Psicologia Anno Accademico 2007-2008 Anna Borghi [email protected] Sito web: http://laral.istc.cnr.it/borghi 1 Memoria semantica vs. teorie “embodied” dei concetti (e del linguaggio) 2 Indice Memoria semantica: compiti usati Memoria semantica: modelli a rete Definizione di concetti Visione tradizionale e nuova dei concetti Concetti e percezione: evidenze L’idea dei concetti basati sull’azione Concetti e affordances I concetti on-line: dalla visione all’azione I concetti off-line: dal linguaggio all’azione Conclusione 3 Memoria semantica: come studiarla Compiti di associazione Compiti di generazione di caratteristiche Es.canarino-uccello (si’) / canarino-nido (no) - RT + errori Verifica di proprieta’ Es. Il canarino e’ un uccello? - RT + errori Verifica di categoria (category verification) Es. Uccello – piume, coda, canta, cinguetta, zampe codifica Verifica di frasi (sentence verification) Es. Cane – coda, abbaia, ne ho uno, mi piace - codifica Es. Canarino-zampe (si`) / canarino-coperchio (no) - RT + errori Decisione lessicale Parola – non parola - RT + errori 4 I modelli a rete - Hierarchical semantic network ASSUNZIONI I concetti sono rappresentati in una rete di nodi interconnessi La distanza tra I nodi rappresenta la somiglianza tra essi I concetti sono definiti dalle loro connessioni con altri concetti 5 I modelli a rete - Hierarchical semantic network – Collins e Quillian, 1969 Organizzazione gerarchica: I concetti sono organizzati in modo gerarchico Ogni membro è collegato ad un solo nodo sovraordinato Ogni membro di categoria ha uguale status Principio di economia cognitiva: le proprieta’ sono codificate al livello piu’ alto possibile Verifiche sperimentali a) Effetto di grandezza di categoria: es. un pettirosso e’ un uccello / e’ un animale b) Economia cognitiva: es. un uccello ha le piume / ha la pelle 6 Come funziona il modello 7 Problemi del modello di Collins e Quillian a) Limiti dell’assunzione gerarchica 1) opposto dell’effetto della grandezza di categoria Un cane e’ un mammifero vs. E’ un animale Un pettirosso vs. Uno struzzo e’ un uccello b) Limiti dell’economia cognitiva: Esempio Distanza RT Banjo-strings 0 1100 1210 goose-wings 1 1150 orange-edible 2 1060 Esempio Associazione RT (msec) goldfish-mouth debole elm-roots orange-edible media alta 1110 1060 RT legati piu’ al tasso di associazione che alla distanza nella gerarchia c) RT di frasi negative non previsti dal modello Frasi non plausibili: A leopard is a snail. Frasi plausibili: A tiger has a mane. RT(msec) 1500 RT(msec) 1700 RT piu’ veloci per le frasi non plausibili. 8 I modelli a rete - Il modello della diffusione dell’attivazione (Collins e Loftus, 1975) 1. Non gerarchico: la lunghezza dei legami rappresenta il grado di relazione. Il tempo di ricerca dipende dalla lunghezza delle connessioni 2. Diffusione dell’attivazione (Spreading Activation): l’attivazione di uno dei legami porta ad attivare parzialmente i nodi connessi. Il grado di attivazione cala con la distanza. 3. L’attivazione decresce con il tempo. Questo spiega il priming: si ricorda prima quanto presentato poco tempo fa. 9 Come funziona il modello 10 Previsioni del modello della “spreading activation” a. Effetti di tipicita’ : Un pettirosso e’ un uccello vs. Una gallina e’ un uccello. b. Priming Semantico: Compito di decisione lessicale (parola/non parola): prime bread target butter RT 600 nurse butter 670 11 I modelli a rete – Propositional network models – Anderson, 1983 La conoscenza e’ rappresentata in reti. Le connessioni tra reti hanno la forma di proposizioni. Es.The tall lawyer believed the men were from Mars. 12 Modelli di confronto tra tratti (feature comparison models) Assunzione: Concetti rappresentati come insiemi di tratti Cane [vivente coda abbaia .... .....] Cane da caccia [vivente coda ..... ottimo fiuto .....] Tratti definienti vs. Tratti caratteristici:es. Relazioni tra concetti calcolate in base agli attributi comuni 13 Previsioni e problemi dei modelli di confronto tra tratti Previsioni: 1. Effetto dell’ampiezza di categoria: Un pettirosso e’ un uccello vs. E’ un animale. 2. Effetti di tipicita’ Un pettirosso e’ un uccello vs. Un pinguino e’ un uccello. 3. Rifiuto veloce di frasi false: Un pipistrello e’ un uccello vs. Una matita e’ un uccello 1. Problemi: Tratti definitori? 2. Priming semantico (relazioni concettuali)? 14 Conclusioni sulla memoria semantica Due questioni principali: rappresentazione: rete o lista di tratti? elaborazione : intersezione, attivazione di percorsi, confronto tra tratti? Modelli attuali: Reti neurali: modellate riprendendo la struttura del sistema nervoso. Mantengono molti degli assunti dei modelli di “spreading activation”. 15 CONCETTI E CATEGORIZZAZIONE Capacita’ di interagire con cio’ che ci circonda: basata sulla capacita’ di categorizzare oggetti e entita’, mantenere in memoria l’informazione su di essi e farne uso Concetti = aspetti cognitivi e mentali delle categorie. “Colla mentale” che lega le esperienze passate con l’interazione attuale con il mondo (Murphy, 2002). Qui focus sui concetti di oggetti 16 VISIONE TRADIZIONALE: IN SINTESI Concetti = simboli connessi in modo arbitrario ai loro referenti Astratti, non rimandano alla percezione e all’azione – AAA (astratti-arbitrariamodali) statici – dall’evento sensoriale alla struttura permanente di conoscenza organizzati in modo gerarchico (tassonomie), non per situazioni e in funzione dell’azione utili per conoscere, non per agire: legati alla conoscenza, non all’azione 17 VISIONE TRADIZIONALE: IN SINTESI Memoria semantica: modulare Distinta dai sistemi sensomotori e dalla memoria episodica Amodale Significato = combinazione di simboli AAA tramite regole sintattiche 18 VISIONE “EMBODIED” DEI CONCETTI E DEL SIGNIFICATO Concetti = riattivazione del pattern di attivita’ neurale che si ha durante la percezione e l’interazione con oggetti ed entita’ (Barsalou, 1999: concetti = simboli percettivi) “grounded” nei processi percettivi e motori – Non AAA (Astratti, Amodali, Arbitrari) multimodali, non amodali (Gallese & Lakoff, 2005) dinamici, variano in funzione del contesto, degli obiettivi etc. organizzati in relazione a contesti e situazioni, non secondo relazioni gerarchiche (tassonomie) utili per agire: ruolo adattivo - Assunto sottostante: “Knowledge is for acting” (Wilson, 2002) Significato: comprensione del linguaggio come simulazione tramite19gli PROCESSO DI TRADUZIONE? NO! Stati percettivi traduzione ALBERO foglie, tronco, rami Attivazione neurale riferimento Stati percettivi Liste di tratti, frames, schemi, reti semantiche Registrazione parziale Attivazione neurale Riattivazione parziale Immagini, schemi di 20 immagine, simboli percettivi Concetti e doppie dissociazioni living / non living 21 DOPPIE DISSOCIAZIONI LIVING - NON LIVING Difficoltà selettive osservate in pazienti con compiti relativi a figure e parole Difficolta’ con i viventi ma buona performance con i non viventi (Warrington & Shallice 1984) pattern opposto esistente ma meno frequente 3 domini: Animali, Capitani et al., 2003) Piante, Oggetti (rassegna di 22 2 SPIEGAZIONI: SPECIFICITÀ PER MODALITÀ E PER DOMINIO SPECIFICITA’ PER MODALITA’. Specializzazione della memoria semantica in diversi sistemi di significato differenti in funzione della loro importanza per l'acquisizione della conoscenza. Artefatti: informazione legata ad azione e funzione; oggetti naturali: caratteristiche visive (Crutch & Warrington, 2003; McCarthy & Warrington, 1988) SPECIFICITA’ PER DOMINIO.. Organizzazione della memoria semantica per domini di conoscenza. Ruolo rilevante dei domini rilevanti sul piano evoluzionistico: animali, piante, artefatti (tools) (Caramazza & Shelton, 1998; Caramazza & Mahon, 2003) 23 COME SPIEGARE LE DISSOCIAZIONI Opposizione tra modelli basati su tratti vs su categorie: Tratti vs. categorie Opposizione tra modelli amodali e specifici per modalità: Specificità per modalità vs. per dominio 24 RAPPRESENTAZIONE BASATA SU TRATTI, NON CATEGORIE Martin & al. (1996, 2000 etc.) Soggetti normali studiati con PET. Categorie di animali e artefatti, parole di colore e azione. Compito: naming silente Animali: attivazione aree lobo occipitale – Colore: attivazione aree occipitali -> aspetti visivi. Tools (artefatti): attivazione dell’area premotoria sinistra (attivata anche immaginando di afferrare oggetti con la mano), e del giro temporale mediano (attivata anche nel generare termini di azioni). Quindi: l’informazione su attributi degli oggetti non e’ immagazzinata in una regione singola del cervello ma distribuita, e informazione su tratti diversi e’ immagazzinata in regioni diverse. Boronat et al, 2005 25 SPECIFICITA’ PER MODALITA’: VERIFICA DI PROPRIETA’ Pecher, Zeelenberg, & Barsalou (2003). Compito: Verifica di proprietà. Materiale: Coppie di parole, nome e proprietà (uditive, visive, motorie, olfattive, gustative, tattili). Proprietà da verificare in sequenza possono avere la stessa modalità o una modalità diversa. Risultati: verificare una parola con modalità uditiva (MARMO-freddo) più lento e provoca più errori dopo aver verificato una proprietà in una modalità diversa (MOLLE DEL LETTO - cigolanti) che nella stessa modalità (BURRO DI ARACHIDI – appiccicoso). Cambiare modalità è un costo. 26 Mean RT (ms) SPECIFICITA’ PER MODALITA’: VERIFICA DI PROPRIETA’ 1160 1140 1120 1100 1080 1060 1040 Context Trial Same Modality Different Modality Living Things Non Living Things Target Domain o Marques, 2005. oReplica viventi. dei risultati di Pecher et al. sia con concetti di esseri viventi che non oSostegno per una teoria specifica per modalita’ ma anche per dominio (artefatti, oggetti naturali) 27 CONTRO LA SPECIFICITA’ PER DOMINIO: GLI OGGETTI MANIPOLABILI Compito di categorizzazione (naturale vs. artefatto) di figure. PET. Corteccia premotoria sinistra piu’ attivata durante la categorizzazione di oggetti manipolabili (es. frutta, indumenti, utensili). Effetto di manipolabilita’ indipendente dalla funzione e dalla categoria dell’oggetto. Gerlach, Law, Paulson, 2002. 28 CONTRO LA SPECIFICITA’ PER DOMINIO: GLI OGGETTI MANIPOLABILI Chao & Martin, 2000 Visione di oggetti afferrabili (es. Martello): attivazione nelle aree motorie e parietali per afferrare gli oggetti Non per oggetti non afferrabili (es. Edifici, animali, facce) Effetto indipendente dalla categoria (living, non living) Kellenbach, Brett, & Patterson (2003) Risultati analoghi 29 COME SPIEGARE LE DISSOCIAZIONI Opposizione tra modelli basati su tratti vs. su categorie: Tratti non categorie Opposizione tra modelli amodali e specifici per modalità: Specificità per modalità non per dominio 30 Concetti di oggetti e percezione orientata all’azione 31 CONCETTI E PERCEZIONE: EYE TRACKING Michael Spivey et al., 2001 Compiti: immaginazione e costruzione di modelli mentali con rilevazione di movimenti oculari. Quando ascoltano una storia o guardando un display bianco o addirittura con gli occhi chiusi i soggetti muovono gli occhi nella direzione corrispondente agli eventi immaginati. Es. Grattacielo vs. canyon Preparazione all’azione? 32 CONCETTI E PERCEZIONE: PRODUZIONE DI PROPRIETÀ Wu e Barsalou (2001) Compito: produzione di caratteristiche. 2 condizioni, neutra e immaginativa Materiale: concetti singoli o complessi Risultati: -> produzione delle proprietà interne: es. WATERMELON: prevalenza proprietà esterne (buccia, verde, si compra d’estate), HALF WATERMELON: forte presenza proprietà interne (semi, rosso, polpa). Es. apple – sliced apple, banana – peeled banana I soggetti nelle 2 condizioni producono tratti dello stesso tipo. Preparazione all’azione? 33 CONCETTI E PERCEZIONE– ESTENSIONE DI PAROLE NEI BAMBINI - FORMA Smith e al., 1992, 2000 etc.: shape bias (dai 2 anni in poi) Estensione di parole nuove: attenzione alla forma. This is a dax. Aggettivo (this is a daxy one): aspetti di superficie Studi con occhi: importanza della tessitura. Giudizi di somiglianza e di funzione: importanza del materiale. Quindi: importanza degli aspetti percettivi (forma) e variabilità. 34 CONCETTI E PERCEZIONE–ESTENSIONE DI PAROLE NEI BAMBINI Smith, 2004: Soggetti: bambini di 18-24 mesi. Compito: estensione della parola (WUG) Questo e’ un WUG. Condizioni: 1) azione: a. in verticale, b. in orizzontale; 2) no Quale dei due oggetti sotto azione: verticale, orizzontale, e’ un WUG? statica. Risultati: Tendenza a formare una categoria basata su alternative verticali più che orizzontali quando il movimento verticale enfatizza l’asse verticale. 35 CONCETTI E PERCEZIONE–ESTENSIONE DI PAROLE NEI BAMBINI - FORMA E AZIONE Smith, 2004: Con bambini di 18-24 mesi. Compito: decidere quale oggetto appartiene alla stessa categoria dell’esemplare di partenza. Condizioni: asimmetria (azione tenendo la parte stretta con la mano) o simmetria (azione con entrambe le mani sulle due parti): Risultati: i bambini nella condizione 1 formano categorie che includono molti elementi asimmetrici, nella seconda che includono prevalentemente elementi simmetrici. Quindi: forma: non fatto pre-dato. La forma percepita si ottiene tramite categorie apprese per mezzo dell’azione. 36 CONCETTI E PERCEZIONE: RICONOSCIMENTO - ORIENTAMENTO Stanfield e Zwaan (2001) – Compito di riconoscimento – lettura frase, poi comparsa figura - “Pianto’ il chiodo nel muro”. (orientamento del chiodo orizzontale) “Pianto’ il chiodo nel pavimento”. (orientamento del chiodo verticale). Presentazione sullo schermo dell’immagine dell’oggetto (es. il chiodo) con lo stesso/diverso orientamento. RTs piu’ veloci se l’orientamento collima. 37 Concetti di oggetti e azione 38 CONCETTI DI OGGETTI BASATI SULL’AZIONE: DUE POSSIBILITA’ Due possibilita’, non incompatibili: I concetti ci dicono come agire. Attivano automaticamente informazione motoria. Questo garantisce risposte veloci. Glenberg (1997) concetti = patterns di azione potenziale – ruolo adattivo I concetti sono dati da “simboli percettivi” da cui e’ possibile estrarre velocemente informazione motoria. Questo garantisce risposte flessibili. Barsalou (1999) concetti = dati da simboli percettivi 39 ENTRAMBE LE POSSIBILITA’ POSSONO COESISTERE Le due possibilita’ NON sono contrapposte: I concetti possono incorporare direttamente informazione motoria per compiti semplici. Es. Afferrare la cornetta Per compiti complessi e mediati da scopi, necessita’di attivare una forma di rappresentazione piu’generale in termini di simboli percettivi. Questo e’ vero per: Concetti nei processi online: es. usare un computer ora Concetti mediati da parole: es. la parola “computer” 40 LE AFFORDANCES E I CONCETTI DI OGGETTI Per Gibson (1979) percepire le affordances non implica accedere al significato, categorizzare gli oggetti. “You do not have to classify and name things in order to perceive what they afford”. Ma: interagire con un oggetto appropriatamente implica la capacita’ di combinare le sue affordances con la nostra esperienza precedente dell’oggetto. es. Bere da una tazza. Creem e Proffitt, 99: grasp appropriato all’uso dell’oggetto: presuppone l’accesso al sistema semantico che informi quello motorio su dove e come afferrare l’oggetto ci sono casi in cui la forma di un oggetto puo’ attivare una risposta motoria, l’uso appropriato puo’ necessitarne un’altra. Es. Coltello: elicita una presa di precisione ma funziona con una presa di forza (Klatzky, McCloskey, Doherty, & Pellegrino, 1987). 41 Concetti e azione 2: dalle parole all’azione 42 I CONCETTI MEDIATI DA PAROLE E LE AFFORDANCES Se l’informazione sugli oggetti e’ immagazzinata in termini di affordances, e se non c’e’ un processo di traduzione dall’esperienza senso-motoria ai simboli astratti, e’ plausibile che le parole usate per riferirsi agli oggetti attivino le stesse affordances degli oggetti. Inoltre: se si ritrovano effetti simili anche con le parole, questo suggerirebbe che effetti di compatibilita’ come quelli descritti non dipendono soltanto da una via diretta visione-azione ma che la conoscenza concettuale contribuisce a spiegarli. 43 PAROLE (NOMI) E AFFORDANCES: VERIFICA DI PARTI Materiale Frasi che descrivono oggetti Es. :C’e’ un cavallo davanti a te C’e’ un’auto davanti a te Seguite da nomi Compito: decidere se il nome rimanda ad una parte dell’oggetto testa – zoccolo SI’ prateria – cavaliere NO tetto – ruota SI’ strada – treno NO Parti alte vs. parti basse Borghi, Glenberg & Kaschak, 2004 44 PROCEDURA Lettura di una frase: C’e’ un’auto di fronte a te. Pulsantiera (response box). 1. Condizione Movimento Tieni premuto il pulsante intermedio per vedere lo stimolo Premi il pulsante in alto o in basso per rispondere Direzione della risposta: Si’ alto (Yes-is-Up) vs. Si’ basso (Yes-is-down) 2. Condizione No Movimento Colloca le mani sui pulsanti per rispondere Premi il pulsante si’ o no per rispondere Pulsante di risposta: Si’ alto (Yes-is-Up) vs. Si’ basso (Yes-is-down) 45 RISULTATI Reactoin Tim es Interazione Collocazione della Parte X Direzione della Risposta nella condizione Movimento: non prevista dalle spiegazioni standard Movement 1600 1600 1400 UpperPart 1200 Low Part 1550 1000 YesisUp Reaction Time 800 YesisDow n Movem ent Condition Reaction Tim es High Part Low erPart 1500 1450 1600 1400 UpperPart 1200 Low erPart 1400 1000 800 YesisUp YesisDow n No Movem ent Condition 1350 Yes-is-Up Yes-is-Down Response Direction 46 QUESTIONI APERTE 1. Attivazione automatica dell’informazione motoria quando? Quando il sistema motorio e’ pre-attivato? v. Studi con paradigmi di compatibilita’ e priming visuo-motorio (es. La risposta consiste in un movimento di afferramento, c’e’ una preparazione motoria) 2. Informazione motoria di che tipo? Informazione relativa a come interagire con gli oggetti (“how”) o a come usarli (“what for”)? es. casi in cui la forma di un oggetto puo’ attivare una risposta motoria, l’uso appropriato puo’ necessitarne un’altra – coltello elicita una presa di precisione ma funziona con una presa di forza (Klatzky, McCloskey, Doherty, & Pellegrino, 1987). 47 PAROLE (NOMI) E MANIPOLABILITÀ Si ha attivazione automatica di informazione motoria senza pre-attivazione del sistema motorio? Verifica se siamo sensibili alla distinzione tra oggetti manipolabili and non manipolabili in semplici compiti di categorizzazione. Esiste la possibilita’ to disambiguare gli effetti dell’ azione (how) e della funzione (what for)? Materiale Parole e figure di artefatti e oggetti naturali manipolabili e non manipolabili – Controllati per lunghezza delle parole, frequenza, familiarita’, complessita’ visiva BARCA MELA Borghi, Bonfiglioli, Ricciardelli, Rubichi, Nicoletti, 2007 48 PAROLE (NOMI) E MANIPOLABILITÀ: CATEGORIZZAZIONE Esperimento 1 - Artefatto o oggetto naturale? Esperimento 2 – Puo’ essere afferrato e collocato in uno zaino? Risultati In E1 gli oggetti manipolabili provocano interferenza, in E2 vantaggio sia con le parole che con le figure, in particolare con la mano destra. In entrambi gli esperimenti vantaggio degli oggetti naturali sugli artefatti: con I primi informazione funzionale (WHAT FOR) e azione (HOW) coincidono, con I secondi attivazione automatica della funzione che crea interferenza con il programma motorio per rispondere. Quindi: quando si categorizza si accede all’informazione su come manipolare gli oggetti. Con gli artefatti accesso anche alla funzione. 49 DALLE PAROLE ALL’AZIONE: SINTESI Con compiti di categorizzazione non solo le figure e gli oggetti reali ma anche le parole attivano informazione legata alla funzione e all’azione: sostegno delle teorie EMBODIED della conoscenza Gli effetti trovati si possono spiegare sulla base di associazioni a lungo termine tra oggetti e interazioni con essi (coinvolgimento della via VENTRALE) Perche’ sia attivato un programma motorio specifico occorre pero’: Rendere la manipolabilita’ rilevante per il compito Introdurre un compito che attivi il sistema motorio altro 50 Concetti e azione 3: dalle frasi all’azione 51 TEORIA AAP bocca masticare la caramella masticare la caramella mano Si ringrazia Claudia Scorolli 52 TEORIA AAP mano scartare la caramella scartare la caramella mano Si ringrazia Claudia Scorolli 53 TEORIA EMBODIED bocca masticare la caramella mano Si ringrazia Claudia Scorolli 54 TEORIA EMBODIED mano scartare la caramella mano Si ringrazia Claudia Scorolli 55 LE FRASI ATTIVANO SIMULAZIONI DI AZIONI Glenberg e Kaschak, 2002 Compito: valutazione di sensatezza di frasi Frasi che implicano un’azione in una direzione: es. Chiudi / apri il cassetto (allontanamento / avvicinamento) Difficoltà dei partecipanti a rispondere premendo un tasto che richiede un movimento nella direzione opposta (es. pulsante si’ vicino vs. lontano). Imperative Trimmed Mean Reading Time 1400 1850 Concrete Transfer 1800 Away Toward 1350 1750 1850 1800 Away Toward Abstract Transfer Away Toward 1750 1300 1700 1250 1700 1650 Yes-is-near Yes-is-far 1650 Yes-is-near Yes-is-far Response Direction Yes-is-near Yes-is-far 56 LE FRASI ATTIVANO SIMULAZIONI – LA MANO DOMINANTE Procedura E1-E3: Verbi relativi ad azioni - Seguiti da nomi Compito: decidere se la combinazione è sensata: Tagliare / sciogliere coltello Partecipanti destrimani Materiale: E1: verbi relativi ad azioni con le mani: (es. afferrare, scrivere, porgere) E2: verbi relativi ad azioni con le mani e con i piedi (es. lanciare/calciare palla) E3: verbi relativi ad azioni con le mani e con la bocca (es. Mordere/pelare mela) Borghi e Scorolli, sottoposto 57 LE FRASI ATTIVANO SIMULAZIONI– LA MANO DOMINANTE Hand Sentences 1000 RTs (ms) 900 800 left 700 right 600 500 L’idea della simulazione spiega: sensible Hand and Foot Sentences 1000 900 RTs (ms) ☼il vantaggio della mano dominante con le frasi sensate, non con le frasi che non sono sensate not sensible 800 left 700 right 600 500 ☼La presenza di tale vantaggio con le frasi di mano, mano/bocca not sensible sensible Hand and Mouth Sentences 1000 900 RTs (ms) ☼L’effetto opposto con le frasi mano/piede 800 left 700 right 600 500 not sensible sensible 58 LE FRASI ATTIVANO SIMULAZIONI DI AZIONI – L’EFFETTORE Verbi di azione seguiti da nomi. Es. BOCCA e MANOBOCCA Mordere – pelare mela Es. PIEDE e MANOPIEDE Calciare - lanciare palla Compito: decidere se la combinazione è sensata Risposta “Sì” con il microfono o con il pedale 740 740 690 690 Mouth 640 HandMouth Foot 640 HandFoot 590 590 540 540 microphone pedal microphone Scorolli e Borghi (in prep.) pedal 59 LE FRASI ATTIVANO SIMULAZIONI – L’EFFETTORE Buccino, Riggio, Melli, Binkofski, Gallese e Rizzolatti (2005) Stimolazione magnetica transcraniale (TMS) + studio comportamentale Materiale: Frasi di 3 tipi (presentazione acustica): frasi relative ad azioni da eseguire con le mani, con i piedi, frasi astratte Compito: con le frasi concrete fornire una risposta motoria o con la mano o con il piede Con le frasi astratte non rispondere Risultato: effetto di interferenza con l’effettore coinvolto 60 SIMULAZIONE ED EFFETTORI Compiti di decisione lessicale con verbi riferiti ad azioni: del volto (es. parlare), delle braccia (es. afferrare), delle gambe (es. camminare). Risultati: le parti del corpo cui questi verbi rimandano sono riflesse nel pattern di attivazione corticale provocato dalle parole. Le sotto-categorie dei verbi di azione legate ad azioni eseguite con parti del corpo differenti sono distinte anche dal punto di vista neurofisiologico. Pulvermüller, Härle e Hummel (2001) 61 SIMULAZIONI ED EFFETTORI fMRI: i soggetti ascoltano delle parole riferite alle gambe, braccia, volto (es. lick, pick, kick) Eseguono anche movimenti reali: con la lingua, le dita, i piedi Ordine verticale: le attivazioni delle gambe sono più in alto Discrepanze per il volto Hauk, Johnsrude, Pulvermüller (2004) 62 LE FRASI ATTIVANO SIMULAZIONI DI AZIONI: LE EMOZIONI Compito: Valuta se la frase e’ facile da capire o no Frasi piacevoli o spiacevoli The college president announces your name, and you proudly step onto the stage. You and your lover embrace after a long separation. The police car rapidly pulls up behind you, siren blaring. Time (msec) to make Easy judgment Condizioni: Penna tra i denti vs. tra le labbra 3350 3300 3250 3200 3150 Unpleasant Pleasant 3100 Your supervisor frowns as he hands you the sealed envelope. Havas, Glenberg, Becker, and Rinck (2005) Pen-in-teeth (smile) Pen-in-lips (frown) Pen Condition 63 IL LINGUAGGIO PREPARA A SIMULARE – IL MOVIMENTO Compito: valutazione di sensatezza di frasi presentate acusticamente che descrivevano: movimenti di avvicinamento, L’auto si avvicinò a te, di allontanamento, L’auto ti lasciò nella polvere, verso l’alto, Il razzo partì, verso il basso, I confetti caddero sul corteo. Contemporaneamente: stimoli che riproducevano il movimento nella stessa direzione indicata dalla frase, o nella direzione opposta. Risultati: effetto di interferenza: se congruenza tra movimento cui rimanda la frase e movimento dell immagine, tempi più lunghi. Il movimento influenza la comprensione del linguaggio. Kaschak, Madden, Therriault, Yaxley, Aveyard, Blanchard & 64 Zwaan (2005) IL LINGUAGGIO PREPARA A SIMULARE – LA FORMA Compito: Riconoscimento – Lettura frase - comparsa dell’oggetto – valutare se l’oggetto è stato menzionato Materiale: coppie di figure: es. uccello con ali chiuse o con ali aperte, uova nel cartone o in pentola, pane a fette o pagnotta. Frasi: es. “The ranger saw the eagle in the sky / in its nest” Risultati: vantaggio nella condizione congruente. Zwaan, Stanfield, & Yaxley (2002). 65 AFFORDANCES STABILI E TEMPORANEE le affordances possono essere: “stabili” / permanenti – si basano su associazioni visuomotorie a lungo termine, cioè su informazione in memoria. es. grandezza: proprietà intrinseca, invariante, dell’oggetto. “temporanee”/variabili – si basano su informazione visiva online. es. orientamento attuale di un oggetto: proprietà estrinseca, dipendente dall’osservatore e/o dalle condizioni di osservazione non dicotomia 66 IL LINGUAGGIO PREPARA A SIMULARE: AFFORDANCES STABILI E TEMPORANEE Influenza del linguaggio sull’elaborazione di affordances Differenza tra affordances temporanee e stabili Materiale Selezione di oggetti con una parte che “affords” azioni canoniche (es. picciolo delle ciliegia, cono del gelato) Presentazione dell’oggetto nell’orientamento giusto/errato Oggetti afferrabili con presa di precisione / di forza Preceduti da frasi che rimandano ad un’azione (Prendi la ciliegia) o ad un comportamento osservativo (Guarda la ciliegia) Borghi e Riggio, in revisione 67 PROCEDURA Frase: Guarda / Prendi / Indica [nome dell’oggetto] Indica e’ il catchtrial: i partecipanti non devono rispondere 68 L’oggetto rappresentato nell’immagine è lo stesso della frase? RISULTATI oggetti diritti afferrabili con una presa di forza più veloci degli altri - sostegno per la teoria della simulazione oggetti diritti afferrabili con la stessa presa più lenti degli altri: interferenza – sostegno per la teoria della simulazione 69 DISCUSSIONE Evidenza preliminare del fatto che: La comprensione di frasi attiva un processo di simulazione (TR piu’ rapidi con Prendi che con Guarda) Siamo sensibili sia alle affordances temporanee che a quelle permanenti degli oggetti, anche se non sono rilevanti per il compito. L’attivazione automatica delle affordances permanenti e temporanee degli oggetti comporta effetti di facilitazione in caso di risposta affermativa, di interferenza in caso di risposta negativa Quindi: con compiti di riconoscimento attiviamo l’azione legata agli oggetti. Ma che succede quando le frasi rimandano a due diverse funzioni degli oggetti, una canonica e l’altra meno consueta? Attiviamo automaticamente anche la funzione dell’oggetto? 70 IL LINGUAGGIO PREPARA A SIMULARE: FUNZIONE CANONICA E NON La bottiglia presa in cantina era già sulla tavola La bottiglia portata dalle onde aveva qualcosa al suo interno Funzione canonica Funzione non canonica Paradigma di Stanfield & Zwaan, 2001 La fotografia rappresenta un oggetto menzionato nella frase? SI’ - NO Sacchetti & Borghi, 2007 71 RISULTATI 640 620 RTs (ms) 600 580 Not canonical image 560 Canonical image 540 Le frasi con funzione canonica vengono elaborate più velocemente 520 500 480 Not canonical sentence Canonical Sentence Effetto di compatibilità Sostegno per la teoria della simulazione 72 COMPRENSIONE DI FRASI E SIMULAZIONI DI AZIONI: SINTESI Evidenze che le frasi attivano simulazioni di azioni Si tratta di simulazioni specifiche, sensibili a: ☼Direzione del movimento ☼Effettore cui la frase fa riferimento Il linguaggio modula il sistema motorio. Ma problema aperto: Facilitazione o interferenza? ■Compiti di decisione lessicale: facilitazione? ■Compiti di valutazione di sensatezza: facilitazione? ■Compiti di valutazione del verbo: interferenza? 73 Concetti e azione 3: dalle frasi all’azione 74 OGGETTI E VARIABILITÀ: PROSPETTIVE BASATE SULL’AZIONE Compito: lettura di frasi, poi verifica di parti – controllo tramite LSA del tasso di associazione Variabili: azioni interne-esterne, parti interne-esterne, parti vicine-lontane 1150 1100 1050 1000 950 900 850 800 Near Far InsidePart OutsidePart Reaction Times Reaction Times AI – Stai guidando un’auto – PIV - volante, PIV - clacson, PIL – sedile posteriore, PIL – finestrino posteriore AE – Stai dipingendo un’auto – PEV - cofano, PEV - antenna, PEL gomme, PEV – tubo di scappamento 1150 1050 Near 950 Far 850 InsidePart Inside Perspective Borghi,Glenberg & Kaschak, 2004 OutsidePart Outside Perspective 75 OGGETTI E VARIABILITÀ: LE AFFORDANCES Obiettivo: mostrare con un compito di verifica di parti che a seconda dell’azione attivata sono attivate parti diverse -> affordances Vero sia per concetti di artefatti che di tipi naturali? Materiale: Frasi con oggetti di tipi naturali / artefatti, parti afforded / non afforded: La donna distribuisce l’arancia-spicchio / polpa Naturale Il ragazzo estrae il libro-dorso / pagina Artefatto Verifica che i risultati non dipendono dall’associazione semantica azione – parte ma dalle proprietà percettive degli oggetti che possono essere o meno buone affordances per agire RTs 1400 affording 1200 not affording 1000 natural k. artifacts Concept kinds Borghi, 2004 76 CONCLUSIONE Eve Evidenze a favore di una teoria “embodied” dei concetti I concetti di oggetti, anche se mediati da parole, attivano direttamente informazione motoria relativa a micro-interazioni con i loro referenti non mediate da scopi / raggiungimento, prensione Quindi: I concetti ci dicono come agire Dalla visione all’azione: raggiungimento e prensione Dalle parole riferite a oggetti all’azione: manipolabilita’ – tipo di prensione – collocazione delle parti Dalle frasi all’azione: simulazione interna dell’azione descritta I concetti sono flessibili Variabilita’ in funzione dei contesti Effetti di prospettiva 77 Un problema: e i concetti astratti? 78 PER FINIRE: UN PROBLEMA I concetti astratti (liberta’, verita’)? In cosa differiscono dai concetti di oggetti? Non elicitano automaticamente informazione motoria. Possono pero’ attivare situazioni ed esperienze. libertà 79 PROBLEMA: E I CONCETTI ASTRATTI? Compito: definizioni. Partecipanti: dirigenti, sindacalisti, tecnici, studenti universitari. Percentages All concepts 100 50 0 situational introspective taxonomic Relations attributive Risultato: i concetti astratti rimandano a situazioni. Setti, Borghi & Caramelli, in revisione 80 PROBLEMA: E I CONCETTI ASTRATTI? Reaction Tim es E1. Compito di verifica di luoghi: concetti sovraordinati e basic (animale, lupo), luoghi distinti in “scene” e “oggetti” (foresta, tana). E2, E3. Compito di produzione di luoghi in condizione neutra e immaginativa. 1450 1400 Scene 1350 1300 Object 1250 1200 Superordinate Basic Hierarchical level •Stessi risultati nei 2 compiti e nelle 2 condizioni. Concetti sovraordinati: luoghi scene verificati prima e prodotti piu’ spesso: questo significa che non sono “astratti” ma attivano una collezione di esemplari concreti. Borghi, Caramelli & Setti, 2005 81