SERVIZIO AMBIENTE E AGRICOLTURA
La nuova programmazione
per lo sviluppo rurale delle
Marche - PSR 2014-2020
Lorenzo Bisogni
Fermo – 16 Ottobre 2014
1
I temi della relazione

Il quadro di riferimento per la
programmazione dello sviluppo rurale 20142020

L’analisi della situazione regionale

Le strategie di intervento individuate

Le principali misure attivate

Le strategie di aggregazione del PSR Marche
I “Fondi” nell’ambito delle grandi priorità strategiche
di Europa 2020: Sviluppo intelligente, sostenibile,
inclusivo
La principale normativa di riferimento

Primo pilastro della Politica Agricola Comune



Secondo pilastro della Politica Agricola Comune
(Sviluppo rurale)




Reg. (UE) del Parlamento e del Consiglio n. 1306/13 – Pagamenti diretti
Reg. (UE) del Parlamento e del Consiglio n. 1307/13 – OCM
Reg. (UE) del Parlamento e del Consiglio n. 1303/13 – Regolamento
trasversale, comune a tutti i Fondi
Reg. (UE) del Parlamento e del Consiglio n. 1305/13 – Sviluppo Rurale
Reg.ti (UE) – 355/13; 1310/13; 807/14 – Regolamenti di transizione
Altri “Fondi” comunitari




Reg. (UE) del Parlamento e del Consiglio n. 1300/13 – Fondo Coesione
Reg. (UE) del Parlamento e del Consiglio n. 1301/13 – Fondo FESR
Reg. (UE) del Parlamento e del Consiglio n. 1304/13 – Fondo FSE
Reg. (UE) del Parlamento e del Consiglio n. 508/14 – Fondo FEAMP
Il Primo Pilastro della PAC





Questi sono i fondi destinati specificamente al sostegno
delle aziende agricole
Arriveranno aiuti diretti alle aziende agricole marchigiane
per circa 130 milioni di Euro l’anno, per un totale di 840
milioni nel periodo 2015-2020 (tutti fondi UE)
Obiettivo sicurezza alimentare con una agricoltura
sostenibile
Il premio unico ad ettaro non sarà più assegnato in base al
premio storico 2000-2002, ma sarà gradualmente
redistribuito a tutti gli agricoltori
Questo porterà ad uno spostamento sensibile di fondi
dalla costa verso le aree interne
Euro per ettaro
di SAU con
Premio Unico
Aziendale (PUA)
Legenda
<100
100-200
200-300
300-400
>400
Elaborazione Franco
Sotte (Facoltà di
Economia) – Dati
pagamenti 2010
Valori % del PUA
a seguito della
“regionalizzazione”
ipotesi a regime
Legenda
<75%
75-100%
100-150%
150-200%
>200%
Elaborazione Franco Sotte
(Facoltà di Economia) –
Dati stimati 2020
Il Secondo Pilastro della PAC






Il PSR Marche avrà una dotazione di 537,9 milioni di Euro,
con un aumento di circa 56 milioni di Euro
231,94 milioni sono fondi FEASR; 214,17 sono fondi statali
e 91,78 sono fondi regionali
L’aumento di circa 52 milioni di euro per il bilancio
regionale è dovuto ai nuovi criteri di cofinanziamento
approvati nella legge finanziaria di dicembre 2014
Il Programma di Sviluppo è stato approvato dal Consiglio
Regionale il 17 luglio 2014
Accordo di partenariato inviato i primi di settembre 2014
Siamo in attesa del parere della Commissione Europea,
previsto per inizio novembre, a seguito del quale si prevede di
chiudere il negoziato entro gennaio 2015
6 Priorità per lo sviluppo rurale
OBIETTIVI TEMATICI DEL QUADRO STRATEGICO COMUNE
1 — Ricerca, sv iluppo tecnologico ed innov azione
PRIORITA’ PER LO SVILUPPO RURALE
Promuovere il trasferimento di conoscenze e
l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle
zone rurali
2— Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC)
3 — Competitività delle Piccole e Medie Imprese (PMI)
4 — Transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio
Potenziare la competitività dell’agricoltura
in tutte le sue forme e la redditiv ità delle
aziende agricole
Promuovere l’organizzazione della filiera
agroalimentare e la gestione dei rischi nel settore
agricolo
5 — Adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione e gestione dei rischi
6 — Tutela dell'ambiente ed efficienza delle risorse
7 — Trasporto sostenibile ed infrastrutture di rete
8 — Occupazione e sostegno alla mobilità dei lavoratori
9 — Inclusione sociale e lotta alla povertà
Preservare, ripristinare e valorizzare gli
ecosistemi dipendenti dall’agricoltura
e dalle foreste
Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio
ad una economia a basse emissioni di carbonio e
resiliente ai cambiamenti climatici
Promuovere l’inclusione sociale, la riduzione
della pov ertà e lo sv iluppo economico
nelle zone rurali
10 — Istruzione, competenze ed apprendimento permanente
11 — Capacità istituzionale ed amministrazioni pubbliche efficienti
Assistenza tecnica e condizionalità ex ante
Alcuni elementi dell’analisi territoriale per
sollecitare eventuali spunti di riflessione
Densità demografica
comunale nel 2012
variazione % dei
residenti nel periodo
2006-2012
Comuni privi di
“banda larga” a
30Mbps - anno 2012
(Accordo di Partenariato)
Densità delle imprese e delle
istituzioni operanti nel
settore sanità
(ISTAT)
Densità delle imprese e
delle istituzioni operanti
nel settore istruzione
(ISTAT)
Rischio di erosione
(ISPRA 2006)
Rischio di frane
(ISPRA 2006)
Le aree rurali delle
Marche
Le scelte strategiche delle Marche (1)
Riqualificare il Sistema della conoscenza in ambito
rurale
A. Garantire un supporto a tutte le strategie di aggregazione
(filiere, accordi d’area, sviluppo integrato);
B. Potenziare la ricerca e sperimentazione finalizzata alla
innovazione nelle imprese;
C. Finanziare la ricerca e sperimentazione sui temi
ambientali e sulla qualità degli alimenti;
D. Supporto trasversale a tutte le misure del PSR con azioni
di formazione, informazione e consulenza alle imprese.
I fondi sono inseriti all’interno delle diverse linee strategiche a
cui viene garantito il presente supporto
Le scelte strategiche delle Marche (2)
Competitività delle imprese agricole e start-up di
nuove attività in aree rurale
A. Sostenere investimenti strutturali nelle aziende agricole
per favorire l’innovazione e la multifunzionalità;
B. Favorire il ricambio generazionale in agricoltura con un
pacchetto di misure materiali ed immateriali per creare
nuove imprese competitive;
C. Favorire lo start-up di nuove imprese non agricole in
aree rurali con aiuti all’avviamento ed investimenti;
I fondi destinati a questa linea strategica ammontano a
128,10 milioni di Euro per le aziende agricole relativi al
finanziamento delle Focus Area 2A, 2B e 6A e circa 3,5
milioni di Euro per le imprese non agricole (FA 6B)
Le scelte strategiche delle Marche (3)
Incoraggiare tutte le forme di aggregazione di
impresa in filiera
A. Sostenere con un pacchetto di misure materiali ed
immateriali filiere di dimensione regionale anche
orientate all’internazionalizzazione;
B. Sostenere con pacchetto multimisura filiere corte di
produzioni di qualità e produzioni tipiche locali;
C. Sostenere con pacchetto multimisura filiere corte di
produzioni agricole no-food;
D. Sostenere filiere finalizzate all’utilizzo di biomassa
forestale locale per incrementare l’occupazione.
I fondi destinati a questa linea strategica ammontano a
56,2 milioni di Euro relativi alla Focus Area 3A
Le scelte strategiche delle Marche (4)
Intervenire nella prevenzione del dissesto
idrogeologico e del rischio di alluvioni
A. Promuovere accordi territoriali con interventi nei
versanti, finalizzati al rallentamento del deflusso delle
acque nonché al contenimento del fenomeno
dell’erosione superficiale e del micro dissesto
idrogeologico, ed interventi nei corsi d’acqua mirati a
favorire un corretto scorrimento delle acque;
I fondi destinati a questa linea strategica ammontano a
52,05 milioni di Euro relativi al finanziamento della
Focus Area 3B. Di questi 3 milioni sono accantonati per
rispondere in tempi rapidi ad eventuali danni da calamità.
Le scelte strategiche delle Marche (5)
Ridurre l’impatto del settore agroalimentare
sull’ambiente e sui cambiamenti climatici
A. Sostenere le aziende agricole che adottano tecniche
biologiche o a basso impatto;
B. Sostenere le aziende agricole che adottano misure di
conservazione obbligatorie in area Natura 2000;
C. Finanziare investimenti nell’agroindustria finalizzati al
risparmio idrico ed energetico;
D. Finanziare opere infrastrutturali irrigue per ridurre le
perdite delle reti di distribuzione;
E. Promuovere accordi agroambientali in aree Natura
2000 e ZVN;
I fondi destinati a questa strategia ammontano a 108,91
milioni di Euro relativi alla Focus Area 4A, 4B, 5A e 5B
Le scelte strategiche delle Marche (6)
Favorire l’occupazione nelle aree montane con il
sostengo all’agricoltura ed al settore forestale
A. Favorire la permanenza degli agricoltori nelle aree
montane attraverso la compensazione al reddito;
B. Investimenti forestali per la prevenzione incendi ed il
miglioramento delle foreste;
C. Investimenti aziendali per la produzione di energia;
D. Investimenti infrastrutturali nei pascoli montani;
E. Promuovere accordi agroambientali nelle aree pascolive
Natura 2000.
I fondi destinati a questa strategia ammontano a 112,10
milioni di Euro relativi alla Focus Area 4A, 4C, 5A, 5C e 5E
Le scelte strategiche delle Marche (7)
Favorire lo sviluppo economico e l’inclusione
sociale nelle aree rurali
A. Finanziare nell’ambito dell’iniziativa LEADER, Progetti
Integrati Locali (PIL), promossi da gruppi di Comuni
che condividono una linea di sviluppo unitaria e la
gestione in comune di servizi alla popolazione;
B. Sostenere misure di cooperazione tra GAL per mettere a
sistema le iniziative finanziate, anche con azioni di
promozione territoriale;
C. Finanziare interventi materiali ed immateriali volti a
potenziare l’accessibilità ai servizi telematici (banda
larga e servizi telematici);
I fondi destinati a questa linea strategica ammontano a
62,06 milioni di Euro relativi alle Focus Area 6B e 6C
Misura 4.1. – Strutture aziende agricole
PSR 2007-2013 fuori “pacchetto”
PSR 2007-2013 nel “pacchetto” giovani
Misura 4.1. – Strutture aziende agricole
Le scelte della programmazione
 Criteri seguiti nella predisposizione della misura:
 Semplificazione amministrativa utilizzando i costi
standard;
 Innalzamento dei tassi di aiuto per sostenere con
più forza le imprese nel periodo attuale di crisi;
 Selettività degli interventi evitando gli interventi a
pioggia, puntando a finanziare:
• Le imprese competitive sul mercato;
• Le imprese delle aree montane;
• Le imprese che si aggregano in filiera;
Misura 4.1. – Strutture aziende agricole
Dotazione finanziaria in Milioni di Euro
PSR 2007-2013
PSR 2014-2020
Totali al 2007
Trascinamenti
Al netto
trascinamenti
Totali al 2014
98,15
25,58
72,57
86,00
Misura 4.1. – Strutture aziende agricole
Tassi di aiuto a confronto PSR 2007-2013 e 2014-2020
Criteri di differenziazione dell’aiuto
Giovani agricoltori entro 5 anni
dall’insediamento
Agricoltori nelle zone montane di cui
all'art. 32, lettera a) del Reg. (UE)
1305/13
Agricoltori finanziati nell’ambito di un
accordo di filiera
Agricoltori beneficiari della misura
10.1. nell’ambito di in accordo d’area
per la tutela idrogeologica
Altri agricoltori
Tipologie di investimento confronto PSR 2007-2013
con 2014-2020
Trattori, macchine semoventi e
relativa attrezzatura
Altri investimenti
35%
40%
50%
50%
35%
40%
50%
60%
30%
40%
40%
50%
30%
40%
40%
50%
30%
30%
30%
40%
Misura 4.1. – Strutture aziende agricole
Condizioni di accesso a confronto PSR 2007-2013
e 2014-2020
Criteri di differenziazione
dell’accesso
Condizioni di accesso confronto PSR 2007-2013 con
2014-2020
Dimensione aziendale
Dimensione minima
investimento
Agricoltori nelle zone montane di cui
all'art. 32, lettera a) del Reg. (UE)
1305/13
1 ULA
0,5 ULA
25.000
10.000
Agricoltori finanziati nell’ambito di un
accordo di filiera
1 ULA
0,5 ULA
15.000
10.000
Altri agricoltori
1 ULA
1 ULA
25.000
25.000
Misura 6.1. – Insediamento giovani
Le scelte della programmazione
 Criteri seguiti nella predisposizione della misura:
 Pacchetto di misure a disposizione del giovane che
si insedia, sia strutturali che immateriali;
 Aiuto all’avviamento da utilizzare per investimenti
non ammissibili alle misure 4.1. e 6.4.;
 Modulazione dell’aiuto in funzione:
•
Della dimensione aziendale;
•
Dell’ubicazione in zona di montagna;
•
Della necessità di effettuare investimenti;
Misura 6.1. – Insediamento giovani
Dotazione finanziaria in Milioni di Euro
PSR 2007-2013
PSR 2014-2020
Totali al 2007
Trascinamenti
Al netto
trascinamenti
Totali al 2014
18,83
0,35
18,48
18,00
Misura 6.1. – Insediamento giovani
Entità degli aiuti all’avviamento
Criteri di differenziazione
dell’aiuto
Potenziale
produttivo
elevato > 2,0
ULA
Potenziale
Potenziale
produttivo medio produttivo basso
>1,2 e < 2,0
>1,0 e < 1,2
ULA
ULA
Giovani agricoltori nelle zone montane
di cui all'art. 32, lettera a) del Reg.
(UE) 1305/13
€ 60.000 € 50.000 € 40.000
Altri giovani agricoltori
€ 50.000 € 40.000 € 30.000
Giovani che presentano domande di
aiuto per le misure 4.1. e/o 6.4.
Maggiorazione di
€ 20.000
Misura 11.2. – Agricoltura biologica
PSR 2007-2013 n. beneficiari
PSR 2007-2013 n. ettari
PSR 2007-2013 % superficie
Misura 11.2. – Agricoltura biologica
Le scelte della programmazione
 Criteri seguiti nella predisposizione della misura:
 Massima semplificazione degli impegni previsti,
limitandoli agli obblighi regolamentari;
 Massimo incentivo alla aggregazione d’area con
priorità e con maggiorazione del premio fino al 30%;
 Incentivo alla commercializzazione del
prodotto come biologico con assegnazione di priorità.
Misura 11.2. – Agricoltura biologica
Dotazione finanziaria in Milioni di Euro
PSR 2007-2013
Totali al 2007
Trascinamenti
Al netto
trascinamenti
91,39
40,04
51,35
PSR 2014-2020
Totali al 2014 con
Totali al 2014
basso impatto
70,00
88,00
Misura 13.1. – Indennità aree montane
PSR 2007-2013 n. beneficiari
PSR 2007-2013 n. ettari SIC
PSR 2007-2013 % superficie ZPS
Misura 13.1. – Indennità aree montane
Le scelte della programmazione
 Criteri seguiti nella predisposizione della misura:
 Inserimento della misura nella strategia globale di
sostegno alla zootecnia estensiva di montagna, quale
elemento insostituibile di aiuto per le aree montane;
 Massimo potenziamento dell’aiuto per i piccoli
allevatori, quali soggetti a più alto rischio di
abbandono dell’attività;
 Incentivi indiretti alla zootecnia anche attraverso la
disponibilità di mangimi non OGM a prezzi
comparabili con i mangimi con soia OGM
Misura 13.1. – Indennità aree montane
Dotazione finanziaria in Milioni di Euro
PSR 2007-2013
PSR 2014-2020
Totali al 2007
Trascinamenti
Al netto
trascinamenti
Totali al 2014
17,16
7,30
9,86
53,00
Misura 13.1. – Indennità aree montane
Entità degli aiuti, confronto PSR 2007-2013 e 2014-2020
Condizioni di accesso confronto PSR 2007-2013 con 2014-2020
Condizioni di accesso agli aiuti
Primi 20 Ha
da 20 a 40 Ha
da 40 a 80 Ha
Agricoltori che allevano bestiame con
un carico compreso tra 0,5 e 2,0
UBA/Ha di superfici a foraggere
200
400
200
200
100
0
Euro/Ha Euro/Ha Euro/Ha Euro/Ha Euro/Ha Euro/Ha
Agricoltori che coltivano favino o
pisello proteico su almeno il 30% dei
seminativi
0
100
0
100
0
100
Euro/Ha Euro/Ha Euro/Ha Euro/Ha Euro/Ha Euro/Ha
Organismi gestori dei pascoli in
comune con animali propri o detenuti
per convenzione con allevatori
200 Euro/Ha per i primi
ettari
500 100 Euro/Ha per gli ulteriori
500 ettari
Gli interventi aggregati del PSR
 Il PSR prevede le seguenti tipologie di interventi aggregati:
 Interventi di filiera;
 Accordi agroambientali per la prevenzione del rischio
idrogeologico ed alluvioni;
 Accordi agroambientali per la tutela della biodiversità;
 Accordi agroambientali per la tutela delle acque;
 Accordi agroambientali per la tutela dei suoli;
 Progetti Integrati Locali (PIL)
Le aggregazioni di filiera
Filiere regionali – Filiere locali – Filiere corte –
Filiere energetiche – Filiere no-food
 Elementi principali delle filiere:
 Individuazione di un soggetto capofila in una
Associazione di Agricoltori che garantisce una
capacità amministrativa ex-ante;
 La conferma della presenza di un contratto di filiera
con la preferenza per la forma di aggregazione di “Rete
di imprese”;
 La presenza di una condizionalità ex-post riferita al
fatturato di filiera, quale condizione per percepire la
totalità del contributo.
Le aggregazioni di filiera
 Le misure attivabili in filiera:









Misura 1.1. Formazione;
Misura 2.1. Consulenza;
Misura 3.1. Certificazione prodotti di qualità;
Misura 3.2. Promozione prodotti di qualità;
Misura 4.1. Investimenti nelle aziende agricole;
Misura 4.2. Investimenti per l’agroindustria;
Misura 6.2. Avviamento di imprese non agricole (energia);
Misura 6.4. Investimenti in aziende non agricole (energia);
Misura 16.4. Cooperazione per filiere corte e mercati locali
Le aggregazioni agroambientali
Prevenzione calamità – Tutela della biodiversità –
Tutela delle acque – Tutela dei suoli da erosione
 Elementi principali degli accordi:
 Adozione del metodo partecipativo in ogni accordo,
con condivisione degli obiettivi e degli impegni da parte
degli agricoltori;
 Individuazione di un soggetto capofila scelto tra il
portatore dei principali interessi (pubblici o
privati) e/o con maggiore capacità di coordinamento
degli interventi (Comune o Associazione agricoltori per
la prevenzione dissesto; Gestore area protetta in aree
Natura 2000; Associazione agricoltori per ZVN;
Comuni per erosione del suolo nei bacini idrografici dei
laghi di accumulo).
Le aggregazioni agroambientali
 Elementi principali degli accordi:
 Possibilità con il nuovo PSR di presentare una domanda
di aiuto unica (procedura da verificare) con estrema
semplificazione delle procedure;
 Attivazione della misura Cooperazione (novità
dell’attuale periodo di programmazione), che consente di
finanziare sia i costi di gestione, che i costi di animazione;
 Sono finanziabili inoltre attività dimostrative ed
azioni di informazione;
 Sono assicurati premi maggiorati per eventuale
adesione alla misura 4.1. (per i maggiori vantaggi
ambientali).
Le aggregazioni agroambientali
 Le misure attivabili negli accordi agroambientali:









Misura 1.1. Formazione;
Misura 1.2. Informazione;
Misura 4.3. Infrastrutture rurali (strade interpoderali);
Misura 4.4. Investimenti non produttivi;
Misura 5.1. Investimenti funzionali al reticolo idrografico;
Misura 10.1. Tecniche a basso impatto (fasce di rispetto);
Misura 12.1-2. Indennità Natura 2000;
Misura 15.1. Tecniche interventi forestali a basso impatto;
Misura 16.5. Cooperazione per gestione accordi
Le aggregazioni agroambientali

Un esempio: le tipologie di investimenti non produttivi previsti





Ripristino ed implementazione di: siepi, filari alberati, fasce di
rispetto inerbite e piantumate di strade e corsi d’acqua;
Miglioramento delle siepi esistenti con l’eliminazione di specie
esotiche ed infestanti ed eventuali nuove ripiantumazioni;
Ricostruzione ed ampliamento lungo i corsi d’acqua minori delle
fasce di vegetazione ripariale;
Opere di ingegneria naturalistica volte al consolidamento di scarpate
stradali e/o di corsi d’acqua, funzionali alla protezione del suolo
dall’erosione;
Ulteriori interventi specifici per la valorizzazione delle aree Natura
2000, diversificati in base alle caratteristiche dell’area da tutelare.
I Progetti Integrati Locali (PIL)
I 6 GAL
marchigiani nel
periodo di
programmazione
2007-2013
I Progetti Integrati Locali (PIL)
Partenariati locali diversi dal CLLD attivati con la
misura 16 – cooperazione (art. 35)
 Elementi principali dei PIL:
 Creazione nell’ambito delle strategie territoriali LEADER,
di aggregazioni di un numero limitato di Comuni, che
condividono una strategia locale integrata;
 Focalizzazione degli interventi attorno ad una idea
precisa sia di sviluppo del territorio, che di servizi comuni
alla popolazione;
 Supporto metodologico regionale che garantisca la
presentazione di un progetto sintetico, ma costruito
secondo una logica solida di programmazione
I Progetti Integrati Locali (PIL)
 Elementi principali dei PIL:
 Ruolo del GAL: a) animazione della fase preliminare di
costituzione di aggregazioni; b) animazione territoriale; c)
emanazione del bando; d) selezione dei PIL unitamente
alla Regione (a garanzia della metodologia); e)
finanziamento dei singoli progetti del PIL (presentati
anche in tempi successivi per accelerare la realizzazione);
 Ruolo del Comune capofila: a) progettare il PIL con il
supporto della misura cooperazione (16.7): b) realizzare,
monitorare e rendicontare gli investimenti (con supporto
cooperazione);
 Ruolo Regione: a) metodologia; b) monitoraggio e
valutazione; c) diffusione sul territorio dei risultati
ottenuti da ciascun PIL
I Progetti Integrati Locali (PIL)
 Misure attivabili:
1. Misura 1. – Formazione ed informazione;
2. Misura 6.2. – Aiuti all’avviamento di imprese per : a)
servizi informazione e guida ai beni culturali; b) guida e
accompagnamento beni ambientali; c) servizi sociali; d)
sevizi educativi e didattici;
3. Misura 6.4. – Investimenti strutturali se necessari all’avvio
delle nuove imprese;
4. Misura 7.2. – infrastrutture di scala comunale (mura,
piazze, edifici pubblici, ecc..)
I Progetti Integrati Locali (PIL)
 Misure attivabili:
5. Misura 7.4. – strutture e servizi alla popolazione: a) centri
per servizi sociali; b) servizi educativi; c) tempo libero; d)
mercati locali; e) trasporto pubblico;
6. Misura 7.5. – Infrastrutture ricreazionali e turistiche: a)
percorsi turistici; b) infrastrutture ricreative e rifugi; c)
uffici informazione turistica; d) servizi di e-booking per
servizi turistici;
7. Misura 7.6. – Patrimonio culturale e naturale: a) studi di
percorsi tematici; b) recupero patrimonio culturale; c)
patrimonio naturale e mobilità dolce; d) patrimonio
immateriale (musica, folclore, etnologia).
I Progetti Integrati Locali (PIL)
 Misure attivabili in modo indiretto:
A. Filiere corte – Definizione di una strategia che includa la
creazione e/o lo sviluppo di filiere corte e locali di prodotti
alimentari e non alimentari (fibre, coloranti, ecc…). I
progetti saranno finanziati con bandi regionali paralleli;
B. Filiere legno energia – Definizione di una strategia che
includa la creazione e/o lo sviluppo di filiere legno-energia.
I progetti saranno finanziati con bandi regionali paralleli;
C. Linee di finanziamento diverse dal FEASR – Definizione di
una strategia che includa interventi realizzabili con i POR
FESR o FSE o con i fondi nazionali delle “aree interne”.
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
Osservatorio Agroalimentare Marche
[email protected]
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PSR 2014-2020 - Consiglio regionale delle Marche