EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 2 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Emozioni Olimpiche Londra 2012 - Il diario dei sogni e delle leggende Ideazione e coordinamento editoriale: Stef ano Tamburini Copertina e progetto grafico: Federico Deidda Realizzazione tecnica: Fabio Di Donna Con il contributo di: Nicola B aldo, Valentino B eccari, Carlo B ellotto, Paolo Carletti, Cristina Chinello, Fiammetta Cupellaro, Andrea G abbi, Maurizio Di G iangiacomo, Vittorio Emiliani, Antonio Frigo, Claudio Malvicini, Marco Marangoni, Antonella Mattioli, Pietro Oleotto, Alessandro Taraschi, Maria Rosa Tomasello Foto: Archivio Corbis e La Presse Finegil Editoriale Spa Direttore Editoriale: Luigi Vicinanza © Gruppo Editoriale L’ Espresso, via Cristoforo Colombo, 98 - 00147 Roma Tutti i diritti di Copyright sono riservati. Ogni violazione sarà perseguita a termini di legge Finito di realizzare il 10 luglio 2013 dello stesso autore la collana Romanzo Azzurro la nazionale di calcio e gli ultimi dieci anni di sfide europee e mondiali 2004 - IL GRANDE BISCOTTO 2006 - IL CIELO È AZZURRO SOP RA BERLINO 2008 - IL RIGORE MALEDETTO 2010 - LA COREA AFRICANA 2012 – LA STORIA SIAMO NOI 3 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 4 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LONDRA 2012 Il diario dei sogni e delle leggende a cura di S tefano Tamburini 5 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 6 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 INTRODUZIONE Goccia dopo goccia un oceano di emozioni È una sorta di magia, veder ogni volta quella fiaccola che accende un fuoco speciale, che non arde solo dentro lo stadio ma anche nell’animo e nei cuori di chi osserva il tumulto di emozioni, di occhi, di sguardi che parlano più di mille parole. L’Olimpiade è un romanzo che quasi si scrive da solo, è un libro di pagine bianche che si riempiono mentre assisti a gioie e dolori, un diario dei sogni e delle leggende. L’Olimpiade di Londra del 2012 è stato tutto questo è anche molto altro; ha visto nascere e morire sentimenti di stupore, di incredulità, ha avuto una lunga coda del “dopo” che – a distanza di un anno, mentre scriviamo questo eBook – ha cambiato alcuni fra gli scenari più solidi. A partire dalle inchieste sul doping e dal terreno bruciato intorno ai grandi velocisti con i dubbi che inevitabilmente – sia pur senza riscontri di qualsiasi genere – arrivano fino al principe dello show, Usain Bolt. E c’è poi la magica storia di Oscar Pistorius, il ragazzo che corre senza le gambe; una storia che neanche nelle favole sarebbero riusciti a concepire così bella, romantica, appassionante più di mille amori che ti avvolgono quando meno te lo aspetti. Lui che riesce a vincere la battaglia di sentirsi normale, di correre con tutti gli altri, nelle gare che regalano le vere medaglie. E pazienza se viene eliminato in semifinale, tutti gli spettatori sono in piedi e lo applaudono; lui si commuove ed esce con il cuore gonfio di 7 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 gioia. Neanche un anno più tardi quel cuore sarà gonfio di sentimenti opposti, dopo i colpi di pistola contro la fidanzata e una sfida ben più ardua da vincere. Per Oscar abbiamo dovuto fare un’eccezione ed estendere il racconto anche al post-Olimpiadi: la sua storia non può esaurirsi ai giri di pista e, comunque vada a finire il processo che lo vede accusato di omicidio, quella battaglia per far correre insieme chi ha le gambe e chi no non potrà mai essere cancellata. Così come le emozioni vissute dentro lo stadio e davanti ai televisori. Questo e molto altro, goccia dopo goccia, è un oceano di emozioni che proviamo a raccontarvi di nuovo ripercorrendolo attraverso le parole di allora, utilizzando gli scritti di chi ha vissuto le emozioni in diretta; scritti ancora intrisi di quelle emozioni e legati con un filo sottile di una voce narrante che ricuce tutto insieme e vi guida in mezzo al bello e al brutto di questa immensa foresta dagli effluvi di leggenda ma – proprio come ogni savana – anche con qualche trappola, con qualche amarezza. Ognuno di noi avrà dentro di sé una classifica di emozioni e delusioni. Le seconde sono ben rappresentate dal clamoroso caso di doping del marciatore altoatesino Alex Schwazer, preso con le mani nella marmellata alla vigilia di una gara che ci avrebbe potuto regalare una medaglia truccata. M eglio così, meglio saperlo prima e imprecare contro questo ragazzo che sembrava volare passeggiando, lieve e sicuro e che invece stava uccidendo i nostri sogni. C’è anche la bella favola di Josefa Idem, che resta tale anche se il dopo (da ministro si è dovuta dimettere per un piccolo peccatuccio fiscale) non è stato così bello. Lei che a 48 anni sfila pagaiando sull’acqua della sua ottava Olimpiade consecutiva, a caccia di un’altra medaglia che non arriva per 8 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 soli tre decimi. Sulla gradinata davanti alla linea del traguardo sono tutti in piedi per lei che non ha vinto ma è come se lo avesse fatto. Le tre atlete sul podio la guardano come se fosse una marziana quando va a salutarle prima della cerimonia. E sembrano più felici per quell’abbraccio che per le medaglie che stanno per ricevere. Vi abbiamo preparato un diario di questi sogni, giorno dopo giorno, partendo con un pizzico di anticipo per raccontarvi anche il “prima”, il sapore dell’avvicinamento a quei momenti magici che anche chi non è sportivo può e sa apprezzare. Ci sono tante storie di atleti che praticano discipline che vanno in letargo o quasi per tre anni, undici mesi e dieci giorni e che poi diventano magicamente di tutti. L’Italia raccoglie molte medaglie grazie a questi visionari cresciuti a pane, sudore e fatiche solitarie, talvolta anche sacrifici extra come quello del canoista Daniele M olmenti che per andare ad allenarsi in fiumi lontani da casa ha dovuto vendere la sua moto da corsa. E vederlo mentre piange di gioia per la medaglia più bella giunta nel giorno del compleanno è una cosa che fa veramente bene, che aiuta, dà fiducia. Così come le lacrime faticosamente ricacciate indietro da Tania Cagnotto, tuffatrice derubata della medaglia da una giuria non troppo limpida. Lei, davanti al microfono, che fa una fatica tremenda per non piangere e che tenta di fare coraggio a tutti quelli che le dicono che è un’ingiustizia. Vien da piangere per lei e infatti molti lo fanno. Come quando i pallavolisti azzurri vanno sul podio a ricevere la medaglia di bronzo e portano anche la maglia di un loro ex compagno morto sul campo per un malore mentre si apprestava a battere. Un modo per estendere la gioia e non dimenticare chi c’è stato e adesso è come se ci fosse ancora. Sono storie stupende, di quelle che non si riescono a 9 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 scrivere neanche inventandole. È un romanzo in diretta, che poi svanisce fino a che non ne viene scritto un altro, quattro anni dopo. In attesa del prossimo vogliamo aiutarvi a rivivere quei batticuori, quelle emozioni genuine che solo quando lo sport è a cinque cerchi sanno essere così forti da restare dentro ognuno di noi. (s.t.) 10 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 PRIM A PARTE La lunga strada verso Londra 11 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 12 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 VENERDÌ 20 LUGLIO La magia dei Giochi A una settimana dalla cerimonia inaugurale, di fatto a Londra è già Olimpiade, con la sua magia, i primi arrivi, le polemiche sulla sicurezza, le manifestazioni di protesta, l’aria intrisa di pronostici e aspettative. È la giornata migliore per fotografare, con le parole di quei giorni, le aspettative generali e quelle più specifiche degli azzurri. Alcuni passaggi, riletti oggi, suonano un po’ beffardi, con qualche certezza che si è rivelata fragile e anche con l’insidia di esserci aggrappati a un campione dopato. C’è poi la storia di Oscar Pistorius, allora favola vera, a distanza di un anno turbata da un’appendice tragica: l'omicidio della fidanzata. Una brutta storia che non cancella però il significato della lotta che l’atleta sudafricano aveva condotto per essere lì: una battaglia vinta non solo per se stesso ma anche per tutti quelli nelle sue condizioni e che, grazie allo sport, alle Olimpiadi, hanno potuto sentirsi di nuovo come gli altri. Prova ne sarà, qualche settimana più avanti, l’enorme successo di pubblico (agli stadi ma anche davanti alle tv) delle Paralimpiadi, con lo stesso Pistorius vincitore nei 400 ma sconfitto nelle gare più brevi. La normalità che si palesa attraverso una semplicissima, banalissima sconfitta. 13 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 L’ACCENSIONE DELLA FIACCOLA OLIMPICA AD ATENE 14 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il libro delle emozioni infinite e i sogni da vivere in diretta di Stefano Tamburini È un grande libro dalle pagine immacolate che si animano di racconti proprio nel momento in cui si sfogliano. Una storia infinita, fatta dei sogni visti con gli occhi di un campione conosciuto o venuto da chissà dove. Ogni quattro anni la magia si ripete. Ci sono imprese attese e personaggi annunciati ma anche ragazze e ragazzi che sembriamo noi ai loro tempi, con i colori più amati ma anche con quelli meno conosciuti. È bello sapere che non è raro che i vessilli non siano essenziali: quei ragazzi li vediamo scendere dal televisore e venirci incontro, fra abbracci, lacrime di gioia e racconti di una vita di sacrifici. Non c’è mai niente di scontato e di predestinato. Per tanti fra noi è anche un modo di specchiarsi con le aspirazioni dei tempi andati o con quelle che ancora covano dentro una vita di sacrifici per rincorrere il sogno di un ingresso trionfale allo stadio o di una pagaiata per abbracciare forte la gloria. Quella che sta per aprirsi a Londra è la trentesima Olimpiade dell’era moderna, la 26esima effettivamente disputata in 116 anni di una storia che si intreccia e si spezza con le grandi guerre e che alle guerre in qualche modo ha fatto eco e talvolta, purtroppo, cassa di risonanza o surrogato. Non senza amarezze e lutti (su tutti quello della strage di Monaco del 1972) ma che non ha altro che possa esser pagato con la stessa moneta. Oggi ancor più di ieri. Ci sono le gioie legate a una bandiera, gli ori appoggiati a una maglia azzurra con l’inno di Mameli che ci fa sembrare di esserci anche noi lì a provar qualcosa di unico e di grande. E ci sono le immagini che non hanno bandiera. Nel 1904 a Saint Louis, accanto alle gare normali, c’erano le “giornate antropologiche”, dove si facevano 15 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 esibire indiani d’America, filippini, pigmei e altre minoranze ritenute selvagge sia per dimostrare la loro inferiorità sia per regalare uno show da circo. Eravamo negli Stati Uniti ma potevamo essere in qualunque altro luogo in un mondo dove il diritto di voto alle donne era un’eccezione e che in molti suoi angoli faceva della schiavitù un orgoglio. E quante pagine amare sono state scritte prima di arrivare al mondo di oggi, che non è certo perfetto ma almeno talune brutture è riuscito a superarle. Le donne hanno cominciato a essere ammesse alle Olimpiadi solo nella seconda edizione e per vedere un’italiana con la medaglia al collo (l’ostacolista Ondina Valla) abbiamo dovuto aspettare il 1936, le nazi-olimpiadi di Berlino, quelle con il dittatore Adolf Hitler costretto a fuggire dalla tribuna per non dover omaggiare l’americano di colore Jessie Owens, vincitore di 100, 200, staffetta 4 per 100 e salto in lungo, uno che con quelle medaglie riuscì a far più breccia di un miliardo di parole contro la «superiorità della razza ariana». E poi la guerra fredda, con i boicottaggi incrociati fra i blocchi americano e sovietico (1980e 1984) e prima i regolamenti di conti fra atleti del blocco dell’Est (una piscina dall’acqua dal color del sangue per una partita di pallanuoto fra Russia e Ungheria nel 1956 a M elbourne). E ancora, i primi casi di doping nell’edizione romana del 1960, l’esclusione del Sudafrica per via di discriminazioni razziali palesi e rese legali dallo Stato. M a anche quelle più striscianti e non per questo meno feroci dei “civilissimi” Stati Uniti d’America. Il pugno avvolto in un guanto nero sul podio dei 200 metri e alzato provocatoriamente al cielo all’Olimpiade di Città del M essico nel 1968, con il vincitore Tommie S mith e il bronzo John Carlos fischiati da un pubblico sorpreso e impreparato ma che proprio grazie a quel gesto cominciò a capire con una velocità altrimenti 16 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 impensabile. E lo stesso fece grazie a Cassius Clay, il pugile americano vincitore fra i mediomassimi a Roma nel 1960 che, una volta tornato nella sua Louisville, gettò quella medaglia nel fiume Ohio. La sentiva inutile perché non aveva cambiato per niente non tanto la sua esistenza ma quella di tutti quelli come lui. Cassius Clay volle diventare MuhammadAlì e grazie alla boxe continuò a condurre una battaglia ancor più importante di quella del ring. E che dopo si è trasformata in un calvario, stavolta contro una malattia implacabile come il Parkinson. Alì ha riavuto quella medaglia alcollo nel 1996 alle Olimpiadi del centenario di Atlanta durante una cerimonia toccante come nessun’altra: l’America – proprio come un padre che ha molto più di qualcosa da farsi perdonare da un figlio – gliel’ha riconsegnata dopo avergli offerto l’onore di essere l’ultimo tedoforo, tremante ma determinato come ai tempi in cui incuteva terrore coni guantoni. Ultimo flash di questa storia infinita, l’ostacolista aborigena Cathy Freeman nel 2000 a Sydney che stravince i 400 metri eapre gli occhi al mondo su un secolo di soprusi. Ecco, possiamo dire che senza le Olimpiadi il mondo avrebbecorso più lentamente la suasfida al progresso. Non sappiamo dove ci porterà l’edizione londinese, quali record e quali emozioni potrà offrirci. Non sappiamo quanti sogni dovranno spezzarsi di fronte ai venditori di illusioni avvolti nell’imbroglio del doping e dell’aria fetida che l’accompagna. Lo sport ha perso gran parte della sua purezza, il business ha preso il sopravvento ma difficilmente riuscirà a vincere controil richiamo del cuore e delle emozioni. Non ci potrà mai essere un’alba che ucciderà i sogni: sono lì e il librone dalle pagine bianche tutte da scrivere sta per aprirsi di nuovo. 17 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Bolt, Phelps, Federer tre nomi da leggenda di Valentino Beccari Passione, amore, azione, dramma e lieto fine. L’Olimpiade è un romanzo che da oltre un secolo narra storie che vanno oltre l’ordine d’arrivo o il tempo fissato sul tabellone luminoso. La vita raccontata attraverso il giro di pista, la corsia d’acqua,il trampolino. Ogni quattro anni un nuovo capitolo e anche Londra che ospita per la terza volta la rassegna olimpica si appresta a mettere nero su bianco le nuove vicende a cinque cerchi. Vicende che passano attraverso nomi e volti, quasi sempre attesi. Italiani a parte – di cui parliamo a parte – i personaggi sono in gran parte attesi. E le prime pagine sono ovviamente dedicate all’atletica leggera, regina degli sport per acclamazione che all’Olimpiade vive i suoi dieci giorni di passione, diventa liturgia, religione e le otto corsie si trasformano in luogo di culto. E i discepoli del nuovo verbosono due giamaicani, figli di un’isola dove si è sviluppato il gene della velocità, coltivato dai tempi della schiavitù con le proteine dei fagioli e della carne bianca e i tempi della musica reggae. Usain Bolt è l’uomo più veloce della storia, longilineo, naturale capace di prendersi tutto quattro anni fa a Pechino, imbattuto per 13 gare nei 100 metri e per 15 nei 200. Praticamente imbattibile, ma proprio nel suo stesso cortile ecco spuntar Yohan Blake , più basso e tarchiato, meno dotato da madre natura ma molto sassone nella disciplina. Ha già battuto il suo compagno di giochi e vuole farlo anche a Londra nei 100 metri, la madre di tutte le gare. Ne percorrerà 400 di metri Oscar Pistorius che disputerà la 18 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 gara individuale e la staffetta. Il sudafricano è il primo atleta paralimpico ammesso ai Giochi dopo una lunga battaglia scientifico-legale che ha visto pronunciarsi scienziati e tribunali sulle sue protesi, sdoganate proprio alla vigilia di Londra. Nell’atletica riflettori anche su Yelena Isinbayeva , una che ha occhi e fisico per sfilare per Dolce & Gabbana ma che sulla passerella londinese punta solo a indossare il terzo oro nel salto con l’asta. Se l’atletica è sul trono, la prima repubblica dello sport si riunisce in piscina. L’acqua è da sempre miniera inesauribile di record e preziosi. C’è un pesciolino di Baltimora che a 27 anni si appresta a celebrare la sua ultima Olimpiade. Michael Phelps quattro anni fa a Pechino con otto ori ha battuto il primato del connazionale Mark S pitz che risaliva a M onaco 1972. A Londra si accontenterebbe di vincerne quattro per battere il record di medaglie in tutti gli sport detenuto dalla ginnasta russa Larisa Latynina. M a anche Phelps come Bolt dovrà farei conti con un compagno di classe, Ryan Lochte, un tipo da spiaggia che vuole la copertina per impressionare mamma, papà ma soprattutto le ragazze della sua Florida. Vuole rottamare il vecchio Phelps e proporsi come il “nuovo che avanza” i dei misti anche se in realtà ha gli stessi anni del connazionale. E che dire della ragazzina terribile Missy Franklin che ha 17anni mette paura a Federica Pellegrini nel regno del nuoto. M a Londra può essere terra fertile anche per i padroni di casa. Un oro prenotato e quelle che si assegnerà nel ciclismo sulle strade della City: lo ha prenotato Mark Cavendish che conosce ogni centimetro del tracciato olimpico. Gioca quasi in casa anche il tennista Andy Murray che solo 19 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 qualche settimana fa stava portando un britannico sul trono di Wimbledon dopo quasi un secolo di latitanza. Si troverà ancora l’erba di Wimbledonma anche quel Roger Federer più grande di tutti i tempi e altri attori protagonisti, a partire da Novak Djokovic (in extremis il forfait di Rafa Nadal). Grandi firme anche negli sport di squadra: nel calcio il Brasile fa le prove generali e porta in Inghilterra la migliore gioventù: Neymar, Patoe il “neo-parigino” Thiago S ilva, ma c’è anche la Spagna che dopo M ondiali ed Europei vuole anche l’oro olimpico. Quella stessa Spagna che intende provarci anche con il pallone a spicchi grazie a una macchina perfetta rodata in Nba grazie a Pau e Marc Gasol e che non teme il Dream Team Usa di Kobe Bryant e Lebron James. Nel volley regna la massima incertezza e il Brasile creativodeve fare i conti con la vecchia scuola russa e polacca. Insomma, tanti personaggi in cerca d’autore, anche in discipline che destano l’attenzione del grande pubblico solo ogni quattro anni. Personaggi che non sanno ancora di esserlo, pronti a regalarci emozioni ebatticuori. Ogni quattro anni la magia olimpica passa anche da volti sconosciuti che diventano improvvisamente familiari. 20 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Oscar Pistorius, l’uomo che corre senza le gambe «Com’è con le protesi? Come per voi stare sulle punte» di Claudio Malvicini «Com’è correre con le protesi? Come per voi stare sempre in punta di piedi»: parola di Oscar Pistorius, ballerino della velocità. È lui uno fra i protagonisti più attesi dei Giochi, unico atleta che un record l’ha battuto già, senza nemmeno scendere in pista. Due secondi più lentodel record mondiale dei 400, il 25enne sudafricano vuole abbattere il muro (personale) dei 45” sul giro di pista, ma ha già abbattuto il muro che separa i disabili dai normo datati perché corre senza le gambe. Non le ha più dall’età di 11 mesi, amputate sotto il ginocchio per una malformazione. Pistorius però non si è arreso e da ragazzo ha infilato le protesi, denominate cheetah (circa 6.000 dollari a coppia): «Credo nel destino – ha detto un giorno – e il mio è semplice: una famiglia che mi ama, la sensibilità per apprezzarlo e le qualità per correre». Buttare via un destino sarebbe stato un peccato, ma c’è voluto tempo per farlo fiorire: tempo e caparbietà. Detentore senza tanta fatica dei record paralimpici di velocità (categoria T44) nei 100, 200 e 400, già nel 2008 Pistorius sognava di andare alle Olimpiadi, ma allora la Iaaf si mise di traverso perché giudicava quelle protesiunvantaggio,come una forma di doping tecnologico, o, se preferite, come fosse la tuta di Batman. «Dicono che con le protesi si produce meno acido lattico e quindi si sente meno la fatica – spiegò nel 2008 – ma 21 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 la partenza è più lenta e ti tolgono stabilità con il vento e la pioggia ». Con queste motivazioni, Pistorius fece ricorso al tribunale arbitrale dello sport di Losanna e il giudice gli diede ragione sostenendo che «non esistono elementi scientifici sufficienti per dimostrare che tragga vantaggio dalle protesi». Non bastava però l’ok del Tas, per andare ai Giochi Pistorius doveva correre il cosiddetto “giro della morte” in non più di 45”55, cioè quasi un secondo più veloce del suo record di allora (46”34). Nel 2008 non ci riuscì, ma i suoi tempi si sono ridotti anno dopo anno, perché Pistorius è stato capace di non farsi travolgere dalla fama che l’ha portato a girare il mondo per promuovere la battaglia dei disabili, e pure a fare un video con i Negramaro (“Via le mani dagli occhi”). Su quei trampoli con lo zoccolo piatto e chiodato che lo fanno sembrare un albatros finché non si mette in moto, Pistorius è passato dai 46”02 del 2010 ai 45”07 dell’anno successivo, scendendo dal 123esimo al 22esimo posto del ranking mondiale. L’anno scorso ha vinto la prima medaglia con i normodotati, cioè l’argento nella 4x400 ai mondiali di Deagu (correndo solo in batteria) ed è stato eliminato in semifinale nella gara individuale. Ormai però il sogno era alla portata, come un maratoneta in vista del traguardo. Il 4 luglio ha ottenuto l’ok della Iaaf (la Federatletica mondiale) per Londra, dove farà due gare: nei 400 punta a entrare in semifinale, mentre nellastaffetta potrebbe anche salire sul podio. «M i chiedono spesso cosa significa per me essere un disabile – dice –ma se ci pensate, quasi tutte le persone hanno una qualche disabilità, qualcosa che non riescono a fare al meglio. E poi io nella vita di tutti i giorni riesco a fare moltissime cose». Compreso finire in cella per una notte perché accusato di aggressione dalla fidanzata di un amico che non voleva andarsene da casa Pistorius e Oscar le 22 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 aveva chiuso la porta alle spalle ferendola a una gamba (ironia della sorte). Nei giorni scorsi Pistorius si è allenato a Gemona del Friuli e mercoledì ha corso i 400 in 46”56 al meeting di Lignano Sabbiadoro, un tempo non rassicurante che però non proccupa Pistorius: «Sto bene – dice – le Olimpiadimi faranno correre di più». In punta di piedi, ma non in silenzio perché ogni spettatore tiferà per lui. 23 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Alex, Federica e gli altri Così l’Italia cerca la gloria di Maurizio Di Giangiacomo Attaccati ai soliti noti che, tra alti e bassi, una medaglia la portano a casa sempre, o quasi. È il destino dell’italiano medio che si appresta a piazzarsi davanti al televisore per seguire i Giochi di Londra. Tifiamo Federica Pellegrini e Alex Schwazer, Valentina Vezzali e Alessandra S ensini, per la zia Josefa Idem, gli “usati sicuri” che ci hanno fatto spellare le mani a Pechino (e forse solo per questo ce li ricordiamo), detto che il grosso delle medaglie a cinque cerchi, di solito, arrivano da stelle che brillano il tempo di queste benedette due settimane e poi se ne tornano nel dimenticatoio di un Paese dominato dalla monocultura calcistica. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha fissato l’asticella a 25 medaglie. Da Pechino ne portammo a casa 28, che poi diventarono 27 per la squalifica del “positivo” Davide Rebellin, d’argento nella prova di ciclismo su strada. «Sono realista – ha detto nei giorni scorsi il numero uno dello sport italiano – le proiezioni ce nedanno di più, addirittura oltre 30. In quanto ad atleti qualificati, siamo tra le prime dieci nazioni al mondo, negli sport di squadra siamo messi meglio di Russia e Germania». La casa di scommesse sportive Iziplay, in effetti, sostiene che ne conquisteremo di più: la quota più bassa del bookmaker, 3,25, è per un numero di medaglie azzurre compreso tra le 26 e le 31. M a lo sport italiano gode davvero della forma olimpica di cui parla Petrucci? Partiamo dalla regina delle Olimpiadi, l’atletica leggera. La defezione della saltatrice in 24 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 alt o Antonietta Di Martino brucia ancora: quella della campionessa di Cava de’ Tirreni sembrava una fra le poche medaglie “sicure” che potevamo conquistare tra piste e pedane, insieme con quella di Alex S chwazer, campione olimpico della 50 km di marcia nel 2008. Il carabiniere di Vipiteno, fidanzato della campionissima del pattinaggio art ist ico Carolina Kostner, non lascia, anzi raddoppia: disputerà sia la 20 sia la 50 km. Anche se l’oro di Pechino non gli ha portato proprio fortuna. Dopo il trionfo a cinque cerchi del 2008, la gara più lunga è stata un po’ il suo cruccio e l’ostinazione con la quale ha perseverato nel voler prendere parte a entrambe le gare non ha pagato né agli Europei di Barcellona 2010, dove si è dovuto “accontentare” dell’argento della 20, né ai M ondiali di Daegu 2011, quando chiuse solo al nono posto la stessa 20 km e addirittura rinunciò in extremis alla gara più lunga. M a Alex arriva a Londra forte di due importantissimi riferimenti nella stagione in corso: la vittoria nella 20 km di Lugano (record italiano e sesta prestazione mondiale di tutti i tempi) e, una settimana dopo, quella nella 50 km di Dudince (Slovacchia) con un 3h41’ che è suonato come un campanello d’allarme per tutta la concorrenza. Al “double” – e magari anche alla tripletta – punta anche labella Federica Pellegrini: argento nei 200sl ad Atene, oro sempre nei 200 a Pechino, sarebbe venuta ora di “raddoppiare” anche per lei. Lo ha fatto ai M ondiali di Shanghai e – tenendo conto della staffetta – anche ai recenti Europei di Debrecen, dove però all’oro dei 200 ha fatto da triste contraltare la mancata qualificazione per la finale dei 400. E in questo caso il campanello d’allarme è suonato per la veneziana, atleta di una classe cristallina che però in più di un’occasione ha mostrato la corda proprio quando si trattava 25 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 di sopportare la pressione deldoppio impegno. E, a proposito di “usato sicuro”, l'esultanza più grande vorremmo poterla riservare a Josefa Idem, 47 anni, giunta allasua quinta Olimpiade: a Pechino fu argento, provaci ancora, tedescona d’Italia. M a per ripetere gli 8 ori, i 9 argenti e i 10 bronzi di Pechino dovremo necessariamente affidarci anche e soprattutto alla scherma dei senatori Valentina Vezzali e Aldo Montano – ma attenti all’emergente Elisa Di Francisca – da sempre cassaforte di medaglie azzurre, e ai “soliti ignoti” delle discipline chiamate minori, quelle delle quale professiamo la fede in occasione dei Giochi e poi chi i è visto si è visto. E allora vale la pena ricordare che la squadra azzurra di tiro con l’arco dell’eterna Valentina Valeeva e di Pia Lionettie JessicaTomasi l'anno scorso ha trionfato ai M ondiali. A proposito di sport di squadra: grave l’assenza del basket («fa male», ha detto lo stesso Petrucci, che dal basket viene e al basket vorrebbe tornare per il dopo-M eneghin), mentre nel volley la nazionale maschile di Mauro Berruto potrebbe sfatare il tabù che vuole gli azzurri mai sul gradino più alto del podio (uno schiacciatore come Ivan Zaytsev, Balotelli bianco della pallavolo, non ce l’ha nessuno) e anche quella femminile di Massimo Barbolini nutre più di qualche speranza. E allora, mettiamoci davanti alla tv a tifare per i “soliti noti” (fra i quali è doveroso inserire anche il pugile Roberto Cammarelle, la judoka Giulia Quintavalle e la ciclista Giorgia Bronzini), fiduciosi che il grosso delle medaglie le porteranno gli altri. 26 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Baldini e il fascino olimpico «In Europa si sente di più» Il vincitore della maratona di Atene 2004 «Scordiamoci i risultati di Pechino» di Valentino Beccari C’è un uomo solo al comando, ha il fisico asciutto, i capellibiondi e gli occhi vispi. Sullo sfondo non ci sono i tornanti dello Stelvio ma se vogliamo lo scenario è ancora più suggestivo: lo stadio Panathinaiko di Atene che nel 1896 ospitò i primi Giochi olimpici dell’era moderna. Vincere la maratona, la madre di tutte le gare, nella culla della civiltà sportiva, ti consegna direttamente alle leggenda senza passare per la storia. L’eroe in quell’estate di otto anni fa è Stefano Baldini, capace di conquistare l’oro olimpico in quella specialità che è diventata una sorta di altopiano africano. Sono passati otto anni da quell’impresa e dopo quattro edizioni dei Giochi vissute in campo, il maratoneta di Castelnovo di Sotto (Reggio Emilia) si posiziona sui blocchi di partenza per debuttare come opinionista. Sarà infatti il commentatore tecnico per le gare di atletica per Sky, un appuntamento per il quale si è preparato con la meticolosità che lo contraddistingueva quando correva. M a stavolta ripetute, scatti e “lunghi” li ha provati al microfono. «Sono più emozionato adesso di quando gareggiavo – esordisce Baldini – ma credo di essermi preparato bene, informandomi su tutte le discipline, in modo particolare su lanci e salti e inoltre ho frequentato il corso di allenatore. Cercherò di esprimermi nel modo più diretto possibile perché il rischio per un ex atleta è quello di utilizzare un linguaggio troppo tecnico». 27 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Che Olimpiadi saranno quelle di Londra? «Saranno bellissime, perché lo scenario è incantevole, la città stupenda e poi quando i Giochi si svolgono in Europa il ritorno di immagine e di popolarità è unico. E ve lo dice uno che ha partecipato a quattro Giochi olimpici in quattro continenti diversi». I social network cambianoanchelo spirito olimpico? «Non credo. Alla fine facebook o twitter restano marginali rispetto a uno spirito olimpico che è unico». Per l’Italia sarà davvero impossibile ripetere Atene o Pechino? «È una legge naturale, i paesi emergenti sono cresciuti anche perché il Comitato olimpico internazionale ha investito tantissimo e ora ovviamente c’è molta più concorrenza. M i allineo sulla posizione di molti addetti ai lavori e credo che per gli azzurri sarà impossibile ripetere Pechino anche perché rispetto ad allora il nostro contingente è sceso sotto i trecento atleti mentre in Cina eravamo ben oltre i trecento. Però qualche soddisfazione credo proprio che ce la toglieremo». È stato giusto lasciare a casa Andrew Howe? «In staffetta l’avrei portato perché ci manca un elemento di forte personalità come Howe, però per la gara individuale c’è un commissario tecnico e ci sono delle valutazioni che noi dall’esterno non possiamo fare perché non conosciamo bene la situazione». S arà comunque una spedizione azzurra multietnica... «Era ora. Arriviamo anche troppo tardi rispetto a nazioni come Gran Bretagna, Francia e la stessa Spagna. Da noi le leggi in tema di riconoscimento della cittadinanza sono più restrittive ma adesso c’è la nuova generazione che è un po’ lo specchio del Paese». Piccoli Baldini crescono? 28 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 «Ad Atene ho disputato la gara perfetta ma quella generazione di atleti adesso ha finito il suo ciclo e i giovani piano piano devono crescere. In campo maschile abbiamo un solo atleta e per giunta di 38 anni mentre nella maratona femminile ci sono ben tre atlete che possono giocarsela nei chilometri finali». Una gara da non perdere? «Ce ne sono parecchie. Ovviamente lo share maggiore lo avranno i 100 metri perché c’è il fenomeno Usain Bolt che per la prima volta vacilla e c’è Yohan Blake che ne sta insidiando la leadership. E poi la maratona». Un conflitto di interessi del cuore... «No, no, ne sono convinto. Il comitato organizzatore ha puntato molto sulla maratona come spot per la città, visto che il percorso di otto miglia si sviluppa tutto nella City e prevede l’arrivo a Buckingham Palace». È quasi un peccato non esserci. 29 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Sicurezza e scioperi, vigilia tesa a Londra S&P declassa i vigilantes, i controllori incrociano le braccia di Maurizio Di Giangiacomo Domani la fiaccola olimpica comincerà a sfilare per le strade di Londra, la bandiera a cinque cerchi sventola da oggi su Downing Street. In Inghilterra è ormai conto alla rovescia per i Giochi, ma le polemiche sulla sicurezza non accennano a spegnersi. M erito della solita agenzia di rating, enti sempre più invasivi, a tutti i livelli. È di oggi la notizia che Standard & Poor’s ha minacciato il downgrading di G4S, la maggiore società mondiale di sicurezza, in piena bufera da quando, nei giorni scorsi, ha ammesso di non essere in grado di garantire le 13.700 persone necessarie per “vegliare” sul regolare svolgimento dei Giochi. Quella di S&P è solo una minaccia (il provvedimento potrebbe scattare al termine delle Olimpiadi), ma l’effetto, oggi, è stato quello di avvelenare ulteriormente una vigilia già abbastanza agitata, complici nonultime le previsioni meteo (pioggia, pioggia e ancora pioggia sulla City in occasione dei Giochi) e dalle restrizioni imposte agli spettatori da un regolamento rigidissimo. Un esempio: chi assisterà alle gare londinesi dovrà rinunciare a utilizzare il proprio smartphone, in nome della sicurezza e degli sponsor. Niente foto e video da postare sui social network, ed è una regola che riguarda anche gli atleti, che sul web non potranno fare riferimento a quello che mangeranno e berranno, a meno che non si tratti di un prodotto degli sponsor. Come i preservativi: una nota marca ne ha fornito loro ben 150.000! 30 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 S ponsor invadenti. E l’impressione che più che la sicurezza si lavori per tutelare il “business olimpico” è confermata dal fatto che gli spettatori non potranno portare con sé merendine troppo sostanziose né bottiglie d’acqua di capacità superiore al mezzo litro. Sponsor invadenti, tanto che negli Stati Uniti Adam M cNelson (due volte argento nel peso) invita le stelle americane a farsi fotografare senza scarpe in segno di protesta. Il flop dei contractor. M a più che dagli spettatori carichi di hot dog, patatine, macchine fotografiche e iPhone, gli organizzatori si devono guardare dal contractor privato ai quali avevano assegnato la gestione della sicurezza durante i Giochi, la G4S, pagata 300 milioni di sterline: nei giorni scorsi i vertici della società hanno annunciato infatti di non essere riusciti a ingaggiare le 13.700 guardie promesse al comitato organizzatore. Detto fatto, il governo ha richiamato 3.500 soldati in più a vigilare sui Giochi, portando a 17 mila il numero complessivo di militari che saranno impegnati, senza però spegnere le polemiche già accesissime sulla preparazione dei vigilantes privati e sulla sicurezza dello scalo di Heathrow. «La sicurezza non è stata compromessa», ha assicurato il ministro dell’Interno, Theresa M ay. Se ne è avuta prova oggi, a Gravesend, nei pressi della capitale, quando un 17enne ha cercato di strappare la torcia olimpica alla tedofora che la stava portando: il giovane ha spintonato la donna, ma è stato fermato appunto dagli uomini della sicurezza. Evidentemente gli organizzatori hanno fatto tesoro di quanto successe quattro anni fa in Cina, quando le proteste per la violazione dei diritti civili nel grande Paese asiatico avevano reso particolarmente accidentata la marcia di avvicinamento a Pechino del simbolo dell’olimpismo. Lo sciopero. M a a complicare le cose ci penseranno 5.500 31 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 ufficiali delle frontiere, impegnati nel controllo dei passaporti, che hanno programmato uno sciopero proprio per giovedì prossimo, giusto un giorno prima della cerimonia di aperturadei Giochi, quando a Londra è previsto l’arrivo di 130.000 passeggeri: indisponibili a effettuare straordinari durante le Olimpiadi, protestano per i tagli ai posti di lavoro e ai salari. 32 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Italvolley senza la Cardullo Pellielo mira all’oro Pugilato: Falcinelli vuole almeno due medaglie. Tuffi: le speranze della Dallapè di Maurizio Di Giangiacomo Una brutta notizia ha guastato, oggi, il clima della lunga vigilia azzurra. L’Italvolley femminile di Massimo Barbolini ha perso infatti una fra le sue giocatrici più esperte e rappresentative, il libero Paola Cardullo. La giocatrice piemontese, in forza la scorsa stagione al Cannes in Francia, non è riuscita a recuperare da un infortunio alla caviglia destra. Ci ha provato in tutte le maniere, lavorando assieme al gruppo azzurro riunito in questi giorni in collegiale a Roma, ma oggi ha dovuto alzare bandiera bianca. Al suo posto è stata convocat a Monica De Gennaro, 25 anni, che vanta comunque 57 presenze in azzurro. A Londra oggi è arrivata invece la squadra azzurra di trap, che ha completato il team olimpico di tiro a volo, l’unico ad aver conquistato tutti i pass a disposizione. Riflettori su Chiara Cainero, oro a Pechino 2008, e Giovanni Pellielo, argento ad Atene nel 2004 e in Cina nel 2008 e bronzo a Sydney nel 2000. «Dopo due argenti e un bronzo – ha detto il 42enne delle Fiamme Azzurre – si può tranquillamente arrivare ultimi, ma anche vincere. Da noi un bersaglio fa veramente la differenza: si va in finale e si vince oppure si sta fuori e si arriva ventesimi». A preoccupare Pellielo è la temutissima pioggia londinese: «Le condizioni atmosferiche – ha detto prima della partenza per Londra – incidono tantissimo». Preparata l’avventura olimpica con la consueta meticolosità, 33 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 spera nella buona sorte anche la tuffatrice trentina Francesca Dallapè: «Le sensazioni finora sono buone, ovviamente bisogna alzarsi con il piede giusto e, oltre all’allenamento e al lavoro, ci vuole un pizzico di fortuna. E quel giorno dobbiamo averla». Dallapè sarà in gara domenica 29 nel sincro assieme a Tania Cagnotto, mentre la gara individuale dal trampolino tre metri la vedrà impegnata il 3, 4 e 5 agosto. Confida in almeno due medaglie, invece, il presidente della Federazione pugilistica italiana, Franco Falcinelli. Da Pechino portò a casa l’oro di Cammarelle, l’argento di Russo e il bronzo di Picardi, a Londra spera in almeno due medaglie: «Non abbiamo mai avuto una squadra così esperta», dice il presidente. Grandi aspettative anchedalla squadra azzurra di canottaggio, sette equipaggi (20 titolari e due riserve) presentati oggi a Varese. Aspettative corroborate anche dalla medaglia di bronzo conquistata poco più diunmesefa, in Germania, dal quattro di coppia di Raineri, S tefanini, Frattini e Fossi. 34 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 SABATO 21 LUGLIO Il timore di trucchi con il sangue marcio A sei giorni dal via i primi casi di doping fanno scattare allarme e dubbi sui soliti trucchi a suon di sangue marcio. Spuntano nuove sostanze, addirittura il Viagra, fra quelle usate impropriamente per migliorare le prestazioni e una triste consapevolezza: quella che i ladri hanno mezzi più potenti delle guardie. Intanto fervono i preparativi per la cerimonia inaugurale: la fiaccola olimpica sta girando per Londra e spuntano tedofori d’eccezione, primo fra tutti il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. 35 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 UN TECNICO AL LAVORO IN UN LABORATORIO ANTIDOPING 36 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Doping, sfida (quasi) persa in partenza di Stefano Tamburini La fabbrica dei sogni taroccati non chiude per ferie, anzi di questi tempi fa gli straordinari. Ci sono in ballo gloria e affari per miliardi: così medici praticoni, scienziati maledetti e case farmaceutiche senza scrupoli si preparano a raccogliere quanto seminato. Come ogni industria criminale che si rispetti, l’alleanza del male ha messo in conto i “danni collaterali”, cioè i pesci piccoli catturati a ridosso del grande avvenimento. Fino a ora è toccato a due carneadi dell’atletica e ai soliti ciclisti. Difficile sapere se il più grande spettacolo a ridosso del Big Ben finirà per esser disturbato con scene devastanti come le monetine tirate in aeroporto a Ben Johnson, vincitore dal sangue marcio dei 100 metri a Seul nel 1988. Quel che è certo è che purtroppo le guardie sono costrette a rincorrere a piedi ladri che scappano in Ferrari: la percentuale di risorse destinate alla guerra ai trafficanti di imbrogli è da prefisso telefonico. E per l’industria criminale è bene che sia così: il doping procura affari come e quanto le droghe. In più, molte fra le sostanze dopanti non sononate per imbrogliare, ma servono per guarire soggetti malati, non per ventenni in gran forma. Basterebbe incrociare i dati e tracciare ogni spedizione, ma far questo costa. E dunque non si fa. E poi, chi vende siringhe col trucco sa già cosa fare: somministrare altri medicinali che nascondono i primi. Chi fabbrica doping sa che potrebbe andargli male – al netto di clamorosi errori – solo con i controlli a sorpresa. M a per evitarli basta programmare allenamenti in terre lontane per sapere in anticipo dell’arrivo degli ispettori o scoraggiare la 37 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 “visita” per ragioni economiche. Qualcosa in più rispetto al passato è stato fatto ma un’Olimpiade del tutto pulita purtroppo è ancora utopia. Qualche medaglia pesante è stata restituita e almeno qui nessuno va in giro scrivendo sulle maglie “oro vinto sul campo”. Anche a distanza di anni è giusto premiare il primo che risulta senza macchia, a costo di dare la medaglia a chi è arrivato ultimo. Ed è anche vero che ci sono meno personaggi che fanno storcere la bocca solo a guardarli, come ai tempi del doping di Stato della Germania dell’Est o, appunto, di Ben Johnson. La magia dei giochi per fortuna è ancora più forte del tarlo dei dubbi ma qualche certezza in più non guasterebbe. 38 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Anche Ban Ki-moon porterà la fiaccola di Maurizio di Giangiacomo La fiamma olimpica ha cominciato oggi la sua marcia lungo le strade di Londra. Il cammino, fino alla cerimonia inaugurale di venerdì prossimo, è ancora lungo, ma la sfilata del simbolo dell’olimpismo sta rendendo magico ogni istante di questo conto alla rovescia. Anche perché a portarla, oggi, sono state autentiche star del mondo dello sport e dello spettacolo, dall’ex campione del mondo del salto triplo Philip Idowu all’ex ginnasta rumena Nadia Comaneci, vincitrice di cinque medaglie d’oro olimpiche tra il 1976 e il 1980, fino al calciatore del Bolton Fabrice Muamba, inserito tra i tedofori dopo aver rischiato la morte in campo a causa di un arresto cardiaco. M a la vera superstar entrerà in azione solo nei prossimi giorni: a portare la fiaccola, infatti, sarà anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Oggi la fiamma ha iniziato il suo cammino attraverso le 33 circoscrizioni che compongono l’area metropolitana di Londra alle 7.20 del mattino (le 8.20 in Italia), partendo dal Royal Greenwich Observatory, percorrendo 36 miglia attraverso la zona est della capitale (Greenwich, Newham, Tower Hamlets, Hackney e Waltham Forest). Sembrano nel frattempo raffreddarsi le polemiche sulla sicurezza, ma non i guai per la società G4S, che nei giorni scorsi aveva annunciato di non essere riuscita a ingaggiare tutti i sorveglianti prenotati dal Comitato organizzatore per garantire il regolare svolgimento dei Giochi, costringendo così il governo a destinare alle operazioni di controllo altri 3.500 militari. Tre polizie metropolitane britanniche stanno infatti 39 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 meditando di scaricare G4S: i capi dei corpi di Bedfordshire, Cambridgeshire e Herfordshire potrebbero ripensare il progetto in base al quale sarebbero stati delegati ai vigilantes della G4S servizi di gestione del personale, tecnologie, comunicazioni e finanze, con un risparmio di 73 milioni di sterline per le casse pubbliche. Passando alla spedizione italiana, domani a Londra è atteso l’arrivo del presidente Gianni Petrucci, del segretario generale nonché capo missione Raffaele Pagnozzi e del cappellano della squadra azzurra, don Mario Lusek. Assieme prenderanno parte alla messa che sarà officiata nella chiesa italiana di San Pietro. Al villaggio olimpico sono invece previsti gli arrivi degli azzurri del tiro con l’arco, delle squadre di ginnastica nonché, in serata, quelli di due autentiche stelle della nostra spedizione, le tenniste Flavia Pennetta e Francesca S chiavone. I Giochi cadono durante il ramadan: per venire incontro alle esigenze degli atleti musulmani, i ristoranti saranno in funzione anche prima dell’alba. Un’Olimpiade è anche questo. 40 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Con il “cocktail” al Viagra si eludono tutti i controlli Ma il presidente Rogge rassicura: quelli di Londra saranno i Giochi più puliti di Maurizio di Giangiacomo Riecco il doping. La sospensione da parte delle rispettive federazioni del francese Ghezzar e dello spagnolo Mullera, che avrebbero dovuto prendere parte ai 3.000 siepi, riaccende i riflettori dell’opinione pubblica internazionale su un cancro che lo sport non sembra in grado di debellare. I due casi sono il segno che il sistema dei controlli funziona, dirà il presidente del Coni, Jacques Rogge, che non ha perso occasione per magnificare l’impegno profuso con l’allestimento del distaccamento olimpico del Drug control center, con sede al King’s College di Londra: 180 tecnici coordinati da David Cowane dall’italiano Francesco Botrè: «Grazie al laboratorio – ha detto Rogge – saranno Giochi puliti, se serve ci rivolgeremo alle autorità di polizia, come abbiamo fatto a Torino 2006». E il suo vice ThomasBach ha rincarato la dose: «Questa è la rete antidoping più stretta che abbiamo mai gettato a un’Olimpiade». Il Viagra, nuova frontiera. M a, assieme alle rassicurazioni dei vertici del Comitato olimpico internazionale, in queste ore è risuonato anche l’allarme Viagra, nuova frontiera del doping. E i numeri sulla fornitura di preservativi agli atleti olimpici (a Londra ne sono arrivati addirittura 150 mila!) purtroppo non c’entrano nulla. In qualità di vasodilatatore, la pillola blu sarebbe gettonatissima da chi pratica sport di resistenza. Come il Cialis, non è specificamente inserito nella lista dei prodotti vietati,ma rientra comunque nelle espressioni 41 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 generiche che si riferiscono a farmaci che sono in grado di aumentare il trasporto di ossigeno da parte del sangue. E quindi il rischio di essere beccati “positivi” al Viagra esiste. M a pare che gli atleti ne facciano uso con un dosaggio molto basso in un cocktail di farmaci che garantisce poi un effetto combinato decisamente dopante. Dosaggi col bilancino. Un esempio della mistura irrintracciabile? Eccolo: una micro-quantità di Eritropoietina (Epo), che stimola la produzione di globuli rossi; Viagra o Cialis, sempre in piccolissima dose, che agisce appunto come vasodilatatore; un farmaco che stimoli la produzione di testosterone; e infine due o tre stimolanti diversi, ad esempio un pochino di efedrina, una piccola dose di anfetamine e caffeina a volontà, ché tanto è stata liberalizzata. Nessuna di queste sostanze, proprio per il loro micro-dosaggio, sarà rilevata dagli esami, ma l’effetto combinato delle stesse avrà sicuro effetto sulle prestazioni dell’atleta. Controlli poco efficaci? Al di là degli aspetti pratici, il timoresempre più diffuso è che i pochi casi di positività rilevati (a Pechino furono complessivamente 25, tra i quali anche il nostro Davide Rebellin medaglia d’argento nel ciclismo, a fronte di 4.700 controlli) non stiano a significare già una presa di coscienza da parte degli atleti, maggiormente rispettosi del regolamento antidoping e soprattutto della loro salute, bensì l’inefficacia dell’apparato preposto al doping, per motivi economici (e non solo) un passo indietro rispetto a chi, e ci riferiamo a medici e “stregoni” sempre più spesso incastrati assieme agli atleti, studia tutti i giorni nuovi metodi per favorire le prestazioni dei propri assistiti e permettere loro di aggirare i controlli. A Londra i controlli saranno 5.000, il 10-15% in più che a Pechino. M a da questo a sostenere che da Seul 1988, teatro del più clamoroso caso di doping a cinque 42 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 cerchi con la squalifica della medaglia d’oro dei 100 metri Ben Johnson, siano stati fatti veri passi avanti per debellare il vero cancro dello sport ce ne passa. 43 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 «Pochi e inutili i test Sono lo specchio dello sport corrotto» Il consulente dell’agenzia mondiale antidoping Donati: «Troppi non vogliono guastare il business» di Maurizio Di Giangiacomo I controlli sono pochi e inefficaci, la lotta al doping – almenonello sport professionistico – è persa in partenza. Anzi, nonviene combattuta nemmeno. Non usa giri di parole Sandro Donati, già tecnico degli sprinter azzurri, dirigente del Coni e consulente della Wada (World antidoping agency, l’agenzia mondiale antidoping). Sono anni, decenni che denuncia l’incapacità – se non addirittura la scarsa volontà – del sistema di correggere i propri vizi. E non lo consolano né i due casi delle ultime ore né le rassicurazioni che giungono dal Cio sulla “pulizia” dei Giochi. Donati, due casi di positività alla vigilia delle Olimpiadi: segno che i controlli funzionano o che gli atleti continuano a doparsi come sempre? «Gli atleti non recedono da un’abitudine radicata ormai da trent’anni. La farmacopea si è sviluppata, i medici sono sempre più capaci. I controlli, invece, sono inadeguati, non rintracciano le nuove sostanze né quelle vecchie: l’ormone della crescita, ad esempio, è pressoché irrintracciabile. I controlli antidoping sono uno specchietto per le allodole, per i media e per il pubblico. I pochi casi che emergono sono casuali, non rappresentano la realtà, sono dovuti a errori degli atleti, che hanno ecceduto o hanno creduto di non poter essere controllati. In questo senso, sono fondamentali i controlli a 44 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 sorpresa, almeno per le sostanze rintracciabili». L’allarme per il consumo di Viagra da parte degli atleti è giustificato? È effettivamente una sostanza dopante? «La gamma dei farmaci assunti a scopo di doping è molto ampia, ce ne sono alcuni il cui effetto dopante viene scoperto dagli atleti per caso. Il Viagra è un vasodilatatore, che favorisce il trasporto di ossigeno da parte del sangue, può essere assunto da chi pratica sport di resistenza assieme ad altri farmaci». Perché non è inserito nella lista delle sostanze vietate? «Nella lista ci sono espressioni generiche che si riferiscono a farmaci in grado di aumentare il trasporto di ossigeno, ma non vi è specificato il Viagra». S i parla sempre genericamente di danni alla salute derivanti dal doping. Può farci degli esempi? «Io sono stato consulente delle procure che indagano sui casi di doping. Leggendo le intercettazioni, scopri l’ospedale che c’è dietro a queste pratiche. Quando i riflettori si spengono, gli atleti si trovano a fare i conti con problemi a fegato, reni, sistema endocrino e nervoso. Dietro di loro ci sonomedici che vivono di queste cose, che certe volte riescono a risolvere questi problemi e altre no. M a gli atleti non parlano, non capiscono che sono gli strumenti di questo sistema, non i protagonisti». Dai tempi di Ben Johnson non è cambiato nulla? «Denunciai queste cose in una serie di interviste rilasciate a L’Espresso alla fine degli anni ’80 e non è cambiato nulla. Anzi, allora gli scandali emergevano, perché federazioni e società si adoperavano per “aiutare” gli atleti, oggi il doping è diventato un fiume carsico: ora gli sportivi fanno da soli. E i controlli sono un fenomeno di apparenza, al pubblico quello che succede veramente non interessa e nemmeno ai media 45 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 sportivi, che sono diventati celebratori di vittorie, per non parlare di giornalismo d’inchiesta...». E Londra segnerà una svolta, come dicono sui giornali Rogge e Botrè? «Quelli sono difensori del sistema che dovrebbero spiegareperché i loro costosissimi laboratori scoprono solo percentuali bassissime di positività. E se togliamo i casi di cannabis, ne restano ancora meno. Quelli sugli sport amatoriali ne portano a galla molti di più!». Lei ha sostenuto in passato che il doping non viene combattuto veramente perché non si vuole guastare il business che c’è dietro lo sport professionistico. È così? «Certo, pensate agli introiti del Cio legati a diritti televisivi e sponsor. M a c’è un’altra motivazione, la volontà di rimanere in carica dei dirigenti sportivi. Un carrierismo vecchio, consunto, un gerontocomio che nello sport praticato dai giovani fa ancora più effetto: vecchi caparbi, egoisti, attaccati alla poltrona, che non mollano mai. Lo sport è un sistema corrotto, autoreferenziale e privatistico». 46 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 DOM ENICA 22 LUGLIO Fra sponsor e sesso regole e trasgressioni La marcia di avvicinamento alla cerimonia inaugurale fa registrare la sempre più tenace invadenza degli sponsor, che sono arrivati a imporre diktat spesso assurdi ad atleti e spettatori. Al tempo stesso, in mancanza di meglio, escono news e retroscena sul sesso al Villaggio Olimpico. A scatenare il caso la punizione inflitta a una pallavolista brasiliana per aver dormito con il fidanzato, anche lui atleta. Così, fra una polemica e l’altra, spuntano storie che dimostrano come niente o quasi possa fermare questa particolare libertà di espressione. 47 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 SPONSOR SEMPRE PIÙ INVADENTI 48 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Gli sponsor fanno a gara per il divieto più assurdo Il presidente del Cio Rogge: «Serve il buon senso ma chi paga va protetto» di Paolo Carletti Un reticolato di divieti intorno a Londra e al villaggio olimpico con clausole talmente soffocanti da sollevare la questione sulla loro compatibilità con le libertà individuali. Gli sponsor spadroneggiano e comandano. Dettano legge sugli indumenti griffati degli atleti, hanno imposto che all’interno del parco olimpico qualsiasi oggetto che rechi un logo diverso dagli sponsor ufficiali (Coca Cola, M cDonald’s, Adidas) sia vietato, permettono di usare bancomat o carte in una vasta area solo se muniti di Visa. E se gli sponsor non bastassero il resto ce lo hanno messo le autorità britanniche con una sequela di limitazioni che non ha precedenti. Di fronte a proteste e malumori globali, oggi il presidente del Cio Jacques Rogge ha cercato di smussare qualche angolo. Poco prima persino il sindaco di Londra, Boris Johnson, aveva chiesto l’alleggerimento di certi criteri. «Va usato il buon senso – ha detto Rogge – ma anche essere chiari: gli sponsor vanno protetti, perché altrimenti non ci sarebbero le Olimpiadi». Intanto però c’è il rischio che qualche medagliato si presenti scalzo per protesta sul podio, se non usa abitualmente scarpe della marca alla quale si è legata la sua federazione. Stesso discorso per le magliette, la cartellonistica, tutto quanto fa pubblicità insomma. E su questo fronte la Coca Cola, partner ufficiale delle Olimpiadi, anche per evitare qualche scherzetto verificatosi in passato, ha imposto che di 49 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Pepsi nella Londra dei Giochi non si veda neanche l’ombra. Gli atleti non potranno usare i social network per parlare di marchi sportivi o alimentari diversi da quelli “ufficiali”. Del resto, proprio nel Parco Olimpico, svetta il M cDonald’s più grande del mondo: duemila metri quadrati e 1.500 posti a sedere, un monumento al grasso nel tempio dello sport... E che dire dei sette milioni di sterline accettati dalla Dow Chemical per fasciare lo stadio Olimpico, anche se responsabile del massacro (25mila morti) di Bhopal in India? Nella lunga lista degli off-limits c’è anche qualsiasi maglietta che rechi messaggi politici o bandiere di Stati non presenti ai Giochi, restrizioni massime sui liquidi agli aeroporti, e vietate nell’Olympic Park anche eccessive quantità di cibo, al bando poi racchette, frisbee o oggetti rumorosi da tifoso. E poi c’è la sfera privata degli sportivi che viene investita dal divieto: vietato sposarsi o intrecciare una relazione sentimentale con una residente, ma anche frequentare un programma di studi. Questo per evitare che atleti extracomunitari possano richiedere un permesso di soggiorno e stabilirsi a Londra. Agli atleti stranieri viene chiesto di dimostrare che non si fermeranno per più di sei mesi e che non accetteranno nessun tipo di lavoro. E chiudiamo con l’invito del Comitato olimpico britannico ai propri sportivi di non stringere la mano ai colleghi esteri per evitare di contrarre malattie. M a almeno su questo la ragione ha prevalso, e Londra ha fatto marcia indietro. 50 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il Dio denaro e gli inchini a tutti i costi di Stefano Tamburini Se vedrete un atleta salire sul podio a piedi nudi, non pensate a chissà quale protesta. Non ci troveremo di fronte alla riedizione dei pugni guantati di nero di Tommie S mith e John Carlos a Città delM essico nel 1968. Solo al rifiuto di qualche vincitore di medaglia di indossare le scarpe dello sponsor federale, perché diverse da quelle usate in gara. Eh sì, perché fra gli obblighi ci sarebbe anche questo: i soldi hanno ormai minato ogni diga della dignità. M a non solo, la lista delle cose che si possono fare e, soprattutto, non fare ai Giochi è infinita e al limite dell’incredibile, copiata dal manuale della sciocca protervia o da quello di chi ha perso il controllo dell’arroganza. Divieti che coinvolgono anche il pubblico: la bevanda ufficiale non ne ammette altre anche se hanno lo stesso colore, se volete tirar fuori soldi dai bancomat dovete esser certi di avere solo “quella” carta di credito, perché le altre lì sono solo plastica. E per il cibo? Se portate un sandwich passi, se andate oltre rischierete il sequestro e se vi piacciono le patatine potrete comprarle solo nel ristorante di una nota catena di fast food, un tempio del fritto e del bisunto che certo non si lega troppo con l’attenzione alla salute. Gli atleti, poi – storiaccia delle scarpe a parte – avranno restrizioni pesanti anche per l’uso dei social network. Non potranno mostrare foto di quel che mangiano o bevono a meno che non sia ciò che passa lo sponsor. E poi, di fatto, non dire e scrivere nient’altro che «ciao mamma, guarda quanto mi diverto». 51 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 È vero che le entrate dei Giochi in dieci anni, grazie agli sponsor, sono raddoppiate, ma la contropartita appare sproporzionata. Lo stesso presidente del Cio, Jacques Rogge, oggi è intervenuto più per mitigare le proteste che gli effetti di questi diktat, dando l’impressione che niente o quasi cambierà. Neanche il divieto di mostrare bandiere diverse da quelle dei Paesi ammessi ai Giochi. In teoria non si potrebbe mostrare neanche quella della Città del Vaticano. Poi però i soldi di un’azienda legata a quella responsabile del massacro indiano di Bhopal, quelli sì che van bene per fasciare lo stadio Olimpico: sette milioni per non pensare alle 25mila persone uccise da una perdita di veleni chimici e per giunta senza clausole legate ai concorrenti. Non servono, tanto di marcio ce n’è già abbastanza. 52 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Sesso al villaggio L’unico divieto che pochi rispettano Una calciatrice americana rivela: «C’è chi lo fa nei prati» di Paolo Carletti L’esclusione di Iziane Castro Marques, stella della nazionale di basket brasiliana, “colpevole” di aver ospitato nel suo letto del Villaggio Olimpico il fidanzato, ha aperto ufficialmente il dibattito sempre sommerso e molto stuzzicante, anche per gli stessi atleti, del sesso durante i Giochi. Lei ha spiegato in lacrime di aver infranto una delle regole imposte dal Comitato olimpico brasiliano, ma nel Villaggio dei Giochi londinesi c’è anche chi racconta di incontri proibiti persino nei giardinetti ben curati all’esterno degli alloggi. È Hope S olo, portiere della nazionale femminile americana, che a un magazine ha dettagliato le piccanti serate del Villaggio Olimpico (si riferiva a Pechino nel 2008), spiegandole così: «Si fa molto sesso. Si vive l’esperienza di una vita e tutti vogliono creare ricordi indelebili, che siano relativi al sesso, alle feste e al campo. Ho visto persone far sesso all’aperto. Sull’erba, tra gli edifici, la gente ci va giù di brutto». Del resto, per restare in casa nostra, anche la nuotatrice Federica Pellegrini ha risposto così al fidanzato Filippo Magnini: «Niente sesso prima delle gare? M a siete matti? Lui stava scherzando...». Insomma, non c’è divieto che tenga di fronte alla voglia di mettere la ciliegina sulla torta di un’esperienza sportiva così eccezionale. Russel Mark, 48enne tiratore di double trap 53 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 australiano, che ad Atlanta 1996 vinse l’oro, proprio per il sesso è andato ai ferri corti con i suoi dirigenti. Si dà il caso che a gareggiare a Londra ci sia anche la moglie, la bella Lauryn Ogilvie, che ha 16 anni meno di lui, campionessa nel tiro a volo. Una coppia che potrebbe portare medaglie nel carniere australiano, ma che in questi giorni è al centro delle polemiche. Ai due coniugi infatti il Comitato olimpico australiano ha proibito di dormire nella stessa stanza. M a loro protestano: «È un trattamento ingiusto, anche perché ci sono invece molti atleti gay che invece possono». M a il Comitato di fronte alle proteste dei due coniugi non ha sentito ragioni: «Andate in albergo a spese vostre se volete». La risposta di Russell M ark non si è fatta attendere: «La parte più insensata di tutta questa vicenda, le tonnellate di coppie gay nel team olimpico che condivideranno le stanze: noi siamo discriminati perché eterosessuali». M a a parte il caso della coppia di sportivi italiani, sesso nel Villaggio se ne fa in abbondanza. Sempre la Solo, americana, racconta che ai giochi di Pechino nel 2008, dopo una vittoria, la squadra di calcio femminile americana organizzò un gran festino di sesso e alcol, con diverse celebrità tra cui Vince Vaughn e S teve Byrne. «Quando finimmo di festeggiare, alle 7 di mattina, senza andare a dormire, ci togliemmo i vestiti da sera, indossammo di nuovo gli abiti sportivi e ci presentammo in conferenza stampa ubriache. Avevamo un pessimo aspetto». Giustificabile, dopo una “maratona” di quel genere. La “marachella” della cestista brasiliana appare insomma un dettaglio. Gli sportivi, molti sportivi, tra una gara e l’altra hanno il loro “daffare”, e in questi casi divietie paletti possono fare ben poco. M olti atleti raccontano di una “doppia vita” fatta di durissimi allenamenti, iper-concentrati. «Sono estremisti, quando escono per un drink poi ne bevono 54 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 venti. Il villaggio olimpico è il luogo in cui i migliori atletidel mondo abbandonano le restrizioni mentali e si concedono feste sfrenate». Come il lanciatore di giavellotto Breaux Greer che ha raccontato di aver fatto sesso con tre donne diverse algiorno durante le Olimpiadi del 2000: performance quasi da medaglia. 55 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 56 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LUNEDÌ 23 LUGLIO Azzurri multietnici e senza Twitter L’avvicinamento all’accensione del Tripode procede con un ritmo frenetico, quasi come se le gare fossero già in corso. La giornata regala il primo caso di doping eccellente (la marocchina Selsouli, tra le favorite dei 1.500 dell’atletica leggera), la riscoperta – come se tutti quanti ne fossero espertissimi da sempre – di quegli sport che per tre anni, undici mesi e dieci giorni vengono sistematicamente ignorati e che per questi venti giorni diventeranno familiari e preziosi per tutti. Infine, quasi solo per noi italiani, la scoperta di una nazionale multietnica, con tanti Mario Balotelli a farci sognare. Non italiani per caso ma italiani a tutti gli effetti. E c’è poi un’altra storia tutta italiana, quella del divieto di utilizzare i social network (formalmente non è così ma di fatto lo è) che il Coni ha imposto a tutti gli atleti azzurri. 57 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 COSÌ FEDERICA PELLEGRINI ANNUNCIA IL “SILENZIO OLIMPICO” 58 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il letargo dei momenti di gloria di Stefano Tamburini è un letargo che dura quattro anni e si chiude ogni volta in queste sere di mezza estate e di gran gloria per gli sport dimenticati, o giù di lì. È il loro momento, tutti cominciano a riprender confidenza con canottaggio, canoa, tiro al volo e con l’arco, judo e chissà cos’altro ancora. Addirittura con il taekwondo, e in questo caso è meglio spiegare: pochi sanno che è un’arte marziale coreana fatta di calci e pugni. E per rendere ancor meglio l’idea, la mamma del vincitore della medaglia d’argento di Pechino, il napoletano Mauro S armiento, alle vicine di casa che le chiedevano cosa facesse suo figlio non trovò di meglio che rispondere: «Dà gli schiaffi con i piedi». Ecco, l’Olimpiade passa anche da storie così. E meno male che almeno questi venti giorni di gloria spesso ai protagonisti risolvono problemi non da poco, come un posto di lavoro, una palestra vicino a casa o un premio in denaro che vale tanto ossigeno in vista del prossimo letargo. Sì, perché difficilmente queste discipline offrono di che campare. E se non ci fossero le società militari sarebbe dura anche per gli alfieri di nuoto, atletica e scherma a meno che uno non possa contare sulle laute sponsorizzazioni di Valentina Vezzali, Federica Pellegrini o Alex S chwazer. Tutto questo dà la misura delle ingiustizie di un meccanismo che non compensa – neanche parzialmente – queste piccole fabbriche artigianali di gloria abasso costo. Su 522 medaglie conquistate dall’Italia ai Giochi estivi, i grandi sport di squadra (calcio, basket e pallavolo) ne hanno offerte appena 59 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 nove e solo una d’oro, quella della nazionale di Vittorio Pozzo che vinse il titolo ai Giochi di Berlino nel lontano 1936 nel bel mezzo dei due trionfi M ondiali. Solo due in più di quante, da sola, ce ne abbia regalate la pallanuoto. Il granaio dei trionfi è diviso frascherma (114), atletica (59),ciclismo (57) e pugilato (44). Da sole, queste quattro discipline, hanno portato in Italia più di cinque medaglie su dieci. Dopo vengono canottaggio (35), tiro (30), equitazione (23), lotta (20), nuoto (17) e canoa (15). Sappiamo bene che il letargo di questi sport e dei loro momenti di gloria non si cancella in un colpo solo. Cominciare a smettere di far finta di niente però sarebbe già un primo passo importante. 60 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Niente Twitter, siamo italiani Giro di vite del Coni: azzurri in “silenzio olimpico” di Maurizio Di Giangiacomo Niente Twitter, siamo italiani. Eh sì, perché il “silenzio olimpico” sui social media non è frutto solamente delle circolari del Comitato olimpico internazionale, bensì un’eccellenza del Made inItaly. Campioni di altri Paesi appassionati “cinguettatori” – come ad esempio lo “squalo bianco ”Michael Phelps– continuano ad affidare a Twitter le loro impressioni su questa fase di avvicinamento ai Giochi di Londra. I nostri eroi, invece, hanno annunciato già qualche giornofa la fine delle trasmissioni, che riprenderanno solo dopo la rassegna olimpica. Un esempio? Federica Pellegrini, personaggio per eccellenza dello sport italiano ma ormai anche icona dello star system, ha twittato testuale: «Silenzio olimpico! Ciao ragazzi mi mancherete:–) Grazie x il supporto! Darò del mio meglio. #London 2012» e ora si limita a rispondere ai tweet d’incitamento dei fan: «Belli belli siete!! E mi date la forza». Dal nuoto al tennis, cambia lo sport ma la musica è la stessap er Flavia Pennetta: «Da domani inizia il silenzio olimpico!! Non potrò più scrivere, almeno questo è quello che mi hanno detto... se dovessi sparire per un po’». Un silenzio che non è effetto diretto delle severe norme del Cio o del governo britannico di cui abbiamo già trattato – e che comunque hanno “blindato” questa edizione dei Giochi come non era successo nemmeno alle Olimpiadi “comuniste” di Pechino – ma dell’interpretazione restrittiva che il Coni ha 61 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 dato alle stesse. Per averne la certezza, siamo andati a spulciare le disposizioni emanate in materia dal Comitato olimpico internazionale (Ioc Social media, blogging and internet guidelines for partecipants and other accredited persons ad the London 2012 Olympic Games) e vi assicuriamo che in quelle quattro paginette di tutto si parla, tranne che di “silenzio olimpico”. Anzi: al punto uno il Cio incoraggia addirittura gli atleti e le altre persone accreditate a usare i social media e a postare, bloggare e twittare le loro esperienze. E se è vero che a questo principio generale fa seguito una lunga serie di divieti e che la violazione degli stessi può portare anche all’allontanamento del responsabile, è altrettanto vero che in nessuna maniera viene fatto obbligo di rinunciare a utilizzare i social media. Dopo esserci documentati, siamo tornati “sul campo” per capire da cosa sia nata, quindi, l’esigenza degli atleti di annunciare il cosiddetto “silenzio olimpico”. Il “segreto di Pulcinella” l’ha svelato il presidente dell’Unione italiana tiro a segno, Ernfried Obrist, che ha ammesso senza tanti giri di parole di aver firmato, come i tecnici e gli atleti della delegazione del suo sport, un documento sottoposto loro dal Coni che li impegna appunto a non pubblicare notizie e foto relative alla loro esperienza olimpica: «Sono norme molto severe, molto più severe che in passato – spiega lo stesso Obrist – Nei loro post i ragazzi devono stare sul generico, non possono fare commenti, non devono parlare di ciò che mangiano». Un orientamento che è agli antipodi, ad esempio, di quello assunto dal corrispettivo tedesco del Coni, il Dosb, che si è premurato di diramare ai membri della spedizione germanica un documento nel quale gli atleti olimpici vengono espressamente invitati a fare uso del social network al centro 62 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 del caso: «Twitter è la fonte d’informazione più veloce ed efficace dei nostri giorni – si legge nella lettera –. Sfrutta questa possibilità di condividere con i tuoi tifosi le notizie che ti riguardano: anche se non si tratta di una cosa clamorosa, gli appassionati la leggeranno con curiosità». Insomma, una presa di posizione che dà l’idea di un’istituzione al passo con i tempi, mentre quella del Coni rischia di portare lo sport italiano indietro di qualche secolo. 63 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Gli altri Balotelli Ecco i nuovi italiani Nazionale multietnica con 27 azzurri di altre origini di Paolo Carletti All’inizio fu Josefa Idem, tedesca di Ravenna, a Barcellona 1992, per essere seguita (Atlanta1996) da Fiona May, inglese della Toscana. E le discussioni non mancarono, così come nel calcio quando l’ex ct Marcello Lippi convocò i primi oriundi, solco sul quale ha lavorato poi con ancora maggiore attenzione il suo successore Cesare Prandelli. E il mese scorso è scoppiata la Balotelli-mania, tutti pazzi per i suoi gol all’Europeo, lui che è ghanese, siciliano di nascita e adottato da una coppia bresciana. È bello e diverso il mondo che cambia e trascina anche i più riottosi nel tifo e nella vicinanza con atleti nati fuori dai confini, ma diventati poi italiani in tutto, a parte forse qualche accento sbagliato. M a se il calcio è stato Balotelli (c’erano però anche Ogbonna nato a Cassino da nigeriani e Thiago Motta, oriundo brasiliano), la squadra olimpica è molto di più. Su 276 atleti 27 sono i “nuovi italiani”, un vero e proprio record che arricchisce il nostro sport e sicuramente anche la nostra cultura dell’accoglienza, oltre a colmare il gap con altre nazioni che da decenni sono multietniche anche nello sport. E ora sono là, molti di loro nelle squadre di volley e nel settebello azzurro, e poi sparsi un po’ in tutte le discipline. Con una buona presenza di ragazze arrivate dall’Est Europa nelle varie discipline della ginnastica. Josefa Idem a Londra tenterà di vincere un’altra medaglia a 47 anni. Ed è molto bella la storia della squadra di pallanuoto che 64 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 fa convivere dentro la sua tradizione vincente italiana talenti di ogni angolo del mondo. C’è il cubano Amaurys Perez, all’esordio azzurro, e con lui Pietro Figlioli, nato in Brasile con il padre ex pallavolista nazionale brasiliano. E poi Tamas Marcz, ungherese fino al 2004, Daniel Premus croato come Deni Fiorentini, e Alex Giorgetti, nato in Ungheria e madre ungherese. Tanto est Europa, ma tutti col cuore italiano e pronti a cantare l’inno e a esultare per la maglia azzurra. il volley non è da meno. C’è il fuoriclasse Ivan Zaytsev, russo ma nato a Spoleto perché suo padre ha giocato nel nostro campionato negli anni ’80. Stessa storia alle spalle di DraganTravica, nato a Zagabria, e Michal Lasko, nato a Wroklaw in Polonia. Tutti tornati nei loro paesi da bambini, ma che nel destino avevano l’Italia. Senza dimenticare Jiri Kovak, al debutto e che ha ottenuto la cittadinanza solo nel 2010, ma da molti anni era in Italia dopo un fortunato camp con la Sisley Treviso. Una fra le ultime atlete a qualificarsi è stata una “sorella” di Balotelli, la ghanese Gloria Hooper, velocissima sui 200, nata a Villafranca di Verona da genitori africani. Da molto più di 10 anni (quelli necessari per diventare italiani oltre che per diritto di sangue o per matrimonio) risiede in Italia, come la splendida spadista tedesco-brasiliana Nathalie Moellhausen, o Edwige Gwend, camerunense e judoka arrivata a Parma a soli 9 mesi. Ora ha 22 anni. Ne ha 24 invece la tuffatrice di origini ungheresi Noemi Batki. La sua storia è intrecciata con quella della madre, sua allenatrice da sempre, che prese per mano Noemi quando aveva tre anni e si imbarcarono per l’avventura in terra italiana. Ogni atleta porta con sé una storia, certe volte bella, spesso invece dura, faticosa, umiliante. M a la loro presenza nella squadra olimpica azzurra è sicuramente un messaggio forte ai 65 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 tanti connazionali che vivono e lottano nel nostro Paese. È diventata italiana per nozze – e questa è una storia bella – Nadia Ejjafini, marocchina, maratoneta, così come la cubana Libania Grenot, una quattrocentista che prima di ottenere la cittadinanza ha interrotto la sua promettentissima carriera. E sempre per nozze il nostro ping-pong può avvalersi delle prestazioni di Weling Tan , cinese. Nutrita la pattuglia delle ragazze dell’Est nella ginnastica. Si va da Anzhelika S avrajuk, nata in Ucraina, ritmica, a Julieta Cantaluppi, ritmica, madre Bulgara, fino ad Andreaa S tefanescu, anche lei ginnastica ritmica, natali in Romania. Dalla M oldavia alla maglia azzurra è arrivata Natalia Valeeva, tiro con l’arco, mentre Claudia Wurzel, ha chiare origini tedesche e ci rappresenta nel canottaggio. Sempre nel canottaggio Max Benassi, nato in Germania da padre italiano, come S ebastiano Ranfagni, nuotatore. Gianfranco S ibello, velista, origini austriache (la mamma), e infine nel beach volley cercherà gloria Daniele Lupo, madre kazaka. Dietro questo risultato ci sono anni di sacrifici, e la voglia di vincere con la maglia azzurra. M a per molti di loro di certo, essere a Londra, è già un traguardo e un premio per i tanti ostacoli e le medaglie già vinte. 66 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Aziende italiane già sul podio: 120 milioni di appalti di Maurizio Di Giangiacomo Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, punta ad almeno 25 medaglie. In attesa delle gare, di italiani sul podio, a Londra, ce ne sono già parecchi. Si tratta delle aziende e dei professionisti che sono riusciti a imporre – in occasione dei Giochi diLondra – le loro eccellenze. Un giro d’affari di 120 milioni di euro. L’esempio più “olimpico” è quella della Tecnogym, l’azienda di Cesena leader in Italia e nel mondo per la produzione e la progettazione di attrezzature per fitness e wellness, che si è aggiudicata l’appalto per l’allestimento della palestra principale del centro olimpico (2.500 metri quadrati con 300 attrezzature) nonché quello di 19 centri per la preparazione delle più svariate discipline: dallo stadio olimpico all’Acquatic Center, nonché gli impianti di vela e canottaggio. In totale, l’azienda di Nerio Alessandri fornirà a Londra2012 la bellezza di 750 attrezzature. Altrettanto hanno fatto la Metra di Brescia, che ha fornito tribune smontabili in alluminio e kit per la realizzazione dei vagoni per alcune linee della metropolitana, la Mondo di Cuneo, che ha realizzato la pista di atletica e il campo da basket, la Clivet di Belluno, che ha allestito il sistema di climatizzazione del villaggio olimpico, l a Piscine Castiglione di M antova, che ha fornito sette piscine temporanee dell’Acquatic Center, e la S eda Group di Napoli, suoi saranno i bicchieri e le cannucce usa e ricicla (in mater-bi) nei fast food di Londra 2012.Tanto per fare alcuni esempi. In campo di made in Italy, non potevamo tralasciare quello che sappiamo fare meglio, e cioè il cibo. M erita di essere sottolineato il prestigioso traguardo di Nicola Batavia, 67 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 chef del ristorante “I Birichin” di Torino e gestore de “La Kava” di Bergeggi, nel Savonese, che sarà lo chef della Nike Vip House , dove saranno serviti 500 pasti al giorno, sempre esolo all’insegna dei sapori mediterranei. A Londra partirà invece l’avventura di “True Italian Food & Wine”, vale a dire l’apertura e la gestione diretta – e successivamente lo sviluppo in franchising – di una rete di ristoranti, caffetterie e punti vendita impegnati a veicolare e promuovere il patrimonio eno-gastronomico e la cultura alimentare dell’Italia nel mondo. Il primo “mattone” sarà appunto il “True Italian Ristorante”, pronto a servire 12 mila pasti a Casa Italia, realizzata all’interno del centro conferenze Queen Elizabeth II a Westminster. Londra costituirà per le nostre aziende un’importantissima vetrina. E nei giorni scorsi, proprio per le eccellenze italiane, l’Istituto per il commercio estero ha organizzato una serata alla quale hanno preso parte i rappresentanti diplomatici dei Paesi che nei prossimi anni ospiteranno i Giochi: dalla Russia (che nel 2014 avrà le Olimpiadi invernali a Sochi e nel 2018 i M ondiali) al Brasile (che dopo la Coppa del M ondo del 2014 raccoglierà il testimone dall’Inghilterra per il Giochi del 2016), fino al Qatar (Coppa del mondo del 2022). Il made in Italy può guardare avanti. 68 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Doping, nella rete i primi nomi illustri A casa la marocchina Selsouli, tra le favorite sui 1.500 di Paolo Carletti Tra le favorite in una fra le classiche del mezzofondo, i 1.500 metri, la marocchina M ariem Alaouli S elsouli è la prima atleta “eccellente” a cadere nella rete dei controlli antidoping. La Selsouli è stata trovata positiva a un controllo ed estromessa dai Giochi. La 28enne era stata testata il 6 luglio scorso al meeting di Parigi, dove aveva stabilito tra l’altro il miglior tempo mondiale stagionale sulla distanza con 3’ 56’’15. M a dai controlli è venuto alla luce che la giovane mezzofondista, data tra le sicure “medagliate” ai Giochi di Londra, aveva assunto sostanze dopanti. Ora la rischia grosso perché recidiva. La Selsouli era infatti già stata sospesa dalla federazione internazionale di atletica leggera nell’agosto del 2009 sempre per doping. Superati quei guai, quest’anno sembrava essere quello più promettente in base alle prestazioni offerte: vice-campione del mondo indoor nel marzo scorso a Istanbul, e dopo era arrivata la prova “mondiale” sui 3.000 metri (distanza non olimpica). Su di lei, almeno per ora, cala il sipario. Sul doping, con l’avvicinarsi delle gare, si entra nel vivo, i controlli si fanno più stringenti, ed emergono i primi casi. Come quello degli sp agnoli Angel Mullera e di Nordine Ghezzar, entrambi specialisti dei 3.000 siepi, esclusi dalla Federazione spagnola perché trovati positivi all’Eritropoietina (Epo). Per Ghezzar si tratta è laterza volta che accade e rischia la squalifica a vita. 69 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 M eno pesanti le accuse per M ullera. Secondo quanto riportato dal giornale “As”, la Federazione aveva ricevuto a inizio anno una soffiata anonima su uno scambio di mail tra l’atleta e un medico sportivo, dalle quali si capiva che l’atleta si sarebbe dopato. È bastato il sospetto per escluderlo dai i giochi. Linea dura quindi, anche se le Federazioni dei vari Paesi hanno cercato nei mesi scorsi, durante i test di avvicinamento e le qualificazioni, di fare un po’ di pulizia in casa propria. Come è accaduto per la quattrocentista americana Debbie Dunn, ex campionessa mondiale indoor nella specialità e che a Londra avrebbe dovuto partecipare alla staffetta 4 per 400. M a da un controllo è emerso un livello di testosterone/epitestosterone di livello troppo elevato. Quindi è stato deciso di lasciarla a casa. Stessa sorte per il lanciatore di giavellotto greco Gervasios Filippidis, risultato dopato ed escluso. Infine oggi anche gli azzurri sono entrati nell’orbita dei blitz antidoping a Londra. Il primo controllo a sorpresa è toccato agli azzurri del tiro a segno, Niccolò Campriani e Marco De Nicolò. Alle 7,30 i medici designati hanno bussato alle loro porte negli alloggi del villaggio olimpico. 70 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 M ARTEDÌ 24 LUGLIO Il Coni anti-Twitter e la “legge del multone” Siamo a tre giorni dall’inizio ufficiale dei Giochi olimpici londinesi ma il livello di attenzione è già molto alto, specie in casa italiana. Spuntano clamorosi retroscena sul divieto di utilizzare i social netwtork che il Coni ha di fatto imposto a tutti i componenti della delegazione. Un divieto che viene tenuto in piedi con un diktat: se ti scopro ti multo per 100mila euro subito, poi si farà il processo e i soldi, se mai sarai riconosciuto innocente, solo a quel punto ti saranno restituiti. In casa britannica invece il segreto meglio custodito è quello sull’ultimo tedoforo della cerimonia inaugurale. I principali candidati si scannano fra di loro a suon di male parole ed è probabile che spunti un terzo incomodo. 71 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 IL PRESIDENTE DEL CONI, GIANNI PETRUCCI 72 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Le emozioni dell’ultimo tedoforo di Stefano Tamburini Non c’è bisogno di correr forte: è l’unica sfida – ammesso che si possa definir tale – che si vince dopo che tutti gli altri sono già arrivati e sono lì a guardarti. Non ha eguali l’onore di esser l’ultimo frazionista della grande staffetta che porta la fiaccola di Olimpia, quella che accenderà l’enorme braciere che veglierà sulle gare. Di solito è il segreto più ben custodito della vigilia. In Gran Bretagna da giorni si stanno contendendo l’onore – almeno a sentir loro – due big come Daley Thompson, il più grande decatleta di tutti i tempi, e la gloria del canottaggio S teveRedgrave. Il primo ha messo in dubbio la capacità dello sport dei remi di reggere il confronto con l’atletica e poi si è in qualche modo autoeliminato con una battutaccia sugli irlandesi; l’altro ha risposto: «Un decatleta? Bravo in tutto ma superlativo in niente». Così corrono il rischio che sia un terzo a godere, forse il calciatore David Beckham (lui e lo spirito olimpico chissà quando mai si sono incontrati) o la p rincip essa Anna, figlia della regina Elisabetta e abile amazzone, nazionale a M ontreal 1976. È una scelta delicata, servirebbe un simbolo vero. L’ultimo, a Pechino, è stato Li Ning, ginnasta che nel 1984 regalò tre ori ai primi Giochi “con” la Cina, un eroe per i primi Giochi “in” Cina. M a quello che più di ogni altro ha saputo innalzare la vetta delle emozioni è stato il pugile Muhammad Alì ad Atlanta nel 1996. Lui, che a Roma nel 1960 aveva vinto un oro quando era ancora Cassius Clay, era lì tremante e fiero della battaglia silenziosa contro il Parkinson. 73 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Non poteva correre ma era il suo percorso nella storia che entrava nelle case di tutti. A Londra Alì sarà fra gli ospiti d’onore, e fra gli ultimi tedofori ci sarà il segretario generale dell’Onu, Ban-Ki-moon. Per lui 300 metri in centro a Londra, dopodomani. Un gesto simbolico di gran peso. Ce n’è bisogno e non bisognerebbe fermarsi qui: 40 anni fa, a M onaco, i Giochi conobbero la pagina più nera dopo il blitz di un commando palestinese: 17 morti (11 atleti israeliani, cinque terroristi e un poliziotto tedesco). Il presidente del Cio, Jacques Rogge, si ostina a volerla commemorare dietro le quinte. Invece ci vorrebbe un colpo di teatro: affidare l’ultima frazione a un ex sportivo legato a quella pagina amara o farlo affiancare o precedere da un israeliano di quella spedizione olimpica. Certo, ci sarebbe bisogno di tanto coraggio. Forse fin troppo. 74 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 La dura legge del Coni: multa prima del processo Previsti 100.000 euro di penale anche per violazioni ancora non accertate di Maurizio Di Giangiacomo Il “silenzio olimpico” proclamato su Twitter dai nostri atleti è presto spiegato. Sulla loro testa pende infatti una supermulta di 100 mila euro che il Coni minaccia di erogare senza nemmeno un regolare processo.Una forzatura, così è se vi pare e se non vi pare rimanete pure a casa. È tutto scritto, nero su bianco, sull’Accordo per la partecipazione ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra 2012 che il Coni ha fatto sottoscrivere a tutti gli accreditati, e quindi non solo agli atleti, bensì anche a tecnici, allenatori e dirigenti. La “legge del multone” è stata introdotta dal Coni con particolare riferimento a violazioni della normativa antidoping, delle regole relative alle scommesse sportive («attraverso la partecipazione diretta e indiretta, nell’ambito dei Giochi Olimpici, a tali scommesse») e del divieto di fornire «informazioni su qualunque competizione, concorrente o atleta partecipante ai Giochi Olimpici, a operatori nel campo delle scommesse». Ed è proprio quest’ultima fattispecie quella che deve aver convinto i nostri atleti a “chiudere il becco” e non twittare più. Nello stesso documento, infatti, non si fa riferimento solo a vere e proprie “soffiate” agli scommettitori (sport tristemente diffuso in Italia, come ben sappiamo, soprattutto nel calcio) ma anche a circostanze molto più generiche: quando si dice che “il partecipante o accreditato ai Giochi Olimpici, la sua famiglia, il suo entourage non dovranno aiutare un operatore nel campo delle 75 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 scommesse fornendo informazioni su qualunque competizione, concorrente o atleta partecipante”, non si rischia appunto di tappare la bocca ad atleti, tecnici, allenatori e dirigenti che – preoccupati dalla prospettiva di vedersi rifilare una multa di 100 mila euro – potrebbero decidere non solo di non “twittare”, ma addirittura non rilasciare interviste e dichiarazioni di alcun genere ai media? M a al di là di questi aspetti, che rimangono comunque opinabili, quello che è difficilmente accettabile è il meccanismo della “sanzione preliminare” di 100 mila euro, prevista appunto dal Coni, per una delle violazioni già elencate, a titolo di penale. «Tale somma – si legge sempre nel documento che è stato sottoposto ad atleti, tecnici, allenatori e dirigenti – verrà incamerata per il solo fatto che sia stata accertata, da qualsiasi autorità giurisdizionale o sportiva con provvedimento anche non definitivo, la responsabilità», fatti salvi i diritti risarcitori «che il Coni potrà azionare successivamente all’accertamento della responsabilità», «ogni diritto e azione per il risarcimento del maggior danno nonché la possibilità di esperire diversi e/o ulteriori procedimenti disciplinari previsti dagli Ordinamenti sportivi nazionale e internazionale ». I 100.000 euro saranno invece restituiti all’atleta, tecnico, allenatore o dirigente «qualora, al termine di ogni grado di giudizio esperibile, venga dichiarata la non colpevolezza». Insomma, una giustizia al contrario. 76 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Cerimonia da favola L’unico segreto è l’ultimo tedoforo di Maurizio Di Giangiacomo L’unico vero segreto rimasto è quello sul nome dell’ultimo tedoforo: tra risse verbali e indiscrezioni, oggi è saltato fuori anche il nome della principessa Anna d’Inghilterra. Per il resto, sulla cerimonia inaugurale c’è ben poco da scoprire. È bastata la prima prova generale di lunedì sera per far cadere i veli sugli ultimi dettagli. Il regista Danny Boyle, quello dell’indimenticabile Trainspotting e de Il milionario, al quale è stata affidata la direzione dello spettacolo che venerdì darà il via alla trentesima edizione dei Giochi olimpici, aveva pregato tutti, le star e i volontari, di mantenere il segreto, ma evidentemente non c’è stato verso. Volontari, parenti di atleti e invitati hanno già affidato ai social le loro foto e le loro impressioni su ogni dettaglio della sfarzosa cerimonia, costata 34 milioni di euro. Confermata la presenza dei personaggi della letteratura inglese per bambini, d a Mary Poppins al cattivo di Harry Potter, da Capitan Uncino ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Continua, invece, il toto-ultimo tedoforo, nel quale è entrato oggi anche un nome “reale”: è quello della principessa Anna, secondogenita della regina Elisabetta e abile amazzone, improvvisamente balzata in testa alla classifica dei papabili per l’accensione del tripode. Gli organizzatori pretendono infatti che l’ultimo tedoforo abbia preso parte alle Olimpiadi. E Anna – o, come la chiamano gli inglesi, la princess Royal – ha gareggiato con la squadra di equitazione del Regno Unito ai Giochi di M ontreal 1976. Ufficialmente nessuna decisione sarebbe ancora stata presa, ma l’idea degli organizzatori 77 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 sarebbe quella di affidarle comunque «un ruolo importante», come ha detto una fonte al Daily Mirror . Potrebbe essere il modo migliore per chiudere la “rissa” scoppiata tra gli olimp ionici S teve Redgrave e Daley Thompson, che si erano autoproclamati “il più degno” di ricoprire il ruolo, salvo poi lasciarsi andare ai peggiori colpi bassi. Non ci sarà la presidentessa argentina Cristina Kirchner – la storiaccia delle Falkland brucia ancora – ma accanto alla Regina Elisabetta sarà comunque palco di primo piano: sono stati svelati, infatti, anche i nomi delle 50 personalità che prenderanno posto nella massima tribuna d’onore durante la cerimonia: oltre al presidente del Cio, Jacques Rogge, al primo ministro David Cameron, al sindaco di Londra, Boris Johnson, ai premier di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, al presidente del Comitato organizzatore S ebastian Coe, ci saranno anche personaggi controversi quali i presidenti di Azerbaigian e Ruanda e il principe del Bahrrain. E ancora Michelle Obama e Dilma Roussef, primo ministro brasiliano. Tornando allo spettacolo, gli organizzatori hanno chiesto a Mohammed Ali di guidare una parata di grandi stelle dello sport, tra le quali ci sarebbe anche David Beckham, ma non si sa se le condizioni di salute permetteranno al vecchio Cassius Clay di partecipare. 70 anni, M ohammed Ali è malato di Parkinson: medaglia d’oro a Roma 1960, fu l’ultimo tedoforo dei Giochi di Atlanta. Alì ha fatto sapere che sarebbe felice di poter partecipare. Intanto, domani sera sarà l’ospite d’onore di un party che si svolgerà al Victoria and Albert M useum. 78 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 M ERCOLEDÌ 25 LUGLIO Il massacro di Monaco e la memoria svilita La giornata regala altri sei casi di doping “preventivo” ma l’avvicinarsi del via si fa sentire. Oltre agli echi dei divieti “militari” agli atleti azzurri di usare i social network, si fa largo il calcio – che qui per una volta è sport di contorno – e arrivano le prime delegazioni ufficiali per partecipare a quella che comunque è annunciata come una festa. L’Italia è rappresentata ai massimi livelli con il presidente Giorgio Napolitano. A tenere banco è comunque l’uscita delle vedove della strage alle Olimpiadi di Monaco: ricorre il 40ennale del sanguinoso attacco di terroristi dell’organizzazione palestinese “Settembre nero”. Un commando fece irruzione negli alloggi israeliani al villaggio olimpico uccidendo subito due atleti e prendendo in ostaggio altri nove membri della delegazione israeliana. Alla fine un tentativo di liberazione portò alla morte di tutti gli israeliani, di cinque terroristi e di un poliziotto tedesco. Le vedove vorrebbero una commemorazione formale ma si sono dovute accontentare di un minuto di silenzio durante un appuntamento minore. Adesso, con l’approssimarsi della cerimonia inaugurale, stanno cercando di far sentire con forza la loro voce. 79 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 ILANA ROMANO, UNA DELLE VEDOVE DEL MASSACRO DI MONACO 80 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 I collezionisti di poltrone e i loro divieti di Stefano Tamburini M ono sillabi, qualche grazie per rispondere ai tweet dei fan, magari con l’aggiunta di un bacio e l’emoticon del sorriso. Federica Pellegrini è fra i pochi azzurri che sfida, con molta prudenza, il divieto-capestro di comunicare con il mondo imposto dal Coni, con minaccia di multa preventiva: 100 mila euro da pagare in attesa del “processo”, subito dopo la contestazione. E se il caso è controverso? Intanto si paga, poi si vedrà. Ve lo abbiamo raccontato nel dettaglio, proprio mentre su Twitter uscivano foto e dettagli della cerimonia di dopodomani, frutto di “spionaggio” di massa di quelli che hanno preso parte alle prove. E mentre gli atleti di tutto il mondo continuano a mandar messaggi su quel che fanno. Mark Cavendish, fra i favoriti nella corsa ciclistica in linea, appena l’altro ieri ha postato: «Allenamento leggero con @millarmind (David M illar) e @chrisfroome (ChrisFroome). Tazza di tè da medaglia d’oro nella pausa». E che dire di George Pinner (nazionale britannico di hockey): «Definizione di tortura: un negozio di prodotti alimentari locali con torte, stuzzichini... e non poter mangiare niente». È vero che il Comitato olimpico internazionale aveva distribuito linee guida per evitare la diffusione indiscriminata dimessaggi e immagini che possano creare problemi ad altri atleti o avvantaggiare i manipolatori di scommesse. Tanto, se uno fa qualcosa che non dovrebbe – come l’atleta greca allontanata dai Giochi per un tweet razzista – si fa presto a scoprirlo. 81 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 M a al Coni, di fronte alla necessità di dover gestire qualcosa di sconosciuto in quei palazzi, hanno pensato che vietando tutto si potesse risolvere il problema. E non hanno messo in conto la brutta figura. Difficile rimediare in corsa, ora che tutti i dirigenti sono in gara per capire chi fra Raffaele Pagnozzi e Giovanni Malagò prenderà il posto del non più eleggibile Gianni Petrucci, giunto al quarto mandato e pronto a riciclarsi alla Federbasket, dove peraltro era già stato fra un trapianto di poltrone e l’altro. Specialità dove il più bravo è ancora ilpresidente del calcio, Giancarlo Abete , uno che di sedili imbottiti ne occupa almeno uno per volta fin dal 1979. Gli altri mica ce li hanno personaggi così e certo non ce li invidiano: magari uno di questi giorni ce lo faranno sapere su Twitter. 82 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Le vedove di Monaco chiedono il silenzio «Se non lo avremo, il pubblico si alzi in piedi per protestare» di Maurizio Di Giangiacomo A Londra rientra uno sciopero (quello annunciato per domani dagli addetti alle frontiere) e ne viene annunciato subito un altro: è quello del personale della metropolitana, che da dopodomani potrebbe attenersi strettamente ai regolamenti, mandando così in tilt la celeberrima “Tube”. I contrattempi sul fronte trasporti – il più caldo anche secondo il Comitato olimpico internazionale, che però ha ricevuto le rassicurazioni del Comitato organizzatore – continuano: oggi si è bloccata la teleferica che collega l’Arena 02 di Greenwich con il centro Excel e decine di persone sono rimaste per lunghi minuti sospese sul Tamigi. Sul fronte sicurezza, oltre ai 1.200 militari in più messi in campo dal governo, sono entrati in azione anche i cani anti-esplosivo. M a la grana che rischia di esplodere tra le mani del Locoge del Comitato olimpico internazionale non è legata né al traffico né alla sicurezza. Ad agitare i sogni di S ebastian Coe (presidente del comitato organizzatore dei Giochi) e Jacques Rogge (presidente del Cio) sono invece le vedove delle vittime della strage di M onaco 1972: assolutamente insoddisfatte del minuto di silenzio osservato nei giorni scorsi dal presidente del Cio all’interno del villaggio olimpico. Incassato il “no” di Rogge alla loro richiesta di un minuto di silenzio nel corso della cerimonia inaugurale, ora invitano il pubblico ad alzarsi in piedi in segno di protesta nel corso del discorso del presidente. «Non chiediamo alcuna iniziativa 83 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 dimostrativa da parte degli atleti israeliani durante la sfilata, perché sappiamo che questo non è permesso», ha detto, nel corso di una conferenza stampa organizzata nei pressi dello stadio olimpico Ankie S pitzer: suo marito Andri, allenatore della squadra di scherma, perse la vita assieme ad altri dieci atleti e tecnici israeliani sotto i colpi del commando di Settembre Nero. «Signor Rogge, lei ha lasciato vincere il terrorismo», ha rincarato la dose Ilana Romano, vedova del pesista Josef. Una brutta gatta da pelare per l’ex velista belga (che, come atleta, prese parte ai Giochi di M onaco) oggi alla guida del Comitato olimpico. Accogliere la richiesta delle vedove israeliane sarebbe facile, ma il rischio è quello di scatenare le proteste dei Paesi arabi. Da bravo politico, ha provato a “mediare” con la piccola cerimonia dei giorni scorsi, ma ad Ankie e Ilana non basta. E dopo l’annunciata, “rumorosissima” assenza della presidentessa argentina Cristina Kirchner– le Falkland bruciano ancora – per il Foreign Office ieri è scoppiata un’altra mini-grana: il vicepresidente della Duma nonché presidente del comitato olimpico russo, Aleksandr Zukov, ha denunciato con un tweet che il comitato organizzatore ha negato l’accredito al presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. «È nella lista delle persone al bando dai Paesi dell’Ue», ha replicato l’ambasciata britannica di M insk, ma il clima non è certo quello da “cerimonia inaugurale più partecipata della storia” sventolato fino a qualche ora fa dal governo inglese. Un problema, però, il Comitato organizzatore e Danny Boyle – regista della cerimonia inaugurale di domani – l’hanno risolto: sono riusciti a trovare un ruolo per David Beckham. Voi riderete, ma prima sappiate che a difesa dello “Spice Boy” è sceso in campo addirittura Paul McCartney. 84 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 «Beckham è un eroe nazionale – ha detto l’ex Beatles –. M i sarei immaginato che sarebbe stato la prima scelta per la squadra di calcio, per tutto quello che ha fatto per portarci le Olimpiadi. M a qualche idiota ha deciso altrimenti». Il ct britannico S tuart Pearce non si è scomposto. «Non importa se M cCartney, la regina e ogni star di Hollywood dicono la loro. La squadra è stata scelta e quella è», ha detto un portavoce del tecnico. Sarà proprio M cCartney a chiudere la cerimonia inaugurale, i cui dettagli sono già stati svelati su Twitter dai volontari presenti alle prove: sarà un musical ovviamente full brit, con la colonna sonora di Queen, Sex Pistols e David Bowie e citazioni shakespeariane, animato da pecore e cavalli, Alice nel Paese delle M eraviglie e James Bond. L’unico mistero è, ancora, il nome dell’ultimo tedoforo: dopo la principessa Anna, riprendono quota le azioni dei due litiganti Redgrave e Thompson. 85 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il ricordo di Novella: «Vidi dalla finestra i fedayin in azione» La Calligaris rivive il trauma della notte di violenza al villaggio olimpico di Cristina Chinello «Sono convinta che questa sarà la più bella olimpiade di sempre». Novella Calligaris, 58anni, oggi è una giornalista di Rai News, ma nessuno scorda che è stata la prima atleta italiana ad aver vinto una medaglia olimpica nel nuoto e ad avere stabilito un primato mondiale. Quattordici in tutto le edizioni dei Giochi a cui ha partecipato: due come atleta, dodici come giornalista. Tre le medaglie olimpiche vinte in carriera, tre mondiali, tre europee, 82 tricolori. Qual è l’edizione che ricordacon più affetto e quella più controversa? «Emozioni positive e contrastanti coincidono, per me, nelle Olimpiadi di M onaco del 1972. Sono stati i miei primi Giochi, quelli in cui ho sdoganato la categoria dei nuotatori, salendo tre volte sul podio. Nello stesso tempo è la più controversa perché il massacro degli atleti israeliani mi ha lasciato un enorme disagio». Ricorda in particolare qualche episodio? «Avevo finito le gare, ma in virtù dei miei risultati potevo rimanere al villaggio per seguire l’atletica. Ho visto tutta la scena dalla finestra, perché la zona riservata all’Italia era accanto a quella di Israele. I fedayn sembravano uomini mascherati, quasi un gioco. Io avevo 17 anni, non avrei mai potuto immaginare cosa stesse accadendo, lo seppi solo al mio 86 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 rientro in Italia. Avevo un grande rapporto adolescenziale con M ark Spitz e avevamo un appuntamento. Invece lui mi mandò a dire che doveva ripartire immediatamente. Poi capii perché: era uno degli obiettivi». Restando in tema di sicurezza: come le sembra la situazione a Londra? «Siamo alle solite: non ci sono ancora i risultati, per cui bisogna montare un po’ di cose. La Gran Bretagna è una nazione avvezza al problema sicurezza, credo (e spero) che siano polemiche della vigilia. C’è sempre qualcuno che deve dire la sua, in fondo l’Olimpiade è un grande palcoscenico che illumina tutti, vincitori e contestatori». Che edizione sarà? «Confido moltissimo in Sebastian Coe, presidente del comitato organizzatore, personaggio stratosferico, un uomo che viene dallo sport, lo ama e ha pensato all’eredità dei Giochi: ogni impianto è stato realizzato a misura dei cittadini che lo useranno dopo i Giochi. Ha stilato un programma internazionale di coinvolgimento delle popolazioni nello sport: sono convinta che saranno le più belle Olimpiadi di sempre». L’Italia punta moltissimo sul nuoto, anche in questa edizione. S peranze realistiche? «Il nuoto ha le sue fasi, come tutti gli sport: prima c’è stata la grande rivoluzione maschile con Rosolino e Fioravanti a Sydney. Poi sono arrivati i talenti come Federica Pellegrini, che scrivono la storia. Ora ci sono dei bei giovani: Luca Dotto, in cui confido molto perché ha una grandissima personalità, e Fabio Scozzoli». Ha dimenticato Filippo Magnini. «È stato molto bravo, ha fatto bene in due M ondiali consecutivi. Qui, nella sua specialità, se parliamo di medaglie, 87 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 la vedo più complicata. M i auguro di essere smentita perché è un ragazzo straordinario, generoso, con tantissime qualità». Federica Pellegrini: è ancora lei l’atleta da battere? «Chiederselo è normale: da una parte ti portano alle stelle, dall’altra se vinci troppo non fai più notizia e quindi sperano che tu perda. Lei è la più grande atleta italiana in termini di risultati: nessuno ha mai fatto undici record del mondo. Certamente per lei questa sarà un’Olimpiade difficile, perché c’è una banda di ragazzine affamate che si giocheranno il tutto per tutto. Federica ha la responsabilità di essere la donna da battere. Confido nella sua voglia di lottare, certamente venderà cara la pelle». 88 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Arriva Napolitano e il villaggio olimpico si colora di azzurro di Paolo Carletti Una forte spruzzata di azzurro nel villaggio olimpico dove oggi è stata alzata la bandiera tricolore e cantato l’inno nazionale. Era la cerimonia di benvenuto organizzata dal Comitato olimpico, che l’Italia ha condiviso con Kazakhistan, Slovacchia e Azerbaigian. E per la prima volta gli atleti sono stati salutati con uno show di canti e balli allestito dal National youth theatre. Non numerosissima la presenza di atleti azzurri perché molti devono ancora arrivare, ma c’erano comunque le due squadre di pallavolo, il pugile Domenico Valentino e la canoista Clara Giai Pron, insieme con il capo delegazione azzurro Raffaele Pagnozzi, l’ambasciatore italiano a Londra Alain Giorgio Maria Ecomides, e il presidente del Coni, Gianni Petrucci. L’entusiasmo anche tra gli azzurri dunque sta crescendo, e domani sarà la giornata del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che arriverà nel tardo pomeriggio e in serata cenerà al villaggio con la squadra italiana. Dopodomani mattina raggiungerà Casa Italia ospitata presso The Queen Elisabeth II Conference Center dopo l’invito ricevuto dal Coni. Il presidente, come gli altri capi di Stato presenti, sarà ricevuto a Buckingham Palace dalla regina, e quindi rappresenterà l’Italia alla cerimonia inaugurale. M olto soddisfatti i dirigenti azzurri per l’arrivo di Napolitano, e si dice «commosso » Petrucci, alla scadenza del suo quarto mandato al comando del Coni, ma per il quale è già pronta la poltrona di presidente della Federbasket. La spedizione azzurra è ancora poco numerosa ma si sta 89 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 rapidamente componendo in vista della cerimonia inaugurale di dopodomani. Oggi da Fiumicino sono partite con grandi ambizioni le giocatrici della pallanuoto, campionesse d’Europa. «Non vediamo l’ora di scendere in acqua – ha detto l’allenatore Fabio Conti – l’Olimpiade è sempre qualcosa che provoca emozioni forti, vogliamo vivercele dal primo all’ultimo minuto». Nel villaggio olimpico anche Greta Cicolari e Marta Menegatti, la coppia azzurra del Beach Volley: «Che emozione giocare davanti a Buckingham Palace, ci sarà una folla immensa e anche il principe Harry», hanno commentato emozionate mentre passeggiavano nel villaggio olimpico. E poi è sbarcata a Londra la coppia d’oro del nuoto: Federica Pellegrini e Filippo Magnini sono arrivati allo scalo di Gatwick precedendo gli altri compagni della squadra di nuoto. «Sono già chiusa nella mia bolla – ha detto dopo lo sbarco Federica – guarderò la cerimonia dal villaggio e farò il tifo per la Vezzali». La campionessa è apparsa tranquilla e ha parlato anche dell’allarme sicurezza: «Ho chiesto ai miei di non andare assolutamente in metro: qui devono prendere solo taxi, non voglio preoccupazioni». M agnini ha invece messo «le mani avanti»: «Ho fatto tutto quello che dovevo, me la gioco ma non prometto nulla», ha detto. 90 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Brasile e Spagna, le stelle in campo Calcio: domani le prime sfide con due favorite su tutte di Paolo Carletti Il calcio mantiene il profilo basso, cosciente di non essere una primadonna nei Giochi olimpici, ma sotto sotto le nazionali maggiori ci tengono, eccome. Le Federazioni, nel rispetto dello spirito olimpionico, hanno lasciato a casa i top-player come vengono chiamati adesso, dando spazio a giocatori di seconda fascia. Del resto il regolamento prevede squadre di under 23 (sono 16 quelle arrivate alla fase finale) con l’eccezione di tre “fuoriquota”. M a qua e là spuntano nomi eccellenti, soprattutto nelle formazioni di Gran Bretagna, Spagna, e soprattutto Brasile. Le squadre che – per motivi diversi – scendono da domani in campo per puntare direttamente all’oro. Non senza difficoltà per i padroni di casa: il Cio infatti riconosce un solo interlocutore, il Comitato olimpico britannico e non le quattro federazioni. Quindi una sola maglia per quattro nazioni: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Il ct S tuart Pearce ha dovuto fare i salti mortali per i boicottaggi delle federazioni, soprattutto quella scozzese che fin dall’inizio si è detta contraria a far giocare i propri atleti con la maglia britannica. E infatti la Scozia non è rappresentata da alcun giocatore. Nella squadra capitanata dalla bandiera del M anchester United Ryan Giggs , 38enne gallese, ci sono altri quattro suoi connazionali e 17 inglesi. Un altro gallese, Gareth Bale del Tottenham, sogno proibito delle italiane, ha rischiato di incorrere in una sospensione. Ha 91 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 rifiutatola convocazione perché infortunato, ma l’altro ieri ha disputato un’amichevole con il suo club, segnando pure una rete. «Se la Federazione dovesse protestare allora Bale potrebbe ricevere una squalifica per tutto il periodo delle Olimpiadi» ha detto il numero uno della Fifa S epp Blatter. È stato proprio il ct Pearce a rinunciare alla richiesta e a salvare il giocatore. L’altro giocatore di spicco della Gran Bretagna è Craig Bellamy, anch’egli gallese. Domani avranno di fronte il Senegal nell’ultima gara in programma. È il Brasile il favorito numero uno. I verdeoro da mesi ripetono di non essere mai riusciti a vincere una Olimpiade. Così, insieme con tanti giovani di grandi prospettive come Lucas e Ganso, ci sono i difensori Thiago S ilva (Psg) e Marcelo (Real M adrid). E un attacco super con Pato (M ilan), Hulk (Porto) e il gioiellino Neymar. M a attenzione alla Spagna, che vuol continuare il suo dominio globale. Con il gioiello Iker Muniain dell’Atletico Bilbao, ha un’ossatura della cantera del Barcellona: Thiago Alcantara, Tello, Jordi Alba. C’è poi il fantasista Juan Mata (Chelsea). Squadra giovane ma già con esperienza da vendere. Come outsider i bookmakers accreditano l’Uruguay di Edinson Cavani (Napoli) e S uarez (Liverpool). Un attacco esplosivo, cui si aggiungono Hernandez (Palermo) e Ramirez, fantasista del Bologna. Inutile andare alla ricerca dell’Italia: la nazionale azzurra (le qualificazioni erano giocate dall’Under 21) non ce l’ha fatta. 92 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 GIOVEDÌ 26 LUGLIO Grande vigilia con tante speranze Siamo arrivati alla vigilia del grande giorno. Tutto è pronto a Londra per la cerimonia inaugurale e il segreto sull’ultimo tedoforo resiste. C’è chi fa i conti sulle possibili medaglie e sulla soglia del successo e dell’insuccesso e comunque vada una certezza c’è: il premio medaglia stabilito dal Coni per gli azzurri che saliranno sul podio è fra i più alti. Insomma, se in economia stiamo passando uno fra i momenti peggiori, almeno lo spread della gratitudine è a nostro favore. 93 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 L’ARRIVO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO AL VILLAGGIO OLIMPICO 94 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Non basta contare le medaglie di Stefano Tamburini Per riuscire a prenderci la scena – e qualche volta farne anche un po’ – siam bravi. E come se siam bravi: ad Atene e Pechino, ci siamo portati a casa l’ultimo oro del programma, quello che fa più colpo perché la premiazione precede di poco la festa di chiusura e sembra che siano tutti quanti lì per noi. Nel 2004 con il maratoneta S tefano Baldini, quattro anni fa con il pugile Roberto Cammarelle. E in ogni caso al Coni sono stati bravi a mettersi ogni volta in testa la corona degli ottimisti. A Pechino raccogliemmo otto ori, due in meno di Atene, cinque in meno di Sydney e Atlanta. Eppure riuscirono a veicolare il messaggio che era stato un trionfo. Per carità, neanche una disfatta ma le medaglie – dopo averle contate – si dovrebbero anche “pesare”. E così si sarebbe potuto scoprire che – a parte la semp it erna Valentina Vezzali , la talentuosa Federica Pellegrini e i pugili da podio – gli ori erano arrivati da ragazzi della porta accanto come il lottatore Andrea Minguzzi, la judoka Giulia Quintavalle, la tiratrice Chiara Cainero, lo schermidore Andrea Tagliariol e il marciatore Alex S chwazer. Grandi nel loro splendore olimpico ma quasi sempre emersi grazie a qualità individuali e senza legami con scuole federali che – lodevoli eccezioni a parte – proprio non esistono. L’atletica ha poco da offrire, il ciclismo è un’incognita, canoa e canottaggio restano aggrappati a Josefa Idem. Certo, se salisse sul podio a 48 anni e all’ottava Olimpiade ci regalerebbe la più bella favola mai tramutata in realtà, rivoli di commozione e tanto orgoglio. Però dopo cosa 95 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 resterebbe? E il nuoto? La Pellegrini non è più favoritissima (e magari ci stupirà ancora), ci sono altri giovani che premono e questa è l’unica disciplina che ancora si regge su fondamenta gettate anni addietro. Il resto della situazione non è molto diversa da quella del calcio. Il ct Cesare Prandelli, alla vigilia della semifinale dell’Europeo contro la Germania, disse che loro erano diventati il modello: 17 centri tecnici federali contro il solo Coverciano. In tutti questi anni, il Coni si è aggrappato a numeri che sono comunque di prima fascia, sbirciando nelle prime file e snobbando il resto. Sperando di essere smentiti da una valanga di medaglie “pesanti”, temiamo sia troppo poco. 96 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Tutto pronto per la serata dello show Sarà seguita da un miliardo di telespettatori di Maurizio Di Giangiacomo È stata una vigilia di gaffe e intoppi, per fortuna questa sera si comincia. I contrattempi, aggravati dalla flemma britannica, si sono moltiplicati anche nella giornata di oggi. Parte dei soldati dislocati in fretta e in furia a Londra per garantire il regolare svolgimento dei Giochi – dopo il flop del contractor privato che non era riuscito a reclutare un numero sufficiente di vigilantes – sono spariti dal parco olimpico, provocando lunghe code al varco stampa. Dalla sicurezza alla viabilità, altro tallone d’Achille dei Giochi londinesi individuato nei giorni scorsi dallo stesso Comitato olimpico internazionale: il traffico, nella cittadella olimpica, è sempre più congestionato, anche a causa del limite delle 20 miglia orarie (poco più di 30 chilometri all’ora), rispettato rigorosissimamente dagli autisti. E nel resto della città l’apertura delle “corsie olimpiche” – riservate ad atleti e media – ha provocato altri ingorghi. Per non parlare delle metropolitane, che funzionano a singhiozzo tra rallentamenti e sospensioni del servizio. E la gaffe sembra essere la parola d’ordine non solo fuori, ma anche “in campo”. L’altro ieri c’è stato lo scambio di bandiere che ha generato l’incidente diplomatico che per poco non provocava il ritiro della squadra nordcoreana di calcio: il torneo di calcio è cominciato in anticipo rispetto al via ufficiale e al posto della bandiera del Nord è apparsa quella del Sud. Oggi c’è stato il bis, con gli atleti ucraini che – a fidarsi 97 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 del sito ufficiale dei Giochi – sono tutti nati in... Russia, errore che era già stato fatto con i georgiani. Quelle di Filippo d’Edimburgo sono proverbiali, ma le gaffe non sono un’esclusiva britannica. Lo ha dimostrato oggi il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Mitt Romney, che è sbarcato a Londra facendo riferimento a «storie sconcertanti» sulla sicurezza e l’organizzazione dei Giochi, salvo poi fare un precipitoso dietrofront dopo il faccia a faccia con il premier inglese David Cameron, che aveva già replicato stizzito alle sue parole. «A Romney dico di guardare a quello che siamo riuscirti a realizzare anche in questi tempi di crisi economica», aveva detto Cameron, prima di ricevere il politico americano a Downing Street. Insomma, meno male che domani serea si comincia. Per lo show delle 20.12 (le 21.12 in Italia) ci sono ancora biglietti, ma sono carissimi (dalle 1.600 alle 2.000 sterline). In tribuna i potenti del mondo, da Angela Merkel al primo ministro giapponese Hoshihiko Noda, fino alla First Lady americana Michelle Obama. Altri, banditi dalla regina, brilleranno per la loro assenza, dal siriano Assad al bielorusso Lukashenko, fino allo zimbabwano Mugabe. La cerimonia sarà seguita da un miliardo di telespettatori. Il nome dell’ultimo tedoforo è ancora top secret, ma oggi è spuntato sir Roger Bannister, mezzofondista del dopoguerra. Sempre oggi la fiaccola ha proseguito nella sua marcia di avvicinamento, approdando a Downing Street e, successivamente, a Buckingham Palace, dove è stata accolta dai giovani reali, William, Harry e Kate. A portarla, tra gli altri, anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Kimoon, circondato da una folta scorta. 98 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Applausi azzurri per Napolitano Il capo dello Stato: «Lo sport tonificante per il Paese» di Paolo Carletti È una vigilia di grandi emozioni per gli atleti e i dirigenti azzurri, appena raggiunti a Londra dal presidente della Rep ubblica Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato è sbarcato all’aeroporto di Stansted poco prima delle 20 (ora italiana), e un’ora dopo è stato accolto al villaggio olimpico dal presidente del Coni Gianni Petrucci e dal capodelegazione Raffaele Pagnozzi. A bordo di una macchina scoperta il presidente è arrivato alla palazzina dell’Italia accolto dall’applauso degli atleti azzurri. «La nostra capacità di affermazione sarà coronata da risultati sportivi tonificanti. L’Olimpiade deve essere una prova per il nostro Paese della capacità di affermare quei valori e quelle virtù che costituiscono la parte più importante del patrimonio dell’Italia» ha detto Napolitano. Si è poi soffermato sulla scomparsa del consigliere giuridico del Quirinale, Loris D’Ambrosio: «È un impegno gravoso essere qui, ma sentivo di doverlo mantenere per quello che rappresenta il nostro impegno sportivo qui a Londra per le Olimpiadi». In precedenza era stato Petrucci a rappresentare il dolore dello sport per la morte di D’Ambrosio (morto d’infarto qualche settimana dopo l’uscita di una serie di polemiche relative all’uscita di intercettazioni fra lo stesso D’Ambrosio e l’ex ministro Nicola Mancino in merito a un’ipotetica trattativa Stato-mafia. Va detto che l’operato di D’Ambrosio non è stato mai messo in discussione dalla magistratura e lo stesso 99 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Napolitano ha parlato di «campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all'amministrazione della giustizia del nostro Paese». C’è stato anche il tempo di una battuta: «Se potessi fare uno scambio, lo farei» ha esclamato Napolitano replicando a quanto detto qualche ora prima da Petrucci che proponeva uno scambio tra spread (la differenza fra il rendimento dei Bund tedeschi e i titoli di Stato italiani) e medaglie degli azzurri ai Giochi. Poi il cambio di programma: «Non resto a cena al villaggio, non voglio che il mio stato d’animo pesi sulla vostra allegria», ha detto con tristezza. Napolitano domani mattina visiterà Casa azzurri, quindi sarà ricevuto dalla Regina Elisabetta, prima di assistere all’apertura dei Giochi. S i comincia. Una giornata finalmente “piena” per la spedizione e già domani i primi azzurri saranno in gara. Petrucci non sta più nella pelle, sente che il Big Ben sta per suonare l’inizio della competizione, e volge uno sguardo all’Italia: «Sarebbe retorico dire che le medaglie fanno dimenticare il momento critico dell’Italia – dice – sentiamo la responsabilità, e noi ce la metteremo tutta». Poi fa un parallelo con l’azione del governo, cogliendo l’occasione dell’arrivo del presidente: «Idealmente corriamo per l’Europa – prosegue – abbiamo anche messo la bandiera fuori e nelle nostre dichiarazioni veicoleremo questo messaggio, sapendo che facciamo squadra con l’Italia e con questo governo, augurandoci di regalare qualche sorriso in più». Le medaglie. Tanti podi, meno spread, dice Petrucci. M a quante medaglie potrà conquistare l’Italia? «Ieri dicevo 25, oggi 24, ogni giorno scendo – risponde – Speriamo di fare una 100 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 bella figura, l’immagine positiva è quello che conta». In verità, come riportato da Repubblica.it, da uno studio del Coni ne escono 32 di medaglie. Realista il capodelegazione azzurro Lello Pagnozzi: «Cercheremo di restare nella top ten dello sport sapendo di dover affrontare un tappone di montagna con la bufera». I costi della spedizione. Si fanno anche due conti delle spese per la spedizione azzurra. È di 3.255.000 euro la cifra tonda, fatta dai 350mila euro dei viaggi e 1.498.000 per l’affitto di Casa Italia nel maestoso Queen Elisabeth Center. Una spesa messa in preventivo quando ancora lo sport italiano nutriva ambizioni di ospitare le Olimpiadi del 2020. Candidatura bocciata dal presidente del consiglio Mario Monti. Gli sponsor per il biennio 2011-2012 hanno comunque garantito ricavi per 12,1 milioni che hanno coperto le spese della monumentale hospitality house e i costi della trasferta. Intanto si vanno definendo i dettagli per la cerimonia di domani sera. L’Italia sfilerà per 93esima, dopo Israele. La divisa (Armani) sarà con giacca e pantaloni blu in cotone e cravatta e foulard di seta stile regimental. 101 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 L’oro vale 40mila euro gli italiani tra i più pagati di Paolo Carletti Parte la corsa all’oro, che se non è quella che infiammò schiere di avventurieri negli Stati Uniti del 1800, può comunque fruttare una discreta cifra per i nostri atleti. Gli azzurri che riusciranno a salire sul gradino più alto del podio incasseranno un premio di 140mila euro, per l’argento 75mila, e 50mila per il bronzo. Niente male, visti i tempi, per atleti che in alcune discipline sono abituati a gareggiare spesso per divertimento. M a queste sono le Olimpiadi, ci sono alle spalle quattro anni di sacrifici, e il premio è là che aspetta di essere preso. I premi azzurri sono rimasti dello stesso importo rispetto a Pechino, ma va detto che l’Italia è al terzo posto dopo Armenia e Azerbaigian (che di speranze auree ne hanno poche), ben davanti a tutte le altre nazioni occidentali. La Francia stanzia 50mila euro per ogni oro, la Germania 18, gli Stati Uniti 20,6. Tutte nazioni che, sulla carta, alla fine dei Giochi dovrebbero avere un carniere più pesante del nostro. Ci sono poi curiosità che riguardano altre nazioni, come la Corea del Sud dove una medaglia vale l’esenzione dal servizio militare. Oppure la Bielorussia, che oltre al premio (100mila euro per l’oro) assicura una fornitura di salsicce per il quadriennio olimpico. M a non è solo il premio a fare la provvista dell’atleta, che grazie all’impatto mediatico di una vittoria o comunque un podio alle Olimpiadi, può pescare in un indotto (sponsor, pubblicità, diritti di immagine) a volte molto consistente. All’estero ne sa qualcosa la freccia Usain Bolt che dopo Pechino ha tirato su 20,3 milioni di dollari. Oppure paperone 102 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Phelps, la freccia del nuoto. L’australiano ha raddoppiato gli introiti dai cinque milioni di dollari di Pechino. A due milioniè salita la nostra FedericaPellegrini, a 700mila euro Valentina Vezzali , 300mila per il marciatore Alex S chwazer. Gloria e successo, ma anche soldi quindi, anche se la storia come si può notare, cambia da sport a sport per la forza degli sponsor. E ieri proprio Valentina Vezzali, nostra portabandiera, ha detto che l’oro se lo vuole riprendere subito: «Alla cerimonia sfilando con il tricolore, sarà una serata splendida che rimarrà uno dei ricordi più cari. Poi sabato mattina salirò in pedana per riprendere il mio titolo olimpico». La Vezzali si è imbarcata questa mattina da Fiumicino con gli sciabolatori Aldo Montano e Luigi S amele, e le fiorettiste Elisa Di Francisca e Ilaria S alvatori. M ontano, pur reduce da un brutto infortunio, si è mostrato fiducioso: «Le mie condizioni sono buone anche se non eccezionali, ho fatto l’impossibile per esserci, anche se poi in pedana saremo tantissimi e tutti agguerriti». Già da domani la squadra di tiro con l’arco affronterà le prime eliminatorie. «Siamo forti – dice Marco Galiazzo, uno dei favoriti – se tutto va per il verso giusto possiamo vincere. Per M e sarà l’Olimpiade della consapevolezza, dovrò cercare dipensare il meno possibile e tirare come so fare». 103 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 104 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 SECONDA PARTE L’avvio pieno di speranza 105 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 106 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 VENERDÌ 27 LUGLIO Show immenso Spazio ai sogni di gloria La cerimonia inaugurale è stupenda, vi partecipa direttamente (in una gag con 007) la regina Elisabetta e in tv la vedono e la apprezzano un miliardo di spettatori. Londra dà il meglio ed esce alla grande da questo debutto. In casa azzurra c’è grande concentrazione per affrontare al meglio il vero debutto, quello delle prime gare di domani. 107 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LA CERIMONIA INAUGURALE 108 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Londra, così parte la corsa all’oro Cerimonia inaugurale allo stadio di Stratford un miliardo di telespettatori. Israele col lutto di Paolo Carletti La fiamma olimpica arde nello stadio Olimpico a est di Londra davanti agli ottantamila fortunati presenti a Stratford, e a un miliardo, forse più, di telespettatori in ogni angolo del mondo. Un’inaugurazione di coreografie spettacolari affidate al premio Oscar Danny Boyle (il regista di M illionaire e Trainspotting), che in due ore di spettacolo ha voluto ripercorrere la storia dell’Isola delle meraviglie, così come è stata intitolata la cerimonia di apertura costata circa 35 milioni di euro. E iniziata da Bradley Wiggins, primo ciclista britannico a vincere il Tour de France, che ha fatto risuonare la campana olimpica. Lo stadio ha preso poi la forma di una campagna inglese dove hanno sfilato i 10.500 atleti, 15mila figuranti tra cui molti bambini. M a anche 70 pecore, 12 cavalli, dieci polli, tre mucche, due capre, e infine cani e oche. E poi effetti speciali a gogo, elicotteri, auto, la musica degli anni sessanta, i Beatles, la London Simphony Orchestra. E i video a raccontare alcune delle tappe più importanti della storia che hanno fatto l’Inghilterra di oggi. È uno scenario bucolico made in England, con un palco di quindicimila metri quadrati su cui domina il verde. Una fattoria, poi anche un campo da cricket, centinaia di contadini che fanno loro la scena. E dallo scenario green si passa al blu, il mare dell’isola, e al grigio, quello della rivoluzione industriale con le ciminiere che escono dal palco. 109 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Cinque grandi cerchi illuminati nel cielo dello stadio e un tripudio di fuochi e luci. Il geniale Boyle ha ritagliato un simpatico ruolo da bond-girl per la regina Elisabetta scortata nell’impianto, con un trucco cinematografico, da Daniel Craig nei panni di 007. In un filmato l’agente segreto da Buckingham Palace scorta la regina – che si presta in prima persona alle riprese – su un elicottero, fino al lancio col paracadute di una controfigura. Al video si è sovrapposta la realtà, e la regina con lo stesso vestito del video è uscita in tribuna autorità accompagnata dal marito Filippo di Edimburgo e dal boato del pubblico. Poi tanto spazio alla musica. D’altronde gli inglesi ne hanno in abbondanza da mostrare. Sottomarini gialli, Beatles, musiche di Mike Oldfield, Rolling Stones, Sex Pistols, Duran Duran, Queen. Un grande miscuglio di emozioni, suoni, luci. Con l’aspetto sociale tanto caro al regista: l’omaggio al servizio sanitario nazionale con centinaia di infermiere che si prendono cura di una folla di bambini, e gli operai che protestano per rappresentare la Grande Depressione. Uno sketch del comico Mr. Bean e i protagonisti. Le rappresentative nazionali che sfilano sulla pista di atletica davanti al pubblico entusiasta, migliaia di flash fotografici, i saluti, le bandiere dei Paesi del mondo. Comincia la Grecia, poi Argentina, Usa. Israele con un triangolino nero sulla divisa in segno di lutto per le vittime di M onaco ’72. E l’Italia, con il tricolore tra le mani di Valentina Vezzali , seguita dagli altri 141 atleti azzurri e 34 tra dirigenti etecnici guidati dal capomissione azzurro Raffaele Pagnozzi. E si svela il mistero dell’ultimo tedoforo: la torcia arriva allo stadio su un fantastico motoscafo guidato dal calciatore simbolo dell’Inghilterra, David Beckham, che poi passerà la torcia a un gruppo di giovanissime speranze dello sport 110 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 britannico: una cosa mai vista prima, una sorpresa che nessuno aveva neanche ipotizzato. «È l’orgoglio britannico, all’insegna della modestia e senza divagazioni politiche» ha commentato il regista Danny Boyle. «Il senso della cerimonia è rappresentare la storia britannica ma con senso di modestia, perché dobbiamo capire il nostro posto nel mondo, insieme agli altri. Solo valori genuini». Tutto questo davanti al mondo, e a una platea di personalità mondiali accorsi a Stratford. In tribuna il presidente della Rep ubblica Giorgio Napolitano, così come la regina Elisabetta II e il premier David Cameron. 120 i capi di Stato e di governo. Una festa cominciata fin dal mattino. Il conto alla rovescia verso la cerimonia inaugurale della trentesima edizione deiGiochi è stato dato dai rintocchi del Big Ben alle 8,12 locali (9,12 in Italia), unendosi al coro di tutti i campanili del Regno Unito che hanno risuonato per 40 volte esattamente nello stesso momento. Le 8,12, cioè esattamente 12 ore prima dell’orario simbolico, le 20,12, del sorvolo sulla capitale e lo stadio Olimpico della pattuglia acrobatica della Raf. E nelle ore successive la regina Elisabetta e il duca di Edimburgo hanno dato un ricevimento a Buckingam Palace al quale sono stati invitati tutti i capi di Stato. Brindisi con un Blanc de Blancs Gusbourne Estate del Kent, e poi uova di quaglia, salmone e anatra affumicati. La regina ha tenuto un breve discorso, sottolineando «lo spirito di fratellanza che è l’aspetto più importante dell’ideale olimpico», invitando i presenti «a essere orgogliosi delle nostre squadre». Poi il suo compito più importante: dichiarare aperti i Giochi. Da domani parte la corsa all’oro. 111 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Napolitano scherza «Gli azzurri? Li ho visti gagliardi» di Maria Rosa Tomasello Per non dare più scuse agli atleti vittime di amnesia da inno, Giorgio Armani ha fatto stampare il testo di “Fratelli d’Italia” sulla giacca della divisa ufficiale riservata alle premiazioni. Prima del podio, ripasso. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, osserva l’inno impresso in oro e sorride: «Stringiamoci a coorte... Bello, è il testo giusto. Lo hanno imparato, ne abbiamo parlato tantissimo durante le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità» commenta soddisfatto il presidente mentre visita Casa Italia, quartier generale della spedizione azzurra ai Giochi di Londra, assieme al ministro Piero Gnudi. Lo sport ai tempi dello spread genera speranze e metafore. «Il Paese non è tutto in crisi, fortunatamente c’è una parte in piedi e con un sacco di energie» dice il capo dello Stato. È il suo viatico per gli atleti italiani che si preparano a scendere in gara: Napolitano li ha incontrati giovedì nel Villaggio olimpico per fare loro gli auguri prima della sfilata d’apertura davanti agli ottantamila dello stadio olimpico: «Li ho trovati rilassati, distesi e allo stesso tempo sufficientemente gagliardi» racconta divertito. Ancora una volta, com’era già accaduto durante i campionati europei di calcio, il presidente usa lo sport per richiamare all’unità e al coraggio il Paese che vacilla sotto i colpi della recessione: «L’Italia ha straordinarie risorse e grandi tradizioni. Naturalmente ha tanti problemie punti deboli, ma è capacedi esprimere energia e determinazione. Lo sport – ricorda – non è l’ultimo dei terreni in cui si può dare prova di disporre di energie e volontà di coesione, lì c’è 112 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 veramente spirito nazionale, c’è il senso dell’Italia, non ci sono distinzioni di alcun genere». Attenzione però a non mettere sullo stesso piano lo svolgimento delle Olimpiadi e quello che accade sui mercati finanziari: «Sono cose un po’ diverse» sottolinea, anche se «le Olimpiadi valgono per il mondo e ci sarà un valore aggiunto per l’Europa nella misura in cui ci saranno anche risultati». Agli azzurri, il giorno precedente, ha affidato una missione: «È importante che il vostro successo contribuisca a dare consapevolezza che siamo un grande Paese che saassolvere al suo ruolo nel mondo oggi come in altre epoche». Per questo il presidente si aspetta una grande prestazione: «Spero e sono certo che arriveranno medaglie, ma soprattutto sono certo che c’è l’impegno di tutti a partecipare alle gare motivati e uniti». Dura un’ora la visita del presidente della Repubblica a Casa Italia, centro delle eccellenze italiane allestito all’interno del Queen Elisabeth II conference centre: sei piani per un totale di seimila metri quadrati vicina agli edifici-simbolo della City: il Big Ben, l’Abbazia di Westminster. Napolitano si ferma allo spazio Fiat, dove il presidente del gruppo John Elkann lo aspetta assieme alla moglie e ai due figli. «Tu che sport fai?» chiede al piccolo Oceano intimidito. Dopo un caffè veloce, c’è il tempo di salutare gli chef stellatia cui è affidato il ristorante “True Italian” – Massimo Bottura, Marta Pulini, Massimo S pigaroli, Pier Luigi Di Diego e Giovanna Guidetti. «Tutti dall’Emilia? Bene, bene, so che venite tutti da lì. M a ci vuole più pluralismo» scherza con il gruppo, proveniente da un territorio «duramente provato dal terremoto». Prima di proseguire in direzione dell’ambasciata italiana e quindi di Buckingam Palace, dove la regina Elisabetta ha invitato per il tea time tutti i capi di Stato presenti alla cerimonia inaugurale, per Napolitano l’ultima tappa, sotto la 113 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 guida del presidente del Coni Gianni Petrucci e del segretario generale Raffaele Pagnozzi, è la mostra fotografica «L’Italia e gli italiani», organizzata da Intesa San Paolo in collaborazione con l’agenzia fotografica M agnum. «Qui c’è l’Italia che seguita a produrre e a dare il meglio di sé in un momento di difficoltà – lo saluta Petrucci – per questo ci rende felici che il presidente sia ancora una volta vicino al mondo dello sport». 114 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 E per un po’ possiam scordare lo spread di Vittorio Emiliani Non era mai accaduto, credo, che il segretario generale delle Nazioni Unite corresse una sua frazione per portare acceso il fuoco di Olimpia a destinazione. Stavolta abbiamo visto Ban Ki-moon vestito di bianco con la torcia in mano, per le strade che portano a Londra. Penso che dobbiamo conservare questa immagine come un segnale importante, come un ritorno all’antico spirito di pace delle Olimpiadi elleniche. Vogliamo illuderci? Certamente sì. Gli uomini schierati per la sicurezza saranno 42.000 e il budget riservato a essa supera di un bel po’ il miliardo di euro. Però vogliamo illuderci, vogliamo sperare, vogliamo vivere queste Olimpiadi al tempo della crisi e della recessione globale come un momento di ottimismo, di vitalismo, di bellezza rallegrante e gratificante. All’inaugurazione erano vicini il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese François Hollande, spesso antagonisti nelle complesse, allarmanti vicende dell’Euro, e qui invece fianco a fianco, più uniti in fondo dopo le incisive dichiarazioni del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che ha messo a nudo il vero “falco” della situazione, la Bundesbank, la banca centrale tedesca. Nei sedici giorni di gara cerchiamo insomma di dare più importanza al grande spettacolo dei Giochi che allo spread o agli indicatori di Borsa, di scrollarci di dossoil cilicio dei sacrifici, visto che ne abbiamo già fatti parecchi. Nel mondo antico le Olimpiadi partirono con una sola gara, lo stadion, la corsa sulla breve distanza, e poi divennero sempre più ricche. Finché il religiosissimo imperatore Teodosio, nel 393 dopo 115 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Cristo, non le abolì, giudicandole spettacolo pagano di edonismo e di corruzione. Ci vollero tredici secoli per recuperarle in chiave moderna, ad Atene, nel 1896, grazie al barone Pierre Frédy de Coubertin, anche se alle donne le gare si aprirono soltanto nell’edizione parigina del 1900. Un fatto scandaloso per bigotti e passatisti. A Londra, nel 1948, vigeva ancora il dilettantismo. La piccola Italia da poco uscita da una guerra devastante dominò nel lancio del disco con due grandi atleti: lo statuario Adolfo Consolini, nato nella campagna veronese, e il gigantesco Beppone Tosi , novarese di Borgo Ticino. Il primo era stato assunto come magazziniere alla Pirelli e il secondo militava fra i corazzieri. Era ancora abbastanza vero il motto decoubertiniano che l’importante fosse partecipare, battersi bene, e non vincere. M a le ipocrisie non mancavano di certo. In queste Olimpiadigli inglesi hanno investito oltre 11 miliardi di euro. Appena un terzo del budget olimpico dei cinesi per Pechino: 26,5 miliardi. M a quale sarà il bilancio economico finale di questi terzi Giochi Olimpici londinesi dopo quelli del 1908 e del 1948? Finora il maggior successo l’hanno ottenuto gli organizzatori dei Giochi di Los Angeles (1984) con un utile di ben 250 milioni di dollari, avendo però solo due impianti da costruire ed essendo riusciti a coinvolgere in toto i privati. Altra congiuntura economica all’epoca. Ad Atlanta (1996) i conti si chiusero in pareggio con una ricaduta però positiva sulla città. Com’era successo nel 1992 a Barcellona col suo sostanziale restyling e un deciso lancio nell’orbita del turismo internazionale. Decisamente meno bene sono andate le cose nel 1976 a M ontreal dove organizzazione e bilanci fecero acqua. Ad Atene, nel 2004, andarono bene i Giochi e malissimo i conti, e il Paese finì in ginocchio. Londra non aveva bisogno di lanci turistici di sorta. Le società di 116 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 consulenza hanno previsto risultati prudentemente positivi. Il Regno Unito non è più imperiale e però il mito britannico non accetta di essere appannato, incrinato. Lo verificheremo in questi sedici giorni di gare. 117 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Così viviamo un sogno che s’avvera di Stefano Tamburini Ogni sera può esser quella dei miracoli e ogni attimo può essere quello da riporre nel cassetto delle emozioni o da ritrovare un giorno sui libri di storia. L’Olimpiade è anche questo, non solo il mondo che si raccoglie in una città o una sfida fra i popoli per una supremazia che per fortuna non è più quella delle guerre. Certo, anche qui si sono giocate sfide sporche, come quelle dei doping di Stato e altre se ne giocano ancora truccando il sangue di atleti alla ricerca di scorciatoie maleodoranti. M a lo show è quasi tutto genuino e fatto di sogni che si avverano. Per pochi ma si avverano. L’Olimpiade non è solo uno show, è una condivisione di imprese che vanno oltre lo stantio nazionalismo, che esiste ma non impedisce di applaudire l’avversario più bravo o balzare in piedi per un record o un’impresa bella e impossibile. Ci saranno gli eroi attesi – come l’uomo-jet Usain Bolt e il collezionista di ori Michael Phelps – e quelli che sembrano usciti dalle favole. Pensate a Josefa Idem, 48 anni e una passione infinita per la canoa. La prima all’Olimpiade fu nel 1984 – otto volte fa – con la maglia tedesca, quella dell’Ovest preriunificazione. Poi per amore è diventata italiana come il marito-allenatore. L’ultima volta, a Pechino, è arrivata seconda per un centimetro e otto millimetri di distacco dopo 500 di pagaiate. Se salisse di nuovo sul podio potrebbe smettere di fermare il tempo, scendere dal sogno e abbracciare la leggenda. E pensate a Oscar Pistorius, l’uomo che sogna di correre una finale dei 400 metri contro quelli che non hanno bisogno come lui di indossare un paio di gambe per correre o camminare. E ci 118 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 sono – soprattutto – quelli che quasi nessuno conosce e che alla fine ce la fanno: una passione per lo sport, allenamenti su allenamenti, le prime vittorie, poi altre ancora, l’Olimpiade che già sembrava chissà cosa e la medaglia al collo che vale gli sforzi di una vita. Le loro gioie fanno bene al cuore e regalano qualche ora di serenità e spensieratezza. Quelle ragazze e quei ragazzi che un po’ piangono ridendo e un po’non sanno cosa dire ci fanno tenerezza anche perché ci sembrano come noi. E ci fan sembrare di essere lì con loro a cantare e ballare per una medaglia che non si compra, si conquista. Una sfida senza eguali ed è bello viverla con gli occhi di chi ce l’ha fatta. 119 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 La portabandiera Vezzali già in gara per la medaglia di Maurizio Di Giangiacomo Nemmeno il tempo di riporre la bandiera, per Valentina Vezzali. Domani all’ora di pranzo (le 13.20 locali, le 14.20 in Italia) la pluridecorata fiorettista azzurra ha il primo appuntamento con la medaglia: il suo cammino, alla ex Cel Arena, comincerà con la vincente dell’incontro tra S hiho Nishioka (Giappone) e Po Heung Lin (Singapore). M a le vere avversarie Valentina le ha in casa. Fortemente indiziate per il podio, infatti, ci sono anche Elisa Di Francisca (numero 2 del ranking mondiale), che esordirà contro la vincente dell’incontro tra Mona S haito (Libano) e S haimaa El Gammal (Egitto), e Arianna Errigo (numero 4 del mondo), che se la vedrà con Eman El Gammalo con la venezuelana Johana Beatriz Choles. L’esperienza è indubbiamente il grande vantaggio di Valentina, ma la concorrenza è grande, soprattutto sul fronte interno: la sua vittoria è infatti “data” dai bookmakers a 1,90, a 3,50 quella della Di Francisca, medaglia d’argento ai M ondiali 2011, mentre è quotata a 10,00 quella della terza azzurra in gara, Arianna Errigo. La 38enne iesina, numero uno del mondo, prima schermitrice ad aggiudicarsi tre titoli olimpici consecutivi, è alla sua quinta esperienza a cinque cerchi. «Eppure – assicura – nonostante questo, ogni volta è un’emozione unica e molto particolare. Il mio obiettivo è sempre stata la gara olimpica e ho lavorato in questi anni per arrivare su queste pedane e riprendermi il titolo olimpico. Adesso ci siamo e siamo chiamate non solo a dimostrare il nostro valore ma anche a mettere a frutto i sacrifici, sperando 120 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 di rappresentare l’Italia sempre al meglio». Per la Di Francisca, 29 anni, oro ai M ondiali di Parigi 2010, argento iridato l’anno scorso a Catania, è invece la prima Olimpiade. «L’emozione c’è – dice senza troppi giri di parole – arrivata al villaggio olimpico mi è sembrato di essere catapultata in una realtà fantastica. M a non c’è tempo per distrarsi, la gara è già arrivata. Un po’ di tensione c’è, ma sono tranquilla perché ho fatto tutto quelloche era necessario per presentarmi a questo appuntamento nel migliore dei modi». Stessa emozione per Arianna Errigo. «Sono all’esordio olimpico e quindi è normale – spiega – L’unica cosa che mi auguro è di divertirmi come ho sempre fatto nella mia carriera, spero succeda anche qui». Il presidente della Federscherma, Giorgio S carso, sogna un podio tricolore (è possibile perché, se tutto andasse come da copione, la Vezzali incontrerebbe la Errigo solo in semifinale, mentre la Di Francisca è dall’altra parte del tabellone), ma non accetta che si parli di un risultato scontato. «Forse si dà il meglioquando non si parte favoriti – dice – ma i nostri atleti sono abituati a gareggiare a questo livello. L’emozione c’è, poi però devono arrivare i risultati. Vezzali, Di Francisca e Errigo hanno tutte la possibilità di salire sul podio. Valentina ha dalla sua la grande esperienza, Elisa è stata iridata a Parigi, Arianna lotta sempre per le medaglie». Insomma, c’è tutto per far bene. 121 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Nel ciclismo l’Italia lancia Nibali contro Cavendish di Antonio Frigo Il ciclismo assegna il primo oro.«Se bastasse una bella giornata dei nostri...», direbbe il musica Eros Ramazzotti. M a siamo a Londra, il campione del mondo Mark Cavendish conosce la strada come quella che porta a casa sua e su questo traguardo è sfrecciato primo un anno fa, in una corsa che percorreva il circuito a cinque cerchi. E allora Nibali e soci faranno bene a inventarsi una soluzione diversa da quella dello sprint a ranghi compatti, quella che ha visto Cannonball primo in tre tappe dell’ultimo Tour. Domani mattina alle 11 il ciclismo, che oggi ha snobbato la cerimonia di apertura per fare la gamba sul percorso olimpico e nel bosco che cela la salita da scollinare nove volte, muove le prime pedalate verso un podio comunque incerto. L’Italia punta su una soluzione diversa da quella allo sprint a ranghi compatti, nella quale il migliore è Cavendish, seguito dall’aussie Goss, ma potrebbe dire la sua anche Viviani, che pure gareggia anche su pista per inseguire una possibile medaglia nell’Omnium. Per una soluzione a ranghi ridotti Modolo sorriderebbe di più, ma il favoritissimo sarebbe comunque lo slovacco S agan, che di italiano ha solo il club di appartenenza e una biennale residenza a Treviso. Nibali, se confermasse la forma con cui è uscito dalla Grande Boucle (dove è giunto terzo alle spalle di Wiggins, che mercoledì è pronto a giocarsela con Cancellara e Martin a cronometro) potrebbe tirare la zampata con una fuga o un allungo feroce in salita. Intanto – non bastassero le rogne che già abbiamo – Pippo 122 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Pozzato lamenta di essere stato escluso (ma perché andava da un medico dopatore come Ferrari: ingenuone?) e dice che andrà a correre con il Kenya. M agari non “con il” ma “in”Kenya... E occhio ai leoni. C’è un precedente: Rebellin voleva fare il mondiale con l’Argentina e abbiamo visto com’è andata: due anni di squalifica e medaglia restituita a Pechino. Torniamo a bomba, cioè a domani. Agli ordini di Bettini (campione olimpico ad Atene), schieriamo Nibali, Paolini, Modolo, Pinotti e Viviani (Trentin sarà solo riserva). A dir la verità il coach Paolo Bettini ha sciolto le riserve solo oggi e ha deciso di buttarci anche Viviani, che in origine doveva essere risparmiato per inseguire il sogno su pista. In squadra, l’ottimo ct ha un uomo di assoluta fiducia, una specie di vice pedalante, ovvero Paolini, che a suo tempo aiutò proprio lui a portare a casa un paio di M ondiali e un oro a cinque cerchi. Ha poi l’ingegner Pinotti, uno affidabilissimo e che avrà l’ordine di francobollare tutti quando la velocità si alzerà. La seconda punta (la gerarchia vale: uno che arriva terzo al Tour come Nibali non può essere un outsider) sarà Elia Viviani, che non viene da una bella stagione a causa di un infortunio patito in pista, ma che ha rispettato tutte le tabelle di allenamento messegli in mano dal coach. Viviani, sia chiaro, può diventare un... Cavendish nel giro di un paio d’anni, ma non ha ancora l’autorità del ragazzo dell’isola di M an, né la sua rabbiosa fame di successo e di rivincita su una vita non facile. A Londra farà esperienza e, se capita la volata finale, ci proverà anche. 123 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Carlotta, da Mtv al sogno medaglia La 17enne Ferlito è una protagonista del docu-reality sulla ginnastica ed è seguita da migliaia di fan di Paolo Carletti L’emozione è tanta, ma la personalità e la disinvoltura nel compiere esercizi davanti al pubblico non le mancano di certo. Sì perché Carlotta Ferlito, 17 anni all’esordio olimpico dopo aver vinto tre medaglie ai Giochi giovanili, è già un personaggio pubblico amato e seguitissimo. Tra le protagoniste del reality di M tv “Ginnaste-Vite Parallele”, Carlotta è abituata ormai a esibirsi davanti alle telecamereche la seguono 24 ore su 24. E al di là della sua indiscutibile bravura nella ginnastica artistica (la trave è la sua specialità), malgrado la giovanissima età è una delle atlete azzurre maggiormente attese dal pubblico. 35mila “mi piace” su Facebook, oltre 41.100 “follower” su Twitter, Carlotta dal 2011 è una piccola star televisiva oltre che una ginnasta di valore mondiale. Profilo basso. Lei cerca di tenere il profilo basso, si rende conto che incontrerà avversarie di grande spessore, ma cerca di vivere questa avventura con la giusta serenità. Del resto la sua non è stata una strada in discesa. A soli 12 anni ha lasciato la sua città, Catania, e la sua famiglia, per inseguire il sogno. Si è trasferita a Lissone, in Brianzae poi al Centro federale di M ilano. M a il talento è cristallino, eha bruciato le tappe. A 13 anni indossava già la divisa della nazionale, e ora è a Londra, con alle spalle 30 ore settimanali di allenamenti per tanti e tanti anni. 124 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 S a come si vince. Nelle formazioni giovanili ha vinto, ha gioito, dal 2011 è entrata nel gruppo di ginnaste del reality di M tv e nel cuore del grande pubblico. Che ora la aspetta sulla trave di Londra. Non è tra le favorite, ma potrebbe stupire. Senza imbarazzo. «Quando sono sulla trave mi concentro solo sull’esercizio perché in gara, se voglio vincere, non posso concedermi distrazioni. La precisione è tutto» dice Carlotta. Trascorrele sue giornate ad allenarsi e a studiare, ma prima di andare aletto non si dimentica di lasciare un tweet ai suoi fan. Il rapporto con la tv. Del docu-reality parla così: «All’inizio è stato difficile convivere con le videocamere. Però ha trasmesso messaggi positivi: volontà, determinazione e spirito di sacrificio». La trasmissione seguirà la ginnasta anche a Londra. «Sì lo scopo della trasmissione – spiega – è proprio quello di fare vedere al pubblico il lavoro, gli allenamenti, e i sacrifici che quotidianamente noi atleti affrontiamo per arrivare preparati e in forma alle Olimpiadi». E non mostra timidezze di fronte al grande successo personale: «Sono molto grata ai miei fan, sono veramente tantissimi e riescono a darmi la forza nei momenti in cui mi sento un po’giù. Certe volte basta un loro messaggio su Twitter per farmi tornare il buonumore». Brava cantante. Il suo sogno per il domani è quello di una carriera in tv (tra l’altro canta molto bene) o nella moda, ma intanto si gode questa grande esperienza, lanciando tweet e aspettando di domare la trave londinese. Con un pensiero alla sua città che ha dovuto abbandonare troppo presto: «Certo, Catania mi manca – ha detto in una recente intervista – all’inizio è stata dura trasferirmi ma ho dovuto prendere questa decisione perché nella struttura dove mi allenavo io non c’erano gli attrezzi adeguati». Un coraggio che ha pagato, e un amore verso Catania che non potrà mai 125 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 sfumare: «Sono contenta di rappresentare l’Italia e soprattutto la mia città in una gara così importante». Niente di scontato, Carlotta ha idee chiare da sempre. E anche Londra, è l’augurio dei suoi fan, imparerà ad amarla. 126 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 SABATO 28 LUGLIO Subito Grand’Italia con cinque medaglie Miglior inizio non avrebbe potuto esserci: l’Italia conquista due medaglie d’oro, due d’argento e una di bronzo nella giornata inaugurale e si piazza al secondo posto del medagliere. Davanti c’è solo la Cina ed è chiaro che il piazzamento non potrà reggere ma l’ottimo avvio finisce per dar la carica a tutto l’ambiente. I due ori sono della schermitrice Elisa Di Francisca nel fioretto con un podio tutto italiano (seconda Arianna Errigo, terza Valentina Vezzali) e della squadra degli arcieri (Frangilli, Galiazzo e Nespoli). L’altro argento è del tiratore (pistola 10 metri) Luca Tesconi. Esce la notizia della rinuncia del marciatore Alex Schwazer, campione olimpico in carica della 50 chilometri, alla gara più breve, sui 20 chilometri. Un impegno dimezzato, ufficialmente per un raffreddore ma vedremo più avanti che purtroppo sotto c’era dell’altro, molto altro. Purtroppo. 127 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 FIORETTO: PODIO AZZURRO CON ERRIGO, DI FRANCISCA E VEZZALI 128 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 L’America per un giorno siamo noi di Stefano Tamburini Che bello è poter dire che l’America siamo noi. C’è scritto Italia in cima al medagliere, subito dopo la Cina, e per una notte l’Olimpiade è tutta nostra, dolce e da abbracciare come una favola. Difficile che ce ne possano essere altre, di notti come queste, ma è già stupendo poterne andar fieri. Fa gonfiare il petto vedere che tutti cercano di sapere chi sono Marco Galiazzo, Michele Frangilli, Mauro Nespoli e Luca Tesconi , quelli che fan partire frecce e proiettili senza sbagliare i colpi che contano. E che ovunque applaudono la nostra portabandiera Valentina Vezzali, una che di medaglie d’oro ne ha vinte tre di seguito e ieri ha lasciato il passo alle compagne Elisa Di Francisca e Arianna Errigo. Due ori e due argenti in un sol giorno, uniti al bronzo della campionessa immensa al passo d’addio, non li ha vinti nessuno se non la Cina e gli americani ci guardano dal basso. Va tutto alla rovescia, o quasi, grazie alla tradizionale fine del letargo degli sport dimenticati degli anni olimpici. E ci regala ancor più gioie del solito, grazie a storie che a scriverle apposta non si riuscirebbe a farle così belle. C’è soprattutto quella del tiratore Luca Tesconi, uno che fino a febbraio considerava l’Olimpiade il traguardo massimo: era stato l’ultimo a qualificarsi e si è presentato da numero 27 della classifica mondiale. Ha pasticciato all’inizio e a un certo puntone aveva 13 davanti. Poi, senza quasi rendersene conto, non ha più sbagliato e s’è trovato sul podio a 30 anni senza averci mai pensato sul serio. Dopo dieci anni di tennis si è lasciato convincere a provare 129 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 con la pistola nel poligono vicino a casa. A fargli venire la passione è stato il padre, tiratore anche lui, e chissà come si sentirà adesso quest’uomo che ha visto realizzare i suoi sogni con gli occhi del figlio. Storie di gioie in fondo a un interminabile tunnel di sacrifici, gli stessi degli arcieri, secondi quattro anni fa, perfetti ieri. Ce ne sono parecchie di vicende così, fra le medaglie azzurre di sempre. Abbiamo tanti talenti nascosti, non li andiamo neanche a cercare con cura e non li coltiviamo bene ma siamo bravi a fare con quel poco che abbiamo. Arriveranno giornate molto meno felici e ci sarà tempo di capire perché. Intanto godiamoci questi momenti in cui essere italiani vuol dire essere in alto, molto in alto. Conta poco ma aiuta e come se aiuta. 130 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Italia, miniera d’oro Podio tutto azzurro nel fioretto femminile Cinque medaglie nella prima giornata e secondo posto nel medagliere di Maurizio Di Giangiacomo In una prima giornata trionfale per gli azzurri, capaci di conquistare subito una medaglia d’oro nel tiro con l’arco maschile a squadre con Frangilli, Galiazzo e Nespoli e un ancor più sorprendente argento nella pistola 10 metri con Tesconi, la copertina spetta ancora una volta alla scherma. Le ragazze del fioretto femminile hanno rispettato il pronostico che da sempre vede le nostre portacolori favoritissime nella corsa alle medaglie, tanto ai M ondiali che alle Olimpiadi. M a la gara di Londra ha sconvolto le gerarchie interne della fortissima squadra azzurra, lasciando sul terzo gradino del podio la campionissima Valentina Vezzali e proiettando sui primi due la nouvelle vague. In una finale tutta azzurra, la medaglia d’oro è andata a Elisa Di Francisca, che ha battuto la compagna di squadra Arianna Errigo. M a al termine di una giornata come quella di oggi, anche se la rivalità tra le ragazze della scherma azzurra è nota, non è proprio il caso di parlare di sconfitte, bensì dell’ennesima grande prova di una scuola, quella italiana, che si conferma padrona di questa disciplina. Il tabellone del fioretto femminile proponeva “incroci azzurri” solo in zona medaglia e il sogno del presidente della Federscherma, Giorgio S carso, di un podio tutto tricolore si è avverato. Le tre azzurre sono arrivate in semifinale: la numero 1 Vezzali 131 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 piegando nell’ordine la giapponese Nishioka (14-8), la cinese Jinyan (15-6) e – soffrendo – la tunisina Boubakri (8-7); la numero 3 Di Francisca sconfiggendo la libanese S haito (152), la tedesca Golubytskyi (15-9) e la giapponese S ugawara (15-9); la numero 4 Errigo piegando la venezuelana Fuenmayor Choles (15-4), la russa Gafurzianova (15-7) e l’americana Kiefer (15-10). L’incrocio azzurro è arrivato in semifinale e ha regalato la sorpresa di giornata, con l’allieva che ha superato la maestra: la 24enne brianzola Errigo ha infatti messo sotto 37enne jesina Vezzali, che era partitabene ma poi (10-6 e 12-9) ha subito la verve della più giovane compagna, che ha resistito al ritorno della tre volte campionessa olimpica e ha chiuso sul 15-12, approdando alla finale con la Di Francisca, che nel frattempo aveva battuto 11-10 all’extra-time la sudcoreana Nam HyunHee. Nella finalina la Vezzali ha sofferto a lungo l’asiatica ma poi ha ritrovato il proverbiale carattere, pareggiando all’ultimo assalto e affermandosi nel supplementare 13-12. Adesso un altro figlio, ma il sogno è arrivare fino a Rio 2016. Ultimo atto tutto azzurro e ancora emozioni supplementari, con Arianna ed Elisa a duellare punto a punto, la brianzola avanti 8-11 nel finale e la jesina capace di rimontare, chiudere il terzo assalto sull’11-11 e imporsi all’extratime12-11. Il fioretto femminile è da sempre un affare italiano, ma il podio tutto azzurro è comunque un evento eccezionale: è la prima volta, alle Olimpiadi, che le nostre portacolori riescono a occupare primo, secondo e terzo gradino. 132 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Allarme Schwazer: niente 20 km per un raffreddore Alex S chwazer dimezza il proprio impegno olimpico. L’oro della 50 km. di marcia di Pechino ha scelto di non prendere parte alla prova sui 20 km del 4 agosto, per concentrarsi sulla distanza più lunga, l’11 agosto. La decisione di Schwazer è maturata anche per un raffreddore, con stop nella preparazione di tre giorni. I 20 km di marcia non sono la gara preferita di Alex Schwazer, che predilige la distanza più lunga, ma il carabiniere altoatesino arrivava a Londra da capolista mondiale stagionale, in forza del clamoroso 1h17’30”, record italiano, realizzato il 18 marzo scorso a Lugano. Sempre nei 20 km Schwazer aveva conquistato la medaglia d’argento agli Europei di Barcellona 2010. Ora la decisione di rinunciare alla prova delle Olimpiadi londinesi. Nella 20 km di sabato prossimo, 4 agosto, la squadra italiana potrà comunque contare sulla buona vena del romano Giorgio Rubino. 133 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Così l’ultima freccia ci ha regalato l’oro Impresa di Frangilli, Galiazzo e Nespoli contro gli Usa di Paolo Carletti La prima grande emozione per gli sportivi italiani arriva dall’arco di Michele Frangilli. Un ultimo tiro, perfetto, che centra il cerchio, centra il 10, fa esplodere di gioia squadra e tecnico, i numerosi italiani sulle tribune: è la prima medaglia d’oro dell’Italia. E arriva dal tiro con l’arco con Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, campioni in una disciplina affascinante quanto antica, anche se tutt’altro che diffusa. Gli Stati Uniti, favoriti soprattutto dopo aver fatto fuori la Corea, si sono dovuti arrendere anche con una certa sorpresa, dopo che nella seconda parte di gara sembravano in grado di recuperare il vantaggio accumulato dagli azzurri. Invece no. Una cavalcata trionfale per la squadra che già a Pechino aveva vinto l’argento. Tapei negli ottavi (216-206), la Cina nei quarti (220-216), il M essico in una dura semifinale (217-215), le avversarie che hanno dovuto lasciare il passo al trio azzurro. E infine il 219 a 218 con cui è stata piegata la corazzata statunitense. Ed è stata di M ichele Frangilli la freccia della vita sul risultato di 218 a 209 per gli Usa. Frangilli per vincere deve fare solo un ultimo centro, un 10. M a incombe il rischio di non centrare i primi due cerchi, di fermarsi a otto, e perdere una gara condotta in testa quasi dall’inizio. M ichele Frangilli però compie il suo capolavoro: tiro secco, 10 pieno. L’Italia vince il suo secondo oro nella storia del tiro con l’arco (il primo ad Atene con M arco Galiazzo). E pensare che 134 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 l’inizio di queste Olimpiadi era stato tutt’altro che positivo per lo squadrone azzurro. Nelle eliminatorie a squadre, valide per comporre il ranking del tabellone, gli arcieri avevano chiuso solo sesti e proprio Frangilli era stato il meno positivo, nervoso e impreciso, come lui stesso aveva ammesso. M a quando il gioco si è fatto duro, con messicani e statunitensi, non ha praticamente sbagliato un colpo, colmando anche qualche piccola imprecisione di Galiazzo, mentre il più giovane M auro Nespoli (di Voghera) ha avuto una regolarità impressionante con i suoi nove che hanno martellato il bersaglio. Gli stessi statunitensi hanno applaudito gli eroi azzurri, così come un emozionato Gianni Petrucci, presidente Coni, in tribuna, non ha nascosto la sua gioia: «La prima medaglia d’oro è sempre la più bella, si rompe il ghiaccio in una giornata per noi importante. Gli arcieri – ha concluso – se lo meritavano, è una federazione che ha lavorato bene». Sul podio M ichele Frangilli non ha trattenuto la commozione, sussurrando l’inno di M ameli nazionale a occhi chiusi e con le lacrime che gli solcavano il volto. Lui, il Robin Hood lombardo (di M ilano) che eppure di medaglie ne aveva già conquistate. Era già stato – sempre nella prova a squadre – argento a Sydney nel 2000 e bronzo ad Atlanta nel 1996. E ieri a Ponte San Nicolò (Padova) è scoppiata la festa per l’oro del concittadino M arco Galiazzo. Sul M unicipio della cittadina alle porte di Padova pochi minuti dopo la vittoria, era stato appeso un enorme striscione con scritto «Grande M arco» con a fianco il tricolore. Tra i primi a complimentarsi con gli azzurri è stato S tefano Domenicali, direttore sportivo Ferrari. Il team di M aranello, infatti, ha collaborato fattivamente a un progetto di ricerche per selezionare la qualità delle frecce. 135 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Tesconi, che sorpresa Un super recupero e medaglia d’argento «Un’emozione incredibile, il più bel giorno della mia vita» di Paolo Carletti Si era qualificato come ultimo tra i sette tiratori azzurri, ma Luca Tesconi , che è abituato a gestire i suoi alti e bassi, ha poi sorpreso tutti, salendo sul podio con la medaglia d’argento al petto nella finale della pistola ad aria compressa dei diecimetri. Toscano di Pietrasanta (Lucca), Tesconi ha guadagnato nel pomeriggio la prima medaglia per l’Italia, arrivando a insidiare il sudcoreano Jongom Jin, favoritissimo e già argento ai Giochi di Pechino. Talento incostante si è detto, numero 27 del ranking mondiale, il carabiniere versiliese ha compiuto un autentico capolavoro in finale, risalendo dalla quinta posizione delle qualificazioni fino a sfiorare l’oro. Dopo i primi quattro colpi a corrente alternata, Tesconi ha centrato un filotto in crescendo che gli ha garantito di sopravanzare anche il fortissimo serbo Andrija Zlatic, medaglia di bronzo. «È il più bel giorno della mia vita – ha commentato emozionatissimo subito dopo la gara – si tratta del risultato più importante della mia carriera. All’inizio ero nervoso, ma poi ho ritrovato la concentrazione che sentivo in allenamento. Però solo dopo l’ultimo colpo, e soprattutto sul podio, ho realizzato che avevo vinto la medaglia d’argento». Uno sprint che lui spiega così: «Ho provato le giuste sensazioni – spiega – perché riuscivo a seguire quanto provato in allenamento quando ricreiamo le varie situazioni. In gara sono sempre stato una montagna russa – così si definisce – ma 136 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 oggi la testa, che nel tiro è fondamentale, mi ha aiutato parecchio». Non è un caso d’altronde chela nazionale azzurra di questa disciplina, oltre ad avere tecnici molto preparati, si avvale anche della collaborazione di uno psicologo, Claudio Robazza. «Dedico questo risultato a tutti gli amici con cui ho lavorato per arrivare fin qui e che hanno sempre creduto in me. Il mio è uno sport individuale e serve tanta autostima. Nel mio caso mi ha fatto molto bene perché mi ha aiutato a crescere e maturare come persona». Una carriera strana quella di Tesco, come viene chiamato, figlio unico, nato tennista (ha giocato con la racchetta per bendieci anni), e che quando ha deciso di smettere è stato portato dal padre M auro, tiratore amatoriale, per la prima volta al poligono di tiro. «In questo momento vorrei chiamarlo – dice – ma per l’emozione non ricordo il suo numero». Poco male, perché mamma Marzia e papà Mauro erano a Londra, ma non a vedere la gara perché Luca non ha mai voluto che assistessero alle sue performance. Quindi sono rimasti a passeggiare fuori dal “Royal Artillery Barracks”. «E pensare che il mio obiettivo era di entrare nei primi otto – aggiunge – e invece sto vivendo un sogno». M a i suoi successi non finiranno qua, parola del suo allenatore Marco Masetti e del ct Valentina Turisini. 137 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 138 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 DOM ENICA 29 LUGLIO Altre due medaglie la Pellegrini delude Dopo una prima giornata da favola era impossibile sperare in un bis ma è comunque positivo il bilancio azzurro. Arrivano infatti due medaglie – una, d’argento, con lo schermidore Diego Occhiuzzi (sciabola) e l’altra, di bronzo, con la judoka Rosalba Forciniti – ma a tenere banco è la controprestazione della favoritissima nuotatrice Federica Pellegrini, solo quinta nei 400 stile libero con annuncio shock in coda: «Devo fermarmi un anno». Nel medagliere l’Italia resta comunque al terzo posto dopo Cina e Usa con due ori, tre argenti e due bronzi. 139 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 SCIABOLA: DIEGO OCCHIUZZI BACIA LA MEDAGLIA DI BRONZO 140 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Sogni e visioni il motore che fa vincere di Stefano Tamburini Muhammad Alì di loro direbbe che i campioni non nascono in palestra ma per ciò che di profondo hanno dentro: un desiderio, un sogno, una visione. Sono ragazze e ragazzi dell’Italia migliore, conosciuti da pochi e che adesso ci sembrano così familiari. Sì, perché le loro storie sono quelle di tanti altri e ora vincono perché si sono misurati giorno dopo giorno prima di tutto con la loro voglia di fare. Prendete la ju d o k a Rosalba Forciniti, uno scricciolo che ha fatto piangere di gioia mamma e papà – e non solo loro – con quella medaglia di bronzo. Il padre ha raccontato di quando lei gli disse che voleva andare alle Olimpiadi: «Io la guardavo, era una bambina». Una bambina che ha avuto quelche voleva e ora spiega candidamente: «Volevo salire sul tatami ed essere felice». Ecco, essere felice: questa è la visione, il desiderio che muove tutto. Poi si può farcela o no e anche arrivarci vicino, come le tuffatrici Francesca Dallapè e Tania Cagnotto, quarte per un errore sul più bello. Sono lì che piangono ma un giorno saranno orgogliose. Brucia, il quarto posto: è il peggior piazzamento possibile ma da qui si può solo ripartire. Josefa Idem, seconda a Pechino, per poco più di un centimetro dopo 500 metri di pagaiate con la sua canoa, scendendo dal podio abbracciò i figli e disse: «Le sconfitte? Un’ottima opportunità per far meglio la volta dopo». Proprio così, far meglio: difficile pensarlo oggi, dopo il sabato trionfale. M a è stato comunque bello veder piovere altre due medaglie. Dolci ed emozionanti, come quelle di Rosalba e di 141 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Diego Occhiuzzi nella sciabola: ha prima eliminato il più quotato Aldo Montano e si è arrampicato fino all’ultimo atto. Ha preso l’argento ed è ancora lì che se lo coccola, e noi con lui. Anche per non pensare alle delusioni serali del nuoto. Fabio S cozzoli e Federica Pellegrini non ce l’hanno fatta. Ed è l’altra faccia della giornata, la testimonianza che non è così facile e scontato salire sul podio. Federica uscendo dalla vasca ha detto che ha bisogno di fermarsi un anno. M ancano desideri, sogni, visioni e può capitare: ha dato tanto e non prendiamocela con lei se l’America è tornata l’America. Sapevamo che un giorno così come quello del debutto non sarebbe tornato mai più. 142 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 La prima volta di Occhiuzzi Sciabola d’argento di Maurizio Di Giangiacomo La scherma si è già confermata forziere delle medaglie azzurre. Ieri fioretto femminile d’oro, argento e bronzo con Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e ValentinaVezzali, oggi la sciabola di Diego Occhiuzzi è salita sul secondo gradino del podio. Il 31enne napoletano è stato sconfitto in finale dall’ungherese Aron S zilagyi, un 15-8 che non ammette repliche. M a la medaglia d’argento dello schermidore dell’Aeronautica ha comunque riflessi d’oro, perché si trattadella sua prima grande affermazione individuale. Occhiuzzi, giunto in finale di slancio dopo il successo sul ru men o Dumitrescu, ci aveva fatto sognare l’oro, ma l’ungherese Szilagyi non gli ha lasciato spazio. «Un po’ di amaro in bocca c’è – ha detto al termine della finale – Forse potevo fare meglio all’inizio. M aquesto argento è la mia prima medaglia e me la godo tutta». Alla soddisfazione di Occhiuzzi, fanno da contraltare la delusione di Aldo Montano e la rabbia di Luigi Tarantino. L’avventura del campione olimpico di Atene 2004 è finita agli ottavi, nel derby che lo opponeva proprio a Occhiuzzi. E il napoletano lo aveva eliminato anche agli Italiani, quando il 34enne livornese rimediò lo strappo che lo tenne in forse per Londra fino alla vigilia. L’infortunio non completamente smaltito spiega forse l’insicurezza mostrata oggi fin dal primo incontro, quello con il bielorusso Pryemka, cominciato malissimo ma chiuso in rimonta, con un parziale di 9-1. M a contro il compagno Occhiuzzi il carattere non è bastato. «Il rammarico c’è, inutile negarlo – ammette Aldo – Prima ho 143 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 avuto paura di attaccare, ero molto preoccupato degli affondi di Diego e avevo una difesa troppo debole per un torneo del genere. Purtroppo ho sbagliato a lasciare andare Occhiuzzi all’inizio, con una difesa insufficiente e senza attaccare in maniera incisiva. Quando mi sono messo a lavorare a centro pedana e cominciato ad attaccare ho recuperato, ma ho avuto una partenza ad handicap». Qualche ora per ricaricare le batterie, poi sarà il momento di pensare alla gara a squadre e in quell’ottica, a preoccupare, sono ancora le condizioni fisiche del livornese. «In certi frangenti è come se sentissi una puntura di spillo che poi se ne va immediatamente – ha spiegato M ontano – E poi con la gara e l’adrenalina si supera facilmente. Dire che sto bene magari è un parolone. Sugli attacchi sento un muscolo che tira, però tutto sta all’abituarsi che non è niente». Schiuma di rabbia, invece, Luigi Tarantino, uscito sconfitto a causa di un cartellino rosso dal 16esimo di finale che lo vedeva opposto al tedesco Hartung: l’arbitro ha ritenuto che il napoletano – all’assalto decisivo, sul 14-14 – si sia mosso in anticipo. «L’arbitro dava il tempo falsato – ha detto il 39enne schermidore azzurro – e gliel’ho detto dalla prima stoccata. Ha fatto il rigido, Hartung non ha fatto nessuna finta. Ci sono rimasto male, mai visto nulla del genere in un assalto di sciabola». Va detto che Tarantino, che ha manifestato l’intenzione di lasciare l’agonismo, rientrava da una squalifica di tre mesi rimediata per un cartellino nero... 144 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Annuncio shock Pellegrini solo quinta: «Mi fermo un anno» di Paolo Carletti Federica Pellegrini non ce l’ha fatta a conquistare una medaglia nei 400 stile libero. Solo quinta la campionessa azzurra, che già dalle qualificazioni del mattino non era parsa particolarmente in forma. Federica aveva acciuffato quasi in extremis la qualificazione facendo segnare il settimo tempo. «La mattina le sensazioni sono strane. Qui tendono tutte a fare gara tirata già dalla prima mattina», aveva detto. M a in verità le sue avversarie stavano meglio, e si vedeva. Dopo la finale vinta dalla francese Camille Muffat, Federica si presenta ai microfoni con un sorriso tirato e la delusione negli occhi: «Ho dato tutto quello che avevo, di certo vedere vincere l’oro con questo tempo non mi piace, pensavo di fare meglio. C’est la vie...». Prima di lei hanno “toccato” la statunitense Allison S chmitt, seconda, e la britannica Rebecca Adlington che ha conquistato il bronzo. E del resto è proprio Federica la primatista mondiale della specialità, ma oggi la storia è diversa. La nuotatrice cerca di ragionare sul perché della prestazione non proprio soddisfacente: «Credo che questa volta non sono riuscita a fare qualcosa di importante ma non perché non c’era convinzione. Il futuro? A questo punto ho bisogno di un anno di stacco, poi vedrò se avrò voglia di continuare a nuotare». Frase forse dettata dall’amarezza, o magari da altri progetti che riguardano la sua vita privata che divide con Filippo Magnini. Intanto però l’atleta azzurra deve pensare ai 200 stile libero di domani (qualificazioni, dopodomani la finale), dove sicuramente cercherà di dare tutta se stessa perscacciare i 145 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 fantasmi dei deludenti 400. Anche a Pechino del resto Federica chiuse al quinto posto i quattrocento, per poi vincere l’oro nei 200. «Reagire? Certo, ma la testa non può fare tutto». Insomma, non una grande fiducia, ed è comprensibile, ma magari la notte avrà portato qualche «sensazione positiva». Così come nella vita, Federica Pellegrini e Filippo M agnini si sono divisi da protagonisti la giornata del nuoto prima di arrivare al grande sprint serale con le finali. Entrambi qualificati, Federica nei 400 stile, M agnini nella 4 per 100 stile libero. Ed è stato proprio l’atleta pesarese a trascinare il quartetto azzurro alla finale, conclusa con un settimo posto di fronte a dei veri e propri mostri sacri della specialità. «Non eravamo brillantissimi – ha commentato M agnini – abbiamo faticato tutti. Peccato perché a parte i francesi che hanno fatto una gara da paura il podio si poteva agguantare. La verità è che non siamo proprio in forma. Federica? Anche quattro anni fa era arrivata quinta nei 400 e poi sappiamo come è finita...». Nella semifinale dopo una partenza da incubo di Dotto (che ha rischiato anche di far squalificare la staffetta) e tempi piuttosto deludenti anche da parte di Rollo e S antucci, era stato proprio M agnini a recuperare posizioni e permettere ai nuotatori azzurri di arrivare alla finale. E quando è arrivato ai blocchi, pur stremato, ha urlato la sua rabbia verso i suoi compagni, da vero leader: «La staffetta si fa in quattro – ha detto – non da soli, partire da ottavi non ha senso». M agnini glielo ha urlato ai suoi compagni quando era ancora in acqua. 146 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Judo, Forciniti prende il bronzo «È la prima e ultima Olimpiade» di Paolo Carletti La medaglia che non ti aspetti ce la regala Rosalba Forciniti nello judo, bionda calabrese di Cosenza, nella categoria sotto i 52 chilogrammi. È bronzo per la piccola, forte e tenace atleta azzurra, che non figurava tra le favorite, ma è riuscita ad arrivare alla finale per il terzo posto e a battere la lussemburghese MarieMuller. Il duello era finito in parità, e allora sono stati i giudici a decidere e hanno assegnato senza indugi la vittoria a Rosalba, che ha potuto saltare sul tatami e lanciare baci in tribuna ai genitori, urlando un «I love you papi», al genitore che maggiormente l’ha incoraggiata e seguita in questi anni di carriera fatta di tanti successi. M a prima d’ora Rosalba Forciniti, 26 anni, carabiniere e un passato anche nella ginnastica artistica (sport amato dalla madre), le Olimpiadi le aveva viste solo in tv. Oggi ha voluto far sua la scena, protagonista anche dopo i combattimenti, quando ha potuto esprimere tutta la sua gioia mostrando anche una maglietta alle telecamere con su scritto «le buone ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze vanno... a Londra». Determinata quanto estroversa ed effervescente, scherza e saluta anche durante la premiazione, e poi sorprende tutti quando dice che «queste saranno le mie prime e ultime Olimpiadi. Nella vita voglio fare anche altro, ma poi forse alla fine cambio idea». E butta lì una possibile carriera nell’Arma, oppure la tv (il sogno di molti atleti) quando le chiedono se parteciperebbe a un programma televisivo: «M a sì, perché no, 147 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 ma poi magari alla fine cambio idea. Per ora studio scienze politiche e vado in vacanza in America. Poi vedremo, ne riparleremo a settembre». Sì, ne riparleremo, anche perché ora è il momento di festeggiare e Rosalba è un fiume in piena: «Non ci credo ancora, l’ho sempre sognato. M a si dice volere è potere no? Volevo salire sul tatami ed essere felice. Ho iniziato a fare judo da bambina ma mia madre non voleva perché già ero un maschiaccio e diceva che così peggioravo la situazione. Poi ho insistito con mio padre, e ora eccomi qui». Rosalba già a 15 anni si è trasferita da Longobucco, piccolo centro in provincia di Cosenza, a Roma per frequentare il Centro federale. «Dedico questo bronzo a mio padre Domenico, lui sa il perché. Ed è a lui che la regalerò». Poi vuole precisare: «Sul tatami è vero, sono un maschiaccio, ma fuori sono una donna che ama lo shopping e cucinare, e ora fatemi andare via che mi aspetta la famiglia, con mamma, papà, zii, sorelle e il mio fidanzato». Il ct Felice Mariani non commenta i propositi futuri della sua atleta, e la descrive così: «Rosalba è sempre stato un grande talento, doveva solo conquistare più fiducia in se stessa, è una forte, ma davvero!». «Determinata e un po’ folle, una campionessa» la definisce scherzosamente un rappresentante dello staff azzurro. M ariani ha invece ancora sul collo le vene gonfie per la tensione e la voce roca: «Abbiamo dimostrato che ormai siamo tra le nazioni leader nel judo a livello internazionale. Dopo il Giappone tecnicamente veniamo noi». E intanto si gode questo successo, aspettando la prova dell’altra judoka, molto attesa, Giulia Quintavalle. 148 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LUNEDÌ 30 LUGLIO Carabina d’argento Federica in finale Arriva un’altra medaglia d’argento per gli azzurri grazie alla carabina di Niccolò Campriani in una giornata in cui torna un pizzico di speranza per Federica Pellegrini, che si è qualificata per la finale dei 200 stile libero (in programma domani) ma l’ambiente del nuoto comincia già a essere attraversato dalle prime polemiche, avvisaglia della tempesta che sta per scaricarsi addosso ai principali protagonisti a causa di una raffica di insuccessi in gran parte inattesi. Arriveranno poi anche le frasi infelici di alcuni nuotatori; nel frattempo quel che è certo che molte accuse a Federica Pellegrini sono cominciate a piovere addosso mentre doveva disputare la seconda gara con, sulla carta, ancora possibilità di medaglia. Fra le buone notizie di giornata anche la qualificazione per la finale della squadra femminile di ginnastica artistica. Fra le curiosità una storia al limite dell’inverosimile: lo smarrimento delle chiavi dello stadio di Wembley, dove si giocano gli incontri di calcio. Nel medagliere, Italia al quinto posto con due ori, quattro argenti e due bronzi. 149 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 NICCOLÒ CAMPRIANI, ARGENTO NELLA CARABINA 150 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Federica e le critiche ingenerose di Stefano Tamburini Prima che arrivasse lei il deserto. Di medaglie e di attenzioni. Era il 2004, eravamo ad Atene ed era da 32 anni che non vedevamo salire una bandiera italiana sul pennone di una premiazione olimpica femminile. Ogni volta che si parlava di nuoto bisognava ricordare l’impresa (un argento e due bronzi) di Novella Calligaris, 32 anni prima a M onaco. E solo nel 2000 un altro azzurro – Domenico Fioravanti – aveva rotto il ghiaccio a Sydney con un doppio oro. Prima di Federica Pellegrini – e di quelli che l’hanno accompagnata dal 2004 in poi – il nuoto italiano era poco più che all’anno zero. E tutto questo va ricordato per valutare con serenità la sconfitta dei 400 stile libero, chiusi al quinto posto come peraltro era accaduto quattro anni fa a Pechino, due giorni prima del trionfo nei 200. Domani sapremo se andrà di nuovo così ma non è da una medaglia in più o in meno che si può giudicare un nuotatore e comunque un atleta di questo livello. Si sono dette e scritte molte cose – alcune buone, molte altre meno, spesso al limite della cattiveria – su questa ragazza, sui cambi di fidanzati e di allenatori, si è fatta dell’ironia sciocca sugli spot in tv e sugli errori che avrebbe fatto nella preparazione, come se all’improvviso oltreché un popolo di commissari tecnici del calcio ci fossimo trasformati anche in tanti tecnici della piscina. Sì, è vero, l’esistenza di un campione a un certo punto non è più fatta solo di allenamenti, gare e vita privata serena. Ci sono gli sponsor, il gossip, la vita blindata e si può arrivare a smarrire il sogno, la visione, il desiderio che stanno 151 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 alle fondamenta di ogni cammino sportivo. Non sappiamo se è realmente accaduto ma, nel caso, potremmo farne una colpa a Federica o ad altri che si dovessero trovare in questa situazione? La Pellegrini il 5 agosto compirà 24 anni e ne aveva 16 la prima volta che è stata vista aggirarsi dalle parti di un podio olimpico. Nel frattempo ci ha fatto gioire con un oro e un argento a cinque cerchi, quattro ori, un argento e un bronzo mondiali, altri quattro ori europei e tanto altro ancora. Se anche avesse sbagliato tutto o si fosse stufata che dovremmo dirle? Le scelte personali non sempre possono ispirare simpatia diffusa ma devono restare tali. Per tutto il resto ci può essere una sola parola: grazie. Comunque vada domani sera. 152 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Niccolò carabina d’argento Ha colpito al cuore Petra Campriani battuto solo dal rumeno Moldoveanu La sua ragazza è la tiratrice azzurra Zublasing di Maurizio Di Giangiacomo La fortuna è cieca, ma l’Italia ha una mira (quasi) infallibile. Dopo l’oro del tiro con l’arco maschile a squadre di Frangilli, Galiazzo e Nespoli, oggi è arrivato infatti anche un argento nel tiro a segno. M erito della carabina del fiorentino Niccolò Campriani. Dopo una qualificazione da record olimpico (599 su 600), la dea bendata gli ha voltato le spalle sul più bello: nella finale con il rumeno Alin Moldeveanu, l’oro gli è sfuggito per un “9,4”, per intenderci qualcosa come due millimetri. M a questa medaglia va comunque accolta con soddisfazione, anche perché è la conferma del teorema che enunciamo dalla vigilia di questi Giochi: l’Italia arriva alle Olimpiadi strombazzando i nomi dei “soliti noti” e poi – eccezion fatta per il “forziere” scherma – le medaglie le portano a casa i campioni degli sport sommersi, quelli che spuntano come i funghi ogni quattro anni, si godono qualche settimana di gloria e poi se ne tornano nel nostro colpevole dimenticatoio, in attesa di una prossima edizione dei Giochi che magari neanche arriva. In ossequio a questa strana pratica tutta italiana, il portacolori delle Fiamme Gialle è arrivato a Londra quasi in sordina. M a sulle spalle aveva il peso del titolo mondiale 2012 e della leadership nel ranking continentale. «Proprio per questo è stata una medaglia sofferta», ha detto Niccolò, che poi ha dedicato la medaglia alla sua famiglia e alla fidanzata Petra 153 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Zublasing, a sua volta olimpionica del tiro a segno (eliminata nella carabina 10 metri), che nel frattempo stava cercando di raggiungerlo superando i rigidi vincoli imposti dalle misure di sicurezza negli impianti olimpici. Pane, amore e tiro a segno: Niccolò e Petra, 23enne altoatesina di Appiano, si sono conosciuti ovviamente in poligono, ma non è stato amore a prima vista. «Niccolò mi sembrava un po’ una prima donna – ha detto Petra –, lui pensava che io fossi arrogante: insomma, non ci stavamo molto simpatici». Poi però, tra una gara e l’altra, nel 2009 l’amore è sbocciato, tanto che i due tiratori si sono trasferiti assieme negli Stati Uniti per allenarsi e studiare all’università della West Virginia di M organtown con la borsa di studio della federazione. Petra deve ancora completare il suo percorso di studi in ingegneria civile, Niccolò invece si è già laureato in ingegneria manageriale e prossimamente si trasferirà proprio in Inghilterra, a Sheffield, per fare il master in ingegneria sportiva. «Poi spero di trovare lavoro in Italia», ha detto. Prima però c’è ancora un bel pezzo di Olimpiade. Petra sarà in gara sabato nella carabina 50 metri tre posizioni assieme alla Nardelli. Niccolò non è sazio e sogna addirittura il tris di medaglie: anche lui sarà in gara nei 50 metri tre posizioni (lunedì 6), ma prima (venerdì 3) ci proverà nella carabina a terra 50 metri. Prove alle quali si presenta senza il peso della leadership mondiale: chissà che questa volta la dea bendata non lo baci in fronte. Petra permettendo, ovviamente. 154 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Hanno perso le chiavi di Wembley di Andrea Gabbi Polemica sul braciere olimpico evidenziati prima del via, l’Olimpiade made in England continua a mostrare falle sotto l’aspetto organizzativo. Falle che per certi versi fanno anche sorridere: sono andate perdute le chiavi dello stadio di Wembley. Si tratta di chiavi laser di ultima generazione (costano intorno alle 40mila sterline) che permettono l’ingresso all’impianto. Una perdita non da poco: l’organizzazione infatti oltre a recuperare le nuove chiavi sarà costretta a cambiare tutte le serrature. La caccia al colpevole è partita e addirittura Scotland Yard si è mossa per fare chiarezza sull’accaduto che avrebbe anche un seguito visto che anche sui campi da tennis di Wimbledon sembrano essere sparite delle chiavi per l’accesso. Parallelamente alla scomparsa delle chiavi gli organizzatori sono alle prese con la pioggia di critiche piovute dopo il momentaneo spegnimento del braciere olimpico. Uno “stop and go” indispensabile per spostare il fuoco dal centro del campo al lato dello stadio. Una location che non permetterà ai visitatori della city di vedere la fiamma simbolo dei giochi se non acquistando il biglietto per una delle gare di atletica. L’organizzazione ha anche chiesto di evitare sms e tweet durante le gare perché potrebbero interferire con la copertura tv provocando un black out. In questo marasma una buona notizia c’è: Paul M cCartney e le altre star che hanno partecipato alla cerimonia d’apertura sono state ricompensate con la cifra simbolica di una sterlina. 155 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Federica ci riprova Orgoglio Pellegrini «Adesso voglio l’oro» Domani la finale: è l’occasione per spazzare le critiche di Andrea Gabbi Serviva un segnale forte, da mandare alle rivali ma soprattutto all’opinione pubblica. Il segnale è arrivato, magari non forte come si sperava, ma comunque è arrivato: Federica Pellegrini si è qualificata per la finale dei 200 stile libero. Nella seconda semifinale, la campionessa in carica si è imposta con 1’56”67, facendo registrare il quarto tempo complessivo. Una mezza liberazione per la veneziana che dopo la battuta d’arresto nei 400 sembrava aver perso tutte le certezze costruite in anni di nuoto. Nella sua gara preferita è tornata competitiva, con un tempo non sensazionale ma comunque in linea con le dirette concorrenti in corsa per una medaglia. Le polemiche, quelle legate al suo calo di rendimento rispetto al recente passato, per qualche ora saranno alle spalle. Almeno fino a domani sera, quando intorno alle 20.40 italiane Federica scenderà in vasca per difendere quella medaglia ottenuta a Pechino quattro anni fa. «Le critiche? Non mi interessano. Sicuramente domani sarà tutta un’altra gara». Parole e musica della Pellegrini che sembra aver riacquistato quel pizzico di determinazione in più che negli ultimi giorni sembrava sparito: «Se metto la firma per il terzo posto? No, voglio giocarmi alla fine tutto quanto», prosegue la campionessa veneta che confessa di non esser rimasta stupita dalle altre avversarie. «Se gli italiani possono tornare a sognare con me? Spero intanto di tornare a sognare io. Adesso 156 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 andiamo in “all in”, poi vediamo come si mettono le cose». La metafora presa dal poker ci sta tutta: bisogna puntare tutto sui 200. C’è però da mettere in conto una condizione non eccellente e una concorrenza agguerrita. Il tutto farcito dalle critiche piovute da alcuni addetti ai lavori e da numerosi tifosi. C’è chi l’ha accusata di scarso impegno in gara in favore della “vita privata” con Filippo Magnini. C’è chi le ha tirato le orecchie sottolineando le difficoltà derivate dai continui cambi tecnici. La verità probabilmente è nel mezzo: Federica ha bisogno di staccare la spina per ricalibrare gli obiettivi. Prima però serve l’ultimo sforzo. A seguirla davanti al televisore ci sarà anche Giorgio Napolitano, definito dal numero uno del Coni Gianni Petrucci come «il presidente più vicino allo sport di tutti i tempi». Tornando alle polemiche nel calderone c’è finito pure il suo compagno Filippo M agnini. M agnini aveva strigliato i compagni della 4per100, rei a suo avviso di scarso impegno. L’ex capitano della nazionale Emiliano Brembilla non ha digerito l’uscita del pesarese: «Le sfuriate non servono a nulla. Si tratta di un gesto fuori luogo. Lui non deve insegnare niente a nessuno». Oggi intanto il panorama del nuoto si è fermato per celebrare lo statunitense Matthew Grevers, oro nei 100 dorso maschile, realizzando anche il nuovo record olimpico con 52”16. Missy Franklin invece ha vinto la finale dei 100 dorso femminili davanti all’australiana Emily S eebohm. Nei 200 stile trionfo del francese Yannick Agnel (fuori dal podio Ryan Lochte, quarto). Sorride anche la Lituania grazie a Ruta Meilutyte, medaglia d’oro nei 100 rana donne. Bene infine Michael Phelps che ha ottenuto la finale nei 200 farfalla. 157 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Italia, storica finale Vanessa Ferrari può portarci in alto di Marco Marangoni Finale col thrilling nel concorso a squadre maschile di ginnastica artistica. Con la Cina con l’oro virtualmente al collo, ben tre nazioni rimangono per qualche minuto col fiato sospeso. Clamoroso ciò che è accaduto a rotazioni finite. In un primo momento la classifica finale recitava Cina prima, Gran Bretagna seconda, Ucraina terza e Giappone quarto. La squadra nipponica però ha presentato ricorso per il punteggio assegnato a Kohei Uchimura e la giuria, dopo aver rivisto i replay, ha ritenuto corretto il ricorso nipponico, riscrivendo la classifica con oro alla Cina (275,997 punti), argento al Giappone (271,952) e bronzo ai padroni di casa (271,711) con gli ucraini relegati al quarto posto e senza medaglia (271,526). Intanto, cresce l’attesa per la storica finale conquistata, col settimo punteggio, dall’Italia trascinata da una favolosa Vanessa Ferrari. Domani pomeriggio (ore 17,30 italiane) alla North Greenwich Arena le azzurre proveranno a sfidare le superpotenze Cina, Russia, Stati Uniti e Romania. A rappresentare i colori azzurri saranno, oltre alla Ferrari (terza al corpo libero), anche Carlotta Ferlito, Elisabetta Preziosa, Erika Fasana e Giorgia Campana. La sorpresa più grande del concorso generale è l’esclusione della campionessa iridata, la statunitense Jordyn Wieber, tagliata fuori dalle due connazionali, malgrado i suoi 60.032 punti. «Diciamo che ho messo una bella pietra sopra Pechino – ha affermato la Ferrari –. Nel 2008 non stavo bene e sono 158 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 felice di essere riuscita a dimostrarlo, quattro anni dopo. Se devo essere sincera, la notte prima della gara ho dormito pochissimo, avevo molta ansia. Poi mi sono imposta di pensare che fosse una gara come le altre e mi sono tranquillizzata. Alle parallele avevo le mani gelate, non sentivo lo staggio. Anche le mie compagne erano agitate, forse più di me. Si saranno sentite come noi in Cina. Però hanno reagito, sono state brave. M i dispiace che Erika non sia entrata nella finale all-around, l’avrebbe meritato, ma d’altra parte una di noi tre doveva star fuori (l’altra generalista è Carlotta Ferlito, ndr)». «La vita certe volte è buffa – ha concluso la 21enne atleta di Orzinuovi – ai M ondiali di Tokyo eravamo state perfette e restammo escluse dalla finale a squadre. Qui a Londra, malgrado qualche errore, siamo dentro. Quando si dice chiusa una porta si apre un portone. Chissà che non mi accada la stessa cosa al corpo libero, cui dovetti rinunciare in Cina per una leggera distorsione nelle fasi di riscaldamento». Il team italiano è felice per il prepotente ritorno del “Cannibale di Orzinuovi”. «Il 14.900 di punteggio del corpo libero all’interno di una seconda suddivisione è un riconoscimento del valore dell’esercizio – ha detto il tecnico di Vanessa, Enrico Casella che con la Ferrari e la Fasana, può vantare altre tre atlete olimpiche, Francesca M orotti, Irene Castelli e M onica Bergamelli –. Lascia un po’ perplessi che agli Assoluti di Catania, con lo stesso programma, non sia riuscita ad ottenere altrettanto. All’inizio le ragazze avevano versato qualche lacrima di tensione ed è anche comprensibile che ci sia stata qualche errore. Per nostra fortuna Vanessa ha preso per mano la squadra». 159 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Baldini e Cassarà, fioretti-coltelli In pedana dopo il pasticcio-doping di Pechino Il volley cerca riscatto dopo il ko con la Polonia di Maurizio Di Giangiacomo Aspromonte, Baldini e... Cassarà. Domani è il giorno del fioretto individuale maschile, il giorno dei nostri fratellicoltelli. Quattro anni dopo il pasticciaccio brutto di Pechino, a Londra ci sono tutti e due: Andrea Baldini, che saltò i Giochi del 2008 per la positività a un diuretico per la quale urlò a un complotto ai suoi danni; e Andrea Cassarà, che di quel complotto – inevitabilmente – fu il primo indiziato, perché sostituì Baldini ai Giochi cinesi. Poi il livornese almeno ufficialmente ritrattò e – dopo la riabilitazione da parte della federazione internazionale, che lo squalificò sei mesi solo per negligenza – lui e il compagno di squadra bresciano tornarono a gareggiare e a vincere assieme, non senza qualche momento d’imbarazzo. Insomma, da bravi professionisti sono tornati a mettere la loro arte a disposizione dei colori azzurri, ma di abbracci calorosi non se ne sono più scambiati. Chi li frequenta da vicino parla di un rapporto che è migliorato, freddo ma in ogni caso molto civile. Una mano al ct S tefano Cerioni l’ha data il tabellone, che domani potrebbe mettere di fronte i due fiorettisti azzurri solo in finale, mentre l’incrocio tra Baldini e l’altro azzurro in gara, Valerio Aspromonte, sarà possibile già in semifinale. Domani alle 15.45, contro l’Argentina, tornano in campo gli azzurri del volley, nettamente sconfitti all’esordio contro la Polonia. Una falsa partenza sorprendente per una squadra 160 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 accreditata come una delle migliori quattro del torneo olimpico, che alla vigilia sognava di sfatare il tabù della medaglia d’oro. «Possiamo fare molto meglio rispetto a quanto dimostrato contro la Polonia – ha detto il ct Mauro Berruto –, ci crediamo. La Polonia è un avversario difficile, che ha vinto meritatamente, ma siamo ai Giochi olimpici e quindi le partite sono tutte difficili. Comunque il lavoro che andava fatto è stato fatto, ora dobbiamo recuperare energie nervose e la nostra voglia di dimostrare che siamo una squadra che è in grado di esprimere un gioco superiore ». Un’altra delusione ce l’ha riservata Chiara Cainero nel tiro a volo. Domani cercheranno di vendicarla, sempre nello skeep, Ennio Falco (oro ad Atlanta ’96) e Luigi Lodde, che ieri hanno concluso le qualificazioni a ridosso della prime sei posizioni utili per accedere alla finale. 161 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 162 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 M ARTEDÌ 31 LUGLIO Il nuoto perde le medaglie e la faccia È la prima giornata senza medaglie per gli azzurri e c’è tanta amarezza per le occasioni mancate, quella dello schermidore Andrea Baldini (fioretto) ma soprattutto quella di Federica Pellegrini, alla vigilia accreditata alla peggio di un semplice podio e invece solo quinta nei 200 stile libero. Ma far male è soprattutto la bufera che sta avvolgendo l’ambiente del nuoto, dove il peggiore in campo (non solo per i risultati) è il velocista Filippo Magnini, fidanzato di Federica Pellegrini. Parole di fuoco e ingenerose contro il suo allenatore, una brutta figura che provoca censure dall’esterno e tensioni interne. E che ammanta di amarezza supplementare anche la giornata non certo brillante di Federica Pellegrini. Sempre dal nuoto arriva la polemica più aspra intorno alle prestazioni di una nuotatrice cinese con qualche sospetto di troppo di doping destinato a restare tale. Soddisfatte invece le azzurre della ginnastica artistica, il loro settimo posto vale un mezzo podio. Nel medagliere l’Italia scivola al settimo posto con due ori, quattro argenti e due bronzi. 163 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LA DELUSIONE DI FEDERICA PELLEGRINI DOPO I 200 STILE LIBERO 164 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 “Zero tituli” ma a far male sono le parole di Stefano Tamburini E venne il giorno degli “zero tituli”, col medagliere fermo e le parole che non avremmo mai voluto sentire, quelle di Filippo Magnini, fresco di sconfitta e brutta figura, pronto a quel che sembra un regolamento di conti con l’allenatore Claudio Rossetto apparentemente amato fino al giorno prima. Quasi un presagio, un mettere le mani avanti ancor prima di sapere che sul far della sera anche l’amata Federica Pellegrini sarebbe rimasta fuori dal podio. Non sono le sconfitte a far male, in questa prima giornata amara. Sapevamo che prima o poi sarebbe capitato e non è uno scandalo se con il quinto posto di Federica può considerarsi chiuso anche un ciclo magico come quello del nuoto azzurro, inaugurato dai due ori di Domenico Fioravanti a Sydney nel 2000. A far male sono le parole del nuotatore di Pesaro che, proprio come ha avuto modo di dire l’ex azzurra del volley Maurizia Cacciatori, «non si vorrebbero mai sentire da un atleta appena sconfitto, che prima di tutto dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza». Insomma, è giusto dover dire grazie a chi ci ha regalato trionfi in serie ma chi sta a casa merita bendi più di questi show da “Isola dei famosi”. E sarà anche vero che quando si vince diventa tutto più facile, ma – guardando altrove – come non esser fieri di un argento che non finirà mai nel medagliere azzurro ma vale più di un oro. È quello del carpentiere danese Anders Golding, secondo ieri nel tiro a volo. Anders si allena a Taranto, nel poligono all’interno delle acciaierie Ilva. Conosce il sacrificio di allenamenti durissimi e sa anche – lo 165 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 vede ogni volta che varca la soglia di quel poligono – cosa vuol dire trovarsi in una situazione di precarietà come quella degli operai della fabbrica. E il primo pensiero è per loro: «Sono anche io un lavoratore, al mattino faccio il carpentiere e al pomeriggio mi alleno, prendo le ferie per venire in Italia dal mio ct. Comprendo la sofferenza di quei lavoratori». Anders spende ogni anno diecimila euro per potersi allenare e viaggiare fino a Taranto, dove abita il ct Pietro Genga. E se avesse perso avrebbe ringraziato lo stesso, perché uno così ha ciò che Muhammad Alì chiama visione, desiderio, sogno e che forma i campioni prima che comincino a esserlo. Partendo dalla regola numero uno: per essere vincenti bisogna prima saper perdere. 166 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Federica affonda, nuoto nel caos Mai in corsa per il podio e, grazie alle accuse del fidanzato Magnini, siamo al tutti contro tutti di Andrea Gabbi Peggio di così non poteva andare. Federica Pellegrini alza bandiera bianca anche nei “suoi” 200 metri chiudendo la finale al quinto posto. Una sconfitta netta, che non ammette repliche. Trionfa la statunitense Allison S chmitt che mette in riga la francese Camille Muffat e l’australiana Bronte Barratt. M a stavolta più che i successi di chi è il podio se l’è guadagnato, fa notizia la debacle dell’azzurra, che nel 2008 aveva vinto l’oro e nel 2004 l’argento. M odesto il tempo finale (1’56”73), pessima la gestione della gara. Federica ci aveva abituato ai primi due passaggi a ritmi non elevati, seguiti a ruota da una seconda parte di gara da urlo. Stavolta il meccanismo si è inceppato: avvio soft (come da previsioni), finale disastroso. Evidente la difficoltà dell’azzurra che al momento di inserire il turbo ha cominciato ad arrancare. Di benzina nel serbatoio di Federica proprio non ce n’era. Stare al passo delle prime forse era impossibile (la Schmitt ha fatto un tempo astronomico), ma sognare una medaglia era più che lecito. Tutti a casa senza nulla in tasca, come non accadeva da una vita. Amaro il commento della veneziana: «Bisogna sempre crederci, ma come ho detto non siamo brillanti, non c’è proprio la forma. Non ne avevo proprio. Ci sta. Io ho dato tutto quel che posso ma è così». Eppure il tecnico Claudio Rossetto aveva detto che una delle medaglie era alla portata dell’atleta: «Non potevo andare a medaglia, altrimenti l’avrei fatto». Dopo l’oro di Pechino 2008 e l’argento di Atene 2004, 167 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 la delusione di un quinto posto che fa pendant con quello ottenuto nei 400. Una delusione: «Non rimpiango niente, rifarei tutto quanto. Ora riparto da zero e pensiamo alla staffetta». Sarà quella infatti l’ultima possibilità di rialzare la testa per una nazionale alle prese con un cambio generazionale difficile da digerire dopo i trionfi degli ultimi anni. Nell’ambiente azzurro è evidente che qualcosa non funziona: Fabio S cozzoli fuori dai giochi per le medaglie nella rana, Federica Pellegrini che lascia campo alle avversarie, Luca Dotto e Filippo Magnini che non si qualificano nemmeno per la semifinale nei 100 stile. Le parole al vetriolo di Filippo sono di quelle che lasciano il segno: «C’è da rifondare tutto perché non possiamo permetterci di buttare via così quattro anni di lavoro». Il problema, almeno a sentire M agnini, è legato alla preparazione: «Durante l’anno sono sicuro di essermi impegnato al 100%, ma di non aver reso in allenamento come l’anno scorso. Nella velocità abbiamo fallito». Una bordata indirizzata al tecnico Claudio Rossetto? Sembra di sì, anche se poi è lo stesso M agnini ad aggiustare il tiro dopo il ko della sua fidanzata nella finale dei 200: «Il gruppo è e resta unito, si prosegue insieme anche il prossimo anno. Claudio lo ringrazierò sempre e con lui proseguirò la mia carriera, dobbiamo solo parlarci ed evitare di fare gli stessi errori il prossimo anno». Intanto l’Italia mastica amaro. Per Federica ora ci sarà l’ultima fatica in staffetta, poi via all’anno di tranquillità per ricaricare le pile: «Un’altra Olimpiade? Spero di sì. Per fortuna non è il prossimo anno». Un anno che sarà fondamentale per capire le reali intenzioni di una delle atlete che ha fatto la storia dello sport italiano, ma che ora rischia di chiudere in affanno una carriera incredibile. 168 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il nuoto nella bufera Magnini contro tutti: «Allenamenti errati» Velocisti eliminati, Filippo accusa e poi tenta il dietrofront di Andrea Gabbi Colpiti e affondati. È l’anno zero per il nuoto italiano, senza presenze nel medagliere e con prospettive pessime per i prossimi giorni. Una spedizione complicata, figlia naturale dei problemi visti dentro e fuori dalla vasca di Shanghai al M ondiale 2011. In quell’occasione fu sempre Federica Pellegrini a dare peso al forziere azzurro, insieme con gli argenti di Luca Dotto e Fabio S cozzoli. Il tutto però fu farcito dalle prime polemiche con la federazione italiana e dai rumors legati alla vita privata delle star del nuoto. Si ferma così una striscia positiva che proseguiva da Sydney, la prima Olimpiade nella quale l’Italia si elevò all’altezze delle nazioni leader della disciplina. Allora furono Domenico Fioravanti, Davide Rummolo e Massimiliano Rosolino a fare la voce grossa, seguiti a ruota dalla Pellegrini che ad Atene 2004 cominciò a gettare le basi per il dominio nei 200 metri stile dimostrato a Pechino (unito all’ottimo argento di Alessia Filippi negli 800). Londra invece si è rivelata una tappa amara nel processo di evoluzione del nuoto azzurro. Una tappa che passerà alla storia anche per le frizioni tra atleti, tecnici e dirigenti. Ieri il flop della staffetta 4 per 200: Luca Maglia, Alex Di Giorgio, Riccardo Maestri e Marco Belotti, hanno chiuso la loro batteria con il sesto tempo (undicesimo complessivo). In precedenza il disastro dei due portacolori italiani nei 100 169 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 metri. Fuori sia Filippo Magnini sia Luca Dotto: «Abbiamo completamente cannato la preparazione, non si arriva così a un’Olimpiade – sottolinea Re Magno –, non stiamo facendo dei Giochi impressionanti e quando torneremo ci sarà una resa dei conti. La velocità ha sbagliato tutto: io mi sono impegnato al cento per cento, ho dato il massimo, ma in gara non ho mai reso come in allenamento. Ho sbagliato anch’io a non calcare di più la mano sentendo che non andavamo. E qui siamo arrivati non in condizione. È un peccato perché si buttano via quattro anni così. Dobbiamo cambiare tutto e dobbiamo farlo tutti». Parole pesanti, destinate ad alzare un bel polverone nei confronti soprattutto del tecnico Claudio Rossetto: «Ogni tanto parla un po’ troppo a caldo. Lo conoscete: tutti quando è felice lo urla ai quattro venti, quando è incazzato è incazzato». Lo stesso M agnini in serata ha poi addolcito l’uscita, ma la realtà resta. C’è chi accusa Filippo di essersi concentrato più sulla sua storia d’amore con Federica Pellegrini, unita alle comparsate televisive, rispetto che al lavoro in acqua. Emblematico poi quanto successo in vasca durante le batterie della 4 per 100 uomini. Filippo Magnini non le ha mandate a dire ai compagni Luca Dotto, Andrea Rolla e Michele S antucci. Il pesarese li ha richiamati in diretta tv a bordo vasca. Troppo lontane le prime posizioni. Una sfuriata frutto del nervosismo che ha accompagnato questa spedizione. Emiliano Brembilla, storico capitano, è subito sceso in campo in difesa della truppa e contro Filippo: «In azzurro tutti gli atleti si fanno in quattro. Lui non deve insegnare niente a nessuno». È una nazionale con tanti punti interrogativi: bisogna ripartire dalla base per rimettersi in moto. Al più presto. 170 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Un giubbino galeotto rovina la rivincita dell’azzurro Baldini Fioretto: si è visto sfilare il bronzo anche per un guasto tecnico di Maurizio Di Giangiacomo Un altro torto per Andrea Baldini. A un solo passo da una medaglia di bronzo che avrebbe costituito il riscatto perfetto dopo la sospettissima esclusione per doping arrivata alla vigilia di Pechino 2008, nella finalina il livornese dell’Aeronautica si è trovato di fronte il coreano Choi che indossava un giubbino elettrico difettoso. L’azzurro ha subito segnalato alla giuria di avere l’impressione che qualcosa non funzionasse, ma questa ha atteso quasi metà incontro prima di intimare all’asiatico di sostituire il giubbino difettoso. A quel punto Baldini aveva già perso tre, quattro stoccate buone e Choi era ampiamente in vantaggio. Andrea ha lottato ed è riuscito ad arrivare fino al 14-14, ma il coreano lo ha freddato all’ultimo assalto. Si è conclusa così senza medaglie per l’Italia una delle gare alle quali più puntavamo fin dalla vigilia dei Giochi. Al terzetto schierato dal ct azzurro è andato tutto liscio (o quasi) fino ai quarti di finale. In realtà le certezze di Valerio Aspromonte e soprattutto quelle di Andrea Cassarà – arrivato ai Giochi come campione del mondo in carica e numero 1 del ranking – avevano già cominciato a scricchiolare. Il 25enne romano aveva infatti sofferto fin da subito, anche nel match dei 32esimi di finale che lo aveva visto opposto al romeno Daraban: sotto 0-5, era riuscito a spuntarla 15-11. Poi però era arrivata la vittoria, abbastanza netta, sul tedesco 171 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Bachmann (15-10) che faceva ben sperare per il quarto di finale con S heng Lei. Che – invece – è risultato facile appannaggio del cinese. Altrettanto accidentato il cammino del campione del mondo Cassarà: dopo il facile esordio con il tunisino S amandi (15-7), il tabellone lo opponeva a un osso duro quale il giapponese Ota, assieme agli azzurri tra i favoriti per una medaglia. L’azzurro, infatti, l’ha spuntata 15-14 solo all’extratime. M a forse è stata proprio quella fatica supplementare a costargli cara, con la successiva eliminazione per mano dell’egiziano Abouelkassem, altro bruttissimo cliente: 15-10 per il nordafricano, con il nostro a recriminare per i 10 minuti di riposo che la giuria gli avrebbe negato tra ottavo e quarto di finale. Liscia come l’olio, invece, la marcia di Baldini fino alla semifinale: netto il 15-6 ai danni del giapponese Miyake ai 32esimi, così come il 15-9 sull’americano Imboden agli ottavi e il 15-5 sul russo Cheremisinov al quarti. Cassarà e Aspromonte – numero 1 e numero 2 del ranking mondiale – fuori, Baldini in semifinale. Roba che ti viene quasi da pensare che il ct Cerioni, che ha preferito il livornese – numero 14 – all’altro fiorettista azzurro Giorgio Avola – numero 3, farà solo la gara a squadre – sia un genio. La faccenda, però, s’è complicata in semifinale, quando Baldini ha capito quanto è affilato il fioretto di Lei, già carnefice di Aspromonte: due manche di grande sofferenza, con il cinese padrone della pedana e il nostro, generosissimo ma in soggezione, in grado di azzeccare solo qualche parata e risposta: 15-11 e speranze di medaglie ridotte al bronzo. Poi la finalina con il coreano Choi e l’amaro epilogo. L’oro è andato al cinese Lei, storico argento per l’egiziano Abouelkassem. 172 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Usa e Cina ai ferri corti «Ye, doping genetico» di Andrea Gabbi Potrebbe diventare la polemica dei giochi. Il caso della giovane nuotatrice cinese Ye S hiwen, dopo la sua prestazione record negli ultimi 100 metri stile libero nei 400 misti individuali ai Giochi di Londra è sulla bocca di tutti. La Ye ha stupito il mondo, conquistando oro e primato del mondo con un’ultima frazione stratosferica (58”68, addirittura meglio di Michael Phelps e di Ryan Lochte). Una prestazione che non può definirsi isolata, visto che l’asiatica si è ripetuta su livelli mai visti anche nei 200 misti dove ha strappato il miglior crono dell’anno e il secondo oro. John Leonard, direttore della World Swimming coach association e della Usa swimming coach association, non ci è girato troppo intorno, definendo «sospetto» il primato: «Dobbiamo esser prudenti quando parliamo di doping. Nella storia del nostro sport quando vediamo qualcosa di incredibile la storia ci mostra che c’entra il doping». Pronta la risposta del capo della British olympic association: «È pulita. Ha passato i test della Wada (World anti-doping agency) e merita invece riconoscimento per la sua bravura», ha detto Lord Colin Moynihan. I sospetti però sono molti. I controlli, capillari, non guardano in faccia a nessuno, ma potrebbero non essere minuziosi nella ricerca. C’è infatti chi sospetta che la cinese abbia dalla sua una sostanza che passerebbe sotto traccia nelle analisi. C’è poi sempre l’incubo del doping genetico. Sempre Leonard, che evidentemente non ha nessun timore nei confronti richiesto un’inchiesta sul caso della cinesina volante. «È un risultato che chiede spiegazioni. La manipolazione genetica ha 173 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 dato agli animali più forza e ossigeno. Chi dice che non si può fare con gli esseri umani?». In poche parole si tratterebbe di una mutazione finalizzata ad alterare i geni umani, migliorando quelle qualità che per natura sarebbero meno performanti. Per il momento siamo alle congetture, ma è chiaro che il futuro in questo senso fa paura. Intanto la querelle tra Usa e Cina sembra essere solo all’inizio visto che gli asiatici sono passati subito al contrattacco. Chen Zhanghao, ex medico olimpico a Pechino, ha detto di aver sempre sospettato dei risultati (otto ori) di Michael Phelps nel 2008: «Sospettavo e sospetto di lui, ma senza prove. Gli americani hanno fatto molte prestazioni straordinarie, ma senza prove siamo rimasti in silenzio». Jiang Zhixue della Amministrazione sportiva cinese ha giudicato «ingiusto» l’attacco scatenato dagli statunitensi nei confronti della Ye Shiwen: «Non abbiamo mai messo in dubbio Phelps quando ha incamerato otto ori a Pechino». La bagarre è solo all’inizio. 174 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Ginnaste azzurre settime e felici L’oro va agli Usa Prova di grande orgoglio davanti al Giappone Vanessa Ferrari ora sogna la medaglia di Marco Marangoni Dagli schermi di M tv alla North Greenwich Arena di Londra, l’essere protagoniste è sempre garantito. Le ragazzine terribili della ginnastica artistica italiana, che rispondono ai nomi di Vanessa (Ferrari), Carlotta (Ferlito), Elisabetta (Preziosa), Erika (Fasana) e Giorgia (Campana) hanno ottenuto un piazzamento storico per il movimento che va per travi, parallele asimmetriche, volteggi ed esercizi di corpo libero. Un settimo posto, davanti al Giappone, nella gara a squadre alle spalle di nazioni che di questa disciplina sportiva hanno una secolare tradizione. Si sapeva che nella sfida per le medaglie le azzurre non potevano rispondere “presenti”, ma il gusto, la soddisfazione, la gioia di essere protagoniste era davvero enorme. Alla fine delle quattro rotazioni hanno vinto gli Stati Uniti che sono così tornati sul tetto dell’Olimpo a distanza di ben 16 anni. Ad Atlanta le statunitensi vinsero davanti a Russia e Romania. Oggi sulle rive del Tamigi quel podio si è ripetuto nello stesso ordine. Le americane (Gabrielle Douglas, Kayla McMaroney, Alexandra Raisman, Kyla Ross e Jordyn Wieder: 183.536 punti) hanno mostrato la loro classe, la loro forza unita alla graziosità dominando la scena battendo come allora russe (178.530) e romene (176.414). Trionfale la conclusione di gara dell’americana Alexandra Raisman, prima 175 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 al corpo libero con un parziale di 15.300. L’Italia ha aperto la sua finale con l’esercizio al corpo libero concluso al quinto posto con la migliore, Erika Fasana, che ha portato a casa un bel dodicesimo posto. La Ferrari, causa una caduta sull’atterraggio dell’ultimo salto, è finita ventesima. Non bene le azzurre al volteggio chiuso all’ottavo posto dove la Ferrari è stata la più brava ma si è classificata solo diciannovesima con Ferlito e Fasana rispettivamente 21esima e 24esima. Settima posizione alle barre asimmetriche. Anche in questa prova la ‘farfalla di Orzinuovi’ è stata la migliore, sedicesima. Più lontane Campana e Fasana, 20esimae 24esima. Nella quarta e ultima rotazione alla trave, il piazzamento di squadra è stato un buon quinto posto. Vanessa ha chiuso nona con 14.800 punti, dodicesima Carlotta Ferlito (14.366) e solo 23esima Elisabetta Preziosa che ha gareggiato solo in quest’attrezzo. La Ferrari, pronta alla finale dell' all round di dopodomani e a lottare per una medaglia nel corpo libero martedì 7, si conferma competitiva alla trave, al volteggio e alle parallele asimmetriche. C’è però una vena polemica nei confronti dei tifosi di casa: «Le americane sono antipatiche. Danno tutto nel volteggio solo per prendere distacco. Poi negli altri attrezzi non te la giochi. Quando c’erano Usa e Gran Bretagna il pubblico ti deconcentrava. Va bene essere tifosi, ma la tensione è tanta. Per la finale dovrebbe esserci anche il mio moroso: spero solo di riuscire a trovargli un biglietto per assistere». 176 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 M ERCOLEDÌ 1° AGOSTO Molmenti, l’oro dell’orgoglio Arriva una fra le medaglie più belle, quella d’oro del friulano Daniele Molmenti; arriva a suon di pagaiate con il kajak. L’oro della fatica e dell’orgoglio di un giovane che per allenarsi e vincere ha dovuto sostenere sacrifici enormi, lontano da casa. Per trovare campi di regata, con quelle acque che non stanno mai ferme, è costretto ad andare lontano, a spendere di tasca propria. Ha dovuto anche vendere la sua moto per trovare i soldi per andare avanti e inseguire questo sogno che per un giorno diventa quello di tutti. Ci voleva proprio, perché il resto della giornata offre solo amarezze, sia nella scherma sia nel nuoto, con risultati pessimi e con le parole fuori dalla piscina che non fanno altro che peggiorare la situazione. Nel medagliere l’Italia conserva la settima posizione, con tre ori, quattro argenti e due bronzi. 177 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LA GIOIA DI DANIELE MOLMENTI ALLA FINE DELLA GARA 178 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 La bell’Italia che sa farci entusiasmare di Stefano Tamburini Lo vedi, con quegli occhi che quasi escono dalle orbite, che non sta nella pelle e sa di aver fatto qualcosa di unico e di grande. Non aspetta altro che salire sul podio, abbracciare forte la medaglia d’oro e morderla per sentire il sapore del trionfo. M a è dentro che è un tumulto di emozioni, canta l’inno per non lasciarsi vincere dalla commozione e lo fa con quel poco di voce che gli è rimasta. È una bella immagine, quella di Daniele Molmenti, uno che ha già vinto tanto e perso quasi altrettanto, che con l’avversario più temibile – lo sloveno Peter Kauzer – si è già scambiato più volte trionfi e allori. Sono anni che i due si incrociano in mezzo a quelle acque che non stanno mai ferme. Si sfidano e si rispettano, lui, il rivale al di là del confine e tutti gli altri. L’abbraccio del tedesco Hannes Aigner, da kayak a kayak a gara appena finita è un’immagine che fa bene al cuore. Piange Daniele sulla spalla dell’amico-avversario, come si può solo piangere per una giornata come questa. L’Italia ne ha vinte tante di medaglie così, con sport che stanno in letargo per quattro anni e che poi ci offrono l’immagine di un Paese migliore di quel che appare preso tutto insieme. E sono sempre i più umili, i meno celebrati a farci gioire. È il compleanno di Daniele, oggi. E vent’anni fa il suo allenatore Pierpaolo Ferrazzi aveva vinto l’oro nella stessa gara a Barcellona. Non poteva esserci giorno migliore per scrivere una favola per uno che gli amici chiamano Calimero perché è un po’ scuro e ha quel casco bianco che ricorda la storia del pulcino piccolo e nero di antiche pubblicità. 179 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 M olmenti e la sua barca da indossare – è quasi una cosa sola con chi la conduce – ha sempre avuto nel cuore proprio il sogno che ora sta toccando con mano. È vero che non basta e che non tutti ce la fanno ma bisogna prima di tutto crederci, perché puoi anche esser bravo ma non basta se non passi ore e ore in palestra e ancor più tempo a pagaiare e ad affinar la tecnica su ogni tipo di percorso. Già, i percorsi. Di per sé non è una vita facile, ma si scopre che un campo di gara come quello olimpico in Italia non c’è. Daniele è dovuto emigrare in Australia e in Cina, a testimonianza della precarietà di questi sport ed è anche per storie così che ci vien voglia di dire che abbiamo vinto tutti. Ci voleva proprio, dopo i regolamenti di conti in piscina. 180 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 D’oro il kayak di Molmenti «Non sono più Calimero» di Maurizio Di Giangiacomo Tanti auguri, Daniele. L’Italia rialza la testa e lo fa con un altro figlio di uno sport minore, il forestale Daniele Molmenti da Pordenone, che proprio oggi festeggia i 28 anni. Il suo kayak è stato il più veloce nello slalom di Lee Valley e il friulano ha ripetuto l’impresa del suo maestro Pierpaolo Ferrazzi, medaglia d’oro a Barcellona ’92 e di bronzo a Sydney 2000. Lo chiamavano il Tomba dei fiumi, ma Albertone un vero erede non l’ha ancora trovato, Ferrazzi invece ha contribuito alla crescita di un nuovo grande campione e l’ha visto sbocciare proprio al momento giusto. Decimo a Pechino, M olmenti ha conquistato – sempre nello slalom – il titolo mondiale a Tacen, in Slovenia, nel 2010 e quello europeo ad Augusburg, in Germania, nell’anno in corso. Giunto a Londra con i favori del pronostico, il 28enne di Pordenone non ha tradito le attese. Qualificatosi con il terzo tempo, M olmenti ha disputato una finale perfetta. Nessuna penalità, ingressi netti, nemmeno una palina toccata. La sua canoa rossa si è trasformata in una Ducati: M olmenti l’ha costruita da solo e il colore è proprio un omaggio all’altra sua grande passione, le moto della Casa di Borgo Panigale. Quella vera l’ha venduta per pagarsi gli allenamenti: per anni ha guidato solo quella d’acqua “Calimero” M olmenti, piccolo e nero ma dotato di muscoli e nervi d’acciaio, quelli che gli hanno permesso di concludere la sua prova in finale piazzando lì un 93”43 che nessuno è riuscito a insidiare. La medaglia d’argento è andata al ceco Vavrinec Hradilek (94”78), quella di bronzo al tedesco Hannes Aigner (94”92). 181 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Ancora una volta è una disciplina povera a fare ricca l’Italia. Sport difficile perché limitato a poche enclave, anche per motivi orografici: tanto per citarne alcune la Valle del Brenta di Ferrazzi, che è di Valstagna (Vicenza); M erano e la val di Sole, in Trentino Alto Adige, più volte teatro di prove di Coppa del M ondo; e, soprattutto da oggi, le acque del Noncello, a Pordenone, “palestra” naturale del nuovo eroe del kayak slalom azzurro. «M eglio di così non si poteva fare, ho corretto anche i piccoli errori. Sono contento – ha detto M olmenti, che vorrebbe festeggiare con Flavia Pennetta e oggi, da bravo milanista, ha ricevuto i complimenti di Barbara Berlusconi – È pazzesco vincere nel giorno del mio compleanno e alla vigilia del ventennale della medaglia d’oro del mio allenatore Ferrazzi. M i chiamano Calimero perché sono scuro di carnagione e per il casco, adesso spero che non lo facciano più». Qualcuno gli ha chiesto perché il suo kayak fosse dipinto di rosso: «Avevo venduto la moto per andare in Australia ad allenarmi – ha spiegato Daniele – Sono stati anni difficili in cui ho investito su me stesso, ma sono stati investimenti ben ripagati». Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è complimentato con il numero 1 del Coni, Gianni Petrucci e poi ha chiamato direttamente Daniele: «La sua medaglia d’oro doveva arrivare, è importantissima». La risposta: «Grazie presidente, mi ha portato fortuna. M i avevano detto che se le avessi stretto la mano al villaggio sarebbe andata bene. Così è stato». 182 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il disastro del nuoto Pellegrini non basta Staffetta penultima di Andrea Gabbi Naufragio azzurro. Si potrebbe intitolare così il libro sul disastro del nuoto italiano a Londra. Una debacle senza precedenti, probabilmente la fine di un’epoca. Anche la 4 per 200 ha confermato lo stato di difficoltà dell’Italia. Prima frazione negativa per Alice Mizzau che nella seconda parte di gara è andata in difficoltà. Un pochino meglio la seconda staffettista Alice Nesti che comunque non ha risalito nessuna posizione. Poi il tentativo di recupero da parte di Diletta Carli e l’ultimo sforzo di Federica Pellegrini che ha almeno evitato la delusione dell’ultimo posto. Niente da fare comunque: settime e tutti a casa, anche dopo il balletto all’ingresso: «Il nostro obiettivo era divertirci – sottolinea Federica – cercare di creare una staffetta forte, come non lo è mai stata, e infatti abbiamo vinto un titolo europeo a Debrecen e abbiamo raggiunto la finale». Gli azzurri in acqua rischiano di chiudere l’esperienza inglese con zero medaglie all’attivo. L’ultima volta accadde a Los Angeles 1984. I tempi della miracolosa esperienza di Sidney 2000 (tre ori, un argento e due bronzi) sembrano maledettamente lontani. Il dibattito è aperto. I metodi di allenamento di Claudio Rossetto sono sotto accusa, ma anche la gestione della vita privata di Federica e di molti componenti della squadra è da rivedere. In tutto questo la Federazione può e deve giocare un ruolo fondamentale. Di mediazione e di giudizio. Quando la Pellegrini decise di non seguire Philippe Lucas per allenarsi a Parigi, virando su Roma per la vicinanza al suo M agnini, la 183 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Fin non fece una piega. Lo stesso Lucas ha espresso preoccupazione per la decisione della veneziana di fermarsi per un anno: «È sempre difficile confermarsi e per questo dico che una sconfitta può capitare. Riprendere dopo un periodo di stop è molto complicato». Lucas ha già vissuto l’esperienza della “pausa di riflessione”. Se la prese Laure Manadou dopo una serie infinita di trionfi. Al suo ritorno, il flop. Intanto nel mirino delle accuse ci è finito Claudio Rossetto, tecnico sia della Pellegrini sia di M agnini: «Federica è arrivata allenata ma stanca all’appuntamento. La certezza è che il rapporto non si è rotto con nessuno dei due, poi se la vita mi porterà a essere allenatore di Federica per il prossimo quadriennio o meno è troppo complicato da prevedere, perché lei cambierà alcune cose della sua vita». Qualcosa non ha funzionato: «M i sono fatto carico di una situazione molto complicata ma dalla quale non potevo tirarmi indietro, ma non me ne pento. Se i ragazzi hanno sbagliato ho sbagliato anche io e se ho sbagliato io hanno sbagliato anche i ragazzi». Il presidente del Coni Gianni Petrucci dal canto suo non getta la croce sulla squadra: «Non posso rimproverare niente al nuoto e alla scherma. La Pellegrini una grande atleta e le due Federazioni sono sempre attente alla preparazione». In mattinata tre delusioni, una in fila all’altra. S ebastiano Ranfagni è stato eliminato nelle batterie dei 200 metri dorso. Stessa sorte per Federico Turrini, fuori nelle batterie dei 200 misti (ventesimo tempo). Niente da fare anche per Chiara Boggiatto. Eliminazione netta per la piemontese nei 200 rana. 184 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Fede ritwitta tutto Filippo prima offende poi dice «addio» di Maurizio Di Giangiacomo Alla faccia dei divieti del Coni, Twitter rimane la “piazza virtuale” dove una parte degli azzurri continua a misurare la propria popolarità. Soprattutto i due campioni più chiacchierati di queste Olimpiadi londinesi. Federica Pellegrini, che prima e dopo i due flop dei giorni scorsi ha inondato il social media “ritwittando” centinaia e centinaia di messaggi d’incoraggiamento dei suoi fan. E Filippo Magnini, che oggi ha messo in scena un altro “regolamento di conti”: dopo quello un po’ maldestro – con altrettanto malriuscita retromarcia – abbozzato in diretta tv con i quadri tecnici della Federnuoto, il bel nuotatore pesarese ha annunciato in pratica l’addio a Twitter, con il chiaro intento di chiudere la bocca a chi in questi giorni ha criticato lui e la sua fidanzata. Anche le critiche, infatti, viaggiano su Twitter: cinguettii spesso malevoli, battutacce («cosa fa Federica quando si allena?») e anche peggio, con tanto di riferimento alla vita mondana dei due campioni, alle loro sponsorizzazioni, al loro rapporto sentimentale. L’invidia, del resto, gioca brutti scherzi e – soprattutto in Italia – controprestazioni come quelle in cui sono incappati Federica e Filippo bastano e avanzano per scatenare la vis polemica di detrattori in agguato da anni. La campionessa veneta a metà luglio aveva annunciato il “silenzio olimpico” su Twitter, in ossequio al documento fatto firmare dal Coni a tutti i membri della spedizione azzurra. Da quel momento, “Fede” si è limitata a brevi risposte ai “cinguettii” d’incoraggiamento. Poi, però, quando l’aria ha iniziato a farsi pesante, la 185 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 veneziana – o chi per lei – ha cominciato a ritwittare decine e decine messaggini, senza troppo badare, peraltro, al profilo dal quale provenivano (così da rendere pubblici a migliaia di follower anche i messaggi di personaggi decisamente improbabili quali ad esempio tale Uccello Rovente...). Insomma, la Pellegrini ha cercato di mettere fiori nei cannoni dei suoi detrattori. Decisamente più forte, invece, la reazione del suo compagno Filippo M agnini. Il pesarese aveva già imbracciato... lo smartphone martedì pomeriggio, per correggere il tiro sulle dichiarazioni rilasciate dopo la disgraziata batteria dei 100 stile, nelle quali aveva sostanzialmente gettato la croce delle controprestazioni sue e del resto degli azzurri sullo staff tecnico. Ieri Filippo è tornato a twittare, ancora più forte, senza troppi giri di parole, ancora una volta dando l’impressione di avere qualche conto da regolare. E comunque annunciando di voler chiudere con Twitter. «Il mondo dei social network è pieno di gente cattiva... – ha scritto M agnini – Ragazzi non rispondete a tutti quelli che sono felici se l’Italia sportiva va male, probabilmente nella loro vita non sanno fare altro che stare seduti e criticare. Che brutte persone. A tutti voi che criticate auguro di avere figli che si realizzeranno nella vita...». «Ora abbandono il mondo di Twitter – ha aggiunto il nuotatore – è pieno di gente cattiva. Ciao a tutti i grandi fans, anche a quelli che ci criticano in maniera costruttiva ed educata. Quelli sì, gli imbecilli non li saluto». 186 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 La scherma “tradisce” di nuovo A bocca asciutta anche Pizzo (spada), Vecchi e Marzocca (sciabola) di Maurizio Di Giangiacomo La scherma tradisce ancora una volta: oggi sono stati il campione del mondo di spada Paolo Pizzo e le sciabolatrici Irene Vecchi e Gioia Marzocca a riservarci grosse delusioni. Pizzo è stato sconfitto ai quarti dal venezuelano Ruben Gascon. Anche la Vecchi si è fermata ai quarti (battuta dall’ucraina Kharlan), la M arzocca agli ottavi (battuta dalla coreana Kim). Giù dal podio gli azzurri nelle prove a cronometro del ciclismo: in campo femminile (oro all’americana Armstrong) 21esima la Guderzo e 22esima la Cantele; tra i maschi trionfa il britannico Wiggins, buon quinto il nostro Pinotti. Nel canottaggio ha centrato la finale il due senza di Niccolò Mornati e Lorenzo Carboncini, secondo ieri dietro la sola Australia. Finale B, invece, per il 4 di coppia di Stefanini, Fossi, Frattini e Raineri. Rimaniamo in acqua con la vela: Alessandra S ensini sempre 11esima nell’RS:X, Angilella e S ibello sono 15esimi tra i 49ers dopo la quarta giornata di gare, mentre ha esordito con un buon nono posto Francesca Clapcich tra i Laser Radial. Nella pallanuoto, seconda sconfitta in altrettante partite per il S etterosa, battuto 7-4 dalla Russia. L’Italvolley femminile ha invece travolto la Gran Bretagna (3-0), cogliendo il terzo successo in altrettante gare. Nel tiro con l’arco, dopo Frangilli e Galiazzo, ieri sono stati 187 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 eliminati anche l’ultimo componente della squadra maschile medaglia d’oro, Mauro Nespoli (6-2 da Chen di Taipei), e anche due componenti della squadra femminile, Natalia Valeeva (6-2 dalla russa Perova) e Jessica Tomasi (6-5 dalla coreana Choi). Nel tennis una giornata nerissima per Flavia Pennetta, che è stata eliminata agli ottavi del singolare dalla ceca Kvitova (6-3 60) e anche in doppio assieme a Francesca S chiavone, battute dalle taiwanesi Chuang-Hsieh 6-7 7-5 6-4. Fuori anche il doppio misto Errani - S eppi, piegato 7-5 6-3 dagli americani Raymond-Bryan. Boxe: negli ottavi dei +91 kg Cammarelle ha battuto Castillo (Ecuador) 18-10; Russo (91 kg) ha vinto per rinuncia d i S i l va (Angola). Eliminato Parinello (56 kg), sconfitto dall’inglese Campbell. 188 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 GIOVEDÌ 2 AGOSTO Fioretto da applausi Canottaggio, che storia! È una bella giornata per i colori azzurri, anche se poi si scopre che dietro a una delle medaglie di giornata non tutto potrebbe farci sentire così fieri. È il meritatissimo argento dei canottieri Alessio Sartori e Romano Battisti a renderci orgogliosi e al tempo stesso farci vergognare per il trattamento che la federazione ha riservato a questi due atleti: prima ripudiati senza motivo e poi portati comunque alle Olimpiadi perché, a suon di risultati, si erano dimostrati così forti da non poterli ignorare. Insieme con questo argento agrodolce, torna protagonista la scherma con la medaglia d’oro nel fioretto a squadre femminile (Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Valentina Vezzali e Ilaria Salvadori). Tutto questo mentre nel nuoto lo scontro è sempre più totale. Al termine dalla giornata, il medagliere vede l’Italia ancora al settimo posto con quattro ori, cinque argenti e due bronzi. Tutto questo mentre si avvicina il debutto dell’atletica leggera. 189 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LE AZZURRE DEL FIORETTO FESTEGGIANO LA MEDAGLIA D’ORO 190 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Le medaglie e i lanciatori di stracci di Stefano Tamburini Godiamoceli, questi sorrisi da podio, queste facce genuine piene di lacrime di gioia che coccolano medaglie sognate da sempre. Sono i volti dell’Italia che fatica, si sacrifica e porta a casa gloria per tutti. Quasi ogni giorno, per fortuna, la cronaca sforna favole da mettere in primo piano, davanti al peggio che cova dietro le quinte. E che – come nel caso del nuoto – finisce per farci arrossire. Noi italiani, anche nello sport, con quel poco che abbiamo siamo sempre stati bravi ad arrangiarci. O meglio, quasi sempre sono i singoli che si arrangiano e si sacrificano fin quasi all’impensabile, come il canoista Daniele Molmenti che per allenarsi vende la sua Ducati e viaggia fino in Cina o in Australia, perché da noi gli impianti non ci sono. O come i canottieri d’argento Alessio S artori e Romano Battisti, che vincono con la maglia di una nazionale che non li voleva con sé, che li aveva ripudiati. Trattenevano le lacrime, sul podio, ma non c’era solo gioia, c’era anche tanta rabbia per il trattamento subito. Alle Olimpiadi non volevano portarceli ma sono stati costretti perché andavano troppo forte per essere lasciati a casa. Teniamoceli stretti italiani come questi, atleti che per tornare a inseguire il loro sogno prima sono dovuti uscire da un incubo. In un altro Paese dirigenti come quelli che permettono tutto questo sarebbero a casa da tempo. Da noi invece occupano le prime file della delegazione azzurra alla sfilata inaugurale, coprendo con chiacchiere in libertà e distintivo sul petto i volti dei veri protagonisti. Bravi a vendere sé stessi, meno a 191 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 far quel che dovrebbero: ad esempio impedire sceneggiate tristi come quelle che stanno andando in onda a bordo piscina, con il capitano della nazionale Filippo Magnini di fatto sfiduciato dai compagni depressi per i risultati e per il clima irrespirabile dentro una nazionale di figli e figliastri. Cose da basso impero, e non è detto che il peggio si sia già visto. Del resto non è da oggi che l’Italia, anche nello sport, va avanti grazie al genio dei singoli e a un’organizzazione che preferisce l’autopropaganda e non si preoccupa di valorizzare il meglio che ha. Tanto uno che vende la moto o la casa per inseguire un sogno lo si è sempre trovato e lo si troverà ancora. Siamo un popolo dai problemi irrisolti e con un cuore grande così: insomma, l’Italia. 192 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il fioretto è una favola azzurra Uno show: Vezzali, Errigo, Di Francisca e Salvatori dominano la Russia di Maurizio Di Giangiacomo Non contente di avere monopolizzato il podio della prova individuale, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Valentina Vezzali si sono prese anche il gradino più alto di quello della gara a squadre. E ci hanno portato – e a giusto titolo – anche Ilaria S alvatori. Sono le nostre ragazze d’oro, quelle che non falliscono mai, ma che a Londra hanno voluto esagerare, prendendosi appunto oro, argento e bronzo alla prima uscita e spazzando via Gran Bretagna, Francia e Russia e migliorando il terzo posto a squadre di Pechino. La scherma si conferma così autentico forziere delle medaglie azzurre: dopo appena un paio di giorni di “magra” è arrivata un’altra abbuffata, un poker d’oro servito al termine di una giornata trionfale. La superiorità delle nostre fiorettiste è stata assoluta e quasi imbarazzante ai quarti, in semifinale e per buona parte dello scontro finale con la Russia. Al punto che su wikipedia l’oro olimpico è stato assegnato con largo anticipo rispetto alla chiusura della finale. Alla Gran Bretagna le azzurre hanno concesso solamente un assalto (42-14), alla Francia in semifinale nemmeno quello (45-22). In finale hanno trovato la Russia, che aveva eliminato la Corea (poi bronzo). In favore delle nostre tutti i pronostici e addirittura il 98,5% delle giocate! E in effetti anche questo incontro ha rischiato di risolversi in una marcia trionfale. M a alla terza serie di assalti, con le azzurre avanti 30-12, il ct Cerioni ha 193 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 deciso di dare respiro alla Errigo e di schierare la riserva Ilaria Salvatori, che se l’è dovuta vedere con la S hanaeva: la più forte delle russe si è aggiudicata l’assalto, accorciando le distanze sul 35-21 con un pesantissimo parziale di 9-5. M a poi ci hanno pensato la fresca campionessa olimpica Di Francisca e l’eterna Valentina Vezzali a tenere a distanza le avversarie negli ultimi due assalti e ad assicurare all’Italia la quarta medaglia d’oro dei Giochi. La Korobeynikova ha gettato il cuore sulla pedana londinese, facendo soffrire fino all’ultimo istante la nostra veterana, ma Valentina è stata comunque in grado di mettere a segno quell’ultima, benedetta stoccata che ha chiuso il match sul 45-31 e ha fatto “esplodere” ancora una volta la festa della scherma azzurra. E in particolare quella della stessa Vezzali, che con la medaglia conquistata oggi ha raggiunto i nove podi olimpici, superando la collega Giovanni Trillini e diventando l’azzurra più medagliata della storia dei Giochi italiani. Fra Olimpiadi e M ondiali i suoi ori sono19, come quelli del grande Edoardo Mangiarotti. «È bellissimo sognare e a volte i sogni si realizzano – ha detto Valentina – In novembre, a Norcia, in un incidente stradale ho rischiato la vita, invece sono ancora qui. Oggi non abbiamo lasciato niente a nessuno.Adesso però mi prendo un po’di pausa per stare con la mia famiglia, ho passato un quadriennio difficilissimo, Pietro ha bisogno della sua mamma, ma a Rio voglio esserci », ha promesso poi la Vezzali, che ha ringraziato il suo maestro di scherma Giulio Tomassini, prossimo a trasferirsi in Francia. «Siamo state davvero molto unite – ha detto invece Elisa Di Francisca – questa medaglia non era assolutamente scontata, è stata dura ma quando c’è la passione per la scherma che abbiamo noi si supera tutto». «Tutti ci davano per favorite, ma questa medaglia ce la siamo sudata – assicura Arianna Errigo – Dopo l’argento, finalmente l’oro, anche per Ilaria». 194 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Medaglia al veleno Sartori-Battisti, argento e rivincita Il ct non credeva in loro, si solo allenati da soli di Maurizio Di Giangiacomo E adesso vai tu a capire perché la Federazione italiana canottaggio non credesse in Alessio S artori e Romano Battisti. Per fortuna ci ha creduto la Guardia di finanza, che ha tenuto vivo il loro sogno olimpico. M a soprattutto ci hanno creduto loro, i due canottieri pontini: 35enne di Terracina Alessio, 26enne di Priverno Romano, il loro due di coppia ha conquistato una medaglia d’argento ricca di riflessi dorati. Perché ai 500 metri il successo sembrava ancora decisamente alla loro portata e la Nuova Zelanda di Cohen e S ullivan è riuscita a superarli solo a poche decine di metri dal traguardo (il bronzo è andato agli sloveni Cop e S pik). M a soprattutto per l’incredibile percorso a ostacoli che Sartori e Battisti hanno dovuto affrontare prima di ottenere la qualificazione olimpica. Non a caso, è la prima cosa alla quale hanno pensato, davanti ai microfoni e ai taccuini dei cronisti italiani, accorsi per raccontare al mondo la loro incredibile storia. «Siamo un equipaggio societario – ha spiegato Battisti – e purtroppo non eravamo atleti ritenuti adatti dalla federazione, ma è venuto fuori un grosso equipaggio. Siamo soddisfatti del nostro percorso». «Il nostro percorso – ha aggiunto Sartori – è stato molto difficile. Abbiamo dimostrato di avere le capacità di potere competere a livello internazionale». Che in pratica significa che Alessio e Romano non erano tra i quattordici atleti selezionati dal ct azzurro Giuseppe Di Capua in vista 195 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 dei Giochi. Sartori, medaglia d’oro con il quattro di coppia a Sydney nel 2000 e di bronzo con il due di coppia ad Atene nel 2004, sembrava deciso a mollare tutto. È stato il colonnello Gaetano Bellantuono, scomparso il 22 giugno scorso a causa di un incidente domestico, a spingerli a non mollare (in sua memoria Alessio e Romano ieri hanno gareggiato con la canottiera listata a lutto e a lui hanno subito dedicato la medaglia d’argento). La Guardia di finanza ha messo a loro disposizione un tecnico, Franco Cattaneo, la Fic e il Coni – e questo bisogna riconoscerlo – non hanno messo loro i bastoni fra le ruote, fornendo risorse e strutture a nel centro di Piediluco (Terni) e predisponendo un “percorso di qualificazione” che Alessio e Romano hanno superato brillantemente. «Sartori e Battisti non volevano polemizzare con nessuno – dice il comandante del Gruppo sportivo Fiamme gialle, il colonnello Vincenzo Parrinello – M a era quasi inevitabile che, dopo la conquista della medaglia, il loro pensiero andasse a quello che hanno dovuto fare per qualificarsi alle Olimpiadi e al colonnello Bellantuono». Per la Guardia di finanza, però, la soddisfazione è doppia, «anche perché – spiega ancora Parrinello – Sartori lo abbiamo scoperto a scuola, quando aveva solo undici anni. E questa è la migliore dimostrazione della nostra capacità di scovare talenti, in questo e in tutti gli altri sport». Per Sartori, che ne ha vinte altre, questa è la medaglia più bella. «Affettivamente l’ho vissuta in maniera diversa. M i davano come un atleta finito, oggi mi sono tolto qualche sassolino dalle scarpe». Eh sì, quella di Alessio e Romano è stata proprio una bella rivincita. 196 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Volano gli stracci fra i nuotatori «Clima irrespirabile» di Andrea Gabbi Una guerra tra bande. Il nuoto azzurro non solo rischia di chiudere senza medaglie, ma sta anche mostrando il suo lato peggiore. Un tutti contro tutti senza esclusione di colpi, combattuto con parole che in questi giorni somigliano alle stoccate delle atlete del fioretto. Se in un primo momento il fronte azzurro sembrava compatto nello scagliarsi contro tecnici e vertici federali, ora cominciano a venire a galla gli screzi tra nuotatori. Marco Orsi, primatista nei 50 stile libero, ha affondato il colpo dopo l’eliminazione nelle batterie: «Il clima è irrespirabile, e io sono furioso: qui c’è chi si fa i cavoli propri, fanno audience con queste stupidate. Non c’era tranquillità – continua Orsi –, io sono in camera con loro (M agnini e Dotto, ndr), ma come si fa... Filippo ha sbagliato, non doveva fare così: doveva comportarsi da campione e capitano. È troppo impulsivo e gliel’ho detto in faccia. Qui c’è chi si fa i c... suoi e non pensa agli altri». Parole di fuoco: è chiaro che chi è costretto a sgobbare in piscina lontano dalle luci della ribalta ora vuole alzare la voce. C’è anche chi ha cercato di non dare troppo nell’occhio come Alessia Filippi, eliminata nelle batterie dei 200 dorso. La Filippi, al rientro dopo un anno di stop, lascia trapelare l’amarezza per una squadra che non c’è più: «M i sono isolata e ho fatto bene anche perché se parli succede il putiferio. I risultati mancano e bisognerà parlarne: onestamente se guardo avanti non vedo un gran futuro per questa Italia». M agnini dal canto suo ha provato a frenare l’escalation di esternazioni: «La nazionale è unita e si rimetterà in moto». 197 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Parole di facciata. Il nuoto di velocità non è mai stato così in difficoltà e gli screzi tra atleti sono ormai all’ordine del giorno. La situazione è diventata complicata dai M ondiali 2009 di Shanghai: scene da far west in albergo tra Luca Marin e M agnini, con la Pellegrini come oggetto della contesa. Un M arin che in quell’occasione preferì evitare le polemiche, sottolineando però che alla Nazionale mancava Emiliano Brembilla «il vero capitano azzurro». Ora la “fascia” è sul braccio di Filippo, ma intorno a lui non c’è unione. Anzi. Il primo a finire dietro il banco degli imputati a Londra è stato il tecnico Claudio Rossetto. Sia Federica sia Filippo lo hanno additato come uno dei responsabili del flop a Londra. Rossetto non è al riparo dalle critiche e qualche errore lo ha sicuramente commesso, ma c’è anche chi lo difende a spada tratta: «Ho cercato di isolarmi – dice Luca Dotto –, la tensione c’è, ed è deleteria per le gare. Infatti mi rifugiavo in camera di Rossella (Fiamingo, la fidanzata schermitrice, ndr). E comunque le polemiche sono campate in aria, non mi piace chi ha voluto lanciare accuse e puntare il dito su Rossetto. Lui è un tecnico di caratura internazionale e Filippo lo sa, visto che con lui ha vinto due mondiali. Da questa Olimpiade il nuoto italiano esce ferito, e questi Giochi verranno ricordati come la Caporetto dell’Italnuoto. Io ho già fatto il programma: starò al passo con i big». In serata la federazione ha provato a mettere un freno al polverone tramite il coordinatore Marco Bonifazzi: «Analizzeremo tutto, anche le preparazioni, per ripartire al meglio. Non voglio dare eccessivo peso alle parole a caldo di M agnini». Dichiarazioni seguite a ruota da quelle di M arin: «Il clima è sereno». La verità però sembra essere diversa. Intanto continuano le delusioni: anche Matteo Rivolta è stato eliminato nelle batterie dei 100 farfalla. 198 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Da domani l’atletica, il clou con i 100 di Maurizio Di Giangiacomo Da domani scende in campo l’atletica, la regina dei Giochi. E anche per gli azzurri del ct Francesco Uguagliati, oggi, è stata una vigilia di polemiche. Sotto la cenere di aspettative più che modeste (una o due medaglie, come ha ammesso lo stesso presidente della Fidal, Franco Arese) arde ancora quella sulla mancata convocazione di Andrew Howe. M a c’è chi ha pensato bene di farne scoppiare un’altra sulla decisione del campione olimpico di marcia di Pechino 2008, Alex S chwazer, di non prendere parte alla 20 km di dopodomani. È stato il compagno di squadra Giorgio Rubino, chiamato a questo punto a difendere da solo i colori azzurri. «Non mi ha detto che non avrebbe fatto la 20 km, da un compagno che conosco da dieci anni non me l’aspettavo – ha detto il romano – Sono sei mesi che non si fa sentire, vive in un mondo tutto suo. Rispetto a lui non sono nessuno, ma poteva almeno avvisarmi». Insomma, il nuoto fa scuola. Arese e Uguagliati hanno provato a gettare acqua almeno sul fuoco del fronte-Howe, sempre caldissimo. «Gli ho chiesto se fosse disponibile per la 4 per 100 – ha detto il ct – M i ha detto no». «Non voleva nemmeno allenarsi per la staffetta», ha tagliato corto il presidente, che spera di ripetere Pechino in termini numerici, punta sulla 50 km di Schwazer, spera in S imona La Mantia nel triplo e in una bella sorpresa da parte di Anna Incerti e Valeria S traneo nella maratona, ma non si nasconde che a Londra per tanti atleti azzurri già andare in finale sarebbe un successo, «per qualcuno anche la semifinale». Arese e Uguagliati hanno poi rassicurato sulle condizioni del 199 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 triplista Fabrizio Donato, che nei giorni scorsi avevano destato qualche preoccupazione, e hanno annunciato che Libania Grenot correrà solo i 400. Finite le chiacchiere, da domani le gare. Si assegnano le medaglie del peso uomini (pronostici per l’americano Hoffa) e dei 10.000 femminili, che vedranno in lizza anche Nadia Ejjafini, marocchina naturalizzata italiana che – oltre che con il suo paese d’origine – ha già gareggiato anche per il Bahrein. In pista saranno i Giochi del primo atleta p aralimp ico, Oscar Pistorius, in gara venerdì 10 con la 4per400 del Sudafrica che potrebbe anche salire sul podio. M a la gara più attesa è sicuramente quella dei 100 maschili, in programma domenica alle 22.50 ora italiana: sfida GiamaicaStati Uniti, ma anche lotta tutta interna al dream team caraibico tra Usain Bolt, Yohan Blake e Asafa Powell; con gli americani torna in pista anche Justin Gatlin, che rientra da quattro anni di squalifica per doping ed è tornato... a volare. Lo spettacolo è assicurato, il record del mondo no, sebbene in pista ci siano i quattro uomini più veloci di tutti i tempi (assieme ai tre giamaicani il quarto è lo statunitense Tyson Gay): il 9”58 di Bolt potrebbe resistere, grazie alle temperature non proprio caldissime e all’umidità delle notti londinesi. A giocarsi il titolo, in ogni caso, dovrebbero essere i due uomini più attesi, i giamaicani Usain Bolt e Yohan Blake: la loro vittoria, alla Snai, ha le quote più basse, rispettivamente 1,65 e 2,70. Caraibici favoritissimi anche per la staffetta 4per100 di sabato 11 agosto: la loro affermazione è data 1,33, contro il 4,00 di quella degli americani. E basta dare un’occhiata alle quotazioni dei nostri, per capire quello che ci dobbiamo aspettare in pista ed in pedana a cominciare da oggi: nei 10.000, il vicecampione europeo Daniele Meucci è dato a 66... Che il presidente Arese sia stato largo? 200 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 VENERDÌ 3 AGOSTO Sciabola, bronzo da batticuore Una sola medaglia per l’Italia: è di bronzo ma, per come è arrivata, ha il sapore di un trionfo assoluto. È quella della squadra azzurra della sciabola, arrivata con un livello di sofferenza estremo, da batticuore. e dopo momenti in cui sembrava tutto perduto. Il resto della giornata non offre molti spunti, mentre le sfide del nuoto si avviano tristemente (per noi) alla conclusione e quelle dell’atletica leggera non sono ancora entrate nel vivo. Nel medagliere l’Italia mantiene comunque il settimo posto con quattro ori, cinque argenti e tre bronzi. 201 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LA GIOIA DI ALDO MONTANO DOPO L’ASSALTO DA MEDAGLIA 202 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Se il nuoto prende i vizi del calcio di Stefano Tamburini C’è del bello anche nella gioia di chi – come l’azzurro dell’atletica Yuri Floriani – esulta sul traguardo per un secondo posto nella batteria dei 3000 siepi. Quelle braccia al cielo esprimono la felicità di chi ha sofferto per esser lì dopo aver perso un’Olimpiade per un incidente stradale. E sa che sta volando verso una finale inattesa, verso un sogno ancor più bello. Chi ama lo sport sa alzarsi in piedi e applaudire anche di fronte a tutto questo perché non ci sono solo quelli con la medaglia al collo ma anche ragazze e ragazzi che hanno emozioni da trasmetterci e nelle quali immedesimarsi. Detto questo, figuriamoci se si può non esser grati a chi ha dato tanto e, dopo tanti successi, trova altri che sanno far meglio. Tanto di cappello ai nuovi campioni e un abbraccio a chi resta a guardare gli altri che saltano e ballano di gioia. Nel caso dei nuotatori azzurri, erano comunque pronti i grandi onori dopo un immenso ciclo di trionfi. I mancati applausi e anche i fischi – compresi quelli sulle piazze virtuali dei social network –non erano certo riservati a una mancata qualificazione ma agli atteggiamenti da piccoli bulli di periferia, alla sindrome da marchese del Grillo (ricordate la scena con Alberto S ordi che dice «Io so’ io e voi nun siete un c... »?) e agli scontri all’interno della squadra avvenuti in diretta tv. Ieri il velocista Luca Dotto si è augurato di «non leggere più articoli di polemiche sul nuoto, sembra di essere diventati come i calciatori...». Ecco, questo è il punto: essere come i calciatori. Anche quella è una scelta: cominciare ad accusare gli altri delle 203 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 sconfitte (Filippo Magnini), dare dell’imbecille a chi critica (ancora M agnini), proseguire replicando che c’è un brutto clima e che tutti pensano agli affari loro (i compagni di M agnini) è un atteggiamento mutuato dal peggio del calcio. Così come cercare di togliersi ogni rogna dandola colpa a chi semplicemente queste cose le racconta. Muhammad Alì – uno che ha vinto tanto e ha saputo perdere non smarrendo la via della saggezza – tutto questo lo spiegherebbe così: «Chi non è abbastanza coraggioso da assumersi le proprie responsabilità non farà mai niente nella vita». Insomma, c’è molto di peggio che perdere una gara: è perdere il senso della realtà. 204 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Le “facce di bronzo” e la sciabola che sa di leggenda Drammatica “finalina” con la Russia: all’ultimo assalto Montano soffre ma la spunta di Maurizio Di Giangiacomo La scherma azzurra è una certezza. Un giorno sì e un giorno no dispensa emozioni a piene mani. Le ragazze d’oro del fioretto Di Francisca, Errigo, Vezzali e S alvatori hanno commosso l’Italia sulle note dell’inno di M ameli; le “facce di bronzo” della sciabola Aldo Montano, Diego Occhiuzzi, Luigi Tarantino e Luigi S amele ci hanno fatto trepidare, tifare come non succede nemmeno nella curva di uno stadio, esultare per una medaglia – la dodicesima degli azzurri – che non è d’oro né d’argento, ma che per noi vale altrettanto. Perché la sciabola, appunto, non è il fioretto e la finale per il bronzo con la Russia – per quanto corretta – è stata una vera battaglia, tra sciabole spezzate, cartellini gialli e rossi agli azzurri e alla nostra panchina e assalti a ginocchiate dei nostri avversari. La sciabola azzurra ha vinto perché può contare sul morso velenoso di “vecchi serpenti” quali Luigi Tarantino e Aldo M ontano – sempre frenato da un fastidioso stiramento, ha salvato la sua squadra quando sembrava spacciata (sotto 40-36 e poi 44-41) già nel quarto di finale con la Bielorussia poi finito 45-44 – su un cobra mortale come Diego Occhiuzzi – che aveva dimostrato tutta la sua pericolosità conquistando la medaglia d’argento nell’individuale – ma anche su una giovane, letale “vipera”, la riserva non più riserva Luigi Samele, 25enne foggiano. Dopo la sconfitta in semifinale con la Corea del S ud poi medaglia 205 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 d’oro (argento alla Romania), il ct Mauro S irovich ha avuto il coraggio di cambiare, lasciando fuori Tarantino e lanciando sulla pedana di Londra il pugliese delle Fiamme Gialle. E lui ha risposto “presente”, e alla grande, confermando la bontà della scuola italiana: con la Russia già avanti 10 a 7 dopo gli assalti di M ontano con Kovalev (3-5) e di Occhiuzzi con Kovalenko (4-5), ci ha pensato proprio Samele a raddrizzare la barca, infliggendo al temibile Reshetnikov un pesantissimo 8-4, per il 15-14. Lui e Occhiuzzi hanno tenuto l’Italia in vantaggio anche nella seconda e terza serie di assalti, mentre andava via via facendosi più lenta e prevedibile l’azione di M ontano. Fino all’ultimo, decisivo assalto, con il livornese che – sul 40-36 in favore degli azzurri, in un’autentica bolgia – ha ritrovato i lampi di classe cristallina che gli hanno permesso di superare Yakimenko e chiudere l’incontro sul 45-40. «M e la sono vista brutta, all’inizio ho sbagliato due giri – ha ammesso M ontano – ma all’ultimo sono riuscito a chiuderlo bene. Bravissimi gli altri ragazzi che hanno portato avanti gran parte del match». M a la copertina spetta a Luigi Samele: «Ho avuto la mia occasione e, senza falsa modestia, devo dire che l’ho sfruttata al massimo delle mie possibilità. Entrare a freddo non è stato un problema, sapevo che c’era la possibilità di gareggiare, quindi mi sono tenuto caldo. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo il mare e quando sono salito in pedana devo ammettere che le gambe mi facevano “Giacomo Giacomo”, sono molto soddisfatto». 206 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Sorpresa azzurra Il siepista Floriani conquista la finale Ok anche Vizzoni con Bencosme e la Grenot di Maurizio Di Giangiacomo Per ora si tratta solo di qualificazioni in finale o addirittura in semifinale. M a – eccezion fatta per Alex S chwazer – è quello che il presidente della Fidal Franco Arese si aspettava dai suoi ragazzi, alla vigilia dei Giochi. Coni chiari di luna di questi ultimi anni, vanno accolti con grande soddisfazione i risultati colti oggi dall’eterno Nicola Vizzoni (in finale nel lancio del martello), dai new italians Libania Grenot (domani alle 21.05 in semifinale nei 400 piani) e José Reynaldo Bencosme de Leon (sempre domani, ma alle 20, in semifinale nei 400 ostacoli) ma soprattutto dal trentino Yuri Floriani, in finale nei 3.000 siepi, non succedeva da Atlanta ’96, con Lambruschini di bronzo e Carosi nono. È arrivata, purtroppo, anche la prima delusione, vale a dire la mancata qualificazione nel triplo di S imona La Mantia – dalla quale lo stesso Arese si aspettava decisamente qualcosa di più del 13,92 di oggi – mentre fa meno rumore quella dell’altro martellista Lorenzo Povegliano (71,55). Bastava guardare come esultava al traguardo il 31enne Floriani, secondo (8’29”01) nella tattica e lenta batteria vinta dal keniano Kipruto (8’28”62), per capire che dietro il suo gesto c’è una vita di sacrifici e una storia da raccontare: «M i sono messo davanti perché non volevo disputare una gara anonima – dice a fine gara il trentino “trapiantato” per amore ad Altofonte, il paese di S alvatore Antibo – Gli africani sono stati tranquilli e io ho potuto coronare il sogno di una vita». 207 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Già, perché Yuri insegue i cinque cerchi da anni. «Avrei dovuto prendere parte già ai Giochi di Atene, ero probabile olimpico e avevo il minimo B, ma nel gennaio di quell’anno fui investito da un’auto che viaggiava a 90 all’ora nei pressi dello stadio della Favorita: uscii vivo dall’incidente, ma le conseguenze le ho pagate per anni». Yuri si è qualificato per i Giochi di Londra con l’8’22”62 dell’ultimo Golden Gala, che è anche il suo miglior crono. Il trentino sa benissimo che in finale – dopodomani sera alle 22.25 – il ritmo sarà molto più alto: «Ovviamente farò una gara diversa ma se gli africani dovessero impostare una corsa tattica riproverei sicuramente a mettermi davanti», ha detto Floriani, che dopo il traguardo rivolto le mani e lo sguardo al cielo in memoria del compagno di squadra Cosimo Caliandro prematuramente scomparso l’anno scorso. Gli 80 mila dello stadio olimpico di Londra hanno galvanizzato anche un altro finanziere, il cuneese di origine dominicana José Reynaldo Bencosme, terzo nella sua batteria dei 400 ostacoli (49”35). Non ha convinto più di tanto la Grenot nei 400 piani: il suo 52”13 è il 21esimo tempo complessivo. Capitan Vizzoni ha colto la sua terza finale olimpica – argento a Sydney 2000, decimo ad Atene 2004 – con il primo lancio (un modestissimo 74,79) ma ha potuto esultare solo dopo i lanci del secondo gruppo, ritardati per la pioggia. «Non era la mia giornata – dice il finanziere toscano – Peccato, perché sicuramente non valgo 74,79». M a la finale c’è, ed è quello che conta. In serata, Nadia Ejjafini ha chiuso al 18esimo posto i 10.000 vinti dalla etiope Dibaba, argento alla keniana Kipyego, bronzo alla sua connazionale Cheruiyot. 208 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il nuoto ora prova ad aggrapparsi a Greg Paltrinieri 1500: il carpigiano spera nella medaglia di Andrea Gabbi L’unico modo per ottenere risultati nel nuoto in questo 2012 da dimenticare sembra essere quello dell’isolamento. Da tutto: dalle polemiche, dai botta e risposta, dalle accuse, dalle frasi di circostanza. Una strada difficile da prendere visto che non porta visibilità, ma anche la sola per portare a casa qualcosa di buono. Questa la via presa da Gregorio Paltrinieri, 17enne di Carpi che oggi ha staccato il pass per la finale nei 1.500 metri stile libero. Una fra le gare più dure, una di quelle sfide che si possono vincere solo con la serenità e la determinazione. Il campione europeo in carica è alla sua prima esperienza olimpica, ma parla già da veterano. Ha insomma quell’umiltà e quella franchezza che è patrimonio imprescindibile nel bagaglio di un campione: «Alla medaglia non ci penso ma se capiterà l’occasione ci proverò. Obiettivi? M i piacerebbe scendere sotto i 14’45”, qualche secondo credo di poterlo ancora limare». Tanta voglia di stupire, senza però fare troppo rumore. L’atleta allenato da S tefano Morini (insieme con il compagno Gabriele Detti, eliminato in batteria) si è tenuto alla larga da ogni genere di polemica: «Siamo arrivati qua alcuni giorni dopo gli altri e siamo in una camera con allenatori, tecnici e massaggiatori. Gli altri li avrò visti sì e no10 minuti. Noi ci siamo divertiti e abbiamo dato il massimo». L’Italia del nuoto è tutta nelle sue mani: ci si aspetta un miracolo da Paltrinieri, l’unico ancora in grado di giocarsi una medaglia. Oggi infatti la 4 per100 mista donne è uscita 209 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 mestamente in batteria. Il quartetto azzurro composto da Arianna Barbieri, Michela Guzzetti, Ilaria Bianchi e Federica Pellegrini ha chiuso all’undicesimo posto. E l’occasione è stata buona per Federica Pellegrini che è tornata di fronte ai microfoni e ai taccuini della stampa per continuare la querelle e per difendere a spada tratta il fidanzato Filippo Magnini: «Non smetterò di nuotare, ma cercherò di divertirmi, magari provando anche altri stili. Parlerò con il mio tecnico, di certo, voglio stare più tempo a casa, senza nessuno che mi giudichi a ogni vasca. È un peccato non essere riusciti ad arrivare in forma a Londra. Il nuoto è uno sport individuale e quello che ci circonda non ci scombussola. Questi casini non li abbiamo vissuti, i ragazzi sono stati fraintesi ma si sono chiariti fra di loro, per noi non è successo niente. Come l’ha presa Filippo? È chiaro che non fa piacere leggere quello che è stato scritto, gli è stato affibbiato il ruolo del “cattivo” ma l’importante è che sia stato chiarito tutto, era una polemica campata in aria». Le parole di fuoco lanciate da Luca Dotto e Marco Orsi non si possono però ignorare: «Io questo grande clima di tensione non l’ho visto. Abbiamo fatto una riunione per chiarirci e abbiamo capito che sia Luca sia M arco non hanno detto quanto riportato e, perlomeno, sono stati fraintesi. Si sono chiariti con Filippo e tutto è tornato alla normalità». Sarà, però le immagini e le dichiarazioni sono tutte su nastro. Di inventato sembra esserci ben poco. Oggi intanto alcuni giovani della squadra hanno fatto capolino nelle gare che contano: Erika Ferraioli è stata eliminata nelle batterie dei 50 metri stile libero. Fuori anche il quartetto della 4x100 mista. Mirco Di Tora, Fabio S cozzoli, Matteo Rivolta e Luca Dotto hanno chiuso al settimo posto al 14esimo posto. 210 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Ora il Dream-Team del fioretto rischia di perdere gli allenatori di Marco Marangoni A questo punto speriamo resti almeno S tefano Cerioni, il commissario tecnico del “Dream Team” della scherma mondiale, ovvero quello della nazionale femminile italiana di fioretto. Con due ori, quello di Elisa Di Francisca nell’individuale e quello dell’intera squadra, l’argento di Arianna Errigo e il bronzo dell’immensa Valentina Vezzali, la scherma, e in particolare l’arma del fioretto, perderà due degli artefici di questi trionfi. Il maestro Giulio Tomassini, assieme al quale la Vezzali ha lavorato per ben 23 anni, a breve se ne andrà in Francia, ad Avignone per far crescere la nazionale transalpina di fioretto che giovedì era stata sconfitta al primo turno proprio dalle azzurre. La partenza di Tomassini è un brutto colpo per la campionessa marchigiana che spera ancora di poter lavorare assieme a lui. Non si esclude, dopo una seconda maternità di Valentina, una spola tra Jesi e la località della Provenza. Vale ha già detto che vuole superare il maestro Edoardo Mangiarotti e a Rio 2016 vuole esserci. Se il trasferimento in Francia di Tomassini è sicuro, non così certo è quello del maestro Giovanni Bortolaso, allenatore della Errigo. «Lo convincerò a rimanere. L’Italia non può perdere un maestro come lui», ha detto Arianna che ha riportato allo sport comasco un oro olimpico vent’anni dopo il trionfo nel ciclismo su strada dell’indimenticato Fabio Casartelli (Barcellona ’92). Previsti diversi cambiamenti anche negli staff delle altre armi, sciabola e spada. In attesa di conoscere il bilancio dello sport azzurro alle Olimpiadi di Londra, non è la 211 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 prima volta che, quando una squadra o un gruppo di atleti raccoglie risultati, in Italia bisogna cambiare il suo condottiero. Ci sono molto casi di vera e propria “fuga di cervelli” sia negli sport estivi sia invernali. Altro caso è quello di S andro Damilano. Il “guru” piemontese della marcia, che per qualche veduta diversa (e anche economica) con la federazione italiana di atletica leggera, da qualche anno sta allenando, e con successo, gran parte della nazionale cinese maschile e femminile. Nella maggioranza dei casi, alla base delle decisioni di “scappare” dall’Italia, c’è il motivo economico. Nel calcio due gli esempi più azzeccati, quello di Luciano S palletti e di Fabio Capello. Per il primo doveva essere un’avventura toccata e fuga in Russia, invece, col suo Zenit di San Pietroburgo sta raccogliendo parecchie soddisfazioni, il secondo ha da pochi giorni firmato per allenare la nazionale russa. 212 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Cagnotto-Dallapè: l’Italia spera Sono in semifinale nel trampolino da tre metri di Andrea Gabbi Se da una parte la piscina olimpica regala solo delusioni, quella dei tuffi fa sperare. Sia Tania Cagnotto sia Francesca Dallapè si sono qualificate per la semifinale del trampolino tre metri. La delusione per il quarto posto nel sincro sembra ormai alle spalle. La bolzanina ha concluso con il terzo punteggio (349.80) dietro alle cinesi Wu Minxia (387.95) e He Zi (363.85). La Dallapè si qualifica dopo essersi piazzata al tredicesimo posto con 311.25.Oggi alle 15.30 la semifinale. Grande colpo nel beach volley: Daniele Lupo e Paolo Nicolai battono gli Usa e volano ai quarti. Continua a masticare amaro la squadra tricolore del canottaggio. Quarto posto per la coppia formata da Niccolò Mornati e Lorenzo Carboncini nel due senza. La medaglia era alla portata, ma gli azzurri sono stati preceduti da Nuova Zelanda, Francia e Gran Bretagna. Dopo l’argento di Alessio S artori e Romano Battisti, il nulla. Prima delusione dal ring della boxe. Si chiude agli ottavi l’esperienza londinese del peso mosca Vincenzo Picardi. Il bronzo di Pechino è stato sconfitto ai punti dal mongolo Tugstsogt Nyambayar (17-16). Nella ginnastica Flavio Cannone non si è qualificato per la finale del trampolino elastico. Undicesima posizione assoluta per l’atleta (alla fase successiva solo i primi otto). Ad aggiudicarsi l’oro il cinese Dong Dong, il russo Dmitry Ushakov ha conquistato l’argento mentre il bronzo è andato a un altro cinese, Chunlong Lu. Non concede il bis Niccolò Campriani che ha chiuso all’ottavo posto la finale del tiro a 213 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 segno. Nella carabina a terra dai 50 metri ha chiuso con 697,6 punti. La medaglia d’oro è stata vinta dal bielorusso S ergei Martynov, con 705.5. Argento il belga Lionel Cox, bronzo allo sloveno Rajmond Debevec. C’è però da sottolineare che Campriani non è abituato alla distanza e quindi il solo accesso in finale rappresenta un ottimo risultato. Roberta Vinci e Daniele Bracciali sono stati eliminati dal torneo di doppio misto di tennis nei quarti. Gli azzurri si sono arresi contro i tedeschi S abine Lisicki e Christopher Kas. Nell’equitazione l’azzurra Valentina Truppa è al nono posto: sarà al via del Grand Prix Special di dressage. Bene il Setterosa di pallanuoto: battuta la Gran Bretagna 10-5. 214 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 TERZA PARTE L’atletica, le gioie e le amarezze 215 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 216 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 SABATO 4 AGOSTO Oscar, gioia leggendaria Rossi, oro con dedica È una fra le giornate più cariche di emozioni. L’atletica regala il debutto, un po’ sottotono nelle batterie dei 100, di Usain Bolt, la star più attesa dell’intera Olimpiade. Ma anche il primo assaggio con la pista di Oscar Pistorius, il quattrocentista sudafricano che corre con due protesi al posto delle gambe e che ha fatto della battaglia per poter essere ammesso alle gare con i normodotati una ragione di vita. L’accoglienza del pubblico è da far accapponar la pelle, da leggenda: Pistorius si qualifica per la semifinale ed esce visibilmente commosso. È il traguardo più importante, quello di essere finalmente un atleta come tutti gli altri, quello che lui si è sempre sentito ancor prima di diventarlo. In casa azzurra arriva una bella medaglia d’oro, quella dell’emiliana Jessica Rossi nel tiro al piattello: 99 centri su 100, record mondiale con dedica ai terremotati delle sue terre. Sfuma invece l’ultima speranza del nuoto, anche Paltrinieri finisce fuori dal podio. Nel medagliere, l’Italia mantiene il settimo posto con cinque ori, cinque argenti e tre bronzi. 217 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 OSCAR PISTORIUS FRA GIOIA E COMMOZIONE DOPO IL DEBUTTO 218 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Così Oscar da oggi è uno come tutti di Stefano Tamburini Ha indossato un paio di gambe e ha scritto una pagina di storia, superando il muro dell’impossibile. Sapeva che sarebbe stato il suo giorno ma ancora non ci credeva quando è entrato in pista e ha sentito un boato, tutto per lui. Oscar Leonard Carl Pistorius ha quasi 26 anni ed è da 25 che non ha le gambe ma ha sempre fatto come se ci fossero. E finalmente da oggi anche gli altri possono pensarla così: «On your marks» (ai vostri posti), il richiamo dello starter e lo sparo verso la gioia. Arriva secondo, Oscar, e vola in semifinale, c’è un altro boato e lui quasi si mette a piangere di gioia. Il vincitore, il dominicano Luguelin S antos, prima del via gli fa gli auguri e poi esulta perché lo ha battuto. Da quel momento non è più quello che per otto anni ha cercato con tutte le forze di farsi ammettere alle gare “normali”. Non conta che abbia corso in 45”44 e che sia il suo primato stagionale. Adesso Pistorius pensa alla semifinale di domani e all’obiettivo successivo: l’ultimo atto con i migliori otto, come farebbe chiunque altro al suo posto. Pistorius da oggi è uno come tutti. Ed è per quello che se potesse abbraccerebbe il mondo. Lui si è sempre sentito così, sono gli altri che ci hanno messo 26 anni ad ammetterlo. Hanno persino detto che con quelle protesi era avvantaggiato e una prima volta gli hanno risposto che no, lui non poteva correre alle vere Olimpiadi. Si è allenato duro per arrivare fin dove è arrivato. Chi lo guarda ancora male dovrebbe smettere di aver paura di quel che si vede e pensar di più a tutto ciò che è nascosto, a tutte le schifezze chimiche che alterano le prestazioni. Se 219 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 fosse un imbroglio, Oscar potrebbe anche fare il record del mondo e invece fatica a migliorarsi come tutti gli altri e lo sanno bene quelli che lo hanno seguito negli ultimi mesi a Gemona, in Friuli, dove di fatto lo hanno adottato, grazie a una bella pista e a un calore umano che solo in certi angoli d’Italia sanno regalare. È felice, gli sta andando tutto bene: si è appena fidanzato con una bella modella russa. Gli si legge negli occhi, anche quando dice di se stesso: «Sono un ragazzo fortunato. M i sono convinto che la fortuna te la devi creare. La devi prendere al volo per riuscire a fare nella vita quello che davvero vuoi». Sia che al mattino tu debba metterti un paio di scarpe o un paio di gambe. 220 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Boato per Pistorius Oscar si qualifica ed entra nella storia Il sudafricano secondo nelle batterie dei 400 di Maurizio Di Giangiacomo Nemmeno Bolt, non proprio brillantissimo nella sua prima uscita all’Olympic Stadium di Londra, è riuscito a togliere il palcoscenico al vero protagonista della mattinata. Tutti in piedi e giù il cappello: in pista c’è il primo atleta paralimpico della storia delle Olimpiadi, il bi-amputato Oscar Pistorius che – oltre al minimo, centrato senza troppi problemi – per partecipare ai Giochi ha dovuto superare la diffidenza dei “parrucconi” del Comitato olimpico internazionale. Il boato che gli hanno tributato gli 80 mila di Londra la dice lunga non solo sulla sua popolarità, ma anche sull’importanza del suo esempio. Il quattrocentista sudafricano ha scritto una pagina importantissima nella storia dei Giochi, correndo il giro di pista in 45”44, chiudendo al secondo posto la sua batteria e quindi qualificandosi per la semifinale di domani sera. M a, assieme a lui, l’hanno scritta anche gli avversari, in particolare il dominicano S antos che ha vinto e ha esultato, facendo di Pistorius un avversario vero, da temere e rispettare. O il campione del mondo Kirani James, che a Oscar ha dedicato parole davvero importanti: «Giù il cappello davanti a lui – ha detto il grenadiano – Prima delle batterie l’ho avvicinato e gli ho augurato buona fortuna. Ci vuole un sacco di coraggio e di fiducia in se stessi e nella vita per fare ciò che ha fatto lui, avrà sempre il mio rispetto». M a il fenomeno Pistorius ha dato vita anche a un partito degli 221 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 scettici, coloro che sostengono che non dovrebbe gareggiare con i normodotati perché le sue protesi di carbonio gli darebbero dei vantaggi. «Non posso che ripetere quello che ho già detto – ha replicato ieri il sudafricano – Ho superato16 prove in tre settimane e mi hanno fatto ogni tipo di analisi: se ho davvero tutti questi vantaggi, perché non ho ancora battuto il record del mondo? C’è sempre qualcuno che vuole dire la sua, ormai non ci faccio più caso». Polemiche che non hanno certo rovinato il momento magico del 25enne di Johannesburg, medaglia d’argento con la staffetta sudafricana ai M ondiali di Daegu e campione paralimpico sui 100, 200 e 400 metri. «Essere sceso in pista oggi per me è stato qualcosa di molto speciale – ha detto Pistorius – Ho realizzato un sogno inseguito per anni e sono felice anche per il tempo che ho fatto. Gli avversari sono molto forti, adesso vado a riposare perché domani voglio qualificarmi per la finale: sarebbe meraviglioso». La giamaicana S helly Ann Fraser ha confermato il titolo olimpico dei 100 metri (10”75). M edaglia d’argento alla statunitense Carmelita Jeter, bronzo all’altra giamaicana Veronica Campbell Brown. La britannica Jessica Ennis ha vinto l’oro nell’eptathlon con 6.955 punti. Argento alla tedesca Lilli S chwarzkopf, bronzo alla russa Tatyana Chernova. Al britannico Greg Rutherford il titolo del salto in lungo con la misura di 8.31, davanti all’australiano Mitchell Watt (8.16) e all’americano Will Claye (8.12). M edaglia d’oro del disco femminile alla croata S andra Perkovic, argento alla russa Darya Pishchalnikova, bronzo per la cinese Li Yanfeng. 222 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Usain si nasconde Bayley più veloce Notte con la moglie: Collins punito non parte di Maurizio Di Giangiacomo A guardare i tempi, più Ryan Bayley che Usain Bolt, verrebbe da dire. E nei 100 metri il tempo è tutto. Secondi, macché secondi, decimi, centesimi... M a, dopo Pechino, il giamaicano vuole combinarla grossa anche a Londra. Le idee camminano sulle gambe degli uomini e quelle di Usain, oggi “funzionano male”. Quando è apparso sulla pista dell’Olympic Stadium il tempo si è fermato per la seconda volta in una sola mattina – pochi minuti prima era successo per merito di Oscar Pistorius – ma il primo spettacolo, tra una gag e l’altra, non è stato all’altezza delle sue migliori recite. Sì, l’uomo più veloce della storia non si è limitato a partire così così come sempre, è addirittura inciampato, come ha spiegato lui stesso. Poi s’è rialzato e, nel lanciato, ha messo dietro la modesta concorrenza con un “normalissimo” 10”08, poi corretto in 10”09. Ryan Bailey invece non è inciampato proprio per niente: il 23enne statunitense di Portland ha uguagliato il suo personal best (9”88, realizzato peraltro a Rieti nel 2010) risultando il più veloce delle batterie. E forse non è un caso che il più determinato sia stato il più giovane e forse meno quotato dei “re” della velocità. Tra i due estremi che non si toccano ma si guardano dritti negli occhi – 195 centimetri Bolt, 193 Bailey, gli altri sono tutti più bassi – c’è in mezzo tutta la concorrenza. E il più minaccioso è apparso l’americano Justin Gatlin. Anche lui è inciampato. Sei anni fa: campione olimpico di Atene, nel 2006 è incappato 223 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 in una positività al testosterone da recidivo e ha rimediato una maxi squalifica. M a certe volte ritornano e corrono più veloci di prima: quest’anno a Eugene ha ritoccato il suo personale (9”80) e oggi – 9”97 – ha impressionato per la potenza e la pulizia (speriamo bene...) della sua azione. M a Bolt dovrà fare i conti anche con la concorrenza interna, soprattutto con quel Yohan Blake (oggi 10”00) che negli ultimi mesi l’ha già messo in croce. M a anche con il solito Asafa Powell, a sua volta più veloce di lui ieri (10”04). Senza dimenticare “nonno” Dwayne Chambers (10”02 per il padrone di casa) e l’altro americano Tyson Gay (10”08). «In partenza ho fatto un passo falso e sono un po’ inciampato – ha detto Bolt dopo la sua batteria – ma penso di aver corso bene, sono contento della mia prestazione e del mio stato di forma. Non vedo l’ora che arrivino le semifinali di domani». Domani la seconda recita di Bolt (alle 20.45 le semifinali, alle 22.50 la finale). Usain fermerà il tempo altre due volte, scherzerà davanti alle telecamere, giocherà e riderà. M a poi – checché ne dica Maurice Greene, che tifa per Blake – non inciamperà. P.S. Gli assenti hanno sempre torto. O quasi. È il caso di Kim Collins, campione del mondo a Parigi 2003, escluso dalle batterie dopo una lite con i dirigenti del comitato olimpico di St. Kitts and Nevis: al centro della discussione ci sarebbero tre giorni trascorsi dal velocista in albergo con la moglie. «Perfino i detenuti ricevono visite della propria consorte», ha detto Collins, che ha annunciato su Twitter di essere intenzionato a lasciare l’atletica. 224 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Oro da record per i terremotati Jessica Rossi: 99 centri su 100 «Il primato è per la mia Emilia» di Andrea Gabbi È la medaglia dell’Emilia, «La mia grandissima Emilia» come la chiama lei. Jessica Rossi ha sorpreso il mondo vincendo in scioltezza l’oro nel tiro a volo (fossa olimpica). Lei, emiliana di Crevalcore ma nativa di Cento (Ferrara), non ci ha pensato un attimo e ha subito dedicato il trionfo alla sua terra. Una terra messa in ginocchio dal terremoto e che ora sta cercando di rialzarsi. Jessica è stata praticamente perfetta: con il suo fucile a canna liscia è entrata in finale con un punteggio record e ha messo in riga le avversarie colpo dopo colpo. Bastano pochi dati per definire il successo della 20enne che fa parte della polizia (gruppo sportivo Fiamme Oro): 99 colpi a bersaglio su 100, record olimpico e record del mondo, prima italiana d'oro nella categoria. Un cecchino. Per la Rossi è un oro frutto di una terra che «non molla mai» in uno sport che «non è minore, noi portiamo le medaglie e siamo grandi». Sorriso innocente e tanta spensieratezza per l’atleta classe 1992. È andata vicinissima all’en plein: 100 per cento mancato solo per un piattello. I due precedenti record erano dell’ucraina Chuyko (74/75) stabilito agli Europei del 1998 e della ceca S tefecekova (96/100) risalente all’aprile del 2006: «M i è venuto da ridere – ammette candidamente – per questo l’ho mancato. Sono felicissima perché so che a casa si sono riuniti addirittura in 70 per seguire la gara. Tutte le notti mi addormentavo con l’idea dell’oro in testa. La cosa incredibile è che ho 20 anni e ho già vinto tutto». Nel suo 225 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 palmares infatti spiccano il mondiale conquistato nel 2009, poi quello europeo nello stesso anno e la Coppa del M ondo l’anno scorso. Non male per la tiratrice che si allena al poligono padovano di Ponso insieme con il fidanzato Mauro De Filippis: «Io ero tranquillo – rivela – perché via sms mi aveva detto che avrebbe vinto l’oro e realizzato il record del mondo». Venerdì la famiglia Rossi è rientrata a casa dopo le terribili scosse che hanno ferito l’Emilia. Non poteva esserci modo migliore per festeggiare il ritorno alla normalità: «M ia figlia è stata strepitosa – dichiara il padre di Jessica, Ivan – ci ha abituati fin da bambina a fare queste cose. Abbiamo sistemato casa dopo il terremoto il più rapidamente possibile perché volevo che Jessica entrasse in pedana sapendo che noi eravamo a posto». E anche le istituzioni hanno applaudito a questo oro davvero leggendario: il presidente della regione Emilia-Romagna Vasco Errani è euforico: «Sono molto felice per questo risultato. Con i cittadini di Crevalcore siamo tutti orgogliosi per questo straordinario successo della giovanissima Jessica, che ha dedicato la medaglia alla sua Crevalcore e agli emiliani colpiti dal terremoto, con un gesto di generosità e sensibilità che commuove e va riconosciuto e apprezzato da tutti gli italiani. Grazie Jessica, insieme ce la faremo». E alla festa ha rischiato di partecipare anche San M arino. Alessandra Perilli si è piazzata al quarto posto. Per lei una medaglia di legno che brucia dopo aver perso lo spareggio a tre per le altre medaglie. L’argento è andato alla ceca Zuzana S tefecekova, il bronzo alla francese Delphine Reau. 226 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Fiasco azzurro Anche Paltrinieri fuori dal podio Quinto posto per il carpigiano nei 1.500 stile di Andrea Gabbi Tutti a casa. Anche l’ultima speranza, quella legata a Gregorio Paltrinieri, è affondata nella piscina dell’Aquatic Center di Londra. Il carpigiano ci ha provato ma non è riuscito a stare al passo con i big, forse anche a causa di un risentimento muscolare accusato in mattinata. Per lui quinto posto nella finale dominata dal cinese S un Yang (con record del mondo). «La partenza così forte mi ha spiazzato – sottolinea Paltrinieri – ho visto gli altri andarmi via subito. Non riesco ancora a tenerli questi avvii. Sinceramente pensavo di aver fatto un tempo migliore. M a quinto va bene. La spalla? In gara non ho sentito dolore e per questo ringrazio lo staff medico. Forse ho accusato un po’ di stanchezza». Per il resto, oro a Ranomi Kromowidjojo (Olanda) nei 50 stile, doppietta Usa nella 4per100 mista donne (con record del mondo) e uomini (22esima medaglia olimpica di Michael Phelps). Tornando in casa Italia resta da sciogliere il nodo legato al futuro di Federica Pellegrini. Lei per ora dribbla le domande sui suoi progetti meglio del Ronaldo dei tempi d’oro: «Voglio continuare ad allenarmi, pormi degli obiettivi che non sono più i 400, l’oro nei 200,ma questo non significa non allenarsi e divertirsi. Cerco un altro stimolo. Compio 24 anni ma non li sento. Qualcosa che mi ha dato fastidio? Il segno di non gratitudine di una compagna di staffetta fino a qualche anno fa (Alice Carpanese, ndr), una cosa su facebook che sta crescendo». Il presidente del Coni Gianni Petrucci però è 227 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 contrario allo stop: «Ci si deve abituare anche a perdere, ma non sono convinto che le convenga fermarsi». Oggi è tornato a parlare anche Filippo Magnini. Prima la sfuriata, poi il polverone, in seguito la difesa della fidanzata. Ora la frenata, o come la chiama lui, la: «critica costruttiva». «M i sono permesso di fare un’analisi da capitano». Non succedeva da Los Angeles 1984 che il nuoto azzurro non andava in bianco, ma per il capitano M agnini minimizza: «Se si fa un’analisi complessiva non siamo andati così male». Se lo dice lui... Anche Marco Orsi ha cercato di gettare acqua sul fuoco. Lui che aveva risposto in modo energico alle provocazioni del capitano, ora prova ad aggiustare il tiro: «Filippo ha fatto una dichiarazione che non è stata presa nei modi giusti – afferma – le sue parole sono state anche gonfiate e questo ha creato tensione». Tra i due, almeno all’apparenza, sembra essere tornato il sereno. M agnini si è assunto le sue responsabilità: «A 30 anni sbaglio a lasciarmi prendere la mano. Posso capire che M arco era arrabbiatissimo, da capitano ho cercato di spronare i miei compagni e l’ho fatto a modo mio, un po’ come fa Gigi Buffon quando tira le orecchie ai suoi compagni se non li vede concentrati». Già, ma al capitano chi tira le orecchie? Forse lo farà Madonna: la pop star statunitense sembra infatti intenzionata a coinvolgere sia M agnini sia la Pellegrini nel suo prossimo video musicale. 228 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 DOM ENICA 5 AGOSTO Lo show di Usain e l’oro del fioretto Una giornata da batticuore, dall’inizio alla fine. Ci sono emozioni di ogni genere, la più intensa con il trionfo di Usain Bolt nei 100 metri con il record olimpico. E c’è tanta commozione nel giro di pista di Oscar Pistorius, il ragazzo sudafricano che corre con le protesi. Nella semifinale dei 400 viene eliminato ma è lui, al pari di Bolt, l’eroe del giorno. In casa azzurra, due emozioni opposte: la gioia per il trionfo della squadra azzurra del fioretto e l’amarezza per il quarto posto di Tania Cagnotto nei tuffi dal trampolino. Una medaglia di cartone che lascia tanta amarezza perché il verdetto sa di scippo. L’amarezza della tuffatrice bolzanina, le sue lacrime in diretta rappresentano il lato più amaro di queste olimpiadi ma sono comunque una lezione per tutti: i verdetti, anche quelli più amari si accettano. Quella di Tania Cagnotto è la più grande lezione di stile dell’intera Olimpiade, al pari di quella di un pugile azzurro nella giornata conclusiva (e questa ve la racconteremo più avanti). Nel medagliere l’Italia risale in sesta posizione con sei ori, cinque argenti e tre bronzi. 229 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LA GIOIA DI USAIN BOLT DOPO IL TRIONFO NEI 100 METRI 230 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il ghepardo fra gli uomini che volano di Stefano Tamburini Dolce e chiara è la notte del figlio del vento. Usain Bolt ancora una volta lascia indietro il mondo. Non c’è tempo per pensare e per capire: lo sparo dello starter e nove secondi e 63 centesimi dopo è già tutto finito. È lui il ghepardo fra gli uomini, ancora una volta dopo lo show del prima e la danza del dopo. Fan festa in Giamaica, terra dove tutti son più veloci e dove la gioia è doppia: per Usain e perché si celebrano i cinquant’anni dall’ultimo ammaina bandiera dell’Union Jack. Da mezzo secolo fieramente indipendenti, ora proprio in casa degli ex colonizzatori a sentir risuonare il loro inno per la donna e per l’uomo più veloci del mondo. C’è qualcosa di unico e di grande in questo sprinter che ha cambiato il libro dei record e anche il modo di intendere le gare: ricordate i musi lunghi di Ben Johnson e di Carl Lewis prima della partenza della finale dei 100 alle Olimpiadi di Seul nel 1988? E le facce tirate di Pietro Mennea e Allan Wells prima dell’ultimo atto dei 200 di M osca 1980? A Pechino Usain Bolt era entrato nelle nostre case con quel suo modo spavaldo, gioioso di affrontare la gara. Lui si allena giorno dopo giorno con il principale rivale, l’altro giamaicano Yohan Blake con il quale divide l’allenatore e ogni segreto della preparazione. Pochi giorni fa aveva detto che se avesse perso non sarebbe stato un dramma. Poi dentro di sé magari si sarebbe macerato nei rimpianti, ancor peggio di quanto era accaduto il 28 agosto dello scorso anno a Daegu in Corea del Sud al via della finale dei mondiali. Una falsa partenza e fuori ancor prima di giocarsela. Lì almeno aveva 231 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 potuto prendersela con un regolamento partorito da chi l’atletica non sa neanche cosa sia. Dentro sarebbe stato malissimo ma sarebbe stato il primo ad abbracciare il nuovo campione. Certo, se avesse perso oggi, avrebbe dovuto togliersi la corona anche se per tutti il re sarebbe rimasto sempre lui, l’uomo che un giorno ha reso tutto più lieve, anche una sfida che vale una vita di sacrifici. E non solo perché i suoi record – 9”58 sui 100 e 19”19 sui 200 – almeno oggi sembrano irraggiungibili per tutti gli altri. Perché da quando è arrivato lui nulla è più stato come prima. Ed è da quiche passa la differenza fra un campione e un mito. 232 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Questo è Bolt: ancora oro Usain, l’uomo più veloce della storia Sul podio con lui Blake e Gatlin di Maurizio Di Giangiacomo Eccolo, lo Usain Bolt che il mondo aspettava. È ancora lui il campione dei campioni, perché ha vinto la gara più attesa di Londra 2012. È ancora lui l’uomo più veloce della storia, perché oggi non ha ritoccato il suo 9”58” – complici le condizioni atmosferiche londinesi – ma ha comunque stabilito il nuovo primato olimpico con un ottimo 9”63. Ha fatto sul serio Usain Bolt, perché doveva tenere dietro lo Yohan Blake che in più di un’occasione lo aveva battuto in questa stagione e anche oggi è andato fortissimo (9”75) e anche il pericolosissimo statunitense Justin Gatlin (9”79 e personal best ritoccato), che torna così su un podio olimpico a otto anni di distanza dall’oro di Atene: in mezzo anche quattro anni di squalifica per doping. M edaglia di legno per un solo centesimo (9”80) per l’altro americano Tyson Gay. Bolt aveva impressionato già in semifinale. Non per il tempo (9”87) con il quale ha dominato la batteria nella quale era inserito anche l’americano Ryan Bailey (9”96), né per la determinazione con la quale l’ha affrontata: partito meglio di tante altre volte, il giamaicano si è rialzato relativamente presto, ha pompato per un paio di secondi nel “lanciato” e, pur mollando praticamente ai sessanta metri, non ce n’è stato per nessuno. E a convincere i più che anche in finale non ci sarebbe stata storia è stata proprio l’assoluta leggerezza con la quale l’uomo più veloce del mondo – dopo gli acciacchi, qualche sconfitta e gli allarmi assolutamente ingiustificati – è 233 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 tornato a correre. Il Bolt dei bei tempi, il Bolt di Pechino, quello che quando il gioco si fa duro... ride e scherza davanti alle telecamere, ma vince lo stesso. M eglio di lui, in semifinale, aveva fatto il connazionale più temibile, Yohan Blake (9”85), ma spingendo a fondo almeno fino agli ottanta metri per lasciare dietro un buon Tyson Gay (9”90). Aveva rischiato invece l’eliminazione l’altro giamaicano Asafa Powell (9”94), terzo nella velocissima batteria vinta dallo statunitense Justin Gatlin (9”82, miglior tempo come nelle batterie di sabato per lui) davanti all’olandese Churanda Martina (9”91, nuovo personal best e record nazionale). In finale è entrato anche Richard Thompson (10”02), terzo nella semifinale di Bolt, mentre il “padrone di casa” Dwain Chambers, quarto in 10”05, è rimasto escluso. La notte di Usain Bolt è arrivata peraltro in concomitanza con l’Indipendence Day giamaicano. L’isola caraibica ottenne infatti proprio cinquant’anni fa l’indipendenza dalla Gran Bretagna. E il nuovo primo ministro, Portia S impson Miller, vuole tagliare anche gli ultimi ponti con il Commonwealth, mandare in pensione la regina e mettere al suo posto un capo dello Stato eletto democraticamente. Anche per questo, a Kingston come a Brixton, il quartiere londinese che conta migliaia di immigrati di origine giamaicana, stasera è stata festa grande. Lo stesso Bolt nei giorni scorsi si era detto molto contento di poter gareggiare a Londra, proprio per la massiccia presenza di immigrati del suo Paese. E infatti a Brixton, sui banchi dei mercati, la faccia di “Saetta” – com’è soprannominato Bolt – fa concorrenza a quella di Bob Marley, la cui figlia Cedella ha disegnato le uniformi del Team Jamaica. 234 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il fioretto è d’oro Anche i ragazzi ci fanno sognare Baldini: «Questo successo lo volevo da tempo» di Andrea Gabbi “London calling” cantano i Clash. E se Londra chiama, la scherma azzurra risponde. Oro stupendo per i ragazzi del fioretto maschile che chiudono in bellezza il programma dell’Ex Cel Arena. Un oro cercato, voluto a tutti i costi dal quartetto composto da Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Giorgio Avola e Valerio Aspromonte . Nella finale con il Giappone testa a testa da brividi fino agli allunghi decisivi messi a segno da Cassarà e Baldini. Proprio loro due, i grandi rivali che solo quattro anni fa arrivarono allo scontro. Successe tutto prima di Pechino, con Baldini escluso per essere risultato positivo a un diuretico. Lui urlò al complotto ardito proprio da Cassarà. La vicenda non è superata, ma è chiaro che questo oro in qualche modo riavvicina i due atleti azzurri. Una pace forzata voluta a tutti i costi dal tecnico S tefano Cerioni che ha gestito e guidato questa nazionale fino all’oro. Prima il successo sudato contro i modesti padroni di casa della Gran Bretagna. Poi la semifinale senza patemi con gli statunitensi. Infine la ciliegina con la prova d’autorità nella finalissima contro i nipponici Ryo Miyake, Yuki Ota e Kenta Chida. Una formazione, quella asiatica, a cui va riconosciuto l’onore delle armi per non aver mai mollato. Per la scherma tricolore si tratta del terzo titolo conquistato in questa spedizione londinese (va a sommarsi all’oro a squadre delle ragazze e all’individuale di Elisa Di Francisca). È il settimo podio complessivo in pedana che fa salire a 14 il 235 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 bottino di medaglie della spedizione azzurra. Conti alla mano il 50 per cento dei successi italiani alle Olimpiadi fino a questo momento arriva proprio dalla scherma. Per Baldini è un’emozione particolare dopo tante delusioni: «Sono emozionatissimo – afferma il portacolori dell’Aeronautica – perché la medaglia d’oro era l’obiettivo che inseguivo da tanto tempo. Siamo contenti e forse domani capiremo cosa abbiamo combinato. Il passato con Cassarà? Per vincere serve essere uniti, tra di noi siamo amici non solo compagni». Giorgio Avola delle Fiamme Gialle sottolinea la tenacia degli avversari: «Non ci aspettavamo una resistenza così estenuante da parte dei giapponesi. La mia scherma ne ha sofferto, mail mio 1+1 è stato significativo. Nel punteggio c’è anche la mia stoccata. Ancora non ci credo». Valerio Aspromonte (Fiamme Gialle) non ha preso parte alla finale, ma è stato decisivo nelle eliminatorie: «Loro non mollavano, una botta alla volta e stavano sempre lì, poi finalmente abbiamo preso il largo e conquistati un vantaggio che ci è bastato fino alla fine». Per il bresciano Andrea Cassarà dei Carabinieri l’ennesima prova di forza: «Non ho guardato l’ultima stoccata e questo gesto scaramantico che abbiamo portato avanti dalla mattinata ha funzionato: ho conquistato il titolo e lo difendo ancora». La medaglia di bronzo va alla Germania che supera 45-27 gli Stati Uniti. Scarica la nazionale a stelle e strisce: cocente il ko in semifinale degli americani proprio con l’Italia. L’impresa vera però la nazionale Usa l’aveva fatta in precedenza con l’eliminazione nei quarti dei francesi favoriti. 236 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Tuffi, Tania Cagnotto quarta per un soffio «È una maledizione» La bolzanina fuori dal podio per venti centesimi scoppia in lacrime fra le braccia del padre di Marco Marangoni M aledizione, maledizione, venti centesimi di punto dal bronzo olimpico non te li scorderai per tutta la vita. Doveva essere l’epilogo a lieto fine di una carriera, di una storia, di una vita trascorsa su e giù dai trampolini invece è stato un finale cattivo, atroce, crudele che non augureresti nemmeno al tuo peggior nemico. Tania Cagnotto ha conosciuto il giorno più brutto della sua vita da sportiva e i tuffi, il suo amore, la sua passione, quello che fino a ieri era il suo lavoro, hanno conosciuto la pagina più nera. La tuffatrice azzurra ha fatto di tutto per raccogliere a Londra, alla sua quarta partecipazione olimpica in una piscina che le è sempre piaciuta, ciò che aveva seminato, ciò che lo sport avrebbe dovuto restituirle. Invece, niente. Solo lacrime amare, di rabbia, quelle che ti costringono a dire: «Vi saluto». Sì, quelle non della sana e giusta sconfitta sportiva che ti fa crescere, che ti spinge a ricercare la perfezione, ma quelle dell’ingiustizia causa la brutalità del giudizio umano. Tania ieri ha battuto ancora una volta se stessa. Ha aperto alla grande e ha finito alla grandissima, in mezzo un ingresso con qualche schizzetto in più pagato caro, pagato carissimo al cambio tra euro e sterlina, pagato con una orrenda medaglia di cartone. Non si può e non si deve rimproverarle nulla, se non quella di essere stata l’unica tuffatrice al mondo ad aver messo pressione per diversi anni alle extraterrestre cinese, di aver 237 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 vinto dalla piattaforma e dal trampolino. Questo lo ha pagato perché, forse, la sua grinta, la sua classe, ha fatto invidia a qualcuno. Sì, l’invidia, quella brutta piaga sociale. In un Paese calciofilo come il nostro non si può dimenticare Byron Moreno, quell’arbitro ecuadoriano che nel 2002 ci sbatté fuori dal M ondiale di Corea e Giappone. Ebbene, stasera Chris S age, panciuto giudice inglese che soffre di protagonismo, si è divertito a giocare a ribasso con la finanziera altoatesina. Si è contraddistinto già al secondo tuffo quando il doppio e mezzo avanti con un avvitamento, giudicato dai suoi colleghi tra il 7.5 e l’8.0, lui è piazzato un bel 6.5. Con le cinesi Wu Minxia ed He Zi ormai lanciate rispettivamente verso il suo primo oro olimpico individuale (414,00) e l’argento (379,20), Tania doveva lottare contro la statunitense Krug e la messicana S anchez. Al quarto salto, un preciso doppio e mezzo ritornato carpiato, mister Sage è stato il giudice che ha schiacciato il voto più basso 7.5. Gli altri sei arbitri uniformi sull’8.0. Quinta prima dell’ultima tornata, la Cagnotto sapeva che il suo conclusivo tuffo era il suo cavallo di battaglia, il doppio salto mortale e mezzo rovesciato carpiato. Tania lo porta in acqua alla perfezione, Chris Sage ci ha messo lo zampino. Con due 9.0 e quattro 8.5, il giudice britannico ha presentato un 7.5. Qualche secondo di attesa e l’infausto punteggio di 362,20 punti: venti centesimi dal bronzo andato al collo di un’atleta che Tania negli ultimi anni ha sempre sconfitto. Rabbia tanta, voglia di smettere pure: «La delusione è parecchia ma ho fatto due record personali in due giorni e alle Olimpiadi. È andata come doveva andare, non ho rimpianti». Tania parla con un filo di voce e gli occhi ancora rossi per le lacrime. Il padre allenatore Giorgio la abbraccia e cerca di consolarla: «Siamo venuti qui a Londra preparati bene. Ci 238 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 sono sfuggite due medaglie per poco. Abbiamo, comunque, la coscienza a posto. È mancata soltanto la ciliegina sulla torta. La giuria? Lasciamo perdere, mi sono stancato di parlare dei giudici. Serviva una gara perfetta». Prova a spiegarlo a Tania che continua a piangere e non si ferma più. Sarà dura andare a dormire. 239 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Pistorius eliminato fra gli applausi Il quattrocentista si inchina e il vincitore della semifinale gli chiede la pettorina di Maurizio Di Giangiacomo Sabato per aver scritto una pagina importantissima nella storia dei Giochi, primo atleta paralimpico a prendere parte a una gara dei normodotati. Oggi per non aver centrato l’accesso in finale, ultimo nella sua semifinale dei 400 (46”54). Il protagonista di Londra 2012, assieme a Usain Bolt, resta Oscar Pistorius. La sua prestazione è stata accolta con un’ovazione dagli 80mila dell’Olympic Stadium, che lui ha ricambiato con un inchino. E il vincitore della semifinale, il campione del mondo Kirani James, è andato ad abbracciare il sudafricano e gli ha chiesto di scambiare il pettorale con il nome. «Questa mia esperienza alle Olimpiadi è stata veramente bellissima – ha detto Pistorius – da andare fuori di testa, ho davvero coronato un sogno». L’oro dei 400 metri femminili è andato alla statunitense S anya Richards (49”55), argento all’inglese Christine Ohuruogu, bronzo all’altra americana Dee-Dee Trotter (49”72). Nella maratona femminile si sperava in una sorpresa da parte di Giovanna S traneo, Anna Incerti e Rosaria Console, che viceversa sono rimaste abbastanza lontane dal podio. Sul gradino più alto l’etiope Tiki Gelana (2h23’07), argento alla keniana Priscah Jeptoo (2h23’12), bronzo alla russa Tatyana Petrova (2’23”29). Brava la Straneo, che ha chiuso ottava a poco più di due minuti dalla vincitrice (2h25’27). Più attardate Incerti (29esima con 2h29’38) e Console (30esima con 2h30’09). 240 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Eliminato nell’alto Gianmarco Tamberi , che ha passato i 2,16, i 2.21manon i 2,26. Correndo in 8’40”06 Yuri Floriani ha chiuso 13esimo i 3.000 siepi vinti dal keniano Kemboi (8’18”56) davanti al francese Mekhissi-Benabbad e al connazionale Kiprop Mutai. Allarme per le condizioni del trip lista Fabrizio Donato, in gara domani. I problemi alla schiena continuano e da qualche giorno il campione europeo di Helsinki ha anche male al tendine d’Achille sinistro. Niente podio per Nicola Vizzoni nel martello: l’azzurro ha chiuso ottavo nella gara vinta dall’ungherese Krisztian Pars. Secondo lo sloveno Primoz Kozmus, terzo il giapponese Koji Murofushi. Nel triplo femminile oro alla kazaka Olga Rypakova (14.98), argento alla colombiana Caterine Ibarguen (14.80) e bronzo all’ucraina Olha S aladuha (14.79). 241 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 242 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LUNEDÌ 6 AGOSTO Alex, il marciatore col sangue marcio Una giornata durissima, la più amara, la più difficile da mandar giù. A Londra arriva il responso di un controllo antidoping a sorpresa: un azzurro è stato trovato positivo all’Epo (eritropoietina, sostanza che favorisce la produzione di globuli rossi). All’inizio il nome non c’è, poi pian piano emergono indiscrezioni e alla fine la certezza: è Alex Schwazer, il marciatore campione in carica della 50 chilometri di marcia, una fra le speranze azzurre di medaglia d’oro. Una mazzata, una tremenda mazzata. Schwazer confessa in lacrime e il giorno dopo fornirà una versione che non convincerà fino in fondo anche se servirà a far schierare dalla sua parte quelli che si sentono in pace con se stessi solo se hanno qualcuno da redimere. Un atteggiamento che non reggerà all’evoluzione di questa storia che in questa giornata finisce per oscurare quella che – senza questa vergognosa caduta all’inferno – sarebbe stata una gran bella giornata per i colori azzurri. Tre infatti le medaglie conquistate: un oro nella carabina a tre posizioni con Niccolò Campriani (già secondo dai 10 metri), un argento nel piattello dalla fossa olimpica con Massimo Fabbrizi e un bronzo negli anelli con il ginnasta Matteo Morandi. Nonostante il tris di medaglie, l’Italia perde una posizione nel medagliere: ora è 243 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 settima, con sette ori, sei argenti e quattro bronzi. La giornata ci regala anche un’intervista a Pietro Mennea, una delle ultime, una sorta di testamento sportivo: «Chi può battere Bolt? Solo Bolt può farcela…». 244 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 IL MARCIATORE AZZURRO ALEX SCHWAZER 245 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Così Alex ha ucciso i sogni di Stefano Tamburini Non si uccidono così i sogni di tutti quelli che lo guardavano mentre volava passeggiando, lieve e sicuro, forte e appena uscito da una favola: la medaglia d’oro nella gara più dura alla prima Olimpiade (Pechino), l’amore appena sbocciato con un’altra campionessa (Carolina Kostner, regina del pattinaggio su ghiaccio), una vita davanti per cercare altre giornate come quelle. No, non si fa così. Ci sono lacrime che non potranno mai andar perdute nella pioggia e nel tempo. Non si potrà mai perdonare uno che aveva tutto e l’ha buttato alle ortiche solo per non arrivare dopo gli altri. Uno che avrebbe potuto prendersi un mare di applausi per averci provato e pazienza se qualcuno era andato più forte. Aveva detto, con la medaglia d’oro ancora fresca di cerimonia, che mai e poi mai ci sarebbe cascato: «Sono pulito e lo sarò sempre, anche se dovessi arrivare trentesimo». Uno che diceva queste cose sarebbe riuscito a dormire la notte con un’altra medaglia al collo vinta con il sangue truccato? E come avrebbe potuto guardare in faccia una come Tania Cagnotto che, dopo aver perso il bronzo per venti centesimi di punto, cercava di non piangere per fare coraggio a tutti quelli che volevano abbracciarla per consolarla. Oppure il velocista americano Tyson Gay, uno che se non avesse incrociato Usain Bolt sarebbe stato il re incontrastato dello sprint. Non smetteva di piangere, domenica sera, quando si è accorto di esser quarto nei 100, preceduto da un ex dopato come Justin Gatlin. Non se l’è presa con nessuno e mentre singhiozzava è riuscito solo a 246 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 dire: «Ho trent’anni ed era la mia ultima occasione, avevo promesso a mia figlia che una medaglia gliel’avrei portata». Bolt lo ha abbracciato e gli ha detto: «Sei un grande rivale, abbiamo vissuto insieme grandi sfide: non finisce qui». Sono storie, quelle di Tania e Tyson, che fanno bene allo sport, quasi come quella di Oscar Pistorius. Storie che aiutano a capire che si possono strappare applausi anche senza vincere. Alex S chwazer non ha fatto male solo a se stesso, ha seminato più dubbi dei passi che ha percorso, ha oscurato la giornata di gioia di tre azzurri saliti sul podio e rovinato quel che resta di questa Olimpiade. No, non si fa così. È vero che al peggio non c’è mai fine ma ci siamo abbastanza vicini. 247 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Doping azzurro: stop a Schwazer Il marciatore: «Ho fatto tutto da solo, volevo essere ancora il migliore» di Maurizio Di Giangiacomo Un colpo pesantissimo, mortale. Per uno straordinario atleta, che per una debolezza chiude nel modo peggiore e anzitempo una luminosa carriera. M a anche per lo sport italiano e in particolare l’atletica leggera azzurra, che su quell’atleta aveva puntato tutto (o quasi) in vista dei Giochi di Londra. La notizia, terribile nella sua crudezza: Alex S chwazer, 27enne marciatore altoatesino di Calice di Racines, carabiniere, medaglia d’oro a Pechino 2008, non prenderà parte alla 50 km di sabato perché sospeso dal Coni dopo che lo stesso comitato olimpico è stato avvertito dalla Wada (l’agenzia antidoping mondiale) della positività dell’atleta all’eritropoietina sintetica in occasione di un controllo a sorpresa al quale era stato sottoposto nei giorni scorsi. Bisognerebbe usare il condizionale, ma lo stesso Schwazer ci ha tolto da questo imbarazzo, dimostrandosi uomo almeno in questo e ammettendo la sua colpa prima al suo allenatore, Michele Didoni, e poi al cronista dell’agenzia che è riuscito a contattarlo telefonicamente: «Volevo andare più forte, ho sbagliato, la mia carriera finisce qui». L’annuncio del Coni. L’agenzia Ansa ha battuto il dispaccio con le prime indiscrezioni trapelate da ambienti dal Coni alle 18.04: un atleta azzurro, che ancora non ha raggiunto Londra, è stato sospeso per doping. Poi, il nome di Schwazer che appare sulla pagina web di un giornale sportivo: il sospeso sarebbe lui. La Fidal bolla le indiscrezioni come “illazioni”, ma 248 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 di lì a poco la notizia prende corpo: l’atleta è Schwazer, la sostanza è l’Epo. La conferma di Didoni. M a la conferma è arrivata solo qualche decina di minuti dopo, dalla voce rotta dal pianto dell’allenatore di Schwazer, M ichele Didoni: «M eno di un’ora fa Alex mi ha chiamato e mi ha detto che aveva una notizia brutta, il fermato per doping è lui». Distrutto dal dolore, ma anche arrabbiato Didoni: «Non ho neppure voluto chiedergli perché l’ha fatto: non ci sono giustificazioni – ha detto il tecnico – A quasi 28 anni si è uomini, non più ragazzi. Alex deve crescere e cambiare vita. M i ha telefonato, continuava a ripetere puerilmente “mi prendo tutte le responsabilità”, senza capire che il suo gesto individuale ricadrà su tanti. La madre, ad esempio, stava per essere ricoverata al pronto soccorso per la tensione». L’ammissione di Alex. Di lì a poco è arrivata l’ammissione dello stesso marciatore, che perlomeno ha saputo guardare in faccia alla realtà, senza cercare le mille scuse dietro alle quali si sono nascoste decine di suoi illustri colleghi di altre discipline: «Non chiedetemi come sto, ho sbagliato – ha detto – Volevo essere più forte per questa Olimpiade, ho sbagliato. La mia carriera è finita qui. Ho fatto tutto da solo e di testa mia e dunque mi assumo tutte le responsabilità per quello che è successo». Il controllo. Dopo la conferma della positività giunta addirittura dallo stesso atleta, rimane da chiarire – per quello che può importare – a quando risalga il controllo al sorpresa al quale Schwazer è risultato positivo. La stessa agenzia riferisce di un esame effettuato il 30 luglio a Oberstdorf, in Baviera, dove il carabiniere stava rifinendo la preparazione in vista della 50 km di sabato e dove fa base per gli allenamenti anche la fidanzata di Alex, Carolina Kostner, 25enne altoatesina di 249 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Ortisei, campionessa mondiale di pattinaggio di figura. Il “giallo” della 20 km. M a oggi si è parlato anche di altri controlli ai quali Schwazer sarebbe stato sottoposto a Saint M oritz, dove aveva fatto gli ultimi lavori importanti prima dei Giochi. Se il controllo fosse avvenuto allora, potrebbe anche spiegare la rinuncia alla 20 km che il marciatore azzurro ha annunciato il 28 luglio, motivandola con il timore di sprecare energie preziose nella gara a lui meno congeniale dopo un raffreddore che l’aveva tenuto fermo tre giorni. La dura condanna della Fidal. La Fidal, che sostiene di aver appreso solo oggi della positività di Schwazer, esprime profonda delusione e disappunto per l’accaduto, sottolineando la propria ferma posizione di condanna nei confronti del doping». «M eno medaglie, ma più pulite», ha aggiunto il presidente del Coni, Gianni Petrucci. Guai in vista con i carabinieri. M a non è finita qui. Già questa sera il comando generale dei carabinieri, Arma della quale fa parte il marciatore, ha preso contatti con il Coni per prendere provvedimenti. 250 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il doping di Alex Il tecnico Didoni: «È una mazzata» Il presidente Fidal, Arese: «Giornata amara» di Marco Marangoni «M i sono fidato di lui, ma mi ha preso in giro e adesso deve pagare. Non ci sono giustificazioni». Michele Didoni, quello che fino al primo pomeriggio di oggi era l’allenatore di Alex S chwazer, è disperato. Nella sua casa di M ilano non sa più quale muro prendere a pugni. «È una mazzata pesantissima, la più dura della mia vita. Preferisco mille sconfitte e non danneggiarmi l’immagine a causa di queste cose. M i fa venire ancor più rabbia pensare che solo alcuni mesi fa gli ho messo in braccio mia figlia M icol in occasione del battesimo – afferma M ichele, esplodendo in un pianto dirotto – È una persona che deve diventare prima un uomo altrimenti si troverà in difficoltà nella vita». Didoni come l’ha saputa la notizia della positività di Alex? «È stato lui a chiamarmi e mi ha detto: “M ichele siediti che ti devo dire cuna cosa, ti puoi sedere?”. Io ho subito pensato a un incidente in allenamento o a un guaio muscolare. Sono le cose più comuni. Quando mi ha comunicatola notizia, l’ha fatto in modo puerile e continuava a ripetere “mi prendo tutte le responsabilità” senza minimamente capire che questo fatto ricadrà su tantissime persone. Da quello che so sua madre è stata male rischiando di finire in ospedale. Così facendo ha gettato fango su di me, sulla sua famiglia, sulla sua fidanzata». Lei cosa le ha detto? «La telefonata è stata molto breve e gli ho risposto di 251 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 assumersi tutte le responsabilità. Noi del Centro sportivo Carabinieri siamo sempre molto attenti, non esiste che un carabiniere abbia fatto ciò che ha fatto lui – prosegue il 37enne tecnico milanese che è apprezzato appuntato scelto dell’Arma responsabile del settore marcia –. Io mi auguro che il mio Corpo prenda al più presto dei provvedimenti. Noi non abbiamo bisogni di persone simili». Cosa sta pensando? «Pensare? M i viene rabbia perché ho dedicato tempo a una persona che mi ha preso in giro trascurando la mia famiglia. Ho trascorso mesi interi tra Oberstdorf e Celerina o in giro per gli allenamenti. Non è giusto, credo che dirò addio all’atletica». Immediate le repliche da parte del mondo sportivo e non. «È una giornata amara, perché avevamo avuto grandi risultati rovinata da questa brutta notizia che ci ha sconvolto – ha detto il presidente del Coni Gianni Petrucci – La decisione è chiara: non possiamo transigere, una medaglia in meno e pulizia in più». Stesse parole anche il presidente della Federazione dell’atletica, Franco Arese : «Sono triste è una giornata amara. Era una delle poche medaglie, ma non conta. M eglio vincere una medaglia in meno e fare la lotta al doping sul serio. M i dispiace ma nello sport non si può barare, anche se dobbiamo dargli atto di aver riconosciuto le sue responsabilità. È un grave errore che gli costerà caro anche come persona». Sul caso interviene anche Petra Zublasing, la tiratrice altoatesina: «Per ora sono più arrabbiata che turbata, queste sono cose che non si devono assolutamente fare». «Un fulmine a ciel sereno, una batosta. M i sarei aspettato di tutto, ma non questo – ha commentato il sindaco di Racines, S ebastian Helfer – Chiedo di portare pazienza». 252 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Sono colpi da podio: Campriani è d’oro Fabbrizi d’argento di Pietro Oleotto Dal trionfo di Jessica Rossi, un piatto di lasagne alla bolognese fatte in casa, all’argento di oggi – sempre nella fossa olimpica – di Massimo Fabbrizi, all’oro di Niccolò Campriani, coltivato nel poligono di un’università americana. Cambia poco, quando si tratta di imbracciare un fucile, di impugnare un’arma, il “made in Italy” è davvero una firma di moda. Lo sanno anche negli Usa, da dove sono piovuti messaggi di congratulazioni che si sono mescolati con gli attestati di stima arrivati pronta menti da Firenze, la “culla” di Campriani: «Congratulations Nicco!», ha urlato la pagina Facebook del West Virginia Rifle, il club del college statunitense dove l’azzurro si è laureato in ingegneria grazie a una borsa di studio ottenuta anche alle sue qualità di tiratore infallibile. Nella cabina 10 metri d’argento, in quella da tre posizioni oggi tutta d’oro. Due medaglie, pesantissime, meritate. Pronosticate perfino da “Sports Illustrated”, rivista patinata americana famosa – oltre che per l’annuale calendario in bikini – per le tradizionali e puntuali previsioni sui podi dei Giochi: doppio oro azzurro, avevano sentenziato gli esperti Usa. Sono andati a un solo gradino al bersaglio pieno, perché dopo il secondo posto nella gara d’apertura a Londra, oggi Niccolò Campriani ha vinto la medaglia d’oro nella carabina da tre posizioni nello scenario della alla Royal Artillery Barracks. E l’ha fatto con il piglio del grande campione: al comando della classifica generale con 1.180 punti dopo le qualificazioni del mattino, grazie al nuovo record olimpico (a terra 396, in piedi 253 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 390, in ginocchio 394), il fiorentino ha mantenuto il vantaggio sui rivali diretti nella finale, il sudcoreano Jonghyun Kimlo, medaglia d’argento, e lo statunitense Matthew Emmons, bronzo. M a non è stata una passeggiata. Stavolta la carabina non si inceppata come era successo dai 10metri. Questa volta le pressioni sono arrivate dall’esterno, dallo speaker ufficiale che, amplificato all’interno del poligono, parlava di un Campriani che sparava “solo” per l’argento nel momento della rimonta avversaria: «Ho cercato di non sentirlo, stavolta avevo messo bene i tappi», ha raccontato subito dopo aver centrato l’oro. D’altra parte Nicco, come lo chiamano gli amici americani, ha ormai i nervi d’acciaio: «Campriani è una persona molto equilibrata, sa che la vita non è solo questo. Cosa gli ho insegnato? A ridimensionare la propria voglia di fare bene, alle volte si dà troppo e ho cercato di insegnargli a dosare le forze », racconta Valentina Turisini, argento olimpico ad Atene e oggi ct della nazionale azzurra di tiro a segno. Testa e polsi saldi quelli di Campriani. Quelli di M assimo Fabrizi, invece, hanno tremato purtroppo al sesto piattello dello spareggio per l’oro con Giovanni Cernogoraz, croato appartenente alla comunità italiana di Cittanova, in Istria, a una cinquantina di chilometri da Trieste, (bronzo ad Aldeehani del Kuwait), dopo 146 centri su 150. sarebbe stato un altro primo posto. M a poco importa: a Londra siamo diventati un paese di santi, poeti e tiratori. 254 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Morandi, bronzo e veleni agli anelli: «Non mi servono i consigli di Chechi» di Pietro Oleotto C’è una spruzzata di veleno sull’ultimo bronzo azzurro e stavolta non ci sono di mezzo i voti dei giudici: «Ho chiesto molti consigli a Jury Chechi e lui non me li dava. Ora gli dirò che non mi servono più». Il sassolino che Matteo Morandi si toglie dalla scarpa dopo il suo terzo posto è un regalo all’ex “Signore degli anelli” – forse la specialità della ginnastica maschile più amata dal pubblico – il campione di Prato ora commentatore tv che evidentemente non ha mai legato con l’ex compagno di nazionale. Sì, perché il 30enne di Vimercate tesserato per l’Aeronautica, non è uno di primo pelo: già ad Atene, nel 2004, quando Chechi raccolse la sua ultima medaglia olimpica, M orandi era in pedana per raccogliere un amaro quinto posto, mentre quattro anni fa, a Pechino, ci fu addirittura un passo indietro. Oggi invece il balzo sul podio, quasi inatteso, un balzo che avrebbe potuto tranquillamente proiettarlo al secondo posto, salutato soltanto per colpa di un’esitazione, un mezzo passo fatto al momento della chiusura dell’esercizio: «Come voto mi dò comunque un 8, per la tranquillità e per come ho affrontato la gara – racconta M atteo –. In uscita ho fatto un passettino che forse mi ha fatto perdere un decimo, però ho piegato le gambe». Insomma, è più la gioia per il podio che il rammarico per un argento alla portata e finito per meno di un decimo (15.733 contro 15.800) al collo del cinese Yibing Chen , mentre l’oro del brasiliano Arthur Nabarrete Zanetti (15.900) era praticamente 255 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 irraggiungibile. E a proposito di Brasile, M orandi ha già in mente un’idea meravigliosa, cercare di doppiare l’alloro olimpico, da ultratrentenne come ha fatto proprio il “nemico” Jury: «Spero di andare ai Giochi di Rio, anche se è ancora presto per dirlo. La ginnastica adesso ha degli specialisti perché si lavora su un attrezzo singolo e hanno messo delle regole che rendono gli esercizi più difficili, come l’uscita con avvitamento che può diventare un terno al lotto». Un’idea meravigliosa che non deve essere campata in aria, visto che anche il tecnico dell’azzurro, Maurizio Allievi , confessa il progetto: «Già adesso stiamo lavorando per il Brasile, ma non solo con M orandi, anche per i nostri giovani, per i quali questa medaglia deve essere uno sprone». È un bronzo, ma vale oro: questa volta è proprio il caso di dirlo. «Dietro c’è tutto un lavoro che viene premiato», racconta il numero uno della Fgi, Riccardo Agabio: una frase che gli era rimasta in gola dall’altro giorno, dopo il podio scippato a Busnari al cavallo con maniglie. 256 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Mennea: «Solo Bolt può battere Bolt» L’ex campione azzurro: «Anche i 200 saranno senza storia» di Maurizio Di Giangiacomo E adesso tutti con Usain Bolt, anche quelli che, alla vigilia dei Giochi, lo davano già per battuto e avevano scommesso tutto su Yohan Blake. Il 9”63 con il quale l’uomo più veloce della storia s’è imposto nella finale dei 100 più veloce di sempre (in sette sotto i 10”, e solo un infortunio ha impedito ad Asafa Powell di essere l’ottavo) è un chiarissimo avviso ai naviganti per i 200 in programma a partire da domani (in tarda mattinata le batterie, semifinali dopodomani sera, finale giovedì). Lui continua a ripetere che era certo che sarebbe andata così, ma ammette che le sconfitte patite ai trial giamaicani gli sono comunque servite. Lo stesso concetto espresso nel corso di un’intervista rilasciata ad Eurosport dalla leggenda della velocità Pietro Mennea, per anni recordman mondiale dei 200 (19”72) e medaglia d’oro a M osca, mentre il suo 10”01 è ancora record italiano dei 100. «Bolt ha conseguito il record olimpico, questo dimostra che è in condizione – dice l’ex campione barlettano – che le due sconfitte ai trials gli sono servite per mettere un po’ di ordine nei suoi allenamenti e per concentrarsi al 100 per cento sui Giochi di Londra. Ha confermato l’oro di Pechino, cosa riuscita solo a Carl Lewis, ma complice l’esclusione per doping di Ben Johnson». M a tutti si chiedono fino a che limiti possa spingersi Bolt nei 100: a una temperatura più mite di quella della serata londinese, avrebbe potuto effettivamente ulteriormente 257 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 abbassare il suo record di 9”58? «Se c’è un uomo capace di battere Bolt, quello è Bolt – replica M ennea – A Londra l’importante è che non piovesse, la temperatura non era l’ideale, ma con l’adrenalina regalata da uno stadio gremito da 80 mila persone e il vento a favore il freddo non lo senti. Eccenzion fatta per l’infortunato Powell, tutti hanno corso bene e sotto i 10 netti e questo dimostra che la velocità non si ferma. L’evoluzione prosegue e c’è sempre la possibilità di vedere un velocista nuovo, che possa avvicinare Bolt, che al momento è il più forte ma deve sempre guardarsi le spalle. Credo che nel prossimo futuro potrà anche perdere qualche meeting, ma conta poco perché abbiamo visto che nelle gare che contano è capace di tirare fuori il meglio di sé». E M ennea non ha nessun dubbio nemmeno sul nome del favorito per i 200: «È la gara a lui più congeniale». 258 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 M ARTEDÌ 7 AGOSTO Josefa è già leggenda Alex, un bugiardo È una giornata tristissima anche questa. A Londra le Olimpiadi vanno avanti e, sia pur senza medaglie, per i colori azzurri avrebbe potuto essere una grande giornata, con il penultimo atto dell’immensa Josefa Idem, che a quasi 48 anni e alla sua ottava Olimpiade conquista un posto nella finale della canoa 500 metri che si correrà fra due giorni. Si finisce però per guardare tutti verso Bolzano, verso casa di Alex Schwazer, il marciatore che ha tradito tutti prima ancora che se stesso. Emergono altri particolari su indagini già aperte nei suoi confronti, su un doping che non può essere solo episodico. C’è tanta rabbia per tutto questo, c’è tanta rabbia – oltreché per il fatto specifico – anche perché il suo comportamento ha finito per oscurare, almeno parzialmente, le imprese di tanti azzurri che avevano (e chissà se potranno averne ancora) solo l’occasione di questi giorni per salire alla ribalta delle prime pagine e godersi un po’ di gloria. Nel medagliere, l’Italia conserva il settimo posto con sette ori, sei argenti e quattro bronzi. 259 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LA GIOIA DI JOSEFA IDEM SUBITO DOPO LA CONQUISTA DELLA FINALE 260 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Grazie Josefa e Alex dica quel che sa di Stefano Tamburini È andata avanti a pane e fatica e ora è lì che esulta battendo i pugni nell’acqua. Sorride e ci fa venir voglia di abbracciarla, lei e quel che di bello ci ha appena regalato. Josefa Idem è un po’ Peter Pan e un po’ salvatrice della patria. Fra un mese avrà 48 anni ed è lì a giocarsi medaglie da otto Olimpiadi. Otto, un’enormità: la prima volta che si presentò con canoa e pagaia e andò in finale aveva la maglia tedesca. Era il 1984, le Germani e erano ancora due (lei era dell’Ovest), al governo avevamo Bettino Craxi, gli americani Ronald Reagan e fino a due anni prima in Unione sovietica comandava Leonid Breznev. Josefa da Barcellona 1992 indossa la maglia azzurra dopo aver sposato il suo allenatore romagnolo. Dopodomani in finale si batterà per qualcosa di immenso ben sapendo che le avremmo voluto bene anche se fosse uscita in batteria. M a è bello aver questo sogno da rincorrere e smettere per un po’ di pensare al peggio che ci è appena piovuto addosso. La stessa Idem ha confessato di aver pianto dopo aver saputo quel che aveva combinato Alex S chwazer. È un lutto, ha detto. Già, e potrebbe esser pure peggio. Domani il marciatore parlerà e speriamo che dica di più, perché il suo racconto non regge: come può aver fatto tutto da solo, comprando doping su internet? Le carte della procura di Padova dicono ben altro e l’Interpol pure: lo seguivano da mesi e sapevano che dal 2010 frequentava il dottor Michele Ferrari, uno che non prescrive aspirine. Se ci sono dei complici, Alex non deve tenerli per sé. Se ci sono stregoni in giro devono esser spazzati via, così 261 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 come eventuali altri clienti di farmacie truccate. Peraltro Schwazer sembra non sia l’unico fra gli azzurri olimpici ad aver tentato questa scorciatoia ed è bene che si faccia chiarezza. Parli, lui che sa e ci aiuti a ritrovare la strada della speranza. E parlino, spieghino dov’erano anche quelli che avrebbero dovuto vigilare. È possibile che da due anni un atleta di tale livello frequenti un gurù del sangue truccato e nessuno abbia mai avuto un sospetto? L’allenatore, la Federazione, il Coni o hanno dormito o hanno lasciato correre e non si sa fra le due cose quale sia la peggiore. Quel che ha fatto Schwazer è imperdonabile ma dal fondo del pozzo può risalire solo così. Non ci sarà più in palio una medaglia ma una sfida più importante da vincere: quella della dignità. 262 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Schwazer, ora è caccia ai complici Donati (Wada): «Da anni si appoggia a più medici, non può aver fatto tutto da solo» di Maurizio Di Giangiacomo Dopo quella maledetta iniezione, niente sarà più come prima p e r Alex S chwazer. Perché oggi, com’era inevitabile, la procura antidoping del Coni ha aperto un procedimento a suo carico, chiedendone la sospensione al tribunale nazionale antidoping, che l’ha subito disposta. Rischia da due a quattro anni e mezzo di squalifica. E i mancati introiti, tra sponsor, medaglie, club olimpico e stipendio da carabiniere, andrebbero dai 500 mila al milione e mezzo di euro. Inoltre il Codacons pensa addirittura di chiedergli un risarcimento. Non sembra reggere comunque la spiegazione fornita da Schwazer: dal doping comprato su internet all’iniezione solitaria. La procura di Padova lo seguiva da mesi e spuntano frequentazioni più che sospette. Alex potrebbe alleggerire la sua posizione – fin dalla conferenza stampa di domani a Bolzano – aiutando a scovare i complici: il medico che gli ha fornito i medicinali ed eventuali altre coperture. Oltre alla procura di Padova, sta valutando la posizione del marciatore altoatesino anche quella di Bolzano, competente in caso di reato commesso all’estero. Un fascicolo conoscitivo è stato aperto inoltre dalla procura militare di Roma. Se non ci sarà una nuova versione non cambierà nulla per chi lo ha spinto a infilarsi quell’ago sotto la cute. È questo il principale rammarico di S andro Donati, ex allenatore degli sprinter azzurri e dirigente Coni, oggi 263 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 consulente della Wada (l’agenzia internazionale antidoping) e delle procure che indagano sul doping, che ha assistito per l’ennesima volta alla rappresentazione che più odia: l’atleta positivo che rimane solo, esposto al pubblico ludibrio, alla esecrazione dei suoi tecnici e dei dirigenti della Federazione di atletica leggera e del Coni. «Chi lo ha dopato, invece, la passa liscia anche stavolta». Donati non ci crede. Donati, infatti, non crede che Schwazer abbia fatto tutto da solo. «No, per diversi motivi. Innanzitutto “farsi” di Epo non è così facile, serve un’infiltrazione sottocutanea, c’è il rischio di creare un embolo, serve esperienza. Secondo, non è verosimile che l’abbia comprata su Internet, perché quelli che ci sono nella rete non sono farmaci sicuri, nessun atleta li utilizzerebbe. Ancora, non è credibile che si sia iniettato un’unica dose così potente da fare effetto a settimane di distanza: la tendenza, infatti, è quella di più micro dosi, difficili da rintracciare». M a per Donati il punto è un altro. «Lungi da me giustificare Alex, al quale comunque dobbiamo essere grati per non aver cercato scuse – dice l’ex tecnico azzurro – M a se ci focalizziamo sull’atleta, diventiamo complici del sistema doping. Schwazer è stato dato in pasto all’opinione pubblica e adesso la gente pensa che i controlli funzionino. Lui era spacciato e ha accettato di confessare di aver fatto tutto da solo, il sistema per questo lo ricompenserà. In realtà lui non faceva da solo, è noto che in passato si è appoggiato a medici che hanno avuto problemi con la giustizia, tra i quali quello (Michele Ferrari, ndr) al quale ha fatto cenno oggi un quotidiano sportivo». I rapporti con Ferrari. Già, ma frequentare un medico “chiacchierato” non significa automaticamente fare uso di sostanze dopanti. «No, il ragionamento va del tutto ribaltato – 264 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 replica il consulente Wada – M ichele Ferrari, i cui rapporti con Schwazer non possono peraltro essere messi in relazione con questo caso, è stato squalificato. Quindi andrebbero squalificati anche gli atleti che lo frequentavano. Il Coni non ha potuto prendere visione delle carte dell’inchiesta di Padova per motivi tecnici, altrimenti Schwazer sarebbe stato fermato e ci saremmo risparmiati questo dramma». «Tutti complici». Invece, come al solito, assistiamo alla lapidazione di un atleta lasciato solo con la sua ignominia, mentre quelli che lo hanno istigato e aiutato proseguiranno indisturbati a farlo con altri atleti, complici i giornali italiani, che pubblicano interviste come quella di Schwazer senza porsi delle domande, e la tendenza ad affidare il commento televisivo di questo genere di eventi a ex atleti che fanno gli imbonitori. In più, al pubblico quello che c’è dietro l’atleta trovato positivo non interessa, la gente vuole vedere lo show. E non si rende conto, così, di essere complice di un sistema le cui vere vittime sono i nostri figli: bambini, ragazzi, giovani atleti ai quali, un giorno o l’altro, per raggiungere i massimi livelli verrà proposta l’assunzione di sostanze dopanti». 265 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Pedinato da mesi Alex fin dal 2010 frequentava Ferrari Indagini a Padova e Bolzano e della Procura militare di Carlo Bellotto L’olimpionico della marcia Alex S chwazer, trovato positivo a un controllo antidoping, era sotto osservazione da mesi da parte della procura della Repubblica di Padova. Il pubblico ministero Benedetto Roberti, che da anni si occupa di diversi casi di doping a livello nazionale, stava indagando sul medico emiliano Michele Ferrari: di conseguenza chi si rivolgeva al professionista veniva controllato. E Schwazer negli ultimi tempi si spostava spesso dalla sua abitazione in Alto Adige per incontrare quello che dal 2010 era diventato il suo medico. Un professionista che non ha uno studio fisso dove riceve gli atleti, ma li incontra in località diverse, soprattutto a Saint M oritz in Svizzera dove la legge non persegue il doping come in Italia. L’80 per cento degli assistiti di Ferrari sono ciclisti, sia dilettanti sia professionisti (tra loro c’è stato il campione americano Lance Armstrong) e il restante 20 per cento viene dal mondo dell’atletica leggera. Come Schwazer, che marcia per il Centro sportivo Carabinieri. L’atleta è risultato positivo all’Epo e ora il Tribunale nazionale antidoping del Coni ha accolto la richiesta della procura di sospenderlo. Il suo controllo quindi non è stato casuale, alla luce di questa indagine padovana; gli atleti sospettati erano stati segnalati all’Interpol e alle autorità sportive antidoping. Ovvio che per un appuntamento come 266 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 quello che si sta svolgendo a Londra, scattassero i controlli. Schwazer ha dunque pagato la frequentazione del suo medico. La lista degli atleti seguiti da Ferrari è nota al pm Roberti e non solo a lui. L’anno scorso il dottor M ichele Ferrari, aveva chiesto di essere ascoltato dal pm Roberti titolare anche dell’inchiesta sul doping che aveva sconvolto il mondo del ciclismo. All’epoca il suo legale aveva ribadito con fermezza che il provvedimento che inibiva gli atleti italiani dall’avere rapporti professionali con Ferrari «è anacronistico e ingiusto, poiché il processo celebrato a suo tempo a Bologna ha dimostrato la insussistenza del provvedimento stesso». Sul caso di Schwazer, che è un carabiniere, ha già aperto un fascicolo conoscitivo il procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, competente per i reati all’estero. M a anche la procura di Bolzano valuterà la posizione di Alex Schwazer. Lo ha annunciato il procuratore Guido Rispoli. La procura di Bolzano potrebbe essere competente se il marciatore altoatesino avesse commesso un reato all’estero. 267 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Il marciatore: «Ho sbagliato ma a Pechino ero pulito» di Maurizio Di Giangiacomo Alex S chwazer ha ribadito la sua verità questa sera, davanti alle telecamere del Tg1, distrutto, con le lacrime agli occhi. «Ho perso tutto – ha detto il campione olimpico di Pechino 2008 – M i sono allenato per 10 mesi, avevo una condizione perfetta. Poi, in tre settimane di doping ho rovinato tutto. Ho fatto l’ultima iniezione il 29, il 30 è arrivato il controllo e in quel momento ho capito che era tutto finito». «Gli ultimi anni non sono stati facili – ha raccontato il marciatore altoatesino – A Pechino tutti sanno come ho vinto, avevo i valori ematici di un anemico, per quanto mi ero allenato. A Londra volevo essere ancora davanti, non volevo più essere quello che si ritira. Non è stato facile nemmeno essere il fidanzato di...» Carolina Kostner, che nel frattempo ha fatto sapere al suo entourage di essere arrabbiatissima, mentre il padre Erwin non vuole dire nulla. Quindi, Schwazer ha ribadito di aver fatto tutto da solo, esitando però quando gli è stato chiesto di fare i nomi di chi l’avrebbe spinto a un passo del genere. «Ho acquistato tutto su Internet, non sono laureato in medicina, ma sulla rete ci si può informare a sufficienza. Non faccio nomi, ma quando vedi che una donna fa l’ultima vasca più veloce di un uomo, capisci che c’è qualcosa che non funziona». Anche quando la morale te la fa anche uno come Riccardo Riccò, è chiaro che sei in cattive acque. «Tutti gli sport dove c’è giro di quattrini è uguale», ha twittato ieri il ciclista squalificato 12 anni dal tribunale nazionale antidoping. Anche Filippo Pozzato, altro ciclista che ha perso le Olimpiadi perché ha ammesso di aver frequentato il dottor Michele 268 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Ferrari, è molto carino con Alex S chwazer: «Il mio caso è completamente diverso dal suo – ha detto – Io non sono mai risultato positivo. Quello che ha fatto Schwazer è una sconfitta per lo sport». L’ex presidente del Coni Gianni Pescante parla di «gesto infame » e di «dimostrazione che i controlli funzionano», mentre l’ex allenatore di Schwazer, S andro Damilano, è più prudente: «Per come conosco Alex, non melo sarei mai aspettato». 269 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Capolavoro Idem ma le lacrime sono per Schwazer Canoa: ottava finale olimpica di Josefa «Per Alex mi è venuto da piangere» di Pietro Oleotto Erano compagni di “merendina”, negli spot televisivi, ma sono di tutt’altra pasta: «M i è venuto da piangere quando ho saputo di Alex S chwazer», racconta Josefa Idem che non riesce a nascondere l’amarezza nel giorno dell’ennesimo traguardo storico. La mamma tedesca con il cuore azzurro a quasi 48 anni ha appena conquistato la finale nel K1 500, l’ottava in otto Olimpiadi nella canoa singola (la decima contando il K2 del ’84 e il K4 del ’88 con la Germania), e dopodomani mattina sarà in acqua a caccia dell’oro scappato dalla sua fornitissima bacheca, in quel di Pechino, dove chiuse seconda per soli quattro millesimi. Come si fa? Oggi ha chiuso la sua batteria di semifinale al primo posto (con 1’52’’232), ma non c’è aria di festa nelle sue parole: ci sono ancora gli ultimi 500metri da fare e nella testa fa capolino anche l’ombra di Schwazer, l’ombra del doping sullo sport azzurro: «Lui era un’immagine positiva, un bel volto. M i chiedo cosa può averlo spinto a fare una cosa del genere. Speri sempre che ci sia un errore, ma poi ho visto che lui ha ammesso e allora dico solo: ma come si fa?», spiega tutto d’un fiato Josefa Idem, mamma Josefa, la politica Idem, assessore allo sport del Comune di Ravenna per sei anni, dal 2001 al 2007. «Evidentemente non gli hanno insegnato bene. Io sono sempre stata molto attenta al mio fisico, non prendo 270 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 nemmeno erbe naturali. È l’unico modo per durare nello sport». Reazioni. A Casa Italia qualcuno glissa («In questi giorni ho pensato a me, non mi interessa», racconta l’ostacolista Emanuele Abate), altri si sentono quasi traditi. È il caso di S ilvia Weissteiner, compaesana di Alex, eliminata nelle batterie dei 5000, ma spietata nell’esporre il pensiero sul marciatore: «È stata una delusione, una cosa triste, quando non ci accontenta di quello che si ha, si rischia di perdere tutto e lui ha perso tutto». Il triplista Fabrizio Donato, invece, si preoccupa dell’uomo-Schwazer («Sarà dura per lui e spero che ne esca bene»), mentre il collega di pedana Daniele Greco svela le proprie sensazioni: «Quando l’ho saputo mi è venuta la pelle d’oca. Spero però che si vada a fondo, che si cerchino anche le radici e non ci si concentri sulle foglie, bisogna individuare chi spinge questi atleti a farlo». Gli altri. «Evitiamo di metterlo alla gogna mediatica, lasciamolo stare». Diego Occhiuzzi, argento nella sciabola individuale e bronzo in quella a squadre, getta un salvagente virtuale a Schwazer: «Si può sbagliare e cercare di fare del meglio per tornare ad alti livelli in maniera pulita». Resta un “velo”, evidenziato da Niccolò Campriani, un oro e un argento nella carabina: «M i dispiace tantissimo, è una storia triste». Gli ex marciatori. Raffaello Ducceschi, azzurro degli anni 80 è scioccante: «M eglio legalizzare il doping per poterlo controllare. Quello che ho visto in passato è chiaro, sono in molti a fare uso di doping. Il Coni e le altre organizzazioni fanno solo ipocrisia». Punta sull’aspetto psicologico, invece, Abdon Pamich, oro nella 50kma Tokio ’64: «Dopo il trionfo di Pechino era cambiato. Forse non ha retto le responsabilità e la paura della sconfitta: non gettiamogli la croce addosso». 271 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 In pista. L’atletica azzurra ha risposto con quattro “pass”. Emanuele Abate è in semifinale nei 110 ostacoli nonostante un battibecco alla partenza con il giudice e un quarto posto con 13’’46, un tempo che vale però il ripescaggio. Ancora meglio è andata nel triplo uomini e nei 5000 donne, visto che i passaporti sono già per la finale. Al campione europeo Fabrizio Donato, in condizioni non proprio perfette, è bastata l’ottava misura (16,86) per essere sicuro di tornare in pedana domani sera; ancora meglio ha fatto Daniele Greco, quarta misura (17,00) al primo tentativo. Finale olimpica anche per Elena Romagnolo che ottiene l’ultimo tempo disponibile facendo segnare il primato personale (15’06’’38) sui 5000. Niente da fare, invece, per Marzia Caravelli nella semifinale dei 100h: ha sbattuta sul quinto ostacolo e si è ritirata. 272 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Vanessa resta di legno e piange Corpo libero: la Ferrari terza ma “retrocessa” dai giudici. di Pietro Oleotto Avesse potuto, stasera Vanessa Ferrari avrebbe chiamato il supermassimo Roberto Cammarelle (ormai bronzo sicuro, come il massimo Clemente Russo) a darle una mano. Con un filo di voce, la piccola ginnasta azzurra avrebbe fatto capire che avrebbe voluto prendere a pugni la giuria che le aveva sottratto la medaglia nel corpo libero: «Tu ti sbatti per poter conquistare una medaglia e arriva quella che ha tre decimi in meno (sul valore di partenza, ndr) e ti frega il posto. Evidentemente nella ginnastica l’Italia vale poco. Ho fermato tutte le diagonali e partivo con lo stesso punteggio della Ponor: lei ha preso 15.200 mentre io 14.900, ma non ho visto tutta questa differenza. Però lei è rumena. Questa rabbia me l’hanno trasmessa i giudici. Il futuro? Deciderò quello che farò quando sarò a casa», le ultime parole di Vanessa ai piedi del podio che vede sul gradino più alto la statunitense Alexandra Raisman (15.600) davanti alla già citata Ponor (15.200) e ad Aliya Mustafina con 14.900, stesso punteggio della Ferrari che è rimasta dietro alla russa per il valore di esecuzione più basso assegnatole dalle giudici, anche se il valore di difficoltà di Vanessa era più alto rispetto a quello della rivale di tre decimi (6.200 contro 5.900). «Spero che il Cio riveda la regola dell’ex aequo e assegni due bronzi anche alla ginnastica come avviene nella boxe», si è augurato il presidente della Federginnastica Riccardo Agabio. 273 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 E proprio dal pugilato arriva un altro bronzo sicuro, come abbiamo accennato: ieri notte, nella categoria 91 kg, Roberto Cammarelle ha sconfitto nei quarti per 12-11 il marocchino Mohammed Arjaoui , non senza polemiche da parte dell’avversario: venerdì per un posto in finale affronterà l’az ero Medzhidov. «Sarà completamente diverso, i ritmi saranno diversi, sarà più difficile», ha spiegato il nostro supermassimo. Per il resto solo delusioni o risultati non da podio per gli azzurri, a cominciare dal ko nei quarti del beach volley per Paolo Nicolai e Daniele Lupo sconfitti per 2-0 dalla coppia olandese. Decimo, invece, Alessandro Fabian nel triathlon (oro al britannico Alistair Brownlee), 29º Davide Uccellari. Settimo posto nel nuoto sincronizzato per il duo italiano Lapi e Perrupato nella gara vinta dalla Russia. Nella vela, Zandonà e Zucchetti si qualificano per la M edal Race nel 470 maschile e sono al 4º posto della classifica provvisoria. M ale nel femminile Giulia Conti e Giovanna Micol al 16º posto nella prima prova e 17esime nella seconda. In classifica ora sono ottave. Infine il “mito” Alessandra S ensini: 9ª nel windsurf d’oro per la spagnola Alabau. 274 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 M ERCOLEDÌ 8 AGOSTO Le lacrime di Alex e le bugie nascoste Purtroppo l’enorme sciocchezza commessa da Alex Schwazer distoglie l’attenzione da Londra e dalle gare. Oggi il marciatore dal sangue marcio parla a Bolzano. Si presenta in lacrime, disperato e riesce anche a sfondare il muro della compassione, soprattutto fra chi non va a fondo ad analizzare quella confessione che nella migliore delle ipotesi è solo a metà. Troppe le cose che non tornano, le circostanze poco chiare, le omissioni. Tutto questo mentre a Londra Usain Bolt incanta anche nella semifinale dei 200 (domani la finalissima) e le squadre azzurre maschili di pallanuoto e volley vanno in semifinale: come dire, una medaglia quasi assicurata. La giornata però non regala altre medaglie e l’Italia scivola all’ottavo posto nel medagliere, con sette ori, sei argenti e quattro bronzi. 275 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 LE LACRIME DI SCHWAZER NELLA CONFERENZA STAMPA A BOLZANO 276 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Le parole che non ci ha detto di Stefano Tamburini Sono le parole che non ci ha detto a pesare più delle altre. Non è il ragazzo che volava passeggiando quello che esce peggio da questa storia di imbrogli e malefatte. Alex S chwazer ha messo la faccia dove quasi nessuno – nella sua condizione – l’avrebbe messa. E ha cercato di dare l’impressione di raccontar tutto, sia pur seminando contraddizioni e omissioni che pesano su chi avrebbe dovuto fermarlo prima. Perché – ammesso che sia andata davvero così – non si può credere che uno che ha le giornate piene di passi da mettere in fila, trovi il modo di andare ripetutamente a mangiare pane e scorciatoie in un camper con il dottor Michele Ferrari e sparisca per tre giorni di shopping clandestino in Turchia. E tutto ciò all’insaputa di allenatore, Federazione e Coni, fin troppo impegnati a esternare sulle medaglie sicure di questo atleta: l’unica cosa, evidentemente, a cui tenevano questi personaggi, abili come nessun’altro nel tenersi alla larga dalla chiarezza. Schwazer, pur sollecitato, non ha voluto parlare della Federazione ma quel «chiedete agli atleti uno per uno» accompagnato da un gesto eloquente vale più di ogni frase. È in dubbio che Alex sia stato lasciato solo, in balìa con i suoi tormenti. Ed è qualcosa di peggio del doping stesso. Dunque,umana comprensione per i disagi di un atleta nauseato di un mondo che non sentiva più suo. M a che per il resto ha tutto da farsi perdonare. Ad esempio, ora ci racconta che no, lui comunque alle Olimpiadi non sarebbe andato: ma quelle fiale non le ha mica trovate per caso, se è vero chele avrebbe 277 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 acquistate a settembre, dieci mesi prima dell’uso. Quando si è dopato pensava poi di fare il bel gesto e non andare a Londra? Difficile. Ed è possibile che fra tutte le sostanze sia andato a cercare un farmaco in voga negli anni di Marco Pantani e ora superato da decine di prodotti più efficaci? Ed è possibile che quando andava dal dottor Ferrari non sapesse che non stava bussando alla porta di un convento? Poi, certo, fa male vedere un ragazzo così devastato: una volta spazzate tutte le ombre che restano e pagato il conto, è giusto che possa aspirare a una vita normale e in serenità. Resteranno le sue lacrime ma anche altri volti rigati dal pianto: quelli dei quarti classificati ai piedi di un podio con un dopato che festeggia. Loro sì che non avranno mai pace. 278 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Alex: «Dopato per stravincere» Il marciatore in lacrime: da Ferrari solo per consigli tecnici, l’Epo l’ho comprata in Turchia di Valentino Beccari Quattro anni fa marciava in piazza Tienanmen mostrando orgoglioso il braccialetto di Carolina Kostner, lanciato, a 23 anni verso quell’oro olimpico della marcia che già fu di Abdon Pamich e Maurizio Damilano. Ora eccolo camminare col capo chino in una grigia strada della periferia industriale di Bolzano per accedere in un’asettica sala conferenze di un rinomato albergo. Potrebbe essere a Londra a provare il percorso della 50 km con Buckingam Palace sullo sfondo invece eccolo qui in questo stanzone che per un paio d’ore sembra un’aula bunker simile a quella dove si svolgevano i processi contro i terroristi. Alex S chwazer non vuole sottrarsi al processo mediatico, non si nasconde dietro le bugie di cortile e i film già visti dove atleti pizzicati chiamano in causa pastiglie per il mal di gola, pollo avariato e persino la crema intima della fidanzata. Alex no, ha sbagliato e lo ammette, mettendoci la faccia, esprimendo qualche contraddizione e non rispondendo proprio su tutto ma comunque assumendosi le colpe. Piange perché è distrutto, consapevole che con l’Epo si è iniettato anche la fine della carriera e di una favola. Accanto ha il suo legale Gerhard Brandstaetter, uno fra gli avvocati più rinomati del foro di Bolzano e racconta tra le lacrime la sua verità, mentre da fuori rimbalzano le notizie delle inchieste aperte su di lui e della decisione del Cio di 279 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 ripetere le analisi sui suoi campioni di urina raccolti dopo il trionfo di quattro anni fa. «Ho fatto tutto da solo – dice – ho mentito a tutti, anche a Carolina (Kostner, la fidanzata campionessa del pattinaggio su ghiaccio, ndr). Non ero contento delle mie ultime stagioni e così ho iniziato a informarmi su Internet dove si trova veramente di tutto. A settembre del 2011 sono andato ad Antalya, in Turchia, sono rimasto lì tre giorni e mi sono procurato l’Epo in una farmacia, senza ricetta, pagando 1.500 euro». Però non ne ha fatto subito uso? «No, il 13 luglio di quest’anno ho subito il primo controllo della Wada a Oberstdorf e subito dopo mi sono iniettato l’Epo per la prima volta. Che tristezza, aspettavo che Carolina andasse ad allenarsi e io in bagno mi mettevo quella roba in vena. Non stavo bene, mi alzavo alle quattro del mattino, dicevo a Carolina di non aprire la porta, temevo i controlli». Che puntualmente sono arrivati. «Il 29 luglio sono tornato a casa a Racines per prendere scarpe da gara e tessera sanitaria. Il 30 si sono presentati quelli della Wada (agenzia mondiale antidoping, ndr), potevo anche dire ai miei di non aprire la porta perché per regolamento possiamo rifiutare fino a due controlli a sorpresa ma non me la sono sentita. Sapevo che la mia carriera era finita, che avevo rovinato tutto, ma nello stesso tempo mi sono sentito liberato». Liberato da cosa? «Da tutto, dalle pressioni, dalla vita che facevo, dal dover vincere a ogni costo perché ne avevo il potenziale. Volevo fare 20 e 50, due gare e stupire tutti. Quante volte ho detto ai miei che volevo mollare tutto ma alla fine non ci riuscivo». Ma come, un campione giovane, bello e di successo che 280 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 non ce la fa più? «La differenza trame e Carolina è che lei sia alza al mattino ed è felice di andare a pattinare mentre io avevo la nausea della marcia, di allenarmi per ore e ore in solitudine, di mangiare attentamente, di dormire 12 ore a notte, di sentirmi in colpa ber aver bevuto una birra con un amico». Carolina come l’ha presa? «È una persona speciale e mi è stata vicina in questi giorni. Lei non sapeva e quando in frigo ha visto la medicina le ho detto che era vitamina». Perché è andato dal tanto discusso dottor Ferrari? «Perché era considerato un ottimo preparatore e io avevo l’esigenza i dare un senso ai miei allenamenti. L’avrò incontrato al massimo 5-6 volte nel 2010 e ci siamo visti in un parcheggio dell’autostrada a Verona Nord solo perché era comodo per entrambi. Da lui ho ricevuto solo tabelle di allenamento e quando a inizio 2011 ho saputo dei suoi problemi con i ciclisti ho interrotto i rapporti». Qualcuno mette in dubbio la regolarità dei successi passati. «A Pechino ho vinto con 12,9 di emoglobina e sarei contento se i miei valori ematici venissero pubblicati». E adesso? «Adesso mi aspetto la squalifica, domani consegnerò pistola e tesserino all’Arma e per il mio domani sogno una vita normale, con un lavoro normale e una fidanzata da vedere tutte le sere. Ringrazio gli sponsor che mi sono stati vicino, in modo particolare la Despar che mi ha appena proposto un contratto, non so bene da che cosa, magari dietro a un bancone». Nel dramma Alex trova il tempo per una battuta. Un buon segno. 281 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Confessione a metà Dall’Epo al dottor Ferrari non tutto torna Perché doparsi a luglio quando andava già forte? di Antonella Mattioli Alex S chwazer, maglietta scura e jeans, piange, certe volte si dispera e i singhiozzi lo costringono a interrompersi mentre, davanti a decine di giornalisti, fotografi, operatori tv, racconta la sua verità. M a la ricostruzione fatta oggi lascia più di un dubbio. Acquisto e uso. In base al racconto, Schwazer acquista l’eritropoietina per 1.500 euro a settembre del 2011 ad Antalya (Turchia), ma – cosa quanto meno strana – la usa solo a partire dal 14 luglio di quest’anno. Ciò significa che per quasi un anno, un campione del suo calibro si è esposto al rischio di essere pizzicato con la sostanza proibita. Il nascondiglio. Schwazer dove avrebbe conservato l’Epo? Non entra nei particolari. Si limita a un accenno: «La tenevo in un contenitore nel frigo. Ero tormentato, non potevo confessare a Carolina, la mia fidanzata, la verità. M i vergognavo. A lei ho detto che erano vitamine B12». Dosaggio. L’Epo, dicono gli addetti ai lavori, non è facile da iniettare. Inoltre richiede il rispetto di precise regole di assunzione oltre che la somministrazione di sostanze coprenti. M a Schwazer giura di aver fatto tutto da solo. «M i sono documentato andando su internet. Non ho chiesto nulla a nessuno. Nessun accenno né al mio allenatore né alla mia fidanzata né ai miei genitori. Non volevo coinvolgere nessuno. Lo ripeto, tutte le istruzione, molto dettagliate, per l’uso 282 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 dell’Epo le ho trovate andando in internet». Ferrari. Il medico al quale Schwazer ammette di essersi rivolto nel 2010, dopo un periodo agonisticamente difficile, è il dottor Michele Ferrari, 59 anni di Ferrara, già coinvolto in inchieste sul doping, recentemente “inibito” negli Usa dall’Agenzia statunitense antidoping. M a perché proprio Ferrari? «All’inizio sapevo solo che questo medico è molto bravo nella messa a punto delle tabelle di allenamento. Lo ho contattato nel periodo in cui avevo lasciato il vecchio allenatore Damilano e non mi allenavo ancora con Didoni. Perché un medico e non un allenatore? Perché, lo ripeto, lui sa come preparare bene una tabella di allenamento, facendoti arrivare alle gare al top. Del resto, nel nostro settore, non è facile trovare allenatori all’altezza. Poi però, quando nel 2011 ho sentito dire che Ferrari era coinvolto nel casino dei ciclisti, ho troncato ogni rapporto». Gli incontri. Schwazer assicura che i contatti con il dottor Ferrari non sono stati più di quattro o cinque. Dove avvenivano? Non si sa esattamente. L’atleta racconta soltanto che il primo maggio del 2011 si sono incontrati nel parcheggio dell’uscita dell’autostrada a Verona Nord. Un luogo strano per parlare di tabelle di allenamento. «Solo una questione di comodità – ha assicurato Schwazer – io tornavo da una gara a Sesto San Giovanni, lui non so da dove, e ci siamo incontrati: mi ha dato le tabelle». Una buona stagione. Tra le cose singolari anche il fatto che l’atleta sceglie di doparsi quest’anno, in una stagione dove ha ottenuto ottimi risultati. Che bisogno c’era? «A Londra volevo andare forte oltre che nella 50 anche nella 20», lui l’ha spiegato così. 283 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Indagine per frode La Turchia protesta per la storia dell’Epo Carolina: non lo approvo ma lo amo Ferrari: non lo frequento da 18 mesi di Maurizio Di Giangiacomo Un paio d’ore dopo la fine della conferenza stampa di Alex S chwazer, il procuratore di Bolzano Guido Rispoli ha annunciato di avere aperto formalmente un’inchiesta – ipotesi di reato frode sportiva – sul caso del marciatore. La procura appurerà dapprima la propria competenza sul caso – ci sarebbe solo se l’assunzione di sostanze dopanti fosse avvenuta all’estero – e quindi si concentrerà sulla responsabilità di terze persone che potrebbero aver indotto Schwazer ad assumere sostanze dopanti. La parole di Schwazer sull’origine dell’Epo rischiano invece di provocare una piccola crisi diplomatica. M olto stizzita la reazione delle autorità turche, che chiedono a Schwazer di chiarire – magari con una denuncia formale – in quale farmacia gli sarebbe stata venduta la sostanza dopante. «Antalya è una località turistica molto rinomata – dice la giornalista Jasmine Taskin – non un paese povero. Con 1.500 euro si possono comprare medicine ovunque, non solo in Turchia. Schwazer non lo ha fatto in Italia solo perché lì è molto conosciuto, non può scaricare le sue responsabilità sul nostro Paese». Prende le distanze dal caso Schwazer, invece, il dottor Michele Ferrari, al quale lo stesso Alex ha dichiarato di essere rivolto nel 2009 in qualità di preparatore. «Non ho contatti con lui da circa 18 mesi. Non gli ho mai consigliato pratiche doping, né lui me le ha mai richieste», fa sapere il 284 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 medico tramite il suo avvocato, annunciando querele nei confronti dei media che hanno messo il suo nome in relazione con la positività del marciatore. «Non approvo quello che ha fatto, ma io voglio bene ad Alex», ha detto la sua fidanzata Carolina Kostner, campionessa mondiale di pattinaggio artistico, dopo la conferenza stampa nel corso della quale Schwazer ha fatto più volte riferimento al loro rapporto, rivelando di aver nascosto alla compagna l’assunzione dell’Epo. «In questo momento non posso che stargli vicino», ha riferito la pattinatrice gardenese, rimasta a Oberstdorf, in Germania, insieme ai suoi genitori. La lunga confessione in diretta tv divide l’opinione pubblica. Basta andare sulla pagina Facebook di Alex, per leggere molti calorosi inviti a non mollare e altrettanti pesanti insulti. Peggio ancora hanno fatto gli hacktivists di Anonymous, che hanno attaccato il sito internet di Schwazer: per alcuni minuti vi ha campeggiato la nota maschera bianca su sfondo nero con la scritta “no al doping” e “we are Anonymous”. Opinione pubblica divisa tra pietà e rabbia, quindi, un po’come il presidente del Coni Gianni Petrucci: «Sotto l’aspetto umano provo pietà, ma resta il fatto che Schwazer ha fatto una cosa contro ogni regola», ha detto il numero uno dello sport italiano, che però non ha dubbi sulla “pulizia” della medaglia conquistata da Alex a Pechino 2008. La vicenda di Alex Schwazer ha ispirato una riflessione sul molto dello sport italiano anche a Roberto S aviano. «In un intero sistema marcio come quello italiano – dice lo scrittore ed editorialista de L’Espresso – l’errore idiota e colpevole di Schwazer diventa il pretesto per dare la colpa di tutto al singolo atleta». Più severo, invece, il giudizio di Enrico Mentana: «Schwazer 285 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 pentito è fuori tempo massimo – twitta il direttore del tg de La7 – Voleva fregare noi e gli avversari. Se non l’avessero beccato magari vinceva e l’avremmo santificato». Per Daniele Popolizio, già mental coach di Federica Pellegrini, quella di Schwazer «è una storia che fa pensare anche ad una sorta di meccanismo di uscita da una situazione non più sostenibile per lui». 286 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Blake meglio di Bolt nelle semifinali Ma per domani sera Usain resta il superfavorito Per i bookmaker Usain Bolt non avrà rivali neppure sui 200 metri, domani sera alle 21.55. Una scommessa sulla freccia giamaicana vale la miseria di 1,15 anche per la Snai, in Italia, anche se i risultati delle semifinali di questa sera hanno offerto un ventaglio di scelte ipoteticamente piuttosto ampio. Bolt infatti ha vinto la seconda semifinale in 20’’18, seguito dal sudafricano Anaso Jobodwana, secondo con 20’27’’, mentre il connazionale Yohan Blake ha fermato il cronometro sul 20’’01, un centesimo prima dell’americano Wallace S pearmon che al fotofinish ha resistito al ritorno di Christophe Lemaitre (20’’03), comunque in finale grazie ai ripescaggi, visto che, nella terza serie, l’olandese Martina ha concluso in 20’’17 precedendo il nuovo fenomeno giamaicano, Weir (20’’28). M a l’impressione è che Bolt non abbia pigiato sull’acceleratore come i suoi avversari. Le medaglie. I 200 donne, invece, non sono giamaicani: l’americana Allyson Felix si è messa alle spalle il missile in gonnella dei Caraibi, S helly-Ann Fraser: 21’’88 per la vincitrice che avrà accanto sul podio anche la connazionale Jeter, terza. M a oggi la pista di Londra ha assegnato anche le medaglie dei 400 ostacoli, sempre al femminile: col miglior “crono” mondiale stagionale (52’’70), la russa Antyukh ha conquistato l’oro olimpico. Beffata l’americana Demus (52’’77) che si è dovuta accontentare dell’argento, bronzo alla ceca Hejnova (53’’38). È statunitense anche la nuova regina 287 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 del lungo: Brittney Reese ha chiuso sul 7,12, relegando al secondo posto la russa S okolova (7,07); bronzo a un’altra americana, Deloach (6,89). E il “pieno” di medaglie Usa è stato completato da Aries Merritt che ha vinto la finale dei 110 ostacoli in 12’’92, davanti al connazionale Richardson e al giamaicano Parchment. Gli italiani. I centesimi sono stati fatali a Emanuele Abate sui 110h. Quattro per precisione. Il tempo è stato ottimo, un 13’’35 che però non è bastato per entrare tra i migliori otto. Soltanto delusioni, invece, dalle gare della mattina. La genovese S ilvia S alis, per esempio, è stata addirittura imbarazzante: è uscita dalle qualifiche del martello donne con un solo lancio valido, a 10.84 metri, quando l’attrezzo ha urtato le protezioni ed è piombato quasi sui piedi dei giudici. Poi due nulli per concludere all’ultimo posto. Daniele Meucci, invece, non è riuscito a centrare la finale dei 5000. Ha chiuso la sua batteria con un dignitoso ottavo posto (13’28’’71), ma i tempi dei ripescaggi sono arrivati tutti dalla seconda batteria. 288 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Gran Italvolley e super Settebello in semifinale Battuti Usa e Ungheria, campioni in carica Ora il Brasile sottorete e la Serbia in piscina di Pietro Oleotto La miniera d’oro resta aperta, sia nella pallavolo, sia nella pallanuoto. Dopo aver registrato il ko sottorete delle azzurre, l’altra notte contro la Corea del Sud, la prospettiva di una doppia eliminazione ai quarti per il Settebello e l’Italvolley puzzava di fallimento per gli sport di squadra vestiti d’azzurro, considerando l’assenza di calcio e basket, sommata alla prematura uscita di scena del Setterosa. La risposta invece è stata esaltante: due squadre in semifinale schiantando le nazionali campioni in carica, gli Stati Uniti e l’Ungheria che nelle piscine olimpiche aveva raccolto addirittura gli ultimi tre titoli. Impresa. «Eravamo arrabbiati per come stavamo giocando». La confessione di Christian S avani (19 punti), uno di quelli che si è fatto largo nella difesa americana, come Ivan Zaytsev (16), a furia di mazzate, spiega le motivazioni che hanno spinto l’Italvolley all’impresa. 3-0 (28-26, 25-20, 25-20) agli Usa, una “botta di vita” inattesa dopo lo stiracchiato girone di qualificazione, in risposta soprattutto all’ultima recita, contro la Bulgaria. Oggi invece si è vista tutta un’altra Azzurra, decisa in attacco, in palla nella fase difensiva, poco fallosa in battuta, fin dai primi minuti. «Non è ancora il momento dei bilanci, ma della felicità. Ho ritrovato la squadra che avevo immaginato e pensato, forte tecnicamente, fisicamente e di cuore», racconta il ct Mauro Berruto, appena appoggiata 289 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 l’immancabile lavagnetta. «Alla mia famiglia ho promesso che torneremo a casa con una medaglia, e così sarà», conclude il tecnico filosofo riavvolgendo il nastro della memoria. Sì, perché la sua Italia contro gli Stati Uniti ha dimostrato di poter giocare una pallavolo di alto livello, da podio, anche se domani di fonte ci sarà il Brasile (3-0 all’Argentina: 25-19, 2517, 25-20), l’avversaria che ci fermò nella finale di Atene 2004 e nella semifinale di Pechino 2008. «È una squadra molto forte, ricordo la sconfitta in Cina. Cercheremo di rifarci di quella partita, dobbiamo ricordarla e giocare col cuore», raccont a Gigi Mastrangelo svelando il piano d’attacco spiega il centrale azzurro. Conferma. Il magic moment del Settebello, invece, è continuato contro i magiari: dopo la sfuriata del ct S andro Campagna con i suoi “a mollo” di fronte al Kazakistan, la pallanuoto italiana ha sempre prodotto gol e spettacolo. Ed è stato così anche oggi, nonostante la partenza lanciata dell’Ungheria, alla quale gli azzurri hanno saputo reagire senza l’ausilio della superiorità numerica. Una dimostrazione di forza che va al di là dell’11-9 finale (2-2, 3-2, 3-1, 3-4), come conferma l’8-5 al termine della terza frazione. Poi il disperato assalto avversario, fino alla rasoiata, potentissima e decisiva di Maurizio Felugo, da dieci metri, a 58 secondi della sirena. Adesso c’è la super-Serbia capace di mettere a cuccia l’Australia con un secco 11-8: appuntamento a dopodomani. 290 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 GIOVEDÌ 9 AGOSTO Usain e Josefa, il giorno della storia in diretta È un giorno in cui si scrive la storia in diretta. C’è Usain Bolt che vince anche i 200 ed è il primo a fare due doppiette consecutive 100-200 ed è anche il giorno in cui la canoista italiana Josefa Idem sfiora la grande impresa con un quinto posto a tre decimi dal bronzo. È l’ottava finale in otto Olimpiadi per lei, a quasi 48 anni: inarrivabile. Per gli azzurri arrivano due medaglie di bronzo, una con la nuotatrice Martina Grimaldi (10 chilometri) e con il saltatore Fabrizio Donato nel triplo. Visto il momento drammatico dell’atletica leggera italiana è un bronzo che vale platino. Nel medagliere, l’Italia scivola al nono posto con sette ori, sei argenti e sei bronzi. 291 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 L’ARRIVO TRIONFALE DI USAIN BOLT SUL TRAGUARDO DEI 200 METRI 292 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Così Josefa non scenderà mai dal podio di Stefano Tamburini L’ultimo colpo di pagaia è un abbraccio alla leggenda. La donna che ha saputo fermare il tempo lascia andare le braccia, guarda il cielo e parcheggia se stessa nell’album dei sogni compiuti. Di solito all’età di Josefa Idem – 48 anni fra un mese – si sta a guardare, mica a cercar di vincere un’Olimpiade. Lei no, lei è lì a farci capire che non è mai troppo tardi per inseguire un sogno, una visione, un desiderio. È lì, con il suo sorriso a dirci che non è mai tempo di smettere di mettersi in moto. E a questo punto – dopo otto Olimpiadi – cosa volete che sia se l’ultimo podio è sfumato per un metro e 32 centimetri, tanto è lo spazio che si copre alla sua velocità per colmare i tre decimi che l’hanno separata dalla sudafricana Bridgitte Hartley, una che aveva appena un anno nel 1984, quando lei scese in acqua per la prima Olimpiade a Los Angeles. Josefa oggi ha sfidato quelle che potrebbero essere le sue figlie e ha lottato come potrebbe farlo una di vent’anni. Tre decimi sono un niente e non le toglieranno mai la medaglia d’oro della gioia di vivere, di imparare e di trasmettere passione. Nessuno si sogna di dire che ha perso, tutti capiscono che ci sono podi più belli sui quali salire e magari non scendere mai. Ed è per quello che alla fine della gara nessuno o quasi va dalla vincitrice Danuta Kozak e tutti cercano lei, la donna che dirà basta ma continuerà a esserci con il suo esempio. Lei, donna di Germania e italiana per amore, ci lascia un’altra lezione: «Io che vengo da un Paese che viene preso da esempio ho scelto un altro Paese che troppo spesso si butta giù. Alla faccia dello 293 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 spread facciamo vedere quel che sappiamo fare». Dopo l’hanno vista andar via con un braccio sulla schiena del marito allenatore Guglielmo Guerrini e poco più in là i due figli nati fra una medaglia e l’altra. Un’uscita di scena semplice e dignitosa come si conviene a una che non sarà mai una ex, perché le leggende non finiscono mai. Prima di andar via ha abbracciato le vincitrici delle medaglie e si è complimentata. Loro l’han guardata con la faccia di chi non ci crede e con una gran voglia di dirle che la vera vincitrice era lei. Non serve: i ventimila sulle tribune sono tutti in piedi che battono le mani. Josefa si è quasi commossa: anche le leggende ogni tanto possono lasciarsi andare. 294 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Immensa Josefa, il podio è sfiorato Ora è leggenda Quinta a 48 anni: grazie a tutti, questa è l’ultima gara di Pietro Oleotto «Il bronzo ci stava tutto, peccato. È stato bello sognare insieme». M amma Josefa Idem ha appena raccolto il quinto posto nella finalissima della K1 500 metri, là dove ha preso residenza dalle Olimpiadi dell’84, a Los Angeles, quando aveva la pagaia della Germania Ovest in mano, là dove ha poi raccolto una medaglia d’oro, due d’argento e un bronzo, sempre vestita d’azzurro. M a la sua ottava finale consecutiva – un record difficile da battere – non riesce a deluderla, anche se c’era obiettivamente la possibilità di ritornare sul podio a quattro anni dal secondo posto (per quattro millesimi) di Pechino. «Avevo grande fiducia, ho guardato l’arrivo davanti a me con la coda dell’occhio per capire cosa succedeva e ho perso l’attimo», spiega Josefa per farci entrare nella gara. D’altra parte è questa la sua prossima frontiera: vuole raccontare le storie degli altri a Rio. Lei a quasi 48 anni ha deciso di staccare la spina, il tempo delle sfide (sportive, in canoa) è finito e lo dice chiaramente a chi la pressa. Adesso la Idem si ritira: «Sono dispiaciuta perché era l’ultima gara, ma allo stesso tempo sono molto contenta perché vengo da un anno in cui il podio non l’ho visto nemmeno con il binocolo. Ricordo ancora le delusioni dell’ultimo Europeo. Qui ero alle Olimpiadi ed essere arrivata a giocarmi il bronzo vuol dire che abbiamo fatto una super-rimonta. Complimenti a 295 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 mio marito che mi ha portato al top per questi Giochi. È mancato quel pochino...». Come sempre l’azzurra è partita lentamente per poi uscire alla distanza, dopo i 250 metri, ma stavolta l’ungherese Kozak volava, trascinandosi dietro la rivale ucraina, la sorpresa sudafricana (capace di bruciare Josefa) e la svedese Paldanius. Niente rimonta stavolta, niente medaglia. «M a Josefa Idem ha vinto per sé, per la famiglia, e per l’Italia: lei è la nostra medaglia d’oro», ha commentato subito Gianni Petrucci, numero uno del Coni, presente alla finalissima: «È lei la vera novità di questi Giochi», racconta prima di ascoltare il “testamento sportivo” della mamma sprint della canoa, recitato davanti alla stampa. «Il vostro supporto è uno dei motivi per cui sono particolarmente felice di essere diventata una cittadina italiana – ha spiegato Josefa con accanto il marito-allenatore, Guglielmo Guerrini, e i figli – avete sempre riposto una grande fiducia in me. Da oggi per me inizia una nuova pagina della mia vita, il mio sogno è quello di partecipare alle Olimpiadi di Rio come giornalista, per raccontare le storie degli atleti sconfitti, non solo quelli vincenti». Addio canoa, dunque: la Idem non farà l’allenatore: «Sono allergica alle poltrone – ha scherzato, ricordando l’esperienza come assessore allo Sport a Ravenna – piuttosto mi piacerebbe fare quello che ha fatto S teve Redgrave qui a Londra, vorrei poter essere un’ispirazione per i più giovani». E poi la famiglia, tanta famiglia, per essere una mamma un po’ meno sprint ma più vicina ai figli, fin da subito: «Qui a Londra porterò i miei ragazzi a comprare dei souvenir. Poi con Guglielmo ci concederemo un bicchiere di vino. Per venirmi incontro, ha seguito pure lui una dieta ferrea». 296 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Bolt stellare anche sui 200 Seconda doppietta olimpica 800: Rudisha da record di Maurizio Di Giangiacomo Ancora e sempre Usain Bolt. Tanto nei 100, quanto nei 200, dominati dall’uomo più veloce della storia in 19”32 e monopolizzati dai giamaicani con Yohan Blake sul secondo (19”44) e Warren Weir sul terzo gradino del podio (19”84). Nonostante un’eccellente partenza, questa volta non è arrivato né il nuovo record del mondo né quello olimpico,ma il 19”32 di è bastato a Bolt per dare un’altra straordinaria dimostrazione di superiorità, in primis all’amico-rivale Blake, che gli era tornato pericolosamente sotto sul rettilineo finale ma è stato tenuto a distanza da Usain con la leggerezza dei bei tempi. Assieme alla seconda doppietta olimpica di Bolt, il podio tutto giamaicano è stato ovviamente uno smacco per gli Stati Uniti (un podio senza stelle e strisce non succedeva da Sydney 2000), che si sono dovuti accontentare del quarto posto di Wallace S pearmon (19”90), mentre il primo bianco, il francese Christophe Lemaitre, ha chiuso sesto in 20”19. «Ho fatto quello per cui ero venuto qui. Ora sono una leggenda e il più grande atleta vivente. Non ho niente da dimostrare a nessuno – ha detto Bolt – I 200 metri sono stati più difficili di quanto mi aspettassi. Ora abbiamo la staffetta 4x100, dobbiamo solo divertirci e dare il meglio». Sulla tripletta tutta giamaicana Bolt ha spiegato che «è una cosa meravigliosa. Abbiamo dimostrato di essere il paese dello sprint. Non dimenticherò mai questi giorni. Il record del mondo? Potevo farlo – ha concluso – ma in curva non ero 297 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 abbastanza veloce». A scaldare l’ambiente per Bolt e compagnia volante ci avevo pensato Dave Rudisha, protagonista di un’impresa davvero impensabile: il keniano campione del mondo di Daegu 2011, che godeva dei favori del pronostico, non si è limitato a conquistare la medaglia d’oro degli 800,ma ci ha messo assieme il nuovo record del mondo, andando sotto il “muro” dell’1’41 e portandolo esattamente a 1’40”91. M a – soprattutto – lo ha ottenuto solo con le sue forze, nel senso che è stato in testa a tirare dal primo all’ultimo metro. Anche il precedente primato gli apparteneva ed era stato ottenuto nel 2010 a Rieti. Argento per Nijel Amos (Botswana) in 1’41”73, bronzo a un altro keniano, Timothy Kitum, (1’42”53). Un momento doppiamente storico, dunque, perché assieme al nuovo primato mondiale è arrivata anche la prima medaglia della sua giovane storia per il Botswana, che ha ottenuto l’indipendenza solo nel 1996. Di un episodio per certi versi paradossale è stato protagonista uno dei simboli di questa Olimpiade, Oscar Pistorius, che oggi – impegnato come terzo frazionista della staffetta sudafricana nelle batterie dei 4 per 400 – non ha potuto correre perché il suo compagno Mogawane è caduto, procurandosi peraltro una lesione a una spalla. Quando lo stesso Pistorius aveva già espresso su twitter tutta la delusione è arrivata la notizia che il ricorso presentato dal Sudafrica era stato accolto: M ogawane è stato infatti ostacolato dal keniano Kiilu. Il titolo del decathlon è andato all’americano Ashton Eaton con 8.869 punti, 198 in più dell’altro americano Trey Hardee , terzo il cubano Leonel S uarez a quota 8.523 punti. Il titolo del giavellotto è andato invece alla ceca Barbora S potakova. 298 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Fabrizio Donato atterra sul bronzo nel salto triplo Quarto posto per l’altro azzurro Daniele Greco di Pietro Oleotto È bronzo, ma quello di Fabrizio Donato, finanziere di Frosinone, è davvero un anno d’oro. Arriva dai garretti di un uomo a un passo dai 36 anni (li compirà martedì) la prima e forse ultima medaglia dell’atletica azzurra che, nel salto triplo, per un soffio non piazza una storica doppietta da podio, visto che Daniele Greco ha chiuso quarto. Dietro agli Stati Uniti, oro con Christian Taylor (17,81 metri) e argento con Will Claye (17,62), c’è dunque tanta Italia, a cominciare da Donato che chiude con un brillante 17,48 che suggella una stagione da incorniciare, visto che lo scorso 30 giugno, a Helsinki, si era laureato campione europeo con 17,53. La gara. La regolarità di Donato è venuta a galla anche oggi, cancellando fin dal primo balzo i dubbi sulle sue condizioni fisiche (un tendine d’Achille dolorante): pronti, via ed ecco subito un 17,38 capace di proiettare Fabrizio in vetta nella classifica provvisoria, seguito da lontano dal cubano Alexis Copello (16,92) e da Greco (16,90). M erito anche del doppio nullo di Taylor e Claye, un vizietto che per il primo non scompare neppure nel successivo tentativo, mentre Claye rimedia con un perentorio 17,54 che vale il primato. Donato non si scompone, continua a macinare misure: 17,44. E anche Greco piazza una “botta”: 17,34. Primo Claye, secondo Donato, terzo Greco.Un sogno. La bolla di sapone scoppia al quarto round, quando Taylor si allunga fino a 17,81 per prendere l’oro. Spettacolo. E Donato fa parte dello show, 299 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 tanto che risponde con il suo miglior triplo: 17,48 con +0.6 di vento. E ci prova anche Claye con 17,62, mentre un malanno muscolare al polpaccio sinistro blocca Greco. Il podio è così “congelato”. Gioie e dolori. «Ancora non ci credo, come ci penso mi viene da piangere. Dopo tanti anni è un sogno che si realizza», ha confessato a caldo il bronzo di Londra. «Nell’avvicinamento all’Olimpiade il mio fisico non mi dava segnali incoraggianti, ma il mio allenatore mi ha aiutato nel miracolo facendomi saltare sereno. Per gareggiare ho dovuto prendere un antidolorifico: ho saltato sporco, ma una medaglia con un salto così così la prendo e me la tengo stretta», chiude il finanziere di Frosinone che spedisce anche un messaggio a S chwazer: «Io voglio solo dire che l’atletica è anche gioia, non solo sofferenza. Anche se la vittoria non arriva subito. Guardate il sottoscritto: sul podio a 36 anni». E anche M ichele Greco ha regalato un pensiero ad Alex e alle sue lacrime: «M i spiace ma non si può provare compassione. Va punito. M a non si bisogna tagliare solo le foglie, bisogna tagliare la radice, perché queste cose non si fanno da soli e di testa propria». Passato e futuro. Quello di oggi è il primo “metallo” azzurro nell’atletica e rischia di essere l’unico, soprattutto dopo il caso Schwazer, una delle due medaglie che a Pechino arrivarono entrambe dalla marcia, visto che la seconda (un bronzo) la firmò Elisa Rigaudo nella 20 chilometri. La stessa Rigaudo sarà, a questo punto, l’ultima chance anche a Londra. E a proposito di medaglie l’ultima nel salto triplo azzurro prima di Donato è stata quella di Giuseppe Gentile, terzo a Città del M essico ’68 in una gara da brividi a colpi di record del mondo quando la tv era ancora in bianco e nero. 300 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Doping: i turchi contro Schwazer Il marciatore sospeso dall’Arma di Maurizio Di Giangiacomo Dopo la confessione in diretta tv, il percorso di espiazione di Alex S chwazer è proseguito oggi con un’altra tappa molto delicata. In mattinata il marciatore azzurro, positivo all’Epo a un controllo antidoping dello scorso 30 luglio, è stato nella sede bolognese del Gruppo sportivo Carabinieri dove gli è stato notificato il provvedimento di sospensione dal servizio, già disposto dal Comando generale dell’Arma. La sospensione pare l’anticamera dell’espulsione. Intanto, oggi Alex ha consegnato pistola e tesserino ai suoi superiori della sezione atletica: arrivato alle 9.40, a bordo di un’Audi scura, il marciatore è ripartito dopo due ore e mezzo, sfuggendo a cronisti, telecamere e fotografi. Il Cio. Sul fronte della giustizia sportiva, nella riunione di questa mattina la commissione disciplinare del Comitato olimpico internazionale ha aperto, tra gli altri, anche il procedimento nei confronti del campione olimpico di Pechino. S ul sito internet. Schwazer è tornato sui concetti espressi nel corso della conferenza stampa di mercoledì anche sul suo sito (www.alexschwazer.com): «Ho a casa quattro medaglie, ma la vita è tutt’altro. È assurdo perdere parenti e amici per andare più forte in una gara», ha scritto il marciatore di Calice di Racines, che non ha perso l’occasione per ringraziare chi lo sta sostenendo. «In un momento così terribile della mia vita ho ricevuto e continuo a ricevere tanti messaggi di sostegno, di incoraggiamento. Ho apprezzato molto, perché mi danno la forza di andare avanti. Ringrazio di cuore e prometto che 301 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 risponderò presto a ognuno di voi. Vi abbraccio». Cose turche. Un altro passaggio della confessione in diretta tv rischia invece di creare più di un problema a Schwazer, ed è quello relativo all’acquisto dell’eritropoietina in Turchia, in una farmacia di Antalya. E proprio l’ordine dei farmacisti dell’importante centro turistico turco chiede al marciatore di precisare «in quale farmacia e in quali circostanze ha acquistato» la sostanza dopante. Il presidente dell’ordine, Kerem Zabun, assicura che le vendite di Epo in Turchia sono controllate attentamente, anche con un registro delle entrate e delle uscite. «Con il registro – ha detto – si può sapere quando è stata consegnata alla farmacia. Ogni fase è monitorata». Le parole di Schwazer, che nel corso della conferenza stampa ha dato della Turchia l’immagine di un Paese povero, dove con 1.500 euro si può acquistare qualsiasi medicinale, sono state commentate con durezza della stampa turca. Lui e Ferrari. Dagli stessi ambienti della marcia trapelano indiscrezioni sul rapporto – già nel mirino della procura di Padova – tra Schwazer e il medico Michele Ferrari, al quale lo stesso atleta ha ammesso di essersi rivolto dopo il flop ai M ondiali del 2009. Alla fine di gennaio del 2010 il marciatore avrebbe preso parte a un collegiale ai 3.700 metri del Pico de Teide, a Tenerife, considerato uno dei “campus” dello stesso Ferrari. Gli ex “colleghi”. Di Schwazer, oggi, ha parlato anche Josefa Idem: «È come un figlio che ha sbagliato, deve pagare, ma poi è giusto che si rifaccia una vita», ha detto. Il presidente del Coni Gianni Petrucci auspica che Alex possa diventare un testimonial della lotta al doping. Idea bocciata subito, sempre su Twitter, da Enrico Mentana. Per la vincitrice del bronzo nella 10 chilometri di nuoto, Martina Grimaldi «Schwazer è un cattivo esempio». 302 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 La Grimaldi nuota nel bronzo Primo podio nella “maratona” con dedica all’Emilia di Pietro Oleotto Riemerge come una “boa segnaletica”, Paolo Barelli. Non ce la faceva più il presidente della Federnuoto. Così quando Martina Grimaldi tocca la piastra d’arrivo della 10 chilometri in acque libere al terzo posto, esplode: «Sino a oggi siamo stati sfortunati, soprattutto con Tania Cagnotto, due volte vicinissima alla medaglia. Poi c’è rammarico per Fabio S cozzoli, che col tempo della semifinale sarebbe andato sul podio, e per Federica Pellegrini, che era e rimane sempre una grande professionista. Oggi invece è andata finalmente bene: M artina Grimaldi ha fatto una grande gara. Si vedeva che in acqua sapeva quello che doveva fare». Una liberazione per pochi punti non diventa un mezzo riscatto, in attesa del Settebello: in serata Noemi Batki ha illuso dalla piattaforma dieci metri. Terza al termine della terza tornata finale, l’italo-ungherese ha finito in calando, complici i coefficienti bassi degli ultimi due tuffi: ha finito all’ottavo posto. Il capolavoro. M artina Grimaldi ha fatto una gara di testa, poi quando Haley Anderson a poco più di un chilometro del traguardo ha allungato si è messa nella scia dell’americana con l’ungherese Eva Risztov, trascinandosi dietro la britannica Payne e la tedesca Maurer. E sul contrattacco della magiara ha saputo resistere in zona medaglia, chiudendo in un’ora 57’’41: oro alla Risztov, argento alla Anderson, bronzo alla bolognese. «Con una gioia così la fatica va via, ma tra poco 303 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 arriverà la botta», ha raccontato subito M artina, dopo aver distribuito baci ai tifosi col tricolore. «Sono molto contenta, nel finale ho stretto i denti perché vedevo che l’inglese mi inseguiva e quando ho toccato c’è stato un urlo di liberazione. Durante la gara ho sempre sperato in una medaglia, alla fine è arrivata e sono davvero contenta. Spero di aver regalato grandi emozioni a tutti». È la prima medaglia del nuoto azzurro, quella della “maratona” donne, in attesa del possibile bis di domani di Valerio Cleri, uno fra i migliori del lotto. «I compagni del nuoto non hanno preso medaglie ma sono sicura che han dato il 110 per cento, se non di più», ha commentato la Grimaldi lanciando un salvagente in piscina. La dedica. Poi, dopo essere dal podio col metallo prezioso al collo, un pensiero “caldo” più a freddo: «Dedico la medaglia all’Emilia colpita dal terremoto anche se vivo a Bologna e non ne sono stata colpita direttamente», ha dichiarato M artina, una frase che è stata accolta, anche a livello istituzionale, con orgoglio nella sua terra: «È un risultato che mette in giusta luce il valore delle ragazze emiliano-romagnole in questa Olimpiade, che dopo l’oro di Jessica Rossi nel tiro a volo, ora mettono a segno un altro importantissimo risultato. Brava M artina», ha risposto il presidente della giunta regionale dell’Emilia-Romagna, Vasco Errani. L’illusione. Non è bastato il record personale (350.05) a Noemi Batki per chiudere sul podio la gara della piattaforma dei dieci metri. A lungo nel giro delle medaglie, per l’azzurra è stato decisivo il quarto round di tuffi, dopo un triplo e mezzo ritornato raggruppato. Vittoria alla cinese Chen Ruolin con 422.30, davanti alla 16enne australiana Brittany Broben (366.50), terza la malese Pamg (359.20). Oggi alle 19 la prova maschile con Dell’Uomo e Chiarabini a difendere i colori azzurri nelle eliminatorie. 304 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 VENERDÌ 10 AGOSTO Sarmiento, è bronzo Boxe: finale per due La giornata regala agli azzurri un po’ di medaglie, concrete e ormai quasi reali. Nel pugilato gli azzurri Clemente Russo e Roberto Cammarelle vanno in finale mentre Vincenzo Mangiacapre perde in semifinale ma si assicura il bronzo ma per indossarlo dovrà attendere la finalissima. Bronzo già al collo invece per Mauro Sarmiento nel taekwondo. Nelle semifinali di pallanuoto e volley, il Settebello conquista la sfida che conta mentre i pallavolisti dovranno giocare per il bronzo. Nell’atletica ancora una giornata tutta per Oscar Pistorius, ultimo e applauditissimo nella finale della staffetta 4 per 400. Nel medagliere, l’Italia scivola in decima posizione con sette ori, sei argenti e otto bronzi. 305 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 TAWKWONDO: IN ROSSO MAURO SARMIENTO VERSO IL BRONZO 306 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Testimonial e peccatori da redimere di Stefano Tamburini Arriva il momento in cui gli occhi diventano specchio del cuore e dell’anima. Prendete quelli di Fabrizio Donato, nella notte londinese di giovedì. Brillavano come diamanti mentre la testa scrutava ogni angolo dello stadio per catturare ogni battito d’ali. L’aveva già immaginata chissà quante volte, quella scena, il triplista laziale, 36 anni e una carriera a pane e fatica. Era nei sogni di tante notti passate a interrogarsi se stavolta poteva davvero esser quella buona. Ne aveva già fatte tre di Olimpiadi, a Sydney, ad Atene e a Pechino e mai era riuscito a superare la qualificazione. Poco più di una comparsata ed era comunque già bello esserci. Per il resto, quando era andata bene, solo qualche medaglia di legno e nel giugno scorso l’oro agli Europei. Bello sì, ma era lì che voleva arrivare, su quel podio dove anche se suona l’inno di un altro Paese uno non vorrebbe scendere mai. Raccontiamo le emozioni di Fabrizio Donato, ma potremmo benissimo farlo con quelle della nuotatrice Martina Grimaldi, bronzo nel fondo. O con quelle di uno qualunque fra i pugili azzurri che oggi abbiamo visto vincere e perdere in semifinale e che sul podio comunque ci andranno. Tutte quante, queste emozioni, arrivano alla fine di storie fatte di sacrifici e acciacchi e che non hanno età, «perché – come dice Donato – quando andiamo in pedana siamo tutti ragazzi». E che non sentono pesantezza, «perché, allenarsi è divertimento». La ripete in continuazione questa parola – divertimento – mentre tutti gli chiedono come si sente. Lui sorride e si passa la mano dall’alto in basso accanto al viso, 307 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 tornando poi verso gli occhi: «Non si vede?». Certo che si vede. «E comunque, anche se non avessi preso la medaglia domani sarei tornato in pista ad allenarmi». Già, perché è imparando dalle sconfitte che si costruiscono le rivincite. E se non accade? «Pazienza, l’importante è aver dato tutto quello che si poteva dare». Lo abbiamo sentito dire tante volte, in questi giorni, da chi ce l’ha fatta e anche da chi ha visto gioire gli altri. Ecco, nel caso qualcuno avesse bisogno di testimonial per lo sport pulito, avrebbe solo l’imbarazzo della scelta. I peccatori da riportar sulla retta via meglio lasciarli stare: esibirli, di solito, serve solo ai redentori, soprattutto a quelli dell’ultima ora. 308 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Russo e Cammarelle boxeur da finale Bronzo per Sarmiento nel taekwondo di Pietro Oleotto Tatanka Russo non s’è fermato davanti a M aciste: “ti sp iezzo” Mammadov ci ha provato in tutti i modi nella semifinale contro il nostro massimo, ma alla fine ha dovuto prendere guantoni e caschetto e uscire di scena. Il pugile azero prima ha randellato come un toro scatenato, poi nel secondo round è riuscito a far contare l’azzurro, quindi si è difeso “legando” e utilizzando la benevolenza dell’arbitro, infine ha puntato addirittura sul ricorso per sovvertire il verdetto sfavorevole (15-13). Niente da fare: il pugilato azzurro è ancora vivo. E le bordate di Clemente Russo l’hanno risvegliato, una sorta di squillante “carica” che ha coinvolto anche Roberto Cammarelle nella semifinale dei supermassimi contro un altro azero, il campione del mondo Medzhidov, stroncato negli ultimi due round dall’azzurro, campione olimpico in carica, anche lui a caccia dell’oro come Tatanka. Verso la finale. «Non ho mai pensato di poter perdere: nella terza ripresa ci ho messo il cuore e la testa, poi è stato grande Francesco Damiani dall’angolo a darmi la carica», racconta il nostro Tatanka descrivendo le sensazioni raccolte sul ring olimpico. «M i aspettavo un match del genere, M ammadov lo conosco bene: è molto rapido, nel primo round mi mandava a vuoto, la tattica era rimanere a contatto col punteggio, senza sprecare e senza mettermi a portata di pugno. Per questo mi sono mosso molto con le gambe e lui ha fatto molta fatica. Nel terzo round, quando gli ho messo i 309 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 primi due gancioni, ho cominciato a menare e non prendere cazzotti perché nell’ultima ripresa non mi ha mai colpito», dice Russo. Ancora lui. Adesso l’appuntamento è per domani sera. Alle 23.15 italiane Clemente Russo se la vedrà in finale con l’ucraino Oleksandr Ukyev che oggi ha letteralmente picchiato e surclassato nel punteggio (21-5) il bulgaro Tervel Pulev che si deve quindi accontentare del bronzo come Teymur M ammadov. «Sarà la rivincita della finale di Pechino», ricorda Tatanka. «Temo il ritmo di Usyk, ma io penso di portarlo in giro sul ring, per farlo stancare, come ho fatto l’azero». Il colosso. Quella – ormai nella notte – tra Cammarelle e M edzhidov è stata un’autentica battaglia, un crescendo del pugile di Cinisello che potrà difendere l’oro di Pechino dopodomani alle 16.15: 4-6, 6-4, 3-2 i parziali del match per il 13-12 conclusivo. Mangia bronzo. Esito negativo, invece, nella semifinale dei sup erleggeri: Vincenzo Mangiacapre è stato battuto per 15-8 dal cubano S otolongo che ora affronterà l’ucraino Be ri nchyk per l’oro. L’azzurro deve accontentarsi del gradino più basso del podio e non mancano i rimpianti: «Ho dato tutto ma stavolta ero stanco, non mi riusciva niente. In fondo la medaglia che tutti si aspettavano da me io l’ho vinta, ma non sono soddisfatto». S ul tatami. E a proposito di medaglie e di sport “corpo a corpo” anche il taekwondo azzurro è finito sul podio ieri con Mauro S armiento (nella categoria -80 kg) che, con un po’ più di fortuna, avrebbe anche competere con l’oro: dopo i turni preliminari con Abduraim del Kyrgyzstan (5-1) e l’az ero Azizov (2-0), l’azzurro è stato battuto 2-1 in semifinale dallo spagnolo Nicolas Garcia Hemme che ha 310 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 piazzato il colpo decisivo a 4’’ dalla fine: nella sfida con il bronzo con l’afgano Bahawi decisiva la terza ripresa quanto ha piazzato tutti i colpi del 4-0 finale. E domani tocca a Carlo Molfetta nella +80 kg. 311 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Applausi per Oscar Ultimo in staffetta Usa: show 4x100 Eliminati i quartetti azzurri di Maurizio Di Giangiacomo All’Olympic Stadium è stata un’altra volta la serata di Oscar Pistorius, ma non quella del suo Sudafrica, che ha chiuso all’ultimo posto la storica 4 per 400 vinta dalle Bahamas (2’56”01) davanti agli S tati Uniti e a Trinidad e Tobago . Il bi-amputato, applaudito dal pubblico, è stato schierato in quarta frazione, ha cambiato ultimo e con una certa difficoltà e non è riuscito in una rimonta che comunque sembrava impossibile. Eliminate, com’era del resto presumibile, le due staffette azzurre. La 4x400 di Chiara Bazzoni, Maria Enrica S pacca, Elena Maria Bonfanti e Libania Grenot ha concluso con il settimo tempo (3’29”01): abbastanza buone le frazioni centrali, mentre la Grenot ha sbagliato il cambio, ha cercato il recupero ma si è spenta nel finale, tagliando peraltro il traguardo trotterellando (?). Urgono spiegazioni. La 4x100 composta da S imone Collio, Jacques Riparelli, Davide Manenti e Fabio Cerutti ha concluso con il settimo tempo, 38”58. M iglior crono della batteria fissato dalla Giamaica che, pur priva di Usain Bolt, con 37”39 ha tenuto a debita distanza Canada (38”05) e Olanda (38”29). Per Giamaica hanno corso Nesta Carter, Michael Frater, l’argento su 100e 200 Yohan Blake e Kemar Bailey-Cole, che avevano fatto registrare la migliore prestazione stagionale, che è stata strappata loro poco dopo dagli Usa, che hanno schierato Jeffery Demps, Darvis Patton, Trell Kimmons e 312 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Justin Gatlin ed hanno corso in 37”38 (record nazionale). Gli Stati Uniti si sono presi una rivincita ancora più importante nella 4x100 femminile, vinta con il nuovo record mondiale (40”82): il quartetto composto da Tianna Madison, Allyson Felix, Bianca Knight e Carmelita Jeter ha conquistato il titolo olimpico proprio davanti alla Giamaica, argento in 41”41, e all’Ucraina, bronzo in 42”04. Il primato mondiale precedente apparteneva alla Germania Est (41”37) e resisteva dal 1985. Meseret Defar è la nuova campionessa olimpica dei 5.000 femminili. L’etiope allunga nel finale e chiude in 15’04”25, precedendo la due volte iridata keniana Vivien Jepkemoi Cheruiyot, argento in 15’04”73. Solo bronzo per l’etiope Tirunesh Dibaba, già oro nei 10.000, che puntava a ripetere la doppietta di Pechino (15’05”15). Quindicesimo e ultimo posto per Elena Romagnolo in 15’35”69. Sorprendente doppietta turca nei 1.500 femminili: Asli Cakir Alptekin conquista l’oro correndo in 4’01”23, precedendo la connaz ionale Gamze Bulut (4’01”40). Terza Maryam Yusuf Jamal (4’10”74), che regala così il bronzo al Bahrain. Tatyana Lisenko è la nuova campionessa olimpica del lancio del martello. La russa si è aggiudicata la finale con la misura di 78,18, nuovo record per i Giochi. Argento per la polacca Anita Wlodarczyk, che si ferma a 77,60 (primato stagionale), bronzo per la cinese Zhang Wenxiu (76,34). Il francese Renaud Lavillenie (5,97, nuovo record olimpico) ha vinto la medaglia d’oro nel salto con l’asta. Argento e bronzo a due tedeschi – entrambi a quota 5,91 -, Bjoern Otto e Raphael Holzdeppe. 313 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Nas a casa Schwazer cercano le e-mail ricevute da Ferrari Sequestrati tre computer, chiavette e documenti di Maurizio Di Giangiacomo Tre computer portatili, chiavette usb e documentazione «molto interessante» sono stati sequestrati a casa di Alex S chwazer, a Calice di Racines (Bolzano), nel corso di una perquisizione – avvenuta questa mattina – effettuata dai carabinieri del Nas di Trento e disposta dalla Procura della Repubblica di Bolzano, che sta indagando sul caso del marciatore positivo all’eritropoietina. Gli inquirenti hanno disposto anche controlli sui tabulati delle utenze telefoniche di Schwazer, che era in casa nel corso della perquisizione. L’inchiesta, condotta dal procuratore della Rep ubblica Guido Rispoli e dal sostituto Giancarlo Bramante, è tesa soprattutto a individuare eventuali complici e a chiarire la natura del rapporto tra Alex e il dottor Michele Ferrari, già indagato a Padova, attraverso le e-mail che atleta e medico si sono inviati. «Se mio figlio ha preso quella roba lì lo ha fatto perché era entrato in un buco nero e non sapeva più come uscirne»: lo ha detto la mamma di Alex, Maria Luise S chwazer in un’intervista pubblicata sul settimanale Oggi. «Di quello che aveva fatto non sapevamo nulla, ma io avevo capito che c’era qualcosa che non andava: subito dopo il prelievo è sparito, siamo stati una settimana senza avere notizie, un incubo». M a Alex – dice la madre – era in crisi da mesi: «Aveva paura di non farcela. Due settimane fa era venuto da me; piangeva e diceva che aveva male dappertutto. M i diceva che non ce la faceva più, che la sua non era una vita, 314 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 ma un calvario, che non poteva andare a bere una birra con gli amici senza sentirsi osservato e criticato. M i ha detto: “Andrà male, me lo sento. E se va male mi butto giù”». Schwazer è «molto provato – dice il suo legale, Gerhard Brandstätter – ma regge il colpo meglio del previsto. Alex è probabilmente il primo e unico atleta che ha subito ammesso le sue colpe, senza cercare strane scuse. Trovarsi ora davanti ai rottami di 20 anni di fatica e sudore comunque non è facile». Sempre secondo il suo avvocato, il marciatore azzurro «sta ricevendo innumerevoli messaggi di solidarietà» ma è “irritato” per le critiche e i dubbi di alcuni media sulla versione data in conferenza stampa. Domani Alex avrebbe dovuto prendere parte alla 50 km, la “sua” 50 km. L’esclusione dell’altoatesino – beata la burocrazia olimpica – è stata ufficializzata solo oggi . A difendere i colori azzurri ci sarà solo Marco De Luca, che non sembra proprio vicino al compagno: «Da questa storia esco ancora più fiero di quello che sono e dei miei piazzamenti, ai quali si è dato poco risalto». Gli fa eco Elisa Rigaudo, bronzo a Pechino, che oggi disputerà la 20 km: «Vorrei che non fosse l’Olimpiade di Schwazer, ma di quegli atleti che in questi mesi si sono impegnati per arrivare qui al massimo». «Schwazer è un capro espiatorio, ma non può essere un testimonial dell’antidoping come proposto dal Coni», ha detto invece Beppe Grillo. Lunedì prossimo, sempre a Bolzano, parlerà invece la fidanz at a Carolina Kostner, campionessa mondiale di pattinaggio, che ha già affermato che gli rimarrà accanto. Oggi si è avuta notizia di un’altra positività all’Epo, quella del mezzofondista francese Hassan Hirt. 315 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Settebello super schianta la Serbia L’Italvolley va ko Pallanuoto: finisce 9-7, ora la Croazia Pallavolo: gran Brasile, Bulgaria per il bronzo di Pietro Oleotto Sette più bello dell’Italvolley: la pallanuoto azzurra stende la Serbia (9-7) e torna nella finalissima olimpica a vent’anni di distanza dal memorabile oro di Barcellona, mentre la pallavolo si schianta contro il Brasile (3-0), lo scoglio fatale già quattro anni fa in quel di Pechino. Capolavoro. Nel ’92 S andro Campagna era in acqua, era uno degli uomini di Ratko Rudic: ora è il ct di un Settebello compatto, capace di reggere il confronto con la fisicità dei serbi e quindi in grado di giocarsela fino in fondo contro la Croazia (dopodomani alle 16.50 italiane), guidata proprio da Rudic e capace oggi di battere il M ontenegro per 7-5. D’altra parte non si costringono tanto facilmente e calottine di Belgrado ad accontentarsi della “finalina” se non si possiedono forza fisica e capacità tecnico-tattica assieme. E cuore. Quello di Maurizio Felugo, per esempio, due gol oggi per firmare il primo vero allungo azzurro che ha portato l’Italia sul 5-2 a poco più di 5’ dal termine della seconda frazione. L’altro trascinatore si chiama invece Valentino Gallo, top score con tre centri, grazie al suo mancino al fulmicotone, capace di chiudere la prima metà dell’incontro sul 6-4. La Serbia? A quel punto ha cercato di reagire, si è portata a un gol di distanza a con Udovicic, ma paga la tenacia azzurra che si aggrappa in superiorità numerica a Presciutti e all’italo-croato Premus che, da centroboa, sul rettilineo finale 316 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 del terzo tempo, segna in rovesciata: 8-5. L’ultimo tempo è un gioco col cronometro e il golletto serbo fa il solletico agli azzurri che a 1’18’’ dal termine mettono lo champagne in frigo con Perez, sangue cubano, cuore italiano. Mai in partita. L’Italvolley, invece, si giocherà il bronzo dopodomani alle 10.30 contro la Bulgaria, sconfitta per 3-1 (25-21, 25-15, 23-25, 25-23) dalla Russia, in finale col Brasile (alle 14).Un Brasile che ha schiantato gli azzurri (25-21, 2512, 25-21), quasi disamati a muro, poco continui al servizio e incapaci di sfruttare i pochi passaggi positivi, complice la difesa verdeoro, esaltante soprattutto in avvio, quando l’Italia ha provato ad allungare. Il crollo, anche psicologico, nel secondo set, messo in archivio addirittura in 23’ dai brasiliani che hanno concesso la miseria di 12 palle a terra alla squadra di Berruto. L’ultima impennata all’inizio della terza frazione, un fuoco di paglia. L’Italvolley saluta il treno per l’oro, ma può ancora prendersi una rivincita di bronzo sui bulgari. 317 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 318 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 SABATO 11 AGOSTO La staffetta marziana e l’oro di Molfetta La staffetta dei marziani, quella di Giamaica trascinata da Usain Bolt, vola e trionfa con il record del mondo (36”84). In casa azzurra arrivano due medaglie, quella di Carlo Molfetta nel taekwondo (più ottanta chili) e quella d’argento del pugile Clemente Russo. Nel medagliere, l’Italia risale in ottava posizione con otto ori, sette argenti e otto bronzi. Sorpresona nel calcio: il Brasile, strafavorito della vigilia, perde in finale contro il Messico. 319 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 TAEKWONDO: CARLO MOLFETTA MORDE LA MEDAGLIA D’ORO 320 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Quello che i numeri non dicono di Stefano Tamburini Piovono medaglie al tramonto di un’Olimpiade azzurra dolce e amara come poche altre. Dolce per i tanti successi insperati e dai volti puliti di ragazzi innamorati dello sport, amara per la più brutta storia di doping che si potesse immaginare e per la sequenza di insuccessi negli sport più rappresentativi. L’ultimo spruzzo di metalli pregiati è fatto di tre medaglie nella boxe, una nel taekwondo, un’altra nella pallanuoto e, speriamo, una anche nel volley. I numeri del medagliere, visti così, sembrano buoni. Al punto che domani sera, a fuoco olimpico ancora acceso, Gianni Petrucci, presidente uscente del Coni, e Raffaello Pagnozzi, segretario generale e aspirante alla poltrona del Capo, si presenteranno per dire «Ah, come siam stati bravi anche stavolta». Così, tanto per appuntarsi sul petto anche le medaglie raccolte per grazia ricevuta, come nel canottaggio con l’equipaggio del due di coppia scartato dalla Federazione. O come quella del canoista Daniele Molmenti, uno che si è venduto la moto per pagarsi gli allenamenti in Cina e Australia. Domani sera M olmenti sarà il portabandiera alla cerimonia di chiusura ed è bello che sia arrivato almeno questo riconoscimento tardivo ma è fin troppo facile accorgersi “dopo” di ragazzi così. Il problema è che ci sono tanti atleti come M olmenti o come i canottieri del due di coppia che devono arrangiarsi. E sono ancor di più i potenziali talenti che crescono allevati da federazioni povere, delle quali ci si ricorda solo quando c’è far passerella. 321 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Poi ci sono tante altre cose da sapere, che vanno oltre le cifre. Prendiamo i grandi sport di squadra: calcio a parte, che qui è disciplina di retroguardia, nel basket siamo spariti da tempo dalla carta geografica dei Paesi che contano. Ci restano solo – e non sempre – pallavolo e pallanuoto. Poi, se andiamo alle grandi discipline olimpiche (nuoto e atletica) ci ritroviamo appena due bronzi come quelli del triplista Fabrizio Donato e della fondista Martina Grimaldi. Successi di grande valore emotivo ma oggettivamente poco per non poter dire che il fallimento totale in vasca e in pista è più che evidente. Ed è anche per questo che più delle fredde cifre conta molto di più quello che i numeri non dicono. E che in tanti, troppi, non vogliono sentir dire. 322 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 La staffetta dei marziani Bolt trascina la 4 per 100 giamaicana a un record del mondo da favola: 36”84 di Maurizio Di Giangiacomo Ancora Usain Bolt e ancora Giamaica e questa volta è arrivato anche il record del mondo: quello della 4 per 100, con uno straordinario 36”84 piazzato ancora una volta in faccia a gl i S tati Uniti, che hanno corso velocissimi in 37”04 (uguagliando il precedente primato fatto registrare dai caraibici l’anno scorso) ma non hanno potuto nulla soprattutto contro Yohan Blake – che ha inflitto almeno due metri di distacco a Tyson Gay in terza frazione – e ovviamente contro Bolt, che ha fatto mangiare la sua polvere a Ryan Bailey nell’ultima. E va considerato che al posto di Asafa Powell, infortunato, ha corso Michael Frater, altrimenti... Bolt sempre più leggenda, perché mette a segno la seconda tripletta olimpica, e sempre più gigionesco showman: non restituendo subito il testimone ha rischiato la squalifica. Nella squalifica è incappato davvero il Canada (38”07) – per un’improvvida invasione di corsia – cedendo così il terzo gradino del podio a Trinidad e Tobago (38”12). «Le tre medaglie erano il mio obiettivo. Più avanti penserò a quello che ho fatto, ma stasera voglio solo festeggiare – ha detto Bolt – Abbiamo dato tutto quello che avevamo, sapevamo che il record sarebbe arrivato. Rio? Non ho ancora deciso cosa fare. Sarà dura: Blake va molto forte e altri giovani emergeranno». La sfida sulla 4 per 400 femminile si era conclusa invece largamente in favore delle statunitensi, trascinate da una st up enda Allyson Felix. Assieme a Dee Dee Trotter, 323 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Francena McCorory e S anya Richards-Ross si erano imposte in 3’16”88, primato stagionale. Argento per la Russia (3’20”23), bronzo alla Giamaica (3’20”95). Prima di Bolt e compagnia volante, a infiammare i quasi novantamila dell’Olympic Stadium ci aveva pensato un padrone di casa, Mohammed Farah, che come l’uomo più veloce della storia... ci ha preso gusto! Dopo la medaglia d’oro dei 10.000 il mezzofondista di origine somala ha portato a casa infatti anche quella dei “cinque”. Farah ha concluso con il tempo di 13’41”66 davanti all’etiope Dejen Gebremeskel, argento con 13’41”98. M edaglia di bronzo al keniano Thomas Pkemei Longosiwa, terzo con 13’42”36. La premiazione dei 5.000 ha chiuso la serata, con ottantamila persone a cantare “God Save the Queen” in nome di un immigrato somalo. Caster S emenya ha fallito invece la rincorsa all’oro olimpico degli 800 femminili. La sudafricana si è svegliata troppo tardi: in 200 metri ha rimontato sette posizioni, ma non è riuscita ad insidiare la leadership della russa Mariya S avinova (1’56”19). Caster Semenya (1’57”23) d’argento mentre l’altra rus s a Ekaterina Poistogova (1’57”53) ha conquistato la medaglia di bronzo. L’atleta di Trinidad e Tobago Keshorn Walcott ha conquistato la medaglia d’oro nel lancio del giavellotto con una misura di 84,58 metri. M edaglia d’argento per l’ucraino Oleksandr Pyatnytsya (84,51), bronzo per il finlandese Antti Ruuskanen (84,12). La russa Anna Chicherova ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto con la misura di 2 metri e 5 centimetri. La 30enne ha superato l’americana Brigetta Barrett (2,03) e l’altra russa S vetlana S hkolina (2,03). 324 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Italia, oro e argento Molfetta trionfa Russo s’arrende E domani ci prova Cammarelle per il titolo bis di Pietro Oleotto Che botte, ragazzi. Botte d’oro con Carlo Molfetta e d’argento con Clemente Russo per l’Italia per cominciare l’ultima notte olimpica, in contemporanea. Russo sul ring dei massimi della Excel South Arena: contro il terribile Usyk l’azzurro è partito benissimo (3-1) per poi subire il ritorno dell’avversario (5-7) e giocarsi l’oro nell’ultimo round (6-3), quando l’ucraino ha fatto valere il fisico su Russo, costretto all’argento (bronzo a Pulev e Mammadov). A poche centinaia di metri, alla Excel North Arena, ecco Carlo M olfetta sul tatami per la finale della categoria +80 kg (nel femminile + 67 kg oro alla serba Mandic) del taekwondo, contro Obame, africano del Gabon. L’ultimo atto di una giornata di fuoco, vissuta eliminando uno dietro l’altro il tagiko Gulov, il cinese Liu (con una ripresa supplementare) e il gigantesco maliano Keita. Contro Obame la sfida è stata condizionata dal 6-0 iniziale del subito da M olfetta. M a a quel punto la rimonta azzurra è partita e si è materializzata in volata: 9-9 per il supplementare poi chiuso senza colpi a segno e deciso dalla giuria che ha premiato per la combattività Carlo: oro! Per il bis. E non finisce qui: domani Roberto Cammarelle, quando in Italia saranno le quattro e un quarto del pomeriggio, cercherà di bissare il titolo olimpico di Pechino: «Sono vecchio e stanco, ma voglio difendere il mio titolo, e soprattutto non voglio tornare a casa senza medaglia d’oro», racconta il super massimo di Cinisello Balsamo che chiuderà il programma della 325 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 boxe contro il giovane colosso di casa, il 22enne britannico Anthony Joshua, quasi due metri di altezza, capace di demolire il kazako Dychkoper approdare in finale. Non è una novità per il poliziotto italiano che già nel 2008 affrontò il cinese Zhilei Zhang nell’atto conclusivo, sconfiggendolo prima del limite. Domani ci riproverà con Joshua, perché altrimenti rischia di doversi battere non solo con l’avversario, ma anche contro il fattore giuria. Il britannico, del quale i tabloid scrivono da giorni descrivendolo come una specie di fenomeno, finora ha goduto di qualche “aiutino”, in particolare nei primi turni. Obbligatorio dunque per Cammarelle tenerne conto, e cercare di vincere anche questa volta prima del limite, evitando il rischio di un verdetto ai punti che potrebbe sempre riservare sorprese. Comunque vada, Cammarelle ha già eguagliato il leggendario Teofilo S tevenson : non nel senso delle tre medaglie d’oro ai Giochi, il mitico ruolino di marcia del cubano nella storia della boxe olimpica, ma per la terza presenza consecutiva sul podio. S ul ring. Oggi altre medaglie oltre a quella dei massimi. il cinese Zou S himing ha conquistato la medaglia d’oro nei pesi minimosca battendo il thailandese Pongprayoon; bronzo a Barnes (Irlanda) e Ayrapetyan (Russia). Il britannico Luke Campbell ha vinto nei gallo sull’irlandese Nevin; terzi il cubano Estrada e il giapponese S himizu. Il cubano Roniel Iglesias S otolongo si è aggiudicato invece l’oro dei superleggeri contro l’ucraino Berinchyk, completando il podio sul quale c’erano già il nostro Vincenzo Mangiacapre (una delle tre medaglie azzurre) e il mongolo Uranchimeg per il bronzo. Nei medi, infine, il giapponese Ryota Murata ha battuto il brasiliano Falcao, terzi il britannico Ogogo e l’uzbeko Atoev. 326 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Farfalle e Settebello i sogni si fanno tutti nel pomeriggio Domani alle 14.30 la finale della ritmica alle 15.50 la pallanuoto e in mattinata l’Italvolley cerca il bronzo con la Bulgaria di Pietro Oleotto I sogni d’oro domani si fanno di pomeriggio, non solo con Cammarelle. Ruggero Pertile – l’unico maratoneta azzurro – sarà al via a mezzogiorno, ma è difficile immaginare nel regno degli uomini degli altipiani africani. È più realistico pensare, invece, a un alloro olimpico dalla ginnastica ritmica a squadre (si comincia alle 14.30 italiane) o un’esaltante oro dalla pallanuoto, nella finalissima contro la Croazia (alle 16.50), quella finalissima sfuggita l’altra sera all’Italvolley che quindi oggi cercherà di ripiegare sul bronzo contro la Bulgaria (alle 10.30). Il S ettebello. «Se con l’Ungheria abbiamo disputato la partita perfetta e con la Serbia quella più che perfetta, con la Croazia servirà un’impresa, ma siamo preparati e non lasceremo nulla al caso»: il ct S andro Campagna proietta il suo film della finale, quello in anteprima. «Sognavo la finale olimpica contro la Croazia di Ratko Rudic. Come si sa siamo molto amici, c’è rispetto reciproco, stima e profonda confidenza, ma questa volta saremo nemici. La Croazia dice di essere venuta qui per vincere l’oro, ma noi certamente non siamo venuti per conquistare l’argento. Siamo preparati e non lasceremo nulla al caso». Lo stato di forma degli azzurri pare in crescendo. «Nella prima fase del torneo – commenta Campagna – eravamo un po’ imballati, ma l’obiettivo era 327 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 scaricare per l’8 agosto in vista dei quarti di finale. La sconfitta con la Croazia nel girone ci ha sorpreso perché dopo aver raggiunto il 5-5 di metà gara, siamo tornati di nuovo sotto e abbiamo risposto individualmente invece che di squadra. Anche contro il Kazakistan stavamo commettendo lo stesso errore. Siamo una squadra e non dobbiamo mai dimenticarlo, privilegiando il gioco collettivo a prescindere dall’avversario». Le Farfalle. Si riparte da zero. Un po’ come nei tuffi. Le azzurre della ritmica (Elisa Blanchi, Elisa S antoni, Romina Laurito, Anzhelika S avrayuk, Marta Pagnini e Andreaa S tefanescu) però sono entrate nella finale a otto con il secondo punteggio (55.800) dietro alle russe (56.375) e domani possono puntare anche all’oro. «Le eliminatorie ci hanno detto che le russe sono state pulite e tanto basta. I punteggi sono corretti e ci danno la possibilità di giocarcela», racconta la “capitana” Santoni, una di quelle che cerca anche il riscatto da quello che nell’ambiente viene chiamato il “furto di Pechino”, dove all’Italia fu negata una medaglia: «Era frustrante fare bene, con gli stessi esercizi con cui avevi vinto il M ondiale, e poi ritrovarsi a un punto di distacco, già a metà gara. Adesso le cose sono cambiate», conclude la “farfalla” azzurra. Prima rotazione (cinque palle) alle 14.30 come seconda rappresentativa (dietro la Russia, tra l’altro). Poi nastri e cerchi (dalle 15.15) come sesta squadra. Obiettivo podio. Ben prima, in un orario a dir poco insolito, le 9.30 inglese (un’ora dopo in Italia), gli azzurri di Mauro Berruto cercheranno di catturare un “metallo” contro la Bulgaria, in una rivincita della gara che nel girone eliminatorio andò ai balcanici: «Dopo aver passato qualche ora per smaltire la delusione per la sconfitta in semifinale contro il Brasile – spiega il ct azzurro – occorre riconcentrarsi sul bronzo: una medaglia ai Giochi vale davvero molto». 328 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Calcio: “maledizione” per il Brasile L’oro va al Messico di Pietro Oleotto Prosegue la “maledizione olimpica” del Brasile. La squadra verdeoro di Neymar e Thiago S ilva è uscita sconfitta 2-1 per mano del Messico dalla finale disputata a Wembley, davanti a quasi 90.000 spettatori. Per i messicani, che hanno assolutamente meritato la vittoria, doppietta di Peralta al 1’ e al 74’, Hulk ha messo a segno il gol della bandiera brasiliana solo al 91’. Il Brasile si è consolato con la medaglia d’oro del volley femminile: in finale ha battuto gli S tati Uniti 3-1. Gli Usa si sono aggiudicati invece la medaglia d’oro del basket femminile: in finale hanno battuto la Francia 86-50. Assegnati ieri gli ultimi titoli di canoa. Il britannico Ed McKeever ha conquistato la medaglia d’oro nel K1 200 metri. L’ucraino Yuri Cheban ha vinto la medaglia d’oro nel C1 200 metri. Titolo alla neozelandese Lisa Carrington nel K1 200 metri. Infine è andato alla Russia l’oro del K2 200. La russa Evgeniya Kanaeva si è confermata campionessa olimpica di ginnastica ritmica. Ha preceduto la connazionale Daria Dmitrieva, medaglia d’argento, e la bielorussa Liubou Charkashyna, bronzo. Nella vela, la S pagna ha vinto la medaglia d’oro nella categoria Elliot, battendo l’Australia 3-2. Bronzo alla Finlandia che ha superato la Russia. La Germania ha vinto la medaglia d’oro nel torneo maschile di hockey su prato. I tedeschi, in finale, hanno battuto per 2-1 l’Olanda. Nella lotta libera, titolo della categoria 60 kg all’azero Toghrul Asgarov; un altro lottatore azero, S harif S harifov, ha vinto la medaglia d’oro nella categoria 84 kg; l’uzbeko Artur Taymazov quella della categoria 120 kg. Nella 329 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 pallamano femminile oro alla Norvegia che ha sconfitto in finale il Montenegro. Nei tuffi dalla piattaforma 10 metri titolo all’americano David Boudia. 330 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 De Luca 17º nella 50 km di Schwazer Nella 20 km la Rigaudo è settima di Maurizio Di Giangiacomo Doveva essere la gara di Alex S chwazere in un certo senso lo è stata lo stesso. Il “fantasma” del campione olimpico di Pechino, escluso perché positivo all’Epo a un controllo antidoping del 30 luglio scorso, ha aleggiato per tutti i 50 chilometri della gara più lunga del programma dell’atletica. Gara lunga ma velocissima, merito del ritmo indiavolato del russo S ergey Kirdyapkin, che ha vinto in 3h35’”59, strappando proprio all’altoatesino il primato olimpico stabilito quattro anni fa. Argento all’australiano Jared Tallent, bronzo al cinese S i Tianfeng, un altro allievo dell’ex allenatore azzurro (e dello stesso Schwazer) S andro Damilano, già oro e bronzo con i suoi nuovi atleti nella 20 km e poi a medaglia anche nella 20 femminile, con il terzo posto di Qieyang S henjie. Una soddisfazione che ha mitigato l’amarezza dello stesso Damilano per la vicenda del suo ex allievo, che lo aveva abbandonato nel 2009 – dopo il flop ai M ondiali di Berlino – in circostanze mai del tutto chiarite. «Dopo la mazzata, questa medaglia la meritavo – ha commentato con asprezza Damilano – Aleggiava il fantasma di Alex? Io non l’ho visto, se non c’era è perché non meritava di esserci». A proposito dell’esclusione di Schwazer, nelle scorse ore è emerso un dettaglio che potrebbe rilevarsi decisivo. Il campione azzurro avrebbe infatti sostenuto – e superato – un controllo antidoping della Fidal il 26 luglio, quattro giorni prima di quello “galeotto” del 30, al 12esimo giorno di 331 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 “terapia” a base di Epo, come dichiarato dallo stesso Schwazer. Se questa indiscrezione venisse confermata, due sarebbero le ipotesi: o i controlli della Federazione italiana atletica leggera sono poco efficaci (sospetto questo già da più parti avanzato); oppure c’è qualcosa che non quadra nella confessione di Alex, che ha commosso i più ma pare non aver convinto tanti. Innanzitutto i magistrati, che paiono determinati a individuare eventuali complici; ma anche tecnici e compagni di squadra, che non hanno mancato di esternare tutta la loro delusione per il gesto dell’altoatesino. Tornando alla gara di oggi, ha chiuso diciassettesimo in 3h47’19”, a 48” dal suo personale, l’unico azzurro in gara, il finanziere laziale Marco De Luca. «Il livello della gara di oggi – commenta il marciatore delle Fiamme Gialle – è stato stratosferico: certi tempi non me li aspettavo. Il piazzamento non mi soddisfa. Non penso di potermi rimproverare niente, comunque ho fatto il mio. Le tre medaglie più belle ce l’ho già – conclude – sono mia moglie e le mie due bambine Sofia e Noemi». La 20 km femminile è stata vinta dalla russa Elena Lashmanova. Con un’incredibile rimonta la 20enne ha sorpassato a pochi metri dal traguardo la campionessa in carica Olga Kaniskina (poi argento) e ha chiuso in 1h25’02, che le vale anche il record mondiale. Settima Elisa Rigaudo, bronzo a Pechino, che ha fatto comunque registrare il suo primato stagionale in 1’27”36. Quattrodicesima l’altra azzurra Eleonora Giorgi, 22 anni, 1h29’48, nuovo primato personale. «Schwazer? È stata una grandissima delusione – ha detto la Rigaudo – Forse non c’era più con la testa, vincere giovane fa male». 332 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 È Molmenti il porta bandiera della chiusura Il canoista d’oro: apprezzato il mio messaggio di Pietro Oleotto Il passaggio di consegne da Londra a Rio. E quello tra Valentina Vezzali e Daniele Molmenti, domani sera portabandiera per l’Italia alla cerimonia di chiusura della trentesima edizione dei Giochi, in programma dalle 21. Se il mito della scherma era stato scelto per guidare la nostra delegazione nel giro di pista, il pordenonese medaglia d’oro della canoa slalom sarà l’azzurro che tirerà il sipario allo stadio olimpico di Londra: «Sono davvero felice, è la ciliegina sulla torta di un sogno avverato. Sono orgoglioso e fiero perché vuol dire che il mio risultato è stato importante per l’oro ma anche per il messaggio di coraggio a tutti i giovani italiani che credono nel nostro Paese», ha subito commentato M olmenti, ribadendo le parole che aveva pronunciato a caldo, subito dopo aver messo le mani sul titolo. Una candidatura, quella di Daniele, che era stata avanzata dalla Federcanoa e che è stata accolta con slancio dal Coni, come ha svelato il numero uno, Luciano Buonfiglio: «M olmenti è stato grandioso e merita questo riconoscimento che fa felice tutto il nostro mondo. Ci godiamo questa soddisfazione e al tempo stesso siamo già pronti e attivi: Rio non è lontana». Già, da stanotte tutto lo sport guarderà, per i prossimi quattro anni, a Rio. E non a caso una fetta della cerimonia di chiusura sarà dedicata ai colori verdeoro, con perfino Renato S orriso, il “samba-spazzino” del sambodromo tra i protagonisti degli otto minuti coreografati dal Brasile per il passaggio del 333 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 testimone da Londra 2012 a Rio 2016. Con lui nello “spot” carioca anche la modella Alessandra Ambrosio, il rapper BNegao, O rei Pelè e oltre duecento ballerini volontari e musicisti che accompagneranno la bandiera olimpica nelle mani del sindaco di Rio, Eduardo Paes. «Quello dell’abbraccio è l’atteggiamento che avranno i Giochi del 2016», ha già spiegato Marco Balich, il produttore veneziano che si è occupato della “coreografia” brasiliana della cerimonia conclusiva di domani sera a Londra, davanti a un palco reale nel quale prenderà posto sicuramente il principe Harry e la duchessa di Cambridge, Kate Middleton, la moglie del principe William e grande sportiva “della corona”, tanto da aver indossato addirittura un gonnellino come quello delle giocatrici britanniche, durante la finale per il bronzo dell’hockey prato (poi vinto). Incerta, invece, la presenza della regina Elisabetta allo show che terminerà intorno alla mezzanotte con la consegna di un frammento del braciere olimpico alle 204 nazioni presente. In mezzo tanta musica britannica, con le S pice Girls riunite di nuovo per qualche minuto, con George Michael, gli Who, perfino i Pink Floyd – si dice –, fino all’omaggio a “mister Imagine”, John Lennon: «Immagina che tutti vivano la loro vita in pace», cantava. Come durante le Olimpiadi. 334 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 DOM ENICA 12 AGOSTO Chiusura con scippo Manca l’ultimo oro La giornata conclusiva è amara per i colori azzurri, al di là del bilancio conclusivo di 28 medaglie (che andrebbero comunque “pesate” oltreché contate). Non arriva neanche uno fra gli ori possibili e fa male soprattutto la sconfitta del pugile Roberto Cammarelle contro l’atleta di casa Anthony Joshua. Il verdetto della finale dei supermassimi arriva dopo un 18 pari che già andava stretto all’azzurro ma poi è la giuria a fare il resto rovesciando di fatto il responso del ring. Argento anche per gli azzurri della pallanuoto contro la Croazia mentre l’Italvolley conquista il bronzo, con una dedica commovente sul podio a Vigor Bovolenta, ex azzurro scomparso sul campo poche settimane prima delle Olimpiadi. Bronzo rocambolesco per il ciclista della mountain bike Marco Aurelio Fontana, giunto al traguardo senza sella, alla “bersagliera” come in uno dei film di Fantozzi. Terzo gradino del podio anche per le azzurre della ginnastica ritmica. Nel medagliere l’Italia chiude all’ottavo posto con otto ori, nove argenti e undici bronzi. 335 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 CAMMARELLE, A DESTRA, SCONSOLATO AL MOMENTO DEL VERDETTO 336 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Cammarelle, furto d’oro Verdetto a favore di Joshua, 18 pari e la giuria gli regala il titolo di Pietro Oleotto Come rifilare 18 pugni (contati) sulla faccia dell’avversario e perdere la medaglia d’oro. Il manuale potrebbe scriverlo Roberto Cammarelle che, dopo aver “gonfiato” l’aitante inglese Anthony Joshua, si è ritrovato tra i guantoni solo l’argento dei supermassimi, visto che la giuria, dopo il pareggio (18-18), ha assegnato il titolo all’avversario per quella che viene definita “maggiore combattività”. «Pensavo mi sarebbe bastato arrivare ai punti, ma forse ho peccato di presunzione e non avrei dovevo affidarmi a questa sensazione», ha confidato il pugile azzurro subito dopo aver saputo che il ricorso prontamente presentato dell’Italia era stato respinto. Ultimo tentativo. Sì, perché la nostra delegazione ha giocato anche la carta del ricorso per mettere in cascina altro oro, per chiudere con un altro titolo una spedizione comunque esaltante (28 “metalli”), per cancellare il braccio alzato dall’arbitro russo Malyshev a Joshua, tra le ovazioni della Excel South Arena. Una mossa tutt’altro che normale per la federboxe italiana che è abituata ad accettare il verdetto del ring, mossa inutile visto che dopo neanche mezzora, la giuria ha confermato il verdetto. «Sapevo che c’erano le giurie di parte, pensavo di averli convinti con le prime due riprese, ma alla fine hanno dato un verdetto di parità che brucia tanto. Se devo guardare il lato positivo ho adesso tutte e tre le medaglie (oro a Pechino, bronzo ad Atene, ndr), ma non ce sono altri: avrei preferito avere due ori», sottolinea amaro il gigante azzurro. 337 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 La banda Bassotti. D’altra parte la “puzza” di un match in salita si era cominciata ad avvertire già nel momento della comunicazione che aveva rivelato la composizione della giuria. Passi per l’americano Llaurado e il kazako Rysbayev, anche per il cinese Wang, ma il brasiliano Kennedy è una piccola assicurazione britannica in vista di Rio – è successo anche nella ginnastica, negli anelli... –, mentre il cubano Del Puerto è la freccia avvelenata che stende Cammarelle. L’Italia era nel mirino di Cuba già dopo il match che ha portato in zona medaglie Clemente Russo nel massimi, ai danni di Josè Larduet Gomez. La coda velenosa del match è illuminante: dopo la vittoria per 12-10 Russo è va a salutare l’angolo cubano ricevendo in cambio una risata in faccia, poi prova a dare la mano a Gomez che respinge platealmente l’offerta e, scendendo dal ring, trova il collega bielorusso Karneyeu che gli alza il braccio per decretarlo vincitore morale. Per chiudere, la federazione cubana accusa l’Italia di “addomesticare” i verdetti con una rete di amicizie pugilistiche che danneggiano gli avversari. I britannici devono aver preso nota. Match. Forse per sciogliere ogni dubbio, Cammarelle è salito sul quadrato di slancio: 6-5 dopo il primo round, 7-5 dopo il secondo, poi forse ha voluto amministrare senza pensare che la giuria avrebbe potuto tranquillamente “vedere” ben otto colpi di Joshua nell’arco di tre minuti. Insomma, Roberto avrebbe dovuto insistere, come a Pechino, quando stese il pugile di casa per non correre rischi: «M a in Cina ho avuto meno problemi, la giuria era d’accordo sul fatto che mi vedeva vincitore, il ko è stata la ciliegina. A Londra avrei voluto ripetermi per chiudere con un oro. Le prossime Olimpiadi forse saranno senza caschetto, ci sarà un altro modo di combattere, forse ho fatto il mio tempo». 338 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Manca l’ultimo oro La stella di Rudic ferma il Settebello L’ex ora ct della Croazia: non perdo mai le finali di Pietro Oleotto Dura poco più di due tempi l’acqua d’oro attorno al Settebello, poi si colora inesorabilmente d’argento, sotto i colpi dei croati, capaci di mettersi al collo il “metallo” più prezioso (bronzo alla Serbia che ha sconfitto 12-11 il M ontenegro) al termine di una gara perfetta, molto più di quanto dica il risultato finale: 8-6. Andamento. «Abbiamo fatto una partita eccezionale, al 99 per 100. Ci è mancato qualcosa in fase realizzativa e un po’ di cattiveria e di esperienza», ha subito chiarito il ct S andro Campagna. D’altra parte l’avvio azzurro era stato davvero incoraggiante: 38 secondi di numero ed ecco il mancino di Valentino Gallo squarciare l’angolo alto alla destra del portiere Pavic, poi a un minuto e 55’ dalla fine della frazione il bis di Felugo. Sembra il primo passo buono per una fuga, ma la Croazia accorcia subito con Buljubasic per poi letteralmente dominare il secondo tempo con le reti di Jokovic e Barac: 3-2. L’impennata è ancora di Felugo con una botta a pelo d’acqua, ma è l’ultima fiammata prima della “grandinata” croata alimentata dalle doppiette di Boskovic e Jokovic: 7-3 a 4’21’’ dalla fine, l’oro è già andato, servono a poco i botta e risposta fino al 8-6 conclusivo, prima del bagno collettivo della truppa di Rudic, l’ex ct dell’Italia olimpica vent’anni fa a Barcellona. Amici-nemici. «M ai perso una finale», dichiara uscito dalla 339 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 piscina il buon Ratko: «È un oro strameritato, abbiamo giocato un grande torneo, disputando bene tutte e otto le partite. L’Italia? Sandro Campagna ha fatto un grandissimo lavoro, devo fargli i complimenti, ma eravamo troppo forti. Abbiamo studiato il gioco degli azzurri e solo all’inizio siamo stati troppo statici e siamo andati in difficoltà». Campagna conferma: «La Croazia ha vinto meritatamente. La squadra di Rudic gioca in maniera dura e aggressiva e l’arbitraggio un po’ troppo permissivo ci ha ulteriormente penalizzati. M a il bilancio è positivo: in tre anni abbiamo vinto due argenti e un oro, traguardi insperati e inimmaginabili: siamo soddisfatti. Voglio ringraziare tutta la squadra e tutti i miei assistenti. Abbiamo lottato fino alla fine ma non c’è stato niente da fare. Alla Croazia diamo appuntamento per i prossimi impegni». Il S ettebello. Nello spogliatoio regna la delusione solo per il risultato della finale: «La sconfitta brucia, fa male, ma abbiamo fatto un grandissimo risultato – sottolinea il capitano S tefano Tempesti – Da 20 anni l’Italia mancava dalla finale, riconosciamo il merito degli avversari, hanno giocato meglio, hanno avuto più freddezza e il risultato è giusto, onore alla Croazia, ma complimenti all’Italia. Ci abbiamo creduto, il sacrificio è stato enorme ma il risultato ci ripaga. Cosa è mancato? Non saprei, forse un po’ di freddezza nei momenti che contavano. Siamo partiti bene e non abbiamo reagito nel modo giusto nel momento importante, ma abbiamo giocato contro una squadra veramente eccezionale. «Questo argento ha un sapore bellissimo – aggiunge M aurizio Felugo, autore di una tripletta – Certo, c’è un po’ di amarezza perché quando arrivi in finale vuoi vincere, ma abbiamo trovato una squadra molto forte, soprattutto nei due centrali». 340 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Italvolley, bronzo con dedica speciale a Vigor Bovolenta Nella finalina battuta in quattro set la Bulgaria Omaggio all’ex compagno morto sul campo di Nicola Baldo La pallavolo maschile per l’Italia è una miniera di medaglie dalla quale, però, ancora non è uscita quella del metallo più prezioso. Dalla miniera di Londra la truppa del ct Paolo Berruto estrae la medaglia di bronzo, probabilmente il massimo alla quale poteva puntare, soprattutto dopo aver visto la meravigliosa finale per l’oro che ha premiato 3-2 la Russia sul Brasile. L’Italvolley da 16 anni è stabilmente in semifinale: agli argenti di Atene e Atlanta e ai bronzi di Los Angeles e Sydney ha ora aggiunto questo terzo podio dopo aver superato la Bulgaria in quattro set (parziali 25-19, 23-25, 25-22, 25-21). E sul podio gli azzurri hanno compiuto un grande gesto portando la maglia numero 16, quella di Vigor Bovolenta (argento ad Atlanta) ucciso da un malore sul campo mentre giocava, in B2 a M acerata con la maglia del Forlì. Questo bronzo è per lui, per l’indimenticato Bovo. Partita difficile quella degli azzurri contro la squadra guidata in panchina dal pugliese Camillo Placì (ex tecnico di Cuneo, cui la Bulgaria era pronta a dare la cittadinanza come “premio” per una medaglia). Per riuscire a portare a casa questa medaglia di bronzo Travica e compagni hanno dovuto davvero tirare fuori la clava. Solo spingendo al massimo il servizio, infatti, sono riusciti a mettere addosso alla Bulgaria quella pressione necessaria per costringere Nikolov e soci a sbagliare troppo. 341 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Nel girone eliminatorio la Bulgaria era riuscita a superare gli azzurri, che la lezione l’hanno imparata bene e oggi non hanno commesso gli stessi errori. Battuta certo, ma non solo: anche grande attenzione a muro e in difesa, sangue freddo nei momenti importanti e poi un S avani che ha caricato il braccio. Per il capitano azzurro 23 punti personali e servizi tirati ad oltre 120km/h, l’ex Golden Boy di Castiglione delle Stiviere ha messo chiara la propria firma in calce a questo bronzo. «Voglio fare i complimenti alla mia Italia e non solo a me – ha detto Savani – abbiamo giocato una finale eccezionale, affrontata con il giusto approccio. Contro la Bulgaria oltre alla tecnica ci abbiamo messo tanto tanto cuore. Era ora di vincere di qualcosa importante.». M olto felice anche M auro Berruto, il ct-filosofo torinese che sottolinea come «la nostra squadra in questa difficile Olimpiade ha dimostrato che non è importante come si cade, ma come ci si rialza. Oggi lo abbiamo fatto con grande carattere e con orgoglio, vincendo una medaglia. Probabilmente abbiamo fatto il massimo di quello che possiamo fare in questo momento. Finiamo al terzo posto dietro due squadre che hanno dimostrato qualcosa più di noi e che in questa competizione ci sono state superiori». Anche perché la finalissima fra Brasile e Russia è stata una sfida dove non è mancato nulla. Verdeoro avanti 2-0 (25-19, 25-20) ma nel terzo set la musica cambia: annullati due match ball ai sudamericani, il centrale Muserskiy russo passa a fare l’opposto e la Russia cambia passo. Completando una storica rimonta (29-27, 25-22 e 15-9), imponendosi al tie-break. E uno squarcio d’azzurro c'è anche nella festa russa, per S ergio Busato trevigiano di Resana ora secondo allenatore della Russia. 342 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Fontana è terzo “alla bersagliera” Al traguardo con la bici senza la sella di Maurizio Di Giangiacomo E adesso diteci che non è venuta in mente anche a voi la “Coppa Cobram”. Perché l’inconveniente occorso all’azzurro della mountain bike cross country Marco Aurelio Fontana è veramente roba da “Fantozzi contro tutti”: lanciato verso la volata a tre per la medaglia d’oro assieme al ceco Jaroslav Kuhlhavy e allo svizzero Nino S churter (poi rispettivamente primo e secondo), il campione italiano di Giussano è incappato nella rottura del canotto della sella. E, riposto il sogno di salire su uno dei due gradini più alti del podio, ha dovuto percorrere sui pedali parte dell’ultimo giro del percorso di Hadleigh Farm per difendere la medaglia di bronzo dall’assalto degli inseguitori, in primis da quello dello spagnolo Jose Antonio Hermida Ramos, che gli è arrivato a soli quattro secondi. Scherzi a parte, la medaglia di bronzo dell’azzurro è due volte un’impresa: innanzitutto perché è la prima medaglia olimpica maschile della mountain bike azzurra, dopo le due d’oro conquistate dall’indimenticabile Paola Pezzo ad Atlanta ’96 (i maschietti di sicuro la ricordano ancora per l’ampia scollatura al traguardo) e Sydney 2000; e poi per come il 27enne lombardo della Cannondale ha saputo tenere il passo dei migliori interpreti del cross mondiale, fino al curioso incidente. Quinto a Pechino 2008, bronzo agli Europei 2010, Fontana è salito più volte sul podio nella Coppa del M ondo 2012 e si è presentato a Londra con tutte le carte in regola per salire sul podio. Ha chiuso invece in 13esima posizione l’altro azzurro in gara, 343 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 l’altoatesino Gerhard Kerschbaumer, appena 22enne: un risultato a sua volta importante, perché conferma le potenzialità del giovanissimo biker della Bianchi. «Sull’ultima discesa a Fontana si è spezzato il canotto della sella all’altezza della chiusura del telaio – spiega il ct azzurro, Hubert Pallhuber – Con i componenti in carbonio purtroppo succede. M arco Aurelio ha fatto comunque una grandissima gara. Apparentemente sembrava in grado di giocarsi la medaglia d’oro con Kulhavy e Schurter, quando hai un atleta in quella situazione speri sempre di portare a casa il risultato pieno, ma la medaglia di bronzo di Fontana vale comunque oro, per lui e per il nostro settore. Abbiamo lavorato tanto, abbiamo investito su questi ragazzi, oggi abbiamo dimostrato che ne valeva la pena». Un risultato importante, anche in considerazione della prova assolutamente anonima fornita viceversa da Eva Lechner in campo femminile. «È stata una bella gara – dice Fontana – La mia tattica era di lasciare che Schurter e Kulhavy andassero in testa perché c’era molto vento e sapevo che erano più forti di me, ma anche di essere in gran forma e che potevo stare con loro». Fontana all’ultimo giro ha rallentato perché ha sentito il cerchione che toccava terra e temeva una foratura: «Poi stavo troppo centrale sul sellino e si è rotto: ho fatto l’ultimo chilometro in piedi sui pedali ed è stato difficile perché in quelle condizioni non hai equilibrio». P.S.: l’episodio di Fantozzi che sale in sella “alla bersagliera” non avviene in realtà nel corso della Coppa Cobram, ma in un momento precedente di “Fantozzi contro tutti”. M a pensiamo di aver dato l’idea... 344 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Nastro galeotto, soltanto terze le “farfalle” azzurre di Pietro Oleotto Le “farfalle” azzurre della ginnastica ritmica hanno conquistato la medaglia di bronzo nell’all-around a squadre. Le campionesse del mondo Elisa Blanchi, Elisa S antoni, Romina Laurito, Anzhelika S avrayuk, Marta Pagnini e Andreaa S tefanescu hanno chiuso al al terzo posto (55.450 punti) alle spalle della Russia (57.000), medaglia d’oro, e della Bielorussia (55.500), medaglia d’argento. Per le russe si tratta della terza medaglia d’oro consecutiva, dopo Atene 2004 e Pechino 2008, giunta al termine di due buone esecuzioni. Argento alla Bielorussia, che ha approfittato in pratica di un nastro sfuggito alle azzurre. Respinti due reclami di Ucraina e Spagna. Le ragazze di Emanuela Maccarani tornano così sul podio olimpico dopo l’argento ai Giochi del 2004. Per la Federazione ginnastica italiana si tratta della seconda medaglia londinese (l’altra, un bronzo agli anelli, l’aveva conquistata Matteo Morandi nell’artistica maschile), la 30esima della propria storia a cinque cerchi (14 ori, 6 argenti e 10 bronzi). Le ginnaste dell’Aeronautica militare, rispetto alle qualifiche, hanno migliorato il proprio parziale alle “cinque palle” nella prima rotazione, accusando però un grande distacco dalle rivali russe, davanti già oltre sei decimi. Nel secondo giro, con i due attrezzi, la Santoni e compagne hanno tentato il tutto per tutto ma un lancio lungo sul finale della prova con i due cerchi e i tre nastri le hanno fatte invece scendere di un gradino. Qualche mugugno sul fronte italiano per la valutazione delle azzurre, com’era successo peraltro con 345 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 quella di Vanessa Ferrari e – proprio oggi – con la finale di Roberto Cammarelle nella boxe. Accanimento anti-italiano o vittimismo troppo facile? 346 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Londra, si chiude a tempo di rock ma senza regina I bilanci: il presidente del Cio plaude la Vezzali Napolitano chiama Petrucci: contento dell’Italia di Maurizio Di Giangiacomo Ripetere il successo della cerimonia d’apertura era impossibile, ma a Londra hanno fatto le cose in grande anche quando si è trattato di far calare il sipario sulla trentesima edizione dei Giochi olimpici. Una cerimonia tutta incentrata sulla musica britannica. Si è cominciato su sonorità gospel, con percussionisti che suonavano appesi a una grande ruota, poi con il violoncello di Julian Lloyd Webber, i Madness e un attore che declamava frasi celebri di Winston Churchill. Sotto di lui, la vita di Londra torna alla normalità, mentre sul palco salgono il presidente del Cio Jacques Rogge e il principe Harry. Spettacolare, come annunciato, l’ingresso dei Pet S hop Boys sui risciò. Dopo boy band e altri spettacoli di percussioni e danzatori, è toccato dapprima ai portabandiera – tra i quali il nostro Daniele Molmenti – e quindi agli atleti medagliati e alle varie delegazioni sfilare. Come sempre, nel corso della cerimonia si è svolta la premiazione della maratona: sul podio l’ugandese Kiprotich ed i keniani Kirui e Kipsang. Poi lo show è entrato nel vivo, prima con un video di Imagine di John Lennon e poi con un travolgente George Michael e i Kaiser Chiefs. Infine, dopo l’esibizione dei “superstiti” dei Pink Floyd e di Fatboy S lim, il passaggio di consegne tra Gran Bretagna e Brasile, con il sindaco di Londra, Boris Johnson, che ha 347 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 ceduto il vessillo olimpico a quello di Rio de Janeiro, EduardoPaes. Si è fatta sentire l’assenza della regina Elisabetta: protagonista assoluta – nei panni di una Bond Girl – del fantastico show del regista Danny Boyle del 27 luglio, oggi ha disertato quello diretto dal coreografo Kim Gavin. La musica è finita, gli amici se ne vanno. È tempi di bilanci per il presidente del Cio Jacques Rogge, che promuove a pieni voti Londra e già che c’è anche se stesso, affermando ad esempio – beato lui – che i controlli antidoping funzionano. Il belga ha fissato alcuni highlight: accanto a Usain Bolt e Michael Phelps ha citato anche la nostra Valentina Vezzali. Sull’uomo più veloce della storia ha un po’ corretto il tiro: «È sicuramente già una leggenda della velocità, anche se è ancora in attività». Sorrisoni anche per il presidente del Coni, Gianni Petrucci, forte di un medagliere (8 ori, 9 argenti e 11 bronzi) che ci riporta nel “G8” dello sport. Oddio, l’ultima giornata da sola è costata al Coni, in termini di premimedaglia, la bellezza di due milioni, a causa degli sport di squadra saliti sul podio. Il Comitato olimpico aveva previsto un montepremi di 4.470.000 euro, invece dovrà sborsarne 5.390.000. M a Petrucci si è detto particolarmente soddisfatto delle medaglie d’argento e di bronzo conquistati dalle due nazionali di pallanuoto e pallavolo. La sua unica, vera amarezza è la positività di Alex S chwazer: «Un’ombra che non potrò mai dimenticare», ha detto il numero uno dello sport italiano, che poi si è soffermato sul bilancio delle medaglie azzurre: «È un bel risultato – ha aggiunto – Avevo fatto una previsione di 25 medaglie che è stata ampiamente superata». Petrucci ha quindi ringraziato il presidente del Consiglio Mario Monti, il ministro dello Sport Piero Gnudi e soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio 348 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Napolitano per il sostegno che hanno garantito alla spedizione azzurra. E proprio mentre il numero 1 dello sport italiano parlava con i giornalisti è arrivata una nuova telefonata del capo dello Stato. «Complimenti a questa Italia – ha detto Napolitano – M i saluti tutti gli atleti, mi ritengo soddisfatto di quello che ha fatto l’Italia sportiva». 349 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 GLI AZZURRI DEL VOLLEY SUL PODIO CON LA MAGLIA DI BOVOLENTA 350 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 L’EPILOGO I piccoli gesti che valgono una medaglia di Stefano Tamburini È stato bello sognare con loro, guardarli mentre avevano i cuori in tumulto e gli occhi pieni di gioia. Bello, nonostante delusioni e amarezze che non riusciranno mai a prosciugare l’oceano di emozioni che solo un’Olimpiade sa offrire. Anche se vanno in scena delle favole non è certo un mondo perfetto ma almeno qui non ci si rifiuta di salire su un podio anche se si è appena subita un’ingiustizia palese come quella del pugile Roberto Cammarelle contro l’inglese Anthony Joshua. Al massimo si presenta un ricorso e dopo si accetta, si sta male ma si va avanti. Il match deve finire dopo l’ultimo gong, altrimenti se ne apre un altro: quello fra avvelenatori di pozzi. E qui non vince mai nessuno. Le Olimpiadi ci mancheranno anche perché ci offrono storie che diventano leggende. Le cinque Olimpiadi d’oro di Valentina Vezzali , le otto di Josefa Idem, i tre ori nello sprint quattro anni dopo i primi tre di Usain Bolt, le medaglie infinite del nuotatore Michael Phelps... e tanto altro ancora. Ognuno avrà la sua classifica di emozioni e delusioni. Per le seconde bastano e avanzano Alex S chwazer – con il doping e le confessioni piene di ombre – e i regolamenti di conti dei nuotatori azzurri dopo la raffica di flop. Per ciò che di bello ci porteremo dietro, oltre ai trionfi, val la pena di aggiungere due episodi. Uno è della giornata conclusiva: gli azzurri della pallavolo sul podio con la maglia di Vigor Bovolenta, ex compagno morto per un malore sul campo. Un altro risale a 351 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 domenica 5 agosto e ha come protagonista Tania Cagnotto, la tuffatrice che si è vista scippare dalla giuria un bronzo strameritato. Aveva le lacrime in pressing, eppure era lei a far coraggio a tutti senza una parola di troppo contro i suoi carnefici sportivi. Infine, un episodio marginale sfuggito ai più. È di sabato e siamo alla 20 chilometri di marcia femminile. La vincitrice era già arrivata da quasi cinque minuti, quando una giovanissima azzurra, Eleonora Giorgi, ha tagliato il traguardo 14esima e ha esultato come per una medaglia. Il motivo? È alla prima Olimpiade e ha stabilito un tempo oltre le attese. Esultava e già pensava alle prossime di Olimpiadi. Non è detto, ma un trionfo si costruisce così, perché pochi nascono già Bolt e anche Usain non è stato subito Bolt. Sì, è stato bello, anche da raccontare. Alla prossima. 352 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 APPENDICE Uccide la fidanzata Il dramma di Pistorius Pretoria (Sudafrica) 14 febbraio 2013 Un’Olimpiade è un’Olimpiade, comincia quando si accende il tripode nello stadio e finisce quando si spegne. Credo sia giusto raccontarla per quella che è, partendo magari con qualche giorno di anticipo per rivivere l’atmosfera della vigilia e poi circoscrivere le emozioni speciali dei campi di gara e, al massimo, per quel che di spiacevole può essere legato alle sfide a cinque cerchi, come ad esempio i casi di doping. Credo sia altrettanto giusto però fare un’eccezione per la storia di Oscar Pistorius, uno fra i principali protagonisti dell’Olimpiade londinese – anzi, sul piano emotivo, il protagonista principale – perché quel che è accaduto dopo non può restare fuori dalla sua storia personale. Certo, non per sminuire la portata della battaglia per far diventare uno come tutti gli altri un biamputato quasi dalla nascita, almeno in pista. Al momento di scrivere questo eBook la vicenda processuale è ancora in corso: la linea di difesa fornisce una versione ben diversa da quella dell’accusa. Comunque andrà a finire, di Oscar Pistorius resterà la leggenda della pista e un’altra sfida ben più dura, in un tribunale, con una giuria e con la propria coscienza. Lo raccontiamo, come per le sfide in pista, con gli scritti di quel giorno di San Valentino, la cronaca e il ritratto-parabola amara del campione. (s.t.) 353 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 OSCAR PISTORIUS CON LA FIDANZATA REEVA STEENKAMP 354 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Quattro colpi di pistola «Pensavo fosse un ladro» di Fiammetta Cupellaro Lui è l’atleta che ha sfidato tutte le barriere dello sport, lei una modella considerata tra le cento donne più sexy del mondo. Una bella favola finita tragicamente il giorno di San Valentino. Oscar Pistorius il ventiseienne Blade Runner dell’atletica mondiale ha ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp, 30 anni, nella sua casa di Pretoria in Sudafrica. Quattro colpi di pistola sparati con una calibro 9 che hanno colpito la ragazza alla testa, al petto e al braccio. «Era notte, ho sentito dei rumori. L’ho scambiata per un ladro» è la versione fornita da Pistorius. M a la sua ricostruzione non ha convinto gli inquirenti che lo hanno arrestato con l’accusa di omicidio volontario. E oggi tutto il mondo ha visto l’atleta sudafricano che ha fatto sognare per le sue imprese senza confini, portato via da una stazione della polizia in manette e con il volto coperto da un cappuccio grigio. Il sogno si è infranto nella più inimmaginabile delle tragedie. M odella dal corpo mozzafiato, laureata in giurisprudenza, Reeva Steenkamp la ragazza uccisa da Pistorius solo domenica scorsa aveva rilasciato un’intervista in cui descriveva il fidanzato come un «uomo impeccabile che ha sempre a cuore i miei interessi». E alla vigilia della festa degli innamorati, sul suo account Twitter aveva scritto romanticamente: «Che asso avete nella manica per sorprendere il vostro amore a San Valentino?». Una sorpresa che per la splendida modella potrebbe essersi trasformata in una trappola mortale. Proprio questo tweet confermerebbe la versione di Pistorius, ma per gli investigatori ora impegnati a ricostruire le ultime ore di Reeva, sono molti i 355 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 punti oscuri. Accertamenti sono in corso per stabilire le condizioni dell’atleta che è stato sottoposto ai test per verificare l’eventuale assunzione di alcol e stupefacenti. L’unica cosa certa al momento è l’orario dell’omicidio, le 4 del giorno di San Valentino. A quell’ora, la modella potrebbe aver aperto la porta dell’appartamento (aveva una copia delle chiavi) e al buio essere stata scambiata per un intruso. M a l’appartamento, secondo il portavoce della polizia Denise Beukes, si trova in un residence considerato «tra i più sicuri di Pretoria e sempre sotto controllo» e «la possibilità che una persona possa entrare eludendo i controlli è molto improbabile». Non solo. Denise Beukes ha annunciato che gli inquirenti si opporranno al rilascio su cauzione: «Abbiamo ricevuto segnalazioni per violenze domestiche, anche la sera precedente all’omicidio». Dunque, per la polizia la versione di Oscar Pistorius che teneva in casa armi come molti in Sudafrica (paese con il più alto tasso di criminalità al mondo) non torna. Tragico equivoco o litigio finito con quattro colpi di pistola sparati con una calibro 9? Non giova a suo favore una foto che nel 2011 proprio Oscar Pistorius aveva pubblicato su Twitter in cui ritraeva se stesso con un’arma da fuoco. A corredo della foto, l’atleta sudafricano si vantava dei risultati ottenuti al poligono di tiro. E ancora. In un articolo pubblicato dal New York Times a gennaio dello scorso anno raccontava che, allarmato dal disattivarsi dell’antifurto in casa, aveva impugnato la pistola e aveva sceso le scale con un’arma in pugno. Inevitabile ricordare un altro caso di uno sportivo finito dalle stelle alla polvere, OJ Simpson – ex star del football americano – che non si è mai liberato dei sospetti sull’omicidio dell’ex moglie Nicole. M a in attesa di conoscere 356 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 la verità è un sipario pesante quello che cala sul ventiseienne di Sandton che dopo aver perso entrambe le gambe da bambino è diventato un protagonista dell’atleta leggera mondiale fino a gareggiare in un’Olimpiade. Con le sue protesi in fibra di carbonio ha fatto incetta di medaglie d’oro alle Paraolimpiadi. La sua era una bella favola. Fino a oggi. Di fronte al sospetto di omicidio è stato immediato il fuggi fuggi degli sponsor, mentre sul sito dell’atleta, la Nike ha rimosso il suo banner. Solo lo scorso anno il settimanale Time lo aveva inserito tra le 100 persone più influenti del pianeta. 357 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 La parabola amara del “blade runner” che stupì il mondo di Stefano Tamburini C’è ancora un colpo di pistola nella lunga e tortuosa sfida al destino di Oscar Pistorius, l’atleta senza gambe che un giorno ha indossato un paio di protesi e ha fatto un giro di pista dentro la storia in uno stadio olimpico con ottantamila persone in delirio per lui. Stavolta non è lo sparo di uno starter a cambiare il cammino di chi è senza gambe da quando aveva undici mesi ma ha sempre fatto come se ci fossero. Stavolta – e questa è una certezza, al di là di ogni esito d’indagine – il colpo di pistola l’ha sparato lui, uccidendo la donna che amava (o che forse, ed è tutto da vedere, aveva smesso di amare) nella lussuosa e blindatissima villa di Pretoria, nel natio Sudafrica dove i ricchi vivono blindati e gli omicidi viaggiano sul ritmo dei 50 giornalieri. È ricco di famiglia, il 26enne Pistorius. E da qualche tempo lo è ancor di più, anche nell’animo. Da quel 4 agosto dello scorso anno, quando è entrato in pista a Londra saltellando sulle protesi al carbonio per correre la batteria di qualificazione dei 400 metri e ha trovato un intero stadio a celebrare quel che mai era avvenuto in un’Olimpiade: un uomo senza gambe che sfida i migliori. Aveva dovuto lottare a lungo per quel traguardo: era stato più volte respinto prima del via libera e del debutto ai mondiali sudcoreani dell’anno precedente. Guardarlo correre è dunque come aprire un libro con le pagine bianche e vederle scrivere mentre si legge. Ne esce un giro di pista in 45 secondi e 44 (a 84 centesimi dal record mondiale): il secondo posto apre le porte della semifinale e il cuore alla gioia. Il giorno dopo viene eliminato ma il vincitore, il 358 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 campione del mondo Kirani James (Grenada) va ad abbracciarlo chiedendogli il pettorale come ricordo: «Ci vuole un sacco di coraggio e di fiducia in se stessi e nella vita per fare quel che ha fatto lui, avrà sempre il mio rispetto». Già, ha appena tagliato il traguardo più importante: essere come gli altri. Andava tutto come in un bel film, in quei giorni in cui stava per sbocciare anche la storia d’amore con la donna alla quale oggi ha sparato. «Sono un ragazzo fortunato. Gli altri al mattino indossano le scarpe, io le gambe. E poi nella vita riesco a fare moltissime cose». Vero: anche finire in cella. Quella di oggi non è la prima volta: era già accaduto quando fu accusato di aggressione della fidanzata di un amico che non voleva andarsene da casa e lui aveva chiuso la porta ferendola. Riuscì a cavarsela, come quella volta che si mise a correre in motoscafo lungo il fiume andando a sbattere contro un pontile. Si salvò per miracolo. In ogni caso, fino a oggi nulla di veramente allarmante. Chi lo ha conosciuto, anche durante i lunghi soggiorni in Italia, è più che sorpreso. Tutti lo dipingono come persona deliziosa, gentile. Soprattutto a Grosseto e Gemona nel Friuli, luoghi preferiti di allenamento e di relax in quello che è il suo secondo paese. Oscar va in tv (a “Ballando con le stelle”), sposa la buona musica dei Negramaro apparendo nel video di “Via le mani dagli occhi” ed è spesso all’Olimpico per la “sua” Lazio. Negli ultimi tempi però qualcosa è cambiato. Alle Paralimpiadi di settembre, è ancora la star incontrastata: la sua battaglia è stata quella di tutti e lo stadio è pieno per ogni gara. Però perde 100 e 200 e si lascia andare a una pesante caduta di stile sulla regolarità delle protesi della medaglia d’oro. Poi vince i 400 e la polemica sfuma. È comunque evidente che c’è un forte bisogno di sfide, al punto di accettare, a dicembre, di 359 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 diventar fenomeno da baraccone contro un cavallo purosangue a Doha, in Qatar. Vince ma attira molte giuste critiche. Per fortuna non concederà il bis e si potrà tornare a parlare della sua fondazione benefica: l’ultimo tweet, del 12 febbraio, lo ritrae con un bambino con protesi simili alle sue: «A luglio – scrive – farò camminare almeno dieci ragazzini». Forse non ne avrà il tempo. Adesso, per l’uomo che ha cambiato la storia dello sport e regalato speranze a tutti quelli come lui, l’unica certezza è che nulla sarà più come prima. Quel colpo di pistola ha dato il via a una gara difficile da vincere e non basterà una protesi per lenire le ferite dell’animo o – forse e purtroppo – anche qualcosa di peggio. 360 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Indice INTRODUZIONE - Goccia dopo goccia un oceano di emozioni PRIMA PARTE - La lunga strada verso Londra 20 LUGLIO - La magia dei Giochi Il libro delle emozioni infinite e i sogni da vivere in diretta Bolt, Phelps, Federer tre nomi da leggenda Oscar Pistorius, l’uomo che corre senza le gambe Alex, Federica e gli altri Baldini e il fascino olimpico «In Europa si sente di più» Sicurezza e scioperi, vigilia tesa a Londra Italvolley senza la Cardullo Pellielo mira all’oro 21 LUGLIO - Il timore di trucchi con il sangue marcio Doping, sfida (quasi) persa in partenza Anche Ban Ki-moon porterà la fiaccola Con il “cocktail” al Viagra si eludono tutti i controlli «Pochi e inutili i test Sono lo specchio dello sport corrotto» 22 LUGLIO - Fra sponsor e sesso regole e trasgressioni Gli sponsor fanno a gara per il divieto più assurdo Il Dio denaro e gli inchini a tutti i costi Sesso al villaggio L’unico divieto che pochi rispettano 361 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 23 LUGLIO - Azzurri multietnici e senza Twitter Il letargo dei momenti di gloria Niente Twitter, siamo italiani Gli altri Balotelli Ecco i nuovi italiani Aziende italiane già sul podio: 120 milioni di appalti Doping, nella rete i primi nomi illustri 24 LUGLIO - Il Coni anti-Twitter e la “legge del multone” Le emozioni dell’ultimo tedoforo La dura legge del Coni: multa prima del processo Cerimonia da favola L’unico segreto è l’ultimo tedoforo 25 LUGLIO - Il massacro di M onaco e la memoria svilita I collezionisti di poltrone e i loro divieti Le vedove di Monaco chiedono il silenzio Il ricordo di Novella: «Vidi dalla finestra i fedayin in azione» Arriva Napolitano e il villaggio olimpico si colora di azzurro Brasile e Spagna, le stelle in campo 26 LUGLIO - Grande vigilia con tante speranze Non basta contare le medaglie Tutto pronto per la serata dello show Applausi azzurri per Napolitano L’oro vale 40mila euro gli italiani tra i più pagati 362 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 S ECONDA PARTE - L’avvio pieno di speranza 27 LUGLIO - Show immenso Spazio ai sogni di gloria Londra, così parte la corsa all’oro Napolitano scherza «Gli azzurri? Li ho visti gagliardi» E per un po’ possiam scordare lo spread Così viviamo un sogno che s’avvera La portabandiera Vezzali già in gara per la medaglia Nel ciclismo l’Italia lancia Nibali contro Cavendish Carlotta, da Mtv al sogno medaglia 28 LUGLIO - Subito Grand’Italia con cinque medaglie L’America per un giorno siamo noi Italia, miniera d’oro Podio tutto azzurro nel fioretto femminile Allarme Schwazer: niente 20 km per un raffreddore Così l’ultima freccia ci ha regalato l’oro Tesconi, che sorpresa Un super recupero e medaglia d’argento 29 LUGLIO - Altre due medaglie la Pellegrini delude Sogni e visioni il motore che fa vincere La prima volta di Occhiuzzi Sciabola d’argento Annuncio shock Pellegrini solo quinta: «Mi fermo un anno» Judo, Forciniti prende il bronzo 363 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 30 LUGLIO - Carabina d’argento Federica in finale Federica e le critiche ingenerose Niccolò carabina d’argento Ha colpito al cuore Petra Hanno perso le chiavi di Wembley Federica ci riprova Orgoglio Pellegrini «Adesso voglio l’oro» Italia, storica finale Vanessa Ferrari può portarci in alto Baldini e Cassarà, fioretti-coltelli 31 LUGLIO - Il nuoto perde le medaglie e la faccia “Zero tituli” ma a far male sono le parole Federica affonda, nuoto nel caos Il nuoto nella bufera Magnini contro tutti: «Allenamenti errati» Un giubbino galeotto rovina la rivincita dell’azzurro Baldini Usa e Cina ai ferri corti «Ye, doping genetico» Ginnaste azzurre settime e felici L’oro va agli Usa 1° AGOSTO - M olmenti, l’oro dell’orgoglio La bell’Italia che sa farci entusiasmare D’oro il kayak di Molmenti «Non sono più Calimero» Il disastro del nuoto Pellegrini non basta Staffetta penultima Fede ritwitta tutto Filippo prima offende poi dice «addio» La scherma “tradisce” di nuovo 2 AGOSTO - Fioretto da applausi Canottaggio, che storia! 364 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Le medaglie e i lanciatori di stracci Il fioretto è una favola azzurra Medaglia al veleno Sartori-Battisti, argento e rivincita Volano gli stracci fra i nuotatori «Clima irrespirabile» Da domani l’atletica, il clou con i 100 3 AGOSTO - Sciabola, bronzo da batticuore Se il nuoto prende i vizi del calcio Le “facce di bronzo” e la sciabola che sa di leggenda Sorpresa azzurra Il siepista Floriani conquista la finale Il nuoto ora prova ad aggrapparsi a Greg Paltrinieri Ora il Dream-Team del fioretto rischia di perdere gli allenatori Cagnotto-Dallapè: l’Italia spera TERZA PARTE - L’atletica, le gioie e le amarezze 4 AGOSTO - Oscar, gioia leggendaria Rossi, oro con dedica Così Oscar da oggi è uno come tutti Boato per Pistorius Oscar si qualifica ed entra nella storia Usain si nasconde Bayley più veloce Oro da record per i terremotati Fiasco azzurro Anche Paltrinieri fuori dal podio 5 AGOSTO - Lo show di Usain e l’oro del fioretto Il ghepardo fra gli uomini che volano 365 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Questo è Bolt: ancora oro Il fioretto è d’oro Anche i ragazzi ci fanno sognare Tuffi, Tania Cagnotto quarta per un soffio «È una maledizione» Pistorius eliminato fra gli applausi 6 AGOSTO - Alex, il marciatore col sangue marcio Così Alex ha ucciso i sogni Doping azzurro: stop a Schwazer Il doping di Alex Il tecnico Didoni: «È una mazzata» Sono colpi da podio: Campriani è d’oro Fabbrizi d’argento Morandi, bronzo e veleni agli anelli: «Non mi servono i consigli di Chechi» Mennea: «Solo Bolt può battere Bolt» 7 AGOSTO - Josefa è già leggenda Alex, un bugiardo Grazie Josefa e Alex dica quel che sa Schwazer, ora è caccia ai complici Pedinato da mesi Alex fin dal 2010 frequentava Ferrari Il marciatore: «Ho sbagliato ma a Pechino ero pulito» Capolavoro Idem ma le lacrime sono per Schwazer Vanessa resta di legno e piange 8 AGOSTO - Le lacrime di Alex e le bugie nascoste Le parole che non ci ha detto Alex: «Dopato per stravincere» Confessione a metà Dall’Epo al dottor Ferrari non tutto torna 366 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Indagine per frode La Turchia protesta per la storia dell’Epo Blake meglio di Bolt nelle semifinali Gran Italvolley e super Settebello in semifinale 9 AGOSTO - Usain e Josefa, il giorno della storia in diretta Così Josefa non scenderà mai dal podio Immensa Josefa, il podio è sfiorato Ora è leggenda Bolt stellare anche sui 200 Fabrizio Donato atterra sul bronzo nel salto triplo Doping: i turchi contro Schwazer La Grimaldi nuota nel bronzo 10 AGOSTO - Sarmiento, è bronzo Boxe: finale per due Testimonial e peccatori da redimere Russo e Cammarelle boxeur da finale Applausi per Oscar Ultimo in staffetta Usa: show 4x100 Nas a casa Schwazer cercano le e-mail ricevute da Ferrari Settebello super schianta la Serbia L’Italvolley va ko 11 AGOSTO - La staffetta marziana e l’oro di M olfetta Quello che i numeri non dicono La staffetta dei marziani Italia, oro e argento Molfetta trionfa Russo s’arrende Farfalle e Settebello i sogni si fanno tutti nel pomeriggio 367 EMOZIONI OLIMPICHE - LONDRA 2012 Calcio: “maledizione” per il Brasile L’oro va al Messico De Luca 17º nella 50 km di Schwazer È Molmenti il porta bandiera della chiusura 12 AGOSTO - Chiusura con scippo M anca l’ultimo oro Cammarelle, furto d’oro Manca l’ultimo oro La stella di Rudic ferma il Settebello Italvolley, bronzo con dedica speciale a Vigor Bovolenta Fontana è terzo “alla bersagliera” Nastro galeotto, soltanto terze le “farfalle” azzurre Londra, si chiude a tempo di rock ma senza regina L'EPILOGO - I piccoli gesti che valgono una medaglia APPENDICE - Uccide la fidanzata Il dramma di Pistorius Quattro colpi di pistola «Pensavo fosse un ladro» La parabola amara del “blade runner” che stupì il mondo 368