UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA
Martedì, 07 aprile 2015
UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA
Martedì, 07 aprile 2015
Prime Pagine
07/04/2015 Prima Pagina
1
Il Sole 24 Ore
Enti locali
07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 1
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Appalti, codice «leggero» Un rating per imprese e Pa
07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 2
3
«Spending 2», 4­5 miliardi da Pa, trasporti e partecipate
07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 2
Dino Pesole
Ultimi ritocchi al Def, il varo slitta a venerdì
07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 3
Giorgio Santilli
Appalti, rating per imprese e Pa
07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 3
7
9
I paletti Ue sulle concessioni autostradali
07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 32
Maurizio Leo
Sulla voluntary la mina del raddoppio dei termini
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 2
BRUNO CAPONE
O l' Italia esce dall' euro o taglia la spesa pubblica
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 4
11
13
14
Dieci mld per non aumentare l' Iva
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 6
MARCO BERTONCINI
Per il 99,96%, niente soldi ai partiti
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 21
17
19
Chessidice in viale dell' Editoria
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 25
BENITO FUOCO E NICOLA FUOCO
Plusvalenze esenti
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 27
VALERIO STROPPA
Gli sgravi Irap anche per le utility Meno caro il costo del personale
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 28
ROBERTO ROSATI
Venerdì lo spesometro al traguardo
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 33
NICOLA MONDELLI
Occhio alla ricostruzione di carriera Se scade il termine, si perde un anno
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 34
5
RINO DI MEGLIO COORDINATORE NAZIONALE GILDA
La proposta del governo mette a rischio la libertà di insegnamento
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 36
ANTIMO DI GERONIMO
Lavoro pomeridiano in 40 ore
07/04/2015 Italia Oggi Pagina 39
MATTEO SCIOCCHETTI
Garanzia giovani, è flop
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Il Resto del Carlino Ravenna
07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 20
34
Sindaco e assessore in visita alle aziende
07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 20
35
ALLA ROCCA DI LUGO UNA MOSTRA SULLA GUERRA
07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 20
36
Imprenditore a processo: «Incendiò la sua impresa»
07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 20
38
Uova sode, un lughese sul podio
07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 21
39
Al via le iniziative dedicate al 10 aprile
07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 21
SCARDOVI LUIGI
La Soffitta in piazza' ha riempito Villanova
07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 21
SCARDOVI LUIGI
Centauro conselicese vola nel burrone
07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 25
MARIANI MAURIZIO
Alla FeltrinelliIl sangue dei fratelli'
07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 25
RICCI ROSANNA
Pittura e guerra nelle mostre in provincia
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Corriere di Romagna Ravenna
07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 11
46
Lions club, intermeeting a Riolo Terme per parlare della Grande Guerra
07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
«Attuo in politica le conoscenze maturate sul campo»
07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Alleanza tra pubblico e privato, cinque nuove visite in azienda nell'...
07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 30
Moto in scarpata ferito 59enne
GIANFRANCO CAMERINI
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La Voce di Romagna Ravenna
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 3
Lagotto di Romagna, è il più bello
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 31
John De Leo e Stefano Benni: che coppia!
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 35
Teatro dialettale al Moderno
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36
A Bagnacavallo torna il "Music Summer Camp
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36
AL TABÁCHI A FUSIGNANO
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36
Mostra Sabato alla Rocca rivivono i cimeli della guerra
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36
Scultura In mostra a Fusignano le teste dai colori sgargianti di Simone...
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36
Un solo team di pallavolo per la Bassa
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36
Servizio Civile Si cercano volontari per le biblioteche
07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 43
Innamorate del liscio
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Il Sole 24 Ore
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Oggi al Senato il testo del Ddl delega: con la semplificazione articoli ridotti da 650 a 250.
Appalti, codice «leggero» Un rating per imprese e Pa
Stop alla direzione lavori affidata ai general contractor.
Le imprese che hanno sempre rispettato i
termini contrattuali potranno avere un "premio"
di qualificazione agli appalti: i criteri
reputazionali, insieme al rating di legalità, sono
tra le novità della riforma che debutterà oggi al
Senato. Drastica riduzione ­ da 650 a 250 ­
degli articoli del codice appalti. Santilli e Arona
pagina 3.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
I tagli. Piano da almeno 10 miliardi: 2,5­4 dagli enti territoriali, altri 3,1 da sconti fiscali e incentivi
alle imprese.
«Spending 2», 4­5 miliardi da Pa, trasporti e
partecipate
Marco Rogari ­ ROMA Un nuovo percorso per
realizzare «una maggiore integrazione» tra il
processo di revisione della spesa e il ciclo di
bilancio.
Che include il "pensionamento" della legge di
stabilità, destinata a essere assorbita nel
d i s e g n o d i bilancio triennale da varare a
ottobre. E che prevede anche specifici accordi
triennali tra il ministero dell' Economia e i
singoli dicasteri di spesa per individuare gli
interventi legislativi e amministrativi da
sottoporre a palazzo Chigi con l' obiettivo di far
marciare speditamente la spending review e
rispettare i vincoli di bilancio. È quello che
seguirà il Governo subito dopo il varo del Def
per effetto dell' attuazione della riforma del
bilancio. Un percorso indicato nelle bozze dei
documenti allegati allo stesso Def, oggi sul
tavolo del Consiglio dei ministri quanto meno
per un primo esame (il Pnr arriverà in ogni
caso venerdì), che dovrebbe consentire di
superare il tradizionale metodo della spesa
storica e individuare i vari gradi di priorità dei
programmi di spesa (in primis quelli nuovi).
Che dovranno amalgamarsi con i nuovi tagli
selettivi in arrivo, almeno 10 miliardi per il
2016 (con la possibilità di arrivare a 12), 4­5 dei quali arriverranno essenzialmente da tre interventi:
attuazione della riforma della Pa e rafforzamento delle centralizzazione degli acquisti di beni e servizi;
stretta sulle partecipate; riduzione dei trasferimenti e sussidi al trasporto pubblico.
Altri 3,1 miliardi dovrebbero essere garantiti dalla potatura delle tax expenditures (1,5 miliardi) e dalla
razionalizzazione degli incentivi alle imprese (si veda Il Sole 24 Ore del 5 aprile). I 2,5­4 miliardi restanti
verrebbero assicurati prevalentemente da interventi sulla spesa regionale, sprechi sanitari inclusi, e in
minima parte sui Comuni. Un' operazione quest' ultima che poggerebbe sull' adozione su vasta scala
del metodo dei fabbisogni e dei costi standard,comunque accompagnata dal superamento del Patto di
stabilità interno, anche se ovviamente i sindaci (e i Governatori) sarebbero vincolati al rispetto del
pareggio di bilancio ora sancito dalla Costituzione.
L' obiettivo della cosiddetta «spending 2», alla quale sta lavorando la cabina di regia di palazzo Chigi
coordinata da Yoram Gutgeld e Roberto Perotti, in stretto contatto con il ministero dell' Economia, è
quella di recuperare gran parte delle risorse necessarie per disinnescare le clausole di salvaguardia
previste dalle ultime due leggi di stabilità. Se, come appare probabile, la spending dovesse garantire
più di 10 miliardi (non è escluso che si arrivi a 12­13), le maggiori risorse verrebbe utilizzare per ridurre
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
la pressione fiscale.
La mappa dei tagli dovrebbe essere quantificata e dettagliata nella prossima legge di bilancio triennale
da varare in autunno, sempreché non si decida per l' ultima volta di tenere in vita l' attuale suddivisione
tra Ddl di stabilità e Ddl di Bilancio. Ma, almeno per il momento, il Governo sembra deciso a non
ricorrere a proroghe. Nelle bozze dei documenti allegati al Def (si veda Il Sole 24 Ore del 4 aprile) si
legge a chiare lettere che «il Governo intende attuare la delega concessa per il completamento della
riforma del bilancio». Una fetta consistente delle risorse dovrebbe arrivare dall' attuazione della riforma
della Pa. Dal Codacons arriva la richiesta di tagliare gli enti inutili: sono circa 500 e costano 10 miliardi
lanno.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Ultimi ritocchi al Def, il varo slitta a venerdì
I Comuni in trincea, Fassino chiede un incontro.
ROMA Il governo incontri l' Anci prima del varo
del Def, «in modo che si possa avere un
confronto aperto e che possiamo avanzare le
nostre proposte». La richiesta del presidente
dell' associazione dei comuni e sindaco di
Torino, Piero Fassino, che evidentemente
punta a giocare d' anticipo anche per quel che
riguarda gli effetti finanziari della Local tax, la
nuova imposta sugli immobili che dal 2016
dovrebbe unificare Imu e Tasi, ma anche la
necessità di meglio definire i dettagli dei testi
all' esame dei tecnici di palazzo Chigi e del
Tesoro, spingono per un «supplemento di
istruttoria» prima del via libera definitivo. Oggi
il Consiglio dei ministri potrebbe limitarsi a un
esame preliminare, mentre il varo dell' intero
quadro programmatico (Def, Programma
nazionale di riforma e aggiornamento del
Programma di stabilità) slitterebbe a venerdì. I
comuni sono sul piede di guerra. «Si tenga
contro soprattutto ­ osserva Fassino ­ che
negli ultimi anni ci è stato chiesto uno sforzo
finanziario notevole, proporzionalmente
superiore rispetto a quello chiesto ad altri livelli
i s t i t u z i o n a l i » . A r i s c h i o s o n o i servizi
essenziali, «asili nido, scuole materne,
assistenza domiciliare agli anziani, il trasporto pubblico locale».
In primo piano le nuove stime relative alla crescita. Al momento, e in attesa di quantificare più nel
dettaglio sia l' effetto delle variabili esterne (dal quantitative easing al calo dei tassi), sia le variabili
interne (l' impatto delle riforme in termini di incremento del Pil potenziale), il governo si attesterà su una
linea di sostanziale prudenza. Per il Pil, si va verso lo 0,7%, target leggermente superiore allo 0,6%
stimato a fine 2014. Nel 2016, la crescita dovrebbe consolidarsi in un range tra l' 1,3 e l' 1,5%, con il
deficit che resterebbe fermo quest' anno al 2,6%, per ridursi nello scenario programmatico attorno all'
1,8 per cento. Resta aperta la possibilità che con la manovra di bilancio del prossimo ottobre l' asticella
effettiva venga elevata al 2,2%, aprendo in tal modo lo spazio a un utilizzo di parte del deficit per il
finanziamento delle misure da inserire in legge di stabilità.
Il ministro dell' Economia, Pier Carlo Padoan punta a rafforzare il quadro di finanza pubblica attraverso
la graduale riduzione del deficit nominale (lo scorso anno al 3% del Pil), ora garantita anche dalla
maggiore crescita, senza con ciò pregiudicare le misure dirette al sostegno dell' attività economica.
In parallelo, tra la primavera e l' estate partirà la trattativa con la Commissione europea ­ di cui si fa
cenno nel Def ­ per spuntare ulteriori margini grazie alla «clausola di flessibilità sulle riforme». Spazio di
manovra che si tradurrebbe in maggior tempo a disposizione per rispettare il timing di riduzione del
deficit strutturale (al netto delle variazioni del ciclo economico e delle una tantum) in direzione del
pareggio di bilancio. Se applicata integralmente, a fronte di un percorso di riforme strutturali con effetti
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
certi e quantificati sul potenziale di crescita dell' economia, la clausola di flessibilità potrebbe valere fino
allo 0,5% del Pil (7­8 miliardi), da utilizzare per il finanziamento delle riforme, con un ulteriore
allungamento dei termini per raggiungere il pareggio, che slitterebbe dal 2017 al 2018.
La partita più impegnativa si conferma quella con i tagli strutturali alla spesa corrente. Nel Def si cifra il
nuovo intervento in cantiere in 10 miliardi, destinati integralmente a disinnescare le clausole di
salvaguardia (per il resto si farebbe fronte con il risparmio atteso dalla discesa dei tassi e dello spread).
Si punta tuttavia anche più in alto.
Qualora i risparmi della spending review dovessero risultare più corposi, con la crescita più sostenuta e
le riforme in gran parte realizzate, l' intenzione ­ confermano fonti governative ­ è di utilizzare il margine
aggiuntivo per interventi diretti alla riduzione della pressione fiscale, in primo luogo sul lavoro. Il ricorso
a parte del maggior deficit nominale servirebbe a finanziare interventi, anch' essi qualificati come
fondamentali per il sostegno alla crescita, tra cui la conferma (con criteri forse più selettivi) della
decontribuzione per i nuovi assunti a tempo indeterminato. L' Iva non aumenterà ­ assicura Matteo
Renzi, e il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd) si augura che
non si tratti solo di uno slittamento al 2017: «Le imprese devono avere la certezza che non c`è una
spada di Damocle come l' aumento dell' Iva nemmeno nel 2017. Bisogna tagliare la spesa, è opportuno
chiudere molte municipalizzate che non funzionano e tagliare la spesa centrale di alcuni grandi ministeri
che non hanno fatto la cura dimagrante».
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Appalti, rating per imprese e Pa
Il nuovo codice dovrebbe portare una forte semplificazione: da 650 a 250 articoli.
ROMA Le imprese che hanno sempre
rispettato i termini contrattuali, non hanno
abusato delle varianti in corso d' opera, non
hanno mai presentato ricorsi "temerari" al
giudice amministrativo potranno avere un
"premio" in termini di qualificazione nel
prossimo sistema degli appalti. L' introduzione
dei «criteri reputazionali» per valutare le
imprese, insieme al rating di legalità, è una
delle novità comprese nel testo base che il
relatore al Senato, il pd Stefano Esposito,
renderà noto fra oggi e domani.
Poi da domattina, la commissione Lavori
pubblici del Senato partirà con lo sprint che
dovrebbbe portare il testo della riforma degli
appalti nell' aula di Palazzo Madama nell'
ultima decade di aprile.
Obiettivo di Esposito, largamente condiviso
dai gruppi di maggioranza e di opposizione in
commissione, è quello di mettere una griglia di
paletti alla delega prevista dal disegno di
legge governativo. Definire meglio i criteri di
delega per evitare che, in sede di esercizio
della delega stessa, il governo si perda fra
mille possibili alternative.
«Non dobbiamo dimenticare ­ dice Esposito ­
che l' obiettivo largamente condiviso del recepimento delle direttive europee è una drastica riduzione
degli articoli di codice degli appalti e regolamento: dai 650 attuali bisogna scendere a 250». Una
direzione di marcia confermata anche nella lunga telefonata che sabato Esposito ha avuto con il
neoministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, assolutamente intenzionato a precedere spedito sulla
via della riforma e della semplificazione.
Il passaggio che si consuma fra oggi e domani in commissione Lavori pubblici, la presentazione del
testo base ad opera del relatore, è un momento decisivo nel cammino della riforma perché su quel testo
si innesteranno poi le proposte di emendamento dei gruppi (a partire dal 15 aprile). Il testo base di
Esposito supererà di fatto il testo del governo ­ considerato troppo blando nella definizione dei criteri di
delega ­ come testo di riferimento della discussione parlamentare.
Le novità introdotte da Esposito resteranno quindi nel percorso della riforma. Le "pagelle" reputazionali
delle imprese saranno affidate ­ come il resto del sistema di qualificazione ­ all' Autorità nazionale
anticorruzione guidata da Raffaele Cantone che dovrà gestire anche un' altra novità assai rilevante
introdotta dal «testo Esposito»: le pagelle per le stazioni appaltanti.
In questo caso alla valutazione dell' Anac contribuiranno vari fattori strutturali e organizzativi (per
esempio la presenza e l' esperienza di un numero adeguato di dirigenti tecnici) ma anche qui peserà la
capacità che un' amministrazione potrà dimostrare di aver gestito in passato appalti con successo e
secondo criteri di buona amministrazione.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Quello del potenziamento dei poteri e delle funzioni affidate all' Anac è uno dei fili interpretativi della
riforma del codice degli appalti anche se non trova ancora posto nel testo un disegno organico di
potenziamento dei poteri di soft law dell' Autorità a fronte della massiccia semplificazione normativa
promessa.
Intorno all' Autorità guidata da Raffaele Cantone si va comunque condensando un nucleo di poteri che
ne fanno il soggetto centrale nel nuovo sistema degli appalti.
Vale, per esempio, anche per il precontenzioso, il tentativo cioè di evitare che le imprese si rivolgano al
giudice amministrativo per far valere il proprio punto di vista. Già oggi esiste una sede di
precontenzioso presso l' Anac ma la novità è che il parere espresso dall' Autorità diventerebbe
vincolante (anche se questo non potrà evitare il ricorso al Tar).
L' Anac dovrebbe poi avere un ruolo­chiave nel nuovo sistema misto di formazione delle commissioni
aggiudicatrici: l' Autorità compilerebbe una lista di nove nomi presi da un registro interno e su questo
elenco si svolgerebbe il sorteggio.
Sempre l' Anac detterebbe i criteri oggettivi in base ai quali dare una stretta forte al numero delle
stazioni appaltanti, che oggi sono più di 30mila.
Nel testo si confermano alcune novità che Esposito conferma prioritarie. A partire dalla eliminazione del
criterio di aggiudicazione del massimo ribasso per le gare di appalto d i servizi ad alta intensità di
lavoro: si tratta, per esempio, delle gare relative all' attività di progettazione. Ma dovrebbe arrivare
subito anche l' altolà alla direzione generale affidata dalla legge obiettivo ai general contractor e un
drastico taglio alla possibilità di ricorso all' appalto integrato che affida alla stessa impresa
progettazione e lavori.
Un' altra novità riguarderà la limitazione delle attività affidate dalle amministrazioni pubbliche
(soprattutto locali) in house. Qui il terreno è minato perché le direttive Ue non offrono molti agganci in
favore della tutela della concorrenza e piuttosto tutelano le amministrazioni. Difficile garantire forme di
gara formale con il gioco delle soglie europee. Nel testo dovrebbe però comparire una forte
raccomandazione a svolgere procedure semplificate a inviti nel rispetto del principio del contenimento
dei costi pubblici.
Il confronto fra più offerte ­ per quanto informale ­ eviterebbe infatti l' affidamento diretto a una sola
offerta (in house) senza possibilità di confronto sui costi e con il rischio molto alto di un danno erariale
all' amministrazione.
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Il Sole 24 Ore
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Sblocca­Italia. Brusca frenata della Commissione europea sui «nuovi investimenti» che
potrebbero nascere dagli accorpamenti dell' articolo 5.
I paletti Ue sulle concessioni autostradali
Alessandro Arona ­ ROMA Cresce l'
attenzione di Bruxelles sui dossier dei trasporti
italiani, dalle autostrade agli aeroporti (tariffe e
concessioni) ai porti.
Sulle proroghe autostradali in cambio di nuovi
investimenti, la Commissione europea ha già
frenato, mettendo sotto i riflettori l' articolo 5
dello Sblocca Italia.
Bruxelles mette paletti proprio sul concetto di
"nuovi" investimenti, che pure compare nella
versione finale dell' articolo 5 convertito come
precondizione per poter accedere alle
proroghe: si deve trattare di investimenti
davvero "aggiuntivi", non previsti nelle
concessioni vigenti, e non opere già previste di
cui si sostiene la "non realizzabilità"
economico­finanziaria, vuoi per la scadenza
ravvicinata della concessione vuoi per mutate
previsioni economico­finanziarie sul mercato.
La prima lettera di Bruxelles al ministero delle
Infrastrutture ammetteva solo 1,5 miliardi di
investimenti sugli oltre 10 miliardi previsti con
l' operazione proroghe. Solo quelli, a una
prima lettura degli uffici della Commissione,
sarebbe pienamente rientrante nella
definizione di «nuovo». Il Mit è convinto che si
potrà alzare l' asticella, ma l' eventuale stop "selettivo" potrebbe far desistere Gavio dall' operazione
complessiva di accorpamenti­proroghe­investimenti (dal gruppo dipendevano 7 miliardi su 10­11, la
proposta è già stata presentata al Mit a fine dicembre) e rischiano inoltre di aprirsi rischi di ricorso dei
concessionari in specifici casi, in particolare la Asti­Cuneo. Renzi ha comunque già detto che non vuole
forzature con Bruxelles.
La risposta del Mit spiegava a Bruxelles che alcune opere erano sì previste in origine nelle concessioni,
ma non sono mai state inserite nei piani economico­finanziari (Pef), non sono mai entrate cioè negli atti
aggiuntivi operativi.
È il caso ad esempio del completamento della Cisa, la A15 La Spezia­Parma, nel tratto Parma­
Nogarole Rocca (Verona, sulla A22). Era in concessione fin dal 1999, per una spesa di 1,8 miliardi, ma
visto il basso traffico di quell' autostrada si prevedeva fin dall' inizio un contributo pubblico di circa un
miliardo. Oggi l' opera costa 2,6 miliardi, è stato sbloccato e aggiudicato solo il primo lotto (12 km su
85) da 500 milioni. La concessione scade nel 2031, le bozze di Pef prevedevano che per coprire l' opera
fossero necessari aumenti di tariffe del 7,5% all' anno per dieci anni (già oggi è una delle autostrade più
care d' Italia) e comunque fondi statali per 750 milioni e un indennizzo da subentro da 1,7 miliardi. Da
qui l' idea di Lupi e di Gavio di accorpare tutte le società del gruppo, allungare la vita media delle
concessioni, e coprire quest' opera, come gli extracosti della Asti­Cuneo, con incrementi tariffari molto
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Il Sole 24 Ore
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più ridotti, spalmati su tutta la rete.
L' altro nodo critico è proprio la Asti­Cuneo. Qui la gara per affidare la concessione c' è stata, vinta nel
2005 dal gruppo Gavio (concessione nel 2007). La stima delle opere a carico del concessionario (443
milioni erano stati fatti dall' Anas) era di 988 milioni al momento della gara, oggi la stima è di 2,5 miliardi
(sic!). Le cause (secondo il Mit): aggiornamento prezzi, nuove normative, varianti di tracciato. E poi la
crisi e le minori stime di traffico, fatto sta che il Pef non sta più in piedi. Due lotti non sono coperti, il 2.5
e 2.6 da Alba alla Torino­Savona: il Mit puntava ad accantonare il 2.5, perché c' è già una superstrada,
da realizzare è invece il 2.5 da circa 750­800 milioni, con l' ipotesi accorpamenti­proroghe proposte da
Gavio già a fine 2014. L' opera non è certamente nuova, si può però sostenere che il Pef saltato non
dipenda dal rischio di mercato, ma da scelte della Pa, e dunque il concessionario abbia diritto al
riequilibrio. Se la Ue dirà di no, il rischio è che la società faccia comunque causa al governo per
ottenere indennizzi salatissimi, visto che senza il lotto 2.6 l' autostrada finisce nei campi.
Poi c' è la partita Autobrennero, società controllata al 45% dalle province autonome di Trento e Bolzano
(tramite la Regione) e da altri enti territoriali veneti ed emiliani. La concessione è scaduta il30 aprile
2014, il governo Monti aveva lanciato nel dicembre 2011 la gara, ma è stata poi annullata dal Consiglio
di Stato nel 2014 per motivi formali. In ballo ci sono investimenti per due miliardi di euro (la terza corsia
Modena­Verona e ammodernamenti) e anche il fondo accantonato per il tunnel ferroviario, 550 milioni
che la società non vuole per ora "mollare" e altri 1,6 miliardi nei prossimi trent' anni. Lupi e il governo
Renzi hanno chiesto la proroga alla Ue puntando sull' opportunità e la legittimità di coinsiderarlo un
affidamento "in house", ma è una via molto stretta. In caso di stop si dovrà necessariamente
ripubblicare la gara.
Simile il caso di Autovie (Regione Friuli all' 85%). La concessione scade nel 2017, a causa della crisi il
piano del 2008 si è rivelato non bancabile (aveva comunque un subentro da 1,7 miliardi). Si tenta anche
qui la strada dell' in house, ma se la Ue metterà lo stop si potrà anche qui tentare la strada della gara
per realizzare le opere.
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Il Sole 24 Ore
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L' anticipazione. L' editoriale del nuovo numero.
Sulla voluntary la mina del raddoppio dei termini
Anticipiamo l' editoriale di Maurizio Leo
pubblicato s u l s e c o n d o n u m e r o d i
Norme&Tributi Mese, in edicola da oggi in
vendita abbinata con Il Sole 24 Ore.
C on la pubblicazione della circolare 10/E dell'
agenzia delle Entrate e dei primi attesissimi
chiarimenti interpretativi la nuova procedura di
collaborazione volontaria, introdotta con la
legge 186/2014, sembra entrata nel vivo.
La voluntary disclosure si pone come la
conclusione di un percorso che lo Stato
italiano, insieme con altri Paesi, ha avviato da
tempo nella prospettiva della
limitazione/eliminazione del segreto bancario.
È in questo scenario che, a dicembre scorso,
anche l' Italia ha deciso di dispiegare al
contribuente un' ennesima window of
opportunity per la regolarizzazione degli
investimenti illegittimamente detenuti all'
estero. Il legislatore sembra adottare la
"strategia del bastone e della carota": da una
parte si "minaccia" il contribuente ­
prospettandogli la sicura scoperta, da parte
dello Stato, degli investimenti esteri e la
conseguente incriminazione per il nuovo reato
di autoriciclaggio ­ dall' altra si fornisce l'
opportunità di regolarizzare gli investimenti, attraverso una innovativa procedura di collaborazione
volontaria.
La logica complessiva del provvedimento è chiara e condivisibile: il contribuente per regolarizzare la
propria posizione dovrà versare, fino all' ultimo euro, le imposte dovute. Insomma, no alle
forfettizzazioni tipiche delle varie edizioni dello scudo fiscale, ma ricostruzione esatta, "ora per allora",
della capacità contributiva occultata al fisco.
Più nello specifico, il costo della regolarizzazione dovrà essere "ricostruito" considerando, in primo
luogo, che il contribuente dovrà sanare i maggiori redditi non dichiarati relativamente all' accumulo, al
rendimento e alla (eventuale) dismissione delle attività illegittimamente detenute all' estero. Allo stesso
tempo, andranno regolarizzate le violazioni in tema di monitoraggio fiscale. In entrambi i casi i
contribuenti avranno diritto a sconti sulle sanzioni il cui effetto complessivo sarà amplificato dagli
abbattimenti dovuti, per legge, in considerazione dell' accesso agli istituti deflativi del contenzioso.
Ciò premesso, molti dei chiarimenti contenuti nella circolare esplicativa sono assolutamente
condivisibili, oltre che necessari per il "decollo" della procedura. L' Agenzia, infatti, scioglie molti nodi
interpretativi e, nel farlo, evita spesso di dar corso a preclusioni ingiustificate. Ad esempio, quanto alla
documentazione da allegare all' istanza, è da guardare con favore la precisazione secondo cui, per le
attività già presenti in periodi d' imposta non più accertabili, sarà possibile documentare la mera
detenzione delle somme e non sarà necessario evidenziare l' origine delle consistenze.
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Il Sole 24 Ore
Enti locali
Allo stesso modo appare opportuna la specificazione secondo cui la sussistenza di cause ostative
riferite a un solo periodo d' imposta o a tributi diversi non preclude l' accesso alla procedura per le altre
annualità ovvero per gli ulteriori tributi. Peraltro, eventuali accertamenti (ovvero cause ostative) che
riguardino solo un comparto della procedura (nazionale o internazionale) non inibiscono tout court l'
accesso alla voluntary. Anche un altro possibile ostacolo sembra essere stato (condivisibilmente)
rimosso dall' amministrazione finanziaria. La circolare 10/E evidenzia, infatti, che non è preclusa per l'
agenzia delle Entrate la possibilità di svolgere ulteriori accertamenti (ad esempio, aventi a oggetto
questioni meramente interpretative) ma che, in questo caso, i benefici fruiti restano intatti.
Ma veniamo alle questioni irrisolte o problematiche. Un primo profilo da indagare è quello che riguarda
la corretta individuazione dei periodi d' imposta ancora accertabili alla data di presentazione della
istanza di collaborazione volontaria (e che, quindi, andranno "ricompresi" nella procedura). Al riguardo,
un tema rilevante è quello concernente la mancata considerazione da parte della circolare di una
recente e puntuale giurisprudenza della Corte di cassazione (24009/2013 e 26848/2014), che evidenzia
come il termine di accertamento delle violazioni collegate alla omessa compilazione del quadro RW
deve essere allineato al termine di decadenza per l' accertamento delle imposte sui redditi. La circolare
sul punto è certamente discutibile e mette il contribuente di fronte a un bivio: o accettare questa
"forzatura" interpretativa o perdere la possibilità di accedere alla procedura, posto che quella della
collaborazione volontaria è, come evidente, una «strada senza ritorno».
Peraltro, sul tema dei raccordi tra voluntary disclosure e raddoppio dei termini collegato a violazioni
penali, la circolare 10/E si limita a ribadire come nel caso di violazioni «che comportano l' obbligo di
denuncia» gli anni accertabili si raddoppiano e ciò a prescindere dal fatto che il perfezionarsi della
procedura comporti la non punibilità di (alcuni dei) reati penal­tributari.
Tuttavia, al riguardo, va tenuto presente che, solo qualche mese fa, con l' approvazione della legge
delega per la riforma del sistema fiscale, si è stabilito che il raddoppio dei termini è legittimo solo se la
notizia di reato è trasmessa prima della scadenza dei termini "ordinari" per l' accertamento fiscale (si
veda il «decreto certezza del diritto» approvato il 24 dicembre scorso in Consiglio dei ministri e ora in
stand by). La legge delega, però, non è stata ancora attuata, con la conseguenza che non pochi
problemi si porranno al contribuente che presumibilmente non si affretterà a presentare l' istanza di
collaborazione volontaria. Ciò almeno se il legislatore non interverrà, si spera in tempi rapidi, con un
intervento chiarificatore e risolutivo.
Per di più, la circolare estende all' Irap lo stesso ambito temporale previsto per le imposte sui redditi e,
in questo modo, si amplia di fatto anche a tale tributo l' istituto del raddoppio dei termini.
Tale posizione, coerente con alcuni precedenti di prassi, non appare pacifica e anzi è contestata sia
dalla dottrina che dalla prima giurisprudenza formatasi sul tema.
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Maurizio Leo
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Italia Oggi
Enti locali
L' analisi.
O l' Italia esce dall' euro o taglia la spesa pubblica
In Italia l' ordinamento tributario si articola su
una matrice disordinata di norme antielusive,
che nell' intento di carpire quanto più materia
imponibile crea un effetto sostanzialmente
inverso ponendo un fardello pesantissimo
sulle attività produttive che spinge all' estero le
aziende domestiche e costituisce al tempo
stesso una barriera invalicabile per gli
investitori esteri.
Sono svariati gli esempi che dimostrano l'
inappagabile insaziabilità del sistema
impositivo domestico che si manifesta, non
solo in termini normativi, ma anche in termini
di pratica amministrativa. Il tutto a sostegno di
una miope politica impegnata nella rincorsa di
una spesa assistenziale e di sostenimento
d e l l a m a c c h i n a pubblica enormemente
sovradimensionata e smisurata e a detrimento
della salvaguardia, tutela e sviluppo del
sistema produttivo, dell' occupazione, degli
investimenti dall' estero.
In questo contesto assistiamo al paradosso del
continuo aumento della pressione fiscale che
sugli onesti pesa già ampiamente al di sopra
del 65% e in generale mediamente intorno al
55%. I recenti aumenti dell' Iva inseriti in
Finanziaria che dovrebbe portare l' Italia nel
2018 con l' aliquota più alta d' Europa, sono
sintomatici degli strumenti che intende utilizzare il sistema politico che a prescindere dagli schieramenti
continua a mentire, nascondendo la reale gravità della situazione, in procinto di esplosione.
In realtà non esistono margini di manovra al di fuori delle due alternative: 1) l' Italia esce dall' euro
riportando il calendario a circa 15 anni fa, quando malgrado fosse un Paese inefficiente (dominato di
fatto da un sindacato ideologico che consentiva che i dipendenti venissero pagati molto bene a
prescindere dalla produttività), comunque cresceva nella media europea grazie alla svalutazione; 2) l'
Italia svuota completamente il calderone della spesa improduttiva che si disperde da decenni (sempre
in incremento esponenziale) su almeno tre capitoli di spesa: a) pubblica amministrazione (comprese le
municipalizzate) superiore di almeno 4 volte il necessario; b) sistema pensionistico che ha generato una
truffa generazionale senza precedenti nella storia a soddisfazione dei presunti «diritti acquisiti»; c)
sanità pubblica e soprattutto convenzionata incontrollata.
© Riproduzione riservata.
BRUNO CAPONE
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Italia Oggi
Enti locali
Oggi il Def con i tagli alla spesa pubblica. I Comuni lamentano sacrifici troppo pesanti.
Dieci mld per non aumentare l' Iva
Cristiani uccisi, monito di Bergoglio: il mondo non sia inerte.
FRANCO ADRIANO ­ Il Def (Documento
economia e finanza) approda al Consiglio dei
ministri.
Nel testo ci sarà il dettaglio della spending
review per almeno dieci miliardi di euro: tagli
alla spesa pubblica necessari per evitare la
clausola di salvaguardia dei conti pubblici con
l' aumento dell' Iva.
L' approssimarsi dell' appuntamento e le prime
indiscrezioni fatte trapelare dallo stesso
presidente del consiglio Matteo Renzi, che
parlano di nuovi tagli agli enti locali, hanno già
suscitato la reazione preventiva dell' Anci
(«Troppo pesanti i tagli sui bilanci del Comuni.
Si guardi alle Regioni, piuttosto, che hanno
enormi costi», ha affermato Antonio Satta
componente dell' ufficio di presidenza dell'
Anci») e dell' opposizione interna ed esterna al
Pd. «Nel Def il premier dice che non c' è
aumento della pressione fiscale, ma sugli enti
locali si è di nuovo usata la scure dei tagli
lineari», dà fiato alla protesta il capogruppo di
Sel alla Camera, Arturo Scotto. «E le
amministrazioni di Roma, Napoli, Firenze e
Torino saranno costrette a mettere altre tasse
p e r g a r a n t i r e i servizi pubblici locali».
«Bisogna discuterne nel partito, si rischia di
tornare ai tempi di Silvio Berlusconi e Giulio
Tremonti in cui tutto il peso delle tasse veniva scaricato sugli enti locali», ha attaccato Alfredo D' Attorre
tra una protesta e l' altra sull' accelerazione dell' Italicum. «Gli enti locali hanno già dato: non si possono
prevedere nel Def ulteriori tagli ai trasferimenti statali», ha confermato la linea in una nota il senatore
della minoranza Pd Federico Fornaro, membro della commissione Finanze di palazzo Madama. «Il
comparto delle amministrazioni locali, infatti, ha ridotto la spesa corrente primaria nel periodo 2009­
2014 di 8,9 miliardi di euro e la spesa complessiva (al netto della sanità) di 19,7 miliardi di euro». La
minoranza Pd ricorda che i trasferimenti ai comuni sono passati dai 16,1 miliardi di euro del 2010 ai 3,1
del 2013 con un decremento di 13 miliardi, solo parzialmente compensati dai 5,8 miliardi derivanti dall'
introduzione di tributi locali. Quindi Fornaro aggiunge: «Il governo si fermi prima di compiere uno
sbaglio e un' ingiustizia, per di più nei giorni in cui stanno diventando operativi i tagli di 1,2 miliardi di
euro ai comuni e di 1 miliardo di euro a province e comuni metropolitani introdotti dal DL 66/2014, più
noto per la manovra degli 80 euro». Il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco
Boccia, altro oppositore di Renzi, rivolge l' attenzione all' Iva e alle aziende italiane: «È un bene che l' Iva
non aumenti nel 2016, io mi auguro che l' aumento non venga spostato al primo gennaio 2017».
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Italia Oggi
Enti locali
«Le imprese che investono», ha ribadito, «devono avere la certezza che non c' è una spada di Damocle
come l' aumento dell' Iva sulla testa dei consumatori italiani nemmeno nel 2017». In un' intervista al
Messaggero, infatti, Renzi aveva sottolineato: «Non esiste nel modo più categorico che ci sia un
aumento delle tasse» e «l' Iva nel 2016 non aumenterà».
«Penso che i tagli annunciati nel Def si debbano attentamente riconsiderare, perche' in 6 anni ci sono
stati chiesti piu' di 17 miliardi di euro come contributo al risanamento dei conti pubblici.
Si chiede alle citta' metropolitane un onere eccessivo». Il presidente dell' Anci, Piero Fassino, ha
convocato tutti per il 9 aprile. «È stato chiesto ai comuni un sacrificio molto più grande di quello che è
stato chiesto ad altre amministrazioni pubbliche», ha aggiunto. «Noi vorremmo che si facesse
finalmente un' operazione equa e si chiedesse alle amministrazioni dello Stato molto più di quanto è
stato chiesto fin qui», spiega ancora il presidente dell' Anci. «Il 9 aprile faremo una riunione dei sindaci
delle città metropolitane dedicata a questo tema. Valuteremo quali siano le proposte che possiamo
avanzare al governo, sapendo che noi non ci sottraiamo alla responsabilità di concorrere a un
risanamento dei conti pubblici, ma bisogna farlo con equità e misura, cosa che fin qui e' mancata»,
conclude Fassino. Ma nella stessa seduta del Consiglio dei ministri potrebbe arrivare anche la nomina
del sottosegretario alla presidenza del consiglio che dovrà sostituire Graziano Delrio, ormai trasferitosi
al ministero delle Infrastrutture con tutto il suo staff. I nomi accreditati a raccogliere il testimone di Delrio
sono tanti, forse troppi: Valeria Fedeli, Ettore Rosato e Claudio De Vincenti. Renzi come al solito tiene
ben coperta la sua carta vincente. I nomi che sono circolati in questi giorni sono relativi ad esponenti
non definibili renziani vantando curriculum lontani da Firenze e dalla Toscana. Accanto al
sottosegretario alla presidenza del consiglio c' è attesa anche per la nomina del segretario generale di
Palazzo Chigi, dopo che Mauro Bonaretti ha seguito Delrio a piazzale della Croce Rossa.
Tra i nomi che sono emersi c' è quello di Paolo Aquilanti, attuale capo dipartimento al ministero delle
Riforme, la cui titolare è Maria Elena Boschi e quello Raffaele Tiscar, già vice segretario di Palazzo
Chigi, nonché fiorentino di origine e persona di fiducia del premier.
Il capogruppo di Ap (Ncd­Udc) al Senato, Renato Schifani, siciliano come il leader del suo partito
Angelino Alfano ne fa una questione di fiducia «che noi abbiamo votato tante volte al governo Renzi».
Dunque, sulla nomina del nuovo ministro degli Affari regionali è indubitabile che l' ultima parola spetterà
al premier, come prevede la Costituzione, ma la proposta del nome del nuovo titolare di questo
dicastero, dopo le dimissioni di Maurizio Lupi, verrà espresso da Ncd.
«Indicheremo una figura ampiamente condivisa e la proporremo al presidente del consiglio. Noi non
siamo un partito diviso sulle poltrone. E anche sul fatto che sia una donna, a me non risulta che il
problema si ponga: Lupi era un uomo, non vedo perché ora debba essere una donna. Decideremo nella
nostra autonomia, poi l' ultima parola spetterà a Renzi. Alla fine l' intesa si trova sempre».
Il mondo non sia inerte, ha detto Papa Francesco ricordando come i il numero dei martiri cristiano oggi
sia superiore a quello di duemila anni fa. Tuttavia, «l' appello del Papa non incita allo scontro di civiltà e
neanche si adegua al mutismo e al linguaggio felpato delle diplomazie internazionali. Chiama per nome
le cose senza incitare alla ''guerra santa'', magari travestita da inconfessati interessi occidentali». Il
segretario della Cei, Nunzio Galantino, ha commentato così le parole di papa Francesco che, ha
sottolineato, «fotografano la condizione di un mondo che ha assistito attonito alla tragedia del campus
universitario di Garissa con il martirio di 148 giovani cristiani». Bergoglio aveva scosso la comunità
internazionale nel giorno di pasqua con queste parole: «Non assista muta a tale inaccettabile crimine».
Ieri, l' aviazione kenyana ha bombardato due campi in Somalia: da lì erano partiti i miliziani per
compiere la strage all' Università di Garissa.
Domenica, giorno di Pasqua, un gruppo di uomini armati, presumibilmente miliziani di Boko Haram
travestiti da predicatori per ingannare gli abitanti, hanno ucciso una cinquantina di persone nel Nord
della Nigeria. È accaduto nel villaggio di Kwajaffa, nel settore meridionale dello Stato del Borno, una
delle regioni nigeriane più colpite dalla furia islamista negli ultimi anni. Un testimone, Ahmat Ali, ha
raccontato che il commando armato prima ha fatto uscire le persone dalle case e poi «ha aperto il fuoco
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Italia Oggi
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sulla folla». «Hanno poi dato fuoco alle case». In Siria i jihadisti hanno rapito 300 lavoratori turchi diretti
in autobus ad Aleppo per ritirare lo stipendio. E poi ancora si sono registrate esecuzioni sommarie nel
campo profughi di Yarmouk, dove sono stati decapitati due palestinesi.
Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto che l' Italia segue «da vicino e con preoccupazione i
drammatici eventi in Yemen, un Paese che deve fronteggiare anche la minaccia del terrorismo e una
drammatica crisi economica e sociale». È di almeno 53 morti, fra cui 17 civili, il bilancio delle vittime dei
combattimenti avvenuti nelle ultime 24 ore ad Aden, nel Sud dello Yemen.
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Italia Oggi
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Solo 17 mila italiani infatti hanno aderito alla concessione del 2 per mille a favore dei partiti.
Per il 99,96%, niente soldi ai partiti
I politici dovrebbero preoccuparsene. Ma se ne fanno un baffo.
Perché stupirsi se i dati in circolazione sui
versamenti del 2 per mille a favore dei partiti
indicano completa inconsistenza? Meno di
17mila italiani hanno aderito a questa forma,
prevista dalla legge, di sostegno alla politica,
elargendo in totale poco più di 300mila euro.
300mila, non 300 milioni (un tempo, i
cosiddetti rimborsi provenienti dall' erario s i
computavano a centinaia di milioni). È l'
ennesima conferma del sentimento comune
nella larga maggioranza dei cittadini verso la
politica.
Le uniche formazioni che si può dire abbiano
registrato un seguito sono il Pd e la
Volkspartei. Poco più di 10mila tifosi
democratici hanno garantito al proprio partito
circa 200mila euro, mentre mezzo migliaio di
altoatesini ha fatto entrare nelle casse della
Svp un po' più di 16mila euro. Alla Lega sono
arrivati 28mila euro, a FI 25mila: cifre che non
possono servire nemmeno a pagare un
dipendente.
Si tratta di poche centinaia di contribuenti: ciò
significa che fra le decine di migliaia, talora
centinaia di migliaia, di aderenti dichiarati, e
senz' altro fra le migliaia di amministratori
locali, solo una minoranza si premura di
sostenere il proprio movimento.
Nemmeno gli eletti in un partito, quindi, s' interessano di far arrivare un sostegno economico. Che volete
che facciano milioni di elettori? E, ancor più, milioni di astensionisti, di votanti bianco, di annullatori della
scheda, di elettori protestatari che mettono la croce sul contrassegno pentastellato?
Il mondo politico si conferma però incapace di reagire. Gli unici segnali sono di coloro che, Ugo Sposetti
in testa e, con lui, alcuni tesorieri dei partiti, chiedono ricorrentemente di ripristinare i finanziamenti
pubblici ai partiti (dimenticando, nel caso specifico, che il 2 per mille è un finanziamento pubblico,
perché costituito da fondi formati con le imposte sui redditi versate dai contribuenti).
Altri, come vecchio e nuovo direttore del Foglio e redattori del quotidiano oggi filo renziano, si sfogano
nell' insultare Beppe Grillo (gli argomenti non mancano), dimenticando che il sostegno costante ricevuto
dal M5s (alle urne e nei sondaggi) è il miglior termometro dell' antipolitica. L' offensiva condotta contro il
termometro non costituisce un rimedio.
Quando un elettorato presenzialista come quello nostrano rifugge dal voto valido per metà degli aventi
diritto (o addirittura per quasi i due terzi, come l' anno scorso in quell' Emilia­Romagna ove un tempo
votava il 96%), significa che la politica ha deluso, stancato, perfino avvilito.
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Italia Oggi
Enti locali
O dovrebbero gli elettori appagarsi, tanto per fare un esempio, della ventilata soppressione delle
province che, alla fine, ha soltanto sottratto loro il voto specifico? Il rifiuto del 99,96% dei contribuenti di
destinare il 2 per mille al partito di preferenza manifesta l' assodata penetrazione popolare dell'
antipolitica.
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MARCO BERTONCINI
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Italia Oggi
Enti locali
Chessidice in viale dell' Editoria
Vox compra OpBandit per sapere tutto su
attività web utenti. L' editore online americano
Vox Media, che pubblica l' omonimo sito e The
Verge, ha acquistato una startup attraverso la
quale controllare in che modo i suoi utenti
leggono, diffondono e interagiscono con i
contenuti sul web. Il gruppo OpBandit
permette di analizzare i gusti del lettore e di
proporre un contenuto che si avvicini
maggiormente alle sue esigenze. Un utente
che arriva a una storia sul presidente
americano Barack Obama dal sito di Vox, per
esempio, vedrà un titolo diverso da quello che
legge la stessa storia cliccando da un link di
Twitter o di Facebook. Vox non ha rivelato i
dettagli dell' acquisizione, ma si tratterebbe di
un' intesa che prevede il pagamento in denaro
e in azioni. OpBandit è stato fondato nel 2012
da Brian Muller e Blaine Sheldon che da anni
lavorano nel mondo delle notizie e della loro
diffusione sul web. L' abilità di vedere e
analizzare i dati degli utenti del web è
diventata un punto fondamentale per ogni
editore. Intanto Vox è valutata 380 milioni di
dollari (351 mln di euro), dopo che nell' ultimo
round di finanziamenti il gruppo ha raccolto
46,5 milioni da General Atlantic (43 mln di
euro), un fondo di investimento di New York.
Tutto questo arriva mentre i social media si sono ritagliati un ruolo sempre più importante nel modo in
cui le notizie vengono distribuite e lette su internet. Facebook per esempio sta discutendo con diversi
editori per riuscire ad avere i contenuti da loro prodotti direttamente sul proprio newsfeed, senza dover
passare attraverso un link.
New York Times pensa a rendere gratuita l' app Now. Il quotidiano americano potrebbe presto
consentire l' accesso gratuito ai contenuti dell' app NYT Now sostituendo gli abbonamenti con la
pubblicità. L' applicazione era stata pensata come una versione ridotta del quotidiano con abbonamenti
a un prezzo più basso. L' intento era quello di avvicinare i più giovani.
Un' alternativa low cost all' applicazione principale, venduta a 8 dollari al mese (7,40 euro) contro i 15
dollari (13,90 euro) per l' accesso completo. L' obiettivo però non è stato raggiunto e finora gli
abbonamenti sarebbero appena 20 mila, una piccola frazione sui 900 mila abbonati del digitale del
Times. Il quotidiano è noto per riaggiustare la strategia online di frequente. Un' altra app dedicata ai
commenti e venduta a 6 dollari al mese (5,50 euro), NYT Opinion, è stata chiusa a ottobre perché
giudicata un insuccesso.
Netflix farà la quarta stagione di House of Cards. È già in lavorazione la quarta stagione di House of
Cards, la serie originale prodotta da Netflix che in Italia è attualmente trasmessa da Sky Atlantic.
La nuova stagione sarà in onda sul servizio di video online il prossimo anno. Netflix sta incrementando
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Enti locali
le proprie produzioni e dovrebbe spendere 450 milioni di dollari (415 mln di euro) in produzioni originali
quest' anno, con un incremento dell' 88% rispetto al 2014. Fra le nuove serie, Montauk, che parla del
mistero della sparizione di un ragazzo nella cittadina che dà il nome al titolo, nello stato di New York.
Gazzetta dello Sport made in Emilia Romagna. La Gazzetta dello Sport dedica all' Emilia Romagna un
inserto sulle sue eccellenze, dallo sport e i motori alla musica, dal cibo alle opere d' arte. Compreso l'
intervento del presidente della regione Stefano Bonaccini sui suoi primi 100 giorni di governo. L' inserto
Made in Emilia­Romagna sarà in edicola in omaggio insieme alla Gazzetta da domani mentre oggi, alle
18,30 alla Biblioteca dell' Archiginnasio, è in programma la presentazione con il direttore della Gazzetta
Andrea Monti.
Ospite speciale Arrigo Sacchi.
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Pagina 25
Italia Oggi
Enti locali
Sentenza della Ctr Lazio sulle cessioni immobiliari.
Plusvalenze esenti
Attività straordinaria, l' Irap ko.
In tema di liquidazione (nel caso specifico
giudiziale), la plusvalenza da cessioni di
immobili non ricomprendibili nello svolgimento
dell' attività (gli immobili erano stati acquistati
per l' affitto e non la vendita anche se lo statuto
sociale, nell' oggetto, considerava esercitabile
la vendita) implica una «attività» straordinaria
e quindi non soggetta ad Irap. Lo ha stabilito la
sezione ventidue della Commissione tributaria
regionale del Lazio nella sentenza n. 192/22/15
depositata in segreteria il 21 gennaio 2015. La
vertenza trae origini dalla richiesta di rimborso
dell' Irap versata da un liquidatore giudiziale in
dipendenza della vendita di alcuni beni
immobili di una società a responsabilità
limitata. La vendita degli immobili, nel caso
specifico, riguardava quattro appartamenti
acquistati per l' affitto e non la vendita, anche
se l' oggetto, tra le possibili attività,
prevedesse anche la vendita di immobili. La
Commissione provinciale di prima istanza,
rigettava il ricorso della società, con una
decisione che è stata completamente riformata
nel grado d' appello. «Si tratta di verificare»,
osserva la Commissione regionale, «se la
contestata operazione di vendita immobiliare,
effettuata da una società in liquidazione, possa
essere ritenuta straordinaria, anche nella
considerazione che l' oggetto sociale della stessa società, comprende, tra l' altro, la vendita di immobili
urbani».
Il collegio ha quindi verificato che, sia pure specificatamente indicato nell' oggetto sociale, l' attività
esercitata effettivamente non era quella di compravendita di immobili, bensì la sola locazione degli
stessi.
«In altri termini», aggiungono i giudici regionali capitolini, «l' attività effettivamente esercitata, costituisce
una specifica scelta dell' imprenditore, il quale può limitare quanto astrattamente previsto tra gli scopi
statutari», di più «nel caso in cui non vi sia coincidenza tra l' oggetto sociale e l' attività esercitata, si
dovrà fare esclusivo riferimento all' effettiva attività esercitata». Il Collegio, quindi, riformando la
decisione di primo grado e accogliendo l' appello della società, conclude stabilendo che gli atti posti in
essere nella fase di liquidazione dovevano essere considerati come straordinari rispetto all' attività
sociale e quindi fuori dall' Irap.
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BENITO FUOCO E NICOLA FUOCO
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Pagina 27
Italia Oggi
Enti locali
Gli sgravi Irap anche per le utility Meno caro il costo
del personale
Sgravi Irap pieni per le utilities. Le imprese
che operano in concessione e a tariffa n e i
settori dell' energia, dell' acqua, dei trasporti e
delle infrastrutture devono poter godere delle
stesse agevolazioni previste per le altre
società. Vale a dire la possibilità di dedurre l'
intero costo del personale a tempo
indeterminato, senza dover sottrarre dal
relativo ammontare l' importo delle deduzioni
preesistenti (che per legge erano precluse alle
utilities).
È questa la tesi che Assonime illustra nella
circolare n. 7/2015, relativa alle novità Irap
introdotte dai commi 20­25 della legge n.
190/2014.
Con la manovra di Stabilità per l' anno 2015,
infatti, il governo ha disposto la deducibilità
integrale ai fini Irap del costo del lavoro a
tempo indeterminato, cancellando al contempo
le riduzioni di aliquota già previste dal dl n.
66/2014.
I previgenti sgravi Irap per il costo del lavoro,
recati a più riprese dalle leggi finanziarie 2007,
2008 e 2013, escludevano soggettivamente le
utilities dalla possibilità di fruizione.
Una scelta, giudicata «molto discutibile» da
Assonime, legata al fatto che le società
concessionarie operano con un sistema
tariffario che tiene già conto dell' incidenza dell' Irap.
La nuova norma consente ora la deducibilità della differenza tra il costo complessivo del dipendente e le
deduzioni Irap già spettanti per tali oneri. Ciò pone il problema se le utilities possono considerare l'
intero costo del personale (visto che per loro le deduzioni preesistenti sono pari a zero), oppure
continuare a tenere conto delle limitazioni del passato.
Assonime propende per la prima soluzione. «Non sarebbe giustificabile l' inverso», spiega la circolare,
«la tesi più restrittiva comporterebbe l' allargamento del divario fra il trattamento riservato alla generalità
delle imprese e quello, sensibilmente più oneroso, riservato alle utilities, dal momento che è molto
discutibile l' argomentazione addotta dal governo per dimostrare la legittimità dell' esclusione dalle
preesistenti deduzioni». Anche perché le utilites scontano già un' aliquota Irap maggiorata di 0,3 punti
percentuali rispetto a quella standard.
VALERIO STROPPA
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7 aprile 2015
Pagina 28
Italia Oggi
Enti locali
tutto quello che c' è da sapere sulla scadenza della comunicazione.
Venerdì lo spesometro al traguardo
Spesometro al traguardo. Entro venerdì
prossimo, 10 aprile, i contribuenti mensili
d o v r a n n o i n v i a r e l a comunicazione d e l l e
operazioni Iva dell' anno scorso, mentre i
contribuenti trimestrali ­ o, più precisamente, i
contribuenti che non eseguono le liquidazioni
mensili ­ hanno tempo fino al 20 aprile. In
proposito, si deve evidenziare che anche se la
comunicazione si riferisce alle operazioni del
2014, ai fini del diverso termine di scadenza
bisogna fare riferimento alla periodicità delle
liquidazioni Iva dell' anno 2015. Va ricordato
che negli stessi termini sono in scadenza
a n c h e l a comunicazione delle operazioni
legate al turismo, i contratti di leasing, le
operazioni di locazione o noleggio di mezzi di
trasporto, nonché la comunicazione black list.
Tornando allo spesometro, sull' adempimento
non si registrano novità; non sono arrivate
neppure le istruzioni supplementari che erano
state annunciate l' anno scorso riguardo alle
operazioni con l' estero. Formano oggetto di
comunicazione, ai sensi dell' art.
21 del dl n. 78/2010, le operazioni attive e
passive rilevanti ai fini dell' Iva. Per le
operazioni soggette ad obbligo di emissione
della fattura è obbligatorio trasmettere, per
ciascun cliente e fornitore, l' importo di tutte le
operazioni attive e passive effettuate (modalità aggregata) o quello delle singole fatture (modalità
analitica).
Per le sole operazioni per le quali non vi è obbligo di emissione della fattura, invece, la comunicazione
deve essere effettuata solo per quelle di importo non inferiore a 3.600 euro, comprensivo dell' Iva. In
base al provvedimento dell' agenzia delle entrate del 2 agosto 2013, sono escluse dalla comunicazione:
­ le importazioni; ­ le esportazioni di cui all' art. 8, lett. a) e b), dpr 633/72; ­ le operazioni
intracomunitarie; ­ le operazioni altrimenti comunicate all' anagrafe tributaria ai sensi di legge, ad es. ex
art. 7, dpr 605/73 (forniture di elettricità, gas, acqua e telefono ecc.
); ­ le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro, effettuate nei confronti di privati, pagate con
carte elettroniche, che devono essere comunicate dagli operatori finanziari emittenti i mezzi di
pagamento.
Esoneri particolari. L' obbligo della comunicazione riguarda tutti i soggetti passivi dell' Iva, ad eccezione
delle persone fisiche che si avvalgono del regime di vantaggio di cui all' art. 27, primo e secondo
comma, dl n. 98/2011, oppure del regime forfetario di cui alla legge n.
190/2014. Con il recente provvedimento dell' Agenzia delle entrate del 31 marzo 2015 sono state
escluse dallo spesometro, per l' anno 2014, le amministrazioni pubbliche di cui all' art. 1, comma 2,
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della legge n. 196/2009 e le amministrazioni autonome. Con lo stesso provvedimento, sempre per l'
anno 2014 sono state escluse dall' obbligo della comunicazione le operazioni attive di importo unitario
inferiore a 3 mila euro, al netto dell' Iva, effettuate dai soggetti di cui all' art. 22 (contribuenti non tenuti
all' emissione della fattura) e 74­ter (agenzie di viaggio) del dpr 633/72.
Questa esclusione, di carattere transitorio, era prevista anche l' anno scorso, con un limite un po'
diverso (3.600 euro al lordo dell' imposta).
Enti non commerciali. Secondo i chiarimenti forniti dall' agenzia delle entrate nelle risposte a quesiti
pubblicate sul sito il 23 gennaio 2014, gli enti non commerciali che si avvalgono del regime agevolato di
cui alla legge n. 398/91 devono comunicare sia le operazioni attive, sia le fatture passive per le quali il
regime speciale non prevede l' obbligo di registrazione. L' Agenzia ha osservato che l' obbligo riguarda
le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute, indipendentemente dalla registrazione delle
operazioni, come peraltro si evince dal provvedimento del 2 agosto 2013, il quale ai punti 6.3 e 7.2
indica i criteri per l' individuazione del periodo di riferimento della comunicazione delle operazioni per le
quali non sussistono obblighi di registrazione (sono infatti obbligati allo spesometro anche gli agricoltori
esonerati dagli adempimenti Iva).
Per quanto riguarda le fatture passive ricevute dall' ente in relazione ad acquisti riferibili sia all' attività
commerciale che a quella istituzionale, l' agenzia ha chiarito che l' obbligo si intende assolto con l' invio
dei soli importi riguardanti gli acquisti destinati alle attività commerciali; tuttavia, qualora l' ente abbia
difficoltà a distinguere tali importi da quelli riguardanti l' attività istituzionale, potrà comunicare l' intero
ammontare della fattura.
Comunicazione «black list». Anche la comunicazione delle operazioni «black list», divenuta annuale
dopo il dlgs n.
175/2014, da quest' anno va trasmessa entro i sopraindicati termini del 10 e del 20 aprile. A rigor di
legge, la comunicazione già veicolata dal modello polivalente, dovrebbe essere presentata nei termini
indicati dal dm 30 marzo 2010, ovvero entro la fine del mese successivo al periodo di riferimento, cioè
entro il 31 gennaio dell' anno successivo. Il termine del 31 gennaio 2015 è però passato sotto silenzio,
né l' appuntamento figurava nello scadenzario dell' agenzia delle entrate, segno che l' Agenzia ritiene
applicabili i termini dello spesometro.
ROBERTO ROSATI
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una delle novità della buona scuola per i neoassunti.
Occhio alla ricostruzione di carriera Se scade il
termine, si perde un anno
Nel testo del disegno di legge contenente la
riforma del sistema nazionale di istruzione e
formazione, attualmente all' esame della VII
commissione cultura della Camera compare,
in materia di riconoscimento dei servizi di pre­
ruolo ai fini della ricostruzione di carriera del
personale scolastico spunta una novità. Il
comma 7 dell' articolo 24 del disegno di legge
dispone infatti che, ferma restando la
disciplina vigente del diritto al riconoscimento
dei servizi agli effetti della carriera del
personale scolastico, le domande per il
riconoscimento dei servizi agli effetti della
carriera del personale scolastico dovranno
essere presentate al proprio dirigente
scolastico nel periodo compreso tra il 1°
settembre e il 31 dicembre di ciascun anno.
Dispone inoltre che entro il successivo 28
febbraio il ministero dell' istruzione dovrà
comunicare a quello dell' economia e delle
finanze, dipartimento della ragioneria generale
dello stato, le risultanze dei dati relativi alle
istanze per il riconoscimento dei servizi agli
effetti della carriera presentate del personale
scolastico nel predetto periodo. Quest' ultima
disposizione, si legge ancora nella seconda
parte del predetto comma, è finalizzata ad una
corretta programmazione della spesa.
Rispetto alla normativa vigente due sono pertanto le novità che risaltano con immediatezza. La prima
attiene all' introduzione di un arco temporale, appunto dal 1° settembre al 31 dicembre di ciascun anno,
entro il quale il docente o il personale Ata potrà presentare al dirigente scolastico la domanda di
ricostruzione di carriera. La normativa vigente non fissa invece alcun determinato periodo. La domanda
può essere presentata in ogni momento dell' anno scolastico. La sola condizione è quella di avere
superato il periodo di prova.
Il diritto a chiedere la ricostruzione di carriera è soggetto solo alla prescrizione decennale. È soggetto
invece a prescrizione quinquennale l' effetto economico della ricostruzione..
La seconda novità, solo apparentemente non rilevante agli effetti della ricostruzione di carriera, è quella
che fissa un preciso termine, il successivo 28 febbraio, entro il quale il ministero dell' istruzione deve
comunicare a quello dell' economia e delle finanze le risultante dei dati relativi alle istanze di
riconoscimento presentate nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre. Un preciso onere
a carico dell' amministrazione scolastica non previsto dalla disciplina vigente. Gli effetti giuridici ed
economici delle disposizioni contenute nel predetto comma 7 appaiono al momento difficilmente
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definibili e quantificabili, anche perché la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge neppure
lo cita.
La fissazione dell' arco di tempo entro il quale si potrà presentare la domanda di ricostruzione di
carriera, congiuntamente all' onere del ministero dell' istruzione di comunicare i costi della ricostruzione
di carriera entro il successivo 28 febbraio, produrrà un primo rilevante effetto: costringerà il dirigente
scolastico a rispettare i tempi entro i quali dovrà adottare il provvedimento di ricostruzione di carriera. I
termini per l' adozione del provvedimento sono attualmente quelli indicati nella circolare del ministero
per la pubblica amministrazione e l' innovazione datata 4 luglio 2010 (da un minimo di 30 giorni ad un
massimo di 90 a decorrere dalla data di presentazione della domanda del dipendente), termini che in
ogni caso dovranno consentire al ministero dell' istruzione di rispettare l' onere di comunicare i costi
entro il 28 febbraio.
Se quanto dispone il predetto comma 7 verrà confermato in sede di trasformazione in legge del disegno
di legge, la non presentazione della domanda di ricostruzione di carriera entro i nuovi termini fissati
potrebbe avere come effetto il rinvio di un anno dell' iter richiesto per consentire alla ragioneria generale
dello stato di aggiornare lo stipendio del docente o del' Ata.
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NICOLA MONDELLI
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E il merito dei docenti è stato risolto con la banale attribuzione di fondi da far gestire al preside.
La proposta del governo mette a rischio la libertà di
insegnamento
Il Governo ha presentato al Parlamento un
disegno di legge di riforma che rischia di
ledere gravemente quella libertà di
insegnamento che è sancita dall' articolo 33
della Costituzione ed è stata in passato
ribadita sia dal testo unico sull' istruzione
(DPR 297/1994) sia dalle norme sull'
autonomia scolastica che avevano stabilito che
tale libertà fosse tutelata, sia nell' ambito
collegiale che quello individuale, rispettando
anche le scelte metodologiche minoritarie o
individuali.
Difficile capire se la scelta del Governo sia
semplicemente un frutto dell' ignoranza ed
incompetenza dilagante, o volontariamente
liberticida, ma il risultato non cambierebbe.
Quando si scrive che «il Dirigente scolastico è
responsabile della didattica» il possibile
risultato è più che evidente.
La parola didattica, di origine greca, significa
semplicemente insegnamento, quindi se il
responsabile ne è il dirigente scolastico, in
modo semplicemente legittimo ed automatico
egli potrà dirigere l' insegnamento, ed i docenti
gli saranno subordinati, sia in quanto ai
contenuti che alle metodologie, esattamente
come un operaio alla catena di montaggio è
subordinato al capo. Se a questo si aggiunge il
potere di assunzione dei futuri insegnanti, direttamente da un albo di abilitati, nel quale confluiranno non
solo i nuovi, ma anche tutti coloro che oseranno chiedere di cambiare scuola, sempre in barba alla
Costituzione, che prevede che ai posti pubblici si acceda per concorso e che la pubblica
amministrazione adotti sempre criteri di imparzialità, il quadro si completa.
L' autonomia scolastica così come sottointesa nel DDL non valorizza la scuola come comunità educante
in cui le diverse componenti cooperano per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell' offerta
formativa, ma pone quasi totalmente nelle mani del dirigente scolastico la gestione globale del
«servizio».
Si tratta, a nostro avviso, di una falsa autonomia, di un ritorno ad una forma di gerarchizzazione dei
poteri che avvilisce la partecipazione attiva e la corresponsabilità dei docenti nel progetto educativo e
che riduce gli organi collegiali (Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto) a semplici articolazioni della
volontà della dirigenza o addirittura ne elimina di fatto l' esistenza (si veda ad es. la scomparsa di fatto
dell' attuale comitato di valutazione).
In quanto alla questione del merito, alla fine si è risolta in una banale attribuzione di risorse economiche
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affidate alla fantasia del singolo Dirigente scolastico che, deus ex machina, anche se ex docente di
matematica, dovrebbe valutare l' insegnante di filosofia o di greco.
La verità è che la questione del merito dei docenti è molto complessa e che il Governo non dispone nè
delle risorse economiche per affrontarla nè tantomeno di quelle culturali.
Ci auguriamo che il Parlamento eviti questa grave ferita alla libertà di insegnamento: i diritti
fondamentali non hanno colore politico, appartengono a tutti, anche ai cittadini futuri.
© Riproduzione riservata.
RINO DI MEGLIO COORDINATORE NAZIONALE GILDA
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Se i soldi non bastano a pagare tutti, il dirigente scolastico incorre nel danno erariale.
Lavoro pomeridiano in 40 ore
È il tetto per le riunioni che è opportuno non superare.
Attività funzionali all' insegnamento di natura
collegiale, occhio alle 40 ore. I dirigenti
scolastici che non hanno tenuto conto del
limite annuo fissato dal contratto per le riunioni
pomeridiane, dopo Pasqua, rischiano di
sforare il budget della scuola e, nei casi più
gravi, di incorrere nella responsabilità
disciplinare con tanto di procedura di rivalsa
da parte dell' amministrazione per danno
erariale.
Se si sfora il monte delle 40 ore per le attività
collegiali funzionali all' insegnamento, infatti, il
rischio è quello di accumulare troppe ore di
straordinario al termine dell' anno scolastico
(si veda l' articolo 29 del contratto di lavoro). E
alla fine i soldi del fondo di istituto potrebbero
non bastare per tutti. Il problema si ripropone
puntualmente ogni anno.
E non sono rari i casi in cui i docenti rinunciano
a pretendere il dovuto, rassegnandosi a
lavorare gratis. Anche se ciò è vietato dalla
legge, che peraltro sanziona con l' invalidità
tutti gli accordi che prevedano la rinuncia alla
retribuzione maturata o la cosiddetta
transazione. Un accordo, cioè, tramite il quale
il lavoratore pratica uno sconto al datore di
lavoro, accontentandosi di una retribuzione
inferiore a quella effettivamente maturata.
La questione non è storia di oggi (si veda Italia Oggi del 14 settembre 1999). E investe anche la vicenda
degli obblighi di presenza all' inizio e alla fine dell' anno. Che è ancora più antica.
Già nel 1981 il ministero era dovuto intervenire per porre un freno al fenomeno, spiegando ai presidi l'
assoluta illiceità di obblighi di semplice presenza nella scuola che non siano dipendenti da iniziative
programmate e attivate e rispondenti a reali esigenze delle singole scuole (nota ministeriale 28/7/81,
prot.
n. 980). Ma tant' è. Resta il fatto, però, che il problema potrebbe essere agevolmente risolto leggendo
con maggiore attenzione la normativa di riferimento e, soprattutto, limitando il numero delle riunioni
pomeridiane.
Riunioni spesso pletoriche, che non di rado si traducono in un inutile aggravio dell' onerosità della
prestazione. Il tutto con effetti deleteri sulla qualità dell' insegnamento. Specie se si considera che l' età
media dei docenti supera i 50 anni e l' età pensionabile, a causa della riforma Fornero, veleggia oltre i
66­67 anni.
Quanto alla normativa di riferimento, essa è costituita dall' articolo 29 del contratto di lavoro. La clausola
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negoziale fissa un limite annuo di 40 ore alle riunioni del consiglio di classe (comma 2, lettera b).
E altre 40 ore per le riunioni del collegio dei docenti e per gli incontri scuola famiglia di natura collegiale
(comma 2, lettera a; si veda anche: Tribunale di Napoli sentenza 5344/2006). Il collegio dei docenti,
peraltro, può scegliere di costituire nel suo seno commissioni e dipartimenti al fine di definire aspetti
sostanziali e procedurali della propria attività di competenza. Si pensi alla commissione per la
valutazione dei titoli ai fini della deliberazione di designazione degli incarichi di funzione strumentale.
Oppure all' eventuale commissione per la compilazione dell' orario. Oppure, ancora, ai dipartimenti
disciplinari, costituiti da docenti che insegnano la stessa disciplina.
In questi casi le ore prestate all' interno di tali organi rientrano a pieno titolo nel monte delle 40 ore per le
riunioni del collegio dei docenti.
E in questo monte ore rientra anche la programmazione di fine e inizio anno.
Lo sforamento delle 40 ore, sia che si tratti del monte delle riunioni dei consigli di classe, sia dell' altro
monte ore, dà luogo alla maturazione dello straordinario secondo gli importi indicati nella tabella 5
allegata al contratto di lavoro. E cioè, 17,5 euro lordi per ogni ora di lavoro prestato oltre le 40 ore
annue. Gli sforamenti, peraltro, sono molto frequenti. E ogni anno i dirigenti scolastici sono esposti al
rischio di azioni legali. Che in caso di soccombenza dell' amministrazione, possono determinare azioni
di rivalsa davanti alla Corte dei conti, oltre che responsabilità di natura disciplinare.
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ANTIMO DI GERONIMO
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Il parere del presidente del Cnai sulle politiche per i tirocini.
Garanzia giovani, è flop
Insuccesso annunciato e spreco di fondi Ue.
Comunque vada sarà un insuccesso. Non è
una questione di interpretazione soggettiva,
ma di semplice analisi dei dati: la Garanzia
giovani non ha funzionato. Un destino segnato
sin dalla definizione del nome: con la solita
mania esterofila, il progetto italiano puntava a
ricalcare i modelli di welfare del Nord Europa
dove la Youth Garantee è un' idea di successo
da diverso tempo. Quello che però in lingua
inglese è l' equivalente del nostrano «patto» è
stato tradotto con il termine «garanzia»,
portando a più di un incomprensione: quasi
indicasse che la scelta di aderire al progetto
avrebbe assicurato un posto di lavoro. Nel
tempo intercorso per comprendere tale
malinteso di fondo sono stati spesi, o per
meglio dire sprecati, tanti denari. Accorrenti
per lo più dall' Unione europea.
La tanto vituperata Europa per una volta
decide di investire in maniera importante nello
sviluppo dei Paesi con maggiori difficoltà
occupazionali (ossia quelli con tasso
percentuale di giovani senza lavoro superiore
al 25%, in Italia è assestato al 42%), elargendo
la bellezza di 6 miliardi di euro (di cui 1,5 solo
per la Penisola). Ovviamente Bruxelles
quando decide di aprire i cordoni della borsa
lo fa chiedendo alcune garanzie, ovvero le
tranquillizzanti «raccomandazioni».
Tra i consigli più caldeggiati c' erano: la necessità per i Paesi di identificare un' autorità pubblica che
avesse il compito di fissare e gestire il sistema del progetto assieme allo sviluppo di relazioni con i
servizi pubblici e privati per l' impiego e all' incremento della forma contrattuale dell' apprendistato;
puntare fortemente sulla tipologia contrattuale dell' apprendistato. A quest' ultima è stata destinata, in
Italia, una somma risibile dei finanziamenti.
Risultato? Tra tutte le offerte caricate sul sito solo per un 2% riguardano proposte di apprendistato (e
solo un 8% per il suo «fratello contrattuale» tirocinio).
«Ancora una volta si è deciso di procedere in maniera del tutto disorganizzata e disorganica: un
progetto come Youth Garantee dimostra tutta la sua efficacia quando è inserito all' interno di uno
sviluppo organico del sistema­Paese, da noi è mancata e continua a mancare una cabina di regia
degna di questo nome» accusa il presidente del Cnai, Orazio Di Renzo. L' autorità pubblica d i
coordinamento oggetto della raccomandazione europea in Italia non si è mai vista mentre i suoi ipotetici
compiti sono stati surrogati dalla «struttura di missione», una struttura tecnica spirata però tristemente il
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31 dicembre 2014, lasciando un vuoto organizzativo clamoroso. Si è constatato così un profondo
scollamento tra le trionfalistiche slide di presentazione del progetto (nell' ormai lontano 1° maggio 2014)
e il reale impegno profuso dal governo per sostenere l' occupazione giovanile.
I l piano una volta avviato è stato, di fatto, abbandonato a se stesso: mancando un' analisi delle
prestazioni dei propri servizi pubblici per l' impiego, rimarrà sempre sconosciuto l' apporto effettivo di
Garanzia giovani. Nell' Italia dello «scaricabarile» poi, i responsabili dirigenziali del progetto non sono
sottoposti ad alcuna valutazione dei risultati ottenuti: «Crediamo nella serietà deontologica, tuttavia la
sicurezza di non essere puniti non è un gran incentivo all' impegno attivo» sottolinea il presidente Di
Renzo.
Con un tasso di disoccupazione abbondantemente in doppia cifra e con quasi un giovane su due senza
lavoro era una pia illusione che si potesse risolvere la questione dei Neet («Not in employment,
education or training», ovvero non occupati, non in fase di apprendimento o formazione) italiani under
30 con un programma nato zoppo, senza ripensare profondamente le politiche attive di occupazione, o
gli strumenti come l' auto­impiego e la mobilità occupazionale. «Le regioni, cui sono stati demandati i
compiti di gestione, si sono fatte trovare il più delle volte impreparate arrivando a situazioni paradossali
di porzioni di territorio dove Garanzia giovani non è neppure mai partito o altre in cui si è sollevato più di
un dubbio sulla trasparenza», dichiara il presidente Di Renzo.
I dati sono quindi impietosi esiti delle politiche perpetrate: circa 450 mila adesioni con una presa in
carico di poco più della metà (233 mila). Un discreto successo si potrebbe pensare, visto che la platea
cui era rivolto il progetto consta di circa 1,7 milioni di giovani. L' insuccesso però è dietro l' angolo, nella
disponibilità di appena .9400 posizioni disponibili (di cui solo 1.000 a tempo indeterminato). Si palesa
così tutta la cronica difficoltà di far convergere gli interpreti del mondo del lavoro, banalmente tra
domanda e offerta.
Manca persino un modello di accreditamento dei privati univoco per tutte le regioni.
Sempre le regioni poi si sono rese protagoniste di gestioni discutibili anche della formazione
professionale: i corsi connessi alla Garanzia giovani sono anch' essi strutturati in modo da non
incentivare l' ottenimento di un posto di lavoro per i giovani richiedenti. La quasi totalità delle Regioni ha
deciso infatti che i compensi dei formatori vengano elargiti subito per un 70% del totale, mentre solo il
restante 30% è vincolato al conseguimento del risultato, ossia l' occupazione del giovane.
«Il rischio, neppure troppo remoto, è che qualcuno tenti di speculare sulla pelle dei giovani intascando
copiosamente i fondi pubblici: ciò che dovrebbe premere è la creazione di un legame saldo e costante
tra formazione pubblica, quindi la scuola, imprese, enti pubblici e centri per l' impiego. La formazione è
una questione di fondamentale importanza, inconcepibile abbandonarla nell' improvvisazione. Gli
interventi dei due decreti correttivi del governo (correzione del sistema di identificazione status del
giovane e allargamento bonus per contratti a termine e apprendistato, ndr) sono tardivi e assolutamente
non risolutivi», chiude il presidente Di Renzo.
MATTEO SCIOCCHETTI
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
ECONOMIA PROGETTO IMPRESA COMUNE'
Sindaco e assessore in visita alle aziende
P R O S E G U E a Lugo il progetto Impresa
Comune' che vede il sindaco Davide Ranalli e
l' assessore alle attività produttive Simonetta
Zalambani visitare le aziende del territorio.
Sono 5 quelle visitate nelle ultime due
settimane, grazie anche alla collaborazione
con le rispettive associazioni economiche:
Comacar di Voltana, Lanzoni Daniele & c. snc
d i Lugo, Bucchi srl di Lugo, la Bassi srl di
Santa Maria in Fabriago e la Tekno Pav srl di
Voltana; in occasione delle visite alla Bassi e
alla Tekno Pav era presente anche il
responsabile Cna Bassa Romagna, Roberto
Massari. Impresa Comune' permette a tutte le
imprese del territorio di prenotare un incontro
con gli amministratori locali e l' iniziativa, nata
da un' idea dell' amministrazione comunale,
punta a favorire le sinergie per incentivare l'
innovazione e lo sviluppo attraverso la
conoscenza reciproca tra pubblico e privato.
Tra le ultime aziende visitate, la Comacar,
acquisita da Terremerse è nata negli anni '50,
e h a a Voltana un centro lavorazione carni,
vendendo prodotti propri e confezionando
carni per le principali catene della grande distribuzione. La Bassi' produce caricabatteria e dispositivi
elettronici di potenza per applicazioni aerospaziali, mediche e ferroviarie; l' azienda è stata pioniera
nella carica veloce (fast­charging) di veicoli elettrici e ha sviluppato tecnologie innovative che
massimizzano l' efficienza dei sistemi elettrici a batteria, permettendo di risparmiare energia e ridurre l'
impatto ambientale. La Lanzoni Daniele' è attiva dai primi anni 60 nel settore vitivinicolo e nel 2013 si
trasforma da cantina vitivinicola ad azienda alimentare all' avanguardia, perfezionando i propri prodotti,
che oltre al mosto cotto sono semi­lavorati di matrice uvica (mosto e aceto), ma anche di altre matrici,
come la mela. La Bucchi' nasce nel 1973 come azienda artigiana di costruzione stampi. Negli anni '90 la
ditta artigiana è stata conferita nella Bucchi srl ed è stata consolidata la struttura operativa. La Tekno
Pav' opera da oltre 15 anni nel settore delle manutenzioni industriali, in particolare riqualificazione
pavimentazioni, rivestimenti industriali, superfici sportive e piste ciclabili, impermeabilizzazioni e
interventi edili speciali ed ha conquistato un posto di rilievo a livello nazionale.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
ALLA ROCCA DI LUGO UNA MOSTRA SULLA
GUERRA
Per i 70 anni della Liberazione di Lugo, sabato
11 aprile alle 17 sarà inaugurata nella Torre
del Soccorso della Rocca la mostra di reperti
bellici e foto intitolata Dalla guerra alla pace' e
realizzata da La Squadriglia del Grifo, Museo
Baracca, Unuci e Romagna Air Finders.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Il Resto del Carlino Ravenna
Imprenditore a processo: «Incendiò la sua impresa»
Secondo l'accusa voleva intascare l'assicurazione
L'INCENDIO disastroso aveva distrutto la sede
della sua azienda, al punto che dopo circa un
anno venne dichiarata fallita e la decina di
dipendenti rimasero senza lavoro. Ma quel
rogo, per una serie di circostanze, non aveva
convinto gli inquirenti e così Luigi Federici,
65enne titolare della omonima falegnameria
andata a fuoco, nelle scorse settimane è stato
rinviato a giudizio con l'accusa di incendio
doloso e frode assicurativa: secondo la
ricostruzione sarebbe stato lui ad appiccare le
fiamme all'azienda che aveva sede in via
Bonsi a Lugo, allo scopo di ottenere il premio
assicurativo e poter in tal modo ripianare i
debiti. I FATTI risalgono alla notte fra il 5 e il 6
gennaio 2013, giorni nei quali l'azienda era
chiusa per le festività natalizie e di
Capodanno. Erano da poco passate le 22.30
quando un residente aveva dato l'allarme alle
forze dell'ordine perchè aveva visto uscire una
nuvola consistente di fumo dalla sede della
Falegnameria Federici', edificio situato in via
Bonsi 69­71. Sul posto accorsero vigili del
fuoco non solo dal distaccamento lughese, ma
anche dal comando di Ravenna dal momento che le fiamme erano già molto estese e avevano trovato
facile esca nel materiale in legno altamente infiammabile, visto che in quell'azienda si producevano
porte, finestre, scale a chiocciola e rivestimenti. Alla luce del giorno emerse poi come i danni fossero
stati ingenti e in un primo momento si era pensato a una fatalità, con un possibile corto circuito
all'origine all'origine dell'incendio. MA QUANDO vennero svolti i necessari accertamenti dai carabinieri
del reparto operativo, le cause dolose del rogo emersero in modo inequivocabile, per un incendio
appiccato con sostanza accelerante in tre punti diversi. Allora gli inquirenti cominciarono ad indagare a
360 gradi e tra gli elementi presi in considerazione c'era la polizza contro gli incendi stipulata dal titolare
Federici con la Milano Assicurazioni' che si è costituita parte civile per un premio' di ben 2 milioni e
400mila euro. Ed emerse anche che l'uomo avrebbe dovuto far fronte a numerosi debiti. Come a dire
che quella consistente cifra di denaro sarebbe arrivata proprio al momento giusto. Federici dal canto
suo ammise di essere andato quella sera in azienda, ma solamente per controllare in ufficio dei
documenti, però la sua versione non ha convinto gli inquirenti, anche perchè dal consumo di elettricità
era possibile dedurre come fossero state accese tutte le luci dello stabilimento e non solo quelle degli
uffici. INOLTRE, una perizia disposta dal pm Angela Scorza avrebbe svelato che la porta che sarebbe
stata forzata' dagli incendiari, non era stata manomessa, ma solamente danneggiata proprio per
simulare un ingresso di malviventi, ma quella porta non si sarebbe mai potuta aprire dall'esterno. In
base a tutti questi elementi quindi il gup Rossella Materia del Tribunale di Ravenna ha disposto il rinvio
a giudizio di Luigi Federici che è difeso d'ufficio dall'avvocato Barbara Sedioli. Il titolare dell'azienda si è
dichiarato estraneo a quanto accaduto, ma da tempo l'uomo risulta irreperibile e c'è chi ipotizza che
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Il Resto del Carlino Ravenna
possa essere all'estero. La prima udienza del processo è prevista nel mese di gennaio 2016.
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CAMPIONATO ITALIANO TOLOMELLI NE HA MANGIATE 14 IN 3 MINUTI
Uova sode, un lughese sul podio
CLAUDIO Tolomelli, lughese di 54 anni (a
sinistra nella foto) è giunto terzo al
Campionato nazionale di mangiatori di uova
sode svoltosi a Pasqua a Tredozio (Forlì). In
tre minuti Tolomelli, che partecipa a questa
sfida da 25 anni, ha ingoiato' 14 uova, mentre
il vincitore, Fausto Ricci, camionista 40enne di
Tredozio, è arrivato a 17 e il secondo, Matteo
Berti di 25 anni si è fermato a 15 uova. «Il
segreto di mangiare 17 uova e l'anno scorso
22? Guardare con la coda dell'occhio quante
ne ingoiano gli sfidanti per fermarsi a uno o
due in più»: dice Ricci che dopo due anni ha
riconquistato il titolo. «Non ero a digiuno
aggiunge il vincitore avevo fatto un normale'
pranzo di Pasqua con cappelletti, costolette
d'agnello e contorno di cipolle». Quarto il
69enne tredoziese Terzo Brasciani che
detiene il record assoluto di 23 uova e mezzo'
che risale al 1972. Quinto Cappelli
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ALFONSINE DOMANI A PALAZZO MARINI PRESENTAZIONE DI UN LIBRO.
Al via le iniziative dedicate al 10 aprile
IN OCCASIONE delle iniziative del Comune di
Alfonsine per celebrare il 10 aprile 2015, le
associazioni Circolo filatelico Monti', Primola di
Alfonsine e Alflug, in collaborazione con Anpi,
Avis e Amare Alfonsine, promuovono alcune
importanti dedicate alla lotta di Liberazione. la
prima sarà domani, 8 aprile alle 20.30 a
Palazzo Marini in via Roma, dove ci sarà la
presentazione del libro Pagina bianca' di
Francesco Ciotti, presenta G. Masetti. Quindi
giovedì 9, alle 18.30 sempre a Palazzo Marini,
sarà inaugurata la mostra Una giornata
particolare', storia del 10 Aprile ad Alfonsine a
cura di G. Masetti: la mostra sarà aperta il 10
aprile dalle 8 alle 18 e fino a domenica 26 ogni
sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15
alle 18. Poi venerdì 10 aprile alle 19 all'
Albergo ristorante Il Gallo', incontro e cena con
i combattenti del gruppo Cremona e i cittadini
onorari di Alfonsine. Infine sabato 25 aprile ci
sarà la Camminata nel Senio della Memoria',
con partenza alle 9 sia da Piazza Monti ad
Alfonsine che da Piazzale Tiro con l' arco a
Cotignola.
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La Soffitta in piazza' ha riempito Villanova
Migliaia di persone, provenienti anche da fuori regione, ieri al tradizionale mercatino.
SEPPURE un pò disturbata dal vento, una
spendida giornata di sole ha fatto da cornice
ieri, a Villanova di Bagnacavallo, alla seconda
delle tre giornate de La soffitta in piazza',
tradizionale e atteso evento dedicato a
collezionisti, appassionati di oggetti d' altri
tempi e non solo. Per tutta la giornata le vie e
le piazze della frazione bagnacavallese sono
state invase da migliaia di visitatori, molti dei
quali provenienti da province limitrofe e anche
da fuori regione.
Decine e decine gli espositori di antiquariato e
modernariato, sgombracantine e robivecchi,
per soddisfare i gusti più disparati.
Senza dimenticare il gettonatissimo angolo di
mercato riservato a prodotti biologici, naturali
ed enogastronomici, creazioni artistiche, arti
manuali e laboratori di vecchie botteghe
artigiane. L' iniziativa, ben organizzata dall'
associazione culturale Civiltà delle Erbe
palustri in collaborazione con il Comune di
Bagnacavallo, ha offerto l' occasione per
visitare il suggestivo Ecomuseo delle Erbe
Palustri, con la sua collezione di reperti e
manufatti, e il laboratorio dimostrativo di lavorazione e intreccio delle erbe di valle.
Tornando al mercatino, ieri Villanova è stata invasa da un mare' di gente. Lecito allora chiedersi come
sono andati gli affari', a cominciare dagli espositori LUIGI Matrone, originario di Pompei e residente a
Riccione, è la prima volta che espone a Villanova: «I visitatori per fortuna non mancano, ma purtroppo la
crisi si sente e la gente, nonostante i prezzi bassi, fatica a cacciare' i soldini. Tuttavia siamo solo nel
primo pomeriggio e quindi spero che qualche affare si concluda».
Tra gli espositori c' è Giancarlo Crociani che abita a Glorie, ad un tiro di schioppo di Villanova: «Dopo
che mia moglie Valeriana è andata in pensione, ci siamo accorti che la nostra casa era piena di vecchi
oggetti che non sapevamo dove collocare. Così abbiamo deciso di provare questa esperienza.
Considerando che quello odierno è il secondo mercatino in assoluto a cui partecipiamo come espositori,
non ci possiamo lamentare ed il giudizio è positivo».
MATTIA Forti viene da Forlì: «E' la prima volta che espongo qui. E' un evento carino e movimentato,
anche se devo ammettere che anche in questo genere di hobby spirano venti di crisi. In ogni caso, affari
a parte, si cerca di trascorrere comunque una gradevole giornata». Con il trascorrere delle ore si notano
però sempre più persone portare appresso sportine, sacchetti, scatoloni e contenitori vari. Segno che
alla fine gli affari non sono poi mancati. «E' UN mercatino bellissimo commentano Floriana Bellan e l'
amica Michela Siviero perchè si trovano oggetti di ogni genere e soprattutto molto particolari. Pensi che,
come altre volte, siamo venute appositamente da Taglio di Po, in provincia di Rovigo. Abbiamo
acquistato un paio di stivali a 3 euro, una camicia a 2 euro, un vasetto a 8 euro. Essendo poi una
collezionista di temperini ho trovato proprio quello che mi mancava». NELLA sua nuova veste di
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presidente della Croce Rossa di Lugo era possibile anche incontrare l' ex comandante della Polizia
Municipale della Bassa Romagna, Roberto Faccani: «Anche qui a Villanova, come del resto in
occasione di tutte le manifestazioni pubbliche della zona, effettuiamo un servizio di assistenza sanitaria
costituendo un valido e sicuro punto di riferimento. Finora non si sono per fortuna registrati problemi. Il 3
maggio, ultima delle tre domeniche di mercatini, allestiremo anche una piccola tenda che fungerà da
astanteria». Luigi Scardovi.
SCARDOVI LUIGI
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COLLINE FORLIVESI GRAVE INCIDENTE PER UN 59ENNE FINITO IN UNA SCARPATA
Centauro conselicese vola nel burrone
NON avrà certo buoni ricordi del giorno di
Pasquetta un motociclista conselicese di 59
anni protagonista ieri di un pauroso incidente
stradale sulle strade delle colline forlivesi. Il
fatto è avvenuto verso le 15.30 di ieri, quando
il centauro di Conselice con la sua moto stava
percorrendo la strada provinciale 4 del Bidente
nel tratto che dalla località di Campigna a
quella di Corniolo insieme ad altri tre amici:
improvvisamente è stato sbalzato dalla moto
facendo un volo di oltre 10 metri lungo la
scarpata vicino alla località Faltroncella. Pochi
minuti dopo gli amici non vedendolo arrivare
sono tornati indietro e, dopo aver rintracciato
la moto che era rimasta sulla carreggiata,
hanno subito avvertito il 118'. In pochi minuti
sono arrivati sul posto l'elimedica, le
ambulanze, i carabinieri di Santa Sofia e la
squadra del Soccorso alpino romagnolo
composta da 10 elementi, alcuni dei quali si
sono subito calati lungo la ripida scarpata
recuperando il motociclista e riportandolo sulla
strada dopo circa 40 minuti. Il centauro è
rimasto sempre cosciente anche se molto
confuso e, dai primi accertamenti, pare aver sbattuto la testa presentando un politrauma cranico
commotivo e altre ferite. E' stato trasportato con l'elimedica in codice 3' all'ospedale Bufalini' di Cesena.
Oscar Bandini
SCARDOVI LUIGI
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IL LIBRO.
Alla FeltrinelliIl sangue dei fratelli'
APPUNTAMENTO alle 18 alla libreria
Feltrinelli di Ravenna per la presentazione del
libro Il Sangue dei fratelli' (Sbc Edizioni). Gli
autori Maurizio Mariani e Vito Ronchi ne
parleranno assieme all' editore Brunello
Cavalli. Il libro è un giallo tra Fascismo e
Massoneria. E' ambientato nel 1925 poco
prima delle leggi che metteranno al bando la
Massoneria, che potrebbe essere di ostacolo
alla dittatura. Gli eventi si svolgono in una
immaginaria città dell' Emilia dove vengono
ritrovati i corpi senza vita due camicie nere. Ad
occuparsi delle indagini è il commissario di
Polizia Italo Neri e i suoi due colleghi. Maurizio
Mariani è nato a Lugo nel 1977. Vito Ronchi è
nato a Faenza nel 1976.
MARIANI MAURIZIO
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Pittura e guerra nelle mostre in provincia
Continua Il bel Paese al Mar'. A Lugo documenti e foto sul primo conflitto mondiale.
TANTE mostre da visitare in provincia.
RAVENNA. Al Mar Museo d' Arte della città
(Via di Roma 13) fino al 14 giugno continua la
frande mostra di pittura Il bel paese.
Dal Risorgimento alla Grande Guerra, dai
Macchiaioli ai Futuristi'. Orario: da martedì a
giovedì 9­18; venerdì 9­21; sabato e domenica
9­19. Chiuso il lunedì.
­ Circolo Arci Dock 61 (Via Magazzini
Posteriori 61); fino al 25 aprile è aperta la
mostra Oro Fuso', mosaici di Paolo Racagni
(orari di apertura del circolo).
­Museo Tamo (Via Rondinelli, 2); fino al 30
giugno riapertura della mostra Imperiituro.
Renovatio Imperii. Ravenna nell' Europa
Ottoniana'. Orario: tutti i giorni 10­19,30.
FAENZA. Al Mic (Via Baccarini 19); si
comunica il nuovo orario di visita: fino al 20
ottobre, dal martedì alla domenica, orario
continuato 10­19.
­ Nuova galleria d' arte Contemporanea
Ronchini (Corso Baccarini, 15); fino al 12
aprile mostra di Ivo Sassi dal titolo Basso­
rilievi'. Orario: tutti i giorni, compresi i festivi,
10,30­12,30 / 16­19,30.
­ Pinacoteca Comunale (Via S.
Maria dell' Angelo , 9); fino al 28 giugno mostra di Antonio Argnani. Dal lunedì al venerdì nell' orario di
apertura della Pinacoteca; sabato e domenica, fino alla fine di aprile 10­13 / 15­19.
­ Bottega Bertaccini ( Corso Garibaldi , 4); fino al 6 maggio mostra collettiva dal titolo Ceramiche
Sonore/ fischietti d' autore'. Orario: 9,30­12,30 / 15,30­19,30. Chiuso domenica e lunedì mattino.
CERVIA. Sala Rubicone­Magazzini del Sale (Via Nazario Sauro 24); fino al 14 aprile personale di
Micaela Zannoni dal titolo Colori della Terra e Sfumature dell' anima'. Feriali 15,30­18 ; festivi 10­12,30 /
15,30 ­18.
­Torre dei Magazzini del Sale (Via Nazario Sauro ); fino al 20 aprile mostra di Enzo Marino dal titolo
Personale' e mostra di Maurizio Ceccarelli dal titolo A tutto strappo'. Quest' ultima mostra comprende un
po' tutto il percorso artistico di Maurizio Ceccarelli, dal suo esordio ai giorni nostri.
Orario di visita: dal lunedì al giovedì 17.30­20.30; venerdì 17.30­22; sabato, domenica e festivi
10.30.12.30 / 16­22.
LUGO. Palazzo del Commercio Sale Lino Longhi (via Acquacalda, 29); fino al 26 aprile mostra di Alfiero
Tavanti Atelier'. Orario: martedì e giovedì 15­18; sabato e festivi 15.30­18.30 ­ Biblioteca Comunale
Fabrizio Trisi (Piazza F.Trisi 19); fino al 19 maggio mostra documentaria La Gande Guerra in Italia nelle
fotografie di Raffaele Garinei e nelle raccolte della biblioteca Trisi'. Orario: dal lunedì al venerdì 9­12,30
/ 14,30­19; sabato 9­12.30.
­Manica Lunga dell' Ex Convento del Carmine ( Piazza Trisi, 4); fino al 30 settembre 2015 la mostra
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Lugo ai tempi del colera'.Dal lunedì al venerdì 9­12.
­ Pescherie della Rocca Estense (Piazza garibaldi 1); fino al 22 aprile mostra documentaria #
grandeguERra' (grande guerra in Emilia Romagna tra fronte e retrovie). Orario; giovedì e venerdì
15,30­18; sabato e domenica 10­12 / 15­30­18.
­ Casa rossini (Via Giacomo Rocca 14); sabato 11 aprile inaugurazione mostra Collages' di Giovanni
Pini. L' esposizione si protrarrà fino al 26 aprile.
BAGNACAVALLO. Museo delle Cappuccine (Via Vittorio Veneto 1/a); fino al 19 aprile mostra di grafica
artistica di Bonizza Modolo dal titolo Le trame astratte di Bonizza Modolo'. Orario: martedì e mercoledì
15­18; giovedì 10­12/ 15­18; venerdì, sabato e domenica 10­12 / 15­19.
FUSIGNANO. Museo Civico San Rocco (Via Vincenzo Monti 5); sabato 11 aprile alle ore 17
inaugurazione mostra di pittori, scultori e disegnatori nei confronti dei quali lo studioso Don Antonio
Savioli (1915­1999) , durante la sua vita, ha contribuito alla loro riscoperta, conoscenza e divulgazione (
ricordiamo alcuni di questi artisti: Verlicchi, Bedeschi, Lenzini, Rontini ecc). La mostra resterà aperta
fino al 24 maggio sabato, domenica e festivi.
­ Sala Espositiva Il Granaio (Piazza Corelli, 16); fino al 19 aprile Al Tabachi, I gruppi di difesa delle
donne nella Resistenza ravennate 1944­1945'. Orario: sabato 15­18; domenica 10.12 / 15­18.
­ Ex Spazio Cose belle' ( Corso Emaldi 51); fino al 26 aprile, nell' ambito del progetto Staffetta',
personale di Simone Luschi.
Orario di visita; sabato 15­18; domenica 10­12 / 15­18 Rosanna Ricci.
RICCI ROSANNA
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Lions club, intermeeting a Riolo Terme per parlare
della Grande Guerra
Del primo conflitto mondiale saranno affrontati i temi della sanità militare, cultura in
trincea, recuperanti e riciclanti.
RIOLO TERME. Sarà nel segno della Grande
Guerra l' intermeeting dei club Lions della
Valle del Senio, di Lugo e il Faenza Host, che
si terrà al Grand Hotel di Riolo Terme sabato
11 aprile alle 17. Per parlare del tema A cent'
anni dalla Grande Guerra: la sanità militare, la
cultura in trincea, i recuperanti e i riciclanti
intervengono i rela tori Daniele Serafini,
direttore del Museo Francesco Baracca di
Lugo, Gabriele Zaniboni, appassionato di
storia della medicina nella Grande Guerra, e il
collezionista Bruno Zama.
Zama, 51 anni, carabiniere in congedo,
sposato con Giuseppina, un figlio, è
attualmente consigliere e addetto stampa del
Lions Club Faenza Host; è stato presidente
anno 2009­2010, ha sempre avuto l' hobby e la
passione dello studio della storia.
Colleziona materiale bellico inerte della prima
e seconda guerra mondiale, modificato,
trasformato e riutilizzato per la vita pacifica,
diventando il maggior esperto e collezionista
italiano e, probabilmente, d' Europa. Ha scritto
tre libri, nel 2012 I riciclanti della linea Gotica
(esaurito), nel 2013 Dalla Guerra alla pace
assieme ad Angelo Nataloni e nel 2014
Recuperanti e riciclanti delle due guerre
mondiali, assieme a Jean Pascal Marcacci e
realizzato col contributo del Lions Club Faenza Host. Ha effettuato lezioni tematiche alle scuole
elementari, medie e licei.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
«Attuo in politica le conoscenze maturate sul
campo»
Idee chiare e molto lavoro per l' assessore alle attività economiche Simonetta
Zalambani.
LUGO. Una cosa va senza dubbio riconosciuta
al sindaco di Lugo Davide Ranalli; essere
riuscito a costruire una giunta con tanti nomi
nuovi che riescono a partorire idee innovative
cercando di dare un fattivo contributo alla
crescita della città. Simonetta Zalambani,
fusignanese, classe 1966, diplomata in
ragioneria è l' assessore che ha sostituito
Laura Sughi (giunta Cortesi) con le deleghe
delle attività economiche, turismo, sportello
unico alle imprese, incubatore nuove imprese
e marketing territoriale. Impegnata molto sul
lavoro avendo la direzione aziendale e la
responsabilità dell' area amministrativa presso
l' Ocm clima srl, riesce a trovare voglia e
stimoli per portare avanti carriera politica e
famiglia (ha due figli). «Vivo a Bizzuno da 14
anni ­ racconta ­, il luogo dove ho trovato un
perfetto equilibrio tra un clima pacifico e brave
persone; tutto questo mi fa sentire "a casa", coi
miei figli, mia mamma e il mio cane».
Soddisfatta dunque della sua nuova
esperienza? Quanto tempo le porta via?
«Si, sono soddisfatta perché mi sta
arricchendo ogni giorno di più grazie a nuove
conoscenze; è un' esperienza impegnativa, da
conciliare con la mia professione e con la
famiglia, che mi sostiene e mi aiuta, ma è allo stesso tempo una soddisfazione poter mettere a
disposizione le mie competenze acquisite soprattutto in ambito aziendale su temi come lo sviluppo».
L' assessorato che le è stato affidato è di suo gradimento? E perché?
«Questo assessorato tocca due temi a me mol to cari. Intendo le imprese, in ogni loro forma e quindi
come conseguenza le persone ed il lavoro, temi che mi stanno a cuore e che sono stati e sono l' oggetto
della mia vita professionale. Poi l' innovazione, le start­up, il rapporto scuola ­lavoro: un grande
percorso di crescita professionale. Altro grande "amore" è il marketing per l' attrattività e la promozione
del territorio attraverso eventi, sinergie da mettere in campo, forme promozionali, idee nuove. Temi
dinamici che portano ad una "evoluzione" continua».
Quale rapporto è riuscita ad instaurare con i commercianti?
«I commercianti sono una grande risorsa per il nostro territorio; abbiamo, come città, l' ambizione di
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
essere riconosciuti attraverso il logo "Lugo Città Mercato". Lugo ha nel proprio dna il commercio, dal
mercato settimanale alla grande distribuzione, dal negozio di lusso a quello tradizionale, dalla fiera ai
mercatini, dal biologico all' antiquariato. Abbiamo punti strategici come il Pavaglione, centro
commerciale naturale, che vanno promossi e messi in sinergia con gli eventi. Sono la prima ad aver
rispetto dell' impresa e del lavoro, ma ogni giorno sono abituata a fare i conti col cliente che cambia, che
conosce prodotti, prezzi e luoghi dove trovare quanto vuole acquistare nei modi e nei tempi che
desidera, grazie alle nuove tecnologie. Spesso oggi le persone comprano facendo un' esperienza e non
soltanto acquistando un bene ; lo fanno pure per emozione e l' emozione ha bisogno di contesto, tempi
adeguati e modalità sempre nuove, proprio in un clima di evoluzione».
GIANFRANCO CAMERINI
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Alleanza tra pubblico e privato, cinque nuove visite
in azienda nell' ambito di "Impresa Comune"
LUGO. Cinque nuove aziende hanno aderito al
progetto "Impresa Comune" incontrando nelle
ultime due settimane il sindaco di Lugo Davide
Ranalli e l' assessore alle attività produttive
Simonetta Zalambani, grazie alla
collaborazione con le rispettive associazioni
economiche.
I due amministratori si sono recati in visita alla
cooperativa Coma car e alla Tekno Pav di
Voltana, alla ditta Lanzoni Daniele e alla
Bucchi di Lugo e alla Bassi di Santa Maria in
Fabriago; in occasione delle visite alla Bassi e
alla Tekno Pav era presente anche il
responsabile della Cna della Bassa Romagna,
Roberto Mas sari.
"Impresa Comune" punta a favorire le sinergie
per incentivare l' innovazione e lo sviluppo
attraverso la conoscenza reciproca tra
pubblico e privato. Il progetto è stato avviato lo
scorso anno con lo scopo di esplorare nuove
idee insieme alle aziende. Il titolo è stato scelto
per sottolineare l' unità degli intenti e degli
orizzonti che dovrebbe contraddi stinguere l'
attività dell' Amministrazione comunale, quella
delle imprese e delle associazioni di categoria,
soprattutto in un contesto di crisi economica,
per la In alto la visita alla cooperativa Comacar
a sinistra quella alla Bucchi crescita e lo
sviluppo sostenibile del territorio.
Le visite proseguiranno con incontri già programmati presso le aziende Tatì, Cevico e Pagliuti.
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Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
Corriere di Romagna Ravenna
Moto in scarpata ferito 59enne
LUGO. Ha perso il controllo della moto e dopo
aver colpito il parapetto è finito in una scarpata
dopo un volo di una dozzina di metri. Grave
incidente stradale ieri pomeriggio intorno alle
15 sulla Provinciale 4 del Bidente, tra Corniolo
e Campigna. Ferito in modo serio, anche se
non sarebbe in pericolo di vita, un 59enne di
Conselice. I primi ad arrivare sono stati gli
operatori del Soccorso Alpino che hanno
recuperato il ferito, poi trasportato dall' elime
dica del 118 al Bufalini.
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
LA NOSTRA RAZZA DI CANE SBARAGLIA IL CAMPO: DUDÙ IL "ROMAGNOLO"
CAMPIONE DI BELLEZZA.
Lagotto di Romagna, è il più bello
Dopo il successo ottenuto il 13 marzo a Reggio Emilia nell' internazionale di cinofilia,
mercoledì scorso la proclamazione ufficiale da parte dall' Enci.
Da poco più di vent' anni la Romagna, ormai è
rispaputo, ha il suo cane. La razza si chiama
Lagotto Romagnolo, cane specializzato nella
ricerca del tartufo il cui standard è stato
approvato dall' Enci (l' Ente nazionale della
cinofilia italiana), ufficialmente, razza italiana,
nel luglio del 1992. Tre anni dopo la razza sarà
riconosciuta a livello internazionale dalla Fci,
Federazione cinofila internazionale.
E ora il più bell' esemplare di Lagotto che pur
essendo romagnolo vive in Irpinia si chiama
Dudù, un cagnolino che dopo il successo
ottenuto il 13 marzo scorso a Reggio Emilia
nell' internazionale di cinofilia, ha poi ottenuto
mercoledì scorso la proclamazione ufficiale da
parte dall' Enci (Ente Nazionale Cinofilia
Italiana) di Campione italiano di Bellezza,
risultando il primo Lagotto Romagnolo
proclamato campione nell' anno 2015.
Dall' aprile 2012 ad oggi, aprile 2015, il duo
composto dal padre Massimo Roca handler
(colui che presenta il la gotto romagnolo sul
ring), sua figlia Alessandra Roca groomer
(tolettatrice proprietaria di un salone di
bellezza per cani e gatti "Vanity Pets", con
vasche idromassaggio all' ozono e palestra
per la preparazione di cani da esposizione) e il
direttore tecnico e sponsor Vincenzo Prizio,
hanno già conseguito quattro titoli italiani e tre esteri, con il Lagotto Romagnolo. Infatti oltre a Dudù, i
Roca hanno altri Lagotti di nome Cico e Desy che hanno sbaragliato il campo.
La Razza Docile, coccolone, instancabile con un fiuto incredibile e per questo è specializzato nella
ricerca del tartufo, unica razza del pianeta riconosciuta con questa attitudine. Il Lagotto rappresenta la
terra Romagna, da Imola fino a Cattolica, in almeno dieci Paesi al mondo.
Si è rapidamente diffuso in Canada, Francia, Finlandia, Germania, Norvegia, Olanda, Inghilterra,
Svezia, Svizzera e Stati Uniti. Alcuni esemplari sono anche in altri Stati. Nel nostro Paese ci sono
solamente 16 razze di cani e una di questa è proprio il riccioluto Lagottino di Romagna che ha rischiato
seriamente di scomparire per sempre dalla faccia della terra. L' hanno salvato tra Imola e Bagnara di
Romagna. Grazie, infatti, all' attività di quattro appas sionati ed esperti cinofili, la razza ricominciò ad
acquistare l' originale purezza, che gli accoppiamenti con altre meticci avevano in parte compromesso. I
quattro autori della rinascita della razza furono Quintino Toschi, allora presidente del locale gruppo
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
cinofilo di Imola, Francesco Ballotta, allevatore e giudice dell' Enci, Antonio Morsiani, cinologo, giudice
ed allevatore soprattutto di carni San Bernardo (razza Svizzera) e Lodovico Babini, esperto cinofilo
romagnolo. Grazie a queste persone, e a Giovanni, figlio di Antonio Morsiani, la razza si avviò verso una
rinascita. Rinascita che ha il suo apice nel 1988 con la nascita del Club Italiano Lagotto. Dai pochissimi
esemplari rimasti che si potevano incontrare in giro per i paesi della Romagna, non sempre identici tra
loro, gli esperti sono riusciti a fissare lo standard esattamente di come era il cane, che ha una storia
incredibile. Si tratta infatti di un antica razza da riporto in acqua, presente fin dal XVI secolo, nelle valli di
Comacchio e nelle lagune ravennati e diffusasi, a partire dal XIX secolo, nelle pianure e nelle colline
romagnole con la specifica funzione di cane da tartufi.
Gli anziani cercatori di tartufi delle zone vocate del tubero, di Cusercoli, Ci vitella di Romagna, di
Dovadola e di Predappio, cercavano questo pelosone che nemmeno sapevano si chiamasse Lagotto.
Sapevano però che quel batufolo dal pelo idrorepellente era eccezionale per il loro scopo. In molti, in
queste terre, sono riusciti a sopravvivere alla miseria vendendo tartufi. Avevano capito che questo
cagnolino dall' espressione attenta, intelligente e vivace esibiva passione, forza ed efficienza. Dopo il
lavoro fatto soprattutto a Imola e a Bagnara, finalmente dopo 28 anni di impegno e lavoro degli
appassionati, il 6 luglio del 2005, l' assemblea generale della Fci riunitasi a Buenos Aires in Argentina,
approva definitivamente la razza a livello mondiale: il Lagotto Romagnolo, cane di media ­piccola taglia,
con buone proporzioni, di profilo forma un quadrato quasi perfetto. È di aspetto forte, robusto e rustico
allo stesso tempo. Il La gotto ha grandi occhi rotondi, in ogni sfumatura di colore che va dal giallo scuro
al marrone scuro. Ottimo anche da compagnia, ama giocare coi bambini. Secondo la Classificazione
della Fci la razza Lagotto romagnolo appartiene al gruppo 8 che è quello dei cani da riporto, da cerca e
da acqua. E ora dopo la vittoria di Dudù è anche il più bello fra tutti i cani.
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La Voce di Romagna
La Voce di Romagna Ravenna
John De Leo e Stefano Benni: che coppia!
L' EVENTO Domani sera al teatro comunale il concerto del grande performer lughese
accompagnato dall' amico scrittore. Sul palco anche la Grande Abarasse Orchestra.
Il lughese John De Leo e la sua variopinta JDL
Grande Abarasse Orchestra sarà in concerto
domani sera (ore 21) al Teatro Comunale di
Cervia in occasione dell' unica tappa nella
cittadina romagnola dell' edizione 2015 del
festival itinerante Crossroads.
Ma questa data de "Il Grande Abarasse Tour"
sarà ancora più speciale: John De Leo
ospiterà infatti sul palco l' amico scrittore
Stefano Benni, assieme al quale si cimenterà
in brevi incursioni letteral­musicali,
interpretando testi propri ed estratti da "Linea
d' ombra" di Joseph Conrad. Sul palco ci
saranno anche Fabrizio Tarroni (chitarra
semiacustica), Franco Naddei
(campionamenti, chitarra elettrica), Beppe
Scardino (clarinetto basso, sax baritono), Piero
Bittolo Bon (clarinetto basso, sax baritono),
Dimitri Sillato (violino, pianoforte), Valeria
Sturba (violino, violino elettrico, theremin),
Paolo Baldani (violoncello), Silvia Valtieri
(fisarmoni ca, pianoforte, percussioni
giocattolo).
Col suo innesto di jazz e musica classica,
senza tralasciare una spruzzata di
soundtracks, nel dna del cantautorato sui
generis tipico di John De Leo, l' uscita de Il
Grande Abarasse, lo scorso ottobre, ha
segnato il ritorno alla discografia del cantante ­performer originario di Lugo, a sette anni di distanza dal
precedente Vago svanendo (Info e prevendite 0544 975166 405666).
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La Voce di Romagna Ravenna
IN BREVE.
Teatro dialettale al Moderno
Venerdì 10 aprile alle ore 21 per la rassegna
di teatro dialettale la compagnia del Borgo di
Faenza presenta Frazcon l'ha vent e lot di
Athos Setti e Giuliano Betti. Appuntamento al
Moderno di Fusignano.
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La Voce di Romagna Ravenna
A Bagnacavallo torna il "Music Summer Camp
BABY ARTISTI CRESCONO Dal 6 al 19 luglio i laboratori musicali dedicati ai giovani
con docenti di livello nazionale. E alla fine tutti sul palco per mostrare al pubblico il
proprio talento.
Music Summer Camp, che si svolge col
contributo del Lions Club di Bagnacavallo, è
un' esperienza unica nel mondo delle arti dove
giovani artisti ­ dagli 8 ai 16 anni ­ per due
settimane avranno la possibilità di immergersi
nella musica e nel teatro e vivere un'
occasione formativa di livello internazionale. Il
Music Sum mer Camp viene proposto per il
secondo anno a Bagnacavallo da Accademia
Bizantina, dopo il successo della prima
edizione, che ha visto la partecipazione di 18
giovani che, alla fine del laboratorio, hanno
messo in scena al Goldoni "Orfeo ed Euridice".
Dal 6 al 19 luglio i corsisti parteciperanno a
lezioni di strumento, musica d' insieme, teatro
e arte scenografica. Du rante il Music Summer
Camp i ragazzi saranno impegnati nella
messa in scena di uno spettacolo musicale, di
cui saranno creatori e interpreti. Il progetto è
rivolto a giovani strumentisti e cantanti che
abbiano una formazione musicale di base, ma
è aperto anche a ragazzi senza una specifica
formazione. Per la musica i docenti saranno
Alice Bisanti e Valeria Montanari di Accademia
Bizantina, per il teatro Danilo Conti e Antonella
Pirovano di Tcp­Tanti Cosi Progetti di
Ravenna, per i laboratori creativi Jenny
Burnazzi e Margherita Tedaldi. Iscrizioni entro
il 15 giugno per email a [email protected] o per posta ad Accademia Bizantina, via F.lli
Bedeschi 9, Bagna cavallo. Quota di iscrizione 380 euro (Info 0545 61208).
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AL TABÁCHI A FUSIGNANO
Questa sera alle 20.30 al centro culturale "Il
G r a n a i o " d i Fusignano, in piazza Corelli,
inaugura la mostra "Al tabáchi. I gruppi di
difesa della donna nella resistenza ravennate
1944­1945". L' esposizione sarà visitabile fino
al 19 aprile, il sabato dalle 15 alle 18 e la
domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.
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LIBERAZIONE.
Mostra Sabato alla Rocca rivivono i cimeli della
guerra
In questo mese di aprile 2015 si ricorda il
settantesimo anniversario della Liberazione
dell' Italia. Lugo fu liberata la notte fra il 9 e il
10 aprile 1945. Per fare memoria di questo
avvenimento sabato 11 aprile 2015 verrà
inaugurata nella Torre del Soccorso della
rocca la mostra "Dalla guerra alla pace". L'
esposizione sarà costituita da una raccolta di
reperti bellici dell' epoca, del collezionista
Bruno Zama, trasformati in strumenti di vita
quotidiana.
Saranno esposti a cura dell' associazione
Romagna Air Finders equipaggiamenti di
aerei e piloti abbattuti nel nostro territori. La
mostra sarà inaugurata alle 17.
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ARTE.
Scultura In mostra a Fusignano le teste dai colori
sgargianti di Simone Luschi
Venerdì scorso, nell' ex spazio "Cose belle", in
corso Emaldi a Fusignano, ha inaugurato la
personale di Simone Luschi nell' ambito del
progetto "Staffetta". In mostra sculture di teste
dipinte con colori sgargianti, opere che
sembrano crescere con andamento vegetale.
L' esposizione di Luschi è curata da
Massimiliano Fabbri. La mostra, a ingresso
libero, rimarrà allestita fino al 26 aprile
(appuntamenti al numero 338 4511029).
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Un solo team di pallavolo per la Bassa
LA NOVITÀ Dal prossimo anno nella InVolley si fonderanno altre tre società: "Obiettivi
ambiziosi nel futuro"
Una sola società di pallavolo per la Bassa
Romagna. A partire dal prossimo anno Virtus
Lugo, Stuoie Baracca, Pallavolo Conselice e
InVolley Ast si uniranno in un' unica società
denomeninata "InVolley Ssdarl" che che
rappresenterà il maggior sodalizio
maschile/femminile nel territorio dell' Unione
dei Comuni della Bassa Romagna ed una
della maggiori Società sportive in ambito
provinciale.
"La nuova società ­ scrive in una nota ­ si
prefigge lo scopo di assicurare il
mantenimento degli attuali organici di atleti,
allenatori e preparatori, con l' obiettivo di
valorizzarne ulteriormente il valore tecnico,
che già quest' anno ha consentito il
raggiungimento di prestigiosi traguardi in tutto
il settore giovanile, ma che sta ben figurando
anche a livello regionale e nazionale".
Ulteriori obiettivi "sono lo sviluppo e
valorizzazione del settore giovanile, con la
speranza per il futuro di formare atleti che
trovino collocazione in ambito nazionale, come
già avvenuto in passato, e l' attivazione di ogni
forma di collaborazione con terzi, con il
preciso intento di assicurare anche al settore
femminile l' accesso ad un campionato
nazionale, che fino ad oggi non trovato
soluzione in considerazione di soli fattori di sostenibilità economica. Senza dimenticare che sarà
assicurata anche la prosecuzione degli interventi in ambito scolastico, già in essere da qualche anno
nelle scuole primarie di primo e secondo grado, e l' attività amatoriale, che proprio a partire dalla
collaborazione con le scuole ­ si pensi al torneo L' importante è partecipare ­ ha assicurato la
formazione di numerose squadre che oggi partecipano ai campionati Csi".
Le prospettive future, "che sono ambiziose e per questo 'sfidanti' per la nuova Società, rappresentano
sicuramente uno sforzo gravoso in termini organizzativi ed economici, ma con la certezza che l' unione
fa la forza e che le capacità fin qui dimostrate dalle singole Società rappresentano una garanzia per la
sostenibilità del progetto. A tutti gli atleti, allenatori, preparatori, dirigenti, sponsor, simpatizzanti,
genitori e tutti coloro che in ogni forma hanno garantito fino ad oggi il movimento pallavolostico delle
attuali società ­ conclude la nota ­, sicuri che la loro fattiva collaborazione in futuro sarà determinante
per lo sviluppo della nuova Società InVolley SSD, un sentito ringraziamento".
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IL BANDO
Servizio Civile Si cercano volontari per le biblioteche
L' Unione dei Comuni cerca 7 volontari per il
Servizio Civile. Il progetto, dal titolo "Il filo del
racconto", prevede l' inserimento dei volontari
nelle Biblioteche e nei centri culturali del
territorio e, in particolare, alla Biblioteca Taroni
di Bagnacavallo, alla Biblioteca Righini Ricci di
Conselice, alla Biblioteca Varoli di Cotignola,
alla Biblioteca Piancastelli di Fusignano, alla
Biblioteca "Trisi" di Lugo, al Centro culturale
"Venturini" di Massa Lom barda e al Comune
d i Bagnara, ufficio cultura. Le domande
devono pervenire entro le ore 14 del 16 aprile
tramite una delle seguenti modalità: PEC all'
indirizzo pg.unione.labassaromagna.i
[email protected], ricordandosi gli allegati in
formato pdf; consegnate a mano al Servizio
Coordinamento Giovani, Via Amendola 68,
Lugo; spedita con raccomandata A/R a Unione
dei Comuni della Bassa Romagna, Piazza
Martiri Libertà 1, Lugo.
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Il libro L' ultimo lavoro è quello di Silvia Manzani e Giampiero Corelli. Il ballo romagnolo torna
alla ribalta attraverso i racconti di chi non vuol dare per morta la musica tradizionale della nostra
terra. E allo stadio si canta "Romagna mia"
Innamorate del liscio
Ancora un omaggio al mondo del liscio
romagnolo nato dal sodalizio speciale fra e la
giornalista Silvia Manzani e il fotografo
Giampiero Corelli entrambi premio Guidarello
2014. Le innamorate, Edizioni Moderna,
raccogliendo esperienze di vita, di canto, di
spettacolo, ricostruisce un quadro
parcellizzato eppure efficace del periodo in cui
il liscio trionfò nelle balere valicando i confini
della Romagna. Eternamente innamorate della
musica, del palco e dei riflettori sono cantanti
come Arte Tamburini, nome da predestinata,
78 anni suonati, che ha militato nella
formazione del Maestro Secondo Casadei per
17 anni, per poi passare all'orchestra Il folklore
di Romagna. Nel 2012 al Piteco per il
compleanno dell'orchestra di Silvano Silvagni,
Arte, che oggi parla a fatica, si è magicamente
ricordata le parole dei suoi cavalli di battaglia
nell'alchimia stupefacente della musica. C'è
c h i , c o m e E u g e n i a F o l i g a t t i d i Massa
Lombarda, ha abbandonato tutto per dedicarsi
alla famiglia e ai sei figli maschi, salvo ri­
debuttare il 5 giugno 2013 e chi, come Orsola
Ginanni Corradini ha resistito conciliando
famiglia e spettacoli fino a quarantadue anni e
poi ha chiuso con la carriera.
Per tutte viene il momento di dire basta, ma le
tracce di quel percorso, cosparso di rossetti, di microfoni, di paillette, di lussureggianti abiti di scena
non si cancella. Alcune sono passate alle TV locali, altre sono a casa a vivere di ricordi, in questa
Romagna che pare avere accantonato la sua anima musicale più genuina e con essa un pezzo della
sua storia. Franco Dell'Amore, uno dei relatori del libro, ricorda che nell'orchestrina di Zaclén, al secolo
Carlo Brighi, nell'unica foto esistente del Capannone Brighi di Bellaria dove i giovani, dopo tanti balli di
gruppo, potevano finalmente allacciarsi nel ballo a due, c'è una donna che suona il violino insieme ad
altri quattro musicisti. La presenza femminile accompagna fin da allora la musica da ballo romagnola e
avrà esiti imprevedibili, come la violinista Nella Gentili che riorganizza l'orchestra del padre Bruto di
Cesenatico, Fernanda Stanzani di Vecchiazzano che da il suo nome all'orchestra lasciando il marito
Ezio Errani a suonare banjo e chitarra e l'Orchestra Scintilla di Cesena, guidata dalla violinista Iris
Mordenti e dal marito Alvaro Castagnoli, dove cantava Silvana Drudi, già cantante d'operetta. Con Arte
Tamburini e Derna Dondi le gonne erano lunghe e castigate, ma negli anni sessanta arrivano le
minigonne e le orchestre spopolano anche per l'avvenenza di cantanti come Rita Baldoni Coscialunga,
star dell'orchestra di Secondo e Raoul Casadei strizzata in vertiginose minigonne, Lidia Pagani e Luana
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Babini.
Lo scrittore Cristiano Cavina ricorda le origini del liscio praticamente contemporaneo al jazz, due generi
nati fra gli umili: da una parte i braccianti della Romagna, dall'altra gli schiavi neri del Sud degli Stati
Uniti: ma mentre il jazz usciva dal ghetto dei campi di cotone per raggiungere la musica alta nei locali di
moda e oggi anche teatri e sale da concerto, il liscio, adattato sui valzer, le polche e le mazurche
austriache, compiva e terminava la sua parabola in balere come le Cupole di Castel Bolognese e La Cà
del Liscio di Ravenna. Scrive Cavina: Il liscio divampa di passione e infiamma questo libro che accende
i riflettori su persone e non su personaggi, un libro che è una lettera d'amore. Anche Paola Sobrero,
analizzando carriere e figure femminili, ricerca analogie e differenze per ricostruire una storia del liscio
che ha subito un declino dopo il boom degli anni 60, 70 e 80, ma non è ancora conclusa. C'è anche una
lunga intervista di Riccarda Casadei che omaggia il padre Secondo, un bel ritratto della ravennate
Monia Malpassi, portavoce del ballo liscio, e uno spazio alle giovani leve come i Sincopati, che contano
di acchiappare i propri coetanei suonando come il grande Casadei perché il liscio è Casadei, o lo suoni
come lui, o non c'entri proprio per nulla. Casadei ha inciso 1048 brani, un patrimonio immenso con cui
stabilì ponti fra la Romagna e il resto del mondo. La mitica Romagna Mia è cantata su Youtube ed è
l'inno del Cesena vittorioso, viene suonato in Argentina come in Bielorussia, è una specie di inno
romagnolo che ha varcato i confini. Ben venga dunque questo libro­testimonianza su una Romagna dai
confini mai tracciati che trova nella musica, nel canto e nel ballo identità e riconoscimento.
Attilia Tartagni
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7 aprile 2015 - Unione dei Comuni della Bassa Romagna