PROGETTO PESCATE CIAD – ERITREA ADOZIONE ECONOMICA ALUNNI DAMMI UNA POSSIBILITÀ … PER VIVERE, PER STUDIARE E DIVENTARE UN UOMO LIBERO E AUTOSUFFICIENTE 30 ANNI DI SOLIDARIETÀ 1984-2014 Ciad - Siccità, carestia e la fase iniziale del progetto (1984-1990) Suor Donata Ferrario delle Suore Missionarie Nostra Signora degli Apostoli è missionaria in Ciad e conosce Don Angelo Ronchi Parroco di Pescate in quanto la sua congregazione ha una sede nel vicino paese di Airuno. L’estate 1984 è drammatica per tutta la zona desertica del Sahel Africano e tutti i giorni, attraverso la televisione, entrano nelle case italiane immagini e notizie che sconvolgono le coscienze in quanto alla povertà di queste genti si è aggiunta la siccità e la carestia, sinonimi di sofferenza e di morte. Suor Donata fa giungere a Don Angelo una lettera scritta dal Vescovo di N’Djamena, capitale del Ciad, in cui denuncia la situazione in cui versa quella terra e chiede aiuto per la sua gente che sta morendo di fame. Suor Donata, che gestisce la scuola di Chagoua, vicino a N’Djamena, con 70 bambini; chiede aiuto per salvare questi bambini e per ridare speranza alla scuola che rappresenta il futuro di questo paese. Federico Bonifacio, presidente della Biblioteca comunale di Pescate, raccoglie l’invito di fare qualcosa per aiutare i fratellini ciadiani e nel Novembre del 1984 organizza un comitato per il “Progetto Pescate Ciad” che coinvolgendo i cittadini e le realtà associative pescatesi riesce a mobilitare tutta la generosa gente di Pescate. Si da così il via alla campagna informativa e alla raccolta di fondi per “assicurare a 70 bambini di Chagoua un pasto decente al giorno e un minimo di istruzione scolastica”. Per realizzare il progetto si chiedono ai cittadini, alle associazioni, alle ditte ecc. 1.000 lire al giorno “per dare vita a chi soffre la fame, per dare speranza in un domani migliore e per dare un significato in più al Natale”. Il comitato traduce dal francese e distribuisce un fascicolo dal titolo “SOS CIAD” che illustra la drammatica situazione in cui versa quella nazione. I pescatesi rispondono con generosità e al 15/1/1985 i fondi raccolti ammontano a più di 13 milioni. L’emergenza siccità per fortuna passa all’arrivo delle piogge e dei primi raccolti ma intanto si è instaurato un legame tra i pescatesi e quei bambini che comunque necessitano di molte cose ma soprattutto hanno estremamente bisogno di potere andare a scuola perchè l’istruzione è alla base di un paese che vuol guardare con speranza al suo futuro e quindi molti continuano a sostenere l’iniziativa. Fitta è la corrispondenza con suor Donata che periodicamente informa il comitato sull’utilizzo dei soldi inviati. Nel Febbraio 1985 l’Arcivescovo di D’Njamena, Charles Vandame, scrive al comitato per ringraziarlo e stabilisce che gli aiuti si ripartiscano tra gli 80 bambini della scuola di Chagoua e i 120 di quella del villaggio di Kabalaye. Continua l’invio di soldi e attraverso un container viene spedito materiale di cancelleria per le scuole e generi alimentari. Il 4/9/1985 Don Angelo e Bonifacio incontrano a Milano mons. Vandame. Nello stesso mese di Settembre ‘86 suor Donata, prima di rientrare in Ciad dopo un breve periodo in Italia, incontra i pescatesi che sostengono il progetto. Al 31 Dicembre 1990 la somma raccolta e inviata a suor Donata ammonta a £. 44.113.790. Ciad - L’adozione economica di alunni e di giovani (Aprile 1991 – Ottobre 2006) A seguito di contatti con il Gruppo Missionario Caritas di Cassago per conoscere il loro progetto di adozione economica di alunni e di accordi con suor Donata in Ciad, il Gruppo Missionario Caritas di Pescate, con l’appoggio delle diverse realtà pescatesi, decide di lanciare un progetto di adozione economica dei bambini di alcune scuole ciadiane. Viene predisposto il materiale informativo, i moduli per le adesioni, le schede di adozione ecc. Il 5 Aprile 1991 viene presentato alla popolazione il progetto sostenuto da Don Angelo e che vede Federico Bonifacio come coordinatore, Luciano Acerboni quale responsabile della Caritas parrocchiale pescatese e la preziosa opera di alcune signore: Fiorella Sala quale segretaria economa, Carla Liberato, Erminia Beretta, Laura Bonifacio e Ornella Tentori incaricate, per ogni rione, di ritirare le quote di adozione di quanti aderiscono al progetto. Ogni adottante ha una scheda con la foto e alcune informazioni sul bambino assegnatogli. I bambini, dai 5 ai 13 anni, sono alunni delle scuole di Chagoua, Wallia e del villaggio dei lebbrosi e sono sia di religione cattolica che musulmana. A ottobre 1991 i bambini adottati ammontano a 62; per ognuno di essi vengono versate £. 360.000 all’anno. A Novembre suor Donata rientra in Italia e il giorno 3 dello stesso mese è a Pescate per ringraziare, durante la S. Messa delle 10, i pescatesi. Il suo posto in Ciad viene preso da suor Gianna Maria Mapelli che gestisce i fondi raccolti. Lo stesso mese Padre Francois de Gastines, cappellano del liceo e del relativo collegio di N’Djamena, chiede che il progetto Pescate-Ciad possa dare il suo aiuto anche ad alcuni giovani del suo liceo. Inizia così, parallelamente alle adozione dei più piccoli, anche un aiuto ad alcuni giovani di padre Gastines. Nel ‘92 sono 11 i giovani aiutati e 62 i bambini adottati. Suor Gianna e Padre Gastines inviano regolarmente il rendiconto sull’utilizzo dei fondi loro assegnati. Nel Giugno ‘93 Padre Gastines è a Pescate dove incontra i sostenitori del progetto e proietta filmati e diapositive per illustrare il lavoro che viene svolto con i suoi giovani e l’utilizzo dei nostri fondi. Nel Luglio ‘94 è a Pescate suor Gianna; durante un incontro con i sostenitori del progetto propone che il progetto assuma un aspetto meno personalizzato; non più un adottato fisso ma una adozione globale di un gruppo di bambini che può variare di anno in anno a seconda delle esigenze. La proposta viene accolta dai presenti e inizia così una nuova fase del progetto di adozione. Nel Giugno del ‘95 padre De Gastines incontra a Pescate gli alunni della scuola media che da tempo sostengono i suoi giovani. Il 2 Ottobre 1997 Suor Gianna prima di ripartire per il Ciad incontra a Pescate i sostenitori del progetto rendicontando sull’utilizzo dei fondi raccolti. Gli aiuti, gestiti assieme ai direttori di 5 scuole (Atrone, Bousso, Pont de Chagoua, Kabalaye A, Kabalaye B) coinvolgono circa 150 bambini. La suora illustra che recentemente ha utilizzato una piccola cifra per la costruzione di un pozzo che ha reso autosufficiente una famiglia in quanto il padre può ora coltivare un orto e quindi i suoi figli possono andare a scuola. Chiede se una parte dei fondi raccolti può essere utilizzata per analoghi microprogetti quali ad esempio quelli relativi a favorire piccole attività commerciali (vendita di legno o di carbone, sapone, arachidi ecc., macchina da cucire per piccoli lavori di sartoria) di alcune madri che potrebbero così migliorare la situazione economica di alcune famiglie favorendo nel contempo la frequenza scolastica dei figli. L’assemblea dà il suo assenso e anzi incoraggia queste iniziative così come il prospettato corso di formazione al matrimonio per ragazze di 13-14 anni che già a questa età sono destinate a sposarsi. Vista la richiesta di costruzione di 3 aule per una nuova scuola da tempo ritenuta indispensabile (scuola di Atrone, ancora con le pareti di paglia), si chiede a suor Gianna di approfondire l’argomento e inviare un preventivo della spesa necessaria per detta costruzione che verrebbe fatta da operai ciadiani. Gli intervenuti sottolineano che il progetto deve favorire con ogni mezzo a istruire i più bisognosi, che molto spesso sono i cristiani che si trovano in stato di inferiorità rispetto ai musulmani, per promuovere al meglio un cambiamento della società ciadiana. Durante l’incontro viene illustrato il progetto di padre De Gastines che sostiene, con lo stesso scopo, 13 giovani liceali od universitari. Al 31/3/1998 sono 70 le adozioni in atto, di cui 54 per i bambini di suor Gianna e 16 per i giovani di padre Gastines Nel corso del 1998 con i fondi del progetto viene costruita la nuova scuola di Atrone e vengono finanziati microprogetti di attività commerciali per le mamme tra cui una piccola sartoria. La vecchia scuola di Atrone La nuova scuola di Atrone Nell’Ottobre 1999 Suor Gianna rientra in Italia e affida il nostro progetto a Padre Natalino Parodi, salesiano genovese pieno di entusiasmo e di iniziative, che è arrivato in Ciad dopo avere svolto la sua missione in Camerun. Con Padre Natalino oltre alle iscrizioni scolastiche di numerosi alunni, finanziamo alcune attività del Centro Don Bosco tra cui la biblioteca, diversi corsi di alfabetizzazione per adulti e alcuni corsi di formazione professionale (cucito e informatica). Padre Natalino invia regolarmente il rendiconto finanziario, le foto degli alunni e le loro pagelle scolastiche, così come Padre De Gastines. Padre Natalino è a Pescate nel Febbraio 2001 ed anche a Marzo 2003; in queste occasioni incontra i sostenitori del progetto e parla con i bambini della scuola elementare e media di Pescate. Nel corso del 2005 veniamo a sapere che Padre De Gastines è gravemente ammalato e che è rientrato in Francia per farsi curare. Nel frattempo, mancando un riferimento sicuro, vengono sospesi i versamenti destinati ai suoi giovani. A Gennaio 2006 riceviamo comunicazione della morte a Parigi di Padre De Gastines e qualche mese dopo Padre Natalino ci informa che a breve potrebbe essere trasferito in Camerun. Inizia un intenso scambio di e-mail per capire come entrambi i progetti possano proseguire con riferimenti certi e sicuri. Il progetto di Padre Natalino viene affidato al suo successore, Padre Philippe Rossignol coadiuvato dal salesiano italiano Roberto Lionelli. Per il progetto di Padre De Gastines non essendoci riferimenti sicuri si decide di sospendere questo aiuto. A fine Agosto 2006 padre Natalino raggiunge la sua nuova missione a Yaoundè (Camerun); prima di partire ci fa avere l’elenco degli alunni che con i nostri fondi ha iscritto per l’anno scolastico 2006-2007 (59 iscrizioni alla scuola primaria e 58 alla scuola secondaria) nonché la situazione della cassa che viene passata a Padre Rossignol. Al sostegno degli alunni del Ciad si aggiunge l’adozione di un asilo in Eritrea. Ha quindi inizio il “Progetto Pescate Ciad-Eritrea” (Ottobre 2006) Da alcuni anni Federico segue alcuni progetti di solidarietà in Eritrea dove è stato più volte. Qui ha conosciuto l’ingegnere Stefano Morocutti che da 5 anni opera nei villaggi più sperduti di quel paese e che assieme al GMA (Gruppo Missioni Asmara di Montagnana – Padova) e alla congregazione delle Suore Figlie di S. Anna, è impegnato nel progetto “Adozione d’Asili”. In una lettera a tutti i sostenitori Federico propone che con i soldi precedentemente inviati a Padre De Gastines si adotti l’asilo di Abo, un villaggio vicino ad Assab nell’estremo sud dell’Eritrea nella torrida regione della Dancalia a ridosso del Mar Rosso e ai confini con Gibuti. L’adozione di Abo comporterebbe un impegno economico annuale di 6.700 euro (1.200 per il funzionamento e 5.500 per la mensa ritenuta necessaria vista la grave situazione alimentare di quei bambini). Alla lettera vengono allegate informazioni su tale proposta che viene discussa nell’Assemblea del 10 Ottobre 2006 durante la quale vengono anche proiettati due video: uno sulla storia del progetto Pescate-Ciad dal 1984 al 2006 e uno sulla proposta di adozione della scuola materna Eritrea. L’Ing. Stefano Morocutti, a pochi giorni dal suo rientro in Eritrea, presenta ai numerosi intervenuti (c’è anche il Parroco Don Bruno Croci e l’ex Parroco Don Angelo Ronchi) la situazione di quel paese e in particolare il progetto di adozione degli asili gestiti dalle Suore Figlie di S. Anna che sono presenti in Eritrea da 120 anni. Il villaggio di Abo Stefano invita anche i presenti ad andare nei suoi villaggi per dare una mano a quella gente e per testimoniare, con la loro presenza, che c’è chi in maniera del tutto disinteressata si occupa del loro futuro. Al termine dell’Assemblea tutti gli intervenuti approvano la proposta e pertanto il progetto prosegue continuando il sostegno scolastico degli alunni ciadiani e con l’adozione della scuola materna di Abo. La cucina dell’asilo di Abo Pranzo degli alunni di Abo Da Ottobre 2006 tutti i versamenti relativi alle “adozioni” riguardano quindi entrambi i progetti e dal relativo conto circa la metà viene destinata al Ciad e metà all’Eritrea; sempre con lo stesso obiettivo: l’istruzione dei nostri fratelli africani. Nel 2008 Don Enrico Mauri, che subentra a Don Bruno Croci quale Parroco di Pescate, ci sprona a continuare con il nostro progetto di solidarietà. Dal dicembre 2012 il nostro referente in Ciad è il salesiano Don Anaclet Munyankindi che ha preso il posto di Padre Rossignol destinato in Camerun, mentre per l’Eritrea è sempre Suor Abrehet Solomon, provinciale dell’Istituto delle Figlie di S. Anna, una congregazione attiva in Eritrea fin dal 1886. Attualmente, a 30 anni dall’inizio del nostro progetto, grazie ai sostenitori che versano 186 euro all’anno e ad alcune offerte libere riusciamo a continuare a inviare annualmente 6.000 euro in Ciad e 6.700 in Eritrea. Alunni di N’Djamena - Ciad Alunni di Abo - Eritrea Grazie al nostro aiuto molti bambini e ragazzi di due tra i più poveri paesi del mondo hanno potuto andare a scuola e sperare quindi in un futuro migliore. E il progetto continua! SABATO 3 MAGGIO 2014 FAREMO IL PUNTO SUI 30 ANNI DEL PROGETTO Programma ORE 18 - S. MESSA NELLA CHIESA PARROCCHIALE ORE 19 - INCONTRO PRESSO L’ORATORIO CON TESTIMONIANZE. PER IL CIAD SARÀ PRESENTE SUOR DONATA FERRARIO E SUOR GIANNA MARIA MAPELLI E PER L’ERITREA SUOR ABEBA GHEBREMICAEL E L’ING. STEFANO MOROCUTTI A SEGUIRE CENA CONVIVIALE (su prenotazione) TUTTA LA COMUNITÀ DI PESCATE È INVITATA