Regione Autonoma della Sardegna Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale a cura della genzia Regionale del Lavoro Gennaio 2002 In copertina: Foiso Fois, Eleonora d’Arborea, 1957, olio su tela, sala Giunta Regionale V.le Trento Cagliari. Regione Autonoma della Sardegna genzia Regionale del Lavoro Via Is Mirrionis, 195 09122 Cagliari Tel. 070.606.7932 (dalle ore 11 alle ore 13) Fax 070.606.7917 e-mail: [email protected] www.regione.sardegna.it/agenziadellavoro Comitato del Lavoro Il presidente Componenti Ufficio di Presidenza Il presidente Componenti l’Assessore del Lavoro, Matteo Luridiana. Giovanni Cadeddu, Silvio Cherchi, Francesco Dore, Franco Flore, Mario Medde, Elio Pillai, Francesca Ticca, Luciano Ticca, Gianluigi Tolu, Salvatore Francesco Virdis, il direttore del Centro regionale di Programmazione, Il direttore della Direzione regionale del lavoro, Il direttore dell’Agenzia Regionale del Lavoro. l’Assessore del Lavoro, Matteo Luridiana. Giovanni Cadeddu, Silvio Cherchi, Elio Pillai, Francesca Ticca, Salvatore Francesco Virdis. Comitato tecnico di valutazione Componenti Ignazio Caboni, Marco Deidda, Emanuele Lao, Sebastiana Mulas, Mario Gavino Porcu, Giuseppe Serra, Maria Cristina Siddi. Il Direttore dell’Agenzia Luciano Uras. La Guida Giovani & Lavoro è a cura di: Enrico Garau e Marcello Cadeddu Direttore: Luciano Uras Idea di: Enrico Garau e Francesco Bussalai Progetto grafico ed editoriale: Enrico Garau Hanno collaborato: per la parte sull’orientamento: Enrico Garau, Marcello Cadeddu, Francesco Bussalai. per la parte sul mercato del lavoro: Davide Crobu, Marcello Cadeddu. per le schede sul lavoro dipendente:Enrico Garau, Emanuela Onali, Davide Crobu. per le schede sulla formazione: Laura Borioni, Peppino Floris, Enrico Garau. per le schede sul lavoro autonomo: Maria Paola Laj, Enrico Garau. Hanno inoltre collaborato in ordine alfabetico: Catia Becuzzi, Alessandro Bertolusso, Maurizio Bonesu, Carla Bruscu, Roberto Bullita, Dina Caboni, Stefania Cogoni, Lucia Cossu, Daniela Derosas, Maria Gabriella Fenu, Pierina Fenu, Greca Lai, Giovanna Manunta, Salvatore Maxia, Giampaolo Melis, Lucia Moi, Montanari Roberto, Natascia Murgia, Rosella Murru, Agostino Perseu, Mariangela Scioni, Michele Valle, Donatella Virdis. Guida Giov@ni & L della Sardegna stampa gennaio 2002 voro©, copyright Agenzia Regionale del Lavoro IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 2 Introduzione del Presidente della Giunta Regionale. Oggi più che mai in Sardegna, ma non solo, trovare un lavoro è un’impresa. Un’impresa che può essere vissuta con due diversi stati d’animo, con rassegnazione o con motivazione. Sul primo stato d’animo è inutile soffermarsi. È negativo, non aiuta a crescere e diventa un limite a tutto. Per esempio: se vi presentate rassegnati ad un vostro possibile datore di lavoro che idea si farà di voi? E se invece quel colloquio lo affrontaste motivati, determinati, con entustiasmo? I risultati in quel caso possono essere decisamente diversi. Questo vale per un lavoro che cercate ma anche per un’impresa che volete creare. Il primo approccio è solitamente questo: non ce la farò mai a trovare un posto di lavoro, è impossibile che io riesca a creare un’impresa. Demolite quel muro dell’impossibile, rendete la ricerca di un occupazione una sfida con voi stessi, rendetela possibile con la forza della volontà, con la determinazione e l’entusiasmo di chi vuole davvero costruire con le proprie mani il proprio futuro. Senza motivazione questo manuale che la Regione ha predisposto sulle leggi di settore, sulle incentivazioni per creare occupazione, sarà inutile. Se invece, come credo e spero, ognuno di voi leggerà questa pubblicazione con lo spirito giusto potrete trovare quegli spunti per costruire davvero un orizzonte fatto di nuova impresa e nuova occupazione. La Regione Sarda, per quel che potrà, sarà al Vostro fianco. Mauro Pili Presidente Regione Sardegna IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 3 Giov@ni & L voro Questa Guida si inserisce all’interno di un progetto più ampio, “Giovani & Lavoro”, organizzato dall’Agenzia Regionale del Lavoro, in collaborazione con l’Assessorato del Lavoro e con la Presidenza della Giunta Regionale e con le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni dell’imprenditoria sarda. Questo progetto consiste, oltre che nella proposta un viaggio virtuale nel mondo del lavoro, nel tentativo di rivedere il ruolo del soggetto pubblico nel mercato del lavoro per renderlo più attivo e presente in tutto il territorio regionale, in previsione dei nuovi compiti e sfide a cui questo è chiamato, prima fra tutte quella relativa ai nuovi servizi per l’impiego. Il giovane, nel progetto organizzato dall’Agenzia, entrerà in contatto con tutti gli strumenti e le opportunità che si possono utilizzare per conoscere ed inserirsi nel mondo del lavoro, potrà andare verso differenti direzioni, verso il lavoro autonomo o verso il lavoro dipendente, passando ad intervalli ciclici nel corso della vita, per la formazione. Nel mondo del lavoro dipendente si potranno scoprire i contratti di lavoro e le sue tipologie, i diritti e i doveri dei lavoratori, ma soprattutto opportunità; strumenti di inserimento come il tirocinio e il piano di inserimento professionale; agevolazioni alle imprese per sostenere parte dei costo del lavoro ai fini di maggiore occupazione. Sempre maggiore interesse si manifesta nei confronti del lavoro autonomo, sia esso impresa o libera professione, nel quale alcuni percorsi sono obbligati, come ad esempio l’acquisizione delle necessarie competenze, e dove le opportunità e le agevolazioni finanziarie messe in campo dalla Regione Sarda sono tantissime: bisogna solo imparare a coglierle. La formazione rappresenta, infine, il bagaglio di conoscenze, abilità e capacità che il giovane dovrà acquisire per proporsi nel mercato del lavoro, e, di conseguenza, più informazioni, conoscenze e competenze porterà con se, maggiori saranno le possibilità di trovare un lavoro, e in esso realizzare le proprie aspettative. Il bagaglio formativo è come una valigia piena di abiti, alcuni passano di moda e vanno sostituiti, altri non invecchiano mai, ma quello che è importante e che ce n’è bisogno durante tutta la vita. L’Agenzia, con questa Guida, non vuole proporre soluzioni ma accompagnare i giovani, con un’attività di Orientamento, alla scoperta degli strumenti e delle istituzioni pubbliche e private che interagiscono nel mercato del lavoro. Il viaggio ideale, proposto in questa Guida, diventerà reale nei momenti di incontro, con i giovani e i meno giovani, che verranno organizzati su tutto il territorio della Sardegna. Matteo Luridiana Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 4 Indice Come si cerca un lavoro Conoscere le potenzialità e i limiti dello strumento che si utilizza 7 7 Il mercato del Lavoro in Sardegna Le componenti del mercato del lavoro 8 10 La formazione Il valore della formazione: imparare a saper fare La formazione professionale L’università 15 15 16 17 Cerchi un lavoro autonomo? Le forme societarie Le leggi di agevolazione all’imprenditoria giovanile e femminile Il progetto d’impresa (business plan) Le libere professioni 19 19 19 20 21 Cerchi un lavoro dipendente? Il contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato Altri contratti di lavoro Il contratto di formazione lavoro e l’apprendistato Lavoro interinale o temporaneo Agevolazioni per le assunzioni e per la creazione d’impresa 22 25 25 26 27 27 Cerchi uno strumento di inserimento al lavoro? Tirocinio formativo e di orientamento Piani di inserimento professionale Il terzo settore ed il volontariato 29 29 29 30 Sviluppo locale Le iniziative locali per l’occupazione e lo sviluppo Iniziative e programmi comunitari Servizio civile nazionale 31 31 33 34 Schede di approfondimento Lavoro dipendente Contratto a tempo determinato Contratto a tempo parziale Apprendistato Contratto di formazione e lavoro Lavoro temporaneo Tirocini formativi e di orientamento Piani di inserimento professionale Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base occupazionale L.R. 36/98 37 38 38 39 42 44 46 48 50 53 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 5 Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base occupazionale L. 488/01 Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base occupazionale L. 388/00 Assunzioni di disoccupati di lunga durata e di lavoratori in CIGS da almeno 24 mesi L. 407/90 55 56 58 La Formazione Obbligo formativo Istruzione e formazione tecnica e superiore La formazione esterna dell’apprendistato 61 61 62 63 Lavoro autonomo Le leggi che finanziano il lavoro autonomo e l’impresa Norme a sostegno dell’imprenditoria femminile Interventi a favore delle imprese artigiane Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale Provvedimenti per l’imprenditoria giovanile Insediamento dei giovani agricoltori Promozione e sviluppo dell’imprenditorialità giovanile Promozione di nuove imprese giovanili nel settore dei servizi Misure in favore del lavoro autonomo Misure in favore dell’autoimpiego in forma di microimpresa Misure in favore dell’autoimpiego in franchising 65 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 74 Numeri e indirizzi utili Amministrazione ed enti Consiglio regionale Uffici periferici del Ministero del lavoro Associazione sindacali Associazioni di categoria Province Camere di Commercio Università Associazioni degli enti locali Altri indirizzi utili 77 77 80 81 85 85 87 87 87 88 88 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 7 COME SI CERCA UN LAVORO Non esiste un’unica risposta a chi si chiede cosa fare per cercare lavoro, ma esistono sicuramente una serie di comportamenti che possono facilitare, o per meglio dire, aumentare le possibilità di entrare positivamente nel mercato del lavoro. Innanzi tutto è indispensabile accrescere le proprie conoscenze del mondo del lavoro ed usare queste per riuscire ad orientarsi nel migliore dei modi tra i vincoli burocratici degli uffici pubblici, le relazioni formali, ma anche informali, con i potenziali datori di lavoro, le particolarità delle varie forme di lavoro e infine sapere come muoversi tra gli uffici pubblici e privati che offrono informazioni e consulenza sulle diverse opportunità di lavoro. Sapere a chi rivolgersi non è però sufficiente. Per aumentare la possibilità di trovare un lavoro è necessario fare delle scelte e di conseguenza concentrare i propri sforzi nell’approfondire le conoscenze in questi ambiti. Ricordatevi che non esiste niente di immediato, e che per accedere ad un finanziamento per un’iniziativa imprenditoriale, ottenere un contratto di lavoro dipendente, usufruire di un corso di formazione professionale o di uno strumento d’inserimento al lavoro, ci vuole del tempo. Una scelta seria ti permette di sfruttare gli inevitabili “tempi morti” che incontrerai, per continuare ad accrescere il tuo bagaglio di informazioni sull’argomento. Il collocamento può essere effettuato anche dalle aziende private, diffidate di chi si fa pagare per cercarvi un lavoro: è illegale. Conoscere le potenzialità e i limiti dello strumento che si utilizza In questa guida ti si vuol dare la possibilità di conoscere gli strumenti che hai a disposizione per aiutarti a scegliere con maggiore consapevolezza. Ognuno degli strumenti che vedrai qui esposto ha dei vantaggi e dei limiti. Per svolgere alcune attività lavorative bisogna studiare per molti anni (es. la professione del medico), per altre devi essere pronto a rischiare in prima persona (es. lavoro autonomo). Cerca di approfondire il più possibile le tue conoscenze sullo strumento che intendi utilizzare per cercare o crearti un lavoro. 7 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 8 IL MERCATO DEL LAVORO IN SARDEGNA Il Lavoro è una merce speciale 8 Alcuni studiosi, con un felice esempio, hanno paragonato il mercato del lavoro ad un cinema. Come in un cinema, infatti, anche nel mercato del lavoro vi sono numerosi posti che devono essere occupati, vi sono alcune persone che liberano questi posti ed altre che vi si siedono, alcune poltrone si danneggiano e vengono sostituite da altre, collocate anche in posizioni differenti rispetto a quelle che avevano in origine. Ed il mercato del lavoro, come una sala cinematografica, funziona bene quando tutti i posti a sedere sono occupati. E se per caso il pubblico che chiede di entrare è superiore al numero di posti disponibili, questo non significa che la sala funziona male, ma che il locale è troppo piccolo rispetto alle richieste. Naturalmente, in realtà il mercato del lavoro è più complesso di un cinema: innanzitutto non esiste un solo mercato ma molti mercati (come esistono diverse sale cinematografiche che proiettano pellicole diverse), all’interno dei quali si può accedere se si hanno caratteristiche particolari, che possono andare da abilità generiche, fino a capacità talmente specifiche che solo coloro che le detengono possono entrarvi: per avere probabilità di successo nel mercato dei web master devi essere capace di costruire un sito internet, se ti manca questa caratteristica quel particolare mercato ti sarà negato (lo stesso succede se vai a vedere un film turco sottotitolato in giapponese…se non conosci nessuna di queste lingue probabilmente capirai ben poco di ciò che avviene sullo schermo). L’esempio finisce qui, perché il mercato del lavoro non è un luogo fisico dove succede qualcosa, ma un insieme di meccanismi e relazioni che intervengono tra almeno tre soggetti: chi offre il proprio lavoro, chi domanda lavoro, chi regola attraverso le norme l’incontro tra domanda e offerta determinando diritti e doveri degli uni e degli altri. Questo incontro può essere regolato attraverso l’azione dei rappresentanti dell’offerta (i sindacati) e della domanda (le associazioni imprenditoriali) che sottoscrivono dei contratti dove questi diritti e questi doveri sono sanciti, nel rispetto delle norme stabilite dalla legge. Come in ogni mercato, quindi, anche nel mercato del lavoro esiste una domanda e un’offerta, ma mentre nella teoria economica l’incontro fra domanda e offerta di un bene determina il prezzo e la quantità venduta, nel mercato del lavoro le cose non avvengono in maniera così automatica. Il motivo è che nel mercato del lavoro la “merce” che si scambia è del tutto speciale. In primo luogo la produzione di forze di lavoro non è determinata da scelte economiche, ma è regolata da fattori demografici, sociali e culturali. Infatti, al di sotto e al di sopra di una certa età non è consentito lavorare (con alcune eccezioni per il lavoro minorile ben definite, come per esempio i lavoratori dello spettacolo). Inoltre, i mutamenti culturali e sociali determinano dei cambiamenti notevoli: un esempio è dato dall’ingresso sempre maggiore di donne nel mercato del lavoro, in IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 9 tal modo sono aumentate enormemente le forze di lavoro anche in assenza di un aumento della popolazione totale e quindi sono cambiati tutti gli indicatori del lavoro ed è stata modificata la struttura stessa del mercato del lavoro. Il lavoro, poi, non può essere distinto dalla persona che lo svolge e che quindi lo vende, la quale, grazie a quel lavoro, molto spesso è in grado di vivere dignitosamente, ma che perdendolo sarebbe priva dei mezzi necessari per sopravvivere. Questo perché il lavoro non è una merce come le scarpe o il pane, ma con esso viene venduta e comprata anche una parte della vita delle persone. L’incontro fra domanda e offerta di lavoro, quindi, non si basa esclusivamente sul prezzo, ma anche sulle opportunità e sulle aspettative che esso crea: per questo motivo può succedere che vi sia qualcuno che non accetta un lavoro che reputa non consono alle proprie capacità, oppure che accetta basse retribuzioni pur di svolgere un’attività desiderata. Inoltre, i lavoratori non sono soli, spesso hanno una famiglia alle spalle, all’interno della quale svolgono dei ruoli precisi. Così, se un membro della famiglia (in genere il capofamiglia) percepisce il reddito base, quello più alto, gli altri possono permettersi di accettare lavori con retribuzioni che da sole non sarebbero sufficienti a garantire la sopravvivenza, ma unite a quelle già presenti nel nucleo familiare invece permettono una vita più agiata. Questo a dimostrazione che, quando si parla di mercato di lavoro, ci si sta occupando di qualcosa che riguarda gli esseri umani e che quindi tutto quello che vi succede all’interno non può essere completamente previsto, perché dipende dalle scelte degli individui e dalle loro valutazioni. Per capire il mercato del lavoro è necessario conoscere alcune definizioni utilizzate dagli addetti ai lavori (economisti, statistici, sociologi, ecc.). Tali definizioni sono in genere stabilite da istituti che forniscono le statistiche, e cioè l’Istat a livello nazionale, e l’Eurostat a livello europeo. Infatti, da quando l’Italia fa parte dell’Unione Europea tutte le statistiche prodotte devono essere il più possibile omogenee a quelle dei diversi paesi membri. Per questo motivo, nel settore delle statistiche del lavoro, sono in atto dei continui cambiamenti nelle definizioni, che permettono, per esempio, di confrontare il tasso di disoccupazione italiano con quello francese o tedesco. Due indicatori possono essere confrontati, e quindi anche aggregati, per determinare il tasso di disoccupazione europeo solo se si è arrivati a quel dato utilizzando lo stesso metodo. Un esempio dell’importanza delle definizioni lo troviamo nel concetto stesso di disoccupato. Infatti, non basta non avere un lavoro per essere disoccupato, ma bisogna anche rispettare alcune condizioni: essere immediatamente disponibili a lavorare ed aver adottato un comportamento “attivo” nella ricerca del lavoro. “Ricerca attiva” significa aver spedito il curriculum ad un impresa, partecipato ad una selezione privata o ad un concorso pubblico, insomma, avere effettuato delle vere azioni di ricerca di un lavoro. Alcune definizioni degli addetti ai lavori 9 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 10 Inoltre, è rilevante anche il momento in cui si è cercato il lavoro. Per convenzione si è assunto che è attiva la ricerca di un lavoro effettuata entro un mese dalla data in cui si dichiara, rispondendo ad un questionario utilizzato per la rilevazione delle statistiche del lavoro, di essere effettivamente alla ricerca di una occupazione. Per chi è alla ricerca di un lavoro potrà sembrare strano che dietro le statistiche vi siano tutte queste definizioni, ma chi elabora i questionari e le statistiche ha bisogno di definizioni chiare che non creino equivoci nelle classificazioni. Le componenti del mercato del lavoro L’Offerta In Sardegna gli occupati sono 552.000 e le persona in cerca di lavoro 128.000 10 L’offerta di lavoro è composta da tutte quelle persone che già lavorano e da quelle che ambiscono a lavorare. Essa coincide con la “popolazione attiva” e indica l’insieme della popolazione che è in condizione di lavorare e che lavora o vuole lavorare, quindi ne fanno parte: • gli occupati; • i disoccupati in senso stretto, cioè coloro che lavoravano ma hanno perso il lavoro e ne cercano uno nuovo; • le persone in cerca di prima occupazione, cioè coloro che in precedenza facevano parte della popolazione non attiva (studenti, casalinghe, pensionati, minori di 15 anni ecc.) e che hanno deciso di cercare un lavoro; • le altre persone in cerca di occupazione, cioè le persone che pur affermando di far parte della popolazione non attiva dichiarano di aver cercato un lavoro. La categoria delle altre persone che non lavorano e che non sono interessate a lavorare, che comprende gli studenti, le casalinghe, i ritirati dal lavoro, viene definita delle “non forze di lavoro”. L’Istat fornisce, con cadenza trimestrale, un quadro completo dell’offerta di lavoro, sia a livello nazionale che regionale. L’indagine, meglio conosciuta con il nome di “Rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro”, coinvolge circa 200mila famiglie italiane sparse su tutto il territorio nazionale. Attraverso le statistiche dell’Istat è possibile studiare i grandi aggregati che compongono la popolazione attiva e determinare degli indicatori sintetici che descrivono il mercato del lavoro di un paese o di una regione. Gli indicatori più utilizzati sono: • Il tasso di disoccupazione; • Il tasso di attività; • Il tasso di occupazione. Tutti gli indicatori esprimono un determinato fenomeno in percentuale. Ad esempio il tasso di disoccupazione ci dice quante persone su 100 non sono occupate. Il tasso di attività ci dice quante persone lavorano o vorrebbero lavorare sulla popolazione in età lavorativa (le persone con un’età compre- IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 11 sa fra 15 e 65 anni). Il tasso di occupazione esprime, al pari del tasso di attività, il numero delle persone che lavorano sul totale della popolazione in età lavorativa. Secondo l’ultima indagine Istat disponibile nella sua interezza al momento di andare in stampa, quella di luglio 2001, in Sardegna, il tasso di disoccupazione è del 18,8%, con una tendenza in diminuzione rispetto all’anno precedente (20,5%). Il tasso di attività è pari al 59,2% e il tasso di occupazione del 39,4%. Questi ultimi due indicatori risultano in aumento rispetto all’anno precedente. Ma quanti sono gli occupati e i disoccupati in Sardegna? Gli occupati sono 552mila (i dati sono sempre relativi al mese di luglio 2001), 372mila uomini e 180mila donne; le persone in cerca di occupazione 128mila, 59mila uomini e 69mila donne. Quindi le forze di lavoro (occupati + persone in cerca di occupazione) sono 680mila, 431mila uomini e 249mila donne. La popolazione attiva, cioè la popolazione con un’età compresa fra 15 e 65 anni, è pari a 1milione 148mila, mentre il totale della popolazione è pari a 1milione e 635 mila. Spesso è interessante sapere qual è il tasso di disoccupazione riferito a particolari classi di età. Importante per la determinazione degli interventi di politiche del lavoro è il tasso di disoccupazione giovanile, che ci dice quante persone di età compresa tra 15 e 24 anni sono alla ricerca di un impiego. In Sardegna, nel mese di luglio, il tasso di disoccupazione giovanile era pari al 47,7%, vale a dire che quasi un giovane su due è alla ricerca di un impiego. Ma questo dato non vale per gli uomini e le donne allo stesso modo. Infatti, la percentuale aumenta per le donne (61,7%) e diminuisce per gli uomini (37,5%). Le forze di lavoro e le persone in cerca di occupazione possono essere studiate sotto molti aspetti (settore economico, durata nella ricerca del lavoro, titolo di studio). Un aspetto che merita grande attenzione è il titolo di studio, e la tabella che segue ci fornisce un quadro interessante sulle forze di lavoro e sulle persone in cerca di lavoro. Tab.1 - Forze di lavoro e persone in cerca di lavoro per titolo di studio Titolo di studio Diploma di Laurea Diploma di scuola media superiore Qualifica professionale Forze di Forze di Persone in Persone in lavoro (v.a.) lavoro (%) cerca (v.a.) cerca (%) 61.000 9,3 6.000 4,2 182.000 28,0 38.000 28,2 28.000 4,2 6.000 4,3 Scuola dell’obbligo 379.000 58,4 85.000 63,3 Totale 649.000 100,0 134.000 100,0 Fonte: Ns elaborazione su dati Istat – Rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro - Medie annuali 2000 11 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 12 Se si considerano le sole forze di lavoro, si può notare che il 58,4%, ovvero più di una persona su due, è in possesso del solo titolo di scuola media inferiore. Il 9,3% è in possesso della laurea, il 28% del diploma di scuola media superiore. Soltanto il 4,2% ha la qualifica professionale, ma le persone che ne sono in possesso sono sicuramente di più, perché l’ISTAT classifica i lavoratori in base al titolo di studio più elevato che viene conseguito. La Domanda I datori di lavoro chiedono lavoro! La domanda prevista 12 La domanda di lavoro è espressa dal settore produttivo, che può produrre beni o servizi. Quindi la domanda di lavoro è composta dalle imprese, intendendo per imprese tutto il sistema produttivo privato o dalla pubblica amministrazione. Anche le famiglie, sia pure in piccola misura, possono far parte della domanda di lavoro: nel momento in cui assumono personale di servizio diventano anch’esse “datori di lavoro”. Questa parola “datori di lavoro” è importante perché è l’esempio di come i termini che si usano per lo studio del mercato del lavoro possano essere anche contradditori o ambigui: infatti il “datore di lavoro”, che significa in parole povere che “dà lavoro”, fa invece parte della domanda di lavoro, cioè di chi il lavoro lo chiede. A parte questa ambiguità è facile però distinguere domanda e offerta tornando alla logica del comprare e del vendere al mercato: una parte (l’offerta) vende il proprio lavoro in cambio di una retribuzione, l’altra parte (la domanda) chiede il lavoro necessario per la propria attività ed in cambio offre una retribuzione. Quantificare la domanda di lavoro è sempre stato uno dei maggiori problemi degli studiosi del mercato del lavoro. Infatti, le statistiche ci dicono sempre a posteriori quanti sono stati gli occupati di un determinato periodo. Per conoscere il numero di occupati in anticipo bisogna chiedere a chi è già “datore di lavoro” se prevede assunzioni in un determinato arco di tempo. Poiché tutte le imprese sono registrate presso un registro che fa capo alle Camere di Commercio, lo stesso ente nazionale (Unioncamere) ha avviato, per la prima volta nel 1997, e adesso con cadenza annuale, un’indagine su un campione di 100.000 imprese iscritte al Registro delle Imprese. La ricerca è conosciuta col nome di “Indagine Excelsior” e il suo campo di osservazione coinvolge tutti i settori dell’economia, escludendo però quello dell’agricoltura e del pubblico impiego, nonché tutti i professionisti e i lavoratori autonomi che non svolgono la loro attività in forma d’impresa. Le tabelle che seguono ci rivelano quali sono stati nel biennio 2000-2001 i settori di attività che hanno assorbito più occupati (Tab.2), quelli che hanno avuto il maggiore tasso di crescita (Tab.3), e come si sono distribuite le assunzioni in relazione al titolo di studio (Tab. 4), nel mercato del lavoro della nostra regione. In particolare, la Tab.2 indica il saldo occupazionale previsto per il biennio 2000-2001. Per saldo occupazionale si intende la differenza fra il numero dei lavoratori assunti nel periodo considerato e il numero dei lavoratori che hanno cessato di lavorare nello stesso periodo. Come si può notare il setto- IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 13 re che assorbe più occupati nella nostra regione è quello edilizio con 1.966 addetti in più rispetto al 31 dicembre 1999. Il settore del commercio si colloca al secondo posto con 710 nuove unità, seguito di poche unità dal settore turistico (alberghi, ristoranti) e dai servizi alle imprese. E’ importante inoltre osservare che ogni settore può essere direttamente connesso a particolari professioni e talvolta può favorire l’occupazione degli uomini piuttosto che delle donne o viceversa (per esempio, nel settore delle costruzioni è molto più probabile che trovino lavoro gli uomini). Tab.2 - Saldi tra ingressi e uscite dal mercato del lavoro nel periodo 2000-2001 in Sardegna Settore di attività economica Saldo Occupazionale Costruzioni 1.966 Commercio al dettaglio di prodotti non alimentari 710 Alberghi, ristoranti e servizi turistici 669 Servizi operativi alle imprese 616 Commercio al dettaglio di prodotti alimentari 576 Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2001 I settori che presentano i saldi maggiori in termini di unità di addetti, non è detto che siano gli stessi che presentano il maggior tasso di crescita. Infatti la crescita dipende dal valore che lo stesso settore aveva nel periodo precedente e non dal numero degli occupati in termini assoluti. Ad esempio se un settore passa da 10 occupati a 20, la crescita di 10 unità è pari al 100%, cioè il numero degli occupati è raddoppiato, se si passa da 100 a 110 l’aumento in valore assoluto è sempre 10, ma la crescita è minore ed è pari al 10%. I settori che presentano il maggior tasso di crescita occupazionale vengono mostrati nella Tab.3. Come si può notare nessuno dei settori compare anche nella Tab.2. Infatti questi settori presentano la maggior parte delle volte un numero di occupati relativamente basso perché sono settori non tradizionali, in fase di sviluppo e spesso legati ad imprese giovani. Tab.3 - Settori di attività economica col maggiore tasso di crescita nel periodo 2000-2001in Sardegna Settore di attività economica Saldo (%) Ind. beni per la casa, tempo libero e altre manifatturiere 12,4 Studi professionali 11,2 Informatica e telecomunicazioni 8,9 Altri servizi alle persone 8,7 Industrie della gomma e delle materie plastiche 8,5 Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco 8,1 Industrie del legno e del mobile 8,0 Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2001 L’ultima tabella (Tab.4) è dedicata allo studio della domanda di lavoro ripartita per titolo di studio, come si può notare oltre il 50% delle richieste delle aziende non prevede un titolo di studio specifico, e pertanto vengono classificate come ricerca di lavoratori che abbiano adempiuto all’obbligo scolastico. Tuttavia, il fatto che le aziende non richiedano un titolo di studio, non significa che i posti di lavoro vengano poi occupati da persone con il titolo 13 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 14 richiesto. Capita spesso, infatti, che un laureato svolga un’attività per la quale sarebbe sufficiente il diploma, e che un diplomato svolga un lavoro per il quale sarebbe sufficiente la licenza media. Bisogna tenere conto però che l’indagine Excelsior non considera le attività che richiedono il maggior numero di laureati, cioè il settore pubblico e quello delle libere professioni, inoltre le imprese che assorbono maggiore occupazione, come si è già potuto vedere, sono quelle edili e di servizi commerciali, che generalmente non richiedono titoli di studio specifici. Tab.4 - domanda di lavoro delle imprese per titolo di studio in Sardegna Settore di attività economica Diploma di Laurea Diploma di scuola media superiore Istruzione e formazione professionale Diploma di scuola media inferiore Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Biennio 2000-2001 3,9 26,2 19,5 50,4 Percorsi all’interno del mercato del lavoro Il mercato del lavoro è un sistema in costante movimento, dove le persone possono spostarsi da uno stato all’altro. Il percorso più semplice è quello che vede il passaggio dalla scuola all’occupazione, per poi concludere il ciclo di vita lavorativa con il collocamento in pensione. Ma questa è la strada più semplice. Nella vita di un lavoratore e di una lavoratrice il percorso può essere molto più vario e, una volta fuori dalla scuola, le possibilità di scelta numerose. Così si può condurre una vita senza mai entrare nel mercato del lavoro, come succedeva un tempo alla maggior parte delle donne: studiavano fino all’assolvimento della scuola dell’obbligo per poi sposarsi e condurre la vita come casalinga. Oggi è più probabile, visti gli alti tassi di disoccupazione giovanile, che un periodo più o meno lungo di tempo possa essere trascorso tra le persone in cerca di prima occupazione, per poi entrare fra gli occupati. Durante questo periodo di tempo però si può smettere di essere inseriti in una di queste due categorie per frequentare corsi di formazione o per riprendere gli studi. Una volta conclusa la formazione può capitare di tornare alla ricerca del primo lavoro oppure iniziare a lavorare subito. Una volta trovato il lavoro non è detto che questo sia per sempre. Infatti, si può perdere il lavoro passando così alla categoria dei disoccupati, oppure si può decidere di frequentare altri corsi di formazione, magari per avere la possibilità di cambiare il proprio lavoro oppure di migliorare la propria posizione lavorativa. Da una situazione di occupazione si può anche passare nella categoria delle “non forze di lavoro”: per esempio, era usuale fino a qualche decina di anni fa che le donne, alla nascita del primo figlio, uscissero dal mercato del lavoro, per rientrare quando il bambino era cresciuto. Insomma, il mercato non è un meccanismo statico, ma anzi numerosi sono gli ingressi, le uscite ed i cambiamenti di condizione che il lavoratore deve affrontare nel corso della sua vita lavorativa. 14 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:15 Pagina 15 LA FORMAZIONE Il valore della formazione: imparare a saper fare Se ti è capitato di proporti per un lavoro forse la prima cosa che ti hanno chiesto è stata: “che cosa sai fare?” o, addirittura, ti hanno messo di fronte ad un problema chiedendoti: “come lo risolvi?”. Per saper fare bisogna avere delle competenze cioè un insieme di conoscenze, capacità e comportamenti che permettono di svolgere un compito. Saper fare è una cosa che non si improvvisa, bisogna imparare a saper fare. Raggiungere questo scopo è più facile con un corso di formazione il cui obiettivo è sempre quello di dare all’allievo e futuro lavoratore delle competenze specifiche che gli permettano di inserirsi in modo agevole nel mondo del lavoro, di muoversi al suo interno con sicurezza e di rimanerci il più a lungo possibile. In un contesto economico caratterizzato da elevati livelli di incertezza, da cambiamenti improvvisi non prevedibili, in cui le imprese vanno sempre di più verso l’internazionalizzazione, la multinazionalità e la globalizzazione della competizione e in cui è richiesto loro di essere innovative, flessibili e produttive, il vero vantaggio competitivo è costituito dalle risorse umane. La formazione diventa quindi uno strumento essenziale per gestire al meglio queste risorse, assumendo sempre più i connotati di una formazione permanente che accompagna l’individuo in ogni momento della vita individuale e di gruppo. L’Unione Europea ha fatto proprio questo importante concetto incentivando, attraverso i corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo, la cultura della formazione permanente (“long life learning”). La formazione sta evolvendo verso la creazione di un Sistema al quale le Regioni, la Scuola, l’Università, le Aziende, le Agenzie formative in genere e i costituendi Servizi per l’Impiego apportano le loro competenze specifiche. Le offerte che il Sistema formazione rende disponibili sono il frutto della collaborazione di questi soggetti, e chi, a qualsiasi livello, entra nel sistema della formazione, può ottenere una certificazione valida a livello nazionale ed è sicuro di essere agevolato nell’inserimento nel mondo del lavoro, poiché la qualifica attesta le competenze acquisite. Inoltre è possibile accumulare “crediti” che accrescono il proprio capitale formativo e che possono essere utilizzati per accedere ad una formazione di livello superiore. Bisogna essere consapevoli che il nostro futuro prima di tutto dipende da noi attraverso la nostra voglia di imparare a lavorare. Le competenze sono un insieme di conoscenze, abilità, capacità e comportamenti che permettono di svolgere un compito. Ognuno di noi, fin dai 15 anni, può costruirsi, passo dopo passo, la strada che porta a saper fare. Qui abbiamo cercato di visualizzare schematicamente le opportunità che il Sistema Formazione è oggi in grado di offrire, mentre all’interno della Guida troverai un profilo sintetico di percorsi formativi oggi attivabili. 15 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 16 La Formazione Professionale La formazione professionale è un tipo di formazione, che a differenza della formazione scolastica, è maggiormente finalizzata all’apprendimento di una professione, e ti offre quindi la possibilità di imparare un mestiere e di conseguire una qualifica legalmente riconosciuta. Per facilitare l’apprendimento della professione, i corsi di formazione professionali, sono costituiti da moduli, che prevedono sempre una parte di orientamento al lavoro, una parte tecnica, una di cultura generale, e un cospicuo numero di ore destinato ad un periodo di tirocinio in azienda. Con il nuovo sistema integrato di formazione, la formazione professionale e la formazione scolastica non percorrono più due strade divergenti, ma ti sarà possibile far valere dei periodi trascorsi in un corso professionale per ottenere un diploma all’interno del sistema scolastico, e viceversa con un diploma potrai vederti abbuonati dei moduli formativi di un corso professionale. La varietà di corsi che si possono frequentare è molto grande, come d’altra parte è elevato il numero delle professioni esistenti, quindi prima di sceglie- 16 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 17 re un corso che vuoi frequentare pensa se ti piacerà veramente esercitare quel mestiere. Una volta che sei convinto della tua scelta devi informarti su come iscriverti ad un corso di formazione professionale. Un aiuto lo puoi trovare presso l’Assessorato del Lavoro, ma devi imparare a trovare le informazioni sui corsi utilizzando tutti i mezzi a disposizione. Innanzitutto è obbligatorio per l’Ente di formazione che organizza un corso darne pubblicità attraverso gli organi di stampa, quindi devi sempre leggere le riviste specializzate sul lavoro e i giornali quotidiani sardi. Inoltre su Internet potrai trovare molte informazioni sui corsi disponibili. Gran parte delle associazioni sindacali e di quelle imprenditoriali ha dei Centri di Formazione professionale, come esistono anche Enti di formazione di emanazione regionale, ed Enti privati. Ti puoi quindi rivolgere anche direttamente agli Enti per sapere quali sono i corsi disponibili. L’Università La maggior parte dei neodiplomati intraprende gli studi universitari. L’Università, infatti, offre, oltre che l’opportunità di aumentare il livello di conoscenza attraverso un percorso di studi specifico, anche la possibilità di accedere a lavori e professioni per cui il diploma di laurea è un requisito indispensabile. Per poter svolgere la maggior parte delle professioni è necessario dunque aver conseguito una laurea specifica, pensiamo a professioni come quelle di avvocato, ingegnere, notaio, architetto, medico, veterinario, ecc.. Per quanto riguarda queste professioni, spesso è richiesto anche un periodo di tirocinio ed il superamento di uno specifico esame di stato che attesti le conoscenze acquisite. La laurea diventa indispensabile anche per poter accedere ai posti di lavoro di maggior prestigio all’interno della Pubblica Amministrazione o delle grandi imprese. In tal modo, seppur il possesso di questo titolo non permette automaticamente di trovare un lavoro, è vero che senza, alcune strade sono del tutto precluse. Molte Università italiane oggi offrono dei servizi utili per l’orientamento degli studenti e pubblicano guide che aiutano lo studente ad orientarsi nell’organizzazione delle facoltà, dei corsi di studio, nella conoscenza dei diritti, delle opportunità, insomma forniscono tutte le informazioni utili per effettuare una scelta ponderata della facoltà e del corso di studi. L’Università attualmente rilascia quattro tipi di titoli, di cui due diplomi di laurea veri e propri: la laurea di primo livello, della durata di tre anni, ha l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza dei metodi e dei contenuti generali del ramo di studi scelto, nonché l’acquisizione di specifiche conoscenze professionali. La laurea specialistica o di secondo livello della durata di due anni, che può essere conseguita esclusivamente dopo la laurea di primo livello (per un totale di cinque anni di studio), ha l’obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici. 17 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 18 Il diploma di specializzazione (DS) e il dottorato di ricerca (DR) per cui è necessario aver conseguito la laurea di secondo livello. Da tale sistema sono escluse alcune facoltà, come quelle di medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria, che, in base a precise norme europee, sono articolate in un ciclo unico della durata di cinque o sei anni. L’offerta didattica Ogni ateneo ha strutturato un’offerta didattica autonoma, sulla quale possono ottenersi molte informazioni visitando, come già suggerito, i siti web delle Università e consultando le guide dello studente pubblicate annualmente sia a livello di ateneo, sia a livello di singola facoltà. Inoltre, sono previste, per gli studenti degli ultimi anni delle scuole medie superiori, giornate dell’Orientamento, organizzate praticamente da tutte le Università, durante le quali viene presentata l’intera offerta didattica. Già da molti anni, infine, diversi atenei organizzano dei corsi di formazione a distanza, che offrono la possibilità di conseguire un titolo universitario anche a chi è impossibilitato di seguire i corsi in maniera tradizionale. I test d’ingresso Per accedere ad una facoltà occorre superare un test d’ingresso che mira a verificare le conoscenze di base dello studente. Questa è una misura che due funzioni particolari: • una è selettiva, per quelle facoltà in cui è previsto il numero chiuso e quindi gli accessi sono regolati annualmente e gli studenti selezionati sulla base delle loro conoscenze; • la seconda invece ha lo scopo di ridurre il numero degli studenti cosiddetti “fuori corso”, cioè coloro che non riescono a terminare gli studi e quindi a conseguire il titolo nel periodo fissato, soprattutto a causa di lacune in materie non affrontate o studiate male durante le scuole medie superiori. Gli ERSU Gli Enti Regionali per il diritto allo Studio Universitario (ERSU), sono enti strumentali delle regioni, che gestiscono il diritto allo studio degli studenti universitari iscritti ai diversi atenei. Essi hanno come finalità istituzionale quella di sostenere gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, per il conseguimento dei gradi più alti dell’istruzione, così come previsto dall’art.34 della Costituzione. A tal fine, gli ERSU forniscono diverse forme di assistenza cui possono accedere gli studenti che si iscrivono all’Università, come per esempio l’accesso alle case dello studente per gli alloggi, alle mense universitarie, ecc.. In Sardegna ci sono due ERSU, uno per l’Università di Cagliari e uno per quella di Sassari, presso i quali potrai trovare risposte alle tue curiosità sul mondo universitario. 18 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 19 CERCHI UN LAVORO AUTONOMO? Se pensi di essere portato per iniziare un’attività come lavoratore autonomo, innanzi tutto devi decidere se vuoi costituire una società con altre persone o se vuoi lavorare da solo. A seconda del lavoro che vuoi fare puoi scegliere di diventare un libero professionista oppure un imprenditore. Le forme societarie Se hai deciso che vuoi creare un gruppo che abbia i tuoi stessi interessi, e con questo vuoi intraprendere un'attività, prima di sapere quali sono le leggi che possono aiutarti a trovare i finanziamenti devi decidere che forma societaria mettere in piedi. La forma societaria è quel contratto che regola il rapporto che ti collega giuridicamente con i tuoi soci e indica come il tuo gruppo di persone si presenta all'esterno. Esistono tante e diverse tipologie di società, e si dividono prevalentemente in società di persone e società di capitali. Nelle prime i soci rispondono con tutto il loro patrimonio, anche personale, nelle seconde solamente con il capitale investito. Se invece vuoi iniziare un’attività da solo, puoi anche lavorare come imprenditore individuale. Qui noi ti consigliamo quella che reputiamo più adatta per un gruppo di giovani che vuole iniziare un'attività imprenditoriale, la cooperativa. La costituzione di una cooperativa ti dà la possibilità di accedere, oltre che ai finanziamenti generali per l'imprenditoria giovanile, anche a dei finanziamenti riservati solo alle cooperative. Presso l'Assessorato al Lavoro e presso le Associazioni di categoria puoi trovare una risposta a tutti i tuoi dubbi. Da alcuni anni esiste la possibilità di costituire anche una cooperativa con solo 3 soci (piccola cooperativa). Le leggi di agevolazione all’imprenditoria giovanile e femminile Se decidi di mettere su un'impresa, non sei solo. Esistono tante leggi di aiuto alla creazione di impresa, che mettono a tua disposizione finanziamenti e consulenze qualificate indispensabili per realizzare la tua idea. Ogni legge ha delle caratteristiche particolari, e devi cercare di capire quella che può fare al caso tuo. E’ differente costituire una piccola impresa individuale, o se vuoi costituire una società con un gruppo composto prevalentemente da donne, perché per ogni situazione c’è una fonte di finanziamento più conveniente. Mentre i progetti di una certa consistenza possono avere una grossa mano d'aiuto da altre leggi nazionali e regionali. Queste leggi di incentivazione ti danno tutte un contributo a fondo perduto - soldi che non devi restituire - un finanziamento da restituire con calma ad 19 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 20 un tasso di interesse ridotto, ti aiutano nella preparazione o ti finanziano il progetto d'impresa. Il Progetto di Impresa (business plan) Se sei orientato verso un lavoro autonomo, verso la creazione della tua impresa, devi avere una forte motivazione e le idee molto chiare riguardo a quello che andrai a fare. Il lavoro autonomo implica una forte determinazione e soprattutto una notevole capacità organizzativa: infatti è necessario conoscere in anticipo ciò che si dovrà gestire in futuro. Per questo, la prima cosa che è importante elaborare, prima d’intraprendere qualsiasi attività, è il “Business Plan” (o Piano d’impresa), che consiste in un’opportunità per sviluppare in modo più efficace ed approfondito la tua idea imprenditoriale, individuando in anticipo i punti di forza e di debolezza, e per convincere gli altri soggetti a credere nel tuo progetto. Il fatto di dover “progettare” la tua idea imprenditoriale non ti deve scoraggiare, ma ti deve aiutare a chiarirti ulteriormente le idee su come impostare l’attività, sugli strumenti che ti occorrono per avviarla, sulle persone eventualmente da coinvolgere Devi, quindi, essere sicuro di avere le idee chiare, devi cioè essere in grado di fare un progetto imprenditoriale che risponde ad una serie di domande. Presentazione • l’idea - Cosa voglio fare? • la compagine sociale - Con chi voglio lavorare? L’analisi di mercato • l’ambiente esterno - Dove si inserisce la mia azienda? • la domanda - Chi è interessato a comprare il mio prodotto? • la concorrenza - Quali sono le aziende che fanno la stessa attività che voglio intraprendere e con le quali dovrò competere? • la struttura distributiva - Dove e come andrò a vendere i miei prodotti? • i fornitori - Da chi comprerò le cose che mi servono per svolgere la mia attività? Le scelte strategiche • l’individuazione del vantaggio competitivo - Cosa ho in più, o di meglio, degli altri? Cioè, perché la gente dovrebbe comprare da me e non da un altro? • gli obiettivi di vendita - Quanto devo vendere per potere andare avanti con questa attività? Le scelte operative • le scelte produttive - Come è organizzato il mio ciclo produttivo? • le scelte organizzative - Come è organizzata la mia impresa? 20 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 21 • le scelte di finanziamento - Da dove prendo i soldi che mi servono per l’attività? • le scelte di marketing - Come vendo il mio prodotto e come faccio a farmi conoscere? Il Piano Economico/Finanziario • le previsioni e i prospetti economico/finanziari - Sono in grado di prevedere e simulare l’andamento della mia attività per 1, 3, 5 anni? • la verifica della redditività - Quanto guadagno da tutto questo lavoro? Non è detto che tu debba conoscere perfettamente tutte queste informazioni sin dall’inizio, anzi è molto probabile che il tuo progetto iniziale subisca diverse modifiche ed adattamenti man mano che lo sviluppi. Puoi anche farti aiutare da persone esperte nella programmazione aziendale: spesso le stesse leggi che finanziano le nuove attività imprenditoriali prevedono l’erogazione, a titolo gratuito, di un servizio di “accompagnamento alla progettazione”, oppure, quando non erogano questo servizio di assistenza tecnica, finanziano i costi che si devono sostenere per ottenere questo tipo di assistenza. Le Libere Professioni Se decidi di intraprendere una libera professione devi sapere che questo tipo di attività lavorativa è regolamentato dagli Ordini e dai Collegi professionali. Per tutte le libere professioni è richiesto almeno il titolo di studio di scuola media superiore, ma per molte è necessaria la laurea. Questi due titoli spesso non sono sufficienti e nella maggior parte dei casi è necessario un periodo obbligatorio di tirocinio presso un libero professionista e il superamento dell’esame di stato. Per avere informazioni sulla libera professione che ti interessa devi rivolgerti alla Facoltà di riferimento per i corsi di laurea, o all’Ordine e Collegio professionale per il tirocinio obbligatorio e per l’esame di stato. 21 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 22 CERCHI UN LAVORO DIPENDENTE? Il primo elemento della tua strategia deve essere il tuo curriculum. 22 La stessa attività lavorativa può essere svolta in proprio o alle dipendenze di un datore di lavoro. Se cerchi lavoro come dipendente devi avere chiaro che il tuo rapporto di lavoro sarà regolamentato da un contratto, e che avrai nella maggior parte dei casi un orario di lavoro da rispettare. In altre parole il tuo rapporto di lavoro sarà disciplinato da diritti e doveri che avrai nei confronti del tuo datore di lavoro. Per poter essere assunto, e quindi scelto da un’azienda, non è sufficiente conoscere le regole ma bisogna anche avere una strategia. Il curriculum non è un semplice foglio dove scrivere cosa sai fare e cosa ti piacerebbe fare, ma deve essere la ricostruzione del tuo passato, sia per quanto riguarda lo studio, che dal punto di vista lavorativo. Per questo motivo non dimenticare che dovrai sempre fare i conti col tuo curriculum e che se vuoi aumentare la possibilità di trovare un lavoro devi poterci scrivere qualcosa. Un curriculum deve essere ben strutturato e contenere le informazioni necessarie per il lavoro che stai cercando, quindi può anche cambiare di volta in volta a seconda del lavoro che cerchi. Non dimenticare che la conoscenza delle lingue straniere, prevalentemente l’inglese, e dell’uso del computer, sono diventati oramai elementi indispensabili per trovare un lavoro. Ecco alcuni consigli per scrivere un buon curriculum. Generalità: innanzitutto devi indicare i tuoi dati personali, (nome, cognome, luogo e data di nascita, nazionalità, residenza, domicilio, telefono, fax ed e-mail). Come vedi abbiamo indicato sia la residenza che il domicilio, quest’ultimo devi utilizzarlo come indirizzo dove vuoi essere rintracciato, ed è molto importante che sia il più vicino possibile all’indirizzo del tuo potenziale datore di lavoro così aumenterai la possibilità che ti chiami per un colloquio di lavoro. Fotografia: è molto importante che ogni volta che spedisci un curriculum alleghi una tua fotografia recente. La fotografia viene utilizzata da chi fa selezione del personale per associare visivamente il tuo curriculum ed eventuali altre notizie che ti vengono chieste per telefono o durante il colloquio di lavoro, alla tua persona. In questo modo è più facile per chi deve scegliere ricordarsi di te. Nel caso non voglia spendere per le foto, cerca un amico che con uno scanner ti dia la possibilità di inserirla come immagine nel tuo curriculum. Studi svolti: in questa parte devi indicare tutti gli studi che hai svolto, indicando il titolo conseguito, le materie principali che hai studiato e se hai scritto un lavoro finale il suo titolo. Se non sono troppo bassi, indica anche i voti finali che hai ricevuto. L’ordine che devi seguire per indicare gli studi svolti è quello cronologico, cioè dal più vecchio al più recente. Non dimenticare che anche i corsi per i quali non ti hanno rilasciato un titolo potrebbero essere interessanti per chi ti deve valutare. IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 23 Conoscenze linguistiche: in questa parte devi indicare quale è la tua lingua madre e quali sono le lingue straniere che conosci. Per queste ultime è importante indicare il livello di conoscenza (ottimo, buono, sufficiente) per i diversi aspetti della lingua (letta, parlata, scritta e la sua comprensione). Conoscenze informatiche: qui devi far capire quale è la tua capacità di usare il computer, quindi devi conoscere i programmi che usi e le sue diverse applicazioni, dividendoli in gruppi (elaboratori di testi, fogli elettronici, database, programmi di grafica, altro). Esperienze lavorative: Le esperienze lavorative devono essere funzionali al lavoro che cerchi, quindi non è sempre necessario indicarle tutte, ma ricordati di inserire anche quelle che hai svolto a prescindere dalla loro regolarità contrattuale. Le informazioni che vuole avere chi ti deve assumere sono relative solamente a cosa sai fare, quindi ogni tipo di esperienza di lavoro, anche breve, può essere indispensabile per chi ti deve scegliere. Le esperienze lavorative vanno indicate riportando le seguenti informazioni (durata dell’esperienza con le date, qualifica ricoperta, luogo di svolgimento dell’attività, mansioni effettivamente svolte, nome dell’azienda) e vanno sempre indicate partendo dall’esperienza più recente. Altre informazioni: anche se non hai molte esperienze lavorative è probabile che ci siano delle informazioni sulla tua vita che possono interessare chi ti vuole assumere, ad esempio se hai una patente di guida particolare, se hai interessi personali specifici o se hai fatto del volontariato in campi che possano essere collegati con il lavoro che cerchi. Disponibilità a lavorare: a volte è importante indicare che tipologia contrattuale di lavoro si cerca; è differente, infatti, proporsi per un Tirocinio, per un Piano di Inserimento Professionale, o per un contratto di lavoro a tutti gli effetti. Inoltre è necessario indicare se sei disponibile a spostarti dalla tua città, e quindi ad accettare di lavorare in un’altra provincia o in un’altra regione. Non dimenticare: - di autorizzare chi riceve il tuo curriculum al trattamento dei tuoi dati personali con la seguente dicitura: Autorizzo l’azienda ___________________ al trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 10 della legge 31 dicembre 1996 n.675. - di mettere la data - di firmare il curriculum Il secondo elemento della tua strategia per trovare un lavoro dipendente è quello di sapersi proporre nel modo più efficace a chi ti deve selezionare, sia per iscritto con una lettera di presentazione, che in prospettiva di un colloquio. La lettera di presentazione deve essere sintetica e deve essere chiaro il risultato che vuoi raggiungere: nella maggior parte dei casi essere ricevuti per un colloquio. E’ importante sapere di cosa si occupa l’azienda a cui scrivi, e se rispondi ad un annuncio devi informarti quale sarà il lavoro che svol- 23 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 24 gerà la figura professionale richiesta. Riuscire a comunicare il tuo interesse per l’azienda a cui scrivi, e che tu sei la persona adatta per quel posto è indispensabile. Per avere informazioni sull’azienda ricordati che molte hanno un sito internet dal quale puoi ricavare utili informazioni. Il colloquio è il momento in cui devi riuscire a far capire che dietro un buon curriculum e dietro una corretta lettera di presentazione c’è una persona motivata per quel determinato posto di lavoro. Presentarsi ad un colloquio di lavoro con la convinzione che un lavoro vale l’altro ti farà partire in svantaggio rispetto agli altri candidati. Essere motivati vuol dire riuscire a trasmettere l’idea che sei il candidato migliore per quel lavoro, maggiori conoscenze hai sul lavoro richiesto, più facilità avrai a far capire di essere il candidato ideale. Ricorda che le conoscenze che devi avere non sono solamente di tipo tecnico, ma una buona conoscenza di base sui contratti di lavoro e sul mercato del lavoro in generale, possono esserti utili in un colloquio di lavoro. Questa guida può aiutarti a saperne di più. Quando inizi un rapporto di lavoro subordinato procurati il contratto collettivo che lo regolamenta. 24 Il lavoro dipendente o subordinato ha delle importanti caratteristiche, che riassumiamo così in breve: • innanzi tutto nasce da un contratto di scambio. Il lavoratore mette a disposizione del datore di lavoro le proprie energie fisiche e/o intellettuali in cambio della retribuzione; • in secondo luogo il contratto di lavoro è un contratto di durata ad esecuzione continuata, ossia è destinato a protrarsi per un certo periodo di tempo, determinato o indeterminato, a seconda che sia stato stabilito o meno un termine finale; • infine i due soggetti che stipulano il contratto di lavoro (datore di lavoro e lavoratore) non sono liberi nel predisporre gli elementi fondamentali di questo contratto ma devono seguire le indicazioni previste dalla legge e/o dai contratti collettivi. I contratti collettivi sono dei contratti stipulati dai rappresentanti dei lavoratori (sindacati) e dai rappresentanti dei datori di lavoro (associazioni di categoria) che prevedono la regolamentazione generale degli aspetti fondamentali del singolo rapporto di lavoro (ferie, retribuzione, orario). Dal rapporto di lavoro subordinato nascono dei diritti e degli obblighi particolari: • il lavoratore ha l’obbligo di eseguire diligentemente i compiti (mansioni) per i quali è stato assunto. Deve rispettare le direttive impartite dal datore di lavoro. Non può rivelare notizie apprese durante lo svolgimento del lavoro che riguardino aspetti dell’attività destinati a rimanere segreti. Il lavoratore ha anche una serie di diritti: diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del lavoro svolto; ad un periodo annuale di ferie retribuite; ad un periodo di conservazione del posto in caso di malattia, gravidanza, maternità e servizio militare; • il datore di lavoro oltre ad avere l’obbligo di corrispondere la retribuzio- IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 25 ne, ha il diritto di dirigere e controllare l’attività del lavoratore; in determinati casi ha anche il potere di infliggere sanzioni disciplinari. Il Contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato Il modello ordinario (standard) del contratto di lavoro prevede che il rapporto tra il lavoratore e il datore di lavoro abbia le seguenti caratteristiche: • tempo pieno. Legge e contrattazione collettiva regolamentano l’orario di lavoro massimo e le possibilità di flessibilità. Non esiste una misura di orario di lavoro uguale per tutti i lavoratori. In relazione ai diversi settori di attività i contratti collettivi stabiliscono diverse misure di orario normale (pubblico impiego 36 ore; settore privato tendenzialmente 40 ore). L’orario a tempo pieno è fondamentale per calcolare una retribuzione sufficiente a permettere al lavoratore di svolgere una vita libera e dignitosa per se e per la propria famiglia. • tempo indeterminato. L’indeterminatezza della durata del rapporto di lavoro significa che questo è destinato a protrarsi indefinitamente nel tempo sino a quando non sopraggiunga una causa di interruzione. Normalmente la cessazione del rapporto di lavoro può avvenire o per iniziativa del datore di lavoro (licenziamento) oppure per iniziativa del lavoratore (dimissioni). Ricordati che prima di lasciare un lavoro devi avvisare per tempo il tuo datore di lavoro (periodo di preavviso) Altri contratti di lavoro Esistono dei contratti di lavoro che differiscono dal modello ordinario del contratto a tempo pieno e indeterminato, per l’apposizione di una limitazione nella durata (contratto a tempo determinato) e/o nell’orario di lavoro (contratto a tempo parziale). Questi contratti, poiché differiscono sostanzialmente dal contratto standard, sono validi solamente se stipulati in forma scritta. Il contratto a tempo determinato o contratto a termine al momento della stipula del contratto di lavoro, prevede una scadenza, raggiunta la quale il rapporto di lavoro si scioglie automaticamente. Questo tipo di contratto può essere prorogato una volta sola. Il termine previsto dal contratto a termine può essere costituito da una data precisa o fare riferimento alla realizzazione o al venir meno di un evento. Questo tipo di contratto può essere stipulato solamente in determinati casi espressamente previsti dalla legge o se previsto dalla contrattazione collettiva. Il contratto a termine si considera trasformato a tempo indeterminato se non è stato stipulato rispettando la forma scritta e se, al momento della scadenza, si ha una prosecuzione del lavoro oltre il 20° giorno per i contratti di durata inferiore ai 6 mesi, e oltre il 30° giorno per quelli di durata superiore. Il contratto a tempo parziale o part-time si ha quando l’attività lavorativa viene svolta ad orario inferiore rispetto a quello normale previsto dai contratti collettivi. 25 IMPAGINATO ultimo Il contratto di lavoro può essere contemporaneamente a tempo determinato e parziale. 17-01-2002 17:16 Pagina 26 Non esiste un’unica modalità di lavoro part-time, esso può infatti essere: • orizzontale, quando la riduzione di orario è giornaliera e si prevede un impegno per tutti i giorni lavorativi; • verticale, quando il lavoro viene svolto a tempo pieno ma solamente per alcuni giorni alla settimana, al mese o all’anno; • misto, quando il lavoratore presta la propria attività lavorativa, ad orario ridotto, solamente per alcuni periodi dell’anno. Nel caso in cui non viene rispettata la forma scritta il contratto è nullo, ma non automaticamente trasformato a tempo indeterminato. Infatti il contratto part-time può essere stipulato anche nell’interesse del lavoratore, ad esempio in particolari situazioni familiari. Una particolare ipotesi di combinazione di contratti ad orario ridotto si ha con il contratto di job-sharing. Con questo contratto due lavoratori si dividono un contratto di lavoro a tempo pieno e stabiliscono le modalità di suddivisione dell’attività lavorativa. In ogni caso i due lavoratori devono assicurare l’erogazione dell’intera prestazione lavorativa. Il contratto di formazione lavoro e l’apprendistato (contratti con finalità formativa) Nel contratto di lavoro standard ad una determinata prestazione lavorativa corrisponde una retribuzione; nel caso dei contratti con finalità formativa alla prestazione lavorativa corrisponde oltre all’erogazione di una retribuzione, anche un’esperienza formativa. Questi due contratti di lavoro sono dei contratti a termine. Il Contratto di formazione lavoro (CFL), può essere stipulato solo in seguito alla predisposizione di un progetto di formazione approvato da un’apposita commissione. Il datore di lavoro può fare richiesta di CFL solamente se ha mantenuto in servizio, a tempo indeterminato, almeno il 60% dei lavoratori precedentemente assunti con CFL. I CFL possono avere la durata massima di 24 mesi con 130 ore di formazione obbligatoria per le professionalità elevate, e 80 ore di formazione per quelle intermedie, (tipo A). Nel caso di professionalità medio basse il contratto non può avere durata superiore ai 12 mesi e deve prevedere almeno 20 ore di formazione, (tipo B). Il lavoratore assunto con CFL deve avere un’età inferiore ai 32 anni. Il requisito dell’età deve essere posseduto al momento dell’assunzione, il contratto prosegue per tutta la durata prevista anche se si è superato il limite di età. Come si legge nella scheda allegata, il Contratto di Formazione e Lavoro è un vero e proprio contratto di lavoro a termine, che per la sua caratteristica formativa prevede delle agevolazioni per le imprese che assumono con questo strumento. Per erogare queste agevolazioni lo Stato deve fare dei controlli sulle aziende che vogliono assumere con il Contratto di Formazione e Lavoro, e in particolare deve controllare i due seguenti requisiti: 26 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 27 • se l’azienda aveva precedentemente assunto giovani con Contratto di Formazione e Lavoro, almeno il 60% dei contratti scaduti nei due anni precedenti deve essere stato trasformato in Contratto a Tempo Indeterminato; • deve essere presentato un Progetto Formativo. L’Apprendistato è un modo per assolvere l’obbligo formativo. Il contratto di Apprendistato ha invece una durata minima di 18 mesi e un tetto massimo di 4 anni elevato a 5 anni per il settore dell’artigianato. La durata del contratto viene prefissata dalla contrattazione collettiva. L’apprendista deve avere un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, nel caso il giovane abbia concluso gli obblighi scolastici l’età minima è stata abbassata a 14 anni, e la massima è stata elevata a 26 anni per le assunzioni effettuate nelle aree del Mezzogiorno (quindi anche per la Sardegna), e può arrivare fino ai 29 anni in alcuni settori Lavoro Interinale o temporaneo Il rapporto di lavoro temporaneo o interinale, introdotto in Italia nel 1997, non prevede una tipologia contrattuale che differisce in modo sostanziale da quelle già esaminate, ma consiste in uno strumento che permette ad un’azienda di beneficiare temporaneamente di determinate prestazioni lavorative senza che ciò comporti l’instaurazione di un rapporto di lavoro. Per fare ciò è necessaria la presenza di tre soggetti: • la società fornitrice di lavoro temporaneo, specificamente autorizzata ed iscritta in un apposito albo, è il datore di lavoro da cui dipende il lavoratore interinale; • il lavoratore, messo a disposizione temporaneamente a favore dell’impresa utilizzatrice; • l’impresa utilizzatrice, che esercita il potere di direzione e controllo sulla prestazione lavorativa. Il rapporto tra lavoratore e società fornitrice viene formalizzato con un contratto di lavoro per prestazioni di lavoro temporaneo, che può essere a tempo indeterminato o a termine. Alla società fornitrice spetta l’erogazione della retribuzione, e nel caso di contratto a tempo indeterminato, il pagamento di un’indennità di disponibilità per i periodi in cui il lavoratore non viene utilizzato. Agevolazioni per le assunzioni e per la creazione di impresa Per facilitare le assunzioni, la creazione di nuove imprese e per ampliare in generale il mercato del lavoro sardo, sono previste delle agevolazioni. Nelle pagine che seguono troverai numerose schede riepilogative che ti possono offrire una panoramica sulle opportunità esistenti. Tuttavia, per capire a cosa servono le agevolazioni, è fondamentale avere chiari alcuni punti. Innanzitutto in un’economia di libero mercato, come quella a cui noi apparteniamo e che la Comunità Europea vuole assicurare a tutti i cittadini di tutti 27 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 28 gli Stati membri dell’Unione Europea, gli Aiuti di Stato ad un’impresa sono generalmente vietati, in quanto ledono il principio di libera concorrenza. In altre parole, se aiuto economicamente un’azienda questa potrà essere più competitiva, e ad esempio applicare prezzi più bassi ai propri prodotti, rispetto ad un’altra che non ho aiutato. Sono quindi ammessi aiuti economici quando l’azienda si trova in una situazione di svantaggio rispetto alle altre concorrenti, questo può avvenire per motivi geografici, di infrastrutture della regione in cui si trova, di crisi del settore economico in cui opera. L’aiuto che viene concesso serve quindi non ad agevolare un’azienda rispetto ad un’altra, ma a ristabilire una parità di concorrenza. In Sardegna esistono diverse modalità di aiuti alle imprese, perché la nostra regione è considerata Regione Obiettivo 1, e cioè a ritardo di sviluppo rispetto alle altre regioni dell’Unione Europea. Queste agevolazioni per essere corrisposte alle aziende, e garantire la loro unica finalità di ristabilire un mercato libero, possono seguire due canali: Agevolazioni “de minimis”: si chiamano in questo modo le agevolazioni che rientrano nella cifra di 100.000 euro (193 milioni di lire circa) in tre anni. Questa cifra è considerata come soglia di intervento non distorsivo della libera concorrenza. Agevolazioni notificate all’UE: si chiamano così le agevolazioni che possono anche essere superiori alla soglia del de minimis, ma devono essere previste da una legge (nazionale o regionale) che deve passare all’esame della Commissione Europea. Le agevolazioni si dividono, inoltre, nelle tre seguenti categorie: Contributi: sono delle somme di denaro che vengono effettivamente corrisposte a favore di un’azienda o di un ente locale per il raggiungimento di uno scopo. Possono servire per dare vita ad un’azienda, per creare infrastrutture o per ridurre il costo del lavoro; Sgravi contributivi: il costo di un lavoratore non è solamente il costo della sua retribuzione, ma ci sono una serie di costi aggiuntivi (c.d. contributi previdenziali e assistenziali); un modo di aiutare le aziende è quello di sostituirsi al pagamento di questi contributi; è quindi lo Stato, o la Regione, che versa al posto dell’azienda i contributi, e sgrava la stessa da questo onere. Credito d’imposta: un’altra modalità di aiutare le aziende è quella di ridurre la pressione fiscale, e quindi far pagare loro meno tasse. Il credito d’imposta è un credito che l’azienda vanta nei confronti dell’erario, e che può far valere al momento del pagamento di tasse e imposte. 28 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 29 CERCHI UNO STRUMENTO DI INSERIMENTO AL LAVORO? Se non hai le idee chiare in merito alla scelta di intraprendere un'attività come lavoratore autonomo o lavoratore dipendente, oppure se non sei ancora riuscito a trovare dei soci o un datore di lavoro che ti proponga un contratto di lavoro, puoi cercare di accedere ad uno strumento di inserimento al lavoro. Gli strumenti indicati qui sotto sono molto importanti e possono essere di notevole aiuto per le tue scelte future, ma devono essere applicati correttamente. Gli strumenti di inserimento al lavoro hanno come finalità unica quella dell'apprendimento, dell'aumento delle tue conoscenze in quel tipo di lavoro, anche se a volte sono accompagnati da un sussidio o da un rimborso spese. Se non stai imparando niente è meglio interrompere l'attività e cercare di un’altra azienda disposta ad ospitarti. Tirocinio formativo e di orientamento Questo strumento ti dà l’opportunità di fare un’esperienza di lavoro presso un’impresa o presso un ufficio pubblico e di realizzare dei momenti di alternanza tra studio e lavoro. Di regola è gratuito, ma spesso le aziende prevedono un rimborso per le spese di vitto, trasporto e in casi particolari per l’alloggio. Non ci sono limitazioni di età e titolo di studio e possono essere attivati in qualsiasi momento. Tre buoni motivi per mantenere il tirocinio gratuito: • se durante lo stage non stai imparando, o se ciò che fai non risponde alle tue aspettative, puoi interrompere il tirocinio in qualsiasi momento; • l’azienda che ti ospita non deve basare l’attività normale di lavoro sul tuo contributo ma deve darti lo spazio e il tempo per imparare e mostrare le tue capacità. Se invece ha bisogno del tuo lavoro per mandare avanti la propria produzione è giunto il momento di richiedere un vero e proprio contratto di lavoro; • il tirocinio può essere sempre attivato senza aspettare un finanziamento da parte dello Stato. Per poter essere impiegato in un’attività lavorativa, anche se a titolo gratuito, la legge obbliga chi ti ospita ad assicurarti. Le assicurazioni per gli infortuni sul lavoro e per la responsabilità civile verso terzi costano poco, 20 o 30 mila lire al mese. Tutte queste forme di lavoro non sono dei veri e propri rapporti di lavoro quindi non sono tutelati come il rapporto di lavoro subordinato Assicurati di essere assicurato. Piani di inserimento professionale (P.I.P.) I Piani di Inserimento professionale sono uno strumento di inserimento al lavoro riservato ai giovani fra i 19 e i 35 anni. Oltre che presso le aziende, il Piano d’Inserimento Professionale può essere svolto presso un libero professionista; è quindi necessario rivolgersi all’Ordine o Collegio professionale per informarsi sulle possibilità di iniziare un P.I.P. 29 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 30 Il P.I.P non è interamente finanziato dallo Stato, ma una quota orientativamente pari al 25% è a carico del soggetto ospitante. Il compenso complessivo è di 309,87 euro (600.000 lire) per 80 ore mensili, e 619,75 euro (1.200.000 lire) per il tempo pieno. I P.I.P sono sospesi in attesa di un nuovo provvedimento di finanziamento, che però è atteso entro l’anno in corso. Il terzo settore e il volontariato Nel terzo settore o settore non-profit, si stanno creando sempre di più occasioni di lavoro interessanti e stimolanti. Il fatto che le aziende che operano in questo campo sono chiamate non-profit non vuol dire che chi ci lavora non viene pagato, ma vuol dire che il profitto non è lo scopo dell'azienda. Il vantaggio di puntare su questo settore lo puoi riscontrare già nel fatto che ti viene data la possibilità di lavorare in settori di notevole interesse come quello dell'ambiente, dei servizi di cura alla persona, ecc.. Per entrare in contatto con queste realtà la via migliore è quella di capire quale settore ti piace maggiormente, e per il quale sei più portato, e quindi cercare di metterti in contatto con le associazioni o cooperative sociali che già operano in questo settore. Probabilmente non troverai subito un posto di lavoro, ma collaborare con queste attività può aprirti delle strade per una più facile ricerca di lavoro o darti un idea per un'iniziativa autonoma. 30 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 31 SVILUPPO LOCALE Prima di addentrarci in maniera specifica all’interno del mondo del lavoro dipendente e di quello autonomo, è utile presentare due gruppi di strumenti che mirano a sviluppare l’economia della Sardegna a partire dalla valorizzazione delle risorse disponibili, siano esse attivabili all’interno delle diverse aree regionali, o che siano attivabili invece attraverso la costruzione di relazioni con sistemi produttivi esterni, con un occhio di riguardo a quelli dei Paesi dell’Unione Europea: le iniziative locali per l’occupazione e le iniziative e progetti comunitari. Le iniziative locali per l’occupazione hanno lo scopo di individuare le risorse presenti all’interno di un territorio e valorizzarle attraverso la realizzazione di un progetto di sviluppo diretto a rafforzare il sistema produttivo locale ed a creare nuova occupazione. Queste iniziative hanno una ingente dotazione finanziaria disponibile per ciascun comune. L’importo finanziario destinato a ciascun comune è stato determinato attraverso l’applicazione di parametri precisi legati al numero di abitanti, ai tassi di disoccupazione, ecc.. Mentre le iniziative locali per l’occupazione mirano a sviluppare le risorse interne al territorio regionale nel loro complesso e sono sostenute finanziariamente dalla Regione, i programmi comunitari, di cui a titolo esemplificativo sono citati alcuni tra i più specifici, sono finanziati a carico del Fondo Sociale Europeo è hanno lo scopo di incrementare l’occupazione attraverso la lotta alla discriminazioni, la cooperazione nel settore della formazione, ecc.. Le iniziative locali per l’occupazione e lo sviluppo La Regione Autonoma della Sardegna, attraverso il Piano straordinario per lo sviluppo e l’occupazione - legge regionale n.37 del 24 dicembre 1998 ha elaborato un insieme integrato di misure dirette a favorire lo sviluppo locale. La legge regionale n.37/98 comprende diversi articoli che consentono l’attivazione di risorse a livello locale, ma quello che può avere il maggiore impatto sulle diverse realtà locali è l’art.19, Iniziative locali per lo sviluppo e l’occupazione (modificato dall’art. 23 L.R. 6/2000). Questa norma, se pienamente sfruttata, è la vera pietra angolare per tutte le politiche di sviluppo locale della Sardegna. L’art. 19 mette a disposizione dei 377 comuni sardi quasi mille miliardi di risorse regionali in tre anni. Tali risorse sono “aggiuntive”, cioè cumulabili con le altre disponibili. In questo sta l’effettiva straordinarietà del Piano: concentrare un’ingente quantità di risorse in un periodo limitato di tempo per la realizzazione di progetti di sviluppo efficaci. Ad oggi, però, solo una piccola parte delle risorse disponibili è stata effettivamente utilizzata dai comuni. Fra le ragioni principali che hanno portato 31 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 32 a questo risultato sono da annoverare i limiti tecnici nell’elaborazione di progetti di sviluppo locale efficaci da parte dei comuni e l’insufficiente attenzione dell’Amministrazione regionale nel supportare i comuni stessi in questo difficile compito. Infatti, è ormai risaputo che le iniziative locali per l’occupazione e lo sviluppo, necessitano, per produrre il massimo degli effetti positivi, di misure di sostegno specifiche che aiutino i comuni nel compito di favorire la cooperazione tra pubblico e privato, di sfruttare le potenzialità presenti in tutti i settori e in tutte le attività e nel coinvolgimento di tutti gli attori interessati fin dall’avviamento del processo di sviluppo. Le iniziative locali per l’occupazione, quindi, sono uno strumento destinato alla promozione dello sviluppo dell’economia e dell’occupazione di un territorio a partire dalle risorse presenti nel territorio stesso e rappresentano la possibilità, per tutti i Comuni della Sardegna, di predisporre iniziative per creare nuova occupazione, attraverso: • il sostegno delle imprese esistenti e/o la nascita di nuove; • l’attivazione di progetti di valorizzazione delle risorse locali, del patrimonio sociale, culturale e ambientale del proprio territorio. Perché le iniziative siano realmente utili è necessario che, sia le amministrazioni chiamate a predisporre i progetti, sia la popolazione, si rendano disponibili ad un confronto continuo. Cosa può fare l’amministrazione comunale L’amministrazione pubblica è chiamata in parte a coordinare, in parte a realizzare in proprio le attività rappresentate dallo schema. 32 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 33 I sei passaggi sono indispensabili perché si arrivi ad un progetto che contenga le reali esigenze del territorio, che individui le sue vocazioni, e che coinvolga coloro che sono il vero motore dello sviluppo economico e sociale: tutti gli attori locali (sindacati, partiti, associazioni, scuole, volontariato ecc. ). Infatti, solo con l’azione convinta di tutti i membri attivi di una comunità può realizzarsi quello slancio indispensabile perché si creino le condizioni dello sviluppo. Cosa puoi fare tu L’attenzione della comunità è indispensabile perché allo sviluppo economico si accompagni anche la crescita dell’occupazione, cosa questa che ormai non è più scontata neppure quando il sistema economico funziona bene. Inoltre, partecipare può far crescere in te la consapevolezza dell’importanza del tuo ruolo all’interno della comunità: • come cittadino puoi sollecitare l’amministrazione della tua città perché sfrutti al massimo ed al meglio le opportunità offerte dalle iniziative locali attraverso la realizzazione di progetti che tengano realmente delle risorse reali del territorio; • come possibile operatore economico puoi creare le condizioni perché tali opportunità possano essere realmente sfruttate attraverso la creazione di imprese, microimprese, cooperative, insomma di tutte quelle strutture che arricchiscono il tessuto economico di un territorio. L’art.19 della L.R. 37/98 permette tutto questo, garantendo nel contempo la possibilità a ciascun comune di decidere liberamente del proprio futuro. Le iniziative locali per l’occupazione possono essere uno strumento formidabile di sviluppo e di riscatto per quelle aree che si trovano in ritardo rispetto alle altre in termini di reddito e di tessuto produttivo. Ma non bisogna stancarsi di dire che solo attraverso il coinvolgimento del maggior numero di soggetti locali possibile, il rispetto delle diverse fasi di progettazione, nessuna esclusa, l’azione continua dei cittadini che pretendono venga concessa loro ogni occasione di sviluppo, esse possono garantire i massimi effetti sul territorio. Iniziative e programmi comunitari Per facilitare il tuo ingresso nel mercato del lavoro , e cioè per aumentare e migliorare l’occupazione, l’Unione Europea ha istituito il Fondo Sociale Europeo (FSE) che ha come scopo quello di contribuire finanziariamente alla strategia europea per l’occupazione, e quindi rafforzare la coesione economica e sociale all’interno dell’Unione riducendo il divario esistente fra le diverse regioni. In Sardegna il FSE contribuisce a finanziare la formazione con il Programma Operativo Regionale (POR) 2000/2006, ma interviene anche sullo sviluppo delle risorse umane e sulle politiche dell’occupazione. 33 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 34 Tra gli interventi finanziati dal FSE europeo l’iniziativa comunitaria EQUAL è sicuramente una delle più importanti, e rientra nella strategia europea per l’occupazione adottata dall’Unione Europea con la finalità di creare migliori e più numerosi posti di lavoro. Con questa iniziativa si avrà la possibilità di sperimentare forme di lotta contro le discriminazioni e le disuguaglianze che colpiscono sia coloro che cercano un’occupazione sia chi già lavora. Per maggiori informazioni su questa iniziativa puoi rivolgerti al numero verde del Ministero del Lavoro 800.017.933 o consultare il sito web www.iniziativecomunitarie.it. Oltre alle iniziative comunitarie esistono anche dei Programmi Comunitari, i più importanti sono Socrates, Gioventù e Leonardo da Vinci. Quest’ultimo contribuisce a costituire uno spazio europeo di cooperazione nel settore della formazione e dell’educazione, tramite la realizzazione di progetti transnazionali basati sulla cooperazione tra soggetti che operano nel mercato del lavoro (organismi di formazione, scuole, università, imprese, camere di commercio, servizi per l’impiego, ecc…), la finalità del programma Leonardo è quella di promuovere la mobilità geografica delle persone in formazione iniziale, e, quindi, preparare i cittadini a inserirsi nel modo migliore nel mercato del lavoro e fornire alle aziende una forza lavoro qualificata. Per maggiori informazioni sul programma Leonardo puoi rivolgerti all’Agenzia Nazionale Leonardo da Vinci tel. 06.445901, o consultare il sito web www.programmaleonardo.net Servizio civile nazionale Progetto d’impiego di giovani volontarie sarde all’estero L’Agenzia Regionale del Lavoro ha ritenuto importante cogliere l’opportunità offerta dalla legge n.64 del 2001, che ha istituto il servizio civile nazionale, per predisporre il progetto “Formazione di agenti per la internazionalizzazione in funzione dello sviluppo locale”, rivolto a giovani donne neolaureate. Il progetto di impiego di giovani volontarie sarde all’estero ha lo scopo di formare professionalità che facilitino l’inserimento del nostro sistema produttivo all’estero e nel contempo, verifichino quali opportunità possano esserci per le imprese sarde nei mercati internazionali. Tali figure professionali appaiono tanto più indispensabili quanto maggiore diviene la necessità di conoscere ed utilizzare tutte le opportunità che essere membri dell’Unione Europea offre. In tal modo, questo progetto crea nuove occasioni di conoscenza e di relazioni con l’Europa ed offre a giovani donne (ma sono in fase di studio anche 34 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 35 progetti riguardanti gli uomini) la possibilità di professionalizzarsi in campi che acquisteranno sempre maggiore importanza per lo sviluppo economico della Sardegna. Si tratta di un progetto, per ora sperimentale ed innovativo, ma che probabilmente nell’immediato futuro verrà riproposto, riveduto ed ampliato, con periodicità annuale. Il progetto è rivolto a 12 giovani neolaureate sarde disposte a svolgere il servizio civile nazionale per 6 mesi all’estero, in una delle 4 città europee individuate (Londra, Lisbona, Madrid e Lugano), e per 6 mesi in Sardegna. Lo scopo è quello di formare 12 agenti di sviluppo in grado di operare a livello internazionale, al fine di supportare le Istituzioni Pubbliche e gli operatori economici nel processo di internazionalizzazione del sistema economico e produttivo regionale. Le volontarie percepiranno per tutta la durata del servizio, oltre alla paga giornaliera corrisposta dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, anche un’indennità di missione a titolo di rimborso spese. Il progetto si attuerà nel modo seguente: • nei primi 3 mesi è prevista la partecipazione ad un corso di formazione in materia di Diritto Comunitario e Diritto Internazionale e, più in generale, sui temi della internazionalizzazione, che si terrà a Cagliari, presso la sede dell’Agenzia Regionale del Lavoro; • successivamente si provvederà ad inserirle operativamente all’estero in una delle 4 città europee individuate, a gruppi di tre, presso le sedi delle camere di commercio italiane, le ambasciate e/o i consolati italiani e presso le sedi dell’Istituto del Commercio con l’Estero (I.C.E.). Durante questo periodo le giovani future agenti avranno pertanto modo di conoscere, studiare e analizzare lo specifico scenario economico, istituzionale e sociale di riferimento ed i relativi meccanismi di funzionamento dei Paesi ospitanti; • infine le 12 candidate concluderanno il servizio civile in Sardegna presso la sede dell’Agenzia Regionale del Lavoro (3 mesi): in questa fase l’Agenzia concorrerà a perfezionare la formazione delle candidate sull’attuazione delle politiche attive del lavoro mediante il loro inserimento operativo nella propria struttura. L’ammissione delle candidate al progetto verrà effettuata previa selezione pubblica per titoli diretta ad accertare la sussistenza dei requisiti previsti dal progetto, nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa nazionale sul servizio civile. Attualmente il progetto si trova all’esame della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva, nel frattempo l’Agenzia ha provveduto a prendere i primi accordi con l’Assocamerestero e con i Ministeri degli Affari Esteri e del Commercio Estero per consentire l’effettivo inserimento delle giovani volontarie presso le loro sedi all’estero. 35 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 36 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 37 SCHEDE DI APPROFONDIMENTO Nelle schede che seguono potrai trovare degli approfondimenti sui diversi contratti di lavoro e sulle loro peculiarità. Le diverse tipologie contrattuali servono per fare fronte alle esigenze differenti delle aziende e dei lavoratori. Alcuni sono veri e propri contratti di lavoro, altri sono strumenti di inserimento, e non costituiscono rapporto di lavoro. Alcune schede sulle agevolazioni per le assunzioni danno il quadro del costo del lavoro in Sardegna. Il modo migliore di affrontare il mondo del lavoro e quello di sapere che la formazione ti può accompagnare nelle diverse scelte, dall’obbligo formativo per i più giovani, alla formazione durante tutto l’arco della vita. Nel caso in cui la tua scelta sia orientata al lavoro autonomo troverai delle schede esemplificative sulle opportunità di incentivazioni alla creazione d’impresa. In caso di necessità, preoccupati sempre di avere informazioni di prima mano puntuali ed aggiornate. Alcuni indirizzi utili ti posso facilitare questo compito. 37 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 38 LAVORO DIPENDENTE Contratto a tempo determinato Definizione (D.Lgs. 368/01). Secondo la normativa vigente, il rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato sono paritari tra loro in quanto, rispetto al passato, l’apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato diventa una regola e non più un’eccezione. La legge consente al datore di lavoro di apporre un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. La durata complessiva del rapporto a termine non può essere superiore ai tre anni. Contenuti del contratto L’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta da atto scritto. Copia dell’atto scritto deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro 5 giorni lavorativi dall’inizio della prestazione. La forma scritta non è tuttavia necessaria nel caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a 12 giorni. E’ consentita l’apposizione di un termine quando l’assunzione è effettuata da aziende di trasporto aereo o da aziende esercenti i servizi aeroportuali. L’apposizione del termine non è invece ammessa: • per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero; • presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a tempo determinato; • presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a termine; • presso imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. n° 626/94. Se il rapporto a termine continua oltre il ventesimo giorno (per contratti di durata inferiore a sei mesi) od oltre il trentesimo (per contratti di durata uguale o superiore a sei mesi) il contratto si considera a tempo indeterminato a partire dalla scadenza di tali termini. Proroga del contratto Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto è inferiore a tre anni. In questi casi la proroga è ammessa una sola volta e a condi- 38 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 39 zione che sia imputabile a ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato. L’onere della prova relativa all’obiettiva esistenza delle ragioni che giustificano l’eventuale proroga del termine stesso è a carico del datore di lavoro. Trattamento economico Al prestatore di lavoro a tempo determinato spettano le ferie, la tredicesima mensilità, il trattamento di fine rapporto e ogni altro trattamento in atto nell’impresa per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato comparabili, intendendosi per tali quelli inquadrati nello stesso livello in forza dei criteri di classificazione stabiliti dalla contrattazione collettiva, ed in proporzione al periodo lavorativo prestato, sempre che non sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine. Il lavoratore assunto con contratto a tempo determinato dovrà ricevere una formazione sufficiente ed adeguata alle caratteristiche delle mansioni oggetto del contratto, al fine di prevenire rischi specifici connessi all’esecuzione del lavoro. Diritto di precedenza nelle assunzioni I CCNL possono individuare un diritto di precedenza nell’assunzione presso la stessa azienda e con la medesima qualifica, esclusivamente a favore dei lavoratori che abbiano prestato attività lavorativa con contratto a tempo determinato, per far fronte a punte di intensificazione produttiva. Il diritto va esercitato entro tre mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro a termine e la qualifica del nuovo rapporto deve essere sempre la stessa. Il diritto di precedenza si estingue entro un anno dalla cessazione del rapporto di lavoro. Gli assunti in forza del diritto di precedenza non sono computabili nella quota di riserva prevista per l’assunzione di soggetti svantaggiati. Contratto a tempo parziale (Part-time) Definizione (D.Lgs. 61/00 e D.Lgs. 100/01). La normativa vigente definisce part-time (o lavoro a tempo parziale) l’attività svolta ad un orario, fissato dal contratto individuale, ridotto rispetto a quello normale di lavoro stabilito dal legislatore o a quello previsto dai contratti collettivi. Tipologia E’ possibile individuare una serie di rapporti a tempo parziale aventi caratteristiche differenti: • orizzontale: quando la riduzione di orario rispetto al tempo pieno è prevista in relazione all’orario normale giornaliero di lavoro; 39 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 40 • verticale: quando l’attività lavorativa è svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell’anno; • misto: quando si prevede la possibilità di combinare le due tipologie precedenti (ad esempio, un rapporto di lavoro a tempo parziale di 4 ore al giorno per 3 giorni alla settimana), e si determinano le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa e le conseguenti implicazioni di carattere retributivo. Costituzione del rapporto di lavoro Il contratto di lavoro part-time deve essere stipulato in forma scritta e, in sua mancanza, il lavoratore può chiedere il riconoscimento della sussistenza fra le parti di un rapporto di lavoro a tempo pieno. Il contratto part-time deve indicare, oltre a tutti gli elementi previsti dalla legge per la generalità dei contratti di lavoro, la durata della prestazione lavorativa e la collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. Il datore di lavoro è tenuto a dare comunicazione dell’assunzione di un lavoratore part-time alla competente Direzione provinciale del lavoro, mediante invio di copia del contratto entro 30 giorni dalla stipulazione dello stesso. Nel contratto part-time è possibile prevedere un periodo di prova, nei limiti e con le modalità previste per i lavoratori a tempo pieno. Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere applicato alle assunzioni di lavoratori: • con contratto di formazione e lavoro; • con contratto a termine; • con contratto di apprendistato; • con contratto di dirigente. Svolgimento del rapporto di lavoro La durata della prestazione lavorativa e la distribuzione dell’orario di lavoro devono risultare dal contratto individuale di lavoro part-time. E’ ammessa la possibilità di svolgere attività lavorativa oltre l’orario di lavoro concordato. Nel caso del part-time orizzontale, solamente sino al raggiungimento dell’orario normale di lavoro ed entro il limite del 10%, mentre nel caso del part-time verticale è prevista la possibilità di svolgere del vero e proprio lavoro straordinario. Eventuali maggiorazioni retributive e diverse regolamentazioni possono essere previste dai contratti collettivi. La legge impone di garantire al dipendente un riposo giornaliero dopo lo svolgimento di sei giorni lavorativi, allo scopo di permettere al lavoratore di recuperare le energie impiegate durante la settimana. A questo proposito si deve fare una distinzione tra le due ipotesi del lavoro part-time: • nel caso di part-time orizzontale, dal momento che il lavoratore mette a 40 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 41 disposizione la propria attività lavorativa durante l’intero arco della settimana, anche se per un orario ridotto rispetto al normale, le disposizioni che regolano il riposo settimanale devono essere applicate integralmente; • nel caso del part-time verticale, poiché il lavoratore presta la propria attività solo per alcuni giorni alla settimana, è automaticamente garantito il riposo settimanale. Anche per quanto riguarda la durata delle ferie bisogna distinguere tra i due tipi di part-time: • nel caso di part-time orizzontale, la durata è uguale a quella prevista per i lavoratori a tempo pieno; • nel caso di part-time verticale, il dipendente ha diritto ad un numero di giorni di ferie determinato in proporzione alle giornate lavorate. Nel caso di sospensione del rapporto di lavoro con conservazione del posto, il lavoratore part-time ha diritto allo stesso trattamento previsto per i lavoratori a tempo pieno del medesimo livello. Nel caso di part-time orizzontale, le indennità spettano per tutto il periodo di astensione, come anche nel caso di part-time verticale su base settimanale e mensile, mentre, nel caso di part-time verticale su base annua, l’indennità è proporzionata ai periodi lavorativi. Trattamento economico Il lavoratore a tempo parziale beneficia degli stessi diritti di un lavoratore a tempo pieno, mentre il suo trattamento economico è proporzionale alla ridotta entità della prestazione lavorativa effettuata. Trasformazione del rapporto di lavoro Le parti possono stabilire di trasformare l’originario rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro part-time o viceversa. In quest’ultimo caso viene data priorità a coloro che, già dipendenti, avevano trasformato il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale. La trasformazione del rapporto di lavoro dal tempo pieno al part-time deve risultare da atto scritto e deve essere redatto su richiesta del lavoratore. Il datore di lavoro, in caso di assunzione di personale a tempo parziale, deve dare precedenza al personale già dipendente con rapporto a tempo pieno. La trasformazione del rapporto di lavoro dal part-time al tempo pieno deve ritenersi pienamente legittima, sempre che vi sia l’accordo delle parti, e non necessita di particolari adempimenti procedurali, fatta salva la comunicazione di trasformazione del rapporto ai Servizi per l’Impiego entro 5 giorni. Job Sharing (Circolare n. 43/98 del Ministero del Lavoro). La prassi ha introdotto una nuova tipologia di contratto di lavoro subordinato (c.d. contratto di lavoro ripartito o a coppia) che può essere assimilato, limitatamente agli aspetti previdenziali, al part-time. 41 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 42 Con tale contratto due o più lavoratori assumono in solido l’impegno ad adempiere un’unica obbligazione lavorativa. Il contratto di lavoro, stipulato per iscritto, deve indicare la misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro, giornaliero, settimanale, mensile ed annuale, che si prevede venga svolto da ciascuno dei due lavoratori. Resta ferma la possibilità per i lavoratori stessi di determinare, discrezionalmente e in qualunque momento, la sostituzione o la modificazione consensuale della distribuzione dell’orario di lavoro. La retribuzione viene corrisposta a ciascun lavoratore in proporzione alla quantità di lavoro effettivamente prestato. Apprendistato Definizione (L. 25/55, L. 56/87, L. 196/97, L. 144/99, D.P.R. 257/00, D.M. 16/5/01, L.R. 12/01). E’ uno speciale rapporto di lavoro in forza del quale l’imprenditore, nell’utilizzare l’opera dell’apprendista, è obbligato a fornire a quest’ultimo l’insegnamento necessario al raggiungimento della capacità tecnica propria del lavoratore qualificato. Si tratta di un contratto a causa mista, dove la prestazione del lavoratore viene scambiata non solo con la retribuzione ma anche con della attività formativa. Durata L’apprendistato ha una durata minima di 18 mesi, mentre per la durata massima la legge stabilisce un tetto di 4 anni, elevabile a 5 anni per il settore artigiano. I periodi di sospensione per malattia, infortunio, chiamata alle armi, maternità non vengono conteggiati ai fini della durata dell’apprendistato. Soggetti coinvolti Datori di lavoro Possono assumere lavoratori con contratto di apprendistato, i datori di lavoro appartenenti a qualunque settore produttivo, nel rispetto dei limiti numerici stabiliti dalla legge. In particolare, nel settore non artigiano: • se vi sono lavoratori specializzati, il numero degli apprendisti non può superare il 100% del personale qualificato in servizio; • se non vi sono lavoratori specializzati, o se ve sono meno di tre, non si possono assumere più di tre apprendisti. Lavoratori Ai fini dell’assunzione, il datore di lavoro deve tener conto dell’età del lavoratore e della qualifica professionale da fargli acquisire. Per quanto riguarda l’età, il lavoratore assunto come apprendista nelle 42 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 43 regioni del Centro e Nord Italia deve avere meno di 24 anni, mentre l’età è elevata a 26 anni per le assunzioni effettuate nelle regioni rientranti nell’Obiettivo 1 (Sardegna, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria e Basilicata). Nel settore artigiano si ha la possibilità di assumere giovani fino a 29 anni per qualifiche ad alto contenuto professionale esplicitamente indicate dai CCNL di categoria. Per i giovani in situazioni di handicap, i limiti di età massima sono ulteriormente elevati di due anni. Per quanto riguarda la qualifica professionale, il contratto di apprendistato può essere stipulato sia per le qualifiche operaie che per le qualifiche impiegatizie. I singoli contratti collettivi di categoria stabiliscono l’appartenenza delle qualifiche ai differenti gruppi, fissando la durata dell’apprendistato ed il monte ore annuo di formazione. Costituzione del rapporto di lavoro Il datore di lavoro deve ottenere l’autorizzazione preventiva della Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente e, in seguito, può procedere direttamente all’assunzione dell’apprendista. Svolgimento del rapporto di lavoro Il datore di lavoro ha l’obbligo di impartire, o di far impartire, all’apprendista l’insegnamento necessario perché possa acquisire una qualifica. La formazione del giovane consiste sia nell’addestramento pratico in azienda, per l’acquisizione della richiesta abilità nel lavoro, sia nella formazione esterna, finalizzata all’inquadramento teorico delle cognizioni acquisite durante l’esperienza di lavoro. Al fine di assicurare il necessario collegamento tra l’apprendimento sul lavoro e la formazione esterna è inoltre previsto che l’apprendista sia affiancato da un lavoratore esperto in veste di tutore-aziendale. Nelle imprese artigiane e in quelle con meno di 15 dipendenti, il tutore può anche essere il titolare, il socio o un familiare coadiuvante. E’ vietato adibire gli apprendisti a lavori di manovalanza, nonché a lavorazioni retribuite a cottimo ed in genere a quelle ad incentivo. Trattamento economico Il datore di lavoro deve retribuire l’apprendista in base alle disposizioni dei contratti collettivi, che prevedono il c.d. salario di ingresso e la progressione della retribuzione deve essere rapportata anche all’anzianità di servizio. Cessazione e trasformazione del rapporto di lavoro Il rapporto di apprendistato si esaurisce alla scadenza del termine di durata previsto e quando il datore di lavoro comunica al lavoratore formale disdetta. 43 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 44 Qualora al termine del periodo di apprendistato non sia stata data disdetta formale dal datore di lavoro, l’apprendista rimane in servizio con la qualifica conseguita e il contratto viene trasformato a tempo indeterminato. Il periodo di apprendistato è considerato utile ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio del lavoratore. Incentivi Per favorire la diffusione dell’apprendistato i contributi previdenziali sono previsti in misura estremamente ridotta, pur garantendo al giovane una tutela identica a quella degli altri lavoratori dipendenti. Tali agevolazioni sono subordinate all’effettiva partecipazione degli apprendisti alle attività di formazione esterna. Nel caso di trasformazione a tempo indeterminato del contratto di apprendistato è previsto il prolungamento dello sgravio. (L.196/97 e L.R. 36/1998) La Regione Autonoma della Sardegna ha previsto un contributo per l’assunzione di apprendisti nel settore dell’artigianato. (L.R. n° 12/2001) Apprendistato e obbligo formativo La normativa vigente ha introdotto l’obbligo formativo ossia l’obbligo per i giovani di partecipare ad attività formative fino al compimento del diciottesimo anno di età. Una delle possibilità per espletare l’obbligo formativo consiste nell’instaurare un rapporto di apprendistato con la frequenza di moduli di 120 ore aggiuntive a quelle previste per la formazione esterna degli apprendisti, moduli che dovranno essere organizzati tenendo conto delle competenze già acquisite. Al termine del periodo di apprendistato, il datore di lavoro deve consegnare all’apprendista l’attestazione delle competenze professionali acquisite, dandone comunicazione ai servizi per l’impiego. La certificazione rilasciata dagli enti formatori, dell’attività svolta, ha valore di credito formativo, utilizzabile per eventuali percorsi scolastici obbligatori. Contratto di formazione e lavoro (CFL) Definizione (L. 863/84, L. 291/88, L. 407/90, L. 169/91, L. 451/94, L. 196/97, circolare Inps 3/7/01 n° 133). E’ un contratto con finalità formativa in quanto, alla prestazione del lavoratore corrisponde, da parte del datore di lavoro, l’erogazione della retribuzione e di un’attività formativa che consenta al giovane lavoratore di acquisire una qualifica professionale. Per questo motivo la commisurazione della retribuzione è ridotta rispetto a quella degli altri lavoratori di pari qualifica. Il CFL deve essere stipulato per forma scritta e deve essere preventivamente autorizzato dagli uffici competenti dei servizi per l’impiego. 44 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 45 Tipologia e durata del contratto La legge prevede due tipi di CFL, differenziati in base agli obiettivi, alla durata, alla formazione minima, alle modalità di fruizione dei benefici contributivi e normativi e agli adempimenti del datore di lavoro al termine del rapporto. • Contratti di tipo A: il CFL di tipo A ha una durata massima di 24 mesi e ha lo scopo di permettere il conseguimento di professionalità intermedie ed elevate, la formazione obbligatoria è rispettivamente di 80 e 130 ore annue; • Contratti di tipo B: il CFL di tipo B ha una durata massima di 12 mesi ed è diretto ad agevolare l’inserimento professionale mediante un’esperienza lavorativa che consenta l’acquisizione di basse professionalità, con un minimo di 20 ore di formazione. Datori di lavoro Possono stipulare i CFL i seguenti soggetti: • imprese private e consorzi, • associazioni professionali, socio-culturali e sportive, e liberi professionisti; • fondazioni; • enti pubblici di ricerca, ed enti pubblici economici. Non possono invece stipulare i CFL i datori di lavoro che: • abbiano in atto sospensioni dal lavoro per CIGS o che abbiano proceduto a riduzioni di personale nei 12 mesi precedenti, salvo che l’assunzione avvenga per l’acquisizione di professionalità diverse da quelle dei lavoratori sospesi o licenziati; • non abbiano mantenuto in servizio almeno il 60% dei lavoratori il cui CFL sia scaduto nei 24 mesi precedenti. I datori di lavoro, durante lo svolgimento del CFL, usufruiscono di una riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali nella misura generalizzata del 25%. Nel caso in cui il CFL venga trasformato in contratto a tempo indeterminato e si realizzi un incremento di occupazione, i datori di lavoro hanno diritto al prolungamento dello sgravio contributivo in base alla normativa nazionale e regionale. Lavoratori e agevolazioni contributive Possono essere assunti con CFL tutti i giovani di età non superiore ai 32 anni. Nel caso in cui i lavoratori assunti con CFL rientrino nelle fattispecie sotto elencate l’agevolazione contributiva è concessa in misura superiore al 25%: • giovani di età inferiore ai 25 anni; • laureati di età inferiore ai 30 anni; • disoccupati di lunga durata, vale a dire da almeno un anno, di età inferiore ai 32 anni; 45 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 46 • CFL che realizzano un incremento netto di occupazione; • CFL per i quali il beneficio è concesso nei limiti del “de minimis” (100.000 EURO in tre anni). Le assunzioni con CFL dei giovani rientranti in queste categorie hanno le seguenti agevolazioni sul pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali: • assunzioni presso imprese artigiane situate in tutto il territorio nazionale, e presso imprese situate nelle regioni dell’Obiettivo 1 (Sardegna, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria e Basilicata), sgravio del 100%; • assunzioni presso datori di lavoro non strutturati sotto forma di impresa e operanti nelle regioni dell’Obiettivo 1, sgravio contributivo del 50%; • assunzioni presso imprese del settore commerciale e turistico con meno di 15 dipendenti, operanti nel Centro-Nord, sgravio del 40%; • assunzioni presso imprese situate in circoscrizioni nelle quali il rapporto tra disoccupati e popolazione attiva residente è superiore alla media nazionale, individuate con decreto del Ministero del lavoro, sgravio del 100%. A prescindere dai requisiti sopra riportati, sono agevolate con uno sgravio del 100% le assunzioni con CFL che, se trasformate a tempo indeterminato, realizzano un incremento netto di occupazione. Le assunzioni con CFL nel limite del “de minimis” sono agevolate con uno sgravio pari al 100%. Nel caso dei CFL di tipo B, le agevolazioni contributive superiori al 25% sono sempre subordinate alla trasformazione del contratto di formazione e lavoro in contratto a tempo indeterminato. Lavoro temporaneo Definizione (L. 196/97, L. 388/00). Il lavoro temporaneo, detto anche lavoro interinale, è una tipologia contrattuale che consente alle aziende di beneficiare temporaneamente di una determinata prestazione lavorativa senza che ciò comporti l’assunzione di tutti gli oneri derivanti dall’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato. Soggetti coinvolti Il lavoro temporaneo è la combinazione di due distinti rapporti contrattuali: quello che intercorre tra la società fornitrice di manodopera e l’azienda utilizzatrice, e quello tra la società fornitrice stessa e il lavoratore. Pertanto entrano in relazione tre distinti soggetti: la società fornitrice di lavoro temporaneo, che rappresenta il datore di lavoro da cui dipende formalmente il lavoratore, deve essere iscritta in un apposito albo, previa autorizzazione del ministero del lavoro. 46 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 47 Il lavoratore temporaneo, che è messo a disposizione dell’azienda utilizzatrice per un determinato periodo di tempo, viene suddiviso in tre grandi aree di aggregazione in relazione ai diversi contenuti professionali posseduti: • lavoratori di elevato contenuto professionale (dirigenti, quadri ed impiegati direttivi); • lavoratori di concetto e operai specializzati (con autonomia operativa ma non decisionale ed elevato livello di conoscenze tecnico-pratiche, c.d. categorie intermedie); • lavoratori qualificati e d’ordine, che eseguono il lavoro sotto la guida e il controllo di altri soggetti. Le aziende utilizzatrici, che esercitano il potere di direzione e di controllo sulla prestazione di lavoro interinale, sono tutte quelle aziende in normale attività, in regola con gli obblighi in materia di igiene e sicurezza, che svolgono lavorazioni che non richiedono una sorveglianza medica speciale o particolarmente pericolose. Rapporto tra lavoratore e società fornitrice La forza lavoro viene acquisita attraverso un contratto stipulato con una società fornitrice di manodopera che si interpone tra l’azienda, che effettivamente utilizza la prestazione lavorativa, e il lavoratore, che viene inviato in missione per un determinato periodo di tempo e per lo svolgimento dell’attività lavorativa prevista. La società fornitrice assume il lavoratore con un contratto di lavoro per prestazioni di lavoro temporaneo a tempo determinato o indeterminato. La durata del contratto interinale dipende dai motivi della richiesta della società fornitrice e dalle sue esigenze lavorative. Il contratto, che deve essere stipulato per iscritto, può prevedere un periodo di prova che varia a seconda che si tratti di lavoratori assunti a termine o a tempo indeterminato. La mancanza della forma scritta comporta la trasformazione del contratto di prestazione di lavoro interinale in contratto di lavoro a tempo determinato presso la società fornitrice. Copia del contratto deve essere rilasciata al lavoratore entro cinque giorni dalla data di inizio dell’attività presso l’azienda utilizzatrice. Il periodo di assegnazione inizialmente stabilito può essere prorogato con il consenso del lavoratore e deve risultare da atto scritto. Trattamento economico La società fornitrice corrisponde al prestatore di lavoro interinale un trattamento retributivo non inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti di pari livello dell’azienda utilizzatrice. Se l’assunzione è a tempo indeterminato, nei periodi di pausa tra una destinazione e l’altra, al lavoratore spetta un’indennità economica per il fatto di rimanere a disposizione della società fornitrice. Al fine di garantire ai lavoratori la necessaria copertura assicurativa, le società fornitrici sono tenute al 47 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 48 versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali. Nel caso in cui la missione si interrompa prima della scadenza prefissata per cause diverse dal mancato superamento della prova o dal recesso per giusta causa, il lavoratore ha diritto alla corresponsione integrale del trattamento economico originariamente previsto. Rapporto tra lavoratore e azienda utilizzatrice L’azienda utilizzatrice può ricorrere al lavoro temporaneo solo per un numero limitato di lavoratori. La quota massima dei lavoratori utilizzabili è prevista dai contratti collettivi di ciascun settore merceologico. In mancanza delle previsioni da parte dei CCNL, è necessario far riferimento agli accordi interconfederali. Al termine del contratto, l’azienda utilizzatrice può assumere il lavoratore. Rapporto tra società fornitrice ed azienda utilizzatrice Il rapporto tra società fornitrice ed azienda utilizzatrice è regolato dal contratto di fornitura di lavoro temporaneo. Sulla base di tale contratto, che deve essere stipulato in forma scritta, la società fornitrice mette uno o più prestatori di lavoro temporaneo a disposizione dell’azienda utilizzatrice, che si avvale della prestazione lavorativa per il soddisfacimento di esigenze di carattere temporaneo. Nel contratto devono risultare gli obblighi a carico della società fornitrice relativi al pagamento della forza lavoro. L’interinale nella pubblica amministrazione E’ possibile instaurare un rapporto di lavoro interinale nella pubblica amministrazione solo se lo prevede il contratto collettivo di riferimento. Il lavoro interinale può essere utilizzato dalla pubblica amministrazione per: • soddisfare esigenze a carattere non continuativo e/o a cadenza periodica; • situazioni di urgenza che non sia possibile fronteggiare con il personale in servizio. Le singole amministrazioni, nel ricorso al lavoro temporaneo, non possono superare il tetto del 7% calcolato su base mensile, dei lavoratori a tempo indeterminato in servizio presso l’amministrazione stessa. Tirocini formativi e di orientamento Definizione (L. 196/97; D.M. 25 marzo 1998 n. 142; D.M. 22 gennaio 2001). Il Tirocinio Formativo e di Orientamento è uno strumento di inserimento al lavoro e non da luogo all’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato. Lo scopo dei tirocini formativi e di orientamento è quello di agevolare 48 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 49 le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro e di realizzare dei momenti di alternanza tra studio e lavoro. Soggetti promotori Per l’attivazione dei tirocini è necessaria la presenza di due soggetti: • un soggetto promotore, che garantisce la regolarità della procedura di attivazione il suo corretto svolgimento dal punto di vista didattico e formativo; • un soggetto ospitante, che accoglie presso la propria struttura, pubblica o privata, il tirocinante e si occupa di affiancare il tirocinante durante l’esperienza lavorativa. E’ necessario che i soggetti promotori stipulino delle convenzioni e redigano dei progetti formativi con i soggetti ospitanti, per permettere ai giovani di usufruire di questa opportunità. I soggetti abilitati a promuovere i Tirocini formativi e di orientamento sono: • l’Agenzia del Lavoro e le sezioni circoscrizionali per il collocamento; • le università; • il provveditorati agli studi; • le istituzioni scolastiche. Il progetto formativo Il progetto formativo è un elemento fondamentale per la riuscita del tirocinio, infatti è un vero e proprio contratto sottoscritto dal tirocinante, dal soggetto promotore e da quello ospitante, nel quale sono indicati tutti gli elementi indispensabili per lo svolgimento del tirocinio (dati del tirocinante, dati del soggetto ospitante, orario e luogo di svolgimento del tirocinio, estremi assicurativi, nominativi dei tutor, eventuali rimborsi). Inoltre, il progetto formativo deve indicare l’obiettivo che si vuole raggiungere con il tirocinio e le modalità necessarie per raggiungere l’obiettivo prefissato. Con degli obiettivi e modalità chiare è più facile certificare le competenze acquisite dal tirocinante. Aziende I datori di lavoro che ospitano i tirocinanti dovranno rispettare i seguenti limiti: • 1 tirocinante, se il numero dei dipendenti è inferiore a 5; • 2 tirocinanti, se il numero dei dipendenti è compreso fra i 6 e i 19; • un numero di tirocinanti pari al 10% degli addetti per le aziende con più di 20 dipendenti. Tutor I tirocinanti, a tutela del rispetto della natura formativa di questo intervento, potranno fare riferimento a due soggetti: • un tutore responsabile didattico-organizzativo dell’attività, nominato dal soggetto promotore; 49 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 50 • un responsabile aziendale dell’inserimento del tirocinante nell’attività lavorativa. Il Tirocinio, una volta certificato da parte del soggetto promotore può avere valore di credito formativo e può essere riportato nel curriculum del tirocinante. Il Tirocinio ha una durata variabile che va dai 4 mesi per gli studenti della scuola secondaria, ai due anni per i soggetti in situazione di handicap. Per i disoccupati la durata massima del tirocinio è di 6 mesi e non è assolutamente prorogabile. Il tirocinante deve obbligatoriamente esser assicurato contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e per la responsabilità civile verso terzi. Rimborsi spese Il Tirocinio non prevede nessun tipo di compenso di natura retributiva in quanto non costituisce rapporto di lavoro. Sono però ammessi dei rimborsi per le spese effettivamente sostenute per il viaggio verso il luogo di svolgimento del tirocinio, per il vitto e per l’alloggio. L’ammontare dei rimborsi deve essere indicato obbligatoriamente nel progetto formativo e di conseguenza approvato dal soggetto promotore e trasmesso all’ispettorato del lavoro. Tirocini Sud/Nord L’Agenzia Regionale del Lavoro, per il 2002, sta organizzando la promozione di tirocini formativi e di orientamento da svolgere presso realtà lavorative presenti in alcune Regioni del Centro-Nord. Le convenzioni stipulate tra la Regione di partenza e quella di destinazione prevedono delle agevolazioni per i tirocinanti, finalizzate a far fronte alle spese sostenute per il viaggio, il vitto e l’alloggio. Il tirocinio presso altre regioni italiane è finalizzato all’acquisizione di competenze e professionalità da poter spendere in Sardegna all’interno di un progetto concordato con le organizzazioni sindacali e le aziende operanti nel territorio sardo. Maggiori informazioni sulla partenza del progetto “Tirocini SUD/NORD” verranno date attraverso comunicati stampa e sul sito dell’Agenzia Regionale del Lavoro. Piani di inserimento professionale Definizione (L. 608/96). I Piani di inserimento professionale sono degli strumenti di inserimento lavorativo dei giovani e sono specificamente finalizzati ad agevolare le loro scelte professionali attraverso la conoscenza diretta del mondo del lavoro e non 50 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 51 prevedono la costituzione di un rapporto di lavoro. I Piani, che si possono definire come programmi di inserimento lavorativo di durata annuale o semestrale, sono predisposti dalle Associazioni dei datori di lavoro e dagli Ordini o Collegi professionali convenzionati con l’Agenzia Regionale del Lavoro. Per poter attivare i piani di inserimento professionale è necessario disporre di risorse finanziarie. Dal 1998 al 2001 i Piani si sono realizzati con le risorse finanziarie previste dallo Stato con le leggi finanziarie approvate alla fine di ciascun anno. Per il futuro la possibilità concreta di poter essere inseriti con i Piani dipende dal rifinanziamento dello strumento. Soggetti coinvolti I datori di lavoro devono manifestare la volontà di inserire i giovani nelle proprie strutture e devono avere le seguenti caratteristiche: • imprese o titolari di studi professionali rappresentati dalle Associazioni, Ordini o Collegi professionali convenzionati con l’Agenzia del Lavoro; • le stesse Associazioni, Ordini o Collegi professionali che intendono utilizzare un giovane presso la proprie strutture operative; • altri soggetti che si configurino come dirette emanazioni delle Associazioni datoriali, Ordini e Collegi professionali convenzionati. I datori di lavoro devono, inoltre, avere sedi operative nelle regioni interessate alla realizzazione dei PIP; devono disporre, all’interno dell’azienda e delle strutture produttive, di almeno un dipendente a tempo indeterminato (anche part-time) e non devono aver proceduto, nei 12 mesi precedenti la richiesta di accesso ai piani di inserimento, a riduzione di personale non giustificata per qualifiche uguali a quelle previste nei progetti di inserimento. I giovani da inserire devono avere i seguenti requisiti: • età tra i 19 e i 32 anni, e iscrizione al collocamento; tra i 33 e i 35 anni, se iscritti alla 1^ classe delle liste del collocamento da almeno 2 anni (disoccupati di lunga durata); • residenza nelle aree di applicazione della legge. La sede di residenza del giovane può essere diversa dalla sede del soggetto utilizzatore; • titolo di studio: laurea, diploma di scuola media superiore o licenza media con attestato di qualifica. La sussistenza dei requisiti dei giovani è verificata dalle Sezioni circoscrizionali per l’impiego con riferimento alla data di comunicazione di richiesta di assegnazione inoltrata dal soggetto utilizzatore. Un’ altra condizione per l’inserimento è imposta dalla circostanza che lo stesso giovane non abbia svolto un altro piano presso lo stesso datore di lavoro. 51 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 52 Diritti Pagamento dell’indennità per tutte le ore di lavoro e formazione effettivamente svolte, con esclusione delle ore di assenza non documentate a regola di legge: 309,87 euro (600.000 lire) per un PIP part-time di 80 ore al mese; 619,75 euro (1.200.000) lire per un PIP a tempo pieno. L’indennità è anticipata dal datore di lavoro. Possibilità di usufruire di congedi per: • malattia, con pagamento dell’indennità se l’assenza è documentata, senza pagamento dell’indennità per le assenze non documentate; • infortunio o malattia professionale, con sospensione dell’indennità, ma con corrispondente indennizzo erogato dall’INAIL e il completamento del rapporto di inserimento previsto dalla convenzione; • maternità, con pagamento dell’80% dell’indennità da parte dell’INPS per tutto il periodo di astensione obbligatoria previsto dalla Legge 1204/71 e diritto al completamento del rapporto di inserimento previsto dalla convenzione; • riposo compensativo, per un periodo uguale a quello previsto dal contratto collettivo di lavoro applicabile nelle aziende e negli studi professionali per il contratto part-time. Doveri I giovani hanno il dovere di: • partecipare alle attività formative e lavorative nei tempi e nei modi previsti nel progetto di inserimento e nel rispetto dell’organizzazione dell’impresa utilizzatrice; • garantire la riservatezza riguardo a conoscenze e applicazioni relative a programmi del datore di lavoro. I prodotti (studi, rapporti, ecc.) dell’attività lavorativa dei giovani restano di proprietà del datore di lavoro, salvo diritto alla citazione in caso di pubblicazione. I giovani, per tutto il periodo dell’inserimento, mantengono lo stato di disoccupati e restano pertanto iscritti alle liste del collocamento. Durante il periodo dell’inserimento i giovani non possono svolgere nessun tipo di attività lavorativa, ma possono essere autorizzati alla frequenza di corsi di formazione con borse di studio. Al termine del periodo di inserimento, i giovani possono essere assunti con contratto di formazione e lavoro o di apprendistato anche per la medesima figura professionale prevista dal progetto di inserimento. Inserimento giovani disabili Può essere prevista l’istituzione di una riserva del finanziamento complessivo per l’inserimento di giovani disabili iscritti nelle liste speciali del collocamento o di giovani detenuti in regime di semilibertà. 52 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 53 Presentazione delle candidature Qualora siano previsti anche per il 2002 appositi finanziamenti statali e concluse le procedure per la predisposizione e approvazione dei Piani, i giovani in possesso dei requisiti possono fare richiesta di inserimento lavorativo inviando il proprio curriculum o alle Associazioni, agli Ordini ed i Collegi professionali convenzionati figuranti nell’apposito elenco che verrà pubblicato dall’Agenzia del Lavoro, oppure, avvalendosi delle loro personali conoscenze, candidarsi direttamente ai datori di lavoro, purché rappresentati dalle Associazioni, Ordini e Collegi convenzionati. Una volta verificata la sussistenza dei requisiti richiesti ai datori di lavoro, nonché la sussistenza delle condizioni necessarie per l’inserimento dei giovani, derivanti anche dal numero dei posti messi a disposizione, le stesse Associazioni, Ordini e Collegi daranno l’autorizzazione all’avviamento lavorativo. I piani realizzati negli anni 1998 - 2001 Per la realizzazione dei piani, negli anni 1997-2001, sono state assegnate complessivamente risorse finanziarie per circa 37 miliardi; le convenzioni stipulate con le Associazioni dei datori di lavoro e con gli Ordini e i Collegi professionali sono state 204, e i posti di lavoro programmati 6522 (3866 nelle aziende e 2656 negli studi professionali). I dati di effettiva realizzazione, disponibili solo per i finanziamenti 1997-1998 e 1999, indicano un effettivo inserimento lavorativo per circa 4605 giovani, rispetto ai 4618 previsti. Un numero di 65 datori di lavoro, dei 572 che hanno risposto alle informazioni richieste con le attività di rilevazione, hanno dichiarato di aver assunto successivamente, con altro tipo di contratto di lavoro, i giovani precedentemente inseriti con i Piani di inserimento professionale. Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base occupazionale L.R. 36/98 Normativa di riferimento (L.R. 36/98; Deliberazione Giunta Regionale n.22/19 del 25.05.00; Circolare Inps n.118 del 21.06.00). Tipologia di incentivo Sgravio contributivo. Beneficiari e destinatari Possono usufruire dell’agevolazione tutti i datori di lavoro (imprese di ogni genere, professionisti, ONLUS) con stabile organizzazione nel territorio della regione Sardegna, esercenti qualunque attività. Possono quindi richiedere il beneficio: 53 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 54 • società di capitale (S.p.a., S.r.l., S.a.p.a.), cooperative, consorzi, e soggetti ad essi equiparati; • società di persone (S.n.c., S.a.s.) e soggetti ad esse equiparati; • imprenditori individuali; • lavoratori autonomi esercenti arti o professioni, non necessariamente iscritti in albi professionali; • organizzazioni non lucrative d’utilità sociale (ONLUS). Condizioni e requisiti Le assunzioni o le trasformazioni di rapporti di lavoro devono essere a tempo indeterminato, ad eccezione delle assunzioni nel settore turistico a tempo determinato superiori ai 4 mesi. Le assunzioni o le trasformazioni devono incrementare l’organico esistente, calcolato con riferimento alla media degli occupati nei sei mesi precedenti le assunzioni o trasformazioni. Devono essere osservati i CCNL. Entità del beneficio e durata Il beneficio consiste nello sgravio, in misura variabile dal 40% al 100%, dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’INPS dal datore di lavoro, per un periodo variabile da 4 ai 5 anni a seconda della tipologia di assunzione o trasformazione. Con riferimento alla trasformazione a tempo indeterminato dei CFL, qualora la stessa sia avvenuta nei tre anni precedenti la data di entrata in vigore della presente legge, lo sgravio compete per un periodo di 2 anni, in misura pari al 100% il primo anno e all’80% il secondo anno. Sono esclusi dal beneficio le assunzioni con contratto di apprendistato e CFL. Cumulabilità I benefici non sono cumulabili nello stesso periodo in cui operano altre agevolazioni previste dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale. Tuttavia, qualora il datore di lavoro usufruisca di altre agevolazioni, potrà usufruire anche dei benefici della presente legge a decorrere dalla data di cessazione degli sgravi previsti a carico dello Stato. Modalità di fruizione Il datore di lavoro dovrà effettuare la domanda di sgravio contributi ex L.R.36/1998 agli uffici dell’INPS competente per territorio ed alla Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, nel periodo comunicato con bando pubblico. 54 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 55 Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base occupazionale L. 448/01 Normativa di riferimento (L. 448/01). Tipologia di incentivo Sgravio contributivo Beneficiari e destinatari Tutti i datori di lavoro e gli enti pubblici economici, operanti nelle regioni del Mezzogiorno. Rispetto al passato la legge finanziaria per il 2002 amplia i destinatari del beneficio. Infatti, il nuovo sgravio contributivo si applica anche ai datori di lavoro non imprenditori. Anche in riferimento ai nuovi lavoratori assunti la finanziaria per il 2002 non prevede limiti di età minimi e massimi per usufruire del beneficio. Pertanto possono essere assunti, beneficiando dello sgravio contributivo tutti i disoccupati iscritti alle liste di collocamento o di mobilità o in Cassa Integrazione Guadagni (per quest'ultima fattispecie il lavoratore cassintegrato deve essere tale da 24 mesi, senza interruzione). Beneficio Il beneficio consiste nello sgravio totale dei contributi dovuti all’Inps, a carico del datore di lavoro, per un periodo di tre anni dalla data di assunzione dei lavoratori. Condizioni e requisiti Le condizioni che devono essere rispettate dal datore di lavoro sono: • assunzione a tempo pieno ed indeterminato; • le assunzioni devono incrementare l’organico esistente calcolato con riferimento alla media degli occupati nei dodici mesi precedenti alla stipula dei contratti; • le imprese di nuova costituzione devono esercitare lavorazioni che non assorbano attività imprese preesistenti; • il livello occupazionale raggiunto con le nuove assunzioni non deve subire riduzioni nel corso del periodo agevolato; • devono essere osservati i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro per i nuovi assunti; • devono essere osservate le norme della sicurezza negli ambienti di lavoro ai sensi del D. Lgs.626/94 e successive modificazioni. Durata Tre anni dalla data di assunzione del singolo lavoratore. 55 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 56 Modalità di fruizione Il datore di lavoro avente diritto non deve effettuare alcuna domanda. Il beneficio è automatico e può essere portato in detrazione nel modello della dichiarazione INPS o unificata. Cumulabilità Il provvedimento è cumulabile con il credito di imposta previsto dalla finanziaria per l'anno 2001. Assunzioni aggiuntive e ad incremento della base occupazionale L. 388/00 (Finanziaria 2001) Normativa di riferimento (L. 388/00, art.7; Circ. Ministero delle Finanze n.1 del 2001; Circ. Ministero delle Finanze n.5 del 2001). Tipologia di incentivo Credito di imposta. Beneficiari Tutti i datori di lavoro che nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2000 ed il 31 dicembre 2003 assumono nuovi dipendenti a tempo indeterminato e ad incremento della base occupazionale. Le nuove assunzioni possono essere anche part-time (in tal caso il beneficio è proporzionale all'orario di lavoro stabilito contrattualmente). L'agevolazione si estende pertanto, anche ai professionisti ed ai privati. Questi ultimi possono beneficiare del credito d'imposta per l'assunzione a tempo indeterminato di colf e baby sitter. Sono escluse dal beneficio soltanto le amministrazioni pubbliche, siano esse statali, comunali, in forma di consorzi, enti locali, regioni, province e comunità montane. Per i datori di lavoro agricoli il credito compete soltanto per gli operai con almeno 230 giorni di lavoro all'anno. Il beneficio si estende a tutto il territorio nazionale, con una maggiorazione nel Mezzogiorno. Beneficio • il credito di imposta è commisurato - nella misura di 413.17 euro (800.000 lire) per ciascun lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato e per ciascun mese - alla differenza fra il numero dei lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato rilevato ciascun mese e il numero dei lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1° ottobre 1999 e il 30 settembre 2000; • alle regioni del Mezzogiorno spetta un ulteriore credito di imposta di 206,58 euro (400.000 lire). Tale credito di imposta compete secondo le 56 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 57 stesse modalità previste per il credito di 413.17 euro (800.000 lire). Tuttavia, all'ulteriore credito d'imposta si applica la regola de minimis e ad esso sono cumulabili altri benefici eventualmente concessi nei limiti di 100.000 euro nel triennio. Condizioni e requisiti I datori di lavoro e lavoratori devono possedere i requisiti e rispettare le condizioni sotto riportate Datore di lavoro: • l'assunzione deve essere tale da incrementare, in ciascun mese, il numero dei dipendenti a tempo indeterminato rispetto al numero dei dipendenti con medesimo contratto mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1° ottobre 1999 e il 30 settembre 2000; • deve osservare i contratti collettivi nazionali di lavoro, per tutti i lavoratori, anche con riferimento a coloro per i quali non è stato richiesto il credito d'imposta; • deve rispettare le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dai decreti legislativi 19 settembre 1994, n.626, e 14 agosto 1996, n.494, e loro successive modificazioni, nonché dai successivi decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza e igiene del lavoro. Lavoratore assunto: • deve avere un’età non inferiore a 25 anni; • non deve avere svolto attività di lavoro dipendente a tempo indeterminato da almeno 24 mesi, o deve essere portatore di handicap individuato ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n.104. Durata La L.388/00 non prevede una durata fissa e, pertanto, non è possibile determinarla a priori. Tuttavia, il provvedimento ha una durata limitata nel tempo e cioè, fino al 31 dicembre 2003. Per tale motivo si ritiene che il beneficio cessi a tale data e soltanto il datore di lavoro che ha assunto nel mese di ottobre 2000 può beneficiarne al massimo (39 mesi). Modalità di fruizione Non occorre nessuna istanza per ottenere il credito di imposta. Il datore di lavoro può portare direttamente il credito maturato in compensazione di altri tributi sia nella dichiarazione Inps, sia nella dichiarazione unificata. Cumulabilità Il credito d’imposta è cumulabile con altri benefici eventualmente concessi. 57 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 58 Assunzioni di disoccupati di lunga durata e di lavoratori in CIGS da almeno 24 mesi L. 407/90 Normativa di riferimento (L. 407/90; art.8). Tipologia di incentivo Sgravio contributivo. Beneficiari e destinatari Possono usufruire dei benefici della legge 407/90 tutti i datori di lavoro che possono stipulare un contratto di formazione e lavoro, e cioè: • le imprese private e consorzi tra imprese (comprese quelle artigiane); • i datori di lavoro iscritti agli albi professionali; • le associazioni professionali, socio-culturali e sportive; • le fondazioni; • gli enti pubblici di ricerca; • gli enti pubblici economici. La legge 407/90 prevede agevolazioni per particolari categorie di soggetti: • disoccupati da almeno 24 mesi (la disoccupazione deve essere provata tramite l’iscrizione alle liste del collocamento); • sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale da almeno 24 mesi. Condizioni e requisiti L’assunzione deve essere a tempo indeterminato ma non è necessario che sia a tempo pieno, può essere anche part-time; Le nuove assunzioni non devono sostituire altri dipendenti licenziati o sospesi per qualsiasi causa. Entità del beneficio e durata Il beneficio consiste nello sgravio contributivo per un periodo di 36 mesi e nella misura del 100% per le imprese (comprese quelle artigiane) e gli enti pubblici economici operanti nel territorio del Mezzogiorno. Ai datori di lavoro che non svolgono l’attività in forma di impresa e alle fondazioni operanti in qualsiasi area del territorio nazionale, compete uno sgravio contributivo nella misura del 50%. Cumulabilità I benefici non sono cumulabili nello stesso periodo con agevolazioni che prevedono lo sgravio contributivo (ad esempio la L.R.36/98 e la L.448/01), mentre sono cumulabili con il credito d’imposta previsto dalla L.388/00 e 58 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 59 da altri benefici corrisposti per l’assunzione di particolari categorie di soggetti (ad esempio per l’assunzione di Lavoratori Socialmente Utili). Modalità di fruizione Il beneficio opera in maniera automatica. Il datore di lavoro non dovrà effettuare alcuna domanda ma potrà portare in detrazione lo sgravio nella dichiarazione all’INPS. Tuttavia, il datore di lavoro dovrà presentare all’ufficio per l’impiego competente per territorio una dichiarazione di responsabilità che attesti la presenza dei requisiti di legge. 59 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 60 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 61 LA FORMAZIONE Obbligo formativo (L.144/99, art. 68; D.P.R. 257/00; Circ. Min. Lav. 5.01.2000). L’obbligo formativo rappresenta una importantissima innovazione nel quadro dell’offerta formativa e consiste nell’opportunità per i giovani di completare il percorso formativo attraverso il conseguimento di un diploma o di una qualifica professionale. La finalità principale di questo "nuovo ingresso" è rendere i giovani più forti rispetto alle scelte di vita e di lavoro che dovranno compiere per il proprio futuro. L’obbligo formativo è il diritto-dovere di proseguire il percorso formativo fino ai 18 anni, e instaurare un rapporto diretto tra giovani e istituzioni, in quanto sancisce: • il diritto del ragazzo di poter completare la sua formazione fino alla maggiore età con un percorso personalizzato che può svolgersi in ambiti diversi (scuola – formazione professionale – apprendistato). • il dovere delle regioni, delle province delegate, dei comuni, delle istituzioni scolastiche, delle agenzie formative e delle imprese, di predisporre una rete territoriale di offerte formative, di servizi di informazione, di orientamento e tutorato. Gli scenari possibili Chi ha un’età compresa fra i 15 e i 18 anni ha davanti a se almeno tre diversi percorsi di istruzione e formazione che consentono di assolvere l’obbligo formativo: • l’istruzione scolastica superiore; • il sistema della formazione professionale di competenza regionale; • l’apprendistato presso un’azienda, e altri contratti di lavoro che assicurino almeno 240 ore di formazione annue. E’ importante sapere che questi percorsi possono essere complementari, cioè si può passare da un percorso all’altro, una volta acquisite competenze tali da garantire l’inserimento al livello richiesto. Le innovazioni più importanti previste dalla normativa sull’obbligo formativo sono: • la predisposizione di incontri di orientamento per i giovani che stanno per terminare l’obbligo scolastico, cioè i ragazzi che hanno compiuto i 15 anni; • la modifica dei meccanismi di reingresso nella scuola, con l’introduzione di modalità più flessibili e adatte ai giovani potenzialmente interessati al rientro nell’ambito scolastico; • la possibilità di progettare percorsi formativi integrati tra scuola e formazione. Per avere informazioni sull’obbligo formativo puoi rivolgerti a qualsiasi Istituto di istruzione secondaria. 61 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 62 Le strutture formative dovranno predisporre moduli di accoglienza che accertino le conoscenze, le capacità e le competenze acquisite dal giovane e riconoscano gli eventuali crediti formativi. Dovranno essere previste misure particolari per i soggetti in situazione di handicap, e l’estensione dell’obbligo formativo anche ai minori stranieri presenti nel nostro Paese. Il percorso di formazione esterna nell’apprendistato, o in altri contratti di lavoro, per chi assolve così l’obbligo formativo, è stato ulteriormente potenziato con l’introduzione di ulteriori 120 ore di formazione esterna all’impresa, portando ad almeno 240 ore complessive all’anno il monte ore di formazione per i giovani di età compresa tra i 15 e i 18 anni. L’obbligo formativo si intenderà comunque assolto con il conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale. È previsto, inoltre, che siano certificate le competenze acquisite a seguito della frequenza di qualsiasi segmento della formazione scolastica, professionale o dell’apprendistato. Queste competenze vanno a costituire il capitale formativo per il passaggio da un sistema all’altro. Istruzione e formazione tecnica superiore (I.F.T.S.) (L.144/99). La certificazione I.F.T.S. viene conseguita secondo standard approvati e corrisponde a una certificazione comunitaria di “tecnico intermedio di 4° grado”. 62 Per un rapido inserimento nel mondo del lavoro, che sempre più richiede livelli di qualificazione superiore e competenze specifiche, sono stati istituiti i corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), destinati a giovani e ad adulti, occupati e disoccupati, che intendono specializzarsi. I corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore sono progettati e organizzati da strutture costituite dall’Università, dalla Scuola, dalla Formazione Professionale e dalle Imprese e hanno una durata che va da 2 a 4 semestri (da 1200 a 2400 ore). La collaborazione dei vari soggetti garantisce un percorso formativo che dà la possibilità anche di passaggio ad altri percorsi e facilita l’ingresso nel mondo del lavoro. I corsi I.F.T.S. hanno le seguenti caratteristiche: • hanno una durata inferiore ai corsi universitari e un percorso formativo più specialistico rispetto ad un corso della formazione professionale; • sono molto professionalizzanti, poiché almeno un terzo del monte ore deve prevedere tirocini presso aziende; • il mondo delle imprese interviene direttamente nella progettazione dei corsi; • la commissione esaminatrice prevede la presenza anche di esperti del mercato del lavoro. IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 63 La prova finale del corso si articola in una prova scritta ed una orale. La certificazione finale viene rilasciata dalla Regione ed è riconosciuta a livello nazionale. L’Istruzione e Formazione Tecnica Superiore, infatti, ha la finalità di rafforzare la formazione di fasce intermedie di lavoratori, ossia tecnici, professionisti d’azienda, operatori qualificati, rapidamente inseribili nelle imprese, nelle pubbliche amministrazioni, nel lavoro, in un sistema in linea con gli standard europei. I percorsi dell’IFTS sono programmati dalle Regioni sulla base della concertazione istituzionale e della partecipazione delle parti sociali e sono progettati e organizzati in modo da rispondere a criteri di flessibilità e modularità e da consentire percorsi formativi personalizzati per giovani ed adulti, con il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti. Ad esempio, se un partecipante decide di sospendere la sua frequenza, gli verrà rilasciata una certificazione intermedia che gli accredita le competenze acquisite, in modo che possa capitalizzarle per successive esperienze formative. Le modalità di accesso ai percorsi sono le seguenti: • i giovani e gli adulti accedono ai corsi I.F.T.S. con il possesso del diploma di istruzione secondaria superiore. L’accesso è consentito anche a coloro che non sono in possesso del diploma, purché risultino in possesso dei requisiti minimi di cultura di base stabiliti dall’Unione Europea; • possono accedere anche coloro che sono in cerca di prima occupazione e coloro che hanno perso l’occupazione. Per entrambi, il corso I.F.T.S. può risultare un’opportunità per potenziare il proprio bagaglio di competenze; • anche gli occupati possono sfruttare l’occasione dei corsi I.F.T.S. per riqualificarsi e migliorare la propria condizione. Ai fini dell’accesso ai corsi dell’IFTS l’accreditamento delle competenze consiste nella attestazione delle capacità acquisite, anche attraverso l’esperienza di lavoro e di vita, e del riconoscimento di eventuali crediti formativi. E’ utile sapere che: • l’iscrizione ad un corso I.F.T.S. consente il rinvio del servizio militare; • un corso I.F.T.S. può essere frequentato durante gli studi universitari o contemporaneamente ad un’attività lavorativa; • i corsi I.F.T.S. sono gratuiti e danno la possibilità di conseguire anche certificazioni internazionali informatiche o linguistiche. La formazione esterna dell’apprendistato (L.196/97, art.16). “Andare a Bottega” per secoli è stato l’unico modo per imparare un mestiere, sfruttando le abilità del maestro artigiano che diventava spesso anche un maestro di vita. 63 IMPAGINATO ultimo Le aziende hanno degli sgravi previdenziali per tutto il periodo dell’apprendistato, subordinati all’effettiva partecipazione degli apprendisti alle attività formative. 64 17-01-2002 17:16 Pagina 64 L’apprendistato è, infatti, uno dei più antichi rapporti di lavoro che permette di acquisire competenze specifiche dell’attività che si è chiamati a svolgere. Messo da parte dall’avanzata dell’industrializzazione, recentemente si è assistito ad una sua rivalutazione secondo un nuovo modello che presenta delle caratteristiche innovative rispetto al passato. Una delle più significative riguarda proprio l’obbligo per l’apprendista di frequentare, durante il suo periodo di apprendistato (che può variare dai 18 mesi ai 4 anni), un programma di Formazione che si svolge al di fuori dell’azienda, predisposto nell’ambito della formazione regionale. Questa formazione non può avere una durata inferiore alle 120 ore l’anno, che salgono a 240 ore annue quando il ragazzo assolve con l’apprendistato il suo obbligo formativo. In questo caso la formazione deve essere svolta presso un centro certificato ed ha valore di credito formativo nell’ambito del sistema formativo integrato. Tale sistema vede come attori la scuola, la formazione professionale, l’impresa e i servizi per l’impiego. Saranno i contratti collettivi nazionali dei diversi comparti a definirne le modalità di svolgimento. L’obiettivo è quello di affiancare alle competenze che si acquisiscono con l’insegnamento del “mestiere”, anche una base di cultura generale che possa essere utile al lavoratore per qualsiasi lavoro debba svolgere ed in qualsiasi ambiente si debba inserire. Al termine del periodo di apprendistato il datore di lavoro attesterà le competenze professionali acquisite dall’apprendista, dandone comunicazione alla struttura dei Servizi per l’Impiego competente sul territorio. Le competenze verranno riportate sul “libretto personale” che potrà essere utilizzato dal lavoratore nelle future attività di formazione. IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 65 LAVORO AUTONOMO Le leggi che finanziano il lavoro autonomo e le imprese Esistono diversi provvedimenti legislativi regionali, nazionali e comunitari che offrono assistenza tecnica e aiuti finanziari ai soggetti che vogliono avviare un’attività di lavoro autonomo oppure un’impresa. In realtà le leggi d’incentivazione possono essere suddivise per semplicità nei seguenti gruppi, a seconda dei beneficiari cui si rivolgono: • leggi sull’imprenditorialità giovanile: mirano a finanziare l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali intraprese dai giovani nei diversi settori economici e si rivolgono esclusivamente a società e cooperative composte prevalentemente da giovani (es. legge 95/95, legge 236/93); • leggi sull’imprenditoria femminile: esiste una legge specifica che incentiva l’avvio di nuove attività, la rilevazione di attività preesistenti, la realizzazione di progetti aziendali innovativi e l’acquisizione di servizi reali in qualunque settore economico, purchè si tratti di attività intraprese esclusivamente da imprese femminili (legge regionale 26/00); • leggi sull’autoimpiego a favore dei disoccupati: sono dirette a finanziare nuove attività imprenditoriali, di piccole dimensioni, nei vari settori economici, purchè gestite prevalentemente da disoccupati o inoccupati da almeno 6 mesi (prestito d’onore, microimpresa, franchising); • leggi regionali di settore: esistono inoltre una serie di leggi regionali che non si rivolgono specificatamente a giovani, a donne, a disoccupati, ma mirano invece ad agevolare la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali in specifici settori economici, come per esempio la L.R. 51/93 sull’artigianato; la L.R. 15/94 sull’industria; la L.R. 40/93 sul turismo; la L.R. 16/97 sulle cooperative sociali, la L.R. 37/98 sull’occupazione e sullo sviluppo del sistema produttivo regionale che prevede specifici interventi a favore delle imprese agro-industriali (art. 1), delle imprese artigiane e commerciali (art. 3), dello sviluppo industriale (art. 8), dell’imprenditorialità giovanile in agricoltura (art. 11), dello sviluppo locale (art. 19), etc. Le schede che seguono raccolgono la maggior parte delle leggi di incentivazione destinate ai giovani della Sardegna. Alcune di esse sono di emanazione regionale, e possono essere utilizzate esclusivamente in Sardegna, altre, di livello nazionale, consentono la creazione di impresa in diverse regioni italiane. Inoltre, viene indicata una serie di indirizzi utili a cui rivolgersi per ottenere informazioni più dettagliate. 65 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 66 Norme a sostegno dell’imprenditoria femminile (L.R.26/00, in attuazione della Legge 25 febbraio 1992, n. 215). Finalità Promuovere la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili in Sardegna. Destinatari Ditte individuali, società e cooperative femminili, di piccole dimensioni, che operano nei seguenti settori: • Agricoltura; • Industria; • Artigianato; • Servizi; • Commercio; • Turismo. Il titolare delle ditte individuali deve essere una donna. Le società di persone e le società cooperative devono essere costituite in misura non inferiore al 60% da donne. Le società di capitali devono avere gli organi amministrativi ricoperti per almeno 2/3 da donne e almeno i 2/3 delle quote di partecipazione assegnate a donne. Alle donne non è richiesto nessun requisito né in merito all’età, né in merito all’eventuale stato di disoccupazione. Agevolazioni Le agevolazioni finanziarie sono concesse su tutto il territorio regionale per: • avvio di nuove attività imprenditoriali; • rilevazione di attività imprenditoriali preesistenti; • realizzazione di progetti aziendali innovativi connessi alla introduzione di qualificazione e d’innovazione di prodotto, tecnologica o organizzativa; • acquisizione di servizi reali, destinati all’aumento della produttività, all’innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti, all’acquisizione di nuove tecniche di produzione, di gestione e di commercializzazione, nonché allo sviluppo di sistemi di qualità. Le agevolazioni consistono in contributi a fondo perduto sugli investimenti nel limite massimo del 75% delle spese ammissibili e non è previsto un limite sugli investimenti a fronte di costi sostenuti per: • impianti generali; • acquisto di macchinari e attrezzature; • acquisto di brevetti; • acquisto di software; • opere murarie (max. 25% dei primi due punti); • studi di fattibilità, piano d’impresa e analisi di mercato. Non rientrano tra le spese finanziabili, l’acquisto di terreni e fabbricati, gli 66 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 67 investimenti realizzati mediante commesse interne, l’avviamento e le spese di gestione. Note Per presentare la domanda è necessario aspettare l’apertura del bando. Per saperne di più Ministero dell’Industria (www.minindustria.it). Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale (www.regione.sardegna.it/lavoro). Agenzia Regionale del Lavoro della Sardegna (www.regione.sardegna.it/agenziadellavoro). Interventi a favore delle imprese artigiane (L.R.51/93 - art 10 bis). Finalità Promuovere la crescita e lo sviluppo delle imprese artigiane in Sardegna. Destinatari Sono ammesse al finanziamento su tutto il territorio regionale: • ditte individuali, società, cooperative, operanti nel settore artigiano e iscritte all’Albo; • consorzi, società consortili e associazioni tra imprese artigiane; • artigiani. Agevolazioni Le agevolazioni finanziarie possono essere concesse per: • realizzazione di nuovi investimenti; • ampliamento e ammodernamento dell’attività; • adeguamenti aziendali in materia di igiene, ambiente e sicurezza nei luoghi di lavoro; • realizzazione di progetti aziendali innovativi; • riconversione e riattazione di strutture e processi produttivi già operanti; Tali agevolazioni consistono in: • contributi a fondo perduto, sino al 40%; • mutui a tasso agevolato, sino al 35%, sugli investimenti. Le agevolazioni non possono essere concesse per importi superiori a: • 361.519,80 euro (700 milioni di lire) per le imprese individuali e societarie; • 774.685,35 euro (1.500 milioni di lire) per i consorzi d’impresa non costituiti in forma di società cooperativa e per le cooperative formate da soci non iscritti all’Albo; • 1.549.370,70 euro (3.000 milioni di lire) per i consorzi costituiti in forma cooperativa. 67 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 68 Sono ammissibili tutte le spese sostenute per: • acquisto, costruzione, ammodernamento e ampliamento dei locali necessari per l’esercizio dell’attività artigiana; • costi di progettazione e direzione dei lavori; • oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge; • acquisto di macchinari, attrezzature, brevetti e licenze; • acquisto del suolo aziendale e relative indagini geognostiche; • studi di fattibilità e impatto ambientale. È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno. Per saperne di più Assessorato del Commercio, Turismo e Artigianato (www.regione.sardegna.it), C.N.A., Confartigianato. Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale (L.R.16/97). Finalità Favorire la promozione, il sostegno e lo sviluppo della cooperazione sociale al fine di promuovere l’inserimento lavorativo e l’integrazione sociale delle persone svantaggiate in Sardegna Destinatari Cooperative sociali e loro consorzi che svolgono attività di gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e cooperative che operano nei diversi settori economici (agricolo, industriale, commerciale, etc) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Le persone svantaggiate devono costituire almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere soci della cooperativa stessa. Agevolazioni Contributi in conto capitale e contributi in conto occupazione per attività di gestione di servizi socio sanitari ed educativi e svolgimento di attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, su tutto il territorio regionale. Le agevolazioni finanziarie sono concesse per: • l’avviamento ed il consolidamento della struttura operativa; • l’acquisto e la realizzazione di particolari attrezzature; • la realizzazione di progetti innovativi. 68 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 69 Per saperne di più Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale (www.regione.sardegna.it) Provvedimenti per l’imprenditoria giovanile (D.d.l. Regionale 201/01). Presentiamo qui un disegno di legge sull’imprenditoria giovanile che potrebbe essere emanata prossimamente dal Consiglio Regionale. Non è ancora una legge quindi bisogna aspettare la sua emanazione ufficiale. Finalità Favorire lo sviluppo dell’imprenditoria e dell’occupazione giovanile nei seguenti settori: • produzione di beni e servizi, ivi compresi i servizi socio assistenziali; • turismo, opere complementari alle attività turistiche e produzione di servizi turistici. Destinatari Beneficiari di questa legge sono le piccole e medie imprese come definite dalla disciplina comunitaria, con i seguenti requisiti: • società cooperative e piccole cooperative costituite, in misura non inferiore al 60% da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti; • società di capitali, le cui quote di partecipazione o di azioni siano possedute da un minimo di tre soggetti, di cui almeno il 60% da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti; • società di persone, costituite da un minimo di tre soggetti, di cui almeno il 60% siano giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti. Agevolazioni Le agevolazioni finanziarie sono concesse per la creazione di nuovi stabilimenti o l’avviamento di nuove attività, per: • spese di investimento in capitale fisso; • contributi in conto interessi ed operazioni a tasso agevolato; • spese di gestione per i primi due anni di attività. Le spese di gestione riguardano i costi sostenuti per: trasporti e magazzinaggi esterni alla Sardegna; trasporti interni alla Sardegna; acquisto o produzione di energia; approvvigionamento idrico e depurazione acque reflue; smaltimento rifiuti industriali; acquisto materie prime; costi bancari ed oneri finanziari esclusi quelli relativi a finanziamento agevolato. 69 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 70 Per saperne di più Bisogna attendere l’emanazione del testo definitivo della legge e delle direttive di attuazione. Insediamento dei giovani agricoltori (P.O.R. – ASSE IV misura 4.21). Finalità Favorire l’insediamento dei giovani in agricoltura al fine di ridurre il fenomeno dello spopolamento delle aree rurali e incentivare il ricambio generazionale in agricoltura, innovando e qualificando il tessuto imprenditoriale. Destinatari Giovani agricoltori che in qualità di imprenditori singoli o associati si insediano per la prima volta come capo-azienda. I giovani agricoltori devono avere età compresa tra i 18 e i 40 anni (i 40 anni non devono essere ancora compiuti al momento in cui l’Amministrazione Regionale prende la decisione individuale di concedere il sostegno); si deve trattare inoltre di giovani agricoltori non ancora insediati. Le competenze professionali richieste consistono (in alternativa): • possesso di titolo di studio attinente il settore agrario e/o veterinario, oppure; • avere svolto attività agricola come coadiuvante familiare o lavoratore agricolo per almeno un triennio in data antecedente la presentazione della domanda, oppure; • attestato di frequenza a corsi di formazione professionale in agricoltura della durata di almeno 150 ore. L’azienda inoltre deve rispettare i requisiti minimi in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali e deve dimostrare redditività, con un bilancio semplificato di previsione nel quale risulti che il reddito netto sia sufficiente a remunerare almeno un unità lavoro occupata a tempo pieno in agricoltura. Agevolazioni Le agevolazioni sono dirette a favorire esclusivamente l’avvio di nuove attività imprenditoriali in agricoltura in tutto il territorio regionale, e consistono nell’erogazione di un premio unico forfetario a fondo perduto pari a 25.000 euro, per tutti i costi sostenuti a qualsiasi titolo per l’insediamento produttivo. Per la presentazione della domanda è necessario attendere l’apertura del bando. 70 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 71 Per saperne di più Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Pastorale, Servizio Sviluppo Rurale, Valorizzazione e Promozione Marketing, (www.regione.sardegna.it). Promozione e sviluppo dell’imprenditorialità giovanile (L.95/95, ex L.44/86, e succ. modifiche e integrazioni). Finalità Promuovere lo sviluppo di una nuova imprenditorialità giovanile nelle aree economicamente svantaggiate d’Italia. Destinatari Nuove società e/o cooperative giovanili che avviano una nuova attività imprenditoriale in uno dei seguenti settori: • produzione di beni in Agricoltura, Artigianato e Industria; • fornitura di servizi alle imprese. Le società e le cooperative devono essere costituite in maggioranza assoluta da giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, oppure esclusivamente da giovani tra i 18 ed i 35 anni. I giovani devono risultare residenti, alla data del 1° gennaio 1994, nei territori di applicazione della legge, (le intere regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre a numerosissimi comuni del Centro – Nord d’Italia.) Agevolazioni Le agevolazioni finanziarie sono concesse unicamente per l’avvio di nuove attività, in quanto le società non devono aver iniziato l’attività al momento della presentazione della domanda, e consistono in: • contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato sugli investimenti; • contributi a fondo perduto sulle spese di gestione sostenute nei primi due o tre anni di esercizio. Sono ammessi programmi d’investimento sino ad un massimo di 5 miliardi di lire, a fronte dei costi sostenuti per: • studio di fattibilità, comprensivo dell’analisi di mercato; • terreno; • opere edilizie da acquistare o da eseguire; • allacciamenti, macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica; • altri beni materiali e immateriali ad utilità pluriennale strettamente connessi all’esercizio dell’attività. La legge prevede anche l’erogazione di servizi reali (accompagnamento alla progettazione e tutoraggio). È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno. 71 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 72 Per saperne di più Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it). Promozione di nuove imprese giovanili nel settore dei servizi (L.236/93, art. 1 bis, e succ. modifiche e integrazioni). Finalità Promuovere lo sviluppo di una nuova imprenditorialità giovanile nelle aree economicamente svantaggiate d’Italia. Destinatari Nuove società e/o cooperative giovanili che avviano una nuova attività imprenditoriale in uno dei seguenti settori: • innovazione tecnologica; • turismo; • fruizione di beni culturali; • manutenzione di opere civili e industriali; • tutela ambientale; • agricoltura; • trasformazione e commercializzazione di prodotti agro-industriali. Le società e le cooperative devono essere costituite in maggioranza assoluta da giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, oppure esclusivamente da giovani tra i 18 ed i 35 anni. I giovani devono essere residenti alla data del 1° gennaio 1994 nei territori di applicazione della legge, (le intere regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre a numerosissimi comuni del Centro – Nord d’Italia). Agevolazioni Le agevolazioni finanziarie sono concesse unicamente per l’avvio di nuove attività, in quanto le società non devono aver iniziato l’attività al momento della presentazione della domanda, e consistono in: • contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato sugli investimenti. • contributi a fondo perduto sulle spese di gestione sostenute nei primi tre anni di esercizio. Sono ammessi programmi d’investimento sino ad un massimo di 516.456,90 (1 miliardo di lire), a fronte di costi sostenuti per: • studio di fattibilità, comprensivo dell’analisi di mercato; • acquisizione o ristrutturazione di immobili (in alcuni casi e con percentuali variabili); • allacciamenti; • altri beni materiali o immateriali a utilità pluriennale strettamente connessi all’esercizio dell’attività La legge prevede anche l’erogazione di servizi reali (accompagnamento alla progettazione e tutoraggio). È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno. 72 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 73 Per saperne di più Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it). Misure in favore del lavoratore autonomo (L.185/00, ex Legge 608/96 “Prestito d’onore”). Finalità Favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione attraverso la promozione di attività di lavoro autonomo nelle aree economicamente svantaggiate d’Italia. Destinatari Disoccupati che vogliano avviare individualmente una attività da lavoro autonomo in qualsiasi settore (produzione di beni, erogazione di servizi, commercio). Sono escluse le iniziative rientranti nei settori dei trasporti, della formazione, dei servizi socio-assistenziali, e di produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Il soggetto proponente, alla data di presentazione della domanda, deve essere maggiorenne e disoccupato da almeno 6 mesi e, inoltre, deve risultare residente, alla data del 1 gennaio 2000, nei territori di applicazione della legge (le intere regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre a numerosissimi comuni del Centro – Nord d’Italia.) Sono ammesse soltanto le ditte individuali. Agevolazioni Le agevolazioni finanziarie sono concesse per l’avvio di nuove attività e l’attività proposta non deve risultare già avviata al momento della presentazione della domanda. Tali agevolazioni consistono in: • contributi a fondo perduto (60%) e mutui a tasso agevolato (40%) sugli investimenti; • contributi a fondo perduto sulle spese di gestione relative al primo anno di attività, fino a un massimo di 5.164,57 euro (10 milioni di lire). Sono ammessi programmi d’investimento sino ad un massimo di 25.822,84 euro (50 milioni di lire), a fronte di costi sostenuti per l’acquisto di: • impianti, allacciamenti, attrezzature e macchinari (anche usati); • beni immateriali a utilità pluriennale; • ristrutturazioni di immobili entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti ammessi. È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno. Per saperne di più Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it). 73 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 74 Misure in favore dell’autoimpiego in forma di microimpresa (L.185/00). Finalità Favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione attraverso la promozione di imprese di piccola dimensione nelle aree svantaggiate d’Italia. Destinatari Nuove società di persone costituite in maggioranza assoluta da disoccupati e che operino in uno dei seguenti settori: • Produzione di beni; • Fornitura di servizi. Almeno la metà dei soci deve essere disoccupata da almeno 6 mesi e risultare residente, alla data del 1° gennaio 2000, in uno dei territori di applicazione della legge, (le intere regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre a numerosissimi comuni del Centro – Nord d’Italia). Agevolazioni Le agevolazioni finanziarie sono concesse per l’avvio di nuove attività, e consistono in mutui a tasso agevolato sugli investimenti e contributi a fondo perduto sulle spese di gestione, limitatamente al primo anno d’attività, sino ad un massimo di 100.000 euro (193.627.000 di lire). Sono ammessi programmi d’investimento sino a 250 milioni di lire, a fronte di costi sostenuti per: • attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti; • beni immateriali ad utilità pluriennale; • ristrutturazioni di immobili (max 10% del valore degli investimenti ammessi). La legge prevede anche un servizio di consulenza/assistenza tecnica gratuito per il primo anno di attività. È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno. Per saperne di più Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it). Misure in favore dell’autoimpiego in franchising (L. 185/00). Finalità Favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione 74 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 75 attraverso la promozione di attività in franchising nelle aree svantaggiate economicamente d’Italia. Destinatari Nuove ditte individuali, società di persone e società di capitali che operino, in franchising, in uno dei seguenti settori: • commercializzazione di beni; • produzione di beni; • fornitura di servizi. Il titolare della ditta individuale e/o almeno la metà dei soci deve essere disoccupato da almeno 6 mesi e deve essere residente, alla data del 1° gennaio 2000, in uno dei territori di applicazione della legge (le intere regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre a numerosissimi comuni del Centro – Nord d’Italia). Agevolazioni Le agevolazioni finanziarie sono concesse unicamente per l’avvio di nuove attività in franchising, e consistono in mutui a tasso agevolato sugli investimenti e contributi a fondo perduto sulle spese di gestione, limitatamente al primo anno d’attività, sino ad un massimo di 100.000 euro (193.627.000 di lire). Non è fissato un limite superiore per l’investimento, a fronte dei costi sostenuti per: • attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti; • beni immateriali ad utilità pluriennale; • ristrutturazioni di immobili (max 10% del valore degli investimenti ammessi). La legge prevede anche un servizio di consulenza/assistenza tecnica gratuito per il primo anno di attività. È possibile presentare la domanda in ogni periodo dell’anno. Per saperne di più Sviluppo Italia Sardegna S.p.A., (www.opportunitalia.it). 75 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 76 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 77 NUMERI E INDIRIZZI UTILI Regione Autonoma della Sardegna www.regione.sardegna.it Amministrazione ed Enti Presidenza della Giunta Viale Trento, 69 - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.2200 – 070.668722653697 Fax 070.606.2119 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.7000 e-mail: [email protected] Ufficio Relazioni col Pubblico V.le Trento, 69 - 09123 Cagliari Numero verde 800-233368 Fax 070.253066-7 Commissione Regionale per le Pari Opportunità tra uomini e donne V.le Trento, 69 - 09123 Cagliari Tel. 070.606.4518 Fax 070.606.4519 e-mail: [email protected] Assessorato Affari Generali, Personale e Riforma della Regione Viale Trieste, 190 - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.6100 Fax 070.606.6108 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel.070.606.6120 e-mail: [email protected] rdegna.it Assessorato della Programmazione Bilancio, Credito e Assetto del territorio Via Mameli, 88 - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.662626 Fax 070.606.4719 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.4602 Fax 070.606.4609 e-mail: [email protected] Assessorato degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica Viale Trieste, 186 - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.4036 Fax 070.606.4177 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.4199 e-mail: [email protected] Assessorato della Difesa e dell’Ambiente Via Biasi, 7/9 - 09131 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.6619 Fax 070.606.6697 e-mail: [email protected] 77 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 78 Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.6752 e-mail: [email protected] Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-pastorale Via Pessagno, 4 - 09126 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.302979 Fax 070.606.6276 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.6498 e-mail: [email protected] Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio Viale Trieste, 105 - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.7270 Fax 070.606.7271 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.7259 e-mail: [email protected] Assessorato dei Lavori Pubblici Viale Trento, 69 - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.2307 Fax 070.606.2438 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel.070.606.2168 e-mail: [email protected] 78 Assessorato dell’Industria Viale Trento, 69 - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.2261 Fax 070.606.2074 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.2149 e-mail: [email protected] Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale Via XXVIII febbraio, 5 09131 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.5705 Fax 070.606.5624 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.5641 e-mail: [email protected] Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Viale Trieste, 186 - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.664856 Fax 070.606.5011 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.5036 e-mail: pubblicaistruzione.assessore@regio ne.sardegna.it IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 79 Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale Via Roma, 223 - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.5277 Fax 070.606.5299 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.5392 e-mail: [email protected] Assessorato dei Trasporti Via Caprera - 09123 Cagliari Direzione Generale Tel. 070.606.7331 Fax 070.606.7309 e-mail: [email protected] Ufficio di Gabinetto Tel. 070.606.7307 e-mail: [email protected] ERSAT (Ente regionale di sviluppo e di assistenza tecnica in agricoltura) Via Caprera, 8 – 09123 Cagliari Tel. 070.60261 Fax 070.6026305 e-mail: [email protected] ESAF (Ente sardo acquedotti e fognature) V.le Diaz, 116 – 09100 Cagliari Tel. 070.60321 Fax 070.340479 e-mail: [email protected] ESIT (Ente sardo industrie turistiche) Via Mameli, 97 – 09124 Cagliari Tel. 070.60231 Fax 070.664636 e-mail: [email protected] CRAS (Centro regionale agrario e sperimentale) V.le Trieste, 111 – 09131 Cagliari Tel. 070.20111 Fax 070.285381 e-mail: [email protected] ISRE (Istituto Superiore Regionale Etnografico) Via Papandrea, 6 – 08100 Nuoro Tel. 0784.242900 Fax 0784.37484 e-mail: [email protected] IZCS (Istituto zootecnico e caseario per la Sardegna) s.s. Sassari-Fertilia, Km 18,600 – 07040 Olmedo Tel. 079.389503 Fax 079.389450 e-mail: [email protected] Istituto Incremento Ippico della Sardegna P.zza Duchessa Borgia, 4 07014 Ozieri (SS) Tel. 079.787852 Fax 079.787299 79 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 80 ISOLA (Istituto sardo organizzazione lavoro artigiano) Via Baccaredda, 111 09127 Cagliari Tel. 070.400707 Fax 070.400359 e-mail: [email protected] EAF (Ente autonomo del Flumendosa) Via Mameli, 88 – 09123 Cagliari Tel. 070.60211 Fax 070.670758 e-mail: [email protected] SSS (Stazione sperimentale del sughero) Via Limbara, 9 07029 Tempio Pausania (SS) Tel. 079.672200 Fax 079.671113 e-mail: [email protected] ERSU - CAGLIARI (Ente regionale per il diritto allo studio) Via Premuda, 10 – 09100 Cagliari Tel. 070.281845 Fax 070.2019306 e-mail: [email protected] www.regione.sardegna.it.ersuca ERSU - SASSARI (Ente regionale per il diritto allo studio) Via Carbonazzi, 10 - 07100 Sassari Tel. 079.258258 Fax 079.272118 80 Consiglio Regionale Via Roma, 25 - 09100 Cagliari Tel. 070.6014.1 Fax 070.657896 Presidenza del Consiglio Tel. 070.662682 Prima Commissione Autonomia, Ordinamento regionale, Rapporti con lo Stato, Riforma dello Stato, Enti Locali, Organizzazione regionale degli Enti e del Personale, Polizia locale e rurale, Partecipazione popolare. Tel. 070.670968 Seconda Commissione Politiche comunitarie, Adeguamento dell'Ordinamento regionale agli atti normativi comunitari, Rapporti con la C.E., Cooperazione internazionale, Diritti civili, Emigrazione ed immigrazione, Etnie, Informazione. Tel. 070.670971 Terza Commissione Programmazione economica e sociale, Bilancio, Contabilità, Credito, Finanza e tributi, Demanio e patrimonio, Partecipazioni finanziarie. Tel. 070.670974 Quarta Commissione Assetto generale del territorio, Pianificazione territoriale regionale, Urbanistica, Viabilità e trasporti, Navigazione e porti, Edilizia, Lavori Pubblici. Tel. 070.666216 Quinta Commissione Agricoltura, Forestazione produttiva, Bonifica, Acquacoltura, Caccia IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 81 e pesca, Pesca industriale e marittima, Alimentazione, Tutela dell'ambiente, Forestazione ambientale, Recupero ambientale, Parchi e riserve naturali, Difesa del suolo. Tel. 070.670972 Sesta Commissione Industria, Miniere, Cave e torbiere, Artigianato, Cooperazione, Lavoro e occupazione, Turismo, Commercio, Fiere e mercati, Risorse energetiche, Fonti alternative di energia. Tel. 070.670980 Settima Commissione Sanità, Igiene pubblica, Medicina sociale, Edilizia ospedaliera, Servizi sanitari e sociali, Assistenza, Igiene veterinaria, Personale delle UU.SS.LL. Tel. 070.660436 Ottava Commissione Diritto allo studio, Scuole Materne, Edilizia scolastica, Cultura, Musei, Biblioteche e archivi storici, Sport e spettacolo, Ricerca scientifica, Formazione professionale Tel. 070.663432 Uffici Periferici del Ministero del Lavoro Direzione Regionale del Lavoro Via Fermi, 14 – 09126 Cagliari Tel. 070.301679 Fax 070.301680 Direzione Provinciale del Lavoro di Cagliari Via Tigellio, 3 – 09100 Cagliari Tel. 070.660453 Fax 070.660383 e-mail: [email protected] Direzione Provinciale del Lavoro di Sassari Traversa Fancello, 8 07100 Sassari Tel 079.238042 Fax 079.237174 e-mail: [email protected] Direzione Provinciale del Lavoro di Nuoro Via S. Francesco - 08100 Nuoro Tel. 0784.32281 Fax 0784.232920 e-mail: [email protected] Direzione Provinciale del Lavoro di Oristano Via Carpaccio, 4 09170 Oristano Tel. 0783.211122 Fax 0783.216043 Sezioni circoscrizionali per l’impiego Circoscrizione n° 1 Cagliari Comuni di: (Cagliari e Monserrato) Via Calamattia, 12 09100 Cagliari Tel. 070.553183 Fax 070.552017 Circoscrizione n° 2 Assemini Comuni di: (Assemini, Capoterra, Decimomannu, Decimoputzu, Domusdemaria, Elmas, Monastir, Pula, San Sperate, Sarroch, Sestu, Ussana, Uta, Villa S. Pietro, Villaspeciosa) 81 IMPAGINATO ultimo 82 17-01-2002 17:16 Pagina 82 Via Lisbona, 3.5 – 09032 Assemini Tel. 070.942527 Fax 070.940028 Via Umberto I, 58 – 09025 Sanluri Tel. 070.9308019 Fax 070.9370228 Circoscrizione n° 3 Carbonia Comuni di: (Calasetta, Carbonia, Carloforte, Giba, Masainas, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, S.Anna Arresi, S. Antioco, S.Giovanni Suergiu, Santadi, Teulada, Tratalias, Villaperuccio) Via Dalmazia - 09013 Carbonia Tel 0781.671235 Fax 0781.62595 Circoscrizione n° 7 Senorbì Comuni di: (Ballao, Barrali, Gesico, Goni, Guamaggiore, Guasila, Mandas, Ortacesus, Pimentel, S.Andrea Frius, S. Basilio, S. Nicolò Gerrei, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli, Villasalto, Silius) Via Carlo Sanna, 12 09040 Senorbì Tel. 070.9808743 Fax 070.9809167 Circoscrizione n° 4 Iglesias Comuni di: (Buggerru, Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Iglesias, Musei, Siliqua, Villamassargia) Via Cattaneo, 1 – 09016 Iglesias Tel. 0781.32552 Fax 0781.30326 Circoscrizione n° 8 Muravera Comuni di (Armungia, Castiadas, Muravera, San Vito, Villaputzu) Via Marconi, 72 09043 Muravera Tel. 070.9931345 Fax 070.9931018 Circoscrizione n° 5 San Gavino Monreale Comuni di: (Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Pabillonis, San Gavino Monreale, Sardara, Vallermosa, Villacidro) Via Palermo, 17 09037 - San Gavino Monreale Tel. 070.9338234 Fax 070.9339196 Circoscrizione n° 9 Quartu Sant’Elena Comuni di: (Burcei, Dolianova, Donori, Maracalagonis, Quartucciu, Quartu S. Elena, Selargius, Serdiana, Settimo S. Pietro, Sinnai, Soleminis, Villasimius) Via Bizet – 09045 Quartu S. Elena Tel. 070.888059 Fax 070.88144 Circoscrizione n° 6 Sanluri Comuni di: (Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Las Plassas, Lunamatrona, Nuraminis, Pauli Arbarei, Samassi, Samatzai, Sanluri, Segariu, Serramanna, Serrenti, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villamar, Villanovaforru, Villanovafranca, Villasor) Circoscrizione n° 10 Nuoro Comuni di: (Dorgali, Fonni, Gavoi, Mamoiada, Nuoro, Oliena, Ollolai, Olzai, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orotelli, Orune, Ottana, Sarule, Lodine) Via S .Francesco – 08100 Nuoro Tel. 0784.37698 Fax 0784.256032 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 83 Circoscrizione n° 11 Isili Comuni di: (Escalaplano, Escolca, Esterzili, Genoni, Gergei, Isili, Laconi, Nuragus, Nurallao, Nurri, Orroli, Sadali, Serri, Seulo, Villanovatulo) Via Satta, 2 – 08033 Isili Tel. 0782.802053 Fax 0782.802053 Circoscrizione n° 12 Siniscola Comuni di: (Bitti, Budoni, Galtellì, Irgoli, Loculi, Lodè, Lula, Onanì, Onifai, Orosei, Osidda, Posada, S. Teodoro, Siniscola, Torpè) Via Olbia, 18 – 08029 Siniscola Tel. 0784.878513 Fax 1782200282 Circoscrizione n° 13 Macomer Comuni di: (Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Bosa, Dualchi, Flussio, Lei, Macomer, Magomadas, Modolo, Montresta, Noragugume, Sagama, Silanus, Sindia, Suni, Tinnura) C.so Umberto, 279 08015 Macomer Tel. 0785.70014 Fax 1782215628 Circoscrizione n° 14 Lanusei Comuni di: (Arzana, Barisardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ierzu, Ilbono, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Seui, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai, Villagrande Strisaili) P.zza Vittorio Emanuele, 9 – 08045 Lanusei Tel. 0782.42203 Fax 1782214073 Circoscrizione n° 15 Sorgono Comuni di: (Aritzo, Atzara, Austis, Belvì, Desulo, Gadoni, Meana Sardo, Ortueri, Ovodda, Sorgono, Teti, Tiana, Tonara) Via Emilia, 6 – 08038 Sorgono Tel. 0784.60137 Fax 1782235128 Circoscrizione n° 16 Oristano Comuni di: (Baratili S. Pietro, Bauladu, Cabras, Milis, Narbolia, Nurachi, Ollastra Simaxis, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, Samugheo, S. Giusta, S. Vero Milis, Siamaggiore, Siamanna, Siapiccia, Simaxis, Solarussa, Tramatza, Villanova Truschedu, Villaurbana, Zeddiani, Zerfaliu) Via Dorando Petri, 1 09170 Oristano Tel. 0783.71021 Fax 0783.775011 Circoscrizione n° 17 Cuglieri Comuni di: (Bonarcado, Cuglieri, Santulussurgiu, Scano Montiferro, Seneghe, Sennariolo, Tresnuraghes) P.zza Convento, 3 09073 Cuglieri Tel. 0785.39680 Fax 0785.39680 Circoscrizione n° 18 Ghilarza Comuni di: (Abbasanta, Aidomaggiore, Allai, Ardauli, Bidonì, Boroneddu, Busachi, Fordongianus, Ghilarza, Neoneli, Norbello, Nughedu S. Vittoria, Paulilatino, Sedilo, Soddi, Sorradile, Tadasuni, Ula Tirso) Via Cagliari, 24 – 09074 Ghilarza Tel. 0785.54005 Fax 0785.54005 Circoscrizione n° 19 Ales Comuni di: (Albagiara, Ales, Assolo, Asuni, Curcuris, Gonnosnò, 83 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 84 Mogorella, Nureci, Pau, Ruinas, Senis, Sini, Usellus, Villa S. Antonio, Villaverde) Via Gramsci, 2 – 09091 Ales Tel. 0783.91618 Fax 0783.91618 Circoscrizione n° 20 Mogoro Comuni di: (Baradili, Badessa, Gonnoscodina, Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Morgongiori, Pompu, Simala, Siris) Via Velio Spano, 3 09095 - Mogoro Tel. 0783.991486 Fax 0783.991486 Circoscrizione n° 21 Terralba Comuni di: (Arborea, Marrubiu, S. Nicolò Arcidano, Terralba, Uras) Via Porcella, 177 – 09098 Terralba Tel. 0783.81819 Fax 0783.81819 Circoscrizione n° 22 Sassari Comuni di: (Cardeghe, Codrongianus, Florinas, Muros, Osilo, Ossi, Ploaghe, Porto Torres, Sassari, Sennori, Sorso, Tissi, Usini, Stintino) Via Bottego – 07100 Sassari Tel. 079.245584 Fax 079.254779 Circoscrizione n° 23 Alghero Comuni di: (Alghero, Ittiri, Monteleone Rocca Doria, Olmedo, Putifigari, Romana, Uri, Villanova Monteleone) Via Sardegna – 07041 Alghero Tel. 079.985555 Fax 079.986619 Circoscrizione n° 24 Castelsardo Comuni di: (Badesi, Bulzi, 84 Castelsardo, Chiaramonti, Laerru, Martis, Nulvi, Perfugas, S. Maria Coghinas, Sedini, Tergu, Valledoria, Erulo) Via Vespucci - 07031 Castelsardo Tel. 079.470003 Fax 079.470003 Circoscrizione n° 25 Tempio Pausania Comuni di: (Aggius, Aglientu, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, Tempio, Trinità D’Agultu, Vignola, Viddalba) Via Fosse Ardeatine 07029 - Tempio Pausania Tel. 079.631346 Fax 079.631346 Circoscrizione n° 26 Bonorva Comuni di: (Banari, Bessude, Bonnannaro, Bonorva, Borutta, Cheremule, Cossoine, Giave, Mara, Padria, Pozzomaggiore, Semestene, Siligo, Thiesi, Torralba) Via Giovanni XXIII, 07012 Bonorva Tel. 079.867877 Fax 079.867877 Circoscrizione n° 27 Ozieri Comuni di: (Alà dei Sardi, Anela, Ardara, Benetutti, Bono, Bottida, Buddusò, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai, Ittireddu, Mores, Nughedu S. Nicolò, Nule, Ozieri, Pattada, Tula) Via Umberto – 07014 Ozieri Tel. 079.787001 Fax 079.787001 Circoscrizione n° 28 Olbia Comuni di: (Arzachena, Berchidda, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto S. Paolo, Monti, Olbia, IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 85 Oschiri, Padru, Palau, S. Antonio di Gallura, S. Teresa di Gallura, Telti) Via Torino – 07026 Olbia Tel. 0789.21237 Fax 0789.29247 Associazioni Sindacali CGIL (Confederazione Generale Italiana dei Lavoratori) V.le Monastir, 35 – 09100 Cagliari Tel. 070.279562 Fax 070.272680 e-mail: [email protected] www.cgil.it.sardegna CISL (Confederazione Italiana Sindacati dei Lavoratori) Via Ancona, 1 - 09100 Cagliari C.S.S. (Confederazione Sindacale Sarda) Via Roma, 72 - 09100 Cagliari Tel. 070.650379 - 641257 Fax 070.651257 CONF.S.A.L. (Confederazione Sindacati Autonomi Lavoratori) Via Ariosto, 8 - 09100 Cagliari Tel. 070.44561 CIDA (Confederazione Italiana Dirigenti) Via Isola Tavolara, 1 09100 Cagliari Tel. 070.667741 Fax 070.667741 e-mail: [email protected] UGL (Unione Generale del Lavoro) V.le Trieste, 56 - 09123 Cagliari Tel. 070.669209 Fax 070.663211 www.ugl.it Tel. 070.34901 .349331.3490232 Fax 070.304873 UIL Unione Italiana Lavoratori Via Po, 1 – 09100 Cagliari Tel. 070.273405.272947 Fax 070.280943 e-mail: Associazioni di Categoria A.G.C. (Associazione Generale Coop. Italiane) Via Paoli, 25 – 09100 Cagliari Tel. 070.401324 Fax 070.41019 www.agcsardegna.com [email protected] CISAL (Confederazione Ital. Sind. Auton. Lavorat.) Via S. Michele – 09100 Cagliari Tel. 070.287911 Federazione dell’Industria della Sardegna V.le Diaz 29 – 09125 Cagliari Tel. 070.650600 Fax 070.651578 e-mail: [email protected] 85 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 86 API SARDA Via Nervi ZI – 09100 Cagliari Tel. 070.211501 Fax 070.2115145 e-mail: [email protected] www.apisarda.com C.L.A.A.I. (Confederazione Artigianato Sardo) Via Deledda, 49 - 09100 Cagliari Tel. 070.657851 Fax 070.663520 e-mail: [email protected] www.it.claai.sardegna.it CONFARTIGIANATO FRAS Via Garavetti, 22 - 09100 Cagliari Tel. 070.44891 Fax 070.44893 e-mail: [email protected] CONFCOOPERATIVE P.zza Salento, 5 – 09100 Cagliari Tel. 070.402278 Fax 070.485074 e-mail: [email protected] C.A.S.A. (Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani) V.le Trieste, 56 – 09100 Cagliari Tel. 070.670489 Fax 070.650363 Confederazione dei Produttori Agricoli Via Caprera, 23 – 09100 Cagliari Tel. 070.657484 86 CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) Via Libeccio, 31 - 09100 Cagliari Tel. 070.373733 Fax 070.372028 e-mail: [email protected] www.cia.it C.N.A. Confederazione Nazionale Artigianato V.le Elmas, 33.35 (angolo via Semelio) – 09100 Cagliari Tel. 070.273731 - 273728 Fax 070273726 e-mail: [email protected] www.cnasarda.it CONFESERCENTI Via Cavalcanti, 32 09100 Cagliari Tel. 070.400991 Fax 070486832 e-mail: [email protected] www.confesercenti -sardegna.it CONFAGRICOLTURA Via Bottego, 7 – 09100 Cagliari Tel. 070.303486 Fax 070.303485 www.confagricoltura.it CONFCOLTIVATORI (Federazione Italiana Coltivatori) Via XX Settembre, 25 09100 Cagliari Tel. 070.651432 CONFCOMMERCIO Via Cadello, 2 – 09100 Cagliari Tel. 070.288370 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 87 Fax 070.288375 e-mail: [email protected] LEGACOOP Lega Nazionale Cooperative Via Loni ang. Via Montanari, Su Planu 09047 Selargius Tel. 070.531355 e-mail: [email protected] e-mail: [email protected] Provincia di Oristano Via Carboni – 09170 Oristano Centralino: 07837931 Fax 0783793305 U.R.P.: 0783793212 www.provincia.or.i CAMERE DI COMMERCIO COLDIRETTI V.le Trieste, 124 – 09100 Cagliari Tel. 070.2080120 .202601 Fax 070.20260301 e-mail: [email protected] PROVINCE Provincia di Cagliari V.le Ciusa, 21 – 09123 Cagliari Tel 07040221 U.R.P.: 0704092632 Numero Verde: 800 – 250827 Fax 07042832 www.provincia.cagliari.it Provincia di Sassari P.zza D’Italia, 31 Tel: 0792069000 U. R. P.:0792069229 Numero Verde: 800371460 Fax 0792069267 E-mail: [email protected] www.provincia.sassari.it Provincia di Nuoro P.zza Italia, 22 Tel. 0784238600 Fax 078433325 UNIONCAMERE Corso Vittorio Emanuele, 1 09124 – Cagliari Tel. 070.656952 C.C.I.A.A. di Cagliari L.go Carlo Felice, 72 – 09100 Cagliari Tel. 070605121 Fax 07060512435 C.C.I.A.A. di Sassari Via Roma, 74 - 07100 Sassari Centralino: 0792080200 Tel. 0792080260 Fax 0792080308 C.C.I.A.A. di Nuoro Via Papandreu, 8 – 08100 Nuoro Centralino: 0784242500 Fax 078430142 C.C.I.A.A. di Oristano Via Carducci, 21 – 09170 Oristano Centralino: 078321431 Fax 078373764 . 776051 UNIVERSITA’ Università degli studi di Cagliari Via Università, 40 09127 Cagliari 87 IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 88 Tel. 070.675.1 Fax 070.675.2088 www.unica.it Università degli studi di Sassari P.zza Università, – 07100 Sassari Tel. 079.228211 Fax 079.228816 www.uniss.it AILUN Via della Resistenza, 39 08100 Nuoro Tel. 0784.226200 Fax 0784.203158 ASSOCIAZIONI DEGLI ENTI LOCALI ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) V.le Trieste, 6 – 09100 Cagliari Tel. 070.666798 Fax 070.660486 e-mail: [email protected] UPS (Unione Province Sarde) V.le Ciusa, 21 – 09100 Cagliari Tel. 070.4092361 Fax 070.42832 UNCEM (Unione Comunità Montane) V.le Regina Elena, 7 – 09100 Cagliari Tel. 070.662516 Fax 070.651101 e-mail: [email protected] 88 Altri indirizzi utili BIC Sardegna S.p.A. Cagliari Via Jenner n.15 Tel. 070.529011 Fax 070.52901.213 www.sentieroimpresa.it CONSORZIO 21 Cagliari Via Palabanda, 9 09100 Cagliari Tel. 070.67970 Fax 070.6797050 www.consorzio21.it CRS 4 Cagliari Macchiareddu 6 strada ovest Tel. 070.27961 Fax 070.2796216 www.crs4.it Osservatorio Industriale della Sardegna Via Azuni, 38 – 09100 Cagliari Tel. 070.660873 Fax 070.660868 e-mail: [email protected] SVILUPPO ITALIA S.p.A Cagliari - V.le Regina Margherita, 6 Tel. 070.604731 Sassari – c.o Consorzio ASI, V.le Italia, 53 www.opportunitalia.it IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 89 NOTE IMPAGINATO ultimo 17-01-2002 17:16 Pagina 95 Finito di stampare nel mese di gennaio 2002 presso lo stabilimento della Tipografia Editrice Giovanni Gallizzi s.r.l. Via Venezia, 5 - Tel. 079276767 - Sassari