CONFINDUSTRIA SIRACUSA STRESS LAVORO CORRELATO dott. Fulvio Giardina psicologo – psicoterapeuta Presidente Ordine Psicologi Sicilia R.S.P.P. A.S.L. 8 - Siracusa ([email protected]) in collaborazione con Dott.ssa Alessia Magnano psicologo F. Giardina, Siracusa 2009 1 Gli infortuni mortali sul lavoro dagli anni '50 al 2006 5000 4418 4500 4644 quantità 4000 3511 3500 3594 3000 2500 1919 1941 2000 1500 1549 1261 1481 1449 1328 1280 1250 1000 500 0 1951 - 1961 - 1963 - 1971 - 1981 - 1991 - 1994 - 2001 - 2002 - 2003 - 2004 - 2005 - 2006 F. Giardina, Siracusa 2009 2 L’andamento degli infortuni mortali (2001 – 2006) Ramo di attività / Tipologia infortunio Agricoltura 2001 2002 159 variazione % su anno 2001 Industria Servizi variazione % su anno 2001 TUTTE LE ATTIVITA' 765 variazione % su anno 2001 In itinere variazione % su anno 2001 5,0 724 - -5,4 2004 129 -18,9 765 -0,1 2006 (*) 2005 134 125 -15,7 -21,4 662 594 610 -13,5 -22,4 -20,3 175 10,1 587 555 491 527 515 - -5,6 1.478 -10,7 1.449 -21,0 1.328 -15,2 1.255 -17,1 1.250 - -4,4 -6,3 -14,1 -18,8 -19,1 984 985 622 1.546 variazione % su anno 2001 In occasione di lavoro 167 - variazione % su anno 2001 2003 1.248 1.082 1.091 1.028 - -13,3 -12,6 -17,6 -21,2 -21,1 298 396 358 300 271 265 - 32,9 20,1 0,7 -9,1 -11,1 F. Giardina, Siracusa 2009 3 L’andamento degli infortuni sul lavoro (2001 – 2006) • Gli infortuni denunciati Ramo di attività (classificazione ISTAT) Agricoltura 2001 80.532 2002 2003 2004 2005 73.515 71.379 69.263 66.400 2006 (*) 63.600 variazione % su anno precedente - -8,7 -2,9 -3,0 -4,1 -4,2 variazione % su anno 2001 - -8,7 -11,4 -14,0 -17,5 -21,0 Industria 501.701 468.882 456.333 439.255 417.229 406.400 variazione % su anno precedente - -6,5 -2,7 -3,7 -5,0 -2,6 variazione % su anno 2001 - -6,5 -9,0 -12,4 -16,8 -19,0 Servizi 441.146 450.258 449.482 458.211 456.327 465.500 variazione % su anno precedente - 2,1 -0,2 1,9 -0,4 2,0 variazione % su anno 2001 - 2,1 1,9 3,9 3,4 5,5 TUTTE LE ATTIVITA' 1.023.379 992.655 977.194 966.729 939.956 935.500 variazione % su anno precedente - -3,0 -1,6 -1,1 -2,8 -0,5 variazione % su anno 2001 - -3,0 -4,5 -5,5 -8,2 -8,6 F. Giardina, Siracusa 2009 4 Lo STRESS "le emozioni, gli sforzi troppo violenti e le febbri alte producono un rapido aumento dei battiti cardiaci. Questo rapido cambio può provocare effetti che persistono per giorni o settimane". (William Osler, 1892) F. Giardina, Siracusa 2009 5 In Europa circa un lavoratore su tre (in tutto oltre 40 milioni di persone) dichiara di soffrire di stress sul lavoro e si calcola che lo stress sia causa di più del 50% dei giorni lavorativi persi nell’Unione europea. F. Giardina, Siracusa 2009 6 • In Italia, dove lo stress è risultato il sintomo sanitario più comune associato al lavoro (27%) rispetto alla media europea (22%), un lavoratore italiano su due (51%) godrebbe di sostegno e assistenza da parte dei colleghi rispetto ai due lavoratori su tre (67%) in Europa. • Per ciò che concerne l’assistenza di un superiore gerarchico soltanto il 34% rispetto al 56% per l’UE-25. F. Giardina, Siracusa 2009 7 • In Italia si registrano livelli bassi di lavoro in gruppo: solo quattro lavoratori italiani su dieci (39%) riferiscono che il loro lavoro comporta una costante collaborazione di gruppo, rispetto ad una media di oltre cinque lavoratori su dieci (55%) nei rimanenti paesi dell’Unione europea a 25. F. Giardina, Siracusa 2009 8 ISPSEL Work Health Promotion • Decalogo della Sicilia per l’Attuazione della promozione della Salute nei luoghi di lavoro (WHP) nei paesi del Sud Europa (Siracusa 5 - 7 Aprile 2001) • Raccomandazione 5: produrre strumenti per promuovere la salute che siano specifici, facili da usare, semplici e di basso costo F. Giardina, Siracusa 2009 9 La qualita’ della vita lavorativa: analisi di una indagine conoscitiva tra i dipendenti di una azienda sanitaria • QUESTIONARIO • 13 items a risposta chiusa • 6 items a risposta aperta • 349 questionari raccolti, 14,5% dei lavoratori • 227 questionari validi, 10% dei lavoratori F. Giardina, Siracusa 2009 10 lieve sofferenza psichica n e r v o s i s m o mai qualche volta spesso 0 20 40 60 disturbi del sonno F. Giardina, Siracusa 2009 11 "sono stanco della vita" NO 68% OGNI TANTO NON RISPONDE 2% 2% SI F. Giardina, Siracusa 2009 28% 12 litigio nell'ultimo anno NO SI 83% 17% F. Giardina, Siracusa 2009 13 opinione sul proprio lavoro utile 57% indispensabile normale 24% 2% banale 14% 3% inutile F. Giardina, Siracusa 2009 14 distribuzione delle opinioni sul proprio lavoro per titolo di studio 40 30 20 10 0 indispensabile utile elementare normale banale media diploma F. Giardina, Siracusa 2009 inutile laurea 15 ACCORDO INTERCONFEDERALE PER IL RECEPIMENTO DELL’ACCORDO QUADRO EUROPEO SULLO STRESS LAVORO-CORRELATO CONCLUSO L’8 OTTOBRE 2004 TRA UNICE/ UEAPME, CEEP E CES CONFINDUSTRIA, CONFAPI, CONFARTIGIANATO, CASARTIGIANI, CLAAI, CNA, CONFESERCENTI, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOPERATIV E, AGCI, CONFSERVIZI, CONFAGRICOLTURA, COLDIRETTI e CGIL, CISL, UIL F. Giardina, Siracusa 2009 16 Art. 3 - Descrizione dello stress e dello stress lavoro-correlato. 1. Lo stress è una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro. F. Giardina, Siracusa 2009 17 2. L’individuo è assolutamente in grado di sostenere una esposizione di breve durata alla tensione, che può essere considerata positiva, ma ha maggiori difficoltà a sostenere una esposizione prolungata ad una pressione intensa. Inoltre, individui diversi possono reagire differentemente a situazioni simili e lo stesso individuo può reagire diversamente di fronte a situazioni simili in momenti diversi della propria vita. F. Giardina, Siracusa 2009 18 3. Lo stress non è una malattia ma una situazione di prolungata tensione e può ridurre l’efficienza sul lavoro e può determinare un cattivo stato di salute. 4. Lo stress che ha origine fuori dall’ambito di lavoro può condurre a cambiamenti nel comportamento e ad una ridotta efficienza sul lavoro. Non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato. Lo stress lavoro-correlato può essere causato da fattori diversi come il contenuto del lavoro, l’eventuale inadeguatezza nella gestione dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro, carenze nella comunicazione, etc. F. Giardina, Siracusa 2009 19 Sintomi di stress da lavoro (art. 4) • • • • Alto assenteismo Elevata rotazione del personale Conflitti interpersonali Lamentele frequenti F. Giardina, Siracusa 2009 20 Fattori di rischio (art. 4) • Organizzazione e processi di lavoro (pianificazione dell’orario di lavoro, grado di autonomia, grado di coincidenze tra esigenze imposte e capacità/conoscenze dei lavoratori, carico di lavoro, ecc.) • Condizioni e ambienti di lavoro (esposizione a comportamento illecito, a rumore, al calore, a sostanze pericolose, ecc.) • Comunicazione (incertezza circa le aspettative sul lavoro, prospettive di occupazione, ecc.) • Fattori soggettivi (pressioni emotive e sociali, sensazioni di non poter far fronte alle situazioni, percezione di mancanza di aiuto, ecc.) F. Giardina, Siracusa 2009 21 D.Lgs 81/2008 • RLS - viene eletto direttamente dai lavoratori • Medico competente - procedura rigida di sorveglianza sanitaria • DVR - contempla anche stress lavoro correlato • Datore di lavoro - unico garante • Sanzioni - aumento indifferenziato F. Giardina, Siracusa 2009 22 Classificazione di rischi • Rischi di natura infortunistica (per la SICUREZZA) • Rischi di natura igienico-ambientale (per la SALUTE) • Rischi di tipo cosiddetto trasversale (per la SICUREZZA e la SALUTE) F. Giardina, Siracusa 2009 23 I rischi di tipo trasversale • Organizzazione del lavoro • Fattori psicologici • Fattori ergonomici • Condizioni di lavoro difficili F. Giardina, Siracusa 2009 24 D.Lgs 81/2008 - Sezione II VALUTAZIONE DEI RISCHI Art. 28. Oggetto della valutazione dei rischi • 1. La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi. F. Giardina, Siracusa 2009 25 LA QUALITÀ DELLA VITA LAVORATIVA organizzazione/ le regole condivise contesto/ ambiente relazioni interpersonali F. Giardina, Siracusa 2009 26 L’ORGANIZZAZIONE F. Giardina, Siracusa 2009 27 F. Giardina, Siracusa 2009 28 IL GRUPPO VOLKSWAGEN • Il gruppo Volkswagen è uno dei maggiori produttori di auto nel mondo e il primo per dimensioni in Europa. La “casa madre” ha la sede principale a Wolfsburg con sei stabilimenti (Wolfsburg, Hannover, Braunschweig, Emden, Salzgitter in Bassa Sassonia, e Kassel in Assia). • La Volkswagen ha acquisito numerosi e importanti marchi di case automobilistiche storiche in Germania e in altri paesi. La gestione del gruppo è articolata in due “divisioni” con autonome responsabilità che portano il nome dei due marchi storici tedeschi: Volkswagen, che raggruppa i marchi Volkswagen, Skoda, Bentley e Bugatti; Audi, che raggruppa i marchi Audi, Seat e Lamborghini. • Gli occupati in tutto il gruppo a livello mondiale sono circa 335.000, di cui quasi 100.000 impiegati (quasi il 30%). In Germania gli occupati sono 174.000. La “casa madre” Volkswagen AG” occupa circa 103.800 lavoratori, di cui 26.800 impiegati (poco più del 25%). F. Giardina, Siracusa 2009 29 IL “CONTRATTO DI SOSTENIBILITÀ” • • • • • Flessibilità e orario. L’oscillazione nel sistema di “conto del tempo” (della banca delle ore) deve salire dalle attuali 200 a 400 ore. Le maggiorazioni per lo straordinario devono applicarsi a partire dalla 40 e non dalle 35 ore settimanali. L’orario di lavoro dovrà essere diverso a seconda dell’età: più lungo per i più giovani, più breve per i più anziani. Viene proposta la possibilità di trasformare le maggiorazioni per gli straordinari in “buoni tempo” da utilizzare nel corso della vita lavorativa in funzione della pensione. Andranno ridefiniti i criteri per la presenza: l’idea è di non calcolare più nella presenza pause e tempi per la comunicazione. Inoltre impresa e lavoratori si dovranno dividere i costi della qualificazione. La possibilità di allungare il tempo di lavoro si affaccia con un’altra trovata, quella del “co-investimento”, finalizzata a incentivare la concorrenza interna tra stabilimenti. Lo stabilimento che si candida a concorrere per la produzione, ad esempio, di un nuovo modello potrà migliorare le proprie chances allungando temporaneamente l’orario di lavoro. F. Giardina, Siracusa 2009 30 IL CONTESTO L’AMBIENTE F. Giardina, Siracusa 2009 31 F. Giardina, Siracusa 2009 32 F. Giardina, Siracusa 2009 33 • l'aria è respirabile, fresca, anche se fuori c'è un sole da ustioni: condizionamento d'aria, ma anche effetto della parete-serra esterna che respinge il calore d'estate e lo immagazzina d'inverno. • Bio-architettura, rumori attutiti, anche quello visivo: domina il grigio-argento con tocchi di rosso vivo, e poi il verde: visibile attraverso le grandi vetrate, ma anche dentro, nelle due oasi che ospitano salette per riunioni di reparto, e che hanno una funzione forse più psicologica che ecologica. • Appartate, le salette relax: bar automatico, semi-sedili (per appoggiarsi, non proprio sedersi: il relax va bene, ma l'ozio in fabbrica è sempre tabù) e un computer per cercare notizie sulle corse, o iscriversi a un corso di lingue o informatica del learning center interno, o prenotare il programma di fitness, o magari giocare al Nostro Grand Prix, concorso a premi per i migliori suggerimenti di innovazione produttiva (La Repubblica, 2002) F. Giardina, Siracusa 2009 34 LE RELAZIONI F. Giardina, Siracusa 2009 35 • L'azienda Della Valle Tod's è stata fondata nei primi anni del 1900, quando il nonno di Diego Della Valle, Filippo, creò una piccola fabbrica di scarpe. Il passaggio da azienda familiare ad azienda industriale avviene a fine anni 70, con l'ingresso in azienda di Diego Della Valle, e l'inizio del processo di progressivo sviluppo dell'attività F. Giardina, Siracusa 2009 36 La società marchigiana è tra i principali player nella produzione e commercializzazione di calzature e pelletteria di lusso, con circa 2.200 dipendenti L'elevata qualità dei prodotti è garantita dalla forte componente manuale che caratterizza tutte le fasi della filiera produttiva: ogni prodotto viene eseguito a mano, con tecniche di alto artigianato, per diventare, dopo numerosi passaggi e controlli, un oggetto esclusivo e riconoscibile. F. Giardina, Siracusa 2009 37 Lo stress da lavoro “è l’insieme delle risposte psichiche e fisiche di allarme che occorrono quando le richieste da parte del lavoro non corrispondono alle capacità, alle risorse o alle necessità del lavoratore” (NIOSH – National Institute for Occupational Safety and Health, 1999) F. Giardina, Siracusa 2009 38 Il modello di Karasek (1990) • una condizione di disequilibrio sul posto di lavoro dipenderebbe dal rapporto tra “domanda”, ovvero l’impegno fisico e psicologico richiesti dal compito svolto, e il “controllo” rappresentato dalla capacità dell’individuo, dal livello discrezionale che esercita nello svolgere il suo lavoro F. Giardina, Siracusa 2009 39 Il modello di Caplan (1979) • persona e ambiente dipendenti tra loro. Secondo Caplan più la percezione dell’ambiente corrisponde all’ambiente oggettivo più il soggetto esprime un adeguato contatto con la realtà. F. Giardina, Siracusa 2009 40 La stima del rischio • indicatori di manifestazione: assenteismo, disimpegno ed alcuni comportamenti disfunzionali sintomatici di malessere, quali la conflittualità relazionale, le lamentele verso i superiori, l’aumento degli infortuni • indicatori di rischio: caratteristiche organizzative e dell’ambiente di lavoro F. Giardina, Siracusa 2009 41 Danno Basso Probabilità Bassa Medio 1 Alto 2 Grave 3 5 Media Alta 4 Grave F. Giardina, Siracusa 2009 42 QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE PRELIMINARE DEI FATTORI CHE POSSONO DETERMINARE ESPOSIZIONE A RISCHIO DI STRESS LAVORO CORRELATO 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) dati relativi al manager aziendale settore di attività produttiva dell’azienda (agricoltura, industria, servizi), rilevamento delle unità organizzative, numero di dipendenti, suddivisione per genere ed all’età media dei lavoratori indicatori di manifestazione di stress a livello aziendale, quali alto tasso di assenteismo, elevata rotazione del personale e disimpegno dell’adeguatezza della gestione dell’organizzazione e dei processi di lavoro: disciplina dell’orario di lavoro, grado di autonomia, corrispondenza tra le competenze di lavoratori ed i requisiti professionali richiesti, monotonia e ripetitività del lavoro svolto, carico di lavoro ecc… aspetti sociali e relazionali del lavoro problemi di comunicazione contesto ambientale lavorativo F. Giardina, Siracusa 2009 43 QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO SOGGETTIVO DI STRESS LAVORO CORRELATO • Indicazioni socio-anagrafiche dell’intervistato - Posizione lavorativa • Percezione soggettiva del proprio lavoro • Relazioni con i colleghi e con i superiori • Indicatori emozionali, cognitivi e comportamentali / capacità di coping • Indicatori psicosomatici • Piano privato F. Giardina, Siracusa 2009 44 La scala Likert • è una tecnica per la misura dell‘’atteggiamento e consiste principalmente nel mettere a punto un certo numero di affermazioni che esprimono un atteggiamento positivo e negativo rispetto ad uno specifico oggetto. La somma di tali giudizi tenderà a delineare in modo ragionevolmente preciso l'atteggiamento del soggetto nei confronti dell'oggetto. • Per ogni item si presenta una scala di accordo/disaccordo in 5 livelli e si chiede al soggetto di indicare il suo grado di accordo o disaccordo con quanto espresso dall'affermazione. F. Giardina, Siracusa 2009 45 Modalità di intervento • Conoscenza del territorio (abitudini, stili di vita, ecc.) • Professionalità mirata (psicologo) • Richieste chiare da parte del committente • Strumenti di indagine e diagnosi semplici, focalizzati al problema e condivisi • Verifiche periodiche F. Giardina, Siracusa 2009 46 L’andamento territoriale (2001 – 2005): Infortuni denunciati (tutte le attività) 85.079 2.768 172.373 33.286 29.637 81.876 2.799 168.391 33.160 28.150 79.117 2.682 164.137 32.898 29.738 77.973 2.899 161.823 31.762 30.332 75.650 2.666 158.977 30.293 30.201 Var. % 2005/2001 -11,08 -3,7 -7,8 -9,0 +1,9 16.440 13.197 15.364 12.786 16.634 13.104 17.310 13.022 17.368 12.833 +5,6 -2,8 Veneto Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna 133.119 32.391 141.055 79.573 21.815 39.932 58.123 24.255 5.049 37.891 49.472 8.662 14.751 35.914 18.234 126.491 31.350 139.639 78.367 21.289 38.831 56.767 24.038 4.645 34.425 47.143 7.789 15.003 34.572 17.930 123.208 30.893 138.094 77.113 20.564 37.616 58.390 24.377 4.633 34.891 44.700 7.275 14.454 34.079 18.335 120.818 29.590 138.865 75.362 20.463 35.756 58.278 24.009 4.374 34.523 44.932 7.055 14.527 34.548 18.840 113.896 28.095 135.525 73.180 19.531 34.522 57.964 24.187 4.361 33.233 43.291 6.880 14.791 33.796 18.917 -14,4 -13,3 -3,9 -8,0 -10,5 -13,5 -0,3 -0,3 -13,6 -12,3 -12,5 -20,6 +0,3 -5,9 +3,7 Nord - Ovest Nord - Est Centro Sud Isole 293.506 336.202 199.443 140.080 54.148 286.226 325.630 195.254 133.043 52.502 278.834 321.933 193.683 130.330 52.414 274.457 319.605 189.859 129.420 53.388 267.586 307.717 185.197 126.743 52.713 -8,8 -8,5 -7,1 -9,5 -2,7 1.023.379 992.655 977.194 966.729 939.956 -8,2 Regione Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Liguria Trentino Alto Adige Bolzano - Bozen Trento ITALIA 2001 2002 2003 2004 F. Giardina, Siracusa 2009 2005 47 L’andamento territoriale (2001 – 2005): Infortuni mortali (tutte le attività) Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Liguria Trentino Alto Adige 128 3 296 37 34 143 4 232 33 37 121 4 240 23 32 111 5 216 38 26 92 2 188 39 18 Var. % 2005/2001 -28,1 -33,3 -36,5 +5,4 -47,1 Veneto Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna 118 40 171 122 32 64 104 41 17 96 82 23 40 77 21 137 32 178 96 29 44 101 50 13 77 88 10 44 85 45 148 37 151 108 30 61 98 46 14 72 72 21 44 82 45 114 26 129 101 38 39 121 34 16 75 73 8 45 79 34 100 25 138 84 26 40 113 35 13 83 88 15 41 86 29 -15,3 -37,5 -19,3 -31,1 -18,8 -37,5 +8,7 -14,6 -23,5 -13,5 +7,3 -34,8 +2,5 +11,7 +38,1 Nord - Ovest Nord - Est Centro Sud Isole 464 363 322 299 98 412 384 270 282 130 388 368 297 269 127 370 295 299 251 113 321 281 263 275 115 -30,8 -22,6 -18,3 -8,0 17,3 1.546 1.478 1.449 1.328 1.255 -18,8 Regione Bolzano - Bozen Trento ITALIA 2001 23 11 2002 18 19 2003 2004 18 14 15 11 F. Giardina, Siracusa 2009 2005 11 7 -52,2 -36,4 48 Gli indicatori strutturali di rischio territoriale REGIONE Indice di frequenza (*) Inabilità Inabilità Morte Temporanea Permanente Totale Numero indice (base: ITALIA=100) Umbria Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Marche Puglia Abruzzo Liguria Veneto 46,30 44,08 44,20 40,53 39,69 39,57 39,09 38,69 2,40 1,78 1,65 1,84 2,05 2,07 2,02 1,53 0,09 0,07 0,05 0,08 0,10 0,08 0,05 0,06 48,79 45,93 45,91 42,45 41,84 41,72 41,17 40,27 Basilicata 36,99 2,37 0,11 39,47 Toscana 35,26 1,87 0,06 37,19 143,9 135,4 135,4 125,2 123,4 123,0 121,4 118,8 117,8 116,4 111,9 109,7 ITALIA 32,34 1,51 0,07 33,91 100,0 31,09 31,31 30,18 27,70 28,52 27,35 24,11 21,46 21,21 2,31 1,83 1,95 2,36 1,09 1,06 1,94 1,76 1,23 0,06 0,05 0,15 0,10 0,06 0,06 0,09 0,09 0,05 33,47 33,19 32,28 30,15 29,67 28,47 26,14 23,31 22,49 98,7 97,9 95,2 88,9 87,5 84,0 77,1 68,7 66,3 Trento Bolzano - Bozen Sardegna Valle d'Aosta Molise Calabria Piemonte Lombardia Sicilia Campania Lazio 38,53 36,35 1,38 1,54 0,05 0,06 39,96 37,95 (*) Infortuni indennizzati per mille addetti/anno INAIL, esclusi i casi in itinere. Media ultimo triennio consolidato. La graduatoria è ordinata rispetto all’indice totale. F. Giardina, Siracusa 2009 49 Personale a tempo determinato e indeterminato in servizio nelle pubbliche amministrazioni comparto 280.704 276.217 274.220 1999-2000 variaz. % -0,7 44.758 43.221 43.776 1,3 Scuola 993.956 998.155 1.130.541 13,3 Corpi di Polizia 334.243 339.651 333.571 -1,8 Forze armate 291.179 267.942 248.768 -7,2 Magistratura 9.875 10.236 10.072 -1,6 913 934 960 2,8 1.696 1.644 1.617 -1,6 Enti pubblici non economici 63.248 65.360 65.672 0,5 Istituzioni e Enti di Ricerca 18.311 18.207 18.547 1,9 Università 110.611 110.572 112.322 1,6 Regioni e autonomie locali 765.257 767.081 672.516 -12,3 Servizio Sanitario Nazionale 682.023 689.692 704.010 2,1 5.661 5.553 5.501 0,9 3.602.435 3.594.465 3.517.097 -2,2 Ministeri Aziende autonome Carriera diplomatica Carriera prefettizia Segretari Comunali e Prov. TOTALE 1998 1999 F. Giardina, Siracusa 2009 2000 50 demotivazione incompetenza emarginazione demotivazione F. Giardina, Siracusa 2009 51 mobbing questo termine è stato coniato agli inizi degli anni settanta dall‘etologo Konrad Lorenz per descrivere un particolare comportamento di alcune specie animali che circondano un proprio simile e lo assalgono rumorosamente in gruppo al fine di allontanarlo dal branco (ad esempio, gruppi di uccelli di piccola taglia che assieme assillano un rapace che rappresenta per loro una minaccia). F. Giardina, Siracusa 2009 52 La parola inglese "mobbing" viene dal latino "mobile vulgus", che significa appunto "il movimento della gentaglia“, conflitto sociale senza capi. F. Giardina, Siracusa 2009 53 • Il primo a parlare di mobbing quale condizione di persecuzione e violenza psicologica nell'ambiente di lavoro è stato alla fine degli anni '80 lo psicologo svedese Heinz Leymann che lo definiva come una comunicazione ostile e non etica, diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo che è progressivamente spinto in una posizione in cui è privo di appoggio e di difesa e lì relegato per mezzo di ripetute e protratte attività mobbizzanti. F. Giardina, Siracusa 2009 54 Il mobbing è causa di cefalea, annebbiamenti della vista, tremore, tachicardia, sudorazione fredda, gastrite, dermatosi e viene somatizzato un po in tutto il corpo. Le conseguenze maggiori sono disturbi della socialità, abbassamento dell’autostima, depressione, isolamento sociale e, suicidio in un numero non trascurabile di casi. in quello umano, classificano come mobbing. F. Giardina, Siracusa 2009 55 “Il mobbing sul posto di lavoro” Parlamento Europeo, risoluzione del 20/09/2001 inefficienza precarietà F. Giardina, Siracusa 2009 56 • Il modello investigativo per l’identificazione del mobbing si basa sul colloquio clinico e sull’elaborazione del questionario “LIPT Ege”, che approfondisce sette parametri fondamentali. F. Giardina, Siracusa 2009 57 1) L’ambiente lavorativo 2) La frequenza 3) La durata 4) Il tipo di azioni 5) Il dislivello tra gli antagonisti 6) L’andamento secondo fasi successive 7) L’intento persecutorio F. Giardina, Siracusa 2009 58 Per prevenire è opportuno dotarsi di un regolamento, diretto a tutelare qualsiasi lavoratrice e lavoratore da atti e comportamenti ostili, perpetrati nell'ambito dei rapporti di lavoro, che assumono le caratteristiche • della violenza morale, • della persecuzione psicologica • della violenza fisica, comprese le molestie sessuali. F. Giardina, Siracusa 2009 59 Il burnout o sindrome da burnout è l'esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto (helping profession), qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere F. Giardina, Siracusa 2009 60 Ne consegue che, se non opportunamente trattate, questi soggetti cominciano a sviluppare un lento processo di "logoramento" o "decadenza" psicofisica dovuta alla mancanza di energie e di capacità per sostenere e scaricare lo stress accumulato. Letteralmente burnout significa proprio "bruciarsi". F. Giardina, Siracusa 2009 61 Lo stress è una sindrome di adattamento a degli stressor (sollecitazioni). Può essere fisiologica, cioè coerente con l’impegno fisico e mentale del soggetto, ma può avere anche dei risvolti patologici F. Giardina, Siracusa 2009 62 Una risposta maladattativa a un evento stressante può determinare l'insorgenza di un quadro patologico. La maladattatività può risultare di interesse clinico qualora consista in sintomi emotivi o comportamentali tali da causare sofferenza soggettiva e una significativa compromissione nel funzionamento sociale e lavorativo del soggetto. F. Giardina, Siracusa 2009 63 Le caratteristiche di fragilità o rigidità del soggetto giocano un ruolo importante nel momento in cui egli deve produrre strategie per rispondere in modo adeguato a una modificazione dell'ambiente. F. Giardina, Siracusa 2009 64