Presentazione
DOCUMENTO DI
PROGRAMMAZIONE
SANITARIA E SOCIO SANITARIA
ANNO 2011
MARTEDI’ 25 GENNAIO 2011
1
Intervento
Dr. Antonio Gattinoni
Direttore
Dipartimento di Prevenzione
Medica
2
La prevenzione medica
Secondo principi di
•Integrazione, trasversalità, rete
• Semplificazione amministrativa
• Corrispondenza alla realtà di contesto ed evidenza scientifica
• Valutazione e mitigazione del rischio di salute espositivo e
comportamentale
• Valutazione dei risultati ed efficacia delle azioni
per un moderno
“sistema integrato di prevenzione”
3
Prevenzione alla persona
Prevenzione delle malattie infettive
- Azioni di contenimento delle malattie infettive emergenti
-Coperture vaccinali in età pediatrica
-Conferma dell’offerta vaccinale per gli adulti /viaggi
- Potenziamento delle attività di screening e diagnosi precoce
dell’infezione da HIV
Screening oncologici
-Carcinoma della mammella >60% di adesione
- Carcinoma del colon retto >40% di adesione
Miglioramento dell’accesso consultoriale al pap test e sua
rendicontazione
Medicina legale
Tempi di attesa per il riconoscimento d’invalidità civile e per
la Comm. Locale Patenti, con miglior accessibilità
e gestione informatizzata delle pratiche.
4
Piano Integrato di Prevenzione e
Controllo Ambienti vita e di lavoro
Ambienti di vita aperti e confinati
Prosecuzione dei controlli su:
-attività ad alto rischio (strutture ad uso collettivo)
-situazioni emergenti quali attività di trattamento alla persona
-ambienti a rischio di legionellosi
Alimenti e acque destinate al consumo umano
•Controlli sugli operatori del settore alimentare
•Attuazione del documento regionale “Standard di funzionamento
dei Servizi ASL competenti in materia di sicurezza alimentare”
•Qualità dell’acqua distribuita e verifiche dei piani di
controllo interno degli acquedotti
5
Piano Integrato di Prevenzione e
Controllo Ambienti di vita e di lavoro
Ambienti di lavoro
- Controlli negli ambienti di lavoro secondo graduazione del
rischio e prosecuzione delle attività che hanno contribuito
alla riduzione degli infortuni sul lavoro
-15,5% infortuni totali e -41,2% infortuni gravi
•Attuazione del Piano Regionale Amianto con incremento
dei Piani di Lavoro e relative bonifiche
•Adozione da parte del Comitato Provinciale di coord.
ex art. 7 D.Lgs. 81/08 del Piano triennale per la
promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro 2011- 2013
e prosecuzione della collaborazione con amministrazioni e
parti sociali
-Osservatorio Provinciale Infortuni e malattie professionali
6
Piano Integrato Locale degli interventi
di Promozione della Salute
•Riduzione dei fattori di rischio di malattie croniche degenerative:
Obesità, sedentarietà, tabagismo stili di vita
•Promozione dell’attività fisica in tutte le fasce di età: Scale per la
salute, Gruppi di Cammino e Piedibus;
•Promozione di corrette abitudini alimentari
•Indicazioni nutrizionali da recepirsi nei capitolati d’appalto della
ristorazione scolastica
•Interventi formativi rivolti a PLS e MMG;
•Lotta al tabagismo
7
Altre attività qualificanti 2011
•Protocollo nell’ambito delle emergenze tra
ASL-Azienda Ospedaliera -AREU e Protezione Civile
•Accordo con ARPA per un programma di controlli sulle
aziende che svolgono attività impattanti sull’ambiente
•Predisposizione del “Report delle attività preventive 2010”
•Realizzazione di una campagna informativa sull’uso corretto
dei cosmetici
•Attività di supporto alle Amministrazioni Comunali nei
percorsi di sviluppo dei Piani di Governo del Territorio e nelle
procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale
•Prosecuzione delle attività analitiche del Laboratorio
•Informatizzazione dei dati su Impres@
8
Intervento
Dr. Fabrizio Galbiati
Direttore
Dipartimento di Prevenzione
Veterinaria
9
La prevenzione veterinaria
L’attività verrà implementata sui seguenti aspetti:
1. Sicurezza alimentare e tutela della salute dei
consumatori;
2. Sanità pubblica e igiene veterinaria;
3. Sanità animale e zoonosi;
4. Tutela sanitaria degli animali d’affezione e
prevenzione del randagismo
10
Sicurezza alimentare
•Piano di controllo sulla qualità igienica dei prodotti a base di
latte ottenuti nei caseifici degli alpeggi;
•Piano di ricerca della Listeria monocytogenes in formaggi molli
di produzione nazionale ed estera presso gli stabilimenti di
trasformazione ed al commercio;
•Piano di monitoraggio e controllo delle temperature di
conservazione ed esposizione degli alimenti da mantenere in
regime di temperatura controllata in fase di vendita al dettaglio.
11
Sanità pubblica e igiene veterinaria Sanità animale e zoonosi
•Piano per il controllo del benessere animale al macello e negli
allevamenti
•Piano per la ricerca di Residui negli animali e prodotti di
origine animale
• Piano per il controllo del materiale specifico a rischio (BSE –
animali morti)
•Piano di sorveglianza sull’alimentazione animale e di
farmacosorveglianza negli allevamenti
•Piano per il controllo delle malattie negli animali (TBC,
Brucellosi bovina e ovicaprina, BSE/TSE, rabbia, salmonellosi,
influenza aviaria, etc)
12
Tutela sanitaria degli animali
d’affezione e prevenzione del
randagismo
Si attueranno i seguenti percorsi:
IDENTIFICAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI CANI
“A RISCHIO POTENZIALE ELEVATO” – azioni successive in
collaborazione con i Comuni (ordinanze – percorsi formativi –
patentino detenzione animali)
COLONIE FELINE – STERILIZZAZIONI: si aumenterà in
modo significativo (in alcuni distretti con un raddoppio
settimanale di risorse e mezzi) per incrementare il n° delle
sterilizzazioni al fine di ridurre gli inconvenienti igienico sanitari
dovuti alla presenza di colonie di gatti liberi – il percorso avverrà
in collaborazione con Comuni e associazioni
13
Applicazione del “Piano regionale degli interventi
educazione sanitaria e zoofila di controllo demografico
della popolazione animale e di prevenzione del
randagismo" di cui alla DGR 939 del 01/12/2010 con:
Verifica dei cani posseduti per l'eventuale nuova identificazione
o correzione dei dati anagrafici presso gli operatori sottoposti a
vigilanza veterinaria
Percorsi e collaborazioni con Comuni/associazioni di Comuni,
Provincia e comunità Montane per la creazione di Uffici Diritti
Animali (disponibili finanziamenti 100.000€ per province e
400.000 per Comuni)
Progettazione di collaborazioni o predisposizione di
attività di Pet Therapy con Ospedale, RSA, associazioni,etc.
14
Intervento
Dr. Valter Valsecchi
Direttore
Dipartimento Cure Primarie
15
Diamo i
Numeri
anno
2005
2006
2007
2008
2009
anno
medici di
assistiti da
medicina
MMG
generale
-------------------------
2007
801,12
carico medio
assistenziale
1.237,72
1.244,61
1.310,97
1.326,72
1.343,76
2008
875,04
2009
883
carico medio
assistenziale PDF
Anno
2005
2006
2007
2008
2009
Indicatore
associazione gruppo
50,95%
15,53%
39,88%
23,91%
38,64%
23,64%
14,35%
24,15%
10,74%
28,11%
rete
22,76%
23,68%
24,83%
51,09%
50,32%
16
Diamo i numeri
Descrizione
Spesa
/1000
Ass.li
pes.
scostamento
% m edia
regionale
SISTEMA CARDIOVASCOLARE
44.946,82
1,50%
APPARATO GAST ROINTESTINALE E METABOLISMO
SISTEMA NERVOSO
SISTEMA RESPIRATORIO
ANTIMICROBICI GENERALI PER USO SISTEMICO
F ARMACI ANTINEOPLASTICI ED IMMUNOMODULAT ORI
SANGU E ED ORGANI EMOPOIETICI
SISTEMA GENITO-URIN ARIO ED ORMONI SESSU ALI
SISTEMA MUSCOLO-SCHELETR ICO
PREPARATI ORMONALI SISTEMICI, ESCLUSI GLI OR MONI
SESSUALI
ORGAN I DI SENSO
15.851,55
14.721,49
8.914,88
8.076,28
6.240,60
6.059,12
4.377,52
3.710,20
3.444,65
-11,86%
-4,83%
-11,58%
-1,93%
-10,96%
-17,02%
-9,45%
-9,67%
8,41%
1.757,68
-8,13%
DERMATOLOGICI
VARI
F ARMACI ANTIPARASSITARI, INSETT ICID I E REPELLENTI
N/A
T OTALE:
425,24
311,63
173,84
42,15
119.053,64
-17,21%
-44,44%
20,64%
1613,41%
-5,49%
17
Servizio Assistenza Sanitaria Primaria
Indirizzi di programmazione
Consolidare la contrattualistica (A.C.N., A.C.R)
• Applicazione AA.CC.RR.
• Visibilità delle informazioni (sito Internet)
• Gestione reclami
Attività sui comportamenti (farmaceutica)
• Scheda medico (reportistica)
• Il rapporto ottimale consumi farmaceutici (il 32% brevetto
scaduto/totale)
• Le prescrizioni di specialistica
Attività sulle relazioni (Tavoli e sistemi di relazione)
•
•
•
•
Il sistema relazione (MMG – Front Office – Specialista)
Medici e Farmacisti
Tavolo della farmaceutica (Prontuario alla dimissione)
PDF – UONPIA - Pediatria
18
Servizio Assistenza Sanitaria
Primaria
Indirizzi di programmazione
L’ICT (SISS ,…..)
•Aumentare le performance dei MMG
(prescrizione con il SISS già alta)
•FSE (implementazione)
•PATIENT SUMMARY
•Certificati on line
•PEC
Offerta Continuità Assistenziale
•Ampliamento offerta (cure palliative)
•Un diverso rapporto con il 118
•Informatizzazione ed integrazione
•SISS e Certificati di malattia
19
Verso l’innovazione …
per non star fermi (Progetti)
•Percorsi Pediatria Osp - Territorio
•TAO presso MMG (uso devices)
•Ambulatorio Infermieristico gestito dai Medici di Medicina
Generale
•Gestione della patologia cronica (Chronic Care Model)
•Progetto Depressione ed Ansia
•BPCO
•Telemaco
•Casa della Salute
•Cronic Related Group” (C.Re.G.)
20
Assistenza farmaceutica
Indirizzi di programmazione
Attività di indirizzo e informazione
• Brevetto scaduto – biosimilari
• Farmacovigilanza (MEAP)
Attività di governo
• Attenzione alla regole (report strutturati)
• Interventi sull’erogazione diretta (farmaci ed integrativa)
Attività di vigilanza
• Sulle Farmacie
• Sulle prescrizione e sugli addebiti contabili
21
Assistenza farmaceutica
Indirizzi di programmazione
Attività di relazione (FederFarma e Strutture)
•Aumento delle relazioni
• Condivisione indicazioni alle farmacie
ICT
• Piani Terapeutici
• SISS e Farmacie
Interventi sulla distribuzione (diretta, File F)
• WebCare
• Incremento DPC
• Maggiori appropriatezza File F e gestione farmaci H
22
Assistenza Protesica
Attività di governo
•Monitoraggio volumi e costi (minore)
Attività di monitoraggio
•Flussi regionali
•Valutazione modalità di fornitura
Attività diretta (autorizzazioni e relativo
controllo)
•Valutazione appropriatezza
•Razionalizzazione spesa
ICT (SISS ……..)
•Prosecuzione attività sperimentale con SISS
23
Piano Controlli
Oggetti osservati
•Prestazioni variabili dei MMG e dei PDF
•Prescrizione delle classi di priorità
•Accuratezza Prescrittiva e rilievo errori ricette
•Controlli sui livelli prescrittivi e iperprescrizione
24
Intervento
Dr. Fabrizio Limonta
Direttore
Dipartimento PAC
(Programmazione Acquisto e Controllo)
25
Ricoveri e specialistica
ambulatoriale
1) I fattori emergenti
2) Il quadro attuale dell’offerta
3) Le aree di miglioramento
4) Le linee di sviluppo
26
I fattori emergenti
-Prevalenza di patologie croniche, spesso concomitanti
(comorbilità) e di lunga durata
-Invecchiamento della popolazione e fragilità sociali
-Innovazioni tecnologiche che consentono diagnosi e cure più
precoci e specifiche con riduzione spesso dell’invasività delle
metodiche utilizzate e conseguente riduzione dei tempi di
degenza
- Necessità di ottimizzare l’impiego delle risorse
disponibili attraverso il miglioramento
dell’appropriatezza delle prestazioni
27
Il quadro dell’offerta attuale
Posti letto per Acuti
Descrizione
Ordinari
DH
2007
2008
2009
2010
A.O. Presidio di Lecco
627
627
586
570
48
48
A.O. Presidio di Merate
332
332
316
308
36
36
Totali
2007 2008 2009
2010
2007
2008
2009
2010
86
86
675
675
672
656
50
50
368
368
366
358
-
-
-
-
48
48
48
48
-
-
-
-
A.O. Presidio di Bellano
I.R.C.C.S. "I.N.R.C.A."
48
48
48
48
I.R.C.C.S. "E. Medea"
C.d.C "G.B. Mangioni Hospital"
92
92
83
80
4
4
13
12
96
96
96
92
C.d.C. "B. L. Talamoni"
66
66
59
56
5
5
12
12
71
71
71
68
-
-
-
-
1.258
1.258
1.253
1.222
Villa Beretta
Tot. Strutture accreditate
1.165 1.165 1.092 1.062
93
93
161
160
Posti letto Riabilitativi
Descrizione
Ordinari
DH
2007
2008
2009
2010
25
25
25
25
3
3
A.O. Presidio di Bellano
59
59
55
55
2
2
I.R.C.C.S. "I.N.R.C.A."
32
32
32
32
I.R.C.C.S. "E. Medea"
112
112
112
112
A.O. Presidio di Lecco
Totali
2007 2008 2009
2010
2007
2008
2009
2010
6
6
28
28
31
31
-
-
-
-
6
6
61
61
61
61
32
32
32
32
180
180
180
180
-
-
-
-
30
30
30
30
A.O. Presidio di Merate
68
68
68
68
C.d.C "G.B. Mangioni Hospital"
C.d.C. "B. L. Talamoni"
30
30
30
30
Villa Beretta
79
79
79
87
2
2
2
4
81
81
81
91
Tot. Strutture accreditate
337
337
333
341
75
75
82
84
412
412
415
425
28
Il quadro dell’offerta attuale
Gli standard di accreditamento ed il percorso di
miglioramento strutturale
- interventi di adeguamento tecnologico, impiantistico e
strutturale
-nuovi reparti di degenza e terapie intensive
-nuove sedi poliambulatoriali
- centri di assistenza limitata (CAL) con ridistribuzione della
rete d’offerta
29
Il quadro dell’offerta attuale
- Indice di posti letto 4,9 x 1.000 residenti
(Indice Patto per la Salute 2010 – 2012: 4 x 1.000)
- Tasso di ricovero ordinario e d.h. 168 x 1.000 residenti
(Tasso Patto per la Salute 2010 – 2012: 180 x 1.000)
- Modello organizzativo per intensità di cura e funzioni
(dipartimenti: chirurgico, cardiovascolare, neuroscienze, …)
- Cardiochirurgia
- Chirurgia ambulatoriale a bassa complessità operativa
ed assistenziale (tunnel carpale, stripping di vene, PEG,
artroscopia del polso, …)
30
Le aree di miglioramento
- Continuità assistenziale
specialistica – cure primarie
area sanitaria – socio sanitaria – socio assistenziale
- Tempi d’attesa
priorità cliniche – risorse mirate – monitoraggio
- Appropriatezza delle prestazioni
ricoveri – specialistica ambulatoriale
- Mobilità extraprovincia
(oncologia – ortopedia – oculistica – patologie chirurgiche
minori
31
Le linee di sviluppo
- Ospedalizzazione domiciliare
(5% di posti letto domiciliari equivalenti per attività riabilitative)
- Assistenza di tipo sub acuto
(trasformazione di posti letto esistenti in rapporto 7:3)
- Sinergie tra le strutture della rete
(interventi chirurgici per patologie minori)
32
Psichiatria
L’OCSM e la rete dei servizi
- Riqualificazione delle strutture di residenzialità
-Sviluppo della residenzialità leggera
-Sinergia fra gli interventi proposti dai diversi soggetti Asl,
Azienda Ospedaliera, Comuni, Provincia e Terzo Settore
nelle aree della territorialità e della residenzialità
-Programmi innovativi triennali 2009 – 2011
“Una rete per il lavoro”.“Il medico di famiglia di fronte alle
patologie psichiatriche emergenti”, “Valutazione e trattamento
precoce di giovani all’esordio psicotico”
33
Psichiatria
Linee di sviluppo per il 2011
- Possibilità di contrattualizzazione di nuove strutture
- Ulteriore sviluppo della residenzialità leggera
- Riqualificazione delle attività dei CPS
- incrementare il rapporto con il MMG
- assicurare il sostegno alle famiglie
- promuovere l’implementazione del case management
- favorire il trattamento precoce dei giovani
- Prosecuzione programmi innovativi triennali 2009 – 2011
34
Neuropsichiatria
L’OCNPIA , bisogni espressi e prospettive
- Problematiche emergenti dell’adolescenza
(ASL, Sert, Consultori, NPIA, DSM, Istituto NF, Gestioni
Associate)
- Condivisione degli interventi e rete delle risorse territoriali
- Prosecuzione e sviluppo dei progetti innovativi
> percorsi riabilitativi nei disturbi cognitivi e nel disturbo
generalizzato
di sviluppo
> trattamento dell’acuzie in adolescenza
- Collegio per l’accertamento dell’handicap ai fini
dell’integrazione scolastica
- Continuità assistenziale
35
Le attività di programmazione,
acquisto e controllo
- Consolidare le funzioni di lettura della domanda e
dell’offerta
- Raccordo con le strutture: conferenza di
coordinamento provinciale delle strutture
accreditate
- Negoziazione: assicurare la compatibilità economica e
promuovere la qualità delle cure
- Controllo: mantenimento degli standard di
accreditamento, piani di adeguamento, miglioramento
dell’appropriatezza, confronto e condivisione criteri di
qualità sulla base delle evidenze scientifiche
36
Finalità e obiettivi
- Accessibilità ai servizi
- Qualità strutturale e organizzativa
- Appropriatezza delle prestazioni
- Continuità assistenziale
- Rete delle risorse territoriali
37
Intervento
Dr. Gianlorenzo
Scaccabarozzi
Direttore
Dipartimento Fragilità
38
“Le malattie croniche sono malattie che gli interventi
medici attuali possono solo controllare e non curare.
Poiché tale forma di patologia diventa la più comune, il
sistema medico attuale non può più sopravvivere senza
un’alleanza organizzata con la comunità”
R.Bengoa, Who 2001
CI SI AMMALA PIÙ TARDI IN ETÀ
LA MALATTIA DURA DI PIÙ PERCHÉ SI MUORE DOPO
AUMENTANO GLI ANNI DI VITA IN CONDIZIONE DI FRAGILITA’
DIFRA
39
Nuovo scenario sanitario
•Invecchiamento e disabilità della popolazione
•Incremento delle patologie cronico-degenerative
•Aumento delle copatologie
•Crescenti bisogni socio-sanitari
40
I cambiamenti che ci attendono
•Cambiano i bisogni sanitari
•Cambia la complessità
•Cambia il ruolo del paziente
•Cambia l’impegno per la famiglia
•Cambiano i setting di assistenza
•Cambia il ruolo del medico
•Cambia l’insegnamento della clinica
41
Un problema globale
gestire la patologia cronica
emergente
Centralità del paziente , continuità di cura e
sistemi sanitari
•Centralità del paziente e della sua famiglia
- Patient centered care (The chronic care model)
•Continuità della Cura
42
Cure e Luoghi della Continuità assistenziale
Il bisogno delle cure domiciliari è aumentato
ACUZIE
POST-ACUZIE
CRONICITA’
Le cure domiciliari ad elevata intensità & le cure intermedie
sono i pilastri della continuità assistenziale
1. Si sviluppano in un arco di tempo determinato
2. Pur avendo precisi obiettivi terapeutici non si limitano al tradizionale
paradigma clinico
3. L’intensità assistenziale infermieristica – riabilitativa è elevata
4. Quando si trovano a gestire malattie ad evoluzione sfavorevole
richiedono un setting di cura dedicato e continuativo sulle 24 h
DIFRA
43
WHO
Definizione delle Cure Palliative
Last stage

Pazienti non responsivi alle terapie curative con finalità
rilegate agli ultimi stadi della cura.
Early
• I principi delle Cure Palliative dovrebbero essere
applicati il più precocemente possibile nel corso
di una malattia cronica fino alla fase finale.
44
Why the Nation needs a policy push on patient-centered health care. Epstein
RM et al.
HEALTH AFFAIRS 2010, 29:8, 1489-95.
DIFRA
45
CHRONIC CARE MODEL
•
•
•
•
•
•
Dalla medicina d’attesa alla sanità d’iniziativa
Percorsi ad hoc per patologie croniche
Integrazione del modello con l’ospedale per intensità di cure
Promozione del self- care
Organizzazione del Team curante
Presa in carico del paziente : Continuità delle cure
CHRONIC CARE MODEL : RISULTATI ATTESI
• Riduzione delle riacutizzazioni
• Riduzione dei ricoveri impropri
• Superamento disomogeneità erogazione serv. socio-sanitari
• Valorizzarione delle risorse della comunità
• Interazione malati con un team multiprofessionale proattivo
• Migliore qualità di vita per il paziente
(e la famiglia) affetto da patologie croniche
DIFRA
46
Piano Sanitario Nazionale 2011 - 2013
1.5.3 Miglioramento della presa in carico del cittadino
Il modello operativo del Chronic Care Model è un significativo riferimento al
riguardo in quanto è basato sulla interazione tra il paziente reso esperto da
opportuni interventi di formazione e di addestramento ed il team
multiprofessionale composto da operatori socio sanitari, infermieri e MMG.Le
evidenze scientifiche dimostrano che i malati cronici, quando ricevono un
trattamento integrato e un supporto al self–management e al follow-up,
migliorano
e ricorrono
meno
alle cure ospedaliere.
2.7.2 Continuità
delle cure
ed integrazione
ospedale territorio
2.7.3 Rete assistenziale territoriale
Piano Sanitario regionale 2010 - 2014
Piano
SocioDISanitario
Regionale 2010 – 2014
ASSISTENZA OSPEDALIERA PER
INTENSITÀ
CURA E FUNZIONI
INTEGRAZIONE TRA OSPEDALE E TERRITORIO
LA RETE DEI SERVIZI SOCIO SANITARI E TERRITORIALI
47
PAZIENTI
SEGUITI NEL PRIMO SEMESTRE 2010 DAL SERVIZIO NUOVE RETI SANITARIE - ODCP
in rapporto alla popolazione residente nel territorio di ciascuna ASL Lombarda.
Per una migliore visualizzazione del dato, il numero dei pazienti seguiti è stato moltiplicato per 1.000.
Residenti ASL Lombardia
Pazienti x 1000
*fonte: “Nuove Reti Sanitarie” – Cefriel
ICT Institute Politecnico di Milano
49
50
Valorizzazione pro-capite ricoveri ordinari + d.h.
2005
Distretto
0-14
15-64
ricoveri
RSA
BELLANO
206,93
311,47
LECCO
240,09
302,32
MERATE
235,29
301,25
233,24
303,38
ASL Lecco
Distretto
0-14
15-64
BELLANO
209,89
329,11
LECCO
241,87
310,37
MERATE
230,00
308,36
232,74
312,59
ricoveri ordinari + d.h.
ASL Lecco
Distretto
anno Distretto
<65
65-74
Bellano
2,67
65-74
≥75
TOT 78,58
Lecco
4,04
60,74
2005
2,24 472,57
49,31
1.012,14 Merate 1.454,30
3,19
59,93
Asl
1,97 461,21
69,46
1.005,52 Bellano 1.391,08
Lecco
3,59
61,87
2006
2,34 443,31
46,61
1.043,51 Merate 1.351,14
2,90
58,07
Asl
1,85 456,81
58,70
1.019,14 Bellano1.389,15
Lecco
3,43
77,77
2007
Merate
1,58
48,02
2007
2,52
64,61
Asl
65-74
≥75
Bellano
0,92TOT
65,78
Lecco
2,72
55,48
2008
1.138,30
Merate 1.418,85
1,61 503,64
46,56
2,04
54,23
Asl
1.017,38
1.339,82
470,27
Bellano
1,95
71,60
Lecco
3,20
61,51
2009
999,85
Merate 1.359,73
1,41 449,04
49,35
2,37
59,10
Asl
1.031,74
1.359,41
468,13
2009
0-14
15-64
65-74
≥75
TOT
BELLANO
203,89
319,77
1.166,43
1.509,17
511,69
LECCO
253,53
312,83
1.037,04
1.494,69
491,18
MERATE
254,60
315,86
984,35
1.351,67
459,10
246,31
314,99
1.041,21
1.451,50
483,17
Asl Lecco
≥75
Totale
546,12
58,76
0-14
15-64
644,43
65,56
563,34
218,96 49,30
320,05
602,23
58,84
559,17
224,03 59,67
302,86
652,86
68,00
566,84
224,18 50,21
292,63
610,11
60,48
610,31
223,29 64,75 301,94
694,46
74,81
495,43
44,98
617,76
62,79
0-14
15-64
656,41
70,08
691,59
72,96
533,17
244,58 49,20
323,73
635,44
64,18
258,00
307,16
644,59
71,18
657,41
71,31
238,08 51,46
311,49
551,24
621,40
64,32
248,84
311,30
51
2
6
2
6
Programmazione DIFRA 2011
1. Erogazione livelli assistenziali a complessità differenziata,
consolidamento reti e miglioramento integrazione tra i
differenti livelli / professionisti.
2. Qualificazione per le cure di fine vita e la presa in carico
dei bisogni complessi con erogazione contestuale di
prestazioni di Assistenza tutelare.
3. Sviluppo della rete locale di cure palliative
4. Continuità al percorso di ODCP Oncologiche con 90 p.l.d.e.
e attivazione ODCP - pediatriche.
5. Sviluppo percorsi domiciliari alta intensità CD3 e
attivazione sperimentale p.l.d.e. per cure geriatriche postsubacute e riabilitative specialistiche.
6. Consolidamento servizio continuità cure
7. Collaborazione con l’AO per sviluppo cure intermedie.
52
Intervento
Dott. Giampietro Martinelli
Direttore Sociale
53
AREA
PROGRAMMAZIONE
TERRITORIALE
PDZ: DATI
Anbito distrettuale di BELLANO
70,00%
60,00%
50,00%
BELLANO
40,00%
30,00%
PDZ: DATI
Ambito distrettuale di Merate
70,00%
20,00%
60,00%
10,00%
50,00%
0,00%
anziani
minori/famiglie
disabili
immigrazione
emarginazione povertà
dipendenze
salute mentale
2006
19,69%
60,08%
9,90%
2,65%
4,53%
3,16%
2007
24,69%
54,03%
7,10%
4,63%
7,09%
2,44%
2008
20,43%
64,99%
5,83%
2,69%
4,35%
1,71%
2009
25,16%
62,58%
5,51%
2,64%
1,93%
2,18%
2010
22,91%
65,55%
6,48%
1,35%
1,72%
1,99%
MERATE
40,00%
30,00%
20,00%
10,00%
0,00%
PDZ: DATI
anziani
minori
disabili
immigrazione
emarginazione povertà
dipendenze
salute mentale
2006
17,78%
55,00%
19,59%
3,35%
2,14%
2,14%
2007
16,32%
60,60%
16,48%
2,45%
2,82%
1,33%
2008
18,69%
57,42%
17,08%
2,48%
1,93%
2,40%
2009
19,67%
54,06%
12,81%
5,37%
6,17%
1,91%
2010
16,59%
56,92%
14,65%
4,80%
5,16%
1,89%
Ambito distrettuale di LECCO
80,00%
70,00%
60,00%
50,00%
LECCO
40,00%
30,00%
20,00%
10,00%
0,00%
anziani
minori
disabili
immigrazione
emarginazione povertà
dipendenze
salute mentale
2006
18,28%
64,91%
10,74%
2,82%
1,21%
2,03%
2007
15,28%
67,61%
9,73%
5,50%
0,62%
1,26%
2008
16,70%
69,16%
9,68%
2,69%
0,36%
1,42%
2009
19,22%
65,86%
10,69%
2,53%
0,43%
1,26%
2010
19,24%
66,70%
10,67%
1,70%
0,43%
1,26%
54
Piani di zona e
integrazione socio-sanitaria
•Coerenza tra obiettivi regionali e obiettivi della
programmazione locale;
•Sviluppo del monitoraggio degli interventi e delle azioni dei
Piani di Zona;
•Realizzazione degli impegni assunti con l’Accordo di
Programma per l’attuazione del Piano di Zona in tema di
integrazione sociosanitaria;
•Accesso del cittadino alla rete delle unità di offerta
sociosanitarie e sociali e il coinvolgimento del Terzo Settore sin
dalla fase di programmazione.
55
Rete Conciliazione
Cos’è: insieme di organizzazioni pubbliche e private
rappresentative del sistema di conciliazione famiglia
lavoro
mappatura dei bisogni
individualizzazione dei bisogni
Enti Promotori:
1.REGIONE LOMBARDIA Assessorato alla Famiglia, conciliazione,
integrazione e solidarietà sociale
2.ASL DI LECCO (Ente Capofila)
3.PROVINCIA DI LECCO
4.CCIAA DI LECCO
5.AMBITO TERRITORIALE DI LECCO
6.AMBITO TERRITORIALE DI MERATE
7.AMBITO TERRITORIALE DI BELLANO
8.CONSIGLIERA PROVINCIALE DI PARITA’
56
Rete Conciliazione
Obiettivo
promozione di una rete territoriale per la conciliazione famiglialavoro attraverso un accordo territoriale tra soggetti pubblici e
privati per coordinare gli interventi attuati sul territorio
Azioni previste nel 2011
Approvazione e sigla dell’accordo di Collaborazione Territoriale
tra gli enti promotori della rete per la conciliazione FamigliaLavoro. (entro febbraio 2011)
Punto focale per iniziative flessibilità e mappatura bisogni e
risorse presenti (Aprile/maggio 2011)
Avvio progetto “La dote conciliazione”
Voucher servizi (Nido/Baby sitter/Servizi accudimento)
Voucher flessibilità (dote per le Aziende che
favoriscono la conciliazione)
57
DIREZIONE SOCIALE
Organizzazione
Adeguare il sistema organizzativo della direzione sociale con
l’obiettivo di rispondere in modo efficace ed integrato ai
bisogni degli utenti.
Attività
• Semplificazione accesso ai servizi.
• Integrazione reti socio sanitaria e sociale.
• Coordinamento degli interventi di conciliazione, famiglia e
lavoro.
•Valorizzazione del tavolo di partecipazione dei soggetti del
terzo settore e degli erogatori accreditati
•Consolidamento dell’Ufficio di supporto al CDR e alle
Assemblee.
58
Dipendenze: programmazione
•Applicare il Regolamento di Dipartimento con il
coinvolgimento degli organi e dei comitati consultivi previsti;
•Valorizzare l’apporto degli accreditati ( Smi, Comunità
terapeutiche);
•Predisporre il Piano locale per la prevenzione delle
dipendenze, a valenza biennale;
59
Dipendenze: erogazione
•Migliorare la qualità degli interventi in atto :
- Presa in carico dei soggetti segnalati dalla Prefettura
(coinvolti i SerT di Lecco/Bellano e Merate)
- presa in carico dei dipendenti da gioco (SerT di Lecco)
- attività del Centro Antifumo (SerT di Merate)
- attività nell’ambito dell’area Alcol e Guida (Servizio di
Alcologia).
•Ricercare nuovi approcci che considerino i soggetti in
interazione col proprio ambiente di vita;
•Favorire e incrementare i progetti di prossimità
•Favorire l’integrazione con i Servizi di Salute
Mentale
60
Intervento
Dott.ssa Margherita Pozza
Direttore
Dipartimento ASSI
61
INTERVENTI SOCIO SANITARI
A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA
Modelli assistenziali orientati all’integrazione degli interventi
della rete dei servizi sociali e sanitari nell’ottica del “prendersi
cura”
Continuità degli interventi sanitari e sociali, da realizzare
consolidando collaborazioni, protocolli, linee guida
Interventi professionalmente qualificati ma attenti alle esigenze
della persona e della famiglia nella loro interezza
Formazione del personale motivante e ri-motivante,
approfondendo il lavoro interdisciplinare e le metodiche di
accoglienza, ascolto e intervento
62
I CONSULTORI
Sostenere la famiglia nel suo ruolo “generativo e di cura”
nell’immediatezza < > nel tempo
nelle situazioni
di ben-essere < > di fragilità
Il consultorio: luogo di accoglienza pluriprofessionale
a valenza relazionale
63
Rafforzamento, razionalizzazione e
integrazione degli interventi di
prevenzione e di “care” :
•Il corso di accompagnamento al parto, in collaborazione con
l’Azienda Ospedaliera
•Gli interventi che promuovono positivi stili di vita in gravidanza,
nell’infanzia e nella adolescenza
•I gruppi di auto aiuto
•La mediazione linguistico culturale
•Il servizio di mediazione familiare
•Il “Centro per le Adozioni”, collegato alle associazioni familiari
locali e alle Gestioni Associate per l’affidamento etero familiare.
64
ed anche …
consultorio giovani
consultorio giovani on line “il luogo virtuale per parlare di
tutto, in libertà …”
interventi in gruppo
sperimentazione, dal secondo semestre, nei consultori
familiari di Lecco e Cernusco, di iniziative finalizzate
in modo specifico alla funzione di ascolto,
orientamento e supporto psicopedagogico
percorsi di assistenza, anche ricorrendo ad aiuti specifici
(Fondo NASKO), finalizzati a ridurre il ricorso
all’interruzione volontaria di gravidanza, con il
coinvolgimento delle associazioni di volontariato.
65
ASSISTENZA AI DISABILI
•Aumento e diversificazione della rete locale dei servizi:
Comunità socio sanitarie
Centri diurni integrati disabili
Centri socio educativi
•Sostegno di gruppi di famiglie, in particolari momenti del
ciclo di vita
66
Modello sinergico ed integrato che tenga conto degli
interessi, delle richieste e delle necessità della persona
con disabilità, che privilegi il suo mantenimento nel
contesto di vita a tutela della continuità assistenziale
Consolidare l’ufficio di protezione giuridica e lo sportello
informativo relativo all’amministratore di sostegno e
mantenere i rapporti formalizzati con il Terzo Settore
67
I DOCUMENTI
PRESENTATI
SONO SCARICABILI SUL SITO
www.asl.lecco.it
68
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Presentazione 25 gennaio