In riferimento alla Mozione 4.03 emendata e approvata in Consiglio Comunale l’11
febbraio 2014 in cui si premetteva che:
- era necessario e urgente riprendere l’attuazione del progetto originario “Canali”
nella sua organicità in assenza peraltro di un comitato scientifico che possa
valutare l’autorevolezza e la coerenza di iniziative che si collochino al di fuori di esso
e che, pur marginali, in assenza del progredire degli assi principali, producano un
effetto di snaturamento rispetto alla destinazione finale;
- gli eventuali aggiornamenti dovrebbero essere valutati da un comitato scientifico e
inserirsi in un percorso evolutivo, pur non privo di contraddizioni, che ha visto
lavorare tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute, dall’avvio del
trasferimento delle funzioni sanitarie a oggi;
- il modello gestionale in corso affidato a una posizione organizzativa ha carattere
temporaneo eccezionale legato all’assenza di un modello gestionale da individuare
al più presto;
- si tratta di un’anomalia l’assenza di un comitato Scientifico (fino al 1998 le attività
erano state organizzate dall’Amministrazione comunale attraverso un comitato
Permanente di alto profilo, poi era stata costituita l’Istituzione, dal 2008 al 2011 era
stato affidato a due dirigenti e dal 2011, in attesa della costituzione della
Fondazione, al dirigente della cultura);
CALENDARIO LAVORI DELLA COMMISSIONE CULTURA E SCUOLA NEL PERCORSO
DI APPROFONDIMENTO, STUDIO E ELABORAZIONE DI UN DOCUMENTO PER LA
REDAZIONE DI UN ATTO DI INDIRIZZO; PERCORSO PARTECIPATIVO
La Commissione Cultura e Scuola ha promosso e compiuto un percorso di studio e
approfondimento su progetti, scopi e forma di gestione del Complesso Museale Santa
Maria della Scala, informando e facendo partecipare tutta la cittadinanza, secondo il
seguente calendario, con una discussione priva di ombre e senza preconcetti volta a
individuare finalità, obiettivi, profili e modelli senza particolarismi.
Il percorso di studio della Commissione Cultura e Scuola non è stato rivolto
nostalgicamente al passato per recuperarne il ricordo, ma ha trovato nella ricostruzione
della memoria il modo per farsi carico della responsabilità delle scelte sino a oggi operate
valutandone gli effetti e rileggendo motivazioni e obiettivi nelle finalità dei progetti.
Con l’intento di definire in modo chiaro la finalità e conseguentemente declinare obiettivi,
occorre peraltro stabilire anche un piano transitorio sostenibile (non solo
economicamente ma in quanto funzionale e non lesivo del progetto complessivo), per
rendere vivo il Santa Maria non cominciando nuovamente dal restauro ma animandolo nel
pieno rispetto dell’identità, della vocazione, della finalità.
Al termine del percorso la commissione cultura e scuola ha redatto questa relazione,
corredata di documenti, con la finalità di costituire una indicazione fondamentale per
ribadire il valore del LUOGO Santa Maria della Scala inteso nella sua integrità
documentaria e culturale.
1
A. PRESA D’ATTO:
B. PERCORSO STORICO
1- I PROGETTI SCIENTIFICI
2- IL PROGETTO CANALI
3- LE POLITICHE INTRAPRESE PER IL COMPLESSO DEL SANTA MARIA DELLA
SCALA
C. RAPPORTO CON IL PROGETTO DI CANDIDATURA DI SIENA A CAPITALE DELLA
CULTURA 2019
D. PROSPETTIVE
1- ALTRE ESPERIENZE
2- COOPERAZIONE E COOPROGETTUALITA’, MANIFESTAZIONI DI INTERESSE
3- LA FORMA GIURIDICA
4- RAPPORTO CON ENTI, ISTITUZIONI E TERRITORIO
E. INIZIATIVE SPECIFICHE VOLTE A FAVORIRE LA PARTECIPAZIONE:
1- Tutte le commissioni, normalmente pubbliche, sono state convocate
pubblicizzando data e contenuti al fine di favorire l’informazione e l’ascolto;
2- I contenuti del dibattito di ciascuna seduta sono stati diffusi con specifici
comunicati stampa (in allegato);
3- La commissione, sempre rappresentata da presidente e vicepresidente, si è
messa a disposizioni nei pomeriggi del 13, 19 e 26 marzo, pubblicizzando le
date, per acquisire, in modo aperto e con libero accesso a tutti i cittadini,
indicazioni, proposte, osservazioni, progetti da parte dei cittadini. Tutti i
documenti consegnati e i contributi orali sono stati recepiti e riportati nei lavori
della commissione con specifica seduta;
4- 17/04/2014 è stato proiettato al Cinema Pendola, con ingresso libero e ampia
pubblicizzazione, un inedito realizzato montando parte del materiale filmato
durante le fasi di recupero del Complesso del Santa Maria “Santa Maria della
Scala: l’anima della città” (i filmati, realizzati dal Centro di documentazione
dell’Università degli Studi di Siena grazie a una convenzione che era stata fatta
con l’Istituzione, sono stati selezionati dai dipendenti comunali del Santa Maria
e montati a titolo gratuito dal Centro audiovisivi dell’Università per Stranieri di
Siena);
F. VALORIZZAZIONE PINACOTECA E TRASFERIMENTO NEL COMPLESSO DEL
SANTA MARIA DELLA SCALA:
1. 14/03/2014: Incontri informali del Presidente con l’Arcivescovo Buoncristiani
per le opere di proprietà della Curia e il museo Diocesano, con la
Soprintendente Arch. Emanuela Carpani e, 20/03/2014, il Soprintentente Dott.
Scalini;
2. 23/05/2014. Riattivazione tavolo interistituzionale per la costruzione del tavolo
tecnico di progetto (MIBACT, Regione Toscana, Direzione Regionale Beni
Culturali, SBAP e SBAE di Siena e Grosseto, Arcidiocesi, Provincia di Siena,
Comune di Siena).
2
SEDUTE COMMISSIONE CON RELATIVO ORDINE DEL GIORNO:
A
20/02/2014: odg: 1. Complesso Museale Santa Maria della Scala – Stato di consistenza
lavori di restauro e messa in sicurezza. Ipotesi urbanistiche di fruizione della piazza; 2.
Situazione e prospettive sui progetti e sulle risorse umane; 3. Bozza calendario lavori
della Commissione cultura;
10/04/2014: odg: 1. Sopralluogo conoscitivo nel Complesso Museale del santa Maria
della Scala (Enzo Cortonesi);
B
27/02/2014: odg: 1. I progetti scientifici (Prof. Roberto Barzanti, Prof.ssa Gabriella
Piccinni, Dott.ssa Anna Carli);
4/03/2014: odg: 1. Sintesi excursus storico sul Complesso Museale del santa Maria della
Scala; 2. Aspetti generali del progetto Canali; 2. La trasformazione da ospedale a
complesso museale, il trasferimento graduale (Dott. Flavio Mocenni);
5/03/2014: odg: 1. Ricognizione dei servizi culturali del Comune di Siena;
10/03/2014: odg: 1. Approfondimento del Progetto Canali per il Complesso museale del
Santa Mara della Scala (Ing.Francesco Canali);
17/03/2014: odg: Le politiche intraprese per il Complesso del Santa Maria della Scala con
la testimonianza dei Sindaci Mauro Barni, Vittorio Mazzoni Della Stella, Pierluigi Piccini,
Maurizio Cenni, Franco Ceccuzzi, Bruno Valentini;
C
21/02/2014: odg: 1. Complesso Museale di Santa Maria della Scala – Prospettive
progettuali e percorso di Siena candidata a Capitale Europea della cultura (Prof. Pierluigi
Sacco);
D
26/03/2014: odg: 1. Relazione del Conservatore su Inventari, Stato di recupero e riuso,
Percorsi museali e progetti (Dott. Enrico Toti); 2. Illustrazione dell’esperienza della
Fondazione Palazzo Strozzi (Direttore Generale Dott. James Bradburne e Lavinia Rinaldi,
responsabile Ufficio Stampa della Fondazione);
1/04/2014: odg: 1. L’arte contemporanea nel Complesso Museale del Santa Maria della
Scala, esperienze e prospettive (Dott. Marco Pierini); 2. Spedale di Santa Maria della
Scala nella rete degli antichi ospedali europei (Prof. Fabio Gabbrielli); 3. Coprogettualità e
prospettive nel rapporto con la provincia di Siena (Dott. Marco Saletti e Dott. De Martinis);
2/04/2014: odg: 1. L’esperienza del Consorzio La Venaria Reale di Torino (collegamento
Skype; Direttore Alberto Vannelli e Dott. Gianbeppe Colombano); 2. Valutazione delle
forme gestionali proponibili per il Complesso Museale del Santa Maria della Scala (Avv.
Pisillo);
8/05/2014: odg: 2. Prospettive e requisiti organizzativi per il complesso Museale del
Santa Maria della Scala (Dott.ssa Elena Pianea, Dirigente Musei Regione Toscana, Prof.
Pierluigi Sacco); 3- Confronto per l’individuazione degli elementi essenziali per la
redazione dell’atto di indirizzo relativo al Complesso museale del Santa Maria della scala;
9/06/2014: odg: 2. Collaborazione e coprogettualità tra le Università senesi e il
Complesso museale del Santa Maria della Scala;
3
SINTESI DEL PERCORSO DI SVILUPPO DEL PROGETTO COMPLESSO MUSEALE
SANTA MARIA DELLA SCALA
1978
-
1986
-
1987
-
1988
-
-
Il Consiglio di Amministrazione dello Spedale nomina un primo comitato Scientifico per la
formulazione di linee di indirizzo generale che vertono su due punti: studio e restauro della corsia
del Pellegrinaio e l’individuazione delle linee generali dell’utilizzazione del Complesso nella sua
interezza;
Novembre: nella Sala del Mappamondo, Convegno Internazionale di Studi sulle prospettive di
recupero e riuso dell’antico complesso ospedaliero senese Spedale di Santa Maria della Scala
(20/11- il Santa Maria della Scala nella Storia della città; 21/11- Metodologia e modi per un riuso;
22/11- Esperienze e criteri di gestione);
Luglio: Documento del Consiglio Comunale (621-29/7/1987) stilato sulle conclusioni a seguito del
Convegno Internazionale sul Santa Maria della Scala e proposte relative in merito; nel documento si
stabilivano i criteri da adottare in vista del recupero e riutilizzo, tra le principali indicazioni la nascita
di un Comitato Permanente il quale tra gli scopi principali aveva quello di configurarsi come
organismo “che più di ogni altro può ricondurre a unità e a sintesi, le aspirazioni e le volontà della
città tutta”, per tale motivo oltre a cinque rappresentanti dell’Amministrazione Comunale vi
aderirono i rappresentanti degli enti e istituzioni cittadine interessate a questo recupero ritenuto
fondamentale per lo sviluppo della città (Banca MPS, Provincia, Curia, Ministero Beni Culturali con i
due rappresentanti delle Sovrintendenze, Regione Toscana, Società di Esecutori di Pie Disposizioni,
Usl 30, Università di Siena). Si precisava che al Comitato si affidava il compito d dirigere da un
punto politico-amministrativo tutte le iniziative che saranno ritenute opportune d’ora in avanti fino al
momento della costituzione degli organi che ne assorbiranno i compiti (ripresa nell’art.10 del
Regolamento del comitato Permanente);
Novembre: Costituzione del Comitato Permanente per il recupero e il riuso dello Spedale di Santa
Maria della Scala (Cons. Com. 17/11/1987 n. 921);
Gennaio: pubblicazione degli Atti del Convegno del novembre 1986 con contributi internazionali;
Marzo: Istituzione dell’Ufficio Coordinamento e Segreteria e nomina dei suoi responsabili. Inizio
delle attività nei locali del Santa Maria della Scala;
Nomina di tre esperti (Prof. Carlo Bertelli, Prof. Gianni Vittorio Galliani, Arch. Enzo Zacchiroli) che
hanno predisposto con il Comitato Permanente il Bando di Concorso per la redazione di un
programma progettuale che tenesse conto del documento del Consiglio Comunale (luglio 1987), di
tutti gli elementi di riflessione emersi e delle diverse esigenze degli interessati al recupero del Santa
Maria della Scala; lavoro condotto attraverso sopralluoghi con tutti i rappresentanti delle istituzioni,
approfondimenti con i responsabili dei musei e delle collezioni della città per avere un quadro
analitico delle varie consistenze e delle varie esigenze;
Apertura delle visite guidate al Pellegrinaio e agli ambienti del Santa Maria della Scala;
Istituzione e apertura del Centro di documentazione Santa Maria della Scala;
1989
Approvazione del disciplinare, redatto dal Comitato Permanente con la consulenza dei tre professionisti:
- Strumento fondamentale di sintesi del dibattito e del convegno, delle istanze del Consiglio
Comunale e le indicazioni degli enti cittadini, della Regione Toscana e del Ministero dei Beni
Culturali;
- Il disciplinare ha ribadito che il progetto del Santa Maria della Scala è una scelta della città della
quale il Consiglio comunale si è fatto interprete, come una scelta della città è quella di conservare
l’antico monumento nella sua interezza;
- Si evidenzia la necessità di un piano dei musei cittadini che preveda un piano dei musei cittadini
che preveda scelte e programmi di rinnovamento coordinati con il trasferimento di funzioni e di
collezioni al Santa Maria della Scala.
4
-
La proposta richiesta ai professionisti invitati consisteva in: 1- conoscenza dello stato fisico; 2conoscenza storico-critica, relazione spazio-temporale e metodologia con cui acquisirla; 3- linee
progettuali degli spazi (articolazioni, zonizzazioni, schema degli impianti);
-
Realizzazione dei locali di deposito per le opere d’arte e la strumentazione medico-chirurgica del
Santa Maria della Scala;
1990
-
1991
-
1993
-
-
-
-
ARCHITETTI INVITATI PER LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA PROGETTUALE (individuati dal
Comitato Permanente dopo attenta e larga selezione con la consulenza dei tre esperti, in rapporto
con la problematica specifica dell’antica struttura ospedaliera e al suo inserimento nel sistema delle
risorse culturali della città). I professionisti dovevano fornire adeguate risposte architettoniche ad un
notevole carico di problemi urbanistici, gestionali e museografici che dovevano risultare compatibili
con le strutture storiche, statiche e distributive e con gli aspetti morfologici dell’edificio. Con i sette
professionisti il Comitato Permanente e la Commissione consultiva di tre esperti hanno effettuato
una serie di incontri preliminari, puntualizzando l’estrema complessità dell’intervento e l’attenzione
che Siena pone su questo edificio come vera e propria parte della città; sono state sottolineate
l’originalità delle procedure in cui l’identità storica dell’edificio rappresenta l’aspetto caratterizzante.
Dopo otto mesi dall’incarico vengono consegnati i programmi progettuali. Il Comitato Permanente e
la Commissione consultiva hanno analizzato le proposte e ascoltato individualmente i proponenti
con audizioni individuali di ulteriore approfondimento;
7 aprile 1993, il comitato Permanente, individua la proposta maggiormente idonea nel programma
dell’Architetto Guido canali di Parma, sottolineando l’altissimo livello di tutte le proposte in
particolare quella dell’Architetto Massimo Carmassi di Pisa;
27 aprile Consiglio Comunale – approvazione del programma progettuale di recupero e riuso del
Santa Maria della Scala (n. 149), approvata all’unanimità;
progressivo esaurimento delle funzioni sanitarie e immediato riutilizzo dell’antico complesso
ospedaliero (concordato con la USL 30 il pano generale dei trasferimenti per creare le condizioni
ottimali per un primo temporaneo percorso museale espositivo);
affido a un legale dello studio di un organismo in grado di gestire le varie fasi del lavoro per un
assetto giuridico-gestionale autonomo;
l’Amministratore Straordinario della Unità Sanitaria Locale 30 ha previsto la conclusione del
trasferimento dei reparti ospedalieri entro la primavera del 1995;
Percorso Museale Temporaneo redatto da una Commissione interna al Comitato Permanente
assieme all’Architetto Guido Canali (locali zona est del complesso, collegamento con Museo
Archeologico, Oratorio di Santa Caterina della Notte e con la Società di Esecutori di Pie
Disposizioni). In questa fase si prevedono servizi e attività compatibili con le destinazioni progettuali
definitive (laboratori di restauro, caffè, ristoranti, servizi, bookshop, locali per audiovisivi, spazi per
piccola convegnistica e attività culturali, spazi per esposizioni temporanee, locali adeguati per il
deposito organizzato delle opere d’arte, locali di deposito per la strumentazione medico-chirurgica,
locali adeguati per il Centro di documentazione Santa Maria della Scala, locali per lo studio e la
progettazione e per la Presidenza).
Si scioglie il Comitato Permanente come da art. 10 con la decisione di dare un assetto giuridicogestionale autonomo da mettere a punto nei modi più opportuni;
1994-95
- esposizione degli elaborati progettuali nel percorso museale temporaneo, centro propulsore del
cantiere didattico (locali di Sant’Ansano e San Galgano);
- pubblicazione dei programmi progettuali;
- finanziamenti dalla Comunità Economica Europea per i lavori di restauro, i servizi e la formazione
professionale del personale addetto al cantiere di restauro e ai vari servizi;
- con finanziamento dello Stato per interventi da destinare ai beni culturali, la Società Bassilichi
partecipa ala rilevazione tecnica e successiva informatizzazione del Complesso;
- Convenzione con il prof. Guido Canali;
5
-
1996
-
10 agosto 1995: Apertura al pubblico di alcuni spazi monumentali;
Attivazione Centro Informazioni e Ufficio Stampa;
Il Centro di Documentazione aveva acquisito, attraverso richieste alle principali istituzioni culturali
italiane e internazionali, materiali riguardanti i vari modelli gestionali, giuridico amministrativi,
promozionali e organizzativi da mettere a disposizione degli operatori, degli studiosi e del pubblico
che affluisce al centro;
Predisposizione del piano dei restauri;
apertura di nuovi spazi espositivi e completo esaurimento delle funzioni sanitarie;
attraverso un’apposita legge regionale si realizza il completo trasferimento della proprietà
dell’ospedale e del suo patrimonio storico-artistico dalla Regione Toscana al Comune di Siena;
1997
-
14 gennaio con deliberazione del Consiglio comunale viene approvato il regolamento per la
gestione a mezzo Istituzione del Complesso di Santa Maria della Scala;
- luglio: inizia l’intervento di recupero e restauro definitivo dei locali. Cantiere-museo in cui il flusso
dei visitatori si interseca con il procedere del cantiere di restauro. Linee-guida: 1- esecuzione dei
lavori per aree e stralci di interventi differenziati, con il museo aperto non sottratto durante i lavori;
2- programmazione di visite guidate al cantiere per documentare in itinere anche al pubblico il
senso e il carattere dell’intervento; 3- organizzazione di cantieri-didattici per consentire la
formazione di figure specialistiche (restauratori, decoratori, archeologi);
- il finanziamento avviene attraverso l’emissione di BOC (Buoni Ordinari Comunali);
1998
- Il Comune di Siena nomina il Rettore e il Consiglio di Amministrazione del Santa Maria della Scala,
per la durata di cinque anni, al fine di garantire continuità con l’attività svolta dal Comitato
Permanente rimane in carica lo stesso comitato con funzione consultiva;
- L’Istituzione comincia la gestione diretta del museo, degli spazi e delle attività culturali fino a
raggiungere nel 2002 la quota di 270.000 presenze (paganti, gratuite, a vario titolo);
L’integrazione tra équipe di progettazione e specialisti diversi (archeologi, restauratori, strutturisti,
geostrutturisti, antropologi, impiantisti, storici dell’arte e dell’architettura, archivisti, topografi)
costituisce un altro tratto specifico dell’intervento (costituzione di una banca dati di alto valore);
Articolazione dei lavori in tre fasi:
- 1997-1999 – estesa a tutto il Complesso per il recupero della leggibilità dei caratteri spaziali
dell’edificio, attraverso l’eliminazione di tutte le ostruzioni che ne avevano reso illeggibili i caratteri;
- 1999-2000 – primi interventi di restauro leggero per il recupero dell’antico fienile e dei Magazzini
della Corticella a uso espositivo per mostre temporanee (termine “leggero” coniato indicare i per
tempi brevi e costi contenuti con cui recuperare spazi particolarmente suggestivi dello spedale,
prevedendo il loro completo restauro in fase successiva);
- 2000-2002 – interventi di restauro completi, estesi ad aree omogenee del complesso, mirati al
pieno recupero (architettonico, impiantistico, funzionale) prevedendo anche il controllo
microambientale;
realizzazione del Museo Archeologico entro i sotterranei denominati “cunicoli”, una sorta di
basamento dello Spedale (erano su vari dislivelli e un’ampia area consisteva in quello che è stato
definito il “carnaio”, deposito osseo risalente alla peste trecentesca). Alternarsi di compressioni e
vuoti in un percorso a labirinto concepito dal progettista per mimare recupero e iterazione propria
delle tombe ipogee che accoglievano i reperti.
Palazzo Squarcialupi – Spedale delle donne (Convento delle fanciulle, recentemente corsia
Marcacci), originario trecentesco. Piani destinati a bar, book-shop e spazi espositivi (piano terra);
convegnistica, work-shop e biblioteche (piano superiore);
grandi esposizioni (ultimo piano).
Il palazzo si affaccia a vari livelli con vedute suggestive di Piazza del Duomo, della città e della
campagna senese.
2007 – Ritorno a gestione diretta con smantellamento dell’Istituzione.
6
PARTE I
IL PROGETTO, LA FORMA, LA GESTIONE
Premessa
Il Santa Maria della Scala è Museo della città nel suo essere allegoria dell’energia umana
che lo ha prodotto. La storia del Complesso, la sua vitalità nei secoli, frutto di un
consistente e perenne legame con la città e il territorio limitrofo nel suo insieme, l’alta
tensione progettuale che ne ha caratterizzato la svolta di cambiamento a partire dalla
visione dell’inizio del XX secolo di Bargagli Petrucci, impongono oggi di affrancarlo dalle
scelte per bisogno, spesso compulsive, imposte e legittimate dall’impellenza. Uscire
dall’emergenza significa recuperare progettualità, definendo chiaramente ruoli e identità
delle varie parti coinvolte. È un’occasione per Siena per ritrovare coerenza nella sua
immagine. Il Santa Maria della Scala non è tutto, ma è il fulcro, la cabina di regia di un
sistema territoriale che deve avere la sua espansione e relazione nella città e nel territorio.
Ricostruire il Santa Maria significa ricostruire l’acropoli della città. Il Santa Maria della
Scala rappresenta un’occasione di riscatto culturale. Ancora oggi, come nel 1993/97, il
progetto si inserisce in un contesto che vede nella cultura un settore di innovazione e
sviluppo per la città.
Progettare il Santa Maria significa imprescindibilmente progettare la città con una visione
complessiva che implica non solo una riflessione sugli spazi culturali ma anche e
soprattutto sull’urbanistica, gli accessi, i parcheggi, “l’educazione” dei flussi. Una
riflessione complessiva che faccia essere il Santa Maria motore del cambiamento. Una
visione collegata anche agli altri spazi della città: occasione per ripensare la geografia
urbana della cultura della città.
Il Santa Maria della Scala è e deve continuare a essere un bene comune (publicas utilitas),
appartenente alla collettività che ne ha l’uso e il godimento. È un monumento di valore
storico e architettonico unico che non è percepito; non ripetuto in altre parti di Europa, un
organismo straordinariamente articolato, funzionale e unitario. Questo senso
dell’unitarietà non lo dovrà perdere.
Il “poco” che caratterizza il nostro presente di crisi economica richiede il “grande”
(progetto, tensione utopica, coerenza, impegno, attenzione) e non, per adeguamento, il
minimo o l’essenziale.
Pensare all'esperienza della partecipazione culturale deve avere a che fare con il
quotidiano, osmoticamente legato alla vita culturale della città. Occorre per il Santa Maria
un approccio interdisciplinare, valorizzando la complessità e il palinsesto, con coerenza
fluida per l’esigenza di continuo aggiornamento e approfondimento dei dati.
Il Santa Maria della Scala deve ridivenire uno spazio vivo, non un montaggio di elementi.
Non polo museale ma polo di attivazione culturale. Oggi un museo non è più solo un
luogo espositivo ma un luogo di dialogo culturale. Un distretto della cultura, luogo da
dove la cultura parte e ritorna in tutte le sue accezioni: mostre, progetti per l’arte
contemporanea, didattica, intrattenimento, produzione, restauro.
Il museo sarà un’occasione per creare nuove figure professionali (digitalizzazione del
patrimonio artistico, promozione e comunicazione con il mondo dei social media e
internet in generale): documentalisti, multimedialisti e tecnici dell’editing, collection
manager, organizzatori di mostre, ingegneri della comunicazione, esperti di didattica,
esperti di sistemi informativi e reti telematiche), professionalità tradizionali ma formate in
ambienti particolari.
7
Il Santa Maria della Scala dovrà divenire un organismo di governance territoriale: centro di
governo e coordinamento strategico di forme di rete tra soggetti pubblici e privati,
espressione innovativa di soggettività sociale e nuovo strumento di progettualità locale in
campo culturale, innestando nella città patrimoni conoscitivi e schemi di relazione ad alta
densità di allineamento valoriale. Investendo in capitale reputazionale potrà:
- generare economie di scala e di scopo rispetto ai progetti di investimento;
- amplificare il circuito di esternalità;
- attivare e sostenere progettualità di lungo periodo;
- favorire meccanismi di auto-sostentamento e coinvolgimento del territorio.
- Programmare in modo integrato con altre strutture culturali;
PUNTI FERMI
- Il Santa Maria è un tema fondamentale e fondante della città, non un problema;
- SMS: identità come opera d’arte globale, organismo;
- Il Santa Maria della Scala non è un contenitore (abolire la definizione Musei del
Santa Maria), occorre andare oltre la musealizzazione. Questo non significa
prescindere dagli standard minimi perché un museo sia tale, istituzionalmente il
Santa Maria della Scala è un museo (rif. art. 2, Definizioni, Statuto dell’ICOM;
definizione UNESCO di Struttura Culturale Permanente);
- Imprescindibile formalizzazione giuridica del Santa Maria della Scala come
MUSEO;
- Prudenza su semplificazioni a effetto, la complessità del luogo ne è la ricchezza;
- Importanza globale e non sommatoria di istituti;
- Identità: museo di se stesso e non contenitore, né somma di tutto né espositificio
o raccolta affollata di opere. La struttura è polivalente ma non onnivora. Non una
serie di musei bigliettabili ma un insieme di percorsi di visita. Rispetto
dell’unitarietà del luogo, ogni idea nuova si deve raffrontare con la matrice
identitaria del Santa Maria della Scala;
- No a un’ipotesi totalizzante del Santa Maria della Scala;
- Evitare frammentazione o arrembaggio o casualità. Né disdegno da antico
conservatorismo, né diffidenza antidemocratica né, peraltro, usi “balordi”;
- Programmazione e non improvvisazione;
- Rafforzare la storia dell’ospedale in tutto il contesto;
- Occorre uscire dall’ordinaria amministrazione: ridisegnare la città facendo sistema
(cogliere l’occasione di raccordo rappresentata dalla candidatura di Siena a
capitale europea della cultura 2019 e della relativa progettualità);
- Soggettività forte e riconosciuta;
- Autonomia dalla politica amministrativa; autorità amministrativa; stabilità che
garantisca il ritmo del prodotto;
- Autorevolezza scientifica;
- Costituzione di un comitato scientifico/team di progetto;
- Progetto interistituzionale. Stabilire relazioni con un accordo di programma tra enti
e istituzioni;
- bonifica cantiere;
- ricognizione, revisione e manutenzione del già fatto (nel 2007 è stato licenziato il
restauratore);
- controllo delle stato di conservazione delle opere d’arte;
- prevedere nei prossimi progetti un piano della sostenibilità;
8
-
-
-
-
-
-
-
Direttore o comitato di gestione, comitato scientifico o team di progetto,
conservatore, personale specializzato selezionato tramite bandi, nel caso della
direzione a evidenza internazionale (scelta che deve dimostrare internazionalità e
indipendenza). Selezioni per bando pubblico e non per assegnazione diretta;
Trasparenza (bandi; curricula; pubblicazione di un rapporto annuale);
Misurare oggettivamente e scientificamente i risultati conseguiti: marchio globale;
impatto locale; best practices;
Pinacoteca Nazionale come nucleo saliente fondamentale per la parte espositiva,
attività e servizi del Complesso, secondo la grande idea lanciata da BargagliPetrucci nel 1905 e ripresa da Brandi, approfondita da Previtali innestandola nel
dialogo essenziale con l’Università (Storia dell’Arte e Scuola di specializzazione); il
trasferimento sarà occasione di riclassificazione in un percorso coerente);
Impegno nel percorso interistituzionale per il trasferimento della Pinacoteca
Nazionale, progetto corale della città;
La Pinacoteca dovrà nascere in stretto legame con il recupero architettonico;
Il progetto Canali, che ha riletto il manufatto per capirlo, con un approccio
prudente e rispettoso, caratterizzato da una feconda duttilità, può essere rivisitato
e aggiornato senza metterne in discussione la serietà: alla natura essenzialmente
architettonica va aggiunto il rapporto urbanistico; il progetto non era solo di
recupero ma dava una chiara visione delle funzioni che andavano a occupare gli
spazi. Quello che è stato fatto non è superato, il tipo di approccio ha fatto scuola
per i recuperi con un intervento non invasivo leggero, con costi sostenibili e non
stravolgendo la fabbrica. Oggi vi va aggiunta un’attenzione alla contemporaneità
capendo come fare il racconto attualizzando alcuni aspetti del progetto; non si
parte dell’anno zero e un progetto prevalentemente architettonico esiste, ben
attuato per una significativa parte. Riprendere non smentendo le finalità generali
semmai aggiornandole e rimodulandole nelle articolazioni spaziali e nei tempi di
realizzazione;
Rivedere il progetto in maniera autorevole: team anche con Canali in modo da
verificarne la corrispondenza con le nuove esigenze insorte e prendendo in esame
la destinazione degli spazi;
Continuare l’esperienza del cantiere didattico mantenendo fruibili le parti in
recupero, riattivando anche le visite guidate nel cantiere (gratuite per i senesi a
pagamento e su prenotazione veicolandole nei canali nazionali e internazionali);
Procedere con il recupero secondo le modalità del cantiere didattico-formativo
proseguendo la produzione di documentazione filmata degli interventi (come quella
realizzata dal Centro televisivo dell’Ateneo grazie alla convenzione con
l’Istituzione);
Affiancare al cantiere di restauro un cantiere della conoscenza (così come era stato
fatto negli anni dell’Istituzione in rapporto con l’Università) con persone fisicamente
presenti. Indispensabile un fiancheggiamento dei lavori da parte di un gruppo di
studi;
Il lavoro sul complesso dovrà promuovere una revisione e integrazione della
catalogazione del patrimonio comunale con ordinamento scientifico chiaro e
definito (catalogo generale informatico in collaborazione con la Sovrintendenza);
inserendosi nella costruzione di un indispensabile sistema informativo generale sul
patrimonio storico-artistico del Comune di Siena e del Santa Maria;
Definiti con chiarezza obiettivi e contenuti su questi dovrà essere fatta una
programmazione precisa dei tempi e dei modi di recupero e destinazione degli
9
-
-
-
-
-
-
spazi continuando a lavorare sulla “Carta Canali” redigendo un MASTER PLAN
fattivo, avendo chiara la finalità e pensando a LOTTI (ciascuno con messa in opera
reale);
Oltre alla progressiva apertura di nuovi spazi dovrebbero essere contestualmente
formate, valorizzate e acquisite nuove professionalità specializzate nei vari settori
dell’arte, della cultura, dei beni e servizi culturali più in generale;
Tema degli spazi esterni, Piazza del Duomo spazio irrisolto, di risulta. Rinnovare il
rapporto osmotico esterno-interno favorendo il contatto diretto fra città e luogo
museale. Difficile intervenirci fisicamente, possibile ampliarlo attraverso la realtà
aumentata, dimensione digitale in dialogo con la città;
Rendere fruibili nella piazza con realtà aumentata i risultati degli studi di Francovich
(piazza come luogo di incontro di popoli in cui si sono sedimentate le
testimonianze: comunità araba dopo la caduta dell’impero romano; francolombardi…);
Santa Maria della Scala in relazione con il contesto urbano: pedonalizzazione
completa di Piazza del Duomo. Occorre ripensare urbanisticamente la piazza per
non chiudere in se stesso il progetto;
Studio nuova illuminazione della Piazza valutando per la progettazione
l’opportunità di un concorso internazionale ad inviti di light design sia per la piazza
che per la facciata del Santa Maria della Scala;
Possibilità di accedere a tutto il complesso anche da valle;
Completare il recupero della strada interna al fine di poter attivare un percorso
alternativo di accesso a Piazza del Duomo che dovrà inserirsi in una riflessione
urbanistica volta ad attivare e rendere funzionale l’accesso dalla Risalita di
Fontebranda e il collegamento con il parcheggio Santa Caterina. Riflessione che
dovrà contemplare anche la valorizzazione del Complesso Artigianale degli exMacelli;
Biblioteche specializzate e archivi fondamentali per il Santa Maria; su queste
occorrerà lavorare sull’implementazione e la valorizzazione anche sul grande
pubblico;
Mantenere la Biblioteca e Fototeca Briganti come nucleo aggregante di una serie
di satelliti a essa collegati, sia spostando fisicamente alcune collezioni che
evidenziando collegamenti virtuali che spingano a muoversi cercando le specificità;
Riordinare e rendere accessibile la biblioteca del Santa Maria della Scala e la
Fototeca integrabile anche con altre raccolte (8000 foto concernenti la struttura e
le opere, + foto storiche che necessitano di schedatura e classificazione organica
per conservazione e utilizzo);
Programmazione triennale delle attività;
Il privato non può essere il soggetto a cui si appalta la progettazione culturale. Il
responsabile della progettazione culturale è il committente (Direttore e team di
progetto/comitato scientifico con qualità, merito, competenze). Operare chiarendo
in modo definitivo gli equivoci nel rapporto tra pubblico e privato non confondendo
“mecenatismo” e “sponsorizzazioni” con i “servizi aggiuntivi”, ovvero evitare
l’affido a privati da parte del pubblico persino della concezione di mostre), non
cedendo a privati il cuore dell’attività (concepire e ricercare mostre);
La convivenza tra pubblico e privato non è scandalosa: è necessaria e va
governata con finalità pubblica non rifiutando a priori né delegando;
La presenza privata legata a vantaggi fiscali è un percorso appena cominciato in
Italia (decreto Franceschini) che deve essere sperimentato, approfondito,
10
-
potenziato; per attrarre privati occorrono più trasparenza, più detrazioni
(agevolazioni a favore di obiettivi definiti) e un legame forte con la collettività.
Accrescere e semplificare le detrazioni per le persone fisiche perché il
mecenatismo diffuso (come nel caso del crowdfunding) costituisce il maggior
sostegno alla cultura; maggiore autonomia gestionale alle istituzioni culturali che
possa favorire la partecipazione di mecenati alla programmazione e al controllo di
erogazioni; costruire reti territoriali tra gli istituti di cultura per accrescere la loro
attrattività verso potenziali sponsor; rafforzare il apporto tra le collettività locali e le
istituzioni culturali, in primo luogo con le scuole. Il primo movente, più
dell’incentivo fiscale, è l’esistenza di un legame identitario tra bene o istituzione
culturale e donatore);
assistenza della Banca MPS per il fund raising;
partecipazione di Banca e Fondazione MPS (non solo collezionismo);
Comunicazione bilingue (italiano – inglese, requisito minimo essenziale);
Depositi adeguato alle necessità (per opere e collezioni; per attrezzature e
allestimenti temporanei e mostre temporanee; ambienti sufficienti per il deposito
organizzato delle opere, climatizzati e accessibili). A livelli di facile accesso
soprattutto per i mezzi di trasporto (ingombro e peso), valutando la funzionalità e
l’efficienza di ascensori e montacarichi;
PRIORITÀ
- Dotare il “sistema” museale senese di un adeguato ufficio di comunicazione, fund
raising e ricerca bandi per finanziamenti, scientifico e in sinergia con le Università e
le agenzie specializzate (non ciascun ente e istituzione il proprio ufficio ma un team
a servizio della città e del territorio);
- Riportare il SMS sulla stampa nazionale e internazionale;
- Comunicazione fondamentale come percezione nel mondo;
- Comunicazione e produzione. Veicolare e rendere fruibili materiali già esistenti.
Riprendere produzione editoriale tematica. Produzione editoriale multimediale in
prima persona, agili pubblicazioni didattiche. Realizzazione di up per offrire i
percorsi tematici. Realizzare piccoli filmati da pubblicare su social media;
- Stimolare un movimento social legato al Santa Maria della Scala (contest di idee, in
collaborazione con l’Università, Scienze della Comunicazione), fb, twitter,
newletterSMS, aggiornamento del sito web;
- Realizzare un catalogo generale del Santa Maria della Scala;
- Costruire una piattaforma digitale su SMS: materiali del Centro di documentazione,
archivi; materiali, strumenti, pratiche e testimonianze medico-sanitarie; farmacie;
raccolta virtuale delle opere senese nel mondo; rassegna stampa; materiale
“giuridico” su istituzioni simili; raccolta statuti e carte del restauro; banca dati;
- Divulgare a un pubblico più ampio iniziative, ricerche e archivi delle associazioni
che hanno prestato la loro opera nel complesso, es. La Diana);
- Per la percezione lavorare sul crowdfunding anche attraverso advisor nel mondo
dialogando con loro attraverso un’identità percepibile;
- Promuovere “protettorato per SMS”;
- Riportare le scuole dentro il SMS;
- Riproposizione del “Giornale del Santa Maria” sul web e non più a stampa;
- Giochi intelligenti su Santa Maria e temi a esso correlati;
11
-
-
-
-
-
-
-
Convegnistica in Palazzo Squarcialupi: calendarizzazione e promozione attraverso
agenzie specializzate. Valorizzare la struttura come sede di formazione
manageriale in particolare riferimento alle professioni sanitarie;
Completare l’intervento di recupero del Pellegrinaio intervenendo nella
“temporanea” sistemazione della parte bassa, progettando innovativi sistemi di
lettura e decodifica; in collaborazione con l’Università: storia dell'ospedale con
realtà aumentata fruibile accanto agli affreschi;
Messa in sicurezza della metà non restaurata del soffitto a cassettoni della
Santissima Annunziata;
Dare degno rilievo e spazio adeguato nell’allestimento alle Reliquie del Santa Maria
(spostamento fisico o virtuale dell’Arliquiera);
Attivare percorsi, non sedimentare statici musei-magazzino. Percorsi permanenti
tematici e trasversali con diversi gradi di approfondimento, su misura per i diversi
pubblici;
Ai percorsi permanenti aggiungerne di periodici, approfondimenti da compiere sia
accompagnati da personale formato che con strumenti di realtà aumentata;
Attivare modalità innovative di fruizione in collaborazione con l'Università, sia per le
tecnologie che per i contenuti, accanto a percorsi tematici con personale
specializzato e associazioni dando visibilità e pubblicizzando iniziative per gruppi
ristretti su prenotazione anche in spazi ancora non aperti al pubblico
prevedendone la messa in sicurezza;
Valorizzazione dei percorsi dell'acqua in collegamento con il Museo dell'Acqua, le
attività didattiche e di mediazione culturale;
Aprire il bar sulla Piazza adiacente Palazzo Squarcialupi dotandolo di servizi
igienici (nel progetto si prevede collegato al sottostante livello 3 con i servizi
igienici e accesso agli Orti);
Servizi diversificati e caratterizzati (ristorazione e bar caratterizzati e con offerta
differenziata rispetto all’esterno, nicchie di culture alimentari senza diretta
competitività con l’esterno, forte legame con il luogo: biblio-caffetteria. Rispettare
la previsione un ristorante era nel Fosso di Sant’Ansano, l’altro in quota nel
Palazzo del Rettore dove era situato a piano terra, adiacente alla Cappella del
Manto un altro bar con ascensore per la terrazza panoramica);
All’interno del Santa Maria potrebbero essere promosse come rimando all’esterno
produzioni del territorio prevedendo una sorta di vetrina di “gestione” temporanea
in avvicendamento, un periodo “fiera” in cui al ristorante si avvicendino cuochi del
territorio, al bar le produzioni delle pasticcerie locali;
Gestire i servizi accessori nel quadro della valorizzazione del museo secondo la
disciplina del capitolo delle concessioni (artt. 110, 111, 112, 114, 115, 117 del
Codice dei beni culturali e le condizioni del D. M. del MIBAC 29 gennaio 2008,
G.U. n. 88 del 14/04/2008);
Rendere coerenti i due ingressi, le attività e i servizi di accoglienza, la biglietteria e
il guardaroba, il book shop, dando coesione e organicità;
Adeguare all'identità il book shop con pubblicazioni specifiche (tutti i cataloghi
delle mostre) e tematiche (tutte le pubblicazioni su e del Santa Maria della Scala)
consultabili innestandolo negli spazi caffetteria e avvicinandoli alle biblioteche
valorizzandone la funzione come luogo di lettura, consultazione e piccolo salotto
culturale;
Shop particolare, segno dell’impegno e dell’identità;
12
-
-
Contestualizzare le Bandiere dello Stibbert (museo del palio, Museo delle contrade,
mestieri della festa…?);
Ricollocare i Carrocci in un luogo adeguato rimuovendoli dalla collocazione attuale
residuale;
Santa Maria della scala luogo OPEN. Riflessione sugli orari di apertura tenendo
aperti la sera gli spazi meno monumentali (esistenti o in realizzazione);
Aprire spazi per la cultura contemporanea (temi visti con gli occhi degli artisti
contemporanei);
Arte contemporanea dentro al Santa Maria da sviluppare nei locali della strada
interna;
Dedicare spazi all’arte contemporanea, non solo espositivi, ma una serie di
laboratori di ricerca ed elaborazione culturale, di project rooms su tutti i linguaggi
del contemporaneo (arti visive, architettura, paesaggio, design) in una visione
assolutamente interdisciplinare, luoghi con il compito di attivare azioni e percorsi di
apprendimento capaci di avvicinare alla comunicazione contemporanea e alle
nuove tecnologie, costituendo un vero Centro del contemporaneo;
Inventariare, recuperare, esporre le opere di artisti contemporanei attualmente nei
magazzini del Santa Maria della Scala;
Riprendere il progetto dedicato a Pietro e Ambrogio Lorenzetti;
Incentivare un’esperienza della città in senso vasto;
Info point negli accessi alla città;
Priorità simbolica: rifar suonare la campana della torre dell’orologio (restaurato e
funzionate) con suo temperatore;
PROPOSTE
- Fare di una parte di Palazzo Squarcialupi una city hall: progettare con coerenza gli
spazi e gli arredi, aprendosi ad accogliere e dando visibilità a cosa già c’è; istituire
un periodico tavolo di avviamento al lavoro, un giorno al mese, con Università,
associazioni di categoria, imprese…);
- Gabinetto fotografico e di riproduzione unico per i servizi culturali e i musei del
Comune, collegandosi, usufruendo e potenziando quello della Biblioteca
Comunale degli Intronati;
- Aprire agli studenti e agli studiosi con masters e stages, borse di studio finalizzate
a progetti innovativi capaci di intercettare finanziamenti per la loro realizzazione;
- Destinare alcuni locali della strada interna a imprese creative;
- Creazione di incubatori di impresa legati all'identità del luogo (restauro, produzioni
artigiane, sicurezza, comunicazione, editoria, mediazione culturale...);
- Team di progetto in rapporto con Università: lavorare sulla progettazione in modo
permanente in sinergia con il gruppo di ricerca fondi per intercettare bandi.
Museografia e museologia nella sede del Santa Maria per formazione,
aggiornamento e stages;
- Creare un team in collaborazione con le Università di “expertis” SMS;
- Ricostruire il CERR, Centro Europeo per Ricerca e Restauro, (compresa
l’esperienza già avviata dell’Atlante del restauro) con l’Università consolidandolo e
legandolo alla formazione con un’espansione complementare costruendo una
filiera verticale sviluppata in sinergia con i poli scolastici del territorio avviando un
ITS (vedi progetto allegato); creare con l’Università un percorso in grado di
rilasciare un titolo di studio specifico in restauro, conservazione, messa in
sicurezza, ma anche certificazioni per professionisti e corsi di aggiornamento
13
-
-
-
-
-
-
certificati per professionalità tecniche che interagiscono con il patrimonio in vario
modo;
Riattivare la collaborazione per il restauro con Università di Siena e CNR di Firenze
per corsi di alta specializzazione e aggiornamento;
Creare un legame attivo di rimandi e stimoli tra Spedale e città, Spedale e
territorio, realizzando collegamenti virtuali e reali che invitino a muoversi dal Santa
Maria nella città e nel territorio e viceversa;
Dentro al Santa Maria oggetti di rimando dal territorio in modo temporaneo e/o
permanente che stimolino a proseguire spostandosi;
Dalla Gipsoteca del Santa Maria collegamenti per una gipsoteca urbana (itinerario
cittadino e data base);
Riportare al Santa Maria la Storia della Medicina, gli studi medici, la memoria
dell’attività sanitaria non solo con percorsi e approfondimenti virtuali che rimandino
anche a collezioni collocate in altri spazi (studi Mascagni; collezione di strumenti
sanitari; farmacie dello Spedale; segni di riconoscimento dei gittatelli ora
all’Archivio di Stato);
Progetto sul recupero dei giardini in collaborazione con Università, Istituto Agrario
e associazioni di volontariato. Recuperare in termini innovativi il Giardino dei
Semplici aprendo spazi anche per le produzioni contemporanee;
Recuperare il rapporto con la Scuola Edile (aveva condotto indagini anche nel
Palazzo del Rettore);
Lavorare con rispetto delle reciproche identità a un biglietto integrato tra istituzioni
museali cittadine, promuovendo una card per la città e il territorio costruendo
alleanze (nel 1997 era già stata fatta una bigliettazione cumulativa con altri musei
escluso ciò che era nazionale: Carta chiavi della Città);
Puntare ad altre alleanze di relazione con pubblico, privato e associazioni;
Realizzare parternariato con grandi fondazionali nazionali e internazionali;
Collaborazione con giovani progettisti e scuole di design per arredo e oggettistica
(ceramica ristoranti e bar, arredo esterno per caffetteria, insegne). Per i lavori di
recupero pensare a innovazione, formazione e ottimizzazione dell’utilizzo delle
risorse con appalti per parti a concorso specifico con giovani progettisti e
università europee;
Attivare corsi di perfezionamento e borse di studio tenuti da grandi maestri
(pensando anche all’artista prescelto per la realizzazione del drappellone), workshop, laboratori artigianali, didattici e formativi per vari pubblici, anche a
pagamento da incentivare nel periodo estivo per il turismo straniero e nei periodi di
turismo scolastico con un’offerta specifica (facendo riferimento esperienze
semplici ma efficaci come quella di San Miniato con il Museo della scrittura e del
tempo). In questo contesto potrebbe trovare solidità la proposta della realizzazione
di un museo della Lingua;
Aprire il Santa Maria della Scala agli studenti con tirocini e stages, scambi Erasmus
e con grandi Musei e Istituzioni internazionali;
Sviluppare nel Santa Maria una ricerca sui protocolli di sicurezza, partendo da
modelli sperimentali per esportarli in contesti simili (direttive per la sicurezza in
edifici antichi). Nel corso dei lavori aggiornare la costruzione di una banca dati in
progress;
Iniziative corali e musicali idonee al luogo in partenariato con l'Accademia Chigiana
e associazioni musicali, valutando la possibilità di una stagione nella Santissima
Annunziata;
14
-
-
-
-
-
Ricostruzione di Fonte Gaia in collegamento con i percorsi dell’acqua (da Canali
era stato predisposto un progetto di massima per l’allestimento definitivo della
Fonte Gaia);
Contatto reale o collegamento virtuale (dato il legame di senso stretto come storia
della città) con la raccolta delle Biccherne (unicum noto a un pubblico ristretto e di
nicchia e sicuramente da valorizzare);
Rafforzare il collegamento con gli altri ospedali storici europei anche attraverso
una coprogettualità con il Centro di documentazione sugli antichi ospedali
dell’Università di Siena;
Potenziare il contatto con le guide turistiche e la progettazione di percorsi tematici
specifici valorizzandone il ruolo di promotori, mediatori culturali, comunicatori,
divulgatori, educatori del cittadino (sia di quello permanente che di quello
temporaneo = turista);
Valorizzare il circuito cateriniano;
Far ritornare con adeguata collocazione gli abiti delle “mummie” con
programmazione di eventi temporanei e convegni di studio interdisciplinari che
producano materiale per esposizione permanente e divulgazione;
Programmare restauro dei parati della SS. Annunziata con laboratori didattici,
esposizione temporanea collegata a un evento o un momento del calendario
annuale, adeguata collocazione permanente che rimandi nel territorio ad altri nuclei
significativi per il patrimonio tessile (Studio sulle produzioni tessili senesi in
raffronto con l’iconografia nelle opere presenti; studio delle materie e delle tinture;
laboratori didattici; abbigliamento e moda);
Lavorare sul legame con Italo Calvino (nel 1985 camera ardente al Santa Maria);
Integrare la parte della Foresteria in corso di recupero sul vicolo di San Girolamo
con l’ultimo piano indipendente e comunicante con il Complesso museale
adibendola a residenze artistiche, foresteria per studiosi;
Valutare l’ipotesi della Casina negli Orti come foresteria-residenza per artisti;
Negli Orti potrebbe essere pensato un piccolo fabbricato a uso dei Vigili del fuoco
per il Centro Storico (utile presenza per sperimentare pratiche e redigere un
manuale per l’intervento nei centri storici e la salvaguardia delle opere);
Valutare l’ipotesi di realizzare nell’area di piazza del Duomo/Fosso di Sant’Ansano
un piccolo pronto soccorso turistico;
Riflessione e opportunità di una coprogettazione su Palazzo del Capitano (sede
espositiva di opere delle Collezioni della Fondazione e del Monte dei Paschi; sede
per archivi, fototeca e laboratori di restauro, CERR e ITS);
Progetto scientifico interdisciplinare che interessi le grance (ospedale e sue fattorie
produttive: agricoltura, economia, organizzazione). Immagini delle terre dai cabrei
esistenti (circa 20 in parte all’Archivio di Stato in parte al Santa Maria). Mappa delle
grance. Strada delle grance. Foto e riprese. Teatralizzazione didattica del sistema
organizzativo delle grance (proposta Toti);
Approfondire l’idea dei depositi per l’Arte Contemporanea e dei comodati d’uso
con i collezionisti (primo passo verso le donazioni);
Contaminare le mostre con attivazioni (percorsi paralleli per pubblici diversi;
pensare a una fruizione per famiglie che insieme seguono percorsi diversi; inserire
giochi di fruizione, fumetti, interattività, didascalie differenziate parallele), seguendo
i criteri della museologia emergente;
Creare valore (percorsi per malati e famiglie; riconnettere disagio sociale),
compiere anche scelte non economiche ma che creano valore diverso;
15
GESTALTUNG SMS – IL CONTENUTO È LA FORMA
“Il museo deve funzionare come un’istituzione per prevenire la cecità per far sì che le
opere funzionino. E che le opere funzionino è la missione principale del museo. Le opere
funzionano quando, stimolando uno sguardo curioso, affinando la percezione,
risvegliando l’intelligenza visiva, ampliando le prospettive (…) contribuiscono a fare e a
rifare i nostri mondi”.
(Nelson Goodman, 1980)
“…riconvertire il Santa Maria in un Centro polivalente, che, insieme alle sezioni museali,
collochi laboratori, sedi di incontri, esperienze creative internazionali in grado di
promuovere ai livelli più alti la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio
caratterizzante la stessa identità di Siena e farne con opportune strategie oggetto di
ricerca, studio e formazione, di arricchimento conoscitivo, di mirata attrattività turistica, di
originale produzione nei campi oggi più vivaci dei nuovi media, nel design, nell’urbanistica,
nel paesaggio”.
(Roberto Barzanti, 2014)
“...il settore monumentale, col Pellegrinaio affrescato e la sala di San Pietro (già sagrestia
della chiesa dell’Ospedale, anch’essa affrescata) dovrebbe rappresentare il nucleo
saliente della futura sistemazione della Pinacoteca senese, ora adattata, ma ristretta, nel
Palazzo Buonsignori”
(Brandi 1985)
Il Santa Maria della Scala è un organismo storico-architettonico complesso con un ruolo
nazionale e internazionale, è un bene unico in tutti i suoi aspetti, straordinario patrimonio
culturale. In esso non è da creare un museo ma un LUOGO. Il Santa Maria della Scala ha
STORIA, CUORE e ANIMA. Va evidenziata la natura storica della vita nel complesso
creando valore per la città. Riportare a Siena un respiro internazionale (GLOCAL: aprirsi in
modo globale ma con forte identità locale). Non dobbiamo cercare cosa mettere al Santa
Maria, non ha bisogno di essere riempito, ma lavorare sull’identità facendolo ritornare a
essere un luogo vivo e vissuto.
Realtà museale come luogo di incontro e di scambio di saperi, creando un rapporto
continuo tra visitatori e operatori culturali.
Per la sua VALORIZZAZIONE (valenza economica ma anche sociale e civile) sono da
evidenziare due MACRODIRETTIVE:
1. MISSION (complessità da decodificare con obiettivi chiari)
2. DEFINIZIONE FORMA DI GOVERNANCE
16
1. MISSION. Cosa deve essere e cosa vuol essere:
A- Grande attrattore del turismo internazionale (turismo fidelizzato, di qualità e che
ritorna);
B- Museo identitario della città (patrimonio civico), passato-presente-futuro. Museo
civico dando alla collettività la possibilità di dialogarci e identificarsi.
C- Museo di se stesso (fino agli anni Novanta del Novecento luogo di riflessione su
tutti gli aspetti della vita); vissuto che parla alle persone; Luogo di welfare
condiviso: benessere fisico e psicologico;
D- Museo che racconta la storia della città: attivare tutti i territori narrativi della città
e del territorio (dialogo con il Duomo valorizzando la piazza come cerniera
straordinaria; Palazzo pubblico e la città). Museo della storia delle contrade (in
collegamento con i musei di contrada e con una specifica raccolta dedicata che
potrebbe dialogare con quella in progettazione da tempo nei locali adiacenti i
Magazzini del Sale). Deve dare da qui l’impulso per andare a scoprire altre realtà
strutturandosi in modo stratificato e pluralistico, evitando luoghi comuni o di
incentrarsi solo su aspetti consolidati (come il Basso medioevo);
E- Museo Archeologico Nazionale (unico per collezioni, dialogo e contesto
ambientale);
F- Museo per Bambini. Proposta innovativa per specifico pubblico con propria
collezione;
G- Pinacoteca Nazionale;
H- Centro di Esposizioni (Palazzo Squarcialupi); mostre temporanee;
I- Arte Contemporanea; lettura di temi contemporanei attraverso la produzione
artistica;
L- Centro di conservazione e restauro;
M- Depositi (climatizzati e accessibili);
N- Biblioteche specializzate per nicchia di utenti ad altissimo profilo;
O- Sede di dipartimenti storico-artistici; Sezione dedicata alla storia dell’Arte e
della Critica d’Arte, di Archeologia, attraverso gli studi e gli studiosi di riferimento
(Brandi, Previtali, Briganti, Sricchia Santoro, Bellosi, Cristofani, Francovich, …);
P- Spazio per le residenze artistiche (riprendere esperienze di Laboratorio di
Architettura di De Carlo e dell'Ilaud);
Q- archivio, museo e storia della Medicina, riportare dentro l’ospedale gli studi, le
testimonianze, non solo con allestimento (farmacie, strumentazione…), ma anche
con realtà aumentata e collegamenti con il territorio); (legate alla storia della
medicina, strumentistica e farmacologia, l’innovazione, la sperimentazione e la
ricerca, associando convegnistica e formazione specialistica nella considerazione
che ciò che musealizziamo oggi era il prodotto innovativo-contemporaneo delle
epoche passate; agli aspetti scientifici affiancare, negli spazi a reddito, la vendita di
prodotti di erboristeria, spezieria, cosmetica naturale prodotti nel territorio);
R- Centro di convegnistica;
S- Spazi e attrezzare per “studio e creatività”;
T- Mediateca e centro dell’audiovisivo.
17
L’articolazione prevista dal Progetto Canali è ancora valida:
1- categorie museografiche:
- museo di se stesso;
- museo storico-documentario;
- museo del Santa Maria della Scala;
2- gli spazi:
- spazi-documento;
- spazi-palinsesto;
- spazi illeggibili;
3- sezioni:
A- Storia dell’arte senese;
B- Storia del dolore, della città, dell’assistenza, della medicina, dell’antico
ospedale;
C- Storia della pietà;
D- Museo del territorio;
E- Museo archeologico;
F- Collezioni di studio, riserve e mostre temporanee;
G- Laboratori e spazi tecnici;
H- Attività connesse e di servizio;
I- Auditorium (?);
J- Piano campagna riorganizzato a parterre gradonato con piantumazioni da
Cabreo 1756, giardino accessibile anche dal bar-caffetteria; ripristino orto con
piante medicamentali (con la cooperazione delle associazioni, delle scuole).
Il Museo dell’Ospedale (il cui progetto di massima era stato già elaborato e verificato con
la Dott.ssa Alessandra Mottola Molfino, l’Architetto Guido Canali e la Direzione tecnica
del Santa Maria) si articolava in:
- spazio “documento” del Pellegrinaio che è in grado di fornire le chiavi di lettura
storica dell’ospedale;
- prosecuzione in San Galgano e Sant’Ansano (testimonianze di vita nell’ospedale e
anche spazio per piccola convegnistica inerente);
- spazio sottostante della Corticella;
- Fienile: storia della fabbrica dell’ospedale, territorio e Grance, materiali, farmacia,
attività…
Lo studio per il SMS come testimonianza della vita di un ospedale con concezione
“moderna” della medicina è ancora valido e può essere realizzato avvalendosi di tutti gli
strumenti del metalinguaggio museografico. Il Pellegrinaio ne è il nodo centrale,
fondamentale per la lettura dell’intero complesso.
Il percorso della storia della devozione, già individuato, è da valorizzare con itinerari
inediti (Cappella del manto; Compagnia di San Girolamo; Compagnia di Santa Caterina
della Notte; Compagnia di Santa Maria sotto le Volte, sede storica della Società di
Esecutori di Pie Disposizioni; Cappella della Madonna; Chiesa della Santissima
Annunziata; Cappella del Sacro chiodo (Sagrestia vecchia); Oratorio di San Girolamo).
Un’ulteriore opportunità per la convegnistica di medie dimensioni potrebbe essere
costituita dal Cantinone, posto proprio sotto Palazzo Squarcialupi (III livello all’inizio del
18
Chiasso della Corticella), stalla del SMS (con affresco di Mattia Bolognini raffigurante
Sant’Antonio Abate, raggiungibile sia dall’esterno che dall’interno del museo.
Per i laboratori di restauro imprescindibili per la vita di un museo e di un centro espositivo
di livello internazionale (supporto per manutenzione e restauro delle pere ma anche
concreta opportunità per sperimentazione e alta specializzazione).
In parallelo e in modo integrato le funzioni altre (definite “servizi aggiuntivi” da Ronchei,
ormai divenute specifiche e integranti, con controllo ma senza timori, evitando il
sarcofago illustre):
a- ristoranti (sul Fosso di Sant’Ansano il self-service e locale per giovani: diurno per
accoglienza gruppi e turismo scolastico, la sera come luogo di aggregazione
giovanile, studenti universitari prevedendo spazi articolati e flessibilità oraria in un
luogo adeguato per questo tipo di utenza; Ristorante panoramico nel Palazzo del
Rettore con annessa terrazza dell'ottavo livello da mantenere accessibile anche
extra ristorante. Luoghi di incontro come una sala lettura nella caffetteria);
b- Bar-caffetteria: per quello in Palazzo Squarcialupi è previsto dal progetto
l’ampliamento al terzo livello lungo la strada interna; l’altro, più grande, al quarto
livello del Palazzo del Rettore;
c- atelier; factory; supporti culturali; botteghe artigiane; laboratori; start-up
nell’industria creativa; spazi commerciali; servizi (in luoghi già individuati dal
progetto Canali); inserimento del quotidiano così come si manifesta, transitorio e
banale, in collegamento con l’esterno (come nel modello del Centre Pompidou);
ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL CARETTERE DELLE MOSTRE TEMPORANEE
Non sovrastare la parte museale permanente privilegiando gli spazi espositivi temporanei
per evitare subordinazione e acquisto di mostre che devono essere prodotte (studioricerca-produzione = circuito virtuoso che crea fidelizzazione). Lo scopo delle mostre è la
produzione di cultura (filosofia dell’ascolto visibile). Sfruttare le mostre per lasciare
qualcosa di più duraturo oltre esse, non solo esposizioni, ma un modo per ricercare,
recuperare, restaurare, valorizzare il patrimonio rendendolo fruibile e creando valore.
Visita Consapevole e coinvolgente.
Strategia culturale sostenibile, Santa Maria della Scala come laboratorio per la città in cui
si possano sperimentare modi per creare nuove opportunità, nuove sinergie e nuove
collaborazioni. Duplice missione: portare e produrre eventi di qualità e valenza
internazionale e “restituire il complesso alla città”.
Realizzazione di mostre “a Km 0”. I costi sono contenibili realizzando mostre in
collaborazione. Collaborazioni con altri enti e istituzioni.
CREARE CULTURA:
- obbligo di impegno da parte degli organizzatori a una formazione specialistica
aggiornata;
- scambio culturale con le persone protagoniste della manifestazione;
- attrarre risorse fuori al nostro territorio con sponsor settoriali;
- attrarre nuovo pubblico competente;
Filoni:
- valorizzazione dello Spedale e dell’arte senese;
- attività per relazioni internazionali;
- scientifico e tecnologico;
- arte contemporanea;
19
-
convegnistica e mostre sul pensiero contemporaneo e temi della contemporaneità;
attività performative;
2- FORMA DI GOVERNANCE
Qualsiasi scelta gestionale deve avere una garanzia di qualità: termini minimi tecnicoorganizzativi in base al Codice dei Beni Culturali.
Requisiti indispensabili per il riconoscimento regionale ma anche capisaldi imprescindibili:
1- direzione tecnico-scientifica;
2- catalogo organizzato (inventari);
3- conservazione e ricerca sul patrimonio;
4- servizio di mediazione culturale (didattica) che si rivolge a diversissime categorie (tutti i
pubblici);
5- indagini di customer satisfaction fatte da tecnici esterni;
6- personale specializzato: pianta organica essenziale.
Vanno distinti e non confusi funzioni di responsabilità amministrativa e compiti di
direzione tecnica. Ambiti correlati ma diversi e autonomi.
La cornice normativa mette dei punti fermi, alla base di qualsiasi scelta:
A- chiarezza di ruoli degli enti coinvolti (Comune, Province, Regione, Università, Categorie
Produttive...) come interlocutori ben delineati e con ruoli precisi. Evitare un condominio
ma operare con un obiettivo comune per diversi diritti-doveri.
Chiara definizione degli attori per accordo di valorizzazione.
B- chiarezza assoluta rispetto a un PIANO ECONOMICO DI GESTIONE (condizionato e
condizionante la governance): costi, ricavi, fonti di finanziamento su due livelli:
- MASTER PLAN con costi certi. Mappa geografica di diversi lotti con avanzamento con
costi certi;
- Lavoro dettagliato sui costi di gestione (finanziamenti certi);
RISORSE:
Dare al Santa Maria capacità e facoltà progettuali, risorse. (rif. in allegati la relazione
finanziaria riguardo agli atti di rendiconto degli esercizi 2012-13 approvati con delibere
del Commissario Straordinario n. 2 del 24/04/2013 e Consiglio Comunale n. 113 del
30/04/2014; i dati di entrata e spesa riferiti al bilancio preventivo 2014 nelle more
dell’approvazione e della proposta di bilancio pluriennale 2014-2016 approvata dalla
Giunta comunale con atto n. 212 del 30/04/2014).
Per le risorse, mitigare i rischi: tre fonti di ricavi. Canali di finanziamento pubblici e privati
con alta percentuale di autofinanziamento.
1. fondi pubblici
2. fondi privati
3. ricavi propri (bigliettazione; produzioni, editoria, didattica, mediazione culturale,
concept mostre, …)
Imprescindibile la costituzione di un fondo di accantonamento per risparmio per salvare
l’operazione in caso di crisi.
20
In merito ai tre punti si ribadisce che:
1. I mutamenti politici troppo frequenti non devono condizionare i rapporti con i
partner internazionali;
2. Il sostegno degli sponsor segue l’imprevedibilità del mercato;
3. Il ricavo è variabile (successo di una mostra),
Rapporto con Candidatura: ricerca di nuovi modelli di gestione come importante
riflessione a livello nazionale. Ragionare in ottica di attrazione di investimenti
internazionali in risposta alla domanda forte fatta dai paesi in via di sviluppo. Sviluppare
con la Regione sul SMS un nuovo modello di gestione esportabile, muovendosi sulla
scena globale e verso Bruxelles.
Rapporto con la Fondazione Musei Senesi.
La priorità da rispettare nella costruzione del rapporto è quella che antepone la chiara
definizione della struttura del Santa Maria all’indispensabile dialogo con la Fondazione
Musei Senesi.
Un rapporto proficuo tra realtà così diverse può e deve nascere condotto con
autorevolezza delle parti e pieno rispetto delle vocazioni e identità.
L’obiettivo di lungo termine, da raggiungere senza strappi o accelerazioni parziali, è
quello di costruire un’interazione e una rete di musei in un territorio culturalmente e
spazialmente riferibile al Santa Maria della Scala (pensando a un distretto culturale che
possa nel tempo coinvolgere in una visione coordinata i territori di Grosseto e Arezzo
come auspicato dagli indirizzi della Regione Toscana).
Un primo dialogo potrebbe trovare concretizzazione stabilendo una rete di rimandi fisici e
virtuali con i musei del territorio all’interno del Santa Maria, realizzando percorsi storicodocumentali che comprendano anche le grance e le antiche proprietà dello Spedale
dandone una lettura storica, geografico-paesaggistica, economica, antropologica.
PIANO TRANSITORIO:
Nel documento del 1982 si precisava “è emersa la conferma di un’indicazione di
massima, già suggerita da Cesare Brandi, di una ipotesi di utilizzazione museale e
culturale del complesso. Tutti hanno da sempre condiviso la costante preoccupazione di
evitare sistemazioni provvisorie, parcellizzazioni e frantumazioni (…) che porterebbero a
una situazione assolutamente negativa nel quadro della costituzione di un polo culturale di
rilievo internazionale” avvertendo tutti i rischi dell’ambizioso quanto lucido progetto. Si
segnalavano tra gli aspetti emergenti: “- il primo è rappresentato dalla preoccupazione
che insorgano richieste di utilizzo del Santa Maria della Scala non compatibili con la
proposta complessiva: patrocinare richieste di dispersione sarebbe un grave errore per il
futuro della città”.
Nel passaggio occorre consolidare l’esistente. Agire nel presente con una chiara visione
del futuro.
Soluzioni ponte: animazione senza pregiudicare la sostenibilità del progetto.
21
Dotare il museo dei requisiti minimi per la sua identità facendo riferimento alla normativa
in vigore.
Requisiti ICOM:
- presenza di un Direttore;
- regolamento;
- conservatore responsabile;
- condizioni di conservazione congruenti;
- regolare apertura al pubblico;
Individuare e stimolare stakeholder locali (portatori di interesse) che promuovano
l’iniziativa di costituzione della Fondazione per il bene della città. Coordinare la nascita di
un’associazione tra partner privati. Costituzione di un consiglio autonomo con membri
nominati sia da soci pubblici che privati.
Stimolare, nella tradizione dell’autofinanziamento contradaiolo, un’operazione di
PROTETTORATO X SMS, un tesseramento utile non solo per il reperimento di risorse ma
per l’immagine, la fidelizzazione, la comunicazione. In tale azione coinvolgere
“testimonial” locali, nazionali e internazionali come Grandi protettori.
- Mostre, appuntamenti, convegni coerenti con le linee generali del progetto evitando le
frammentazioni (va riscoperta, ricostruita e comunicata in modo chiaro l’identità, prima
di potersi permettere di trasgredirla dobbiamo rafforzarla);
- Dotarsi di progetti definitivi e appaltare in progress spazi a reddito;
- Produrre progetti in collaborazione con le università seguendo le linee di indirizzo
europee per essere pronti con più di una proposta per partecipare ai bandi regionali per
l’erogazione di fondi strutturali. A questo scopo sarà importante: 1- dando seguito a
quanto impostato attraverso il Patto per lo Sviluppo, la costituzione di un team
(interistituzionale) di ricerca bandi che agisca sul territorio con professionalità al servizio
dell’amministrazione comunale ma anche di altri enti e privati; 2- elaborazione di
progetti specifici frutto di collaborazioni, progettazione partecipata, bandi per idee;
22
PARTE II
FORMA DI GESTIONE
Premesso:
Negli ultimi decenni la cultura è stata inserita tra i determinanti del pensiero economico
acquisendo centralità nelle politiche di sviluppo dei territori. Si è modificato il concetto di
sviluppo in progressione superando gli indicatori quantitativi tradizionali verso una
concezione nuova di ben-essere integrale (BES anziché PIL). La semplice presenza di
beni e attività culturali non è sufficiente se non è accompagnata da:
- amministrazioni pubbliche che facilitino gli scambi sociali ed economici tra gli attori
del territorio;
- una partecipazione diffusa al sistema di offerta e domanda di beni e attività
culturali;
- un sistema di gestione dei beni e delle attività culturali economicamente
sostenibile e gestito anche con “spirito imprenditoriale”.
Per il Santa Maria della Scala vanno ricreate le condizioni di autonomia strategica e
organizzativa assolutamente necessarie a una politica di valorizzazione complessa.
Considerato che:
- il controllo sulla finalità pubblica dipende dallo statuto, qualsiasi sia la forma di gestione
che deve essere adatta alle modalità di reperimento delle risorse;
- la struttura autonoma protegge la stabilità della squadra nel proprio lavoro;
- la gestione diretta è svolta per mezzo di consorzi pubblici o di strutture organizzative
interne alle amministrazioni “che siano però dotate di adeguata autonomia scientifica,
organizzativa, finanziaria e contabile, e provviste di idoneo personale tecnico”;
- la gestione indiretta è attuata con la “concessione a terzi delle attività di valorizzazione,
anche in forma congiunta e integrata, da parte delle amministrazioni cui i beni
pertengono o dei soggetti giuridici costituiti ai sensi dell’art. 112, comma 5 del Codice
dei Beni Culturali, qualora siano conferitari dei beni ai sensi del comma 7, mediante
procedure di evidenza pubblica, sulla base della valutazione comparativa di specifici
progetti (art. 115 D.Lgs. 42/2004, con modifiche apportate dal D.Lgs. 156/2006);
Premesso che è necessario:
- svincolare il progetto dal rapporto diretto con la politica. La fragilità e l’insidia della
gestione diretta sono determinate dal legame diretto con gli avvicendamenti politici che
hanno impedito in passato al progetto uno sviluppo coerente e spesso hanno
determinando ostacoli e interruzioni se non addirittura regressioni;
- un paritario rapporto pubblico-privato con finalità pubbliche: proprietà pubblica, finalità
pubblica;
- l’autonomia del Santa Maria ma con il Comune come principale interlocutore;
- selezionare le professionalità con bandi a evidenza nazionale e internazionale, con
massima trasparenza;
23
PARTE III
ALLEGATI
A. NORMATIVA DI RIFERIMENTO:
1- Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (in particolare artt. 112 e 115);
2- Codice Etico Statutes ICOM; Carta Nazionale delle Professioni Museali e
riconoscimento delle professioni museali dell’International Conseuil of Museum;
3- Legge Regionale 21/2010, Testo Unico dei Musei della Toscana;
4- Classificazione dei Musei UNESCO;
5- Il testo già pronto e in corso di approvazione sui Valori minimi di valorizzazione
elaborato dalla Commissione Ministero-Regioni;
6- Deliberazione n.5/2014 della corte dei Conti della Toscana;
B. ATTI
1- DELIBERAZIONE Consiglio Comunale 23/11/1982 “Locali dell’Ospedale Santa Maria
della Scala – Relazione circa la futura destinazione”;
2- Deliberazione Atto di indirizzo n. 25, CC 14/01/1997 Ospedale Santa Maria della Scala
– Gestione a mezzo Istituzione - Approvazione regolamento;
3- Deliberazione Atto di indirizzo (riconduzione alla gestione diretta) n. 384 CC
18/12/2007 Sviluppo e riorganizzazione del Complesso dell’Ospedale di Santa Maria
della Scala e di altri Istituti Museali: indirizzi:
4- Protocollo di intesa interistituzionale del 10 aprile 2000;
5- Preliminare di intesa del 13 aprile 2011 (deliberazione di Giunta n. 189, 13/04/2011);
6- Atto di indirizzo Fondazione di partecipazione CC n. 208 del 22/12/2011 Complesso
Museale Santa Maria della Scala – Linee di indirizzo per una fondazione di
partecipazione;
7- Statuto e odg accompagnatorio CC n. 71 del 20/03/2012 Fondazione di
partecipazione Antico Ospedale di Santa Maria della Scala – Approvazione statuto;
8- Sentenza Corte Costituzionale n. 236, 24/07/2013;
9- Legge n. 147, 27/12/2013, G. U. 27/12/2013, n. 302;
10- Deliberazione Corte dei conti Liguria n. 81/2013;
11- Protocollo di intesa tra Regione Toscana e Provincia di Siena per l’individuazione
di priorità di sviluppo per il territorio della provincia di Siena (del 9/01/2013, delibera
G.P. n. 272 del 30/10/2012, allegato 1;
12- Mozione approvata l’11 febbraio 2014;
13- Comunicazione dati finanziari, prot. n. 45 spec. (2012-13; 2014; 2014-2016);
14- Relazione Tecnico-scientifica sugli attuali standard di funzionamento e sviluppo,
Complesso museale di Santa Maria della Scala (consegnata nella Commissione del
24/06/2014);
C. DOCUMENTI
1- Progetto Canali;
2- Relazione di Roberto Barzanti (intervento in Commissione del 27/02/2014);
3- Relazione di Anna Carli (intervento in Commissione del 27/02/2014);
24
4- Relazioni di Mauro Barni; Maurizio Cenni; Ceccuzzi (interventi in Commissione del
17/03/2014);
5- Scheda progetto ITS;
6- Documenti consegnati da invitati e raccolti in ascolto;
7- Comunicati stampa;
8- Manifestazioni di interesse;
D. STATUTI, MODELLI DI RIFERIMENTO
123456789-
Fondazione Palazzo Strozzi;
Fondazione Brescia Musei;
Fondazione Torino Musei;
Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino;
Fondazione Roma;
Fondazione Musei Civici di Venezia;
Fondazione La Biennale di Venezia;
Fondazione Musei Senesi;
Consorzio di valorizzazione La Venaria Reale;
25
Scarica

1 In riferimento alla Mozione 4.03 emendata e