CONFINDUSTRIA SIRACUSA
STRESS LAVORO CORRELATO
dott. Fulvio Giardina
psicologo – psicoterapeuta
Presidente Ordine Psicologi Sicilia
R.S.P.P. A.S.L. 8 - Siracusa
([email protected])
in collaborazione con
Dott.ssa Alessia Magnano
psicologo
F. Giardina, Siracusa 2009
1
Gli infortuni mortali sul lavoro dagli anni '50 al 2006
5000
4418
4500
4644
quantità
4000 3511
3500
3594
3000
2500
1919
1941
2000
1500
1549
1261
1481
1449
1328
1280
1250
1000
500
0
1951 - 1961 - 1963 - 1971 - 1981 - 1991 - 1994 - 2001 - 2002 - 2003 - 2004 - 2005 - 2006
F. Giardina, Siracusa 2009
2
L’andamento degli infortuni mortali
(2001 – 2006)
Ramo di attività /
Tipologia infortunio
Agricoltura
2001
2002
159
variazione % su anno 2001
Industria
Servizi
variazione % su anno 2001
TUTTE LE ATTIVITA'
765
variazione % su anno 2001
In itinere
variazione % su anno 2001
5,0
724
-
-5,4
2004
129
-18,9
765
-0,1
2006 (*)
2005
134
125
-15,7
-21,4
662
594
610
-13,5
-22,4
-20,3
175
10,1
587
555
491
527
515
-
-5,6
1.478
-10,7
1.449
-21,0
1.328
-15,2
1.255
-17,1
1.250
-
-4,4
-6,3
-14,1
-18,8
-19,1
984
985
622
1.546
variazione % su anno 2001
In occasione di lavoro
167
-
variazione % su anno 2001
2003
1.248
1.082
1.091
1.028
-
-13,3
-12,6
-17,6
-21,2
-21,1
298
396
358
300
271
265
-
32,9
20,1
0,7
-9,1
-11,1
F. Giardina, Siracusa 2009
3
L’andamento degli infortuni
sul lavoro (2001 – 2006)
• Gli infortuni denunciati
Ramo di attività
(classificazione ISTAT)
Agricoltura
2001
80.532
2002
2003
2004
2005
73.515
71.379
69.263
66.400
2006 (*)
63.600
variazione % su anno precedente
-
-8,7
-2,9
-3,0
-4,1
-4,2
variazione % su anno 2001
-
-8,7
-11,4
-14,0
-17,5
-21,0
Industria
501.701
468.882
456.333
439.255
417.229
406.400
variazione % su anno precedente
-
-6,5
-2,7
-3,7
-5,0
-2,6
variazione % su anno 2001
-
-6,5
-9,0
-12,4
-16,8
-19,0
Servizi
441.146
450.258
449.482
458.211
456.327
465.500
variazione % su anno precedente
-
2,1
-0,2
1,9
-0,4
2,0
variazione % su anno 2001
-
2,1
1,9
3,9
3,4
5,5
TUTTE LE ATTIVITA'
1.023.379
992.655
977.194
966.729
939.956
935.500
variazione % su anno precedente
-
-3,0
-1,6
-1,1
-2,8
-0,5
variazione % su anno 2001
-
-3,0
-4,5
-5,5
-8,2
-8,6
F. Giardina, Siracusa 2009
4
Lo STRESS
"le emozioni, gli sforzi troppo violenti
e le febbri alte producono un rapido
aumento dei battiti cardiaci. Questo
rapido cambio può provocare effetti
che persistono per giorni o settimane".
(William Osler, 1892)
F. Giardina, Siracusa 2009
5
In Europa
circa un lavoratore su tre
(in tutto oltre 40 milioni di persone)
dichiara di soffrire di stress sul lavoro e si
calcola che lo stress sia causa di più del
50% dei giorni lavorativi persi
nell’Unione europea.
F. Giardina, Siracusa 2009
6
• In Italia, dove lo stress è risultato il
sintomo sanitario più comune associato al
lavoro (27%) rispetto alla media europea
(22%), un lavoratore italiano su due (51%)
godrebbe di sostegno e assistenza da parte
dei colleghi rispetto ai due lavoratori su tre
(67%) in Europa.
• Per ciò che concerne l’assistenza di un
superiore gerarchico soltanto il 34%
rispetto al 56% per l’UE-25.
F. Giardina, Siracusa 2009
7
• In Italia si registrano livelli bassi di
lavoro in gruppo: solo quattro
lavoratori italiani su dieci (39%)
riferiscono che il loro lavoro comporta
una costante collaborazione di gruppo,
rispetto ad una media di oltre cinque
lavoratori su dieci (55%) nei rimanenti
paesi dell’Unione europea a 25.
F. Giardina, Siracusa 2009
8
ISPSEL
Work Health Promotion
• Decalogo della Sicilia per l’Attuazione
della promozione della Salute nei luoghi
di lavoro (WHP) nei paesi del Sud Europa
(Siracusa 5 - 7 Aprile 2001)
• Raccomandazione 5: produrre strumenti
per promuovere la salute che siano
specifici, facili da usare, semplici e di
basso costo
F. Giardina, Siracusa 2009
9
La qualita’ della vita lavorativa:
analisi di una indagine conoscitiva tra i
dipendenti di una azienda sanitaria
• QUESTIONARIO
• 13 items a risposta
chiusa
• 6 items a risposta aperta
• 349 questionari raccolti,
14,5% dei lavoratori
• 227 questionari validi,
10% dei lavoratori
F. Giardina, Siracusa 2009
10
lieve sofferenza psichica
n
e
r
v
o
s
i
s
m
o
mai
qualche
volta
spesso
0
20
40
60
disturbi del sonno
F. Giardina, Siracusa 2009
11
"sono stanco della vita"
NO
68%
OGNI TANTO
NON RISPONDE 2%
2% SI
F. Giardina, Siracusa 2009
28%
12
litigio nell'ultimo anno
NO
SI
83%
17%
F. Giardina, Siracusa 2009
13
opinione sul proprio lavoro
utile
57%
indispensabile
normale
24%
2%
banale
14%
3%
inutile
F. Giardina, Siracusa 2009
14
distribuzione delle opinioni sul proprio
lavoro per titolo di studio
40
30
20
10
0
indispensabile
utile
elementare
normale
banale
media
diploma
F. Giardina, Siracusa 2009
inutile
laurea
15
ACCORDO INTERCONFEDERALE
PER IL RECEPIMENTO DELL’ACCORDO QUADRO EUROPEO
SULLO STRESS LAVORO-CORRELATO
CONCLUSO L’8 OTTOBRE 2004
TRA UNICE/ UEAPME, CEEP E CES
CONFINDUSTRIA, CONFAPI,
CONFARTIGIANATO, CASARTIGIANI,
CLAAI, CNA, CONFESERCENTI,
CONFCOOPERATIVE, LEGACOOPERATIV
E, AGCI, CONFSERVIZI,
CONFAGRICOLTURA, COLDIRETTI
e
CGIL, CISL, UIL
F. Giardina, Siracusa 2009
16
Art. 3 - Descrizione dello stress e dello stress
lavoro-correlato.
1. Lo stress è una condizione che può
essere accompagnata da disturbi o
disfunzioni di natura fisica, psicologica
o sociale ed è conseguenza del fatto che
taluni individui non si sentono in grado
di corrispondere alle richieste o alle
aspettative riposte in loro.
F. Giardina, Siracusa 2009
17
2. L’individuo è assolutamente in grado
di sostenere una esposizione di breve
durata alla tensione, che può essere
considerata positiva, ma ha maggiori
difficoltà a sostenere una esposizione
prolungata ad una pressione intensa.
Inoltre, individui diversi possono reagire
differentemente a situazioni simili e lo
stesso individuo può reagire
diversamente di fronte a situazioni simili
in momenti diversi della propria vita.
F. Giardina, Siracusa 2009
18
3. Lo stress non è una malattia ma una situazione di
prolungata tensione e può ridurre l’efficienza sul
lavoro e può determinare un cattivo stato di salute.
4. Lo stress che ha origine fuori dall’ambito di
lavoro può condurre a cambiamenti nel
comportamento e ad una ridotta efficienza sul
lavoro. Non tutte le manifestazioni di stress sul
lavoro possono essere considerate come stress
lavoro-correlato. Lo stress lavoro-correlato può
essere causato da fattori diversi come il contenuto
del lavoro, l’eventuale inadeguatezza nella gestione
dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di
lavoro, carenze nella comunicazione, etc.
F. Giardina, Siracusa 2009
19
Sintomi di stress da lavoro (art. 4)
•
•
•
•
Alto assenteismo
Elevata rotazione del personale
Conflitti interpersonali
Lamentele frequenti
F. Giardina, Siracusa 2009
20
Fattori di rischio (art. 4)
• Organizzazione e processi di lavoro
(pianificazione dell’orario di lavoro, grado di
autonomia, grado di coincidenze tra esigenze
imposte e capacità/conoscenze dei lavoratori,
carico di lavoro, ecc.)
• Condizioni e ambienti di lavoro (esposizione a
comportamento illecito, a rumore, al calore, a
sostanze pericolose, ecc.)
• Comunicazione (incertezza circa le aspettative sul
lavoro, prospettive di occupazione, ecc.)
• Fattori soggettivi (pressioni emotive e sociali,
sensazioni di non poter far fronte alle situazioni,
percezione di mancanza di aiuto, ecc.)
F. Giardina, Siracusa 2009
21
D.Lgs 81/2008
• RLS - viene eletto direttamente dai
lavoratori
• Medico competente - procedura rigida di
sorveglianza sanitaria
• DVR - contempla anche stress lavoro
correlato
• Datore di lavoro - unico garante
• Sanzioni - aumento indifferenziato
F. Giardina, Siracusa 2009
22
Classificazione di rischi
• Rischi di natura infortunistica (per la
SICUREZZA)
• Rischi di natura igienico-ambientale (per
la SALUTE)
• Rischi di tipo cosiddetto trasversale (per
la SICUREZZA e la SALUTE)
F. Giardina, Siracusa 2009
23
I rischi di tipo trasversale
• Organizzazione del lavoro
• Fattori psicologici
• Fattori ergonomici
• Condizioni di lavoro difficili
F. Giardina, Siracusa 2009
24
D.Lgs 81/2008 - Sezione II
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Art. 28.
Oggetto della valutazione dei rischi
• 1. La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera
a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle
sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella
sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i
rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi
compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a
rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo
stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo
europeo dell'8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le
lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto
previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151,
nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età,
alla provenienza da altri Paesi.
F. Giardina, Siracusa 2009
25
LA QUALITÀ DELLA VITA LAVORATIVA
organizzazione/
le regole condivise
contesto/
ambiente
relazioni
interpersonali
F. Giardina, Siracusa 2009
26
L’ORGANIZZAZIONE
F. Giardina, Siracusa 2009
27
F. Giardina, Siracusa 2009
28
IL GRUPPO VOLKSWAGEN
• Il gruppo Volkswagen è uno dei maggiori produttori di auto
nel mondo e il primo per dimensioni in Europa. La “casa
madre” ha la sede principale a Wolfsburg con sei
stabilimenti (Wolfsburg, Hannover, Braunschweig, Emden,
Salzgitter in Bassa Sassonia, e Kassel in Assia).
• La Volkswagen ha acquisito numerosi e importanti marchi
di case automobilistiche storiche in Germania e in altri
paesi. La gestione del gruppo è articolata in due “divisioni”
con autonome responsabilità che portano il nome dei due
marchi storici tedeschi: Volkswagen, che raggruppa i
marchi Volkswagen, Skoda, Bentley e Bugatti; Audi, che
raggruppa i marchi Audi, Seat e Lamborghini.
• Gli occupati in tutto il gruppo a livello mondiale sono circa
335.000, di cui quasi 100.000 impiegati (quasi il 30%). In
Germania gli occupati sono 174.000. La “casa madre”
Volkswagen AG” occupa circa 103.800 lavoratori, di cui
26.800 impiegati (poco più del 25%).
F. Giardina, Siracusa 2009
29
IL “CONTRATTO DI SOSTENIBILITÀ”
•
•
•
•
•
Flessibilità e orario. L’oscillazione nel sistema di “conto del tempo” (della
banca delle ore) deve salire dalle attuali 200 a 400 ore. Le maggiorazioni per
lo straordinario devono applicarsi a partire dalla 40 e non dalle 35 ore
settimanali.
L’orario di lavoro dovrà essere diverso a seconda dell’età: più lungo per i più
giovani, più breve per i più anziani.
Viene proposta la possibilità di trasformare le maggiorazioni per gli
straordinari in “buoni tempo” da utilizzare nel corso della vita lavorativa in
funzione della pensione.
Andranno ridefiniti i criteri per la presenza: l’idea è di non calcolare più nella
presenza pause e tempi per la comunicazione. Inoltre impresa e lavoratori si
dovranno dividere i costi della qualificazione.
La possibilità di allungare il tempo di lavoro si affaccia con un’altra trovata,
quella del “co-investimento”, finalizzata a incentivare la concorrenza interna
tra stabilimenti. Lo stabilimento che si candida a concorrere per la produzione,
ad esempio, di un nuovo modello potrà migliorare le proprie chances
allungando temporaneamente l’orario di lavoro.
F. Giardina, Siracusa 2009
30
IL CONTESTO
L’AMBIENTE
F. Giardina, Siracusa 2009
31
F. Giardina, Siracusa 2009
32
F. Giardina, Siracusa 2009
33
• l'aria è respirabile, fresca, anche se fuori c'è un sole da
ustioni: condizionamento d'aria, ma anche effetto della
parete-serra esterna che respinge il calore d'estate e lo
immagazzina d'inverno.
• Bio-architettura, rumori attutiti, anche quello visivo:
domina il grigio-argento con tocchi di rosso vivo, e poi il
verde: visibile attraverso le grandi vetrate, ma anche
dentro, nelle due oasi che ospitano salette per riunioni di
reparto, e che hanno una funzione forse più psicologica che
ecologica.
• Appartate, le salette relax: bar automatico, semi-sedili (per
appoggiarsi, non proprio sedersi: il relax va bene, ma l'ozio
in fabbrica è sempre tabù) e un computer per cercare
notizie sulle corse, o iscriversi a un corso di lingue o
informatica del learning center interno, o prenotare il
programma di fitness, o magari giocare al Nostro Grand
Prix, concorso a premi per i migliori suggerimenti di
innovazione produttiva (La Repubblica, 2002)
F. Giardina, Siracusa 2009
34
LE RELAZIONI
F. Giardina, Siracusa 2009
35
• L'azienda Della Valle Tod's è stata fondata nei
primi anni del 1900, quando il nonno di Diego
Della Valle, Filippo, creò una piccola fabbrica di
scarpe. Il passaggio da azienda familiare ad
azienda industriale avviene a fine anni 70, con
l'ingresso in azienda di Diego Della Valle, e
l'inizio del processo di progressivo sviluppo
dell'attività
F. Giardina, Siracusa 2009
36
La società marchigiana è tra i principali player
nella produzione e commercializzazione di
calzature e pelletteria di lusso, con circa 2.200
dipendenti L'elevata qualità dei prodotti è garantita
dalla forte componente manuale che caratterizza
tutte le fasi della filiera produttiva: ogni prodotto
viene eseguito a mano, con tecniche di alto
artigianato, per diventare, dopo numerosi passaggi
e controlli, un oggetto esclusivo e riconoscibile.
F. Giardina, Siracusa 2009
37
Lo stress da lavoro
“è l’insieme delle risposte psichiche e fisiche
di allarme che occorrono quando le richieste
da parte del lavoro non corrispondono alle
capacità, alle risorse o alle necessità del
lavoratore”
(NIOSH – National Institute for Occupational Safety
and Health, 1999)
F. Giardina, Siracusa 2009
38
Il modello di Karasek (1990)
• una condizione di disequilibrio sul posto di
lavoro dipenderebbe dal rapporto tra
“domanda”, ovvero l’impegno fisico e
psicologico richiesti dal compito svolto, e il
“controllo” rappresentato dalla capacità
dell’individuo, dal livello discrezionale che
esercita nello svolgere il suo lavoro
F. Giardina, Siracusa 2009
39
Il modello di Caplan (1979)
• persona e ambiente dipendenti tra loro.
Secondo Caplan più la percezione
dell’ambiente corrisponde all’ambiente
oggettivo più il soggetto esprime un
adeguato contatto con la realtà.
F. Giardina, Siracusa 2009
40
La stima del rischio
• indicatori di manifestazione: assenteismo,
disimpegno ed alcuni comportamenti
disfunzionali sintomatici di malessere, quali
la conflittualità relazionale, le lamentele
verso i superiori, l’aumento degli infortuni
• indicatori di rischio: caratteristiche
organizzative e dell’ambiente di lavoro
F. Giardina, Siracusa 2009
41
Danno
Basso
Probabilità
Bassa
Medio
1
Alto
2
Grave
3
5
Media
Alta
4
Grave
F. Giardina, Siracusa 2009
42
QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE PRELIMINARE DEI
FATTORI CHE POSSONO DETERMINARE ESPOSIZIONE A
RISCHIO DI STRESS LAVORO CORRELATO
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
dati relativi al manager aziendale
settore di attività produttiva dell’azienda (agricoltura, industria,
servizi), rilevamento delle unità organizzative, numero di dipendenti,
suddivisione per genere ed all’età media dei lavoratori
indicatori di manifestazione di stress a livello aziendale, quali alto
tasso di assenteismo, elevata rotazione del personale e disimpegno
dell’adeguatezza della gestione dell’organizzazione e dei processi di
lavoro: disciplina dell’orario di lavoro, grado di autonomia,
corrispondenza tra le competenze di lavoratori ed i requisiti
professionali richiesti, monotonia e ripetitività del lavoro svolto,
carico di lavoro ecc…
aspetti sociali e relazionali del lavoro
problemi di comunicazione
contesto ambientale lavorativo
F. Giardina, Siracusa 2009
43
QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE
DEL RISCHIO SOGGETTIVO DI STRESS
LAVORO CORRELATO
• Indicazioni socio-anagrafiche
dell’intervistato - Posizione lavorativa
• Percezione soggettiva del proprio lavoro
• Relazioni con i colleghi e con i superiori
• Indicatori emozionali, cognitivi e
comportamentali / capacità di coping
• Indicatori psicosomatici
• Piano privato
F. Giardina, Siracusa 2009
44
La scala Likert
• è una tecnica per la misura dell‘’atteggiamento e consiste
principalmente nel mettere a punto un certo numero di
affermazioni che esprimono un atteggiamento positivo e
negativo rispetto ad uno specifico oggetto. La somma di
tali giudizi tenderà a delineare in modo ragionevolmente
preciso l'atteggiamento del soggetto nei confronti
dell'oggetto.
• Per ogni item si presenta una scala di accordo/disaccordo
in 5 livelli e si chiede al soggetto di indicare il suo grado
di accordo o disaccordo con quanto espresso
dall'affermazione.
F. Giardina, Siracusa 2009
45
Modalità di intervento
• Conoscenza del territorio (abitudini, stili
di vita, ecc.)
• Professionalità mirata (psicologo)
• Richieste chiare da parte del committente
• Strumenti di indagine e diagnosi semplici,
focalizzati al problema e condivisi
• Verifiche periodiche
F. Giardina, Siracusa 2009
46
L’andamento territoriale (2001 – 2005): Infortuni denunciati
(tutte le attività)
85.079
2.768
172.373
33.286
29.637
81.876
2.799
168.391
33.160
28.150
79.117
2.682
164.137
32.898
29.738
77.973
2.899
161.823
31.762
30.332
75.650
2.666
158.977
30.293
30.201
Var. %
2005/2001
-11,08
-3,7
-7,8
-9,0
+1,9
16.440
13.197
15.364
12.786
16.634
13.104
17.310
13.022
17.368
12.833
+5,6
-2,8
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
133.119
32.391
141.055
79.573
21.815
39.932
58.123
24.255
5.049
37.891
49.472
8.662
14.751
35.914
18.234
126.491
31.350
139.639
78.367
21.289
38.831
56.767
24.038
4.645
34.425
47.143
7.789
15.003
34.572
17.930
123.208
30.893
138.094
77.113
20.564
37.616
58.390
24.377
4.633
34.891
44.700
7.275
14.454
34.079
18.335
120.818
29.590
138.865
75.362
20.463
35.756
58.278
24.009
4.374
34.523
44.932
7.055
14.527
34.548
18.840
113.896
28.095
135.525
73.180
19.531
34.522
57.964
24.187
4.361
33.233
43.291
6.880
14.791
33.796
18.917
-14,4
-13,3
-3,9
-8,0
-10,5
-13,5
-0,3
-0,3
-13,6
-12,3
-12,5
-20,6
+0,3
-5,9
+3,7
Nord - Ovest
Nord - Est
Centro
Sud
Isole
293.506
336.202
199.443
140.080
54.148
286.226
325.630
195.254
133.043
52.502
278.834
321.933
193.683
130.330
52.414
274.457
319.605
189.859
129.420
53.388
267.586
307.717
185.197
126.743
52.713
-8,8
-8,5
-7,1
-9,5
-2,7
1.023.379
992.655
977.194
966.729
939.956
-8,2
Regione
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Liguria
Trentino Alto Adige
Bolzano - Bozen
Trento
ITALIA
2001
2002
2003
2004
F. Giardina, Siracusa 2009
2005
47
L’andamento territoriale (2001 – 2005): Infortuni mortali
(tutte le attività)
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Liguria
Trentino Alto Adige
128
3
296
37
34
143
4
232
33
37
121
4
240
23
32
111
5
216
38
26
92
2
188
39
18
Var. %
2005/2001
-28,1
-33,3
-36,5
+5,4
-47,1
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
118
40
171
122
32
64
104
41
17
96
82
23
40
77
21
137
32
178
96
29
44
101
50
13
77
88
10
44
85
45
148
37
151
108
30
61
98
46
14
72
72
21
44
82
45
114
26
129
101
38
39
121
34
16
75
73
8
45
79
34
100
25
138
84
26
40
113
35
13
83
88
15
41
86
29
-15,3
-37,5
-19,3
-31,1
-18,8
-37,5
+8,7
-14,6
-23,5
-13,5
+7,3
-34,8
+2,5
+11,7
+38,1
Nord - Ovest
Nord - Est
Centro
Sud
Isole
464
363
322
299
98
412
384
270
282
130
388
368
297
269
127
370
295
299
251
113
321
281
263
275
115
-30,8
-22,6
-18,3
-8,0
17,3
1.546
1.478
1.449
1.328
1.255
-18,8
Regione
Bolzano - Bozen
Trento
ITALIA
2001
23
11
2002
18
19
2003
2004
18
14
15
11
F. Giardina, Siracusa 2009
2005
11
7
-52,2
-36,4
48
Gli indicatori strutturali di rischio territoriale
REGIONE
Indice di frequenza (*)
Inabilità
Inabilità
Morte
Temporanea
Permanente
Totale
Numero indice
(base:
ITALIA=100)
Umbria
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Marche
Puglia
Abruzzo
Liguria
Veneto
46,30
44,08
44,20
40,53
39,69
39,57
39,09
38,69
2,40
1,78
1,65
1,84
2,05
2,07
2,02
1,53
0,09
0,07
0,05
0,08
0,10
0,08
0,05
0,06
48,79
45,93
45,91
42,45
41,84
41,72
41,17
40,27
Basilicata
36,99
2,37
0,11
39,47
Toscana
35,26
1,87
0,06
37,19
143,9
135,4
135,4
125,2
123,4
123,0
121,4
118,8
117,8
116,4
111,9
109,7
ITALIA
32,34
1,51
0,07
33,91
100,0
31,09
31,31
30,18
27,70
28,52
27,35
24,11
21,46
21,21
2,31
1,83
1,95
2,36
1,09
1,06
1,94
1,76
1,23
0,06
0,05
0,15
0,10
0,06
0,06
0,09
0,09
0,05
33,47
33,19
32,28
30,15
29,67
28,47
26,14
23,31
22,49
98,7
97,9
95,2
88,9
87,5
84,0
77,1
68,7
66,3
Trento
Bolzano - Bozen
Sardegna
Valle d'Aosta
Molise
Calabria
Piemonte
Lombardia
Sicilia
Campania
Lazio
38,53
36,35
1,38
1,54
0,05
0,06
39,96
37,95
(*) Infortuni indennizzati per mille addetti/anno INAIL, esclusi i casi in itinere. Media ultimo
triennio consolidato.
La graduatoria è ordinata rispetto all’indice totale.
F. Giardina, Siracusa 2009
49
Personale a tempo determinato e indeterminato in servizio nelle pubbliche amministrazioni
comparto
280.704
276.217
274.220
1999-2000
variaz. %
-0,7
44.758
43.221
43.776
1,3
Scuola
993.956
998.155
1.130.541
13,3
Corpi di Polizia
334.243
339.651
333.571
-1,8
Forze armate
291.179
267.942
248.768
-7,2
Magistratura
9.875
10.236
10.072
-1,6
913
934
960
2,8
1.696
1.644
1.617
-1,6
Enti pubblici non economici
63.248
65.360
65.672
0,5
Istituzioni e Enti di Ricerca
18.311
18.207
18.547
1,9
Università
110.611
110.572
112.322
1,6
Regioni e autonomie locali
765.257
767.081
672.516
-12,3
Servizio Sanitario Nazionale
682.023
689.692
704.010
2,1
5.661
5.553
5.501
0,9
3.602.435
3.594.465
3.517.097
-2,2
Ministeri
Aziende autonome
Carriera diplomatica
Carriera prefettizia
Segretari Comunali e Prov.
TOTALE
1998
1999
F. Giardina, Siracusa 2009
2000
50
demotivazione
incompetenza
emarginazione
demotivazione
F. Giardina, Siracusa 2009
51
mobbing
questo termine è stato coniato agli inizi degli anni
settanta dall‘etologo Konrad Lorenz per
descrivere un particolare comportamento di
alcune specie animali che circondano un proprio
simile e lo assalgono rumorosamente in gruppo al
fine di allontanarlo dal branco (ad esempio,
gruppi di uccelli di piccola taglia che assieme
assillano un rapace che rappresenta per loro una
minaccia).
F. Giardina, Siracusa 2009
52
La parola inglese "mobbing" viene dal latino
"mobile vulgus", che significa appunto "il
movimento della gentaglia“, conflitto
sociale senza capi.
F. Giardina, Siracusa 2009
53
• Il primo a parlare di mobbing quale condizione di
persecuzione e violenza psicologica nell'ambiente
di lavoro è stato alla fine degli anni '80 lo
psicologo svedese Heinz Leymann che lo definiva
come una comunicazione ostile e non etica, diretta
in maniera sistematica da parte di uno o più
individui generalmente contro un singolo che è
progressivamente spinto in una posizione in cui è
privo di appoggio e di difesa e lì relegato per
mezzo di ripetute e protratte attività mobbizzanti.
F. Giardina, Siracusa 2009
54
Il mobbing è causa di cefalea,
annebbiamenti della vista, tremore,
tachicardia, sudorazione fredda, gastrite,
dermatosi e viene somatizzato un po in tutto
il corpo. Le conseguenze maggiori sono
disturbi della socialità, abbassamento
dell’autostima, depressione, isolamento
sociale e, suicidio in un numero non
trascurabile di casi. in quello umano,
classificano come mobbing.
F. Giardina, Siracusa 2009
55
“Il mobbing sul posto di lavoro”
Parlamento Europeo, risoluzione del 20/09/2001
inefficienza
precarietà
F. Giardina, Siracusa 2009
56
• Il modello investigativo per
l’identificazione del mobbing si basa sul
colloquio clinico e sull’elaborazione del
questionario “LIPT Ege”, che approfondisce
sette parametri fondamentali.
F. Giardina, Siracusa 2009
57
1) L’ambiente lavorativo
2) La frequenza
3) La durata
4) Il tipo di azioni
5) Il dislivello tra gli antagonisti
6) L’andamento secondo fasi successive
7) L’intento persecutorio
F. Giardina, Siracusa 2009
58
Per prevenire è opportuno dotarsi di un
regolamento, diretto a tutelare
qualsiasi lavoratrice e lavoratore da
atti e comportamenti ostili, perpetrati
nell'ambito dei rapporti di lavoro,
che assumono le caratteristiche
• della violenza morale,
• della persecuzione psicologica
• della violenza fisica, comprese le
molestie sessuali.
F. Giardina, Siracusa 2009
59
Il burnout o sindrome da burnout è l'esito
patologico di un processo stressogeno che
colpisce le persone che esercitano
professioni d’aiuto (helping profession),
qualora queste non rispondano in maniera
adeguata ai carichi eccessivi di stress che il
loro lavoro li porta ad assumere
F. Giardina, Siracusa 2009
60
Ne consegue che, se non opportunamente
trattate, questi soggetti cominciano a
sviluppare un lento processo di
"logoramento" o "decadenza" psicofisica
dovuta alla mancanza di energie e di
capacità per sostenere e scaricare lo stress
accumulato. Letteralmente burnout
significa proprio "bruciarsi".
F. Giardina, Siracusa 2009
61
Lo stress è una sindrome di adattamento a
degli stressor (sollecitazioni).
Può essere fisiologica, cioè coerente con
l’impegno fisico e mentale del soggetto, ma
può avere anche dei risvolti patologici
F. Giardina, Siracusa 2009
62
Una risposta maladattativa a un evento stressante
può determinare l'insorgenza di un quadro
patologico.
La maladattatività può risultare di interesse
clinico qualora consista in sintomi emotivi o
comportamentali tali da causare sofferenza
soggettiva e una significativa compromissione nel
funzionamento sociale e lavorativo del soggetto.
F. Giardina, Siracusa 2009
63
Le caratteristiche di fragilità o
rigidità del soggetto giocano un
ruolo importante nel momento in
cui egli deve produrre strategie per
rispondere in modo adeguato a una
modificazione dell'ambiente.
F. Giardina, Siracusa 2009
64
Scarica

la competenza dello psicologo per la sicurezza in ambito lavorativo