TEATRO • MUSICA • DANZA • PERFORMANCE LUCCA 21/27 settembre 2009 P R I M A E D I Z I O N 25 nuovi spettacoli un’avventura dello spirito una città come palcoscenico E I TEATRI DEL SACRO è un progetto promosso da: segreteria organizzativa Paola Silvestri Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI Fondazione Comunicazione e Cultura Federgat - Federazione Gruppi Attività Teatrali coordinamento eventi culturali Don Piero Ciardella ideazione Gabriele Allevi, Claudio Bernardi, Ernesto Diaco, Fabrizio Fiaschini, Francesco Giraldo, Vittorio Sozzi, Dario E. Viganò direzione artistica Fabrizio Fiaschini direzione generale Francesco Giraldo commissione selezionatrice Gabriele Allevi, Claudio Bernardi, Ernesto Diaco, Fabrizio Fiaschini, Francesco Giraldo, Giorgio Testa direzione organizzativa Sabina de Tommasi si ringrazia Arcidiocesi di Lucca Parrocchia dell’Arancio, Lucca Centro Diocesano per la Cultura Hotel Ilaria Maurizio Silva 2 direzione tecnica E20 ufficio stampa Marina Saraceno grafica AltoContrasto foto Fabio Perroni staff Claudia Balbi, Alessandra Blanco, Carlotta Castrucci, Eleonora Cicalò, Anna Carmela Fulciniti, Francesco Loddo, Antonio Tavera I 70 - visioni e condivisioni è un progetto a cura di Giorgio Testa, in collaborazione con Gabriele Allevi I Teatri del Sacro non è un nuovo festival e neppure una semplice vetrina di nuovi spettacoli. É in prima istanza un progetto artistico e culturale dedicato alle intersezioni, sempre più diffuse, fra il teatro e la ricerca spirituale e religiosa: un ‘corpo a corpo’ libero e sincero con le domande della fede, acceso dall'azione drammatica. Un fervore creativo che ha spinto la Federgat e la Fondazione Comunicazione e Cultura - Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI a ideare, nel 2008, il Bando di Concorso con cui, dopo un'accurata fase di selezione, sono stati prodotti e sostenuti i 25 spettacoli che debutteranno in questa settimana: 10 vincitori e altri 15 segnalati dalla giuria, a riprova della ricchezza e della qualità delle proposte presentate. Spettacoli insieme di compagnie professionistiche e di compagnie amatoriali. Apparentemente uno ‘scandalo’ ma in realtà, a nostro avviso, un valore aggiunto, nella convinzione che il desiderio di fare teatro affondi le sue radici e produca i suoi frutti in un terreno comune e indivisibile: quello del gioco mimetico, con cui l'uomo ha da sempre cercato di conoscere se stesso e di incontrare gli altri. Un teatro, quindi, di tutti e il più possibile per tutti, affinché lo spettacolo torni ad essere, prima e oltre l'estetica della performance, un'occasione di partecipazione popolare e comunitaria, come testimonia, in questa stessa settimana, l'avventura de I 70: un gruppo di spettatori che farà un lungo viaggio nel cuore degli spettacoli, per una visione che si nutra innanzitutto della condivisione. In questa prospettiva, il progetto de I Teatri del Sacro non finirà a Lucca. Si cercherà infatti di promuovere, a livello nazionale, la circuitazione degli spettacoli prodotti, valorizzando in particolare il patrimonio, troppo spesso ignorato o stigmatizzato, dei piccoli teatri e delle sale della comunità che costellano il nostro paese: una rete silenziosa, che si snoda spesso attraverso paesi e città di provincia, lontani dal richiamo prestigioso dei teatri metropolitani, ma proprio per questo forse più capaci di riportare l'arte dello spettacolo sul confine che più le è proprio: il confine con la vita. Fabrizio Fiaschini Presidente Federgat 3 TUTTI GLI SPETTACOLI SONO AD INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI LUNEDÌ 21 ore 19.00 - Teatro del Giglio Dal Vangelo secondo Giovanni Gruppo di Ricerca e Progettazione Teatrale SCARL ore 22.00 - Teatro San Girolamo Il Vangelo visto da un cieco Teatro dell'Orsa / Compagnia Bella MARTEDÌ 22 ore 17.00 - Teatro San Girolamo Il Beato Pellegrino Teatro del Cerchio 9 10 ore 18.30 - Chiesa San Cristoforo Ammaliata Yupiter! 41 11 ore 21.00 - Cortile degli Svizzeri Montemurro: un medico santo Gruppo Parrocchia NS di Lourdes 12 MERCOLEDÌ 23 ore 10.00 - Teatro San Girolamo La storia di Sant'Alessandro raccontata ai piccoli Il Teatro Prova 13 ore 18.30 - Oratorio San Giuseppe Le Donne del Vangelo Almadeira 14 ore 21.00 - Chiesa San Cristoforo Bakhita - Storia Meravigliosa Teatro in-folio 15 ore 23.00 - Teatro San Girolamo Canzone al Vangelo POP 451 16 GIOVEDÌ 24 ore 17.00 Teatro San Girolamo La Storia di Abramo Ariel 4 8 17 ore 18.30 - Chiesa San Cristoforo Scientia Crucis - Edith Stein Opzione Teatro 18 ore 21.00 - Cortile degli Svizzeri C'era una rosa…il miracolo de ’na fijarella povera e scalza AstArte 19 ore 21.00 - Oratorio San Giuseppe L'abbandono alla Divina Provvidenza CSS Udine 20 VENERDÌ 25 ore 17.00 - Oratorio San Giuseppe L'abbandono alla Divina Provvidenza CSS Udine 21 20 ore 18.30 - Teatro San Girolamo Pan pepato Pan dei morti Teatro Popolare Europeo 22 ore 21.00 - Chiesa San Cristoforo Oibò son morto Liberarte Orvieto 23 ore 23.00 - Chiesa Santa Maria dei Servi In corpore Orma Fluens / Amaranta 24 SABATO 26 ore 10.00 - Oratorio San Giuseppe L'abbandono alla Divina Provvidenza CSS Udine 20 ore 17.00 - Teatro San Girolamo Euphoria Cosa sono le nuvole 25 ore 18.30 - Chiesa San Cristoforo Föch Araucaìma Teater 26 ore 21.00 - Chiesa Santa Maria dei Servi Maria Nera Nuova Atlantide Teatro 27 ore 23.00 - Oratorio San Giuseppe Ex - voTo Vocabolomacchia_teatrostudio 28 DOMENICA 27 ore 15.00-20.00 (più repliche) Sotterraneo San Regolo Le Stanze di Amleto Teatro del Lemming 29 ore 17.00 - Teatro San Girolamo Nella notte un giglio nel campo Macedonia Clown 30 ore 18.30 - Chiesa San Cristoforo In nome della madre Creativamente 31 ore 21.00 Cortile degli Svizzeri Il libro di Tobia Gruppo in Cammino / Spring Time / Wos 32 5 TUTTI GLI SPETTACOLI SONO AD INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI DISPONIBILI ore 23.00 - Chiesa Santa Maria dei Servi Cantu di Passioni Piccolo Teatro Umano / L'Arlesiana - Progetto Feminae Gli appuntamenti giovedì 24 settembre - ore 19.00 Chiesa di Santa Maria della Rosa via della Rosa Il Silenzio di Dio, dialogo tra credenti e non credenti Incontro con Salvatore Natoli (ordinario di Filosofia presso l’Università di Milano-Bicocca), Adriano Fabris (ordinario di Filosofia morale presso l’Università di Pisa), Silvio Castiglioni (attore, regista, già direttore del Festival Santarcangelo dei teatri). venerdì 25 settembre - ore 19.00 Sala Convegni dell’Hotel Ilaria via del Fosso 26 Presentazione de L’incendio dei sogni, l’ultimo romanzo di Luca Doninelli (Garzanti, Milano 2009). Oltre all’autore sarà presente Silvio Danese, giornalista e critico cinematografico. sabato 26 settembre - ore 15.00 Sala Convegni dell’Hotel Ilaria via del Fosso 26 Europassio. Rappresentare la Passione Incontro con l’associazione internazionale Europassio, per parlare di teatro religioso e delle Sacre rappresentazioni della Passione di Cristo. domenica 27 settembre - ore 11.00 Oratorio San Giuseppe piazza degli Antelminelli 1 Presentazione del volume Ospitare Dio. Il mito di Filemone e Bauci tra Ovidio e noi, di Donatella Puliga (Melangolo, Genova 2009). Oltre all’autrice sarà presente Andrea Grillo, filosofo e teologo, docente al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma. 6 Gli spettacoli Spettacoli vincitori de I Teatri del Sacro Spettacoli segnalati dalla giuria de I Teatri del Sacro Gruppo di Ricerca e Progettazione Teatrale SCARL Dal Vangelo secondo Giovanni el Vangelo secondo Giovanni, l’apostolo prediletto descrive un modo nuovo di essere uomini, un rinnovamento generato e reso possibile solo dalla potenza di Dio e dalla Fede. In Giovanni, più che nei “sinottici”, la salvezza è attualizzata: è già presente nell’intimo dei cuori e la vita eterna è già posseduta nella Fede. L’uomo auspicato da Giovanni è capace di amare il nemico, di porgere l’altra guancia, atteggiamenti attuabili solo con l’aiuto di Dio. La Compagnia Gruppo di Ricerca e Progettazione Teatrale Scarl, diretta da Giuliano Vasilicò, lavora da sempre su quella che considera la “vocazione” principale dell’arte teatrale: “sperimentare nella finzione scenica nuovi modi di essere uomini”, in questo spettacolo l’Uomo Nuovo nella visione cristiana. Gli attori cercano di rivivere nello spettacolo il mistero della Fede e di trasmetterlo agli spettatori coinvolti in un’esperienza che può essere vissuta quasi come se fosse vera e divenire un’utile riflessione anche per la nostra vita. Grazie ad un complesso lavoro drammaturgico, il testo biblico si trasforma così in partitura scenica e non in una semplice trasposizione letteraria sottolineando ed amplificando il valore sacro e mistico del Vangelo di Giovanni. N drammaturgia e regia Giuliano Vasilicò con Giuseppe Alagna, Manuela Boccanera, Carlo Cinque, Simone Fusai, Andrea Lanciotti, Elena Lupacchini, Gianluca Testa scene e musiche Agostino Raff 8 costumi Fabrizia Migliarotti con la collaborazione di Elena Lupacchini assistenti alla regia Chiara Maione, Antonella Perconte Licatese luci e suono Danilo Facco Teatro dell'Orsa / Compagnia Bella Il Vangelo visto da un cieco o spettacolo Il vangelo visto da un cieco si ambienta tutto nell’anticamera del Sinedrio, dove alcuni personaggi si incontrano in attesa di testimoniare al processo contro Gesù. L’esaltazione scanzonata e fiduciosa del cieco Bartimeo contrasta con la drammatica figura della Samaritana, tra i due poi irrompe la moglie di Zaccheo, giunta da Gerico in cerca del marito, corso a testimoniare a favore del Messia. L’attesa si anima di momenti poetici e perfino comici, fino alla notizia della condanna del Cristo e alla scelta di seguirlo verso il Calvario. Con questo spettacolo, il Teatro dell’Orsa e la Compagnia Bella scelgono di raccontare il Vangelo attraverso lo sguardo ingenuo di un’umanità stupita, toccata dal miracolo e forse non ancora consapevole, eppure coinvolta con tutto il proprio essere. Protagonisti della messa in scena sono i personaggi minori del Vangelo, figure di gente semplice, che vivono il mistero della Passione con tutta la loro umiltà ed umanità. Nella drammaturgia, il registro simbolico e quello concreto si intrecciano continuamente, l’anticamera del Sinedrio perde i connotati di spazio fisico, per tramutarsi nel palcoscenico di racconti epici e comici, poetici e buffi, che attingono al pozzo della saggezza tradizionale e della commedia popolare. Affiorano nello spettacolo paesaggi e identità diverse, la luce del miracolo e la speranza, universi maschili e femminili a confronto fra loro, e soprattutto a confronto con il Cristo, in un mosaico di momenti e situazioni che coinvolge ed emoziona lo spettatore. L drammaturgia Giampiero Pizzol regia Teatro dell’Orsa / Compagnia Bella con Laura Aguzzoni, Bernardino Bonzani, Monica Morini, Gaetano Nenna musiche Gaetano Nenna collaborazione scenografica e opere tessili Antonella De Nisco collaborazione tecnica e scenografica Franco Tanzi 9 Teatro del Cerchio Il Beato Pellegrino n uomo nel pieno della maturità è scosso dall’inquietudine, si trova di fronte al mistero della Fede. È un tipografo oppresso da un lavoro fatto di scadenze, appuntamenti, consegne e che delle immagini e delle parole che stampa conosce “soltanto il colore e la forma, ma mai il significato”. La necessità di un “significato” diventa per lui domanda urgente e ossessiva, lo spinge ad una ricerca di senso che non può più procrastinare. Grazie anche all’incontro con un frate che gli racconta la leggenda del beato pellegrino, partito da un paese lontano per incontrare Santa Chiara da Montefalco, decide di partire. Negli incontri e nelle paure del viaggio anziché trovare risposte sorgono nuove domande, dubbi e riflessioni. Alla fine del suo pellegrinaggio, l’uomo si sente pronto ad affrontare il mistero della vita senza esserne sopraffatto. Il lavoro nasce dal desiderio di approfondire il tema del pellegrinaggio, del viaggio come metafora, come cammino di ricerca interiore. Il viaggio esige distacco, coraggio, ricerca, speranza. Chi è legato a terra dai pesi delle cose e dei vincoli è incapace di essere pellegrino. Chi è convinto di possedere tutto e di avere già il monopolio della verità non ha l'ansia della ricerca; chi si è troppo ben collocato nella sua città non ha bisogno di Betlemme, anzi Betlemme gli appare come un insignificante villaggio di provincia. U drammaturgia Mario Mascitelli regia Maria Pia Pagliarecci con Mario Mascitelli musiche Guido Ponzini, Maurizio Soliani scene e costumi Teatro del Cerchio luci Antonio Cuccaro 10 Yupiter! 41 Ammaliata Orchestra popolare per coro di sei voci e tre seggiole suoni del dialetto, le tradizioni popolari, canti antichi per spiegare la ‘malìa’, la seduzione, l’attrazione irresistibile che può dominare l’uomo fino a fargli perdere la ragione. Ammaliata è l’appellativo col quale viene designata una persona che è stata stregata da questa forza e che per tornare in sé dovrà necessariamente praticare formule di scongiuro in grado di placare il fascino subito. Questi riti sono molto sentiti in tutta la Calabria e fanno parte di un gruppo di credenze popolari ben più ampio, strettamente legato ad una complessa simbologia mistico-religiosa ancora praticata in molte zone. Lo spettacolo prende l’avvio dalle lingue calabre, lucane, campane e pugliesi che arrivano dal mare e dalla montagna per celebrare matrimoni di suoni in oscuri riti popolari. Attraverso antiche suggestioni il pubblico è condotto in un mondo misterioso e iniziatico dove un’energia antica travolge il quotidiano e lo conduce in una dimensione ‘altra’. Ammaliata della Compagnia Yupiter! 41 è un lavoro intenso e affascinante, proprio come il sentimento che indaga, un viaggio del tutto particolare intorno alla tradizione per recuperare la memoria popolare e far rivivere un mondo solo apparentemente scomparso. I drammaturgia e regia Giuseppe L. Bonifati con la collaborazione di Cecilia Di Giuli con Roberta De Stefano, Andrea Panichi, Fabio Pappacena, Paolo Pollio, Lisa Severo, Luigi Tabita percussioni Antonio Merola scene e costumi Giuseppe L. Bonifati, Cecilia Di Giuli luci Luca Migliaccio consulente linguistico-letterario Leonardo R. Alario 11 Gruppo Parrocchia NS di Lourdes Montemurro: un medico santo a messa in scena Montemurro: un medico santo racconta la vita e le opere di Don Eustachio Montemurro, medico e sacerdote pugliese attivo nelle Murge ed in Campania tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Eustachio Montemurro dedicò l’intera esistenza all’aiuto e sostegno dei malati e dei poveri, prima come medico e consigliere comunale a Gravina di Puglia, e poi come sacerdote a Pompei. L’espressività corporea degli attori, più che il testo, tra pantomime e dialoghi dai toni drammatici, seri e a tratti divertenti, comunica situazioni, stati d’animo e difficoltà vissuti da Montemurro nell’essere un medico, un politico e un sacerdote controcorrente. L drammaturgia Gruppo Parrocchia NS di Lourdes con la collaborazione di Angelo Callipo e Sabrina Zazzara regia Michele Tarallo con Simona Abramo, Fausto Bellona, Augusto Cipriano, Sergio Garbarino, Valeria Giordano, Adriana Malatesta, Teresa Perretta, Maurizio Racciapoli, Francesca Satolli, 12 Brunella Spina, Michele Tarallo costumi ActoryArt direttore di scena Sabrina Zazzara luci e suono Mauro Mirto Il Teatro Prova La storia di Sant’Alessandro raccontata ai piccoli inforzare il valore della storia e della memoria, far conoscere ai bambini la figura di un uomo che sceglie di deporre la spada per difendere la propria Fede, è l’obiettivo dello spettacolo La Storia di Sant’Alessandro raccontata ai piccoli della Compagnia Il Teatro Prova. Sant’Alessandro, Patrono della città di Bergamo, fu un soldato romano che si rifiutò di prendere parte alle persecuzioni contro i cristiani e per questo fu incarcerato e giustiziato. Il racconto di Oreste Castagna, attraverso il ritaglio della carta e la musica dal vivo, ripercorre la vita del piccolo Alessandro da quando guarda affascinato i soldati della legione romana fino a quando, giovane centurione, si rifiuterà di obbedire all’imperativo romano. Accanto al narratore la figura dell’aquila reale, simbolo di coraggio e insegna dorata sul vessillo della legione, che decide di lasciare il campo di guerra e tornare a volare libera. La storia dell’aquila diventa la metafora della storia di Alessandro: il cambiamento, il bisogno di pace, il sacrificio d’amore. Alessandro è un eroe antico che può dire molto alle giovani generazioni perché coniuga la forza del coraggio in una declinazione lontana dall’aggressività e dalla violenza, scegliendo invece l’abbraccio e il perdono. R drammaturgia Silvia Barbieri, Oreste Castagna regia Silvia Barbieri con Oreste Castagna musiche Stefano Bertoli scene e sculture di carta Natale Panaro, Mario Grasso costumi Marilena Burini luci e suono Dalibor Kuzmanic consulenza storica e pedagogica Mons. Gianni Carzaniga e Don Gimmi Rizzi 13 Almadeira Le Donne del Vangelo incontro con Gesù narrato dalla voce di alcune tra le figure femminili più significative dei Vangeli come la Samaritana, Maria e Marta, le sorelle di Lazzaro, è al centro di Le Donne del Vangelo. Le donne protagoniste della messa in scena raccontano senza paura, nella forma del monologo, la loro femminilità, i loro peccati, e il cambiamento che l’incontro con il Cristo ha generato nei loro spiriti. Pur essendo donne molto diverse fra loro, ognuna riesce a trovare nella Parola di Gesù una risposta al proprio dolore e un motivo di nuova speranza. La figura del Cristo non è presente in scena, viene evocata di volta in volta dal racconto di una delle donne, sostenuto dal controcanto delle altre. Le parole della narrazione rappresentano i differenti stati d’animo vissuti dalle protagoniste: dalla rabbia alla paura, alla sofferenza, fino alla redenzione, capace di dare un senso al dolore e persino al peccato. L’ drammaturgia Valeria Guanziroli, Marta Martinelli, Cecilia Ravaioli, Franco Palmieri regia e musiche Matteo Bonanni, Valeria Guanziroli, Marta Martinelli, Cecilia Ravaioli con Valeria Guanziroli, Marta Martinelli, Cecilia Ravaioli 14 scene e costumi Valeria Guanziroli, Marta Martinelli, Cecilia Ravaioli supervisione alla regia Franco Palmieri luci e suono Matteo Colzani Teatro in-folio Bakhita - Storia Meravigliosa akhita - Storia Meravigliosa è il racconto di una di quelle vite esemplari che testimoniano quanto l’incontro con la Fede possa cambiarci per sempre e donarci una seconda esistenza. Nata in Sudan, Bakhita fu rapita ancora bambina e visse per molti anni in schiavitù subendo terribili torture ed umiliazioni. Giunta nel nostro Paese al seguito del console italiano, Bakhita conobbe la Fede cristiana e prese i voti presso il Convento delle Figlie della Carità dove rimase fino alla morte. La sua vita e la sua trasformazione divennero un esempio di speranza per molti fino alla canonizzazione avvenuta nel 2000. La compagnia Teatro in-Folio ha scelto di raccontare la vita di Bakhita attraverso la forma del teatro di narrazione, affidando il difficile ruolo della religiosa sudanese a Laura Curino, una delle attrici più significative della scena italiana. Uno spettacolo che è prima di tutto un’indagine, un percorso di scoperta e conoscenza dalla schiavitù alla santità, dall’essere considerata una ‘cosa’ fino a conquistare lo status di ‘persona’, di ‘essere umano’ nel senso più pieno del termine e nella sua profonda sacralità. B drammaturgia e regia Filippo Soldi, Michela Marelli con Laura Curino costume Sartoria Bassani disegno luci Alessandro Bigatti 15 POP 451 Canzone al Vangelo C anzone al Vangelo è uno spettacolo, ma si guarda e si ascolta come se fosse una canzone, una canzone che dura appena più di un’ora. Un’ora in cui si canta e si racconta una storia. E quando si canta e si racconta questa storia, il pubblico balla, si emoziona, ride e molte volte si commuove in un’atmosfera di festa. Lo spettacolo è la terza tappa del percorso artistico dell’Associazione Culturale Pop 451 sul rapporto fra verso poetico e canto, ovvero fra suono e significato della parola. I Testi Sacri vengono proposti al pubblico rispettando l’ordine in cui vengono letti durante la celebrazione della Messa. Non solo nel loro significato liturgico, ma anche nella loro forza lirica e poetica. Nello spettacolo si alternano e si sovrappongono le sonorità del greco antico e dell’aramaico con quelle dell’italiano lirico e quotidiano, in una precisa partitura musicale dove il senso e le sonorità dei vocaboli si fondono in una suggestiva dimensione scenica. drammaturgia e regia Cristian Ceresoli con Silvia Gallerano (voce), Antonio Pizzicato (voce), Gianluca Casadei (fisarmonica e voce), Cristian Ceresoli (baccano della festa e voce) musica G. Casadei, A. Pizzicato, C. Vetrone 16 Ariel La Storia di Abramo Genesi 12-25 o spettacolo La Storia di Abramo è il primo esito di un’iniziativa dell’Associazione Culturale Ariel per raccontare e far conoscere meglio, grazie alla messa in scena teatrale, uno dei fondamenti della nostra civiltà e della nostra cultura: la Bibbia. Quattromila anni fa il pastore Abramo riceve la chiamata di Dio e abbandona per sempre la propria casa in Mesopotamia per iniziare un lungo viaggio. Non più giovane, senza figli, con una moglie sterile, decide comunque di partire, credendo alle promesse di una terra, di una discendenza, di una benedizione. Affronta un’avventura straordinaria, conosce il dubbio e la fede più profonda, commette sbagli e compie gesti di grande generosità; incontra guerre e carestie, azioni militari e conflitti interiori, vede distruggere città malvagie e conosce uomini giusti. Avrà un figlio che dovrà sacrificare e una terra che non sarà mai davvero sua. La storia di Abramo è soprattutto la storia di un uomo che conosce la gioia e la paura, la Fede e l’incredulità, le soddisfazioni e le sconfitte, il benessere e la sofferenza in un percorso che lo avvicina al sacro e a Dio. Nella figura del Patriarca possiamo ritrovare le nostre angosce, le nostre domande, il nostro percorso di Fede e conoscenza. L di e con Alberto Baroni, Mauro Colombo, Luigi Galli musiche Fiorenzo Gualandris eseguite dal vivo da EUMALI trio Eugenia Canale (pianoforte), Alice Gualandris (violino), Martina Baroni (clarinetto) scene Maura Restelli con la collaborazione di Anna Traini realizzazione scenografie Peppino Alemanni, Davide Balzarotti costumi Eleonora Parini, Anna Chiara Ortolani luci, audio e video cinemateatroNuovo technical support consulenza biblica don Pierantonio Tremolada 17 Opzione Teatro Scientia Crucis - Edith Stein oter cogliere per intero il pensiero e le vicende umane di Edith Stein, “in un solo frammento di specchio rotto”, è forse impossibile: fenomenologa, allieva del filosofo tedesco Husserl, ebrea, atea, carmelitana, martire ad Auschwitz, Edith ricorda la biblica Esther per quella disposizione naturale ebraica alla totale donazione. Vittima dell’odio razziale perché ebrea, e dell’odio contro la Chiesa “parlante” perché monaca, la figura di Edith Stein spicca nella storia del Novecento per la coerenza ed il coraggio. Caricarsi il peso della Croce del Cristo-ebreo, a cui lei apparteneva per discendenza, morendo martire nel campo di sterminio nazista, è l’ultimo e decisivo passo del percorso di Fede, che inizia con il tomismo e Teresa D’Avila, per concludersi nel suo testamento spirituale: la Scientia Crucis. Lo spettacolo della compagnia Opzione Teatro è un’indagine sul personaggio ed un viaggio negli eventi storici, politici e culturali che sconvolsero il mondo. In scena tre donne, tributo al femminismo steiniano, scenografia e luci essenziali, nello spirito fenomenologico, musiche di tradizione ebraica e immagini video che interagiscono con la danza. P drammaturgia e regia Corrado Sorbara con Elena Succhiarelli, Antonella Quadraccia, Leilani Weiss scene Opzione Teatro costumi Sartoria Dedalo video Daniele Cipolletti, Corrado Sorbara 18 luci e suono Alessio Di Clementi collaborazione alla drammaturgia Don Francesco Furlan AstArte C’era una rosa… il miracolo de ’na fijarella povera e scalza anta Rosa è un personaggio che ha segnato fortemente il cammino e lo sviluppo sociale e religioso della città di Viterbo e viene ricordata e celebrata per una serie di avvenimenti miracolosi e straordinari che accaddero in città nella prima metà del 1200 durante il predominio di Federico II. La drammaturgia di questo spettacolo teatrale, che rievoca e divulga non tanto il personaggio storico in sé, quanto piuttosto l’aura mitico-mistica dell’eroina santa, prende spunto dalle fonti storiografiche più o meno ufficiali, dai racconti della tradizione, dalle testimonianze anche molto antiche di poeti dialettali viterbesi, tutte ispirate alla storia “de la Rosina, ch’adera tanto carina, pora ciuca, come ’n fiore de rosa che ancora n’è sbocciato”. Per questa particolare rappresentazione, che attinge dai testi della tradizione e che ha gli stilemi caratteristici del teatro di narrazione, viene quindi usato il dialetto viterbese antico. S drammaturgia Chiara Palumbo regia Chiara Palumbo, Paolo Manganiello con Emanuela Appolloni, Ilaria Belardo, Elisa Delle Monache, Giuseppe Lelli, Costanza Luccioli, Pina Luongo, Leonardo Marini, Luca Morucci, Simone Morucci musiche Lillo Beletti scene e costumi AstArte, con la collaborazione di Alessandro De Large assistente alla regia Benito Stefanelli luci e suono Paolo Manga 19 CSS Udine L’abbandono alla Divina Provvidenza o spettacolo è tratto dall’opera omonima Abbandono alla Divina Provvidenza, una raccolta di scritti del padre gesuita Jean Pierre De Caussade elaborati nel decennio 1730-1740, giunta sino a noi grazie al coraggio e allo zelo delle suore Visitandine di Nancy. Il testo propone un cammino spirituale che partendo dalla conoscenza di sé stessi porta alla dissoluzione della propria individualità e al raggiungimento di uno “stato di pura fede”, un “abbandono” appunto, alla volontà di Dio istante per istante. Uno dei più bei testi mistici cristiani di tutti i tempi viene messo alla prova del nostro tempo contemporaneo, in una messa in scena semplice, essenziale, centrata sul lavoro d'attore. Un ristretto numero di spettatori per replica sarà testimone e partecipe di questo percorso spirituale che indica proprio nel quotidiano, e nell’accettazione gioiosa del momento presente, l’unico luogo di ogni santità possibile. L di e con Alessandro Berti musiche Andrea Biagioli spettacolo realizzato in collaborazione con Comune di Montese (MO) 20 Piccolo Teatro umano / L'Arlesiana - Progetto Feminae Cantu di passioni o spettacolo Cantu di Passioni s’incentra sulla figura del cantastorie nella tradizione dell’Italia meridionale dove, durante la Settimana Santa, s’intonano ancora oggi canti, nenie, orazioni sulla Passione di Cristo. La compagnia Piccolo Teatro Umano ha trasposto parte del vastissimo repertorio popolare in una messa in scena che vuole offrire allo spettatore un’unità drammaturgica, alternando la poeticità del dialetto, alla narrazione in lingua italiana. Gli spettatori entrano in un mondo magico e musicale che trasmette, con il racconto della Passione, il significato catartico del dolore come viatico per la Resurrezione umana e spirituale. Le tradizioni a cui s’ispira lo spettacolo sono quelle del cantastorie siciliano e dei canti del Venerdì Santo dell’area reggino-locridea. In scena si svolge propriamente l’intreccio armonico, conflittuale e contrappuntistico tra le “donne di Potamìa”, che rinnovano il rito della passione di Cristo, e il cantastorie, con i suoi racconti di più laica e umana “passione”. L drammaturgia Rocco Familiari regia Nino Racco con Simona Agostino, Paola Agrippa, Luana Assis, Manuela Cricelli, Chiara Ferraro, Paola Greco, Nino Racco, Antonia Scarfò, Giovanna Scarfò composizione musicale Carlo Frascà scene e costumi Piccolo Teatro Umano luci e suono Daniele Mangiola 21 Teatro Popolare Europeo Pan pepato Pan dei morti piccola meditazione sul pane quotidiano oggi il nostro pane quotidiano” non è sola preghiera del“D acci l’uomo di fede, ma è la preghiera dell’uomo. Il bisogno di un pane che nutra il corpo e lo spirito, che nasca dalla materia concreta e da una profondità di relazione con la natura e gli uomini. Fare il pane in casa. Farlo come una preghiera. Tra il riso e il pianto della vita. L’immagine che nasce da queste suggestioni è quella di una donna nella sua cucina: impasta, cuoce, prega, medita, racconta, parla, ride, canta, ricorda. Cucina. Lo spettacolo ha il proprio humus sentimentale nell’affondo che la malattia, e in particolare quella oncologica, fa al nostro sentimento del vivere. È ispirato dall’esperienza teatrale attuata all’ospedale oncologico San Giovanni Antica Sede di Torino. Un lungo percorso fatto di eventi teatrali nati dall’incontro con il personale dell’ospedale, con i pazienti e con i loro familiari. È soprattutto a questi ultimi che lo spettacolo è dedicato, in forma di una commedia in cui elementi comici e drammatici, lirici e narrativi si intrecciano. drammaturgia Alessandra Rossi Ghiglione, Antonella Enrietto regia Alessandra Rossi Ghiglione con Antonella Enrietto luci e suono Vincenzo Caruso 22 Liberarte Orvieto Oibò son morto n uomo muore, la sua anima lascia il corpo e si mette a guardare quello che succede sulla terra, vede una donna in coma e se ne innamora. Finalmente per lui, purtroppo per lei, ecco che anche l’anima della donna lascia il corpo: comincia così una storia d’amore. Le due anime s’incontrano, in un dove non so, il luogo del mistero assoluto: l’aldilà. S’incontrano e si amano perché nell’aldilà non si ha più né fame né sete ma si provano ancora sentimenti e passioni. Fanno incontri: un bambino spaesato, una nonna amatissima, una madre alla quale non erano riusciti a dire in vita il loro amore, un cane bastardo, un pesciolino rosso. Perché l’anima del pesce rosso e quella di grandi personaggi stanno una accanto all’ altra, in questa particolare visione dell’aldilà. Oibò son morto è un originalissimo testo tratto dalle opere di Jan Fridegård e Arto Paasilinna, due autori scandinavi di fede protestante, riscritto dagli autori-attori della compagnia Liberarte Orvieto. Lo spettacolo è una surreale e divertente riflessione sul senso della vita, sul superamento della paura attraverso la fede nell’uomo, nella curiosità e nell’incontro. U di e con Giovanna Mori, Jacob Olesen liberamente tratto da Torntuppen di Jan Fridegård e Herrainen aika di Arto Paasilinna spettacolo realizzato con il sostegno del Teatro di Anghiari 23 Orma Fluens - Amaranta In corpore performance - concerto della ricerca sul canto artendo ironicamente dalla dimostrazione razionale dell’inutilità del cantare, questo concerto-spettacolo celebra il canto come parte della vita quotidiana dell’uomo e come strumento per elevare lo spirito. Un lungo lavoro di ricerca, durato oltre dieci anni, è alla base di In Corpore, un allestimento che unisce la dimensione musicale a quella più propriamente narrativa. Attraverso il ritmo, l’espressione, le voci e la gestualità si evidenzia il legame profondo fra l’atto creativo e l’atto spirituale, entrambi esigenze imprescindibili dell’uomo, entrambi capaci di raccontare l’esistenza e di rendere visibile l’invisibile. P drammaturgia, musiche, costumi Orma Fluens - Amaranta regia Riccardo Brunetti con Sandra Albanese, Riccardo Brunetti, Silvia Ferrante, Ursula Mainardi, Daniela Marcello, Paola Scozzafava 24 Cosa sono le nuvole Euphoria uphoria, la gioia forica, così viene definita la vocazione di portare il peso degli altri, per antonomasia caratteristica di San Cristoforo: il porta-Cristo, il porta-persone, il porta-storie insostenibili. La figura di Cristoforo viene raccontata dalla Compagnia Cosa sono le nuvole attingendo da una parte ad un suggestivo racconto della tradizione popolare siciliana, che lo vuole parricida, poi eremita e quindi Santo; dall’altra, alla storia di Pierre Rivière, parricida del sec. XIX, il cui caso singolare fu indagato da Michel Foucault: ragazzino dotato di un mirabile intelletto, ma allo stesso tempo definito ‘idiota’, che, dilaniato da una profonda solitudine, compie un gesto estremo, crolla sotto il peso insostenibile della propria esistenza. Nello spettacolo Pierre diventa Cristoforo, colui che porta Cristo, le due figure si unificano per illuminarsi e chiarirsi reciprocamente, fino a identificarsi e riscattarsi. Una lettura affascinante che non esprime un giudizio ma ‘compassione’ - nel significato originario di condividere il dolore altrui – avvicinando lo spettatore a storie difficilissime e con un triste destino. Un racconto toccante, filtrato da un tono favolistico e grottesco, in bilico fra agiografia e leggenda popolare. E drammaturgia Adele Tirante regia Francesca Giuliano, Adele Tirante, Nella Tirante con Giuseppe Carullo, Francesca Giuliano, Cristiana Minasi, Adele Tirante, Nella Tirante elaborazioni musicali Orazio Corsaro scene e costumi Francesca Giuliano, Nella Tirante assistenti alla regia Marco Carroccio, Alessandro Scarcella luci Renzo Di Chio un ringraziamento particolare a Donato Castellaneta 25 Araucaìma Teater Föch o spettacolo Föch si presenta come un grande affresco storico popolare della vita rurale nella bergamasca dei primi del Novecento. Il racconto di una famiglia di contadini stretta in una stalla, le dinamiche relazionali, i gesti perduti e la sonorità del dialetto bergamasco sono gli ingredienti di questa messa in scena proposta dall’Associazione Culturale Auracaìma Teater. La famiglia contadina si distingueva perché fondata su uno stato di fatto: l’affetto dei suoi componenti. Il nucleo familiare era rappresentativo di un sistema sociale autarchico, ma era anche intreccio di relazioni, amori, intrighi, faide e vendette. Luogo di importanza fondamentale, che assume significato sacro, era la stalla, dove, durante le lunghe sere d’inverno, si svolgeva la veglia. Attraverso il recupero della lingua parlata, il dialetto, con storie, leggende e canzoni popolari tradizionali e la costruzione dei personaggi, torniamo indietro nel tempo e ci caliamo nella semplice ritualità della vita contadina, fatta di azioni concrete, di sopravvivenza ma anche di sentimenti e di solidarietà umana. L drammaturgia e regia Alberto Salvi con Pietro Bailo, Elena Borsato, Miriam Gotti, Marco Robecchi, Alberto Salvi arrangiamento canti Miriam Gotti costumi Roberta Valli 26 assistente alla regia Ilaria Pezzera luci Pietro Bailo Nuova Atlantide Teatro Maria Nera mitografia cantata intorno alla Madonna Nera di Viggiano aria Nera è la storia cantata del pellegrinaggio di una donna M del mondo contadino lucano verso il Sacro Monte di Viggiano presso Potenza e la sua Madonna Nera. Due divinità ‘oscure’ si incontrano nella particolare visione della Nuova Atlantide Teatro: la Madonna dal volto nero e il petrolio, estratto in Lucania, che rischia di mutare per sempre l’identità del territorio. La sovrapposizione semantica tra i residui di un’identità ancestrale legata alla religiosità popolare verso la Madonna Nera di Viggiano e le esigenze produttive contemporanee alla ricerca dell’altra nera divinità nascosta, il petrolio, sono lo spunto drammaturgico da cui è partita la compagnia. Musiche tradizionali e canti dei pellegrini, elaborati e arrangiati per strumenti medievali, semplici elementi di suggestione scenografica, fanno da cornice alla narrazione di una “visionaria” che intreccia passato e futuro, premonizioni e mitologie del sacro, mescolando generi e stili, il gusto comico popolare con elaborate raffinatezze musicali. In particolare sarà possibile ascoltare il suono di un rarissimo strumento: l’arpa portativa, una piccola arpa di fattura artigianale caratteristica dei musicanti girovaghi della Val D’Agri e in particolare di Viggiano. drammaturgia e regia Caterina Pontrandolfo con Caterina Pontrandolfo, Elisa Fighera (lira, viella, tammorra, sonagli) Mauro Basilio (viella, oud, tamburi a cornice) Giuliana De Donno (arpicella viggianese) musiche tradizionali elaborate da Elisa Fighera, Mauro Basilio scene e costumi Gerardo Viggiano luci e suono Antonio Salvia collaborazione alle ricerche storiche e iconografiche Riccardo Prencipe spettacolo realizzato con la collaborazione di Comune di Viggiano Assessorato alla Cultura, APT – Potenza, Centro Studi Archivio Parrocchiale di Viggiano 27 Vocabolomacchia_teatrostudio Ex-voTo il contrappeso egni di gratitudine per la Grazia ricevuta, segni di una pratica comune a differenti religioni in differenti forme, gli ex voto sono di fatto luoghi narrativi in cui si concentra l’esperienza limite del pericolo, tra vita e morte. Ex voto anatomici, aniconici, architettonici, vegetali, zoomorfi, dalla presenza quasi immutabile al passare del tempo e al cambiare dei luoghi, tutti raccontano di quell’accordo fatto con Dio o con il Santo che ci guarirà, sono lo specchio di un dialogo con l’Altro che tutti cerchiamo, con parole di rabbia e d’amore, con indifferenza o devozione. La scelta di raccontare il mondo degli ex voto ha portato la Compagnia a confrontarsi con immagini, opinioni, storia, religione, vicende personali. In scena due attori-narratori traducono questo mondo complesso in una ricerca di linguaggio in cui si riflette il senso del teatro come relazione. E in questo narrare può succedere che la verità della scena corrisponda alla verità storica del racconto, o sia fantasia, oppure che, come in una trasparenza, si rivelino, con i personaggi, anche gli animi dei narratori. P drammaturgia Rossella Viti regia Roberto Giannini, Rossella Viti con Roberto Giannini, Rossella Viti musiche e sonorità Roberto Giannini, Maria Gabriella Giuli, Ehren Starks scene Roberto Giannini 28 costumi Vocabolomacchia_teatrostudio tecnico Alessandro Massarella spettacolo realizzato con la collaborazione di Gianfranco Ciprini, Carmen Cirielli, Silvana Meli, Anna Maria Sulpizii, Alessandro Massarella, Clelia Falletti Teatro del Lemming Le stanze di Amleto o spettacolo è l’esito del laboratorio di sette giorni tenuto dal Teatro del Lemming. Nello spettacolo Le Stanze di Amleto ciascun spettatore è chiamato a vestire drammaturgicamente i panni del Principe di Danimarca, a rivivere sulla sua pelle i suoi conflitti, i suoi percorsi. In uno spazio labirintico e metamorfico lo spettatore/Amleto è indotto continuamente a perdersi e a ritrovarsi. Amleto è un principe che rifiuta il potere/la regalità: un vile impotente o piuttosto un determinato e solitario rivoluzionario? Ma come si può combattere da soli l’orrore del mondo? Ritroviamo in Amleto la nostra solitudine, ancor prima che di spettatori, di cittadini. Nella messa in scena, prima tappa di un percorso sul dramma shakespeariano, il Lemming ha scelto di lavorare sul rapporto fra il Principe di Danimarca e il fantasma di suo padre. Se Amleto è Principe lo è soltanto in quanto erede. Erede di una potenza nobile che ora appare irrimediabilmente corrotta: “C’è del marcio in Danimarca”. Erede di un padre che ha il suo stesso nome, e il cui destino egli è chiamato a compiere. Perché il destino dei figli, come per Amleto, è quello di risolvere quello che i padri hanno lasciato come irrisolto. L di Massimo Munaro con gli allievi del Laboratorio I 5 sensi dell’attore 29 Macedonia Clown Nella notte un giglio nel campo o spettacolo Nella notte un giglio nel campo racconta l’ultimo anno di vita nel campo di concentramento di Westerbork della giovane ebrea Etty Hillesum. Il testo è basato principalmente sulle lettere che la ragazza indirizzava a familiari ed amici e sui diari che quotidianamente raccoglieva: un centinaio di fogli manoscritti ritrovati casualmente ed interamente pubblicati solo nei primi anni Ottanta, che oggi sono considerati un patrimonio immenso di spiritualità per la profonda riflessione di Etty sull’orribile sorte che, insieme al suo popolo, stava vivendo. Nello spettacolo, si intrecciano la narrazione orale dell’attore con quella prettamente mimica del clown: personaggio visibile ed invisibile che, grazie alla poetica del corpo, amplifica, integra e dialoga con il testo letterario. La scelta dell’Associazione Culturale Macedonia Clown di usare i due diversi linguaggi in forma dialettica deriva dal lungo lavoro di ricerca fatto dalla compagnia sul clown e sulla sua capacità di veicolare emozioni e significati differenti rispetto al teatro di parola. Ne risulta così uno spettacolo coinvolgente ed originale che riesce a trattare un tema tanto difficile coniugando la partecipazione emotiva del pubblico alla verità storica. L drammaturgia Vittorio Chiari, tratta da “Etty Hillesum Diario 1941-1943Lettere 1942-1943” regia Paolo Garimberti con Paolo Garimberti, Federica Reverberi, Stefano Tincani musiche Stefano Tincani, Elena Biasi 30 scenografia e costumi Maria Valli consulenza alla regia e al lavoro sull’attore Cecilia Di Donato disegno luci, collaborazione tecnica e musicale Andrea Garimberti Creativamente In nome della madre ratto dall’opera omonima di Erri De Luca, In nome della madre non vuole essere il semplice racconto della vita di Maria ma un’esperienza di condivisione fra il pubblico e l’artista in scena, partendo dalla convinzione che una vicenda così famosa e nota a tutti non ci chiede di essere ascoltata, bensì di essere raccontata nuovamente, da tutti e per tutti. Quest’istanza di partecipazione è resa concretamente dalla vicinanza fra l’interprete e il pubblico, in uno spazio unico che supera la fruizione tradizionale per avvicinarsi alle forme del rito collettivo. La scelta di far raccontare la figura di Maria da un’attrice che non ha la stessa età del personaggio, madre lei stessa e donna del nostro tempo, che non si immedesima ma accompagna ogni singolo spettatore ad incontrare questa ragazzina “piena di grazia”, sottolinea l’attualità del messaggio. Lo spettatore è così chiamato in causa in prima persona, superando la quarta parete e vivendo nella propria soggettività e sensibilità lo spettacolo. T drammaturgia Patrizia Punzo, Danilo Nigrelli regia Danilo Nigrelli con Patrizia Punzo scene Danilo Nigrelli costumi Patrizia Punzo assistente alla regia Silvia Scotto 31 Gruppo in Cammino / Spring Time / WOS Il libro di Tobia l Gruppo Teatrale In Cammino si unisce al Coro Spring Time di Livorno e al Gruppo Wos di Cecina per la prima commedia musicale ispirata al biblico Libro di Tobia. Questo racconto-romanzo, scritto per dare conforto ai giudei che sotto il dominio greco erano rimasti fedeli alla tradizione, pur essendo inserito in una cornice storica importante (l’esilio di Babilonia) pone l’accento sulla “quotidianità del vivere”. Il pio Tobi, divenuto cieco, litiga per una questione banale con la moglie; Sara, vedova per sette volte, viene insultata dalla serva. Tobi e Sara sono feriti nel profondo, e, ignari l’uno dell’altra, pregano contemporaneamente Dio, chiedendo entrambi la morte. L’Angelo Raffaele porta le due preghiere al cospetto di Dio che interviene trasformando le miserie di ciascuno in meraviglia. Tutta la vicenda resta fissata su un libro che diverrà “un canto eterno per l’umanità”. Lo spettacolo si struttura come un vero e proprio musical con partiture scritte per l’occasione dai membri della compagnia. Centrali sia nel testo biblico che nella messa in scena sono i temi della famiglia come il rapporto fra genitori e figli e l’amore coniugale. I drammaturgia Anna Maria Ponzellini, Alex Mastromarino, Cristiano Grasso regia Anna Maria Ponzellini con Gruppo in Cammino Jacopo Bottani, Vittorino Bottani, Eugenio Burloni, Davide Caputo Ambra Castelli, Elisa Cavezzali, Giorgio Cavezzali, Paola Cini, 32 Simone Cocozza, Claudia Curcio, Elena Debenedictis, Gianluca Deponti, Luciana Fabris, Claudia Facchini, Simona Ferrante, Gioacchino Inzirillo, Matteo Jurina, Riccardo Marcheselli, Davide Marchiafava, Emilia Mazzocchi, Laura Menescardi, Marina Menescardi, Gianmarco Messersi, Ezio Pensante, Caterina Piccagli, Simona Scuri, Carolina Tomba, Elisabetta Valente, Alberto Veronese, Massimo Visigalli Spring Time di Livorno Alessandro Baldeschi, Andrea Baluardi, Sami Barmada, Claudia Batistini, Michela Benenati, Nicoletta Bernardi, Elena Bilenchi, Sabrina Bronchi, Marina Bruzzone, Alessandro Buoncristiani, Patrizia Busoni, Barbara Cencini, Giovanna Cepparello, Patrizia Cioni, Claudia Citterio, Eleonora D'Auria, Ilaria D'Auria, Tonio D'Auria, Enrica De Gubernatis Roberto Elia, Paola Fattori, Susanna Filippi, Letizia Fincato, Alessandro Fincato, Laura Gambone, Arianna Giuntini, Riccardo Lazzereschi, Federico Lenzi, Vito Manfrè, Laura Marescotti, Andrea Martelli, Stefania Masini, Claudio Mazzoni, Alessio Neri, Enrica Notarfrancesco, Agnese Odifredi, Massimo Orsini, Roberto Paparella Alfredo Parentini, Tonia Picuno, Maria Elena Piludu, Irene Piludu, Francesca Piludu, Ignazio Piludu, Daniele Piromallo, Stefano Pracchia, Fabrizio Rambelli, Barbara Salvadori, Irene Salvadorini, Jenny Salvadorini, Francesca Sardelli, Danila Vannucci, Patrizia Vellusi, Marina Vigliotti. Wos di Cecina Maddalena Adorni, Elena Albicocchi, Orazio Aldariera, Luca Bicchielli, Carmela Errico, Greta Fogale Michela Mandrini, Andrea Manfredini, Alex Mastromarino, Dario Morelli, Oscar Nini, Daniel Nini, Simone Papini, Laura Piunti, Chiara Prispoli, Alice Sentieri, Francesca Sistino, costumi Anna Colombi, Rosetta Meroni, Mariuccia Pirotta, Fidalma Tasca luci e suono Paolo Bovi, Leo Fabris, Roberto Fabris, Davide Piccagli, Martin Vecchiolini, Carlo Valagussa, Sebastiano Zucchelli musiche e testi delle canzoni Alex Mastromarino arrangiamenti e armonizzazioni corali Cristiano Grasso arrangiamenti Luca Valerani coreografie Gianluca De Ponti 33 Info Point: Corso Garibaldi 151 Tel. 0583 051178 Chiesa di San Cristoforo via Fillungo Chiesa di Santa Maria dei Servi piazza dei Servi Oratorio San Giuseppe Museo del Duomo piazza Antelminelli Baluardo di San Regolo Orto Botanico via del Giardino Botanico 14 Teatro del Giglio piazza del Giglio 13 Teatro San Girolamo via di San Girolamo, piazza del Giglio Cortile degli Svizzeri Palazzo Ducale via Vittorio Veneto, via della Corticella 34 35 www.federgat.it con la collaborazione e il patrocinio di con il patrocinio di con il patrocinio di