14 novembre 2oo7 Comune di Maniago Agenda 21 locale Una metodologia al servizio di progetti di sviluppo dei territori Corso di formazione per tecnici ed amministratori Dott.ssa Gloria Catto 1 GLI INDICATORI 2 COS’E’ UN INDICATORE? Alla base degli indicatori ci sta un’idea di sintesi conoscitiva. L’indicatore è una grandezza QUANTIFICABILE va definito in modo preciso la corrispondenza con la realtà a cui si riferisce. ESEMPIO: “Stato ambientale dei corsi d’acqua”: valuti questo, misuri quest’altro, combini insieme, assegni il punteggio e stabilisci la classe. “Indicatore” deriva da “indicare”: da il senso di “rimandare a”, un segno (per esempio un numero, un simbolo, …) per qualcos’altro. “possibilità di un significato che va oltre ciò che è direttamente associato al valore del parametro” Sempre più frequentemente la quantificazione degli indicatori è richiesta dalla normativa, sia in forma esplicita che implicita attraverso la posizione di limiti e livelli di riferimento un sistema di indicatori condivisi facilita la trasmissione di informazione ambientale nell’ambito dei processi mass-mediologici di comunicazione. Catalogare gli indicatori ambientali non è semplice. L’ambiente è una realtà complessa e interconnessa. Gli indicatori invece danno tagli prospettici, mirano alla sintesi. Classificare gli indicatori significa ricostruire la complessità ambientale. RSA 2005 - ARPA “Lo sviluppo di indicatori = sistema per rendere le informazioni ambientali accessibili sia alla popolazione che ai decisori, …. Gli indicatori però non sono una foto della realtà, ma piuttosto un’approssimazione della verità, poiché presentano informazioni derivante dall’analisi di dati grezzi ed altre informazioni. Gli indicatori possono essere usati per esprimere la condizione di sistemi complessi, condensando la complessità in un messaggio comprensibile e “maneggevole”. Ogni indicatore da solo descrive una parte della “storia” e solo dalla loro combinazione è possibile ottenere la necessaria visione della problematica in esame.” 5 PERCHE’ GLI INDICATORI? SEMPLIFICAZIONE NELL’ACQUISIZIONE DEL DATO Ridurre il numero di misurazioni e parametri che normalmente sono richiesti per fornire un quadro “esatto” della situazione indagata SEMPLIFICAZIONE NELLA COMUNICAZIONE DEL DATO Spesso i dati da indicatori sono più facilmente comprensibili rispetto a valori di analisi spesso riportate come sequenze di numeri fuori da un preciso contesto Tipologie degli indicatori Indicatori descrittivi: riassumono serie di misure dirette, relative all’elemento oggetto di analisi; sono generalmente espresse in unità fisiche o monetarie (es. le concentrazioni di sostanze nelle acque, le emissioni di inquinanti), e consentono di osservare e valutare lo stato o l’andamento di alcuni fenomeni rilevanti per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Indicatori prestazionali: rappresentano dei valori, quantitativi o qualitativi, che consentono una diretto raffronto con valori limite od obiettivi di riferimento (es. incidenza della raccolta differenziata), definiti da convenzioni internazionali e dalla normativa od anche assunti a livello locale in documenti di programmazione. Indicatori aggregati e indici: riassumono in un unico valore o classe le informazioni relative allo stato o alle variazioni dell’elemento analizzato, aggregando più misure o diversi indicatori (nel caso dell’indice), e quindi fornendo una informazione semplificata e sintetica; (es. Indice Biotico Esteso (IBE), il PIL per l’economia, l’Impronta Ecologica). Indicatori soggettivi: restituiscono informazioni inerenti la percezione, l’attitudine, i comportamenti o le aspettative individuali e collettive per completare il quadro delle conoscenze e fornire indicazioni utili a considerare i bisogni nella formulazione degli obiettivi e delle strategie. 7 ( particolarmente importanti all’interno di un processo di A21L ) CODIFICAZIONE DELL’NDICATORE TIPOLOGIA: Classificazione dell’indicatore secondo il modello adottato nello specifico lavoro ( es.: modello PSR) INFORMAZIONI GENERALI: Descrizione dell’indicatore, note sul suo utilizzo e sulla problematica trattata, informazioni ad esso relativo METODO DI ELABORAZIONE: Passaggi che hanno permesso di ottenere il valore dell’indicatore a partire dai dati forniti dalla fonte UNITA’ DI MISURA FONTE dalla quale provengono i dati di partenza con cui è stato calcolato l’indicatore RIFERIMENTO TEMPORALE DEI DATI: Aggiornamento dei dati; per alcuni è spesso opportuno specificare il periodo temporale a cui i dati fanno riferimento PRO E CONTRO: vantaggi e svantaggi relativi all’indicatore, riferiti sia ai dati forniti dalla fonte, sia al modo in cui è stato elaborato. REQUISITI DEGLI INDICATORI Rappresentatività - devono essere chiaramente correlabili con il fenomeno o la caratteristica di interesse e generalizzabili a situazioni analoghe anche se non identiche; Oggettività - dovrebbero consentire a operatori diversi di ottenere gli stessi risultati; Sensibilità - devono riflettere in modo sensibile le modificazioni del livello di qualità in relazione alla loro ampiezza e all’importanza relativa delle variabili d’interesse; Affidabilità - devono essere affetti da minimi errori sistematici; Accessibilità - devono essere misurabili e campionabili facilmente e possedere una soglia di rilevabilità analitica accessibile con tecniche standard; Operatività - devono essere facilmente utilizzabili per quantificare il degrado, azioni di intervento, costi e benefici; Semplicità e comprensibilità - devono essere facilmente utilizzabili per quantificare il degrado, azioni di intervento, costi e benefici. L’IMPORTANZA DELLA TERMINOLOGIA.. Dati contro statistiche : I dati sono cifre che hanno bisogno della trasformazione ulteriore (per esempio aggregazione a livello nazionale, adeguamento per stagione, clima, cicli economici ecc..), prima che possano essere chiamate statistiche. Statistiche contro indicatori : Le statistiche sono cifre che descrivono dei fenomeni secondo una definizione; hanno però spesso bisogno di un’interpretazione, Gli indicatori, al contrario, dovrebbero inviare i messaggi corretti senza un'esigenza di ulteriore interpretazione. Gli indicatori possono richiedere gli adeguamenti, per esempio per il carattere stagionale o il clima, e spesso sono relativi alle variabili interessanti di riferimento, per esempio emissioni CO2 pro capite, utilizzo del fertilizzante per ha di terreno arabile. Indicatori contro indici: Nel contesto di indicatori ambientali, "l'indice" è un'aggregazione di indicatori identificanti simili impatti. Per esempio, le emissioni di gas serra, come CO2, metano, protossido d'azoto, CFC, potrebbero essere condensate in un indice di gas serra che serve ad individuare il contributo totale al Cambiamento di Clima causato da questi gas (basati sui Potenziali comuni di Riscaldamento globale). Lo scopo principale di tali aggregazioni è di comunicare le informazioni dettagliate ad un pubblico che richiede informazioni "semplificate". QUALI INDICATORI ? le serie di indicatori formulate in questi anni dalle maggiori agenzie internazionali tendono ad una omogeneizzazione, marcando differenze solo nell'orientamento generale. Liste di indicatori : ONU programma Habitat II; Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Progetto “Città Sane”; Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) redazione periodica della relazione sullo Stato dell’Ambiente Europeo; EUROSTAT (Ufficio Statistico della Commissione Europea) progetto Environmental Pressure Index; ICLEI Progetto Ecobudget; DGRegioni-UE iniziativa Urban Audit Ministero dell’Ambiente e del Territorio “Strategia d’azione per lo sviluppo sostenibile in Italia”; DGAmbiente-UE progetto “Indicators for local Sustainability” che ha definito un elenco ristretto di Indicatori Comuni Europei, unico sistema attualmente condiviso a livello europeo INDICATORI 1. Indicatori di Sviluppo Sostenibile - Commissione sullo Sviluppo Sostenibile (CSD) dell’ONU: 134 indicatori suddivisi nelle 4 categorie di Agenda 21 (sociale, ambientale, economico, istituzionale) ed ulteriormente suddivisi in un modello DSR (driving forces – state – response); di questi, i 62 principali sono ampiamente descritti nel manuale “Linee guida e metodologie” dell’UNCSD; 2. Indicatori di Pressione Ambientale di Eurostat, l’agenzia statistica della CE; sono 48 indicatori ambientali suddivisi in 9 temi principali; oltre a questi indicatori ambientali, Eurostat aggiorna sistematicamente un set di Indicatori Strutturali relativi all’insieme del sistema economico – sociale - ambientale, suddivisi in 6 categorie di cui una è quella ambientale, che vengono popolati annualmente per i 15 Stati membri; 1. Consumo delle risorse 2. Rifiuti 3. Dispersione di sostanze tossiche 4. Inquinamento dell’acqua 5. Ambiente marino e zone costiere 6. Cambiamenti climatici 7. Inquinamento dell’aria 8. Riduzione dell’Ozono 9. Problemi dell’ambiente urbano 3. Indicatori ambientali dell’OECD (OCSE - Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico ): sono circa 50 indicatori suddivisi nei segmenti del modello PSR, che riguardano tutte le matrici e i temi ambientali; di questi sono stati scelti 10 “indicatori chiave”, quasi tutti indicatori di pressione (secondo il modello PSR); l’OECD ha elaborato inoltre diversi set di indicatori economici, sociali, culturali, ecc., ed ha analizzato i più diffusi indicatori aggregati di sviluppo; 4. Indicatori ambientali dell’Agenzia Ambientale Europea (EEA), 107 indicatori suddivisi in 12 temi ambientali, nonché ulteriormente presentati in un modello DPSIR (driving – pressure – state – impact – response); ogni indicatore è presentato e calcolato per i 15 paesi europei in una scheda (factory sheet); 5. Indicatori Comuni Europei (ECI) elaborati nell’ambito della “Campagna Europea delle Città Sostenibili” lanciata ad Aalborg nel 1994 con la “Carta di Aalborg” e poi sviluppata nelle conferenze di Lisbona (1996) e di Hannover (2000) in cui sono stati presentati gli ECI; si tratta di 10 indicatori essenziali, di cui 5 principali e 5 opzionali, che riguardano l’insieme delle categorie dell’Agenda 21; sono più propriamente rivolti alla misura della sostenibilità degli ambienti urbani. Il modello PSR (Pressione - Stato - Risposta) è la metodologia maggiormente sperimentata e diffusa nei paesi dell’OECD, data la sua semplicità di applicazione e l’efficacia di rappresentazione delle informazioni le attività umane esercitano pressioni sull’ambiente e cambiano la qualità e la quantità delle risorse (vale a dire lo stato dell’ambiente). basato sul concetto di causalità La risposta della società a tali cambiamenti avviene attraverso politiche ambientali, economiche e settoriali. Quest’ultima forma un ciclo retroattivo con le pressioni determinando altre attività umane e quindi altri impatti sull’ambiente. Più in generale queste fasi fanno parte di un ciclo che include la percezione dei problemi, la formulazione delle politiche, il monitoraggio e la valutazione dell’efficacia delle politiche. Vantaggi: mette in luce i collegamenti tra P, S, R suggerisce relazioni lineari nell’interazione fra attività umane e ambiente, senza ostacolare peraltro la visione di relazioni più complesse negli ecosistemi e nelle interazioni fra economia e ambiente. Alcune organizzazioni preferiscono le varianti del modello PSR; per esempio, la Commissione dell'ONU per lo Sviluppo Sostenibile (UNCSD) basa il suo indicatore messo sul modello modello di Azionamento della risposta di forza-stato (DSR), che permette un'inclusione migliore di variabili non ambientali. 1 - indicatori di pressione ambientale (PRESSIONE): descrivono le pressioni esercitate dalle attività umane sull’ambiente, sulla qualità e sulla quantità delle risorse naturali. Si possono distinguere: • gli indicatori di pressione immediata (pressioni direttamente esercitate sull’ambiente, normalmente espresse in termini di emissioni o consumo di risorse naturali) • indicatori di pressione indiretta (indicatori di background che rappresentano quelle attività umane che conducono indirettamente a pressioni ambientali). 2 - Indicatori delle condizioni ambientali (STATO): relazionano la qualità dell’ambiente alla quantità e alla qualità delle risorse naturali, così come riflettono gli obiettivi finali nelle decisioni politiche ambientali. Forniscono una visione della situazione (lo stato) ambientale e del suo sviluppo nel tempo. 3 - Indicatori di risposta sociale (RISPOSTA): sono misure che rappresentano il livello di reattività delle strutture sociali allo sviluppo e ai mutamenti delle condizioni ambientali. Le risposte della società si riferiscono ad azioni individuali o collettive messe in atto per mitigare, adattare o impedire impatti negativi indotti dall’uomo sull’ambiente e fermare o invertire il danno già inflitto. Le risposte della società comprendono azioni per la preservazione e la conservazione dell’ambiente e delle risorse naturali. Il modello DPSIR (Determinanti-Pressioni-Stato-Impatto-Risposta evoluzione del modello PSR Evoluzione del modello PSR realizzata dall’EEA (European environmental Agengy) per una migliore descrizione anche dei dei trends Economici Determinanti (D), Pressione (P), Stato (S), Impatto (I), Risposta (R). Entrambi gli schemi enfatizzano l'aspetto del rapporto di causalità fra attività antropiche e effetti ambientali. L'esatto significato attribuibile alle categorie "Determinanti", "Pressioni", "Stato", "Impatto", "Risposta" può variare a seconda del contesto in esame. 1. Agricoltura 2. Qualità dell’aria 3. Cambiamenti climatici 4. Coste e mari 5. Energia 6. Abitazioni 7. Natura 8. Suolo 9. Turismo 10. Trasporti 11. Rifiuti 12. Acqua. 1 - DETERMINANTI: descrivono gli sviluppi sociali, demografici ed economici nella società ed i corrispondenti cambiamenti negli stili di vita, nel livello complessivo dei consumi e nella distribuzione spaziale della produzione. Esempi: il numero di automobili per abitante; produzione industriale totale; l'uso di combustibili fossili per la produzione di energia 2 - Indicatori di pressione ambientale (PRESSIONE): descrivono l'uso di risorse, l'uso del suolo, il rilascio di sostanze, di agenti fisici o biologici, ecc. Le pressioni esercitate dalla società sono trasportate e trasformate in una moltitudine di processi naturali, ed influenzano lo Stato dell'ambiente. Ad esempio l'emissione di gas serra ha come effetto il cambiamento della temperatura media terrestre. 3 - Indicatori delle condizioni ambientali (STATO): gli indicatori di Stato danno una descrizione della quantità e qualità dei fenomeni fisici (es temperatura), biologici (es. presenza sul territorio di determinate specie animali o vegetali) e chimici (es. concentrazione di un inquinante) in determinate aree. 4 – Indicatori di IMPATTO: gli indicatori di Impatto descrivono i cambiamenti che lo stato subisce dovuti alle diverse pressioni. Esempio: l'emissione di gas serra (Pressione) causa: 1-riscaldamento globale, 2-innalzamento del livello del mare, 3-perdita di biodiversità. Esempio: il percolato di una discarica non monitorata che raggiunge una falda (Pressione), causa: 1- immissione di sostanze tossiche in falda; 2- immissione di sostanze tossiche nel suolo Le frecce nere indicano le relazioni di causa-effetto, quelle grigie le relazioni di feedback (risposta o retroazione 3 - Indicatori di risposta sociale (RISPOSTA): sono azioni e provvedimenti sia da parte di gruppi nella società, sia da parte del Comune, di prevenire, compensare, migliorare, o adattarsi ai cambiamenti nello stato dell'ambiente. Le risposte, a seconda dell'approfondimento in sede politica, possono rivolgersi a mitigare un impatto, a migliorare uno stato, a diminuire una pressione o ad agire sui determinanti. La risposta sarà tanto più efficace quanto più agirà a monte nella catena causale. RISPOSTA: ESEMPIO: problema = effetto serra •Azione di Risposta sul Determinante (R-D): incentivare l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili es. tramite finanziamenti o incentivi inseriti nel PRG; •Azione di Risposta sulla Pressione (RP): carbon tax sulle emissioni di CO2; •Azione di Risposta sullo Stato (R-S): piantumazione di alberi per assorbire la CO2; •Azione di Risposta sull'Impatto (R-I): concessione di finanziamenti per progetti di ricerca che agiscono sugli impatti. È evidente che le soluzioni più efficaci sono quelle che agiscono più a monte nella catena causale. Gli Indicatori Comuni Europei 1) Soddisfazione dei cittadini con riferimento alla Comunità Locale Soddisfazione generale dei cittadini rispetto a varie caratteristiche dell’amministrazione 2) Contributo Locale Al Cambiamento Climatico Globale Emissioni di CO2 equivalente 3) Mobilità Locale e Trasporto Passeggeri Distanze nel trasporto quotidiano di passeggeri e modi di trasporto 4) Accessibilità delle Aree Verdi Pubbliche e dei Servizi Locali Accesso dei cittadini ad aree verdi pubbliche vicine ed ai servizi di base 5) Qualità dell’aria locale Numero di giorni caratterizzati da buona e salubre qualità dell’aria 6) Spostamenti Casa – Scuola dei bambini Modi di trasporto utilizzati dai bambini per spostarsi fra casa e scuola 7) La Gestione Sostenibile dell’autorità Locale e delle Imprese Locali Quota di organizzazioni pubbliche e private che abbiano adottato e facciano uso di procedure per una gestione ambientale e sociale 8) Inquinamento Acustico Porzione della popolazione esposta a rumore ambientale nocivo 9) Uso Sostenibile del Territorio Sviluppo sostenibile, recupero e protezione del territorio e dei siti all’interno della municipalità 10) Prodotti Sostenibili Quota di prodotti biologici, certificati o appartenenti al commercio equo e solidale sul consumo totale 22 Simbologia impiegata per gli indicatori: Disponibilità di dati adeguata disponibilità di dati per la valutazione; dati insufficienti ma è previsto un miglioramento a breve termine; scarsa disponibilità di dati. Stato dell’indicatore condizioni positive; condizioni intermedie o incerte (es. quando i risultati non consentono di esprimere un giudizio per la mancanza di un riferimento); condizioni negative. Valutazione del trend: progressivo miglioramento nel tempo progressivo peggioramento nel tempo andamento costante nel tempo andamento variabile, oscillante nell’arco di tempo considerato; ? non è nota una valutazione temporale dell’indicatore (per mancanza di dati, difficoltà di reperimento dei dati, poca significatività dei dati pregressi). Verso l’Annuario dei dati ambientali - Primo popolamento degli indicatori SINAnet Stato dell’Ambiente 5 / 2001 - ANPA RSA – Laguna 21, 2006 25 Quale modello di riferimento viene seguito nella scelta degli indicatori? 26 Ferrara 27 Selezionare gli indicatori bottom – up top - down coinvolgimento diretto dei diversi attori locali meglio se sviluppato all’interno di un Forum, lasciando ampia libertà di proposta effettuata da esperti, garantendo il rispetto dei criteri di selezione e la rispondenza ai requisiti fondamentali, ma senza coinvolgere gli attori locali rischi • numero elevato di indicatori • Indicatori non facilmente riconducibili ad una chiara struttura o tali da non creare un sistema; • indicatori non rispondenti pienamente alla loro finalità o deboli dal punto di vista tecnico scientifico vantaggio riconoscimento nella lista predisposta e della aderenza con le specificità e le istanze locali. rischi • indicatori che non raccolgono l’interesse degli attori locali • non rispondono pienamente alla loro funzione di comunicazione vantaggio indicatori validi dal punto di vista scientifico 28 compromesso? Balaton Group (forum internazionale per gli indicatori di sviluppo sostenibile) 1. Selezionare un piccolo gruppo di lavoro, responsabilizzato sul buon fine dell’intera operazione. 2. Chiarire gli scopi cui il set di indicatori deve essere funzionale. 3. Rendere espliciti i criteri di valutazione e le priorità percepite dalla comunità locale. 4. Procedere ad una rassegna di modelli, indicatori e dati già implementati in altre esperienze. 5. Definire una prima proposta di set di indicatori. 6. Attivare un processo di selezione partecipativo. 7. Effettuare una revisione tecnica della lista. 8. Individuare e raccogliere i dati. 9. Pubblicizzare e promuovere gli indicatori. 10.Aggiornare regolarmente il report. 29 Il rapporto sullo stato dell’ambiente (RSA/S) 30 Cos’è? Il Rapporto sullo Stato dell’Ambiente e della Sostenibilità è un DOCUMENTO che contiene l’elaborazione ed il commento di una serie di indicatori, che sono stati selezionati sulla base della propria attitudine a descrivere e valutare i principali aspetti del territorio e a monitorare nel tempo le dinamiche ritenute più significative per un percorso di sviluppo sostenibile locale. 1. dimensione sociale 2. dimensione economica 3. dimensione ambientale – ambiente, risorse naturali, le pressioni antropiche 31 Cos’è? deve consentire di: 1. Evidenziare la situazione ambientale attuale 2. Evidenziare i processi o le tendenze in atto all’interno di un determinato ambito territoriale od amministrativo 3. Fornire elementi di conoscenza e di riflessione utili • al confronto tra i diversi attori; • alla evidenziazione dei casi di rischio ambientale, di criticità nella capacità di garantire gli obiettivi normativi o di lontananza dal conseguimento di forme di sviluppo sostenibile; • alla discussione finalizzata a definire le strategie ed azioni attuabili da inserire all’interno del PAL. 32 Principali Obiettivi (ANPA) : Cos’è? 1. la restituzione di un quadro il più possibile completo e rappresentativo dello stato dell’ambiente (in tutte le sue componenti sociali, economiche e ambientali); 2. l’individuazione delle componenti ambientali sensibili e dei “fattori di pressione” (derivanti dalle attività antropiche) più critici; 3. il supporto all’individuazione degli obiettivi e delle priorità di tutela e gestione delle risorse naturali; 4. la rassegna e la valutazione delle politiche in atto a livello locale in relazione alle priorità ed agli obiettivi. 5. Monitoraggio periodico dello stato dell’ambiente e dei fattori di pressione in relazione agli obiettivi selezionati ; 6. Informazione pubblica e comunicazione mirata ai diversi interlocutori coinvolti e da coinvolgere. 33 Cos’è? - Esempi RSA - ARPA “Questo nuovo aggiornamento del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente di ARPA FVG descrive lo stato delle principali componenti naturali (aria, acqua, suolo, sottosuolo ecc. ) ed antropiche (rumore, industria, rifiuti ecc.) del territorio della nostra regione …” “Con la redazione del RSA, l’ARPA FVG ha prodotto ed aggiornato negli anni una serie d’indicatori che, , […] costituiscono la base fondamentale di riferimento per: monitorare e valutare lo stato e l’evoluzione delle condizioni ambientali e del territorio, dare un contributo alla previsione degli effetti di strategie progettuali e di programmazione costruire i più opportuni strumenti di supporto alle decisioni. Su questo percorso continuerà lo sforzo di ARPA FVG per ampliare ed adeguare il quadro delle conoscenze ambientali della nostra regione.” 34 Cos’è? - Esempi Provincia di Prato 35 Provincia di Prato Cos’è? - Esempi 36 Quali settori interni all'Ente sono coinvolti nel reperimento dei dati per il RSA? 37 L’individuazione dei temi avviene all’interno del Forum civico? Quali soggetti curano la realizzazione della RSA? 38 Motivi alla base del mancato rispetto dei tempi del cronogramma: 39 Altri Enti coinvolti nel reperimento dati. 40 Come viene organizzata la fase di diffusione della RSA? 41 LA CONTABILITÀ AMBIENTALE Con il termine contabilità ambientale si intende un sistema che permette di rilevare, organizzare, gestire e comunicare informazioni e dati ambientali, questi ultimi espressi in unità sia fisiche sia monetarie. A seconda che l'utilizzatore del sistema sia un organizzazione pubblica o privata si distingue tra contabilità ambientale territoriale e d'impresa. Attraverso la rilevazione e la gestione dei dati ambientali nel territorio raggiungere una più efficiente gestione dei dati ambientali attraverso un APPROCCIO OLISTICO; RILEVARE, VALUTARE E GERARCHIZZARE le problematiche ambientali; ORIENTARE LA DEFINIZIONE DI OBIETTIVI di nuove politiche ambientali e stimare i fabbisogni di intervento per la tutela ambientale; MONITORARE E VALUTARE le politiche ambientali intraprese attraverso; sviluppare STRUMENTI DI COMUNICAZIONE AMBIENTALE quali ad esempio: il Bilancio Ambientale, la Relazione sullo Stato dell'Ambiente. PRINCIPALI PRODOTTI ED APPLICAZIONI DELLA CONTABILITÀ AMBIENTALE Il Bilancio ambientale documento volontario utilizzato per la rappresentazione in forma aggregata e sintetica dei dati rilevati e gestiti attraverso un sistema di contabilità ambientale territoriale. utilizza indicatori ed indici che evidenziano le principali pressioni sull'ambiente, descrivono lo stato di salute delle risorse ambientali nel territorio e valutano, attraverso il confronto con obiettivi prefissati, l'efficacia delle politiche ambientali per un governo sostenibile del territorio. Le nuove applicazioni indicatori tipici della contabilità ambientale vengono utilizzati in maniera più sistematica nella valutazione di politiche e programmi ambientali. Diritto all’accesso dei dati … Documenti amministrativi accessibili solo agli interessati L. 7 agosto 1990, n. 241. Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi Capo V - Accesso ai documenti amministrativi «interessati», tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso 44 Diritto all’accesso dei dati ambientali Dati ambientali accessibili a tutti … LA CONVENZIONE DI AARHUS (Danimarca 25 giugno 1998) Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale DIRETTIVA 2003/4/CE del 28 gennaio 2003 sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del Consiglio D.Lgs 19 agosto 2005, n.195 Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale 45 Il Piano di Azione Locale (PAL) 46 Il Piano di Azione Locale (PAL) = uno dei documenti elaborati durante un percorso di A21L. = programma delle cose da fare a sostegno dell’avvio della fase di definizione puntuale e di realizzazione degli interventi, per il raggiungimento dei propositi contenuti nello stesso Piano. = documento aperto, da sottoporre ad aggiornamento ed integrazione, per migliorarne l’efficacia e per fissare nuovi traguardi. 47 Obiettivi del PAL Individuare le criticità sul territorio Individuare gli obiettivi e le azioni per lo sviluppo sostenibile Individuare le parti coinvolte e le responsabilità per il raggiungimento degli obiettivi Avviare progetti collegati alle azioni previste dal piano 48 Percorso di redazione del PAL 1. identificazione, tramite estesa consultazione pubblica, dei problemi e delle relative cause; 2. formazione di una visione condivisa su un modello sostenibile di comunità locale, mediante un processo partecipativo 3. individuazioni di priorità di intervento locale e definizione di azioni coerenti con i problemi individuati; 4. individuazione degli attori coinvolti per la realizzazione delle azioni locali di intervento; 5. valutazione di strategie alternative di intervento; 6. programmazione dell’attuazione del piano, con uno scadenziario e una precisa attribuzione di responsabilità; 7. individuazione delle risorse finanziarie, degli indirizzi e dei vincoli previsti dai vigenti strumenti di programmazione e di pianificazione; 8. individuazione dei soggetti impegnati nella realizzazione delle azioni; 9. istituzione di sistemi e procedure per il monitoraggio e la valutazione 49 Struttura del PAL 1. introduzione sul processo di Agenda 21 Locale, sulle fasi che lo hanno caratterizzato e sui lavori del Forum stesso (la metodologia di lavoro, le modalità medianti le quali si è giunti alla visione locale condivisa, la suddivisione in gruppi tematici ecc). 2. Descrizione degli obiettivi generali di sostenibilità e gli obiettivi specifici approvati che i gruppi di lavoro ed il Forum hanno individuato 3. Schede descrittive dei programmi d’azione, precedute da una breve guida alla consultazione. 50 Obiettivi e target esempio Obiettivo generale Obiettivo specifico Risultati Attività Aumentare la raccolta differenziata Raccolta differenziata dal 30 al 40% 1. I cittadini sono informati sulle pratiche di differenziazione 2. I cittadini fanno la raccolta differenziata 3. I cittadini hanno i mezzi per la raccolta differenziata 1. Seminari per i cittadini 2. Aumentare il numero di cassonetti 3. Prevedere la Tariffa sui rifiuti differenziati 51 … 4. Schede descrittive delle azioni obiettivo generale; obiettivo specifico (target); azioni per il raggiungimento del target; attori coinvolti per la realizzazione delle azioni; indicatori correlati (suddivisi in indicatori di performance e indicatori di avanzamento dei lavori); eventuale collegamento dell’obiettivo specifico con altri obiettivi generici o specifici; collegamento con gli strumenti di pianificazione correlati; priorità dell’azione nella scala gerarchica altro? 52 Chi adotta ed approva il PAL ? I risultati delle attività dei vari “Gruppi di lavoro” dovrebbero convergere in una Bozza di PAL. Successivamente la Bozza viene presentata in seduta plenaria del Forum, che ne approva i contenuti. Il PAL viene quindi adottato ed approvato dal Forum in seduta plenaria. Il Consiglio può adottare direttamente il PAL o può procedere alla sua approvazione anche parziale; oppure, in subordine od in aggiunta, il PAL può anche essere approvato dalla Giunta. Questo percorso, considerato il carattere volontario del procedimento di Agenda 21 Locale, non è comunque obbligatorio. Per una maggiore possibilità di successo nel lungo periodo, l’organo decisionale deve essere coinvolto dall’avvio del processo di 53 A21L, come atto di impegno sul piano formale e su quello finanziario. INDIVIDUARE I PROBLEMI E LE RELATIVE CAUSE 54 STABILIRE LE PRIORITÀ DI INTERVENTO 55 DEFINIRE GLI OBIETTIVI 56 57 VALUTARE LE OPZIONI DI INTERVENTO E DEFINIRE I TARGET 58 PREDISPORRE I PROGRAMMI TEMATICI 59 ADOTTARE IL PIANO DI AZIONE 60 ATTUARE E MONITORARE IL PIANO DI AZIONE 61 VALUTARE I RISULTATI E RIVEDERE IL PIANO DI AZIONE 62 Contenuti del PAL 1. 2. 3. 4. 5. Gli elementi di conoscenza dello stato dell’ambiente. I fattori di pressione critici Gli obiettivi generali e gli obiettivi specifici. Le strategie generali e le linee di azione Gli obiettivi e i target i valori qualitativi o quantitativi misurabili 6. I tempi di riferimento per il loro conseguimento. 7. Gli strumenti per l’attuazione delle azioni. 8. I soggetti direttamente responsabili o che svolgeranno un ruolo di supporto nell’attuazione delle azioni. 9. Le possibili risorse economiche 10.Gli indicatori da utilizzare per il monitoraggio 11.Le priorità di intervento. 63 Quali sono i principali ostacoli che rallentano la realizzazione del Piano di Azione? dati 2002 www.A21italy.it 64 Dati 2004 65 3- Risorse naturali comuni 6- Migliore mobilità, minor traffico 8- Economia locale sostenibile 4- consumo responsabile e stili di vita Dati 2004 66 3- Risorse naturali comuni 8- Economia locale sostenibile 6- Migliore mobilità, minor traffico Dati 2004 67 3- Risorse naturali comuni 4- consumo responsabile e stili di vita Dati 2004 8- Economia locale sostenibile 68 4- consumo responsabile e stili di vita 1- Governance 8- Economia locale sostenibile 3- Risorse naturali comuni Dati 2004 69 Esempi A21- Padova 70 Esempi A21- Roma 71 Esempi A21- Roma 72 Esempi A21- Bologna 73 Esempi A21- Bologna 74 Esempi A21- P. Prato 75 Esempi A21- Ancona 76 Esempi A21- P.Rimini 77 Esempi A21- Udine 78 Esempi A21- Pavia 79 Grazie, a mercoledi prossimo.. [email protected] 80