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5 2013 SETTEMBRE OTTOBRE
Gestione editoriale: edit ProM s.r.l. - Via a. G. ragazzi, 9 - 40011 anzola dell’emilia (Bo) - italy
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Editoriale
SICureZZa InnanZITuTTO
Ecomotive: economia dell’automotive
merCaTO meZZI per L’eDILIZIa In rOSSO
Intervista a Gian Paolo Gatti Comini
pIreLLI SI Fa SOCIaL, VOLÀnO premIum per I pDV
Gruppo Samiro
pIÙ FOrTe DeLLa CrISI, BuTLer aCCeLera InVeSTenDO
PointS
QueSTIOne DI VISIOne
Intervista a Giovanni Masinelli
VreDeSTeIn eSTenDe IL SuO neTWOrK
Gruppo Sirio
TOp TYre SerVICe, GOmmISTI DI nuOVa LeVa a COnSOrZIO
Autotrasporto
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flotte di Autotrasporto; Concessionari di Autolinee; Aziende Tranviarie Municipalizzate;
Aziende Nettezza Urbana; Case Fabbricanti di pneumatici; Costruttori, Importatori,
Distributori di macchinari, attrezzature e materiali per l’assistenza e la ricostruzione
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Provinciali della Motorizzazione; Compartimenti Polizia Stradale; Delegazioni Provinciali ACI; Compartimenti ANAS; Uffici ICE; Camere di Commercio italiane ed estere;
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categoria.
All’estero - Rivenditori Specialisti e Ricostruttori di pneumatici; Costruttori, Importatori, Distributori di macchinari, attrezzature e materiali per l’assistenza e la ricostruzione
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Angola; Benin; Burkina Faso; Burundi; Camerun; Congo; Costa d’Avorio; Etiopia; Gabon; Ghana; Guinea Bissau; Isole Maurizio; Kenya; Madagascar; Malawi; Mozambico;
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eDitoriaLe
Sicurezza innanzitutto
A molti di noi che lavorano nel settore dei pneumatici è capitato quest’estate
di vedere numerose vetture parcheggiate, magari sul lungomare, con ancora
montati i pneumatici invernali. È difficile stimarne la quota, ma certamente
È il rivenditore specialista
non si è trattato di un fenomeno trascurabile.
il primo ambasciatore
Questo significa che c’è ancora tanto da fare per diffondere la cultura della
della cultura della
sicurezza. Non è sempre valida la motivazione indicata in questi casi, che
sicurezza, perché ha il
suona talvolta come una scusa. Si crede che la colpa di questo comportamento
contatto diretto con il
risieda
negli effetti della crisi economica, ma in molti casi le vetture che vediamo
cliente.
montare pneumatici invernali in estate non sono le utilitarie utilizzate per
andare al supermercato, ma automobili di grossa cilindrata. Queste saranno
poi le stesse vetture con le quali i proprietari circoleranno la stagione successiva su
strade innevate, pensando di avere fatto una mossa furba evitando di smontare gli
invernali ad agosto. Molti di loro arriveranno a consumare le gomme fino alle tele,
il che potrebbe sembrare un comportamento limite, ma è invece una situazione fin
troppo diffusa. La prova la vediamo non solo nelle statistiche dei controlli della polizia,
ma indirettamente anche dal fatto che i ricostruttori faticano a trovare carcasse
ricostruibili proprio perché troppo spesso i pneumatici vengono sfruttati oltre il limite.
Purtroppo ci si rende conto di quanto sia importante la manutenzione dei veicoli solo
quando accadono tragedie.
Queste considerazioni non ci debbono fare dimenticare che il settore dei pneumatici ha
fatto tanto in materia di sicurezza, ma sbaglierebbe chi pensasse che tutti gli obiettivi
siano stati raggiunti: il fenomeno a cui accennavo prima ne è la chiara dimostrazione.
Assogomma e Federpneus continueranno a fare la loro parte, ma un grande ruolo lo
ha proprio il rivenditore specialista in prima persona. È lui infatti che ha il contatto
diretto con il cliente, quindi è lui ad essere il primo ambasciatore della cultura della
sicurezza. Sul piano della gestione del punto vendita questo ha portato, insieme ad
indubbi vantaggi, anche alcune complicazioni.
Sappiamo infatti che la professione si è stagionalizzata, per cui a momenti nei quali
occorrerebbe avere il doppio della forza lavoro seguono periodi di stagnazione dell’attività.
In più c’è il problema dello stoccaggio, delle assicurazioni, della sovrapposizione tra
clientela privata e società di noleggio. Tutte questioni di cui il rivenditore specialista si
fa carico. Ecco perché è necessario aprire un nuovo capitolo della storia. Occorre che
sia le istituzioni che i fornitori diano più attenzione alla categoria: non per perpetrare
una vecchia logica corporativa, ma per rispondere a interessi di carattere molto più
generale. È in atto un’evoluzione sia normativa che tecnica: si pensi ad esempio alla
diffusione dei sistemi di monitoraggio pressione a bordo veicolo, per effetto dei quali
verranno richieste al rivenditore sempre più competenze specifiche. Questo significa
dover investire in formazione del personale, reperimento di informazioni, attrezzature,
logistica e software.
Se si continuerà a consentire a qualsiasi improvvisato di vendere gomme, magari di
provenienza incerta, non omologate, magari con oli aromatici vietati dalla legge, senza
la competenza e i costi che lo specialista invece sostiene, allora tutto il lavoro fatto in
materia di sicurezza verrà inevitabilmente vanificato.
renzo servadei
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eComotiVe: eConomia DeLL’aUtomotiVe
Non accenna ad
Economia dell’automotive contraddittoria e mercato difficilmente legattenuarsi la grave
gibile come... tutta l’economia oggi. Andiamo a vedere due spunti che
crisi del mercato
sono su questa falsariga: da una parte la grave crisi del mercato delle
delle macchine
macchine da costruzione e di movimento terra e cantiere, dall’altro il
da costruzione, di
successo di Fiat Industrial, la parte che segue camion e trattori, che si
movimento terra e
è confermata anche quest’anno Sector Leader negli indici Dow Jones
cantiere, ma una piccola
Sustainability (DJSI) World e Europe.
rivincita per il settore
Partiamo dal mercato interno delle macchine da costruzione, che ridei pesanti viene da Fiat
mane in crisi, male le esportazioni nel primo quadrimestre 2013: gli
industrial, che anche
quest’anno si conferma
analisti spostano al 2015 la ripresa in Italia e in Europa. In Europa
tra i leader mondiali
le vendite hanno segnato, nel primo quadrimestre dell’anno, un calo
nella finanza sostenibile.
importante in tutti i Paesi mediterranei (Portogallo, Spagna, Italia e
Grecia) mentre nel resto del continente la situazione è stata leggermente migliore.
L’outlook per il resto dell’anno non è positivo e la ripresa delle vendite nei mesi estivi difficilmente bilancerà la frenata degli ultimi mesi del 2012 e dei primi mesi di quest’anno. Anche Euroconstruct rivede al
ribasso l’anno in corso, con un calo previsto per il 2013 del 3% - prima era del 2,5% - e aspettative per il
2014 di una crescita appena dello 0,5% che nel 2015 potrebbe salire all’1,7%.
La situazione italiana, però, mostra delle difficoltà maggiori: la recessione nel settore non sembra toccare
il fondo, e solo verso la metà del prossimo anno è attesa una sia pure modesta inversione di tendenza. C’è
molta attesa nel vedere che effetti potrà davvero garantire il “Decreto del Fare” varato dal Governo, e le
imprese, almeno quelle che si occupano di edilizia residenziale, si augurano che la conferma degli incentivi fiscali alla ristrutturazione possa dare una boccata d’ossigeno al mercato.
Più difficile, almeno in tempi brevi, lo sblocco delle opere pubbliche: qui l’allentamento dei vincoli di bilancio a livello comunitario apre qualche timido segnale di speranza. Secondo lo studio realizzato da Unacea
e Prometeia elaborato su dati Istat aggiornati al 31 maggio, il mercato del settore farà registrare nel 2013
un calo del 4,1% rispetto al 2012, mentre nel 2014 le previsioni indicano un’ulteriore diminuzione dell’1,8%.
Solo a partire dal 2015 il trend dovrebbe cambiare con una ripresa comunque non imperiosa.
Imperioso resta invece il passo di Fiat Industrial, confermata Sector Leader negli indici Dow Jones Sustainability World e Europe per il terzo anno consecutivo. Il punteggio, ottenuto sulla valutazione del 2013,
è di 88/100 rispetto a una media di 49/100 delle aziende appartenenti al settore Industrial Engineering.
L’analisi è stata condotta da Robeco SAM, società specializzata in investimenti sostenibili.
Il DJSI World e il DJSI Europe, che fanno parte della più prestigiosa famiglia di indici di sostenibilità (DJSI),
includono solo le società giudicate migliori nella gestione del proprio business, secondo criteri di responsabilità economica, sociale e ambientale. Nel DJSI World sono state 98 le aziende del settore Industrial
Engineering invitate a partecipare e solo 12 quelle ammesse, mentre nel DJSI Europe ne sono state invitate 30 e ammesse 8.
Il presidente di Fiat Industrial, Sergio Marchionne, ha commentato: “Ancora una volta sono stati riconosciuti i nostri sforzi nel voler mantenere elevati standard di sostenibilità nel nostro modello di business.
L’aver confermato per il terzo anno consecutivo il posizionamento negli indici Dow Jones Sustainability è
per noi un riscontro importante del nostro impegno quotidiano, che proseguirà con la definizione di obiettivi sempre più sfidanti anche per la nuova CNH Industrial”.
Il posizionamento negli indici DJSI è il frutto di importanti risultati raggiunti in vari ambiti. In particolare,
Fiat Industrial ha ottenuto il massimo punteggio nelle principali aree di valutazione nella sezione ambientale - politiche ambientali e gestione ambientale dei propri processi produttivi - in quella sociale - sviluppo e gestione del capitale umano, filantropia, reporting - e nella gestione della catena di fornitura. A
maggio 2013, il 6,01% del flottante di Fiat Industrial era detenuto da investitori socialmente responsabili.
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2012 WINNER
iNterViSta a GiaN Paolo Gatti CoMiNi
il made in italy delle gomme
premium: nello stabilimento
di Settimo torinese una
fabbrica hi-tech produce
le coperture destinate
a case premium come
BMW, Mercedes, audi,
supersportive e presto anche
per le nuove Maserati.
pIreLLI SI FA SOCIaL,
VOLÀNO PREMIUM PER I pDV
La Bicocca rafforza la politica dell’alto di gamma focalizzandosi sulla fidelizzazione del
consumatore cui dedica un ampio programma promozionale in digitale che accompagna lo
sviluppo della catena distributiva e del presidio retail. E conferma l’investimento globale di 400
milioni per il 2013
mInO De rIGO
LA STRATEGIA premium paga,
come dimostrano i conti del primo semestre dell’anno grazie
ai quali Pirelli può allungare il
passo: i volumi del segmento
sono cresciuti dell’8,3% per un
venduto pari a 1.105 milioni di
euro, +1,6% rispetto ai primi sei
10  pneurama 5 2013
mesi del 2012, contribuendo ai
3.131 milioni di euro del fatturato totale consolidato del periodo.
“Sono risultati - dice Gian Paolo
Gatti Comini, country manager
Italia e direttore commerciale
Sud Europa - che corrispondono
a un aumento complessivo dei
ricavi del 3,6%, superano l’8%
di crescita organica (escludendo
cioè l’effetto cambi) e testimoniano la capacità di cogliere ogni
opportunità in ambito globale:
in Europa la contrazione delle
vendite è infatti più che compensata dalla crescita delle al-
FormULa trUCK aCCeLera La Corsa DeLL’aUtoCarro
Tra i segmenti di mercato è quello che, nel primo semestre dell’anno, ha fornito i risultati più eclatanti:
il fatturato dei pneumatici truck è cresciuto di oltre l’11% rispetto allo stesso periodo del 2012, tre volte
più dell’incremento dei ricavi totali. “Il merito – sottolinea il country manager di Pirelli Gian Paolo Gatti
Comini – è delle linee di prodotto completamente rinnovate sotto il profilo estetico e strutturale, del
“futuro tecnologico” rappresentato dalla soluzione Cyber Fleet e della strategia di gestione proposta
per le flotte di veicoli industriali”. Più fattori chiave nel quadro di un approccio integrato che sta mutando
radicalmente l’immagine del marchio della Bicocca agli occhi di una clientela business cui Pirelli oggi
riserva una forza commerciale dedicata e professionale. “Nonostante la difficile congiuntura in Europa,
stiamo cogliendo i frutti di questa piccola rivoluzione. E un po’ alla volta ritorniamo protagonisti nel
segmento”. Nel ruolino di marcia, ancora nuovi prodotti (la cui fabbricazione è stata concentrata in Sudamerica, Cina, Turchia ed Egitto) e soprattutto l’introduzione della seconda linea, battezzata Formula
anche per il prodotto Truck. “Un’altra freccia al nostro arco - commenta Gatti Comini - utile per disporre
di una gamma di scelte opportunamente ampia e completa”.
V
Gian Paolo Gatti
Comini, country
manager Italia
e direttore
commerciale Sud
Europa di Pirelli,
punta sui valori
sottesi al prodotto
e al servizio di
marca, con la
tecnologia e le
omologazioni in
primo piano.
tre aree geografiche, grazie alle
politiche industriali e commerciali degli anni passati in Asia,
in America Latina e nei Paesi
Nafta con l’avvio, in particolare, delle fabbriche in Messico e
Russia, che si aggiungono alla
riconversione dello stabilimento
di Settimo Torinese alla produzione di pneumatici premium
per vettura. Forti anche delle
250 omologazioni di prodotto
nate dalla collaborazione con le
Case auto più prestigiose, ora si
tratta di amplificare i frutti della
strategia premium con iniziative
commerciali e di marketing a
supporto del brand, sfruttando
appieno social network e strumenti del web 2.0 per avvicinarci
maggiormente al consumatore.
E poi, sul territorio, procedendo a rafforzare le partnership di
canale”.
più vicini al mercato
retail
Lo sviluppo della catena distributiva è operazione in corso,
con la rete Driver che continua
a crescere e conta di raggiungere per il 2015 la soglia dei 450
punti vendita, anche grazie allo
sviluppo di progettualità come
Driver Franchising che, appena
partito, conta già 25 aderen-
ti. “In Svezia – aggiunge Gatti
Comini – abbiamo rilevato una
catena di negozi e in Russia abbiamo rafforzato gli accordi con
Rosneft per l’apertura di nuovi
pdv. In Italia non sono previsti
investimenti diretti né alcuna
acquisizione, ma giochiamo la
carta dei presidi di fidelizzazione”. Un obiettivo da raggiungere
con la vicinanza e il supporto ai
clienti tramite la rete Key Point
e soprattutto il network Driver.
“I nuovi franchisee con questa
insegna sono centri servizi multispecializzati, capaci di fornire
assistenza a tutto tondo per vetture, moto e, in parte, anche autocarri. Abbiamo operato interventi significativi sotto il profilo
dell’immagine e della riconoscibilità del pdv, dedicando risorse
cospicue sia all’identità di marchio, sia ai contenuti”. Nel catalogo Driver compaiono già 17
corsi di formazione, suddivisi in
tre aree didattiche (gestione del
pdv, meccanica, pneumatici) e
nuovi servizi stanno aggiungendosi, “così da rendere gli affiliati
– conferma il country manager
di Pirelli – ancora più preparati e competitivi in un settore in
cui le esigenze dei consumatori
sono in rapidissima evoluzione.
Li aiutiamo perché desideriamo
che facciano davvero la differenza: da parte nostra contribuiamo a generare traffico nei pdv e
ad aumentare le opportunità di
fidelizzare la clientela”.
Social media e web
marketing
Tra le iniziative, ripetute promozioni di prodotto e azioni di
pneurama 5 2013 
11
PIRELLI SI FA SOCIAL, VOLÀNO PREMIUM PER I PDV
C
T
e
co-marketing come le campagne legate ai buoni acquisto e
ai programmi fedeltà condotti
in collaborazione con partner
quali Coop, Agip, Telepass, Genialloyd e Nectar. “Vi abbiamo
investito molto perché certi
dell’effetto volano sul business
del canale. Ora è il momento di
battere la grancassa sul web,
dai social network ai portali B2b
e B2c, dai dealer locator agli
stessi website Pirelli e Driver:
una comunicazione tutta declinata in digitale per una visibilità mai così ampia e puntuale.
Tanto più necessaria alla luce
della trasformazione del rapporto con il consumatore, oggi
assai più pronto a informarsi e
a confrontare le opzioni d’acquisto, cui lega aspettative ben
precise”. Osserva Gatti Comini:
“L’uso delle promozioni in digitale permette di intercettare e
convogliare la domanda: ecco
che aiutiamo i nostri partner a
farsi scegliere non solo la prima
volta, ma anche quelle successive. Le medesime offerte, poi,
possono convincere gli interessati ad anticipare l’acquisto,
così da diluire in un periodo più
lungo il lavoro stagionale nei
pdv, altrimenti concentrato in
poche settimane: ciò significa programmare l’attività. Così
come va fatto per l’approvvigionamento e gli stock, lo stesso
12  pneurama 5 2013
vale anche per il contatto con
i clienti acquisiti e potenziali”.
Mai come oggi, peraltro, l’attenzione dei consumatori per il
value-for-money appare al top
tra i fattori decisionali.
premium brand con
omologazione
“Le discriminanti di scelta –
prosegue Gatti Comini – variano in base ai diversi segmenti
target e alle necessità d’uso.
Nella platea dei consumatori,
nonostante la crisi, non c’è solo
chi guarda al prezzo; inoltre,
molti di questi spesso ignorano caratteristiche e specificità dei pneumatici premium: i
digital media servono anche a
comunicare e a chiarire i valori
sottesi al prodotto e al servizio
di marca, cosa a cui collaborano fattivamente i pdv affiliati al nostro network”. E difatti,
nello sviluppare la rete, Pirelli
insiste sui pdv disposti a investire sull’immagine di marca.
“Desideriamo dei partner che
comprendano la necessità di un
servizio offerto in un contesto
di livello adeguato, considerando anche che i costi connessi a
un’assistenza ad ampio spettro
vanno remunerati. E insieme
mettiamo sul piatto la marca,
la tecnologia e le omologazioni
di prodotto, sulle quali abbiamo
effettuato cospicui investimen-
ti: una strategia di collaborazione con le case automobilistiche che ha sortito prodotti di
qualità premium, specifici per
vetture dell’alto di gamma”. Peraltro con la gamma Formula,
la seconda linea di prodotti del
Gruppo Pirelli, presidia anche i
segmenti del mercato che possono essere soddisfatti con prodotti non altrettanto specifici. “I
nostri partner di canale – prosegue Gatti Comini – chiedono
comunque di disporre di un numero ancora maggiore di prodotti omologati estivi e invernali. E noi continuiamo a lavorare
per accontentarli, nel quadro di
una politica che guarda a costruire un successo sostenibile
nel futuro e che non si limita
all’Italia o all’Europa, ma risulta
assolutamente globale”. Il fiore
all’occhiello sotto il profilo della produzione, però, è proprio
in Italia, nello stabilimento di
Settimo Torinese che un investimento di 140 milioni di euro
ha trasformato in una fabbrica
hi-tech di pneumatici vettura:
qui prendono forma le coperture destinate a case premium
come BMW, Merecedes e Audi
ma anche a supersportive e
berline di prestigio, e presto
sarà la volta anche delle misure
omologate per le nuove Maserati. Gomme premium, come il
sigillo del made in Italy. 
Componente
chiave della
strategia premium
di Pirelli, la
collaborazione
con le case
automobilistiche
per lo sviluppo
congiunto di
pneumatici per i
modelli di nuova
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alla base del trend
dell’azienda la spinta
incessante della ricerca
e sviluppo, per cui il
gruppo Samiro investe
almeno sei milioni di
euro ogni anno, e Butler è
la società contraddistinta
dai budget più cospicui
tra tutte.
PIU’ FORTE DELLA
CRISI, BuTLer
ACCELERA INVESTENDO
Inaugurato lo
scorso anno, il
nuovo stabilimento
di Rolo (provincia
di Reggio Emilia) si
estende su 12mila
mq., 4mila in più
del vecchio sito
di Rio Saliceto;
13 milioni di euro
l’investimento
richiesto per la sua
costruzione.
La forza del gruppo Samiro, che alimenta gli investimenti in R&D nonché
l’internazionalizzazione dell’azienda di Rolo, è alla base della crescita che il
management punta a consolidare grazie a novità di prodotto, all’adattamento
dei modelli ai diversi mercati di sbocco e a una rinnovata attenzione al post
vendita
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pneurama 5 2013 
15
PIU’ FORTE DELLA CRISI, BUTLER ACCELERA INVESTENDO
IL 2013 NON È UN ANNO che
induca a festeggiare, ma se
ricorre il 25° anniversario e si
gode dell’abbrivio di due stagioni di crescita consecutiva,
le motivazioni non mancano.
Tanto più se il viatico è corroborato da piani d’investimento
impermeabili alla congiuntura, sui quali poggia una salva
di prodotti tutti nuovi. Ed ecco
la grande convention celebrativa organizzata alla vigilia della
recente rassegna Autopromotec, che ha permesso a Butler,
società di Rolo (Re) attiva nel
settore del garage equipment,
di riunire per la prima volta al
completo i partner commerciali
distribuiti nei cinque continenti.
“Abbiamo registrato - conferma
Giovanni Ferrari, direttore vendite dell’azienda reggiana – una
presenza del network mai così
ampia nella storia di Butler:
130 operatori in arrivo da 70
paesi, lieti di potersi confrontare l’un l’altro e di condividere
le reciproche esperienze. Ed
è stata anche l’occasione per
constatare quanto l’azienda sia
cresciuta”. Dal 2006 parte del
gruppo Samiro (cui fanno capo
anche Ravaglioli, Sirio e Space), Butler appare pienamente integrata nel quadro di una
strategia corale dalle precise
direttrici. “Innovazione, innanzitutto, – sottolinea Ferrari cosa che corrisponde al nostro
Dna”.
ricerca e sviluppo,
volàno primario
L’azienda reggiana, fondata
nel 1988, ha basato le proprie
fortune sul lancio di uno smontagomme totalmente inedito,
“rivoluzionario per allora, tanto da contribuire a cambiare
lo scenario del settore: primo
modello espressamente concepito per i cerchi in lega, l’Airdraulic introduceva il sistema
di bloccaggio a tulipano e lo
stallonamento a rulli. L’attività di ricerca e sviluppo non si
è mai fermata”, nemmeno nel
periodo più critico alla vigilia
16  pneurama 5 2013
dell’ingresso nel gruppo Samiro, quando i nuovi progetti
dovevano restare nel cassetto perché non supportati dai
necessari investimenti. “Dopo
l’acquisizione – sottolinea Silvano Santi, presidente della holding Samiro – abbiamo
investito molto sul rinnovo e
sull’ampliamento della gamma; e poi, soprattutto, Butler
ha potuto godere della struttura di gruppo e delle economie
di scala che le hanno permesso
di produrre a costi competitivi.
Tant’è vero che l’esemplare di
pre serie dello smontagomme
Aikido, eredità della precedente gestione, costava il 40% in
più del modello commercializzato in seguito. Oggi, peraltro, Butler può vantare un giro
d’affari superiore a quanto sviluppava nel 2006”. Merito sia di
un ventaglio d’offerta mai così
esteso, pure con l’integrazione delle linee di prodotto delle
altre aziende del gruppo, sia
dell’aver rivisto il posizionamento affrancandolo da una
nicchia eccessivamente elitaria. “Di fatto – afferma Ferrari – la ragione principale della
crescita di questi ultimi anni, a
dispetto della congiuntura europea, sta da un lato nel presidio di nuovi mercati, in parallelo
con il potenziamento della rete
commerciale internazionale, e
dall’altro nell’incremento delle vendite dei prodotti di fascia
media, pur restando ascritta ai
modelli al top della gamma la
maggior parte del fatturato”.
nuovi mercati e più
forza commerciale
“Si tratta del segmento dove
siamo entrati di recente, ampliando il target con novità che
hanno avuto un ottimo riscontro, a partire dagli smontagomme tradizionali a piatto”. Alla
base del trend dell’azienda,
dunque, la spinta incessante
al volano dell’R&D: “Il gruppo investe almeno sei milioni
di euro ogni anno in ricerca e
sviluppo e Butler è la socie-
tà contraddistinta dai budget
più cospicui tra tutte”. Grazie
a una consolidata vocazione
all’export, Butler ricava circa
l’85% del proprio fatturato dal
venduto oltre confine. “Stiamo
continuando – dice Ferrari - a
espandere il raggio d’azione,
dopo aver potenziato i canali
distributivi sia in America Latina, sia in Oriente”. Un ampliamento ben supportato dalle
sinergie societarie, se è vero
che Ravaglioli può contare su
una presenza internazionale
che abbraccia 140 paesi, volutamente affidata a distributori
locali. “Quest’anno – prosegue
il manager di Butler - dopo che
nel biennio passato abbiamo
messo a segno una crescita del
giro d’affari prossima al 30%,
puntiamo a consolidare le posizioni. Se la ripresa dovesse
confermarsi anche in Europa,
nel 2014 potremmo riprendere
il cammino di sviluppo con un
progresso atteso tra il 7 e il 10
per cento”. A completare il piano strategico dell’azienda, nel
solco delle politiche comuni al
gruppo, vanno aggiunti almeno
altri due fattori chiave: “Puntiamo molto – spiega Santi – sul
servizio post vendita, dall’assistenza al cliente alla logistica
dei ricambi, che abbiamo notevolmente potenziato. La consegna dei pezzi in garanzia avviene sempre entro 48 ore. Sul
versante delle attività di fabbrica, invece, in parallelo allo
sviluppo dei nuovi prodotti procede l’opera di adattamento dei
diversi modelli di smontagomme alle esigenze degli specifici
mercati di destinazione”.
Inediti sulla rampa di
lancio
“Possiamo permettercelo grazie alla flessibilità che ci caratterizza, e che fa il paio con
il dinamismo connesso all’innovare”. Novità a getto continuo, insomma, grazie alle quali
rimarcare la distanza rispetto
ai concorrenti. “L’obiettivo –
aggiunge il direttore vendite
dell’azienda reggiana – è restare davanti agli altri player
nel mercato globale. La linea
degli smontagomme, che oggi
vede al vertice i recentissimi
Concert e Capture, corrisponde
allo zoccolo duro di una gamma d’offerta in cui la tecnologia
e la qualità costruttiva costituiscono altrettanti plus. Del resto Butler è impegnata a tener
fede al parallelo automobilistico che la vede come la Ferrari
degli smontagomme”. Nel medesimo segmento di prodotto
Butler ha appena lanciato l’ultima versione dell’Airdraulic,
siglato LL, e il Kendo 30S, evoluzione dell’omonimo modello
Novità recentissima tra gli
smontagomme col marchio del
cravattino, Kendo 30S è l’evoluzione del
modello senza leva di fascia medio-alta
che risulta tra i più venduti in Europa;
incorpora un nuovo sistema a sensori sui
rulli che segue la sagome del cerchio per
facilitare l’estrazione dei talloni.
pneurama 5 2013 
17
PIU’ FORTE DELLA CRISI, BUTLER ACCELERA INVESTENDO
Silvano Santi è
il presidente del
gruppo Samiro
che ha acquisito
nel 2006 la
società Butler,
specializzata nella
produzione di
smontagomme;
alla holding
fanno capo
anche le aziende
Ravaglioli, Sirio e
Space.
Le aUtoattrezzatUre CoL CraVattino aLLa Boa Dei 25 anni
L’anniversario è di quelli importanti: un quarto di secolo che disegna una parabola evolutiva puntata verso l’alto, a confermare il viatico della società emiliana Butler, l’inconfondibile marchio
col cravattino, e la direttrice di qui a venire. Un lungo vissuto da azienda legata a doppio filo al
prodotto d’origine, l’innovativo smontagomme Airdraulic che segnerà a lungo le sorti aziendali,
prima dell’acquisizione, nel 2006, per mano del gruppo Samiro, proprio quando il ciclo sembrava avvicinarsi pericolosamente alla conclusione. “Un’opportuna iniezione di investimenti – dice
il presidente Silvano Santi – e Butler, che era comunque una società sana, poteva riprendere
il percorso di crescita”. Alimentato, in virtù dell’osmosi con le altre società del gruppo, da una
gamma finalmente estesa oltre gli smontagomme, con equilibratrici, ponti sollevatori, assetti
e linee revisione. E assecondato razionalizzando i processi, rivedendo l’organico e investendo
prima sulla rete commerciale e poi sulla struttura. L’anno scorso, l’inaugurazione del nuovo stabilimento di Rolo, costato 13 milioni, ben più moderno e di 4mila mq più grande del vecchio sito
di Rio Saliceto. Al suo interno, ampio spazio per un attrezzato training center, dedicato ai corsi di
formazione settimanali cui partecipano almeno una volta l’anno tutti i distributori dell’azienda.
“Oggi Butler occupa poco meno di 90 addetti e sviluppa un giro d’affari prossimo ai 25 milioni.
Presentando margini operativi lordi fra i più elevati tra le società del gruppo”.
“che rappresenta da tempo una
delle macchine più vendute in
Europa. Oggi sta crescendo
anche il contributo delle altre
linee a catalogo, innanzitutto i
sistemi per l’assetto, e, a ruota,
la famiglia delle equilibratrici”.
18  pneurama 5 2013
Proprio qui si inserisce la principale novità che sarà lanciata
da Butler a ottobre, nel corso
della rassegna parigina Equip
Auto. “Si tratta – puntualizza
Ferrari - di una gamma di equilibratrici completamente inedi-
ta, che si colloca nel segmento medio ma il cui modello di
punta si posiziona nella fascia
più alta”. La crescita attesa da
Butler per il prossimo anno
può così far leva su un ulteriore
cardine strategico. 
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PoiNtS
la rete indipendente
di vendita e assistenza
dedicata ai pneumatici
pensa a un’espansione
della sua organizzazione in
italia, dove è già presente
dal 1988, puntando su
maggiore assistenza alla
propria clientela e su
migliori condizioni offerte
agli affiliati: l’obiettivo di
PointS nei prossimi due
anni è raggiungere mercati
italiani più decentrati e
raddoppiare il numero di
soci del network nel nostro
paese grazie anche ad
accordi commerciali ad hoc.
QUESTIONE DI
VISIOne
Comunione d’intenti tra rete e mercato, offerta specializzata anche con prodotti brandizzati e una filosofia commerciale a misura d’uomo, fanno di PointS il network
indipendente riconosciuto in tutta Europa. Ma già con lo
sguardo oltreoceano
DuILIO DamIanI
NATO IN FRANCIA nel 1971, il
marchio PointS rappresenta
oggi la più vasta rete indipendente di vendita e assistenza
dedicata ai pneumatici, profondamente ramificata in tutto il
territorio d’Europa, presente in
ben 24 paesi dell’unione e loro
limitrofi, con oltre 2.000 punti vendita e volumi nell’ordine
degli 11 milioni di pneumatici
movimentati nel passato 2012,
che salgono a 16 milioni e oltre 2.600 centri comprendendo
anche le forze extraeuropee.
Il processo di internazionalizzazione del network, dal 2011
presente anche in alcuni importanti mercati mondiali come ad
esempio gli Stati Uniti d’America, la Russia e il Sudafrica, ha
preso avvio proprio con l’ingresso dell’Italia, avvenuto nel 1988
(assieme alla Germania), in quel
primo embrione di rete continentale, varcando i confini transalpini grazie all’adesione della
Pneus Service Spa di Pomezia,
nei pressi di Roma, da anni già
impegnata nella vendita e nella distribuzione di pneumatici.
L’organizzazione italiana, che si
avvale oggi su tutto il territorio
nazionale della partecipazione
di 140 soci e oltre 600 partner
pneurama 5 2013 
21
QUESTIONE DI VISIONE
di vendita effettivi, dallo scorso anno ha avviato un’ulteriore fase di crescita, supportata
dall’allargamento dei partner e
dell’organico interno, mediante il quale intende raggiungere
280 soci PointS entro i prossimi
tre anni.
rete locale, missione
globale
“L’espansione e il rafforzamento della nostra presenza – dichiara Salvatore Mandrà, direttore commerciale di PointS
Italia – è una prerogativa essenziale nell’ottica di una sempre maggiore assistenza alla
clientela, oltre che delle migliori condizioni che il network può
offrire ai suoi affiliati. Storica-
22  pneurama 5 2013
mente consolidati soprattutto
nel centro della nostra penisola, con la recente nomina di
nuovi responsabili per zone
stiamo rafforzando il network
verso quelle regioni periferiche,
dove la presenza delle insegne
PointS era in passato meno diffusa. In Meridione, innanzitutto,
ma con un consolidamento anche di Lombardia e Piemonte,
e una nuova attenzione attraverso agenti destinati esclusivamente all’Emilia Romagna e
al Triveneto, fino ai mercati più
decentrati, come nel caso della
Sardegna, per la quale è in fase
di studio una serie di contatti che potrebbe rappresentare
l’avvio di una testa di ponte con
un magazzino dedicato.”
Mediante questa maggiore
concentrazione, l’obiettivo prefissato per il prossimo biennio
punta al raddoppio dei soci
all’interno del network, coinvolgendo le più solide realtà del
settore, prima come semplici affiliati e, successivamente,
sulla spinta della soddisfazione
raggiunta tramite l’adesione,
coinvolgendoli in prima linea
nell’asse societario. L’adesione
al network PointS, oltre all’opportunità di allargare il proprio
portafoglio clienti operando con
le principali società di noleggio
e di leasing, permette a ogni installatore di entrare a far parte
di un team in cui la collettività rappresenta un patrimonio
comune di professionalità e
Salvatore
Mandrà, direttore
commerciale di
PointS Italia.
to le insegne del network.
“Tra le iniziative che abbiamo
sviluppato di recente – prosegue Mandrà nel corso dell’intervista rilasciata a Pneurama
- figurano importanti accordi
commerciali con le più accreditate realtà imprenditoriali del
settore”.
La scelta e il servizio
crescita, trasmesso attraverso
esperienza e specializzazione
condivise, massima attenzione al cliente, offerte chiare e
trasparenti, vasto assortimento sempre disponibile e la garanzia di allineamento con un
servizio dai più elevati standard
qualitativi riconoscibili attraverso la comprovata soddisfazione
della clientela. La rete assicura
ai suoi aderenti l’accesso alle
linee esclusive di prodotti marchiati PointS, la scelta tra le migliori marche alle condizioni più
favorevoli, l’indipendenza dalle
case costruttrici e la fruizione
di tutti quei vantaggi connessi
alle campagne promozionali e
alle iniziative di marketing coordinate a livello nazionale sot-
Coprendo le più ampie necessità legate alla vendita e al post
vendita per quanto riguarda
l’intero settore dell’automotive,
dalle due alle quattro ruote fino
ai veicoli professionali e, per i
centri specificamente attrezzati, anche l’agricolo e l’industriale, l’espansione del servizio
offerto dai centri PointS non
può oggi prescindere dall’assistenza allargata e dagli interventi di meccanica leggera,
garantendo quindi nelle officine
convenzionate le sostituzioni
degli elementi di consumo, le
revisioni periodiche e i tagliandi
programmati. Mediante l’organizzazione dello European Breakdown Service, gestita dalla
PointS Development – società
che coordina le attività comuni all’intero network - su tutto
il territorio continentale viene
inoltre assicurata l’assistenza
agli autocarri, con interventi 24
ore su 24.
Le convenzioni stipulate con i
maggiori fornitori garantiscono
a ogni affiliato ampia disponibilità dei prodotti più indicati,
acquisibili a prezzi concordati
alle migliori condizioni offerte
a tutto il network, con accesso
just in time attraverso un magazzino intranet internazionale
a un assortimento di oltre 100
marche, studiato per incontrare le molteplici esigenze dettate
dalla poliedricità della richiesta
attuale. Nel portafoglio fornitori
sono presenti i principali brand
globali, tali da permettere la più
ampia combinazione di opzioni,
dai prodotti premium e UHP, ai
più interessanti rapporti qualità/prezzo, fino alle scelte orientate al budget per garantire il
massimo risparmio. Con il marchio PointS è inoltre disponibile
una linea di prodotti realizzati
per rispondere a una ben definita gamma di necessità, come
ad esempio i pneumatici per
autovetture Summerstar e Winterstar, prodotti in Europa grazie alla collaborazione con uno
dei più importanti costruttori, in
grado di soddisfare la richiesta
di pneumatici di standard qualitativi europei ma dal prezzo
altamente competitivo.
La gamma di pneumatici Summerstar 2 by PointS, dedicata alle stagioni meno rigide e
giunta alla seconda evoluzione,
dispone di una vasta scelta dimensionale, dai 13 ai 16 pollici
di citycar e berline medie, con
codici velocità T, H e V, fino ai
17 e 18 pollici delle più esigenti granturismo e familiari, con
codice W, specifiche versioni
TL per Van, dai 14 ai 16 pollici e
quattro versioni dedicate ai 4x4,
da 16 e 17 pollici.
L’omologo invernale, il Winterstar by PointS, è in grado di coprire le medesime categorie di
veicoli, per berline con ruote dai
13 ai 16 pollici, trasporto leggero dai 14 ai 16” e due versioni
4x4 da 16 e 17”.
Questioni di offerta, certamente,
ma è innanzitutto con l’approccio interpersonale che qui si
intende differenziare la propria
filosofia aziendale, aumentando
competenze e professionalità di
tutti i soggetti coinvolti nel progetto mediante valori comuni,
così da garantire omogeneità
di servizi e di comportamento,
promuovendo le insegne della
società diffondendone notorietà
e valore, attraverso lo scambio
di esperienze tra i titolari, massimizzando il miglioramento e
lo sviluppo con idee e soluzioni
condivise attraverso un Comitato Internazionale. Un successo
conclamato e favorito da un sostanziale equilibrio tra indipendenza dei singoli concessionari
e adesione alla politica comune
del marchio, anche con il coinvolgimento dei soci eletti nei
consigli d’amministrazione, tale
da mantenere una dimensione
definita da valori sia di spirito
imprenditoriale che di autentica
passione per un’attività proiettata al futuro. 
pneurama 5 2013 
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14/05/2013, 9.53
iNterViSta a GioVaNNi MaSiNelli
l’italia è diventata uno sbocco
sempre più importante per
Vredestein, che coi propri CSV
mira a coprire sempre più aree
individuando i dealer di riferimento.
e la formula di adesione “soft
franchising” potrebbe cambiare,
ispirandosi all’accordo che lega
le case automobilistiche ai propri
concessionari.
VreDeSTeIn
ESTENDE IL SUO
NETWORK
In Italia la casa olandese, che a inizio anno ha reso il marchio esclusivo più
appetibile con un riposizionamento di listino, punta al raddoppio dei volumi
investendo sull’organizzazione distributiva e facendo leva sul network dei
CSV, cui dedica un ampio pacchetto di iniziative promozionali e formative
FranCeSCO LOJOLa
Giovanni
Masinelli è il
country manager
Italia di Apollo
Vredestein,
filiale da lui
stesso fondata a
Rimini nel 1995
e oggi in fase di
potenziamento
sotto il profilo
logistico e
della rete
commerciale e
distributiva.
E ORA I NUMERI contano di
più. Perché se in passato Vredestein aveva potuto permettersi una politica commerciale
all’insegna dell’esclusiva, forte
di un posizionamento d’élite e
di una produzione limitata, l’acquisizione da parte dell’indiana
Apollo e i conseguenti investimenti per aumentare la produ-
zione, alla fine hanno convinto
il marchio a cambiare indirizzo
anche in Italia. Primo effetto dei
rinnovati orientamenti, la revisione dei listini a un livello più
competitivo e un inedito cambio
di passo per la filiale italiana.
Che sì, nel frattempo si è fatta
maggiorenne, ma è chiamata a
crescere più in fretta anche sui
volumi. Ecco dunque il nuovo
obiettivo di crescita della rete di
rivendita. Dice il country manager Italia di Apollo Vredestein,
Giovanni Masinelli: “Non si
tratta di vendere pneumatici a
tutti i costi, ma di allargare progressivamente il mercato italiano, passando dall’attuale 2% di
quota mercato a 800/900mila
pneurama 5 2013 
25
VREDESTEIN ESTENDE IL SUO NETWORK
Vredestein
Academy
è il nuovo
programma
di corsi di
formazione e
aggiornamento,
inaugurato a
settembre dalla
filiale italiana,
rivolto sia alla
propria forza
vendita che
ai titolari e al
personale dei
Centri Sicurezza
Vredestein.
26  pneurama 5 2013
pezzi annui. Un obiettivo realistico, anche mantenendo una
distribuzione selettiva che consideri i soli rivenditori specialisti”. Da una presenza limitata
a un gommista ogni 15 circa,
com’era per Vredestein alla fine
degli anni ‘90, a una capillarità
più che doppia, consentita da
numeri di produzione possibili
soltanto oggi. “Fino allo scorso anno dallo stabilimento di
Enschede (confinante con la
Germania) uscivano 5 milioni e
400mila pneumatici, dei quali
2,2 milioni destinati al mercato
tedesco e il resto suddiviso tra
tutti gli altri paesi. La capacità
produttiva del sito aumenterà
entro breve sino a raggiungere
i 7,5 milioni di pezzi”.
Focus su rete
distributiva e forza
vendita
L’Italia negli anni è divenuta uno
sbocco sempre più importante
per Vredestein, tra i primissimi in Europa in base ai volumi:
ecco allora la spinta ad ampliare la penetrazione di mercato
con una diversa strategia. “La
politica seguita finora – aggiunge Masinelli – nei 18 anni di vita
della filiale italiana, ha innescato quel circolo virtuoso che
ora ci consente di adeguarci ai
cambiamenti del mercato. La
qualità del prodotto e il design
innovativo firmato Giugiaro, unitamente alla selezione dei punti vendita, ha garantito margini
elevati grazie ai quali investire
molto in marketing e promozione, donando al marchio una
grande notorietà. Col riposizionamento la rete ha visto temporaneamente aumentare il
proprio mark-up e noi abbiamo
avuto l’opportunità di estendere
il raggio d’azione a nuove realtà
locali”. Un netto cambio di passo voluto dalla proprietà indiana che, peraltro, in virtù della
recente acquisizione per incorporazione della casa americana
Cooper Tire, è balzata d’un trat-
VreDestein e aPoLLo,
sinerGie in PortaFoGLio
In attesa di definire la struttura distributiva italiana per Cooper
Tire, produttore di recente acquisito dal gruppo indiano Apollo,
Vredestein Italia mette a punto la strategia commerciale per la
migliore convivenza dei due marchi già a catalogo. “In realtà –
sostiene il country manager Giovanni Masinelli – Vredestein e
Apollo si completano. Per questi ultimi, già presenti nei negozi
dei CSV, esiste un accordo con il Gruppo Gemini, impegnatosi a
curarne la distribuzione su tutto il territorio nazionale. Così da
raggiungere più in fretta l’obiettivo dei 500mila pezzi venduti in
un anno. “Contribuirà senz’altro anche la strategia che punta al
primo equipaggiamento di automobili dal brand europeo. Apollo è un marchio globale con una vocazione che corrisponde ai
grandi volumi. Certo, il mercato in Italia è tutto da costruire, ma
l’europeizzazione della gamma procede spedita, con pneumatici Uhp come l’Aspire 4G”. Sul fronte Vredestein, invece, ecco la
novità per l’imminente stagione fredda: è Wintrac Xtreme S, l’invernale più veloce mai prodotto dalla casa, al debutto al salone
di Francoforte.
un nuovo accordo per i
CSV - Centri Sicurezza
Vredestein
to al settimo posto nella classifica internazionale dei produttori del settore. L’obiettivo di
aumentare il venduto impatta
sull’organizzazione della filiale
e sui canali distributivi: “Da qui
al 2016 prevediamo di triplicare
la forza commerciale che oggi
è composta da 11 agenti e area
manager concentrati nelle regioni del Centro-Nord; al Sud,
dove invece ci avvaliamo di un
consolidato gruppo di distributori locali, contiamo di affiancare a ciascuno di essi dei business developer che li aiutino a
moltiplicare i volumi”. In parallelo, anche la rete dei rivenditori
è destinata a irrobustirsi.
“Anche se non c’è - sottolinea
il country manager – una relazione diretta fra l’aumento delle
vendite e il numero dei dealer
serviti, è possibile che il network dei nostri partner, i Centri Sicurezza Vredestein, possa
crescere ancora. Magari individuando, nelle aree dove non siamo coperti come desideriamo, il
dealer di riferimento per farne
un CSV”. Oggi sono circa 350 i
negozi specializzati che rientrano nel novero, reclutati dalla
filiale italiana “mirando ai pdv di
maggiore traffico e prestigio. Un
centinaio dei nostri CSV rappresenta lo zoccolo duro, numeri
uno nelle rispettive zone, denominati CSV Partner Club: sono
quelli che sviluppano i maggiori
volumi e che hanno sposato in
pieno il progetto del network”.
Per tutti la formula di adesione corrisponde a una sorta di
soft franchising, che ora Apollo
Vredestein Italia intende modificare. Passando da un accordo
che nasce come un gentlement
agreement, centrato sulla strategia di marketing e sulla coerenza dell’immagine di marchio
ma senza vincoli stringenti, a
un contratto assai più simile a
quanto lega le case automobilistiche ai propri concessionari.
“Stabilire qualche impegno in
più sulla base di target prefissati – osserva Masinelli - può
portare a un mutuo vantaggio,
a cominciare da condizioni migliori. Da parte nostra stiamo
studiando nuove iniziative legate sia alla comunicazione e
promozione, sia agli stock e alla
logistica”. In una prospettiva di
crescita, pure il magazzino di
Rimini, che serve l’intero Centro
Nord (al Sud provvedono i depositi dei distributori regionali),
dovrà essere potenziato.
promozione e
formazione premium
“Nel nostro business plan compare anche l’aumento degli investimenti pubblicitari, nonché
il rafforzamento dell’immagine
e della riconoscibilità dei CSV:
devono distinguersi da tutti gli
altri pdv, vestiti di giallo, rosso, verde e blu. Con Giugiaro
Design abbiamo realizzato una
personalizzazione assai raffinata dei negozi, tutta giocata sulle
tonalità del grigio e del silver. Ne
è scaturita un’immagine coordinata, dallo studio delle insegne
e dei pannelli decorativi interni
ed esterni a quello dei diversi accessori, che ricorda molto
le concessionarie dei premium
brand automobilistici”. Un imprinting minimal chic destinato
a caratterizzare solo i negozi
pneurama 5 2013 
27
VREDESTEIN ESTENDE IL SUO NETWORK
che accetteranno una personalizzazione totale. Per gli altri, i
pdv che hanno vincoli contrattuali con altre organizzazioni, è
previsto invece un apposito corner griffato. La componente degli investimenti della filiale italiana indirizzati alla promozione
e alla comunicazione consiste
in un pacchetto articolato su
campagne pubblicitarie locali,
in particolare con l’affissione
di manifesti e con innovative
campagne di direct marketing
offline e online che mettono in
comunicazione il singolo rivenditore con la sua realtà locale.
Infine, il capitolo della formazione e dell’aggiornamento dei
partner. “Allo scopo – afferma
Masinelli – abbiamo creato la
Vredestein Academy, un programma di corsi rivolto sia alla
nostra forza vendita che ai CSV.
Già inaugurata a settembre, l’iniziativa consiste in un training
multidisciplinare su tematiche
che spaziano dalle tecniche di
vendita, sperimentate con esercizi pratici di gruppo, all’analisi
di mercato e alla gestione del
cliente, passando per le tecnologie dei nuovi pneumatici”. Un
modo per stringere ancor più il
legame strategico tra la rete e
un’azienda in pieno divenire. 
28  pneurama 5 2013
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GrUPPo Sirio
TOp TYre SerVICe,
GOMMISTI DI NUOVA
LEVA A CONSORZIO
Dall’iniziativa del Gruppo Sirio nasce una realtà consortile di livello nazionale che
punta ad aggregare 300 rivenditori specialisti e a superare la congiuntura rivoluzionando l’approccio alla professione e al mercato: ecco come
FranCeSCO LOJOLa
Nelle intenzioni del
Gruppo Sirio, top tyre
Service dovrebbe poter
contare in breve su circa
300 consorziati, pronti a
diventare 500 a regime,
distribuiti sull’intero
territorio nazionale.
A sinistra:
Sergio Maggioni
è il direttore
generale del
Gruppo Sirio,
organizzazione
consortile nata nel
2000 come Top Tire
Trade per volontà
di alcuni grossisti
del Nord Italia e
ora forte di 11 soci
che garantiscono
una copertura
nazionale.
A destra:
a chiudere il
cerchio dell’attività
del Gruppo Sirio
è il consorzio
Greentire,
operante nella
gestione dei Pfu, la
cui nascita si deve
a Claudia Birolini,
amministratore
della società
Pneus In.
pneurama 5 2013 
31
TOP TYRE SERVICE, GOMMISTI DI NUOVA LEVA A CONSORZIO
Lo stand del
Gruppo Sirio
alla rassegna
Autopromotec
2013.
32  pneurama 5 2013
“NIENTE A CHE VEDERE con
il tradizionale network legato al singolo produttore di
pneumatici né con la classica catena organizzata di punti
vendita. Top Tyre Service è un
progetto del tutto nuovo basato
sui presupposti evolutivi della
professione del gommista. Un
consorzio sui generis partito
subito col piede giusto, a giudicare dal favore che stiamo
riscontrando nel comunicare
l’iniziativa”. Sergio Maggioni,
direttore generale del Gruppo Sirio (realtà distributiva già
nota come Top Tyre Trade), sottolinea convinto: “Fare genericamente fronte comune contro
la crisi non basta più: è necessario che i rivenditori specialisti si attrezzino operando in
funzione di nuove prospettive,
potendo creare le basi per un
orizzonte di crescita verosimile. Ecco allora l’aggregazione
in un consorzio capace non
solo di garantire accesso a
risorse che invidualmente risultano inarrivabili, col beneficio di poter ampliare i servizi
senza aumentare il livello del
rischio d’impresa, ma anche di
migliorare approcci e impostazioni nella catena del valore”.
Da un lato nei confronti dei
giocoforza sacrificare qualcosa
dell’organizzazione e del servizio, oggi più che mai determinanti per la competitività del
rivenditore”.
aspiranti primi della
classe
fornitori, dall’altro rispetto ai
clienti, laddove, in entrambi i
casi, la voce relativa al prezzo
incarna ormai la principale discriminante. Osserva Maggioni: “Seguendo la china per cui
i gommisti, grazie alle nuove
tecnologie, possono comprare
ogni giorno da un fornitore diverso secondo la convenienza
del momento, il rischio è forte:
se infatti si rincorre il prezzo è
Rivenditore che da un lato è
alle prese con la stagionalità
del mestiere e dall’altro è obbligato ad aggiornarsi costantemente sulle dinamiche del
mercato. Nei fatti, però, sono
tanti coloro che si vedono tagliati fuori dai flussi di comunicazione dei produttori. “Tra
tutti questi, ci rivolgiamo a
quanti hanno voglia di crescere, con un occhio di riguardo
per le nuove leve. Consorziarsi
in Top Tyre Service permetterà
loro di accedere e restare nel
giro buono; e ancora, di trovare
supporto organizzativo sia per
gestire i picchi di lavoro che per
sviluppare nuova progettualità”. Come già avvenuto per il
Gruppo Sirio, i cui componenti
sono sono stati cooptati in ragione di precisi parametri prestazionali e dimensionali, sarà
lo stesso anche per i candidati
all’ingresso nel nuovo consorzio. “Puntiamo su coloro – aggiunge Maggioni – che diano
certezze sulla continuità della
propria azienda. Non ci interessano i negozi che costituiscono
riferimenti già consolidati, e
come tali già in forza ai principali network delle case, ma
quelli che, ancora sotto traccia,
hanno le potenzialità dei primi
della classe. Per noi il vantaggio di costituire e cementare un
gruppo di specialisti consorziati sta nell’opportunità di fidelizzarli, mentre per loro il beneficio si esprime in un ampio
ventaglio di servizi”. In primo
luogo, informazione e formazione: il mestiere del rivenditore specialista richiede conoscenze multidisciplinari ed è
necessario un aggiornamento
costante: il quadro normativo cambia di continuo, e non
mutano solo le incombenze di
carattere amministrativo ma
anche gli scenari del business
e le tecnologie del prodotto.
più competenze e forza
dal gruppo
“Siamo in procinto di sottoscrivere una serie di accordi quadro
con alcuni studi di consulenza
aziendale e strutture di assistenza tecnica. Del resto, c’è
ancora chi, tra i gommisti, non è
in linea con le tabelle di classificazione delle gomme, non conosce come si forma uno scontrino in cui compaiono prodotti e
servizi, né ha le idee chiare sui
pneumatici fuori uso o piuttosto sulle responsabilità di legge
che ci si assume nel montare
coperture anche non acquistate
nel proprio punto vendita”. Tutta
materia che, una volta divenuta
parte del bagaglio di conoscenza, può essere utilmente spesa
nei confronti del cliente finale.
“Già il termine gommista – sottolinea il direttore generale del
Gruppo Sirio – sa di antico e ricorda mani imbrattate. Sarebbe
bene iniziare ad aggiornare la
terminologia, così da fornire un
contributo a svecchiare l’immagine del settore: è evidente l’urgenza di migliorarlo e il dover
usare tutti gli strumenti disponibili”. Se l’idea di mestieranti
un po’ arruffoni non è ancora
sparita del tutto, sta alla nuova
generazione di specialisti cancellarla in via definitiva dalla
percezione della clientela, sulla
base di una professionalità legata anche e soprattutto alla dimostrazione di serie competenze. Nelle intenzioni del Gruppo
Sirio, Top Tyre Service dovrebbe
poter contare in breve su circa
300 consorziati, pronti a diventare 500 a regime, distribuiti
sull’intero territorio nazionale.
Business con libertà di
consorzio
“Abbiamo in mente un consorzio sulla falsa riga del nostro
sodalizio, nel quale tutti i partecipanti rispettano le regole
accettando le scelte della maggioranza. Sappiamo che sul
mercato operano oltre 4mila
dealer che movimentano oltre
3.500 pezzi l’anno e non sono
legati ad alcuna rete: dobbiamo essere bravi a individuare i
migliori tra quelli ben disposti
pneurama 5 2013 
33
TOP TYRE SERVICE, GOMMISTI DI NUOVA LEVA A CONSORZIO
IL
P
A
R
•
•
•
GrUPPo sirio, La CresCita ContinUa
L’obiettivo per il prossimo anno è raggiungere i 13 soci, un paio più degli attuali, superare di
slancio la boa dei 10mila dealer clienti e attestare il venduto oltre la soglia dei 2,5 milioni di
pneumatici. Passo dopo passo il Gruppo Sirio, consorzio della distribuzione che s’appresta a
chiudere il 2013 con un incremento dei volumi poco sopra i 2 milioni di pezzi, prosegue la sua
avanzata e, raggiunta una copertura del territorio nazionale pressoché completa, spinge innanzitutto sulla logistica, puntando forte sul servizio, e al contempo accelera il volano dell’online.
Dice il direttore generale Sergio Maggioni: “Stiamo investendo per migliorare i sistemi informatici che sottendono al riapprovvigionamento dei soci, ottimizzando tempi e percorrenze delle navette tra i 13 depositi, gestiti come un unico magazzino virtuale. E poi lavoriamo anche per velocizzare al massimo le consegne ai rivenditori iscritti al nostro sito gommistaspecialista.it”, dove
gli internauti possono acquistare, recandosi successivamente nel pdv scelto per il montaggio
delle gomme e il pagamento. “Nonostante abbiamo mantenuto invariato il budget pubblicitario
per l’online, nei primi sei mesi dell’anno il sito ha visto aumentare la clientela del 62%. Merito
dei miglioramenti apportati, della cura dei quasi mille dealer aderenti, ma anche di un mercato
che senza dubbio sta cambiando. E noi ci impegniamo ad assecondarlo al meglio”.
a far parte di un gruppo organizzato che condivide necessità
e obiettivi e lavora all’unisono
per raggiungerli”. Con l’opportunità di partecipare a progetti
di sviluppo senza precondizioni
o vincoli di branding. “Il nostro
slogan – aggiunge Maggioni - è
“corriamo insieme”. Come i ciclisti che, facendo gruppo con
disciplina e avvicendandosi nei
cambi riescono a dominare le
circostanze e gli avversari e a
filare più veloci, così gli aderenti al consorzio potranno avere
34  pneurama 5 2013
ragione della complessità del
mercato. Anche accettando che
una parte del business si baserà sull’accordo col Gruppo Sirio
ma con la libertà di mantenere
quanto della propria attività si
lega a scelte pregresse”. Tra le
convenzioni già annunciate che,
facendo leva sulle economie di
scala, aiutano nella quotidianità nonché nel forcing stagionale, compaiono la disponibilità di
vetture di cortesia e di un carro
attrezzi per il recupero dei veicoli da assistere, come pure il
noleggio delle autoattrezzature. “Ci sono tutte le premesse
perché l’iniziativa abbia successo. Nessun effetto speciale, ma
tanta concretezza per un nuovo
modo di interpretare il mercato,
grazie a poche e semplici regole.
Sono infatti già parecchie decine
i rivenditori specialisti che hanno espresso il desiderio di iscriversi al nascituro consorzio”, la
cui presentazione è affidata a
una serie di workshop pronti ad
attraversare il paese nei mesi di
settembre e ottobre. 
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aUtotraSPorto
Cerchiamo di fare il punto sul mondo
dell’autotrasporto in italia, dove
gli operatori attendono importanti
sviluppi su tematiche fondamentali
per il loro lavoro: novità sull’utilizzo
delle autostrade del mare grazie allo
sblocco dell’ecobonus nonché sulla
razionalizzazione del Sistri grazie al
dl del 31 agosto 2013 e sui bonus
relativi all’acquisto di motori euro 6; si
sono inoltre concluse con un rinnovo
le trattative sul contratto nazionale del
trasporto e della logistica.
Tra (POCHI) punTI FermI
e (MOLTE) InCerTeZZe
Focus su autostrade del mare, finanziamenti Euro 6, contratto di lavoro e Sistri
paOLO CaSTIGLIa
LA GRANDE INCERTEZZA politica, la conseguente incertezza
economica, le difficoltà nell’area
dei consumi hanno evidentemente ricadute pesantissime sul
settore dell’autotrasporto. Basti pensare al caso Ilva, che allo
stato attuale delle crisi rischia
di mettere per strada tantissime
imprese di trasporto. In questo
difficile momento, comunque, si
può provare a fare un punto sui
pochi fatti chiari e concreti che
riguardano il mondo dell’autotrasporto, che riguardano alcune
tematiche che stanno molto a
cuore agli operatori, come le autostrade del mare, il contratto di
lavoro, il finanziamento per l’acquisto di camion Euro 6 e la questione Sistri, il sistema di tracciabilità nel trasporto dei rifiuti.
Partiamo dalle autostrade del
mare, visto che si è arrivati finalmente a sbloccare le risorse Ecobonus. Il Ministero dei Trasporti,
in una riunione con i rappresen-
tanti dell’autotrasporto, presieduta dal sottosegretario Rocco
Ghirlanda, ha spiegato che la
Commissione Europea ha autorizzato l’erogazione dell’incentivo
dato agli autotrasportatori per favorire il trasferimento delle merci
dalla strada al mare.
“È la giusta conclusione che ci
soddisfa in pieno – ha sottolineato in proposito il presidente di
Confartigianato trasporti, Mauro Squarcia - perchè lo sblocco
dell’Ecobonus per l’utilizzo delle
autostrade del mare, riveste per
le imprese un’importanza strategica per il loro sostentamento e
sviluppo”.
Il contributo per le autostrade del
mare, “voluto con forza dagli autotrasportatori - conclude Squarcia - aiuterà le imprese del settore a dirottare parte del trasporto
merci anche lungo le vie del mare
evidenziando una riconsiderazione complessiva degli strumenti
comunitari di sostegno alla logi-
stica e al trasporto”.
Sul fronte del contratto fumata
bianca: durante l’estate è stato
sottoscritto il rinnovo del Contratto nazionale del trasporto e
della logistica a chiusura delle
trattative che andavano avanti
dalla fine del 2012. Le parti sono
giunte all’accordo di rinnovo che
prevede un aumento complessivo
di 108 euro, riparametrati al 3°
livello Super, di cui 35 già corrisposti. I restanti 73 euro saranno
erogati in due tranche d’importo
pari a 35 e 38 euro ciascuna, con
decorrenza rispettivamente a ottobre 2014 e ottobre 2015. Sarà
erogata anche una “una tantum”
pari a 88 euro in due tranche, di
44 ciascuna, nei mesi di novembre 2013 e febbraio 2014.
Passiamo poi alla semplificazione sul fronte dell’ottenimento dei
contributi per l’acquisto di mezzi
dotati di motori Euro 6: le novità normative non riguardano le
destinazioni dei contributi, che
pneurama 5 2013 
37
Anz_Re
TRA (POCHI) PUNTI FERMI E (MOLTE) INCERTEZZE
Prorogata di due anni la validità della Carta di qualifiCazione del ConduCente
Il Ministero Infrastrutture e Trasporti ha prorogato di due anni la validità delle carte di qualificazione dei conducenti per il trasporto di persone e di cose (CQC), ottenute per documentazione, cioè senza corso iniziale e successivo
esame di merito.
In particolare, la scadenza delle CQC valide per il trasporto di cose è stata prorogata dal 9 settembre 2014 al 9
settembre 2016. Per il trasporto di persone, dal 9 settembre 2013 al 9 settembre 2015. Tutto questo grazie ad
un Decreto ministeriale del 6 agosto scorso e della successiva circolare della Motorizzazione con cui l’Italia ha
esercitato la possibilità della direttiva 2003/59 di prorogare il termine per la frequenza dei corsi di rinnovo CQC.
La proroga si applica sia ai conducenti che hanno già frequentato i corsi di rinnovo, sia a coloro che non li hanno
ancora seguiti, stabilendo che i corsi svolti saranno utili a rinnovare la carta di qualificazione fino al 9 settembre
2020, per la CQC trasporto persone, e fino al 9 settembre 2021 per la CQC trasporto cose.
restano appunto per l’acquisto
di veicoli Euro 6 di massa non
inferiore a 11,5 tonnellate, di rimorchi e semirimorchi nuovi
attrezzati per trasporto di container o casse mobili e con EBS
- a seguito di radiazione di un rimorchio o semirimorchio con più
di dieci anni – o di dispositivi per
movimentazione o sollevamento
merci per il trasporto combinato
ferroviario. La principale modifica riguarda la possibilità di ottenere il contributo presentando
solamente il contratto d’acquisto
e potendo inviare in seguito, fino
al 31 gennaio 2014, la fattura.
Dopo la richiesta del contributo,
i richiedenti dovranno attuare
dei passi obbligatori, che il Ministero, in una circolare, ricostruisce così: entro il 31 dicembre
2013 bisogna immatricolare i
veicoli; entro il 31 gennaio 2014
è da inviare la documentazione
mancante, ossia: prova dell’avvenuta immatricolazione, prova
della corrispondenza delle caratteristiche tecniche del mezzo,
fattura di acquisto, prova della
radiazione di rimorchio o semirimorchio (quando necessaria),
prova del pagamento dei canoni
del leasing (se attivato), prova di
non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente,
non rimborsato o depositato in
un conto bloccato, aiuti dichiarati illegittimi dalla Commissione U.E. (mediante l’apposita
dichiarazione sostitutiva di atto
notorio). In seguito, la Commissione di valutazione esaminerà
la documentazione e, in caso affermativo, includerà la domanda
ma tra gli
archio del
zione del
edio-alta
n Europa;
ensori sui
rchio per
ei talloni.
38  pneurama 5 2013
ordinaria nell’elenco graduatoria secondo l’ordine determinato dalla sua data di spedizione/
consegna a mano o altrimenti
dichiarerà la non ammissibilità
dell’investimento.
Sul fronte Sistri si è invece arrivati ad una razionalizzazione
del sistema di controllo della
tracciabilità dei rifiuti, grazie al
decreto legge 31 agosto 2013. In
particolare la nuova norma rende
obbligatoria l’adesione al Sistri
soltanto per i produttori iniziali di
rifiuti pericolosi, nonché gli enti e
le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo
professionale, o che effettuano
operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e
intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori.
Tutti gli altri soggetti, invece, che
producono o gestiscono rifiuti
non pericolosi, possono aderire
e utilizzare il sistema su base
volontaria. Inoltre, con uno o più
decreti del Ministero dell’Ambiente, saranno specificati ul-
teriori soggetti a cui estendere
l’obbligo di aderire al Sistri, da
individuarsi nell’ambito degli enti
e delle imprese che effettuano
trattamento dei rifiuti.
Il decreto ha ridefinito anche le
date di attuazione del sistema,
pertanto gli enti e le imprese che
raccolgono o trasportano rifiuti
pericolosi a titolo professionale, o
che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento,
commercio e intermediazione
di rifiuti pericolosi, compresi i
nuovi produttori, cioè coloro che
effettuano operazioni di pretrattamento, miscelazione o altre operazioni che modifichino
la natura del rifiuto, sono tenuti
ad attuare il Sistri a partire dal 1
ottobre 2013.
I produttori iniziali di rifiuti pericolosi, nonché i comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Campania,
dovranno essere operativi dal
3 marzo 2014. Nel periodo che
comprende le due date le imprese dovranno procedere, anche
sulla base delle proposte delle
associazioni di categoria, ad attuare soluzioni capaci di semplificare e rendere più efficiente
il sistema, per assicurare una
riduzione dei costi di esercizio
delle imprese, anche mediante
integrazione con altri sistemi che
trattano dati di logistica e mobilità delle merci e delle persone.
Un’operazione - lasciano trapelare le associazioni di categoria
del settore - che potrebbe portare a differire di sei mesi la data di
attuazione per i soggetti obbligati
a partire dal 3 marzo 2014. 
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DeLLa rIpreSa
Se nel resto d’europa,
pur nell’ambito di evidenti
difficoltà, alcuni timidi segnali
di un’inversione di tendenza
si sono potuti percepire, qui
da noi tutto, o quasi, sembra
remare contro.
I dati sconfortanti della vendita auto nel periodo estivo non fanno che confermare
che dietro le previsioni di una crisi economica ormai quasi superata permane in
realtà una grande incertezza sul futuro del nostro paese
renZO DOTTI
CERCARE LA LUCE in fondo al tunnel di una recessione che sembra
non finire e sperare in un’inversione di tendenza, rappresenta oggi in
Italia quasi un atto di fede.
Potrebbe apparire un incipit un po’
forte per un articolo che dovrebbe
illustrare semplicemente la situazione del mercato auto, ma ritengo
che la sensazione di pessimismo
e disillusione condivisa dalla maggior parte delle persone sia sotto gli
occhi di tutti e non si possa pensare
che il trend della vendita di autoveicoli possa non esserne pesantemente influenzato.
Gli annunci dei governanti e di
qualche “economista kamikaze”
che invitano alla fiducia e parlano
di una ripresa a portata di mano,
si scontrano quotidianamente con
dati, numeri, fatti e avvenimenti tremendamente concreti e impossibili
da scalfire.
Se nel resto d’Europa, pur nell’ambito di evidenti difficoltà, alcuni
timidi segnali di un’inversione di
tendenza si sono potuti percepire,
qui da noi tutto, o quasi, sembra remare contro.
In una condizione economica di
continua emergenza, con uno Stato
che appare ai più incapace di prendere decisioni in materia di riforme
che siano in grado di migliorare la
società e di far ripartire l’economia,
certo non ci si poteva attendere
il miracolo di numeri positivi dal
mercato auto. Miracolo che puntualmente non si è verificato.
ad agosto sempre più giù
L’estate, è risaputo, non è il periodo
tipicamente scelto dagli italiani per
comprare l’auto nuova. Anzi.
Le immatricolazioni, già deboli negli altri mesi, toccano in agosto il
punto più basso. Tutto confermato
anche in questo terrificante 2013
che, addirittura, riesce nell’impresa
di far peggio nel mese di agosto rispetto allo stesso periodo del 2012
che aveva fatto segnare un crollo di
oltre il 20% sull’anno precedente.
I dati pubblicati dal Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti, fissano infatti nel mese vacanziero
per eccellenza il mercato italiano
dell’auto a 52.997 immatricolazioni,
il 6,6% in meno rispetto ad agosto
2012.
Nel progressivo da inizio anno, i
volumi complessivi ammontano
a 893.037 unità, con una contrazione del 9% rispetto ai primi 8 mesi dell’anno precedente
(981.545 unità).
Siamo così riusciti a battere altri
record negativi, tornando indietro
di oltre 50 anni: era infatti dal 1962
(49.761 auto immatricolate) che
non si toccava un livello così basso
ad agosto. Questo continuo peggioramento del trend è figlio delle
grandi difficoltà economiche vissute da una parte sempre più ampia
di popolazione, ma è ulteriormente
acuito dalle vessazioni fiscali che
colpiscono in maniera incrementale la filiera dell’auto.
Sotto una pioggia di tasse
I dati comunicati da Anfia parlano
chiaro: solo nel 2012 lo Stato ha
prelevato dall’auto tasse per 72,73
miliardi di euro.
Questa mirabolante cifra, in crescita del 3,8% rispetto al 2011, indica
che i maggiori contribuenti sono gli
automobilisti.
E purtroppo nell’anno in corso
quella che si può tranquillamente
definire una vera e propria vessazione si è ulteriormente aggravata.
In soli 4 anni infatti la fiscalità
sull’auto ha contribuito per l’1% in
più al gettito complessivo, dal 16%
del 2009 al 17%, e la sua incidenza sul Pil (4,4%) continua ad essere
la più elevata tra i principali paesi
europei, che hanno una media del
3,3%.
Secondo Anfia è dall’utilizzo
dell’auto che arriva la maggior parte del gettito: 59,5 miliardi di euro,
l’81,8% del totale.
Il dato è in crescita del 6% sul 2011
principalmente per i ritocchi delle
pneurama 5 2013 
41
IL MIRAGGIO DELLA RIPRESA
timiDa estate eUroPea
Dopo molti mesi di trend sistematicamente negativo, l’Europa ha finalmente battuto un colpo.
Si è trattato di un solo segnale (+4,9 % a luglio) subito replicato, anche nella percentuale, dall’ormai classico segno meno
nel mese successivo (-4,9% ad agosto), ma è pur sempre qualcosa in un periodo di “vacche magrissime”.
Nei primi otto mesi dell’anno, le immatricolazioni complessive si attestano a 8.144.714 unità, con una contrazione del 5,2%
rispetto ai primi otto mesi del 2012. In realtà, fatta eccezione per il Regno Unito, che sta vivendo un periodo di ripresa, negli
altri maggiori paesi i temi del rilancio e del sostegno della domanda interna, nonché della salvaguardia dell’industria automotive nazionale, sono al centro dell’attenzione, con la Spagna che a fine luglio ha rinnovato il piano incentivi mettendo
in opera il Plan PIVE 3, e la Germania, in cui i rappresentanti del settore chiedono al futuro governo di non aumentare la
pressione fiscale gravante sulle imprese, al fine di conservare, nel sistema paese, le condizioni necessarie per continuare
ad attrarre investimenti sul territorio e mantenere quelli già esistenti.
Le ProPoste Di anFia
Premesso che l’evoluzione della situazione economica generale non sembra garantire alcun ritorno al passato, né alcun
recupero in pochi anni dei numeri che hanno caratterizzato gli “anni d’oro”, Anfia continua ad avanzare proposte anti-crisi,
che possano quantomeno alleviare la drammatica situazione del mercato automobilistico nazionale. Una prima richiesta
riguarda l’abolizione del superbollo che, secondo Anfia, ha generato distorsioni senza produrre un vero gettito aggiuntivo.
Altre proposte concernono la riduzione delle accise sui carburanti e l’abbassamento dei premi assicurativi.
Inoltre, andrebbero diffuse le tecnologie per diminuire la congestione stradale, con benefici per consumi di carburante e
tariffe assicurative. Da ultimo, ma non in ordine di importanza, viene ricordato che il Codice della Strada obbliga le amministrazioni locali a spendere almeno il 50% dei proventi delle multe per la sicurezza stradale agendo su manutenzione,
segnaletica e controlli, attività che possono diminuire i costi, anche sociali, dell’uso del veicolo.
CariCo FisCaLe sULLa motorizzazione in itaLia
(miLiarDi Di eUro)
Voci di prelievo fiscale
2008
2009
2010
2011
Var.%
Var.%
Var.%
2012 provv 2010/2009
2011/2010 2012/2011
1. CARBURANTI
32,59
30,03
30,34
33,26
37,37
1,0
9,6
2. LUBRIFICANTI
0,95
0,88
0,93
0,95
0,89
5,8
1,9
12,4
-5,7
3. IVA - ACQUISTO AUTOVEICOLI e DIRITTI MOTORIZZAZIONE
7,86
8,30
7,50
6,75
5,50
-9,6
-10,0
-18,5
-10,1
4. IVA - MANUTENZIONE E RIPARAZIONE/ACQUISTO RICAMBI, ACCESSORI E PNEUMATICI
10,60
10,26
10,60
10,35
9,30
3,3
-2,4
5. PEDAGGI AUTOSTRADALI
1,25
1,27
1,42
1,78
1,73
12,3
24,9
-2,7
6. IMPOSTA PROVINCIALE DI TRASCRIZIONE (IPT)
1,23
1,18
1,14
1,21
1,37
-2,8
6,2
12,8
7. POSSESSO (Bollo Auto)
5,78
5,67
5,80
5,92
6,35
2,4
2,1
7,2
8. PREMI ASSICURAZIONE RC, FURTO, INCENDIO
4,23
4,10
4,09
4,48
4,62
-0,3
9,5
3,1
9. ALTRO (PARCHEGGI-CONTRAVVENZIONI etc)
4,60
4,65
5,00
5,35
5,60
7,5
7,0
4,7
(A) TOTALE
69,09
66,32
66,83
70,05
72,73
0,8
4,8
3,8
(B ) TOTALE ENTRATE TRIBUTARIE NAZIONALI
422,63
414,01
408,96
415,94
426,64
-1,2
1,7
2,6
16,3
16,0
16,3
16,8
17,0
% CARICO FISCALE SU ENTRATE TRIBUTARIE NAZIONALI
Elaborazione ANFIA su dati e stime ACI, AISCAT, ANIA, AUTOPROMOTEC, FEDERPNEUS, ISTAT, MEF, MiSE, MiT, UP e altri organismi di settore
accise e dell’Iva che hanno rincarato i carburanti.
Molto significativo il fatto che a quel
6% in più si è giunti nonostante sia
scesa di oltre 1.000 km la percorrenza annua pro-veicolo e siano
crollati i consumi di benzina (-16%)
e di gasolio (-9,3%).
Al secondo posto c’è il gettito
dall’acquisto (Iva e Ipt), pari al 9,4%
per 6,87 miliardi di euro, sceso del
13,7% sul 2011 per le mancate
vendite di veicoli, mentre al terzo
posto ci sono le tasse sul possesso.
Il futuro delle auto italiane
In tutto questo marasma, è lecito
42  pneurama 5 2013
chiedersi quale prospettive abbia la
produzione nazionale di autoveicoli. Il mercato, lapalissiano ribadirlo,
non aiuta, ma neppure Fiat sembra
decisa a puntare le sue fiches sul
futuro dell’auto italiana. Il calo delle
immatricolazioni viene mascherato dalla maggior parte delle case,
non solo da Fiat, con le cosiddette
vetture a km zero. Una pratica che
tenta, non sempre con successo, di
spostare un po’ più in là il baratro a
cui si sta andando incontro.
Ma quello che manca, ed è sotto
gli occhi di tutti, sono nuovi modelli
italiani capaci, con scelte innovative e coraggiose, di garantire quelle
quote che Fiat, inesorabilmente, sta
perdendo anche sul fronte interno
non presidiando più alcuni segmenti chiave, ma concentrando il
suo “raggio d’azione” sulle utilitarie.
La logica porta a ritenere che per
diversi anni non si venderanno più
le quantità di veicoli a cui gli incentivi e una certa spensieratezza ci
avevano abituati. Ma gli acquirenti
di auto nuove, seppur ridotti, comunque ci saranno e premieranno
fatalmente chi, anche in periodo di
evidente trasformazione economica della nostra società, ha saputo
investire credendo nell’innovazione
con tenacia e caparbietà. 
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L’InVernaLe
CHE TI premIa
Nadia Radaelli
(in vece del papà
Alessandro) e
Battista Zambetti
ritirano il proprio
premio.
Il sorteggio finale del concorso indetto lo scorso anno da Hankook ha decretato i vincitori. Due VW Polo GTI rosse fiammanti hanno premiato la scelta
dei pneumatici winter della casa coreana, già pronti alla sfida stagionale del
prossimo inverno
DuILIO DamIanI
il concorso è stato un mezzo di
comunicazione strategico per
attirare l’attenzione del mercato,
attraverso l’uso mediatico di spot
radiofonici, articoli su riviste di
settore, banner pubblicitari su
siti web specializzati, materiale
informativo presso i rivenditori e
la pagina Facebook di Hankook.
IL TOCCO DELLA DEA bendata
si è posato in Lombardia, non a
caso forse, data la larga diffusione che i pneumatici invernali
hanno da queste parti. Favorita
dal calcolo delle probabilità, la
fortuna questa volta si è voluta fermare nella bergamasca,
dove risiedono i due vincitori
del concorso “Con Hankook fai
il cambio di stagione e vinci”,
seconda edizione dell’estrazione che premia tutti i clienti di un
set di pneumatici invernali marchiati dalla casa coreana.
Alla presenza dei vertici di
Hankook Italia, Stefano Morganti – marketing manager - e
Carlo Citarella, – direttore ven-
dite – a fine luglio sono state
consegnate presso la concessionaria Bonaldi di Bergamo le
chiavi di due Volkswagen Polo
GTI nuove fiammanti ad altrettanti vincitori, Nadia Radaelli
(che ritira il premio per conto
del papà Alessandro) e Battista Zambetti, titolare della
Batgomme di Clusone, il rivenditore che ha effettuato l’installazione del set invernale, presso il quale è stata compilata la
fortunata cartolina nell’autunno
dello scorso 2012 che ha avviato il processo di partecipazione
al concorso. Un fortunato processo innescato dall’acquisto di
quattro Hankook Winter i*cept
pneurama 5 2013 
45
L’INVERNALE CHE TI PREMIA
Le due
Volkswagen Polo
GTI messe in
palio dal concorso
Hankook.
RS, nella misura di 185/65 R15,
destinate ad equipaggiare la
Fiat Qubo della famiglia Radaelli, una scelta baciata in questo
caso dalla fortuna… vestita con
manto bianco.
L’operazione di marketing affidata al concorso “Con Hankook
fai il cambio di stagione e vinci”, organizzata dall’agenzia di
comunicazione Cheil Worlwide
Italia di Milano, prevedeva una
promocard in consegna ad ogni
acquisto di 4 pneumatici Hankook Winter vettura, Suv e trasporto leggero, effettuata da ottobre
a dicembre 2012, sulla quale un
codice alfanumerico dava vita a
una doppia meccanica: la possibilità di una vincita immediata, che mediante l’inserimento del proprio codice sul sito
web www.hankooktire-winter.it
ha premiato otto clienti con
altrettanti Smart TV Samsung
40es9600 corredati di tessera Mediaset Premium con 200
euro di ricarica, oltre alla partecipazione all’estrazione finale
delle due Polo GTI con motore
1.4 TSI da 180 CV di potenza,
consegnate in abbinata rispettivamente a cliente e rivenditore.
Strumenti del sapere
In occasione della consegna
dei premi, il marketing manager di Hankook Italia Stefano
Morganti ha espresso la soddisfazione dell’azienda per l’eco
ottenuta dall’iniziativa: “Per il
secondo anno consecutivo, la
campagna promozionale dedicata alla gamma invernale di
Hankook ha offerto al mercato
un ulteriore stimolo di acquisto,
permettendo una maggiore conoscenza dei nostri prodotti e
delle loro qualità prestazionali di assoluto livello. In questa
fase sostanzialmente stabilizzata, la strategia migliore per
un marchio affermato come
il nostro risiede nel potenziamento della visibilità presso il
grande pubblico e nella propria
riconoscibilità, accompagnata
naturalmente dall’ampia possibilità di scelta offerta da un
46  pneurama 5 2013
listino estremamente interessante e dal vantaggioso rapporto qualità/prezzo”.
Pare quindi che le iniziative di
Hankook dedicate al pubblico
italiano debbano proseguire
anche in futuro: “Per la nostra
azienda – ci conferma il direttore vendite Carlo Citarella – si
tratta di strategici strumenti di
comunicazione, in grado di attirare l’attenzione del mercato
massimizzando la presenza
del marchio sui principali media nazionali. Basti pensare al
supporto mediatico che ha accompagnato questa iniziativa,
con spot radiofonici, articoli
sulle riviste di settore e banner
pubblicitari sui siti web d’informazione, oltre allo specifico
materiale informativo presente
presso la nostra rete di vendita
e di installazione, al sito web e
alla pagina dedicata su Facebook. Questa linea di comunicazione è proseguita anche questa estate, in forma differente,
grazie alla Safety Campaign di
Hankook, presente con i propri
incaricati presso determinate
piazzole autostradali per sensibilizzare e offrire strumenti di
controllo dei propri pneumatici agli automobilisti in transito
verso le mete di villeggiatura.
Queste sono solo una parte
delle iniziative di comunicazione che Hankook Italia mette in
campo, proseguendo con interessanti novità anche nel prossimo futuro”.
pronti per l’inverno
La gamma invernale di riferimento per il marchio coreano
(azienda in continua ascesa e
attualmente settimo costruttore nella graduatoria mondiale)
si articola oggi sostanzialmente
sui due modelli di più recente
introduzione. Realizzata principalmente presso il moderno stabilimento ungherese di
Rácalmás, 60 chilometri a sud
di Budapest, la serie Winter
i*cept si arricchisce infatti delle
varianti Evo ed RS, in grado di
rispondere alle specifiche esi-
genze dettate dalle problematiche del clima europeo durante
la stagione invernale. Il Winter
i*cept Evo, siglato W310, è l’ultima espressione della filosofia
costruttiva sintetizzata nella
Kontrol Technology, secondo la
quale Hankook intende la migliore interazione tra guidatore,
veicolo e fondo stradale, massimizzando i benefici mediante
la sinergia di quattro parametri
fondamentali: prestazioni, sicurezza, comfort e impatto ambientale. Un concetto espresso
su questo modello tramite l’adozione di un battistrada asimmetrico con disegno lamellare
3D, per la massima aderenza
sulla neve riducendo gli effetti
dell’abrasione, tre canali longitudinali a distanza differenziata, in grado di assicurare la
migliore espulsione dell’acqua,
una fitta serie di solchi mediani
a “zanna d’orso”, tali da migliorare ulteriormente controllo e
aderenza sui fondi viscidi, e canali di intersezione sulla spalla
Hankook
Winter i*cept.
interna inframmezzati da lamellature ausiliarie capaci di
migliorare l’handling nelle peggiori condizioni stradali. Una
nuova mescola termica al silicio
ottimizza il grip alle basse temperature, mentre la tecnologia
di progettazione dei blocchi 3D
Kerf offre pareti interne ad andatura ondulatoria consentendo maggiore resa chilometrica
e grande stabilità anche in fase
avanzata d’usura. Ampia la disponibilità dimensionale, con
una novantina di dimensioni
attualmente a catalogo, tali da
coprire un vasto ventaglio di applicazioni di media e alta gamma, dalle berline alle familiari,
fino alle vetture di pregio, ai suv
e alle granturismo, con ruote da
15 a 20 pollici, serie da 75 a 35 e
larghezze comprese tra i 185 e
i 275 mm, con codici velocità T,
H e V e versioni extra load (XL)
per le specifiche applicazioni
sui pesanti sport utility.
Definito da Hankook il pneumatico invernale con le più avanzate performance della categoria, il Winter i*cept RS, siglato
W442, è destinato alla fascia
bassa e intermedia del mercato,
quella di maggiore diffusione,
dove si registrano i più interessanti volumi di vendita. Naturale
quindi per il costruttore coreano
affidare la sua migliore immagine a un prodotto di diffusione
popolare, sia nel rapporto qualità/prezzo, al confronto con i
tradizionali marchi europei, che
in termini prestazionali puri.
A cominciare dal design del
battistrada, caratterizzato da
una conformazione direzionale
dell’impronta a V, con cinque
coste e quattro canali longitudinali destinati a minimizzare
l’effetto aquaplaning, dotato di
complesse scanalature centrali
a zig zag, che migliorano la trazione sulla neve, una fitta rete di
intagli diagonali disposti secondo la Wawe Kerf Technology, tali
da massimizzare l’aderenza in
ogni condizione, larga impronta
per favorire la tenuta sui fondi
ghiacciati, e un silica compound
termico che unisce aderenza a
bassa resistenza, con effetti su
minore usura e su ridotti consumi di carburante. Anche per
il Winter i*cept RS, la scelta si
articola su un’ampia gamma
dimensionale, una sessantina
di misure per cerchi dai 13 ai 17
pollici, serie da 80 a 45 e battistrada da 135 a 225 mm, con
codici velocità T e H. 
pneurama 5 2013 
47
CooPer ZeoN CS SPort
realizzata negli stabilimenti
inglesi di Melksham per
soddisfare la crescente richiesta
nel segmento delle vetture
sportive, la nuova generazione
di pneumatici Zeon di Cooper è
pensata per veicoli altamente
prestazionali ed è disegnata per
garantire performance massime
sul bagnato, grazie alle sue
caratteristiche specifiche, oltre
a incrementare la dinamica e la
risposta alle sollecitazioni.
DupLICe VALENZA SpOrTIVa
Fiore all’occhiello del gruppo americano Cooper, il nuovo Zeon CS Sport è il pneumatico UHP
estivo pensato per il pubblico europeo. Contenuti tecnologici ai massimi livelli e una gamma
da 17, 18 e 19 pollici, grazie alla distribuzione nazionale della Overgom di Torino, dal prossimo
gennaio soddisferanno le richieste degli automobilisti italiani più esigenti
DuILIO DamIanI
SPORTIVITÀ, aderenza, sicurezza
e anche comfort, sono i requisiti
richiesti sempre più dagli automobilisti italiani di fascia alta, ai quali
il mercato dei pneumatici premium
riserva sempre il meglio della produzione. Se a questo aggiungiamo il blasone di uno dei principali
brand americani, la tecnologia
sviluppata esclusivamente per il
pubblico europeo e un tester d’ec-
50  pneurama 5 2013
cezione come l’iridato campione
del volante David Coulthard, ecco
salire alle stelle l’interesse per il
nuovo UHP firmato da Cooper.
Realizzato in Europa negli stabilimenti inglesi di Melksham per soddisfare la crescente richiesta nel
segmento delle vetture sportive, il
marchio statunitense Cooper Tire
ha presentato questo settembre la
nuova generazione dei pneumatici
ultra high performance Zeon, con
l’inedita famiglia CS Sport che va
a sostituire il precedente Cooper
2XS. Contrariamente al suo predecessore, costruito negli stabilimenti statunitensi ed esportato in
tutto il mondo, il nuovo UHP Zeon
CS Sport deve il suo sviluppo alla
volontà di Cooper di differenziare
le gamme di prodotto destinate a
specifici mercati, potenziando le
a
Il pilota di
Formula 1 e DTM
David Coulthard,
ambasciatore del
marchio americano
Cooper per il
prossimo biennio,
presente alla
giornata di lancio del
nuovo pneumatico,
ha contribuito
fattivamente allo
sviluppo del nuovo
Zeon CS Sport
testandone le
potenzialità in pista.
capacità produttive e di ricerca delle sedi continentali, in America, Europa e Asia, in grado di sviluppare
in questo caso il target prestazionale in sintonia con la specifica richiesta della più esigente clientela
europea.
In questo contesto si inserisce la
politica di continuo investimento
sia nel reparto inglese di ricerca
e sviluppo di Melksham, avviato
nel febbraio del 2007, sia nell’ampliamento del centro produttivo di
Kruševac, in Serbia, che in concerto con quello inglese provvederà
alla maggiore localizzazione dei
volumi di produzione destinati ai
mercati di Europa e Russia, con
indubbio beneficio sui costi di gestione e sulla qualità del prodotto
finale.
missione europea
Pensato per il ricambio dei veicoli altamente prestazionali (negli
States lo Zeon CS Sport provvede
anche al primo equipaggiamento delle Ford Focus RS importate
dall’Europa) e delle berline lus-
Il nuovo Cooper
CS Sport, in classi
velocità W e Y, è
stato sviluppato
interamente
in Europa e
realizzato negli
stabilimenti inglesi di Melksham,
pensato espressamente per
soddisfare le più
elevate esigenze
di mobilità del
pubblico europeo,
per ruote da 17 a
19 pollici.
suose, la punta di diamante della
produzione estiva di Cooper presenta un disegno asimmetrico,
fortemente caratterizzato da ampie
scanalature concentrate nella sezione interna, per garantire la massima presa sul bagnato con rapida
espulsione dell’acqua, e blocchi
maggiorati sulla fascia esterna,
aumentando l’impronta a terra
(+18% rispetto il precedente Zeon
2XS) per incrementare il comportamento dinamico e la risposta
alle sollecitazioni. La carcassa
progettata secondo la modellazione FEA (Finite Element Analysis),
dispone di una struttura rinforzata,
con doppia tela in rayon e un’angolazione delle sovrapposizioni
che impedisce la flessione sotto la
sollecitazione delle spinte laterali.
Una mescola evoluta a elevata percentuale di silice è stata realizzata
attraverso la terza generazione di
quella tecnologia applicata alla miscelazione dei polimeri, sviluppata
per garantire la massima omogeneità degli elementi ottimizzando
performance di grip ed efficienza
dinamica; un procedimento innovativo che ha permesso al nuovo
Zeon CS Sport di ottenere la classificazione A sull’etichetta europea
per quanto riguarda l’aderenza sul
bagnato, riducendo sensibilmente
gli spazi di frenata in presenza di
pioggia. La capacità d’espulsione
dell’acqua, garantita dal disegno
del battistrada, prevede un doppio
solco centrale, tale da permettere
la frattura del film liquido ovviando a quell’effetto aquaplaning così
temuto alle alte velocità. Il comfort
acustico è assicurato dallo sviluppo
del sistema Optinoise, che interrompendo la risonanza sequenziale provvede all’abbattimento
delle emissioni sonore, anche alle
velocità più elevate, che le vale la
doppia banda sulla classificazione
acustica dell’etichetta, con una misurazione da 69 a 71 dB, secondo le
dimensioni.
Peter McNally, direttore generale
del Centro Tecnico Europeo di Cooper Tire, ha detto, “Siamo davvero
emozionati per il lancio di CS Sport.
Prodotto al vertice della nostra
gamma UHP, questo pneumatico
nasce da un’approfondita attività
di ricerca e sviluppo, per non menzionare l’apporto e il feedback di un
pneurama 5 2013 
51
DUPLICE VALENZA SPORTIVA
campione del volante come il pilota inglese David Coulthard, che
siamo entusiasti di avere con noi
come ambasciatore dei pneumatici ad alte prestazioni”.
La gamma dimensionale offerta al
momento del lancio commerciale,
che avverrà da gennaio 2014 per
quanto riguarda l’area europea,
russa e mediorientale, prevede
una ventina di misure, per cerchi
da 17, 18 e 19 pollici, larghezza da
205 a 255 e serie da 45, 40 e 35 con
codici velocità W e Y.
“Affiancare Cooper Tires in qualità di ambasciatore della gamma
UHP - ha dichiarato David Coulthard - è stato come tornare a
un’azienda che è stata molto importante nella mia carriera prima
della Formula Uno. Sono cresciuto in F3 e F3000 con i pneumatici
Avon, un marchio di Cooper Tires,
e Cooper è l’attuale fornitore della
Serie F3 Britannica”.
Sempre nel corso del 2014 è atteso anche il rinnovamento della
gamma intermedia high performance di Cooper, con lo Zeon CS8
in successione al precedente CS6.
In Italia tutta la gamma Cooper Tire, che annovera uno
dei più vasti cataloghi auto-
52  pneurama 5 2013
vettura, Suv e 4x4, è distribuita in esclusiva dalla Overgom
di Torino (www.overgom.com),
che da un paio d’anni rappresenta
il marchio americano nel nostro
paese. Il distributore piemontese
intende spingere con decisione
questo nuovo prodotto, altamente
rappresentativo del nuovo corso
intrapreso dalla produzione Cooper, in sintonia con le più recenti
necessità di prodotti premium dal
competitivo rapporto qualità/prezzo, anche attraverso la propria
rete affiliata MyGom, inaugurata
con successo da quest’anno e con
già all’attivo circa 200 punti vendita selezionati su tutto il territorio
italiano.
Sinergia globale
Con un fatturato globale di 4,2
miliardi di dollari registrato nel
2012, Cooper Tire è uno storico
marchio nato ufficialmente in Ohio
nel 1946, che attualmente detiene
la quarta posizione tra i produttori d’oltreoceano, con una quota di
penetrazione negli Stati Uniti del
13%, mercato interno cui destina
il 70% della propria produzione. Il
forte impulso registrato recentemente sui mercati esteri, grazie
anche ai suoi brand satelliti, come
Avon Tyres, Mentor, Starfire Tires,
Mastercraft Tires e Mickey Thompson, manifesta la volontà di imporsi rapidamente tra i big mondiali
grazie a una produzione localizzata
e dai massimi contenuti.
Dopo un lungo interesse da parte
di Apollo Tyres, ora in attesa del
benestare degli azionisti, si stanno
concretizzando gli accordi preliminari per il passaggio del gruppo Cooper Tire & Rubber sotto
l’egida della company indiana, la
cui fusione porterà la nuova entità a scalare la classifica mondiale
dei produttori di gomme, posizionandosi per fatturato intorno
al numero sette a livello globale.
Questo significherà per il neonato
gruppo, grazie alla sinergia delle
due forze industriali, una presenza
capillare dislocata in tutto il globo,
con un’elevata capacità produttiva
garantita da 16 impianti presenti
in quattro continenti, e una gamma di prodotti che, dall’agricolo al
commerciale, dall’autovettura al
light truck e al 4x4, avrà la possibilità di coprire per circa il 90% del
totale la più diversificata richiesta
proveniente dal comparto delle
quattro ruote. 
Per il lancio del
nuovo prodotto di
punta Cooper ha
scelto la prestigiosa cornice offerta
dall’Autodromo
Internacional do
Algarve, in Portogallo, nei pressi
di Lagos, sul cui
circuito si sono
svolte le prove
dinamiche riservate alla stampa
specializzata,
alla guida delle
esuberanti Ford
Focus RS da 350
CV di potenza.
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CampO SpOrTIVO IN pFu
rICICLaTI PER PARTIRE
“SuLLa STraDa GIuSTa”
Le istituzioni non possono operare in isolamento
rispetto alla comunità, per questo la campagna
“Io scelgo la strada giusta” punta alla
partecipazione di tutti i cittadini. È fondamentale
chiedere lo scontrino fiscale per instradare nei
giusti canali di raccolta i pneumatici fuori uso.
In alto:
il taglio del
nastro per
l’inaugurazione
del campo
polivalente di
San Nicola da
Tolentino.
In basso:
il manifesto della
campagna “Io
scelgo la strada
giusta”.
I PnEUMATICI Fuori Uso, o PFU,
da molti sono erroneamente considerati solamente come dei rifiuti, ma possono diventare il primo
importante passo di un ambizioso
progetto di riqualificazione sociale.
Il campo sportivo polivalente creato nel complesso monumentale di
San nicola da Tolentino a napoli ne
è la prova. Ecopneus ha contribuito
al supporto economico e fornito il
materiale grazie al quale il 20 settembre è stato possibile inaugurare il campo pavimentato con granulato di PFU.
La gomma di cui sono costruiti i
pneumatici è in effetti un prodotto
ad alta tecnologia, le cui particolari
caratteristiche tecniche e fisiche
permangono anche dopo l’usura
del battistrada e il processo di granulazione. I materiali prodotti da
PFU mantengono un’elevata elasticità e capacità di assorbimento
degli urti, nonché resistenza alle
deformazioni e agli agenti atmosferici, rivelandosi dei componenti
ideali per la realizzazione di superfici antitrauma per pavimentare
aree gioco e sportive.
Contro il fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania, il Ministero
dell’Ambiente, con la collaborazione di Ecopneus, presenta la
campagna “Io scelgo la strada giusta” e promuove la raccolta
straordinaria di PFU nella Terra dei Fuochi
eLena DaLLa Dea
Per creare la pavimentazione del
campo di San nicola da Tolentino,
in una prima fase il granulato di
gomma è stato combinato a una
resina poliuretanica dall’effetto legante e poi steso sulla superficie
del campo utilizzando una finitrice.
Il colore rosso è stato ottenuto applicando uno strato di resina acrilica su cui sono state infine disegnate le righe, usando vernice atossica
a base d’acqua.
Quest’iniziativa si inserisce all’interno del più ampio progetto di
riqualificazione di alcuni quartieri
della città, denominato napolixenìa, ideato e promosso da Altra
napoli Onlus. L’associazione è impegnata nello sviluppo di progetti
urbanistici che stimolino l’aggregazione sociale in aree fortemente
degradate, per migliorare la qualità
di vita dei residenti lavorando allo
stesso tempo per la crescita sociale e l’aumento delle possibilità
occupazionali.
“Un connubio tra estetica ed etica”, ha definito il progetto Pietro
Ferrari Bravo, di Fondazione con il
Sud, un concetto più volte ribadito
nella conferenza di inaugurazione
del campo. L’obiettivo è lavorare
sugli ambienti, sulle “pietre” per
cambiare le persone, gestire luoghi
altrimenti abbandonati e inutilizzati per coinvolgere gli abitanti dei
Quartieri Spagnoli di napoli.
Si è trattata quindi di un’occasione
per valorizzare uno splendido complesso monumentale per inserirlo
attivamente nella vita della comunità. Il campo, infatti, è solo il primo
passo nel piano di riqualificazione
pensato nell’ambito del progetto
napolixenìa, che prevede in futupneurama 5 2013 
55
CAMPO SPORTIVO IN PFU RICICLATI PER PARTIRE “SULLA STRADA GIUSTA”
L’ing. Giovanni
Corbetta, direttore
generale di
Ecopneus.
56  pneurama 5 2013
ro anche la realizzazione di una
struttura ricettiva, di un’attività di
ristorazione e di un orto biologico
che fornirebbe prodotti tipici a km
0 al ristorante stesso. Tutto questo
gestito dai ragazzi del quartiere:
un processo che a partire dal sociale diventa motore di sviluppo
economico, creando posti di lavoro, per diventare anche luogo di interesse turistico, ulteriore propulsione di apertura e valorizzazione
del quartiere. Lo sviluppo passa
per il concetto del bello, non fine
a sé stesso ma elemento legante
tra ambiente, legalità e crescita
sociale. L’inaugurazione del campo polivalente è stata l’occasione
di presentare la campagna contro
l’abbandono dei Pneumatici Fuori
Uso nelle province di Napoli e Caserta. La campagna, promossa dal
Ministero dell’Ambiente e da Ecopneus nell’ambito del Protocollo di
cui sono firmatari anche l’incaricato del Ministro dell’Interno per la
Terra dei Fuochi, Donato Cafagna,
le Prefetture e i Comuni di Napoli
e Caserta, punta a sensibilizzare la
comunità verso il proprio territorio.
In parallelo al lavoro di informazione, a Napoli all’inizio del mese di
agosto sono già iniziate le attività di
prelievo straordinario di pneumatici abbandonati, e a fine settembre erano previsti nuovi prelievi
a Napoli, Caivano e Scisciano. Le
operazioni verranno poi estese ai
Comuni richiedenti e si stima che
il lavoro continuerà fino a giugno
2014, con un impiego di risorse di
1,5 milioni di euro messi a disposizione da alcuni dei soci di Ecopneus.
Ecopneus è una società senza fini
di lucro che gestisce la maggior
parte delle oltre 350 mila
tonnellate di pneumatici
a fine vita che ogni anno
si generano nel nostro
paese, ed è impegnata in tutta Italia a raccogliere e trattare i
PFU. Il granulato per
la pavimentazione del
campetto è stato infatti
prodotto con PFU raccolti
in Campania dalla società
GEOS Environment, azienda
i nUmeri Di eCoPneUs neL 2012
240.140
Tonnellate di PFU raccolte e trattate
30.108
Punti di generazione di PFU registrati al 31 dicembre
100.805
Richieste di prelievo pervenute ed eseguite
78.200
Missioni di automezzi effettuate
77
Imprese di raccolta di cui 17 main contractors
40
Impianti di trattamento, riciclo e recupero
multiservizi certificata iso 9001 e
14001 che per Ecopneus si occupa
della raccolta di PFU in Campania
e Basilicata. Il riciclo di pneumatici
dunque promuove le attività locali,
crea posti di lavoro, alimenta l’industria e l’imprenditoria. Il circolo
virtuoso parte dalla raccolta dei
PFU, passa per il trattamento e
finisce nel riciclo e nel riutilizzo
dei materiali. All’opposto, i pneumatici fuori uso abbandonati non
generano alcun effetto positivo
per la società: causano solamente costi e inquinamento pericoloso
per l’ambiente e per la salute delle
persone. Per questo la campagna
“Io scelgo la strada giusta” si concentra sulla sensibilizzazione del
singolo: la partecipazione del cittadino è fondamentale. L’ing. Corbetta, direttore generale di Ecopneus, sottolinea l’importanza di
richiedere lo scontrino fiscale per
poter registrare l’avvenuta vendita
e indirizzare i conseguenti pneumatici fuori uso nei canali regolari.
Le gomme acquistate e vendute
in nero non lasciano traccia nel
sistema, formalmente “non esistono”, impedendo che vengano
incluse nei programmi di raccolta.
L’appello lanciato dal manifesto
della campagna di conseguenza
avvisa che “Se li acquisti in nero
uccidi la tua terra”.
Anche il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, i cui saluti sono stati
portati dal segretario generale Antonio Agostini, nel suo comunicato
ha rimarcato il ruolo dell’acquisto
in nero come origine principale dei
PFU abbandonati. Nonostante sia
chiaro che le emergenze ambientali si legano spesso a interessi
e attività illecite complesse, “per
opporsi all’abbandono di gomme
usate… basta un gesto concreto ed
efficace come quello di non comprare pneumatici in nero”. Non si
tratta di attribuire responsabilità,
ha sottolineato, ma di ricordare che ognuno ha “nelle proprie
mani una possibilità di scelta e di
speranza”. In Campania l’abbandono di pneumatici è infatti legato al preoccupante fenomeno dei
roghi tossici: le gomme diventano
innesco di fuochi che per giorni,
settimane, avvelenano l’ambiente.
Inoltre, come ha ricordato il prefetto Donato Cafagna, incaricato dal
Ministero dell’Interno per il fenomeno degli incendi dolosi di rifiuti
in Campania, i PFU sono spesso
usati per eliminare le tracce di rifiuti speciali smaltiti illegalmente.
La gomma, infatti, alimenta una
lunga combustione, impedendo di
rinvenire elementi validi per risalire all’origine del rifiuto stesso.
Ci si trova quindi di fronte a un
fenomeno complesso, che va affrontato da più parti: le istituzioni
centrali si devono compenetrare
con le attività sul territorio. Ecopneus punta fortemente alla responsabilità del compratore, nella
convinzione che l’azione in prima
linea del privato possa aiutare la
corretta gestione. Chiedendo personalmente lo scontrino fiscale si
evita infatti il fenomeno del nero
e il conseguente abbandono dei
PFU: una scelta di legalità che può
spezzare il circolo vizioso.
Tuttavia in parallelo c’è il continuo
impegno delle istituzioni, anche
nelle vesti della polizia ambientale,
il cui obiettivo è proprio controllare
e risalire tutta la filiera del rifiuto,
non solo per i pneumatici fuori
uso ma per tutti i rifiuti pericolosi
e non. Proprio per informare la cittadinanza del lavoro svolto a livello
istituzionale è stato creato il portale Prometeo (www.utgnapoli.it),
dove è possibile aggiornarsi sulle
attività della lotta agli incendi di rifiuti in Campania, oltre a segnalare
anonimamente eventuali smaltimenti illegali o roghi di rifiuti. 
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Lavorano incessantemente, sono sempre nascoste e a volte
trascurate: eppure il ruolo delle sospensioni è importantissimo ed è bene sapere quali sono i loro punti deboli
nICODemO anGÌ
In questo gruppo
McPherson
sono evidenziate
le varie parti
passibili di usura;
per maggiore
chiarezza non
sono indicati gli
snodi relativi alla
barra antirollio.
SAREBBE INTERESSANTE rivolgere a tutti gli automobilisti la
domanda: cosa sono le sospensioni? Dove sono? Probabilmente
una percentuale non trascurabile darebbe risposte sbagliate o
imprecise. Eppure questi gruppi
meccanici sono fra i più importanti
sia per la sicurezza sia per definire il “carattere” di un veicolo. Chi
legge Pneurama sicuramente le
sospensioni le conosce - anche
piuttosto bene – ma forse può
essere utile focalizzare il discorso sulla naturale usura di questi
strumenti, anche in vista di futuri
cambiamenti regolamentari nel
campo delle revisioni auto.
Prendendo in prestito dall’informatica le sue terminologie potremmo dire che nelle sospensioni
c’è sia l’hardware sia il software...
l’analogia è azzardata solo in apparenza, non fosse altro per il fatto
che le sospensioni a controllo elettronico sono sempre più diffuse.
In realtà non occorre invocare le
ultime innovazioni tecnologiche
per individuare nelle sospensioni
“roba” dura e morbida ma basta
pensare alla coesistenza, al loro
interno, di componenti metallici e
altri in elastomero, composto da
gomma o altri materiali.
rumorosità, “battiti”,
vibrazioni o un’usura
irregolare dei pneumatici
possono tutti essere sintomi
di sospensioni bisognose di
assistenza: sono segnali da
non ignorare.
metallo e gomma per
comfort e sicurezza
Avete già capito: i particolari in metallo sono bracci, leve, barre, portamozzi, ossia i componenti principali
di quel sistema articolato che chiamiamo in breve sospensione. Ma un
sistema articolato ha bisogno di...
articolazioni ed è proprio al loro interno che si trova la maggior parte
del “software”.
In effetti le boccole sono in elastomero, così come i tamponi di fine
corsa e quelli che permettono il
montaggio elastico - tanto utile
in termini di comfort e isolamento meccanico e acustico - di telai,
bracci e organi meccanici. Anche i
perni sferici e gli snodi hanno guarnizioni e cuffie che proteggono le
parti interne dalla polvere e trattengono il grasso che ne permette
il movimento relativo con il minimo
di rumore e usura possibile. I pezzi
metallici hanno una durata intrinseca molto lunga che – in generale
- può ridursi soltanto per urti o corrosione mentre diverso è il discorso
per le parti in elastomero.
Le tenute possono indurirsi e screpolarsi, venendo così meno al loro
compito, mentre i tamponi perdono
elasticità e consistenza peggiorando così l’isolamento e la geometria
delle sospensioni.
Altri elementi che fanno parte a
pieno titolo delle sospensioni sono
quelli elastici e quelli ammortizzanti: le molle e gli ammortizzatori
rispettivamente, con le prime che
possono essere metalliche (elicoidali, barre di torsione, balestre) o
pneumatiche. Anche questi particolari possono usurarsi, deteriorando
le prestazioni delle sospensioni, e
il riferimento è in particolar modo
pneurama 5 2013 
59
SOSPENSIONI, PROTAGONISTE NELL’OMBRA
agli ammortizzatori. Essi possono
veder compromesse, con il passare dei chilometri, le loro proprietà
smorzanti alterando così il regolare
funzionamento delle sospensioni. Il
veicolo sperimenta quindi un comportamento “dondolante”, con reazioni impreviste, le ruote possono
saltellare in maniera anormale e
si riscontra una generale diminuzione della tenuta di strada e perciò
della sicurezza. Ogni schema tecnico di sospensione ha i suoi pregi e i
suoi difetti e fra questi ultimi c’è sicuramente la complessità costruttiva, il costo e il peso. Uno dei design più semplici e leggeri ma con
buone prestazioni, per esempio, è
il classico McPherson, di adozione
quasi universale nei veicoli a trazione e motore anteriori. Le parti che
si possono usurare sono le boccole
che vincolano il braccio inferiore
alla scocca, lo snodo sferico del
portamozzo, gli snodi dei tiranti di
sterzo, il tampone del montante e
(si tratta di particolari meno sollecitati) snodi e guide della barra antirollio.
Semplici o complicate ma
sempre in ordine
Una sofisticata sospensione multilink, montata al posteriore delle automobili di un certo pregio, ha molti
più organi in movimento – le leve
possono essere 5 e anche di più
– per un peso e una complessità,
anche di montaggio, manutenzione
ed eventuale ripristino, sicuramente superiori.
Essa offre un controllo preciso degli
angoli caratteristici delle ruote sia
durante gli scuotimenti dovuti alle
irregolarità del manto stradale sia
quando la scocca si inclina in curva.
In questo tipo di sospensione è
molto importante che le varie leve
lavorino con le inclinazioni e le posizioni decise in fase di progetto
ed è per questo che i produttori di
componenti hanno predisposto dei
kit completi con bracci, boccole,
snodi e tutta la minuteria che serve
per una lavorazione affidabile.
Capire se le sospensioni hanno bisogno di assistenza può non essere
difficile: un gioco anomalo in uno
snodo sferico o in qualche silent-
60  pneurama 5 2013
block porta facilmente a sintomi
quali aumento della rumorosità e
“battiti” e vibrazioni.
Prima di arrivare a queste evidenze
è comunque consigliabile effettuare
dei controlli, magari quando l’auto è
dal gommista; alcuni semplici test
sono comunque effettuabili anche
“in casa”. Comprimendo fortemente un’estremità dell’auto, per
esempio, e lasciandolo andare, si
potrà valutare se il “ritorno” della sospensione è fluido e privo di
rimbalzi, condizione che indica un
buono stato di salute degli ammortizzatori. Se invece il ritorno è con
uno o più rimbalzi, l’auto ondeggia
eccessivamente e le ruote tendono
a saltellare, allora gli ammortizzatori non godono di buona salute.
Anche un semplice controllo visivo
dell’usura delle coperture può dare
preziose indicazioni, che riguardano non soltanto la correttezza della
pressione di gonfiaggio ma anche
lo stato di sospensioni e ammortizzatori. Il controllo della convergenza e degli angoli caratteristici delle
A sinistra:
snodi sferici per
tutti gli impieghi:
sono prodotti
dall’italiana FRAP
e in ognuno
di essi si vede
bene la tenuta in
elastomero che
protegge dalla
polvere e trattiene
in sede il grasso
lubrificante.
A destra:
questi
ammortizzatori
sono per impieghi
molto diversi ma
ognuno di essi
ha almeno un
silent-block o un
tampone di fine
corsa.
Una evoluta
sospensione
posteriore
Multilink evidenzia
il gran numero
di leve che la
compongono;
anche l’elemento
elastico è
pneumatico.
sospensioni è ovviamente uno dei
sistemi più sicuri per ottenere informazioni sul loro stato di salute e l’operatore, in occasione di queste verifiche, potrà eseguire dei controlli
specifici per capire ancor meglio le
condizioni delle sospensioni.
Afferrando saldamente, per esempio, la ruota (sollevata da terra) e
scuotendola in tutte le direzioni si
potrà percepire la presenza di giochi anomali. Se un aiutante tratterrà i tiranti di sterzo mentre la
ruota viene scossa si potrà capire
se il difetto proviene da lì o riguarda
altri particolari. Da non trascurare, poi, è il controllo delle boccole,
particolari in elastomero il cui costo
è basso ma in grado di peggiorare
sostanzialmente il comportamento
dell’auto nel caso siano degradate.
La loro funzione di filtrare vibrazioni
e rumore pur mantenendo le quote caratteristiche delle sospensioni
può infatti venir meno nel caso che
l’elastomero del quale sono composte perda le sue caratteristiche
elastiche e geometriche. 
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RENAULT, TRUCKS CON LA T MAIUSCOLA
MANCAVA
SOLO
Renault
Trucks nella corsa dei veicoli industriali all’Euro 6. Ora,
a presentazione avvenuta, si
capisce perché: la casa (ora
interamente nelle mani di Volvo Trucks, dopo l’uscita di Renault dall’azionariato) ha infatti
approfittato dei nuovi standard
per il ricambio completo di tutta la sua gamma al di sopra
delle 3,5 tonnellate. A cominciare dalla sua ammiraglia: va
in pensione il Magnum, evoluzione dell’AE, presente sul
mercato dal lontano 1990.
Lo sostituirà il Renault T. Finisce, in questo modo, la gloriosa
storia del Magnum. Un mezzo
che, come sanno appassionati
e addetti ai lavori, o si ama, o
si odia. Il design dell’AE portava infatti la firma di Marcello
Gandini, già autore della Lamborghini Miura. A scioccare il
pubblico fu la “frattura” orizzontale che divideva la parte inferiore del trattore stradale da
quella superiore: una linea che
separava nettamente il vano
motore dalla cabina vera e propria. Che da quel momento sarebbero diventati due elementi
del tutto distinti e indipendenti.
A guadagnarci fu innanzitutto
il comfort dell’autista, grazie a
una cabina sopraelevata montata su un pavimento piatto,
nonostante l’insolita posizione
della scaletta di ingresso.
Il nome Magnum inizialmente indicava la cabina più equipaggiata della gamma, ma già
dopo pochi anni divenne sinonimo di tutto il comfort che
l’AE garantiva agli autisti, soprattutto quelli impegnati nelle lunghe percorrenze. Dopo
la vittoria del titolo di Truck of
the year nel 1991, la seconda
generazione del Magnum risale al 1997 (quando l’AE diventa
“Magnum Integral”), e la terza al 2001, con aggiornamenti
tecnologici che però sono andati avanti fino ai giorni nostri.
Quando uscì, l’AE era dotato di
un motore assai “poco Euro 6”:
un mostruoso V8 Mack da 503
64  pneurama 5 2013
CV, poi cresciuti a 530 CV nel
1993 e a 560 CV nel 1996, anno
in cui a sottrargli lo scettro di
camion più potente del mondo fu il Man F2000. Lo stesso
periodo in cui Renault Trucks
abbandonò il V8 e a specializzarsi nelle potenze mostruose
cominciarono a pensarci i cugini di Volvo Trucks. Gli ultimi
Magnum montavano – in mezzo ad altre cilindrate e potenze
a disposizione – un DXI 13 litri
EEV da 520 CV.
Dunque, ecco il futuro. Il Renault T sostituirà sia il Magnum
che il Premium, e si candida
come mezzo ideale per le lunghe distanze. La nuova cabina
abbandona il design “squadrato” del Magnum a favore di una
forma inclinata, più robusta e
aggressiva, pur confermando
la “frattura” centrale.
Tradizione e innovazione, insomma, anche se il principiobase sembra essere un altro: il
risparmio di carburante. Il nuovo design, al di là degli aspetti
estetici, con un angolo d’inclinazione del parabrezza di 12°
permette un miglioramento
del Cx fino al 12%, e quindi una
riduzione dei consumi e un aumento dell’efficienza. Lo stesso
principio che ha ispirato i nuovi
motori Euro 6 DTI 11 con potenze da 380, 430 e 460 CV, e DTI 13
da 440, 480 e 520 CV. Per sviluppare i nuovi propulsori, Renault
Trucks si è basata sui suoi monoblocchi Euro 5 e ha ottimizzato la tecnologia SCR. Tali monoblocchi, ben noti per la loro
efficienza, sono stati modificati
per più del 50% e dispongono
di nuove regolazioni elettroniche. La differenza, però, la fa
il sistema di post-trattamento
scelto dai tecnici della casa
franco-svedese. Il nuovo sistema è composto, al solito, da tre
elementi: catalizzatore di ossidazione, filtro antiparticolato,
catalizzatore di riduzione (SCR),
oltre al sistema di ricircolo dei
gas di scarico EGR. Gli ingegneri di Renault Trucks sono riusciti a riunirli in un’unica scatola,
L’ultima edizione
del Magnum,
evoluzione
dell’AE la cui
prima serie
risale addirittura
al 1990.
Copyright
Renault Trucks
SAS.
che è alloggiata sul telaio ed
è una delle più compatte del
mercato. Renault Trucks può,
così, proporre ai clienti serbatoi
per il gasolio e l’AdBlue molto
capaci e agli allestitori un lavoro più facile.
La funzione del catalizzatore di
ossidazione è quella di ridurre
gli idrocarburi incombusti (HC)
e il monossido di carbonio (CO),
presenti nei gas di scarico. Attraverso una reazione chimica,
trasforma il 90% degli inquinanti in elementi inoffensivi o
che saranno eliminati dal sistema SCR nel corso del processo.
Il filtro antiparticolato ha invece
l’obiettivo di captare le polveri fini ed eliminarne il 99%. Il
particolato è trasformato in fuliggine che viene poi combusta.
Quest’operazione interviene in
un processo di rigenerazione,
trasparente per il conducente. L’SCR, infine, provvede alla
riduzione degli ossidi d’azoto
(NOx). Si utilizza, di nuovo, una
reazione chimica, iniettando
nei gas di scarico la soluzione
di urea AdBlue, che trasforma gli ossidi d’azoto presenti
in diazoto N2, un gas inoffensivo, e in vapore acqueo. Il sistema elimina così il 95% degli
NOx. A differenza della altre
case costruttrici (tranne Iveco
che lo ha addirittura eliminato
basandosi sul solo SCR), Renault Trucks ha scelto di non
utilizzare il sistema di ricircolo
EGR raffreddato. Al suo posto,
un EGR basato sul recupero
dei gas di scarico, che vengono
reiniettati caldi nel collettore
d’aspirazione. In certe fasi di
funzionamento, l’aumento della
temperatura può anche essere
ottenuto usando la farfalla sullo
scarico, che fa variare la pressione e aumentare rapidamente
la temperatura del motore. L’obiettivo è di ottenere una buona combustione e rendere più
efficace il sistema di post-trattamento che richiede temperature elevate per funzionare in
condizioni ottimali. Nonostante
la presenza di questi sistemi, i
pneurama 5 2013 
65
RENAULT, TRUCKS CON LA T MAIUSCOLA
Il nuovo Renault
T. Il design appare
più movimentato,
senza rinunciare
però del tutto alla
“linea divisoria”
tra cabina
conducente e vano
motore.
Copyright Renault
Trucks SAS.
tecnici Renault assicurano che
il consumo di carburane è sceso di oltre il 5%.
Sempre nel segno dell’efficienza e della riduzione dei con-
sumi, il cambio automatizzato
Optidriver, di serie su tutta la
gamma, ha un nuovo software
di gestione d’innesto dei rapporti. Il T è provvisto del nuo-
vissimo sistema di gestione
dell’aria: Electronic Air Control
Unit (EACU), di una pompa dello
sterzo con portata variabile per
consumare meno e di una capacità di gasolio che può arrivare fino a 1475 litri. Per facilitare
la manutenzione, il percorso
dei cavi elettrici e dei circuiti
pneumatici è stato separato: a
destra l’elettricità, a sinistra i
fluidi.
La cabina, tradizionale punto
di forza di Renault Trucks, è
stata completamente rivista,
con ulteriori miglioramenti in termini di comfort e
spaziosità: larga 2,35 m
davanti e fino a 2,5 m
dietro, dispone di
un letto estensibile e di uno alto
che può essere
trasformato in
uno spazio di
custodia
supplementare.
Il
tunnel motore è
stato abbassato
a 200 mm e, nella versione con pavimento piano, sparisce
del tutto. Il posto di guida è stato ottimizzato con
nuovi sedili e un grande
display centrale da 7”.
Sono disponibili versioni
a tetto piatto (Day Cab
e Night&Day Cab) e sopraelevato (High Sleeper e Sleeper Cab), con
un’altezza massima interna fino a 2,10 m.
Assieme alla gamma T,
Renault Trucks ha presentato anche i modelli
per l’edilizia C e per il
cava-cantiere K, differenziando i due utilizzi
a seconda della gravosità del lavoro. Per la
distribuzione, la gamma D coprirà un segmento compreso tra le
3,5 e le 26 tonnellate,
che sostituirà gli attuali Premium e Midlum,
oltre al Master targato
Renault Trucks. 
66  pneurama 5 2013
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il “sistema limbico”
sede dell’intelligenza
emotiva
Riprendiamo il percorso ideale alla volta delle attitudini individuali e delle loro affinità con i diversi mestieri. La serie di articoli su questo argomento ha preso inizio
con il numero 1 ed è proseguita con il numero 3 di Pneurama di quest’anno
Nel secondo articolo della serie è stata presa in
considerazione la parte anatomica del cervello
chiamata “area corticale”, differenziata in “emisfero sinistro” ed “emisfero destro”. Si è approfondita l’influenza di tale area anatomica in
termini di sviluppo di attitudini prevalentemente
analitiche (tendenti a esaltare la percezione dei
dettagli, la visione dei particolari) o attitudini
prevalentemente sistemiche (tendenti a esaltare la percezione del tutto, la visione generale)
Emisfero
sinistro
Emisfero
destro
68  pneurama 5 2013
mo cardiaco, la regolazione ormonica del corpo
attraverso l’ipofisi ecc. Nel sistema limbico una
funzione particolare è rivestita dall’ipotalamo,
chiamato da alcuni ricercatori il “cervello del
cervello”. Impiantando degli elettrodi in zone
specifiche dell’ipotalamo (gli esperimenti sono
stati effettuati prima su ratti e poi su malati psichiatrici), si sono scoperti i centri del piacere e
i loro reciproci, i centri dell’avversione (Steven
Rose, 1977).
Sempre nell’ipotalamo sembrano risiedere i
area corticale
centri deputati alla rabbia, mentre
le amigdale sembrano svolgere un
Emisfero sinistro
Emisfero destro
ruolo importante nella percezione della paura e collaborare con
Corpo
LOGICHE DI
LOGICHE DI
l’ipotalamo nei processi di govercalloso
PENSIERO:
PENSIERO:
• temporale
• spaziale
no dell’aggressività. Alcune spe• lineare,
• non lineare,
rimentazioni di asportazione di
verbale
analogico
• matematico
• metaforico
amigdale effettuate su cavie ani• analitico
• sistemico
mali appartenenti ai mammiferi
hanno provocato la perdita di paura
In questo numero analizzeremo la parte ana- e di aggressività e l’assunzione di atteggiamenti
tomica chiamata “sistema limbico” e la sua di docilità.
influenza su quella che viene genericamente Per ciò che più interessa questa trattazione, al
chiamata intelligenza emotiva.
sistema limbico vanno ascritti anche importanti
Il sistema limbico è anatomicamente posizio- influenzamenti inerenti la percezione, la comunato sotto e all’interno dell’area corticale, che nicazione e, in genere, tutto il campo del comlo ricopre come una potente “buccia”, tanto che portamento sociale.
un tempo veniva appellato come area subcor- Si può affermare che il sistema limbico rappreticale. Tale area cerebrale ha una particolare senta il cervello che si occupa delle selezioni
importanza rispetto ai processi biologici e me- d’importanza emotiva. Non a caso il cervello
tabolici; garantisce l’integrazione dinamica dei limbico è il regolatore dei bisogni primari esifenomeni psicologici, neurologici, endocrini ed stenziali ai quali l’evoluzione della specie ha associato, d’ufficio, alto valore emotivo.
immunitari
Così nel sistema limbico, con notevole protagoill sistema limbico
nismo dell’ipotalamo, oltre alle regolazioni degli
equilibri chimici, del ritmo cardiaco e degli ormoni, ritroviamo i meccanismi di governo della
Talamo
fame, della sete, del sonno/veglia, delle pulsioIpotalamo
ni sessuali, delle emozioni in genere. Sempre
Ipofisi
Circonvoluzione
nel sistema limbico sembra essere la sede delAmigdala
dell’ippocampo
la memoria selettiva a lunga scadenza, la memoria, di oggetti, simbologie, fenomeni, ritenuti
Il sistema limbico ha una forte implicazione nel più importanti dal cervello di un individuo spemantenere l’equilibrio dinamico del corpo rego- cifico, plasmato da una storia specifica. Oggetti,
lando la pressione del sangue, la temperatura simbologie e fenomeni rinforzati da attribuzioni
corporea, i livelli di zucchero nel sangue, il rit- emotive di maggior grado d’indelebilità.
La regola di fondo che governa il sistema limbico è elementare ed essenziale insieme: esso
spinge gli individui a massimizzare gli stati di
piacevolezza biologica ed esperienziale e minimizzare gli stati di spiacevolezza biologica
ed esperienziale.
Attraverso l’attribuzione di gradienti emotivi
positivi (estasi, piacere, gioia, motivazione, curiosità ecc.) e negativi (panico, dolore, paura, vigilanza, demotivazione ecc.), il cervello limbico
non solo ci spinge a soddisfare i bisogni primari
difendendoli e a reagire alla loro privazione, ma
influenza anche la nostra esperienza specifica
di rapporto con ambienti e contesti sociali.
Il sistema limbico tende a farci ripetere tutte le
esperienze ricche di processi e risultati percepiti e sperimentati come piacevoli e, contemporaneamente, ci spinge a rifiutare la ripetizione
di esperienze vissute come penalizzanti nel
processo e fallimentari come risultato.
L’emotività così considerata è ben lungi dal rappresentare un fenomeno illeggibile, bizzarro, irrazionale; essa è un’utile memoria implicita e
selezionatrice delle nostre esperienze piacevoli
e spiacevoli; essa ci riattualizza ciò che ci piace
e ci invita possibilmente a riassaporarlo (massimizzando il nostro principio del piacere) e ciò
che non ci piace e ci suggerisce possibilmente
di evitarlo (minimizzando il nostro principio di
disagio).
Il sistema limbico si può metaforicamente immaginare come un contabile emotivo che ci
aiuta a orientare la nostra spesa energetica
mantenendo alti nella gerarchia del ricordo
positivo gli eventi/ambienti molto piacevoli da
risperimentare (verso i quali investire energie
con approccio generativo), alti nella gerarchia
del ricordo negativo gli eventi/ambienti spiacevoli da evitare (rispetto ai quali non sperperare
energie) .
Via via che gli eventi/ambienti calano nella gerarchia emotiva essi diventano sempre meno
stimolanti fino ad essere percettivamente ignorati. Il sistema limbico è impegnato a classificare le esperienze di tutta la nostra vita (con
particolare rilevanza delle esperienze infantili
e adolescenziali) in termini di qualità di connotazione emotiva (emotività positiva - emotività
negativa) e di misura (alta emotività - bassa
emotività).
Per semplificare (chiedendo umilmente scusa
al sistema limbico e alla sua preziosa complessità) si può affermare che esso usa uno schema
di classificazione simile al seguente
Si pensi a quanto il sistema limbico (o intelligenza emotiva) influenza ogni istante della nostra vita. Non c’è un comportamento umano
che non sia implicitamente ispirato da uno dei
sentimenti sopra esposti. È prevalentemente il
sistema limbico che orienta ed edifica la nostra
percezione selettiva, ponendo in primo piano gli
elementi ambientali vissuti esperienzialmente
come piacevoli/spiacevoli relegando sullo sfondo il resto. È sempre il sistema limbico al timone delle nostre implicite scelte di vita.
A parità di ambienti-stimolo, individui diversi
opereranno implicitamente selezioni limbiche
diverse per via delle loro esperienze originali di
impatto con situazioni e ambienti. I sensi percettivi vanno implicitamente dove l’esperienza
limbica “vuole”. A esperienze individuali diverse
non solo corrispondono programmi corticali diversi, ma anche diverse valorizzazioni limbiche
emotive. Chi ha sperimentato un piacevole rapporto infantile con l’accarezzante fluido marino
avrà una valorizzazione limbica del mare ben
diversa da chi in giovane età ha sperimentato
un traumatico principio d’affogamento a due
passi dalla riva. E ancora si pensi alla valorizzazione limbica (emotiva) diversa di un pacchetto
di sigarette operata dalle esperienze di un fumatore, un non fumatore, un ex fumatore.
Per le medesime ragioni la piacevolezza d’insegnamento di un docente può fare diventare
appetibile limbicamente qualsiasi contenuto
plausibile, mentre di converso, una pessima
relazione docente-discente può, per estensione
di penosità limbica, far rifiutare con il docente
anche il contenuto di cui si fa portatore. Le resistenze individuali all’apprendimento di materie
e discipline di studio non dipendono da carenze
genetiche: tutti hanno sufficienti neuroni per
apprendere la storia, la geografia, le lingue, la
chimica, la filosofia, la matematica. La visitazione delle diverse discipline, resa piacevole o
spiacevole da chi le propone, le rende attitudinali (piacevoli) o antiattitudinali (spiacevoli). Il
tabù o la predisposizione agli apprendimenti è,
insieme ad altri eventi esperienziali, il sintomo
superficiale della interiorizzazione di relazioni
negative e positive instaurate da chi ci ha imposto o proposto gli apprendimenti stessi.
Nel numero 6 di Pneurama tratteremo le intelligenze emotive e le attitudini inerenti il sistema
limbico e le relazioni con persone ed ambienti
che caratterizzano i diversi mestieri.
ESPERIENZE CARATTERIZZATE DA:
iNteNSità
emotiVità PositiVa
ESTASI
PIACERE
emotiVità neGatiVa
ALTISSIMA
FOBIA
ALTA
PAURA
MOTIVAZIONE
MEDIA
DIFENSIVITÀ
CURIOSITÀ
BASSA
VIGILANZA
INDIFFERENZA
BASSISSIMA
INDIFFERENZA
roberto Vaccani
formatore, consulente di organizzazione,
comportamento organizzativo e
docente senior SDA Bocconi Milano
pneurama 5 2013 
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D
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Diritto&roVesCio
Diritto
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NEWS
A cura dell’Avvocato tommaso Bagnulo
exit tax: Decreto del ministero dell’economia e
delle Finanze 2 agosto 2013
Il 12 agosto 2013 l’Italia, con apposito Decreto Ministeriale
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 188/2013), ha dato
attuazione alle modifiche dell’art. 166 DPR 917/1986 (TUIR) in
materia di imposizione delle plusvalenze latenti al momento
del trasferimento all’estero della sede della società nel
periodo di imposta in cui avviene il trasferimento.
L’intervento riguarda il comma 2-quater del suddetto
articolo, ove ora viene esplicitamente richiamata la sentenza
della Corte di Giustizia Europea relativa al procedimento
C-371/10, National Grid Indus BV, giunto a sentenza il 29
novembre 2011.
Questa disposizione del TUIR si pone in “alternativa” a quanto
stabilito dal comma 1, in base al quale il trasferimento
all’estero della residenza dei soggetti che esercitano imprese
commerciali, che comporti la perdita della residenza ai
fini delle imposte sui redditi, costituisce realizzo, al valore
normale, dei componenti dell’azienda o del complesso
aziendale, salvo che gli stessi non siano confluiti in una
stabile organizzazione situata nel territorio dello Stato.
Tuttavia, a seguito della modifica succitata è stata
riconosciuta la facoltà di sospensione degli effetti del
realizzo alle imprese che spostano il domicilio fiscale in Stati
appartenenti all’Unione Europea ovvero in Stati aderenti
all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo, inclusi nella
white list, e con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo sulla
reciproca assistenza in materia di riscossione dei crediti
tributari comparabile a quella assicurata dalla Dir. 2010/24/
UE del Consiglio, del 16 marzo 2010.
Pertanto, attualmente, l’Italia si è conformata a quanto più
volte stabilito dalle diverse sentenze della Corte di Giustizia,
che si sono occupate, nel tempo, della normativa sulla
exit tax: volta sì a prevenire situazioni che compromettono
il diritto degli Stati membri di esercitare la propria
competenza fiscale, ma che allo stesso tempo pone ostacoli
fiscali alla libertà di stabilimento ex art. 49 del Trattato sul
funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).
Invero, con l’attuale disciplina e come risulta dalla sentenza
National Grid Indus BV, si riconosce il principio secondo cui
uno Stato membro, sulla base del principio di territorialità,
associato a un elemento temporale quale la residenza fiscale
del contribuente sul territorio nazionale durante il periodo
in cui le plusvalenza latenti si sono originate, ha diritto di
tassare tali plusvalenze. Tuttavia viene altresì riconosciuto la
sussistenza di un conflitto di tale principio con la libertà di
stabilimento qualora lo Stato stesso effettui una riscossione
immediata dell’imposta sulle plusvalenze latenti al momento
del trasferimento, a fronte del carattere sproporzionato della
riscossione stessa rispetto allo scopo. Dunque, si afferma,
quale soluzione a tale contrasto, la riscossione differita,
sospendendo gli effetti della stessa fino al momento di
effettivo realizzo della materia imponibile.
Sicuramente la sentenza in oggetto e la conseguente
modifica apportata nel nostro ordinamento dal legislatore ha
risolto la questione della compatibilità di una disposizione
sull’imposizione delle plusvalenze latenti al momento del
trasferimento all’estero della sede di una società con il
principio comunitario della libertà di stabilimento. Tuttavia,
per la corretta applicazione delle regole della exit tax non si
ritengono sufficienti atti unilaterali dei singoli Stati membri
rispetto all’ordinamento dello Stato di arrivo, ma sarebbe
necessario standardizzare l’attività di controllo e riscossione,
che implica la collaborazione di almeno due Stati, attraverso
una regolamentazione comune a livello europeo.
FISCO
A cura del Dottore Commercialista
alberto Piombo
Consultabili gratuitamente gli indirizzi peC di imprese e
professionisti
Dopo la fase di primo caricamento, prosegue con regolarità
70  pneurama 5 2013
l’aggiornamento di INI-PEC, l’Indice nazionale della posta
elettronica certificata che raccoglie tutti gli indirizzi di PEC
delle Imprese e dei Professionisti presenti sul territorio
italiano. Ad oggi sono disponibili oltre 930.000 indirizzi
PEC di professionisti relativi a quasi 1.470 ordini e collegi
professionali, e circa 3.400.000 indirizzi PEC di imprese
(società e imprese individuali) e l’Indice è in continuo
aggiornamento. La copertura degli Ordini e Collegi
professionali che hanno comunicato gli indirizzi PEC dei loro
iscritti è di circa il 78%.
(indice nazionale degli indirizzi di Posta elettronica
Certificata, www.inipec.gov.it )
approvato il nuovo “spesometro”
È stato pubblicato il modello dello spesometro per il
periodo di imposta 2012: la trasmissione dei dati dovrà
avvenire, così come già anticipato, entro il 12 novembre
2013 per i soggetti con liquidazione iva mensile ed entro
il 21 novembre 2013 per i soggetti con liquidazione iva
trimestrale.
A partire dal periodo di imposta 2013, invece, la
comunicazione dovrà essere effettuata entro:
• il 10 aprile dell’anno successivo per i soggetti con
liquidazione Iva mensile;
• il 20 aprile dell’anno successivo per i soggetti con
liquidazione Iva trimestrale.
Il nuovo modello consente di inviare anche i dati dei
contratti di leasing e noleggio da parte degli operatori
commerciali che svolgono attività di leasing finanziario
o noleggio di autovetture, caravan, unità da diporto, e
aeromobili, già a partire dal periodo di imposta 2012, qualora
tali dati non siano già stati comunicati entro il 1° luglio 2013
utilizzando il vecchio modello.
inoltre, il nuovo modello consentirà di effettuare anche
altre comunicazioni:
• le operazioni in contanti legate al turismo effettuate nei
confronti di persone fisiche residenti in paesi extra-UE di
importo pari o superiore a €1.000;
• gli acquisti effettuati in Italia da operatori economici
sammarinesi annotati dal 1° ottobre 2013, la cui
comunicazione non sarà più cartacea ma telematica ed
andrà effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo
a quello in cui le annotazioni sono state effettuate;
• le operazioni effettuate a decorrere dal 1° ottobre 2013
nei confronti di soggetti “black list”, nei termini già
previsti dalla specifica disciplina.
Beni in godimento ai soci
A decorrere dall’anno 2012 i soggetti esercenti attività di
impresa devono comunicare all’anagrafe tributaria i
dati dei soci e dei familiari dell’imprenditore che hanno
ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora sussista
una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento
del bene e il valore di mercato del diritto di godimento.
Sono esclusi:
• i beni concessi in godimento agli amministratori;
• i beni concessi in godimento al socio dipendente o
lavoratore autonomo, qualora detti beni costituiscano
fringe benefits;
• i beni concessi in godimento all’imprenditore individuale;
• i beni concessi in godimento a enti non commerciali soci
che li utilizzino per fini istituzionali;
gli alloggi delle cooperative a proprietà indivisa concessi
ai propri soci;
• i beni ad uso pubblico per i quali è prevista l’integrale
deducibilità dei costi;
• i finanziamenti concessi ai soci o ai familiari
dell’imprenditore;
• i beni concessi in godimento inclusi nella categoria “altro”
del tracciato record di valore non superiore a €3.000, al
netto dell’Iva.
Per l’anno 2012 la comunicazione deve essere effettuata
entro il 12 dicembre 2013.
Per gli anni successivi la comunicazione deve essere
effettuata entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di
chiusura dell’anno in cui i beni sono concessi o permangono
in godimento.
(agenzia delle entrate, Provvedimento, 02/08/2013)
nuova
uova tipologia di S.r.l. semplificate
Sono state abrogate le società a capitale ridotto, ma nel
contempo è stata ampliata la possibilità di ricorrere alle Srl
semplificate, secondo quanto qui di seguito indicato:
• viene meno il limite dei 35 anni di età dettato dall’art.2463bis del codice civile,
• amministratore della società può essere anche un non
socio,
• il capitale sociale può essere anche pari ad un solo euro,
• il 25% del capitale non andrà più depositato in banca ma
consegnato all’organo amministrativo,
• i mezzi di versamento del capitale devono risultare
dall’atto costitutivo,
conferi
• in caso di capitale sociale inferiore ai €10.000 i conferimenti devono farsi in denaro e sempre agli amministra
amministratori,
• le clausole del modello standard tipizzato, sulla base del
quale va redatto l’atto costitutivo, sono inderogabili,
• gli utili conseguiti andranno a costituire la riserva legale
per un quinto degli stessi, fino a quando tale riserva som
sommata al capitale non raggiunga €10.000,
• se la riserva legale fosse utilizzata a copertura delle perdite essa va ricostituita.
In particolare il rispetto degli standard di costituzione
permetterà alla neo costituita società di ottenere risparmi
in relazione a:
• oneri notarili,
• diritti di segreteria,
• imposte di bollo.
Le detrazioni del 65% e del 55% sino al 31 dicembre 2013
I contribuenti che intendono beneficiare della detrazione
d’imposta del 65% ai fini Irpef/Ires per le spese di riqualifi
riqualificazione energetica degli edifici o della detrazione del 50%
per il recupero del patrimonio edilizio hanno tempo fino al
prossimo 31 dicembre 2013 per sostenere le spese.
la detrazione irpef/ires del 65% per gli interventi di
riqualificazione energetica
La detrazione Irpef/Ires del 55% per le spese di
riqualificazione energetica degli edifici è stata prorogata
dalla scadenza ante D.L. n.63/13 del 30 giugno 2013 fino
alle spese sostenute entro il prossimo 31 dicembre 2013,
con la nuova misura di detrazione incrementata al 65%
(anziché al 55%) per le spese sostenute a decorrere dal
6 giugno 2013. La detrazione del 65% è fruibile, invece,
per le spese sostenute fino al successivo 30 giugno
2014 (anziché fino al 31 dicembre 2013) nel solo caso di
interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali
di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che
interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il
singolo condominio.
Essendo inalterato l’ammontare massimo della detrazione
spettante, i nuovi limiti massimi di spesa agevolabile per
le spese sostenute dal 6 giugno 2013 sono i seguenti:
• per i lavori riguardanti strutture opache, orizzontali,
verticali, finestre comprensive di infissi è pari a €92.308;
• per l’installazione di impianti solari termici per la
produzione di acqua calda è pari a €92.308;
• per la sostituzione di impianti di climatizzazione con
caldaie a condensazione è pari a €46.154;
• per gli interventi di riqualificazione energetica che
insistono su tutto l’edificio è pari a €153.846.
Per quanto riguarda il criterio rilevante per l’individuazione
del sostenimento della spesa di riqualificazione energetica
occorre ricordare la distinzione tra soggetti non titolari di
reddito di impresa e soggetti titolari di reddito di impresa:
• per i soggetti non titolari di reddito di impresa vige il
principio di cassa, per cui la spesa si considera sostenuta alla data del bonifico bancario o postale, che costituisce la modalità di pagamento obbligatoria delle
spese;
• per le imprese l’effettivo pagamento (che può avvenire
anche con modalità diverse dal bonifico bancario o postale) non assume rilevanza in quanto vige il principio
di competenza: è obbligatorio che le fatture relative ai
lavori oggetto dell’intervento energetico abbiano quale
competenza il periodo di imposta 2013, ovvero si evinca
dalle stesse fatture che l’intervento è stato ultimato entro il 31 dicembre 2013.
la detrazione irpef
rpef del 50% per il recupero del patrimonio
edilizio e il “bonus arredi”
La detrazione Irpef del 50% nel limite di spesa di € 96.000 per
singola unità immobiliare residenziale (e relative pertinenze)
è stata prorogata fino alle spese sostenute entro il prossimo
31 dicembre 2013. Stante l’attuale tenore della norma, a
decorrere dalle spese sostenute dal 1° gennaio 2014, la
detrazione Irpef per gli interventi di recupero del patrimonio
edilizio tornerà nella misura ordinaria del 36% con la soglia
massima di spesa per singola unità immobiliare pari a
€48.000.
La detrazione Irpef del 50% per gli interventi di recupero
del patrimonio edilizio è consentita a decorrere dal 6
giugno 2013 anche per l’acquisto di arredi fissi, mobili e
grandi elettrodomestici (rientranti nella categoria A+ ovvero
A per i forni) destinati all’immobile abitativo oggetto di
ristrutturazione, nel limite di spesa di €10.000 (aggiuntivo
96.000 per l’intervento di recupero).
rispetto al limite di €96.000
La nuova detrazione (c.d. “bonus arredi”) è fruibile con una
soglia massima di spesa pari a €10.000 che corrisponde
a una detrazione Irpef massima pari a €5.000, da ripartire
obbligatoriamente in 10 rate annuali di pari importo. Le
regole per la fruizione del bonus arredi sono le medesime
previste per la detrazione delle spese di recupero del
patrimonio edilizio:
• pagamento tramite bonifico bancario/postale dal quale
emergano causale del versamento (medesima utilizzata
per i bonifici di ristrutturazione edilizia), codice fiscale del
soggetto erogante e numero di partita Iva o codice fiscale
del beneficiario del bonifico;
• principio di cassa, facendosi esclusivo riferimento alla
data di pagamento, indipendentemente dalla data e dalla
competenza della fattura.
AMBIENTE E SICUREZZA
A cura dell’Ingegnere Matteo Cecconi
Supplemento ordinario n. 63 della Gazzetta ufficiale n.
194 del 20 agosto 2013
Legge 9 agosto 2013, n. 98
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21
giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio
dell’economia
Il cosiddetto “decreto del fare” ha introdotto diverse modifiche all’attuale normativa in materia di sicurezza sul lavoro
anche se, per la maggior parte di queste, l’entrata in vigore
è subordinata all’emanazione di futuri decreti applicativi. Le
principali modifiche al D.Lgs. 81/08 sono:
- Art. 3, comma 12 bis del D.Lgs. 81/08, nel quale sono stati
inseriti, insieme ai volontari e volontari dei servizi civili, anche i soggetti che prestano la propria attività (a titolo gratuito o con mero rimborso di spese) presso associazioni di
promozione sociale, associazioni sportive dilettantistiche e
simili, che godranno di una applicazione parziale delle disposizioni della norma.
- Art. 26 del D.Lgs. 81/08 in materia di contratti di appalto o
d’opera. La norma prevede l’individuazione, con un futuro decreto, di specifici settori considerati a basso rischio
di infortuni e malattie professionali, nei quali il datore di
lavoro potrà sostituire l’elaborazione del Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI) con la
nomina di una persona, che avrà il compito di coordinare i
lavori affidati in appalto al fine di prevenire e ridurre al minimo i rischi interferenziali. Tale soggetto dovrà essere in
possesso di adeguate competenze e formazione per poter
svolgere il compito.
Sempre nell’art. 26 sono stati modificati i numeri di giorni
di durata del contratto di appalto al di sotto dei quali non
si è tenuti all’elaborazione del DUVRI. Si passa infatti dagli attuali due uomini-giorno ai cinque uomini-giorno. Per
“uomini-giorno” si intende l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate
di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o
forniture, considerata con riferimento all’arco temporale di
un anno dall’inizio dei lavori.
- Art. 29 del D.Lgs. 81/08 relativo alle modalità di valutazione
pneurama 5 2013 
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dei rischi. Il decreto del fare introduce la possibilità, per le
aziende considerate a basso rischio di infortuni e malattie
professionali, di attestare l’avvenuta valutazione dei rischi
utilizzando un modello di documento che sarà pubblicato
con un futuro decreto attuativo. Nello stesso provvedimento saranno anche contenuti gli elenchi dei settori considerati a basso rischio di infortuni e malattie professionali. Di
fatto potrebbe trattarsi, per questi specifici settori, di un
ritorno alle modalità di autocertificazione dei rischi.
- Artt. 32 e 37 del D.Lgs. 81/08 relativi alle attività di formazione del Responsabile e Addetti del Servizio di Prevenzione e Protezione, dei lavoratori, preposti e dirigenti.
La norma prevede il riconoscimento di crediti formativi a
fronte dello svolgimento di corsi di formazione con contenuti analoghi. Le modalità di riconoscimento dei crediti
saranno definite, successivamente, in conferenza Stato
Regioni.
- Art. 67 del D.Lgs. 81/08 relativo alla notifica di nuovi insediamenti produttivi. In caso di ampliamento, ristrutturazione, modifica o nuova realizzazione di insediamenti produttivi, la notifica all’organo di vigilanza andrà fatta attraverso
lo sportello unico delle attività produttive, il quale procederà a trasmettere agli organi di vigilanza competenti la
documentazione di interesse. Un futuro decreto attuativo
definirà le modalità di attuazione di tale disposizione.
- Art. 71 del D.Lgs. 81/08 relativo alle verifiche sulle attrezzature di lavoro di cui all’allegato VII del D.Lgs. 81/08. Le
modifiche introdotte riguardano la riduzione dei tempi di
risposta dell’INAIL per l’effettuazione della prima verifica,
che passano, dagli attuali sessanta giorni, a quarantacinque. I giorni sono conteggiati a partire dalla data di messa
in servizio dell’attrezzatura. Un’ulteriore modifica riguarda
il fatto che sarà il datore di lavoro a scegliere il soggetto
a cui affidare le successive verifiche periodiche, che potrà essere un soggetto pubblico (Asl o Arpa se previsto da
leggi regionali) o un soggetto privato abilitato secondo la
specifica normativa;
- Art. 88 del D.Lgs. 81/08 relativo al campo di applicazione del Titolo IV “cantieri temporanei o mobili”. La legge
98/2013 amplia il campo di applicazione dei lavori esclusi
dal Titolo IV, inserendovi anche i piccoli lavori con durata
inferiore ai dieci uomini-giorno, se finalizzati alla realizzazione e manutenzione di infrastrutture per servizi, che non
espongano i lavoratori ai rischi previsti nell’allegato XI del
D.Lgs. 81/08.
Infine, per quanto riguarda le norme di prevenzione incendi, si segnala la proroga, concessa ai conduttori delle nuove
attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, introdotte
con il decreto 151/11, di presentare l’istanza preliminare di
cui all’art. 3 e 4 del decreto 151/11 entro il 7 Ottobre 2014.
In merito si veda anche la nostra precedente circolare n. 14
del 25/06/2013.
Gazzetta ufficiale n. 212 del 10 settembre 2013
Decreto del Ministero della Salute 6 agosto 2013
Modifica del decreto 9 luglio 2012, recante: «Contenuti e
modalità di trasmissione delle informazioni relative ai dati
aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, ai sensi dell’articolo
40 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
Il provvedimento modifica l’art.4 del Decreto 9 luglio 2012
in materia di contenuti e modalità di trasmissione delle informazioni relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei
lavoratori, ai sensi dell’art.40 del D.Lgs. 81/08. In sostanza
viene concesso ai medici competenti un arco temporale più
ampio per trasmettere i dati e i contenuti dell’allegato 3B
del citato decreto.
Gazzetta ufficiale n. 204 del 31 agosto 2013
Decreto Legge n. 101 del 31 agosto 2013
Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di
razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni.
Il decreto, in vigore l’1 settembre 2013, riporta all’art. 11 importanti novità in merito all’entrata in funzione del SISTRI.
In particolare:
a) Sono tenuti ad aderire al SISTRI i produttori iniziali di
rifiuti pericolosi e gli enti e le imprese che raccolgono o
trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che
effettuano operazioni di trattamento, recupero, smalti-
72  pneurama 5 2013
mento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi,
inclusi i nuovi produttori.
b) Per gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi
produttori, il termine di operatività del SISTRI è fissato al
1° ottobre 2013.
c) Per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi il termine di
operatività del SISTRI è fissato al 3 marzo 2014.
d) Sono state modificate le sanzioni previste all’art. 260 bis
del 152/2006 limitatamente al comma 3 (informazioni incomplete o inesatte), comma 5 (ulteriori altri obblighi dei
soggetti per il quale il SISTRI è obbligatorio), comma 7
(obbligo di utilizzare scheda SISTRI durante il trasporto).
Le sanzioni saranno erogate nel caso in cui avvengano più
di 3 violazioni effettuate dal 1 ottobre al 3 marzo 2014 per i
soggetti di cui al punto b), dal 3 marzo 2014 al 30 settembre 2014 per i soggetti di cui al punto c).
e) È stata inserita la definizione di “nuovo produttore“:
chiunque effettui operazioni di pretrattamento, miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o
la composizione di detti rifiuti.
Il nuovo decreto legge ha modificato l’art. 188-ter del D.Lgs.
152/2006, che prevedeva l’obbligo di iscrizione anche per i
produttori di rifiuti non pericolosi con più di 10 addetti. Ad
oggi, tali soggetti risultano invece esonerati dall’obbligo, ferma restando la facoltà di aderire volontariamente al SISTRI.
albo nazionale Gestori ambientali
Circolare del 09 settembre 2013, n. 995
Disponibilità dei veicoli ai fini dell’iscrizione all’Albo
In seguito alle nuove norme che regolano le modalità di accesso alla professione di trasportatore, il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha ritenuto opportuno fornire alcuni chiarimenti operativi in merito alle modalità con
cui dimostrare la disponibilità dei veicoli mediante locazione
senza conducente e mediante comodato senza conducente.
COnaI
Circolare 10 settembre 2013
Riduzione del contributo ambientale per gli imballaggi in
carta e sulla procedura semplificata di dichiarazione per
importazione di prodotti non alimentari imballati
A partire dal 1 ottobre 2013, il contributo per gli imballaggi
in carta e cartone passerà da 6 a 4 € a tonnellata; in conseguenza di tale variazione, anche l’aliquota da applicare sul
valore complessivo delle importazioni (in euro) passerà da
0,04% a 0,03%.
PRIVACY
A cura del Dottore Juri torreggiani
Consulente privacy
privacy: le nuove linee guida per il marketing
le nuove linee guida del Garante in materia di marketing –
aspetti generali
In data 04/07/2013 il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato, con apposito Provvedimento, le nuove
“Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam”, volte essenzialmente a:
• fornire un quadro normativo unitario in tema di “marketing diretto”, con l’intento di garantire l’uniforme e
corretta applicazione della legislazione vigente;
• fare chiarezza su taluni aspetti problematici riguardanti le diverse modalità di spam e l’interpretazione della
previgente normativa;
• individuare e disciplinare nuove tipologie di spam, derivanti dall’utilizzo di recenti innovazioni tecnologiche (es.
pubblicità veicolata tramite i social network).
L’obiettivo finale è quindi quello di contrastare il marketing
aggressivo e indisciplinato, favorendo pratiche commerciali che rispettino utenti e consumatori, fornendo altresì
misure e accorgimenti utili sia alla imprese che intendono
intraprendere iniziative pubblicitarie per promuovere prodotti e servizi, sia a coloro che vogliono difendersi dall’invadenza di chi utilizza senza apposito consenso recapiti ed
informazioni personali a scopo di marketing.
La tutela delle persone fisiche contro lo “spam”
Si premette innanzi tutto che, ai fini del Codice della Privacy, il fenomeno dello “spam” consiste nel veicolare comunicazioni, materiale pubblicitario o similari, tramite sistemi automatizzati di chiamata senza operatore, e-mail, fax,
sms, mms o modalità analoghe.
Alla luce delle recenti novità normative, devono intendersi
integralmente tutelate dalla Legge Privacy tutte le persone fisiche, le quali possono quindi far valere i diritti di cui
agli artt. 7 e seguenti del Codice e rivolgersi al Garante
per presentare segnalazioni, reclami o ricorsi, allo scopo
di difendersi da ingerenze illecite nella propria sfera personale.
Gli indirizzi di posta elettronica aziendale
Le linee guida in esame precisano inoltre che gli indirizzi
di posta elettronica aziendali contenenti le generalità dei
dipendenti (es. [email protected]à.it) sono da considerarsi a tutti gli effetti “dati personali” e quindi gli assegnatari di tali indirizzi godono dei diritti e tutele forniti dal
Codice della Privacy, fermo restando quanto già sancito in
precedenza dal Provvedimento del Garante del 01/03/2007
in merito al corretto utilizzo di posta elettronica e internet.
La tutela delle persone giuridiche contro lo “spam”
Le persone giuridiche ed enti assimilati, allo stato attuale,
sono invece prive della facoltà di avvalersi degli strumenti
di tutela previsti dalla Legge Privacy.
Resta comunque impregiudicata la possibilità per tali soggetti, laddove rivestano la qualifica di “contraente” in un
contratto di servizi di comunicazione elettronica, di opporsi
ai messaggi promozionali automatizzati non autorizzati.
In particolare, le persone giuridiche possono avvalersi dei comuni strumenti di tutela garantiti dall’ordinamento, esperendo presso l’autorità giudiziaria ordinaria
azioni civilistiche quali, ad esempio, l’azione inibitoria e/o
l’azione di risarcimento del danno. Laddove ne ricorrano i
presupposti, le persone giuridiche possono inoltre sporgere denuncia e conseguentemente attivare un processo
penale, con le sanzioni che questo può comportare in capo
ai trasgressori.
L’obbligo di informativa e acquisizione del consenso
preventivo
In primo luogo, i destinatari delle comunicazioni promozionali devono preventivamente ricevere dal titolare del
trattamento un’informativa chiara e completa relativa alla
gestione dei loro dati, ai sensi dell’art. 13 del Codice della
Privacy.
L’informativa deve specificare le finalità del trattamento
e le modalità che saranno eventualmente adottate per la
gestione dei dati, con espresso riferimento alle attività di
marketing effettuate mediante telefonate automatizzate e
strumenti similari (es. fax, e-mail, sms, mms), oltre che
tramite modalità tradizionali quali posta cartacea o telefonate con operatore.
I trattamenti di dati svolti a fini promozionali tramite strumenti automatizzati sono ammessi solo con il consenso
preventivo del contraente o utente (“opt-in”).
Il Garante chiarisce che:
• ai fini della legittimità della comunicazione promozionale effettuata, non è lecito, con la medesima, avvisare
semplicemente il destinatario della possibilità di opporsi ad invii successivi;
• non è legittimo chiedere, con il primo messaggio di
marketing, il consenso al trattamento dei dati per finalità promozionali;
• il consenso preventivo è necessario anche qualora i dati
personali siano estrapolati da registri pubblici, elenchi,
siti web, atti o documenti conosciuti o conoscibili da
chiunque;
• è possibile contattare telefonicamente mediante operatore i numeri presenti in elenchi telefonici e non iscritti nel “registro Pubblico delle opposizioni”, al fine di
chiedere al contraente di esprimere un consenso alla
ricezione di comunicazioni promozionali con modalità
automatizzate;
• il consenso prestato per l’invio di comunicazioni commerciali e promozionali tramite modalità automatizzate (telefonate senza operatore, fax, sms, mms, ecc.),
si estende anche alle modalità tradizionali di contatto
eventualmente indicate nell’informativa (es. telefonate
con operatore e posta cartacea), senza che sia necessario esprimere un consenso distinto e apposito.
Caratteristiche del consenso e condizioni per la sua validità
Affinché il consenso preventivo acquisito per l’invio di comunicazioni promozionali sia valido, deve essere libero,
informato, specifico, con riferimento a trattamenti chiaramente individuati, nonché documentato per iscritto.
In particolare, il consenso deve quindi avere le seguenti
peculiarità:
• deve essere consapevole: gli interessati devono poter
esprimere coscientemente e liberamente le proprie
scelte relative al trattamento dei propri dati personali;
• non può essere preimpostato dal titolare del trattamento;
• non deve risultare obbligatorio per poter fruire del
prodotto o servizio offerto dal titolare del trattamento;
• deve essere specifico per ciascuna finalità perseguita e
ciascun trattamento effettuato; ad esempio, deve essere acquisito un apposito consenso per la comunicazione a terzi finalizzata all’invio di loro messaggi promozionali; ciò anche nella particolare ipotesi che il terzo
sia una società controllata, controllante o in qualche
modo collegata al titolare del trattamento.
applicazione della normativa alle nuove forme di
“spam”
Nelle linee guida, il Garante ha voluto dedicare un capitolo
a parte alle nuove tipologie di marketing che usufruiscono delle notevoli potenzialità di Internet e delle innovazioni
tecnologiche più recenti.
Il Garante ha quindi stabilito, al fine di prevenire ed evitare
un uso indiscriminato e illegittimo di dati personali, che è
necessario il preventivo e specifico consenso del destinatario anche per inviare messaggi promozionali agli utenti
dei social network (Facebook, Twitter, ecc.), ad esempio
pubblicandoli sulla loro bacheca virtuale, o agli utenti di
altri strumenti o servizi, quali Skype, WhatsApp, Viber,
Messenger, ecc.
La circostanza che i dati siano agevolmente accessibili in Rete
non implica che i medesimi possano essere indiscriminatamente impiegati per inviare comunicazioni promozionali.
eccezioni e casi particolari
Nell’ambito delle linee guida, il Garante espone poi alcune
situazioni in cui non occorre chiedere il consenso preventivo per finalità di marketing:
• e-mail a clienti: è ammesso che il titolare del trattamento invii e-mail promozionali ai propri clienti, ma
solo per pubblicizzare beni o servizi analoghi a quelli
già acquistati e salvo che i clienti non si oppongano a
tali invii;
• comunicazioni commerciali ai “fan” di marchi o aziende: in riferimento ai social network, è ammesso che
un’impresa o società invii comunicazioni promozionali ai propri “fan” o “follower”, purché dall’iscrizione di
questi alla pagina aziendale si evinca inequivocabilmente la volontà dell’interessato di ricevere tali tipologie di messaggi e salvo che l’interessato non si opponga
successivamente a tali invii.
ulteriori chiarimenti – illegittimità delle mailing list “in
chiaro”
Il Garante chiarisce infine che, anche nei casi in cui l’invio di e-mail o sms promozionali risulta legittimo, non è
comunque lecito l’utilizzo di mailing list “in chiaro” per
l’inoltro simultaneo di messaggi a più destinatari, perché
ciò rappresenta di fatto una comunicazione di dati personali a soggetti terzi, ovverosia i molteplici destinatari del
messaggio. Occorre pertanto garantire la riservatezza degli indirizzi o numeri di telefono oggetto della promozione,
ad esempio utilizzando la funzione “ccn” (inoltro in “copia
conoscenza nascosta”). 
pneurama 5 2013 
73
aNaliSi teCNiCa della PeUGeot rCZ
GRAFFIANTE
LeOnCIna
Alla rinnovata RCZ Peugeot
affida il compito di baluardo
dello stile transalpino nel
segmento delle coupé,
affollato da tedesche,
italiane e vetturette dagli
occhi a mandorla. E ci
riesce soprattutto grazie a
contenuti da autentico felino
DuILIO DamIanI
VOLETE UNA COUPé grintosa ma
accessibile, tanto da trasformare
ogni tragitto in un’esperienza di
guida, così stilosa da far volgere
lo sguardo mentre passate, ed
esclusiva quel tanto che basta da
non confondersi con la pur rispettabile concorrenza? La risposta
transalpina alla richiesta di sportività nel segmento delle autovetture di media cilindrata, dominio
delle tedesche in primis (con la
Audi TT in assoluta preminenza),
proviene direttamente dal centro
stile francese di Peugeot, prima
in veste di concept car da salone
– esposta al Motorshow di Francoforte nel 2007 – e successivamente al debutto commerciale, nella
sua forma quasi integrale, tanto
da suscitare profonda ammirazione per un design articolato e raffinato, accompagnato da contenuti
tecnologici di grande spessore.
74  pneurama 5 2013
Sotto la sigla RCZ si cela lo scatto
d’orgoglio del dinamico brand del
Leone, che intende rafforzare la
sua immagine con un prodotto di
nicchia, ma poi neppure tanto valutandone attentamente utilizzo,
prestazioni e costi assolutamente
alla portata dei più. A patto di poter
rinunciare all’abitabilità cui siamo
abituati sulla station wagon di famiglia, ma a non molto altro, dato
che la RCZ, questa estate riproposta dopo un make up d’immagine,
risulta godibile e sfruttabile non
solo per le galoppate dei fine settimana, ma anche nei quotidiani
spostamenti in ambito cittadino.
Leoni si nasce
Nel DNA popolare che ha sempre accompagnato la più ampia
diffusione delle berline Peugeot
si è sempre intravista una vena di
sportività. Manifestata in anni di
onorata carriera con i più prestigiosi piazzamenti sportivi, conquistati
dalle versioni corsaiole della casa
del leone. Senza ricercare estremismi destinati alle nicchie, con la RCZ
si è voluta offrire la più sbarazzina
immagine del quotidiano, garantendo in una vettura di medie dimensioni l’adeguata abitabilità, confortevole
per due e neppure troppo sacrificata
per altri due passeggeri posteriori,
I tratti scaturiti
dal centro
stile del Leone
interpretano un
design attuale e
molto personale,
che riprende
elementi retrò,
come la doppia
curvatura del
lunotto posteriore,
e stilemi unici, tra
cui le nervature
laterali.
che possono contare su altrettante poltroncine singole.
Realizzata sulla stessa piattaforma della 308, che è poi la medesima base su cui sono sviluppate
vetture dalle velleità meno spinte,
la RCZ ben si discosta da quella
versione 308 CC di cui sarebbe
naturale identificarne l’evoluzione. In realtà la sportiva coupé ci
mette più cattiveria sia nel dinamismo con cui affronta ogni tracciato, sia nell’immagine ricercata,
tondeggiante quasi quanto le sue
concorrenti, ma decisamente personalizzata dai tratti di matita del
designer tedesco Boris Reinmöller, che ha saputo creare uno stile
eccentrico e raffinato, ampiamente personalizzabile mixando
le tinte della carrozzeria con quelle dei montanti che incorniciano i
cristalli,
assieme alle
varianti previste
per il tetto. Impossibile confonderla, la
RCZ è subito identificabile
da stilemi personali, come il
lunotto a doppia curva dal sapore retrò e ispirato alle linee di un
tempo tracciate da Zagato, o la
fiancata delineata da una nervatura posteriore, nella quale si può
identificare la figura delle zampe
di un leone accovacciato, pronto al
balzo.
A dispetto delle dimensioni mantenute entro i 4,30 m di lunghezza,
l’abitacolo raggiungibile dalle due
ampie portiere che impegnano
gran parte della sezione laterale
permette l’abitabilità di quattro occupanti, più una capacità nel vano
di carico di 321 litri, ampliabile a
639 rinunciando ai due posti posteriori, non male
tenendo conto della tipologia di
questa vettura.
La dotazione prevista di serie esalta
certamente la sportività
della RCZ, con accorgimenti
stilistici riproposti anche all’interno, una plancia sportiva con
strumentazione circolare, inserti
in materiali tecnici e diversi livelli
di rivestimento per le sellerie, dal
tessuto al misto pelle, fino alla
pelle integrale. Il corredo prevede
di serie elementi ormai imprescindibili, come l’Abs, l’Esp con Hill
Start, i fari anteriori allo xeno e i
posteriori a led, il regolatore di velocità, il servosterzo progressivo,
oltre a un impianto audio integrato
Presentata sotto forma di
prototipo nel 2007, la prima
versione commerciale
della rCZ ha debuttato
nel 2010, riproponendo un
aggiornamento stilistico
di svecchiamento nella
primavera di quest’anno.
pneurama 5 2013 
75
ANALISI TECNICA DELLA PEUGEOT RCZ
Contenuti di livello
elevato e dotazioni
da premium car
arricchiscono
un’esperienza
di guida
decisamente
dinamica e
sportiva, pur
offrendo abitabilità
per quattro e
fruibilità assoluta
anche nel
quotidiano.
con radio, CD, Mp3, connessione
bluetooth e modulo Peugeot Connect di comunicazione localizzata
dei servizi di assistenza stradale.
Pacchetti predefiniti integrano a
piacere la dotazione di base, con
il Pack Vision dedicato alla massima visibilità, proponendo elementi come i lavafari, la correzione automatica dell’assetto dei fari
e il monitoraggio della pressione
pneumatici, il Wip Com 3D, per
accedere al navigatore con schermo a scomparsa 16/9 da 7 pollici,
e un Pack Hi-Fi della JBL per trasformare l’abitacolo in una sala
concerti, con 6 diffusori e amplificatore da 240 Watt.
possente ruggito
La piattaforma globale del gruppo
PSA applicata alla RCZ è asservita a un pianale dalle più ampie
applicazioni, impiegato da Peugeot e Citroën su numerose autovetture, qui sapientemente adattato
a un uso prettamente sportivo. Un
assetto delle sospensioni miste,
senza troppi compromessi, con
classico McPherson davanti e un
assale di torsione dietro, garantisce l’accoppiamento alle ruote
con molle elicoidali, ammortizzatori idraulici e due robuste barre
per stabilizzarne la dinamica.
Quattro dischi assistiti dall’Abs
offrono una potente frenata, interventi elettronici massimizzano
la stabilità e l’assistenza alla ripartenza impedisce ogni defaillance in salita, mentre lo sterzo
poco demoltiplicato trasmette
con fedeltà anche le minime cor-
76  pneurama 5 2013
rezioni di traiettoria, indurendosi
progressivamente all’aumentare
della velocità. Accorgimenti specifici, come l’assetto ribassato
di 10 mm e le ruote da 19 pollici
con cerchi scampanati, incollano
letteralmente al suolo la versione
più spinta, realizzata in sinergia
con il reparto corse di Peugeot
Sport pensandone una carriera
agonistica.
Un unico motore Diesel e uno a
benzina con due, anzi tre livelli di
potenza, provvedono alla poderosa spinta della RCZ, già divertente
nella sua configurazione più contenuta da 156 CV, fino all’entusiasmante prepotenza dell’esclusiva
versione R da 270 CV.
Il Diesel HDi, di 2 litri di cilindrata offre 163 CV di potenza e una
coppia elastica per gran parte del
regime di rotazione, coniugando
prontezza e ripresa con consumi
ed emissioni ai minimi livelli, già
in previsione Euro 6. Ma è con il
1.6 THP a benzina, sviluppato da
PSA con Bmw Group che la RCZ
esprime il meglio di sé, già dalla
versione più mansueta da 156 CV
di potenza, per salire fino ai 200
CV offerti dal top di gamma, culminando nei 270 CV dell’esclusiva versione RCZ R, la più potente
Peugeot stradale mai prodotta
dalla casa transalpina. Tutto merito del quattro cilindri a iniezione
diretta di benzina, elastico ed efficiente, sovralimentato nella sua
massima espressione mediante
una turbina a doppio stadio accoppiata a un intercooler aria/
aria, tale da sprigionare presta-
zioni record (169 CV/litro sono un
traguardo invidiabile per un motore termico), in grado di mettere in
difficoltà al pronti via da semaforo
perfino qualche Porsche. Ai 0-100
km/h in 5,9 secondi, accelerazione 0-400 metri in 14,2 secondi e
velocità massima limitata a 250
km/h si riscontrano comunque
ridotti consumi di carburante, in
media 6,3 litri ogni 100 km e 145
g/km di emissioni di CO2.
Il massimo piacere di guida viene
filtrato naturalmente da una geometria delle sospensioni decisamente sportive anche sulle versioni
meno estreme, in grado di mantenere il più efficace contatto con il
suolo grazie all’azione di generose
ruote dotate di pneumatici – secondo le versioni – da 235/45 su cerchi
da 18” e da 235/40 per i 19”.
La personalizzazione dello stile
secondo i propri gusti passa anche attraverso le ruote: sempre
in sintonia con gli stilemi espressi
dalla leoncina, ecco quindi pronti da Peugeot una serie di ben 10
opzioni per quanto riguarda la dotazione di cerchi in lega, da 18 o 19
pollici secondo la misura di pneumatici presenti. Tutti multirazze
e con finiture gray, silver o black,
provvedono a dare un tocco di carattere alla propria RCZ, eccezion
fatta per l’esuberante versione
R che presenta la sua esclusiva
dotazione di cerchi, bicolore diamantati/matt black e serigrafati
con logo R fresato direttamente
nella lega, dimensionati appositamente per ospitare pinze freni
maggiorate. 
PeUGeot rCZ
La SCHeDa per LO SpeCIaLISTa
SOSpenSIOnI
anteriori
• ruote indipendenti, tipo McPherson
• molle elicoidali
• ammortizzatori idraulici
• barra stabilizzatrice
posteriori
• assale semi-rigido
• bracci longitudinali
• molle elicoidali
• ammortizzatori idraulici
• barra stabilizzatrice
DaTI aSSeTTO anTerIOre (gradi)
Modello
Tutte
Campanatura
-0°24’ +/-0°30’
incidenza
5°24’ +/-0°30’
Convergenza totale
0°21’ +/-0°09’
DaTI aSSeTTO pOSTerIOre (mm)
Modello
Tutte
Campanatura
-1°42’ +/-0°30’
Convergenza totale
0°47’ +/-0°10’
pneumaTICI OmOLOGaTI
Modello
Tutte
Cerchio
Misura
7,5j x 18 lega
7,5j x 18 lega
235/45 R18
235/40 R19
Pressione (bar)
ant.
Post.
n.d.
n.d.
n.d.
n.d.
SCOrTa
di serie su tutte: kit di riparazione
pneurama 5 2013 
77
AUTOATTREZZATI
aUtoattrezzati
La Commissione europea lancia un’indagine
sul funzionamento di euro 5
Seguendo una prassi ormai consolidata soprattutto per le direttive e i regolamenti più importanti,
la Commissione Europea ha annunciato un’indagine sulla implementazione di Euro 5, a circa cinque
anni di distanza dalla sua introduzione. Parliamo
dei regolamenti 715/2007, 692/2008 e il successivo
566/2011 che, oltre a definire i nuovi limiti di emissione e requisiti di sicurezza per le auto, hanno anche introdotto importanti novità relative all’accesso
alle informazioni tecniche di riparazione e manutenzione.
L’indagine avrà luogo tra la fine del 2013 e l’inizio
del 2014 e produrrà uno studio nel quale si valuterà qualitativamente e quantitativamente il funzionamento di Euro 5. È evidente come tale studio sia
del massimo interesse per gli operatori del settore;
non è superfluo ricordare la dura battaglia combattuta i giorni delle decisioni su Euro 5, quando gli
operatori indipendenti dell’autoriparazione compresi i costruttori di apparecchiature, si sono trovati a fronteggiare l’ostilità dei costruttori di auto a
rendere accessibili i dati tecnici al di fuori delle loro
organizzazioni. Alla fine, per fortuna, è prevalsa la
necessità di garantire un adeguato livello di concorrenza indispensabile per sostenere gli operatori
indipendenti, che rappresentano oggi oltre la metà
delle autofficine, senza i quali la mobilità in Europa
risulterebbe compromessa.
La disponibilità delle informazioni tecniche di riparazione e manutenzione è cruciale. Non a caso
l’anno scorso l’autorità francese garante della concorrenza ha avviato procedure di infrazione ai regolamenti europei contro alcuni operatori. Tra tutte
le problematiche raccolte, quella più rilevante è risultata essere l’insufficiente standardizzazione dei
dati tecnici tutt’ora rilevata. I costruttori di auto si
sono dimostrati nei fatti ancora lenti e complicati
nel fornire i dati di riparazione e manutenzione agli
operatori indipendenti, siano essi autoriparatori o
costruttori di apparecchiature per la riparazione,
creando non poche difficoltà a chi questi dati deve
utilizzarli. È eclatante come ancora in molti casi le
informazioni fornite dai costruttori di auto siano
spesso raggruppate in “pacchetti” chiusi con conseguenti difficoltà di accesso, dilatazione di tempi
e lievitazione di costi. Un altro degli aspetti cruciali
è certamente il perdurare del cosiddetto “doppio
binario”: ancora oggi, purtroppo, di fatto le strutture organizzate ricevono le informazioni tecniche
prima degli autoriparatori indipendenti, in palese
contrasto con il dettato dei regolamenti Euro 5 che
prevede costi e tempi tali non discriminare le due
categorie tra di loro.
78  pneurama 5 2013
Nel corso dei regolari meetings in merito, EGEA,
l’Associazione Europea delle Apparecchiature per
Autofficina, di cui AICA è membro, ha proposto
di affrontare il problema partendo da una verifica della disponibilità delle informazioni relative ai
protocolli OBD in termini di qualità e completezza
dell’informazione, rapidità di risposta alle richieste
e livello di standardizzazione dei formati. Tale approccio permetterebbe di valutare concretamente
l’atteggiamento dei costruttori di auto e trarne le
necessarie conseguenze.
L’augurio è che l’indagine della Commissione venga
condotta con la lucidità e la determinazione necessarie per far venire alla luce le carenze che ancora
intasano il mercato, in modo tale che possano essere presi i provvedimenti necessari per rettificare
la situazione e ottenere i risultati per i quali Euro 5
è stato introdotto. Non sarà un’operazione né facile
né breve; confidiamo però che la Commissione operi con la stessa efficienza e determinazione che ha
più volte dimostrato in altre occasioni.
Il caso Daimler – Francia sul refrigerante per
auto: la lunga estate calda
E’ proprio il caso di dirlo, e non solo perché parliamo di aria condizionata. Il caso è scoppiato lo
scorso giugno quando lo stato francese ha rifiutato di immatricolare i nuovi modelli Mercedes classe A, B, SL e CLA, anche se già omologati in Germania, a causa del liquido refrigerante utilizzato.
Il 1^ gennaio di quest’anno, infatti, è entrata in vigore la Direttiva Europea 2006/40/EC che obbliga
l’utilizzo in tutta la UE di gas refrigeranti a basso
impatto ambientale (GWP non superiore a 150, oltre dieci volte meno del vecchio R134a) su tutti i
veicoli di nuova omologazione (vedi Autoattrezzati
Pneurama n. 1/2013, pag. 95). Daimler però, sostenendo che secondo alcuni nuovi test il nuovo
gas “climate-friendly” HFO 1234yf si è rivelato
potenzialmente pericoloso data la sua maggiore
infiammabilità, ha deciso di continuare a utilizzare l’R134a, in barba alla direttiva da tutti seguita.
Il Ministro francese dell’Ambiente, dello Sviluppo
sostenibile e dell’Energia e quello dei Trasporti,
hanno reagito con il blocco delle immatricolazioni dei modelli Mercedes incriminati, invocando la
clausola di salvaguardia contro rischi ambientali
immediati.
Daimler ha fatto ricorso contro il blocco lamentando un calo delle vendite del 37%, (di cui il 2%
imputabile ai modelli incriminati). Il Tribunale
Amministrativo francese, come decisione provvisoria, ha accolto il ricorso di Daimler e tolto il
blocco, sostenendo la non immediata pericolosità per l’ambiente dato lo scarso numero di tali
inquinanti di quello di trenta anni fa, condizione questa fondamentale per una mobilità sostenibile.
La proposta eCall in parlamento europeo
AUTOATTREZZATI
vetture, in un parco veicoli in cui molti milioni di
unità circolanti sono ancora equipaggiate con gas
R134a. Mercedes France può quindi adesso immatricolare le sue vetture, nell’attesa della decisione finale dell’Alta Corte, che in ogni caso non
giungerà prima di qualche mese.
Se la questione in Francia è momentaneamente in
stallo, Bruxelles è invece in pieno fermento; ancora una volta deve decidere la linea di condotta da
indicare a tutti gli Stati Membri. Il caso francese
è infatti solo la punta di un iceberg. La clausola di
salvaguardia invocata dal governo francese implica che la nazione madre di Mercedes, la Germania, in apparente spregio della Direttiva Europea
2006/40/EC, abbia a sua volta e per prima infranto
la legge omologando modelli di auto non conformi, come sostiene il Vicepresidente della Commissione e Commissario Europeo per l’Industria
Antonio Tajani.
La Germania ha reagito alla richiesta di spiegazioni esprimendo preoccupazioni per la sicurezza
e coinvolgendo la Federal Motor Transport Authority che, in una relazione intermedia, riporta che
il gas HFO1234yf “non ha prodotto alcuna prova
sufficiente di un rischio grave” per i passeggeri,
ma che sono state riscontrate delle irregolarità
raccomandando alla Commissione lo svolgimento
di altri esami. Nel frattempo il braccio tedesco di
Toyota ha già annunciato che ritornerà al liquido
refrigerante R134a per i suoi nuovi modelli Prius
Plus, Lexus GS and GT86.
E adesso? Sarà interessante vedere come ne verranno fuori Commissione e Parlamento Europeo;
intanto una domanda: perché? La motivazione
della pericolosità appare quantomeno opinabile:
per anni sono stati svolti test su test e solo dopo
il pronunciamento dei governi, incluso quello
tedesco, si è provveduto ad approvare la Direttiva 2006/40 la quale peraltro non forza a usare
quello specifico gas, bensì un qualsiasi gas “environmental friendy”. Per cercare di capire meglio,
non è superfluo notare che il nuovo gas ha ancora
oggi un costo di circa dieci volte superiore del vecchio R134a, e di questo business non ne beneficia
Daimler, né alcun altra industria tedesca ma bensì gli americani Honeywell e Dupont.
Nell’attesa degli sviluppi che dovranno chiarire la
situazione, aumenta il rischio che “altre aziende
decidano autonomamente quali leggi comunitarie
applicare e quali ignorare”, come constata l’eurodeputato britannico Chris Davies. Questo sarebbe la
vanificazione di tutti gli sforzi fatti nelle scorse tre
decadi nelle quali, grazie all’evoluzione fino ad Euro
5 e a Direttive quali la 2006/40, vengono oggi immessi nel mercato autoveicoli oltre 100 volte meno
Bruxelles a breve darà inizio alla fase legislativa
di “eCall”, sottoponendone la proposta di direttiva
all’esame del Parlamento Europeo. L’obbiettivo,
come dichiarato da mesi, è quello di rendere la eCall
operativa a partire dal 2015.
La eCall (Emergency Call, chiamata di emergenza),
che consiste in un sistema automatico di chiamata
di emergenza in caso di incidente, con localizzazione
satellitare e attivazione automatica dei soccorsi, sta
riscontrando sempre maggiore attenzione da parte
dei vari gruppi di interesse che gravitano attorno al
settore automobilistico. Il motivo è tanto semplice
quanto di prioritario: vedere un tale importante ausilio alla sicurezza entrare in esercizio in tutta Europa, evitando però che esso diventi un monopolio
di pochi.
Lo scorso gennaio AFCAR, Associazione europea
per la libertà nell’autoriparazione, del cui ramo
italiano AICA è membro, aveva pubblicato un documento attraverso il quale viene fatto presente al Legislatore l’importanza di uno standard “aperto” per
la piattaforma telematica a bordo auto tale da permettere anche agli operatori indipendenti di poter
offrire gli eventuali servizi ausiliari in concorrenza
con i costruttori ed i loro concessionari.
È un’importante novità di questi giorni il fatto che
la campagna di sensibilizzazione di AFCAR abbia
fatto proseliti tra altri gruppi che rappresentano gli
interessi dei cittadini: associazioni di consumatori,
federazioni di assicuratori e associazioni di società
finanziarie si sono schierate dalla parte degli operatori indipendenti del mondo dell’autoriparazione.
Tutti questi gruppi e associazioni chiedono, insieme
ad AFCAR, che vengano rispettati i principi di libera concorrenza tra operatori e di libera scelta per i
consumatori. Ciò sarà possibile solo se tutti potranno accedere alle stesse funzionalità. Perché questo
accada è indispensabile che sia sviluppata una piattaforma telematica standard, interoperabile, sicura
e di libero accesso, per tutte le future applicazioni e
servizi.
“L’obbligo di attuazione della tecnologia eCall a
bordo dei veicoli porterà significativi benefici per i
consumatori in termini di sicurezza e servizi complementari. È importante sottolineare che il sistema
telematico di bordo che supporta la funzione eCall
può essere utilizzato anche per i servizi supplementari del mercato automobilistico, come il soccorso
stradale, la diagnostica remota e il monitoraggio dei
dati necessari alla manutenzione”. (AFCAR) 
massimo Brunamonti
pneurama 5 2013 
79
Vetrina teCniCa
aeZ, DOTZ, DeZenT e enZO producono ruote conformi alla
direttiva TPMS dell’UE.
Dal novembre 2012, tutti i modelli di auto lanciati sul mercato dell’Unione Europea devono essere dotati di un sistema di monitoraggio automatico della pressione dei pneumatici (TPMS). Da novembre 2014 poi, questo varrà anche
per tutte le auto di nuova immatricolazione, indipendentemente dalla data di presentazione al mercato. La nuova
direttiva richiede pertanto standard ancora più elevati per
i produttori di cerchi in lega: “Se si utilizzano i sistemi di
misurazione i cerchi in lega devono avere il giusto spazio
per installare i sensori, così in fase di sviluppo progettuale,
dobbiamo prendere in considerazione un gran numero di
versioni diverse”, dice Norbert Frohner general manager
di AEZ Leichtmetallräder.
AEZ ha affrontato questo aspetto da subito in modo da non
farsi trovare impreparato dalla direttiva: “Per ogni nostra
ruota sono stati testati tutti i tipi di sensori disponibili sul
mercato”, dichiara ancora Norbert Frohner. Nell’area loro
riservata del sito www.alcar.it clienti e partner possono trovare informazioni dettagliate sui TPMS e l’intera gamma di
prodotti ALCAR. Tutti i sensori OEM disponibili sul mercato
e i corrispondenti sistemi aftermarket sono già stati presi
in considerazione e, utilizzando un nuovo modello di computer 3D, sono stati anche testati per quanto riguarda la
loro compatibilità. Nel configuratore e nei reports ALCAR
possono essere trovati i rispettivi codici OEM dei sistemi
TPMS. Da qui si può anche capire se i sistemi aftermarket “Schrader” e “Alligator”, con cui ALCAR ha avviato una
proficua collaborazione, possono essere utilizzati senza
complicazioni. L’aggiornamento dati viene effettuato continuamente.
pointS, network internazionale indipendente di rivenditori specialisti di pneumatici, presenta sul mercato l’ultimo
modello di pneumatico del suo private brand, il WINTERSTAR 3. Come per i suoi predecessori, Winterstar e Winterstar 2, anche il WS3 è frutto della collaborazione con
il reparto ricerca e sviluppo di uno dei maggiori produttori
europei, leader nella progettazione e produzione di pneumatici invernali.
Il nuovo disegno asimmetrico e la nuova formulazione chimica della mescola ancora più ricca di silice, sono stati
pensati per migliorare sicurezza e confort di guida su tutte
le superfici stradali, anche alle più basse temperature.
Il WS3 si presenta con un battistrada completamente ridisegnato, con nuovi volumi degli incavi tra i tasselli e angoli
differenziati tra i blocchi per sfruttare al meglio le caratteristiche del disegno asimmetrico. Sono state inoltre utilizzate tecnologie innovative nella produzione delle mescole,
per migliorare l’handling su asciutto, neve e asfalto bagnato. Alle latitudini italiane infatti, un pneumatico invernale ha il gravoso compito di dover garantire ottime prestazioni su superfici molto differenti tra loro senza trascurare
un altro fattore importante, il comfort di guida.
L’alta densità di lamelle e gli intagli longitudinali sulla circonferenza permettono una maggior efficacia nella trasmissione delle forze laterali e longitudinali sulla neve garantendo trazione, grip in frenata e guidabilità.
80  pneurama 5 2013
Il pneumatico è dotato di ampi canali longitudinali, da 3 a 4
a seconda della larghezza del battistrada, per un ottimale
drenaggio dell’acqua all’esterno dell’impronta al suolo. La
differente grandezza dei blocchi tra parte esterna e interna
e la disposizione delle lamelle, parallela ai canali di drenaggio sulle spalle, è stata pensata per una più ampia area
di contatto al suolo sull’esterno del battistrada per migliorare stabilità e guidabilità sull’asciutto.
Il WS3 è già disponibile presso i rivenditori del network
PointS nelle principali misure dei calettamenti da 13’’ a
17’’.
OZ presenta per la prossima collezione invernale la ruota
MSW 77 con una nuova finitura: Matt Dark Grey. La nuova colorazione è stata pensata per estendere maggiormente il concetto di personalizzazione dell’auto anche
durante la stagione invernale, che solitamente vede l’utilizzo di ruote full silver. La finitura Matt Dark Grey permette di rendere l’auto più
preziosa e curata, senza rinunciare alle caratteristiche tipiche di una ruota invernale, quali la semplicità e la facilità
di pulizia e manutenzione. MSW 77 è realizzata con un design a 7 razze impreziosito
dall’effetto “flame surfacing” ricavato con speciali lavorazioni per esaltarne il carattere sportivo. È disponibile nelle seguenti misure: 5x14” (4 e 5 fori), 6x15” (4 e 5 fori), 7x16” (5 fori) e 7.5x17” (5 fori). Come tutte le ruote MSW by OZ, MSW 77 è omologata TÜV. Kleber estende la tecnologia 100% butile a tutta la gamma di camere d’aria per pneumatici agricoli.
La camera d’aria gioca un ruolo determinante nel successo dei lavori agricoli, che hanno necessità di sicurezza e
polivalenza. Kleber offre sul mercato una gamma completa dotata di tecnologia 100% butile, per migliorare impermeabilità e resistenza agli strappi.
La nuova camera d’aria agricola Kleber 100% Butyl si
adatta meglio ai limiti imposti dalla pressione e dalle deformazioni, come, ad esempio, nel caso di zavorramento
ad acqua. Inoltre, la camera d’aria Kleber 100% Butyl è
progettata per equipaggiare i pneumatici con tecnologia
IF e VF, perché si adatta naturalmente alle loro notevoli
deformazioni.
Per alcuni lavori, come la ripuntatura profonda, è necessario procedere allo zavorramento ad acqua per trasmettere
tutta la potenza al suolo, anche con macchine di ultima
generazione. Per questi utilizzi, molto esigenti dal punto
di vista tecnico, la qualità della camera d’aria è essenziale per offrire perfetta impermeabilità e pressione con
pochissimo volume d’aria e per resistere alle forti sollecitazioni. La camera d’aria Kleber 100% Butyl limita i rischi
di “messa a piatto” e stallonamento, protegge il cerchio
dalla corrosione e i pneumatici dalle aggressioni chimiche
se il liquido contiene antigelo o un altro additivo. È indicata
per le macchine viticole in quanto un buon zavorramento permette di abbassare il centro di gravità e aumentare
la stabilità delle macchine che lavorano sui pendii viticoli.
Questa gamma di camere d’aria può equipaggiare la quapneurama 5 2013 
81
Vetrina teCniCa
si totalità delle macchine agricole, con una copertura del
90% dei pneumatici direzionali e asse motore e dei pneumatici per macchine da raccolta. Per quanto riguarda i
pneumatici di tecnologia IF/VF, la copertura dimensionale
è del 46%. Kleber propone anche la camera d’aria 100%
Butyl che si adatta alla dimensione di 2,15 metri.
Continental ha creato una nuova tecnologia, ContiSilent
per gli automobilisti che desiderano avere pneumatici che garantiscano non soltanto alte performance ma
anche silenziosità. La nuova tecnologia ha il compito di
ridurre il rumore del pneumatico dentro l’abitacolo attraverso un rivestimento incollato all’interno del battistrada al termine del processo di produzione del pneumatico. Questo speciale strato di schiuma ha un forte
effetto di attenuazione delle onde sonore provocate dal
rotolamento del pneumatico, in modo da ridurre il livello
di rumorosità all’interno dell’abitacolo, secondo il produttore tedesco, fino a nove decibel a prescindere dalla
superficie su cui il veicolo si muove.
Per tutti gli altri componenti del pneumatico e per il profilo del battistrada sono adottati i normali standard di
produzione, a garantire le stesse caratteristiche di performance in frenata, maneggevolezza e tenuta sul bagnato.
Audi è la prima casa automobilistica ad adottare i ContiSilent della serie ContiSportContact 5 P sulle RS 6 Avant
e RS 7 Sportback. L’Audi RS 6 Avant sarà equipaggiata
con la misura 285/30 ZR 21 mentre la RS 7 Sportback
utilizzerà la 275/30 ZR 21. Come tutti gli altri pneumatici
progettati per i modelli Audi RS, anche le versioni ContiSilent recheranno il marchio aggiuntivo RO1 sul fianco.
Govoni ha presentato ad Autopromotec uno smonta ammortizzatori universale dotato di sistema di bloccaggio
con valvola di sicurezza.
Serve a separare la molla elicoidale dal resto della sospensione: l’operazione avviene in pochi secondi posizionando semplicemente l’ammortizzatore e premendo il
pedale. I due bracci autolivellanti consentono di lavorare
facilmente sia sulle molle coniche sia su quelle disassate.
Grazie a una corsa di 330 mm è possibile utilizzare questa
macchina anche per gli ammortizzatori lunghi degli autoveicoli e dei monovolume.
Con una pressione di esercizio di 10 bar la macchina esercita una forza di compressione di 2452 kg senza perdere
potenza. Il cilindro in lega leggera di alluminio, resina di
nylon e fibra di vetro impedisce la corrosione e l’ossidazione delle parti interne della macchina.
I porta-staffe frontali e laterali garantiscono una facile
sostituzione e un facile posizionamento sia delle staffe,
sia della morsetta. Il pedale di comando funziona solamente quando la macchina è collegata al sistema di aria
compressa. Conseguentemente la macchina può essere
scollegata senza alcun pericolo garantendo sicurezza.
In caso di protezione aperta la macchina è dotata di una
valvola di interblocco che ne impedisce il funzionamento.
La macchina è inoltre dotata di un pratico portaoggetti. Il
peso è di 74 kg.
82  pneurama 5 2013
Goodyear annuncia il lancio delle sue gamme di ricostruiti
TreadMax in contemporanea con il lancio della due nuove gamme KMAX e FUELMAX. Grazie all’inserimento dei
nuovi disegni di battistrada nei ricostruiti, Goodyear offre
quindi, da subito, una gamma ancor più completa di pneumatici ricostruiti con vulcanizzazione a caldo, che forniscono livelli di prestazioni simili a quelli dei pneumatici
nuovi e riducono i costi di esercizio.
In precedenza, i disegni dei nuovi pneumatici diventavano
disponibili per le versioni ricostruite qualche tempo dopo
il lancio delle gamme di pneumatici nuovi. La presentazione in contemporanea delle versioni TreadMax KMAX e
FUELMAX permette agli operatori dei veicoli commerciali
di beneficiare immediatamente dei nuovi disegni del battistrada.
I nuovi prodotti disponibili sono i pneumatici per asse motore TreadMax KMAX D e TreadMax FUELMAX D e le coperture per rimorchio TreadMax KMAX T e TreadMax FUELMAX T. I pneumatici per asse motore sono disponibili nelle
dimensioni 315/8022.5 e 315/7022.5 e, successivamente,
saranno aggiunte la dimensione 295/80R22.5 e la serie 60.
I pneumatici rimorchio sono disponibili nelle dimensioni
385/6522.5 e 385/5522.5 e in seguito verrà aggiunta la dimensione 435/50R19.5 nella linea FUELMAX T.
Gli operatori che usano i pneumatici Goodyear dotati della Max Technology (Marathon LH o Regional RH) possono trarre maggiori benefici dalla ricostruzione passando
ai disegni battistrada TreadMax KMAX e FUELMAX. Per
assicurare pneumatici di alta qualità, per i ricostruiti TreadMax vengono impiegate solo le coperture Goodyear dotate della Max Technology, che usano materiali, disegni
del battistrada e tecnologie uguali a quelli dei corrispondenti pneumatici nuovi. Ciò significa che offrono livelli di
prestazioni simili a quelli dei pneumatici premium nuovi.
Firestone presenta il nuovo pneumatico agricoltura Maxi
Traction Combine: un pneumatico progettato per ridurre
i tempi di inattività durante la stagione del raccolto grazie alla grande capacità di carico, adatto a mietitrebbie di
qualsiasi peso e con un basso impatto sulla superficie del
terreno durante la lavorazione.
“I nuovi Maxi Traction Combine sono il top di gamma, specialmente per le operazioni cicliche sui campi. A una pressione di gonfiaggio più elevata, il carico ciclico può essere
aumentato fino al 70% rispetto al carico standard massimo. Questo migliora notevolmente l’efficienza agricola”
afferma Harald Van Ooteghem, senior manager marketing
planning commercial business unit, Bridgestone Europe.
I Maxi Traction Combine si avvalgono dell’esclusiva tecnologia Dual Angle Lug, progettata per migliorare la trazione,
ridurre la perturbazione superficiale del terreno durante
la lavorazione e migliorare l’auto-pulitura, permettendo
agli agricoltori di lavorare più terreno in minor tempo, aumentando la produttività e proteggendo il terreno.
Gebhardt, produttore di sistemi di stoccaggio di pneumatici e ruote in Europa, a completamento del suo primo
contenitore porta-pneumatici EC-01, amplia la sua serie
ECOTIRErack.
pneurama 5 2013 
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Vetrina teCniCa
Con i nuovi scaffali, di propria progettazione, Gebhardt offre ai suoi clienti un programma completo, soddisfacendo
così la tendenza verso pneumatici sempre più diversi e di
dimensioni sempre maggiori. La misura standard di 239,5
centimetri di larghezza per 125 centimetri di profondità,
rende i nuovi contenitori compatibili con tutti gli standard
di mercato. I nuovi ECOTIRErack di Gebhardt sono disponibili per lo stoccaggio “a lisca di pesce”, verticale o misto di
pneumatici. Tutti i supporti di carico sono logicamente anche compatibili tra loro. La versione standard permette di
sovrapporre tre contenitori, in quelle rinforzate, anch’esse
nuove nell’assortimento, se ne possano accatastare quattro.
Per sviluppare i nuovi ECOTIRErack, Gebhardt si è servita
delle sue esperienze pluriennali, ottimizzando così i nuovi
supporti di carico: i modelli EC-11 e EC-31 per lo stoccaggio verticale presentano, infatti, elementi angolari leggermente più grandi per aumentare la stabilità della parete
laterale, a cui è stato integrato un ulteriore supporto, che
rende così possibile la modifica dell’altezza delle aste da
inserire. Questo dettaglio aumenta la flessibilità, perché
rende possibile stoccare verticalmente anche pneumatici
di dimensioni diverse.
BKT è pronta per lanciare sul mercato Earthmax SR 41,
nuovo pneumatico OTR radiale progettato per applicazione specifica su dumper articolati pensato per migliorare
efficienza e performance elevate durante le complesse attività di cantiere.
Il nuovo pneumatico è stato sviluppato sulla base della
tecnologia del precedente modello Earthmax SR 40 e dispone di un nuovo battistrada dotato di ponti di collegamento rafforzati per conferire una migliore rigidità ai tasselli e quindi una maggiore stabilità.
La geometria dei tasselli è stata appositamente progettata
per assicurare una maggiore trazione, caratteristica fondamentale per i dumper articolati che operano su terreni
e in condizioni particolarmente difficili.
Earthmax SR 41, disponibile nelle misure 29.5 R 25 e 26.5
R 25, è uno pneumatico All Steel. La struttura e la carcassa, realizzate con cinture a più tele in acciaio, garantiscono
una maggiore resistenza alle aggressioni quali ad esempio
forature e penetrazione di corpi estranei. Caratteristiche
particolarmente importanti quando ci si trova di fronte
a ostacoli presenti sul terreno che potrebbero esporre i
pneumatici a seri rischi di foratura o danneggiamento della carcassa.
I pneumatici Earthmax SR 41 sono dotati di un battistrada
molto profondo (classificato E4, cioè il 50% in più rispetto
allo standard) che permette di allungare il ciclo di vita del
pneumatico. Il nuovo modello, studiato con un minor interspazio tra un tassello e l’altro, riduce inoltre il rischio che
sassi e corpi estranei rimangano intrappolati nel pneumatico. Il prodotto è disponibile in due differenti versioni: con mescola particolarmente resistente ai tagli (“cut
resistant”), per utilizzi su terreni impervi con presenza di
detriti di varia natura, e con mescola “standard”, per un
uso in applicazioni miste.
84  pneurama 5 2013
Apollo Vredestein ha presentato all’edizione 2013 del Salone internazionale dell’automobile di Francoforte il suo
ultimo pneumatico invernale, Wintrac Xtreme S, insieme a
molti altri pneumatici Vredestein, tutti montati su auto elaborate dal prestigioso tuner tedesco Hamann.
Dopo quella con Giugiaro Design, l’azienda vanta oggi
partnership con diversi brand attivi nella personalizzazione delle auto fra i quali spicca certamente Hamann Motorsport GmbH. Questi nuovi pneumatici invernali realizzati
da Vredestein presentano una struttura capace di garantire
aderenza anche alle alte velocità. Vredestein Wintrac Xtreme S è caratterizzato dalla nuova
tecnologia Internal Sipe Locking Technology (ISLT), la quale
garantisce che le lamelle, essenziali per una perfetta aderenza su neve e ghiaccio, non vengano praticamente sottoposte ad alcuna deformazione, anche alle alte velocità.
Inoltre, le stesse si saldano tra loro - per una maggiore
precisione di sterzata - anche quando il pneumatico è sottoposto a forti forze laterali durante la percorrenza delle
curve. Grazie all’indice di velocità Y che lo caratterizza,
questo pneumatico può essere utilizzato su alcune misure
per velocità fino a 300 km/h.
Oltre a Wintrac Xtreme S, nello stand è stato presentato
anche il pneumatico speciale Vredestein Ultrac Vorti R
«Hamann edition». Una tecnologia progettata da Apollo
Vredestein appositamente per Hamann Motorsport GmbH
permette di vulcanizzare in piccola serie i loghi dei brand
sui pneumatici.
Dunlop presenta il nuovo pneumatico dedicato alle moto
sportive: SportSmart2. Pneumatico ad elevato contenuto
tecnologico, SportSmart² punta su una migliore maneggevolezza, aderenza ottimizzata su asciutto e su bagnato, elevata durata e stabilità alle alte velocità, senza dimenticare
il comfort.
La tecnologia alla base di SportSmart² è stata sviluppata
dal Dipartimento di Ricerca e Sviluppo europeo Dunlop e
rappresenta l’evoluzione di prodotti vincenti come il D212
GP Pro, pensata per soddisfare le esigenze di prestazioni
elevate tipiche delle moto moderne, migliorando allo stesso tempo l’esperienza di guida dei modelli meno recenti.
Le prestazioni sul bagnato sono state implementate grazie
ad un nuovo disegno del battistrada caratterizzato da una
“V rovesciata” al centro, che permette un miglior drenaggio. La nuova mescola sulla spalla del pneumatico posteriore, composta integralmente da silice ad elevata dispersione, aiuta l’aderenza sul bagnato, mentre la tenuta su
strada asciutta è garantita su un ampio range di temperature di esercizio grazie all’uso di polimeri liquidi e resine.
La costruzione Steel JointLess Belt (JLB) del pneumatico
anteriore migliora manovrabilità, stabilità e prestazioni fino
a 300 km/h, mentre la nuova forma aumenta la maneggevolezza per un’entrata in curva veloce e una linea di guida
costante, con stabilità di frenata in curva e minore sensibilità allo shimmy. Infine, la tecnologia Multi-Tread permette un maggior chilometraggio grazie ad una mescola dura
studiata per la sezione centrale, mentre sulla spalla la mescola in silice migliora l’aderenza. 
pneurama 5 2013 
85
FLASH
Ciao Michel
Si è spento venerdì 27 settembre all’età di 59 anni dopo una breve malattia Michel Alexandre Morlat, uno dei massimi esperti a livello internazionale nel campo
dell’organizzazione delle fiere automotive.
Per diciotto anni è stato direttore della società che organizza l’Equip Auto di Parigi,
che sotto la sua direzione ha conosciuto periodi
di grande sviluppo. Dopo questa esperienza ha
ricoperto l’incarico di brand manager dell’Automechanika di Francoforte e di vicepresidente
di Messe Frankfurt proprio nel periodo in cui la
rassegna tedesca ha sviluppato la sua rete internazionale. Ha quindi fondato la propria società di
consulenza, la MaM consulting, diventando consulente strategico per l’internazionalizzazione
di Autopromotec, incarico che ha ricoperto con
grande passione fino agli ultimi giorni, ideando
tra l’altro lo IAAM - International Automotive Aftermarket Meeting.
Oltre che per l’aspetto professionale, Michel verrà ricordato per la carica umana che trasmetteva
a chi collaborava con lui. Alla moglie Veronique e
ai figli un grande abbraccio da tutto lo staff di Autopromotec a cui si associa la rivista Pneurama.
Ciao Michel, merci mon ami.
Lettera delle associazioni al Ministero: il superbollo penalizza
il fisco oltre che il mercato delle auto
Una lettera congiunta firmata dalle principali associazioni della filiera automotive, ANFIA (produttori
italiani), ANIASA (autonoleggio), Assilea (leasing), Federauto (concessionari), UNASCA (agenzie), UNRAE
(costruttori esteri), chiede al Ministero dell’Economia
e delle Finanze di “Abolire la dannosa e controproducente sovrattassa sul bollo auto che ha prodotto
una serie di effetti perversi che stanno penalizzando
l’Erario, il mercato dell’auto e il suo indotto”.
L’addizionale erariale sul bollo auto era stata introdotta nel luglio 2011 con un importo pari a 10€ per
ogni kW di potenza del veicolo superiore ai 225 kW,
con effetto retroattivo su tutto il 2011 e su tutto il parco circolante; successivamente, dal 1° gennaio 2012,
la sovrattassa è stata portata a 20€/kW ed estesa
alle vetture con potenza superiore ai 185 kW.
Nelle intenzioni dell’Esecutivo la misura avrebbe dovuto portare alle casse dello
Stato 168 milioni di €, ma non è andata così. Nel solo 2012, invece, si è determinata
una perdita complessiva, tra minori entrate fiscali e mancato introito, di circa 140
milioni di €, così suddivisa: per lo Stato 93 milioni € di gettito IVA e 13 milioni €
di superbollo; per le Regioni 19,8 milioni € di mancato pagamento del bollo; per
le Province 5,2 milioni € di mancata IPT e circa 9 milioni € di addizionale su RCA.
A causare questo danno per l’Erario, una serie di fenomeni non previsti e controproducenti, tra cui la riduzione delle nuove immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kW, la proliferazione di “falsi leasing” di autovettura con targa
estera, il boom di radiazioni per esportazione sia di auto di nuova immatricolazione
che di auto usate, il crollo dei passaggi di proprietà per le autovetture colpite dal
“superbollo”.
In definitiva, evidenziano le associazioni, è urgente l’abolizione della sovrattassa,
per invertire la rotta negativa degli ultimi anni e alleggerire la pressione fiscale sul comparto. Nonostante le evidenti difficoltà attraversate dal settore a causa
della crisi economica, infatti, dal 2009 a oggi il carico fiscale sulla motorizzazione
ha continuato a crescere, fino a superare, nel 2012, i 72 miliardi di Euro, pari al
86  pneurama 5 2013
17% del totale delle entrate tributarie
nazionali.
Annunciata joint venture
Tesco-Italmatic
Italmatic, gruppo italiano specializzato nella produzione di impianti per la
ricostruzione dei pneumatici e accessori a livello mondiale ha stipulato una
joint venture con l’azienda Tesco Of
America Inc., leader nei settori automobilistico e dei pneumatici in Nord
America. La nuova società è chiamata
Tesco Italmatic LLC, con sede centrale
a Oakland Park, FL, USA. La partnership è mirata allo sviluppo della distribuzione del vasto portafoglio di prodotti e servizi Italmatic nel Nord, Centro e
Sud America.
Nell’annunciare la joint venture, il
sig. Daniel Zeledon, managing director della Tesco Of America Inc. e il dr.
Massimo Ghitturi, amministratore delegato del gruppo Italmatic, hanno sottolineato che l’accordo aumenterà visibilità e posizionamento del gruppo in
queste regioni strategiche. La sinergia
cercata vuole unire l’esperienza nella
produzione di prodotti tecnologici di
Italmatic al servizio e supporto Tesco
sul continente americano.
Giti Tire investe in
Ricerca&Sviluppo e
apre due nuovi centri
Giti Tire, produttore
di pneumatici a livello mondiale, ha creato due nuovi Centri
Tecnici in Europa e
Nord America. La
mossa segna un notevole sviluppo nelle
capacità di ricerca e
sviluppo della società, con entrambi i siti
che lavoreranno in
collaborazione con le
strutture già esistenti in Cina, Indonesia e Regno Unito, l’ultima delle quali
ha sede presso il rinomato centro di
MIRA. L’azienda impiega oggi oltre 600
addetti nella R&S.
Il primo dei nuovi siti avrà sede ad Hannover, in Germania, e darà lavoro ad
un gruppo di ingegneri progettisti dei
pneumatici, preparatori, chimici e fisici.
Stefan Fischer dirigerà le operazioni
europee, dopo aver lavorato per oltre 18 anni nelle divisioni di ricerca e
sviluppo di due importanti produttori
di pneumatici. Fischer riporterà a Wai
Yeen Phang, direttore esecutivo della
R&S per Giti Tire ed a Richard Lyons,
managing director - Europe, e farà
parte del Team direttivo Europeo che di
quello globale di R&S.
Il Centro Tecnico americano di Giti Tire
avrà invece sede ad Akron, Ohio, sotto
la guida del nuovo direttore R&S Hamid
Aboutorabi, un esperto nel settore dei
pneumatici da più di 23 anni.
Con un PhD in ingegneria meccanica,
Aboutorabi ha supervisionato lo sviluppo e l’applicazione di tecniche di
modellazione avanzate nella progettazione di pneumatici sia OE che al
ricambio, e ha avuto diversi articoli di
ricerca pubblicati sul Tire Society, Inc.,
la rivista più famosa per le tecnologie
del settore dei pneumatici.
Con le nomine di Stefan e Hamid la società aggiunge due importanti elementi
alla propria squadra di Ricerca e Sviluppo.
Cresce il fanchising Pirelli: 11
nuovi centri Driver
Quest’anno il “Driver Center Tour” prevede l’apertura di 11 nuovi centri, da
settembre a fine anno. Si partirà da
Campo di Trens, che vedrà nascere il
primo centro del Trentino Alto Adige. Seguiranno Lodi, Crema, Aquila,
Roma, Bari città, Taranto e ben quattro
a Napoli.
Il proprietario del centro di Campo di
Trens, l’imprenditore Werner Hochrainer, ha costruito negli anni un punto
di riferimento non solo per gli automobilisti della zona ma anche per i
molti automobilisti che ogni giorno attraversano il confine che divide l’Italia
dall’Austria. Reifen Hochrainer gode,
infatti, di una posizione strategica nei
pressi dell’autostrada del Brennero,
fondamentale punto di passaggio di
veicoli tra sud e nord Europa. Nei suoi
600 metri quadri, il nuovo centro abbina ai classici servizi di assistenza e ricambio
pneumatici, anche interventi di manutenzione, revisione, meccanica leggera e pesante, oltre alla vendita di accessori per auto.
Sono ormai 350 i gommisti che in tutta Italia hanno scelto di entrare a far parte del
network Driver, che offre investimenti in pubblicità e promozioni, oltre ad un pacchetto tecnico, formativo e commerciale che include le conoscenze di meccanica
leggera per trasformare gli specialisti di pneumatici in esperti della manutenzione
delle vetture.
Magneti Marelli fornirà i ricambi alle officine ALD
Magneti Marelli After Market Parts and Services e ALD Automotive, società specializzata
nei servizi di noleggio a lungo termine e fleet
management, rafforzano la partnership e consolidano l’accordo siglato nel 2012.
Grazie all’accordo Magneti Marelli AMP&S
divisione commerciale di Magneti Marelli dedicata al settore dei ricambi e alle reti di officine, distribuisce a tutte le officine convenzionate ALD una gamma completa di ricambi
auto originali o di qualità equivalente insieme
a prodotti direttamente progettati e fabbricati da Magneti Marelli, come ad esempio
l’elettronica e l’illuminazione.
La fornitura avviene attraverso la rete di ricambisti specializzati Magneti Marelli,
in grado di garantire il servizio logistico e la disponibilità dei ricambi su tutto il
territorio nazionale.
Da settembre Magneti Marelli AMP&S aggiungerà il servizio di diagnostica e manutenzione mettendo a disposizione dei clienti ALD le officine della rete Checkstar.
A Ferrara realizzato un
tratto di strada con asfalto
contenente PFU
Ai margini della città di Ferrara fino
a un anno fa esisteva un deposito con
oltre 8.000 tonnellate di PFU abbandonati, con grande preoccupazione degli
abitanti, a causa del fallimento della ditta che avrebbe dovuto riciclarli.
L’Amministrazione Comunale, però, ha
mostrato ai cittadini come un rifiuto possa essere trasformato in risorsa creando
valore per la comunità.
Grazie all’impegno dell’amministrazione comunale e di Ecopneus i pneumatici che
giacevano abbandonati in Via Cà Rosa, nell’area industriale della Diamantina, sono
stati smaltiti e in occasione dei lavori di rifacimento di un importante tratto stradale
comunale in via Pomposa si è scelto di utilizzare un asfalto contenente gomma
proveniente dal riciclo dei PFU.
Adesso tutti i cittadini potranno testare i vantaggi degli asfalti realizzati con un
bitume arricchito con gomma da PFU: la riduzione del rumore da traffico, maggiori garanzie per quanto riguarda la tenuta del veicolo, lo spazio di frenata e il
pneurama 5 2013 
87
FLASH
no dell’aquaplaning, grazie alla maggiore aderenza del pneumatico alla strada, e
al contempo una pavimentazione più durevole, sicura e confortevole. La gomma,
infatti, dona maggiore elasticità alla pavimentazione permettendole di resistere
maggiormente alle deformazioni dovute al passaggio veicolare e ai danni stagionali.
Via Pomposa costituisce un’arteria strategica per la città di Ferrara; i lavori di rifacimento hanno interessato circa 10 km di strada, di cui al momento solo un tronco
è stato asfaltato con bitumi modificati. L’Amministrazione Comunale è però intenzionata a investire ancora su questa applicazione qualora i risultati siano in linea
con quanto previsto e già ampiamente confermato dalla letteratura scientifica.
L’eccesso di tassazione penalizza il gettito delle imposte sui
carburanti
È calato di 870 milioni il gettito delle imposte su benzina e gasolio per autotrazione nei primi otto mesi del 2013. In termini
percentuali la contrazione è del 3,5 ed è la
risultante di una diminuzione dei consumi
del 4,7% e di un incremento del carico fiscale medio ponderato dell’1,2%.
La colpa è dell’effetto Laffer, cioè la contrazione del gettito all’aumentare delle
imposte. Il fenomeno si è verificato per la
prima volta nel dicembre 2012 ed è proseguito nel 2013. In sintesi, secondo il Centro Studi Promotor, nel dicembre scorso,
e poi nel 2013, il carico fiscale su benzina
e gasolio ha superato il limite di sostenibilità per mantenere i livelli di consumo.
Questi dati emergono da uno studio che il Centro Studi Promotor ha condotto sulla
sua banca dati su consumi e prezzi dei carburanti per autotrazione. Da gennaio ad
agosto 2013 la spesa alla pompa per benzina e gasolio è stata di 42,1 miliardi con
un calo del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il gettito fiscale
complessivo è stato di 23,6 miliardi e la componente industriale (cioè la quota che
va all’industria petrolifera e distribuzione) è stata di 18,6 miliardi con un calo del
10,1%, dovuto al calo dei consumi (-4,7%) e a un calo medio ponderato del prezzo
industriale del 5% per la benzina e del 5,9% per il gasolio.
Il calo del gettito fiscale contribuisce a rendere più difficile il raggiungimento degli
obiettivi di politica economica del paese, compreso il bilancio pubblico. Il prezzo
alla pompa italiano risulta essere estremamente elevato al confronto con quelli
europei, principalmente a causa del carico fiscale. Secondo gli ultimi dati disponibili (luglio 2013) il prezzo della benzina in Italia è il più alto dell’Unione Europea
con una differenza rispetto alla media di 25 centesimi dovuta per 23 centesimi al
maggior carico fiscale. Per il gasolio invece il prezzo italiano è inferiore soltanto a
quello della Svezia e si registra, rispetto alla media della UE, un prezzo più alto di
25 centesimi dovuto per 24 centesimi alla tassazione.
“It can wait”: Goodyear contro lo
scambio di sms al volante
Il 19 settembre Goodyear ha fatto volare i
suoi dirigibili con un messaggio speciale, “It
can wait – no text is worth a life” (“Può attendere – nessun sms vale una vita”, ndr) a
sostegno della campagna nazionale “It can
wait”, che esorta a non scrivere o inviare sms
mentre si è al volante: www.ItCanWait.com.
Dal 2010 la politica di Goodyear sulla sicurezza vieta lo scambio di sms mentre si è al
volante di veicoli aziendali.
88  pneurama 5 2013
Paul Fitzhenry, senior vice president,
global communications di Goodyear,
ha commentato: “Goodyear si associa
alla campagna per contribuire a sensibilizzare il pubblico sui rischi associati
allo scambiarsi sms mentre si guida. Il
messaggio “It can wait” trasmette un
concetto semplice ma efficace, e ben si
adatta alla priorità data dall’azienda alla
sicurezza su strada, sostenuta da campagne che sensibilizzano il pubblico e
incoraggiano comportamenti sobri.”
Dal mese di maggio i tre dirigibili Goodyear hanno sorvolato le finali NBA,
il torneo di golf US Open, le corse NASCAR Sprint Cup, gli X Games, diverse
partite di baseball della Major League
e di football mostrando il messaggio
alle grandi folle riunite.
Chiude lo stabilimento di
Anagni del Gruppo Marangoni
Il Gruppo Marangoni ha annunciato
che cesserà la produzione di pneumatici nuovi da vettura e trasporto leggero
presso lo stabilimento di Anagni.
Nonostante gli investimenti di risorse
finanziarie e tecniche profusi negli ultimi anni a sostegno della produzione
e dell’occupazione – 34 milioni di euro
dal 2005, oltre al ricorso a strumenti ordinari e straordinari di tutela del
lavoro - lo stabilimento di Anagni non
ha potuto contrastare la congiuntura di
dinamiche strutturali e di mercato (tra
cui la sempre più diffusa competizione
di pneumatici a basso costo provenienti
da paesi extra-europei) e macroeconomiche legate alla crisi globale (con un
calo della domanda di pneumatici da
vettura che nel 2012 ha toccato -13%
a livello europeo e addirittura -26% a
livello italiano) verificatasi negli ultimi
anni.
La continuità delle consegne verrà assicurata dalla disponibilità di scorte e
di forniture integrative. A sostegno dei
circa 400 dipendenti dello stabilimento
di Anagni verranno attivati gli ammortizzatori sociali. Il gruppo conferma
inoltre la piena disponibilità al confronto con gli enti e i soggetti competenti
nella gestione di questo difficile momento.
Negli ultimi anni, il gruppo si è andato
sempre più radicando in mercati extra
europei fra i quali il Nord America ed
il Sud America migliorando la sua performance economica e riuscendo in tal
modo ad arginare gli effetti della crisi.
L’auto da acquistare adesso si
cerca sul web
Nella ricerca annuale dedicata al settore automotive, Google, insieme alla
società di ricerca Netpop, ha analizzato
il ruolo del digitale nel processo di acquisto di automobili. Internet è irrinunciabile nel processo decisionale: il 93%
di chi acquista auto nuove e l’89% di chi
sceglie l’usato utilizza proprio risorse
online per informarsi. Per il nuovo si
scelgono i siti delle case automobilistiche e i video su YouTube e Facebook,
mentre per l’usato i siti di annunci e le
classifiche auto. In entrambi i casi i motori di ricerca sono sempre di primaria
importanza, mentre la risorsa off-line
più utilizzata rimane il concessionario.
Conoscere le modalità di scelta è fondamentale per le aziende del settore
automotive per ideare strategie pubblicitarie più efficaci e coinvolgenti. Anche nel momento in cui si trova presso
un concessionario, un acquirente di
auto su tre utilizza lo smartphone per
effettuare ricerche. L’uso di questo
strumento in Italia infatti è quasi raddoppiato in due anni, mentre l’utilizzo
dei tablet è passato dal 6% di penetrazione dell’anno scorso al 15%. Chi sta
cercando un’auto usa device diversi in
base a ciò che ha a disposizione e le
case automobilistiche dovrebbero tenerne conto per ideare campagne di
marketing su più dispositivi. È sempre
più importante che le pubblicità tengano presente il contesto in cui trovano i clienti:
posizione, ora del giorno e dispositivo utilizzato sono informazioni fondamentali
per offrire contenuti mirati e massimizzare la risposta.
Inaugurato il nuovo centro di Ricerca&Sviluppo Kumho
Kumho Tyres il 2 Settembre scorso ha inaugurato
il nuovo centro di Ricerca
e Sviluppo a pochi chilometri da Seoul. Il centro si
estende su una superficie
totale di circa 35.000 metri quadri, con due edifici:
uno per la ricerca e l’altro
per i test. Circa 600 sono
i nuovi ricercatori esperti,
provenienti dalla Corea
e dall’estero, che oltre a
computer altamente tecnologici e attrezzature per
prove fisiche, analisi chimiche e analisi strumentali avanzate, avranno a loro disposizione anche una biblioteca tecnica con 20.000 testi e un fitness center. Al primo
piano si trova uno showroom con esposto, tra gli altri, un pneumatico intelligente
capace di leggere le caratteristiche della superficie stradale e adeguare le performance.
La nuova struttura fungerà da fulcro di una rete globale di centri di Ricerca e Sviluppo che comprende quello di Akron (USA), quello di Francoforte (Germania), quello di Tianjin (Cina) e il preesistente coreano, che rimane in attività con funzioni di valutazione e monitoraggio della qualità dei prodotti finiti, sfruttando l’impianto di produzione e la pista di prova.
Il tutto rientra nella strategia di ristrutturazione e rinnovamento di Kumho per
mantenersi all’avanguardia tecnologica e supportare l’espansione quantitativa insieme alla continua crescita qualitativa.
Occhio alle gomme
Federpneus presenta il filmato realizzato per sensibilizzare gli automobilisti
sull’importanza di rivolgersi sempre a
un rivenditore specialista per la propria sicurezza. Scelta del prodotto di
qualità, manutenzione e servizi: sono
tutti aspetti che influiscono non solo sul
comfort ma soprattutto sulla sicurezza
di un viaggio. Affidereste la vostra salute nelle mani di persone non preparate?
E allora perché farlo con le proprie gomme, l’unico contatto con la strada, da cui
dipende stabilità e tenuta del veicolo? Anche le gomme non possono fare a meno di
uno specialista che offra il servizio professionale necessario a garantire la sicurezza del mezzo. La necessità
di diffondere una cultura di sicurezza anche tra i giovani, ha suggerito a Federpneus la creazione di un canale
YouTube dedicato, che in futuro ospiterà altri divertenti
filmati che vedranno nei social network il loro principale
mezzo di trasmissione.
Collegati col tuo smartphone al QR-code o vai su www.
youtube.it e cerca il canale Federpneus, guarda il video
e condividilo con tutti i tuoi contatti per contribuire a diffondere il più possibile questo importante messaggio. 
pneurama 5 2013 
89
Letto Per Voi
Le sfide dei ricostruttori americani
Secondo un sondaggio della rivista americana
Modern Tire Dealer, oltre l’85% dei 680 ricostruttori nazionali, pur essendo in attività da più di 25
anni, è restio a incrementare la capacità di produzione e perfino ad acquistare nuove attrezzature. Secondo il 4,02% degli intervistati, inoltre,
la reperibilità di carcasse è la sfida maggiore alla
sopravvivenza del settore.
Fonte: MODERN TIRE DEALER 8/2013
Dalla russia con calore
L’azienda russa Technokomplex ha realizzato
un impianto per pirolisi adatto a paesi dal clima caldo quali il Brasile e la Colombia. Oltre ai
pfu, l’impianto può utilizzare parti meccaniche in
plastica, feccia dell’olio e oli di scarto da pirolisi
a bassa temperatura. Tutti i prodotti intermedi
(gassosi, liquidi e solidi) del processo possono
essere riciclati. L’impianto è ecocompatibile e il
livello di emissioni è da 10 a 100 volte inferiore
alla soglia legale, il che ne permette l’utilizzo sia
in Europa sia negli USA.
Fonte: TYRE AND RUBBER RECYCLING 3/2013
Dal pfu al pneumatico nuovo… il passo è
breve
Le università olandesi di Twente e Groningen
stanno sperimentando una nuova tecnologia che
permetterà di utilizzare il 40% del materiale ricavato dalla lavorazione dei pfu per la fabbricazione
di pneumatici nuovi (attualmente viene utilizzato
il 5%). La ricerca è interamente sovvenzionata da
RecyBEM (associazione olandese che tratta i pfu
nel rispetto dell’ambiente) e la tecnologia ha già
ottenuto il brevetto.
Fonte: TYRE AND RUBBER RECYCLING 3/2013
La malaysia aumenta le esportazioni di prodotti in gomma
Secondo i dati del Tun Abdul Razak Research
Center (centro di ricerca e promozione delle in-
90  pneurama 5 2013
dustrie malesi della gomma – ndr), le esportazioni malesi di prodotti in gomma nell’UE sono
aumentate del 3,3% rispetto al 2011 (per un valore di 824,8 milioni di euro) e negli USA sono aumentate del 9,2%.
Fonte: RUBBER WORLD 8/2013
Lenta la crescita del ricostruito in Cina
Secondo un rapporto di Research and Markets (ricerche di mercato – ndr), nel 2012 i ricostruiti in
Cina sono stati 18 milioni, per un aumento dell’oltre 10% rispetto al 2011. La crescita è comunque
molto lenta; pur essendoci, infatti, circa 500 aziende che ricostruiscono oltre 30 milioni di pneumatici l’anno, meno di 20 di esse è riuscita a produrre
oltre 100.000 unità nel 2012. La produzione totale
di radiali dell’anno scorso ha superato i 460 milioni, e sono stati generati oltre 200 milioni di pfu.
Fonte: RUBBER WORLD 8/2013
L’angola promuove il recupero dei pfu
Il Ministero angolano dell’Ambiente sta considerando un progetto di legge che promuove il
recupero dei pfu, la tutela dell’ambiente e il miglioramento del tenore di vita in Angola. La nuova legislazione intende incoraggiare l’adozione di
comportamenti ecologici quali la manutenzione,
il riciclo e la termovalorizzazione dei pneumatici,
scoraggiando così gli incendi di pfu e il loro abbandono in strada.
Fonte: TYRE % RUBBER RECYCLING 3/2013
manitoba recupera pneumatici e camere
d’aria da bici usate
La provincia canadese di Manitoba, tramite l’ente locale Tire Stewardship Manitoba, ha lanciato
un nuovo programma di recupero dei pfu che include anche pneumatici e camere d’aria da bici
usate. L’iniziativa sarà completamente gratuita e
l’elenco dei punti di raccolta aderenti verrà pubblicato sul sito web dell’ente.
Fonte: TYRE AND RUBBER RECYCLING 3/2013
primo stabilimento di pneumatici per la
Birmania
L’impresa Myanmar Economic Corp., legata
all’ambiente militare della Birmania, ha iniziato
dal 2010 la costruzione del primo stabilimento
birmano di pneumatici a Yangon. Si chiamerà
Myanmar Economic Corp. Tyre Factory – meglio
conosciuto localmente con il nome Ywama Tyre
Factory - e avrà una capacità annuale di circa
855.000 unità.
ma, dal gennaio 2014 Pechino ridurrà annualmente l’immissione di vetture nuove nel parco
circolante, che entro il 2017 arriverà alla cifra
massima di sei milioni. Secondo le statistiche
di Beijing Traffic Management Bureau (ente gestione traffico pechinese) alla fine di luglio la
capitale cinese registrava un parco circolante di
5,35 milioni di veicoli.
Fonte: E-NEWS HYBRID-EV.COM/CHINADAILY EUROPE
16/9/2013
Fonte: E-NEWS RUBBER NEWS 3/9/2013
new York promuove le trazioni alternative
Il governatore di New York Andrew M. Cuomo
ha stanziato un programma di incentivi del valore di 19 milioni di dollari per l’acquisto di veicoli commerciali elettrici/ibridi e a metano.
Fonte: TRUCKINGINFO 9/2013
La crisi e la tecnologia contro i pfu tedeschi
I dati di GAVS (ente tedesco per il recupero
della gomma usata) mostrano che nel 2012 il
calo di vendite nel settore dei pneumatici nuovi ha influenzato anche i pfu, che con un totale
di 580.000 tonnellate hanno registrato un calo
del 12% rispetto al 2011. Inoltre, nonostante
le immatricolazioni di vetture nuove siano cresciute del 5,3% nell’ultimo quinquennio, i pfu
sono rimasti fermi a una media di 600.000 tonnellate annue, soprattutto a causa dei continui
miglioramenti nella tecnologia di produzione
dei pneumatici nuovi, che garantisce a questi
ultimi una durata maggiore.
Fonte: GUMMIBEREIFUNG 9/2013
pechino riduce le emissioni di particolato
La giunta municipale di Pechino ha varato un
piano per ridurre del 25% o più le emissioni di
PM2,5 (particolato fine con diametro inferiore
a un quarto di centesimo di millimetro - ndr)
entro i prossimi 5 anni. Per attuare il program-
Legge americana favorisce l’India
L’inasprimento negli USA della legge UCA
(contro la concorrenza sleale), che vieta l’importazione di prodotti realizzati con software
e hardware piratati, tornerà a vantaggio delle
esportazioni indiane di derivati della gomma,
poiché il tasso di pirateria in India è basso (63%)
rispetto a quello di paesi quali Indonesia (86%),
Cina (77%) e Thailandia (72%). Gli USA rappresentano il 12% delle esportazioni indiane di
derivati della gomma, con un tasso di crescita
annua del 5%.
Fonte: RETREADING BUSINESS 3/2013
Cresce fra molti ostacoli la ricostruzione in
Indonesia
La ricostruzione in Indonesia deve affrontare
problemi quali la concorrenza spietata, i crescenti costi delle materie prime e dell’elettricità, e l’aumento dei salari minimi. Secondo
le stime di una fonte indipendente, nel paese
vengono ricostruiti mensilmente circa 200.000
pneumatici, e il settore è in crescita, ma ha
conservato una natura frammentaria, per cui
non sono disponibili cifre conclusive. La radializzazione del mercato è un altro ostacolo per i
ricostruttori, perché la vita media di un radiale
è tre volte superiore a quella di un cinturato. I
principali ricostruttori locali stanno comunque
investendo in attrezzature hi-tech, lasciando
intravedere una svolta positiva.
Fonte: RETREADING BUSINESS 3/2013
pneurama 5 2013 
91
II I
manaGinG eDitor
renzo Servadei
eDitoriaL DireCtor
roberta Papadia
[email protected]
5 2013 SEPTEMBER OCTOBER
sUmmarY
aDministration manaGer
Magda Castelli
[email protected]
eDitoriaL seCretarY
[email protected]
eDitinG
[email protected]
PneUrama WeeKLY anD PneUrama.Com aDVertisinG
[email protected]
sUBsCriPtion
Cinzia Fantuzzi
[email protected]
PHoto, PaGinG FiLm anD PrintinG
arbe industrie Grafiche
93
PHotos
effedueotto.com, interpromex.it
94
Editorial
SaFeTY FIrST anD FOremOST
TeCHnICaL reVIeW
enGLisH transLation
isabella robertson
itaLian transLation
rebecca ravagnani
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Distribution:
In Italy - Tyre Specialists and Retreaders; Road Haulage Companies; Bus and Coach Operators; Public Transport Undertakings; Garbage Companies; Tyre Manufacturers; Manufacturers, Importers and Dealers of equipment and products for tyre
servicing and retreading; Vehicle Manufacturers; Oil Companies; Ministries; Traffic
Control Authorities; Traffic Police Departments; Regional Offices of the Italian
Automobile Association; State Highways Authority; Italian Institutes for Foreign
Trade; Italian and Foreign Chambers of Commerce; Foreign Embassies, Consulates
and Trade Offices; National Trade Associations.
Abroad - Tyre Specialists and Retreaders; Manufacturers, Importers and Dealers
of equipment and products for tyre servicing and retreading; Tyre Manufacturers;
Italian Institutes for Foreign Trade, Chambers of Commerce, Italian Embassies and
Consulates; National Trade Associations in the following Countries:
AFRICA: Angola; Benin; Burkina Faso; Burundi; Cameroon; Congo; Ethiopia;
Gabon; Ghana; Guinea Bissau; Guinea Rep.; Ivory Coast; Kenya; Madagascar;
Malawi; Mauritius Islands; Mozambique; Namibia; Nigeria; Reunion; Senegal;
Seychelles; Sierra Leone; South Africa Rep.; Sudan; Swaziland; Tanzania; Togo;
Uganda; Zambia; Zimbabwe. ASIA: Afghanistan; Bahrain; Bangladesh; Brunei;
Chinese Pop. Rep.; India; Indonesia; Iran; Japan; Kuwait; Malaysia; Myanmar;
Oman; Pakistan; Philippines; Qatar; Saudi Arabia; Singapore; South Korea; Sri
Lanka; Taiwan; Thailand; U.A.E.; Vietnam; Yemen. MEDITERRANEAN AREA:
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Czech Rep.; Denmark; Estonia; Finland; France; Germany; Great Britain; Greece;
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Paraguay; Peru; Suriname; Trinidad and Tobago; Uruguay; Venezuela. OCEANIA:
Australia; Fiji; French Polynesia; New Caledonia; New Zealand.
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5 2013
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92  pneurama
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eDitoriaL
Safety first and foremost
THIS SUMMER, many of us who work in the tyre sector will have noticed
numerous vehicles – perhaps parked along the seafront - that were still fitted
with winter tyres. It’s difficult to estimate how many, but it is certainly not a
phenomenon that can be ignored.
the specialist retailer
It means that there is still a lot to do to spread the culture of safety. The
is the first ambassador
reasons given in these cases are not always good ones and sometimes
for safety because he
sound like excuses. This could have something to do with the economic
has direct contact with
crisis, but in many instances the vehicles with winter tyres in the summer are
customers
not city cars used for trips to the supermarket, but high-powered vehicles.
The same vehicles their owners will drive on snow-covered roads, believing
that they have been smart to avoid removing winter tyres in August. Many
of them will continue to use the tyres until they are totally worn down; you
might think that this attitude is an exception but, on the contrary, it is one that is
all too widespread. The proof comes not only from police monitoring statistics,
but also from the fact that retreaders have problems obtaining casings that
can be retreaded because all too often the tyres have been used beyond repair.
Unfortunately, it is only when tragedy strikes that we realize the importance of
vehicle maintenance.
These reflections should not make us forget that the tyre sector has done a lot
for safety, but anyone who thinks that all the objectives have been achieved would
be mistaken: the phenomenon I mentioned above is an obvious demonstration of
this.
Assogomma and Federpneus will continue to do their part but an important
role is played by the specialist retailer. He is the one who has direct contact with
customers so he is the first ambassador for the culture of safety. This has led to
a few complications in addition to undoubted advantages with regard to outlet
management .
We know that the profession has become seasonal, with periods when twice the
workforce would be needed followed by moments of stagnation. There is also the
problem of stocks, insurance, the overlapping of private customers and leasing
companies. All questions that the specialist retailer must answer. This is why a
new chapter of the story has to be written. Institutions and suppliers must pay
more attention to the category: not to perpetuate the old corporate logic, but to
respond to much more general interests. Regulations and technology are evolving:
suffice it to think of the spread of on-board pressure monitoring systems, which
means that retailers will be required to have increasingly specific skills. Which
also means investments in employee training, information, equipment, logistics
and software.
But if we continue to allow amateurs to sell tyres that are, perhaps, of uncertain
provenance, are not homologated, contain aromatic oils that are prohibited by
law, people without the expertise and costs of a specialist, then inevitably all the
work that has been done on safety will be to no avail.
renzo servadei
pneurama 5 2013 
93
teCHniCaL reVieW
aez, Dotz, Dezent and enzo make wheels
that comply with the EU TPMS directive.
Since November 2012, all car models
launched on the European Union market
must be fitted with an automatic tyre pressure monitoring system (TPMS). From November 2014 onwards, this will apply also to
all newly registered cars, irrespective of the
date on which they entered the market. The
new directive demands even higher standards from the manufacturers of alloy wheels:
“If measuring systems are used, there must
be enough space on an alloy rim for mounting
the sensors so we have to take a large number of different versions into consideration
at the design stage”, said Norbert Frohner,
General Manager at AEZ Leichtmetallräder.
AEZ tackled this aspect immediately so that
it would be ready for the directive: “All the
sensors that are available on the market
have been tested for all our wheels”, Norbert
Frohner stated. In the area on www.alcar.it
reserved for customers and partners there
is detailed information about TPMS and the
entire range of ALCAR products. All OEM
sensors available on the market and the corresponding aftermarket systems have been
taken into consideration and they have been
tested also for compatibility by using a new
3D computer model. The ALCAR configurator and reports include the respective OEM
codes for TPMS. This also shows whether
the aftermarket systems by “Schrader” and
“Alligator”, with which ALCAR has begun a
profitable collaboration, can be used without
any complications. Data is updated in continuation.
Points, the international independent network of tyre specialists, has introduced its
latest private brand tyre WINTERSTAR 3. Like
its predecessors, Winterstar and Winterstar
2, the WS3 is also the result of collaboration with the research and development department of a major European manufacturer
and leader for the design and production of
winter tyres.
The new asymmetric tread pattern and
chemical formula for a compound that has
even more silica were created to improve
safety and driving comfort on all road surfaces, even at very low temperatures.
The WS3 has a completely redesigned tread,
with deeper grooves between the blocks and
differentiated block angles to fully exploit the
characteristics of the asymmetric design.
Innovative technologies were also used to
make the compounds, to improve handling
on dry, snow-covered and wet roads. At Italy’s latitudes a winter tyre has the serious job
of guaranteeing excellent performance on
very different surfaces but without neglecting
another important factor – driving comfort.
High density sipes and longitudinal grooves
around the circumference increase the
94  pneurama 5 2013
transmission of lateral and longitudinal forces against the snow to guarantee handling
and grip when braking.
Depending on tread width, the tyre has 3 or
4 wide longitudinal channels for excellent
water drainage outside the contact patch.
The different block sizes between the outside
and inside and the layout of the sipes parallel
to the drainage channels on the shoulders,
were designed to give a larger contact area
on the outside of the tread for improved stability and handling on dry roads. The WS3 is
available at retailers in the PointS network in
the main sizes from 13’’ to 17’’.
For its next winter collection oz has presented the MSW 77 wheel with a new finish: Matt
Dark Grey.
The new colour was created to further expand the car personalization concept during
the winter, when full silver wheels are normally used.
The Matt Dark Grey finish gives the car a
more expensive and complete look without
forsaking the characteristics typical of a winter wheel such as simplicity and being easy to
clean and maintain.
MSW 77 has 7 spokes embellished with the
“flame surfacing” effect, a special process
that enhances its sporty character.
It is available in the following sizes:
5x14” (4 and 5 holes), 6x15” (4 and 5 holes),
7x16” (5 holes) and 7.5x17” (5 holes).
Like all MSW wheels by OZ, MSW 77 is TÜV
homologated.
Kleber applies 100% butyl technology to the
entire range of inner tubes for agricultural
tyres
An inner tube plays a determining role in
the success of agricultural work that must
have safety and versatility. Kleber offers a
complete range with 100% butyl technology
to improve waterproofing and resistance to
tearing.
The new Kleber 100% Butyl agricultural inner
tubes adapt better to the limitations imposed
by pressure and deformation in the case of
water ballasting, for example. The Kleber
100% Butyl inner tube is also designed for
use with IF and VF technology tyres because
it adapts naturally to their considerable deformation.
For certain jobs like deep subsoiling, water
ballasting must be used to transmit all the
power to the ground, even with latest-generation vehicles. From a technical point of view
these uses are very demanding and the quality of the inner tube is essential for perfect
waterproofing, pressure with very little air
volume and for standing up to considerable
stress. Kleber 100% Butyl inner tubes limit
the risk of going completely flat and breaking the bead, they protect the rim from corrosion and tyres from chemical attack if the
liquid contains antifreeze or another additive.
They are suitable for viticulture equipment
because good ballasting means that the
centre of gravity can be lowered and stability
increased for agricultural machinery working on vineyard slopes. This range of inner
tubes can be used on almost all agricultural
machinery, with 90% coverage of directional
tyres for steering axles and tyres for harvesters. They also cover 45% of tyres with IF/VF
technology. Kleber also proposes 100% Butyl
inner tubes suitable for 2.15 metre sizes.
Continental has devised a new technology,
ContiSilent, for car drivers who want tyres
that guarantee not only high performance
but also silence. The new technology has
the job of reducing tyre noise in the cabin by
means of a coating glued to the tread at the
end of the tyre manufacturing process. This
special layer of foam considerably dampens
the sound waves created by the rolling tyre
and reduces the level of noise inside the
cabin by up to nine decibels, according to
the German manufacturer, regardless of the
road surface.
For all the other components of the tyre
and the tread profile normal manufacturing
standards have been applied to guarantee
the same braking, handling and wet grip performance.
Audi is the first company to adopt ContiSilent
in the ContiSportContact 5 P series for the
RS 6 Avant and RS 7 Sportback. The Audi RS
6 Avant will be fitted with the 285/30 ZR 21
size and the RS 7 Sportback with 275/30 ZR
21. Like all the other tyres designed for Audi
RS models, the ContiSilent versions will also
have the additional RO1 mark on the sidewall.
At Autopromotec Govoni presented a universal shock absorber remover fitted with a
locking system and safety valve.
It is used to separate the helical spring from
the rest of the suspension: the operation
takes only a few seconds by simply positioning the shock absorber and pressing the pedal. The two self-levelling arms make it easy to
work both on the conical and offset springs.
Thanks to its 300 mm stroke the machine can
be used also for the long shock absorbers on
cars and MPVs. With an operating pressure of
10 bar, the machine has a compression force
of 2452 kg without losing power. The aluminium alloy cylinder, nylon resin and fibreglass
prevent corrosion and oxidation of the part
inside the machine.
The front and side brace holders guarantee
easy substitution and positioning of the braces and clamp. The control pedal operates
only when the machine is connected to the
compressed air system. This is a guarantee
of safety as the machine can be disconnected
without any risk.
The machine is fitted with a locking valve that
prevents operation if the protection device is
open. It is also fitted with a handy tool holder
and weighs 74 kg.
Goodyear announced the launch of its TreadMax range of retreads at the same time as
the launch of the two new KMAX and FUELMAX ranges. Thanks to the insertion of new
tread patterns for retreads, Goodyear can
immediately offer an even more complete
range of hot-cured retreads that deliver performance levels similar to those of new tyres
and reduce operating costs.
Previously, tread patterns for new tyres were
available for the retreaded versions sometime after the launch of the range of new
tyres. The simultaneous presentation of the
TreadMax KMAX and FUELMAX ranges allows commercial vehicle operators to take
immediate advantage of the new tread patterns.
The new products available are steering
axle tyres TreadMax KMAX D and TreadMax FUELMAX D and trailer tyres TreadMax
KMAX T and TreadMax FUELMAX T. Steering
axle tyres are available in the 315/8022.5 and
315/7022.5 sizes, which will be joined subsequently by 295/80R22.5 and the 60 series.
Trailer tyres are available in the 385/6522.5
and 385/5522.5 sizes and subsequently in the
435/50R19.5 size in the FUELMAX T line.
Operators who use Goodyear tyres with Max
Technology (Marathon LH or Regional RH)
can benefit greatly from retreading by changing to the TreadMax KMAX and FUELMAX
tread patterns. To ensure high quality tyres,
TreadMax retreads are made only from Goodyear tyres with Max Technology: the same
materials, tread patterns and technologies
as the corresponding new tyres. This means
that they deliver performance levels that are
similar to those of new premium tyres.
Firestone has presented the new Maxi Traction Combine for farming: a tyre designed to
reduce downtimes during harvesting season
thanks to the very high load capacity. Suitable for harvesting machinery of any weight it
causes minimum impact on the soil.
“It is especially for cyclic field operations that
the Maxi Traction Combine is top of the class.
At a higher inflation pressure, a cyclic load
can be increased by up to 70% compared
to normal maximum load. This greatly improves farming efficiency” said Harald Van
Ooteghem, Senior Manager Marketing Planning Commercial Business Unit, Bridgestone Europe.
The Maxi Traction Combine features the exclusive Dual Angle Lug technology designed
to improve traction, reduce soil disturbance,
and give better self-cleaning, allowing the
farmer to cover more ground in less time,
thereby increasing productivity and protecting the soil.
Gebhardt, the European manufacturer of
tyre and wheel storage systems, has expanded its first tyre container EC-01 with
the addition of the ECOTIRErack series.
With its new in-house designed racks Gebhardt offers customers a complete programme to meet the trend towards increasingly different and larger tyres. The standard size of 239.5 cm in width and 125 cm
in depth means that the new containers are
compatible with all market standards. The
new ECOTIRErack by Gebhardt is available
for the vertical or mixed “fishbone” storage of tyres. All the load supports are also
compatible. With the standard version three
containers can be stacked or four with the
new reinforced version.
To develop the new ECOTIRErack, Gebhardt
applied its multiyear experience to optimize
the new load supports: models EC-11 and
EC-31 for vertical storage have slightly larger corner elements to increase the stability of the side wall, which has an additional
support that makes it possible to change
the height of the racks to be inserted. This
increases flexibility because tyres of different sizes can also be stored vertically.
BKt is ready to launch Earthmax SR 41, a
new OTR radial tyre designed specifically for
articulated dumpers to improve efficiency
and performance levels during difficult
worksite jobs. The new tyre was developed
on the basis of the technology used for the
previous Earthmax SR 40 model. It has a
new tread pattern with reinforced connection
bridges for greater block rigidity and stability.
Block geometry was specifically designed to
ensure more traction, a fundamental characteristic for articulated dumpers operating
on ground and in conditions that are particularly difficult. Available in sizes 29.5 R 25 and
26.5 R 25, Earthmax SR 41 is an all steel tyre.
The structure and casing made with belts of
several steel plies, guarantee greater resistance to aggression such as puncturing and
the penetration of foreign bodies. These are
particularly important characteristics when
faced with obstacles that could expose the
tyres to serious risk of puncturing or casing
damage. Earthmax SR 41 tyres have a very
deep tread (classified E4 - 50% deeper than
standard) which increases the life of the tyre.
The new model has less space between the
blocks and also reduces the risk that stones
or foreign bodies become trapped in the
tread. The product is available in two versions: with a compound that is particularly
cut resistant for use on rough ground with
various kinds of debris, and a “standard”
compound for mixed applications.
At the 2013 International Car Show in Frankfurt, apollo Vredestein presented its latest
winter tyre, Wintrac Xtreme S, together with
many other Vredestein tyres all mounted
on cars prepared by Hamann, the prestigious German tuner. For many years Apollo
Vredestein has been working with different
partners. After Giugiaro Design, the company now boasts partnerships with various car personalization brands, the most
recognizable of which is certainly Hamann
Motorsport GmbH. The structure of these
new winter tyres made by Vredestein guarantees grip also at high speeds. Vredestein
Wintrac Xtreme S features the new Internal
Sipe Locking Technology (ISLT), which ensures that the sipes that are essential for
perfect grip on snow and ice do not undergo
any deformation, even at high speeds. They
also interlock - for more precise steering
– even when the tyre is subjected to strong
lateral forces when cornering. Thanks to
its Y speed rating, this tyre can be used on
certain sizes for speeds of up to 300 km/h.
Also at the stand in addition to Wintrac
Xtreme S was the special Vredestein
Ultrac Vorti R “Hamann edition” tyre.
A technology devised by Apollo Vredestein specifically for Hamann Motorsport
GmbH allows small series of brand logos
to be vulcanized onto tyres.
Dunlop has presented a new tyre dedicated
to sports bikes: SportSmart2. A tyre with
high technological content, SportSmart²
aims to deliver better handling, optimized
dry and wet grip, durability and stability
at high speeds and all without neglecting
comfort.
The technology at the basis of SportSmart²
was developed by Dunlop’s European Research and Development Department and
is the evolution of successful products like
the D212 GP Pro, designed to meet the high
performance requirements typical of modern motorcycles while at the same time improving the driving experience of less recent
models.
Wet performance has been implemented
thanks to a new tread pattern that features
an “upside down V” in the centre which
improves drainage. The new compound on
the shoulder of the rear tyre is composed
entirely of high dispersion silica to help wet
grip, whereas grip on dry roads is ensured
in a wide range of operating temperatures
by the use of liquid polymers and resins.
The Steel JointLess Belt (JLB) construction
of the front tyre improves handling, stability
and performance up to 300 km/h, while the
new shape increases handling for fast cornering and a constant drive line, with stability when braking on corners and less shimmy sensitivity. Lastly, Multi-Tread technology gives better mileage thanks to the hard
compound designed for the central section,
while the silica compound on the shoulder
improves grip. 
pneurama 5 2013 
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Dati rilevati da DEKRA nel gennaio 2011. Misura pneumatico: 195 / 65 R15 91T; Vettura: Golf V; Località: Svizzera; rapporto n. CPF1101
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