PATI
Mariani, Cordisco e Carenzi
Di Cara
Paloschi e Giordani
GRIFFO OGANDO DI MURO PARISI
VERGA
Atti
Vattiata e Nista
PROCHILO, VERDERIO
SCHIBUOLA E
Mero e Mattatelli
Scalia,
Caronni,
Zingaro
FRASSINI
Brignoli, Luksch, Di
Matteo
DIRITTO INTERNAZIONALE
“Il diritto internazionale pubblico si
occupa dei rapporti tra stati sovrani e tra
essi e le organizzazioni di diritto
internazionale”
COS’E’ IL DIRITTO AMBIENTALE?
“Il diritto ambientale è quella branca del diritto che si
occupa della tutela e salvaguardia dell’ambiente.
Si manifesta a livello sovranazionale, nazionale e
regionale”.
UNEP-UNFCCC
United Nations Environment Programme
http://www.unep.org/
United Nations Framework Convention on Climate
Change
LO SVILUPPO SOSTENIBILE
• Secondo la definizione tradizionale, lo sviluppo
sostenibile è "uno sviluppo che risponde alle
esigenze del presente senza compromettere la
capacità delle generazioni future di soddisfare
le proprie". Le tre componenti dello sviluppo
sostenibile (economica, sociale e ambientale)
devono essere affrontate in maniera
equilibrata a livello politico.
LA SOSTENIBILITÀ RUOTA ATTORNO
A QUATTRO COMPONENTI
FONDAMENTALI:
• Sostenibilità economica: intesa come capacità di
generare reddito e lavoro per il sostentamento della
popolazione.
• Sostenibilità sociale: intesa come capacità di garantire
condizioni di benessere umano (sicurezza, salute,
istruzione) equamente distribuite per classi e genere.
• Sostenibilità ambientale: intesa come capacità di
mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali.
• Sostenibilità istituzionale: intesa come capacità di
assicurare condizioni di stabilità, democrazia,
partecipazione, giustizia.
L'area risultante dall'intersezione delle quattro
componenti, coincide idealmente con lo sviluppo
sostenibile.
Sostenibilità debole e
sostenibilità forte:
Si possono individuare due diverse accezioni della
sostenibilità: DEBOLE e FORTE
Queste ultime si distinguono in: capitale prodotto
dall'uomo (opere dell'ingegno umano) e capitale
naturale (i prodotti agricoli, le risorse naturali, i
paesaggi, la biodiversità, il patrimonio artistico e
culturale).
Non è ammissibile uno sfrenato utilizzo delle risorse
naturali, in quanto esse non sono sostituibili come
quelle umane, ma il loro depauperamento dà luogo al
contrario e nella maggior parte dei casi a processi
irreversibili ( ad esempio l'estinzione di specie
animali) o reversibili ma solo in un lunghissimo
periodo,non coincidente con i tempi umani(come il
processo di rimboschimento di foreste).
Ostacoli ambientali
• Ostacoli ambientali: Le fonti rinnovabili presentano a volte delle difficoltà
di accettazione (un esempio possono essere le pale eoliche che potrebbero
deturpare il territorio sia visivamente che acusticamente).
•Ostacoli economici e di mercato (barriere che influenzano
significativamente la diffusione delle fonti rinnovabili):
-alti costi di investimento;
-alti costi iniziali per alcune fonti rinnovabili (come il solare fotovoltaico) con tempi
di ammortizzamento molto lunghi;
-criteri di finanziamento: alcune fonti rinnovabili sono considerate un investimento
rischioso a causa dell’impossibilità e della difficoltà di predire il loro risultato;
-in italia l’energia rinnovabile costa il 35% in più rispetto agli altri paesi europei
•Ostacoli tecnologici provocati da:
-affidabilità e durata dei sistemi: si sta cercando una qualità e un servizio costante
che possa sostituire completamente l’uso di risorse energetiche di natura fossile.
- nessuno dei proprietari di industrie produttive ha manifestato il desiderio di
investire nell’efficienza energetica, concentrandosi, invece, negli investimenti sulla
quantità e qualità del prodotto.
•Ostacoli politico-legistlativi:
-le normative italiane recepiscono in ritardo le direttive
europee e internazionali, nonché gli elementi di
certificazione necessari per informare e garantire le imprese
e i cittadini sull’efficacia degli investimenti attuati;
-gli incentivi spesso non sono sufficienti o ben mirati per
l’utilizzo di fonti rinnovabili;
UE Europa 2020
La strategia Europa 2020 si pone come obbiettivo il rilancio
economico dell’EU nel prossimo decennio.
Si cerca un’economia più intelligente,solidale e sostenibile.
Questo metodo si pone diversi obbiettivi nelle seguenti materie:
- Occupazione
- Istruzione
- Clima/energia
- Integrazione sociale
Ridurre del 20% le emissioni di gas
serra rispetto al 1990;
Riduzione del 20% del fabbisogno di
energia ricavata da fonti rinnovabili;
Aumento del 20 % dell’efficienza
energetica
Uno sguardo al 2030..
Il quadro 2030 garantirà certezza normativa per
gli investitori e un approccio coordinato fra gli
Stati membri per sviluppare nuove tecnologie. Il
quadro, inoltre, si propone come stimolo
costante per progredire verso un‘ economia a
basse emissioni di carbonio e un sistema
energetico competitivo e sicuro, da cui
deriveranno prezzi accessibili per tutti i
consumatori, maggiore sicurezza delle forniture
energetiche, minore dipendenza dalle
importazioni di energia e nuove opportunità per
la crescita e l’occupazione.
AVANTI
PROTOCOLLO DI KYOTO
• E’ un trattato internazionale in materia
ambientale riguardante il riscaldamento globale
• E’ stato sottoscritto nella città
giapponese di Kyoto l'11 dicembre 1997
da più di 180 Paesi in occasione della
Conferenza COP3 della Convenzione quadro
delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici (UNFCCC)
• Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005,
dopo la ratifica anche da parte della Russia.
Obbiettivi:
Il Protocollo di Kyoto impegna i Paesi
sottoscrittori ad una riduzione quantitativa
delle proprie emissioni di gas ad effetto serra
(i gas climalteranti, che riscaldano il clima terrestre)
rispetto ai propri livelli di emissione del 1990
in percentuale diversa da Stato a Stato
• riduzione delle emissioni di elementi di
inquinamento in una misura non inferiore al 8%
•i Paesi industrializzati devono ridurre del 5%
le proprie emissioni di CO2
Inoltre…
Il protocollo si impegna:
•nel miglioramento dell’efficienza energetica
•nella correzione delle imperfezioni
del mercato (attraverso incentivi fiscali e sussidi)
•nella promozione dell’agricoltura sostenibile
•nella riduzione delle emissioni
•nel settore dei trasporti
PAESI ADERENTI AL PROTOCOLO DI KYOTO
Paesi aderenti
Paesi non aderenti
Paesi che hanno firmato ma non ratificato
186 paesi tra cui in…
•Europa nel 1998:
- Italia, Francia, Spagna, Regno unito, Germania (29 aprile)
•Oceania nel 1998:
- Fiji: 17 settembre
- Australia: 24 settembre
•America Latina 1998:
- Bolivia: 9 luglio
- Argentina: 16 marzo
- Ecuador: 15 gennaio 1999
- Repubblica dominicana: 12 febbraio 2002
- Venezuela: 1 dicembre 2010
Dall’UNFCCC al Protocollo di Kyoto
La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici è un trattato ambientale internazionale prodotto
dalla Conferenza sull'Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni
Unite (Summit della Terra) tenutasi a Rio de Janeiro,col fine
di ridurre le immissioni di gas serra.
Si suddivide in protocolli tra cui il più importante:
il Protocollo di Kyoto.
Conferenze delle Parti (COP)
•I Paesi aderenti all’ UNFCCC si riuniscono dall’1990
in conferenze per analizzare in progressi nell’affrontare
in cambiamento climatico.
•Dal 1990 ad ogni si sono tenute 19 cop in diversi paesi.
•COP18 si è svolto a Doha dal 24 novembre
all'8 dicembre 2012. Parteciparono circa 1700
rappresentanti ed esperti di 194 nazioni con
l'obbiettivo di rinnovare il Protocollo di Kyoto,
ma solo il 20% degli stati ha aderito.
•L’ultimo il COP 19 si è tenuto a Varsavia
UE COS’E’ E COME FUNZIONA
E’ un'organizzazione internazionale di
carattere sovranazionale e intergovernativo che comprende
28 paesi. La sua formazione, sotto il nome attuale, risale
al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 che fissa le tappe per
l’introduzione della moneta unica, della cittadinanza europea e
della sicurezza comune.
E’ formata da 6 istituzioni fondamentali:
•Il Parlamento europeo è nato il 18 aprile 1951, è composto da 751
deputati eletti ogni 5 anni a suffragio universale. Ha sede a Strasburgo,
Bruxelles e in Lussemburgo.
•Il Consiglio europeo (o Consiglio dei Ministri) ha sede a Bruxelles ed è di
composizione variabile.
•La Commissioni europea rappresenta gli interessi generali dell’UE ed è
composta da un rappresentante per ogni Stato (28) e ha sede a Bruxelles.
•La Corte di giustizia vigila sull’applicazione del diritto comunitario, ha
sede a Lussemburgo ed è composto da 28 membri.
•La Corte dei conti verifica il finanziamento dell’attività dell’UE, ha sede a
Lussemburgo.
DIRITTO COMUNITARIO
E’ l’insieme delle norme giuridiche che disciplinano
l’organizzazione della comunità europea.
PRIMARIO
• Trattati: Enunciano i
principi fondamentali
rispettati all’interno
dell’UE e
disciplinano la
composizione, i
poteri e l’attività
degli organi
comunitari.
• Regolamenti: norme
direttamente
applicabili negli stati
membri.
SECONDARIO
•Direttive: norme non
direttamente applicabili
negli stati membri
•Decisioni: atti indirizzati a
soggetti determinati
•Raccomandazioni e pareri:
atti non vincolanti.
•Atti atipici: regolamenti
interni.
EC-DG CLIMATE ACTION
La Direzione generale per l'Azione per il clima (EC - DG CLIMA) è
stato istituita nel febbraio 2010. Essa conduce negoziati
internazionali sul clima, aiuta l'UE a far fronte alle conseguenze del
cambiamento climatico e per raggiungere i suoi obiettivi per il
2020, così come sviluppa e implementa il sistema di scambio di
emissioni dell'UE.
Lo fa basandosi su evidenze tecnico scientifiche e targets disciplinari:
-PACCHETTO CLIMA ENERGIA 20-20-20: portfolio di provvedimenti
operativi con cui l’UE conferma la volontà degli stati membri di
continuare ad impegnarsi nel processo negoziale per la lotta ai
cambiamenti climatici.
-RIFORMA DELL’EMMISSIONS TRADING SYSTEM:
-NATIONAL TARGET PER I SETTORI NON EU ETS (European Union Emissions
Trading Scheme):
per ridurre le emissioni di gas serra anche nei settori non coperti dalla
direttiva ETS come residenziale, agricoltura, rifiuti, trasporti che
rappresentano circa il 60% delle emissioni totali dell’UE.
-DIRETTIVA ENERGIE RINNOVABILI:
gli stati membri definiscono target nazionali per l’incremento della
produzione di energie rinnovabili entro il 2020, al fine di
raggiungere l’obbiettivo complessivo, a livello europeo, del 20% di
utilizzo di energia da fonti rinnovabili compreso il 10% di utilizzo di
energie rinnovabili nel settore trasporti.
-DIRETTIVA PER IL CARBON CAPTURE AND STORAGE:
regolamenta l’uso sicuro delle tecnologie di carbon capture
storage, finalizzate a stoccare la CO2 emessa dai processi
industriali in formazioni geologiche sotterranee per non contribuire
al riscaldamento globale.
https://www.youtube.com/wat
ch?v=PtI02ppT-lc
Il 16 marzo 2012 è stato attuato da Corrado Clini il "Fondo
rotativo per Kyoto" da 600 milioni di euro per finanziare,
con tassi agevolati di interesse, gli investimenti in efficienza
energetica, le energie rinnovabili, le tecnologie di
cogenerazione e trigenerazione. Il fondo era stato istituito
dalla finanziaria 2007 del governo Prodi, il ministri Alfonso
Pecoraro Scanio e Pier Luigi Bersani .Grazie all'iniziativa,
secondo i dati ufficiali diffusi a fine 2012, nell'anno sono
stati finanziati 588 progetti proposti da caserme, ospedali,
amministrazioni locali, scuole, musei e poli industriali.
Certificazione energetica degli edifici
La novità di maggior rilievo è costituita dal fatto che il decreto
legislativo n. 311/2006 estende l’ambito di applicazione della
certificazione energetica a tutti gli edifici, ossia nuovi ed
esistenti.
Per redigere l'Attestato di Certificazione Energetica di un
edificio, è necessario avviare la Diagnosi Energetica o Energy
audit, cioè la procedura sistematica volta ad acquisire
conoscenza del consumo energetico dell'edificio.
La Diagnosi Energetica è lo strumento che consente di
individuare le inefficienze e le criticità e di intervenire con le
soluzioni a minor costo e maggior efficacia per ridurre i
consumi energetici.
La Diagnosi Energetica integra i dati raccolti mediante
sopralluoghi con strumenti di calcolo (elaborazione di un
modello matematico dell'edificio) mediante i quali individuare e
analizzare gli interventi di riqualificazione energetica
dell'edificio/unità immobiliare.
Il presente decreto legislativo disciplina, in attuazione della
legge del 15 dicembre 2004, n. 308, le materie seguenti:
a) nella parte seconda, le procedure per la valutazione
ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto
ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale
integrata (IPPC);
•b) nella parte terza, la difesa del suolo e la lotta alla
desertificazione, la tutela delle acque dall'inquinamento e la
gestione delle risorse idriche;
•c) nella parte quarta, la gestione dei rifiuti e la bonifica dei
siti contaminati;
•d) nella parte quinta, la tutela dell'aria e la riduzione delle
emissioni in atmosfera;
•e) nella parte sesta, la tutela risarcitoria contro i danni
all'ambiente.
Agenda 21 è un ampio e articolato "programma di azione" scaturito dalla
Conferenza ONU su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro nel 1992, che
costituisce una sorta di manuale per lo sviluppo sostenibile del pianeta "da
qui al XXI secolo".
Nel 1997, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite tenne una sessione
speciale per valutare i progressi dei primi cinque anni dall'approvazione
dell'Agenda 21 (Rio+5). L'Assemblea riconobbe il carattere di disparità del
progresso e ne identificò i tratti caratteristici, compresa la crescente
globalizzazione, che ampliano le disparità di reddito e continuano il
deterioramento dell'ambiente. Una nuova risoluzione (S-19/2)
dell'Assemblea generale promise nuove azioni. Ne consegue un eccessivo
numero di disagi riguardanti le disparità.
Il Piano di esecuzione concordato nel Summit mondiale sullo sviluppo
sostenibile (Earth Summit 2002 o WSSD) confermò l'impegno delle Nazioni
Unite per il 'pieno adempimento' dell'Agenda 21, insieme al raggiungimento
degli Obiettivi di sviluppo del millennio e ad altri accordi internazionali.
L'obbligo di Piano energetico regionale
Tra gli obblighi delle Regioni previsti dalle leggi nazionali vi è
quello di dotarsi di un Piano energetico regionale.Lo detta la
legge del 9 gennaio 1991, n. 10, Art. 5. che stabilisce, anche,
che il Piano energetico regionale deve rispettare il Piano
energetico nazionale.
I poteri regolamentari
Il sistema delle competenze normative nelle materie concorrenti
è completato dai poteri regolamentari:
• allo Stato spetta di emanare i regolamenti nelle materie di sua
competenza esclusiva, salva la possibilità di delega alle regioni
• alle regioni spetta di regolamentare ogni altra materia (e
specialmente quelle di competenza concorrente)
• ai comuni, alle province e alle città metropolitane spetta di
regolamentare l’organizzazione e il funzionamento delle materie
concorrenti all'interno delle competenze loro attribuite
Obbiettivi dell’ue 2050:
1)Ridurre le emissioni di gas serra (40%)
2)Aumentare l’uso di energie rinnovabili
(27%)
3)Aumentare l’efficienza energetica
4)Riforma del sistema dell’ EU ETS
5)Energia competitiva, conveniente e sicura
È il sistema Europeo di scambio di quote di emissione, ed è lo strumento
Principale dell’UE per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nei
SETTORI ENERGIVORI (settori che sono caratterizzati da maggiore
emissione).
Il Sistema EU-ETS è un sistema ‘Cap e Trade’, ciò vuol dire che fissa un tetto
massimo delle emissioni consentite a tutti i soggetti vincolati dal sistema ma
consente di acquistare e vendere sul mercato diritti di emissione di CO₂
Esso coinvolge 11.000 operatori e 1300 impianti italiani (71% settore
manifatturiero). 166 impianti però sono stati esclusi dal sistema (56% settore
ceramica e laterizi).
Questi impianti non devono superare i livelli di emissione consentite, calcolati
sulla base del criterio di Benchmark in direzione di una riduzione delle
emissioni del 2020 del -21% rispetto ai livelli dell’anno 2005.
Esso prevede che dall’1 gennaio 2005, gli impianti dell’UE con elevati
volumi di emissioni
non possono funzionare senza un’autorizzazione a emettere gas serra.
Ogni impianto ha il compito di controllare ogni anno le proprio
emissioni e compensarle con quote di emissioni europee che possono
essere comprate e vendute.
Immagine di presentazione del sito del Sistema EU-ETS
Le quote vengono assegnate dagli Stati membri dell’UE attraverso ASTE
PUBBLICHE EUROPEE.
Gli impianti a rischio di
delocalizzazione a causa dei
costi del carbonio ricevono una
parte di quote a titolo gratuito.
Gli impianti possono comprare
e vendere quote tra loro
attraverso accordi privati.
Le quote sono contabilizzate nel Registro Unico dell’UE che è una banca dati in
formato
elettronico che registra tutti i passaggi di proprietà delle quote.
PERCORSO NEGOZIALE DALL’IPCCC A CANCUN
•1988: Istituzione dell’ Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).
•1992: Vertice della Terra di Rio de Janeiro.
•1995: Conferenza delle Parti.
•1997: Protocollo di Kyoto.
•2001: Gli Stati Uniti rifiutano la ratifica del Protocollo di Kyoto.
•2004: Ratifica Russa e Conferenza di Buenos Aires.
•2005: Il Protocollo di Kyoto e il Carbon Market.
•2008: l'UE raggiunge l'accordo 20-20-20 (COP 14 Poznan, Polonia).
•Dicembre 2009: Conferenza delle Parti (COP15) a Copenhagen (Danimarca).
•Dicembre 2010: Conferenza delle Parti (COP16) a Cancun (Messico).
•Dicembre 2011: Conferenza delle Parti (COP17) a Durban (Sud Africa).
COPENAGHEN
Dall'7 al 18 dicembre 2009 si è riunita a Copenaghen la 15esima Conferenza
delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP15). La conferenza è stata
indetta per negoziare un nuovo accordo riguardante le emissioni di gas serra.
Questo avrebbe dovuto sostituirsi al Protocollo di Kyoto che rappresenta il
primo vero tentativo elaborato dalle Nazioni Unite per contrastare i
cambiamenti climatici, in scadenza nel 2012. Il vertice di Copenaghen si è chiuso
senza risultati di rilievo.
CANCUN
Dal 29 novembre 2010 al 10 dicembre 2010 si è tenuta a Cancun (Messico), la
sedicesima Conferenza delle Parti. Complessivamente, gli stati che hanno
sottoscritto l’accordo sul clima sono 194. La conferenza di Cancun si è posta
l’obiettivo di delineare i tratti chiave di un nuovo protocollo post Kyoto che si
cercherà di sviluppare in Sudafrica nel 2011; eppure i disaccordi a Copenhagen
(COP15) tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo hanno mostrato la
difficoltà di trovare un consenso su un argomento delicato come quello del
clima. Altro aspetto importante è il tema del finanziamento e in particolare il
grado degli aiuti per l’adattamento, la silvicoltura, l’efficienza delle risorse e il
trasferimento di tecnologia e il monitoraggio.
DURBAN
La diciassettesima Conferenza delle Parti si è svolta a Durban (Sud
Africa) dal 28 novembre all'11 dicembre 2011. L'obiettivo primario
era raggiungere un accordo generale sul clima e indicare i termini
di un "Kyoto2" nell'imminenza della scadenza del noto protocollo
del 1997 (2012). il trattato dovrà essere pronto entro il 2015 e la
sua entrata in vigore non oltre il 2020. Ciò ha sollevato molte
critiche da parte di esperti e attivisti ambientalisti che vista
l'urgenza del problema avevano sollecitato il raggiungimento di un
testo scritto già a Durban. Gli Stati hanno poi dato il via libera alla
creazione del "Fondo Verde per il clima“.
INCENTIVI
Attualmente l'incentivazione per le fonti di
energia rinnovabili in Italia è
prevalentemente basata sui seguenti
meccanismi:
-Certificati Verdi (CV).
-Conto Energia.
-Conto Termico.
-Certificati Bianchi.
-IRPEF.
-Contributi comunitari.
I CERTIFICATI VERDI
I Certificati Verdi sono titoli negoziabili, rilasciati dal GSE in
misura proporzionale all’energia prodotta da un impianto
qualificato IAFR (impianto alimentato da fonti rinnovabili),
Il meccanismo di incentivazione si basa sull’obbligo, posto
dalla normativa a carico dei produttori e degli importatori di energia elettrica
prodotta da fonti non rinnovabili, di immettere annualmente nel sistema
elettrico nazionale una quota minima di elettricità prodotta da impianti
alimentati da fonti rinnovabili.
Ogni Certificato Verde attesta convenzionalmente la produzione di 1 MWh di
energia rinnovabile. I CV hanno validità triennale: quelli rilasciati per la
produzione di energia elettrica in un dato anno possono essere usati
per ottemperare all'obbligo anche nei successivi due anni.
L’obbligo può essere rispettato in due modi:
1) Immettendo in rete energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili;
2) acquistando i Certificati Verdi dai produttori di energia “verde”.
CONTO ENERGIA
Meccanismo di incentivazione dedicato agli
impianti solari fotovoltaici e solari
termodinamici.
•Possono beneficiare del Conto Energia le persone fisiche, le persone giuridiche,
i soggetti pubblici, gli enti non commerciali e i condomini di unità abitative e/o di
edifici.
•Il meccanismo di incentivazione in Conto energia per gli impianti solari
termodinamici, remunera, con apposite tariffe incentivanti, l’energia elettrica
prodotta da un impianto solare termodinamico, per un periodo di 25 anni. Le
tariffe restano costanti per il periodo d’incentivazione.
Nel caso di impianti ibridi, cioè alimentati sia da fonte solare che da altre fonti,
solo l’energia elettrica derivante da fonte solare è incentivata con le tariffe
del Conto energia.
CONTO TERMICO
Gli interventi incentivabili si riferiscono, sia alla
sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione
invernale con impianti a più alta efficienza, sia alla
sostituzione o, in alcuni casi, alla nuova installazione di
impianti alimentati a fonti rinnovabili.
•L’incentivo è un contributo alle spese sostenute e sarà erogato in rate
annuali per una durata variabile (fra 2 e 5 anni) in funzione degli interventi
realizzati.
•Possono accedere agli incentivi le seguenti due categorie di interventi:
•A) interventi di incremento dell’efficienza energetica
•B) interventi di piccole dimensioni relativi a impianti per la produzione di
energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza
•Le Amministrazioni pubbliche possono richiedere l’incentivo per entrambe le
categorie di interventi (categoria A e categoria B).
•I soggetti privati possono accedere agli incentivi solo per gli interventi di piccole
dimensioni relativi a impianti per la produzione di energia termica da fonti
rinnovabili e sistemi ad alta efficienza (categoria B).
CERTIFICATI BIANCHI
•I certificati bianchi, o “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), sono titoli
negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici
attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica.
•Prevede che i distributori di energia elettrica e di gas con più di 50.000
clienti finali, i distributori non obbligati, le società operanti nel settore
dei servizi energetici, le imprese e gli enti, si dotino di un energy
manager o di un sistema di gestione dell’energia che in conformità alla
ISO 50001 raggiunga annualmente determinati obiettivi quantitativi di
risparmio di energia primaria.
(espressi in Tonnellate Equivalenti di Petrolio risparmiate o TEP)
•Le aziende distributrici di energia elettrica e gas possono assolvere al
proprio obbligo realizzando progetti di efficienza energetica che diano
diritto ai certificati bianchi oppure acquistando i TEE da altri soggetti
sul mercato dei Titoli di Efficienza Energetica organizzato dal GME.
IRPEF
•Consulenza giuridica. Applicabilità della detrazione fiscale del 36 per cento,
prevista dall'art. 16-bis del TUIR, alle spese di acquisto e installazione di un
impianto fotovoltaico diretto alla produzione di energia elettrica
CONTRIBUTI UE
•Il finanziamento è finalizzato alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo
tecnologico e dimostrazione che contribuiscano a realizzare i seguenti obiettivi:
•1) Rendere l’attuale sistema energetico più sostenibile, meno dipendente dalle
importazioni e basato su un mix di diverse fonti energetiche, in particolare
quelle rinnovabili e meno inquinanti;
•2) Aumentare l’efficienza energetica, incluso la razionalizzazione dell’uso e
dello stoccaggio di energia;
•3) Fronteggiare le sfide attuali quali la sicurezza
nell’approvvigionamento ed i cambiamenti climatici, incentivando
contemporaneamente la competitività dell’industria energetica comunitaria
MAFIA E RINNOVABILE
COSA- Da Bruxelles l’Europol lancia l’allarme: secondo un suo
rapporto, la mafia italiana sta investendo sempre più nel mercato
dell’energia pulita. I clan sono interessati in particolare ai parchi
eolici: “Questi progetti offrono interessanti vantaggi, come per
esempio le sovvenzioni dell’UE e agevolazioni fiscali”. Quindi da
una parte diventerebbero una fonte di guadagno “pulita”, dall’altra
servirebbero a riciclare i soldi sporchi.
IL CASO DI VITO NICASTRI - Cominciare come elettricista e
diventare miliardario: Vito Nicastri ci è riuscito in pochissimo
tempo investendo illecitamente in energie rinnovabili. Inseguito
all’arrivo l’antimafia che ha sequestrato al 57 enne siciliano 42
aziende nel settore delle rinnovabili, 98 immobili, sette auto,
barche, e 66 conti correnti. Beni del valore complessivo di 1,3
miliardi di euro. Sono anni ormai che gli investigatori studiano le
infiltrazioni dei clan nel mercato delle energie rinnovabili, Matteo
Messina Denaro, il boss mafioso che latita dal 1993 ed occupa il
quarto posto nella lista dei criminali più ricercati al mondo.
PERCHE’ L’EOLICO:
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L'INGRESSO DI CAPITALI STRANIERI.
GLI AEROGENERATORI RESTANO FERMI. Il problema è che spesso, troppo
spesso, questi aerogeneratori restano fermi a lungo durante l’anno. Sull’Isola le pale
girano per poco più di 1.000 ore l’anno, contro una media nazionale (già bassa) di circa
1.800 ore.
IL BUSINESS DEI TERRENI AFFITATI. Tuttavia il settore si è gonfiato a
dismisura, alimentando persino il business dei terreni affittati alle pale, perché
l’incentivazione a carico delle bollette degli italiani è stata finora a dir poco generosa.
IL COLLOCAMENTO DEI CERTIFICATI VERDI.
TRATTENERE LE IMPOSTE SUI PROFITTI. Ecco perché Cosa nostra si
arrampica con piacere sulle pale eoliche. L’ex governatore siciliano Raffaele Lombardo
si era concentrato soprattutto sull’obiettivo di mantenere in regione i benefici del
business e aveva vincolato le nuove autorizzazioni al trasferimento sull’Isola delle sedi
legali delle società in modo da trattenere le imposte sui profitti.
SÜDDEUTSCHE ZEITUNG.
LETTERA43
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Presentazione di diritto (classe 3H)