Centro Solidarietà
di Genova
PROGETTO
“Benessere e dipendenze: sensazioni e alternative”
Liceo Scientifico G. D. Cassini
[novembre - dicembre 2008]
INDICE
Scheda iniziale
2
Analisi di processo e di impatto del percorso sulle conoscenze
Strumento
3
Preparazione materiali
3
Analisi qualitativa degli incontri in classe
3
Osservazioni generali
6
Analisi quantitativa degli incontri in classe
7
Valutazione di gradimento
10
Valutazione degli strumenti e della metodologia degli incontri
11
Spazio ai suggerimenti
12
1
CENTRO DI SOLIDARIETA' DI GENOVA
SCHEDA INIZIALE
Periodo:
novembre - dicembre 2008 per un totale di n. 26 incontri (tot. 51 ore), di 2 ore
cadauno (un incontro è stato di 1h causa assemblea di Istituto).
Target:
studenti di n. 13 classi I (dalla sez. A alla sez. O), corrispondenti ad una media
complessiva di circa n. 341 ragazzi.
Risorse umane:
Buzzi Roberto (1), Leo Florinda Ada Barbara (1), Mucciariello Carla (2),
Vagnozzi Marco (1).
(1) équipe prevenzione e promozione della salute Centro di Solidarietà di
Genova
(2) tirocinante psicologa Centro di Solidarietà di Genova
Risorsa tempo:
n. 45 ore preparazione materiali1
n. 117 ore incontri classe2
n. 47 ore spostamenti3
n. 26 ore inserimento dati4
n. 30 ore elaborazione e stesura report5
n. 03 ore verifica6
Totale complessivo 268 ore
Frequenza:
corrispondente alle regolari ore di lezione. Per cui la presenza dei ragazzi era
riconducibile alla normale frequentazione delle orario scolastico.
1
15 ore * 3 operatori
38 ore * 2 operatori; 14 ore * 3 operatori
3
16 ore * 2 operatori; 5 ore * 3 operatori
4
13 ore * 2 operatori
5
10 ore * 3 operatori
6
1 ora * 3 operatori
2
2
Cooperativa Sociale s.r.l. Via Asilo Garbarino, 9 B 16126 Genova
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Tel +39010254601 Fax +3901025460202
CENTRO DI SOLIDARIETA' DI GENOVA
ANALISI DI PROCESSO - IMPATTO
DEL PERCORSO SULLE CONOSCENZE
Strumento
Questionario in entrata, con quattro domande a risposta chiusa (fra cui una a batteria di domande),
di cui solo una esatta. Ed una domanda, con più possibilità di risposta, sulle aspettative circa
l’incontro. I campi di analisi sono suddivisibili in tre aree di interesse:
1. percezione fenomeno dipendenza e argomento salute (determinanti)
2. definizioni generali di alcuni aspetti legati alle sostanze che creano dipendenza
3. informazioni relative alle sostanze legali ed illegali trattate.
Questionario in uscita, con medesime domande del questionario in entrata, per valutare le
informazioni acquisite, più tre domande a risposta aperta, per esprimere valutazione di gradimenti
sugli incontri in generale e su materiali/modalità utilizzati.
Lo strumento di analisi dati corrisponde ad un programma di indagine statistica ed epidemiologica
EpiInfo – Versione 3.3. L’analisi ha implicato una ricostruzione analitica e di plesso scolastico
attenta a considerare sia elementi quantitativi emergenti dai questionari, che qualitativi propri degli
incontri con i due gruppi.
Preparazione materiali
I materiali che sono stati utilizzati sono frutto di un lavoro di ricerca avvenuto nei periodi
antecedenti lo svolgimento degli incontri in classe. Ha comportato: l’uso di apparecchiature e
materiali di diverso tipo, reperimento immagini e video e programmazione del lavoro in funzione
degli stessi.
Analisi qualitativa degli incontri nelle classi
1^ A
Nel primo incontro la classe è riuscita a riconoscere le diverse dipendenze specificando, tuttavia, le
caratteristiche comuni ai comportamenti dipendenti. L’interesse si è concentrato prevalentemente
sulle motivazioni che sottendono il consumo di sostanze stupefacenti. Da segnalare un’affermazione
fatta da uno studente: “c’è gente che non ha le palle per ubriacarsi, ma per stare in compagnia fa
finta di essere ubriaco”, sulla quale ci si è soffermati per analizzarne gli aspetti motivazionali e di
emulazione. Nel secondo incontro si è posta maggiore attenzione, in primo luogo, a rischi,
composizione e danni delle sostanze, in secondo luogo, attraverso il coinvolgimento diretto di
alcuni studenti, ai fattori di rischio e protezione per la salute.
1^ B
Durante il primo incontro la classe è riuscita a rimanere più focalizzata sull’argomento stimolato
attraverso le immagini. In tal senso, esso è stato sviscerato nelle sue differenti sfumature anche da
un punto di vista di spiegazioni scientifiche e tecniche riguardanti le sostanze che creano
dipendenza. Nel secondo incontro, la classe tendeva nuovamente a porre attenzione a riferimenti
circa sostanze e utilizzo delle medesime, allontanandosi dall’obiettivo indirizzato più ad
approfondire elementi motivazionali di uso e non uso.
3
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1^C
Nel primo incontro la classe è mancata nella comprensione del significato del concetto di
dipendenza, tanto da generalizzarlo anche a comportamenti di svago definibili non “a rischio” (es.
lettura, amicizia, ecc.). Le rielaborazioni iniziali non sono riuscite a centrare il focus della
discussione anche perché la classe, nella relazioni, era frequentemente distratta da alcuni elementi
di disturbo. Nel secondo incontro, questo limite, è stato trasformato in potenzialità. Infatti con il
coinvolgimento diretto e responsabilizzato dei suddetti alunni, la classe è riuscita ad interagire in
modo costruttivo e approfondito.
1^ D (3 h)
Nel primo incontro c’è stata una completa lettura degli stimoli portati, con ampia discussione sulle
diverse sostanze e particolare interesse all’alcol. Non abbiamo toccato l’argomento delle
dipendenze in quanto tale. L’andamento del secondo incontro è stato minato dalla sua brevità, in
quanto gli studenti nella prima ora erano impegnati in un’assemblea. Il tempo a disposizione è
servito per fare il punto della situazione sulle cose emerse in precedenza e per approfondire alcuni
aspetti fondamentali nel concetto di “dipendenza”, specificandosi poi con le sostanze psicotrope.
Purtroppo però il grado di analisi è rimasto ad un livello superficiale.
1^ E
La classe non ha partecipato attivamente alla discussione ed ha manifestato una tendenza alla
dispersione delle argomentazioni. Alcuni problemi tecnici (materiali multimediali non funzionanti e
spostamento della classe nell’aula informatica) hanno rallentato ulteriormente l’approfondimento
dell’incontro ed il lavoro con le immagini. Solo nel secondo incontro, dopo un breve periodo di
relazione comunicativa altalenante fra dialogo/ascolto a confusione diffusa e solamente a seguito
del riconoscimento di un loro interesse attraverso la rielaborazione delle modalità comunicative
efficaci (e inefficaci) della classe, il gruppo è riuscito a concentrarsi sugli stimoli proposti fornendo
molti elementi di discussione.
1^ F
Nel primo incontro la proiezione delle immagini e l’utilizzo del brainstorming hanno consentito di
sviluppare una buona discussione sulle dipendenze e sulle diverse sostanze. La classe, anche se con
qualche differenza al suo interno, ha partecipato piuttosto attivamente.
Il secondo incontro, condotto prevalentemente nella modalità del lavoro di gruppo, inizialmente non
ha coinvolto troppo i ragazzi; tuttavia nella seconda parte sono emerse importanti riflessioni sulle
motivazioni, con un dibattito che ha visto impegnata quasi tutta la classe. Forte è stata, infine, la
richiesta di informazioni su alcol e guida, fornite mediante la proiezione di immagini
1^ G
La prof.ssa Sommariva chiede di partecipare all’incontro. Tale presenza non determina
un’alterazione eclatante della discussione, anche se in un momento di assenza della docente, la
classe propone alcuni stimoli riconducibili alla loro esperienza. Buona la rielaborazione della
discussione, del concetto di dipendenza e delle diverse tipologie di sostanze di “addiction”.
Nel secondo incontro si evidenzia inizialmente una discreta partecipazione al lavoro in sottogruppi
mentre la concentrazione al momento della rielaborazione alla lavagna diminuisce nettamente, con
4
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alcune fasi di disturbo. Da segnalare tuttavia, da parte di alcuni soggetti, osservazioni ed interventi
interessanti a partire dagli stimoli del video proposto.
1^ H
Nel primo incontro la classe si mostra interessata agli argomenti proposti e agli strumenti utilizzati,
con un buon equilibrio tra una riflessione sulle immagini ed una richiesta di informazioni e
chiarimenti sulle sostanze.
Nel secondo incontro sono emerse molte domande sulla legalità, a partire dal lavoro in sottogruppi.
Ad un calo di attenzione da parte del gruppo, sono stati proiettati due video che hanno incuriosito e
suscitato discussioni a proposito delle dipendenze e delle tipologie di messaggi utilizzati.
1^ I
La classe ha dimostrato una modalità partecipe, seguendo la discussione attraverso proprie prassi e
focalizzandola sulle motivazioni che inducono e sottendono il consumo di sostanze.
Nel secondo incontro il gruppo era dimezzato dalle numerose assenze, ma si è riusciti, comunque,
a lavorare sulle motivazioni, acquisendo importanti nozioni ed approfondimenti dagli stessi ragazzi.
Nel complesso ragazzi molto curiosi e partecipativi.
1^ L
Nel primo incontro il gruppo classe, seppure con qualche differenza al suo interno, è parso
interessato prendendo attivamente parte al lavoro sulle immagini, con riflessioni sulle differenti
modalità comunicative delle stesse. Anche il brainstorming proposto ha consentito agli operatori di
individuare numerosi spunti di discussione ed occasioni per dare informazioni; alcuni studenti
tuttavia dimostrano più di altri una rilevante conoscenza di base degli argomenti trattati.
Nel secondo incontro, dopo un po’ di difficoltà iniziale ad attirare l’attenzione dei ragazzi, che
erano distratti, sono state presentate altre slide che hanno suscitato grande interesse.
Si evidenzia una certa disomogeneità all’interno della classe che tuttavia non ha impedito la
produzione di una significativa quantità di motivazioni.
1^M
Nel primo incontro s’è parlato molto delle pubblicità progresso e del valore positivo o negativo
delle stesse. Si è potuto osservare un forte scetticismo nei confronti degli spot! Solo in seguito
abbiamo approfondito il lavoro sulle immagini, arrivando anche a toccare argomenti come la
violenza negli stadi!!
Nel secondo incontro c’è stata un po’ di difficoltà ad interagire con gli studenti che erano
particolarmente distratti e vivaci. Solo pochi studenti della classe prestavano attenzione,
partecipando più attivamente, mentre il resto della classe ha continuato ad essere distratta.
Seppur con fatica siamo riusciti a discutere delle dipendenze e delle loro motivazioni.
1^ N
Il primo incontro ha dato l’opportunità, a partire dalle riflessioni sulle immagini proposte, di
sviluppare interessanti ed ampie discussioni sia sulla comunicazione e le diverse tipologie di
messaggi, sia sul problema delle dipendenze. Inoltre si sono toccate questioni di etica e
responsabilità pubblica e sono state date informazioni sulle varie sostanze.
5
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Anche il secondo incontro, sviluppatosi nella modalità del lavoro di gruppo, ha dato luogo ad una
discussione che ha visto coinvolta attivamente quasi tutta la classe su differenti tematiche, quali
alcol e guida, legalità e responsabilità verso gli altri, effetti delle sostanze (soprattutto alcol). Nel
complesso gli alunni sono sembrati molto entusiasti e soddisfatti della modalità di lavoro.
1^O
Classe leggermente rumorosa, ma attenta comunque agli argomenti trattati. Gli alunni sono riusciti
a lavorare con le immagini proposte, anche se concentrati più sulle informazioni esplicite date, che
non sul subliminale delle immagini. Apparentemente pigri nell’approfondimento.
La presenza dell’assistente sociale del NOT (nucleo operativo tossicodipendenze), ha consentito di
integrare le informazioni circa la legalità delle sostanze.
Nonostante nel secondo incontro si sia speso del tempo a richiamare l’attenzione dei ragazzi,
piuttosto distratti e non troppo interessati all’argomento, si è potuto sviluppare un intenso dibattito
su temi quali le conseguenze fisiche del fumo e delle sostanze illegali.
Osservazioni generali
Nelle classi è emersa una differenziazione delle motivazioni che sottendono l’uso delle tipologie di
sostanze (tabacco, alcol, droghe illegali). Nelle ultime, tale diversità veniva ulteriormente definita in
funzione della vicinanza all’esperienza (diretta o indiretta) degli studenti. La valutazione delle
motivazioni rispetto all’uso di sostanze stupefacenti è dovuta ad una bassa conoscenza dei fattori di
rischio, sia circa i danni fisici e neurologici che rispetto alle conseguenze normative
Alcuni studenti affermano di avere già avuto nell’esperienza della Scuola Media Inferiore
l’opportunità di assistere ad incontri di educazione alla salute. In cui vengono trattati temi simili ai
nostri, anche se attraverso modalità ritenute meno accattivanti: quali situazioni frontali di lezione o
convegno, senza particolare attenzione al coinvolgimento in prima persona dei ragazzi.
Complessivamente il linguaggio, le “fantasie”, gli esempi portati dai ragazzi dimostrano una
vicinanza all’argomento. La conoscenza (informazione, esperienza) è molto confusa anche se, in
alcuni momenti, dimostra un’esperienza già vissuta, un interesse di scoperta ed un processo di
ricerca di informazioni che dichiara come contesti disponibili di sua creazione: le relazioni amicali,
meno la famiglia e ancor meno i docenti.
Emerge, al pari dell’anno scorso, il desiderio degli studenti di affrontare la sessualità ed affettività
quale argomento di educazione alla salute. Da parte nostra si nota una mancanza di approfondimenti
in tal senso per una fascia di età che si sta avvicinando ad esperienze di questo genere.
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Analisi quantitativa degli incontri nelle classi
Il campione, suddiviso in n. 13 gruppi classe (dalla sez. A alla sez. O), differisce di 16 unità fra la
somministrazione del questionario d’ingresso e quello di uscita (ingresso n. 349, cfr. grafico 1;
uscita n. 333, cfr. grafico 2). La differenza numerica fra primo e secondo incontro sta nel fatto che
le classi venivano incontrate in orario scolastico, quindi soggetta alle assenze o presenze degli
studenti nelle classi medesime. Gli studenti corrispondono ad una media di 341 studenti, di cui
mediamente 144 femmine e 186 maschi.
Grafico 1 Popolazione studentesca nel primo incontro divisa per genere
42%
58%
Femmine: 148 unità
Maschi: 201 unità
Grafico 2 Popolazione studentesca nel secondo incontro divisa per genere
42%
58%
Femmine: 141 unità
Maschi: 192 unità
Tab. 1 La salute corrisponde a:
INGRESSO
Frequenza
Una condizione fisica benessere
Stato fisico, psicologico, sociale benessere
Assenza malattia
USCITA
%
Frequenza
%
31
8,9
20
6
305
87,6
303
91,5
12
3,4
8
2,4
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Seppur già in principio la considerazione riguardo alla “salute” marcava un parallelismo con
elementi bio – psico – sociali, a seguito della seconda somministrazione del questionario, com’è
avvenuto nello scorso anno scolastico, v’è stato un rafforzamento di tale percezione olistica della
salute (cfr. Tab. 1).
Quest’anno, a differenza dello scorso, si è voluto indagare l’informazione specifica rispetto alla
“dipendenza” togliendo da questa alcune sfumature più caratterizzanti che sono state invece oggetto
di discussione nel gruppo classe (cfr. Tab. 2). Da questa è emersa, al pari del precedente anno
scolastico, l’idea secondo cui i comportamenti di dipendenza sono determinati da scelte personali
più che dalla compartecipazione di cause differenti.
Tab. 2 La dipendenza è:
INGRESSO
USCITA
Frequenza % Frequenza %
Un fenomeno che vede coinvolte tutte le persone
8 2,3
Una condizione psicologica che determina una certo tipo di legame
fra due individui
23 6,6
Una condizione patologica per cui la persona perde ogni possibilità
di controllo su un determinato comportamento
318 91,1
16 4,8
10
3
304 92,1
Tab. 3 Fattori di rischio, fattori di protezione:
INGRESSO
USCITA
Frequenza % Frequenza %
Influenzano i nostri comportamenti
49 14,2
35 10,7
Sono caratteristiche personali che consentono di fare delle scelte
41 11,9
30 9,2
255 73,9
262 80,1
Fanno riferimento a sfavore della salute, mentre i secondi
favoriscono comportamenti salutari
Come l’anno scorso, le conoscenze in possesso dei nostri interlocutori nascevano da elementi
esperienziali più che dall’oggettività della medesima informazione caratterizzando una distorsione
del reale rischio (anche a livello di norma sociale - legale) in cui si incorre a favore di
comportamenti devianti sostenuti da false convinzioni. In funzione del secondo incontro
l’informazione, che dimostrava una bassa percentuale di risposta esatta, aumenta in eccesso
nonostante il minor numero di studenti. Interessante notare come la percentuale di risposte corrette
sia maggiore fra le femmine che fra i maschi, nonostante la numerosità di questi sia maggiore sia in
ingresso che in uscita (cfr. Tab. 4 – 5 – 6 – 7).
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Tab. 4 Confronto fra ingresso/uscita “quali fra le seguenti affermazioni sono vere e quali false”?
Il fumo inspessisce i peli del naso
Il bacardi brezeer non è una
sostanza alcolica
E’ consentita la vendita di sigarette
ai quindicenni
L’alcol migliora le prestazioni
sessuali
Lo “spinello” non crea dipendenza
INGRESSO
USCITA
INGRESSO
USCITA
VERO (%)
F
M
VERO (%)
F
M
FALSO (%)
F
M
FALSO (%)
F
M
(n. 148)
(n. 201)
(n. 140)
(n. 190)
(n. 148)
(n. 201)
(n. 140)
(n. 190)
39,2
8,8
35
10,5
60
2,9
60,3
6,3
60,8
91,2
65
89,5
40
97,1
39,7
93,7
15,5
20,5
14,2
7,4
84,5
79,5
85,8
91,6
12,8
19,6
7,3
11,5
87,2
80,4
92,7
88,5
20,5
10,9
4,3
10,6
79,5
89,1
95,7
89,4
Tab. 5 Quali fra le seguenti affermazioni sono vere e quali false?
INGRESSO
VERO
Il fumo inspessisce i peli del naso
Il bacardi brezeer non è una sostanza alcolica
E’ consentita la vendita di sigarette ai quindicenni
L’alcol migliora le prestazioni sessuali
Lo “spinello” non crea dipendenza
127
34
64
58
52
USCITA
FALSO
VERO
218
314
284
289
295
FALSO
198
16
36
32
26
131
315
296
296
304
Tab. 6 Quali fra le seguenti affermazioni, in ingresso, sono vere e quali false, suddivise per genere?
Il fumo inspessisce i peli del naso
Il bacardi brezeer non è una sostanza alcolica
E’ consentita la vendita di sigarette ai quindicenni
L’alcol migliora le prestazioni sessuali
Lo “spinello” non crea dipendenza
VERO
F
M
58
69
13
21
23
41
19
39
30
22
FALSO
F
M
90
128
135
179
125
159
129
160
116
179
Tab. 7 Quali fra le seguenti affermazioni, in uscita, sono vere e quali false, suddivise per genere?
Il fumo inspessisce i peli del naso
Il bacardi brezeer non è una sostanza alcolica
E’ consentita la vendita di sigarette ai quindicenni
L’alcol migliora le prestazioni sessuali
Lo “spinello” non crea dipendenza
VERO
F
M
84
114
4
12
20
16
10
22
6
20
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FALSO
F
M
56
75
136
179
121
175
127
169
135
169
9
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Grafico 3 Cosa ti aspetti da quest’iniziativa?
315
350
300
250
200
150
100
33
18
50
0
1
2
3
L’attesa della maggioranza degli studenti è riferita ad un incontro informativo e di
approfondimento, mentre la minoranza si aspetta un incontro noioso ed incapace di suscitare
interesse (cfr. Graf. 3). Nel mezzo vi è un gruppo che invece articola maggiormente le aspettative,
ossia: arricchimento culturale in senso generale e rispetto a tematiche inerenti la salute. Con
particolare riferimento ai giovani “che sono spesso incoscienti delle proprie azioni”. Indagare
ragioni per smettere di avere (o che sostengono il desistere ad iniziare) comportamenti dannosi,
attraverso confronto delle personali ed altrui esperienze (“non fare lezione per 4 ore, ma cambiare
un po’ modo di educare!”, “spero che non sia un incontro noioso!”). Potenziare il grado di
consapevolezza in tema di salute (“spero che quest’iniziativa mi insegni a migliorarmi!”), affinché
si possa tutelare meglio il proprio benessere (fisico e psicologico) anche rispetto a “pericoli che
potremmo correre tra qualche anno”.
Valutazione di gradimento
Rispetto al grado di soddisfazione, registrato in uscita, la maggior parte delle persone hanno
indicato aspetti positivi di valutazione. Si sceglie di riportare i commenti così come indicati nei
questionari: “ho avuto modo di arricchire le mie conoscenze riguardo le dipendenze, abbiamo
affrontato tutte quelle cose che la gente dipendente o con dei problemi non vuole affrontare o
sentirsi dire, abbiamo avuto modo di esprimere molte opinioni, abbiamo discusso di notizie molto
importanti, abbiamo discusso e chiarito argomenti importanti che non si trattano tutti i giorni con
gli insegnanti, abbiamo imparato molte cose, abbiamo imparato moltissime cose nuove e utili,
abbiamo parlato di cose molto interessanti, ma soprattutto attuali che ci possono servire per il
nostro futuro, abbiamo scoperto e parlato delle cose che succedono tutti i giorni, ci hanno aiutato
molto su cosa è giusto e cosa no, abbiamo sviluppato le nostre idee riguardo alle dipendenze,
adesso so qualcosa in più che prima non sapevo: questo mi aiuta molto, aiutano noi giovani a
essere più consapevoli di ciò che facciamo, aiutano sempre a tener gli occhi aperti, anche se alcune
cose le sapevo già ho acquisito nuove nozioni, approfondimento di argomenti importanti in modo
diverso, boh! Forse è stato utile…, capire molte cose, c'è stato dialogo, ascolto reciproco e ci si
poteva confrontare anche su problemi personali, chiarisce particolarmente bene tutto ciò che
riguarda la dipendenza e anche altro, chiarito molti dubbi, e dato molte informazioni e notizie che
non sapevo o sapevo in modo superficiale, ci è servito per allargare la conoscenza, ci ha fatto
riflettere molto sulle conseguenze che portano le dipendenze, ci hanno informato sulle
caratteristiche di molte sostanze, ci siamo divertiti a capire determinate cose sulle varie sostanze
"pericolose", convincono e informano molto, coinvolge molto la classe che dà i suoi commenti e
pensieri personali, è cresciuta la mia conoscenza sulle dipendenze, è divertente, è interessante
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poter parlare di queste cose con persone che ne capiscono, è stato interessante ascoltare i pareri
dei miei compagni, gli argomenti incontrati sono stati ben esposti anche grazie ala loro gentilezza,
hanno risposto a molte domande che non avevo il coraggio di chiedere ai miei genitori per
timidezza, ho evitato molte interrogazioni, mi sento più cosciente e responsabile, ho potuto
confrontarmi con delle persone su temi che spesso la gente, per noi quattordicenni, considera tabù,
mi hanno spiegato meglio le conseguenze di scelte sbagliate che potrei fare in futuro, rispetto agli
anni scorsi, abbiamo trattato l'argomento con metodi più vicini alla nostra età, si è potuto parlare
apertamente dei problemi dei giovani, cosa che forse nella vita quotidiana non avviene, siete
riusciti a farci parlare sinceramente, sono degli incontri dove ci si sente appartenenti ad un
gruppo, sono stati svolti trattando alla pari i ragazzi valutando il grado di maturità e senza
sottovalutarlo”.
Fra le 9 persone che hanno sottolineato un disappunto sugli incontri emergono i seguenti pareri: le
cose dette sono state utili però ridondanti in quanto già in possesso di alcuni studenti. Inoltre, la
scelta di introdurre in modo complessivo l’argomento “dipendenza” è sembrato dispersivo e troppo
centrato ad aspetti legati più al condizionamento sociale (mass media, ecc.) che allo specifico
fenomeno.
Valutazione degli strumenti e delle metodologie degli incontri
In generale la modalità di lavoro a partire dalle immagini è stata apprezzata e giudicata, nella
maggioranza dei casi, utile, coinvolgente e stimolante. Dai questionari risulta, in qualche caso, la
richiesta di fare un uso ancora maggiore degli strumenti multimediali, compresi i video, che sono
stati occasionalmente proposti in alcune classi. Non tutte le immagini mostrate, tuttavia, hanno
suscitato la medesima curiosità: l’attenzione si è ovviamente concentrata su quelle giudicate più
“dirette” e richiedenti un minore sforzo interpretativo. Per quanto riguarda le tipologie di
messaggio, si va da un interesse per immagini scherzose o ironiche ad una preferenza per qualcosa
di più forte e “crudo”.
Utile è risultato anche il brainstorming, mediante il quale sono state sviscerate emozioni,
motivazioni ed impressioni a volte profonde sul tema delle dipendenze.
L’opinione pare sostanzialmente positiva anche per quanto riguarda il lavoro di gruppo sulle
motivazioni, che da un buon numero di studenti viene preferito alla modalità del primo incontro. In
alcune classi, infatti, tale lavoro è stato visto come un’opportunità di confronto, di espressione delle
proprie idee ed infine di condivisione.
I vari momenti di discussione ed informazione sono stati particolarmente apprezzati in quanto
occasione di chiarimento, mentre in altri casi sono risultati meno coinvolgenti rispetto, per esempio,
alla proiezione di immagini.
Si riportano alcune, fra le impressioni raccolte: “i sistemi adottati non erano noiosi ma anzi
aiutavano la comprensione e l'attenzione sugli argomenti, abbastanza validi, abbiamo usato le
immagini che per me erano molto significative, secondo me hanno fatto bene e devono continuare
così, abbiamo utilizzato gli strumenti adatti ad ogni argomento e in modo appropriato essi
rendevano più chiare le idee di cui si parlava, adeguati agli argomenti, alcuni sono stati efficaci
mentre con altri abbiamo dovuto soffermarci a ragionare, il resto tutto ok, buon metodo di lavoro
perchè riesce a coinvolgerci tutti, comprensibili ed essenziali, dialogare invece che spiegare è un
ottimo metodo per lavorare in gruppo, è bello dibattere apertamente e poter dire il proprio parere
su qualsiasi cosa senza essere giudicati, è una bella idea quella di far partecipare gli alunni il più
possibile, erano molto organizzati anche se era un po' difficile capire i filmati fatti dalle scuole
(parlo solo per me, magari per altri era più facile), erano originali ed utili, gli strumenti utilizzati
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CENTRO DI SOLIDARIETA' DI GENOVA
sono stati strumenti che non avevo mai visto usare prima, anche perché non ho mai assistito ad una
conversazione in classe, l'utilizzo di immagini e schemi aiutano ad interagire con persone timide,
mi è piaciuto il lavoro di colloquio in classe, le immagini mi sono piaciute, anche se avrei preferito
dei video, mi sono sembrati un po’ limitati forse a causa del tempo che scarseggiava, molto positivo
spiegare facendo esempi o ponendo domande a noi studenti, come è stato fatto, secondo me la
seconda parte dell'incontro, quella che si basava sul dialogo, è stata la più efficace e interessante,
secondo me sono stati efficaci poiché hanno creato una certa complicità tra noi portandoci a fare
molte osservazioni, sono stati molto utili perché ho capito che dietro ad un'immagine c'è molto più
di un disegno, sono stati utilizzati argomenti semplici e funzionali che hanno permesso la
comprensione veloce e la riflessione perchè c'era stimolo), tutto 10 e lode....... (lavagna, dibattito,
strumenti multimediali), un po' troppo lunga la parte delle immagini, rischia di diventare noiosa,
alcuni video non erano pertinenti, no, perché non mi ritengo maturo abbastanza, è più bello farsi
gli spinelli con il grappino e la eroina e spararsi in vena.
In sintesi, sembra che gli strumenti adoperati consentano un buon livello di interattività e
partecipazione da parte dei ragazzi, il che può far pensare che questa modalità di lavoro appassioni
maggiormente i ragazzi e risulti complessivamente più utile, rispetto ad una lezione informativa di
tipo tradizionale.
Spazio ai suggerimenti …
Per molte classi il livello di soddisfazione per gli incontri è stato buono, dunque in svariati casi non
vengono dati suggerimenti aggiuntivi. Va ribadita tuttavia la richiesta di una maggiore presenza dei
video e degli strumenti multimediali in genere.
Da parte di alcuni alunni, inoltre, viene chiesto di ampliare il numero degli incontri, per
approfondire tematiche che nelle discussioni hanno avuto meno spazio o per chiarire ulteriori dubbi.
Da segnalare la proposta, in più di un caso, di permettere ai ragazzi di confrontarsi con persone che
abbiano vissuto sulla propria pelle l’esperienza della dipendenza.
“Approfondire di più gli effetti negativi che può avere un oggetto, aumentare soprattutto i contenuti
multimediali servendosi di più video, ci vorrebbero più incontri perché c'è molto su cui discutere,
coinvolgere ancora di più i ragazzi magari con dei giochi di ruolo, collaborare con altre classi,
continuare così è il miglior consiglio, continuare così perché il lavoro che fate, anche se adesso
come adesso non sembra, è molto utile, dare più ore agli operatori per intervenire più volte nelle
classi e fare più laboratori di gruppo e approfondire meglio gli argomenti, io mi soffermerei di più
su fumo e alcol, meno di droghe, mi è piaciuto... che la forza sia con voi, no, ma secondo me
bisogna interagire di più con i ragazzi, no, meglio di così non si può, anche perchè abbiamo potuto
parlare noi personalmente, piuttosto i ragazzi dovrebbero essere più collaborativi, potremmo
vedere delle piccole storie al computer dove ragazzi ed adulti sono coinvolti dalle dipendenze
trattate (se possibile), proporrei di fare come nella nostra classe dove gli incontri sono stati fatti da
noi ragazzi che abbiamo discusso tra di noi osservati dalle "educatrici", proseguire per
sensibilizzare la gente, sarebbe bello fare più lavori in gruppi, si potrebbero presentare
testimonianze di dipendenze, vi do un consiglio: cercare di rendere la prima discussione
interessante e divertente come la seconda. A parte la scenetta l'ultima lezione è stata molto più
interessante ed interattiva”.
Si ringraziano gli studenti per aver condiviso con noi i loro pensieri, preoccupazioni, dubbi!
Carla Mucciariello, Florinda A. B. Leo, Marco Vagnozzi
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Benessere e dipendenze: sensazioni e alternative