Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale
a cura della
genzia Regionale del Lavoro
Gennaio 2002
In copertina: Foiso Fois, Eleonora d’Arborea, 1957, olio su tela, sala
Giunta Regionale V.le Trento Cagliari.
Regione Autonoma della Sardegna
genzia Regionale del Lavoro
Via Is Mirrionis, 195
09122 Cagliari
Tel. 070.606.7932 (dalle ore 11 alle ore 13)
Fax 070.606.7917
e-mail: [email protected]
www.regione.sardegna.it/agenziadellavoro
Comitato del Lavoro
Il presidente
Componenti
Ufficio di Presidenza
Il presidente
Componenti
l’Assessore del Lavoro, Matteo Luridiana.
Giovanni
Cadeddu,
Silvio
Cherchi,
Francesco Dore, Franco Flore, Mario
Medde, Elio Pillai, Francesca Ticca, Luciano
Ticca, Gianluigi Tolu, Salvatore Francesco
Virdis, il direttore del Centro regionale di
Programmazione, Il direttore della Direzione
regionale
del
lavoro,
Il
direttore
dell’Agenzia Regionale del Lavoro.
l’Assessore del Lavoro, Matteo Luridiana.
Giovanni Cadeddu, Silvio Cherchi, Elio Pillai,
Francesca Ticca, Salvatore Francesco
Virdis.
Comitato tecnico di valutazione
Componenti
Ignazio Caboni, Marco Deidda, Emanuele
Lao, Sebastiana Mulas, Mario Gavino
Porcu, Giuseppe Serra, Maria Cristina Siddi.
Il Direttore dell’Agenzia
Luciano Uras.
La Guida Giovani & Lavoro è a cura di:
Enrico Garau e Marcello Cadeddu
Direttore:
Luciano Uras
Idea di:
Enrico Garau e Francesco Bussalai
Progetto grafico ed editoriale:
Enrico Garau
Hanno collaborato:
per la parte sull’orientamento:
Enrico Garau, Marcello Cadeddu,
Francesco Bussalai.
per la parte sul mercato del lavoro: Davide Crobu, Marcello Cadeddu.
per le schede sul lavoro dipendente:Enrico Garau, Emanuela Onali,
Davide Crobu.
per le schede sulla formazione:
Laura Borioni, Peppino Floris, Enrico
Garau.
per le schede sul lavoro autonomo: Maria Paola Laj, Enrico Garau.
Hanno inoltre collaborato in ordine alfabetico:
Catia Becuzzi, Alessandro Bertolusso, Maurizio Bonesu, Carla Bruscu,
Roberto Bullita, Dina Caboni, Stefania Cogoni, Lucia Cossu, Daniela
Derosas, Maria Gabriella Fenu, Pierina Fenu, Greca Lai, Giovanna
Manunta, Salvatore Maxia, Giampaolo Melis, Lucia Moi, Montanari
Roberto, Natascia Murgia, Rosella Murru, Agostino Perseu, Mariangela
Scioni, Michele Valle, Donatella Virdis.
Guida Giov@ni & L
della Sardegna
stampa gennaio 2002
voro©, copyright Agenzia Regionale del Lavoro
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Introduzione del Presidente della Giunta Regionale.
Oggi più che mai in Sardegna, ma non solo, trovare un lavoro è un’impresa.
Un’impresa che può essere vissuta con due diversi stati d’animo, con rassegnazione o con motivazione.
Sul primo stato d’animo è inutile soffermarsi. È negativo, non aiuta a crescere e diventa un limite a tutto.
Per esempio: se vi presentate rassegnati ad un vostro possibile datore di
lavoro che idea si farà di voi?
E se invece quel colloquio lo affrontaste motivati, determinati, con entustiasmo?
I risultati in quel caso possono essere decisamente diversi.
Questo vale per un lavoro che cercate ma anche per un’impresa che volete
creare.
Il primo approccio è solitamente questo: non ce la farò mai a trovare un
posto di lavoro, è impossibile che io riesca a creare un’impresa.
Demolite quel muro dell’impossibile, rendete la ricerca di un occupazione
una sfida con voi stessi, rendetela possibile con la forza della volontà, con
la determinazione e l’entusiasmo di chi vuole davvero costruire con le proprie mani il proprio futuro.
Senza motivazione questo manuale che la Regione ha predisposto sulle
leggi di settore, sulle incentivazioni per creare occupazione, sarà inutile.
Se invece, come credo e spero, ognuno di voi leggerà questa pubblicazione con lo spirito giusto potrete trovare quegli spunti per costruire davvero un
orizzonte fatto di nuova impresa e nuova occupazione.
La Regione Sarda, per quel che potrà, sarà al Vostro fianco.
Mauro Pili
Presidente Regione Sardegna
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Giov@ni & L
voro
Questa Guida si inserisce all’interno di un progetto più ampio, “Giovani & Lavoro”,
organizzato dall’Agenzia Regionale del Lavoro, in collaborazione con l’Assessorato
del Lavoro e con la Presidenza della Giunta Regionale e con le Organizzazioni
Sindacali e le Associazioni dell’imprenditoria sarda. Questo progetto consiste, oltre
che nella proposta un viaggio virtuale nel mondo del lavoro, nel tentativo di rivedere il ruolo del soggetto pubblico nel mercato del lavoro per renderlo più attivo e presente in tutto il territorio regionale, in previsione dei nuovi compiti e sfide a cui questo è chiamato, prima fra tutte quella relativa ai nuovi servizi per l’impiego.
Il giovane, nel progetto organizzato dall’Agenzia, entrerà in contatto con tutti gli
strumenti e le opportunità che si possono utilizzare per conoscere ed inserirsi nel
mondo del lavoro, potrà andare verso differenti direzioni, verso il lavoro autonomo
o verso il lavoro dipendente, passando ad intervalli ciclici nel corso della vita, per
la formazione.
Nel mondo del lavoro dipendente si potranno scoprire i contratti di lavoro e le sue
tipologie, i diritti e i doveri dei lavoratori, ma soprattutto opportunità; strumenti di
inserimento come il tirocinio e il piano di inserimento professionale; agevolazioni alle
imprese per sostenere parte dei costo del lavoro ai fini di maggiore occupazione.
Sempre maggiore interesse si manifesta nei confronti del lavoro autonomo, sia esso
impresa o libera professione, nel quale alcuni percorsi sono obbligati, come ad
esempio l’acquisizione delle necessarie competenze, e dove le opportunità e le agevolazioni finanziarie messe in campo dalla Regione Sarda sono tantissime: bisogna
solo imparare a coglierle.
La formazione rappresenta, infine, il bagaglio di conoscenze, abilità e capacità che il
giovane dovrà acquisire per proporsi nel mercato del lavoro, e, di conseguenza, più
informazioni, conoscenze e competenze porterà con se, maggiori saranno le possibilità
di trovare un lavoro, e in esso realizzare le proprie aspettative. Il bagaglio formativo è
come una valigia piena di abiti, alcuni passano di moda e vanno sostituiti, altri non
invecchiano mai, ma quello che è importante e che ce n’è bisogno durante tutta la vita.
L’Agenzia, con questa Guida, non vuole proporre soluzioni ma accompagnare i
giovani, con un’attività di Orientamento, alla scoperta degli strumenti e delle istituzioni pubbliche e private che interagiscono nel mercato del lavoro.
Il viaggio ideale, proposto in questa Guida, diventerà reale nei momenti di incontro, con i giovani e i meno giovani, che verranno organizzati su tutto il territorio
della Sardegna.
Matteo Luridiana
Assessore del Lavoro, Formazione Professionale,
Cooperazione e Sicurezza Sociale
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Indice
Come si cerca un lavoro
Conoscere le potenzialità e i limiti dello strumento che si utilizza
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Il mercato del Lavoro in Sardegna
Le componenti del mercato del lavoro
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La formazione
Il valore della formazione: imparare a saper fare
La formazione professionale
L’università
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Cerchi un lavoro autonomo?
Le forme societarie
Le leggi di agevolazione all’imprenditoria giovanile e femminile
Il progetto d’impresa (business plan)
Le libere professioni
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19
19
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Cerchi un lavoro dipendente?
Il contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato
Altri contratti di lavoro
Il contratto di formazione lavoro e l’apprendistato
Lavoro interinale o temporaneo
Agevolazioni per le assunzioni e per la creazione d’impresa
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25
26
27
27
Cerchi uno strumento di inserimento al lavoro?
Tirocinio formativo e di orientamento
Piani di inserimento professionale
Il terzo settore ed il volontariato
29
29
29
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Sviluppo locale
Le iniziative locali per l’occupazione e lo sviluppo
Iniziative e programmi comunitari
Servizio civile nazionale
31
31
33
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Schede di approfondimento
Lavoro dipendente
Contratto a tempo determinato
Contratto a tempo parziale
Apprendistato
Contratto di formazione e lavoro
Lavoro temporaneo
Tirocini formativi e di orientamento
Piani di inserimento professionale
Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base
occupazionale L.R. 36/98
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38
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44
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Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base
occupazionale L. 488/01
Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base
occupazionale L. 388/00
Assunzioni di disoccupati di lunga durata e di lavoratori in CIGS
da almeno 24 mesi L. 407/90
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La Formazione
Obbligo formativo
Istruzione e formazione tecnica e superiore
La formazione esterna dell’apprendistato
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61
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Lavoro autonomo
Le leggi che finanziano il lavoro autonomo e l’impresa
Norme a sostegno dell’imprenditoria femminile
Interventi a favore delle imprese artigiane
Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale
Provvedimenti per l’imprenditoria giovanile
Insediamento dei giovani agricoltori
Promozione e sviluppo dell’imprenditorialità giovanile
Promozione di nuove imprese giovanili nel settore dei servizi
Misure in favore del lavoro autonomo
Misure in favore dell’autoimpiego in forma di microimpresa
Misure in favore dell’autoimpiego in franchising
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65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
74
Numeri e indirizzi utili
Amministrazione ed enti
Consiglio regionale
Uffici periferici del Ministero del lavoro
Associazione sindacali
Associazioni di categoria
Province
Camere di Commercio
Università
Associazioni degli enti locali
Altri indirizzi utili
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77
80
81
85
85
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COME SI CERCA UN LAVORO
Non esiste un’unica risposta a chi si chiede cosa fare per cercare lavoro, ma
esistono sicuramente una serie di comportamenti che possono facilitare, o
per meglio dire, aumentare le possibilità di entrare positivamente nel mercato del lavoro.
Innanzi tutto è indispensabile accrescere le proprie conoscenze del mondo
del lavoro ed usare queste per riuscire ad orientarsi nel migliore dei modi
tra i vincoli burocratici degli uffici pubblici, le relazioni formali, ma anche
informali, con i potenziali datori di lavoro, le particolarità delle varie forme
di lavoro e infine sapere come muoversi tra gli uffici pubblici e privati che
offrono informazioni e consulenza sulle diverse opportunità di lavoro.
Sapere a chi rivolgersi non è però sufficiente. Per aumentare la possibilità
di trovare un lavoro è necessario fare delle scelte e di conseguenza concentrare i propri sforzi nell’approfondire le conoscenze in questi ambiti.
Ricordatevi che non esiste niente di immediato, e che per accedere ad un
finanziamento per un’iniziativa imprenditoriale, ottenere un contratto di
lavoro dipendente, usufruire di un corso di formazione professionale o di
uno strumento d’inserimento al lavoro, ci vuole del tempo. Una scelta seria
ti permette di sfruttare gli inevitabili “tempi morti” che incontrerai, per continuare ad accrescere il tuo bagaglio di informazioni sull’argomento.
Il collocamento può essere effettuato anche dalle aziende private, diffidate
di chi si fa pagare per cercarvi un lavoro: è illegale.
Conoscere le potenzialità e i limiti dello strumento che si
utilizza
In questa guida ti si vuol dare la possibilità di conoscere gli strumenti che
hai a disposizione per aiutarti a scegliere con maggiore consapevolezza.
Ognuno degli strumenti che vedrai qui esposto ha dei vantaggi e dei limiti.
Per svolgere alcune attività lavorative bisogna studiare per molti anni (es. la
professione del medico), per altre devi essere pronto a rischiare in prima
persona (es. lavoro autonomo).
Cerca di approfondire il più possibile le tue conoscenze sullo strumento che
intendi utilizzare per cercare o crearti un lavoro.
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IL MERCATO DEL LAVORO IN SARDEGNA
Il Lavoro è una
merce speciale
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Alcuni studiosi, con un felice esempio, hanno paragonato il mercato del
lavoro ad un cinema. Come in un cinema, infatti, anche nel mercato del
lavoro vi sono numerosi posti che devono essere occupati, vi sono alcune
persone che liberano questi posti ed altre che vi si siedono, alcune poltrone
si danneggiano e vengono sostituite da altre, collocate anche in posizioni
differenti rispetto a quelle che avevano in origine. Ed il mercato del lavoro,
come una sala cinematografica, funziona bene quando tutti i posti a sedere sono occupati. E se per caso il pubblico che chiede di entrare è superiore al numero di posti disponibili, questo non significa che la sala funziona
male, ma che il locale è troppo piccolo rispetto alle richieste.
Naturalmente, in realtà il mercato del lavoro è più complesso di un cinema: innanzitutto non esiste un solo mercato ma molti mercati (come esistono diverse sale cinematografiche che proiettano pellicole diverse),
all’interno dei quali si può accedere se si hanno caratteristiche particolari, che possono andare da abilità generiche, fino a capacità talmente specifiche che solo coloro che le detengono possono entrarvi: per avere probabilità di successo nel mercato dei web master devi essere capace di
costruire un sito internet, se ti manca questa caratteristica quel particolare mercato ti sarà negato (lo stesso succede se vai a vedere un film turco
sottotitolato in giapponese…se non conosci nessuna di queste lingue probabilmente capirai ben poco di ciò che avviene sullo schermo).
L’esempio finisce qui, perché il mercato del lavoro non è un luogo fisico dove
succede qualcosa, ma un insieme di meccanismi e relazioni che intervengono tra almeno tre soggetti: chi offre il proprio lavoro, chi domanda lavoro,
chi regola attraverso le norme l’incontro tra domanda e offerta determinando diritti e doveri degli uni e degli altri.
Questo incontro può essere regolato attraverso l’azione dei rappresentanti
dell’offerta (i sindacati) e della domanda (le associazioni imprenditoriali)
che sottoscrivono dei contratti dove questi diritti e questi doveri sono sanciti, nel rispetto delle norme stabilite dalla legge.
Come in ogni mercato, quindi, anche nel mercato del lavoro esiste una
domanda e un’offerta, ma mentre nella teoria economica l’incontro fra
domanda e offerta di un bene determina il prezzo e la quantità venduta,
nel mercato del lavoro le cose non avvengono in maniera così automatica. Il motivo è che nel mercato del lavoro la “merce” che si scambia è del
tutto speciale. In primo luogo la produzione di forze di lavoro non è
determinata da scelte economiche, ma è regolata da fattori demografici,
sociali e culturali. Infatti, al di sotto e al di sopra di una certa età non è
consentito lavorare (con alcune eccezioni per il lavoro minorile ben definite, come per esempio i lavoratori dello spettacolo). Inoltre, i mutamenti
culturali e sociali determinano dei cambiamenti notevoli: un esempio è
dato dall’ingresso sempre maggiore di donne nel mercato del lavoro, in
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tal modo sono aumentate enormemente le forze di lavoro anche in assenza di un aumento della popolazione totale e quindi sono cambiati tutti gli
indicatori del lavoro ed è stata modificata la struttura stessa del mercato
del lavoro.
Il lavoro, poi, non può essere distinto dalla persona che lo svolge e che
quindi lo vende, la quale, grazie a quel lavoro, molto spesso è in grado di
vivere dignitosamente, ma che perdendolo sarebbe priva dei mezzi necessari per sopravvivere. Questo perché il lavoro non è una merce come le
scarpe o il pane, ma con esso viene venduta e comprata anche una parte
della vita delle persone.
L’incontro fra domanda e offerta di lavoro, quindi, non si basa esclusivamente sul prezzo, ma anche sulle opportunità e sulle aspettative che esso
crea: per questo motivo può succedere che vi sia qualcuno che non accetta un lavoro che reputa non consono alle proprie capacità, oppure che
accetta basse retribuzioni pur di svolgere un’attività desiderata. Inoltre, i
lavoratori non sono soli, spesso hanno una famiglia alle spalle, all’interno
della quale svolgono dei ruoli precisi. Così, se un membro della famiglia
(in genere il capofamiglia) percepisce il reddito base, quello più alto, gli
altri possono permettersi di accettare lavori con retribuzioni che da sole
non sarebbero sufficienti a garantire la sopravvivenza, ma unite a quelle
già presenti nel nucleo familiare invece permettono una vita più agiata.
Questo a dimostrazione che, quando si parla di mercato di lavoro, ci si
sta occupando di qualcosa che riguarda gli esseri umani e che quindi tutto
quello che vi succede all’interno non può essere completamente previsto,
perché dipende dalle scelte degli individui e dalle loro valutazioni.
Per capire il mercato del lavoro è necessario conoscere alcune definizioni
utilizzate dagli addetti ai lavori (economisti, statistici, sociologi, ecc.). Tali
definizioni sono in genere stabilite da istituti che forniscono le statistiche, e
cioè l’Istat a livello nazionale, e l’Eurostat a livello europeo. Infatti, da quando l’Italia fa parte dell’Unione Europea tutte le statistiche prodotte devono
essere il più possibile omogenee a quelle dei diversi paesi membri. Per questo motivo, nel settore delle statistiche del lavoro, sono in atto dei continui
cambiamenti nelle definizioni, che permettono, per esempio, di confrontare
il tasso di disoccupazione italiano con quello francese o tedesco. Due indicatori possono essere confrontati, e quindi anche aggregati, per determinare il tasso di disoccupazione europeo solo se si è arrivati a quel dato utilizzando lo stesso metodo.
Un esempio dell’importanza delle definizioni lo troviamo nel concetto stesso
di disoccupato. Infatti, non basta non avere un lavoro per essere disoccupato, ma bisogna anche rispettare alcune condizioni: essere immediatamente disponibili a lavorare ed aver adottato un comportamento “attivo”
nella ricerca del lavoro. “Ricerca attiva” significa aver spedito il curriculum
ad un impresa, partecipato ad una selezione privata o ad un concorso pubblico, insomma, avere effettuato delle vere azioni di ricerca di un lavoro.
Alcune definizioni
degli addetti ai
lavori
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Inoltre, è rilevante anche il momento in cui si è cercato il lavoro. Per convenzione si è assunto che è attiva la ricerca di un lavoro effettuata entro un
mese dalla data in cui si dichiara, rispondendo ad un questionario utilizzato per la rilevazione delle statistiche del lavoro, di essere effettivamente alla
ricerca di una occupazione.
Per chi è alla ricerca di un lavoro potrà sembrare strano che dietro le statistiche vi siano tutte queste definizioni, ma chi elabora i questionari e le statistiche ha bisogno di definizioni chiare che non creino equivoci nelle classificazioni.
Le componenti del mercato del lavoro
L’Offerta
In Sardegna gli
occupati
sono
552.000 e le persona in cerca di
lavoro 128.000
10
L’offerta di lavoro è composta da tutte quelle persone che già lavorano e da
quelle che ambiscono a lavorare. Essa coincide con la “popolazione attiva”
e indica l’insieme della popolazione che è in condizione di lavorare e che
lavora o vuole lavorare, quindi ne fanno parte:
• gli occupati;
• i disoccupati in senso stretto, cioè coloro che lavoravano ma hanno perso
il lavoro e ne cercano uno nuovo;
• le persone in cerca di prima occupazione, cioè coloro che in precedenza
facevano parte della popolazione non attiva (studenti, casalinghe, pensionati, minori di 15 anni ecc.) e che hanno deciso di cercare un lavoro;
• le altre persone in cerca di occupazione, cioè le persone che pur affermando di far parte della popolazione non attiva dichiarano di aver cercato un lavoro.
La categoria delle altre persone che non lavorano e che non sono interessate a lavorare, che comprende gli studenti, le casalinghe, i ritirati dal lavoro, viene definita delle “non forze di lavoro”.
L’Istat fornisce, con cadenza trimestrale, un quadro completo dell’offerta di
lavoro, sia a livello nazionale che regionale. L’indagine, meglio conosciuta
con il nome di “Rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro”, coinvolge circa
200mila famiglie italiane sparse su tutto il territorio nazionale. Attraverso le
statistiche dell’Istat è possibile studiare i grandi aggregati che compongono
la popolazione attiva e determinare degli indicatori sintetici che descrivono
il mercato del lavoro di un paese o di una regione. Gli indicatori più utilizzati sono:
• Il tasso di disoccupazione;
• Il tasso di attività;
• Il tasso di occupazione.
Tutti gli indicatori esprimono un determinato fenomeno in percentuale. Ad
esempio il tasso di disoccupazione ci dice quante persone su 100 non sono
occupate. Il tasso di attività ci dice quante persone lavorano o vorrebbero
lavorare sulla popolazione in età lavorativa (le persone con un’età compre-
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sa fra 15 e 65 anni). Il tasso di occupazione esprime, al pari del tasso di
attività, il numero delle persone che lavorano sul totale della popolazione in
età lavorativa. Secondo l’ultima indagine Istat disponibile nella sua interezza al momento di andare in stampa, quella di luglio 2001, in Sardegna, il
tasso di disoccupazione è del 18,8%, con una tendenza in diminuzione
rispetto all’anno precedente (20,5%). Il tasso di attività è pari al 59,2% e il
tasso di occupazione del 39,4%. Questi ultimi due indicatori risultano in
aumento rispetto all’anno precedente.
Ma quanti sono gli occupati e i disoccupati in Sardegna? Gli occupati sono
552mila (i dati sono sempre relativi al mese di luglio 2001), 372mila uomini e 180mila donne; le persone in cerca di occupazione 128mila, 59mila
uomini e 69mila donne. Quindi le forze di lavoro (occupati + persone in
cerca di occupazione) sono 680mila, 431mila uomini e 249mila donne. La
popolazione attiva, cioè la popolazione con un’età compresa fra 15 e 65
anni, è pari a 1milione 148mila, mentre il totale della popolazione è pari a
1milione e 635 mila.
Spesso è interessante sapere qual è il tasso di disoccupazione riferito a particolari classi di età. Importante per la determinazione degli interventi di
politiche del lavoro è il tasso di disoccupazione giovanile, che ci dice quante persone di età compresa tra 15 e 24 anni sono alla ricerca di un impiego. In Sardegna, nel mese di luglio, il tasso di disoccupazione giovanile era
pari al 47,7%, vale a dire che quasi un giovane su due è alla ricerca di un
impiego. Ma questo dato non vale per gli uomini e le donne allo stesso
modo. Infatti, la percentuale aumenta per le donne (61,7%) e diminuisce per
gli uomini (37,5%).
Le forze di lavoro e le persone in cerca di occupazione possono essere studiate sotto molti aspetti (settore economico, durata nella ricerca del lavoro,
titolo di studio). Un aspetto che merita grande attenzione è il titolo di studio,
e la tabella che segue ci fornisce un quadro interessante sulle forze di lavoro e sulle persone in cerca di lavoro.
Tab.1 - Forze di lavoro e persone in cerca di lavoro per titolo di studio
Titolo di studio
Diploma di Laurea
Diploma di scuola media superiore
Qualifica professionale
Forze di
Forze di
Persone in
Persone in
lavoro (v.a.)
lavoro (%)
cerca (v.a.)
cerca (%)
61.000
9,3
6.000
4,2
182.000
28,0
38.000
28,2
28.000
4,2
6.000
4,3
Scuola dell’obbligo
379.000
58,4
85.000
63,3
Totale
649.000
100,0
134.000
100,0
Fonte: Ns elaborazione su dati Istat – Rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro - Medie annuali 2000
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Se si considerano le sole forze di lavoro, si può notare che il 58,4%, ovvero più di una persona su due, è in possesso del solo titolo di scuola media
inferiore. Il 9,3% è in possesso della laurea, il 28% del diploma di scuola
media superiore. Soltanto il 4,2% ha la qualifica professionale, ma le persone che ne sono in possesso sono sicuramente di più, perché l’ISTAT classifica i lavoratori in base al titolo di studio più elevato che viene conseguito.
La Domanda
I datori di lavoro
chiedono lavoro!
La domanda prevista
12
La domanda di lavoro è espressa dal settore produttivo, che può produrre
beni o servizi. Quindi la domanda di lavoro è composta dalle imprese,
intendendo per imprese tutto il sistema produttivo privato o dalla pubblica
amministrazione. Anche le famiglie, sia pure in piccola misura, possono far
parte della domanda di lavoro: nel momento in cui assumono personale di
servizio diventano anch’esse “datori di lavoro”.
Questa parola “datori di lavoro” è importante perché è l’esempio di come i
termini che si usano per lo studio del mercato del lavoro possano essere
anche contradditori o ambigui: infatti il “datore di lavoro”, che significa in
parole povere che “dà lavoro”, fa invece parte della domanda di lavoro,
cioè di chi il lavoro lo chiede. A parte questa ambiguità è facile però distinguere domanda e offerta tornando alla logica del comprare e del vendere
al mercato: una parte (l’offerta) vende il proprio lavoro in cambio di una
retribuzione, l’altra parte (la domanda) chiede il lavoro necessario per la
propria attività ed in cambio offre una retribuzione.
Quantificare la domanda di lavoro è sempre stato uno dei maggiori problemi degli studiosi del mercato del lavoro. Infatti, le statistiche ci dicono
sempre a posteriori quanti sono stati gli occupati di un determinato periodo.
Per conoscere il numero di occupati in anticipo bisogna chiedere a chi è già
“datore di lavoro” se prevede assunzioni in un determinato arco di tempo.
Poiché tutte le imprese sono registrate presso un registro che fa capo alle
Camere di Commercio, lo stesso ente nazionale (Unioncamere) ha avviato,
per la prima volta nel 1997, e adesso con cadenza annuale, un’indagine su
un campione di 100.000 imprese iscritte al Registro delle Imprese. La ricerca è conosciuta col nome di “Indagine Excelsior” e il suo campo di osservazione coinvolge tutti i settori dell’economia, escludendo però quello dell’agricoltura e del pubblico impiego, nonché tutti i professionisti e i lavoratori autonomi che non svolgono la loro attività in forma d’impresa.
Le tabelle che seguono ci rivelano quali sono stati nel biennio 2000-2001 i
settori di attività che hanno assorbito più occupati (Tab.2), quelli che hanno
avuto il maggiore tasso di crescita (Tab.3), e come si sono distribuite le
assunzioni in relazione al titolo di studio (Tab. 4), nel mercato del lavoro
della nostra regione.
In particolare, la Tab.2 indica il saldo occupazionale previsto per il biennio
2000-2001. Per saldo occupazionale si intende la differenza fra il numero
dei lavoratori assunti nel periodo considerato e il numero dei lavoratori che
hanno cessato di lavorare nello stesso periodo. Come si può notare il setto-
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re che assorbe più occupati nella nostra regione è quello edilizio con 1.966
addetti in più rispetto al 31 dicembre 1999. Il settore del commercio si colloca al secondo posto con 710 nuove unità, seguito di poche unità dal settore turistico (alberghi, ristoranti) e dai servizi alle imprese. E’ importante
inoltre osservare che ogni settore può essere direttamente connesso a particolari professioni e talvolta può favorire l’occupazione degli uomini piuttosto che delle donne o viceversa (per esempio, nel settore delle costruzioni è
molto più probabile che trovino lavoro gli uomini).
Tab.2 - Saldi tra ingressi e uscite dal mercato del lavoro nel periodo 2000-2001 in Sardegna
Settore di attività economica
Saldo Occupazionale
Costruzioni
1.966
Commercio al dettaglio di prodotti non alimentari
710
Alberghi, ristoranti e servizi turistici
669
Servizi operativi alle imprese
616
Commercio al dettaglio di prodotti alimentari
576
Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2001
I settori che presentano i saldi maggiori in termini di unità di addetti, non è
detto che siano gli stessi che presentano il maggior tasso di crescita. Infatti
la crescita dipende dal valore che lo stesso settore aveva nel periodo precedente e non dal numero degli occupati in termini assoluti. Ad esempio se un
settore passa da 10 occupati a 20, la crescita di 10 unità è pari al 100%,
cioè il numero degli occupati è raddoppiato, se si passa da 100 a 110 l’aumento in valore assoluto è sempre 10, ma la crescita è minore ed è pari al
10%.
I settori che presentano il maggior tasso di crescita occupazionale vengono
mostrati nella Tab.3. Come si può notare nessuno dei settori compare anche
nella Tab.2. Infatti questi settori presentano la maggior parte delle volte un
numero di occupati relativamente basso perché sono settori non tradizionali, in fase di sviluppo e spesso legati ad imprese giovani.
Tab.3 - Settori di attività economica col maggiore tasso di crescita nel periodo 2000-2001in Sardegna
Settore di attività economica
Saldo (%)
Ind. beni per la casa, tempo libero e altre manifatturiere
12,4
Studi professionali
11,2
Informatica e telecomunicazioni
8,9
Altri servizi alle persone
8,7
Industrie della gomma e delle materie plastiche
8,5
Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco
8,1
Industrie del legno e del mobile
8,0
Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2001
L’ultima tabella (Tab.4) è dedicata allo studio della domanda di lavoro ripartita per titolo di studio, come si può notare oltre il 50% delle richieste delle
aziende non prevede un titolo di studio specifico, e pertanto vengono classificate come ricerca di lavoratori che abbiano adempiuto all’obbligo scolastico. Tuttavia, il fatto che le aziende non richiedano un titolo di studio, non
significa che i posti di lavoro vengano poi occupati da persone con il titolo
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richiesto. Capita spesso, infatti, che un laureato svolga un’attività per la
quale sarebbe sufficiente il diploma, e che un diplomato svolga un lavoro
per il quale sarebbe sufficiente la licenza media. Bisogna tenere conto però
che l’indagine Excelsior non considera le attività che richiedono il maggior
numero di laureati, cioè il settore pubblico e quello delle libere professioni,
inoltre le imprese che assorbono maggiore occupazione, come si è già potuto vedere, sono quelle edili e di servizi commerciali, che generalmente non
richiedono titoli di studio specifici.
Tab.4 - domanda di lavoro delle imprese per titolo di studio in Sardegna
Settore di attività economica
Diploma di Laurea
Diploma di scuola media superiore
Istruzione e formazione professionale
Diploma di scuola media inferiore
Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo
Biennio
2000-2001
3,9
26,2
19,5
50,4
Percorsi all’interno del mercato del lavoro
Il mercato del lavoro è un sistema in costante movimento, dove le persone
possono spostarsi da uno stato all’altro. Il percorso più semplice è quello che
vede il passaggio dalla scuola all’occupazione, per poi concludere il ciclo di
vita lavorativa con il collocamento in pensione. Ma questa è la strada più
semplice. Nella vita di un lavoratore e di una lavoratrice il percorso può essere molto più vario e, una volta fuori dalla scuola, le possibilità di scelta numerose. Così si può condurre una vita senza mai entrare nel mercato del lavoro, come succedeva un tempo alla maggior parte delle donne: studiavano
fino all’assolvimento della scuola dell’obbligo per poi sposarsi e condurre la
vita come casalinga. Oggi è più probabile, visti gli alti tassi di disoccupazione giovanile, che un periodo più o meno lungo di tempo possa essere trascorso tra le persone in cerca di prima occupazione, per poi entrare fra gli
occupati. Durante questo periodo di tempo però si può smettere di essere
inseriti in una di queste due categorie per frequentare corsi di formazione o
per riprendere gli studi. Una volta conclusa la formazione può capitare di
tornare alla ricerca del primo lavoro oppure iniziare a lavorare subito.
Una volta trovato il lavoro non è detto che questo sia per sempre. Infatti, si
può perdere il lavoro passando così alla categoria dei disoccupati, oppure si
può decidere di frequentare altri corsi di formazione, magari per avere la
possibilità di cambiare il proprio lavoro oppure di migliorare la propria posizione lavorativa. Da una situazione di occupazione si può anche passare
nella categoria delle “non forze di lavoro”: per esempio, era usuale fino a
qualche decina di anni fa che le donne, alla nascita del primo figlio, uscissero dal mercato del lavoro, per rientrare quando il bambino era cresciuto.
Insomma, il mercato non è un meccanismo statico, ma anzi numerosi sono
gli ingressi, le uscite ed i cambiamenti di condizione che il lavoratore deve
affrontare nel corso della sua vita lavorativa.
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LA FORMAZIONE
Il valore della formazione: imparare a saper fare
Se ti è capitato di proporti per un lavoro forse la prima cosa che ti hanno
chiesto è stata: “che cosa sai fare?” o, addirittura, ti hanno messo di fronte
ad un problema chiedendoti: “come lo risolvi?”.
Per saper fare bisogna avere delle competenze cioè un insieme di conoscenze, capacità e comportamenti che permettono di svolgere un compito.
Saper fare è una cosa che non si improvvisa, bisogna imparare a saper
fare.
Raggiungere questo scopo è più facile con un corso di formazione il cui
obiettivo è sempre quello di dare all’allievo e futuro lavoratore delle competenze specifiche che gli permettano di inserirsi in modo agevole nel
mondo del lavoro, di muoversi al suo interno con sicurezza e di rimanerci il
più a lungo possibile.
In un contesto economico caratterizzato da elevati livelli di incertezza, da
cambiamenti improvvisi non prevedibili, in cui le imprese vanno sempre di
più verso l’internazionalizzazione, la multinazionalità e la globalizzazione
della competizione e in cui è richiesto loro di essere innovative, flessibili e
produttive, il vero vantaggio competitivo è costituito dalle risorse umane.
La formazione diventa quindi uno strumento essenziale per gestire al meglio
queste risorse, assumendo sempre più i connotati di una formazione permanente che accompagna l’individuo in ogni momento della vita individuale e di gruppo.
L’Unione Europea ha fatto proprio questo importante concetto incentivando,
attraverso i corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo, la cultura della formazione permanente (“long life learning”).
La formazione sta evolvendo verso la creazione di un Sistema al quale le
Regioni, la Scuola, l’Università, le Aziende, le Agenzie formative in genere e
i costituendi Servizi per l’Impiego apportano le loro competenze specifiche.
Le offerte che il Sistema formazione rende disponibili sono il frutto della collaborazione di questi soggetti, e chi, a qualsiasi livello, entra nel sistema
della formazione, può ottenere una certificazione valida a livello nazionale
ed è sicuro di essere agevolato nell’inserimento nel mondo del lavoro, poiché la qualifica attesta le competenze acquisite.
Inoltre è possibile accumulare “crediti” che accrescono il proprio capitale
formativo e che possono essere utilizzati per accedere ad una formazione
di livello superiore.
Bisogna essere consapevoli che il nostro futuro prima di tutto dipende da noi
attraverso la nostra voglia di imparare a lavorare.
Le competenze
sono un insieme
di conoscenze,
abilità, capacità
e comportamenti
che permettono
di svolgere un
compito.
Ognuno di noi,
fin dai 15 anni,
può costruirsi,
passo dopo passo, la strada che
porta a saper
fare.
Qui abbiamo cercato di visualizzare schematicamente le opportunità che il
Sistema Formazione è oggi in grado di offrire, mentre all’interno della
Guida troverai un profilo sintetico di percorsi formativi oggi attivabili.
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La Formazione Professionale
La formazione professionale è un tipo di formazione, che a differenza della
formazione scolastica, è maggiormente finalizzata all’apprendimento di una
professione, e ti offre quindi la possibilità di imparare un mestiere e di conseguire una qualifica legalmente riconosciuta.
Per facilitare l’apprendimento della professione, i corsi di formazione professionali, sono costituiti da moduli, che prevedono sempre una parte di orientamento al lavoro, una parte tecnica, una di cultura generale, e un cospicuo
numero di ore destinato ad un periodo di tirocinio in azienda.
Con il nuovo sistema integrato di formazione, la formazione professionale e
la formazione scolastica non percorrono più due strade divergenti, ma ti sarà
possibile far valere dei periodi trascorsi in un corso professionale per ottenere un diploma all’interno del sistema scolastico, e viceversa con un diploma
potrai vederti abbuonati dei moduli formativi di un corso professionale.
La varietà di corsi che si possono frequentare è molto grande, come d’altra
parte è elevato il numero delle professioni esistenti, quindi prima di sceglie-
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re un corso che vuoi frequentare pensa se ti piacerà veramente esercitare
quel mestiere. Una volta che sei convinto della tua scelta devi informarti su
come iscriverti ad un corso di formazione professionale.
Un aiuto lo puoi trovare presso l’Assessorato del Lavoro, ma devi imparare
a trovare le informazioni sui corsi utilizzando tutti i mezzi a disposizione.
Innanzitutto è obbligatorio per l’Ente di formazione che organizza un corso
darne pubblicità attraverso gli organi di stampa, quindi devi sempre leggere le riviste specializzate sul lavoro e i giornali quotidiani sardi. Inoltre su
Internet potrai trovare molte informazioni sui corsi disponibili.
Gran parte delle associazioni sindacali e di quelle imprenditoriali ha dei
Centri di Formazione professionale, come esistono anche Enti di formazione di emanazione regionale, ed Enti privati. Ti puoi quindi rivolgere anche
direttamente agli Enti per sapere quali sono i corsi disponibili.
L’Università
La maggior parte dei neodiplomati intraprende gli studi universitari.
L’Università, infatti, offre, oltre che l’opportunità di aumentare il livello di
conoscenza attraverso un percorso di studi specifico, anche la possibilità di
accedere a lavori e professioni per cui il diploma di laurea è un requisito
indispensabile.
Per poter svolgere la maggior parte delle professioni è necessario dunque aver
conseguito una laurea specifica, pensiamo a professioni come quelle di avvocato, ingegnere, notaio, architetto, medico, veterinario, ecc.. Per quanto riguarda
queste professioni, spesso è richiesto anche un periodo di tirocinio ed il superamento di uno specifico esame di stato che attesti le conoscenze acquisite.
La laurea diventa indispensabile anche per poter accedere ai posti di lavoro di maggior prestigio all’interno della Pubblica Amministrazione o delle
grandi imprese. In tal modo, seppur il possesso di questo titolo non permette automaticamente di trovare un lavoro, è vero che senza, alcune strade
sono del tutto precluse.
Molte Università italiane oggi offrono dei servizi utili per l’orientamento
degli studenti e pubblicano guide che aiutano lo studente ad orientarsi nell’organizzazione delle facoltà, dei corsi di studio, nella conoscenza dei diritti, delle opportunità, insomma forniscono tutte le informazioni utili per effettuare una scelta ponderata della facoltà e del corso di studi.
L’Università attualmente rilascia quattro tipi di titoli, di cui due diplomi di
laurea veri e propri: la laurea di primo livello, della durata di tre anni, ha
l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza dei metodi e
dei contenuti generali del ramo di studi scelto, nonché l’acquisizione di specifiche conoscenze professionali. La laurea specialistica o di secondo livello
della durata di due anni, che può essere conseguita esclusivamente dopo la
laurea di primo livello (per un totale di cinque anni di studio), ha l’obiettivo
di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l’esercizio di
attività di elevata qualificazione in ambiti specifici.
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Il diploma di specializzazione (DS) e il dottorato di ricerca (DR) per cui è
necessario aver conseguito la laurea di secondo livello.
Da tale sistema sono escluse alcune facoltà, come quelle di medicina e
Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria, che, in base a precise norme europee, sono articolate in un ciclo unico della durata di cinque o sei anni.
L’offerta didattica
Ogni ateneo ha strutturato un’offerta didattica autonoma, sulla quale possono ottenersi molte informazioni visitando, come già suggerito, i siti web
delle Università e consultando le guide dello studente pubblicate annualmente sia a livello di ateneo, sia a livello di singola facoltà. Inoltre, sono previste, per gli studenti degli ultimi anni delle scuole medie superiori, giornate
dell’Orientamento, organizzate praticamente da tutte le Università, durante
le quali viene presentata l’intera offerta didattica.
Già da molti anni, infine, diversi atenei organizzano dei corsi di formazione a distanza, che offrono la possibilità di conseguire un titolo universitario
anche a chi è impossibilitato di seguire i corsi in maniera tradizionale.
I test d’ingresso
Per accedere ad una facoltà occorre superare un test d’ingresso che mira a
verificare le conoscenze di base dello studente. Questa è una misura che
due funzioni particolari:
• una è selettiva, per quelle facoltà in cui è previsto il numero chiuso e quindi gli accessi sono regolati annualmente e gli studenti selezionati sulla
base delle loro conoscenze;
• la seconda invece ha lo scopo di ridurre il numero degli studenti cosiddetti
“fuori corso”, cioè coloro che non riescono a terminare gli studi e quindi a
conseguire il titolo nel periodo fissato, soprattutto a causa di lacune in materie non affrontate o studiate male durante le scuole medie superiori.
Gli ERSU
Gli Enti Regionali per il diritto allo Studio Universitario (ERSU), sono enti
strumentali delle regioni, che gestiscono il diritto allo studio degli studenti
universitari iscritti ai diversi atenei. Essi hanno come finalità istituzionale
quella di sostenere gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi,
per il conseguimento dei gradi più alti dell’istruzione, così come previsto
dall’art.34 della Costituzione. A tal fine, gli ERSU forniscono diverse forme
di assistenza cui possono accedere gli studenti che si iscrivono all’Università,
come per esempio l’accesso alle case dello studente per gli alloggi, alle
mense universitarie, ecc.. In Sardegna ci sono due ERSU, uno per
l’Università di Cagliari e uno per quella di Sassari, presso i quali potrai trovare risposte alle tue curiosità sul mondo universitario.
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CERCHI UN LAVORO AUTONOMO?
Se pensi di essere portato per iniziare un’attività come lavoratore autonomo, innanzi tutto devi decidere se vuoi costituire una società con altre persone o se vuoi lavorare da solo. A seconda del lavoro che vuoi fare puoi
scegliere di diventare un libero professionista oppure un imprenditore.
Le forme societarie
Se hai deciso che vuoi creare un gruppo che abbia i tuoi stessi interessi, e
con questo vuoi intraprendere un'attività, prima di sapere quali sono le leggi
che possono aiutarti a trovare i finanziamenti devi decidere che forma
societaria mettere in piedi.
La forma societaria è quel contratto che regola il rapporto che ti collega giuridicamente con i tuoi soci e indica come il tuo gruppo di persone si presenta all'esterno.
Esistono tante e diverse tipologie di società, e si dividono prevalentemente
in società di persone e società di capitali. Nelle prime i soci rispondono con
tutto il loro patrimonio, anche personale, nelle seconde solamente con il
capitale investito. Se invece vuoi iniziare un’attività da solo, puoi anche
lavorare come imprenditore individuale.
Qui noi ti consigliamo quella che reputiamo più adatta per un gruppo di
giovani che vuole iniziare un'attività imprenditoriale, la cooperativa.
La costituzione di una cooperativa ti dà la possibilità di accedere, oltre che
ai finanziamenti generali per l'imprenditoria giovanile, anche a dei finanziamenti riservati solo alle cooperative.
Presso l'Assessorato al Lavoro e presso le Associazioni di categoria puoi trovare una risposta a tutti i tuoi dubbi.
Da alcuni anni esiste la possibilità di costituire anche una cooperativa con
solo 3 soci (piccola cooperativa).
Le leggi di agevolazione all’imprenditoria giovanile e femminile
Se decidi di mettere su un'impresa, non sei solo. Esistono tante leggi di aiuto
alla creazione di impresa, che mettono a tua disposizione finanziamenti e
consulenze qualificate indispensabili per realizzare la tua idea.
Ogni legge ha delle caratteristiche particolari, e devi cercare di capire quella che può fare al caso tuo. E’ differente costituire una piccola impresa individuale, o se vuoi costituire una società con un gruppo composto prevalentemente da donne, perché per ogni situazione c’è una fonte di finanziamento più conveniente.
Mentre i progetti di una certa consistenza possono avere una grossa mano
d'aiuto da altre leggi nazionali e regionali.
Queste leggi di incentivazione ti danno tutte un contributo a fondo perduto
- soldi che non devi restituire - un finanziamento da restituire con calma ad
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un tasso di interesse ridotto, ti aiutano nella preparazione o ti finanziano il
progetto d'impresa.
Il Progetto di Impresa (business plan)
Se sei orientato verso un lavoro autonomo, verso la creazione della tua
impresa, devi avere una forte motivazione e le idee molto chiare riguardo a
quello che andrai a fare. Il lavoro autonomo implica una forte determinazione e soprattutto una notevole capacità organizzativa: infatti è necessario
conoscere in anticipo ciò che si dovrà gestire in futuro.
Per questo, la prima cosa che è importante elaborare, prima d’intraprendere qualsiasi attività, è il “Business Plan” (o Piano d’impresa), che consiste in
un’opportunità per sviluppare in modo più efficace ed approfondito la tua
idea imprenditoriale, individuando in anticipo i punti di forza e di debolezza, e per convincere gli altri soggetti a credere nel tuo progetto.
Il fatto di dover “progettare” la tua idea imprenditoriale non ti deve scoraggiare, ma ti deve aiutare a chiarirti ulteriormente le idee su come impostare
l’attività, sugli strumenti che ti occorrono per avviarla, sulle persone eventualmente da coinvolgere
Devi, quindi, essere sicuro di avere le idee chiare, devi cioè essere in grado di
fare un progetto imprenditoriale che risponde ad una serie di domande.
Presentazione
• l’idea - Cosa voglio fare?
• la compagine sociale - Con chi voglio lavorare?
L’analisi di mercato
• l’ambiente esterno - Dove si inserisce la mia azienda?
• la domanda - Chi è interessato a comprare il mio prodotto?
• la concorrenza - Quali sono le aziende che fanno la stessa attività che
voglio intraprendere e con le quali dovrò competere?
• la struttura distributiva - Dove e come andrò a vendere i miei prodotti?
• i fornitori - Da chi comprerò le cose che mi servono per svolgere la mia
attività?
Le scelte strategiche
• l’individuazione del vantaggio competitivo - Cosa ho in più, o di meglio,
degli altri? Cioè, perché la gente dovrebbe comprare da me e non da un
altro?
• gli obiettivi di vendita - Quanto devo vendere per potere andare avanti
con questa attività?
Le scelte operative
• le scelte produttive - Come è organizzato il mio ciclo produttivo?
• le scelte organizzative - Come è organizzata la mia impresa?
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• le scelte di finanziamento - Da dove prendo i soldi che mi servono per
l’attività?
• le scelte di marketing - Come vendo il mio prodotto e come faccio a farmi
conoscere?
Il Piano Economico/Finanziario
• le previsioni e i prospetti economico/finanziari - Sono in grado di prevedere e simulare l’andamento della mia attività per 1, 3, 5 anni?
• la verifica della redditività - Quanto guadagno da tutto questo lavoro?
Non è detto che tu debba conoscere perfettamente tutte queste informazioni sin dall’inizio, anzi è molto probabile che il tuo progetto iniziale subisca
diverse modifiche ed adattamenti man mano che lo sviluppi.
Puoi anche farti aiutare da persone esperte nella programmazione aziendale: spesso le stesse leggi che finanziano le nuove attività imprenditoriali
prevedono l’erogazione, a titolo gratuito, di un servizio di “accompagnamento alla progettazione”, oppure, quando non erogano questo servizio di
assistenza tecnica, finanziano i costi che si devono sostenere per ottenere
questo tipo di assistenza.
Le Libere Professioni
Se decidi di intraprendere una libera professione devi sapere che questo
tipo di attività lavorativa è regolamentato dagli Ordini e dai Collegi professionali.
Per tutte le libere professioni è richiesto almeno il titolo di studio di scuola
media superiore, ma per molte è necessaria la laurea. Questi due titoli spesso non sono sufficienti e nella maggior parte dei casi è necessario un periodo obbligatorio di tirocinio presso un libero professionista e il superamento
dell’esame di stato.
Per avere informazioni sulla libera professione che ti interessa devi rivolgerti
alla Facoltà di riferimento per i corsi di laurea, o all’Ordine e Collegio professionale per il tirocinio obbligatorio e per l’esame di stato.
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CERCHI UN LAVORO DIPENDENTE?
Il primo elemento della tua strategia deve essere il tuo curriculum.
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La stessa attività lavorativa può essere svolta in proprio o alle dipendenze di
un datore di lavoro.
Se cerchi lavoro come dipendente devi avere chiaro che il tuo rapporto di
lavoro sarà regolamentato da un contratto, e che avrai nella maggior parte
dei casi un orario di lavoro da rispettare. In altre parole il tuo rapporto di
lavoro sarà disciplinato da diritti e doveri che avrai nei confronti del tuo
datore di lavoro.
Per poter essere assunto, e quindi scelto da un’azienda, non è sufficiente
conoscere le regole ma bisogna anche avere una strategia.
Il curriculum non è un semplice foglio dove scrivere cosa sai fare e cosa ti piacerebbe fare, ma deve essere la ricostruzione del tuo passato, sia per quanto
riguarda lo studio, che dal punto di vista lavorativo. Per questo motivo non
dimenticare che dovrai sempre fare i conti col tuo curriculum e che se vuoi
aumentare la possibilità di trovare un lavoro devi poterci scrivere qualcosa.
Un curriculum deve essere ben strutturato e contenere le informazioni necessarie per il lavoro che stai cercando, quindi può anche cambiare di volta in
volta a seconda del lavoro che cerchi. Non dimenticare che la conoscenza
delle lingue straniere, prevalentemente l’inglese, e dell’uso del computer,
sono diventati oramai elementi indispensabili per trovare un lavoro.
Ecco alcuni consigli per scrivere un buon curriculum.
Generalità: innanzitutto devi indicare i tuoi dati personali, (nome, cognome, luogo e data di nascita, nazionalità, residenza, domicilio, telefono,
fax ed e-mail). Come vedi abbiamo indicato sia la residenza che il domicilio, quest’ultimo devi utilizzarlo come indirizzo dove vuoi essere rintracciato, ed è molto importante che sia il più vicino possibile all’indirizzo del tuo potenziale datore di lavoro così aumenterai la possibilità che
ti chiami per un colloquio di lavoro.
Fotografia: è molto importante che ogni volta che spedisci un curriculum
alleghi una tua fotografia recente. La fotografia viene utilizzata da chi fa
selezione del personale per associare visivamente il tuo curriculum ed eventuali altre notizie che ti vengono chieste per telefono o durante il colloquio
di lavoro, alla tua persona. In questo modo è più facile per chi deve scegliere ricordarsi di te. Nel caso non voglia spendere per le foto, cerca un
amico che con uno scanner ti dia la possibilità di inserirla come immagine
nel tuo curriculum.
Studi svolti: in questa parte devi indicare tutti gli studi che hai svolto, indicando il titolo conseguito, le materie principali che hai studiato e se hai scritto un lavoro finale il suo titolo. Se non sono troppo bassi, indica anche i voti
finali che hai ricevuto. L’ordine che devi seguire per indicare gli studi svolti
è quello cronologico, cioè dal più vecchio al più recente. Non dimenticare
che anche i corsi per i quali non ti hanno rilasciato un titolo potrebbero essere interessanti per chi ti deve valutare.
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Conoscenze linguistiche: in questa parte devi indicare quale è la tua lingua
madre e quali sono le lingue straniere che conosci. Per queste ultime è
importante indicare il livello di conoscenza (ottimo, buono, sufficiente) per i
diversi aspetti della lingua (letta, parlata, scritta e la sua comprensione).
Conoscenze informatiche: qui devi far capire quale è la tua capacità di
usare il computer, quindi devi conoscere i programmi che usi e le sue diverse applicazioni, dividendoli in gruppi (elaboratori di testi, fogli elettronici,
database, programmi di grafica, altro).
Esperienze lavorative: Le esperienze lavorative devono essere funzionali al
lavoro che cerchi, quindi non è sempre necessario indicarle tutte, ma ricordati di inserire anche quelle che hai svolto a prescindere dalla loro regolarità contrattuale. Le informazioni che vuole avere chi ti deve assumere sono
relative solamente a cosa sai fare, quindi ogni tipo di esperienza di lavoro,
anche breve, può essere indispensabile per chi ti deve scegliere. Le esperienze lavorative vanno indicate riportando le seguenti informazioni (durata dell’esperienza con le date, qualifica ricoperta, luogo di svolgimento dell’attività, mansioni effettivamente svolte, nome dell’azienda) e vanno sempre
indicate partendo dall’esperienza più recente.
Altre informazioni: anche se non hai molte esperienze lavorative è probabile che ci siano delle informazioni sulla tua vita che possono interessare chi
ti vuole assumere, ad esempio se hai una patente di guida particolare, se
hai interessi personali specifici o se hai fatto del volontariato in campi che
possano essere collegati con il lavoro che cerchi.
Disponibilità a lavorare: a volte è importante indicare che tipologia contrattuale di lavoro si cerca; è differente, infatti, proporsi per un Tirocinio, per
un Piano di Inserimento Professionale, o per un contratto di lavoro a tutti gli
effetti. Inoltre è necessario indicare se sei disponibile a spostarti dalla tua
città, e quindi ad accettare di lavorare in un’altra provincia o in un’altra
regione.
Non dimenticare:
- di autorizzare chi riceve il tuo curriculum al trattamento dei tuoi dati personali con la seguente dicitura:
Autorizzo l’azienda ___________________ al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 10 della legge 31 dicembre 1996 n.675.
- di mettere la data
- di firmare il curriculum
Il secondo elemento della tua strategia per trovare un lavoro dipendente è
quello di sapersi proporre nel modo più efficace a chi ti deve selezionare,
sia per iscritto con una lettera di presentazione, che in prospettiva di un colloquio.
La lettera di presentazione deve essere sintetica e deve essere chiaro il risultato che vuoi raggiungere: nella maggior parte dei casi essere ricevuti per
un colloquio. E’ importante sapere di cosa si occupa l’azienda a cui scrivi,
e se rispondi ad un annuncio devi informarti quale sarà il lavoro che svol-
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gerà la figura professionale richiesta. Riuscire a comunicare il tuo interesse
per l’azienda a cui scrivi, e che tu sei la persona adatta per quel posto è
indispensabile. Per avere informazioni sull’azienda ricordati che molte
hanno un sito internet dal quale puoi ricavare utili informazioni.
Il colloquio è il momento in cui devi riuscire a far capire che dietro un buon
curriculum e dietro una corretta lettera di presentazione c’è una persona
motivata per quel determinato posto di lavoro. Presentarsi ad un colloquio
di lavoro con la convinzione che un lavoro vale l’altro ti farà partire in svantaggio rispetto agli altri candidati. Essere motivati vuol dire riuscire a trasmettere l’idea che sei il candidato migliore per quel lavoro, maggiori conoscenze hai sul lavoro richiesto, più facilità avrai a far capire di essere il candidato ideale. Ricorda che le conoscenze che devi avere non sono solamente
di tipo tecnico, ma una buona conoscenza di base sui contratti di lavoro e
sul mercato del lavoro in generale, possono esserti utili in un colloquio di
lavoro. Questa guida può aiutarti a saperne di più.
Quando inizi
un rapporto di
lavoro subordinato procurati il contratto
collettivo che lo
regolamenta.
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Il lavoro dipendente o subordinato ha delle importanti caratteristiche, che
riassumiamo così in breve:
• innanzi tutto nasce da un contratto di scambio. Il lavoratore mette a
disposizione del datore di lavoro le proprie energie fisiche e/o intellettuali in cambio della retribuzione;
• in secondo luogo il contratto di lavoro è un contratto di durata ad esecuzione continuata, ossia è destinato a protrarsi per un certo periodo di
tempo, determinato o indeterminato, a seconda che sia stato stabilito o
meno un termine finale;
• infine i due soggetti che stipulano il contratto di lavoro (datore di lavoro
e lavoratore) non sono liberi nel predisporre gli elementi fondamentali di
questo contratto ma devono seguire le indicazioni previste dalla legge
e/o dai contratti collettivi.
I contratti collettivi sono dei contratti stipulati dai rappresentanti dei lavoratori (sindacati) e dai rappresentanti dei datori di lavoro (associazioni di
categoria) che prevedono la regolamentazione generale degli aspetti fondamentali del singolo rapporto di lavoro (ferie, retribuzione, orario).
Dal rapporto di lavoro subordinato nascono dei diritti e degli obblighi particolari:
• il lavoratore ha l’obbligo di eseguire diligentemente i compiti (mansioni)
per i quali è stato assunto. Deve rispettare le direttive impartite dal datore di lavoro. Non può rivelare notizie apprese durante lo svolgimento del
lavoro che riguardino aspetti dell’attività destinati a rimanere segreti. Il
lavoratore ha anche una serie di diritti: diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del lavoro svolto; ad un periodo annuale di ferie retribuite; ad un periodo di conservazione del posto in caso di
malattia, gravidanza, maternità e servizio militare;
• il datore di lavoro oltre ad avere l’obbligo di corrispondere la retribuzio-
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ne, ha il diritto di dirigere e controllare l’attività del lavoratore; in determinati casi ha anche il potere di infliggere sanzioni disciplinari.
Il Contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato
Il modello ordinario (standard) del contratto di lavoro prevede che il rapporto tra il lavoratore e il datore di lavoro abbia le seguenti caratteristiche:
• tempo pieno. Legge e contrattazione collettiva regolamentano l’orario di
lavoro massimo e le possibilità di flessibilità. Non esiste una misura di orario di lavoro uguale per tutti i lavoratori. In relazione ai diversi settori di
attività i contratti collettivi stabiliscono diverse misure di orario normale
(pubblico impiego 36 ore; settore privato tendenzialmente 40 ore).
L’orario a tempo pieno è fondamentale per calcolare una retribuzione sufficiente a permettere al lavoratore di svolgere una vita libera e dignitosa
per se e per la propria famiglia.
• tempo indeterminato. L’indeterminatezza della durata del rapporto di
lavoro significa che questo è destinato a protrarsi indefinitamente nel
tempo sino a quando non sopraggiunga una causa di interruzione.
Normalmente la cessazione del rapporto di lavoro può avvenire o per iniziativa del datore di lavoro (licenziamento) oppure per iniziativa del lavoratore (dimissioni).
Ricordati che
prima di lasciare un lavoro
devi avvisare
per tempo il tuo
datore di lavoro (periodo di
preavviso)
Altri contratti di lavoro
Esistono dei contratti di lavoro che differiscono dal modello ordinario del
contratto a tempo pieno e indeterminato, per l’apposizione di una limitazione nella durata (contratto a tempo determinato) e/o nell’orario di lavoro
(contratto a tempo parziale).
Questi contratti, poiché differiscono sostanzialmente dal contratto standard,
sono validi solamente se stipulati in forma scritta.
Il contratto a tempo determinato o contratto a termine al momento della
stipula del contratto di lavoro, prevede una scadenza, raggiunta la quale il
rapporto di lavoro si scioglie automaticamente. Questo tipo di contratto può
essere prorogato una volta sola.
Il termine previsto dal contratto a termine può essere costituito da una data
precisa o fare riferimento alla realizzazione o al venir meno di un evento.
Questo tipo di contratto può essere stipulato solamente in determinati casi
espressamente previsti dalla legge o se previsto dalla contrattazione collettiva.
Il contratto a termine si considera trasformato a tempo indeterminato se non è
stato stipulato rispettando la forma scritta e se, al momento della scadenza, si
ha una prosecuzione del lavoro oltre il 20° giorno per i contratti di durata inferiore ai 6 mesi, e oltre il 30° giorno per quelli di durata superiore.
Il contratto a tempo parziale o part-time si ha quando l’attività lavorativa
viene svolta ad orario inferiore rispetto a quello normale previsto dai contratti collettivi.
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Il contratto di
lavoro può essere contemporaneamente
a tempo determinato e parziale.
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Non esiste un’unica modalità di lavoro part-time, esso può infatti essere:
• orizzontale, quando la riduzione di orario è giornaliera e si prevede un
impegno per tutti i giorni lavorativi;
• verticale, quando il lavoro viene svolto a tempo pieno ma solamente per
alcuni giorni alla settimana, al mese o all’anno;
• misto, quando il lavoratore presta la propria attività lavorativa, ad orario ridotto, solamente per alcuni periodi dell’anno.
Nel caso in cui non viene rispettata la forma scritta il contratto è nullo, ma
non automaticamente trasformato a tempo indeterminato. Infatti il contratto
part-time può essere stipulato anche nell’interesse del lavoratore, ad esempio in particolari situazioni familiari.
Una particolare ipotesi di combinazione di contratti ad orario ridotto si ha
con il contratto di job-sharing. Con questo contratto due lavoratori si dividono un contratto di lavoro a tempo pieno e stabiliscono le modalità di suddivisione dell’attività lavorativa. In ogni caso i due lavoratori devono assicurare l’erogazione dell’intera prestazione lavorativa.
Il contratto di formazione lavoro e l’apprendistato (contratti
con finalità formativa)
Nel contratto di lavoro standard ad una determinata prestazione lavorativa
corrisponde una retribuzione; nel caso dei contratti con finalità formativa
alla prestazione lavorativa corrisponde oltre all’erogazione di una retribuzione, anche un’esperienza formativa. Questi due contratti di lavoro sono
dei contratti a termine.
Il Contratto di formazione lavoro (CFL), può essere stipulato solo in seguito
alla predisposizione di un progetto di formazione approvato da un’apposita commissione. Il datore di lavoro può fare richiesta di CFL solamente se ha
mantenuto in servizio, a tempo indeterminato, almeno il 60% dei lavoratori
precedentemente assunti con CFL.
I CFL possono avere la durata massima di 24 mesi con 130 ore di formazione obbligatoria per le professionalità elevate, e 80 ore di formazione per
quelle intermedie, (tipo A). Nel caso di professionalità medio basse il contratto non può avere durata superiore ai 12 mesi e deve prevedere almeno
20 ore di formazione, (tipo B).
Il lavoratore assunto con CFL deve avere un’età inferiore ai 32 anni. Il requisito dell’età deve essere posseduto al momento dell’assunzione, il contratto
prosegue per tutta la durata prevista anche se si è superato il limite di età.
Come si legge nella scheda allegata, il Contratto di Formazione e Lavoro è un
vero e proprio contratto di lavoro a termine, che per la sua caratteristica formativa prevede delle agevolazioni per le imprese che assumono con questo
strumento.
Per erogare queste agevolazioni lo Stato deve fare dei controlli sulle aziende che vogliono assumere con il Contratto di Formazione e Lavoro, e in particolare deve controllare i due seguenti requisiti:
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• se l’azienda aveva precedentemente assunto giovani con Contratto di
Formazione e Lavoro, almeno il 60% dei contratti scaduti nei due anni
precedenti deve essere stato trasformato in Contratto a Tempo
Indeterminato;
• deve essere presentato un Progetto Formativo.
L’Apprendistato
è un modo per
assolvere l’obbligo formativo.
Il contratto di Apprendistato ha invece una durata minima di 18 mesi e un
tetto massimo di 4 anni elevato a 5 anni per il settore dell’artigianato. La
durata del contratto viene prefissata dalla contrattazione collettiva.
L’apprendista deve avere un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, nel caso il
giovane abbia concluso gli obblighi scolastici l’età minima è stata abbassata a 14 anni, e la massima è stata elevata a 26 anni per le assunzioni effettuate nelle aree del Mezzogiorno (quindi anche per la Sardegna), e può
arrivare fino ai 29 anni in alcuni settori
Lavoro Interinale o temporaneo
Il rapporto di lavoro temporaneo o interinale, introdotto in Italia nel 1997,
non prevede una tipologia contrattuale che differisce in modo sostanziale da
quelle già esaminate, ma consiste in uno strumento che permette ad un’azienda di beneficiare temporaneamente di determinate prestazioni lavorative senza che ciò comporti l’instaurazione di un rapporto di lavoro.
Per fare ciò è necessaria la presenza di tre soggetti:
• la società fornitrice di lavoro temporaneo, specificamente autorizzata ed
iscritta in un apposito albo, è il datore di lavoro da cui dipende il lavoratore interinale;
• il lavoratore, messo a disposizione temporaneamente a favore dell’impresa utilizzatrice;
• l’impresa utilizzatrice, che esercita il potere di direzione e controllo sulla
prestazione lavorativa.
Il rapporto tra lavoratore e società fornitrice viene formalizzato con un contratto di lavoro per prestazioni di lavoro temporaneo, che può essere a
tempo indeterminato o a termine. Alla società fornitrice spetta l’erogazione
della retribuzione, e nel caso di contratto a tempo indeterminato, il pagamento di un’indennità di disponibilità per i periodi in cui il lavoratore non
viene utilizzato.
Agevolazioni per le assunzioni e per la creazione di impresa
Per facilitare le assunzioni, la creazione di nuove imprese e per ampliare in
generale il mercato del lavoro sardo, sono previste delle agevolazioni. Nelle
pagine che seguono troverai numerose schede riepilogative che ti possono
offrire una panoramica sulle opportunità esistenti. Tuttavia, per capire a
cosa servono le agevolazioni, è fondamentale avere chiari alcuni punti.
Innanzitutto in un’economia di libero mercato, come quella a cui noi apparteniamo e che la Comunità Europea vuole assicurare a tutti i cittadini di tutti
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gli Stati membri dell’Unione Europea, gli Aiuti di Stato ad un’impresa sono
generalmente vietati, in quanto ledono il principio di libera concorrenza. In
altre parole, se aiuto economicamente un’azienda questa potrà essere più
competitiva, e ad esempio applicare prezzi più bassi ai propri prodotti,
rispetto ad un’altra che non ho aiutato. Sono quindi ammessi aiuti economici quando l’azienda si trova in una situazione di svantaggio rispetto alle
altre concorrenti, questo può avvenire per motivi geografici, di infrastrutture della regione in cui si trova, di crisi del settore economico in cui opera.
L’aiuto che viene concesso serve quindi non ad agevolare un’azienda rispetto ad un’altra, ma a ristabilire una parità di concorrenza. In Sardegna esistono diverse modalità di aiuti alle imprese, perché la nostra regione è considerata Regione Obiettivo 1, e cioè a ritardo di sviluppo rispetto alle altre
regioni dell’Unione Europea.
Queste agevolazioni per essere corrisposte alle aziende, e garantire la loro
unica finalità di ristabilire un mercato libero, possono seguire due canali:
Agevolazioni “de minimis”: si chiamano in questo modo le agevolazioni
che rientrano nella cifra di 100.000 euro (193 milioni di lire circa) in tre
anni. Questa cifra è considerata come soglia di intervento non distorsivo
della libera concorrenza.
Agevolazioni notificate all’UE: si chiamano così le agevolazioni che possono anche essere superiori alla soglia del de minimis, ma devono essere previste da una legge (nazionale o regionale) che deve passare all’esame della
Commissione Europea.
Le agevolazioni si dividono, inoltre, nelle tre seguenti categorie:
Contributi: sono delle somme di denaro che vengono effettivamente corrisposte a favore di un’azienda o di un ente locale per il raggiungimento di
uno scopo. Possono servire per dare vita ad un’azienda, per creare infrastrutture o per ridurre il costo del lavoro;
Sgravi contributivi: il costo di un lavoratore non è solamente il costo della
sua retribuzione, ma ci sono una serie di costi aggiuntivi (c.d. contributi previdenziali e assistenziali); un modo di aiutare le aziende è quello di sostituirsi al pagamento di questi contributi; è quindi lo Stato, o la Regione, che
versa al posto dell’azienda i contributi, e sgrava la stessa da questo onere.
Credito d’imposta: un’altra modalità di aiutare le aziende è quella di ridurre la pressione fiscale, e quindi far pagare loro meno tasse. Il credito d’imposta è un credito che l’azienda vanta nei confronti dell’erario, e che può
far valere al momento del pagamento di tasse e imposte.
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CERCHI UNO STRUMENTO DI INSERIMENTO AL
LAVORO?
Se non hai le idee chiare in merito alla scelta di intraprendere un'attività
come lavoratore autonomo o lavoratore dipendente, oppure se non sei
ancora riuscito a trovare dei soci o un datore di lavoro che ti proponga un
contratto di lavoro, puoi cercare di accedere ad uno strumento di inserimento al lavoro.
Gli strumenti indicati qui sotto sono molto importanti e possono essere di notevole aiuto per le tue scelte future, ma devono essere applicati correttamente.
Gli strumenti di inserimento al lavoro hanno come finalità unica quella dell'apprendimento, dell'aumento delle tue conoscenze in quel tipo di lavoro,
anche se a volte sono accompagnati da un sussidio o da un rimborso spese.
Se non stai imparando niente è meglio interrompere l'attività e cercare di
un’altra azienda disposta ad ospitarti.
Tirocinio formativo e di orientamento
Questo strumento ti dà l’opportunità di fare un’esperienza di lavoro presso
un’impresa o presso un ufficio pubblico e di realizzare dei momenti di alternanza tra studio e lavoro. Di regola è gratuito, ma spesso le aziende prevedono un rimborso per le spese di vitto, trasporto e in casi particolari per
l’alloggio. Non ci sono limitazioni di età e titolo di studio e possono essere
attivati in qualsiasi momento.
Tre buoni motivi per mantenere il tirocinio gratuito:
• se durante lo stage non stai imparando, o se ciò che fai non risponde alle
tue aspettative, puoi interrompere il tirocinio in qualsiasi momento;
• l’azienda che ti ospita non deve basare l’attività normale di lavoro sul tuo
contributo ma deve darti lo spazio e il tempo per imparare e mostrare le
tue capacità. Se invece ha bisogno del tuo lavoro per mandare avanti la
propria produzione è giunto il momento di richiedere un vero e proprio
contratto di lavoro;
• il tirocinio può essere sempre attivato senza aspettare un finanziamento
da parte dello Stato.
Per poter essere impiegato in un’attività lavorativa, anche se a titolo gratuito, la legge obbliga chi ti ospita ad assicurarti. Le assicurazioni per gli infortuni sul lavoro e per la responsabilità civile verso terzi costano poco, 20 o
30 mila lire al mese.
Tutte queste forme di lavoro
non sono dei
veri e propri
rapporti di lavoro
quindi
non sono tutelati come il rapporto di lavoro
subordinato
Assicurati di essere assicurato.
Piani di inserimento professionale (P.I.P.)
I Piani di Inserimento professionale sono uno strumento di inserimento al lavoro riservato ai giovani fra i 19 e i 35 anni.
Oltre che presso le aziende, il Piano d’Inserimento Professionale può essere
svolto presso un libero professionista; è quindi necessario rivolgersi all’Ordine
o Collegio professionale per informarsi sulle possibilità di iniziare un P.I.P.
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Il P.I.P non è interamente finanziato dallo Stato, ma una quota orientativamente pari al 25% è a carico del soggetto ospitante. Il compenso complessivo è di 309,87 euro (600.000 lire) per 80 ore mensili, e 619,75 euro
(1.200.000 lire) per il tempo pieno. I P.I.P sono sospesi in attesa di un nuovo
provvedimento di finanziamento, che però è atteso entro l’anno in corso.
Il terzo settore e il volontariato
Nel terzo settore o settore non-profit, si stanno creando sempre di più occasioni di lavoro interessanti e stimolanti. Il fatto che le aziende che operano
in questo campo sono chiamate non-profit non vuol dire che chi ci lavora
non viene pagato, ma vuol dire che il profitto non è lo scopo dell'azienda.
Il vantaggio di puntare su questo settore lo puoi riscontrare già nel fatto che
ti viene data la possibilità di lavorare in settori di notevole interesse come
quello dell'ambiente, dei servizi di cura alla persona, ecc..
Per entrare in contatto con queste realtà la via migliore è quella di capire
quale settore ti piace maggiormente, e per il quale sei più portato, e quindi
cercare di metterti in contatto con le associazioni o cooperative sociali che
già operano in questo settore.
Probabilmente non troverai subito un posto di lavoro, ma collaborare con
queste attività può aprirti delle strade per una più facile ricerca di lavoro o
darti un idea per un'iniziativa autonoma.
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SVILUPPO LOCALE
Prima di addentrarci in maniera specifica all’interno del mondo del lavoro
dipendente e di quello autonomo, è utile presentare due gruppi di strumenti che mirano a sviluppare l’economia della Sardegna a partire dalla valorizzazione delle risorse disponibili, siano esse attivabili all’interno delle
diverse aree regionali, o che siano attivabili invece attraverso la costruzione di relazioni con sistemi produttivi esterni, con un occhio di riguardo a
quelli dei Paesi dell’Unione Europea: le iniziative locali per l’occupazione e
le iniziative e progetti comunitari.
Le iniziative locali per l’occupazione hanno lo scopo di individuare le risorse presenti all’interno di un territorio e valorizzarle attraverso la realizzazione di un progetto di sviluppo diretto a rafforzare il sistema produttivo
locale ed a creare nuova occupazione.
Queste iniziative hanno una ingente dotazione finanziaria disponibile per
ciascun comune. L’importo finanziario destinato a ciascun comune è stato
determinato attraverso l’applicazione di parametri precisi legati al numero
di abitanti, ai tassi di disoccupazione, ecc..
Mentre le iniziative locali per l’occupazione mirano a sviluppare le risorse
interne al territorio regionale nel loro complesso e sono sostenute finanziariamente dalla Regione, i programmi comunitari, di cui a titolo esemplificativo sono citati alcuni tra i più specifici, sono finanziati a carico del Fondo
Sociale Europeo è hanno lo scopo di incrementare l’occupazione attraverso
la lotta alla discriminazioni, la cooperazione nel settore della formazione,
ecc..
Le iniziative locali per l’occupazione e lo sviluppo
La Regione Autonoma della Sardegna, attraverso il Piano straordinario per
lo sviluppo e l’occupazione - legge regionale n.37 del 24 dicembre 1998 ha elaborato un insieme integrato di misure dirette a favorire lo sviluppo
locale.
La legge regionale n.37/98 comprende diversi articoli che consentono l’attivazione di risorse a livello locale, ma quello che può avere il maggiore
impatto sulle diverse realtà locali è l’art.19, Iniziative locali per lo sviluppo
e l’occupazione (modificato dall’art. 23 L.R. 6/2000). Questa norma, se
pienamente sfruttata, è la vera pietra angolare per tutte le politiche di sviluppo locale della Sardegna.
L’art. 19 mette a disposizione dei 377 comuni sardi quasi mille miliardi di
risorse regionali in tre anni. Tali risorse sono “aggiuntive”, cioè cumulabili
con le altre disponibili. In questo sta l’effettiva straordinarietà del Piano: concentrare un’ingente quantità di risorse in un periodo limitato di tempo per la
realizzazione di progetti di sviluppo efficaci.
Ad oggi, però, solo una piccola parte delle risorse disponibili è stata effettivamente utilizzata dai comuni. Fra le ragioni principali che hanno portato
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a questo risultato sono da annoverare i limiti tecnici nell’elaborazione di
progetti di sviluppo locale efficaci da parte dei comuni e l’insufficiente attenzione dell’Amministrazione regionale nel supportare i comuni stessi in questo difficile compito. Infatti, è ormai risaputo che le iniziative locali per l’occupazione e lo sviluppo, necessitano, per produrre il massimo degli effetti
positivi, di misure di sostegno specifiche che aiutino i comuni nel compito di
favorire la cooperazione tra pubblico e privato, di sfruttare le potenzialità
presenti in tutti i settori e in tutte le attività e nel coinvolgimento di tutti gli
attori interessati fin dall’avviamento del processo di sviluppo.
Le iniziative locali per l’occupazione, quindi, sono uno strumento destinato
alla promozione dello sviluppo dell’economia e dell’occupazione di un territorio a partire dalle risorse presenti nel territorio stesso e rappresentano la
possibilità, per tutti i Comuni della Sardegna, di predisporre iniziative per
creare nuova occupazione, attraverso:
• il sostegno delle imprese esistenti e/o la nascita di nuove;
• l’attivazione di progetti di valorizzazione delle risorse locali, del patrimonio sociale, culturale e ambientale del proprio territorio.
Perché le iniziative siano realmente utili è necessario che, sia le amministrazioni chiamate a predisporre i progetti, sia la popolazione, si rendano
disponibili ad un confronto continuo.
Cosa può fare l’amministrazione comunale
L’amministrazione pubblica è chiamata in parte a coordinare, in parte a
realizzare in proprio le attività rappresentate dallo schema.
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I sei passaggi sono indispensabili perché si arrivi ad un progetto che contenga le reali esigenze del territorio, che individui le sue vocazioni, e che
coinvolga coloro che sono il vero motore dello sviluppo economico e sociale: tutti gli attori locali (sindacati, partiti, associazioni, scuole, volontariato
ecc. ).
Infatti, solo con l’azione convinta di tutti i membri attivi di una comunità può
realizzarsi quello slancio indispensabile perché si creino le condizioni dello
sviluppo.
Cosa puoi fare tu
L’attenzione della comunità è indispensabile perché allo sviluppo economico si accompagni anche la crescita dell’occupazione, cosa questa che ormai
non è più scontata neppure quando il sistema economico funziona bene.
Inoltre, partecipare può far crescere in te la consapevolezza dell’importanza del tuo ruolo all’interno della comunità:
• come cittadino puoi sollecitare l’amministrazione della tua città perché
sfrutti al massimo ed al meglio le opportunità offerte dalle iniziative locali attraverso la realizzazione di progetti che tengano realmente delle
risorse reali del territorio;
• come possibile operatore economico puoi creare le condizioni perché tali
opportunità possano essere realmente sfruttate attraverso la creazione di
imprese, microimprese, cooperative, insomma di tutte quelle strutture che
arricchiscono il tessuto economico di un territorio.
L’art.19 della L.R. 37/98 permette tutto questo, garantendo nel contempo la
possibilità a ciascun comune di decidere liberamente del proprio futuro.
Le iniziative locali per l’occupazione possono essere uno strumento formidabile di sviluppo e di riscatto per quelle aree che si trovano in ritardo
rispetto alle altre in termini di reddito e di tessuto produttivo. Ma non bisogna stancarsi di dire che solo attraverso il coinvolgimento del maggior
numero di soggetti locali possibile, il rispetto delle diverse fasi di progettazione, nessuna esclusa, l’azione continua dei cittadini che pretendono venga
concessa loro ogni occasione di sviluppo, esse possono garantire i massimi
effetti sul territorio.
Iniziative e programmi comunitari
Per facilitare il tuo ingresso nel mercato del lavoro , e cioè per aumentare e
migliorare l’occupazione, l’Unione Europea ha istituito il Fondo Sociale
Europeo (FSE) che ha come scopo quello di contribuire finanziariamente alla
strategia europea per l’occupazione, e quindi rafforzare la coesione economica e sociale all’interno dell’Unione riducendo il divario esistente fra le
diverse regioni. In Sardegna il FSE contribuisce a finanziare la formazione
con il Programma Operativo Regionale (POR) 2000/2006, ma interviene
anche sullo sviluppo delle risorse umane e sulle politiche dell’occupazione.
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Tra gli interventi finanziati dal FSE europeo l’iniziativa comunitaria EQUAL
è sicuramente una delle più importanti, e rientra nella strategia europea per
l’occupazione adottata dall’Unione Europea con la finalità di creare migliori e più numerosi posti di lavoro. Con questa iniziativa si avrà la possibilità
di sperimentare forme di lotta contro le discriminazioni e le disuguaglianze
che colpiscono sia coloro che cercano un’occupazione sia chi già lavora.
Per maggiori informazioni su questa iniziativa puoi rivolgerti al numero
verde del Ministero del Lavoro 800.017.933 o consultare il sito web
www.iniziativecomunitarie.it.
Oltre alle iniziative comunitarie esistono anche dei Programmi Comunitari,
i più importanti sono Socrates, Gioventù e Leonardo da Vinci. Quest’ultimo
contribuisce a costituire uno spazio europeo di cooperazione nel settore
della formazione e dell’educazione, tramite la realizzazione di progetti
transnazionali basati sulla cooperazione tra soggetti che operano nel mercato del lavoro (organismi di formazione, scuole, università, imprese, camere di commercio, servizi per l’impiego, ecc…), la finalità del programma
Leonardo è quella di promuovere la mobilità geografica delle persone in
formazione iniziale, e, quindi, preparare i cittadini a inserirsi nel modo
migliore nel mercato del lavoro e fornire alle aziende una forza lavoro qualificata.
Per maggiori informazioni sul programma Leonardo puoi rivolgerti
all’Agenzia Nazionale Leonardo da Vinci tel. 06.445901, o consultare il
sito web www.programmaleonardo.net
Servizio civile nazionale
Progetto d’impiego di giovani volontarie sarde all’estero
L’Agenzia Regionale del Lavoro ha ritenuto importante cogliere l’opportunità offerta dalla legge n.64 del 2001, che ha istituto il servizio civile nazionale, per predisporre il progetto “Formazione di agenti per la internazionalizzazione in funzione dello sviluppo locale”, rivolto a giovani donne neolaureate.
Il progetto di impiego di giovani volontarie sarde all’estero ha lo scopo di
formare professionalità che facilitino l’inserimento del nostro sistema produttivo all’estero e nel contempo, verifichino quali opportunità possano
esserci per le imprese sarde nei mercati internazionali.
Tali figure professionali appaiono tanto più indispensabili quanto maggiore
diviene la necessità di conoscere ed utilizzare tutte le opportunità che essere membri dell’Unione Europea offre.
In tal modo, questo progetto crea nuove occasioni di conoscenza e di relazioni con l’Europa ed offre a giovani donne (ma sono in fase di studio anche
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progetti riguardanti gli uomini) la possibilità di professionalizzarsi in campi
che acquisteranno sempre maggiore importanza per lo sviluppo economico
della Sardegna.
Si tratta di un progetto, per ora sperimentale ed innovativo, ma che probabilmente nell’immediato futuro verrà riproposto, riveduto ed ampliato, con
periodicità annuale.
Il progetto è rivolto a 12 giovani neolaureate sarde disposte a svolgere il servizio civile nazionale per 6 mesi all’estero, in una delle 4 città europee individuate (Londra, Lisbona, Madrid e Lugano), e per 6 mesi in Sardegna.
Lo scopo è quello di formare 12 agenti di sviluppo in grado di operare a
livello internazionale, al fine di supportare le Istituzioni Pubbliche e gli operatori economici nel processo di internazionalizzazione del sistema economico e produttivo regionale.
Le volontarie percepiranno per tutta la durata del servizio, oltre alla paga
giornaliera corrisposta dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, anche
un’indennità di missione a titolo di rimborso spese.
Il progetto si attuerà nel modo seguente:
• nei primi 3 mesi è prevista la partecipazione ad un corso di formazione
in materia di Diritto Comunitario e Diritto Internazionale e, più in generale, sui temi della internazionalizzazione, che si terrà a Cagliari, presso
la sede dell’Agenzia Regionale del Lavoro;
• successivamente si provvederà ad inserirle operativamente all’estero in
una delle 4 città europee individuate, a gruppi di tre, presso le sedi delle
camere di commercio italiane, le ambasciate e/o i consolati italiani e
presso le sedi dell’Istituto del Commercio con l’Estero (I.C.E.). Durante
questo periodo le giovani future agenti avranno pertanto modo di conoscere, studiare e analizzare lo specifico scenario economico, istituzionale e sociale di riferimento ed i relativi meccanismi di funzionamento dei
Paesi ospitanti;
• infine le 12 candidate concluderanno il servizio civile in Sardegna presso la sede dell’Agenzia Regionale del Lavoro (3 mesi): in questa fase
l’Agenzia concorrerà a perfezionare la formazione delle candidate sull’attuazione delle politiche attive del lavoro mediante il loro inserimento
operativo nella propria struttura.
L’ammissione delle candidate al progetto verrà effettuata previa selezione
pubblica per titoli diretta ad accertare la sussistenza dei requisiti previsti dal
progetto, nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa nazionale sul servizio civile.
Attualmente il progetto si trova all’esame della Presidenza del Consiglio dei
Ministri per l’approvazione definitiva, nel frattempo l’Agenzia ha provveduto a prendere i primi accordi con l’Assocamerestero e con i Ministeri degli
Affari Esteri e del Commercio Estero per consentire l’effettivo inserimento
delle giovani volontarie presso le loro sedi all’estero.
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SCHEDE DI APPROFONDIMENTO
Nelle schede che seguono potrai trovare degli approfondimenti sui diversi
contratti di lavoro e sulle loro peculiarità. Le diverse tipologie contrattuali
servono per fare fronte alle esigenze differenti delle aziende e dei lavoratori.
Alcuni sono veri e propri contratti di lavoro, altri sono strumenti di inserimento, e non costituiscono rapporto di lavoro.
Alcune schede sulle agevolazioni per le assunzioni danno il quadro del
costo del lavoro in Sardegna.
Il modo migliore di affrontare il mondo del lavoro e quello di sapere che la
formazione ti può accompagnare nelle diverse scelte, dall’obbligo formativo per i più giovani, alla formazione durante tutto l’arco della vita.
Nel caso in cui la tua scelta sia orientata al lavoro autonomo troverai delle
schede esemplificative sulle opportunità di incentivazioni alla creazione
d’impresa.
In caso di necessità, preoccupati sempre di avere informazioni di prima
mano puntuali ed aggiornate. Alcuni indirizzi utili ti posso facilitare questo
compito.
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LAVORO DIPENDENTE
Contratto a tempo determinato
Definizione
(D.Lgs. 368/01).
Secondo la normativa vigente, il rapporto di lavoro a tempo indeterminato
e a tempo determinato sono paritari tra loro in quanto, rispetto al passato,
l’apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato diventa una
regola e non più un’eccezione.
La legge consente al datore di lavoro di apporre un termine alla durata del
contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.
La durata complessiva del rapporto a termine non può essere superiore ai
tre anni.
Contenuti del contratto
L’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta da atto scritto.
Copia dell’atto scritto deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro 5 giorni lavorativi dall’inizio della prestazione.
La forma scritta non è tuttavia necessaria nel caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a 12 giorni.
E’ consentita l’apposizione di un termine quando l’assunzione è effettuata da
aziende di trasporto aereo o da aziende esercenti i servizi aeroportuali.
L’apposizione del termine non è invece ammessa:
• per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
• presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi che hanno riguardato lavoratori adibiti
alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a tempo determinato;
• presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario che interessino lavoratori adibiti alle
mansioni cui si riferisce il contratto a termine;
• presso imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai
sensi del D.Lgs. n° 626/94.
Se il rapporto a termine continua oltre il ventesimo giorno (per contratti di
durata inferiore a sei mesi) od oltre il trentesimo (per contratti di durata
uguale o superiore a sei mesi) il contratto si considera a tempo indeterminato a partire dalla scadenza di tali termini.
Proroga del contratto
Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del
lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto è inferiore a tre anni. In questi casi la proroga è ammessa una sola volta e a condi-
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zione che sia imputabile a ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attività
lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato.
L’onere della prova relativa all’obiettiva esistenza delle ragioni che giustificano l’eventuale proroga del termine stesso è a carico del datore di lavoro.
Trattamento economico
Al prestatore di lavoro a tempo determinato spettano le ferie, la tredicesima
mensilità, il trattamento di fine rapporto e ogni altro trattamento in atto nell’impresa per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato comparabili,
intendendosi per tali quelli inquadrati nello stesso livello in forza dei criteri
di classificazione stabiliti dalla contrattazione collettiva, ed in proporzione
al periodo lavorativo prestato, sempre che non sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine.
Il lavoratore assunto con contratto a tempo determinato dovrà ricevere una formazione sufficiente ed adeguata alle caratteristiche delle mansioni oggetto del
contratto, al fine di prevenire rischi specifici connessi all’esecuzione del lavoro.
Diritto di precedenza nelle assunzioni
I CCNL possono individuare un diritto di precedenza nell’assunzione presso
la stessa azienda e con la medesima qualifica, esclusivamente a favore dei
lavoratori che abbiano prestato attività lavorativa con contratto a tempo
determinato, per far fronte a punte di intensificazione produttiva.
Il diritto va esercitato entro tre mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro
a termine e la qualifica del nuovo rapporto deve essere sempre la stessa.
Il diritto di precedenza si estingue entro un anno dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Gli assunti in forza del diritto di precedenza non sono computabili nella
quota di riserva prevista per l’assunzione di soggetti svantaggiati.
Contratto a tempo parziale (Part-time)
Definizione
(D.Lgs. 61/00 e D.Lgs. 100/01).
La normativa vigente definisce part-time (o lavoro a tempo parziale) l’attività svolta ad un orario, fissato dal contratto individuale, ridotto rispetto a
quello normale di lavoro stabilito dal legislatore o a quello previsto dai contratti collettivi.
Tipologia
E’ possibile individuare una serie di rapporti a tempo parziale aventi caratteristiche differenti:
• orizzontale: quando la riduzione di orario rispetto al tempo pieno è prevista in relazione all’orario normale giornaliero di lavoro;
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• verticale: quando l’attività lavorativa è svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell’anno;
• misto: quando si prevede la possibilità di combinare le due tipologie precedenti (ad esempio, un rapporto di lavoro a tempo parziale di 4 ore al
giorno per 3 giorni alla settimana), e si determinano le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa e le conseguenti implicazioni di carattere retributivo.
Costituzione del rapporto di lavoro
Il contratto di lavoro part-time deve essere stipulato in forma scritta e, in sua
mancanza, il lavoratore può chiedere il riconoscimento della sussistenza fra
le parti di un rapporto di lavoro a tempo pieno.
Il contratto part-time deve indicare, oltre a tutti gli elementi previsti dalla
legge per la generalità dei contratti di lavoro, la durata della prestazione
lavorativa e la collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno,
alla settimana, al mese e all’anno.
Il datore di lavoro è tenuto a dare comunicazione dell’assunzione di un lavoratore part-time alla competente Direzione provinciale del lavoro, mediante
invio di copia del contratto entro 30 giorni dalla stipulazione dello stesso.
Nel contratto part-time è possibile prevedere un periodo di prova, nei limiti e con le modalità previste per i lavoratori a tempo pieno.
Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere applicato alle assunzioni
di lavoratori:
• con contratto di formazione e lavoro;
• con contratto a termine;
• con contratto di apprendistato;
• con contratto di dirigente.
Svolgimento del rapporto di lavoro
La durata della prestazione lavorativa e la distribuzione dell’orario di lavoro devono risultare dal contratto individuale di lavoro part-time.
E’ ammessa la possibilità di svolgere attività lavorativa oltre l’orario di lavoro concordato. Nel caso del part-time orizzontale, solamente sino al raggiungimento dell’orario normale di lavoro ed entro il limite del 10%, mentre
nel caso del part-time verticale è prevista la possibilità di svolgere del vero
e proprio lavoro straordinario. Eventuali maggiorazioni retributive e diverse regolamentazioni possono essere previste dai contratti collettivi.
La legge impone di garantire al dipendente un riposo giornaliero dopo lo
svolgimento di sei giorni lavorativi, allo scopo di permettere al lavoratore di
recuperare le energie impiegate durante la settimana.
A questo proposito si deve fare una distinzione tra le due ipotesi del lavoro
part-time:
• nel caso di part-time orizzontale, dal momento che il lavoratore mette a
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disposizione la propria attività lavorativa durante l’intero arco della settimana, anche se per un orario ridotto rispetto al normale, le disposizioni
che regolano il riposo settimanale devono essere applicate integralmente;
• nel caso del part-time verticale, poiché il lavoratore presta la propria attività solo per alcuni giorni alla settimana, è automaticamente garantito il
riposo settimanale.
Anche per quanto riguarda la durata delle ferie bisogna distinguere tra i
due tipi di part-time:
• nel caso di part-time orizzontale, la durata è uguale a quella prevista per
i lavoratori a tempo pieno;
• nel caso di part-time verticale, il dipendente ha diritto ad un numero di
giorni di ferie determinato in proporzione alle giornate lavorate.
Nel caso di sospensione del rapporto di lavoro con conservazione del posto,
il lavoratore part-time ha diritto allo stesso trattamento previsto per i lavoratori a tempo pieno del medesimo livello.
Nel caso di part-time orizzontale, le indennità spettano per tutto il periodo
di astensione, come anche nel caso di part-time verticale su base settimanale e mensile, mentre, nel caso di part-time verticale su base annua, l’indennità è proporzionata ai periodi lavorativi.
Trattamento economico
Il lavoratore a tempo parziale beneficia degli stessi diritti di un lavoratore a
tempo pieno, mentre il suo trattamento economico è proporzionale alla
ridotta entità della prestazione lavorativa effettuata.
Trasformazione del rapporto di lavoro
Le parti possono stabilire di trasformare l’originario rapporto di lavoro a
tempo pieno in rapporto di lavoro part-time o viceversa. In quest’ultimo caso
viene data priorità a coloro che, già dipendenti, avevano trasformato il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
La trasformazione del rapporto di lavoro dal tempo pieno al part-time deve
risultare da atto scritto e deve essere redatto su richiesta del lavoratore. Il
datore di lavoro, in caso di assunzione di personale a tempo parziale, deve
dare precedenza al personale già dipendente con rapporto a tempo pieno.
La trasformazione del rapporto di lavoro dal part-time al tempo pieno deve
ritenersi pienamente legittima, sempre che vi sia l’accordo delle parti, e non
necessita di particolari adempimenti procedurali, fatta salva la comunicazione di trasformazione del rapporto ai Servizi per l’Impiego entro 5 giorni.
Job Sharing
(Circolare n. 43/98 del Ministero del Lavoro).
La prassi ha introdotto una nuova tipologia di contratto di lavoro subordinato (c.d. contratto di lavoro ripartito o a coppia) che può essere assimilato, limitatamente agli aspetti previdenziali, al part-time.
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Con tale contratto due o più lavoratori assumono in solido l’impegno ad
adempiere un’unica obbligazione lavorativa.
Il contratto di lavoro, stipulato per iscritto, deve indicare la misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro, giornaliero, settimanale, mensile ed annuale, che si prevede venga svolto da ciascuno dei due lavoratori. Resta ferma la possibilità per i lavoratori stessi di determinare, discrezionalmente e in qualunque momento, la sostituzione o la modificazione consensuale della distribuzione dell’orario di lavoro.
La retribuzione viene corrisposta a ciascun lavoratore in proporzione alla
quantità di lavoro effettivamente prestato.
Apprendistato
Definizione
(L. 25/55, L. 56/87, L. 196/97, L. 144/99, D.P.R. 257/00, D.M. 16/5/01, L.R. 12/01).
E’ uno speciale rapporto di lavoro in forza del quale l’imprenditore, nell’utilizzare l’opera dell’apprendista, è obbligato a fornire a quest’ultimo l’insegnamento necessario al raggiungimento della capacità tecnica propria del
lavoratore qualificato.
Si tratta di un contratto a causa mista, dove la prestazione del lavoratore
viene scambiata non solo con la retribuzione ma anche con della attività
formativa.
Durata
L’apprendistato ha una durata minima di 18 mesi, mentre per la durata massima la legge stabilisce un tetto di 4 anni, elevabile a 5 anni per il settore artigiano.
I periodi di sospensione per malattia, infortunio, chiamata alle armi, maternità non vengono conteggiati ai fini della durata dell’apprendistato.
Soggetti coinvolti
Datori di lavoro
Possono assumere lavoratori con contratto di apprendistato, i datori di lavoro appartenenti a qualunque settore produttivo, nel rispetto dei limiti numerici stabiliti dalla legge. In particolare, nel settore non artigiano:
• se vi sono lavoratori specializzati, il numero degli apprendisti non può
superare il 100% del personale qualificato in servizio;
• se non vi sono lavoratori specializzati, o se ve sono meno di tre, non si
possono assumere più di tre apprendisti.
Lavoratori
Ai fini dell’assunzione, il datore di lavoro deve tener conto dell’età del lavoratore e della qualifica professionale da fargli acquisire.
Per quanto riguarda l’età, il lavoratore assunto come apprendista nelle
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regioni del Centro e Nord Italia deve avere meno di 24 anni, mentre l’età è
elevata a 26 anni per le assunzioni effettuate nelle regioni rientranti
nell’Obiettivo 1 (Sardegna, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria e
Basilicata).
Nel settore artigiano si ha la possibilità di assumere giovani fino a 29 anni
per qualifiche ad alto contenuto professionale esplicitamente indicate dai
CCNL di categoria.
Per i giovani in situazioni di handicap, i limiti di età massima sono ulteriormente elevati di due anni.
Per quanto riguarda la qualifica professionale, il contratto di apprendistato
può essere stipulato sia per le qualifiche operaie che per le qualifiche impiegatizie. I singoli contratti collettivi di categoria stabiliscono l’appartenenza
delle qualifiche ai differenti gruppi, fissando la durata dell’apprendistato ed
il monte ore annuo di formazione.
Costituzione del rapporto di lavoro
Il datore di lavoro deve ottenere l’autorizzazione preventiva della Direzione
Provinciale del Lavoro territorialmente competente e, in seguito, può procedere direttamente all’assunzione dell’apprendista.
Svolgimento del rapporto di lavoro
Il datore di lavoro ha l’obbligo di impartire, o di far impartire, all’apprendista l’insegnamento necessario perché possa acquisire una qualifica.
La formazione del giovane consiste sia nell’addestramento pratico in azienda, per l’acquisizione della richiesta abilità nel lavoro, sia nella formazione
esterna, finalizzata all’inquadramento teorico delle cognizioni acquisite
durante l’esperienza di lavoro.
Al fine di assicurare il necessario collegamento tra l’apprendimento sul lavoro e la formazione esterna è inoltre previsto che l’apprendista sia affiancato da un lavoratore esperto in veste di tutore-aziendale. Nelle imprese artigiane e in quelle con meno di 15 dipendenti, il tutore può anche essere il
titolare, il socio o un familiare coadiuvante.
E’ vietato adibire gli apprendisti a lavori di manovalanza, nonché a lavorazioni retribuite a cottimo ed in genere a quelle ad incentivo.
Trattamento economico
Il datore di lavoro deve retribuire l’apprendista in base alle disposizioni dei
contratti collettivi, che prevedono il c.d. salario di ingresso e la progressione della retribuzione deve essere rapportata anche all’anzianità di servizio.
Cessazione e trasformazione del rapporto di lavoro
Il rapporto di apprendistato si esaurisce alla scadenza del termine di durata previsto e quando il datore di lavoro comunica al lavoratore formale
disdetta.
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Qualora al termine del periodo di apprendistato non sia stata data disdetta
formale dal datore di lavoro, l’apprendista rimane in servizio con la qualifica conseguita e il contratto viene trasformato a tempo indeterminato. Il
periodo di apprendistato è considerato utile ai fini del calcolo dell’anzianità
di servizio del lavoratore.
Incentivi
Per favorire la diffusione dell’apprendistato i contributi previdenziali sono
previsti in misura estremamente ridotta, pur garantendo al giovane una
tutela identica a quella degli altri lavoratori dipendenti. Tali agevolazioni
sono subordinate all’effettiva partecipazione degli apprendisti alle attività
di formazione esterna. Nel caso di trasformazione a tempo indeterminato del contratto di apprendistato è previsto il prolungamento dello sgravio.
(L.196/97 e L.R. 36/1998)
La Regione Autonoma della Sardegna ha previsto un contributo per l’assunzione di apprendisti nel settore dell’artigianato. (L.R. n° 12/2001)
Apprendistato e obbligo formativo
La normativa vigente ha introdotto l’obbligo formativo ossia l’obbligo per i
giovani di partecipare ad attività formative fino al compimento del diciottesimo anno di età.
Una delle possibilità per espletare l’obbligo formativo consiste nell’instaurare un rapporto di apprendistato con la frequenza di moduli di 120 ore
aggiuntive a quelle previste per la formazione esterna degli apprendisti,
moduli che dovranno essere organizzati tenendo conto delle competenze
già acquisite.
Al termine del periodo di apprendistato, il datore di lavoro deve consegnare all’apprendista l’attestazione delle competenze professionali acquisite,
dandone comunicazione ai servizi per l’impiego.
La certificazione rilasciata dagli enti formatori, dell’attività svolta, ha valore
di credito formativo, utilizzabile per eventuali percorsi scolastici obbligatori.
Contratto di formazione e lavoro (CFL)
Definizione
(L. 863/84, L. 291/88, L. 407/90, L. 169/91, L. 451/94, L. 196/97, circolare Inps 3/7/01 n° 133).
E’ un contratto con finalità formativa in quanto, alla prestazione del lavoratore corrisponde, da parte del datore di lavoro, l’erogazione della retribuzione e di un’attività formativa che consenta al giovane lavoratore di acquisire una qualifica professionale. Per questo motivo la commisurazione della
retribuzione è ridotta rispetto a quella degli altri lavoratori di pari qualifica.
Il CFL deve essere stipulato per forma scritta e deve essere preventivamente
autorizzato dagli uffici competenti dei servizi per l’impiego.
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Tipologia e durata del contratto
La legge prevede due tipi di CFL, differenziati in base agli obiettivi, alla
durata, alla formazione minima, alle modalità di fruizione dei benefici contributivi e normativi e agli adempimenti del datore di lavoro al termine del
rapporto.
• Contratti di tipo A: il CFL di tipo A ha una durata massima di 24 mesi e
ha lo scopo di permettere il conseguimento di professionalità intermedie
ed elevate, la formazione obbligatoria è rispettivamente di 80 e 130 ore
annue;
• Contratti di tipo B: il CFL di tipo B ha una durata massima di 12 mesi ed
è diretto ad agevolare l’inserimento professionale mediante un’esperienza lavorativa che consenta l’acquisizione di basse professionalità, con un
minimo di 20 ore di formazione.
Datori di lavoro
Possono stipulare i CFL i seguenti soggetti:
• imprese private e consorzi,
• associazioni professionali, socio-culturali e sportive, e liberi professionisti;
• fondazioni;
• enti pubblici di ricerca, ed enti pubblici economici.
Non possono invece stipulare i CFL i datori di lavoro che:
• abbiano in atto sospensioni dal lavoro per CIGS o che abbiano proceduto a riduzioni di personale nei 12 mesi precedenti, salvo che l’assunzione avvenga per l’acquisizione di professionalità diverse da quelle dei
lavoratori sospesi o licenziati;
• non abbiano mantenuto in servizio almeno il 60% dei lavoratori il cui CFL
sia scaduto nei 24 mesi precedenti.
I datori di lavoro, durante lo svolgimento del CFL, usufruiscono di una riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali nella misura generalizzata
del 25%. Nel caso in cui il CFL venga trasformato in contratto a tempo indeterminato e si realizzi un incremento di occupazione, i datori di lavoro
hanno diritto al prolungamento dello sgravio contributivo in base alla normativa nazionale e regionale.
Lavoratori e agevolazioni contributive
Possono essere assunti con CFL tutti i giovani di età non superiore ai 32
anni.
Nel caso in cui i lavoratori assunti con CFL rientrino nelle fattispecie sotto
elencate l’agevolazione contributiva è concessa in misura superiore al 25%:
• giovani di età inferiore ai 25 anni;
• laureati di età inferiore ai 30 anni;
• disoccupati di lunga durata, vale a dire da almeno un anno, di età inferiore ai 32 anni;
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• CFL che realizzano un incremento netto di occupazione;
• CFL per i quali il beneficio è concesso nei limiti del “de minimis” (100.000
EURO in tre anni).
Le assunzioni con CFL dei giovani rientranti in queste categorie hanno le
seguenti agevolazioni sul pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali:
• assunzioni presso imprese artigiane situate in tutto il territorio nazionale,
e presso imprese situate nelle regioni dell’Obiettivo 1 (Sardegna, Sicilia,
Campania, Puglia, Calabria e Basilicata), sgravio del 100%;
• assunzioni presso datori di lavoro non strutturati sotto forma di impresa
e operanti nelle regioni dell’Obiettivo 1, sgravio contributivo del 50%;
• assunzioni presso imprese del settore commerciale e turistico con meno di
15 dipendenti, operanti nel Centro-Nord, sgravio del 40%;
• assunzioni presso imprese situate in circoscrizioni nelle quali il rapporto
tra disoccupati e popolazione attiva residente è superiore alla media
nazionale, individuate con decreto del Ministero del lavoro, sgravio del
100%.
A prescindere dai requisiti sopra riportati, sono agevolate con uno sgravio
del 100% le assunzioni con CFL che, se trasformate a tempo indeterminato,
realizzano un incremento netto di occupazione.
Le assunzioni con CFL nel limite del “de minimis” sono agevolate con uno
sgravio pari al 100%. Nel caso dei CFL di tipo B, le agevolazioni contributive superiori al 25% sono sempre subordinate alla trasformazione del contratto di formazione e lavoro in contratto a tempo indeterminato.
Lavoro temporaneo
Definizione
(L. 196/97, L. 388/00).
Il lavoro temporaneo, detto anche lavoro interinale, è una tipologia contrattuale che consente alle aziende di beneficiare temporaneamente di una
determinata prestazione lavorativa senza che ciò comporti l’assunzione di
tutti gli oneri derivanti dall’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato.
Soggetti coinvolti
Il lavoro temporaneo è la combinazione di due distinti rapporti contrattuali:
quello che intercorre tra la società fornitrice di manodopera e l’azienda utilizzatrice, e quello tra la società fornitrice stessa e il lavoratore.
Pertanto entrano in relazione tre distinti soggetti:
la società fornitrice di lavoro temporaneo, che rappresenta il datore di lavoro da cui dipende formalmente il lavoratore, deve essere iscritta in un apposito albo, previa autorizzazione del ministero del lavoro.
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Il lavoratore temporaneo, che è messo a disposizione dell’azienda utilizzatrice per un determinato periodo di tempo, viene suddiviso in tre grandi aree
di aggregazione in relazione ai diversi contenuti professionali posseduti:
• lavoratori di elevato contenuto professionale (dirigenti, quadri ed impiegati direttivi);
• lavoratori di concetto e operai specializzati (con autonomia operativa ma
non decisionale ed elevato livello di conoscenze tecnico-pratiche, c.d.
categorie intermedie);
• lavoratori qualificati e d’ordine, che eseguono il lavoro sotto la guida e il
controllo di altri soggetti.
Le aziende utilizzatrici, che esercitano il potere di direzione e di controllo
sulla prestazione di lavoro interinale, sono tutte quelle aziende in normale
attività, in regola con gli obblighi in materia di igiene e sicurezza, che svolgono lavorazioni che non richiedono una sorveglianza medica speciale o
particolarmente pericolose.
Rapporto tra lavoratore e società fornitrice
La forza lavoro viene acquisita attraverso un contratto stipulato con una
società fornitrice di manodopera che si interpone tra l’azienda, che effettivamente utilizza la prestazione lavorativa, e il lavoratore, che viene inviato
in missione per un determinato periodo di tempo e per lo svolgimento dell’attività lavorativa prevista.
La società fornitrice assume il lavoratore con un contratto di lavoro per prestazioni di lavoro temporaneo a tempo determinato o indeterminato.
La durata del contratto interinale dipende dai motivi della richiesta della
società fornitrice e dalle sue esigenze lavorative.
Il contratto, che deve essere stipulato per iscritto, può prevedere un periodo
di prova che varia a seconda che si tratti di lavoratori assunti a termine o a
tempo indeterminato. La mancanza della forma scritta comporta la trasformazione del contratto di prestazione di lavoro interinale in contratto di lavoro a tempo determinato presso la società fornitrice.
Copia del contratto deve essere rilasciata al lavoratore entro cinque giorni
dalla data di inizio dell’attività presso l’azienda utilizzatrice.
Il periodo di assegnazione inizialmente stabilito può essere prorogato con il
consenso del lavoratore e deve risultare da atto scritto.
Trattamento economico
La società fornitrice corrisponde al prestatore di lavoro interinale un trattamento retributivo non inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti di pari
livello dell’azienda utilizzatrice.
Se l’assunzione è a tempo indeterminato, nei periodi di pausa tra una destinazione e l’altra, al lavoratore spetta un’indennità economica per il fatto di
rimanere a disposizione della società fornitrice. Al fine di garantire ai lavoratori la necessaria copertura assicurativa, le società fornitrici sono tenute al
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versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali. Nel caso in cui la
missione si interrompa prima della scadenza prefissata per cause diverse
dal mancato superamento della prova o dal recesso per giusta causa, il
lavoratore ha diritto alla corresponsione integrale del trattamento economico originariamente previsto.
Rapporto tra lavoratore e azienda utilizzatrice
L’azienda utilizzatrice può ricorrere al lavoro temporaneo solo per un numero limitato di lavoratori. La quota massima dei lavoratori utilizzabili è prevista dai contratti collettivi di ciascun settore merceologico. In mancanza
delle previsioni da parte dei CCNL, è necessario far riferimento agli accordi interconfederali.
Al termine del contratto, l’azienda utilizzatrice può assumere il lavoratore.
Rapporto tra società fornitrice ed azienda utilizzatrice
Il rapporto tra società fornitrice ed azienda utilizzatrice è regolato dal contratto di fornitura di lavoro temporaneo.
Sulla base di tale contratto, che deve essere stipulato in forma scritta, la
società fornitrice mette uno o più prestatori di lavoro temporaneo a disposizione dell’azienda utilizzatrice, che si avvale della prestazione lavorativa
per il soddisfacimento di esigenze di carattere temporaneo.
Nel contratto devono risultare gli obblighi a carico della società fornitrice
relativi al pagamento della forza lavoro.
L’interinale nella pubblica amministrazione
E’ possibile instaurare un rapporto di lavoro interinale nella pubblica amministrazione solo se lo prevede il contratto collettivo di riferimento.
Il lavoro interinale può essere utilizzato dalla pubblica amministrazione per:
• soddisfare esigenze a carattere non continuativo e/o a cadenza periodica;
• situazioni di urgenza che non sia possibile fronteggiare con il personale
in servizio.
Le singole amministrazioni, nel ricorso al lavoro temporaneo, non possono
superare il tetto del 7% calcolato su base mensile, dei lavoratori a tempo
indeterminato in servizio presso l’amministrazione stessa.
Tirocini formativi e di orientamento
Definizione
(L. 196/97; D.M. 25 marzo 1998 n. 142; D.M. 22 gennaio 2001).
Il Tirocinio Formativo e di Orientamento è uno strumento di inserimento al
lavoro e non da luogo all’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato. Lo scopo dei tirocini formativi e di orientamento è quello di agevolare
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le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro
e di realizzare dei momenti di alternanza tra studio e lavoro.
Soggetti promotori
Per l’attivazione dei tirocini è necessaria la presenza di due soggetti:
• un soggetto promotore, che garantisce la regolarità della procedura di
attivazione il suo corretto svolgimento dal punto di vista didattico e formativo;
• un soggetto ospitante, che accoglie presso la propria struttura, pubblica
o privata, il tirocinante e si occupa di affiancare il tirocinante durante l’esperienza lavorativa.
E’ necessario che i soggetti promotori stipulino delle convenzioni e redigano dei progetti formativi con i soggetti ospitanti, per permettere ai giovani
di usufruire di questa opportunità.
I soggetti abilitati a promuovere i Tirocini formativi e di orientamento sono:
• l’Agenzia del Lavoro e le sezioni circoscrizionali per il collocamento;
• le università;
• il provveditorati agli studi;
• le istituzioni scolastiche.
Il progetto formativo
Il progetto formativo è un elemento fondamentale per la riuscita del tirocinio,
infatti è un vero e proprio contratto sottoscritto dal tirocinante, dal soggetto
promotore e da quello ospitante, nel quale sono indicati tutti gli elementi indispensabili per lo svolgimento del tirocinio (dati del tirocinante, dati del soggetto ospitante, orario e luogo di svolgimento del tirocinio, estremi assicurativi, nominativi dei tutor, eventuali rimborsi). Inoltre, il progetto formativo deve
indicare l’obiettivo che si vuole raggiungere con il tirocinio e le modalità
necessarie per raggiungere l’obiettivo prefissato. Con degli obiettivi e modalità chiare è più facile certificare le competenze acquisite dal tirocinante.
Aziende
I datori di lavoro che ospitano i tirocinanti dovranno rispettare i seguenti
limiti:
• 1 tirocinante, se il numero dei dipendenti è inferiore a 5;
• 2 tirocinanti, se il numero dei dipendenti è compreso fra i 6 e i 19;
• un numero di tirocinanti pari al 10% degli addetti per le aziende con più
di 20 dipendenti.
Tutor
I tirocinanti, a tutela del rispetto della natura formativa di questo intervento,
potranno fare riferimento a due soggetti:
• un tutore responsabile didattico-organizzativo dell’attività, nominato dal
soggetto promotore;
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• un responsabile aziendale dell’inserimento del tirocinante nell’attività
lavorativa.
Il Tirocinio, una volta certificato da parte del soggetto promotore può avere
valore di credito formativo e può essere riportato nel curriculum del tirocinante.
Il Tirocinio ha una durata variabile che va dai 4 mesi per gli studenti della
scuola secondaria, ai due anni per i soggetti in situazione di handicap. Per
i disoccupati la durata massima del tirocinio è di 6 mesi e non è assolutamente prorogabile.
Il tirocinante deve obbligatoriamente esser assicurato contro gli infortuni sul
lavoro (INAIL) e per la responsabilità civile verso terzi.
Rimborsi spese
Il Tirocinio non prevede nessun tipo di compenso di natura retributiva in
quanto non costituisce rapporto di lavoro. Sono però ammessi dei rimborsi
per le spese effettivamente sostenute per il viaggio verso il luogo di svolgimento del tirocinio, per il vitto e per l’alloggio. L’ammontare dei rimborsi
deve essere indicato obbligatoriamente nel progetto formativo e di conseguenza approvato dal soggetto promotore e trasmesso all’ispettorato del
lavoro.
Tirocini Sud/Nord
L’Agenzia Regionale del Lavoro, per il 2002, sta organizzando la promozione di tirocini formativi e di orientamento da svolgere presso realtà lavorative presenti in alcune Regioni del Centro-Nord. Le convenzioni stipulate
tra la Regione di partenza e quella di destinazione prevedono delle agevolazioni per i tirocinanti, finalizzate a far fronte alle spese sostenute per il
viaggio, il vitto e l’alloggio. Il tirocinio presso altre regioni italiane è finalizzato all’acquisizione di competenze e professionalità da poter spendere in
Sardegna all’interno di un progetto concordato con le organizzazioni sindacali e le aziende operanti nel territorio sardo.
Maggiori informazioni sulla partenza del progetto “Tirocini SUD/NORD”
verranno date attraverso comunicati stampa e sul sito dell’Agenzia
Regionale del Lavoro.
Piani di inserimento professionale
Definizione
(L. 608/96).
I Piani di inserimento professionale sono degli strumenti di inserimento lavorativo dei giovani e sono specificamente finalizzati ad agevolare le loro scelte professionali attraverso la conoscenza diretta del mondo del lavoro e non
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prevedono la costituzione di un rapporto di lavoro. I Piani, che si possono
definire come programmi di inserimento lavorativo di durata annuale o
semestrale, sono predisposti dalle Associazioni dei datori di lavoro e dagli
Ordini o Collegi professionali convenzionati con l’Agenzia Regionale del
Lavoro.
Per poter attivare i piani di inserimento professionale è necessario disporre
di risorse finanziarie. Dal 1998 al 2001 i Piani si sono realizzati con le
risorse finanziarie previste dallo Stato con le leggi finanziarie approvate alla
fine di ciascun anno.
Per il futuro la possibilità concreta di poter essere inseriti con i Piani dipende dal rifinanziamento dello strumento.
Soggetti coinvolti
I datori di lavoro devono manifestare la volontà di inserire i giovani nelle
proprie strutture e devono avere le seguenti caratteristiche:
• imprese o titolari di studi professionali rappresentati dalle Associazioni,
Ordini o Collegi professionali convenzionati con l’Agenzia del Lavoro;
• le stesse Associazioni, Ordini o Collegi professionali che intendono utilizzare un giovane presso la proprie strutture operative;
• altri soggetti che si configurino come dirette emanazioni delle
Associazioni datoriali, Ordini e Collegi professionali convenzionati.
I datori di lavoro devono, inoltre, avere sedi operative nelle regioni interessate alla realizzazione dei PIP; devono disporre, all’interno dell’azienda e
delle strutture produttive, di almeno un dipendente a tempo indeterminato
(anche part-time) e non devono aver proceduto, nei 12 mesi precedenti la
richiesta di accesso ai piani di inserimento, a riduzione di personale non giustificata per qualifiche uguali a quelle previste nei progetti di inserimento.
I giovani da inserire devono avere i seguenti requisiti:
• età tra i 19 e i 32 anni, e iscrizione al collocamento; tra i 33 e i 35 anni,
se iscritti alla 1^ classe delle liste del collocamento da almeno 2 anni
(disoccupati di lunga durata);
• residenza nelle aree di applicazione della legge. La sede di residenza del
giovane può essere diversa dalla sede del soggetto utilizzatore;
• titolo di studio: laurea, diploma di scuola media superiore o licenza
media con attestato di qualifica.
La sussistenza dei requisiti dei giovani è verificata dalle Sezioni circoscrizionali per l’impiego con riferimento alla data di comunicazione di richiesta di assegnazione inoltrata dal soggetto utilizzatore. Un’ altra condizione
per l’inserimento è imposta dalla circostanza che lo stesso giovane non
abbia svolto un altro piano presso lo stesso datore di lavoro.
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Diritti
Pagamento dell’indennità per tutte le ore di lavoro e formazione effettivamente svolte, con esclusione delle ore di assenza non documentate a regola di legge: 309,87 euro (600.000 lire) per un PIP part-time di 80 ore al
mese; 619,75 euro (1.200.000) lire per un PIP a tempo pieno. L’indennità è
anticipata dal datore di lavoro.
Possibilità di usufruire di congedi per:
• malattia, con pagamento dell’indennità se l’assenza è documentata,
senza pagamento dell’indennità per le assenze non documentate;
• infortunio o malattia professionale, con sospensione dell’indennità, ma
con corrispondente indennizzo erogato dall’INAIL e il completamento del
rapporto di inserimento previsto dalla convenzione;
• maternità, con pagamento dell’80% dell’indennità da parte dell’INPS per
tutto il periodo di astensione obbligatoria previsto dalla Legge 1204/71
e diritto al completamento del rapporto di inserimento previsto dalla convenzione;
• riposo compensativo, per un periodo uguale a quello previsto dal contratto collettivo di lavoro applicabile nelle aziende e negli studi professionali per il contratto part-time.
Doveri
I giovani hanno il dovere di:
• partecipare alle attività formative e lavorative nei tempi e nei modi previsti nel progetto di inserimento e nel rispetto dell’organizzazione dell’impresa utilizzatrice;
• garantire la riservatezza riguardo a conoscenze e applicazioni relative a
programmi del datore di lavoro.
I prodotti (studi, rapporti, ecc.) dell’attività lavorativa dei giovani restano di
proprietà del datore di lavoro, salvo diritto alla citazione in caso di pubblicazione. I giovani, per tutto il periodo dell’inserimento, mantengono lo stato
di disoccupati e restano pertanto iscritti alle liste del collocamento. Durante
il periodo dell’inserimento i giovani non possono svolgere nessun tipo di attività lavorativa, ma possono essere autorizzati alla frequenza di corsi di formazione con borse di studio. Al termine del periodo di inserimento, i giovani possono essere assunti con contratto di formazione e lavoro o di
apprendistato anche per la medesima figura professionale prevista dal progetto di inserimento.
Inserimento giovani disabili
Può essere prevista l’istituzione di una riserva del finanziamento complessivo per l’inserimento di giovani disabili iscritti nelle liste speciali del collocamento o di giovani detenuti in regime di semilibertà.
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Presentazione delle candidature
Qualora siano previsti anche per il 2002 appositi finanziamenti statali e
concluse le procedure per la predisposizione e approvazione dei Piani, i
giovani in possesso dei requisiti possono fare richiesta di inserimento lavorativo inviando il proprio curriculum o alle Associazioni, agli Ordini ed i
Collegi professionali convenzionati figuranti nell’apposito elenco che verrà
pubblicato dall’Agenzia del Lavoro, oppure, avvalendosi delle loro personali conoscenze, candidarsi direttamente ai datori di lavoro, purché rappresentati dalle Associazioni, Ordini e Collegi convenzionati.
Una volta verificata la sussistenza dei requisiti richiesti ai datori di lavoro,
nonché la sussistenza delle condizioni necessarie per l’inserimento dei giovani, derivanti anche dal numero dei posti messi a disposizione, le stesse
Associazioni, Ordini e Collegi daranno l’autorizzazione all’avviamento
lavorativo.
I piani realizzati negli anni 1998 - 2001
Per la realizzazione dei piani, negli anni 1997-2001, sono state assegnate
complessivamente risorse finanziarie per circa 37 miliardi; le convenzioni
stipulate con le Associazioni dei datori di lavoro e con gli Ordini e i Collegi
professionali sono state 204, e i posti di lavoro programmati 6522 (3866
nelle aziende e 2656 negli studi professionali).
I dati di effettiva realizzazione, disponibili solo per i finanziamenti 1997-1998
e 1999, indicano un effettivo inserimento lavorativo per circa 4605 giovani,
rispetto ai 4618 previsti. Un numero di 65 datori di lavoro, dei 572 che hanno
risposto alle informazioni richieste con le attività di rilevazione, hanno dichiarato di aver assunto successivamente, con altro tipo di contratto di lavoro, i
giovani precedentemente inseriti con i Piani di inserimento professionale.
Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base occupazionale L.R. 36/98
Normativa di riferimento
(L.R. 36/98; Deliberazione Giunta Regionale n.22/19 del 25.05.00; Circolare Inps n.118 del
21.06.00).
Tipologia di incentivo
Sgravio contributivo.
Beneficiari e destinatari
Possono usufruire dell’agevolazione tutti i datori di lavoro (imprese di ogni
genere, professionisti, ONLUS) con stabile organizzazione nel territorio della
regione Sardegna, esercenti qualunque attività. Possono quindi richiedere il
beneficio:
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• società di capitale (S.p.a., S.r.l., S.a.p.a.), cooperative, consorzi, e soggetti ad essi equiparati;
• società di persone (S.n.c., S.a.s.) e soggetti ad esse equiparati;
• imprenditori individuali;
• lavoratori autonomi esercenti arti o professioni, non necessariamente
iscritti in albi professionali;
• organizzazioni non lucrative d’utilità sociale (ONLUS).
Condizioni e requisiti
Le assunzioni o le trasformazioni di rapporti di lavoro devono essere a
tempo indeterminato, ad eccezione delle assunzioni nel settore turistico a
tempo determinato superiori ai 4 mesi.
Le assunzioni o le trasformazioni devono incrementare l’organico esistente,
calcolato con riferimento alla media degli occupati nei sei mesi precedenti
le assunzioni o trasformazioni.
Devono essere osservati i CCNL.
Entità del beneficio e durata
Il beneficio consiste nello sgravio, in misura variabile dal 40% al 100%, dei
contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’INPS dal datore di lavoro,
per un periodo variabile da 4 ai 5 anni a seconda della tipologia di assunzione o trasformazione.
Con riferimento alla trasformazione a tempo indeterminato dei CFL, qualora la stessa sia avvenuta nei tre anni precedenti la data di entrata in vigore
della presente legge, lo sgravio compete per un periodo di 2 anni, in misura pari al 100% il primo anno e all’80% il secondo anno.
Sono esclusi dal beneficio le assunzioni con contratto di apprendistato e
CFL.
Cumulabilità
I benefici non sono cumulabili nello stesso periodo in cui operano altre agevolazioni previste dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale.
Tuttavia, qualora il datore di lavoro usufruisca di altre agevolazioni, potrà
usufruire anche dei benefici della presente legge a decorrere dalla data di
cessazione degli sgravi previsti a carico dello Stato.
Modalità di fruizione
Il datore di lavoro dovrà effettuare la domanda di sgravio contributi ex
L.R.36/1998 agli uffici dell’INPS competente per territorio ed alla Regione
Autonoma della Sardegna, Assessorato del Lavoro, Formazione
Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, nel periodo comunicato
con bando pubblico.
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Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base occupazionale L. 448/01
Normativa di riferimento
(L. 448/01).
Tipologia di incentivo
Sgravio contributivo
Beneficiari e destinatari
Tutti i datori di lavoro e gli enti pubblici economici, operanti nelle regioni del
Mezzogiorno.
Rispetto al passato la legge finanziaria per il 2002 amplia i destinatari del
beneficio. Infatti, il nuovo sgravio contributivo si applica anche ai datori di
lavoro non imprenditori.
Anche in riferimento ai nuovi lavoratori assunti la finanziaria per il 2002
non prevede limiti di età minimi e massimi per usufruire del beneficio.
Pertanto possono essere assunti, beneficiando dello sgravio contributivo tutti
i disoccupati iscritti alle liste di collocamento o di mobilità o in Cassa
Integrazione Guadagni (per quest'ultima fattispecie il lavoratore cassintegrato deve essere tale da 24 mesi, senza interruzione).
Beneficio
Il beneficio consiste nello sgravio totale dei contributi dovuti all’Inps, a carico del datore di lavoro, per un periodo di tre anni dalla data di assunzione
dei lavoratori.
Condizioni e requisiti
Le condizioni che devono essere rispettate dal datore di lavoro sono:
• assunzione a tempo pieno ed indeterminato;
• le assunzioni devono incrementare l’organico esistente calcolato con riferimento alla media degli occupati nei dodici mesi precedenti alla stipula
dei contratti;
• le imprese di nuova costituzione devono esercitare lavorazioni che non
assorbano attività imprese preesistenti;
• il livello occupazionale raggiunto con le nuove assunzioni non deve subire riduzioni nel corso del periodo agevolato;
• devono essere osservati i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro per i
nuovi assunti;
• devono essere osservate le norme della sicurezza negli ambienti di lavoro ai sensi del D. Lgs.626/94 e successive modificazioni.
Durata
Tre anni dalla data di assunzione del singolo lavoratore.
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Modalità di fruizione
Il datore di lavoro avente diritto non deve effettuare alcuna domanda. Il
beneficio è automatico e può essere portato in detrazione nel modello della
dichiarazione INPS o unificata.
Cumulabilità
Il provvedimento è cumulabile con il credito di imposta previsto dalla finanziaria per l'anno 2001.
Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base occupazionale L. 388/00 (Finanziaria 2001)
Normativa di riferimento
(L. 388/00, art.7; Circ. Ministero delle Finanze n.1 del 2001; Circ. Ministero delle Finanze n.5 del 2001).
Tipologia di incentivo
Credito di imposta.
Beneficiari
Tutti i datori di lavoro che nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2000 ed il 31
dicembre 2003 assumono nuovi dipendenti a tempo indeterminato e ad incremento della base occupazionale. Le nuove assunzioni possono essere anche
part-time (in tal caso il beneficio è proporzionale all'orario di lavoro stabilito
contrattualmente). L'agevolazione si estende pertanto, anche ai professionisti ed
ai privati. Questi ultimi possono beneficiare del credito d'imposta per l'assunzione a tempo indeterminato di colf e baby sitter. Sono escluse dal beneficio soltanto le amministrazioni pubbliche, siano esse statali, comunali, in forma di
consorzi, enti locali, regioni, province e comunità montane. Per i datori di lavoro agricoli il credito compete soltanto per gli operai con almeno 230 giorni di
lavoro all'anno. Il beneficio si estende a tutto il territorio nazionale, con una
maggiorazione nel Mezzogiorno.
Beneficio
• il credito di imposta è commisurato - nella misura di 413.17 euro
(800.000 lire) per ciascun lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato e per ciascun mese - alla differenza fra il numero dei lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato rilevato ciascun mese e
il numero dei lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato
mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1° ottobre 1999 e il 30
settembre 2000;
• alle regioni del Mezzogiorno spetta un ulteriore credito di imposta di
206,58 euro (400.000 lire). Tale credito di imposta compete secondo le
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stesse modalità previste per il credito di 413.17 euro (800.000 lire).
Tuttavia, all'ulteriore credito d'imposta si applica la regola de minimis e ad
esso sono cumulabili altri benefici eventualmente concessi nei limiti di
100.000 euro nel triennio.
Condizioni e requisiti
I datori di lavoro e lavoratori devono possedere i requisiti e rispettare le condizioni sotto riportate
Datore di lavoro:
• l'assunzione deve essere tale da incrementare, in ciascun mese, il numero dei dipendenti a tempo indeterminato rispetto al numero dei dipendenti con medesimo contratto mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1° ottobre 1999 e il 30 settembre 2000;
• deve osservare i contratti collettivi nazionali di lavoro, per tutti i lavoratori,
anche con riferimento a coloro per i quali non è stato richiesto il credito d'imposta;
• deve rispettare le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori
previste dai decreti legislativi 19 settembre 1994, n.626, e 14 agosto
1996, n.494, e loro successive modificazioni, nonché dai successivi
decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza
e igiene del lavoro.
Lavoratore assunto:
• deve avere un’età non inferiore a 25 anni;
• non deve avere svolto attività di lavoro dipendente a tempo indeterminato da almeno 24 mesi, o deve essere portatore di handicap individuato
ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n.104.
Durata
La L.388/00 non prevede una durata fissa e, pertanto, non è possibile
determinarla a priori. Tuttavia, il provvedimento ha una durata limitata nel
tempo e cioè, fino al 31 dicembre 2003. Per tale motivo si ritiene che il
beneficio cessi a tale data e soltanto il datore di lavoro che ha assunto nel
mese di ottobre 2000 può beneficiarne al massimo (39 mesi).
Modalità di fruizione
Non occorre nessuna istanza per ottenere il credito di imposta. Il datore di
lavoro può portare direttamente il credito maturato in compensazione di
altri tributi sia nella dichiarazione Inps, sia nella dichiarazione unificata.
Cumulabilità
Il credito d’imposta è cumulabile con altri benefici eventualmente concessi.
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Assunzioni di disoccupati di lunga durata e di lavoratori in
CIGS da almeno 24 mesi L. 407/90
Normativa di riferimento
(L. 407/90; art.8).
Tipologia di incentivo
Sgravio contributivo.
Beneficiari e destinatari
Possono usufruire dei benefici della legge 407/90 tutti i datori di lavoro che
possono stipulare un contratto di formazione e lavoro, e cioè:
• le imprese private e consorzi tra imprese (comprese quelle artigiane);
• i datori di lavoro iscritti agli albi professionali;
• le associazioni professionali, socio-culturali e sportive;
• le fondazioni;
• gli enti pubblici di ricerca;
• gli enti pubblici economici.
La legge 407/90 prevede agevolazioni per particolari categorie di soggetti:
• disoccupati da almeno 24 mesi (la disoccupazione deve essere provata
tramite l’iscrizione alle liste del collocamento);
• sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale da almeno 24 mesi.
Condizioni e requisiti
L’assunzione deve essere a tempo indeterminato ma non è necessario che
sia a tempo pieno, può essere anche part-time;
Le nuove assunzioni non devono sostituire altri dipendenti licenziati o
sospesi per qualsiasi causa.
Entità del beneficio e durata
Il beneficio consiste nello sgravio contributivo per un periodo di 36 mesi e
nella misura del 100% per le imprese (comprese quelle artigiane) e gli enti
pubblici economici operanti nel territorio del Mezzogiorno.
Ai datori di lavoro che non svolgono l’attività in forma di impresa e alle fondazioni operanti in qualsiasi area del territorio nazionale, compete uno
sgravio contributivo nella misura del 50%.
Cumulabilità
I benefici non sono cumulabili nello stesso periodo con agevolazioni che
prevedono lo sgravio contributivo (ad esempio la L.R.36/98 e la L.448/01),
mentre sono cumulabili con il credito d’imposta previsto dalla L.388/00 e
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da altri benefici corrisposti per l’assunzione di particolari categorie di soggetti (ad esempio per l’assunzione di Lavoratori Socialmente Utili).
Modalità di fruizione
Il beneficio opera in maniera automatica. Il datore di lavoro non dovrà effettuare alcuna domanda ma potrà portare in detrazione lo sgravio nella
dichiarazione all’INPS. Tuttavia, il datore di lavoro dovrà presentare all’ufficio per l’impiego competente per territorio una dichiarazione di responsabilità che attesti la presenza dei requisiti di legge.
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LA FORMAZIONE
Obbligo formativo
(L.144/99, art. 68; D.P.R. 257/00; Circ. Min. Lav. 5.01.2000).
L’obbligo formativo rappresenta una importantissima innovazione nel quadro dell’offerta formativa e consiste nell’opportunità per i giovani di completare il percorso formativo attraverso il conseguimento di un diploma o di
una qualifica professionale.
La finalità principale di questo "nuovo ingresso" è rendere i giovani più forti
rispetto alle scelte di vita e di lavoro che dovranno compiere per il proprio
futuro.
L’obbligo formativo è il diritto-dovere di proseguire il percorso formativo fino
ai 18 anni, e instaurare un rapporto diretto tra giovani e istituzioni, in quanto sancisce:
• il diritto del ragazzo di poter completare la sua formazione fino alla maggiore età con un percorso personalizzato che può svolgersi in ambiti
diversi (scuola – formazione professionale – apprendistato).
• il dovere delle regioni, delle province delegate, dei comuni, delle istituzioni scolastiche, delle agenzie formative e delle imprese, di predisporre
una rete territoriale di offerte formative, di servizi di informazione, di
orientamento e tutorato.
Gli scenari possibili
Chi ha un’età compresa fra i 15 e i 18 anni ha davanti a se almeno tre
diversi percorsi di istruzione e formazione che consentono di assolvere l’obbligo formativo:
• l’istruzione scolastica superiore;
• il sistema della formazione professionale di competenza regionale;
• l’apprendistato presso un’azienda, e altri contratti di lavoro che assicurino almeno 240 ore di formazione annue.
E’ importante sapere che questi percorsi possono essere complementari,
cioè si può passare da un percorso all’altro, una volta acquisite competenze tali da garantire l’inserimento al livello richiesto.
Le innovazioni più importanti previste dalla normativa sull’obbligo formativo sono:
• la predisposizione di incontri di orientamento per i giovani che stanno
per terminare l’obbligo scolastico, cioè i ragazzi che hanno compiuto i
15 anni;
• la modifica dei meccanismi di reingresso nella scuola, con l’introduzione
di modalità più flessibili e adatte ai giovani potenzialmente interessati al
rientro nell’ambito scolastico;
• la possibilità di progettare percorsi formativi integrati tra scuola e formazione.
Per
avere
informazioni
sull’obbligo
formativo puoi
rivolgerti
a
qualsiasi
Istituto di istruzione secondaria.
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Le strutture formative dovranno predisporre moduli di accoglienza che
accertino le conoscenze, le capacità e le competenze acquisite dal giovane
e riconoscano gli eventuali crediti formativi.
Dovranno essere previste misure particolari per i soggetti in situazione di
handicap, e l’estensione dell’obbligo formativo anche ai minori stranieri
presenti nel nostro Paese.
Il percorso di formazione esterna nell’apprendistato, o in altri contratti di
lavoro, per chi assolve così l’obbligo formativo, è stato ulteriormente potenziato con l’introduzione di ulteriori 120 ore di formazione esterna all’impresa, portando ad almeno 240 ore complessive all’anno il monte ore di
formazione per i giovani di età compresa tra i 15 e i 18 anni.
L’obbligo formativo si intenderà comunque assolto con il conseguimento di
un diploma di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale.
È previsto, inoltre, che siano certificate le competenze acquisite a seguito
della frequenza di qualsiasi segmento della formazione scolastica, professionale o dell’apprendistato.
Queste competenze vanno a costituire il capitale formativo per il passaggio
da un sistema all’altro.
Istruzione e formazione tecnica superiore (I.F.T.S.)
(L.144/99).
La certificazione I.F.T.S. viene
conseguita
secondo standard approvati
e corrisponde
a una certificazione comunitaria di “tecnico intermedio
di 4° grado”.
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Per un rapido inserimento nel mondo del lavoro, che sempre più richiede livelli
di qualificazione superiore e competenze specifiche, sono stati istituiti i corsi di
Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), destinati a giovani e ad adulti, occupati e disoccupati, che intendono specializzarsi.
I corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore sono progettati e organizzati da strutture costituite dall’Università, dalla Scuola, dalla Formazione
Professionale e dalle Imprese e hanno una durata che va da 2 a 4 semestri
(da 1200 a 2400 ore).
La collaborazione dei vari soggetti garantisce un percorso formativo che dà
la possibilità anche di passaggio ad altri percorsi e facilita l’ingresso nel
mondo del lavoro.
I corsi I.F.T.S. hanno le seguenti caratteristiche:
• hanno una durata inferiore ai corsi universitari e un percorso formativo
più specialistico rispetto ad un corso della formazione professionale;
• sono molto professionalizzanti, poiché almeno un terzo del monte ore
deve prevedere tirocini presso aziende;
• il mondo delle imprese interviene direttamente nella progettazione dei
corsi;
• la commissione esaminatrice prevede la presenza anche di esperti del
mercato del lavoro.
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La prova finale del corso si articola in una prova scritta ed una orale. La certificazione finale viene rilasciata dalla Regione ed è riconosciuta a livello
nazionale.
L’Istruzione e Formazione Tecnica Superiore, infatti, ha la finalità di rafforzare la formazione di fasce intermedie di lavoratori, ossia tecnici, professionisti d’azienda, operatori qualificati, rapidamente inseribili nelle imprese, nelle pubbliche amministrazioni, nel lavoro, in un sistema in linea con gli
standard europei.
I percorsi dell’IFTS sono programmati dalle Regioni sulla base della concertazione istituzionale e della partecipazione delle parti sociali e sono progettati e organizzati in modo da rispondere a criteri di flessibilità e modularità e da consentire percorsi formativi personalizzati per giovani ed adulti, con il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti.
Ad esempio, se un partecipante decide di sospendere la sua frequenza, gli
verrà rilasciata una certificazione intermedia che gli accredita le competenze acquisite, in modo che possa capitalizzarle per successive esperienze formative.
Le modalità di accesso ai percorsi sono le seguenti:
• i giovani e gli adulti accedono ai corsi I.F.T.S. con il possesso del diploma
di istruzione secondaria superiore. L’accesso è consentito anche a coloro che non sono in possesso del diploma, purché risultino in possesso dei
requisiti minimi di cultura di base stabiliti dall’Unione Europea;
• possono accedere anche coloro che sono in cerca di prima occupazione
e coloro che hanno perso l’occupazione. Per entrambi, il corso I.F.T.S. può
risultare un’opportunità per potenziare il proprio bagaglio di competenze;
• anche gli occupati possono sfruttare l’occasione dei corsi I.F.T.S. per
riqualificarsi e migliorare la propria condizione.
Ai fini dell’accesso ai corsi dell’IFTS l’accreditamento delle competenze consiste nella attestazione delle capacità acquisite, anche attraverso l’esperienza di lavoro e di vita, e del riconoscimento di eventuali crediti formativi.
E’ utile sapere che:
• l’iscrizione ad un corso I.F.T.S. consente il rinvio del servizio militare;
• un corso I.F.T.S. può essere frequentato durante gli studi universitari o
contemporaneamente ad un’attività lavorativa;
• i corsi I.F.T.S. sono gratuiti e danno la possibilità di conseguire anche certificazioni internazionali informatiche o linguistiche.
La formazione esterna dell’apprendistato
(L.196/97, art.16).
“Andare a Bottega” per secoli è stato l’unico modo per imparare un mestiere, sfruttando le abilità del maestro artigiano che diventava spesso anche un
maestro di vita.
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Le
aziende
hanno
degli
sgravi previdenziali
per
tutto il periodo
dell’apprendistato, subordinati all’effettiva
partecipazione
degli apprendisti alle attività
formative.
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L’apprendistato è, infatti, uno dei più antichi rapporti di lavoro che permette di acquisire competenze specifiche dell’attività che si è chiamati a svolgere. Messo da parte dall’avanzata dell’industrializzazione, recentemente si
è assistito ad una sua rivalutazione secondo un nuovo modello che presenta delle caratteristiche innovative rispetto al passato.
Una delle più significative riguarda proprio l’obbligo per l’apprendista di
frequentare, durante il suo periodo di apprendistato (che può variare dai 18
mesi ai 4 anni), un programma di Formazione che si svolge al di fuori dell’azienda, predisposto nell’ambito della formazione regionale.
Questa formazione non può avere una durata inferiore alle 120 ore l’anno,
che salgono a 240 ore annue quando il ragazzo assolve con l’apprendistato
il suo obbligo formativo. In questo caso la formazione deve essere svolta
presso un centro certificato ed ha valore di credito formativo nell’ambito del
sistema formativo integrato. Tale sistema vede come attori la scuola, la formazione professionale, l’impresa e i servizi per l’impiego.
Saranno i contratti collettivi nazionali dei diversi comparti a definirne le
modalità di svolgimento.
L’obiettivo è quello di affiancare alle competenze che si acquisiscono con
l’insegnamento del “mestiere”, anche una base di cultura generale che
possa essere utile al lavoratore per qualsiasi lavoro debba svolgere ed in
qualsiasi ambiente si debba inserire.
Al termine del periodo di apprendistato il datore di lavoro attesterà le competenze professionali acquisite dall’apprendista, dandone comunicazione
alla struttura dei Servizi per l’Impiego competente sul territorio.
Le competenze verranno riportate sul “libretto personale” che potrà essere
utilizzato dal lavoratore nelle future attività di formazione.
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LAVORO AUTONOMO
Le leggi che finanziano il lavoro autonomo e le imprese
Esistono diversi provvedimenti legislativi regionali, nazionali e comunitari
che offrono assistenza tecnica e aiuti finanziari ai soggetti che vogliono
avviare un’attività di lavoro autonomo oppure un’impresa.
In realtà le leggi d’incentivazione possono essere suddivise per semplicità
nei seguenti gruppi, a seconda dei beneficiari cui si rivolgono:
• leggi sull’imprenditorialità giovanile: mirano a finanziare l’avvio di nuove
iniziative imprenditoriali intraprese dai giovani nei diversi settori economici e si rivolgono esclusivamente a società e cooperative composte prevalentemente da giovani (es. legge 95/95, legge 236/93);
• leggi sull’imprenditoria femminile: esiste una legge specifica che incentiva l’avvio di nuove attività, la rilevazione di attività preesistenti, la realizzazione di progetti aziendali innovativi e l’acquisizione di servizi reali in
qualunque settore economico, purchè si tratti di attività intraprese esclusivamente da imprese femminili (legge regionale 26/00);
• leggi sull’autoimpiego a favore dei disoccupati: sono dirette a finanziare
nuove attività imprenditoriali, di piccole dimensioni, nei vari settori economici, purchè gestite prevalentemente da disoccupati o inoccupati da
almeno 6 mesi (prestito d’onore, microimpresa, franchising);
• leggi regionali di settore: esistono inoltre una serie di leggi regionali che
non si rivolgono specificatamente a giovani, a donne, a disoccupati, ma
mirano invece ad agevolare la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali in specifici settori economici, come per esempio la L.R. 51/93 sull’artigianato; la L.R. 15/94 sull’industria; la L.R. 40/93 sul turismo; la L.R.
16/97 sulle cooperative sociali, la L.R. 37/98 sull’occupazione e sullo sviluppo del sistema produttivo regionale che prevede specifici interventi a
favore delle imprese agro-industriali (art. 1), delle imprese artigiane e
commerciali (art. 3), dello sviluppo industriale (art. 8), dell’imprenditorialità giovanile in agricoltura (art. 11), dello sviluppo locale (art. 19), etc.
Le schede che seguono raccolgono la maggior parte delle leggi di incentivazione destinate ai giovani della Sardegna. Alcune di esse sono di emanazione regionale, e possono essere utilizzate esclusivamente in Sardegna,
altre, di livello nazionale, consentono la creazione di impresa in diverse
regioni italiane.
Inoltre, viene indicata una serie di indirizzi utili a cui rivolgersi per ottenere
informazioni più dettagliate.
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Norme a sostegno dell’imprenditoria femminile
(L.R.26/00, in attuazione della Legge 25 febbraio 1992, n. 215).
Finalità
Promuovere la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili in Sardegna.
Destinatari
Ditte individuali, società e cooperative femminili, di piccole dimensioni, che
operano nei seguenti settori:
• Agricoltura;
• Industria;
• Artigianato;
• Servizi;
• Commercio;
• Turismo.
Il titolare delle ditte individuali deve essere una donna. Le società di persone e le società cooperative devono essere costituite in misura non inferiore
al 60% da donne. Le società di capitali devono avere gli organi amministrativi ricoperti per almeno 2/3 da donne e almeno i 2/3 delle quote di
partecipazione assegnate a donne.
Alle donne non è richiesto nessun requisito né in merito all’età, né in merito
all’eventuale stato di disoccupazione.
Agevolazioni
Le agevolazioni finanziarie sono concesse su tutto il territorio regionale per:
• avvio di nuove attività imprenditoriali;
• rilevazione di attività imprenditoriali preesistenti;
• realizzazione di progetti aziendali innovativi connessi alla introduzione di
qualificazione e d’innovazione di prodotto, tecnologica o organizzativa;
• acquisizione di servizi reali, destinati all’aumento della produttività,
all’innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie, alla
ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti, all’acquisizione
di nuove tecniche di produzione, di gestione e di commercializzazione,
nonché allo sviluppo di sistemi di qualità.
Le agevolazioni consistono in contributi a fondo perduto sugli investimenti
nel limite massimo del 75% delle spese ammissibili e non è previsto un limite sugli investimenti a fronte di costi sostenuti per:
• impianti generali;
• acquisto di macchinari e attrezzature;
• acquisto di brevetti;
• acquisto di software;
• opere murarie (max. 25% dei primi due punti);
• studi di fattibilità, piano d’impresa e analisi di mercato.
Non rientrano tra le spese finanziabili, l’acquisto di terreni e fabbricati, gli
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investimenti realizzati mediante commesse interne, l’avviamento e le spese
di gestione.
Note
Per presentare la domanda è necessario aspettare l’apertura del bando.
Per saperne di più
Ministero dell’Industria (www.minindustria.it).
Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e
Sicurezza Sociale (www.regione.sardegna.it/lavoro).
Agenzia Regionale del Lavoro della Sardegna
(www.regione.sardegna.it/agenziadellavoro).
Interventi a favore delle imprese artigiane
(L.R.51/93 - art 10 bis).
Finalità
Promuovere la crescita e lo sviluppo delle imprese artigiane in Sardegna.
Destinatari
Sono ammesse al finanziamento su tutto il territorio regionale:
• ditte individuali, società, cooperative, operanti nel settore artigiano e
iscritte all’Albo;
• consorzi, società consortili e associazioni tra imprese artigiane;
• artigiani.
Agevolazioni
Le agevolazioni finanziarie possono essere concesse per:
• realizzazione di nuovi investimenti;
• ampliamento e ammodernamento dell’attività;
• adeguamenti aziendali in materia di igiene, ambiente e sicurezza nei
luoghi di lavoro;
• realizzazione di progetti aziendali innovativi;
• riconversione e riattazione di strutture e processi produttivi già operanti;
Tali agevolazioni consistono in:
• contributi a fondo perduto, sino al 40%;
• mutui a tasso agevolato, sino al 35%, sugli investimenti.
Le agevolazioni non possono essere concesse per importi superiori a:
• 361.519,80 euro (700 milioni di lire) per le imprese individuali e societarie;
• 774.685,35 euro (1.500 milioni di lire) per i consorzi d’impresa non
costituiti in forma di società cooperativa e per le cooperative formate da
soci non iscritti all’Albo;
• 1.549.370,70 euro (3.000 milioni di lire) per i consorzi costituiti in forma
cooperativa.
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Sono ammissibili tutte le spese sostenute per:
• acquisto, costruzione, ammodernamento e ampliamento dei locali necessari per l’esercizio dell’attività artigiana;
• costi di progettazione e direzione dei lavori;
• oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;
• acquisto di macchinari, attrezzature, brevetti e licenze;
• acquisto del suolo aziendale e relative indagini geognostiche;
• studi di fattibilità e impatto ambientale.
È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno.
Per saperne di più
Assessorato del Commercio, Turismo e Artigianato (www.regione.sardegna.it), C.N.A., Confartigianato.
Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione
sociale
(L.R.16/97).
Finalità
Favorire la promozione, il sostegno e lo sviluppo della cooperazione sociale al fine di promuovere l’inserimento lavorativo e l’integrazione sociale
delle persone svantaggiate in Sardegna
Destinatari
Cooperative sociali e loro consorzi che svolgono attività di gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e cooperative che operano nei diversi settori
economici (agricolo, industriale, commerciale, etc) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Le persone svantaggiate devono costituire almeno il 30% dei lavoratori della
cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere soci della
cooperativa stessa.
Agevolazioni
Contributi in conto capitale e contributi in conto occupazione per attività di
gestione di servizi socio sanitari ed educativi e svolgimento di attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, su tutto il territorio regionale.
Le agevolazioni finanziarie sono concesse per:
• l’avviamento ed il consolidamento della struttura operativa;
• l’acquisto e la realizzazione di particolari attrezzature;
• la realizzazione di progetti innovativi.
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Per saperne di più
Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e
Sicurezza Sociale (www.regione.sardegna.it)
Provvedimenti per l’imprenditoria giovanile
(D.d.l. Regionale 201/01).
Presentiamo qui un disegno di legge sull’imprenditoria giovanile che
potrebbe essere emanata prossimamente dal Consiglio Regionale.
Non è ancora una legge quindi bisogna aspettare la sua emanazione ufficiale.
Finalità
Favorire lo sviluppo dell’imprenditoria e dell’occupazione giovanile nei
seguenti settori:
• produzione di beni e servizi, ivi compresi i servizi socio assistenziali;
• turismo, opere complementari alle attività turistiche e produzione di servizi turistici.
Destinatari
Beneficiari di questa legge sono le piccole e medie imprese come definite
dalla disciplina comunitaria, con i seguenti requisiti:
• società cooperative e piccole cooperative costituite, in misura non inferiore al 60% da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti;
• società di capitali, le cui quote di partecipazione o di azioni siano possedute da un minimo di tre soggetti, di cui almeno il 60% da giovani di
età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti;
• società di persone, costituite da un minimo di tre soggetti, di cui almeno
il 60% siano giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti.
Agevolazioni
Le agevolazioni finanziarie sono concesse per la creazione di nuovi stabilimenti o l’avviamento di nuove attività, per:
• spese di investimento in capitale fisso;
• contributi in conto interessi ed operazioni a tasso agevolato;
• spese di gestione per i primi due anni di attività.
Le spese di gestione riguardano i costi sostenuti per: trasporti e magazzinaggi esterni alla Sardegna; trasporti interni alla Sardegna; acquisto o produzione di energia; approvvigionamento idrico e depurazione acque reflue;
smaltimento rifiuti industriali; acquisto materie prime; costi bancari ed oneri
finanziari esclusi quelli relativi a finanziamento agevolato.
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Per saperne di più
Bisogna attendere l’emanazione del testo definitivo della legge e delle direttive di attuazione.
Insediamento dei giovani agricoltori
(P.O.R. – ASSE IV misura 4.21).
Finalità
Favorire l’insediamento dei giovani in agricoltura al fine di ridurre il fenomeno dello spopolamento delle aree rurali e incentivare il ricambio generazionale in agricoltura, innovando e qualificando il tessuto imprenditoriale.
Destinatari
Giovani agricoltori che in qualità di imprenditori singoli o associati si insediano per la prima volta come capo-azienda.
I giovani agricoltori devono avere età compresa tra i 18 e i 40 anni (i 40
anni non devono essere ancora compiuti al momento in cui
l’Amministrazione Regionale prende la decisione individuale di concedere il
sostegno); si deve trattare inoltre di giovani agricoltori non ancora insediati.
Le competenze professionali richieste consistono (in alternativa):
• possesso di titolo di studio attinente il settore agrario e/o veterinario,
oppure;
• avere svolto attività agricola come coadiuvante familiare o lavoratore
agricolo per almeno un triennio in data antecedente la presentazione
della domanda, oppure;
• attestato di frequenza a corsi di formazione professionale in agricoltura
della durata di almeno 150 ore.
L’azienda inoltre deve rispettare i requisiti minimi in materia di ambiente,
igiene e benessere degli animali e deve dimostrare redditività, con un bilancio semplificato di previsione nel quale risulti che il reddito netto sia sufficiente a remunerare almeno un unità lavoro occupata a tempo pieno in
agricoltura.
Agevolazioni
Le agevolazioni sono dirette a favorire esclusivamente l’avvio di nuove attività imprenditoriali in agricoltura in tutto il territorio regionale, e consistono
nell’erogazione di un premio unico forfetario a fondo perduto pari a
25.000 euro, per tutti i costi sostenuti a qualsiasi titolo per l’insediamento
produttivo.
Per la presentazione della domanda è necessario attendere l’apertura del
bando.
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Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Pastorale, Servizio Sviluppo Rurale,
Valorizzazione e Promozione Marketing, (www.regione.sardegna.it).
Promozione e sviluppo dell’imprenditorialità giovanile
(L.95/95, ex L.44/86, e succ. modifiche e integrazioni).
Finalità
Promuovere lo sviluppo di una nuova imprenditorialità giovanile nelle aree
economicamente svantaggiate d’Italia.
Destinatari
Nuove società e/o cooperative giovanili che avviano una nuova attività
imprenditoriale in uno dei seguenti settori:
• produzione di beni in Agricoltura, Artigianato e Industria;
• fornitura di servizi alle imprese.
Le società e le cooperative devono essere costituite in maggioranza assoluta da giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, oppure esclusivamente
da giovani tra i 18 ed i 35 anni.
I giovani devono risultare residenti, alla data del 1° gennaio 1994,
nei territori di applicazione della legge, (le intere regioni
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre a
numerosissimi comuni del Centro – Nord d’Italia.)
Agevolazioni
Le agevolazioni finanziarie sono concesse unicamente per l’avvio di nuove
attività, in quanto le società non devono aver iniziato l’attività al momento
della presentazione della domanda, e consistono in:
• contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato sugli investimenti;
• contributi a fondo perduto sulle spese di gestione sostenute nei primi due
o tre anni di esercizio.
Sono ammessi programmi d’investimento sino ad un massimo di 5 miliardi
di lire, a fronte dei costi sostenuti per:
• studio di fattibilità, comprensivo dell’analisi di mercato;
• terreno;
• opere edilizie da acquistare o da eseguire;
• allacciamenti, macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica;
• altri beni materiali e immateriali ad utilità pluriennale strettamente connessi all’esercizio dell’attività.
La legge prevede anche l’erogazione di servizi reali (accompagnamento
alla progettazione e tutoraggio).
È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno.
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Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it).
Promozione di nuove imprese giovanili nel settore dei servizi
(L.236/93, art. 1 bis, e succ. modifiche e integrazioni).
Finalità
Promuovere lo sviluppo di una nuova imprenditorialità giovanile nelle aree
economicamente svantaggiate d’Italia.
Destinatari
Nuove società e/o cooperative giovanili che avviano una nuova attività
imprenditoriale in uno dei seguenti settori:
• innovazione tecnologica;
• turismo;
• fruizione di beni culturali;
• manutenzione di opere civili e industriali;
• tutela ambientale;
• agricoltura;
• trasformazione e commercializzazione di prodotti agro-industriali.
Le società e le cooperative devono essere costituite in maggioranza assoluta
da giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, oppure esclusivamente da
giovani tra i 18 ed i 35 anni. I giovani devono essere residenti alla data
del 1° gennaio 1994 nei territori di applicazione della legge, (le
intere regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e
Sardegna, oltre a numerosissimi comuni del Centro – Nord d’Italia).
Agevolazioni
Le agevolazioni finanziarie sono concesse unicamente per l’avvio di nuove
attività, in quanto le società non devono aver iniziato l’attività al momento
della presentazione della domanda, e consistono in:
• contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato sugli investimenti.
• contributi a fondo perduto sulle spese di gestione sostenute nei primi tre
anni di esercizio.
Sono ammessi programmi d’investimento sino ad un massimo di
516.456,90 (1 miliardo di lire), a fronte di costi sostenuti per:
• studio di fattibilità, comprensivo dell’analisi di mercato;
• acquisizione o ristrutturazione di immobili (in alcuni casi e con percentuali variabili);
• allacciamenti;
• altri beni materiali o immateriali a utilità pluriennale strettamente connessi all’esercizio dell’attività
La legge prevede anche l’erogazione di servizi reali (accompagnamento
alla progettazione e tutoraggio).
È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno.
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Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it).
Misure in favore del lavoratore autonomo
(L.185/00, ex Legge 608/96 “Prestito d’onore”).
Finalità
Favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione
attraverso la promozione di attività di lavoro autonomo nelle aree economicamente svantaggiate d’Italia.
Destinatari
Disoccupati che vogliano avviare individualmente una attività da lavoro
autonomo in qualsiasi settore (produzione di beni, erogazione di servizi,
commercio). Sono escluse le iniziative rientranti nei settori dei trasporti, della
formazione, dei servizi socio-assistenziali, e di produzione, trasformazione
e commercializzazione di prodotti agricoli.
Il soggetto proponente, alla data di presentazione della domanda, deve
essere maggiorenne e disoccupato da almeno 6 mesi e, inoltre, deve risultare residente, alla data del 1 gennaio 2000, nei territori di applicazione
della legge (le intere regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia
e Sardegna, oltre a numerosissimi comuni del Centro – Nord d’Italia.)
Sono ammesse soltanto le ditte individuali.
Agevolazioni
Le agevolazioni finanziarie sono concesse per l’avvio di nuove attività e l’attività proposta non deve risultare già avviata al momento della presentazione della domanda. Tali agevolazioni consistono in:
• contributi a fondo perduto (60%) e mutui a tasso agevolato (40%) sugli
investimenti;
• contributi a fondo perduto sulle spese di gestione relative al primo anno
di attività, fino a un massimo di 5.164,57 euro (10 milioni di lire).
Sono ammessi programmi d’investimento sino ad un massimo di 25.822,84
euro (50 milioni di lire), a fronte di costi sostenuti per l’acquisto di:
• impianti, allacciamenti, attrezzature e macchinari (anche usati);
• beni immateriali a utilità pluriennale;
• ristrutturazioni di immobili entro il limite massimo del 10% del valore
degli investimenti ammessi.
È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno.
Per saperne di più
Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it).
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Misure in favore dell’autoimpiego in forma di microimpresa
(L.185/00).
Finalità
Favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione
attraverso la promozione di imprese di piccola dimensione nelle aree svantaggiate d’Italia.
Destinatari
Nuove società di persone costituite in maggioranza assoluta da disoccupati e che operino in uno dei seguenti settori:
• Produzione di beni;
• Fornitura di servizi.
Almeno la metà dei soci deve essere disoccupata da almeno 6 mesi e risultare residente, alla data del 1° gennaio 2000, in uno dei territori di applicazione della legge, (le intere regioni Campania, Puglia, Basilicata,
Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre a numerosissimi comuni del Centro –
Nord d’Italia).
Agevolazioni
Le agevolazioni finanziarie sono concesse per l’avvio di nuove attività, e
consistono in mutui a tasso agevolato sugli investimenti e contributi a fondo
perduto sulle spese di gestione, limitatamente al primo anno d’attività, sino
ad un massimo di 100.000 euro (193.627.000 di lire).
Sono ammessi programmi d’investimento sino a 250 milioni di lire, a fronte di costi sostenuti per:
• attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti;
• beni immateriali ad utilità pluriennale;
• ristrutturazioni di immobili (max 10% del valore degli investimenti
ammessi).
La legge prevede anche un servizio di consulenza/assistenza tecnica gratuito per il primo anno di attività.
È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno.
Per saperne di più
Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it).
Misure in favore dell’autoimpiego in franchising
(L. 185/00).
Finalità
Favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione
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attraverso la promozione di attività in franchising nelle aree svantaggiate
economicamente d’Italia.
Destinatari
Nuove ditte individuali, società di persone e società di capitali che operino,
in franchising, in uno dei seguenti settori:
• commercializzazione di beni;
• produzione di beni;
• fornitura di servizi.
Il titolare della ditta individuale e/o almeno la metà dei soci deve essere
disoccupato da almeno 6 mesi e deve essere residente, alla data del 1° gennaio 2000, in uno dei territori di applicazione della legge (le intere regioni
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre a numerosissimi comuni del Centro – Nord d’Italia).
Agevolazioni
Le agevolazioni finanziarie sono concesse unicamente per l’avvio di nuove
attività in franchising, e consistono in mutui a tasso agevolato sugli investimenti e contributi a fondo perduto sulle spese di gestione, limitatamente al
primo anno d’attività, sino ad un massimo di 100.000 euro (193.627.000
di lire).
Non è fissato un limite superiore per l’investimento, a fronte dei costi sostenuti per:
• attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti;
• beni immateriali ad utilità pluriennale;
• ristrutturazioni di immobili (max 10% del valore degli investimenti
ammessi).
La legge prevede anche un servizio di consulenza/assistenza tecnica gratuito per il primo anno di attività.
È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno.
Per saperne di più
Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it).
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NUMERI E INDIRIZZI UTILI
Regione Autonoma della
Sardegna
www.regione.sardegna.it
Amministrazione ed Enti
Presidenza della Giunta
Viale Trento, 69 - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.2200 – 070.668722653697
Fax 070.606.2119
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.7000
e-mail:
[email protected]
Ufficio Relazioni col Pubblico
V.le Trento, 69 - 09123 Cagliari
Numero verde 800-233368
Fax 070.253066-7
Commissione Regionale per le Pari
Opportunità tra uomini e donne
V.le Trento, 69 - 09123 Cagliari
Tel. 070.606.4518
Fax 070.606.4519
e-mail:
[email protected]
Assessorato Affari Generali, Personale e Riforma della Regione
Viale Trieste, 190 - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.6100
Fax 070.606.6108
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel.070.606.6120
e-mail:
[email protected]
rdegna.it
Assessorato della Programmazione
Bilancio, Credito e Assetto del territorio
Via Mameli, 88 - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.662626
Fax 070.606.4719
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.4602
Fax 070.606.4609
e-mail:
[email protected]
Assessorato degli Enti Locali,
Finanze ed Urbanistica
Viale Trieste, 186 - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.4036
Fax 070.606.4177
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.4199
e-mail:
[email protected]
Assessorato della Difesa e dell’Ambiente
Via Biasi, 7/9 - 09131 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.6619
Fax 070.606.6697
e-mail:
[email protected]
77
IMPAGINATO ultimo
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Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.6752
e-mail:
[email protected]
Assessorato dell’Agricoltura e
Riforma Agro-pastorale
Via Pessagno, 4 - 09126 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.302979
Fax 070.606.6276
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.6498
e-mail:
[email protected]
Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio
Viale Trieste, 105 - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.7270
Fax 070.606.7271
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.7259
e-mail:
[email protected]
Assessorato dei Lavori Pubblici
Viale Trento, 69 - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.2307
Fax 070.606.2438
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel.070.606.2168
e-mail:
[email protected]
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Assessorato dell’Industria
Viale Trento, 69 - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.2261
Fax 070.606.2074
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.2149
e-mail:
[email protected]
Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione
e Sicurezza Sociale
Via XXVIII febbraio, 5
09131 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.5705
Fax 070.606.5624
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.5641
e-mail:
[email protected]
Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione,
Spettacolo e Sport
Viale Trieste, 186 - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.664856 Fax 070.606.5011
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.5036
e-mail:
pubblicaistruzione.assessore@regio
ne.sardegna.it
IMPAGINATO ultimo
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Assessorato dell’Igiene e Sanità e
dell’Assistenza sociale
Via Roma, 223 - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.5277
Fax 070.606.5299
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.5392
e-mail:
[email protected]
Assessorato dei Trasporti
Via Caprera - 09123 Cagliari
Direzione Generale
Tel. 070.606.7331
Fax 070.606.7309
e-mail:
[email protected]
Ufficio di Gabinetto
Tel. 070.606.7307
e-mail:
[email protected]
ERSAT
(Ente regionale di sviluppo e di assistenza tecnica in agricoltura)
Via Caprera, 8 – 09123 Cagliari
Tel. 070.60261
Fax 070.6026305
e-mail:
[email protected]
ESAF
(Ente sardo acquedotti e fognature)
V.le Diaz, 116 – 09100 Cagliari
Tel. 070.60321
Fax 070.340479
e-mail:
[email protected]
ESIT
(Ente sardo industrie turistiche)
Via Mameli, 97 – 09124 Cagliari
Tel. 070.60231
Fax 070.664636
e-mail:
[email protected]
CRAS
(Centro regionale agrario e sperimentale)
V.le Trieste, 111 – 09131 Cagliari
Tel. 070.20111
Fax 070.285381
e-mail:
[email protected]
ISRE
(Istituto
Superiore
Regionale
Etnografico)
Via Papandrea, 6 – 08100 Nuoro
Tel. 0784.242900
Fax 0784.37484
e-mail:
[email protected]
IZCS
(Istituto zootecnico e caseario per la
Sardegna)
s.s. Sassari-Fertilia, Km 18,600 –
07040 Olmedo
Tel. 079.389503
Fax 079.389450
e-mail:
[email protected]
Istituto Incremento Ippico della
Sardegna
P.zza Duchessa Borgia, 4
07014 Ozieri (SS)
Tel. 079.787852
Fax 079.787299
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IMPAGINATO ultimo
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ISOLA
(Istituto sardo organizzazione lavoro artigiano)
Via Baccaredda, 111
09127 Cagliari
Tel. 070.400707
Fax 070.400359
e-mail:
[email protected]
EAF
(Ente autonomo del Flumendosa)
Via Mameli, 88 – 09123 Cagliari
Tel. 070.60211
Fax 070.670758
e-mail:
[email protected]
SSS
(Stazione sperimentale del sughero)
Via Limbara, 9
07029 Tempio Pausania (SS)
Tel. 079.672200
Fax 079.671113
e-mail:
[email protected]
ERSU - CAGLIARI
(Ente regionale per il diritto allo studio)
Via Premuda, 10 – 09100 Cagliari
Tel. 070.281845
Fax 070.2019306
e-mail:
[email protected]
www.regione.sardegna.it.ersuca
ERSU - SASSARI
(Ente regionale per il diritto allo studio)
Via Carbonazzi, 10 - 07100
Sassari
Tel. 079.258258
Fax 079.272118
80
Consiglio Regionale
Via Roma, 25 - 09100 Cagliari
Tel. 070.6014.1
Fax 070.657896
Presidenza del Consiglio
Tel. 070.662682
Prima Commissione
Autonomia, Ordinamento regionale, Rapporti con lo Stato, Riforma
dello
Stato,
Enti
Locali,
Organizzazione regionale degli
Enti e del Personale, Polizia locale e
rurale, Partecipazione popolare.
Tel. 070.670968
Seconda Commissione
Politiche comunitarie, Adeguamento
dell'Ordinamento regionale agli atti
normativi comunitari, Rapporti con
la C.E., Cooperazione internazionale, Diritti civili, Emigrazione ed
immigrazione, Etnie, Informazione.
Tel. 070.670971
Terza Commissione
Programmazione economica e
sociale, Bilancio, Contabilità,
Credito, Finanza e tributi, Demanio
e patrimonio, Partecipazioni finanziarie.
Tel. 070.670974
Quarta Commissione
Assetto generale del territorio,
Pianificazione territoriale regionale,
Urbanistica, Viabilità e trasporti,
Navigazione e porti, Edilizia, Lavori
Pubblici.
Tel. 070.666216
Quinta Commissione
Agricoltura, Forestazione produttiva, Bonifica, Acquacoltura, Caccia
IMPAGINATO ultimo
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e pesca, Pesca industriale e marittima, Alimentazione, Tutela dell'ambiente, Forestazione ambientale,
Recupero ambientale, Parchi e riserve naturali, Difesa del suolo.
Tel. 070.670972
Sesta Commissione
Industria, Miniere, Cave e torbiere,
Artigianato, Cooperazione, Lavoro e
occupazione, Turismo, Commercio,
Fiere e mercati, Risorse energetiche,
Fonti alternative di energia.
Tel. 070.670980
Settima Commissione
Sanità, Igiene pubblica, Medicina
sociale, Edilizia ospedaliera, Servizi
sanitari e sociali, Assistenza, Igiene
veterinaria,
Personale
delle
UU.SS.LL.
Tel. 070.660436
Ottava Commissione
Diritto allo studio, Scuole Materne,
Edilizia scolastica, Cultura, Musei,
Biblioteche e archivi storici, Sport e
spettacolo, Ricerca scientifica,
Formazione professionale
Tel. 070.663432
Uffici Periferici del Ministero
del Lavoro
Direzione Regionale del Lavoro
Via Fermi, 14 – 09126 Cagliari
Tel. 070.301679
Fax 070.301680
Direzione Provinciale del Lavoro di
Cagliari
Via Tigellio, 3 – 09100 Cagliari
Tel. 070.660453
Fax 070.660383
e-mail:
[email protected]
Direzione Provinciale del Lavoro di
Sassari
Traversa Fancello, 8
07100 Sassari
Tel 079.238042
Fax 079.237174
e-mail:
[email protected]
Direzione Provinciale del Lavoro di
Nuoro
Via S. Francesco - 08100 Nuoro
Tel. 0784.32281
Fax 0784.232920
e-mail:
[email protected]
Direzione Provinciale del Lavoro di
Oristano
Via Carpaccio, 4
09170 Oristano
Tel. 0783.211122
Fax 0783.216043
Sezioni circoscrizionali per
l’impiego
Circoscrizione n° 1 Cagliari
Comuni di: (Cagliari e Monserrato)
Via Calamattia, 12
09100 Cagliari
Tel. 070.553183
Fax 070.552017
Circoscrizione n° 2 Assemini
Comuni di: (Assemini, Capoterra,
Decimomannu,
Decimoputzu,
Domusdemaria, Elmas, Monastir,
Pula, San Sperate, Sarroch, Sestu,
Ussana, Uta, Villa S. Pietro, Villaspeciosa)
81
IMPAGINATO ultimo
82
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17:16
Pagina 82
Via Lisbona, 3.5 – 09032 Assemini
Tel. 070.942527
Fax 070.940028
Via Umberto I, 58 – 09025 Sanluri
Tel. 070.9308019
Fax 070.9370228
Circoscrizione n° 3 Carbonia
Comuni di: (Calasetta, Carbonia,
Carloforte, Giba, Masainas, Narcao,
Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso,
S.Anna Arresi, S. Antioco, S.Giovanni
Suergiu, Santadi, Teulada, Tratalias,
Villaperuccio)
Via Dalmazia - 09013 Carbonia
Tel 0781.671235
Fax 0781.62595
Circoscrizione n° 7 Senorbì
Comuni di: (Ballao, Barrali, Gesico,
Goni, Guamaggiore, Guasila,
Mandas, Ortacesus, Pimentel,
S.Andrea Frius, S. Basilio, S. Nicolò
Gerrei, Selegas, Senorbì, Siurgus
Donigala, Suelli, Villasalto, Silius)
Via Carlo Sanna, 12
09040 Senorbì
Tel. 070.9808743
Fax 070.9809167
Circoscrizione n° 4 Iglesias
Comuni di: (Buggerru, Domusnovas,
Fluminimaggiore,
Gonnesa,
Iglesias, Musei, Siliqua, Villamassargia)
Via Cattaneo, 1 – 09016 Iglesias
Tel. 0781.32552
Fax 0781.30326
Circoscrizione n° 8 Muravera
Comuni di (Armungia, Castiadas,
Muravera, San Vito, Villaputzu)
Via Marconi, 72
09043 Muravera
Tel. 070.9931345
Fax 070.9931018
Circoscrizione n° 5
San Gavino Monreale
Comuni di: (Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Pabillonis, San Gavino
Monreale, Sardara, Vallermosa,
Villacidro)
Via Palermo, 17
09037 - San Gavino Monreale
Tel. 070.9338234
Fax 070.9339196
Circoscrizione n° 9
Quartu Sant’Elena
Comuni di: (Burcei, Dolianova,
Donori, Maracalagonis, Quartucciu,
Quartu S. Elena, Selargius,
Serdiana, Settimo S. Pietro, Sinnai,
Soleminis, Villasimius)
Via Bizet – 09045 Quartu S. Elena
Tel. 070.888059
Fax 070.88144
Circoscrizione n° 6 Sanluri
Comuni di: (Barumini, Collinas,
Furtei, Genuri, Gesturi, Las Plassas,
Lunamatrona, Nuraminis, Pauli
Arbarei,
Samassi,
Samatzai,
Sanluri, Segariu, Serramanna,
Serrenti, Setzu, Siddi, Tuili, Turri,
Ussaramanna, Villamar, Villanovaforru, Villanovafranca, Villasor)
Circoscrizione n° 10 Nuoro
Comuni di: (Dorgali, Fonni, Gavoi,
Mamoiada, Nuoro, Oliena, Ollolai,
Olzai, Oniferi, Orani, Orgosolo,
Orotelli, Orune, Ottana, Sarule,
Lodine)
Via S .Francesco – 08100 Nuoro
Tel. 0784.37698
Fax 0784.256032
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Pagina 83
Circoscrizione n° 11 Isili
Comuni di: (Escalaplano, Escolca,
Esterzili, Genoni, Gergei, Isili, Laconi,
Nuragus, Nurallao, Nurri, Orroli,
Sadali, Serri, Seulo, Villanovatulo)
Via Satta, 2 – 08033 Isili
Tel. 0782.802053
Fax 0782.802053
Circoscrizione n° 12 Siniscola
Comuni di: (Bitti, Budoni, Galtellì,
Irgoli, Loculi, Lodè, Lula, Onanì,
Onifai, Orosei, Osidda, Posada, S.
Teodoro, Siniscola, Torpè)
Via Olbia, 18 – 08029 Siniscola
Tel. 0784.878513
Fax 1782200282
Circoscrizione n° 13 Macomer
Comuni di: (Birori, Bolotana, Borore,
Bortigali, Bosa, Dualchi, Flussio, Lei,
Macomer, Magomadas, Modolo,
Montresta, Noragugume, Sagama,
Silanus, Sindia, Suni, Tinnura)
C.so Umberto, 279
08015 Macomer
Tel. 0785.70014
Fax 1782215628
Circoscrizione n° 14 Lanusei
Comuni di: (Arzana, Barisardo,
Baunei, Cardedu, Elini, Gairo,
Girasole, Ierzu, Ilbono, Lanusei,
Loceri,
Lotzorai,
Osini,
Perdasdefogu, Seui, Talana, Tertenia,
Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei,
Ussassai, Villagrande Strisaili)
P.zza Vittorio Emanuele, 9 – 08045
Lanusei
Tel. 0782.42203
Fax 1782214073
Circoscrizione n° 15 Sorgono
Comuni di: (Aritzo, Atzara, Austis,
Belvì, Desulo, Gadoni, Meana
Sardo, Ortueri, Ovodda, Sorgono,
Teti, Tiana, Tonara)
Via Emilia, 6 – 08038 Sorgono
Tel. 0784.60137
Fax 1782235128
Circoscrizione n° 16 Oristano
Comuni di: (Baratili S. Pietro,
Bauladu, Cabras, Milis, Narbolia,
Nurachi, Ollastra Simaxis, Oristano,
Palmas Arborea, Riola Sardo,
Samugheo, S. Giusta, S. Vero Milis,
Siamaggiore, Siamanna, Siapiccia,
Simaxis, Solarussa, Tramatza,
Villanova Truschedu, Villaurbana,
Zeddiani, Zerfaliu)
Via Dorando Petri, 1
09170 Oristano
Tel. 0783.71021
Fax 0783.775011
Circoscrizione n° 17 Cuglieri
Comuni di: (Bonarcado, Cuglieri,
Santulussurgiu, Scano Montiferro,
Seneghe, Sennariolo, Tresnuraghes)
P.zza Convento, 3
09073 Cuglieri
Tel. 0785.39680
Fax 0785.39680
Circoscrizione n° 18 Ghilarza
Comuni di: (Abbasanta, Aidomaggiore, Allai, Ardauli, Bidonì, Boroneddu, Busachi, Fordongianus, Ghilarza, Neoneli, Norbello, Nughedu
S. Vittoria, Paulilatino, Sedilo, Soddi,
Sorradile, Tadasuni, Ula Tirso)
Via Cagliari, 24 – 09074 Ghilarza
Tel. 0785.54005
Fax 0785.54005
Circoscrizione n° 19 Ales
Comuni di: (Albagiara, Ales, Assolo,
Asuni,
Curcuris,
Gonnosnò,
83
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17:16
Pagina 84
Mogorella, Nureci, Pau, Ruinas,
Senis, Sini, Usellus, Villa S. Antonio,
Villaverde)
Via Gramsci, 2 – 09091 Ales
Tel. 0783.91618
Fax 0783.91618
Circoscrizione n° 20 Mogoro
Comuni di: (Baradili, Badessa,
Gonnoscodina, Gonnostramatza,
Masullas, Mogoro, Morgongiori,
Pompu, Simala, Siris)
Via Velio Spano, 3
09095 - Mogoro
Tel. 0783.991486
Fax 0783.991486
Circoscrizione n° 21 Terralba
Comuni di: (Arborea, Marrubiu, S.
Nicolò Arcidano, Terralba, Uras)
Via Porcella, 177 – 09098 Terralba
Tel. 0783.81819
Fax 0783.81819
Circoscrizione n° 22 Sassari
Comuni di: (Cardeghe, Codrongianus, Florinas, Muros, Osilo, Ossi,
Ploaghe, Porto Torres, Sassari,
Sennori, Sorso, Tissi, Usini, Stintino)
Via Bottego – 07100 Sassari
Tel. 079.245584
Fax 079.254779
Circoscrizione n° 23 Alghero
Comuni di: (Alghero, Ittiri, Monteleone Rocca Doria, Olmedo,
Putifigari, Romana, Uri, Villanova
Monteleone)
Via Sardegna – 07041 Alghero
Tel. 079.985555
Fax 079.986619
Circoscrizione n° 24 Castelsardo
Comuni
di:
(Badesi,
Bulzi,
84
Castelsardo, Chiaramonti, Laerru,
Martis, Nulvi, Perfugas, S. Maria
Coghinas, Sedini, Tergu, Valledoria,
Erulo)
Via Vespucci - 07031 Castelsardo
Tel. 079.470003
Fax 079.470003
Circoscrizione n° 25
Tempio Pausania
Comuni di: (Aggius, Aglientu,
Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, Tempio, Trinità
D’Agultu, Vignola, Viddalba)
Via Fosse Ardeatine
07029 - Tempio Pausania
Tel. 079.631346
Fax 079.631346
Circoscrizione n° 26 Bonorva
Comuni di: (Banari, Bessude,
Bonnannaro, Bonorva, Borutta,
Cheremule, Cossoine, Giave, Mara,
Padria, Pozzomaggiore, Semestene,
Siligo, Thiesi, Torralba)
Via Giovanni XXIII,
07012 Bonorva
Tel. 079.867877
Fax 079.867877
Circoscrizione n° 27 Ozieri
Comuni di: (Alà dei Sardi, Anela,
Ardara, Benetutti, Bono, Bottida,
Buddusò, Bultei, Burgos, Esporlatu,
Illorai, Ittireddu, Mores, Nughedu S.
Nicolò, Nule, Ozieri, Pattada, Tula)
Via Umberto – 07014 Ozieri
Tel. 079.787001
Fax 079.787001
Circoscrizione n° 28 Olbia
Comuni di: (Arzachena, Berchidda,
Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri
Porto S. Paolo, Monti, Olbia,
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17:16
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Oschiri, Padru, Palau, S. Antonio di
Gallura, S. Teresa di Gallura, Telti)
Via Torino – 07026 Olbia
Tel. 0789.21237
Fax 0789.29247
Associazioni Sindacali
CGIL
(Confederazione Generale Italiana
dei Lavoratori)
V.le Monastir, 35 – 09100 Cagliari
Tel. 070.279562
Fax 070.272680
e-mail:
[email protected]
www.cgil.it.sardegna
CISL
(Confederazione Italiana Sindacati
dei Lavoratori)
Via Ancona, 1 - 09100 Cagliari
C.S.S.
(Confederazione Sindacale Sarda)
Via Roma, 72 - 09100 Cagliari
Tel. 070.650379 - 641257
Fax 070.651257
CONF.S.A.L.
(Confederazione Sindacati Autonomi Lavoratori)
Via Ariosto, 8 - 09100 Cagliari
Tel. 070.44561
CIDA
(Confederazione Italiana Dirigenti)
Via Isola Tavolara, 1
09100 Cagliari
Tel. 070.667741
Fax 070.667741
e-mail:
[email protected]
UGL
(Unione Generale del Lavoro)
V.le Trieste, 56 - 09123 Cagliari
Tel. 070.669209
Fax 070.663211
www.ugl.it
Tel. 070.34901 .349331.3490232
Fax 070.304873
UIL
Unione Italiana Lavoratori
Via Po, 1 – 09100 Cagliari
Tel. 070.273405.272947
Fax 070.280943
e-mail:
Associazioni di Categoria
A.G.C.
(Associazione Generale Coop.
Italiane)
Via Paoli, 25 – 09100 Cagliari
Tel. 070.401324
Fax 070.41019
www.agcsardegna.com
[email protected]
CISAL
(Confederazione Ital. Sind. Auton.
Lavorat.)
Via S. Michele – 09100 Cagliari
Tel. 070.287911
Federazione dell’Industria della
Sardegna
V.le Diaz 29 – 09125 Cagliari
Tel. 070.650600
Fax 070.651578
e-mail:
[email protected]
85
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Pagina 86
API SARDA
Via Nervi ZI – 09100 Cagliari
Tel. 070.211501
Fax 070.2115145
e-mail:
[email protected]
www.apisarda.com
C.L.A.A.I.
(Confederazione Artigianato Sardo)
Via Deledda, 49 - 09100 Cagliari
Tel. 070.657851
Fax 070.663520
e-mail:
[email protected]
www.it.claai.sardegna.it
CONFARTIGIANATO FRAS
Via Garavetti, 22 - 09100 Cagliari
Tel. 070.44891
Fax 070.44893
e-mail:
[email protected]
CONFCOOPERATIVE
P.zza Salento, 5 – 09100 Cagliari
Tel. 070.402278
Fax 070.485074
e-mail:
[email protected]
C.A.S.A.
(Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani)
V.le Trieste, 56 – 09100 Cagliari
Tel. 070.670489
Fax 070.650363
Confederazione dei Produttori
Agricoli
Via Caprera, 23 – 09100 Cagliari
Tel. 070.657484
86
CIA
(Confederazione Italiana Agricoltori)
Via Libeccio, 31 - 09100 Cagliari
Tel. 070.373733
Fax 070.372028
e-mail:
[email protected]
www.cia.it
C.N.A.
Confederazione Nazionale Artigianato
V.le Elmas, 33.35 (angolo via
Semelio) – 09100 Cagliari
Tel. 070.273731 - 273728
Fax 070273726
e-mail:
[email protected]
www.cnasarda.it
CONFESERCENTI
Via Cavalcanti, 32
09100 Cagliari
Tel. 070.400991
Fax 070486832
e-mail:
[email protected]
www.confesercenti -sardegna.it
CONFAGRICOLTURA
Via Bottego, 7 – 09100 Cagliari
Tel. 070.303486
Fax 070.303485
www.confagricoltura.it
CONFCOLTIVATORI
(Federazione Italiana Coltivatori)
Via XX Settembre, 25
09100 Cagliari
Tel. 070.651432
CONFCOMMERCIO
Via Cadello, 2 – 09100 Cagliari
Tel. 070.288370
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Fax 070.288375
e-mail:
[email protected]
LEGACOOP
Lega Nazionale Cooperative
Via Loni ang. Via Montanari, Su
Planu 09047 Selargius
Tel. 070.531355
e-mail:
[email protected]
e-mail:
[email protected]
Provincia di Oristano
Via Carboni – 09170 Oristano
Centralino: 07837931
Fax 0783793305
U.R.P.: 0783793212
www.provincia.or.i
CAMERE DI COMMERCIO
COLDIRETTI
V.le Trieste, 124 – 09100 Cagliari
Tel. 070.2080120 .202601
Fax 070.20260301
e-mail:
[email protected]
PROVINCE
Provincia di Cagliari
V.le Ciusa, 21 – 09123 Cagliari
Tel 07040221
U.R.P.: 0704092632
Numero Verde: 800 – 250827
Fax 07042832
www.provincia.cagliari.it
Provincia di Sassari
P.zza D’Italia, 31
Tel: 0792069000
U. R. P.:0792069229
Numero Verde: 800371460
Fax 0792069267
E-mail:
[email protected]
www.provincia.sassari.it
Provincia di Nuoro
P.zza Italia, 22
Tel. 0784238600
Fax 078433325
UNIONCAMERE
Corso Vittorio Emanuele, 1
09124 – Cagliari
Tel. 070.656952
C.C.I.A.A. di Cagliari
L.go Carlo Felice, 72 – 09100
Cagliari
Tel. 070605121
Fax 07060512435
C.C.I.A.A. di Sassari
Via Roma, 74 - 07100 Sassari
Centralino: 0792080200
Tel. 0792080260
Fax 0792080308
C.C.I.A.A. di Nuoro
Via Papandreu, 8 – 08100 Nuoro
Centralino: 0784242500
Fax 078430142
C.C.I.A.A. di Oristano
Via Carducci, 21 – 09170 Oristano
Centralino: 078321431
Fax 078373764 . 776051
UNIVERSITA’
Università degli studi di Cagliari
Via Università, 40 09127 Cagliari
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Tel. 070.675.1
Fax 070.675.2088
www.unica.it
Università degli studi di Sassari
P.zza Università, – 07100 Sassari
Tel. 079.228211
Fax 079.228816
www.uniss.it
AILUN
Via della Resistenza, 39
08100 Nuoro
Tel. 0784.226200
Fax 0784.203158
ASSOCIAZIONI DEGLI ENTI
LOCALI
ANCI
(Associazione Nazionale Comuni
d’Italia)
V.le Trieste, 6 – 09100 Cagliari
Tel. 070.666798
Fax 070.660486
e-mail:
[email protected]
UPS
(Unione Province Sarde)
V.le Ciusa, 21 – 09100 Cagliari
Tel. 070.4092361
Fax 070.42832
UNCEM
(Unione Comunità Montane)
V.le Regina Elena, 7 – 09100
Cagliari
Tel. 070.662516
Fax 070.651101
e-mail:
[email protected]
88
Altri indirizzi utili
BIC Sardegna S.p.A. Cagliari
Via Jenner n.15
Tel. 070.529011
Fax 070.52901.213
www.sentieroimpresa.it
CONSORZIO 21 Cagliari
Via Palabanda, 9 09100 Cagliari
Tel. 070.67970
Fax 070.6797050
www.consorzio21.it
CRS 4 Cagliari
Macchiareddu 6 strada ovest
Tel. 070.27961
Fax 070.2796216
www.crs4.it
Osservatorio Industriale della
Sardegna
Via Azuni, 38 – 09100 Cagliari
Tel. 070.660873
Fax 070.660868
e-mail:
[email protected]
SVILUPPO ITALIA S.p.A
Cagliari - V.le Regina Margherita, 6
Tel. 070.604731
Sassari – c.o Consorzio ASI,
V.le Italia, 53
www.opportunitalia.it
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NOTE
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Finito di stampare nel mese di gennaio 2002
presso lo stabilimento della Tipografia Editrice Giovanni Gallizzi s.r.l.
Via Venezia, 5 - Tel. 079276767 - Sassari
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Regione Autonoma della Sardegna