UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA
Mercoledì, 01 aprile 2015
UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA
Mercoledì, 01 aprile 2015
Prime Pagine
01/04/2015 Prima Pagina
Il Sole 24 Ore
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Enti locali
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 1
Gigante coop, 10% del Pil tra affari e politica
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PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 3
L' occasione giusta per tagliare i processi
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 4
L' ELENCO
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BENI E SERVIZI
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5
Comuni e Province, via libera ai tagli
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5
Def, vale 7­8 miliardi la flessibilità Ue sul piano riforme
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5
I NUMERI
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5
Il dossier Cottarelli: per lo Stato affitti da 1,2 miliardi
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5
L' ELENCO
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5
REGIONI ED ENTI
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5
Spending da almeno 10 miliardi
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 6
Abuso d' ufficio, l' offesa raramente è «lieve»
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 6
I reati sui beni della Pa valutabili come «bagatellari»
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 6
L' evoluzione dell' inchiesta attenua l' allarme derivati
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 7
Per i danni si passa dal rito civile
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 8
Emilia­Romagna, ripresa vicina
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 11
Per furti in abitazioni e rapine nessuna agevolazione ai colpevoli
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 12
Un modello internazionale per i controlli
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 14
Incompiute, buco da 1,7 miliardi
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 14
Svimez: 14,6 anni per completare una grande opera
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 15
Il cda Rai potrà revocare l' ad
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
Camere di commercio ridotte a sessanta e «taglio ai decreti»
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
Dipendenti obbligati al risarcimento
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
LE NOVITÀ
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
PATTEGGIAMENTO
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
Solo 226 i corrotti in carcere
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
SOSPENSIONE
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 16
TRA LE SBARRE
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 19
Cambiano le inchieste, il «sistema» è lo stesso
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 19
Ischia, i pm valutano se sentire D' Alema
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 21
Telecom: fibra fino a casa in 40 città entro il 2017
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Telecom: fibra fino a casa in 40 città
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 26
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31.03 ¤ % in.an.
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 31
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Gli indizi di Agatha Christie e la certezza del diritto
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 31
65
I CHIARIMENTI
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 31
66
La «Pa» fuori dallo spesometro
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 33
68
E­fattura, guardia alta sulle ricevute
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 33
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I PUNTI PRINCIPALI
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 33
71
Per gli «imbullonati» si apre uno spiraglio
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 33
73
Possibili risparmi fino a 1,5 miliardi
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 34
74
«Costi regionali dal 1° gennaio»
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 34
75
I decreti della delega provano a ripartire
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 34
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IN BREVE
01/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 34
77
Province, esuberi «autonomi»
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 1
DOMENICO CACOPARDO
Rassegnatevi, criminali sanguinari di mafia, 'ndrangheta e camorra: siete...
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 4
ALESSANDRA RICCIARDI
Più disoccupati, gelata per Renzi
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 6
MARCO BERTONCINI
Area popolare può morire di parto
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 10
FRANCESCO STAMMATI
Vendoliani e bersaniani preferiscono abolire i servizi scolastici che...
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 20
ANDREA MASCOLINI
Appalti in cura dimagrante
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 28
LUIGI OLIVERI
Dirigenti a contratto contrastano con il congelamento delle assunzioni
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 29
SIMONA D' ALESSIO
P.a., chi vuole patteggiare deve restituire il maltolto
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 30
ROBERTO ROSATI
Spesometro stop
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 33
FRANCO RICCA
Nei contratti l' Iva è su misura
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 34
CRISTINA BARTELLI
Credit Suisse, gli atti in bilico
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 34
FRANCO GALLO
Nuovo 730, l' erario annusa 4 mld
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 35
FRANCESCO CERISANO
Ddl p.a., le camere di commercio passano da 105 a 60
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 35
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brevi
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 30
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Tv, Charter compra Bright House
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 28
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MATTEO BARBERO
Enti, fumata bianca sul Fondo
01/04/2015 Italia Oggi Pagina 38
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Sogliano (Forlì) azzera la Tasi
Il Resto del Carlino Ravenna
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 6
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«Non temo possano rubare Ma sabato erano addirittura 20»
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 8
109
Gi alunni della Capucci in visita al Carlino
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 14
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ALA D'ORO, GLI ACUFENI' DI MANZONI
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 14
111
«Tasi, possibili aumenti dal 2016/17»
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 14
Il teatro Rossini piange Romana Toschi Ranalli: «Fondamentale il suo...
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 15
A Voltana il concerto della scuola Malerbi
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 15
Sorpresi nudi nel parco Coppia nei guai per atti osceni
MONTANARI LORENZA
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01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 15
LUIGI SCARDOVI
Il luogotenente Torti lascia dopo 22 anni la stazione di Lugo
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 15
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Rapina e botte, condannato a tre anni
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 17
118
LA PERSONALE DI SIMONE LUSCHI
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 17
116
MONTANARI LORENZA
ll Lugo Opera festival si tinge di rosa' Grandi donne in scena
01/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 17
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TUTTE LE INFO
Corriere di Romagna Ravenna
01/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 8
122
Rapina in casa, condannato
01/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 25
"Voce di donna"è il filo rosso Il talento canta al femminile
01/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 28
RAVENNA ­ IMOLA
01/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Amplesso vicino ai bambini Denunciata coppia focosa
01/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Concerto di Pasqua
01/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
ALL'ALA D'ORO Manzoni presenta il suo libro Acufeni
01/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Per l' Unione, 5 milioni in meno in bilancio
01/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Carabinieri, va in pensione il comandante Torti Per oltre 20 anni ha...
01/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Le Farmacie comunali passano a Sfera
GIANFRANCO CAMERINI
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La Voce di Romagna Ravenna
01/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 1
Coppia sorpresa a far sesso in pieno giorno nel parco pubblico affollato...
01/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
Sesso in pieno giorno al parco Loto
01/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
Tra crimini, visioni e voci di donna
01/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
Bilancio 2015 In cassa mancano 5 milioni di euro
01/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 34
Il comandante Torti 'saluta' l' Arma dopo 37 anni di servizio
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Il Sole 24 Ore
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Gigante coop, 10% del Pil tra affari e politica
N el 1854 la Società generale degli operai di Torino raccoglie
un capitale di 1.400 lire e apre uno spaccio ­ il "distributorio
sociale" ­ che vende pane e uova, verdura e latte a una
popolazione stremata dalla fame.
Centosessanta anni dopo le imprese collegate alla Legacoop
valgono due punti e mezzo del nostro Pil, che salgono a
cinque con l' indotto indiretto da esse generato. Per dirne il
peso, la Fiat degli anni Sessanta incideva per il 3% sul valore
aggiunto nazionale. Da oltre vent' anni il variegato mondo
della Legacoop ­ specchio del Paese, in cui c' è tutto e il
contrario di tutto ­ attraversa la lunga transizione italiana nei
suoi aspetti più complessi.
Continua pagina 19 Paolo Bricco Continua da pagina 1 Negli
anni Novanta ha sperimentato la trasformazione del Partito
Comunista in un nuovo soggetto e ha ricalibrato il suo
rapporto con la politica, uscendo dalla storica minorità e
diventando in non pochi passaggi soggetto forte rispetto a
una politica debole. Nel 2008 è entrata nel tunnel della crisi
dell' economia occidentale, mostrando una notevole
resilienza.
Ora ­ in un rapporto con i partiti non del tutto risolto ­ è
macchiata dagli scandali. In ogni caso, questa realtà
conserva una consistenza occupazionale, una dimensione nel
giro d' affari e una pervasività in alcuni dei settori della nostra
economia tali da farne un elemento fondamentale degli
equilibri italiani. Dice Tito Menzani, docente di Storia dell'
impresa all' Università di Bologna e collaboratore della
Fondazione Ivano Barberini, uno dei centri di ricerca di
Legacoop: «La Legacoop ha un fatturato consolidato che si
aggira intorno agli 80 miliardi di euro, con un numero di
addetti che sfiora il mezzo milione. È un dato aggregato:
usando l' indicatore dei ricavi, il 30% proviene dalle coop di
consumo e di dettaglianti, il 25% dalla manifattura, dai servizi
alle imprese e dalle costruzioni e il 26% dalle assicurazioni».
Nelle coop di dettaglianti c' è una roccaforte come Conad. In
quelle di consumo ci sono per esempio Unicoop Firenze e
Coop Adriatica, architravi di quel sistema che, secondo l'
ultimo R&S Mebiobanca, ha avuto nel 2013 un fatturato netto
di 11,2 miliardi di euro e un "tesoretto" ­ sotto la voce "debiti
finanziari verso soci" ­ di 10,8 miliardi di euro che ha contribuito a produrre, nello stesso esercizio,
proventi finanziari per 431 milioni di euro. Nell' industria e nel facility management, ci sono fra le altre la
Sacmi, la Camst e la Manutencoop. Nelle costruzioni, la Cmc, la Coopsette e la Unieco. Nella finanza, l'
Unipol­Sai. Nel campo sociale ­ fornitura di infermieri e badanti, gestione asili e reinserimento di
persone con problemi (la purtroppo ormai famigerata Cooperativa 29 Giugno di Roma lavorava con gli
ex carcerati) ­ Legacoop ha un fatturato di 3,7 miliardi di euro e conta su 115mila addetti, poco più della
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
metà di Confcooperative, che ha una vocazione più spiccata in questo segmento.
La Legacoop è un cardine del movimento cooperativo, incentrato appunto anche su Confcooperative e
su Agci: sul totale complessivo delle tre così dette centrali, la Legacoop vale il 51% dei ricavi e il 43%
degli occupati. Esistono peraltro cooperative "spurie", estranee alle tre centrali. «Anche se ­ nota Carlo
Borzaga, docente di Politica economica all' Università di Trento e presidente di Euricse, lo European
Research Institute on Cooperative and Social Enterprises ­ dal punto di vista strettamente quantitativo la
maggior parte della cooperazione italiana afferisce alle tre centrali. In tutto, è stimabile che ad esse sia
riferibile una quota di Pil compresa fra il 4,5 e il 5 per cento. Aggiungendo l' indotto indiretto, si sale a un
9­10 per cento. Non si è lontani dal vero pensando che la metà di questi valori sia imputabile alla
Legacoop». Un 5% ­ diretto e indiretto ­ sul Pil che fa il paio con la funzione strategica anti­ciclica,
propria di questa forma di organizzazione economica. «Non è tanto una questione di Legacoop o di
Confcooperative ­ riflette Pietro Cafaro, docente di Storia economica alla Cattolica di Milano ­ quanto di
forma economica. L' unione degli uomini e l' apporto del lavoro preesistono al mercato e integrano altre
risorse, come il capitale, quando nei periodi di crisi si riducono».
Una forma economica contraddistinta da una struttura insieme solida ed elastica, in grado di
comprimere le spese generali e di beneficiare di valori salariali più bassi: da una comparazione fra
società per azioni e coop Borzaga, che ha lavorato sulla banca dati Aida, ha desunto che ­ fra il 2007 e il
2013 ­ le prime hanno visto il loro valore della produzione aumentare dello 0,7%, mentre le seconde lo
hanno visto aumentare del 24,7 per cento. «Ci sono riuscite ­ aggiunge il presidente di Euricse ­
sacrificando i margini, ma ricorrendo meno delle Spa agli ammortizzatori sociali e al taglio del
personale». Taglio del personale che, per esempio, ha destato un vero e proprio shock a Bologna
quando ­ il 6 marzo ­ la Coop Costruzioni ha comunicato gli esuberi di 200 dei 400 dipendenti. Al di là di
Coop Costruzioni, la complessità di lungo periodo del modello cooperativo è stato ben illustrato da un
occasional papers della Banca d' Italia firmato da Chiara Bentivogli e Eliana Viviano: "La più elevata
dimensione media è associata a una produttività del lavoro più bassa rispetto alle imprese non
cooperative. La differenza è marcata: fra il 2001 e il 2009 per le imprese cooperative l' indicatore è stato
il 27% inferiore rispetto al dato relativo alle imprese non cooperative", vi si legge. E ancora: "In media
una impresa cooperativa sopporta un costo del lavoro inferiore del 21% rispetto a una impresa non
cooperativa. La lettura congiunta dei risultati è compatibile con l' ipotesi che le imprese cooperative
italiane tendano a contenere il costo del lavoro attraverso una politica salariale più moderata rispetto a
quella delle altre imprese".
In questi giorni sono al centro delle cronache giudiziarie cooperative collegate al mondo di Legacoop.
«In generale ­ riflette Cafaro ­ proprio per la maggiore informalità e per la maggiore prossimità dell'
uomo all' uomo che contraddistingue la cooperazione, vi sono minori procedure e la fisiologia della
governance reale è più delicata. Tuttavia, al di là dei casi specifici, esiste una tradizione nelle centrali
cooperative che assicura loro una capacità di autorigenerazione tutt' altro che irrilevante. Piuttosto,
preoccupiamoci delle coop spurie, che talvolta operano al di fuori di ogni forma di controllo».
Dalle infrastrutture agli asili nido, dai corsi di italiano per gli stranieri alla grande distribuzione. Le coop
sono ovunque. Dice Franco Mosconi, docente di economia industriale all' Università di Parma e
studioso del modello emiliano, uno dei cuori di questa realtà: «La questione non è tanto la forma dell'
impresa, ma il contesto in cui essa opera. La malversazione nasce dall' opacità e dalle zone d' ombra
fra mercato e pubblica amministrazione, politica e regolamentazione. Chi si muove nella concorrenza,
spesso internazionale, ha meno problemi. Pensiamo a realtà industriali in diversi modi riferibili alla
Legacoop come Sacmi e Granarolo, Cantine Riunite­Civ e Unibon­Casa Modena.
Mai una ombra su di loro. Qualcosa vorrà dire».
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
La riforma che ha portato all' introduzione della
non punibilità per particolare tenuità dell'
offesa spiega effetti anche nei reati contro la
pubblica amministrazione, m o l t i d e i q u a l i
(corruzione impropria, all' abuso d' ufficio, al
peculato d' uso e alla turbativa d' asta)
rientrano nei limiti edittali di cui all' articolo 131
bis Cp.
Tuttavia, la particolare tenuità del fatto sembra
destinata ad avere una scarsa applicazione
pratica in presenza di reati che tutelano il
prestigio o l' imparzialità dell'
Amministrazione, mentre maggiori spiragli
applicativi potranno essere rinvenuti con
riferimento a delitti posti a presidio di beni
economici, conformemente ad una gerarchia
valoriale che affonda le sue radici nella stessa
Costituzione.
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Enti locali
L' analisi. Nessuna depenalizzazione.
L' occasione giusta per tagliare i processi
L' introduzione della causa di non punibilità
per tenuità del fatto è da salutare con favore.
Se utilizzata in maniera equilibrata, questa
nuova causa di non punibilità offrirà l'
opportunità di valorizzare il requisito di
extrema ratio della sanzione penale e di
alleggerire il peso dei processi che approdano
alla fase dibattimentale o a quella della
esecuzione.
Proprio al fine di arrivare ad una significativa
deflazione del carico processuale
complessivo, questa innovazione è stata
proposta, e fortemente sostenuta, dalla
avvocatura penale.
La scelta operata dal legislatore muove dalla
premessa di una sostanziale distinzione tra l'
ipotesi in esame e quella della «inoffensività
del fatto», cioè della eventualità che il fatto
stesso sia contraddistinto da totale mancanza
di attitudine ad offendere il bene tutelato dalla
norma penale.
Viceversa, nei casi previsti dalla disciplina
appena introdotta, il fatto ha un suo rilievo
criminoso ma, per la tenuità della offesa ai
beni costituzionalmente garantiti dalla norma
incriminatrice, viene ritenuto «non punibile in
ragione di principi generalissimi di
proporzione ed economia processuale», così
come sottolineato dalla commissione ministeriale presieduta da Francesco Palazzo che ha lavorato
sullo schema di decreto legislativo. La legge specifica in maniera sufficientemente dettagliata i requisiti
che debbono ricorrere per l' applicazione delle causa di non punibilità, stabilendo che essa «è esclusa
quando, per le modalità della condotta e per l' esiguità del danno o del pericolo» valutate in base all'
articolo 133, primo comma,del Codice penale, «l' offesa è di particolare tenuità e il comportamento
risulta non abituale». Un doppio criterio di valutazione che, unito alla limitazione della sua portata
applicativa ai reati puniti con pena detentiva non superiore a cinque anni, scongiura i rischi di
"depenalizzazione selvaggia" che sono stati denunciati in alcuni commenti. Semmai, in un ottica
realmente deflattiva, la pecca è esattamente all' opposto. Introdotta la possibilità di sgravare dal carico
penale complessivo i fatti di scarsa rilevanza, sarebbe stato più utile, infatti, estendere la possibilità di
applicazione anche a reati di maggior gravità, che ben possono vedere ipotesi attenuate.
Ciò vale sicuramente per alcuni reati contro il patrimonio, così come per taluni reati contro la pubblica
amministrazione che, visti i limiti edittali accolti nel decreto, rimangono esclusi dall' ambito di operatività
della norma; rilievo che risulta ancor più evidente nella attuale congiuntura politica che vede una
tendenza all' aggravamento delle pene, sia nei minimi che nei massimi edittali, per reati del più diverso
tipo. Il fatto è che l' iter legislativo è stato, da ultimo, influenzato dalla ventata di populismo penale che si
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Enti locali
sta abbattendo sulle istituzioni parlamentari a seguito di alcuni fatti di cronaca giudiziaria.
Ciò ha prodotto, ad esempio, l' inserimento nella normativa in esame di una puntualizzazione superflua
per alcuni aspetti, ovvero illogica per altri, laddove si è specificato che rimane escluso dal concetto di
tenuità «l' aver agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà anche in danno di animali», ovvero
approfittando «delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all' età della stessa
ovvero quando la condotta ha cagionato la morte o le lesioni gravissime di una persona».
Previsioni che, in taluni casi, erano già implicitamente ricomprese nella concetto di tenuità, ed in altri,
come i fatti riguardanti gli animali, appaiono del tutto irragionevoli.
Tolti questi ultimi aspetti, in ogni caso, le norme appaiono equilibrate dal punto di vista procedurale
anche se, per ciò che concerne l' eventuale opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal Pm
per tenuità del fatto nel corso delle indagini preliminari, la soluzione proposta dalla commissione
ministeriale, risultava di maggior garanzia rispetto a quella accolta nella versione finale dubbia pare
anche l' efficacia di giudicato in base all' articolo 651 del Codice di procedura penale .
© RIPRODUZIONE RISERVATA Valerio Spigarelli.
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L' ELENCO
Articolo Reato Pena edittale DELITTI CONTRO LA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE 316 Peculato mediante profitto dell' errore
altrui Reclusione da 6 mesi a 3 anni 316­bis Malversazione a
danno dello Stato Reclusione da 6 mesi a 4 anni 316­ter
Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
Reclusione da 6 mesi a 3 anni 318 Corruzione per l' esercizio
della funzione Reclusione da 1 a 5 323 Abuso di ufficio
Reclusione da 1 a 4 325 Utilizzazione d' invenzioni o scoperte
conosciute per ragione d' ufficio Reclusione da 1 a 5 anni e
multa non inferiore a euro 516 326 Rivelazione ed utilizzazione
di segreti di ufficio Reclusione da 6 mesi a 3 anni 328 Rifiuto di
atti d' ufficio. Omissione Reclusione da 6 mesi a 2 anni 331
Interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità
Reclusione da 6 mesi a 1 anno e multa non inferiore a euro 516
334 Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a
sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall'
autorità amministrativa Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa
da euro 51 a euro 516 336 Violenza o minaccia a un pubblico
ufficiale. Reclusione da 6 mesi a 5 anni 337 Resistenza a un
pubblico ufficiale Reclusione da 6 mesi a 5 anni 340
Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di
pubblica necessità Reclusione fino a 1 anno 341­bis Oltraggio
a pubblico ufficiale Reclusione fino a 3 anni 343 Oltraggio a un
magistrato in udienza Reclusione fino a 3 anni 346 Millantato
credito Reclusione da 1 a 5 anni e multa da euro 309 a euro
2.065 346­bis Traffico di influenze illecite Reclusione da uno a
3 anni 347 Usurpazione di funzioni pubbliche Reclusione fino a
2 anni 348 Abusivo esercizio di una professione Reclusione
fino a 6 mesi o multa da euro 103 a euro 516 349 Violazione di
sigilli Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da euro 103 a euro
1.032 351 Violazione della pubblica custodia di cose
Reclusione da uno a 5 anni 353 Turbata libertà degli incanti
Reclusione da 6 mesi a 5 anni e multa da euro 103 a euro
1.032 353­bis Turbata libertà del procedimento di scelta del
contraente Reclusione da 6 mesi a 5 anni e multa da euro 103
a euro 1.032 356 Frode nelle pubbliche forniture Reclusione da
1 a 5 anni e multa non inferiore a euro 1.032 DELITTI CONTRO
L ' AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA 361 Omessa
denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale Reclusione fino
ad 1 anno 363 Omessa denuncia aggravata Reclusione da 6 mesi a 3 anni 364 Omessa denuncia di
reato da parte del cittadino Reclusione fino a 1 anno o multa da euro 103 a euro 1.032 367 Simulazione
di reato Reclusione da 1 a 3 anni 369 Autocalunnia Reclusione da 1 a 3 anni 371 Falso giuramento della
parte Reclusione da 6 mesi a 3 anni 371­bis False informazioni al pubblico ministero o al procuratore
della Corte penale internazionale Reclusione fino a4 anni 371­ter False dichiarazioni al difensore
Reclusione fino a4 anni 374 Frode processuale Reclusione da 6 mesi a 3 anni 378 Favoreggiamento
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
personale Reclusione fino a 4 anni 379 Favoreggiamento reale Reclusione fino a 5 anni 380 Patrocinio o
consulenza infedele Reclusione da 1a 3 anni e con la multa non inferiore a euro 516 381 Altre infedeltà
del patrocinatore o del consulente tecnico Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa non inferiore a euro
103 385 Evasione Reclusione da 1 a 3 anni 386 Procurata evasione Reclusione da 6 mesi a 5 anni 388
Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice Reclusione fino a 3 anni o multa da euro
103 a euro 1.032 390 Procurata inosservanza di pena Reclusione da 3 mesi a 5 anni 391 Procurata
inosservanza di misure di sicurezza detentive Reclusione fino a 2 anni 392 Esercizio arbitrario delle
proprie ragioni con violenza sulle cose Multa fino a euro 516 393 Esercizio arbitrario delle proprie
ragioni con violenza alle persone Reclusione fino a 1 anno DEI DELITTI CONTRO L' ORDINE
PUBBLICO 414 Istigazione a delinquere Reclusione da 1 a 5 anni 414­bis Istigazione a pratiche d i
pedofilia e di pedopornografia Reclusione da 1 anno e 6 mesi a 5 anni 415 Istigazione a disobbedire
alle leggi Reclusione da 6 mesi a 5 anni 418 c.. 1 Assistenza agli associati Reclusione da 2 a 4 anni 420
Attentato a impianti di pubblica utilità Reclusione da 1 a 4 anni DEI DELITTI CONTRO L' INCOLUMITÀ
PUBBLICA 432 Attentati alla sicurezza dei trasporti Reclusione da 1 a 5 anni 433 Attentati alla sicurezza
degli impianti di energia elettrica e del gas ovvero delle pubbliche comunicazioni Reclusione da 1 a 5
anni 434 Crollo di costruzioni o altri disastri dolosi Reclusione da 1 a 5 anni 435 Fabbricazione o
detenzione di materie esplodenti Reclusione da 1 a 5 anni 437 Rimozione od omissione dolosa di
cautele contro infortuni sul lavoro Reclusione da 6 mesi a 5 anni 443 Commercio o somministrazione di
medicinali guasti Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa non inferiore a euro 103 444 Commercio di
sostanze alimentari nocive Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa non inferiore a euro 51 445
Somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica Reclusione da 6 mesi a 2 anni
e multa da euro 103 a euro 1.032 451 Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni
sul lavoro Reclusione fino a 1 anno o multa da euro 10 a euro 516 DEI DELITTI CONTRO LA FEDE
PUBBLICA 454 Alterazione di monete Reclusione da 1 a 5 anni e multa da euro 103 a euro 516 455
Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate Reclusione da 1 a 5 anni e
multa da euro 103 a euro 516 ridotte da un terzo alla metà 457 Spendita di monete falsificate ricevute in
buona fede Reclusione fino a 6 mesi o multa fino a euro 1.032 464 Uso di valori di bollo contraffatti o
alterati Reclusione fino a 3 anni e multa fino a euro 516 473 Contraffazione, alterazione o uso di segni
distintivi di opere dell' ingegno o di prodotti industriali Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da 2.500 a
euro 25.000 474 Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi Reclusione da 1 a 5
anni e multa da euro 3.500 a euro 35.000 477 Falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in
certificati o autorizzazioni amministrative Reclusione da 6 mesi a 3 anni 478 Falsità materiale
commessa dal pubblico ufficiale in copie autentiche di atti pubblici o privati e in attestati del contenuto di
atti Reclusione da 1 a 4 anni 480 Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in
autorizzazioni amministrative Reclusione da 3 mesi a 2 anni 481 Falsità ideologica in certificati
commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità Reclusione fino a 1 anno o multa da
euro 51 a euro 516 482 Falsità materiale commessa dal privato Reclusione da 6 mesi a 3 anni ridotta di
un terzo 483 Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico Reclusione fino a 2 anni 484
Falsità in registri e notificazioni Reclusione fino a 6 mesi o multa fino a euro 309 485 Falsità in scrittura
privata Reclusione da 6 mesi a 3 anni Selezione dei principali reati del Codice penale e i reati più diffusi
previsti dalle leggi speciali cui è applicabile la non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
BENI E SERVIZI
Solo su beni e servizi la Pa potrebbe
risparmiare tra gli 1,1 e i 3,2 miliardi di euro in
tre anni. La maggior parte dei quali(tra 650
milioni e 1,93 miliardi) arriverebbe dalla
creazione di «soggetti aggregatori della
domanda» e ldala programmazione triennale
dei fabbisogni da parte di tutte le Pa.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Enti locali. Intesa (con preoccupazioni) fra Governo ed enti locali.
Comuni e Province, via libera ai tagli
Gianni Trovati ­ MILANO Con un po' di patemi
d' animo, naturali quando si parla di tagli, la
Conferenza Stato­Città di ieri ha dato il via
libera alla spending review 2015 per Comuni e
Province, che distribuisce fra gli enti locali 2,2
miliardi di nuovi tagli. Il pacchetto di parametri
definiti ieri, che saranno tradotti nei prossimi
giorni in un Dpcm con le tabelle sui numeri
definitivi, sono parecchio complessi (tutti i
d e t t a g l i t e c n i c i s u
quotidianoentilocali.ilsole24ore.com), ma val la
pena conoscerne i capisaldi anche per capire
il senso dell' operazione, la soddisfazione del
Governo e la preoccupazione degli enti locali.
Comuni Per i sindaci, i tagli sono da 1,2
miliardi di euro (altri 288 milioni erano già stati
distribuiti in precedenza), assegnati a ogni
Comune in proporzione alle proprie risorse.
Dopo questa cura il fondo di solidarietà,
integralmente alimentato dall' Imu, vale 4.338
milioni (più di 300 milioni finiscono
direttamente allo Stato), e viene distribuito per
l' 80% in base ai parametri storici mentre l'
altro 20%, 740 milioni, viene usato per la
perequazione, cioè per gli "aiuti" ai Comuni più
poveri in termini di risorse fiscali. Per capire
dove intervenire, è stata utilizzata una base di calcolo rappresentata dalle risorse standard 2014 (Imu e
Tasi ad aliquota standard più fondo di solidarietà; poco più di 13 miliardi) ed è stata misurata in ogni
Comune la differenza tra le risorse necessarie e le capacità fiscali standard. Il meccanismo, sottolineano
gli amministratori locali, rischia di creare parecchi problemi ai Comuni medio­piccoli: in gioco, secondo
le prime stime, ci sarebbero circa 2mila Comuni, per i quali questi meccanismi aumenterebbero di oltre
il 20% (fino a picchi superiori al 100%) il taglio standard Province Per gli enti di area vasta il taglio è da
900 milioni, a cui si aggiungono 100 milioni nei territori a Statuto speciale: alle Città metropolitane
vengono chiesti 256 milioni, il resto alle Province che rimangono tali. Per arrivare a questo risultato, il
calcolo è stato condotto integralmente sulla base del "costo giusto" delle funzioni fondamentali: dal
momento che le Città hanno più funzioni delle Province, il loro taglio si alleggerisce. Una clausola di
salvaguardia evita che la sforbiciata superi il 30% della spesa corrente 2010­2012 di ogni ente.
Le reazioni Per il Governo, il risultato è duplice, perché la definizione dei parametri di distribuzione di
fondi e tagli ente per ente (il Dpcm con le tabelle arriverà nei prossimi giorni) attenua il rischio di ulteriori
rinvii per i preventivi locali, da scrivere entro il 31 maggio, e perché?i nuovi metodi adottati ieri segnano
il "quasi­addio" al criterio della spesa storica. «Oggi l' Italia rottama il taglio lineare e la spesa storica ­
esulta Luigi Marattin, l' economista di Palazzo Chigi che segue le vicende della finanza locale ­. Per la
prima volta i rapporti finanziari tra Stato e enti locali si basano (totalmente per Province e Città
metropolitane, gradualmente su Comuni) su costi standard, fabbisogni standard e capacità fiscali».
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Risultato reso possibile anche dall' adesione, tutt' altro che scontata, degli amministratori locali.
«Abbiamo preso atto con responsabilità dell' esigenza di procedere per assicurare la possibilità di
predisporre i bilanci ­ spiega il presidente dell' Anci Piero Fassino ­ ma sottolineiamo le criticità per i
piccoli Comuni e l' urgenza di adottare il decreto legge sugli enti locali».
Simile, ma ancora più preoccupata, la posizione delle Province, che per bocca del presidente Upi
Alessandro Pastacci ­ definisce «abnorme il taglio da un miliardo chiesto dalla legge di stabilità», e
spiega che «andrà verificata ente per ente la concreta sostenibilità di questa nuova modalità di riparto,
adottata dal Governo, che supera i tagli lineari e introduce i fabbisogni standard».
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Conti pubblici. La partita con Bruxelles.
Def, vale 7­8 miliardi la flessibilità Ue sul piano
riforme
Dino Pesole ­ Una «carta di riserva» che può
valere fino a 7­8 miliardi, se applicata
integralmente da Bruxelles, oppure ridursi nei
dintorni dei 4­5 miliardi qualora ci si attesti su
una linea più prudenziale. Il governo si
appresta ad utilizzarla nel confronto in atto con
la Commissione europea, per ottenere l'
applicazione della «clausola di flessibilità sulle
riforme strutturali».
Percorso che verrà tracciato sia nel
Documento di economia e finanza, al varo del
Consiglio dei ministri subito dopo Pasqua, sia
nel Programma nazionale di riforma. La strada
è sostanzialmente aperta dalla comunicazione
adottata da Bruxelles lo scorso 13 gennaio, in
virtù della quale il nostro paese ha già fruito
del dimezzamento del taglio del deficit
strutturale per l' anno in corso (dallo 0,5% allo
0,25%). Sono state in sostanza applicate le
«circostanze eccezionali», per effetto della
prolungata fase recessiva, che non potranno
più essere invocate dal 2016 quando verrà
certificato il ritorno dell' economia nazionale
alla crescita. Ecco allora che potrebbe scattare
la seconda clausola di flessibilità, a condizione
che il governo esponga nei documenti
programmatici in via di definizione e realizzi concretamente gran parte delle riforme già avviate e quelle
in lista d' attesa. L' altra condizione assoluta è mantenere comunque il deficit nominale al di sotto del 3%
del Pil, e nel nostro caso verrebbe comunque considerato un atout fondamentale la riduzione del
principale target di riferimento applicato in sede europea (non a caso nel Def verrà indicato un deficit al
2,6% quest' anno e all' 1,8% nel 2016). La deviazione temporanea riguarderebbe nuovamente il timing
di riduzione del deficit strutturale (al netto delle variazioni del ciclo economico e delle una tantum), in
direzione del pareggio di bilancio che a bocce ferme verrebbe raggiunto nel 2017 e che ora potrebbe
slittare anche di due anni.
La novità inserita nella comunicazione del 13 gennaio ruota attorno alla possibilità di autorizzare gli stati
membri che rientrano nel «braccio preventivo» del Patto d i stabilità di far fronte ai «costi a breve
termine derivanti dall' attuazione di riforme strutturali destinate a generare a lungo termine effetti positivi
sul bilancio, compreso il potenziale di crescita sostenibile». Stando alle più recenti simulazioni del Mef,
l' impatto globale delle riforme è stimato nel 3,9% del Pil entro il 2020 (effetto che Bruxelles giudica
eccessivo).
Non si tratterebbe tuttavia di un assegno in bianco. Le riforme indicate nel Programma devono essere
"importanti", vanno attuate "integralmente" e devono comportare «effetti positivi a lungo termine sul
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
bilancio». Non a caso è previsto un attento monitoraggio da parte di Bruxelles sul percorso di attuazione
delle riforme nell' ambito del cosiddetto «semestre europeo». Se queste precondizioni risulteranno
soddisfatte, la Commissione raccomanderà di concedere più tempo per raggiungere l' obiettivo di
medio termine, in poche parole la possibilità di «deviare temporaneamente» dal percorso di
aggiustamento strutturale.
Deviazione che comunque (ed eccoci al punto) non dovrà superare lo 0,5% del Pil (7­8 miliardi per l'
Italia da intendersi come scostamento massimo). L' altra condizione è che l' obiettivo di medio termine
(il pareggio) venga raggiunto «entro i quattro anni coperti dal Programma di stabilità». Nell' ipotesi che
la clausola venga attivata dal 2016, l' Italia sarebbe dunque potrebbe fruire di un tempo supplementare
(fino al 2019) per agganciare il pareggio di bilancio.
Sulla carta, si tratta di un margine non da poco (da aggiungere alla minore spesa per interessi garantita
dal calo dello spread), che certo non potrà essere utilizzato per coprire nuova spesa corrente. Il
beneficio è da individuare nell' incremento del Pil potenziale. La riduzione del deficit nominale e del
debito sarebbe a quel punto garantita per buona parte dall' incremento del "denominatore" (il Pil
appunto). In tal modo sarebbe possibile evitare l' apertura di una procedura per squilibri
macroeconomici eccessivi, e garantire il parziale rispetto della «regola del debito». Resta fermo l'
obiettivo di reperire con la prossima legge di stabilità almeno altri 10 miliardi dalla spending review per
evitare che scattino le «clausole di salvaguardia», e di finanziare (con ulteriori tagli alla spesa corrente
primaria o con aumenti di entrate) tutte le altre misure che comportino oneri a carico della finanza
pubblica.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
I NUMERI
1,2 miliardi La spending dei Comuni P e r i
sindaci la nuova puntata della spending
chiesta dalla legge di stabilità 2015 vale tagli
per 1,2 miliardi, che si aggiungono ai 288
milioni già distribuiti in base alle «code» delle
manovre precedenti 900 milioni Province e
Città Per gli enti di area vasta il conto è da 900
milioni (più 100 per le aree a Statuto speciale).
Sono 256 milioni i tagli alle Città metropolitane,
il resto alle Province "tradizionali"
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
DOCUMENTI ONLINE. Nel piano anche il definanziamento delle opere bloccate.
Il dossier Cottarelli: per lo Stato affitti da 1,2 miliardi
I risparmi proposti: stop al cumulo pensioni, licenziabilità più facile per gli statali, dalle
forze di polizia 800 milioni.
A cura di Eugenio Bruno, Davide Colombo,
Carmine Fotina e Marco Rogari ­ Affitti dello
Stato fuori controllo per oltre 1,2 miliardi.
Finanziamenti ai partiti che restano
«misteriosi». Ma anche proposte per rivedere i
trasferimenti ad autotrasporto e trasporto
pubblico locale, r a f f o r z a r e l a f a s e d i
esecuzione delle opere pubbliche
programmate dal Cipe e de­finanziare
automaticamente quelle non avviate. Così
come quelle sulle pensioni con il superamento
dei cumuli e soprattutto l' aggancio delle
prestazioni assistenziali al reddito effettivo dei
beneficiari verificato con l' utilizzo incrociato
della banche dati di Inps ed Entrate. E altri
suggerimenti come l' addio ai piccoli Comuni o
la licenziabilità dei dipendenti pubblici o i costi
s t a n d a r d p e r i Consigli regionali fino alla
giustizia e alla sanità. È un susseguirsi
continuo di dati e indicazioni quello che sgorga
dai 19 rapporti sulla spending review dei
gruppi di lavoro coordinati tra il 2013 e il 2014
dall' ex commissario Carlo Cottarelli su cui ieri
è caduto il velo.
Dai dossier ­ datati fine marzo 2014 ­
emergono indicazioni sulla riorganizzazione
della Pa e del pubblico impiego, sulle partecipate e sui costi della politica (per i quali erano stati
ipotizzati risparmi per 700 milioni), in parte assorbiti nel Dl Irpef sugli 80 euro, nell' ultima legge di
stabilità, nel decreto Madia e nella delega Pa all' esame del Senato. Avviato è anche il rafforzamento
delle centrali d' acquisto di beni e servizi imperniato su Consip attraverso il quale erano stati ipotizzati
3­4 miliardi di risparmi a regime.
Ma alcune proposte sono rimaste in toto o in parte sulla carta. A partire dalla razionalizzazione delle
forze di polizia per le quali erano stati ipotizzati risparmi per 800 milioni quest' anno e 1,7 miliardi nel
2016. Su questo fronte per il momento il Governo ha deciso di orientare l' intervento solo all'
assorbimento del personale del Corpo forestale tra Polizia e Vigili del fuoco.
Anche per gli altri settori non mancano alcune peculiarità. Chiudere l' era dei tagli lineari e avviare una
razionalizzazione mirata degli sprechi: è l' appello che accomuna i comparti sanità e autonomie locali e
che è stato recepito dai vari gruppi di lavoro. Dossier su cui pesa anche il tempo trascorso dalla loro
redazione. Ad esempio la revisione del prontuario nazionale dei farmaci e già in atto e l' Aifa dovrà
completarla entro fine 2015. Passando a Regioni, province e comuni li accomuna la proposta di misure
concrete: dai sindaci che propongono l' efficientamento energetico per l' illuminazione pubblica all' Upi
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
che chiede l' estensione dei fabbisogni standard alle regioni speciali fino ai governatori che si
autoimpongono il taglio degli enti intermedi (Ato e comunità montane).
Il ministero dello Sviluppo, su indicazione dell' allora ministro Flavio Zanonato, puntava su un mix di
misure con focus sulla razionalizzazione delle sedi (con un totale risparmio di 5,6 milioni annui a fronte
di un costo una tantum di 20 milioni per la ristrutturazione della sede di viale America). In più in lista
figurano una serie di risparmi sugli enti vigilati, ad esempio 10­15 milioni da Enea e 14 milioni da
Invitalia. Sugli incentivi, sottolineati i tagli già disposti con precedenti provvedimenti, lo Sviluppo invita a
concentrarsi soprattutto sulle politiche regionali in materia. Nel dossier dell' Interno, tra le altre voci,
rientrano un risparmio di 2,9 milioni da immobili della Polizia, 9,3 milioni da immobili dei Carabinieri e
7,1 milioni complessivi da interventi della Gdf. Nell' elenco del ministero degli Esteri, a titoli di esempio,
si possono citare 23,7 milioni a regime sul costo del lavoro, di cui poco meno della metà dalla riforma
del trattamento del personale di ruolo all' estero.
Sul versante della Giustizia le proposte di risparmio passavano dalla soppressione del Tribunale
superiore delle acque e dei Tribunali regionali delle acque e dalla cancellazione dei cosiddetti
Commissariati Usi civici. Quanto al ministero del Lavoro si parte da un' ipotesi di forte sinergia nell'
utilizzo degli immobili strumentali del ministero (in parte effettivamente avviata), dell' Inps e dell' Inail
con l' obiettivo di una riduzione non inferiore al 30% dei costi di locazione. Sulla cassa in deroga si
proponeva per esempio una gestione unica telematizzata dei flussi di erogazione regionali degli
assegni, una più stretta verifica incrociata sui redditi del beneficiari delle prestazioni con l' Agenzia delle
Entrate. Variegato anche il pacchetto di proposte su pubblico impiego e Pa peraltro quasi tutte trasfuse
nella delega Pa e nel Dl 90 del giugno 2014.
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Il Sole 24 Ore
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L' ELENCO
Articolo Reato Pena edittale 486 Falsità in
foglio firmato in bianco. Atto privato
Reclusione da 6 mesi a 3 anni 487 Falsità in
f o g l i o f i r m a t o i n b i a n c o . A t t o pubblico
Reclusione da 3 mesi a 2 anni 490
Soppressione, distruzione e occultamento di
atti veri Reclusione da 6 mesi a 3 anni 491
Documenti equiparati agli atti pubblici a g l i
effetti della pena Reclusione da 6 mesi a 3
anni ridotta di un terzo 494 Sostituzione di
persona Reclusione fino a 1 anno 495­bis
Falsa dichiarazione o attestazione al
certificatore di firma elettronica sull' identità o
su qualità personali proprie o di altri
Reclusione fino ad 1 anno 496 False
dichiarazioni sull' identità o su qualità
personali proprie o di altri Reclusione da 1 a 5
anni DEI DELITTI CONTRO L' ECONOMIA
PUBBLICA, L' INDUSTRIA E IL COMMERCIO
500 Diffusione di una malattia delle piante o
degli animali Reclusione da 1 a 5 anni 501
Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul
pubblico mercato o nelle borse di commercio
Reclusione fino a 3 anni e multa da euro 516 a
euro 25.822 501­bis Manovre speculative su
merci Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa
da euro 516 a euro 25.822 513 Turbata libertà
dell' industria o del commercio Reclusione fino
a 2 anni e multa da euro 103 a euro 1.032 515 Frode nell' esercizio del commercio Reclusione fino a 2
anni o multa fino a euro 2.065 516 Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine Reclusione
fino a 6 mesi o multa fino a euro 1.032 517 Vendita di prodotti industriali con segni mendaci Reclusione
fino a 2 anni e multa fino a euro 20.000 517­ter Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando
titoli di proprietà industriale Reclusione fino a 2 anni e multa fino a euro 20.000 517­quater
Contraffazione di indicazioni geografiche denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari
Reclusione fino a 2 anni e multa fino a euro 20.000 DEI DELITTI CONTRO LA MORALITÀ PUBBLICA E
IL BUON COSTUME 527 Atti osceni Reclusione da 3 mesi a 3 anni 528 Pubblicazioni e spettacoli
osceni Reclusione da 3 mesi a 3 anni e multa non inferiore a euro 103 DEI DELITTI CONTRO LA
FAMIGLIA 570 Violazione degli obblighi di assistenza familiare Reclusione fino a 1 anno o multa da
euro 103 a euro 1.032 571 c. 1 Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina Reclusione fino a 6 mesi
573 Sottrazione consensuale di minorenni Reclusione fino a 2 anni 574 Sottrazione di persone incapaci
Reclusione da 1 a 3 anni 574­bis Sottrazione e trattenimento di minori all' estero Reclusione da 1 a 4
anni DEI DELITTI CONTRO LA PERSONA 581 Percosse Reclusione fino a 6 mesi o multa fino a euro
309 581 Lesione personale (lieve) Reclusione da 3 mesi a 3 anni 588 c. 1 Rissa Multa fino a euro 309
590 Lesioni personali colpose (escluse le lesioni gravissime) Reclusione da 1 a 6 mesi o multa da euro
123 a euro 619 591 c. 1 Abbandono di persone minori o incapaci.
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Reclusione da 6 mesi a 5 anni 593 Omissione di soccorso Reclusione fino a 1 anno o multa fino a 2.500
euro 594 Ingiuria Reclusione fino a 1 anno o multa fino a euro 1.032 595 Diffamazione Reclusione fino a
2 anni, ovvero multa fino a euro 2.065 596­bis Diffamazione col mezzo della stampa Reclusione fino a 1
anno o multa fino a euro 1.032 600­quater Detenzione di materiale pornografico Reclusione fino a 3anni
e multa non inferiore a euro 1.549 [diminuita di un terzo] 600­octies Impiego di minori nell' accattonaggio
Reclusione fino a 3 anni 610 Violenza privata Reclusione fino a 4 anni 611 Violenza o minaccia per
costringere a commettere un reato Reclusione fino a 5 anni 612 Minaccia Multa fino a euro 1.032 614
Violazione di domicilio Reclusione da 6 mesi a 3 anni 615 Violazione di domicilio commessa da un
pubblico ufficiale Reclusione da 1 a 5 anni 615­bis Interferenze illecite nella vita privata Reclusione da 6
mesi a 4 anni 615­ter Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico Reclusione da 1 a 5 anni
615­quater Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici
Reclusione da 1 a 2 anni e multa da 5.164 a 10.329 euro 615­quinquies Diffusione di apparecchiature,
dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o
telematico Reclusione fino a 2 anni e multa sino a 10.329 euro 616 Violazione, sottrazione e
soppressione di corrispondenza Reclusione fino a 1 anno o multa da 30 a 516 euro 617 Cognizione,
interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche
Reclusione da 6 mesi a 4 anni DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO 624 Furto (semplice) Reclusione da
6mesi a 3 anni 627 Sottrazione di cose comuni Reclusione fino a 2 anni o multa da 20 a 206 euro 631
Usurpazione Reclusione fino a 3 anni e multa fino a 206 euro 633 Invasione di terreni o edifici
Reclusione fino a 2 anni o multa da euro 103 a euro 1.032 634 Turbativa violenta del possesso di cose
immobili Reclusione fino a 2 anni e multa da euro 103 a euro 309 635 Danneggiamento Reclusione fino
a 1 anno o multa fino a euro 309 635­bis Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici
Reclusione da 6 mesi a 3 anni 635­ter Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici
utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità Reclusione da 1 a 4 anni
635­quater Danneggiamento di sistemi informatici o telematici Reclusione da1 a 5 anni 635­quinquies
Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità Reclusione da 1a 4 anni 640 Truffa
Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da euro 51 a euro 1.032 640­ter Frode informatica Reclusione da
6 mesi a 3 anni e multa da euro 51 a euro 1.032 640­quinquies Frode informatica del soggetto che
presta servizi di certificazione di firma elettronica Reclusione fino a 3 anni e multa da 51 a 1.032 euro
641 Insolvenza fraudolenta Reclusione fino a 2 anni o multa fino a euro 516 645 Frode in emigrazione
Reclusione da 1 a 5 anni e multa da euro 309 a euro 1.032 646 Appropriazione indebita Reclusione fino
a 3 anni e multa fino a euro 1.032 REATI PREVISTI DALLE LEGGI SPECIALI FALLIMENTO (Rd
267/1942 ­ Legge fallimentare) 216 c. 2 Bancarotta preferenziale Reclusione da 1 a 5 anni 217
Bancarotta semplice Reclusione da 6 mesi a 2 anni 218 Ricorso abusivo al credito Reclusione da 6
mesi a 3 anni TRIBUTI (Dlgs 74/2000 ­ Reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto) 4
Dichiarazione infedele Reclusione da 1 a 3 anni 5 Omessa dichiarazione Reclusione da 1 a 3 anni 10
Occultamento o distruzione di documenti contabili Reclusione da 6 mesi a 5 anni 10­bis Omesso
versamento di ritenute certificate Reclusione da 6 mesi a 2anni 10­ter Omesso versamento di IVA
Reclusione da 6 mesi a 2anni 10­quater Indebita compensazione Reclusione da 6 mesi a 2anni 11
Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte Reclusione da 6 mesi a 4 anni SOCIETÀ (Codice civile
­ Libro V ­ Titolo XI ) 2621 False comunicazioni sociali Arresto fino a 2 anni 2622 c. c. False
comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori Reclusione da 6 mesi a 3 anni 2633
Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori Reclusione da 6 mesi a 3 anni 2634 c.c.
Infedeltà patrimoniale Reclusione da 6 mesi a 3 anni 2638 c. c. Ostacolo all' esercizio delle funzioni
delle autorità pubbliche di vigilanza Reclusione da 1 a 4 anni AMBIENTE (Dlgs 152/2006 ­ Codice dell'
ambiente) 256­bis Combustione illecita di rifiuti Reclusione da 2 a 5 anni 260­bis, c. 6 Violazioni in
materia di certificazioni sul Sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri)
Reclusione fino a 2 anni 260­bis c. 8 Copia cartacea della scheda Sistri ­ Area Movimentazione
fraudolentemente alterata Reclusione da 6 mesi a 3 anni / Reclusione da 6 mesi a 3 anni ridotta di un
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Enti locali
terzo CIRCOLAZIONE STRADALE (Dlgs 285/1992 ­ Codice della strada) 9­bis , c. 1 Organizzazione di
competizioni non autorizzate in velocità con veicoli a motore e partecipazione alle gare Reclusione da 1
a 3 anni e multa da 25.000 a 100.000 euro 9­bis , c. 4 Effettuare scommesse sulle gare Reclusione da 3
mesi ad 1 anno e multa da 5.000 a 25.000 euro 9­ter Divieto di gareggiare in velocità con veicoli a
motore Reclusione da 6 mesi ad 1 anno e multa da 5.000 a 20.000 euro 189 c. 6 Non fermarsi in caso di
incidente con danni alle persone Reclusione da 6 mesi a 3anni 189 c. 7 Omissione di soccorso in caso
di incidente con danni alle persone Reclusione da1 anno a3 anni STUPEFACENTI (Dpr 309/1990 ­ Tu
stupefacenti) 73 c, 5 Spaccio di lieve entità Reclusione da 6 mesi a 4 anni e multa da 1.032 a 10.329
euro 79 c. 1° Agevolazione dell' uso di sostanze stupefacenti o psicotrope Reclusione da 1 a 4 anni e
multa da euro 3.000 ad euro 26.000 ARMI (Rd 773/1931 ­ Tu leggi pubblica sicurezza; Legge 110/1975
­ Disciplina armi) 28 (Tulps) Fabbricazione, assemblaggio, raccolta, detenzione, vendita, importazione,
esportazione e trasporto di armi da guerra e di altre armi senza licenza del ministro per l' interno
Reclusione da 1 a 3 anni e multa da 3.000 a 30.000 euro 3 (armi) Alterazione di armi Reclusione da 1 a
3 anni e multa da 309 a 2065 euro 10 c. 10 (armi) Collezione di armi comuni da sparo Reclusione da 1 a
4 anni e multa da 1.500 a 10.000 euro 24 (armi) Divieto di fabbricazione di esplosivi non riconosciuti
Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da 206 a 1.032 euro 25 (armi) Inosservanza dell' obbligo di
registro delle operazioni giornaliere Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da 206 a 2.065 euro 28
(armi) Responsabilità nell' impiego di esplosivi Reclusione da 3 mesi a 1 anno e multa da 103 a 1.032
euro IMMIGRAZIONE (Dlgs 286/1998 ­ T u sull' immigrazione) 12 c. 1 Favoreggiamento e sfruttamento
dell' immigrazione clandestina Reclusione da 1 a 5 anni e multa di 15.000 euro per ogni persona 12 c. 5
Favoreggiamento della permanenza illegale Reclusione fino a 4 anni e multa fino a 15.000 euro 12 c. 5­
bis Fornitura di alloggio e contratti abitativi contra legem Reclusione da 6 mesi a 3 anni 13 c. 13 e 13­
bis Divieto di reingresso dopo l' espulsione Reclusione da 1 a 4 anni 22 c. 12 Assunzione di un
lavoratore straniero privo del permesso di soggiorno Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5.000
euro per ogni lavoratore impiegato 24 c. 6 Assunzione di un lavoratore straniero privo del permesso di
soggiorno per lavoro stagionale Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5.000 euro per ogni lavoratore
impiegato SPORT (legge 401/1989 Scommesse e manifestazioni sportive; legge 376/2000 Doping) 1
Frode in competizioni sportive Reclusione da 1 mese ad 1 anno e multa da 258 a 1.032 euro 9 (Doping)
Divieto di doping Reclusione da 3 mesi a 3 anni e multa da 2.582 a 516.460 euro.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
REGIONI ED ENTI LOCALI
Il tempo trascorso si fa sentire anche sul
lavoro dedicato alle autonomie visto che la
legge Delrio sulle province non era ancora
entratat in vigore. Tra le misure proposte
spiccano i circa 700 milioni che si potrebbero
risparmiare alla voce costi della politica locali.
Caldeggiato anche un itnervento sugli enti
intermedi.
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Spending da almeno 10 miliardi
Gutgeld a Radio 24: se facciamo di più, tagliamo le tasse ­ Oltre metà arriverà da
trasporti e Pa centrali.
Marco Rogari ­ ROMA «La spending due»
comincerà ad avere i primi tratti riconoscibili
entro la fine di giugno. Con l' obiettivo di
arrivare a inizio settembre a un ulteriore
sviluppo per poi giungere alla fisionomia
definitiva a ottobre in vista del varo della
prossima legge di Stabilità. Che dovrebbe
prevedere interventi di riduzione e
riqualificazione della spesa per 10­12 miliardi
da utilizzare per disinnescare le clausole di
salvaguardia previste dalle ultime due leggi di
Stabilità, a partire da quella sugli eventuali
aumenti delle aliquote Iva. Più della metà della
dote dovrebbe essere garantita da misure
collegate all' attuazione della riforma della Pa
(ora all' esame del Senato), dal taglio delle
partecipate e dalla razionalizzazione dei
trasferimenti al trasporto pubblico e degli
incentivi alle imprese.
Il resto dovrebbe arrivare soprattutto da
misure sulle Regioni. «L' obiettivo per il 2016 è
tagliare di 10 miliardi la spesa pubblica, e lo
faremo entro novembre per inserire il tutto
nella legge di Stabilità», ha detto ieri a "24
Mattino" su Radio 24 il nuovo commissario
della spending Yoram Gutgeld. Che ha
aggiunto: il target minimo di 10 miliardi serve «per assicurare di poter eliminare del tutto le clausole di
salvaguardia» e «se riusciremo a fare di più potremo continuare nell' operazione di riduzione della
spesa».
La tabella di marcia per realizzare la «spending 2» è ancora ufficiosa. Ma la nuova cabina di regia
operativa a Palazzo Chigi in stretto contatto con il ministero dell' Economia e coordinata da Gutgeld e
Roberto Perotti sta pensando a una sorta di percorso a tappe. Un percorso che prevederebbe la
presentazione a inizio estate di un primo pacchetto di proposte al premier Matteo Renzi da sottoporre
naturalmente anche al ministro dell' Economia, Pier Carlo Padoan. Questa strategia dovrebbe
consentire al Governo di adottare interventi ponderati e mirati (di tipo "micro" e non "macro") con un
elevato grado di fattibilità evitando il rischio di scelte affrettate dell' ultimo minuto come quelle che in
alcuni casi sono state compiute negli ultimi anni.
Gutgeld, a Radio 24, ha ribadito che i tagli «dovranno essere concretizzati nella legge di stabilità 2016.
Ed è tornato poi a escludere nuovi interventi sulle pensioni: «Abbiamo affrontato questo discorso l' anno
scorso e la decisione politica è stata di non toccarle. Le pensioni alte sono già in qualche modo tassate
e quindi c' è già un intervento di equità». Quanto alla stretta sulle partecipate, il nuovo commissario ha
negato rallentamenti da parte del Governo: «Abbiamo detto a tutte le amministrazioni di fare un piano»
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Enti locali
entro il 31 marzo.
«Dovremo nelle prossime settimane ­ ha aggiunto ­ raccogliere questi piani, leggerli e in funzione di
questi intervenire». Gutgeld ha anche confermato che sul tavolo c' è l' ipotesi di ridurre i corpi delle
Forze dell' ordine: «Si sta lavorando su questo, le ipotesi sono intervento o eliminazione di uno di questi,
e potrebbe essere la Forestale».
A Palazzo Chigi la macchina per realizzare la nuova spending è già operativa.
Quattro in particolare le grandi aree su cui è in corso un attento monitoraggio: trasferimenti e sussidi al
trasporto pubblico e spesa improduttiva per infrastrutture; incentivi alle imprese; spesa riconducibile
direttamente o indirettamente alle Regioni: uscite per beni e servizi. Su quest' ultimo fronte l' obiettivo è
quello di alzare notevolmente l' asticella della spesa presidiata con il dispositivo delle centrali uniche di
acquisto che poggia su Consip.
L' ipotesi è quella di salire dai 38 miliardi presidiati nel 2014 con sistema­Consip a quota 48­50 miliardi.
Un' operazione che consentirebbe di far salire di un paio di miliardi i risparmi realizzati con il dispositivo
delle centrali uniche di acquisto. Tutti i settori potrebbero essere interessati dalla nuova spending.
«Nessuno è intoccabile», ha detto il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei.
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La casistica. La lesione all' imparzialità è quasi sempre rilevante.
Abuso d' ufficio, l' offesa raramente è «lieve»
Per quanto concerne i riflessi della riforma sui
singoli delitti contro la Pa, è bene soffermarsi
in primo luogo sull' abuso d' ufficio, fattispecie
paradigmatica sul piano teorico e di frequente
applicazione pratica. A l r i g u a r d o a p p a r e
pregiudiziale l' individuazione del bene
giuridico tutelato da tale delitto, in quanto
passaggio logico indispensabile per poter
valutare la particolare tenuità dell' offesa.
Sul punto in giurisprudenza si ravvisano tre
diversi orientamenti. Secondo una prima tesi,
si tratterebbe di reato che tutela
esclusivamente l' imparzialità e il buon
andamento della Pa, con la conseguenza che
il privato andrebbe inteso esclusivamente
come soggetto civilmente danneggiato. La
giurisprudenza prevalente opta invece per la
natura plurioffensiva del delitto, individuando
come oggetto di tutela anche l' interesse del
privato a non essere turbato nei propri diritti.
La tesi preferibile, infine, distingue tra abuso di
danno, avente natura plurioffensiva, e abuso di
vantaggio, avente carattere monoffensivo.
Ciò posto ci si deve domandare se, muovendo
da una prospettiva di plurioffensività, ai fini
della sussistenza del reato in esame sia
necessaria l' offesa cumulativa ad entrambi i
beni giuridici tutelati o se sia sufficiente la
lesione anche di uno solo di essi. Qualora infatti si opti per una "plurioffensività cumulativa" si dovrà
concludere che il reato non sia punibile nei casi in cui anche uno solo dei beni abbia subito un' offesa
particolarmente tenue. Se invece si segue la tesi giurisprudenziale della "plurioffensività alternativa" si
potrà sostenere, ad esempio, che, pur in presenza di un danno del privato di scarsa entità, l' abuso d'
ufficio sarà comunque punibile ove l' offesa all' imparzialità della Pa assuma caratteri apprezzabili. Tali
considerazioni appaiono decisive in quanto se è possibile immaginare casi di danni lievi ai privati, ben
più arduo è ipotizzare abusi d' ufficio in cui l' offesa all' imparzialità della Pa si riveli particolarmente
tenue. La natura stessa del reato fa sì infatti che la lesione al canone dell' imparzialità assuma quasi
sempre caratteri significativi.
Analoghe considerazioni valgono, mutatis mutandis , per la corruzione impropria, in quanto il
mercimonio della funzione pubblica produce inevitabilmente offese apprezzabili al prestigio e all'
imparzialità della Pa. Maggiori spazi applicativi potrà invece avere il nuovo istituto in materia di peculato
d' uso, poiché sono senz' altro più frequenti le condotte che determinano danni patrimoniali e al buon
andamento di scarsa entità.
Allo stesso modo la causa di non punibilità potrà essere ravvisata in tutti i reati che tutelano
principalmente gli interessi economici dell' Amministrazione (come ad esempio l' articolo 316 bis o l'
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articolo 355 Cp), con la precisazione che, come già chiarito in premessa, la riforma andrà a comprimere
ulteriormente l' area di intervento penale rispetto al passato, quando era possibile il ricorso alla sola
categoria dell' inoffensività sostanziale.
Per quanto concerne l' indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, il legislatore aveva già
previsto una soglia di punibilità, dettagliatamente indicata all' ultimo comma dell' articolo 316 ter Cp. Ci
si deve dunque domandare se tale ultima disposizione debba ora essere interpretata come una
particolare concretizzazione della norma generale sulla particolare tenuità del fatto, oppure se l' articolo
131 bis Cp possa trovare applicazione anche quando la somma indebitamente percepita sia superiore
a tale soglia (3.999, 96 euro). Ove si opti per la seconda soluzione residueranno inevitabili dubbi di
costituzionalità legati alla sopravvenuta indeterminatezza della sfera di applicazione dell' articolo 316 ter
Cp, dubbi che, in verità, riguardano in modo complessivo l' intera disciplina sulla particolare tenuità del
fatto. È innegabile, infatti, che l' impatto dell' articolo 131 bis Cp creerà forti incertezze applicative legate
all' esatta concretizzazione di una formulazione di per sé generica e soggetta ad oscillazioni valutative.
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Il Sole 24 Ore
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I reati sui beni della Pa valutabili come «bagatellari»
Archiviazione difficile quando in gioco c' è la tutela del prestigio e dell' imparzialità.
La riforma che ha portato all' introduzione della
non punibilità per particolare tenuità dell'
offesa spiega effetti anche nei reati contro la
pubblica amministrazione, m o l t i d e i q u a l i ,
infatti, rientrano nei limiti edittali di cui all'
articolo 131 bis del Codice penale; basti
pensare, ad esempio, alla corruzione
impropria, all' abuso d' ufficio, al peculato d'
uso e alla turbativa d' asta. Occorre tuttavia
anticipare che, in materia di reati contro la Pa,
la particolare tenuità del fatto sembra destinata
ad avere una scarsa applicazione pratica i n
presenza di reati che tutelano il prestigio o l'
imparzialità dell' Amministrazione, mentre
maggiori spiragli applicativi potranno essere
rinvenuti con riferimento a delitti posti a
presidio di beni economici, conformemente ad
una gerarchia valoriale che affonda le sue
radici nella stessa Costituzione.
Al fine di verificare i riflessi di tali novità
normative in questo specifico settore è quindi
necessario interrogarsi in via preliminare su
cosa si intenda per particolare tenuità dell'
offesa.
Al riguardo si osserva che l' istituto si colloca a
pieno titolo nel solco della concezione
realistica del reato, secondo la quale l' illecito
penale deve essere inteso come fatto offensivo
tipico, ossia come fatto, previsto dalla legge come reato, che leda o metta in pericolo il bene giuridico
tutelato. Se dunque il principio di offensività, più volte invocato in giurisprudenza, ha fin qui garantito
contro la incriminazione di fatti materiali non offensivi, la particolare tenuità dell' offesa svolge ora l'
ulteriore funzione di delimitare l' area di punibilità, escludendo tutto ciò che abbia determinato un' offesa
al bene giuridico particolarmente lieve. Già da queste prime considerazioni si evince che la particolare
tenuità dell' offesa è qualcosa di diverso rispetto alla inoffensività sostanziale, già nota al nostro diritto
penale: in quest' ultimo caso, invero, il fatto è praticamente privo di alcun significato offensivo e quindi l'
esistenza del reato va radicalmente esclusa; nel caso della particolare tenuità, invece, l' offesa al bene
giuridico è ravvisabile, ma la stessa, in base ai parametri normativi, deve essere considerata
particolarmente lieve. Il reato quindi sussiste, ma, per questioni di opportunità, il legislatore ha ritenuto
che lo stesso non debba essere punibile. In quest' ottica appare condivisibile la rubrica dell' articolo 131
bis del Codice penale, che inquadra dogmaticamente il nuovo istituto non già come causa di esclusione
dell' illiceità penale, ma come causa di non punibilità, con tutte le conseguenze che ne derivano in
termini di disciplina.
Ciò premesso, si deve rilevare che la nozione di particolare tenuità era già nota nell' ambito dei reati
contro la Pa, in quanto prevista espressamente dall' articolo 323 bis Cp, sia pure sotto forma di
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circostanza attenuante. Al riguardo l' ultimo comma dell' articolo 131 bis Cp ha chiarito che la non
punibilità si applica anche nei casi in cui la legge preveda la particolare tenuità come circostanza
attenuante. Ne consegue che l' articolo 323 bis Cp troverà ormai applicazione al di fuori dei casi di non
punibilità ex articolo 131 bis Cp e, quindi, limitatamente ai reati che, per cornice edittale, non rientrano
nei limiti di pena previsti dal nuovo istituto (ad esempio gli articoli 317 e 319 Cp), oppure nelle ipotesi in
cui il comportamento risulti abituale.
D' altro canto, l' introduzione dell' articolo 131 bis, comma 2 Cp svolge inoltre un importante ruolo
interpretativo, consentendo di meglio delineare in termini generali il concetto di particolare tenuità,
rilevante anche ai sensi dell' articolo 323 bis Cp.
Infatti, per evidenti questioni di simmetria, si può fondatamente escludere l' applicazione di tale
circostanza quando l' autore abbia agito per motivi abietti o futili, oppure qualora abbia approfittato delle
condizioni di minorata difesa della persona offesa, anche in riferimento all' età della stessa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina a cura di Luigi Pacifici.
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Il Sole 24 Ore
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L' ANALISI.
L' evoluzione dell' inchiesta attenua l' allarme
derivati
La richiesta di archiviazione della Procura di
Roma a conclusione dell' indagine su un
contratto derivato stipulato dal Tesoro nel 1994
smorza l' "allarme derivati" sui conti pubblici,
un allarme che scatta automaticamente ogni
qual volta la magistratura accende i riflettori su
questi strumenti complessi usati dal Tesoro
come copertura contro il rischio di mercato,
per proteggere le casse dello Stato contro le
oscillazioni avverse di tassi cambio o d'
interesse.
Se, come nelle attese, la richiesta di
archiviazione verrà accettata dal giudice delle
indagini preliminari, si smonterà anche l'
ipotesi di manipolazione del mercato, truffa
aggravata e abuso d' ufficio, verrà meno la
presunta "incompetenza" dei responsabili
d e l l a pubblica amministrazione, t r a i q u a l i
Maria Cannata, e l' esistenza di un complotto
tra S&P' s e Morgan Stanley per incassare i
3,1 miliardi dall' estinzione anticipata.
L' allarme derivati non fa stare tranquillo il
cittadino già in pena per gli oneri di un debito
pubblico monstre da 2.160 miliardi. Oltre alle
aste da450 miliardi l' anno, e agli interessi sul
debito che annualmente orbitano attorno al
4%, del Pil i contribuenti non sono disposti ad accettare uno Stato che si accolla "perdite" da derivati,
come se fosse un giocatore d' azzardo. Ma è proprio questo il punto: i derivati sono protezione non
speculazione e non esistono "perdite" dovute ai derivati che sono una forma di assicurazione contro i
rischi finanziari a fronte della quale si paga un premio.
Il Tesoro lo scorso lunedì ha collocato in asta BTP?decennali impegnandosi a pagare un rendimento
dell' 1,34% per i prossimi dieci anni: se tra un anno i BTP dovessero rendere sul secondario sotto l' 1%,
questo non equivarrebbe a una perdita sui BTP emessi un anno prima. Se i tassi dovessero salire oltre
l' 1,34%, non si parlerebbe di profitto. Così per i derivati: il valore di un derivato, negativo o positivo,
varia costantemente in base all' andamento del mercato, se è convenuto farlo o meno si può stabilire
solo a chiusura, rapportando il derivato all' intero stock del debito e agli interessi sullos tesso.
Anche le cifre dei derivati del Tesoro sanno di falso allarme. A fine febbraio, i titoli di Stato in
circolazione erano 1.817 miliardi. Al 31 dicembre 2014 il Tesoro possedeva un portafoglio derivati pari
all' 8,95% del totale dei titoli di Stato, con valore nozionale (i titoli di debito sottostanti ai derivati) di
159,586 miliardi e un mark­to­market negativo di 42,064 miliardi:?se i derivati con valore negativo
fossero chiusi anticipatamente al momento della rilevazione del m­t­m, (cosa impossibile)il Tesoro
sarebbe tenuto a sborsare 42 miliardi. Ma è un calcolo potenziale. Inoltre i contratti con estinzione
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
anticipata in essere hanno mark­to­market negativo per 9,3 miliardi, che scende a 2,7 per quelli
esercitabili tra il 2016 e il 2018 . Infine, a ogni "perdita" bisognerebbe scontare il "guadagno" del Tesoro
per tutti gli anni di vita passata dei derivati in portafoglio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Isabella Bufacchi.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Carichi giudiziali. Chi evita il penale non chiude comunque i conti con la giustizia.
Per i danni si passa dal rito civile
Il nuovo sistema introdotto dalla legge 67/2014
e dal Dlgs 28/2015 desta una serie di
perplessità anche in campo ambientale. Infatti,
mentre da un lato il Parlamento sta lavorando
per introdurre nel Codice penale i delitti
ambientali, dall' altro il Governo (in attuazione
di una delega parlamentare) ha di fatto
svuotato di contenuto l' infinita gamma di
contravvenzioni che fino ad oggi hanno
costituito il presidio contro la gestione illecita
dell' ambiente: dal formulario per il trasporto
d e i rifiuti pericolosi, al mancato invio delle
comunicazioni previste dalla disciplina sull' Aia
(Autorizzazione integrata ambientale), fino alla
mancata comunicazione, entro 24 ore, delle
misure di prevenzione in caso di
contaminazione di acqua e suolo.
Tutti reati (previsti come contravvenzioni)
puniti con la pena detentiva non superiore a 5
anni. Un' ossatura che, nel suo piccolo, ha
comunque consentito risultati importanti: ogni
grande indagine sulla gestione abusiva dei
rifiuti è sempre iniziata dal formulario, adesso,
averlo o non averlo rischia di diventare quasi
la stessa cosa. Infatti, è tutto rimesso alla
discrezionalità del giudice.
Di qui all' inevitabile disparità di trattamento il
passo è estremamente breve e si aggiunge l'
ovvio corollario dell' alterazione della concorrenza tra imprese.
La legge 67/2014 stabilisce che la esclusione della punibilità non deve pregiudicare l' esercizio dell'
azione civile per il risarcimento del danno.
Tuttavia, è facile prevedere che lo spostamento dalla sede penale a quella civile per la tutela dei diritti
appesantirà inevitabilmente il già collassato sistema giudiziario civile.
La deflazione del contenzioso penale appare fortemente ipotecata se si pensa che nascerà una nuova
fase processuale che intaserà ulteriormente la Procura e l' udienza del gip, poichè la persona offesa dal
reato potrà fare opposizione. Ovviamente si saluta con favore l' alleviarsi della reazione alle condotte
violatorie meramente "documentali", di cui le autorizzazioni sono gravide, che non hanno giovato alle
imprese, ma neanche all' ambiente. Tuttavia, poichè la non punibilità è subordinata anche alla non
abitualità della condotta, verosimilmente ne deriva che: per le imprese localizzate in più sedi e unità
locali, il nuovo sistema non rappresenta un aiuto, perchè la condotta si replica in capo ad un unico
soggetto legalmente responsabile; per la criminalità organizzata, invece, può diventare un vantaggio.
Infatti, basterebbe usare soggetti incensurati per la commissione una tantum di reati. Una specie di
parcellizzazione che, fidando nella non abitualità del soggetto, consentirebbe di rendere impunito un
vasto disegno criminale.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
I trasporti di rifiuti pericolosi senza formulario sono una piaga nazionale e, quando ad agire sarà un
soggetto non abitualmente versato nella condotta, neanche i delitti ambientali inseriti nel Codice penale
potranno qualcosa contro l' assenza o l' alterazione di questo documento, né contro l' abbandono
indiscriminato di rifiuti ai bordi delle strade. Con un Sistri che esiste solo per farsi pagare, la tracciabilità
cartacea dei rifiuti pericolosi deve essere garantita senza se e senza ma, a tutela dell' ambiente, e della
non alterazione della concorrenza tra imprese.
Ma da oggi rischia di non essere più sempre così.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Congiuntura. Confindustria, Unioncamere e Intesa Sanpaolo: dai dati del 2014 le premesse del
rilancio.
Emilia­Romagna, ripresa vicina
Pil a +0,2% ed export a +4,3%: la crisi ha colpito duro ma c' è fiducia.
BOLOGNA La ripresa stenta a fare capolino
ma ci sono tutte le premesse perché arrivi. Il
sistema produttivo dell' Emilia­Romagna è
pronto a scattare se le imprese riusciranno a
cogliere i tanti fattori positivi che caratterizzano
l' attuale scenario internazionale imperniato sul
"riallineamento" dell' euro, l' ampia
disponibilità di credito e il prezzo
relativamente basso delle materie prime.
È questa la fotografia dell' economia regionale
che emerge dall' indagine congiunturale
presentata ieri a Bologna che riguarda la
chiusura del 2014 e le previsioni per il 2015
sull' industria manifatturiera, realizzata in
collaborazione tra Unioncamere Emilia­
Romagna, Confindustria Emilia­Romagna e
Intesa Sanpaolo.
Il Pil 2014 ha registrato un modesto aumento
(0,2%) che indica una sostanziale stagnazione
frutto della modesta ripresa di alcuni settori
(meccanica e alimentare) e della difficile
situazione delle costruzioni, della moda e del
legno­mobile. La nota più lieta riguarda il
lavoro; nell' anno trascorso, infatti, secondo i
dati Istat, si è registrato un aumento di quasi
7.400 unità a livello regionale, ascrivibili alla
seconda metà dell' anno mentre la disoccupazione è stazionaria all' 8,5 per cento. L' aumento sembra
interessare quasi tutti i settori dell' economia con particolare riferimento all' industria in senso stretto
(+1,4%) e al commercio (+0,9%). Rimane in controtendenza il settore delle costruzioni dove continua l'
emorragia.
A livello dimensionale, a soffrire sono soprattutto le imprese più piccole, mentre quelle più grandi
riescono a mettere a segno variazioni positive soprattutto grazie all' apporto dell' export che in Emilia­
Romagna ha fatto segnare l' aumento più forte in Italia (+4,3%), superiore a quello di Lombardia e
Veneto.
In ogni modo, il confronto rispetto al periodo ante crisi resta impietoso: posto uguale a 100 il fatturato nel
2007, le imprese del manifatturiero a fine 2014 registrano un valore pari a 81, vale a dire hanno perso,
in termini reali, il 19% del loro fatturato.
Per le imprese manifatturiere artigiane la percentuale supera il 30%, per le costruzioni e il commercio si
aggira attorno al 20 per cento. Tuttavia, in una fase in cui la domanda interna ancora stenta a
riprendersi, chi si rivolge ai mercati esteri continua a crescere. Chi esporta ha aumentato il fatturato del
5%, chi si rivolge al solo mercato interno ha perso quasi il 40 per cento. Da qui l' importanza di
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Enti locali
aumentare il numero di imprese che esportano.
«Si apre per l' economia regionale una finestra favorevole ­ ha affermato Maurizio Marchesini,
presidente regionale degli industriali ­ che occorre cogliere con decisione e tempestività. Euro debole,
tassi ridotti, basso prezzo del petrolio, crescita della domanda mondiale cominciano a far sentire i
propri effetti insieme a incisive misure di politica industriale a livello nazionale che grazie anche all'
opera del ministro Federica Guidi, iniziano a vedere la luce. Ora dal Governo nazionale ci attendiamo il
completamento del positivo quadro di strumenti di politica industriale, con adeguati finanziamenti, in
primis per il credito d' imposta per la ricerca. Insieme all' eliminazione di norme contrarie ad ogni logica
di sviluppo e buon senso, come la tassazione Imu sui macchinari imbullonati» (si veda altro servizio a
pagina 33, ndr ).
E se, come ha spiegato il presidente di Unioncamere Emilia­Romagna Maurizio Torreggiani, «ci sono
ora tutte le condizioni per riprendere un percorso di crescita», dal sistema bancario giungono
interessanti segnali di ripresa della domanda di credito. Infatti, come ha segnalato Luca Severini,
direttore regionale di Intesa Sanpaolo, se nel 2014 è proseguita l' attenuazione del segno negativo (­
2,4% i prestiti a famiglie e imprese con queste ultime a quota ­3%), nel primo trimestre 2015 si è
registrato un vero e proprio boom di erogazioni. «Dal 1 gennaio al 20 marzo ­ ha spiegato Severini ­
Intesa Sanpaolo in regione ha erogato 435 milioni, ma di questi 215 solo negli ultimi 20 giorni di marzo.
E il 40% delle erogazioni è destinato agli investimenti in beni durevoli».
© RIPRODUZIONE RISERVATA Giorgio Costa.
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Per furti in abitazioni e rapine nessuna agevolazione
ai colpevoli
Causa di non punibilità sempre esclusa se la condotta è abituale.
Gli interventi legislativi in materia penale, a
seconda dei momenti storici ed anche sull'
onda di singoli avvenimenti, hanno privilegiato
ora l' esigenza di sicurezza dei cittadini
(inserendo nuove fattispecie di reato e/o
aggravando le pene di quelle esistenti e quindi
incidendo negativamente sul peso delle
pendenze), ora l' esigenza di alleggerimento
del carico giudiziario (con provvedimenti di
depenalizzazione o di clemenza che rischiano
di provocare conseguenze negative sulla
sicurezza dei cittadini e sulla richiesta di
giustizia). Il Dlgs 28/2015 rappresenta un
punto di arrivo nell' ottica della riduzione del
"punibile" determinando un notevole risparmio
di energie processuali per fatti, per così dire,
sproporzionati in difetto, e perciò ritenuti non
meritevoli della sanzione penale prevista per
la fattispecie astratta.
L' applicazione del principio di proporzionalità
alleggerirà il carico giudiziario penale senza
incidere significativamente sul rapporto tra
Stato e cittadini, grazie a dei criteri di
bilanciamento che riconducono l' istituto in
ambiti di equilibrio. Tra i reati contro il
patrimonio, a ricadere nell' applicazione della
nuova causa di non punibilità sono ­ per citare
quelli più frequenti nella casistica giudiziaria ­ i
seguenti: furto semplice (articolo 624), invasione di terreni o edifici (articolo 633), danneggiamento
(articolo 635), truffa, anche aggravata (articolo 640 commi 1 e 2), frode informatica (articolo 640 ter
commi 1 e 2), insolvenza fraudolenta (articolo 641), cosiddetta truffa alle assicurazioni (articolo 642),
appropriazione indebita (articolo 646).
Restano estranei alla disciplina ­ poiché puniti con pena superiore ai cinque anni ­ i delitti di furto in
abitazione o con strappo (articolo 624 bis), furto aggravato (articolo 625), rapina (articolo 628),
estorsione (articolo 629), sequestro di persona a scopo di estorsione (articolo 630), truffa aggravata per
il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640 bis), circonvenzione di incapaci (articolo 643),
usura (articolo 644), ricettazione (articolo 648), riciclaggio (articolo 640 bis) e reimpiego di denaro, beni
o utilità di provenienza illecita (articolo 648 ter).
Quanto alle singole fattispecie, uno dei reati che risentirà meno dell' applicazione della riforma è il furto.
La causa di non punibilità è applicabile solo al furto semplice ex articolo 624 dl Codice penale, ossia all'
ipotesi in cui non ricorra alcuna aggravante ad effetto speciale. Si pensi, ad esempio, al furto in
esercizio commerciale con mero nascondimento della cosa sottratta, mentre resta punibile il furto
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
commesso nascondendo il bene in borsa schermata, perché aggravato ex articolo 625 n. 2 del Codice
penale.
Lo spazio applicativo della causa di non punibilità viene ulteriormente ridotto in base all' articolo 131 bis
comma 3 dalla frequente abitualità della condotta: l' esperienza giudiziaria insegna che la condotta di
furto raramente resta isolata; al di là del caso dei recidivi specifici, sarà, pertanto, necessario verificare
la pendenza di altri procedimenti per il medesimo reato e, in caso di archiviazione o assoluzione, dovrà
valutarsi il merito anche dei procedimenti chiusi.
È ammesso al nuovo istituto il delitto di truffa, anche aggravata, purchè non s' inserisca in una serie di
condotte dello stesso tipo: va escluso, ad esempio, nelle ipotesi di truffa seriale via internet o di
condotta commessa mediante sostituzione di persona e utilizzo di documenti falsi. In questi casi, per
realizzare lo scopo dell' azione, l' agente avrà posto in essere una serie di condotte fraudolente
collegate e difficilmente contrastabili che, valutate nel loro complesso, potrebbero escludere il fatto
tenue.
Analogamente, nei casi di appropriazione indebita realizzata con abuso di relazioni d' ufficio o di
prestazione d' opera, occorrerà verificare se il fatto rientri in un quadro di condotte plurime o reiterate,
nel qual caso il solo criterio della tenuità del danno patrimoniale non sarà sufficiente a fondare l'
archiviazione.
Per la truffa ai danni dello Stato o di enti pubblici dovrà verificarsi l' entità del danno nell' ipotesi di
conseguimento fraudolento di prestazioni previdenziali ( il classico caso dei falsi invalidi), ma, pur in
presenza di un danno economico modesto, andranno valutati gli ulteriori effetti pregiudizievoli della
condotta, in termini di ricaduta sociale. Analogo discorso vale per la truffa commessa dal pubblico
dipendente mediante utilizzo fraudolento del badge poiché potrebbero essere d' ostacolo all'
archiviazione la compromissione del rapporto tra Ente e dipendente e il danno all' immagine della Pa.
L' entità del danno e il vulnus al valore in sé del bene guideranno l' interprete in ipotesi particolari di
danneggiamento, come quello su edifici pubblici o su beni d' interesse storico o artistico, ovvero in
danno di impianti sportivi durante lo svolgimento delle relative competizioni. Può ragionevolmente
ritenersi che nei casi di aggravanti introdotte per arginare gravi fenomeni sociali (ad esempio atti di
teppismo o violenza negli stadi), la nuova disciplina non avrà conseguenze dirompenti, pena la
svalutazione degli interventi del legislatore.
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Grandi eventi. Il sistema dell' Anac.
Un modello internazionale per i controlli
roma I controlli di legalità introdotti per Expo
2015 «sono un potenziale modello per altri
grandi eventi in tutto il mondo». È il secondo
rapporto «intermedio» Ocse, presentato ieri a
palazzo Chigi al convegno Anac (autorità
nazionale anticorruzione)sull' integrità degli
appalti pubblici, a sancire un giudizio così
lusinghiero. «Il sistema applicato ­ si legge nel
report ­ combina efficienza e legalità». La
peculiarità emergente è quella dei «controlli
collaborativi, caratterizzati dall' interazione con
le stazioni appaltanti, che consentono di
prevenire l' insorgenza della legalità ed
eventualmente di adottare misure correttive al
fine di garantire la realizzazione delle opere
pubbliche nei tempi previsti».
Il tentativo di voltare pagina rispetto ai controlli
burocratici, pedanti, costosi e quasi sempre
inefficaci e inutili contro le infiltrazioni
malavitose. crimine.
Tentativo, stando al rapporto, finora riuscito in
pieno.
Ocse ha analizzato efficienza ed efficacia delle
procedure dell' Uos (unità operativa speciale),
sorta per monitorare gli appalti Expo 2015, e
delle azioni messe in atto dalla prefettura di
Milano contro le infiltrazioni mafiose. Il report sostiene che la «cooperazione tra Anac e prefettura di
Milano su Expo può essere considerata, in Italia, come una best practice di sinergie istituzionali e
controlli integrati» . Certo, l' attività di verifica non passa indifferente: «I rappresentanti della società
Expo hanno osservato come tale sistema di controlli abbia dei costi», ricorda il documento, che
ammette come l' interazione tra società Expo, Anac e la Uos abbia «certamente portato a un notevole
aggravio di lavoro "a monte" per la stazione appaltante, ma ha avuto un impatto assolutamente positivo
nel seguito dei processi e delle procedure contrattuali». I numeri dei controlli svolti, messi in evidenza
dall' Ocse, non sono per nulla trascurabili: al 16 marzo 2015 «la Uos ha controllato 153 procedure di
appalto per un valore di 589 milioni».
Al 21 marzo 2015, poi, la prefettura di Milano ha analizzato 4.445 pratiche e ha emanato 79 interdittive
antimafia per 54 diverse società.
Si tratta, insomma, di «una risposta organizzata da parte delle istituzioni al crimine organizzato e ai
fenomeni di corruzione». Di qui, l' auspicio del presidente dell' Anac, Raffaele Cantone: «Estendere l'
esperienza dei controlli eccezionali messi in atto sugli appalti dell' Expo alle grandi opere».
Osserva Giuseppe Sala, commissario e Ceo di Expo: «Il controllo collaborativo sui lavori è stato
fondamentale.
Non sono stati rallentati i lavori. Chi si è avvicinato ad Expo nelle ultime gare ha capito che margini per il
malaffare erano molto limitati».
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Lavori pubblici. Sono 693 i cantieri a metà in tutta Italia: ancora da reperire le somme per
terminare i lavori.
Incompiute, buco da 1,7 miliardi
L' anagrafe è stata ultimata ma è necessario individuare le priorità.
Mauro Salerno ­ Roma Un' iniezione di
liquidità da almeno 1,7 miliardi . È quello che
servirebbe per portare a termine le 693 opere
incompiute che punteggiano il territorio
italiano, di cui si è discusso durante la prima
visita a Porta Pia del premier Matteo Renzi, in
qualità di ministro a interim delle Infrastrutture.
Cantieri interrotti per un controvalore di circa
3,5 miliardi, metà dei quali (49%) riferiti a
micro­interventi con importi inferiori al milione
di euro.
Tutto questo a voler stare ai dati ufficiali dell'
elenco­anagrafe delle incompiute inaugurato
due anni fa dal ministero. Numeri che però, va
detto subito, vanno presi con le pinze. Per una
serie di motivi, peraltro non taciuti nel
documento con l' aggiornamento dei dati a fine
2014, presentato a metà gennaio.
Primo: l' elenco è costruito sulla base delle
segnalazioni degli enti locali. E n o n c ' è
nessuna sanzione per chi non si
"autodenuncia". Risultato: l' anagrafe è d e l
tutto parziale, come spiega lo stesso
documento del Mit dove si rileva che «non è
noto il livello di copertura della rilevazione che
non può comunque essere considerata
censuaria». Il fatto che la sia costruzione sia del tutto affidata alla buona volontà delle amministrazioni
produce peraltro effetti paradossali. Si prenda il caso del Lazio. Fino all' ultima rilevazione (che infatti
contava 692 opere poi corrette a 693 proprio per questo motivo) il comune di Roma si era "dimenticato"
di segnalare la propria incompiuta­simbolo: il cantiere della Città dello Sport, la cosiddetta Vela di
Santiago Calatrava, nel quartiere universitario di Tor Vergata. Per portare a termine lo scheletro d'
acciaio tirato su per i mondiali di Nuoto del 2009 sono già stati spesi circa 200 milioni. Secondo le ultime
stime ne servirebbero almeno altri 400. Un dato che fa lievitare in un colpo solo a 1,7 miliardi il
fabbisogno ufficiale stimato a gennaio dal Mit in 1,3 miliardi. Allo stesso modo risulta difficile credere
che la maggior parte delle incompiute laziali si concentri nei comuni di Sant' Andrea e Sant' Ambrogio
del Garigliano (1.601 e 976 anime in provincia di Frosinone) come invece sembrerebbe emergere dall'
elenco spedito dall' osservatorio dei lavori pubblici regionale.
C' è poi da considerare che molte amministrazioni che avevano inviato segnalazioni negli anni
precedenti, non le hanno riproposte negli anni successivi. Con il risultato che il dato di 693 interventi non
ultimati, andrebbe «incrementato almeno di ulteriori 250 opere». Mancano poi i dati temporali necessari
per capire se l' amministrazione è ancora interessata portare a termine quel progetto, immaginato
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magari 20 anni prima e oramai considerato del tutto datato o inutile. Un classico esempio è l' idrovia
Padova­Venezia, opera ormai considerata superata eppure inclusa nell' elenco con un costo di 461
milioni.
Insomma l' anagrafe va considerata solo come una base di partenza per aggredire il fenomeno. Ma è
tutto fuorché un elenco di priorità.
A meno di non voler ripetere l' errore della legge obiettivo che considerava ugualmente strategici i
cantieri dell' Alta velocità e la Passocorese­Rieti. O pensare che per rilanciare il motore dell' edilizia e
tamponare il degrado del nostro territorio sia necessario inseguire i desiderata delle «pro­loco» e
ripartire dai «lavori di realizzazione di un parco giochi in località Fontana Giardino» o realizzare
finalmente la palestra del centro sociale anziani a Vico nel Lazio.
C' è un altro rischio da evitare.
Quello di ripetere la frammentazione dei piani che ha caratterizzato i progetti di recupero dell' edilizia
scolastica, con fondi alla fine divisi in almeno otto diversi canali e programmi di riqualificazione e di
spesa rimasti al palo per anni. Al piano (senza fondi) gestito da Porta Pia lo Sblocca Italia ha affiancato
un finanziamento da 200 milioni per portare a termine le opere segnalate a Renzi dai sindaci lo scorso
giugno. Con 701 richieste arrivate sui tavoli di Palazzo Chigi, che ora gli uffici stanno scremando per
individuare quelle da portare al Cipe. L' arrivo di Renzi a Porta Pia, anche solo per qualche settimana,
potrebbe aiutare a mettere insieme i due programmi. E magari dare una spinta anche al provvedimento
cui i tecnici del ministero hanno lavorato nelle ultime settimane, puntando a coinvolgere i privati con
sconti fiscali sui lavori di completamento e corsie preferenziali per i cambi d' uso.
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Cantieri. Il 61% del tempo se ne va in burocrazia.
Svimez: 14,6 anni per completare una grande opera
Ci vogliono 14 anni e mezzo per completare
una grande opera. E a pesare non sono le
difficoltà costruttive, ma i tempi della
burocrazia che assorbono il 61% dei tempi di
realizzazione delle infrastrutture.
Sono i dati più rilevanti tra quelli contenuti in
uno studio condotto dallo Svimez su 35mila
cantieri realizzati negli ultimi 15 anni in Italia
(1999­2013) , finanziati attraverso le politiche
di coesione, per un valore superiore a cento
miliardi di euro.
Lo studio individua cinque fasi di vita dell'
o p e r a pubblica (progettazione preliminare,
definitiva, esecutiva, affidamento ed
esecuzione dei lavori), ponendo attenzione ai
ritardi che si accumulano soprattutto nei
cosiddetti «tempi di attraversamento», cioè i
periodi morti che rallentano l' iter dell' opera
impedendole di passare alla fase successiva
per i motivi più diversi (attese di finanziamenti
o d i d e c i s i o n i d a p a r t e d i a l t r i enti,
pronunciamenti dell' autorità giudiziaria,
incidenti di percorso, ecc).
Emerge così, si segnala nello studio, che nelle
fasi di progettazione e affidamento dei lavori,
in media i tempi "di attesa" pesano per il 61%
sulla durata complessiva dell' opera, con forbici comprese tra il 51% del Centro e il 65% del Sud.
Particolarmente critica la situazione della progettazione preliminare, dove, nella media nazionale, il
peso arriva a sfiorare il 75%.
Al contrario di quanto si sarebbe portati a pensare, il dossier spiega che i ritardi dovuti alla burocrazia
sono inversamente proporzionali al valore delle opere. Dunque tanto più piccolo è il cantiere, tanto
maggiore è il tempo perduto a cercare fondi o autorizzazioni. «Nei cantieri di importo superiore a 100
milioni ­ si legge ­ i tempi di attraversamento pesano per il 45% del tempo totale, mentre per le opere
che costano meno di 100mila euro arriva a pesare il 72% ».
Tempi che allungano la dismisura la strada verso le inaugurazioni. Che arriva a coprire una media
quasi tre anni per i micro­interventi (sotto i centomila euro, dove non serve neppure passare da una
gara) fino ad arrivare a 14 anni e mezzo per le opere superiori a cento milioni .
Buona parte del tempo se ne va nella progettazione. In Sicilia, ad esempio, ci vogliono quasi 7 anni per
portare a termine un' opera. E il nodo critico è proprio il progetto, co n tempi raddoppiati (+97%) rispetto
alla media nazionale. Un problema che non è rilevato allo stesso modo in tutte le Regioni del Sud, che
invece faticano tutte più o meno nella stessa misura a mantenere i tempi di affidamento dei lavori nei
limiti della media nazionale. E soprattutto a spendere i fondi concessi.
Tanto che alla chiusura dei cantieri resta ancora da spendere il 32% dei finanziamenti.
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Il Ddl sulla governance. Il contratto di servizio prolungato da tre a cinque anni.
Il cda Rai potrà revocare l' ad
ROMA L' amministratore delegato della Rai
potrà essere revocato in qualsiasi momento
dal Cda, sentita l' assemblea dei soci. Il
contratto di servizio tra Ministero e Rai passa
da tre a cinque anni ed è varato dal Consiglio
dei ministri.
Le linee­guida sugli obblighi contenuti in tale
contratto, prima oggetto di intesa tra Agcom e
Ministero dello Sviluppo, saranno varate dal
Governo per arrivare all' intesa con l' Agcom.
Il Cda a nove membri mantiene il mandato
triennale dei vertici precedenti, stessa durata
di quello dell' amministratore delegato, che
non sarà dipendente della Rai e avrà un
compenso non superiore a quanto previsto
dalle legge di stabilità 2012, cioè di 240mila
euro.
Sono alcuni elementi del testo del disegno di
l e g g e " R i f o r m a d e l l a R a i e d e l servizio
pubblico r a d i o t e l e v i s i v o " , a p p r o v a t o d a l
Consiglio dei ministri di venerdì 27 marzo. Il
testo modifica in parte gli articoli 45 e 49 del
Testo unico dei servizi media audiovisivi, dov'
è confluita la Gasparri.
Nessuna novità sul Cda di sette membri,
rispetto ai nove previsti dalla Gasparri. Quattro
consiglieri sono eletti due dalla Camera e due dal Senato con voto limitato a uno mentre due sono di
nomina governativa, designati dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell' Economia. Il
settimo è designato dall' assemblea dei dipendenti (per la quale bisognerà approvare regole di
svolgimento e di voto).I requisiti restano definiti all' articolo 49 del Testo unico: «persone di riconosciuto
prestigio e competenze professionale e di notoria indipendenza di comportamenti...aventi i requisiti per
la nomina a giudici di Corte Costituzionale». Dato che il comma non è stato cancellato, se ne dovrebbe
dedurre che i componenti del Cda dovrebbero essere rieleggibili una sola volta.
La revoca dei consiglieri è proposta dall' azionista, ma acquista efficacia a seguito di una valutazione
favorevole della Commissione di Vigilanza. In caso di dimissioni del presidente, nominato dal Cda tra i
suoi membri, o di uno o più consiglieri, si attuale la stessa procedura entro un mese dalle dimissioni. Il
Cda approva il Piano editoriale, il Piano industriale, il preventivo di spesa annuale, il bilancio e gli
investimenti superiori ai dieci milioni.
L' amministratore delegato sostituisce il direttore generale, le cui competenze vengono cancellate.
L' ad è nominato dal Cda «sentita l' assemblea». Tra i suoi compiti, la nomina dei dirigenti apicali,
sentito il Cda. Nella Gasparri, il direttore generale propone al Cda la nomina di vicedirettori generali e
dei dirigenti di primo e secondo livello. In seguito alle modifiche dello Statuto Rai volute dal Governo
Monti, il Cda della Rai ha delegato al presidente l' approvazione dei contratti sino a dieci milioni e le
nomine dei dirigenti "non editoriali", su proposta del direttore generale.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Ora le nomine diventano di competenza dell' amministratore delegato, «sentito il Cda».
Tra i dirigenti rientrano anche i direttori di reti e testate giornalistiche, dato che non si parla di nomine
"non editoriali"? In tal senso è arrivata la precisazione di Antonello Giacomelli, sottosegretario alle
Comunicazioni, al Sole 24 Ore: tali nomine spetterebbero all' ad, «sentito» il Consiglio. Tale norma, in
tal caso, potrebbe presentare, secondo diversi giuristi, profili di incostituzionalità.
L' ad avrà la competenza sui contratti sino a dieci milioni. Al di sopra, anche per effetto di una loro
durata pluriennale, li dovrà proporre all' approvazione del Cda.
Il disegno di legge lascia in vita il fatto che la nuova governance si applichi sino all' alienazione del 10%
del capitale di Rai spa. Il Governo non vuole, però, la privatizzazione: sono infatti abrogati i commi
attraverso i quali ipotetici nuovi soci avrebbero potuto eleggere i propri rappresentanti in Cda.
Un altro articolo del ddl prevede una deroga, per quanto riguarda la Rai, dal codice degli appalti
(decreto legislativo 163 del 2006). Entro dodici mesi dall' approvazione della legge il Governo è
delegato ad adottare un decreto sulla revisione del canone.
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Il Sole 24 Ore
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Delega Pa. Oggi il voto sulla dirigenza.
Camere di commercio ridotte a sessanta e «taglio ai
decreti»
roma Le Camere di commercio scenderanno
da 105 a 60 e gli accorpamenti tra gli enti
dovrà essere effettuata tenendo conto di una
soglia dimensionale minima territoriale di
80mila imprese. Ma un ente camerale dovrà
essere garantito a ogni Regione, a ogni città
metropolitana e alla province autonome di
Trento e Bolzano. Inoltre è previsto che gli
amministratori di questi enti riordinati prestino
gratuitamente il loro mandato, mentre per i
dirigenti vale il tetto massimo già introdotto per
tutte le amministrazioni. Via libera anche all'
emendamento del relatore Giorgio Pagliari
(Pd) che corregge i criteri di delega per il
r i o r d i n o d e i servizi pubblici locali. S i
prevedono incentivi che favoriscono l'
aggregazione delle attività e delle gestioni di
servizi pubblici secondo «criteri di efficienza»
e uno stop ai regimi di esclusiva (dopo una
ricognizione dell' esistente) che non risultino
«conformi ai principi di concorrenza». Si tiene
conto, nel nuovo testo, «non solo della
normativa europea, ma anche del referendum
del 2011, per cui l' acqua resta pubblica», ha
assicurato il relatore rispondendo alla
polemica dei Cinque Stelle che, invece,
avevano parlato di un tradimento della volontà referendaria negli intenti di «privatizzazione di acquedotti
e inceneritori».
Ieri il disegno di legge delega di riordino della Pa ha incassato gli ultimi voti necessari per il primo via
libera definitivo della commissione Affari costituzionali del Senato, dov' è incardinato dal lontano agosto
2014.
Oggi l' ultimo confronto sull' articolo 10 del testo, che contiene la riforma della dirigenza pubblica, poi il
disegno di legge sarà trasmesso all' Aula del Senato dove le votazioni dovrebbero iniziare subito dopo
Pasqua. L' ultimo articolo da affrontare è anche il più caldo. Si tratta, come detto, della riforma della
dirigenza, con la licenziabilità, la mobilità, il ruolo unico, il limite a tempi e rinnovi per gli incarichi, la
doppia prova per l' accesso (concorso ed esame), il superamento degli automatismi di carriera, i tetti
agli stipendi e il compromesso sui segretari comunali (eliminazione dopo una fase ponte di tre anni).
Ieri in commissione prima è stata votata anche la delega per la modificazione o il taglio dei
provvedimenti non legislativi entrati in vigore dopo il 31 dicembre 2011 che risultino datati e ritenuti non
più funzionali all' azione di Governo. Si tratta dello strumento di alleggerimento amministrativo evocato
giorni fa anche dalla ministra Maria Elena Boschi, e infatti i decreti delegati saranno adottati con un
concerto tra Semplificazione e Pa e i Rapporti con il Parlamento. Altro via libera è arrivato su un
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Enti locali
emendamento che scorpora il Comitato paralimpico dal Coni rendendolo autonomo e prevedendo il
passaggio del personale attualmente in forza al Coni servizi Spa.
Mentre a palazzo Madama si votavano gli ultimi emendamenti al ddl Pa, davanti a Montecitorio ieri è
andata in scena la manifestazione di protesta delle guardie del Corpo forestale dello Stato, per il quale
è prevista la soppressione con l' assorbimento del personale in parte nella Polizia dello Stato e in parte
nei Vigili del fuoco. A sostenere le ragioni del corpo anche Silvio Berlusconi, che in un nota ha parlato di
«patrimonio di competenze» da non dissipare. Ma quasi tutte le opposizioni sono schierate contro la
cancellazione di queste divise.
Al termine dei lavori della commissione la ministra Marianna Madia è tornata invece su un altro punto
della delega che riguarda le forme di accesso alla Pa: «Quando avremo dei concorsi faremo in modo
che siano puntuali, con scadenze fisse e si avrà cura del precariato storico, facendo sì che possa
accedervi», con l' obiettivo alla fine di «superare il lavoro precario».
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Ddl anticorruzione. Approvati gli articoli fino al falso in bilancio ­ Oggi il voto finale al Senato ­
Sospensione condizionale solo in caso di restituzione dell' indebito all' amministrazione.
Dipendenti obbligati al risarcimento
Giovanni Negri ­ Si ferma ieri sera, prima di
affrontare il falso in bilancio, l' esame del
Senato sulla legge anticorruzione. Per oggi
pomeriggio è previsto il voto finale, ma poi il
testo dovrà passare alla Camera, a una legge
che dovrebbe, nelle intenzioni del Governo,
segnare un punto di svolta nella lotta alla
criminalità economica.
A sottolineare l' emergenza, le dichiarazioni
del presidente del Senato, Piero Grasso, che
nelle ultime settimane ha più volte sollecitato l'
approvazione delle misure, e a inizio
legislatura presentò il disegno di legge (poi
profondamente modificato): «Le più recenti
indagini svelano trame nell' ombra, reti opache
di relazioni che uniscono mafiosi e criminali a
politici, imprenditori, professionisti, funzionari
pubblici: avvinti dal disinteresse per il bene
comune, dalla collusione e dalla corruzione».
E poi: «Se il sistema finanziario ­ aggiunge
Grasso ­ nascondesse solo la ricchezza
sarebbe un modo per sottrarla al fisco e
renderla improduttiva, ma gli investimenti nell'
economia lecita di danaro a costo zero
inquinano il tessuto produttivo dell' economia
e, talvolta, finiscono col controllare interi Stati e
governi, e col generare crisi della democrazia, ingiustizie, povertà e miseria».
Nel corso della giornata sono stati via via approvati, senza incidenti di percorso, i limiti al
patteggiamento e alla sospensione condizionale della pena, l' aumento delle sanzioni per l'
associazione mafiosa, il potenziamento delle segnalazioni all' Autorità anticorruzione. Per quanto
riguarda il patteggiamento per alcuni dei principali reati contro la pubblica amministrazione, la norma
approvata ieri introduce la condizione della preventiva restituzione integrale del prezzo o del profitto del
reato. Per ottenere poi la sospensione condizionale bisognerà avere provveduto al risarcimento della
pubblica amministrazione, alla quale andrà restituito quanto ricevuto dal pubblico dipendente corrotto.
Stretta poi sui reati di mafia: l' Aula ha approvato, senza modifiche, l' aumento delle sanzioni per l'
adesione a Cosa Nostra.
La pena massima prevista dal provvedimento arriva a 26 anni.
L' articolo approvato prevede per chi fa parte di un' associazione mafiosa formata da tre o più persone
la reclusione da 10 a 15 anni (ora sono 7­12); da 12 a 18 (ora 9­14) per i promotori, gli organizzatori e
coloro che dirigono l' associazione mafiosa; se l' associazione è armata, da 12 a 20 (ora 9 ­ 15); per chi
è al comando di questo tipo di associazioni da 15 a 26 anni (ora 12­24).
Aumentano i poteri di vigilanza dell' Authority anticorruzione: l' articolo approvato modifica la legge
Severino disponendo che l' Autorità potrà intervenire anche sui contratti di appalto segretati o che
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richiedono particolari misure di sicurezza. La disposizione prevede anche che nelle controversie sull'
affidamento di lavori pubblici e sul divieto di rinnovo tacito di contratti di lavori pubblici, il giudice
amministrativo informa l' Authority su «ogni notizia o informazione emersa nel corso del giudizio» che
sia in contrasto «con le regole della trasparenza».
Obbligo di informazione infine anche a carico dei pubblici ministeri che, quando eserciteranno l' azione
penale per i reati contro la pubblica amministrazione, dovranno informare il presidente dell' Autorità
anticorruzione, dando notizia del capo d' imputazione.
Lo stesso Presidente Raffaele Cantone ha sottolineato ieri l' estrema importanza del disegno di legge,
ritenendo però, nello stesso tempo, sbagliato attribuirgli una portata salvifica: «Un codice degli appalti
ben fatto serve molto di più per arginare la corruzione che non alzare le sanzioni». E proprio riguardo al
codice, Cantone ha puntualizzato «che il Governo intende eliminare il meccanismo della legge obiettivo.
Il disegno di legge in discussione in Parlamento prevede un vero sistema unitario senza leggi speciali: l'
idea di fondo è quella che non c' è più spazio per le deroghe, vanno eliminate le strutture commissariali
e le procedure ad hoc: quel libro va chiuso e ne va aperto un altro».
Ieri si è conclusa anche la consultazione online del Movimento 5 Stelle che ha dato esito negativo per il
provvedimento: l' 80% di chi si è espresso sulla rete ha ritenuto insufficienti le misure.
Oggi quindi i senatori "grillini" diranno di no al disegno di legge.
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LE NOVITÀ
Camere di commercio Sostanziale
dimezzamento delle Camere di commercio,
che passano dalle 105 attuali a massimo 60;
incarichi gratis per i presidenti, tetti agli
stipendi per tutti gli alti dirigenti e paletti per il
mantenimento di partecipazioni azionarie
Taglia decreti Un emendamento prevede una
delega al Governo per sbrogliare in 90 giorni
la matassa di rinvii a provvedimenti attuativi,
con l' obiettivo di fare ordine e di sbloccare
leggi rimaste in sospeso; questo attraverso
una cernita delle disposizioni degli ultimi tre
anni (decreti ministeriali, Dpcm e regolamenti,
restano esclusi i decreti legislativi) Servizi
pubblici locali Incentivi agli enti locali c h e
accorpano le attività e che privatizzano, o
cedono il controllo a privati. Si apre anche a
una ricognizione per eliminare regimi di
esclusività non giustificati e contrari alla
concorrenza.
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Il Sole 24 Ore
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PATTEGGIAMENTO
Restituzione integrale del profitto del reato Nel
voto sul testo anticorruzione, per quanto
riguarda il patteggiamento per alcuni dei
p r i n c i p a l i r e a t i c o n t r o l a pubblica
amministrazione, l a n o r m a a p p r o v a t a i e r i
introduce una novità: la condizione della
preventiva restituzione integrale del prezzo o
del profitto del reato.
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Giustizia. I dati del ministero: pochi i detenuti per corruzione ­ Corruttori a quota 216, 44 per
peculato, 33 per abuso d' ufficio.
Solo 226 i corrotti in carcere
Nei reati contro la Pa spesso detenzione possibile grazie all' associazione a delinquere.
Non è proprio che le carceri italiane scoppino
di detenuti per corruzione e altri reati contro la
pubblica amministrazione. I dati più recenti
dell' amministrazione penitenziaria fotografano
una realtà per certi versi sorprendente, almeno
per chi, sulla scia delle continue inchieste di
questi anni soprattutto sulle grandi opere
pubbliche, individua nella corruzione, insieme
con la mafia, la vera emergenza criminale
italiana.
La gravità del fenomeno infatti non si
rispecchia nel numero dei detenuti: per la
corruzione "classica", quella propria, le
presenze nelle carceri sono in tutto 226.
Oltretutto con l' avvertenza che, nel caso in cui
a una persona siano ascritti anche altri reati,
appartenenti a categorie diverse da quella dei
delitti contro la pubblica amministrazione, i l
conteggio può essere plurimo. Solo
leggermente inferiore a quello dei corrotti è il
numero dei corruttori che si attesta a quota
216.
Al di sotto di queste due categorie, per gli altri
reati tipici dei rapporti pubblico­privato, i
numeri sono assai inferiori: dopo le 84
detenzioni per turbata libertà degli incanti si va
infatti dalle 48 persone in carcere per istigazione alla corruzione alle 44 per peculato, passando per le
33 dell' abuso d' ufficio e le 30 della rivelazione di segreti d' ufficio.
Ma un' altra precisazione è d' obbligo, perché, fa sapere il ministero della Giustizia, un certo numero di
detenzioni è in realtà possibile solo perché insieme con il reato contro la pubblica amministrazione è
contestata anche l' associazione a delinquere, delitto punito con pena da 3 a 7 anni. E su questo punto,
tanto più nel momento in cui al Senato si discute una legge che interviene soprattutto sul versante delle
sanzioni, va tenuto presente che il nuovo limite, introdotto nel 2013, che rende possibile l' applicazione
della custodia cautelare è fissato a 5 anni.
Un tetto che, facendo riferimento alla sola ipotesi base non aggravata, rende impossibile la custodia
cautelare per reati come l' abuso d' ufficio (4 anni di massima), l' indebita induzione, il traffico d'
influenze illecite (reato quest' ultimo introdotto dalla legge Severino e sul quale poche settimane fa la
Cassazione ha messo in evidenza l' allentamento delle maglie rispetto al "vecchio" millantato credito).
Alzare le sanzioni allora può avere un senso più che in chiave di deterrenza in sé e per sé, nel rendere
tuttavia possibile l' applicazione della custodia cautelare anche in casi in cui oggi non è possibile o lo è
solo in caso di contestazione di una pluralità di delitti.
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Insomma, il carcere resta tutto sommato un' ipotesi abbastanza remota, anche per effetto della
possibilità, potendo indagati e imputati in genere contare, per questa tipologia di reati, su difese a
elevato tasso tecnico, di applicare in maniera accorta i riti alternativi. A partire dal patteggiamento che,
di solito, ha come riferimento il minimo della pena e non certo il massimo. Patteggiamento che adesso,
il disegno di legge vorrebbe comunque subordinare alla restituzione dei proventi illeciti.
Discorso diverso, anche in questo caso numeri alla mano, per quanto riguarda la prescrizione. Qui lo
stesso ministro della Giustizia, Andrea Orlando, facendo riferimento a dati del 2012, quando peraltro la
legge Severino non aveva ancora dispiegato i suoi effetti, ha sottolineato come la prescrizione interessi
solo una misura assai ridotta dei reati contro la pubblica amministrazione, non molto oltre il 3 per cento.
Tuttavia lo stesso Orlando ha poi riconosciuto alla Camera la necessità di un intervento che
riconoscesse la specificità di alcuni di questi reati (corruzione proprie e impropria e corruzione in atti
giudiziari) e aumentasse i termini, al di fuori della riforma complessiva che fa leva invece sul
congelamento dopo un giudizio di condanna.
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SOSPENSIONE
R i s a r c i m e n t o p r e v e n t i v o d e l l a pubblica
amministrazione A p p r o v a t a l a n o r m a c h e
introduce un altro inasprimento nelle norma
anticorruzione: per ottenere la sospensione
condizionale della pena bisognerà avere
provveduto al risarcimento della pubblica
amministrazione, alla quale andrà restituito
quanto ricevuto dal pubblico dipendente
corrotto.
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TRA LE SBARRE
Reato Detenuti in custodia cautelare Detenuti
con giudizio definitivo Totale Peculato 17 27
44 Malversazione 0 1 1 Indebita percezione di
erogazioni 0 2 2 Concussione 15 13 28
Corruzione per esercizio della funzione 9 5 14
Corruzione propria 87 139 226 Corruzione in
atti giudiziari 11 12 23 Corruzione di incaricato
pubblico servizio 5 3 8 Corruttore 79 137 216
Istigazione alla corruzione 10 38 48 Abuso d'
ufficio 18 15 33 Utilizzo d' invenzioni 0 7 7
Rivelazione di segreti d' ufficio 16 14 30 Rifiuto
di atti d' ufficio 2 7 9 Rifiuto di obbedienza 1 0
1 Interruzione di servizio pubblico 0 4 4
Millantato credito 7 16 23 Violazioni sulla
custodia di cose 2 19 21 Turbata libertà incanti
58 26 84 Frode pubbliche forniture 7 3 10
Detenuti per reati contro la Pa distinti per
posizione giuridica: se un soggetto risponde
per più reati, viene conteggiato più volte.
Situazione al 26 marzo 2015 Fonte: Dap ­ Uff.
svil. e gest. sistema informativo automatizzato,
sez. statistica.
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Fil rouge. Dai tempi di Mani Pulite a oggi.
Cambiano le inchieste, il «sistema» è lo stesso
Bisogna riavvolgere i fotogrammi e riportarli
indietro di vent' anni per comprendere il
rapporto malato tra il "sistema coop" e la
politica. È il 1994, Mani pulite ormai divampa e
sta per dare la zampata a Silvio Berlusconi. A
Venezia, 280 chilometri da Milano, un
magistrato si intestardisce su alcune
cooperative rosse e decide di scavare sui
legami finanziari con il Pci­Pds. Lui è Carlo
Nordio, oggi procuratore aggiunto, all' epoca
semplice magistrato. Sono passate le stagioni,
anche politiche, ma il quadro che le indagini
portarono alla luce ricorda ciò che si va
delineando oggi nell' inchiesta della procura di
Napoli con l' arresto dell' ex presidente della
cooperativa rossa Cpl Concordia, Roberto
Casari. Lo stesso quadro di altri casi giudiziari:
il Mose di Venezia,l' Expo di Milano, il porto di
Brindisi, il "sistema Sesto" o altri "sistemi"
come quello del grand commis di Stato, Ercole
Incalza.
Vale la pena, allora, di riascoltare le parole che
Nordio scandisce in un' intervista del 2006 al
settimanale Panorama Economy ricordando l'
inchiesta del '94: «Interrogando i protagonisti e
acquisendo gli organigrammi ­ racconta il
magistrato ­ risultò che i vertici delle coop erano di rigorosa nomina politica e che quasi sempre, dopo
un' esperienza al vertice di un' azienda, il funzionario rientrava nel partito. Era un rapporto, come si
disse, "organico"».
Già, organico. Ma quanto lo fosse, Nordio lo scopre quasi immediatamente in quei mesi. Sono i soldi, e
cioé i finanziamenti per l' attività politica del partito, il carburante che muove questa potente cinghia di
trasmissione. Il finanziamento, ricorda il pm, avveniva «in modo diretto e indiretto. Le coop avevano una
riserva rigorosa di appalti pubblici, frutto di accordi politici spartitori a livello nazionale e regionale. In
questo senso non c' era alcuna differenza tra Dc, Psi e Pci: si erano divisi equamente tutto. Nel Pci i
funzionari erano pagati dalle coop, ma lavoravano per il partito».
Continuando a scavare, Nordio arriverà al torinese Agostino Borello, consigliere di amministrazione di
una cooperativa agricola, l' Aica, controllata dalla finanziaria Finaica. Borello racconterà a Nordio che
nel 1988 Finaica aveva «erogato al Pci finanziamenti per circa 30 miliardi. Il meccanismo era quello
solito: si concedevano finanziamenti a coop o società, che a loro volta finanziavano direttamente i partiti.
Tali società simulavano perdite inesistenti e venivano poste in liquidazione» con la complicità «di
liquidatori nominati dal ministero del Lavoro su segnalazione della stessa Lega delle cooperative».
Qualche mese prima, nel settembre 1995, Nordio aveva inviato un avviso di garanzia all' allora
segretario del Pds Massimo D' Alema e al suo predecessore Achille Occhetto. I due usciranno indenni
dall' inchiesta.
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Il Sole 24 Ore
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Dai tempi di Mani pulite niente è cambiato. Le radici del rapporto incestuoso tra "sistema coop" e
mondo politico si sono nel frattempo sviluppate modificando l' aspetto ma continuano a irradiarsi sotto
traccia alimentando meccanismi corruttivi. C' è un nome che riassume tutto questo, ed è quello di Primo
Greganti, il "compagno G".
Sotto Mani pulite Greganti va in galera ma non parla. Nel 2014 torna in carcere nell' inchiesta sugli
appalti di Expo 2015. Per quale motivo? Lo spiega un inconsapevole Angelo Paris, ex manager di Expo,
finito anche lui in cella, in alcuni sms inviati a un amico. Inconsapevole perché non sa di essere
intercettato dagli investigatori. «Sai chi è Primo Greganti? ­ scrive Paris ­ Uno che conta in quel mondo.
Perché è uno che governa le coop rosse». Quando l' indagine finisce sui giornali il presidente della Cpl
Concordia non nasconde la sua sorpresa: «Primo Greganti? ­ dice Casari ­ Quando ho letto il suo nome
ho pensato che l' Italia non finirà mai di stupirmi». Da lunedì è in cella anche lui.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Angelo Mincuzzi.
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Il Sole 24 Ore
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L' inchiesta napoletana / 1. Si allarga l' indagine su appalti e intrecci.
Ischia, i pm valutano se sentire D' Alema
La Cpl Concordia aveva puntato in alto.
Direttamente alla Città di San Pietro.
«E adesso c' è in ballo... finalmente... l'
efficientamento energetico del Vaticano»,
gongola il responsabile delle relazioni
istituzionali della coop rossa Francesco
Simone nel suo ufficio romano dove i militari
d e l C a p i t a n o U l t i m o h a n n o piazzato i
microfoni. L' aggancio buono per il nuovo
business, nelle intenzioni del manager,
sembra essere il costruttore Angelo Proietti
(non indagato) con cui Simone organizza un
incontro. «Questo ­ spiega il dirigente della
Cpl rivolgendosi a un altro interlocutore che è
con lui nella stanza, dopo aver concluso la
telefonata con Proietti ­ era l' uomo di
Anemone e Balducci... è il numero uno del
Vaticano... il novanta per cento dei lavori in
Vaticano li fa lui, Angelo Proietti».
Simone ne elogia la caratura imprenditoriale e
le entrature nel mondo ecclesiastico
nonostante lo scivolone dello scandalo della
casa ristrutturata all' ex ministro Tremonti e
pagata dall' allora deputato Marco Milanese.
«Tutti i cardinali... adesso hanno messo sotto
mano il Bambin Gesù... si è risistemato»,
sintetizza Simone. Come a certificarne il rientro in grande stile nel giro che conta. Come sia andata a
finire nessuno lo sa.
Il gip Amelia Primavera per illustrare il «sistema affaristico organizzato e gestito dalla Gpl Concordia» si
sofferma sui «rapporti intrattenuti tra i vertici della coop e l' esponente politico che è stato per anni il
leader dello schieramento politico di riferimento per la stessa Cpl Concordia, che è tra le più antiche
così dette cooperative rosse, ovvero l' on. Massimo D' Alema». E i pm di Napoli valutano se interrogare
l' ex premier come persona informata dei fatti per cercare di mettere a fuoco uno dei punti centrali dell'
indagine.
Dalle indagini emerge con chiarezza che la Cpl è una macchina da guerra che macina affari e dà lavoro
a 1.800 dipendenti per un fatturato superiore ai 400 milioni. Non a caso le carte traboccano di riferimenti
a progetti di investimenti, bandi e operazioni finanziarie e commerciali su cui la Procura di Napoli e l'
Autorità nazionale anticorruzione potrebbero accendere i riflettori. Ieri, il presidente dell' Anac, Cantone,
ha chiesto gli atti ai suoi ex colleghi partenopei.
È un sistema gelatinoso quello in cui si muovono i vertici della multiutility . Il gip Primavera cita «un
avviso pubblico per l' affidamento dei servizi di analisi, valutazione tecnica­giuridica, contrattuale,
finanziaria, dei contratti di swap sottoscritti dalla Regione Campania nel 2003 e nel 2006» per un
importo di 60mila euro su cui pure si era concentrata l' attenzione della società.
Simone ne allude in un' altra intercettazione: «non lo so quando loro sono pronti a fare il bando, così ce
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lo assegniamo...». In un' altra conversazione, il consulente elogia i suoi amici «specializzati anche sul
Comune di Napoli». Ma c' è spazio per proposte di investimenti con il "principe del Qatar" e con un
sodale del Kuwait.
Le chiacchierate in libertà del manager che si vanta di «conoscere il valore dei soldi perché c' ho cinque
figli» spaziano su più versanti. Non affronta soltanto temi legati al mondo degli affari, ma pare
interessarsi anche ad assunzioni e trasferimenti nei Servizi segreti. È la famosa rete di connection ­
anche politiche ­ cui il gip associa le esigenze cautelari degli indagati soffermandosi in particolare sulla
«pericolosità sociale dei protagonisti della vicenda» e sulle «relazioni "patologiche" esistenti tra gli
uomini espressione di tale cooperativa da una parte ed esponenti politici (e più in generale della
pubblica amministrazione)» dall' altra, «rapporti sovente "schermati" attraverso triangolazioni con
fondazioni varie e di varia natura» su cui si stanno concentrando gli ultimi sforzi investigativi. Sono i
militari dell' Arma a riassumere, in un brogliaccio allegato agli atti, l' esito di un colloquio di Simone con
un amico al quale chiede direttive per far transitare un giovane carabiniere di Vicenza nei ranghi dell'
intelligence civile. I due fanno i nomi dei possibili sponsor da scomodare per ottenere il risultato sperato
(D' Alema, Fini, Minniti, Pollari e Marco Mancini) che ovviamente sono estranei alle indagini. Che la
banda fosse ghiotta di informazioni riservate sulle inchieste è però più di una semplice supposizione. Si
tratta invece di uno degli spunti investigativi che potrebbero interessare l' ufficio giudiziario campano
nelle prossime settimane, appena conclusi gli interrogatori di garanzia che si terranno tra domani e
dopodomani. Tra i primi a essere ascoltati dal giudice delle indagini preliminari ci sarà il sindaco di
Ischia, Giosi Ferrandino, assistito dall' avvocato Alfonso Furgiuele. Non è escluso che già nelle
prossime ore il procuratore aggiunto D' Avino, e i sostituti Woodcock, Carrano e Loreto trasmetteranno
a varie altre procure per competenza territoriale i riferimenti ad altri appalti emersi nella prima tranche
del procedimento. Dalle carte emerge che il gruppo che ruota attorno al responsabile delle relazioni
istituzionali della Cpl Concordia è assai interessato alle attività giudiziarie in corso e ai tentativi di
neutralizzazione. Tant' è che, nel corso di alcune riunioni nella sede dell' azienda, si parla addirittura di
un finanziere che «vorrebbe essere distaccato dalla Tributaria per una commissione». Uno da tenere in
considerazione perché «quello è uno che ci dà tutte le notizie», ricorda l' imprenditore Massimiliano D'
Errico. Quest' ultimo viene ascoltato mentre, ironia della sorte, accenna al fratello del sindaco di Ischia,
Massimo Ferrandino, a una «terza persona che comanda il Nucleo intercettazioni». Si avvia invece a
uscire di scena il generale Michele Adinolfi, comandante interregionale della Guardia di finanza di
Toscana, Marche ed Emilia indagato per corruzione in relazione a una presunta bonifica ambientale
negli uffici della Cpl. I pm, dopo averlo ascoltato (l' alto ufficiale è assistito dall' avvocato Enzo Musco
del Foro di Roma) hanno chiesto al gip l' archiviazione che, salvo sorprese, dovrebbe arrivare nelle
prossime settimane.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Simone Di Meo.
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Il Sole 24 Ore
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Infrastrutture. L' impegno con il Governo.
Telecom: fibra fino a casa in 40 città entro il 2017
Telecom Italia ha ufficializzato ieri al Governo l'
impegno, già annunciato col nuovo piano
industriale, di cablare in fibra ottica 40 città
entro il 2017. In una comunicazione inviata a
Infratel come integrazione alla consultazione
pubblica, Telecom Italia ha affermato di voler
investire entro il 2017 in 40 centri, da Ancona a
Vicenza, utilizzando anche il modello «fiber to
the home», cioè arrivando non solo fino agli
armadietti stradali ma fino agli appartamenti,
oppure il modello «fiber to the building», cioè
arrivando fino al portone delle case. Il via
libera all' investimento, ufficializzato alla
società in house del Mise, era stato dato il 20
febbraio scorso dal board di Telecom che
aveva approvato il nuovo piano.
La mossa è stata resa nota nel giorno della
scadenza fissata dallo Sblocca Italia per
prenotare le aree in cui investire; le aree
interessate potrebbero essere «sottratte» alla
possibilità di incentivi governativi, mentre
cresce la tensione con Bruxelles sugli aiuti di
Stato.
Biondi e Fotina pagina 24.
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1 aprile 2015
Pagina 24
Il Sole 24 Ore
Enti locali
Tlc. La mossa è stata resa nota nel giorno della scadenza fissata dallo Sblocca Italia per
prenotare le aree in cui investire.
Telecom: fibra fino a casa in 40 città
Ufficializzati i centri che saranno cablati entro il 2017 per «bloccare» i concorrenti.
Andrea Biondi, Carmine Fotina ­ Si fa sempre
più duro il gioco attorno al piano p e r l a
diffusione della banda ultralarga. Telecom
Italia ieri ha scritto a Infratel elencando, nero
su bianco, le 40 città che la società intende
cablare entro il 2017 in Ftth (fibra fino a casa)
o Fttb (fibra fino al palazzo). L' elenco
comprende, Roma, Napoli, ma anche Ancona,
Trieste, Prato. Insomma, tutti centri che
saranno interessati dall' intervento di Telecom.
L' annuncio delle 40 città era stato dato dal
board di Telecom con l' approvazione del
nuovo piano industriale a febbraio. Allora lo
stesso sottosegretario alle Comunicazioni,
Antonello Giacomelli, aveva espresso
soddisfazione per la scelta di Telecom,
affermando che «evidentemente il Piano del
governo è servito a spingere anche gli
operatori in quella direzione (Ftth, ndr.)».
È chiaro però che la mossa di Telecom, fatta
proprio ieri, allo scadere di uno step andato
sostanzialmente a vuoto ­ il 31 marzo era la
data prevista dallo Sblocca Italia per prenotare
le aree sulle quali investire ­ non è arrivata a
caso. L' altroieri il parere dell' Antitrust che
mette paletti alla concessione degli incentivi
agli operatori integrati verticalmente (leggi Telecom), spingendo invece per una soluzione veicolo
condiviso da vari operatori di cui nessuno in maggioranza (leggi Metroweb Sviluppo). E così ieri, allo
scadere del termine per le prenotazioni, Telecom ha messo il cappello su 40 aree puntando così a
sottrarle alle possibilità di incentivazione da parte del Governo. In effetti, se la strategia di Palazzo Chigi
punta ­ in estrema sintesi ­ a incentivare nuove realizzazioni o salti di qualità in determinate aree
(passaggio per esempio da 30 a 100 Mbps), l' impegno di qualcuno (Telecom) a portare con soldi
propri i 100 Mbps pone seri problemi alle possibili incentivazioni in quelle aree. Tutto questo nel quadro,
confuso, di un piano per la banda ultralarga che sta incontrando non poche difficoltà già al primo, ma
importante, passaggio: quello degli incentivi per lo Sblocca Italia. Manca il decreto attuativo, fermo per
un niet della Ragioneria dello Stato. C' è chi, come Metroweb, si è portata avanti inviando raccomandata
allo Sviluppo per "prenotarsi" su oltre 17.500 aree delle 94mila indicate da Infratel come adatte a
ricevere investimenti incentivati, pari a 590 comuni.
Ma qualche difficoltà c' è anche con Bruxelles. Proprio ieri c' è stato un nuovo incontro fra rappresentanti
dello Sviluppo economico e della Commissione europea, che ha fatto sapere di ritenere necessaria la
pre­notifica formale di tutte le misure previste dallo Sblocca Italia in qualsiasi tipo di area. Su questo
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punto pare si sarebbe arrivati al braccio di ferro con i rappresentanti del governo che hanno mantenuto
il punto sulle "aree bianche" a fallimento di mercato, per le quali si continua a ritenere evitabile la pre­
notifica.
Le tensioni con Bruxelles sono una complicazione in più per un decreto che ha già qualche problema di
troppo in termini di copertura. Il testo infatti, già elaborato dal ministero dello Sviluppo, risulta ancora
fermo all' Economia. La Ragioneria dello Stato, in particolare, continua ad avanzare perplessità sull'
impianto generale del provvedimento che prevederebbe di compensare almeno in parte il minor gettito
fiscale Ires e Irap con l' aumento dell' Iva. Non basta. Perché l' Economia avrebbe posto come paletto il
tetto di 250mila euro di investimento per l' accesso alle agevolazioni, considerato troppo basso dagli
operatori e dallo stesso ministero dello Sviluppo. Sta di fatto che il piano banda ultralarga del governo
Renzi è giunto alla prima scadenza ­ il 31 marzo data ultima per le prenotazioni degli operatori
interessati ­ senza un tassello fondamentale per avere certezze sulle modalità di concessione delle
agevolazioni.
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31.03 ¤ % in.an.
31.03 ¤ % in.an.
$ Africa Algeria dinaro 104,8946 ­1,61 97,4947
Angola new kwanza 116,1814 ­6,97 107,9853
Botswana pula 10,7253 ­7,12 0,1003 Burundi
franc. 1691,5573 ­11,15 1572,2254 C. Avorio
fran. cfa 655,9570 ­ 609,6821 Capo Verde esc.
110,2650 ­ 102,4863 Comore franc.
491,9678 ­ 457,2616 Egitto sterl. com. 8,2037 ­
5,54 7,6250 Eritrea nakfa 16,3081 ­10,65
15,1577 Etiopia bir 21,9817 ­10,38 20,4310
Gambia dalasi 51,4280 ­5,93 47,8000 Ghana
cedi 4,0316 3,77 3,7472 Gibuti franco
191,2100 ­11,38 177,7210 Guinea franco
7919,3665 ­9,75 7360,6901 Kenya scellino
99,3193 ­9,75 92,3128 Lesotho loti 13,1324 ­
6,43 12,2060 Liberia $ 90,9136 ­9,24 84,5000
Libia dinaro 1,4882 2,36 1,3832 Madagascar
ariary 2665,0208 ­8,36 2101,4200 Malawi
kwacha 472,1031 ­17,27 438,7983 Marocco
dirham 10,6891 ­2,65 9,9350 Mauritania
ougulya 341,2755 ­10,31 317,2000 Mauritius
rupia 39,2267 1,80 36,4594 Mozambico
metical 37,2369 ­3,13 34,6100 Namibia $
13,1324 ­6,43 12,2060 Nigeria naira 214,1041
­4,29 199,0000 Rep. Congo franco 993,1078 ­
11,27 923,0484 Rwanda franco 757,4207 ­
10,21 703,9881 Sant' Elena sterlina 0,7273 ­6,63 1,4793 Sao Tome dobra 24500,0000 ­ 22771,6331
Seychelles rupia 14,5428 ­14,68 13,5169 Sierra Leone leone 4647,8883 ­9,13 4320,0003 Somalia
scellino 761,0110 ­11,41 707,3251 Sudan sterlina 6,4255 ­11,38 5,9722 Swaziland lilageni 13,1324 ­6,43
12,2060 Tanzania scellino 1992,5259 ­5,30 1851,9620 Togo franco 655,9570 ­ 609,6821 Tunisia dinaro
2,1082 ­6,70 1,9595 Uganda scellino 3198,3301 ­4,94 2972,7020 Zambia kwacha 6,8454 ­ 5,2431
Zimbabwe $ ­ ­ ­ America Antille Oland. fiorino 1,9259 ­11,38 1,7900 Argentina peso 9,4845 ­7,70
8,8154 Aruba fiorino 1,9259 ­11,38 1,7900 Bahamas $ 1,0759 ­11,38 1,0000 Barbados $ 2,1518 ­11,38
2,0000 Belize $ 2,1545 ­11,38 2,0025 Bermuda $ 1,0759 ­11,38 1,0000 Bolivia boliviano 7,4345 ­11,38
6,9100 Cayman $ 0,8876 ­11,38 0,8250 Cile peso 676,5276 ­8,24 628,8016 Colombia peso 2771,7100 ­
4,17 2576,1781 Costarica colon 573,6914 ­12,51 533,2200 Cuba peso 1,0759 ­11,38 1,0000 Dominicana
R. peso 48,0482 ­10,47 44,6586 El Salvador colon 9,4141 ­11,38 8,7500 Falkland pound 0,7273 ­6,63
1,4793 Giamaica $ 123,5149 ­11,01 114,8015 Guatemala quetzal 8,2271 ­10,82 7,6468 Guyana $
222,9372 ­11,38 207,2100 Haiti gourde 50,8963 ­10,56 47,3058 Honduras lempira 23,2757 ­8,80
21,6337 Nicaragua cordoba 28,9636 ­10,31 26,9203 Panama balboa 1,0759 ­11,38 1,0000 Paraguay
guar. 5164,3200 ­8,11 4800,0000 Perù sol 3,3280 ­8,39 3,0932 St.Kitts & Nevis $ 2,9049 ­11,38 2,7000
Suriname $ 4,1851 ­1,99 3,3000 Trinidad $ 6,8569 ­11,44 6,3732 Uruguay peso 27,8099 ­6,01 25,8480
Venezuela bolivar 6,7697 ­11,38 6,2921 Asia Afghanistan afghni 62,3269 ­11,98 57,9300 Arabia S. rial
4,0359 ­11,44 3,7512 Armenia dram 507,3831 ­11,92 471,5895 Azerbaidjian manat 1,1297 18,61 1,0500
Bahrain dinaro 0,4045 ­11,38 0,3760 Bangladesh taka 83,7866 ­11,43 77,8758 Birmania kyat 1144,5783
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­8,51 1063,8334 Brunei $ 1,4774 ­8,00 1,3732 Buthan ngultrum 67,2738 ­12,31 62,5279 Cambogia riel
4315,2558 ­12,78 4010,8335 Corea Del Nord won 2,3670 ­11,38 2,2000 Georgia lari 2,3966 4,88 2,2275
Giordania dinaro 0,7628 ­11,38 0,7090 Irak dinaro 1253,4235 ­11,38 1165,0000 Iran rial 30216,6515 ­
8,29 28085,0000 Kazakistan tenge 199,8188 ­9,77 185,7224 Kirghizistan som 68,7325 ­3,92 63,8837
Kuwait dinaro 0,3236 ­8,99 0,3008 Laos kip 8726,0870 ­11,19 8110,5000 Libano sterlina 1621,9193 ­
11,38 1507,5000 Macao pataca 8,5934 ­11,41 7,9872 Maldive rufiyaa 16,5581 ­11,44 15,3900 Mongolia
tugrik 2135,3280 ­6,87 1984,6900 Nepal rupia 105,7502 ­11,38 98,2900 Oman rial 0,4141 ­11,38 0,3848
Pakistan rupia 109,6559 ­10,23 101,9202 Qatar rial 3,9175 ­11,40 3,6411 Siria sterlina 228,1258 4,22
212,0325 Sri Lanka rupia 143,2645 ­10,09 133,1578 Tagikistan somoni 6,2417 ­3,14 5,8014 Taiwan $
33,6515 ­12,40 31,2776 Turkmenistan N.man. 3,7657 8,83 3,5000 U.A.E. dirham 3,9496 ­11,43 3,6710
Uzbekistan sum 2679,2062 ­8,90 2490,2000 Vietnam dong 23182,1932 ­10,74 21546,7917 Yemen rial
231,2604 ­11,36 214,9460 Europa Albania lek 140,2723 0,13 130,3767 Bielorussia rublo 15858,7660
9,77 14740,0000 Bosnia Erz. marco 1,9558 ­ 1,8178 Gibilterra pound 0,7273 ­6,63 1,4793 Macedonia
denar 61,4246 ­ 57,0914 Moldavia leu 19,7742 4,30 18,3792 Serbia dinaro 119,8136 ­1,08 111,3613
Ucraina hryvnia 25,2501 31,47 23,4689 Oceania Fiji $ 2,2196 ­8,06 0,4847 I. Tonga pa anga 2,1274 ­
8,38 0,5057 Papua Guinea kina 2,8806 ­8,54 0,3735 Polinesia Fr. franco 119,3317 ­ 110,9134 Samoa
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% in.an.
$ 31.03 ¤ % in.an.
$ Africa Algeria dinaro 104,8946 ­1,61 97,4947 Angola new kwanza 116,1814 ­6,97 107,9853 Botswana
pula 10,7253 ­7,12 0,1003 Burundi franc. 1691,5573 ­11,15 1572,2254 C. Avorio fran. cfa 655,9570 ­
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491,9678 ­ 457,2616 Egitto sterl. com. 8,2037 ­5,54 7,6250 Eritrea nakfa 16,3081 ­10,65 15,1577 Etiopia
bir 21,9817 ­10,38 20,4310 Gambia dalasi 51,4280 ­5,93 47,8000 Ghana cedi 4,0316 3,77 3,7472 Gibuti
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Marocco dirham 10,6891 ­2,65 9,9350 Mauritania ougulya 341,2755 ­10,31 317,2000 Mauritius rupia
39,2267 1,80 36,4594 Mozambico metical 37,2369 ­3,13 34,6100 Namibia $ 13,1324 ­6,43 12,2060
Nigeria naira 214,1041 ­4,29 199,0000 Rep. Congo franco 993,1078 ­11,27 923,0484 Rwanda franco
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Somalia scellino 761,0110 ­11,41 707,3251 Sudan sterlina 6,4255 ­11,38 5,9722 Swaziland lilageni
13,1324 ­6,43 12,2060 Tanzania scellino 1992,5259 ­5,30 1851,9620 Togo franco 655,9570 ­ 609,6821
Tunisia dinaro 2,1082 ­6,70 1,9595 Uganda scellino 3198,3301 ­4,94 2972,7020 Zambia kwacha 6,8454
­ 5,2431 Zimbabwe $ ­ ­ ­ America Antille Oland. fiorino 1,9259 ­11,38 1,7900 Argentina peso 9,4845 ­
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Dominicana R. peso 48,0482 ­10,47 44,6586 El Salvador colon 9,4141 ­11,38 8,7500 Falkland pound
0,7273 ­6,63 1,4793 Giamaica $ 123,5149 ­11,01 114,8015 Guatemala quetzal 8,2271 ­10,82 7,6468
Guyana $ 222,9372 ­11,38 207,2100 Haiti gourde 50,8963 ­10,56 47,3058 Honduras lempira 23,2757 ­
8,80 21,6337 Nicaragua cordoba 28,9636 ­10,31 26,9203 Panama balboa 1,0759 ­11,38 1,0000
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Arabia S. rial 4,0359 ­11,44 3,7512 Armenia dram 507,3831 ­11,92 471,5895 Azerbaidjian manat 1,1297
18,61 1,0500 Bahrain dinaro 0,4045 ­11,38 0,3760 Bangladesh taka 83,7866 ­11,43 77,8758 Birmania
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kyat 1144,5783 ­8,51 1063,8334 Brunei $ 1,4774 ­8,00 1,3732 Buthan ngultrum 67,2738 ­12,31 62,5279
Cambogia riel 4315,2558 ­12,78 4010,8335 Corea Del Nord won 2,3670 ­11,38 2,2000 Georgia lari
2,3966 4,88 2,2275 Giordania dinaro 0,7628 ­11,38 0,7090 Irak dinaro 1253,4235 ­11,38 1165,0000 Iran
rial 30216,6515 ­8,29 28085,0000 Kazakistan tenge 199,8188 ­9,77 185,7224 Kirghizistan som 68,7325 ­
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1621,9193 ­11,38 1507,5000 Macao pataca 8,5934 ­11,41 7,9872 Maldive rufiyaa 16,5581 ­11,44
15,3900 Mongolia tugrik 2135,3280 ­6,87 1984,6900 Nepal rupia 105,7502 ­11,38 98,2900 Oman rial
0,4141 ­11,38 0,3848 Pakistan rupia 109,6559 ­10,23 101,9202 Qatar rial 3,9175 ­11,40 3,6411 Siria
sterlina 228,1258 4,22 212,0325 Sri Lanka rupia 143,2645 ­10,09 133,1578 Tagikistan somoni 6,2417 ­
3,14 5,8014 Taiwan $ 33,6515 ­12,40 31,2776 Turkmenistan N.man. 3,7657 8,83 3,5000 U.A.E. dirham
3,9496 ­11,43 3,6710 Uzbekistan sum 2679,2062 ­8,90 2490,2000 Vietnam dong 23182,1932 ­10,74
21546,7917 Yemen rial 231,2604 ­11,36 214,9460 Europa Albania lek 140,2723 0,13 130,3767
Bielorussia rublo 15858,7660 9,77 14740,0000 Bosnia Erz. marco 1,9558 ­ 1,8178 Gibilterra pound
0,7273 ­6,63 1,4793 Macedonia denar 61,4246 ­ 57,0914 Moldavia leu 19,7742 4,30 18,3792 Serbia
dinaro 119,8136 ­1,08 111,3613 Ucraina hryvnia 25,2501 31,47 23,4689 Oceania Fiji $ 2,2196 ­8,06
0,4847 I. Tonga pa anga 2,1274 ­8,38 0,5057 Papua Guinea kina 2,8806 ­8,54 0,3735 Polinesia Fr.
franco 119,3317 ­ 110,9134 Samoa tala 2,6697 ­9,73 2,4814 Solomon $ 8,4186 ­9,16 0,1278 Vanuatu
vatu 112,8700 ­8,61 104,9075 31.03 ¤ % in.an.
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FISCAL VIEW [email protected].
Gli indizi di Agatha Christie e la certezza del diritto
Cassazione frettolosa.
Diceva Agatha Christie che «un indizio è un
indizio, due indizi sono una coincidenza, ma
tre indizi ... fanno una prova».
Quando il contribuente ­ sia esso persona
persona fisica oppure società ­ guarda alla
Corte di cassazione, si aspetta un giudizio
meditato, autorevole, maturo, distaccato dal
caso concreto e connotato da un ragionamento
sistematico.
Un giudizio finalmente di giudici professionisti,
a fronte delle decisioni espresse nei gradi
precedenti da collegi formati in minor parte da
giudici professionali.
Un giudizio formulato in una sede talmente
elevata da sollecitare la considerazione che
debbano essere necessariamente in gioco
anche valutazioni di analisi economica, e cioè
di impatto delle decisioni sul sistema
produttivo (sulla programmazione dei costi
delle operazioni, sull' incentivo a investire, a
innovare, a progettare, sulla fiducia nelle
istituzioni, sulla certezza del diritto, insomma
sulla voglia di lavorare).
Ci sono preoccupanti segnali che queste
elementari attese possano andare deluse: non
sono poche, infatti, le sentenze che (sia per la
loro forma che per la loro sostanza) comunicano un senso di frettolosità (quasi che il problema sia
quello, più che altro, di smaltire l' arretrato) e non sono poche le sentenze che sembrano partire dal
presupposto (e giungere quindi alla conclusione) che le esigenze di cassa dell' erario debbono
comunque prevalere su tutto e su tutti. Senza tante discussioni (e, trattandosi di sentenze, senza tante
motivazioni).
È notissimo il caso delle sentenze sulle operazioni di asset/share deal (conferimento di un ramo d'
azienda in una newco e successiva cessione delle quote della newco). È il legislatore stesso a definire
nel Tuir questa struttura come non elusiva; tutti quindi a rotta di collo a organizzare operazioni con
queste caratteristiche (una volta tanto è la legge stessa che ci dà tranquillità). Qualche ufficio invece s'
inventa sorprendentemente che il giudizio di non elusività deve essere limitato al campo delle imposte
sui redditi. Ti aspetti che la Cassazione dia voce al contribuente "tradito" e invece no: ha fatto male il
contribuente a fidarsi del legislatore, dice in sostanza la Cassazione.
Nel 2011 le Entrate ammettono (vi era controversia interpretativa sul punto) che l' imposta sostitutiva
dello 0,25% spetta alle operazioni di rifinanziamento sia nel caso di ristrutturazione del debito di un'
impresa in crisi sia nelle operazioni di leveraged buy out , quando si sostituisce l' indebitamento a
breve, servito per l' acquisizione del target, con un più strutturale indebitamento a lungo termine.
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Ebbene, per la Cassazione, nel 2015, l' imposta è invece da versare: gli investitori vadano a investire
altrove, qui da noi le tasse sono dovute anche se il fisco non le vuole (e forse è il primo caso nella storia
nel quale un creditore viene condannato a incassare una somma che non pretende).
Ultimo highlight del 2015 (o, se preferite, ultimo indizio): la Corte sancisce l' applicazione dell' imposta
di donazione ai vincoli di destinazione non traslativi, dopo che migliaia di atti sono stati stipulati nella
certezza (affermata dalle Entrate nel 2008) che solo il vincolo traslativo meritasse tassazione. A
proposito: chissà che ne pensa Agatha Christie?
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I CHIARIMENTI
01 IL PROVVEDIMENTO Con provvedimento
di ieri, l' agenzia delle Entrate ha disposto l'
e s c l u s i o n e d e l l a comunicazione d e l l e
operazioni rilevanti ai fini Iva per le
amministrazioni pubbliche e le amministrazioni
autonome.
Per commercianti al dettaglio e assimilati,
viene invece introdotta, anche per l' anno
2014, una soglia minima al di sotto della quale
non occorre inviare le fatture emesse 02 L'
ESONERO DELLA PA Previsto l' esonero
dalla comunicazione, limitatamente a quella
riferita al 2014, per le amministrazioni
pubbliche e per le amministrazioni autonome.
L' esclusione si è resa necessaria ­ chiarisce il
provvedimento delle Entrate ­ per consentire
alla Pa di completare senza ulteriori
adempimenti le proprie infrastrutture
informatiche necessarie alla ricezione e alla
contabilizzazione delle nuove fatturazioni
elettroniche, nonché per la gestione del
versamento dell' Iva all' erario in base allo split
payment 03 LE eccezioni Un' ulteriore
correzione riguarda i commercianti al
dettaglio, gli operatori del settore alberghiero e
della ristorazione e quelli che rendono
prestazioni nell' esercizio di impresa in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell' abitazione dei
clienti). E poi gli operatori del turismo che organizzano pacchetti turistici.
Per tutti loro lo spesometro, in assenza di emissione di fattura, riguarda le sole operazioni di importo
non inferiore a 3.600 euro, Iva compresa. Per le operazioni per le quali viene invece emessa la fattura, i
commercianti al dettaglio e assimilati devono effettuare la comunicazione a tappeto (senza soglia
minima di importo) come tutti gli altri contribuenti.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Lotta all' evasione. Provvedimento dell' agenzia delle Entrate in vista della scadenza del 10
(mensile) e del 20 aprile (trimestrali)
La «Pa» fuori dallo spesometro
Per commercianti al dettaglio e tour operator invii limitati alle operazioni da 3.600 euro.
Per lo spesometro 2014 arrivano le attese
n o v i t à p e r pubblica amministrazione,
commercianti al dettaglio e tour operator. Con
un provvedimento diffuso ieri, l' agenzia delle
Entrate h a d i s p o s t o l ' e s c l u s i o n e d e l l a
comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini
Iva per le amministrazioni pubbliche e le
amministrazioni autonome. Per commercianti
al dettaglio e assimilati, introdotta, anche per l'
anno 2014, una soglia minima al di sotto della
quale non occorre inviare le fatture emesse.
Esonero per la Pa In vista della doppia
scadenza del 10 aprile (contribuenti mensili) e
del 20 aprile (trimestrali) l' agenzia delle
Entrate opera un restyling della comunicazione
delle operazioni Iva venendo incontro alle
richieste di talune categorie di operatori. Come
anticipato dal Sole 24 Ore di ieri, un
provvedimento direttoriale ha previsto l'
esonero dalla comunicazione, limitatamente a
quella riferita al 2014, per le amministrazioni
pubbliche di cui all' articolo 1, comma 2 della
legge 196/2009 e per le amministrazioni
autonome. L' esclusione si è resa necessaria ­
come chiarisce il provvedimento delle Entrate
­ per consentire alla Pa di completare, senza
ulteriori adempimenti dichiarativi, le proprie infrastrutture informatiche necessarie alla ricezione e alla
contabilizzazione delle nuove fatturazioni elettroniche in vigore da ieri, nonché per la gestione del
versamento dell' Iva all' erario in base allo split payment.
L' invio light Un' ulteriore correzione al provvedimento del 2 agosto 2013, che tuttora disciplina la
comunicazione delle operazioni Iva, riguarda i soggetti di cui agli articoli 22 e 74­ter del Dpr 633/1972.
Nel primo caso si tratta dei cosiddetti commercianti al dettaglio e assimilati, cioè dei contribuenti che
non hanno obbligo di emissione della fattura (se non a richiesta del cliente) e che annotano le
operazioni nel registro dei corrispettivi. Oltre ai commercianti al dettaglio veri e propri, vi si
comprendono, tra l' altro, gli operatori del settore alberghiero e della ristorazione e quelli che rendono
prestazioni nell' esercizio di impresa (i professionisti, invece, devono sempre fatturare ogni operazione)
in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell' abitazione dei clienti. I contribuenti indicati nell'
articolo 74­ter sono invece gli operatori del turismo che organizzano pacchetti turistici costituiti da
viaggi, vacanze, circuiti tutto compreso e connessi servizi, verso il pagamento di un corrispettivo
unitario.
La nuova soglia Per tutti questi contribuenti, lo spesometro, in assenza di emissione di fattura
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
(corrispettivi annotati nel relativo registro giornaliero), riguarda le sole operazioni di importo non
inferiore a 3.600 euro, Iva compresa. Per le operazioni per le quali viene invece emessa la fattura, i
commercianti al dettaglio e assimilati devono, secondo le regole a regime, effettuare la comunicazione a
tappeto (senza soglia minima di importo) come tutti gli altri contribuenti.
Limitatamente al 2012 e al 2013, le istruzioni avevano consentito ai dettaglianti e ai tour operator di
considerare una identica soglia minima (3.600 Iva compresa) anche per le fatture emesse. Il
provvedimento di ieri introduce un limite anche per lo spesometro del 2014: commercianti e tour
operator non dovranno includere nella comunicazione le fatture emesse aventi un ammontare (al netto
dell' Iva) inferiore a 3mila euro. La nuova soglia è dunque riferita all' imponibile con la conseguenza che,
in termini di valore complessivo, l' esonero sarà differenziato in funzione della diversa aliquota applicata
(ad esempio per alberghi e ristoranti il limite sarà di 3.300 euro, mentre per attività a Iva ordinaria sarà
di 3.660 euro).
In attesa di chiarimenti L' emanazione del provvedimento di correzione dello spesometro potrebbe
costituire un' utile occasione per diffondere istruzioni riepilogative e aggiornate circa la compilazione
della comunicazione. Tra i diversi temi da affrontare, ricordiamo, oltre a chiarimenti sulla sorte delle
operazioni da e verso San Marino (dopo l' uscita dalla black list da marzo 2014), i dubbi circa l'
inclusione nello spesometro delle operazioni attive non soggette a Iva per carenza di territorialità (ma
con obbligo di fatturazione ai sensi dell' articolo 21, comma 6­bis); in base alla legge, sembrerebbero
escluse (non essendo «rilevanti» all' Iva), mentre leggendo il provvedimento del 2013 (che impone la
comunicazione di tutte le fatture emesse) esse andrebbero inserite.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Luca Gaiani.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Imposte indirette. La mancata indicazione dei codici Cig e Cup (se obbligatori) può bloccare il
pagamento da parte della Pa.
E­fattura, guardia alta sulle ricevute
Dopo lo scarto del sistema nota a storno o modifica al documento già emesso.
Estensione dell' obbligo di fattura elettronica a tutte le Pa in
vigore da ieri alla prova dell' avvenuta ricezione. Emissione e
trasmissione tramite il sistema di interscambio (Sdi) non
completano, infatti, le attività richieste per una corretta
gestione del ciclo attivo e passivo di fatturazione. È
essenziale, infatti, il riscontro delle ricevute prodotte dallo Sdi,
le quali costituiscono la guida per fornitori e amministrazioni
per procedere a contabilizzazione, liquidazione, calcolo di
eventuali interessi moratori e pagamento della fattura.
I controlli formali Un primo riscontro è collegato al
superamento o meno dei controlli formali realizzati dal
sistema di interscambio, il quale opera come soggetto che
riceve e reindirizza le fatture, con nessun controllo nel merito
delle stesse.
In caso di esito negativo dei controlli operati dallo Sdi, al
fornitore viene recapitata una notifica di scarto. La fattura in
questo caso va considerata emessa e, di conseguenza, non
deve essere contabilizzata. Nel caso tuttavia fosse già stata
registrata, perché ad esempio i sistemi contabili hanno
proceduto in automatico alla sua contabilizzazione al
momento della trasmissione, dovrà essere prodotta una nota,
a rilevanza esclusivamente interna, a storno della fattura. Nel
workshop organizzato dall' osservatorio sulla fatturazione
elettronica del Politecnico di Milano tenutosi lo scorso 9
marzo, sono stati forniti altri chiarimenti utili per le
amministrazioni, ma di riflesso anche per i fornitori, in
particolare relativamente all' assenza dei codici Cig (codice
identificativo gara) o Cup (codice unico di progetto) sulle
fatture. I controlli formali del sistema non vanno infatti a
verificare la presenza di tali codici, in quanto si tratta di
informazioni non rilevanti a fini fiscali.
L' amministrazione non può tuttavia procedere al pagamento
in assenza di tali codici, quando ne sia obbligatoriamente
prevista la presenza ai fini della tracciabilità dei pagamenti. In
questa ipotesi, è stato suggerito alle amministrazioni di
accettare e registrare comunque la fattura, richiedendo all'
operatore l' emissione non solo di una nota di credito, per
annullare la fattura, ma anche di una nuova fattura contenente
i codici Cig e Cup. Infatti nel caso in cui i controlli formali
vengano superati, il sistema di interscambio provvede a trasmettere all' amministrazione destinataria
non solo la fattura ma anche una notifica di metadati del file fattura, contenente le informazioni utili per l'
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
elaborazione del documento.
Le tempistiche Al fornitore o al terzo trasmittente viene notificata una ricevuta di consegna quando l'
inoltro ha avuto esito positivo: la fattura si considera in questo caso emessa.
Se invece, per cause tecniche, la consegna al destinatario non è possibile nelle ventiquattro ore, il
sistema di interscambio invia al trasmittente una notifica di mancata consegna e procede a contattare l'
amministrazione per tentare di risolvere il problema.
Trascorsi ulteriori dieci giorni, senza riuscire a recapitare la fattura, al trasmittente viene notificata una
attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito. Solamente in questo
caso, il fornitore può inoltrare all' amministrazione la fattura utilizzando un canale elettronico alternativo
al sistema di interscambio.
La pubblica amministrazione può contestare o rifiutare una fattura anche dopo avere ricevuto una
notifica di decorrenza termini dal sistema di interscambio, la quale viene trasmessa decorsi quindici
giorni dal ricevimento.
Si tratta di un intervallo di tempo entro cui l' amministrazione destinataria ha la facoltà, ma non l'
obbligo, di comunicare al fornitore l' esito dei controlli interni, dando evidenza dello stato in cui si trova
la fattura attraverso il sistema di interscambio, inviando una notifica di accettazione o di rifiuto. Decorso
tale periodo, l' amministrazione può comunque interagire con il fornitore utilizzando qualsiasi altro
canale a sua disposizione. Rispondere eventualmente con il rifiuto della fattura entro i quindici giorni
tramite Sdi non impone tuttavia all' amministrazione di registrare in contabilità la fattura rifiutata. Al
contrario, se la fattura è stata registrata ma sono necessarie variazioni dell' imponibile, le stesse
dovranno essere effettuate mediante l' annotazione di fatture integrative o note di credito trasmesse dal
fornitore tramite sistema di interscambio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Alessandro Mastromatteo Benedetto Santacroce.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
I PUNTI PRINCIPALI
01 LA CONSERVAZIONE L' obbligo della
fattura elettronica (esteso da ieri a tutte le Pa)
riguarda non solo l' emissione e la
trasmissione tramite il sistema di interscambio
(Sdi) ma anche la loro conservazione 02 LA
GESTIONE Fondamentale è la gestione delle
ricevute inviate dal sistema di interscambio
rilevanti per la corretta contabilizzazione,
liquidazione e pagamento delle fatture 03 LA
NOTIFICA DISCARTO A seguito dei controlli
formali dello Sdi, può essere rilasciata una
notifica di scarto in caso di esito negativo. In
caso di superamento dei controlli formali, la
fattura elettronica viene inoltrata all'
amministrazione insieme a una notifica di
metadati del file 04 LA MANCATA
CONSEGNA Se per cause tecniche la
consegna non è possibile nelle ventiquattro
ore, il sistema di interscambio invia al
trasmittente una notifica di mancata consegna.
Trascorsi ulteriori dieci giorni, senza riuscire a
recapitare la fattura, viene poi notificata un'
attestazione di avvenuta trasmissione della
fattura con l' impossibilità di recapito 05 la
contestazione Entro quindici giorni dalla
n o t i f i c a d e l l a f a t t u r a , l a pubblica
amministrazione destinataria può contestare o rifiutare una fattura anche dopo avere ricevuto una
notifica di decorrenza termini.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Imposte «contese». In arrivo una circolare che limiterà i casi in cui il bene è immobile e deve
pagare.
Per gli «imbullonati» si apre uno spiraglio
«Una cosa che non sta né in cielo né in terra».
Dopo il giudizio lapidario del presidente del
Consiglio, Matteo Renzi, l' applicazione dell'
Imu ai macchinari imbullonati a terra (la gran
parte di quelli che si trovano nelle imprese)
potrebbe subire uno stop; prima sotto forma di
blocco alle verifiche in azienda e poi con una
circolare che faccia chiarezza sul punto.
La conferma arriva da Bologna dove il
presidente di Confindustria Emilia­Romagna,
Maurizio Marchesini, ha spiegato come
Confindustria nazionale abbia portato il caso
all' attenzione della presidenza del Consiglio.
«E il governo ­ ha detto Marchesini ­ ha
chiesto all' agenzia delle Entrate di chiarire i
termini della tassazione in un provvedimento
ad hoc». Nel frattempo le imprese chiedono la
sospensione degli accertamenti (una trentina
in tutta Italia quelli avviati, ma la cosa rischia di
estendersi con grande facilità) che, peraltro,
ormai colpiscono il territorio a macchia di
leopardo, anche se con particolare intensità
nel distretto della ceramica di Sassuolo e in
quello dell' acciaio nel Bresciano; non a caso
impianti che hanno grandi macchinari,
ovviamente fermati a terra.
A quel che risulta, i tecnici delle Entrate stanno mettendo mano alla materia e le nuove regole
potrebbero essere introdotte togliendo le zone d' ombra che ora esistono, fermo però l' impianto della
circolare 6/2012 con l' obbligo di accatastamento degli impianti medesimi. Poi resterà da capire quali
impianti siano da ritenere beni immobili (e quindi tassati) e quali mobili (e quindi non tassati).
Attualmente, infatti, con la legge di stabilità 2015 (articolo 1, commi 244 e 245) è stato confermato il
dettato della circolare 6/2012 dell' agenzia del Territorio; con essa si stabilisce che devono essere
esclusi dalla rendita catastale gli impianti che, sebbene caratterizzanti la destinazione economica dell'
immobile produttivo, siano privi dei requisiti di "immobiliarità", vale a dire di apporto stabile nel tempo
rispetto all' unità immobiliare.
Nonostante questo chiarimento, l' Agenzia non ha definito i criteri per individuare quando un impianto
presenta i requisiti di "immobiliarità", rinviando agli uffici locali il compito di definirlo caso per caso. Ed è
proprio questa lacuna a determinare una disomogenea e, secondo le imprese, ingiustificata
applicazione delle regole di accatastamento degli immobili a destinazione speciale sul territorio e un
conseguente ampio contenzioso.
Infatti, fino a circa cinque anni fa gli uffici locali delle Entrate consideravano nella rendita catastale solo
gli impianti che erano "stabilmente" infissi alla struttura dell' opificio (cioè impianti che non potevano
operare senza un legame con la struttura), escludendo tutte le componenti impiantistiche
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
oggettivamente "mobili" o che erano facilmente rimovibili. Pertanto, tutti i macchinari non stabili erano
esclusi dalla determinazione catastale. Un criterio poi abbandonato dagli Uffici per passare a una
valutazione "funzionale", includendo nell' obbligo di accatastamento, cioè, anche tutte le componenti
impiantistiche rilevanti ai fini della funzionalità e capacità reddituale dell' opificio, a prescindere, cioè,
dalle modalità di funzionamento e dalle modalità di collegamento con l' unità immobiliare.
Una linea interpretativa che nasce dall' assoggettamento a tassazione delle turbine (articolo 1
quinquies, Dl 44/2005) della disciplina catastale, volte a ricomprendere le turbine nella rendita catastale
delle centrali elettriche; disciplina poi estesa dalla Corte costituzionale (sentenza 162 del 20 maggio
2008) anche agli opifici industriali con riferimento ad alcuni macchinari che ne caratterizzano la
destinazione economica dell' immobile (ad esempio gli altiforni, i carri­ponte, i grandi impianti di
produzione di vapore). A seguito di questa sentenza alcuni Uffici locali delle Entrate hanno avviato una
campagna di rettifiche delle rendite catastali degli opifici industriali al fine di includere tutti i macchinari
funzionali all' attività produttiva. E proprio a questa problematica dovrebbe dare soluzione una nuova
circolare interpretativa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Giorgio Costa.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
I numeri. Sul sistema informatico saranno scambiati circa 50 milioni di pagamenti.
Possibili risparmi fino a 1,5 miliardi
«Da oggi (ieri, ndr ) la fatturazione elettronica
è o b b l i g a t o r i a p e r t u t t a l a Pubblica
Amministrazione. Significa una rivoluzione
digitale che coinvolgerà altri 12.000 enti locali,
t r a Regioni, Province, Comuni, m a a n c h e
scuole, università e Camere di Commercio. A
giugno, nella prima fase della
sperimentazione, erano già stati coinvolti 9.000
enti della Pa centrale. Questo cambiamento
epocale porterà grandi risparmi di tempo e
denaro non solo per lo Stato (e parliamo di
circa 1,5 miliardi di euro l' anno), ma anche
per le aziende che lavorano con la Pubblica
Amministrazione, significa un rapporto più
semplice e più trasparente, con il controllo
della spesa da parte dello Stato e con la
certezza dei tempi di pagamento per le
aziende. Questo è un pezzo fondamentale
della riforma della Pa, che la rende più
moderna, più efficiente, più vicina alle
esigenze del cittadino e delle imprese».
Con questo messaggio sul suo profilo
Facebook, il premier Matteo Renzi ha salutato
l' avvio della riforma digitale della Pa,
sottolineandone l' ampiezze e i vantaggi,
soprattutto in termini di risparmi.
Numeri emersi anche dalla ricerca presentata ieri dall' Osservatorio Fatturazione Elettronica e
Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano in occasione del convegno
«31 Marzo 2015 ­ Fatturazione Elettronica: ultima chiamata!» tenutosi a Bologna.
La ricerca indica in circa 21.500 gli enti pubblici coinvolti con oltre 46.000 uffici, 100mila fornitori abituali
e 1,8 milioni di fornitori occasionali.
Saranno scambiate 50 milioni di fatture elettroniche ogni anno per un valore complessivo di 135 miliardi
di euro. Si riducono i costi per la Pa di circa 17 euro per ogni fattura ricevuta.
L' obbligo della fatturazione elettronica verso la Pa esiste già dal 6 giugno per oltre 9.050 enti pubblici
della Pa centrale. Da ieri viene estesa alle strutture locali.
Finora sono circa 2,2 milioni le fatture elettroniche già veicolate dal sistema di interscambio, ma si stima
che a regime, saranno circa 50 milioni quelle scambiate tra la Pa e i suoi circa 100mila fornitori abituali
a cui aggiungono 1,8 milioni di fornitori occasionali.
I risparmi però potrebbero crescere fino a 6,5 miliardi di euro l' anno, se da questo primo step si
riuscisse a raggiungere la digitalizzazione dell' intero ciclo procure to pay della Pa.
Arrivando fino a 60 miliardi di euro nell' ipotesi della digitalizzazione completa del Ciclo Ordine­
Pagamento di tutte le imprese italiane.
© RIPRODUZIONE RISERVATA M. Bel.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Personale. Le indicazioni del sottosegretario Gianclaudio Bressa.
«Costi regionali dal 1° gennaio»
«I costi delle funzioni non fondamentali
indicate dalla riforma sono di competenza
delle Regioni dal 1° gennaio scorso, per cui i
ritardi nelle attuazioni regionali non producono
effetti finanziari: questa è la conseguenza
chiara della legge Delrio, e lo ribadiremo ai
Governatori negli incontri in programma
appena dopo Pasqua».
Gianclaudio Bressa è sottosegretario agli
Affari regionali, e rappresenta insieme alla
Funzione pubblica le due componenti del
Governo in prima linea nella spinta
governativa alla riforma delle Province, i n
quella strategia di «maggiore
centralizzazione» nell' attuazione della Delrio
evocata nei giorni scorsi anche dal
sottosegretario all' Economia, Pier Paolo
Baretta. Dopo mesi di stasi, qualcosa si sta
muovendo anche a livello regionale: la strada
della redistribuzione delle funzioni ex
provinciali è stata aperta dalla Toscana e
battuta anche da Liguria e Umbria, e la
macchina è avviata per esempio anche in
Piemonte, Emilia Romagna e Abruzzo.
Non mancano però i casi ancora problematici,
in particolare quando la Regione è interessata
dal voto di fine maggio con la sospensione delle attività che questo comporta: un esempio per tutti è
quello del Veneto, che oltre al ricorso sulla Delrio respinto dalla Corte costituzionale ha chiamato in
causa la Consulta anche sulla legge di stabilità. «Le Province ­ sottolinea Bressa ­ non dovranno
comunque farsi carico di spese che non sono più di loro competenza, e sono chiamate a individuare il
personale in soprannumero per avviare la mobilità. Le risorse umane necessarie a svolgere le funzioni
fondamentali, invece, sono garantite, e lo dimostrano i numeri della distribuzione dei tagli chiesti dalla
manovra, che abbiamo effettuato proprio in base ai fabbisogni e ai costi efficienti delle attività rimaste
alle Province e alle Città metropolitane».
© RIPRODUZIONE RISERVATA G.Tr.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Resta il nodo dirigenti.
I decreti della delega provano a ripartire
Mentre diventa obbligatoria per le operazioni
con tutte le Pa, la fatturazione elettronica
potrebbe debuttare anche tra privati. L'
attuazione della delega fiscale prova a
ripartire. Dopo la proroga di tre mesi più
ulteriori tre concessa dal Parlamento nella
c o n v e r s i o n e d e l D l s u l l ' Imu a g r i c o l a , i l
Governo punta a stringere i tempi per i
prossimi provvedimenti. È in programma oggi
una nuova riunione tra tecnici del Mef e della
p r e s i d e n z a d e l Consiglio s u t r e d e c r e t i
legislativi relativi appunto a fatturazione
elettronica anche tra privati, Iva di gruppo e
fiscalità internazionale. Una terna di
provvedimenti che potrebbe approdare in uno
dei Consigli dei ministri dopo Pasqua.
Ma l' attuazione della delega non è il solo nodo
da sciogliere sul fronte fiscale. Tiene banco
ancora il problema dei circa 1.200 posti da
dirigenti rimasti scoperti presso le agenzie
fiscali dopo la sentenza 37/2015 della Corte
costituzionale. La soluzione dovrebbe passare
­ come anticipato nei giorni scorsi ­ da un
Dpcm per sbloccare i concorsi. A tenere
banco, però, ci sono le difficoltà attuali con la
decadenza dei dirigenti che rischia di
pregiudicare anche le attività quotidiane degli uffici.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
IN BREVE
USURA Da oggi si applicano i nuovi tassi
medi Da oggi banche e intermediari finanziari
devono applicare i nuovi tassi medi di
riferimento . È stato pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale 74 del 30 marzo il decreto 26 marzo
del ministero dell' economia e delle finanze
con la «Rilevazione dei tassi effettivi globali
medi, ai sensi della legge sull' usura». Il limite
oltre il quale gli interessi sono da considerarsi
usurari si ottiene aumentando i tassi medi,
indicati nel decreto, di un quarto e
aggiungendo un margine di ulteriori quattro
punti percentuali. La differenza tra il limite e il
tasso medio non può essere superiore a otto
punti percentuali. In caso di mutui ipotecari,
tipici nel caso di acquisto di un immobile, il
tasso fisso medio è di 4,21% (tasso soglia
9,3875) mentre il tasso variabile medio è di
3,21% (tasso soglia 8,1375%).
I nuovi tassi sono validi fino al 30 giugno 2015.
COOPERATIVE Spese di revisione, alzati i
parametri Per il biennio 2015/2016 le società
cooperative, le banche cooperative e le società
di mutuo soccorso dovranno versare, entro il
29 giugno, il contributo per le spese di
revisione secondo i nuovi aumentati parametri
del decreto 20 gennaio 2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 74 del 30 marzo.
CATASTO e immobili «D» In «Gazzetta» gli aggiornamenti Sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 30 marzo è
stato pubblicato il Dm dell' Economia del 25 marzo, dove sono riportati i coefficienti di aggiornamento
per i fabbricati a valore contabile (immobili industriali di categoria D) ai fini Imu e Tasi per il 2015.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Enti locali. Le istruzioni della Funzione pubblica per avviare la mobilità del personale dagli enti
di area vasta.
Province, esuberi «autonomi»
Piani di riassetto da varare anche dove manca la legge regionale.
MILANO Il Governo prova a prendere in mano
la riforma delle Province, e a superare le
resistenze regionali che dopo il fallimento dell'
attacco costituzionale (respinto dalla Consulta
con la sentenza 50/2015) si manifestano
soprattutto con la lentezza delle leggi di
riordino delle funzioni. I provvedimenti attuativi
regionali sono stati approvati solo in Toscana,
Liguria e Umbria, e in mancanza di una
geografia chiara delle attività le Province non
hanno presentato gli elenchi degli "esuberi"
che avrebbero dovuto formalizzare entro ieri.
Il primo rilancio governativo arriva con una
nota diffusa ieri dalla Funzione pubblica, in cui
si spiega che gli elenchi degli esuberi possono
essere adottati dalle Province «nell' esercizio
della propria autonomia», anche nei casi in cui
le Regioni nicchiano e gli osservatori locali per
l' attuazione della legge Delrio viaggiano a
scartamento ridotto. Questi elenchi, sottolinea
Palazzo Vidoni, sono indispensabili per far
lavorare la piattaforma per la mobilità appena
messa online dal Governo (all' indirizzo
http://mobilita.gov.it ) per incrociare domanda
e offerta di lavoro pubblico, quindi dovranno
contenere i nomi e le informazioni necessarie
per elaborare le graduatorie.
La macchina, insomma, si deve avviare, e per questa ragione, «i processi di riordino dovranno seguire
il loro corso». Per aiutare le amministrazioni locali interverranno due provvedimenti «in via di
definizione»: il decreto con le tabelle di equiparazione per consentire la mobilità fra i comparti, per il
quale «si è conclusa la fase istruttoria» come più volte annunciato dallo stesso ministro della Pa
Marianna Madia, e il Dm per la definizione dei criteri di mobilità previsto dal decreto Madia dell' agosto
scorso e richiamato dal comma 423 dell' ultima manovra. Questo provvedimento, spiega la nota, è «in
corso di predisposizione», e prevederà tra l' altro canali ad hoc per la mobilità del personale dedicato a
funzioni relative all' albo autotrasporto.
Le istruzioni ministeriali non si limitano agli aspetti procedurali ma entrano direttamente nelle questioni
finanziarie. La riforma (comma 96, lettera a della legge Delrio) garantisce che il passaggio a un altro
ente non intaccherà il «trattamento economico fondamentale e accessorio» del personale interessato
ma nel caso dei dirigenti, chiarisce la nota, la retribuzione di posizione da mantenere sarà quella
prevista dai contratti nazionali, mentre saranno escluse dalla garanzia «eventuali maggiorazioni
riconducibili ad atti organizzativi interni».
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Negli enti che cedono personale, poi, i fondi per la retribuzione accessoria dei dipendenti andranno
ridotti in modo proporzionale alle uscite.
Per calcolare le riduzioni il «suggerimento» è quello di prendere a riferimento gli stipendi medi registrati
in ogni ente per le diverse fasce retributive e per i dirigenti.
Nessun effetto, invece, sul resto dei fondi, perché dopo i tagli della legge di stabilità (distribuiti dalla
Conferenza Stato­Città di ieri; si veda il servizio a pagina 5) per gli enti di area vasta «il trasferimento di
personale non comporta trasferimento di risorse finanziarie».
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Italia Oggi
Enti locali
Rassegnatevi, criminali sanguinari di mafia,
'ndrangheta e camorra: siete accerchiati!
Rassegnatevi, uomini della mafia, della 'ndrangeta, della sacra
corona unita, della camorra e di tutte le altre bande criminali:
siete circondati! Benché abbiate sottoposto a più lavaggi le
vostre entrate criminali, benché abbiate con voi numerosi
giovani manovali dei vostri territori pronti a uccidere e a farsi
uccidere, lo stato vi ha circondato e, uno dopo l' altro, sarete
presi, cadendo nelle mani della giustizia. Anche voi, uomini
delle istituzioni che con gli uomini di mafia, di 'ndrangheta, di
sacra corona unita, di camorra e di altre bande criminali avete
fatto affari o che vi siete prestati per inscindibili legami, non
avete lunga vita professionale e civile davanti a voi.
Oltre ai tanti segnali che ogni giorno sono sui giornali, sugli atti
giudiziari, sui rapporti di polizia, c' è un ultimo elemento che vi
deve fare riflettere: la richiesta del commissario anticorruzione
Raffaele Cantone alla società pubblica Sogesid, braccio dello
stato nella gestione degli acquedotti e nella bonifica dei siti
inquinati, che ha appaltato il risanamento della Terra dei fuochi
(la discarica Resit, il bubbone più putrido) di rivedere in
autotutela l' affidamento della commessa alla Treerre
(Recupero Riciclaggio Riutilizzo) col ribasso del 45,002%.
Nella Treerre, appaiono personaggi condannati o inquisiti per
vari reati, e tra essi tale Pasquale Moccia, legale
rappresentante della società Italrecuperi, coinvolto in un'
inchiesta sul «risanamento» di Bagnoli, condannato con
sentenza passata in giudicato riferita a un reato ambientale.
Anche se gli uomini della Treerre non sono imputati per
criminalità organizzata, questa iniziativa significa che,
gradualmente, ogni vostro tentativo di entrare in rapporti con il
grasso mondo dei pubblici appalti verrà individuato, che i vostri
appalti saranno sospesi e revocati, che le vostre iscrizioni alle
varie liste saranno cancellate. Certo, noi non sappiamo che il
simpatico barista che ci sta servendo un cappuccino con
maritozzo è lì in quanto mandatario d' una cosca che è padrona
del bar e della licenza. Né sappiamo che il proprietario del
ristorante di lusso in cui si servono ostriche e aragoste è il
sanguinario killer di una banda criminale. Né che l' albergo nel
quale soggiorniamo è anche il luogo in cui si svolgono le
riunioni dei capi e dei capi dei capi. Né che l' impresa che sta
eseguendo lavori di ristrutturazione della nostra casa e che ci
ha fatto ottenere le autorizzazioni in una settimana appartiene a una organizzazione criminale, anche se
dovevamo sospettarlo quando ha chiesto d' essere pagata in nero per il 50% del dovuto.
Non lo sappiamo. Ma lentamente, con l' inesorabilità dei processi matematici informatizzati, tutte le
posizioni anomale, non chiare né chiaribili, tutte le disponibilità ingiustificate né ingiustificabili, tutte le
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Italia Oggi
Enti locali
sigle dietro le quali voi, uomini del crimine diffuso, vi nascondete, riveleranno la vostra presenza e ci
sarà sempre (prima o dopo) un pubblico funzionario non corrotto che aprirà un file su di voi, sulle vostre
operazioni «bianche», impedendovi di mimetizzarvi nelle cose quotidiane di tutti i giorni, le più innocenti
che ritenete sufficienti a farvi dimenticare. E ciò, ancora prima che un magistrato apra un procedimento
penale su di voi, solo in via amministrativa, sulla base di qualche elemento che il «sistema»
informatizzato delle azioni delle pubblica amministrazione avrà fornito al commissariato anticorruzione,
o ai suoi solidi omologhi che in ogni regione in ogni comune avranno avuto gli stessi compiti.
Certo anche tra le «guardie» si conteranno pecore zoppe e nere, ma è il sistema che sta entrando in
funzione che garantirà tutti per tutto, che renderà impossibile falsificare numeri e nomi. Una buona
notizia per gli italiani normali che possono sperare che in un giorno non lontano questa piaga nazionale
inizierà a rimarginarsi. E se ovunque, da Aosta a Capo Lilibeo, collaboreranno segnalando tutto ciò che,
per loro, non quadra, il processo di liberazione sarà decisamente accelerato.
Domenico Cacopardo.
DOMENICO CACOPARDO
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Enti locali
Istat: lavoro, non c' è ripresa. Il premier: il Jobs act è di sinistra. Trasporti, in pole Delrio.
Più disoccupati, gelata per Renzi
Fi, Bondi va via. Ncd, De Girolamo in bilico. Pd alla conta.
Nel giorno dell' intervista al New York Times in
cui il premier Renzi afferma che «il Jobs act è
la cosa più di sinistra che ho fatto», l' Istat ha
certificato i dati sull' andamento della
disoccupazione in Italia per il mese di
febbraio: è tornata a salire al 12,7% dopo il
calo di dicembre e l' ulteriore diminuzione di
gennaio. Ci sono 23mila persone in più,
rispetto al mese precedente, che cercano
lavoro senza trovarlo, ben 67mila rispetto ai
dodici mesi precedenti (+2,1%).
Cresce soprattutto la disoccupazione
giovanile, che doveva essere
maggiormamente interessata alle
stabilizzazioni possibili con il Jobs act, salita a
febbraio di 1,3 punti percentuali su mese e di
0,1 punti su anno, per un totale del 42,6%.
Una doccia gelata per Matteo Renzi che, solo
pochi giorni fa, rivendicava la svolta del
mondo del lavoro, sbandierando i 75mila nuovi
contratti a tempo indeterminato fatti dopo il
Jobs act.
«Con Renzi crescono le balle», attacca il
leader dei M5s, Beppe Grillo. «L' Istat riporta
Renzi con i piedi per terra», rincara la dose
Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a
Montecitorio. «Nonostante i proclami del
parolaio di Palazzo Chigi, la disoccupazione in
Italia continua ad aumentare», dice il capogruppo leghista alla camera Massimiliano Fedriga. «La
sinistra non crea lavoro, lo distrugge», afferma Giovanni Donzelli, membro dell' esecutivo nazionale di
Fratelli d' Italia­Alleanza Nazionale. I dati Istat ridanno fiato anche alla sinistra. «Continuo a pensare che
la riforma del Jobs act non sia foriero affatto di nuovi posti di lavoro», rilancia Maurizio Landini, leader
della Fiom­Cgil e in campo con il movimento politico Coalizione sociale. Il ministro del lavoro, Giuliano
Poletti, parla di dati che non contraddicono «i segnali positivi come il consolidamento della ripresa della
fiducia da parte di imprese e consumatori» e sottolinea: «I dati dell' Istat vanno incrociati con quelli
comunicati dall' Inps sulla riduzione dell' utilizzo della cassa integrazione e con quelli che abbiamo tratto
dalle comunicazioni obbligatorie, relativi ai mesi di gennaio e febbraio, che evidenziano una positiva
crescita dei contratti a tempo indeterminato rispetto agli stessi mesi del 2014, che va nella giusta
direzione di una stabilizzazione dei rapporti di lavoro». Insomma, non ci sarebbe nessuna
contraddizione tra nuovi posti di lavoro e aumento della disoccupazione.
Ma per il governo, che sulla ripresa economica si gioca gran parte della popria credibilità politica, il
segnale dell' Istat resta negativo.
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Riflettori puntati sulla legge elettorale dopo lo scontro interno al Pd, con la minoranza ancora una volta
sulle barricate.
È ripartito alla camera l' iter in terza lettura dell' Italicum, da ieri in commissione Affari costituzionali, per
arrivare in aula il 27 aprile per il via libera definitivo. Gli ostacoli sono tanti, procedurali e politici (i
renziani non sono autosufficienti in prima commissione). Matteo Renzi tira dritto per la sua strada: ieri a
NYT ha riadibto quanto aveva detto alla direzione dem: «Non mi farò fermare».
Ma i leader della minoranza puntano rafforzare la loro posizione di netta contrarietà e a superare le
divisioni interne sulla linea che non manvano.
«Senza modifiche non voterò l' Italicum. E se venisse messa la fiducia, cosa che ritengo
incostituzionale, non parteciperei neppure a quel voto», afferma a Rosy Bindi. «Se la minoranza affossa
l' Italicum, il governo va a casa», chiarisce Roberto Giachetti. In questi giorni i renziani contano di poter
condurre a più miti consigli la minoranza,per evitare una prova di forza che potrebbe portare a risultati
che poi sfuggirebbero di mano.
Ancora caos in casa Forza Italia per la formazione delle liste alle regionali, a cominciare dal caso Puglia
dove i ricostruttori di Raffaele Fitto minacciano lo strappo in caso di epurazioni.
Silvio Berlusconi è atteso a Roma per sciogliere tutti i nodi sul tavolo, alleanze in testa. A quanto si
apprende il Cav dovrebbero risentirsi anche oggi con il leader della Lega Matteo Salvini per ufficializza
la corsa insieme. Forza Italia appoggerà Luca Zaia in Veneto mentre in Liguria a scendere in campo
dovrebbe essere Giovanni Toti consigliere politico di Fi.
In Toscana invece il Carroccio manterrà il suo candidato. Tra i dettagli dell' intesa c' è anche la richiesta
da parte di Forza Italia alla Lega di evitare la presentazione delle cosiddette liste di disturbo in
Campania e pare anche in Puglia per evitare che i voti del centrodestra si parcellizzino troppo.
«Costernato». Viene descritto così Berlusconi, già alle prese con la patata bollente delle alleanze per le
regionali, dopo la notizia dell' addio di Sandro Bondi e Manuela Repetti al gruppo di Forza Italia al
Senato. Bondi e la sua compagna ieri si sono iscritti al gruppo Misto. Una decisione che non arriva
come un fulmine a ciel sereno. Il 3 marzo, infatti, Repetti, con una lettera al Corriere della Sera, aveva
annunciato la sua intenzione di lasciare il gruppo in dissenso rispetto alla linea politica e, soprattutto,
contro il cerchio magico. Poi l' interventro del Cav e le dimissioni congelate.
Ma niente da fare, Bondi e compagna alla fine lasciano.
E Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia, liquidala fuoriuscita con un semplice «Buona
Fortuna». «Le porte dei partiti mi piacciono aperte, ma si possono anche chiudere.Da molto tempo
Bondi e Repetti non si vedevano al Senato e hanno scritto pensieri legittimi, ma non linea con il partito.
Dispiace ma Forza Italia va avanti lo stesso». Per Fabrizio Cicchitto, Ncd, «le dimissioni di Bondi da
Forza Italia, nella quale ha svolto per anni un ruolo assai importante, non solo politico ma anche
culturale devono costituire materia di riflessione per tutti, senza risvolti polemici».
Ad animare le polemiche interne anche le critiche verso la gestione del pacchetto riforme giunte dal
capogruppo Fi al senato, Paolo Romani.
È da settimane che Nunzia De Girolamo è finita nel mirino dei vertici di Ncd.
Troppe uscite a gamba tesa, troppe ­ viene spiegato ­ prese di posizione in difformità rispetto alla linea
del partito. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, spiegano ancora fonti interne a Ncd, sarebbe stata
l' intervista in cui l' attuale capogruppo Ncd alla camera parlava di appoggio esterno al governo Renzi.
Ma anche la partita sulle dimissioni di Maurizio Lupi da ministro delle Infrastrutture, stando al grosso del
partito, De Girolamo l' avrebbe condotta in solitaria, dando vita a uno scontro aperto con Angelino
Alfano. Tanto che alcuni deputati Ncd indicano proprio nel leader l' ideatore della raccolta firme partita a
Montecitorio tra i parlamentari di Area popolare per chiedere le dimissioni di De Girolamo da
capogruppo. La De Girolamo dovrebbe lasciare il posto all' ex ministro Lupi. Il dicastero di Porta Pia tra
l' altro dovrebbe avere a breve un nuovo titolare: in pole l' attuale sottosegretario alla presidenza,
Graziano Delrio. Ancora non definita la nuova casella per Ncd.
Due uomini armati ieri hanno preso in ostaggio un magistrato nella sede del Palazzo di Giustizia di
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Enti locali
Caglayan, sul versante europeo di Istanbul, in Turchia. Si tratta del procuratore Mehmet Selim Kiraz,
responsabile delle indagini sulla morte di Berkin Elvan, un quindicenne colpito alla testa da una capsula
di gas lacrimogeno nel giugno 2013 , durante le proteste anti­governative a Gezi Park e deceduto in
ospedale. Il giudice è stato poi ferito durante il blitz delle forze speciali, uccisi due dei sequestratori del
gruppo marxista­leninista Dhpk­C.
È definitiva la prescrizione per Silvio Berlusconi e per il fratello Paolo nel processo Unipol: la VI sezione
della Cassazione ha respinto i ricorsi degli imputati, che avevano impugnato il verdetto d' appello
puntando al proscioglimento nel merito.
Sono stati pubblicati online sul sito revisionedellaspesa.gov.it i 19 rapporti sulla spending review dei
gruppi di lavoro coordinati nel 2014 da Carlo Cottarelli. Tagli ai costi della politica per 700 milioni, per i
comuni l' adozione delle proposte contenute nel rapporto comporterebbe risparmi dell' ordine di 255
milioni di euro all' anno, di cui almeno 158 ottenibili in tempi rapidi. Ma a pesare nei rapporti, lasciati a
lungo nel cassetto, è l' accusa che restano «misteriosi e non accessibili molti dei flussi finanziari che
rappresentano forme diverse di finanziamento del sistema della politica nel nostro paese».
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ALESSANDRA RICCIARDI
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1 aprile 2015
Pagina 6
Italia Oggi
Enti locali
La sua gestazione, che è stata sinora tribolata e infinita, rischia di non concludersi mai.
Area popolare può morire di parto
Si annuncia il congresso tra un anno: un tempo infinito.
Avanti adagio. Non si dice quasi indietro, però
la costituzione del nuovo «soggetto politico»
Area popolare non si è fino a oggi rivelata un
mostro di celerità. Dopo mesi e mesi, Ncd e
Udc sono arrivati a costituire una semplice
associazione. È annunciato (da Lorenzo Cesa)
il congresso entro un anno. Calma, dunque:
sussistono problemi di unificazione, questioni
sui posti, difficoltà politiche. Non c' è ancora
nemmeno il nuovo simbolo del partito: si
potrebbe perfino credere che la stessa
denominazione (finora sconosciuta all'
universo mondo) venga cambiata in corso d'
opera. Alle prossime regionali dovrebbe
presentarsi come contrassegno l' ennesima,
tradizionale bicicletta, che unisce i simbolini
dei due partiti costituenti. Quando ciò succede,
significa che si è lontani dall' unità auspicata o
predicata.
Sono state tracciate le ripartizioni degli
incarichi di vertice: i numeri uno al Ncd, i
numeri due all' Udc. L' ambizione è
conclamata: costituire il riferimento italiano del
Ppe, chiamare a raccolta il centro, offrire un
nuovo strumento politico a milioni di elettori di
centro­destra che non intendono morire
leghisti. Immenso programma, che cozza
contro i troppi limiti finora registrati.
Intanto, manca finora la fusione dei due partiti. C' è stata soltanto l' unificazione dei gruppi parlamentari:
nelle regioni e negli enti locali, invece, ciascuna formazione procede per conto proprio.
Inoltre non si sono avuti corposi passaggi, come invece ci si attendeva, dalle decine di anime in pena,
fra deputati e senatori, ex grillini, popolari per l' Italia, montiani, ex montiani, civici, autonomisti... Pochi
sono stati i parlamentari segnati in arrivo, come il civico Andrea Causin e l' ex pentastellata Fabiola
Anitori, però da bilanciare con l' abbandono di Barbara Saltamartini. In periferia, inoltre, è tutta da
verificare l' unità d' azione: l' Udc marchigiana preme per l' accordo elettorale col Pd, diversamente dal
Ncd e dalla minoranza locale della stessa Udc.
Sussulti si registrano pure in Puglia e in Campania.
Le prospettive politiche, poi, sembrano unire le due componenti di Ap soltanto nel permanere partecipi
alla maggioranza e quindi nel pieno sostegno a Matteo Renzi.
L' alleanza con Fi resta sfumata: dipenderà dalle condizioni del movimento berlusconiano, oggi
sbandato; dalla legge elettorale; dalle profferte di R.
I sondaggi, poi, da mesi lasciano Ncd e Udc o la somma dei due movimenti costantemente sotto il 5%
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Pagina 6
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Enti locali
(Lorien assegna ai due partiti, insieme, il 4%: cfr ItaliaOggi, 27 marzo).
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MARCO BERTONCINI
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1 aprile 2015
Pagina 10
Italia Oggi
Enti locali
No alla concessione di alcune attività delle scuole materne alle coop.
Vendoliani e bersaniani preferiscono abolire i servizi
scolastici che appaltarli
L' appalto non passerà. Scene di ordinari anni
'70 quelle che si sono viste l' altro ieri a
Firenze, dove Sel e alcuni piddini della
minoranza hanno protestato contro il sindaco
renziano, Dario Nardella e la sua assessora
all' istruzione, Cristina Giachi.
Materia del contendere la concessione di
alcune attività delle scuole materne comunali
al privato sociale, ossia cooperative e altri
s o g g e t t i d e l n o n p r o f i t . I n appalto, d i
conseguenza. Non è una privatizzazione
deliberata a tavolino, la giunta Nardella s' è
resa conto, all' inizio dell' anno, di non poter
procedere a nuove assunzioni e allora, la sua
assessora all' Istruzione, anziché tagliare le
o r e d i servizio, si è fatta venire l' idea di
chiamare, nelle ore scoperte del pomeriggio, i
soggetti privati. Apriti cielo. Su Facebook,
come ha riportato ieri il Corriere Fiorentino, un
gruppo dal titolo «la scuola non si appalta» ha
raggiunto, in pochi giorni, 4mila «mi piace» e,
l' altro ieri, davanti a Palazzo Vecchio, si sono
concentrate alcune decine di genitori e la
senatrice vendolina Alessia Petraglia, cui è
corsa da man forte, la piddina Daniela Lastri,
consigliera r e g i o n a l e , g i à a s s e s s o r a e
antirenziana di lungo corso.
Per le cronache, anzi, da Matteo Renzi,la
Lastri fu sconfitta nelle famose primarie a sindaco del 2009, quelle che furono una formidabile
accelerazione per l' attuale presidente del consiglio. La Petraglia ha invitato sindaco e assessora a
chiedere «al Governo di restituire i fondi alla scuola, invece di privatizzare».
Nardella ha liquidato la questione con fermezza: «Un' amministrazione di sinistra», ha detto, «non
chiude i servizi ma prova a garantirli con un modello virtuoso pubblico­privato, un modello di grande
successo, già sperimentato negli asili. È un' alleanza tra pubblico e privato sociale, che garantisce
professionalità». Però, come riporta il quotidiano fiorentino, in consiglio il suo Pd ha fatto approvare una
mozione che chiede di mantenere il modello consolidato e di aprire urgentemente un tavolo col
ministero. Sembra di essere tornati agli anni fra il 2010 e il 2012, quando sindaco era il Renzi che
lasciava trasparire le sue ambizioni romane: allora la più dura opposizione in Palazzo Vecchio gli
arrivava dai banchi stessi del suo partito, dove sedeva vivace pattuglia bersaniana.
Un' opposizone che, durante le primarie perdute dall' allora sindaco contro Pier Luigi Bersani, quelle
appunto del 2012, giunse a livelli parossistici, fino alla minaccia di un cospicuo gruppi consiglieri dem di
non votare il bilancio comunale. E probabilmente anche lo scontro sulle scuole è figlio delle fibrillazioni
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1 aprile 2015
Pagina 10
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Enti locali
del Nazareno, dove fra segretario­premier e minoranza è in atto un duro confronto sulle riforme.
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FRANCESCO STAMMATI
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1 aprile 2015
Pagina 20
Italia Oggi
Enti locali
per 9,7 mld.
Tv, Charter compra Bright House
Procede a suon di acquisizioni il
consolidamento del mercato americano della
televisione a pagamento. Charter
Communication ha raggiunto l' accordo per
comprare l' operatore di tv via cavo Bright
House Networks per 10,4 miliardi di dollari
(circa 9,7 mld di euro) in contanti e azioni. L'
unione del quarto operatore di tv via cavo negli
Usa con il sesto darà vita al secondo gruppo
del comparto. L' operazione avverrà attraverso
una partnership in cui Charter controllerà il
73,7% di Advance/Newhouse, la società a cui
fa capo Bright House e a cui andrà la quota
rimanente.
La decisione di Charter avviene dopo che l'
anno scorso non era riuscito ad aggiudicarsi
Time Warner Cable, che invece ha scelto di
fondersi con Comcast in un matrimonio da 45
miliardi di dollari (circa 42 mld di euro), mentre
AT&T ha annunciato l' acquisto di Direct Tv
per 67 miliardi di dollari (62,4 mld di euro).
Entrambe le operazioni sono in attesa del via
libera delle autorità antitrust.
L' intesa è soggetta a varie condizioni tra cui l'
ok degli azionisti di Charter, la scadenza del
diritto a lanciare la prima offerta su Bright
House da parte di Time Warner Cable (che ha
avuto una relazione di lunga data con la stessa
Bright House, per cui gestiva le acquisizioni tecnologiche e di programmazione) e la chiusura delle
transazioni (già annunciate) tra Charter e Comcast (Charter pagherà circa 7,3 miliardi di dollari in
contanti per 1,4 milioni dei clienti esistenti di Twc e per altri 1,6 milioni di Comcast. Il gruppo che
nascerà con il merger Comcast­Twc effettuerà disinvestimenti per ridurre il numero di abbonati di 3,9
milioni di unità al fine di facilitare l' approvazione da parte della autorità).
Come parte dell' intesa, Liberty Broadband Corporation comprerà 700 milioni di dollari di nuove azioni
emesse dalla nuova società al termine dell' operazione arrivando a controllare il 19,4% del 26,3% in
mano ad Advance/Newhouse.
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1 aprile 2015
Pagina 28
Italia Oggi
Enti locali
Il pacchetto con la riscrittura del codice dei contratti in commissione al senato.
Appalti in cura dimagrante
Meno stazioni appaltanti. Freno al massimo ribasso.
Divieto di affidamento al contraente generale
della direzione lavori, ampio utilizzo del
performance bond, istituzione di un albo
nazionale dei commissari di gara gestito dall'
Anac che, inoltre, avrà più ampi e incisivi
poteri di regolazione; riduzione del numero
delle stazioni appaltanti in ragione della loro
qualificazione tecnico­professionale; divieto
del massimo ribasso per i servizi intellettuali e
utilizzo preferenziale del criterio dell' offerta
economicamente più vantaggiosa. Sono
queste alcune delle ipotesi emendative
presentate ieri in commissione ambiente e
territorio al senato dal relatore del disegno di
legge delega per il recepimento delle direttive
appalti pubblici e per la riforma del codice dei
contratti pubblici, S t e f a n o E s p o s i t o , c h e
saranno recepite in un nuovo testo del disegno
di legge­delega. Sempre ieri, infatti, la
commissione ha incaricato lo stesso Esposito
e l' altro relatore, Lionello Pagnoncelli, a
redigere un nuovo testo, da sottoporre anche
ai fini della successiva fissazione del termine
per gli emendamenti, con l' obiettivo di
licenziare il testo per l' aula entro l' ultima
settimana di aprile. Appare evidente come il
testo del governo potrebbe uscirne fortemente
revisionato anche alla luce del lungo e
articolato ciclo di audizioni che ha evidenziato molte richieste di modifica un po' da tutti gli operatori del
settore. Per questa ragione il relatore ha fatto circolare le ipotesi emendative che saranno oggetto del
nuovo testo e fra i temi individuati vi è in primo luogo quello dell' organizzazione amministrativa.
In linea con l' orientamento del governo, la proposta sarebbe quella di indicare espressamente dei
parametri attraverso i quali arrivare a una sensibile riduzione del numero delle stazioni appaltanti, legati
ad esempio all' importo dei contratti e al numero degli abitanti di un determinato territorio.
Nell' ambito del rafforzamento dei poteri dell' Anac, un altro tema che tocca l' organizzazione
amministrativa e sul quale anche le audizioni hanno evidenziato una generale conversione di
orientamenti, è quello della qualificazione delle stazioni appaltanti; secondo l' ipotesi del relatore si
dovrebbe immaginare un indice di qualificazione basato sulla loro effettiva capacità organizzativa e
professionale, individuato dall' Anac.
Sempre l' Anac potrebbe poi gestire un' altra attività delicatissima quale è quella dei commissari di
gara; in questo caso l' ipotesi sul tavolo sarebbe quella di istituire ex novo un albo nazionale dei
componenti delle commissioni giudicatrici degli appalti, gestito dall' Autorità presieduta da Raffaele
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1 aprile 2015
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Cantone, «prevedendo specifici requisiti di moralità, di competenza e di professionalità e l'
assegnazione mediante sorteggio alle varie commissioni». All' Anac, nell' ambito del rafforzamento dei
suoi poteri, è previsto che debbano essere affidati funzioni di regolazione più ampie e incisive e ciò
soprattutto se il nuovo codice dei contratti pubblici, che recepirà le direttive europee, dovrà essere molto
più snello dell' attuale con la conseguente previsione di un apparato di soft law che si immagina debba
essere gestito dall' Anac. E anche sul fatto che si dovrà trattare di un codice molto snello, c' è assenso
quasi totale in commissione. Sul fronte dell' affidamento dei contratti il relatore propone un ampio
utilizzo del criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa con il divieto di utilizzo del massimo
ribasso per alcune tipologie di contratti come quelli aventi ad oggetto servizi intellettuali (ma già oggi
per la progettazione sarebbe così, in base al dpr 207/2010). Importante anche la proposta di
introduzione della polizza globale di esecuzione o performance bond a garanzia della regolare
esecuzione dell' opera, oggi prevista per limitate ipotesi, e la limitazione delle modifiche ai contratti
durante il periodo di validità, anche per quelli sotto soglia. È poi certa, anche alla luce delle recenti
inchieste giudiziarie, la profonda riforma della disciplina per la realizzazione delle opere infrastrutturali
con l' espresso divieto di affidamento della direzione dei lavori al contraente generale.
©Riproduzione riservata.
ANDREA MASCOLINI
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Dirigenti a contratto contrastano con il congelamento
delle assunzioni
L e a s s u n z i o n i d i dirigenti a c o n t r a t t o
contrastano con il congelamento delle
assunzioni disposto dall' articolo 1, comma
424, della legge 190/2014. La Corte dei conti,
Sezione regionale di controllo per il Piemonte,
col parere 4 marzo 2015, n. 26 dichiara ai
comuni l' alt all' assunzione di dirigenti a
tempo determinato, in applicazione dell'
articolo 110 del dlgs 267/2000 (in
combinazione con le previsioni dell' articolo
19, comma 6, del dlgs 165/2001), perché in
q u e s t o m o d o l e a m m i n i s t r a z i o n i locali
«consumerebbero» posti vacanti delle
dotazioni organiche, da destinare ai dirigenti
delle province dichiarati in sovrannumero. La
Sezione giunge alla conclusione muovendo
dall' osservazione che la «Sezione Autonomie
con deliberazione n. 12/2012 ha affermato che
a detti incarichi «non si applica la disciplina
assunzionale vincolistica prevista dall' articolo
9, comma 28, del dl 78/2010», e che «gli enti
che intendono conferire detti incarichi (la cui
spesa va considerata ai sensi dell' art. 1,
comma 557 e 562, della L. n. 296/2006), oltre
a osservare gli obblighi assunzionali (generali)
previsti per tutte le pubbliche amministrazioni
(richiamati nella presente deliberazione),
devono essere in linea con i vincoli di spesa e
assunzionali per gli stessi previsti dalla normativa in vigore (punti 2 e 3 del dispositivo)». Insomma, la
Sezione regionale del Piemonte ricorda che la Sezione Autonomie ritiene le assunzioni dei dirigenti a
contratto un modo proprio per colmare, sia pure a tempo determinato, i vuoti della dotazione organica.
Dunque, secondo il parere della Sezione Piemonte, tale assunto «porterebbe a pensare, per quanto qui
d' interesse, che, se un ente locale decidesse di coprire un posto della dotazione organica tramite
contratto ex art. 110, comma 1, del Tuel, ridurrebbe i posti disponibili in pianta organica, vanificando,
anche in questo caso, lo scopo delle disposizioni in questione», cioè l' articolo 1, comma 424, della
legge 190/2014. Il parere della Sezione Piemonte è un' altra tegola sulla disciplina degli incarichi
dirigenziali a contratto, insieme con la sentenza della Corte costituzionale 37/2015. Lette in
combinazione, le due pronunce (per quanto la Sezione Piemonte abbia rimesso la questione alle
Sezioni Riunite o alla Sezione Autonomie per evitare possibili contrasti interpretativi), evidenziano come
la disciplina degli incarichi dirigenziali a contratto sia totalmente da rivedere. Non solo assunzioni di
dirigenti a tempo determinato, poste a coprire le dotazioni organiche, risultano un evidente sistema per
eludere l' intento della ricollocazione dei dipendenti provinciali con qualifica dirigenziale. C' è anche da
prendere atto che gli stessi incarichi a contratto già attribuiti ai funzionari interni sono a fortissimo
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sospetto di illegittimità: infatti, si tratta esattamente di una specie del genere di incarichi dirigenziali
conferiti senza concorso e prove selettive, come quelli attribuiti dalle agenzie fiscali, ritenuti contrastanti
con l' ordinamento nella parte motivazionale della sentenza della Consulta. È ben evidente che gli effetti
della sentenza della Corte costituzionale 37/2015 non possono considerarsi limitati al solo ambito delle
agenzie; tanto più in una fase straordinaria come quella del riordino delle province, nella quale la
copertura di posti delle dotazioni organiche attraverso contratti assegnati con sistemi contrastanti con la
Costituzione vanificano la ricollocazione dei dipendenti provinciali tanto quanto, e forse più, il
conferimento di nuovi incarichi a contratto. La Sezione regionale per il Piemonte della magistratura
contabile nel parere in commento si mostra particolarmente attenta allo scopo dell' articolo 1, comma
424, della legge 190/2014, anche con riferimento alla mobilità neutra. E, nel contrasto giurisprudenziale
già sorto tra le Sezioni Lombardia e Sicilia, secondo le quali tale mobilità neutra sarebbe ammissibile
nonostante il congelamento delle assunzioni, e la Sezione Puglia, che ritiene bloccata ogni forma di
mobilità diversa da quella finalizzata alla ricollocazione dei dipendenti provinciali, appoggia quest'
ultima. Secondo la Sezione Piemonte, infatti, «sebbene le mobilità siano neutre sul piano finanziario,
esse determinano la riduzione dei posti disponibili in pianta organica, sicché consentirne l' ammissibilità
vanificherebbe lo scopo delle disposizioni in questione». © Riproduzione riservata.
LUIGI OLIVERI
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P.a., chi vuole patteggiare deve restituire il maltolto
Giro di vite per reati di associazione mafiosa
(la pena massima arriverà fino a 26 anni di
reclusione). E maggiore severità pure nei
confronti di chi, sotto processo per illeciti nei
c o n f r o n t i d e l l a pubblica amministrazione,
chiederà di accedere al patteggiamento: sarà
concesso, ma soltanto in caso di «restituzione
integrale del prezzo, o del profitto del reato»
commesso.
Il senato ha approvato nella seduta di ieri
pomeriggio una serie di articoli del disegno di
legge in materia di corruzione, voto di
scambio, falso in bilancio e riciclaggio (19),
dando il via libera a una stretta nei confronti di
chi fa parte di organizzazioni criminali, così
come deciso dalla commissione giustizia: per i
componenti di un' associazione mafiosa,
infatti, è stabilito il carcere da 10 a 15 anni,
invece che da 7 a 12, mentre per coloro,
invece, che «promuovono, dirigono, o
organizzano l' associazione», recita l' articolo 4
del testo, la pena fissata è da 12 a 18 anni
(invece che da 9 a 14). Se, poi, l'
organizzazione è armata si applica la pena
della reclusione da 12 a 20 anni (e non più da
9 a 15 anni), innalzata per i «boss» da 15 a 26
anni (invece che dagli attuali 12 a 20).
Fra gli articoli votati, anche quello che dispone
l' obbligo di risarcimento, giacché il condannato per peculato, concussione, corruzione e induzione
indebita è tenuto, si legge, al «pagamento di una somma pari all' ammontare di quanto indebitamente
ricevuto dal pubblico ufficiale, o dall' incaricato di un pubblico servizio a titolo di riparazione pecuniaria
in favore dell' amministrazione cui il pubblico ufficiale o l' incaricato di un pubblico servizio appartiene»;
il patteggiamento, inoltre, come già sottolineato, viene consentito all' imputato a condizione che renda
quanto tutto quanto ottenuto, ovvero il prezzo o il profitto del reato in maniera «integrale».
L' articolo 6 del ddl (che ne comprende complessivamente 11) vincola, poi, il pubblico ministero,
quando esercita l' azione penale per i delitti contro la pubblica amministrazione, a informare l' Autorità
nazionale anticorruzione (Anac), i cui poteri di vigilanza sugli appalti vengono incrementati (art. 7). L'
Aula di palazzo Madama riprenderà l' esame del testo oggi, con dichiarazioni di voto fissate a partire
dalle ore 18.
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SIMONA D' ALESSIO
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brevi
Quattro regioni del Sud sotto osservazione per
i rifiuti. Di queste solo la Campania, nel 2013,
ha superato la media nazionale (del 42%), con
il 44% di raccolta differenziata; la Sicilia
rimane la più arretrata con solo il 13,4% di
raccolta differenziata, la Calabria arriva
appena al 14,7% e la Puglia, anche se va
meglio, è ancora molto lontana dalla media
nazionale con solo il 22%. Le regioni sono
state messe a confronto in tema rifiuti ed in
particolare sulla raccolta differenziata di carta
e cartone nella Ricerca «Obiettivi di
riciclaggio:2020: la raccolta differenziata di
carta e cartone in quattro regioni n e l S u d
Italia», realizzata dalla Fondazione per lo
sviluppo sostenibile e da Comieco ­Consorzio
nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a
base cellulosica ­ e presentata ieri.
«Non si espone la collettività a rischi per la
sicurezza, invito tutte le forze politiche ad
evitare la strumentalizzazione.
I detenuti più pericolosi, semplicemente,
vengono ospitati da strutture più idonee».
Lo dice il ministro della Giustizia Andrea
Orlando a margine dell' inaugurazione di una
Rems, le nuove residenze che sostituiscono gli
Opg, Ospedali psichiatrici giudiziari.
La Camera di commercio di Milano mette a
disposizione delle imprese milanesi 1 milione di euro attraverso il «bando per l' internazionalizzazione
delle Mpmi milanesi». L' obiettivo è favorire e sostenere, attraverso programmi personalizzati, i processi
di internazionalizzazione delle micro e piccole e medie imprese milanesi, grazie a una serie di azioni
che individuano strategie per i mercati esteri. Il sostegno prevede un contributo fisso a fondo perduto da
utilizzare per un pacchetto di servizi erogati da Promos, Azienda speciale per l' internazionalizzazione
della Camera di commercio di Milano, a fronte di una spesa minima a carico dell' impresa beneficiaria.
Per informazioni: http://www.mi.camcom.
it/bando­internazionalizzazione­mpmi­milanesi­2015.
«Il relatore ha illustrato il provvedimento e dovrebbe preparare a breve la proposta di parere. Contiamo
di approvarla domani (oggi, ndr)». Come riporta Agipronews, lo ha detto Daniele Capezzone,
presidente della Commissione Finanze alla Camera, al termine dell' esame dello schema di decreto
ministeriale per l' individuazione delle manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali da effettuare nell'
anno 2015. Per quest' anno le lotterie tornano ad essere due: il Premio Louis Braille (Unione Italiana dei
Ciechi e degli Ipovedenti) e la Lotteria Italia, con eventuale abbinamento ad una trasmissione televisiva.
Si è svolto, ieri, a Milano il convegno dedicato alla riforma del terzo settore organizzato dall' Ordine dei
dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano. Nel corso dell' incontro, che ha avuto ad
oggetto il testo del ddl di riforma al vaglio della Camera, l' Ordine ha sottolineato la necessità di
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riesaminare la terminologia con cui si definiscono gli enti del terzo settore e di prevedere un sistema di
forfettizzazione della tassazione e la riduzione al minimo degli adempimenti, soprattutto per le realtà
minori, istituendo al contempo chiare regole di rendicontazione, controllo e revisione degli enti.
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Provvedimento emanato dall' Agenzia delle entrate.
Spesometro stop
P.a. escluse e commercio snellito.
Niente spesometro per le amministrazioni
pubbliche. Confermate inoltre le
semplificazioni per dettaglianti e tour operator,
che dovranno comunicare al fisco soltanto le
operazioni attive da 3 mila euro in su, anche
se fatturate. Queste le novità arrivate dall'
Agenzia delle entrate a pochi giorni dalla
scadenza dell' appuntamento con l'
adempimento, 10 aprile per i contribuenti
mensili e 20 aprile per i trimestrali). Per l' anno
d' imposta 2014, dunque, le amministrazioni,
anche autonome, destinatarie della fattura
elettronica p.a.
non dovranno presentare la comunicazione
delle operazioni rilevanti ai fini Iva, il
cosiddetto spesometro. I soggetti esonerati
dall' obbligo di fatturazione e le agenzie di
viaggio, invece, continuano a beneficiare, in
sostanza, della esclusione transitoria dalla
comunicazione delle eventuali fatture emesse
di importo non superiore a 3 mila euro, Iva
esclusa (le operazioni senza fattura hanno già
questo limite a regime). È quanto stabilisce il
provvedimento prot.
n. 44922/2015 dell' Agenzia delle entrate,
datato 31 marzo 2015.
La decisione di escludere totalmente dallo
spesometro, per l' anno 2014, le
amministrazioni pubbliche di cui all' art. 1, comma 2, della legge n. 196/2009 e le amministrazioni
autonome, è giustificata dal riconoscimento delle esigenze di adeguamento dei sistemi informatici e
delle procedure, in conseguenza delle novità in materia di fatturazione elettronica e di split payment dell'
Iva che hanno interessato recentemente questi enti.
Una decisione che si inquadra, come spiega il provvedimento, nell' ottica di «progressiva
semplificazione degli adempimenti», dietro la quale non è difficile scorgere la prospettiva futura della
radicale esclusione dall' obbligo della comunicazione in ragione del tracciamento delle operazioni
attraverso la fattura elettronica. Per quanto riguarda i soggetti di cui all' art.
22 del dpr 633/72, ovvero le imprese esonerate dall' obbligo di emissione della fattura se non richiesta
dal cliente (dettaglianti, laboratori artigiani, ristoratori, ecc.), nonché quelli dell' art.
74­ter dello stesso dpr, ossia le agenzie di viaggio, l' esclusione dallo spesometro delle operazioni
attive di importo unitario inferiore a 3 mila euro, al netto dell' Iva, si pone in linea di continuità con l'
analoga misura già adottata per gli anni 2012 e 2013, in considerazione delle difficoltà segnalate dalle
associazioni di categoria degli operatori dei settori interessati.
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ROBERTO ROSATI
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I chiarimenti della circolare 14/E. Applicazione concorrente con lo split payment.
Nei contratti l' Iva è su misura
Doppio regime se il reverse charge opera solo in parte.
Doppio regime Iva sul contratto avente per
oggetto operazioni solo in parte soggette all'
inversione contabile: l' imposta dovrà infatti
applicarsi con il meccanismo speciale su dette
operazioni e con le regole ordinarie sulle altre.
Sarà pertanto indispensabile individuare
distintamente la base imponibile imputabile a
ciascun regime e si renderà opportuna,
ancorché non obbligatoria, per agevolare l'
esecuzione degli adempimenti, l' emissione di
distinte fatture.
Per le operazioni nei confronti degli enti non
commerciali, poi, occorre distinguere l'
eventuale parte imputabile all' attività
istituzionale, alla quale non è applicabile l'
inversione contabile. Di conseguenza, per gli
acquisti fatti dagli enti pubblici, si profila l'
applicazione concorrente, sulla stessa
operazione, di entrambi i regimi speciali dell'
inversione contabile e dello «split payment».
Queste le ulteriori riflessioni suscitate dalla
circolare n. 14/E del 27 marzo 2015 dell'
Agenzia delle entrate, che illustra le novità in
materia di reverse charge, in particolare l'
estensione del meccanismo alle prestazioni di
servizi di pulizia, di demolizione, di
installazione impianti e di completamento degli
edifici.
Contratto con prestazioni plurime. Secondo la circolare, in presenza di un unico contratto che
comprende sia prestazioni rientranti nel regime dell' inversione contabile sia operazioni soggette alle
regole ordinarie, è necessario scomporre le operazioni per individuare le singole prestazioni da
assoggettare al meccanismo speciale, che per le sue finalità antifrode rappresenta «la regola
prioritaria». La circolare esemplifica il caso di un contratto che prevede l' installazione di impianti
insieme ad altre prestazioni generiche. In tal caso, sarà necessario distinguere i corrispettivi per
determinare la base imponibile da assoggettare all' imposta con il meccanismo speciale (integrazione a
cura del committente) e quella da fatturare invece con le regole ordinarie (rivalsa del prestatore). A
questo punto, per facilitare gli adempimenti contabili di entrambi i soggetti, sembra opportuno
procedere all' emissione di distinte fatture.
Il principio della scomposizione, prosegue la circolare, non trova tuttavia applicazione nell' ipotesi di un
unico contratto d' appalto, comprensivo anche di prestazioni soggette al reverse charge, avente ad
oggetto la costruzione di un edificio o interventi di restauro, risanamento o ristrutturazione ex art. 3, lett.
c) e d), dpr n. 380/2001, nel qual caso, in una logica di semplificazione, l' agenzia ritiene applicabili solo
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Italia Oggi
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le regole ordinarie. È da osservare, al riguardo, che un contratto del genere potrebbe esulare
radicalmente dall' ambito oggettivo dell' inversione contabile in quanto riconducibile alla divisione 41
della tabella Ateco 2007, e non ai codici attività che, secondo la circolare, delimitano il perimetro delle
prestazioni soggette al meccanismo speciale, rientranti nella divisione 43 (e, per i servizi di pulizia, nella
divisione 81).
Acquisti degli enti non commerciali. Il doppio regime si rende applicabile, altresì, nel caso in cui un ente
non commerciale acquisti un servizio oggettivamente rientrante fra quelli sottoposti all' inversione
contabile, da destinare promiscuamente sia alla propria attività commerciale che alla sfera istituzionale,
ad esempio i servizi di pulizia dei locali. In tale ipotesi, secondo la circolare, occorre distinguere la quota
di servizi da imputare all' attività d' impresa, da assoggettare all' inversione contabile, e quella da
imputare invece all' ambito istituzionale, da sottoporre all' Iva con le regole ordinarie; a tal fine si farà
riferimento agli accordi tra le parti, al corrispettivo pattuito, alla superficie dei locali, ecc.
Per le forniture alla pubblica amministrazione, il meccanismo dell' inversione contabile, ove applicabile,
ha diritto di precedenza rispetto all' altro sistema speciale dello «split payment», il quale non si applica,
infatti, quando l' ente riveste la qualifica di debitore dell' imposta. La circolare osserva, al riguardo, che
sono soggetti all' inversione contabile solo i servizi che l' ente pubblico acquista nell' esercizio della
propria attività economica.
Raccordando i chiarimenti sopra rammentati, si arriva alla conclusione che se l' ente non commerciale
che acquista per finalità promiscue servizi rientranti nell' inversione contabile è un ente pubblico
menzionato nell' art. 17­ter del dpr 633/72, sulla quota parte del servizio imputabile alla sfera
commerciale si applicherà l' inversione contabile, mentre sulla quota restante si applicherà invece lo
«split payment». Anche in questa eventualità sarà quindi opportuna l' emissione di distinte fatture in
relazione al doppio regime dell' operazione.
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FRANCO RICCA
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Avvocati pronti a impugnare le verifiche dopo la Consulta sui dirigenti incaricati.
Credit Suisse, gli atti in bilico
Gli accertamenti sono stati firmati da funzionari.
Atti di accertamento sulle polizze vita Credit
Suisse a rischio nullità.
Secondo quanto risulta a ItaliaOggi il
pasticciaccio brutto dei dirigenti incaricati dell'
Agenzia delle entrate, dichiarati illegittimi dalla
sentenza 37 della corte costituzionale lo
scorso 17 marzo, ha colpito anche gli atti
notificati a dicembre a circa 1.000 contribuenti
intestatari di polizze vita Credit Suisse. Gli
avvocati sono alla caccia in questi giorni dei
nomi di chi ha firmato gli atti perché con ogni
probabilità sono stati funzionari incaricati privi
della qualifica della dirigenza. Il passo
successivo per i legali sarà quello di richiedere
e verificare se quei funzionari fossero dotati di
delega di firma, se così non fosse si potrebbe
ipotizzare una nullità dell' atto o addirittura l'
A g e n z i a d e l l e entrate p o t r e b b e a g i r e i n
contropiede revocando gli atti con la
procedura di autotutela.
Sempre secondo quanto risulta a ItaliOggi in
u f f i c i d e l l ' A g e n z i a d e l l e entrate s t a n n o
intervenendo ad annullare con l' autotutela
(procedura con cui l' Agenzia delle entrate, se
prende atto di aver commesso un errore, può
annullare il proprio operato e correggere l'
errore senza necessità di attendere la
decisione di un giudice) atti firmati il giorno di
pubblicazione della sentenza.
La sentenza della Corte costituzionale ha infatti dichiarato la pratica dell' Agenzia delle entrate di non
indire concorsi e prorogare incarichi dirigenziali a funzionari incaricati contraria al buon andamento della
pubblica amministrazione.
Per la Corte costituzionale, dunque, quelle nomine sono affette da nullità e anche gli atti post sentenza
mentre un dubbio si pone per quelli emanati prima di questa pronuncia tsunami per l' attività dell'
Agenzia.
C' è infatti chi propende per il mantenimento in vita dell' atto amministrativo per via del legittimo
affidamento sull' atto di un funzionario di fatto, c' è chi invece più definitivo propende per una possibile
nullità in quanto la nomina è viziata all' origine e travolge l' azione.
Per quanto riguarda la vicenda Credit Suisse a dicembre con una azione coordinata dalla procura di
Milano, la Guardia di finanza ha effettuato delle perquisizioni presso la sede di Milano della banca
svizzera. Nel corso delle perquisizioni è stato ritrovato un file con i nomi di un migliaio di clienti italiani
intestatari di polizze cosiddette mantello (una gestione patrimoniale camuffata nella quale sono gli
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Enti locali
stessi sottoscrittori a impartire alla banca le istruzioni sulle singole operazioni di investimento) gestite da
Credit Suisse Bermuda e ritenute dal fisco italiano elusive.
Il valore dell' operazione è stato iscritto anche nel bilancio sociale della procura di Milano per 8 miliardi
di possibile base imponibile sottratta all' erario Per i contribuenti italiani interessati alla vicenda, dopo
una corsa contro il tempo, nel presentare domanda di collaborazione volontaria per gli anni accertabili,
esclusi dalle prime notifiche (alla vigilia di Natale sono stati notificati gli avvisi di accertamento per l'
anno di imposta 2005 a rischio prescrizione) c' è stata l' amara constatazione dell' impossibilità di
accedere alla procedura di collaborazione volontaria.
Nelle settimane successive, infatti, sono stati notificati questionari fiscali per gli anni successivi al 2005
che di fatto sono considerati causa ostativa all' accesso della regolarizzazione dei capitali illegalmente
detenuti all' estero.
Sulla vicenda si è poi innestata anche una controffensiva da parte dei titolari di polizze vita Credit
Suisse clienti della banca. Questi hanno infatti scritto alla banca chiedendo spiegazioni sulla presenza
della lista di servizi offerti da un istituto svizzero nell' ufficio italiano.
© Riproduzione riservata.
CRISTINA BARTELLI
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1 aprile 2015
Pagina 34
Italia Oggi
Enti locali
Lettera.
Nuovo 730, l' erario annusa 4 mld
Ho letto con molto interesse l' articolo sul 730
«precomplicato» pubblicato su ItaliaOggi del
30 marzo. Io mi sono fatto l' idea che questa
novità del 730 precompilato (cui farà
ovviamente seguito l' Unico) abbia il solo
scopo di far risparmiare all' erario un bel po' di
miliardi per tutte le detrazioni a cui i
contribuenti rinunceranno, in quanto presi per
stanchezza (provi lei a mettere mano al
precompilato con i programmi disponibili o a
leggere le 100 pagine di istruzioni di quella
che dovrebbe essere la dichiarazione per un
pensionato) o scoraggiati dai maggiori costi
che questo anno bisogna addebitare al cliente.
Il professionista infatti deve fare i conti con la
polizza da 3.000.000 e con il doversi far
carico anche delle imposte eventualmente
dovute dal contribuente.
Se anche ogni contribuente che fa il 730 (e
sono 20 milioni) rinunciasse a 200 di maggiori
detrazioni (bastano 1.000 di spese varie), il
risparmio per l' erario s a r e b b e d i b e n 4
miliardi cui si aggiungono 300 milioni per i
compensi (14,6 per ogni invio telematico)
riconosciuti agli intermediari (Caf e
professionisti). Se il cliente ha 200 di maggiori
detrazioni e io gliene devo chiedere almeno
150 per il mio compenso, conviene che rinunci
a integrare il precompilato, no?
FRANCO GALLO
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Italia Oggi
Enti locali
Ddl p.a., le camere di commercio passano da 105 a
60
Quasi dimezzate le camere di commercio. Gli
enti camerali passano dagli attuali 105 a non
oltre 60 attraverso l' accorpamento sulla base
di una soglia dimensionale minima di 80 mila
imprese (ma sono previste deroghe per le
province autonome e le città metropolitane),
salvaguardando la presenza di almeno una
camera di commercio in ogni regione. Il
restyling delle Cciaa è contenuto in un
emendamento del relatore alla delega p.a.
approvato ieri in senato. La commissione affari
costituzionali di palazzo Madama concluderà
oggi i lavori sul ddl Madia incardinato a
settembre e finora esaminato a singhiozzo,
alternando improvvise accelerazioni e bruschi
rallentamenti. E si attende un finale col botto,
visto che il piatto forte del ddl, ossia la riforma
della dirigenza pubblica con l' istituzione del
ruolo unico e la soppressione dei segretari
comunali (confermata ma di fatto congelata
per tre anni), è stato lasciato da parte per oggi.
Il governo, intanto, porta a casa la riforma delle
camere di commercio in una versione un po'
più addolcita rispetto ai primi propositi che
puntavano ad eliminare del tutto gli enti
camerali. Il compromesso raggiunto al senato,
grazie a un emendamento del relatore Giorgio
Pagliari (Pd), prevede la ridefinizione di
compiti e funzioni eliminando le duplicazioni con altre amministrazioni pubbliche. Inoltre, le
participazioni societarie saranno limitate a «quelle necessarie per lo svolgimento delle funzioni
istituzionali, limitando lo svolgimento di attività in regime di concorrenza, eliminando progressivamente
le partecipazioni societarie non essenziali e gestibili secondo criteri di efficienza da soggetti privati». E
ancora, è previsto il riordino delle competenze relative alla «tenuta e valorizzazione del registro delle
imprese» con particolare riguardo «alle funzioni di promozione della trasparenza del mercato e di
pubblicità legale». Sarà ridotto anche «il numero dei componenti dei consigli e delle giunte, nonché
delle unioni regionali e delle aziende speciali». Si prevede anche «il riordino della disciplina dei
compensi dei relativi organi, prevedendo la gratuità degli incarichi diversi da quelli nei collegi dei
revisori dei conti».
Per garantire la completa attuazione della riforma viene anche contemplata la possibilità di nominare
commissari in caso di inadempienza delle camere di commercio. Via libera anche a un emendamento a
firma Massimo Mucchetti (Pd), che assegna a Unioncamere il compito di definire standard nazionali di
qualità delle prestazioni delle camere di commercio e di monitorare il rispetto degli standard. La riforma
delle Cciaa dovrà essere adottata dal governo entro dodici mesi dall' entrata in vigore della delega.
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Italia Oggi
Enti locali
Via libera anche a un emendamento con cui vengono recepite le direttive Ue sui servizi d i pubblica
utilità, compresi i servizi idrici, senza intaccare il principio della natura pubblica dell' acqua sancito dal
referendum. In pratica, ha spiegato il relatore Giorgio Pagliari (Pd), «il legislatore che recepirà le
direttive non potrà prescindere dal referendum». Confermato (si veda ItaliaOggi del 14/3/2015) lo
scorporo del Comitato paralimpico dal Coni. In materia di servizi pubblici locali, vengono previsti
incentivi e meccanismi premiali per gli enti locali «che favoriscono l' aggregazione delle attività e delle
gestioni secondo criteri di economicità ed efficienza». Il testo, inoltre, prevede per i servizi pubblici locali
«l' abrogazione, previa ricognizione, dei regimi di esclusiva, comunque denominati, non conformi ai
principi generali in materia di concorrenza». Infine, arriva la sforbiciata ai decreti inutili. La commissione
ha approvato un emendamento che taglia i decreti inutili con l' obiettivo di semplificare il sistema
normativo e favorire il processo di attuazione delle leggi. Sarà possibile, quindi, eliminare, rimandi a
provvedimenti non legislativi di attuazione, entrati in vigore dopo il 31 dicembre 2011. La sforbiciata
dovrà essere messa in atto entro novanta giorni dall' approvazione della delega.
FRANCESCO CERISANO
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Italia Oggi
Enti locali
Intesa in stato­città sul riparto delle spettanze che terrà conto di fabbisogni e capacità fiscale.
Enti, fumata bianca sul Fondo
Con i tagli della manovra e la spending risorse a 3,7 mld.
Fumata bianca sul fondo di solidarietà
comunale 2015. Ieri, infatti, la Conferenza
stato­città (pur in assenza di una formale
intesa tra Anci e governo) si è raggiunto un
primo accordo sui criteri per la distribuzione
delle risorse destinate ai sindaci delle regioni a
statuto ordinario.
Via libera anche al riparto del contributo da 1
miliardo a carico delle città metropolitane e
delle province.
Per i comuni, la dotazione netta complessiva
del fondo ammonta a circa 3,7 miliardi, con
una riduzione secca di 1,7 miliardi rispetto allo
scorso anno. Colpa dei maggiori nuovi tagli
previsti dall' ultima legge di stabilità ( 1 , 2
miliardi, di cui 1,076 a carico delle rso) e delle
«code» dei precedenti cicli di spending review
(artt. 16 del dl 95/2012 e 47 del dl 66/2014).
Per distribuire i vecchi sacrifici, era già da
tempo stato deciso di applicare lo stesso
metodo utilizzato negli anni scorsi e basato
sulla spesa Siope per consumi intermedi, per
cui il taglio previsto dal dl 95 vale il 4% in più
dell' anno scorso, mentre quello del dl 66
cresce del 50% (si veda ItaliaOggi del 13
marzo).
La nuova sforbiciata da 1,2 miliardi, invece,
equivale al 7 per cento circa in meno rispetto
alle risorse base 2014 (Imu aliquota base +Tasi aliquota base +fondo).
Siccome i sindaci alimentano il fondo versando allo stato il 38,22% della propria Imu, per un totale di 4,3
miliardi, è evidente che l' operazione chiude in perdita per il comparto.
L' Anci, infatti, non esulta e, con il presidente Piero Fassino, ha sottolineato il «senso di responsabilità»
dei comuni, motivato dall' esigenza di consentire la chiusura dei bilanci, rimarcando, però, le criticità
che i criteri del riparto presentano.
È il caso, in particolare, degli enti ai quali è richiesto un contributo ulteriore alla perequazione, attraverso
una quota aggiuntiva di alimentazione che opera come una sorta di «prelievo negativo» sul fondo per
circa 366.000 euro e che porta a circa 4 miliardi la torta a disposizione.
Ai fini del riparto, quest' ultima è stata suddivisa in due quote: la prima, pari all' 80% (per un importo di
circa 2,9 miliardi) è stata distribuita secondo un criterio basato sulle risorse storiche, corrispondente alla
metodologia applicata negli anni scorsi che considera come fabbisogno da coprire col fondo la
differenza fra le assegnazioni degli anni passati e le entrate da Imu e Tasi ad aliquota base stimate per
il 2015; la seconda quota, pari al 20% (circa 740.000 euro), invece, è stata ripartita sulla base di un
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Italia Oggi
Enti locali
indicatore complesso costruito in base ai fabbisogni standard e alle capacità fiscali.
A questo punto, l' accordo dovrà essere formalmente recepito in un dpcm, prima che si arrivi al
pagamento effettivo.
Siccome l' operazione non sarà immediata, è possibile che si proceda comunque al versamento di un
acconto, come ventilato nelle scorse settimane per ovviare alle difficoltà di cassa di molte
amministrazioni (si veda ItaliaOggi del 18 marzo).
La misura potrebbe trovare posto nell' atteso decreto legge sulle questioni relative alla finanza locale,
atteso nei prossimi giorni e la cui necessità è stata ribadita anche ieri dall' Anci.
Da parte del presidente Fassino, infatti, è arrivato un richiamo al governo affinché «siano adottate nei
prossimi giorni le misure individuate come indispensabili per assicurare la tenuta finanziaria e contabile
dei comuni e delle città metropolitane».
Fassino, infine, ha richiamato anche «l' attenzione delle forze politiche e parlamentari per giungere
rapidamente a questo risultato, condizione indispensabile per iniziare a lavorare ad una riforma della
finanza locale nel 2016».
Ancora più critica la situazione degli enti di area vasta, che dovranno versare 1 miliardo al bilancio dello
stato. «Una cifra abnorme e non sostenibile», secondo il presidente dell' Upi, Alessandro Pastacci,
anche perché si somma ai tagli previsti dalle passate manovre economiche, arrivando a un totale di più
di 2 miliardi». «Per dare attuazione alla riforma Delrio», ha ribadito Pastacci, «è necessario garantire l'
equilibrio e la tenuta complessiva del comparto: con il miliardo che lo stato si prende, la tenuta non è
affatto assicurata. Per questo», ha aggiunto il presidente dell' Upi, «è davvero urgente un intervento
straordinario del governo attraverso un provvedimento eccezionale che possa garantire l' erogazione
dei servizi ai cittadini e il mantenimento degli equilibri di bilancio».
L' Upi, in particolare, chiede misure straordinarie che consentano alle province di utilizzare gli avanzi di
amministrazione per evitare il dissesto, e di usare i risparmi che potrebbero derivare dallo spostamento
al 2016 del pagamento delle rate dei muti, per garantire la copertura di servizi essenziali, a partire dalla
sicurezza e dalla gestione delle strade provinciali e delle scuole superiori.
«Deve essere chiaro», ha concluso Pastacci, «che dopo il prelievo delle imposte provinciali operato con
questa manovra, le province non hanno più alcun margine di spesa. I tagli previsti dalla legge di
stabilità per il 2016 e il 2017 (rispettivamente pari a 2 e 3 miliardi) sono del tutto inattuabili».
MATTEO BARBERO
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Italia Oggi
Enti locali
Comune virtuoso e Confedilizia lo premia.
Sogliano (Forlì) azzera la Tasi
Si è svolta a Roma, alla presenza, fra gli altri,
del viceministro delle infrastrutture e dei
trasporti, senatore Riccardo Nencini, la
cerimonia di assegnazione del premio
nazionale 2014 per il comune italiano che più
ha ben meritato nei confronti della proprietà
edilizia, quest' anno consegnato a Quintino
Sabattini, sindaco del comune di Sogliano al
Rubicone, nella provincia di Forlì­Cesena.
Per attribuire il premio, la Confedilizia ha, in
particolare, considerato che il comune di
Sogliano al Rubicone ha azzerato la Tasi per
tutte le fattispecie imponibili, ha azzerato
a n c h e l ' Imu per l' abitazione principale
(naturalmente per i casi in cui la stessa è
ancora dovuta), applicando, per le altre
ipotesi, aliquote tra le più basse di tutta Italia,
anche per gli immobili locati. Inoltre, il comune
ha adottato misure importanti a favore dell'
intera comunità (quali, per esempio, aiuti a
sostegno delle famiglie con bambini piccoli,
con figli studenti o con il capofamiglia
disoccupato). Il tutto, utilizzando al meglio i
proventi extratributari derivati all'
amministrazione locale dalla virtuosa gestione
della discarica di Ginestreto, trasformata in
una risorsa e in un' opportunità per i cittadini.
Il presidente della Confedilizia, Giorgio
Spaziani Testa, ha dichiarato: «Attraverso questo premio, giunto alla sua seconda edizione, la
Confedilizia intende richiamare ogni anno l' attenzione su un esempio di gestione virtuosa dell'
amministrazione comunale. Quest' anno, l' esempio fornito dal comune premiato, quello di Sogliano al
Rubicone, mostra con chiarezza come possano essere forniti ai cittadini servizi di buon livello senza
gravare sui contribuenti con l' imposizione fiscale, che a livello locale è costituita quasi esclusivamente
dalle tasse sui proprietari di casa, ma privilegiando l' acquisizione di entrate di natura extratributaria. Si
tratta di un modello da seguire, soprattutto in un periodo, come quello che stiamo vivendo, in cui la crisi
economica generale è stata aggravata da scelte di politica fiscale che hanno determinato un carico di
tassazione sugli immobili quasi triplicato dal 2011 ad oggi».
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Il Resto del Carlino (ed.
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Il Resto del Carlino Ravenna
«Non temo possano rubare Ma sabato erano
addirittura 20»
La percezione non è uguale per tutti. Tra quelli
che arrivano o vanno via da piazza Kennedy c'
è chi ha paura, vorrebbe che i cosiddetti
parcheggiatori abusivi non ci fossero,
sparissero. Altri invece sono tranquilli. C' è
anche chi li trova gentili, educati.
«Se non ci fossero sarebbe meglio» dice
Chiara Gondoni, convinta che siano in troppi.
Di diverso avvisoRenato Lepainteur, che vive
ad Alfonsine ma spesso parcheggia in piazza
Kennedy. «Mai avuto problemi assicura anzi li
trovo sempre educati e gentili». Monica
Fiorentini li definisce invece «incombenti».
Però non ha paura, è solo un po' infastidita.
«Non temo possano rubare assicura o fare
cose simili. Solo che sabato erano in venti,
tantissimi». Infine Antonio Mellini, che in piazza
Kennedy parcheggia tutti i giorni. «Io mi trovo
bene spiega e a dire la verità mi danno anche
una mano. Se ho gli spicci glieli lascio,
altrimenti niente, e nessuno ha mai brontolato
se non avevo niente da dargli».
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Il Resto del Carlino (ed.
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Il Resto del Carlino Ravenna
SCUOLA MATERNA.
Gi alunni della Capucci in visita al Carlino
PER OLTRE un' ora hanno girato per la
redazione de il Resto del Carlino' di Ravenna,
alla scoperta di un quotidiano e di chi vi lavora
al suo interno.
Ieri mattina gli alunni della classe Coccinella'
della scuola materna Capucci di Lugo, sono
venuti in visita nella sede ravennate del
giornale, in via Salara.
Una decisione, quella delle maestre, che
deriva da un progetto che la classe ha messo
in piedi da tempo, ossia quello di scoprire le
parole e il loro uso attraverso la lettura dei
quotidiani. E così, dopo diversi mesi a
sfogliare le pagine, i bambini di cinque anni,
che a settembre si affacceranno al mondo dell'
istruzione elementare, sono saliti un pullman
per una visita di persona a una redazione. Un
incontro caratterizzato dalla curiosità, durante
il quale i piccoli giornalisti', che alla materna
redigono addirittura un piccolo giornale dal
titolo News Coccinella', hanno fatto tante
domande e hanno preparato anche una pagina
di giornale.
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Il Resto del Carlino Ravenna
ALA D'ORO, GLI ACUFENI' DI MANZONI
GIAN RUGGERO MANZONI PRESENTA IL
SUO LIBRO ACUFENI' PER CAFFÈ
LETTERARIO' ALLE 21 ALL'HOTEL ALA
D'ORO
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Il Resto del Carlino (ed.
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Il Resto del Carlino Ravenna
«Tasi, possibili aumenti dal 2016/17»
LA GIUNTA dell'Unione dei Comuni della
Bassa Romagna ha ricevuto in Rocca i
rappresentanti di sindacati e associazioni
economiche per presentare loro il bilancio di
previsione 2015. L'incontro, aperto dal
presidente Luca Piovaccari, dà seguito al
confronto avviato a inizio marzo, ed è servito
per confermare gli impegni su welfare e
servizi, con una particolare attenzione al
contenimento della fiscalità locale. L'impatto
del disegno di legge di stabilità 2015, unito ai
tagli decisi negli anni precedenti affermano
dall'Unione porterà a importanti sofferenze sui
bilanci degli enti locali: per l'anno in corso i
minori trasferimenti ammontano a circa 4,8
milioni. «Grazie a risorse straordinarie
derivanti dagli avanzi prodotti dall'Unione e dai
Comuni ha dichiarato Piovaccari , unite a
ulteriori percorsi di razionalizzazione della
spesa, potremo chiudere il 2015 senza
intervenire sulla pressione fiscale. Purtroppo
potremmo invece essere costretti a mettere in
campo, per il 2016/17, aumenti Tasi e
interventi di riduzione della spesa per oltre 1,2
milioni di euro».
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Pagina 14
Il Resto del Carlino (ed.
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Il Resto del Carlino Ravenna
Il teatro Rossini piange Romana Toschi Ranalli:
«Fondamentale il suo lavoro»
Storica responsabile della biglietteria, aveva 72 anni.
di LORENZA MONTANARI HA DESTATO
profondo cordoglio a Lugo la scomparsa di
Romana Toschi, per molti anni responsabile
della biglietteria del Teatro Rossini, ma molto
conosciuta dai lughesi come colonna portante'
dei servizi culturali cittadini. Proprio davanti al
teatro, ieri erano affissi due manifesti: Ciao
Romana'.
Romana Toschi se n' è andata, a causa di una
malattia incurabile, a 72 anni. La morta è
avvenuta domenica e ieri si sono svolti i
funerali. Chi a Lugo è stato bambino negli anni
'60, di certo la ricorda come la giovane
bibliotecaria che lavorava alla biblioteca
comunale Trisi, anche nel periodo in cui il
servizio fu trasferito in via Garibaldi per poi
tornare nella sua sede storica di Palazzo Trisi.
ROMANA Toschi era un vero aiuto per i
bambini delle scuole elementari e medie, che
aiutava senza mai risparmiarsi a fare le
ricerche' scolastiche. Quando venne
ristrutturato il Teatro Rossini, fu chiamata a
occuparsi della biglietteria, di cui poi divenne
responsabile. Chiunque si recasse al Rossini
per informazioni, abbonamenti o biglietti, trovava lei, sempre puntuale e cordiale con tutti.
IERI, sulla facciata del Rossini, al posto dei cartelloni degli spettacoli c' erano due manifesti uguali con
scritto: Ciao Romana. Un messaggio seguito da parole di affetto e cordoglio. E sempre ieri, il sindaco
Davide Ranalli ha aperto la conferenza stampa di presentazione del Lugo Opera Festival, svoltasi al
Rossini, con un pensiero per lei: «E' stata una delle figure più significative di questo teatro ha detto il
primo cittadino lughese . Come altri, lavorava dietro le quinte', ma proprio per questo era fondamentale.
E amava tantissimo questo teatro. E' un sentimento di tristezza quello che ci abita oggi, ma anche la
tristezza può servire ad andare avanti con sempre maggiore impegno». ANCHE da parte di Domenico
Randi sono state espresse parole di affetto e cordoglio per Romana, «figura centrale della cultura per la
nostra generazione». Forse non tutti sanno che Romana era anche un' appassionata crocerossina, ed
era stata presidente della sezione femminile della Croce Rossa. «FINO all' ultimo ricorda Renzo Preda,
presidente dell' Unuci (unione nazionale ufficiali in congedo) di Lugo si è occupata di raccogliere fondi
per acquistare il materiale da destinare ai poveri. E fino all' ultimo Ricorda è stata disponibile quando
occorreva una mano per spettacoli di solidarietà e delle associazioni». I funerali si sono svolti nel primo
pomeriggio di ieri nella Chiesa della Madonna del Mulino. Romana Toschi lascia il marito Giancarlo
Grimandi, i tre figli e i nipoti.
MONTANARI LORENZA
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Il Resto del Carlino Ravenna
A Voltana il concerto della scuola Malerbi
STASERA alle 20.30 si terrà a Voltana i l
Concerto di Pasqua tenuto dagli allievi della
scuola di musica Malerbi di Lugo. Nel Salone
Nobile della splendida Villa Ortolani appena
restaurata, in piazza dell' Unità, sarà possibile
ascoltare musiche per chitarra, pianoforte e
flauto traverso eseguite dagli allievi dei corsi
più avanzati. Tra gli autori si ricordano Haydn,
Giuliani, Chopin. Il concerto è a ingresso libero
ed è organizzato dalla Consulta di Voltana­
Chiesanuova­Ciribella.
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Il Resto del Carlino (ed.
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Il Resto del Carlino Ravenna
Sorpresi nudi nel parco Coppia nei guai per atti
osceni
PER SFOGARE i loro bollenti spiriti avevano
scelto un luogo senza dubbio suggestivo, ma
decisamente inopportuno. Nientemeno che il
parco del Loto, pieno di bambini,
accompagnati da nonni e genitori. E così una
coppia di trentenni, lui di ravenna, lei di
Faenza, domenica sono stati interrotti in
flagrante' dai carabinieri della Compagnia di
Lugo. Gli uomini dell' arma li hanno trovati nudi
e adagiati su un plaid mentre consumavano un
rapporto.
Inevitabile a questo punto finire indagati per
atti osceni in luogo pubblico'.
DOMENICA, erano circa le 16, la bella
giornata di sole aveva indotto numerosi
lughesi e non solo a trascorrere un pomeriggio
nell' accogliente parco a poche centinaia di
metri dal centro di Lugo. L' attenzione di
diverse persone è stata però attirata da
prolungati gemiti che provenivano da una delle
torrette in legno utilizzate per l' avvistamento.
ALCUNE persone avvicinatesi hanno
chiaramente notato con sorpresa che dalla
struttura sopraelevata spuntavano' sia pure
parzialmente piedi, gambe e altre parti del corpo.
Avendo chiaramente compreso cosa stava succedendo qualcuno ha cominciato a gridare: «ma cosa
state facendo, non vi vergognate? Smettetela, nel parco ci sono dei bambini!».
La coppia però non si è fermata, anzi ha proseguito. Così è stato chiamato il 112 e solo una pattuglia
dei carabinieri, dopo averli colti inequivocabilmente sul fatto, è riuscita a farli desistere, facendoli subito
rivestire. AI CARABINIERI i due non hanno fornito alcuna spiegazione. Accompagnata in caserma, la
coppia ne è uscita con una denuncia per atti osceni in luogo pubblico'. E' inoltre emerso che i due
domenica pomeriggio erano piuttosto euforici, verosimilmente dopo alzato oltremisura il gomito. E'
anche stato appurato che uno dei due non sarebbe nuovo a questa sorta di esibizioni'. lu. sca.
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Il Resto del Carlino (ed.
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Il luogotenente Torti lascia dopo 22 anni la stazione
di Lugo
IERI, dopo 37 anni di onorato servizio durante i
quali si è sempre contraddistinto per impegno,
disponibilità, gentilezza e soprattutto brillanti
capacità, il luogotenente Paolo Torti,
comandante della stazione dei carabinieri di
Lugo, ha ricevuto i saluti e gli auguri dai
colleghi della Benemerita'. L' occasione è la
meritata pensione. A renderlo noto è stato il
Comando Provinciale carabinieri.
Originario di Sarteano (Siena) e arruolatosi a
soli 17 anni nell' Arma, dopo aver frequentato
la Scuola Sottufficiali, nel 1981, con il grado di
vicebrigadiere, fu trasferito alla Legione
Lombardia, ove ha ricoperto diversi incarichi
operativi tra Varese e Milano. Nel 1985 il
trasferimento alle dipendenze della Legione di
Bologna, inizialmente a Lizzano in Belvedere
(Bo) e, dal 1987, nella provincia di Ravenna
dove ha comandato le Stazioni di Santa Maria
i n Fabriago e Sant' Agata s u l Santerno
nonché, dal 1993, la Stazione principale di
Lugo, i n c a r i c o r i c o p e r t o f i n o a o g g i .
Nonostante sia relativamente giovane' (ha 54
anni), il Luogotenente Torti è stato
recentemente insignito della medaglia mauriziana per 10 lustri di carriera militare, ottenendo pure
numerose onorificenze. Nel corso del servizio svolto a Lugo si è affermato per le brillanti capacità e la
costante disponibilità, rappresentando per molti anni un punto di riferimento per i carabinieri e i cittadini.
Senza dimenticare che per una ventina di anni ha pure sempre ricoperto la carica di vicecomandante
della Compagnia. «L' Arma dei Carabinieri si legge in un comunicato lo ringrazia per la fedeltà, l'
impegno e il valore costantemente dimostrati e gli formula i gli auguri per la meritata pensione». Ieri
Torti ha ricevuto anche i ringrazimenti del sindaco Ranalli. Ringraziamenti a cui si associa anche il
Carlino.
Luigi Scardovi.
LUIGI SCARDOVI
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Il Resto del Carlino (ed.
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Il Resto del Carlino Ravenna
Rapina e botte, condannato a tre anni
DOPO avere rubato un'auto da un garage,
prima aveva tentato di investire il proprietario,
poi per assicurarsi la fuga lo aveva malmenato
con calci e pugni. Ieri mattina il Tribunale
collegiale di Ravenna gli ha inflitto tre anni di
condanna per rapina e lesioni aggravati la
Procura ne aveva chiesti quattro e ora si trova
in carcere. Anche perché lui, Ayub Al Werfelli,
19 anni, libico con cittadinanza italiana, nelle
ultime settimane altre volte aveva fatto parlare
di sé, finendo spesso in un'aula tribunale. A
fine febbraio per una scorribanda notturna
sempre a bordo di un'auto rubata e carica di
attrezzi da scasso. Il 3 marzo per aver
scassinato i videopoker all'interno del bar della
stazione di Ravenna, abbandonando i 2000
euro di bottino dopo essere stato preso dalla
polizia. Poco dopo era stato fermato anche a
Lugo per ricettazione era di nuovo a bordo di
un'auto rubata e porto di strumenti da scasso.
Anche ieri, come le altre volte, in udienza ha
chiesto «scusa» dicendo «so di aver
sbagliato». L'ultimo episodio, il più grave gli è
costata la cella. Ufficialmente residente a
Sant'Agata sul Santerno, durante una delle precedenti udienze aveva detto di vivere di espedienti e di
dormire presso amici dopo la separazione dalla compagna. La notte tra l'11 e il 12 marzo i carabinieri
erano intervenuti in un'abitazione di Sant'Agata s u l Santerno dove il proprietario, svegliato dal
trambusto, aveva sorpreso il ladro in azione che tentava di rubargli un'auto dal garage, la Smart del
figlio, dopo aver forzato un cancello. PER BLOCCARGLI la strada gli si era messa davanti, ma Al
Werfelli aveva tentato comunque di allontanarsi al volante. Mentre il padre allertava il 112, il figlio era
sceso in cortile, chiudendo il cancello per impedirgli di scappare. Ne era nata una violenta colluttazione
a seguito della quale il proprietario dell'auto aveva riportato varie contusioni e una prognosi di due
settimane. Al contrario, per il difensore del giovane avvocato Giovanni Crocetti a subire l'aggressione
sarebbe stato proprio l'imputato, che nel frattempo i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di
Lugo avevano bloccato e arrestato.
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Il Resto del Carlino Ravenna
LA PERSONALE DI SIMONE LUSCHI
FUSIGNANO: la personale di Simone Luschi
inaugura nell' ex spazio Cose Belle'. L'
appuntamento è per venerdì 3 aprile alle 18.30
in corso Emaldi 51.
Orari : fino al 26 aprile il sabato dalle 15 alle
18, la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle
18 e il aprile dalle 15 alle 18. Per
appuntamento: 338 4511029.
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Il Resto del Carlino (ed.
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Il Resto del Carlino Ravenna
ll Lugo Opera festival si tinge di rosa' Grandi donne
in scena
La ricca rassegna tra crimini e visioni.
SARÀ QUASI tutta al femminile' l' edizione
2 0 1 5 d e l Lugo Opera Festival, l' annuale
cartellone lirico, operistico e musicale del
Teatro Rossini di Lugo. Il programma è stato
presentato dal sindaco Davide Ranalli
affiancato dalla direttrice artistica del Festival
Rosetta Cucchi, dall' assessore alla cultura
Anna Giulia Gallegati e da Domenico Randi,
vice presidente della Fondazione Teatro
Rossini. Il filo conduttore, ha sottolineato
Cucchi, «è il femminile, infatti il titolo è Voce di
donna', incipit di una celebre aria dell' opera
La Gioconda di Amilcare Ponchielli. Un sottile
ma intenso fil rouge' che attraversa tutto il
festival».
In questa direzione va il minifestival' composto
da 5 concerti, intitolato Visioni Mistiche, che si
terrà all' interno del festival dal 14 aprile al 19
maggio e che andrà ad esplorare la voce
intellettuale femminile dal 1200 ad oggi, da
Caterina da Siena, ad Alda Merini, con l'
accompagnamento degli organi migliori di
Lugo, tra cui il celebre Callido. Le serate si
terranno alle 20,30 nelle chiese del Suffragio,
del Carmine e di San Giacomo.
Altri tre concerti, al Teatro Rossini, saranno dedicati alla vocalità femminile: il 22 aprile il soprano
spagnolo Ruth Rosique duetterà con il chitarrista Francisco Bernier in liriche da camera e romanze di
autori spagnoli. Il 28 aprile, concerto lirico dal titolo Cara ingrata patria' con le rinomate voci femminili
del mezzosoprano Annunziata Vestri e del soprano Mariangela Sicilia, alle quali si unirà il baritono
Alessandro Luongo (al pianoforte Rosetta Cucchi). Il 4 maggio, Voci del 900', serata dedicata alla
vocalità contemporanea con Cristina Zavalloni in trio col pianista Andrea Rebaudengo e il clarinettista
Gabriele Mirabassi. Ancora alla vocalità contemporanea, ma al maschile', è dedicato l' evento
inaugurale del festival, giovedì 2 aprile alle 20,30, con la prima esecuzione italiana di Crime Passionnel',
opera per un uomo solo di Astor Piazzolla su testi di Pierre Philippe, con il cantante/attore Mario Cei e il
pianista Alessandro Sironi, regia di Roberto Recchia.
RITORNO al femminile col secondo evento in cartellone il 16 aprile, Tosca X', creazione per 14
danzatori sulle musiche della Tosca di Puccini rielaborate da Luca Vianini. Il 17 aprile , serata col Trio
Lennon: Luca Marziali al violino, Roberto Molinelli alla viola e Alessandro Culiani al violoncello, intitolata
Quando i Beatles mettono il frac...'. Si riderà domenica 19 aprile: in scena il concerto­spettacolo di The
Bass Gang', con un insolito quartetto di contrabbassi che intende rilanciare fra il serio ed il faceto uno
strumento tradizionalmente. Gli appuntamenti fuori tema' saranno il 10 maggio con la celebre Histoire
du Soldat (Storia del Soldato) di Igor Stravinsky, poi, il 20 maggio, il festival chiuderà la prima assoluta
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Il Resto del Carlino Ravenna
della nuova opera Eyvind Kang Chirality/Virginal Coordinates 2015' del compositore e violista
americano di origine coreana Eyvind Kang (classe 1971). Lorenza Montanari.
MONTANARI LORENZA
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
TUTTE LE INFO
L' edizione 2015 del Lugo Opera Festival
prenderà il via domani con lo spettacolo Crime
Passionel'. Info: Fondazione teatro Rossini,
Piazzale Cavour 17 a Lugo, tel. 0545 38542.
Sito www.teatrorossini.it e [email protected]
Biglietteria: tutti i giorni feriali 10­13. Il
pomeriggio di spettacolo e quello precedente:
15,30­18,30. Biglietteria on­line:
www.vivaticket.it.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Rapina in casa, condannato
Tre anni di reclusione per un ventenne arrestato tre volte in un mese.
SANT' AGATA SUL SANTERNO. A soli 20
anni è stato condannato ieri a tre anni di
reclusione per rapina. Ayoub Werfelli ­ per il
quale il pm Angela Scorza aveva chiesto una
pena a 4 anni ­ era a processo ieri di fronte al
collegio per aver cercato di investire il
proprietario dell' auto che, il 12 marzo scorso,
aveva provato a rubare da un garage di Sant'
Agata sul Santerno.
Il ragazzo, nonostante la giovane età, lo scorso
4 marzo era già stato arrestato per un tentato
furto di monetine da una slot machine nel bar
della stazione di Ravenna e sottoposto a fermo
di polizia una settimana dopo per la
ricettazione di un' auto risultata rubata pochi
giorni prima a un pensionato.
Ieri Werfelli doveva invece rispondere di
rapina e lesioni aggravate ai danni di due
persone che vennero svegliate di soprassalto,
nel cuore della notte, dai rumori provenienti
dal garage di casa. Il figlio 30enne scese a
controllare, mentre il padre chiamò il 112.
Werfelli era entrato in garage ed era già salito
sull' auto di casa pronto a scappare, ma il
padrone di casa si frappose fra lui e il cancello
per fermarne la fuga. Per nulla disincentivato
dal gesto, il 20enne spinse sul gas tentando di
investirlo, poi scese dalla vettura colpendolo
con calci e pugni. Poco dopo venne arrestato dai carabinieri arrivati immediatamente sul posto.
La vittima dovette invece far ricorso alle cure mediche al Pronto soccorso dell' ospedale di Lugo, dal
quale venne dimesso con una prognosi di 15 giorni.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
"Voce di donna"è il filo rosso Il talento canta al
femminile
Quindici eventi al via dal 2 aprile: dai grandi della lirica ai Beatles.
LUGO. Il sindaco di Lugo Davide Ranalli e l'
assessore alla Cultura Anna Giulia Gallegati
ribadiscono «la programmazione di alta
qualità e il grosso lavoro portato avanti dall'
intera squadra dell' amministrazione finalizzato
al rilancio effettivo del Lugo opera festival». L'
arduo compito è ricaduto in gran parte sulle
spalle della direttrice artistica Rosetta Cucchi.
Quindici eventi a partire dal 2 aprile.
Tema dominante di questa edizione del Lof: la
donna. "Voce di donna", l' incipit di una
celebre aria dell' opera "La Gioconda", è il
tema portante dell' anno: saranno 15 gli eventi
musicali al teatro Rossini o in altri luoghi della
città dal 2 aprile al 20 maggio. Una sorta di fil
rouge che offre diversi aspetti della vocalità
femminile nella storia della musica e dell'
opera.
Tre importanti concerti al Rossini che
esplorano la vocalità femminile attraverso gli
ultimi due secoli. Vocalità al maschile, per l'
evento inaugurale in programma giovedì 2
aprile alle 20.30, con la prima esecuzione
italiana di "Crime passionnel", opera per un
uomo solo di Astor Piazzolla su testi di Pierre
Philippe. Partecipano il cantante/attore Mario
Cei e il pianista Alessandro Sironi, per la regia
di Roberto Recchia. È la prima italiana di una
vera e propria opera musicale che il grande compositore argentino scrisse nel 1981.
Ritorno al tema del femminile con l' evento del 16 aprile, "Tosca X", creazione per 14 danzatori sulle
musiche della Tosca di Puccini rielaborate da Luca Vianini e la coreografia, regia, luci, scene e costumi
di Monica Casadei, in coproduzione col festival La Versiliana e il teatro Comunale di Bologna, Amat,
Teatro dell' Aquila e Comune di Fermo.
Il 17 aprile alle 20.30 serata col Trio Lennon: Luca Marziali al violino, Roberto Molinelli alla viola e
Alessandro Culiani al violoncello. "Quando i Beatles mettono il frac..." è il sottotitolo di questo singolare
concerto ­spettacolo durante il quale i tre musicisti rievocheranno la vita e la carriera dei Beatles.
Si riderà domenica 19 aprile: in scena il concerto ­spettacolo di The Bass Gang, un insolito quartetto di
contrabbassi formato da Antonio Sciancalepore, Andrea Pighi, Alberto Bocini e Amerigo Bernardi.
Mercoledì 22 aprile "La Spagna barocca" con il soprano Ruth Rosique e Pa na Zavalloni in trio col
pianista Andrea Rebaudengo e il clarinettista Gabriele Mirabassi.
Gli appuntamenti "fuori tema" proseguono l' 11 maggio alle 20,30 con la celebre Histoire du soldat di
Igor Stravinsky, nella nuova versione ritmica curata da Vincenzo De Vivo, con la regia di Rosetta Cucchi
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Continua ­­>
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Corriere di Romagna
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Corriere di Romagna Ravenna
e la partecipazione di alcuni studenti delle scuole medie superiori. Interpreti: la violinista Mihaela
Costea, il clarinettista Daniele Titti, il pianista Matteo Angeloni e la voce recitante di Alessio Genchi.
Sarà una versione molto innovativa.
Chiude il festival il 20 maggio alle 21 la prima assoluta della nuova opera "Eyvind Kang Chirality/Virginal
coordinates 2015" del raffinato compositore e violista americano di origine coreana Eyvind Kang (classe
1971) eseguita dalla Mg_Inc Orchestra diretta dallo stesso Kang (che si esibisce anche alla viola) con la
partecipazione straordinaria del cantante e chitarrista americano Alan Bishop. Alle tastiere e alla
fisarmonica il pianista e critico musicale bolognese Marco Dalpane, noto per il suo straordinario
eclettismo musicale.
l Info: 0545 38542.
GIANFRANCO CAMERINI
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RAVENNA ­ IMOLA
RAVENNA LIBRI Ermanno Bencivenga è
ospite del caffè Letterario di via Diaz per
presentare il suo La filosofia in sessantadue
favole (Mondadori). Ore 18.30.
MOSTRA Inaugura oggi a Corte Cavour,
vicino alla Basilica di San Vitale, la mostra di
primavera dell'artista ravennate Alvaro
Suprani. Le opere resteranno in esposizione
fino al 2 maggio.
INCONTRO Alla sala Corelli del teatro
Alighieri incontro con la compagnia di Pippo
Del Bono e con Massimo Marino, giornalista e
docente di Letteratura poetica e drammatica
presso il Conservatorio di musica Arrigo Boito
di Parma. Ore 17.45.
Libero.
TEATRO La stagione di prosa del teatro
Alighieri ospita Pippo Delbono e la sua
compagnia con lo spettacolo Orchidee. Ore
21. Info: 0544 249244.
MUSICA All'Almagià prima giornata di Around
the rock , quattro serate di concerti con le
migliori band locali e con grandi ospiti. Ore
21.30. Offerta libera.
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Corriere di Romagna Ravenna
SCENA BOLLENTE AL PARCO.
Amplesso vicino ai bambini Denunciata coppia
focosa
LUGO. Alla passione non si comanda. Lo
sanno bene i due trentenni ­ ravennate lui,
faentina lei ­ denunciati dai carabinieri di Lugo
dopo essere stati sorpresi in un angolo del
Parco del Loto durante un rapporto sessuale.
I due, complice anche qualche bicchiere di
troppo, si erano lasciati andare ad un
amplesso incuranti della presenza nell' area
verde di genitori con i bambini.
Completamente nudi e sdraiati su un plaid,
avevano bypassato ben presto la fase dei
preliminari per spingersi oltre. Il tutto
accompagnato da gemiti e grida
inequivocabili. I due ­ peraltro già conosciuti
dalle forze dell' ordine ­ non si sono
evidentemente fatti trop pi problemi per la
presenza del pubblico, in particolare famiglie
che non hanno gradito la scena, allertando il
112.
Quando la pattuglia è giunta sul posto, la
coppia di esibizionisti era ancora "al lavoro".
Invitati a rivestirsi e a lasciare la casetta di
legno dove sono stati sorpresi in atteggiamenti
intimi, una volta in caserma il ragazzo e la
ragazza sono stati denunciati per atti osceni in
luogo pubblico.
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Corriere di Romagna Ravenna
VOLTANA.
Concerto di Pasqua
Questa sera alle 20.30 si terrà a Voltana i l
concerto di Pasqua tenuto dagli allievi della
scuola di musica "Giuseppe e Luigi Malerbi" di
Lugo. Nel Salone nobile della splendida Villa
Ortolani appena restaurata, in piazza dell'
Unità, sarà possibile ascoltare musiche per
chitarra, pianoforte e flauto traverso eseguite
dagli allievi dei corsi più avanzati. Tra gli autori
si ricordano Franz Joseph Haydn, Mauro
Giuliani, Fryderyk Chopin.
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ALL'ALA D'ORO Manzoni presenta il suo libro
Acufeni
«La Sindrome di Meniere, una rara malattia
che colpisce la parte interna dell'orecchio,
creando squilibri, ondeggiamenti, la
sensazione di un persistente mal di mare,
fischi, rumori vari all'interno della testa, forti
emicranie, problemi dati dalla luce del sole,
fino a delle sordità persistenti anche per giorni,
risulta, nel mio nuovo romanzo, metafora di un
male di vita, quindi di una società e di un
sistema abbandonati a se stessi, come una
zattera in mezzo all'oceano». Con queste
parole è lo stesso scrittore Gian Ruggero
Manzoni a darci un piccolo aperitivo sul suo
libro Acufeni che presenta questa sera, per la
rassegna Caffè Letterario, alle ore 21 all'Ala
D'Oro.
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Per l' Unione, 5 milioni in meno in bilancio
Welfare salvo e tasse invariate nonostante i tagli. Ma nel 2016 potrebbe aumentare la
Tasi.
LUGO. Bilancio "difficile" quello di previsione
presentato dall' Unione dei Comuni. Da Roma
arriveranno quasi 5 milioni in meno: welfare
salvo e le tasse non si toccano, ma solo per il
2015. Se la situazione non cambia, nel 2016
aumenterà la Tasi.
Lunedì sera la giunta dell' Unione dei Comuni
della Bassa Romagna ha ricevuto in Rocca i
rappresentanti dei sindacati e delle
associazioni economiche per presentare loro il
bilancio di previsione. L' incontro, aperto dal
presidente Luca Piovaccari, è servito per
confermare gli impegni per quanto riguarda il
mantenimento e lo sviluppo del welfare e dei
servizi, con una particolare attenzione al
contenimento delle tasse per il 2015.
I conti, però, son difficili da far quadrare. La
legge di stabilità e i tagli porteranno a una
sforbiciata di 4 milioni e 800mila euro ai
trasferimenti targati Roma.
«Grazie a risorse straordinarie derivanti dagli
avanzi prodotti dall' Unione e dai Comuni ­ ha
dichiarato il presidente Luca Pio vaccari ­,
unite a ulteriori percorsi di razionalizzazione
della spesa, potremo chiudere il 2015 senza
intervenire sulla pressione fiscale, garantendo
la continuità dei servizi alle famiglie e alle
imprese. Purtroppo, se le cose non cambiano,
potremmo invece essere costretti a mettere in campo, per il 2016/17, aumenti della Tasi oltre a ulteriori
interventi di riduzione della spesa per oltre 1,2 milioni di euro. Per questo insistiamo nella richiesta di un
cambiamento effettivo della politica nazionale nei confronti degli enti locali il cui contributo, in termini di
velocità e capacità di investimento, è indispensabile per sostenere una prospettiva di crescita del Paese
e delle comunità locali».
Si è ribadita la necessità che venga ripristinato, per il 2015, il fondo compensativo, presente nel 2014,
relativo all' introduzione della Tasi, che vale per la Bassa Romagna circa 2.084.000 euro.
«Rispetto alle manovre di salvaguardia previste per il 2016/2017 ­ conclude Piovaccari ­, sappiamo
bene che avrebbero effetti negativi sulle imprese del territorio, per questo il nostro obiettivo resta quello
di iniziare fin da subito un confronto con le rappresentanze sindacali e dell' impresa per mettere in
campo una profonda revisione dell' impianto organizzativo dell' Unione, così da evitare di dover attuare
queste manovre».
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Carabinieri, va in pensione il comandante Torti Per
oltre 20 anni ha guidato la stazione di Lugo
LUGO. D o p o 3 7 a n n i d i s e r v i z i o , v a i n
pensione il comandante della stazione dei
carabinieri di Lugo. Dal Comando provinciale
dei carabinieri di Ravenna l' omaggio al
luogotenente Paolo Torti.
Originario di Sarteano (Siena) e arruolatosi a
soli 17 anni nell' Arma dei Carabinieri, dopo
aver frequentato la Scuola Sottufficiali, nel
1981, con il grado di vicebrigadiere, è stato
trasferito alla Legione Carabinieri Lombardia
ove ha ricoperto diversi incarichi operativi tra
le province di Varese e Milano. Dalla Legione
carabinieri di Bologna, l' approdo a Ravenna
ove ha comandato le stazioni di Santa Maria in
Fabriago e Sant' Agata sul Santerno nonché,
dal 1993, la stazione principale di Lugo.
Insignito della medaglia mauriziana per 10
lustri di carriera militare e di numerose
onorificenze, nel corso del servizio svolto a
Lugo «si è affermato per le brillanti capacità e
la costante disponibilità, rappresentando per
molti anni un sicuro riferimento per i suoi
carabinieri e la popolazione locale».
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Corriere di Romagna
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Corriere di Romagna Ravenna
Le Farmacie comunali passano a Sfera
LUGO. Le farmacie comunali passano di
mano. A partire oggi, la gestione delle tre
farmacie comunali di Lugo passerà nelle mani
della società Sfera srl, con sede a Faenza,
società a capitale pubblico. Si tratta dei tre
punti vendita farmaci di via Di Giù, via
Provinciale Felisio e via De' Brozzi, tutte
posizionate pochi metri al di fuori della vecchia
circonvallazione.
Per la gestione delle tre strutture l'
amministrazione lughese ha optato per l' affitto
del ramo di azienda a Sfera srl, società
costituita da Con.Ami, Comune di Faenza e
Comune di Medicina, che già si occupa delle
quattro farmacie comunali di Imola delle tre di
Faenza e di Medicina .
Il Comune di Lugo entrerà a far parte della
società con un 9,17% delle quote, con un
conferimento di 285mila euro. L' alternativa era
affidarsi a Ravenna Farmacie, ma la Giunta
Ranalli ha optato per Sfera, già partner del
Comune per l' acquisto centralizzato dei
farmaci.
L' accordo prevede l' affitto del ramo di
azienda per 7 anni, a fronte di un canone di
affitto che la srl verserà nelle casse della
Rocca. Il canone è composto da una parte
fissa di 97mila euro l' anno e da una seconda
variabile che consiste nel 5,5% del fatturato. Cifre e percentuali potranno essere riviste alla fine del
2017.
Precedentemente le Farmacie comunali erano gestite dallo stesso Comune di Lugo. (Gianfranco
Camerini)
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
mesi di black out totale. Pronta la denuncia di AIRiminum nei confronti di Aerdorica Ancona.
Coppia sorpresa a far sesso in pieno giorno nel
parco pubblico affollato di bambini
LUGO Lei 32enne faentina, lui 35enne ravennate: denunciati per atti osceni.
La passione focosa e irrefrenabile li ha colpiti
in pieno giorno. Loro, una coppia parecchio
affiatata, avrebbero riferito ai carabinieri e ai
passanti che li hanno pescati a fare sesso in
un parco pubblico di Lugo ­ di non aver saputo
resistere all' eccitazione del momento, peraltro
alimentata da una buona dose di alcol. Per la
coppia, non nuova a queste performance, è
quindi scattata la denuncia per atti osceni in
luogo pubblico. Il fatto è accaduto domenica
scorsa. Attorno alle 16, in un Parco del Loto
affollato di fa miglie con bimbi al seguito, i due
­ lui 35enne ravennate, lei 32enne faentina ­
hanno iniziato a darci dentro. Solo l' intervento
dei carabinieri, allertati dai cittadini, li ha
convinti a desistere dall' amplesso e a
rivestirsi.
A pagina 34.
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
LUGO LEI FAENTINA, LUI RAVENNATE: SI AVVINGHIANO DAVANTI A BIMBI E FAMIGLIE.
DENUNCIATI DAI CARABINIERI.
Sesso in pieno giorno al parco Loto
La passione focosa e irrefrenabile li ha colpiti
in pieno giorno. Loro, una coppia parecchio
affiatata, avrebbero riferito ai carabinieri e ai
passanti che li hanno pescati a fare sesso in
un parco pubblico di Lugo ­ di non aver saputo
resistere all' eccitazione del momento, peraltro
alimentata da una buona dose di alcol. Per la
coppia, non nuova a queste performance all'
aria aperta, e quindi scattata la denuncia per
atti osceni in luogo pubblico. Il fatto, che tanto
scalpore ha destato in città, e accaduto
domenica scorsa, attorno alle 16, al parco del
Loto. L' area verde, vista la giornata di sole,
brulicava di famiglie con bimbi al seguito. E
proprio alcuni frequentatori del parco, dopo
aver udito gemiti e urla provenire dalla torretta
di av vistamento avifauna collocata in un
angolo del parco, ha scoperto i due
completamente nudi intenti a consumare il
rapporto. I cittadini hanno invitato la coppia a
smettere e a rivestirsi, ma i due, resi piuttosto
euforici dall' alcol, non ne volevano sapere.
Solo l' arrivo dei carabinieri, allertati dai
cittadini, li ha fatti desistere dall' amplesso. I
due, lui 35enne ravennate, lei 32enne faentina,
sono stati fatti rivestire, condotti in caserma
per gli accertamenti del caso e denunciati per
atti osceni in luogo pubblico. L' area verde,
inoltre, e stata setacciata dai militari. In un primo momento, infatti, si pensava che i due stessero girando
una scena hardcore o che comunque si stessero filmando durante l' amplesso. Nel parco, tuttavia, non
e stata rinvenuta alcuna telecamera nascosta.
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
Tra crimini, visioni e voci di donna
LUGO OPERA FESTIVAL Inaugura domani con "Crime Passionnel" di Astor Piazzolla la
rassegna musicale della Fondazione Rossini.
Veoce di donna', l' incipit di una celebre aria
dell' opera 'La Gioconda' di Amilcare
Ponchielli, il tema portante della nuova
edizione del 'Lugo Opera Festival 2015', in
tutto quindici eventi musicali in programma al
Teatro Rossini di Lugo e in altri luoghi della
città da domani al 20 maggio. È un sottile ma
intenso fil rouge che attraversa tutto il festival,
che si incarica di offrire al pubblico alcuni
aspetti della vocalità femminile nella storia
della musica e dell' opera e insieme far
riflettere sulla condizione e sulla sensibilità
della donna nel corso dei secoli. In tal senso
prende forma il nucleo dei cinque concerti
della serie "Visioni Mistiche", quasi un
minifestival all' interno del cartellone (dal 14
aprile al 19 maggio), in cui e esplorata la voce
intellettuale femminile dal 1200 ad oggi,
attraverso la lettura di opere letterarie e
poetiche di grandi pensatrici e poetesse
mistiche quali Ildegarda von Bingen, Caterina
da Siena, Juana Inés de la Cruz, Teresa di
Lisieux e Alda Merini, a commento di
esecuzioni organistiche realizzate sui migliori
strumenti della città, fra cui il ce lebre organo
Callido sul quale poté esercitarsi il giovane
Gioachino Rossini ai tempi del suo
apprendistato alla scuola dei fratelli Malerbi. L'
attrice Lucia Ferrati ne sarà interprete unica: accanto a lei alcuni dei migliori organisti del momento
impegnati nei repertori più vari dal Seicento al contemporaneo. "Visioni Mistiche" e in programma
sempre alle 20.30 nelle chiese del Suffragio, del Carmine e di San Giacomo. Altri tre importanti concerti
al Teatro Rossini si incaricano invece di esplorare la vocalità femminile attraverso gli ultimi due secoli: il
22 aprile il soprano spagnolo Ruth Rosique, grande specialista del barocco ma voce dalla notevole
duttilità espressiva, duetterà assieme al chitarrista Francisco Bernier in un ricchissimo programma tutto
fatto di liriche da camera e romanze di autori spagnoli. Il 28 aprile ecco poi il concerto lirico dal titolo
"Cara ingrata patria" con la proposta della grande vocalità operistica di autori come Rossini, Donizetti,
Bellini e Verdi attraverso le splendide voci femminili del mezzosoprano Annunziata Vestri e del soprano
Mariangela Sicilia alle quali si unirà la voce di baritono di Alessandro Luongo.
Il 4 maggio invece "Voci del 900", serata dedicata alla vocalità contemporanea con la presenza
carismatica di Cristina Zavalloni in trio col pianista Andrea Rebaudengo e il clarinettista Gabriele
Mirabassi, tutti impegnati in un programma espressamente pensato per il Lugo Opera Festival che
accosterà liriche di John Cage, Leonard Bernstein, Charles Ives e Duke Ellington a canzoni e Lied di
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
autori viventi quali John Adams, Carlo Boccadoro e della stessa Cristina Zavalloni. Ancora alla vocalità
contemporanea, stavolta declinata però al maschile, e dedicato l' evento inaugurale del festival in
programma domani alle 20,30, con la prima esecuzione italiana di "Crime Passionnel", opera per un
uomo solo di Astor Piazzolla su testi di Pierre Philippe, con la partecipazione del cantante/attore Mario
Cei e del pianista Alessandro Sironi, con la regia di Roberto Recchia. Ritorno al tema del femminile col
secondo evento in cartellone il 16 aprile, "Tosca X", creazione per 14 danzatori sulle musiche della
Tosca di Giacomo Puccini rielaborate da Luca Vianini e la coreografia, regia, luci, scene e costumi di
Monica Casadei. Il 17 aprile alle 20,30 serata col Trio Lennon: Luca Marziali al violino, Roberto Molinelli
alla viola e Alessandro Culiani al violoncello.
"Quando i Beatles mettono il frac..." e il sottotitolo di questo singolare concerto spettacolo durante il
quale i tre musicisti rievocheranno la vita la carriera dei Beatles. Si riderà, e parecchio, al quarto
appuntamento in cartellone al Lugo Opera Festival domenica 19 aprile: in scena il concerto ­spettacolo
di "The Bass Gang", protagonista un insolito quartetto di contrabbassi formato da quattro virtuosi dello
strumento quali Antonio Sciancalepore, Andrea Pighi, Alberto Bocini e Amerigo Bernardi. Chiude il
festival il 20 maggio alle 21 l' ormai decennale appuntamento in coproduzione col Festival Angelica di
Bologna: quest' anno la prima assoluta della nuova opera 'Eyvind Kang Chirality/Virginal Coordinates
2015' del raffinato compositore e violista americano di origine coreana Eyvind Kang eseguita dalla
MG_INC Orchestra.
Informazioni e prenotazioni: Teatro Rossini www.teatrorossini.it.
­ Tel. 0545.38542 www.teatrorossini.it.
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La Voce di Romagna Ravenna
Bilancio 2015 In cassa mancano 5 milioni di euro
La giunta della Bassa Romagna ha ricevuto in
Rocca i rappresentanti dei sindacati e delle
associazioni economiche per presentare loro il
bilancio di previsione 2015 dell'UCBR.
Confermati gli impegni per quanto riguarda il
mantenimento e lo sviluppo del welfare e dei
servizi, con una particolare attenzione al
contenimento della fiscalità locale. L'impatto
del disegno di legge di stabilità 2015, unito ai
tagli ai trasferimenti decisi negli anni
precedenti, porterà nelle casse pubbliche 4,8
milioni di euro in meno. Grazie a straordinarie
­ ha dichiarato il presidente Luca Piovaccari ­
potremo chiudere senza intervenire sulla
pressione fiscale. Purtroppo, cose non
cambiano, potremmo invece essere costretti
mettere in campo, 2016/17, aumenti della tagli
alla spesa per milioni di euro. Ecco, che
Piovaccari ribadisce necessità che venga
ripristinato, per il 2015, il compensativo Tasi,
per la Bassa Romagna 2.084.000 euro.
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
LUGO IL LUOGOTENENTE VA IN PENSIONE. IL SINDACO: 'SI È MERITATO L' AFFETTO E
LA STIMA DI TUTTA LA COMUNITÀ'
Il comandante Torti 'saluta' l' Arma dopo 37 anni di
servizio
Dopo 37 anni di onorato servizio il
luogotenente Paolo Torti, comandante della
Stazione Carabinieri di Lugo, appende la
divisa al chiodo e va in pensione. Ieri, per
Torti, originario di Sarteano in provincia di
Siena, e stato il giorno del commiato.
Arruolatosi a soli 17 anni nell' Arma, dopo aver
frequentato la Scuola Sottufficiali, nel 1981,
con il grado di vicebrigadiere, e stato trasferito
alla Legione Carabinieri Lombardia dove ha
ricoperto diversi incarichi operativi tra le
province di Varese e Milano.
Nel 1985 il successivo trasferimento alle
dipendenze della Legione Carabinieri di
Bologna, dapprima alla Stazione di Lizza no in
Belvedere e, dal 1987, nella provincia di
Ravenna dove ha comandato le Stazioni di
Santa Ma ria in Fabriago e Sant' Agata sul
Santerno n o n c h é , d a l 1 9 9 3 , l a S t a z i o n e
p r i n c i p a l e d i Lugo c o n i n c a r i c o c h e h a
ricoperto, appunto, fino a ieri. Il Luogotenente
Torti, insignito recentemente della medaglia
mauriziana per 10 lustri di carriera militare,
nonché numerose onorificenze per periodi di
lungo comando, nel corso del servizio svolto a
Lugo si e affermato per le brillanti capacità e la
costante disponibilità, rappresentando per
molti anni un sicuro riferimento per i suoi
carabinieri e la popolazione locale.
L' Arma dei Carabinieri lo ringrazia per la fedeltà, l' impegno ed il valore costantemente dimostrati e gli
formula i migliori auguri per la meritata pensione.
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Il Sole 24 Ore - Unione dei Comuni della Bassa Romagna