LA FORZA DEI NERVI NELLA
STORIA
La verità della natura umana
“La supremazia dell’uomo sul resto del creato
non è un fatto gerarchico. L’uomo è l’unica
creatura con un’anima ad immagine e
somiglianza di Dio.
Questa anima, che prende vita direttamente
dalla Grazia e vive nella Grazia, porta
all’amore il sesso e tutto questo insieme irrora
i nervi e il corpo e la mente, che in questo
stato sono sani e fecondi.”
I primi “scienziati” più vicini alla
verità degli attuali
I Greci di Omero avevano osservato già
come i nervi avessero la caratteristica di
tenere legati i muscoli e come fossero
indispensabili per trasmettere forza alle
membra, ma essi, che credevano che gli
uomini possedessero un’anima, sentivano
chiaramente che era l’anima a dare vita al
corpo e che al momento dell’abbandono del
soffio vitale i nervi e i muscoli si rilasciavano
e, in qualche modo, la lasciavano libera di
andare.
Galeno, medico greco, nel II d.c. studia
l’encefalo, classifica i nervi, distinguendo tra
nervi motori e sensoriali, identifica il
cervelletto.
Ritiene inoltre che una sostanza sottilissima, lo
“pneuma psichico”, circoli attraverso i nervi
e che essa derivi dalla trasformazione
dello”pneuma vitale”, prodotto dal cuore e
portato al cervello dalla rete sanguigna.
Lo “pneuma” collega
Per Galeno le attività cognitive ed il controllo delle
sensazioni e del movimento sono nel cervello.
Quando Galeno parla di “pneuma” probabilmente
intende alludere ad un collegamento tra le forze del
corpo che collega il cuore al cervello, come già
abbiamo visto nelle Scritture, la cui natura gli sfugge,
ma che percepisce pur non vedendo la connessione
delle forze dei nervi a quelle dell’anima e di Dio e,
soprattutto, con quelle della sessualità, realtà
comunque ignorata per molti secoli
Cresce l’importanza
del cervello
Anche i Padri della Chiesa ( Nemesio e S.Agostino ) nel
IV e V secolo d.c. si occupano di indagare sulla forza dei
nervi.
Essi ritengono che le facoltà superiori dell’anima siano poste
nei ventricoli o cellule cerebrali; nella 1° cellula si trovano
le sensazioni provenienti dagli organi di senso che
trasportati dallo “pneuma vitale” vengono trasformata in
immagini, nella 2° cellula vengono trasformati in
ragionamenti, nella 3° cellula vengono memorizzati e
eventualmente trasformati in ordini motori, sempre
attraverso il flusso dello “pneuma”.
Per molti secoli queste resteranno le conoscenze sul
sistema nervoso ed il cervello.
Anche l’anima è nel cervello
Nel ‘500 gli studi di anatomia trovano un nuovo
incremento, grazie anche all’esperienza dei
chirurghi sui feriti di guerra, fino all’introduzione
di una cattedra universitaria di dissezione dei
cadaveri, fonte primaria e, essenzialmente,
illegale delle nuove conoscenze.
Attraverso questi nuovi studi viene approfondita
l’anatomia del cervello al quale viene assegnata
la sede dell’anima razionale, abbandonando
definitivamente la localizzazione nel cuore già
sostenuta da Aristotele, che lì poneva la sede
dell’anima razionale.
Noti sono gli studi di Leonardo da Vinci sul
sistema nervoso, sul movimento del corpo,
dell’espressione del volto, dell’anatomia e
fisiologia dell’occhio; ma tutti risentono però di
una visione parziale dell’uomo, non completa,
frutto dei condizionamenti culturali
dell’Umanesimo e del Rinascimento già visti, ed
in particolare di una ricerca di conoscenze
“razionali” che lasciano Dio e l’anima fuori dal
campo della scienza in nome, già allora, della
libertà della ricerca scientifica.
Cartesio: “Cogito,
ergo sum”
Per Cartesio (1596-1650) il corpo umano, la res extensa, è come
una macchina, un meccanismo complesso in cui le funzioni sono il
risultato di un moto coordinato di singoli ingranaggi. L’essere vivente
ed il sistema nervoso per vivere e funzionare non hanno bisogno di
forze occulte, ma solo della disposizione reciproca a compiere un
movimento sincronizzato.
Questo vale anche per il movimento e la sensazione di cui è
responsabile il sistema nervoso. Il corpo umano per vivere non ha
bisogno dell’anima, questa è appannaggio solo dell’uomo in quanto
essere razionale e, come res cogitans, presiede solo ad alcune
funzioni mentali.
Del resto per Cartesio l’esistenza stessa dell’uomo dipende dalla
facoltà razionale, si ha la certezza di esistere come “soggetto del
proprio pensiero che dubita metodicamente di tutto”. In quanto si
dubita si ha la certezza di pensare e quindi di esistere.
La macchina-corpo
Il dualismo anima/corpo viene in parte risolto dalla ghiandola
pineale, secondo Cartesio essa è infatti il luogo di raccordo
all’interno del cervello tra le sensazioni provenienti
dall’esterno e l’anima razionale.
Pur se erronea alla teoria cartesiana viene ancora oggi
riconosciuta una notevole carica innovativa ed è considerata
una svolta nelle ricerche neurofisiologiche, che da qui
ripartono con una impostazione meccanicistica, con il rifiuto
di ricorrere all’anima per spiegare il funzionamento della
macchina-corpo e con la concezione di una res cogitans
intesa come anima intellettiva legata esclusivamente alle
funzioni mentali.
L’anima razionale
La parzialità dei secoli precedenti e il progressivo
allontanamento da Dio e dall’Albero della Vita
appaiono senza ritorno, è come se l’uomo
divenisse, generazione dopo generazione, sempre
più cieco rispetto alle verità fondamentali della vita
da procedere in una via a senso unico, sempre più
lontana dalle connessioni delle forze e sempre più
orientata alla conquista della razionalità, anche
quella dell’anima, che separata dall’inconscio e
sempre più ridotta a sola ragione diviene incapace
di cogliere la forza di Dio e di fronteggiare i
condizionamenti, soprattutto quelli sulla sessualità
fortemente ridotta.
Le scoperte scientifiche
Numerose sono le scoperte scientifiche concentrate in
questo secolo: Copernico propone la visione eliocentrica
dell’universo,Keplero dimostra le orbite ellittiche dei
pianeti, Galileo sostiene e divulga tali teorie con la
costruzione del cannocchiale, Newton scopre la legge
gravitazionale.
L’importanza attribuita alla matematica come “lingua
della natura”, porta ad una nuova definizione della fisica,
distinta per la prima volta dalla filosofia; Torricelli e
Pascal scoprono il vuoto e la pressione atmosferica, si
osservano per la prima volta i fenomeni di rifrazione e
diffrazione; Redi e Malpighi descrivono la circolazione
del sangue, osservano l’anatomia microscopica dei
capillari e dei globuli rossi; Boyle fa nascere la chimica
con la scoperta della particelle e dei corpuscoli che
formano i corpi.
Scoperte … incomplete
Tanta scienza non reca giovamento all’uomo,
né alla verità della vita, perché anche se
avvengono scoperte molto importanti, in
assenza di completezza, queste non riescono
ad incidere sulla vita degli uomini.
Copernico ha paura di pubblicare le sue
scoperte. Galileo, processato dal Tribunale
della Santa Inquisizione Romana, è
condannato e costretto ad “abiurare, maledire
e detestare la teoria copernicana”.
Costoro dunque non hanno la forza di portare
avanti le loro teorie.
Gran parte degli studiosi del corpo umano poi
lavorano sui cadaveri, spesso trafugati, in una
visione parziale di ciò che è l’uomo, perché
lavorano su corpi senza anima.
La Storia del ‘600
Intanto il ‘600 è un secolo di crisi, di
guerre, di epidemie e carestie,
caratterizzato da conflitti sociali in Francia,
Italia, Russia, dalla guerra dei Trent’anni
che quasi distrugge la Germania con
battaglie e passaggi ripetuti di eserciti
distruttori e saccheggiatori, portatori di
peste e soprattutto di sifilide; la fame, gli
stenti e la pressione fiscale decimano del
30% la popolazione.
La Controriforma
Il Concilio di Trento (1545), secondo i resoconti dell’epoca (Paolo
Sarpi 1616), invece di ottenere l’unione della Chiesa divisa, ha reso
lo scisma ancor più netto e ancor più ostinate le parti, rendendole
inconciliabili e consentendo ad interessi politici di entrare nella
discussione e ancor più agli interessi economici, rinunciare ai quali è
impossibile.
La Chiesa del 600 è fortemente impegnata nella lotta alle eresie, il
Tribunale della Santa Inquisizione miete vittime di ogni tipo,in
Spagna si presta a divenire strumento contro il potere economico
rappresentato dagli ebrei convertiti, in Europa diviene strumento
della caccia alle streghe identificate nei poveri, negli emarginati e
nelle persone sole, anziani e spesso donne.
Tutti convinti della presenza del demonio lo cercano ovunque tranne
che in loro stessi, nei loro condizionamenti e nelle fissazioni sui
nervi, sul sesso, sul denaro ed il potere.
Torquato Tasso
Tutti sono colpiti da questo clima
persecutorio. Torquato Tasso, noto
autore della “Gerusalemme liberata”,
ossessionato dall’idea della perfezione
letteraria sottopone la sua opera prima
al giudizio di illustri letterati, poi non
contento, nel 1577, la sottopone al
giudizio dell’Inquisizione di Ferrara, dove
fu assolto ma non soddisfatto.
Ossessionato da manie di persecuzione
si sentiva continuamente spiato, fino alla
fuga ed al ricovero nell’Ospedale di
Sant’Anna, dove turbato da sofferenze
psichiche, allucinazioni e incubi, si
vedeva continuamente vittima di
ingiustizie e tormentato da atroci sensi di
colpa.
Tasso è una vittima di questo secolo dove i
condizionamenti culturali portano l’uomo sempre più
lontano dalla luce e dalla verità, incompreso nel suo
disagio profondo, nell’impossibilità di una vera
espressione di sé anche attraverso la poesia, oppresso
dall’incubo del giudizio e della perfezione che sfocia in
atteggiamenti maniacali e paranoici.
Si guarda a lui come ad un grande della letteratura e non
come ad un uomo sofferente, ferito nell’amore, che non
trova Dio, perde la sua anima nella ricerca di una
perfezione impossibile da raggiungere, rimosso
sessualmente, malato nei nervi e nel corpo, lontano da
Dio e dall’Albero della Vita.
Storia dell’infanzia: la balia
Tra il ‘600 ed il ‘700 ebbe larga diffusione la pratica di dare i
neonati a balia. Per vari motivi:
Le madri molto spesso non avevano latte, soprattutto dopo parti
difficili.
L’allattamento era considerato poco decoroso e vi era chi pensava
che in esso potesse annidarsi un vizioso desiderio sessuale, al
punto che non allattare era divenuto un segno di distinzione
sociale e la donna che non lo facesse offriva di sé un’immagine
animalesca.
La medicina del tempo proibiva i rapporti sessuali per tutta la
gravidanza e l’allattamento, favorendo l’allontanamento del
neonato.
Le donne dei ceti meno abbienti lavoravano e non potevano
occuparsi dei figli.
Le donne più abbienti non volevano rovinarsi il seno.
Nel 1789 a Parigi su 22.000 bambini nati, solo 2.000 furono allattati
al seno.
Infanticidio mascherato
La pratica del baliato favorì la mortalità infantile, perché
le balie erano spesse malnutrite o malate e dovevano
dividere il latte tra i propri figli e gli altri bambini, con il
risultato che nessuno ne aveva a sufficienza.
Per non parlare di altri orrori: lattanti contagiati dalle
malattie delle proprie balie o a cui vengono
somministrati miscugli di acqua, pane e castagne per
integrare il poco latte e che morivano con il ventre
gonfio tra le convulsioni; neonati lasciati per giorni nelle
fasce senza essere cambiati con le piccole carni
martoriate dalle piaghe o fasciati troppo stretti per
apparire più floridi con danni alla respirazioni o appesi
per ore a un chiodo nelle loro fasciature per evitare di
essere feriti dagli animali della fattoria.
Bambini abbandonati
Picchi piuttosto alti di abbandono di bambini si
osservano nel XVIII e nel XIX secolo.
Abbandonate per prime le bambine, anche a 78 anni se la madre restava vedova,
abbandonati per una sorta di “controllo delle
nascite” su gravidanze indesiderate o fuori dal
matrimonio.
La vita negli orfanatrofi era ad alto rischio per
scarsa vigilanza, balie malpagate, incidenti,
denutrizione, percosse e malattie, tanto che la
ruota di Torino venne ribattezzata “piccolo
cimitero” ed a Parigi nel XVIII secolo dei
20.000 bambini abbandonati ogni anni meno di
2.000 arrivavano a 20 anni; molti dei
sopravvissuti segnati dalle terribili esperienze
subite finivano a vivere di accattonaggio o
nelle mani della criminalità.
L’educazione
L’aristocrazia e la grande borghesia ricorrono spesso
alla figura del precettore, maestro alloggiato e
stipendiato presso la famiglia.
Non tutti i maestri erano all’altezza dei loro compiti,
talvolta esageravano nelle punizioni, erano maneschi o
invadenti, convinti tutti che una rigida disciplina
contribuisse alla buona formazione morale e psicologica
del ragazzo.
Nascono anche i grandi collegi, per primi dei gesuiti,
dove venivano imposte rigide norme di vita e di studio,
dove in realtà, qualcuno sostiene, era possibile
sbarazzarsi dei propri figli invocando “nobili” motivi
intellettuali e morali.
La negazione del bambino
In questi tempi il bambino non è riconosciuto, l’infanzia
appare come una stagione di debolezza da
abbandonare al più presto; il bambino è un essere
imperfetto e, sulla scia del pensiero agostiniano, esposto
al male ed alla concupiscenza della carne, come le
donne.
L’educazione diviene centrale, è necessario isolare il
bambino attraverso il collegio, “normalizzare” quanto
prima l’infanzia e indurre precocemente comportamenti
ed abitudini adulte.
La severità e le punizioni devono reprimere la loro
eccessiva vivacità ed insegnare le regole della buona
società.
I genitori non sono mai protagonisti del processo
educativo, costantemente delegato ad altri.
Dalla negazione del bambino alla
esaltazione della Ragione
Società che negano la realtà dell’infanzia sono
società che negano l’inconscio e nell’esaltazione
dell’essere adulti vi è il male profondo e
schizofrenico di chi ha rimosso non solo Dio
dalla propria vita, ma anche l’anima stessa,
facendo saltare tutti i collegamenti tra le forze,
vivendo una sessualità sterile, che genera figli
non amati, feriti, ripudiati e puniti e quindi malati.
Questi sono i figli che partoriranno la grande
rivoluzione della Dea Ragione e che
consentiranno alla Massoneria di espandersi a
macchia d’olio praticamente in tutto il mondo.
I protagonisti
dell’Illuminismo
Jean-Baptiste Le Rond d' Alembert è tra i principali autori
dell’Enciclopedia, opera manifesto dell’Illuminismo. Frutto di un
amore illegittimo tra una marchesa e un cavaliere commissario
d’artiglieria, nacque nel1717 a Parigi. Il padre era all'estero al
momento della sua nascita e, un paio di giorni più tardi, fu
abbandonato dalla madre sulle scale di una cappella di NotreDame. Come voleva la tradizione, venne chiamato con il nome del
santo protettore della cappella e divenne Jean le Rond.
Messo dapprima in orfanotrofio, trovò presto una famiglia di
adozione: venne preso in affidamento dalla moglie di un vetraio. Il
padre, anche se non lo riconobbe ufficialmente, vegliò segretamente
sulla sua educazione e gli accordò una rendita.
All'inizio, d'Alembert frequentò una scuola privata, poi, all'età di
dodici anni entrò in collegio dove studiò filosofia, diritto e belle arti.
J.J.Rousseau(1712-1778) autore del “Contratto
sociale”, dichiara che la sovranità appartiene al
popolo, elemento base della democrazia diretta e
partecipa alla stesura dell ‘Enciclopedia.
Egli ebbe un’infanzia difficile, nacque in
Svizzera, ma sua madre morì una settimana
dopo la sua nascita per complicazioni post-parto;
suo padre Isaac, un orologiaio fallito, lo
abbandonò quando aveva 10 anni per evitare di
essere imprigionato in seguito a un duello. Sarà
allevato da una dama svizzera che prima gli farà
da madre poi ne diverrà l’amante.
A Parigi nel 1744 visse con una sartina
analfabeta da cui ebbe cinque figli. Considerando
le sue teorie sull'educazione, Rousseau fu
spesso criticato da Voltaire e dai commentatori
successivi, in quanto lasciò i suoi figli in un
orfanotrofrio non appena questi furono svezzati.
Rousseau si difese spiegando che sarebbe stato
un pessimo padre e che i figli avrebbero avuto
quindi una vita migliore proprio in orfanotrofrio.
Voltaire (1694-1778)
Voltaire dirà della propria infanzia “niente è più
insipido dei dettagli d’infanzia” ed ostenterà sempre
una grande indifferenza per le proprie origini, fino a
dubitare di essere figlio del proprio padre con il
quale avrà sempre pessimi rapporti fino a cambiare
il proprio cognome, Arouet, in Voltaire.
Istruito nelle rigide scuole dei gesuiti , l'Inghilterra
gli appare come il simbolo di una forma di vita
illuminata e libera.
Nacquero così le Lettere filosofiche (1734) con le
quali l’Inghilterra viene proposta ai francesi come
modello di tolleranza religiosa, di costituzione
politica parlamentare, di pensiero scientifico e
filosofico.
Illuminismo inglese
Alla base dell’illuminismo inglese ci sono Newton e Locke.
Newton sostenne l’Esperimento e il metodo induttivo nella ricerca
scientifica, rifiutando tutto ciò che non derivasse dall’esperienza.
Newton inoltre voleva dare una convalida scientifica anche a Dio,
di cui riconosce l’esistenza personale come “architetto
dell’universo”, Creatore del mondo e dell’uomo; nello stesso
periodo però si fa strada anche il deismo che concepisce la
divinità come causa impersonale del mondo di cui è il principio
ordinatore
Locke a sua volta aveva proposto una conoscenza che avviene
attraverso le sensazioni e le idee che si formano sono
comunicabili attraverso il linguaggio, frutto della convenzione.
Secondo Locke in politica lo stato naturale riconosce tre diritti: la
vita, la libertà, la proprietà, lo stato civile è invece necessario per
garantire tali diritti, ma il sovrano, che ha tale compito, non ha
potere assoluto.
Queste sono le idee che piacciono a Voltaire e di cui egli si fa
diffusore.
Attacco a Cristo
Particolarmente forte in Voltaire è la polemica contro
Cristo (Ecrasez l'infame! Schiacciate l’infame). Egli
infatti, come Newton e i deisti, proclama la validità di una
religione naturale senza Cristo, ma più palesemente di
loro si scaglia contro la persona di Cristo.
Non c’è posto per Cristo, solo per un Dio architetto del
mondo, principio ordinatore comprensibile per un uomo
su di sé, sulla propria ragione, che ovviamente
consapevole di non aver creato il mondo, ne attribuisce
la responsabilità ad un Dio “architetto” dalle
caratteristiche piuttosto vaghe.
L’Illuminismo e la Massoneria
Newton è massone. Voltaire è massone.
L’Illuminismo e la Massoneria sono
particolarmente vicini e stringono tra loro
rapporti molto stretti.
Origini della massoneria
La Massoneria è una “disciplina esoterica", nel senso che alcuni
aspetti della sua attività interna non sono di dominio pubblico, ma
coperti da riservatezza o assolutamente segreti.
I membri della massoneria (i massoni) sono chiamati anche
frammassoni, ( forma italianizzata del francese franc-maçon,
freemason in lingua inglese), cioè «libero muratore». Il nome deriva
dalla pretesa discendenza della Massoneria dall'associazione di
operai e muratori costruttori del Tempio di Salomone.
Nella sua veste operativa, la massoneria sembra sia nata come
associazione di mutuo appoggio e perfezionamento morale tra
artigiani muratori, mentre in seguito adottò l'attuale veste
speculativa, trasformandosi in una confraternita di tipo iniziatico
caratterizzata dal segreto rituale, con un'organizzazione mondiale.
I suoi affiliati condividono gli stessi ideali di natura sia morale che
metafisica e la comune credenza in un Essere Supremo, chiamato
Grande Architetto Dell'Universo (G.A.D.U.).
La fondazione della Gran Loggia di Londra, segnò
formalmente o convenzionalmente l’atto di trapasso
dall’antica massoneria di mestiere o operativa a
quella moderna o speculativa: nel 1717 quattro
Logge londinesi decisero di darsi una nuova
organizzazione centralizzata, cui dettero il nome di
Gran Loggia di Londra, ed elessero come capo, con
il titolo di gran maestro, il gentiluomo Anthony
Sayer.
Un ruolo preminente rivestivano il pastore anglicano
(Jean-Théophile Désaguliers 1683-1744), membro
della Royal Society, brillante volgarizzatore delle
teorie newtoniane e letterato ben introdotto nell’alta
società londinese, ed un pastore presbiteriano
(James Anderson 1684-1739).
La Massoneria si definisce quale "centro d’unione" tra gli uomini, sulla
sola base delle loro qualità morali (non meglio definite) e di una
religiosità non precisamente qualificata.
Caratteristiche del Massone sono l’adesione e l’impegno alla diffusione
del naturalismo e dell’Illuminismo, ovvero:
La credenza in un Essere Supremo non meglio definito
La via maestra del dovere è nella necessità del lavoro costruttivo
come fondamento della disciplina spirituale.
“Il lavoro consente di superare i limiti dell’io e d’integrarsi in un
insieme organico non sottoposto come l’individuo, alla morte; resta
l’opera compiuta, sopravvivono i compagni con cui la si è realizzata,
ne fruiscono nuove generazioni…in questo senso il lavoro è una
prefigurazione d’ immortalità, appagando quello che se per l’uomo
comune è un bisogno psicologico, per il massone è uno dei confini
dell’identità.” (da un testo massone).
Nel 1813 si costituisce la Gran Loggia Unita degli Antichi Liberi
Muratori d’Inghilterra che, grazie a un compromesso
accuratamente formulato, sancisce la non-Cristianità della
Massoneria Inglese.
L’etica massonica
Illuminismo e Massoneria nello stesso momento storico
intrecciano la loro storia contaminandosi a vicenda,
contribuendo reciprocamente alla diffusione di un
relativismo religioso e di una scienza senza Dio,
riducendo la complessità dell’uomo solo all’attività
razionale ed economica.
L’”etica massonica” è infatti impregnata di calvinismo e
promuove fortemente l’esaltazione dell’Io, della
predestinazione e l’’idea dell’accumulo del capitale”
come segno di benedizione“religiosa”, concetti che
vanno molto d’accordo con lo sviluppo industriale inglese
del 700, con la nascita del capitalismo e con
l’industrializzazione della città, che avranno come
conseguenza la povertà ed il degrado degli operai che vi
lavorano, spesso donne e bambini.
La diffusione culturale
Il pensiero ed il potere massonico giungono
ovunque attraverso uomini di cultura,
musicisti, letterati.
Mozart fu un Massone, e nella sua opera, Il
flauto magico, fa ampio uso di simbolismo
massonico. Più espressamente compose una
serie di undici brani dedicati ai simbolismi ed
ai rituali massonici ad essi collegati, uno dei
quali, con il testo modificato, è diventato l'Inno
nazionale Austriaco.
Massoni furono anche Goethe, Fichte,
esponenti del Romanticismo, B.Franklin,
Kipling, M.Twain. Tutti consapevolmente
propagatori di un relativismo etico e culturale,
di un liberismo economico di cui ancora oggi
siamo impregnati e di cui paghiamo le
conseguenze.
Le grandi rivoluzioni
Tutte le grandi Rivoluzioni del ‘700 e dell’800 sono state
sostenute dalla Massoneria:
la Rivoluzione francese (1789), naturalmente nata dalle
idee di fratellanza, uguaglianza e giustizia di ispirazione
massonica e illuminista
La Rivoluzione americana (1776), prodotta dalla scia
delle medesime idee, vede Washington inaugurare la
statua della Libertà secondo il rituale massonico, statua
che altro non simboleggia che la dea Ragione
e molti sono stati i presidenti americani massoni: Monroe,
Jackson, T. e F. Roosevelt, Taft, Ly.Johnson, Truman,
J.Ford.
Il Risorgimento italiano nasce dalle idee di Mazzini e
dall’impresa di Garibaldi, massoni anch’essi, sostenuti
dai Savoia, massoni noti.
Chiesa e Massoneria
La Chiesa cattolica ha sempre criticato la concezione mistica
propria della massoneria, dichiarandola incompatibile con la
propria dottrina.
Appartenenza alla massoneria ed appartenenza alla Chiesa
cattolica sono inconciliabili. Più volte questa inconciliabilità è stata
espressa solennemente dal magistero della Chiesa. I documenti
principali al riguardo sono: la lettera apostolica In eminenti
apostolatus specula di papaClemente XII del 1738;
l’enciclicaHumanum genus di papa Leone XIII del 1884; la
Dichiarazione sulla massoneria della Congregazione per la Dottrina
della Fede, approvata da papa Giovanni Paolo II nel 1983.
La lettera apostolica di Clemente XII contiene la dichiarazione di
scomunica di chiunque appartenga a qualunque titolo ad una
associazione massonica. Tale scomunica non è mai stata revocata
da nessun papa. In linea con la lettera apostolica citata, i successivi
documenti ufficiali della Chiesa hanno ribadito che chi appartiene
alla Massoneria non può ricevere i sacramenti.
Eppure molti alti prelati vi appartengono
La cultura contro Cristo e contro
l’uomo
In nome della libertà e della ragione viene relativizzata e
ridotta l’intima natura dell’uomo creato per la relazione
profonda con Dio nell’Albero della Vita, dalla quale si
genera il collegamento tra le forze dell’anima, del sesso,
dei nervi, del corpo e della mente.
Il denaro, la diffusione del capitalismo, la finanza
internazionale, i trust ed i cartelli che si diffondono in
tutto il mondo tra il ‘700 e l’800 sono sostenuti da queste
idee, che senza Dio e senza anima, rimuovono
l’inconscio, negano legittimità e dignità all’infanzia
stessa, attaccano Cristo, “l’infame” che ha sconfitto il
diavolo e la morte, perché loro sono tutti nel diavolo e
nella morte e non vogliono allontanarsene.
I sovrani illuminati: Pietro I
il Grande (1672-1725)
In questi anni in tutta Europa si diffondono governi assoluti
oppressivi ed autoritari, però vengono ricordati alcuni sovrani che,
aderendo alle idee dell’illuminismo cercano di fare riforme ritenute
“illuminate”.
Pietro I fu un incontrastato capo militare, ma il creatore della flotta
russa, il sovrano assoluto di uno dei paesi più grandi del mondo, il
protagonista della serie ininterrotta di riforme che rivoltarono
metodicamente ogni aspetto e settore della vita politica, sociale,
religiosa e culturale russa, sposò una contadina analfabeta.
Annoverava tra i propri svaghi curiosità quali l'estrazione dei denti,
la pratica dell'autopsia, l'estinzione degli incendi. Il Padre della
Patria russa condannò a morte, e forse torturò e uccise di persona, il
proprio figlio primogenito. Il fondatore di San Pietroburgo elesse a
propria dimora, più che i palazzi reali, umili casupole in legno e
preferì circondarsi a corte di nani, storpi e mostri, per i quali provò
sempre una misteriosa attrazione. Tutto questo e altro ancora - feste
sguaiate, eccessi sessuali, grossolanità e pratiche di primitiva
violenza - coesisteva con la vita ufficiale ricordata.
“Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e
ne fanno esperienza coloro che gli appartengono “
Sap.2,23-24
Il diavolo ha trovato dove poter crescere e
moltiplicare le sue schiere, fissandosi nelle
connessioni nervose, ripetendo
condizionamenti vecchi e nuovi, e,
generazione dopo generazione, ha
continuato a fissare debolezze,
incompletezze, mancanza di fede in
Cristo, nella sua Croce che con la nostra
croce vince il male e la morte.
Una cultura senza Cristo nel
diavolo
I secoli passati lontani da Dio e dall’anima,
senza Cristo per far fronte al demonio ed
alla sue opere, portano il male sempre più
in profondità, fino ai nervi ed ai neuroni
della mente che partorisce un sistema
culturale come questo, tutto nel diavolo, di
fronte al quale, senza una nuova cultura,
non possono più nemmeno i santi.
Venerabile Pio Brunone Lanteri
(1759-1830)
Nato a Cuneo il 12 maggio 1759 da una
famiglia della classe media, Pio Bruno è il
settimo figlio e altri tre lo seguiranno prima
della morte della madre spentasi dopo aver
dato alla luce il decimo. Pio Bruno ha solo
quattro anni.
Di salute cagionevole patirà moltissimo la
mancanza della madre, ma saprà reagire
grazie anche alla straordinaria vicinanza del
padre Pietro, medico, che assumerà
direttamente l’educazione del figlio
accompagnandolo nel primo corso di studi,
quelli oggi corrispondenti alla scuola
elementare, e, soprattutto, consacrandolo alla
Madonna già all’età di quattro anni, dopo la
morte della madre
La devozione mariana segnerà profondamente l’esistenza di
Lanteri portandolo, il 15 agosto 1781, a impegnarsi in un atto
di totale oblazione a Maria
Accompagnato dalla presenza di questa Madre celeste,
matura la decisione di dedicarsi alla vita ecclesiastica in
accordo con il vescovo e s’iscrive alla facoltà teologica
dell’università di Torino.
A Torino nel 1778 incontra l’ex padre gesuita von Diessbach
(1732-1798).
Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, nel 1773, si
era completamente dedicato alla formazione di una élite
cattolica, impegnata a combattere lo spirito rivoluzionario con
le sue stesse armi: la stampa, e cioè la moltiplicazione e la
diffusione capillare di buoni libri
Ispirata a tali principi, era nata l'Amicizia Cristiana che,
fondata a Torino, si era presto diffusa a Milano, a Firenze, a
Friburgo, a Vienna, a Parigi, fino a Varsavia, arruolando nelle
sue file uomini di grande tempra
Combattere gli errori correnti
Lanteri, laureatosi in teologia, si teneva in contatto con i librai
e i tipografi di tutta Europa, aggiornando continuamente la
sua vastissima biblioteca privata e diffondendo
tempestivamente opuscoli e dissertazioni, suoi o di suoi
collaboratori, contro gli errori del tempo.
In particolare il giansenismo, la prima setta eretica e affiliata
alla massoneria che non vuole lo scisma, ma preferisce
operare come quinta colonna mascherata all'interno della
Chiesa, occupando sogli episcopali, cattedre universitarie,
parrocchie, seminari.
Essa filtrava dal calvinismo errori sulla salvezza degli uomini
— che riteneva inaccessibile e riservata a pochi eletti — e
sulla Chiesa, negando di fatto l'autorità pontificia e rifiutando
l'infallibilità.
… con i mezzi più attuali
La distribuzione gratuita di libri, preferibilmente "di poco
volume ma forti per ragionamento e per unzione", restò
l'attività principale dell’Amiciza.
L’Amicizia viene soppressa da re Carlo Felice di Savoia.
Calunnie e persecuzioni subì anche l'altro frutto dell'attività di
Lanteri. Gli Oblati di Maria Vergine, la congregazione religiosa
eretta canonicamente fin dal 1816, dovette infatti attendere
dieci anni, superando le difficoltà opposte soprattutto
dall'arcivescovo di Torino Chiaveroti, ostile al rigoroso
antigiansenismo di Lanteri, prima di ottenere l'approvazione
pontificia e il regio exsequatur.
Lo spirito degli Oblati, nati mentre l'Amicizia si spegneva, è analogo
a quello dell'Amicizia: il fine primario è la santificazione personale
«per via dell'imitazione la più attenta di Gesù Cristo che si
propongono per modello in ogni azione, unitamente agli esempi di
Maria SS. loro cara Madre» ; il fine secondario quello della
santificazione del prossimo, l'impegno nell'amministrazione dei
sacramenti, la diffusione della buona stampa e la lotta contro gli
errori correnti.
Il 5 agosto 1830, festa della Madonna della Neve, si spegneva a
settantun anni, un uomo la cui vita fu definita «un atto di costante
fortezza».
A ogni apostolato laico, il Venerabile indica ancora la meta: «Il
nostro scopo è di sottomettere tutta la terra a Gesù Cristo»
Dell'apostolato ci indica anche i mezzi: «Conviene formare degli
uomini perfettamente agguerriti e bene istruiti (...) forti, costanti, che
non si scoraggino mai (...) che diventino, secondo l'espressione di
Santa Caterina da Siena, dei gustatori delle anime (...) che sappiano
animare il bene che esiste, introdurne del nuovo, distruggere il
male»
Combattere…con i mezzi più attuali
Particolarmente importante nella sua opera appare l’uso della
stampa per combattere il male del suo tempo che proprio attraverso
questo nuovo mezzo di comunicazione si era diffuso.
Proprio durante l’illuminismo nascono infatti i primi giornali e un
nuovo genere letterario, il romanzo, attraverso i quali vengono
diffuse le nuove idee e dove vengono discusse e dibattute le diverse
posizioni filosofiche, letterarie, scientifiche, ma soprattutto
propagandati il relativismo razionalista ed il liberismo economico.
Ancor più importante appare la creazione dell’Amicizia Cristiana, in
sostanza una società segreta, un’anti-massoneria, che combatteva
attraverso la diffusione culturale delle idee massoniche gianseniste.
L’impegno del Venerabile Lanteri è forte e concreto, ma senza una
nuova cultura capace di entrare nell’inconscio, nel profondo dei
condizionamenti personali e culturali, la sua lotta, pur con importanti
intuizioni, non si dimostra sufficiente a cambiare il volto della storia
del suo tempo.
La società dell’800
La società ottocentesca figlia delle grandi
rivoluzioni e del romanticismo, delle grandi
passioni, dei grandi ideali, dei grandi amori ideali
e sfortunati, solo apparentemente è una società
più attenta ai bisogni della persona.
Viene proposto un nuovo modello familiare,
fondato sull’amore reciproco, sulla felicità e
l’affetto che culmina nella nascita di un figlio, che
viene seguito più da vicino, non più allontanato e
dato a balia, seguito anche nell’accudimento
personale e nell’educazione.
La borghesia ed il denaro
Questa società è però una società essenzialmente
borghese e la borghesia come classe sociale nasce
dall’Illuminismo e, nuovamente rinforzata dal Positivismo
(1850), è una classe fortemente condizionata dal
denaro, in base al quale viene distinta in piccola, media
e grande e sul denaro regola istituzioni molto importanti
quali i matrimoni e le convenzioni sociali stesse, che
stringono in un’apparenza spesso senza contenuti la
relazione tra gli uomini e le donne.
Il Positivismo poi porta nuovi mali: la teoria
dell’evoluzione della specie di Darwin, l’imperialismo, il
colonialismo,lo schiavismo ed il razzismo e nuove guerre
per la conquista di nuovi mercati dove vendere merci
fabbricate in un’Europa sempre più ricca e sempre più
malata.
La massa
Compare poi un nuovo interlocutore: la
massa,che avendo un peso nelle decisioni
politiche, diviene oggetto di interesse. E’
necessario educare le masse alle idee ed ai
valori correnti attraverso:
l’elaborazione di simboli collettivi legati alla
potenza della nazione,
l’istruzione, con la nascita della istruzione
pubblica
la diffusione di una stampa che aveva lo scopo
di manipolare l’opinione dei ceti popolari.
Le malattie nervose
Il male si è diffuso in modo capillare e sistematico, la
scienza senza Dio, la fede lontana dalla vita, le persone
lontane dall’Albero della Vita e preda del demonio
restano soffocate in una serie di condizionamenti,
regole, convenzioni e convenienze fondate sul denaro,
sull’utile personale, sugli ideali sostituiti a Dio, che
portano le persone ad ammalarsi in modo sempre più
evidente nei nervi e nel corpo.
Proprio in questo ‘800 in cui si sono formati stati più
democratici e in cui gli uomini sperimentano, in teoria
secondo gli storici, una maggiore libertà di espressione,
e la ricerca scientifica avanza ed ha nuovi impulsi, la
sofferenza delle persone è molto forte.
I primi manicomi
Agli inizi dell’ottocento nei manicomi si trovano i folli, ma anche i
sifilitici, chi ha malattie croniche della pelle, semplici esaurimenti
oppure chi è diventato scomodo o scandaloso per la famiglia.
I pavimenti sono umidi, in pietra con un breve canale che conduce
ad un buco dove viene fatto scolare lo sporco.
Alle finestre inferriate, le porte sono spesse e non c’è nessun
strumento per il riscaldamento invernale, ovunque un tanfo
incredibile che deriva dai bagni.
I letti in ferro sono pochi, per lo più sono cassoni di legno con paglia
per dormire e inoltre vi sono gabbie per gli isterici.
Stefano Bonacossa, un dottore di Torino, compie un viaggio nei vari
manicomi europei e nel 1838 scrive nel suo diario che le prime
cause di pazzia per la donna sono: eredità, stravizi ed abuso di
liquori, conseguenze di parto, sifilide,colpi sul capo, disturbi della
mestruazione, gelosia ed amore contrariato, esaltazione religiosa.
Anche l’epilessia è considerata come pazzia, come l’ambizione e la
cattiva condotta.
Le stesse cause sono simili per gli uomini aggiungendo l’eccesso
negli studi.
Nei manicomi ci sono parecchi mezzi di coercizione, il corsaletto di
forza (che si chiamerà poi camicia di forza), le maniche di cuoio,
pastoie di catene di ferro e, all’occorrenza, alcuni malati vengono
legati agli alberi nei cortili.
Ma come venivano curati i malati di mente?
Si usavano salassi generali e parziali, ghiaccio sul capo, bagni
tiepidi prolungati, docce fredde, purganti, cauterio alla nuca con
potassa caustica, che veniva anche usata per le donne senza
mestruazioni strofinandogliela sulle cosce.
Se di notte i malati diventano irrequieti o nervosi ecco che arrivava
l’oppio.
In alcuni manicomi criminali i letti sono legati ai muri, i pazienti vestiti
miseramente e alle pareti lamine di ferro con anelli ai quali legare gli
agitati.
Se ci sono dei luoghi nei quali i malati sono trattati con decenza,
sono strutture private, mentre in moltissimi luoghi pubblici sono
rinchiusi in grotte e prigioni, trattati come bestie feroci, bastonati,
incatenati oppure sottoponendoli al supplizio della fame e della sete.
L’inconscio di Freud
e l’istinto di morte
S.Freud (1856-1939) è un medico, figlio del positivismo. Aveva
collaborato con gli scienziati della sua epoca. Aveva collaborato il
laboratorio neurofisiologico nato dalla scuola di H. von Helmholtz
sostenitore del metodo sperimentale rigorosamente deterministico e
meccanicistico, che aveva portato alla formulazione del primo
principio di conservazione dell’energia.
Aveva lavorato a Parigi e assistito agli esperimenti del medico
francese Charcot che usava l’ipnosi per guarire alcune malattie
ritenute inspiegabili.
Comprende la connessione tra malattia dei nervi, del corpo e della
mente e l’inconscio
Comprende soprattutto la relazione che intercorre tra inconscio,
sessualità e malattia dei nervi, del corpo e della mente.
L’isteria
L’isteria è una malattia oggi quasi scomparsa,
ma che sul finire dell’800 era particolarmente
diffusa.
La sua causa risiedeva nell’educazione, la
morale ed il costume dell’epoca che non
permettevano alle donne di vivere pienamente la
loro sessualità, bloccata da idealizzazioni quali
“moglie, madre, figlia” perfetta, angelicata ma
asessuata, mentre la maggior parte degli
uomini, dei mariti e dei padri frequentavano
“case chiuse” dove facilmente contraevano la
sifilide, male altrettanto diffuso.
Il caso di Anna O.
Anna intelligente e colta, appartenente ad una facoltosa famiglia
ebrea di Vienna era stata colpita da una costellazione
impressionante di sintomi isterici: paralisi del lato destro del corpo,
deficienze della funzione visiva, difficoltà del portamento del capo,
tosse nervosa, stati di assenza, confusione, delirio, anoressia ed
impossibilità di bere nonostante la sete.
Freud coglie il legame esistente nella storia di Anna tra sessualità
ed isteria e quindi tra inconscio colpito da un avvenimento
traumatico legato alla sfera sessuale e malattia dei nervi, del corpo
e della mente.
L’ipnosi consentiva il ricordo del trauma, legato alla sessualità, e
quindi la guarigione del sintomo.
Anna, bambina, aveva scoperto suo padre in una “casa chiusa” con
una prostituta ed i suoi sintomi si erano aggravati quando anziano e
malato lo aveva dovuto assistere fino alla morte.
L’iconscio
La scoperta dell’inconscio di Freud però pur
nella sua importanza fondamentale è fortemente
condizionata da tutti i mali di questa epoca,
infatti egli credeva che nella sua parte più
profonda l’inconscio racchiudesse la paura
ancestrale dell’uomo di fronte all’ambiente ed ai
suoi cambiamenti che avevano messo a
repentaglio la sua sopravvivenza durante
l’estinzione del Neandertal e che tale esperienza
di morte fosse rimasta nel profondo delle
generazioni delle migliaia di anni successive.
La ragione prevale sull’inconscio
Anche nel caso di Freud i condizionamenti
culturali, il razionalismo oramai stratificato e
penetrato in ogni parte della società, l’economia
che impone le sue leggi e le sua strutture, la
scomparsa di Dio da ogni orizzonte filosofico,
culturale e scientifico, ultimo attacco del
demonio, non possono essere sconfitti dalle sue
scoperte.
La successiva psicanalisi, scienza da Freud
fondata, tornerà all’Io ed al Sé, ovvero alla
mente ed alla ragione, seppellendo nuovamente
l’inconscio.
Nuove divisioni…senz’anima
La psicologia proseguirà per la sua strada, mentre lo studio
dell’anatomia e della fisiologia del cervello porteranno, lontano da
Dio, dall’anima e dalla sessualità, alla nascita della
Neuropsichiatria, che studia i disturbi del comportamento
direttamente correlati ad una lesione cerebrale
Neurologia, che si occupa dei disturbi somatici direttamente correlati
a lesioni del sistema nervoso
Psichiatria, che si occupa dei disturbi mentali non direttamente
collegati a evidenti lesioni cerebrali, ma connessi a fattori sociali e
ad alterazioni dei recettori dei neurotrasmettitori.
Le Neuroscienze, che studiano le basi neuronali dei processi
cognitivi ed emozionali
La Neuropsicologia che cerca una connessione tra neurologia e
psicologia
La Neurobiologia che interpreta le funzioni mentali come processi
che emergono dall’interazione tra le strutture cerebrali e l’ambiente
in relazione con i neuroni del sistema nervoso
Di fronte a tanti errori si coglie la grande
novità di nuova cultura con base in Dio e
nella vita
La nuova cultura nasce dalla vita.
Promana dalla vita di Dio (forza epigenica). È
posta in ogni essere. Specialmente è posta in
ogni persona (soffio di Dio, immagine e
somiglianza di Dio).
Permane nel suo “io potenziale”. Per il 90% (forze
di Dio, dell’anima, del sesso, dei nervi, del corpo)
è inconscia. Aspetta la concreatività e
corredenzione del conscio (10%) personale.
Lo sviluppo della vita
Ha sempre bisogno e cresce solo nel
rispetto e scambio di rispetto di ogni sua
forza, secondo il tempo e modo dovuto,
che è l’Amore.
Tutte queste forze senza l’amore sono
disturbate ed in esse permangono
condizionamenti e meccanismi di difesa
che sempre ci allontanano da noi, da Dio e
dalle relazioni interpersonali
Perché non si poteva trovare
perché ci si appoggiava più agli uomini che a Dio;
perché non si conoscevano ancora l’inconscio e le ferite
delle energie contenute nell’inconscio;
perché non si vedeva che nei condizionamenti vi è una
forza negativa contro l’Amore, che non è di Dio, né
dell’uomo, ma è del Diavolo;
né si capiva che l’uomo non è più forte del Diavolo e che
solo con l’Uomo-Dio-Crocifisso si possono scacciare i
demoni e guarire ogni malattia che da tale negatività deriva,
ma neanche il Crocifisso ci libera senza la collaborazione
della nostra croce.
Perché P. Angelo l’ha trovata
Ringraziando Iddio, non ha mai accettato di
perdere le mie energie personali.
Non ha mai voluto integrarsi.
Si è convertito a Cristo perché non si integrava
nella Madonna né nella cultura del proprio
tempo
e perché vuole che ciascuno prenda la propria
croce, collabori con la Sua Croce, risorga e
faccia risorgere, scacciando i demoni e
guarendo ogni malattia, come Lui
Le parole di P. Angelo:
“Anche se sempre vincitore, sempre ho incontrato
mille condizionamenti o diavoli di una psicoanalisi
senza anima e senza Dio e di una fede integrata e
quasi sempre incapace di vedere le ferite
diaboliche dell’inconscio.
Se tu non hai tutte le forze del tuo essere, se non
poni le tue forze nell’Essere di Dio Amore, se poi
non ami il prossimo come Dio, questa cultura non
si può propagare.
Da ciò si vede che ci vuole tutto un grande
cammino di conversione e formazione personale
per liberarsi veramente dagli uomini e da ogni
falsità di cultura ed arrivare veramente ad essere
“pane vivo” in Cristo “
I promotori di una nuova cultura
Appare più che mai necessario alla luce ed alla conclusione di
questo breve percorso riproporre anche le parole del Venerabile
Lanteri:
«Conviene formare degli uomini perfettamente agguerriti e bene
istruiti (...) forti, costanti, che non si scoraggino mai (...) che
diventino, secondo l'espressione di Santa Caterina da Siena, dei
gustatori delle anime (...) che sappiano animare il bene che esiste,
introdurne del nuovo, distruggere il male».
Sono necessari molti uomini forti e costanti che sappiano diffondere
in modo altrettanto capillare in tutti gli ambiti dell’esperienza umana
una cultura rispettosa di Dio e capace di riportare gli uomini
all’Albero della Vita, risolvendo in Cristo i loro diavoli inconsci
(condizionamenti) fino alla connessione delle loro forze per la
salute dell’anima, dell’anima, del sesso, dei nervi, del corpo e della
mente.
Il Papa Giovanni Paolo II
Oggi ricorre l’anniversario della morte di Giovanni Paolo II, la sua
vita ci sia di esempio, la sua forza, la sua fede, l’amore che aveva
per Maria, nostra Madre, ma non dimentichiamo che lui, da solo e
senza la luce di questa cultura, non ha potuto cambiare il volto della
storia, continuano ad esserci aborto, eutanasia, fecondazione
artificiale, esperimenti sugli embrioni, attacchi alla famiglia ed
all’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio.
Non dimentichiamo che il Papa è morto per il morbo di Parkinson,
malattia del sistema nervoso.
Servono molti operai che coltivino la vigna del Signore e che
sappiano affrontare con l’arma di una nuova cultura come vita,
promossa con strumenti attuali, tutta la falsità culturale del Diavolo,
per sconfiggerlo con Cristo, per ritornare alla Vita, per abbattere un
sistema culturale generatore di sofferenza e di morte.
A Maria
Chiediamo a Maria, che ha
vissuto questa cultura nella
pienezza della Grazia e delle
Sue energie di anima,
sessualità, nervi, corpo e
mente di aiutarci ad essere
partecipi alla Passione, Morte
e Resurrezione di Gesù come
lo è stata Lei, per uscire da
ogni falsità culturale, essere
realmente convertiti, vivere e
portare la vita in Gesù.
Buona Pasqua!
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