Progetto Finalizzato ‘CLIMAGRI’ II° Workshop “Cambiamenti climatici e agricoltura” Roma, 3-4 Aprile 2003 Monitoraggio della siccità e dei processi di desertificazione Antonio Brunetti, Luca Salvati Ufficio Centrale di Ecologia Agraria Ministero delle Politiche Agricole e Forestali Roma 1 In questa presentazione… 1. 2. 3. 4. “Siccità” e “Desertificazione” Perché spesso insieme? Come si definiscono? Siccità come fenomeno ricorrente “normale” Siccità possibile causa di desertificazione Siccità, Vulnerabilità e CC Climagri 3.1 2 Parliamo di siccità e desertificazione La siccità, “Una assenza prolungata o una marcata deficienza di pioggia”, è un fenomeno “ricorrente” La siccità è un evento estremo La siccità può essere accentuata dai CC e allora può costituire elemento di desertificazione La desertificazione è un processo di trasformazione (degrado) di un’area o di un territorio. 3 Siccità “normale” e “anomala” I periodi siccitosi appaiono come un fenomeno meteorologico ricorrente dei nostri climi. Tuttavia, i cambiamenti climatici portano ad una alterazione dei regimi pluviometrici e pertanto determinano periodi siccitosi più lunghi e intensi rispetto all’atteso. La siccità, se così modificata, può dunque innescare fenomeni di desertificazione. Il nostro interesse è lo studio del regime ‘normale’ della siccità e la quantificazione della sua variabilità nell’ottica dei cambiamenti climatici. 4 Ancora sulla siccità I principali aspetti della siccità: • Frequenza (numero dei periodi siccitosi per anno • Durata (numero di giorni per ogni periodo di siccità) • Entità (bilancio tra precipitazioni ed evapotraspirazione durante il periodo siccitoso) * 5 Monitoraggio della siccità in Climagri 3.1 Indicatori meteo-climatici: SPI, periodi consecutivi di non pioggia Indicatori climatico-ambientali: Acqua disponibile nel terreno (AW) Il contributo del telerilevamento (NDVI e PRS) * 6 Perché differenti indicatori? La siccità è un fenomeno complesso e non può essere descritta da una sola grandezza; Ogni grandezza può descrivere soddisfacentemente situazioni locali, ma è necessario ottenere una descrizione d’insieme del fenomeno; Deve essere evidenziata la variabilità del fenomeno ‘siccità’ nella sua complessità, e ciò è favorito dall’uso di differenti indicatori che portano un aumento del contributo informativo; Attraverso il confronto dei risultati possono essere scelti gli indicatori che meglio si prestano come strumenti operativi. 7 Indicatori di siccità: metodologie usate Tipo di Metodo indicatore Durata periodi Meteosecchi climatico MeteoSPI climatico MeteoRiduzione delle precipitazione climatico ClimaticoAW ambientale Spazializ Records Progresso Anni zazione MacroAree Campioni considerati analizzati Analisi Stazione Italia 128 meteo (soprattutto Sud) stazioni 40-50 > 300000 50% Stazione meteo Sud Italia 25 stazioni 40-50 > 10000 40% Stazione Italia 122 meteo (soprattutto Sud) stazioni 40-50 > 300000 20% Regione 253 regioni agraria Sud Italia agrarie 20 > 200000 40% 8 Lunghezza dei periodi siccitosi: metodologia - Periodi dell’anno superiori o uguali a 10 giorni consecutivi con piogge inferiori o uguali a 6 soglie di precipitazione: 0, 1, 3, 5, 8, 10 mm. - Dati provenienti da 128 stazioni delle reti AM, UCEA e SIMN. - Serie storiche disponibili con variabile, da 24 anni a 50 anni consecutivi. - Tracciato record: contiene l’anagrafica dei periodi siccitosi identificati con il giorno, il mese, l’anno di inizio e di fine, nonché le caratteristiche della stazione in cui il periodo stesso è stato rilevato. -Calcolo della durata dei periodi siccitosi intesa come numero di giorni consecutivi con ammontare di precipitazione giornaliera inferiore o uguale ad una data soglia. - Calcolo dell’entità della siccità inteso come ammontare di pioggia caduta (tale ammontare è nullo, ovviamente, quando la soglia di precipitazioni considerata è 0 mm). - Calcolo della frequenza intesa come numero di eventi siccitosi avvenuti per stazione e per anno di studio. 9 Periodi siccitosi: metodologia - I periodi siccitosi secondo le varie soglie descritte sono determinati solo se tutti i giorni che vi appartengono presentano il dato di precipitazione valido. - Verifica manuale dell’anagrafica di tutti i periodi siccitosi per le varie soglie computate. Sono stati individuati valori chiaramente anomali dal dataset. - Il dataset disponibile è rappresentato da circa 300.000 records. - Le statistiche che vengono qui presentate, se non diversamente riportato, si riferiscono alla soglia di 5 mm di pioggia. 10 Stazioni meteo incluse nell’analisi 11 Siccità: frequenza percentuale dei periodi siccitosi secondo soglie di precipitazione definite Giorni 10 - 14 15 - 19 20 - 24 25 - 29 30 - 34 35 - 39 40 - 44 45 - 49 50 - 54 55 - 59 60 - 64 65 - 69 70 - 74 75 - 79 80 - 84 85 - 89 90 - 94 95 - 99 0 mm 54.703 22.898 10.748 4.843 2.662 1.451 0.863 0.503 0.327 0.254 0.206 0.136 0.076 0.088 0.067 0.039 0.030 0.027 1 mm 48.334 23.658 12.111 5.797 3.613 2.102 1.214 0.788 0.601 0.362 0.281 0.267 0.145 0.140 0.136 0.082 0.075 0.072 3 mm 42.216 23.169 13.027 7.272 4.604 2.806 1.820 1.208 0.968 0.588 0.431 0.397 0.238 0.214 0.193 0.112 0.120 0.108 5 mm 38.034 22.053 13.354 8.397 5.261 3.460 2.408 1.581 1.246 0.810 0.599 0.525 0.374 0.300 0.277 0.198 0.176 0.095 8 mm 32.923 20.446 13.110 9.308 6.255 4.089 3.148 2.219 1.768 1.202 0.999 0.687 0.589 0.459 0.428 0.343 0.308 0.194 10 mm 30.223 19.140 12.683 9.531 6.623 4.488 3.525 2.647 2.188 1.550 1.257 0.860 0.780 0.618 0.588 0.441 0.411 0.307 12 Soglia: 0 mm Frequenza eventi 60 50 40 30 20 10 13 9 12 9 soglia: 10 mm 35 30 25 20 15 10 5 13 13 9 12 9 11 9 0 Cl as si 15 -1 9 25 -2 9 35 -3 9 45 -4 9 55 -5 9 65 -6 9 75 -7 9 85 -8 9 95 -9 9 10 9 Frequenza eventi Esempio di distribuzione dei periodi siccitosi per numero di giorni consecutivi con precipitazioni inferiori a soglie definite. 11 9 Cl as si 15 -1 9 25 -2 9 35 -3 9 45 -4 9 55 -5 9 65 -6 9 75 -7 9 85 -8 9 95 -9 9 10 9 0 Correlazione con posizione geografica delle stazioni Correlazione significativa tra numero medio di giorni siccitosi e quota: r = 0.20 24 22 20 18 16 14 12 10 0 500 1000 1500 Quota (m) 2000 2500 12 10 Correlazione significativa tra numero medio di eventi siccitosi per anno e quota: r = 0.29 Eventi/anno Giorni di non pioggia (Media) 26 8 6 4 2 0 14 0 500 1000 1500 Quota (m) 2000 2500 Correlazioni con posizione geografica delle stazioni Giorni di non pioggia (media) 30 Correlazione molto significativa tra numero medio di giorni siccitosi e latitudine: r = 0.60 25 20 15 10 5 0 35 40 Latitudine 45 50 Correlazione significativa tra numero medio di eventi siccitosi per anno e latitudine: r = 0.19 Eventi per anno (media) 12 10 8 6 4 2 15 0 35 40 45 Latitudine 50 Correlazioni con posizione geografica delle stazioni Giorni di non pioggia (media) 30 Assenza di correlazione tra numero medio di giorni siccitosi e longitudine: r = 0.08 25 20 15 10 5 0 5 7 9 11 13 Longitudine 15 17 19 21 Assenza di correlazione tra numero medio di eventi siccitosi per anno e longitudine: r = 0.01 Eventi per anno (media) 12 10 8 6 4 2 0 16 5 7 9 11 13 Longitudine 15 17 19 21 Lunghezza media dei periodi siccitosi in 128 stazioni meteo 17 Numero medio di giorni consecutivi con piogge < 5 mm Lunghezza dei periodi siccitosi: serie storica Anno (media mobile) 30 20 10 1950 1960 1970 1980 1990 Il decennio 1991-2000 si caratterizza come anomalo rispetto al quarantennio 1951-1990. 2000 18 Entità della precipitazione durante i periodi siccitosi Anno (media mobile) Precipitazione media (mm) nei periodi siccitosi 8 6 4 2 1950 1960 1970 1980 1990 2000 La diminuzione delle precipitazioni durante i periodi siccitosi è costante nell’ultimo cinquantennio. Il decennio 1991-2000 si configura come particolarmente anomalo 19 rispetto al periodo precedente. Frequenza dei periodi siccitosi per anno Anno (media mobile) Periodi siccitosi per anno 16 14 12 10 8 6 1950 1960 1970 1980 1990 2000 Il numero medio di periodi siccitosi (> 10 giorni consecutivi) è costante nel periodo 1951-2000. L’ultimo decennio si configura come piuttosto anomalo rispetto 20 al periodo precedente. Standardized Precipitation Index (SPI) - viene utilizzato per monitorare un deficit di precipitazione; - è un indice standardizzato e può confrontare stazioni climatologicamente differenti; - necessita di serie storiche lunghe (almeno 30 anni) e prive di dati mancanti (almeno 95% dei dati validi). * 4 3 2 SPI 1 0 -1 -2 21 stazione A.M. di Palerm o Punta Raisi -3 1962 1966 1970 1974 1978 1982 anno 1986 1990 1994 1998 Classificazione dei valori di SPI e formazione di una scala di entità della siccità Valore di SPI Entità della siccità >2 Estremamente umido Da 1.5 a 1.99 Molto umido Da 1.0 a 1.49 Moderatamente umido Da -0.99 a 0.99 Nella norma Da -1 Moderatamente secco a -1.49 Da -1.5 a -1.99 Molto secco < -2 Estremamente secco 22 Variazione dell’indice SPI medio annuo (1960-2000) SPI medio annuo 0.8 0.4 0 -0.4 -0.8 -1.2 1960 1965 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 L’ultimo decennio si caratterizza come periodo in media siccitoso; la riduzione dell’indice SPI medio annuo nelle 25 stazioni considerate segue un andamento non lineare e fortemente significativo. 23 Variabilità di SPI medio annuo (1960-2000) 1.2 SPI annuo (dev. st.) 1.1 1 0.9 0.8 0.7 0.6 0.5 0.4 1960 1965 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 La variabilità dell’indice SPI aumenta costantemente e manifesta i valori massimi nell’ultimo decennio. 24 I periodi più secchi Periodo 1961-1965 1966-1970 1971-1975 1976-1980 1981-1985 1986-1990 1991-1995 1996-2000 SPI medio 0.037 0.041 0.255 0.324 0.388 -0.155 -0.460 -0.617 25 3° Indicatore: ANALISI DELLE SERIE TEMPORALI di dati pluviometrici Presupposto - ogni serie storica consiste di: 1) un pattern sistematico (trend, stagionalità, ciclicità) 2) fattori di disturbo (errori, noise) Scopo: a) identificare la natura del fenomeno b) Valutare la tendenza della variabile descritta nella serie temporale. 26 DATI PLUVIOMETRICI • 122 stazioni meteo • in Italia Centro-Meridionale • precipitazioni giornaliere • periodo 1951-2000 LOCALITA’ AVEZZANO PESCARA AVEZZANO FUCINO (ATT.) CAMPO IMPERATORE ALIANO MATERA POLICORO LATRONICO MATERA TRECCHINA POTENZA FERRANDINA MONTE SCURO CALOPEZZATI CARAFFA CATANZARO VIBO VALENTIA LAMEZIA TERME CAPO SPARTIVENTO BONIFATI REGGIO CALABRIA CROTONE PAOLA REGGIO CALABRIA CATANZARO SIBARI COSENZA TREVICO NAPOLI CAPODICHINO CAPRI PONTECAGNANO GRAZZANISE PIANO CAPPELLE CAPO PALINURO NAP OLI ROMA CIAMPINO ROMA COLLEGIO ROMANO ROMA CENTOCELLE LATINA ROMA URBE ROMA EUR BORGO SAN MICHELE PRATICA DI MARE ROMA FIUMICINO VITERBO MONTE TERMINILLO FROSINONE PONZA GUIDONIA CAPRAROLA TORRE OLEVOLA VIGNA DI VALLE MONTE GUADAGNOLO CIVITAVECCHIA TERMOLI CAMPOBASSO CAPRACOTTA GIOIA DEL COLLE MONTE SANT'ANGELO FOGGIA AMENDOLA CANDELA REGIONE Abruzzo Abruzzo Abruzzo Abruzzo Abruzzo Basilicata Basilicata Basilicata Basilicata Basilicata Basilicata Basilicata Basilicata Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Calabria Campania Campania Campania Campania Campania Campania Campania Campania Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Lazio Molise Molise Molise Puglia Puglia Puglia Puglia PR AQ PE AQ AQ AQ MT MT MT PZ MT PZ PZ MT CS CS CZ CZ CZ RC CS RC CZ CS RC CZ CS CS AV NA NA SA CE BN SA NA RM RM RM LT RM RM LT RM RM VT RI FR LT RM VT LT RM RM RM CB CB IS BA FG FG FG LOCALITA’ VIESTE BARI PALESE MARINA DI GINOSA FOGGIA MARTINA FRANCA BRINDISI GROTTAGLIE S. MARIA DI LEUCA PALASCIA LECCE TARANTO CAGLIARI CAPO CARBONARA CAPO SAN LORENZO ASINARA TEMPIO PAUS ANIA FONNI MONTE SERPEDDI' CAPO CACCIA PERDASDEFOGU MACOMER OLBIA ISILI CARLOFORTE CAPO BELLAVISTA ORIS TANO OLBIA COS TA SMERALDA DECIMOMANNU CAGLIARI ELMAS GUARDIAVECCHIA CARLOFORTE ISOLA CAPO FRASCA ALGHERO TRAP ANI BIRGI PIETRANERA FINALE AUGUSTA PALERMO BOCCADIF. CATANIA FONTANAROS. CATANIA SIGONELLA STROMBOLI SANTO PIETRO PRIZZI SIRACUSA SALINA (ATT.) PANTELLERIA GELA LAMPEDUSA MONTE ETNA PALERMO PUNTA RAISI GIBILMANNA USTICA SALINA COZZO SPADARO TRAPANI CHINISIA LICATA SCIACCA LIBERTINIA MARSALA ENNA MESSINA REGIONE Puglia Puglia Puglia Puglia Puglia Puglia Puglia Puglia Puglia Puglia Puglia Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sardegna Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia Sicilia PR FG BA TA FG TA BR TA LE LE LE TA CA CA CA SS SS NU CA SS NU NU SS NU CA NU OR SS CA CA SS CA CA SS TP AG PA SR PA CT CT ME CT PA SR ME TP CL AG CT PA PA PA ME SR TP AG AG CT TP EN ME 27 DESTAGIONALIZZAZIONE (Makridakis & Wheelwright, 1989) La variabilità di una serie temporale consiste di quattro diverse componenti: 1) una componente stagionale (St), 2) una componente di trend (Tt), 3) una componente ciclica (Ct), 4) una componente di errore. - Le componenti ciclica e di trend sono solitamente combinate in una componente trend-ciclica (TCt). - La variabilità di una serie temporale si può valutare attraverso un modello additivo: Xt = TCt + St che fornisce: - calcolo di indici mensili di stagionalità (I) della serie originale; 28 - calcolo della serie destagionalizzata, per valutarne il trend. Procedure di calcolo: serie delle medie mobili - calcolo della serie delle medie mobili, di ordine pari al periodo in cui si valuta la stagionalità (serie originale a cadenza mensile, stagionalità da stimare su base annua: media mobile di ordine 12). t n 1 2 Mt x i t n 2 i Dove xi = i-esimo valore della serie originale n = ordine della media mobile n La serie delle medie mobili ottenuta non presenta variabilità stagionale, poiché ogni valore è il risultato della media di un’intera stagione (nell’es.: se la media mobile è di ordine 12, per ogni valore mensile si calcola la media annuale dell’anno che lo comprende “al 29 centro”). Calcolo degli indici di stagionalità (I) della serie originale Xt La serie delle medie mobili viene sottratta dalla serie originale St=Xt - Mt In questo modo, nella serie risultante (St), viene massimizzata la variabilità stagionale. Questa serie viene successivamente utilizzata per il calcolo di fattori mensili, calcolati come media dei valori appartenenti al medesimo mese. S n Ik j n jk Dove Ik = indice di stagionalità del mese k Sjk = media mobile relativa al mese k dell’anno j n = numero di valori della serie relativi al mese k30 Calcolo della serie destagionalizzata Dt Infine, ogni valore della serie originale viene “stagionalmente corretto” sottraendovi l’indice di stagionalità di pertinenza. D X I Dove Dt = valore della serie destagionalizzata al tempo t Xt = valore della serie destagionalizzata al tempo t Ik = indice di stagionalità relativo al mese k La serie risultante è una serie destagionalizzata, che si ottiene per rimozione della componente stagionale dalla serie originale. 31 RISULTATI DELLA SCOMPOSIZIONE STAGIONALE Season Results of SEASON procedure for variable ORIGINAL Additive Model. Equal weighted MA method. Period = 12. Period 1 JAN 2 FEB 3 MAR 4 APR 5 MAY 6 JUN 7 JUL 8 AUG 9 SEP 10 OCT 11 NOV 12 DEC Seasonal index .695 .455 .400 -.626 -1.048 -1.261 -1.288 -1.337 -.230 1.467 1.547 1.224 32 RISULTATI DELL’ANALISI DEL TREND Regressione annuale • Il 79% delle 122 serie pluviometriche destagionalizzate mostra un coefficiente di regressione annuale negativo. • Il decremento pluviometrico annuo medio è di 3,6 mm. • Visto l’arco temporale coperto dalle serie, il decremento complessivo medio è di 135 mm. • Queste prime evidenze vanno chiaramente confermate solo dopo l’elaborazione di modelli non lineari e statisticamente significativi. 33 AW come indicatore di siccità: metodologia • Periodo di riferimento: 1980-2002. • Area di studio: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. • AW è indicatore delle condizioni di umidità dei terreni in relazione alle loro caratteristiche pedologiche. • E’ adatto ad una valutazione delle condizioni di carenza idrica, soprattutto per colture agrarie non irrigue. • E’ disponibile per decade e per regione agraria. • La regione agraria è una rappresentazione del territorio proposta dall’ISTAT e descrive il territorio italiano in funzione di aree ad agricoltura omogenea. 34 Andamento medio di AW per decade e regione (1980-2001) 180 Campania Basilicata Puglia 140 Calabria mm Sicilia 100 Sardegna 60 Decade 34 31 28 25 22 19 16 13 10 7 4 1 20 35 Andamento dell’AW nelle regioni agrarie del sud Italia (1980-2001) Un esempio per due aree campione Messina (Sicilia) 100 AW (mm) 90 Caratterizzazione delle regioni agrarie con trend negativo di AW 80 70 20 00 19 98 19 96 19 94 19 92 19 90 19 88 19 86 19 84 19 82 19 80 60 Montagna del Matese (Campania) Ripartizione delle 94 regioni agrarie con trend negativo di AW 120 100 Regioni costiere Regioni montane 90 80 20 00 19 98 19 96 19 94 19 92 19 90 19 88 19 86 19 84 36 19 82 19 80 AW (mm) 110 Province, e relativo numero dei mesi, in cui si è verificata una diminuzione dell’AW (1980-2001) Brindis i Reggio C. Lecce P alermo Mes s ina Salerno Cas erta Catanzaro Cos enza Napoli 0 1 2 3 Numero di mesi 4 5 6 37 Scarto dell’AW (2002) dalla media climatica (1980-2001) per decade Campania 60 60 Basilicata 40 Puglia Calabria 30 mm mm 20 0 -40 br e Se tte m Lu gl io M ag gi o ar zo M G en na io br e Se tte m Lu gl io ag gi o M M io en na G ar zo 0 -20 -30 Sicilia Sardegna 40 60 40 mm mm 20 20 -20 br e 38 Se tte m Lu gl io ag gi o M M io en na G br e Se tte m Lu gl io ag gi o M ar zo M G en na io 0 ar zo 0 Telerilevamento in Climagri 3.1 Studio delle variazioni dell’indice telerilevato di verde (NDVI) in aree test in risposta a stress idrici. Le aree test sono aree a vegetazione omogenea (siti permanenti - PRS) in cui l’indice NDVI viene monitorato con cadenza decadale. * 39 L’attività di ricerca in Climagri linea 3.1 Il gruppo di lavoro - UCEA, Roma Dr. Antonio Brunetti - Dipartimento di Biologia, Trieste Prof. Enrico Feoli - Consorzio ITA Dr. Aldo Giovacchini 40 GRAZIE PER L’ATTENZIONE! 41