UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Martedì, 07 aprile 2015 UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Martedì, 07 aprile 2015 Prime Pagine 07/04/2015 Prima Pagina 1 Il Sole 24 Ore Enti locali 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 1 2 Appalti, codice «leggero» Un rating per imprese e Pa 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 2 3 «Spending 2», 45 miliardi da Pa, trasporti e partecipate 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 2 Dino Pesole Ultimi ritocchi al Def, il varo slitta a venerdì 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 3 Giorgio Santilli Appalti, rating per imprese e Pa 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 3 7 9 I paletti Ue sulle concessioni autostradali 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 32 Maurizio Leo Sulla voluntary la mina del raddoppio dei termini 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 2 BRUNO CAPONE O l' Italia esce dall' euro o taglia la spesa pubblica 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 4 11 13 14 Dieci mld per non aumentare l' Iva 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 6 MARCO BERTONCINI Per il 99,96%, niente soldi ai partiti 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 21 17 19 Chessidice in viale dell' Editoria 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 25 BENITO FUOCO E NICOLA FUOCO Plusvalenze esenti 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 27 VALERIO STROPPA Gli sgravi Irap anche per le utility Meno caro il costo del personale 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 28 ROBERTO ROSATI Venerdì lo spesometro al traguardo 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 33 NICOLA MONDELLI Occhio alla ricostruzione di carriera Se scade il termine, si perde un anno 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 34 5 RINO DI MEGLIO COORDINATORE NAZIONALE GILDA La proposta del governo mette a rischio la libertà di insegnamento 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 36 ANTIMO DI GERONIMO Lavoro pomeridiano in 40 ore 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 39 MATTEO SCIOCCHETTI Garanzia giovani, è flop 21 23 24 26 28 30 32 Il Resto del Carlino Ravenna 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 20 34 Sindaco e assessore in visita alle aziende 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 20 35 ALLA ROCCA DI LUGO UNA MOSTRA SULLA GUERRA 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 20 36 Imprenditore a processo: «Incendiò la sua impresa» 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 20 38 Uova sode, un lughese sul podio 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 21 39 Al via le iniziative dedicate al 10 aprile 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 21 SCARDOVI LUIGI La Soffitta in piazza' ha riempito Villanova 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 21 SCARDOVI LUIGI Centauro conselicese vola nel burrone 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 25 MARIANI MAURIZIO Alla FeltrinelliIl sangue dei fratelli' 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 25 RICCI ROSANNA Pittura e guerra nelle mostre in provincia 40 42 43 44 Corriere di Romagna Ravenna 07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 11 46 Lions club, intermeeting a Riolo Terme per parlare della Grande Guerra 07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 30 «Attuo in politica le conoscenze maturate sul campo» 07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 30 Alleanza tra pubblico e privato, cinque nuove visite in azienda nell'... 07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 30 Moto in scarpata ferito 59enne GIANFRANCO CAMERINI 47 49 50 La Voce di Romagna Ravenna 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 3 Lagotto di Romagna, è il più bello 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 31 John De Leo e Stefano Benni: che coppia! 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 35 Teatro dialettale al Moderno 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36 A Bagnacavallo torna il "Music Summer Camp 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36 AL TABÁCHI A FUSIGNANO 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36 Mostra Sabato alla Rocca rivivono i cimeli della guerra 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36 Scultura In mostra a Fusignano le teste dai colori sgargianti di Simone... 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36 Un solo team di pallavolo per la Bassa 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 36 Servizio Civile Si cercano volontari per le biblioteche 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 43 Innamorate del liscio 51 53 54 55 56 57 58 59 60 61 7 aprile 2015 Il Sole 24 Ore Prima Pagina Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 1 7 aprile 2015 Pagina 1 Il Sole 24 Ore Enti locali Oggi al Senato il testo del Ddl delega: con la semplificazione articoli ridotti da 650 a 250. Appalti, codice «leggero» Un rating per imprese e Pa Stop alla direzione lavori affidata ai general contractor. Le imprese che hanno sempre rispettato i termini contrattuali potranno avere un "premio" di qualificazione agli appalti: i criteri reputazionali, insieme al rating di legalità, sono tra le novità della riforma che debutterà oggi al Senato. Drastica riduzione da 650 a 250 degli articoli del codice appalti. Santilli e Arona pagina 3. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 7 aprile 2015 Pagina 2 Il Sole 24 Ore Enti locali I tagli. Piano da almeno 10 miliardi: 2,54 dagli enti territoriali, altri 3,1 da sconti fiscali e incentivi alle imprese. «Spending 2», 45 miliardi da Pa, trasporti e partecipate Marco Rogari ROMA Un nuovo percorso per realizzare «una maggiore integrazione» tra il processo di revisione della spesa e il ciclo di bilancio. Che include il "pensionamento" della legge di stabilità, destinata a essere assorbita nel d i s e g n o d i bilancio triennale da varare a ottobre. E che prevede anche specifici accordi triennali tra il ministero dell' Economia e i singoli dicasteri di spesa per individuare gli interventi legislativi e amministrativi da sottoporre a palazzo Chigi con l' obiettivo di far marciare speditamente la spending review e rispettare i vincoli di bilancio. È quello che seguirà il Governo subito dopo il varo del Def per effetto dell' attuazione della riforma del bilancio. Un percorso indicato nelle bozze dei documenti allegati allo stesso Def, oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri quanto meno per un primo esame (il Pnr arriverà in ogni caso venerdì), che dovrebbe consentire di superare il tradizionale metodo della spesa storica e individuare i vari gradi di priorità dei programmi di spesa (in primis quelli nuovi). Che dovranno amalgamarsi con i nuovi tagli selettivi in arrivo, almeno 10 miliardi per il 2016 (con la possibilità di arrivare a 12), 45 dei quali arriverranno essenzialmente da tre interventi: attuazione della riforma della Pa e rafforzamento delle centralizzazione degli acquisti di beni e servizi; stretta sulle partecipate; riduzione dei trasferimenti e sussidi al trasporto pubblico. Altri 3,1 miliardi dovrebbero essere garantiti dalla potatura delle tax expenditures (1,5 miliardi) e dalla razionalizzazione degli incentivi alle imprese (si veda Il Sole 24 Ore del 5 aprile). I 2,54 miliardi restanti verrebbero assicurati prevalentemente da interventi sulla spesa regionale, sprechi sanitari inclusi, e in minima parte sui Comuni. Un' operazione quest' ultima che poggerebbe sull' adozione su vasta scala del metodo dei fabbisogni e dei costi standard,comunque accompagnata dal superamento del Patto di stabilità interno, anche se ovviamente i sindaci (e i Governatori) sarebbero vincolati al rispetto del pareggio di bilancio ora sancito dalla Costituzione. L' obiettivo della cosiddetta «spending 2», alla quale sta lavorando la cabina di regia di palazzo Chigi coordinata da Yoram Gutgeld e Roberto Perotti, in stretto contatto con il ministero dell' Economia, è quella di recuperare gran parte delle risorse necessarie per disinnescare le clausole di salvaguardia previste dalle ultime due leggi di stabilità. Se, come appare probabile, la spending dovesse garantire più di 10 miliardi (non è escluso che si arrivi a 1213), le maggiori risorse verrebbe utilizzare per ridurre Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 3 7 aprile 2015 Pagina 2 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali la pressione fiscale. La mappa dei tagli dovrebbe essere quantificata e dettagliata nella prossima legge di bilancio triennale da varare in autunno, sempreché non si decida per l' ultima volta di tenere in vita l' attuale suddivisione tra Ddl di stabilità e Ddl di Bilancio. Ma, almeno per il momento, il Governo sembra deciso a non ricorrere a proroghe. Nelle bozze dei documenti allegati al Def (si veda Il Sole 24 Ore del 4 aprile) si legge a chiare lettere che «il Governo intende attuare la delega concessa per il completamento della riforma del bilancio». Una fetta consistente delle risorse dovrebbe arrivare dall' attuazione della riforma della Pa. Dal Codacons arriva la richiesta di tagliare gli enti inutili: sono circa 500 e costano 10 miliardi lanno. © RIPRODUZIONE RISERVATA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 4 7 aprile 2015 Pagina 2 Il Sole 24 Ore Enti locali Ultimi ritocchi al Def, il varo slitta a venerdì I Comuni in trincea, Fassino chiede un incontro. ROMA Il governo incontri l' Anci prima del varo del Def, «in modo che si possa avere un confronto aperto e che possiamo avanzare le nostre proposte». La richiesta del presidente dell' associazione dei comuni e sindaco di Torino, Piero Fassino, che evidentemente punta a giocare d' anticipo anche per quel che riguarda gli effetti finanziari della Local tax, la nuova imposta sugli immobili che dal 2016 dovrebbe unificare Imu e Tasi, ma anche la necessità di meglio definire i dettagli dei testi all' esame dei tecnici di palazzo Chigi e del Tesoro, spingono per un «supplemento di istruttoria» prima del via libera definitivo. Oggi il Consiglio dei ministri potrebbe limitarsi a un esame preliminare, mentre il varo dell' intero quadro programmatico (Def, Programma nazionale di riforma e aggiornamento del Programma di stabilità) slitterebbe a venerdì. I comuni sono sul piede di guerra. «Si tenga contro soprattutto osserva Fassino che negli ultimi anni ci è stato chiesto uno sforzo finanziario notevole, proporzionalmente superiore rispetto a quello chiesto ad altri livelli i s t i t u z i o n a l i » . A r i s c h i o s o n o i servizi essenziali, «asili nido, scuole materne, assistenza domiciliare agli anziani, il trasporto pubblico locale». In primo piano le nuove stime relative alla crescita. Al momento, e in attesa di quantificare più nel dettaglio sia l' effetto delle variabili esterne (dal quantitative easing al calo dei tassi), sia le variabili interne (l' impatto delle riforme in termini di incremento del Pil potenziale), il governo si attesterà su una linea di sostanziale prudenza. Per il Pil, si va verso lo 0,7%, target leggermente superiore allo 0,6% stimato a fine 2014. Nel 2016, la crescita dovrebbe consolidarsi in un range tra l' 1,3 e l' 1,5%, con il deficit che resterebbe fermo quest' anno al 2,6%, per ridursi nello scenario programmatico attorno all' 1,8 per cento. Resta aperta la possibilità che con la manovra di bilancio del prossimo ottobre l' asticella effettiva venga elevata al 2,2%, aprendo in tal modo lo spazio a un utilizzo di parte del deficit per il finanziamento delle misure da inserire in legge di stabilità. Il ministro dell' Economia, Pier Carlo Padoan punta a rafforzare il quadro di finanza pubblica attraverso la graduale riduzione del deficit nominale (lo scorso anno al 3% del Pil), ora garantita anche dalla maggiore crescita, senza con ciò pregiudicare le misure dirette al sostegno dell' attività economica. In parallelo, tra la primavera e l' estate partirà la trattativa con la Commissione europea di cui si fa cenno nel Def per spuntare ulteriori margini grazie alla «clausola di flessibilità sulle riforme». Spazio di manovra che si tradurrebbe in maggior tempo a disposizione per rispettare il timing di riduzione del deficit strutturale (al netto delle variazioni del ciclo economico e delle una tantum) in direzione del pareggio di bilancio. Se applicata integralmente, a fronte di un percorso di riforme strutturali con effetti Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 5 7 aprile 2015 Pagina 2 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali certi e quantificati sul potenziale di crescita dell' economia, la clausola di flessibilità potrebbe valere fino allo 0,5% del Pil (78 miliardi), da utilizzare per il finanziamento delle riforme, con un ulteriore allungamento dei termini per raggiungere il pareggio, che slitterebbe dal 2017 al 2018. La partita più impegnativa si conferma quella con i tagli strutturali alla spesa corrente. Nel Def si cifra il nuovo intervento in cantiere in 10 miliardi, destinati integralmente a disinnescare le clausole di salvaguardia (per il resto si farebbe fronte con il risparmio atteso dalla discesa dei tassi e dello spread). Si punta tuttavia anche più in alto. Qualora i risparmi della spending review dovessero risultare più corposi, con la crescita più sostenuta e le riforme in gran parte realizzate, l' intenzione confermano fonti governative è di utilizzare il margine aggiuntivo per interventi diretti alla riduzione della pressione fiscale, in primo luogo sul lavoro. Il ricorso a parte del maggior deficit nominale servirebbe a finanziare interventi, anch' essi qualificati come fondamentali per il sostegno alla crescita, tra cui la conferma (con criteri forse più selettivi) della decontribuzione per i nuovi assunti a tempo indeterminato. L' Iva non aumenterà assicura Matteo Renzi, e il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd) si augura che non si tratti solo di uno slittamento al 2017: «Le imprese devono avere la certezza che non c`è una spada di Damocle come l' aumento dell' Iva nemmeno nel 2017. Bisogna tagliare la spesa, è opportuno chiudere molte municipalizzate che non funzionano e tagliare la spesa centrale di alcuni grandi ministeri che non hanno fatto la cura dimagrante». © RIPRODUZIONE RISERVATA. Dino Pesole Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 6 7 aprile 2015 Pagina 3 Il Sole 24 Ore Enti locali Appalti, rating per imprese e Pa Il nuovo codice dovrebbe portare una forte semplificazione: da 650 a 250 articoli. ROMA Le imprese che hanno sempre rispettato i termini contrattuali, non hanno abusato delle varianti in corso d' opera, non hanno mai presentato ricorsi "temerari" al giudice amministrativo potranno avere un "premio" in termini di qualificazione nel prossimo sistema degli appalti. L' introduzione dei «criteri reputazionali» per valutare le imprese, insieme al rating di legalità, è una delle novità comprese nel testo base che il relatore al Senato, il pd Stefano Esposito, renderà noto fra oggi e domani. Poi da domattina, la commissione Lavori pubblici del Senato partirà con lo sprint che dovrebbbe portare il testo della riforma degli appalti nell' aula di Palazzo Madama nell' ultima decade di aprile. Obiettivo di Esposito, largamente condiviso dai gruppi di maggioranza e di opposizione in commissione, è quello di mettere una griglia di paletti alla delega prevista dal disegno di legge governativo. Definire meglio i criteri di delega per evitare che, in sede di esercizio della delega stessa, il governo si perda fra mille possibili alternative. «Non dobbiamo dimenticare dice Esposito che l' obiettivo largamente condiviso del recepimento delle direttive europee è una drastica riduzione degli articoli di codice degli appalti e regolamento: dai 650 attuali bisogna scendere a 250». Una direzione di marcia confermata anche nella lunga telefonata che sabato Esposito ha avuto con il neoministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, assolutamente intenzionato a precedere spedito sulla via della riforma e della semplificazione. Il passaggio che si consuma fra oggi e domani in commissione Lavori pubblici, la presentazione del testo base ad opera del relatore, è un momento decisivo nel cammino della riforma perché su quel testo si innesteranno poi le proposte di emendamento dei gruppi (a partire dal 15 aprile). Il testo base di Esposito supererà di fatto il testo del governo considerato troppo blando nella definizione dei criteri di delega come testo di riferimento della discussione parlamentare. Le novità introdotte da Esposito resteranno quindi nel percorso della riforma. Le "pagelle" reputazionali delle imprese saranno affidate come il resto del sistema di qualificazione all' Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone che dovrà gestire anche un' altra novità assai rilevante introdotta dal «testo Esposito»: le pagelle per le stazioni appaltanti. In questo caso alla valutazione dell' Anac contribuiranno vari fattori strutturali e organizzativi (per esempio la presenza e l' esperienza di un numero adeguato di dirigenti tecnici) ma anche qui peserà la capacità che un' amministrazione potrà dimostrare di aver gestito in passato appalti con successo e secondo criteri di buona amministrazione. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 7 7 aprile 2015 Pagina 3 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali Quello del potenziamento dei poteri e delle funzioni affidate all' Anac è uno dei fili interpretativi della riforma del codice degli appalti anche se non trova ancora posto nel testo un disegno organico di potenziamento dei poteri di soft law dell' Autorità a fronte della massiccia semplificazione normativa promessa. Intorno all' Autorità guidata da Raffaele Cantone si va comunque condensando un nucleo di poteri che ne fanno il soggetto centrale nel nuovo sistema degli appalti. Vale, per esempio, anche per il precontenzioso, il tentativo cioè di evitare che le imprese si rivolgano al giudice amministrativo per far valere il proprio punto di vista. Già oggi esiste una sede di precontenzioso presso l' Anac ma la novità è che il parere espresso dall' Autorità diventerebbe vincolante (anche se questo non potrà evitare il ricorso al Tar). L' Anac dovrebbe poi avere un ruolochiave nel nuovo sistema misto di formazione delle commissioni aggiudicatrici: l' Autorità compilerebbe una lista di nove nomi presi da un registro interno e su questo elenco si svolgerebbe il sorteggio. Sempre l' Anac detterebbe i criteri oggettivi in base ai quali dare una stretta forte al numero delle stazioni appaltanti, che oggi sono più di 30mila. Nel testo si confermano alcune novità che Esposito conferma prioritarie. A partire dalla eliminazione del criterio di aggiudicazione del massimo ribasso per le gare di appalto d i servizi ad alta intensità di lavoro: si tratta, per esempio, delle gare relative all' attività di progettazione. Ma dovrebbe arrivare subito anche l' altolà alla direzione generale affidata dalla legge obiettivo ai general contractor e un drastico taglio alla possibilità di ricorso all' appalto integrato che affida alla stessa impresa progettazione e lavori. Un' altra novità riguarderà la limitazione delle attività affidate dalle amministrazioni pubbliche (soprattutto locali) in house. Qui il terreno è minato perché le direttive Ue non offrono molti agganci in favore della tutela della concorrenza e piuttosto tutelano le amministrazioni. Difficile garantire forme di gara formale con il gioco delle soglie europee. Nel testo dovrebbe però comparire una forte raccomandazione a svolgere procedure semplificate a inviti nel rispetto del principio del contenimento dei costi pubblici. Il confronto fra più offerte per quanto informale eviterebbe infatti l' affidamento diretto a una sola offerta (in house) senza possibilità di confronto sui costi e con il rischio molto alto di un danno erariale all' amministrazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Giorgio Santilli Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 8 7 aprile 2015 Pagina 3 Il Sole 24 Ore Enti locali SbloccaItalia. Brusca frenata della Commissione europea sui «nuovi investimenti» che potrebbero nascere dagli accorpamenti dell' articolo 5. I paletti Ue sulle concessioni autostradali Alessandro Arona ROMA Cresce l' attenzione di Bruxelles sui dossier dei trasporti italiani, dalle autostrade agli aeroporti (tariffe e concessioni) ai porti. Sulle proroghe autostradali in cambio di nuovi investimenti, la Commissione europea ha già frenato, mettendo sotto i riflettori l' articolo 5 dello Sblocca Italia. Bruxelles mette paletti proprio sul concetto di "nuovi" investimenti, che pure compare nella versione finale dell' articolo 5 convertito come precondizione per poter accedere alle proroghe: si deve trattare di investimenti davvero "aggiuntivi", non previsti nelle concessioni vigenti, e non opere già previste di cui si sostiene la "non realizzabilità" economicofinanziaria, vuoi per la scadenza ravvicinata della concessione vuoi per mutate previsioni economicofinanziarie sul mercato. La prima lettera di Bruxelles al ministero delle Infrastrutture ammetteva solo 1,5 miliardi di investimenti sugli oltre 10 miliardi previsti con l' operazione proroghe. Solo quelli, a una prima lettura degli uffici della Commissione, sarebbe pienamente rientrante nella definizione di «nuovo». Il Mit è convinto che si potrà alzare l' asticella, ma l' eventuale stop "selettivo" potrebbe far desistere Gavio dall' operazione complessiva di accorpamentiprorogheinvestimenti (dal gruppo dipendevano 7 miliardi su 1011, la proposta è già stata presentata al Mit a fine dicembre) e rischiano inoltre di aprirsi rischi di ricorso dei concessionari in specifici casi, in particolare la AstiCuneo. Renzi ha comunque già detto che non vuole forzature con Bruxelles. La risposta del Mit spiegava a Bruxelles che alcune opere erano sì previste in origine nelle concessioni, ma non sono mai state inserite nei piani economicofinanziari (Pef), non sono mai entrate cioè negli atti aggiuntivi operativi. È il caso ad esempio del completamento della Cisa, la A15 La SpeziaParma, nel tratto Parma Nogarole Rocca (Verona, sulla A22). Era in concessione fin dal 1999, per una spesa di 1,8 miliardi, ma visto il basso traffico di quell' autostrada si prevedeva fin dall' inizio un contributo pubblico di circa un miliardo. Oggi l' opera costa 2,6 miliardi, è stato sbloccato e aggiudicato solo il primo lotto (12 km su 85) da 500 milioni. La concessione scade nel 2031, le bozze di Pef prevedevano che per coprire l' opera fossero necessari aumenti di tariffe del 7,5% all' anno per dieci anni (già oggi è una delle autostrade più care d' Italia) e comunque fondi statali per 750 milioni e un indennizzo da subentro da 1,7 miliardi. Da qui l' idea di Lupi e di Gavio di accorpare tutte le società del gruppo, allungare la vita media delle concessioni, e coprire quest' opera, come gli extracosti della AstiCuneo, con incrementi tariffari molto Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 9 7 aprile 2015 Pagina 3 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali più ridotti, spalmati su tutta la rete. L' altro nodo critico è proprio la AstiCuneo. Qui la gara per affidare la concessione c' è stata, vinta nel 2005 dal gruppo Gavio (concessione nel 2007). La stima delle opere a carico del concessionario (443 milioni erano stati fatti dall' Anas) era di 988 milioni al momento della gara, oggi la stima è di 2,5 miliardi (sic!). Le cause (secondo il Mit): aggiornamento prezzi, nuove normative, varianti di tracciato. E poi la crisi e le minori stime di traffico, fatto sta che il Pef non sta più in piedi. Due lotti non sono coperti, il 2.5 e 2.6 da Alba alla TorinoSavona: il Mit puntava ad accantonare il 2.5, perché c' è già una superstrada, da realizzare è invece il 2.5 da circa 750800 milioni, con l' ipotesi accorpamentiproroghe proposte da Gavio già a fine 2014. L' opera non è certamente nuova, si può però sostenere che il Pef saltato non dipenda dal rischio di mercato, ma da scelte della Pa, e dunque il concessionario abbia diritto al riequilibrio. Se la Ue dirà di no, il rischio è che la società faccia comunque causa al governo per ottenere indennizzi salatissimi, visto che senza il lotto 2.6 l' autostrada finisce nei campi. Poi c' è la partita Autobrennero, società controllata al 45% dalle province autonome di Trento e Bolzano (tramite la Regione) e da altri enti territoriali veneti ed emiliani. La concessione è scaduta il30 aprile 2014, il governo Monti aveva lanciato nel dicembre 2011 la gara, ma è stata poi annullata dal Consiglio di Stato nel 2014 per motivi formali. In ballo ci sono investimenti per due miliardi di euro (la terza corsia ModenaVerona e ammodernamenti) e anche il fondo accantonato per il tunnel ferroviario, 550 milioni che la società non vuole per ora "mollare" e altri 1,6 miliardi nei prossimi trent' anni. Lupi e il governo Renzi hanno chiesto la proroga alla Ue puntando sull' opportunità e la legittimità di coinsiderarlo un affidamento "in house", ma è una via molto stretta. In caso di stop si dovrà necessariamente ripubblicare la gara. Simile il caso di Autovie (Regione Friuli all' 85%). La concessione scade nel 2017, a causa della crisi il piano del 2008 si è rivelato non bancabile (aveva comunque un subentro da 1,7 miliardi). Si tenta anche qui la strada dell' in house, ma se la Ue metterà lo stop si potrà anche qui tentare la strada della gara per realizzare le opere. © RIPRODUZIONE RISERVATA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 10 7 aprile 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore Enti locali L' anticipazione. L' editoriale del nuovo numero. Sulla voluntary la mina del raddoppio dei termini Anticipiamo l' editoriale di Maurizio Leo pubblicato s u l s e c o n d o n u m e r o d i Norme&Tributi Mese, in edicola da oggi in vendita abbinata con Il Sole 24 Ore. C on la pubblicazione della circolare 10/E dell' agenzia delle Entrate e dei primi attesissimi chiarimenti interpretativi la nuova procedura di collaborazione volontaria, introdotta con la legge 186/2014, sembra entrata nel vivo. La voluntary disclosure si pone come la conclusione di un percorso che lo Stato italiano, insieme con altri Paesi, ha avviato da tempo nella prospettiva della limitazione/eliminazione del segreto bancario. È in questo scenario che, a dicembre scorso, anche l' Italia ha deciso di dispiegare al contribuente un' ennesima window of opportunity per la regolarizzazione degli investimenti illegittimamente detenuti all' estero. Il legislatore sembra adottare la "strategia del bastone e della carota": da una parte si "minaccia" il contribuente prospettandogli la sicura scoperta, da parte dello Stato, degli investimenti esteri e la conseguente incriminazione per il nuovo reato di autoriciclaggio dall' altra si fornisce l' opportunità di regolarizzare gli investimenti, attraverso una innovativa procedura di collaborazione volontaria. La logica complessiva del provvedimento è chiara e condivisibile: il contribuente per regolarizzare la propria posizione dovrà versare, fino all' ultimo euro, le imposte dovute. Insomma, no alle forfettizzazioni tipiche delle varie edizioni dello scudo fiscale, ma ricostruzione esatta, "ora per allora", della capacità contributiva occultata al fisco. Più nello specifico, il costo della regolarizzazione dovrà essere "ricostruito" considerando, in primo luogo, che il contribuente dovrà sanare i maggiori redditi non dichiarati relativamente all' accumulo, al rendimento e alla (eventuale) dismissione delle attività illegittimamente detenute all' estero. Allo stesso tempo, andranno regolarizzate le violazioni in tema di monitoraggio fiscale. In entrambi i casi i contribuenti avranno diritto a sconti sulle sanzioni il cui effetto complessivo sarà amplificato dagli abbattimenti dovuti, per legge, in considerazione dell' accesso agli istituti deflativi del contenzioso. Ciò premesso, molti dei chiarimenti contenuti nella circolare esplicativa sono assolutamente condivisibili, oltre che necessari per il "decollo" della procedura. L' Agenzia, infatti, scioglie molti nodi interpretativi e, nel farlo, evita spesso di dar corso a preclusioni ingiustificate. Ad esempio, quanto alla documentazione da allegare all' istanza, è da guardare con favore la precisazione secondo cui, per le attività già presenti in periodi d' imposta non più accertabili, sarà possibile documentare la mera detenzione delle somme e non sarà necessario evidenziare l' origine delle consistenze. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 11 7 aprile 2015 Pagina 32 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali Allo stesso modo appare opportuna la specificazione secondo cui la sussistenza di cause ostative riferite a un solo periodo d' imposta o a tributi diversi non preclude l' accesso alla procedura per le altre annualità ovvero per gli ulteriori tributi. Peraltro, eventuali accertamenti (ovvero cause ostative) che riguardino solo un comparto della procedura (nazionale o internazionale) non inibiscono tout court l' accesso alla voluntary. Anche un altro possibile ostacolo sembra essere stato (condivisibilmente) rimosso dall' amministrazione finanziaria. La circolare 10/E evidenzia, infatti, che non è preclusa per l' agenzia delle Entrate la possibilità di svolgere ulteriori accertamenti (ad esempio, aventi a oggetto questioni meramente interpretative) ma che, in questo caso, i benefici fruiti restano intatti. Ma veniamo alle questioni irrisolte o problematiche. Un primo profilo da indagare è quello che riguarda la corretta individuazione dei periodi d' imposta ancora accertabili alla data di presentazione della istanza di collaborazione volontaria (e che, quindi, andranno "ricompresi" nella procedura). Al riguardo, un tema rilevante è quello concernente la mancata considerazione da parte della circolare di una recente e puntuale giurisprudenza della Corte di cassazione (24009/2013 e 26848/2014), che evidenzia come il termine di accertamento delle violazioni collegate alla omessa compilazione del quadro RW deve essere allineato al termine di decadenza per l' accertamento delle imposte sui redditi. La circolare sul punto è certamente discutibile e mette il contribuente di fronte a un bivio: o accettare questa "forzatura" interpretativa o perdere la possibilità di accedere alla procedura, posto che quella della collaborazione volontaria è, come evidente, una «strada senza ritorno». Peraltro, sul tema dei raccordi tra voluntary disclosure e raddoppio dei termini collegato a violazioni penali, la circolare 10/E si limita a ribadire come nel caso di violazioni «che comportano l' obbligo di denuncia» gli anni accertabili si raddoppiano e ciò a prescindere dal fatto che il perfezionarsi della procedura comporti la non punibilità di (alcuni dei) reati penaltributari. Tuttavia, al riguardo, va tenuto presente che, solo qualche mese fa, con l' approvazione della legge delega per la riforma del sistema fiscale, si è stabilito che il raddoppio dei termini è legittimo solo se la notizia di reato è trasmessa prima della scadenza dei termini "ordinari" per l' accertamento fiscale (si veda il «decreto certezza del diritto» approvato il 24 dicembre scorso in Consiglio dei ministri e ora in stand by). La legge delega, però, non è stata ancora attuata, con la conseguenza che non pochi problemi si porranno al contribuente che presumibilmente non si affretterà a presentare l' istanza di collaborazione volontaria. Ciò almeno se il legislatore non interverrà, si spera in tempi rapidi, con un intervento chiarificatore e risolutivo. Per di più, la circolare estende all' Irap lo stesso ambito temporale previsto per le imposte sui redditi e, in questo modo, si amplia di fatto anche a tale tributo l' istituto del raddoppio dei termini. Tale posizione, coerente con alcuni precedenti di prassi, non appare pacifica e anzi è contestata sia dalla dottrina che dalla prima giurisprudenza formatasi sul tema. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Maurizio Leo Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 12 7 aprile 2015 Pagina 2 Italia Oggi Enti locali L' analisi. O l' Italia esce dall' euro o taglia la spesa pubblica In Italia l' ordinamento tributario si articola su una matrice disordinata di norme antielusive, che nell' intento di carpire quanto più materia imponibile crea un effetto sostanzialmente inverso ponendo un fardello pesantissimo sulle attività produttive che spinge all' estero le aziende domestiche e costituisce al tempo stesso una barriera invalicabile per gli investitori esteri. Sono svariati gli esempi che dimostrano l' inappagabile insaziabilità del sistema impositivo domestico che si manifesta, non solo in termini normativi, ma anche in termini di pratica amministrativa. Il tutto a sostegno di una miope politica impegnata nella rincorsa di una spesa assistenziale e di sostenimento d e l l a m a c c h i n a pubblica enormemente sovradimensionata e smisurata e a detrimento della salvaguardia, tutela e sviluppo del sistema produttivo, dell' occupazione, degli investimenti dall' estero. In questo contesto assistiamo al paradosso del continuo aumento della pressione fiscale che sugli onesti pesa già ampiamente al di sopra del 65% e in generale mediamente intorno al 55%. I recenti aumenti dell' Iva inseriti in Finanziaria che dovrebbe portare l' Italia nel 2018 con l' aliquota più alta d' Europa, sono sintomatici degli strumenti che intende utilizzare il sistema politico che a prescindere dagli schieramenti continua a mentire, nascondendo la reale gravità della situazione, in procinto di esplosione. In realtà non esistono margini di manovra al di fuori delle due alternative: 1) l' Italia esce dall' euro riportando il calendario a circa 15 anni fa, quando malgrado fosse un Paese inefficiente (dominato di fatto da un sindacato ideologico che consentiva che i dipendenti venissero pagati molto bene a prescindere dalla produttività), comunque cresceva nella media europea grazie alla svalutazione; 2) l' Italia svuota completamente il calderone della spesa improduttiva che si disperde da decenni (sempre in incremento esponenziale) su almeno tre capitoli di spesa: a) pubblica amministrazione (comprese le municipalizzate) superiore di almeno 4 volte il necessario; b) sistema pensionistico che ha generato una truffa generazionale senza precedenti nella storia a soddisfazione dei presunti «diritti acquisiti»; c) sanità pubblica e soprattutto convenzionata incontrollata. © Riproduzione riservata. BRUNO CAPONE Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 13 7 aprile 2015 Pagina 4 Italia Oggi Enti locali Oggi il Def con i tagli alla spesa pubblica. I Comuni lamentano sacrifici troppo pesanti. Dieci mld per non aumentare l' Iva Cristiani uccisi, monito di Bergoglio: il mondo non sia inerte. FRANCO ADRIANO Il Def (Documento economia e finanza) approda al Consiglio dei ministri. Nel testo ci sarà il dettaglio della spending review per almeno dieci miliardi di euro: tagli alla spesa pubblica necessari per evitare la clausola di salvaguardia dei conti pubblici con l' aumento dell' Iva. L' approssimarsi dell' appuntamento e le prime indiscrezioni fatte trapelare dallo stesso presidente del consiglio Matteo Renzi, che parlano di nuovi tagli agli enti locali, hanno già suscitato la reazione preventiva dell' Anci («Troppo pesanti i tagli sui bilanci del Comuni. Si guardi alle Regioni, piuttosto, che hanno enormi costi», ha affermato Antonio Satta componente dell' ufficio di presidenza dell' Anci») e dell' opposizione interna ed esterna al Pd. «Nel Def il premier dice che non c' è aumento della pressione fiscale, ma sugli enti locali si è di nuovo usata la scure dei tagli lineari», dà fiato alla protesta il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto. «E le amministrazioni di Roma, Napoli, Firenze e Torino saranno costrette a mettere altre tasse p e r g a r a n t i r e i servizi pubblici locali». «Bisogna discuterne nel partito, si rischia di tornare ai tempi di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti in cui tutto il peso delle tasse veniva scaricato sugli enti locali», ha attaccato Alfredo D' Attorre tra una protesta e l' altra sull' accelerazione dell' Italicum. «Gli enti locali hanno già dato: non si possono prevedere nel Def ulteriori tagli ai trasferimenti statali», ha confermato la linea in una nota il senatore della minoranza Pd Federico Fornaro, membro della commissione Finanze di palazzo Madama. «Il comparto delle amministrazioni locali, infatti, ha ridotto la spesa corrente primaria nel periodo 2009 2014 di 8,9 miliardi di euro e la spesa complessiva (al netto della sanità) di 19,7 miliardi di euro». La minoranza Pd ricorda che i trasferimenti ai comuni sono passati dai 16,1 miliardi di euro del 2010 ai 3,1 del 2013 con un decremento di 13 miliardi, solo parzialmente compensati dai 5,8 miliardi derivanti dall' introduzione di tributi locali. Quindi Fornaro aggiunge: «Il governo si fermi prima di compiere uno sbaglio e un' ingiustizia, per di più nei giorni in cui stanno diventando operativi i tagli di 1,2 miliardi di euro ai comuni e di 1 miliardo di euro a province e comuni metropolitani introdotti dal DL 66/2014, più noto per la manovra degli 80 euro». Il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, altro oppositore di Renzi, rivolge l' attenzione all' Iva e alle aziende italiane: «È un bene che l' Iva non aumenti nel 2016, io mi auguro che l' aumento non venga spostato al primo gennaio 2017». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 14 7 aprile 2015 Pagina 4 < Segue Italia Oggi Enti locali «Le imprese che investono», ha ribadito, «devono avere la certezza che non c' è una spada di Damocle come l' aumento dell' Iva sulla testa dei consumatori italiani nemmeno nel 2017». In un' intervista al Messaggero, infatti, Renzi aveva sottolineato: «Non esiste nel modo più categorico che ci sia un aumento delle tasse» e «l' Iva nel 2016 non aumenterà». «Penso che i tagli annunciati nel Def si debbano attentamente riconsiderare, perche' in 6 anni ci sono stati chiesti piu' di 17 miliardi di euro come contributo al risanamento dei conti pubblici. Si chiede alle citta' metropolitane un onere eccessivo». Il presidente dell' Anci, Piero Fassino, ha convocato tutti per il 9 aprile. «È stato chiesto ai comuni un sacrificio molto più grande di quello che è stato chiesto ad altre amministrazioni pubbliche», ha aggiunto. «Noi vorremmo che si facesse finalmente un' operazione equa e si chiedesse alle amministrazioni dello Stato molto più di quanto è stato chiesto fin qui», spiega ancora il presidente dell' Anci. «Il 9 aprile faremo una riunione dei sindaci delle città metropolitane dedicata a questo tema. Valuteremo quali siano le proposte che possiamo avanzare al governo, sapendo che noi non ci sottraiamo alla responsabilità di concorrere a un risanamento dei conti pubblici, ma bisogna farlo con equità e misura, cosa che fin qui e' mancata», conclude Fassino. Ma nella stessa seduta del Consiglio dei ministri potrebbe arrivare anche la nomina del sottosegretario alla presidenza del consiglio che dovrà sostituire Graziano Delrio, ormai trasferitosi al ministero delle Infrastrutture con tutto il suo staff. I nomi accreditati a raccogliere il testimone di Delrio sono tanti, forse troppi: Valeria Fedeli, Ettore Rosato e Claudio De Vincenti. Renzi come al solito tiene ben coperta la sua carta vincente. I nomi che sono circolati in questi giorni sono relativi ad esponenti non definibili renziani vantando curriculum lontani da Firenze e dalla Toscana. Accanto al sottosegretario alla presidenza del consiglio c' è attesa anche per la nomina del segretario generale di Palazzo Chigi, dopo che Mauro Bonaretti ha seguito Delrio a piazzale della Croce Rossa. Tra i nomi che sono emersi c' è quello di Paolo Aquilanti, attuale capo dipartimento al ministero delle Riforme, la cui titolare è Maria Elena Boschi e quello Raffaele Tiscar, già vice segretario di Palazzo Chigi, nonché fiorentino di origine e persona di fiducia del premier. Il capogruppo di Ap (NcdUdc) al Senato, Renato Schifani, siciliano come il leader del suo partito Angelino Alfano ne fa una questione di fiducia «che noi abbiamo votato tante volte al governo Renzi». Dunque, sulla nomina del nuovo ministro degli Affari regionali è indubitabile che l' ultima parola spetterà al premier, come prevede la Costituzione, ma la proposta del nome del nuovo titolare di questo dicastero, dopo le dimissioni di Maurizio Lupi, verrà espresso da Ncd. «Indicheremo una figura ampiamente condivisa e la proporremo al presidente del consiglio. Noi non siamo un partito diviso sulle poltrone. E anche sul fatto che sia una donna, a me non risulta che il problema si ponga: Lupi era un uomo, non vedo perché ora debba essere una donna. Decideremo nella nostra autonomia, poi l' ultima parola spetterà a Renzi. Alla fine l' intesa si trova sempre». Il mondo non sia inerte, ha detto Papa Francesco ricordando come i il numero dei martiri cristiano oggi sia superiore a quello di duemila anni fa. Tuttavia, «l' appello del Papa non incita allo scontro di civiltà e neanche si adegua al mutismo e al linguaggio felpato delle diplomazie internazionali. Chiama per nome le cose senza incitare alla ''guerra santa'', magari travestita da inconfessati interessi occidentali». Il segretario della Cei, Nunzio Galantino, ha commentato così le parole di papa Francesco che, ha sottolineato, «fotografano la condizione di un mondo che ha assistito attonito alla tragedia del campus universitario di Garissa con il martirio di 148 giovani cristiani». Bergoglio aveva scosso la comunità internazionale nel giorno di pasqua con queste parole: «Non assista muta a tale inaccettabile crimine». Ieri, l' aviazione kenyana ha bombardato due campi in Somalia: da lì erano partiti i miliziani per compiere la strage all' Università di Garissa. Domenica, giorno di Pasqua, un gruppo di uomini armati, presumibilmente miliziani di Boko Haram travestiti da predicatori per ingannare gli abitanti, hanno ucciso una cinquantina di persone nel Nord della Nigeria. È accaduto nel villaggio di Kwajaffa, nel settore meridionale dello Stato del Borno, una delle regioni nigeriane più colpite dalla furia islamista negli ultimi anni. Un testimone, Ahmat Ali, ha raccontato che il commando armato prima ha fatto uscire le persone dalle case e poi «ha aperto il fuoco Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 15 7 aprile 2015 Pagina 4 < Segue Italia Oggi Enti locali sulla folla». «Hanno poi dato fuoco alle case». In Siria i jihadisti hanno rapito 300 lavoratori turchi diretti in autobus ad Aleppo per ritirare lo stipendio. E poi ancora si sono registrate esecuzioni sommarie nel campo profughi di Yarmouk, dove sono stati decapitati due palestinesi. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto che l' Italia segue «da vicino e con preoccupazione i drammatici eventi in Yemen, un Paese che deve fronteggiare anche la minaccia del terrorismo e una drammatica crisi economica e sociale». È di almeno 53 morti, fra cui 17 civili, il bilancio delle vittime dei combattimenti avvenuti nelle ultime 24 ore ad Aden, nel Sud dello Yemen. © Riproduzione riservata Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 16 7 aprile 2015 Pagina 6 Italia Oggi Enti locali Solo 17 mila italiani infatti hanno aderito alla concessione del 2 per mille a favore dei partiti. Per il 99,96%, niente soldi ai partiti I politici dovrebbero preoccuparsene. Ma se ne fanno un baffo. Perché stupirsi se i dati in circolazione sui versamenti del 2 per mille a favore dei partiti indicano completa inconsistenza? Meno di 17mila italiani hanno aderito a questa forma, prevista dalla legge, di sostegno alla politica, elargendo in totale poco più di 300mila euro. 300mila, non 300 milioni (un tempo, i cosiddetti rimborsi provenienti dall' erario s i computavano a centinaia di milioni). È l' ennesima conferma del sentimento comune nella larga maggioranza dei cittadini verso la politica. Le uniche formazioni che si può dire abbiano registrato un seguito sono il Pd e la Volkspartei. Poco più di 10mila tifosi democratici hanno garantito al proprio partito circa 200mila euro, mentre mezzo migliaio di altoatesini ha fatto entrare nelle casse della Svp un po' più di 16mila euro. Alla Lega sono arrivati 28mila euro, a FI 25mila: cifre che non possono servire nemmeno a pagare un dipendente. Si tratta di poche centinaia di contribuenti: ciò significa che fra le decine di migliaia, talora centinaia di migliaia, di aderenti dichiarati, e senz' altro fra le migliaia di amministratori locali, solo una minoranza si premura di sostenere il proprio movimento. Nemmeno gli eletti in un partito, quindi, s' interessano di far arrivare un sostegno economico. Che volete che facciano milioni di elettori? E, ancor più, milioni di astensionisti, di votanti bianco, di annullatori della scheda, di elettori protestatari che mettono la croce sul contrassegno pentastellato? Il mondo politico si conferma però incapace di reagire. Gli unici segnali sono di coloro che, Ugo Sposetti in testa e, con lui, alcuni tesorieri dei partiti, chiedono ricorrentemente di ripristinare i finanziamenti pubblici ai partiti (dimenticando, nel caso specifico, che il 2 per mille è un finanziamento pubblico, perché costituito da fondi formati con le imposte sui redditi versate dai contribuenti). Altri, come vecchio e nuovo direttore del Foglio e redattori del quotidiano oggi filo renziano, si sfogano nell' insultare Beppe Grillo (gli argomenti non mancano), dimenticando che il sostegno costante ricevuto dal M5s (alle urne e nei sondaggi) è il miglior termometro dell' antipolitica. L' offensiva condotta contro il termometro non costituisce un rimedio. Quando un elettorato presenzialista come quello nostrano rifugge dal voto valido per metà degli aventi diritto (o addirittura per quasi i due terzi, come l' anno scorso in quell' EmiliaRomagna ove un tempo votava il 96%), significa che la politica ha deluso, stancato, perfino avvilito. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 17 7 aprile 2015 Pagina 6 < Segue Italia Oggi Enti locali O dovrebbero gli elettori appagarsi, tanto per fare un esempio, della ventilata soppressione delle province che, alla fine, ha soltanto sottratto loro il voto specifico? Il rifiuto del 99,96% dei contribuenti di destinare il 2 per mille al partito di preferenza manifesta l' assodata penetrazione popolare dell' antipolitica. © Riproduzione riservata. MARCO BERTONCINI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 18 7 aprile 2015 Pagina 21 Italia Oggi Enti locali Chessidice in viale dell' Editoria Vox compra OpBandit per sapere tutto su attività web utenti. L' editore online americano Vox Media, che pubblica l' omonimo sito e The Verge, ha acquistato una startup attraverso la quale controllare in che modo i suoi utenti leggono, diffondono e interagiscono con i contenuti sul web. Il gruppo OpBandit permette di analizzare i gusti del lettore e di proporre un contenuto che si avvicini maggiormente alle sue esigenze. Un utente che arriva a una storia sul presidente americano Barack Obama dal sito di Vox, per esempio, vedrà un titolo diverso da quello che legge la stessa storia cliccando da un link di Twitter o di Facebook. Vox non ha rivelato i dettagli dell' acquisizione, ma si tratterebbe di un' intesa che prevede il pagamento in denaro e in azioni. OpBandit è stato fondato nel 2012 da Brian Muller e Blaine Sheldon che da anni lavorano nel mondo delle notizie e della loro diffusione sul web. L' abilità di vedere e analizzare i dati degli utenti del web è diventata un punto fondamentale per ogni editore. Intanto Vox è valutata 380 milioni di dollari (351 mln di euro), dopo che nell' ultimo round di finanziamenti il gruppo ha raccolto 46,5 milioni da General Atlantic (43 mln di euro), un fondo di investimento di New York. Tutto questo arriva mentre i social media si sono ritagliati un ruolo sempre più importante nel modo in cui le notizie vengono distribuite e lette su internet. Facebook per esempio sta discutendo con diversi editori per riuscire ad avere i contenuti da loro prodotti direttamente sul proprio newsfeed, senza dover passare attraverso un link. New York Times pensa a rendere gratuita l' app Now. Il quotidiano americano potrebbe presto consentire l' accesso gratuito ai contenuti dell' app NYT Now sostituendo gli abbonamenti con la pubblicità. L' applicazione era stata pensata come una versione ridotta del quotidiano con abbonamenti a un prezzo più basso. L' intento era quello di avvicinare i più giovani. Un' alternativa low cost all' applicazione principale, venduta a 8 dollari al mese (7,40 euro) contro i 15 dollari (13,90 euro) per l' accesso completo. L' obiettivo però non è stato raggiunto e finora gli abbonamenti sarebbero appena 20 mila, una piccola frazione sui 900 mila abbonati del digitale del Times. Il quotidiano è noto per riaggiustare la strategia online di frequente. Un' altra app dedicata ai commenti e venduta a 6 dollari al mese (5,50 euro), NYT Opinion, è stata chiusa a ottobre perché giudicata un insuccesso. Netflix farà la quarta stagione di House of Cards. È già in lavorazione la quarta stagione di House of Cards, la serie originale prodotta da Netflix che in Italia è attualmente trasmessa da Sky Atlantic. La nuova stagione sarà in onda sul servizio di video online il prossimo anno. Netflix sta incrementando Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 19 7 aprile 2015 Pagina 21 < Segue Italia Oggi Enti locali le proprie produzioni e dovrebbe spendere 450 milioni di dollari (415 mln di euro) in produzioni originali quest' anno, con un incremento dell' 88% rispetto al 2014. Fra le nuove serie, Montauk, che parla del mistero della sparizione di un ragazzo nella cittadina che dà il nome al titolo, nello stato di New York. Gazzetta dello Sport made in Emilia Romagna. La Gazzetta dello Sport dedica all' Emilia Romagna un inserto sulle sue eccellenze, dallo sport e i motori alla musica, dal cibo alle opere d' arte. Compreso l' intervento del presidente della regione Stefano Bonaccini sui suoi primi 100 giorni di governo. L' inserto Made in EmiliaRomagna sarà in edicola in omaggio insieme alla Gazzetta da domani mentre oggi, alle 18,30 alla Biblioteca dell' Archiginnasio, è in programma la presentazione con il direttore della Gazzetta Andrea Monti. Ospite speciale Arrigo Sacchi. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 20 7 aprile 2015 Pagina 25 Italia Oggi Enti locali Sentenza della Ctr Lazio sulle cessioni immobiliari. Plusvalenze esenti Attività straordinaria, l' Irap ko. In tema di liquidazione (nel caso specifico giudiziale), la plusvalenza da cessioni di immobili non ricomprendibili nello svolgimento dell' attività (gli immobili erano stati acquistati per l' affitto e non la vendita anche se lo statuto sociale, nell' oggetto, considerava esercitabile la vendita) implica una «attività» straordinaria e quindi non soggetta ad Irap. Lo ha stabilito la sezione ventidue della Commissione tributaria regionale del Lazio nella sentenza n. 192/22/15 depositata in segreteria il 21 gennaio 2015. La vertenza trae origini dalla richiesta di rimborso dell' Irap versata da un liquidatore giudiziale in dipendenza della vendita di alcuni beni immobili di una società a responsabilità limitata. La vendita degli immobili, nel caso specifico, riguardava quattro appartamenti acquistati per l' affitto e non la vendita, anche se l' oggetto, tra le possibili attività, prevedesse anche la vendita di immobili. La Commissione provinciale di prima istanza, rigettava il ricorso della società, con una decisione che è stata completamente riformata nel grado d' appello. «Si tratta di verificare», osserva la Commissione regionale, «se la contestata operazione di vendita immobiliare, effettuata da una società in liquidazione, possa essere ritenuta straordinaria, anche nella considerazione che l' oggetto sociale della stessa società, comprende, tra l' altro, la vendita di immobili urbani». Il collegio ha quindi verificato che, sia pure specificatamente indicato nell' oggetto sociale, l' attività esercitata effettivamente non era quella di compravendita di immobili, bensì la sola locazione degli stessi. «In altri termini», aggiungono i giudici regionali capitolini, «l' attività effettivamente esercitata, costituisce una specifica scelta dell' imprenditore, il quale può limitare quanto astrattamente previsto tra gli scopi statutari», di più «nel caso in cui non vi sia coincidenza tra l' oggetto sociale e l' attività esercitata, si dovrà fare esclusivo riferimento all' effettiva attività esercitata». Il Collegio, quindi, riformando la decisione di primo grado e accogliendo l' appello della società, conclude stabilendo che gli atti posti in essere nella fase di liquidazione dovevano essere considerati come straordinari rispetto all' attività sociale e quindi fuori dall' Irap. © Riproduzione riservata. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 21 7 aprile 2015 Pagina 25 < Segue Italia Oggi Enti locali BENITO FUOCO E NICOLA FUOCO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 22 7 aprile 2015 Pagina 27 Italia Oggi Enti locali Gli sgravi Irap anche per le utility Meno caro il costo del personale Sgravi Irap pieni per le utilities. Le imprese che operano in concessione e a tariffa n e i settori dell' energia, dell' acqua, dei trasporti e delle infrastrutture devono poter godere delle stesse agevolazioni previste per le altre società. Vale a dire la possibilità di dedurre l' intero costo del personale a tempo indeterminato, senza dover sottrarre dal relativo ammontare l' importo delle deduzioni preesistenti (che per legge erano precluse alle utilities). È questa la tesi che Assonime illustra nella circolare n. 7/2015, relativa alle novità Irap introdotte dai commi 2025 della legge n. 190/2014. Con la manovra di Stabilità per l' anno 2015, infatti, il governo ha disposto la deducibilità integrale ai fini Irap del costo del lavoro a tempo indeterminato, cancellando al contempo le riduzioni di aliquota già previste dal dl n. 66/2014. I previgenti sgravi Irap per il costo del lavoro, recati a più riprese dalle leggi finanziarie 2007, 2008 e 2013, escludevano soggettivamente le utilities dalla possibilità di fruizione. Una scelta, giudicata «molto discutibile» da Assonime, legata al fatto che le società concessionarie operano con un sistema tariffario che tiene già conto dell' incidenza dell' Irap. La nuova norma consente ora la deducibilità della differenza tra il costo complessivo del dipendente e le deduzioni Irap già spettanti per tali oneri. Ciò pone il problema se le utilities possono considerare l' intero costo del personale (visto che per loro le deduzioni preesistenti sono pari a zero), oppure continuare a tenere conto delle limitazioni del passato. Assonime propende per la prima soluzione. «Non sarebbe giustificabile l' inverso», spiega la circolare, «la tesi più restrittiva comporterebbe l' allargamento del divario fra il trattamento riservato alla generalità delle imprese e quello, sensibilmente più oneroso, riservato alle utilities, dal momento che è molto discutibile l' argomentazione addotta dal governo per dimostrare la legittimità dell' esclusione dalle preesistenti deduzioni». Anche perché le utilites scontano già un' aliquota Irap maggiorata di 0,3 punti percentuali rispetto a quella standard. VALERIO STROPPA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 23 7 aprile 2015 Pagina 28 Italia Oggi Enti locali tutto quello che c' è da sapere sulla scadenza della comunicazione. Venerdì lo spesometro al traguardo Spesometro al traguardo. Entro venerdì prossimo, 10 aprile, i contribuenti mensili d o v r a n n o i n v i a r e l a comunicazione d e l l e operazioni Iva dell' anno scorso, mentre i contribuenti trimestrali o, più precisamente, i contribuenti che non eseguono le liquidazioni mensili hanno tempo fino al 20 aprile. In proposito, si deve evidenziare che anche se la comunicazione si riferisce alle operazioni del 2014, ai fini del diverso termine di scadenza bisogna fare riferimento alla periodicità delle liquidazioni Iva dell' anno 2015. Va ricordato che negli stessi termini sono in scadenza a n c h e l a comunicazione delle operazioni legate al turismo, i contratti di leasing, le operazioni di locazione o noleggio di mezzi di trasporto, nonché la comunicazione black list. Tornando allo spesometro, sull' adempimento non si registrano novità; non sono arrivate neppure le istruzioni supplementari che erano state annunciate l' anno scorso riguardo alle operazioni con l' estero. Formano oggetto di comunicazione, ai sensi dell' art. 21 del dl n. 78/2010, le operazioni attive e passive rilevanti ai fini dell' Iva. Per le operazioni soggette ad obbligo di emissione della fattura è obbligatorio trasmettere, per ciascun cliente e fornitore, l' importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate (modalità aggregata) o quello delle singole fatture (modalità analitica). Per le sole operazioni per le quali non vi è obbligo di emissione della fattura, invece, la comunicazione deve essere effettuata solo per quelle di importo non inferiore a 3.600 euro, comprensivo dell' Iva. In base al provvedimento dell' agenzia delle entrate del 2 agosto 2013, sono escluse dalla comunicazione: le importazioni; le esportazioni di cui all' art. 8, lett. a) e b), dpr 633/72; le operazioni intracomunitarie; le operazioni altrimenti comunicate all' anagrafe tributaria ai sensi di legge, ad es. ex art. 7, dpr 605/73 (forniture di elettricità, gas, acqua e telefono ecc. ); le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro, effettuate nei confronti di privati, pagate con carte elettroniche, che devono essere comunicate dagli operatori finanziari emittenti i mezzi di pagamento. Esoneri particolari. L' obbligo della comunicazione riguarda tutti i soggetti passivi dell' Iva, ad eccezione delle persone fisiche che si avvalgono del regime di vantaggio di cui all' art. 27, primo e secondo comma, dl n. 98/2011, oppure del regime forfetario di cui alla legge n. 190/2014. Con il recente provvedimento dell' Agenzia delle entrate del 31 marzo 2015 sono state escluse dallo spesometro, per l' anno 2014, le amministrazioni pubbliche di cui all' art. 1, comma 2, Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 24 7 aprile 2015 Pagina 28 < Segue Italia Oggi Enti locali della legge n. 196/2009 e le amministrazioni autonome. Con lo stesso provvedimento, sempre per l' anno 2014 sono state escluse dall' obbligo della comunicazione le operazioni attive di importo unitario inferiore a 3 mila euro, al netto dell' Iva, effettuate dai soggetti di cui all' art. 22 (contribuenti non tenuti all' emissione della fattura) e 74ter (agenzie di viaggio) del dpr 633/72. Questa esclusione, di carattere transitorio, era prevista anche l' anno scorso, con un limite un po' diverso (3.600 euro al lordo dell' imposta). Enti non commerciali. Secondo i chiarimenti forniti dall' agenzia delle entrate nelle risposte a quesiti pubblicate sul sito il 23 gennaio 2014, gli enti non commerciali che si avvalgono del regime agevolato di cui alla legge n. 398/91 devono comunicare sia le operazioni attive, sia le fatture passive per le quali il regime speciale non prevede l' obbligo di registrazione. L' Agenzia ha osservato che l' obbligo riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute, indipendentemente dalla registrazione delle operazioni, come peraltro si evince dal provvedimento del 2 agosto 2013, il quale ai punti 6.3 e 7.2 indica i criteri per l' individuazione del periodo di riferimento della comunicazione delle operazioni per le quali non sussistono obblighi di registrazione (sono infatti obbligati allo spesometro anche gli agricoltori esonerati dagli adempimenti Iva). Per quanto riguarda le fatture passive ricevute dall' ente in relazione ad acquisti riferibili sia all' attività commerciale che a quella istituzionale, l' agenzia ha chiarito che l' obbligo si intende assolto con l' invio dei soli importi riguardanti gli acquisti destinati alle attività commerciali; tuttavia, qualora l' ente abbia difficoltà a distinguere tali importi da quelli riguardanti l' attività istituzionale, potrà comunicare l' intero ammontare della fattura. Comunicazione «black list». Anche la comunicazione delle operazioni «black list», divenuta annuale dopo il dlgs n. 175/2014, da quest' anno va trasmessa entro i sopraindicati termini del 10 e del 20 aprile. A rigor di legge, la comunicazione già veicolata dal modello polivalente, dovrebbe essere presentata nei termini indicati dal dm 30 marzo 2010, ovvero entro la fine del mese successivo al periodo di riferimento, cioè entro il 31 gennaio dell' anno successivo. Il termine del 31 gennaio 2015 è però passato sotto silenzio, né l' appuntamento figurava nello scadenzario dell' agenzia delle entrate, segno che l' Agenzia ritiene applicabili i termini dello spesometro. ROBERTO ROSATI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 25 7 aprile 2015 Pagina 33 Italia Oggi Enti locali una delle novità della buona scuola per i neoassunti. Occhio alla ricostruzione di carriera Se scade il termine, si perde un anno Nel testo del disegno di legge contenente la riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, attualmente all' esame della VII commissione cultura della Camera compare, in materia di riconoscimento dei servizi di pre ruolo ai fini della ricostruzione di carriera del personale scolastico spunta una novità. Il comma 7 dell' articolo 24 del disegno di legge dispone infatti che, ferma restando la disciplina vigente del diritto al riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera del personale scolastico, le domande per il riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera del personale scolastico dovranno essere presentate al proprio dirigente scolastico nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre di ciascun anno. Dispone inoltre che entro il successivo 28 febbraio il ministero dell' istruzione dovrà comunicare a quello dell' economia e delle finanze, dipartimento della ragioneria generale dello stato, le risultanze dei dati relativi alle istanze per il riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera presentate del personale scolastico nel predetto periodo. Quest' ultima disposizione, si legge ancora nella seconda parte del predetto comma, è finalizzata ad una corretta programmazione della spesa. Rispetto alla normativa vigente due sono pertanto le novità che risaltano con immediatezza. La prima attiene all' introduzione di un arco temporale, appunto dal 1° settembre al 31 dicembre di ciascun anno, entro il quale il docente o il personale Ata potrà presentare al dirigente scolastico la domanda di ricostruzione di carriera. La normativa vigente non fissa invece alcun determinato periodo. La domanda può essere presentata in ogni momento dell' anno scolastico. La sola condizione è quella di avere superato il periodo di prova. Il diritto a chiedere la ricostruzione di carriera è soggetto solo alla prescrizione decennale. È soggetto invece a prescrizione quinquennale l' effetto economico della ricostruzione.. La seconda novità, solo apparentemente non rilevante agli effetti della ricostruzione di carriera, è quella che fissa un preciso termine, il successivo 28 febbraio, entro il quale il ministero dell' istruzione deve comunicare a quello dell' economia e delle finanze le risultante dei dati relativi alle istanze di riconoscimento presentate nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre. Un preciso onere a carico dell' amministrazione scolastica non previsto dalla disciplina vigente. Gli effetti giuridici ed economici delle disposizioni contenute nel predetto comma 7 appaiono al momento difficilmente Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 26 7 aprile 2015 Pagina 33 < Segue Italia Oggi Enti locali definibili e quantificabili, anche perché la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge neppure lo cita. La fissazione dell' arco di tempo entro il quale si potrà presentare la domanda di ricostruzione di carriera, congiuntamente all' onere del ministero dell' istruzione di comunicare i costi della ricostruzione di carriera entro il successivo 28 febbraio, produrrà un primo rilevante effetto: costringerà il dirigente scolastico a rispettare i tempi entro i quali dovrà adottare il provvedimento di ricostruzione di carriera. I termini per l' adozione del provvedimento sono attualmente quelli indicati nella circolare del ministero per la pubblica amministrazione e l' innovazione datata 4 luglio 2010 (da un minimo di 30 giorni ad un massimo di 90 a decorrere dalla data di presentazione della domanda del dipendente), termini che in ogni caso dovranno consentire al ministero dell' istruzione di rispettare l' onere di comunicare i costi entro il 28 febbraio. Se quanto dispone il predetto comma 7 verrà confermato in sede di trasformazione in legge del disegno di legge, la non presentazione della domanda di ricostruzione di carriera entro i nuovi termini fissati potrebbe avere come effetto il rinvio di un anno dell' iter richiesto per consentire alla ragioneria generale dello stato di aggiornare lo stipendio del docente o del' Ata. © Riproduzione riservata. NICOLA MONDELLI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 27 7 aprile 2015 Pagina 34 Italia Oggi Enti locali E il merito dei docenti è stato risolto con la banale attribuzione di fondi da far gestire al preside. La proposta del governo mette a rischio la libertà di insegnamento Il Governo ha presentato al Parlamento un disegno di legge di riforma che rischia di ledere gravemente quella libertà di insegnamento che è sancita dall' articolo 33 della Costituzione ed è stata in passato ribadita sia dal testo unico sull' istruzione (DPR 297/1994) sia dalle norme sull' autonomia scolastica che avevano stabilito che tale libertà fosse tutelata, sia nell' ambito collegiale che quello individuale, rispettando anche le scelte metodologiche minoritarie o individuali. Difficile capire se la scelta del Governo sia semplicemente un frutto dell' ignoranza ed incompetenza dilagante, o volontariamente liberticida, ma il risultato non cambierebbe. Quando si scrive che «il Dirigente scolastico è responsabile della didattica» il possibile risultato è più che evidente. La parola didattica, di origine greca, significa semplicemente insegnamento, quindi se il responsabile ne è il dirigente scolastico, in modo semplicemente legittimo ed automatico egli potrà dirigere l' insegnamento, ed i docenti gli saranno subordinati, sia in quanto ai contenuti che alle metodologie, esattamente come un operaio alla catena di montaggio è subordinato al capo. Se a questo si aggiunge il potere di assunzione dei futuri insegnanti, direttamente da un albo di abilitati, nel quale confluiranno non solo i nuovi, ma anche tutti coloro che oseranno chiedere di cambiare scuola, sempre in barba alla Costituzione, che prevede che ai posti pubblici si acceda per concorso e che la pubblica amministrazione adotti sempre criteri di imparzialità, il quadro si completa. L' autonomia scolastica così come sottointesa nel DDL non valorizza la scuola come comunità educante in cui le diverse componenti cooperano per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell' offerta formativa, ma pone quasi totalmente nelle mani del dirigente scolastico la gestione globale del «servizio». Si tratta, a nostro avviso, di una falsa autonomia, di un ritorno ad una forma di gerarchizzazione dei poteri che avvilisce la partecipazione attiva e la corresponsabilità dei docenti nel progetto educativo e che riduce gli organi collegiali (Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto) a semplici articolazioni della volontà della dirigenza o addirittura ne elimina di fatto l' esistenza (si veda ad es. la scomparsa di fatto dell' attuale comitato di valutazione). In quanto alla questione del merito, alla fine si è risolta in una banale attribuzione di risorse economiche Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 28 7 aprile 2015 Pagina 34 < Segue Italia Oggi Enti locali affidate alla fantasia del singolo Dirigente scolastico che, deus ex machina, anche se ex docente di matematica, dovrebbe valutare l' insegnante di filosofia o di greco. La verità è che la questione del merito dei docenti è molto complessa e che il Governo non dispone nè delle risorse economiche per affrontarla nè tantomeno di quelle culturali. Ci auguriamo che il Parlamento eviti questa grave ferita alla libertà di insegnamento: i diritti fondamentali non hanno colore politico, appartengono a tutti, anche ai cittadini futuri. © Riproduzione riservata. RINO DI MEGLIO COORDINATORE NAZIONALE GILDA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 29 7 aprile 2015 Pagina 36 Italia Oggi Enti locali Se i soldi non bastano a pagare tutti, il dirigente scolastico incorre nel danno erariale. Lavoro pomeridiano in 40 ore È il tetto per le riunioni che è opportuno non superare. Attività funzionali all' insegnamento di natura collegiale, occhio alle 40 ore. I dirigenti scolastici che non hanno tenuto conto del limite annuo fissato dal contratto per le riunioni pomeridiane, dopo Pasqua, rischiano di sforare il budget della scuola e, nei casi più gravi, di incorrere nella responsabilità disciplinare con tanto di procedura di rivalsa da parte dell' amministrazione per danno erariale. Se si sfora il monte delle 40 ore per le attività collegiali funzionali all' insegnamento, infatti, il rischio è quello di accumulare troppe ore di straordinario al termine dell' anno scolastico (si veda l' articolo 29 del contratto di lavoro). E alla fine i soldi del fondo di istituto potrebbero non bastare per tutti. Il problema si ripropone puntualmente ogni anno. E non sono rari i casi in cui i docenti rinunciano a pretendere il dovuto, rassegnandosi a lavorare gratis. Anche se ciò è vietato dalla legge, che peraltro sanziona con l' invalidità tutti gli accordi che prevedano la rinuncia alla retribuzione maturata o la cosiddetta transazione. Un accordo, cioè, tramite il quale il lavoratore pratica uno sconto al datore di lavoro, accontentandosi di una retribuzione inferiore a quella effettivamente maturata. La questione non è storia di oggi (si veda Italia Oggi del 14 settembre 1999). E investe anche la vicenda degli obblighi di presenza all' inizio e alla fine dell' anno. Che è ancora più antica. Già nel 1981 il ministero era dovuto intervenire per porre un freno al fenomeno, spiegando ai presidi l' assoluta illiceità di obblighi di semplice presenza nella scuola che non siano dipendenti da iniziative programmate e attivate e rispondenti a reali esigenze delle singole scuole (nota ministeriale 28/7/81, prot. n. 980). Ma tant' è. Resta il fatto, però, che il problema potrebbe essere agevolmente risolto leggendo con maggiore attenzione la normativa di riferimento e, soprattutto, limitando il numero delle riunioni pomeridiane. Riunioni spesso pletoriche, che non di rado si traducono in un inutile aggravio dell' onerosità della prestazione. Il tutto con effetti deleteri sulla qualità dell' insegnamento. Specie se si considera che l' età media dei docenti supera i 50 anni e l' età pensionabile, a causa della riforma Fornero, veleggia oltre i 6667 anni. Quanto alla normativa di riferimento, essa è costituita dall' articolo 29 del contratto di lavoro. La clausola Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 30 7 aprile 2015 Pagina 36 < Segue Italia Oggi Enti locali negoziale fissa un limite annuo di 40 ore alle riunioni del consiglio di classe (comma 2, lettera b). E altre 40 ore per le riunioni del collegio dei docenti e per gli incontri scuola famiglia di natura collegiale (comma 2, lettera a; si veda anche: Tribunale di Napoli sentenza 5344/2006). Il collegio dei docenti, peraltro, può scegliere di costituire nel suo seno commissioni e dipartimenti al fine di definire aspetti sostanziali e procedurali della propria attività di competenza. Si pensi alla commissione per la valutazione dei titoli ai fini della deliberazione di designazione degli incarichi di funzione strumentale. Oppure all' eventuale commissione per la compilazione dell' orario. Oppure, ancora, ai dipartimenti disciplinari, costituiti da docenti che insegnano la stessa disciplina. In questi casi le ore prestate all' interno di tali organi rientrano a pieno titolo nel monte delle 40 ore per le riunioni del collegio dei docenti. E in questo monte ore rientra anche la programmazione di fine e inizio anno. Lo sforamento delle 40 ore, sia che si tratti del monte delle riunioni dei consigli di classe, sia dell' altro monte ore, dà luogo alla maturazione dello straordinario secondo gli importi indicati nella tabella 5 allegata al contratto di lavoro. E cioè, 17,5 euro lordi per ogni ora di lavoro prestato oltre le 40 ore annue. Gli sforamenti, peraltro, sono molto frequenti. E ogni anno i dirigenti scolastici sono esposti al rischio di azioni legali. Che in caso di soccombenza dell' amministrazione, possono determinare azioni di rivalsa davanti alla Corte dei conti, oltre che responsabilità di natura disciplinare. © Riproduzione riservata. ANTIMO DI GERONIMO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 31 7 aprile 2015 Pagina 39 Italia Oggi Enti locali Il parere del presidente del Cnai sulle politiche per i tirocini. Garanzia giovani, è flop Insuccesso annunciato e spreco di fondi Ue. Comunque vada sarà un insuccesso. Non è una questione di interpretazione soggettiva, ma di semplice analisi dei dati: la Garanzia giovani non ha funzionato. Un destino segnato sin dalla definizione del nome: con la solita mania esterofila, il progetto italiano puntava a ricalcare i modelli di welfare del Nord Europa dove la Youth Garantee è un' idea di successo da diverso tempo. Quello che però in lingua inglese è l' equivalente del nostrano «patto» è stato tradotto con il termine «garanzia», portando a più di un incomprensione: quasi indicasse che la scelta di aderire al progetto avrebbe assicurato un posto di lavoro. Nel tempo intercorso per comprendere tale malinteso di fondo sono stati spesi, o per meglio dire sprecati, tanti denari. Accorrenti per lo più dall' Unione europea. La tanto vituperata Europa per una volta decide di investire in maniera importante nello sviluppo dei Paesi con maggiori difficoltà occupazionali (ossia quelli con tasso percentuale di giovani senza lavoro superiore al 25%, in Italia è assestato al 42%), elargendo la bellezza di 6 miliardi di euro (di cui 1,5 solo per la Penisola). Ovviamente Bruxelles quando decide di aprire i cordoni della borsa lo fa chiedendo alcune garanzie, ovvero le tranquillizzanti «raccomandazioni». Tra i consigli più caldeggiati c' erano: la necessità per i Paesi di identificare un' autorità pubblica che avesse il compito di fissare e gestire il sistema del progetto assieme allo sviluppo di relazioni con i servizi pubblici e privati per l' impiego e all' incremento della forma contrattuale dell' apprendistato; puntare fortemente sulla tipologia contrattuale dell' apprendistato. A quest' ultima è stata destinata, in Italia, una somma risibile dei finanziamenti. Risultato? Tra tutte le offerte caricate sul sito solo per un 2% riguardano proposte di apprendistato (e solo un 8% per il suo «fratello contrattuale» tirocinio). «Ancora una volta si è deciso di procedere in maniera del tutto disorganizzata e disorganica: un progetto come Youth Garantee dimostra tutta la sua efficacia quando è inserito all' interno di uno sviluppo organico del sistemaPaese, da noi è mancata e continua a mancare una cabina di regia degna di questo nome» accusa il presidente del Cnai, Orazio Di Renzo. L' autorità pubblica d i coordinamento oggetto della raccomandazione europea in Italia non si è mai vista mentre i suoi ipotetici compiti sono stati surrogati dalla «struttura di missione», una struttura tecnica spirata però tristemente il Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 32 7 aprile 2015 Pagina 39 < Segue Italia Oggi Enti locali 31 dicembre 2014, lasciando un vuoto organizzativo clamoroso. Si è constatato così un profondo scollamento tra le trionfalistiche slide di presentazione del progetto (nell' ormai lontano 1° maggio 2014) e il reale impegno profuso dal governo per sostenere l' occupazione giovanile. I l piano una volta avviato è stato, di fatto, abbandonato a se stesso: mancando un' analisi delle prestazioni dei propri servizi pubblici per l' impiego, rimarrà sempre sconosciuto l' apporto effettivo di Garanzia giovani. Nell' Italia dello «scaricabarile» poi, i responsabili dirigenziali del progetto non sono sottoposti ad alcuna valutazione dei risultati ottenuti: «Crediamo nella serietà deontologica, tuttavia la sicurezza di non essere puniti non è un gran incentivo all' impegno attivo» sottolinea il presidente Di Renzo. Con un tasso di disoccupazione abbondantemente in doppia cifra e con quasi un giovane su due senza lavoro era una pia illusione che si potesse risolvere la questione dei Neet («Not in employment, education or training», ovvero non occupati, non in fase di apprendimento o formazione) italiani under 30 con un programma nato zoppo, senza ripensare profondamente le politiche attive di occupazione, o gli strumenti come l' autoimpiego e la mobilità occupazionale. «Le regioni, cui sono stati demandati i compiti di gestione, si sono fatte trovare il più delle volte impreparate arrivando a situazioni paradossali di porzioni di territorio dove Garanzia giovani non è neppure mai partito o altre in cui si è sollevato più di un dubbio sulla trasparenza», dichiara il presidente Di Renzo. I dati sono quindi impietosi esiti delle politiche perpetrate: circa 450 mila adesioni con una presa in carico di poco più della metà (233 mila). Un discreto successo si potrebbe pensare, visto che la platea cui era rivolto il progetto consta di circa 1,7 milioni di giovani. L' insuccesso però è dietro l' angolo, nella disponibilità di appena .9400 posizioni disponibili (di cui solo 1.000 a tempo indeterminato). Si palesa così tutta la cronica difficoltà di far convergere gli interpreti del mondo del lavoro, banalmente tra domanda e offerta. Manca persino un modello di accreditamento dei privati univoco per tutte le regioni. Sempre le regioni poi si sono rese protagoniste di gestioni discutibili anche della formazione professionale: i corsi connessi alla Garanzia giovani sono anch' essi strutturati in modo da non incentivare l' ottenimento di un posto di lavoro per i giovani richiedenti. La quasi totalità delle Regioni ha deciso infatti che i compensi dei formatori vengano elargiti subito per un 70% del totale, mentre solo il restante 30% è vincolato al conseguimento del risultato, ossia l' occupazione del giovane. «Il rischio, neppure troppo remoto, è che qualcuno tenti di speculare sulla pelle dei giovani intascando copiosamente i fondi pubblici: ciò che dovrebbe premere è la creazione di un legame saldo e costante tra formazione pubblica, quindi la scuola, imprese, enti pubblici e centri per l' impiego. La formazione è una questione di fondamentale importanza, inconcepibile abbandonarla nell' improvvisazione. Gli interventi dei due decreti correttivi del governo (correzione del sistema di identificazione status del giovane e allargamento bonus per contratti a termine e apprendistato, ndr) sono tardivi e assolutamente non risolutivi», chiude il presidente Di Renzo. MATTEO SCIOCCHETTI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 33 7 aprile 2015 Pagina 20 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna ECONOMIA PROGETTO IMPRESA COMUNE' Sindaco e assessore in visita alle aziende P R O S E G U E a Lugo il progetto Impresa Comune' che vede il sindaco Davide Ranalli e l' assessore alle attività produttive Simonetta Zalambani visitare le aziende del territorio. Sono 5 quelle visitate nelle ultime due settimane, grazie anche alla collaborazione con le rispettive associazioni economiche: Comacar di Voltana, Lanzoni Daniele & c. snc d i Lugo, Bucchi srl di Lugo, la Bassi srl di Santa Maria in Fabriago e la Tekno Pav srl di Voltana; in occasione delle visite alla Bassi e alla Tekno Pav era presente anche il responsabile Cna Bassa Romagna, Roberto Massari. Impresa Comune' permette a tutte le imprese del territorio di prenotare un incontro con gli amministratori locali e l' iniziativa, nata da un' idea dell' amministrazione comunale, punta a favorire le sinergie per incentivare l' innovazione e lo sviluppo attraverso la conoscenza reciproca tra pubblico e privato. Tra le ultime aziende visitate, la Comacar, acquisita da Terremerse è nata negli anni '50, e h a a Voltana un centro lavorazione carni, vendendo prodotti propri e confezionando carni per le principali catene della grande distribuzione. La Bassi' produce caricabatteria e dispositivi elettronici di potenza per applicazioni aerospaziali, mediche e ferroviarie; l' azienda è stata pioniera nella carica veloce (fastcharging) di veicoli elettrici e ha sviluppato tecnologie innovative che massimizzano l' efficienza dei sistemi elettrici a batteria, permettendo di risparmiare energia e ridurre l' impatto ambientale. La Lanzoni Daniele' è attiva dai primi anni 60 nel settore vitivinicolo e nel 2013 si trasforma da cantina vitivinicola ad azienda alimentare all' avanguardia, perfezionando i propri prodotti, che oltre al mosto cotto sono semilavorati di matrice uvica (mosto e aceto), ma anche di altre matrici, come la mela. La Bucchi' nasce nel 1973 come azienda artigiana di costruzione stampi. Negli anni '90 la ditta artigiana è stata conferita nella Bucchi srl ed è stata consolidata la struttura operativa. La Tekno Pav' opera da oltre 15 anni nel settore delle manutenzioni industriali, in particolare riqualificazione pavimentazioni, rivestimenti industriali, superfici sportive e piste ciclabili, impermeabilizzazioni e interventi edili speciali ed ha conquistato un posto di rilievo a livello nazionale. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 34 7 aprile 2015 Pagina 20 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna ALLA ROCCA DI LUGO UNA MOSTRA SULLA GUERRA Per i 70 anni della Liberazione di Lugo, sabato 11 aprile alle 17 sarà inaugurata nella Torre del Soccorso della Rocca la mostra di reperti bellici e foto intitolata Dalla guerra alla pace' e realizzata da La Squadriglia del Grifo, Museo Baracca, Unuci e Romagna Air Finders. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 35 7 aprile 2015 Pagina 20 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna Imprenditore a processo: «Incendiò la sua impresa» Secondo l'accusa voleva intascare l'assicurazione L'INCENDIO disastroso aveva distrutto la sede della sua azienda, al punto che dopo circa un anno venne dichiarata fallita e la decina di dipendenti rimasero senza lavoro. Ma quel rogo, per una serie di circostanze, non aveva convinto gli inquirenti e così Luigi Federici, 65enne titolare della omonima falegnameria andata a fuoco, nelle scorse settimane è stato rinviato a giudizio con l'accusa di incendio doloso e frode assicurativa: secondo la ricostruzione sarebbe stato lui ad appiccare le fiamme all'azienda che aveva sede in via Bonsi a Lugo, allo scopo di ottenere il premio assicurativo e poter in tal modo ripianare i debiti. I FATTI risalgono alla notte fra il 5 e il 6 gennaio 2013, giorni nei quali l'azienda era chiusa per le festività natalizie e di Capodanno. Erano da poco passate le 22.30 quando un residente aveva dato l'allarme alle forze dell'ordine perchè aveva visto uscire una nuvola consistente di fumo dalla sede della Falegnameria Federici', edificio situato in via Bonsi 6971. Sul posto accorsero vigili del fuoco non solo dal distaccamento lughese, ma anche dal comando di Ravenna dal momento che le fiamme erano già molto estese e avevano trovato facile esca nel materiale in legno altamente infiammabile, visto che in quell'azienda si producevano porte, finestre, scale a chiocciola e rivestimenti. Alla luce del giorno emerse poi come i danni fossero stati ingenti e in un primo momento si era pensato a una fatalità, con un possibile corto circuito all'origine all'origine dell'incendio. MA QUANDO vennero svolti i necessari accertamenti dai carabinieri del reparto operativo, le cause dolose del rogo emersero in modo inequivocabile, per un incendio appiccato con sostanza accelerante in tre punti diversi. Allora gli inquirenti cominciarono ad indagare a 360 gradi e tra gli elementi presi in considerazione c'era la polizza contro gli incendi stipulata dal titolare Federici con la Milano Assicurazioni' che si è costituita parte civile per un premio' di ben 2 milioni e 400mila euro. Ed emerse anche che l'uomo avrebbe dovuto far fronte a numerosi debiti. Come a dire che quella consistente cifra di denaro sarebbe arrivata proprio al momento giusto. Federici dal canto suo ammise di essere andato quella sera in azienda, ma solamente per controllare in ufficio dei documenti, però la sua versione non ha convinto gli inquirenti, anche perchè dal consumo di elettricità era possibile dedurre come fossero state accese tutte le luci dello stabilimento e non solo quelle degli uffici. INOLTRE, una perizia disposta dal pm Angela Scorza avrebbe svelato che la porta che sarebbe stata forzata' dagli incendiari, non era stata manomessa, ma solamente danneggiata proprio per simulare un ingresso di malviventi, ma quella porta non si sarebbe mai potuta aprire dall'esterno. In base a tutti questi elementi quindi il gup Rossella Materia del Tribunale di Ravenna ha disposto il rinvio a giudizio di Luigi Federici che è difeso d'ufficio dall'avvocato Barbara Sedioli. Il titolare dell'azienda si è dichiarato estraneo a quanto accaduto, ma da tempo l'uomo risulta irreperibile e c'è chi ipotizza che Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 36 7 aprile 2015 Pagina 20 < Segue Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna possa essere all'estero. La prima udienza del processo è prevista nel mese di gennaio 2016. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 37 7 aprile 2015 Pagina 20 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna CAMPIONATO ITALIANO TOLOMELLI NE HA MANGIATE 14 IN 3 MINUTI Uova sode, un lughese sul podio CLAUDIO Tolomelli, lughese di 54 anni (a sinistra nella foto) è giunto terzo al Campionato nazionale di mangiatori di uova sode svoltosi a Pasqua a Tredozio (Forlì). In tre minuti Tolomelli, che partecipa a questa sfida da 25 anni, ha ingoiato' 14 uova, mentre il vincitore, Fausto Ricci, camionista 40enne di Tredozio, è arrivato a 17 e il secondo, Matteo Berti di 25 anni si è fermato a 15 uova. «Il segreto di mangiare 17 uova e l'anno scorso 22? Guardare con la coda dell'occhio quante ne ingoiano gli sfidanti per fermarsi a uno o due in più»: dice Ricci che dopo due anni ha riconquistato il titolo. «Non ero a digiuno aggiunge il vincitore avevo fatto un normale' pranzo di Pasqua con cappelletti, costolette d'agnello e contorno di cipolle». Quarto il 69enne tredoziese Terzo Brasciani che detiene il record assoluto di 23 uova e mezzo' che risale al 1972. Quinto Cappelli Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 38 7 aprile 2015 Pagina 21 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna ALFONSINE DOMANI A PALAZZO MARINI PRESENTAZIONE DI UN LIBRO. Al via le iniziative dedicate al 10 aprile IN OCCASIONE delle iniziative del Comune di Alfonsine per celebrare il 10 aprile 2015, le associazioni Circolo filatelico Monti', Primola di Alfonsine e Alflug, in collaborazione con Anpi, Avis e Amare Alfonsine, promuovono alcune importanti dedicate alla lotta di Liberazione. la prima sarà domani, 8 aprile alle 20.30 a Palazzo Marini in via Roma, dove ci sarà la presentazione del libro Pagina bianca' di Francesco Ciotti, presenta G. Masetti. Quindi giovedì 9, alle 18.30 sempre a Palazzo Marini, sarà inaugurata la mostra Una giornata particolare', storia del 10 Aprile ad Alfonsine a cura di G. Masetti: la mostra sarà aperta il 10 aprile dalle 8 alle 18 e fino a domenica 26 ogni sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Poi venerdì 10 aprile alle 19 all' Albergo ristorante Il Gallo', incontro e cena con i combattenti del gruppo Cremona e i cittadini onorari di Alfonsine. Infine sabato 25 aprile ci sarà la Camminata nel Senio della Memoria', con partenza alle 9 sia da Piazza Monti ad Alfonsine che da Piazzale Tiro con l' arco a Cotignola. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 39 7 aprile 2015 Pagina 21 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna La Soffitta in piazza' ha riempito Villanova Migliaia di persone, provenienti anche da fuori regione, ieri al tradizionale mercatino. SEPPURE un pò disturbata dal vento, una spendida giornata di sole ha fatto da cornice ieri, a Villanova di Bagnacavallo, alla seconda delle tre giornate de La soffitta in piazza', tradizionale e atteso evento dedicato a collezionisti, appassionati di oggetti d' altri tempi e non solo. Per tutta la giornata le vie e le piazze della frazione bagnacavallese sono state invase da migliaia di visitatori, molti dei quali provenienti da province limitrofe e anche da fuori regione. Decine e decine gli espositori di antiquariato e modernariato, sgombracantine e robivecchi, per soddisfare i gusti più disparati. Senza dimenticare il gettonatissimo angolo di mercato riservato a prodotti biologici, naturali ed enogastronomici, creazioni artistiche, arti manuali e laboratori di vecchie botteghe artigiane. L' iniziativa, ben organizzata dall' associazione culturale Civiltà delle Erbe palustri in collaborazione con il Comune di Bagnacavallo, ha offerto l' occasione per visitare il suggestivo Ecomuseo delle Erbe Palustri, con la sua collezione di reperti e manufatti, e il laboratorio dimostrativo di lavorazione e intreccio delle erbe di valle. Tornando al mercatino, ieri Villanova è stata invasa da un mare' di gente. Lecito allora chiedersi come sono andati gli affari', a cominciare dagli espositori LUIGI Matrone, originario di Pompei e residente a Riccione, è la prima volta che espone a Villanova: «I visitatori per fortuna non mancano, ma purtroppo la crisi si sente e la gente, nonostante i prezzi bassi, fatica a cacciare' i soldini. Tuttavia siamo solo nel primo pomeriggio e quindi spero che qualche affare si concluda». Tra gli espositori c' è Giancarlo Crociani che abita a Glorie, ad un tiro di schioppo di Villanova: «Dopo che mia moglie Valeriana è andata in pensione, ci siamo accorti che la nostra casa era piena di vecchi oggetti che non sapevamo dove collocare. Così abbiamo deciso di provare questa esperienza. Considerando che quello odierno è il secondo mercatino in assoluto a cui partecipiamo come espositori, non ci possiamo lamentare ed il giudizio è positivo». MATTIA Forti viene da Forlì: «E' la prima volta che espongo qui. E' un evento carino e movimentato, anche se devo ammettere che anche in questo genere di hobby spirano venti di crisi. In ogni caso, affari a parte, si cerca di trascorrere comunque una gradevole giornata». Con il trascorrere delle ore si notano però sempre più persone portare appresso sportine, sacchetti, scatoloni e contenitori vari. Segno che alla fine gli affari non sono poi mancati. «E' UN mercatino bellissimo commentano Floriana Bellan e l' amica Michela Siviero perchè si trovano oggetti di ogni genere e soprattutto molto particolari. Pensi che, come altre volte, siamo venute appositamente da Taglio di Po, in provincia di Rovigo. Abbiamo acquistato un paio di stivali a 3 euro, una camicia a 2 euro, un vasetto a 8 euro. Essendo poi una collezionista di temperini ho trovato proprio quello che mi mancava». NELLA sua nuova veste di Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 40 7 aprile 2015 Pagina 21 < Segue Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna presidente della Croce Rossa di Lugo era possibile anche incontrare l' ex comandante della Polizia Municipale della Bassa Romagna, Roberto Faccani: «Anche qui a Villanova, come del resto in occasione di tutte le manifestazioni pubbliche della zona, effettuiamo un servizio di assistenza sanitaria costituendo un valido e sicuro punto di riferimento. Finora non si sono per fortuna registrati problemi. Il 3 maggio, ultima delle tre domeniche di mercatini, allestiremo anche una piccola tenda che fungerà da astanteria». Luigi Scardovi. SCARDOVI LUIGI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 41 7 aprile 2015 Pagina 21 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna COLLINE FORLIVESI GRAVE INCIDENTE PER UN 59ENNE FINITO IN UNA SCARPATA Centauro conselicese vola nel burrone NON avrà certo buoni ricordi del giorno di Pasquetta un motociclista conselicese di 59 anni protagonista ieri di un pauroso incidente stradale sulle strade delle colline forlivesi. Il fatto è avvenuto verso le 15.30 di ieri, quando il centauro di Conselice con la sua moto stava percorrendo la strada provinciale 4 del Bidente nel tratto che dalla località di Campigna a quella di Corniolo insieme ad altri tre amici: improvvisamente è stato sbalzato dalla moto facendo un volo di oltre 10 metri lungo la scarpata vicino alla località Faltroncella. Pochi minuti dopo gli amici non vedendolo arrivare sono tornati indietro e, dopo aver rintracciato la moto che era rimasta sulla carreggiata, hanno subito avvertito il 118'. In pochi minuti sono arrivati sul posto l'elimedica, le ambulanze, i carabinieri di Santa Sofia e la squadra del Soccorso alpino romagnolo composta da 10 elementi, alcuni dei quali si sono subito calati lungo la ripida scarpata recuperando il motociclista e riportandolo sulla strada dopo circa 40 minuti. Il centauro è rimasto sempre cosciente anche se molto confuso e, dai primi accertamenti, pare aver sbattuto la testa presentando un politrauma cranico commotivo e altre ferite. E' stato trasportato con l'elimedica in codice 3' all'ospedale Bufalini' di Cesena. Oscar Bandini SCARDOVI LUIGI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 42 7 aprile 2015 Pagina 25 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna IL LIBRO. Alla FeltrinelliIl sangue dei fratelli' APPUNTAMENTO alle 18 alla libreria Feltrinelli di Ravenna per la presentazione del libro Il Sangue dei fratelli' (Sbc Edizioni). Gli autori Maurizio Mariani e Vito Ronchi ne parleranno assieme all' editore Brunello Cavalli. Il libro è un giallo tra Fascismo e Massoneria. E' ambientato nel 1925 poco prima delle leggi che metteranno al bando la Massoneria, che potrebbe essere di ostacolo alla dittatura. Gli eventi si svolgono in una immaginaria città dell' Emilia dove vengono ritrovati i corpi senza vita due camicie nere. Ad occuparsi delle indagini è il commissario di Polizia Italo Neri e i suoi due colleghi. Maurizio Mariani è nato a Lugo nel 1977. Vito Ronchi è nato a Faenza nel 1976. MARIANI MAURIZIO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 43 7 aprile 2015 Pagina 25 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna Pittura e guerra nelle mostre in provincia Continua Il bel Paese al Mar'. A Lugo documenti e foto sul primo conflitto mondiale. TANTE mostre da visitare in provincia. RAVENNA. Al Mar Museo d' Arte della città (Via di Roma 13) fino al 14 giugno continua la frande mostra di pittura Il bel paese. Dal Risorgimento alla Grande Guerra, dai Macchiaioli ai Futuristi'. Orario: da martedì a giovedì 918; venerdì 921; sabato e domenica 919. Chiuso il lunedì. Circolo Arci Dock 61 (Via Magazzini Posteriori 61); fino al 25 aprile è aperta la mostra Oro Fuso', mosaici di Paolo Racagni (orari di apertura del circolo). Museo Tamo (Via Rondinelli, 2); fino al 30 giugno riapertura della mostra Imperiituro. Renovatio Imperii. Ravenna nell' Europa Ottoniana'. Orario: tutti i giorni 1019,30. FAENZA. Al Mic (Via Baccarini 19); si comunica il nuovo orario di visita: fino al 20 ottobre, dal martedì alla domenica, orario continuato 1019. Nuova galleria d' arte Contemporanea Ronchini (Corso Baccarini, 15); fino al 12 aprile mostra di Ivo Sassi dal titolo Basso rilievi'. Orario: tutti i giorni, compresi i festivi, 10,3012,30 / 1619,30. Pinacoteca Comunale (Via S. Maria dell' Angelo , 9); fino al 28 giugno mostra di Antonio Argnani. Dal lunedì al venerdì nell' orario di apertura della Pinacoteca; sabato e domenica, fino alla fine di aprile 1013 / 1519. Bottega Bertaccini ( Corso Garibaldi , 4); fino al 6 maggio mostra collettiva dal titolo Ceramiche Sonore/ fischietti d' autore'. Orario: 9,3012,30 / 15,3019,30. Chiuso domenica e lunedì mattino. CERVIA. Sala RubiconeMagazzini del Sale (Via Nazario Sauro 24); fino al 14 aprile personale di Micaela Zannoni dal titolo Colori della Terra e Sfumature dell' anima'. Feriali 15,3018 ; festivi 1012,30 / 15,30 18. Torre dei Magazzini del Sale (Via Nazario Sauro ); fino al 20 aprile mostra di Enzo Marino dal titolo Personale' e mostra di Maurizio Ceccarelli dal titolo A tutto strappo'. Quest' ultima mostra comprende un po' tutto il percorso artistico di Maurizio Ceccarelli, dal suo esordio ai giorni nostri. Orario di visita: dal lunedì al giovedì 17.3020.30; venerdì 17.3022; sabato, domenica e festivi 10.30.12.30 / 1622. LUGO. Palazzo del Commercio Sale Lino Longhi (via Acquacalda, 29); fino al 26 aprile mostra di Alfiero Tavanti Atelier'. Orario: martedì e giovedì 1518; sabato e festivi 15.3018.30 Biblioteca Comunale Fabrizio Trisi (Piazza F.Trisi 19); fino al 19 maggio mostra documentaria La Gande Guerra in Italia nelle fotografie di Raffaele Garinei e nelle raccolte della biblioteca Trisi'. Orario: dal lunedì al venerdì 912,30 / 14,3019; sabato 912.30. Manica Lunga dell' Ex Convento del Carmine ( Piazza Trisi, 4); fino al 30 settembre 2015 la mostra Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 44 7 aprile 2015 Pagina 25 < Segue Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Il Resto del Carlino Ravenna Lugo ai tempi del colera'.Dal lunedì al venerdì 912. Pescherie della Rocca Estense (Piazza garibaldi 1); fino al 22 aprile mostra documentaria # grandeguERra' (grande guerra in Emilia Romagna tra fronte e retrovie). Orario; giovedì e venerdì 15,3018; sabato e domenica 1012 / 153018. Casa rossini (Via Giacomo Rocca 14); sabato 11 aprile inaugurazione mostra Collages' di Giovanni Pini. L' esposizione si protrarrà fino al 26 aprile. BAGNACAVALLO. Museo delle Cappuccine (Via Vittorio Veneto 1/a); fino al 19 aprile mostra di grafica artistica di Bonizza Modolo dal titolo Le trame astratte di Bonizza Modolo'. Orario: martedì e mercoledì 1518; giovedì 1012/ 1518; venerdì, sabato e domenica 1012 / 1519. FUSIGNANO. Museo Civico San Rocco (Via Vincenzo Monti 5); sabato 11 aprile alle ore 17 inaugurazione mostra di pittori, scultori e disegnatori nei confronti dei quali lo studioso Don Antonio Savioli (19151999) , durante la sua vita, ha contribuito alla loro riscoperta, conoscenza e divulgazione ( ricordiamo alcuni di questi artisti: Verlicchi, Bedeschi, Lenzini, Rontini ecc). La mostra resterà aperta fino al 24 maggio sabato, domenica e festivi. Sala Espositiva Il Granaio (Piazza Corelli, 16); fino al 19 aprile Al Tabachi, I gruppi di difesa delle donne nella Resistenza ravennate 19441945'. Orario: sabato 1518; domenica 10.12 / 1518. Ex Spazio Cose belle' ( Corso Emaldi 51); fino al 26 aprile, nell' ambito del progetto Staffetta', personale di Simone Luschi. Orario di visita; sabato 1518; domenica 1012 / 1518 Rosanna Ricci. RICCI ROSANNA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 45 7 aprile 2015 Pagina 11 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Corriere di Romagna Ravenna Lions club, intermeeting a Riolo Terme per parlare della Grande Guerra Del primo conflitto mondiale saranno affrontati i temi della sanità militare, cultura in trincea, recuperanti e riciclanti. RIOLO TERME. Sarà nel segno della Grande Guerra l' intermeeting dei club Lions della Valle del Senio, di Lugo e il Faenza Host, che si terrà al Grand Hotel di Riolo Terme sabato 11 aprile alle 17. Per parlare del tema A cent' anni dalla Grande Guerra: la sanità militare, la cultura in trincea, i recuperanti e i riciclanti intervengono i rela tori Daniele Serafini, direttore del Museo Francesco Baracca di Lugo, Gabriele Zaniboni, appassionato di storia della medicina nella Grande Guerra, e il collezionista Bruno Zama. Zama, 51 anni, carabiniere in congedo, sposato con Giuseppina, un figlio, è attualmente consigliere e addetto stampa del Lions Club Faenza Host; è stato presidente anno 20092010, ha sempre avuto l' hobby e la passione dello studio della storia. Colleziona materiale bellico inerte della prima e seconda guerra mondiale, modificato, trasformato e riutilizzato per la vita pacifica, diventando il maggior esperto e collezionista italiano e, probabilmente, d' Europa. Ha scritto tre libri, nel 2012 I riciclanti della linea Gotica (esaurito), nel 2013 Dalla Guerra alla pace assieme ad Angelo Nataloni e nel 2014 Recuperanti e riciclanti delle due guerre mondiali, assieme a Jean Pascal Marcacci e realizzato col contributo del Lions Club Faenza Host. Ha effettuato lezioni tematiche alle scuole elementari, medie e licei. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 46 7 aprile 2015 Pagina 30 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Corriere di Romagna Ravenna «Attuo in politica le conoscenze maturate sul campo» Idee chiare e molto lavoro per l' assessore alle attività economiche Simonetta Zalambani. LUGO. Una cosa va senza dubbio riconosciuta al sindaco di Lugo Davide Ranalli; essere riuscito a costruire una giunta con tanti nomi nuovi che riescono a partorire idee innovative cercando di dare un fattivo contributo alla crescita della città. Simonetta Zalambani, fusignanese, classe 1966, diplomata in ragioneria è l' assessore che ha sostituito Laura Sughi (giunta Cortesi) con le deleghe delle attività economiche, turismo, sportello unico alle imprese, incubatore nuove imprese e marketing territoriale. Impegnata molto sul lavoro avendo la direzione aziendale e la responsabilità dell' area amministrativa presso l' Ocm clima srl, riesce a trovare voglia e stimoli per portare avanti carriera politica e famiglia (ha due figli). «Vivo a Bizzuno da 14 anni racconta , il luogo dove ho trovato un perfetto equilibrio tra un clima pacifico e brave persone; tutto questo mi fa sentire "a casa", coi miei figli, mia mamma e il mio cane». Soddisfatta dunque della sua nuova esperienza? Quanto tempo le porta via? «Si, sono soddisfatta perché mi sta arricchendo ogni giorno di più grazie a nuove conoscenze; è un' esperienza impegnativa, da conciliare con la mia professione e con la famiglia, che mi sostiene e mi aiuta, ma è allo stesso tempo una soddisfazione poter mettere a disposizione le mie competenze acquisite soprattutto in ambito aziendale su temi come lo sviluppo». L' assessorato che le è stato affidato è di suo gradimento? E perché? «Questo assessorato tocca due temi a me mol to cari. Intendo le imprese, in ogni loro forma e quindi come conseguenza le persone ed il lavoro, temi che mi stanno a cuore e che sono stati e sono l' oggetto della mia vita professionale. Poi l' innovazione, le startup, il rapporto scuola lavoro: un grande percorso di crescita professionale. Altro grande "amore" è il marketing per l' attrattività e la promozione del territorio attraverso eventi, sinergie da mettere in campo, forme promozionali, idee nuove. Temi dinamici che portano ad una "evoluzione" continua». Quale rapporto è riuscita ad instaurare con i commercianti? «I commercianti sono una grande risorsa per il nostro territorio; abbiamo, come città, l' ambizione di Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 47 7 aprile 2015 Pagina 30 < Segue Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Corriere di Romagna Ravenna essere riconosciuti attraverso il logo "Lugo Città Mercato". Lugo ha nel proprio dna il commercio, dal mercato settimanale alla grande distribuzione, dal negozio di lusso a quello tradizionale, dalla fiera ai mercatini, dal biologico all' antiquariato. Abbiamo punti strategici come il Pavaglione, centro commerciale naturale, che vanno promossi e messi in sinergia con gli eventi. Sono la prima ad aver rispetto dell' impresa e del lavoro, ma ogni giorno sono abituata a fare i conti col cliente che cambia, che conosce prodotti, prezzi e luoghi dove trovare quanto vuole acquistare nei modi e nei tempi che desidera, grazie alle nuove tecnologie. Spesso oggi le persone comprano facendo un' esperienza e non soltanto acquistando un bene ; lo fanno pure per emozione e l' emozione ha bisogno di contesto, tempi adeguati e modalità sempre nuove, proprio in un clima di evoluzione». GIANFRANCO CAMERINI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 48 7 aprile 2015 Pagina 30 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Corriere di Romagna Ravenna Alleanza tra pubblico e privato, cinque nuove visite in azienda nell' ambito di "Impresa Comune" LUGO. Cinque nuove aziende hanno aderito al progetto "Impresa Comune" incontrando nelle ultime due settimane il sindaco di Lugo Davide Ranalli e l' assessore alle attività produttive Simonetta Zalambani, grazie alla collaborazione con le rispettive associazioni economiche. I due amministratori si sono recati in visita alla cooperativa Coma car e alla Tekno Pav di Voltana, alla ditta Lanzoni Daniele e alla Bucchi di Lugo e alla Bassi di Santa Maria in Fabriago; in occasione delle visite alla Bassi e alla Tekno Pav era presente anche il responsabile della Cna della Bassa Romagna, Roberto Mas sari. "Impresa Comune" punta a favorire le sinergie per incentivare l' innovazione e lo sviluppo attraverso la conoscenza reciproca tra pubblico e privato. Il progetto è stato avviato lo scorso anno con lo scopo di esplorare nuove idee insieme alle aziende. Il titolo è stato scelto per sottolineare l' unità degli intenti e degli orizzonti che dovrebbe contraddi stinguere l' attività dell' Amministrazione comunale, quella delle imprese e delle associazioni di categoria, soprattutto in un contesto di crisi economica, per la In alto la visita alla cooperativa Comacar a sinistra quella alla Bucchi crescita e lo sviluppo sostenibile del territorio. Le visite proseguiranno con incontri già programmati presso le aziende Tatì, Cevico e Pagliuti. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 49 7 aprile 2015 Pagina 30 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Corriere di Romagna Ravenna Moto in scarpata ferito 59enne LUGO. Ha perso il controllo della moto e dopo aver colpito il parapetto è finito in una scarpata dopo un volo di una dozzina di metri. Grave incidente stradale ieri pomeriggio intorno alle 15 sulla Provinciale 4 del Bidente, tra Corniolo e Campigna. Ferito in modo serio, anche se non sarebbe in pericolo di vita, un 59enne di Conselice. I primi ad arrivare sono stati gli operatori del Soccorso Alpino che hanno recuperato il ferito, poi trasportato dall' elime dica del 118 al Bufalini. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 50 7 aprile 2015 Pagina 3 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna LA NOSTRA RAZZA DI CANE SBARAGLIA IL CAMPO: DUDÙ IL "ROMAGNOLO" CAMPIONE DI BELLEZZA. Lagotto di Romagna, è il più bello Dopo il successo ottenuto il 13 marzo a Reggio Emilia nell' internazionale di cinofilia, mercoledì scorso la proclamazione ufficiale da parte dall' Enci. Da poco più di vent' anni la Romagna, ormai è rispaputo, ha il suo cane. La razza si chiama Lagotto Romagnolo, cane specializzato nella ricerca del tartufo il cui standard è stato approvato dall' Enci (l' Ente nazionale della cinofilia italiana), ufficialmente, razza italiana, nel luglio del 1992. Tre anni dopo la razza sarà riconosciuta a livello internazionale dalla Fci, Federazione cinofila internazionale. E ora il più bell' esemplare di Lagotto che pur essendo romagnolo vive in Irpinia si chiama Dudù, un cagnolino che dopo il successo ottenuto il 13 marzo scorso a Reggio Emilia nell' internazionale di cinofilia, ha poi ottenuto mercoledì scorso la proclamazione ufficiale da parte dall' Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) di Campione italiano di Bellezza, risultando il primo Lagotto Romagnolo proclamato campione nell' anno 2015. Dall' aprile 2012 ad oggi, aprile 2015, il duo composto dal padre Massimo Roca handler (colui che presenta il la gotto romagnolo sul ring), sua figlia Alessandra Roca groomer (tolettatrice proprietaria di un salone di bellezza per cani e gatti "Vanity Pets", con vasche idromassaggio all' ozono e palestra per la preparazione di cani da esposizione) e il direttore tecnico e sponsor Vincenzo Prizio, hanno già conseguito quattro titoli italiani e tre esteri, con il Lagotto Romagnolo. Infatti oltre a Dudù, i Roca hanno altri Lagotti di nome Cico e Desy che hanno sbaragliato il campo. La Razza Docile, coccolone, instancabile con un fiuto incredibile e per questo è specializzato nella ricerca del tartufo, unica razza del pianeta riconosciuta con questa attitudine. Il Lagotto rappresenta la terra Romagna, da Imola fino a Cattolica, in almeno dieci Paesi al mondo. Si è rapidamente diffuso in Canada, Francia, Finlandia, Germania, Norvegia, Olanda, Inghilterra, Svezia, Svizzera e Stati Uniti. Alcuni esemplari sono anche in altri Stati. Nel nostro Paese ci sono solamente 16 razze di cani e una di questa è proprio il riccioluto Lagottino di Romagna che ha rischiato seriamente di scomparire per sempre dalla faccia della terra. L' hanno salvato tra Imola e Bagnara di Romagna. Grazie, infatti, all' attività di quattro appas sionati ed esperti cinofili, la razza ricominciò ad acquistare l' originale purezza, che gli accoppiamenti con altre meticci avevano in parte compromesso. I quattro autori della rinascita della razza furono Quintino Toschi, allora presidente del locale gruppo Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 51 7 aprile 2015 Pagina 3 < Segue La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna cinofilo di Imola, Francesco Ballotta, allevatore e giudice dell' Enci, Antonio Morsiani, cinologo, giudice ed allevatore soprattutto di carni San Bernardo (razza Svizzera) e Lodovico Babini, esperto cinofilo romagnolo. Grazie a queste persone, e a Giovanni, figlio di Antonio Morsiani, la razza si avviò verso una rinascita. Rinascita che ha il suo apice nel 1988 con la nascita del Club Italiano Lagotto. Dai pochissimi esemplari rimasti che si potevano incontrare in giro per i paesi della Romagna, non sempre identici tra loro, gli esperti sono riusciti a fissare lo standard esattamente di come era il cane, che ha una storia incredibile. Si tratta infatti di un antica razza da riporto in acqua, presente fin dal XVI secolo, nelle valli di Comacchio e nelle lagune ravennati e diffusasi, a partire dal XIX secolo, nelle pianure e nelle colline romagnole con la specifica funzione di cane da tartufi. Gli anziani cercatori di tartufi delle zone vocate del tubero, di Cusercoli, Ci vitella di Romagna, di Dovadola e di Predappio, cercavano questo pelosone che nemmeno sapevano si chiamasse Lagotto. Sapevano però che quel batufolo dal pelo idrorepellente era eccezionale per il loro scopo. In molti, in queste terre, sono riusciti a sopravvivere alla miseria vendendo tartufi. Avevano capito che questo cagnolino dall' espressione attenta, intelligente e vivace esibiva passione, forza ed efficienza. Dopo il lavoro fatto soprattutto a Imola e a Bagnara, finalmente dopo 28 anni di impegno e lavoro degli appassionati, il 6 luglio del 2005, l' assemblea generale della Fci riunitasi a Buenos Aires in Argentina, approva definitivamente la razza a livello mondiale: il Lagotto Romagnolo, cane di media piccola taglia, con buone proporzioni, di profilo forma un quadrato quasi perfetto. È di aspetto forte, robusto e rustico allo stesso tempo. Il La gotto ha grandi occhi rotondi, in ogni sfumatura di colore che va dal giallo scuro al marrone scuro. Ottimo anche da compagnia, ama giocare coi bambini. Secondo la Classificazione della Fci la razza Lagotto romagnolo appartiene al gruppo 8 che è quello dei cani da riporto, da cerca e da acqua. E ora dopo la vittoria di Dudù è anche il più bello fra tutti i cani. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 52 7 aprile 2015 Pagina 31 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna John De Leo e Stefano Benni: che coppia! L' EVENTO Domani sera al teatro comunale il concerto del grande performer lughese accompagnato dall' amico scrittore. Sul palco anche la Grande Abarasse Orchestra. Il lughese John De Leo e la sua variopinta JDL Grande Abarasse Orchestra sarà in concerto domani sera (ore 21) al Teatro Comunale di Cervia in occasione dell' unica tappa nella cittadina romagnola dell' edizione 2015 del festival itinerante Crossroads. Ma questa data de "Il Grande Abarasse Tour" sarà ancora più speciale: John De Leo ospiterà infatti sul palco l' amico scrittore Stefano Benni, assieme al quale si cimenterà in brevi incursioni letteralmusicali, interpretando testi propri ed estratti da "Linea d' ombra" di Joseph Conrad. Sul palco ci saranno anche Fabrizio Tarroni (chitarra semiacustica), Franco Naddei (campionamenti, chitarra elettrica), Beppe Scardino (clarinetto basso, sax baritono), Piero Bittolo Bon (clarinetto basso, sax baritono), Dimitri Sillato (violino, pianoforte), Valeria Sturba (violino, violino elettrico, theremin), Paolo Baldani (violoncello), Silvia Valtieri (fisarmoni ca, pianoforte, percussioni giocattolo). Col suo innesto di jazz e musica classica, senza tralasciare una spruzzata di soundtracks, nel dna del cantautorato sui generis tipico di John De Leo, l' uscita de Il Grande Abarasse, lo scorso ottobre, ha segnato il ritorno alla discografia del cantante performer originario di Lugo, a sette anni di distanza dal precedente Vago svanendo (Info e prevendite 0544 975166 405666). Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 53 7 aprile 2015 Pagina 35 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna IN BREVE. Teatro dialettale al Moderno Venerdì 10 aprile alle ore 21 per la rassegna di teatro dialettale la compagnia del Borgo di Faenza presenta Frazcon l'ha vent e lot di Athos Setti e Giuliano Betti. Appuntamento al Moderno di Fusignano. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 54 7 aprile 2015 Pagina 36 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna A Bagnacavallo torna il "Music Summer Camp BABY ARTISTI CRESCONO Dal 6 al 19 luglio i laboratori musicali dedicati ai giovani con docenti di livello nazionale. E alla fine tutti sul palco per mostrare al pubblico il proprio talento. Music Summer Camp, che si svolge col contributo del Lions Club di Bagnacavallo, è un' esperienza unica nel mondo delle arti dove giovani artisti dagli 8 ai 16 anni per due settimane avranno la possibilità di immergersi nella musica e nel teatro e vivere un' occasione formativa di livello internazionale. Il Music Sum mer Camp viene proposto per il secondo anno a Bagnacavallo da Accademia Bizantina, dopo il successo della prima edizione, che ha visto la partecipazione di 18 giovani che, alla fine del laboratorio, hanno messo in scena al Goldoni "Orfeo ed Euridice". Dal 6 al 19 luglio i corsisti parteciperanno a lezioni di strumento, musica d' insieme, teatro e arte scenografica. Du rante il Music Summer Camp i ragazzi saranno impegnati nella messa in scena di uno spettacolo musicale, di cui saranno creatori e interpreti. Il progetto è rivolto a giovani strumentisti e cantanti che abbiano una formazione musicale di base, ma è aperto anche a ragazzi senza una specifica formazione. Per la musica i docenti saranno Alice Bisanti e Valeria Montanari di Accademia Bizantina, per il teatro Danilo Conti e Antonella Pirovano di TcpTanti Cosi Progetti di Ravenna, per i laboratori creativi Jenny Burnazzi e Margherita Tedaldi. Iscrizioni entro il 15 giugno per email a [email protected] o per posta ad Accademia Bizantina, via F.lli Bedeschi 9, Bagna cavallo. Quota di iscrizione 380 euro (Info 0545 61208). Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 55 7 aprile 2015 Pagina 36 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna AL TABÁCHI A FUSIGNANO Questa sera alle 20.30 al centro culturale "Il G r a n a i o " d i Fusignano, in piazza Corelli, inaugura la mostra "Al tabáchi. I gruppi di difesa della donna nella resistenza ravennate 19441945". L' esposizione sarà visitabile fino al 19 aprile, il sabato dalle 15 alle 18 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 56 7 aprile 2015 Pagina 36 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna LIBERAZIONE. Mostra Sabato alla Rocca rivivono i cimeli della guerra In questo mese di aprile 2015 si ricorda il settantesimo anniversario della Liberazione dell' Italia. Lugo fu liberata la notte fra il 9 e il 10 aprile 1945. Per fare memoria di questo avvenimento sabato 11 aprile 2015 verrà inaugurata nella Torre del Soccorso della rocca la mostra "Dalla guerra alla pace". L' esposizione sarà costituita da una raccolta di reperti bellici dell' epoca, del collezionista Bruno Zama, trasformati in strumenti di vita quotidiana. Saranno esposti a cura dell' associazione Romagna Air Finders equipaggiamenti di aerei e piloti abbattuti nel nostro territori. La mostra sarà inaugurata alle 17. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 57 7 aprile 2015 Pagina 36 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna ARTE. Scultura In mostra a Fusignano le teste dai colori sgargianti di Simone Luschi Venerdì scorso, nell' ex spazio "Cose belle", in corso Emaldi a Fusignano, ha inaugurato la personale di Simone Luschi nell' ambito del progetto "Staffetta". In mostra sculture di teste dipinte con colori sgargianti, opere che sembrano crescere con andamento vegetale. L' esposizione di Luschi è curata da Massimiliano Fabbri. La mostra, a ingresso libero, rimarrà allestita fino al 26 aprile (appuntamenti al numero 338 4511029). Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 58 7 aprile 2015 Pagina 36 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna Un solo team di pallavolo per la Bassa LA NOVITÀ Dal prossimo anno nella InVolley si fonderanno altre tre società: "Obiettivi ambiziosi nel futuro" Una sola società di pallavolo per la Bassa Romagna. A partire dal prossimo anno Virtus Lugo, Stuoie Baracca, Pallavolo Conselice e InVolley Ast si uniranno in un' unica società denomeninata "InVolley Ssdarl" che che rappresenterà il maggior sodalizio maschile/femminile nel territorio dell' Unione dei Comuni della Bassa Romagna ed una della maggiori Società sportive in ambito provinciale. "La nuova società scrive in una nota si prefigge lo scopo di assicurare il mantenimento degli attuali organici di atleti, allenatori e preparatori, con l' obiettivo di valorizzarne ulteriormente il valore tecnico, che già quest' anno ha consentito il raggiungimento di prestigiosi traguardi in tutto il settore giovanile, ma che sta ben figurando anche a livello regionale e nazionale". Ulteriori obiettivi "sono lo sviluppo e valorizzazione del settore giovanile, con la speranza per il futuro di formare atleti che trovino collocazione in ambito nazionale, come già avvenuto in passato, e l' attivazione di ogni forma di collaborazione con terzi, con il preciso intento di assicurare anche al settore femminile l' accesso ad un campionato nazionale, che fino ad oggi non trovato soluzione in considerazione di soli fattori di sostenibilità economica. Senza dimenticare che sarà assicurata anche la prosecuzione degli interventi in ambito scolastico, già in essere da qualche anno nelle scuole primarie di primo e secondo grado, e l' attività amatoriale, che proprio a partire dalla collaborazione con le scuole si pensi al torneo L' importante è partecipare ha assicurato la formazione di numerose squadre che oggi partecipano ai campionati Csi". Le prospettive future, "che sono ambiziose e per questo 'sfidanti' per la nuova Società, rappresentano sicuramente uno sforzo gravoso in termini organizzativi ed economici, ma con la certezza che l' unione fa la forza e che le capacità fin qui dimostrate dalle singole Società rappresentano una garanzia per la sostenibilità del progetto. A tutti gli atleti, allenatori, preparatori, dirigenti, sponsor, simpatizzanti, genitori e tutti coloro che in ogni forma hanno garantito fino ad oggi il movimento pallavolostico delle attuali società conclude la nota , sicuri che la loro fattiva collaborazione in futuro sarà determinante per lo sviluppo della nuova Società InVolley SSD, un sentito ringraziamento". Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 59 7 aprile 2015 Pagina 36 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna IL BANDO Servizio Civile Si cercano volontari per le biblioteche L' Unione dei Comuni cerca 7 volontari per il Servizio Civile. Il progetto, dal titolo "Il filo del racconto", prevede l' inserimento dei volontari nelle Biblioteche e nei centri culturali del territorio e, in particolare, alla Biblioteca Taroni di Bagnacavallo, alla Biblioteca Righini Ricci di Conselice, alla Biblioteca Varoli di Cotignola, alla Biblioteca Piancastelli di Fusignano, alla Biblioteca "Trisi" di Lugo, al Centro culturale "Venturini" di Massa Lom barda e al Comune d i Bagnara, ufficio cultura. Le domande devono pervenire entro le ore 14 del 16 aprile tramite una delle seguenti modalità: PEC all' indirizzo pg.unione.labassaromagna.i [email protected], ricordandosi gli allegati in formato pdf; consegnate a mano al Servizio Coordinamento Giovani, Via Amendola 68, Lugo; spedita con raccomandata A/R a Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Piazza Martiri Libertà 1, Lugo. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 60 7 aprile 2015 Pagina 43 La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna Il libro L' ultimo lavoro è quello di Silvia Manzani e Giampiero Corelli. Il ballo romagnolo torna alla ribalta attraverso i racconti di chi non vuol dare per morta la musica tradizionale della nostra terra. E allo stadio si canta "Romagna mia" Innamorate del liscio Ancora un omaggio al mondo del liscio romagnolo nato dal sodalizio speciale fra e la giornalista Silvia Manzani e il fotografo Giampiero Corelli entrambi premio Guidarello 2014. Le innamorate, Edizioni Moderna, raccogliendo esperienze di vita, di canto, di spettacolo, ricostruisce un quadro parcellizzato eppure efficace del periodo in cui il liscio trionfò nelle balere valicando i confini della Romagna. Eternamente innamorate della musica, del palco e dei riflettori sono cantanti come Arte Tamburini, nome da predestinata, 78 anni suonati, che ha militato nella formazione del Maestro Secondo Casadei per 17 anni, per poi passare all'orchestra Il folklore di Romagna. Nel 2012 al Piteco per il compleanno dell'orchestra di Silvano Silvagni, Arte, che oggi parla a fatica, si è magicamente ricordata le parole dei suoi cavalli di battaglia nell'alchimia stupefacente della musica. C'è c h i , c o m e E u g e n i a F o l i g a t t i d i Massa Lombarda, ha abbandonato tutto per dedicarsi alla famiglia e ai sei figli maschi, salvo ri debuttare il 5 giugno 2013 e chi, come Orsola Ginanni Corradini ha resistito conciliando famiglia e spettacoli fino a quarantadue anni e poi ha chiuso con la carriera. Per tutte viene il momento di dire basta, ma le tracce di quel percorso, cosparso di rossetti, di microfoni, di paillette, di lussureggianti abiti di scena non si cancella. Alcune sono passate alle TV locali, altre sono a casa a vivere di ricordi, in questa Romagna che pare avere accantonato la sua anima musicale più genuina e con essa un pezzo della sua storia. Franco Dell'Amore, uno dei relatori del libro, ricorda che nell'orchestrina di Zaclén, al secolo Carlo Brighi, nell'unica foto esistente del Capannone Brighi di Bellaria dove i giovani, dopo tanti balli di gruppo, potevano finalmente allacciarsi nel ballo a due, c'è una donna che suona il violino insieme ad altri quattro musicisti. La presenza femminile accompagna fin da allora la musica da ballo romagnola e avrà esiti imprevedibili, come la violinista Nella Gentili che riorganizza l'orchestra del padre Bruto di Cesenatico, Fernanda Stanzani di Vecchiazzano che da il suo nome all'orchestra lasciando il marito Ezio Errani a suonare banjo e chitarra e l'Orchestra Scintilla di Cesena, guidata dalla violinista Iris Mordenti e dal marito Alvaro Castagnoli, dove cantava Silvana Drudi, già cantante d'operetta. Con Arte Tamburini e Derna Dondi le gonne erano lunghe e castigate, ma negli anni sessanta arrivano le minigonne e le orchestre spopolano anche per l'avvenenza di cantanti come Rita Baldoni Coscialunga, star dell'orchestra di Secondo e Raoul Casadei strizzata in vertiginose minigonne, Lidia Pagani e Luana Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 61 7 aprile 2015 Pagina 43 < Segue La Voce di Romagna La Voce di Romagna Ravenna Babini. Lo scrittore Cristiano Cavina ricorda le origini del liscio praticamente contemporaneo al jazz, due generi nati fra gli umili: da una parte i braccianti della Romagna, dall'altra gli schiavi neri del Sud degli Stati Uniti: ma mentre il jazz usciva dal ghetto dei campi di cotone per raggiungere la musica alta nei locali di moda e oggi anche teatri e sale da concerto, il liscio, adattato sui valzer, le polche e le mazurche austriache, compiva e terminava la sua parabola in balere come le Cupole di Castel Bolognese e La Cà del Liscio di Ravenna. Scrive Cavina: Il liscio divampa di passione e infiamma questo libro che accende i riflettori su persone e non su personaggi, un libro che è una lettera d'amore. Anche Paola Sobrero, analizzando carriere e figure femminili, ricerca analogie e differenze per ricostruire una storia del liscio che ha subito un declino dopo il boom degli anni 60, 70 e 80, ma non è ancora conclusa. C'è anche una lunga intervista di Riccarda Casadei che omaggia il padre Secondo, un bel ritratto della ravennate Monia Malpassi, portavoce del ballo liscio, e uno spazio alle giovani leve come i Sincopati, che contano di acchiappare i propri coetanei suonando come il grande Casadei perché il liscio è Casadei, o lo suoni come lui, o non c'entri proprio per nulla. Casadei ha inciso 1048 brani, un patrimonio immenso con cui stabilì ponti fra la Romagna e il resto del mondo. La mitica Romagna Mia è cantata su Youtube ed è l'inno del Cesena vittorioso, viene suonato in Argentina come in Bielorussia, è una specie di inno romagnolo che ha varcato i confini. Ben venga dunque questo librotestimonianza su una Romagna dai confini mai tracciati che trova nella musica, nel canto e nel ballo identità e riconoscimento. Attilia Tartagni Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 62