Non di solo PANE Sussidio di preghiera per la famiglia Domenica 27 Dicembre 2015 Tempo di Natale Anno XV - n° 737 Offerta della giornata “Pregare, forse il discorso più urgente” Sussidio di preghiera per la famiglia Sito di Non di Solo Pane: www.nondisolopane.it Dicembre-Gennaio 2016 Offerta quotidiana Intenzioni mese di Dicembre Con Maria, la madre del Signore e della Chiesa, prego specialmente per le intenzioni che il Santo Padre raccomanda alla preghiera di tutti i fedeli in questo mese Intenzione del Santo Padre Perché tutti possiamo fare l'esperienza della Cuore divino di Gesù, misericordia di Dio, che non si stanca mai di perdonare. io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, Intenzione missionaria Perché le famiglie, in modo particolare quelle che soffrono, trovino nella nascita di Gesù un segno di sicura speranza . Intenzione dei vescovi Perché accogliamo l'invito alla rivoluzione della tenerezza che il Figlio di Dio ci ha rivolto nella sua incarnazione. in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre. Intenzione del Vescovo di Brescia Mons. Luciano Monari Perché, guardando al Cuore di Cristo, paziente e misericordioso, ci impegniamo con gioia nella costruzione della civiltà dell'amore. Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 2 Santa Famiglia di Gesù Il Padre è veramente “ricco di misericordia” e la estende con abbondanza su quanti ricorrono a Lui con cuore sincero. Il santo del giorno: San Giovanni Evangelista L'autore del quarto Van gelo e dell'Apocalisse, figlio di Zebedeo e fratel lo di Giacomo maggiore, venne considerato dal Sinedrio un «incolto». In realtà i suoi scritti sono una vetta della teologia cristiana. La sua propen sione più alla contempla zione che all'azione non deve farlo credere, però, una figura "eterea". Si pensi al soprannome con cui Gesù di cui fu disce polo tra i Dodici chiamò lui e il fratello: «figli del tuono». Lui si definisce semplicemente «il disce polo che Gesù amava». Assistette alla Passione con Maria. E con lei, dice la tradizione, visse a Efe so. Qui morì tra fine del I e inizio del II secolo, do po l'esilio a Patmos. Per Paolo era una «colonna» della Chiesa, con Pietro e Giacomo. Domenica 27 Dicembre I Settimana del Salterio Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'e braico Emblema: Aquila, Calderone d'olio bol lente, Coppa Patronato: Scrittori, Edi tori, Teologi Agisci Brano Evangelico: Lc 2, 4152 Oggi, festa della Santa Famiglia, inviterò tutta la mia famiglia ad andare insieme alla Messa, per affidarci alla protezione della Famiglia di Nazareth e chiedere la grazia di poter imitare le sue virtù e praticare la comprensione e l’amore che vi regnavano. I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quan do egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalem me, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue ri sposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàza ret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini. Contemplo: Fin d’ora siamo figli di Dio (1Gv 3,2) “Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato” (1Gv 3,2). Già nella nostra realtà terrena siamo figli di Dio, anche se la nostra condizione umana è esposta al male fisico e morale. Non dobbiamo temere la nostra fragilità ma affidarci al Padre come ha fatto Gesù, nella serena consapevolezza che, qui sulla terra, Egli non ci abbandonerà mai, e un giorno ci accoglierà nella gloria del cielo. Non di solo pane Numero 737 pagina 3 P a g i n e Una famiglia moderna ed attuale La dura crosta della fedeltà Di don Luciano Vitton Mea Qualche giorno dopo il Natale la Liturgia ci propone un immagine molto bella, quella della Santa Famiglia di Nazareth. Si tratta di Gesù, Maria e Giuseppe, che vengono additati ad esempio ad ogni famiglia umana. Da tempo, forse da sempre, si parla di famiglia in crisi; ai nostri giorni tale crisi ha assunto proporzioni allarmanti: i casi di separazioni, di divorzi, di matrimoni irregolari e di unioni di fatto, prive del sacro suggello sacramentale, sono sempre più frequenti. Manca un punto di riferimento e un modello imitabile di amore vero, di amore come dono, di unione indissolubile da vivere nell'inti- ma comunione con Dio. Ma proprio in questo contesto sociale dove la famiglia è così in crisi, Maria e Giuseppe diventano tanto attuali, moderni e possono parlare a tutte le coppie, a quelle felici ma soprattutto a quelle in difficoltà o lacerate dalla divisione. La famiglia di Gesù ha dovuto affrontare molte prove, passare attraverso il crogiuolo del dubbio, gli sguardi cattivi della gente, i commenti ironici e le mormorazioni delle comari di sempre. La famiglia di Gesù parte con il piede sbagliato, con un atto di ripudio, un divorzio deciso in segreto: “Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto”. Solo un sogno e la fede di Giuseppe evitò il fallimento di una relazione già sigillata dal vincolo matrimoniale. Il viaggio di nozze, però, fu organizzato in piena regola dall’imperatore Cesare Augusto: un censimento che li portò lontano da casa, con tante porte chiuse, solo l’uscio socchiuso di un misero giaciglio per animali pronto ad accoglierli. Ma le prove non sono terminate. All’orizzonte per la giovane famiglia c’è la fuga in Egitto, una b i b li c h e dura esperienza in terra straniera, lontana da tutto e da tutti. Infine la vita ordinaria a Nazareth dove Gesù impara l’arte del carpentiere, nel nascondimento e nell’anonimato. Tutte le famiglie possono trovare in Maria, Giuseppe e Gesù un punto di riferimento, un luogo dove interloquire, il paradigma per ogni genere di difficoltà. La sacra famiglia diventa il modello per tutte le famiglie soprattutto per quelle che stanno pensando ad un divorzio, che si trovano nella povertà o forestiere in terra straniera. Proponiamo oggi, più che ieri, ad ogni famiglia, ad ogni mamma ad ogni papà, ad ogni figlio, uno spirituale pellegrinaggio a Nazareth per riempire il proprio spirito delle sublimi virtù di Maria, l'umile ancella del Signore, di Giuseppe, l'uomo giusto, il carpentiere custode della santa famiglia e di Gesù, il Figlio di Dio, che era loro sottomesso e cresceva in età, sapienza e grazia. Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 4 P a g i n e Contemplatio a cura di Fiorella Elmetti I ricercatori Questa pagina di Luca è la sola in tutto il vangelo nella quale vediamo tutti e tre i membri della santa famiglia agire da persone consapevoli e libere. b i b li c h e Preghiamo la Parola Anima mia, canta e cammina. E anche tu, o fedele di chissà quale fede; oppure tu, uomo di nessuna fede: camminiamo insieme. E l'arida valle si metterà a fiorire. Qualcuno - colui che tutti cerchiamo - ci camminerà accanto. Negli episodi che la precedono, Gesù è un infante, che non ha ancora nessuna autonomia; in quelli che la seguono, Giuseppe è ormai rientrato nell'ombra — probabilmente l’ombra della morte — e non viene più ricordato. Ebbene, in questa narrazione tutti e tre i personaggi appaiono dei 'ricercatori di Dio'. Sono appassionati e affannati ricercatori di Dio. Maria e Giuseppe, che pensavano di cercare un ragazzo smar- Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti! L’anima mia anela e desidera gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente. Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi. Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio e ha le tue vie nel suo cuore. poralmente la pienezza della divinità, come dice Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera, porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe. Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo, san Paolo (cfr. Col 2,9); uno che dall'eternità e il guarda il volto del tuo consacrato. rito, e invece inseguivano uno nel quale abita cor- Verbo, che in principio era presso Dio ed era Dio (cfr. Gg 1,1); uno che è il Signore del cielo e della Preghiera terra (cfr. Mt28,18). Ed è un ricercatore del Padre Gesù che, affascinato dal tempio, non se ne sa distaccare: si ferma addirittura tre giorni, incantato, a interrogare e ad ascoltare insaziabilmente i rabbini che parlavano del Dio di Israele. È’ una verità che gli uomini fanno fatica a capire, ma il significato più autentico e profondo delle loro case è quello di essere luoghi dove nella serenità e nella dolcezza di affetti intensi e pacati, si Verbo di Dio, tu ci inviti a scendere dal piedistallo dei nostri perfezionismi per entrare nel mistero della relazione. Sostieni il desiderio di assumere pienamente la nostra umanità senza rimuovere le tensioni , i sentimenti, la diversità dell’altro. Perché la nostra famiglia sia luogo di verità gioia, amore, nella libertà da ogni possesso e da ogni paura. deve prima di ogni altra cosa cercare Dio. Quel Dio che è la sede eterna e la fonte originaria di ogni amore. Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 5 Tempo di Natale Un fragile bambino ha portato la bontà di Dio, la Lunedì 28 Dicembre misericordia e la giustizia nel mondo I Settimana del Salterio Il santo del giorno: Santi Innocenti Festa dei santi Innocenti martiri, i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato, onorati come martiri fin dai primi secoli e primizia di tutti coloro che avrebbero versato il loro sangue per Dio e per l’Agnello. Gli innocenti che rendono testimonianza a Cristo non con le Parole, ma con il sangue, ci ricordano che il martirio è dono gratuito del Signore. Le vittime immolate dalla ferocia di Erode appartengono, insieme a santo Stefano e all'evangelista Giovanni, al corteo del re messiniaco e Agisci Brano Evangelico: Mt 2,1318 Gesù, oggi voglio risorgere in te, sperimentare una vita da “risorto dentro” già qui, ora. Per questo ti dono la mia vita, perché tu la diriga e la renda feconda di frutti di vita eterna. I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giu seppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e re sta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove ri mase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accor se che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:«Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande:Rachele piange i suoi figlie non vuole essere consolata, perché non sono più». Contemplo: Furono uccisi per Cristo (cf Canto d'Ingresso) Betlemme! In ebraico il nome della città significa «Casa del pane». Là è nato Cristo Gesù, che ha detto di sè: «Io sono it pane della vita» (Gv 6,35.48). A Betlemme è nato Colui che, nel segno del pane spezzato, ha lasciato il memoriale della sua Pa squa. Tutta Betlemme, allora, era «terra tenebrosa», e la tradizione vi collocava la tomba di Rachele piangente sui figli di Israele. I bambini innocenti di Betlemme, però, cantano in coro: «Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna» (1Gv 1,5). Non di solo pane Numero 737 pagina 6 Meditiamo la Parola Preghiamo la Parola Il dolore di Dio Meditazione a cura di don Carlo Moro Parroco di Gargnano Perché? E’ questa la domanda che ci poniamo, quando sentiamo dell'uccisione dei bambini di Betlemme. E ci sembra quasi un'ingiustizia che solo a Giuseppe l’angelo dica nel sogno di fuggire in Egitto con la sua famiglia. Sarà ancora Israele in grado di pregare secondo questo salmo? Intanto lo dicano tutti i piccoli popoli oppressi! E siano liberati un giorno come lo fu Israele, quando ieri Israele era davvero l'immagine di JHWH. Poveri del mondo, ci sarà sempre «un buco nella rete»: anche nella rete del più potente e feroce uccellatore. L'amore di Dio per suo Figlio e la morte dei tanti bambini: il contrasto non potrebbe essere più forte. Il "perché" questo accada e anche tra le domande che ci poniamo anche oggi, quando pensiamo alle tante piccole vittime della violenza. E ci chiediamo: come può un Dio che ama i suoi figli permettere tutto questo? Non c’è una risposta. C’è chi smette di credere che Dio sia buono. C’è chi smette di credere che Egli esista. C’è chi pensa di potersi arrabbiare con Lui. Anche la Bibbia non ci dà una risposta, se non quella Se il Signore non fosse stato per noi, quando eravamo assaliti, allora ci avrebbero inghiottiti vivi, quando divampò contro di noi la loro colle ra. Allora le acque ci avrebbero travolti, un torrente ci avrebbe sommersi; allora ci avrebbero sommersi acque impetuose. delta fede in un Dio comunque più grande. La risposta di fede di Giobbe: «il Signore ha dato, ti Signore ha tolto, benedetto il Nome del Signore- e l’unica possibile, poiché le lunghe disquisizioni degli amici sul perché del- Siamo stati liberati come un passero dal laccio dei cacciatori. Il nostro aiuto è nel nome del Signore: egli ha fatto cielo e terra. la sofferenza del giusto non portano a nulla. Dunque, la fiducia in Dio e l'unica "soluzione" possibile. Certo, nota siamo più fortunati di Giobbe e anche delta Rachele che piange i suoi figli. Perché nota sappiamo che anche Dio ha "pianto" suo Figlio e, quindi, siamo consapevoli che Preghiera Dio ci e vicino, anche nel dolore. Non è forse questa Signore Gesù, quando spargiamo il sangue innocente dei nostri fratelli con parole ingannatrici, invidiosi silenzi, mancati gesti d’amore, ricordaci la tua fedeltà che non ci lascia incatenati ai nostri peccati. Fa che ci lasciamo scomodare ni nostri privilegi e spodestare dalle sicurezze acquisite, per accogliere il tuo Spirito di consolazione e di misericordia. una delle differenze fondamentali con le altre religioni? Il nostro Dio non è estraneo al dolore, ma lo conosce. Non guarda le disgrazie degli uomini dall'alto dei cieli, ma e un Dio con noi, anche quando il dolore ci sembra troppo grande. E come se nel vangelo di oggi ci dicesse: abbiate fede, quello che e veramente importante per la vostra salvezza, è al sicuro. E’ il Cristo, rifugiato in Egitto, la vera salvezza per tutti. Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 7 Tempo di Natale La parola del perdono possa giungere a tutti e la chiamata a sperimentare la misericordia non lasci nessuno indifferente. Il Santo del giorno: San Tommaso Beket Nato a Londra verso il 1117 e ordinato arcidia cono e collaboratore dell'arcivescovo di Can terbury, Teobaldo, Tom maso fu nominato cancel liere da Enrico II, con il quale fu sempre in rap porto di amicizia. Teobal do morì nel 1161 ed Enri co II, grazie al privilegio accordatogli dal papa, poté scegliere Tommaso come successore alla sede primaziale di Canterbury. Ma occupando questo posto Tommaso si tra sformò in uno strenuo difensore dei diritti della Chiesa, inimicandosi il sovrano. Fu ordinato sa cerdote e vescovo nel 1162. Dopo aver rifiutato d i r i c on os c e r e l e «Costituzioni di Claren don» del 1164, però, Tommaso fu costretto alla fuga in Francia, dove visse sei anni di esilio. Ma al rientro come primo atto sconfessò i vescovi che erano scesi a patti col Martedì 29 Dicembre I Settimana del Salterio re, il quale, si dice, arrivò a esclamare: «Chi mi toglierà di mezzo questo prete intrigante?». Fu così che quattro cavalieri ar mati partirono alla volta di Canterbury. L'arcive scovo venne avvertito, ma restò al suo posto; accolse i sicari del re nel la cattedrale, vestito dei paramenti sacri e si lasciò pugnalare senza opporre resistenza. Era il 23 dicembre del 1170 Brano Evangelico: Lc 2, 2235 Agisci Come sono i pensieri del mio cuore? Gesù è venuto anche per svelare me stesso a me stesso, per farmi capire davvero cosa c’è nel mio cuore. Insieme a Lui posso rinnovarmi e chiedere che il mio cuore sia riem- Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scrit to nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spi rito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genito ri vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi han no visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e Contemplo: I Miei occhi hanno visto la tua salvezza (cf Lc 2,30) Simeone, “uomo giusto e pio che aspettava la consolazione d'Israele”, stringe tra le braccia ti Signore, an cora bambino, e dice: “I miei occhi hanno visto la tua salvezza”. La “consolazione” e la “salvezza” per noi più concretamente sono il “Consolatore” e “il Salvatore”. Con lo Spirito che ha mosso Simeone possiamo pregare con le antiche pa role: «Signore, nessun progetto per te è impossibile. Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora gli occhi del la mia fede ti vedono” (cf Gb 42,1-3). Non di solo pane Numero 737 pagina 8 Meditiamo la Parola Segno di contraddizione Meditazione a cura di don Carlo Moro Parroco di Gargnano Preghiamo la Parola Dopo c'è solo da fare silenzio, o anche prima. Unirci al canto, poi lasciare che la stessa preghiera trabocchi nel silenzio. Davvero, al mistero della sua presenza, a solo nominarlo, dovrebbero fermarsi i mondi, trattenere il respiro tutte le creature. Vedere la luce infinita levarsi sul mondo. E noi perderci, sparire nella luce. Dopo tanto gemere, e attendere, e dubitare; e credere e non credere. Sarà così quando sorgerà «la stella radiosa» dell'ultimo mattino del mondo? Allora diciamo anche noi: «Maranathà», «vieni Signore», «vieni presto, Signore». Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore, uomini di tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome. Questo bambino "è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione". Queste parole sono dure, ma vere. Non è tanto Dio che giudica l'uomo, quanto l'uomo che giudica se stesso. Se di fronte all'immenso amore del Figlio di Dio incarnato, risponde con un amore generoso e personale, l'uomo e già nel Regno del Annunciate di giorno in giorno la sua salvez za. In mezzo alle genti narrate la sua gloria, a tutti i popoli dite le sue meraviglie. Il Signore ha fatto i cieli; maestà e onore sono davanti a lui, forza e splendore nel suo santuario. cieli. Al contrario, se incontrando Gesù che gli rivela la sua infinita misericordia resta indifferente o è addirittura ostile, è l'uomo ad escludersi della comunione con Dio. "Per la risurrezione di molti": Seneca diceva che ciò di cui più ha bisogno l'uomo e una mano che lo elevi. E’ la mano di Gesù che eleva e salva l'uomo, lo tira fuori dalla sua vita vecchia e lo conduce verso la nuova. "Segno di contraddizione": non esiste un atteggiamento neutrale. O ci apriamo a Cristo o ci opponiamo a Lui. Egli ci permette di fare della nostra vita un cammino di donazione, che ci porti al Regno eterno; "Chi perderà la propria vita per causa mia la troverà" (Mt 16,25). Non è perdere, è trovare di più! Preghiera Signore Gesù, tu ci raggiungi nella penombra del nostro presente, ma anche negli aneliti più luminosi che ci abitano. Noi siamo impazienti di vedere realizzate le tue promesse, ma tu insegnaci ad aspettare con fiducia i tempi del tuo amore. Raggiunti e trafitti dalla parola nuova della tua carne di uomo fa che accoglierti nella nostra carne ci renda raggianti. Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 9 Pagine bibliche Gli approfondimenti di Non di Solo Pane Anno della Misericordia 2015/16 Catechesi sulla parabola del buon samaritano Una spirale che ti spoglia di don Luciano Vitton Mea L’uomo senza nome, privo d’identità, che scendeva verso Gerico giace esamine, “mezzo morto”, precisa l’evangelista, ai bordi della strada; quando il male penetra nel cuore umano, come i briganti, gli porta via tutto, lo svuota da qualsiasi sentimento. Il peccato genera piaghe purulente che intaccano la coscienza, i legami più sacri, il rispetto di se e degli altri. Non sappiamo dove ci può portare il male, condurre il peccato. E’ una voragine di cui non si intravede il fondo, una spirale che ti spoglia rendendo l’uomo simile “alla scimmia di Dio”. Può assumere nomi e volti diversi il malcapitato della parabola: ora è Giuda, poi assume il volto di Pietro, può essere uno dei tanti “Erode” che nel buio tramano contro Dio e contro i suoi figli. E’ il nostro volto quando ci allontaniamo da Gerusalemme, dalla casa del Padre, per recarci in un paese lontano. Abbiamo ascoltato proprio in questi giorni il brano di Matteo che ci ha narrato la strage degli innocenti ordinata da Erode. E’ di oggi, mentre sto scrivendo, la terribile notizia dell’uccisione di bambini neonati con sindrome di Down perpetrata dal sedicente stato islamico. Come possono gli uomini arrivare a tanto? Mistero del male. Quando muore in noi l’“umanità” si genera la tenebra, si diventa figli delle tenebre. Era notte quando Giuda tradì, c’era buio nel tetro palazzo di Erode quando ordinò l’eccidio. Quando giacciamo esamini sulla strada verso le tante “Gerico” di questo mondo, quando i briganti ci lasciano “mezzi morti” al nostro misero destino, entriamo nel mistero del male, la cattiveria si impossessa di noi. Basta poco per incappare in chi ci vuole rubare l’innocenza, il senso del dovere, la capacità di credere nel bene, l’onestà, uno sguardo misericordioso verso chi ha bisogno della nostra tenerezza. Sono tanti i briganti che, sulla strada che scende verso Gerico, hanno il compito di “distruggere l’opera di Dio, desolare le coscienze, spargere il dubbio, insinuare l’incredulità, togliere la fiducia in Dio, cancellare il Dio dai cuori di tante creature”. Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 10 Tempo di Natale Tutto in Gesù parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione. Mercoledì 30 Dicembre I Settimana del Salterio Il Santo del giorno: Beata Eugenia Ravasco Fondatrice Nacque a Milano il 4 gen naio 1845 in una famiglia nobile e agiata, di sani principi cristiani. Eugenia Ravasco rimase però, già da bambina, orfana dei genitori e affidata agli zii, dai quali apprese un gran de amore per i poveri. Erede di un ingente patri monio, fu promessa in Agisci Prego per tutti i bambini, perché possano crescere nella grazia e nella sapienza di Dio aiutati dalle loro famiglie. Affido ognuno di loro alle materne cure di Maria Santissima. Faccio qualcosa per i bambini del mio quartiere? Do un buon esempio? sposa a un marchese, ma Eugenia volle consacrarsi al S. Cuore di Gesù, co minciando a prestare la sua opera nelle parrocchie e negli ospedali. Dopo la morte della sorella, nel 1868, ospitò nella sua casa, con il consenso del l a d i o c e s i , l'«Associazione per il bene», che sarebbe dive nuta la congregazione delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, con lo scopo di creare scuole e laboratori per i giovani, l'educazione de gli adolescenti, dei bimbi poveri e l'assistenza degli ammalati. Nel 1883 la comunità venne aggregata all'Ordine dei Cappuccini. Coinvolse vescovi e mini stri, viaggiò per la sua diffusione per l'Italia e l'Europa, scrisse oltre duemila lettere. Morì a Genova il 30 dicembre 1900. Brano Evangelico: Lc 2,3640 Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Manuele, della tribù di Aver. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottan taquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa se condo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazareth. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. Contemplo: II bambino cresceva e si fortificava (Lc 2,40) Gesù ha voluto crescere in famiglia, abbracciato non solo da Maria e Giuseppe, ma anche dagli anziani. Simeone, mosso dallo Spirito, e An na, la profetessa che serve Dio notte e giorno, sono il ritratto della vec chiaia felice, benedetta da Dio, nella canizie veneranda segno di giustizia e di ricompensa divina. Gli anziani: “Piantati nella casa del Signore, fio riranno negli atri del nostro Dio. Nella vecchiaia daranno ancora frut ti, saranno verdi e rigogliosi” (Sm 91). Non di solo pane Numero 737 pagina 11 Meditiamo la Parola Preghiamo la Parola Lode a te Signore, Re di eterna gloria! L'episodio della presentazione al tempio, che sembrava concluso con la profezia della Passione ad opera di Simeone, ha invece un nuovo, inatteso sviluppo molto significativo. Quando già i riti sono compiuti, ecco apparire improvvisamente la profetessa Anna, la cui storia personale racchiude già per noi un grande insegnamento. Rimasta vedova in giovane età, ella ebbe la "felice intuizione" di comprendere che la sua vita non rimaneva svuotata di senso, Dopo c'è solo da fare silenzio, o anche prima. Unirci al canto, poi lasciare che la stessa preghiera trabocchi nel silenzio. Davvero, al mistero della sua presenza, a solo nominarlo, dovrebbero fermarsi i mondi, trattenere il respiro tutte le creature. Vedere la luce infinita levarsi sul mondo. E noi perderci, sparire nella luce. Dopo tanto gemere, e attendere, e dubitare; e credere e non credere. Sarà così quando sorgerà «la stella radiosa» dell'ultimo mattino del mondo? Allora diciamo anche noi: «Maranathà», «vieni Signore», «vieni presto, Signore». ma che, anzi, proprio in quell'estrema povertà poteva essere un'offerta a Dio gradita. L'annuale celebrazione del mistero della Natività di Gesù ci dona la grazia di un nuovo inizio: da qualunque segno di vecchiezza sia segnata la nostra esistenza è sempre possibile rinascere in e con Gesù, e sempre possibile ritrovare l'infanzia spirituale. Anna, dunque, non si allontanò più dal tempio, dove visse adorando e servendo il Signore. Separata dal mondo, in una continua e sempre rinnovata rinunzia alle gioie effimere e superficiali, ella si dedica alle "cose di Dio", passa il suo Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore, uomini di tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. Gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni il mare e quanto racchiude; sia in festa la campagna e quanto contiene, acclamino tutti gli alberi della foresta. tempo "a passare in Dio". Lentamente il suo cuore e il suo sguardo si purificano e, come promesso nella beatitudine, può infine "vedere Dio". Come Simeone, scorgendo Gesù Davanti al Signore che viene: sì, egli viene a giudicare la terra; intuisce chi è e, nello stesso tempo, sente che per lei è giunta l’ora di rendere la sua bella testimonianza di fede: Preghiera pubblicamente dichiara la messianicità del Bambino coinvolgendo nella sua lode e nella sua gioia tutti coloro che, presenti nel tempio, rischiano di passare accanto al Mistero senza accorgersi della sua straordinaria presenza. E’ questo il compito dei cristiani nella storia: in forza della loro fede e della loro profonda unione con il Signore mediante la preghiera e i sacramenti, essere profeti di Speranza nella notte del mondo. Signore Gesù, tu hai messo nel nostro cuore il desiderio di diventare pienamente uomini, capaci di non riprenderci indietro la vita, ma di donarla quotidianamente affidando a te ogni nostra vedovanza, ogni nostra solitudine. Tu che hai voluto assumere la nostra carne, fa che non disdegniamo nulla di ciò che siamo, ed insegnaci a donarlo con gioia. Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 12 Tempo di Natale L’aiuto che invochiamo è già il primo passo della misericordia di Dio verso di noi. I Settimana del Salterio Papa Francesco Il Santo del giorno: San Silvestro I Papa Silvestro è il primo Papa di una Chiesa non più minacciata dalle terribili persecuzioni dei primi secoli. Nell’anno 313, infatti, gli imperatori Co stantino e Licinio hanno dato piena libertà di culto ai cristiani, essendo papa l’africano Milziade, che è morto l’anno dopo. Gli succede il prete romano Agisci So riconoscere la luce di Dio quando si manifesta sotto diverse forme, a volte inaspettate? Ad esempio quando mi viene incontro tramite una prova, una persona da perdonare, una situazione Giovedì 31 Dicembre Silvestro. A lui Costantino dona come residenza il palazzo del Laterano, af fiancato più tardi dalla basilica di San Giovanni, e costruisce la prima basi lica di San Pietro. Il lungo pontificato di Silvestro (21 anni) è però lacerato dalle controversie discipli nari e teologiche, e l’autorità della Chiesa di Roma su tutte le altre Chiese, diffuse ormai in torno all’intero Mediterra neo, non è ancora affer mata. Nel Concilio di Ar les (314) e di Nicea (325) papa Silvestro non ha al cun modo di intervenire: gli vengono solo comuni cate, con solennità e ri spetto, le decisioni prese. Fu il primo a ricevere il titolo di «Confessore della fede». Brano Evangelico: Gv 1,118 [...] Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti cre dessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimo nianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina o gni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; ep pure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventa re figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati gene rati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che Contemplo: In principio era il Verbo (Gv 1,1) La festa di Capodanno ricorda Dio, Principio e Fine di tutto, Creatore dell'uomo e ultimo Giudice. Ricordare l'inizio e la fine del tempo significa meditare sul senso della nostra vita. Il corno di ariete, che si suonava nella sinagoga a ricordo dell'ariete che Abramo sacrificò al posto del figlio Isacco, continua a risuonare ancora oggi a ricordo dell'Agnello “che toglie il peccato del mondo”. “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia“. Non di solo pane Numero 737 pagina 13 Medita la parola Preghiamo la Parola “Un segno dei tempi, per vedere con occhi di fede” Meditazione a cura della Redazione "E’ l'ultima ora"... Un segno dei tempi per la vita di ognuno. Gesù biasimò i suoi contemporanei, perché sapevano interpretare i segni della natura per predire le piogge, o il caldo... e tuttavia non credevano, ne comprendevano i segni evidenti che egli compiva a testimonianza della sua divinità messianica. Senza smettere di preparare la cena di fine anno, non dimentichiamoci della cosa più importante per il cristiano, cioè di vivere anche nella dimensione della fede. Una dimensione che ci offre la chiave per interpretare la nostra vita e i fatti umani, come il passaggio di un nuovo anno, secondo Dio e secondo la sua volontà. Visto così, ogni nuo- Dopo c'è solo da fare silenzio, o anche prima. Unirci al canto, poi lasciare che la stessa preghiera trabocchi nel silenzio. Davvero, al mistero della sua presenza, a solo nominarlo, dovrebbero fermarsi i mondi, trattenere il respiro tutte le creature. Vedere la luce infinita levarsi sul mondo. E noi perderci, sparire nella luce. Dopo tanto gemere, e attendere, e dubitare; e credere e non credere. Sarà così quando sorgerà «la stella radiosa» dell'ultimo mattino del mondo? Allora diciamo anche noi: «Maranathà», «vieni Signore», «vieni presto, Signore». Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore, uomini di tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. vo anno ha un significato più profondo. Ognuno, nella sua coscienza, può ripercorrere tutto ciò che ha vissuto nei mesi precedenti, quali fatti e situazioni hanno toccato la sua vita, l'hanno cambiata o influenzata. Quali sono stati i suoi atteggiamenti, come è cresciuto, o diminuito, nella sua relazione con Dio. Se ha progredito, per poter così sostenere ciò che ha ottenuto, altrimenti, per porre rimedio. Non lasciamo che la nostra vita passi attraverso il Gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni il mare e quanto racchiude; sia in festa la campagna e quanto contiene, acclamino tutti gli alberi della foresta. Davanti al Signore che viene: sì, egli viene a giudicare la terra; giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli. tempo, come le nuvole nel cielo di un giorno di tempesta, senza più senso, senza lasciar traccia sull'orizzonte. Non lasciamo che la vita fiorisca ed appassisca senza incidere sul mondo, senza darci agli altri, senza moltiplicare il be- Preghiera ne con generosità. Siamo chiamati ad essere luce per gli Signore Gesù, quanto ci spaventa la parola “ultimo” che ci ricorda così spesso il dolore di una fine o ci incoraggia a gettare dietro le spalle fatiche e contraddizioni! Vieni a ricordarci che ogni nostra ultima ora è quella giusta, la migliore e l’unica a nostra disposizione per riconoscerci figli generati da te e, quindi, fratelli e, quindi, uomini, ogni anno un po' più vicini a quella fonte di luce che sarà la nostra eterna felicità con Dio, nel Cielo. Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 14 Tempo di Natale Affidiamo l’anno ala Madre della misericordia., perché rivolga a noi il suo sguardo e vegli sul nostro cammino. mini, principe del- Maria Santissima o, Maria: i Padri la pace, a cui fu Madre di Gesù del Concilio di Efe- dato il Nome che è so al di sopra di ogni Nell’ottava del Natale del Signore e nel giorno della sua Circoncisione, solennità Cercherò anch’io di i m i t a r e l’atteggiamento di Maria, parlando con il Signore, in un dialogo innamorato, in tutto ciò che mi succede, anche degli avvenimenti più minuti. Non voglio dimenticare di soppe- I Settimana del Salterio santa Madre di Di- Il Santo del giorno: Agisci: Venerdì 1 Gennaio della l’acclamarono Theotókos, perché da lei nome. il Verbo prese la carne e il Figlio di Dio abitò in mezzo agli uo- Brano Evangelico: Lc 2, 1621 In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udi vano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udi to e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. Contemplo: Gli fu messo nome Gesù (Lc 2,21) Il nome di Gesù significa «Dio salva» e Gesù è la no stra Pace (Ef 2,14). Oggi ve neriamo Maria, sua Madre, che è la Regina della pace. «Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare e amare con te. Indicaci la via verso il Regno di Gesù! Stella del mare, brilla su di noi e gui daci nel nostro cammi no!» (Benedetto XVI). Non di solo pane Numero 737 pagina 15 Meditiamo la Parola Preghiamo la Parola I pastori Meditazione di don Luciano Vitton Mea Fanciullo che vieni dall'eternità! I pastori andarono senza indugio: si misero subito in cammino. Quale annuncio oggi è capace di mettermi in cammino? Cosa deve fare Dio per smuovere la mia coscienza? Lo vedo da cosa che ho bisogno di essere salvato? Noi vediamo che la vita di questi uomini viene cambiata da quest'annuncio. Si mettono in cammino, arrivano alla grotta, cominciano a testimoniare ciò che del bambino è stato detto loro. Parlano di Dio. Parlare di se, di quello che so, ho, che faccio, è certamente importante, ma parlare di Dio è un'altra cosa. Noi siamo un po' restii alle novità, forse ne abbiamo un po' paura. E' importante non chiudersi alla novità. La novità è che è nato un bambino, un salvatore. Proviamo ad ascoltarlo e a renderci conto della qualità dell'annuncio che ci fa. Se io mi rendo conto della qualità dell’annuncio, non posso non parlarne. Il segno che ho ascoltato è che ne ho parlato, perché certe cose non si possono tacere. Per conoscerlo devo andare alla grotta e cercare di vedere se c'è una novità, ascoltare cosa mi dice Dio. É importante parlare di Dio, non c'è nulla di più importante, e non c'è niente che possa darmi maggior dignità. Non si tratta di fare la morale; in Cantatelo nell'attesa dell'alba, cantatelo piano, nel fosco orecchio del mondo! Cantatelo in ginocchio, cantatelo come raccolti in un velo, come cantano donne incinte: il Potente si è fatto docile, l'Infinito piccolo, il Forte sereno, l'Altissimo umile (...). Fanciullo che vieni dall'eternità, voglio levare un canto a tua Madre! E il mio Canto deve esser Bello come la neve illuminata dal mattino! Rallegrati, vergine Maria, figlia della mia terra, sorella dell'anima mia, rallegrati, gioia della mia gioia! Sono come un vagabondo nella notte, ma tu sei un tetto sotto il firmamento! Sono una coppa assetata, ma tu sei il mare aperto del Signore! Rallegrati, vergine Maria! Beati coloro che ti proclamano beata! Mai più un cuore umano tremerà! Sono un solo amore, voglio ripetere a tutti: una di voi è stata eletta dal Signore! Beati questo siamo tutti maestri, si tratta di parlare di Dio. Per farlo cominciamo con il parlare di questo bambino. Sono duemila anni che Dio ci parla di se tramite Gesù, proviamo Preghiera a farlo anche noi. Desidero farmi e farvi un augurio per questo nuovo anno: che possiamo tutti diventare maestri nel parlare di Dio. Oggi ne fa memoria Maria che come ogni madre e diversamente da tutte… contempla con amore e con grata tenerezza e stupore infinito la nascita del suo bambino, miracolo divino, dono di un Dio che si fa carne nella storia degli uomini e la salva! Continuamente lo ripete il nostro cuore, ogni volta che invochiamo il tuo nome, Gesù: “Dio Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 16 spiritualità Gli approfondimenti di Non di Solo Pane Pagina di spiritualità Natalizia te ne supplicano Abramo e David; te ne supplicano insistentemente i santi patriarchi che sono i tuoi Tutto il mondo attende la risposta di Maria antenati, i quali abitano anch'essi nella regione tenebrosa della morte. Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia: dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano. O Vergine, da' presto la risposta. Rispondi sollecitamente all'angelo, anzi, attraverso l'angelo, al Signore. Rispondi la tua parola e accogli la Parola divina, emetti la parola che passa e ricevi la Parola eterna. Perché tardi? Perché temi? Credi all'opera del Signore, dà il tuo assenso ad essa, accoglila. Nella tua umiltà prendi audacia, nella tua verecondia prendi coraggio. In nessun modo devi ora, nella tua semplicità verginale, dimenticare la prudenza; ma in questa sola cosa, o Vergine prudente, non devi temere la presunzione. Perché, se nel silenzio è gradita la modestia, ora è piuttosto necessaria la pietà nella parola. Apri, Vergine beata, il cuore alla fede, le labbra all'assenso, il grembo al Creatore. Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le genti batte Hai udito, Vergine, che concepirai e partorirai un fuori alla porta. Non sia, che mentre tu sei titu- figlio; hai udito che questo avverrà non per opera bante, egli passi oltre e tu debba, dolente, rico- di un uomo, ma per opera dello Spirito Santo. L'an- minciare a cercare colui che ami. Levati su, corri, gelo aspetta la risposta; deve fare ritorno a Dio apri! Levati con la fede, corri con la devozione, che l'ha inviato. Aspettiamo, o Signora, una parola apri con il tuo assenso. «Ecco», dice, «sono la ser- di compassione anche noi, noi oppressi miseramen- va del Signore, avvenga di me quello che hai det- te to» (Lc 1, 38). da una sentenza di dannazione. Ecco che ti viene offerto il prezzo della nostra salvezza: se tu acconsenti, saremo subito liberati. Noi tutti fummo creati nel Verbo eterno di Dio, ma ora siamo soggetti alla morte: per la tua breve risposta dobbiamo essere rinnovati e richiamati in vita. Te ne supplica in pianto, Vergine pia, Adamo esule dal paradiso con la sua misera discendenza; Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 17 Tempo di Natale Il pellegrinaggio è un segno peculiare nell’Anno Santo, Perché è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. Il santo del giorno: San Basilio Magno Memoria dei santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa. Basilio, vescovo di Cesarea in Cappadocia, detto Magno per dottrina e sapienza, insegnò ai suoi monaci la meditazione delle Scritture e i l l a v o r o nell’obbedienza e nella carità fraterna e ne disciplinò la vita con regole da lui stesso composte; istruì i fedeli con insigni scritti e rifulse per la cura pastorale dei poveri e dei malati; morì il primo di genna- Sabato 2 Gennaio I Settimana del Salterio io. Gregorio, suo amico, vescovo di Sásima, quindi di Costantinopoli e infine di Nazianzo, difese con grande ardore la divinità del Verbo e per questo motivo fu chiamato anche il Teologo. Si rallegra la Chiesa nella comune memoria di così grandi dottori. Brano Evangelico: Gv 1,1928 Agisci Mediterò sulla promessa di vita eterna che mi ha fatto il Signore e, per rendere concreta la mia fiducia in Lui mi impegnerò a rifuggire le occasioni di peccato. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusa lemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rende te diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati in viati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. Contemplo: Preparate la via nel digiuno che fortifica il cor- del Signore (G'v 1,23) po, perchè sappiamo che tu non potrai entrare nel nostro cuore Come Giovanni, anche noi, Signore, vogliamo essere voce di te. Dacci di imitarlo nella preghiera che ci rende figli, nel se non saremo vuoti di noi stessi. La nostra vita sia un invito per altri ad ascoltare la tua voce che parla al cuore. silenzio che purifica il cuore, Non di solo pane Numero 737 pagina 18 Meditiamo la Parola Chi è Giovanni? Meditazione di don Carlo Moro Parroco di Gargnano Il Battista risponde alle domande sulla sua identità sempre con un no: non è il Cristo, non è Elia, non è il profeta atteso. Non è la Luce, ma si è lasciato illuminare da essa. Non è la Parola, ma ne è la voce. Gesù non è ancora famoso e Giovanni già lo pone davanti a se, spostando l'attenzione dalla sua persona a quella del Cristo. Da un lato vuole portare a compimento con decisione la sua missione, senza nulla concedere ai suoi detrattori, dall'altro sa stare al suo posto. Oltre a riflettere su quanto ha potuto fare con la sua testimonianza, è bene fermarsi, dunque, su quanto non ha fatto. Giovanni non è caduto nella tentazione di usare la chiamata del Signore a suo vantaggio (anche solo per ricevere la stima e l'obbedienza di tanti discepoli). Non ha preteso di essere qualcuno. Non è inciampato nel rischio di usare la parola profetica dell'Antico Testamento per avvalorare le proprie idee, più che farsi plasmare da essa e servirla. Si è fatto strumento senza strumentalizzare. Ha vigilato su se stesso, per non mettersi mai prima di Dio. E questo non è facile. Chi si impegna in una vita di fede seria può sperimentare, talvolta, la sottile tentazione di decidere e fare da se, dando per scontato di sapere tutto sui Preghiamo la Parola È venuto, viene e verrà. Un Dio mai finito di venire. Un regno che è sempre il più fondo e oscuro (o palese) desiderio dell'umanità intera. E un cantare che è anche un gemere. E però, nella certezza che è venuto e viene, la gioia almeno degli elementi è conforto agli uomini a sperare. È la speranza - «la speranza cui siamo chiamati» - un provvidenziale fattore di disturbo per queste comunità umane che vogliono diventare una «città stabile». Intanto «gonfio di vita ululi il mare»: pure se tutta la natura continua ancora a gemere in dolori di parto, perché sempre in attesa di essere liberata definitivamente dalla morte. Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie. Gli ha dato vittoria la sua destra e il suo braccio santo. Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. Egli si è ricordato del suo amore, della sua fedeltà alla casa d’Israele. Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio. Acclami il Signore tutta la terra, gridate, esultate, cantate inni! pensieri di Dio, ma senza interpellarlo veramente. E’ soprattutto la routine ad impedirci di interrogarci, se ci facciamo strumenti o se strumentalizziamo i doni del Signore, la Scrittura, le responsabilità ricevute, per ingrassare il nostro ego, che, nascosto sotto tanti ragionamenti, si fa strada quasi a nostra insaputa. Ecco allora la necessità di fare nostro l'invito San Paolo: rimanere saldi in quanto si è ricevuto da principio, rimanere nel Padre e nel Figlio per non stare fermi solo su noi stessi e sulle nostre posizioni. Preghiera Signore Gesù, ritorniamo ancora al Giordano per riprendere la discesa della vita attraverso un nuovo tempo che la tua misericordia ci offre. Come l’acqua conosce sempre la strada delle discese e desidera le immensità del mare, così pure la nostra esistenza possa scorrere lieta verso il compimento attraverso i battesimi della vita. Emmanuele Dio con noi! Non di solo pane Numero 737 Tempo di Natale pagina 19 Sussidio di preghiera per la famiglia Coordinatrice Fiorella Elmetti Redazione don Luciano Vitton Mea, don Carlo Moro, don Fabio Marini, don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti, Tiziana Guerini e Cristina Sabatti Anno XV- n. 737 Domenica 27 Dicembre 2015 Chiuso il 22/12/2015 Numero copie 1480 333/3390059 don Luciano Grafica e stampa don Luciano Vitton Mea Ideato da don Luciano Vitton Mea Per la tua vita spirituale visita Vi troverai: Ogni giorno una meditazione dei più grandi maestri di spiritualità Il settimanale di preghiera Non di Solo pane (da scaricare) I Santi del Giorno Tutte le opere di San Agostino I racconti di un pellegrino russo L’Imitazione di Cristo Ti aspetto ogni giorno su: www.nondisolopane.it