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Anno XXXII, num. 53.
PUBBLICAZIONE:
Nei giorno di GIOV E D I d ogni settimana.
Un numero, centesimi O.
DIREZIONE:
Nella Tipografia Vannucchi, via del Monte, 12, Pisa.
erno
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AVVERTENZE:
L'Amministrazione, Fili Vannucchi, risponde dei
soli incassi di cui ha emesso ricevuta.
I naanoscritti non si restituiscono.
Le lettere mai atIrancale si respingono.
(Conto corrente colla Posta)
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(Conto Corre,nte colla Posta)
NPIllú M M
GIORNALE POLITICO-AMMINISTRATIVO
GIÀ UFFICIALE PER GLI ATTI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE E COMUNALE
31 dicembre 1896.
ABBUONAMENTI:
un semestre, lire 2,50: per fuori
stato gi aggiungono le maggiori spese postali
Un anno, lire 5:
(iello
INSERZIONI:
In quarta pagina, centesimi
30 per linea.
In terza pagina, lire 1,50 per linea.
Nel corpo del giornale, lire 2 per linea o spazio
di linea.
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IN ITALIA E ALL'ESTERO
— In occasione del capo d' anno,
al Quirinale avranno luogo i consueti
ricevimenti ufficiali.
La sera del 30 dicembre veniva ricevuto il corpo diplomatico, il quale
era presentato dal sig. Billot, ambasciatore di Francia.
Il 1° gennaio saranno ricevuti i
cavalieri della SS. Annunziata, i ministri, le presidenze del senato e della
camera, le alte cariche dello stato.
— Al ministero di grazia e giustizia proseguono gli studi, per la riforma
del codice di procedura penale.
Furono completate le proposte che
hanno stretta attinenza alle disposizioni del codice penale ultimo, e quelle
riguardanti il disbrigo degli affari penali.
— La commissione che esamina i
titoli dei nuovi senatori non potrà proporre la convalidazione dell'on. Fogazzar°, perché essendo egli stato nominato per censo, non risulta che paghi
allo stato L. 3000 annue di imposte,
ma sole 2200.
In questo caso la legge concede 3
anni di tempo perchè possasi completare il titolo.
— I giornali tedeschi la Berliner
Zeitung e le Neueste Nachrichten, disapprovando la recente allocuzione del
papa, osservano che l'onor. Di Rudinì
non osteggiò mai in alcun modo la
missione di mons. Macario.
Se Rudinì fece veramente qualche
passo per far riuscire la missione del
maggiore Nerazzini, egli non è biasimevole, essendo di buona guerra diplomatica il premunirsi contro il proprio avversario.
I giornali unanimemente concludono
sostenendo che il torto del pontefice
fu di unire la politica ad uno scopo
che doveva essere solamente umanitario.
Il ministero della marina ha disposto che l'incrociatore Fieramosca cessi
temporaneamente di far parte della
squadra di riserva, e sia armato per
recarsi a Napoli, onde eseguire degli
esperimenti d'artiglieria.
— A Messina dovrà sorgere quanto
prima un gruppo in bronzo ricordante
l'eroica condotta degli artiglieri siciliani nell'infausta giornata di Adua.
Il ministro della guerra, volendo
concorrere in parte alla spesa della
erezione del monumento, ha ordinato
che il gruppo in bronzo sia fuso nel
regio arsenale di marina, senza alcuna
spesa.
.
11 disastro di Sant'Anna Pelago
Dal Pa naro di Modena togliamo
la seguente desolante descrizione del
terribile disastro di Sant'Anna Pelago:
.
La frana comincia subito sopra il
ponte di Sani' Anna e va sino sopra
casa Nanini, lungo la via delle Radici
(enormemente danneggiata ed interrotta) e abbraccia, al momento in crei
scriviamo, una superficie di 7 chilometri quadrati.
In altezza poi si stacca da poco
sotto il crinale del monte Spicchio (alto
m. 1665) e monte santa Maria nella
località detta Bonaccie fino a casa
Bianchi, scendendo naturalmente al
fiumicello Perticara, che divide la vallata di S. Anna dal versante opposto.
Il paesello di S. Anna restava a 7
chilometri da Pievepelago, più in alto
verso san Pellegrino, lungo la via che
staccandosi dalla via Giardini, comunica con la Garfagnana, nel centro di
una vallata ubertosissima.
La frazione contava circa 900 abitanti, dl cui un certo numero di adulti
era già sceso al piano, secondo il costume di quelle povere popolazioni
montanare, in cerca di lavoro.
Il corso del torrentello Dora ha deviato: altri corsi d'acqua sono spariti,
in quanto le acque si sono aperte una
via fra i crepacci, insinuandosi così
nelle viscere del monte, terribile forza
disgregatrice.
La desolazione è immensa. Oramai
nulla di Sant'Anna è rimasto in piedi,
poichè i pochi muri che ancora si reggevano, furono, per necessaria precauzione demoliti con la dinamite. Secondo
le notizie che abbiamo, le case crollate
sarebbero 81 oltre la chiesa, la canonica e il campanile.
Gli abitanti, fuggiti senza masserizie, senza indumenti, si sono sparsi per
le borgate vicine, specie a Pievepelago
e a Pavullo, e vennero ricoverati negli edifizi comunali, nelle chiese e in
molte ville signorili. Sono state costruite delle cucine economiche, e si
cerca in ogni modo di rendere meno
crudele la dolorosa calamità che percuote quelle infelici popolazioni, nel rigore della stazione invernale, loro togliendo improvvisamente campi, case,
ogni mezzo di sussistenza e di riparo.
Notizie che pervengono di là riferiscono come quei poveretti si mostrino
al fierissimo colpo, quasi inebetiti; e
davvero terribile è la loro sorte, ed
eco vivissima nel cuore di tutti i generosi deve avere tanta ed improvvisa
miseria.
Il sottoprefetto di Pavullo, il tenente dei carabinieri con i suoi uomini,
altre autorità,*molti notabili del Frignano si sono recati sul luogo del disastro trattenendovisi notte e giorno.
In tanta sciagura ciò che aumenta
le preoccupazioni è il vedere come rapidamente si succedano le frane, le
quali minano sordamente il Frignano,
così che, se non si porrà subito mano
a vasti lavori per canalizzare le acque
e apprestare loro sicuri letti, e non si
compiranno tutte le altre opere risanatrici a principiare da un saggio rimboschimento, quella ridentissima plaga
della nostra provincia non tarderà, in
molta parte, a mutarsi in un' orrida
petraia.
La frana continua minacciando di
estendersi sul versante opposto detto
di Rovaceto. Fortunatamente non si
ha da deplorare finora nessuna disgrazia umana. Gli operai divisi in squadre
procedono regolarmente alla demolizione ed allo sgombero delle case.
Si somministrano ogni giorno i viveri ai più bisognosi. L'ordine si mantiene perfetto.
La forte e onesta popolazione, in
tanta sciagura rassegnata, ha preso
alloggio nei casali limitrofi. Sono interrotte le comunicazioni.
Il disastro è superiore a quello di
Casamicciola.
19.
DM« ANTONIO FEROCI
DEGLI ANTICHI SPEDA.LI
IN PISA.
Credo che non pochi brameranno
conoscere, a quali persone veniva affidata la cura degli ammalati che si
trovavano in questi spedali. Quantunque non vi siano documenti che Io
provino, pure si può tenere quasi per
certo, che i curanti erano gli stessi
monaci, i quali in quelle epoche agitatissime rimanevano quasi i soli, che
nel silenzio del chiostro si applicassero
seriamente agli studi.
Nell'oriente cristiano i monaci esercitavano la medicina quale opera di
pietà, come un obbligo imposto dal
loro carattere religioso. Nell'occidente
accadeva la medesima cosa, ed è pur
vero che i monaci furono i conservatori di molte opere che nascoste nei
conventi potevano salvarsi dal fuoco
e dalla distruzione operata alrove dai
barbari, ed a loro dobbiamo esser grati
per averli gelosamente custoditi.
In quei secoli non pochi furono i
medici che rivestivano il carattere ecclesiastico, i quali godettero fama di abilissimi, e il cui nome passò alla posterità. Nella biblioteca del convento era
riserbato un posto ai libri di medicina,
ed ivi Si trovavano gli aforismi d'Ippocrate, articella di Galeno, il libro
di A. Cornelio Celso, e quello di Celio
Aureliano. Nel catalogo della libreria
del convento di S. Francesco in Pisa,
erano registrate queste opere:
Liber medicinalis Costan tini.
Johanni tius de medicina.
Ars fratris Goffredi de medicina.
Liber de cura equo' et animalium.
(Dal catalogo del 1355 della libreria dei frati di S. Francesco. Archivio
dell'opera di S. Francesco. Archivio
del conau ne di Pisa).
I frati talvolta tenevano in proprio
manoscritti di medicina, i quali costavano assai. Frate Uguccio da Monte
addetto al convento di S. Caterina, avendo imprestato un' opera intitolata
gli Aforismi di Galeno, certamente il
commentati() di Galeno agli Aforismi
d'Ippocrate, valutato quattro Bovini
d'oro e che non gli veniva restituito;
il 30 ottobre 1325 avanzava istanza
giudiciale alla curia arcivescovile perché gli fosse consegnata dalla persona
che indebitamente la riteneva. (Cron.
del Conv. di S. Caterina, p. 542 nota).
Frate Uguccio apparteneva all' ordine
domenicano, nel quale si trovavano
uomini eminenti nelle lettere e nelle
arti. Fra questi viene ricordato come
abile medico frate Filippo da Saliminiato, « Frater Philippus de sancto Miniato, jam rnedicinae in arto peritus,
cum aliis scientiis ingressus ex magna
devotione ordinem nostrum, brevi tempore in ornni probitate profecit. (Op.
citata, p. 433). Questi frati non solo si
occupavano di esaminare gli ammalati
e di prescrivere loro i rimedi necessari, ma ve ne erano alcuni destinati
a nutrirli, apprestar loro le medicine,
e ad assisterli in modo vario. Nella
cronaca ricordata si fa parola di frate
Cecco Nasi, uomo di grandi virtù, e
che si distingueva per il modo garbato
e catitatevole con il quale assisteva gli
infermi: « Infirmis vultu sernper hilari
serviebat, non solum illis necessaria
ministrando, sive cibaria sive medicinalia, sed etiam illis indigentibus elemosynas procurando ». (Op. cit. 445).
Si ricordano pure i medici ecclesiastici negli atti del concilio provinciale,
celebrato da Federigo Visconti arcivescovo di Pisa nel mese di marzo dell'anno 1258, e dove si prescrive pena
la scomunica, che i medici ecclesiastici
come i medici laici, non si conducano
a curare gl'infermi oltre due visite se
questi non avranno soddisfatto ai sacramenti imposti ai medesimi dalla
chiesa. Egualmente fra le prescrizioni
vi è pur quella fatta ai sacerdoti ignari
dell'arte medica, di astenersi dal medicare e in special modo di amministrare medicine di molta attività. (V.
Mattei, Histor. eccles. pisan., T. II,
Append. p. 5. Acta Concilii provincialis ecc.).
Può ritenersi per vero adunque che
alla cura dei vad ammalati, pensavano
quei monaci, che per gli studi fatti, si
stimavano periti nell'arte del medicare.
Del rimanente i medici laici non erano
molti, anzi pochissimi, tanto vero questo che ammalandosi qualche principe
si faceva venire un medico da paese
lontano, che per lo più era un ecclesiastico, non essendovene nel luogo, e che si pagava profumatamente.
Nei conti del tesoriere generale di Savoia si legge, che Carlo fratello del
duca trovandosi nel Cantone di Lucerna ammalato di quartana, fu man,
dato a chiamare frate Guglielmo, il
quale condottosi presso l' illustre infermo, riusciva a guarirlo nello spazio
di due mesi. Nell'ultima malatqa d'Aimone di Savoia, fra i varj medici consultati vi fu pure maestro Pietro curato d' Arvillie. (Cibrario Istor. del
med. ev. p. 288).
Esistevano molti spedali nella città
di Pisa, allorquando per la ragione che
indicherò a suo tempo, veniva nell'anno
1257 costruito lo spedal.e di papa Alessandro, così chiamato per moltissimi
anni perchè quel pontefice ingiunse ai
pisani la costruzione del inedesitno,
come condizione per esser perdonati
dalla scomunica nella quale erano incorsi. Quel pontefice per favorire il
nuovo Spedale, ed affinchè potesse soddisfare utilmente all' assistenza degli
ammalati, approvò la soppressione dei
piccoli speciali, e la concentrazione
delle rendite nel patrimonio del nuovo.
Il modo di estrinsecarsi il sentimento religioso colla erezione di piccoli
spedali, era frequente nel medio evo;
ma raffreddatosi l'entusiasmo nei fondatovi, gli spedalieri che succedevano
in seguito non furono sempre onesti,
facendo spesso mal governo, del patrimonio dei medesimi. Essi li riguardavano sovente come poderi propri, dai
quali intendevano retrarre l'utile maggiore che potevano. Da ciò ne avveniva che non utilmente soddisfacessero
all'ufficio della spedalità, e se ne facevano grandi lamenti. Per tale ragione si pensò di riunirne a'cuni per
cumulare le rendite, e anche in Pisa
essendo stato costruito da Alessandro
111 mentre era canonico pisano un piccolo spedale nella via S. Maria, l'arcivescovo Federigo Visconti sapendo
come il medesimo avesse rendite esigue, procurò che al medesimo venisse
Unito lo spedale che si trovava nella
parrocchia di S. Cecilia, colla condizione però che il prefetto dello spedale
di S. Maria pagasse arcivescovo
ogni anno per la festa di S. Maria del
mese di agosto unum Bizantium. (V.
Mattei, Historiae pis. eccl. V. 1, p. 221,
nota, vol. 2, p. 8).
(continua).
passeggiate a cavallo o in partite di
caccia fino alla località dove avvenne
il massacro.
La spedizione non fu allora compiuta per le notizie avute dall'interno.
Il console Cecchi arrivato col Volturno da Zanzibar, messo al corrente
di tutto ciò che riguardava la gita a
Glieledi (?!) si mostrò meravigliato che
non fosse stata ancora eseguita, e,
nell'attesa di una risposta ad un rnessaggio che fece partire per Gheledi il
giorno stesso, propose che la spedizione
partisse ugualmente la sera del 25,
riservandosi di non spingersi al di là
del fiume Webi qualora non avesse incontrato nel cammino il messaggero
che avesse recato la notizia che il sultano non gradiva la nostra visita..
La spedizione della quale tutti avrebbero desiderato far parte, venne
formata nel modo seguente:
Console generale Cecchi, capitani
di fregata Mongiardini Camino e Marfei Ferdinando, ufficiali di vascello Sanfelice Carlo, De Cristofaro Vincenzo,
Baraldi Onorato, Guzolini Luigi, ufficiale sanitario Smuraglia Alfredo, ufficiali commissari Baroni Lucindo e Gasparini Bernardo, macchinista Olivieri
Giusepp,, sotto-capo fuochista Rolfo
Giuseppe, sotto-capo timoniere Vianello
Nicolò, marinari Bonasera Natale e
Pregante Federico, domestico Caramelli Pio, direttore doganale signor
Qu irighet ti.
Accompagnavano la spedizione settanta ascari armati nonchè gli interpreti. La partenza ebbe luogo alle sedici del 25 corr., tutti erano armati di
carabine con tre pacchi di cartucce, ed
alcuni ufficiali avevano eziandio la rivoltella. Il comandante Maffei solo era
disarmato e, avendoglielo fatto osservare, 'rispose che non credeva fosse il
caso di caricarsi di roba inutile per
una gita che al massimo avrebbe durato 48 ore.
Pare accertato che la spedizione
uscita dalle mura di Mogadisciu verso
le sedici e mezzo si diresse verso il
fiume Webi. Tutti gli europei erano
montati chi su cammelli, cavalli o muli
mentre le vettovaglie erano caricate
su
cammelli. Man mano che avanzava
I rapporti sulla strage di Lafolé
incontrava dei somali apparentemente
diretti verso Mogadisciu i quali saluSono giunti al ministero della ma- tavano i componenti la spedizione con
rina comunicati dal signor Dulio,.com- le parole « Jatnbo sana bonacuba »
missario regio al Benadir, i rapporti (addio signore). La spedizione così
fatti dai comandanti del Volturno e camminando giunse verso le 19 ed un
della Stafetta, tenente Foscari e te- terzo, in un campo aperto dove il conente Cavazza, sul massacro di Lafolè. mandante Mongiardini propose di pianLa spedizione allo Webi Scebeli era tar le tende per la notte. Il saggio
stata concretata tra il console generale consigiio fu respinto dai più e fu inCecchi, il commissario regio Dulio ed vece accettato il parere dell' Aghida
il comandante cav. Mongiardini sin
(capo degli ascari) il quale propose di
dal ineSe di settembre, quando soltanto
porre attendamento in un bosco. A
il Volturno trovavasi sulla costa. La parere di tutti è stata la scelta di quespedizione aveva il solo scopo di visi- sto posto l'origine di tutto il disastro.
tare i popolosi villaggi del fiume per Infatti i somali protetti dagli alberi,
riferirne al R. governo e per stringere
dai cespugli che circondavano l'accammaggiore amicizia col sultano di Ghepamento strinsero i nostri in un cerledi, il quale allarga la sua autorità chio e ciò è provato dal fatto che alle
lungo tutto il fiume e sino ai Il intorni ore una del 26 mattino sei ascari di
di Mogadisciu e Merka.
sentinella nelle diverse direzioni delChe non vi fosse alcun pericolo, l'accampamento cadevano contemporanon solo tutti i capi indigeni lo afferneamente pugnalati.
'Davano, ma tutti ne erano convinti,
La spedizione, dopo essersi difesa
sia per la completa tranquillità della durante la notte, attese a piè fermo
costa, sia per le relazioni calme esi- il giorno. Il nemico era scomparso. Si
stenti fra le stazioni costiere e le tribù
ritenne prudente far ritorno in Moganomadi (lei 1' interno, sia specialmente
Si caricarono le bestie e la caroperciò, i defunti comandanti ed altri
ufficiali si erano spinti più volte colla vana diresse i suoi passi verso Moga.disciu nell'ordine seguente:
semplice scorta di qualche ascaro,
-
•
-
Piccola avanguardia di ascari. Spedizione italiana. Retroguardia composta dei rimanenti ascari.
La spedizione marciò in perfetto
ordine sino alle ore 7, ma al traversare un secondo bos co, furono assaliti
e colpiti da un gran numero di freccie
senza potersi quasi rendere conto del
luogo da dove venivano lanciate, tanto
la boscaglia era fitta.
Gli ascari della retroguardia passarono all' avanguardia meno alcuni
pochi che credettero di non abbandonare il posto loro stato assegnato. In
, quel momento il dottor Smuraglia Alfredo fu ferito da due freccie ai fianchi
ed i compagni di spedizione non curanti della propria esistenza, ma preoccupati soltanto del saper ferito un
loro compagno si fermarono, entrarono
in una specie d'orto vicino, mettendosi
sulla difesa. Le frecce continuavano
ad arrivare, i nostri difendendosi consumavano le provviste di munizioni
rimaste, e verso le 8, quando non rimaneva una sola cartuccia, sotto la
pioggia di frecce nemiche, fa lasciata
libertà di azione.
Nella ritirata fatta, primo a cadere
fu il sottotenente di vascello signor
Sanfe,lice e dopo di lui tutti gli altri.
Si salvarono solamente i marinai Pregante', Bonasera e Vianello.
Molte delle salme furono rinvenute
ed altre si sperava averne, ed ora queste saranno probabilmente state rinvenute.
Benchè sia difficile ricostruire la
scena della ritirata pure dalle posizioni
dei cadaveri si può ritenere che gli
ufficiali commissari Gasparini e Baroni
abbiano fatto sino all'ultimo momento
scudo col proprio corpo al comandante
Mongiardini, come il guardiamarina
Guzolini, il macchinista Olivieri ed il
sotto capo fuochista Rolfo, tutti tre
giovani e che colla fuga potevano salvarsi, hanno preferito morire anzichè
abbandonare il loro comandante Maffei.
-
-
Alle prime notizie del disastro avvenuto i due plotoni della compagnia
di sbarco al comando dei sottotenenti
di vascello Mellana e Caccia delle navi
Volturno e Staffetta si spinsero per
una ricognizione sino al luogo del disastro e riuscirono di riconoscere i cadaveri dei poveri compagni senza però
poterli ricuperare stante la mancanza
di bestie da soma, l'ora tarda e la
stanchezza della compagnia da sbarco
che dopo che da un mese e mezzo non
scendeva a terra aveva fatto in un
giorno più di 35 chilometri.
Il mattino del 27 fu organizzata
una spedizione allo scopo di ricuperare
i cadaveri. La compagnia da sbarco
formata come il giorno precedente uscì
dalla città con cammelli, stuoie, lenzuoli
ecc., per poter ricuperare i cadaveri
dei nostri compagni, ma l'esito non fu
favorevole perchè accerchiati da numerosi stuoli di soffiali imboscati e nascosti in località dose era impossibile
per i nostri fare efficace difesa, dovette
ritirarsi ordinatamente, riuscendo a tenere i somali a distanza col fuoco. Nessuna rerdita, solo qualche ferito.
La situazione dai Turchi
Il telegrafo da più giorni ci ha dato
notizia dell'ultimatum, che l'ambasciatore russo ha presentato al sultano per
chiedere le riforme in nome delle grandi
potenze europee.
A questo proposito scrivono da Costantinopoli alla Gazzetta del Popolo
dì Torino:
Ma riforme senza quattrini non si
potranno mai applicare in Turchia.
tesoro è esausto, i fallimenti si moltiplicarono ogni giorno, la fuga e la
persecuzione degli armeni, ricchi, che
erano tutti dediti al commercio, le devastazioni in Macedonia e nell'Asia Minore hanno finito di depauperare completamente il paese; e mentre dall'Anatolia giungono notizie raccapriccianti
di centinaia di infelici morti di fame
e di freddo, di parvenze di umani ischeletriti per la fame, che vagolano mezzo
nudi, nell'esercito e nella burocrazia la
miseria è pur grande. Ci sono ufficiali,
alti e bassi, che da un anno a questa
parte non hanno più ricevuto un centesimo del loro soldo; impiegati che
da sei mesi non han più visto il colore
delle lire turche; soldati che vanno
attorno a piedi nudi a rubare i commestibili esposti nelle botteghe.
La ragione principale della spaventosa corruzione dell' amministrazione
turca sta nella miseria degli impiegati,
tanto militari che borghesi, che prendono inancie, fanno ricatti di ogni sorta,
e accettano qualsiasi piccola somma
per mancare ai loro doveri.
Intanto che nelle provincie asiatiche le truppe affamate vengono mandate dai governatori a saccheggiare i
villaggi cristiani, pur che mangino, —
nelle città, e anche a Costantinopoli si
arrestano i ricchi armeni e i ricchi turchi sospetti di costituzionalismo (i cosidetti « giovani turchi »), per cavar
loro quattrini e metterli in libertà, o
lasciarli fuggire dopo che han ben bene
riempite le tasche dei funzionari cui è
affidata la « delicata » partita della
giustizi a.
Gli arrestati politici ricchi se la cavano sempre in questi paesi: quelli
miseri, mai. Un governo che non paga
i propri impiegati, non può lagnarsi
di codeste « procedure » e infatti non
se ne lagna; anzi perchè la burocrazia
non si rivolti, la sublime porta chiude
non un occhio, ma entrambi, e il paese
è così in balia d' una banda organizzata e potente di malfattori affamati.
PUBBLICAZIONI
Dal Trevisini di Milano è uscito ora
l'annunciato volume Pensiero e lavoro,
che raccoglie scritti pregevolissimi dei
più chiari ingegni, quali il senatore
Negri, Rapisardi, Alfani, Barbiera, Molmenti, Ugo Oietti, C. Pigorini Beni,
Castiglioni Vitalis, Pagliara, De Marchi, Neera, Bertolini, Nuvisio e molti
altri.
Un volume interessante, nel quale
lo studio di osservazione, la novella, il
bozzetto si alternano con versi gentili,
in cui l'originalità non è dissociata dal
sentimento. La nota gaia ed umoristica
rallegrano qua e là, con le lepide illustrazioni di Bladinius, la lettura del
volume, pel quale l'egregio pubblicista
cav. Lanzi, ha scritto una concettosa
prefazione. Ogni pagina contiene due
colonne di testo riccamente illustrate.
Il volume è rilegato in cartoncino elegantissimo che è un amore. L'editore
Trevisini Enrico, di Milano, ha fatto
veramente un bel volume, e insieme
all'unione cooperativa, una bella azione,
dli
o
destinando parte del profitto a beneficio degli alunni poveri delle scuole di
Milano. Pensiero e lavoro anche per
l'indole dei suoi scritti, tutti morali,
troverà nelle famiglie le più liete accoglienze. Costa soltanto una lira, ma
vale di più. Si può avere inviando cartolina-vaglia all'editore.
.
a
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L' editore S. Lapi di Città di Castello ha pubblicato il 35° volumetto
della collezione: di « Opuscoli Danteschi » inediti o rari diretta da G. L.
Passerini.
Il volumetto 35° contiene: La « fama » nella divina commedia, di Silvio Scaetta, e porta la dedica che segue: - Al prof. conte Ruggero Della
Torre che strenuamente sostiene ascoso
nel " veltro „ il sommo poeta e doversi l'opera di lui con arte nuova interpretare.
411=7 4G411E» INIa;421...7
- Il 24 corrente adunatosi il consiglio comunale trattava i seguenti affari
11 sindaco comunicava come recatosi esso a Firenze per rappresentare
la città alla inaugurazione e alla ea
sposizione delle feste dei fiori, venne
fatto segno alle più vive cortesie, alle
più liete accoglienze. Il consiglio eA
vena
spresse per questo il suo compiacimento.
Dipoi il sindaco stesso dava comunicazione della pubblicazione degli atti
del comune avvenuta in brevissimo
tempo per opera e per le cure del secapo cav. Tito Parenti.
gretario
1
.a
D
Il consiglio rivolse al cav. Parenti
stesso vivi ringraziamenti.
Il consigliere comm. dott. Antonio
a
Feroci dichiarava che al seguito della
interpetrazione data dalla R. prefettura alla legge sulle opere pie, esso
essendo stato nominato per tre volte
3
a far parte del consiglio di amministrazione della congregazione di carità
3
é di parere non poter con'inuare nella
a
funzioni di presidente della congrega3
zione medesima per cui nella sua delicatezza crede doversi dimettere da
tale ufficio.
Il sindaco non credendo esatta la
interpretazione della prefettura, e rendendo omaggio alla operosità e allo
zelo con cui il comm. Feroci disimpegna il delicato ufficio esprimeva il parere che il consiglio debba ritenere il
comm. Feroci come legalmente eletto,
salvo ricorrere al consiglio di stato se
l'autorità tutoria annullerà la nomina.
Si associavano al sindaco i consiglieri on. Morelli, D' Achiardi, Supino
e il consiglio approvava alla unanimità.
Si procedeva al ballottaggio per la
nomina di un membro della congregazione di carità fra i signori Santini,
Niceoli e Frateschi Roberto che riportarono 13 voti ciascuno e venne no minato per ragione di età il signor
Santini.
Come membri del consiglio di amministrazione della Pia casa di misericordia venivano eletti il comm. professor Bianchi e l'ing. Della Nave.
Il consiglio approvava quindi in seconda convocazione il preventivo del
comune per l'anno 1897.
Discuteva quindi il regolamento relativo ai pubblici macelli.
11 relatore, assessore Fogliata, riferiva sul nuovo progetto da esso elaborato e che ,i1 consiglio approvava
alla unanimità.
In seduta privata il consiglio approvava l'assegno sessennale all'usciere
Antonio Chiellini.
Risolveva poi alcuni ricorsi relativi
a tributi comunali.
Finalmente venivano nominati apprendisti al dazio consumo: Bracci Giuseppe, Gasperi Agenore, Giorgi Giulio
e Leonori Carlo.
- 11 ministero dell'interno ha concesso un sussidio di lire 300 a favore
delle cucine economiche della nostra
città.
nubile, di Ocatoio - Del Sarto Menotto, con
Perdi Giulia, celibi, di Pisa - Vaselli Ciriaco, di S. Marco alle Cappelle, con lacoponi
Ida, di Cascina, ambedue, celibi - Menichetti
cav. prof. Giuseppe, celibe, con Garelli EveUna, vedova, ambedue di Pisa - Caciagli
Egisto, con Vellei Laudoinia, celibi, di Pisa Di Ciolo Ranieri, di Spezia, con Limignani
Ambrogia, di Pisa, celibi - Tagliagambe
Pilade, con Pieroni Albina, celibi, di S. Giovanni al Gatano - Sbrana Progresso, di Pisa,
con Ciiii Pia, di Putignano, celibi - Iouannet Arturo, di Civitavecchia, con Londi Lidia,
di Pisa, celibi.
:donai
Pasquini Ezio, di anni 44, coniugato, di
Pisa - Castelli Alfredo, 14, di Cascina Silvestri nei Bedini Isola, 39, di Pisa - 13a1-
deschi Antonio, 65, coniugato, di Putignano -I vol
Giudici Etnilia, 42, nubile, di Pisa
di
Barbaricina
coniugato,
55,
Giuseppe,
Nocentini nei Bottai Caterina, 72, di Putignano - Turini Agostino, 92, vedovo, di
•
I sigg. Orsini-Baroni cav. Francesco,
Niccolini marchese Carlo, e Calogero cavaliere Ciaccio, hanno fatto istanza al presidente
del tribunale di Pisa per ottenere la nomina
di un perito che stimi vari appezzamenti di
terra posseduti dai sigg. Antonio, Francesco,
Elena e Rosa Menichini, di Lari.
Sunto degli atti legali inseriti nel n. 51
(25 dicembre 1896) del supplemento stesso.
- l stato l'inviato, con lo sbasso di un
altro decimo, all'udienza dell'Il gennaio 1897
del tribunale civile di Pisa, l'incanto dei beni
escussi a danno del sig. Giuseppe Rossi, di
Pontedera: il 1° lotto verrà esposto per
ridotto prezzo di lire 6000,34, il 2° lotto per
lire 5454,29.
- L'intendenza di finanza di Pisa avvisa
che è aperto il concorso per il conferimento
della rivendita di generi di privativa n. 4 in
Lati (Patraia) del reddito di lire 332,25. 11
concorso è limitato alle persone residenti nella
provincia.
- Il direttore della Banca risana di anticipazione e di sconto, ha domandata la nomina dì un perito che proceda alla stima di
alcuni immobili di proprietà dei sigg. Giuseppe
e Paolo Pasquali, di Pisa.
- La società per il bene economico
riunivasi in assemblea generale nella
E più n. 7 al disotto di 5 anni.
sera di lunedì scorso e prendeva le seMBIA N'ENTI DI RESIDENZA..
guenti deliberazioni.
(Emigrati).
Furono deliberate le elezioni genePaoli Giuseppe, a Dicomano - Morand i
rali del consiglio pel 10 gennaio.
Raffaele, a Sassetta - Paidi vedova Redini
Prezzi delle grane vendute in Pisa
Fu modificato l'art. 15 dello statuto
Appollonia, a Pistoia - Casti Giulia, e Nievo
nel mercato del 30 dicembre 1896.
riducendo il numero dei membri del
ing. Cesare, a Livorno - Conti Egisto, a
consiglio.
NR. Irezzi segnati nella 1.a colonna sono
Roma.
relativi ai generi venduti in partita fiorì <buio.
Fu approvato il bilancio consun( I in migra ti).
I prezzi segnati nella 2.a colonna riguardano
i generi venduti in dettaglio .idido owiiperio.
tivo 1896.
Bellatalla Emilio, da Montespertoli Cereali
L. e C. L. e C.
Fu dal presidente cav. avv. A. Lecci
Fratini Antonietta vedova Bongianni, e GenGrano gentile 1.a q. l' ett. . 19, 85
tili Muzio, da Bagni S. Giuliano - Bitossi
letto il resoconto morale per il quale
20,20
Detto 2n q. 19,50
19,85
Giuseppe,
da
Calcinaia
Pelloni
Giosac.
fu dato un voto di plauso e del quale
tale
. 24,50 a 25,00 »
Novara
Bigliardi
Giovanni,
da
da
vanni,
Segale l' ett. fu votata la stampa per inviarlo a tutti
Civitavecchia
Ducrey
prof.
Augusto,
da
di
Maretn
ma
morella
i soci. Dal resoconto t'esulta che riceil quintale
. 14,00a 14,50
Napoli - Caciagli Giuliano, da Siena vuto il patrimonio sociale il 31 dicemDetta mistaobiancadel
Cappelli Gesualdo, da Cascina.
19iana dì Pisa
bre -1895 con L. 2117,60 il consiglio
Granturco La q. nuovo I' ett 9, 60
9, 60
ora dimissionario lo consegna con lire
Detto di 2 a nuovo . .
9,15
ATTI GIUDIZIARII
3214,44 malgrado il concorso per lire
Legumi
Fave nostrali l' ett. ..•
100 alla congregazione di carità, lire
Sunto degli atti legali inseriti nel n. 50
Fagiuoli bianchi grossi nuovi
200,00 per la stagione del R. teatro
qualità l'ett. .
(22 dicembre 1896) del supplemento al foglio
19, 20
nuovo nel febbraio 1896, di L. 500,00 periodico della R.
Detto di 2.a q.
18, 15
prefettura di Pisa.
Lupiiii per le feste nell'occasione del congresso
- Il tribunale civile di Pisa, con sentenza
Farina
delle società di tiro a segno.
del 14 dicembre cadente, ha dichiarato il falFarina marca A netta da tela
il quintale da
Nel resoconto è ricordato tutto ciò
limento di Galiberti Dagoberto parrucchiere e
32, 75
•
» 13 idem.
31,75 34, 20
negoziante
di
Pontedera,
delegato
alla
proceche si iniziò e si è fatto finora dalla
•
» C idea:.30, 75
dura
il
giudice
Angiolo
Pacinotti,
ordiavv.
società stessa.
•
» D idei.
.
.
nata l'apposizione dei sigilli, nominato a cu-
- Si sono laureati in agraria nella
nostra università gli studenti signori:
Lazzerini Giuseppe con pieno plauso, Paradis Giacomo con pieni voti legali, Trallori Antonio, Faldin.i Giuseppe,
Tempesti Adolfo, Gabbrielli Fausto, Ravaglioli Tito, Mazzi Luigi, Ferro Luigi,
Mattiauda Tiberio, Regaoli Cino.
- Nella mattina di domenica scorsa
due giovanetti scommettevano di passare a nuoto il canale navigabile Cuori
di porta a mare.
Uno di essi riusciva nella prova,
l'altro a causa del freddo fu colto da
una congestione e moriva all'istante.
S'E A'r() CI VitiLU
Dal 23 al 29 dicembre 1896 inclusive.
N A SCITIC DEN UNZI A TIC:
Maschi n. 21 - Femmine n. 30.
Nati morti n. I.
AI A TRINION
Bronzini Natale, vedovo, con Paffi Leontina, nubile, di Oratoio - Giaconi Gualtiero,
con Magnini Argia, celibi, di Pisa - Santarlasci Adolfo, con Rapalini Giulia, celibi, di
S. Marco alle Cappelle - Rosenthal professore Arturo, di Livorno, con Tagliacozzo Emma, di Pisa, celibi.
PUBBLICAZIONI DI MATRIMONIO.
Nista Pilade, con Benedetti Teresa, celibi, di Pisa - Ceccarelli Augusto, con Nessi
Corinna, celibi, di S. Giusto in Cannicci Finii Giuseppe, vedovo, con Mannocci Giulia,
ratore provvisorio il sig. Raffaello Gargani,
fissato il 27 gennaio 1897 per la chiusura del
verbale di verifica di crediti.
- A curatore definitivo nel fallimento di
Carlini Giovanni, di Pisa è stato confermato
il sig. Fabio Corcos; ed in quello di Cocchi
Alfredo, di Navacchi o, è stato confermato il
sig. Oreste Ciabatti.
- Il vice cancelliere della pretura di Cecina rende noto che la signora Adele Suscipi
vedova Puleo ha accettata, con beneflzio di
legge e d' inventario, l' eredità relitta dal fu
suo marito Antonino Puleo, morto in Cecina
il 5 agosto 1896.
- Il tribunale civile di Pisa, su ricorso
presentato dalla ditta Gardiol di Ginevra e
con sentenza del 17 dicembre cad., ha dichiarato il fallimento di Bieski Emilio negoziante
in Pisa, delegato alla procedura il giudica
avv. Eugenio Millo, ordinata l'apposizione dei
sigilli, nominato a curatore provvisorio il ragioniere Oreste Ciabatti, fissato il dl 23 gennaio 1897 per la chiusura del verbale di verifica, ingiunto al fallito di presentare i suoi
libri.
- Estratto di bando per vendita d'immobili escussi a danno dei sigg. Emilio Fancelli
e Teresa Foch vedova Fancelli, di Livorno.
Lotto unico - Un piccolo podere (ettari
2,30) in poggio, situato nel popolo di S. Giusto in Parrana comune di Collesalvetti, con
casa colonica ed annessi: per il prezzo offerto
dal creditore istante in lire 634,20.
- È stato rinviato, con un terzo sbasso
del 10 per cento, all'udienza dell' 1 I gennaio
1897, l'incanto dei beni appartenenti all'eredità
beneficiata della fu Conti Marianna nei Ricci
il prezzo del 1° lotto è così ridotto a lire
4211,44, quello del 2° lotto a lire 9125,83,
quello del 3° lotto a lire 171,47, quello 4 ° lotto
a lire 372,82.
Semola . . idern.
12, 50
Semolino di La q. da paste
da minestra lietto 35, 75 a 36, 50
Detto l.a q. da inc.
12,50
/e i s o
Riso l a qualitit, il quintale
•
60,00
» 2.a»
54,00
•
oliva
Olio d'oliva 1.a qualità, l' ett. 123,- 133,50
Detto di 2.a . .
. 108,- 118,50
t' i n o
vin o di La qualità del piano
di Pisa, ett 20, - 26,50
Detto di 2.a qualità . 12,- 18, 50
Detto di collina 1.a quali ta 35, - 41, 50
Detto di 2 a
22, - 28, 50
Forag gi
Fieno 1.a q. nuovo il quintale 6, 00
Detto di 2 a
4,00
Paglia . . .
2,00 a 3, 00
aat e
Pane 1.a qualità sopraffine il
chilogrammo .
. .
Detto I.a q. il chilogrammo
O, 36
0, 33
.
Detto di 2.a. .
0, 30
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Pisa, Tipografia Vannucchi, 1896.
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. . . . ebbi una produzione variante fra
TRIFOGLIO INCARNATO.
È la sola pianta che presenta abbondante foraggio alla fine d'inverno
e principio di primavera.
i 20 e i 26 quintali al-
Si semina in autunno in terreni leggeri o poco fertili, oppure nelle
Stoppie del Frumento, Segale, o Granotinco.
Nelle Stoppie non occorrono aratine nè lavori speciali, perchè
questa Semente vuoi essere sparsa sopra terreno duro e battuto e non
terreno lavorato recentemente. Pianta rusticissima, non soffre i geli
più intensi. - Al principio di primavera si avrà un'unica falciatura
copiosa e di ottima qualità.
l' e1 tare.
l'onzano Monferrato, 25 luglio 1896.
Conte Comprendon D' Albaretto
. . . è qualità che va molto apprezzata per la precocità nella maturanza, pregio che por noi agricoltori deve tenersi in alto calcolo.
Cascina Besozz.a (Milano) 18 luglio 1896.
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20, - Diffidare di altri Chlorphénol
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Esigere le firme: Dott.
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. consiglio a non seminare che grano No?.
Pecetto Torinese, 10-7-1896.
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Milano, via S. Paolo, I i - Rema, lin di Pietra 91.
In lisa: Rorsini
Ing. A. Ricci.
Comm. P. G. Rho.
FRUMENTO RIETI originario. 100 kili L. 36. - Un kilo. L. 0,45.
Per un ettaro di terreno occorrono 60 chili di semente.
FRUMENTO NOSTRANO scelto. 100 kili L. 28. - Un kilo L.
Costo di 100 kili L. 60. - Un kilo cent. 70.
Un pacco postale di 3 kilogr. L. 3.
Sementi d'Ortaggi, (da seminarsi in autunno ):
Carote, Cavoli, Verze, Cavol-brrecolo, Cavol-Fiore, Cicoria, Cipolle,
Fave, Indivia, Lattughe. Piselli, Ravanelli, Spinacie, cc. ec. Cassetta
con 25 qualità L. 6.
AVENA DELLE SALINE di Francia. 100 kili L. 30.- Un kilo L. 0,40.
AVENA PATATO di Scozia. 100 kili L. 28. - Un kilo L 0,35.
SEGALE NOSTRANA. 100 kili L. 25. - Un kilo L 0,35.
Smonti di fiori, da seminarsi in autunno. - Cassetta con 20
qualità I,. 3,59.
Fratelli Ingegnoli
Corriere Sanitario,
N. 26, 1892.
N. 76, 1892
VECCIA VELLUTATA.
Seminare in autunno, si falda in irarzo-aprile.
Produzione 500 quintali di foraggio verde all'ettaro.
Terreni poveri o poco fertili.
Da soli 2 anni introdotta in Italia, è stata riconosciuta come la
miglior pianta foraggio sia per produzione che per qualità.
AVENA GIGANTE a grappoli. 100 kili L 30. - Un kilo L 0,40.
u Il Chlolphénol del Dottos .
propa razi< me utilissima
in molte forme acute o lente dell' apparecchia respiratorio (bronchili, asma, tisi) è destin..to certamente ad un successo ".
Gazzella degli Ospitali
G. Salvatori.
Noè). 100 Kiii L. 32. - Un pacco po-
. . il grano 3*0 tni ha fruttato il 28 per uno.
Pietra.santa (Lucca), 17-7-1596.
Concessionaria esclusiva per la vendita la Ditta A. Manzonl eChini
" Crediamo che, allo stato attualo della Scienza, nessun altra
medicazione per lo Malattie di
l'etto possa competere con questa potente Inalazione antisettica,
o no diamo ampia lode ai suo
inventore „.
Il prodotto viene calcolato in 250 quintali di foraggio verde per
ettaro.
Per un ettaro di terreno occorrono 25 kili di semente.
Costo di 100 kilogr. L. 60. - Un kilo cent. 70.
Un pacco postale di kilogrammi 3, L. 3.
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per anticipata maturazione come pér reddito e bella qualità.
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.
A
e
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le Pastiglie Gérandel. »
P
ha consacrato definitivamente l'efficacia dclie
c eía/itie
Raf2eeddore. Tosse nervosa,
Laringite, Raucedine,
Irritazione di petto, Catarro,
Asma. ecc.
Tolims TEN-K 1,7k3TH
L. LUSER'S
(rirafretà dei
Incl:spensatill alle persone
-
-
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che affaticano la voce, e a quelle che
nelle loro occupazioni sono esposte
alle intemperie dell'aria od a respirare polveri o esalazioni irritanti.
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31 dicembre 1896. IN ITALIA E ALL`ESTERO DEGLI