19 NOVEMBRE 2015 GIOVEDÌ - XXXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO
UFFICIO DELLE LETTURE
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
Antifona
Venite, popoli, adoriamo il Signore,
il Dio unico e vero.
SALMO 66
Tutti i popoli glorifichino il Signore
Sia noto a voi che questa salvezza di Dio
viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28)
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, *
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via, *
fra tutte le genti la tua salvezza.
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
Esultino le genti e si rallegrino, †
perché giudichi i popoli con giustizia, *
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
La terra ha dato il suo frutto. *
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio *
e lo temano
tutti i confini della terra.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona
Venite, popoli,
adoriamo il Signore,
il Dio unico e vero.
Inno
O Cristo, Verbo del Padre,
re glorioso fra gli angeli,
luce e salvezza del mondo,
in te crediamo.
Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste dimora,
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.
Illumina col tuo Spirito
l'oscura notte del male,
orienta il nostro cammino
incontro al Padre. Amen.
1^ Antifona
La tua, parola, Signore,
è scudo per chi si rifugia in te.
SALMO 17, 31-35 IV
Ringraziamento a Dio salvatore
Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? (Rm 8, 31).
La via di Dio è diritta, † la parola del Signore
è provata al fuoco; *
egli è scudo per chi in lui si rifugia.
Infatti, chi è Dio, se non il Signore? *
O chi è rupe, se non il nostro Dio?
Il Dio che mi ha cinto di vigore *
e ha reso integro il mio cammino;
mi ha dato agilità come di cerve, *
sulle alture mi ha fatto stare saldo;
ha addestrato le mie mani alla battaglia, *
le mie braccia a tender l'arco di bronzo.
Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
La tua, parola, Signore,
è scudo per chi si rifugia in te.
2^ Antifona
La tua destra mi sostiene, o Signore.
SALMO 17, 36-46
V
Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza, †
la tua destra mi ha sostenuto, *
la tua bontà mi ha fatto crescere.
Hai spianato la via ai miei passi, *
i miei piedi non hanno vacillato.
Ho inseguito i miei nemici e li ho raggiunti, *
non sono tornato senza averli annientati.
Li ho colpiti e non si sono rialzati, *
sono caduti sotto i miei piedi.
Tu mi hai cinto di forza per la guerra, *
hai piegato sotto di me gli avversari.
Dei nemici mi hai mostrato le spalle, *
hai disperso quanti mi odiavano.
Hanno gridato e nessuno li ha salvati, *
al Signore, ma non ha risposto.
Come polvere al vento li ho dispersi, *
calpestati come fango delle strade.
Mi hai scampato dal popolo in
rivolta, * mi hai posto a capo delle
nazioni. Un popolo che non
conoscevo mi ha servito; *
all'udirmi, subito mi obbedivano,
stranieri cercavano il mio favore,
† impallidivano uomini stranieri *
e uscivano tremanti
dai loro nascondigli.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
La tua destra mi sostiene,
o Signore.
3^ Antifona
Viva il Signore:
benedetto il Dio della mia salvezza.
SALMO 17, 47-51
VI
Ringraziamento a Dio salvatore
Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?
(Rm 8, 31).
Viva il Signore e benedetta la mia rupe, *
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Dio, tu mi accordi la rivincita †
e sottometti i popoli al mio giogo, *
mi scampi dai nemici furenti,
dei miei avversari mi fai trionfare *
e mi liberi dall'uomo violento.
Per questo, Signore, ti loderò tra i popoli *
e canterò inni di gioia al tuo nome.
Egli concede al suo re
grandi vittorie, †
si mostra fedele
al suo consacrato, *
a Davide e alla sua discendenza
per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Viva il Signore:
benedetto il Dio della mia
salvezza.
V. Togli il velo ai miei occhi, Signore: R. scruterò i prodigi della tua legge.
Prima Lettura: Dal libro del profeta Zaccaria 11,4-12,8 Parabola dei pastori
Così parla il Signore mio Dio: «Pasci
quelle pecore da macello che i
compratori sgozzano impunemente, e
i venditori dicono: Sia benedetto il
Signore, mi sono arricchito, e i pastori
non se ne curano affatto. Neppur io
perdonerò agli abitanti del paese.
Oracolo del Signore. Ecco, io
abbandonerò gli uomini l'uno in balìa
dell'altro, in balia del loro re, perché
devastino il paese — non mi curerò di
liberarli dalle loro mani».
Io dunque mi misi a pascolare le
pecore da macello da parte dei
mercanti di pecore. Presi due bastoni:
uno lo chiamai Benevolenza e l'altro
Unione e condussi al pascolo le
pecore. Nel volgere d'un sol mese
eliminai tre pastori. Ma io mi irritai
contro di esse, perché anch'esse si
erano tediate di me. Perciò io dissi:
«Non sarò più il vostro pastore.
Chi vuol morire, muoia; chi
vuol perire, perisca; quelle
che rimangono si divorino
pure fra di loro!». Presi il
bastone chiamato
Benevolenza e lo spezzai:
ruppi così l'alleanza da me
stabilita con tutti i popoli. Lo
ruppi in quel medesimo
giorno; i mercanti di pecore
che mi osservavano,
riconobbero che quello era
l'ordine del Signore. Poi dissi
loro: «Se vi pare giusto,
datemi la mia paga, se no,
lasciate stare».
Prima Lettura: Dal libro del profeta Zaccaria 11,4-12,8 Parabola dei pastori
Essi allora pesarono trenta sicli
d'argento come mia paga. Ma il
Signore mi disse: «Getta nel tesoro
questa bella somma, con cui sono
stato da loro valutato!». Io presi i
trenta sicli d'argento e li gettai nel
tesoro della casa del Signore. Poi feci
a pezzi il secondo bastone chiamato
Unione per rompere così la fratellanza
fra Giuda e Israele. Quindi il Signore
mi disse: «Prenditi gli attrezzi di un
pastore insensato, poiché ecco, io
susciterò nel paese un pastore che
non avrà cura di quelle che si
perdono, non cercherà le disperse,
non curerà le malate, non nutrirà le
affamate; mangerà invece le carni
delle più grasse e strapperà loro
perfino le unghie.
Guai al pastore stolto che abbandona
il gregge!
Una spada sta sopra il suo
braccio e sul suo occhio destro.
Tutto il suo braccio si inaridisca e
tutto il suo occhio destro resti
accecato». Oracolo. Parola del
Signore su Israele. Dice il
Signore che ha steso i cieli e
fondato la terra, che ha formato lo
spirito nell'intimo dell'uomo:
«Ecco, io farò di Gerusalemme
come una coppa che dà le
vertigini a tutti i popoli vicini e
anche Giuda sarà in angoscia
nell'assedio contro
Gerusalemme.
Prima Lettura: Dal libro del profeta Zaccaria 11,4-12,8 Parabola dei pastori
In quel giorno io farò di Gerusalemme
come una pietra da carico per tutti i
popoli: quanti vorranno sollevarla ne
resteranno sgraffiati; contro di essa si
raduneranno tutte le genti della terra. In
quel giorno — parola del Signore —
colpirò di terrore tutti i cavalli e i loro
cavalieri di pazzia; mentre sulla casa di
Giuda terrò aperti i miei occhi, colpirò di
cecità tutti i cavalli delle genti. Allora i capi
di Giuda penseranno: La forza dei cittadini
di Gerusalemme sta nel Signore degli
eserciti, loro Dio. In quel giorno farò dei
capi di Giuda come un braciere acceso in
mezzo a una catasta di legna e come una
torcia ardente fra i covoni, essi
divoreranno a destra e a sinistra tutti i
popoli vicini. Solo Gerusalemme resterà al
suo posto. Il Signore salverà in primo
luogo le tende di Giuda, perché la gloria
della casa di Davide e la gloria degli
abitanti di Gerusalemme non cresca più di
quella di Giuda.
In quel giorno il Signore
farà da scudo agli abitanti
di Gerusalemme e chi tra
di loro vacilla diverrà come
Davide e la casa di Davide
come Dio, come l'angelo
del Signore davanti a loro».
Responsorio R. Essi
pesarono trenta sicli
d'argento come mia paga: *
bella somma, con cui sono
stato valutato da loro!
V. Giuda disse: Quanto mi
volete dare perché io ve lo
consegni? E gli fissarono
trenta monete d'argento:
R. bella somma, con cui
sono stato valutato da loro!
Seconda Lettura: Dal «Commento al Cantico dei cantici» di san Gregorio di Nissa, vescovo
(Cap. 2; PG 44,802) Preghiera al buon Pastore
Dove vai a pascolare, o buon Pastore, tu che
porti sulle spalle tutto il gregge? Quell'unica
pecorella rappresenta infatti tutta la natura
umana che hai preso sulle tue spalle.
Mostrami il luogo del riposo, conducimi
all'erba buona e nutriente, chiamami per
nome, perché io, che sono pecorella, possa
ascoltare la tua voce e con essa possa avere
la vita eterna: «Mostrami colui che l'anima
mia ama» (Ct 1,6 volg.). Così infatti ti chiamo,
perché il tuo nome è sopra ogni nome e ogni
comprensione, e neppure tutto l'universo
degli esseri ragionevoli è in grado di
pronunziarlo e di comprenderlo. Il tuo nome,
dunque, nel quale si mostra la tua bontà,
rappresenta l'amore della mia anima verso di
te. Come potrei infatti non amare te, quando
tu hai tanto amato me? Mi hai amato tanto da
dare la tua vita per il gregge del tuo pascolo.
Non si può immaginare un amore più grande
di questo. Tu hai pagato la mia salvezza con
la tua vita.
Fammi sapere, dunque,
dove ti trovi (cfr. Ct 1,7),
perché io possa trovare
questo luogo salutare e
riempirmi di celeste
nutrimento, poiché chi
non mangia di esso, non
può entrare nella vita
eterna. Fa' che accorra
alla fonte fresca e vi
attinga la divina bevanda,
quella bevanda che tu
offri a chi ha sete. Fa' che
l'attinga come dalla
sorgente del tuo costato
aperto dalla lancia. Per
chi la beve, quest'acqua
diventa una sorgente che
zampilla per la vita eterna
(cfr. Gv 4,14).
Seconda Lettura: Dal «Commento al Cantico dei cantici» di san Gregorio di Nissa, vescovo
(Cap. 2; PG 44,802) Preghiera al buon Pastore
Se tu mi ammetti a questi pascoli, mi farai
riposare sicuramente al meriggio, quando,
dormendo in pace, riposerò nella luce che
è senz'ombra. Davvero il meriggio non ha
ombra, quando il sole splende
verticalmente. Nel meriggio tu fai riposare
coloro che hai nutrito, quando accoglierai
con te nelle tue stanze i tuoi figli. Nessuno
però è stimato degno di questo riposo
meridiano se non è figlio della luce e figlio
del giorno.
Colui che si è tenuto ugualmente lontano
dalle tenebre della sera e del mattino, cioè
dal male con il suo inizio e la sua fine,
questi viene posto dal sole di giustizia nel
«meriggio», perché in esso possa riposare.
Spiegami dunque come bisogna riposare e
pascere, e quale sia la via del riposo
«meridiano», perché non avvenga che mi
allontani dalla guida della tua mano per
l'ignoranza della verità, e mi unisca invece
a greggi estranei.
Queste cose dice la sposa
dei cantici, tutta sollecita
della bellezza che le è
venuta da Dio e desiderosa
di comprendere in qual
modo la felicità le possa
durare per sempre.
Responsorio R. Una
cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del
Signore tutti i giorni della
mia vita. * Sono certo di
contemplare la bontà del
Signore nella terra dei
viventi. V. Per me il vivere
è Cristo e il morire un
guadagno. R. Sono certo di
contemplare la bontà del
Signore nella terra dei
viventi.
Orazione
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
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