Attività fisica e salute - Agire
Riorientare i servizi sanitari
Bologna, 9 marzo 2010
Alba Carola Finarelli
Servizio Sanità pubblica - Regione Emilia-Romagna
Azioni per una vita in salute
I CONTENUTI
Livello di intervento
Assistenza clinica e miglioramento delle
capacità operative del SSN.
Migliorare le capacità del sistema sanitario di
utilizzare l’attività fisica e la sana alimentazione
come strumenti per la prevenzione delle malattie
croniche e per il recupero di livelli di salute
soddisfacenti.
MODELLI DI AZIONI
 Formazione degli operatori sanitari;
 Riorientamento dei Servizi di Medicina dello sport;
 Creazione di una rete di operatori sanitari;
 Costruzione di una rete di collaborazione tra operatori
sanitari e risorse del territorio.
Formazione degli operatori sanitari
 Diffondere cultura sulle evidenze scientifiche
disponibili
 Promuovere l’intervento attivo dei medici nel
consigliare/orientare/sostenere, documentando
esperienze efficaci
 Diffondere dati disponibili sulla pratica dell’attività
fisica
http://asr.regione.emiliaromagna.it/wcm/asr/collana_dossi
er/doss080/link/doss80.pdf
Quali occasioni per formare
• Convegni specifici
• Corsi per i Dipartimenti di Sanità
Pubblica/Prevenzione
• Corsi per operatori medicina sport
• Partecipazione a convegni/corsi su patologie
croniche (malattie cardio-vascolari, diabete,
tumori e screening oncologici)
• Corsi per MMG e PLS
• Iniziative formative per e con i medici competenti
……….Ma anche corsi per operatori dello sport
Quali dati a disposizione?
Persone di 3 anni e più che praticano sport, qualche
attività fisica e persone non praticanti in Italia - dati in
%
in modo
continuativo
17,8
Praticano sport
in modo
saltuario
8,8
10
19,8
26,6
29,8
35,3
Praticano qualche
attività fisica
28,6
37,8
41
Non praticano
0,4
0,6
Non indicato
0
Fonte: Indagini Multiscopo
“Aspetti della vita quotidiana”
10
20
2002
30
1995
40
50
Attività fisica e consigli degli operatori sanitari
(PASSI, 2005)
45%
44%
C o ns iglio ge ne ra le
12%
10%
T ipo , f re que nza , dura t a
10%
10%
C hie s t o a nda m e nt o
7%
7%
C o ns iglio c o m ple t o
0
Tutte le Asl
ER
10
20
30
%
40
50
Sorveglianza sulla diffusione dell’attività fisica
e per la valutazione del contributo del sistema
sanitario
• Adottare il sistema di sorveglianza PASSI da
parte di tutte le Aziende USL
• Favorire la conoscenza e la diffusione dei dati
• Utilizzare PASSI a supporto di tutti i programmi
sulle malattie croniche
Riorientamento dei servizi
 1 - Dentro il Dipartimento di Sanità pubblica/
Prevenzione
 2 - Nei Servizi di Medicina dello sport
 3 - Nel mondo dei clinici
Creazione di reti di operatori
1 - Nuova sanità pubblica
• Ridefinizione della “visione” dei Dipartimenti di
Sanità Pubblica:
 attenzione a tutti i determinanti di salute
 selezione delle priorità (Diffusione, Gravità,
Risolvibilità, Percezione)
 ricerca continua della qualità
 alleanze ed integrazione (la visione di sanità
pubblica nei processi assistenziali)
• Riorientamento delle attività dei DSP
2 - Riordino delle attività dei
Servizi di Medicina dello Sport
• Tutela sanitaria delle attività sportive
agonistiche e lotta al doping
• Promozione dell’attività fisica e tutela
sanitaria delle attività sportive non
agonistiche
Deliberazione della Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 775/2004
Promozione dell’attività fisica
due linee di intervento
1) Popolazione
generale
2) Gruppi di persone
affette da una
specifica patologia
Obiettivo 1) Promuovere la pratica dell’attività
fisica nella popolazione
Obiettivo 2) Promuovere l’incremento
dell’attività fisica in gruppi a rischio
Con quali strategie ?
 Creare la rete dei servizi sanitari che
promuovono e sostengono alla pratica
dell’attività fisica
 Rafforzare la rete delle opportunità
Creare la rete dei servizi sanitari a
sostegno alla pratica dell’attività fisica
Individuazione e valorizzazione delle Strutture pubbliche di
Medicina dello sport
Centri Pubblici Territoriali di Riferimento di Medicina dello sport in
ogni AUSL, relazioni con i Medici dello sport libero professionisti e i
Centri privati, e miglioramento relazioni con mondo sportivo
Creare la rete dei servizi sanitari a
sostegno alla pratica dell’attività fisica
Individuazione e valorizzazione delle Strutture pubbliche di
Medicina dello sport
Centri Pubblici Territoriali di Riferimento di Medicina dello sport in
ogni AUSL, relazioni con i Medici dello sport libero professionisti e i
Centri privati, e miglioramento relazioni con mondo sportivo
Rafforzamento del ruolo dell’associazionismo tra MMG e Pls
- per promuovere l’attività fisica,
- mantenere le motivazioni nel tempo,
favorendo anche la conoscenza delle opportunità diffuse sul territorio
 Rendere più facili percorsi che
possono favorire scelte salutari che si
mantengono nel tempo
creare
opportunità e alleanze
 Potenziare il contributo della Medicina
dello Sport alla
promozione dell’attività fisica
assistenza MMG e ruolo diretto
per patologie più impegnative
Deliberazione della Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 775/2004
8. Recupero funzionale di soggetti affetti da patologie che
possono beneficiare dell’esercizio fisico attraverso l’utilizzo
della “Sport-terapia”
Ha lo scopo di prevenire le malattie cronico-degenerative e di
favorire il recupero funzionale di soggetti affetti da “patologie
sensibili”. ……………..
Questa attività contempla la collaborazione con gli specialisti
di settore (cardiologi, angiologi, diabetologi, dietologi, ortopedici,
fisiatri, ecc.) per il recupero funzionale di soggetti affetti da
patologie che possono beneficiare dell’esercizio fisico. La
collaborazione con gli specialisti di settore deve portare
all’allestimento di programmi di allenamento personalizzati,
elaborando anche specifiche tabelle in relazione all’età e alla
patologia del soggetto da trattare e all’identificazione di strategie
per il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra. ………
Per quanto riguarda la funzione di cui al punto 8, occorrerà una
prima fase di sperimentazione su progetti specifici per valutarne
attentamente l'impatto.
Creare la rete dei servizi sanitari a
sostegno alla pratica dell’attività fisica
Individuazione e valorizzazione delle Strutture pubbliche di
Medicina dello sport
Centri Pubblici Territoriali di Riferimento di Medicina dello sport in
ogni AUSL, relazioni con i Medici dello sport libero professionisti e i
Centri privati, e miglioramento relazioni con mondo sportivo
Rafforzamento del ruolo dell’associazionismo tra MMG e Pls
- per promuovere l’attività fisica,
- mantenere le motivazioni nel tempo,
favorendo anche la conoscenza delle opportunità diffuse sul territorio
- selezionare pz con patologie che traggono beneficio da percorsi di
sport-terapia, per il sostegno dei quali è necessario seguire nel tempo
la “somministrazione” della stessa e monitorarne gli effetti sulla salute
con l’aiuto di personale preparato quale è il laureato in scienze
motorie.
3 - Sviluppare le attività e gli interventi delle strutture
di assistenza clinica del Sistema sanitario regionale
rivolti alla prevenzione primaria (valutare il ruolo dei determinanti individuali
di salute e contrastare i fattori di rischio) e secondaria/terziaria (prevenzione
delle recidive).
• Interventi gestionali e organizzativi:
–
–
–
–
integrazione e percorsi assistenziali,
assistenza specialistica e ospedaliera,
assistenza territoriale,
integrazione con soggetti esterni al sistema sanitario (attività fisica,
alimentazione)
• Interventi clinici:
– inquadramento e trattamento del paziente, follow-up,
– informazione/counselling al paziente.
Le strategie di intervento del Piano regionale
della Prevenzione
• Assistenza clinica e sviluppo delle possibilità
operative del Servizio Sanitario in tema di
prevenzione
• Rafforzamento delle motivazioni individuali per
adozione di stili di vita sani
• Interventi sui determinanti ambientali
Regione Emilia-Romagna
Piano Regionale Prevenzione 2005 – 2007 Prima parte
Premessa
Screening oncologici:
Progetti attivati e in corso
Progetto di attivazione di un programma di screening dei
tumori del colon-retto nella Regione Emilia-Romagna
Politiche vaccinali in Emilia-Romagna nel triennio 2005 - 2007
Progetto regionale per la diffusione della valutazione del rischio
cardiovascolare, attraverso l’uso della carta del rischio
cardiovascolare
Gestione integrata del diabete per la gestione delle
complicanze
Regione Emilia-Romagna
Piano Regionale Prevenzione 2006 – 2008- Seconda parte
La prevenzione della patologia indotta dall’ambiente costruito
La prevenzione delle recidive nelle persone che hanno già
avuto patologie cardiovascolari (infarti, insufficienza
coronarica)
sorveglianza e prevenzione dell’obesità
prevenzione degli incidenti stradali
prevenzione degli incidenti domestici
prevenzione degli infortuni sul lavoro
Un esempio
Progetto regionale per la
diffusione della valutazione del
rischio cardiovascolare,
attraverso l’uso della carta del
rischio cardiovascolare
CARTA DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE
donne diabetiche
rischio cardiovascolare a 10 anni
Come utilizzare la carta
•Posizionarsi nella zona fumatore / non fumatore
•Identificare il decennio di età
•Collocarsi sul livello corrispondente a pressione arteriosa
sistolica e colesterolemia
•Identificato il colore, leggere nella legenda a fianco il livello
di rischio
Obiettivo
 Rendere la carta del rischio CV uno
strumento utile e fruibile dal MMG nella pratica
clinica ambulatoriale, favorendo la valutazione
sistematica del rischio CV nei confronti della
popolazione adulta, per individuare i soggetti a
rischio
 Medicina d’iniziativa vs medicina d’attesa
Costruzione di una rete di collaborazione tra
operatori sanitari e risorse del territorio
 Rafforzare la rete delle opportunità
 Creazione di occasioni formali di confronto
Rafforzare la rete delle opportunità (1)
Il certificato di idoneità alla pratica sportiva non
agonistica per i giovani e disabili nei LEA
Deliberazione della Giunta Regionale n. 775 del 26 aprile
2004 “Riordino delle attività di medicina dello sport;
individuazione di ulteriori prestazioni nei Livelli Essenziali
di Assistenza garantiti dal Servizio sanitario regionale”
• Favorire la diffusione dell’abitudine alla pratica motoria e
sportiva nella popolazione, soprattutto giovanile
• incrementare la sicurezza sanitaria nello svolgimento delle
attività sportive
• rendere gratuita, per i soggetti minorenni e i disabili di ogni
età, le certificazioni di idoneità alla pratica sportiva NON
agonistica nei casi previsti dal DM 28 febbraio 1983 del
Ministero della Sanità
 Rendere più facili percorsi che
possono favorire scelte salutari che si
mantengono nel tempo, contrastando le
disuguaglianze nell’accesso
 Potenziare il contributo della Medicina
dello Sport
alla promozione dell’attività fisica
LA CERTIFICAZIONE DELL’IDONEITA’ ALLA ATTIVITA’
SPORTIVA NON AGONISTICA

Avviene in conformità a quanto previsto dal
D.M. 28.02.1983

Ha validità annuale

Attesta l’idoneità ad ogni tipo di attività sportiva
non agonistica

Lo strumento con cui viene certificata è il
“libretto sanitario dello sportivo”

È diventata gratuita, in Emilia-Romagna, per i
minori di anni 18 e per i disabili di ogni età, in
quanto inserita nei L.E.A. garantiti dal S.S.R. dal
1 settembre 2004
IL LIBRETTO SANITARIO DELLO SPORTIVO
 un unico documento che viene conservato

dall’interessato
la compilazione della relativa sezione costituisce
attestato di idoneità alla pratica sportiva non agonistica
 valida per qualunque attività sportiva non
agonistica ai sensi del D.M. 28.02.1983
 su di esso vengono registrate le visite annuali
 viene compilato dal medico curante (MMG,PLS) o, in
forma
di consulenza, dai servizi di Medicina dello sport delle AUSL
“concordare
percorsi mirati di valutazione e consulenza, attribuendo
“
un reale valore preventivo a questa pratica e superando l’abitudine a
rilasciare certificazioni in modo eccessivamente diffuso e
indiscriminato, con elevato costo economico complessivo a fronte di
una non proporzionale tutela sanitaria”
Assessorato Politiche per la Salute
Rafforzare la rete delle opportunità (2)
Sostegno a iniziative di promozione sportiva,
realizzate prevalentemente da Enti locali,
scuole, CONI, CIP, Enti di Promozione
sportiva, associazioni sportive, destinate a:
 stimolare i bambini e i genitori a sperimentare o
rinforzare una mobilità più attiva;
 educare a stili di vita attivi;
 aumentare le opportunità socio-aggregative
attraverso la pratica di attività fisiche di gruppo e
l’offerta di una pluralità di attività sportive
Nel 2008 e nel 2009 in Emilia-Romagna i finanziamenti a progetti di promozione motorio-sportiva
sono stati definiti congiuntamente dall’assessorato alla cultura, sport e progetto giovani e da
quello alle politiche per la salute (DGR 1247/2008 e 1205/2009) dando contributi di 480.000 Euro l’anno.
Creazione di occasioni formali di confronto
…..valorizzando il ruolo di programmazione degli
Enti locali per la promozione di stili di vita salutari
Partecipazione a Commissioni di valutazione di
progetti di promozione dell’attività fisica a
supporto delle Conferenze territoriali sociali e
sanitarie
Sperimentazione di forme di “accreditamento” di
percorsi e strutture sportive……
Inoltre……. interventi verso la popolazione
Innanzitutto occorre diffondere la cultura
dell’efficacia dell’attività fisica nel mantenimento
della salute
Su quali fasce di popolazione
concentrare l’attenzione?
•
•
•
•
giovani
anziani
negli ambienti di lavoro
popolazione complessiva
Indispensabile è la creazione di una
comunità educante che sostenga scelte
di salute
le Istituzioni
la Scuola
Enti e società che promuovono la pratica
dell’attività fisica
Ruolo degli Enti locali
ma anche i servizi sanitari possono e devono
avere un ruolo di promozione, orientamento e
sostegno alla pratica dell’attività fisica
Grazie per l’ascolto e l’attenzione!
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Riorientare i servizi sanitari - Azioni per una vita in salute