CODIT Magazine 1 descrizione foto 2 CODIT Magazine editoriale Dare credito ai Consorzi Claudio Caruso, Presidente CODIT Quando questa fase finirà, nulla sarà più come prima. Nel 2011, sono state migliaia le imprese del settore horeca ad aver chiuso i battenti, e le stime per l’anno in corso non promettono nulla di buono. Gli effetti negativi dell’economia stanno stravolgendo il mercato, creando pesantissime anomalie, alle quali bisogna porre subito rimedio. Una di questa, forse la più preoccupante, è la crisi di liquidità cui soffrono i grossisti del beverage, alle prese con l’insolvenza cronica degli esercenti, alla quale si aggiungono la stretta creditizia imposta dalle banche e una pressione fiscale che non ha eguali in Europa. Molti distributori, pur di non perdere il cliente e di compiacere il fornitore, concedono continue dilazioni sui pagamenti, creando una sorta di finanziamento occulto. Il credito si è tramutato, ormai, in una forma di supporto alla vendita; ma è giusto continuare a servire un cliente che ordina, ritira, piazza la merce e non paga la fattura? Proviamo, proprio in questo numero, a rispondere alla domanda con un’inchiesta che, oltre a fornire un’analisi accurata del problema, avanza delle soluzioni pratiche. Sul versante dei produttori, invece, è arrivato il momento che l’industria torni a dare ai consorzi più attenzione. Associazioni come il Codit restano l’unico anello di congiunzione tra industria e grossisti, ruolo determinante nell’incentivazione, nella mediazione e nella conoscenza delle scelte del pubblico esercizio. Utilizzare parte degli investimenti che oggi l’industria destina ad altre attività a favore dei consorzi porterebbe il fornitore ad avvicinarsi agli associati, quindi al cliente. Strategie di comarketing, acquisti coordinati, maggiore cura al sell out sono un buon punto di partenza per fortificare la filiera e garantire a tutti gli attori la giusta marginalità. I fatti, poi, dimostrano che quando si lavora insieme i risultati arrivano: grazie alle pressioni di produttori e distributori, nella legge sulle Semplificazioni manca l’annunciato aumento delle accise su birra e alcolici, balzello che il Governo aveva previsto come copertura dell’assunzione dei precari della scuola. Il provvedimento avrebbe pesato sia sugli operatori del beverage sia sui consumatori, gli stessi che sostengono il mercato del “fuori casa”. Ora, però, c’è da contrastare l’incremento di altri due punti di Iva che dovrebbe scattare a settembre. Lo Stato non si può permettere di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 alimentando una nuova spirale inflazionistica che soffocherebbe sul nascere ogni prospettiva di rilancio. All’International horeca meeting di Roma, a novembre, ho ribadito quanto sia fondamentale fare fronte comune su certi temi. Bisogna capire che i legittimi interessi di parte non possono prescindere dagli interessi della filiera. I consorziati Codit della Sicilia CODIT Magazine 3 descrizione foto 4 CODIT Magazine APRILE MAGGIO 2012 03 07 Editoriale: DARE CREDITO AI CONSORZI Codit Regioni: SICILIA, REGIONE LEADER DEL CODIT 08 09 Iniziative Codit: CODIT E FERRARELLE INSIEME A CUBA Le inchieste del Codit Magazine: DISTRIBUTORI SENZA LIQUIDI 14 16 Il consorziato del mese: BATTIATO, L’HORECA DAL VOLTO UMANO Codit Regioni: DAL LAZIO LA PROPOSTA DEGLI ACQUISTI CUMULATIVI Presidente CLAUDIO SANTO CARUSO Vicepresidente GIOVANNI PINGIORI Responsabile Commerciale ENZO ISCERI Editore e Uffici redazione CODIT Consorzio Distributori Italiani Via Casarea, 65 presso il nuovo Complesso Polifunzionale San Mauro, Casalnuovo (NA) Tel: 081.5229534 Fax: 081.5229499 Direttore responsabile LIDIA MEROLA [email protected] Coordinamento editoriale DOMENICO RAIA Hanno collaborato GUIDO ROSSI FERDINANDO SCARMOZZINO VALENTINA ISCERI Ufficio commerciale TERESA FUSCO ANTONELLA CRISCUOLO Ufficio ammninistrativo VALENTINA VISONE Progetto editoriale e stampa ADV SINOPIA, Caserta Tel: 0823 1844045 [email protected] Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Nola n° 05/2011 17 NEWS E CURIOSITÀ CODIT Magazine 5 CONSORZIATI CODIT Il CODIT, Consorzio di Distributori Italiani nasce nel 1999 dall’esperienza decennale di alcuni imprenditori nel settore del Beverage & Food. Avendo intuito che la reale forza nel loro campo d’azione era rappresentata dall’unione degli sforzi, creando e coordinando una organizzazione che favorisse la collaborazione interregionale delle strutture esistenti, gettano le basi per quella che in seguito diverrà una grande realtà del centro-sud. Attualmente il CO.D.IT. conta circa 200 associati dislocati nelle regioni Abruzzo – Basilicata - Lazio – Molise – Campania – Calabria – Puglia – Sicilia e Sardegna, riuscendo a coprire e servire aree di importanza strategica. descrizione foto 6 CODIT Magazine Regione Calabria: Angillieri Giuseppe ingr. e dett. bibite Carbone Giuseppe - Chiodo F. Scerbo L. Snc - Crea Renato Martino - Curtosi Fabio Srl - Euro CE.DI. sas di Malfarà Simone Emilio - Eurobeverage Srl - Eurodrink di Mercuri Angelina & C. Sas - Familiari Daniele - Fiumara Girolamo - F.lli Commisso Srl Mangione Srl - Marcovecchio Roberto Mario Sas - La Maccauso Srl - Milanese Srl - New Market di Fiumara Michelangelo - Nuova Gallo Sas di Amendolea Rocco & C. - O.R.A.S. di Ramondino Giuseppe - S.E.R. Ingross Sas Di Maiolo Rag. Antonio & C. - Scarmozzino Distribuzione Srl - Signoretta Luciano - Verdiglione Maria - Zeta Effe Distribuzione Srl - Vetrano Srl Regione Campania: Boscaino Bibite Srl - Cipriani Matteo Ditta - CO.VI. Sas di Correale Michele & C. - Cofrancesco Srl Eurodistribuzioni 2001 Srl - Federico Michela - F.lli De Micco Srl - Gagliardi Distribution Srl - Ga.Bi. Distribuzione Surl - La Dissetante Srl - MA.RI.CA. Snc di Russo L. e Tedesco A. - Millenium di Scuro Giovanni - Raia F.lli Sas di Raia G. & C. - Salvante Luigi e Figli Snc Regione Basilicata: Cammarota Donato & C. Snc - Grieco F. N. Savino & C. Sas Regione Lazio: Biper Srl - Center Food Srl - CGD Srl Cristofaro Giulio - Chemalo Distribuzione S.r.l. - Cimina Due di Graziotti Marcello - Civita Bevande Srl - Colonnelli Anna Srl - Enoteca Cantiani Sas di Cantiani L&C - Fraticelli Gabriele - G.D.A. Service Srl - Giemme Srl - Ielle Distribuzione S.r.l. - Italingrosso C.I.V. 95 Srl - Mastrantoni Bevande Srl - Mini Distribuzione Srl - Nini Renato & C. Snc - Passini Srl - Penta Service 2 Srl - Ranucci Srl - Roma Nord Bevande Srl - Rossi Distribuzione S.Coop. - Rossi Guido e Carlo Snc - Saccoccio Srl - Serafino Bibite Sas di Maurizi M. - Tiburlat di Vivirito Bonifacio - Valentini Distribuzione Srl - Veritas Srl - Vileo Snc di Bussotti V. & Chicca E. Regione Abruzzo: Bonomo Srl - Calvarese Snc di Mauro e Fabrizio Di Gennaro - Ciavalini Srl - Franco Magnante - Gi.Sa. Srl Distribuzione - Marcantonio Snc di Manetta M. e Labbrozzi A. - Nanni Drink Sas di Nanni N&C - Nanni Nicola - Sur-Bi-Gel Sas Regione Molise: I.P.I.B. F.lli Bernardo Snc - Matteo Gino Minnillo Aurelio di Nicola Minnillo & F.lli Regione Puglia: C.D.B. Sas di Bixio R.& C - C.I.F.O. Srl di Giovanni Zurlo e Figli - Catanese Srl - Central Latte Sud Srl - Corvace Sas di Fornaro Antonio & C. - Cursano Srl - De Giorgi Srl - De Maglie Paolo - Di.Be.Nacci.Sas di Nacci Bartolomeo Sas - Drinks e Co. di Memeo Francesca & C. Sas - Drink & Food Srl di De Pandis Marco - Frair Srl - General Food Srl - Granieri Ivan Ditta - Ianni Franco - Ingralim di Lapenna Giuseppe - Ingross di Loconte Savino & C. Snc - Logis & Market Srl - Mebilevante Srl, - Mita Srl - Monti Distribution Srl - P.G.L. Srl - Pulimeno Nicola - Snack & Beverage di Chieco F - Tondo Cosimo - Vergaro Giovanni Regione Sardegna: Anglonadrink Rag. Mariangela Canu - B & C di Sale Elena - Bandino Marco - Bensal Sas di Follesa Catta Giuseppe - CE.BI.CA. Sas di Boero Anselmo - Chessa Giuseppe - COM.I.BEV. Sas Tramatzu Sergio - COM.SAR.BE. Sas - Co.Sarda Snc - Cuccu Distribuz. e Servizi Srl - Demingross Commerciale Srl - Ditta Tamponi di Paolo Frogheri & C. Snc - Emme.Ci. Srl - Enoteca Mirai Sas di Mirai M.A. & C - Eredi di Zucca Renzo di Puddu A. Srl - Essebi di Santoru Salvatore - Esseci Distribuzioni Srl - F.D. Distribuzione Bevande Srl - Fonnesu Salvatore Sas di Fonnesu A&C - Gross Drink di Rubiu N. M. & C. Sas - Isola Enrico Ingr. Bev. - Ledda Gaetano - Lai Francesco - Loi Giannino & F.lli Snc - Macomer Bibite di Caddia Maria Maddalenna - Melis Sergio - Nuova Ideal Bevande Srl - Pirodda Distribuzioni Srl - Plj Srl (Plj Beverages Srl) - Probar Srl - Santona Giuseppe - SO.CO.BI. di Mocci R. e C. Snc - Spezziga Bibite di Spezziga A. Snc - Vinserra Srl di Serra Pierpaolo Regione Sicilia: A.D.I.B.E. Sas di Pennisi Rosario & C. - Balsamà Luigi Srl - Be. Li. Va Srl - Beverage B. & C. Srl- Bevial Srl - Ca.Vi.S di Scimone Rosario - Cancemi Rag. Paolo - Castorina Pietra - Centro Vini e Liquori Srl - Cienne Srl - Cittadino Ingrosso Bevande Srl - Commerciale Terranova Srl - Costanzo Vincenza - Crimm Srl - Di Pietro Settimo - Dimar Sas di Di Stefano A. & C. - Distributori Siciliani Spa - Extra Discount Srl - F.lli La Mattina Snc di La Mattina A&C - F.lli Patanè Srl - Fo.In. Cab. Srl - Food & Beverage S.U.R.L. - Giò Bibite Srl - Horeca Sicilia Srl - Horeca Trading di Butera Giuseppe - Ingr.Bib. F.lli Gammacurta di S&V Snc - La S. Srl - Leotta Antonino (DLA) - M.V. Distribuzione Srl - Milk & Drinks Srl - Monteleone Filippo - Nicosia Michele - Nuova Alcobi Srl - Nuova Euro Drink Srl - Nuova Mediterranea Alimentari Srl - Raneri Srl - Paolo Italiano - Rizzo Srl - Russo Joseph Antonio Srl - S & D Trade Srl - Saglimbeni Giuseppe Dep.Bev. - Salluzzo Srl - Si.Cal. Bibite Srl - Santino Sanò Srl - Sigros 4G Srl - So.Di.Be. Srl - T.F.C. Beverage Srl codit regioni Sicilia, regione leader del Codit Anche nel 2011 la Sicilia si conferma la regione leader del Codit, con il 45% del fatturato di tutto consorzio, attivo nel Centro-sud e nelle isole. Per l’anno in corso, gli obiettivi sono ambiziosi, ma a portata di mano: superare il 50%. In uno scenario nazionale caratterizzato da una forte contrazione dei consumi, è questo il dato più rilevante emerso durante la convention regionale del Codit, che si è svolta, lo scorso 10 marzo, nella sala congressi dell’hotel “Il gelso bianco”, a pochi minuti dal centro storico di Catania. A fare gli onori di casa Emanuele Terranova e Claudio Caruso, nella doppia veste di consigliere regionale e di presidente del consorzio dei distributori italiani. Sotto la sua gestione, Codit Sicilia si conferma una realtà quanto mai vitale, capace, da un lato, di attrarre nuovi associati e, dall’altro, di anticipare le tendenze del mercato del beverage. Tra gli ospiti della convention, Angelo – ha dichiarato – grazie anche alla collaborazione del Codit, sono incoraggianti, e i margini di crescita restano alti. Di suo, la Diageo ci mette cura nella promozione dei prodotti, con la presenza di promoter nei punti di consumo e con materiali POP». Tumminelli ha anche presentato il rum Zacapa, tra i migliori distillati di puro succo di canna da zucchero al mondo, prodotto in Guatema- Vito Flores Dma manager Peroni la. Poi, è stata la volta di Vito Flores, Dma manager della Peroni, oggi uno dei player principali nel settore dell’industria birraria, parte del Gruppo SAB Miller plc. Flores ha spiegato come la sua azienda in Sicilia stia puntando su strategie di vendita innovative, potenziamento il “route to market”, il canale distributivo, per incrementare il fatturato. Infine, la Francesco Nicolosi Area manager di Conserve Italia parola è passata a Francesco Nicolosi, Area manager di Conserve Italia, una delle maggiori realtà agroindustriali in Europa, conosciuta attraverso marchi di prestigio quali Valfrutta, Cirio, Yoga e tanti altri. «Con l’ingresso nel mercato dei nuovi succhi Derby Blue e Yoga Bio – ha detto – e con il lancio di Apé, aperitivo all’italiana, oggi Conserve Italia è divenuta una “total horeca company”». Angelo Tumminelli Account manager Diageo Italia Tumminelli, Account manager di Diageo Italia, azienda leader nel settore delle bevande alcoliche premium, con una straordinaria collezione di marchi in “scuderia” (Johnnie Walker, J&B, Baileys, Guinness). «I numeri della liquoristica in Sicilia Pippo Musumeci, Francesco Nicolosi, Vito Flores, Claudio Caruso, Emanuele Terranova, Angelo Tumminelli CODIT Magazine 7 INIZIATIVE CODIT Codit e Ferrarelle insieme a Cuba I delfini della piscina di Playa Pesquero Quando un’azienda leader e un consorzio vincente s’incontrano, combinando azioni di acquisto, promozione e vendita, si crea un’alleanza strategica, in grado di dare valore aggiunto a un prodotto o a una famiglia di prodotti. Il comarketing tra Ferrarelle e Codit è questo e molto di più. Ma cosa significa “comarketing”? Il termine comarketing (abbreviato dall’inglese “cooperative marketing”) definisce la messa in moto di un processo, attraverso il quale produttori indipendenti, dettaglianti, consumatori, agiscono in modo congiunto, soprattutto nel sostegno dei prodotti, nella promozione dei servizi e dell’immagine, sfruttando i reciproci vantaggi competitivi. In altre parole, è la condizione alla base di una collaborazione commerciale, attraverso la quale le aziende cercano d’imporsi, cooperando nella condivisione di esperienza di mercato. In tale direzione, la partnership tra il marchio campano di acqua minerale e il consorzio di distributori di bevande più importante del Centro-sud ha dato ospitalità al gruppo di trattanti Ferrarelle presso il grande e raffinato complesso “Playa Pesquero”, a Cuba, dal 24 febbraio al 2 marzo. Inaugurato da Fidel Castro nel gennaio del 2003, è considerato una delle migliori strutture alberghiere dell’isola. È gestito dalla Gaviota, agenzia turistica governativa, quindi è una struttura a totale conduzione cubana. Il magnifico resort sorge sull’omonima e incantevole spiaggia di sabbia bianca, a circa 50 chilometri da Holguìn. Il gruppo, su invito di Claudio Caruso, presidente Codit, e di Filippo Modica, responsabile commerciale AFH area Sud, ha potuto ammirare la locomotiva di un originale treno a vapore che serviva un secolo fa per la raccolta della canna da zucchero, sulla cui monocoltura era fondata l’economia di Cuba fino all’avvento del regime castrista. Il viaggio promozionale, curato da Maurizio Nardi della “Samovar Incentive”, coadiuvato dalla team leader Giulia Bilanci, ha rappresentato per gli ospiti un momento di relax, una settimana a cinque stelle in un’oasi paradisiaca lontana dai frastuoni della città. Davvero ampia l’offerta di intrattenimenti: dalle gite in catamarano con pranzo a bordo alle mattinate di sabbia e mare, dalle cene a base di aragosta nei ristornati del villaggio, allo spettacolo e al bagno in compagnia di delfini e foche nell’enorme piscina di “Playa Pesquero”. Valentina Isceri Bagno nell’enorme piscina di Playa Pesquero 8 CODIT Magazine CODIT Magazine 9 le inchieste del CODIT magazine Distributori senza liquidi La crisi è, sempre più spesso, crisi di liquidità per i distributori italiani. Come se non bastasse la contrazione dei consumi, nella lotta alla sopravvivenza quotidiana, i grossisti del beverage devono fare i conti con l’insolvenza dei clienti, con la stretta creditizia imposta dalle banche e con una pressione fiscale che ha pochi “rivali” in Europa. Il cocktail è di quelli ad alto potere “ È GIUSTO CONTINUARE A SERVIRE RITARDATARI CRONICI E CATTIVI PAGATORI? ” detonante e rischia di mandare in default un settore che fattura 3,2 miliardi di euro, occupa 18mila addetti e muove un volume di 9 milioni di litri l’anno. Fin quando il Belpaese non aggancerà la ripresa economica e le banche non allenteranno i cordoni della borsa, ai distributori non resta che ripensare al rapporto con il cliente. Il credito, finora, è stato inserito nel “marketing mix” come supporto alla vendita, ma è giusto continuare a servire ritardatari cronici e cattivi pagatori? IL CLIENTE NON HA SEMPRE RAGIONE Il 2011 sarà ricordato come “annus horribilis” del canale horeca. Quasi 11mila imprese hanno chiuso i battenti, il 36% in più del 2010, e il 72% di quelle ancora in vita lamenta problemi di liquidità. Chi ne paga il prezzo maggiore, come al solito, sono i grossisti: il 58% dei loro clienti non salda le fatture alla scadenza, con punte del 72% degli alberghi e dell’80% dei bar, e il costo finanziario dei tardati pagamenti può raggiungere il 3% del fatturato annuale. Da un’analisi condotta nel Sud Italia e nelle isole – che rappresentano, poi, il mercato di riferimento del Codit, consorzio leader nella distribuzione di bevande – i ritardi partono da 2 settimane fino ad arrivare a 6 mesi. Per gli operatori che hanno la sventura di lavorare con gli enti pubblici la situazione non è grave, è ai limiti Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie 10 CODIT Magazine “ IL COSTO FINANZIARIO DEI TARDATI PAGAMENTI PUÒ RAGGIUNGERE IL 3% DEL FATTURATO ANNUALE. ” del collasso. A fronte di una media nazionale di 299 giorni, già altissima e lontana anni luce dal rispetto delle direttive europee che fissano in 60 giorni il tempo massimo di pagamento dei fornitori esterni, ce ne vogliono 309 in Puglia e 312 in Sardegna per ottenere un saldo. «Siamo – afferma Giovanni Pingiori, vicepresidente Codit – al paradosso: i nostri clienti ci richiedono la merce, la ritirano, la vendono e non pagano la fattura. Qui la congiuntura economia non c’entra: se ci sono ordinativi, significa che vi è domanda». Il denaro che il distributore non riesce a incassare è utilizzato dal debitore per soddisfare altre esigenze. Quando la condotta non è oculata o limitata nel tempo, il cliente entra in un circolo vizioso, che lo porta all’insolvenza. Così, il debitore non è più in grado di onorare i propri impegni e il creditore perde, non di rado, la possibilità di ottenere il pagamento della fornitura. «Purtroppo, – denuncia Pingiori – in Italia abbiamo una legislazione che parteggia per chi compra e rende il recupero crediti una pratica dispendiosa, lunga e spesso infruttuosa. Occorrono anni e migliaia di euro in spese legali per otte- DISTRIBUTORI SENZA LIQUIDI nere, in fondo, ciò che ci spetta. Nel frattempo, però, come grossisti siamo costretti a pagare i produttori entro 30-45 giorni al massimo e, a fine anno, siamo obbligati a sobbarcarci il peso dell’Iva, che non riusciamo a scaricare sul cliente». Gli utili mancati, l’esposizione finanziaria e le imposte non dovute rischiano di trascinare persino le imprese sane verso il baratro. NELLA MORSA DEL “CREDIT CRUNCH” Un altro spettro che si aggira per l’economia italiana e turba il sonno ai distributori di bevande è il “credit crunch” (“stretta del credito”). Rimasto per lo più ignoto al grande pubblico fino alla crisi finanziaria nel 2008, è una vecchia conoscenza di chi fa impresa. Il credit crunch è generalmente definito come una contrazione dell’offerta di credito indotta da una caduta della patrimonializzazione delle banche, da riduzioni nella liquidità del sistema bancario o, più spesso, da una marcata avversione al rischio delle banche nel concedere prestiti. “ IN ITALIA ABBIAMO UNA LEGISLAZIONE CHE PARTEGGIA PER CHI COMPRA E RENDE IL RECUPERO CREDITI UNA PRATICA DISPENDIOSA, LUNGA E SPESSO INFRUTTUOSA. ” Fonte: Eurisc - Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie Alcune associazioni di categoria hanno stimato in 30mila il numero di aziende che, nel 2012, chiederanno il concordato preventivo o addirittura falliranno per effetto della stretta creditizia (fonte: Agi). «Fino a pochi anni fa – rivela Pingiori – quando un grossista aveva problemi di liquidità, le banche gli davano una mano con linee di credito ad hoc e fidi. Oggi, stentano a concedere finanziamenti non solo ai soggetti in difficoltà, ma pure a quelli sani e senza debiti». Nonostante abbiano ricevuto dalla Bce un mare di soldi (490 miliardi il 21 dicembre 2011, 530 miliardi il 29 febbraio scorso), gli istituti di credito sembrano aver preferito mettere in ordine i propri bilanci, lucrando sul differenziale tra il prestito all’1% ricevuto dall’Europa e il rendimento medio annuo dei titoli di stato al 6%, piuttosto che agevolare il credito alle piccole e medie imprese e alle famiglie. «Se le banche – avverte Pingiori – non torneranno a scommettere sui settori di punta del made in Italy che presentano le maggiori potenzialità di crescita, come il food & beverage, il turismo, la moda, l’arredamento e il design; se le banche, in poche parole, non torneranno a fare le banche, sarà davvero faticoso uscire dalla crisi». In effetti, il distributore si trova stretto in una morsa: da un lato, il braccio dei crediti commerciali inesigibili e, dall’altro, quello della difficoltà a ottenere ossigeno dagli istituti di credito. I GROSSISTI PIÙ TARTASSATI D’EUROPA A rendere, semmai ce ne fosse bisogno, il quadro più complicato ci si mettono pure il fisco e la burocrazia. Non vi è indagine economica che non confermi quanto il livello della pressione fiscale di imposte dirette e indirette nel nostro Paese sia elevato. Per i distributori del canale horeca il prelievo segna un re- CODIT Magazine 11 le inchieste del CODIT magazine “ IL DISTRIBUTORE SI TROVA STRETTO IN UNA MORSA: DA UN LATO, IL BRACCIO DEI CREDITI COMMERCIALI INESIGIBILI E, DALL’ALTRO, QUELLO DELLA DIFFICOLTÀ A OTTENERE OSSIGENO DAGLI ISTITUTI DI CREDITO. ” cord che non ha eguali in Europa. Se da noi il peso delle tasse sugli utili dell’azienda è pari al 68,6%, in Francia è al 65,8%, in Spagna al 56,5% e in Svezia al 54,6%. In coda alla classifica vi è l’Irlanda, con un carico fiscale di appena il 26,5%. Analizzando, poi, i tempi e i costi necessari per espletare gli adempimenti a carico delle piccole e medie imprese, i risultati sono altrettanto sconfortanti: il tempo necessario per effettuare i pagamenti fiscali in Italia si aggira sulle 285 ore l’anno. In Germania, invece, non più di 215, in Spagna 197 e in Danimarca 135. Chiude la graduatoria sempre l’Irlanda, con appena 76 ore di file agli sportelli e di attesa dal commercialista. LA RICETTA “ANTISICCITÀ” DEL CODIT «Non esistono formule magiche. Fin quando l’Italia non aggancerà il treno della ripresa economica e le banche non allenteranno i cordoni della borsa. Inoltre bisogna utilizzare 12 CODIT Magazine correttamente il credito bancario, ossia per finanziare progetti di sviluppo aziendale anzichè la morosità dei nostri clienti. L’unico rimedio che la distribuzione all’ingrosso di bevande può adottare per evitare la bancarotta è smetterla di finanziare i propri clienti». Enzo Isceri, direttore commerciale Codit, su questo punto è categorico. Senza accorgersene, molte aziende, pur di non perdere il cliente, gli concedono continue dilazioni sui pagamenti, dando vita ad una forma occulta di finanziamento. Il credito si inserisce nel “marketing mix” come supporto alla vendita, ma è giusto continuare a servire un cliente in forte ritardo? «A mio avviso – prosegue Isceri – , è un errore concedere dilazioni senza un’analisi approfondita del proprio portafogli e senza ave- “ BISOGNA UTILIZZARE IL CREDITO BANCARIO PER FINANZIARE PROGETTI DI SVILUPPO AZIENDALE ANZICHÈ LA MOROSITÀ DEI NOSTRI CLIENTI. ” re il coraggio di operare scelte drastiche». Le buone regole gestionali e la loro osservanza devono costituire il proposito di ogni imprenditore. Facile non è: le esigenze che emergono nelle diverse articolazioni inter- ne di un’impresa spesso confliggono. Capita, ad esempio, che l’area commerciale si trovi in contrasto con quella finanziaria: i “commerciali” temono di perdere il cliente e frenano le iniziative di risanamento fi- “ L’UNICO RIMEDIO CHE LA DISTRIBUZIONE ALL’INGROSSO DI BEVANDE PUÒ ADOTTARE, PER EVITARE LA BANCAROTTA È SMETTERLA DI FINANZIARE I PROPRI CLIENTI. ” nanziario. E questo genera più di un problema a coloro che, alla fine dell’esercizio, devono comunque far quadrare i conti dell’impresa. «Bisogna tornare a un assetto societario a dimensione umana, – suggerisce Isceri – bisogna ritornare a presidiare il territorio, a selezionare il cliente, puntando sulla qualità e sul rapporto umano prima che sulla quantità». Una buona anagrafica dei partner commerciali, un sistema che monitori costantemente la situazione di pagamento, il ricorso, se è il caso, a società di “credit information” che raccolgono dati sulle aziende e, infine, la capacità di perdere il cliente piuttosto che implementare il portafoglio con cattivi pagatori appaiono gli strumenti più efficaci. CODIT Magazine 13 il CONSORZIATO del mese Battiato, l’horeca dal volto umano Salvo Battiato, nuovo consorziato Codit L’esempio del padre, i primi giorni in azienda, l’esperienza in una multinazionale, la voglia di fare, di ricominciare. Nelle vicende umane e professionali di Salvo Battiato, 44 anni, si può scorgere la storia, dal dopoguerra a oggi, della piccola e media impresa del Sud. Figlio di un distributore di bibite porta a porta, entra nell’attività di famiglia, che nel frattempo è passata dal dettaglio all’ingrosso, alla fine degli anni Ottanta. Apprende in fretta Salvo e, nel 92, è lui a imprimere la svolta: fortifica i rapporti con la Peroni, assume una squadra di agenti e si lancia nel canale horeca e super horeca. «Sono stati anni di duro lavoro – racconta –, di giornate trascorse a battere, palmo a palmo, la provincia di Catania e di serate passate in ufficio». Ma le soddisfazio- 14 CODIT Magazine ni non tardano ad arrivare: nel 2000, la Battiato srl è una delle realtà più vitali nel settore del berevage & food dell’isola. Se ne accorge anche Doreca, all’epoca holding di proprietà della Peroni, che, nel 2002, rileva la società e nomina Salvo Battiato amministratore delegato per la Sicilia. «Sono stato in Doreca 9 anni – rivela –, fino all’ottobre del 2011. Poi, ho capito che la dimensione multinazionale non si adattava al nostro mercato, fatto di piccoli esercenti per i quali conta ancora il rapporto umano». Quando Birra Peroni cede l’intero capitale sociale di Doreca srl al Gruppo Tuo, Battiato riacquista deposito e automezzi e fonda, ad Aci Sant’Antonio, Horeca Sicilia. «Siamo – dice – una struttura a elevata flessibilità gestionale, capace di offrire un supposto strategico, tecnico e commerciale ai nostri clienti». Un centro direzionale, un magazzino centrale, 25 dipendenti, una flotta di 10 veicoli consentono alla Horeca Sicilia una distribuzione dettagliata a oltre 2000 referenze. «Copriamo – aggiunge – tutta la Sicilia orientale, anche con piccole forniture e prezzi sempre concorrenziali. La nostra regola è fare meglio le cose che fanno gli altri». Horeca Sicilia, da alcuni mesi, è entrata nel Codit, il consorzio dei distributori italiani. «Mi lega – afferma Battiato – una profonda amicizia con il presidente, Claudio Caruso. Il suo entusiasmo è contagioso; spero di poter portare nel Codit la mia esperienza: può tramutarsi in un vantaggio competitivo per tutti gli associati». CODIT Magazine 15 codit regioni Dal Lazio la proposta degli acquisti cumulativi Presentazione della nuova linea di aperitivi APÉ di Conserve Italia Si è svolta a Roma, il 10 marzo scorso, la riunione interregionale dei consorziati Codit di Lazio, Abruzzo e Molise. La convention, organizzata dal consigliere Guido Rossi, al ristorante “Giardini di Marzo”, ha confermato il bilancio positivo del consorzio per l’anno 2011. Ad animare il dibattito, il tema degli acquisti cumulativi, come tentativo per abbattere i costi di trasporto e abbassare i prezzi dei prodotti. L’azione consentirebbe di ottenere un maggiore potere di trattativa, soprattutto nei confronti dei fornitori. Oltretutto con una “regia” acquisti centralizzata si otterrebbe anche un vantaggio amministrativo. Per ora, tuttavia, si tratta solo di una proposta per tentare di minimizzazione i costi di tutti i consorziati, ma bisogna capire come reagiranno le aziende e verificarne la reale fattibilità. Al meeting erano presenti, oltre a circa 40 consorziati provenienti dalle tre Regioni in convention, Yoga Derby, del gruppo Conserve Italia, con la presentazione del format Apè e di nuovi succhi Derby Blue e Yoga Bio, e l’azienda vitivinicola Oscar d’Oro Nazionale di Pramaggiore 2011 Maccari Spumanti. Leader nel mercato dei succhi di frutta e delle conserve vegetali, Conserve Italia con il lancio di Apé, aperitivo all’italiana, vera rivoluzione nel mondo del food bar, ha fortificato il suo ruolo nel beverage e ha sviluppato ulteriormente la propria cultura storica nel food, trasformandosi in una “total horeca company”. La kit solution di Apè, che può costituire un valido aiuto nella preparazione degli aperitivi, comprende 4 gamme di prodotti certificati: • vegetali: sottoli e sottaceti in salamoia in 8 referenze (brand Saclà); • creme spalmabili: per bruschette, tartine, crostini in 6 referenze (brand Cirio); • chips in 3 referenze; • snack tostati in 3 referenze. Quanto alla Maccari, storico marchio del Made in Italy, produce vini spumanti e frizzanti con il metodo Ocg. L’azienda si trova proprio nel cuore della zona Docg Conegliano Valdobbiadene e imbottiglia il Prosecco Superiore Docg, oltre al Doc Treviso. Orgogli tutti italiani quelli della produzione di vini d’eccellenza: il valore dell’export enologico nel 2011 ha superato i 4,4 miliardi, pari a 24 milioni di bottiglie. Verrebbe da aprirne una e brindare! Valentina Isceri Riunione interregionale dei consorziati Codit Lazio 16 CODIT Magazine NEWS E CURIOSITà In Cina un hotel sulla “cresta dell’onda” Pet, dall’acqua minerale alle star di Hollywood La Notte degli Oscar 2012 ha consacrato eco-style Made in Italy. Sotto i vestiti da sera delle star di Hollywood batteva un cuore “green”: il nuovo tessuto Newlife delle Filature Miroglio di Alba, in provincia di Cuneo, ottenuto dal riciclo di bottiglie di Pet, quelle usate per l’acqua minerale. Newlife è il frutto di quattro anni di ricerca, di 2 milioni di euro di investimenti e del lavoro di tre aziende: la Demap di Beinasco che seleziona le bottiglie dalla raccolta differenziata, la Dentis di Sant’Albano Stura che le straforma in un polimero adatto alla filatura e, infine, lo stabilimento di Miroglio che le riduce in fili usati dall’alta sartoria italiana, famosa nel mondo. Il 13 aprile l’Italia ha festeggia l’Espresso-day Venerdì 13 aprile in più di 2.600 bar selezionati in tutta Italia l’Istituto nazionale espresso italiano ha celebrato il caffè più amato dagli italiani, con la quarta edizione di Espresso Italiano Day. A chi ha preso un caffè in uno dei bar selezionati, riconoscibili dalla vetrofania sulla porta, è stato regalato un vademecum tascabile con i consigli su come scegliere e valutare il vero espresso italiano. E con la storia e le suggestioni di tre paesi simbolo del caffè nel mondo: Portorico, Giamaica, Guatemala. Dalla Cina arriva la notizia dell’apertura di un nuovo hotel di lusso. Nulla di strano, se non fosse che la struttura è stata concepita all’interno di una gigantesca nave portaerei ex-sovietica ristrutturata a Tianjin, vicino Pechino. Kiev, così si chiamava la nave portaerei, ha navigato per 20 anni fino a che, crollato il muro di Berlino fu venduta per la creazione del parco tematico. La ristrutturazione è costata 12 milioni di euro. L’App-eritivo nell’era degli smartphone Ancora novità dall’App Store, che offre agli amanti dell’happy hour un’applicazione gratuita chiamata “Aperitivo 2.1”, scaricabile per i dispositivi iOS. Con un tasto è possibile entrare dallo smartphone nel programma di ricerca di locali modaioli italiani, dove organizzare con gli amici un incontro, sorseggiando un buon drink. L’applicazione consente di leggere i commenti di altri utenti che hanno già frequentato i locali in lista. Sfruttando la funzione di geolocalizzazione, l’utente ha a disposizione una lista dei locali più vicini, “navigando” fra immagini e dettagli sui servizi offerti. Il canale horeca va “liscio come l’olio” La Borsa merci telematica italiana (Bmti) sta promuovendo un progetto per favorire l’ingresso dell’olio extravergine di oliva italiano nel canale horeca. Tra le iniziative in programma, ci sono attività di informazione per le aziende interessate e attività di supporto per la commercializzazione. Chi aderirà all’iniziativa potrà scegliere direttamente il prodotto di olio extravergine di oliva, Dop, Igp o biologico, dopo aver assaggiato i campioni disponibili, e ordinare il quantitativo necessario, conoscendo sin dall’inizio l’importo di spesa. Con San Benedetto bevi e vinci doppio Fino la 16 agosto c’è un motivo in più per bere acqua minerale San Benedetto, il concorso “Bevo e vinco doppio!”. Partecipare è semplice come sorseggiare un bicchier d’acqua: per giocare con la cartolina (presente nel fardello d’acqua minerale o scaricabile dal sito www.bevoevincodoppio.it, basta compilarla, incollare la prova d’acquisto e spedirla a Concorso San Benedetto “Bevo e vinco doppio!”, casella postale 14 20081 Abbiategrasso (Milano). Si possono vincere 150 biglietti d’ingresso a Gardaland Park per due persone e partecipare all’estrazione di 3 soggiorni per 4 persone a Gardaland Resort, durante il Gardaland Magic Halloween. CODIT Magazine 17 descrizione foto 18 CODIT Magazine CODIT Magazine 19 20 CODIT Magazine