GRUPPO
CAFFÈ
RI
VENETO TORREFATTO
TRI
MARZO 2014
2014
MARZO
Patrimonio
dell’umanità
2
marzo 2014
Speciale
2 Assemblea Annuale
del Gruppo Triveneto
Torrefattori Caffè
Editoriale
5 Patrimonio dell’umanità
Le Aziende informano
6 Demus Lab
Mercato Internazionale
8 Brusca inversione
nelle tendenze speculative
Pillole d’export
9 Esportare in Bulgaria
Attualità
10 Diversamente migliore
12 Una città italiana
15
“capitale verde” nel 2017:
sogno o follia?
Dalla Russia arriva
la rivoluzione dei bar dove
si consuma gratis
Costume e cultura
16 I caffè libanesi di Londra
17 L’Italia e i suoi bar
Paesi Produttori
18 Russia e caffè
Produttori - Focus Indonesia
19 Selvatico o allevato,
il caffè dello zibetto
Associazione Caffè Trieste
20 I migliori caffè declinati
nel metodo espresso,
filtro e aeropress
Caffè e salute
21 Il caffè migliora
la memoria
L’Angolo del Consulente
22 La Sabatini bis
Social Media
23 Profilo VS pagina
24 ELENCO AZIENDE
FORNITRICI
CONVENZIONATE
Scadenzario Fiscale
26 Mese di marzo 2014
Vita Associativa
26 Quota associativa 2014
26 Nuovi soci
Assemblea Annuale
del Gruppo Triveneto
Torrefattori Caffè
Relazione del Presidente Giorgio Caballini di Sassoferrato
Graditi ospiti e stimati colleghi,
per la prima volta la nostra assemblea annuale si svolge nella nuova sede
di Unindustria Treviso: l’Appiani.
Ci troviamo in una confortevole sala messaci cortesemente a disposizione
dall’associazione e, a tal proposito, desidero ringraziare il suo Presidente dr.
Alessandro Vardanega, il Direttore Generale dr. Giuseppe Milan e tutti i loro
collaboratori.
Ed ora a noi!
A Natale mi sono rivolto a tutti i colleghi sollevando, con il provocatorio titolo
“Punture di zanzara”, svariate questioni alle quali non ho volutamente dato
delle risposte, rinviando la consueta analisi sul caffè all’Assemblea Generale.
È pertanto giunto il momento di passare ad altri argomenti, di cercare di
capire quello che è successo e che sta succedendo nel nostro settore.
Comincio con i soliti, consueti raffronti che ormai vi sottopongo annualmente
per fare una sintesi di un anno di quotazioni, tralasciando le oscillazioni
avvenute nel corso del periodo in esame.
La prima posizione per il caffè Arabica alla Borsa di New York il 13.02.13
quotava 138,75 cents/lb, il 14.02.14 marzo era a 139,90 cents/lb.
Al Liffe di Londra il 13.02.13 la prima posizione per il Robusta era 2066 $/t,
il 14.02.14 marzo ha chiuso a 1870 $/t.
Editore:
GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ
Aut. Trib. Trieste n. 772 del 24/01/1990
Amministrazione:
CONSORZIO TORREFATTORI TRE VENEZIE
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Direttore responsabile:
Susanna de Mottoni
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Grafica e fotocomposizione:
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Stampa:
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Tel. 040 828 382 - 040 828 384
Hanno collaborato a questo numero:
Mattia Assandri, Giorgio Caballini di
Sassoferrato, Massimiliano Fabian, Elena
Fragiacomo, Antonio e Diego Franciosa,
Emilio Galeandro, Giovanna Gelmi,
Bernardino de Hassek, Maria Cristina Latini,
Giacomo Mallano, Óscar René García Murga,
Massimo Petronio, Lorenzo Polojac
Fotografie: Archivio GT TC
Pubblicità: In proprio
CHIUSO in tipografia il 25 febbraio 2014
Il Notiziario Torrefattori non è responsabile dei contenuti degli annunci
e degli spazi pubblicitari, della loro mancata pubblicazione o di loro
inesattezze. Inoltre, la dirigenza, non si assume la responsabilità per
gli articoli firmati. È vietata la riproduzione e l’utilizzazione di quanto
qui pubblicato, salvo espressa autorizzazione scritta rilasciata dall’Editore.
Informativa sulla legge che tutela la Privacy
In conformità alla legge 675/96 provvederemo ad inserire nell’archivio
informatico della Redazione i dati personali forniti, garantendone la
massima riservatezza e utilizzandoli unicamente per l’invio del
periodico. Ai sensi dell’art. 13 della legge 675/96, i dati potranno
essere cancellati dietro semplice richiesta da inviare alla Redazione.
3
marzo 2014
320
ICE Coffee Prices the Last 5 Years
300
280
Upper 10%
260
Cents per Pound
240
220
Upper 30%
200
180
160
Average
140
120
100
80
Lower 30%
Lower 10%
Jan-09
Mar-09
May-09
Jul-09
Sep-09
Nov-09
Jan-10
Mar-10
May-10
Jul-10
Sep-10
Nov-10
Jan-11
Mar-11
May-11
Jul-11
Sep-11
Nov-11
Jan-12
Mar-12
May-12
Jul-12
Sep-12
Nov-12
Jan-13
Mar-13
May-13
Jul-13
Sep-13
Nov-13
Jan-14
Mar-14
May-14
Jul-14
Sep-14
Nov-14
Jan-15
Perché questo raffronto possa essere significativo si deve
prendere in considerazione anche il cambio Euro/Dollaro
statunitense.
Il 13.02.13 con 1 euro si potevano acquistare 1,348 $,
ad un anno di distanza, contro ogni previsione, l’Euro si
è rafforzato ed il cambio risulta essere 1,3707.
L’insieme delle variazioni dei prezzi di borsa coniugato
al cambio Euro/Dollaro alla data del 14.02, poi superata
come vedremo dai nuovi eventi, determinava per
l’Espresso Italiano di Qualità, miscela certificata dal GTTC,
una piccolissima riduzione di circa 9 centesimi al Kg
nell’acquisto della materia prima.
Questo irrisorio decremento non copre certamente i
maggiori oneri, drasticamente cresciuti nel 2013, e
lievitati ancor più per il perdurare di un mercato negativo.
Se al numeratore mettiamo i costi e li dividiamo per i kg
venduti che avremo messo al denominatore ci troveremo
purtroppo con delle sgradevoli sorprese.
Tornando ai prezzi del crudo, dal grafico
dell’”Intercontinental Exchange” allegato e relativo a
cinque anni di quotazioni del caffè arabica, si può notare
l’andamento schizofrenico del mercato che dai minimi
ai massimi ha avuto delle variazioni del 300%.
Verso la fine del 2013 i prezzi dell’arabica erano ritornati
ai minimi quinquennali.
Ma nell’ultimo mese, a causa delle notizie relative alla
scarsità di precipitazioni in alcune zone del Brasile, dove
pare che il mese di gennaio sia stato il meno piovoso ed
il più caldo degli ultimi venti anni, le quotazioni alla Borsa
di New York sono improvvisamente risalite di oltre il 50%
in poche sedute.
Di fatto, negli ultimi giorni, successivamente alle date
annuali che prendo abitualmente in considerazione, i
prezzi di borsa sono schizzati verso l’alto ed ogni conteggio
appena fatto dovrebbe essere rivisto.
Il 19.02.14 a NY marzo quotava 171,75 cents/lb con un
incremento di 3185 punti in sole cinque sedute.
Anche la borsa di Londra ha subito un rialzo, sebbene
più moderato, e si è portata a 1982 $/t.
Questo frenetico ed improvviso cambio di tendenza nelle
quotazioni è dipeso dalla convulsa azione di
riposizionamento dei fondi che da molto tempo erano
orientati al ribasso. Nonostante tutte le notizie negative
relative alla Roya, che ha colpito la produzione caffeicola
dei paesi centro americani, e la siccità in Brasile nell’anno
caffeicolo 2014 – 2015 la produzione mondiale dovrebbe
essere di circa 150 milioni di sacchi, pertanto ancora
superiore ai consumi.
Per quanto riguarda gli stocks certificati alla Borsa di NY,
gli stessi sono leggermente cresciuti dai 2.650.000 del
febbraio 2013 ai 2.700.000 alla data del 23.01.14.
A Londra il 23.01.14 gli stocks certificati erano di 2777
lotti da 10 ton. cadauno, in calo sull’anno precedente.
Previsioni sull’andamento dei prezzi non se ne riescono
a fare, non chiedetemele. Si possono solo formulare
delle ipotesi ma poi le innumerevoli variabili (climatiche,
politiche, economiche, emotive...) vanificheranno ogni
fattore logico.
Passando ad altri argomenti possiamo prendere atto del
positivo bilancio di Host 2013, evento che ha coinvolto
il mondo del caffè, ricco di incontri, dibattiti, gare e
workshop. È stato un grande evento internazionale nel
corso del quale si è potuto constatare quanto il made in
Italy in tutta la filiera, dai macchinari per la torrefazione,
al confezionamento, alla produzione dell’espresso, sia
sempre più considerato leader a livello mondiale.
I dati relativi alle importazioni e alle esportazioni ci fanno
ben sperare per il futuro. Le importazioni , nel periodo
gennaio – luglio 2013 , hanno segnato un + 2%, le
esportazioni continuano a crescere attorno al 10%.
Un dato interessante, significativo e che a quanto mi
consta si è verificato per la prima volta nel luglio del
2013, è stato il sorpasso in valore dell’export di caffè
torrefatto rispetto all’import di caffè verde, per valori
rispettivamente di 107 milioni di euro contro 105 milioni.
Se le esportazioni continueranno a crescere, il caffè in
futuro potrebbe essere una voce attiva nella bilancia dei
pagamenti, forse l’unico caso per un prodotto che viene
interamente importato.
Tutto fa ben sperare per la settima edizione di
Triestespresso Expo che, per la prima volta, si svolgerà
nella nuova sede dei magazzini del Porto Vecchio di
Trieste dal 23 al 25 ottobre 2014.
Sarà un’occasione importante per tutti gli operatori del
settore, una fiera con cadenza biennale che nella
precedente edizione del 2012 è stata vista da 10.000
visitatori professionali provenienti da 85 paesi.
Gli argomenti da trattare sarebbero moltissimi ma questa
volta vorrei focalizzare la Vostra attenzione principalmente,
anzi unicamente, sui prossimi due che tratterò.
La prima questione riguarda un’iniziativa che il GTTC su
mio suggerimento intende intraprendere e per la quale
chiederò oggi l’approvazione da parte della nostra
assemblea. Si tratta della formalizzazione dell’avvio
dell’iter affinché il caffè espresso italiano possa diventare
patrimonio immateriale dell’Unesco.
Lo è già diventato il caffè turco e mi consta che ora la
Germania stia cercando di fare la stessa cosa con la
birra. Quindi noi cosa stiamo aspettando?
Mi risulta che la questione sia già stata trattata da
un’importante associazione del nostro settore ma che,
per interessi contrastanti e per divergenze sulle
caratteristiche che devono contraddistinguere l’espresso
italiano, sia stata poi accantonata.
Ho già coinvolto altre associazioni affinché il nostro
cammino verso il raggiungimento di questo
importantissimo obbiettivo non sia isolato.
Su mia richiesta è stato portato all’ordine del giorno
dell’Associazione Caffè Trieste e mi è stato verbalmente
assicurato l’appoggio anche se l’argomento non ha
ricevuto l’unanimità dei consensi perché qualche
importante operatore ha manifestato il proprio “non
interesse”…. ??
Inoltre ho interpellato il segretario dell’Inei dr. Luigi Odello
richiedendone la collaborazione.
Ho rivolto una richiesta analoga al delegato
dell’Accademia Italiana della Cucina di Treviso affinché
porti all’ordine del giorno la nostra istanza di sostegno
4
marzo 2014
reciproco a livello nazionale. Sono state coinvolte anche
delle altre associazioni e siamo in attesa della loro
risposta.
Senza nessuna pretesa di primogenitura ma con pari
dignità sarebbe entusiasmante che ci unissimo per
ottenere con unità d’intenti, senza la frammentazione
classica del popolo italico ma con determinazione
teutonica, il
riconoscimento che il caffè espresso italiano possa
rientrare nel patrimonio immateriale dell’Unesco.
Mi è giunta voce che con tutta probabilità la richiesta
non è mai stata fatta, con il rischio di far perdere a noi
tutti una grande occasione, perché alcuni vogliono far
rientrare nell’espresso tradizionale anche le capsule e
le cialde. È una pura eresia, così finora non si è fatto
nulla.
Rimedieremo. Passando ad altra questione, tralascio
tutto ciò che vorrei dire sulla situazione italiana e preferisco
focalizzare la Vostra attenzione sul secondo, piacevole
argomento: i festeggiamenti per i 60 anni del GTTC
raggiunti il 15 febbraio di quest’anno.
Come avete già saputo tramite il nostro Notiziario
Torrefattori, il 25 maggio faremo una bella gita in barca,
navigheremo sul Brenta da Mira a Stra, supereremo due
chiuse e potremo ammirare le belle ville venete della
Riviera.
Ci ritroveremo poi nella splendida Villa Foscarini Rossi
e, dopo l’aperitivo e il rituale saluto di benvenuto, vi sarà
un pranzo – convegno nel corso del quale si terranno
brevi interventi.
Confido sulla partecipazione di molti soci ed amici degli
stessi, invito a voler provvedere nel più breve tempo
possibile, per motivi organizzativi, a dare la propria
adesione e a versare contestualmente la quota prevista.
Ricordo che dopo il raggiungimento delle prime 200
iscrizioni, accettate in ordine temporale, le successive
saranno ammesse con riserva.
Nel loro interesse, sollecito anche gli sponsor a partecipare
a questa irripetibile occasione, dando conferma
dell’adesione ed effettuando il versamento in tempi
ristretti poiché al raggiungimento del quorum previsto
dovremo escludere i ritardatari.
Affinché nessuno possa dire di non esser stato informato,
provvederemo con regolarità ad aggiornarvi via mail sulla
situazione delle iscrizioni.
Concludo con la consueta comunicazione del numero
dei soci al 31.12 e con soddisfazione posso affermare
che il GTTC, nonostante l’attuale difficile situazione,
continua
a mietere successi.
I soci ordinari risultano stabili a 45 ed i sostenitori,
aumentati di 4 unità, sono 211. Il totale degli iscritti, a
fine anno, era di n. 256. All’inizio del 2014 inoltre si è
aggiunta al numero dei soci ordinari un’importante
torrefazione del Triveneto.
Grazie a Voi tutti per la fiducia accordataci, a tutti i soci,
al Consiglio Direttivo e al nostro segretario Antonio
Franciosa.
Ringrazio anche la Direttrice del Notiziario Torrefattori
dr.ssa Susanna de Mottoni con tutti i giornalisti per
l’interesse che riescono sempre a suscitare nei nostri
affezionati lettori.
Non è il 10.01 a.C., non abbiamo attraversato il Rubicone
ma Parigi, sede dell’Unesco, ci aspetta e attraverseremo
la Senna.
Alea iacta est.
Il Presidente
Giorgio Caballini di Sassoferrato
Il 25 maggio 2014
il Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè
festeggerà il suo 60° anniversario.
˜ Ÿ–
Programma
“Gita in barca con navigazione
sul Brenta da Mira a Stra”
Ore 9.45 Arrivo dei partecipanti
Villa Foscarini Rossi” di Stra.
a “V
All’interno della Villa possibilità di parcheggio.
Ore 10.00 Trasferimento di tutti i partecipanti
con bus privati da Stra a Mira.
Ore 10.30 Imbarco sul battello a Mira
Villa Widmann”.
dal pontile di “V
Navigazione sul Brenta fra paesi e
ponti girevoli con illustrazione delle
varie Ville venete viste dal fiume.
Attraversamento della Chiusa di Mira
e della Chiusa di Dolo con risalita di
dislivello acqueo.
Ore 12.30 Ritorno a Stra al pontile di
Villa Foscarini Rossi”.
“V
Saluto di benvenuto
del Presidente del Gruppo Triveneto
e delle Autorità.
Seguirà un pranzo durante il quale
sono previsti vari interventi.
˜ Ÿ–
SPONSOR della manifestazione
con un contributo di Euro 1.000,00
Ha diritto (senza ulteriore esborso)
alla partecipazione per due persone,
alla pubblicazione del logo della Sua Azienda
su: invito, programma, menù e locandina posta
all’ingresso della Villa Foscarini Rossi.
La gradita collaborazione verrà messa
in risalto sul mensile “Notiziario Torrefattori”
e sul sito del GTTC
SOCI ed INVITATI
Inoltre tutti coloro che volessero partecipare
alla manifestazione
i costi a persona sono:
50,00 Euro per la gita in barca e
100,00 euro per il successivo convegno e pranzo.
˜ Ÿ–
I versamenti vanno effettuati al Gruppo Triveneto
Torrefattori Caffè sul c/c postale 44519700
IBAN IT10L 07601 02200 000044519700
Causale: “25 maggio 2014 convegno GTTC”
A fronte del pagamento verrà rilasciata regolare ricevuta.
Per ragioni organizzative si prega di dare la Vostra
adesione entro il 31 marzo 2014.
Successivamente le richieste verranno accolte solo se vi
saranno posti disponibili.
Patrimonio
dell’umanità
Si parte.
L’Assemblea generale del
24 febbraio l’ha deciso
collegialmente: l’iter per
iscrivere l’espresso tra i beni
immateriali patrimonio
dell’Unesco deve iniziare.
I numerosi soci che hanno
partecipato all’incontro ne
hanno discusso ampiamente e
si sono trovati concordi.
Il sigillo dell’Unesco
consentirebbe di valorizzare il
nostro espresso, prodottosimbolo, protagonista di uno dei
riti più amati dagli italiani, che
sintetizza in sé l’eccellenza in
campo economico, scientifico,
tecnico e artistico del nostro
Paese.
Le basi su cui poggiare la
richiesta? L’ampio bagaglio di
storia, tradizioni e conoscenze
che si racchiude nell’arte della
tazzina perfetta, mix di
grammatura, grado e tempo di
macinatura, temperatura
dell’acqua e via dicendo.
Il Gruppo Triveneto non sarà solo
a portare avanti quest’istanza:
concordi anche Massimiliano
Fabian, presidente
dell’Associazione Caffè Trieste,
e Antonio Quarta, presidente
dell’Associazione Torrefattori
Italiani.
Ma il percorso,
è bene saperlo, sarà lungo.
Il nostro presidente Giorgio
Caballini di Sassoferrato ha già
preso contatti con la sede
romana dell’Unesco per
delucidazioni sulla via da
intraprendere.
Per cui ora tutto è davvero
pronto per partire.
Un tributo all’espresso del
Gruppo Triveneto Torrefattori
Caffè in occasione del suo
sessantesimo anniversario.
Perché proprio il mese scorso,
lo ricordiamo, è stato raggiunto
questo significativo traguardo
che vi invitiamo a festeggiare
assieme il 25 maggio.
Il programma della giornata è
particolarmente allettante, con
navigazione sul Brenta e pranzo
nella Villa Foscarini Rossi.
Ma intanto sfogliamo il Notiziario
di questo mese, in cui è il caffèbar, nelle sue svariate
declinazioni, a esser
protagonista: caffè ecologici,
caffè a tempo, caffè rifugio degli
italiani, caffè con narghilè.
Vi parliamo anche di quanto
incida la biodiversità nelle
piantagioni, vi invitiamo a
riflettere sull’enorme mercato
russo, concludiamo la rubricaIndonesia con alcune note sul
famoso kopi luwak e
naturalmente non manca la
consueta sintesi sui trend
internazionali.
Anche questo mese il caffè ci
ha portato lontano...
Il Direttore responsabile
6
marzo 2014
spazio publiredazionale
A cura di Massimiliano Fabian
e Elena Fragiacomo
La Formazione e la Consulenza
Il laboratorio demus lab mette a vostra disposizione un team di
professionisti del settore caffè per servizi di consulenza e per corsi
di formazione, adattandoli alle vostre richieste.
Ci avvaliamo, inoltre, della collaborazione di esperti del settore per
offrire una panoramica di corsi di formazione sul caffè e destinati
alle diverse figure professionali del settore caffeicolo, oltre che al
cliente finale.
Le giornate di formazione/consulenza possono svolgersi anche presso
la vostra sede, per affrontare e risolvere assieme le problematiche
legate al controllo qualità del processo produttivo e del prodotto e
all’ottimizzazione delle fasi del ciclo in torrefazione.
Le Analisi
Le analisi sul caffè crudo e tostato sono relative al controllo dei parametri
fondamentali per garantire la qualità del prodotto e la conformità alle
normative alimentari vigenti (ad es. DM 20/5/76, DM 08/01/83, reg.
CE 105/2012).
A titolo di esempio, in particolare vengono svolte le seguenti analisi:
• prove chimico – fisiche
– contenuto di Ocratossina A, un metabolita fungino molto dannoso
per la salute, il cui valore massimo non deve superare la soglia
di 5 ppb (parti per miliardo) sul caffè tostato, 10 ppb sul caffè
solubile;
– residuo di diclorometano sul caffè decaffeinato, fissato nell’UE
ad un massimo di 2 ppm (parti per milione) sul caffè tostato;
– contenuto di caffeina nel caffè decaffeinato, che per legge non
deve superare lo 0,10% sul prodotto tostato secco, o limiti inferiori
richiesti dal cliente;
– tenore di umidità, massimo 13% sul caffè verde e non superiore
a 11% sul caffè verde decaffeinato.
Tali limiti evitano la possibile formazione di muffe sul prodotto stoccato.
• classificazione dei caffè secondo le tabelle dei relativi Paesi di
Origine, per verificarne la rispondenza alla qualità o al grado
dichiarati;
• assaggio in tazza per verificare la presenza di eventuali difettosità
o gusti estranei sui caffè oppure per valutare la qualità delle
miscele tostate.
Garantiamo tempi di risposta PERSONALIZZABILI in base alle vostre
esigenze.
NB: Tutti i valori limite descritti si riferiscono alle norme in vigore alla
data di stampa del presente documento.
Il caffè in gennaio-febbraio
Brusca
inversione
nelle tendenze
speculative
di Alberto Gattegno
“Ah, quel caffè che nel Brasile
fiorisce male questa primavera!”
È la preoccupata esclamazione di
Scipio Slataper ne “Il mio Carso”
(Trieste 1912). Ed è la frase che
ci viene in mente alle notizie di
grave siccità provenienti in questi
giorni proprio dal Brasile.
In effetti da inizio anno il caffè
arabica alla Borsa di New York è
aumentato del 54% in una
cinquantina di giorni,
raggiungendo i 171,75 cents/lb,
proprio per la scarsità di piogge
nelle principali zone caffeicole
brasiliane, dove la fioritura si è
avuta negli ultimi mesi dell’anno
scorso.
Il forte aumento di prezzi
riscontrato però non è tanto
dovuto alla siccità (che
indubbiamente rende più stentato
il passaggio dal fiore al frutto)
quanto al fatto che la speculazione
stava scommettendo al ribasso
dei prezzi ed un brusco cambio di
tendenza, o meglio di prospettive
speculative, ha provocato un
logico trambusto, con una
disordinata corsa agli acquisti di
ricopertura.
Nello stesso periodo di 50 giorni
la Borsa dei caffè robusta di
Londra è aumentata del 22%
arrivando a 1982 Doll/ton.
È evidente il semplice effetto di
trascinamento dei prezzi degli
arabica, in mancanza di motivi
rialzisti nel mondo dei caffè
robusta.
Ricordiamo che in Brasile siamo
ora nel pieno dell’estate e che fino
al periodo del raccolto mancano
ancora tre mesi abbondanti, in
cui possono succedere tante cose.
Resta tuttavia il fatto che la
prospettiva di un raccolto da
record (qualcuno azzardava oltre
i 60 milioni di sacchi) sembra
allontanarsi.
Ritornando alla nostra frase
iniziale, ci piace rilevare come
Trieste, città che sicuramente è
riuscita a dare qualche contributo
anche alla letteratura italiana, era
fondamentalmente una città di
commerci e traffici, dove lo
scrittore, magari impegnato nella
sua opera in qualcuno dei
bellissimi caffè storici,
riecheggiava frasi che forse gli
giungevano da un tavolo accanto,
o sentite per strada, o magari
proprio a casa sua.
Quasi certamente in famiglia
qualcuno viveva o lavorava
nell’onnipresente universo
mercantile triestino.
9
marzo 2014
Esportare in BULGARIA
La Repubblica di Bulgaria è uno Stato membro
dell’Unione europea. Ha una popolazione di
7.494.332 abitanti, la valuta è il Lev bulgaro e la
capitale è Sofia.
Prefisso internazionale: +359
DOCUMENTI
– fattura pro-forma;
– certificato di analisi e certificato controllo
sanitaria.
L’IVA all’importazione è del 20%
Solitamente delle pratiche per l’importazione del
prodotto si occupano gli importatori.
ETICHET TATURA
La presentazione e la pubblicità dei materiali e degli
oggetti destinati al contatto con prodotti alimentari
non deve indurre in errore i consumatori.
È ammesso che i dati
sull’etichetta, oltre che in lingua bulgara,
possono essere anche in altre lingue.
Nell’etichettatura degli alimenti si indica:
– nome del prodotto;
– l’elenco degli ingredienti del prodotto (miscela di
caffè tostato);
– no OGM;
– data di scadenza;
– modalità di conservazione;
– peso netto;
– nome dell’azienda produttrice e relativo indirizzo
o del soggetto che immette il prodotto sul mercato;
– paese d’origine;
– numero identificativo del prodotto alimentare;
– istruzioni per l’uso.
Il GTTC è a disposizione tramite l’ICE per ulteriori
informazioni sul mercato bulgaro.
Fonte ICE Sofia, febbraio 2014
10
marzo 2014
Un progetto di ricerca tedesco studia gli effetti della biodiversità
Diversamente migliore
Anche una farfalla può aiutare a migliorare il risultato in tazza
Ph.: Wikipedia Commons
La prima definizione di biodiversità
fu coniata durante la Conferenza
delle Nazioni Unite sull’ambiente
e sullo sviluppo, tenutasi a Rio de
Janeiro nel 1992: “Per diversità
biologica si intende la variabilità
degli organismi viventi, degli
ecosistemi terrestri, acquatici e i
complessi ecologici che essi
costituiscono; la diversità biologica
comprende la diversità
intraspecifica e degli ecosistemi”.
In generale, siamo abituati a
considerarla una ricchezza di
varietà, di coesistenza di svariate
forme di vita, selezionate nel corso
dei millenni, utili in quanto frutto
dei lenti processi evolutivi che, sotto
la spinta della selezione naturale,
agiscono sulle caratteristiche
genetiche e morfologiche delle
specie, permettendo così alle forme
di vita di adattarsi al cambiamento
delle condizioni ambientali.
Un gruppo di ricercatori tedeschi,
specializzati in analisi
dell’ecosistema tropicale, hanno
recentemente verificato in che
modo una maggior diversità
biologica contribuisce al
miglioramento della qualità del
caffè.
L’analisi si è svolta sulle pendici
del Kilimangiaro, il massiccio
africano di 6000 metri. Su questo
monte vi sono numerose
piantagioni di caffè e tre sono le
tipologie di piantagione.
Nella più tradizionale, quella che
si trova nelle coltivazioni “a
giardino” dei Chagga, tribù famosa
per i suoi evoluti sistemi di
irrigazione, le piante di caffè
prosperano all’ombra delle foglie
di banana e di altri alberi ad alto
fusto. La seconda tipologia,
sicuramente la più diffusa, consiste
in piantagioni di caffè che crescono
all’ombra di alberi a fronda larga,
che però vengono
progressivamente sostituite dalla
terza tipologia: piante che resistono
al sole e che vengono meno
danneggiate da funghi, più adatte
alle maggiori altitudini.
Questa sostituzione dovrebbe dare
i suoi frutti nel medio periodo ma
il rischio è che, sfoltendo la
vegetazione, si rovini l’habitat di
api, farfalle e altri piccoli insetti che
caratterizzano la biodiversità di
quelle aree, creando conseguenze
negative per la qualità del caffè.
I tre centri di ricerca (l’Univeristà
di Würzburg, il Loewe - Centro di
Ricerca sulla Biodiversità e il Clima
di Francoforte e l’Istituto
Sperimentale di Ecologia di Ulm)
hanno condotto i loro studi in tre
differenti aree del Kilimangiaro
(caratterizzate dai 3 diversi tipi di
coltivazione sopra descritti),
isolandole con delle reti intessute
che non permettevano a piccoli
insetti e altri volatili di avvicinarsi
alle piante di caffè.
La prima scoperta riguarda la
qualità dei chicchi: nonostante in
quelle aree cresca la qualità
Arabica, capace di autoimpollinarsi, si è dimostrato che i
piccoli insetti aumentano la
percentuale di impollinazione e
quindi di produzione di bacche, di
dimensioni superiori del 7%,
generando quindi una migliore
qualità di chicchi.
La seconda scoperta riguarda la
quantità di bacche prodotte: dove
uccelli e pipistrelli hanno accesso,
essendo i parassiti il loro cibo
preferito, si è registrata una
produzione del 10% di bacche in
più.
In tutte e tre le aree i dati erano
simili, anche se nella zona dove le
piante erano coltivate al sole si
registra la presenza soltanto delle
api da miele, mentre nelle altre la
maggior varietà di piccoli insetti
(come le api selvatiche e le farfalle)
aumenta le probabilità di un
servizio garantito nel tempo,
gentilmente offerto da un
ecosistema sano e diversificato,
che per il caffè prodotto diventa
sinonimo di qualità.
12
marzo 2014
Ambiente ed economia
Una città italiana “capitale
verde” nel 2017: sogno o follia?
Dopo Amburgo, Vitoria-Gasteiz, Bristol, Copenaghen
forse anche una città italiana si presenterà al premio Green Capital
di Giovanna Gelmi
Il Flak era un ex bunker della
seconda guerra mondiale, bruttino
ma costruito in una posizione
dannatamente strategica, con la
possibilità di vedere in un battito
di ciglia l’intera città anseatica di
Amburgo.
La sua trasformazione in centrale
per la produzione di energie
rinnovabili con annesso caffè, ha
portato il flusso di turisti ad
Amburgo a 2,5 milioni con ricadute
economiche estremamente
positive sulla qualità della vita e
sull’orgoglio dei suoi abitanti.
Nel quartiere di Wilhelmsburg a
poche centinaia di metri dagli edifici
ecosostenibili ha avuto dunque
inizio la ristrutturazione del bunker.
La genialità di questa
riqualificazione consiste nel
ripensare la funzione di questo
edificio, rendendolo fruibile alle
persone grazie all’installazione di
un bellissimo “Caffè Vju” di 540
metri quadri: la terrazza con vista
panoramica offre uno spettacolo
mozzafiato della città ed è
disponibile per ogni genere di
evento.
Il panorama che si può vedere dal
caffè è veramente spettacolare, le
vetrate enormi e piene di luce
illuminano l’interno arredato in
maniera sobria e modernissima.
Il caffè ha una lista molto semplice
e prezzi contenuti: un espresso
costa un euro e sessanta, poco se
si pensa al costo dell’espresso in
Germania, inoltre da questa
terrazza magnifica ci si può godere
il panorama con una bella tazza di
caffè appena torrefatto grazie ad
energie rinnovabili!
Si’! Il caffè è anche dotato di una
piccola torrefazione anch’essa
visitabile.
Facile capire perché sia stato preso
d’assalto dai turisti, pur restando
un luogo dove regnano tranquillità
e relax.
Per quel che riguarda il resto del
progetto, a regime
“L’Energiebunker” genererà circa
22.500 megawattora di calore e
quasi 3.000 megawatt di elettricità,
ossia il fabbisogno termico di circa
tremila famiglie ed energia elettrica
per mille case.
La riduzione di emissioni di CO2
sarà del 95%, ovvero 6.600
tonnellate. Il bunker funziona così
da centrale elettrica ma con
fotovoltaico e solare termico grazie
alla politica energetica
decentralizzata creando posti di
lavoro locali e reddito. Il piano
green di Amburgo prevedeva un
investimento di poco più di 8 milioni
di euro recuperati dalle casse
comunali e in associazione con
aziende private si è lavorato
soprattutto sulla gestione dei
trasporti puntando su piste ciclabili.
Amburgo è infatti una città
metropolitana, che conta 4.3
milioni di abitanti e 1.8 milioni
abitano nel centro della città, ogni
giorno giungono in città circa 300
pendolari, il 70% del traffico si
svolge in bicicletta, il restante si
divide tra metropolitana, bus, taxi
e solo in ultima posizione
autovetture private.
Il porto di Amburgo è il terzo in
Europa per volume di traffico, con
500 industrie in diversi settori e
800 compagnie.
La città ha preferito per quel che
riguarda i rifiuti fare una
progettazione che escludesse a
monte la produzione, piuttosto che
intervenire sulla raccolta
differenziata.
Il piano Amburgo green capital
dunque non è solo il bunker ma
una serie molto vasta di progetti
ed iniziative volte a riqualificare la
città e a creare una coscienza
13
marzo 2014
“Caffè Vju” ad Amburgo
ecologica in tutte le fasce della
popolazione, splendidi i progetti di
crescita di piante e quelli su Jane
Goodal realizzati da bambini delle
elementari.
Per chiarire l’interesse che c’è a
livello europeo per il Green Capital
basti pensare che le iscrizioni per
il 2016 sono già chiuse dal 2013
con ben 12 candidate! Quindi
bisogna attendere (solo per
iscriversi) il 2017!
A un popolo come il nostro, abituato
a vivere alla giornata, programmare
una città affinché diventi una green
capital con almeno tre anni
d’anticipo, avere i soldi e investire
in un piano verde può sembrare
impossibile, eppure le qualità, la
fantasia e il coraggio non ci
mancano di certo prova ne è che
è stato un italiano a vincere nel
2013 il premio nobel per
l’ambiente: il maestro elementare
Rossano Ercolini.
Perché aspettare ancora?
14
marzo 2014
15
marzo 2014
Novità nel mondo dei locali pubblici
Dalla Russia arriva la
rivoluzione dei bar dove si
consuma gratis
Dopo il successo riscosso all’Est è arrivato anche a Londra lo Ziferblat Cafè,
dove i clienti pagano solo il tempo di permanenza all’interno dei locali
di Mattia Assandri
Uscire dagli schemi e guardare al
futuro proponendo novità assolute
e decisamente contro corrente.
È questa la filosofia commerciale
di Ivan Mitin, il ventinovenne
fondatore della catena Ziferblat
Cafè, che in Russia potrebbe in
breve tempo rivoluzionare il mondo
dei locali pubblici ed ora è sbarcata
anche nel Regno Unito, anche se
con qualche difficoltà.
Ma andiamo con ordine e partiamo
dal progetto, che è decisamente
originale.
Nei bar che fanno parte della
catena Ziferblat non si pagano le
consumazioni effettuate, mentre
quello che invece ha un costo è il
tempo di permanenza nel locale.
E questa è già di per sé una vera
rivoluzione per un esercizio
pubblico.
La seconda novità è che i clienti
possono addirittura portarsi cibo e
bevande da casa se non
desiderano approfittare di quelle a
disposizione. Chi entra nel locale
prende una sveglia (ziferblat, infatti,
in russo significa quadrante),
annota l’ora d’ingresso e l’appoggia
sul proprio tavolo. Una volta partito
il tempo si è liberi di fare ciò che si
reputa più opportuno: interagire
con gli altri clienti, riportando nella
realtà ciò che oggi accade così
facilmente sui social network.
Si può ordinare un caffè o farselo
personalmente.
È possibile fare colazione, merenda
o cenare, o anche riscaldare il
pranzo portato da casa.
Si può tranquillamente dialogare,
leggere una rivista o un libro e
anche suonare uno strumento,
ovviamente se questo non
infastidisce gli altri avventori. E una
volta finito, si può anche
ricominciare tutto da capo: bere
tutti i caffè che si desiderano,
consumare ciò che aggrada di più
e nelle quantità volute.
Ed è proprio questa l’innovazione
che ha portato gli Ziferblat Cafè ad
avere tanto successo.
Alla fine sul conto verrà addebitato
solo un importo proporzionale al
tempo trascorso nel caffè, in base
a una tariffa di circa 1,80 sterline
l’ora. Un prezzo decisamente
concorrenziale rispetto al listino
delle grandi catene, dove oramai i
clienti entrano spesso anche per
utilizzare il wi-fi gratuito.
Nonostante sia nato da un’idea
molto originale e in Russia stia
riscuotendo molto successo, nel
Regno Unito il progetto rischia, però,
di fallire a causa di un cavillo
burocratico, o meglio di un “vuoto
legislativo”. Per le norme inglesi un
bar o ristorante, infatti, viene
classificato come “locale dove si
vendono cibo e bevande”.
L’ideatore dello Ziferblat Cafè, che
a Londra si trova a Shoreditch, uno
dei nuovi quartieri più alla moda
della città, ha invece cambiato le
carte in tavola e affittato gli spazi
dove è sorto il locale come area di
coworking, uno spazio pensato per
essere condiviso dai vari utenti ed
in genere utilizzato da liberi
professionisti in carriera.
Quindi quando i proprietari
dell’immobile hanno visto
comparire tavolini da bar, tazzine
di caffè e bevande varie hanno
minacciato di far chiudere tutto.
Per evitare la fine del proprio
progetto Mitin ha avviato tramite
internet un crowdsourcing (una
forma di sovvenzione pubblica
tramite il web aderendo alla quale
si ottengono dei benefici collegati
all’iniziativa sovvenzionata) per
pagare gli stipendi dei dipendenti
e le spese di gestione del locale.
Visto quanto accaduto in Inghilterra
sorge quindi spontaneo chiedersi
come lo Ziferblat Cafè sarebbe
accolto nel nostro Paese.
Per avere una risposta non ci resta
che aspettare e magari tenere
d’occhio quanto succede a New
York, dato che il prossimo locale
della catena sarà inaugurato
proprio nelle “grande mela”.
16
marzo 2014
Una curiosità nella capitale britannica
I caffè libanesi di Londra
Nei locali, si fuma il narghilè
di Bernardino de Hassek
Sono stato a Londra a cavallo della
fine dell’anno scorso e l’inizio del
2014. Londra è l’unica vera
metropoli europea in cui gli otto
milioni di abitanti, oltre ai
numerosissimi turisti, invadono i
marciapiedi del centro per visitare
i famosi negozi e grandi magazzini
presenti in città e frequentano i
locali pubblici in cui si beve e si
mangia a tutte le ore.
È una città multietnica in cui
convivono e lavorano persone di
origine diversa che hanno
contribuito a rendere l’economia
della capitale inglese forte e
competitiva.
Un recente rapporto del londinese
CEBR (Centro di Ricerca per
L’Economia e gli Affari), prevede
che proprio l’immigrazione
consentirà a tutta la Gran Bretagna
di attestarsi, entro il 2030, al primo
posto nella graduatoria economica
del Vecchio Continente.
Bar, caffè e ristoranti offrono
indifferentemente un espresso
all’italiana o un tè all’inglese, una
pizza o delle tapas, fish and chips
oppure kebab e dal primo
pomeriggio a sera inoltrata i locali
sono meta di affamati avventori
che non rinunciano a un piatto
caldo o a un dolce accompagnato
da una bevanda.
La centrale Edgware Road si
sviluppa verso lo slargo caratterizzato dalla presenza di una
bronzea grande testa di cavallo che precede l’angolo di Hyde Park
in cui per le festività natalizie ogni
anno viene allestito il parco
divertimenti più grande d’Europa,
con torri girevoli e impressionanti
piani ricadenti e una ruota alta
quasi cinquanta metri.
Questa strada nell’ultimo
chilometro verso la zona verde è
frequentata soprattutto da medio
orientali perché lungo i marciapiedi
nei due sensi di marcia si trovano
diversificate attività curate da
connazionali. Le insegne dei negozi
e locali pubblici denotano gestioni
arabe, iraniane, persiane e libanesi.
Fra le attività spiccano i caffè,
soprattutto quelli libanesi, che,
molto numerosi, anche nella
stagione più fredda hanno i tavolini
sistemati all’esterno, protetti da
leggeri tendaggi. Il motivo di questa
scelta, a prima vista inconsueta, è
presto chiarito. Gli avventori,
accomodati ai tavolini esterni, di
solito in gruppo, hanno a
disposizione un narghilè e,
sorseggiando una nera bevanda
oppure un tè alla menta, aspirano
il contenuto surriscaldato da piccole
braci, emettendo nuvole di fumo.
Ma non si tratta di tabacco bensì
di melasse aromatiche o altre
sostanze profumate e balsamiche
che inalate si sostiene
contribuiscano a liberare i polmoni
dalla presenza di irritazioni o
infiammazioni causate dal clima
rigido e umido.
Trattandosi di un fumo blando,
forse addirittura curativo, non
mancano di usare questo narghilè
in pubblico anche le donne che a
Londra, pur rispettose di alcune
loro tradizioni, sono
particolarmente emancipate.
D’altra parte anche nei paesi di
origine si stanno verificando
mutamenti sociali importanti che
coinvolgono proprio il genere
femminile finora condizionato da
regole di comportamento ataviche
e rigide.
A Sana’a capitale dello Yemen,
dove si dice permangano le peggiori
condizioni in cui vivono le donne,
è stato aperto un caffè solo per
loro. Si chiama “Banat Café” che
in arabo significa proprio “Il Caffè
delle ragazze” e offre sale di lettura
e accesso a Internet.
Sull’onda della cosiddetta
“Primavera araba” le rivendicazioni
dei diritti femminili ottengono
finalmente confort e protezione
cercando di eliminare i
maltrattamenti che una società
molto maschilista riserva ancora
per certi aspetti alle donne.
17
marzo 2014
Bar, barettino, baretto
L’Italia
e i suoi bar
Ricordi, usi e costumi del Belpaese
di Maria Cristina Latini
Le piazze e le strade d’Italia sono costellate da insegne
con su scritto “bar”, anche chiamato affettuosamente
in alcuni dialetti barettino o baretto; l’uso di diminutivi
o vezzeggiativi per definire questo luogo di ristoro la
dice lunga su quanto sia radicata nella cultura italiana
l’abitudine di frequentare il bar, quello dietro casa o
vicino al posto di lavoro, oppure uno fra i tanti che si
vedono “sfrecciare” lungo la strada durante una
percorrenza fuori porta.
Ci si ferma al bar per una sosta più o meno breve. Il
caffè espresso che in Italia è stato inventato ci ricorda
la sosta al bar come un momento mordi e fuggi
ricreativo che, pur nella sua rapidità, mantiene per gli
italiani una connotazione fortemente rituale.
Nel seppur caotico via vai tutto nostrano attorno al
bancone del bar, il consumatore italiano dell’espresso
trova il tempo per guardarsi intorno, salutare
conoscenti, leggere il giornale, guardare l’orologio e
riflettere sul prima e il dopo-caffè per poi “ripartire”,
valutando se il caffè appena bevuto era buono.
I bar sono luoghi che si frequentano per tutta la vita:
qualcuno ricorderà di esservisi recato da bambino
quando ancora non si arrivava a vedere oltre il bancone
e ci si apprestava con pochi spiccioli nella manina a
compiere il dolce compito di comperare un gelato tutto
da soli. Molti rammenteranno le immagini dei nostri
anziani radunati nei piccoli bar di qualche borgo
italiano per passare il pomeriggio a giocare a carte o
a discutere di questa o quella faccenda.
I tavolini fuori dell’esercizio sono una tradizione del
bar italiano legata verosimilmente alle condizioni
meteorologiche più benevole rispetto a quelle di altri
paesi: uso che ha riscosso un tale successo che ormai
già da diversi anni, sia in Italia che all’estero, si possono
vedere sedie e tavolini di fronte a un bar o a un caffè
tutto l’anno, in barba alle più inclementi condizioni
meteorologiche.
E che dire del nostro barista?
La parola italiana barista, adottata anche oltreconfine
ormai al pari di “pasta e pizza”, la dice lunga sulla
tradizione del caffè espresso che all’estero (seppur
inizialmente e in taluni casi visto con qualche sospetto)
una volta apprezzato, ha finito per ispirare una gara
nella quale una giuria internazionale decreta il più
bravo al mondo nel mestiere tutto italiano del barista;
barman e bartender sono infatti due parole inglesi
(provenienti rispettivamente da Regno Unito e Stati
Uniti) che stanno sì a indicare la persona addetta a
servire al banco del bar, ma che si riferiscono
principalmente alla somministrazione di bevande
alcoliche.
Il barista, sebbene all’estero venga in particolare
associato a colui che prepara e serve il caffè espresso,
nel senso comune italiano (oltre che per ovvie ragioni
pratiche), è la persona addetta a servire tutto ciò che
il bar italiano fornisce, svolge tutti i compiti necessari
all’interno di questo pubblico esercizio, sia che vi siano
dipendenti o che vi lavori da solo.
Che si affacci su una bella piazza o dia su una strada
di passaggio, il bar è un luogo sul quale ogni italiano
- dal cliente al barista - ha una storia da raccontare:
preferenze e consuetudini, dalle più alle meno
conosciute, che vanno poi a intessersi negli usi e
costumi della nostra bella Italia.
18
marzo 2014
Russia e caffè
Dai Giochi di Sochi una riflessione sul comparto
di Óscar René García Murga
Sochi come opportunità di lavoro
e vetrina del caffè italiano sui Paesi
partecipanti ai 22° Giochi olimpici
invernali, con ricadute positive sia
per l’Italia sia per i Paesi produttori
fu ricordato in questa colonna nel
febbraio 2013 e nel gennaio 2014.
Oggi (06.02.2014) hanno inizio i
Giochi dove gareggeranno 113
atleti azzurri.
All’inaugurazione presenzieranno
il presidente del Coni Giovanni
Malagò e il Primo Ministro Enrico
Letta.
Cosa succede nella Federazione
Russa nel settore del caffè?
Con i Paesi esportatori di caffè
torrefatto?
Nei rapporti con i Paesi produttori
dell’America Latina?
Può l’Italia attraverso Trieste
diventare un’importante
piattaforma di esperienza e
interscambio tra i Paesi produttori
e la Russia?
Sottolineo qualche dato:
La nomina di Sochi
come sede dei 22
Giochi invernali fu
decisa in un
Paese
produttore di
caffè: il
Guatemala.
La Federazione
Russa spende
per questi
Giochi 37
miliardi di euro.
Sochi si trova in
una zona chiamata
“The vodka belt”, di
conseguenza viene
spontaneo pensare a un
“Sochi Coffee” italiano, da
abbinare all’attuale “Black Russian”
miscela di Vodka e Kahlua
messicano dal gusto caffè nata negli
USA nel 1949.
La popolazione della Federazione
Russa è di 144 milioni e il territorio
17 milioni di km quadrati.
Risposta ai due primi interrogativi
Nel 1998 il consumo pro capite di
caffè in Russia era 400 g/anno, di
cui, torrefatto e macinato il 20%
(Paulig, Kraft Jacobs, Kuppo,
Russky Product, Grand), solubile
l’80% (Nescafe, Kraft, Tchibo e
Pelé). Nel 2009 il consumo pro
capite era arrivato a 900 g.
Le multinazionali Kraft, Nestlé,
Tchibo, Paulig e Strauss hanno
creato in loco impianti di
produzione.
Nel 1992 soltanto due torrefattori
russi erano attivi: Montana Coffee
e Blues Coffee. Nel 2010 erano
diventati più di 70.
Il crudo arriva in queste percentuali:
dal Vietnam 37%, dal Brasile 30%
e dall’Indonesia 11%. Il consumo
pro capite nel 2011 è diventato 1,6
kg/anno.
Il consumo di caffè torrefatto
aumenta e nel 2010 rappresenta
il 29%. Il caffè istantaneo prodotto
localmente il 40%.
Risposta al terzo interrogativo
Nel 1874 Alexander Voéikov, noto
geografo e climatologo russo,
percorse a cavallo oltre 1000 km
tra Oaxaca e Guatemala per creare
la sua opera “I climi della terra”.
Nel 1902 il guatemalteco Enrique
Gómez Carrillo fece conoscere con
le sue cronache il mondo russo
all’America Latina.
Durante la Guerra fredda era quasi
impossibile per un latinoamericano
visitare i paesi del Blocco senza
gravi conseguenze al suo ritorno.
Dopo la caduta del muro di Berlino
e la dissoluzione dell’Unione
Sovietica, l’America Latina sviluppò
rapporti diretti con la Russia.
Oggi Brasile, Bolivia, Colombia,
Costarica, Cuba, Giamaica,
Messico, Nicaragua, Perù e
Guatemala hanno ambasciate
presso la Federazione che a sua
volta ha aperto Ambasciate in quei
Paesi.
Al quarto quesito possono
rispondere soltanto la volontà
e la lungimiranza degli operatori
italiani.
Rubrica a cura di:
Ing. Óscar René García Murga
Consulente all’esportazione
Settore Meccanico-Industriale e Agro Alimentare.
Ricerca e analisi di mercato. Ricerca e analisi di prodotto.
Organizzazione vendita e acquisto. Controllo idoneità CE.
Studio: Via Gasser 4 - 34142 Trieste (TS) - Italy
Tel/Fax: 0039 040 943632 - Mobile: 0039 340 7085 337 - E.mail: [email protected]
19
Kopi Luwak
Selvatico
o allevato, il caffè dello zibetto
Le caratteristiche del caffè più caro al mondo
di Emilio Galeandro
Concludiamo questo excursus
dedicato al caffè indonesiano con
la varietà più nota di tutto il Paese,
il Kopi Luwak.
Il Kopi Luwak, il caffè più costoso
del mondo, è prodotto dai chicchi
di caffè mangiati dal Luwak, lo
zibetto asiatico da palma.
Lo zibetto mangia le bacche per la
loro polpa carnosa e, siccome è
piuttosto esigente, consuma solo
quelle mature.
Dopo aver trascorso circa un giorno
e mezzo nel tratto digestivo, i chicchi
vengono espulsi in gruppi, con forma
intatta, ancora in pergamino e
ancora coperti da un po’ di
mucillagine.
Si ritiene che durante la digestione
le proteine vengano ripartite,
abbassando l’amarezza nel caffè e
migliorando la dolcezza nella tazza.
Ci sono due tipi di Kopi Luwak: la
varietà tradizionale “selvatica” e la
varietà allevata.
La varietà tradizionale selvatica
deriva dai chicchi dei boschi di AcehSumatra, Java, Sulawesi e Bali. Può
variare moltissimo il tempo
trascorso tra l’espulsione dei chicchi
e la loro raccolta: ora così come
mesi.
Il Kopi Luwak selvatico può essere
costituito da diverse specie di
chicchi di caffè: arabica, robusta o
Liberica (quest’ultimo ancora in
crescita allo stato selvatico in
Indonesia).
Una volta raccolti, i chicchi vengono
lavati a mano, essiccati al sole e
successivamente venduti a un
commerciante di caffè.
La varietà di specie di chicchi, le
differenze di tempo di raccolta, le
condizioni del terreno in cui sono
stati trovati, il momento in cui ha
avuto luogo il lavaggio e il tempo
necessario per asciugare il caffè
influenzano la resa in tazza del Kopi
Rubrica offerta da:
Luwak selvatico. I chicchi hanno un
colore brunastro/grigiastro ed
appaiono un po’ ristretti.
Se correttamente tostato, il caffè
risulta sciropposo, con sfumature
di cioccolato, a volte un po’ terroso.
Al giorno d’oggi è piuttosto difficile
acquistare un Kopi Luwak e può
essere dubbia l’originalità.
La varietà allevata proviene da
zibetti che vengono tenuti in
cattività, sia da piccoli proprietari
che sulle tenute pubbliche di Java.
In questo caso, in linea di principio,
gli escrementi vengono
immediatamente raccolti, quindi
lavati, essiccati al sole e pronti per
l’esportazione in sacchetti da 1 lb
o 20 chili.
I chicchi consumati dallo zibetto
allevato sono offerti in due varietà:
Kopi Luwak arabica e Kopi Luwak
robusta. Quello con più alta
domanda è la varietà Kopi Luwak
dal colore giallo-verdastro quando
è stato lavorato fresco. Il caffè,
ovviamente, assicura un risultato in
tazza più costante rispetto alla
varietà selvatica.
Anche se non è squisito come la
versione selvatica, il Kopi Luwak
prodotto da zibetti allevati
è un caffè eccezionale.
Best Coffee Srl
20
marzo 2014
A Milano torna Io bevo caffè di qualità
I migliori caffè
declinati nel metodo espresso,
filtro e aeropress
“Triestini” i caffè proposti
A un anno esatto dal primo appuntamento milanese,
è tornato nel capoluogo lombardo, venerdì 14 febbraio,
l’evento itinerante dedicato al mondo del caffè a 360°,
tra degustazioni speciali, dimostrazioni del format di
gara del ‘campionato mondiale Cup Brewers’ e nuove
tendenze di consumo: ‘Io bevo caffè di qualità’, diretto
dai coffee expert Andrej Godina e Francesco Sanapo,
campione italiano di caffetteria 2013.
Un percorso sensoriale innovativo a base di vari caffè
monorigine, caffè ‘specialty’ (di particolare pregio
qualitativo) e decaffeinati, tostati 100% made in Italy,
di aziende triestine: Brazil naturale – Agua frias
(traceability project) – Sandalj; Honduras shg
ocotepeque – Aposento alto (t. project) – Sandalj;
Guatemala bourbon antigua – Sacatepequez (t. project)
– Sandalj; Etiopia limu decaffeinato procedimento
Demus; miscela 100% arabica decaffeinato
procedimento Demus.
“Il caffè di qualità è riconoscibile grazie a parametri
ben definiti. Lo scopo dell’iniziativa è far capire al
pubblico come si riconosce, facendogli scoprire allo
stesso tempo sempre nuovi modi di degustazione.
Inoltre i nostri ospiti hanno potuto degustare lo stesso
caffè declinato in espresso, filtro e aeropress” –
affermano gli organizzatori.
Particolare attenzione, infatti, anche per il “Drip
brewing”, o “filter coffee”, metodo per cui il caffè si
ottiene versando direttamente l’acqua sui chicchi di
caffè tostati e macinati, contenuti in un filtro.
Andando oltre ai confini dell’Italia, il rito stesso del
caffè assume una valenza diversa. Nel metodo “drip
coffee” con cui si ottiene il caffè filtro, l’estrazione
avviene attraverso infusione con acqua calda (tra 92
e 96°) utilizzando una macinatura media, per ottenere
una bevanda dalle caratteristiche molto diverse, forse
più vicine ad un classico infuso.
Infatti, le differenze principali tra un caffè consumato
in tipologia espresso e uno consumato con metodo
drip sono le seguenti: in un espresso le sensazioni
aromatiche e gustative sono più concentrate, e
variegate grazie alle attrezzature per espresso che
permettono di estrarre il massimo gusto ed aroma
con l’utilizzo di macchine in grado di generare 9
atmosfere di pressione dell’acqua di erogazione.
Generalizzando, si può dire che in 25 secondi si
ottenga un espresso con un’erogazione (un contenuto)
in tazza di 25 ml. Il ‘drip coffee’ è invece inteso come
un’esperienza sensoriale e gustativa più vicina
all’infuso, infatti la preparazione del drip coffee si
ottiene percolando l’acqua calda, senza nessuna
pressione, sul caffè, con un’infusione che può durare
dai 3 ai 4 minuti.
Il caffè è meno corposo e concentrato dell’espresso
ma con un’intensità aromatica ricca e interessante.
21
Il caffè
migliora la
memoria
Tre tazzine migliorano il ricordo
di quel che si è appreso
La caffeina non è solo una sostanza eccitante, ma
potenzia anche la memoria. Infatti, il quantitativo
di poco meno di tre tazzine di espresso assunto
poco dopo un esercizio mentale migliora anche il
giorno dopo il ricordo di quanto si è appreso.
A scoprire gli effetti sulla memoria a lungo termine
del più diffuso degli eccitanti è stato un gruppo di
ricercatori statunitense guidato dall’Università Johns
Hopkins il cui lavoro è stato pubblicato su “Nature
Neuroscience”.
La ricerca ha interessato 44 volontari, non
consumatori abituali di caffè, a cui è stato chiesto
di commentare una serie di immagini in scorrimento
sullo schermo di un computer.
Finita la prima parte dell’esperimento, sono state
somministrate con campionatura casuale pillole da
200mg di caffeina e placebo (per rendere un’idea
del dosaggio utilizzato dalla ricerca, rammento che
una tazzina di caffè contiene in genere 150mg di
caffeina).
A distanza di un giorno, i volontari sono tornati di
fronte al computer, dove, sottoposti a un nuovo
flusso di immagini, hanno riconosciuto le immagini
già viste 24 ore prima, le immagini inedite e le
immagini simili, ad esempio lo stesso oggetto ma
colto da una diversa prospettiva.
Proprio quest’ultima osservazione ha catturato
l’interesse dei ricercatori. Nella capacità di indicare
oggetti simili, il punteggio raggiunto dal gruppo che
aveva assunto caffeina è stato il 10% più alto di
quello raggiunto dai volontari a cui era stato
somministrato un placebo.
La ricerca americana sostiene che bevendo due o
tre tazzine di caffè al giorno, c’è un vero beneficio
in termini di apprendimento e memoria, ed altri
studi, come ricorderete, sostengono che la caffeina
sia associata con l’aumento della longevità e la
resistenza all’Alzheimer.
In moderate quantità, quindi, può avere effetti
statisticamente significativi per il nostro benessere
psico-fisico. Tuttavia, non è ancora chiaro il modo
in cui la caffeina possa migliorare la memoria.
Una delle teorie proposte dai ricercatori americani
è l’incremento nel cervello di un ormone dello stress
che aiuterebbe i ricordi a fissarsi nella mente, la
noradrenalina.
Già da tempo si sa che la caffeina porta
miglioramenti cognitivi ma non erano mai stati
studiati così in dettaglio i suoi effetti nell’uomo sul
miglioramento della memoria. Inoltre lo studio
dimostra per la prima volta l’effetto della caffeina
nel rendere più resistenti i ricordi per oltre 24 ore.
Com’è giusto che sia, i risultati della ricerca sono
stati anche criticati da alcuni scienziati. Tra le
perplessità ci sarebbe la necessità di osservare gli
effetti della caffeina su un più ampio numero di
persone. I 44 volontari della ricerca effettivamente
paiono pochini.
Fonti:
1) Nature Neuroscience 17, 201–203 (2014)
“Post-study caffeine administration enhances memory
consolidation in humans”
2) “Tre tazzine migliorano la memoria”, TuttoScienze,
mercoledì 15 gennaio 2014
Rubrica a cura di:
IMPERATOR S.r.l.
Tel.: +39 (0)40 - 3720115 - Fax: +39 (0)40 - 3402046
TRIESTE - Italy - www.imperator.cc
Dottor Lorenzo Polojac
Psicologo e Commercial Director
22
marzo 2014
Investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali e tecnologie
La Sabatini bis
Domande di agevolazione dal 31 marzo
La Sabatini bis
Dal 31 marzo prossimo è possibile
presentare le domande di
agevolazione alle banche o agli
intermediari finanziari che
aderiscono alle convenzioni.
Gli incentivi sono quelli previsti dalla
“Sabatini bis” varati dal Ministero
dello Sviluppo Economico e garantiti
dalla Cassa depositi e prestiti.
La domanda di agevolazioni da
compilare in formato elettronico va
sottoscritta con la firma digitale e
inviata tramite posta elettronica
certificata. Le domande presentate
antecedentemente al termine
iniziale (31 marzo 2014) non sono
ricevibili. Questo e altro viene
indicato nella Circolare del Mise del
10 febbraio 2014 n. 4567.
Nella Circolare vi è anche la
modulistica necessaria da utilizzare
per accedere alle agevolazioni.
La modulistica
Entro il prossimo 10 marzo 2014
nella sezione “beni strumentali
(nuova Sabatini)” del sito del MISE
(www.mise.gov.it.) saranno
disponibili la domanda di
agevolazione e i relativi allegati.
Il mancato utilizzo della modulistica
prevista, la sottoscrizione di
dichiarazioni incomplete e l’assenza
anche parziale, dei documenti e
delle informazioni richieste,
costituiscono motivo di non
ricevibilità della domanda, pertanto
di inammissibilità al finanziamento
e al contributo.
La presentazione
della domanda
La domanda di agevolazione (in
bollo tranne nei casi di domande
appartenenti ai settori agricoli e
della pesca) va compilata
dall’impresa in formato elettronico
e, unitamente all’ulteriore
documentazione che si rende
necessaria, deve essere (pena
l’invalidità) sottoscritta con la firma
digitale.
La domanda va presentata, a partire
dalle ore 9 del 31 marzo 2014,
esclusivamente attraverso la PEC
alle banche o intermediari finanziari
aderenti alle convenzioni, con le
quali l’impresa successivamente
dovrà prendere contatto per definire
le modalità del finanziamento.
L’elenco delle banche o intermediari
finanziari aderenti alle convenzioni
sarà pubblicato nei siti
www.mise.gov.it e www.cassaddpp.it
e successivamente aggiornato.
Verifica della provvista
Ciascuna banca o intermediario
finanziario, dopo la verifica della
regolarità formale e la completezza
della documentazione presentata
dall’impresa richiedente, e la
sussistenza dei requisiti di natura
soggettiva relativi alla dimensione
di impresa, trasmette alla cassa
depositi e prestiti la richiesta di
verifica della disponibilità della
provvista completa dell’ammontare,
della durata e del profilo di rimborso
dell’operazione già deliberata o in
corso di delibera.
La richiesta può essere inoltrata
anche per un insieme di operazioni.
Esito negativo
dell’istruttoria
Le domande di agevolazione, con
istruttoria preliminare ad esito
negativo, non saranno inviate dalla
banca a Cdp per la richiesta di
verifica della disponibilità della
provvista.
Le richieste di verifica di disponibilità
presentate dalle banche pervenute
a Cdp su base mensile, sono prese
in considerazione dal Mise per la
prenotazione del contributo,
seguendo l’ordine cronologico di
presentazione a Cdp e sulla base
della preventiva positiva verifica
della disponibilità del plafond messo
a disposizione dalla stessa, secondo
quanto previsto dalle convenzioni.
Se le risorse residue disponibili non
consentono l’integrale accoglimento
di una richiesta di prenotazione
associata a una verifica di
disponibilità della provvista di Cdp,
la prenotazione è disposta in misura
parziale, fino alla concorrenza delle
residue disponibilità, ed è utilizzata,
ai fini della concessione del
contributo, in modo proporzionale
al fabbisogno di ciascuna delle
operazioni oggetto della richiesta di
disponibilità cui la prenotazione
parziale si riferisce.
Cosa si deve presentare
Ai fini dell’accesso alle agevolazioni
le imprese dovranno presentare:
– domanda di agevolazione
sottoscritta, a pena di invalidità,
dal legale rappresentante
dell’impresa proponente o da un
suo procuratore;
– dichiarazioni, rese secondo le
modalità stabilite dalla prefettura
competente, in merito ai dati
necessari per la richiesta delle
informazioni antimafia per i
soggetti sottoposti alla verifica
(solo per agevolazioni che
superano la soglia di
150.000,00 euro);
– copia dell’atto di procura e del
documento di identità del
soggetto che rilascia la procura,
nel caso il modulo di domanda
sia sottoscritto dal procuratore
dell’impresa.
Si ricorda che la domanda e gli
allegati, compilati senza l’utilizzo
degli schemi previsti, o la
sottoscrizione di dichiarazioni
incomplete o l’assenza, anche
parziale, di documenti e delle
informazioni richieste, costituiscono
motivo di non ricevibilità della
domanda, pertanto di
inammissibilità al finanziamento.
I contenuti del presente articolo vanno assunti
come meramente informativi, non utilizzabili
in alcun modo quale consulenza/opera
professionale; ogni interpretazione ivi
contenuta è meramente indicativa e non
assume valore di parere professionale.
Rubrica a cura di:
Dottor Giacomo Mallano
Commercialista
Studio Tributario
Cattelan-Verni-Mallano & Associati
23
marzo 2014
Facebook
Profilo VS pagina
Perché le aziende su facebook non dovrebbero creare un profilo
di Massimo Petronio
Hai ricevuto una nuova richiesta di amicizia: non
proviene però dal profilo di una persona fisica, di un
amico o di un conoscente come normalmente capita,
ma si tratta di un’azienda.
Un’attività commerciale che ha dunque creato un
nuovo profilo facebook iscrivendosi con dati anagrafici
non riferibili d un individuo singolo.
Nome e cognome risultano essere infatti il nome
dell’attività, ad esempio rispettivamente “Notiziario”
e “Torrefattori” (che vi assicuriamo non esiste!).
Questa operazione non è consentita dalle regole di
facebook, anche se attualmente si possono ancora
aggirare queste restrizioni.
Vi spiegheremo in questo numero perché è meglio
evitare la creazione di profili aziendali e perché
piuttosto concentrare gli sforzi sulla creazione di una
pagina aziendale.
Sono due i motivi principali per i quali le aziende
creano profili. Talvolta non si padroneggia il media su
cui si intraprende l’attività social e dunque non si è
a conoscenza della possibilità che offre facebook di
creare una pagina. In altri casi si sceglie la creazione
di un profilo attratti dall’illusione, tutta da verificare,
che la crescita del numero di amicizie sia maggiore
alla crescita dei “mi piace” nella pagina.
Inoltre il profilo, proprio perché nato per le persone
“fisiche” consente un’interazione più diretta con le
persone: inviare messaggi privati, invitare agli eventi.
Riflettiamo però sul fatto che un’azienda seria e
professionale che invia richieste di amicizia a centinaia
di persone sconosciute è evidentemente un errore di
strategia in ambiente social, che infatti non è accolto
mai positivamente dalla comunità degli utenti.
Inoltre facebook ha dei sistemi di “blocco” dei profili,
nel caso in cui ad esempio vengano inviate troppe
richieste di amicizia nell’arco di un breve periodo,
considerando questa un’operazione di spam.
Tra gli svantaggi dei profili citiamo ad esempio il limite
dei 5000 amici (quando invece le pagine non hanno
limiti nel numero di “fan”), la mancata indicizzazione
sui motori di ricerca (i contenuti delle pagine invece
compaiono nelle ricerche su google), l’assenza degli
insights (solo sulle pagine si possono vedere tutte le
statistiche delle persone che hanno cliccato mi piace,
ne abbiamo parlato nel numero di ottobre 2013).
Infine l’aspetto non trascurabile della privacy: siete
certi che in tanti accetteranno la vostra amicizia
“aziendale”, permettendo quindi ad uno sconosciuto
di accedere a tutti i contenuti e le informazioni
personali?
24
marzo 2014
Ricordiamo che esse praticano prezzi di favore a tutte le Ditte associate al GTTC.
Facciamo presente che il Sodalizio si autofinanzia attraverso i contributi versati da queste Aziende. Pertanto i Soci, oltre a fruire di condizioni particolarmente
vantaggiose, rendono anche possibile un ulteriore sviluppo del Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè ed al collegato Consorzio Torrefattori delle Tre Venezie.
ASACHIMICI S.p.A.
Detergenti speciali
certificati per macchine
espresso, cappuccinatori e
macinacaffè.
BRAMBATI S.p.A.
Progetta e produce
impianti completi
per la lavorazione del caffè.
BRITA Italia S.r.l.
Acqua filtrata.
Produce prodotti di filtrazione
d’acqua per uso domestico
ed applicazioni professionali.
CARTOTECNICA
AMMAZZINI S.n.c.
Produzione tovaglioli da bar.
CHIMAB S.p.A.
Cioccolata in polvere;
bevande solubili calde e
fredde; tè ed infusi in filtro
e in foglia.
CMA MACCHINE
PER CAFFÈ S.r.l.
Macchine per caffè
espresso.
DALLA CORTE S.r.l.
Uffici, Show room e Sede legale:
Produttori di macchine
da caffè.
DEMUS LAB
Azienda per analisi
accreditate ISO 17025
(Accredia), consulenza e
formazione sul caffè.
Via Nazario Sauro, 24
26039 VESCOVATO (Cremona)
tel. 0372 830494
fax 0372 830029
www.pulycaff.com
[email protected]
Via Strada Nuova, 27
27050 CODEVILLA (Pavia)
tel. 0383 373100
fax 0383 373078
www.brambati.it
[email protected]
Via Kennedy, 21
24066 PEDRENGO (Bergamo)
tel. 035 203447
fax 035 203661
www.brita.net
[email protected]
Via I° Maggio, 70
Frazione Rosano
55067 RIGNANO SULL’ARNO
(Firenze)
tel. 055 8303035
fax 055 8303035
Via C. Colombo, 34
35011 CAMPODARSEGO (Padova)
tel. 049 9201496
fax 049 9201498
www.magicaciok.it
[email protected]
FORALBERG S.r.l.
FORNITURE ALBERGHIERE
Forniture tazze in vera
porcellana.
Forniture alberghiere.
GRUDEN S.p.A.
Imballaggi flessibili.
LA SAN MARCO S.p.A.
Macchine caffè espresso.
L F S.p.A.
Specialista di ricambi per
macchine da caffè,
macinacaffè e accessori.
MARZOTTO S.r.l.
Produzione orzo tostato
naturale. Fornisce orzo
solubile, cura il prodotto sin
dalla semina.
Via Condotti Bardini, 1
31058 SUSEGANA (Treviso)
tel. 0438 6615
fax 0438 60657
www.astoria.com
[email protected]
MAZZER LUIGI S.r.l.
Via Zambeletti, 10
20021 BARANZATE (Milano)
tel. 02 45486443 - 02 3762398
fax 02 39321440
www.dallacorte.com
[email protected]
MEDAC S.r.l.
Area Science Park - ed. E3
Padriciano, 99 - 34012 TRIESTE
tel. +39 040 3755466
fax +39 040 3755467
www.demuslab.it
[email protected]
Macinadosatori,
macina caffè.
Industria cartotecnica per
imballaggio in carta
politenata per bevande
calde, fredde e da gelato.
Via Mattei, 12
35020 MASERÀ (Padova)
tel. 049 8860996
fax 049 8862671
www.gruden.it
[email protected]
Via Venuti, 10
34072 GRADISCA (Gorizia)
tel. 0481 967111
fax 0481 960166
www.lasanmarco.it
[email protected]
Via Voltri, 80
47522 CESENA (Forlì-Cesena)
tel. 0547 341111
fax 0547 341110
www.lfricambi724.it
[email protected]
Via Roma, 192/E
36070 CASTELGOMBERTO (Vicenza)
tel. 0445 440506
fax 0445 941317
www.marzottosrl.com
[email protected]
Via Moglianese, 113
30037 GARDIGNANO DI SCORZÈ (VE)
tel. 041 5830200
fax 041 5830060
www.mazzer.com
[email protected]
Via R. Wenner, 52
84131 SALERNO
tel. 089 301466
fax 089 302069
www.medac.it
[email protected]
Realizzazione ed installazione
insegne luminose con servizio
di richiesta autorizzazioni
presso gli uffici competenti.
Via Raffaello, 57
31020 SAN VENDEMIANO (Treviso)
tel. 0438 400053
fax 0438 400185
www.neonlauro.it
[email protected]
NIVI CREDIT
Via O. da Pordenone, 20
50127 FIRENZE
Azienda per la gestione
del recupero crediti
Italia ed Estero.
tel. 055 344031
fax 055 3440335
www.nivi.it
Via dei Mille, 20
20061 CARUGATE (Milano)
tel. 02 9253205
fax 02 9254286
www.nuovaricambi.it
[email protected]
NEONLAURO
Caffè, orzo e decaffeinato
in cialde, capsule e bustine
sottovuoto, a marchio
personalizzato.
Via Dell’Artigiano, 9
40037 SASSO MARCONI (Bologna)
tel. 051 6750834
fax 051 6750836
www.emilpackisca.it
[email protected]
FAEMA / LA CIMBALI
Via Manzoni, 17
20082 BINASCO (Milano)
NUOVA RICAMBI S.r.l.
Macchine da caffè.
tel. 02 900491
fax 02 9054818
www.faema.it / www.cimbali.it
Ricambi macchine caffè
e macinadosatori dal 1980
EMILPACK S.r.l.
Via Cile, 2 - Z.I.
35127 PADOVA
tel. 049 760955
fax 049 8700297
www.foralberg.it
[email protected]
25
marzo 2014
PAJOLA
Orologi da muro, insegne
per interno ed esterno,
specchi serigrafati.
PINTI INOX S.p.A.
Azienda leader nella
produzione di casalinghi in
acciaio inossidabile.
Certificata ISO 9001
SCARBOLO ZUCCHERI S.r.l.
Zucchero import-export
confezionamento
zucchero in bustine.
VIROPA IMPORT
Tè, caffè decaffeinato,
cioccolato, orzo, bustine,
cialde.
WEGA MACCHINE
PER CAFFÈ S.r.l.
Macchine per caffè
espresso.
Via Monte Carena, 32
37057 S. GIOVANNI LUPATOTO (VR)
tel. 045 9250823
fax 045 9250823
www.pajola.it
[email protected]
Via Antonini, 87
25068 SAREZZO (Brescia)
tel. 030 89351
fax 030 8936250
www.pinti.it
[email protected]
Via della Torre, 48
33047 REMANZACCO (Udine)
tel. 0432 667226
fax 0432 667846
www.scarbolozuccheri.com
[email protected]
numero verde
800 905 525
Via Julius Durst, 72
39042 BRESSANONE (Bolzano)
tel. 0472 836527
fax 0472 837340
www.viropa.it
[email protected]
Via Condotti Bardini, 1
31058 SUSEGANA (Treviso)
tel. 0438 1799700
fax 0438 1884890
www.wega.it
[email protected]
Ricordiamo ancora che le suddette
aziende, tutte in possesso degli elenchi
aggiornati dei Soci del Gruppo Triveneto,
sono disponibili a praticare
ad essi delle condizioni di favore.
26
marzo 2014
SCADENZARIO FISCALE
marzo 2014
a cura di
Diego Franciosa
Entro lunedì
lunedì
03 marzo
2014
3
marzo
2014
IRAP - opzione
– Opzione/revoca per la
determinazione della base
imponibile a valori di bilancio
(impresa individuale/società di
persone).
Entro lunedì
lunedì
17 marzo 2014
17 marzo
2014
RITENUTE
– Versamento ritenute su redditi da
lavoro dipendente e assimilati,
lavoro autonomo, provvigioni
nonché su corrispettivi per
contratti d’appalto nei confronti
dei condomini (mese precedente).
ADDIZIONALI
– Versamento addizionali
regionali/comunali su redditi da
lavoro dipendente del mese
precedente.
IVA LIQUIDAZIONE MENSILE
– Liquidazione nonché versamento
dell’imposta eventualmente a
debito relativa al mese
precedente.
IVA - saldo
– Versamento imposta a saldo
dichiarazione anno precedente;
termine differibile per i soggetti
che presentano dichiarazione
unificata.
IVA DICHIARAZIONE D’INTENTO
(soggetti mensili e trimestrali)
– Invio delle comunicazioni d’intento
in relazione alle quali sono state
emesse fatture senza
applicazione dell’IVA registrate
per il mese e trimestre
precedente.
CONTRIBUTI INPS MENSILI
– Versamento all’INPS da parte dei
datori di lavoro dei contributi
previdenziali a favore della
generalità dei lavoratori
dipendenti, relativi alle retribuzioni
maturate nel mese precedente.
TASSA ANNUALE LIBRI CONTABILI
E SOCIALI
– Versamento da parte delle società
di capitali della tassa annuale per
la tenuta dei libri contabili e
sociali.
GESTIONE SEPARATA INPS
COLLABORATORI
– Versamento dei contributi
previdenziali per i collaboratori a
progetto, occasionali e associati
in partecipazione corrisposti nel
mese precedente.
Entro martedì
martedì
25 marzo2014
2014
25 marzo
ELENCHI INTRASTAT - MENSILI
– Presentazione contribuenti
mensili.
Entro lunedì
lunedì 31 marzo 2014
31 marzo 2014
DENUNCIA UNIEMENS
– Denuncia telematica delle
retribuzione e dei contributi (INPS
- INPDAP - Ex ENPALS) del mese
precedente.
OPERAZIONI CON PAESI BLACK LIST
(soggetti mensili)
– Invio della comunicazione relativa
alle operazioni effettuate con
paesi Black List nel mese
precedente (soggetti mensili).
FIRR
– Versamento del contributo
annuale al fondo indennità
risoluzione rapporto di agenzia.
LIBRO UNICO
– Scadenza delle registrazioni
relative al mese precedente.
DETRAZIONE 55 - 65 per cento
– Invio telematico della
comunicazione delle spese
sostenute nel 2013, con
riferimento ad interventi di
riqualificazione energetica, iniziati
in tale anno e proseguiti nel 2014,
per i quali si intende beneficiare
della detrazione 55-65 per cento.
VARIAZIONE DATI MOD. EAS
– Presentazione telematica del
mod. EAS per comunicare le
variazioni dati verificatesi nel
2013, rispetto a quanto già
comunicato.
MOD. 730-4/2014
– Invio telematico della
comunicazione dell’indirizzo
telematico che l’Agenzia dovrà
utilizzare per la trasmissione dei
modd. 730-4 risultanti dai modd.
730/2014 relativi al 2013.
ACQUISTI DA SAN MARINO
– Invio telematico della
comunicazione degli acquisti
presso operatori di San Marino,
annotati nel mese precedente.
Le informazioni contenute nello scadenzario sono soggette a clausola di esclusione
di responsabilità per quanto riguarda le informazioni in esso contenute e per i danni
o i problemi legali derivanti dall’ uso delle stesse. Esse vanno assunte come
meramente informative e non costituiscono un parere di tipo professionale o legale.
Le indicazioni riportate potrebbero risultare non aggiornate e/o incomplete.
VITA ASSOCIATIVA Nuovi Soci
Redazione, Segreteria del Gruppo
e del Consorzio
tel.: 040 390 044 - fax: 040 938 45 89
www.gttc.it - mail: [email protected]
PEC: [email protected]
dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
cell. 331 658 5552
Ai 256 Soci del Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè si sono aggiunte le Ditte:
CAPPELLINI CAFFÈ s.n.c.
Via Redolone, 41
51034 PONTE STELLA
(Pistoia)
T.C. s.r.l. - CAFFÈ ADLER
Via D. Guetti, 1
38015 LAVIS
(Trento)
alle quali porgiamo un caloroso benvenuto.
QUOTA ASSOCIATIVA
2014
La quota sociale del
GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ
per l’anno 2014 è:
— SOCI ORDINARI
€ 280,00 (soci del triveneto)
— SOCI SOSTENITORI € 140,00 (soci altre Regioni)
che potrà essere versata a favore del:
GRUPPO TRIVENETO
TORREFATTORI DI CAFFÈ
tramite bollettino di C/C postale n. 44519700
oppure con bonifico sul medesimo C/C postale:
Cin L - Abi 07601 - Cab 02200
IBAN: IT 10 L 07601 02200 000044519700
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Notiziario marzo 2014