TEATRO • MUSICA • DANZA • PERFORMANCE
LUCCA 21/27 settembre 2009
P
R
I
M
A
E
D
I
Z
I
O
N
25 nuovi spettacoli
un’avventura dello spirito
una città come palcoscenico
E
I TEATRI DEL SACRO è un
progetto promosso da:
segreteria organizzativa
Paola Silvestri
Servizio nazionale per il progetto
culturale della CEI
Fondazione Comunicazione e
Cultura
Federgat - Federazione Gruppi
Attività Teatrali
coordinamento eventi culturali
Don Piero Ciardella
ideazione
Gabriele Allevi, Claudio Bernardi,
Ernesto Diaco, Fabrizio Fiaschini,
Francesco Giraldo, Vittorio Sozzi,
Dario E. Viganò
direzione artistica
Fabrizio Fiaschini
direzione generale
Francesco Giraldo
commissione selezionatrice
Gabriele Allevi, Claudio Bernardi,
Ernesto Diaco, Fabrizio Fiaschini,
Francesco Giraldo, Giorgio Testa
direzione organizzativa
Sabina de Tommasi
si ringrazia
Arcidiocesi di Lucca
Parrocchia dell’Arancio, Lucca
Centro Diocesano per la Cultura
Hotel Ilaria
Maurizio Silva
2
direzione tecnica
E20
ufficio stampa
Marina Saraceno
grafica
AltoContrasto
foto
Fabio Perroni
staff
Claudia Balbi, Alessandra Blanco,
Carlotta Castrucci,
Eleonora Cicalò,
Anna Carmela Fulciniti,
Francesco Loddo, Antonio Tavera
I 70 - visioni e condivisioni
è un progetto a cura di Giorgio
Testa, in collaborazione con
Gabriele Allevi
I Teatri del Sacro non è un nuovo festival e neppure una semplice vetrina
di nuovi spettacoli. É in prima istanza un progetto artistico e culturale dedicato alle intersezioni, sempre più diffuse, fra il teatro e la ricerca spirituale e religiosa: un ‘corpo a corpo’ libero e sincero con le domande della
fede, acceso dall'azione drammatica.
Un fervore creativo che ha spinto la Federgat e la Fondazione Comunicazione e Cultura - Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI
a ideare, nel 2008, il Bando di Concorso con cui, dopo un'accurata fase
di selezione, sono stati prodotti e sostenuti i 25 spettacoli che debutteranno
in questa settimana: 10 vincitori e altri 15 segnalati dalla giuria, a riprova
della ricchezza e della qualità delle proposte presentate.
Spettacoli insieme di compagnie professionistiche e di compagnie amatoriali. Apparentemente uno ‘scandalo’ ma in realtà, a nostro avviso, un
valore aggiunto, nella convinzione che il desiderio di fare teatro affondi
le sue radici e produca i suoi frutti in un terreno comune e indivisibile:
quello del gioco mimetico, con cui l'uomo ha da sempre cercato di conoscere se stesso e di incontrare gli altri.
Un teatro, quindi, di tutti e il più possibile per tutti, affinché lo spettacolo torni ad essere, prima e oltre l'estetica della performance, un'occasione
di partecipazione popolare e comunitaria, come testimonia, in questa stessa
settimana, l'avventura de I 70: un gruppo di spettatori che farà un lungo
viaggio nel cuore degli spettacoli, per una visione che si nutra innanzitutto
della condivisione.
In questa prospettiva, il progetto de I Teatri del Sacro non finirà a
Lucca. Si cercherà infatti di promuovere, a livello nazionale, la circuitazione degli spettacoli prodotti, valorizzando in particolare il patrimonio,
troppo spesso ignorato o stigmatizzato, dei piccoli teatri e delle sale della
comunità che costellano il nostro paese: una rete silenziosa, che si snoda
spesso attraverso paesi e città di provincia, lontani dal richiamo prestigioso
dei teatri metropolitani, ma proprio per questo forse più capaci di riportare l'arte dello spettacolo sul confine che più le è proprio: il confine con
la vita.
Fabrizio Fiaschini
Presidente Federgat
3
TUTTI GLI SPETTACOLI SONO AD INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI
LUNEDÌ 21
ore 19.00 - Teatro del Giglio
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gruppo di Ricerca e Progettazione Teatrale SCARL
ore 22.00 - Teatro San Girolamo
Il Vangelo visto da un cieco
Teatro dell'Orsa / Compagnia Bella
MARTEDÌ 22
ore 17.00 - Teatro San Girolamo
Il Beato Pellegrino
Teatro del Cerchio
9
10
ore 18.30 - Chiesa San Cristoforo
Ammaliata
Yupiter! 41
11
ore 21.00 - Cortile degli Svizzeri
Montemurro: un medico santo
Gruppo Parrocchia NS di Lourdes
12
MERCOLEDÌ 23
ore 10.00 - Teatro San Girolamo
La storia di Sant'Alessandro raccontata ai piccoli
Il Teatro Prova
13
ore 18.30 - Oratorio San Giuseppe
Le Donne del Vangelo
Almadeira
14
ore 21.00 - Chiesa San Cristoforo
Bakhita - Storia Meravigliosa
Teatro in-folio
15
ore 23.00 - Teatro San Girolamo
Canzone al Vangelo
POP 451
16
GIOVEDÌ 24
ore 17.00 Teatro San Girolamo
La Storia di Abramo
Ariel
4
8
17
ore 18.30 - Chiesa San Cristoforo
Scientia Crucis - Edith Stein
Opzione Teatro
18
ore 21.00 - Cortile degli Svizzeri
C'era una rosa…il miracolo de ’na fijarella povera e scalza
AstArte
19
ore 21.00 - Oratorio San Giuseppe
L'abbandono alla Divina Provvidenza
CSS Udine
20
VENERDÌ 25
ore 17.00 - Oratorio San Giuseppe
L'abbandono alla Divina Provvidenza
CSS Udine
21
20
ore 18.30 - Teatro San Girolamo
Pan pepato Pan dei morti
Teatro Popolare Europeo
22
ore 21.00 - Chiesa San Cristoforo
Oibò son morto
Liberarte Orvieto
23
ore 23.00 - Chiesa Santa Maria dei Servi
In corpore
Orma Fluens / Amaranta
24
SABATO 26
ore 10.00 - Oratorio San Giuseppe
L'abbandono alla Divina Provvidenza
CSS Udine
20
ore 17.00 - Teatro San Girolamo
Euphoria
Cosa sono le nuvole
25
ore 18.30 - Chiesa San Cristoforo
Föch
Araucaìma Teater
26
ore 21.00 - Chiesa Santa Maria dei Servi
Maria Nera
Nuova Atlantide Teatro
27
ore 23.00 - Oratorio San Giuseppe
Ex - voTo
Vocabolomacchia_teatrostudio
28
DOMENICA 27
ore 15.00-20.00 (più repliche) Sotterraneo San Regolo
Le Stanze di Amleto
Teatro del Lemming
29
ore 17.00 - Teatro San Girolamo
Nella notte un giglio nel campo
Macedonia Clown
30
ore 18.30 - Chiesa San Cristoforo
In nome della madre
Creativamente
31
ore 21.00 Cortile degli Svizzeri
Il libro di Tobia
Gruppo in Cammino / Spring Time / Wos
32
5
TUTTI GLI SPETTACOLI SONO AD INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI
ore 23.00 - Chiesa Santa Maria dei Servi
Cantu di Passioni
Piccolo Teatro Umano / L'Arlesiana - Progetto Feminae
Gli appuntamenti
giovedì 24 settembre - ore 19.00
Chiesa di Santa Maria della Rosa
via della Rosa
Il Silenzio di Dio, dialogo tra credenti e non credenti
Incontro con Salvatore Natoli (ordinario di Filosofia presso l’Università di Milano-Bicocca), Adriano Fabris (ordinario di Filosofia morale
presso l’Università di Pisa), Silvio Castiglioni (attore, regista, già direttore del Festival Santarcangelo dei teatri).
venerdì 25 settembre - ore 19.00
Sala Convegni dell’Hotel Ilaria
via del Fosso 26
Presentazione de L’incendio dei sogni, l’ultimo romanzo di Luca Doninelli (Garzanti, Milano 2009). Oltre all’autore sarà presente Silvio
Danese, giornalista e critico cinematografico.
sabato 26 settembre - ore 15.00
Sala Convegni dell’Hotel Ilaria
via del Fosso 26
Europassio. Rappresentare la Passione
Incontro con l’associazione internazionale Europassio, per parlare di
teatro religioso e delle Sacre rappresentazioni della Passione di Cristo.
domenica 27 settembre - ore 11.00
Oratorio San Giuseppe
piazza degli Antelminelli 1
Presentazione del volume Ospitare Dio. Il mito di Filemone e Bauci
tra Ovidio e noi, di Donatella Puliga (Melangolo, Genova 2009). Oltre
all’autrice sarà presente Andrea Grillo, filosofo e teologo, docente al
Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma.
6
Gli spettacoli
Spettacoli vincitori de I Teatri del Sacro
Spettacoli segnalati dalla giuria de I Teatri del Sacro
Gruppo di Ricerca e Progettazione Teatrale SCARL
Dal Vangelo
secondo Giovanni
el Vangelo secondo Giovanni, l’apostolo prediletto descrive un
modo nuovo di essere uomini, un rinnovamento generato e reso possibile solo dalla potenza di Dio e dalla Fede. In Giovanni, più
che nei “sinottici”, la salvezza è attualizzata: è già presente nell’intimo dei cuori e la vita eterna è già posseduta nella Fede. L’uomo auspicato da Giovanni è capace di amare il nemico, di porgere l’altra
guancia, atteggiamenti attuabili solo con l’aiuto di Dio.
La Compagnia Gruppo di Ricerca e Progettazione Teatrale
Scarl, diretta da Giuliano Vasilicò, lavora da sempre su quella che
considera la “vocazione” principale dell’arte teatrale: “sperimentare
nella finzione scenica nuovi modi di essere uomini”, in questo spettacolo l’Uomo Nuovo nella visione cristiana. Gli attori cercano di rivivere nello spettacolo il mistero della Fede e di trasmetterlo agli spettatori coinvolti in un’esperienza che può essere vissuta quasi come
se fosse vera e divenire un’utile riflessione anche per la nostra vita.
Grazie ad un complesso lavoro drammaturgico, il testo biblico si
trasforma così in partitura scenica e non in una semplice trasposizione letteraria sottolineando ed amplificando il valore sacro e mistico
del Vangelo di Giovanni.
N
drammaturgia e regia
Giuliano Vasilicò
con
Giuseppe Alagna, Manuela Boccanera,
Carlo Cinque, Simone Fusai,
Andrea Lanciotti, Elena Lupacchini,
Gianluca Testa
scene e musiche
Agostino Raff
8
costumi
Fabrizia Migliarotti
con la collaborazione di
Elena Lupacchini
assistenti alla regia
Chiara Maione,
Antonella Perconte Licatese
luci e suono
Danilo Facco
Teatro dell'Orsa / Compagnia Bella
Il Vangelo visto
da un cieco
o spettacolo Il vangelo visto da un cieco si ambienta tutto nell’anticamera del Sinedrio, dove alcuni personaggi si incontrano
in attesa di testimoniare al processo contro Gesù. L’esaltazione
scanzonata e fiduciosa del cieco Bartimeo contrasta con la drammatica figura della Samaritana, tra i due poi irrompe la moglie di Zaccheo, giunta da Gerico in cerca del marito, corso a testimoniare a favore del Messia. L’attesa si anima di momenti poetici e perfino comici, fino alla notizia della condanna del Cristo e alla scelta di seguirlo verso il Calvario.
Con questo spettacolo, il Teatro dell’Orsa e la Compagnia Bella
scelgono di raccontare il Vangelo attraverso lo sguardo ingenuo di
un’umanità stupita, toccata dal miracolo e forse non ancora consapevole, eppure coinvolta con tutto il proprio essere.
Protagonisti della messa in scena sono i personaggi minori del
Vangelo, figure di gente semplice, che vivono il mistero della Passione con tutta la loro umiltà ed umanità.
Nella drammaturgia, il registro simbolico e quello concreto si intrecciano continuamente, l’anticamera del Sinedrio perde i connotati di spazio fisico, per tramutarsi nel palcoscenico di racconti epici e
comici, poetici e buffi, che attingono al pozzo della saggezza tradizionale e della commedia popolare. Affiorano nello spettacolo paesaggi e identità diverse, la luce del miracolo e la speranza, universi
maschili e femminili a confronto fra loro, e soprattutto a confronto
con il Cristo, in un mosaico di momenti e situazioni che coinvolge ed
emoziona lo spettatore.
L
drammaturgia
Giampiero Pizzol
regia
Teatro dell’Orsa / Compagnia Bella
con
Laura Aguzzoni,
Bernardino Bonzani,
Monica Morini,
Gaetano Nenna
musiche
Gaetano Nenna
collaborazione scenografica
e opere tessili
Antonella De Nisco
collaborazione tecnica
e scenografica
Franco Tanzi
9
Teatro del Cerchio
Il Beato Pellegrino
n uomo nel pieno della maturità è scosso dall’inquietudine, si
trova di fronte al mistero della Fede. È un tipografo oppresso
da un lavoro fatto di scadenze, appuntamenti, consegne e che delle immagini e delle parole che stampa conosce “soltanto il colore e
la forma, ma mai il significato”.
La necessità di un “significato” diventa per lui domanda urgente e
ossessiva, lo spinge ad una ricerca di senso che non può più procrastinare. Grazie anche all’incontro con un frate che gli racconta la leggenda del beato pellegrino, partito da un paese lontano per incontrare Santa Chiara da Montefalco, decide di partire.
Negli incontri e nelle paure del viaggio anziché trovare risposte
sorgono nuove domande, dubbi e riflessioni. Alla fine del suo pellegrinaggio, l’uomo si sente pronto ad affrontare il mistero della vita
senza esserne sopraffatto.
Il lavoro nasce dal desiderio di approfondire il tema del pellegrinaggio, del viaggio come metafora, come cammino di ricerca interiore.
Il viaggio esige distacco, coraggio, ricerca, speranza. Chi è legato
a terra dai pesi delle cose e dei vincoli è incapace di essere pellegrino. Chi è convinto di possedere tutto e di avere già il monopolio della verità non ha l'ansia della ricerca; chi si è troppo ben collocato nella sua città non ha bisogno di Betlemme, anzi Betlemme gli appare
come un insignificante villaggio di provincia.
U
drammaturgia
Mario Mascitelli
regia
Maria Pia Pagliarecci
con
Mario Mascitelli
musiche
Guido Ponzini,
Maurizio Soliani
scene e costumi
Teatro del Cerchio
luci Antonio Cuccaro
10
Yupiter! 41
Ammaliata
Orchestra popolare per coro di sei voci
e tre seggiole
suoni del dialetto, le tradizioni popolari, canti antichi per spiegare
la ‘malìa’, la seduzione, l’attrazione irresistibile che può dominare
l’uomo fino a fargli perdere la ragione. Ammaliata è l’appellativo col
quale viene designata una persona che è stata stregata da questa
forza e che per tornare in sé dovrà necessariamente praticare formule di scongiuro in grado di placare il fascino subito. Questi riti sono
molto sentiti in tutta la Calabria e fanno parte di un gruppo di credenze popolari ben più ampio, strettamente legato ad una complessa
simbologia mistico-religiosa ancora praticata in molte zone.
Lo spettacolo prende l’avvio dalle lingue calabre, lucane, campane e pugliesi che arrivano dal mare e dalla montagna per celebrare
matrimoni di suoni in oscuri riti popolari. Attraverso antiche suggestioni il pubblico è condotto in un mondo misterioso e iniziatico dove un’energia antica travolge il quotidiano e lo conduce in una dimensione ‘altra’.
Ammaliata della Compagnia Yupiter! 41 è un lavoro intenso e affascinante, proprio come il sentimento che indaga, un viaggio del
tutto particolare intorno alla tradizione per recuperare la memoria
popolare e far rivivere un mondo solo apparentemente scomparso.
I
drammaturgia e regia
Giuseppe L. Bonifati
con la collaborazione di
Cecilia Di Giuli
con
Roberta De Stefano,
Andrea Panichi, Fabio Pappacena,
Paolo Pollio, Lisa Severo, Luigi Tabita
percussioni
Antonio Merola
scene e costumi
Giuseppe L. Bonifati,
Cecilia Di Giuli
luci
Luca Migliaccio
consulente
linguistico-letterario
Leonardo R. Alario
11
Gruppo Parrocchia NS di Lourdes
Montemurro:
un medico santo
a messa in scena Montemurro: un medico santo racconta la vita e le opere di Don Eustachio Montemurro, medico e sacerdote
pugliese attivo nelle Murge ed in Campania tra la fine del XIX e l’inizio
del XX secolo.
Eustachio Montemurro dedicò l’intera esistenza all’aiuto e sostegno dei malati e dei poveri, prima come medico e consigliere comunale a Gravina di Puglia, e poi come sacerdote a Pompei.
L’espressività corporea degli attori, più che il testo, tra pantomime
e dialoghi dai toni drammatici, seri e a tratti divertenti, comunica situazioni, stati d’animo e difficoltà vissuti da Montemurro nell’essere
un medico, un politico e un sacerdote controcorrente.
L
drammaturgia
Gruppo Parrocchia NS di Lourdes
con la collaborazione di
Angelo Callipo e Sabrina Zazzara
regia
Michele Tarallo
con
Simona Abramo, Fausto Bellona,
Augusto Cipriano, Sergio Garbarino,
Valeria Giordano, Adriana Malatesta,
Teresa Perretta,
Maurizio Racciapoli, Francesca Satolli,
12
Brunella Spina, Michele Tarallo
costumi
ActoryArt
direttore di scena
Sabrina Zazzara
luci e suono
Mauro Mirto
Il Teatro Prova
La storia di Sant’Alessandro
raccontata ai piccoli
inforzare il valore della storia e della memoria, far conoscere ai
bambini la figura di un uomo che sceglie di deporre la spada
per difendere la propria Fede, è l’obiettivo dello spettacolo La Storia di Sant’Alessandro raccontata ai piccoli della Compagnia Il
Teatro Prova.
Sant’Alessandro, Patrono della città di Bergamo, fu un soldato romano che si rifiutò di prendere parte alle persecuzioni contro i cristiani e per questo fu incarcerato e giustiziato. Il racconto di Oreste
Castagna, attraverso il ritaglio della carta e la musica dal vivo, ripercorre la vita del piccolo Alessandro da quando guarda affascinato i
soldati della legione romana fino a quando, giovane centurione, si rifiuterà di obbedire all’imperativo romano.
Accanto al narratore la figura dell’aquila reale, simbolo di coraggio
e insegna dorata sul vessillo della legione, che decide di lasciare il
campo di guerra e tornare a volare libera. La storia dell’aquila diventa la metafora della storia di Alessandro: il cambiamento, il bisogno
di pace, il sacrificio d’amore. Alessandro è un eroe antico che può
dire molto alle giovani generazioni perché coniuga la forza del coraggio in una declinazione lontana dall’aggressività e dalla violenza,
scegliendo invece l’abbraccio e il perdono.
R
drammaturgia
Silvia Barbieri, Oreste Castagna
regia
Silvia Barbieri
con
Oreste Castagna
musiche
Stefano Bertoli
scene e sculture di carta
Natale Panaro, Mario Grasso
costumi
Marilena Burini
luci e suono
Dalibor Kuzmanic
consulenza storica e pedagogica
Mons. Gianni Carzaniga e
Don Gimmi Rizzi
13
Almadeira
Le Donne del Vangelo
incontro con Gesù narrato dalla voce di alcune tra le figure femminili più significative dei Vangeli come la Samaritana, Maria e
Marta, le sorelle di Lazzaro, è al centro di Le Donne del Vangelo.
Le donne protagoniste della messa in scena raccontano senza
paura, nella forma del monologo, la loro femminilità, i loro peccati,
e il cambiamento che l’incontro con il Cristo ha generato nei loro
spiriti.
Pur essendo donne molto diverse fra loro, ognuna riesce a trovare nella Parola di Gesù una risposta al proprio dolore e un motivo di
nuova speranza. La figura del Cristo non è presente in scena, viene
evocata di volta in volta dal racconto di una delle donne, sostenuto
dal controcanto delle altre.
Le parole della narrazione rappresentano i differenti stati d’animo
vissuti dalle protagoniste: dalla rabbia alla paura, alla sofferenza, fino alla redenzione, capace di dare un senso al dolore e persino al
peccato.
L’
drammaturgia
Valeria Guanziroli, Marta Martinelli,
Cecilia Ravaioli,
Franco Palmieri
regia e musiche
Matteo Bonanni, Valeria Guanziroli,
Marta Martinelli, Cecilia Ravaioli
con
Valeria Guanziroli, Marta Martinelli,
Cecilia Ravaioli
14
scene e costumi
Valeria Guanziroli, Marta Martinelli,
Cecilia Ravaioli
supervisione alla regia
Franco Palmieri
luci e suono
Matteo Colzani
Teatro in-folio
Bakhita - Storia Meravigliosa
akhita - Storia Meravigliosa è il racconto di una di quelle vite
esemplari che testimoniano quanto l’incontro con la Fede possa cambiarci per sempre e donarci una seconda esistenza.
Nata in Sudan, Bakhita fu rapita ancora bambina e visse per molti anni in schiavitù subendo terribili torture ed umiliazioni. Giunta nel
nostro Paese al seguito del console italiano, Bakhita conobbe la Fede cristiana e prese i voti presso il Convento delle Figlie della Carità
dove rimase fino alla morte. La sua vita e la sua trasformazione divennero un esempio di speranza per molti fino alla canonizzazione
avvenuta nel 2000.
La compagnia Teatro in-Folio ha scelto di raccontare la vita di
Bakhita attraverso la forma del teatro di narrazione, affidando il difficile ruolo della religiosa sudanese a Laura Curino, una delle attrici
più significative della scena italiana.
Uno spettacolo che è prima di tutto un’indagine, un percorso di
scoperta e conoscenza dalla schiavitù alla santità, dall’essere considerata una ‘cosa’ fino a conquistare lo status di ‘persona’, di ‘essere umano’ nel senso più pieno del termine e nella sua profonda sacralità.
B
drammaturgia e regia
Filippo Soldi, Michela Marelli
con
Laura Curino
costume
Sartoria Bassani
disegno luci
Alessandro Bigatti
15
POP 451
Canzone al Vangelo
C
anzone al Vangelo è uno spettacolo, ma si guarda e si ascolta come se fosse una canzone, una canzone che dura appena
più di un’ora. Un’ora in cui si canta e si racconta una storia. E quando si canta e si racconta questa storia, il pubblico balla, si emoziona, ride e molte volte si commuove in un’atmosfera di festa.
Lo spettacolo è la terza tappa del percorso artistico dell’Associazione Culturale Pop 451 sul rapporto fra verso poetico e canto, ovvero fra suono e significato della parola.
I Testi Sacri vengono proposti al pubblico rispettando l’ordine in
cui vengono letti durante la celebrazione della Messa. Non solo nel
loro significato liturgico, ma anche nella loro forza lirica e poetica.
Nello spettacolo si alternano e si sovrappongono le sonorità del
greco antico e dell’aramaico con quelle dell’italiano lirico e quotidiano, in una precisa partitura musicale dove il senso e le sonorità dei
vocaboli si fondono in una suggestiva dimensione scenica.
drammaturgia e regia
Cristian Ceresoli
con
Silvia Gallerano (voce),
Antonio Pizzicato (voce),
Gianluca Casadei (fisarmonica e voce),
Cristian Ceresoli (baccano della festa e
voce)
musica
G. Casadei, A. Pizzicato,
C. Vetrone
16
Ariel
La Storia di Abramo
Genesi 12-25
o spettacolo La Storia di Abramo è il primo esito di un’iniziativa dell’Associazione Culturale Ariel per raccontare e far conoscere meglio, grazie alla messa in scena teatrale, uno dei fondamenti della nostra civiltà e della nostra cultura: la Bibbia.
Quattromila anni fa il pastore Abramo riceve la chiamata di Dio e
abbandona per sempre la propria casa in Mesopotamia per iniziare
un lungo viaggio. Non più giovane, senza figli, con una moglie sterile, decide comunque di partire, credendo alle promesse di una terra, di una discendenza, di una benedizione. Affronta un’avventura
straordinaria, conosce il dubbio e la fede più profonda, commette
sbagli e compie gesti di grande generosità; incontra guerre e carestie, azioni militari e conflitti interiori, vede distruggere città malvagie e conosce uomini giusti. Avrà un figlio che dovrà sacrificare e
una terra che non sarà mai davvero sua.
La storia di Abramo è soprattutto la storia di un uomo che conosce la gioia e la paura, la Fede e l’incredulità, le soddisfazioni e le
sconfitte, il benessere e la sofferenza in un percorso che lo avvicina
al sacro e a Dio. Nella figura del Patriarca possiamo ritrovare le nostre angosce, le nostre domande, il nostro percorso di Fede e conoscenza.
L
di e con
Alberto Baroni,
Mauro Colombo, Luigi Galli
musiche
Fiorenzo Gualandris
eseguite dal vivo da
EUMALI trio
Eugenia Canale (pianoforte),
Alice Gualandris (violino),
Martina Baroni (clarinetto)
scene
Maura Restelli
con la collaborazione di Anna Traini
realizzazione scenografie
Peppino Alemanni,
Davide Balzarotti
costumi
Eleonora Parini, Anna Chiara Ortolani
luci, audio e video
cinemateatroNuovo technical support
consulenza biblica
don Pierantonio Tremolada
17
Opzione Teatro
Scientia Crucis - Edith Stein
oter cogliere per intero il pensiero e le vicende umane di
Edith Stein, “in un solo frammento di specchio rotto”, è forse impossibile: fenomenologa, allieva del filosofo tedesco Husserl, ebrea, atea, carmelitana, martire ad Auschwitz, Edith ricorda
la biblica Esther per quella disposizione naturale ebraica alla totale donazione.
Vittima dell’odio razziale perché ebrea, e dell’odio contro la Chiesa “parlante” perché monaca, la figura di Edith Stein spicca nella
storia del Novecento per la coerenza ed il coraggio. Caricarsi il peso della Croce del Cristo-ebreo, a cui lei apparteneva per discendenza, morendo martire nel campo di sterminio nazista, è l’ultimo e
decisivo passo del percorso di Fede, che inizia con il tomismo e Teresa D’Avila, per concludersi nel suo testamento spirituale: la
Scientia Crucis.
Lo spettacolo della compagnia Opzione Teatro è un’indagine sul
personaggio ed un viaggio negli eventi storici, politici e culturali che
sconvolsero il mondo.
In scena tre donne, tributo al femminismo steiniano, scenografia
e luci essenziali, nello spirito fenomenologico, musiche di tradizione
ebraica e immagini video che interagiscono con la danza.
P
drammaturgia e regia
Corrado Sorbara
con
Elena Succhiarelli,
Antonella Quadraccia,
Leilani Weiss
scene
Opzione Teatro
costumi
Sartoria Dedalo
video
Daniele Cipolletti, Corrado Sorbara
18
luci e suono
Alessio Di Clementi
collaborazione alla drammaturgia
Don Francesco Furlan
AstArte
C’era una rosa… il miracolo
de ’na fijarella povera e scalza
anta Rosa è un personaggio che ha segnato fortemente il
cammino e lo sviluppo sociale e religioso della città di Viterbo
e viene ricordata e celebrata per una serie di avvenimenti miracolosi e straordinari che accaddero in città nella prima metà del 1200
durante il predominio di Federico II.
La drammaturgia di questo spettacolo teatrale, che rievoca e divulga non tanto il personaggio storico in sé, quanto piuttosto l’aura mitico-mistica dell’eroina santa, prende spunto dalle fonti storiografiche più o meno ufficiali, dai racconti della tradizione, dalle testimonianze anche molto antiche di poeti dialettali viterbesi, tutte
ispirate alla storia “de la Rosina, ch’adera tanto carina, pora ciuca,
come ’n fiore de rosa che ancora n’è sbocciato”.
Per questa particolare rappresentazione, che attinge dai testi
della tradizione e che ha gli stilemi caratteristici del teatro di narrazione, viene quindi usato il dialetto viterbese antico.
S
drammaturgia
Chiara Palumbo
regia
Chiara Palumbo,
Paolo Manganiello
con
Emanuela Appolloni,
Ilaria Belardo, Elisa Delle Monache,
Giuseppe Lelli, Costanza Luccioli,
Pina Luongo, Leonardo Marini,
Luca Morucci, Simone Morucci
musiche
Lillo Beletti
scene e costumi
AstArte,
con la collaborazione di
Alessandro De Large
assistente alla regia
Benito Stefanelli
luci e suono
Paolo Manga
19
CSS Udine
L’abbandono
alla Divina Provvidenza
o spettacolo è tratto dall’opera omonima Abbandono alla Divina Provvidenza, una raccolta di scritti del padre gesuita Jean Pierre De Caussade elaborati nel decennio 1730-1740, giunta
sino a noi grazie al coraggio e allo zelo delle suore Visitandine di
Nancy.
Il testo propone un cammino spirituale che partendo dalla conoscenza di sé stessi porta alla dissoluzione della propria individualità e al raggiungimento di uno “stato di pura fede”, un “abbandono”
appunto, alla volontà di Dio istante per istante.
Uno dei più bei testi mistici cristiani di tutti i tempi viene messo
alla prova del nostro tempo contemporaneo, in una messa in scena semplice, essenziale, centrata sul lavoro d'attore.
Un ristretto numero di spettatori per replica sarà testimone e
partecipe di questo percorso spirituale che indica proprio nel quotidiano, e nell’accettazione gioiosa del momento presente, l’unico
luogo di ogni santità possibile.
L
di e con
Alessandro Berti
musiche
Andrea Biagioli
spettacolo realizzato in
collaborazione con
Comune di Montese (MO)
20
Piccolo Teatro umano /
L'Arlesiana - Progetto Feminae
Cantu di passioni
o spettacolo Cantu di Passioni s’incentra sulla figura del
cantastorie nella tradizione dell’Italia meridionale dove, durante la Settimana Santa, s’intonano ancora oggi canti, nenie, orazioni sulla Passione di Cristo. La compagnia Piccolo Teatro Umano ha trasposto parte del vastissimo repertorio popolare in una
messa in scena che vuole offrire allo spettatore un’unità drammaturgica, alternando la poeticità del dialetto, alla narrazione in lingua
italiana.
Gli spettatori entrano in un mondo magico e musicale che trasmette, con il racconto della Passione, il significato catartico del
dolore come viatico per la Resurrezione umana e spirituale.
Le tradizioni a cui s’ispira lo spettacolo sono quelle del cantastorie siciliano e dei canti del Venerdì Santo dell’area reggino-locridea.
In scena si svolge propriamente l’intreccio armonico, conflittuale e
contrappuntistico tra le “donne di Potamìa”, che rinnovano il rito
della passione di Cristo, e il cantastorie, con i suoi racconti di più
laica e umana “passione”.
L
drammaturgia
Rocco Familiari
regia
Nino Racco
con
Simona Agostino, Paola Agrippa,
Luana Assis, Manuela Cricelli,
Chiara Ferraro, Paola Greco,
Nino Racco, Antonia Scarfò,
Giovanna Scarfò
composizione musicale
Carlo Frascà
scene e costumi
Piccolo Teatro Umano
luci e suono
Daniele Mangiola
21
Teatro Popolare Europeo
Pan pepato Pan dei morti
piccola meditazione sul pane quotidiano
oggi il nostro pane quotidiano” non è sola preghiera del“D acci
l’uomo di fede, ma è la preghiera dell’uomo.
Il bisogno di un pane che nutra il corpo e lo spirito, che nasca dalla materia concreta e da una profondità di relazione con la natura e
gli uomini. Fare il pane in casa. Farlo come una preghiera. Tra il riso
e il pianto della vita.
L’immagine che nasce da queste suggestioni è quella di una donna nella sua cucina: impasta, cuoce, prega, medita, racconta, parla,
ride, canta, ricorda. Cucina.
Lo spettacolo ha il proprio humus sentimentale nell’affondo che la
malattia, e in particolare quella oncologica, fa al nostro sentimento
del vivere. È ispirato dall’esperienza teatrale attuata all’ospedale oncologico San Giovanni Antica Sede di Torino. Un lungo percorso fatto di eventi teatrali nati dall’incontro con il personale dell’ospedale,
con i pazienti e con i loro familiari. È soprattutto a questi ultimi che lo
spettacolo è dedicato, in forma di una commedia in cui elementi comici e drammatici, lirici e narrativi si intrecciano.
drammaturgia
Alessandra Rossi Ghiglione,
Antonella Enrietto
regia
Alessandra Rossi Ghiglione
con
Antonella Enrietto
luci e suono
Vincenzo Caruso
22
Liberarte Orvieto
Oibò son morto
n uomo muore, la sua anima lascia il corpo e si mette a guardare quello che succede sulla terra, vede una donna in coma e se
ne innamora. Finalmente per lui, purtroppo per lei, ecco che anche
l’anima della donna lascia il corpo: comincia così una storia d’amore. Le due anime s’incontrano, in un dove non so, il luogo del mistero assoluto: l’aldilà. S’incontrano e si amano perché nell’aldilà non si
ha più né fame né sete ma si provano ancora sentimenti e passioni.
Fanno incontri: un bambino spaesato, una nonna amatissima, una
madre alla quale non erano riusciti a dire in vita il loro amore, un cane bastardo, un pesciolino rosso. Perché l’anima del pesce rosso e
quella di grandi personaggi stanno una accanto all’ altra, in questa
particolare visione dell’aldilà.
Oibò son morto è un originalissimo testo tratto dalle opere di Jan
Fridegård e Arto Paasilinna, due autori scandinavi di fede protestante, riscritto dagli autori-attori della compagnia Liberarte Orvieto. Lo
spettacolo è una surreale e divertente riflessione sul senso della vita, sul superamento della paura attraverso la fede nell’uomo, nella
curiosità e nell’incontro.
U
di e con
Giovanna Mori,
Jacob Olesen
liberamente tratto da
Torntuppen di Jan Fridegård e
Herrainen aika di Arto Paasilinna
spettacolo realizzato
con il sostegno del
Teatro di Anghiari
23
Orma Fluens - Amaranta
In corpore
performance - concerto della ricerca sul canto
artendo ironicamente dalla dimostrazione razionale dell’inutilità del cantare, questo concerto-spettacolo celebra il canto
come parte della vita quotidiana dell’uomo e come strumento per
elevare lo spirito.
Un lungo lavoro di ricerca, durato oltre dieci anni, è alla base di
In Corpore, un allestimento che unisce la dimensione musicale a
quella più propriamente narrativa. Attraverso il ritmo, l’espressione,
le voci e la gestualità si evidenzia il legame profondo fra l’atto creativo e l’atto spirituale, entrambi esigenze imprescindibili dell’uomo,
entrambi capaci di raccontare l’esistenza e di rendere visibile l’invisibile.
P
drammaturgia, musiche, costumi
Orma Fluens - Amaranta
regia
Riccardo Brunetti
con
Sandra Albanese,
Riccardo Brunetti, Silvia Ferrante,
Ursula Mainardi, Daniela Marcello,
Paola Scozzafava
24
Cosa sono le nuvole
Euphoria
uphoria, la gioia forica, così viene definita la vocazione di portare il peso degli altri, per antonomasia caratteristica di San Cristoforo: il porta-Cristo, il porta-persone, il porta-storie insostenibili.
La figura di Cristoforo viene raccontata dalla Compagnia Cosa
sono le nuvole attingendo da una parte ad un suggestivo racconto
della tradizione popolare siciliana, che lo vuole parricida, poi eremita e quindi Santo; dall’altra, alla storia di Pierre Rivière, parricida del
sec. XIX, il cui caso singolare fu indagato da Michel Foucault: ragazzino dotato di un mirabile intelletto, ma allo stesso tempo definito
‘idiota’, che, dilaniato da una profonda solitudine, compie un gesto
estremo, crolla sotto il peso insostenibile della propria esistenza.
Nello spettacolo Pierre diventa Cristoforo, colui che porta Cristo,
le due figure si unificano per illuminarsi e chiarirsi reciprocamente, fino a identificarsi e riscattarsi.
Una lettura affascinante che non esprime un giudizio ma ‘compassione’ - nel significato originario di condividere il dolore altrui – avvicinando lo spettatore a storie difficilissime e con un triste destino. Un
racconto toccante, filtrato da un tono favolistico e grottesco, in bilico fra agiografia e leggenda popolare.
E
drammaturgia
Adele Tirante
regia
Francesca Giuliano,
Adele Tirante, Nella Tirante
con
Giuseppe Carullo,
Francesca Giuliano, Cristiana Minasi,
Adele Tirante, Nella Tirante
elaborazioni musicali
Orazio Corsaro
scene e costumi
Francesca Giuliano, Nella Tirante
assistenti alla regia
Marco Carroccio,
Alessandro Scarcella
luci
Renzo Di Chio
un ringraziamento particolare a
Donato Castellaneta
25
Araucaìma Teater
Föch
o spettacolo Föch si presenta come un grande affresco storico
popolare della vita rurale nella bergamasca dei primi del Novecento. Il racconto di una famiglia di contadini stretta in una stalla, le
dinamiche relazionali, i gesti perduti e la sonorità del dialetto bergamasco sono gli ingredienti di questa messa in scena proposta dall’Associazione Culturale Auracaìma Teater.
La famiglia contadina si distingueva perché fondata su uno stato
di fatto: l’affetto dei suoi componenti. Il nucleo familiare era rappresentativo di un sistema sociale autarchico, ma era anche intreccio di
relazioni, amori, intrighi, faide e vendette. Luogo di importanza fondamentale, che assume significato sacro, era la stalla, dove, durante le lunghe sere d’inverno, si svolgeva la veglia.
Attraverso il recupero della lingua parlata, il dialetto, con storie,
leggende e canzoni popolari tradizionali e la costruzione dei personaggi, torniamo indietro nel tempo e ci caliamo nella semplice ritualità della vita contadina, fatta di azioni concrete, di sopravvivenza ma
anche di sentimenti e di solidarietà umana.
L
drammaturgia e regia
Alberto Salvi
con
Pietro Bailo, Elena Borsato,
Miriam Gotti, Marco Robecchi,
Alberto Salvi
arrangiamento canti
Miriam Gotti
costumi
Roberta Valli
26
assistente alla regia
Ilaria Pezzera
luci
Pietro Bailo
Nuova Atlantide Teatro
Maria Nera
mitografia cantata intorno
alla Madonna Nera di Viggiano
aria Nera è la storia cantata del pellegrinaggio di una donna
M del mondo contadino lucano verso il Sacro Monte di Viggiano
presso Potenza e la sua Madonna Nera. Due divinità ‘oscure’ si incontrano nella particolare visione della Nuova Atlantide Teatro: la
Madonna dal volto nero e il petrolio, estratto in Lucania, che rischia
di mutare per sempre l’identità del territorio.
La sovrapposizione semantica tra i residui di un’identità ancestrale legata alla religiosità popolare verso la Madonna Nera di Viggiano e le esigenze produttive contemporanee alla ricerca dell’altra nera divinità nascosta, il petrolio, sono lo spunto drammaturgico da
cui è partita la compagnia.
Musiche tradizionali e canti dei pellegrini, elaborati e arrangiati
per strumenti medievali, semplici elementi di suggestione scenografica, fanno da cornice alla narrazione di una “visionaria” che intreccia passato e futuro, premonizioni e mitologie del sacro, mescolando generi e stili, il gusto comico popolare con elaborate raffinatezze musicali. In particolare sarà possibile ascoltare il suono di un
rarissimo strumento: l’arpa portativa, una piccola arpa di fattura artigianale caratteristica dei musicanti girovaghi della Val D’Agri e in
particolare di Viggiano.
drammaturgia e regia
Caterina Pontrandolfo
con
Caterina Pontrandolfo,
Elisa Fighera (lira, viella, tammorra, sonagli)
Mauro Basilio (viella, oud,
tamburi a cornice)
Giuliana De Donno (arpicella viggianese)
musiche tradizionali elaborate da
Elisa Fighera, Mauro Basilio
scene e costumi
Gerardo Viggiano
luci e suono
Antonio Salvia
collaborazione alle ricerche storiche
e iconografiche
Riccardo Prencipe
spettacolo realizzato
con la collaborazione di
Comune di Viggiano
Assessorato alla Cultura,
APT – Potenza,
Centro Studi
Archivio Parrocchiale di Viggiano
27
Vocabolomacchia_teatrostudio
Ex-voTo
il contrappeso
egni di gratitudine per la Grazia ricevuta, segni di una pratica
comune a differenti religioni in differenti forme, gli ex voto sono
di fatto luoghi narrativi in cui si concentra l’esperienza limite del pericolo, tra vita e morte.
Ex voto anatomici, aniconici, architettonici, vegetali, zoomorfi,
dalla presenza quasi immutabile al passare del tempo e al cambiare dei luoghi, tutti raccontano di quell’accordo fatto con Dio o con il
Santo che ci guarirà, sono lo specchio di un dialogo con l’Altro che
tutti cerchiamo, con parole di rabbia e d’amore, con indifferenza o
devozione.
La scelta di raccontare il mondo degli ex voto ha portato la Compagnia a confrontarsi con immagini, opinioni, storia, religione, vicende personali. In scena due attori-narratori traducono questo
mondo complesso in una ricerca di linguaggio in cui si riflette il senso del teatro come relazione. E in questo narrare può succedere
che la verità della scena corrisponda alla verità storica del racconto, o sia fantasia, oppure che, come in una trasparenza, si rivelino,
con i personaggi, anche gli animi dei narratori.
P
drammaturgia
Rossella Viti
regia
Roberto Giannini, Rossella Viti
con
Roberto Giannini, Rossella Viti
musiche e sonorità
Roberto Giannini, Maria Gabriella Giuli,
Ehren Starks
scene
Roberto Giannini
28
costumi
Vocabolomacchia_teatrostudio
tecnico
Alessandro Massarella
spettacolo realizzato con
la collaborazione di
Gianfranco Ciprini, Carmen Cirielli,
Silvana Meli, Anna Maria Sulpizii,
Alessandro Massarella,
Clelia Falletti
Teatro del Lemming
Le stanze di Amleto
o spettacolo è l’esito del laboratorio di sette giorni tenuto dal
Teatro del Lemming. Nello spettacolo Le Stanze di Amleto
ciascun spettatore è chiamato a vestire drammaturgicamente i panni del Principe di Danimarca, a rivivere sulla sua pelle i suoi conflitti, i suoi percorsi.
In uno spazio labirintico e metamorfico lo spettatore/Amleto è indotto continuamente a perdersi e a ritrovarsi. Amleto è un principe
che rifiuta il potere/la regalità: un vile impotente o piuttosto un determinato e solitario rivoluzionario? Ma come si può combattere da
soli l’orrore del mondo? Ritroviamo in Amleto la nostra solitudine,
ancor prima che di spettatori, di cittadini.
Nella messa in scena, prima tappa di un percorso sul dramma
shakespeariano, il Lemming ha scelto di lavorare sul rapporto fra il
Principe di Danimarca e il fantasma di suo padre. Se Amleto è Principe lo è soltanto in quanto erede. Erede di una potenza nobile che
ora appare irrimediabilmente corrotta: “C’è del marcio in Danimarca”. Erede di un padre che ha il suo stesso nome, e il cui destino
egli è chiamato a compiere. Perché il destino dei figli, come per
Amleto, è quello di risolvere quello che i padri hanno lasciato come
irrisolto.
L
di
Massimo Munaro
con
gli allievi del Laboratorio
I 5 sensi dell’attore
29
Macedonia Clown
Nella notte un giglio
nel campo
o spettacolo Nella notte un giglio nel campo racconta l’ultimo
anno di vita nel campo di concentramento di Westerbork della
giovane ebrea Etty Hillesum. Il testo è basato principalmente sulle
lettere che la ragazza indirizzava a familiari ed amici e sui diari che
quotidianamente raccoglieva: un centinaio di fogli manoscritti ritrovati casualmente ed interamente pubblicati solo nei primi anni
Ottanta, che oggi sono considerati un patrimonio immenso di spiritualità per la profonda riflessione di Etty sull’orribile sorte che, insieme al suo popolo, stava vivendo.
Nello spettacolo, si intrecciano la narrazione orale dell’attore con
quella prettamente mimica del clown: personaggio visibile ed invisibile che, grazie alla poetica del corpo, amplifica, integra e dialoga
con il testo letterario.
La scelta dell’Associazione Culturale Macedonia Clown di usare
i due diversi linguaggi in forma dialettica deriva dal lungo lavoro di
ricerca fatto dalla compagnia sul clown e sulla sua capacità di veicolare emozioni e significati differenti rispetto al teatro di parola. Ne
risulta così uno spettacolo coinvolgente ed originale che riesce a
trattare un tema tanto difficile coniugando la partecipazione emotiva
del pubblico alla verità storica.
L
drammaturgia
Vittorio Chiari, tratta da
“Etty Hillesum Diario 1941-1943Lettere 1942-1943”
regia
Paolo Garimberti
con
Paolo Garimberti,
Federica Reverberi,
Stefano Tincani
musiche
Stefano Tincani, Elena Biasi
30
scenografia e costumi
Maria Valli
consulenza alla regia e
al lavoro sull’attore
Cecilia Di Donato
disegno luci, collaborazione tecnica
e musicale
Andrea Garimberti
Creativamente
In nome della madre
ratto dall’opera omonima di Erri De Luca, In nome della madre
non vuole essere il semplice racconto della vita di Maria ma
un’esperienza di condivisione fra il pubblico e l’artista in scena, partendo dalla convinzione che una vicenda così famosa e nota a tutti
non ci chiede di essere ascoltata, bensì di essere raccontata nuovamente, da tutti e per tutti.
Quest’istanza di partecipazione è resa concretamente dalla vicinanza fra l’interprete e il pubblico, in uno spazio unico che supera la
fruizione tradizionale per avvicinarsi alle forme del rito collettivo. La
scelta di far raccontare la figura di Maria da un’attrice che non ha la
stessa età del personaggio, madre lei stessa e donna del nostro
tempo, che non si immedesima ma accompagna ogni singolo spettatore ad incontrare questa ragazzina “piena di grazia”, sottolinea
l’attualità del messaggio.
Lo spettatore è così chiamato in causa in prima persona, superando la quarta parete e vivendo nella propria soggettività e sensibilità
lo spettacolo.
T
drammaturgia
Patrizia Punzo, Danilo Nigrelli
regia
Danilo Nigrelli
con
Patrizia Punzo
scene
Danilo Nigrelli
costumi
Patrizia Punzo
assistente alla regia
Silvia Scotto
31
Gruppo in Cammino / Spring Time / WOS
Il libro di Tobia
l Gruppo Teatrale In Cammino si unisce al Coro Spring Time di
Livorno e al Gruppo Wos di Cecina per la prima commedia musicale ispirata al biblico Libro di Tobia. Questo racconto-romanzo,
scritto per dare conforto ai giudei che sotto il dominio greco erano rimasti fedeli alla tradizione, pur essendo inserito in una cornice storica importante (l’esilio di Babilonia) pone l’accento sulla “quotidianità
del vivere”.
Il pio Tobi, divenuto cieco, litiga per una questione banale con la
moglie; Sara, vedova per sette volte, viene insultata dalla serva. Tobi e Sara sono feriti nel profondo, e, ignari l’uno dell’altra, pregano
contemporaneamente Dio, chiedendo entrambi la morte. L’Angelo
Raffaele porta le due preghiere al cospetto di Dio che interviene trasformando le miserie di ciascuno in meraviglia. Tutta la vicenda resta fissata su un libro che diverrà “un canto eterno per l’umanità”.
Lo spettacolo si struttura come un vero e proprio musical con partiture scritte per l’occasione dai membri della compagnia. Centrali
sia nel testo biblico che nella messa in scena sono i temi della famiglia come il rapporto fra genitori e figli e l’amore coniugale.
I
drammaturgia
Anna Maria Ponzellini,
Alex Mastromarino,
Cristiano Grasso
regia
Anna Maria Ponzellini
con
Gruppo in Cammino
Jacopo Bottani, Vittorino Bottani,
Eugenio Burloni, Davide Caputo
Ambra Castelli, Elisa Cavezzali,
Giorgio Cavezzali, Paola Cini,
32
Simone Cocozza, Claudia Curcio,
Elena Debenedictis, Gianluca Deponti,
Luciana Fabris, Claudia Facchini,
Simona Ferrante, Gioacchino Inzirillo,
Matteo Jurina, Riccardo Marcheselli,
Davide Marchiafava, Emilia Mazzocchi,
Laura Menescardi,
Marina Menescardi,
Gianmarco Messersi, Ezio Pensante,
Caterina Piccagli, Simona Scuri,
Carolina Tomba, Elisabetta Valente,
Alberto Veronese, Massimo Visigalli
Spring Time di Livorno
Alessandro Baldeschi,
Andrea Baluardi,
Sami Barmada, Claudia Batistini,
Michela Benenati, Nicoletta Bernardi,
Elena Bilenchi, Sabrina Bronchi,
Marina Bruzzone,
Alessandro Buoncristiani,
Patrizia Busoni, Barbara Cencini,
Giovanna Cepparello, Patrizia Cioni,
Claudia Citterio, Eleonora D'Auria,
Ilaria D'Auria, Tonio D'Auria,
Enrica De Gubernatis Roberto Elia,
Paola Fattori, Susanna Filippi,
Letizia Fincato, Alessandro Fincato,
Laura Gambone, Arianna Giuntini,
Riccardo Lazzereschi, Federico Lenzi,
Vito Manfrè, Laura Marescotti,
Andrea Martelli, Stefania Masini,
Claudio Mazzoni, Alessio Neri,
Enrica Notarfrancesco,
Agnese Odifredi,
Massimo Orsini, Roberto Paparella
Alfredo Parentini, Tonia Picuno,
Maria Elena Piludu, Irene Piludu,
Francesca Piludu, Ignazio Piludu,
Daniele Piromallo, Stefano Pracchia,
Fabrizio Rambelli, Barbara Salvadori,
Irene Salvadorini, Jenny Salvadorini,
Francesca Sardelli, Danila Vannucci,
Patrizia Vellusi, Marina Vigliotti.
Wos di Cecina
Maddalena Adorni, Elena Albicocchi,
Orazio Aldariera, Luca Bicchielli,
Carmela Errico, Greta Fogale
Michela Mandrini, Andrea Manfredini,
Alex Mastromarino, Dario Morelli,
Oscar Nini, Daniel Nini,
Simone Papini, Laura Piunti,
Chiara Prispoli, Alice Sentieri,
Francesca Sistino,
costumi
Anna Colombi, Rosetta Meroni,
Mariuccia Pirotta, Fidalma Tasca
luci e suono
Paolo Bovi, Leo Fabris, Roberto Fabris,
Davide Piccagli, Martin Vecchiolini,
Carlo Valagussa, Sebastiano Zucchelli
musiche e testi delle canzoni
Alex Mastromarino
arrangiamenti
e armonizzazioni corali
Cristiano Grasso
arrangiamenti
Luca Valerani
coreografie
Gianluca De Ponti
33
Info Point:
Corso Garibaldi 151
Tel. 0583 051178
Chiesa di
San Cristoforo
via Fillungo
Chiesa di
Santa Maria dei
Servi
piazza dei Servi
Oratorio San
Giuseppe
Museo del Duomo
piazza Antelminelli
Baluardo di San
Regolo Orto
Botanico
via del Giardino
Botanico 14
Teatro del Giglio
piazza del Giglio 13
Teatro San
Girolamo
via di San
Girolamo,
piazza del Giglio
Cortile degli
Svizzeri
Palazzo Ducale
via Vittorio Veneto,
via della Corticella
34
35
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