REGIONE DEL
VENETO
FEASR
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l’Europa investe nelle zone rurali
PROGRAMMA DI SVILUPPO LOCALE
“ITINERARI, PAESAGGI E PRODOTTI DELLA TERRA”
GRUPPO DI AZIONE LOCALE “VENEZIA ORIENTALE” – VEGAL
Oggetto: “Realizzazione di studi e censimenti” nell’ambito del Piano di Sviluppo
Locale (PSL) “Itinerari, paesaggi e prodotti della terra”, PSR 2007/13 – Asse 4 –
LEADER Misura 323/A, Azione 1 “Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale –
Patrimonio rurale”
STUDIO E CENSIMENTO
PSR 2007/13 – Asse 4 – LEADER Misura 323/a Azione 1
“Tutela e riqualificazione del patrimonio – Patrimonio rurale”
Reg. CE 1698/05 art. 52 lettera b) punto III)
1
Titolo dello Studio e Censimento:
Territorio del fiume Livenza (Comuni di San Stino di Livenza, Torre di Mosto e Ceggia)
Tutela e riqualificazione del paesaggio e dell’architettura rurale del bacino del Livenza
Indice
Introduzione generale
4
1
Localizzazione
7
1.a
Localizzazione del Comune di San Stino di Livenza
7
1.a.1
Analisi della componente storico-culturale
8
1.a.2
Analisi della componente architettonica
9
1.b
Localizzazione del Comune di Torre di Mosto
11
1.b.1
Analisi della componente storico-culturale
11
1.b.2
Analisi della componente architettonica
14
1.c
Localizzazione del Comune di Ceggia
15
1.c.1
Analisi della componente storico-culturale
15
1.c.2. Analisi della componente architettonica
16
2
Analisi della componente paesaggistica
17
a.
Sintesi del Paesaggio Fluviale della Livenza
17
b.
Sintesi del Paesaggio Vitivinicolo
19
c.
Sintesi del Paesaggio di Bonifica
21
d.
Sintesi del Paesaggio dei Boschi Planiziali
22
3
Ricognizione e descrizione degli studi/ricerche già esistenti e disponibili,
per il medesimo territorio interessato
4
23
Conseguente illustrazione dei fattori/argomentazioni/considerazioni
che motivano il nuovo studio/ricerca e degli obiettivi specifici del medesimo
5
28
Individuazione, classificazione e descrizione dei principali
elementi/beni del patrimonio rurale presenti sul territorio con riferimento a una
o più componenti storico, culturali, paesaggistiche, artistiche, architettoniche,
in merito alla fattibilità degli interventi di conservazione dei beni
30
5.1
Considerazioni esplicative dei parametri in scheda
39
5.2
Individuazione cartografica su Carta Tecnica Regionale degli elementi
rilevati. Il Comune di San Stino di Livenza
5.2.1
Schede delle categorie di beni e paesaggi del Comune di San Stino di
Livenza
5.3.
42
59
Individuazione cartografica su Carta Tecnica Regionale degli elementi
rilevati. Il Comune di Torre di Mosto
103
2
5.3.1
Schede delle categorie di beni e paesaggi del Comune di Torre di Mosto
5.4.
Individuazione cartografica su Carta Tecnica Regionale degli elementi
111
rilevati. Il Comune di Comune di Ceggia
147
5.4.1
Schede delle categorie di beni e paesaggi del Comune di Ceggia
155
6
Considerazioni sul legame delle singole” tipologie” di beni/paesaggi,
come individuati al capitolo 5, come testimonianza dell’ economia rurale
tradizionale, motivo di attrattività, motivo di coesione sociale e identità
culturale locale
7
179
Rispondenza degli interventi di conservazione, gestione e/o pubblica
fruizione degli elementi oggetto di studio, alle principali politiche regionali 180
8
Giustificazione e conferma della rispondenza degli interventi proposti
rispetto agli obiettivi e alle strategie complessive del Programma di Sviluppo Locale del GAL Venezia Orientale
9
181
Connessione delle risorse censite, beni/paesaggi, attraverso degli itinerari
secondari anche di progetto, con il collegamento agli itinerari principali già
esistenti nei territori
183
9.1
L’itinerario secondario storico-naturalistico
183
9.2
Gli itinerari principali “GiraLivenza” e “Strada dei Vini D.O.C. Lison-
9.3
Pramaggiore”
184
Gli itinerari secondari in relazione alla Misura 313 azione 1 “ITINERARI”
186
Allegati grafici:
N.1 Mappa formato AO “Territorio del fiume Livenza”
3
Introduzione generale
Il presente Studio si inserisce all’interno del Programma di Sviluppo Locale (PSL) “Itinerari,
paesaggi e prodotti della terra” approvato e finanziato dalla Regione del Veneto con
Deliberazione n. 545 del 10 marzo 2009 e coordinato dal Gruppo di Azione Locale (GAL)
VeGAL di Portogruaro.
Il tema centrale del Programma di Sviluppo Locale è volto alla creazione di itinerari integrati
tra la costa e l’entroterra che connettano in modo innovativo le risorse dell’area (ambientali,
agro/enoturistiche, storico-culturali), realizzando iniziative di studio e progettazione,
infrastrutturazione, comunicazione, promozione e commercializzazione e intervenendo
mediante cinque linee strategiche d’intervento: qualità della vita; diversificazione; paesaggioambiente; filiere corte e prodotti; governance.
Centrale per la definizione delle attività che saranno oggetto dell’attenzione del PSL
“Itinerari, paesaggi e prodotti della terra” risulta, in particolare per le attività afferenti al
miglioramento della qualità della vita nell’area, l’Azione n.1 “Realizzazione di studi e
censimenti”, che prevede la realizzazione di studi atti a monitorare e documentare i caratteri
storici, architettonici e culturali degli elementi che caratterizzano il paesaggio e l’architettura
rurale dell’area.
Tale azione proposta da VeGAL risulta in particolare inserita nell’Azione 1 “Realizzazione di
studi e censimenti” della misura 323/A “Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale –
Patrimonio rurale” del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Veneto, valevole per il periodo
2007/2013, volta in generale a migliorare le condizioni di vita e l’economia delle zone rurali, a
contribuire al mantenimento della popolazione rurale valorizzando le risorse endogene e ad
aumentare
l’attrattività
degli
ambiti
rurali
valorizzandone
le
componenti
culturali,
architettoniche e paesaggistiche.
La misura 323/A del Programma di Sviluppo Rurale del Veneto si articola in quattro azioni
(Azione 1 - Realizzazione di studi e censimenti; Azione 2 – Recupero, riqualificazione e
valorizzazione del patrimonio storico architettonico; Azione 3 – Valorizzazione e
qualificazione del paesaggio rurale; Azione 4 – Interventi per la valorizzazione culturale delle
aree rurali) e si rivolge in particolare a imprenditori agricoli (ai sensi dell’art. 2135 del Codice
Civile), atri soggetti privati (persone fisiche e persone giuridiche), Enti pubblici e Onlus (ai
sensi del D.lgs n. 460/1997) che dimostrino il possesso/proprietà di beni da destinare a una
prioritaria fruizione pubblica nell’area d’intervento del PSL.
Scopo generale della misura 323/A del PSR Veneto è di rispondere all’esigenza delle aree
rurali di dover contribuire con strumenti anche diversificati a invertire la tendenza al declino
socio economico e allo spopolamento e abbandono della campagna, anche attraverso
iniziative finalizzate alla salvaguardia e alla tutela del patrimonio culturale, paesaggistico e
4
architettonico. La conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale, al fine
prioritario della sua pubblica fruizione, può rappresentare, infatti, una leva fondamentale per
migliorare la qualità della vita delle popolazioni locali e accrescere, nel contempo, l’attrattività
dei territori e delle aree rurali, con forti ricadute in termini di sviluppo economico sostenibile.
Tra le diverse dimensioni del contesto rurale, gli aspetti connessi con il paesaggio e
l’architettura rurale tradizionale costituiscono una rilevante e singolare ricchezza culturale e
storica, quale testimonianza diretta della relazione tra l’attività dell’uomo e l’ambiente
naturale e fonte effettiva di attrattività del territorio e dei sistemi locali.
Per una più completa analisi dell’area d’intervento del PSL di VeGAL, il territorio è stato
suddiviso in sei distinti ambiti territoriali:
•
territorio del fiume Tagliamento (Comuni di San Michele al Tagliamento e Fossalta di
Portogruaro);
•
territorio del fiume Lemene (Comuni di Concordia Sagittaria e Portogruaro);
•
territorio del fiume Livenza (Comuni di Santo Stino di Livenza, Torre di Mosto e Ceggia);
•
territorio della Litoranea veneta (Comuni di Cavallino Treporti, Jesolo, Eraclea e Caorle);
•
territorio della Strada vini D.O.C.-Lison-Pramaggione (Comuni di Annone Veneto e
Pramaggiore);
•
territorio
ambito
del
costituendo
Parco
Lemene-Reghena
(Comuni
di
Cinto
Caomaggiore, Gruaro e Teglio Veneto).
Per ciascuno ambito territoriale è stato prodotto uno Studio contenente un’analisi specifica
degli aspetti storico-architettonici e paesaggistici, sulle tipologie costruttive e sui materiali e
sulle caratteristiche storico-culturali che caratterizzano l’architettura rurale e il paesaggio.
Scopo finale dello Studio è quello di fornire un’indagine approfondita riguardante ciascun
ambito territoriale, finalizzato a monitorare, valutare ed elaborare le informazioni e i dati
capaci di migliorare le conoscenze sugli elementi essenziali che caratterizzano i beni
dell’architettura rurale e del paesaggio, ai fini dei possibili, successivi interventi di recupero,
riqualificazione e valorizzazione previsti, in particolare, dalle Azioni 2, 3 e 4 della Misura
323/A.
Gli interventi che potranno essere realizzati nel periodo 2011-2014 sull’area d’intervento del
PSL mediante le Azioni 2, 3 e 4 della Misura 323/A dovranno infatti essere in linea e
comunque coerenti con gli Studi realizzati ai sensi dell’Azione 1 della medesima Misura
323/A.
Entrando nel merito dei contenuti dello Studio, esso comprende innanzitutto un’analisi
preliminare della componente storico-culturale, architettonica (capitolo1),e paesaggistica
(capitolo 2) che caratterizza ciascun ambito territoriale.
Successivamente (capitolo 3) lo Studio riporta una ricognizione e la descrizione degli
studi/ricerche già esistenti e disponibili per ciascun territorio interessato, redatti nell’ambito
5
della predisposizione di strumenti di governo del territorio di scala vasta (PTRC, PTCP, ecc.)
e di livello comunale (PRG, PAT, ecc.) o di altri analoghi documenti e dei relativi risultati ed
esiti.
Nel capitolo 4 sono quindi evidenziati i fattori e le argomentazioni che motivano lo Studio e
gli obiettivi della classificazione dei principali elementi e beni del patrimonio rurale.
Tali beni, con riferimento alle componenti storico-culturali, paesaggistiche, artistiche,
architettoniche del territorio interessato dallo Studio (quale ad esempio il legame/relazione
con un evento storico o con un preciso elemento paesaggistico caratterizzante l’ambito
oggetto di intervento) nel capitolo 5 sono classificati in “categorie” (edifici, manufatti,
paesaggi, siti archeologici, …….) e, per ciascuna categoria, classificati in “tipologie”, il tutto
distintamente per l’analisi riguardante sia il paesaggio che i fabbricati e strutture.
Nel capitolo 6 vengono riportate le considerazioni e le motivazioni per le quali i beni
precedentemente
individuati
possono
essere
o
meno
considerati
testimonianza
dell’economia rurale tradizionale e motivo di attrattività, ovvero motivo di sostegno della
coesione sociale e delle identità culturali della popolazione locale.
I beni rilevati sono stati individuati cartograficamente sulla Carta Tecnica Regionale ( sempre
con riferimento al capitolo 5),mediante supporto ed utilizzo di strumenti di georeferenziazione
che permettono di associare i dati rilevati, in formato digitale, alle relative coordinate sulla
superficie terrestre.
Per ciascun bene rilevato cartograficamente è riportata (capitolo 5) una scheda sintetica
(richiamata da un apposito codice che individua Comune e numero del bene) contenente le
seguenti informazioni:
•
numero scheda;
•
nome del bene;
•
foto del bene;
•
localizzazione, con apposito codice individuante il Comune;
•
epoca di costruzione;
•
categoria;
•
tipologia;
•
caratteristiche principali;
•
proprietà;
•
interesse turistico;
•
valutazione del degrado;
•
connessioni con gli itinerari esistenti;
•
visibilità e fruibilità pubblica;
•
cantierabilità;
6
•
costo ipotetico dell’intervento;
•
incremento delle potenzialità turistiche.
Scopo principale di queste schede sintetiche è di fornire una descrizione ed una valutazione
in merito alla fattibilità degli interventi di conservazione dei beni oggetto di studio, anche in
merito alla possibilità di una loro conseguente effettiva gestione e/o pubblica fruizione, in
particolare relativamente alla successiva fase di realizzazione degli interventi di cui alle
azioni 2, 3 e 4 della Misura 323/A ed anche da quanto previsto dalla Misura 313 azione1.
Mentre il capitolo 7 prende quindi in esame la rispondenza degli interventi di conservazione,
gestione e/o pubblica fruizione, degli elementi oggetto di studio, con le principali politiche
regionali direttamente interessate, con particolare riferimento ai settori ambiente, territorio e
beni culturali.
Il capitolo 8 affronta come gli interventi proposti siano coerenti agli obiettivi e alle strategie
complessive del Programma di Sviluppo Locale di VeGAL e fornisce alcune tipologie di criteri
per la selezione degli interventi di cui alle azioni 2, 3 e 4 della misura 323/A.
Il capitolo 9 affronta infine i temi degli itinerari per la valorizzazione delle risorse censite,
attraverso la definizione di specifici itinerari secondari ciclo-pedonali. Quindi in ogni Comune
vengono ipotizzati e descritti dei tracciati di collegamento secondario che graficamente
vengono individuati nell’ allegata tavola A0 di sintesi dei tematismi di studio e delle
schedature.
Lo studio è stato realizzato dall’ A.T.P. (Associazione Temporanea Professinale) composta
dai professionisti Arch. Roberto Pescarollo (Capogruppo mandatario ATP), Dott. Agr. Paolo
Ziliotto, Arch. Marco Manetti, Arch. Caterina Martini (questi ultimi due, in qualità di
professionisti
associati dello Studio MIARC) su incarico affidato da VeGAL. Lo Studio,
presentato in bozza ad ottobre 2010 ai Comuni del relativo ambito territoriale, è stato
concordato nella struttura generale e nella presentazione grafica con gli altri professionisti
incaricati per i vari ambiti territoriali del territorio del PSL di VeGAL, attraverso una serie di
incontri di coordinamento tenutisi nel periodo agosto-ottobre 2010. I dati riportati nello Studio
sono aggiornati al 30 ottobre 2010.
1 Localizzazione
Il presente Studio interessa i Comuni di San Stino di Livenza, Torre di Mosto e Ceggia
ubicati nel Veneto Orientale in Provincia di Venezia.
Per comodità di lettura si preferisce descrivere autonomamente le caratteristiche di ogni
singolo Comune, pertanto al capitolo 1.a- vengono inserite le indicazioni relative al Comune
7
di Santo Stino di Livenza, al punto 1.b- quelle del Comune di Torre di Mosto, ed infine al
punto 1.c- quelle del Comune di Ceggia.
1.a Localizzazione del Comune di Santo Stino di Livenza
Santo Stino di Livenza è un Comune della Provincia di Venezia di circa 13 mila abitanti e ha
una superficie di 68,1 Km quadrati, è situato nel Veneto Orientale, delimitato dai corsi dei
fiumi Livenza e dal canale Malgher, confinando con i Comuni di Annone Veneto, Caorle,
Cessalto, Concordia Sagittaria, Eraclea, Motta di Livenza, Portogruaro e Torre di Mosto.
Le principali infrastrutture viarie attraversanti il territorio comunale sono l’autostrada “A4”
Venezia-Trieste -con l’importante casello di Santo Stino di Livenza-, la ferrovia VeneziaTrieste e la storica strada statale n.14 “Triestina”.
Il maggiore insediamento umano è polarizzato nel nucleo centrale e dei servizi a San Stino di
Livenza, mentre -data la morfologia del territorio comunale sono strategiche, anche ai fini
residenziali, le frazioni di Biverone, Corbolone e La Salute di Livenza. Altri nuclei abitativi con
dimensioni minori, sono individuabili nelle località di “Bosco”, “Bivio Triestina”, “Sant’ Alò”,
“Cà Cottoni” e “Ottava Presa”, caratterizzando il “sistema insediativo” generale i trasporti ed
i servizi.
1.a.1 Analisi della componente storico-culturale
Le prime tracce di insediamento nel territorio risalgono all’età romana e sono legate al
passaggio dell’importante arteria romana: la “Via Annia”. A tal proposito nel 1883, vennero
ritrovati i resti di un ponte romano in pietra, sul Fiume Livenza, localizzati a circa 150 metri di
distanza dall’attuale ponte sulla strada “Triestina”.
Alla caduta dell’Impero Romano il territorio del Veneto venne invaso dai barbari e le
popolazioni che vivevano nelle aree lagunari riuscirono a sfuggire alle devastazioni, protetti
proprio dall'inospitalità di quei territori. Fu proprio in questi luoghi che, nel V secolo, su delle
terre un po' più alte, fu edificata la “Pieve del Grumello” (una delle più antiche della Diocesi di
Concordia Sagittaria), che si ritiene sorgesse nelle vicinanze della località di S. Alò, dove più
tardi si sviluppò un piccolo borgo attorno al monastero di San Pietro di Romadina, ubicato
lungo il Livenza nell’attuale tratto di fronte alla località di “Boccafossa”.
Intorno al X secolo, quando iniziò il ripopolamento dell’entroterra, dopo le incursioni
barbariche, nei pressi di un antico insediamento romano venne costruito dalla famiglia dei
“Da Prada” un castello. Intorno al maniero, di cui oggi rimangono poche tracce situato tra le
attuali Via Fratelli Martina e Via del Popolo, si costituirà in seguito l’abitato urbano di Santo
Stino, il cui nome deriva dalla contrazione di Stefano. Durante una delle numerose guerre tra
8
il Patriarcato di Aquileia e la Repubblica di Venezia, nel 1387, il castello di Santo Stino fu
affidato dal Patriarca all’Arcidiacono di Gorizia, Simone de’ Gavardi, che compì diverse
incursioni nei territori dei veneziani e si spinse fino a saccheggiare e a incendiare Caorle. La
rappresaglia di Venezia fu altrettanto violenta e si concluse, nel 1388, con l’assalto e
l’incendio del castello. In seguito, con l’annessione dei territori del Patriarcato di Aquileia alla
Repubblica di Venezia, nel 1420, Santo Stino perse la sua importanza strategica e il castello
divenne la fastosa residenza della nobile famiglia veneziana degli Zeno. La vita dei
sanstinesi, oltre che dalle guerre e dalle epidemie, fu profondamente segnata dalle
disastrose esondazioni del Livenza, tanto che nel 1766 nel territorio si potevano contare
solamente 1731 residenti. Nel periodo successivo all’Unità d’Italia furono effettuati i primi
interventi sul corso del Livenza per difendere il territorio delle disastrose alluvioni. Tra le due
guerre mondiali il paese fu interessato inoltre dalle grandi bonifiche che strapparono
all’acquitrino più di 3000 ettari di terreno; una delle più vaste aree bonificate è nota come la
“Bonifica delle Sette Sorelle”. La fatica dei braccianti, protagonisti di quella che fu una vera
epopea, è magistralmente raccontata dal poeta sanstinese Romano Pascutto. Nella storia
recente di San Stino di Livenza la figura di Pascutto assume un ruolo culturalmente sempre
più rilevante. Infatti dopo la recente morte del Poeta, si è costituito il circolo culturale “Amici
di Romano Pascutto”, che con il patrocinio del Comune, si pone l’obiettivo di contribuire alla
pubblicazione e alla diffusione dell’Opera Omnia del suo grande concittadino. Si tratta, anche
in
prossimo
futuro,
di
“…catalogare
l’archivio
dei
manoscritti,
di
organizzarlo
scientificamente, per dar modo di essere consultato dagli studiosi di ogni paese1…”. A San
Stino di Livenza, in prossimità dell’area scolastica, è localizzato l’edificio del cinema-teatro
Romano Pascutto, luogo utilizzato frequentemente anche per convegni sul territorio, oltre
che struttura culturale con un cartellone di rappresentazioni teatrali-cinematografiche.
1.a.2. Analisi della componente architettonica
A San Stino, da Piazza Aldo Moro sulla quale si affaccia il Municipio, si giunge in via Fratelli
Martina nel cuore del capoluogo, dove quasi completamente nascosto da un'alta e folta
vegetazione sorge il Castello di Santo Stino, Castrum S. Stene, trasformato nel corso dei
secoli in un palazzo nobiliare e oggi residenza privata non visitabile, circondato da un parco
con fitta vegetazione con l’aspetto di una villa articolata su tre piani, già menzionato nella
precedente analisi della componente storico-culturale. Dai segni che si possono ritrovare sui
muri, sembra che avesse anche delle torri, che furono abbattute alla caduta della
Serenissima. Quindi il Castello di Santo Stino, anche se molto rimaneggiato nella sua
1
Tratto da Finnnegans n. 17 del 12/2009, L’Amour fou Edizioni, Treviso, 2009
9
tipologia, è un elemento architettonico di fondamentale interesse proprio per la sua valenza
storica.
Proseguendo nelle vicinanze si arriva sotto l’argine della Livenza, dove si scorgono il
Campanile e la Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano, eretta in sostituzione della precedente
chiesa nella seconda metà del XIX secolo e caratterizzata da una semplice facciata a salienti
in mattoni a vista. Nei pressi della Chiesa, si trova Villa Rubin già Mazzotto, (di cui si rimanda
alla scheda n.SS 16) costruita sin dagli inizi Settecento dalla famiglia Papadopoli, il cui
stemma si può ancora vedere sopra la finestra centrale del piano nobile verso il fiume. La
“villa veneta”, a pianta quadrata e disposta su tre piani, si caratterizza per l’assoluta
proporzione dei volumi e per il motivo della “finestra serliana” (finestre-trifora con l’apertura
centrale ad arco e le due laterali architravate; in questo caso murate successivamente) in
corrispondenza della stanza centrale al piano nobile. Villa Rubin è un esempio di “villa
veneta” con riferimento alla tipologia del palazzo veneziano, di notevole eleganza ed in
ottimo stato di conservazione. Altri esempi architettonici della tipologia di “ville venete”
caratterizzanti il territorio sanstinese sono: Villa Agazzi, Villa Calzavara, Villa Migotto (in via
Silvio Trentin, 17 a San Stino), Villa Gubitta, Villa Migotto (in via Riviera, 6 a Corbolone), Villa
Nogarotto, Palazzina Longo e Villa Piva (già Corner a Sant’Alò). Proprio per la loro
importanza storico-tipologica e testimoniale le più importanti, anche in relazione alla loro
ubicazione rispetto ai percorsi turistici principali, sono state recensite nell’allegata schedature
degli edifici di cui al capitolo 5.
Ripercorrendo a ritroso Via Fratelli Martina e continuando diritti in via Marconi, si esce dal
centro di San Stino, attraversando il ponte ad archi sul canale Malgher e si gira a sinistra in
direzione Corbolone. Qui, si scorge sul lato sinistro della strada, leggermente rientrante, la
piccola Chiesa delle Beata Vergine del Rosario (di cui si veda la scheda n. SS12), costruita
nel 1904 su progetto dell’architetto Max Ongaro. Il precedente oratorio sorgeva fin lì dal 1578
e alla fine di quel secolo fu affiancato da un piccolo convento per due padri domenicani di
San Pietro Martire di Murano; distrutto dalle piene della vicina Livenza nel 1677. Fu
ricostruito una prima volta e demolito agli inizi del Novecento per procedere alla
sistemazione degli argini fluviali, fino alla riedificazione nel 1904. Allora l’edificio sacro era
ancora lambito da un’ansa della Livenza, chiusa nel 1929 a seguito degli interventi di
bonifica che riutilizzarono quella parte del letto del fiume per farvi scorrere il canale Malgher.
Proseguendo lungo Riviera Trentin fino alla rotonda, si imbocca l’uscita per la frazione di
Corbolone, giungendo dopo 2 Km alla cinquecentesca chiesa di San Marco Evangelista. (di
cui si veda la scheda n. SS6) La Chiesa fu edificata su progetto di Giorgio e Bernardino da
10
Crema nel 1514, incorporando la piccola cappella, eretta nel 1459 dalla Confraternita
dell’Annunciata, che ora si apre a metà dalla parete sinistra dell’aula.
La Chiesa si presenta con una pianta a forma rettangolare absidata, la facciata è sobria, ed
elegante con mattoni a faccia vista ed abbellita sopra il portone da un rosone e ai lati da due
archetti ciechi, le cui cornici si prolungano fino alla pavimentazione. La Chiesa ospita
importanti opere quali, la Pietà, gruppo scultoreo in terracotta che l'artista veronese
Benedetto Stefani realizzò nel 1585. Sull'altare maggiore è collocato il famoso dipinto noto
come la Pala del Tiziano e raffigurante S. Marco in cattedra tra i SS. Sebastiano e Rocco,
attribuito a Bonifacio de' Pitati detto Bonifacio Veronese. Sul lato sinistro della Chiesa, nella
cappella dell'Annunciata, su un altare di marmi policromi si trova il gruppo scultoreo del
vicentino Orazio Marinali, raffigurante l'Annunciazione e datato 1704.
Si demanda al capitolo 2 della presente relazione per l’analisi paesaggistica, eseguita in
modo congiunto per il “ territorio della Livenza” nelle 3 Amministrazioni Comunali analizzate.
1.b
Localizzazione del Comune di Torre di Mosto
Il Comune di Torre di Mosto occupa una posizione centrale nel territorio del Basso Piave, tra
Piave, Livenza e Lemene, confinante con i Comuni di San Stino di Livenza, Cessalto,
Ceggia, Eraclea, Caorle e San Donà di Piave.
La viabilità si sviluppa su due importanti direttrici, la Strada Provinciale (S.P.62)
Sant’Anastasio-Tezze-San Giorgio di Livenza e la Strada Provinciale (S.P.57) Prà di LevadaStaffolo-Ponte Crepaldo ed in parte interessa la Strada Provinciale (S.P.n.42) in
corrispondenza di Via Triestina Bassa.
Il centro abitato di Torre, è localizzato in uno dei meandri del fiume Livenza, ed il suo
territorio si estende per complessivi 38,34 Kmq. Toponomasticamente il territorio è formato
oltre che dal capoluogo, dalle frazioni di “Staffolo” e “Boccafossa”, e dalle quattro località di
Senzielli, S. Elena, Rotta e Tezze.
1.b.1 Analisi della componente storico-culturale
Il toponimo Torre di Mosto è un nome composto, la cui prima parte deriva dalla presenza di
un’antica Torre posto in riva al fiume Livenza e dal nome “Da Mosto”, nobile famiglia
veneziana proprietaria, fino alla metà del cinquecento, di gran parte dell’attuale territorio
comunale.
I primi insediamenti nel territorio di Torre di Mosto sono riconducibili al V secolo a. C.,
quando la città di Oderzo sentì il bisogno di allargare il commercio nell’area lagunare, verso il
11
mare aperto. La scelta del luogo cadde su un tratto della laguna opitergina,
il Liquentesino, poiché il bacino offriva un ormeggio comodo e ben riparato tra la costa e
l’arcipelago Medilissa e aveva facili uscite verso il mare. Sul Liquentesino si specchiava un
piccolo villaggio, che prese il nome di Portus Liquentiae con la realizzazione del porto. (2)
La posizione del villaggio era all’incirca la stessa che oggi occupa il centro urbano di Torre di
Mosto. La creazione di questo porto determinò la rapida crescita del commercio opiterigino
e, di conseguenza, di Portus Liquentiae, anche se il villaggio non divenne autonomo
giuridicamente e amministrativamente, ma restò centro satellite della città di Oderzo.
In
epoca
romana
Oderzo
e
il suo
porto
si svilupparono
grazie
a
Cesare
e
divenne Municipium, la prima città veneta i cui abitanti ottennero il privilegio di divenire
cittadini romani.
Al tempo di Augusto la città raggiunse l’apice della ricchezza, grazie anche alla sua
posizione al centro della piana fluviale, che ne faceva una base logistica. Le esigenze militari
portarono poi al potenziamento della rete stradale, tra il centro della città e Portus Liquentiae.
Completava la rete viaria di Portus Liquentiae la via Annia, costruita nel 131 a.C. dal console
Annio Rufo come completamento di via Flaminia, al fine di collegare Roma ad Aquileia.
Con l’invasione dei Longobardi gli abitanti di Oderzo furono costretti ad abbandonare la loro
città, a cercare un riparo nell’arcipelago di Medilissa e a stanziarsi nel territorio che diverrà
poi Eraclea. La città di Eraclea assimilò Portus Liquentiae, ovvero l’attuale Torre di Mosto. In
pochi anni Eraclea raggiunse l’apice della potenza, diventando un fiorente porto commerciale
marittimo e lagunare.
Nel V secolo le invasioni barbariche portarono all’abbandono di ogni difesa idraulica fluviale,
spezzando quell’azione di arginatura e di canalizzazione che era alla base della fertilità e
della salubrità del territorio. I corsi d’acqua, lasciati in balia di se stessi, provocarono in breve
l’impaludamento della piana fluviale in corrispondenza anche di Torre di Mosto, aumentando
nel contempo la sicurezza degli abitanti di Portus Liquentiae (Torre di Mosto) rispetto alle
molteplici invasioni barbariche…
In questi secoli avvennero eccezionali “disalveazioni” soprattutto del Piave, che si distaccò
dal Sile, modificandone la foce…. Le piene del Piave divennero sempre maggiori e così
violente che interrarono anche la laguna di Eraclea e modificarono l’ambiente antropico
trasformandolo da salubre a malsano. Il Liquentesimo, (assimilabile al basso territorio del
veneto orientale) invaso dai sedimenti fluviali, si trasformò in “palude”, mentre le isole
dell’arcipelago di Medilissa si saldarono tra loro, congiungendosi alla terraferma…
La morfologia del territorio, ormai non è più composto da un sistema di lagune aperte al
mare, ma da una serie di valli paludose, tagliate da canali melmosi, ostruiti dai canneti.
12
Agli inizi del IX secolo si formò in un meandro della Livenza, l’insediamento di Torre di Mosto
con una Cappella dedicata a San Martino ed una robusta torre eretta dai Dogi a difesa di
Heraclia... 2
La Torre, denominata Turris Ducis (Torre del Doge), sorgeva su un terrapieno ed era
circondata da un fossato, tipica struttura militare delle zone di pianura, parte integrante di un
sistema di torri con funzione di difesa e di controllo delle merci che transitavano su tutto il
territorio del Dogato. Il luogo era quindi lo stesso in cui sorgeva Portus Liquentiae prima del
suo assorbimento da parte di Eraclea; tuttavia il nuovo villaggio non riprese l’antico nome,
ma fu chiamato Torre. Il villaggio fu compreso nel territorio soggetto ai Gastaldi di Cittanova
(la nuova Eraclea), territorio che a sua volta è incluso nel Dogato Veneziano, ma le
condizioni ambientali del territorio Liquentesino mutarono in peggio, rendendo la zona
ancora più malsana fino al XV secolo.
Nel 1412, a seguito di una terribile guerra fra Venezia e Sigismondo, re d’Ungheria e
imperatore di Germania, il villaggio di Torre fu distrutto e la torre rasa al suolo, ma, nel corso
del secolo, fu ricostruito grazie al contributo di una nobile famiglia veneziana, Da Mosto, che
in quei luoghi amministrava estesi terreni agricoli. Da allora il nome dei Da Mosto fu
associato a quello del borgo che assunse il toponimo di Tor da Mosto.
All’inizio del XV secolo le condizioni ambientali del territorio veneto erano pessime e la
Serenissima intraprese dei grandi lavori idraulici al fine di salvaguardare la sua laguna, tra
cui la diversione del Piave verso le valli che un tempo formavano la laguna eracleana,
incrementando la sua paludosità. Per tre secoli il fiume Piave e soprattutto il Livenza
devastarono il territorio di Torre e dei comuni limitrofi, costringendo i proprietari dei terreni a
presentare al Doge varie suppliche, che non ebbero risposta, fino al 1815, quando, sotto la
dominazione austriaca, si diede avvio alla sistemazione organica degli argini della Livenza.
Con l'avvento del Regno d'Italia (1871) iniziò anche la bonifica del territorio, completata dopo
la Prima Guerra Mondiale, che permise di prosciugare e dissodare oltre 3000 ettari di terreni.
Oggi, Torre di Mosto, accanto alla propria vocazione agricola (cereali, barbabietole, uva e
foraggi), vanta un consistente sviluppo nell'edilizia e nell'artigianato e si sta evolvendo nei
settori dell'industria (con importanti lottizzazioni ed insediamenti agro-industriali), del turismo
e dei servizi, ed infine con la valorizzazione del suo patrimonio storico-culturale e
paesaggistico. Due sono le sedi museali: il “Museo della Civiltà Contadina” in località
Boccafossa, (privato) e il “Museo del Paesaggio” (pubblico) ubicato a poca distanza dal
primo.
2
Testo storico tratto ed elaborato da Torre di Mosto. La sua gente, le sue vicende; D. Cagnazzi (a
cura dell’Amministrazione Comunale di Torre di Mosto); Istituto Tipografico Editoriale di Dolo (Ve)
!
13
Il “Museo della Civiltà Contadina” raccoglie circa 2800 oggetti: attrezzi agricoli, strumenti e
suppelleti legati alla vita rurale. Sono disponibili, inoltre, supporti audiovisivi che
ricostruiscono l’ambiente, l’atmosfera e le condizioni di vita della comunità del luogo
strettamente legata ai grandi lavori di bonifica.
Il “Museo del Paesaggio” negli ultimi anni è stato ampliato e completamente riallestito dalla
Amministrazione Comunale di Torre di Mosto, ospitando qualificate mostre temporanee
anche specificatamente nei temi del “Paesaggio del Novecento” dove la maestria della
“scuola pittorica veneta” si interseca ai soggetti dei paesaggi fluviali, di bonifica e lagunari …
Anche l’ambito naturalistico è stato valorizzato da parte dell’Amministrazione Comunale con
la realizzazione dell’itinerario ciclo-fluviale intercomunale “GiraLivenza”, con interconnessioni
ai Comuni di Ceggia, San Stino e Caorle, dove si è infatti notato un incremento dell’utilizzo
degli itinerari naturalistici, sia da parte della popolazione locale ( dedita principalmente al
footing, bici, percorso-vita …) che da un’utenza, anche turistica, con provenienza
extracomunale. Importanti a tal fine, sono le strutture di servizio al turista che gradualmente
si stanno sviluppando nel territorio comunale, incluse le aziende agrituristiche e le fattorie
didattiche (si veda a tal proposito le schede n. TO16 /17/18/19/20/21/22 Azienda Agricola
“Sacraterra” in località Boccafossa) o il centro ricreativo-sportivo, attrezzato con maneggio, a
poca distanza dal capoluogo.
1.b.2 Analisi della componente architettonica
In centro abitato si trova la parrocchia di San Martino, le cui origini sono precedenti all’XI
secolo. Il soffitto della chiesa è decorato con un pregevole affresco raffigurante la
Glorificazione di San Martino, opera di Costantino Cenini del 1771. L’altare maggiore è
sormontato da una bella pala con San Martino, di scuola veneta del XVIII secolo e di ottima
fattura; di notevole rilievo è anche il fonte battesimale in legno che risale al XV secolo. Dal
centro di Torre, dirigendosi verso sud, seguendo la Strada Provinciale 62, dopo 5 Km si
giunge presso la frazione di Boccafossa, dove è presente il Museo della Civiltà Contadina.
Molteplici le azienda agricole nel territorio, tra cui spicca a Boccafossa, con un’estensione di
circa 160 ettari l’Azienda Agricola “Sacraterra”, dedita anche alla produzione di piante
officinali, dove è allocata una specie arborea autoctona,ad alto fusto, censita -per rarità
dimensionale e longevità- negli appositi archivi pubblici.
Continuando lungo la strada che attraversa Boccafossa, una volta giunti alla grande rotonda
si imbocca la Strada Provinciale n.54, in direzione Caorle, incontrando dopo 6 Km, un po’
all’interno e sulla sinistra, l’Idrovora del Termine, nei pressi dell’abitato Brian, già frazione del
Comune di Eraclea. Una volta giunti al “Brian”, si prende la strada che costeggia l’argine del
canale Revedoli verso Torre di Fine. In questo tipico paesaggio di bonifica, si trova l’azienda
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agricola “La Fagiana”, con i suoi tipici edifici rurali finalizzati alla produzione e lavorazione
artigianale del riso Carnaroli.
Grazie alla disponibilità di una via d’acqua naturale interna la “Torre di Fine”, citata già in
documenti del XI e del XII secolo, e che divenne per i pescatori luogo di commercio con
Caorle e rifugio nei giorni di tempesta, “Tore da Fin” era, presumibilmente, una torre di
controllo fluviale nel territorio di Fine, antico insediamento ora scomparso. Fine venne infatti,
abbandonata tra il XIII e XIV secolo e la stessa torre scomparve poco dopo.
Dopo secoli di impaludamento, nell’Ottocento si cominciò a risolvere la disordinata situazione
idraulica e si recuperarono terreni all’agricoltura attraverso l’operato dei Consorzi di Bonifica.
Dopo il prosciugamento erano necessari ben 5 anni per ottenere un suolo agricolo idoneo
alla produzione, iniziando con colture rustiche (avena, segale, orzo) per arrivare a
barbabietole, frumento, mais,piante orticole …
Il paesaggio odierno si presenta, in sintesi, come una fitta trama di canalizzazioni e di
arginature: capifosso, scoline, capezzagne, idrovore, elementi questi che sono completati
dalla presenza puntuale nel territorio di aziende agricole con i loro fienili, granai, pozzi
artesiani, stalle ed il reticolo di strade interpoderali … Tutti elementi architettonici tipici di un
paesaggio di bonifica oltre che identitari della condizione della ruralità, e testimonianza della
“civiltà contadina”. Si demanda al capitolo 5.3.1 per la puntuale analisi delle caratteristiche
architettoniche dei beni/paesaggi censiti nel Comune di Torre di Mosto.
1.c Localizzazione del Comune di Ceggia
Il Comune di Ceggia ha una superficie di 21,99 Kmq ed è uno dei meno estesi della
Provincia di Venezia; esso comprende le frazione di Gaiuniga e le località di Pra’ di Levada,
Rivazancana di Sopra e Rivazancana di Sotto. Le arterie principali che interessano il
territorio comunale sono la Strada Statale n.14 “Triestina” e la linea ferroviaria VeneziaTrieste. Il Comune ha una popolazione di 5096 abitanti, con una densità di 232,1 abitanti per
Kmq (Censimento ISTAT 2001) e confina con i comuni di Cessalto, San Donà di Piave e
Torre di Mosto.
1.c.1
Analisi della componente storico-culturale
L’origine del nome del paese va ricercata nel termine Cilia maris o Cilium maris, ovvero riva
del mare, proprio perché situato sul ciglio lagunare.
15
In epoca romana il territorio di Ceggia era una zona vivace e produttiva, percorsa da
un’arteria importante come la via Annia, che collegava Padova, Altino e Aquileia, come
documentano numerosi reperti archeologico venuti alla luce in tutto il territorio comunale,
oltre ai resti del ponte sulla via Annia in località Rivazancana.
Il declino dell’impero romano, le invasioni barbariche e i graduali fenomeni di abbassamento
del suolo, che aprirono le terre all’avanzata delle acque, determinarono l’abbandono delle
campagne, divenute un’enorme distesa paludosa, a vantaggio delle fasce litoranee; si aprì
così un lungo processo di decadenza della zona, che percorse tutto l’Alto Medioevo. In
quest’epoca Cegla, così denominata, era ridotta a un piccolo borgo posto sul lembo di terra
più alto rispetto al livello delle paludi, oggetto di contesa, per almeno tre secoli, tra gli
insediamenti monastici e i grandi feudatari. Nel XIII secolo il comune di Treviso, da cui
dipendeva sia pure nominalmente, vi istituì un posto di dogana (palada). Nel 1317 Ceggia
divenne di proprietà dei Da Camino che la detennero fino al 1382, quando entrò nel dominio
della Repubblica di Venezia che, presa dai propri gravi problemi idraulici, non si preoccupò di
bonificare le zone acquisite ma, al contrario, favorì l’espandersi delle aree paludose. Alcuni
nobili veneziani scelsero, tuttavia, il territorio ciliense per erigervi le loro dimore, come i
Loredan e gli Zeno; bisognerà attendere la fine del Settecento e poi l’Ottocento per l’inizio
dei lavori di bonifica e di sistemazione agraria.
Nel 1866 il Veneto passò a far parte del Regno d’Italia e il nuovo potere statale non mancò di
dare impulso alle opere di bonifica; ingenti capitali privati della piccola nobiltà del territorio o
della nascente borghesia furono indirizzati al recupero di zone acquitrinose, con un
progressivo aumento demografico e miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti,
grazie all’incremento dell’attività agricola. La coltura della barbabietola fece sorgere a Ceggia
un grande zuccherificio che oggi non è più attivo, ma resta tuttavia una testimonianza dello
sviluppo economico di questa terra nel corso del XX secolo; oggi l’area esterna che circonda
lo stabilimento viene spesso usata come spazio per mettere in scena spettacoli teatrali.
Infine una delle tradizioni culturali cilensi, ormai consolidata, è la sfilata di carnevale che si
tiene ogni anno da più di cinquant’anni; Ceggia, infatti, è nota come la “Viareggio del Veneto”
per il tradizionale Carnevale, caratterizzato da una sfilata ricchissima di carri allegorici di
grande qualità e ingegno, costruiti da vari rioni del paese in una vera e propria sfida di
bravura…
1.c.2
Analisi della componente architettonica
La componente architettonica più rilevante di Ceggia, è costituita senza dubbio da alcune
importanti “edificazioni storiche puntuali” costituite da chiese, oratori, e “ville venete”
considerate per la loro “importanza testimoniale” elementi di identità di Ceggia. Sono da
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considerarsi di secondaria importanza -ai soli fini dell’ analisi della componente prettamente
architettonica- le tipologie abitativo-produttive legate al mondo rurale e al paesaggio di
bonifica che vengono puntualmente censite nelle loro caratteristiche al capitolo 5.4.1
Così nel cuore del centro abitato di Ceggia, spicca la “Chiesa Parrocchiale dedicata a San
Vitale”, eretta nel Settecento sui resti di una cappella trecentesca, ed è stata più volte
oggetto di rifacimenti. Ultime in ordine di tempo sono state le trasformazioni ottocentesche,
che hanno invertito l’ingresso aprendolo sulla via principale, e le ricostruzioni successive alle
due guerre mondiali. All’interno la Chiesa conserva, sul soffitto della navata centrale, un
grande affresco di Giovanni Battista Canal (1745-1825), nipote del Canaletto, raffigurante
il Martirio e il Trionfo di San Vitale; la Chiesa è infine affiancata dal più celebre campanile
ricordato da Ernest Hemingway nel romanzo Di là del fiume e tra gli alberi.
Nei pressi del ponte pedonale sul Canale Piavon, sempre nel centro cittadino, è visibile sul
muro di una abitazione una lapide del 1721 in cui sono riportati i pedaggi dell’antica dogana
fluviale riferita al “passo de Ceggia”.
Da segnalare è poi l’Oratorio Bragadin (si veda la scheda n. CE14), ricostruito nel 1795 in
stile neoclassico e completamente affrescato all’interno dall’artista veneto Giuseppe
Bernardino Bison (1762-1844); in origine, il piccolo edificio sacro era stato eretto, accanto
all’omonima Villa, dal nobile Marco Antonio Bragadin (1523-1571), governatore veneziano di
Cipro ucciso dai Turchi. L’oratorio e la villa
si trovano
in direzione nordovest, verso
Cessalto, e quindi facilmente raggiungibili dal centro abitato.
Riprendendo la Strada Statale n.14 “Triestina”, in direzione di San Stino di Livenza, dopo
circa 1,5 km si può imboccare sulla destra via Ponte Romano che conduce all’area
archeologica di Ceggia dove, nel 1948, sono stati scoperti i resti di un “ponte romano sulla
via Annia”, risalente al I secolo d.C., che attraversava l’antico corso del fiume Piavon e del
quale rimangono solo le fondazioni in blocchi di arenaria e le due testate.
Infine, nella frazione di Prà di Levada, sorge il complesso architettonico di “Villa Franchin”,
risalente alla seconda metà del secolo XVII e in origine proprietà del monastero agostiniano
delle suore di Santa Maria degli Angeli di Murano. Dopo la soppressione del monastero nel
1810, le proprietà terriere e il complesso edilizio furono acquistati da privati. Nei pressi della
villa si erge l’ Oratorio di Pra’ Levada, con timpano e campaniletto, dedicato alla Beata
Vergine del Rosario, detto anche di Santa Maria degli Angeli o dell’Annunziata, edificato nel
1668 e ricostruito nel 1853.
2
Analisi della componente paesaggistica
Si ritiene opportuno individuare e classificare, anche ai sensi della “Convenzione Europea
del Paesaggio” -rettificata dal Governo Italiano nel 2006-, i paesaggi presenti nei territori di
17
studio dei Comuni di San Stino di Livenza, Torre di Mosto e Ceggia, proprio in quanto area
dai tematismi paesaggistici omogenei.
Per facilità descrittiva si individuano e si classificano i paesaggi in:
a.
Paesaggio Fluviale della Livenza
b.
Paesaggio Vitivinicolo
c.
Paesaggio di Bonifica
d.
Paesaggio dei Boschi planiziali
a.
Sintesi del Paesaggio Fluviale della Livenza
Il Paesaggio fluviale, che caratterizza i comuni di San Stino di Livenza, Torre di Mosto e
Ceggia, è principalmente composto dal corridoio naturalistico del fiume Livenza.
Il PTRC della Regione Veneto (art. 5 delle Norme Tecniche), mediante uno specifico
Progetto Strategico denominato “Greenways: Boschi e Fiumi della Repubblica di Venezia”,
intende “mettere a sistema” la mobilità cilclabile e fluviale, costituendo una “rete” che
permetterà di sfruttare appieno le potenzialità culturali, enogastronomiche, turistiche e
paesaggistiche di questo importante fiume del Veneto Orientale, al fine di valorizzare ed
incrementare l’identità dei luoghi.
La Livenza è un fiume tra i più importanti della pianura veneto-friulana, nasce in Friuli nel
Comune di Polcenigo dalle sorgenti della Santissima e dal Gorgazzo; suoi principali affluenti
sono il Meschio, il Monticano ed il Meduna-Noncello, suo principale tributario.
Con un andamento caratterizzato da una continua successione di meandri, il fiume Livenza
bagna numerosi comuni in tre provincie sfociando nel Mare Adriatico, presso Santa
Margherita di Caorle, dopo circa 110 Km di percorso.
Il fiume Livenza presenta caratteristiche di fiume di risorgiva nella parte alta del percorso per
poi trasformarsi in fiume più lento, “cintato” da arginature nella parte mediana e
caratterizzato da vistose e suggestivi meandri che rendono il corso ”sinuoso” fino alla foce.
Il fiume nel tratto, oggetto del presente studio, lambisce i Comuni di Santo Stino di Livenza e
Torre di Mosto con un corso dolce, protetto da alte arginature caratterizzate da golene
interne ed eventualmente fruibili per il tempo libero. La sua sinuosità è stata anche originata
da cambi rapidi del corso del fiume, in occasione di piene ed esondazioni -succedutesi nel
tempo passato- prima che fossero messe in atto opere per il rafforzamento delle arginature
che oggigiorno “disegnano” il territorio, caratterizzato dalle “linee geometriche e regolari
degli elementi idraulici secondari della bonifica”.
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Anche la vegetazione, quale componente del paesaggio fluviale, è tipica dei fiumi arginati
che nelle zone golenali si caratterizza per ampi prati stabili e radi alberi e arbusti (per ragioni
di sicurezza idraulica), quali salici, pioppi, platani e aceri tipici dell’associazione FranguloSalicetum, mentre le sponde sono ricche di canne palustri (proprio in quanto il fiume
scorrendo lentamente favorisce una vegetazione tipica delle acque calme, come accade in
laguna).
Infine la direttiva “Habitat” (Direttiva 92/43/CEE), relativa alla conservazione degli habitat
naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica l’Unione Europea, ha promosso la
costituzione di una rete ecologica europea denominata Natura 2000, con l'obiettivo di
garantire la conservazione degli habitat naturali e delle specie e di contribuire a
salvaguardare la biodiversità. La Rete Natura 2000 è costituita dalle Zone di Protezione
Speciale (ZPS) e dai Siti di Importanza Comunitaria proposti (SIC); in particolare, il Fiume
Livenza si inserisce all’interno di un importante Sito d’Importanza Comunitaria (SIC)
IT3240029 “Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del Monticano”, parte del sito,
inoltre, è Zona di Protezione Speciale ZPS IT3240013 “Ambito fluviale del Livenza”. La
normativa prevede che ogni intervento in area SIC o in area contermine allo stesso debba
essere valutato al fine di definire l’incidenza ambientale del progetto sulle componenti
biotiche o abiotiche. Pertanto ogni intervento deve essere corredato di una Valutazione di
Incidenza Ambientale, per verificare il tipo di incidenza che il piano o il progetto hanno sul
sistema ambientale (biotico) e stabilirne quindi le misure di attenuazione, mitigazione e/o
compensazione, in coerenza anche con le disposizioni di cui alla DGR n. 2803 del 4.10.2002
della Regione Veneto.
b.
Sintesi Paesaggio Vitivinicolo
b.1 Sinistra Livenza
Il Comune di Santo Stino di Livenza in quanto posizionato sulla sponda sinistra del fiume è
incluso nella zona D.O.C. Lison-Pramaggiore attraversata dagli itinerari delle strade del Vino,
dove l’amore per la viticoltura e il culto del vino durano da epoche immemorabili.
Per la congiunta volontà del Consorzio Vini D.O.C. “Lison-Pramaggiore” e della Camera di
Commercio di Venezia, unitamente alla Regione Veneto, all’Amministrazione Provinciale di
Venezia ed all’Associazione commercianti nel territorio del Mandamento di Portogruaro, col
sostegno di altri Enti operanti nel territorio, nasce, sul finire dell’estate 1986, la STRADA DEI
VINI D.O.C. “LISON - PRAMAGGIORE”.
L’area D.O.C. Lison-Pramaggiore, istituita a partire dal 1971, si trova nella parte più orientale
del Veneto, tra i fiumi Livenza e Tagliamento, e comprende i territori di gran parte dei comuni
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del Veneto Orientale. Questa zona prende il nome dal borgo di Lison e dal paese di
Prammaggiore, aree di origine e le più vocate rispettivamente per il vino Tocai (oggi
denominato Lison) e del Cabernet-Carmenere, vini di punta della produzione enologica
locale.
La pratica enologica era già viva all’epoca dei romani e si sviluppò particolarmente sotto la
dominazione delle Repubblica Veneta fino ad essere produttrice di vini già apprezzati dai
Dogi.
Oggi il comprensorio vitivinicolo è puntellato di cantine, maggiormente concentrate nei
comuni delle “Città del Vino”: Annone Veneto, Pramaggiore, Santo Stino di Livenza e
Portogruaro. Questo territorio, così ricco di riferimenti turistici, storici ed ambientali, è in
grado di offrire al visitatore la possibilità di conoscere e degustare una delle sue grandi
ricchezze: i vini e i prodotti tipici della “Strada del Vino D.O.C. Lison-Pramaggiore”.
Si riporta di seguito la descrizione di un tratto di strada del vino che invita alla visita di questo
territorio contrassegnato da questa coltivazione millenaria.
“ …La strada tocca luoghi ricche di splendide modernissime vigne ed impreziositesi da opere
di arte e di storia, a cominciare dalle Chiese, dai libri aperti sulla storia civile, religiosa ed
artistica delle diverse comunità.La strada inizia a Faè di Annone Veneto, ai confini con la
Marca Trevigiana e tocca luoghi di grande valore enologico, come Carline e Loncon e poi
Pramaggiore, con Belfiore, Bressaglia e Salvarolo, attraversa Cinto Caomaggiore, passando
vicino alla storica Abbazia benedettina di Sesto al Reghena, si dirige a Portogruaro, la città
del Lemene, con il suo Museo Archeologico e gli splendidi palazzi che ricordano l’antica
opulenza dei luoghi toccati dalla viticoltura, come Lison, Summaga, Pradipozzo e poi
Fossalta di Portogruaro, con Fratta il cui nome riporta al Castello antico raccontato da
Ippolito Nievo ed ancora Concordia Sagittaria, con i resti preziosi della sua romanità e quel
gioiello purissimo che è il Battistero del Vescovo Reggimpoto…” 3. Il paesaggio vitivinicolo
che caratterizza il territorio di Santo Stino di Livenza in particolare la parte nord dell’abitato, è
costituito da infiniti filari di vigna allevata a contro spalliera in diverse forme, che negli ultimi
anni hanno subito un forte rinnovamento con la sostituzione delle vecchie vigne con nuovi
cloni e nuovi impianti, caratterizzati da un infittimento del numero di piante. La coltura tipica
della vigna ha modificato il paesaggio alternando la regolarità vegetale dei filari molto curati e
controllati con l’irregolarità del sistema di siepi e boschetti diffusi ai confini dei poderi, quale
residuo del sistema dei campi chiusi tipici del territorio a nord della S.S.14 “Triestina”. Questo
accostamento vegetale così diverso rende speciale il sistema del paesaggio viticolo
regalando forti emozioni visive e olfattive in particolari periodi quali la primavera e l’autunno,
3
Giampiero Rorato, Brano tratto da Strada dei vini DOC Lison – Pramaggiore; ricerca di
Gruppo di Azione Locale (GAL) Venezia Orientale
20
con la maturazione dell’uva unita alla varietà cromatica dei vigneti che varia dal verde-giallorosso-bruno...
b.2 Destra Livenza
I Comuni di Torre di Mosto e Ceggia il cui territorio si snoda sulla sponda destra del fiume
Livenza sono inclusi nella zona D.O.C. Piave, una delle più estese del nord Italia.
L’area D.O.C.Piave si estende dalla zona pedemontana trevigiana del Montello e di
Conegliano scendendo lungo le pianure alluvionali del Piave ricche di scheletro (terreno
sassoso) fino ad arrivare alle porte di Venezia e alle zone di bonifica del veneziano.
La tecnica viticola si sviluppò sin dall’era romana con alterne vicissitudini che classificarono i
vini della zona come di bassa qualità, ma portò sino all’epoca moderna la tradizione e la
costanza di questa coltura sino agli anni ’70 che videro la nascita della DOC Piave volta alla
tutela e alla valorizzazione dei vitigni e vini locali.
Tra questi si ricorda il Raboso, il Prosecco, oltre a quelli internazionali importati per
combattere la fillossera e per offrire al mercato vini di maggiore pregio (Cabernet, Merlot,
Chardonnay, Pinot Grigio, etc.). I territori dei due Comuni sono interessati parzialmente dalla
zona DOC Piave e in queste aree si riscontrano le maggiori estensioni di vigna che si
caratterizzano per filari regolari intervallati dalle sistemazioni idrauliche quali i fossi di scolo
delle acque e i sistemi di canalizzazione più importanti tipici delle zone di bonifica.
Infatti il paesaggio delle viti in questi territori si interseca con il paesaggio di bonifica e con i
suoi sistemi di regimazione delle acque che hanno disegnato i terreni con una evidente
regolarità e razionalità.
Solo ultimamente con interventi di supporto si è incentivato lo sviluppo di filari e piccoli
boschetti che hanno attenuato le geometrie di bonifica che sottendono la disposizione dei
vigneti e che rendono molto piacevole l’alternanza dei filari di vigna con formazioni vegetali
diverse, utili all’incremento della biodiversità della campagna.
Le cantine sono presenti in forma minore che in altre zone viticole ma in grado di offrire un
prodotto sano e genuino e di buona qualità assieme alla forza dell’unione delle cantine
cooperative di tutta l’area est della provincia di Venezia che sono diventate un soggetto
importante nel panorama produttivo anche nei due Comuni interessati dallo studio.
c.
Sintesi Paesaggio di Bonifica
Il Paesaggio di Bonifica dei territori attorno alla Livenza e nella parte meridionale del
portogruarese è parte integrante dell’opera di riappropriazione dei terreni, iniziata già nel
‘500 dalla Repubblica Veneta, ripresa nel ‘800 e concretamente conclusa nei primi decenni
del ‘900.
21
La storia della Bonifica del territorio è ampia, ricca e ben documentata nel vicino “Museo
della Bonifica” ubicato a San Donà di Piave. Si pensi che una prima traccia documentata di
opere idrauliche di bonifica, nel portogruarese, è rappresentata dalla realizzazioni di
canalizzazioni nel 1620 nella zona di Lugugnana.
Una svolta per tutto il territorio avvenne nel 1885 quando l’area venne classificata di “prima
categoria” al fine di iniziare le opere di bonifica e vennero così fondati vari Consorzi di
Bonifica. Ulteriori opere di bonifica iniziarono a seguito della legge n.1367 del 1920, che
intervenne sulla regimazione della Livenza con le attuali deviazioni del Malgher, del Brian,
etc. che contribuì ad avviare la bonifica delle campagne circostanti avvenute quindi in forma
organica e concreta tra il decennio tra il 1920 e il 1930.
Le opere di regimazione avevano lo scopo di eliminare le acque stagnanti e paludose per
rendere coltivabili le terre anche con la possibilità di irrigarle, in caso di necessità, in linea
con gli obiettivi di aumento delle superfici coltivabili.
Il paesaggio di conseguenza venne radicalmente mutato: caratterizzato da appezzamenti di
terreno coltivabile regolari, di forma pressoché rettangolare, circondati da fossi (“scoline”) di
raccolta delle acque in eccesso che, come una rete, si collegano con canali più ampi di
raccordo e quindi con altri canali in un “reticolato idrografico più ampio” che, mediante gli
impianti di sollevamento idraulico ( idrovore) si collega al mare attraverso il corso dei fiumi,
dei “canali di taglio” o delle stesse lagune …
I terreni di bonifica sono per la maggior parte coltivati a seminativi: progressivamente sono
stati eliminati tutti i filari di alberi ed arbusti, al fine di aumentare la superficie coltivata e
soprattutto non ostacolare le macchine agricole, sempre più grandi, ottenendo così un
paesaggio “piatto”, caratterizzato da ampi orizzonti -senza ostacoli naturali- ricco di
canalizzazioni perpendicolari tra loro che tagliano i terreni in porzioni geometriche regolari.
I colori sono quelli delle colture praticate in estate, mentre in inverno il colore dominante è il
bruno intervallato dal verde dei cereali vernini e dalle sinuosità delle arginature del fiume
Livenza. E’ un paesaggio dove trionfano le linee rette e regolari intersecate con una
geometria variabile degli appezzamenti coltivati, intervallati dagli edifici rurali tipici - formati
dalla parte residenziale unita a quella della stalla-fienile caratterizzati da colori vivi e intensi
quali il giallo, il rosso e il bianco. Le forme vegetali naturali, come i filari di alberature o
boschetti, sono rari anche se in tempi recenti si sono rivalutati ed incentivati, conferendo al
paesaggio “nuovi elementi di collegamento” tra le forme regolari dei territori di bonifica.
Ulteriore elemento architettonico tipico di questo paesaggio è rappresentato dalle “idrovore”;
edifici di varie dimensioni e fattura che si stagliano lungo arginature e canali quali esempi di
22
archeologia industriale a testimonianza di un’ epopea di lotta per sottrarre i terreni alle
acque.
d.
Sintesi Paesaggio dei Boschi planiziali
Tra gli elementi paesaggistici significativi del Veneto Orientale vanno citate le superfici dei
boschi planiziali caratterizzati generalmente da querce, carpini, olmi, aceri, frassini, che un
tempo occupavano gran parte di questo territorio, ma che oggi restano solo piccolissimi
lembi fortemente modificati dall’azione antropica. Particolarmente suggestivo è il Bosco di
Bandiziol e Prassacon presso il Comune di San Stino di Livenza (si veda scheda n. SS1)
Giunti a Corbolone di San Stino di Livenza, imboccata la S.P. n. 60 in direzione Loncon,
dopo circa 3 Km, si giunge all’altezza dell’ ingresso dei “Boschi di Badinziol e Prassaccon”.
Si tratta di un’area anticamente ricoperta da boschi che la Repubblica di Venezia controllava
direttamente come proprietà demaniale (i “Boschi di San Marco”), attraverso appositi
magistrati, considerandoli una risorsa strategica indispensabile per le costruzioni navali della
Serenissima.
Nel corso della prima metà del Novecento, alla deforestazione completa seguì l’utilizzo di
terreni per colture agrarie. Dal 1996 il Comune, proprietario dell’area, iniziò la ricostruzione
del manto boschivo, con la collaborazione del volontariato locale, mettendo a dimora giovani
piante di quercia, carpino, frassino, acero campestre, olmo, pioppo nero, ontano nero e
salice, su una superficie complessiva di ben 110 ettari. Nel cuore del bosco di Bandiziol,
all’estremità di un grande prato - “Prà del roccolo”- è stato ricostruito un roccolo, antico
sistema di uccellagione che utilizzava per la cattura reti poste tra filari di alberi e cespugli
diversi, disposti sapientemente in forma circolare o ellittica nei quali si nascondevano i
richiami. Nella parte orientale dello stesso bosco, inoltre, a ricordare la caratteristica
dominante del territorio sanstinese in epoca precedente alla bonifica, è stata creata un’area
umida di circa 10.000 metri quadrati, il “Palù di Bandiziol”, richiamo ideale per gazzette,
aironi, anatre e svassi. All’interno è stato costruito un osservatorio ornitologico in muratura,
raggiungibile percorrendo l’antica stradina Munisture, che richiama nella forma i “casoni di
campagna”, povere abitazioni contadine, ancora visibili nel secondo dopoguerra soprattutto
nella laguna di Caorle.
Mentre nel Comune di Ceggia, seguendo un gradevole percorso immerso nel verde che si
snoda lungo le rive del canale Piavon e che costeggia il canale Grassaga, si può giungere al
Bosco Olmè, Sito Naturalistico di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale,
localizzato di fatto al confine dei territori comunali di Ceggia e Cessalto. Si tratta di un relitto
di bosco planiziale tipico della pianura veneta, ridotto ad una estensione di soli 24 ettari negli
23
anni Settanta del Novecento a causa della costruzione dell’Autostrada Venezia-Trieste
(A4).Nonostante la ridotta superficie, all’interno dell’area boschiva originaria sono state
censite ben 90 specie faunistiche. Alla fine del secolo scorso, anche l’ Amministrazione
Comunale di Cessalto ha piantumato nuove superfici boscate del Bosco Olmè, realizzando
contestualmente aree di sosta e a parcheggio che, con il passare degli anni, stanno
acquisendo un valore strategico anche al fine della realizzazione di itinerari intercomunali
naturalistico-didattici interessanti anche il Comune di Ceggia, come evidenziato nella
allegata planimetria di sintesi.
3
Ricognizione e descrizione degli studi/ricerche già esistenti e disponibili, per il
medesimo territorio interessato
Ricognizione sugli studi esistenti -di governo del territorio- come parte integrante conoscitiva
sul territorio della Livenza, e suddivisa in:
•
Strumenti territoriali di “scala vasta”:
a) Piano Territoriale Regionale di Coordinamento Regione Veneto (PTRC adottato);
b) Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Venezia (PTCP adottato);
c) Piano Territoriale della mobilità ciclistica L.R.39/91 D.G.R. N.3640 del 30/11/2009
Risultati della ricognizione: L’ elemento di studio di maggiore interesse è risultato il “corridoio
ecologico della Livenza” con l’ indicazione della strategica pista ciclabile regionale
“Caorle(Ve)-Portobuffolè(Tv)”, come indicato negli elaborati del PTRC Regione Veneto.
Si è preso anche atto che, nel marzo 2010 con specifica Delibera di Giunta Regionale,
veniva formalmente dato avvio al “Progetto Strategico” -di cui all’ art.5 dello stesso PTRC
adottato- denominato “Greenways:Boschi e Fiumi della Repubblica di Venezia” dove di fatto
viene metodologicamente proposta la realizzazione di un “sistema della mobilità lenta”
interessante i territori attraversati dai fiumi Piave, Livenza, Monticano e Lemene, con l’
obiettivo di sviluppare nuove potenzialità turistiche anche nei territori rurali oggetto del
presente studio.
Dal Piano Territoriale della mobilità ciclistica, sono state analizzate le principali indicazioni
progettuali strategiche, al fine di compararle con gli itinerari ciclo-pedonali esistenti e di
progetto, quest’ultimi ipotizzati proprio dal presente Studio per i tre territori comunali.
•
Strumenti di “livello comunale”:
Comune di San Stino di Livenza:
24
Comune di San Stino di Livenza; Variante Generale PRG Zona Agricola Beni Ambientali.
Schede tipo B
Comune di San Stino di Livenza; PAT Piano di Assetto del Territorio. Documento
Preliminare, 2009
Comune di San Stino di Livenza; PAT Piano di Assetto del Territorio. Relazione Ambientale
Preliminare, 2009
Risultati della ricognizione: Gli studi sono stati necessari, per una reale presa di conoscenza
del quadro generale di pianificazione del territorio e delle sue politiche urbanistiche, con una
analisi sommaria dello strumento urbanistico di governo del territorio (lettura eseguita con un
tecnico comunale in apposito incontro durante il mese di luglio) ed una particolare
ricognizione e puntualizzazioni sui seguenti elementi:
- gli edifici storici e rurali, gli ambiti naturalistici;
- indicazioni di piano / previsioni sulle opere di mobilità lenta;
quali argomenti questi principalmente correlati all’ oggetto del presente studio.
Sono state analizzate, in un secondo incontro con un funzionario comunale preposto, tutte le
Schede B dello studio sopraindicato, al fine di capire l’ entità e lo stato di conservazione degli
edifici rurali, a cui poi si è dato inizio alla fase di sopraluoghi/ schedatura di seguito allegata.
Comune di Torre di Mosto:
Comune di Torre di Mosto; PRG, Variante. Consistenza patrimonio edilizio. Schede tipo B.
Planimetrie sezioni di rilevamento con individuazione edifici; 1991
Comune di Torre di Mosto; PRG, Variante. Consistenza patrimonio edilizio. Schede tipo B
dal n. 1 al n. 38; 1991
Comune di Torre di Mosto; PRG, Variante. Consistenza patrimonio edilizio. Schede tipo B
dal n. 39 al n. 77; 1991
Risultati della ricognizione: Gli studi sono stati necessari, per un aggiornamento/ analisi del
quadro generale di pianificazione del territorio e delle sue politiche urbanistiche, rispetto alla
conoscenza direttamente maturata nei luoghi, attraverso la progettazione e direzione lavori
che si è eseguita personalmente nel progetto di itinerari ciclo-fluviali “GiraLivenza” ultimato
nel 2008.
Si è eseguita con un tecnico comunale, in apposito incontro durante il mese di luglio, una
ricognizione dei temi specifici e una puntualizzazione sui seguenti elementi:
- gli edifici storici e rurali, gli ambiti naturalistici principali;
- gli edifici museali pubblici e privati;
25
- indicazioni di piano / previsioni sulle opere di mobilità lenta, con particolare riferimento alle
ciclabili e all’ utilizzo del navigabilità fluviale;
quali argomenti prescelti e correlati direttamente all’ oggetto del presente studio.
Sono state analizzate, in un secondo incontro (durante il mese di settembre) con il
professionista che ha redatto lo strumento, tutte le Schede B dello studio sopraindicato, al
fine di capire l’ entità e lo stato di conservazione degli edifici rurali, a cui poi si è dato inizio
alla fase dei sopraluoghi/ schedatura di seguito allegata.
Comune di Ceggia
Comune di Ceggia:PRG Variante Generale; 1999 Elaborati di analisi 1
Comune di Ceggia:Schede degli edifici di interesse storico o testimoniale esistenti in zona
agricola ai sensi della L.R. 24/85
Comune di Ceggia:Programmazione e pianificazione di livello superiore TAV 3 PRG 199
Risultati della ricognizione: Gli studi sono stati necessari, per una reale presa di conoscenza
del quadro generale di pianificazione del territorio e delle sue politiche urbanistiche, con una
analisi sommaria dello strumento urbanistico di governo del territorio (lettura eseguita con il
tecnico comunale in apposito incontro durante il mese di luglio) ed una particolare
ricognizione e puntualizzazioni sui seguenti elementi:
- gli edifici storici e rurali, gli ambiti naturalistici;
- gli edifici industriali dismessi nell’area ex-zuccherificio Eridania e la potenziale funzione
didattico-turistica, quale “area umida”, della vasca da rinaturalizzare nell’ ex-zuccherificio;
- le aree a vocazione naturalistica del “Canalat” e, con un percorso vita, in prossimità del
Bosco Olmè in direzione Cessalto;
- l’itinerario ciclo-pedonale del “Ponte Romano” e della Via Annia;
- indicazioni di piano/previsioni sulle opere programmate nella mobilità lenta;
argomenti questi tutti correlati all’oggetto del presente studio.
Sono state analizzate, in un secondo momento, tutte le schede –di cui all’ Allegato A- dello
studio sopraindicato, al fine di capire l’ entità e lo stato di conservazione degli edifici rurali, a
cui poi si è dato inizio alla fase di sopraluoghi/schedatura di seguito allegata.
Elenco delle pubblicazioni:
Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione;
Progetto di Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico del bacino idrografico del fiume
Livenza; 2004/06
26
D. Cagnazzi (a cura dell’Amministrazione Comunale di Torre di Mosto); Torre di Mosto. La
sua gente, le sue vicende; Istituto Tipografico Editoriale di Dolo (Ve)
F. Cellotto, P. Frasson; Ceggia. Immagini ritrovate; Tipografia Sagittaria; Concordia
Sagittaria (Ve); 1997
Comune di Ceggia, Pro Loco di Ceggia; San Martino: Tradizioni e segni del mondo
contadino. Andar per capitelli…; 2009
E. Fantin (a cura di); Alla scoperta di un territorio, fra storia, arte e natura. Itinerari della
Destra Tagliamento fra Veneto e Friuli; Edizioni La Bassa; 2007
L. Fassetta; La bonifica del Basso Piave; Venezia; 1977
P. Frasson; Ceggia. Il Carnevale dei ragazzi. Carnevale Popolare Veneto; Treviso; 2004
P. Frasson; Trent’anni di Carnevale a Ceggia (1954-1983); Caorle (Ve); 1985
R. Guerra; M. Mattozzi; L. Uvai (a cura di); Il Fiume Livenza. Contributo alla salvaguardia del
suo territorio
R. Guerra (a cura di); Il Fiume Livenza e i suoi principali affluenti
R. Guerra; Liquentia. Un fiume nella X Regio augustea Venetia et Histria
A. Lorenzon (a cura di); RivaGranda. Raccolta delle pubblicazioni di RivaGranda da Giugno
1995 a Dicembre 2000
F. Magani (a cura di); Giuseppe Bernardino Bison. Gli affreschi dell’Oratorio “Bragadin”;
1994
G. Marson; Il Fiume Livenza; Editore Canova; Treviso; 1997
G. Marson; San Stino. Ricerche storiche; Edizioni Canova; Treviso; 1993
M. Pandolfi, G. Rallo; Le zone umide del Veneto; Padova; 1988
A. Padovan (a cura di); L’agricoltura di Ceggia all’inizio dell’Ottocento. Tre atti del catasto
austriaco; Edizioni del Vento; Venezia; 1995
L. Pavan (a cura di); Terre della Venezia Orientale. Guida turistica e culturale; Ediciclo
Editore; Portogruaro (Ve)
L. Perissinotto; La chiesetta del Rosario di San Stino di Livenza. I Condulmer, i domenicani
di Murano e un monastero nelle terre del vescovo di Concordia; Paolo Gaspari Editore;
Udine; 2005
A. Peressini, A. Scalon; Le terre della gastaldia di “Tor da Mosto”; Editore GMV Libri
Provincia di Venezia, Assessorato alle Attività Produttive, Agricoltura e Alimentazione (a cura
di); Strada dei Vini D.O.C. Lison – Pramaggiore; Videolab; Padova
Provincia di Venezia; La Via Annia. Memoria e presente; Arsenale Editrice; Venezia; 1984
R. Sandron; Portogruaro; Associazione Pro Loco Portogruaro
F. Vallerani (a cura di); Dalle praterie vallive alla bonifica. Cartografia storica ed evoluzione
del paesaggio nel Veneto Orientale dal ‘500 ad oggi; Portogruaro (Ve); 2008
27
F. Vallerani; La scoperta dell’entroterra. Nuovi turismi tra Veneto Orientale e pordenonese;
Ediciclo Editore; Portogruaro (Ve); 1994
Elenco degli studi realizzati dal GAL Venezia Orientale di Portogruaro:
GAL Venezia Orientale, “Interreg-Leader. Lo sviluppo rurale nelle aree di confine.
Portogruaro 2003-2004”
GAL Venezia Orientale, “Ricerche di fisiografia antica e moderna nel comprensorio del
Veneto Orientale” .Fozzati, Soprintendenza Archeologica del Veneto, San Stino di Livenza,
2001
GAL Venezia Orientale, “Studio di fattibilità per l’attuazione ed il rilancio della strada dei Vini
DOC Lison – Pramaggiore” Associazione Strada dei Vini D.O.C. Lison – Pramaggiore,2002
GAL Venezia Orientale” Cent’anni di storia a Portogruaro. Dalle bonifiche alla raffineria nel
Regno di Gaetano Marzotto”, Istituto Veneziano per la storia della Resistenza e della
società contemporanea, Venezia 2001
GAL Venezia Orientale, “Fiume vivo”, ASAP ora Venezia Opportunità, Venezia, 2000
GAL Venezia Orientale,” Indagine idrogeologica”, Consorzio di Bonifica Pianura Veneta tra
Livenza e Ta- gliamento, Portogruaro, 2001
GAL Venezia Orientale,” Scenari per il Veneto Orientale nei prossimi dieci anni. Evoluzione
in corso ed esiti possibili” , COSES – Consorzio per la Ricerca e la Formazione di Venezia,
Venezia,2007
GAL Venezia Orientale “Giralivenza – la Greenway sul fiume Livenza”, Comune di Torre di
Mosto, Pescarollo, Ziliotto, Torre di Mosto, 2008
GAL Venezia Orientale “Giralivenza “La progettazione strategica nel territorio: il progetto
integrato dei percorsi ciclopedonali nella Venezia Orientale”, Conferenza dei Sindaci del
Veneto Orientale, Portogruaro, 2007
GAL Venezia Orientale “Acque Antiche. Il percorso della Litoranea Veneta” Provincia di
Venezia, Venezia 2001
GAL Venezia Orientale “Affacci sul Canale Malgher” Comune di S. Stinno di Livenza,
4 Conseguente illustrazione dei fattori/argomentazioni/considerazioni che motivano il
nuovo studio/ricerca e degli obiettivi specifici del medesimo
Le argomentazioni che motivano il nuovo studio si possono così riassumere in:
•
necessità di realizzare un “documento di sintesi” sul patrimonio degli edifici architettonici
e rurali di maggiore valore testimoniale, propri di “una economia rurale tradizionale”,
28
oltre che dei principali elementi costituenti il paesaggio, e dei relativi itinerari ciclopedonali intercomunali sia principali che secondari;
•
necessità di classificare singole tipologie di beni/paesaggio e il loro motivo di attrattività
turistica, proprio in quanto elementi di “identità culturale locale” da proporre in una “rete
intercomunale di visitazione”, anche attraverso l’ ipotesi di nuovi itinerari secondari
eventualmente cofinanziabili con la Misura 313 azione 1;
•
necessità di verificare con le amministrazioni pubbliche locali quali siano le politiche
degli interventi, considerati per un prossimo futuro strategici, al fine di valorizzare il
paesaggio rurale con le sue tipicità ed identità culturali anche a scopi turistico-didatticoenogastronomici;
•
capire, attraverso una selezione e verifica nei luoghi, quali siano i beni tipici dell’
architettura rurale e del bene paesaggistico che maggiormente accrescano “l’ identità e
la coesione sociale” delle stesse popolazioni e, come tali, quali siano puntualmente le
eventuali Azioni applicabili di cofinanziamento previste dalla Misura 323/a,
•
indagare sulle reali possibilità di cantierabilità, e/o di cofinanziamento delle opere attraverso l’ inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche (da parte dei Comuni)o raccogliendo ipotesi di probabile realizzazione da parte di soggetti privati,
eventualmente convezionabili con lo stesso soggetto pubblico.
Gli obiettivi specifici del nuovo studio si possono quindi così riassumere:
•
Definire, attraverso l’ attività di schedatura, un numero compiuto di edifici rurali e di
elementi del paesaggio che potrebbero fruire di interventi di restauro/ristrutturazione e
contestualmente essere i potenziali beneficiari dei cofinanziamenti previsti dalla Misura
323/A;
•
Predisporre una schedatura informatizzata -quale strumento conoscitivo ed aggiornabile
dei beni/paesaggi di ogni singolo comune- comparando i dati cartacei esistenti, con una
verifica puntuale e un sopralluogo presso i beni/paesaggi individuati a “testimonianza
dell’ economia rurale tradizionale”;
•
Individuazione cartografica dei beni/paesaggi -di cui alle schede suddivise per comuniattraverso un sistema di georeferenziazione (GIS), permettendo una gestione
29
informatizzata dei dati raccolti, utili anche per successivi aggiornamenti agli strumenti di
governo del territorio ( esempio PAT o PATI) , proprio in quanto informaticamente
esportabili e condivisibili;
5 Individuazione, classificazione e descrizione dei principali elementi/beni del
patrimonio rurale presenti sul territorio con riferimento a una o più componenti
storico, culturali, paesaggistiche, artistiche, architettoniche, in merito alla fattibilità
degli interventi di conservazione dei beni
L’elenco dei beni/siti è stato verificato con le Amministrazioni comunali ambito dello studio
con le seguenti modalità:
-
VeGAL ha comunicato alle Amministrazioni comunali l’avvio degli studi con nota prot.
23001/P del 7/7/2010 e richiesto “informazione e segnalazioni sui principali beni (siti, ambiti,
manufatti, edifici, fabbricati, ecc.) che presentino un particolare interesse storico, artistico,
paesaggistico, architettonico, culturale, archeologico, etnoantropologico o che siano
comunque espressione della storia, dell’arte e della cultura locale”;
-
si sono tenuti in data 11 e 12 ottobre 2010 una serie di incontri, per ogni ambito
territoriale di ciascuno studio, convocati da VeGAL con note Prot. 23244/P del 4.10.2010
(ambito Tagliamento), Prot.
23245/P del 4.10.2010 (ambito Lison-Pramaggiore), Prot.
23246/P del 4.10.2010 (ambito Livenza), Prot. 23247/P del 4.10.2010 (ambito Litoranea
Veneta), Prot. 23248/P del 4.10.2010 (ambito Parco Lemene-Reghena e delle Cave di Cinto)
e Prot. 23249/P del 4.10.2010 (ambito Lemene).
-
in data 19.1.2011 l’elenco dei beni/siti individuati per ciascuno studio è stato distribuito
ai Comuni e successivamente inviato da VeGAL ad ogni Comune con nota prot. 23771/P del
20.1.2011 e fornito il termine del28.1.2011 per ricevere eventuali osservazioni ed integrazioni
dei beni.
Ai fini dell’azione 2 della misura 323/A sono stati inseriti negli studi beni con caratteristiche di
fruibilità visiva dagli itinerari secondari ipotizzati per ciascuno studio e dagli itinerari principali
(ai sensi della R.E.V.).
Categorie e tipologie:
Lo studio definisce 9 categorie di beni da censire suddivise in: a) Edifici, b) Edifici religiosi, c)
Edifici militari d) Manufatti religiosi,e) Manufatti della vita collettiva, f) Manufatto idraulico, g)
Paesaggi, h) Siti archeologici, i) Immobili per servizi pubblici.
30
a. Edifici
In questa categoria di beni vengono catalogati gli edifici tra i quali gli edificio adibiti a servizi,
stazione ferroviaria, il faro e:
Edificio rurale
La maggior parte degli edifici rurali risalgono alla fine dell’ Ottocento, quando tutto il territorio
venne
interessato da massicci
interventi
caratterizzata da un corpo principale,
di bonifica.
La tipologia della casa rurale è
solitamente con portico e granaio e/o stalla.
In
adiacenza o staccato, usualmente è presente un edificio per le attrezzature agricole.
Complessi agricoli
Si compongono da gruppi di edifici rurali inseriti generalmente in grandi estensioni agricole di
bonifica. Sono formati da edifici che hanno caratteristiche funzionali diverse tra le quali
granai, stalle, depositi macchinari etc, mentre il corpo principale è riservato prevalentemente
alla funzione abitativa.
Borgo rurale
Insieme di edifici rurali, uniti a case/palazzi e chiesa, generalmente inseriti in aree rurali o
periurbane anche in prossimità di aree fluviali e di collegamenti stradali importanti.
Generalmente è proprio la chiesa l’edificio centrale della “composizione urbana di un borgo”,
assumendo -maggiormente nel passato- anche il ruolo di luogo di aggregazione sociale.
Villa
La maggior parte delle ville presenti nel territorio di studio sono state costruite nei secoli XVII,
XVIII e XIX. Per la loro tipologia architettonica -di derivazione dall’ architettura veneziana- (
si pensi ad esempio alla capostipite “Villa Zeno” di Andrea Palladio in prossimità di Ceggia),
rappresentano “lo stato di terra della nobiltà veneziana” che per secoli ha abitato ed ancora,
in parte possiede, proprio questi prestigiosi immobili generalmente legati a grandi estensioni
terriere.
Castello
Trattasi di immobili che, per la maggior parte dei casi, hanno subito molteplici trasformazioni
edilizie alla loro originaria struttura, ma che sono testimonianza storica di questa importante
tipologia edilizia. Un esempio è il Castelllo di Santo Stino di Livenza, fulcro abitativo
originario dello stesso aggregato urbano, che nel corso dei secoli si è modificato sino all’
attuale destinazione a residenza privata.
31
Casa padronale
Tipologia
edilizia
generalmente diversa dall’ edificio
rurale, anche se per alcune
caratteristiche funzionali è ad esso molte volte simile. Generalmente è con
tipologia
quadrata o rettangolare, impostata su finiture di facciata più ricercate rispetto allo stesso
edificio rurale. E’ solitamente
rappresentazione di uno status sociale più agiato, che si
evidenzia nella scelta degli elementi architettonici del corpo di fabbrica padronale, rispetto
agli altri annessi rustici, sempre funzionali alla conduzione del fondo, che generalmente sono
ubicati distaccati dalla casa.
Palazzo padronale
Si identificano come tali quelle costruzioni generalmente di fine ‘800 inizio ‘900, spesso
abitazioni signorili, di pianta rettangolare sviluppata su tre o più livelli con elementi decorativi
di facciata seppur semplici ma di distinzione, anche sociale, rispetto alle altre costruzioni
propriamente dette rurali. In alcuni casi riguardano un’ edificazione tra più strutture esistenti,
a costituire la cortina edilizia della piazza comunale o del borgo.
Mulino / Fornace/ Segheria
A partire dal XV secolo, sfruttando l’energia dell’acqua, furono costruiti diversi mulini lungo il
corso ad esempio dei fiumi Lemene e Reghena. Caratteristiche principali: fabbricati di medie
dimensioni, dotati all’esterno di ruote dentate in legno atte all’impiego dell’energiaidraulica e
collegate con il sistema di macinazione e/o segheria posto generalmente al suo interno.
Un altro esempio di edifici schedato è rappresentato dalla fornace per la produzione di
mattoni di argilla a Lison, da tempo non più in uso, la cui struttura si staglia dal paesaggio
vitivinicolo.
b. Edifici religiosi
La categoria si riferisce ad organismi edilizi dedicati alle funzioni generali di tipo liturgico ed
aventi caratteristiche collettive importanti, in quanto espressione del potere ecclesiastico e
talvolta anche motivo di vanto delle varie comunità. Alcuni edifici hanno anche assunto caratteri di storicità importanti e per questo opportunamente salvaguardati come patrimonio
culturale. Tra gli edifici religiosi si annoverano anche
le tipologie di Sacello, Tomba di
famiglia, Battistero
Cattedrale / Chiesa / Chiesetta
Questa tipologia dalla storia millenaria, riscontra innumerevoli esempi anche in questa area.
Generalmente nello studio la tipologia chiesa
32
viene
considerata in un edificio,
morfologicamente
caratterizzato
da
un
preciso
disegno
d’impianto
planimetrico,e
specificatamente dedicato al culto religioso cristiano.
Oratori
Storicamente, luogo consacrato, solitamente di piccole dimensioni, destinato alla preghiera e
al culto privato di famiglie o comunità; nel significato moderno, inteso come edificio della
comunità cristiana di aggregazione giovanile. Si riferisce generalmente a piccoli edifici realizzati all’ interno del complesso più ampio della villa padronale di una certa consistenza ed
importanza, nella quale avveniva un uso quasi esclusivo per i proprietari e nel quale si
esercitavano le funzioni religiose e dove comunque in particolari periodi venivano aperti
anche ai contadini dell’ area vicina. Infatti hanno spesso due ingressi, una dall’ area della
villa e uno dalla strada sulla quale si affacciano.
c. Edifici militari
Tra gli edifici militari si annoverano anche le tipologie di torri telemetriche , bunker, batterie,
forti
Torri telemetriche
Punto centrale del sistema difensivo lagunare, le torri telemetriche sono state realizzate negli
anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale quale apparato di avvistamento
comunicante con le batterie di tiro dislocate lungo il litorale di Cavallino - Treporti. Ben
presto, con la prosecuzione del conflitto bellico e la rapida evoluzione delle forze navali,
queste architetture di “archeologia bellica” divennero del tutto inadeguate per la loro altezza
ridotta, tanto che per buona parte furono modificate elevandole di alcuni piani. Volutamente
simili a edifici civili - per mimetizzarne la verticalità in un paesaggio orizzontale -
sono
caratterizzati da una pianta quadrangolare o circolare e presentano come elemento
connotante la finestra a nastro posta all’ultimo piano.
Batterie
Fortificazioni militari costiere che facevano parte di un complesso sistema difensivo
ottocentesco / novecentesco che avevano lo scopo di proteggere Venezia dalle corazzate
austro-ungariche che in poche ore di navigazione potevano minacciare il più importante
porto in Alto Adriatico della Regia Marina italiana.
Forti
33
Simbolo delle fortificazioni militari del litorale di Cavallino, i forti sono stati costruiti nell’ambito
di una lunga catena di interventi volti a presidiare le bocche di porto del Lido del territorio
lagunare.
d. Manufatti religiosi
In questa categoria di beni vengono catalogati i manufatti religiosi tra i quali l’ edicola,
l’oratorio campestre e:
Capitello votivo / Cappella votiva
Sono elementi che “punteggiano” tutto il territorio di studio e sono presenti soprattutto nelle
contrade rurali. Si tratta di piccoli tabernacolio cappelle votive comunemente chiamati, in
dialetto veneto “cisiol”, che rappresentano la devozione religiosa delle famiglie rurali o dei
piccoli borghi. Purtroppo molti di questi capitelli sono andati in rovina e spesso sono stati
restaurati o edificati a nuovo con scarso valore architettonico. Sono manufatti che comunque
rappresentano un luogo di aggregazione e di forte significato per le piccole collettività rurali.
e. Manufatti della vita collettiva
Tra i manufatti della vita collettiva si annoverano anche le tipologie di: pozzo, stele e:
Ponti
Strutture utilizzate per superare un ostacolo naturale o artificiale, che si antepone alla
continuità di una via di comunicazione. Particolarmente interessanti nell’ area studio sono i
ponti fluviali, apribili o girevoli, risalenti alla prima metà del Novecento.
Bilancia
Grandi reti a bilancera che vengono manovrate dall’interno di piccole capanne da pesca. Le
bilance rappresentano un elemento tipico dell’ attività della pesca lungo i fiumi dell’ area
studio e la loro esistenza è simbolo di un forte legame tra il fiume e le popolazioni locali.
Fontane / Fontanella / Fontanella con abbeveratoio/ Lavatoio
Nelle strade di campagna, sono presenti tipici elementi di vita collettiva come le fontane ed i
lavatoi che, pur non presentando caratteristiche di costruzione di pregio sono importanti
luoghi proprio perché
questi manufatti testimoniano momenti di vita collettiva e punti di
socializzazione per la popolazione di un tempo e in misura minore di oggi. Essi hanno svolto
per lunghissimo tempo funzioni non solo legate all’uso stretto della risorsa acqua, quando
questa era possibile canalizzarla e organizzarla in punti specifici, e di solito a ridosso di
34
borgate, ma ha consentito anche una intensa vita di relazione. La loro salvaguardia è quindi
un motivo di importanza culturale sotto l’aspetto della tradizione.
Monumento alla memoria
Si riferisce a organismi di valore religioso o storico-testimoniale, talvolta di modesto valore
artistico, distribuiti sul territorio e che storicamente rappresentano un motivo di coesione
sociale.
Attracchi
Pontile galleggiante in legno utilizzato per l’ormeggio delle imbarcazioni al fine di permettere
la salita e discesa dei passeggeri.
Alaggio
Gli alaggi sono una sorta di “scivoli” utilizzati per lo più per la messa in acqua o in secco di
una imbarcazione.
Altana
Le altane sono strutture aperte, generalmente di tipo ligneo, che assumono il ruolo di
belvedere in forma di torretta di avvistamento.
Percorsi ciclabili
Molteplici le piste ciclabili realizzate nei 16 Comuni oggetto del presente studio, che sono
state schedate in certi casi, in rapporto alla realizzazione di ipotizzati itinerari eventualmente
cofinanziabili con la Misura 313 Azione 1.
f. Manufatti idraulici
Tra i manufatti idraulici si annoverano anche le tipologie di: centrale idroelettrica, salto
idraulico e:
Idrovora
Rappresenta un particolare tipo di pompa utilizzato per assorbire ed asportare grandi masse
d’acqua per opere di bonifica o in casi di alluvione. Sono edifici caratterizzanti il territorio di
bonifica in quanto ospitano i macchinari che negli anni del primo ‘900 sono stati installati per
realizzare e mantenere a tutt’oggi la fitta rete di canali di bonifica. Possono essere
considerati edifici ormai “storici” sia per la loro bellezza, che per la testimonianza di un’epoca
che ha tracciato le nuove linee del territorio e messo a coltura migliaia di ettari sanificando
dalla malaria intere popolazioni.
35
Conca di navigazione
Le conche di navigazione permettono alle imbarcazioni di superare il dislivello esistente fra
un canale a livello più o meno costante e la laguna a livello più variabile, rendendo così
possibile la navigazione entro i dislivelli di marea. Le conche consistono in due paratoie che
delimitano alle estremità una vasca; venendo aperte alternativamente, in base al principio
dei vasi comunicanti, consentono di variare il livello dell’acqua nella vasca stesa,
permettendo alle imbarcazioni il superamento dei dislivelli di marea che altrimenti
genererebbero forti correnti.
Chiusa
La chiusa è costituita da una paratoia che, in caso di maree di particolare intensità o di piene
che potrebbero provocare allagamenti, interclude il passaggio di acqua. In questo territorio
numerosi sono gli interventi idraulici realizzati dall’uomo per adeguare l’ambiente alle proprie
esigenze, tenendo conto degli equilibri e delle leggi fisiche che lo regolano.
Si tratta di opere basate sul principio delle “porte vinciane”. Così chiamate perché ideate da
Leonardo da Vinci, le porte costituiscono unsistema di chiuse incardinate verticalmente su
pilastri che si aprono sfruttando la sola forza dell’acqua quando essa, da un punto di
maggiore livello, durante la bassa marea scende verso il mare; l’apertura delle porte ne
consente il deflusso riequilibrando i livelli. In caso di alta marea, la forza dell’acqua che sale
fa sì che le porte si richiudano e impediscano così all’acqua marina di risalire il corso dei
canali interni.
g) Paesaggi
In questa categoria di beni vengono catalogati gli elementi puntuali quali la strada
campestre, la risorgiva, il canale, il prato e:
Bosco
Nell’ ambito dello studio sono stati rilevati alcuni relitti di bosco planiziale, a memoria del fatto
che queste aree erano ricoperte di selve, con una prevalenza di querce in quanto la
formazione forestale è quella del querco-carpinetum. Ma di tali boschi planiziali, caratterizzati
da querce, carpini, olmi, aceri, frassini, che un tempo occupavano gran parte di questo
territorio, oggi restano solo piccolissimi lembi fortemente modificati dall’azione antropica. Si
evidenziano presenze di specie di rilevante interesse faunistico, ormai quasi scomparse.
Bonifica
36
Uno dei principali paesaggi che contraddistinguono il territorio di studio è il paesaggio di
bonifica, caratterizzato da ampie distese di appezzamenti agricoli, intervallati da filari,viali
alberati, vigneti ed orti e dai lineari canali irrigui.
Fiumi
Nell’ ambito dei 6 ambiti territoriali riversano una particolare importanza naturalisticoambientale i “corridoi naturalistici” del Piave, Livenza, Lemene, Tagliamento tutti intersecanti
il “sistema costiero” della Litoranea Veneta, riconosciuto percorso principale, ciclabile e
navigabile, dalla stessa Regione Veneto nella Rete Escursionistica Veneta (REV)
Zona umida
Numerose sono le zone umide nell’ area studio,alcune protette e delimitate anche dalla
vigente legislazione urbanistica altre ancora da normare. Nello studio ad esempio si segnala
la “vasca di lagunaggio”, nel complesso industriale dell’ ex-zuccherificio Eridania di Ceggia,
che rappresenta un luogo naturalistico dalle alte potenzialità trasformative anche ai fini di
uno sviluppo sostenibile del territorio per un turismo didattico-naturalistico.
Alberature / Filari /Albero monumentale
Filari e viali alberati frammentano le ampie distese di terreni agricoli di bonifica, destinati a far
da barriera al vento (frangivento) a beneficio delle colture, ma anche quali elementi di pregio.
Campi chiusi
Peculiarità del territorio agricolo, molto visibile in alcune delle foto aeree dei territori di studio
quali ad esempio nel Comune di Gruaro. Facilmente riconoscibile nel contesto, in quanto si
caratterizza dalla presenza di siepi o filari alberati, per la delimitazione di singoli campi o di
appezzamenti di più campi generalmente coltivati a seminativo.
Lago artificiale
Nel territorio sono presenti grandi cave, attualmente dismesse ma un tempo impiegate per il
prelievo di ghiaia, che hanno subito un processo di rinaturalizzazione diventando laghi
artificiali votati anche alla pratica della pesca sportiva.
Lagune
Rappresentano un bacino costiero separato dal mare da un cordone litoraneo (sia esso
tombolo o lido) e caratterizzato da acqua salmastra e maree. Il nome deriva dal latino
“lacuna”, che significa spazio vuoto. Le lagune tendono a formarsi in territori pianeggianti e
solitamente interessati da foci a delta dei fiumi e vengono classificate in lagune vive e lagune
37
morte. Le prime presentano uno o più collegamenti o sbocchi con il mare aperto, le seconde,
al contrario, sono completamente circondate da terraferma.
Parco/ Parco e laghi / parco naturalistico
Molteplici sono i parchi in tutta l’ area di studio. Un esempio di “parco e laghi” è nell’ ambito
specifico denominato Lemene-Reghena e dei laghi di Cinto considerata tra le aree più
integre e significative, dal punto di vista naturalistico, della Provincia di Venezia.E’ un’area
ricca di caratteristici elementi ambientali quali prati, boschi planiziali, siepi ripariali, nonché di
una numerosa e varia fauna ittica e aviaria.
Valli
Il nome deriva dal latino “vallum” che significa argine o protezione. Si tratta di un’area
lagunare separata dalla laguna aperta da una recinzione fissa costituita oggi da pali o argini
nella quale si pratica la vallicoltura, una pratica di itticoltura estensiva. All’interno della valle
veniva praticato l’allevamento del pesce e la caccia, ed entrambe queste attività costituivano
per la Serenissima una grande riserva di cibo che permettevano agli abitanti una certa
autosufficienza alimentare in caso di necessità. Il fatto di essere separate dalla laguna da
recinzioni fisse le esclude dal flusso e riflusso della marea: l’introduzione delle chiusure fisse
nelle valli è stata dettata dall’esigenza di sottrarre l’ambiente vallivo dalla variabilità
dell’ambiente lagunare, soprattutto per quanto riguarda l’inquinamento causato dalle zone
industriali e dai concimi chimici usati nelle campagne. La valle da pesca è un’area
artificializzata, creata a scopi produttivi, ma che mantiene elevati livelli di naturalità,
contribuendo alla protezione dell’ambiente lagunare. Inoltre costituisce un luogo importante
per la nidificazione di molti uccelli.
h. Siti archeologici
Uno
dei
principali
nell’
area
studio
è
Il
sito
dell’antica
Julia
Concordia
(42
a.C.).Importantissimi, i reperti dell’antica città romana con le terme, il teatro e i resti delle
domus, sono stati recentemente oggetto di lavori di restauro e di un nuovo spazio espositivo
al fine di una migliore fruizione turistica.
Ponte Romano
La Via Annia è una delle più importanti viabilità storiche, di origine romana, che attraersa il
territorio oggetto di studio.
Costruita nel 131 a.C. dal console Annio Rufo, come completamento di via Flaminia, al fine
di collegare Roma ad Aquileia Il ponte romano di Ceggia, è testimonianza puntuale di un
tratto della Via Annia e rappresenta un luogo archeologico con potenzialità turistiche
38
i) Immobili per servizi pubblici
Si includono i Centri civici, Biblioteche, Maneggi, Musei, Ostelli, Scuole, Teatro, Fiera. In
questi territori si trovano numerosi immobili adibiti a servizi pubblici, oltre ai municipi, si
annoverano anche le biblioteche civiche e il consorzio dell’ agricoltura. In genere si tratta di
edifici con impianto architettonico fortemente riconoscibile, sia per la mole dimensionale che
per le finiture delle facciate. Le funzioni museali, unite a quelle civiche e religiose, se messe
in “rete”, possono costituire un volano e motivo di attrattività turistica sia per turisti che per
studiosi e cultori specifici.
A seguire nello studio si riportano le schede di censimento dei principali elementi, sia del
patrimonio rurale che paesaggistico, presenti nel territorio interessato dallo Studio.
5.1 Considerazioni esplicative dei parametri in scheda
Tutti i beni sono stati censiti mediante un codice alfanumerico, riportante il Comune in sigla
ed un numero progressivo del bene censito.
AN Annone Veneto, CA Caorle, CT Cavallino Treporti, CE Ceggia, CC Cinto Caomaggiore,
CO Concordia Sagittaria, ER Eraclea, FP Fossalta di Portogruaro, GR Gruaro, JE Jesolo,
PO Portogruaro, PR Pramaggiore, SM San Michele al Tagliamento, SS Santo Stino di
Livenza, TE Teglio Veneto, TO Torre di Mosto.
Le schede contengono le seguenti informazioni: nome del bene, localizzazione immagine del
bene/sito, epoca di costruzione, categoria del bene, tipologia del bene. A seguire si riportano
i significati dei parametri utilizzati:
Parametro: CARATTERISTICHE ARCHITETTONICHE PRINCIPALI
Individua l’impianto architettonico del bene, ne descrive le volumetrie ed i principali elementi
architettonici che lo caratterizzano. Nel caso di paesaggi si descrivono le componenti naturali
e le caratteristiche del contesto.
Parametro: PROPRIETA’
Individua il tipo di proprietà del bene/sito, distinguendola in pubblica, privata, ecclesiastica,
demaniale
Parametro: INTERESSE TURISTICO
39
Relazioni del bene/sito con le modalità turistiche locali ed il modo di rappresentare
testimonianza di tipicità.
Parametro: STATO DI CONSERVAZIONE
Indica lo stato di conservazione del edificio/manufatto/paesaggio:
Cattivo (in stato di rovina o di inagibilità)
Mediocre (condizioni statiche sufficienti e quindi agibile, richiedente una manutenzione
straordinaria)
Buono (condizioni statiche ordinarie e con un buon aspetto manutentivo e di decoro)
Nei sopralluoghi eseguiti non si sono potute verificare puntualmente le condizioni statiche
degli edifici, basandosi solo su una analisi visiva compiuta, generalmente, esternamente al
bene.
Parametro: CONNESSIONE CON GLI ITINERARI ESISTENTI
Localizzazione del bene rispetto agli itinerari esistenti, facilità di visita da parte dei fruitori e
connessione del bene con gli itinerari secondari ipotizzati.
Parametro: VISIBILITÀ PUBBLICA
Possibilità di vedere il bene da un’area pubblica (strada, piazza etc):
Bassa (bene non visibile o difficilmente visibile)
Media (bene sufficientemente visibile per apprezzarne il valore)
Alta (bene facilmente visibile anche da più visuali)
Parametro: FRUIBILITÀ PUBBLICA
Possibilità di accedere per visitare il bene anche internamente:
Bassa (bene non visitabile)
Media (bene visitabile, ma soggetto ad orari di visita)
Alta (bene aperto al pubblico e sempre fruibile)
Parametro: CANTIERABILITÀ
Possibilità nel breve di rendere cantierabile i progetti di sistemazione del bene:
sì (esiste una progettualità di diverso grado)
no (non è presente alcuna progettualità)
non rilevato (informazioni non acquisite)
Parametro: RIFERIMENTO ALL’ AZIONE DELLA MISURA PREVISTA DAL PSL
40
Tale parametro definisce in quale Azione (Azioni 2, 3, 4 della Misura 323/A) del PSL è
inseribile il bene/paesaggio.
Parametro: COSTO IPOTETICO DELL’ INTERVENTO
Dall’analisi visiva del bene e dal relativo stato di conservazione, indica il costo ipotetico
suddividendolo in: < di 100.000 Euro e > di 100.000 Euro
Parametro: VALUTAZIONE SULL’ INCREMENTO DELLE POTENZIALITA’ TURISTISCHE
DEI LUOGHI, ATTRAVERSO IL RECUPERO DEL BENE/SITO
Descrive come le eventuali ipotesi di recupero del bene/sito possano incrementare le
potenzialità turistiche dei luoghi.
41
5.2.
Individuazione cartografica su Carta Tecnica Regionale degli elementi rilevati.
Il Comune di San Stino di Livenza
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
5.2.1
Schede delle categorie di beni e paesaggi
del Comune di San Stino di Livenza
59
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS01
Nome del bene Bosco di Bandiziol e Prassaccon
Localizzazione Via Loncon Meduna, località Loncon
Epoca di Costruzione 1996
Categoria Paesaggi
Tipologia Bosco
Caratteristiche
principali
I
boschi
di
Brandiziol
e
Prassaccon sono frutto di una ricostruzione dell’ecosistema
portata avanti dal 1994 dopo quasi cinquant’anni da quando
tali territori vennero convertiti da boschivi a seminativi.
L’obiettivo era la ricostruzione di un bosco di pianura
naturaliforme con finalità di recupero e valorizzazione
ambientale,
turistico-ricreativa,
culturale
e
didattica.
L’operazione ha previsto la piantumazione, per file, di alberi
e arbusti presenti naturalmente nel paesaggio di pianura
veneto-friulano per un totale di 1600 piante per ettaro
Proprietà Pubblica
Interesse Turistico Il bosco è un’importante testimonianza
degli elementi naturalistici che un tempo caratterizzavano il
paesaggio del Veneto Orientale
Stato di conservazione Buono stato di conservazione,
l’intervento di piantumazione è recente
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il bosco è connesso all’itinerario secondario ipotizzato (IT 3) che lega il
centro di Corbolone con il Comune di Annone Venete in località Loncon. E’ raggiungibile percorrendo la strada di
accesso che conduce al Bosco
Visibilità pubblica: Media, dalla strada principale è visibile il profilo bosco in lontananza
Fruibilità pubblica: Alta
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
X
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’intervento di recupero del bosco – manutenzione ordinaria e la prevista sistemazione dei percorsi interniinsieme alla sua connessione all’itinerario “GiraLivenza”, sono indispensabili al fine di tutelate il prezioso
patrimonio ambientale boschivo e di renderlo facilmente accessibile ai turisti sensibili e attenti agli elementi
naturali del paesaggio. Tali azioni permetterebbero quindi il mantenimento e la valorizzazione di un ecosistema
complesso che fa parte della storia di tale territorio, un tempo ricoperto di foreste e paludi
60
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS02
Nome del bene Palù del Bandiziol
Localizzazione Bosco di Bandiziol, località Loncon
Epoca di Costruzione 1996
Categoria Paesaggi
Tipologia Zone umide
Caratteristiche principali L’area umida, con un’ampiezza di circa
10 mila mq, è luogo di nidificazione e svernamento di molte
specie di uccelli, tra cui gazzette, aironi, anatre e svassi.
All’interno è stato costruito un osservatorio ornitologico in
muratura
Proprietà Pubblica
Interesse
Turistico
Il
palù
rappresenta
un’importante
testimonianza degli elementi che un tempo facevano parte del
paesaggio di San Stino di Livenza. In particolare, è diventato
l’habitat naturale di varie specie di uccelli diventando questo, un
ulteriore elemento attrattore per il turismo
Stato di conservazione La zona umida è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il palù, situato all’interno del Bosco di Bandiziol, è connesso all’itinerario
secondario ipotizzato (IT 3) che lega il centro di Corbolone con il Comune di Annone Veneto in località Loncon. E’
raggiungibile percorrendo la strada di accesso che conduce al Bosco
Visibilità pubblica: Bassa, il palù si trova in un’area interna del bosco di Bandiziol e quindi non è visibile
Fruibilità pubblica: Alta nel caso di realizzazione dell’itinerario secondario
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero del palù, -necessita di manutenzione delle rive- insieme all’intervento di connessione all’itinerario
“GiraLivenza”, permetterebbero da una parte una maggiore fruibilità dell’area, dall’altra il mantenimento e la
valorizzazione di un ecosistema complesso così legato al territorio, al fine di renderlo, un forte elemento attrattore
per un turismo attento agli elementi naturali del terriorio
61
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS03
Nome del bene Riviera del Canale Malgher
Localizzazione Riviera Corbolone, località Corbolone
Epoca di Costruzione Seconda metà degli anni 20
Categoria Paesaggi
Tipologia Canali
Caratteristiche principali La riviera alberata sulla sponda
sinistra del canale è attrezzata con idonea pavimentazione,
illuminazione e con sedute per la sosta temporanea. Il
“segno” artificiale (è un canale di bonifica) generato dal
canale
sul
territorio
è
caratterizzato
dalla
rigogliosa
vegetazione degli alberi autoctoni che scandiscono lo spazio
della riva e dalla altrettanto fitta vegetazione delle sue
sponde. Tale canale lambisce, da nord, la frazione di
Corbolone, San Stino di Livenza per poi confluire nel fiume
Loncon
Proprietà: Pubblica
Interesse Turistico È un elemento del paesaggio su cui si
affacciano molteplici testimonianze architettoniche di pregio
quali chiese, capitelli e ville. Costituisce inoltre l’itinerario per
annuali eventi ciclo-turistici organizzati dai cittadini di San
Stino di Livenza
Stato di conservazione Il filare alberato in oggetto e la riva
del Malgher sono in un buono stato di conservazione
essendo soggette a periodica manutenzione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La riviera è inserita nell’itinerario secondario ipotizzato (IT 3) che si
connette all’interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, la strada costeggia il canale
Fruibilità pubblica: Alta, la strada costeggia il canale
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323 Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi: La
manutenzione e la sistemazione paesaggistica della Riviera del Malgher, incrementerebbe le potenzialità di
fruibilità turistica dei luoghi a essa adiacenti, costituendo l’elemento di collegamento, dotato di viabilità in
sicurezza, aree di sosta, etc, tra i diversi nuclei del territorio
62
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS04
Nome del bene “Cisiol” di Corbolone
Localizzazione Via Loncon Meduna, località Corbolone
Epoca di Costruzione: 1946
Categoria Manufatti religiosi
Tipologia Cappella votiva
Caratteristiche
architettoniche
principali:
Piccola
cappella per la preghiera dedicata a S. Antonio. Il manufatto
ha pianta rettangolare, con antistante portico sorretto da
colonne in stile dorico, architrave e timpano affrescato con
immagine di santo. Tipico elemento di devozione della civiltà
contadina
Proprietà Privata
Interesse Turistico Manufatto che testimonia la cultura
religiosa della civiltà contadina di tale territorio
Stato di conservazione Il manufatto è in buono stato di
buono, è stato recentemente ristrutturato
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il manufatto è direttamente connesso all’itinerario naturalistico
interprovinciale GiraLivenza
Visibilità pubblica: Alta, il manufatto si trova lungo la Riviera del Malgher
Fruibilità pubblica: Bassa, il manufatto è di proprietà privata e accessibile con richiesta delle chiavi ai proprietari
delle abitazioni adiacenti
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero del manufatto e dello spazio esterno, permetterebbe di valorizzare il bene e di realizzare un luogo di
sosta che incrementerebbe le potenzialità di visitazione del luogo in relazione al vicino itinerario “GiraLivenza”
63
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS05
Nome del bene Casa Rurale-Cantina Gelmini
Localizzazione Via Annone Veneto, località Corbolone
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurale
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio
sviluppato longitudinalmente si caratterizza per il “camino”
con cornice di gronda a dentelli sul prospetto ovest con
comignolo in cotto. In facciata sono presenti alcuni elementi
decorativi quali le aperture incorniciate da fasce rosso cupo
da altre cromie
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio
rappresenta
un
piccolo
esempio di casa rurale ed è una testimonianza architettonica
della trascorsa attività agricola di San Stino di Livenza
Stato di conservazione L’edificio presenta un mediocre
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è situato poco distante dall’itinerario “GiraLivenza” lungo la
Riviera Corbolone. Può essere raggiunto attraverso breve deviazione per via Annone Veneto
Visibilità pubblica: Media, l’edificio non si trova lungo l’itinerario principale
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edifico è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene rurale significativo del territorio di
San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di recuperare un edificio e di inserirlo in una “rete di itinerari” per
la riscoperta dei territori rurali e delle caratteristiche architetture presenti in esso, dedicata soprattutto alla mobilità
lenta e a un turismo sostenibile
64
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS06
Nome del bene Chiesa di San Marco Evangelista
Localizzazione Riviera Corbolone, località Corbolone
Epoca di Costruzione 1514
Categoria Edifici religiosi
Tipologia Chiese
Caratteristiche architettoniche principali Chiesa a unica
navata con presbiterio absidato, costruita nel 1514 su
progetto di Giorgio e Bernardino da Crema. Elemento
interessante che interrompe la regolarità della pianta
rettangolare è l’antica cappella dell’Annunciata, eretta nel
1459 dall’omonima confraternita che il progetto incorpora al
suo interno con accesso della parete sinistra dell’aula.
All’esterno la chiesa, sobria ma elegante, è caratterizzata dai
mattoni faccia a vista e abbellita sulla facciata principale e
laterali da coppie di archetti ciechi le cui cornici si prolungano
fino alla pavimentazione. All’interno si trovano affreschi del
Pordenone (1528-29), tele del Diziani, una pala d’altare
attribuita al veronese Bonifacio de’ Pitati e un pregevole
gruppo scultoreo in terracotta attribuibile a Benedetto Stefani
(1585)
Proprietà Privata (ente ecclesiastico)
Interesse Turistico L’edificio, con la sua storia, testimonia il
passato della località Corbolone e il passaggio in tale
territorio dei pittori e scultori che hanno realizzato le opere
che in essa si trovano
Stato di conservazione La chiesa è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente connesso all’itinerario naturalistico
interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio si trova lungo Riviera Corbolone
Fruibilità pubblica: Media, legata agli orari di apertura
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’edificio -necessita apparentemente solo di manutenzione ordinaria- e del suo spazio
esterno, come da documentazione analizzata in Comune, permetterebbe da una parte la miglior conservazione e
valorizzazione di uno degli elementi storici più significativi della città, e dall’altra la realizzazione di un luogo di
sosta che valorizzerebbe e incrementerebbe la fruibilità del luogo in relazione all’adiacente itinerario lungo il
Malgher
65
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS07
Nome del bene Villa Calzavara
Localizzazione Via Buso e via Morer delle Anime, località
Corbolone
Epoca di Costruzione XVIII secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali La villa, voluta
dalla famiglia Calzavara nel Settecento, è a pianta
rettangolare
orientata
lungo
l’asse
est-ovest
ed
è
organizzata in tre piani con copertura a padiglione. Le due
facciate principali, una prospiciente il canale, l’altra rivolta
verso il parco, sono pressoché identiche e organizzate
secondo lo schema tripartito tipico del palazzo veneziano.
Sono caratterizzate da una bifora che illumina il salone del
piano nobile. I due prospetti sono ricchi di dettagli
architettonici in pietra, come le cornici, gli architravi delle
finestre e le balaustre aggettanti. Sul lato settentrionale del
vasto parco, discosto dalla villa, si trova un ampio annesso
rustico costruito probabilmente alla fine del XVIII secolo,
ora ristrutturato e adibito ad albergo e ristorante
Proprietà Privata
Interesse Turistico La villa è un elemento architettonico
significativo che testimonia il passato di San Stino di
Livenza e in particolare la storia delle nobili famiglie che
l’hanno posseduta
Stato di conservazione La villa è in mediocre stato di
conservazione mentre l’annesso rustico è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente connesso all’itinerario naturalistico
interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edifico si trova lungo la riviera del Malgher, sede dell’itinerario “GiraLivenza”
Fruibilità pubblica: Bassa per la villa, che è di proprietà privata, media per l’annesso rustico essendo adibito ad
albergo e ristorante
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero della villa permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del territorio
di San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di recuperare e valorizzare la Villa rendendola un elemento
importante all’interno dell’itinerario “GiraLivenza”, percorso volto alla riscoperta dei territori rurali e delle
architetture che lo caratterizzano
66
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS08
Nome del bene Villa Migotto
Localizzazione Via Buso, località Corbolone
Epoca di Costruzione Primo impianto XIV
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio, su tre piani,
conserva intatto l’originario impianto regolare. I due prospetti
principali, sui quali si trovano le aperture del salone passante al
piano nobile che attraversa l’intero corpo di fabbrica, guardano a
ovest verso il canale e a est verso l’antico giardino. Tali prospetti
replicano il modello della tradizione edilizia veneziana che
prevedeva un asse centrale segnata dal portone di accesso al
corpo, dal quale si disponevano poi simmetricamente le aperture
su tutto la facciata La costruzione è coronata da una cornice
dentellata lungo tutti e quattro i lati
Proprietà Privata
Interesse Turistico La villa è un elemento architettonico
significativo che testimonia il passato di San Stino di Livenza e in
particolare la storia delle nobili famiglie che in tale edificio hanno
vissuto
Stato
di
conservazione
La
villa
è
in
buono
stato
di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente connesso all’itinerario naturalistico
interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edifico si trova lungo la riviera del Malgher, sede dell’itinerario “GiraLivenza”
Fruibilità pubblica: Bassa, la villa è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero della villa permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del territorio
di San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di recuperare e valorizzare la Villa rendendola un elemento
importante all’interno dell’itinerario “GiraLivenza”, percorso volto alla riscoperta dei territori rurali e delle
architetture che lo caratterizzano
67
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS09
Nome del bene Cisiol di Strada bassa
Localizzazione Via Strada Bassa Corbolone, località
Corbolone
Epoca di Costruzione 1903
Categoria Manufatti religiosi
Tipologia Cappelle votive
Caratteristiche architettoniche principali
Piccola cappella votiva dedicata a G.V. delle Grazie ed
eretta da Girolamo Bevilacqua nel 1903. Presenta unica
piccola navata con antistante portico sorretto da sottili
colonne e finta trabeazione con iscrizione. Elemento
interessante di tale manufatto è il piccolo campanile
annesso alla cappella dotato di accesso dall’interno
Proprietà Privata
Interesse Turistico Piccolo manufatto che testimonia la
devozione della civiltà contadina di queste terre
Stato di conservazione La cappella votiva è mediocre
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il manufatto è direttamente connesso all’itinerario principale “Strada del
vino DOC Lison-Pramaggiore” nel punto d’intersezione con l’itinerario “GiraLivenza” (bivio tra via Morer delle
Anime e Strada Bassa di Corbolone)
Visibilità pubblica: Alta, il manufatto è lungo la strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, il manufatto risulta di proprietà privata e accessibile con richiesta delle chiavi ai
proprietari delle abitazioni adiacenti
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi: Il
recupero della cappella votiva, che necessita manutenzione ordinaria e straordinaria, e dello spazio esterno
adiacente al piccolo manufatto, permetterebbe da un lato il mantenimento e la valorizzazione del manufatto
stesso, dall’altro la realizzazione di un luogo di sosta che incrementerebbe le potenzialità di visitazione del luogo
in relazione all’adiacente itinerario “Strada dei Vini DOC Lison-Pramaggiore
68
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS10
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Riviera Giovanni Pascoli, San Stino di
Livenza
Epoca di Costruzione XVIII secolo
Categoria Edifici
Tipologia Case rurali
Caratteristiche architettoniche principali
L’edificio
è
un
elemento
architettonico
appartenente
all’antico complesso della canonica ed è composto da due
piccoli corpi separati organizzate su due piani
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio
testimonia
l’evoluzione
storica del borgo sviluppatosi anticamente attorno alla
Chiesa del Rosario, oggi riscostruita
Stato di conservazione L’edificio è in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio, situato in prossimità del canale Malgher, è direttamente
collegato all’itinerario naturalistico interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è situato in prossimità del canale Malgher
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
L’intento dovrebbe essere quello di recuperare paesaggisticamente il borgo storico della Chiesa della Madonna
del Rosario con coinvolgimento tra Pubblico e Privato
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene rurale significativo del
territorio di San Stino di Livenza, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione,
assieme al recupero degli edifici limitrofi facenti parte del borgo storico e alla sistemazione dello spazio antistante
al sagrato, permetterebbe la valorizzazione dell’intero complesso dandone visibilità dall’adiacente itinerario lungo
il Malgher
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TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS11
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Riviera Giovanni Pascoli, San Stino di
Livenza
Epoca di Costruzione XVIII secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche principali Il piccolo edificio è un elemento
architettonico
appartenente
all’antico
complesso
della
canonica e occupa la porzione di testa di un edificio più ampio
sviluppato longitudinalmente su due piani e diviso in unità
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio testimonia l’evoluzione storica
del borgo sviluppatosi anticamente attorno alla Chiesa del
Rosario, oggi riscostruita
Stato di conservazione L’edificio è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio, situato in prossimità del canale Malgher, è direttamente
collegato all’itinerario naturalistico interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è in prossimità del canale Malgher
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene rurale significativo del
territorio di San Stino di Livenza, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione,
assieme al recupero degli edifici limitrofi facenti parte del borgo storico e alla sistemazione dello spazio antistante
al sagrato, permetterebbe la valorizzazione dell’intero complesso dandone visibilità dall’adiacente itinerario lungo
il Malgher
70
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS12
Nome del bene Chiesa del Rosario
Localizzazione Riviera Giovanni Pascoli, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione 1904
Categoria Edifici religiosi
Tipologia Chiese
Caratteristiche architettoniche principali La piccola chiesa
dedicata alla Madonna del Rosario è composta da un’unica
navata con capriate lignee, dal presbiterio con volta a botte,
dall’abside semicircolare e da una piccola sagrestia addossata
alla parete destra dell’aula. Venne costruita nel 1904 su
progetto dell’architetto veneziano Max Ongaro. La piccola
chiesa, nel suo insieme costituita da volumi ben proporzionati
tra loro, si presenta esternamente in mattoni a vista a parte una
piccola fascia lungo il sottotetto, intonacata con decorazioni
stilizzate. Sulla facciata a capanna, il massiccio campanile
quadrangolare funge da protiro aprendosi alla base sui lati
esterni con tre archi a tutto sesto. All’interno decorazioni di
Giuseppe Cherubini, pittore che dal 1900 lavorò a Venezia.
Proprietà Privata (ente ecclesiastico)
Interesse Turistico La chiesa, fulcro dell’antico borgo, con la
storia, testimonia l’evoluzione storica del piccolo centro fin dalle
sue origini
Stato di conservazione La chiesa è in buono stato di
conservazione, risulta restaurata nel 1981
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio, situato in prossimità del canale Malgher, è direttamente
collegato all’itinerario naturalistico interprovinciale “GiraLivenza” e all’itinerario secondario ipotizzato IT 3
Visibilità pubblica: Alta, il sagrato della chiesa è collegato allo spazio pubblico lungo il canale Malgher, sede
dell’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Fruibilità pubblica: Alta, l’edificio è aperto al pubblico tutti i giorni
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
E’ strategica la progettazione di uno spazio per un nuovo sagrato, in collegamento con la riviera del Malgher di
cui l’Amministrazione Comunale già condivide amministrativamente l’intervento
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero del sagrato e adiacente spazio esterno, come da documentazione analizzata in Comune,
permetterà di realizzare un luogo di sosta che valorizzerà il borgo e incrementerà la fruibilità del luogo. Tale
azione, inoltre, permetterà di dare maggiore visibilità anche dall’adiacente itinerario lungo il Malgher. Il nuovo
Sagrato viene considerato dall’Amministrazione come uno spazio da implementare non solo per l’uso della
comunità locale bensì anche per una fruizione sovracomunale in relazione all’itinerario “GiraLivenza” che in
questo tratto percorre la riviera verso il comune di Motta di Livenza (Tv)
71
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS13
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Riviera Giovanni Pascoli, San Stino di
Livenza
Epoca di Costruzione XVIII secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
principali
L’edificio
è
un
elemento
architettonico appartenente all’antico complesso della
canonica e occupa la porzione di testa di un edificio più
ampio
sviluppato
longitudinalmente
su
due
piani
e
suddiviso in unità
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio
testimonia
l’evoluzione
storica del borgo sviluppatosi anticamente attorno alla
Chiesa del Rosario, oggi riscostruita
Stato di conservazione L’edificio è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio, situato in prossimità del canale Malgher, è direttamente
collegato all’itinerario naturalistico interprovinciale “GiraLivenza” oltre che all’itinerario secondario ipotizzato IT3
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è in prossimità del canale Malgher
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene rurale significativo del territorio di
San Stino di Livenza. Tale azione, assieme al recupero degli edifici limitrofi facenti parte del borgo storico e alla
sistemazione dello spazio antistante al sagrato, permetterebbe la valorizzazione dell’intero complesso dandone
visibilità dall’adiacente itinerario lungo il Malgher
72
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS14
Nome del bene Villa Morana
Localizzazione Via Fosson, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XVIII secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali Il corpo originario
dell’edificio
era
a
pianta
quadrata,
la
facciata
è
simmetricamente impostata rispetto a un ingresso centrale e
si presenta tripartita da due lesene che incorniciavano le
aperture
archivoltate
(successivamente
modificate).
Si
conserva invece integrale il grande timpano che corona
l’edificio e che con le lesene e i due fastigi laterali costituisce
l’elemento caratterizzante dell’intera costruzione
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
La
villa,
elemento
architettonico
significativo del territorio di San Stino di Livenza, testimonia il
suo passato e in particolare la storia delle nobili famiglie che
l’hanno posseduta
Stato di conservazione L’edificio è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è collegato all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Fosson
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edifico è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo della villa permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo
del territorio di San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di recuperare e valorizzare la villa rendendola un
elemento di grande interesse all’interno dell’itinerario “GiraLivenza”, percorso volto alla riscoperta dei territori
rurali e delle architetture che lo caratterizzano
73
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS15
Nome del bene Castello di San Stino
Localizzazione Via Fratelli Martina, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione X secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali Il Castello di S.
Stino, Castrum S. Stene, trasformato nel corso dei secoli in
un palazzo nobiliare, è oggi residenza privata, quasi
completamente nascosta dall’alta e folta vegetazione del
parco circostante. Il castello, come tutte le fortezzeabitazioni dell’epoca è costruito principalmente in cotto. La
sua forma oggi è rettangolare e risultano evidenti le
successive modifiche apportate alla struttura originaria. Si
dice
che
esistessero
due
passaggi
sotterranei
che
collegassero il castello con la località di Biverone, forse con
Villa Agazzi.
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio testimonia il passato della città
e
in
particolare
rappresenta
il
nucleo
originario
d’insediamento della comunità che ha colonizzato tale
territorio. E’ quindi un elemento architettonico fondamentale
per l’identità della comunità sanstinese,
Stato di conservazione L’edificio è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza” nel tratto in cui attraversa il centro abitato di San Stino di Livenza
Visibilità pubblica: Bassa, la fitta vegetazione del parco non permette una buona visibilità dell’edificio
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio risulta di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’edificio permetterebbe la conservazione e la valorizzazione di un elemento
architettonico unico nel suo genere nel territorio di San Stino di Livenza, tutelando così un patrimonio storicoarchitettonico di notevole valore.
74
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS16
Nome del bene Bilancia fluviale
Localizzazione Fiume Livenza, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Manufatti della vita collettiva
Tipologia Bilance
Caratteristiche architettoniche principali Questo manufatto
idraulico, dalle rilevanti dimensioni è “sospeso” sul fiume Livenza
attraverso robuste strutture metalliche e testimonia come l’attività di
pesca sia, ancora oggi, un attività importante e caratteristica del
territorio del Basso Livenza.
Proprietà Privata
Interesse Turistico ll manufatto è un elemento funzionante per la
pesca fluviale e luogo di incontro enogastronomico durante tutto
l’anno. E’ quindi testimonianza del lavoro e della vita collettiva della
comunità di San Stino di Livenza
Stato di conservazione Il manufatto è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il manufatto è collegato all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
attreverso l’itinerario nautico
Visibilità pubblica: Alta, il manufatto è un elemento facente parte del paesaggio fluviale della Livenza
Fruibilità pubblica: Bassa, è un bene privato
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero del manufatto permetterebbe il mantenimento e la valorizzazione di uno degli elementi più suggestivi
del paesaggio fluviale e il suo inserimento in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali e degli
elementi che lo caratterizzano, dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile. Si suggerisce
l’ampliamento della volumetria (cucina e sala pranzo) per una maggiore fruibilità da parte di un turismo
enogastronomico
75
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS17
Nome del bene Villa Mazzotto-Rubin
Localizzazione Via Fratelli Martina, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XVIII secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali La villa venne
costruita nei primi decenni del Settecento
dalla famiglia
Papadopoli, e ne resta testimonianza nello stemma sopra la
finestra centrale del piano nobile verso il fiume. Appartenne
successivamente alla famiglia Mazzotto e poi alla famiglia
Rubin. L’edificio, tipica dimora veneziana, presenta pianta
quadrata ed è disposto su tre piani. Lo caratterizzano
un’assoluta proporzione dei volumi che attribuisce notevole
eleganza alla residenza e la serliana in facciata, tipico
elemento
dell’architettura
veneziana,
presente
in
corrispondenza della sala centrale del piano nobile. Le
facciate principali sono rivolte una a nord verso la Livenza,
una a sud verso il giardino. Purtroppo le finestre laterali della
serliana risultano al momento murate
Proprietà Privata
Interesse Turistico La villa rappresenta un significativo
elemento architettonico per le caratteristiche poste in
evidenza e testimonia la presenza in questi territori della
nobiltà veneziana che qui aveva possedimenti terrieri
Stato di conservazione La villa è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” nel tratto in
cui attraversa il centro abitato di San Stino di Livenza
Visibilità pubblica: Media, la villa, rientrante rispetto alla strada principale è parzialmente coperta dalle piante
del giardino
Fruibilità pubblica: Bassa, la villa è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero della villa permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del territorio
di San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di recuperare e valorizzare la villa rendendola un elemento
grande interesse all’interno dell’itinerario “GiraLivenza”, percorso volto alla riscoperta dei territori rurali e delle
architetture che lo caratterizzano
76
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS18
Nome del bene Chiesa parrocchiale di Santo Stefano
Localizzazione Via del Popolo, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione Seconda metà del XIX secolo
Categoria Edifici religiosi
Tipologia Chiese
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio,
eretto in sostituzione della precedente chiesa nella
seconda metà del XIX secolo è caratterizzato da una
semplice facciata a salienti in mattoni a vista decorata con
due lesene laterali che ne sottolineano il profilo. La pianta
presenta un’ampia navata centrale con cappelle laterali e
transetto. Il campanile, anch’esso in mattoni a vista è di
grandi dimensioni.
Proprietà Privata (ente ecclesiastico)
Interesse Turistico Di grande interesse dal punto di vista
storico-architettonico e artistico, la chiesa è anche un punto
di riferimento importante per la vita collettiva locale
Stato di conservazione La chiesa è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio si trova lungo le sponde del fiume Livenza ed è direttamente
collegato all’itinerario naturalistico interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, il sagrato della chiesa è collegato allo spazio pubblico facente parte dell’itinerario
naturalistico “GiraLivenza”
Fruibilità pubblica: Media, l’edificio risulta aperto al pubblico tutti i giorni secondo gli orari previsti.
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero della chiesa, che necessita apparentemente solo di manutenzione ordinaria, prevede un’ipotesi di
realizzazione di un nuovo sagrato. Questo elemento unirebbe la chiesa al fiume e quindi al percorso
interprovinciale “GiraLivenza” permettendo di incrementare turisticamente la fruibilità del luogo
77
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS19
Nome del bene Teatro Comunale Romano Pascutto
Localizzazione Via Papa Giovanni XXIII, San Stino di
Livenza
Epoca di Costruzione anni ’80 del Novecento
Categoria Immobili per servizi pubblici
Tipologia Teatro
Caratteristiche principali
L’edificio, di recente costruzione, è adibito a teatro-cinema e,
grazie all’interessante attività svolta all’interno, ha un’utenza
intercomunale. E’ dedicato al poeta sanstinese Romano
Pascutto.
Molteplici anche
le rappresentazioni
teatrali
sempre dedicate alle opere dello scrittore
Proprietà Pubblica
Interesse
Turistico
L’interesse
turistico
del
Teatro
Comunale è alto essendo strettamente collegato al Circolo
culturale Amici di Romano Pascutto che, con il patrocinio del
Comune, si è posto l’obiettivo di contribuire con ogni mezzo
alla pubblicazione e alla diffusione dell’Opera Omnia del suo
grande concittadino
Stato di conservazione L’edificio è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edifico è direttamente connesso all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile dalla via principale
Fruibilità pubblica: Il Teatro Romano Pascutto è aperto durante la programmazione degli eventi
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 4
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero delle strutture teatrali e/o di eventuali spazi idonei a organizzare l’archivio dei manoscritti di
Romano Pascutto, permetterebbe il mantenimento e la valorizzazione di un patrimonio culturale prezioso per la
città di San Stino di Livenza diventando forte elemento attrattore di un turismo culturale legato alla personalità e
alle qualità storico-letterario-teatrali del poeta, recentemente sintetizzate nel numero monografico della rivista
culturale “Finnegans” n°17 del 12/2009 Romano Pascutto. Si suggerisce inoltre la realizzazione di una guida
territoriale-cofanetto multimediale “GiraLivenza” (in più lingue) con l’obiettivo di descrivere i paesaggi letterari e le
attività turistico-ricreative presenti nel territorio
78
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS20
Nome del bene Casa Rossi
Localizzazione Via Tre Ponti, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali La costruzione
rurale si caratterizza per l’interessante succedersi delle sette
arcate a tutto sesto del vasto portico, in asse alle quali si
impostano le piccole aperture architravate del primo piano. Il
rustico, originariamente allineato alla residenza, conserva le
tradizionali capriate lignee in copertura e attualmente vi
risulta anteposto un portico architravato scandito da pilastri e
tamponato con il tradizionale graticciato in cotto lavorato a
croce. L’edificio, a parte tale modifica, presenta pressoché
integralmente la configurazione originaria
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio,
elemento
architettonico
caratteristico del paesaggio agricolo, è testimone della vita
rurale che ha caratterizzato questi territori dopo le bonifiche
della prima metà del novecento
Stato di conservazione L’edifico è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edifico, posto sul tracciato storico della via Annia, è situato poco
distante dall’itinerario principale “Strada del vino DOC Lison-Pramaggiore”. Può essere raggiunto attraverso breve
deviazione che si diramerebbe dall’itinerario in corrispondenza dell’intersezione tra via Caorle e via Triestina,
lungo via Tre Ponti
Visibilità pubblica: Media, l’edificio è rientrante rispetto alla strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo
del territorio di San Stino di Livenza, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
79
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS21
Nome del bene Casa Rurale
Localizzazione Via Zoccat, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso rurale si
articola in due grandi edifici distinti, il primo, su tre piani, adibito ad
abitazione, e il secondo, più basso, un annesso rustico
originariamente usato come stalla e fienile. Il corpo principale,
coronato da una copertura a padiglione, era originariamente
alleggerito in facciata da un portico scandito da tre archi, due dei
quali sono stati successivamente tamponati. Il rustico, edificato
sul modello dei classici “barchi”, è caratterizzato da sei archi a
tutto sesto (di cui cinque successivamente tamponati) che si
succedono in facciata evidenziati da semplici lesene che
proseguono fino alla cornice di gronda
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio,
elemento
architettonico
caratteristico del paesaggio agricolo, è testimone della vita rurale
che ha caratterizzato questi territori
Stato di conservazione Il corpo principale è in buono stato di
conservazione mentre l’annesso rustico risulta in mediocre stato
di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il complesso architettonico è direttamente connesso all’itinerario
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, il complesso è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, il complesso è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene rurale significativo del
territorio di San Stino di Livenza, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
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TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS22
Nome del bene Sette Sorelle
Localizzazione Località Sette Sorelle
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Paesaggio di bonifica
Caratteristiche principali Il Paesaggio di Bonifica di Sette
Sorelle è parte integrante della grande opera di bonifica dei terreni
paludosi, portata a termine nel periodo tra le due guerre mondiali
che strappò all’acquitrino più di 3000 ettari di terreno. E’ un
paesaggio dove dominano le linee rette e regolari generate dalla
bonifica intersecate alle linee più sinuose proprie del territorio.
Altri elementi caratteristici del paesaggio di bonifica sono le
affascinanti case rurali, i filari alberati, la fitta rete di canali per la
raccolta delle acque piovane, gli imponenti manufatti idraulici
come le idrovore, le chiuse, le chiaviche e i ponti.
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
Il
paesaggio
di
bonifica
rappresenta
un’importante testimonianza del lavoro di prosciugamento delle
zone paludose che occupavano il territorio del Veneto Orientale
prima del Novecento. Il paesaggio oggi si presenta come un
territorio agricolo delimitato da un sistema di canali e manufatti
idraulici, caratterizzato da ampi orizzonti con rari elementi verticali
(case coloniche e filari
Stato di conservazione Il territorio della bonifica si presenta in
buono stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il paesaggio di bonifica è attraversato dall’itinerario principale “Strada
del vino DOC Lison-Pramaggiore” che segue la SS59 e dall’itinerario secondario ipotizzato (IT 5) di natura
intercomunale, che congiunge il centro di Torre di Mosto con il Comune di Concordia Sagittaria, passando per la
bonifica delle Sette Sorelle e seguendo per un tratto il corso del fiume Loncon
Visibilità pubblica: Alta, il paesaggio di bonifica è perfettamente visibile dalle principali strade di connessione
Fruibilità pubblica: Alta, territorio è attraversato dalla viabilità pubblica
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi: Il
paesaggio di bonifica necessita di interventi di miglioramento dal punto di vista ambientale, ecologico e idraulico,
che da una parte, porterebbero vantaggi all’attività agricola e dall’altra, favorirebbero la tutela ambientale
valorizzando gli elementi naturalistici attrattori del turismo lento e sostenibile
81
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS23
Nome del bene Villa Correr Agazzi
Localizzazione Via Agazzi, località Biverone
Epoca di Costruzione XVII secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali Il corpo principale
della villa, eretta per volere della famiglia Correr, è articolato in
quattro piani e risulta orientato sull’asse nord-sud con il prospetto
principale affacciato sul grande parco. Presenta una doppia scala,
davvero insolita, che dà l'accesso al mezzanino; al piano nobile è
presente una pregevole trifora arcuata con antistante poggiolo in
ferro
battuto.
A
tale
corpo
si
addossa
una
barchessa
probabilmente coeva, più bassa, aperta verso il giardino con
cinque arcate a tutto sesto. Il corpo principale è a pianta quadrata
e i prospetti, che ricalcano il tipico impianto delle ville venete,
risultano sostanzialmente integri e caratterizzati dalle numerose
aperture architravate
Proprietà Privata
Interesse Turistico La villa, con la sua barchessa, è un esempio
di architettura rurale significativo per le caratteristiche poste in
evidenza. Testimonia da un lato la presenza in questi territori di
nobili
famiglie
con
possedimenti
terrieri
e
dall’altro
l’organizzazione del lavoro in questi piccoli borghi agricoli
Stato
di
conservazione
La
villa
è
in
buono
stato
di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La villa non è connessa all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”. Può
essere raggiunta compiendo una deviazione rispetto all’itinerario secondario ipotizzato (IT 5) che congiunge il
centro di Torre di Mosto con il Comune di Concordia Sagittaria, passando per le località di Passo Torre, Biverone
e infine Fingoli Primo
Visibilità pubblica: Alta, la villa è visibile da via Agazzi
Fruibilità pubblica: Media, parte della villa è adibita a eventi aperti al pubblico
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero della villa permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del territorio
di San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di inserire il bene nell’itinerario “GiraLivenza” volto alla
riscoperta dei territori rurali e delle caratteristiche architetture presenti in esso.
82
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS24
Nome del bene Idrovora Curti Valeri
Localizzazione Località Sette Sorelle
Epoca di Costruzione 1930
Categoria Manufatti idraulici
Tipologia Idrovore
Caratteristiche architettoniche principali L’edifico, di piccole
dimensioni venne costruito per la bonifica delle paludi circostanti.
La costruzione si caratterizza per la precisione della tessitura
muraria delle superfici in laterizio a vista sulle quali di aprono le
ampie traforature archi voltate
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio assume un’importanza storica per
la funzione che lo connette al territorio di bonifica, testimoniando
un’importante tappa sua trasformazione. Inoltre può essere
considerato
anche
un
elemento
significativo
nell’ambito
dell’“archeologia industriale”
Stato
di
conservazione
L’edificio
è
in
buono
stato
di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edifico, non è connesso all’itinerario “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Media, l’edificio è lontano rispetto alla strada principale ma visibile dall’argine del fiume
Loncon
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero -l’edificio necessita apparentemente solo di manutenzione ordinaria- permetterebbe la
miglior conservazione e valorizzazione di un importante elemento architettonico facente parte di quella che viene
definita “archeologia industriale”. Tale azione consentirebbe di inserire l’idrovora in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
83
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS25
Nome del bene Idrovora
Localizzazione Località Sette Sorelle
Epoca di Costruzione 1930
Categoria Manufatti idraulici
Tipologia Idrovore
Caratteristiche architettoniche principali
L’edificio, armoniosamente inserito nel paesaggio, si distingue per
l’imponenza delle sue dimensioni e per l’interessante articolazione
volumetrica. Da sottolineare sono la successione di archetti in
rilievo che accentuano lo sviluppo longitudinale della fabbrica oltre
al portale dell’ingresso caratterizzato da un interessante stile
Liberty minore
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio assume un’importanza storica per la
funzione che lo connette al territorio di bonifica, testimoniando
un’importante tappa sua trasformazione. Inoltre può essere
considerato
anche
un
elemento
significativo
nell’ambito
dell’“archeologia industriale”
Stato
di
conservazione
L’edificio
è
in
buono
stato
di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edifico è direttamente connesso con l’itinerario secondario ipotizzato
(IT 5) che congiunge il centro di Torre di Mosto con il Comune di Concordia Sagittaria
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio, rientrante rispetto alla strada principale, è visibile dalla strada di bonifica
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero -l’edificio necessita apparentemente solo di manutenzione ordinaria- permetterebbe la
miglior conservazione e valorizzazione di un importante elemento architettonico facente parte di quella che viene
definita “archeologia industriale”. Tale azione consentirebbe di inserire l’idrovora in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile. In particolare si
segnala la necessità della sistemazione delle pertinenze esterne all’idrovora, che faciliterebbero la sua fruibilità e
migliorerebbero il collegamento con l’itinerario (area di sosta, etc.)
84
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS26
Nome del bene Filare di pioppi cipressini
Localizzazione Via dei Pioppi, Passo Torre
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Filari
Caratteristiche principali Il doppio filare, elemento
naturale che caratterizza il paesaggio di bonifica, è
composto da pioppi cipressini (Populus nigra italica) posti
in
sequenza
ravvicinata.
Svolge
una
funzione
di
frangivento per le zone agricole aperte circostanti
Proprietà Privata
Interesse Turistico Il doppio filare è un elemento tipico
che segna il paesaggio di bonifica. Quale elemento
verticale emerge visivamente su un territorio piatto e
caratterizzato
da
spazi
aperti,
risultando
facilmente
riconoscibile dal turista
Stato di conservazione Il filare è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il filare alberato è parte dell’itinerario secondario ipotizzato (IT5) che
congiunge il centro di Torre di Mosto con il Comune di Concordia Sagittaria passando per il territorio di bonifica
della Sacraterra
Visibilità pubblica: Alta, il filare, grazie alla sua dimensione è un elemento molto visibile
Fruibilità pubblica: Bassa, il percorso è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero del filare alberato e il suo inserimento in un itinerario secondario, permetterebbero il mantenimento e
la valorizzazione di un suggestivo elemento del paesaggio. Il bene paesaggistico, solo se fruibile pubblicamente,
attraverso un accodo tra Entità Pubblica e Proprietà Privata, potrebbe diventare un elemento particolarmente
suggestivo lungo l’itinerario “GiraLivenza” in direzione Concordia Sagittaria.
85
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS27
Nome del bene Azienda Agricola Piva
Localizzazione Via Corner, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche
architettoniche
principali
Interessante
complesso rurale composto da una residenza padronale e da
un’abitazione minore con annesso piccolo rustico. La “villa” si
caratterizza per l’equilibrio delle proporzioni del massiccio volume
in cui si sottolineano, come elementi decorativi, il piccolo balcone
sovrastante l’ingresso e l’elaborata cornice di gronda a dentelli in
cotto intonacato presente anche nel corpo più basso. In
quest’ultimo, la divisione tra residenza e rustico è definita dagli
elementi compositivi in facciata. Da evidenziare le alterazioni delle
forature (aperture archivoltate al pian terreno del corpo principale)
che hanno cancellato quella ricercatezza compositiva che
caratterizzava la facciata principale
Proprietà Privata
Interesse Turistico La villa, con l’annesso rustico, è un esempio
di architettura rurale significativo per le caratteristiche poste in
evidenza. Testimonia da un lato la presenza in questi territori di
nobili
famiglie
con
possedimenti
terrieri
e
dall’altro
l’organizzazione del lavoro in questi piccoli borghi agricoli
Stato di conservazione L’edificio è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è connesso con l’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”,
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Corner
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di San Stino di Livenza, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato.
Tale azione consentirebbe di recuperare un edificio attualmente parzialmente in disuso e di inserirlo in una “rete
di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
86
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS28
Nome del bene Azienda Agricola Piva
Localizzazione Via Corner, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurale
Caratteristiche architettoniche principali Il grande edificio
rurale, in muratura a vista, è composto da un corpo principale
adibito ad abitazione, su tre piani e un annesso rustico contiguo
più basso per la stalla e il fienile. La facciata principale è semplice
e
simmetricamente
impostata
rispetto
all’arco
fortemente
riabbassato del piccolo portico d’ingresso; si è successivamente
affiancato, sul prospetto ovest, il camino dal tradizionale focolare
sporgente. Da sottolineare le alterazioni avvenute nei prospetti
ovest e sud del rustico
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio,
elemento
architettonico
caratteristico del paesaggio agricolo, è testimone della vita rurale
che ha caratterizzato questi territori dopo le bonifiche della prima
metà del novecento
Stato di conservazione L’edificio è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è connesso con l’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Corner
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di San Stino di Livenza, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato.
Tale azione consentirebbe di recuperare un edificio attualmente parzialmente in disuso e di inserirlo in una “rete
di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
87
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS29
Nome del bene Complesso rurale
Localizzazione Via Corner, località Santo Alò
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso
rurale è costituito da un corpo principale su tre piani, diviso in
due unità residenziali adiacenti e da un annesso rustico
indipendente che ripropone il modello tradizionale del ‘barco’.
La residenza più antica, coronata da una copertura a
padiglione, presenta una semplice facciata simmetrica
impostata rispetto a un ingresso centrale e decorata
unicamente dalle modanature lineari dei davanzali e della
cornice di gronda. La seconda abitazione si caratterizza per
le numerose aperture dal tradizionale architrave con formato
ad arco fortemente ribassato; il rustico, in muratura a vista, è
caratterizzato dall’ampio portico che si apre su tre lati.
Proprietà Privata
Interesse Turistico Il complesso agricolo rappresenta un
esempio significativo di casa rurale con annesso ed è una
testimonianza architettonica della trascorsa attività agricola
di San Stino di Livenza
Stato di conservazione L’edificio è in un buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è connesso con l’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Corner
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero degli edifici permetterebbe la valorizzazione di un bene rurale significativo del territorio di
San Stino di Livenza e consentirebbe di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali
dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
88
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS30
Nome del bene Agenzia Veronese
Localizzazione Via Corner, località Santo Alò
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche
complesso
rurale
nell’articolazione
evidenzia
architettoniche
si
è
sviluppa
volumetrica
nettamente
L’abitazione
principali
le
alleggerita
dei
longitudinalmente
tre
diverse
da
L’inusuale
corpi
di
destinazioni
numerose
e
fabbrica
d’uso.
aperture
con
architrave ad arco ribassato e dai davanzali in cotto, che
insieme alla cornice di gronda linearmente modanata
rappresentano gli unici elementi decorativi. L’elemento
maggiormente caratterizzante è il corpo centrale, dal
massiccio volume cubico ingentilito dalle aperture archivoltate
che si ripetono nei tre piani. Completamente ristrutturato
appare il lungo “barco”, che dell’impianto primitivo conserva
solo la facciata con nove archi a tutto sesto che scandiscono
il portico.
Proprietà Privata
Interesse Turistico Il bene rappresenta un esempio di
complesso rurale con impianto e tratti non comuni e
testimonia la presenza di borghi agricoli organizzati dove
trovavano alloggio le famiglie nobili proprietarie delle tenute
agricole. L’edificio unito al contesto ambientale fluviale è di
sicuro interesse turistico
Stato di conservazione L’edificio è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il complesso agricolo non è connesso con l’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”,
Visibilità pubblica: Alta, il complesso agricolo è visibile da via Corner
Fruibilità pubblica: Bassa, il complesso agricolo è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
originale del territorio di San Stino di Livenza, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale
azione consentirebbe di recuperare un edificio parzialmente in disuso e di inserirlo in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
89
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS31
Nome del bene Casa Veronese
Localizzazione Via Ludovico Arioso, località Boccafossa
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edifico, adibito
a deposito agricolo, è caratterizzato da un lungo portico
scandito da archi a tutto sesto ribassato che sui prospetti sud
e ovest alleggerisce questo grande volume longitudinale
articolato in una pianta a “elle”. Il nucleo originario è costituito
dal tradizionale “barco” aperto su tre lati e coronato in
facciata da una cornice di gronda linearmente modanata. Il
complesso è stato alterato dal tamponamento di tre delle
cinque arcate dell’ampio portico.
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio rappresenta un esempio
insolito di casa rurale ed è una testimonianza architettonica
della trascorsa attività agricola di San Stino di Livenza
Stato di conservazione L’edificio è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è connesso con l’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Ludovico Ariosto
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene rurale originale del
territorio di San Stino di Livenza, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente parzialmente in disuso e di inserirlo in una “rete di itinerari”
per la riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
90
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS32
Nome del bene Casa Veronese
Localizzazione Via Ludovico Ariosto,, La Salute di Livenza
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Casa Padronale
Caratteristiche architettoniche principali La residenza
padronale è stata realizzata secondo un gusto neorinascimentale riscontrabile in particolare nelle proporzioni
del volume e nella facciata simmetricamente impostata
rispetto
al
portale
d’ingresso
sovrastato
dalla
trifora
archivoltata del primo piano.
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio rappresenta un esempio
interessante di casa padronale ed è una testimonianza
architettonica della trascorsa attività agricola di San Stino di
Livenza e delle famiglie nobili che l’hanno gestita
Stato di conservazione L’edificio è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è connesso con l’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”,
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Ludovico Ariosto
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:”
L’eventuale recupero dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del
territorio di San Stino di Livenza e consentirebbe di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori
rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
91
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS33
Nome del bene Ponte levatoio del Marango
Localizzazione Sul fiume Loncon, località Marango
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Manufatti vita collettiva
Tipologia Ponti
Caratteristiche architettoniche principali Il ponte presenta
una struttura in ferro regolata da bilancini che consentono al
ponte di aprirsi permettendo il passaggio delle imbarcazioni
lungo il Fiume Loncon
Proprietà Pubblica
Interesse
Turistico
Il
manufatto
è
un
elemento
architettonico interessante in quanto rappresenta un tipico
esempio di manufatto di ingegneria idraulica che caratterizza
il paesaggio di bonifica
Stato di conservazione Il manufatto versa in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il manufatto non è collegato all’itinerario “GiraLivenza”. Può essere
raggiunto attraverso una breve deviazione dall’itinerario secondario intercomunale ipotizzato IT 5b, che segue il
corso del fiume Loncon
Visibilità pubblica: Bassa, il ponte è collocato al termine di una strada di accesso al ponte stesso
Fruibilità pubblica: Bassa, il ponte non è accessibile
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero del manufatto, che fa parte delle opere realizzate durante le bonifiche, valorizzerebbe la
consapevolezza dell’evoluzione di tali luoghi, un tempo caratterizzati da lagune e paludi, inserendosi così appieno
nella “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e al turismo
sostenibile
92
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS34
Nome del bene Azienda Agricola (La Salute)
Localizzazione Laterale di via Volta, località Ottava Presa
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali Tale complesso
di edifici rappresenta un tipico esempio di case rurali con
impianto
edilizio
simmetrico.
Della
costruzione
risalta
immediatamente il “rosso veneziano” delle superfici che ne
esalta la pulizia delle linee compositive. La semplice facciata
simmetrica è animata dall’apertura archivoltata del primo
piano e decorata dalla cornice di gronda in cotto linearmente
modanata. Sulle facciate e nel rustico annesso sono evidenti
successive modifiche rispetto al progetto originario
Proprietà Privata
Interesse Turistico La coppia di edifici è una testimonianza
architettonica del lavoro e della vita collettiva del territorio di
San Stino di Livenza, rappresentando inoltre un esempio
originale di tale tipologia di edifici
Stato di conservazione L’edificio presenta un mediocre
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La coppia di edifici non è connessa all’itinerario “GiraLivenza”. Può
essere raggiunta compiendo una breve deviazione lungo la strada di accesso alla bonifica, che si diramerebbe
dall’itinerario principale “Strada dei vini DOC Lison-Pramaggiore”
Visibilità pubblica: Bassa, l’edificio è rientrante risetto la strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, la coppia di edifici è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo degli edifici permetterebbe la valorizzazione di un bene rurale originale del
territorio di San Stino di Livenza, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente parzialmente in disuso e di inserirlo in una “rete di itinerari”
per la riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
93
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS35
Nome del bene Ponte del Marango
Localizzazione Fiume Lemene, località Marango
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Manufatti della vita collettiva
Tipologia Ponti
Caratteristiche architettoniche principali Il ponte, risalente
al secolo scorso e tuttora funzionante, è mosso da un motore
che permette alla struttura in ferro di ruotare sul perno
centrale, consentendo il passaggio delle imbarcazioni lungo il
Fiume Loncon
Proprietà Pubblico
Interesse Turistico Il manufatto è un esempio interessante
delle opere collaterali alle opere di prosciugamento delle
paludi e acquitrini che caratterizzano il paesaggio di San
Stino di Livenza e dei comuni limitrofi
Stato di conservazione Il manufatto è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il manufatto non è connesso all’itinerario “GiraLivenza”. E’ parte
integrante dell’itinerario principale “GiraLemene”, nel tratto in cui si connette all’itinerario principale “Strada dei vini
DOC Lison-Pramaggiore” al confine tra il Comune di San Stino di Livenza e Caorle.
Visibilità pubblica: Alta, il manufatto si trova sulla strada principale
Fruibilità pubblica: Alta, il ponte è attualmente funzionante
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi: Il
recupero del manufatto, che fa parte delle opere realizzate durante le bonifiche, valorizzerebbe la
consapevolezza dell’evoluzione di tali luoghi, un tempo caratterizzati da lagune e paludi, inserendosi così appieno
nella “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e al turismo
sostenibile
94
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS36
Nome del bene Azienda Agricola “Casere”
Localizzazione Strada R. Franchetti, località Agenzia
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche architettoniche principali Sorto agli inizi
del Novecento come zuccherificio, questo grande complesso
fu utilizzato successivamente solo con destinazione agricola.
L’imponente
struttura
si
caratterizza
per
la
rapida
successione delle paraste che accentuano lo sviluppo
longitudinale della fabbrica. Un certo gusto eclettico e
citazioni di un liberty minore si evidenziano soprattutto nel
prospetto che fronteggia il corso d’acqua. La costruzione è
stata più volte oggetto di rimaneggiamenti che hanno
modificato l’assetto strutturale-dispositivo originario
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’azienda agricola, con il suo imponente
edificio, è una testimonianza architettonica viva del lavoro,
dell’organizzazione e della vita collettiva che caratterizzano il
territorio di San Stino di Livenza. Inoltre è un importante
punto di attrazione per i prodotti agricoli in essa venduti e per
l’importante colonia faunistica che dei suoi territori ha fatto il
proprio ecosistema
Stato di conservazione L’edificio è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è connesso all’itinerario “GiraLivenza”. Può essere
raggiunto direttamente dall’itinerario principale “GiraLemene”, nel tratto successivo alla località Marango, in cui si
connette all’itinerario principale “Strada dei vini DOC Lison-Pramaggiore”. L’edificio è raggiungibile percorrendo la
strada di accesso privata dell’azienda agricola
Visibilità pubblica: Bassa, il complesso non è visibile dalla strada
Fruibilità pubblica: Media, l’edificio, sebbene di proprietà privata e parzialmente accessibile al pubblico perché
adibito alla vendita dei suoi prodotti
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale originale del
territorio di San Stino di Livenza e consentirebbe di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori
rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
95
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS37
Nome del bene Villa Migotto, già Zanier
Localizzazione Riviera S. Trentin Santo Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XVIII secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali La villa è situata
al fondo di uno scenografico viale, all’interno di un’area
attualmente a vigneto, in prossimità del canale Malgher.
Originariamente il corpo dominicale era caratterizzata da
eleganti cornici in pietra che sormontano le finestre del piano
terra e del piano nobile. Il salone centrale, sempre del piano
nobile presenta un balcone timpanato con balaustra in ferro
forgiato.
Proprietà Privata
Interesse Turistico La villa rappresenta un significativo
elemento architettonico per le caratteristiche poste in
evidenza e testimonia la presenza ,probabilmente in questi
territori della nobile
famiglia Corner che qui aveva
possedimenti terrieri
Stato di conservazione La villa è in pessimo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” nel tratto in
cui attraversa il centro abitato in località Corbolone di San Stino di Livenza
Visibilità pubblica: Media, la villa, rientrante rispetto alla strada principale, è parzialmente coperta da piante e
dal vigneto
Fruibilità pubblica: Bassa, la villa è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero della Villa e del parco, permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico
significativo del territorio di San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di recuperare e valorizzare la villa
rendendola un elemento grande interesse all’interno dell’itinerario “GiraLivenza”, percorso volto alla riscoperta dei
territori rurali e delle architetture che lo caratterizzano
96
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS38
Nome del bene Villa Longo
Localizzazione Largo Trieste, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XIXI secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali La villa ha subito
numerosi interventi per adattarla alle esigenze abitative e
funzionali degli occupanti succedutisi negli anni; nonostante i
molti cambiamenti è ben leggibile l’impianto originario, con il
salone passante al piano nobile e la scansione delle aperture
in facciata. Il prospetto appare scarno nonostante le soglie
in pietra modanate che sottolineano le semplici finestre
rettangolari. La porta d’ ingresso è sormontata da una porta
finestra protetta da una balaustra aggettante in pietra; il
prospetto si conclude con una sobria cornice modanata.
Proprietà Privata
Interesse Turistico La villa rappresenta un significativo
elemento architettonico per le caratteristiche poste in
evidenza e testimonia la presenza in questi territori della
nobiltà veneziana.
Stato di conservazione La villa è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” nel tratto in
cui attraversa il centro abitato di San Stino di Livenza
Visibilità pubblica: Media, la villa è posta al centro del paese, rientrante rispetto alla strada principale in
prossimità di Via Leopardi.
Fruibilità pubblica: Bassa, la villa è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
x
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
x
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero della villa permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del territorio
di San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di recuperare e valorizzare la villa rendendola un elemento
grande interesse all’interno dell’itinerario “GiraLivenza”, percorso volto alla riscoperta dei territori rurali e delle
architetture che lo caratterizzano
97
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS39
Nome del bene Villa Gubitta
Localizzazione Riviera Corbolone, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XVI secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali La villa fu
costruita probabilmente tra la fine del Cinquecento e gli inizi
del Seicento e deve il proprio nome agli attuali proprietari.
Sfortunatamente quanto si vede oggi è il risultato di
rimaneggiamenti condotti fino ad anni recenti. Attualmente il
portale d’ingresso del piano terra è inserito tra due finestrelle
lobate, il salone del piano nobile è scandito da tre aperture
coronate da timpano,oltre che da una balaustra aggettante in
materiale lapideo.
Proprietà Privata
Interesse Turistico La villa rappresenta un significativo
elemento architettonico per le caratteristiche poste in
evidenza e testimonia presumibilmente la presenza delle
famiglie veneziane di Iseppo Bonazza o di Alvise Bembo.
Stato di conservazione La villa è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” nel tratto in
cui attraversa la “Riviera” di Corbolone in prossimità di Santo Stino di Livenza
Visibilità pubblica: Media, la villa un po’ rientrante rispetto alla strada principale è parzialmente coperta da
piante. Fruibilità pubblica: Bassa, la villa è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
x
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero della villa permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del territorio
di San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di recuperare e valorizzare la villa rendendola un elemento
grande interesse all’interno dell’itinerario “GiraLivenza”, percorso volto alla riscoperta dei territori rurali e delle
architetture che lo caratterizzano
98
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS40
Nome del bene Oratorio - complesso ex Lippi
Localizzazione Via F.lli Martina, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XV e XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Villa
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso
immobiliare si compone di due distinti corpi di fabbrica: il
primo, più imponente, presumibilmente di origine seicentesca
si sviluppa su tre piani, ed è caratterizzato da un prospetto
con asse di simmetria centrale, con forometria regolare e
con la presenza di un importante timpano di facciata.Il
secondo edificio, è un volume compatto, sempre su tre piani,
presumibilmente di origine novecentesca, ed è attualmente
sede dell’ Oratorio Parrocchiale di Santo Stino di Livenza.
Proprietà privata (Ecclesiastica)
Interesse Turistico Il complesso ex Lippi rappresenta un
significativo elemento architettonico per le caratteristiche
poste in evidenza e testimonia, per la parte della villa e degli
annessi,
la
presenza
in
questi
territori
della
nobiltà
veneziana.
Stato di conservazione La parte seicentesca, come quella
novecentesca
risultano
oggi
in
buono
stato
di
conservazione..
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il complesso è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” nel
tratto in cui attraversa il centro abitato di Santo Stino di Livenza, in prossimità dell’ex Castello di San Stino.
Visibilità pubblica: Alta, il complesso rientrante rispetto alla via principale è facilmente accessibile
Fruibilità pubblica: Bassa, in quanto di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
x
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
x
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero della parte seicentesca del complesso immobiliare ex-Lippi permetterebbe la valorizzazione
di un bene architettonico significativo del territorio di Santo Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di
recuperare e valorizzare l’intera area rendendola un elemento di interesse all’interno dell’itinerario “GiraLivenza”,
percorso volto alla riscoperta dei territori rurali e delle architetture che lo caratterizzano
99
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS41
Nome del bene Oratorio - complesso ex Gini
Localizzazione Via del Gallo, in località Corbolone
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Immobili per servizi
Tipologia Ville ed oratorio
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso
immobiliare si compone di due corpi di fabbrica: il primo, più
importante, è costituito dalla Villa storica ottocentesca
mentre il secondo, presumibilmente coevo, da degli annessi
rustici. Nel suo insieme trattasi di una volumetria articolata,
oggi sede museale della “Mostra dei Vini” di Santo Stino di
Livenza.
Proprietà privata
Interesse Turistico L’oratorio e il complesso ex Gini,
rappresenta un
elemento di testimonianza storica, quale
tipologia di oratorio e villa dell’ ottocento.
Stato di conservazione L’intero complesso edilizio si
presenta attualmente in un buono stato di conservazione.
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il complesso è in prossimità dell’itinerario “GiraLivenza” nel tratto in cui
attraversa la località di Corbolone .
Visibilità pubblica: Alta, in quanto il complesso è facilmente accessibile
Fruibilità pubblica: Bassa, è di proprietà privata (Parrocchia)
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
x
Inseribile nella Misura 323/a Azione 4
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
x
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale valorizzazione museale del “Museo del Vino” della Città di Santo Stino di Livenza, permetterebbe nel
contempo una maggiore visibilità turistica del l’ intero complesso immobiliare ex-Gini (oratorio e villa), rendendoli
un elemento strategico all’interno dell’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”.
100
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS42
Nome del bene “Salto di Corbolone”
Localizzazione nell’intersezione a nord tra il canale Fosson
ed il canale Postumia, in località Corbolone di San Stino di
Livenza
Epoca di Costruzione 1930
Categoria Manufatti idraulici
Tipologia Salto idraulico, con ponte e sfioratore
Caratteristiche architettoniche principali La realizzazione
del salto è stata un’opera di carattere prettamente idraulico
anche se ha portato con se notevoli trasformazioni degli
ambiti urbani con la realizzazione del ponte sovrastante e
dello sfioratore verso il Fosson, essendo inseriti in un ambito
paesaggistico di particolare pregio. Il salto di Corbolone,
condiziona il regime idraulico di un territorio della dimensione
di circa 10.000 Ha, e la funzione del manufatto è quella di
regimentare le acque provenienti dai fiumi tributari Sile e
Fiume facendo defluire la portata massima compatibile con il
sistema idrografico di valle Malgher-Fosson-Loncon-Lemene.
Proprietà pubblica
Interesse Turistico Il complesso rappresenta un elemento
di testimonianza idraulica del novecento, inserito in un
pregevole ambito paesaggistico, in prossimità della “riviera”
di Corbolone.
Stato di conservazione L’intero ambito del “salto di
Corbolone” si presenta attualmente in un buono stato di
conservazione.
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il salto, è in prossimità dell’itinerario “GiraLivenza” nel tratto in cui
attraversa la località di Corbolone.
Visibilità pubblica: Alta, in quanto il complesso è facilmente accessibile
Fruibilità pubblica: Alta
Cantierabilità:
Si
No
x
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
X
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Un’ eventuale nuova segnaletica di indicante il “Salto di Corbolone” permetterebbe la valorizzazione sia del
manufatto idraulico che dell’ ambito paesaggistico fluviale in cui è inserito.
101
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI SANTO STINO DI LIVENZA
SCHEDA SS43
Nome del bene “Azienda Agricola Livenza”
Localizzazione Santo Alò, San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso
immobiliare dell’ azienda agricola si compone di due distinti
corpi di fabbrica: il primo e più importante era riservato alla
parte dominicale sviluppato su tre piani, mentre il secondo,
in adiacenza
quale tipico annesso rustico funzionale alla
conduzione del fondo agricolo. L’ edificio principale conserva
una facciata simmetrica caratterizzata dal tipico portico con
due archi centrali a sesto ribassato.
Proprietà privata
Interesse Turistico L’Azienda Agricola Livenza,
complesso,rappresenta
un
significativo
nel suo
elemento
del
paesaggio di bonifica e testimonia la presenza dell’ attività
agricola in questi territori.
Stato di conservazione In stato di abbandono;non abitabile.
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il complesso
è collegato all’itinerario nautico “GiraLivenza” , in
prossimità del fiume Livenza
Visibilità pubblica: Alta, il complesso è facilmente visibile dalla strada.
Fruibilità pubblica: Bassa, è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’ edificio rurale nel suo complesso, permetterebbe la valorizzazione di un bene
architettonico significativo del territorio di San Stino di Livenza. Tale azione consentirebbe di recuperare e
valorizzare l’intera area rendendola un elemento di interesse all’interno dell’itinerario “GiraLivenza”, percorso volto
alla riscoperta dei territori rurali e delle architetture che lo caratterizzano.
102
5.3 Individuazione cartografica su Carta Tecnica Regionale degli elementi rilevati.
Il Comune di Torre di Mosto
103
104
105
106
107
108
109
110
5.3.1
Schede delle categorie di beni e paesaggi
del Comune di Torre di Mosto
111
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO01
Nome del bene Ponte della Provincia o Ponte Tezze
Localizzazione Parallelo alla SS14 tra i comuni di Torre
di Mosto e di San Stino di Livenza
Epoca di Costruzione Prima metà del XX secolo
Categoria Manufatti della vita collettiva
Tipologia Ponti
Caratteristiche architettoniche principali Il ponte che
attraversa il fiume Livenza, è composto da un porzione
centrale di quattro campate di 16 ml di luce, e da due
parti laterali minori sempre a quattro campate, ciascuna
con luce 5,20 ml. E’ caratterizzato dalla presenza di
“archi superiori in c.a. con catena, collegati alle campate
laterali da travi rettilinee.
Attualmente il ponte non è agibile
Proprietà Pubblico
Interesse
Turistico
Il
manufatto
è
un
esempio
interessante di tecnica costruttiva applicata ai ponti.
Questa tipologia di ponte può essere elemento di
attrazione
turistica
in
quanto
non
più
facilmente
riscontrabile perché spesso sostituita da manufatti più
moderni
Stato di conservazione Il ponte è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il manufatto è parte integrante dell’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, il manufatto è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Alta, il manufatto è di proprietà pubblica
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi: Il
recupero del manufatto permetterebbe il completamento in sicurezza dell’itinerario ciclo-pedonale ”GiraLivenza”
tra Torre di Mosto e San Stino di Livenza. I lavori di recupero della funzionalità del ponte incrementerebbero la
fruibilità turistica prevedendo la realizzazione di spazi utili alla “promozione territoriale dei prodotti
enogastronomici del Veneto Orientale” e inserendo il ponte in una rete di “musei all’aperto dei manufatti idraulici”
presenti lungo l’itinerario turistico-fluviale interprovinciale “GiraLivenza”
112
. TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO02
Nome del bene Cà Difendi
Localizzazione Via Tezze, località Tezze
Epoca di Costruzione Fine del XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali
Originariamente nato come casone di valle, e successivamente
ricostruito come rustico adibito a stalla e fienile, oggi presenta
l’impianto tipico dell’annesso rustico. La facciata è ritmata da fori
ad arco a tutto sesto al primo piano e, nel fienile, da aperture
tamponate da mattoni con tessitura a croce
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio,
elemento
architettonico
caratteristico del paesaggio agricolo, è testimone della vita rurale
che ha caratterizzato questi territori dopo le bonifiche della prima
metà del novecento
Stato di conservazione L’edificio si presenta in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è connesso direttamente all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Tezze
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di Torre di Mosto, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale
azione consentirebbe di recuperare un edificio attualmente abbandonato e quindi di inserirlo in una “rete di
itinerari” per la riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
113
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO03
Nome del bene Filare di pioppi cipressini
Localizzazione Località Confin
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Filare
Caratteristiche principali Il doppio filare, elemento
naturale che caratterizza il paesaggio di bonifica, è
composto di pioppi cipressini (Populus nigra italica) posti
in
sequenza
ravvicinata.
Svolge
una
funzione
di
frangivento per le zone agricole aperte circostanti
Proprietà
Pubblica (primi 200 ml), privata la restante
porzione sud
Interesse Turistico Il doppio filare è un elemento tipico
che segna il paesaggio di bonifica. Quale elemento
naturalistico emerge visivamente su un territorio piatto,
caratterizzato da spazi aperti, risultando facilmente
riconoscibile dal turista
Stato di conservazione Lo stato di conservazione del
filare è mediocre, essendo integro nella parte finale ma
mancante
totalmente
nella
porzione
iniziale
di
collegamento con l’itinerario naturalistico principale
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il viale alberato è parte dell’itinerario secondario ipotizzato che collega
lo stesso filare, attraverso l’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”, con il centro di Torre di Mosto e prosegue
lungo la SP14 caratterizzata dal filare di platani, sino a Stretti di Eraclea attraversando la frazione di Staffolo
Visibilità pubblica: Alta, è un elemento visivamente dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Alta nel tratto pubblico e bassa nel tratto privato
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero del filare alberato, con il ripristino della porzione mancante, insieme al suo inserimento in un itinerario
secondario, permetterebbero il mantenimento e la valorizzazione di un suggestivo elemento del paesaggio. Il
bene paesaggistico, solo se fruibile pubblicamente, attraverso un accodo tra Entità Pubblica e Proprietà Privata,
potrebbe diventare un elemento particolarmente suggestivo lungo l’itinerario “GiraLivenza” in direzione CeggiaTorre di Mosto. Inoltre, essendoci un’area pubblica non utilizzata, questa potrebbe diventare un luogo attrezzato
per la sosta di biciclette e/o altri mezzi dei fruitori dell’itinerario principale e secondario
114
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO04
Nome del bene Casa Rurale Mazzarotto
Localizzazione Via Confin, Torre di Mosto
Epoca di Costruzione Fine XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio
presenta i tratti tipologici tipici degli edifici rurali che
caratterizzano il territorio. L’edificio è costituito da un
corpo più antico, su tre piani, con una regolare ma
elegante facciata e da un corpo più basso un tempo
adibito a stalla e fienile, attualmente ristrutturato e ad uso
abitativo
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, situato nei pressi della
Chiesetta della Madonna Bambina, rappresenta un tipico
esempio di casa rurale presente nel territorio, risultando
una testimonianza architettonica della attività agricola di
Torre di Mosto
Stato di conservazione L’edificio presenta un buono
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio, è direttamente connesso all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è situato lungo una delle strade principali di accesso alla città
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’edificio –necessita apparentemente solo di manutenzione ordinaria- permetterebbe la
valorizzazione di un bene architettonico-rurale significativo del territorio di Torre di Mosto. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio rurale e di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori e
delle caratteristiche architetture presenti in esso, dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
115
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO05
Nome del bene Chiesetta di Maria Bambina
Localizzazione Via Confin, Torre di Mosto
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Edifici religiosi
Tipologia Chiese
Caratteristiche architettoniche principali La chiesa è di
piccole dimensioni, ad unica navata con copertura in legno.
La facciata presenta due lesene in pietra laterali che
sorreggono un timpano, poggiato su di un cornicione
lapideo. Edificata dalla famiglia Vidotto, originariamente
conteneva la statua della Madonna Bambina, oggi
conservata nella Chiesa di S. Martino
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, che fino a qualche anno fa
era meta della celebrazione del Rosario nel mese di
Maggio, è una peculiare testimonianza della cultura
religiosa della civiltà contadina
Stato di conservazione L’edificio si presenta in cattivo
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio religioso è direttamente connesso all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Confin
Fruibilità pubblica: Media, l’edificio è visitabile secondo gli orari di apertura
Cantierabilità:
Si
X
No
Non rilevata
Dalla documentazione analizzata presso l’Amministrazione Comunale di Torre di Mosto, il restauro del bene è
considerato strategico e pertanto inserito nelle priorità amministrative
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’edificio religioso potrebbe, dopo la ristrutturazione, riprendere la sua originaria funzione di luogo di culto,
preghiera e di celebrazione del rosario nel mese di Maggio. Inoltre l’eventuale recupero del filare alberato di via
Confin, permetterebbe di realizzare un’area che valorizzerebbe e incrementerebbe le potenzialità di visitazione
del luogo in relazione anche all’itinerario “GiraLivenza”
116
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO06
Nome del bene Magazzino Idraulico
Localizzazione Via Fratelli Cairoli, Torre di Mosto
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio
è
composto da un corpo intonacato a tre piani, ciascuno
sottolineato da marcapiani, ampliato in seguito con una
porzione più bassa. Il ritmo in facciata è dato da fori
rettangolari regolari. Il sito era probabilmente sede dell’antica
torre a cui il paese deve il suo nome, che fu distrutta dagli
Ungari nel 1412
Proprietà Pubblico
Interesse Turistico L’edifico è una semplice costruzione
localizzata in un’area significativa per la storia del Comune a
testimonianza delle origini. L’interesse turistico dell’edificio è
legato anche alla posizione strategica rispetto alla piazza del
paese
Stato di conservazione L’edifico è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è poco distante dall’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
che attraversa la vicina piazza di Torre di Mosto. Per raggiungerlo è necessario compiere una breve deviazione
da viale Roma verso l’argine del fiume Livenza
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è prospiciente alla piazza del Municipio di Torre di Mosto
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è attualmente chiuso
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero dell’edificio, prospicente alla piazza comunale, consentirebbe di valorizzare l’edificio stesso,
consolidarne la struttura (copertura, etc..) e permetterne la fruibilità pubblica, mediante la realizzazione di uno
spazio a disposizione del turista al quale offrire informazioni utili alla scoperta del territorio, delle sue bellezze
artistiche, dell’ospitalità e dei suoi prodotti tipici
117
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO07
Nome del bene Chiesa Parrocchiale di San Martino
Localizzazione Piazza Chiesa, Torre di Mosto
Epoca di Costruzione VII secolo
Categoria Edifici religiosi
Tipologia Chiese
Caratteristiche architettoniche principali La chiesa,
ampliata nel 1734, presenta un’unica navata, sulla quale si
aprono sei altari, due dei quali sulla parete dell’abside. La
facciata è caratterizzata da quattro lesene che sorreggono
un cornicione sovrastato da un timpano con affresco.
All’interno il soffitto è decorato da un affresco del Cenini,
del 1771, uno dei pittori più significativi della storia del
Veneto; altri affreschi interni, la pala d’altare e il battistero
ligneo costituiscono ulteriori elementi di interesse
Proprietà Privata (ente ecclesiastico)
Interesse Turistico La chiesa è un elemento architettonico
di grande interesse dal punto di vista storico-architettonico
e artistico. Rappresenta anche un punto di riferimento
importante per la vita sociale del paese
Stato di conservazione La chiesa si presenta in buono
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La chiesa è poco distante dall’itinerario interprovinciale “GiraLivenza” ed
è raggiungibile attraverso un percorso ciclopedonale già presente lungo via Due Giugno.
Visibilità pubblica: Alta, la chiesa è situata al centro del paese con ampio sagrato antistante
Fruibilità pubblica: Aperto su richiesta tutti i giorni dalla 8 alle 12, chiavi in parrocchia.
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero -l’edificio apparentemente necessita solo di manutenzione ordinaria- permetterebbe la
miglior conservazione e valorizzazione di uno degli elementi storici più significativi della città e in particolare del
suo significativo patrimonio artistico interno
118
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO08
Nome del bene Cappella votiva dedicata alla Santissima
Trinità
Localizzazione Via Molino, Torre di Mosto
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Manufatti religiosi
Tipologia Capitello votivo
Caratteristiche architettoniche principali Il manufatto
religioso è composto dalla cappella architravata con
immagine votiva protetta da un cancello. L’architrave
sorregge
un
timpano
composito
con
dedica
alla
Santissima Trinità
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
Il
manufatto
rappresenta
un
elemento architettonico rurale tipico testimone della
cultura religiosa della civiltà contadina
Stato di conservazione Il manufatto è in mediocre stato
di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il manufatto è raggiungibile dall’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
attraverso una breve deviazione che si dirama dal centro di Torre di Mosto
Visibilità pubblica: Alta, il manufatto è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Alta, il manufatto non presenta recinzione
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero del manufatto e dello spazio esterno ad esso adiacente, permetterebbe di valorizzare il bene e di
realizzare un luogo di sosta che incrementerebbe le potenzialità di visitazione del luogo in relazione al vicino
itinerario “GiraLivenza”
119
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO09
Nome del bene Villa Petrin
Localizzazione SP57, località Staffolo
Epoca di costruzione XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali La villa è
costituita da un corpo su tre piani, con forature regolari e
nessuna decorazione di rilievo. L’ingresso è posto
centralmente rispetto alla facciata principale ed è
riparato da un terrazzino al primo piano. Tra l’edificio e la
strada principale è presente un ampio giardino
Proprietà Privata
Interesse turistico L’edificio rappresenta un esempio di
villa di recente impianto e può essere considerata una
testimonianza architettonica del territorio
Stato di conservazione Il complesso è in mediocre
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La villa è connessa all’itinerario secondario ipotizzato che collega il
centro di Torre di Mosto e l’itinerario interprovinciale “GiraLivenza” con la località Staffolo e Stretti
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile dalla Strada Provinciale 57, in direzione Staffolo
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio non è visitabile
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’edificio e del giardino ad esso circostante permetterebbe la valorizzazione di un
elemento architettonico significativo del territorio di Torre di Mosto. Tale azione consentirebbe di recuperare un
edificio e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali e delle caratteristiche
architetture presenti in esso, dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
120
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO10
Nome del bene Filare di platani
Localizzazione Lungo via Staffolo (SP57), Torre di Mosto
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Filari
Caratteristiche principali Il filare è composto da alti platani
(Platanus
ibrido) posti in
sequenza lungo
la
Strada
Provinciale 57. il filare è un elemento caratteristico utilizzato
anche
come
frangivento
in
aree
agricole
e
come
identificazione della strada stessa
Proprietà Pubblica
Interesse Turistico Il filare, sia singolo che di doppia
piantumazione, è un elemento tipico del paesaggio di
bonifica e di interesse turistico in quanto potenziale elemento
di fruizione del territorio
Stato di conservazione Il filare si presenta in buono stato di
conservazione nel primo tratto e da integrare ex novo nel
secondo tratto
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il filare “segna” la SP14 sede dell’itinerario secondario intercomunale
ipotizzato (IT 1) che collega il centro di Torre di Mosto e l’itinerario interprovinciale “GiraLivenza” con la località
Staffolo e Stretti di Eraclea
Visibilità pubblica: Alta, il filare è lungo la Strada Provinciale 57
Fruibilità pubblica: Alta
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero del filare alberato (allée), attraverso interventi di manutenzione ordinaria, quali potature, trattamenti,
etc, permetterebbe il mantenimento e la valorizzazione di questo rilevante elemento del paesaggio. Si suggerisce
di integrarlo ed implementarlo anche attraverso la piantumazione di un doppio filare di platani (boulevard), azione
questa che contribuirebbe a mantenere l’aspetto monumentale dell’itinerario secondario lungo la SP 57 e nel
contempo a mettere in sicurezza l’utenza ciclopedonale di valenza intercomunale
121
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO11
Nome del bene Casa Rurale
Localizzazione Via Rotta, località Rotta
Epoca di Costruzione XVIII secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio è
costituito da un unico corpo, su due piani, sviluppato
longitudinalmente con una porzione abitativa e una
porzione adibita a stalla e fienile. La facciata principale è
caratterizzata da un interessante portico, che identifica la
porzione abitativa, caratterizzato da cinque ampi archi a
tutto sesto e da tre aperture archivoltate che definiscono
invece la parte della stalla e del fienile
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio,
rappresenta
un
tipico
esempio di antica casa rurale ed è una testimonianza
architettonica interessante della trascorsa attività agricola di
Torre di Mosto
Stato di conservazione L’edificio versa in cattivo stato di
conservazione, in particolare la porzione centrale della
copertura è crollata
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è situato lungo via Rotta
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo
del territorio di Torre di Mosto, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali e delle architetture che lo caratterizzano, dedicata alla mobilità lenta e al turismo
sostenibile
122
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO12
Nome del bene Azienda Agricola Ex-Ferri De Lazara
Localizzazione Via Sant’Elena, Torre di Mosto
Epoca di Costruzione 1905
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche architettoniche principali L’impianto a
corte comprende più edifici di morfologia diversa, a due o
tre piani, tutti con copertura a padiglione; il magazzino
presenta un’interessante scala a due rampe simmetriche di
accesso al primo piano. L’edificio con funzione residenziale
è dotato di un tipico camino veneto con torretta. L’accesso
avviene da un cancello con portale, di pregio
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
Il
bene,
per
l’organizzazione
particolare del complesso attorno ad una corte centrale,
rappresenta
un’insolita
testimonianza
architettonica
dell’attività agricola che da sempre caratterizza l’area
Stato di conservazione L’edificio si presenta in buono
stato di conservazione, è stato restaurato recentemente
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il complesso agricolo è direttamente collegato all’itinerario
interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: L’edificio è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero del complesso agricolo –necessita apparentemente solo manutenzione ordinariapermetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del territorio di Torre di Mosto. Tale azione
consentirebbe di recuperare gli edifici e di inserirli quindi in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali
e delle caratteristiche architetture presenti in esso, dedicata alla mobilità lenta e al turismo sostenibile
123
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO13
Nome del bene Agriturismo Casa Vecia
Localizzazione Via Rotta, località Rotta
Epoca di Costruzione 1929
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio è
composto da un ampio corpo principale ad uso abitativo su
tre piani, e da un annesso rustico originariamente per la
stalla e il fienile con antistante portico architravato
aggettante rispetto alla facciata principale dell’edificio.
Attualmente, dopo le opere di ristrutturazione l’edificio è
adibito ad agriturismo
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio costituisce un tipico esempio
di casa rurale e può essere considerato una testimonianza
dello sviluppo agricolo del territorio
Stato di conservazione L’edificio è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’agriturismo Casa Vecia è raggiungibile dall’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza” attraverso una breve deviazione lungo via Rotta che si dirama dal percorso in corrispondenza della
località Agenzia De Lazara
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Media, l’edificio è un agriturismo aperto al pubblico tutto l’anno
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’intervento di recupero –l’edificio necessita apparentemente solo di manutenzione ordinaria- e di connessione
con l’itinerario “GiraLivenza” permetterebbe una migliore fruibilità della struttura da parte di un turismo
enogastronomico, interessato alla riscoperta dei territori rurali e delle architetture che lo caratterizzano
124
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO14
Nome del bene Casa Rurale
Localizzazione Via Sant’Elena 41, Località Sant’Elena
Epoca di Costruzione 1850
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio è
composto da un corpo principale con funzione abitativa su
tre piani, e da un annesso rustico più basso originariamente
destinato a stalla e fienile oggi usato come deposito. La
porzione residenziale si caratterizza per un ampio arco a
piano terra che segna l’ingresso mentre l’annesso presenta
in facciata eleganti forature ad arco al piano primo.
Interessanti
citazioni
classiche
si
ritrovano
nelle
modanature in facciata, nei fregi sotto i davanzali, nei
marcapiani e nelle cornici
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio ha struttura e organizzazione
tipica della tipologia della casa rurale, arricchito però da
citazioni classiche nelle decorazioni architettoniche. Per
questo,
rappresenta
una
testimonianza
architettonica
singolare della trascorsa attività agricola di Torre di Mosto
Stato di conservazione Il corpo principale è in mediocre
stato di conservazione mentre l’annesso rustico è in cattivo
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo
del territorio di Torre di Mosto, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio in parte non utilizzato e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali e delle architetture che lo caratterizzano, dedicata alla mobilità lenta e al turismo
sostenibile
125
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO15
Nome del bene Casa Rurale
Localizzazione Via Sant’Elena 63, Località Sant’Elena
Epoca di Costruzione 1930
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’impianto
dell’edificio è tipico degli edifici rurali. E’ composto da un
corpo principale ad uso residenziale su tre piani, e un
annesso rustico più basso, ad uso di stalla e di fienile. La
facciata principale presenta forature regolari architravate
sul corpo principale e aperture archivoltate sull’annesso
rustico. E’ presente un interessante camino esterno
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio è un tipico esempio di casa
rurale caratteristica del territorio e rappresenta una
testimonianza architettonica importante della trascorsa
attività agricola di Torre di Mosto
Stato di conservazione L’edificio è in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio, collocato ai piedi dell’argine del fiume Livenza, è direttamente
collegato all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza” e accessibile attraverso una strada di accesso privata
Visibilità pubblica: Bassa, l’edificio è collocato alla fine di una strada di accesso privata
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio con relativa strada di accesso, permetterebbe la valorizzazione di un
bene rurale significativo del territorio di Torre di Mosto, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal
privato. Tale azione consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete
di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali e delle architetture che lo caratterizzano, dedicata alla mobilità lenta
e al turismo sostenibile
126
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO16
Nome del bene Bilancia fluviale di Boccafossa
Localizzazione Fiume Livenza, località Boccafossa
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Manufatti vita collettiva
Tipologia Bilance
Caratteristiche principali Questo manufatto idraulico, dalle
rilevanti dimensioni è “sospeso” sul fiume Livenza attraverso
robuste strutture metalliche e testimonia come l’attività di
pesca sia, ancora oggi, un attività importante e caratteristica
del territorio del Basso Livenza.
Torre di Mosto infatti, (denominata Portus Liquentiae), fin
dall’epoca romana, era il più importante porto fluviale sulla
Livenza prima della città di Oderzo
Proprietà Privata
Interesse Turistico Il manufatto è un elemento funzionante
per la pesca fluviale e luogo di incontro enogastronomico
durante tutto l’anno.
Stato di conservazione Il manufatto è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il manufatto è direttamente collegato all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, il manufatto è visibile dall’argine del fiume Livenza
Fruibilità pubblica: Bassa, è un bene privato
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi: Il
recupero del manufatto permetterebbe il mantenimento e la valorizzazione di uno degli elementi più suggestivi del
paesaggio fluviale e il suo inserimento in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali e degli elementi
che lo caratterizzano, dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile. Si suggerisce
l’ampliamento della volumetria (cucina e sala pranzo) per una maggiore fruibilità da parte di un turismo
enogastronomico
127
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO17
Nome del bene Paesaggio di bonifica dell’Azienda Agricola
Sacraterra
Localizzazione Via delle Bonifiche, località Boccafossa
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Paesaggio di bonifica
Caratteristiche principali
Il Paesaggio di Bonifica dell’Azienda Sacraterra è parte integrante
della grande opera di bonifica dei terreni paludosi, portata a
termine nel periodo tra le due guerre mondiali che strappò
all’acquitrino più di 3000 ettari di terreno. E’ un paesaggio dove
spiccano le linee rette e regolari generate dalla bonifica
intersecate alle linee più sinuose proprie del territorio. Altri
elementi
caratteristici
del
paesaggio
di
bonifica
sono
le
affascinanti case rurali, i filari alberati, la fitta rete di canali per la
raccolta delle acque piovane, gli imponenti manufatti idraulici
come le idrovore, le chiuse, le chiaviche e i ponti.
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
Il
paesaggio
di
bonifica
rappresenta
un’importante testimonianza del lavoro di prosciugamento delle
zone paludose che occupavano il territorio del Veneto Orientale
prima del Novecento. Il paesaggio oggi si presenta come un
territorio agricolo delimitato da un sistema di canali e manufatti
idraulici, caratterizzato da ampi orizzonti con rari elementi verticali
(case coloniche e filari alberati) che lo rendono particolarmente
suggestivo da attraversare
Stato di conservazione Il territorio della bonifica si presenta in
buono stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il paesaggio di bonifica è collegato all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza” in località Boccafossa attraverso l’itinerario secondario ipotizzato (IT 2) che attraversa la Tenuta
Sacraterra
Visibilità pubblica: Alta
Fruibilità pubblica: Alta, il paesaggio di bonifica è attraversato da un itinerario secondario
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il paesaggio di bonifica necessita di interventi di miglioramento dal punto di vista ambientale, ecologico e
idraulico, che da una parte, porterebbero vantaggi all’attività agricola attiva sul suo territorio, e dall’altra,
favorirebbero la tutela ambientale valorizzando gli elementi naturalistici attrattori di un turismo lento e sostenibile
128
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO18
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Tenuta Cellini, località Boccafossa
Epoca di Costruzione 1908
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso,
situato vicino all’argine del canale Brian, è un interessante
esempio di borgo rurale. E’ composto da un ampio edificio
sviluppato longitudinalmente, da un edificio ad uso fienile e
da una piccola casa su due piani per uso residenziale (vedi
foto
pagina
successiva).
Di
particolare
rilevanza
architettonica è il primo degli edifici citati, caratterizzato da
due ampie unità affiancate, ciascuna delle quali composta,
secondo la tipologia della casa rurale, da un corpo
principale su tre piani ad uso residenziale e da un annesso
rustico più basso caratterizzato dalla copertura sporgente in
sostituzione del tipico portico.
Proprietà Privata
Interesse Turistico La casa, con gli annessi rustici di
competenza,
è
un
esempio
di
complesso
agricolo,
caratteristico del territorio di bonifica e rappresenta una
testimonianza architettonica importante della trascorsa
attività agricola di Torre di Mosto e delle relazioni che
intercorrevano tra i borghi appartenenti alla stessa tenuta
agricola
Stato di conservazione Il complesso è in cattivo stato di
conservazione, parte della struttura del tetto è crollata
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” attraverso
l’itinerario secondario ipotizzato (IT 2) che attraversa il territorio di bonifica della Sacraterra
Visibilità pubblica: Media, il complesso è visibile solo lungo l’itinerario secondario
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo del complesso agricolo con relativa strada di accesso privata, permetterebbe la
valorizzazione di un bene architettonico particolarmente significativo del territorio di Torre di Mosto,
compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione consentirebbe di recuperare un
complesso di edifici attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori
rurali e delle architetture che lo caratterizzano, dedicata alla mobilità lenta e al turismo sostenibile
129
SCHEDA TO18
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Tenuta Cellini, località Boccafossa
Nome del bene Fienile
Nome del bene Casa
130
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO19
Nome del bene Azienda Agricola Cellini
Localizzazione Via delle Bonifiche, località Boccafossa
Epoca di Costruzione 1935, modificato nel 1970
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso,
posto all’interno del territorio di Bonifica della Sacraterra, è
il nucleo principale della Tenuta Cellini di cui fanno parte
anche gli edifici e complessi agricoli delle schede TO18,
TO20, TO21 e TO23. E’ composto da un ampio edificio
sviluppato longitudinalmente, composto a sua volta da due
blocchi affiancati utilizzato per l’essicazione, da un edificio
recentemente ristrutturato utilizzato per la produzione di
prodotti agricoli e da una piccola casa-foresteria su due
piani sede degli uffici dell’azienda (vedi foto pagina
successiva). Il complesso conserva inalterati i caratteri
formali tipici del complesso agricolo come la partitura dei
fori delle facciate e la disposizione planimetrica degli edifici
attorno ad un cortile centrale in cui anticamente si svolgeva
la vita quotidiana. Di particolare rilevanza architettonica è
l’essicatoio che emerge per le sue notevoli dimensioni
Proprietà Privata
Interesse Turistico Gli edifici rappresentano un esempio
interessante di complesso agricolo caratteristico del
territorio di bonifica. Sono una testimonianza architettonica
importante della trascorsa attività agricola di Torre di Mosto
e delle relazioni che intercorrevano tra i piccoli borghi
appartenenti alla stessa tenuta agricola
Stato di conservazione Il complesso è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” attraverso
l’itinerario secondario ipotizzato (IT 2) che attraversa il territorio di bonifica della Sacraterra
Visibilità pubblica: Alta, il complesso è visibile da via delle Bonifiche
Fruibilità pubblica: Media, il complesso agricolo è parzialmente accessibile perché adibito alla vendita diretta dei
prodotti agricoli che in esso vengono preparati
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
131
L’eventuale recupero del complesso agricolo che apparentemente necessita solo di manutenzione ordinaria,
permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del territorio di Torre di Mosto. L’azione di
collegamento con l’itinerario “GiraLivenza” consentirebbe di inserire il complesso di edifici in una “rete di itinerari”
per la riscoperta dei territori rurali e delle architetture che lo caratterizzano
132
SCHEDA TO19
Nome del bene Annesso rustico-essicatoio
Localizzazione Via delle Bonifiche, località Boccafossa
Nome del bene: Annesso rustico produttivo
Nome del bene: Casa rurale, foresteria
133
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO20
Localizzazione Tenuta Cellini, località Boccafossa
Nome del bene Casa rurale
Epoca di Costruzione 1912, ampliato nel 1935
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso,
situato lungo la strada di privata di collegamento interna
alla Tenuta Cellini, è un esempio di piccolo borgo rurale. E’
composto da un edificio con tipologia e struttura tipica della
casa rurale, da un edificio più piccolo sempre ad uso
residenziale e da due annessi, torera e pollaio (vedi foto
pagina successiva). Il primo degli edifici citati, è costituito,
secondo la tipologia tipica della casa rurale, da un corpo
principale su tre piani e un annesso rustico contiguo
caratterizzato
da
un’ampia
copertura
sporgente
in
sostituzione del classico portico presente negli annessi
rustici. I restanti edifici presentano forme semplici e
aperture regolari caratteristiche degli annessi rustici
Proprietà Privata
Interesse Turistico La casa, con gli annessi rustici di
competenza (casa, torera e pollaio), è un esempio di
complesso agricolo, caratteristico del territorio di bonifica e
rappresenta una testimonianza architettonica importante
della trascorsa attività agricola di Torre di Mosto e in
particolare delle relazioni che intercorrevano tra i borghi
appartenenti alla stessa tenuta agricola
Stato di conservazione Il complesso è in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” attraverso
l’itinerario secondario ipotizzato (IT 2) che attraversa il territorio di bonifica della Sacraterra
Visibilità pubblica: Bassa, il complesso è collocato all’interno di una vasta area privata
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo del complesso agricolo con relativa strada di accesso privata, permetterebbe la
valorizzazione di un bene architettonico particolarmente significativo del territorio di Torre di Mosto,
compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione consentirebbe di recuperare un
complesso di edifici attualmente in disuso e quindi di inserirli in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori
rurali e delle architetture che lo caratterizzano, dedicata alla mobilità lenta e al turismo sostenibile
134
SCHEDA TO20
Localizzazione Tenuta Cellini, località Boccafossa
Nome del bene Casa rurale
Nome del bene Casa rurale
Nome
del
bene
Torera e
pollaio
135
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO21
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Tenuta Cellini, località Boccafossa
Epoca di Costruzione 1935
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio
presenta le caratteristiche formali e costruttive tipiche degli
edifici rurali. E’ composto da un corpo principale su tre piani
ad uso residenziale e da un annesso rustico contiguo per la
stalla e il fienile caratterizzato da un’ampia copertura
sporgente che sostituisce il tipico portico presente negli
annessi rustici
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio è un esempio di casa rurale
caratteristica del territorio di bonifica e rappresenta una
testimonianza architettonica importante della trascorsa
attività agricola di Torre di Mosto e in particolare delle
relazioni che intercorrevano tra i borghi appartenenti alla
stessa tenuta agricola
Stato di conservazione L’edificio è in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” attraverso
l’itinerario secondario ipotizzato (IT 2) che attraversa il territorio di bonifica della Sacraterra
Visibilità pubblica: Bassa, il complesso è collocato all’interno di una vasta area privata
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio con relativa strada di accesso privata, permetterebbe la
valorizzazione di un bene architettonico-rurale particolarmente significativo del territorio di Torre di Mosto,
compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione consentirebbe di recuperare un edificio
attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali e delle
architetture che lo caratterizzano, dedicata alla mobilità lenta e al turismo sostenibile
136
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO22
Nome del bene Zona umida della Sacraterra
Localizzazione Località Boccafossa
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Zone umide
Caratteristiche architettoniche principali L’area umida è luogo
di nidificazione e svernamento di molte specie di uccelli, tra cui
gazzette, aironi, anatre e svassi. All’interno è presente un
casone
Proprietà Privata
Interesse Turistico La zona umida, essendo l’habitat naturale di
varie specie di uccelli, rappresenta un importante elemento
attrattore per il turismo ecosostenibile. E’ inoltre testimonianza
del paesaggio che caratterizzava tali aree della pianura prima
della bonifica degli anni trenta del novecento
Stato di conservazione La zona umida è in un mediocre stato
di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La zona umida è direttamente collegata al “GiraLivenza” attraverso
l’itinerario secondario ipotizzato (IT 2) che attraversa il territorio di bonifica della Sacraterra
Visibilità pubblica: Bassa, il paesaggio è collocato all’interno di una vasta zona privata
Fruibilità pubblica: Bassa, la zona umida è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero della zona umida, che necessiterebbe interventi di manutenzione ordinaria della vegetazione,
permetterebbe di mantenere e valorizzare un habitat naturale popolato da numerose specie di uccelli, rendendolo
così un importante elemento attrattore inserito in una “rete di itinerari” rivolti, in particolar modo, ad un turismo
attento e sensibile agli elementi naturalistici
137
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO23
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Tenuta Cellini, località Boccafossa
Epoca di Costruzione 1912, modificato nel 1935
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso, situato
al termine della strada privata di collegamento interna alla Tenuta
Cellini, è un esempio di piccolo complesso rurale presente
all’interno della tenuta stessa. E’ composto da un edificio con
tipologia e struttura tipica della casa rurale, da due edifici più
piccoli ad uso residenziale uno e di fienile l’altro (vedi foto pagina
successiva). Il primo degli edifici citati, è composto, secondo la
tipologia tipica della casa rurale, da un corpo principale su tre
piani e un annesso rustico contiguo caratterizzato da un’ampia
copertura sporgente in sostituzione del classico portico presente
negli annessi rustici. I restanti edifici presentano forme semplici e
aperture regolari caratteristiche degli annessi rustici
Proprietà Privata
Interesse Turistico La casa, con gli annessi di competenza, è un
esempio di complesso agricolo, caratteristico del territorio di
bonifica. Rappresenta una testimonianza architettonica importante
della trascorsa attività agricola di Torre di Mosto e in particolare
delle relazioni che intercorrevano tra i borghi appartenenti alla
stessa tenuta agricola
Stato di conservazione Il complesso è in cattivo stato di
conservazione, parte degli edifici annessi sono crollati
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente collegato all’itinerario “GiraLivenza” attraverso
l’itinerario secondario ipotizzato (IT 2) che attraversa il territorio di bonifica della Sacraterra
Visibilità pubblica: Bassa, l’edificio è collocato all’interno di una vasta area privata
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo del complesso agricolo con relativa strada di accesso privata, permetterebbe la
valorizzazione di un bene architettonico-rurale particolarmente significativo del territorio di Torre di Mosto,
compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione consentirebbe di recuperare un
complesso di edifici attualmente in disuso e quindi di inserirli in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori
rurali e delle architetture che lo caratterizzano, dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
138
SCHEDA TO23
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Tenuta Cellini, località Boccafossa
Nome del bene Casa rurale
139
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO24
Nome del bene Albero centenario Celtis Australis
Localizzazione Tenuta Cellini, località Boccafossa
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Albero monumentale
Caratteristiche principali L’albero centenario è situato
all’interno della Tenuta Cellini al termine della strada
privata che collega tutti i complessi agricoli tra loro. E’ un
esemplare centenario di Celtis Australis, protetto dai Beni
Ambientali. E’ caratterizzato da un tronco robusto con
possenti nervature, una chioma densa e di forma espansa.
E’ un elemento del paesaggio, che, grazie alla sua altezza,
spicca sull’orizzonte piatto che caratterizza il territorio di
bonifica
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’albero è un’importante testimonianza
degli elementi che un tempo facevano parte del paesaggio
di tale territorio e rappresenta un potenziale elemento di
attrazione turistica se adeguatamente connesso con la
viabilità e reso maggiormente fruibile nel rispetto del valore
ambientale
Stato di conservazione L’elemento paesaggistico si
presenta in buono stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’albero è direttamente collegato al “GiraLivenza” attraverso l’itinerario
secondario ipotizzato (IT 2) che attraversa il territorio di bonifica della Sacraterra
Visibilità pubblica: Bassa, l’albero è situato in una strada privata
Fruibilità pubblica: Bassa, l’albero è posizionato in una zona privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
X
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’albero, con la sua ampia chioma, necessita interventi di manutenzione quali potature e trattamenti,
indispensabili al fine di tutelare tale prezioso patrimonio naturale. Tali azioni valorizzerebbero il suo potere
attrattivo nei confronti di un turismo attento e sensibile agli elementi naturalistici. Si suggerisce di renderlo
accessibile ai turisti che percorrono il vicino itinerario “GiraLivenza”
140
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO25
Nome del bene Ponte girevole sul Canale Brian
Localizzazione Via Boccafossa, località Boccafossa
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Manufatti vita collettiva
Tipologia Ponti
Caratteristiche architettoniche principali Il ponte che
attraversa il Canale Brian, è costituito da un unico braccio in
ferro con perno centrale che permetteva la rotazione della
struttura per consentire il passaggio delle imbarcazioni lungo
il canale. Attualmente il meccanismo non è funzionante
Proprietà Pubblica
Interesse Turistico Il manufatto è un esempio interessante
delle opere d’ingegneria idraulica costruite durante il periodo
delle bonifiche e che caratterizzano il paesaggio
Stato di conservazione Il manufatto è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il ponte è parte integrante dell’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’itinerario attraversa il ponte
Fruibilità pubblica: Alta, il ponte è percorribile
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero –il meccanismo del ponte girevole non è attualmente funzionante e la struttura in ferro
necessita interventi di manutenzione- permetterebbe la miglior conservazione e valorizzazione di un importante
manufatto idraulico delle opere di bonifica degli anni trenta del novecento
141
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO26
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Via Livenza, località Boccafossa
Epoca di Costruzione XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio rispetta la
tipologia usuale della casa rurale. Presenta infatti un corpo
principale, su tre piani, ad uso residenziale, e un annesso
rustico contiguo di due piani, per la stalla e il fienile preceduto
da un portico architravato, sporgente rispetto alla facciata
principale dell’edificio. E’ presente un ampio camino esterno sul
lato corto dell’edificio
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio è un tipico esempio di casa rurale
presente nel territorio di bonifica e risulta una testimonianza
architettonica della trascorsa attività agricola di Torre di Mosto
Stato di conservazione L’edificio è in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente connesso con l’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile dalla strada principale, posta sopra l’argine del fiume
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene rurale significativo del
territorio di Torre di Mosto, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso, di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta
dei territori rurali e delle caratteristiche architetture presenti in esso, dedicata alla mobilità lenta e al turismo
sostenibile
142
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO27
Nome del bene Chiesetta del convento
Localizzazione Via Livenza, località Boccafossa
Epoca di Costruzione Inizio XX secolo
Categoria Edifici religiosi
Tipologia Chiese
Caratteristiche architettoniche principali La chiesa, situata ai
piedi dell’argine del fiume Livenza, è annessa al corpo
dell’adiacente convento. Presenta pianta ad unica navata e una
facciata caratterizzata da un portale in rilievo incorniciato da
lesene in mattoni che sorreggono una struttura avente i tratti di
un’edicola. Sopra il portone è presente un mezzo rosone in cui si
evidenziano decorazioni in oro
Proprietà Privata
Interesse Turistico La piccola chiesa testimonia l’evoluzione
storica e religiosa del territorio agricolo di Torre di Mosto e delle
comunità limitrofe
Stato di conservazione La chiesa è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La chiesa è direttamente connessa all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, L’edificio è visibile da via Livenza
Fruibilità pubblica: Media, la chiesa è visitabile durante gli orari di apertura
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’edificio non evidenzia particolari necessità di recupero apparenti, presenta una fruibilità media e si inserisce
pienamente nell’itinerario “GiraLivenza” valorizzandone così l’aspetto turistico
143
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO28
Nome del bene Museo della Civiltà Contadina
Localizzazione Via Sant’Anna, località Sant’Anna di
Boccafossa
Epoca di Costruzione L’edificio risale al XIX secolo
Categoria Immobili per servizi pubblici
Tipologia Museo
Caratteristiche architettoniche principali Questo piccolo
museo è stato istituito grazie all'iniziativa di un gruppo di
volontari, il Comitato Promotore per la civiltà Contadina.
Sono stati raccolti circa 2800 pezzi nella barchessa
dell'Azienda Bianchi Marzotto con l'intento di testimoniare
la vita della comunità locale legata agli imponenti lavori di
bonifica del territorio circostante, una volta caratterizzato
da paludi. Nei locali adibiti a museo trovano posto
suppellettili, corredi, macchine e attrezzature per la
lavorazione della terra. Il museo é inoltre dotato di un
laboratorio per il restauro degli oggetti recuperati
Proprietà Privata
Interesse Turistico Il museo, con la sua raccolta, è
un’importante testimonianza della vita della comunità
locale, e risulta così tappa interessante per il turista attento
e
desideroso
di
raccogliere
informazioni
sulla
sua
evoluzione storica e culturale
Stato di conservazione L’edificio è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il museo è direttamente connesso con l’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, il museo è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Media, il museo è aperto sabato e domenica
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 4
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale manutenzione e riordino museale dell’edificio permetterebbe di tutelare la valenza culturale del
museo, consentendone un migliore apprezzamento turistico e una migliore fruibilità da parte del pubblico. Inoltre
l’ipotesi per un eventuale rifacimento dell’allestimento interno, permetterebbe un incremento dei visitatori
144
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO29
Nome del bene Museo del Paesaggio
Localizzazione Località Sant’Anna di Boccafossa
Epoca di Costruzione XXI secolo e ristrutturazione
completa delle sale interne nel 2007
Categoria Immobili per servizi pubblici
Tipologia Museo
Caratteristiche architettoniche principali Il Museo del
Paesaggio, raccoglie le opere di artisti, per lo più pittori, del
novecento che hanno operato prevalentemente in Veneto e
che hanno per tema principale la rivisitazione del
paesaggio, particolarmente del territorio in analisi. ll Museo
incentra quindi la sua ricerca nella raccolta di immagini
sulla rappresentazione del Veneto così come gli artisti
l’hanno “inventato” tra fine ottocento e il primo novecento
attraverso principalmente mostre temporanee
Proprietà Pubblica
Interesse Turistico Il museo, con le sue esposizioni, è
un’importante
testimonianza
delle
trasformazioni
del
paesaggio tra ottocento e novecento, e degli artisti che in
questi territori hanno operato. Rappresenta quindi una
tappa interessante per il turista attento e desideroso di
raccogliere informazioni sulla trasformazioni del territorio e
sulla natura dei suoi paesaggi
Stato di conservazione Il museo si presenta in buone
condizioni, la parte adiacente non è agibile
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il museo è parte integrante dell’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile dalla via principale
Fruibilità pubblica: Media, aperto secondo gli orari di cui a [email protected]
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 4
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale manutenzione ordinaria dell’edificio permetterebbe di tutelare la valenza culturale del museo
consentendone un migliore apprezzamento turistico e una migliore fruibilità da parte del pubblico. Inoltre il
rifacimento dell’allestimento interno nell’area attualmente non agibile, permetterebbe il miglioramento della qualità
espositiva generale. Si ipotizza anche l’eventuale realizzazione di una consona sistemazione paesaggistica
(“giardino di bonifica”) nelle aree esterne situate nel retro degli edifici museali. Si suggerisce la realizzazione di
una guida territoriale-cofanetto multimediale “GiraLivenza” (in più lingue) con l’obiettivo di descrivere i paesaggi e
le attività turistico ricreative presenti nel territorio
145
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO30
Nome del bene Casa rurale (casa del custode del ponte)
Localizzazione Via Taglio, Torre di Mosto
Epoca di Costruzione XIX-XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio rispetta
la tipologia usuale della casa rurale. Presenta infatti un corpo
principale, su tre piani, ad uso residenziale e granaio
all’ultimo piano, e un annesso rustico di due piani, per la
stalla e il fienile preceduto da un portico architravato.
Elementi di pregio inusuali in tale strutture sono le tre
aperture ad archi che occupano la parte centrale della
facciata al piano terra e primo nel corpo principale.
E’
presente camino esterno
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio è un tipico esempio di casa
rurale
presente
nel
territorio
rurale
e
risulta
una
testimonianza architettonica interessante della trascorsa
attività agricola di Torre di Mosto
Stato di conservazione L’edificio è in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente connesso con l’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo del
territorio di Torre di Mosto, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali e delle architetture caratteristiche che in essi si trovano
146
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI TORRE DI MOSTO
SCHEDA TO31
Nome del bene Idrovora di Boccafossa
Localizzazione Via Taglio, Torre di Mosto
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Manufatti idraulici
Tipologia Idrovore
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio
rappresenta un esempio di idrovora costruita durante il
periodo delle bonifiche del Novecento e si distingue per le
forme funzionali che caratterizzano tale tipologia di edifici
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio
assume
un’importanza
storica per la funzione che lo connette al territorio di
bonifica,
testimoniando
un’importante
tappa
sua
trasformazione. Inoltre può essere considerato anche un
elemento
significativo
nell’ambito
dell’“archeologia
industriale”
Stato di conservazione L’edificio è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è situato sulla riva del Canale Brian e non è connessa
all’itinerario “GiraLivenza”. E’ eventualmente raggiungibile attraverso una piccola deviazione su via Taglio che si
dirama dal centro della località Boccafossa
Visibilità pubblica: Alta l’edificio è visibile anche da via delle Bonifiche
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero -l’edificio necessita apparentemente solo di manutenzione ordinaria- permetterebbe la
miglior conservazione e valorizzazione di un importante elemento architettonico facente parte di quella che viene
definita “archeologia industriale”. Tale azione consentirebbe di inserire l’idrovora in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali dedicata alla mobilità lenta e al turismo sostenibile
147
5.4. Individuazione cartografica su Carta Tecnica Regionale degli elementi rilevati.
Il Comune di Ceggia
148
149
150
151
152
153
154
155
5.4.1
Schede delle categorie di beni e paesaggi
del Comune di Ceggia
156
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE01
Nome del bene Casa Vendramin
Localizzazione Via Colonne, Ceggia
Epoca di Costruzione Primo impianto fine XIX secolo,
successivi ampliamenti e ristrutturazioni nel XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio,
articolato su due piani, presenta le forme e l’impianto
tipologico tradizionali della casa rurale; di particolare
interesse è il portico, caratterizzato da quattro archi
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, situato nei pressi della Villa
Zeno (Comune di Cessalto – TV) rappresenta un tipico
esempio di casa rurale caratteristica del territorio, e risulta
quindi una testimonianza architettonica interessante della
trascorsa attività agricola di Ceggia
Stato di conservazione L’edificio è in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è situato poco distante dall’itinerario “GiraLivenza” e può
essere raggiunto con una breve deviazione rispetto all’itinerario principale nel punto in cui questo percorre via
Donegal in direzione Cessalto, breve deviazione lungo via Colonne
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è posto lungo via Colonne e quindi visibile da essa
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di Ceggia, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
157
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE02
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Via Salezzo, Ceggia
Epoca
di
Costruzione
Primo
impianto
XIX
secolo,
successivi ampliamenti e ristrutturazioni nel XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio rispetta
la tipologia usuale della casa rurale. Presenta infatti un corpo
principale, su tre piani, ad uso residenziale, e un annesso
rustico di due piani, per la stalla e il fienile. Di particolare
rilievo è il camino a “doppia canna terminale”. Le facciate
dell’edificio, corpo principale e annesso, sono alleggerite da
numerose aperture (piccoli fori rettangolari regolari, distribuiti
in linea con le finestre) che ne scandiscono il ritmo.
Superfetazioni successive hanno modificato la struttura della
copertura
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio,
situato
non
lontano
dall’itinerario “GiraLivenza”, rappresenta un tipico esempio di
casa rurale presente nel territorio di bonifica, risultando una
testimonianza architettonica interessante della trascorsa
attività agricola di Ceggia. Può essere quindi considerato un
anello importante nella ricostruzione delle vicende storiche e
culturali di tale territorio
Stato di conservazione L’edificio presenta un mediocre
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è ben connesso all’itinerario “GiraLivenza”. Può essere
raggiunto prevedendo un eventuale percorso alternativo, che si diramerebbe dal “GiraLivenza” dal centro di
Ceggia e in particolare dal ponte che attraversa il Piavon, proseguendo poi in direzione Cessalto, lungo la via
principale, via Guglielmo Marconi, e successivamente lungo via Salezzo
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Salezzo
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero e riutilizzo dell’edificio e un eventuale sua connessione all’itinerario “GiraLivenza”, permetterebbe la
valorizzazione di un bene architettonico-rurale significativo del territorio di Ceggia, compatibilmente con la
destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso e
quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta
e a un turismo sostenibile
158
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE03
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Via Salezzo, Ceggia
Epoca di Costruzione Primo impianto XIX secolo, successivi
ampliamenti e ristrutturazioni nel XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio presenta le
forme e l’impianto tipologico tradizionale della casa rurale.
L’abitazione, articolata su tre piani, presenta una semplice
facciata principale, con aperture regolari e caratterizzata da
camino e relativa canna fumaria sporgenti. L’annesso rustico
indipendente dal corpo principale (foto in basso) è adibito a stalla
e fienile, è oggi utilizzato come magazzino, è articolato su due
piani e caratterizzato da mattoni faccia a vista
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, rappresentando un tipico esempio
di casa rurale caratteristica del territori, risulta una testimonianza
architettonica interessante della trascorsa attività agricola di
Ceggia
Stato di conservazione Il corpo principale dell’edificio è in buono
stato di conservazione, mentre l’annesso rustico si presenta in
mediocre stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è ben connesso all’itinerario “GiraLivenza”. Può essere
raggiunto prevedendo un eventuale percorso alternativo, che si diramerebbe dal “GiraLivenza”, dal centro di
Ceggia e in particolare dal ponte che attraversa il Piavon, proseguendo poi in direzione Cessalto, lungo la via
principale, via Guglielmo Marconi, e successivamente lungo via Salezzo
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile da via Salezzo
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero e riutilizzo dell’edificio, in particolare dell’annesso rustico, e una eventuale sua connessione
all’itinerario “GiraLivenza”, permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale significativo del
territorio di Ceggia, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione consentirebbe di
recuperare un edificio attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei
territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
159
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE04
Nome del bene Casa Carrer (ora Zoro)
Localizzazione Via Donegal, Ceggia
Epoca di Costruzione XVI secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio
rurale,
articolato su due piani e sviluppato longitudinalmente, è composto
all’affiancamento di due corpi di fabbrica, uno con l’originaria
funzione residenziale, l’altro con funzione di stalla, fienile e
deposito. La facciata principale, rivolta a sud, mostra una serie di
arcate a tutto sesto con diverse proporzioni: le prime quattro sulla
sinistra, con pilastri contraffortati, risultano più basse e più strette
delle altre sette. Sul porticato delimitato dagli archivolti, che
poggiano su robusti pilastri quadrangolari, si aprivano gli spazi di
servizio e le stanze del piano terra della casa. Le finestre
rettangolari, in asse con gli archi sottostanti, sono presenti fino
alla sesta arcata da sinistra. La facciata è conclusa da una
raffinata cornice in cotto sulla quale si imposta la copertura a due
falde
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, di grande interesse storico,
rappresenta uno dei pochi esempi di case rurali antecedenti alle
prime bonifiche dell’800. E’ per questo una testimonianza
architettonica importante della trascorsa attività agricola di Ceggia
Stato di conservazione L’edificio è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Situato lungo il Canale Piavon, l’edificio è direttamente collegato
all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile dall’itinerario principale “GiraLivenza”
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di Ceggia, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la
riscoperta dei territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
160
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE05
Nome del bene Villa Loro
Localizzazione Via Cavour, Ceggia
Epoca di Costruzione XIX – XX secolo
Categoria Edificio
Tipologia Ville
Caratteristiche architettoniche principali
Il complesso architettonico è composto da due grandi edifici
affiancati, entrambi con la facciata principale rivolta a nord.
Dei due, la costruzione più recente è un opificio oggi in
disuso, costituito da tre corpi di fabbrica disposti a “U”
rovesciata, mentre il secondo (vedi foto) è l’edificio più
antico, che comprende la casa adronale (corpo principale) di
tre piani con annesso corpo più basso che si sviluppa poi
verso sud parallelamente all’ex stabilimento. La facciata
principale del corpo padronale è organizzata secondo lo
schema
tripartito
tipico
del
palazzo
veneziano,
dove
un’apertura centrale è affiancata da finestre in asse tra loro.
Al piano nobile, i fori non sono architravati, ma richiamano
l’impostazione a edicola, conclusa alla sommità da una
cornice
modanata
aggettante, che
contiene
l’apertura
archivoltata. La facciata è, inoltre, chiusa da una cornice a
dentelli sulla quale si imposta il tetto a padiglione
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, rappresenta un esempio di
villa veneta edificata tra il XIX e il XX secolo, ed è quindi una
testimonianza architettonica dell’attività artigianale-industriale
nel territorio di Ceggia
Stato di conservazione Il complesso è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il complesso è direttamente collegato all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è situato lungo la strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, la villa è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero di parti del complesso permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico significativo
del territorio di Ceggia, quale testimonianza della presenza di famiglie nobili. Tale azione consentirebbe di
recuperare il complesso o singoli edifici, in particolare l’opificio, che attualmente risultano utilizzati in parte, e di
inserirli quindi nell’itinerario “GiraLivenza” volto alla riscoperta dei territori rurali e delle loro ville
161
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE06
Nome del bene Villa Marcello Loredan - Franchin
Localizzazione Via Prà di Levada, Ceggia
Epoca
di
Costruzione
Primo
impianto
XIII
secolo,
successivi ampliamenti e ristrutturazioni tra il XV e il XVI
secolo
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche
architettoniche
principali
La
casa
dominicale, sviluppata longitudinalmente, è caratterizzata,
nella parte centrale, dalla tradizionale tripartizione veneziana,
con centrale, in corrispondenza del quale si trova, al piano
terra, l’ingresso principale. Le finestre, architravate e con il
profilo in pietra bianca, presentano davanzali uniti da una
fascia continua che segna il prospetto. Il corpo principale è
affiancato da due strutture di tre piani, che presentano
aperture archivoltate, parzialmente tamponate. Il complesso
architettonico comprende oltre la villa, due barchesse e due
annessi,
tra
cui
spicca
una
pregevole
costruzione
settecentesca e un ampio parco
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, vincolato Ex Legge 1089/39,
rappresenta un importante esempio di villa veneta di antico
impianto, e risulta quindi una testimonianza architettonica
della presenza di nobili famiglie veneziane nel territorio di
Ceggia. E’ situata poco distante da Villa Loro
Stato di conservazione Il corpo principale è in mediocre
stato di conservazione a differenza della barchessa staccata
che è stata recentemente restaurati.
Connessioni con gli itinerari esistenti: La villa è direttamente collegata all’itinerario interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, il complesso è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Media, il complesso, è di proprietà privata ma in parte adibito a cerimonie e convegni
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
162
L’eventuale recupero di parti del complesso della Villa Marcello Loredan Franchin, permetterebbe la
valorizzazione di un bene architettonico particolarmente significativo del territorio di Ceggia, essendo uno dei
pochi esempi presenti di antica villa appartenente alla nobiltà veneziana. Tale azione consentirebbe di recuperare
il complesso o singoli edifici, e di inserirli quindi nell’itinerario “GiraLivenza” volto alla riscoperta dei territori rurali.
Nel caso specifico il suo recupero permetterebbe di valorizzare anche il parco storico che circonda la villa,
rendendola una delle principali attrazioni per un turismo lento e attento alle bellezze architettoniche e del
paesaggio dell’ambito territoriale di Ceggia
163
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE07
Nome del bene Zona umida annessa a Villa Franchin
Localizzazione La zona umida è situata all’interno della tenuta
agricola della Villa Franchin
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Zone umide
Caratteristiche principali Situato all’interno della tenuta agricola
Franchin a nord dell’omonima Villa, la zona umida era utilizzata in
passato come sito privato per l’esercizio della caccia. Oggi è un
luogo di nidificazione e svernamento di molte specie di uccelli
migratori e stanziali tipici delle zone umide e costiere (aironi,
egrette, anatre). Inoltre nel sito sono presenti specie vegetali
prevalentemente autoctone
Proprietà Privata
Interesse Turistico Tale sito rappresenta un piccolo esempio di
rinaturalizzazione delle aree di bonifica a zone umide. Le paludi
caratterizzavano infatti questo territorio. Si presenta quindi come
una testimonianza paesaggistica della presenza di situazioni
ambientali molto diverse da quelle attuali nel territorio di Ceggia
Stato di conservazione L’area si presenta in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La zona umida annessa a Villa Franchin, è direttamente connessa
all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Bassa, la zona umida è collocata nel cuore del parco della villa, non visibile quindi
dall’esterno della proprietà
Fruibilità pubblica: Bassa, la zona umida è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi: La
zona umida necessita di interventi di manutenzione ordinaria, di un progetto di tutela e miglioramento della
vegetazione arborea e arbustiva e della realizzazione di un collegamento con il complesso della Villa e con
l’itinerario “GiraLivenza”.
Nel caso specifico il suo recupero permetterebbe di mettere in rete la stessa zona umida con il complesso
monumentale della villa e con l’agriturismo posto più a sud (Cà di Levada)
164
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE08
Nome del bene Chiesa di Villa Franchin
Localizzazione Via Prà di Levada, Ceggia, all’interno del
complesso della Villa Franchin
Epoca di Costruzione 1668 e riedificata nel 1853
Categoria Edifici religiosi
Tipologia Chiese
Caratteristiche architettoniche principali La chiesa, quale
corpo unico con la villa, è un’armonica costruzione con
campanile. La pianta è costituita da un’unica navata, dove
all’interno si è custodisce un’immagine di Maria con Gesù
Bambino di scuola veneta del XVI secolo. In facciata
timpano, mezzo rosone e portale d’ingresso architravato
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, interessante esempio di
oratorio
gentilizio, testimonia l’importanza del complesso
storico a cui è annessa
Stato di conservazione La chiesa è in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La chiesa, come il complesso della villa a cui appartiene, è direttamente
collegata all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, la chiesa è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Media, la chiesa è di proprietà privata e accessibile previo appuntamento
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’edificio che apparentemente non presenta particolari necessità di recupero, potrebbe essere reso
maggiormente accessibile al pubblico. Tale intervento consentirebbe di valorizzare un bene architettonico
altrimenti non facilmente accessibile e di inserirlo nell’itinerario “GiraLivenza”, itinerario volto alla riscoperta dei
territori rurali e dei suoi beni architettonici
165
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE09
Nome del bene “Annesso di villa Franchin”
Localizzazione Ingresso in Via Triestina, località Prà di
Levada
Epoca
di
Costruzione
Primo
impianto
XIX
secolo,
successivi ampliamenti e ristrutturazioni nel XX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio,
articolato su due piani, non presenta le forme e l’impianto
tipologico tradizionale della casa rurale. La facciata è
semplice,
caratterizzata
da
lesene
che
sottolineano
l’ingresso principale L’intero fabbricato è coronato da una
cornice di gronda linearmente modanata.
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio,
situato
nei
pressi
del
complesso di Villa Franchin, rappresenta un tipico esempio
di antica casa rurale presente nel territorio. Risulta una
testimonianza architettonica interessante della trascorsa
attività agricola di Ceggia e in particolare della vita del borgo
legata a Villa Franchin e agli edifici limitrofi
Stato di conservazione L’edificio presenta un mediocre
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente connesso all’itinerario secondario proposto
denominato
“Villa Franchin” che si interseca all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza” in corrispondenza
dell’accesso a villa Franchin
Visibilità pubblica: Bassa, l’edificio non è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di Ceggia, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in disuso, di inserirlo direttamente nell’itinerario secondario
proposto e quindi connetterlo all’itinerario “GiraLivenza”
166
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE10
Nome del bene “Annesso rurale di villa Franchin”
Localizzazione Via Prà di Levada 13, località Prà di Levada
Epoca di Costruzione Prima metà XIX secolo
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio, situato
nei pressi del complesso di Villa Franchin, è sviluppato
longitudinalmente e organizzato su due piani. La facciata è
asimmetrica, caratterizzata da un ampio portico che da una
parte è contraddistinto da cinque piccole arcate e da finestre
in
linea
e
dall’altra
è
segnato
due
grandi
arcate
successivamente tamponate. Altri elementi decorativi sono le
cornici, che, lievemente aggettanti, conferiscono, assieme
alle ripetizioni dei fori, un ritmo cadenzato alla facciata
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio,
situato
nei
pressi
del
complesso di Villa Franchin, rappresenta un tipico esempio
di antica casa rurale presente nel territorio. E’ una
testimonianza architettonica interessante della trascorsa
attività agricola di Ceggia e in particolare della vita del borgo
legata alla Villa Franchin e agli edifici limitrofi
Stato di conservazione L’edifico, fortemente rimaneggiato,
versa in cattivo stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente connesso all’itinerario secondario proposto
denominato
“Villa Franchin” che si interseca all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza” in corrispondenza
dell’accesso a Villa Franchin
Visibilità pubblica: Bassa, l’edificio è visibile ma rientrante rispetto alla viabilità pubblica
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
X
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio, permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di Ceggia, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente adibito a magazzino e quindi di inserirlo direttamente
nell’itinerario secondario proposto e quindi connetterlo all’itinerario “GiraLivenza”
167
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE11
Nome del bene Casa Rurale
Localizzazione Via Prà di Levada, Ceggia
Epoca di Costruzione Prima metà XIX secolo, successivi
ampliamenti e ristrutturazioni
Categoria Edificio
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
Il
corpo
principale dell’edificio, di tre piani, si caratterizza per
l’interessante succedersi delle sette arcate a tutto sesto del
vasto portico, sulle quali si impostano simmetricamente le
aperture del primo e del secondo piano. La facciata si
conclude con la cornice di gronda dentellata. Il rustico,
sporgente rispetto alla facciata principale del corpo più alto, è
caratterizzato anch’esso da un vasto portico di cinque arcate
a tutto sesto, in cui l’ultimo arco è stato successivamente
tamponato e da una copertura ad una falda. Unico elemento
decorativo è la cornice di gronda linearmente modanata
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio,
situato
nei
pressi
del
complesso di Villa Franchin, rappresenta un tipico esempio
di antica casa rurale presente nel territorio. E’ una
testimonianza architettonica interessante della trascorsa
attività agricola di Ceggia e in particolare della vita del borgo
legata a Villa Franchin e agli edifici limitrofi
Stato di conservazione L’edificio versa in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio è direttamente connesso all’itinerario secondario proposto
denominato
“Villa Franchin” che si interseca all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza” in corrispondenza
dell’accesso a Villa Franchin
Visibilità pubblica: Bassa, l’edificio non è visibile
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di Ceggia, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio attualmente disabitato e quindi di inserirlo direttamente nell’itinerario
secondario proposto e quindi connetterlo all’itinerario “GiraLivenza”
168
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE12
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Via Rivazancana di Sotto, Ceggia
Epoca di Costruzione Prima metà XIX secolo, successivi
ampliamenti e ristrutturazioni
Categoria Edificio
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio,
articolato su due piani, presenta le forme e l’impianto
tipologico tradizionale della casa rurale. Il fabbricato è
caratterizzato da un portico di cinque arcate a tutto sesto e
da una copertura a falde
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio rappresenta un tipico esempio
di antica casa rurale presente nel territorio. E’ una
testimonianza architettonica interessante della trascorsa
attività agricola di Ceggia
Stato di conservazione L’edificio presenta un cattivo stato
di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è collegato all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza, ma
è possibile raggiungerlo attraverso il previsto itinerario secondario (itinerario secondario denominato “Ponte
romano”) intersecante la SS14
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è perfettamente visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di Ceggia, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare l’edificio e di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali
dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
169
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE13
Nome del bene Capella votiva
Localizzazione Via Rivazancana di Sotto, Ceggia
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Manufatti religiosi
Tipologia Cappelle votive
Caratteristiche architettoniche principali Il manufatto
religioso è composto dalla cappella con immagine religiosa
aperta all’esterno attraverso un arco a tutto sesto e da un
portico antistante sorretto da sottili colonne concluso da un
timpano dalla forma composita
Proprietà Privata
Interesse Turistico Il manufatto, struttura architettonica
rurale tipica, è testimoniaza della cultura religiosa della civiltà
contadina
Stato di conservazione Il manufatto si presenta in mediocre
stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il manufatto non è collegato all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”.
E’ possibile raggiungerlo compiendo una breve deviazione rispetto all’itinerario principale, lungo la statale SS14,
da via Cavour in località Prà di Levada in direzione Ceggia. Lungo la stessa via (SS14), nei pressi di tale
manufatto, sono presenti altri edifici di interesse architettonico
Visibilità pubblica: Alta, il manufatto è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Alta, il manufatto, non essendo recintato, è fruibile liberamente dal pubblico
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero del manufatto e relativa pertinenza, permetterebbe di realizzare un luogo di sosta che valorizzerebbe
e incrementerebbe le potenzialità di visitazione del luogo in relazione all’ipotesi progettuale inserita nel Piano
Trerriotoriale della Mobilità Ciclistica che prevede un percorso di 380 m
170
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE14
Nome del bene Casa rurale
Localizzazione Via Rivazancana di Sotto, Ceggia
Epoca di Costruzione Primo impianto nella prima metà
XIX secolo, successivi ampliamenti e ristrutturazioni
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche
architettoniche
principali
L’edificio,
sviluppato longitudinalmente su due piani, presenta le
forme e l’impianto tipologico tradizionale della casa rurale.
Parte di esso era infatti adibito ad abitazione e parte a
fienile e stalla. Il portico, caratterizzato da quattro archi,
definisce la partitura della facciata principale. Sul lato corto
dell’edificio è presente un voluminoso camino esterno
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
L’edificio
rappresenta
un
tipico
esempio di casa rurale presente nel territorio ed è una
testimonianza architettonica della trascorsa attività agricola
di Ceggia
Stato di conservazione L’edificio è in cattivo stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è collegato all’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”. E’
possibile raggiungerlo compiendo una breve deviazione rispetto all’itinerario principale, lungo la statale SS14, da
via Cavour in località Prà di Levada in direzione Ceggia. Lungo la stessa via (SS14), nei pressi di questa casa
rurale, sono presenti altri edifici di interesse architettonico
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile dalla strada principale (SS14)
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo dell’edificio, permetterebbe la valorizzazione di un bene architettonico-rurale
significativo del territorio di Ceggia, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale azione
consentirebbe di recuperare un edificio disabitato e quindi di inserirlo in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei
territori rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
171
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE15
Nome del bene Villa Genovese - Bragadin
Localizzazione Via Guglielmo Marconi, Ceggia
Epoca di Costruzione 1640
Categoria Edifici
Tipologia Ville
Caratteristiche
architettoniche
principali
La
villa
è
composta da un corpo principale su tre piani e un annesso
laterale contiguo, sempre di tre piani, con carattere più
rustico. La facciata della parte nobile della villa, presenta lo
stile del “palazzo veneziano”, con composizione tripartita
caratterizzata
da
un
asse
compositivo
centrale
in
corrispondenza dell’ingresso principale. Nel parco si trova
una vera da pozzo tardo-rinascimentale, datata 1591
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, rappresenta un importante
esempio di villa veneta di antico impianto, e è quindi una
testimonianza architettonica della presenza di nobili famiglie
veneziane nel territorio di Ceggia
Stato di conservazione Il complesso è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La Villa è collegata all’itinerario secondario denominato “Bosco di Olmè”
che mette in relazione il centro di Ceggia (connesso direttamente al “GiraLivenza”) con la riserva naturalistica del
bosco di Olmè
Visibilità pubblica: Alta, il complesso è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, il complesso è di proprietà privata, in parte affittato ad enti pubblici
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero del complesso o di alcune sue parti, permetterebbe la valorizzazione di un bene
architettonico significativo del territorio di Ceggia, quale testimonianza della presenza di famiglie nobili nel
territorio e quale esempio di villa veneta di antico impianto. Tale azione consentirebbe incrementare la fruizione
turistica della villa all’interno dell’itinerario “GiraLivenza” e dell’itineraio secondario “Bosco di Olmè”
172
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE16
Nome del bene Oratorio Bragadin
Localizzazione Via Guglielmo Marconi, Ceggia
Epoca di Costruzione Ricostruzione nel 1795
Categoria Edifici religiosi
Tipologia Oratori
Caratteristiche architettoniche principali L'edificio, in stile
neoclassico, presenta un’unica navata centrale con cappelle
laterali e un piccolo abside semicircolare al termine della
navata centrale, nella quale si possono ammirare gli affreschi
attribuiti a Giuseppe Bernardino Bison (1762-1844). La
facciata, con timpano e segnata da lesene con capitello in
stile ionico, è lineare. In origine, il piccolo edificio era stato
eretto accanto all’omonima villa, dal nobile Marco Antonio
Bragadin, governatore veneziano di Cipro
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, situato poco distante da Villa
Bragadin,
è
un
interessante
elemento
architettonico
testimone della storia legata alla villa e delle famiglie nobili
che l’hanno posseduta. Assieme al complesso principale di
Villa Bragadin, è soggetto a tutela ai sensi di legge nazionale
Stato di conservazione Buono stato di conservazione, è
stato restaurato recentemente
Connessioni con gli itinerari esistenti: La Villa è collegata all’itinerario secondario denominato “Bosco di Olmè”
che mette in relazione il centro di Ceggia (connesso direttamente al “GiraLivenza”) con la riserva naturalistica del
bosco di Olmè
Visibilità pubblica: L’edificio è visibile dalla via principale
Fruibilità pubblica: Alta, visitabile a richiesta
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero della chiesa –l’edificio apparentemente necessita solo di manutenzione ordinariapermetterebbe la miglior conservazione e valorizzazione di uno degli elementi architettonici più significativi per la
storia del Comune di Ceggia.
173
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE17
Nome del bene Azienda Agricola Bragatto
Localizzazione Via Caltorta, località Case Doretto
Epoca di Costruzione 1922
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche architettoniche principali Il complesso agricolo
è costituito da un corpo principale, ad uso abitativo, su tre piani e
da un annesso rustico utilizzato come magazzino e cantina.
Quest’ultimo, di recente edificazione, è composto a sua volta da
tre corpi affiancati, leggibili in facciata attraverso la copertura a
falde
Proprietà Privata
Interesse Turistico Il complesso rappresenta un esempio
recente di casa rurale-azienda agricola, e risulta comunque una
testimonianza architettonica interessante della attività agricola di
Ceggia attuale e del passato
Stato di conservazione Il complesso si presenta in buono stato
di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il complesso agricolo non risulta connesso all’itinerario “GiraLivenza”. E’
vicino all’itinerario secondario “Bosco di Olmè” al quale può facilmente connettersi.
Visibilità pubblica: Alta, il complesso, anche se rientrante rispetto alla strada principale, è visibile
Fruibilità pubblica: Bassa, il complesso è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero e riutilizzo del complesso agricolo permetterebbe la valorizzazione di un importante bene
architettonico-rurale del territorio di Ceggia, compatibilmente con la destinazione d’uso scelta dal privato. Tale
azione consentirebbe di recuperare un complesso agricolo attualmente in uso agevolando da una parte l’attività
dell’azienda stessa e dall’altra il turista attento e sensibile agli elementi paesaggistici presenti in essa. Inoltre
permetterebbe l’inserimento del complesso architettonico in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori
rurali dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
174
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE18
Nome del bene Casa Davanzo
Localizzazione Via Ramedello, Ceggia
Epoca di Costruzione Primo impianto nella prima metà XIX
secolo, successivi ampliamenti e ristrutturazioni
Categoria Edifici
Tipologia Edifici rurali
Caratteristiche architettoniche principali L’edificio, articolato su
due piani, presenta le caratteristiche formali e costruttive tipiche
degli edifici rurali e si caratterizza, sul fronte interno, per
l’interessante succedersi delle sei arcate a tutto sesto del vasto
portico e per la cornice finemente modanata. Il fronte lungo la
strada è privo di decorazioni e scandito da aperture architravate.
La copertura è a falde
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio rappresenta un elegante esempio di
casa rurale ed è una testimonianza architettonica della trascorsa
attività agricola di Ceggia
Stato di conservazione L’edificio si presenta in buono stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è collegato all’itinerario “GiraLivenza”. E’ possibile
raggiungerlo facenedo un breve deviazione dall’itinerario secondario di connessione che collega il Bosco di Olmè
con il centro di Ceggia. Nelle vicinanze sono visibili altri elementi architettonici rurali di rilievo (case rurali e
idrovora)
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio, trovandosi lungo la strada principale è facilmente visibile
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’edificio e la sua connessione all’itinerario secondario di collegamento tra Ceggia e il
Bosco di Olmè, permetterebbero la valorizzazione di un bene architettonico-rurale significativo del territorio di
Ceggia. Tale azione consentirebbe di recuperare un edificio attualmente in uso e quindi di inserirlo in una “rete di
itinerari” per la riscoperta dei territori rurali e degli elementi architettonici che li caratterizzano, dedicata soprattutto
alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
175
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE19
Nome del bene Case Formighè
Localizzazione Via Formighè, Ceggia
Epoca di Costruzione Primo impianto precedente XIX secolo,
successivi ampliamenti e ristrutturazioni
Categoria Edifici
Tipologia Complessi agricoli
Caratteristiche
architettoniche
principali Il
complesso
è
composto da due edifici. Il primo sviluppato longitudinalmente su
tre piani, presenta un corpo più antico caratterizzato da un
elegante portico con piccole arcate a tutto sesto sorrette da
colonne
in
pietra
e
un
corpo
più
recente
intonacato
compositamente più semplice. Il secondo presenta i tratti di un
annesso rustico con funzione di stalla, fienile e deposito attrezzi.
E’ presente inoltre una piccola cappella all’estremità dell’ala
minore
Proprietà Privata
Interesse Turistico L’edificio, rappresentando un elegante
esempio
di
complesso
rurale
tipico
del
territorio,
quale
testimonianza architettonica della trascorsa attività agricola di
Ceggia
Stato di conservazione Il complesso è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: L’edificio non è collegato all’itinerario “GiraLivenza”. E’ possibile
raggiungerlo facenedo un breve deviazione dall’itinerario secondario di connessione che collega il Bosco di Olmè
con il centro di Ceggia. Nelle vicinanze sono visibili altri elementi architettonici rurali di rilievo (case rurali e
idrovora)
Visibilità pubblica: Alta, l’edificio è visibile dalla strada principale
Fruibilità pubblica: Bassa, l’edificio è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 2
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
L’eventuale recupero dell’edificio e la sua connessione all’itinerario secondario di collegamento tra Ceggia e il
Bosco di Olmè, permetterebbero la valorizzazione di un bene architettonico-rurale significativo del territorio di
Ceggia. Tale azione consentirebbe di recuperare un edificio in parte in uso e in parte in disuso e quindi di inserirlo
in una “rete di itinerari” per la riscoperta dei territori rurali e degli elementi architettonici che li caratterizzano,
dedicata soprattutto alla mobilità lenta e a un turismo sostenibile
176
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE20
Nome del bene Vasca di lagunaggio, ex zuccherificio Eridania
Localizzazione Via Fossà, Ceggia
Epoca di Costruzione XX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Zona umida
Caratteristiche principali La vasca, fa parte del complesso
dell’ex zuccherificio Eridania, costruito nel XX secolo e che rimane
testimone dello sviluppo economico di questa terra. Utilizzata in
passato nelle fasi di produzione dello zucchero da barbabietola,
oggi è un luogo di nidificazione e svernamento di molte specie di
uccelli migratori e stanziali tipici delle zone umide e costiere
(aironi, egrette, anatre). Inoltre nel sito sono presenti numerose
specie vegetali tipica delle zone umide
Proprietà Privata
Interesse Turistico La vasca rappresenta un esempio di
conversione di un manufatto industriale ad ambito naturalistico.
Pur rimanendo una testimonianza architettonica delle attività
industriali del territorio è potenzialmente un sito di valore
paesaggistico capace di attrarre un turismo didattico e attento alla
tutela dell’ambiente
Stato di conservazione La vasca si presenta in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: La vasca è direttamente connessa all’itinerario che, partendo dalla
vasca stessa lungo l’argine del Canale Piavon si congiunge al centro cittadino. Questo itinerario all’altezza del
ponte sul Canale Piavon è collegabile con un altro itinerario che può condurre il turista all’importante sito
archeologico del “Ponte Romano”
Visibilità pubblica: Bassa, la vasca è circondata da alti argini e quindi non visibile dalla strada
Fruibilità pubblica: Bassa, la vasca è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
X
No
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il recupero della vasca, con interventi di miglioramento dal punto di vista ambientale, ecologico e idraulico, unito
al collegamento diretto con un itinerario secondario, permetterebbe da una parte di valorizzare gli elementi
naturali in essa stabilizzatisi e dall’altra di diventare un sito di forte attrazione per un turismo lento, attento e
sensibile agli elementi naturali. In particolare al fine di migliorare la fruibilità dell’area si prede la realizzazione di
una torre di osservazione dell’intera area umida
177
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE21
Nome del bene Canale Canalat
Localizzazione Zona sud-est del Comune di Ceggia
Epoca di Costruzione Elemento naturale
Categoria Paesaggi
Tipologia Canale
Caratteristiche principali Il canale Canalat era il paleoalveo del
Fiume Piavon, il suo corso è meandriforme e collega la zona
centrale del paese fino al sito archeologico del ponte romano
lambendo il “paesaggio di bonifica del Grassaga”
Proprietà Pubblica
Interesse Turistico Il canale, sebbene con una piccola portata
d’acqua, rappresenta un elemento paesaggistico di rilievo e
connettore tra la realtà cittadina e la campagna con i suoi
elementi paesaggistici di pregio. Testimonia inoltre l’attività
agricola di tali territori, essendo fonte naturale per l’irrigazione e
scolo di acque piovane
Stato di conservazione Il canale è in mediocre stato di
conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Lungo le rive del Canale Canalat si prevede la realizzazione di un
itinerario secondario che collega il centro di Ceggia con il sito archeologico del ponte romano e della via Annia e
proseguire, intersecando la SS14, verso nord fino a ricongiungersi con l’itinerario principale interprovinciale
“GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Bassa, il Canale attraversa fondi agricoli privati
Fruibilità pubblica: Bassa, le rive del canale sono private
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323 Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
> di 100 mila euro
X
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
La manutenzione del Canale Canalat, comprensiva del miglioramento dello stato della vegetazione ripariale, unita
al progetto di realizzazione di un itinerario secondario sulla riva sinistra, permetterebbero la valorizzazione degli
elementi naturali presenti lungo il corso d’acqua assieme alla funzione di collegamento diretto del sito
archeologico del ”Ponte romano” con il centro del paese
178
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE22
Nome del bene Paesaggio di bonifica del Grassaga
Localizzazione Area tra il canale Canalat e il canale Piavon
Epoca di Costruzione Prima metà del XX secolo
Categoria Paesaggi
Tipologia Paesaggio di bonifica
Caratteristiche principali Il Paesaggio di Bonifica del Grassaga
è parte integrante della grande opera di bonifica dei terreni
paludosi, portata a termine nel periodo tra le due guerre mondiali
che strappò all’acquitrino più di 3000 ettari di terreno. E’ un
paesaggio caratterizzato dalle geometrie di linee rette generate
dalla bonifica, intersecate alle linee più sinuose proprie del
paleoalveo fluviale. Altri elementi caratteristici del paesaggio di
bonifica sono le architetture delle case rurali, i filari e viali alberati,
la fitta rete di canali per la raccolta delle acque piovane, gli
imponenti manufatti idraulici come le idrovore, necessarie per le
opere di bonifica, le chiuse, le chiaviche e i ponti.
Proprietà Privata
Interesse
Turistico
Il
paesaggio
di
bonifica
rappresenta
un’importante testimonianza del lavoro di prosciugamento delle
zone paludose che occupavano il territorio del Veneto Orientale
prima del Novecento. Il paesaggio oggi si presenta come un
territorio agricolo delimitato da un sistema di canali e manufatti
idraulici, caratterizzato da ampi orizzonti con rari elementi verticali
(case coloniche e filari alberati) che lo rendono particolarmente
suggestivo da attraversare
Stato di conservazione Il territorio della bonifica si presenta in
buono stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il paesaggio di bonifica è lambito dall’itinerario secondario che collega il
centro di Ceggia con il sito archeologico del ponte romano e della via Annia e proseguire, intersecando la SS14,
verso nord fino a ricongiungersi con l’itinerario principale interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta, il paesaggio è visibile dalla strada sull’argine del canale Piavon
Fruibilità pubblica: Bassa, il paesaggio di bonifica è di proprietà privata
Cantierabilità:
Si
No
Non rilevata
X
Inseribile nella Misura 323/a Azione 3
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Il paesaggio di bonifica necessita di interventi di miglioramento dal punto di vista ambientale, ecologico e
idraulico, che da una parte, porterebbero vantaggi all’attività agricola e dall’altra, favorirebbero la tutela
ambientale valorizzando gli elementi naturalistici attrattori di un turismo lento e sostenibile
179
TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE
ARCHITETTURA E PAESAGGIO RURALE DEL COMUNE DI CEGGIA
SCHEDA CE23
Nome del bene Resti del Ponte Romano
Localizzazione Via Ponte Romano, Ceggia
Epoca di Costruzione I secolo d.C.
Categoria Siti archeologici
Tipologia Ponte romano
Caratteristiche principali Il ponte attraversava l’antico corso del
fiume Piavon e di esso rimangono le fondamenta in blocchi di
arenaria provenienti dalle cave delle Prealpi Friulane, e le due
testate. I resti furono trovati nel 1948, nel terreno di proprietà della
famiglia Loro. I blocchi in pietra arenaria, legati tra loro con malta,
presentano incavi marginali per “grappe” di ferro che dovevano
assicurare maggiore compattezza alla costruzione. Le testate del
ponte sono conformate a cuneo secondo una tecnica usuale nel
mondo romano usata al fine di rompere l'impeto della corrente ed
evitare la formazione di vortici e rigurgiti. Il ponte formava tre
arcate; gli archi, di cui nulla rimane se non un blocco prismatico
iniziale
su
cui
s'impostavano
gli
elementi
dell'estradosso,
dovevano essere conformati a sesto ribassato.
Proprietà Pubblica
Interesse
Turistico
Il
reperto
archeologico
testimonia
il
passaggio, in tali territori dell’antica via Annia, strada commerciale
romana. E’ un elemento architettonico che testimonia la storia più
antica del territorio del comune di Ceggia
Stato di conservazione Il reperto archeologico si presenta in
buono stato di conservazione
Connessioni con gli itinerari esistenti: Il sito archeologico è direttamente collegato all’itinerario che collega il
centro di Ceggia con il sito archeologico del ponte romano e della via Annia e proseguire, intersecando la SS14,
verso nord fino a ricongiungersi con l’itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
Visibilità pubblica: Alta
Fruibilità pubblica: Alta, il sito archeologico, di proprietà pubblica, è protetto da una struttura lignea che ne
definisce il perimetro di pertinenza ma che è sempre aperta
Cantierabilità:
Si
No
X
Non rilevata
Inseribile nella Misura 323/a Azione 4
Costo ipotetico dell’intervento:
< di 100 mila euro
X
> di 100 mila euro
In che modo il manufatto, attraverso il suo recupero, incrementa le potenzialità turistiche dei luoghi:
Gli eventuali lavori di miglioramento dello spazio esterno antistante al manufatto archeologico, permetterebbero di
realizzare un luogo di sosta per il visitatore che valorizzerebbe il sito e incrementerebbe la sua fruibilità, anche in
relazione alla previsione del passaggio di un itinerario secondario
180
6
Considerazioni sul legame delle singole ”tipologie” di beni / paesaggi, come
individuati al capitolo 5, come testimonianza dell’ economia rurale tradizionale ,
motivo di attrattività , motivo di coesione sociale e identità culturale locale.
Le considerazioni sul legame sono così sintetizzabili per le diverse tipologie :
•
Le tipologie: “edifici rurali”, “ville”, sono storicamente la testimonianza dell’ economia
rurale tradizionale, sviluppata nei secoli nel territorio. Si pensi alla “Civiltà di Villa” ,
durante il periodo della Serenissima Repubblica di Venezia e alla sua massima
espressione architettonica con Andrea Palladio e “Villa Zeno”, visitabile dal territorio in
oggetto di studio, anche se localizzata a Donegal di Cessalto, con il suo originario
contesto paessagistico-fluviale ubicato proprio nel Comune di Ceggia. Oppure si pensi al
“Novecento” e al periodo storico delle grandi bonifiche, in cui le case rurali sono state - e
per certe zone lo sono ancora - testimonianza indiscussa, oltre che di coesione sociale,
anche di identità culturale della stessa “civiltà contadina”. Molteplici poi sono i motivi di
attrattività turistica quali ad esempio quello storico, quello architettonico oltre che quello
prettamente paesaggistico, elementi questi che sono il fondamento dell’ identità culturale
locale.
•
Le tipologie: “oratori”, “edifici religiosi”, “cappelle votive” sono profondamente legati “…al
tempo del mercante e al tempo della chiesa” parafrasando un noto storico francese, nel
senso che questi beni rappresentano un motivo indubbio di coesione sociale, dove le
popolazioni si identificano da secoli e dove la “civiltà contadina” si lega ai valori fondativi
della tradizione storica della religione cristiana. Sono beni, magari di valore storicotestimoniale, ed alcuni con modesto valore artistico, ma assumono importanza in quanto
“rappresentativi di attrattività e di coesione sociale” soprattutto per certi strati sociali delle
popolazioni, che ancora oggi si riconoscono ad esempio nella periodicità di certe funzioni
religiose (Si pensi alla funzione aggregativo-sociale dei capitelli e delle cappelle votive
utilizzati per la recita del “Rosario alla Madonna” nel mese di maggio)
•
Le tipologie di beni: “Idrovore, manufatti idraulici, ponti, bilance, vasca di lagunaggio” …
sono di fatto elementi storici , legati al mondo della bonifica, e allo svolgimento delle
attività economiche tradizionali delle zone rurali. Le idrovore ed i ponti rappresentano un
particolare valore testimoniale e di identità culturale locale. Infatti proprio per le loro
tecnologie costruttive e meccaniche, ricordano la storia economico-sociale di questi
territori, e ancora oggi svolgono una funzione di salvaguardia e tutela del territorio
diventando anche elementi di attrazione turistica quali esempi di archeologia industriale.
181
Anche gli altri manufatti di vita collettiva, quali fontane, lavatoi, meridiane o le stesse
“bilance” per la pesca fluviale, sono considerati dei testimoni importanti della tradizione
storica dell’economia rurale tradizionale e per certi versi motivo di coesione sociale,
come si riscontra soprattutto nei piccoli borghi e nelle frazioni del territorio considerato.
•
Le tipologie dei teatri e musei (sia pubblici che privati) rappresentano di per sé un
grande motivo di attrazione funzionale e turistica, oltre che di aggregazione e coesione
sociale. Nel Comune di Torre di Mosto si segnalano la presenza di due musei: il Museo
del Paesaggio (pubblico) ed il Museo della Civiltà Contadina (privato), mentre nel
Comune di Santo Stino di Livenza è funzionante il Cinema-Teatro (pubblico) dedicato a
Romano Pascutto. Nel Comune di Ceggia si segnala la Fondazione privata “Progetto
Contemporaneo” particolarmente attiva anche in campo internazionale con studi sull’
architettura contemporanea e sul paesaggio. Le funzioni museali, unite a quelle civiche e
religiose, se messe in “rete”, possono costituire un volano e motivo di attrattività turistica
sia per i turisti che per studiosi e cultori del paesagggio. Una proposta di museo
innovativo “open air”, potrebbe essere applicata anche in questi territori, ad esempio
proponendo il ripristino del “Ponte della Provincia” tra Santo Stino di Livenza e Torre di
Mosto quale elemento del paesaggio fluviale da collegare “in rete” con gli altri manufatti
idraulici caratterizzanti il territorio, così da formare uno specifico itinerario museale.
Analoghe considerazioni sul legame esistente tra gli elementi del paesaggio -quali
testimonianza dell’ economia rurale tradizionale (si pensi ad esempio alla bonifica), motivo di
attrattività, motivo di coesione sociale e identità culturale locale-. si possono estendere alle
tipologie di paesaggio identificate al capitolo 5 e puntualizzate nelle schedature. Gli elementi
paesaggistici della bonifica, il paesaggio vitivinicolo, il paesaggio fluviale con i suoi canali, i
paleoalvei, oppure gli alberi monumentali, le zone umide, i boschi ed i filari frangivento
diventano, se conservati e valorizzati in un prossimo futuro, ulteriore testimonianza dell’
economia rurale tradizionale, ma soprattutto motivo di attrattività anche turistica, e di
coesione sociale / identità culturale del territorio della Livenza.
7
Rispondenza degli interventi di conservazione, gestione e/o pubblica fruizione
degli elementi oggetto di studio, alle principali politiche regionali
Gli ipotizzati interventi di conservazione, gestione e/o pubblica fruizione, oggetto del
presente Studio sono stati schedati e localizzati nei Comuni di Torre di Mosto, Ceggia, Santo
Stino di Livenza, come indicato alle precedenti schede.
182
In tutti gli eventuali interventi prospetta dallo Studio nel territorio della Livenza, sussiste il
pieno rispetto alle principali politiche regionali previste dal PTRC della Regione Veneto e
dallo strumento del PTCP della Provincia di Venezia oltre che dal Piano di Sviluppo Locale
del GAL Venezia Orientale.
La rispondenza dei potenziali interventi ipotizzati, sottesi nelle schedature, può essere
valutata in primis, attraverso una “coerenza metodologica e di indirizzo” sottesa dagli stessi
strumenti di governo del territorio.
Trattandosi di interventi di recupero ambientale e di restauro architettonico, tutti i potenziali
interventi schedati, dovranno nella eventuale fase progettuale rispettare le indicazioni degli
strumenti urbanistici comunali, sia di carattere generale che attuativi, nel rispetto anche di
tutte le prescrizioni espresse dagli Enti Territoriali di competenza quali Genio Civile,
Consorzio di Bonifica …
Nel caso delle “ville venete”, specificatamente schedate nel presente studio, e nella fase di
eventuale progettazione degli interventi di restauro / ristrutturazione, sarà importante
verificare anche le modalità di eventuali cofinanziamenti sul bene e/o sul paesaggio, come
previsto dalla legislazione vigente in materia di ville venete.
In ogni caso, come pure per i siti archeologici (esempio “Ponte Romano” di Ceggia …), che
per quelli paesaggistici, sarà importante preliminarmente valutare il contributo -anche
metodologico- fornito dalla competente Soprintendenza di Venezia, sia per i singoli manufatti
che per la tutela dei paesaggi individuati, come previsto dalla vigente normativa.
Nel caso negli interventi nei musei di Torre di Mosto e nell’ edificio del Cinema-teatro
“Romano Pascutto” di San Stino di Livenza, beni questi con elevata fruibilità culturale
pubblica, è importante contestualizzare gli eventuali interventi ammissibili previsti con la
Misura 323/A azione 4, all’interno di “progetti culturali” dove le iniziative di “promozione
culturale del territorio” siano relazionate e supportate con gli Enti preposti allo “sviluppo
turistico territoriale, e dell’identità locale”, nello specifico la Provincia di Venezia e la Regione
Veneto, che annualmente programmano iniziative, con il fine di realizzare una “rete di eventi
per il territorio”, auspicabili di forte visibilità, quale motivo di attrattività turistica.
8
Giustificazione e conferma della rispondenza degli interventi proposti rispetto agli
obiettivi e alle strategie complessive del Programma di Sviluppo Locale di VeGAL
La strategia prevista dal PSL “Itinerari, paesaggi e prodotti della terra” prevede la
connessione delle principali risorse dell’area in itinerari integrati costa-entroterra, rafforzare
183
l’identità culturale dell’area e valorizzare il paesaggio. Il territorio dispone infatti di una serie
di risorse non collegate, frutto di parziali interventi di recupero e valorizzazione.
Un’opportuna azione di messa in rete e di realizzazione di iniziative pilota e di connessione,
consentirà di rendere fruibili una rete di itinerari sul territorio ambito del PSL. Ne risulta quindi
la piena rispondenza degli interventi proposti all’interno del presente Studio con la strategia
prevista dal citato PSL.
Le proposte delineate nello Studio sono coerenti anche con il tema centrale del PSL, volto
alla creazione di itinerari di turismo rurale integrati tra la costa e l’entroterra che connettano
le risorse ambientali, agro/enoturistiche, storico-culturali dell’area. Lo Studio mette infatti in
luce le principali componenti storico-culturali, paesaggistiche, artistiche, architettoniche del
territorio di riferimento, componenti (costituite da beni e paesaggi) che rappresentano in vero
valore aggiunto degli itinerari di fruizione.
Infine, all’interno delle cinque linee strategiche d’intervento previste dal PSL (qualità della
vita; diversificazione; paesaggio-ambiente; filiere corte e prodotti; governance) lo Studio, che
rientra nella linea strategica volta alla “qualità della vita”, è pienamente coerente con un
approccio volto a favorire la riqualificazione e la valorizzazione delle caratteristiche storicoarchitettoniche e costruttive di fabbricati, immobili e manufatti che presentano un preciso
interesse storico, artistico, paesaggistico o culturale, ai fini della relativa conservazione e
pubblica fruizione.
Lo Studio risulta di fondamentale importanza non solo per contribuire a tutelare e a
tramandare la memoria storica dell’attività e della cultura rurale, ma anche per il contributo
che fornisce al processo di riqualificazione del territorio rurale e alla strategia complessiva
per il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni rurali.
A conclusione degli studi è emerso che l’avvio di una serie di potenziali interventi di recupero
da eseguirsi sui beni quali “Chiese e Cappelle Votive” permetterebbe di realizzare dei
progetti pilota per la valorizzazione del territorio rurale al fine di accrescerne la sua identità.
Alcuni di questi interventi permetterebbero anche di aumentare l’aggregazione sociale delle
popolazioni e nel contempo di valorizzare -rendendoli maggiormente fruibili- i beni
architettonici e gli elementi paesaggistici -ad esempio i filari alberati- caratterizzanti i luoghi
del canali fluviali.
Particolare importanza andrà riservata ai potenziali interventi di recupero delle “Case rurali e
delle ville venete”, proprio in quanto beni di importanza storico-testimoniale, al fine di
trasmettere consapevolmente l’identità specifica dei luoghi. Anche dal punto di vista dei beni
paesaggistici, importante saranno ad esempio le progettazioni ambientali per la
valorizzazione dei “filari alberati” presenti nel territorio, attraverso potenziali progetti pilota di
valorizzano della loro specificità paesaggistica.
184
Infine strategiche sono anche le connessioni dirette tra gli stessi beni storico-architettonici e
quelli
paesaggistici,
attraverso
l’ipotizzato
“rete
della
mobilità
lenta”
individuata
embrionalmente nelle tavole allegate, composta da nove itinerari secondari ciclo-pedonali,
per definire nei tre territori comunali di studio “una economia della mobilità lenta”, quale
prospettiva economica futura per uno sviluppo ecosostenibile.
Itinerari secondari che si collegheranno all’esistente itinerario interprovinciale “GiraLivenza”
che, nella parte già realizzata nei Comuni di Torre di Mosto e di Ceggia, ha permesso lo
sviluppo di una prima serie di itinerari lungo l’asta fluviale della Livenza con l’importante
collegamento ciclo-pedonale a Caorle, dove andrebbero curate annualmente le opere di
ordinaria manutenzione. Itinerario del “GiraLivenza” che a Caorle si innesta nella Litoranea
Veneta , considerata dalla R.E.V. itinerario principale sia ciclabile che navigabile.
Altro fondamentale itinerario è costituito dalla “Strada dei Vini D.O.C. Lison-Pramaggiore”
che consente, con il suo itinerario intercomunale, di relazionare diversi manufatti e beni
paesaggistici schedati da questo studio, con uno specifico itinerario secondario, che si
collega a Concordia Sagittaria ed ipotizzato dal presente lavoro.
In sintesi quindi si è definito un quadro organico sovracomunale di analisi delle principali
componenti storico-culturali, architettoniche e paesaggistiche che caratterizzano i territori e
nel contempo sono state evidenziate le molteplici potenzialità di trasformazione, attraverso
un’ ipotesi per la costituzione di una “rete di relazioni prioritarie tra beni archiettonici e
paesaggistici”
quale
sistema
di
valorizzazione
delle
aree
rurali
come
espresso
compiutamente negli obiettivi e strategie complessive del Programma di Sviluppo Locale
“Itinerari, paesaggi e prodotti della terra” redatto dal VeGAL di Portogruaro.
9
Connessione delle risorse censite, beni/paesaggi, attraverso degli itinerari
secondari anche di progetto, con il collegamento agli itinerari principali già esistenti
nei territori
9.1 L’itinerario secondario storico-naturalistico
Il territorio della Livenza, nei Comuni di Ceggia, Santo Stino di Livenza e Torre di Mosto
presenta, come si è potuto constatare nelle fase di analisi, di cui ai capitoli precedenti, un
sistema articolato di piste ciclabili esistenti e, dalla programmazione comunale, si evincono
anche una serie di opere infrastrutturanti e prioritarie, che definiscono una rete delle ciclabili
di progetto.
185
Opere dai costi di realizzazione anche elevati, che si presuppone che verranno realizzate in
tempi medio–lunghi, vista l’attuale congiuntura economica, e la cui ricaduta nel territorio non
è al momento quantificabile.
L’itinerario secondario storico-naturalistico è invece un percorso ciclo-pedonale, per lo più
esistente che attraversa strade secondarie -quasi sempre pubbliche- sia in contesti storici
che naturalistici di pregio ambientale. Lo scopo degli itinerari, espressi normalmente anche
attraverso una rigorosa progettazione della segnaletica, è quello di promuovere la visita dei
luoghi storici, dei beni architettonici e rurali oltre che dei paesaggi censiti nel presente studio,
e contestualmente promuovere una “economia della mobilità lenta”, quale nuova risorsa per i
territori rurali.
Nell’area studio dei territori della Livenza, si ritiene elemento fondamentale per la
realizzazione di una “rete secondaria della mobilità lenta” l’intermodalità tra gli stessi sistemi
di comunicazione riassumibili in pedonale, ciclabile, fluviale, e soprattutto l’uso del treno -con
l’ eventuale servizio “Bici al Seguito”- attivabile presso le stazioni ferroviarie di San Stino di
Livenza e Ceggia- oltre che dagli autobus pubblici … al fine di rendere visibile, sia al
potenziale turista che al cittadino, un itinerario ed una rete fruibile turisticamente, con lo
scopo di valorizzazione compiutamente le “risorse territoriali” costituite dai beni e dagli
elementi paesaggistici, censite dal presente Studio.
9.2 Gli itinerari intercomunali “GiraLivenza” e “Strada dei Vini D.O.C. LisonPramaggiore”
Nei tre territori comunali oggetto del presente studio, sono stati sviluppati negli scorsi anni,
con il cofinanziamento dell’ Unione Europea -Programma Leader-, Regione Veneto e dl GAL
Venezia Orientale, delle progettualità che ha portato alla realizzazione di opere puntuali con
il fine di realizzare un itinerario intercomunale storico-naturalistco-fluviale denominato
“GiraLivenza” nei Comuni di Torre di Mosto (capofila amministrativo) e di Caorle.
Successivamente, con fondi propri il Comune di Santo Stino di Livenza, ha approvato dei
progetti preliminari per implementare il percorso principale, ma soprattutto per accedere al
cofinanziamento delle opere per tratti / manufatti considerati strategici. (Ad esempio lo
storico “Ponte della Provincia” tra i Comuni di Torre di Mosto e Santo Stino di Livenza, l’
itinerario secondario verso Cà Cottoni , etc…)
Infine il Comune di Ceggia, con fondi propri, ha realizzato un progetto di segnaletica
“GiraLivenza” integrandosi formalmente a quando precedentemente sviluppato dagli altri
comuni sopra menzionati, con l’intento di integrare l’itinerario anche verso la confinante
186
Provincia di Treviso dove emergono importanti beni quali il Bosco di Olmè e la Villa Zeno,
entrambi localizzati nel confinante Comune di Cessalto.
Nel Dicemnbre del 2009, viene siglato il “Protocollo d’intesa interprovinciale GiraLivenza”, tra
le tre Province di Venezia, Treviso e Pordenone. Con tale documento programmatico di fatto
l’itinerario naturalistico “GiraLivenza” diventa un unitario itinerario interprovinciale ciclopedonale, oltre che un nautico, lungo tutto il percorso del fiume, collegando tre Province e
due Regioni. Il fine è di caratterizzare una nuova offerta turistica, fondata anche sulla
valorizzazione dei territori rurali, dei centri storici, della valorizzazione dei prodotti enologici,
nonché sulla promozione dei prodotti agricoli caratteristici, espressione anche di una antica
tradizione enogastronomica nelle tre Province.
Il “Protocollo d’intesa interprovinciale” ha recepito, di fatto, anche l’ impostazione del PTRC
della Regione Veneto, che con il “corridoio ecologico della Livenza” individua nella ciclabile
“Caorle-Portobuffolè” un itinerario ciclabile con caratteristiche a priorità regionale.
Nei territori comunali di Ceggia, San Stino di Livenza e Torre di Mosto -oggetto del presente
studio- si è così evidenziato in cartografia l’itinerario intercomunale “GiraLivenza” nell’
allegata planimetria di sintesi (in formato A0) , quale elemento strutturante la mobilità lenta
dei tre comuni e di collegamento all’ itinerario principale della Litoranea Veneta, secondo
quanto stabilito dalla R.E.V.
Si è analizzato l’ itinerario anche alla luce delle analisi progettuali del Piano Territoriale della
Mobilità Ciclistica, ai sensi della L.R. 39/91 D.G.R. N. 3640 del 30/11/2009, che ha
evidenziato come ad esempio nel Comune di Ceggia, possa essere strategica l’ eventuale
realizzazione – quale ipotesi di progetto- di un tratto di ciclabile (con una lunghezza di circa
380 m) all’ interno di un itinerario secondario di valorizzazione dei territori, con un percorso
che potrebbe mettere in “rete” diversi elementi -beni/paesaggi- , di cui alla schedatura
specifica, quali il “Canalat ed il Ponte Romano” in quanto elementi attrattori e con
caratteristiche di identità territoriale.
Altro itinerario intercomunale, interessante i territori oggetto di studio, è costituito dalla
“Strada dei Vini D.O.C. Lison-Pramaggiore”. Questa Strada dei Vini, completamente
tabellata nel territorio, è stata istituita con apposita DGR dalla Regione Veneto e attraversa
puntualmente il territorio comunale di Santo Stino di LIvenza, che si ricorda è anche una
delle quattro “Città del Vino”, proprio per la sua importante vocazione vitivinicola.
L’allegata planimetria progettuale di sintesi (in formato A0) evidenzia con opportuna grafia
nel Comune di Santo Stino di Livenza il tracciato dell’ itinerario principale “Strada dei Vini
187
D.O.C. Lison-Pramaggiore” localizzando -a nord di Santo Stino di Livenza- anche l’ area
comunale
a maggiore vocazione vitivinicola dove, di fatto sono appunto localizzate
importanti cantine e superfici a vigneto.
Uno degli scopi di questo itinerario principale, attraversante “trasversalmente” il territorio
comunale di San Stino di Livenza, è di sottendere ad un importante collegamento verso la
città turistica di Caorle, dove di fatto la presenza di vigneti e di cantine è alquanto ridotta, ma
è invece strategica la sua funzione di città balneare dalle molteplici presenze turistiche, che
può portare al settore vitivinicolo e all’entroterra rurale forti flussi turistici periodici,
incrementando così nel contempo la destagionalizzazione dell’offerta turistica .
9.3 Gli itinerari secondari in relazione all’applicazione della Misura 313 azione 1
“ITINERARI”
Il presente studio ha evidenziato nella cartografia allegata gli itinerari intercomunali
“GiraLivenza”
e
“Strada
dei
Vini
D.O.C.
Lison-Pramaggiore”,
contestualmente
ha
georeferenziato nei territori della Livenza, nei i tre comuni di Santo Stino di Livenza, Ceggia
e Torre di Mosto, i manufatti (beni) e gli elementi paesaggistici.
Si è quindi ipotizzata una potenziale “rete” di itinerari secondari strategici, atti a collegare i
principali beni/manufatti, gli elementi del paesaggio e gli itinerari principali precedentemente
descritti.
L’ obiettivo è stato quello, una volta verificate nei luoghi le modalità di connessione ciclopedonale, di dare maggiore valenza turistica ai beni censiti attraverso l’individuazione in
planimetria di una ipotesi per potenziali gli itinerari secondari di progetto, collegandoli al
GiraLivenza per poi intersecare la Litoranea Veneta.
Ipotesi che prevede per la sua eventuale realizzazione, da parte dei soggetti beneficiari, l’uso
del bando di cofinanziamento previsto dalla “Misura 313 Azione 1 ITINERARI”, al fine di
poter realizzare e qualificare l’itinerario secondario, proprio quale “funzione di collegamento
agli itinerari principali” (Litoranea Veneta, sia ciclabile che navigabile) che caratterizzano il
territorio della Livenza nei tre comuni in oggetto.
Quindi, le ipotesi progettuali tracciate nell’ allegata mappa, sono da considerarsi
percorsi/itinerari secondari o “percorsi di collegamento” in quanto tracciati che con i relativi
interventi, saranno in grado di favorire, direttamente o indirettamente, “ …il miglioramento
complessivo della rete di interconnessione e di collegamento tra i percorsi secondari,
188
prevedendo un’ effettiva intersezione con quelli principali (Litoranea Veneta) , oppure un
aumento del numero dei territori ad essi collegati o, ancora il completamento anche parziale
di tragitti destinati al collegamento tra i suddetti percorsi o che consentono comunque il
consolidamento di collegamenti già finanziati da risorse pubbliche…” (Definizione in parte
tratta dagli obiettivi PSR 2007-2013 Misura 313 azione 1)
Le connessioni attraverso itinerari secondari, ipotizzati nel presente studio tra i principali
manufatti/beni paesaggistici, e gli itinerari intercomunali “GiraLivenza” e “Strada dei Vini
D.O.C. Lison-Pramaggiore” sono così evidenziati nei tre comuni:
Comune di Torre di Mosto
- Ipotesi di “Itinerario secondario n.1”, di raccordo tra l’elemento paesaggistico “filare alberato
frangivento di Via Confin” di cui alla scheda n TO3” con il percorso
intercomunale
“GiraLivenza” in direzione Ceggia. Si prevedendo l’integrazione di alberature autoctone
lungo il caratteristico filare, la realizzazione di eventuale area di sosta su area pubblica
esistente , un ulteriore ripristino di alberature anche in prossimità della rotatoria di Via Confin,
per una maggiore fruibilità turistica in relazione alla vicina “Chiesetta della Maria Bambina” di
cui alla scheda n.TO5”. Itinerario secondario questo, intersecante il “GiraLivenza”, che
permette una potenziale valorizzare sia di un manufatto che di un bene paesaggistico del
territorio che prosegue poi in direzione Staffolo-Stretti di Eraclea lungo la strada provinciale
caratterizzata da un’imponente “filare alberato” di platani di cui alla scheda n.TO11 dalle
molteplici potenzialità trasformative.
- Ipotesi di “Itinerario secondario n.2”, di raccordo tra l’elemento paesaggistico dello storico
albero “Celtis Australis” di cui alla scheda n.TO24 -nella “Tenuta Sacraterra” di Torre di
Mosto-, che verrà inserito nel breve in un percorso -in corso di realizzazione da parte della
stessa azienda agricola- che si connetterebbe all’itinerario intercomunale “GiraLivenza”
proprio in prossimità di Boccafossa. Sullo stesso itinerario si inserirebbe una deviazione che
collega la “zona umida di Boccafossa, di cui alla scheda n.TO22” di proprietà privata, che
completa le caratteristiche naturalistiche di questo itinerario secondario proposto.
Comune di San Stino di Livenza
- Ipotesi di “Itinerario secondario n.3”, quale raccordo secondario, tra l’elemento
paesaggistico della “Riviera del Malgher” di cui alla scheda n. SS03 - Chiesa della Madonna
del Rosario – di cui alla scheda n. SS 12 - e il percorso intercomunale “GiraLivenza” in
189
direzione Motta di Livenza (Tv), attraversano la chiesa di cui alla scheda n.SS06, quindi si
immette nella strada verso est attraversando il paesaggio vitivinicolo, il “Bosco di Bandiziol e
Prassacon” per giungere in Comune di Annone Venete in località Loncon.
-
Ipotesi di “Itinerario secondario n.4”, di connessione tra la località di “San Giorgio di
Livenza (Comune di Caorle) con la località di Cà Cottoni (Comuni di Caorle) attraversante il
territorio del Comune di San Stino di Livenza, come individuato nella allegata tavola A0 di
sintesi progettuale. E’ un itinerario strategico per il Comune di San Stino di Livenza, con
cantierabilità nel breve termine, con l’obiettivo strategico di mettere in sicurezza un tratto del
percorso intercomunale “GiraLivenza” e nel contempo di collegare la Chiesetta di Cà Cottoni
e il suo nuovo pontile fluviale, al centro abitato di S. Giorgio di Livenza. L’intervento per
quanto detto precedentemente ha caratteristiche intercomunali, pur essendo localizzato tutto
in territorio di San Stino di Livenza.
- Ipotesi di “Itinerario secondario n.5”, per la realizzazione di una connessione secondaria tra
il Centro Storico di Torre di Mosto, -attraverso Via dei Pioppi con il “doppio filare storico” di
pioppi cipressini di cui alla scheda n.SS26 -, e il paesaggio di bonifica della zona di “Sette
Sorelle” nel Comune di Santo Stino di Livenza e prosegue raggiungendo l’ idrovora di cui alla
scheda n. SS 25 , seguendo il corso del fiume Loncon immettersi nel Comune di Concordia
Sagittaria. E’ un itinerario secondario che collegherebbe il “GiraLivenza” alla “Strada dei Vini
D.O.C.
Lison-Pramaggiore”,
di
valenza
intercomunale
e
anche
con
“notorietà
cinematografica” acquisita da tempo dai luoghi. Auspicabile è un’azione di ripristino
ambientale nei tratti mancanti delle alberature dei filari che compongono questo grande
elemento paesaggistico, eventualmente proseguirne la realizzazione ex-novo, utilizzando i
potenziali cofinanziamenti della Misura 313 azione 1.
Nel Comune di Ceggia
- Ipotesi di “Itinerario secondario n.6” quale percorso di raccordo denominato “Ponte
Romano”, come individuato nella planimetria allegata. Trattasi di un tratto di ciclabile di
nuova realizzazione, inserita in un più vasto itinerario ecoturistico detto del “Canalat-Ponte
Romano” – di cui alle schede n. CE 23 , quale itinerario secondario e della memoria ( I luoghi
della “Via Annia”) direttamente intersecante il percorso intercomunale “GiraLivenza”;
- Ipotesi di “Itinerario secondario n.7” - denominato “Bosco di Olmè”- quale percorso
secondario di valorizzazione paesaggistica e ricreativa, con un collegamento intercomunale
tra la Stazione Ferroviaria di Ceggia e il Bosco di Olmè di Cessalto, quale elemento
190
paesaggistico identificante il territorio, e quindi da connettere –quale risorsa principaleall’itinerario intercomunale “GiraLivenza”;
- Ipotesi di “Itinerario secondario n.8” realizzazione di percorso secondario, di connessione al
“GiraLivenza” quale collegamento ciclo-pedonale all’area della “Vasca da naturalizzare nell’
ex-Zuccherificio Eridania” (di cui alla scheda n. CE20) anche attraverso l’eventuale nuova
realizzazione di manufatti per il birdwatching e l’ osservazione naturalistica dell’ area umida.
- Ipotesi di “Itinerario secondario n.9 ”denominato di “Villa Franchin” , di cui alla scheda n.
CE06, per la realizzazione di percorso secondario, intersecante lo stesso percorso
intercomunale “GiraLivenza”, quale collegamento ciclo-pedonale della stessa Villa Franchin,
il parco,la zona umida – di cui alla scheda n. CE07, e l’intero complesso architettonico con
un vicino agriturismo.
Tutti le nove ipotesi di percorso secondario sopra descritte sono state graficamente
individuate, con apposita grafia (colore rosso), nell’elaborato di sintesi -in formato AO- che è
parte integrante del presente studio, oltre che in appositi ingrandimenti cartografici in formato
A4, allegati alla presente relazione. Lo scopo è quello di far emergere chiaramente la
funzione strategica di tali percorsi/itinerari secondari, con il fine ultimo di evidenziare le
connessioni o tra beni/paesaggi che sono stati oggetto della schedatura del presente Studio.
Allegati grafici:
N.1 Mappa formato AO “Territorio del Fiume Livenza”
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Comune di Torre di Mosto
Ipotesi per itinerario secondario n. 1 e n. 2
192
193
Comune di San Stino di Livenza
Ipotesi per itinerario secondario n. 3
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Comune di San Stino di Livenza
Ipotesi per itinerario secondario n. 4
195
Comune di San Stino di Livenza
Ipotesi per itinerario secondario n. 5
196
Comune di Ceggia
Ipotesi per itinerario secondario n. 6; n. 7 “Bosco di Olmè; n. 8 e n. 9 “Villa Franchin”
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Scarica

Studio territorio del fiume Livenza. Azione 1