Relatore: Claudio Conio
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
• Definizione di Ambiente Confinato
• Casistica Ambienti Confinati
• Segnaletica
• Statistiche infortuni
• Approccio alla valutazione del rischio
• Principali Rischi: Asfissia/Chimico/Esplosione
27
Relatore: Claudio Conio
Caratteristiche di un Ambiente Confinato
Principali caratteristiche
1. Non progettati per la PRESENZA CONTINUA di LAVORATORI e persone.
2. Ha ingressi di dimensioni ridotte o logistica complessa che causano
DIFFICOLTA’ di ACCESSO e/o USCITA.
3. In cui esistono CONDIZIONI DI VENTILAZIONE SFAVOREVOLI che
potrebbero determinare un’atmosfera carente di ossigeno.
4. Si possono riscontrare al loro interno FATTORI di POSSIBILE
ACCRESCIMENTO RAPIDO DEI RISCHI (per es. determinati dalla
presenza di sostanze chimiche o biologiche, o da sostanze infiammabili
(incendi e/o esplosioni) o pericolose fisicamente (solidi, liquidi, vapori).
28
Relatore: Claudio Conio
Definizione di Ambiente Confinato
È un ambiente confinato uno spazio
Non progettato per la PRESENZA CONTINUA di
LAVORATORI e persone (accesso per manutenzione).
29
Relatore: Claudio Conio
Definizione di Ambiente Confinato
È un ambiente confinato uno spazio caratterizzato da
Ingressi di dimensioni ridotte
o logistica complessa che
causano DIFFICOLTA’
di ACCESSO e/o USCITA
30
Relatore: Claudio Conio
Definizione di Ambiente Confinato
È un ambiente confinato uno spazio
In cui esistono CONDIZIONI DI VENTILAZIONE
SFAVOREVOLI che potrebbero determinare
un’atmosfera CARENTE DI OSSIGENO.
31
Relatore: Claudio Conio
Definizione di Ambiente Confinato
È un ambiente confinato uno spazio nel quale
Si possono riscontrare al loro interno FATTORI
di POSSIBILE ACCRESCIMENTO RAPIDO DEI
RISCHI (per es. determinati dalla presenza di sostanze
chimiche o biologiche, o da sostanze infiammabili (incendi
e/o esplosioni) o pericolose fisicamente (solidi, liquidi,
vapori).
32
Relatore: Claudio Conio
Esempi di AMBIENTI CONFINATI
Sono sicuramente AMBIENTI CONFINATI perché
caratterizzati da difficoltà di ACCESSO e/o di USCITA:
I CONTAINER
LE CANALIZZAZIONI
I TOMBINI
LE FOGNATURE
LE FOSSE BIOLOGICHE
LE STIVE
I SILOS
I SERBATOI DI STOCCAGGIO
I TAMBURI DI MISCELAZIONE (autobetoniere)
I RECIPIENTI DI REAZIONE
APPARECCHIATURE CHIUSE
….
33
Relatore: Claudio Conio
Esempi di AMBIENTI CONFINATI
Altri spazi confinati possono essere meno evidenti, ma in
particolari circostanze (lavorazioni / ambiente circostante)
possono essere altrettanto pericolosi:
VASCHE, INVASI
FOSSE, TRINCEE
DEPURATORI
CISTERNE APERTE
CAVEDI TECNICI
VANI CORSA ASCENSORI
CAMERE CON APERTURA DALL’ALTO
LUOGHI, ANCHE ALL’APERTO, CON ACCESSO SUPERIORE
SCAVI PROFONDI A SEZIONE RISTRETTA (anche correttamente armati )
STANZE / LUOGHI NON VENTILATI O SCARSAMENTE VENTILATI
LOCALI TECNICI CONTRADDISTINTI DA ACCESSI DIFFICOLTOSI
….
34
Relatore: Claudio Conio
Riconoscibilità di un Ambiente Confinato
AMBIENTI CONFINATI DI TIPO PERMANENTE
(CODIFICATI)
Facilmente riconoscibili perché segnalati
AMBIENTI CONFINATI MUTEVOLI
(temporanei / non riconosciuti / assimilabili)
A volte occulti / condizionati da fattori esogeni
35
Relatore: Claudio Conio
AMBIENTI CONFINATI – SEGNALETICA ???
Non è ancora stato codificato un segnale UNI EN
Pericolo Generico
Segnaletica
generica
EIGA Pericolo
Atmosfera Asfissiante
IMO International
Maritime Organization
Shell
Ambiente Confinato
Obbligo disorveglianza
esterna
American Welding
Society
36
Relatore: Claudio Conio
AMBIENTI CONFINATI
APPROCCIO ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI:
All’interno degli “spazi confinati” si registra tragicamente un
elevato numero di infortuni.
Questo è dovuto principalmente ad una metodologia di valutazione del
rischio basata principalmente sulle attività di lavoro ignorando
l’ambiente.
In realtà l’ambiente può
condizionare in modo significativo, il livello
di rischio della singola lavorazione
(anche una semplice ispezione può
rappresentare un grave rischio!!)
Lavorazione semplice, in ambiente sicuro
= rischio basso
Lavorazione semplice, in ambiente confinato
= rischio alto
41
Relatore: Claudio Conio
AMBIENTI CONFINATI
L’APPROCCIO ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI:
Tipicamente l’analisi delle cause e delle dinamiche degli incidenti
all’interno degli “AMBIENTI CONFINATI” evidenzia:
SCARSA CONSAPEVOLEZZA DEL RISCHIO DA PARTE DELLE
PERSONE COINVOLTE
INSUFFICIENTE CONOSCENZA DELLE CRITICITA’ CONNESSE
E DELLE POSSIBILI MISURE DI PROTEZIONE
INCAPACITA’
DI
METTERE
IN
ATTO
APPROPRIATE
PROCEDURE DI INTERVENTO IN CASO DI EMERGENZA
42
Relatore: Claudio Conio
AMBIENTI CONFINATI
L’APPROCCIO ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI:
Tipicamente l’analisi delle cause e delle dinamiche degli incidenti
all’interno degli “AMBIENTI CONFINATI” evidenzia:
INFORTUNI CARATTERIZZATI DA “EVENTI A GRAPPOLO”
ovvero danni fisici inferti a più persone in tempi successivi.
(tipicamente l’evento infortunistico può coinvolgere anche il Collega
che è intervenuto dopo l’evento in soccorso dell’infortunato);
Infortuni a cascata che coinvolgono i soccorritori
43
Relatore: Claudio Conio
Infortuni mortali in ambienti confinati
Banca dati 2005/2010 (aggiornamento settembre 2011)
29 eventi 43 decessi in ambienti confinati
Ambiente confinato
Eventi Decessi
Causa di Infortunio mortale
Morti %
Cisterne/Serbatoi
10
16
Contatto con gas asfissianti
53.5
Vasche
7
14
Caduta dall’alto o in profondità
25.6
Silos
6
6
Contatto con gas o vapori a bassa temp.
11.6
Camere
3
3
Caduta dall’alto di gravi (seppellimento)
4.7
Altro (stive , condotte,
canalizzazioni, ecc.)
3
4
Contatto con liquidi meteorici
2.3
Sviluppo fiamme (esplosioni)
2.3
TOTALE
29
43
TOTALE
100%
Tabella tratta da: Banca dati Sorveglianza
degli infortuni mortali e gravi (INAIL- ISPESL / DPO)
44
Relatore: Claudio Conio
Infortuni mortali in ambienti confinati
Infortuni mortali per titolo di studio
Licenza elementare
13%
30%
48%
9%
Licenza media
Qualifica professionale
Diploma superiore o Laurea
Fonte: Politecnico di Milano
45
Relatore: Claudio Conio
AMBIENTI CONFINATI – Valutazione del rischio
RISCHIO MODERATO
Ambienti con:
- ingresso superficiale e diretto (profondità limitata);
- accesso semplice, diretto e libero;
- non vi è rischio di inondazione/seppellimento;
- adeguata ventilazione naturale;
- non vi è rischio di rilascio critico di sostanze tossiche;
- non si eseguono lavori a caldo.
Ad esempio:
- locali interrati,
- vani tecnici di impianti tecnici (elettrici/idrici)
- cavedii di ventilazione
- scavi a sezione obbligata di profondità significativa
- ecc.
46
Relatore: Claudio Conio
AMBIENTI CONFINATI – Valutazione del rischio
RISCHIO MEDIO/ALTO
Ambienti con:
- adeguata ventilazione naturale o meccanica;
- ingresso diretto con o senza ostacoli;
- rischio di possibile inondazione/seppellimento;
- rischio di possibile rilascio di sostanze tossiche;
- possibilità di prevedere il collegamento in continuo ad
un paranco o simile dispositivo di soccorso meccanico
ed una persona fissa di assistenza.
Ad esempio:
- pozzi artesiani,
- pozzetti ispezione acque reflue,
- cisterne, serbatoi
- vasche depuratori, ecc.
47
Relatore: Claudio Conio
AMBIENTI CONFINATI – Valutazione del rischio
RISCHIO ALTO o - ALTISSIMO
Ambienti con:
- ingresso particolarmente angusto o articolato;
- diramazioni interne con o senza ostacoli;
- rischio di possibile inondazione/seppellimento;
- lavorazioni in atmosfera ipossigenata (asfissia);
- lavorazioni in atmosfera tossica (oltre STEEL) o a
rischio rilascio sostanze tossiche;
- lavorazioni a caldo (saldature, a fiamma, ecc.);
- necessità di DPI respiratori isolanti;
- condizioni per cui non possa essere previsto il
collegamento in continuo ad un paranco o simile
dispositivo di soccorso meccanico;
Ad esempio:
- canalizzazioni orizzontali,
- condotte di rilevante lunghezza (idriche/fognarie),
- silos, cisterne su carro,
- forni, macchine, reattori, ecc.
48
Relatore: Claudio Conio
AMBIENTI CONFINATI – PRINCIPALI PERICOLI
RISCHI AMBIENTALI
1) SOFFOCAMENTO (carenza di ossigeno)
2) PRESENZA DI GAS, FUMI O POLVERI (Tossici – Nocivi)
PRESENZA DI AGENTI BIOLOGICI
3) INCENDIO ED ESPLOSIONE
RISCHI FISICI
1) CADUTA DALL’ALTO (caduta in profondità)
2) SEPPELLIMENTO e/o SOMMERSIONE
3) INCARCERAMENTO
49
Relatore: Claudio Conio
AMBIENTI CONFINATI – ALTRI PERICOLI
Oltre ai pericoli specifici esistono naturalmente anche molti altri rischi:
Rischio Elettrico
Esposizione a radiazioni
Esposizione ad energia meccanica
Stress Termico
Rumore
Vibrazioni
Contatto indesiderato con sostanze sensibilizzanti, corrosive, etc.
Rischi di tipo ergonomico dovuti a posture scorrette
50
Relatore: Claudio Conio
PERICOLO n. 1 – ASFISSIA per carenza di OSSIGENO
La condizione di “CARENZA D’OSSIGENO“
può crearsi repentinamente o gradualmente
e può essere determinata da molteplici
cause.
Per esempio la mancanza di ossigeno può
essere causata anche da consistente:
- formazione di ruggine,
- Processi di corrosione,
- fermentazione o
- altre forme d’ossidazione.
Man mano che il materiale si decompone,
l’ossigeno viene prelevato dall’atmosfera per
alimentare il processo d’ossidazione.
51
Relatore: Claudio Conio
PERICOLO n. 1 – ASFISSIA per carenza di OSSIGENO
La mancanza di OSSIGENO può essere
determinata anche da:
•
•
•
•
•
•
respirazione dei lavoratori,
consumo dell’ossigeno per una combustione,
reazione con un metallo,
attività specifiche effettuate all’interno
dello spazio confinato,
…
sostituzione dell’O2 con un altro gas, ad
esempio azoto N2 (procedure di bonifica da
sostanze tossiche – GAS FREE)
ATTENZIONE
AZOTO
52
Relatore: Claudio Conio
Carenza di OSSIGENO
Man mano che la percentuale scende verso il 16%
sopravvengono, progressivamente, difficoltà nella
respirazione e si avvertono ronzii nelle orecchie.
Se la percentuale d’ ossigeno scende
ulteriormente, verso il 12% si verificano perdite di
coscienza e con meno del 6% la morte può
sopraggiungere in pochi minuti.
Ossigeno (O2) %
Effetti Fisiologici
Oltre 23,0
No entrata. Pericolo incendio/esplosione per alta concentrazione di comburente
23,0 – 20,8
Nessun evento fisiologico significativo. Lieve euforia
20,8
Concentrazione media di ossigeno nell’aria ambiente
20,8 – 19,5
Nessun evento fisiologico significativo. Lieve calo di produttività
19,5 – 17,0
Accelerazione battito cardiaco, sudorazione abbondante e fredda, calo della
concentrazione, difficoltà di manipolazione
17,0 – 10,0
Scarsa capacità di giudizio, difficoltà di coordinamento muscolare, affaticamento,
respirazione intermittente, forte mal di testa, svenimento
10,0 – 6,0
Nausea, vomito, instabilità nell’esecuzione di movimenti motori, perdita
dell’equilibrio, svenimento (6 min = 50% fatale; 8 min =100% fatale)
Inferiore a 6,0
Difficoltà respiratorie, convulsioni, morte cerebrale in pochi minuti
53
Relatore: Claudio Conio
Carenza di OSSIGENO
Quando un'atmosfera può essere considerata carente di ossigeno?
Quando, in uno spazio confinato, il contenuto d’i O2 scende al di sotto del
19,5% si devono interrompere le lavorazioni (
)
l’area è considerata carente d’ossigeno e esiste pericolo di asfissia.
Dipende dalla concentrazione d’ossigeno presente
Qual è la fatica
respiratoria umana?
Dipende dal tipo di attività svolta dagli operatori
Dipende dal livello di concentrazione di altri gas presenti
La tabella sotto ci mostra il variare del volume d'aria inspirata per minuto in base all’attività svolta.
INTENSITA’ DELL’IMPEGNO FISICO
Riposo
Lavoro leggero
Lavoro medio
Lavoro pesante
Massimo sforzo
Stress psicofisico
CONSUMO DI ARIA (l/min.)
10
20/30
30/40
40/60
100/120
120
54
Relatore: Claudio Conio
Carenza/Eccesso di OSSIGENO
Percentuale (%) di OSSIGENO nell’ambiente
17,0
19,5
20,8
23,0
24,0
NORMALE
ARIA AMBIENTE
ARIA CARENTE
DI OSSIGENO
INTERROMPERE
I LAVORI
ASFISSIA
ARIA RICCA
DI OSSIGENO
INTERROMPERE
I LAVORI
AUTOCOMBUSTIONE
1°Allarme
2°allarme
55
Relatore: Claudio Conio
PERICOLO n. 2 – RISCHIO CHIMICO
L’inalazione o l’assorbimento di gas, vapori, polveri
tossici può creare alterazioni al sistema nervoso e/o al
sistema respiratorio che, in alcuni casi, può portare alla
morte.
Sostanze irritanti e/o tossiche (inalazione, contatto con la
pelle, ingestione). In basse concentrazioni possono cerare
malessere (irritazioni, senso di vertigini, ecc.).
In alte concentrazioni possono causare la morte.
Bisogna fare sempre riferimento all’etichettature ed alla
scheda di sicurezza che riporta anche i componenti.
Gli asfissianti chimici causano lesioni o morte impedendo
al corpo di utilizzare il suo fabbisogno di ossigeno in tempi
molto rapidi.
56
Relatore: Claudio Conio
SOSTANZE TOSSICHE
Contaminanti preesistenti
Contenuti precedentemente nello spazio confinato
Sostanze chimiche connesse con i cicli lavorativi industriali,
Stoccaggi, reagenti, bonifiche non correttamente eseguite, ecc.
Contaminanti “prodotti”
Contaminanti generati dal lavoro effettuato durante l’ingresso
nello spazio confinato
Fumi di saldatura, pitture/solventi, sostanze volatili da solventi di
pulizia, CO da generatori e/o veicoli, ecc.
Contaminanti “introdotti”
Contaminanti prodotti nello spazio confinato dalla ventilazione:
CO da generatori e/o veicolo posizionati nei pressi dello
spazio confinato, ecc.
58
Relatore: Claudio Conio
Limiti di esposizione - TLV
Threshold Limit Value (TLV), ovvero "valore limite di soglia", rappresenta una soglia di
concentrazione - generalmente espressa in parti per milione (ppm: 1mm = 1ppm di 1km) di una data sostanza pericolosa nell'aria, al di sotto della quale vi è sicurezza per "quasi
tutte" le persone esposte. Nella definizione si parla di "quasi tutte" le persone poiché non si
possono escludere a priori casi di ipersensibilità o la possibilità che alcuni individui, pure a
concentrazioni minori, possano riportare per vari motivi danni alla salute.
TWA (time-weighed average): è il valore massimo consentito per non riportare danni alla
salute in caso di esposizione prolungata - 8 ore al giorno e/o 40 ore a settimana. Viene
comunemente indicato semplicemente come TLV, sottintendendo l'altro termine.
STEL (short-term exposure limit): è il valore massimo consentito per non riportare danni alla
salute, in caso di esposizioni brevi - non oltre 15 minuti - ed occasionali - non oltre quattro
esposizioni nelle 24 ore, intervallate almeno ad un'ora di distanza l'una dall'altra.
IDLH: è il valore limite oltre il quale non si riportano danni irreversibili alla salute in caso di
esposizioni brevi – non oltre 30 minuti.
TLV-C (ceiling): è il valore limite che non deve essere mai oltrepassato in nessun caso.
60
Relatore: Claudio Conio
SOSTANZE TOSSICHE
Esempi di TLV-TWA/STEEL (Fonte ACGIH)
Sostanza chimica
Acido solfidrico
TLV - TWA
TLV – STEEL
H2SO3
3 ppm – 14,0 mg/m3
5 ppm – 21,0 mg/m3
Monossido di azoto
NO
3 ppm – 5,6 mg/m3
5 ppm – 9,4 mg/m3
Monossido di carbonio
CO
25 ppm - 29,0 mg/m3
100 ppm – 116 mg/m3
Idrogeno solforato
H2 S
10 ppm – 2,3 mg/m3
15 ppm – 3,5 mg/m3
Ammoniaca
NH3
25 ppm – 17,0 mg/m3
35 ppm - 24 mg/m3
Anidride solforosa
SO2
2 ppm - 5,2 mg/m3
5 ppm - 13 mg/m3
Benzene
C6H6
0,5 ppm - 1,6 mg/m3
2,5 ppm – 8,0 mg/m3
Cl
0,5 ppm - 1,5 mg/m3
1 ppm – 2,9 mg/m3
Cloro
Toluene
C7H8
50 ppm - 188,0 mg/m3
Fumi di saldatura
-
5,0 mg/m3
Legni duri
-
1,0 mg/m3
Legni dolci
-
5,0 mg/m3
PM 10
10,0 mg/m3
Particelle inalabili (polveri sottili)
61
Relatore: Claudio Conio
Lavori in presenza di Sostanze Chimiche
Parametro di verifica: Concentrazione dell’inquinante
<50% di TWA
CAMPO DI
LAVORO
SENZA DPI
TWA
STEL
1°Allarme
CAMPO DI
LAVORO
CON DPI
FILTRANTI
CAMPO DI
LAVORO
CON DPI
ISOLANTI
2°Allarme
> STEL
DIVIETO DI LAVORO
> IDLH
SOSPENSIONE ATTIVITA’
DI SOCCORSO
63
Relatore: Claudio Conio
PERICOLO n. 3 – INCENDIO / ESPLOSIONE
La presenza di gas infiammabili (metano, butano, solventi, …) o polveri
infiammabili possono creare rischi di detonazioni, esplosioni o incendi.
Perché possa avvenire un’esplosione o
una combustione, quali elementi devono
essere contemporaneamente presenti in
uno spazio confinato?
Per avere la combustione è necessaria la presenza
contemporanea di 3 elementi:
il combustibile
Il comburente (ossigeno)
il calore o fonte d’ignizione
fenomeno conosciuto come
TRIANGOLO DEL FUOCO
76
Relatore: Claudio Conio
CARATTERISTICA DI INFIAMMABILITÀ DI ALCUNE SOSTANZE
PROPAGAZIONE
DI INCENDIO
PERICOLO DI
SCOPPIO
TEMPERATURA
AUTOACCENS.
AZIONE
TOSSICA
Carbone, Legna,
Carta, Cartone
LENTA
NO
130 ÷ 610°C
NO
Gomma, Resina,
Plastica
LENTA
NO
300 ÷ 600°C
SI
Segatura, Tessuti,
Stracci unti
MEDIA
NO
150 ÷ 600°C
SI
Trucioli, Paglia,
Fuliggine
MEDIA
NO
80 ÷ 400°C
NO
Polveri metalliche,
Vernici
RAPIDA
SI
130 ÷ 250°C
SI
Oli combustibili,
Lubrificanti
RAPIDA
DIFFICILE
250 ÷ 450°C
DEBOLE
Petrolio
Gasolio
RAPIDA
DEBOLE
180 ÷ 300°C
DEBOLE
MOLTO RAPIDA
SI
200 ÷ 400°C
NO
ISTANTANEA
SI
400 ÷ 850°C
NO
SOSTANZA
Benzine, Alcoli,
Acquaragia
Metano, Propano,
Acetilene
78
Relatore: Claudio Conio
Campo di esplosività
Così come per la combustione, anche per l’esplosività, la percentuale dei gas presenti
riveste grande importanza. Se per esempio, a causa di una perdita, si immette
gradualmente un gas infiammabile in uno spazio confinato dove la ventilazione è carente,
man mano che il rapporto gas-aria cambia, si verificano 3 condizioni:
Miscela POVERA
Miscela ESPLOSIVA
Miscela RICCA
La quantità di gas non è sufficiente
per esplodere
Le proporzioni della miscela sono in
grado di esplodere
La quantità di gas è eccessiva per
innescare l’esplosione
0% gas
100% aria
L.I.E.
Limite Inferiore Esplosività
L.S.E.
Limite Superiore Esplosività
100% gas
0% aria
In
In presenza
presenza di
di una
una miscela
miscela troppo
troppo ricca
ricca éé necessario
necessario operare
operare con
con la
la massima
massima
attenzione:
attenzione: una
una probabile
probabile diluizione
diluizione di
di detta
detta miscela
miscela con
con aria
aria fresca
fresca potrebbe
potrebbe portare
portare
la
la stessa
stessa aa livello
livello di
di campo
campo esplosivo
esplosivo oo infiammabile
infiammabile ee creare
creare una
una condizione
condizione
ambientale
ambientale estremamente
estremamente pericolosa.
pericolosa.
79
Relatore: Claudio Conio
Lavori in presenza di sostanze Infiammabili/Esplosive
Parametro di verifica: Limite Inferiore Esplosività (LIE)
<10% di LIE
20%
100% LIE
1°Allarme
2°Allarme
CAMPO DI
MARGINE DI
LAVORO
SICUREZZA
INTERROMPERE
I LAVORI
LSE
CAMPO DI
ESPLOSIVITA’
ASSOLUTO
DIVIETO DI
LAVORO
% > LSE
ASSOLUTO
DIVIETO DI
LAVORO
80
Relatore: Claudio Conio
Pericoli specifici: Lavori a caldo
L’esecuzione di un lavoro che genera
calore all’interno di uno spazio
confinato rappresenta un rischio
speciale.
Ogni volta che un lavoro di questo tipo
viene eseguito, o quando le pareti
interne o esterne devono essere
riscaldate, é importante che tutti i
residui, le scorie e la ruggine all’interno
siano rimosse.
Per tutta la durata dell’operazione é necessario controllare in
continuo l’atmosfera per verificare l’eventuale presenza di gas
o vapori infiammabili, sostanze tossiche, carenze o eccessi
d’ossigeno.
83
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VALUTAZIONE DEL RISCHIO - Scuola Edile Bresciana