I PARI COME
RISORSA PER INTEGRARE.
PERCORSI DI MEDIAZIONE
Cornate, 27. 02. 2010
Roberta Sala
“Sta piovendo.
Come farà Piero
a ripararsi?”
Sara: “Leggiamo insieme la consegna”
Sara guida nella lettura ad alta voce del testo scritto.
Sara: “Allora dobbiamo cercare di trovare un riparo per questo
bambino, se no si bagna. Vediamo cosa c’è in questa figura.
Questo cos’è?”
Giada: “Un ponte”
Sara: “Bene! Poi qui cosa c’è?”
Giada: “mmm … non vedo …”
Sara, ridendo: “Per forza, con tutta questa pioggia che scende!
Non si capisce niente! Facciamo così: ricalchiamo i contorni
delle cose, così si vede tutto bene …”
Sara mostra a Giada come ricalcare il primo tratto di strada,
poi proseguono delimitando i rispettivi lati, e infine si
suddividono gli elementi rimanenti.
Sara: “Ecco fatto! Allora, questa cosa ti sembra?”
Giada: “Una via”
Sara: “Bene, ma la via è dove si abita. Si dice strada. Vedi, se
vai avanti fino in fondo con il pennarello ti accorgi che passa
sotto il ponte … E questo cos’è?”
Giada: “Il ponte”
Man mano procedono, elencando gli elementi rappresentati
nell’immagine, con qualche fatica ad individuare i tronchi
d’albero, in seguito identificata grazie all’aiuto dell’insegnante.
Sara: “Allora, cosa dovevamo fare che non ricordo più …?”
Giada, aprendo un quaderno e se lo mette in testa, in segno di
riparo: “Non bisognava prendere la pioggia!”
Sara: “Ah si … secondo te cosa si può fare?”
Giada, istintivamente, indica la cuccia del cane
Sara: “No, non si può … secondo te perché?”
Giada: “Il cane si bagna!”
Sara: “Sì. E poi il bambino mica ci sta …!!!”
Giada rimane in silenzio per un po’, nonostante le esortazioni e
gli incoraggiamenti di Sara. Quasi in preda allo sconforto, ad
un certo punto Sara decide di procedere per esclusione.
Sara: “Guardali bene tutti. Questo si può? E questo? Perché
non si può?”
Dopo aver esaminato tutti gli elementi, le bambine arrivano
alla soluzione del problema.
Giada, che già da un po’ aveva cercato di dare alla scena
raffigurata una connotazione narrativa, si domanda: “Ma mica
rimane qui sotto il ponte per sempre. Dopo la sua mamma si
spaventa se non lo trova …!!!”
Sara: “Ma no, poi smetterà di piovere e lui tornerà a casa sua
…”
Preoccupata sui possibili sviluppi della storia, Giada individua
una soluzione narrativa, apportando una modifica alla scheda.
Giada: “Facciamo che adesso disegniamo in mano al bambino
un telefono, così poi lui chiama la mamma e lei viene a
prenderlo con l’ombrello”
Le bambine mostrano orgogliose il loro prodotto e il finale della
storia all’insegnante, la quale propone a loro di affrontare
compiti simili, trovando poi un finale sempre diverso per ogni
scheda.
Insegnante: “Chi lo sa … grazie all’idea di Giada, poi magari
possiamo creare il libro delle ‘Schede Animate’ …”
ZONA PROSSIMALE DI SVILUPPO
E’ lo scarto tra ciò che l’alunno sa e sa
fare e quello che potrebbe sapere e
saper fare grazie alla mediazione di
una figura esperta
M
E
D
I
A
Z
I
O
N
E
LIVELLO
POTENZIALE
LIVELLO ATTUALE
Favorire un
adeguato
approccio al
compito
Sviluppare un
atteggiamento
strategico
MEDIAZIONE
Fornire
supporto
emotivo
Promuovere
consapevolezza
Insegnare
tecniche
specifiche
Superamento del concetto tradizionale di
Zona Prossimale di Sviluppo, a favore di interpretazioni sociali dello
stesso (Rogoff; Lave)
E’ la distanza tra le azioni quotidiane degli
individui e le nuove attività sociali che
possono essere prodotte collettivamente
Partecipazione guidata e appropriazione, come meccanismi di
base che consentono alla persona di sentirsi parte integrante di una
comunità di pratiche
APPRENDIMENTO = APPRENDISTATO
Partecipazione guidata, apprendimento come
apprendistato, comunità di pratiche sono tutti
concetti che richiamano l’importanza delle
relazioni tra pari nello sviluppo di competenze
cognitive e sociali
Consapevolezza
del ruolo e
della
mediazione
Abitudine alla
ricchezza
degli altri
Ascoltare ed
Essere
ascoltato
Scoprire di
essere
capace di
Vantaggi
tutor:
aspetti
sociali
Vivere
esperienze di
autogratificazione
Scoprire e
sperimentare
abilità
sociali
Superare
l’egocentrismo
Sperimentare
il valore della
collaborazione
Chiarire dentro
sé i contenuti
da trasmettere
Essere
protagonisti del
proprio
apprendimento
Vantaggi
tutor:
aspetti
cognitivi
Elaborare
diverse
strategie per
arrivare
all’obiettivo
Scoprire di
essere
capace di
Requisiti di base
-Creare un clima di classe inclusivo e basato
sul senso di appartenenza
-Eliminare simboli di competitività
-Promuovere la prosocialità e la comprensione
empatica
-Sviluppare forme di conoscenza condivisa
La funzione di mediazione nelle relazioni
tutoriali comporta le seguenti condizioni:
-Asimmetria
-Coinvolgimento effettivo
-Differenze e convergenze di scopo
Attività parallele, di
supporto al progetto
di tutoring
-Analisi delle risorse
della classe :
*L’album dei ricordi
*Il baule del tesoro
*Le pagine gialle
-Formazione alla
mediazione:
*Riflessione su come
gli adulti insegnano
*Simulazione di
situazioni-tipo
*Lavoro in parallelo
con feedback
Attività di tutoring
vero e proprio
-Formazione delle
coppie
-Definizione di tempi e
luoghi
-Elaborazione di un
contratto formativo
-Monitoraggio e
valutazione
Gli alunni si dividono in coppie e, a turno, si
intervistano a vicenda, seguendo uno schema di
domande precedentemente preparato. Dopo lo
scambio di ruoli, al termine dell’intervista, ognuno
degli alunni scrive la storia del proprio compagno, che
sarà rivista e corretta prima dall’interessato, poi
dall’insegnante.
Le storie verranno poi raccolte, per formare il “libro
delle storie personali”, oppure una collana di
monografie composta da tanti piccoli libri separati
L’insegnante individua un’abilità (sociale, espressivocreativa, cognitivo-strumentale) e chiede agli alunni di
narrare un’esperienza o un episodio della loro vita in
cui hanno avuto la sensazione di poterla mettere
facilmente in pratica, e un altro in cui, invece, si sono
trovati in difficoltà ad esprimerla. La narrazione può
essere completata con foto (se il bambino ne è in
possesso) o disegni.
I resoconti narrativi di ognuno saranno poi condivisi e
messi in relazione con quelli degli altri;
successivamente verranno raccolti per formare
“l’album dei ricordi”
Gli alunni sono invitati a depositare nel “baule dei
tesori” un biglietto anonimo contenente tre qualità
per ogni compagno di classe, il tutto nell’arco di una
settimana. L’insegnante svuota regolarmente il
contenitore e all’inizio della settimana successiva
espone gli esiti, tabulando su cartellone quanto è
emerso
Ad ogni alunno viene chiesto di indicare su un
foglio il suo nome, il suo numero di telefono e
le sue “specializzazioni”, mettendole così a
disposizione degli altri per qualsiasi circostanza
o bisogno.
I vari fogli, uniti tra loro, andranno a formare
un libro speciale di risorse umane, le “Pagine
Gialle”, opportunamente divise per categorie,
allo scopo di facilitarne un immediato accesso.
Formazione delle coppie
-Lieve asimmetria a livello di competenze,
tale da non pregiudicare le possibilità di
riuscita nel compito (evitare coppie troppo
asimmetriche o coppie troppo paritetiche)
-Contestualizzare la scelta dei membri della
coppia, in funzione del lavoro prescelto
-Privilegiare il criterio della compatibilità,
evitando però di reiterare vecchi legami di
eccessiva dipendenza
Definizione di tempi e luoghi
- Istituzionalizzare il progetto di tutoring,
predisponendo un contesto ad hoc (es.,
recupero scolastico in un determinato
momento della settimana)
-Prevedere progetti a tema centrati sulle
relazioni tutoriali (sulla base della
rilevazione effettuata in sede di analisi
delle risorse)
Elaborazione di un contratto formativo
COSA …………………………….
……………………………………..
PERCHE’ ………………………..
……………………………………..
COME ……………………………
…………………………………….
QUANDO E DOVE …………….
……………………………………..
Alcune regole da seguire:
………………………………………………
………………………………………………
………………………………………………
IL CONCENTRATO
LO STRANIERO
LA “PICCOLA”
IL BULLO
Zone prossimali
di sviluppo
IL
“PERDENTE”
L’INAFFERRABILE
IL
IL “D. A”
“CORPOREO”
L’ALIENO
IL
DISIMPEGNATO
Aldilà di qualsiasi progetto strutturato di tutoring, le
relazioni tra pari rappresentano un terreno sul quale e
grazie al quale si sviluppano le competenze.
Se la prospettiva è di tipo
inclusivo, anche l’alunno
diversamente
abile
può
trarre beneficio ai fini di
aumentare i suoi livelli di
partecipazione
e,
di
conseguenza,
di
sperimentare
percorsi
inediti di integrazione
Grazie per l’attenzione!!!
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I pari come risorsa per integrare percorsi di