La riforma dell’OCM
zucchero: le implicazioni
per l’Italia
Annalisa Zezza
Alcune caratteristiche principali
della produzione e del mercato
dello zucchero





Prodotto di base dell’alimentazione umana
Prodotto congiunto di due processi
strettamente interdipendenti
Rilevante dimensione dell’intervento
pubblico con radici storicamente lontane
Elevato livello di protezionismo
Notevoli interrelazioni a livello
internazionale
Produzione mondiale di
zucchero
Principali paesi produttori di zucchero (Grezzo Equivalente) (Mt)
Anno
Tasso di variazione
1972
2002
'72/2002medio annuo
Ex- USSR
B
8.315.000
3.930.424
-52,7
-2,5
Germania
B
2.854.680
4.394.741
53,9
2,6
Messico
C
2.516.548
4.872.390
93,6
4,5
Australia
C
2.817.000
4.987.000
77
3,7
Francia
B
2.983.693
5.139.000
72,2
3,4
Tailandia
C
586.000
5.947.000
914,8
43,6
Stati Uniti
B/C 5.780.570
7.602.000
31,5
1,5
Cina
B
2.460.132 11.754.400
377,8
18
America Centrale C
10.019.840 13.033.953
30,1
1,4
Unione Europea (15)
B
11.801.271 18.438.937
56,2
2,7
India
C
3.378.000 20.475.000
506,1
24,1
Brasile
C
6.163.589 23.810.000
286,3
13,6
Mondo
B/C 71.329.769 145.208.316
103,6
4,9
Fonte: FAO
Gli scambi internazionali



Il 30% della produzione è oggetto di
scambi (40 milioni di tonnellate – 8,3
miliardi $)
85% esportazioni appartengono a cinque
paesi o aree: Brasile, UE, Tailandia,
Australia e Cuba)
Maggiori importatori: Federazione Russa,
Indonesia, UE, USA, Giappone, Corea
Le politiche di sostegno


l’intervento pubblico è molto diffuso sia
nel mercato interno che nella
regolamentazione dei flussi commerciali.
I principali responsabili delle distorsioni
presenti nel mercato internazionale dello
zucchero sono i maggiori paesi produttori
e consumatori - Unione Europea, Stati
Uniti, India, Cina -
Stima OCSE del sostegno



PSE = 3,3 miliardi di euro
56% valore della produzione
Il prezzo interno nei paesi OCSE è in
media superiore del 126% rispetto al
prezzo alla frontiera
Lo zucchero, dopo il riso, è il comparto
con il sostegno più elevato
Il prezzo mondiale dello zucchero



“world dump price” prezzo che non riflette il
costo di produzione e l’incontro della domanda e
l’offerta
Sul libero mercato viene scambiato circa il 25%
dello zucchero oggetto di commercio
internazionale
un’elevata volatilità



eventi climatici – rese
prezzo del petrolio (bioetanolo)
comportamento maggiori paesi produttori (UE- USA)
Produzione di barbabietola da
zucchero nell’UE





1,8 milioni ha (1,4% SAU)
230 mila aziende agricole (3,5% aziende)
18 milioni tonnellate + 3 nuovi SM
Principali produttori: Francia, Germania,
Italia e Regno Unito
Alta variabilità delle rese
Produzione di zucchero nell’UE




Elevato livello concentrazione: 126 impianti
appartenenti a 51 imprese e a circa 30 gruppi
industriali
50% della produzione in Francia e Germania
Negli ultimi dieci anni il numero delle imprese e
degli impianti si è ridotto in media del 30% ma a
tassi superiori al 50% in Francia e Germania
I primi 10 gruppi hanno il 75% della quota
Alcuni dati sull’industria europea






35 mila occupati
Riduzione dell’occupazione del 34% negli ultimi
dieci anni
Scomparsa degli impianti più piccoli (con
capacità di lavorazione giornaliera<5000 T)
Dimezzamento N° impianti dimensioni medie
Crescita impianti maggiori dimensioni
Internazionalizzazione e diversificazione industria
Struttura del Gruppo SudZucker
Paese
Numero di mpianti
Produzione (t)
Germania
Francia
11
5
1.806.000
1.111.000
Belgio
Polonia
3
12
660.000
518.000
Austria
Romania
Ungheria
3
2
2
458.000
183.000
161.000
Repubblica Ceca
2
113.000
Slovacchia
2
65.000
Moldavia
3
58.000
45
5.133.000
Totale
LA STRUTTURA DELL’OCM (1)



sostegno del prezzo interno, il cui onere è
sostenuto dai consumatori e dai contribuenti,
attraverso un sistema di protezione nei
confronti dei paesi terzi
autofinanziamento da parte dei produttori
(coltivatori e trasformatori) attraverso un
prelievo dei costi di smaltimento delle
eccedenze sul mercato mondiale, rappresentati
dalle restituzioni alle esportazioni.
presenza di un articolato sistema di quote alla
produzione
LA STRUTTURA DELL’OCM (2): le quote



Le quote sono attribuite ai produttori di zucchero e
di isoglucosio e si distinguono in quota A e quota B,
stabilite sulla base dei passati livelli produttivi. La
produzione di zucchero all’interno delle quote A e B
può essere venduta sul mercato interno o sul
mercato mondiale. Solo la quota A gode della piena
garanzia di prezzo.
La produzione al di fuori delle quote A e B, la
cosiddetta quota C, non gode di restituzioni alle
esportazioni e deve essere necessariamente
smaltita sul mercato mondiale prima del 31
dicembre dell’anno successivo a quello in cui finisce
la campagna di commercializzazione.
Le quote non possono essere trasferite tra Stati
Membri, ma un paese può trasferire quote tra le
imprese del proprio territorio entro il 10% della
quota complessiva di ciascuna impresa.
LA STRUTTURA DELL’OCM (3)


In seguito all’allargamento:
 per i paesi in surplus (Repubblica Ceca, Ungheria,
Lituania e Polonia) la quota A è stata stabilita in base al
livello dei consumi e la quota B come somma delle
esportazioni con rimborso negoziate in ambito WTO e
delle esportazioni con gli altri paesi dell’Unione.
 Per i paesi in deficit (Lettonia, Slovacchia e Slovenia) la
quota A è stata stabilita in misura pari alla produzione
corrente e la quota B al 10% della quota A; la somma
delle due quote non può comunque superare il livello dei
consumi interni.
 Per i paesi non produttori, Cipro, Malta ed Estonia, non
è stata stabilita alcuna quota.
Complessivamente la quota per i nuovi paesi membri
ammonta a 2.9 milioni di tonnellate ( 95% come quota A), -11% rispetto alla produzione media 1995-2000.
LA STRUTTURA DELL’OCM (4)


La quota complessiva per l’UE-25 era pari a
17.4 milioni di tonnellate, divisa tra quota A
(84%) e quota B (16%), a fronte di una
produzione attesa di circa 19/20 milioni di
tonnellate e consumi di circa 16 milioni di
tonnellate.
La quota dell’UE-15 è stata ridotta di 115
mila tonnellate nel 2002 e di 215,5 mila
tonnellate nel 2003, per rispettare gli
impegni assunti in sede GATT, in misura
pari alla meta del surplus esportabile
eccedente i quantitativi massimi stabiliti in
ambito WTO.
LA STRUTTURA DELL’OCM (5)



Le restituzioni riguardano circa 2,6 milioni
di tonnellate per un importo medio di
485€/t
La protezione esterna assicura la coerenza
dell’OCM e consente di mantenere elevati i
prezzi interni che attualmente si collocano
circa tre volte sopra il prezzo mondiale.
La protezione è attuata attraverso un dazio
fisso di 419€/tonn ed un dazio addizionale
che varia in base al prezzo mondiale(totale
circa 500 €/tonn.)
Accordi GATT


L’accordo sull’agricoltura dell’Uruguay Round ha
stabilito un insieme di direttive per ridurre i
sussidi agricoli
l’UE ha concordato di :




ridurre il volume delle esportazioni sussidiate di
zucchero del 21% tra il 1995/96 e il 2000/2001;
di ridurre la spesa per esportazioni sussidiate del 36%
in 6 anni
di convertire i prelievi variabili in tariffe standard
ridotte del 20% in sei anni
di mantenere il livello di accesso per le importazioni
preferenziali nell’ambito dei 1.305 milioni di tonnellate
di da ACP e India
Impatto degli accordi GATT




Gli impegni assunti nell’ambito dell’Uruguay Round non
hanno avuto un impatto rilevante sul settore in termini di
diminuzione del sostegno interno a cui si è fatto fronte
attraverso le riduzione dei prezzi in altri comparti.
L’obbligo di accesso minimo è risultato coperto dalle
importazioni preferenziali mentre i dazi doganali sono rimasti
elevati.
L’unica modifica ha riguardato il limite alle restituzioni alle
esportazioni. La riduzione richiesta relativamente al volume
delle esportazioni sussidiate ha cominciato a diventare
stringente verso la fine del periodo di implementazione degli
accordi costringendo l’UE ad un taglio temporaneo delle
quote A e B.
La riduzione delle quote si è resa necessaria per l’effetto
congiunto del basso livello dei prezzi mondiali e
l’apprezzamento dell’Euro con il conseguente aumento del
costo dei sussidi alle esportazioni.
Nuovi negoziati WTO (DOHA)



Attivati nel marzo 2000
Ripartiti nel 2004
agosto 2004 : accordo – quadro



Sostegno interno
Riduzione delle tariffe
Riduzione e progressiva eliminazione dei
sussidi alle esportazioni
Nuovi negoziati WTO


Panel Australia- Tailandia e Brasile contro UE Aperto nel
2003 – Concluso nel 2005 relativo ai sussidi alle
esportazioni:
 l’Unione Europea avrebbe avuto esportazioni sussidiate
di zucchero in eccesso rispetto ai propri obblighi di
riduzione
 L’UE avrebbe sussidiato indirettamente le proprie
esportazioni zucchero C
 L’UE ha perso e deve adeguarsi entro il 22/6/2006. Ciò
comporta un’ulteriore riduzione delle esportazioni
sussidiate per 1,6 milioni di tonnellate.
Nel prossimo futuro l’OCM potrebbe dunque trovarsi a far
fronte alla diminuzione della protezione tariffaria esterna,
alla ridotta possibilità di esportare con restituzioni,
all’aumento delle importazioni preferenziali e ad una
maggiore pressione sul mercato comunitario da parte dei
prodotti concorrenti.
Esportazioni
Importazioni
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
2000
1500
1000
500
0
-500
-1000
1995
milioni di Euro
Il commercio internazionale
dell’UE
Saldo
Italia - Scambi con l'estero di
zucchero bianco
Le motivazioni della riforma

Sul fronte interno:





completamento della riforma di medio
termine
alto costo del regime di sostegno per i
consumatori
formazione di eccedenze strutturali
scarsa concorrenza e ridotta competitività
del sistema industriale
Sul fronte internazionale:


effetto distorsivo sul commercio
impatto negativo sulle economie dei paesi
meno sviluppati
Le tappe della riforma




studio di valutazione di quattro scenari
alternativi (Commissione Europea, 2003)
proposta della Commissione luglio 2004
proposta della Commissione giugno 2005
compromesso finale novembre 2005
luglio 2004
giugno 2005
fusione A e B
fusione A e B
riduzione (-1,8
milioni t)
mantenute fino al 2014
novembre 2005
fusione A e B
mantenute fino al 2014
quota addizionale 1 milione
t soggetta a prelievo
quote
prezzo intervento
trasferibili
-34% in tre
anni
non trasferibili
quota addizionale 1,1 milione t
soggetta a prelievo
non trasferibili
- 39% in due anni
- 36% in quattro anni
64,2% nel pagamento unico
compensazione
bieticoltori
60%
60%
pagamento transitorio con fondi
nazionali se lo SM rinuncia al
50% quota (11 €/t per l’Italia)
aiuto di stato
programma
ristrutturazione
Industria
pagamento addizionale 30%
disaccoppiato
se lo SM rinuncia al 50% quota
350 €/t
abbandono
quota
degressivo in quattro anni
da 730 a 420 €/t
abbandono quota
degressivo in quattro anni
da 730 a 520 €/t
abbandono quota
Fondo diversificazione
regionale degressivo 4 anni
da 190,50 a 78 €/t
prelievo industria
revisione
2008
126,4 - 91,0 - 64,5 €/t
126,4 - 173,8 - 113,3 €/t
2015
2015
LA VARIAZIONE DEL SOSTEGNO (-19,6%)
ST = (Pa - Pw) A + (Pb – Pw) B
STr = (Pr - Pw) (A + B).
Pa
E
Pb
Pr
F
F
G
Pw
A
Xr
B
STIMA DELLA VARIAZIONE DEL
SOSTEGNO
Sostegno
Sostegno post riforma
totale
Compensazioni Sostegno totale Var %
pre-riforma
Teorico con quota
intera
532.738,50
188.236,80
427.771,50
-19,7
Reale con quota
intera
532.738,50
188.236,80
331.958
-37,7
Teorico con 50%
quota
532.738,50
284.700,80
404.468,20
-24,1
effettivo
479.102,80
188.236,80
331.958
-30,7
Rispetto al sostegno
effettivo percepito
con 50% quota
479.102,80
284.700,80
404.468,20
-15,6
Confronto tra costo di produzione e
prezzi istituzionali
Costo variabile medio/tonn
(euro)
100
Pr
90
80
70
60
50
40
+ compensazione
30
20
10
0
0
20
40
60
80
superficie cumulata (%)
100
120
Presenza di altre colture in relazione
all'incidenza della barbabietola, Italia
Settentrionale
oltre 45
barbabietola
da 40 a 45
mais
da 35 a 39,99
grano tenero
da 30 a 34,99
riso
da 25 a 29,99
soia
da 20 a 24,99
grano duro
da 15 a 19,99
patata
da 10 a 14,99
girasole
da 6 a 9,99
altro
ortive
da 0 a 5
0%
20%
40%
60%
80%
100%
Presenza di altre colture in relazione
all'incidenza della barbabietola, Italia
Centrale
oltre 50
da 45 a 49,99
da 40 a 45
barbabietola
da 35 a 39,99
grano duro
da 30 a 34,99
grano tenero
da 25 a 29,99
mais
da 20 a 24,99
altro
girasole
da 15 a19,99
ortive
da 10 a 14,99
da 0 a 9,99
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
90%
100%
Presenza di altre colture in relazione
all'incidenza della barbabietola, Italia
Meridionale
oltre 50
da 40 a 49
da 30 a 39,99
barbabietola
duro
da 25 a 29,99
patata
da 20 a 24,99
girasole
ortive
da 15 a 19,99
altro
da 10 a 14,99
da 0 a 9,99
0%
20%
40%
60%
80%
100%
Decisioni nazionali di applicazione
della riforma

DECRETO LEGGE 2/2006
Istituisce un fondo di 65,8 milioni di euro
 Introduce misure per lo sviluppo della filiera
bioenergetica


PIANO RAZIONALIZZAZIONE E LINEE PER
LA RICONVERSIONE

Chiusura 9 stabilimenti e investimenti per 600
milioni € per riconversione
(bioetanolo/biomasse)
Decisioni nazionali di applicazione
della riforma

INTESA CONFERENZA STATO REGIONI
(20/4/2006)



aiuto alla ristrutturazione art. 3 Reg. 320/06: 90%
all’industria
Fondo di diversificazione art. 6 Reg. 320/06: viene
applicato dalle Regioni ed è destinato alle imprese
bieticole e saccarifere che cessano la produzione
Art. 69 all’8% con vincolo rotazione biennale (circa
70€/ha)
CONCLUSIONI






Riforma inevitabile: si è scelta un’opzione
prudente
L’Italia ha invece scelto un’opzione drastica
Comporterà una riallocazione interna all’UE
Il mercato comunitario continuerà ad essere
separato da quello mondiale: sarà necessaria
una nuova riforma?
Gli assetti produttivi dipenderanno dagli
equilibri relativi all’applicazione del
pagamento unico
Sarà in grado la nostra industria saccarifera di
affrontare la propria modernizzazione o la
riconversione?
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La dimensione internazionale del mercato dello zucchero: scambi