i protagonisti dello sport business nee o i l izcia e di d e pe gazin et s l ma rN de S o ns po un’analisi economico-finanziaria SSC Napoli: un successo in chiaroscuro Vince sul campo e fa utili, ma dimentica l’azienda: cinque anni di bilanci del Club guidato da Aurelio De Laurentiis, attraverso la lente dell’analista finanziario Fabrizio Vettosi. La gestione dei contratti dei calciatori, la generazione del cash flow, la scelta degli 0 › No.investimenti... punti di vista SS Calcio Napoli: un successo in chiaroscuro di Fabrizio Vettosi La genesi di quest’analisi, è utile premettere, trova la sua principale fonte nella passione ed al tempo stesso nella razionalità di chi scrive. Avendo speso circa 30 anni da sportivo e da professionista nel mondo della finanza ho cercato di coniugare entrambi i profili a testimonianza che l’”Industria del Calcio” (non sottovalutiamolo è l’ottava industria del nostro Paese e fattura quanto il mercato dello yogurt), va interpretata in chiave esclusivamente economico-finanziaria se si vuole preservare il suo futuro e far sì che si trasformi da componente “viziosa” in componente “virtuosa” dell’economia del nostro Paese. Pertanto, d’accordo con l’Editore, che ringrazio per l’opportunità concessami, ho cercato di tracciare la “Storia economico-finanziaria” della SSCN degli anni 2005-2010, ovvero quelli successivi al fallimento, al fine di cercare di trarre degli spunti di analisi produttivi e mai polemici. Infatti, mi preme premettere che ogni considerazione è puramente personale ed unicamente dettata da considerazioni tecniche basate sui documenti analizzati e, per quel poco che conta, arricchite dalla memoria di una famiglia (la mia) che segue le sorti del club da oltre 60 anni. La strategia di De Laurentiis. Il presidente con mister Mazzarri; in compagnia di Inler; con i rappresentanti dei suoi principali sponsor: Arnone (acqua Lete), Vago (MSC), Pavonello (Macron). Il successo finanziario del Napoli si identifica con il credo del suo presidente: forte controllo dei costi e massimizzazione dei ricavi commerciali. I l caso Società Sportiva Calcio Napoli è una buona testimonianza (oserei dire uno spot) per sfatare un “mito da anni 70-80”, ovvero che con il calcio non si fanno profitti anzi, ci si rimette. Non da meno, il caso SSCN prova un altro aspetto su cui mi sono battuto per lunghissimi anni durante le mie frequentazioni (del tutto slegate dalla mia professione) in Lega Nazionale Professionisti, ovvero che Risultati Economici e Risultati Sportivi sono correlati in senso inverso e che per “vincere sul campo” occorre “perdere dietro la scrivania”. Altro “mantra” che sembra essere smentito dalla storia recente della SSCN, è quello della impossibilità di imporre limiti alla remunerazione della c.d. “Area Tecnica” (in primis calciatori): sia in termini assoluti (salary cap), che relativi (incidenza % sul Fatturato). Aspetto del tutto singolare rispetto ad altri settori industriali visto che nel calcio professionistico delle due principali Leghe nazionali gli offerenti lavoro sono appena 42, contro circa 2.000 richiedenti lavoro (calciatori). L’evoluzione dei bilanci del caso aziendale Calcio Napoli, segue di pari passo l’azione strategica del suo principale protagonista, ovvero l’ azionista-manager Aurelio De Laurentiis. Premettendo che, richiamandoci ai principi di “Economia Neoclassica” imprenditore è colui che fornisce i “Fattori della Produzione” (in primis capitale) e che “Organizza tali Fattori”, ritengo che la principale componente di successo di De Laurentiis sia stata propria questa seconda capacità, mentre direi che per quanto concerne la prima lo sforzo finanziario è stato minimo (se si esclude l’aspetto delle garanzie prestate). [email protected] › No. 0 4 ssc napoli La recente storia dell’Azienda Calcio Napoli: un’analisi economico-finanziaria SS Calcio Napoli: Il Napoli vince sul campo e fa utili, ma dimentica l’azienda Cinque anni di bilanci del Club guidato da Aurelio De Laurentiis, attraverso la lente dell’analista finanziario Fabrizio Vettosi. La gestione dei contratti dei calciatori, la generazione del cash flow, la scelta degli investimenti, il confronto con l’industria cinematografica letti alla luce dei soli numeri. di Fabrizio Vettosi › No. 0 5 La recente storia dell’Azienda Calcio Napoli: alcune conclusioni. Il fattore chiave: il controllo del costo dei calciatori “Il caso Società Sportiva Calcio Napoli è una buona testimonianza per sfatare un “mito da anni 70-80”, ovvero che con il calcio non si fanno profitti anzi, ci si rimette. Altro “mantra”, è quello della impossibilità di imporre limiti alla remunerazione della c.d. “Area Tecnica”. L a SSCN ha generato cumulativamente nel periodo in esame (2005-2010) circa 372 mil. di Ricavi Operativi, come si evince dalla tabella successiva, con una componente di circa 67 mil. (pari al 18%) legata alla pura passione diretta in quanto riveniente dai Ricavi da 6 Gare, mentre l’altra fonte connessa alla “Passionalità Diretta”, ovvero dalle attività di Marketing e Commerciale, è pari a circa il 10% con 37 mil. di ricavi cumulati. La parte preponderante è rappresentata dai Diritti TV e Media con circa 156 mil. ed un peso del 42% cumulato. Ma ciò che risulta assolutamente sorprendente è stata la capacità di generare un elevatissimo Cash-Flow Operativo più o meno corrispondente al “Margine Operativo Lordo” (MOL o EBITDA per dirlo nel gergo dei colleghi anglosassoni). RISULTATI ECONOMICI NORMALIZZATI ≤ ≤ Cosa significa ciò? In pratica, come è evidente, l’attento controllo dei costi, a fronte di un fatturato espo nenzialmente “scalabile” ha permesso di generare una notevole liquidità la cui destinazione vedremo successi vamente. Soffermiamoci per un attimo sulla c.d. “Area Tecnica”, chiave di tali risultati insieme ad una capacità unica di generare Ricavi grazie alla passione dei suoi “Clienti” (preferisco chiamarli in tal modo per evitare il classico termine demagogico di “Tifosi”). ANDAMENTO PRINCIPALI AGGREGATI ECONOMICI “Se il Napoli avesse investito in strutture una parte, anche piccola, del cash flow generato (circa 150 milioni di euro dal 2005), oggi sarebbe un’azienda stabile nel tempo. Invece è ancora troppo legata ai risultati sportivi che possono, come sappiamo, influenzare quelli economici” Il costo dei “macchinari”. Il controllo del costo del principale fattore di produzione del Napoli, ovvero i calciatori, consente il buon margine operativo ed è frutto di una scelta programmata. Da imitare. › No. 0 7 Risulta chiaramente evidente la correlazione inversa tra incidenza del Costo dell’Area Tecnica (stipendi a Calciatori e Tecnici) e la crescita del Margine Operativo Lordo a seguito dei maggiori ricavi derivanti dai salti di categoria. Basti pensare, come facilmente evincibile, che al primo anno di Serie C (2005) il Costo per Stipendi sfiorava il 68% in termini di incidenza sul fatturato e di conseguenza il MOL segnava un -14%. Negli anni successivi la crescita degli stipendi è stata di gran lunga inferiore alla crescita del fatturato sino ad arrivare al 2010 anno in cui l’incidenza degli stipendi è di circa il 33% con un conseguente MOL positivo che balza al 43%. In pratica su ogni 100€ ricavate ne rimangono in cassa 43. Il dato del MOL è ancora più elevato se si depura di componenti non ricorrenti e straordinarie. “Negli anni successivi alla Serie C (2005), la crescita degli stipendi è stata di gran lunga inferiore alla crescita del fatturato sino ad arrivare al 2010, anno in cui l’incidenza degli stipendi è di circa il 33%” Altro aspetto positivamente inusuale è che si è conseguito un Risultato Operativo (c.d. all’Anglosassone EBIT) positivo, in pratica conteggiando dopo il MOL le componenti di costo non monetarie spalmate negli anni (Ammortamento del Costo dei Calciatori e gli Investimenti per l’acquisizione del ramo d’azienda dal Fallimento), il Risultato permane ampiamente positivo. 8 Dunque un margine ampio, lo si evince anche verificando la relazione matematica tra l’incidenza del Costo per Stipendi ed il MOL. In sintesi, tenuto conto dell’attuale struttura dei costi della SSCN, il Costo dell’Area Tecnica deve permanere al di sotto del 60% del fatturato per ottenere un MOL positivo. Per il momento il problema non si pone, l’incidenza degli stipendi si mantiene intorno al 30% del fatturato assicurando, come già visto, un MOL ampiamente positivo e cospicuo. Ricordo che la media dell’incidenza del costo dell’area sportiva sul budget totale, relativa alla Lega Seria A, è molto più elevato e pari al 72%. Osservando i valori dell’andamento del Costo per Stipendi, sia in termini assoluti che pro-capite, si nota la per fetta correlazione. Infatti il pro-capite, dai circa 300 mila pur incrementandosi € della 1° Divisione (ex Serie C1) all’at tuale un milione circa, è cresciuto in linea con il valore assoluto (dai 6,7 mil. della C1 ai circa 31,4 mil. attuali), segno che è stata gestita con grande parsimonia la “rosa-calciatori” senza eccedere nel numero dei componenti. Contratti globali. Inler, Hamsik, Cannavaro, Lavezzi, Cavani, Gargano, Dossena: testimoni di alcuni sponsor del Club azzurro: la gestione centralizzata dei diritti d’immagine dei calciatori, è un iniziativa innovativa di De Laurentiis. CORRELAZIONE COSTO AREA TECNICA/ MOL ANDAMENTO COSTO AREA TECNICA CALCIATORI › No. 0 9 La sede sociale e l’impianto di produzione. Il mitico stadio San Paolo è, forse in Europa, uno degli stadi meno “ospitali”: ristrutturarlo o farne uno nuovo? Purtroppo al momento la domanda sembra non andare oltre “il passatempo”. La SSC Napoli, manca anche di una sede sociale in città. La recente storia dell’Azienda Calcio Napoli: un’analisi economico-finanziaria Dalle risorse finanziarie generate, discutibili scelte d’investimento De Laurentiis ha impostato un’operazione da manuale della finanza, finanziando l’acquisizione dell’azienda stessa con i flussi operativi ricavati dalla gestione. Esigue risorse destinate ad Altri Investimenti, ritenendo tali le Strutture Tecniche, il Settore Giovanile, la Ricerca in ambito sanitario, il Marchio ed il Marketing, lo Stadio, ecc. A ll’evidente positività della gestione finanziaria, fa da contraltare la discutibile strategia societaria circa le scelte d’investimento. Come sempre dai numeri, se analizzati, si colgono molte sfaccettature e, soprattutto, queste rappresentano lo specchio della volontà del Mana- 0 gement e degli Azionisti. In particolare, mi soffermo su come sono state investite le risorse finanziarie generate in questi anni analizzando le fonti da cui si sono generate, come evidenziato dai grafici che seguono. Dunque, in questi 6 anni, la SSCN ha generato, attraverso la gestione opera- tiva, una liquidità di circa 150 mil. a cui va aggiunta la liquidità -35 mil. circa- implicitamente generatasi dal fatto che parte degli investimenti (calciatori) vengono regolati ratealmente e non in un’unica soluzione. In sintesi si può sostenere come dalla gestione del quinquennio sono stati generati globalmente 185 mil. di euro, che sono stati destinati per circa 147 mil. all’acquisto di calciatori, mentre 32,5 rappresentano il prezzo per l’acquisto degli attivi dal Fallimento della vecchia SSCN (in pratica il prezzo d’acquisto dell’azienda). “Dalla nuda lettura dei numeri, del Globale Investimenti pari a circa 180 mln., solo poco più di un milione è stato destinato agli investimenti in strutture ed in management, si tratta di un ammontare risibile” In sostanza De Laurentiis ha impostato un’operazione da manuale della finanza finanziando l’acquisizione dell’azienda stessa con i flussi operativi ricavati dalla gestione. BREAK-DOWN PRINCIPALI INVESTIMENTI / FONTI Investimenti Fonti BREAK-DOWN INVESTIMENTI FONTI IN % Investimenti Fonti Squadra compatta. De Laurentiis con il figlio Edoardo, il ds Bigon e mister Mazzarri: il vertice essenziale per la gestione dell’area tecnica. › No. 0 1 Prova ne sia, come evincibile dai grafici successivi, che il finanziamento contratto con Unicredit Private Banking per circa 32,0 mil., al mo mento dell’acquisizione degli attivi dal fallimento è stato rimborsato dopo appena 3 anni e che, a fronte degli aumenti di capitale iniziale da parte del Socio pari a circa 9,3 mil., ad oggi la Posizione Finanziaria Netta (liquidità) è positiva per oltre 10 mil.. Per cui De Laurentiis potrebbe tranquillamente distribuirsi le riserve e rientrare anche del mimino impegno sostenuto inizialmente. 9.300 Ma è soprattutto la logica che va commentata, soprattutto alla luce del fatto che dei circa 147 mil. investiti in calciatori (praticamente il 78% del totale investimenti) non tutti si sono manifestati produttivi, anzi volendo effettuare un’analisi meramente indicativa e non esaustiva si evince ovvero che, pur non avendo mai subito minusvalenze (anzi in totale, come riportato, sono state realizzate in questi anni plusvalenze totali per circa 17,7 mil. e Ricavi da Prestiti Temporanei per circa 2,3 mil.), sono stati investiti circa 40,0 mil. in calciatori “poco produttivi” che hanno giocato poco o nulla, ma che hanno pesato sul conto economico (attraverso gli ammortamenti) e sulla cassa. In pratica, per rendere il paragone in termini industriali, è come se un’impresa produttiva acquistasse un macchinario od una catena di montaggio, di nuova tecnologia e perfettamente funzionante, tenendola semi-imballata od utilizzandola saltuariamente. 2 POSIZIONE FINANZIARIA NETTA (PFN) L’assenza di investimenti in strutture. L’aspetto che colpisce enormemente è dato dalle esigue risorse destinate ad Altri Investimenti, ritenendo tali le Strutture Tecniche, il Settore Giovanile, la Ricerca e Sviluppo in ambito sanitario, il Marchio ed il Marketing, il Retail e Commerciale, lo Stadio, ecc. Dalla nuda lettura dei numeri, del Globale Investimenti pari a circa 180 mil., solo poco più di un milione è stato destinato ai suddetti scopi, si tratta di un ammontare risibile. RIEPILOGO AUMENTI DI CAPITALE Una proposta per il mitico Collana. Lo stadio degli anni ’50, al centro della città nel quartiere del Vomero: perché non proporre al Comune di recuperarlo come sede sociale, utile per le attività di marketing, e centro sportivo per le squadre giovanili, restituendo così alla città un importante impianto polisportivo. RIEPILOGO INVESTIMENTI NON EFFICIENTI Una domanda per il presidente De Laurentiis: Perché non investire in strutture e management d’eccellenza? Mi domando, e lo domando anche a De Laurentiis, cosa sarebbe accaduto, dal punto di vista dei risultati sportivi, se tali investimenti non fossero stati effettuati?, probabilmente nulla di peggio, ed al tempo stesso chiedo cosa sarebbe accaduto se questi 40 ed oltre mil. fossero stati destinati ad un management adeguato alla dimensione europea e a delle Strutture Tecnico-Sportive per l’Area Tecnica Giovanile (una cittadella, perché no a Marianella dove stava per sorgere quella del vecchio Napoli, od a Bagnoli al posto del vecchio campo “Minopoli”), probabilmente per un Centro Tecnico degno della “Ciudad” del Barça ce ne vogliono meno di 15. Forse, si sarebbe potuto persino acquisire e migliorare il Centro di Castelvolturno da destinarsi unicamente alla prima squadra con campi di allenamento e Centro Scientifico Sanitario in modo da sviluppare un ‘eccellenza regionale” per la ricerca nel campo della Medicina Sportiva. Infine, penso che sarebbe residuato anche l’apporto di capitale di rischio per la pianificazione di un nuovo stadio od, al peggio, per la ristrutturazione dell’attuale “Stabilimento Produttivo” (il San Paolo), il quale al di là della facile demagogia, continua a risultare poco accogliente e funzionale in tutti i settori, inclusa la Tribuna d’Onore se si eccettua la saletta privata del Presidente. › No. 0 3 Coreografia dei tifosi al Camp Nou: il Napoli come il Barca? Una vicinanza ammissibile solo per l’affetto dei tifosi. La recente storia dell’Azienda Calcio Napoli: alcune conclusioni. La carenza di una strategia d’impresa chiede un cambio di cultura Purtroppo la distanza in termini di Strategia, Organizzazione e di conseguenza Struttura Finanziaria ed Economica tra il Napoli e gli altri Club europei è ancora rilevante e può essere colmata solo attraverso un cambio di cultura. T enendo da parte ogni polemica (si tratta di considerazioni personali basate su dati pubblici ed oggettivi, ed in ogni caso sempre confutabili attraverso un confronto anche pubblico), ritengo che non possa sottacersi il successo sportivo-finanziario se è vero che, partiti da un fallimento 4 giocando al “Menti” di Castellammare di Stabia, si sia finiti con 149 mil. di liquidità operativa generata e giocando all’ “Anfield Road”. Tuttavia, a mio avviso, manca una Strategia d’Impresa ed un vero “Piano Industriale”, che affranchino l’azienda dall’aspetto puramente sportivo (il risultato) e dall’infinita passione dei suoi supporter (fidelizzati “Clienti”). Sottolineo ancora, poco o nulla, come visto, è stato fatto sugli altri fronti, per far sì che il Napoli possa alimentarsi aldilà di una strategia “Pallonecentrica” e che ne possa ridurre i rischi operativi gestionali, nel caso in cui i medesimi risultati sportivi possano essere meno brillanti di quelli attuali e passati (fenomeno possibile per un fatto meramente ciclico e statistico). Ciò lo si può fare unicamente destinando parte delle risorse generate dalla gestione ad obiettivi strategici come quelli prima descritti (Cittadella Area Tecnica Giovanile, Retail e Commerciale + Stadio, cura del Marchio, Centro di Ricerca Medico Sportivo, Risorse Umane). “Un manager dovrebbe essere giudicato innanzitutto per il Margine Operativo Lordo, la capacità di diversificare i ricavi ed il Ritorno sul Capitale Investito dell’impresa che amministra. Il calcio resta l’unico settore in cui non esiste una misurazione delle performance del manager che, anzi, riceve mega bonus per aver avuto un margine operativo lordo negativo!” Oggi il Corporate Staff della SSCN è composto da 8 impiegati e 7 operai, tutti meritevoli ed in parte da me conosciuti, ma troppo poco per far sì che un’azienda di servizi (il Napoli vende beni intangibili ed emozioni), possa affermarsi a livello nazionale ed internazionale sotto aspetti che Corporate Staff. De Laurentiis con il DS Bigon. Il responsabile marketing Formisano, il dg Fassone e il consigliere e direttore Finanziario della FilmAuro Chiavelli: i manager chiamati ad affrontare le sfide di livello europeo. siano diversi ed altrettanto profittevoli rispetto al puro momento sportivo, che lega il Napoli ed i suoi clienti per soli 90 minuti. Purtroppo, al di la delle manifestazioni ed esternazioni a volte plateali del Presidente, la distanza in termini di Strategia, Organizzazione e di conseguenza struttura Finanziaria ed Economica tra il Napoli ed altre aziende (senza voler scomodare Barcellona, Manchester, Liverpool ed Arsenal i cui paragoni sono improponibili e forse solo populistici se non comici) quali, ad esempio il Borussia Dortmund od il Celtic Glasgow, è ancora rilevante e può essere colmata solo attraverso un cambio di cultura. Visto che ad oggi il Napoli non ha saputo creare ed investire in opportunità diverse, che non siamo quelle puramente tecnico sportive, alimentate dal- la più volte citata infinita passione dei suoi clienti, c’è da domandarsi cosa accadrà se qualche “colpo a vuoto” dal punto di vista sportivo dovesse inficiare anche i risultati economicofinanziari in quanto, proprio tali clienti potrebbero sentirsi ingannati per aver comprato un “prodotto” ad un “prezzo” troppo alto per una “qualità non adeguata”; e ci si domanda, cosa farà l’azionista se non potrà alimentare il proprio business dalle risorse tratte dallo stesso, come fatto sino ad ora? Ovviamente non possiamo escludere che l’azionista possa decidere di investire proprie risorse aggiuntive come doveroso da parte di un imprenditore, tuttavia, peccato, personalmente, ponendomi al suo posto, avrei approfittato per destinare le risorse generate dalla gestione nella diversificazione/integrazione del business e nella creazione di un Corporate Staff dalla dimensione sufficiente alla sfida internazionale. › No. 0 5 L’errato confronto con l’industria cinematografica le funzioni apparentemente più banali (logistica, Area MedicoSportiva, Magazzino) rivestono importanza cruciale, non a caso le aziende che hanno sviluppato una maggiore cultura d’impresa contano Corporate Staff di oltre 50 dipendenti con almeno 6/7 profili Manageriali. I continui paragoni tra il soccer ed il cinema sono inutili ed improponibili, in quanto le dinamiche ed i modelli di business sono completamente diversi. Nel cinema il salone cinematografico è un luogo dove si proietta e basta, lo stadio è invece, come detto, uno “Stabilimento Produttivo” complesso, dove si dovrebbe vivere per una settimana il senso aggregativo di una “tribù” di consumatori, per dirla alla moda degli esperti di marketing. Negli anni i presidenti passano, ma il brand resta. Il Film è un prodotto mono-consumo senza un brand distintivo (non ricordo un film che sia diventato un marchio), l’azienda di calcio è un marchio-emozione che pervade quotidianamente il consumatore (anche quando non si gioca) ed induce stimoli di acquisto di prodotti e servizi con il brand del proprio team di appartenenza in ogni momento. 6 L’evento cinematografico viene prodotto con la logica, del one shot, one stop, one shop. Nel calcio ogni partita è legata alla precedente ed alla successiva, non a caso il campionato va da agosto a maggio, pertanto non può valere la logica del “bottegaio” del tipo vendiamo una partita poi pensiamo alla prossima. Nel calcio non vi sono attori singoli o personaggi principali, ma organizzazioni complesse dove E’ non vero nemmeno, quanto sostenuto da De Laurentiis in materia di costi, che occorre renderli variabili, strutturalmente, sempre differenziandosi dal cinema che è basato su singole “avventure” separate tra di loro (il singolo Film), il soccer è strutturalmente basato sui “costi fissi” in primis il personale, paradossalmente questa, ad ora, è stata la chiave del successo finanziario di De Laurentiis. Infatti se non avesse stipulato nei tempi antecedenti contratti lun- ghi con costi relativamente contenuti per i suoi stipendiati (calciatori Top), difficilmente avrebbe potuto beneficiare di un così alto margine generato dalla vertiginosa crescita del fatturato dovuto ai salti di categoria.