglia di cartone che lascia tanta
amarezza perché il verdetto sa di scippo. L’amarezza
della tuffatrice bolzanina, le sue lacrime in diretta
rappresentano il lato più amaro di queste olimpiadi
ma sono comunque una lezione per tutti: i verdetti,
anche quelli più amari si accettano. Quella di Tania
Cagnotto è la più grande lezione di stile dell’intera
Olimpiade, al pari di quella di un pugile azzurro nella
giornata conclusiva (e questa ve la racconteremo più
avanti). Nel medagliere l’Italia risale in sesta
posizione con sei ori, cinque argenti e tre bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LA GIOIA DI USAIN BOLT DOPO IL TRIONFO NEI 100 METRI
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il ghepardo
fra gli uomini
che volano
di Stefano Tamburini
Dolce e chiara è la notte del figlio del vento. Usain Bolt
ancora una volta lascia indietro il mondo. Non c’è tempo per
pensare e per capire: lo sparo dello starter e nove secondi e 63
centesimi dopo è già tutto finito. È lui il ghepardo fra gli
uomini, ancora una volta dopo lo show del prima e la danza
del dopo. Fan festa in Giamaica, terra dove tutti son più
veloci e dove la gioia è doppia: per Usain e perché si celebrano
i cinquant’anni dall’ultimo ammaina bandiera dell’Union Jack.
Da mezzo secolo fieramente indipendenti, ora proprio in casa
degli ex colonizzatori a sentir risuonare il loro inno per la
donna e per l’uomo più veloci del mondo.
C’è qualcosa di unico e di grande in questo sprinter che ha
cambiato il libro dei record e anche il modo di intendere le
gare: ricordate i musi lunghi di Ben Johnson e di Carl
Lewis prima della partenza della finale dei 100 alle Olimpiadi
di Seul nel 1988? E le facce tirate di Pietro Mennea e Allan
Wells prima dell’ultimo atto dei 200 di M osca 1980? A
Pechino Usain Bolt era entrato nelle nostre case con quel suo
modo spavaldo, gioioso di affrontare la gara.
Lui si allena giorno dopo giorno con il principale rivale, l’altro
giamaicano Yohan Blake con il quale divide l’allenatore e
ogni segreto della preparazione. Pochi giorni fa aveva detto
che se avesse perso non sarebbe stato un dramma. Poi dentro
di sé magari si sarebbe macerato nei rimpianti, ancor peggio di
quanto era accaduto il 28 agosto dello scorso anno a Daegu in
Corea del Sud al via della finale dei mondiali. Una falsa
partenza e fuori ancor prima di giocarsela. Lì almeno aveva
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
potuto prendersela con un regolamento partorito da chi
l’atletica non sa neanche cosa sia. Dentro sarebbe stato
malissimo ma sarebbe stato il primo ad abbracciare il nuovo
campione.
Certo, se avesse perso oggi, avrebbe dovuto togliersi la corona
anche se per tutti il re sarebbe rimasto sempre lui, l’uomo che
un giorno ha reso tutto più lieve, anche una sfida che vale una
vita di sacrifici. E non solo perché i suoi record – 9”58 sui 100
e 19”19 sui 200 – almeno oggi sembrano irraggiungibili per
tutti gli altri. Perché da quando è arrivato lui nulla è più stato
come prima. Ed è da quiche passa la differenza fra un
campione e un mito.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Questo è Bolt:
ancora oro
Usain, l’uomo più veloce della storia
Sul podio con lui Blake e Gatlin
di Maurizio Di Giangiacomo
Eccolo, lo Usain Bolt che il mondo aspettava. È ancora lui il
campione dei campioni, perché ha vinto la gara più attesa di
Londra 2012. È ancora lui l’uomo più veloce della storia,
perché oggi non ha ritoccato il suo 9”58” – complici le
condizioni atmosferiche londinesi – ma ha comunque stabilito
il nuovo primato olimpico con un ottimo 9”63. Ha fatto sul
serio Usain Bolt, perché doveva tenere dietro lo Yohan
Blake che in più di un’occasione lo aveva battuto in questa
stagione e anche oggi è andato fortissimo (9”75) e anche il
pericolosissimo statunitense Justin Gatlin (9”79 e personal
best ritoccato), che torna così su un podio olimpico a otto
anni di distanza dall’oro di Atene: in mezzo anche quattro
anni di squalifica per doping. M edaglia di legno per un solo
centesimo (9”80) per l’altro americano Tyson Gay.
Bolt aveva impressionato già in semifinale. Non per il tempo
(9”87) con il quale ha dominato la batteria nella quale era
inserito anche l’americano Ryan Bailey (9”96), né per la
determinazione con la quale l’ha affrontata: partito meglio di
tante altre volte, il giamaicano si è rialzato relativamente
presto, ha pompato per un paio di secondi nel “lanciato” e,
pur mollando praticamente ai sessanta metri, non ce n’è stato
per nessuno. E a convincere i più che anche in finale non ci
sarebbe stata storia è stata proprio l’assoluta leggerezza con la
quale l’uomo più veloce del mondo – dopo gli acciacchi,
qualche sconfitta e gli allarmi assolutamente ingiustificati – è
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
tornato a correre.
Il Bolt dei bei tempi, il Bolt di Pechino, quello che quando il
gioco si fa duro... ride e scherza davanti alle telecamere, ma
vince lo stesso. M eglio di lui, in semifinale, aveva fatto il
connazionale più temibile, Yohan Blake (9”85), ma spingendo
a fondo almeno fino agli ottanta metri per lasciare dietro un
buon Tyson Gay (9”90). Aveva rischiato invece
l’eliminazione l’altro giamaicano Asafa Powell (9”94), terzo
nella velocissima batteria vinta dallo statunitense Justin Gatlin
(9”82, miglior tempo come nelle batterie di sabato per lui)
davanti all’olandese Churanda Martina (9”91, nuovo
personal best e record nazionale). In finale è entrato anche
Richard Thompson (10”02), terzo nella semifinale di Bolt,
mentre il “padrone di casa” Dwain Chambers, quarto in
10”05, è rimasto escluso.
La notte di Usain Bolt è arrivata peraltro in concomitanza con
l’Indipendence Day giamaicano. L’isola caraibica ottenne
infatti proprio cinquant’anni fa l’indipendenza dalla Gran
Bretagna. E il nuovo primo ministro, Portia S impson
Miller, vuole tagliare anche gli ultimi ponti con il
Commonwealth, mandare in pensione la regina e mettere al
suo posto un capo dello Stato eletto democraticamente.
Anche per questo, a Kingston come a Brixton, il quartiere
londinese che conta migliaia di immigrati di origine giamaicana,
stasera è stata festa grande. Lo stesso Bolt nei giorni scorsi si
era detto molto contento di poter gareggiare a Londra, proprio
per la massiccia presenza di immigrati del suo Paese. E infatti
a Brixton, sui banchi dei mercati, la faccia di “Saetta” – com’è
soprannominato Bolt – fa concorrenza a quella di Bob
Marley, la cui figlia Cedella ha disegnato le uniformi del
Team Jamaica.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il fioretto è d’oro
Anche i ragazzi
ci fanno sognare
Baldini: «Questo successo lo volevo da tempo»
di Andrea Gabbi
“London calling” cantano i Clash. E se Londra chiama, la
scherma azzurra risponde. Oro stupendo per i ragazzi del
fioretto maschile che chiudono in bellezza il programma
dell’Ex Cel Arena. Un oro cercato, voluto a tutti i costi dal
quartetto composto da Andrea Baldini, Andrea Cassarà,
Giorgio Avola e Valerio Aspromonte . Nella finale con il
Giappone testa a testa da brividi fino agli allunghi decisivi
messi a segno da Cassarà e Baldini. Proprio loro due, i grandi
rivali che solo quattro anni fa arrivarono allo scontro.
Successe tutto prima di Pechino, con Baldini escluso per
essere risultato positivo a un diuretico. Lui urlò al complotto
ardito proprio da Cassarà. La vicenda non è superata, ma è
chiaro che questo oro in qualche modo riavvicina i due atleti
azzurri. Una pace forzata voluta a tutti i costi dal tecnico
S tefano Cerioni che ha gestito e guidato questa nazionale
fino all’oro. Prima il successo sudato contro i modesti padroni
di casa della Gran Bretagna. Poi la semifinale senza patemi
con gli statunitensi. Infine la ciliegina con la prova d’autorità
nella finalissima contro i nipponici Ryo Miyake, Yuki Ota e
Kenta Chida. Una formazione, quella asiatica, a cui va
riconosciuto l’onore delle armi per non aver mai mollato.
Per la scherma tricolore si tratta del terzo titolo conquistato in
questa spedizione londinese (va a sommarsi all’oro a squadre
delle ragazze e all’individuale di Elisa Di Francisca). È il
settimo podio complessivo in pedana che fa salire a 14 il
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
bottino di medaglie della spedizione azzurra. Conti alla mano
il 50 per cento dei successi italiani alle Olimpiadi fino a questo
momento arriva proprio dalla scherma. Per Baldini è
un’emozione particolare dopo tante delusioni: «Sono
emozionatissimo – afferma il portacolori dell’Aeronautica –
perché la medaglia d’oro era l’obiettivo che inseguivo da tanto
tempo. Siamo contenti e forse domani capiremo cosa abbiamo
combinato. Il passato con Cassarà? Per vincere serve essere
uniti, tra di noi siamo amici non solo compagni». Giorgio
Avola delle Fiamme Gialle sottolinea la tenacia degli avversari:
«Non ci aspettavamo una resistenza così estenuante da parte
dei giapponesi. La mia scherma ne ha sofferto, mail mio 1+1 è
stato significativo. Nel punteggio c’è anche la mia stoccata.
Ancora non ci credo». Valerio Aspromonte (Fiamme Gialle)
non ha preso parte alla finale, ma è stato decisivo nelle
eliminatorie: «Loro non mollavano, una botta alla volta e
stavano sempre lì, poi finalmente abbiamo preso il largo e
conquistati un vantaggio che ci è bastato fino alla fine». Per il
bresciano Andrea Cassarà dei Carabinieri l’ennesima prova di
forza: «Non ho guardato l’ultima stoccata e questo gesto
scaramantico che abbiamo portato avanti dalla mattinata ha
funzionato: ho conquistato il titolo e lo difendo ancora».
La medaglia di bronzo va alla Germania che supera 45-27 gli
Stati Uniti. Scarica la nazionale a stelle e strisce: cocente il ko
in semifinale degli americani proprio con l’Italia. L’impresa
vera però la nazionale Usa l’aveva fatta in precedenza con
l’eliminazione nei quarti dei francesi favoriti.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Tuffi, Tania Cagnotto
quarta per un soffio
«È una maledizione»
La bolzanina fuori dal podio per venti centesimi
scoppia in lacrime fra le braccia del padre
di Marco Marangoni
M aledizione, maledizione, venti centesimi di punto dal
bronzo olimpico non te li scorderai per tutta la vita. Doveva
essere l’epilogo a lieto fine di una carriera, di una storia, di una
vita trascorsa su e giù dai trampolini invece è stato un finale
cattivo, atroce, crudele che non augureresti nemmeno al tuo
peggior nemico.
Tania Cagnotto ha conosciuto il giorno più brutto della sua
vita da sportiva e i tuffi, il suo amore, la sua passione, quello
che fino a ieri era il suo lavoro, hanno conosciuto la pagina più
nera. La tuffatrice azzurra ha fatto di tutto per raccogliere a
Londra, alla sua quarta partecipazione olimpica in una piscina
che le è sempre piaciuta, ciò che aveva seminato, ciò che lo
sport avrebbe dovuto restituirle. Invece, niente. Solo lacrime
amare, di rabbia, quelle che ti costringono a dire: «Vi saluto».
Sì, quelle non della sana e giusta sconfitta sportiva che ti fa
crescere, che ti spinge a ricercare la perfezione, ma quelle
dell’ingiustizia causa la brutalità del giudizio umano. Tania ieri
ha battuto ancora una volta se stessa. Ha aperto alla grande e
ha finito alla grandissima, in mezzo un ingresso con qualche
schizzetto in più pagato caro, pagato carissimo al cambio tra
euro e sterlina, pagato con una orrenda medaglia di cartone.
Non si può e non si deve rimproverarle nulla, se non quella di
essere stata l’unica tuffatrice al mondo ad aver messo
pressione per diversi anni alle extraterrestre cinese, di aver
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
vinto dalla piattaforma e dal trampolino. Questo lo ha pagato
perché, forse, la sua grinta, la sua classe, ha fatto invidia a
qualcuno. Sì, l’invidia, quella brutta piaga sociale. In un Paese
calciofilo come il nostro non si può dimenticare Byron
Moreno, quell’arbitro ecuadoriano che nel 2002 ci sbatté fuori
dal M ondiale di Corea e Giappone. Ebbene, stasera Chris
S age, panciuto giudice inglese che soffre di protagonismo, si è
divertito a giocare a ribasso con la finanziera altoatesina. Si è
contraddistinto già al secondo tuffo quando il doppio e mezzo
avanti con un avvitamento, giudicato dai suoi colleghi tra il 7.5
e l’8.0, lui è piazzato un bel 6.5. Con le cinesi Wu Minxia ed
He Zi ormai lanciate rispettivamente verso il suo primo oro
olimpico individuale (414,00) e l’argento (379,20), Tania
doveva lottare contro la statunitense Krug e la messicana
S anchez. Al quarto salto, un preciso doppio e mezzo
ritornato carpiato, mister Sage è stato il giudice che ha
schiacciato il voto più basso 7.5. Gli altri sei arbitri uniformi
sull’8.0. Quinta prima dell’ultima tornata, la Cagnotto sapeva
che il suo conclusivo tuffo era il suo cavallo di battaglia, il
doppio salto mortale e mezzo rovesciato carpiato. Tania lo
porta in acqua alla perfezione, Chris Sage ci ha messo lo
zampino.
Con due 9.0 e quattro 8.5, il giudice britannico ha presentato
un 7.5. Qualche secondo di attesa e l’infausto punteggio di
362,20 punti: venti centesimi dal bronzo andato al collo di
un’atleta che Tania negli ultimi anni ha sempre sconfitto.
Rabbia tanta, voglia di smettere pure: «La delusione è
parecchia ma ho fatto due record personali in due giorni e alle
Olimpiadi. È andata come doveva andare, non ho rimpianti».
Tania parla con un filo di voce e gli occhi ancora rossi per le
lacrime. Il padre allenatore Giorgio la abbraccia e cerca di
consolarla: «Siamo venuti qui a Londra preparati bene. Ci
238
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
sono sfuggite due medaglie per poco. Abbiamo, comunque, la
coscienza a posto. È mancata soltanto la ciliegina sulla torta.
La giuria? Lasciamo perdere, mi sono stancato di parlare dei
giudici. Serviva una gara perfetta».
Prova a spiegarlo a Tania che continua a piangere e non si
ferma più. Sarà dura andare a dormire.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Pistorius eliminato
fra gli applausi
Il quattrocentista si inchina e il vincitore
della semifinale gli chiede la pettorina
di Maurizio Di Giangiacomo
Sabato per aver scritto una pagina importantissima nella storia
dei Giochi, primo atleta paralimpico a prendere parte a una
gara dei normodotati. Oggi per non aver centrato l’accesso in
finale, ultimo nella sua semifinale dei 400 (46”54). Il
protagonista di Londra 2012, assieme a Usain Bolt, resta
Oscar Pistorius. La sua prestazione è stata accolta con
un’ovazione dagli 80mila dell’Olympic Stadium, che lui ha
ricambiato con un inchino. E il vincitore della semifinale, il
campione del mondo Kirani James, è andato ad abbracciare il
sudafricano e gli ha chiesto di scambiare il pettorale con il
nome. «Questa mia esperienza alle Olimpiadi è stata
veramente bellissima – ha detto Pistorius – da andare fuori di
testa, ho davvero coronato un sogno».
L’oro dei 400 metri femminili è andato alla statunitense
S anya Richards (49”55), argento all’inglese Christine
Ohuruogu, bronzo all’altra americana Dee-Dee Trotter
(49”72). Nella maratona femminile si sperava in una sorpresa
da parte di Giovanna S traneo, Anna Incerti e Rosaria
Console, che viceversa sono rimaste abbastanza lontane dal
podio. Sul gradino più alto l’etiope Tiki Gelana (2h23’07),
argento alla keniana Priscah Jeptoo (2h23’12), bronzo alla
russa Tatyana Petrova (2’23”29).
Brava la Straneo, che ha chiuso ottava a poco più di due
minuti dalla vincitrice (2h25’27). Più attardate Incerti
(29esima con 2h29’38) e Console (30esima con 2h30’09).
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Eliminato nell’alto Gianmarco Tamberi , che ha passato i
2,16, i 2.21manon i 2,26. Correndo in 8’40”06 Yuri Floriani
ha chiuso 13esimo i 3.000 siepi vinti dal keniano Kemboi
(8’18”56) davanti al francese Mekhissi-Benabbad e al
connazionale Kiprop Mutai. Allarme per le condizioni del
trip lista Fabrizio Donato, in gara domani. I problemi alla
schiena continuano e da qualche giorno il campione europeo di
Helsinki ha anche male al tendine d’Achille sinistro.
Niente podio per Nicola Vizzoni nel martello: l’azzurro ha
chiuso ottavo nella gara vinta dall’ungherese Krisztian Pars.
Secondo lo sloveno Primoz Kozmus, terzo il giapponese
Koji Murofushi. Nel triplo femminile oro alla kazaka Olga
Rypakova (14.98), argento alla colombiana Caterine
Ibarguen (14.80) e bronzo all’ucraina Olha S aladuha
(14.79).
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LUNEDÌ 6 AGOSTO
Alex, il marciatore
col sangue marcio
Una giornata durissima, la più amara, la più
difficile da mandar giù. A Londra arriva il responso
di un controllo antidoping a sorpresa: un azzurro è
stato trovato positivo all’Epo (eritropoietina,
sostanza che favorisce la produzione di globuli
rossi). All’inizio il nome non c’è, poi pian piano
emergono indiscrezioni e alla fine la certezza: è Alex
Schwazer, il marciatore campione in carica della 50
chilometri di marcia, una fra le speranze azzurre di
medaglia d’oro. Una mazzata, una tremenda
mazzata. Schwazer confessa in lacrime e il giorno
dopo fornirà una versione che non convincerà fino
in fondo anche se servirà a far schierare dalla sua
parte quelli che si sentono in pace con se stessi solo
se hanno qualcuno da redimere. Un atteggiamento
che non reggerà all’evoluzione di questa storia che
in questa giornata finisce per oscurare quella che –
senza questa vergognosa caduta all’inferno –
sarebbe stata una gran bella giornata per i colori
azzurri. Tre infatti le medaglie conquistate: un oro
nella carabina a tre posizioni con Niccolò
Campriani (già secondo dai 10 metri), un argento
nel piattello dalla fossa olimpica con Massimo
Fabbrizi e un bronzo negli anelli con il ginnasta
Matteo Morandi. Nonostante il tris di medaglie,
l’Italia perde una posizione nel medagliere: ora è
243
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
settima, con sette ori, sei argenti e quattro bronzi.
La giornata ci regala anche un’intervista a Pietro
Mennea, una delle ultime, una sorta di testamento
sportivo: «Chi può battere Bolt? Solo Bolt può
farcela…».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
IL MARCIATORE AZZURRO ALEX SCHWAZER
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Così Alex
ha ucciso
i sogni
di Stefano Tamburini
Non si uccidono così i sogni di tutti quelli che lo guardavano
mentre volava passeggiando, lieve e sicuro, forte e appena
uscito da una favola: la medaglia d’oro nella gara più dura alla
prima Olimpiade (Pechino), l’amore appena sbocciato con
un’altra campionessa (Carolina Kostner, regina del
pattinaggio su ghiaccio), una vita davanti per cercare altre
giornate come quelle.
No, non si fa così. Ci sono lacrime che non potranno mai
andar perdute nella pioggia e nel tempo. Non si potrà mai
perdonare uno che aveva tutto e l’ha buttato alle ortiche solo
per non arrivare dopo gli altri. Uno che avrebbe potuto
prendersi un mare di applausi per averci provato e pazienza
se qualcuno era andato più forte. Aveva detto, con la medaglia
d’oro ancora fresca di cerimonia, che mai e poi mai ci sarebbe
cascato: «Sono pulito e lo sarò sempre, anche se dovessi
arrivare trentesimo». Uno che diceva queste cose sarebbe
riuscito a dormire la notte con un’altra medaglia al collo vinta
con il sangue truccato? E come avrebbe potuto guardare in
faccia una come Tania Cagnotto che, dopo aver perso il
bronzo per venti centesimi di punto, cercava di non piangere
per fare coraggio a tutti quelli che volevano abbracciarla per
consolarla. Oppure il velocista americano Tyson Gay, uno
che se non avesse incrociato Usain Bolt sarebbe stato il re
incontrastato dello sprint. Non smetteva di piangere,
domenica sera, quando si è accorto di esser quarto nei 100,
preceduto da un ex dopato come Justin Gatlin. Non se l’è
presa con nessuno e mentre singhiozzava è riuscito solo a
246
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
dire: «Ho trent’anni ed era la mia ultima occasione, avevo
promesso a mia figlia che una medaglia gliel’avrei portata».
Bolt lo ha abbracciato e gli ha detto: «Sei un grande rivale,
abbiamo vissuto insieme grandi sfide: non finisce qui».
Sono storie, quelle di Tania e Tyson, che fanno bene allo
sport, quasi come quella di Oscar Pistorius. Storie che
aiutano a capire che si possono strappare applausi anche
senza vincere.
Alex S chwazer non ha fatto male solo a se stesso, ha
seminato più dubbi dei passi che ha percorso, ha oscurato la
giornata di gioia di tre azzurri saliti sul podio e rovinato quel
che resta di questa Olimpiade.
No, non si fa così. È vero che al peggio non c’è mai fine ma ci
siamo abbastanza vicini.
247
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Doping azzurro:
stop a Schwazer
Il marciatore: «Ho fatto tutto da solo,
volevo essere ancora il migliore»
di Maurizio Di Giangiacomo
Un colpo pesantissimo, mortale. Per uno straordinario atleta,
che per una debolezza chiude nel modo peggiore e anzitempo
una luminosa carriera. M a anche per lo sport italiano e in
particolare l’atletica leggera azzurra, che su quell’atleta aveva
puntato tutto (o quasi) in vista dei Giochi di Londra.
La notizia, terribile nella sua crudezza: Alex S chwazer,
27enne marciatore altoatesino di Calice di Racines, carabiniere,
medaglia d’oro a Pechino 2008, non prenderà parte alla 50 km
di sabato perché sospeso dal Coni dopo che lo stesso
comitato olimpico è stato avvertito dalla Wada (l’agenzia
antidoping
mondiale)
della
positività
dell’atleta
all’eritropoietina sintetica in occasione di un controllo a
sorpresa al quale era stato sottoposto nei giorni scorsi.
Bisognerebbe usare il condizionale, ma lo stesso Schwazer ci
ha tolto da questo imbarazzo, dimostrandosi uomo almeno in
questo e ammettendo la sua colpa prima al suo allenatore,
Michele Didoni, e poi al cronista dell’agenzia che è riuscito a
contattarlo telefonicamente: «Volevo andare più forte, ho
sbagliato, la mia carriera finisce qui».
L’annuncio del Coni. L’agenzia Ansa ha battuto il dispaccio
con le prime indiscrezioni trapelate da ambienti dal Coni alle
18.04: un atleta azzurro, che ancora non ha raggiunto Londra,
è stato sospeso per doping. Poi, il nome di Schwazer che
appare sulla pagina web di un giornale sportivo: il sospeso
sarebbe lui. La Fidal bolla le indiscrezioni come “illazioni”, ma
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
di lì a poco la notizia prende corpo: l’atleta è Schwazer, la
sostanza è l’Epo.
La conferma di Didoni. M a la conferma è arrivata solo
qualche decina di minuti dopo, dalla voce rotta dal pianto
dell’allenatore di Schwazer, M ichele Didoni: «M eno di un’ora
fa Alex mi ha chiamato e mi ha detto che aveva una notizia
brutta, il fermato per doping è lui». Distrutto dal dolore, ma
anche arrabbiato Didoni: «Non ho neppure voluto chiedergli
perché l’ha fatto: non ci sono giustificazioni – ha detto il
tecnico – A quasi 28 anni si è uomini, non più ragazzi. Alex
deve crescere e cambiare vita. M i ha telefonato, continuava a
ripetere puerilmente “mi prendo tutte le responsabilità”,
senza capire che il suo gesto individuale ricadrà su tanti. La
madre, ad esempio, stava per essere ricoverata al pronto
soccorso per la tensione».
L’ammissione di Alex. Di lì a poco è arrivata l’ammissione
dello stesso marciatore, che perlomeno ha saputo guardare in
faccia alla realtà, senza cercare le mille scuse dietro alle quali si
sono nascoste decine di suoi illustri colleghi di altre discipline:
«Non chiedetemi come sto, ho sbagliato – ha detto – Volevo
essere più forte per questa Olimpiade, ho sbagliato. La mia
carriera è finita qui. Ho fatto tutto da solo e di testa mia e
dunque mi assumo tutte le responsabilità per quello che è
successo».
Il controllo. Dopo la conferma della positività giunta
addirittura dallo stesso atleta, rimane da chiarire – per quello
che può importare – a quando risalga il controllo al sorpresa al
quale Schwazer è risultato positivo. La stessa agenzia riferisce
di un esame effettuato il 30 luglio a Oberstdorf, in Baviera,
dove il carabiniere stava rifinendo la preparazione in vista
della 50 km di sabato e dove fa base per gli allenamenti anche
la fidanzata di Alex, Carolina Kostner, 25enne altoatesina di
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Ortisei, campionessa mondiale di pattinaggio di figura.
Il “giallo” della 20 km. M a oggi si è parlato anche di altri
controlli ai quali Schwazer sarebbe stato sottoposto a Saint
M oritz, dove aveva fatto gli ultimi lavori importanti prima dei
Giochi. Se il controllo fosse avvenuto allora, potrebbe anche
spiegare la rinuncia alla 20 km che il marciatore azzurro ha
annunciato il 28 luglio, motivandola con il timore di sprecare
energie preziose nella gara a lui meno congeniale dopo un
raffreddore che l’aveva tenuto fermo tre giorni.
La dura condanna della Fidal. La Fidal, che sostiene di aver
appreso solo oggi della positività di Schwazer, esprime
profonda delusione e disappunto per l’accaduto,
sottolineando la propria ferma posizione di condanna nei
confronti del doping». «M eno medaglie, ma più pulite», ha
aggiunto il presidente del Coni, Gianni Petrucci.
Guai in vista con i carabinieri. M a non è finita qui. Già
questa sera il comando generale dei carabinieri, Arma della
quale fa parte il marciatore, ha preso contatti con il Coni per
prendere provvedimenti.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il doping di Alex
Il tecnico Didoni:
«È una mazzata»
Il presidente Fidal, Arese: «Giornata amara»
di Marco Marangoni
«M i sono fidato di lui, ma mi ha preso in giro e adesso deve
pagare. Non ci sono giustificazioni». Michele Didoni, quello
che fino al primo pomeriggio di oggi era l’allenatore di Alex
S chwazer, è disperato. Nella sua casa di M ilano non sa più
quale muro prendere a pugni. «È una mazzata pesantissima, la
più dura della mia vita. Preferisco mille sconfitte e non
danneggiarmi l’immagine a causa di queste cose. M i fa venire
ancor più rabbia pensare che solo alcuni mesi fa gli ho messo
in braccio mia figlia M icol in occasione del battesimo –
afferma M ichele, esplodendo in un pianto dirotto – È una
persona che deve diventare prima un uomo altrimenti si
troverà in difficoltà nella vita».
Didoni come l’ha saputa la notizia della positività di
Alex?
«È stato lui a chiamarmi e mi ha detto: “M ichele siediti che ti
devo dire cuna cosa, ti puoi sedere?”. Io ho subito pensato a
un incidente in allenamento o a un guaio muscolare. Sono le
cose più comuni. Quando mi ha comunicatola notizia, l’ha
fatto in modo puerile e continuava a ripetere “mi prendo tutte
le responsabilità” senza minimamente capire che questo fatto
ricadrà su tantissime persone. Da quello che so sua madre è
stata male rischiando di finire in ospedale. Così facendo ha
gettato fango su di me, sulla sua famiglia, sulla sua fidanzata».
Lei cosa le ha detto?
«La telefonata è stata molto breve e gli ho risposto di
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
assumersi tutte le responsabilità. Noi del Centro sportivo
Carabinieri siamo sempre molto attenti, non esiste che un
carabiniere abbia fatto ciò che ha fatto lui – prosegue il 37enne
tecnico milanese che è apprezzato appuntato scelto dell’Arma
responsabile del settore marcia –. Io mi auguro che il mio
Corpo prenda al più presto dei provvedimenti. Noi non
abbiamo bisogni di persone simili».
Cosa sta pensando?
«Pensare? M i viene rabbia perché ho dedicato tempo a una
persona che mi ha preso in giro trascurando la mia famiglia.
Ho trascorso mesi interi tra Oberstdorf e Celerina o in giro per
gli allenamenti. Non è giusto, credo che dirò addio all’atletica».
Immediate le repliche da parte del mondo sportivo e non. «È
una giornata amara, perché avevamo avuto grandi risultati
rovinata da questa brutta notizia che ci ha sconvolto – ha
detto il presidente del Coni Gianni Petrucci – La decisione è
chiara: non possiamo transigere, una medaglia in meno e
pulizia in più». Stesse parole anche il presidente della
Federazione dell’atletica, Franco Arese : «Sono triste è una
giornata amara. Era una delle poche medaglie, ma non conta.
M eglio vincere una medaglia in meno e fare la lotta al doping
sul serio. M i dispiace ma nello sport non si può barare, anche
se dobbiamo dargli atto di aver riconosciuto le sue
responsabilità. È un grave errore che gli costerà caro anche
come persona». Sul caso interviene anche Petra Zublasing, la
tiratrice altoatesina: «Per ora sono più arrabbiata che turbata,
queste sono cose che non si devono assolutamente fare». «Un
fulmine a ciel sereno, una batosta. M i sarei aspettato di tutto,
ma non questo – ha commentato il sindaco di Racines,
S ebastian Helfer – Chiedo di portare pazienza».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Sono colpi da podio:
Campriani è d’oro
Fabbrizi d’argento
di Pietro Oleotto
Dal trionfo di Jessica Rossi, un piatto di lasagne alla
bolognese fatte in casa, all’argento di oggi – sempre nella fossa
olimpica – di Massimo Fabbrizi, all’oro di Niccolò
Campriani, coltivato nel poligono di un’università americana.
Cambia poco, quando si tratta di imbracciare un fucile, di
impugnare un’arma, il “made in Italy” è davvero una firma di
moda.
Lo sanno anche negli Usa, da dove sono piovuti messaggi di
congratulazioni che si sono mescolati con gli attestati di stima
arrivati pronta menti da Firenze, la “culla” di Campriani:
«Congratulations Nicco!», ha urlato la pagina Facebook del
West Virginia Rifle, il club del college statunitense dove
l’azzurro si è laureato in ingegneria grazie a una borsa di
studio ottenuta anche alle sue qualità di tiratore infallibile.
Nella cabina 10 metri d’argento, in quella da tre posizioni oggi
tutta d’oro. Due medaglie, pesantissime, meritate.
Pronosticate perfino da “Sports Illustrated”, rivista patinata
americana famosa – oltre che per l’annuale calendario in bikini
– per le tradizionali e puntuali previsioni sui podi dei Giochi:
doppio oro azzurro, avevano sentenziato gli esperti Usa.
Sono andati a un solo gradino al bersaglio pieno, perché dopo
il secondo posto nella gara d’apertura a Londra, oggi Niccolò
Campriani ha vinto la medaglia d’oro nella carabina da tre
posizioni nello scenario della alla Royal Artillery Barracks. E
l’ha fatto con il piglio del grande campione: al comando della
classifica generale con 1.180 punti dopo le qualificazioni del
mattino, grazie al nuovo record olimpico (a terra 396, in piedi
253
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
390, in ginocchio 394), il fiorentino ha mantenuto il vantaggio
sui rivali diretti nella finale, il sudcoreano Jonghyun Kimlo,
medaglia d’argento, e lo statunitense Matthew Emmons,
bronzo.
M a non è stata una passeggiata. Stavolta la carabina non si
inceppata come era successo dai 10metri. Questa volta le
pressioni sono arrivate dall’esterno, dallo speaker ufficiale
che, amplificato all’interno del poligono, parlava di un
Campriani che sparava “solo” per l’argento nel momento della
rimonta avversaria: «Ho cercato di non sentirlo, stavolta
avevo messo bene i tappi», ha raccontato subito dopo aver
centrato l’oro.
D’altra parte Nicco, come lo chiamano gli amici americani, ha
ormai i nervi d’acciaio: «Campriani è una persona molto
equilibrata, sa che la vita non è solo questo. Cosa gli ho
insegnato? A ridimensionare la propria voglia di fare bene, alle
volte si dà troppo e ho cercato di insegnargli a dosare le forze
», racconta Valentina Turisini, argento olimpico ad Atene e
oggi ct della nazionale azzurra di tiro a segno.
Testa e polsi saldi quelli di Campriani. Quelli di M assimo
Fabrizi, invece, hanno tremato purtroppo al sesto piattello
dello spareggio per l’oro con Giovanni Cernogoraz, croato
appartenente alla comunità italiana di Cittanova, in Istria, a
una cinquantina di chilometri da Trieste, (bronzo ad
Aldeehani del Kuwait), dopo 146 centri su 150. sarebbe
stato un altro primo posto. M a poco importa: a Londra siamo
diventati un paese di santi, poeti e tiratori.
254
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Morandi, bronzo
e veleni agli anelli:
«Non mi servono
i consigli di Chechi»
di Pietro Oleotto
C’è una spruzzata di veleno sull’ultimo bronzo azzurro e
stavolta non ci sono di mezzo i voti dei giudici: «Ho chiesto
molti consigli a Jury Chechi e lui non me li dava. Ora gli dirò
che non mi servono più». Il sassolino che Matteo Morandi si
toglie dalla scarpa dopo il suo terzo posto è un regalo all’ex
“Signore degli anelli” – forse la specialità della ginnastica
maschile più amata dal pubblico – il campione di Prato ora
commentatore tv che evidentemente non ha mai legato con l’ex
compagno di nazionale. Sì, perché il 30enne di Vimercate
tesserato per l’Aeronautica, non è uno di primo pelo: già ad
Atene, nel 2004, quando Chechi raccolse la sua ultima
medaglia olimpica, M orandi era in pedana per raccogliere un
amaro quinto posto, mentre quattro anni fa, a Pechino, ci fu
addirittura un passo indietro. Oggi invece il balzo sul podio,
quasi inatteso, un balzo che avrebbe potuto tranquillamente
proiettarlo al secondo posto, salutato soltanto per colpa di
un’esitazione, un mezzo passo fatto al momento della
chiusura dell’esercizio: «Come voto mi dò comunque un 8,
per la tranquillità e per come ho affrontato la gara – racconta
M atteo –. In uscita ho fatto un passettino che forse mi ha
fatto perdere un decimo, però ho piegato le gambe». Insomma,
è più la gioia per il podio che il rammarico per un argento alla
portata e finito per meno di un decimo (15.733 contro 15.800)
al collo del cinese Yibing Chen , mentre l’oro del brasiliano
Arthur Nabarrete Zanetti (15.900) era praticamente
255
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
irraggiungibile.
E a proposito di Brasile, M orandi ha già in mente un’idea
meravigliosa, cercare di doppiare l’alloro olimpico, da
ultratrentenne come ha fatto proprio il “nemico” Jury: «Spero
di andare ai Giochi di Rio, anche se è ancora presto per dirlo.
La ginnastica adesso ha degli specialisti perché si lavora su un
attrezzo singolo e hanno messo delle regole che rendono gli
esercizi più difficili, come l’uscita con avvitamento che può
diventare un terno al lotto». Un’idea meravigliosa che non
deve essere campata in aria, visto che anche il tecnico
dell’azzurro, Maurizio Allievi , confessa il progetto: «Già
adesso stiamo lavorando per il Brasile, ma non solo con
M orandi, anche per i nostri giovani, per i quali questa
medaglia deve essere uno sprone». È un bronzo, ma vale oro:
questa volta è proprio il caso di dirlo.
«Dietro c’è tutto un lavoro che viene premiato», racconta il
numero uno della Fgi, Riccardo Agabio: una frase che gli era
rimasta in gola dall’altro giorno, dopo il podio scippato a
Busnari al cavallo con maniglie.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Mennea: «Solo Bolt
può battere Bolt»
L’ex campione azzurro:
«Anche i 200 saranno senza storia»
di Maurizio Di Giangiacomo
E adesso tutti con Usain Bolt, anche quelli che, alla vigilia dei
Giochi, lo davano già per battuto e avevano scommesso tutto
su Yohan Blake. Il 9”63 con il quale l’uomo più veloce della
storia s’è imposto nella finale dei 100 più veloce di sempre (in
sette sotto i 10”, e solo un infortunio ha impedito ad Asafa
Powell di essere l’ottavo) è un chiarissimo avviso ai naviganti
per i 200 in programma a partire da domani (in tarda mattinata
le batterie, semifinali dopodomani sera, finale giovedì). Lui
continua a ripetere che era certo che sarebbe andata così, ma
ammette che le sconfitte patite ai trial giamaicani gli sono
comunque servite.
Lo stesso concetto espresso nel corso di un’intervista
rilasciata ad Eurosport dalla leggenda della velocità Pietro
Mennea, per anni recordman mondiale dei 200 (19”72) e
medaglia d’oro a M osca, mentre il suo 10”01 è ancora record
italiano dei 100. «Bolt ha conseguito il record olimpico,
questo dimostra che è in condizione – dice l’ex campione
barlettano – che le due sconfitte ai trials gli sono servite per
mettere un po’ di ordine nei suoi allenamenti e per
concentrarsi al 100 per cento sui Giochi di Londra. Ha
confermato l’oro di Pechino, cosa riuscita solo a Carl Lewis,
ma complice l’esclusione per doping di Ben Johnson».
M a tutti si chiedono fino a che limiti possa spingersi Bolt nei
100: a una temperatura più mite di quella della serata
londinese, avrebbe potuto effettivamente ulteriormente
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
abbassare il suo record di 9”58? «Se c’è un uomo capace di
battere Bolt, quello è Bolt – replica M ennea – A Londra
l’importante è che non piovesse, la temperatura non era
l’ideale, ma con l’adrenalina regalata da uno stadio gremito da
80 mila persone e il vento a favore il freddo non lo senti.
Eccenzion fatta per l’infortunato Powell, tutti hanno corso
bene e sotto i 10 netti e questo dimostra che la velocità non si
ferma. L’evoluzione prosegue e c’è sempre la possibilità di
vedere un velocista nuovo, che possa avvicinare Bolt, che al
momento è il più forte ma deve sempre guardarsi le spalle.
Credo che nel prossimo futuro potrà anche perdere qualche
meeting, ma conta poco perché abbiamo visto che nelle gare
che contano è capace di tirare fuori il meglio di sé». E M ennea
non ha nessun dubbio nemmeno sul nome del favorito per i
200: «È la gara a lui più congeniale».
258
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
M ARTEDÌ 7 AGOSTO
Josefa è già leggenda
Alex, un bugiardo
È una giornata tristissima anche questa. A Londra le
Olimpiadi vanno avanti e, sia pur senza medaglie,
per i colori azzurri avrebbe potuto essere una grande
giornata, con il penultimo atto dell’immensa Josefa
Idem, che a quasi 48 anni e alla sua ottava Olimpiade
conquista un posto nella finale della canoa 500 metri
che si correrà fra due giorni. Si finisce però per
guardare tutti verso Bolzano, verso casa di Alex
Schwazer, il marciatore che ha tradito tutti prima
ancora che se stesso. Emergono altri particolari su
indagini già aperte nei suoi confronti, su un doping
che non può essere solo episodico. C’è tanta rabbia
per tutto questo, c’è tanta rabbia – oltreché per il fatto
specifico – anche perché il suo comportamento ha
finito per oscurare, almeno parzialmente, le imprese
di tanti azzurri che avevano (e chissà se potranno
averne ancora) solo l’occasione di questi giorni per
salire alla ribalta delle prime pagine e godersi un po’
di gloria. Nel medagliere, l’Italia conserva il settimo
posto con sette ori, sei argenti e quattro bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LA GIOIA DI JOSEFA IDEM SUBITO DOPO LA CONQUISTA DELLA
FINALE
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Grazie Josefa
e Alex dica
quel che sa
di Stefano Tamburini
È andata avanti a pane e fatica e ora è lì che esulta battendo i
pugni nell’acqua. Sorride e ci fa venir voglia di abbracciarla, lei
e quel che di bello ci ha appena regalato. Josefa Idem è un
po’ Peter Pan e un po’ salvatrice della patria. Fra un mese
avrà 48 anni ed è lì a giocarsi medaglie da otto Olimpiadi.
Otto, un’enormità: la prima volta che si presentò con canoa e
pagaia e andò in finale aveva la maglia tedesca. Era il 1984, le
Germani e erano ancora due (lei era dell’Ovest), al governo
avevamo Bettino Craxi, gli americani Ronald Reagan e fino
a due anni prima in Unione sovietica comandava Leonid
Breznev.
Josefa da Barcellona 1992 indossa la maglia azzurra dopo aver
sposato il suo allenatore romagnolo. Dopodomani in finale si
batterà per qualcosa di immenso ben sapendo che le avremmo
voluto bene anche se fosse uscita in batteria. M a è bello aver
questo sogno da rincorrere e smettere per un po’ di pensare al
peggio che ci è appena piovuto addosso. La stessa Idem ha
confessato di aver pianto dopo aver saputo quel che aveva
combinato Alex S chwazer. È un lutto, ha detto. Già, e
potrebbe esser pure peggio. Domani il marciatore parlerà e
speriamo che dica di più, perché il suo racconto non regge:
come può aver fatto tutto da solo, comprando doping su
internet? Le carte della procura di Padova dicono ben altro e
l’Interpol pure: lo seguivano da mesi e sapevano che dal 2010
frequentava il dottor Michele Ferrari, uno che non prescrive
aspirine. Se ci sono dei complici, Alex non deve tenerli per sé.
Se ci sono stregoni in giro devono esser spazzati via, così
261
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
come eventuali altri clienti di farmacie truccate. Peraltro
Schwazer sembra non sia l’unico fra gli azzurri olimpici ad
aver tentato questa scorciatoia ed è bene che si faccia
chiarezza. Parli, lui che sa e ci aiuti a ritrovare la strada della
speranza. E parlino, spieghino dov’erano anche quelli che
avrebbero dovuto vigilare. È possibile che da due anni un
atleta di tale livello frequenti un gurù del sangue truccato e
nessuno abbia mai avuto un sospetto? L’allenatore, la
Federazione, il Coni o hanno dormito o hanno lasciato correre
e non si sa fra le due cose quale sia la peggiore.
Quel che ha fatto Schwazer è imperdonabile ma dal fondo del
pozzo può risalire solo così. Non ci sarà più in palio una
medaglia ma una sfida più importante da vincere: quella della
dignità.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Schwazer,
ora è caccia
ai complici
Donati (Wada): «Da anni si appoggia
a più medici, non può aver fatto tutto da solo»
di Maurizio Di Giangiacomo
Dopo quella maledetta iniezione, niente sarà più come prima
p e r Alex S chwazer. Perché oggi, com’era inevitabile, la
procura antidoping del Coni ha aperto un procedimento a suo
carico, chiedendone la sospensione al tribunale nazionale
antidoping, che l’ha subito disposta. Rischia da due a quattro
anni e mezzo di squalifica. E i mancati introiti, tra sponsor,
medaglie, club olimpico e stipendio da carabiniere, andrebbero
dai 500 mila al milione e mezzo di euro.
Inoltre il Codacons pensa addirittura di chiedergli un
risarcimento. Non sembra reggere comunque la spiegazione
fornita da Schwazer: dal doping comprato su internet
all’iniezione solitaria. La procura di Padova lo seguiva da mesi
e spuntano frequentazioni più che sospette.
Alex potrebbe alleggerire la sua posizione – fin dalla
conferenza stampa di domani a Bolzano – aiutando a scovare i
complici: il medico che gli ha fornito i medicinali ed eventuali
altre coperture. Oltre alla procura di Padova, sta valutando la
posizione del marciatore altoatesino anche quella di Bolzano,
competente in caso di reato commesso all’estero.
Un fascicolo conoscitivo è stato aperto inoltre dalla procura
militare di Roma. Se non ci sarà una nuova versione non
cambierà nulla per chi lo ha spinto a infilarsi quell’ago sotto la
cute. È questo il principale rammarico di S andro Donati, ex
allenatore degli sprinter azzurri e dirigente Coni, oggi
263
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
consulente della Wada (l’agenzia internazionale antidoping) e
delle procure che indagano sul doping, che ha assistito per
l’ennesima volta alla rappresentazione che più odia: l’atleta
positivo che rimane solo, esposto al pubblico ludibrio, alla
esecrazione dei suoi tecnici e dei dirigenti della Federazione di
atletica leggera e del Coni. «Chi lo ha dopato, invece, la passa
liscia anche stavolta».
Donati non ci crede. Donati, infatti, non crede che Schwazer
abbia fatto tutto da solo. «No, per diversi motivi.
Innanzitutto “farsi” di Epo non è così facile, serve
un’infiltrazione sottocutanea, c’è il rischio di creare un
embolo, serve esperienza. Secondo, non è verosimile che
l’abbia comprata su Internet, perché quelli che ci sono nella
rete non sono farmaci sicuri, nessun atleta li utilizzerebbe.
Ancora, non è credibile che si sia iniettato un’unica dose così
potente da fare effetto a settimane di distanza: la tendenza,
infatti, è quella di più micro dosi, difficili da rintracciare».
M a per Donati il punto è un altro. «Lungi da me giustificare
Alex, al quale comunque dobbiamo essere grati per non aver
cercato scuse – dice l’ex tecnico azzurro – M a se ci
focalizziamo sull’atleta, diventiamo complici del sistema
doping. Schwazer è stato dato in pasto all’opinione pubblica e
adesso la gente pensa che i controlli funzionino. Lui era
spacciato e ha accettato di confessare di aver fatto tutto da
solo, il sistema per questo lo ricompenserà. In realtà lui non
faceva da solo, è noto che in passato si è appoggiato a medici
che hanno avuto problemi con la giustizia, tra i quali quello
(Michele Ferrari, ndr) al quale ha fatto cenno oggi un
quotidiano sportivo».
I rapporti con Ferrari. Già, ma frequentare un medico
“chiacchierato” non significa automaticamente fare uso di
sostanze dopanti. «No, il ragionamento va del tutto ribaltato –
264
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
replica il consulente Wada – M ichele Ferrari, i cui rapporti
con Schwazer non possono peraltro essere messi in relazione
con questo caso, è stato squalificato. Quindi andrebbero
squalificati anche gli atleti che lo frequentavano. Il Coni non
ha potuto prendere visione delle carte dell’inchiesta di Padova
per motivi tecnici, altrimenti Schwazer sarebbe stato fermato
e ci saremmo risparmiati questo dramma».
«Tutti complici». Invece, come al solito, assistiamo alla
lapidazione di un atleta lasciato solo con la sua ignominia,
mentre quelli che lo hanno istigato e aiutato proseguiranno
indisturbati a farlo con altri atleti, complici i giornali italiani,
che pubblicano interviste come quella di Schwazer senza porsi
delle domande, e la tendenza ad affidare il commento
televisivo di questo genere di eventi a ex atleti che fanno gli
imbonitori. In più, al pubblico quello che c’è dietro l’atleta
trovato positivo non interessa, la gente vuole vedere lo show.
E non si rende conto, così, di essere complice di un sistema le
cui vere vittime sono i nostri figli: bambini, ragazzi, giovani
atleti ai quali, un giorno o l’altro, per raggiungere i massimi
livelli verrà proposta l’assunzione di sostanze dopanti».
265
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Pedinato da mesi
Alex fin dal 2010
frequentava Ferrari
Indagini a Padova e Bolzano
e della Procura militare
di Carlo Bellotto
L’olimpionico della marcia Alex S chwazer, trovato positivo
a un controllo antidoping, era sotto osservazione da mesi da
parte della procura della Repubblica di Padova. Il pubblico
ministero Benedetto Roberti, che da anni si occupa di diversi
casi di doping a livello nazionale, stava indagando sul medico
emiliano Michele Ferrari: di conseguenza chi si rivolgeva al
professionista veniva controllato.
E Schwazer negli ultimi tempi si spostava spesso dalla sua
abitazione in Alto Adige per incontrare quello che dal 2010
era diventato il suo medico. Un professionista che non ha uno
studio fisso dove riceve gli atleti, ma li incontra in località
diverse, soprattutto a Saint M oritz in Svizzera dove la legge
non persegue il doping come in Italia. L’80 per cento degli
assistiti di Ferrari sono ciclisti, sia dilettanti sia professionisti
(tra loro c’è stato il campione americano Lance Armstrong) e
il restante 20 per cento viene dal mondo dell’atletica leggera.
Come Schwazer, che marcia per il Centro sportivo
Carabinieri.
L’atleta è risultato positivo all’Epo e ora il Tribunale
nazionale antidoping del Coni ha accolto la richiesta della
procura di sospenderlo. Il suo controllo quindi non è stato
casuale, alla luce di questa indagine padovana; gli atleti
sospettati erano stati segnalati all’Interpol e alle autorità
sportive antidoping. Ovvio che per un appuntamento come
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
quello che si sta svolgendo a Londra, scattassero i controlli.
Schwazer ha dunque pagato la frequentazione del suo medico.
La lista degli atleti seguiti da Ferrari è nota al pm Roberti e
non solo a lui. L’anno scorso il dottor M ichele Ferrari, aveva
chiesto di essere ascoltato dal pm Roberti titolare anche
dell’inchiesta sul doping che aveva sconvolto il mondo del
ciclismo. All’epoca il suo legale aveva ribadito con fermezza
che il provvedimento che inibiva gli atleti italiani dall’avere
rapporti professionali con Ferrari «è anacronistico e ingiusto,
poiché il processo celebrato a suo tempo a Bologna ha
dimostrato la insussistenza del provvedimento stesso».
Sul caso di Schwazer, che è un carabiniere, ha già aperto un
fascicolo conoscitivo il procuratore militare di Roma, Marco
De Paolis, competente per i reati all’estero. M a anche la
procura di Bolzano valuterà la posizione di Alex Schwazer.
Lo ha annunciato il procuratore Guido Rispoli. La procura di
Bolzano potrebbe essere competente se il marciatore
altoatesino avesse commesso un reato all’estero.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Il marciatore: «Ho sbagliato
ma a Pechino ero pulito»
di Maurizio Di Giangiacomo
Alex S chwazer ha ribadito la sua verità questa sera, davanti
alle telecamere del Tg1, distrutto, con le lacrime agli occhi.
«Ho perso tutto – ha detto il campione olimpico di Pechino
2008 – M i sono allenato per 10 mesi, avevo una condizione
perfetta. Poi, in tre settimane di doping ho rovinato tutto. Ho
fatto l’ultima iniezione il 29, il 30 è arrivato il controllo e in
quel momento ho capito che era tutto finito». «Gli ultimi anni
non sono stati facili – ha raccontato il marciatore altoatesino –
A Pechino tutti sanno come ho vinto, avevo i valori ematici di
un anemico, per quanto mi ero allenato. A Londra volevo
essere ancora davanti, non volevo più essere quello che si
ritira. Non è stato facile nemmeno essere il fidanzato di...»
Carolina Kostner, che nel frattempo ha fatto sapere al suo
entourage di essere arrabbiatissima, mentre il padre Erwin non
vuole dire nulla.
Quindi, Schwazer ha ribadito di aver fatto tutto da solo,
esitando però quando gli è stato chiesto di fare i nomi di chi
l’avrebbe spinto a un passo del genere. «Ho acquistato tutto
su Internet, non sono laureato in medicina, ma sulla rete ci si
può informare a sufficienza. Non faccio nomi, ma quando vedi
che una donna fa l’ultima vasca più veloce di un uomo, capisci
che c’è qualcosa che non funziona».
Anche quando la morale te la fa anche uno come Riccardo
Riccò, è chiaro che sei in cattive acque. «Tutti gli sport dove
c’è giro di quattrini è uguale», ha twittato ieri il ciclista
squalificato 12 anni dal tribunale nazionale antidoping. Anche
Filippo Pozzato, altro ciclista che ha perso le Olimpiadi
perché ha ammesso di aver frequentato il dottor Michele
268
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Ferrari, è molto carino con Alex S chwazer: «Il mio caso è
completamente diverso dal suo – ha detto – Io non sono mai
risultato positivo. Quello che ha fatto Schwazer è una
sconfitta per lo sport».
L’ex presidente del Coni Gianni Pescante parla di «gesto
infame » e di «dimostrazione che i controlli funzionano»,
mentre l’ex allenatore di Schwazer, S andro Damilano, è più
prudente: «Per come conosco Alex, non melo sarei mai
aspettato».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Capolavoro Idem
ma le lacrime
sono per Schwazer
Canoa: ottava finale olimpica di Josefa
«Per Alex mi è venuto da piangere»
di Pietro Oleotto
Erano compagni di “merendina”, negli spot televisivi, ma sono
di tutt’altra pasta: «M i è venuto da piangere quando ho
saputo di Alex S chwazer», racconta Josefa Idem che non
riesce a nascondere l’amarezza nel giorno dell’ennesimo
traguardo storico.
La mamma tedesca con il cuore azzurro a quasi 48 anni ha
appena conquistato la finale nel K1 500, l’ottava in otto
Olimpiadi nella canoa singola (la decima contando il K2 del
’84 e il K4 del ’88 con la Germania), e dopodomani mattina
sarà in acqua a caccia dell’oro scappato dalla sua fornitissima
bacheca, in quel di Pechino, dove chiuse seconda per soli
quattro millesimi.
Come si fa? Oggi ha chiuso la sua batteria di semifinale al
primo posto (con 1’52’’232), ma non c’è aria di festa nelle
sue parole: ci sono ancora gli ultimi 500metri da fare e nella
testa fa capolino anche l’ombra di Schwazer, l’ombra del
doping sullo sport azzurro: «Lui era un’immagine positiva, un
bel volto. M i chiedo cosa può averlo spinto a fare una cosa
del genere. Speri sempre che ci sia un errore, ma poi ho visto
che lui ha ammesso e allora dico solo: ma come si fa?», spiega
tutto d’un fiato Josefa Idem, mamma Josefa, la politica Idem,
assessore allo sport del Comune di Ravenna per sei anni, dal
2001 al 2007. «Evidentemente non gli hanno insegnato bene.
Io sono sempre stata molto attenta al mio fisico, non prendo
270
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
nemmeno erbe naturali. È l’unico modo per durare nello
sport».
Reazioni. A Casa Italia qualcuno glissa («In questi giorni ho
pensato a me, non mi interessa», racconta l’ostacolista
Emanuele Abate), altri si sentono quasi traditi. È il caso di
S ilvia Weissteiner, compaesana di Alex, eliminata nelle
batterie dei 5000, ma spietata nell’esporre il pensiero sul
marciatore: «È stata una delusione, una cosa triste, quando
non ci accontenta di quello che si ha, si rischia di perdere tutto
e lui ha perso tutto». Il triplista Fabrizio Donato, invece, si
preoccupa dell’uomo-Schwazer («Sarà dura per lui e spero
che ne esca bene»), mentre il collega di pedana Daniele
Greco svela le proprie sensazioni: «Quando l’ho saputo mi è
venuta la pelle d’oca. Spero però che si vada a fondo, che si
cerchino anche le radici e non ci si concentri sulle foglie,
bisogna individuare chi spinge questi atleti a farlo».
Gli altri. «Evitiamo di metterlo alla gogna mediatica,
lasciamolo stare». Diego Occhiuzzi, argento nella sciabola
individuale e bronzo in quella a squadre, getta un salvagente
virtuale a Schwazer: «Si può sbagliare e cercare di fare del
meglio per tornare ad alti livelli in maniera pulita». Resta un
“velo”, evidenziato da Niccolò Campriani, un oro e un
argento nella carabina: «M i dispiace tantissimo, è una storia
triste».
Gli ex marciatori. Raffaello Ducceschi, azzurro degli anni
80 è scioccante: «M eglio legalizzare il doping per poterlo
controllare. Quello che ho visto in passato è chiaro, sono in
molti a fare uso di doping. Il Coni e le altre organizzazioni
fanno solo ipocrisia». Punta sull’aspetto psicologico, invece,
Abdon Pamich, oro nella 50kma Tokio ’64: «Dopo il trionfo
di Pechino era cambiato. Forse non ha retto le responsabilità e
la paura della sconfitta: non gettiamogli la croce addosso».
271
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
In pista. L’atletica azzurra ha risposto con quattro “pass”.
Emanuele Abate è in semifinale nei 110 ostacoli nonostante un
battibecco alla partenza con il giudice e un quarto posto con
13’’46, un tempo che vale però il ripescaggio. Ancora meglio è
andata nel triplo uomini e nei 5000 donne, visto che i
passaporti sono già per la finale. Al campione europeo
Fabrizio Donato, in condizioni non proprio perfette, è bastata
l’ottava misura (16,86) per essere sicuro di tornare in pedana
domani sera; ancora meglio ha fatto Daniele Greco, quarta
misura (17,00) al primo tentativo. Finale olimpica anche per
Elena Romagnolo che ottiene l’ultimo tempo disponibile
facendo segnare il primato personale (15’06’’38) sui 5000.
Niente da fare, invece, per Marzia Caravelli nella semifinale
dei 100h: ha sbattuta sul quinto ostacolo e si è ritirata.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Vanessa resta
di legno e piange
Corpo libero: la Ferrari terza
ma “retrocessa” dai giudici.
di Pietro Oleotto
Avesse potuto, stasera Vanessa Ferrari avrebbe chiamato il
supermassimo Roberto Cammarelle (ormai bronzo sicuro,
come il massimo Clemente Russo) a darle una mano. Con un
filo di voce, la piccola ginnasta azzurra avrebbe fatto capire
che avrebbe voluto prendere a pugni la giuria che le aveva
sottratto la medaglia nel corpo libero: «Tu ti sbatti per poter
conquistare una medaglia e arriva quella che ha tre decimi in
meno (sul valore di partenza, ndr) e ti frega il posto.
Evidentemente nella ginnastica l’Italia vale poco. Ho fermato
tutte le diagonali e partivo con lo stesso punteggio della
Ponor: lei ha preso 15.200 mentre io 14.900, ma non ho visto
tutta questa differenza.
Però lei è rumena. Questa rabbia me l’hanno trasmessa i
giudici. Il futuro? Deciderò quello che farò quando sarò a
casa», le ultime parole di Vanessa ai piedi del podio che vede
sul gradino più alto la statunitense Alexandra Raisman
(15.600) davanti alla già citata Ponor (15.200) e ad Aliya
Mustafina con 14.900, stesso punteggio della Ferrari che è
rimasta dietro alla russa per il valore di esecuzione più basso
assegnatole dalle giudici, anche se il valore di difficoltà di
Vanessa era più alto rispetto a quello della rivale di tre decimi
(6.200 contro 5.900). «Spero che il Cio riveda la regola dell’ex
aequo e assegni due bronzi anche alla ginnastica come avviene
nella boxe», si è augurato il presidente della Federginnastica
Riccardo Agabio.
273
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
E proprio dal pugilato arriva un altro bronzo sicuro, come
abbiamo accennato: ieri notte, nella categoria 91 kg, Roberto
Cammarelle ha sconfitto nei quarti per 12-11 il marocchino
Mohammed Arjaoui , non senza polemiche da parte
dell’avversario: venerdì per un posto in finale affronterà
l’az ero Medzhidov. «Sarà completamente diverso, i ritmi
saranno diversi, sarà più difficile», ha spiegato il nostro
supermassimo.
Per il resto solo delusioni o risultati non da podio per gli
azzurri, a cominciare dal ko nei quarti del beach volley per
Paolo Nicolai e Daniele Lupo sconfitti per 2-0 dalla coppia
olandese. Decimo, invece, Alessandro Fabian nel triathlon
(oro al britannico Alistair Brownlee), 29º Davide Uccellari.
Settimo posto nel nuoto sincronizzato per il duo italiano Lapi
e Perrupato nella gara vinta dalla Russia. Nella vela, Zandonà
e Zucchetti si qualificano per la M edal Race nel 470 maschile
e sono al 4º posto della classifica provvisoria. M ale nel
femminile Giulia Conti e Giovanna Micol al 16º posto nella
prima prova e 17esime nella seconda. In classifica ora sono
ottave.
Infine il “mito” Alessandra S ensini: 9ª nel windsurf d’oro
per la spagnola Alabau.
274
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
M ERCOLEDÌ 8 AGOSTO
Le lacrime di Alex
e le bugie nascoste
Purtroppo l’enorme sciocchezza commessa da Alex
Schwazer distoglie l’attenzione da Londra e dalle
gare. Oggi il marciatore dal sangue marcio parla a
Bolzano. Si presenta in lacrime, disperato e riesce
anche a sfondare il muro della compassione,
soprattutto fra chi non va a fondo ad analizzare
quella confessione che nella migliore delle ipotesi è
solo a metà. Troppe le cose che non tornano, le
circostanze poco chiare, le omissioni. Tutto questo
mentre a Londra Usain Bolt incanta anche nella
semifinale dei 200 (domani la finalissima) e le
squadre azzurre maschili di pallanuoto e volley
vanno in semifinale: come dire, una medaglia quasi
assicurata. La giornata però non regala altre
medaglie e l’Italia scivola all’ottavo posto nel
medagliere, con sette ori, sei argenti e quattro bronzi.
275
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
LE LACRIME DI SCHWAZER NELLA CONFERENZA STAMPA A
BOLZANO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Le parole
che non
ci ha detto
di Stefano Tamburini
Sono le parole che non ci ha detto a pesare più delle altre. Non
è il ragazzo che volava passeggiando quello che esce peggio da
questa storia di imbrogli e malefatte. Alex S chwazer ha
messo la faccia dove quasi nessuno – nella sua condizione –
l’avrebbe messa. E ha cercato di dare l’impressione di
raccontar tutto, sia pur seminando contraddizioni e omissioni
che pesano su chi avrebbe dovuto fermarlo prima.
Perché – ammesso che sia andata davvero così – non si può
credere che uno che ha le giornate piene di passi da mettere in
fila, trovi il modo di andare ripetutamente a mangiare pane e
scorciatoie in un camper con il dottor Michele Ferrari e
sparisca per tre giorni di shopping clandestino in Turchia. E
tutto ciò all’insaputa di allenatore, Federazione e Coni, fin
troppo impegnati a esternare sulle medaglie sicure di questo
atleta: l’unica cosa, evidentemente, a cui tenevano questi
personaggi, abili come nessun’altro nel tenersi alla larga dalla
chiarezza.
Schwazer, pur sollecitato, non ha voluto parlare della
Federazione ma quel «chiedete agli atleti uno per uno»
accompagnato da un gesto eloquente vale più di ogni frase.
È in dubbio che Alex sia stato lasciato solo, in balìa con i suoi
tormenti. Ed è qualcosa di peggio del doping stesso.
Dunque,umana comprensione per i disagi di un atleta nauseato
di un mondo che non sentiva più suo. M a che per il resto ha
tutto da farsi perdonare. Ad esempio, ora ci racconta che no,
lui comunque alle Olimpiadi non sarebbe andato: ma quelle
fiale non le ha mica trovate per caso, se è vero chele avrebbe
277
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
acquistate a settembre, dieci mesi prima dell’uso. Quando si è
dopato pensava poi di fare il bel gesto e non andare a Londra?
Difficile. Ed è possibile che fra tutte le sostanze sia andato a
cercare un farmaco in voga negli anni di Marco Pantani e ora
superato da decine di prodotti più efficaci? Ed è possibile che
quando andava dal dottor Ferrari non sapesse che non stava
bussando alla porta di un convento?
Poi, certo, fa male vedere un ragazzo così devastato: una volta
spazzate tutte le ombre che restano e pagato il conto, è giusto
che possa aspirare a una vita normale e in serenità. Resteranno
le sue lacrime ma anche altri volti rigati dal pianto: quelli dei
quarti classificati ai piedi di un podio con un dopato che
festeggia. Loro sì che non avranno mai pace.
278
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Alex: «Dopato
per stravincere»
Il marciatore in lacrime:
da Ferrari solo per consigli tecnici,
l’Epo l’ho comprata in Turchia
di Valentino Beccari
Quattro anni fa marciava in piazza Tienanmen mostrando
orgoglioso il braccialetto di Carolina Kostner, lanciato, a 23
anni verso quell’oro olimpico della marcia che già fu di Abdon
Pamich e Maurizio Damilano. Ora eccolo camminare col
capo chino in una grigia strada della periferia industriale di
Bolzano per accedere in un’asettica sala conferenze di un
rinomato albergo. Potrebbe essere a Londra a provare il
percorso della 50 km con Buckingam Palace sullo sfondo
invece eccolo qui in questo stanzone che per un paio d’ore
sembra un’aula bunker simile a quella dove si svolgevano i
processi contro i terroristi.
Alex S chwazer non vuole sottrarsi al processo mediatico,
non si nasconde dietro le bugie di cortile e i film già visti dove
atleti pizzicati chiamano in causa pastiglie per il mal di gola,
pollo avariato e persino la crema intima della fidanzata. Alex
no, ha sbagliato e lo ammette, mettendoci la faccia,
esprimendo qualche contraddizione e non rispondendo
proprio su tutto ma comunque assumendosi le colpe. Piange
perché è distrutto, consapevole che con l’Epo si è iniettato
anche la fine della carriera e di una favola.
Accanto ha il suo legale Gerhard Brandstaetter, uno fra gli
avvocati più rinomati del foro di Bolzano e racconta tra le
lacrime la sua verità, mentre da fuori rimbalzano le notizie
delle inchieste aperte su di lui e della decisione del Cio di
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
ripetere le analisi sui suoi campioni di urina raccolti dopo il
trionfo di quattro anni fa. «Ho fatto tutto da solo – dice – ho
mentito a tutti, anche a Carolina (Kostner, la fidanzata
campionessa del pattinaggio su ghiaccio, ndr). Non ero
contento delle mie ultime stagioni e così ho iniziato a
informarmi su Internet dove si trova veramente di tutto. A
settembre del 2011 sono andato ad Antalya, in Turchia, sono
rimasto lì tre giorni e mi sono procurato l’Epo in una farmacia,
senza ricetta, pagando 1.500 euro».
Però non ne ha fatto subito uso?
«No, il 13 luglio di quest’anno ho subito il primo controllo
della Wada a Oberstdorf e subito dopo mi sono iniettato
l’Epo per la prima volta. Che tristezza, aspettavo che
Carolina andasse ad allenarsi e io in bagno mi mettevo quella
roba in vena. Non stavo bene, mi alzavo alle quattro del
mattino, dicevo a Carolina di non aprire la porta, temevo i
controlli».
Che puntualmente sono arrivati.
«Il 29 luglio sono tornato a casa a Racines per prendere scarpe
da gara e tessera sanitaria. Il 30 si sono presentati quelli della
Wada (agenzia mondiale antidoping, ndr), potevo anche dire ai
miei di non aprire la porta perché per regolamento possiamo
rifiutare fino a due controlli a sorpresa ma non me la sono
sentita. Sapevo che la mia carriera era finita, che avevo
rovinato tutto, ma nello stesso tempo mi sono sentito
liberato».
Liberato da cosa?
«Da tutto, dalle pressioni, dalla vita che facevo, dal dover
vincere a ogni costo perché ne avevo il potenziale. Volevo fare
20 e 50, due gare e stupire tutti. Quante volte ho detto ai miei
che volevo mollare tutto ma alla fine non ci riuscivo».
Ma come, un campione giovane, bello e di successo che
280
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
non ce la fa più?
«La differenza trame e Carolina è che lei sia alza al mattino ed
è felice di andare a pattinare mentre io avevo la nausea della
marcia, di allenarmi per ore e ore in solitudine, di mangiare
attentamente, di dormire 12 ore a notte, di sentirmi in colpa
ber aver bevuto una birra con un amico».
Carolina come l’ha presa?
«È una persona speciale e mi è stata vicina in questi giorni. Lei
non sapeva e quando in frigo ha visto la medicina le ho detto
che era vitamina».
Perché è andato dal tanto discusso dottor Ferrari?
«Perché era considerato un ottimo preparatore e io avevo
l’esigenza i dare un senso ai miei allenamenti. L’avrò
incontrato al massimo 5-6 volte nel 2010 e ci siamo visti in un
parcheggio dell’autostrada a Verona Nord solo perché era
comodo per entrambi. Da lui ho ricevuto solo tabelle di
allenamento e quando a inizio 2011 ho saputo dei suoi
problemi con i ciclisti ho interrotto i rapporti».
Qualcuno mette in dubbio la regolarità dei successi
passati.
«A Pechino ho vinto con 12,9 di emoglobina e sarei contento
se i miei valori ematici venissero pubblicati».
E adesso?
«Adesso mi aspetto la squalifica, domani consegnerò pistola e
tesserino all’Arma e per il mio domani sogno una vita
normale, con un lavoro normale e una fidanzata da vedere
tutte le sere. Ringrazio gli sponsor che mi sono stati vicino, in
modo particolare la Despar che mi ha appena proposto un
contratto, non so bene da che cosa, magari dietro a un
bancone». Nel dramma Alex trova il tempo per una battuta.
Un buon segno.
281
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Confessione a metà
Dall’Epo al dottor Ferrari
non tutto torna
Perché doparsi a luglio
quando andava già forte?
di Antonella Mattioli
Alex S chwazer, maglietta scura e jeans, piange, certe volte si
dispera e i singhiozzi lo costringono a interrompersi mentre,
davanti a decine di giornalisti, fotografi, operatori tv, racconta
la sua verità. M a la ricostruzione fatta oggi lascia più di un
dubbio.
Acquisto e uso. In base al racconto, Schwazer acquista
l’eritropoietina per 1.500 euro a settembre del 2011 ad
Antalya (Turchia), ma – cosa quanto meno strana – la usa
solo a partire dal 14 luglio di quest’anno. Ciò significa che per
quasi un anno, un campione del suo calibro si è esposto al
rischio di essere pizzicato con la sostanza proibita.
Il nascondiglio. Schwazer dove avrebbe conservato l’Epo?
Non entra nei particolari. Si limita a un accenno: «La tenevo in
un contenitore nel frigo. Ero tormentato, non potevo
confessare a Carolina, la mia fidanzata, la verità. M i
vergognavo. A lei ho detto che erano vitamine B12».
Dosaggio. L’Epo, dicono gli addetti ai lavori, non è facile da
iniettare. Inoltre richiede il rispetto di precise regole di
assunzione oltre che la somministrazione di sostanze
coprenti. M a Schwazer giura di aver fatto tutto da solo. «M i
sono documentato andando su internet. Non ho chiesto nulla a
nessuno. Nessun accenno né al mio allenatore né alla mia
fidanzata né ai miei genitori. Non volevo coinvolgere nessuno.
Lo ripeto, tutte le istruzione, molto dettagliate, per l’uso
282
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
dell’Epo le ho trovate andando in internet».
Ferrari. Il medico al quale Schwazer ammette di essersi
rivolto nel 2010, dopo un periodo agonisticamente difficile, è
il dottor Michele Ferrari, 59 anni di Ferrara, già coinvolto in
inchieste sul doping, recentemente “inibito” negli Usa
dall’Agenzia statunitense antidoping. M a perché proprio
Ferrari? «All’inizio sapevo solo che questo medico è molto
bravo nella messa a punto delle tabelle di allenamento. Lo ho
contattato nel periodo in cui avevo lasciato il vecchio
allenatore Damilano e non mi allenavo ancora con Didoni.
Perché un medico e non un allenatore? Perché, lo ripeto, lui sa
come preparare bene una tabella di allenamento, facendoti
arrivare alle gare al top. Del resto, nel nostro settore, non è
facile trovare allenatori all’altezza. Poi però, quando nel 2011
ho sentito dire che Ferrari era coinvolto nel casino dei ciclisti,
ho troncato ogni rapporto».
Gli incontri. Schwazer assicura che i contatti con il dottor
Ferrari non sono stati più di quattro o cinque. Dove
avvenivano? Non si sa esattamente. L’atleta racconta soltanto
che il primo maggio del 2011 si sono incontrati nel parcheggio
dell’uscita dell’autostrada a Verona Nord. Un luogo strano per
parlare di tabelle di allenamento. «Solo una questione di
comodità – ha assicurato Schwazer – io tornavo da una gara a
Sesto San Giovanni, lui non so da dove, e ci siamo incontrati:
mi ha dato le tabelle».
Una buona stagione. Tra le cose singolari anche il fatto che
l’atleta sceglie di doparsi quest’anno, in una stagione dove ha
ottenuto ottimi risultati. Che bisogno c’era? «A Londra
volevo andare forte oltre che nella 50 anche nella 20», lui l’ha
spiegato così.
283
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Indagine per frode
La Turchia protesta
per la storia dell’Epo
Carolina: non lo approvo ma lo amo
Ferrari: non lo frequento da 18 mesi
di Maurizio Di Giangiacomo
Un paio d’ore dopo la fine della conferenza stampa di Alex
S chwazer, il procuratore di Bolzano Guido Rispoli ha
annunciato di avere aperto formalmente un’inchiesta – ipotesi
di reato frode sportiva – sul caso del marciatore. La procura
appurerà dapprima la propria competenza sul caso – ci
sarebbe solo se l’assunzione di sostanze dopanti fosse
avvenuta all’estero – e quindi si concentrerà sulla
responsabilità di terze persone che potrebbero aver indotto
Schwazer ad assumere sostanze dopanti.
La parole di Schwazer sull’origine dell’Epo rischiano invece di
provocare una piccola crisi diplomatica. M olto stizzita la
reazione delle autorità turche, che chiedono a Schwazer di
chiarire – magari con una denuncia formale – in quale farmacia
gli sarebbe stata venduta la sostanza dopante. «Antalya è una
località turistica molto rinomata – dice la giornalista Jasmine
Taskin – non un paese povero. Con 1.500 euro si possono
comprare medicine ovunque, non solo in Turchia. Schwazer
non lo ha fatto in Italia solo perché lì è molto conosciuto, non
può scaricare le sue responsabilità sul nostro Paese».
Prende le distanze dal caso Schwazer, invece, il dottor
Michele Ferrari, al quale lo stesso Alex ha dichiarato di
essere rivolto nel 2009 in qualità di preparatore. «Non ho
contatti con lui da circa 18 mesi. Non gli ho mai consigliato
pratiche doping, né lui me le ha mai richieste», fa sapere il
284
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
medico tramite il suo avvocato, annunciando querele nei
confronti dei media che hanno messo il suo nome in relazione
con la positività del marciatore.
«Non approvo quello che ha fatto, ma io voglio bene ad
Alex», ha detto la sua fidanzata Carolina Kostner,
campionessa mondiale di pattinaggio artistico, dopo la
conferenza stampa nel corso della quale Schwazer ha fatto più
volte riferimento al loro rapporto, rivelando di aver nascosto
alla compagna l’assunzione dell’Epo. «In questo momento
non posso che stargli vicino», ha riferito la pattinatrice
gardenese, rimasta a Oberstdorf, in Germania, insieme ai suoi
genitori.
La lunga confessione in diretta tv divide l’opinione pubblica.
Basta andare sulla pagina Facebook di Alex, per leggere molti
calorosi inviti a non mollare e altrettanti pesanti insulti. Peggio
ancora hanno fatto gli hacktivists di Anonymous, che hanno
attaccato il sito internet di Schwazer: per alcuni minuti vi ha
campeggiato la nota maschera bianca su sfondo nero con la
scritta “no al doping” e “we are Anonymous”. Opinione
pubblica divisa tra pietà e rabbia, quindi, un po’come il
presidente del Coni Gianni Petrucci: «Sotto l’aspetto umano
provo pietà, ma resta il fatto che Schwazer ha fatto una cosa
contro ogni regola», ha detto il numero uno dello sport
italiano, che però non ha dubbi sulla “pulizia” della medaglia
conquistata da Alex a Pechino 2008.
La vicenda di Alex Schwazer ha ispirato una riflessione sul
molto dello sport italiano anche a Roberto S aviano. «In un
intero sistema marcio come quello italiano – dice lo scrittore
ed editorialista de L’Espresso – l’errore idiota e colpevole di
Schwazer diventa il pretesto per dare la colpa di tutto al
singolo atleta».
Più severo, invece, il giudizio di Enrico Mentana: «Schwazer
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
pentito è fuori tempo massimo – twitta il direttore del tg de
La7 – Voleva fregare noi e gli avversari. Se non l’avessero
beccato magari vinceva e l’avremmo santificato». Per Daniele
Popolizio, già mental coach di Federica Pellegrini, quella di
Schwazer «è una storia che fa pensare anche ad una sorta di
meccanismo di uscita da una situazione non più sostenibile
per lui».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Blake meglio di Bolt
nelle semifinali
Ma per domani sera
Usain resta il superfavorito
Per i bookmaker Usain Bolt non avrà rivali neppure sui 200
metri, domani sera alle 21.55. Una scommessa sulla freccia
giamaicana vale la miseria di 1,15 anche per la Snai, in Italia,
anche se i risultati delle semifinali di questa sera hanno offerto
un ventaglio di scelte ipoteticamente piuttosto ampio. Bolt
infatti ha vinto la seconda semifinale in 20’’18, seguito dal
sudafricano Anaso Jobodwana, secondo con 20’27’’, mentre
il connazionale Yohan Blake ha fermato il cronometro sul
20’’01, un centesimo prima dell’americano Wallace
S pearmon che al fotofinish ha resistito al ritorno di
Christophe Lemaitre (20’’03), comunque in finale grazie ai
ripescaggi, visto che, nella terza serie, l’olandese Martina ha
concluso in 20’’17 precedendo il nuovo fenomeno giamaicano,
Weir (20’’28). M a l’impressione è che Bolt non abbia pigiato
sull’acceleratore come i suoi avversari.
Le medaglie. I 200 donne, invece, non sono giamaicani:
l’americana Allyson Felix si è messa alle spalle il missile in
gonnella dei Caraibi, S helly-Ann Fraser: 21’’88 per la
vincitrice che avrà accanto sul podio anche la connazionale
Jeter, terza. M a oggi la pista di Londra ha assegnato anche le
medaglie dei 400 ostacoli, sempre al femminile: col miglior
“crono” mondiale stagionale (52’’70), la russa Antyukh ha
conquistato l’oro olimpico. Beffata l’americana Demus
(52’’77) che si è dovuta accontentare dell’argento, bronzo alla
ceca Hejnova (53’’38). È statunitense anche la nuova regina
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
del lungo: Brittney Reese ha chiuso sul 7,12, relegando al
secondo posto la russa S okolova (7,07); bronzo a un’altra
americana, Deloach (6,89). E il “pieno” di medaglie Usa è
stato completato da Aries Merritt che ha vinto la finale dei
110 ostacoli in 12’’92, davanti al connazionale Richardson e
al giamaicano Parchment.
Gli italiani. I centesimi sono stati fatali a Emanuele Abate
sui 110h. Quattro per precisione. Il tempo è stato ottimo, un
13’’35 che però non è bastato per entrare tra i migliori otto.
Soltanto delusioni, invece, dalle gare della mattina. La
genovese S ilvia S alis, per esempio, è stata addirittura
imbarazzante: è uscita dalle qualifiche del martello donne con
un solo lancio valido, a 10.84 metri, quando l’attrezzo ha
urtato le protezioni ed è piombato quasi sui piedi dei giudici.
Poi due nulli per concludere all’ultimo posto. Daniele
Meucci, invece, non è riuscito a centrare la finale dei 5000. Ha
chiuso la sua batteria con un dignitoso ottavo posto
(13’28’’71), ma i tempi dei ripescaggi sono arrivati tutti dalla
seconda batteria.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Gran Italvolley
e super Settebello
in semifinale
Battuti Usa e Ungheria, campioni in carica
Ora il Brasile sottorete e la Serbia in piscina
di Pietro Oleotto
La miniera d’oro resta aperta, sia nella pallavolo, sia nella
pallanuoto. Dopo aver registrato il ko sottorete delle azzurre,
l’altra notte contro la Corea del Sud, la prospettiva di una
doppia eliminazione ai quarti per il Settebello e l’Italvolley
puzzava di fallimento per gli sport di squadra vestiti
d’azzurro, considerando l’assenza di calcio e basket, sommata
alla prematura uscita di scena del Setterosa. La risposta invece
è stata esaltante: due squadre in semifinale schiantando le
nazionali campioni in carica, gli Stati Uniti e l’Ungheria che
nelle piscine olimpiche aveva raccolto addirittura gli ultimi tre
titoli.
Impresa. «Eravamo arrabbiati per come stavamo giocando».
La confessione di Christian S avani (19 punti), uno di quelli
che si è fatto largo nella difesa americana, come Ivan Zaytsev
(16), a furia di mazzate, spiega le motivazioni che hanno
spinto l’Italvolley all’impresa. 3-0 (28-26, 25-20, 25-20) agli
Usa, una “botta di vita” inattesa dopo lo stiracchiato girone di
qualificazione, in risposta soprattutto all’ultima recita, contro
la Bulgaria. Oggi invece si è vista tutta un’altra Azzurra,
decisa in attacco, in palla nella fase difensiva, poco fallosa in
battuta, fin dai primi minuti. «Non è ancora il momento dei
bilanci, ma della felicità. Ho ritrovato la squadra che avevo
immaginato e pensato, forte tecnicamente, fisicamente e di
cuore», racconta il ct Mauro Berruto, appena appoggiata
289
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
l’immancabile lavagnetta. «Alla mia famiglia ho promesso che
torneremo a casa con una medaglia, e così sarà», conclude il
tecnico filosofo riavvolgendo il nastro della memoria. Sì,
perché la sua Italia contro gli Stati Uniti ha dimostrato di
poter giocare una pallavolo di alto livello, da podio, anche se
domani di fonte ci sarà il Brasile (3-0 all’Argentina: 25-19, 2517, 25-20), l’avversaria che ci fermò nella finale di Atene 2004
e nella semifinale di Pechino 2008. «È una squadra molto
forte, ricordo la sconfitta in Cina. Cercheremo di rifarci di
quella partita, dobbiamo ricordarla e giocare col cuore»,
raccont a Gigi Mastrangelo svelando il piano d’attacco
spiega il centrale azzurro.
Conferma. Il magic moment del Settebello, invece, è
continuato contro i magiari: dopo la sfuriata del ct S andro
Campagna con i suoi “a mollo” di fronte al Kazakistan, la
pallanuoto italiana ha sempre prodotto gol e spettacolo. Ed è
stato così anche oggi, nonostante la partenza lanciata
dell’Ungheria, alla quale gli azzurri hanno saputo reagire senza
l’ausilio della superiorità numerica. Una dimostrazione di
forza che va al di là dell’11-9 finale (2-2, 3-2, 3-1, 3-4), come
conferma l’8-5 al termine della terza frazione. Poi il disperato
assalto avversario, fino alla rasoiata, potentissima e decisiva di
Maurizio Felugo, da dieci metri, a 58 secondi della sirena.
Adesso c’è la super-Serbia capace di mettere a cuccia
l’Australia con un secco 11-8: appuntamento a dopodomani.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
GIOVEDÌ 9 AGOSTO
Usain e Josefa, il giorno
della storia in diretta
È un giorno in cui si scrive la storia in diretta. C’è
Usain Bolt che vince anche i 200 ed è il primo a fare
due doppiette consecutive 100-200 ed è anche il
giorno in cui la canoista italiana Josefa Idem sfiora la
grande impresa con un quinto posto a tre decimi dal
bronzo. È l’ottava finale in otto Olimpiadi per lei, a
quasi 48 anni: inarrivabile. Per gli azzurri arrivano
due medaglie di bronzo, una con la nuotatrice
Martina Grimaldi (10 chilometri) e con il saltatore
Fabrizio Donato nel triplo. Visto il momento
drammatico dell’atletica leggera italiana è un bronzo
che vale platino. Nel medagliere, l’Italia scivola al
nono posto con sette ori, sei argenti e sei bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
L’ARRIVO TRIONFALE DI USAIN BOLT SUL TRAGUARDO DEI 200
METRI
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Così Josefa
non scenderà
mai dal podio
di Stefano Tamburini
L’ultimo colpo di pagaia è un abbraccio alla leggenda. La
donna che ha saputo fermare il tempo lascia andare le braccia,
guarda il cielo e parcheggia se stessa nell’album dei sogni
compiuti. Di solito all’età di Josefa Idem – 48 anni fra un
mese – si sta a guardare, mica a cercar di vincere
un’Olimpiade. Lei no, lei è lì a farci capire che non è mai
troppo tardi per inseguire un sogno, una visione, un desiderio.
È lì, con il suo sorriso a dirci che non è mai tempo di smettere
di mettersi in moto. E a questo punto – dopo otto Olimpiadi
– cosa volete che sia se l’ultimo podio è sfumato per un metro
e 32 centimetri, tanto è lo spazio che si copre alla sua velocità
per colmare i tre decimi che l’hanno separata dalla sudafricana
Bridgitte Hartley, una che aveva appena un anno nel 1984,
quando lei scese in acqua per la prima Olimpiade a Los
Angeles. Josefa oggi ha sfidato quelle che potrebbero essere le
sue figlie e ha lottato come potrebbe farlo una di vent’anni.
Tre decimi sono un niente e non le toglieranno mai la medaglia
d’oro della gioia di vivere, di imparare e di trasmettere
passione.
Nessuno si sogna di dire che ha perso, tutti capiscono che ci
sono podi più belli sui quali salire e magari non scendere mai.
Ed è per quello che alla fine della gara nessuno o quasi va dalla
vincitrice Danuta Kozak e tutti cercano lei, la donna che dirà
basta ma continuerà a esserci con il suo esempio. Lei, donna di
Germania e italiana per amore, ci lascia un’altra lezione: «Io
che vengo da un Paese che viene preso da esempio ho scelto
un altro Paese che troppo spesso si butta giù. Alla faccia dello
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
spread facciamo vedere quel che sappiamo fare».
Dopo l’hanno vista andar via con un braccio sulla schiena del
marito allenatore Guglielmo Guerrini e poco più in là i due
figli nati fra una medaglia e l’altra. Un’uscita di scena semplice
e dignitosa come si conviene a una che non sarà mai una ex,
perché le leggende non finiscono mai. Prima di andar via ha
abbracciato le vincitrici delle medaglie e si è complimentata.
Loro l’han guardata con la faccia di chi non ci crede e con una
gran voglia di dirle che la vera vincitrice era lei. Non serve: i
ventimila sulle tribune sono tutti in piedi che battono le mani.
Josefa si è quasi commossa: anche le leggende ogni tanto
possono lasciarsi andare.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Immensa Josefa,
il podio è sfiorato
Ora è leggenda
Quinta a 48 anni: grazie a tutti,
questa è l’ultima gara
di Pietro Oleotto
«Il bronzo ci stava tutto, peccato. È stato bello sognare
insieme». M amma Josefa Idem ha appena raccolto il quinto
posto nella finalissima della K1 500 metri, là dove ha preso
residenza dalle Olimpiadi dell’84, a Los Angeles, quando
aveva la pagaia della Germania Ovest in mano, là dove ha poi
raccolto una medaglia d’oro, due d’argento e un bronzo,
sempre vestita d’azzurro. M a la sua ottava finale consecutiva
– un record difficile da battere – non riesce a deluderla, anche
se c’era obiettivamente la possibilità di ritornare sul podio a
quattro anni dal secondo posto (per quattro millesimi) di
Pechino.
«Avevo grande fiducia, ho guardato l’arrivo davanti a me con
la coda dell’occhio per capire cosa succedeva e ho perso
l’attimo», spiega Josefa per farci entrare nella gara. D’altra
parte è questa la sua prossima frontiera: vuole raccontare le
storie degli altri a Rio. Lei a quasi 48 anni ha deciso di staccare
la spina, il tempo delle sfide (sportive, in canoa) è finito e lo
dice chiaramente a chi la pressa.
Adesso la Idem si ritira: «Sono dispiaciuta perché era l’ultima
gara, ma allo stesso tempo sono molto contenta perché vengo
da un anno in cui il podio non l’ho visto nemmeno con il
binocolo. Ricordo ancora le delusioni dell’ultimo Europeo.
Qui ero alle Olimpiadi ed essere arrivata a giocarmi il bronzo
vuol dire che abbiamo fatto una super-rimonta. Complimenti a
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
mio marito che mi ha portato al top per questi Giochi. È
mancato quel pochino...».
Come sempre l’azzurra è partita lentamente per poi uscire alla
distanza, dopo i 250 metri, ma stavolta l’ungherese Kozak
volava, trascinandosi dietro la rivale ucraina, la sorpresa
sudafricana (capace di bruciare Josefa) e la svedese
Paldanius. Niente rimonta stavolta, niente medaglia. «M a
Josefa Idem ha vinto per sé, per la famiglia, e per l’Italia: lei è
la nostra medaglia d’oro», ha commentato subito Gianni
Petrucci, numero uno del Coni, presente alla finalissima: «È
lei la vera novità di questi Giochi», racconta prima di ascoltare
il “testamento sportivo” della mamma sprint della canoa,
recitato davanti alla stampa. «Il vostro supporto è uno dei
motivi per cui sono particolarmente felice di essere diventata
una cittadina italiana – ha spiegato Josefa con accanto il
marito-allenatore, Guglielmo Guerrini, e i figli – avete
sempre riposto una grande fiducia in me. Da oggi per me inizia
una nuova pagina della mia vita, il mio sogno è quello di
partecipare alle Olimpiadi di Rio come giornalista, per
raccontare le storie degli atleti sconfitti, non solo quelli
vincenti».
Addio canoa, dunque: la Idem non farà l’allenatore: «Sono
allergica alle poltrone – ha scherzato, ricordando l’esperienza
come assessore allo Sport a Ravenna – piuttosto mi
piacerebbe fare quello che ha fatto S teve Redgrave qui a
Londra, vorrei poter essere un’ispirazione per i più giovani».
E poi la famiglia, tanta famiglia, per essere una mamma un po’
meno sprint ma più vicina ai figli, fin da subito: «Qui a Londra
porterò i miei ragazzi a comprare dei souvenir. Poi con
Guglielmo ci concederemo un bicchiere di vino. Per venirmi
incontro, ha seguito pure lui una dieta ferrea».
296
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Bolt stellare
anche sui 200
Seconda doppietta olimpica
800: Rudisha da record
di Maurizio Di Giangiacomo
Ancora e sempre Usain Bolt. Tanto nei 100, quanto nei 200,
dominati dall’uomo più veloce della storia in 19”32 e
monopolizzati dai giamaicani con Yohan Blake sul secondo
(19”44) e Warren Weir sul terzo gradino del podio (19”84).
Nonostante un’eccellente partenza, questa volta non è
arrivato né il nuovo record del mondo né quello olimpico,ma il
19”32 di è bastato a Bolt per dare un’altra straordinaria
dimostrazione di superiorità, in primis all’amico-rivale Blake,
che gli era tornato pericolosamente sotto sul rettilineo finale
ma è stato tenuto a distanza da Usain con la leggerezza dei bei
tempi. Assieme alla seconda doppietta olimpica di Bolt, il
podio tutto giamaicano è stato ovviamente uno smacco per gli
Stati Uniti (un podio senza stelle e strisce non succedeva da
Sydney 2000), che si sono dovuti accontentare del quarto
posto di Wallace S pearmon (19”90), mentre il primo
bianco, il francese Christophe Lemaitre, ha chiuso sesto in
20”19. «Ho fatto quello per cui ero venuto qui. Ora sono una
leggenda e il più grande atleta vivente. Non ho niente da
dimostrare a nessuno – ha detto Bolt – I 200 metri sono stati
più difficili di quanto mi aspettassi. Ora abbiamo la staffetta
4x100, dobbiamo solo divertirci e dare il meglio».
Sulla tripletta tutta giamaicana Bolt ha spiegato che «è una
cosa meravigliosa. Abbiamo dimostrato di essere il paese dello
sprint. Non dimenticherò mai questi giorni. Il record del
mondo? Potevo farlo – ha concluso – ma in curva non ero
297
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
abbastanza veloce».
A scaldare l’ambiente per Bolt e compagnia volante ci avevo
pensato Dave Rudisha, protagonista di un’impresa davvero
impensabile: il keniano campione del mondo di Daegu 2011,
che godeva dei favori del pronostico, non si è limitato a
conquistare la medaglia d’oro degli 800,ma ci ha messo
assieme il nuovo record del mondo, andando sotto il “muro”
dell’1’41 e portandolo esattamente a 1’40”91. M a –
soprattutto – lo ha ottenuto solo con le sue forze, nel senso
che è stato in testa a tirare dal primo all’ultimo metro. Anche
il precedente primato gli apparteneva ed era stato ottenuto nel
2010 a Rieti. Argento per Nijel Amos (Botswana) in
1’41”73, bronzo a un altro keniano, Timothy Kitum,
(1’42”53). Un momento doppiamente storico, dunque, perché
assieme al nuovo primato mondiale è arrivata anche la prima
medaglia della sua giovane storia per il Botswana, che ha
ottenuto l’indipendenza solo nel 1996.
Di un episodio per certi versi paradossale è stato protagonista
uno dei simboli di questa Olimpiade, Oscar Pistorius, che
oggi – impegnato come terzo frazionista della staffetta
sudafricana nelle batterie dei 4 per 400 – non ha potuto
correre perché il suo compagno Mogawane è caduto,
procurandosi peraltro una lesione a una spalla. Quando lo
stesso Pistorius aveva già espresso su twitter tutta la
delusione è arrivata la notizia che il ricorso presentato dal
Sudafrica era stato accolto: M ogawane è stato infatti
ostacolato dal keniano Kiilu. Il titolo del decathlon è andato
all’americano Ashton Eaton con 8.869 punti, 198 in più
dell’altro americano Trey Hardee , terzo il cubano Leonel
S uarez a quota 8.523 punti. Il titolo del giavellotto è andato
invece alla ceca Barbora S potakova.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Fabrizio Donato
atterra sul bronzo
nel salto triplo
Quarto posto per l’altro azzurro Daniele Greco
di Pietro Oleotto
È bronzo, ma quello di Fabrizio Donato, finanziere di
Frosinone, è davvero un anno d’oro. Arriva dai garretti di un
uomo a un passo dai 36 anni (li compirà martedì) la prima e
forse ultima medaglia dell’atletica azzurra che, nel salto triplo,
per un soffio non piazza una storica doppietta da podio, visto
che Daniele Greco ha chiuso quarto. Dietro agli Stati Uniti,
oro con Christian Taylor (17,81 metri) e argento con Will
Claye (17,62), c’è dunque tanta Italia, a cominciare da
Donato che chiude con un brillante 17,48 che suggella una
stagione da incorniciare, visto che lo scorso 30 giugno, a
Helsinki, si era laureato campione europeo con 17,53.
La gara. La regolarità di Donato è venuta a galla anche oggi,
cancellando fin dal primo balzo i dubbi sulle sue condizioni
fisiche (un tendine d’Achille dolorante): pronti, via ed ecco
subito un 17,38 capace di proiettare Fabrizio in vetta nella
classifica provvisoria, seguito da lontano dal cubano Alexis
Copello (16,92) e da Greco (16,90). M erito anche del doppio
nullo di Taylor e Claye, un vizietto che per il primo non
scompare neppure nel successivo tentativo, mentre Claye
rimedia con un perentorio 17,54 che vale il primato. Donato
non si scompone, continua a macinare misure: 17,44. E anche
Greco piazza una “botta”: 17,34. Primo Claye, secondo
Donato, terzo Greco.Un sogno. La bolla di sapone scoppia al
quarto round, quando Taylor si allunga fino a 17,81 per
prendere l’oro. Spettacolo. E Donato fa parte dello show,
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
tanto che risponde con il suo miglior triplo: 17,48 con +0.6 di
vento. E ci prova anche Claye con 17,62, mentre un malanno
muscolare al polpaccio sinistro blocca Greco. Il podio è così
“congelato”.
Gioie e dolori. «Ancora non ci credo, come ci penso mi viene
da piangere. Dopo tanti anni è un sogno che si realizza», ha
confessato a caldo il bronzo di Londra. «Nell’avvicinamento
all’Olimpiade il mio fisico non mi dava segnali incoraggianti,
ma il mio allenatore mi ha aiutato nel miracolo facendomi
saltare sereno. Per gareggiare ho dovuto prendere un antidolorifico: ho saltato sporco, ma una medaglia con un salto
così così la prendo e me la tengo stretta», chiude il finanziere
di Frosinone che spedisce anche un messaggio a S chwazer:
«Io voglio solo dire che l’atletica è anche gioia, non solo
sofferenza. Anche se la vittoria non arriva subito. Guardate il
sottoscritto: sul podio a 36 anni». E anche M ichele Greco ha
regalato un pensiero ad Alex e alle sue lacrime: «M i spiace ma
non si può provare compassione. Va punito. M a non si
bisogna tagliare solo le foglie, bisogna tagliare la radice, perché
queste cose non si fanno da soli e di testa propria».
Passato e futuro. Quello di oggi è il primo “metallo” azzurro
nell’atletica e rischia di essere l’unico, soprattutto dopo il
caso Schwazer, una delle due medaglie che a Pechino
arrivarono entrambe dalla marcia, visto che la seconda (un
bronzo) la firmò Elisa Rigaudo nella 20 chilometri. La stessa
Rigaudo sarà, a questo punto, l’ultima chance anche a Londra.
E a proposito di medaglie l’ultima nel salto triplo azzurro
prima di Donato è stata quella di Giuseppe Gentile, terzo a
Città del M essico ’68 in una gara da brividi a colpi di record
del mondo quando la tv era ancora in bianco e nero.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Doping: i turchi
contro Schwazer
Il marciatore sospeso dall’Arma
di Maurizio Di Giangiacomo
Dopo la confessione in diretta tv, il percorso di espiazione
di Alex S chwazer è proseguito oggi con un’altra tappa molto
delicata. In mattinata il marciatore azzurro, positivo all’Epo a
un controllo antidoping dello scorso 30 luglio, è stato nella
sede bolognese del Gruppo sportivo Carabinieri dove gli è
stato notificato il provvedimento di sospensione dal servizio,
già disposto dal Comando generale dell’Arma. La sospensione
pare l’anticamera dell’espulsione. Intanto, oggi Alex ha
consegnato pistola e tesserino ai suoi superiori della sezione
atletica: arrivato alle 9.40, a bordo di un’Audi scura, il
marciatore è ripartito dopo due ore e mezzo, sfuggendo a
cronisti, telecamere e fotografi.
Il Cio. Sul fronte della giustizia sportiva, nella riunione di
questa mattina la commissione disciplinare del Comitato
olimpico internazionale ha aperto, tra gli altri, anche il
procedimento nei confronti del campione olimpico di Pechino.
S ul sito internet. Schwazer è tornato sui concetti espressi
nel corso della conferenza stampa di mercoledì anche sul suo
sito (www.alexschwazer.com): «Ho a casa quattro medaglie,
ma la vita è tutt’altro. È assurdo perdere parenti e amici per
andare più forte in una gara», ha scritto il marciatore di Calice
di Racines, che non ha perso l’occasione per ringraziare chi lo
sta sostenendo. «In un momento così terribile della mia vita
ho ricevuto e continuo a ricevere tanti messaggi di sostegno, di
incoraggiamento. Ho apprezzato molto, perché mi danno la
forza di andare avanti. Ringrazio di cuore e prometto che
301
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
risponderò presto a ognuno di voi. Vi abbraccio».
Cose turche. Un altro passaggio della confessione in diretta
tv rischia invece di creare più di un problema a Schwazer, ed è
quello relativo all’acquisto dell’eritropoietina in Turchia, in
una farmacia di Antalya. E proprio l’ordine dei farmacisti
dell’importante centro turistico turco chiede al marciatore di
precisare «in quale farmacia e in quali circostanze ha
acquistato» la sostanza dopante. Il presidente dell’ordine,
Kerem Zabun, assicura che le vendite di Epo in Turchia sono
controllate attentamente, anche con un registro delle entrate e
delle uscite. «Con il registro – ha detto – si può sapere quando
è stata consegnata alla farmacia. Ogni fase è monitorata». Le
parole di Schwazer, che nel corso della conferenza stampa ha
dato della Turchia l’immagine di un Paese povero, dove con
1.500 euro si può acquistare qualsiasi medicinale, sono state
commentate con durezza della stampa turca.
Lui e Ferrari. Dagli stessi ambienti della marcia trapelano
indiscrezioni sul rapporto – già nel mirino della procura di
Padova – tra Schwazer e il medico Michele Ferrari, al quale
lo stesso atleta ha ammesso di essersi rivolto dopo il flop ai
M ondiali del 2009. Alla fine di gennaio del 2010 il marciatore
avrebbe preso parte a un collegiale ai 3.700 metri del Pico de
Teide, a Tenerife, considerato uno dei “campus” dello stesso
Ferrari.
Gli ex “colleghi”. Di Schwazer, oggi, ha parlato anche
Josefa Idem: «È come un figlio che ha sbagliato, deve pagare,
ma poi è giusto che si rifaccia una vita», ha detto. Il presidente
del Coni Gianni Petrucci auspica che Alex possa diventare
un testimonial della lotta al doping. Idea bocciata subito,
sempre su Twitter, da Enrico Mentana. Per la vincitrice del
bronzo nella 10 chilometri di nuoto, Martina Grimaldi
«Schwazer è un cattivo esempio».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
La Grimaldi
nuota nel bronzo
Primo podio nella “maratona”
con dedica all’Emilia
di Pietro Oleotto
Riemerge come una “boa segnaletica”, Paolo Barelli. Non ce
la faceva più il presidente della Federnuoto. Così quando
Martina Grimaldi tocca la piastra d’arrivo della 10
chilometri in acque libere al terzo posto, esplode: «Sino a oggi
siamo stati sfortunati, soprattutto con Tania Cagnotto, due
volte vicinissima alla medaglia. Poi c’è rammarico per Fabio
S cozzoli, che col tempo della semifinale sarebbe andato sul
podio, e per Federica Pellegrini, che era e rimane sempre
una grande professionista. Oggi invece è andata finalmente
bene: M artina Grimaldi ha fatto una grande gara. Si vedeva che
in acqua sapeva quello che doveva fare».
Una liberazione per pochi punti non diventa un mezzo
riscatto, in attesa del Settebello: in serata Noemi Batki ha
illuso dalla piattaforma dieci metri. Terza al termine della
terza tornata finale, l’italo-ungherese ha finito in calando,
complici i coefficienti bassi degli ultimi due tuffi: ha finito
all’ottavo posto.
Il capolavoro. M artina Grimaldi ha fatto una gara di testa, poi
quando Haley Anderson a poco più di un chilometro del
traguardo ha allungato si è messa nella scia dell’americana con
l’ungherese Eva Risztov, trascinandosi dietro la britannica
Payne e la tedesca Maurer. E sul contrattacco della magiara
ha saputo resistere in zona medaglia, chiudendo in un’ora
57’’41: oro alla Risztov, argento alla Anderson, bronzo alla
bolognese. «Con una gioia così la fatica va via, ma tra poco
303
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
arriverà la botta», ha raccontato subito M artina, dopo aver
distribuito baci ai tifosi col tricolore. «Sono molto contenta,
nel finale ho stretto i denti perché vedevo che l’inglese mi
inseguiva e quando ho toccato c’è stato un urlo di liberazione.
Durante la gara ho sempre sperato in una medaglia, alla fine è
arrivata e sono davvero contenta. Spero di aver regalato grandi
emozioni a tutti». È la prima medaglia del nuoto azzurro,
quella della “maratona” donne, in attesa del possibile bis di
domani di Valerio Cleri, uno fra i migliori del lotto. «I
compagni del nuoto non hanno preso medaglie ma sono sicura
che han dato il 110 per cento, se non di più», ha commentato
la Grimaldi lanciando un salvagente in piscina.
La dedica. Poi, dopo essere dal podio col metallo prezioso al
collo, un pensiero “caldo” più a freddo: «Dedico la medaglia
all’Emilia colpita dal terremoto anche se vivo a Bologna e non
ne sono stata colpita direttamente», ha dichiarato M artina,
una frase che è stata accolta, anche a livello istituzionale, con
orgoglio nella sua terra: «È un risultato che mette in giusta luce
il valore delle ragazze emiliano-romagnole in questa
Olimpiade, che dopo l’oro di Jessica Rossi nel tiro a volo,
ora mettono a segno un altro importantissimo risultato. Brava
M artina», ha risposto il presidente della giunta regionale
dell’Emilia-Romagna, Vasco Errani.
L’illusione. Non è bastato il record personale (350.05) a
Noemi Batki per chiudere sul podio la gara della piattaforma
dei dieci metri. A lungo nel giro delle medaglie, per l’azzurra è
stato decisivo il quarto round di tuffi, dopo un triplo e mezzo
ritornato raggruppato. Vittoria alla cinese Chen Ruolin con
422.30, davanti alla 16enne australiana Brittany Broben
(366.50), terza la malese Pamg (359.20). Oggi alle 19 la prova
maschile con Dell’Uomo e Chiarabini a difendere i colori
azzurri nelle eliminatorie.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
VENERDÌ 10 AGOSTO
Sarmiento, è bronzo
Boxe: finale per due
La giornata regala agli azzurri un po’ di medaglie,
concrete e ormai quasi reali. Nel pugilato gli azzurri
Clemente Russo e Roberto Cammarelle vanno in
finale mentre Vincenzo Mangiacapre perde in
semifinale ma si assicura il bronzo ma per indossarlo
dovrà attendere la finalissima. Bronzo già al collo
invece per Mauro Sarmiento nel taekwondo. Nelle
semifinali di pallanuoto e volley, il Settebello
conquista la sfida che conta mentre i pallavolisti
dovranno giocare per il bronzo. Nell’atletica ancora
una giornata tutta per Oscar Pistorius, ultimo e
applauditissimo nella finale della staffetta 4 per 400.
Nel medagliere, l’Italia scivola in decima posizione
con sette ori, sei argenti e otto bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
TAWKWONDO: IN ROSSO MAURO SARMIENTO VERSO IL BRONZO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Testimonial
e peccatori
da redimere
di Stefano Tamburini
Arriva il momento in cui gli occhi diventano specchio del
cuore e dell’anima. Prendete quelli di Fabrizio Donato, nella
notte londinese di giovedì. Brillavano come diamanti mentre la
testa scrutava ogni angolo dello stadio per catturare ogni
battito d’ali. L’aveva già immaginata chissà quante volte,
quella scena, il triplista laziale, 36 anni e una carriera a pane e
fatica. Era nei sogni di tante notti passate a interrogarsi se
stavolta poteva davvero esser quella buona. Ne aveva già fatte
tre di Olimpiadi, a Sydney, ad Atene e a Pechino e mai era
riuscito a superare la qualificazione. Poco più di una
comparsata ed era comunque già bello esserci. Per il resto,
quando era andata bene, solo qualche medaglia di legno e nel
giugno scorso l’oro agli Europei. Bello sì, ma era lì che voleva
arrivare, su quel podio dove anche se suona l’inno di un altro
Paese uno non vorrebbe scendere mai.
Raccontiamo le emozioni di Fabrizio Donato, ma potremmo
benissimo farlo con quelle della nuotatrice Martina
Grimaldi, bronzo nel fondo. O con quelle di uno qualunque
fra i pugili azzurri che oggi abbiamo visto vincere e perdere in
semifinale e che sul podio comunque ci andranno.
Tutte quante, queste emozioni, arrivano alla fine di storie fatte
di sacrifici e acciacchi e che non hanno età, «perché – come
dice Donato – quando andiamo in pedana siamo tutti ragazzi».
E che non sentono pesantezza, «perché, allenarsi è
divertimento». La ripete in continuazione questa parola –
divertimento – mentre tutti gli chiedono come si sente. Lui
sorride e si passa la mano dall’alto in basso accanto al viso,
307
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
tornando poi verso gli occhi: «Non si vede?». Certo che si
vede. «E comunque, anche se non avessi preso la medaglia
domani sarei tornato in pista ad allenarmi». Già, perché è
imparando dalle sconfitte che si costruiscono le rivincite. E se
non accade? «Pazienza, l’importante è aver dato tutto quello
che si poteva dare». Lo abbiamo sentito dire tante volte, in
questi giorni, da chi ce l’ha fatta e anche da chi ha visto gioire
gli altri. Ecco, nel caso qualcuno avesse bisogno di testimonial
per lo sport pulito, avrebbe solo l’imbarazzo della scelta. I
peccatori da riportar sulla retta via meglio lasciarli stare:
esibirli, di solito, serve solo ai redentori, soprattutto a quelli
dell’ultima ora.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Russo e Cammarelle
boxeur da finale
Bronzo per Sarmiento nel taekwondo
di Pietro Oleotto
Tatanka Russo non s’è fermato davanti a M aciste: “ti
sp iezzo” Mammadov ci ha provato in tutti i modi nella
semifinale contro il nostro massimo, ma alla fine ha dovuto
prendere guantoni e caschetto e uscire di scena. Il pugile
azero prima ha randellato come un toro scatenato, poi nel
secondo round è riuscito a far contare l’azzurro, quindi si è
difeso “legando” e utilizzando la benevolenza dell’arbitro,
infine ha puntato addirittura sul ricorso per sovvertire il
verdetto sfavorevole (15-13). Niente da fare: il pugilato
azzurro è ancora vivo. E le bordate di Clemente Russo
l’hanno risvegliato, una sorta di squillante “carica” che ha
coinvolto anche Roberto Cammarelle nella semifinale dei
supermassimi contro un altro azero, il campione del mondo
Medzhidov, stroncato negli ultimi due round dall’azzurro,
campione olimpico in carica, anche lui a caccia dell’oro come
Tatanka.
Verso la finale. «Non ho mai pensato di poter perdere:
nella terza ripresa ci ho messo il cuore e la testa, poi è stato
grande Francesco Damiani dall’angolo a darmi la carica»,
racconta il nostro Tatanka descrivendo le sensazioni raccolte
sul ring olimpico. «M i aspettavo un match del genere,
M ammadov lo conosco bene: è molto rapido, nel primo
round mi mandava a vuoto, la tattica era rimanere a contatto
col punteggio, senza sprecare e senza mettermi a portata di
pugno. Per questo mi sono mosso molto con le gambe e lui
ha fatto molta fatica. Nel terzo round, quando gli ho messo i
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
primi due gancioni, ho cominciato a menare e non prendere
cazzotti perché nell’ultima ripresa non mi ha mai colpito»,
dice Russo.
Ancora lui. Adesso l’appuntamento è per domani sera. Alle
23.15 italiane Clemente Russo se la vedrà in finale con
l’ucraino Oleksandr Ukyev che oggi ha letteralmente
picchiato e surclassato nel punteggio (21-5) il bulgaro
Tervel Pulev che si deve quindi accontentare del bronzo
come Teymur M ammadov. «Sarà la rivincita della finale di
Pechino», ricorda Tatanka. «Temo il ritmo di Usyk, ma io
penso di portarlo in giro sul ring, per farlo stancare, come
ho fatto l’azero».
Il colosso. Quella – ormai nella notte – tra Cammarelle e
M edzhidov è stata un’autentica battaglia, un crescendo del
pugile di Cinisello che potrà difendere l’oro di Pechino
dopodomani alle 16.15: 4-6, 6-4, 3-2 i parziali del match per
il 13-12 conclusivo.
Mangia bronzo. Esito negativo, invece, nella semifinale dei
sup erleggeri: Vincenzo Mangiacapre è stato battuto per
15-8 dal cubano S otolongo che ora affronterà l’ucraino
Be ri nchyk per l’oro. L’azzurro deve accontentarsi del
gradino più basso del podio e non mancano i rimpianti: «Ho
dato tutto ma stavolta ero stanco, non mi riusciva niente. In
fondo la medaglia che tutti si aspettavano da me io l’ho
vinta, ma non sono soddisfatto».
S ul tatami. E a proposito di medaglie e di sport “corpo a
corpo” anche il taekwondo azzurro è finito sul podio ieri
con Mauro S armiento (nella categoria -80 kg) che, con un
po’ più di fortuna, avrebbe anche competere con l’oro: dopo
i turni preliminari con Abduraim del Kyrgyzstan (5-1) e
l’az ero Azizov (2-0), l’azzurro è stato battuto 2-1 in
semifinale dallo spagnolo Nicolas Garcia Hemme che ha
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
piazzato il colpo decisivo a 4’’ dalla fine: nella sfida con il
bronzo con l’afgano Bahawi decisiva la terza ripresa quanto
ha piazzato tutti i colpi del 4-0 finale. E domani tocca a
Carlo Molfetta nella +80 kg.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Applausi per Oscar
Ultimo in staffetta
Usa: show 4x100
Eliminati i quartetti azzurri
di Maurizio Di Giangiacomo
All’Olympic Stadium è stata un’altra volta la serata di Oscar
Pistorius, ma non quella del suo Sudafrica, che ha chiuso
all’ultimo posto la storica 4 per 400 vinta dalle Bahamas
(2’56”01) davanti agli S tati Uniti e a Trinidad e Tobago . Il
bi-amputato, applaudito dal pubblico, è stato schierato in
quarta frazione, ha cambiato ultimo e con una certa difficoltà e
non è riuscito in una rimonta che comunque sembrava
impossibile.
Eliminate, com’era del resto presumibile, le due staffette
azzurre. La 4x400 di Chiara Bazzoni, Maria Enrica
S pacca, Elena Maria Bonfanti e Libania Grenot ha
concluso con il settimo tempo (3’29”01): abbastanza buone le
frazioni centrali, mentre la Grenot ha sbagliato il cambio, ha
cercato il recupero ma si è spenta nel finale, tagliando peraltro
il traguardo trotterellando (?). Urgono spiegazioni.
La 4x100 composta da S imone Collio, Jacques Riparelli,
Davide Manenti e Fabio Cerutti ha concluso con il settimo
tempo, 38”58. M iglior crono della batteria fissato dalla
Giamaica che, pur priva di Usain Bolt, con 37”39 ha tenuto a
debita distanza Canada (38”05) e Olanda (38”29). Per
Giamaica hanno corso Nesta Carter, Michael Frater,
l’argento su 100e 200 Yohan Blake e Kemar Bailey-Cole,
che avevano fatto registrare la migliore prestazione stagionale,
che è stata strappata loro poco dopo dagli Usa, che hanno
schierato Jeffery Demps, Darvis Patton, Trell Kimmons e
312
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Justin Gatlin ed hanno corso in 37”38 (record nazionale).
Gli Stati Uniti si sono presi una rivincita ancora più
importante nella 4x100 femminile, vinta con il nuovo record
mondiale (40”82): il quartetto composto da Tianna
Madison, Allyson Felix, Bianca Knight e Carmelita Jeter
ha conquistato il titolo olimpico proprio davanti alla
Giamaica, argento in 41”41, e all’Ucraina, bronzo in 42”04. Il
primato mondiale precedente apparteneva alla Germania Est
(41”37) e resisteva dal 1985.
Meseret Defar è la nuova campionessa olimpica dei 5.000
femminili. L’etiope allunga nel finale e chiude in 15’04”25,
precedendo la due volte iridata keniana Vivien Jepkemoi
Cheruiyot, argento in 15’04”73. Solo bronzo per l’etiope
Tirunesh Dibaba, già oro nei 10.000, che puntava a ripetere
la doppietta di Pechino (15’05”15). Quindicesimo e ultimo
posto per Elena Romagnolo in 15’35”69.
Sorprendente doppietta turca nei 1.500 femminili: Asli Cakir
Alptekin conquista l’oro correndo in 4’01”23, precedendo la
connaz ionale Gamze Bulut (4’01”40). Terza Maryam
Yusuf Jamal (4’10”74), che regala così il bronzo al Bahrain.
Tatyana Lisenko è la nuova campionessa olimpica del lancio
del martello. La russa si è aggiudicata la finale con la misura di
78,18, nuovo record per i Giochi. Argento per la polacca
Anita Wlodarczyk, che si ferma a 77,60 (primato stagionale),
bronzo per la cinese Zhang Wenxiu (76,34).
Il francese Renaud Lavillenie (5,97, nuovo record olimpico)
ha vinto la medaglia d’oro nel salto con l’asta. Argento e
bronzo a due tedeschi – entrambi a quota 5,91 -, Bjoern Otto
e Raphael Holzdeppe.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Nas a casa Schwazer
cercano le e-mail
ricevute da Ferrari
Sequestrati tre computer, chiavette e documenti
di Maurizio Di Giangiacomo
Tre computer portatili, chiavette usb e documentazione
«molto interessante» sono stati sequestrati a casa di Alex
S chwazer, a Calice di Racines (Bolzano), nel corso di una
perquisizione – avvenuta questa mattina – effettuata dai
carabinieri del Nas di Trento e disposta dalla Procura della
Repubblica di Bolzano, che sta indagando sul caso del
marciatore positivo all’eritropoietina.
Gli inquirenti hanno disposto anche controlli sui tabulati delle
utenze telefoniche di Schwazer, che era in casa nel corso della
perquisizione. L’inchiesta, condotta dal procuratore della
Rep ubblica Guido Rispoli e dal sostituto Giancarlo
Bramante, è tesa soprattutto a individuare eventuali complici
e a chiarire la natura del rapporto tra Alex e il dottor Michele
Ferrari, già indagato a Padova, attraverso le e-mail che atleta
e medico si sono inviati. «Se mio figlio ha preso quella roba lì
lo ha fatto perché era entrato in un buco nero e non sapeva
più come uscirne»: lo ha detto la mamma di Alex, Maria
Luise S chwazer in un’intervista pubblicata sul settimanale
Oggi. «Di quello che aveva fatto non sapevamo nulla, ma io
avevo capito che c’era qualcosa che non andava: subito dopo
il prelievo è sparito, siamo stati una settimana senza avere
notizie, un incubo». M a Alex – dice la madre – era in crisi da
mesi: «Aveva paura di non farcela. Due settimane fa era
venuto da me; piangeva e diceva che aveva male dappertutto.
M i diceva che non ce la faceva più, che la sua non era una vita,
314
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
ma un calvario, che non poteva andare a bere una birra con gli
amici senza sentirsi osservato e criticato. M i ha detto: “Andrà
male, me lo sento. E se va male mi butto giù”».
Schwazer è «molto provato – dice il suo legale, Gerhard
Brandstätter – ma regge il colpo meglio del previsto. Alex è
probabilmente il primo e unico atleta che ha subito ammesso
le sue colpe, senza cercare strane scuse. Trovarsi ora davanti
ai rottami di 20 anni di fatica e sudore comunque non è facile».
Sempre secondo il suo avvocato, il marciatore azzurro «sta
ricevendo innumerevoli messaggi di solidarietà» ma è “irritato”
per le critiche e i dubbi di alcuni media sulla versione data in
conferenza stampa.
Domani Alex avrebbe dovuto prendere parte alla 50 km, la
“sua” 50 km. L’esclusione dell’altoatesino – beata la
burocrazia olimpica – è stata ufficializzata solo oggi . A
difendere i colori azzurri ci sarà solo Marco De Luca, che non
sembra proprio vicino al compagno: «Da questa storia esco
ancora più fiero di quello che sono e dei miei piazzamenti, ai
quali si è dato poco risalto». Gli fa eco Elisa Rigaudo,
bronzo a Pechino, che oggi disputerà la 20 km: «Vorrei che
non fosse l’Olimpiade di Schwazer, ma di quegli atleti che in
questi mesi si sono impegnati per arrivare qui al massimo».
«Schwazer è un capro espiatorio, ma non può essere un
testimonial dell’antidoping come proposto dal Coni», ha detto
invece Beppe Grillo.
Lunedì prossimo, sempre a Bolzano, parlerà invece la
fidanz at a Carolina Kostner, campionessa mondiale di
pattinaggio, che ha già affermato che gli rimarrà accanto. Oggi
si è avuta notizia di un’altra positività all’Epo, quella del
mezzofondista francese Hassan Hirt.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Settebello super
schianta la Serbia
L’Italvolley va ko
Pallanuoto: finisce 9-7, ora la Croazia
Pallavolo: gran Brasile, Bulgaria per il bronzo
di Pietro Oleotto
Sette più bello dell’Italvolley: la pallanuoto azzurra stende la
Serbia (9-7) e torna nella finalissima olimpica a vent’anni di
distanza dal memorabile oro di Barcellona, mentre la pallavolo
si schianta contro il Brasile (3-0), lo scoglio fatale già quattro
anni fa in quel di Pechino.
Capolavoro. Nel ’92 S andro Campagna era in acqua, era
uno degli uomini di Ratko Rudic: ora è il ct di un Settebello
compatto, capace di reggere il confronto con la fisicità dei
serbi e quindi in grado di giocarsela fino in fondo contro la
Croazia (dopodomani alle 16.50 italiane), guidata proprio da
Rudic e capace oggi di battere il M ontenegro per 7-5. D’altra
parte non si costringono tanto facilmente e calottine di
Belgrado ad accontentarsi della “finalina” se non si
possiedono forza fisica e capacità tecnico-tattica assieme. E
cuore. Quello di Maurizio Felugo, per esempio, due gol oggi
per firmare il primo vero allungo azzurro che ha portato
l’Italia sul 5-2 a poco più di 5’ dal termine della seconda
frazione. L’altro trascinatore si chiama invece Valentino
Gallo, top score con tre centri, grazie al suo mancino al
fulmicotone, capace di chiudere la prima metà dell’incontro
sul 6-4. La Serbia? A quel punto ha cercato di reagire, si è
portata a un gol di distanza a con Udovicic, ma paga la tenacia
azzurra che si aggrappa in superiorità numerica a Presciutti e
all’italo-croato Premus che, da centroboa, sul rettilineo finale
316
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
del terzo tempo, segna in rovesciata: 8-5. L’ultimo tempo è un
gioco col cronometro e il golletto serbo fa il solletico agli
azzurri che a 1’18’’ dal termine mettono lo champagne in frigo
con Perez, sangue cubano, cuore italiano.
Mai in partita. L’Italvolley, invece, si giocherà il bronzo
dopodomani alle 10.30 contro la Bulgaria, sconfitta per 3-1
(25-21, 25-15, 23-25, 25-23) dalla Russia, in finale col Brasile
(alle 14).Un Brasile che ha schiantato gli azzurri (25-21, 2512, 25-21), quasi disamati a muro, poco continui al servizio e
incapaci di sfruttare i pochi passaggi positivi, complice la
difesa verdeoro, esaltante soprattutto in avvio, quando l’Italia
ha provato ad allungare. Il crollo, anche psicologico, nel
secondo set, messo in archivio addirittura in 23’ dai brasiliani
che hanno concesso la miseria di 12 palle a terra alla squadra
di Berruto. L’ultima impennata all’inizio della terza frazione,
un fuoco di paglia. L’Italvolley saluta il treno per l’oro, ma
può ancora prendersi una rivincita di bronzo sui bulgari.
317
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
SABATO 11 AGOSTO
La staffetta marziana
e l’oro di Molfetta
La staffetta dei marziani, quella di Giamaica
trascinata da Usain Bolt, vola e trionfa con il record
del mondo (36”84). In casa azzurra arrivano due
medaglie, quella di Carlo Molfetta nel taekwondo (più
ottanta chili) e quella d’argento del pugile Clemente
Russo. Nel medagliere, l’Italia risale in ottava
posizione con otto ori, sette argenti e otto bronzi.
Sorpresona nel calcio: il Brasile, strafavorito della
vigilia, perde in finale contro il Messico.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
TAEKWONDO: CARLO MOLFETTA MORDE LA MEDAGLIA D’ORO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Quello
che i numeri
non dicono
di Stefano Tamburini
Piovono medaglie al tramonto di un’Olimpiade azzurra dolce e
amara come poche altre. Dolce per i tanti successi insperati e
dai volti puliti di ragazzi innamorati dello sport, amara per la
più brutta storia di doping che si potesse immaginare e per la
sequenza di insuccessi negli sport più rappresentativi.
L’ultimo spruzzo di metalli pregiati è fatto di tre medaglie
nella boxe, una nel taekwondo, un’altra nella pallanuoto e,
speriamo, una anche nel volley.
I numeri del medagliere, visti così, sembrano buoni. Al punto
che domani sera, a fuoco olimpico ancora acceso, Gianni
Petrucci, presidente uscente del Coni, e Raffaello Pagnozzi,
segretario generale e aspirante alla poltrona del Capo, si
presenteranno per dire «Ah, come siam stati bravi anche
stavolta». Così, tanto per appuntarsi sul petto anche le
medaglie raccolte per grazia ricevuta, come nel canottaggio con
l’equipaggio del due di coppia scartato dalla Federazione. O
come quella del canoista Daniele Molmenti, uno che si è
venduto la moto per pagarsi gli allenamenti in Cina e
Australia.
Domani sera M olmenti sarà il portabandiera alla cerimonia di
chiusura ed è bello che sia arrivato almeno questo
riconoscimento tardivo ma è fin troppo facile accorgersi
“dopo” di ragazzi così. Il problema è che ci sono tanti atleti
come M olmenti o come i canottieri del due di coppia che
devono arrangiarsi. E sono ancor di più i potenziali talenti che
crescono allevati da federazioni povere, delle quali ci si ricorda
solo quando c’è far passerella.
321
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Poi ci sono tante altre cose da sapere, che vanno oltre le cifre.
Prendiamo i grandi sport di squadra: calcio a parte, che qui è
disciplina di retroguardia, nel basket siamo spariti da tempo
dalla carta geografica dei Paesi che contano. Ci restano solo – e
non sempre – pallavolo e pallanuoto. Poi, se andiamo alle
grandi discipline olimpiche (nuoto e atletica) ci ritroviamo
appena due bronzi come quelli del triplista Fabrizio Donato
e della fondista Martina Grimaldi. Successi di grande valore
emotivo ma oggettivamente poco per non poter dire che il
fallimento totale in vasca e in pista è più che evidente.
Ed è anche per questo che più delle fredde cifre conta molto di
più quello che i numeri non dicono. E che in tanti, troppi, non
vogliono sentir dire.
322
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
La staffetta
dei marziani
Bolt trascina la 4 per 100 giamaicana
a un record del mondo da favola: 36”84
di Maurizio Di Giangiacomo
Ancora Usain Bolt e ancora Giamaica e questa volta è
arrivato anche il record del mondo: quello della 4 per 100, con
uno straordinario 36”84 piazzato ancora una volta in faccia
a gl i S tati Uniti, che hanno corso velocissimi in 37”04
(uguagliando il precedente primato fatto registrare dai caraibici
l’anno scorso) ma non hanno potuto nulla soprattutto contro
Yohan Blake – che ha inflitto almeno due metri di distacco a
Tyson Gay in terza frazione – e ovviamente contro Bolt, che
ha fatto mangiare la sua polvere a Ryan Bailey nell’ultima. E
va considerato che al posto di Asafa Powell, infortunato, ha
corso Michael Frater, altrimenti...
Bolt sempre più leggenda, perché mette a segno la seconda
tripletta olimpica, e sempre più gigionesco showman: non
restituendo subito il testimone ha rischiato la squalifica. Nella
squalifica è incappato davvero il Canada (38”07) – per
un’improvvida invasione di corsia – cedendo così il terzo
gradino del podio a Trinidad e Tobago (38”12). «Le tre
medaglie erano il mio obiettivo. Più avanti penserò a quello
che ho fatto, ma stasera voglio solo festeggiare – ha detto Bolt
– Abbiamo dato tutto quello che avevamo, sapevamo che il
record sarebbe arrivato. Rio? Non ho ancora deciso cosa fare.
Sarà dura: Blake va molto forte e altri giovani emergeranno».
La sfida sulla 4 per 400 femminile si era conclusa invece
largamente in favore delle statunitensi, trascinate da una
st up enda Allyson Felix. Assieme a Dee Dee Trotter,
323
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Francena McCorory e S anya Richards-Ross si erano
imposte in 3’16”88, primato stagionale. Argento per la
Russia (3’20”23), bronzo alla Giamaica (3’20”95).
Prima di Bolt e compagnia volante, a infiammare i quasi
novantamila dell’Olympic Stadium ci aveva pensato un
padrone di casa, Mohammed Farah, che come l’uomo più
veloce della storia... ci ha preso gusto! Dopo la medaglia d’oro
dei 10.000 il mezzofondista di origine somala ha portato a
casa infatti anche quella dei “cinque”. Farah ha concluso con il
tempo di 13’41”66 davanti all’etiope Dejen Gebremeskel,
argento con 13’41”98. M edaglia di bronzo al keniano Thomas
Pkemei Longosiwa, terzo con 13’42”36. La premiazione dei
5.000 ha chiuso la serata, con ottantamila persone a cantare
“God Save the Queen” in nome di un immigrato somalo.
Caster S emenya ha fallito invece la rincorsa all’oro olimpico
degli 800 femminili. La sudafricana si è svegliata troppo tardi:
in 200 metri ha rimontato sette posizioni, ma non è riuscita ad
insidiare la leadership della russa Mariya S avinova
(1’56”19). Caster Semenya (1’57”23) d’argento mentre l’altra
rus s a Ekaterina Poistogova (1’57”53) ha conquistato la
medaglia di bronzo. L’atleta di Trinidad e Tobago Keshorn
Walcott ha conquistato la medaglia d’oro nel lancio del
giavellotto con una misura di 84,58 metri. M edaglia d’argento
per l’ucraino Oleksandr Pyatnytsya (84,51), bronzo per il
finlandese Antti Ruuskanen (84,12). La russa Anna
Chicherova ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto con la
misura di 2 metri e 5 centimetri. La 30enne ha superato
l’americana Brigetta Barrett (2,03) e l’altra russa S vetlana
S hkolina (2,03).
324
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Italia, oro e argento
Molfetta trionfa
Russo s’arrende
E domani ci prova Cammarelle per il titolo bis
di Pietro Oleotto
Che botte, ragazzi. Botte d’oro con Carlo Molfetta e
d’argento con Clemente Russo per l’Italia per cominciare
l’ultima notte olimpica, in contemporanea. Russo sul ring dei
massimi della Excel South Arena: contro il terribile Usyk
l’azzurro è partito benissimo (3-1) per poi subire il ritorno
dell’avversario (5-7) e giocarsi l’oro nell’ultimo round (6-3),
quando l’ucraino ha fatto valere il fisico su Russo, costretto
all’argento (bronzo a Pulev e Mammadov). A poche centinaia
di metri, alla Excel North Arena, ecco Carlo M olfetta sul
tatami per la finale della categoria +80 kg (nel femminile + 67
kg oro alla serba Mandic) del taekwondo, contro Obame,
africano del Gabon. L’ultimo atto di una giornata di fuoco,
vissuta eliminando uno dietro l’altro il tagiko Gulov, il cinese
Liu (con una ripresa supplementare) e il gigantesco maliano
Keita. Contro Obame la sfida è stata condizionata dal 6-0
iniziale del subito da M olfetta. M a a quel punto la rimonta
azzurra è partita e si è materializzata in volata: 9-9 per il
supplementare poi chiuso senza colpi a segno e deciso dalla
giuria che ha premiato per la combattività Carlo: oro!
Per il bis. E non finisce qui: domani Roberto Cammarelle,
quando in Italia saranno le quattro e un quarto del pomeriggio,
cercherà di bissare il titolo olimpico di Pechino: «Sono vecchio
e stanco, ma voglio difendere il mio titolo, e soprattutto non
voglio tornare a casa senza medaglia d’oro», racconta il super
massimo di Cinisello Balsamo che chiuderà il programma della
325
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
boxe contro il giovane colosso di casa, il 22enne britannico
Anthony Joshua, quasi due metri di altezza, capace di
demolire il kazako Dychkoper approdare in finale. Non è una
novità per il poliziotto italiano che già nel 2008 affrontò il
cinese Zhilei Zhang nell’atto conclusivo, sconfiggendolo
prima del limite. Domani ci riproverà con Joshua, perché
altrimenti rischia di doversi battere non solo con l’avversario,
ma anche contro il fattore giuria. Il britannico, del quale i
tabloid scrivono da giorni descrivendolo come una specie di
fenomeno, finora ha goduto di qualche “aiutino”, in particolare
nei primi turni. Obbligatorio dunque per Cammarelle tenerne
conto, e cercare di vincere anche questa volta prima del limite,
evitando il rischio di un verdetto ai punti che potrebbe sempre
riservare sorprese. Comunque vada, Cammarelle ha già
eguagliato il leggendario Teofilo S tevenson : non nel senso
delle tre medaglie d’oro ai Giochi, il mitico ruolino di marcia
del cubano nella storia della boxe olimpica, ma per la terza
presenza consecutiva sul podio.
S ul ring. Oggi altre medaglie oltre a quella dei massimi. il
cinese Zou S himing ha conquistato la medaglia d’oro nei pesi
minimosca battendo il thailandese Pongprayoon; bronzo a
Barnes (Irlanda) e Ayrapetyan (Russia). Il britannico Luke
Campbell ha vinto nei gallo sull’irlandese Nevin; terzi il
cubano Estrada e il giapponese S himizu. Il cubano Roniel
Iglesias S otolongo si è aggiudicato invece l’oro dei
superleggeri contro l’ucraino Berinchyk, completando il
podio sul quale c’erano già il nostro Vincenzo Mangiacapre
(una delle tre medaglie azzurre) e il mongolo Uranchimeg per
il bronzo. Nei medi, infine, il giapponese Ryota Murata ha
battuto il brasiliano Falcao, terzi il britannico Ogogo e
l’uzbeko Atoev.
326
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Farfalle e Settebello
i sogni si fanno
tutti nel pomeriggio
Domani alle 14.30 la finale della ritmica
alle 15.50 la pallanuoto e in mattinata
l’Italvolley cerca il bronzo con la Bulgaria
di Pietro Oleotto
I sogni d’oro domani si fanno di pomeriggio, non solo con
Cammarelle. Ruggero Pertile – l’unico maratoneta azzurro
– sarà al via a mezzogiorno, ma è difficile immaginare nel
regno degli uomini degli altipiani africani. È più realistico
pensare, invece, a un alloro olimpico dalla ginnastica ritmica a
squadre (si comincia alle 14.30 italiane) o un’esaltante oro
dalla pallanuoto, nella finalissima contro la Croazia (alle
16.50), quella finalissima sfuggita l’altra sera all’Italvolley che
quindi oggi cercherà di ripiegare sul bronzo contro la Bulgaria
(alle 10.30).
Il S ettebello. «Se con l’Ungheria abbiamo disputato la
partita perfetta e con la Serbia quella più che perfetta, con la
Croazia servirà un’impresa, ma siamo preparati e non
lasceremo nulla al caso»: il ct S andro Campagna proietta il
suo film della finale, quello in anteprima. «Sognavo la finale
olimpica contro la Croazia di Ratko Rudic. Come si sa siamo
molto amici, c’è rispetto reciproco, stima e profonda
confidenza, ma questa volta saremo nemici. La Croazia dice di
essere venuta qui per vincere l’oro, ma noi certamente non
siamo venuti per conquistare l’argento. Siamo preparati e non
lasceremo nulla al caso». Lo stato di forma degli azzurri pare
in crescendo. «Nella prima fase del torneo – commenta
Campagna – eravamo un po’ imballati, ma l’obiettivo era
327
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
scaricare per l’8 agosto in vista dei quarti di finale. La
sconfitta con la Croazia nel girone ci ha sorpreso perché dopo
aver raggiunto il 5-5 di metà gara, siamo tornati di nuovo sotto
e abbiamo risposto individualmente invece che di squadra.
Anche contro il Kazakistan stavamo commettendo lo stesso
errore. Siamo una squadra e non dobbiamo mai dimenticarlo,
privilegiando il gioco collettivo a prescindere dall’avversario».
Le Farfalle. Si riparte da zero. Un po’ come nei tuffi. Le
azzurre della ritmica (Elisa Blanchi, Elisa S antoni, Romina
Laurito, Anzhelika S avrayuk, Marta Pagnini e Andreaa
S tefanescu) però sono entrate nella finale a otto con il
secondo punteggio (55.800) dietro alle russe (56.375) e
domani possono puntare anche all’oro. «Le eliminatorie ci
hanno detto che le russe sono state pulite e tanto basta. I
punteggi sono corretti e ci danno la possibilità di giocarcela»,
racconta la “capitana” Santoni, una di quelle che cerca anche il
riscatto da quello che nell’ambiente viene chiamato il “furto di
Pechino”, dove all’Italia fu negata una medaglia: «Era
frustrante fare bene, con gli stessi esercizi con cui avevi vinto
il M ondiale, e poi ritrovarsi a un punto di distacco, già a metà
gara. Adesso le cose sono cambiate», conclude la “farfalla”
azzurra. Prima rotazione (cinque palle) alle 14.30 come
seconda rappresentativa (dietro la Russia, tra l’altro). Poi
nastri e cerchi (dalle 15.15) come sesta squadra.
Obiettivo podio. Ben prima, in un orario a dir poco insolito,
le 9.30 inglese (un’ora dopo in Italia), gli azzurri di Mauro
Berruto cercheranno di catturare un “metallo” contro la
Bulgaria, in una rivincita della gara che nel girone eliminatorio
andò ai balcanici: «Dopo aver passato qualche ora per smaltire
la delusione per la sconfitta in semifinale contro il Brasile –
spiega il ct azzurro – occorre riconcentrarsi sul bronzo: una
medaglia ai Giochi vale davvero molto».
328
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Calcio: “maledizione”
per il Brasile
L’oro va al Messico
di Pietro Oleotto
Prosegue la “maledizione olimpica” del Brasile. La squadra
verdeoro di Neymar e Thiago S ilva è uscita sconfitta 2-1
per mano del Messico dalla finale disputata a Wembley,
davanti a quasi 90.000 spettatori. Per i messicani, che hanno
assolutamente meritato la vittoria, doppietta di Peralta al 1’ e
al 74’, Hulk ha messo a segno il gol della bandiera brasiliana
solo al 91’. Il Brasile si è consolato con la medaglia d’oro del
volley femminile: in finale ha battuto gli S tati Uniti 3-1. Gli
Usa si sono aggiudicati invece la medaglia d’oro del basket
femminile: in finale hanno battuto la Francia 86-50.
Assegnati ieri gli ultimi titoli di canoa. Il britannico Ed McKeever ha conquistato la medaglia d’oro nel K1 200 metri.
L’ucraino Yuri Cheban ha vinto la medaglia d’oro nel C1 200
metri. Titolo alla neozelandese Lisa Carrington nel K1 200
metri. Infine è andato alla Russia l’oro del K2 200. La russa
Evgeniya Kanaeva si è confermata campionessa olimpica di
ginnastica ritmica. Ha preceduto la connazionale Daria
Dmitrieva, medaglia d’argento, e la bielorussa Liubou
Charkashyna, bronzo. Nella vela, la S pagna ha vinto la
medaglia d’oro nella categoria Elliot, battendo l’Australia 3-2.
Bronzo alla Finlandia che ha superato la Russia. La
Germania ha vinto la medaglia d’oro nel torneo maschile di
hockey su prato. I tedeschi, in finale, hanno battuto per 2-1
l’Olanda. Nella lotta libera, titolo della categoria 60 kg
all’azero Toghrul Asgarov; un altro lottatore azero, S harif
S harifov, ha vinto la medaglia d’oro nella categoria 84 kg;
l’uzbeko Artur Taymazov quella della categoria 120 kg. Nella
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
pallamano femminile oro alla Norvegia che ha sconfitto in
finale il Montenegro. Nei tuffi dalla piattaforma 10 metri
titolo all’americano David Boudia.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
De Luca 17º
nella 50 km
di Schwazer
Nella 20 km la Rigaudo è settima
di Maurizio Di Giangiacomo
Doveva essere la gara di Alex S chwazere in un certo senso lo è
stata lo stesso. Il “fantasma” del campione olimpico di Pechino,
escluso perché positivo all’Epo a un controllo antidoping del 30
luglio scorso, ha aleggiato per tutti i 50 chilometri della gara più
lunga del programma dell’atletica. Gara lunga ma velocissima,
merito del ritmo indiavolato del russo S ergey Kirdyapkin, che
ha vinto in 3h35’”59, strappando proprio all’altoatesino il
primato olimpico stabilito quattro anni fa. Argento
all’australiano Jared Tallent, bronzo al cinese S i Tianfeng,
un altro allievo dell’ex allenatore azzurro (e dello stesso
Schwazer) S andro Damilano, già oro e bronzo con i suoi nuovi
atleti nella 20 km e poi a medaglia anche nella 20 femminile, con
il terzo posto di Qieyang S henjie.
Una soddisfazione che ha mitigato l’amarezza dello stesso
Damilano per la vicenda del suo ex allievo, che lo aveva
abbandonato nel 2009 – dopo il flop ai M ondiali di Berlino –
in circostanze mai del tutto chiarite. «Dopo la mazzata,
questa medaglia la meritavo – ha commentato con asprezza
Damilano – Aleggiava il fantasma di Alex? Io non l’ho visto,
se non c’era è perché non meritava di esserci».
A proposito dell’esclusione di Schwazer, nelle scorse ore è
emerso un dettaglio che potrebbe rilevarsi decisivo. Il
campione azzurro avrebbe infatti sostenuto – e superato – un
controllo antidoping della Fidal il 26 luglio, quattro giorni
prima di quello “galeotto” del 30, al 12esimo giorno di
331
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
“terapia” a base di Epo, come dichiarato dallo stesso
Schwazer. Se questa indiscrezione venisse confermata, due
sarebbero le ipotesi: o i controlli della Federazione italiana
atletica leggera sono poco efficaci (sospetto questo già da più
parti avanzato); oppure c’è qualcosa che non quadra nella
confessione di Alex, che ha commosso i più ma pare non aver
convinto tanti. Innanzitutto i magistrati, che paiono
determinati a individuare eventuali complici; ma anche tecnici
e compagni di squadra, che non hanno mancato di esternare
tutta la loro delusione per il gesto dell’altoatesino.
Tornando alla gara di oggi, ha chiuso diciassettesimo in
3h47’19”, a 48” dal suo personale, l’unico azzurro in gara, il
finanziere laziale Marco De Luca. «Il livello della gara di oggi
– commenta il marciatore delle Fiamme Gialle – è stato
stratosferico: certi tempi non me li aspettavo. Il piazzamento
non mi soddisfa. Non penso di potermi rimproverare niente,
comunque ho fatto il mio. Le tre medaglie più belle ce l’ho già
– conclude – sono mia moglie e le mie due bambine Sofia e
Noemi».
La 20 km femminile è stata vinta dalla russa Elena
Lashmanova. Con un’incredibile rimonta la 20enne ha
sorpassato a pochi metri dal traguardo la campionessa in
carica Olga Kaniskina (poi argento) e ha chiuso in 1h25’02,
che le vale anche il record mondiale. Settima Elisa Rigaudo,
bronzo a Pechino, che ha fatto comunque registrare il suo
primato stagionale in 1’27”36. Quattrodicesima l’altra azzurra
Eleonora Giorgi, 22 anni, 1h29’48, nuovo primato
personale. «Schwazer? È stata una grandissima delusione – ha
detto la Rigaudo – Forse non c’era più con la testa, vincere
giovane fa male».
332
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
È Molmenti
il porta bandiera
della chiusura
Il canoista d’oro: apprezzato il mio messaggio
di Pietro Oleotto
Il passaggio di consegne da Londra a Rio. E quello tra
Valentina Vezzali e Daniele Molmenti, domani sera
portabandiera per l’Italia alla cerimonia di chiusura della
trentesima edizione dei Giochi, in programma dalle 21. Se il
mito della scherma era stato scelto per guidare la nostra
delegazione nel giro di pista, il pordenonese medaglia d’oro
della canoa slalom sarà l’azzurro che tirerà il sipario allo
stadio olimpico di Londra: «Sono davvero felice, è la ciliegina
sulla torta di un sogno avverato. Sono orgoglioso e fiero
perché vuol dire che il mio risultato è stato importante per
l’oro ma anche per il messaggio di coraggio a tutti i giovani
italiani che credono nel nostro Paese», ha subito commentato
M olmenti, ribadendo le parole che aveva pronunciato a caldo,
subito dopo aver messo le mani sul titolo. Una candidatura,
quella di Daniele, che era stata avanzata dalla Federcanoa e che
è stata accolta con slancio dal Coni, come ha svelato il numero
uno, Luciano Buonfiglio: «M olmenti è stato grandioso e
merita questo riconoscimento che fa felice tutto il nostro
mondo. Ci godiamo questa soddisfazione e al tempo stesso
siamo già pronti e attivi: Rio non è lontana».
Già, da stanotte tutto lo sport guarderà, per i prossimi quattro
anni, a Rio. E non a caso una fetta della cerimonia di chiusura
sarà dedicata ai colori verdeoro, con perfino Renato S orriso,
il “samba-spazzino” del sambodromo tra i protagonisti degli
otto minuti coreografati dal Brasile per il passaggio del
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
testimone da Londra 2012 a Rio 2016. Con lui nello “spot”
carioca anche la modella Alessandra Ambrosio, il rapper
BNegao, O rei Pelè e oltre duecento ballerini volontari e
musicisti che accompagneranno la bandiera olimpica nelle
mani del sindaco di Rio, Eduardo Paes. «Quello
dell’abbraccio è l’atteggiamento che avranno i Giochi del
2016», ha già spiegato Marco Balich, il produttore veneziano
che si è occupato della “coreografia” brasiliana della cerimonia
conclusiva di domani sera a Londra, davanti a un palco reale
nel quale prenderà posto sicuramente il principe Harry e la
duchessa di Cambridge, Kate Middleton, la moglie del
principe William e grande sportiva “della corona”, tanto da
aver indossato addirittura un gonnellino come quello delle
giocatrici britanniche, durante la finale per il bronzo
dell’hockey prato (poi vinto).
Incerta, invece, la presenza della regina Elisabetta allo show
che terminerà intorno alla mezzanotte con la consegna di un
frammento del braciere olimpico alle 204 nazioni presente. In
mezzo tanta musica britannica, con le S pice Girls riunite di
nuovo per qualche minuto, con George Michael, gli Who,
perfino i Pink Floyd – si dice –, fino all’omaggio a “mister
Imagine”, John Lennon: «Immagina che tutti vivano la loro
vita in pace», cantava. Come durante le Olimpiadi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
DOM ENICA 12 AGOSTO
Chiusura con scippo
Manca l’ultimo oro
La giornata conclusiva è amara per i colori azzurri,
al di là del bilancio conclusivo di 28 medaglie (che
andrebbero comunque “pesate” oltreché contate).
Non arriva neanche uno fra gli ori possibili e fa male
soprattutto la sconfitta del pugile Roberto
Cammarelle contro l’atleta di casa Anthony Joshua. Il
verdetto della finale dei supermassimi arriva dopo un
18 pari che già andava stretto all’azzurro ma poi è la
giuria a fare il resto rovesciando di fatto il responso
del ring. Argento anche per gli azzurri della
pallanuoto contro la Croazia mentre l’Italvolley
conquista il bronzo, con una dedica commovente sul
podio a Vigor Bovolenta, ex azzurro scomparso sul
campo poche settimane prima delle Olimpiadi.
Bronzo rocambolesco per il ciclista della mountain
bike Marco Aurelio Fontana, giunto al traguardo
senza sella, alla “bersagliera” come in uno dei film
di Fantozzi. Terzo gradino del podio anche per le
azzurre della ginnastica ritmica. Nel medagliere
l’Italia chiude all’ottavo posto con otto ori, nove
argenti e undici bronzi.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
CAMMARELLE, A DESTRA, SCONSOLATO AL MOMENTO DEL
VERDETTO
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Cammarelle,
furto d’oro
Verdetto a favore di Joshua,
18 pari e la giuria gli regala il titolo
di Pietro Oleotto
Come rifilare 18 pugni (contati) sulla faccia dell’avversario e
perdere la medaglia d’oro. Il manuale potrebbe scriverlo
Roberto Cammarelle che, dopo aver “gonfiato” l’aitante
inglese Anthony Joshua, si è ritrovato tra i guantoni solo
l’argento dei supermassimi, visto che la giuria, dopo il pareggio
(18-18), ha assegnato il titolo all’avversario per quella che viene
definita “maggiore combattività”. «Pensavo mi sarebbe bastato
arrivare ai punti, ma forse ho peccato di presunzione e non avrei
dovevo affidarmi a questa sensazione», ha confidato il pugile
azzurro subito dopo aver saputo che il ricorso prontamente
presentato dell’Italia era stato respinto.
Ultimo tentativo. Sì, perché la nostra delegazione ha giocato
anche la carta del ricorso per mettere in cascina altro oro, per
chiudere con un altro titolo una spedizione comunque esaltante
(28 “metalli”), per cancellare il braccio alzato dall’arbitro russo
Malyshev a Joshua, tra le ovazioni della Excel South Arena.
Una mossa tutt’altro che normale per la federboxe italiana che è
abituata ad accettare il verdetto del ring, mossa inutile visto che
dopo neanche mezzora, la giuria ha confermato il verdetto.
«Sapevo che c’erano le giurie di parte, pensavo di averli convinti
con le prime due riprese, ma alla fine hanno dato un verdetto di
parità che brucia tanto. Se devo guardare il lato positivo ho
adesso tutte e tre le medaglie (oro a Pechino, bronzo ad Atene,
ndr), ma non ce sono altri: avrei preferito avere due ori»,
sottolinea amaro il gigante azzurro.
337
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
La banda Bassotti. D’altra parte la “puzza” di un match in
salita si era cominciata ad avvertire già nel momento della
comunicazione che aveva rivelato la composizione della giuria.
Passi per l’americano Llaurado e il kazako Rysbayev, anche
per il cinese Wang, ma il brasiliano Kennedy è una piccola
assicurazione britannica in vista di Rio – è successo anche
nella ginnastica, negli anelli... –, mentre il cubano Del Puerto
è la freccia avvelenata che stende Cammarelle. L’Italia era nel
mirino di Cuba già dopo il match che ha portato in zona
medaglie Clemente Russo nel massimi, ai danni di Josè
Larduet Gomez. La coda velenosa del match è illuminante:
dopo la vittoria per 12-10 Russo è va a salutare l’angolo
cubano ricevendo in cambio una risata in faccia, poi prova a
dare la mano a Gomez che respinge platealmente l’offerta e,
scendendo dal ring, trova il collega bielorusso Karneyeu che
gli alza il braccio per decretarlo vincitore morale. Per chiudere,
la federazione cubana accusa l’Italia di “addomesticare” i
verdetti con una rete di amicizie pugilistiche che danneggiano
gli avversari. I britannici devono aver preso nota.
Match. Forse per sciogliere ogni dubbio, Cammarelle è salito
sul quadrato di slancio: 6-5 dopo il primo round, 7-5 dopo il
secondo, poi forse ha voluto amministrare senza pensare che
la giuria avrebbe potuto tranquillamente “vedere” ben otto
colpi di Joshua nell’arco di tre minuti. Insomma, Roberto
avrebbe dovuto insistere, come a Pechino, quando stese il
pugile di casa per non correre rischi: «M a in Cina ho avuto
meno problemi, la giuria era d’accordo sul fatto che mi vedeva
vincitore, il ko è stata la ciliegina. A Londra avrei voluto
ripetermi per chiudere con un oro. Le prossime Olimpiadi
forse saranno senza caschetto, ci sarà un altro modo di
combattere, forse ho fatto il mio tempo».
338
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Manca l’ultimo oro
La stella di Rudic
ferma il Settebello
L’ex ora ct della Croazia:
non perdo mai le finali
di Pietro Oleotto
Dura poco più di due tempi l’acqua d’oro attorno al
Settebello, poi si colora inesorabilmente d’argento, sotto i
colpi dei croati, capaci di mettersi al collo il “metallo” più
prezioso (bronzo alla Serbia che ha sconfitto 12-11 il
M ontenegro) al termine di una gara perfetta, molto più di
quanto dica il risultato finale: 8-6.
Andamento. «Abbiamo fatto una partita eccezionale, al 99
per 100. Ci è mancato qualcosa in fase realizzativa e un po’ di
cattiveria e di esperienza», ha subito chiarito il ct S andro
Campagna. D’altra parte l’avvio azzurro era stato davvero
incoraggiante: 38 secondi di numero ed ecco il mancino di
Valentino Gallo squarciare l’angolo alto alla destra del
portiere Pavic, poi a un minuto e 55’ dalla fine della frazione
il bis di Felugo. Sembra il primo passo buono per una fuga,
ma la Croazia accorcia subito con Buljubasic per poi
letteralmente dominare il secondo tempo con le reti di Jokovic
e Barac: 3-2. L’impennata è ancora di Felugo con una botta a
pelo d’acqua, ma è l’ultima fiammata prima della “grandinata”
croata alimentata dalle doppiette di Boskovic e Jokovic: 7-3 a
4’21’’ dalla fine, l’oro è già andato, servono a poco i botta e
risposta fino al 8-6 conclusivo, prima del bagno collettivo
della truppa di Rudic, l’ex ct dell’Italia olimpica vent’anni fa a
Barcellona.
Amici-nemici. «M ai perso una finale», dichiara uscito dalla
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
piscina il buon Ratko: «È un oro strameritato, abbiamo
giocato un grande torneo, disputando bene tutte e otto le
partite. L’Italia? Sandro Campagna ha fatto un grandissimo
lavoro, devo fargli i complimenti, ma eravamo troppo forti.
Abbiamo studiato il gioco degli azzurri e solo all’inizio siamo
stati troppo statici e siamo andati in difficoltà». Campagna
conferma: «La Croazia ha vinto meritatamente. La squadra di
Rudic gioca in maniera dura e aggressiva e l’arbitraggio un po’
troppo permissivo ci ha ulteriormente penalizzati. M a il
bilancio è positivo: in tre anni abbiamo vinto due argenti e un
oro, traguardi insperati e inimmaginabili: siamo soddisfatti.
Voglio ringraziare tutta la squadra e tutti i miei assistenti.
Abbiamo lottato fino alla fine ma non c’è stato niente da fare.
Alla Croazia diamo appuntamento per i prossimi impegni».
Il S ettebello. Nello spogliatoio regna la delusione solo per il
risultato della finale: «La sconfitta brucia, fa male, ma abbiamo
fatto un grandissimo risultato – sottolinea il capitano S tefano
Tempesti – Da 20 anni l’Italia mancava dalla finale,
riconosciamo il merito degli avversari, hanno giocato meglio,
hanno avuto più freddezza e il risultato è giusto, onore alla
Croazia, ma complimenti all’Italia. Ci abbiamo creduto, il
sacrificio è stato enorme ma il risultato ci ripaga. Cosa è
mancato? Non saprei, forse un po’ di freddezza nei momenti
che contavano. Siamo partiti bene e non abbiamo reagito nel
modo giusto nel momento importante, ma abbiamo giocato
contro una squadra veramente eccezionale. «Questo argento
ha un sapore bellissimo – aggiunge M aurizio Felugo, autore di
una tripletta – Certo, c’è un po’ di amarezza perché quando
arrivi in finale vuoi vincere, ma abbiamo trovato una squadra
molto forte, soprattutto nei due centrali».
340
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Italvolley, bronzo
con dedica speciale
a Vigor Bovolenta
Nella finalina battuta in quattro set la Bulgaria
Omaggio all’ex compagno morto sul campo
di Nicola Baldo
La pallavolo maschile per l’Italia è una miniera di medaglie
dalla quale, però, ancora non è uscita quella del metallo più
prezioso. Dalla miniera di Londra la truppa del ct Paolo
Berruto estrae la medaglia di bronzo, probabilmente il
massimo alla quale poteva puntare, soprattutto dopo aver
visto la meravigliosa finale per l’oro che ha premiato 3-2 la
Russia sul Brasile. L’Italvolley da 16 anni è stabilmente in
semifinale: agli argenti di Atene e Atlanta e ai bronzi di Los
Angeles e Sydney ha ora aggiunto questo terzo podio dopo
aver superato la Bulgaria in quattro set (parziali 25-19, 23-25,
25-22, 25-21).
E sul podio gli azzurri hanno compiuto un grande gesto
portando la maglia numero 16, quella di Vigor Bovolenta
(argento ad Atlanta) ucciso da un malore sul campo mentre
giocava, in B2 a M acerata con la maglia del Forlì. Questo
bronzo è per lui, per l’indimenticato Bovo. Partita difficile
quella degli azzurri contro la squadra guidata in panchina dal
pugliese Camillo Placì (ex tecnico di Cuneo, cui la Bulgaria
era pronta a dare la cittadinanza come “premio” per una
medaglia). Per riuscire a portare a casa questa medaglia di
bronzo Travica e compagni hanno dovuto davvero tirare fuori
la clava. Solo spingendo al massimo il servizio, infatti, sono
riusciti a mettere addosso alla Bulgaria quella pressione
necessaria per costringere Nikolov e soci a sbagliare troppo.
341
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Nel girone eliminatorio la Bulgaria era riuscita a superare gli
azzurri, che la lezione l’hanno imparata bene e oggi non hanno
commesso gli stessi errori. Battuta certo, ma non solo: anche
grande attenzione a muro e in difesa, sangue freddo nei
momenti importanti e poi un S avani che ha caricato il
braccio. Per il capitano azzurro 23 punti personali e servizi
tirati ad oltre 120km/h, l’ex Golden Boy di Castiglione delle
Stiviere ha messo chiara la propria firma in calce a questo
bronzo. «Voglio fare i complimenti alla mia Italia e non solo a
me – ha detto Savani – abbiamo giocato una finale eccezionale,
affrontata con il giusto approccio. Contro la Bulgaria oltre alla
tecnica ci abbiamo messo tanto tanto cuore. Era ora di vincere
di qualcosa importante.».
M olto felice anche M auro Berruto, il ct-filosofo torinese che
sottolinea come «la nostra squadra in questa difficile
Olimpiade ha dimostrato che non è importante come si cade,
ma come ci si rialza. Oggi lo abbiamo fatto con grande
carattere e con orgoglio, vincendo una medaglia. Probabilmente
abbiamo fatto il massimo di quello che possiamo fare in
questo momento. Finiamo al terzo posto dietro due squadre
che hanno dimostrato qualcosa più di noi e che in questa
competizione ci sono state superiori».
Anche perché la finalissima fra Brasile e Russia è stata una
sfida dove non è mancato nulla. Verdeoro avanti 2-0 (25-19,
25-20) ma nel terzo set la musica cambia: annullati due match
ball ai sudamericani, il centrale Muserskiy russo passa a fare
l’opposto e la Russia cambia passo. Completando una storica
rimonta (29-27, 25-22 e 15-9), imponendosi al tie-break. E
uno squarcio d’azzurro c'è anche nella festa russa, per S ergio
Busato trevigiano di Resana ora secondo allenatore della
Russia.
342
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Fontana è terzo
“alla bersagliera”
Al traguardo con la bici senza la sella
di Maurizio Di Giangiacomo
E adesso diteci che non è venuta in mente anche a voi la “Coppa
Cobram”. Perché l’inconveniente occorso all’azzurro della
mountain bike cross country Marco Aurelio Fontana è
veramente roba da “Fantozzi contro tutti”: lanciato verso la
volata a tre per la medaglia d’oro assieme al ceco Jaroslav
Kuhlhavy e allo svizzero Nino S churter (poi rispettivamente
primo e secondo), il campione italiano di Giussano è incappato
nella rottura del canotto della sella. E, riposto il sogno di salire
su uno dei due gradini più alti del podio, ha dovuto percorrere
sui pedali parte dell’ultimo giro del percorso di Hadleigh Farm
per difendere la medaglia di bronzo dall’assalto degli inseguitori,
in primis da quello dello spagnolo Jose Antonio Hermida
Ramos, che gli è arrivato a soli quattro secondi.
Scherzi a parte, la medaglia di bronzo dell’azzurro è due volte
un’impresa: innanzitutto perché è la prima medaglia olimpica
maschile della mountain bike azzurra, dopo le due d’oro
conquistate dall’indimenticabile Paola Pezzo ad Atlanta ’96
(i maschietti di sicuro la ricordano ancora per l’ampia
scollatura al traguardo) e Sydney 2000; e poi per come il
27enne lombardo della Cannondale ha saputo tenere il passo
dei migliori interpreti del cross mondiale, fino al curioso
incidente. Quinto a Pechino 2008, bronzo agli Europei 2010,
Fontana è salito più volte sul podio nella Coppa del M ondo
2012 e si è presentato a Londra con tutte le carte in regola per
salire sul podio.
Ha chiuso invece in 13esima posizione l’altro azzurro in gara,
343
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
l’altoatesino Gerhard Kerschbaumer, appena 22enne: un
risultato a sua volta importante, perché conferma le
potenzialità del giovanissimo biker della Bianchi. «Sull’ultima
discesa a Fontana si è spezzato il canotto della sella
all’altezza della chiusura del telaio – spiega il ct azzurro,
Hubert Pallhuber – Con i componenti in carbonio
purtroppo succede. M arco Aurelio ha fatto comunque una
grandissima gara. Apparentemente sembrava in grado di
giocarsi la medaglia d’oro con Kulhavy e Schurter, quando hai
un atleta in quella situazione speri sempre di portare a casa il
risultato pieno, ma la medaglia di bronzo di Fontana vale
comunque oro, per lui e per il nostro settore. Abbiamo
lavorato tanto, abbiamo investito su questi ragazzi, oggi
abbiamo dimostrato che ne valeva la pena».
Un risultato importante, anche in considerazione della prova
assolutamente anonima fornita viceversa da Eva Lechner in
campo femminile. «È stata una bella gara – dice Fontana – La
mia tattica era di lasciare che Schurter e Kulhavy andassero in
testa perché c’era molto vento e sapevo che erano più forti di
me, ma anche di essere in gran forma e che potevo stare con
loro». Fontana all’ultimo giro ha rallentato perché ha sentito il
cerchione che toccava terra e temeva una foratura: «Poi stavo
troppo centrale sul sellino e si è rotto: ho fatto l’ultimo
chilometro in piedi sui pedali ed è stato difficile perché in
quelle condizioni non hai equilibrio».
P.S.: l’episodio di Fantozzi che sale in sella “alla bersagliera”
non avviene in realtà nel corso della Coppa Cobram, ma in un
momento precedente di “Fantozzi contro tutti”. M a
pensiamo di aver dato l’idea...
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Nastro galeotto,
soltanto terze
le “farfalle” azzurre
di Pietro Oleotto
Le “farfalle” azzurre della ginnastica ritmica hanno
conquistato la medaglia di bronzo nell’all-around a squadre. Le
campionesse del mondo Elisa Blanchi, Elisa S antoni,
Romina Laurito, Anzhelika S avrayuk, Marta Pagnini e
Andreaa S tefanescu hanno chiuso al al terzo posto (55.450
punti) alle spalle della Russia (57.000), medaglia d’oro, e
della Bielorussia (55.500), medaglia d’argento. Per le russe si
tratta della terza medaglia d’oro consecutiva, dopo Atene
2004 e Pechino 2008, giunta al termine di due buone
esecuzioni. Argento alla Bielorussia, che ha approfittato in
pratica di un nastro sfuggito alle azzurre. Respinti due reclami
di Ucraina e Spagna.
Le ragazze di Emanuela Maccarani tornano così sul podio
olimpico dopo l’argento ai Giochi del 2004. Per la
Federazione ginnastica italiana si tratta della seconda medaglia
londinese (l’altra, un bronzo agli anelli, l’aveva conquistata
Matteo Morandi nell’artistica maschile), la 30esima della
propria storia a cinque cerchi (14 ori, 6 argenti e 10 bronzi).
Le ginnaste dell’Aeronautica militare, rispetto alle qualifiche,
hanno migliorato il proprio parziale alle “cinque palle” nella
prima rotazione, accusando però un grande distacco dalle
rivali russe, davanti già oltre sei decimi. Nel secondo giro, con
i due attrezzi, la Santoni e compagne hanno tentato il tutto
per tutto ma un lancio lungo sul finale della prova con i due
cerchi e i tre nastri le hanno fatte invece scendere di un
gradino. Qualche mugugno sul fronte italiano per la
valutazione delle azzurre, com’era successo peraltro con
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
quella di Vanessa Ferrari e – proprio oggi – con la finale di
Roberto Cammarelle nella boxe. Accanimento anti-italiano o
vittimismo troppo facile?
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Londra, si chiude
a tempo di rock
ma senza regina
I bilanci: il presidente del Cio plaude la Vezzali
Napolitano chiama Petrucci: contento dell’Italia
di Maurizio Di Giangiacomo
Ripetere il successo della cerimonia d’apertura era
impossibile, ma a Londra hanno fatto le cose in grande anche
quando si è trattato di far calare il sipario sulla trentesima
edizione dei Giochi olimpici. Una cerimonia tutta incentrata
sulla musica britannica. Si è cominciato su sonorità gospel,
con percussionisti che suonavano appesi a una grande ruota,
poi con il violoncello di Julian Lloyd Webber, i Madness e
un attore che declamava frasi celebri di Winston Churchill.
Sotto di lui, la vita di Londra torna alla normalità, mentre sul
palco salgono il presidente del Cio Jacques Rogge e il
principe Harry.
Spettacolare, come annunciato, l’ingresso dei Pet S hop Boys
sui risciò. Dopo boy band e altri spettacoli di percussioni e
danzatori, è toccato dapprima ai portabandiera – tra i quali il
nostro Daniele Molmenti – e quindi agli atleti medagliati e
alle varie delegazioni sfilare. Come sempre, nel corso della
cerimonia si è svolta la premiazione della maratona: sul podio
l’ugandese Kiprotich ed i keniani Kirui e Kipsang. Poi lo
show è entrato nel vivo, prima con un video di Imagine di
John Lennon e poi con un travolgente George Michael e i
Kaiser Chiefs.
Infine, dopo l’esibizione dei “superstiti” dei Pink Floyd e
di Fatboy S lim, il passaggio di consegne tra Gran Bretagna e
Brasile, con il sindaco di Londra, Boris Johnson, che ha
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
ceduto il vessillo olimpico a quello di Rio de Janeiro,
EduardoPaes. Si è fatta sentire l’assenza della regina
Elisabetta: protagonista assoluta – nei panni di una Bond
Girl – del fantastico show del regista Danny Boyle del 27
luglio, oggi ha disertato quello diretto dal coreografo Kim
Gavin.
La musica è finita, gli amici se ne vanno. È tempi di bilanci per
il presidente del Cio Jacques Rogge, che promuove a pieni
voti Londra e già che c’è anche se stesso, affermando ad
esempio – beato lui – che i controlli antidoping funzionano. Il
belga ha fissato alcuni highlight: accanto a Usain Bolt e
Michael Phelps ha citato anche la nostra Valentina
Vezzali. Sull’uomo più veloce della storia ha un po’ corretto
il tiro: «È sicuramente già una leggenda della velocità, anche se
è ancora in attività». Sorrisoni anche per il presidente del
Coni, Gianni Petrucci, forte di un medagliere (8 ori, 9 argenti
e 11 bronzi) che ci riporta nel “G8” dello sport. Oddio,
l’ultima giornata da sola è costata al Coni, in termini di premimedaglia, la bellezza di due milioni, a causa degli sport di
squadra saliti sul podio. Il Comitato olimpico aveva previsto
un montepremi di 4.470.000 euro, invece dovrà sborsarne
5.390.000. M a Petrucci si è detto particolarmente soddisfatto
delle medaglie d’argento e di bronzo conquistati dalle due
nazionali di pallanuoto e pallavolo. La sua unica, vera
amarezza è la positività di Alex S chwazer: «Un’ombra che
non potrò mai dimenticare», ha detto il numero uno dello
sport italiano, che poi si è soffermato sul bilancio delle
medaglie azzurre: «È un bel risultato – ha aggiunto – Avevo
fatto una previsione di 25 medaglie che è stata ampiamente
superata». Petrucci ha quindi ringraziato il presidente del
Consiglio Mario Monti, il ministro dello Sport Piero Gnudi
e soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio
348
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Napolitano per il sostegno che hanno garantito alla
spedizione azzurra. E proprio mentre il numero 1 dello sport
italiano parlava con i giornalisti è arrivata una nuova telefonata
del capo dello Stato. «Complimenti a questa Italia – ha detto
Napolitano – M i saluti tutti gli atleti, mi ritengo soddisfatto di
quello che ha fatto l’Italia sportiva».
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
GLI AZZURRI DEL VOLLEY SUL PODIO CON LA MAGLIA DI
BOVOLENTA
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
L’EPILOGO
I piccoli gesti
che valgono
una medaglia
di Stefano Tamburini
È stato bello sognare con loro, guardarli mentre avevano i
cuori in tumulto e gli occhi pieni di gioia. Bello, nonostante
delusioni e amarezze che non riusciranno mai a prosciugare
l’oceano di emozioni che solo un’Olimpiade sa offrire.
Anche se vanno in scena delle favole non è certo un mondo
perfetto ma almeno qui non ci si rifiuta di salire su un podio
anche se si è appena subita un’ingiustizia palese come quella
del pugile Roberto Cammarelle contro l’inglese Anthony
Joshua. Al massimo si presenta un ricorso e dopo si accetta,
si sta male ma si va avanti. Il match deve finire dopo l’ultimo
gong, altrimenti se ne apre un altro: quello fra avvelenatori di
pozzi. E qui non vince mai nessuno.
Le Olimpiadi ci mancheranno anche perché ci offrono storie
che diventano leggende. Le cinque Olimpiadi d’oro di
Valentina Vezzali , le otto di Josefa Idem, i tre ori nello
sprint quattro anni dopo i primi tre di Usain Bolt, le medaglie
infinite del nuotatore Michael Phelps... e tanto altro ancora.
Ognuno avrà la sua classifica di emozioni e delusioni. Per le
seconde bastano e avanzano Alex S chwazer – con il doping e
le confessioni piene di ombre – e i regolamenti di conti dei
nuotatori azzurri dopo la raffica di flop. Per ciò che di bello ci
porteremo dietro, oltre ai trionfi, val la pena di aggiungere due
episodi. Uno è della giornata conclusiva: gli azzurri della
pallavolo sul podio con la maglia di Vigor Bovolenta, ex
compagno morto per un malore sul campo. Un altro risale a
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
domenica 5 agosto e ha come protagonista Tania Cagnotto,
la tuffatrice che si è vista scippare dalla giuria un bronzo
strameritato. Aveva le lacrime in pressing, eppure era lei a far
coraggio a tutti senza una parola di troppo contro i suoi
carnefici sportivi.
Infine, un episodio marginale sfuggito ai più. È di sabato e
siamo alla 20 chilometri di marcia femminile. La vincitrice era
già arrivata da quasi cinque minuti, quando una giovanissima
azzurra, Eleonora Giorgi, ha tagliato il traguardo 14esima e
ha esultato come per una medaglia. Il motivo? È alla prima
Olimpiade e ha stabilito un tempo oltre le attese. Esultava e
già pensava alle prossime di Olimpiadi. Non è detto, ma un
trionfo si costruisce così, perché pochi nascono già Bolt e
anche Usain non è stato subito Bolt.
Sì, è stato bello, anche da raccontare. Alla prossima.
352
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
APPENDICE
Uccide la fidanzata
Il dramma di Pistorius
Pretoria (Sudafrica) 14 febbraio 2013
Un’Olimpiade è un’Olimpiade, comincia quando si
accende il tripode nello stadio e finisce quando si
spegne. Credo sia giusto raccontarla per quella che è,
partendo magari con qualche giorno di anticipo per
rivivere l’atmosfera della vigilia e poi circoscrivere le
emozioni speciali dei campi di gara e, al massimo,
per quel che di spiacevole può essere legato alle sfide
a cinque cerchi, come ad esempio i casi di doping.
Credo sia altrettanto giusto però fare un’eccezione
per la storia di Oscar Pistorius, uno fra i principali
protagonisti dell’Olimpiade londinese – anzi, sul
piano emotivo, il protagonista principale – perché
quel che è accaduto dopo non può restare fuori dalla
sua storia personale. Certo, non per sminuire la
portata della battaglia per far diventare uno come
tutti gli altri un biamputato quasi dalla nascita,
almeno in pista. Al momento di scrivere questo eBook
la vicenda processuale è ancora in corso: la linea di
difesa fornisce una versione ben diversa da quella
dell’accusa. Comunque andrà a finire, di Oscar
Pistorius resterà la leggenda della pista e un’altra
sfida ben più dura, in un tribunale, con una giuria e
con la propria coscienza. Lo raccontiamo, come per
le sfide in pista, con gli scritti di quel giorno di San
Valentino, la cronaca e il ritratto-parabola amara del
campione. (s.t.)
353
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
OSCAR PISTORIUS CON LA FIDANZATA REEVA STEENKAMP
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Quattro colpi di pistola
«Pensavo fosse un ladro»
di Fiammetta Cupellaro
Lui è l’atleta che ha sfidato tutte le barriere dello sport, lei una
modella considerata tra le cento donne più sexy del mondo.
Una bella favola finita tragicamente il giorno di San Valentino.
Oscar Pistorius il ventiseienne Blade Runner dell’atletica
mondiale ha ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp, 30 anni,
nella sua casa di Pretoria in Sudafrica. Quattro colpi di pistola
sparati con una calibro 9 che hanno colpito la ragazza alla
testa, al petto e al braccio. «Era notte, ho sentito dei rumori.
L’ho scambiata per un ladro» è la versione fornita da
Pistorius. M a la sua ricostruzione non ha convinto gli
inquirenti che lo hanno arrestato con l’accusa di omicidio
volontario. E oggi tutto il mondo ha visto l’atleta sudafricano
che ha fatto sognare per le sue imprese senza confini, portato
via da una stazione della polizia in manette e con il volto
coperto da un cappuccio grigio. Il sogno si è infranto nella più
inimmaginabile delle tragedie.
M odella dal corpo mozzafiato, laureata in giurisprudenza,
Reeva Steenkamp la ragazza uccisa da Pistorius solo domenica
scorsa aveva rilasciato un’intervista in cui descriveva il
fidanzato come un «uomo impeccabile che ha sempre a cuore i
miei interessi». E alla vigilia della festa degli innamorati, sul
suo account Twitter aveva scritto romanticamente: «Che asso
avete nella manica per sorprendere il vostro amore a San
Valentino?».
Una sorpresa che per la splendida modella potrebbe essersi
trasformata in una trappola mortale. Proprio questo tweet
confermerebbe la versione di Pistorius, ma per gli investigatori
ora impegnati a ricostruire le ultime ore di Reeva, sono molti i
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
punti oscuri. Accertamenti sono in corso per stabilire le
condizioni dell’atleta che è stato sottoposto ai test per
verificare l’eventuale assunzione di alcol e stupefacenti.
L’unica cosa certa al momento è l’orario dell’omicidio, le 4 del
giorno di San Valentino. A quell’ora, la modella potrebbe aver
aperto la porta dell’appartamento (aveva una copia delle
chiavi) e al buio essere stata scambiata per un intruso. M a
l’appartamento, secondo il portavoce della polizia Denise
Beukes, si trova in un residence considerato «tra i più sicuri di
Pretoria e sempre sotto controllo» e «la possibilità che una
persona possa entrare eludendo i controlli è molto
improbabile».
Non solo. Denise Beukes ha annunciato che gli inquirenti si
opporranno al rilascio su cauzione: «Abbiamo ricevuto
segnalazioni per violenze domestiche, anche la sera precedente
all’omicidio». Dunque, per la polizia la versione di Oscar
Pistorius che teneva in casa armi come molti in Sudafrica
(paese con il più alto tasso di criminalità al mondo) non torna.
Tragico equivoco o litigio finito con quattro colpi di pistola
sparati con una calibro 9? Non giova a suo favore una foto che
nel 2011 proprio Oscar Pistorius aveva pubblicato su Twitter
in cui ritraeva se stesso con un’arma da fuoco. A corredo della
foto, l’atleta sudafricano si vantava dei risultati ottenuti al
poligono di tiro. E ancora. In un articolo pubblicato dal New
York Times a gennaio dello scorso anno raccontava che,
allarmato dal disattivarsi dell’antifurto in casa, aveva
impugnato la pistola e aveva sceso le scale con un’arma in
pugno.
Inevitabile ricordare un altro caso di uno sportivo finito dalle
stelle alla polvere, OJ Simpson – ex star del football
americano – che non si è mai liberato dei sospetti
sull’omicidio dell’ex moglie Nicole. M a in attesa di conoscere
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
la verità è un sipario pesante quello che cala sul ventiseienne
di Sandton che dopo aver perso entrambe le gambe da
bambino è diventato un protagonista dell’atleta leggera
mondiale fino a gareggiare in un’Olimpiade. Con le sue protesi
in fibra di carbonio ha fatto incetta di medaglie d’oro alle
Paraolimpiadi.
La sua era una bella favola. Fino a oggi. Di fronte al sospetto
di omicidio è stato immediato il fuggi fuggi degli sponsor,
mentre sul sito dell’atleta, la Nike ha rimosso il suo banner.
Solo lo scorso anno il settimanale Time lo aveva inserito tra le
100 persone più influenti del pianeta.
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
La parabola amara
del “blade runner”
che stupì il mondo
di Stefano Tamburini
C’è ancora un colpo di pistola nella lunga e tortuosa sfida al
destino di Oscar Pistorius, l’atleta senza gambe che un giorno
ha indossato un paio di protesi e ha fatto un giro di pista
dentro la storia in uno stadio olimpico con ottantamila
persone in delirio per lui. Stavolta non è lo sparo di uno
starter a cambiare il cammino di chi è senza gambe da quando
aveva undici mesi ma ha sempre fatto come se ci fossero.
Stavolta – e questa è una certezza, al di là di ogni esito
d’indagine – il colpo di pistola l’ha sparato lui, uccidendo la
donna che amava (o che forse, ed è tutto da vedere, aveva
smesso di amare) nella lussuosa e blindatissima villa di
Pretoria, nel natio Sudafrica dove i ricchi vivono blindati e gli
omicidi viaggiano sul ritmo dei 50 giornalieri.
È ricco di famiglia, il 26enne Pistorius. E da qualche tempo lo
è ancor di più, anche nell’animo. Da quel 4 agosto dello scorso
anno, quando è entrato in pista a Londra saltellando sulle
protesi al carbonio per correre la batteria di qualificazione dei
400 metri e ha trovato un intero stadio a celebrare quel che
mai era avvenuto in un’Olimpiade: un uomo senza gambe che
sfida i migliori. Aveva dovuto lottare a lungo per quel
traguardo: era stato più volte respinto prima del via libera e
del debutto ai mondiali sudcoreani dell’anno precedente.
Guardarlo correre è dunque come aprire un libro con le pagine
bianche e vederle scrivere mentre si legge. Ne esce un giro di
pista in 45 secondi e 44 (a 84 centesimi dal record mondiale):
il secondo posto apre le porte della semifinale e il cuore alla
gioia. Il giorno dopo viene eliminato ma il vincitore, il
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
campione del mondo Kirani James (Grenada) va ad
abbracciarlo chiedendogli il pettorale come ricordo: «Ci vuole
un sacco di coraggio e di fiducia in se stessi e nella vita per
fare quel che ha fatto lui, avrà sempre il mio rispetto». Già, ha
appena tagliato il traguardo più importante: essere come gli
altri.
Andava tutto come in un bel film, in quei giorni in cui stava
per sbocciare anche la storia d’amore con la donna alla quale
oggi ha sparato. «Sono un ragazzo fortunato. Gli altri al
mattino indossano le scarpe, io le gambe. E poi nella vita
riesco a fare moltissime cose».
Vero: anche finire in cella. Quella di oggi non è la prima volta:
era già accaduto quando fu accusato di aggressione della
fidanzata di un amico che non voleva andarsene da casa e lui
aveva chiuso la porta ferendola. Riuscì a cavarsela, come
quella volta che si mise a correre in motoscafo lungo il fiume
andando a sbattere contro un pontile. Si salvò per miracolo.
In ogni caso, fino a oggi nulla di veramente allarmante. Chi lo
ha conosciuto, anche durante i lunghi soggiorni in Italia, è più
che sorpreso. Tutti lo dipingono come persona deliziosa,
gentile. Soprattutto a Grosseto e Gemona nel Friuli, luoghi
preferiti di allenamento e di relax in quello che è il suo secondo
paese. Oscar va in tv (a “Ballando con le stelle”), sposa la
buona musica dei Negramaro apparendo nel video di “Via le
mani dagli occhi” ed è spesso all’Olimpico per la “sua” Lazio.
Negli ultimi tempi però qualcosa è cambiato. Alle
Paralimpiadi di settembre, è ancora la star incontrastata: la sua
battaglia è stata quella di tutti e lo stadio è pieno per ogni gara.
Però perde 100 e 200 e si lascia andare a una pesante caduta di
stile sulla regolarità delle protesi della medaglia d’oro. Poi
vince i 400 e la polemica sfuma. È comunque evidente che c’è
un forte bisogno di sfide, al punto di accettare, a dicembre, di
359
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
diventar fenomeno da baraccone contro un cavallo purosangue
a Doha, in Qatar. Vince ma attira molte giuste critiche.
Per fortuna non concederà il bis e si potrà tornare a parlare
della sua fondazione benefica: l’ultimo tweet, del 12 febbraio,
lo ritrae con un bambino con protesi simili alle sue: «A luglio
– scrive – farò camminare almeno dieci ragazzini».
Forse non ne avrà il tempo. Adesso, per l’uomo che ha
cambiato la storia dello sport e regalato speranze a tutti quelli
come lui, l’unica certezza è che nulla sarà più come prima.
Quel colpo di pistola ha dato il via a una gara difficile da
vincere e non basterà una protesi per lenire le ferite dell’animo
o – forse e purtroppo – anche qualcosa di peggio.
360
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Indice
INTRODUZIONE - Goccia dopo goccia un oceano di
emozioni
PRIMA PARTE - La lunga strada verso Londra
20 LUGLIO - La magia dei Giochi
Il libro delle emozioni infinite e i sogni da vivere in
diretta
Bolt, Phelps, Federer tre nomi da leggenda
Oscar Pistorius, l’uomo che corre senza le gambe
Alex, Federica e gli altri
Baldini e il fascino olimpico «In Europa si sente di
più»
Sicurezza e scioperi, vigilia tesa a Londra
Italvolley senza la Cardullo Pellielo mira all’oro
21 LUGLIO - Il timore di trucchi con il sangue marcio
Doping, sfida (quasi) persa in partenza
Anche Ban Ki-moon porterà la fiaccola
Con il “cocktail” al Viagra si eludono tutti i
controlli
«Pochi e inutili i test Sono lo specchio dello sport
corrotto»
22 LUGLIO - Fra sponsor e sesso regole e
trasgressioni
Gli sponsor fanno a gara per il divieto più assurdo
Il Dio denaro e gli inchini a tutti i costi
Sesso al villaggio L’unico divieto che pochi
rispettano
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
23 LUGLIO - Azzurri multietnici e senza Twitter
Il letargo dei momenti di gloria
Niente Twitter, siamo italiani
Gli altri Balotelli Ecco i nuovi italiani
Aziende italiane già sul podio: 120 milioni di
appalti
Doping, nella rete i primi nomi illustri
24 LUGLIO - Il Coni anti-Twitter e la “legge del
multone”
Le emozioni dell’ultimo tedoforo
La dura legge del Coni: multa prima del processo
Cerimonia da favola L’unico segreto è l’ultimo
tedoforo
25 LUGLIO - Il massacro di M onaco e la memoria
svilita
I collezionisti di poltrone e i loro divieti
Le vedove di Monaco chiedono il silenzio
Il ricordo di Novella: «Vidi dalla finestra i fedayin
in azione»
Arriva Napolitano e il villaggio olimpico si colora
di azzurro
Brasile e Spagna, le stelle in campo
26 LUGLIO - Grande vigilia con tante speranze
Non basta contare le medaglie
Tutto pronto per la serata dello show
Applausi azzurri per Napolitano
L’oro vale 40mila euro gli italiani tra i più pagati
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
S ECONDA PARTE - L’avvio pieno di speranza
27 LUGLIO - Show immenso Spazio ai sogni di
gloria
Londra, così parte la corsa all’oro
Napolitano scherza «Gli azzurri? Li ho visti
gagliardi»
E per un po’ possiam scordare lo spread
Così viviamo un sogno che s’avvera
La portabandiera Vezzali già in gara per la
medaglia
Nel ciclismo l’Italia lancia Nibali contro Cavendish
Carlotta, da Mtv al sogno medaglia
28 LUGLIO - Subito Grand’Italia con cinque
medaglie
L’America per un giorno siamo noi
Italia, miniera d’oro Podio tutto azzurro nel
fioretto femminile
Allarme Schwazer: niente 20 km per un
raffreddore
Così l’ultima freccia ci ha regalato l’oro
Tesconi, che sorpresa Un super recupero e
medaglia d’argento
29 LUGLIO - Altre due medaglie la Pellegrini delude
Sogni e visioni il motore che fa vincere
La prima volta di Occhiuzzi Sciabola d’argento
Annuncio shock Pellegrini solo quinta: «Mi fermo
un anno»
Judo, Forciniti prende il bronzo
363
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
30 LUGLIO - Carabina d’argento Federica in finale
Federica e le critiche ingenerose
Niccolò carabina d’argento Ha colpito al cuore
Petra
Hanno perso le chiavi di Wembley
Federica ci riprova Orgoglio Pellegrini «Adesso
voglio l’oro»
Italia, storica finale Vanessa Ferrari può portarci
in alto
Baldini e Cassarà, fioretti-coltelli
31 LUGLIO - Il nuoto perde le medaglie e la faccia
“Zero tituli” ma a far male sono le parole
Federica affonda, nuoto nel caos
Il nuoto nella bufera Magnini contro tutti:
«Allenamenti errati»
Un giubbino galeotto rovina la rivincita
dell’azzurro Baldini
Usa e Cina ai ferri corti «Ye, doping genetico»
Ginnaste azzurre settime e felici L’oro va agli Usa
1° AGOSTO - M olmenti, l’oro dell’orgoglio
La bell’Italia che sa farci entusiasmare
D’oro il kayak di Molmenti «Non sono più
Calimero»
Il disastro del nuoto Pellegrini non basta Staffetta
penultima
Fede ritwitta tutto Filippo prima offende poi dice
«addio»
La scherma “tradisce” di nuovo
2 AGOSTO - Fioretto da applausi Canottaggio, che
storia!
364
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Le medaglie e i lanciatori di stracci
Il fioretto è una favola azzurra
Medaglia al veleno Sartori-Battisti, argento e
rivincita
Volano gli stracci fra i nuotatori «Clima
irrespirabile»
Da domani l’atletica, il clou con i 100
3 AGOSTO - Sciabola, bronzo da batticuore
Se il nuoto prende i vizi del calcio
Le “facce di bronzo” e la sciabola che sa di
leggenda
Sorpresa azzurra Il siepista Floriani conquista la
finale
Il nuoto ora prova ad aggrapparsi a Greg
Paltrinieri
Ora il Dream-Team del fioretto rischia di perdere
gli allenatori
Cagnotto-Dallapè: l’Italia spera
TERZA PARTE - L’atletica, le gioie e le amarezze
4 AGOSTO - Oscar, gioia leggendaria Rossi, oro con
dedica
Così Oscar da oggi è uno come tutti
Boato per Pistorius Oscar si qualifica ed entra
nella storia
Usain si nasconde Bayley più veloce
Oro da record per i terremotati
Fiasco azzurro Anche Paltrinieri fuori dal podio
5 AGOSTO - Lo show di Usain e l’oro del fioretto
Il ghepardo fra gli uomini che volano
365
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Questo è Bolt: ancora oro
Il fioretto è d’oro Anche i ragazzi ci fanno sognare
Tuffi, Tania Cagnotto quarta per un soffio «È una
maledizione»
Pistorius eliminato fra gli applausi
6 AGOSTO - Alex, il marciatore col sangue marcio
Così Alex ha ucciso i sogni
Doping azzurro: stop a Schwazer
Il doping di Alex Il tecnico Didoni: «È una
mazzata»
Sono colpi da podio: Campriani è d’oro Fabbrizi
d’argento
Morandi, bronzo e veleni agli anelli: «Non mi
servono i consigli di Chechi»
Mennea: «Solo Bolt può battere Bolt»
7 AGOSTO - Josefa è già leggenda Alex, un bugiardo
Grazie Josefa e Alex dica quel che sa
Schwazer, ora è caccia ai complici
Pedinato da mesi Alex fin dal 2010 frequentava
Ferrari
Il marciatore: «Ho sbagliato ma a Pechino ero
pulito»
Capolavoro Idem ma le lacrime sono per
Schwazer
Vanessa resta di legno e piange
8 AGOSTO - Le lacrime di Alex e le bugie nascoste
Le parole che non ci ha detto
Alex: «Dopato per stravincere»
Confessione a metà Dall’Epo al dottor Ferrari non
tutto torna
366
EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Indagine per frode La Turchia protesta per la
storia dell’Epo
Blake meglio di Bolt nelle semifinali
Gran Italvolley e super Settebello in semifinale
9 AGOSTO - Usain e Josefa, il giorno della storia in
diretta
Così Josefa non scenderà mai dal podio
Immensa Josefa, il podio è sfiorato Ora è leggenda
Bolt stellare anche sui 200
Fabrizio Donato atterra sul bronzo nel salto triplo
Doping: i turchi contro Schwazer
La Grimaldi nuota nel bronzo
10 AGOSTO - Sarmiento, è bronzo Boxe: finale per
due
Testimonial e peccatori da redimere
Russo e Cammarelle boxeur da finale
Applausi per Oscar Ultimo in staffetta Usa: show
4x100
Nas a casa Schwazer cercano le e-mail ricevute da
Ferrari
Settebello super schianta la Serbia L’Italvolley va
ko
11 AGOSTO - La staffetta marziana e l’oro di
M olfetta
Quello che i numeri non dicono
La staffetta dei marziani
Italia, oro e argento Molfetta trionfa Russo
s’arrende
Farfalle e Settebello i sogni si fanno tutti nel
pomeriggio
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EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012
Calcio: “maledizione” per il Brasile L’oro va al
Messico
De Luca 17º nella 50 km di Schwazer
È Molmenti il porta bandiera della chiusura
12 AGOSTO - Chiusura con scippo M anca l’ultimo
oro
Cammarelle, furto d’oro
Manca l’ultimo oro La stella di Rudic ferma il
Settebello
Italvolley, bronzo con dedica speciale a Vigor
Bovolenta
Fontana è terzo “alla bersagliera”
Nastro galeotto, soltanto terze le “farfalle” azzurre
Londra, si chiude a tempo di rock ma senza regina
L'EPILOGO - I piccoli gesti che valgono una medaglia
APPENDICE - Uccide la fidanzata Il dramma di
Pistorius
Quattro colpi di pistola «Pensavo fosse un ladro»
La parabola amara del “blade runner” che stupì il
mondo
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Emozioni Olimpiche - Londra 2012